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ASSEMBLEA A TORRIMPIETRA • CONFAGRICOLTURA SULLE RETI • SMART STREET • MECCANIZZAZIONE: TRINCIATO D’AUTORE • RINNOVO CARICHE DELL’ ANGA • NUOVA GUIDA AGRITURIST• IMPRESA DONNA: UN ANNO DOPO IL TERREMOTO


L’ E D I T O R I A L E 

Imu, un successo sul cammino verso la crescita

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opo mesi di grandi incertezze e soluzioni, a volte anche inedite, alle emergenze del Paese (dalla nomina dei saggi al secondo mandato del Presidente della Repubblica) l’azione di Governo lascia intravedere la volontà di intraprendere con impegno la strada della ripresa economica. L’esigenza di uscire dallo stallo politico ed economico, da parte dei cittadini e dei rappresentati di tutte le categorie ed organizzazioni, è urgente ed è stata manifestata in più circostanze: in occasione delle ultime elezioni – il cui esito è lo specchio di un profondo bisogno di cambiamento - nelle manifestazioni di piazza, ma anche in quelle virtuali: mai prima d’ora infatti il web era stato un così potente veicolo di informazioni e strumento di orientamento dell’opinione pubblica.Il Paese è ancora in uno stato di sofferenza, ma il Governo Letta sembra volersi muovere celermente per ricreare delle condizioni di crescita. Non è un caso che il primo Consiglio dei Ministri sui temi economici abbia affrontato uno dei nodi cruciali di questa fase della vita del Paese, la pressione fiscale, sulla cui assoluta priorità con tanta forza ed impegno abbiamo richiamato costantemente l'attenzione. La decisione del Governo di sospendere il pagamento dell’Imu è per noi un grande risultato, un segnale importante, sia per ridare ossigeno a famiglie e imprese, sia per cominciare a ricostruire quel senso di fiducia nelle istituzioni, progressivamente eroso in questi ultimi anni.Dopo i quattro maxidecreti varati in materia fiscale dal precedente Governo, che avevano assestato un colpo durissimo alle aziende e ai contribuenti, è arrivata finalmente una notizia positiva e rilevante per il mondo agricolo, di cui si comincia a riconoscere il potenziale e l’ “effetto volano” che può avere per il sistema economico. Il timore che la sospensione dell’Imu non coinvolgesse anche il settore agricolo è stato infatti scongiurato: il rinvio dell’imposta riguarderà anche terreni e fabbricati rurali. Dal canto nostro, continueremo il lavoro incessante per la tutela delle imprese, per supportare la loro crescita e creare nuove opportunità. Confortati dalle prime prese di posizione ed azioni del ministro Nunzia De Girolamo, alla quale abbiamo rivolto e ribadiamo i nostri ringraziamenti per l'attività che sta dimostrando di voler intraprendere per la tutela e la valorizzazione del mondo agricolo. L'azione delle Istituzioni sarà, in questa fase più che mai, cruciale e determinante per la nostra ripartenza. Restando in materia fiscale, si pensi anche alla lotta all’evasione, che può avere un impatto notevole sull’erario e quindi sulle tasche dei contribuenti. Confidiamo in una volontà politica che si sta dimostrando convinta e concreta, consapevoli che saranno le verifiche economiche sulla copertura finanziaria ad incidere sull’effettiva realizzabilità dei provvedimenti legislativi.Quello che stiamo vivendo, lo sappiamo, è un periodo complesso e particolarmente difficile, ma non per questo privo di opportunità. Ciascuno di noi, anzi, è chiamato a garantire il suo contributo ed il suo impegno, con intensità ancora maggiore. «Non è perché le cose sono difficili che non osiamo farle, è perché non osiamo farle che diventano difficili». Parole di Seneca che devono rappresentare un monito, un invito ad un agire che può realmente contribuire a cambiare ed orientare il futuro. Al quale non dobbiamo smettere di guardare con la massima e più convinta fiducia possibile. Mario Guidi

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SOMMARIO L’EDITORIALE Imu, un successo sul cammino verso la crescita Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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APERTURA DENTRO LA CRISI A Torrimpietra si programma il cambiamento Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 La polizza arriva sul territorio Luciano Nieto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI

«Proteggiamo l’agricoltura» Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36

Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it

Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950 Pubblicità

FOCUS ACADEMY Non solo lobby Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 Il sentiment degli agricoltori Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15 Superare il bicameralismo Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 Cosa si muove nella società Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20 Il futuro della rappresentanza Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22

Via Monte Rosa, 19 20149 Milano Tel. +39.02.4694949 - 48018114 Fax +39.02.4693172 milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing CLAUDIO PIETRAFORTE

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ZOOM MECCANIZZAZIONE Il trattore vince la crisi Claudio Pietraforte. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52

Trinciato d’autore Barbara Mengozzi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54 Fienagione a 360 gradi Barbara Mengozzi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58

Rubriche ATTUALITÀ TERRITORIO Le PMI agricole fanno rete Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 La furia del tornado Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26

Notiziario Energia Biologico .......41 Mappamondo Spagna Eolico .......46 Organizzazione Assemblee .......63 Anga Rinnovo cariche .............67 Formazione E-learning ...........70

PRIMO PIANO ASSICURAZIONI Non solo grandine Fabio Tracagni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28

Over 60 Ruolo nonni ..............72 Agriturismo Facebook ...........78

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APERTURA DENTRO LA CRISI

A Torrimpietra si programma il cambiamento La relazione di Guidi all’assemblea 2012 ha avviato un percorso di rinnovamento che prosegue. Il 12 giugno si tiene il nuovo appuntamento confederale di Gaetano Menna

l 12 giugno si tiene l’assemblea di Confagricoltura. Un anno dopo si torna a Torrimpietra (Roma), presso l’agriturismo “Corte di Arenaro”. Quello vissuto è stato un anno turbolento, segnato dalla crisi. Nel precedente appuntamento il presidente Mario Guidi aveva indicato “cinque mosse per innovare”: cambiamento di mentalità (siamo dalla parte delle imprese e non dello Stato); impegno capillare sul territorio; cambiamento della rappresentanza; nuovo ruolo dei diri-

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MONDO AGRICOLO|MAGGIO |MAGGIO2013 2013 6|6| MONDO AGRICOLO

genti (far crescere la professionalità); nuovo modo di lavorare (la piattaforma web, ne è un esempio). Da lì era partito il giro d’Italia del presidente e del direttore generale Luigi Mastrobuono, per una condivisione della relazione che, di fatto, era un documento programmatico. In questi 365 giorni molte cose sono avvenute; dall’ attenzione crescente all’internazionalizzazione, alla costituzione di Agrinsieme, ai progetti realizzati da team partecipati dalla struttura territoriale e che cambieranno ancor più l’Organizzazione, aprendo a nuovi servizi ed iniziative per venire incontro alle diversificate esigenze della base associata; e ancora, dal rinnovato sito, all’avvio della piattaforma web come strumento di lavoro dell’Organizzazione. A proposito di Internet, da un po’ di tempo si sta sperimentando sul sito di Confagricoltura (www.confagricoltura.it) lo strumento del “sondaggio”, per avere il polso sul “sentiment” delle imprese. Certo i risultati che scaturiscono vanno presi con le molle, e poi non tutti coloro che accedono al sito confederale sono agricoltori. Però possono emergere utili elementi di riflessione. D’altronde il sondaggio Web piace anche al premier. Infatti, al termine della due giorni di riunione informale dei ministri presso l’abbazia toscana di

Enrico Letta al convegno di Confagricoltura “Alimenta il PIL” del 12 febbraio 2013

Spineto del 12-13 maggio, Letta ha annunciato che, sul versante delle riforme costituzionali, il governo chiederà il parere dei cittadini attraverso Internet; un modo per testare le volontà degli elettori su argomenti importanti e decisivi per il futuro del Paese. La speranza per il popolo della rete è proprio quella che non si ripeta quanto già successo con il governo Monti, capace di ignorare quasi tutte le richieste che provenivano dai cittadini, come l’abolizione delle province, il taglio dei costi della politica e del numero di parlamentari. Il nuovo governo, che vede assieme PD e PDL, sembra rispondere alle attese delle imprese agricole. Nel son-


Sono stati 365 giorni intensi: dall’internazionalizzazione, ad Agrinsieme, ai progetti

I ministri del governo Letta presso l’abbazia di Spineto

daggio avviato dal sito di Confagricoltura (chiuso il 19 marzo, cioè prima dell’affidamento dell’incarico a Letta per Palazzo Chigi) era infatti emerso che il 54% dei frequentatori era a favore di un esecutivo di coalizione tra PD e PDL. Il 28% dei partecipanti al sondaggio avrebbe voluto invece un governo del Presidente della Repubblica formato da tecnici, il 14% un governo guidato da M5S e MAGGIO 2013| MONDO AGRICOLO |7


APERTURA DENTRO LA CRISI

Il ministro per le Politiche Agricole Nunzia De Girolamo con il presidente della Comagri Paolo De Castro

il 4% una coalizione tra PD e M5S. È un segnale chiaro che si auspicava una soluzione che desse stabilità alle imprese e che permettesse di avviare finalmente le riforme. Enrico Letta, sembra comprendere le necessità della società e dei settori produttivi; e nel suo discorso alla Camera per la fiducia, ha sottolineato esplicitamente: «Di solo risanamento l’Italia muore. Dopo più di un decennio senza crescita, le politiche per la ripresa non possono più attendere. Semplicemente: non c’è più tempo… Senza crescita e coesione l’Italia è perduta. Il Paese, invece, può farcela, ma per farcela deve ripartire. E per ripartire, tutti devono essere motori di questa nuova energia positiva. L’architrave dell’Esecutivo sarà l’impegno a essere seri e credibili sul risanamento e sulla tenuta dei conti pubblici». Ancora un sondaggio. Confagricoltura ha chiesto di indicare quale – tra quelli elencati – fosse il problema più urgente da affrontare. Dopo i primi giorni, in cui la riforma elettorale 8| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2013

sembrava avere la precedenza assoluta, la maggior parte dei partecipanti all’indagine ha indicato la riduzione fiscale come prioritaria. Sono seguiti la riforma elettorale, votata dal 28%, poi gli incentivi e le agevolazioni alle imprese, votati dal 16%. Infine, è stata attribuita la stessa importanza alle misure per favorire le assunzioni ed a quelle per la semplificazione, votate dal 12% dei partecipanti al sondaggio. I visitatori del sito confederale hanno fortemente auspicato un alleggerimento fiscale, prezioso sulla via della ripresa e dello sviluppo. Sulla stessa lunghezza d’onda il neoministro per le Politiche agricole Nunzia De Girolamo che, da subito, ha espresso la propria contrarietà sulla tassazione Imu dei terreni e dei fabbricati strumentali per l’attività agricola. Nella conferenza stampa del 17 maggio – indetta dopo l’approvazione del decreto del governo di sospensione del pagamento della rata

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Le risposte degli “internauti”: il web si rivela una virtuale agorà. Sempre più verde di giugno dell’imposta - ha dichiarato: «Ho molta sensibilità verso questo tema che rientrava nel mio programma elettorale. L’Imu sui fabbricati strumentali è una patrimoniale mascherata…Questo è un ministero che più di altri ha bisogno di politica».Intanto il 14 maggio in Confagricoltura si è tenuto un seminario sulle principali novità fiscali, che hanno un forte impatto sulle imprese, quali l’accatastamento dei fabbricati rurali, la nuova Tares e l’evoluzione normativa Imu e si è evidenziato come la pressione fiscale freni la crescita. L’evento è stato mandato in diretta streaming sulla web tv di Confagricoltura ed ha registrato un elevato numero di collegamenti. Segno che l’argomento è, come suol dirsi, di scottante attualità. E il web si è rivelato ancora una volta una virtuale agorà. Sempre più verde, analizzando la crescita degli ac cessi del sito confederale.

SODDISFAZIONE PER LA SOSPENSIONE DELL'IMU AGRICOLA

Plauso di Confagricoltura alla decisione del governo di sospendere il pagamento della rata di giugno dell’Imu per i terreni ed i fabbricati rurali. Da sempre l’Organizzazione è impegnata a contrastare una tassazione iniqua perché colpisce i beni strumentali indispensabili all’attività d’impresa. Attende ora l’abolizione dell’Imu agricola. Coglie positivamente l’atteggiamento del governo e del ministro De Girolamo che si sono dimostrati attenti, da subito, a questa problematica. Finalmente si comincia a comprendere che, per far ripartire le imprese agricole, bisogna alleggerire la pressione fiscale. Non va dimenticato che, nel 2012 l’aggravio, rispetto al gettito Ici e Irpef 2011, è stato di circa 366 milioni di euro (tra l’altro ben al di sopra dei 210 milioni individuati dall’Esecutivo). Una cifra insostenibile per un settore sempre più in difficoltà, che crea pesanti problemi alla gestione aziendale, con forti ostacoli alla crescita ed alla produttività. Per questo Confagricoltura ha più volte sollecitato il governo ad intervenire con decisione sulla materia, a cominciare dalla restituzione dell’extragettito, in attuazione della “clausola di salvaguardia” prevista dalla legge. «Adesso – come ha detto Paolo De Castro - bisogna intervenire sulla tassazione di società agricole di capitali che il governo Monti aveva messo a bilancio e invece erano catastali».


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Non solo lobby Il presidente Guidi: «La rappresentanza delle imprese deve cambiare e generare fiducia e credibilità. Con una classe dirigente formata e preparata che sia specchio degli imprenditori» di Gabriella Bechi

Il servizio fotografico di Confagricoltura Academy è stato curato da Daniele Zerbo

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a rappresentanza è ancora all’altezza delle imprese? E qual è il ruolo dei corpi intermedi in un momento in cui l’antipolitica sembra attraversare la nostra società? Se ne è discusso nell’ultimo appuntamento dell’ Academy di Confagricoltura, il luogo a volte fisico a volte virtuale, dove i dirigenti dell’Organizzazione si ritrovano per studiare e comprendere le dinamiche della nostra società, civile ed economica. La prima Academy fu fatta a Taormina, nel marzo del 2012. “Da allora - ha detto il presidente Guidi introducendo i lavori - sono cambiate tante cose, a cominciare dai nostri interlocutori. Per questo abbiamo organizzato questo confronto, che servirà a farci comprendere se oggi il nostro ruolo è ancora all’altezza dei tempi, se siamo stati capaci di stare al passo con la velocità del cambiamento”. In realtà Confagricoltura ha cominciato a discutere di questo argomento più di anno fa. Perché forse prima di altri ha voluto interrogarsi sull’adeguatezza dei modelli di rappresentanza nei confronti delle imprese. Una rappresentanza che

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da tempo, a livello nazionale o locale, sembra aver perso di fiducia e di credibilità. “Questa riflessione è fisiologica – ha spiegato Guidi - ogni volta che si insediano un nuovo presidente e una nuova giunta. Noi però ci siamo incrociati in una crisi finanziaria e politica di portata inaudita, che ha colpito anche la nostra compagine associativa, modificandone comportamenti e interessi. E in qualche modo siamo stati costretti a spingere l’acceleratore.” Da qui il dibattito, che quest’anno ha


Mario Guidi

visto la Confederazione impegnata a tutti i livelli in vari progetti, su ciò che chiedono le aziende, socie o no. Servizi o lobby? Entrambe le cose: servizi sempre più diversificati e una lobby più forte.“Ma i servizi sono essi stessi lobby - chiarisce il presidente Guidi - . Servono a creare e mantenere una base solida, che poi la lobby aiuta a crescere.Tutto questo lo deve fare la classe dirigente, a tutti i livelli, che oggi deve essere adeguata e preparata a questo nuovo compito. Dobbiamo diventare bravi dirigenti, almeno quanto siamo bravi imprenditori;

mazione – ha continuato il presidente – e sono le Organizzazioni che devono curare quella dei propri dirigenti. Anche la base deve crescere, senza interpretare l’incarico come trampolino di lancio per fare altre cose. Bisogna dobbiamo essere professionalizzati, dare l’esempio di quale sia la vera vosenza che questo ruolo diventi per noi cazione dell’Organizzazione. Se vouna professione. Alla fine del manda- gliamo essere lo specchio delle necesto (ed è per questo che è stato voluto sità dei nostri imprenditori, non dobil limite di due, con tutte le difficoltà di biamo dimenticare che noi siamo gli ricambio che spesso ciò comporta) ci associati. Io per primo sono socio di deve essere la voglia di ritornare in Confagricoltura”. azienda” Oggi, però, non c’è più spa- Con lo sguardo rivolto al futuro, l’Azio per l’improvvisazione. “Serve for- cademy di Confagricoltura ha richia-

«Essere professionalizzati senza che il nostro ruolo diventi una professione»

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FOCUS ACADEMY

se e non della rappresentanza stessa. Che rappresenti categorie, interessi, mercati. E sopratutto le imprese di ogni dimensione, aiutandole tutte ad evolvere e le più piccole a diventare del miglioramento dell’associazioni- più forti. Senza avere paura di cambiare. smo economico”. L’Academy ha rimarcato come le or- “Se la Wilkinson avesse continuato a ganizzazioni siano - al contrario dei fare spade come nel ‘700 – ha parapartiti e delle istituzioni territoriali frasato Guidi - non sarebbe diventata (con le Province sempre più margi- la grande multinazionale di coltelli e nali, le Regioni in difficoltà finanzia- rasoi di oggi. Dobbiamo recuperare rie e i Comuni bloccati dal patto di fiducia e credibilità o meglio generastabilità) - un forte collante sociale, re fiducia e credibilità. Cogliere il con specificità uniche, che potranno messaggio di cambiamento che c’è accrescere la loro incidenza nei pro- nel sistema, facendoci portatori di cessi decisionali, in un percorso una comunicazione positiva, usando orientato allo sviluppo, di settore e di un linguaggio semplice, combattere il “mito” della decrescita positiva. Racsistema. Una rappresentanza, dunque, che sia contare la storia di un’agricoltura di specchio degli interessi delle impre- versa”.

«L’associazionismo si rafforza con dialogo costruttivo e strategie condivise»

Luigi Mastrobuono

mato l’attenzione su possibili innovazioni sul fronte istituzionale ed elettorale in particolare, finalizzate a garantire la massima efficienza del sistema politico, anche al fine di valorizzare il ruolo dei corpi intermedi. Gli interventi dei relatori e il dibattito che ne è scaturito hanno dimostrato come oggi la rappresentanza continui ad essere un prezioso tramite tra territorio, imprese, comunità sociali ed ogni livello d'Istituzione governativa. “Sappiamo - ha detto il direttore generale Luigi Mastrobuono - quanto il settore primario sia fondamentale per il nostro sistema economico e quanto possa essere in grado fornire un aiuto tangibile per uscire dalla crisi, a patto che venga dato nuovo slancio al sistema agroalimentare nazionale. Confagricoltura, in queste come nelle prossime occasioni a cui sta lavorando, vuole riflettere sulle specificità del suo ruolo, dialogando tanto al suo interno, quanto con gli interlocutori esterni con cui si trova ad operare. Il momento storico è particolarmente delicato ed è bene riflettere su strategie opportunamente calibrate e condivise, a tutto vantaggio 12| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2013

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IL FENOMENO DEL “MOVIMENTO 5 STELLE”

Come si pone la rappresentanza di fronte al “Movimento 5 Stelle”? Fabio Bistoncini, imprenditore e esperto di relazione istituzionali, grande conoscitore del sistema politico e della rappresentanza, invita a capire il contesto in cui è esploso il fenomeno, caratterizzato da alcuni elementi che hanno investito tutti i sistemi a capitalismo avanzato. Primo fra tutti, la secolarizzazione della società, ovvero la perdita di fede assoluta di fronte a qualsiasi fonte e l’ acquisizione della consapevolezza della capacità di critica. Poi la “mediatizzazione”, che è uno forte strumento di aggregazione, più di protesta che di proposta. E poi ancora, la “disintermediazione” e la conseguente moltiplicazione dei centri decisionali; l’incremento delle “arene di policy”; l’influenza crescente degli stakeholders; la maggiore competizione tra i gruppi d’interesse. In questo contesto i corpi sociali intermedi sono entrati crisi in tutta Europa, ma la situazione in Italia è più drammatica, perché la rappresentanza degli interessi finora è stata concentrata in pochi soggetti. Per avere successo nel futuro occorre avere obiettivi, strategie e tattiche. Questo vale per tutti. A maggior ragione per le Organizzazioni di rappresentanza, che hanno perso o smarrito la loro strada. La complessità è il paradigma dei prossimi anni. Quale sarà il futuro associativo? Il collateralismo è finito; la competizione si fa sull’aggregazione degli interessi. L’interesse generale esiste e va perseguito, ma non bisogna dimenticare che è frutto anche della mediazione tra interessi particolari. Questo è il momento di fornire una policy, non emendamenti. Vince chi propone contenuti, non chi ha relazioni più forti; chi ha una strategia generale e un’attività a livello locale. Chi è capace di stringere alleanze, anche con altri gruppi di interesse; di ascoltare e poi decidere, perché non è più tempo di mediazione. Chi si basa su una leadership coltivata. Chi adotta un sistema di coerenza e trasparenza, ma soprattutto di “accountability”, ovvero di verifica del raggiungimento degli obiettivi. (G. B.)


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Il sentiment degli agricoltori Pagnoncelli ha presentato l’indagine Ipsos sulle percezioni degli associati. Due imprese su tre ritengono che il peggio debba ancora arrivare, malgrado la crisi duri da circa cinque anni di Elisabetta Tufarelli

L’

Academy è stata l'occasione per riflettere a 360° e in maniera approfondita sulla situazione politica ed economica, ma non solo. I tempi e le dinamiche cambiano velocemente e Confagricoltura li deve seguire con altrettanta immediatezza, come ha sottolineato il presidente Mario Guidi: “Per un’associazione di rappresentanza è importante la percezione

che hanno gli associati e su questa dobbiamo costruire la nostra politica sindacale, anche se non sempre la realtà corrisponde alla percezione”. E da questo, con la barra puntata al nuovo scenario in cui operano i corpi intermedi e le associazioni, Confagricoltura è partita, esaminando, – attraverso una ricerca commissionata a Ipsos sui propri associati – il sentiment degli imprenditori agricoli, le loro aspettative e la loro visione del futuro. MAGGIO 2013| MONDO AGRICOLO |15


Nando Pagnoncelli

L’indagine, presentata da Nando Pagnoncelli, ha descritto un campione di impresa preoccupato, più del resto della popolazione, della crisi attuale. Infatti, ben due imprese su tre ritengono che il peggio debba ancora arrivare, malgrado, come mette in evidenza Pagnoncelli, la crisi duri da circa cinque anni. Se il 16%, una su sei delle imprese associate intervistate, negli ultimi due/tre anni, ha pensato all'ipotesi di una chiusura dell'attività (in particolare le imprese del sud, con un basso numero di dipendenti), il 51% non ha mai avuto preoccupazioni di sorta e il 33% non ha preso in considerazione questa ipotesi, anche se ha avuto seri timori. Nei prossimi 12 mesi, poi, le preoccupazioni diminuiscono, l’ipotesi della chiusura si allontana ed è ritenuta «improbabile» dal 77% del campione, mentre il 13% la ritiene ancora «probabile». La crisi morde più forte il mondo agricolo? Certo è che l’insoddisfazione per l’andamento economico della propria attività è molto elevata: un quarto degli imprenditori intervistati si dichiara «per niente soddi16| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2013

sfatto», mentre il 41% si definisce «poco soddisfatto». La ricerca sottolinea come questa situazione induca a seguire strategie passive. L'84% delle aziende, infatti, non assumerà nuovi dipendenti da qui a un anno. E, in caso di assunzione, intende affidarsi in prevalenza a contratti temporanei (solo l’1% si rivolgerà a quelli a tempo indeterminato). Pagnoncelli osserva che l’imprenditoria italiana in generale soffre di nanismo e, pur consapevole della necessità di fare sistema, è in qualche modo frenata nel fare network. Colpisce il fatto che, nonostante la crisi, il 75% delle imprese agricole – nemmeno quelle in

Il pessimismo induce a strategie passive. Non ci si aggrega , non si investe, non si assume

difficoltà – non prevede di attivare forme di aggregazione. Il mondo agro-alimentare ritiene che ci sia uno scarso interesse da parte del mondo politico, istituzionale e dei media verso le imprese agricole (per ben il 90% il livello di attenzione è scarso o nullo) e anche i cittadini appaiono distanti. A proposito delle le associazioni di rappresentanza, il campione ritiene che, anche se non sono riuscite a tutelare pienamente il settore, la loro importanza in futuro sarà costante o in crescita. Nel contempo quello agricolo è un mondo che si sente fortemente legato ai destini dell’Italia o dell’Europa che non pecca di localismo. A proposito dei limiti attuali e delle strategie per il settore agricolo il sondaggio individua i limiti del Paese nella scarsa qualità della politica e della Pubblica Amministrazione (secondo il 63% degli intervistati). Problema valutato persino più grave di fisco e tassazione (61% del totale), che però diventano prioritari se ci si riferisce al settore agro-alimentare (59%, mentre l’inadeguatezza della politica e PA sono indicati dal 48%). Al futuro governo si chiede nell’immediato una lotta alla contraffazione ed una riduzione della pressione fiscale, mentre nel medio termine c’è maggiore enfasi sul credito e, nuovamente, sulla riduzione delle tasse, per le famiglie e per le imprese. Per quanto riguarda il proprio settore, poi, rispondendo a quale sia l’elemento su cui puntare per uscire dalla crisi risalta la forte attenzione alla qualità della produzione espressa dal 63% degli intervistati, seguono la ‘green economy’ e la creatività e l’innovazione continua, si ritiene meno importante puntare sui settori altamente tecnologici. 


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Superare il bicameralismo Dice il prof D’Alimonte: «Non basta fare la riforma del sistema elettorale; bisogna pensare ad un nuovo modello di governo» di Elisabetta Tufarelli

i sono riforme ineludibili. Come quella di dare al Paese un sistema di regole che permettano di votare con la ragionevole aspettativa che dalle urne esca una maggioranza in grado di governare”. Lo ha sottolineato il professor Roberto D’Alimonte, docente di “Sistema politico italiano” presso l’Università Guido Carli-LUISS di Roma, nel suo intervento all’Academy di Confagricoltura, che ha analizzato i movimenti della società italiana e le possibili risposte della politica. Per il professor D’Alimonte non basta fare la riforma del sistema elettorale; piutto-

C Roberto D’Alimonte docente di “Sistema Politico Italiano” presso la Luiss

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sto bisogna pensare a un nuovo modello di governo. Dal risultato elettorale, infatti, giunto alla politica una forte richiesta di cambiamento, che va accolta. Le elezioni che hanno dato vita all’attuale Parlamento sono state le più ‘volatili’ della storia della Repubblica italiana, dal 1948 ad oggi, perché più di un elettore su due ha modificato il proprio voto. Secondo l’analisi del professore e del Centro Italiano Studi Elettorali, comparando 279 elezioni, in 16 Paesi, nell’arco di tempo compreso tra il 1945 e il 2013, quelle italiane sono il terzo caso più elevato di cambiamento elettorale, dopo quello delle elezioni in Grecia nel 2012 e in Spagna nel 1982. Prima d’ora, questa ‘volatilità’ , in Italia, si era manifestata, non a questi livelli, solo nel 1948 e nel 1994. Di fronte a questo risultato, la riforma

«Dopo il voto bisogna avere la certezza di dare subito un governo al Paese» del sistema elettorale diventa la priorità. “Non si può tornare a votare con questo sistema, che non demonizzo – spiega il professore -. Il ‘porcellum’ ha dei difetti, anche tecnici, ma il principio del premio di maggioranza non è sbagliato di per sé; quello che non va è utilizzare questo sistema elettorale avendo due Camere che danno la fiducia al Governo. Neppure se venisse introdotto il premio nazionale al Senato come era nel progetto originale del 2005”. Quindi: “La prima riforma da fare è l’abolizione del Senato o, almeno, la sua trasformazione in una Camera delle autonomie che non dà la fidu-

cia – osserva –. Abbiamo bisogno di un sistema elettorale, qualunque esso sia, per una Camera sola”. Il superamento del bicameralismo, dunque, è prioritario per avere un assetto istituzionale che dia, dopo la consultazione elettorale, la certezza di avere un governo subito. E quale sistema elettorale adottare? Il professor D’Alimonte fa tre ipotesi: il modello francese dei collegi uninominali a due turni con l’elezione diretta del Presidente ella Repubblica; quello italiano, utilizzato per Comuni, Province e Regioni, con l’elezione diretta del capo dell’Esecutivo e il premio di maggioranza; ma anche l’attuale “porcellum” (dopo l’abolizione del Senato) con il doppio turno e il voto di preferenza. “Qualunque soluzione va bene – conclude – ma è arrivato il momento  di decidere”.


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Cosa si muove nella società Dibattito con gli opinionisti Giuliano Ferrara e Antonio Polito per comprendere come sta cambiando il Paese e come deve mutare la politica di Gabriella Bechi

osa si è mosso nella società italiana? E quali sono le possibili risposte della politica? Ne hanno parlato all’Academy di Confagricoltura due firme importanti del nostro giornalismo, Giuliano Ferrara, direttore de ‘Il Foglio’ e Antonio Polito, editorialista del ‘Corriere della Sera’, insieme a Nicola Porro, vicedirettore de ‘Il Giornale’, che ha moderato i lavori della giornata. Due, a parere di Ferrara, i fenomeni che stanno percorrendo nel profondo la nostra società: la scuola ha cessato di educare le generazioni (la televisione ha alfabetizzato, ma il web ha diseducato) e non si fanno più figli. E senza figli il senso del futuro e di appartenenza diventa molto astratto e disincarnato. Due dati che rendono complicata la crisi europea e in particolare quella italiana, perché altri Paesi, come la Francia, sono riusciti a invertire la tendenza.

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“Il nostro problema più profondo è questo – ha detto Giuliano Ferrara - . Quello più ravvicinato è che avevamo un sistema politico che non ha retto, percorso da ogni forma di decomposizione corruttiva del tessuto istituzionale, su cui si è innestato il progetto di distruzione e ricostruzione attraverso la magistratura e il suo potere di supplenza. Invece di uno stato di diritto che sradica la corruzione, abbiamo avuto la corruzione dello stato di diritto, fenomeno decisivo degli ultimi venticinque anni. Tutto si è incastrato intorno a questa pregiudiziale, senza la quale non si comprendono i fenomeni politici degli ultimi anni. Il sistema rifiuta l’outsider, ma anche l’insider. Quando è arrivato Monti non c’è stata la solidarietà e l’appoggio né dei poteri forti, né della base sociale. Il presidente del Consiglio è stato lasciato solo a fare il “lavoro sporco’, come intervenire sul mercato del lavoro e sulle pensioni”. Ma secondo il direttore de ‘Il Foglio’, in questo contesto c’è stato uno spartiacque: il discorso di Napolitano alle Camere. Non solo per quanto riguarda il duro rimprovero ai partiti per non essere riusciti a fare un governo, ed al tempo stesso a chi attaccava i partiti. Ma soprattutto per il richiamo alle forze sociali a fare il loro mestiere. Chiede Ferrara:“Cosa stanno facendo le imprese italiane? Siamo sicuri che non ci sia assenteismo da parte di una parte dell’imprenditoria italiana di fronte ai doveri di sviluppo del Paese? Tutti chiedono tutto, sempre e soltan-

to ai poteri pubblici . Riduzione delle tasse, credito, misure e provvedimenti di ogni genere, ma pochi per esempio sfruttano realmente le opportunità del mercato del lavoro. L’economia o riparte da sé, o non riparte. Potremo fare qualunque governo, ma se non ricominciamo a fare figli, a riacculturarci, se non capiamo che certi consumi non hanno più senso, se non ci decidiamo ad affrontare la crisi sociale, che è anche necessaria, non risolveremo niente. La vera rivoluzione la deve fare la società italiana”. Cosa è cambiato veramente in Italia negli ultimi vent’anni? Non ha dubbi Antonio Polito: “La vera novità è l’impoverimento e Grillo è il frutto maturo di questo cambiamento. Meno lavoro, meno energia, meno materiale. Impoverimento della società italiana, ma impoverimento solidale, cioè più poveri e più uguali”. Nessun Paese ha vissuto, come noi, quindici anni di stagnazione e cinque


dalla crisi che, come dice l’ideogramma cinese vuol dire anche trasformazione. Alla stagnazione si è accompagnata la crisi della democrazia rappresentativa. Le istituzioni non sono più in grado di produrre effetti. Sono quasi tre anni che non abbiamo un governo espresso dagli elettori. Questo è il segno inequivocabile della crisi della democrazia rappresentativa, che Grillo si propone di sostituire la democrazia del pubblico (piazza, gruppi di pressione)”. Un fenomeno, quello di Grillo, che Ferrara definisce grottesco, fondato sull’equivoco della rete (quelli che hanno votato alle primarie Rodotà come presidente della Repubblica si è scoperto erano poco più di 4.000!), a bassissimo contenuto ideologico (e per questo imparagonabile con il movimento della Lega), senza un progetto politico o sociale. Un movimento trasversale, che ha messo insieme persone con culture e idee opposte (ed è per questo che non può fare coalizioRoberto D’Alimonte docente di “Sistema ni, altrimenti si spacca); che grazie al Politico Italiano” presso la Luiss collegio uninominale, ha mandato in Parlamento degli sconosciuti (che si distinguono per la loro ignoranza). formano, è la vera emergenza del Pae- A proposito del governo Letta, che «Per far ripartire il Paese se. Non la percentuale di disoccupa- proprio nel giorno dell’Academy ha zione giovanile, che pure è un dato ricevuto l’incarico dal presidente delnon c’è altro modo elevato, ma comunque congiunturale. la Repubblica di formare il governo, che abbassare le tasse» Mentre quello dei ‘neet’ è un dato Ferrara dice: “Se fanno sul serio si vestrutturale intimamente legato all’in- drà subito. L’appello lanciato da Napodi recessione.Anche quelli che hanno dice di ereditarietà attesa: cresce con litano non era perché facessero un’inavuto delle recessioni più dure della un patrimonio familiare elevato e con tesa qualunque essa fosse. Se avvienostra, come la Gran Bretagna o gli una natalità bassa. Più risparmi ci sono ranno un programma di tipo riformaStati Uniti, siccome negli anni prece- in una famiglia e meno figli ci sono, torio, un principio di riscatto non è denti crescevano a ritmi sostenuti, più è probabile che ci siano dei neet”. impossibile. Se invece cominceranno non hanno pagato le nostre conse- Questo sta a significare che non si de- a dividere il salame a fette per acconguenze. vono sempre attribuire a fattori eco- tentare tutti, il rischio che in autunno “L’impoverimento relativo del nostro nomici comportamenti che invece so- l’Italia passi i suoi guai c’è”. Paese è drammatico – ha detto Polito. no attribuibili a fattori sociali.“ In que- Un po’ più pessimista Antonio Polito. Quando usciremo dalla crisi, e non è sti venti anni – ha spiegato il giornali- “Dobbiamo darci due - tre anni tempo cosa immediata, avremo perso il 7% sta - si è ridotto il risparmio delle fa- per cambiare. L’Italia non può vivere del Pil e questo riporterà i nostri red- miglie, si è ridotta l’attitudine a con- sul nulla per troppo tempo. Ci sono alditi alla metà degli anni’90. Abbiamo sumare, a fare figli , a scommettere sul- cune cose che questo governo deve fatto un grande balzo all’indietro. E la loro educazione, sul futuro. L’italia- fare subito, a cominciare dalla riforma questo ha risvolti sociali molto impor- no si sta rattrappendo. Diventiamo costituzionale. Ma per far ripartire il tanti. Il fenomeno dei 2 milioni di sempre più piccoli, più vecchi, spen- Paese non c’è altro modo che abbas‘neet’ (not in education, not in em- diamo sempre di più per nostra salu- sare le tasse. E questo richiede necesployment, not in training), ragazzi che te. Questo è il vero significato della sariamente un grosso intervento di rinon studiano, non lavorano e non si stagnazione, che è cosa ben diversa duzione della spesa pubblica”.  MAGGIO 2013| MONDO AGRICOLO |21


FOCUS ACADEMY

Il futuro della rappresentanza

da sinistra: Roscioli, Guidi, Porro, Regina e Gardini

di Elisabetta Tufarelli

on siamo rassegnati alle mille contraddizioni dell’Italia. Occorre attivare un rinnovamento profondo per cambiare la tempesta che ha travolto la politica tradizionale”. Questa, in sintesi, la posizione espressa da Aurelio Regina vice presidente Confindustria, Maurizio Gardini presidente Confcooperative, Giuseppe Roscioli presidente Confcommercio Roma e Mario Guidi presidente Confagri-

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Tavola rotonda con i vertici delle varie Organizzazioni a cui è stato chiesto: tutelare categorie, interessi o mercati?

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coltura, in occasione della Tavola rotonda, moderata dal vice direttore de Il Giornale, Nicola Porro,“Rappresentare categorie, interessi o mercati? Il futuro delle Confederazioni”, all’interno dei lavori dell’Academy di Confagricoltura. I leader delle Organizzazioni professionali hanno esaminato l’evoluzione dei sistemi di rappresentanza, tenendo presente che proprio la rappresentanza è l’unico collegamento tra territorio, imprese, comunità sociali e qualunque forma di

governo e che, al contrario dei partiti e delle istituzioni, rimane il ponte tra la società e gli interessi generali del Paese. Da ciò, evidentemente, la necessità di pensare, in modo decisivo, al riposizionamento dei soggetti della rappresentanza. L’Italia ha un costo del lavoro tra i più alti in Europa, con i salari più bassi. Non riesce a modernizzare il proprio sistema istituzionale. Impiega anni per promulgare leggi già vecchie. Ha una pubblica amministrazione incapace di rispettare perfino i


contratti sottoscritti. Ha bisogno di una stretta su moralizzazione, diritti e doveri. Queste per Confindustria, Confcommercio, Confcooperative e Confagricoltura le principali problematiche del Paese. La politica è in crisi, la gente pensa di non essere sufficientemente rappresentata dalle istituzioni e c’è stato in generale un impoverimento della classe dirigente.” I corpi intermedi saranno più utili di venti anni fa– ha detto Aurelio Reginase sapranno interpretare il cambiamento della nostra economia e della nostra società”. Per il vicepresidente di Confindustria oggi la priorità è l’Italia: “Quello che va bene per il Paese andrà bene anche per le imprese, a cui tocca esercitare un ruolo nelle politiche economiche e sociali. L’arroccamento corporativistico non ha futuro. Servono misure incisive e immediate, come avevamo indicato nel nostro ‘Manifesto per l’Italia’”. “Gli italiani si stanno sentendo più poveri, più vecchi, più sfiduciati e senza prospettive. Occorre uno scatto d’orgoglio per riscrivere i connotati del Paese”.

Lo ha messo in evidenza Maurizio Gardini, presidente Confcooperative, che ha aggiunto: “I corpi intermedi sono fondamentali se sanno interpretare il contesto e le necessità delle aziende. E’ necessario accompagnare le imprese, proporre riforme per liberare risorse: oggi se abbiamo la metà del mercato nazionale siamo fuori. Occorre contestualizzare insieme i problemi, perché noi imprenditori non ci rassegniamo ad una ‘decrescita felice”. Concorda Giuseppe Roscioli, presidente di Confcommercio Roma, che si sofferma sull’evoluzione dei sistemi di rappresentanza che devono essere più coordinati: “Chi dà occupazione se non le imprese? Chi fa aumentare il Pil? Le imprese – ha osservatohanno una grande responsabilità e il nostro compito è aiutarle a crescere e informarle sulle prospettive di mercato”. A proposito dell’esperienza di Rete Imprese Italia, a parere di Roscioli, si tratta di una forma di rappresentanza che racchiude più comparti per essere più rispondenti alle esigenze di oggi.  MAGGIO 2013| MONDO AGRICOLO |23


A T T U A L I TÀ T E R R I T O R I O

Roberto Poggioni

Le PMI agricole fanno rete Convegno di Federimpresa sull’agronetwork. Approfonditi gli aspetti civilistici e fiscali ed il programma confederale. Saranno avviati otto nuovi progetti entro l’estate di Gaetano Menna 24 | MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2013

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e imprese agricole, ancor più quelle a conduzione familiare, hanno bisogno di rinnovarsi, di trovare nuove modalità operative e sbocchi produttivi. Possono inserirsi in nuove relazioni di gruppo, superando le difficoltà individuali. Il modello della rete è perfettamente congeniale anche alle piccole e medie imprese». Lo ha detto Roberto Poggioni, presidente di Federimpresa, la Federazione che

raggruppa le imprese agricole a conduzione familiare aderenti a Confagricoltura e che ha promosso a Bentivoglio (Bologna) il convegno nazionale “Fare reti: nuove strategie d’impresa”. «Le reti che si caratterizzano per non avere limiti spaziali e confini operativi potendo essere anche intersettoriali, rappresentano – ha sottolineato Ezio Veggia, vicepresidente di Confagricoltura con delega sulla materia – un’opportunità strategica per sostenere e sviluppare processi di collaborazione fra aziende, agricole e non, e conseguire obiettivi di sviluppo che non sarebbero raggiungibili operando da soli». Il contratto di rete è una nuova forma giuridica nata nel 2009. Gli interventi dei consulenti tecnici (Maria Cristina d’Arienzo e Antonio Vincenzi) e le case history (di Debora Franceschini, Susanna Carocca, Gelasio Gaetani d’Aragona, Antonio Cesarini) ne hanno evidenziato alcune caratteristiche: reciproca indipendenza delle imprese; rapporti di filiera tendenzialmente più stabili; flessibilità delle relazioni che vengono a costituirsi tra aziende (dalla mera collaborazione, alla presenza di un’impresa leader, all’integrazione); nessuna finalità anticoncorrenziale; più valore alla forza delle idee. Nel corso del convegno è intervenuto anche il direttore di Confagricoltura Verona Luigi Bassani, che ha illustrato il nuovo programma avviato dalla Confederazione, di cui è capofila, per assistere le aziende associate nel “fare reti”. Si parte subito con la formazione di personale specializzato dell’Organizzazione che coadiuverà il territorio nel-


Poggioni: «Le imprese familiari hanno bisogno di rinnovarsi, di individuare nuovi approcci»

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la concretizzazione dei progetti inter-aziendali, nella sottoscrizione dei contratti tra le varie realtà aderenti e negli aspetti operativi (v. pag. 70, ndr). Confagricoltura prevede che vengano avviati otto nuovi progetti di rete prima dell’estate. Le conclusioni sono state del presidente Mario Guidi (intervenuto ai lavori assieme al presidente di Federemilia Guglielmo Garagnani ed al direttore generale Luigi Mastrobuono). «In agricoltura – ha ricordato Guidi abbiamo già un modello di aggregazione delle imprese, attraverso le organizzazioni di produttori e le cooperative a cui le aziende delegano la gestione del prodotto. Ma, come è stato sottolineato nel convegno di Federimpresa, il modello della rete è molto più agile e flessibile; permette di condividere informazioni, attività produttive, economie di scala, progetti di filiera, intersettoriali, di internazionalizzazione». «Come Organizzazione siamo pienamente consapevoli che occorre lavorare in maniera diversa – ha concluso -. Le imprese agricole sono più avanti di quanto si creda e sono pronte a investire in progetti di crescita.  Ne va del loro futuro».

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Il Consiglio Direttivo di Federimpresa

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A T T U A L I TÀ T E R R I T O R I O

La furia del tornado ’è un’emergenza territorio che non è più neanche emergenza, perché è strutturale, che non può più essere rimandata. Errani in Emilia ha proposto un piano di riassesto decennale del territorio. Finalmente sento parlare di interventi a lunga scadenza, al di là del contingente. Quella della messa in sicurezza e della manutenzione del territorio è una cambiale che il Paese deve cominciare a pagare». Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi nel corso delle visite – con il presidente di Confagricoltura Emilia Guglielmo Garagnani e di Confagricoltura Bologna Gianni Tosi - alla società agricola “Albo srl” dei fratelli Gianluca ed Alberto Pettazzoni a San Pietro in Casale (che ha subito danni per circa 4 milioni di euro) e all’impresa familiare di Loris Sarti e Loretta Gilli coadiuvati dal figlio Christian ad Argelato, in provincia di Bologna, che sono state devastate dalla calamità. In Emilia, si sono avuti danni complessivi

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Il presidente Guidi visita in Emilia le aziende devastate dalle trombe d’aria del 2 e 3 maggio. Danni per oltre 30 milioni di euro alle strutture. Preoccupano anche le frane di Gaetano Menna

Da sinistra: Guidi, Garagnani, Tosi e Pettazzoni

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per oltre 30 milioni di euro a fabbricati e strutture, per non parlare poi delle perdite in colture e raccolti. Assieme alla furia tremenda della natura, le violente grandinate, i danni indiretti per gli eccessi di pioggia che, in una zona martoriata dal terremoto, tra Bologna, Modena e Ferrara, ha aggiunto criticità su criticità. «Ho visto danni incalcolabili, con ripercussioni drammatiche, provocati da questi eccezionali eventi calamitosi che hanno devastato il territorio e le attività produttive – ha commentato Guidi - . Ma questo, come il terremoto, è un fenomeno imprevedibile, sconvolgente, la vera emergenza che adesso richiede risposte adeguate ed immediate». Come ha ricordato Guidi, c’è anche l’emergenza annunciata quella, delle frane e degli smottamenti. In Emilia Romagna si calcolano 30 mila frane


«La messa in sicurezza e la manutenzione del territorio è una cambiale da pagare» in vent’anni, ovvero circa 1500 frane all’anno. In pochi mesi, per la situazione di maltempo si è avuta una serie di eventi che superano la media che già di per sé è impressionante. C’è una provincia come Parma che è devastata dai fenomeni franosi. Vengono a valle terreni agricoli, vigneti. Si stima che in Emilia Romagna circa 90 mila edifici siano stati costruiti su accumuli di frane. Non si può convivere con migliaia di frane all’anno e danni incalcolabili. Duecento milioni di euro solo per i fenomeni più recenti. Ma non è un problema solo emiliano-romagnolo, bensì naziona-

le, di portata enorme, che non fa quasi più notizia, se non quando gli eventi calamitosi divengono particolarmente drammatici e luttuosi, come in provincia di Salerno, a Sarno, nel 1998, dove l'alluvione e la frana coinvolsero un centro abitato e si contarono 160 vittime. Ci chiediamo: cosa si è fatto in questi 15 anni per far fronte a tutto ciò? «Voglio portare all’attenzione del Presidente del Consiglio Letta e del ministro dell’Ambiente Orlando la questione del dissesto idrogeologico e del degrado ambientale, acuita dai cambiamenti climatici – ha concluso il presidente confederale -. Certo non si possono prevedere interventi eccezionali di messa in sicurez-

za di un territorio di così vasta portata, tutti e subito; cominciare a farli però con un piano definito mi sembra assolutamente indifferibile». «Appoggiamo con forza – ha dichiarato, dal canto suo, Guglielmo Garagnani la richiesta fatta dall' assessore regionale Gazzolo al governo di un piano decennale di messa in sicurezza e manutenzione del territorio e, con altrettanta forza e motivazione, ci candidiamo oggi, in rappresentanza del mondo agricolo associato ad essere l'attore coprotagonista nella fattiva realizzazione di questo piano. In questo modo si innescherà un circolo virtuoso economico per la custodia e la conservazione del suolo ad opera degli agricoltori. Per la prima volta infatti si affronta il tema della necessità di un'azione costante di manutenzione da svolgersi soprattutto nelle aree più fragili quali quelle montane e collinari. E i nostri agricoltori sono pronti ad attivarsi in azioni quali la sistemazione del reticolo di scolo, la piantumazione e manutenzione dei boschi ed il mantenimento della via bilità rurale».

Loris Sarti e Loretta Gilli

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PRIMO PIANO ASSICURAZIONI

Grandine non più sola Tra le novità della campagna 2013 l’esclusione dalla contribuzione pubblica delle polizze monorischio. Si punta ad una maggiore diffusione dello strumento assicurativo su tutto il territorio nazionale di Fabio Tracagni

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ino a ieri si parlava di assicurazione “grandine”. Con questo termine si indicavano tutte le polizze che servivano a coprire le colture soprattutto dai danni causati dalle grandinate. Probabilmente questa terminologia andrà lentamente a scomparire. Con quest’anno, infatti, le coperture dalla grandine non possono essere fatte se non accompagnate da altri rischi atmosferici. E’ questa una delle novità, forse la principale, introdotte dal decreto ministeriale che stabilisce condizioni e modalità per l’ammissione delle polizze assicurative alle agevolazioni comunitarie e nazionali per il 2013. In effetti il ministero, nella compilazione delle regole per quest’anno, ha

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voluto affrontare e cercare di risolvere alcune importanti problematiche, che caratterizzano il settore delle assicurazioni agevolate, come quello di dare maggiore diffusione allo strumento assicurativo su tutto il territorio nazionale (l’80% del valore assicurato è oggi allocato nelle sole regioni del Nord) e di ampliare il numero e le quantità delle colture assicurate (moltissimi sono i prodotti che oggi non vengono assicurati o lo sono, come i seminativi, in percentuali molto basse).Si punta poi a migliorare la distribuzione delle risorse pubbliche a disposizione, con un contenimento della spesa nell’ambito del budget ad oggi disponibile, (che è purtroppo limitato), a dare priorità all’innovazione delle tipologie contrattuali, per andare verso coperture assi-


curative di tipo “aziendale”(come d'altra parte raccomandato a livello comunitario), per arrivare, possibilmente nel 2014, alla polizza sul reddito dell’impresa agricola. Per arrivare a superare alcune criticità contingenti del mercato assicurativo riguardanti gli aspetti riassicurativi dei contratti a copertura di specifici eventi, prevedendo un intervento riassicurativo diretto di Ismea sui rischi catastrofali come il gelo, la siccità e l’alluvione, che hanno difficoltà a trovare una copertura sul mercato internazionale della riassicurazione. Nel particolare, vediamo quali sono le principali novità. La prima, è la più importante: l’esclusione dalla contribuzione pubblica delle polizze monorischio, che oggi rappresentano circa il 51% come numero di certificati ed il 31% dei premi, prevedendo l’ammissibilità agli aiuti solamente alle pluririschio (con due o più eventi) e alle multirischio sulle rese. In tale ambito è stata prevista anche un’importante rimodulazione delle aliquote contributive (fino all’anno scorso erano per tutti all’80%): per i contratti pluririschio con almeno due eventi (ad esempio grandine e vento, ma non è necessariamente obbligatorio questo abbinamento) la copertura contributiva è pari al 65% del parametro, che sale al 75% per le pluririschio con almeno tre eventi assicurati. Per le multirischio sulle rese il contributo rimane all’80% del parametro, al fine proprio di incentivarle.Tali contratti sono stati fra l’altro rivisti e garantiscono la copertura per tutti gli otto eventi assicurabili ammessi ad agevolazione e cioè tutte le avversità catastrofali (alluvione e siccità) e le altre avversità (colpo di sole con venti sciroccali, eccesso di neve, eccesso di pioggia, gelo, brina e sbalzi termici, grandine e venti forti). L’altra grande novità riguarda gli eventi catastrofali (sono tali la siccità e l’alluvione, ma nel 2014 sarà catastrofale anche il gelo), che

Ma sul tavolo del ministero vi sono anche delle proposte, ma che per richiesta esplicita delle Organizzazioni agricole dovrebbero diventare obbligatorie solo nel 2014, che riguardano l’inserimento di un termine massimo enpossono essere coperti solo nell’am- tro il quale devono essere stipulate le bito dei contratti multirischio sulle polizze per l’ammissibilità alle agevolarese. E’ un scelta che ha la finalità di zioni nazionali e comunitarie, così cospingere l’attuale sistema assicurati- me vi è l’intenzione di intervenire in vo agevolato verso coperture più vi- maniera drastica per dare una maggiocine alla polizza aziendale. re trasparenza al mercato. Cambia anche il sistema di calcolo dei D’altra parte con il 2014 entrerà in funparametri contributivi, che negli ulti- zione la nuova Pac, che, agli articoli dal mi due anni risultava essere non più 37 al 40 della proposta di Regolamenequo. Con questa campagna il Mipaaf to comunitario sullo sviluppo rurale, opererà una sorta di “reset” (l’utilizzo pone in primo piano gli strumenti di del futuro è obbligatorio in quanto il “risk management”. In sostanza con la calcolo verrà fatto dal Ministero a fine nuova Pac verrà ripreso nei contenuti campagna sulla base anche delle ri- e nella forma quanto già introdotto sorse finanziarie disponibili), dove il con l’“Health check”, che va in scaparametro contributivo sarà pari alla denza con il 2013, e cioè gli aiuti sulle tariffa media degli ultimi tre anni, con assicurazioni del raccolto, degli animaesclusione di quello in corso, per ogni li e delle piante e sui fondi di mutuacombinazione comune/prodotto/ga- lizzazione per le malattie degli animali ranzia. In caso di assenza della tariffa e delle piante e per gli incidenti ammedia storica, il parametro sarà pari al- bientali, ma con un elemento di forte la tariffa pagata sul singolo certificato. innovazione rappresentato dal riferiAi fini dell’ammissione alle agevola- mento al rischio di reddito attraverso il zioni pubbliche sono state, invece, so- ricorso allo strumento della mutualità. stanzialmente riproposte le produzio- In conclusione anche nel 2014 ci sani vegetali e animali presenti nel Piano ranno delle novità importanti, sopratAssicurativo dell’anno passato, con tutto perché si passerà da una gestione un’unica vera novità riguardante il set- con connotati più nazionali, anche se tore zootecnico, dove è possibile assi- con l’utilizzo di soldi comunitari procurare anche la mancata produzione venienti dall’Health check e dall’Ocm di latte bovino, intesa come riduzione vino, ad una quasi completamente codella produzione di latte dovuta a va- munitaria. Pur in una sostanziale conriazioni termo igrometriche elevate, ferma del quadro di misure, le agevolatali da determinare un calo di produ- zioni saranno infatti attivabili solo con zione giornaliera di almeno il 15%. risorse reperibili fra quelle disponibili nel II° pilastro (Sviluppo rurale), ancora tutte da definire sia a livello di comunitario, sia nazionale. Ma questo significa anche che si entrerà in un regime dove certe peculiarità del mercato assicurativo italiano dovranno lasciare il posto a regole comuni dettate da Bruxelles e dove i controlli di Agea e degli altri organismi pagatori regionali avranno maggiore  voce in capitolo.

Per incentivare le multirischio sulle rese il contributo rimane all’80% del parametro

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PRIMO PIANO ASSICURAZIONI

© Andrea Sampietro

La polizza arriva sul territorio

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Un servizio in grado di rispondere compiutamente alle necessità dei soci. La giunta ha approvato il progetto “SicurAgri” ed hanno preso avvio gli incontri per illustrarlo alla base di Luciano Nieto direttore Confagricoltura Pavia project leader del “Progetto SicurAgri”

a finalità generale del progetto - denominato “SicurAgri. Proteggiamo il futuro” – che è stato realizzato dall’apposito Gruppo di lavoro, risiede nella creazione di un servizio, diffuso a livello nazionale, regionale e provinciale, in grado di erogare attività di consulenza sul fronte delle coperture assicurative che si connoti come adeguato, capillare, omogeneo e competente. L’attuale panorama della fornitura di servizi assicurativi, da parte delle strutture territoriali di Confagricoltura, si presenta non del tutto omogeneo, sia in termini di risorse umane, sia materiali. Sono numerose, poi, le realtà locali in cui i servizi assicurativi non rientrano tra le attività svolte. Il progetto intende sviluppare un nuovo servizio di consulenza assicurativa a favore degli associati, con il duplice obiettivo di rispondere compiutamente ai loro fabbisogni in materia di coperture assicurative, tutelandoli nei confronti delle compagnie assicurative. La strategia di attuazione prevede l’evoluzione dell’attuale società di

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PRIMO PIANO ASSICURAZIONI

brokeraggio di Confagricoltura, denominata Gaa, nella nuova “Gaa 2.0” (chiamata, come nel linguaggio informatico, con lo stesso nome, ma indicando la sua evoluzione), con annessa rete distributiva e di consulenza, cui affidare il compito di erogare, migliorare o potenziare, ove presente, il servizio alle imprese, valorizzando all’interno dell’Organizzazione un settore da considerarsi strategico per il suo impatto non solo economico, ma anche di presidio e supporto agli associati. La finalità è di accrescere la capacità di risposta “integrale” ai fabbisogni della base associata, con un’attività a pieno titolo “consulenziale” nei confronti delle imprese, estranea a mere logiche di profitto e ricondotta a una visione globale del rischio d’impresa che tenga conto del possibile abbattimento dei costi di produzione. Il primo degli obiettivi specifici è rappresentato dal coinvolgimento

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Attività omogenea di assistenza che punta all’abbattimento dei costi aziendali dell’intero sistema confederale. Con l’approvazione del progetto da parte della giunta di Confagricoltura ha preso il via la fase di riscontro con i dirigenti locali attraverso incontri sul territorio. Finora il progetto è stato illustrato negli incontri di presentazione svoltisi a Napoli, a Cagliari e nel Lazio, che hanno consentito di acquisire utili indicazioni; ci si impegnerà anche all’adeguamento, ove necessario, degli statuti delle società di servizi agli standard richiesti dalle norme legislative. Il secondo obiettivo è la realizzazione di una rete operativa competente e adeguata. Due le modalità di intervento: l’acquisizione sul mercato di professionalità idonee e la realizza-

zione di percorsi formativi indirizzati a risorse interne, cioè a personale dedicato delle Unioni e delle Federazioni, o a nuove risorse da inserire, con particolare riguardo a soggetti neolaureati. Seguiranno la stipula di convenzioni a livello nazionale con compagnie di assicurazione ed il consolidamento dell’attività, con la stabilizzazione di un servizio di consulenza in grado di rispondere compiutamente alle esigenze delle imprese sul fronte assicurativo. La costituzione e l’avvio del nuovo modello operativo, con la formalizzazione della nuova società Gaa 2.0 e relativo organo dirigente, sono previsti entro giugno. L’ attuazione completa del progetto è prevista per il 2015. Entro la fine di quell’anno, il progetto di Confagricoltura si propone di coinvolgere almeno il 40% degli associati sul fronte  assicurativo.


PRIMO PIANO ASSICURAZIONI

Gaa nel sistema confederale

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La “Gestioni Assicurazioni Agricole srl” è la società di brokeraggio attiva dal 1981 per curare i rapporti assicurativi istituzionali di Confagricoltura. Oggi si rinnova

di Maurizio Bommarito

Una polizza studiata su misura per rispondere alle esigenze aziendali

dei rischi proposti da potenziali clienti non prima di aver esaminato attentamente il risk management aziendale: tale prassi consente l’individuazione di una “mappa” alla quale a Gaa srl – Gestioni Assi- si potrà sempre far riferimento e curazioni Agricole – è la comprendere a fondo le effettive esisocietà di brokeraggio na- genze, le criticità, e tutte le esposita nel 1981 per gestire i zioni alle quali una garanzia assicurarapporti assicurativi isti- tiva può rispondere con una polizza tuzionali di Confagricol- studiata e plasmata ad hoc. Grande attura; oggi si rinnova e punta ad esse- tenzione viene posta nella difesa del re partecipe del nuovo progetto assi- reddito aziendale, del patrimonio, curativo dell’Organizzazione che av- della tutela delle attività svolte e degli via quella che è stata definita, mu- investimenti ottenuti attraverso la tuando il linguaggio informatico, la contribuzione comunitaria oltre, co“Gaa 2.0” (v. pag. 30, ndr). Si occupa me necessario, nei confronti della di tutti i rami assicurativi, con una persona e dei propri familiari. specializzazione nel settore agricolo. L’esperienza maturata in questi anni Mutua Fima ed Agrigest sono stati i rende Gaa funzionale alle esigenze primi prodotti rivolti alla base asso- delle imprese. In particolare in queciativa di Confagricoltura e tutt’ora sti mesi si è avuto un riscontro molto vivono rinnovati ed aggiornati alle positivo in alcuni rami specifici quali normative vigenti. La longeva e profi- la grandine (e gli altri eventi atmosfecua collaborazione con molte delle rici riconosciuti), fideiussorio (rimpiù importanti compagnie del mer- borsi Iva-Psr): risposte pronte e miracato italiano, consente a Gaa di otte- te hanno caratterizzato l’intervento nere un “peso contrattuale” da valere di Gaa per molti agricoltori che le in tutte quelle situazioni difficili da hanno dato fiducia. Il “servizio assicugestire per il singolo cliente. La so- rativo” completa e qualifica – ed ancietà opera essenzialmente attraver- cor più potrà farlo in futuro - la già so le sedi periferiche di Confagricol- ampia proposta di Confagricoltura a tura in cui è presente. L’operatività tutela dei propri associati, ponendola oggi della società di brokeraggio si all’avanguardia nel panorama dell’ofesplica nella ricerca e mediazione ferta resa anche da altre Organizza con gli assicuratori per l’acquisizione zioni del settore.

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PRIMO PIANO ASSICURAZIONI

«Proteggiamo l’agricoltura»

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Luigi Gazzola è Managing Director di “VH Italia”, compagnia specializzata nel ramo dei rischi agricoli. «L’innovazione – dice – è la base del successo della nostra mutua in Europa» di Claudio Pietraforte

ott. Gazzola, VH si è presentata sul mercato italiano delle assicurazioni unicamente sul ramo dei rischi agricoli. Perché questa scelta? VH Italia è la rappresentanza italiana della Vereinigte Hagelversicherung VVaG, società cooperativa mutua di assicurazione tedesca, nata nel 1993 dalla fusione delle due principali mutue attive nel settore delle avversità atmosferiche per le produzioni agricole. La VH offre dal 1824 solo coperture assicurative contro le avversità atmosferiche a difesa delle produzioni agricole e intende mantenere questa specializzazione.

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VH Italia si è proposta nel nostro Paese come compagnia innovativa nei prodotti e nella loro gestione. È questa la chiave che ha permesso l’acquisizione di una quota importante del mercato italiano, certamente non facile per la presenza di posizioni consolidate di società assicuratrici con lunghe tradizioni? Quanto dell’esperienza che avete nella gestione dei ri-

«Sul mercato italiano l’esperienza acquisita all’estero nella gestione dei rischi atmosferici» schi atmosferici in altri Paesi vi è stata utile sul mercato italiano? L’innovazione è la base del successo della nostra mutua in Europa. Innovazione che prende spunto dalle tante realtà produttive agricole che incontriamo ogni giorno nei vari paesi europei dove operiamo. Il prodotto assicurativo sviluppato per un’esigenza di un imprenditore olandese o polacco può essere utilizzato nel resto d’Europa; l’incontro tra tecnici che operano in aree diverse che mettono a confronto le proprie esperienze può stimolare la risposta ad un problema locale. Il vantaggio competitivo che si ottiene porta a risultati immediati in termini di visibilità sul mercato. I competitor che hanno reagito investendo a loro volta in ricerca e innovazione sono riusciti a mantenere le loro quote, altri invece hanno relegato questo settore assicurativo ad un ramo di servizio. In ogni caso abbiamo contribuito a rivitalizzare questo settore. Ci risulta che in altri Paesi stiate sperimentando sistemi innovativi, in particolare nel campo delle perizie dei danni. Ce ne può parlare e quanto potrebbero essere utili per l’Italia qualora trovassero applicazione? Esistono tecnologie utilizzate in altri settori ormai consolidate, ma non applicate per la nostra attività. L’impiego di dati satellitari per l’osservazione del territorio può essere sfruttata per agevolare i periti nella loro attività, così come l’utilizzo di ortofoto scattate da droni o piccoli aerei può essere impiegato per la rilevazione dei danni che interessano ampie superfici. Quello che abbiamo già raggiunto è l’interazione in tempo reale, attraverso il nostro applicativo, del cliente (attraverso l’intermediario) con la direzione di Verona e con il corpo peritale. Questo permette interventi immediati per verificare i MAGGIO 2013| MONDO AGRICOLO |37


PRIMO PIANO ASSICURAZIONI

«L’impiego di dati satellitari per l’osservazione del territorio può agevolare i periti»

Luigi Gazzola

danni subiti dall’assicurato. Negli ultimi anni il sistema delle assicurazioni agevolate si è allargato a nuovi rischi e tipologie di polizza, con le pluririschi e le multirischi sulle rese; quest’ultime hanno trovato però scarsa accoglienza fra le imprese agricole. Ci può indicare le possibili ragioni di questo parziale insuccesso? Purtroppo il costo della copertura è una delle principali variabili osservate dagli assicurati. Se esistono sul mercato contemporaneamente coperture agevolate con costi nettamente inferiori alle coperture multi-rischio, difficilmente il cliente opterà per queste ultime. Il “mea culpa” che deve invece fare il settore è legato all’informazione verso i propri intermediari e verso gli imprenditori agricoli: non abbiamo investito a sufficienza nella formazione delle reti e nella pubblicità. Sulla nuova Pac sono previsti interventi di aiuto sulla copertura del reddito dai rischi di mercato, probabilmente, se sarà accolto l’emendamento della Com38| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2013

missione Agricola del Parlamento europeo, si potrà ottenere l’agevolazione anche attraverso la stipula di una polizza assicurativa. Pensate che la polizza sul reddito sia attiva già con il primo anno di PAC, cioè nel 2014? Cosa VH Italia intende fare su questo tema? La nostra società sta lavorando con i principali attori del mercato europeo per essere pronta ad offrire i prodotti assicurativi necessari alle aziende agricole. Guardando ad esperienze estere possiamo notare come lo sviluppo di prodotti finanziari e assicurativi a copertura dai rischi di mercato sia legata ad un mercato finanziario già abituato a lavorare con strumenti a protezione del prezzo delle commodities agricole. Speriamo che il mercato e gli imprenditori italiani siano pronti a queste novità. State operando nell’assicurazione sui rischi atmosferici che, per più del 90%, è rappresentata da polizze agevolate. La presenza dell’aiuto ha certamente creato un sistema molto complesso con molte regole e vincoli talvolta di non facile lettura. Cosa consigliate per una sua maggiore semplificazione e cosa suggerite per arrivare ad un effettivo allargamento del mercato, nella considerazione che quasi l’80% dei valori assicurati sta al Nord? I nostri intermediari rilevano grosse difficoltà ad allargare la base assicura-

tiva nel Centro e Sud Italia. L’informazione arriva spesso solo alle aziende più importanti e non alla massa degli imprenditori. Investimenti nella formazione degli addetti del settore e nella pubblicità sono fondamentali. Probabilmente nel 2012 gli imprenditori non erano tutti informati che potevano assicurarsi contro la siccità e che dallo scorso ottobre potevano assicurarsi per i cereali e la colza contro le piogge invernali. Anche la semplificazione dei prodotti aiuterebbe la loro diffusione. Prodotti assicurativi multirischio con franchigie elevate (quindi costo basso) dovrebbero rappresentare la copertura base da imporre a chi vuole acquistare una polizza agevolata, sulla quale poi costruire il prodotto in base alle richieste del cliente e con costi che aumentano all’aumentare delle garanzie incluse. Sempre in tema di allargamento quali sono le Vostre linee assicurative in grado di rispondere ad una domanda assicurativa delle imprese del Sud e del Centro Italia, che finora è stata latente? E’ necessario secondo voi lavorare su prodotti in grado di dare risposte più adeguate in termini di costi e condizioni economiche ed assicurative o su di una diversa tipologia di polizza che sia maggiormente rispondente a questi territori? Il portafoglio prodotti per il mercato italiano è sufficientemente ampio per rispondere a qualsiasi esigenza.Abbiamo recentemente offerto per alcuni produttori di orticole del Sud Italia un prodotto che abbiamo “copiato” dai colleghi del Nord Europa, soddisfacendo le loro richieste. I prodotti quindi sono disponibili, anche se voglio sottolineare nuovamente la necessità di informare meglio il mercato. Occorre però rendere le polizze assicurative appetibili anche nel costo, e questo aspetto si scontra con l’ampiezza della copertura e con l’ammontare dell’indennizzo in caso di  danno.


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N O T I Z I A R I O E N E R G I A E A M B I E N T E D I C O N F A G R I C O LT U R A R U B R I C A

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AGRICOLTURA BIOLOGICA Nuovo regolamento Ue sui controlli Pubblicato il regolamento europeo 392/13 sui controlli del biologico. Le nuove prescrizioni si basano sul sistema di controllo che, in Italia, è in atto da quasi tre anni e sulla velocità di scambio d’informazioni. Il sistema nazionale ha infatti permesso in questi anni di scoprire alcune tra le frodi più importanti nel settore bio, che spesso hanno visti coinvolti prodotti dichiarati biologici in altri Stati membri, ma che all’atto del controllo non lo erano affatto. La definitiva attivazione, il 10 maggio, del Sistema Informativo del Biologico (SIB), prevista dal nuovo regolamento, ci pone come il primo Paese europeo ad applicare integralmente le nuove disposizioni. Il SIB ha iniziato la sua fase di applicazione lo scorso anno, con alcune difficoltà dovute alla scarsa omogeneità del sistema di raccolta delle informazioni in essere nelle varie Regioni e dai vari enti di certificazione. Problemi che ora sono stati quasi tutti superati, anche se sarà necessario affinare il sistema ancora un po’, più per la parte di compilazione delle informazioni da riportare nei vari registri, ancora ridondanti, che per la parte relativa alla sicurezza. (L. T.) CLIMA Strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici È stata pubblicata il 26 aprile 2013 la Strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici che istituisce un quadro e dei meccanismi per consentire di raggiungere un nuovo livello nella capacità di affrontare gli impatti attuali e futuri dei cambiamenti climatici. La Commissione propone di raggiungere tale obiettivo incoraggiando e sostenendo le azioni intraprese dagli Stati membri in materia di adattamento, in modo da creare le basi per decisioni più consapevoli negli anni a venire e in modo da rendere i settori chiave dell’economia e delle varie politiche più resilienti agli effetti dei cam-

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biamenti climatici. Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono sempre più tangibili in Europa e nel mondo intero. La temperatura media globale, attualmente superiore di 0,8 °C ai livelli del periodo pre-industriale, è in continuo aumento. Secondo la strategia, a prescindere dalle proiezioni sul riscaldamento futuro e indipendentemente dall’efficacia degli sforzi di attenuazione, l’impatto dei cambiamenti climatici è destinato ad aumentare nei prossimi decenni a causa degli effetti differiti nel tempo delle emissioni di gas passate e presenti. Pertanto non ci sono alternative alle misure di adattamento per affrontare gli inevitabili impatti sul clima e i costi economici, ambientali e sociali che comportano. In particolare, in Europa la temperatura misurata sulla terraferma nell’ultimo decennio (2002-2011) è stata in media superiore di 1,3 °C ai livelli del periodo pre-industriale, segnando pertanto un aumento superiore rispetto alla media globale. Sono in crescita i fenomeni meteorologici estremi, con una maggiore frequenza di ondate di calore, incendi boschivi e siccità nell’Europa meridionale e centrale. Molti settori economici dipendono direttamente dalle condizioni climatiche e devono già fare fronte agli MAGGIO 2013| MONDO AGRICOLO |41


N O T I Z I A R I O E N E R G I A E A M B I E N T E D I C O N F A G R I C O LT U R A

impatti dei cambiamenti climatici in settori come l’agricoltura, la selvicoltura, il turismo balneare e invernale, la sanità e la pesca. Sono colpiti anche i principali servizi di pubblica utilità, come i fornitori di energia e acqua. Gli ecosistemi e i servizi da loro forniti subiscono gli impatti negativi dei cambiamenti climatici, cui consegue un declino accelerato della biodiversità e una capacità ridotta degli stessi ecosistemi di assorbire gli eventi naturali estremi. I cambiamenti climatici avranno conseguenze in termini di disponibilità delle risorse naturali di base (acqua, terreno), con un forte impatto sull’agricoltura e la produzione industriale in alcune aree. L’obiettivo principale della strategia di adattamento dell’UE è contribuire a rendere l’Europa più resiliente ai cambiamenti climatici. Ciò richiede una migliore preparazione e capacità di reazione agli impatti dei cambiamenti climatici a livello locale, regionale, nazionale e europeo, puntando sullo sviluppo di un approccio coerente e un migliore coordinamento. L’UE sosterrà finanziariamente l’adattamento tramite lo strumento LIFE proposto, che prevede un sottoprogramma dedicato all’azione per il clima. La Commissione ricorrerà a programmi di lavoro pluriennali per definire gli obiettivi strategici e le priorità tematiche. Nel 2017 la Commissione riferirà al Parlamento europeo e al Consiglio in merito allo stato di attuazione della strategia e, se necessario, ne proporrà il riesame. La relazione sarà basata sulle informazioni fornite dagli Stati membri a norma del regolamento sul meccanismo dell’UE per monitorare le emissioni di gas a effetto serra in relazione ai piani e alle strategie di adattamento nazionali, sulle relazioni di attuazione annuali dei programmi finanziati dai fondi strutturali e di investimento europei nel periodo 2014-2020 e sulla quinta relazione di valutazione del gruppo intergovernativo di esperti dei cambiamenti climatici che sarà disponibile nel 2014. (A. P.) 42 | MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2013

INQUINAMENTO Obbligo per le cantine di autorizzazione alle emissioni in atmosfera Il ministero dell’Ambiente ha avviato una verifica sulla possibilità di individuare opportuni criteri per escludere alcune tipologie di cantine dall’obbligo di autorizzazione alle emissioni in atmosfera (ex art. 272, comma 1 del d.lgs. 152/2006). Tale necessità è emersa a seguito delle istanze pervenute da alcune provincie che, contrariamente a quanto avvenuto nel resto del territorio italiano, hanno assoggettato ad autorizzazione generale anche le attività in cui si svolgono processi fermentativi. A seguito di tali richieste, il ministero ha individuato come soglia per la deroga le cantine che non lavorano più di 40 t/anno di uva (cioè la produzione corrispondente a circa 4 ettari). Su tale proposta Confagricoltura ha espresso parere negativo, visto che si riferisce ad aziende di limitata dimensione a fronte di quantitativi di uva trattati annualmente dai nostri associati che variano tra 1.000 t e 2.000 t, con punte che arrivano fino a 5.000 t/anno. In pratica se dovesse essere scelta tale impostazione si corre il rischio di veder assoggettati quantomeno ad autorizzazione generale la maggior parte delle cantine. Pertanto, ha confermato la necessità di inserire tra le attività in deroga previste dall’art. 272, comma 1 del d.lgs. 152/06 la produzione di vino, qualora sia attività connessa all’attività agricola ai sensi dell’art. 2135. Il ciclo produttivo delle tali attività nelle quali avvengono processi fermentativi (cantine vinicole, birrifici, spumantifici, distillerie, acetifici) è caratterizzato principalmente dall’emissione di anidride carbonica, alcoli ed altre sostanze organiche. Per un’opportuna valutazione delle emissioni occorre distinguere le diverse fasi lavorative. In particolare, nel caso del vino (fattispecie più significativa dal punto di vista quantitativo) si possono distinguere:conferimento dell’uva e di eventuali altre


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materie prime; deraspatura, pigiatura o pressatura;addizione di prodotti solfitanti; vinificazione (fermentazione del mosto con o senza macerazione); svinatura (filtrazione e separazione di vinacce e fecce); affinamento e maturazione del vino in botti, barrique, serbatoi in acciaio o altri vasi vinari; imbottigliamento. La fase più importante del ciclo è la vinificazione, un processo biochimico naturale (fermentazione alcolica) di trasformazione dell'uva in vino ad opera di alcuni lieviti presenti sulla buccia degli acini che trasformano lo zucchero contenuto in alcool. Come tutte le fermentazioni, anche quella alcolica è un processo strettamente anaerobico, dunque nelle diverse operazioni si cerca di evitare il contatto del vino con l’ossigeno per ridurre l’ossidazione che degrada le caratteristiche organolettiche ed aromatiche del prodotto finale. Inoltre, la temperatura deve essere mantenuta entro opportuni valori, al fine di limitare l’evaporazione delle sostanze volatili e trattenere i profumi. Tali accorgimenti hanno come “effetto collaterale” la riduzione delle emissioni di alcoli e di anidride solforosa (emissioni di origine diffusa) che vengono prodotti in minime quantità. Con i sottoprodotti della vinificazione, soprattutto nel caso in cui l’attività di trasformazione è connessa all’attività agricola, è effettuata l’utilizzazione agronomica, evitando quindi accumulo di materiali organici e conseguenti emissioni. Peraltro va sottolineato che i sottoprodotti della vinificazione sono sempre più impiegati nelle filiere energetiche. In relazione a quanto descritto, vista la scarsa significatività di tali emissioni, peraltro del tutto naturali, si ritiene che la produzione di vino, qualora sia attività connessa all’attività agricola ai sensi dell’art. 2135, possa essere inserita tra le attività in deroga previste dall’art. 272, comma 1 del d.lgs. 152/06. Rimarrebbero comunque assoggettati al Titolo V gli impianti termici in caso di superamento degli specifici limiti. Se invece si volesse far riferimento a quantitativi di prodotto trasformato annualmente occorre individuare un parametro che permetta di ricomprendere la maggior parte di imprese agricole con attività di produzione di vino connesse all’attività agricola. Anche in relazione alla posizione confederale, il ministero sta lavorando su una nuova proposta che prevede la deroga, oltre che per le cantine che lavorano meno di 40 t/anno di uva, anche per tutte quelle che gestiscono i residui della lavorazione in stoccaggi confinati, coperti e per un tempo inferiore ad un determinato limite, che deve essere ancora individuato e che potrebbe andare dai 7 ai 30 giorni. Difatti, il ministero ha precisato di aver individuato le maggiori criticità non nel processo fermentativo, quanto piuttosto nello stoccaggio delle fecce e delle vinacce, che possono emettere alcoli e sostanze maleodoranti. (A.P.)

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CerealPlus, per garantire ai cerealicoltori qualità in quantità erealPlus è il C p ro g ra m ma/progetto realizzato da Syngenta con l’obiettivo di proporre ai cerealicoltori italiani produzioni che soddisfino le richieste di tutti gli attori della filiera, assicurando la massima soddisfazione in termini di qualità e profitto. Attraverso CerealPlus, Syngenta ha voluto riunire intorno ad un tavolo tutti i protagonisti del settore per valorizzare le produzioni italiane, rafforzando l’immagine di qualità di pasta, biscotti e pane “made in Italy”, e garantire una remunerazione adeguata per tutti gli attori. Syngenta vuole in questo modo proporsi come unico partner tecnico in grado di garantire un’offerta completa composta da varietà di grano pensate per ogni areale italiano, sinergie tra prodotti concianti e sementi per garantire la massima protezione, supporto nella scelta delle migliori pratiche agronomiche in funzione dei territori e delle varietà per ottenere ottime produzioni e in linea con le richieste del mercato e programmi di difesa su misura per varietà e territori per massimizzare le rese e proteggere la

qualità. Nell’ambito di Cerealplus, è stato sviluppato il Progetto di filiera “Grano Armando” che, nato dalla volontà del Pastificio BaroniaDeMatteis di produrre una Pasta di Alta Qualità 100% Grano Italiano, è fondato su due pilastri: una soluzione finanziaria sviluppata dal Pastificio e un programma di coltivazione messo a punto dal team di agronomi Syngenta. Attraverso questo programma, Syngenta offre la possibilità di ottenere una produzione di qualità in quantità grazie alla combinazione di varietà, agrofarmaci, mezzi tecnici ed agronomia corredata da un’assistenza tecnica dedicata che supporta l’agricoltore nell’implementazione delle diverse operazioni. La passione e la dedizione del Pastificio Baronia-DeMatteis e di Syngenta sono state premiate dagli agricoltori che, sempre più numerosi, hanno scelto di aderire al Progetto di filiera “Grano Armando”. Syngenta ha così dimostrato come nella realtà sia possibile realizzare e gestire produzioni di alta qualità in Italia dando vita ad una vera filiera della pasta 100% Italiana.


A T T U A L I TÀ B I O E N E R G I E

Smart Street

A Milano, trendy fa rima con intelligente. Via della Spiga diventa multimediale e multiservizi, con un’attenzione particolare al risparmio energetico ed ecosostenibile di Elisabetta Tufarelli 44 | MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2013

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ultimo trend è “smart”. L’obiettivo intelligente per eliminare gli sprechi, monitorare i consumi energetici, di acqua e di gas, ricaricare auto e bici elettriche, collegare videocamere e display luminosi, monitorare il territorio ed elevare il grado di sicurezza. Che sia città, strada o perfino un’autostrada, è ormai un'etichetta di uso comune per indicare un ripensamento della vita urbana secondo differenti vettori segnati dagli utilizzi delle tecnologie digitali. L'Europa ha previsto

investimenti per circa 11 miliardi di euro nei prossimi dieci anni per il progetto comunitario che incentiva queste città intelligenti, di medie dimensioni e capaci di coniugare la sostenibilità con la competitività. Al primo posto la sostenibilità ambientale, con reti intelligenti per la distribuzione e il risparmio di energia elettrica, nuove modalità di raccolta dei rifiuti, razionale gestione del traffico. Il tutto attraverso sensori diffusi, con una polverizzazione nello spazio urbano di intelligenza tecnologica e con internet a tutto spiano. Intanto nasce a Milano la prima smart


Assieme riciclo, risparmio energetico, banda ultralarga street italiana. È via della Spiga che,oltre ad una delle vie eleganti del quadrilatero della moda, diventa così anche una strada intelligente, multimediale e multiservizi all’insegna dell’innovazione e del risparmio energetico, ma sempre ‘fashion’, dotata di servizi innovativi per i cittadini e i turisti.Viene riqualificato l’impianto di illuminazione pubblica, sostituendo le vecchie lampade con un sistema di luci a proiettori led, abbinato al telecontrollo e alla potenzialità della rete internet; con un grande risparmio energetico per il comune di Milano, che potrebbe arrivare fino al 70%. Sarà attiva una piattaforma smart che porterà la connettività ultraveloce alla rete internet e un servizio wi-fi di nuova generazione, dotato di un sistema intelligente di autenticazione. I passanti e i negozianti potranno navigare gratuitamente attraverso la banda ultralarga. Ma non solo. Saranno disponibili stazioni urbane di ricarica elettrica, colonnine sos per la sicurezza, videosorveglianza, il tutto abbinato a giochi di luce “in movimento”, che renderanno ancora più spettacolare e trendy questa via. Samsung installerà nella strada un totem multimediale touch screen dedicato alla comunicazione e a informazioni utili sul meteo, sul traffico e turistiche. Renault popolerà la strada con Twizy, l’urban crosser 100% elettrico a zero emissioni inquinanti ed acustiche, la soluzione di mobilità più moderna e più rispettosa dell’ambiente e dell’uomo. Una sfida tecnologica all’avanguardia in Italia e in Europa, capace di offrire servizi urbani innovativi e utili, nel rispetto dell’ambiente e con una gestione intelligente delle risorse energetiche presenti sul territorio. Il progetto è promosso dall’Associazione di via, con il patrocinio del Comune di Milano – assessorato al Commercio, Attività produttive, Turismo,

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IN OLANDA ANCHE L’AUTOSTRADA È INTELLIGENTE

In Olanda, nella provincia di Brabant, nascerà quest’anno l’autostrada intelligente. L’obiettivo è quello di realizzare la segnaletica orizzontale con materiale fotoluminescente, che si ricarica di giorno con la luce del sole e s’illumina di notte, per garantire maggiore sicurezza sulle strade anche in condizioni di minore visibilità. Grazie all’innovazione tecnologica diventerà possibile installare lampioni che si accendono solo al passaggio delle auto, strisce segnaletiche che s’illuminano per dieci ore consecutive, disegni luminescenti - realizzati con una vernice particolare, cangiante – che indicano le condizioni della strada. Figure simili a fiocchi di neve sul manto stradale avvertiranno che il termometro è sceso sotto lo zero e ci sono rischi per la viabilità. Nel progetto è prevista, inoltre, l’introduzione di turbine eoliche per alimentare i sistemi di illuminazione e corsie dedicate per vetture elettriche che si potranno ricaricare in modalità wireless, eliminando la necessità di fare sosta a causa della durata delle batterie. Ma non solo. Una corsia a induzione permetterà alle auto elettriche di ricaricarsi senza doversi fermare e si installeranno turbine eoliche di piccole dimensioni che, mosse dal vento causato dal traffico in transito, produrranno energia elettrica. Marketing territoriale, sotto la guida di Franco D’Alfonso – con il supporto di aziende private, leader nel settore dell’innovazione e della tecnologia.L’auspicio è che le smart street si moltiplichino velocemente su tutto il territorio nazionale. Intanto, se la stessa piattaforma fosse applicata al-

l’intera città di Milano - a parere dei promotori - si potrebbero eliminare completamente gli sprechi, rendendo intelligenti circa 200.000 punti luce presenti sul territorio, risparmiando fino a 9 milioni di euro all’anno, con una riduzione di 18 tonnellate di  CO2.

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MAPPAMONDO di Elisabetta Tufarelli

Spagna, la risposta è nel vento Rinnovabili stagionali: sulle note di Dylan la Spagna punta sull’eolico come fonte energetica invernale. Il solare invece per l’estate

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he answer my friend is blowin’in the wind”. Parafrasando Bob Dylan, la Spagna ha trovato la risposta al fabbisogno energetico nazionale nel vento.Infatti,negli ultimi 6 mesi,l'eolico è stato la principale fonte di energia elettrica del Paese. Tra ottobre 2012 e marzo 2013 l’energia eolica ha raggiunto la prima posizione nella classifica (con il 23% di produzione),mentre quella nucleare con il 21,2% si è collocata al secondo posto.Ma il successo conquistato dal vento è in agrodolce.L’eolico ha praticamente messo con le spalle al muro

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le centrali termiche di carbone e di gas a ciclo combinato. E questa situazione difficilmente potrà ripetersi in estate, quando l’utilizzo del vento sarà minore.Per sviluppare effettivamente le fonti rinnovabili si dovrebbe aumentare l'impiego di energia solare (fotovoltaico e termoelettrico). Il sistema ideale che, a parere degli esperti non è assolutamente un obiettivo utopico,è quello di far diventare il vento la prima fonte di energia elettrica durante l’inverno e il sole durante l’estate. Inoltre,la produzione più alta di energia eolica in Spagna coincide con la discesa della domanda di energia elettrica,così le rinnovabili (che hanno priorità nella rete) entrano conflitto con le energie convenzionali (nucleare, carbone o gas),che devono diminuire loro produzione.La tensione tra i vari sistemi ha raggiunto il culmine a Pasqua, quando,per la prima volta, Red Electrica de Espana ha abbassato del 20% la potenza di produzione di energia nucleare. Il conflitto tra fonti energetiche resta alto: l’obiettivo è ridurre la dipendenza energetica dall'estero.Lo scorso anno sono aumentate del 13,9% le importazioni di energia.

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ROMANIA: IL NUOVO ELDORADO?

Il land grabbing riguarda tutta l’Europa, ma in particolare la Romania. Si è aperta così la corsa all’est. Quinto Paese dell'Unione europea per superficie agricola, l’accaparramento delle terre sarebbe in forte espansione. Nonostante sia vietato agli investitori stranieri di acquisire terreni agricoli, il 6% delle superfici arabili del Paese (circa un milione di ettari), sono coltivate da multinazionali come Rabobank, Generali o ASI Europe Gmbh. Finanziariamente, si tratterebbe di un investimento molto redditizio: tra i 2.000 e i 4.000 euro l'ettaro per l’acquisto. Anche la manodopera è a buon mercato (il salario oscilla tra i160 e i 200 euro al mese) e le terre hanno diritto a 130 euro di aiuti diretti europei per ettaro.

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AFRICA A TUTTO CHAMPAGNE

I consumatori africani sono affascinati dalla famosa bevanda francese, tanto che, con 10 milioni di bottiglie vendute, il continente è diventato –oltre l’Europa - il secondo mercato (dopo gli USA con 19 milioni di bottiglie), precedendo il Giappone, che ne consuma 8 milioni. Il Gabon supera, nell'Africa francofona, con 223.000 bottiglie, il Marocco (200.625) e il Congo (187.024). Ed è al terzo posto nel continente, dietro Nigeria (688.355) e Sud Africa (443.016). In totale, le vendite di champagne in Africa sono triplicate in dieci anni, e cresciute del 12% nel 2012. Nicolas Feuillatte, marchio cooperativo che riunisce più di 5.000 viticoltori, numero uno in Francia e tra i primi cinque del mondo, da parte sua, ha triplicato, in dieci anni, le vendite in Africa.


Vino: per i “bobo” meglio i naturali In Francia cresce la passione per i vini naturali che conquistano i nuovi bohème

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n Francia cresce la passione per i vini naturali e,insieme,dei sostenitori di un nuovo rapporto con la natura.Seguendo la nuova tendenza della società,Michel Bettane, probabilmente il più

grande esperto al mondo di vino francese,è molto scettico e lancia l’allarme contro l’invasione di “vini cattivi definiti naturali”, cioè i“senza zolfo”. Nulla a che fare con la viticoltura biologica.Secondo

Bettane questi vini non hanno nulla a vedere con la verità dei terroir:i rossi hanno cattivo odore,sono torbidi,troppo gassosi e si somigliano tutti.I vini bianchi sono addirittura peggiori, “perché ossidati fin dalla nascita”. A parere di Pierre Guigui,assaggiatore per Gault e Millaut, molti dei vini naturali hanno difetti,ma trasmettono concetti che piacciono ai giovani,che sostituiscono così la CocaCola! Per la blogger

Elizabeth Colt,invece, è il fenomeno più interessante degli ultimi dieci anni ed è prova di vitalità della società.Un evento legato all’effetto generazionale che,partendo dai“bobo”parigini (termine che deriva dalla contrazione delle parole “bourgeois”e“bohème” e indica una categoria di persone‘creative’, di estrazione generalmente borghese,ma appassionati della vita di bohème), supera i confini francesi.


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Frascati sostenibile Giuseppe Santini sottolinea come la Tenuta di Pietra Porzia sia impegnata a valorizzare i vigneti autoctoni. L’adesione al “Progetto Magis”, con interventi di difesa mirati e meno invasivi, permette di ottenere uve più sane e rispetto dell’ambiente di Barbara Mengozzi

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i parla spesso del potenziale enoico del comprensorio del Frascati, senz’altro in grado, per tipologia ed esposizione dei suoli, tradizione e storia, di confrontarsi con le più blasonate zone bianchiste.Tuttavia i più lo definiscono solo in parte espresso, visto il medio livello e quel certo deficit di personalità e immagine palesati ancora dal vino simbolo di Roma, a tutt’oggi in cerca, nonostante la sua grande popolarità mondiale, di una vera consacrazione sul mercato. Ciò non toglie che, dopo gli sforzi da parte dei produttori per un innalzamento qualitativo e le politiche di promozione e valorizzazione, il momento di raccogliere i frutti pare sia arrivato anche per il Frascati, al debutto quest’anno con la nuova etichetta Docg, sulla quale mol-

to si punta per il suo definitivo rilancio. Tra le solide certezze della denominazione Frascati figura sicuramente, per qualità, costanza produttiva e attenzione alla sostenibilità, la Tenuta di Pietra Porzia, azienda protagonista storica dello scenario enologico dei Castelli Romani e ottima interprete del proprio territorio, soprattutto grazie alla volontà di valorizzare i vitigni autoctoni e ad una passione per la viticoltura coniugata da tempo con lo studio delle tecniche di coltivazione migliori e a basso impatto ambientale, in vista della raccolta di uve sane e dagli elevati requisiti organolettici. Estesa su una cinquantina di ettari in posizione dominante e panoramica, questa bella realtà vitivinicola frascatana – non solo vino, però, ma anche olio, ristorazione e agriturismo – è oggi di pro-


prietà della famiglia milanese Giulini. Ma di passato alle spalle ne ha tanto: gran parte della tenuta appartenne ai primi del Settecento a papa Clemente XI e il resto ai principi Borghese. Al 1892 risale la prima cantina, completamente ricostruita un secolo dopo, sostituendo alle botti centenarie gigantesche vasche termocondizionate per trattare al meglio i grappoli provenienti dai 40 ettari di vigneto specializzato dell’azienda, impiantati su fertili terreni vulcanici, di medio impasto e ricchi di potassio, dove le indigene varietà Malvasia del Lazio, Greco e Bombino hanno nel tempo guadagnato spazi crescenti a scapito di Malvasia di Candia e Trebbiano toscano. Qui, infatti, ormai da parecchi anni in nome dell’alta qualità sono state severamente limitate le produzioni in vigna e si è intrapresa un’azione di recupero delle

re al vino corpo, aromi e carattere».

«Sei anni fa, primi nel Lazio, Sempre curati, stilisticamente coerenti e affidabili, i Frascati di Pietra Porzia l’adesione ai protocolli per ridurre l’impatto ambientale» hanno conquistato il pubblico, sopratpiù interessanti cultivar locali, avviando, in collaborazione con i Vivai cooperativi di Rauscedo, la sperimentazione di nuovi cloni. Una serie di scelte lungimiranti e di conseguenti trasformazioni ispirate e patrocinate dall’agronomo Giuseppe Santini, dagli anni Cinquanta direttore tecnico e poi anche amministratore unico della Tenuta di Pietra Porzia: «Per raggiungere il nostro obiettivo, un Frascati dal gusto pieno, carico di profumi e ben strutturato, abbiamo scommesso già trent’anni fa sulla Malvasia del Lazio e su altre uve autoctone, contenute nelle rese, ma capaci di regala-

tutto all’estero, Germania e Stati Uniti in testa: «Non incontriamo nessun problema di collocazione delle nostre bottiglie, anzi negli ultimi due anni abbiamo anche ritoccato verso l’alto il listino prezzi». Accanto al Frascati Superiore brilla in cantina anche il rosso dei Castelli Romani, un blend di Montepulciano, Cabernet e Merlot proposto in duplice versione, affinato in acciaio o in barrique, ma comunque molto apprezzato dal mercato. Qualità produttiva, peraltro, alla Tenuta tuscolana fa autenticamente rima con ecosostenibilità, importante valore aggiunto del suo vino e pilastro di una filosofia aziendale tradizionalmente incentrata sul rispetto dei principi della

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natura, della tutela dell’ambiente e della salubrità delle uve. Una filosofia che ha trovato continuità e sviluppo nell’adesione al progetto Magis di Bayer concepito all’insegna degli interventi di difesa mirati e meno invasivi per la vigna. «Per individuare nuove tecniche finalizzate alla riduzione sempre più spinta dell’impatto ambientale, sei anni fa, primi nel Lazio, siamo entrati nel-

l’orbita del progetto Magis, corroborato dai numerosi partner scientifici e dalla grande esperienza del gruppo Bayer – spiega Santini –. Sul fronte fertilizzazione ci agevolano i nostri fertilissimi suoli di origine vulcanica, molto generosi in gradazioni dei vini, mentre abbiamo ridotto l’impiego dei fitofarmaci, effettuando su 36 ettari di vigneto il minor numero possibile di

trattamenti, a base delle sostanze più selettive e sicure per la salute umana, servendoci di attrezzature, come atomizzatori ad aeroconvenzione, in grado di migliorare la distribuzione sulle piante ed evitare sprechi di prodotto ed inquinamento ambientale». Allo scopo di eliminare dal vino, o abbattere al massimo, qualsiasi contaminante naturale o artificiale, vige un rigoroso protocollo di analisi che seguono l’intero percorso del prodotto in vigna e in cantina per verificare la presenza di eventuali residui. «Finora è andato tutto bene e siamo decisamente soddisfatti della conduzione Magis, sia sul piano qualitativo, sia sotto l’aspetto dei risparmi conseguiti. I nostri clienti, poi, ai quali illustriamo questo programma di attività vitivinicola sostenibile, si mostrano molto interessati, in particolare i tedeschi, e auspichiamo che i consumatori vengano sempre più informati e sensibilizzati sull’im portanza di questo progetto».


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REPORT DI ISMEA SULL’ANDAMENTO DEGLI ALLEVAMENTI

Primo trimestre 2013 di luci e ombre per il settore lattiero caseario arte tra luci e ombre P questo primo trimestre dell’anno per il settore lattiero caseario italiano, sulla scia di un 2012 fortemente negativo sul versante della redditività degli allevamenti. E’ quanto emerge dal trimestrale Ismea di analisi e previsioni sui settori agroalimentari “Tendenze” scaricabile integralmente dal sito www.ismea.it. Nel primo trimestre del 2013, si evince dal report, l’indice Ismea dei prezzi alla produzione di latte e derivati ha fatto segnare una lieve ripresa rispetto al trimestre precedente, mantenendo tuttavia una tendenza flessiva, in linea con l’andamento mostrato dall’inizio della primavera scorsa. Il confronto rispetto ai primi tre mesi del 2012 risulta pertanto negativo (4,3%), in controtendenza rispetto all’intero aggregato zootecnico (+1,4% la variazione su base annua dell’indice) e all’agricoltura nel complesso (+10,2%). La dinamica del settore lattiero-caseario è stata determinata in larga misura dal persistente calo dei prezzi dei formaggi duri (-6,6% rispetto al I trimestre 2012) e dall’andamento del prezzo del latte

alla stalla (-3,1%). Quanto ai prezzi degli input produttivi, dopo gli inasprimenti del 2012, pare essersi arrestata in questo avvio di anno, la spinta al rialzo dei costi che gravano sulle aziende zootecniche, grazie in particolare alla frenata dei mangimi. Il confronto su base tendenziale rivela ancora un forte distacco (+9,5% l’indice dei costi Ismea sul primo trimestre del 2012) soprattutto a causa dei rincari dei panelli e delle farine di estrazione dalla soia (+39% su base tendenziale). Oltre all’alimentazione del bestiame, l’altra voce che sta incidendo significativamente sulla redditività aziendale è rappresentata dai prodotti energetici, che nel pri-

mo trimestre hanno evidenziato una variazione del +11,2% su base tendenziale e del +7% su base congiunturale. Segnali molto positivi arrivano invece sul fronte degli scambi con l’estero. L’ottima perfomance dell’export di formaggi e latticini italiani nel 2012 (+7% in volume, 3,5% in valore) lascia presupporre un andamento a ritmo sostenuto anche per quest’anno, con un contributo che, in base alle stime Imsea, si attende particolarmente positivo per il segmento del fresco. Un’opportunità in più per i formaggi made in Italy sembra provenire dai mercati emergenti: a partire dai cosiddetti "MIST" (Messico, Indonesia, Sudcorea e Turchia) che stan-

no affiancando i ben noti “BRIC” (Brasile, Russia, India, Cina) con tassi di crescita della domanda davvero accelerati. Sul fronte dei consumi, nel primo trimestre 2013 gli acquisti di latte e derivati delle famiglie italiane presso il canale retail appaiono in ripresa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a fronte di una contrazione più che proporzionale della spesa, indicativa in parte di una frenata dei prezzi medi al consumo, in parte di un orientamento dei consumatori verso prodotti di fascia bassa o in promozione. Il settore risulta particolarmente penalizzato dalla contrazione dei consumi di latte fresco (-3,6%) contro un più 3,6% del prodotto a lunga conservazione. Lo yogurt continua a presentare ritmi di crescita sostenuti in volume (+5,7%), mostrando però una flessione della spesa (-4,6%), per effetto, sottolinea l’Ismea, di una agguerrita competizione tra i vari marchi aziendali, private label e prodotti importati. Consumi mediamente in crescita per i formaggi (+2,1%), seppure con andamenti molto differenziati tra i vari segmenti merceologici.


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Lodovico Bussolati accanto al nuovissimo Lamborghini Nitro

Il trattore vince la crisi Conferenza stampa di Lodovico Bussolati AD Same Deutz-Fahr. È in buona salute il bilancio del Gruppo, che sta portando avanti un importante piano di investimenti e di internazionalizzazione di Claudio Pietraforte

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a crisi che indebolisce alcuni mercati, quello nazionale in testa, si supera con innovazione e investimenti. I vertici di Same DeutzFahr ne sono convinti da tempo e a dar loro ragione intervengono le cifre sfoggiate dall’amministratore delegato, Lodovico Bussolati, durante la conferenza stampa organizzata per illustrare gli ultimi dati economici e strategie a breve termine del gruppo di Treviglio, tra i leader mondiali nella produzione di macchine agricole, che gode senz’altro di buona salute. Più che positivo nel complesso, infatti, il bilancio del 2012, che si è chiuso con un fatturato di 1.187,8 milioni di euro, in crescita del 6,6% rispetto all’esercizio precedente grazie

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al maggior valore aggiunto delle unità vendute, in grado di compensare ampiamente il calo numerico dei trattori. In ascesa, poi, margini e redditività: il livello di Ebidta ha registrato l’anno scorso un aumento di 0,6 punti sul 2011 (99 milioni di euro), è in incremento anche l’Ebit, salito al 6,1% dei ricavi e, soprattutto, l’utile netto consolidato ha superato i 50 milioni di euro. Sul fatturato pesa sempre di più la fetta assicurata dall’export, passata dall’85% all’89%, con in testa la Germania, per una percentuale del 25%, e la Francia (13%), mentre il mercato italiano, con il suo 11%, è sceso al terzo posto per importanza. Forte della posizione finanziaria raggiunta, la società trevigliese può portare avanti il suo importante piano di


Il 7250 TTV Agrotron premiato al “Red Dot Product Design Award 2013”, uno dei maggiori e più importanti premi del design mondiale

investimenti – 266 milioni di euro destinati al settore ricerca e sviluppo dal 2011 al 2016 – e l’ampio processo di internazionalizzazione definito negli ultimi anni allo scopo di rafforzare la propria presenza nei Paesi emergenti. In questa direzione procedono i due nuovi accordi di joint venture sottoscritti in Turchia, con il produttore locale Şahsuvaroğlu (obiettivo: crescere nel mercato del Medio Oriente), e in Russia con la società Jsc Kirovsky Zavod. In India, inoltre, nel 2012 sono stati prodotti circa 15mila motori e progrediscono in Cina i numeri dell’accordo con Changlin. Sul fronte dei nuovi prodotti lo sguardo, dopo il successo della serie 7 TTV marcata Deutz-Fahr e dei modelli Virtus (Same) e Nitro (Lamborghini), è rivolto principalmente ai trattori di alta potenza, da 300 cavalli in su. Così l’Agritechnica 2013 terrà a battesimo il primo Deutz-Fahr da 440 cavalli, esordio del gruppo in questo segmento. Nel frattempo la multinazionale bergamasca, che prosegue sulla via della differenziazione sempre più marcata tra i suoi brand commerciali, punta anche sulla nuova serie di motori progettati in casa “FarMotion”: si parte col 4 cilindri, che verrà poi affiancato dal 3 e 6 cilindri, tutti Common Rail fino a 2.000 bar, provvisti di sistema di ricircolo dei gas di scarico e catalizzatore Doc per rispettare le normative di emissione Tier 4i, ai quali verrà poi ag giunto l’Scr per il Tier 4 Final.


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New Holland Trincia FR500

Trinciato d’autore Vendite record di falciatrinciacaricatrici semoventi. Molte novità dalle case costruttrici di Barbara Mengozzi

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nche nel 2012 il proliferare degli impianti di produzione del biogas, approvvigionati in larga parte con vegetali trinciati, ha spinto verso l’alto le vendite delle falciatrinciacaricatrici semoventi, una delle poche tipologie di macchine che risulta muoversi controcorrente rispetto al generale trend negativo del mercato della meccanizzazione agricola. Le stime per il periodo gennaiodicembre dello scorso anno parlano

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di 122 unità collocate sul mercato grazie per lo più agli investimenti fatti dai contoterzisti che, di pari passo con la crescente necessità di alimentare i biodigestori degli impianti di biogas, hanno spostato la priorità di acquisto dalla mietitrebbia alla falciatrinciacaricatrice. Le unità vendute rappresentano un ulteriore record se si pensa che fino al 2009 il mercato delle trincia semoventi non andava al di là delle 60 macchine. Con una quota di mercato intorno al 60% il marchio Claas conferma la propria lea-


John Deere 7780i

dership in Italia. La parte restante se la spartiscono New Holland, John Deere e Krone. Dal punto di vista tecnico emerge l’orientamento delle case costruttrici verso potenze sempre più elevate, oltre gli 800 cavalli per i modelli top di gamma, che vengono raggiunte con uno o due propulsori; l’introduzione di sistemi per la rilevazione in continuo dell’umidità e della sostanza secca e di soluzioni progettuali innovative per ottenere settaggi mirati in funzione del prodotto raccolto. All’ultima edizione dell’Eima International New Holland ha proposto al grande pubblico i nuovi modelli di trincia semoventi FR450, FR500, FR600, FR700 e FR850, azionati da motori Fpt Tier 4 interim con potenze comprese tra i 450 e gli 824 cavalli. Tra gli update più importanti figura il nuovo corpo trinciante che garantisce una qualità del trinciato su-

riale delle trincee ed una pianificazione delle soluzioni agronomiche. Da segnalare infine il sistema Variflow che permette agli operatori di modificare la posizione del lanciatore in base al prodotto raccolto passando da una periore in termini di uniformità e re- modalità all’altra in meno di due misa. Il rotore, dal disegno a “V”, viene nuti, senza bisogno di utensili. offerto in una vasta gamma di confi- Una nuova generazione di falciatringurazioni: 2x6 e 2x8 millimetri per ciacaricatrici semoventi anche per insilati nutrienti, 2x12 e 2x16 per i John Deere che ha adottato per i sei cereali integrali e per il mais, 2x20 modelli della serie 7080 il rompigraper le biomasse. nella a dischi KernelStar, progettato Per la raccolta dei foraggi in andana è specificamente per aumentare la prostata sviluppata la nuova testata 300FP duttività e la qualità delle biomasse dedisponibile in due larghezze di lavoro; stinate agli impianti di biogas. I punti la gamma FR è inoltre perfettamente di forza di questa tecnologia d’avancompatibile con un’ampia gamma di guardia consistono in una lavorazione testate, tutte rapidamente e facilmen- più intensa della granella e in un fluste installabili grazie al sistema di “at- so migliore del materiale garantiti daltacco rapido. Il monitoraggio del trin- la presenza di dischi conici interconciato (contenuto di sostanza secca e nessi che, grazie alla speciale forma produzione per ettaro) tramite senso- brevettata, offrono una superficie di ri garantisce un controllo imprendito- lavorazione quasi tripla rispetto ai

Per i modelli top costruttori si orientano su potenze che vanno oltre 800 cavalli

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Fendt Katana 65

II/Tier 2. Ereditato dalla serie precedente il sistema AutoLoc, in grado di fornire una regolazione automatica della lunghezza di taglio in base al contenuto di sostanza secca all’interno del raccolto, al quale si possono agrompigranella a rullo tradizionali. giungere numerosi optional, come la Un’ulteriore novità per i modelli dal trasmissione ProDrive. 7280 al 7780 è costituita dal motore Il 2013, per finire, ha segnato l’ingresPowerTech Psx da 13,5 litri emissio- so sul mercato italiano della trincia nato Stage IIIB/Tier 4 inte- Katana 65 di Fendt, azionata da un morim con ricircolo dei gas tore un motore Mercedes-Benz V8 (8 di scarico e turbocom- cilindri) da 16 litri di cilindrata e 653 pressore a geometria varia- cavalli di potenza emissionato Tier 4 bile, mentre il top di gamma interim e caratterizzata da un rotore 7980 continua ad utilizzare il che, con un diametro di 720 millimemotore Cummins da 19 litri, tri, attualmente è il più grande sul conforme alle nor- mercato. In evidenza anche l’innovatimative Stage vo rompigranella costituito da dischi a V che ingranano l’uno nell’altro su due rulli funzionanti simultaneamente: in tal modo la superficie di frantumazione risulta più che raddoppiata rispetto ai tradizionali rompigranella.

Nuove soluzioni progettuali per ottenere settaggi mirati in funzione del raccolto

Krone Trincia serie BIG X

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Fienagione a 360 gradi In listino troviamo una vasta gamma di presse per balle tonde, a camera fissa o variabile, e presse ad alta densità progettate per trattare senza difficoltà qualsiasi tipo di foraggio. Top di gamma di queste ultime la LSB 1290 per balle da 1.200 x 800-900 millimetri, una macchina ben rispondente alle esigenze del mercato italiano. Tra gli elementi caratterizzanti l’Integral Ro-

Quando la precamera è piena un sistema automatico spinge il prodotto precompresso nella camera di pressatura dove il pistone continua a comprimere il foraggio. Il taglio, quando richiesto, viene effettuato dall’OmniCut-23, un rotore di grande diametro (oltre 600 mm), con ingresso a V che raccoglie direttamente il prodotto dal pick-up accompagnandolo nella precamera. L’operatore può scegliere di tagliare il prodotto Si punta su ricerca e sviluppo con tutti i 23 coltelli disponibili, opdi Barbara Mengozzi coniugando sostenibilità, pure selezionarne di meno (0, 11 o 12 coltelli). Il cambio dei coltelli risulta efficienza e riduzione dei costi molto agevole e ciascun coltello è dotato di una protezione idraulica contor, con pale elicoidali heavy-duty di tro i danni causati da corpi estranei. grande diametro integrate nelle sezio- Il sistema di legatura brevettato Twinni esterne del rotore, capace di assicu- Step prevede due fasi. Durante la foruhn può giustamente rare un’alimentazione uniforme indi- mazione della balla lo spago è tenuto vantarsi di essere in pendentemente dalle condizioni del in tensione in modo da assicurare grado di offrire un can- foraggio. L’esclusivo disegno dell’en- grande densità alle balle, mentre dutiere di raccolta per la trata della pre-camera Power Density rante il processo di legatura il sistema fienagione completo: consente inoltre alla pressa di adattar- rilascia leggermente lo spago garandalle fasi di taglio e si alle diverse andane, in modo da ot- tendo agli annodatori un processo licondizionamento a quelle di spargi- tenere della balle sempre perfetta- neare di legatura. Dietro ai portelli lamento e andanatura del foraggio, fino mente formate. La forca alimentatrice terali d’accesso possono essere stocad arrivare alla pressatura, alla quale lavora al doppio della velocità del pi- cate 24 bobine di spago: un prodotto provvedono le attrezzature fabbricate stone di compressione e questa carat- che da quest’anno viene offerto diretnello stabilimento olandese di Gel- teristica garantisce un’alimentazione tamente da Kuhn con il proprio mardrop entrato quattro anni fa nell’orbi- velocissima e costante della precame- chio. Per concludere, tutti i modelli ra, aumentando la densità della balla. LSB sono compatibili Isobus.  ta del gruppo di Saverne.

Kuhn offre un cantiere di raccolta completo: dalle fasi di taglio e condizionamento a quelle di spargimento e andanatura del foraggio, fino alla pressatura

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Il 5 per mille all’ADDA Molte le iniziative sociali dell’Onlus confederale che ha donato ambulanze e raccolto fondi per l’Africa

mirate sul territorio che permettono di alleviare le situazioni di disagio. Confagricoltura, con il suo Sindacato Pensionati, è sempre attenta alle tematiche sociali e della terza età; si è poi fatto promotrice del Patronato Enapa, per un’assistenza a 360 gradi sulle te-

re irrigue a scopo civile e agricolo.Non c’è dubbio che la prima e la più diffusa modalità per finanziare le iniziative benefiche di ADDA Onlus avviene proprio nell’ambito dell’annuale denuncia dei redditi Irpef (modd. 730 e Unico),che può essere effettuata tramite il CAAF Confagricoltura-Pensionati. Di particolare interesImpegno a 360 gradi se per le imprese è la deducibilità deldi Elisabetta Tufarelli su previdenza, salute le donazioni dirette in denaro dal reddito Ires: le persone fisiche e gli enti e benessere degli anziani soggetti all’Ires (in particolare Società ed Enti commerciali e non commermatiche della previdenza, della salute, ciali) possono dedurre dal reddito del benessere degli anziani. Su questo complessivo, in sede di dichiarazione I 5 per mille è stato confermato terreno fertile si innesta ADDA Onlus dei redditi, le liberalità in denaro o in anche per il 2013, basta sola- che, negli ultimi anni, è riuscita a do- natura erogate a favore di ADDA Onmente ricordarsi di apporre la nare due ambulanze attrezzate (una lus, nel limite del 10% del reddito dipropria firma sul modulo allega- ad a un ospedale geriatrico in Friuli e chiarato e comunque nella misura to alla dichiarazione dei redditi. l’altra alla Misericordia di Pontremoli, massima di 70.000 Euro annui. In alCon un piccolo gesto – che tra in provincia Massa Carrara), ad acqui- ternativa, è anche possibile, come perl’altro non costa nulla al contribuente- stare e donare - ad un ospedale che sona fisica, effettuare una donazione si può fare moltissimo. E non firmare opera nella provincia di Roma - una direttamente ad ADDA Onlus e detrarnon porta nessun risparmio, perché la centralina per il monitoraggio dei va- re il 19% dall’imposta Irpef dovuta nelcifra viene comunque assegnata allo lori vitali. L’ADDA poi, in collaborazio- la misura massima di 2.065 euro. Le Stato. Scegliere, poi, di destinare il 5 ne con la Comunità di Sant’Egidio, ha imprese (imprenditori individuali, soper mille dell’Irpef o fare una dona- anche dato il via ad un programma cietà di persone e di capitali, enti comzione diretta alla Onlus di riferimento triennale nel Kenia settentrionale, col- merciali, etc.) che effettuano donadel mondo Confederale (promossa pito da una grave carestia e da una ter- zioni dirette ad ADDA Onlus potranno dal Sindacato Pensionati), diventa un ribile siccità. Il progetto pluriennale dedurre, dal reddito d’impresa, un imgesto importante fatto ‘in casa nostra’ prevede non solo aiuti alimentari ur- porto non superiore a 2.065 euro o al  perché serve a sostenere spese sociali genti, ma anche la costruzione di ope- 2% del reddito d’impresa.

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Massimiliano Giansanti

Roma, città dell’agricoltura Massimiliano Giansanti: «Non è stato valorizzato il potenziale dell’agro romano, nonostante possa dare risultati importanti per il territorio, la filiera, l’occupazione»

oma, città dell’agricoltura”: questa la proposta del presidente di Confagricoltura Roma Massimiliano Giansanti, espressa nel corso del convegno “Romagricol-

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tura: alimenta il futuro”, a cui sono intervenuti il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno, il presidente della Camera di Commer-

Impensabile che in un’area vocata all’agricoltura non ci siano mattatoi e centri stoccaggio cio di Roma Giancarlo Cremonesi, i presidenti di Confagricoltura, nazionale Mario Guidi e regionale Sergio Ricotta. Il documento programmatico degli imprenditori agricoli romani è stato illustrato dal prof. Simone Vieri, docente di Economia dell’Università La Sapienza. «Roma - ha spiegato Giansanti - è il più grande comune agricolo d’Europa, è importante valorizzare i suoi prodotti, agganciare il

settore primario al turismo, rilanciare l’agroindustria in una logica di network; in questo senso da tempo abbiamo avviato nostre iniziative per il marchio “Qualità romana”. C’è un enorme potenziale dell’agro romano che non è adeguatamente sviluppato, nonostante possa dare risultati importanti per il territorio, la filiera, l’occupazione». «Siamo determinati e presentiamo articolate proposte per la crescita – ha concluso il presidente di Confagricoltura Roma Giansanti-. L’agricoltura ha bisogno di infrastrutture, di servizi, di semplificazione burocratica, di accesso al credito, di sviluppo multifunzionale. Non è pensabile, ad esempio, che in un’area dedicata all’agricoltura ed alla zootecnia non ci siano mattatoi e adeguati magazzini di stoccaggio per i cereali». «Molti criticano la globalizzazione, noi al contrario siamo favorevoli all’apertura delle frontiere, crediamo nella competizione, perché – ha osservato dal canto suo il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi - il mercato nazionale non riesce ad assorbire la produzione e le nostre aziende hanno bisogno di esportare e conquistare nuovi mercati. Per fare ciò non basta coltivare, bisogna organizzare la produzione. Non conta la dimensione aziendale ma, come ci insegna il Trentino, il modello aggregativo e le reti di impresa. La politica è chiamata a scegliere tra un percorso produttivo che indebolisce le imprese agricole - perché le pone guardiane del territorio, produttrici di nicchie di qualità – ed un altro che tende a rafforzarle e renderle competitive. Noi le nostre scelte le abbiamo fatte, ci attendiamo che la politica le sostenga». «Puntiamo sui giovani – ha concluso il presidente confederale – che credono che l’agricoltura non debba essere poesia bucolica ma impresa; giovani agricoltori che si connettono in banda larga, che si aggregano in associazioni, cooperative, reti d’imprese intersettoriali, che dall’agricoltura ricavano un reddito». (R.M.A.) MAGGIO 2013| MONDO AGRICOLO |62


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

di Elisabetta Tufarelli

GUIDI A SAN CASCIANO E MANTOVA PRIMA DELL’ACADEMY

«La crisi si aggredisce, non si subisce»

A PIACENZA SI CENA CON LA SCIENZA Agriturismo “La Tosa” di Vigolzone (PC)

Cantina Antinori a San Casciano Val di Pesa (FI)

Due incontri importanti per il presidente Guidi, il 22 e 23 aprile, prima dell’ appuntamento con l’Academy. Nell'azienda Antinori di San Casciano Val di Pesa (Firenze), è intervenuto all’Assemblea della Federazione Toscana di Confagricoltura. Francesco Miari Fulcis è stato eletto nuovo presidente della Federazione regionale. Lo affiancano i vicepresidenti Guido Folonari e Antonio Tonioni. Nell’incontro, i dirigenti delle Unioni toscane si sono confrontati sulle strategie per valorizzare la presenza di Confagricoltura sul territorio; tra i temi toccati, il problema del credito alle imprese, delle regole venatorie e della difesa dai predatori, dell'applicazione dell'articolo 62, del peso fiscale sulle attività economiche, dei servizi di qualità per le nuove esigenze delle aziende per mantenere ed accrescere i livelli di eccellenza, ma anche la media delle attività agricole di cui la regione è ricca. Le conclusioni di Mario Guidi hanno ripercorso i rapidi cambiamenti che ci sono stati negli ultimi mesi, ed il ruolo che Confagricoltura ha svolto, e svolgerà, secondo le linee di innovazione e rafforzamento sindacale definite. Il giorno dopo partecipa all’assemblea-convegno: “Mantova: motore dell’agroalimentare italiano”. «Se le cose in agricoltura non vanno meglio rispetto ad altri ambiti - ha sottolineato Guidi – non è dimostrando debolezza che si

rafforza la propria posizione; anzi, piangendosi addosso si ottiene l’effetto contrario. I dati incoraggianti che arrivano da export e assunzioni denotano un impegno notevole da parte del mondo imprenditoriale agricolo ed è giusto riconoscere dei meriti laddove ci sono». Un comparto in controtendenza. «Ma troppo spesso escluso dall’agenda di una politica assente – ha aggiunto il presidente – che non ne riconosce la strategicità e pecca di scarsa considerazione». Ad aprire i lavori il presidente di Confagricoltura Mantova, Matteo Lasagna: «Se dovessimo prestare attenzione solo alle cifre non ci sarebbe da stare allegri: il terremoto, la siccità, i costi di produzione esplosi a causa del nuovo regime fiscale, l’aumento del gasolio e la scarsità delle produzioni sotto l’aspetto qualitativo e quantitativo (inevitabile un riferimento al problema delle aflatossine nel mais) faranno ricordare il 2012 come uno dei peggiori degli ultimi cinquant’anni. Ma il sisma ha messo in moto una vera e propria gara di solidarietà verso gli imprenditori più colpiti e ha dimostrato la solidità dell’organizzazione». Quello che propone è il ritratto di un’organizzazione robusta, una realtà forte e propositiva che reagisce alla crisi e lavora sodo per adeguarsi ai cambiamenti di un settore in continua evoluzione.

Prosegue il ciclo “A cena con la scienza”, gli incontri organizzati da Confagricoltura Piacenza che, quest’anno, seguono il tema “Dare anni alla vita, dare vita agli anni! Le nuove frontiere della medicina”. Così, Alberto Martini, all’agriturismo “La Tosa” di Vigolzone, ha parlato di “Farmaci e bambini”. Intervenuto anche Di Martini, professore ordinario di pediatria presso l’Università di Genova e direttore della Pediatria II e Reumatologia dell’IRCCS Gaslini di Genova; è chairman della Pediatric Rheumatology International Trial Organization, la più grande rete mondiale dedicata allo studio di nuove terapie per le malattie reumatiche del bambino. Una rete ha elaborato gli strumenti attraverso cui vengono valutati gli effetti dei farmaci. Alla relazione è seguito, il dibattito ‘in punta di forchetta’. “Quest’anno – ha osservato Gianpietro Bisagni, presidente di Agriturist Piacenza – intendiamo guardare al futuro dell’uomo. La medicina, con la conoscenza dei meccanismi biologici che regolano la vita e lo sviluppo di una farmacopea e di una chirurgia sofisticate, e l’agricoltura, che ha reso disponibili alimenti di qualità a costi accessibili, sono le maggiori artefici dell’aumento dell’aspettativa di vita”. MAGGIO 2013 | MONDO AGRICOLO | 63


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

A TORINO IL “COREGONE D’ORO”

Viverone ha ospitato la due giorni dedicata al lago e ai prodotti del territorio. Confagricoltura Torino ha organizzato diverse iniziative per valorizzare la fauna ittica, come il concorso gastronomico “Coregone d’oro”, con gli chef della zona, che si sono cimentati in proposte di piatti a base di questo pesce e visite guidate al centro di piscicoltura dove sono allevati di avannotti da liberare nel lago. Particolare interesse ha suscitato il convegno dedicato al lago di Viverone e al suo territorio. Oltre agli interventi degli esperti, la proiezione di un video sull’impegno dell’amministrazione comunale per il ripristino ed il mantenimento delle condizioni ottimali del lago dal punto di vista ambientale, in un’ottica generale di sviluppo di un turismo consapevole. «L’impegno della nostra organizzazione per il progetto ‘Riscopriamo il pesce d’acqua dolce’ aveva l’obiettivo di coinvolgere l’opinione pubblica verso il consumo del pesce d’acqua dolce – ha spiegato Paolo Dentis, presidente di Confagricoltura Torino -. A Viverone, abbiamo puntato sulla salvaguardia dell’habitat naturale del coregone, l’attività di ripopolamento della specie, la valorizzazione del prodotto e le potenzialità turistiche del territorio». 64| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2013

ACCORDI TERRITORIALI CON I SINDACATI IN 75 PROVINCIE

Il contratto di lavoro è plurilingue Il lavoro dipendente in agricoltura è una quota importante delle opportunità occupazionali, in termini quantitativi e qualitativi. Fino ad ora sono stati siglati 75 contratti provinciali di lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti nelle sedi di Confagricoltura, che rappresenta i due terzi del totale delle imprese datoriali del comparto che assumono oltre 500 mila lavoratori. A Foggia è stato firmato un importante accordo che, per la prima volta, è stato tradotto in cinque lingue diverse: romeno, bulgaro, polacco, arabo e francese. “Il nuovo contratto provinciale dei braccianti agricoli della Capitanata, interessa oltre 46mila addetti, di cui molti provenienti in particolare da Romania e Bulgaria – spiega Onofrio Giuliano, presidente di Confagricoltura Foggia -. La nostra provincia assorbe un gran numero di lavoratori stranieri, tanto che le campagne, da giugno a luglio si trasformano completamente e aver finalmente siglato questo accordo è importante per le imprese e per gli occupati”. D’altronde il lavoro agricolo, non può essere ridotto solo a occupazione saltuaria o precaria; sono infatti molto diffusi i rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Ci sono poi altre forme che, seppure inquadrate contrattualmente a tempo determinato, a pieno diritto possono essere considerate stabili e strutturali. Anzi, la vitalità dell’imprenditoria più moderna e organizzata è confermata dai dati Istat sull’occupazione che evidenziano, malgrado la crisi economica, un significativo aumento (+3,6%) del lavoro dipendente (impiegati, quadri e dirigenti), in controtendenza con quanto sta avvenendo negli altri comparti produttivi. “Il nuovo contratto provinciale di lavoro per gli operai agricoli è un accordo molto im-

portante – commenta Rosario Rago presidente di Confagricoltura Salerno – perché interessa circa 30 mila lavoratori agricoli della provincia. Un traguardo raggiunto dopo un anno di trattative che hanno consentito di individuare una piattaforma, articolata su più punti, condivisa da imprese e lavoratori. Non dimentichiamo, infatti, che l’agricoltura è un settore strategico per l'economia del nostro territorio. L'intera filiera agroalimentare riesce a sostenere l’occupazione anche in un periodo di crisi come quello attuale”. Sulla stessa linea Oreste Massimino, presidente di Confagricoltura Cuneo, che sottolinea: “E’ un’intesa soddisfacente. Si tratta del miglior punto di incontro possibile tra associazioni agricole e sindacati dei lavoratori in un momento di estrema difficoltà economica e occupazionale. Come rappresentanti delle aziende agricole abbiamo accettato aumenti salariali in linea con quanto previsto a livello nazionale e nelle altre province, d’altro canto abbiamo ottenuto che venissero concordate con i sindacati dei lavoratori alcune modifiche di tipo normativo”.


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A S S O C I A Z I O N E N A Z I O N A L E G I O V A N I A G R I C O LT O R I

Il cambio della guardia: assemblea nazionale e rinnovo cariche OCCORRE PENSARE E PROIETTARSI AL FUTURO

Un gruppo di partecipanti al forum 2013

I

l 21 maggio l’Anga si rinnova. Un processo ‘naturalmente Chiò, Loretta Di Simone e Dario Di Vincenzo) e i delegati al obbligato’ per un’associazione giovanile che fa del ricam- Ceja Fabio Garavelli e Filippo Schiavone, ha lavorato in mobio generazionale il proprio punto di forza. L’organizza- do coeso per rendere l’Anga, oltre che unita e capace di suzione dei giovani di Confagricoltura ha l’obiettivo di favori- perare le logiche territoriali, sempre più concreta, progetre l’inserimento nel tessuto economico nazionale ed inter- tuale e proiettata in avanti, con al centro le esigenze delle nazionale e stimola il progiovani imprese. Così, sono cesso di sviluppo dell’imprestati ‘pensati’ e realizzati i due I L C O M M E N T O sa che opera in agricoltura, Forum a Rimini e Napoli, il XV Aver conosciuto tanti giovani sia come entità economica, Convegno dei Quadri dirigenimprenditori, diverse realtà agricole, produttrice di beni ed occuti, viaggi studio a Bruxelles e differenti territori è il ricordo più pazione, sia come soggetto delbello da questa mia esperienza come corsi di formazione mirati. Nula gestione del territorio e delpresidente dell’Anga, che conserverò merosi sono stati gli incontri preziosamente. Tre anni intensi, istituzionali, così come l’attività l’ambiente. La sua attività, in impegnativi,ma densi di attività su sul territorio e la volontà di conogni passaggio, si svolge secontutti i fronti. L’ istituzionalizzazione fronto e di crescita che hanno do criteri di trasparenza, chiadel tavolo dei giovani imprenditori presso il Mise, il portato alla creazione del tavorezza e condivisione. E’ per queCoordinamento con le altre sigle giovanili ( Conagi ), il sto che le candidature vengono Forum di Rimini e il Convegno Quadri di Napoli sono i lo di coordinamento giovani ‘ufficializzate’ - secondo quanto momenti che mi rimarranno per sempre impressi nella imprenditori al ministero per lo detta il regolamento elettorale, memoria, anche perché sono la riprova che i risultati si Sviluppo Economico.“Non siaadottato per la prima volta già conseguono solo con un buon lavoro di squadra e il mo autoreferenziali. Parlare e in occasione dell’elezione di Ni- supporto di tutti. E’ quindi un piacere e un ‘obbligo’ un crogiolarsi nel passato non sercola Motolese e della sua squa- ringraziamento a chi mi è stato più vicino, il comitato di ve – dice Nicola Motolese – ocdra – accompagnate da un pro- presidenza, i delegati Ceja e i funzionari con cui ho avuto corre pensare e proiettarsi nel contatti quotidiani, ma anche a tutti i presidenti regionali e gramma, venti giorni prima delprovinciali, che hanno animato sempre in maniera futuro, il vostro. Certamente l’Assemblea. Così il nuovo pre- positiva ogni singolo incontro. Un grazie anche al tante cose restano da fare per sidente, prende in mano un’An- presidente Guidi che non ha fatto mai mancare avvicinare e coinvolgere semga rafforzata sul territorio e de- l’appoggio della casa madre. Desidero anche augurare pre più giovani, stimolandone buon lavoro a chi porterà avanti l’Anga in questo stinata a crescere ancora di vivacità e progettualità all’inmomento particolarmente delicato per il sindacato e più. Nicola Motolese, insieme terno della nostra casa Conl’agricoltura tutta. Nicola Motolese al comitato di presidenza (Enfagricoltura. Sono sicuro del Presidente Nazionale Anga rico Pizzolo, Matteo Brunelli, vostro ottimo lavoro”. Elisabetta Tufarelli Alessandra Cecere, Giovanni MAGGIO 2013 | MONDO AGRICOLO | 67


ELEZIONI 2013

“FUTURE FOOD FARMERS”

In sette per l’Anga

Servono misure per i giovani

Il regolamento elettorale dell’Anga prevede che, prima dell’Assemblea elettiva, il territorio esprima le proprie candidature. Così, alla guida dell’associazione si sono proposti sette giovani imprenditori, di età compresa tra i 22 e i 36 anni, ad espressione delle diverse aree geografiche e dei differenti indirizzi colturali. Cristian Aldrovandi, 32 anni, di Modena, conduce direttamente la propria azienda frutticola, specializzata nella coltivazione delle pere.Ugo Bagedda, 35 anni, di Sassari OlbiaTempio, ha un’azienda vitivinicola che produce Vermentino Docg di Gallura. Piergiovanni Ferrarese, ventiduenne veronese, nell’impresa di famiglia alleva frisone da latte e coltiva cereali. Raffaele Maria Maiorano, 31 anni crotonese, conduce direttamente la propria azienda, specializzata nell’olivicoltura biologica e collabora con quella paterna in Calabria e con quella materna nelle Marche. Francesca Picasso, 36 anni, si occupa dell’azienda di famiglia ad indirizzo cerealicolo, che è dotata anche di un moderno impianto per la produzione di biogas. Il trentenne foggiano Filippo Schiavone ha un’azienda multifunzionale, dove coltiva cereali, orticole, pomodoro da industria, alleva ovini da carne ed esercita attività agrituristica. Il catanese Giovanni Selvaggi, 36 anni, è titolare di un’azienda a prevalente indirizzo ortofrutticolo e olivicolo. 68 | MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2013

“Il ricambio generazionale in agricoltura è emergenza in Europa. E in Italia la situazione è ancora più grave”. Lo hanno sottolineato Nicola Motolese, il delegato al Ceja Filippo Schiavone, tornando dall’evento della campagna del Consiglio europeo dei giovani agricoltori “Future Food Farmers”, nata con l’obiettivo di scongiurare l’imminente crisi di età nell’agricoltura dell’Ue. L’agricoltura europea invecchia, ma lo fa ancor di più l’agricoltura nazionale. E se, da un lato, i dati sono sconfortanti (al 6% degli agricoltori con meno di 35 anni in Ue si contrappone solo il 3% dei giovani agricoltori nostrani), dall’altro sono chiaro indice che in un’Europa e un’Italia morse dalla crisi lo spazio per fare impresa in agricoltura, senza dubbio, ci sarebbe. Mancano, però, le condizioni perché le imprese condotte da giovani possano nascere, consolidarsi e crescere. In Europa, la Commissione e il Parlamento europeo hanno ascoltato l’allarme lanciato dal Ceja; tocca ora al Consiglio accogliere l’appello dei giovani agricoltori europei. “La richiesta del presidente del Ceja – informa il presidente dell’Anga – è stata prontamente accolta dai membri del trilogo (il Commissario europeo Dacian Ciolos, il presidente della Comagri Paolo De Castro e il presidente del Consiglio agricolo europeo Simon Coveney), che hanno assicura-

Nicola Motolese, Paolo De Castro e Filippo Schiavone

to il loro pieno appoggio”. I giovani di Confagricoltura guardano con fiducia ed apprezzamento alle misure europee, anche alla luce della situazione nazionale, bisognosa di confronto e ricambio tra generazioni. “Più di metà delle imprese agricole – ha concluso Motolese – è guidata da imprenditori over 65, l'impegno dei giovani nelle campagne può e deve dunque crescere. Servono volontà e coraggio, oltre al sostegno delle Istituzioni. A tal proposito confidiamo nel lavoro del ministro De Girolamo per favorire lo sviluppo e la crescita dell'innovazione dell’agricoltura italiana”.


PROTAGONISTI I PRODOTTI DEI GIOVANI

Palermo, Gran ballo della Federazione russa L’Anga di Palermo è stata partner dei festeggiamenti per il decimo anniversario del Consolato generale della Federazione Russa di Sicilia e Calabria. E lo ha fatto presentando l’eccellenza delle produzioni regionali delle giovani imprese associate all’evento culmine della settimana dei festeggiamenti: il Gran Ballo, che si è tenuto il 27 aprile, nella splendida cornice palermitana del complesso monumentale di Sant’Anna, sede della Galleria d’Arte Moderna. Il console della Federazione russa Vladimir Korotkov e i suoi ospiti, nello scenico cortile assieme al soprano Anna Rita Pinsino, al maestro Salvo Scinaldi e alla Compagnia Nazionale di Danza Storica hanno potuto gustare ed apprezzare le meravi-

gliose produzioni regionali dei giovani di Confagricoltura. Ecco i magnifici prodotti Anga presentati: l'olio extravergine bio "Don Cesarino" e "Terre di Castania" e la Provola dei Nebrodi dell'Azienda Agricola di Dario e Paola Di Vincenzo; il vino “Nero segreto”, i formaggi, i salumi, le caponate, preparati dallo chef della Masseria La Chiusa di Emanuele Savona; le spremute espresse di Roccacoop di Felice Cupane; l'olio biologico Biofarm di Giovanni Dara Guccione; i formaggi tipici e Dop come la “Vastedda” di Contessa Entellina

del caseificio Pollichino; l'olio biologico dell'azienda di Tommaso Rizzuto; i vini di “Gaglio vignaioli di Flora Mondello", "Barunissa, Esdra e Grillo".


FORMAZIONE di Roberto Bianchi

CORSI E-LEARNING SU CONOSCENZE OPERATIVE, ORGANIZZATIVE E GIURIDICHE

Formarsi sulle reti d’impresa Siamo quasi giunti al termine della fase di preparazione dei charter, i documenti di avvio dei progetti confederali realizzati al fine di rendere operativa e sistematica una serie di progetti condivisi dalla base associativa e fino a questo momento mai attuati. Ciò che emerge da una prima analisi dei documenti fino ad oggi consegnati, è che ciascun team ha evidenziato come elemento fondamentale per il buon esito del progetto la realizzazione di interventi formativi mirati, rivolti ai dipendenti di tutto il sistema confederale. In particolare, ad oggi, Enapra è interessata, direttamente e trasversalmente, nella realizzazione di percorsi formativi per l’aggiornamento delle competenze dell’intero sistema confederale. Direttamente Enapra è, infatti, coinvolta nel progetto Formazione, il cui obiettivo è quello di definire un sistema rivolto ai dipendenti e ai direttori delle sedi territoriali, ai dirigenti e alle imprese di Confagricoltura. Questo progetto è in via di sviluppo e verrà presentato alla giunta a giugno. Ovviamente dovrà tener conto dei piani formativi previsti dagli altri progetti. Da qui il ruolo trasversale di Enapra, che ad oggi è stata (o verrà) coinvolta nella progettazione formativa dei corsi che verranno sviluppati nell’ambito dei progetti Reti di impresa, Accesso al credito, Efficientamento dei servizi, Internazionalizzazione, ecc. Il progetto per il quale Enapra è già partita è quello sulle reti 70| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2013

di impresa. L’obiettivo è diffondere le conoscenze operative, organizzative e giuridiche necessarie per consentire alle imprese associate di valutare l’opportunità di costituire reti di imprese. Il percorso formativo è stato progettato in metodologia Blended Learning, che unisce la potenzialità dell’autoistruzione tramite e-learning a quelle in termini di approfondimento dell’aula. Primo step del percorso è un oggetto Web Based Training (WBT) e-learning, della durata di 5 ore di apprendimento, che consente a tutti i dipendenti di prendere dimestichezza con il concetto di rete di impresa, le tipologie di rete che possono essere realizzate, gli scopi e le finalità che possono animarle, gli strumenti utili alle imprese per progettare struttura e programma della rete e comprenderne appieno utilità, profittabilità e impegni, l’impianto normativo che regola il contratto di rete, la governance, l’eventuale creazione di un fondo patrimoniale e le agevolazioni fiscali. La messa on line del prodotto è prevista per il 17

giugno. Per le persone che si dimostreranno maggiormente interessate abbiamo immaginato la partecipazione ad un corso d’aula di due giornate, erogate presumibilmente in autunno, che approfondirà i temi necessari a divenire “orientatore” delle imprese sul territorio che vorranno costituirsi in rete. Scopo dell’aula è coniugare le conoscenze apprese nella fase di e-learning con le abilità che matureranno attraverso l’analisi e la soluzione di casi concreti, lo studio di esempi paradigmatici di diverse tipologie di rete, le riflessioni sul “perché” e sul “come” costituire reti che siano un vero valore aggiunto per le imprese che decideranno di aderire. Al termine del percorso formativo è ipotizzabile la progettazione di una terza fase che coinvolga direttamente le imprese. La fase è finalizzata all’incontro e all’emersione di progetti, idee, competenze distintive, che possano diventare fattore comune ed essere punto di partenza, da un lato, per eventuali progetti di rete tra i partecipanti (con la guida degli orientatori) e, dall’altro, una summa di preziosi suggerimenti per Confagricoltura e per il gruppo di lavoro sulle reti, per immaginare progetti futuri dedicati all’ulteriore evoluzione dei temi, anche attraverso Enapra e i progetti di Formazione approvati in Assemblea.


OVER 60

di Elisabetta Tufarelli

Società: indiscutibile il ruolo dei “nonni”

Nonni per carriera. Questo il titolo della tavola rotonda organizzata da Age platform Europe (di cui fa parte il Sindacato Pensionati di Confagricoltura) e Eurochild al Parlamento europeo in occasione della giornata europea di solidarietà tra le generazioni, il 29 aprile. La grande rivoluzione demografica in atto ha trasformato, in base all’età, la struttura della popolazione: già adesso gli ultra 65enni (i nonni) superano di oltre mezzo milione i ragazzi con meno di 20 anni (i nipoti), e il divario è destinato a salire ancora. Così vanno ristabiliti ruoli e funzioni. Occorre garantire servizi sociali efficienti per gli anziani non autosufficienti e serve anche ripensare la figura dei nonni all’interno delle famiglie sempre più piccole. Per gli organizzatori dell’evento – che hanno presentato un’ indagine effettuata on-line sulla carriera di nonni – gli stati membri devono fare di più per riconoscere e supportare il vitale contributo degli over 60 al benessere sociale ed economico europeo. L’Europa, come conferma lo studio, è il continente che ha la più alta proporzione di anziani e il più basso indice di natalità. Anche le strutture familiari stanno cambiando e il ruolo di nonni non solo è diventato fondamentale, ma è in continua evoluzione. Così gli anziani forniscono un doppio contributo direttamente e indirettamente, sia con trasfe72| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2013

rimenti finanziari alle famiglie, sia attraverso la fornitura di forme di assistenza all'infanzia gratuite, flessibili e informali permettendo ai genitori di restare al lavoro di più. Questo impegno è attualmente poco riconosciuto e non sufficientemente valorizzato. Se da un lato i nonni sono diventati un indispensabile punto di riferimento all'interno delle famiglie e sono una grande risorsa quando ambedue i genitori lavorano, dall’altro sarebbe necessario favorire la qualità dell’invecchiamento attivo. Inoltre Age platform Europe e Eurochild ritengono grave la totale mancanza di attenzione politica sul significativo contributo dato da chi ha i capelli bianchi ai figli, ai nipoti, alla società e all’intera economia. Lo studio ritiene che bisogna pensare ad allargare le forme di lavoro flessibile, riservate nei vari Paesi a padre e madre, anche ai nonni che, con l’allontanarsi dell’età pensionabile spesso sono ancora in attività lavorativa a tempo pieno. Inoltre, da un punto di vista strettamente legale, si chiede il riconoscimento dell'importanza della relazione nonno-bambino nei diversi sistemi giudiziari. Infine, ma non meno importante, se i nonni esplicano pienamente il ruolo cura all’infanzia dovrebbero, per diritto, godere degli stessi benefici e supporti dei genitori affidatari.

AGE PLATFORM: BUONE PRATICHE AGE Platform Europe (a cui partecipano gli over 60 di Confagricoltura) è impegnata per la diffusione delle buone pratiche di interventi sociali per le persone anziane. Il forum virtuale europeo sugli ambienti amici degli anziani ( AgeFriendly Environments, AFE), creato e moderato da Age, farà da collegamento tra le parti interessate (autorità pubbliche, ONG, fornitori di servizi, industria, ricercatori) per sostenere un invecchiamento sano. Con i partner e i componenti dei forum virtuali, AGE intende invitare la Commissione europea a lanciare un ‘Patto UE’ sul cambiamento demografico. L’obiettivo è creare il quadro politico necessario ad individuare soluzioni intelligenti e innovative a sostegno dell'invecchiamento attivo, sviluppando ambienti ‘age friendly’. Il Patto incoraggerà le autorità locali e regionali dell'UE ad adottare quadri politici e di orientamento, ad aderire alla rete di città che cooperano in materia di politiche di settore, con l’obiettivo di rendere l’Europa sempre più ‘amica degli anziani’. Il forum AGE informerà sulle varie iniziative, sugli sviluppi delle politiche comunitarie e sulle opportunità di finanziamento dell'UE, per sostenere le sinergie tra l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e quelle europee.


La popolazione? È senior I senior stanno diventando il segmento dominante del nostro Paese, come rileva un’indagine dell’Università Cattolica. Troppo spesso confinati all'immagine di cittadini "deboli", gli ultrasessantacinquenni rappresentano invece un universo variegato, con problemi e criticità caratteristiche, ma anche animato da intense energie inespresse. Per questo, istituzioni e operatori orientano le proprie iniziative verso questa realtà. La popolazione degli over 65 è in continua crescita (+25% nell’ultimo decennio). Prima della crisi disponevano di un incremento del reddito, mentre oggi la maggior parte di questo è destinata ai bisogni primari: abitazione, alimentazione e

salute. Gli anziani risparmiano comunque più della media (6.000 euro l'anno pari a più del 20% del reddito). In termini di patrimonio, sono proporzionalmente più ricchi. Vantano la percentuale più alta di individui (45.6%) tra i 50.000 ed i 250.000 euro, tuttavia, nonostante la "solidità" del segmento, l'accesso al credito è fortemente limitato. Dal punto di vista dell'impegno del tempo libero, gli anziani sono sempre più attivi e coinvolti nelle attività familiari. E anche la frontiera tecnologica e di internet che si sta spostando: gli "over 65" iscritti a social network crescono rapidamente e già oggi si attestano a oltre il 30% degli utilizzatori totali.

UNO STUDIO dell'Università di Cambridge ha esaminato le formule utilizzate da 70 milioni di utenti web in tutto il mondo per creare le loro password. E' emerso che a scegliere quelle meno attaccabili dagli hackers sono stati gli over 55. A livello mondiale sarebbero tedeschi e coreani a fare le scelte meno rischiose, mentre gli indonesiani tendono a prediligere le password più deboli. Oltre i 55 anni, forse per merito della saggezza acquisita, si preferiscono parole segrete più sicure e meno attaccabili, optando spesso per sequenze alfanumeriche meno vulnerabili o cambiandole spesso, rispetto ai giovanissimi nati con il digitale. Il motivo è difficile da individuare. Sta di fatto che nonni e genitori passano l'esame ben più brillantemente dei loro figli e di nipoti.


CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

Terremoto, un anno dopo Donne, madri e capi d’impresa. E’ almeno un triplo compito che le agricoltrici si assumono quotidianamente. Non si tratta di casi isolati, ma di storia comune a tante imprenditrici che crescono e s’impegnano comunque, con determinazione e voglia di fare. “Certamente evitiamo di riferirci troppo alle nostre ‘vite da sommergibiliste’ alle prese con le varie responsabilità familiari e non nei diversi compartimenti stagni, perché uomo o donna che sia, l’impegno professionale è lo stesso, anche se noi abbiamo qualche annesso in più”. Così Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna, spiega la volontà, su questa pagina, di ospitare la testimonianza di alcune imprenditrici emiliane ‘ad un anno dal terremoto’. “Fino a settembre siamo stati in tenda, ora siamo in un container situato nel cortile tra quello che era la nostra casa e l’azienda. I danni sono diffusi e mentre l’attività aziendale è ripresa, seppur tra tante difficoltà, quello che preoccupa – anche se abbiamo avuto danni alla casa colonica e al magazzino - è soprattutto la nostra casa ora inagibile, un ex convento del ‘700, edificio vincolato. Purtroppo prevediamo tempi ancora lunghi, sia dal punto di vista tecnico perché vanno fatte chiarezze normative, sia da quello economico: ci saranno i soldi e saranno sufficienti?”. Questa l’esperienza di Annalisa Lodi, un’azienda a seminativo e frutteto, dieci ettari coltivati a pere, a Finale Emilia (Mo). Alessandra Greco conduce un’azienda agrituristica a Porotto a cinque chilometri da Ferrara, in direzione Modena. Ci racconta: “Per fortuna, e lo sottolineo, avevamo appena fatto opere di 74| MONDO AGRICOLO |MAGGIO 2013

straordinaria manutenzione all’edificio adibito all’ospitalità che si è salvato ed ha riportato danni minori. Così non è stato per il fienile e il magazzino ricovero attrezzi, su cui avevamo un impianto fotovoltaico che ci garantiva l’autonomia dal punto di vista energetico. Abbiamo presentato domanda per il ripristino con miglioramento, ma la tempistica è lunga e – con un diverso iter – ho chiesto il permesso per una struttura temporanea sostitutiva, spero che la risposta arrivi presto”.“Nel disastro totale la solidarietà è stato il solo volto buono del sisma”.

Villa Pocchioni a Cavezzo ancora inagibile

Lo mette in evidenza Monica Pivetti, titolare del Bed and Breakfast “Villa Pacchioni” di Cavezzo, e produttrice a livello familiare di aceto balsamico, associata a Confagricoltura Modena, reso inagibile al 100% dalle scosse del terremoto che ha colpito un anno fa queste zone. “Ora viviamo in un container, che chiamiamo con ottimismo ‘modulo abitativo’. La mia attività, così come la mia abitazione – spiega sono distrutte. Il mio lavoro mi manca molto e il mio obiettivo è riprendere al più presto. Desidero ringraziare nuovamente i colleghi imprenditori parmensi Giorgio Molinari, che ha curato i rilievi, le commesse e la posa di un resistente telo in pvc e Sergio Onesti che ha sostenuto l’intero onere economico. E’ grazie a loro che potrò aspettare i finanziamenti pubblici con un po’ più di tranquillità”.


Confagricoltura Donna: No alla violenza In questo periodo c’è grande attenzione per la lotta al femminicidio. Giornali, spettacoli, manifestazioni, petizioni. Confagricoltura Donna intende impegnarsi e sta studiando iniziative che mantengano alta l’attenzione su questo orrore. “Mi piacerebbe che l’Italia – spiega il presidente Marina Di Muzio - e soprattutto quella agricola, custode di valori concreti e ‘senza tempo’ si distinguesse anche per l’impegno nel combattere ogni tipo di sopruso. Certamente la violenza sulle donne è soprattutto un problema culturale, che non si cancella a colpi di titoli di giornale o con una manciata di firme. Occorre fare di più impegnandosi sempre e dovunque per stigmatizzare con forza qualsiasi accenno

di comportamento sbagliato”. Manager con un’anima femminile. Le donne sono, in qualche modo, naturalmente predisposte a fare impresa e a fare squadra. In Italia rappresentano più della metà della popolazione. “I dati della violenza sono spaventosi. Chiedo a tutti gli imprenditori, uomini o donne che siano, di impegnarsi per fermare questo orrore e firmare la petizione al Governo e al Parlamento italiano per gli stati generali contro la violenza”. Questo l’invito del presidente di Confagricoltura Donna che

è convinta assertrice della necessità di unirsi e fare rete, per permettere alle donne di prevenire e combattere questa violenza ed ha firmato questa petizione su ‘feriteamorte.it’. “Odio le strumentalizzazioni di qualsiasi tipo siano, ma in questo caso la posta in gioco è troppo importante. Ritengo che bisogna muoversi e dare un segnale forte contro questa e qualsiasi altra forma di violenza. Non c’è dubbio che la crescita della società può avvenire solo se economia e sociale camminano di pari passo”.

A T T U A L I T À DA L L E I M P R E S E

 IES BIOGAS PROPONE IMPIANTI INNOVATIVI ACCOMPAGNATI DA UNA SOLUZIONE FINANZIARIA Biogas MiTo. L’amico dell’ambiente e fino a poco tempo fa erano soprattutto i grandi impianti di biogas a godere delle maggiori agevolazioni, oggi sono i piccoli impianti da 100 a 300 kWh ad avere i migliori incentivi statali. In particolare se alimentati con reflui zootecnici. Letame, liquame, scarti agricoli diventano, di colpo, fonti di profitto. La tariffa incentivante base per gli impianti da 100 a 300 kWh, alimentati con sottoprodotti di origine biologica, è di ben 236 euro MWh. Proprio per i dimensionamenti da 100 a 300 kWh, che godono dei maggiori incentivi (gli impianti da 100 kWh non richiedono nemmeno l'iscrizione ai registri), IES BIOGAS ha studiato un impianto ad hoc, chiamato MiTO, accompagnato

S

da una soluzione finanziaria che permette all'imprenditore agricolo di affrontare l'investimento senza pensieri. Gli impianti MiTo sono perfetti per le imprese a conduzione familiare o di media grandezza. Tempo due mesi e MiTo è già funzionante, pronto a macinare introiti. Si effettuano i sopralluoghi, si rilevano le esigenze, si progetta e si procede all'installazione. Addirittura, per la realizzazione di un impianto da 100 kWh, sono sufficienti tre setti-

mane. Il punto di forza di MiTO, rispetto ad altri impianti di biogas, è l’essere "chiavi in mano”: Ies Biogas si occupa di tutte le incombenze, consegnando al cliente un impianto avviato, dimensionato e concepito su misura, perfettamente integrato all'azienda. L'impiantistica è ai massimi livelli. Le prestazioni di efficienza sono vicine al 100%. I piccoli e medi allevatori hanno dunque una grande opportunità, e per di più tutta italiana: IES BIOGAS è l'unica azienda attiva in questo settore fondata da imprenditori italiani, con sede principale in Italia. Il prossimo impianto MiTo - amico dell'ambiente, amico della terra e fonte di guadagno giorno dopo giorno – potrebbe essere il tuo.


VINO di Barbara Mengozzi

PODERE FORTE

Incanto medioevale Dal Nord delle fabbriche e della finanza fino alla mediterranea Toscana puntando a produrre grandi vini. Fin qui potrebbe sembrare una delle tante storie di imprenditori che hanno scelto di investire in aree del Belpaese dall’acclarato potenziale vitivinicolo. Ma in questo caso c’è molto di più. C’è la costanza, la passione, il talento e la poliedrica personalità di Pasquale Forte, calabrese di origine e comasco di adozione, figlio di agricoltori e industriale di successo, presidente della Eldor corporation di Orsenigo, mega-azienda da 700 dipendenti produttrice di componentistica elettronica per auto firmate Ferrari, Mercedes e Volkswagen. Il suo amore per la terra è riaffiorato con prepotenza quando si è innamorato a prima vista delle dolci colline della senese Val d’Orcia, splendido angolo di natura e storia insigne incuneato tra Montalcino e Montepulciano e ornato da uno dei paesaggi verdi più fascinosi del mondo, patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Dall’amore alla voglia di tornare nei campi il passo è stato breve, e nel 1997 il nostro capitano d’industria è diventato proprietario di una tenuta di illustre tradizione, ribattezzata Podere Forte, 140 ettari tra boschi, seminativi, oliveti e vigneti, avviandovi un importante e ambizioso progetto vitivini76| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2013

colo, e non solo. Perché questo progetto, che ha il sapore di un sogno, ha inteso anche ridar vita e lustro al suggestivo borgo medievale di Rocca d’Orcia, ripristinando le attività artigianali e artistiche di un tempo e realizzando un sistema diversificato, dal food al turismo alla cultura, che vuol essere soprattutto uno stile di vita nuovo, più autentico, ecosostenibile. Ma a Podere Forte, in compagnia di olio, grano, orto botanico, miele, salumi di Cinta senese e molto altro, il prodotto principe resta il vino, seguito con slancio e competenza in ogni sua fase. A partire dalle sollecite attenzioni dedicate – in regime biologico certificato, da qualche anno con il supporto della biodinamica – alle nobili vigne di proprietà, per poter contare su uve eccellenti. Obiettivo: portare questo straordinario territorio, perfettamente integro, nel bicchiere. A tal fine Pasquale Forte ha scelto i migliori consulenti del settore, ha portato

avanti sperimentazioni e severe selezioni clonali, ha messo in opera una bellissima cantina di cinque piani (di cui tre interrati) in cui regnano le più avanzate tecnologie per interpretare al meglio e valorizzare i segnali della natura. In prima linea, ovviamente, il re dei vitigni di Toscana, il Sangiovese, coltivato qui a densità altissime, fertilizzato solo con compost prodotto in azienda e poi, in cantina, oggetto di fermentazioni spontanee e di lunghe soste in carati di rovere francese. Così tra i vini di Podere Forte che le stimmate territoriali le recano fin dal nome – vedi il sontuoso e complesso blend di Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot Guardavigna, a memoria delle torri di guardia alle vigne – il rosso clou è l’Orcia Doc Petrucci, dall’antico appellativo del podere: un grande Sangiovese in purezza che nell’equilibrio e nell’eleganza trova le sue carte vincenti. Ottenuto da uve raccolte a mano in fitti vigneti (7.000-10.000 ceppi per ettaro) allevati a spalliera Guyot, alberello palizzato, sapientemente lavorate e affinate per 16 mesi in barrique e tonneau e ancora in bottiglia per oltre 20 mesi, il Petrucci colpisce la vista con il suo colore rubino brillante e l’olfatto con un ventaglio di profumi floreali e fruttati di ciliegia e prugna, accompagnati da note balsamiche e speziate dolci di noce moscata, chiodi di garofano e cannella. Al palato è morbido e avvolgente, preludio di un lungo finale che mette in luce la mineralità tipica dei suoli da cui trae origine.


IL RECUPERO DEL BORGO

La Rocca del buon sapore In favore della rinascita di Rocca d’Orcia è sceso in campo Pasquale Forte, impegnatissimo nel suo progetto rivolto, grazie a restauri mirati e interventi conservativi, a riportare negozi, antichi mestieri e vitalità nel villaggio, fino all’idea del recupero di una canonica del 1200 per creare un resort. Ecco dunque tornate in scena nel borgo le botteghe, come lo Spazio SE, per le esposizioni fotografiche e delle arti, e, affacciato sulla piccola piazza, l’emporio Riamà, dove trovare svariati oggetti vintage e chicche dell’artigianato. Ma anche luoghi di ritrovo, vedi l’enoteca Perinquà. E, adiacente all’enoteca, l’Osteria Perillà, ospitata da un palazzo

medievale nel centro di Rocca d’Orcia: un ambiente che rispetta appieno l’architettura locale, formato da una serie di stanze e stanzette con travi in legno e muri di pietra a vista ben integrati in un raffinato design postmoderno. Qui, in un’atmosfera informale ma premurosa, è possibile gustare sapori antichi e innovativi e i segreti della tradizione reinventati per regalare nuove esperienze sensoriali sotto la guida ingegnosa e professionale del pistoiese Enrico Bartolini, stellato chef executive del ristorante Devero di Cavenago in Brianza, ben coadiuvato dallo chef residente Antonello Sardi. Felicissimo, Bartolini, di essere tornato a farsi

interprete del suo territorio natio proponendo e rivisitando piatti della tipica cucina toscana, imperniati sui migliori prodotti della Val d’Orcia. Grandi classici, quali la ribollita, i pici al ragù di Chianina, il cappone alla brace con cicorie selvatiche e poi l’uovo freschissimo servito barzotto con peperoni e pecorino caldo al rosmarino, il fantastico gelato al miele, tutto direttamente in arrivo da Podere Forte. E sono appunto le etichette di Podere Forte a capeggiare nella bella e ricca carta dei vini, decisamente incentrata sul territorio. A tal proposito, all’Osteria Perillà nel ruolo di partner del grande Sangiovese Petrucci propongono una inedita e intrigante specialità gastronomica della casa: il latte di mandorle con melanzane e salsiccia di Cinta senese alla brace.


AGRITURISMO di Giorgio Lo Surdo

COME UTILIZZARE I SOCIAL NETWORK NELL’ATTIVITÀ AZIENDALE

Il “passaparola” tra gli amici di facebook

Sono sempre più numerose le aziende agrituristiche che aprono una pagina su facebook; qualcuna si avventura anche su twitter. E’ una buona idea? Serve a procurarsi più ospiti? Oppure è solo un adeguarsi all’innovazione? Per i più vale l’ultima ipotesi: il social network, principe del web 2.0., della comunicazione interattiva, viene il più delle volte usato come un “vecchio” sito internet, per una comunicazione a senso unico che sfrutta pochissimo le potenzialità del mezzo legate all’interattività, peraltro notevoli purché lo si tratti in modo appropriato. Il risultato, in questi casi, è un bassissimo numero di commenti: il “social” non solo non aiuta ad intercettare o fidelizzare gli ospiti già ricevuti, ma addirittura è controproducente verso i possibili nuovi ospiti; una pagina facebook con poco “movimento” è un po’ come il ristorante vuoto dove nessuno entra perché non c’è nessuno. I social network sono nati con lo scopo dichiarato di sollecitare sentimenti 78| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2013

di amicizia, coinvolgimento, partecipazione. Non a caso, per definire gli “utenti”, si usano termini come “amici”, “fan”, “followers”. Un’azienda che decida di lavorare con i social network deve dunque “personalizzarsi” e trasmettere “messaggi” che suscitino entusiasmo, curiosità, passione, discussione. E intorno a questi messaggi deve costituire un gruppo di dimensioni significative, che partecipi con ragionevole continuità e attivi quel fenomeno di crescita “virale” per cui ogni appassionato ne coinvolge molti altri. Solo così ogni curioso, ogni nuovo arrivato, è indotto ad interloquire, commentare, manifestare il proprio interesse, fino a diventare un possibile nuovo ospite. D’altra parte, per un’azienda agrituristica, essere presente su facebook significa alimentare un passaparola positivo su di sé attraverso le manifestazioni di simpatia di chi già è stato ospite e attraverso la “cordialità” che riesce ad esprimere nei suoi messaggi, indipendentemente da chi legga (già ospite, nuovo possibile ospite). Mettere il link verso facebook o twitter dal sito internet della propria azienda, non deve proporre, a chi va a curiosare, un duplicato delle “notizie” già contenute nel sito. La pagina facebook, o le poche parole di un twit, aggiungono probabilità alla scelta di prenotare un soggiorno nel nostro agriturismo, solo in quanto svelano, mediante comunicazioni “a

caldo”, la personalità dei “padroni di casa”, la loro sensibilità, l’eventuale sintonia con chi sarà futuro ospite. Ad esempio, se si racconta la passione per la bicicletta, si guadagnerà la simpatia di altri appassionati della bicicletta; se si presenta affettuosamente il proprio cane, si intercetteranno altri amanti dei cani. Le fotografie dovranno “rafforzare” il testo scritto. I social network non sono strumenti per vendere immediatamente; sono come un salotto di amici, dove sarebbe assai sconveniente (e controproducente) tirare fuori un listino prezzi e una carta dei servizi per sollecitare la chiusura di un contratto. Partecipare ai social network con il proprio agriturismo, serve, è una buona idea, a patto che si sappia utilizzare lo strumento comunicativo in modo intelligente ed espressivo. Più che abilità, richiede naturale capacità di comunicare al prossimo emozioni e confidenza, attraverso lo scritto e le immagini. Se non si hanno queste doti, si può provare ad affinarle, oppure meglio rinunciare. In ogni caso, sui social network, vanno rispettate due regole fondamentali: continuità di comunicazione (l’ideale è almeno un post al giorno) e tempestività di risposta a commenti a i post propri e ai post di altri. Ciò significa dedicarci tempo, e col tempo ognuno ha propri conti da far tornare, soprattutto gli agriturismi che, oltre l’ospitalità, devono condurre una attività agricola.


BUONO A SAPERSI...

UN’OFFERTA SELEZIONATA CHE SI RINNOVA OGNI ANNO

Guida Agriturist, la vacanza in libreria

H

a fatto la storia dell’agriturismo, la “Guida Agriturist”, e continua a farla, sfidando web, computer, tablet e smartphone. Nel 1975, quando uscì la prima edizione, presentava “ante litteram” un centinaio di agriturismi. Ora, nella 38a edizione, gli agriturismi selezionati sono 1400, con alloggi molto più confortevoli di allora; e poi piscine, cavalli, biciclette, centri benessere, prodotti biologici, degustazioni guidate, piccoli musei della tradizione contadina, laboratori didattici dove

si impara a cucinare, intrecciare cesti, lavorare la ceramica e tanto altro. Ci sono anche proposte per gli appassionati di campeggio, attrezzate per l’accoglienza di disabili, che preparano menu per celiaci o vegetariani, vicine al mare, a città d’arte e parchi

Vent’anni di discount in Italia “Il fenomeno discount” è il saggio di Mauro Loy (Agra Editrice 2010, 103 pp., 25 €) sulla storia e sui percorsi evolutivi del discount in Italia. Nel nostra Paese è una formula distributiva relativamente recente: il primo punto vendita, ad insegna Lidl, è stato aperto nel 1992. In poco più di vent’anni il discount è cresciuto e ha saputo adattarsi molto bene alla realtà italiana. Oggi, con oltre 4.000 punti vendita e un giro di affari che supera i 9 miliardi di euro, si è affermato come una formula distributiva di successo, ma presenta ancora possibilità di sviluppo: la crisi economica, il ritorno delle formule di vicinato, l’affermarsi tra i consumatori di una mentalità low cost, la ricerca di semplificazioni dell’offerta commerciale e, non ultima, l’attenzione per proposte save time sono tutti elementi che ne rafforzano il format. Mauro Loy in questo libro, uno dei pochi dedicati a questa formula commerciale, ripercorre le tappe dell’affermarsi del discount in Europa e in Italia, ne analizza i punti di forza e ne segnala le prospettive. Nella seconda parte del libro il monitoraggio (insegne, punti vendita, giro di affari, management) realizzato da Agra sulle diverse aziende che operano in Italia in questo canale.

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naturalistici. Moltissime anche le opportunità per acquistare, direttamente dal produttore, vino, olio extravergine di oliva, conserve di ortaggi e frutta, miele, salumi, formaggi, liquori… I prezzi della vacanza “in fattoria” sono generalmente contenuti e comunque molto favorevoli in rapporto alla qualità dell’accoglienza: sulla Guida Agriturist si possono ancora trovare pernottamenti con prima colazione a 30-35 euro e mezze pensioni a 45-50 euro; per comfort e raffinatezza “a cinque stelle”, difficilmente si va oltre gli 80-100 euro a notte. La ristorazione, generalmente eccellente, raggiunge in alcuni casi vertici assoluti di altissima qualità. Oltre metà degli agriturismi presentati sulla Guida Agriturist concedono ai soci di Agriturist uno sconto del 10% sulle tariffe di ospitalità e sull’acquisto di prodotti agroalimentari. La Guida (Agriturist 2013, 368 pp, 15 euro) si acquista in libreria oppure online su www.hoepli.it con sconto del 15%. Si riceve gratuitamente come socio Agriturist (quota associativa 2013, 15 euro, contatti tel. 06.6852337, mail agritur@confagricoltura.it) beneficiando dello sconto del 10% su ospitalità, prodotti e servizi di oltre 800 agriturismi convenzionati.


CAMPI SONORI di Gaetano Menna

“HAPPYNESS”, ALBUM DI CARATURA INTERNAZIONALE

Fernando Saunders semina felicità Ai discografici Beppe Aleo e Pietro Ferri è riuscito il colpaccio di pubblicare l’album solista, di caratura internazionale, di Fernando Saunders, “Happyness” (Videoradio/Rai Trade). Nato a Detroit (Usa), Saunders è un noto ed apprezzato bassista, vocalist, compositore e produttore. Sin dagli anni ‘80 ha solcato i palchi di tutto il mondo, lavorando con artisti del calibro di Joan Baez, Jimmy Page, Eric Clapton, Steve Winwood, John McLaughlin, Joe Cocker, Slash, Tori Amos e persino Luciano Pavarotti. Ha all’attivo un’intensa collaborazione con Lou Reed e Marianne Faithfull ed ha partecipato al prestigioso progetto The Jeff Beck/Jan Hammer Group (e nel nuovo disco, il brano “Reviens Chèrie” è impreziosito proprio dal solo di Hammer). Parafrasando il titolo, possiamo dire che è una “felicità” ascoltare questo album, raffinato ed intenso, a cavallo tra rock, pop e soul. È stato registrato nella Repubblica Ceca, a Praga ed Ostrava (a cui dedica

il brano “The soul of Ostrava”). «Happyness - annota Ferri nelle note di copertina – è un percorso dell’animo». E, infatti, il disco si caratterizza per la sua spiritualità: i respiri di “The first seven days”, l’inno “Glory of love” (con il basso che ricama con l’orchestra e le voci-strumento), la religiosità naturale di“Faith losing time” e soprattutto le atmosfere rock-gospel di “Jesus” create duettando mirabilmente con Lou Reed (che è anche autore del brano)… Saunders canta “Plant a seed”: bisogna seminare e sperare, quando tutto sembra perduto la vita ci riserva una seconda chance. E così accade se viene a mancare qualcuno che si ama; le foglie morte vengono sostituite dalle nuove. Concetto che riprende anche nel brano di apertura ”Feel like crying” - con ospite una superba Suzanne Vega – in cui si racconta su come, a volte, ci si possa sentire, con la voglia di piangere o di morire, continuando nonostante tutto il cammino.

Canzoni contro la guerra e la cattiva politica Andrea Perrozzi, protagonista di musical di successo, ma anche vocalist di UT (costola dei New Trolls) propone ora il suo disco solista, “Stop” (Fermenti Vivi by Aereostella). Nel video del primo singolo, “Nonostante tutto”, appare anche Enrico Brignano (con cui ha recitato in teatro). Il secondo singolo “Il primo della lista” (anch’esso accompagnato da un video) è un brano dedicato ad un certo modo di fare politica oggi, con atmosfere e ballo che ricordano il Daniele Silvestri di “Salirò”. “Imprevisti eroi” è un intenso canto antibellico. “La voce di Roma”, invece, è l’omaggio ad Alberto Sordi ed al suo legame indissolubile con l’Urbe. “Il giorno degli eroi” è una bella canzone, dalle atmosfere magiche (scritta per raccogliere fondi per attività benefiche). 82| MONDO AGRICOLO | MAGGIO 2013

LA BAND FIORENTINA

Underfloor senza confini tra melodia e prog ricomincia da quattro Si intitola semplicemente “Quattro” il nuovo album della band Underfloor (SuburbanSky/Audioglobe), che compie dieci anni d’attività ed è senza ombra di dubbio una delle migliori espressioni del nuovo corso fiorentino. “Quattro” perché è il loro quarto disco, ma anche perché i dieci brani (rigorosamente registrati in analogico su nastro, per rendere il suono più caldo) sono il risultato di quattro personalità - Giulia Nuti (viola e tastiere),Guido Melis (basso elettrici e voce), Marco Superti (chitarre elettriche ed acustiche), Lorenzo Desiati (batteria) - ognuna con un suo spazio e contributo. Quello proposto è un sound che unisce new wave e progressive e segna con decisione una svolta nella produzione dell’ensemble fiorentino: la viola diventa lo strumento solista, mentre la chitarra acustica ha ora un ruolo preminente lungo tutto il disco, sostenuta dalla robusta ritmica in primo piano di basso e batteria. Il nuovo corso è ben rappresentato da “Indian song” (di cui è stato realizzato anche un bel video), che è una lunga cavalcata improvvisata sui sentieri psichedelici e progressive, con Giulia che ci ricorda il violinista francese Jean-Luc Ponty con la Mahavishnu Orchestra, negli anni ‘70. In evidenza i due strumentali: “Solaris” è un suggestivo brano prog, con momenti classicheggianti; “L’uomo dei palloni” è invece più rockeggiante. Ancora rock in “Stomp” con echi del violino di Papa John Creach. In altre occasioni la band muta registro puntando su atmosfere melodiche e magiche, con testi sempre rigorosamente nella lingua del Bel Paese, come in “Lei non sa”, “Don’t mind” (che, a dispetto del titolo, ha il testo in italiano). La traccia d’apertura “Come un gioco” è trascinante e accattivante. E poi ci sono brani, come “Sul fondo” e “Intorno a me” in cui melodia e prog, acustico e elettrico, scorrono assieme. C’è da chiederci: qual è la frontiera? “Linee di confine”, è giocata proprio in modo da non dare limiti, con i vari cambi repentini di atmosfera al suo interno. E tutto si amalgama perfettamente.


E se anche la forza potesse avere uno stile?

Nuovo Lamborghini Nitro. Coniugare potenza e stile. Arricchire uno strumento di lavoro di un nuovo valore: il design. Ecco come Lamborghini intende reinterpretare il mondo del trattore. Ecco da quali presupposti nasce Nitro. Proposto in 4 motorizzazioni T4i TDC 3.6 4 cilindri da 100, 110, 120 e 130 CV. Con trasmissioni Powershift o a variazione continua VRT è pensato per offrire il massimo della versatilità e dell’efficienza in tutti gli impieghi e un design unico, da tutti i punti di vista.

Si raccomanda l’utilizzo di lubrificanti e refrigeranti originali SDF.

LAMBORGHINI TRATTORI è un marchio di

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Mondo Agricolo n.5