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E R A T I B A O R U T U F L I

F U T U R O 1 5 0 ° A N N I V E R S A R I O U N I TÀ D ’ I TA L I A

PROVINCIA DI MATERA

www.provincia.potenza.it www.futuroincorso.com www.upinet.it

Y N ECONOM O E GREE 11 MEZZOGIORN 20 L e DE br m PO ce SVILUP 1 e 2 di

potenza | 30

novembre |

Abitare il futuro da Potenza parte la sfida alla “terza rivoluzione industriale”

La Provincia di Potenza prima nel campo delle rinnovabili, grazie al programma "Scuole ecologiche in scuole sicure". Il riconoscimento arriva dall’economista statunitense Jeremy Rifkin, a Potenza lo scorso venerdì, per chiudere, con una Lectio magistralis sulla “terza rivoluzione industriale”, la tregiorni “Abitare il futuro. Sviluppo del Mezzogiorno e green economy”. Una iniziativa, promossa da Upi nazionale (Unione province italiane), Upi Basilicata e le Province di Potenza e Matera, che ha visto la partecipazione fattiva di tutti i consiglieri provinciali, in cui si è parlato dei progetti del sistema Upi per la sostenibilità ambientale ed energetica, mettendo a confronto le esperienze delle Province nell’implementazione del Patto dei sindaci (lanciato nel 2008 dalla Commissione europea per coinvolgere le istituzioni e i cittadini nel raggiungimento di obiettivi della politica energetica europea) e i percorsi di semplificazione amministrativa del progetto “Inter pares”. L’idea è stata quella di ribaltare il messaggio “Pensare globale, agire locale”, puntando sulle azioni locali messe in campo da Province e Comuni, come ad esempio i 60 milioni di euro investiti dalla Provincia di Potenza nel progetto “Scuole ecologiche in scuole sicure”, il primo bilancio di emissione effettuato per la città di Potenza e il primo Seap (Piano di azione per l’energia sostenibile) realizzato dal comune di Calvello. Da locale al globale, con la seconda giornata dell’evento, nel quale si è discusso di green economy ed efficienza energetica, fino alla Lectio magistralis di Rifkin, che ha parlato di nuova “coscienza della biosfera”, ovvero un nuovo modo di pensare che tenga conto dell’impronta ecologica di ogni singola azione e che è essenziale per dar vita alla “terza rivoluzione industriale”. Per l’economista statunitense, carbone, petrolio, gas e uranio sono al tramonto e il futuro è nell’energia distribuita, prodotta e

diffusa da ampie reti orizzontali, stile Internet. “Questa rivoluzione – ha affermato – può iniziare anche da subito e la Basilicata, per le sue risorse naturali, è candidata ad essere una regione leader verso un vero e proprio “rinascimento”, che produrrà anche occasioni di lavoro per i giovani e possibilità di business per le piccole e medie imprese. Tutto questo se si indirizzeranno le risorse provenienti dalle royalties del petrolio per finanziarie una svolta green e un approccio sostenibile allo sviluppo”. Il responsabile Upi Ambiente e presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza ha ribadito che “efficienza energetica, infrastrutture e reti rappresentano l’unica via di uscita alla crisi del nostro Paese, in particolare per il Mezzogiorno. La Basilicata, come ha sottolineato Rifkin, una delle voci più autorevoli in questo settore – ha aggiunto Lacorazza – può rappresentare un modello di transizione dalla seconda alla terza rivoluzione industriale, utilizzando le royalties del petrolio per finanziare un nuovo sistema di sviluppo sostenibile, che si fondi sul cosiddetto “internet dell’energia. Crediamo davvero che la green economy possa creare sviluppo ed occupazione. Perciò stiamo lavorando al raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020, attraverso il Patto dei sindaci, cui hanno aderito 47 Province e circa 1.400 Comuni, in vista della costruzione di una nuova idea di Europa e del mondo”.

La svolta green della Provincia di Potenza Oltre al riconoscimento dell’economista Jeremy Rifkin, il programma "Scuole ecologiche in scuole sicure" - il cui obiettivo è realizzare una rete di edifici scolastici con impianti certificati, fotovoltaici, eolici, di geotermia e di compostaggio - ha ottenuto altri importanti attestazioni. È stato premiato da Legambiente come miglior buona pratica 2011, ha ottenuto la menzione speciale per il premio “Progetti sostenibili e green public procurement”, e sempre nel campo delle rinnovabili, all’Ente è stato assegnato il premio speciale, nell’ambito del 4° Award per Klimaenergy 2011. Lo stesso progetto, ad inizio consiliatura, è stato oggetto di una mostra

visitata anche dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano nella sua visita in Basilicata e che illustrava il nuovo modello di scuola per cui la Provincia di Potenza vuole caratterizzarsi. Il progetto “Scuole ecologiche in scuole sicure", per un importo complessivo di 60 milioni di euro, rappresenta un approccio integrato in sicurezza e sostenibilità. Oltre ai cinque istituti scolastici del territorio e al Museo provinciale su cui sono già installati e funzionanti impianti fotovoltaici, mentre per la città di Potenza è stata aggiudicata per 1,6 milioni di euro la realizzazione di centrali fotovoltaiche sugli istituti superiori e sugli edifici di proprietà dell'Ente. Inoltre, per un investimento complessivo di 6,5 milioni di euro, stanno avanzando i lavori per la realizzazione della Bibliomediateca provinciale. Infine, sono pari a 5,2 milioni di euro le risorse investite sugli edifici ad alta efficienza energetica sulle scuole di Tramutola e Senise (sono in corso gli appalti per la realizzazione dei due nuovi edifici scolastici). Infine, sono stati appaltati e in fase di aggiudicazione anche tutti i progetti per gli interventi Pois (Piani di offerta integrata di servizi) nei cinque ambiti di riferimento, per un importo complessivo di dieci milioni e 460 mila euro. Nell’ambito dei 60 milioni euro, c’è una parte di interventi, aggiudicati ultimamente o in corso di aggiudicazione, che rappresentano un più diretto investimento sulla green economy. Eccoli di seguito:

• pannelli fotovoltaici su 39 scuole (2,895 milioni di Euro); •

impianti di compostaggio per 4 edifici scolastici (874 mila Euro);

• impianti di trattamento di biomasse per 6 scuole superiori (365 mila Euro); • sistemi geotermici in 3 scuole (460 mila Euro); • impianti eolici per 6 scuole (187 mila Euro); • sistemi di isolamento termico in 6 scuole (2,3 milioni di Euro);

• ristrutturazione e impiantistica in 47 edifici

scolastici per risparmiare energia (709 mila Euro);

• interventi per il risparmio dell'acqua in 50 scuole (320 mila Euro); • impianti di solare termico in 8 scuole (388 mila Euro); • interventi polifunzionali in 5 palestre (1,7 milioni di Euro); • 2 scuole ad alta efficienza energetica (5,2 milioni di euro); • interventi per risparmio energetico Bibliomediateca, Conservatorio, Museo Archeologico (7 milioni di euro).


EDITORIALE

Anno IV - n°21 Novembre/Dicembre 2011

EDITORE

Soc. Cop. Sociale a r.l. via Nicola Sole, 73 - 85100 Potenza tel. 0971 36703 - fax 0971 25938 DIRETTORE RESPONSABILE Nicola Pace IMPAGINAZIONE E GRAFICA Bloop Srl Riccardo Telesca STAMPA Gercap / Foggia DISTRIBUZIONE Potenza e dintorni elenco su www.brekmagazine.it ABBONAMENTI Per ricevere BREK Magazine via posta ordinaria e in tutta Italia è possibile abbonarsi online su www.brekmagazine.it PUBBLICITÀ commerciale@brekmagazine.it tel. 0971 36703 HANNO COLLABORATO Giovanna Caivano, Domenico Calderone, Angela Cammarota, Maria Antonella Catenacci, Mimmo Claps, Vito Colangelo, Antonio Coppola, Anna D’Andrea, Veronica D'Andrea, Mari Donadio, Alba Gallo, Manuela Grieco, Angela Laguardia, Andreina Serena Romano, Antonella Rosa, Leonarda Sabino, Fabio Salvatore, Andrea Samela, Francesco Tripaldi, Wine_R. PROSSIMA USCITA n°22 (gennaio-febbraio 2012) Tutti i numeri sono sfogliabili in formato pdf all'indirizzo www.brekmagazine.it

UN UNIVERSO. NIENTE DI PIÙ. NIENTE DI MENO. UN UNIVERSO VICINO, E ALLO STESSO TEMPO LONTANO, AD OGNUNO DI NOI. SEMPLICE DA OSSERVARE. IMPOSSIBILE DA CONOSCERE. È LA DONNA. DESIDERATA. AMMIRATA. SOGNATA. MALTRATTATA. VIOLENTATA. SEGREGATA. COMPRATA. VENDUTA. CONSUMATA. APPREZZATA. VALUTATA. OSANNATA. OGGETTO PER TROPPI E SOGGETTO PER POCHI. PRESENTE IN OGNI LUOGO E IN OGNI FATTO DELLA NOSTRA STORIA. SEMPRE UNICA PERCHÉ SEMPRE CAPACE DI PENSARE E DI PENSARSI COME PROTAGONISTA ASSOLUTA DELLA VITA. QUELLA PROPRIA E DI QUELLA CHE RIESCE A DONARE. E SICURAMENTE MAI BANALE. È LA DONNA. ORGOGLIOSAMENTE FEMMINA. MOGLIE E MADRE. CARNE E ANIMA. CORPO E CERVELLO. NON BASTEREBBE UN’ ENCICLOPEDIA PER PARLARNE. E CHIUNQUE ABBIA CONOSCIUTO UNA DONNA NELLA SUA VITA SA PERFETTAMENTE DI COSA PARLIAMO. PER CHI INVECE NON HA AVUTO QUESTA FORTUNA NON RESTA CHE ACCOMODARSI VERSO LA CANONIZZAZIONE PORNOGRAFICA MESSA IN PIEDI DAI MEDIA E DAL SISTEMA OCCIDENTALE CHE RACCONTA DI UNA DONNA, ESTETICAMENTE BELLA, A BASSO COSTO E PRONTA DA CONSUMARE. PROPRIO COME LE CARAMELLE. MEGLIO SE PRESE DA UNO SCONOSCIUTO.

la donna

Autorizzazione Tribunale di Potenza nº 376 del 7/5/08 Iscrizione al ROC n°19633

anno IV - n° 21 Novembre / Dicembre 2011

BREK garantisce la libertà di pensiero e di espressione. Per questo motivo ogni collaboratore è singolarmente responsabile delle proprie idee e di ciò che scrive.

In copertina "Hard Surrender" di Domenico Tedone. www.dotedesign.com


SOMMARIO

METROPOLIS

QUARTA PARETE

08. Se questa è una donna... 10. Pink politics... 12. 5 idee per un'Europa più giovane 14. Un paese per donne? 16. Tramonti di un'era? Le show girl... 18. Gli sprechi e la fissazzione...

38. Una natura vincente 42. La donna spiegata dal mondo

POLITICA, COSTUME E SOCIETÀ

pag. 8

CINEMA, TEATRO E ARTE

pag. 38

• [...] Come ogni anno la nota rivista Forbes, magazine statunitense che si occupa di economia e finanza, ha pubblicato le sue classifiche che vanno dalle persone più ricche della terra alle squadre di calcio più redditizie. Tra questi elenchi ce n’è...

CONVIVIO

SORSI & MORSI, LETTURE & BENESSERE

INCONTRI

PERSONE E PERSONAGGI

45. Mamma, papà, voglio fare la velina... 46. Vino senzatempo 47. Domina Domus ... 48. Il benessere della donna passa...

21. Dietro le quinte del wff... 26. Fabula & Lapotenzadelcentro... 30. Vademecum della bellezza 32. La pace ha il volto delle donne

pag. 45

pag. 21

WEB 3.0

INTERNET E MULTIMEDIA 50. Le amazzoni del web pag. 32

CANTIERI URBANI PENSIERI IN MOVIMENTO

53. Questione di sesso... 54. Virginia Woolf 55. Oltre le gambe c'è di più 56. Donna: nel tuo esserci... 57. Donne "scontate"

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BREK ZOOM

Da tempo la multinazionale svedese, specializzata nella vendita di mobili, è considerata il luogo di ritrovo per famiglie, che passano ore testando divani e poltrone. L’Ikea, però, aspira a diventare anche altro… Tra un’esposizione di cucine e un allestimento di lampade da camera, presto, sarà possibile fruire di un’area dedicata agli incontri. Il centro commerciale diven-

terà la location preferita dei single in cerca dell’anima gemella? I dirigenti del nuovo store di Shanghai, a tal proposito, hanno deciso di predisporre “zone-dedicate” fornendo una card agli interessati (che permetterà di offrire un caffè). Chiacchierare comodamente, servirà sopratutto a non distogliere i “veri clienti” dagli acquisti!

Grazie agli studi condotti dai ricercatori dell’Università della California, è stato messo a punto un meccanismo in grado di riprodurre le esperienze degli altri, “vedendo attraverso i loro occhi”! Sarà, infatti, possibile evidenziare gli impulsi visivi del cervello umano, mediante un software che accelera i segnali bold (blood oxygen level-dependent), e accedere al mondo dei sogni. Certo, i primi risultati somigliano ai fotogrammi dei fratelli Lumière, ma l’aspetto sorprendente della scoperta è il sistema che consentirà d’indagare l’attivi-

tà celebrale, anche di chi non può comunicare, con una peculiare risonanza magnetica. Proprio come al cinema, l’attività onirica non è più un mistero e perché no, potrebbe trasformarsi in una pellicola!

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Non è un evento mondano, né una promozione turistica di cui andare fieri. È un fenomeno che si verifica soprattutto nei pressi dei campus universitari e riguarda la capitale gallese, ma anche altre città europee. I raduni di giovani e folli studenti, che avvengono nei pressi delle sedi universitarie, hanno trasformato le strade in una specie di centro raccolta per sbandati. E la vita notturna di Cardiff, negli ultimi tempi, sta mettendo in difficoltà la polizia inglese. Ragazzi troppo allegri, gente in cerca di divertimento con un altro tasso alcolico nel sangue, si riversa nelle vie dando spettacolo. Colpa dei drink venduti a prezzi troppo bassi? Ormai, si parla di “strade della vergogna” e il fenomeno assume dimensioni davvero preoccupanti…


BREK ZOOM

Sono passati ben 11 anni da quando il signor Jean Beliveau ha iniziato il suo viaggio intorno al mondo. Molti di quelli che ci hanno provato prima di lui, hanno scelto mezzi diversi per compiere l’impresa. Ma Jean, sostenuto dalla moglie - che ha incontrato una volta l’anno lungo il percorso - ha, invece, deciso di farlo a piedi! L’uomo, che ha attraversato 64 paesi - incontrando 4 premi nobel, tra cui Nelson Mandela - dopo oltre 75.000 chilometri, è finalmente tornato a casa. A Montreal, in Canada è terminata la sua avventura, che ha avuto l’importante scopo di contribuire alla sensibilizzazione sulle violenze subite dai bambini. L’Unesco ha, così, inserito il suo viaggio nel progetto per la pace a favore dei bambini.

Lo strumento più immediato per arrivare dritti al pubblico, dialogare in rete e visualizzare i commenti dei fans, è sempre il social network. Anche quando si tratta di un grande come Iker Casillas Fernández, giocatore del Real Madrid e della Nazionale spagnola, delle quali è capitano, i commenti sul web attirano l’attenzione della community. Il portiere ha, infatti, deciso

di pubblicare sul suo profilo facebook quattro minivideo, dando spazio non ad azioni gloriose, ma a papere clamorose! Casilla, che per molti è una specie di supereroe, ha anche commentato le sue “scivolate“ con l’intento di apparire “più umano”. Un po’ di autoironia non guasta mai! E, così, il campione conquista anche la comunità virtuale.

Si chiama Asa Dejus ed è una ragazza svedese molto, molto invidiata. Si stende su sedie da spiaggia, cena nei locali più belli, riceve massaggi e testa soft drink, da quando svolge il lavoro più bello del mondo. La ragazza, studentessa di legge, ha risposto ad un annuncio di lavoro un po’ irreale e invece… è diventata una “collaudatrice di spiagge”! Viaggiare per alcune settimane in diverse località turistiche del pianta, le permette di raccontare le sue esperienze in un blog di proprietà di un settimanale di moda svedese. Asa ha anche raccontato che non si aspettava di essere assunta e aveva qualche dubbio sulla veridicità dell’annuncio… Adesso, però, non le resta che fare le valige e andare a lavoro!

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BREK METROPOLIS / politica

SE QUESTA È UNA DONNA ANALISI DI UNA DONNA MEDIOCRE. LEADER DI UN'EUROPA MEDIOCRE.

Come ogni anno la nota rivista Forbes, magazine statunitense che si occupa di economia e finanza, ha pubblicato le sue classifiche che vanno dalle persone più ricche della terra alle squadre di calcio più redditizie. Tra questi elenchi ce n’è uno molto importante circa il nostro argomento: le 100 donne più potenti del mondo. A guidare questa classifica, anche per l’anno 2011, c’è la tedesca Angela Merkel . La Super Cancelliera, tra l’altro, figura anche nella classifica delle 100 persone più potenti del mondo dove si piazza al 6° posto preceduta solo da Hu Jintao, Presidente della Repubblica popolare cinese, Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti d’America, dal re saudita Abd mini Allah, da Vladimir Putin, Primo ministro della federazione Russa e da Papa Benedetto XVI. Dai resoconti di Forbes pare di capire che gran parte delle deci decisioni economiche/politiche sono ad appannaggio di una donna. E finalmente verrebbe da dire. Finalmente possiamo fare sonni tranquilli certi che le considera considerazioni di una don donna tra i potenti garanti della terra garantiranno un mondo migliore. Ma, ahim��, così non è. Angela Merkel non è Ma Madre Teresa di Calcutta. l’incarna Angela Merkel è l’incarnazione di quel profilo tedesco da sempre poten amante della potenza, del decisionismo, della forza, dell’egoismo. Fautrice di questa Europa

solo monetaria e mercantile, Angela Merkel, è stata straordinaria attivista durante la fase di ratifica del trattato di Lisbona (che ogni bravo cittadino italiano dovrebbe leggere) con il quale i popoli europei hanno ceduto parte della loro sovranità. Ma a chi? Ad un nuovo soggetto politico confederato sul modello statunitense? Ma quando mai. La sovranità perduta è oggi nelle mani della BCE (Banca Centrale Europea) e della commissione europea. E non essendoci un Europa politica, intesa come soggetto sovrano, ecco che in fase di crisi a dettare l’agenda Europea ci pensa la nazione più forte, la Germania, e il suo primo ministro, Angela Merkel. E cosa fa? Decide, insieme al presidente francese Sarkozy, al Presidente della commissione europea, Josè Manuel Barroso e al direttore della BCE, l’istituto bancario centrale europeo unico autorizzato ad emettere l’euro, l’italiano Mario Draghi, che in Europa è tempo di fare i conti con la storia. Così la Cancelliera decreta vita e soprattutto morte delle nazioni europee. (Lo so mancano i miracoli e non aspettatevi che avvengano. Berlino non è Napoli e non ci sono santi da pregare.) Lo fa quando ha deciso di ritardare gli aiuti alla Grecia e portandola così al collasso. Lo fa quando impone che il fondo salva stati sia irrisorio rispetto alla necessità reale. Lo fa quando Impedisce l’emissione degli eurobond, misura che servirebbe in parte a risolvere la crisi in Europa. Lo fa quando pretende di decidere le politiche economiche degli altri stati Europei. E lo fa con assoluta discrezione e senza nessun ostacolo. Insomma la solidarietà è rimandata ad altre epoche e la signora di Berlino non fa altro che difendere l’economia della sua Germania. A lei, come a tutti i tedeschi, dell’Europa non impor-

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ta più nulla. Anzi date le condizioni storiche/ economiche avere delle nazioni “povere” nell’area euro può essere un grande vantaggio per rafforzare ancora di più la leadership tedesca. Per garantire un pascolo privilegiato alle imprese germaniche evitando lo scomodo della Cina o dei paesi asiatici. In questo scenario in cui non esiste un’unità di intenti tra le nazioni europee, dove non c’è né una banca centrale e né un governo europeo pronto a difendere l’Europa e l’Euro dalla crisi, ecco che si aprono i portoni per gli squali della finanza speculativa dell’intero pianeta. E con essi, come accade di solito, arriva il Fondo Monetario Internazionale, che, coincidenza storica, è guidato da un’altra donna, la francese Christine Lagarde, pronto a dettare le sue condizioni e i suoi tassi d’interesse. L’Europa è sotto attacco. Ormai lo sanno tutti. Addirittura Il Financial Time prevede uno scenario in cui, saltato l’Euro, gli speculatori, che stanno scommettendo sopra, guadagneranno miliardi di dollari, mentre il disastro economico sarà pagato a carissimo prezzo da tutte le classi sociali medio e basse. L’Europa è sotto attacco ed è incapace di difendersi. Perché vittima di se stessa, della sua burocrazia, dei suoi trattati che impediscono, per esempio, alla BCE di prestare denaro ai paesi membri. Un’assurdità stratosferica. Un’assurdità fortemente voluta soprattutto dalla Germania e da Angela Merkel. L’Europa è sotto attacco ed è nelle mani di una donna. E da una donna tutti noi ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso. Più comprensivo, più tollerante, più solidale. Da un donna, appunto. Non da Angela Merkel. Nicola Pace

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BREK METROPOLIS / politica

Christine Lagarde

Pink politics

Riassunto critico di un dibattito inutile Circola una battuta, sottotraccia, fra i maschi italiani che ancora credono intimamente all’inadeguatezza delle donne in politica. All’incirca, dice così: - “Lo sfascio in questo Paese è iniziato dal Marzo del 1946. Da quando votano anche le donne”-. Inutile dibatterne la povertà culturale, considerando, per esempio, che la politica finanziaria dell’Unione Europea la fanno due riconosciutissime signore che si chiamano Angela Merkel e Christine Lagarde. Ma basterebbe pure dire che non viviamo più in branco da qualche secolo e che la teoria del maschio alfa si è estinta insieme alla fallocrazia della legislazione sociale. Eppure, lo dico subito, si avverte la nostalgia di quella schiettezza di fondo che ha caratterizzato la topica contraria alla parità dei sessi. L’industria delle barzellette è in forte crisi, gli aneddoti tendono a ripetersi e non c’è più nessuno che in pubblico si prenda la briga di dare voce alla considerevole parte di platea maschile ancora graniticamente convinta che la patente alle donne equivalga ad una licenza di uccidere. Un soverchiante mercato di aforismi moraleggianti sulle questioni di genere, cucinate in via del tutto artigianale presso i sottoscala dell’edificio etico, ha preso un decisivo sopravvento, mettendo all’angolo pure quei pochi scampoli di umorismo cui veniva ancora concessa cittadinanza. E, naturalmente, complice la contingenza di una classe dirigente senza molte idee per la testa, il fenomeno è comparso sugli scaffali del supermercato politico con prezzi a prova di popolo e istruzioni d’uso corredate da appositi disegnini. Ma il prodotto è considera-

to di fascia alta, perché se ne servono molti di quelli che della parità di genere hanno fatto una professione a tempo pieno, uomini e donne. Al solito, il Partito democratico ne ha fatto addirittura un settore di burocrazia, disseminando nel proprio imperscrutabile statuto una sequela di acronimi e contenitori perfettamente votati all’inutilità operativa ma meravigliosamente adeguati alla moda del momento. Spesso è perfino il gusto estetico che lascia a desiderare: ancora non è spiegato quale orgoglio generi il fatto di appartenere alla “Conferenza territoriale delle donne” , di cui parecchi curiosi, non addetti ai lavori, arrischiano a dire che si tratti di una sede a cielo aperto dove le donne democratiche si stabiliscono permanentemente per conferire. Che cosa, poi, non si capisce bene. E certo non costituisce un esempio di maturità ed equilibrio l’atteggiamento di completa indifferenza della

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Angela Merkel


maggioranza rispetto al new deal pornocratico del Presidente del Consiglio. Insomma: a sessant’anni dal Marzo 1946 il tema delle donne in politica resta tutt’ora fermo ai termini di un problema mal posto e che spesso funge da schermo per una realtà di speculazioni politiche di corto respiro; merce che si diffonde con facilità quando la cultura dell’approfondimento (e del coraggio) si ritrae per far posto ad un superficiale moralismo. Continuo a pensare che ne sia testimonianza massima il sistema delle “quote rosa”, un meccanismo barbaro, discriminatorio, da branco, con un’incredibile carica offensiva per la dignità delle persone e in primo luogo per quella delle donne. Nel Partito Democratico, dove l’amore per la sistematica umana sfonda agevolmente la soglia del ridicolo, il sistema è usato e abusato e non avevo mai visto progettare così meticolosamente, nel 2011, un piano d’involuzione della civiltà dell’uguaglianza basato sulla stessa logica delle riserve indiane delle Black Hills. -Il sistema bilancia un maschilismo diffuso-, dicono. E sarà pur vero che negli ambienti politici resiste senza clamore la tendenza, anche inconsapevole, di avvicendarsi senza interruzioni di sesso, ma combattere una discriminazione che nessun uomo si sognerebbe di propagandare equivale, di fatto, a riconoscerne le cause; consiste, a tutti gli effetti, in una dichiarazione di sconfitta e insieme in una rivendicazione di genere, che dice: -“Da sole non siamo in grado, abbiamo bisogno di un sostegno-”. Si capisce, senza sforzi, che esercitare una funzione o ricoprire una carica in virtù di una normativa di favore rende secondaria la cultura della selezione meritocratica, facendo ripiegare le tante ragioni sostanziali che in altrettante occasioni giustificherebbero la preferenza di una donna rispetto ad un uomo. Ma è un principio che l’inutile dibattito di questi anni ha scelto di tenere in posizione minoritaria, quasi con fastidio, quello di chi ritiene di aver conquistato un vantaggio e fa di tutto per difenderlo. E la circostanza per cui siano proprio le donne ad esercitare questa folle funzione di gendarmeria, molto dice dell’intrinseca povertà della riflessione pubblica sul rispettivo ruolo nella società; Perché è agli uomini che fanno comodo le quote rosa, non alle donne. E’ a loro che conviene infilare tra le pieghe di qualche regolamento legittimazioni che

di frequente avrebbero paura di ammettere in un confronto aperto; a loro tutela è un sistema che consente di argomentare sull’assenza di effettive qualità nelle donne impegnate in politica. Assenza che, peraltro, chiunque conserva il diritto di denunciare, a torto o a buon diritto, come insegna la normale pratica della democrazia. E Tanto si è ingrassato il paradosso, di questi tempi, che fioriscono luoghi e circostanze dove è possibile raccoglierne immagini di grande plasticità e forza evocativa. Al vertice della top ten, quella di un dirigente del circolo PD del mio comune alle prese con la non facile opera di composizione delle lista congressuale ingegnosamente basata sulla rigida alternanza fra i due sessi: stanco e trafelato, alle molteplici offerte di aiuto e manifestazioni di solidarietà, replica con autocommiserazione: “ Non preoccupatevi, è solo che mi serve una donna”. Fabio Salvatore

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BREK METROPOLIS / politica

5 idee x un'Europa più giovane Accorciare le distanze ancora esistenti fra i cittadini,le donne e l'Europa "istituzionale" Con questo spirito insieme ad Anna Maria Darmanin, vicepresidente del Comitato economico e sociale, abbiamo deciso di iniziare un vero e proprio ‘’porta a porta’’ tra le università europee per incontrare i giovani e discutere di Europa e soprattutto ricevere le loro proposte su come rendere questa Unione europea "più giovane". L'idea nasce dall'importanza della forza propulsiva per l'Ue fornita dall’apporto convinto delle nuove generazioni al progetto d'integrazione. Ma anche dalla certezza che l'Europa, oggi, trovi la sua maggiore realizzazione nel crescente inter-

scambio culturale e sociale tra i giovani europei e sulla spontanea e naturale voglia di relazione e di contatto, ormai senza frontiere fisiche grazie alle nuove tecnologie sul web e ai trasporti low cost. Lo testimonia il successo del progetto Erasmus che si è allargato recentemente, grazie anche alla nostra personale azione. Lo scopo più immediato di questa iniziativa è di raccogliere i pensieri, le aspettative, le preoccupazioni, le speranze dei giovani studenti europei e di farne scaturire ‘’5 idee x 1 Europa + Giovane’’ da sottoporre all'attenzione del Parla-

mento europeo e del Comitato economico e sociale europeo, i due organi che, per eccellenza, hanno il compito di rappresentare in seno alle istituzioni di Bruxelles le istanze della società politica e civile. La prima tappa sarà l'Università di Leeds dove il prossimo 10 ottobre saremo accolti dal Rettore e dagli studenti. Il tour proseguirà successivamente in Polonia, Malta, Francia, Spagna, Portogallo ed Italia nelle città di Salerno e Rende e sará possibile conoscere date e dettagli seguendoci sulla nostra pagina facebook. Vi aspetto. On. Gianni Pittella

Siti di approfondimento per i giovani: • Portale europeo per i giovani: http://europa.eu • Eurodesk, punto di incontro dei giovani con l'Europa: http://www.eurodesk.it/ • Il meglio della stampa Europea in 10 lingue: http://www.presseurop.eu • Opportunità di carriera nelle Istituzioni Europee: http://www.europarl.europa.eu Tirocini retribuiti, opzione generale o di giornalismo (Borse di studio Schuman) Candidature aperte fino al 15 Ottobre 2011. • Tirocinio presso le altre istituzioni Europee: http://www.europarl.europa.eu/ Verificare le scadenze per ciascuna istituzione: Banca Centrale Europea, Commissione europea, Comitato Economico e sociale, Mediatore europeo, Consiglio d'Europa, Istituto Universitario Europeo di Firenze • Offerte di lavoro per contratti a tempo determinato in Agenzie Europee:http://europa.eu

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grafica: Michele Nella


BREK METROPOLIS / costume

Un paese per donne?

il libro

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Caterina Soffici, autrice di Ma le donne no (Feltrinelli, 2010), definisce l’Italia come il Paese più maschilista d’Europa. Un Paese di uomini e donne fatto per uomini, in cui questi detengono il primato esclusivo del potere. Le lotte per la parità dei diritti tra uomo e donna, rese inevitabili da un clima di fervore generale, hanno portato un vento di libertà effimero. La conquista dei diritti fondamentali alla partecipazione civile e alla produzione di ricchezza nazionale, rende possibile oggi la presenza di sempre più donne in disparati settori, aspirazioni che in tempi diversi molte non avrebbero potuto realizzare. Tuttavia alla ridefinizione del ruolo sociale delle donne italiane fa da contraltare una nuova condizione di dipendenza, diversa dalla precedente perché più sottile. Riprendendo le parole della Soffici “le donne in Italia non lottano più perché, convinte di essere libere, pensano non sia più necessario farlo”. Per che cosa la donna italiana dovrebbe lottare lo mostra in modo chiaro la pubblicità, l’uso improprio del corpo femminile che rende omaggio a un maschilismo imperante, del quale spesso alcune donne si rendono complici. Lentamente l’Italia dotandosi dei minimi requisiti di modernità, necessari per passare al vaglio del progresso, dimentica che la lotta al sessismo è qualcosa da compiere giorno per giorno: le opportunità riservate alle donne nel nostro Paese si inscrivono in un piccolo quadro di possibilità. Si guarda con ammirazione agli esempi, sempre più numerosi, di donne leader al di fuori dei confini nazionali, mentre nel nostro Paese, già non meritocratico, sembra essere scontato che la donna occupi posti di rilievo come ricompensa. Spesso la credibilità professionale, l’affidabilità della donna sono misurate, sulla base di qualità intrinseche alla sua natura. La maternità diventa un rischio per la donna che vuol far carriera e per l’azienda che non può sostenere tale rischio. Un senso di precarietà, insicurezza, vulnerabilità si lega alla donna impegnata in ruoli di potere.

che la rivoluzione sessuale in Italia si sia ritorta contro la donna. Se la donna è libera di mostrare il proprio corpo allora questo è fatto oggetto di mercificazione. La parità tanto agognata non è andata oltre i confini dei ruoli genere, che nonostante tutto appaiono cristallizzati. Causa di ciò anche tutto un sistema di “formazione” passiva (serie televisive, pubblicità) al quale si è continuamente sottoposti e che propone modelli di donna stereotipati, in cui spesso la forza delle donne è una reazione. L’identità della donna sembra essere sostanzialmente affermazione di diversità, “non essere ciò che un uomo è”. In Italia nonostante le lotte femministe abbiano portato a un miglioramento netto della condizione della donna, permane uno stato di svantaggio di cui la donna stessa è tacitamente complice perché non vi si oppone. Da un lato un modello di donna che conferma il maschilismo imperante, dall’altro la volontà di occupare un posto nuovo nella società oltrepassando quel modello non condiviso. L’Italia è un Paese per uomini perché le donne si guardano con gli occhi degli uomini e restano soggetti deboli nella società nonostante i “buoni esempi”, perché arrivare al potere implica rinunce.

A quarant’anni dalle lotte femministe italiane la situazione non è cambiata nella sostanza, né tantomeno ne risente la divisione dei ruoli. Restano le sperequazioni mentre si è imposto un nuovo modello di donna, svuotato progressivamente di significato. L’esteriorità, che sia usata come mezzo per raggiungere uno scopo o come discrimine di categoria nella categoria, regolamenta una guerra fra poveri, in cui conformarsi a canoni di bellezza, anche laddove non richiesti, riproduce il sistema di pensiero dominante, ristabilendo sostanzialmente il primato dell’uomo. Paradossalmente sembra

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Angela Cammarota

L'Autrice Caterina Soffici


BREK METROPOLIS / costume

È all’ordine del giorno: il Governo, questo governo, non c’è più. Ex Premier Silvio Berlusconi si è dimesso tra cori festanti ed allegre gioiose risate che molto lo hanno rattristato. E ci credo, dopo diciassette anni di buon lavoro! Un problema serio, urgente quasi, è capire che lavoro faranno e come guadagneranno da vivere le varie veline e show-girls che questi nostri anni ci hanno imposto come modello da seguire e imitare. La figlia della polemica è la critica costruttiva. Que-

Tramonti di un'era?

Le show girls che fine fanno? Lecite riflessioni in chiave polemico-costruttiva di donne del passato e si spera, donne del futuro. sta è una polemica costruttiva non ancora divenuta critica. Oggi, di fronte agli incontestabili miglioramenti delle condizioni di vita delle donne, si tende a considerare ormai superata la questione dell’uguaglianza tra i sessi. Sbagliato. Provate a fare carriera in una qualsiasi società. La fate ma ad un prezzo più alto. In realtà, nonostante gli indubbi successi nella crescita della presenza femminile nell’istruzione, nel lavoro e nella vita culturale, se solo si considerano, tra gli altri, indicatori quali la presenza delle donne nelle sedi di prese di decisioni economica e politica, ci si rende conto che l’uguaglianza di fatto tra uomini e donne è ben lontana dall’essere acquisita.

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Ed arriviamo al punto: nelle istituzioni politiche il numero di donne è costantemente inferiore a quello degli uomini. Meglio così, affermo guardando le donne che l’Ex Premier ci aveva imposto: Maria Rosaria Carfagna detta Mara ex show-girl italiana che diventa magicamente Ministro per le Pari Opportunità. Bell taglio di capelli, lo ammettiamo. Giorgia Meloni giornalista italiana (professionista e lo precisiamo per correttezza), siede alla poltrona del Ministro della Gioventù. La ricordiamo per alcune precisazioni nelle quali ha dichiarato di avere un «rapporto sereno con il fascismo» aggiungendo che Mussolini «è un personaggio complesso che va storicizzato». Mariastella Gelmini, la preferita in assoluto, ex Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca che si è fatta scappare un tunnel di troppo. Ne riportiamo la frase per la quale il suo portavoce ha liberamente scelto di perdere il lavoro presentando le dimissioni, che sono state ovviamente accettate data la gaffe che ha fatto la bella Ministra (come se lei non avrebbe dovuto sapere). “Alla costruzione del tunnel tra il CERN ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro”. La ricordiamo anche per un’altra frase, pronunciata a Ballarò dove, comodamente seduta, ha dichiarato con estrema tranquillità che sono migliori i corsi di laurea «che servono all’impresa» rispetto a «corsi di laurea inutili come scienze della comunicazione dove si insegnano amenità che non aiutano a trovare lavoro». La ringraziamo ancora per gli anni di studio, due tesi e più di sessanta esami verbalizzati. È lei (era lei) la Ministra dell’Istruzione, non i

sottoscritti laureati in amenità varie. Ecc ecc ecc... Perché ricordare queste donne? Perché noi siamo migliori, perché dobbiamo esserlo e vogliamo esserlo. Una politica che sminuisce i valori sociali, che parla di donne come oggettosessuale, affermazioni non dedotte perché pronunciate dalla bocca dell’ex presidente del consiglio ma perché indagato per le varie Ruby. Ragazzine, donne, che hanno dimenticato

riservata ad Anna Maria Cancellieri che ha lavorato a lungo nella prefettura di Milano, al prefetto di Vicenza, Bergamo e varie altre città. Al posto della Carfagna (e non solo), Elsa Fornero per i Ministeri del Lavoro, delle Politiche Sociali e delle Pari Opportunità. Docente di Economia ed editorialista del Sole 24 Ore. Perché citarle ed elencarne nuovamente nomi e caratteristiche? Perché le donne devono sapere e ricordare sempre che i modelli imposti

il lavoro come modus vivendi ed hanno assunto altro tipo di comportamenti per poter vivere. Non condanniamo, esponiamo. Ragazze che a sentire i compensi percepiti delle varie Ruby si sono chieste perché continuare a svegliarsi presto al mattino per lavorare gratis in stage formativi. Ragazze che si sono chieste il motivo dei loro anni di studio se poi per vivere c’è altro. Ragazze che hanno capito, che è meglio non capire. Ora siamo stati messi nelle mani di Paola Severino per il Ministero della Giustizia, Avvocato, docente di Diritto penale e vice rettore della facoltà di giurisprudenza. La poltrona del Ministero degli Interni è stata

dall’alto possono essere buoni o cattivi, giusti o meno. Il lavoro di queste ultime donne non è ufficialmente ancora iniziato. Non possiamo commentarne i meriti e criticarne i difetti. Dobbiamo sperare in una loro presa d’atto che una politica che mercifica la donna e la rende nulla, che non la premia per i valori conseguiti e non la critica per gli errori commessi non è una buona politica. Il suo ruolo, della politica, quella sana, è anche immettere dei modelli che siano di stimolo e sprono per la società. Speriamo solo usino la testa le Ministre entranti. La testa e basta. Leonarda Sabino

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BREK METROPOLIS / società

GLI SPRECHI E LA "FISSAZIONE" PER L'ATOMO A 25 anni dal disastro di Chernobyl, ci mancava solo quello di Fuhushima per suggellare il “trionfo” del nucleare come “fonte sicura” di energia. Uscendo dall’ironia, è facile notare il modo irresponsabile con cui la nostra classe dirigente ha insistito nel caldeggiare la dissennata scelta nucleare, nonostante tutto e a prescindere. Infatti, non contavano né l’incidente di Chernobyl, né tutti gli altri, compreso Fuhushima, a proposito di cui è bene precisare che la televisione di Stato nipponica NHK (ricevibile dal satellite Astra, 16,2 gradi est), sin dal fatidico venerdi 11 marzo, ha documentato, con dovizia di particolari, che di centrali nucleari ne sono saltate in aria non una, ma ben quattro, tutte in una volta, riversando centinaia di migliaia di tonnellate di liquido radioattivo nell’Oceano Pacifico, e i tentativi degli scienziati giapponesi di limitare i danni sono falliti miseramente, a fronte della forza spaventosa del primo funesto sisma (magnitudo 9.1, scala Richter) e della successive scosse di assestamento (mai sotto i 6 gradi Richter) che continuano tuttora nonostante l’oblio imposto ai

nostri mass media. Historia magistra vitae, recita un vecchio proverbio latino, ma pochi sembrano conoscerlo, e quelli che lo conoscono lo ignorano volutamente, basandosi su una ubi consistam sbagliata che minaccia il “brand image” dell’Italia, accecati dal miraggio di facili guadagni a scapito dell’ambiente e degli esseri viventi che ci vivono. La “macchina del tempo” di questi saccheggiatori del creato sembra essersi inceppata sul presente: non esistono il passato ed il futuro. Tutto appare improntato al classico “carpe diem” a 360 gradi, ovvero una deregulation su larga scala di ogni legge naturale alla base del buon vivere civile. Intanto, gli ospedali oncologici “traboccano” di malati affetti da neoplasie, per gli effetti nocivi di lunga durata dei disastri nucleari, ma non mancano pseudoscienziati millantanti grande esperienza nel settore, che, nonostante gli incidenti a ripetizione (da ultimo il recentissimo scoppio dell’impianto francese di riprocessamento dell’uranio, situato a circa 200 Km da Ventimiglia) hanno an-

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cora l’ardire di presentarsi in trasmissioni televisive di grande richiamo, per ribaltare una consolidata, ultratrentennale verità effettuale, asserendo con irresponsabile protervia che: «I morti e i feriti a causa di Chernobyl sono stati solo qualche decina, e la contaminazione non ha avuto alcun effetto nocivo sulle popolazioni europee». Sì, incredibile ma vero, proprio questo continua a dichiarare il prof. Battaglia, dell’Università di Modena! A questo punto c’è da chiedersi se si ha a che fare con un caso di cinismo interessato, oppure siamo in una fase di “non compos mentis” generale derivante proprio dalle radiazioni che si cerca di negare in ogni modo, sotto l’ influsso malefico di un masochismo politico senza limiti. Infatti: errare humanum est, perseverare autem diabolicum.Ai paladini dell’energia nucleare va ricordato che, ad esempio, in Germania, patria di Max Planck e Von Braun, che di atomo se ne intendevano, nel 2010 la centrale elettronucleare di Wattenfall, subì un grave guasto all’impianto, con


perdita di sostanze radioattive nell’ambiente: aveva appena ricominciato a funzionare, dopo un fermo di due anni per un guasto precedente! Senza dimenticare, poi, che, un paio di anni dopo l’incidente di Chernobyl, tra le altre, andò in avaria anche la centrale Phoenix, in Francia; centrale che nessun tecnico riusciva a fermare, per cui, dopo ben sei mesi di inquinamento radioattivo di una vasta area geografica, dovette accorrere un super esperto statunitense per turare la falla e fermare l’inarrestabile reattore. Sono fatti che non sono mai sfuggiti agli ambientalisti tedeschi, i quali protestando energicamente ad oltranza ed occupando spesso i binari e le stazioni ferroviarie, per non far passare i treni carichi di questi diabolici materiali radioattivi, hanno indotto la cancelliera Angela Merkel ad abbandonare finalmente il nucleare, anche alla luce della catastrofe giapponese. In Italia, invece, la lobby nuclearista presente nel Parlamento, in dispregio al buonsenso e alla scelta antinuclearista di un pre-

cedente referendum degli anni ’70, ha tentato con ogni mezzo (senza successo) di far fallire il nuovo referendum di giugno sul nucleare (insieme a quello sulla privatizzazione dell’acqua pubblica e del “legittimo impedimento”). Per spingere in tale direzione sono state sospese anche le sovvenzioni pubbliche alle fonti rinnovabili, mettendo in crisi migliaia di aziende del settore, nascondendosi dietro l’alibi degli abusi. Ma a questo proposito vale la pena ricordare il vecchio, saggio detto latino: abusus non tollit usum. Infatti, se per colpa degli abusi dovessimo abolire gli usi, per sillogismo dovremmo eliminare la Caritas perché qualche “benestante” si presenta alla sua mensa; e dovremmo togliere gli stipendi a tutti i parlamentari perché ce ne sono alcuni che, quando va bene, varcano la soglia del Parlamento una volta all’anno! E’ assurdo ragionare in questa guisa. Gli sprechi vanno sicuramente combattuti, ove ce ne fossero; ad esempio cominciando a spegnere le luci, in scuole ed uffici pubblici, durante le ore diurne; spegnere gli impianti di riscaldamento

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negli uffici pubblici, durante le vacanze natalizie etc. Così si risparmierebbero migliaia di tonnellate di carburante, che, per giunta, è derivato da fonti non rinnovabili. Poi, però, per coerenza, il Parlamento italiano dovrebbe abolire le “macchine blu” e tutti gli assurdi privilegi della “casta”, e non presentare un megaconto-spesa annuale di 1,5 milioni di euro (sic!) per la sola carta igienica, maxime in tempo di crisi nera a cui essa ha dato un enorme contributo! Intelligenti pauca! P.S: Per chissà quale sortilegio, mentre mi sto accingendo ad inoltrare questo intervento in redazione, tutte le televisioni annunciano che, disgraziatamente, in una delle quattro centrali nucleari giapponesi danneggiate dal sisma di marzo, sta avvenendo una gravissima fissione atomica, ed è allarme rosso: un ulteriore punto a favore dei ... Maya! Chi ci salverà? Domenico Calderone


BREK INCONTRI / wff

Dietro le quinte del WFFturo. Lecite riflessioni in chiave polemico-costruttiva di donne del passato e si spera, donne del futuro. Il 2 ottobre si è conclusa l’ottava edizione del Women’s Fiction Festival, ne parliamo con Mariateresa Cascino cofondatrice del Festival (insieme a Maria Paola Romeo ed Elizabeth Jennings) di cui è responsabile dell’organizzazione, della comunicazione e delle relazione esterne. Innanzitutto cos’è il Women’s Fiction Festival e perché è considerato l’unico festival europeo del suo genere. Il Women’s Fiction Festival è un festival internazionale di narrativa femminile. La sua particolare formula comprende: un congresso internazionale per scrittori; master class condotte da scrittrici best seller; “Briefings for thriller writers” dedicati ai giallisti; appuntamenti a tu per tu tra scrittori, editor e agenti letterari; incontri con il pubblico; happy hour, concerti e premiazioni letterarie. E’ l’unico posto dove gli autori hanno la possibilità di condurre il “Pitch”, cioè proporre la propria idea di romanzo agli editor e agli agenti. La particolare vocazione al femminile, lo contraddistingue maggiormente, essendo sponsorizzato da otto anni a questa parte dalla casa editrice al femminile per eccellenza, leader di mercato in Italia, Harlequin Mondadori. Nell’edizione 2011 avete inaugurato anche il

“Brainstorming”, di cosa si tratta? Il “Brainstorming at the Spa”, letteralmente tempesta di cervelli, è una nuova proposta del WFF, molto riuscita, che prevede incontri interattivi di gruppo gestiti da un writing coach. Insieme, le persone che vi partecipano, raccontano la loro esperienza narrativa, discutono della trama, della caratterizzazione dei personaggi, trovando delle possibili soluzioni, nuove, non scontate, originali, favorite dallo spirito di gruppo. Il WFF non è nato come premio letterario ma con il “Premio Baccante” è anche questo: perché? Il Premio Baccante è nato come un tributo alla narrativa femminile, all’editoria al femminile, infatti ogni anno viene premiato un personaggio che si è contraddistinto sul mercato editoriale per particolari meriti. Il premio è stato assegnato a personaggi particolari, autrici, editori, finanche ad un uomo autore di romanzi d’amore, che per ragioni diverse hanno interpretato istanze vicine alla Women’s Fiction, o sono stati casi editoriali particolari vicini ai temi a noi cari, non solo legati al genere, ma anche alle nuove frontiere dell’editoria digitale e del self-publishing. Una provocazione: ma i premi letterari servo-

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BREK INCONTRI / wff

no a qualcosa? Che differenza c’è tra il “Premio Baccante” e il “Premio Letterario Basilicata”? Sono convinta che i premi letterari aiutino moltissimo le case editrici e gli autori a vendere di più, e questo non è da demonizzare, anzi. L’editoria è un’industria e il commercio delle opere è fondamentale per la sopravvivenza dell’intera filiera e per avvicinare le persone ai libri e alla lettura. La differenza tra il premio Baccante e il Premio Basilicata è evidente. Il nostro è un tributo, un riconoscimento che punta i riflettori su un fenomeno del momento e fa riverberare la luce del Women’s Fiction Festival in Italia e nel mondo. Il Premio Basilicata nella sua longevità ha raccolto e premiato, attraverso una sana selezione, moltissime opere proposte dagli autori bravi appartenenti a diversi generi letterari, alla saggistica, alla poesia, raggiungendo l’obiettivo che si prefigge: incoraggiare e favorire la produzione letteraria, artistica e scientifica italiana, con particolare riguardo al Mezzogiorno. Quali sono i ruoli di Elizabeth Jennings, Maria Paola Romeo e Giovanni Moliterni, i cofondatori del WFF? Noi quattro abbiamo ruoli diversi e molto complementari. L’uno non può fare a meno dell’altro. Lavoriamo moltissimo via email, scambiandoci informazioni e condividendo tutto il materiale relativo alla progettazione dell’evento. Elizabeth cura le relazioni con le case editrici e gli agenti internazionali; Maria Paola cura le relazioni con le case editrici nazionali e le agenzie letterarie italiane; io curo le relazioni con il territorio, la progettazione, l’organizzazione e la comunicazione complessiva dell’evento, cercando di mettere insieme il programma intero dell’edizione corrente. Giovanni Moliterni si occupa delle relazioni con i distributori per l’acquisizione delle opere, la vendita dei libri, l’allestimento e la logistica per gli incontri con il pubblico, contribuendo al progetto con idee e proposte originali.

“Emma Books” che in partnership con Book Republic apre all’editoria digitale. C’è grande fermento nell’ambito dell’editoria digitale e noi, insieme a Book Republic e Grandi & Associati, abbiamo approfittato del momento. Emma Books (www.emmabooks.com) è una casa editrice digitale che pubblica romanzi e racconti inediti di autrici conosciute al grande pubblico ed esordienti di alta qualità, riproposte di titoli fuori catalogo, classici della letteratura femminile, italiani e inglesi, in lingua originale o tradotti, e si prepara a esplorare il campo della saggistica, della non fiction e della varia. La scrittura sembra uno di quei campi che al femminile recita un ruolo quasi predominante è così o è soltanto un’impressione? Anche la lettura da parte delle donne ha un ruolo predominante, infatti, è celebre la frase di Ian McEvan che recita: “Quando le donne smetteranno di leggere il romanzo sarà morto”. Comunque, anche i dati sulla scrittura al femminile sono confortanti. Ad esempio, il nostro sponsor macina numeri da capogiro: Harlequin Mondadori pubblica ogni anno oltre 600 titoli, con una media di oltre 50 al mese, tradotti da originali di almeno 1200 autrici anglo-americane, per un totale di venduto che si aggira intorno ai 6 milioni di copie annue, quasi 400 milioni in trent’anni. E comunque, senza la Women’s Fiction, il mercato editoriale subirebbe un duro contraccolpo. Ma in generale è più importante avere un’idea e perseverare oppure ascoltare l’editore (o affidarsi a un buon ghostwriter)? E’ importante avere un’idea originale, nuova, forte, saperla sviluppare bene, ma è altrettanto importante sapere ascoltare i preziosi consigli dell’edi-

Altra grande novità di quest’anno è sicuramente

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tor o dell’agente, essere umile e lasciare che si lavori sul testo. Molti scrittori e scrittrici iniziano con un blog, è ancora una buona strada?

2002 con il libro Non ti muovere edito da Mondadori, che ha pubblicato da poco il suo ultimo romanzo di successo Nessuno si salva da solo (Mondadori 2011).

Sicuramente per alcuni lo è stata e potrebbe ancora esserlo se i contenuti sono originali, se si è bravi nel farsi notare utilizzando al meglio i social media, proponendo qualcosa di nuovo che piace ai potenziali editori e anche al pubblico. Cosa manca ancora al Women’s Fiction Festival, le attenzioni del mondo o della Basilicata? Il mondo le attenzioni ce le ha sempre date. Il primo articolo sul WFF è apparso sull’International Herald Tribune, il giornale più globale del mondo. Spiegare cosa sia non è facile, e se non si partecipa non si ha l’idea esatta delle opportunità che offre. La Basilicata e le istituzioni ci riservano le attenzioni giuste, ma certamente, quelle che merita sono più alte e appartengono alla visione di pochi. Un consiglio a una giovane lucana che vuol diventare scrittrice? Partecipare al Women’s Fiction Festival per capire da vicino come funziona il mercato editoriale internazionale, per conoscere gli addetti ai lavori e sentire dalla loro voce cosa cercano e comprano. Resistere anche di fronte ai rifiuti, in fondo Stephen King è stato rifiutato 100 volte. Il modello seguito dal festival di Matera risulta molto innovativo in Italia, in quanto permette ai propri iscritti non solo di migliorare la propria tecnica, ma anche di confrontarsi con tantissime personalità importanti del mondo letterario, imparando anche il miglior modo per presentare le proprie opere e per pubblicarle. Alcune scrittrici come Giuseppina Torregossa, Emilia Marasco, Daniela de Prato, Gabriella Genisi, hanno trovato la loro fortuna e la possibilità di vedere pubblicate le loro opere proprio dopo aver partecipato al Festival di Matera. Molti saranno gli editori presenti, fra cui alcuni provenienti dall’estero – come Etopia Press (U.S.), Simon & Schuster (U.K.), Hodder Publishing (U.K.), Ullstein Verlag (DE) – altri operanti in Italia, come ad esempio: Mondadori, Harlequin Mondadori, Leggereditore, Kowalski, Ponte alle Grazie, Frassinelli. Nell’edizione 2011 verrà consegnato il prestigioso Premio Baccante alla scrittrice italiana Margaret Mazzantini, vincitrice del Premio Strega nel

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Dedicato a chi fa o vuole fare della scrittura un mestiere, il congresso include seminari informativi e formativi sulle dinamiche e i processi relativi alla pubblicazione e alla traduzione di romanzi editi o inediti. Il congresso internazionale per scrittori consente di approfondire le particolarità di tutti i generi: letterario, giallo, rosa, young adult, fantasy, urban fiction. Agli iscritti al congresso internazionale, proveniente da Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Austria, Svezia, Italia, viene data la possibilità di incontrare a tu per tu agenti letterari ed editor delle principali case editrici internazionali con cui valutare opportunità professionali relative all’acquisito dell’opera e la pubblicazione su altri mercati. Per i lettori, per il pubblico che ama la cultura e la letteratura, il Women’s Fiction Festival organizza ogni pomeriggio incontri e dibattiti con le scrittrici e gli autori più affermati, gli ospiti più illustri del mondo della narrativa internazionale e dello spettacolo. Seguono concerti, incontri informali e divertenti a cui partecipa numeroso il pubblico locale e proveniente da ogni parte d’Italia e del mondo. La curatrice Elizabeth Jennings: “E’ un evento unico nel suo genere in Italia, sulla falsariga di quelli che spopolano negli Usa, dove si impara a confezionare libri per il pubblico” Corsi e workshop per imparare il self-publishing e l’arte dell’ebook, con una nuova sigla editoriale digitale al femminile. Conferenze tra editori e autrici, con incontri a tu per tu per gli inediti in cerca di un posto nel mercato dei libri. Lezioni da hacker, da creativi e da esperti di copyright. Si è conclusa il 2 ottobre, l’ottava


BREK INCONTRI / wff

edizione del «Women’s Fiction Festival», che è anche un vero e proprio congresso internazionale per far incontrare scrittori e editori (anche se la maggioranza tra i presenti sono donne).

dati delle ricerche, da anni, confermano quello che già tutte noi sappiamo: che le donne sono lettrici forti, e che l’arrivo dei nuovi strumenti ci permetterà di leggere non solo su carta, ma anche sui nuovi lettori, il Kindle, l’Ipad o altri dispositivi elettronici» commenta la Jennings. Per Marco Ferrario, che oltre a essere il fondatore della libreria online «BookRepublic» è amministratore delegato della casa editrice digitale DigitPub, «l’universo femminile sta convertendosi all’uso del digitale con incredibile velocità: per questo motivo siamo certi che gli acquisti delle lettrici saranno sempre di più non solo in libreria o in edicola, ma anche sul loro store di riferimento». Una speciale «Borsa del libro» ha offerto agli scrittori esordienti la possibilità di avere appuntamenti a tu per tu con editor e agenti letterari, con tanto di Help Desk per le consulenze editoriali. Unica nel panorama italiano la lezione di «pitching»: storie da promuovere in 10 minuti, curata da Christine Witthohn, dell’agenzia letteraria americana, «Book Cents Literary Agency». In Italia, commenta, la capacità di essere sintetiche nell’esporre un progetto è rara. Sulla falsariga di quelli americani, molto seguito anche il workshop di scrittura creativa, «Dal racconto al romanzo», condotto dalla scrittrice Sophie King. E in quest’era di crisi globale, è stato molto gettonato l’incontro su «Cosa cercano e cosa comprano gli editor» (tra i presenti: Anselm Aston di Attica Books, Daniela De Rosa di Kowalski, Jessica Leeke di Simon & Schuster, Susan Swift di Etopia Press, Ruth Tross di Hodder Publishing, Julia Wagner di Ullstein Verlag).

«Negli Stati Uniti se ne tengono tanti di eventi simili, ma in Italia è l’unico di questo genere, e grazie agli sponsor sono riuscita a tenere il prezzo di adesione basso, intorno ai 200 euro per tutti e 4 i giorni contro i circa 700 dollari di media negli Usa» racconta l’ispiratrice e curatrice, la scrittrice americana Elizabeth Jennings, materana di adozione. Autrice di romanzi rosa di grande successo, vive da oltre vent’anni a Matera, dove ha messo su famiglia, e organizza da otto anni questo festival con la passione tipica di un’americana innamorata dell’Italia. E’ riuscita a farsi patrocinare l’evento dal consolato americano e a ottenere finanziamenti pubblici europei, nazionali e locali, oltre che a coinvolgere come sponsor privati diverse fondazioni bancarie e l’editore Harlequin Mondadori. «Negli Usa gli scrittori hanno più strumenti per confezionare un prodotto commerciale, in Italia gli scrittori sono soli con se stessi, non hanno mai momenti di confronto di altri come loro, e chi è alle prime armi rischia contratti-capestro, non c’è nemmeno una lista di editor e di agenti (mentre negli Usa c’è il prezioso compendio, enorme, la “Jeff Herman Guide to editors and agents”) - spiega la Jennings. “Io ho cominciato prima con le mie amiche scrittrici di genere rosa ad attivare una rete e poi ho allargato il giro fino a creare questo appuntamento. Ma in Italia c’è ancora tanto da fare per la lettura, i libri costano troppo, le librerie sono scoraggianti, spero che l’arrivo degli ebook funzioni come l’invenzione dei paperback, che hanno abbassato i prezzi e diffuso la cultura rendendola accessibile alle masse».

Se andate a Matera merita la piccola mostra «Preferisco Leggere» di Patrizia Traverso, un omaggio alla lettura in occasione del Wff: è composta da fotopagine dedicate ai libri in forma tridimensionale che emergono da strutture d’acciaio sulle quali scivolano stralci di citazioni letterarie. Lì ho incontrato le giornaliste-scrittrici Carmen Pellegrino e Cristina Zagaria, che poco prima avevano presentato una bella collezione di racconti da loro curata: «Non è un Paese per Donne» (ed. Piccola Biblioteca Oscar Mondadori), con prefazione di Miriam Mafai, dove è comparsa anche la giovane Viola Di Grado (vincitrice del Campiello Opera Prima). Sono tutti un pugno allo stomaco, ma stimolano a riflettere sulla condizione femminile in Italia. Vito Colangelo

All’apertura del festival è stata lanciata «Emma Books», a prima casa editrice digitale al femminile, in partnership con Book Republic. Pubblica romanzi, racconti inediti e saggi di autrici esordienti, ma anche di quelle conosciute al grande pubblico, riproposte di titoli fuori catalogo, classici della letteratura femminile, italiani e inglesi, in lingua originale o tradotti. Emma ispirata al personaggio Emma Woodhouse del romanzo omonimo di Jane Austen, che è anche ebook in regalo scaricabile gratis dal sito sia in versione originale che in italiano (mentre gli altri ebook hanno prezzi che variano da 1,99 a 2,99 fino a 4,99 euro a seconda della lunghezza dei testi). «I

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BREK INCONTRI / fabula & lapotenzadelcentro

Con il Natale alle porte anche la nostra città si prepara per offrire ai cittadini dell’intera area metropolitana uno spazio di divertimento, gioco, relax e shopping. Infatti il comune di Potenza

1. Allora Elena prima di illustrarci cosa farete durante il periodo natalizio parlaci dell'associazione Fabula? L'associazione culturale “ Fabula” nasce nell' anno 2010 Potenza, grazie alla passione di alcuni giovani amici, motivati e tenaci, con uno scopo ben preciso: far rivivere la magia del Natale nella nostra amata città. Inoltre intendiamo caratterizzare tutte le festività che si svolgono durante l’anno con delle nostre specifiche attività. Il nome “Fabula”, cioè favola, nasce dal fatto che i nostri primi destinatari sono i bambini. 2. Cosa farà l'associazione durante il periodo natalizio? Ricostruiremo, nella piazza principale della nostra città, un villaggio delle meraviglie natalizie. Il villaggio, che prende spunto da quello di Rovaniemi in Lapponia, nel quale, tutt' ora vive Babbo Natale, si strutturerà in un complesso di quattro casette in legno. Ogni casetta, decorata e illuminata, sarà presidiata da gnomi ed elfi che si occuperanno dell’animazione e dello svolgimento delle attività previste e in particolare: Casetta ufficio postale. Qui con l’aiuto di elfi e gnomi i bambini potranno scrivere e d imbucare la loro letterina a Babbo Natale. Casetta delle leccornie. Qui grandi e piccini, potranno assaggiare i dolci tipici di Natale in collaborazione con l’azienda G&G GOLOSITA’ & GUSTO. Casetta delle attività. Qui i bambini troveranno: L'angolo dei doni, dove ci si potrà scambiare gratuitamente i giochi usati, con altri a sorpresa. L'angolo della Solidarieta': dove si potrà aiutare i bambini piu bisognosi con la raccolta di materiale didattico e giocattoli da devolvere al reparto pediatrico dell’Ospedale San Carlo di Potenza. L' angolo dei colori: dove, l'aiuto degli Elfi di Babbo Natale, si potranno colorare tante simpa-

tiche immagini natalizie. L’ora delle favole durante questo momento un elfo seduto su una sedia a dondolo reciterà filastrocche e racconterà storie Natalizie ai bambini seduti intorno a lui. l' officina dei folletti: dove si realizzeranno oggettini fatti a mano da appendere all' albero di Natale. Inoltre: spettacolo di magia e animazione di magic man show Giuseppe Latronico; laboratorio di magia e spettacoli di animazione del mago Marco Pacella; la truccabimbi aiutante di Babbo Natale; un magico spettacolo di danza con protagonisti i piccoli allievi della New Terry Accademy di Potenza; dibattiti sulle stelle comete e la loro storia a cura dell’ associazione lucana di astronomia di Potenza. Casetta di Babbo Natale. Qui Babbo Natale in persona, seduto sul suo maestoso trono, accoglierà tutti i bambini i quali potranno parlare con lui, esprimere i propri desideri e ricevere un attestato di “ Buon Comportamento” per essere stati buoni ed ubbidienti. Il villaggio sarà aperto tutti i giorni con i seguenti orari: giorni feriali dalle 17.00 alle 22.00; giorni festivi dalle 10.00 alle 22.00. 3. Come fare per dare il proprio contributo all'associazione e alla manifestazione? Fabula è un associazione giovane e si regge sul volontariato. Chiunque voglia contattarci o aderire può inviare una mail a questo indirizzo ass. fabula@libero.it. È possibile sostenere questa iniziativa acquistando un biglietto della lotteria, ideata appositamente per l’evento. Il biglietto ha un costo pari a 2,50 euro e vale anche come buono sconto da spendere presso tutti i negozi convenzionati del centro storico entro il 31 dicembre

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in collaborazione con le associazioni culturali “Fabula” e “La Potenzadelcentro”, organizzano, lungo tutto il percorso del centro storico, una serie di attività e manifestazioni nel periodo che va dal 7 al 24 dicembre. Vediamo cosa nello specifico con Elena Lione, responsabile eventi associazione Fabula e con Ferdinando Taddei, responsabile eventi associazione Lapotenzadelcentro.

qualità. Un luogo nuovo a disposizione di tutti in cui riscoprire il piacere di incontrarsi. Inoltre durante tutto il periodo, che ricordo va dal 7 al 24 dicembre 2011, sono in programma una serie di eventi e attività di animazione ancora in via di definizione. 3. Come fare per dare il proprio contributo all'associazione e alla manifestazione? 1. Allora Ferdinando prima di illustrarci cosa farete durante il periodo natalizio parlaci dell'associazione Lapotenzadelcentro?

Per associarsi ed offrire un contributo di idee e di progetto è molto semplice e tutte le informazioni possono essere reperite sul nostro sito www.lapotenzadelcentro.org o mandando una mail all’indirizzo info@lapotenzadelcentro.org. Il contributo più bello e importante è possibile darlo semplicemente partecipando attivamente alla manifestazione. Inoltre per chi volesse dare un contributo economico può farlo comprando i biglietti della lotteria che abbiamo preparato appositamente. Il biglietto, costo 2,50 euro, oltre a dare diritto all’estrazione dei premi finali gentilmente concessi dai negozianti del centro storico a cui vanno i nostri ringraziamenti, garantirà ad ogni possessore uno sconto sull’acquisto nei negozi che hanno aderito alla manifestazione. La promozione scade il 31 dicembre.

Anche la nostra associazione come quella di Elena è molto giovane e nasce con lo scopo di promuovere e coordinare l’attività dei propri associati, stabilendo, d’accordo con loro, i criteri e gli indirizzi da seguire per intraprende azioni finalizzate al miglioramento della qualità ambientale ed alla promozione commerciale e turistica dell’area del Centro Storico di Potenza. I nostri soci, oltre a privati cittadini, sono commercianti, artigiani, ristoratori ed imprenditori, operanti nel centro storico, vero cuore pulsante della città . 2. Cosa farà l'associazione durante il periodo natalizio? Ci occuperemo dell’allestimento del mercatino di Natale lungo le vie del centro storico di Potenza. L’idea è quella di costruire un percorso in cui adulti e bambini possano trascorrere qualche ora in allegria e spensieratezza. Il percorso si snoderà lungo gli angoli più belli del nostro centro storico e mentre ci si riapproprierà di un pezzo di città, ogni visitatore potrà fare i suoi acquisti natalizi tra le numerose bancarelle in cui, oltre alle produzioni artigianali, sarà possibile comprare anche prodotti enogastronomici di

Elena e Ferdinando, a nome delle rispettive associazioni, vogliono ringraziare di cuore l’amministrazione comunale e tutti i commercianti, artigiani e cittadini del centro storico per la collaborazione e l’attenzione mostrata verso questo progetto. Inoltre ricordiamo che tutte le informazioni saranno reperibili sul sito: www.mercatinidinatalepotenza.it

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Buono Sconto utilizzabile nelle seguenti attività commerciali del centro storico:

Il Villaggio di Babbo Natale Da Qualche parte nei sogni esiste un posto dove la favola è reale e la realta’ scompare…dove il protagonista sei tu e puoi scegliere il finale..

Denominazione Attività:

Indirizzo

Sconto

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Via Pretoria N° 220 Via Orazio Flacco N° 17 C.so Umberto I° N° 1 Via Caporella N° 3 Via Pretoria N° 252 Via G. Mazzini N° 7 Via Rosica N°45 Via Pretoria N° 38-4 Via Mazzini N°21 Via Pretoria N° 218 Vico S. Michele N°9 Via Del Popolo N° 24 Via Portasalza Via Pretoria N°80 Via Orazio Petrucelli N°8 Via Del Popolo n° 29 Via Pretoria N°187 Via Caporella N° 8 d Via Pretoria N° 89/93 Piazza G. Matteotti N° 16/17 L.go Pignatari N° 2 C.so Umberto I N° Via Orazio Flacco N°25 Via Pretoria N°82 Via Pretoria N°89 Via Portasalza Via Pretoria N° 239 Via Pretoria N° 154- 125 Via Pretoria N° 282 Via Del Popolo N° Vico Bertani N° 12 Via Serrao N° 40 Via Portasalza N°19 Via Portasalza N°1 Via Pretoria N° 212 Via Pretoria N° 37 Via Orazio Flacco N°33 Via Pretoria N° 76/78 Via Pretoria N° 137 Via Pretoria P.zza Martini Lucani N°3 Via Portasalza N° 12 Via S. Lucia N° 29/31 Via Pretoria n°48 Via Pretoria N° 16 Via Portasalza N° 25 Via Caserma Lucania N°11/13 Via Pretoria N°43/45 Via Caserma Lucania N° 3 Via Pretoria N° 137 C.so Umberto I N° 5 Via Portasalza N°41/45 L.go Pignatari N° 1 Via Pretoria N° 97 Via Pretoria N° 79 Via Pretoria N° 143 Via Pretoria N° 182 Piazza Matteotti N° 26 Via San Luca N° 3 Via Rosica N°22 Via 4 Novembre N° 34 Piazza G. Matteotti N° 18 Via Portasalza N° 15 Via Orazio Flacco N° 2 Via Serrao N° Via Pretoria N° 50/52 Via Pretoria N° 150

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BREK INCONTRI / a.lu.far

VADEMECUM DI BELLEZZA. La donna è l’emblema della bellezza. Concentra in sé gusto, cura dei particolari e passione verso le mode. Ma quante volte ci capita di vedere tanta bellezza esteriore che cela una totale mancanza di cure e di attenzioni per tutto quello che è la base della bellezza: la cura del corpo e la prevenzione. Essere vestite bene e avere l’abito giusto in ogni occasione non significa essere perfette e impeccabili. Questo è il solo contorno di un qualcosa che regge i

fili della nostra natura. Quindi, è necessario che ogni donna si prenda cura del proprio corpo: partendo dalle basi come la prevenzione da malattie o i check-up fino ad arrivare alla semplice cura dei capelli e della pelle. Curarsi ed essere sempre ordinate, non vuol dire né perdere tempo né avere tempo da perdere. Il tempo che una donna impiega per la cura della casa può essere donato alla cura del proprio corpo, rilassandosi con

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uno scrub, curandosi le mani e prevenendo l’invecchiament della pelle. Ma attenzione, le cure e i prodotti che si usano per la cura del corpo devono essere buoni e controllati. Quindi bando ai prodotti super economici, di cui non conosciamo la provenienza; in questo campo funziona in modo inverso, meglio spendere un po’ di più ma sapere che quello che ci mettiamo addosso ha subito controlli ed è sicuro. Ma non sarò io a darvi consiglio,


perché le mie conoscenze si fermano a questo. Per Natale, dobbiamo pensare a noi stesse e aiutarci ed essere più belle. Le regole sono poche, basta seguirle. Il Dr. Salvatore Raimondi è il Presidente dell’Associazione Lucani Farmacisti, A.LU.FAR., che rinchiude in sé parte dei farmacisti della Regione, promuovendo la cultura della salute e dando servizi ai cittadini. Cosmesi e farmacia. Un binomio che spesso non è facilmente deducibile. Come mai la farmacia non è vista come un luogo per la cura della propria bellezza, ma solo come un luogo dove acquistare medicamenti e farmaci? Considerando il mercato globale, un soddisfacente 5,6% della popolazione preferisce la farmacia per la cura della propria persona. Questo trend, anche se ultimamente un po’ in stallo per la crisi che ha investito ogni settore, è in crescita perché vede nella figura del farmacista il valore aggiunto cioè il “ sapere esperto”. Gli Italiani scelgono la Farmacia come punto prediletto per l’acquisto di determinate tipologie di prodotto non perché collegata al farmaco ma perché elemento di fiducia. Sanno che potranno rivolgersi al farmacista per avere maggiori spiegazioni e consigli utili per il mantenimento della loro salute e del loro benessere. Il consiglio è la vera forza della Farmacia, l’elemento che la differenzia dagli altri punti vendita. A cosa deve fare attenzione una donna quando acquista un prodotto per il corpo? A cosa acquista e dove acquista. Il cosa è l’etichetta in quanto composizione. E’ l’elemento fondamentale perché racconta

la storia di ogni prodotto. In questo noi farmacisti siamo il punto di forza, perché leggere un’etichetta non è così semplice come si crede. Noi spieghiamo e raccontiamo il prodotto. Il farmacista aiuta la cliente/paziente nell’acquisto consigliando la cosa migliore per la tipologia di pelle. Siamo abituati a lavorare con i farmaci e questo giustifica perché pretendiamo anche da un cosmetico la qualità e lo standard di sicurezza a cui alla fine siamo abituati. Siamo a Natale. Fa freddo e spesso la pelle del viso ne risente, subendo arrossamenti e screpolature. Quali sono le tecniche migliori per curare la pelle in questo periodo? Il freddo richiede una cura e un’attenzione particolare, soprattutto per chi ha una cute più sensibile. Nella stagione invernale, infatti, diminuisce notevolmente la produzione di sebo provocando una diminuzione dell’idratazione della pelle; ne consegue quindi una secchezza accentuata con frequenti screpolature e pruriti nelle parti più esposte, come viso, mani e labbra. E’ necessario, quindi, “vestire” la pelle con i prodotti giusti. Prima cosa la detersione quotidiana, gesto semplice ma fondamentale, è importante che sia delicata, fatta con acqua tiepida e prodotti poco schiumogeni. E’ la stagione indicata per oli e mousse detergenti e nutritivi. Inoltre il cambio di stagione non riguarda solo i vestiti, ma anche i trattamenti per il viso, che si devono adeguare alle condizioni climatiche: chi è abituato ad un fluido leggero può passare, ad esempio, ad una crema più ricca. Infine mani e labbra vanno idratate e protette anche più volte

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al giorno: meglio avere sempre con sé un balsamo per le labbra e una crema per le mani. L’abbronzatura tutto l’anno. Ko o Ok? Partirei dal principio che l’eccedere in tutto è una cosa sbagliata. Soprattutto in questo caso dove il sole, e più in generale i raggi UV, possono provocare dei seri danni alla pelle come le antiestetiche discromie cutanee (macchie scure), l’invecchiamento precoce della pelle e le varie forme tumorali. Quindi la parola d’ordine, in ogni caso, è foto protezione con prodotti giusti associata a comportamenti salutari adeguati. Per quanto riguarda l’esposizione artificiale (lampade) è necessario che i macchinari siano mantenuti in ottimo stato e che seguano gli standard di sicurezza come dettato dalle norme comunitarie. L’Alufar in quanto associazione di farmacisti in che modo si rivolge alla gente? L’associazione si prefigge di divulgare la cultura della salute, esponendosi in prima persona attraverso mezzi che si avvicinino alla gente. Quello che vogliamo è far capire che la prevenzione e la cura responsabile sono fattori importanti per il benessere non solo del singolo ma anche della comunità. L’alufar attraverso interviste, incontri, dibattiti e corsi vuole promuovere una consapevolezza moderna della salute avvicinandosi in questo modo anche al target giovanile, spesso poco interessato o poco consapevole di quanto detto finora. Andreina Serena Romano


BREK INCONTRI / nobel per la pace

Leymah Gbowee La cerimonia per l’attribuzio l’attribuzione dei Nobel, onorificenze di valore mondiale conferite a persone che si sono distinte nei diversi campi dello scibile umano, per le loro ricerche, invenzioni e scoperte, per l’opera letteraria e per l’impegno in favore della pace mondiale, si è conclusa lo scorso 10 ottobre. Tra i protagonisti di quest’anno, figurano tre donne. Ad  Oslo, tra i 241 candidati al Premio - comprese 53 associazioni umanitarie - sono state insignite del prestigioso riconoscimento, le “paladine della pace”. La lotta per la difesa dei diritti delle donne e la pratica della non violenza, hanno fatto di Ellen Johnson Sirleaf,  Leymah Gbowee e Tawakkul Karman le vincitrici del Nobel per la Pace

Tawakkul Karman 2011. Molti di noi non le conoscevano e, forse, si stanno ancora chiedendo chi sono, ma il Premio più illustre per la pace, non poteva che toccare alle tre esponenti del gentil sesso, che si sono battute per il rinnovamento democratico dei loro Paesi e per ottenere il diritto a partecipare al processo di pace. Conosciamo a memoria tutti i flirts estivi della Ventura, ma non sappiamo nulla delle vere eroine del nostro tempo! Forse alle società fortemente occidentalizzate, poco importa della condizione femminile, dell’oppressione e delle discriminazioni presenti in Africa e nella penisola araba, poco importa fino a quando non ci sono interesse economici in gioco!

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Ellen Johnson Sirleaf Per Ellen Johnson Sirleaf, nata nella capitale Liberiana (Monrovia) prima della politica, della direzione di importanti Istituti di credito e della Banca Mondiale, c’è la pace del suo Paese. Presidente della Repubblica Liberiana, nonché prima donna a rivestire questo importante incarico nel continente africano, Ellen Johnson, all’età di settantadue anni, è impegnata nella ricostruzione di un Paese devastato da quattordici anni di guerra civile. Donna, moglie - che non ha mai nascosto d’esser stata maltrattata dal marito, dal quale ha divorziato -, Ellen è madre di quattro figli e nonna di sei nipoti; ha vissuto in esilio a Nairobi, in Kenya ed è stata condannata a dieci anni di prigione per le accusa pubbliche rivolte al re-


gime militare. Dopo un periodo di prigionia, è riuscita a scappare negli Stati Uniti. Tornata nel suo Paese è divenuta presidente nel 2005. Al fine di aiutare la Liberia a “divenire un esempio per l’Africa e per il mondo di cosa può ottenere l’amore per la libertà”, Ellen ha richiesta il supporto americano. La presidentessa condivide il Premio per la Pace con una sua connazionale, Leymah Gbowee, avvocato e pacifista. Leymah ha trentanove anni e ha contribuito a metter fine alle guerra civile della Liberia con la sua lotta non violenta fatta di donne vestite di bianco, unite nella preghiera e nel canto. Con lo “sciopero del sesso”, che prevede l’assenza delle donne lì dove c’è guerra, la signora Gbowee ha ottenuto il permesso di partecipare alle trattative di pace, durante il regime di Charles Taylor. Oggi, la “guerriera della pace” continua a battersi per il recupero degli ex bambini soldato a cui è stata strappata l’infanzia. Anche per lei la lotta per la libertà si concretizza con l’esercizio

della non violenza e l’impegno delle donne liberiane. La paladine più giovane è, invece, una giornalista yemenita di trentadue anni, fondatrice dell’associazione “giornaliste senza catene”. Militante nel partito islamico e conservatore Al Islah, Tawakkul Karman si oppone al regime in carica. Tawakkul è una donna e una madre armata solo di coraggio! In poco tempo è divenuta la leader della protesta femminile contro il regime ed è stata arrestata dalle autorità yemenite costrette, poi, a rilasciarla a causa delle manifestazioni delle sue sostenitrici. La giornalista premiata dalla commissione norvegese, ha voluto dedicare il Nobel alla primavera araba e a tutte le donne dello Yemen. Il merito di queste paladine, protagoniste di lotte difficili, non può più restare nell’ombra! Loro, che hanno vinto la guerra più grande, quella per la pace e per lo sviluppo della loro terra, si sono ribellate pretendendo un ruolo attivo in quelle

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trattative, nelle quali, non gli era permesso d’intervenire. Queste guerriere pacifiste, non hanno solo predicato la pace, ma hanno tenacemente praticato la non violenza, perseguendo obiettivi più importanti della vittoria del loro partito, della propaganda politica e della brama di potere. Spesso, il premio è stato assegnato a vincitori discutibili, leaders non proprio pacifisti, mossi da interessi egemonici più che umanitari… Quest’anno, però, il Nobel non è quello degli uomini e delle associazioni che si rendono protagoniste di scandali; adesso, la pace ha di nuovo il volto delle donne! Le donne, che hanno conosciuto la violenza fisica e morale, l’egoismo umano, lo sfruttamento, la guerra civile e la distruzione dei popoli, sono chiamate a curare le ferite di un Paese e ridare dignità a tutti i suoi figli, così come solo una madre è in grado di fare. Antonella Rosa


BREK EVENTI BASILICATA

GezziaMoci

In occasione della XXIV edizione del Festival, la città dei Sassi diventa il palcoscenico naturale per l’esibizione di musicisti jazz. Nei luoghi più suggestivi della città di Matera si terrà l’ultimo appuntamento con “Gezziamoci”, il Festival Jazz della Basilicata che richiama appassionati da tutta Italia. La manifestazione, promossa dall’Onyx Jazz Club, vuol consolidare il legane tra cultura e territorio, grazie a numerose iniziative collaterali volte alla riscoperta di musei, chiostri, piazzette, vicoli e chiese rupestri. Il concerto, che avrà come protagonisti brillanti musicisti di fama internazionale, si terrà presso l’Auditorium Comunale di Piazza del Sedile. Info su: www.onyxjazzclab.it

matera 20 dicembre

Mercatini di natale nel centro Storico

potenza 7 - 24 dicembre

Per la II edizione dei Mercatini di Natale di Potenza, si è pensato di allestire le rassegne di produzioni artigianali ed enogastronomiche a caratterizzazione natalizia. La manifestazione, che partirà da Piazza M. Pagano, si protrarrà fino alla vigilia di Natale con stands aperti al pubblico fino a tarda serata. Il 12 e 13 dicembre, il Mercatino verrà dedicato a S.Lucia e sarà possibile degustare prodotti tipici della festività. L’allestimento di bancarelle nei vicoli e nelle piazze del Centro, consentirà a tutti gli interessati di tuffarsi nel colorato mondo delle creazioni artigianali, alla ricerca di idee-regalo e della magica atmosfera natalizia. Info su: www.mercatinodinatalepotenza.it

la notte dei cucibocca

Al termine delle festività natalizie, il Comune di Monetescaglioso (MT), ripropone un antichissimo rito che condensa le credenze della comunità contadine in un evento tanto atteso dai bambini. In occasione dell’Epifania, delle figure vestite di nero con ai piedi catene spezzate ed in mano lunghi aghi, minacceranno di cucire la bocca ai più piccoli, così come vuole la tradizione. La “Notte dei Cucibocca”, appuntamento unica in tutto il meridione, rappresenta un rito di iniziazione alla paura. La manifestazione si svolgerà nel centro storico e sarà allietata da musica etno lucana. Info su: www.montescaglioso.net

montescaglioso 6 gennaio

rapunzel - la fiaba dei fratelli GriMM

potenza 20 gennaio

Per la IV edizione di “Teatro in rete - voglia di teatro”, la rassegna “Di Fiaba in Fiaba” ripropone il noto racconto dei Fratelli Grimm, recentemente prodotto dalla Walt Disney Studios. Raperonzolo, spettacolo incentrato sulla tradizionale fiaba europea, verrà presentata in versione integrale e nella sua scrittura originale, con l’obiettivo di far apprezzare la favola attraverso una messa in scena, tipica del Teatro delle Marionette. L’appuntamento, dedicato ai più piccoli (bambini dai 4 agli 8 anni), si terrà presso Teatro Don Bosco di Potenza. Per maggiori info vai su: comune.potenza.it

Spazi e colori di lucania

Il 2011 si chiude con un’esplosione di colore, che è la chiave di lettura della mostra di Ernesto Treccani, pittore italiano scomparso nel 2009. “Spazi e colori di Lucania” è il titolo della mostra potentina che si terrà nella Galleria Civica di Palazzo Loffredo ed esporrà alcune opere inedite di Treccani, a partire dal 30 dicembre 2011. Con sculture, dipinti, acquerelli e disegni, realizzati in massima parte nel territorio lucano, sarà possibile cogliere “il colore della vita”, ricordando il grande maestro del Realismo italiano. Info su: bacilicatanet.com

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potenza fino al 31 gennaio


BREK EVENTI ITALIA

rivoli fino all’8 dicembre

il Villaggio di BaBBo natale

L’interessante appuntamento promosso dal Comune di Rivoli (TO), si protrarrà per tutte le festività natalizie e sarà dedicato, in particolare, ai più piccoli. Sarà possibile visitare il suggestivo Villaggio di Babbo Natale, progettato e realizzato dall’artista Carmelo Giammello, scenografo di fama internazionale, fino all’8 gennaio 2012. Ideato secondo lo stile dell’originario villaggio nordico, con accoglienti casette di legno, il Villaggio di Babbo Natale sarà la location dedicata a diverse attività ricreative per bambini, volte a stimolare la creatività. L’iniziativa, che assolve ad una funzione educativa e didattica è aperta a tutti gli interessati. Per maggiori info: www.italia-eventi.com

natalArte a corte

“Castel Trapp”, località conosciuta come “Castello di Caldonazzo”, riapre le porte al pubblico in occasione del Natale. Piccole casette in legno disposte all’interno del cortile del maniero, ed espositori dislocati sotto le volte dell’antico magazzino, neve e luci colorate all’imbrunire, per uno scenario d’altri tempi. Il Natale a Corte Trapp, per l’edizione 2011, propone un vero e proprio evento...oltre al tradizionale mercatino! NatalArte, infatti, sarà un affascinante percorso fra pitture, sculture, opere in legno, oggetti d’arte e arredamento, il tutto immerso nell’atmosfera natalizia. Appuntamento da non perdere! Info su: www.nataleacorte.it

caldonazzo 22 23 24 dicembre

caMPionato Mondiale di Pasticceria FeMMinile

rimini 21-22 gennaio

La più importante manifestazione nel settore della gelateria artigianale - che si terrà presso il Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria e Pianificazione Artigianale di Rimini, il SIGEP - per la XXXIII edizione, promuove un evento tutto al femminile. Si tratta del “The Pastry Queen”, il primo campionato Mondiale dedicato alle donne. Alla gara parteciperanno dieci tra le migliori pasticcere dei cinque continenti. Torte, dessert al piatto, sculture in zucchero e pastigliaggio, saranno gli steps del concorso (l’ultima prova sarà a sorpresa). La regina della pasticceria, verrà premiata domenica 22 gennaio. Per info e prenotazioni vai al sito ufficiale: www.sigep.it

Mostra d’arte e cultura a Palazzo Blu

Le sale dello storico Palazzo Blu di Pisa, dal 15 ottobre 2011, ospitano 200 opere - tra dipinti, ceramiche, disegni e opere su carta - del celebre pittore Pablo Picasso. L’itinerario mussale si articola intorno ad opere prodotte dal 1901 al 1970, appartenenti al Museo Picasso di Barcellona e in mostra nel capoluogo toscano. Il pubblico potrà apprezzare il genio creativo del giovanissimo pittore, che esplorò ogni possibile percorso artistico. La straordinaria e unica collezione, resterà a disposizione dei visitatori ancora per tutto il mese di gennaio. Info e prenotazioni su: www.picassopalazzoblu.it

negrita in concerto

firenze 31 gennaio

pisa fino al 29 gennaio

Dopo tre anni dall’uscita del fortunato disco “Helldorado”, i Negrita ritornano ad essere protagonisti sulla scena della musica rock italiana. Da gennaio 2012, i fans della band aretina potranno ascoltare live il singolo “Brucerò per te” e gli altri brani dell’ultimo album. Il primo appuntamento è al Nelson Mandela Forum di Firenze (in Viale Pasquale Paoli) con il “Dannato Vivere Arena Tour 2012”. Seguiranno altre cinque date che toccheranno i più importanti palasport italiani. Info e biglietti su: www.ticketone.it

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BREK OPPORTUNITÀ

comunicare l’archeoloGia

scadenza 21 dicembre

Concorso fotografico - Il Forum di Archeologia lancia il primo Concorso Fotografico Nazionale con il tema “Comunicare l’Archeologia”. L’idea è quella di invitare tutti gli utenti a gettare uno sguardo diverso sul patrimonio culturale, valorizzando l’aspetto comunicativo senza vincoli di tipo scientifico o documentale. Per partecipare basta inviare fino a 5 immagini (in bianco/nero e/o a colori) con il nome dell’opera d’arte fotografata e la sua collocazione geografica. L’iniziativa, rivolta a professionisti e non, potrà essere seguita anche online. Per ulteriori informazione e per scarica il bando del concorso, vai al sito ufficiale: www.forumarcheologia.it

caccia alla minaccia

Concorso fotografico - Qualsiasi attività umana o processo che è causa di degrado biologico o naturale, rientra nel tema del concorso fotografico intitolato “Caccia alla minaccia”. Ai partecipanti si richiede di fornire, attraverso i propri scatti, uno o più esempi di minacce ambientali che trasformano il territorio (identificate in accordo con la classificazione internazionale proposta dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura). L’iniziativa mira a costituire un terreno fruttuoso di cooperazione e scambio tra i diversi attori territoriali, al fine di conoscere, tutelare e valorizzare il nostro straordinario patrimonio ambientale. Tutte le info su: cacciaallaminaccia.blogspot.com

scadenza 31 dicembre

Premio internazionale Jacques Prévert 2012

scadenza 30 dicembre

Concorso letterario – Il Premio Letterario di Poesia e Narrativa - promosso dall’Associazione culturale Il Club Degli Autori di Melegnano (MI) - per la sua XVIII, ripropone due diverse sezioni: poesia e narrativa. Partecipare è facile: basta inviare una raccolta di poesie a tema libero (da 22 a 26 poesie), oppure una raccolta di racconti, favole o novelle senza limiti di lunghezza. Il concorso è aperto anche agli autori di testi inediti, che potranno partecipare inviando una copia dell’opera in lingua italiana. La Targa Jacques Prévert spetta ai primi classificati di ciascuna sezione. Per maggiori informazioni e per scaricare il bando vai al sito ufficiale del concorso: www.club.it

linGua maDre. Donne straniere raccontano

Concorso letterario – Per la VII edizione del Concorso Letterario Nazionale, si è pensato di dar spazio alle donne straniere che desiderano esprimersi in italiano. La Regione Piemonte e la Fondazione per il Libro la Musica e la Cultura, hanno indetto un concorso riservato alle donne, con l’obiettivo di mettere in luce le interazioni che ridefiniscono la nostra mappa culturale e consentono l’accesso al “mondo dell’altro”. Partendo dai racconti delle donne, “Lingua Madre” dedica anche un sezione speciale alle donne italiane che vogliano raccontare storie di donne conosciute, amate o incontrate. Info su: www.concorsolinguamadre.it

il viDeoFestival Di imPeria

scadenza 30 gennaio

scadenza 31 dicembre

Concorso per videomakers - In occasione della VII edizione del Festival Internazionale d’Arte Cinematografica Digitale, l’Associazione “Officine Digitali” organizza la nuova edizione del Festival. Il concorso, dedicato a opere realizzate in qualsiasi formato, è riservata ai registi professionisti, ai videomakers e alle scuole (possono partecipare anche le classi) per le quali è istituita una sezione a parte. Il Video Festival è articolato in tre categorie standard (professionisti, amatori e internazionale) e una “categoria explorer”, che comprende la sezione Documentario Turistico e Naturalistico. Il tema è libero. Per maggiori info: www.videofestivalimperia.org

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BREK QUARTA PARETE / cinema

UNA NATURA VINCENTE "Ogni donna può figurare al meglio se sta bene dentro la propria pelle. Non centrano i vestiti ed il trucco, ma come si brilla." Sophia Loren

Brillano ancora oggi, come ieri, gli occhi di una diva che all’età di settantasette anni si emoziona guardandosi indietro e commossa esclama: “la mia vita è stata una favola meravigliosa”. La vita di Sophia Loren, infatti, non è stata poi così diversa dalle favole incantate che ci facevano sognare da bambini. Tutti conoscono Sophia, ma pochi sanno chi è Sofia. Sofia nasce a Roma il 20 Settembre del 1934 da Romilda Villani e Riccardo Scicolone, i quali non erano sposati e non si sposarono mai a causa di un rapporto, il loro, estremamente travagliato. Quando nasce Sofia, infatti, Riccardo le invia un

mazzo di fiori ma si rifiuta di vedere sia la piccola sia la madre, anche se in seguito decide di accoglierla e darle il suo cognome. Romilda è però distrutta dal dolore, sogna un matrimonio con l’abito bianco e non riesce ad accettare di essersi innamorata dell’uomo sbagliato, ed è così che un giorno, col cuore a pezzi, decide di tornare a Pozzuoli dov’era nata, portando con se la sua piccola. La bambina vive dunque in provincia di Napoli, nella casa dei nonni materni e in estrema povertà. Inoltre, la sua infanzia è duramente segnata dai bombardamenti della guerra e dalla mancanza di un padre davvero presente. Mamma Romilda ha però grandi progetti per lei: Sofia diventerà famosa e risolleverà tutti da quella triste condizione. Sofia rappresenta il riscatto sociale e personale della madre che nel 1932 vinse un concorso come sosia di Greta Garbo, ma dovette rinunciare a Hollywood perché rimase incinta di lei. Così la bambina cresce anche con la pressione della madre che la incoraggia ad impegnarsi per raggiungere tale o b biettivo. Sua

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madre è l’unica persona che crede in lei quando ancora non lo fa nessuno, quando tutti la chiamano ironicamente “stecchetto” per il suo corpicino tutto pelle ed ossa e un pò bruttino. Crescendo, però, Sofia si trasforma, il suo fisico pelle ed ossa pian piano prende forma e lei a quattordici anni non è più il brutto anatroccolo dell’infanzia. A quindici anni, determinata ad avere successo e accompagnata dalla madre, torna a Roma per partecipare a diversi concorsi di bellezza, e fra questi, quello di Miss Italia, dove non vince ma viene premiata con il titolo “Miss Eleganza”, creato apposta per lei. Romilda non ha i soldi per vestiti e per tutti gli accessori che rendono una ragazza meravigliosa, ma non si arrende; ed è così che al suo primo concorso Sofia si presenta con un vestito lunghissimo, di quelli che hanno lo strascico sul pavimento perché così non si vedeva che era scalza, poiché a casa non c’erano i soldi per comprare le scarpe! Altro grosgros so problema erano le acconciaacconcia ture, casalinghe ovviamente, che non reggono a lungo senza la lacca e la maestria del par parrucchiere. Lei però è bellissima e determinata, questo basta! Contemporaneamente prova tanad entrare nel fantastico e tan to sognato mondo del cinema, posa per alcuni fotoromanzi e alinterpreta ruoli marginali in al cune pellicole. Nel 1951 coco nosce il produttore Carlo Ponti; lui l’aveva notata a un concorso di bellezza e subito era rimasto colpicolpi to dalla sua bellezza. Tra i due nasce anche l’amore


nelle foto Sophia Loren

ma Sofia ha quindici anni e lui è un uomo sposato di trentasette. Tuttavia, riconosce di aver scoperto un talento e le offre un contratto di sette anni, le fa seguire corsi per imparare l’inglese e le fa cambiare il nome. Nasce così Sophia Loren. I due si innamorano e Carlo lascia sua moglie per sposare Sophia il 17 settembre del 1957. Purtroppo, però, la chiesa non riconosce l’unione, Carlo viene accusato di bigamia e i novelli sposi sono costretti ad annullare il matrimonio. Il secondo matrimonio viene celebrato solo nel 1966, in Francia, e dopo un accordo con la prima moglie. Finalmente, Carlo e Sophia riescono a coronare il loro sogno d’amore e da questo matrimonio nascono due figli, Carlo Jr ed Edoardo. Contemporaneamente al sus-

seguirsi delle vicende dolorose nella sua vita privata, Sophia “nasce” nella sfera pubblica e la sua carriera prende il volo. Il suo debutto nella commedia avviene nel 1953 con la magistrale interpretazione di Cleopatra nel film Due notti con Cleopatra, diretto da Mario Mattòli. Il 1954 è l’anno del fortunato incontro con il regista Vittorio De Sica e con Marcello Mastroianni, con il quale formerà, negli anni successivi, una delle coppie più amate del cinema mondiale. L’esordio della coppia avviene in Peccato che sia una canaglia (1954). Nonostante, la Loren si imponga grazie alla sua sensualità, ben presto gli italiani assistono al debutto e poi al successo di un’attrice destinata a diventare un mito, o, come la definisce Vittorio De Sica, “una natura

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vincente”. Nel 1955 Sophia recita non solo in Italia ma anche negli Stati Uniti, affiancata da grandissimi personaggi di spicco dell’attorialità hollywoodiana, e sotto la regia di grandi maestri del cinema, quali Mario Monicelli, Dino Risi, Charlie Chaplin, e Michael Curtiz. Così viene apprezzata anche dal popolo statunitense, ma è in Italia che esplode la sua dote, ed esplode con Vittorio De Sica che la rende celebre in tutto il mondo con film come La Ciociara (1960) , Ieri, oggi, e domani (1963) e Matrimonio all’italiana (1964). La Ciociara è un film tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia ed è ambientato negli anni della seconda guerra mondiale. Sophia è Cesira, una giovane mamma che cerca di scampare alla guerra e di por-


BREK QUARTA PARETE / cinema

tare in salvo la figlioletta Rosetta. Decide così di rifugiarsi nella Ciociara, dov’è nata, convinta di poter essere al sicuro. In effetti inizialmente è così, la zona sembra non conoscere la guerra che si sta scatenando non molto lontano. Purtroppo i momenti idilliaci terminano e la guerra arriva, e con essa la morte di un caro amico ma anche la vittoria. Sembra tutto finito, e Cesira decide di tornare a Roma; durante il viaggio, però, le due donne vengono aggredite e violentate da alcuni soldati marocchini. Il film si conclude col pianto disperato di Cesira. Ieri, oggi e domani è un film con tre episodi; nel primo, quello napoletano, Sophia interpreta Adelina, una venditrice di contrabbando di sigarette che per evitare il carcere a causa del suo lavoro illegale, si fa mettere sempre incinta dal marito; il secondo episodio si svolge a Milano e qui vediamo Sophia nei panni di Anna, benestante

signora in cerca di nuovi stimoli che ha una relazione extra coniugale per evadere dalla sua noiosa vita fatta di convenienze e lusso; il terzo episodio è invece quello romano, in cui troviamo Mara, una prostituta che cerca di sedurre un ragazzo che sta per prendere i voti. Originariamente lo tenta con ogni mezzo, poi capisce che la fede è più importante e aiuta il giovane a riprendere il suo cammino spirituale. La coppia protagonista di ogni episodio è composta dalla Loren e da Mastroianni. In questo film, tra l’altro, vi è il celebre streeptease di Sophia, ritenuto ancora oggi lo spogliarello più bello della storia del cinema. Matrimonio all’italiana è tratto invece dalla commedia Filumena Marturano di Eduardo De Filippo. Anche qui ritroviamo Mastroianni e la Loren nei panni, rispettivamente, di Domenico e Filumena. Il film si concentra sulla figura materna, sull’amore incondizionato di una madre per i suoi figli, e famosa rima-

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ne la celebre battuta “i figli non si pagano”. Filumena è un ex prostituta che Domenico salva dalla strada. Un giorno lei si sente male e credendo di morire chiede a Domenico di sposarla prima che sia finita ed egli accetta. Solo dopo tutto, ciò si rivela uno stratagemma di lei per garantire un futuro migliore ai suoi figli, figli dei quali Domenico non sapeva niente. Egli all’inizio non la prende affatto bene, la minaccia e cerca di sapere quale dei tre figli sia suo, ma dopo li accetta tutti. Contemporaneamente allo scorrere di queste vicende vi è la narrazione attraverso flash back della storia complicata durata vent’anni fra i due protagonisti. Sono questi film indimenticabili, grandi classici che hanno contribuito a scrivere la storia del cinema italiano. Numerosissime sono tuttavia le interpretazioni di Sophia in tutta la sua lunga carriera, tutte degne del suo grande nome. Nessun’altra attrice italiana è riuscita ad eguagliare il suo successo. Vince un Oscar per La Ciociara, poi nel 1991 l’oscar per la carriera, cinque Golden Globe (quattro per miglior attrice del mondo e uno per la carriera), cinque nominations, otto David di Donatello, due Nastri d’Argento e un Telegatto per la carriera vinto nel 2001. Forse la più grande icona del cinema italiano, sul grande schermo la Loren ci ha regalato performance memorabili, eterne. Invidiata e osannata a livello mondiale, ancor oggi sempre bellissima ed elegantissima all’età di 77 anni è diventata un simbolo e cioè il simbolo di una donna forte, tenacie, coraggiosa, una donna che se vuole può fare tutto, un esempio per le donne di tutto il mondo. Mari Donadio


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BREK QUARTA PARETE / arte

Non so fino a che punto quest’articolo parlerà d’arte (ammesso e non concesso che quanto da me precedentemente scritto possa essere sufficientemente dignitoso da aver ottenuto tale riconoscimento), non so neanche se ciò che seguirà sarà pretestuosamente antropologico o anche solo vagamente condivisibile, di certo so che da qui in poi le mie parole saranno fatte di qualcosa di molto simile all’amore. Frida, un nome che suona tanto simile a freedom da avere il sapore della libertà, un nome forte d’animo, forte come gli ideali di colei alla quale questo nome appartiene, di colei che ha saputo prima di tutto vivere davvero, un nome con cui è riuscita a vincere la morte, dopo averle resistito per trent’anni, da quando la stessa tentò di portarsela via per la prima volta. Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderòn ha vissuto tutta la sua coloratissima vita menomata a causa di un incidente d’autobus, che quando aveva solo 17 anni le procurò un numero spaventoso di fratture nonché una ferita da film dell’orrore che le avrebbe impedito di portare a termine qualsiasi gravidanza, nonostante tutto, però, il suo istinto di maternità e la sua femminilità non ne furono minimame intaccate. Frida infatti era donna fino all’ultima molecola del suo minuto corpo, era appassionata e appassionante, magnetica, sensuale, capace di farti suo con la stessa velocità con cui faceva fuori un bicchiere di tequila, con quegli occhi tanto profondi da dare le vertigini conquistò l’amore di varie prede senza una precisa predilezione per un sesso piuttosto che per l’altro, eccezion fatta per quello che fu l’uomo della sua vita, Diego Rivera. La sua storia con lui, stimato pittore murale messicano, fu un alternarsi di momenti di estasi e momenti di devastazione. Rivera infatti al suo terzo matrimonio era un riconosciuto donnaiolo, Frida lo sposò ugualmente, senza la pretesa di cambiarlo accettò l’incontenibile inclinazione fedifraga del marito fino a che questi, però, non ebbe una storia anche con la sorella di Frida il che mise comprensibilmente, ma solo temporaneamente, fine alla loro storia. Rivera, rimasto impressionato dalla maestria pittorica della moglie ne tesseva le lodi pubblicamente dichiarando che fosse addirittura più brava di lui, e non fu il solo a dirlo visto che di li a poco anche Picasso avrebbe dichiarato che

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ne lui ne Rivera erano in grado di dipingere un volto come Frida. Durante il matrimonio Frida rimase incinta di Rivera, ma come pronosticatole da tutti i suoi medici curanti, abortì spontaneamente a causa dell’inadeguatezza del suo fisico a sopportare la gestazione. Fu trovata dal marito distesa sul letto in una pozza di sangue, esperienza terrificante che la spingerà a dipingere una delle tele più crude e vagamente surrealiste della sua carriera, “Il letto volante”. Lo stile della pittrice messicana di Coyoacàn, che si divideva tra il naif esagerato e lo stile di certi quadretti ex voto, prediligeva piccoli formati e per lo più autoritratti, aveva comunque il fine di affermare con prepotenza le sue origini e la storia del popolo messicano. Tuttavia quello che caratterizza lo stile di Frida è essenzialmente la violenza del colore, la durezza dei contorni dei volti dei personaggi, che in fondo non fanno altro che proteggere un retrostante messaggio di tenerezza e di sofferenza provata sulla propria pelle. Per tornare a Rivera, i due si risposeranno un anno dopo la separazione, Diego infatti non aveva mai dimenticato l’ultima moglie, che nel frattempo aveva avuto una storia con il rivoluzionario russo Lev Trotsky, ospitato come rifugiato politico proprio nella “casa azul” di Frida, ma ciò non impedì ai due di vivere insieme il poco tempo che rimaneva alla pittrice. Di li a poco le avrebbero amputato le dita del piede, poi la gamba ormai in cancrena, allo stesso tempo però, finalmente il sogno della sua vita si realizzava. Frida, dopo essere divenuta famosa prima in Europa che in patria, ottenne la sua personale in Messico. Va da sé che le sue condizioni di salute le impedivano di prendere parte alla mostra, il medico le aveva vietato categoricamente di alzarsi dal letto, così lei si fece trasportare al museo con tutto il letto, bevve il suo ultimo bicchiere di tequila, cantò un’ultima canzone, si guardò nello specchio montato sul baldacchino del suo letto, e pensò VIVA LA VIDA. Il finale ad effetto sarebbe la naturale e più opportuna conclusione di questo pezzo, ma in realtà ho ancora voglia di dirvi qualcosina su di lei, forse perché Frida era solita assentire di essere nata nel 1910, invece che nel 1907, si sentiva figlia della rivoluzione messicana di quell’anno, diceva, oppure più semplicemente perché un paio di anni in meno fanno comodo a tutte;

voglio continuare a scrivere, forse perché la vera bellezza non sta nelle sopraciglia perfette, forse perché più di qualunque operazione o terapia fu l’arte a mantenerla viva, forse perché tra le pareti blu del patio della sua casa le scimmiette e i pappagalli che accudiva come figli, i fiori morti nelle fioriere della madre, le angurie rosso sangue, la visione di un corpo puramente, ostinatamente femminile, assoluto, non sfocato dallo sguardo maschile in un tramonto messicano dai colori di un ginocchio sbucciato, Frida è stata semplicemente l’essenza della donna. Francesco Tripaldi

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BREK CONVIVIO / letture

Quando Schopenhauer non è un esempio, ma ci ha visto lontano.

MAMMA, PAPÀ, VOGLIO FARE LA VELINA! Facile, troppo facile, leggendo il testo L'arte di trattare le donne, arrivare alla conclusione ovvia che Schopenhauer era un po’ misogino. Del resto è facile, troppo facile, rispondere per chi di Schopenhauer ha letto quasi tutto (io), che la misoginia di Schopenhauer è dettata dalle sue convinzioni filosofiche, che non possono che portarlo a vedere nella donna uno strumento di procreazione, dunque di obiettivazione negativa della Voluntas che, tramite il desiderio, non fa che irrazionalmente continuare a volere se stessa, creando con altra vita altro dolore che non potrà che continuare ad essere un pendolo che va dal desiderio alla noia. Più che altro, ciò che colpisce leggendo con gli occhi di un contemporaneo quel testo, è che più che essere un trattato di filosofia, o un manifesto dell'odio maschile per le donne, appare, se si pone mente a certi, non a tutti i tipi di donne, come una descrizione, quasi documentaristica, dell'oggi. Come non pensare ad una qualunque show girl (che di show ha solo il suo corpo) quando si leggono le affermazioni del filosofo del tipo "L'unica arte della donna è la civetteria". Impossibile smentire il buon Artur quando sostiene che l'uomo dovrebbe sostituire la donna di cui è stanco con un'altra, con altre, tante altre, esattamente come fa il nostro presidente del consiglio, dato che con i soldi che ha può permettersene undici che lo aspettano fuori dalla sua stanza da letto, ma riesce a farsene solo otto perchè, per quanto viagra puoi ingurgitare, hai pur sempre

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settantacinque anni! Se si sente parlare una della parlamentari arrivate nelle aule tramite il passapartout acquisito sul letto di Putin, come non essere d'accordo con il pensatore di Danzica, quando sostiene che concedendo gli stessi diritti dell'uomo alla donna, gli si sarebbe dovuta concedere anche la stessa intelligenza? Vedendo una biondona come Anna Nicole Smith che sposa un vecchiaccio sessantatreenne più vecchio di lei,come non essere d'accordo con Schopenhauer quando dice: "L'uomo è nato per guadagnare, la donna per spendere." Mi sorge a questo punto un dubbio, e se le show girls di oggi, le olgettine, le playmate da matrimonio di interesse avessero tutte letto L'arte di trattare le donne, e nella loro ignoranza e dabbenaggine l'avessero preso per un libretto di istruzioni? Care donne, dignità! Ne avete di più di noi, insegnatela a quelle poche di voi che continuano a far credere che Schopenhauer aveva ragione. Andrea Samela

“Più guardo gli uomini, meno mi piacciono. Se soltanto potessi dire la stessa cosa delle donne, tutto sarebbe a posto”. A. Scopenhauer


BREK CONVIVIO / sorsi

Vino senzatempo C’è stato un tempo in cui le cose erano diverse. C’è stato un tempo in cui il tempo non aveva fretta. Sono fuggito per questo, perché troppo precario per riuscire a sopravvivere all’ansia che mi stava soffocando. Una quotidiana scadenza di cose, ritmi incessanti, arroganze. Eccomi dunque a passeggiare in queste strade delicatamente illuminate di un piccolo paesino della Provenza; da una piccola porta esce odore di frittata con le cipolle. Attratto mi affaccio e scorgo locandine, foto, cimeli di un cinema che non c’è più. Entro ammirando quella collezione meravigliosa di oggetti, dalla porta di una stanza attigua esce lui, il proprietario, occhialoni neri di cellulosa col laccetto, capelli arruffati ed il piatto di frittata tra le mani. Masticando mi augura il benvenuto e mi invita a restare, io non esito. Mi offre da bere, accetto, ed iniziamo a raccontarci, mentre il gatto casalingo dopo le

fusa al suo padrone va a riposare sul poster degli Aristogatti (fantastico). Mi parla di cinema e di poesia mentre beviamo quel vino di un intensissimo rosso della ValleeDu- Rohne. Ne rimango incantato, ma altrettanto suggestivo era quell’incontro cinematografico con i racconti annessi e così evito di focalizzarmi sul vino. Dopo un’ora circa ritorno alla chambre d’hoste, attraverso la piccola piazzetta dove attorno alla fontana che porta incisa la data 1836 ci sono 4 ragazzi che si dividono una bottiglia di birra, mentre l’altra li attende galleggiando nella vasca d’acqua per non perdere la fresca temperatura. Tutto è quiete, tutto ha un ordine, compreso le pietre vive che lastricano le viuzze e le piccole casette. Nel mio letto che profuma di lavanda, ripenso per un attimo a quel vino, dalla finestra, nel buio della notte proietto lo sguardo che dalla collina porta alla valle ed è tutto un vigneto. Il suo carattere m’è rimasto dentro, come i suoi profumi, la sua suggestione. Al mattino seguente mi dirigo nuovamente da Roland, l’amico cinefilo della sera prima, e dopo un caloroso saluto gli chiedo subito di quel vino. Lui ride, mi prende sotto braccio, mi mostra l’etichetta e poi mi dice, andiamo allo Chateaux! Io festante come un bambino non esito un attimo, il percorso che ci porta a quei vigneti è meraviglioso, tra alberi di ulivo e querce secolari. Il castello è edificato su una vecchia villa romana, tutta adornata da edere e rampicanti, proprio come si vede nei film. Il viale

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acciottolato che dal cancello porta alla casa padronale è lungo e stretto da file di cipressi. Il vigneron, nonché proprietario dello Chateau, amico di Roland ci accoglie con molta disponibilità permettendoci di fare un giro nella sua tenuta e raccontandoci i suoi frutti. Le vigne curatissime sono coltivate in maniera biodinamica, non sono utilizzati prodotti chimici e il terreno è arato tenendo conto dei cicli astrali. Tra ruscelli d’acqua e fontane centenarie, tra profumi e colori di lavanda ed il rosso intenso dei papaveri rimango stordito e senza fiato, felicemente perso in una curva di paradiso lontana dal mondo. Ci fermammo a pranzo e non ve lo descrivo perché sarei didascalico e non sarebbe giusto, quel momento è stato tutt’altro, ve lo assicuro. C’è stato un tempo in cui le cose erano diverse. C’è stato un tempo in cui il tempo non aveva fretta, ora lo sapevo e quel tempo aveva il gusto di un morbido manto, caldo, rosso, intenso. Di uno straordinario profumo e di una incantevole persistenza. Le guide ve lo descriverebbero come consistente, al naso con sensazioni di sottobosco fuse a speziatura e con accenni di note balsamiche. Il gusto è secco, caldo, equilibrato con piacevoli note tostate. Io ve lo racconto come il vino perduto, il vino che non ha tempo, il vino delle mani e dell’amore, il vino che vi attende nascosto altrove! Ve lo consiglio con un film, “Luci della città” . Prosit e serenità. Wine_R (a Ros perché c’è )


BREK CONVIVIO / morsi

Domina Domus (Ex) regina della cucina e della casa I rimedi della nonna. Il sugo di mamma. Ricordi che di tanto in tanto affiorano con una certa carica emotiva e con il rammarico di non possedere tutte quelle conoscenze e tutto quel “saper fare” di una volta. Non c’è che dire: noi donne di oggi, con la gastronomia sotto casa, non ci preoccupiamo di apprendere la maestria e la sapienza domestica delle nostre madri e delle nostre nonne. Non lo scrivo per generalizzare, anzi, lo dico prima di tutto a me stessa: il ritorno a questo tipo di conoscenze può servire almeno a due cose. La prima, a recuperare una parte della femminilità ormai scomparsa: quella cioè di essere regina della cucina e della casa in genere. Saper impastare una pizza, stendere una pasta frolla, conoscere i decotti per curare i malanni, attiene ormai a una fascia d’età superiore ai cinquanta. Come si fa una carchiola, una ‘ncandarata, una paparotta o un falagone? Se avete risposto “con il bimbi”, siete rimandate a settembre! E per chi non sapesse neanche cosa siano: la prima è una “piadina” di farina di mais; la seconda è una conserva sotto sale di parti meno nobili del maiale; la terza è un “budino” di mosto; il quarto è un “panzarotto” dolce, ripieno di ricotta ovi-caprina e menta; tutti rientrano nell’elenco ministeriale dei prodotti tradizionali.

LE FATTORIE DIDATTICHE In Basilicata esiste una rete di Fattorie didattiche, di cui fanno parte aziende agricole e agrituristiche, i cui operatori hanno seguito una formazione specifica ed hanno aderito a una carta della qualità. A tutt’oggi sono 42. Anche se le loro attività si rivolgono specialmente alle scolaresche, alcune di queste organizzano su richiesta laboratori di cucina tradizionale, sulla pasta di casa, le conserve, le confetture, su come si prepara il sapone, o su come si utilizzano le erbe officinali. Per conoscerle, visitate il sito www. ssabasilicata.it, canale Fattorie didattiche.

La seconda ragione per cui vale la pena riappropriarsi del “sapere domestico” è che, trovandoci in un periodo di crisi, converrebbe abbandonare il consumismo e ritornare consapevolmente alle cose fatte in casa. In pratica, ciò che alcuni chiamano “decrescita felice”. Non è una moda nostalgica, ma l’esigenza di recuperare un saper fare che può arricchire la propria femminilità e dare un calore diverso alla vita familiare. Questo recupero può essere fatto a mio avviso in due modi: scegliere di rinunciare a un corso di pilates o un ciclo di lampade, per affiancare mamme, zie e nonne nelle varie preparazioni. Oppure, contattare le tante fattorie didattiche che fanno corsi e laboratori di cucina tradizionale. Affinché essere donna, possa portare con sé ancora la radice “domus”, che vuol dire casa. Angela Laguardia

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BREK CONVIVIO / benessere

il benessere della donna passa dalla sua alimentazione Mandare avanti la casa, crescere i figli, accudire la famiglia e, contemporaneamente, svolgere gli stessi lavori di un uomo. Solo la donna può svolgere più compiti (anche tanto differenti). Da recenti ricerche scientifiche è infatti emerso che “il sesso forte” non è quello maschile, bensì quello femminile, ovviamente se per “forza” intendiamo forza di carattere, perseveranza, caparbietà, capacità di svolgere contemporaneamente più mansioni e forza di concentrazione. Dalle stesse ricerche scientifiche è inoltre emerso che, per svolgere tutte queste mansioni, la donna spreca un enorme quantitativo di energie. Inoltre, se si pensa alle trasformazioni cui la donna va incontro nelle varie fasi della sua vita (cicli mestruali, gravidanza, allattamento e poi menopausa), si può ben comprendere a quali e quanti adattamenti e processi biochimici sia sottoposto il suo fisico. Tutto ciò comporta ovviamente enormi dispendi di energia ed utilizzazione di nutrienti. Nutrienti ed energia che devono essere ovviamente reintegrati. Reintegrarli è possibile solo attraverso una corretta alimentazione, che sia in grado di fornire tutti i nutrienti negli apporti che più si confanno alla situazione fisiologica in cui la donna si ritrova. Spesso però le donne non hanno coscienza del fatto che una alimentazione poco equilibrata può determinare seri scompensi e che, per uno stato di salute ottimale, dovrebbero considerare l’alimentazione come l’unico e vero farmaco in grado di preservare la loro “forza”. Curare la propria alimentazione dovrebbe es-

sere, per una donna, uno dei principali impegni della sua vita, perché dalla alimentazione partono prevenzione e cura di gran parte delle patologie cui le donne sono più esposte: si pensi alla alimentazione come prevenzione delle anemie, alterazioni del ciclo mestruale, alterazioni ormonali, diabete (anche diabete gestazionale), osteoporosi, artrite, ipertensione, dermatosi, disturbi muscolo-scheletrici, malattie cardiovascolari, vene varicose, endometriosi, ansia, depressione. Purtroppo, studi effettuati sugli apporti nutrizionali nelle donne nelle varie fasce d’età hanno mostrato la carenza cronica di elementi essenziali quali ad esempio ferro, acido folico, calcio, non solo durante la delicata fase della giovinezza, ma anche con il procedere dell’età. Si aggiunga, dato non trascurabile e più che mai allarmante, che molte donne sono sensibili al fascino delle “diete-moda” e che spesso si affidano a pseudo centri-negozi che promettono miracolosi e veloci cali ponderali, con la somministrazione di “intrugli” e scorrettissime diete a bassissimo apporto calorico. Ne derivano quindi rischiosi squilibri nutrizionali, difficili da recuperare. Dunque, nel rispetto totale del delicato meccanismo biologico femminile, ogni donna può e deve curare se stessa, principalmente attraverso una sana alimentazione, evitando di escludere dalla propria tavola anche un solo alimento e facendosi guidare da chi, esperto in nutrizione, possa aiutarla a nutrirsi bene per stare bene. Maria Antonella Catenacci

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BREK WEB_3.0 / internet&multimedia

Le amazzoni del web IL WEB HA IL PROFUMO DI DONNA. EVERYTHING SCREAMS FASHION UN DIARIO PERSONALE

LULUVISE IL SOCIAL TUTTO AL FEMMINILE

Un blog per raccontarsi, attraverso immagini e sensazioni, per condividere la sua insaziabile curiosità per la vita e per la moda. Lei è Manuela Barreto, una donna che ha fatto del web la sua linfa vitale. Il suo blog è un breve viaggio nel suo mondo, descritto soprattutto da immagini. Lei, che ama definirsi “ a lover of independent style”, non è una stilista ma una donna attenta ai cambiamenti del mondo della moda e a tutte le sue influenze. Un viaggio alla ricerca di attimi particolari, di posti particolari, di oggettti particolari, di design, di colori e di passioni… questo è il bello di Everything Screams Fashion. http:// www.momocloud.com/?p=221

Luluvise nasce dall’idea della sua fondatrice Alexandra Chong di creare uno spazio tutto al femminile dove poter condividere idee, tendenze con un gruppo ristretto di amiche. La sua idea, diventata realtà( tanto da essere finanziata con 1 milione di dollari!), è una piattaforma unica di talking, sharing,gossip, shopping, IM etc. Oggi è possibile iscriversi e ricevere un invito per partecipare ad una delle piattaforme del momento. http://www.momocloud.com/?p=217 GARANCEDORE Una vita di “illustrazioni” Un’altra donna la cui voglia di libertà l’ha spinta a scoprire nuove strade, a reinventarsi , riscoprendosi una blogger di successo. Lei è Garance Doré una bravissima illustratrice che con il web ha dato una svolta alla sua vita. Ispirata anche lei dalla moda, preso le sue illustrazioni, la sua fotocamera ma soprattutto la sua passione, ha iniziato una carriera di successo grazie al suo blog. Oggi è una consulente di successo per grandi marchi trovando ispirazione in quel luogo infinito che è il web. http://www.momocloud.com/?p=225

MACY E IL SAPORE DEL WEB Chiara Maci è una di quelle donne a cui internet ha cambiato la vita. Il suo blog è nato nel 2010, all’inizio con poche visite al mese. Oggi gli appassionati di cucina l’adorano, come adorano le sue ricette tanto da farsi scoprire al pubblico con “Cuochi e Fiamme” su La7. Il suo blog è diventato il suo lavoro tanto da essere diventata una consulente di comunicazione food a tempo pieno ma anche consigliera di quanti ogni giorno riempiono la sua casella di email! http:// www.momocloud.com/?p=212

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Per decenni l’informatica in generale ed il web sono stati dominati da uomini che hanno cambiato il modo di socializzare, di lavorare, di creare e, perché no, di sognare. Ma oggi sempre di più internet si sta colorando di rosa. Vi parlerò pertanto di alcune donne che del web hanno fatto il loro pane quotidiano, la loro vita, la loro passione, il loro lavoro.

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TRENDANDTHECITY

NOVITÀ

Ideato e curato da Sonia Tiffany Grispo nasce come focalizzatore di mode e tendenze, con un occhio particolare sulle icone di stile nate sul web e lo street style. www.trendandthecity.it

Il museo virtuale di Valentino Lo stilista attraverso il museo virtuale a lui dedicato ed un'applicazione scaricabile sul desktop del PC, ci porta attraverso un viaggio virtuale tridimensionale su oltre 300 abiti che hanno fatto storia, oltre a disegni, video, illustrazioni, foto, dal 1968 al 2011. Intimacy 2.0 – L’abito hi-tech INTIMACY 2.0 è un capo di abbigliamento ad alta tecnologia (LED) che reagisce alla vicinanza delle persone diventando più o meno trasparente! Un progetto dello Studio Roosegaarde.

IRENECCLOSETH.COM Creato e gestito in toto da Irene Colzi il sito si occupa di moda collaborando con Mondadori, GlamMedia e altre riviste del settore e molti brand tra cui OVS Industry, Diesel per citarne alcune. http://www.ireneccloset.com

Idee regalo m&m’s Una dolce e divertente idea regalo per questo natale ma anche per altri avvenimenti arriva da m&m’s. Sul sito http://www.mymms.it è possibile personalizzare e creare divertenti pacchetti regalo, ovviamente di m&m’s, per tutte le occasioni. Per tenerti aggiornato quotidianamente su tutte le novità dal web, grafica, hi-tech, design vai sul sito www.momocloud. com o seguici su Facebook e Twitter.

FACTORYSTYLE Altro blog curato da Valentina Siragusa si occupa di moda e tendenze. http://factorystyle.blogspot.com/ .

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Questione di

BREK CANTIERI URBANI / pensieri in movimento

SESSO Sono passati ormai decenni dall’esordio della canzone provocatoria di Vecchioni, ma il dibattito sul concetto e il ruolo della donna sembra essere sempre un tema scottante. Sono presenti in Italia centinaia di organizzazioni pro donna che salvaguardano e pongono attenzione al gentil sesso, tutelandolo in un certo modo, sottolineano però la “fragilità” per cui le donne sono costantemente messe alla prova, dimostrare si di essere all’altezza. Donne in carriera, donne emancipate, donne temute dai colleghi, rimangono pur sempre “donne” ovvero mamme, mogli, sorelle e amiche, femmine che non ostentano il senso della fatica e riescono ad essere versatili e fare più cose contemporaneamente. Ma allora c’è qualcosa che non torna, se la donna è tutto questo, perché ci sono condizioni lavorative che le svantaggiano, perché ci sono delle persone che approfittano della loro femminilità, si badi bene femminilità non fragilità; si pensi alle violenze fisiche, a quelle morali ed anche quelle verbali. Perché una donna deve aver paura di camminare per strada la sera tardi? Forse perché esistono ancora abominevoli esseri che vogliono prevalere con la loro mascolinità. E perché ancora esistono (e per fortuna!) fondazioni che assistono il bel sesso, come se dovesse-

ro stare sempre sotto tutela per scongiurare il peggio. Purtroppo anche in paesi evoluti come l’Italia, dotati di Costituzione e di sistemi giuridici altamente sensibili ai diritti fondamentali delle donne, continuano a verificarsi fatti raccapriccianti dove la donna diventa mero oggetto, questo perché, purtroppo, nella nostra società esistono ancora persone che estremizzano il concetto espresso nella canzone di Vecchioni, privilegiando una bambola-serva ad una donna con il cervello. Secondo le Nazioni Unite, in Italia persistono profondi stereotipi che hanno un impatto schiacciante sul ruolo della donna e sulle responsabilità che essa ha nella società e in famiglia. Complici le dichiarazioni pubbliche dei politici, che non fanno altro che ampliare tale profondo dislivello tra i sessi. Tali preconcetti pongono le donne in una situazione di svantaggio, incidendo negativamente sulle scelte degli studi e della professione che esse vogliono intraprendere e diminuendo le possibilità di accesso ai “piani alti” del mercato del lavoro, della vita politica e del ‘decision-making’. Una questione di sesso allora e tutto ciò è testimonianza del fatto che forse una parità reale non esiste… Veronica D’Andrea

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…….voglio una donna donna donna donna donna con la gonna gonna gonna prendila te quella col cervello che s'innamori di te quella che fa carriera……. (R.Vecchioni, 1992)


BREK CANTIERI URBANI / pensieri in movimento

VIRGINIA

WOOLF Pietre, acqua e ruscelli, elementi naturali che diventano parti fondanti, quasi necessarie per dar voce all’Io letterario di Virginia Woolf. Questa donna scrittrice nasce nel 1882 a Londra, considerata da subito una delle migliori romanziere del XX secolo ha rinnovato profondamente la lingua inglese ideando la tecnica dello stream of conciousness, il flusso di coscienza, e dando ai suoi personaggi uno squisito sapore emotivo e psichico. Tutti i suoi personaggi appaiono ai nostri occhi come imponenti figure emotive, i cui sentimenti, emozioni, pensieri sono percepiti dal lettore quasi fossero reali. La visionaria Virginia abbandona ogni tecnica di narrazione tradizionale, elimina il dialogo diretto e porta all’attenzione il monologo interiore. Il tempo si differenzia per l’assenza di una cronologia precisa. La narrazione procede incalzante attraverso spostamenti in avanti e all'indietro nel tempo, assieme a pensieri e ricordi suscitati dall'ambiente circostante. Indiscussa bravura artistica, eclettica pensatrice, instancabile difensora dei diritti delle donne. Nel 1929 diceva : "A woman must have money and a room of her own if she is to write fiction/

una donna deve avere soldi e una stanza per sé per scrivere romanzi”. E’ il suo dictum, un inno all’indipendenza femminile, un’indipendenza che era primariamente economica e che avrebbe permesso alle donne di emanciparsi e di lasciare il tetto paterno e coniugale. Un detto che si lega alla sua denuncia principale: il problema dell’accesso alle donne alle professioni accademiche, ecclesiastiche, giuridiche e mediche. Un problema esacerbato dall’esclusione femminile dalle università di Oxford e Cambridge. Virginia risente del fatto che tutti i suoi fratelli siano andati all’università, mentre a lei, donna dal fine intelletto artistico e dall’indiscussa bravura letteraria era preclusa ogni possibilità accademica. Amici e parenti uomini avevano avuto una possibilità che, per assurde regole e convenzioni sociali, le era stata negata. Virginia, donna in lotta contro le convenzioni sociali che la spinsero ad accettare la proposta di matrimonio del cadetto Leonard Woolf col quale non ebbe mai figli. La Woolf era convinta che nel matrimonio i coniugi avessero gli stessi diritti e gli stessi doveri. “A man should be equal than a woman” e questa certezza derivava dalla palese disparità che legava la coppia dei genitori. La Woolf si professò sempre contro la mentalità che vedeva la libertà sessuale femminile come una sorta di of-

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fesa morale e professò il credo di una coscienza sessuale femminile libera da tabù. Tuttavia, nelle sue opere il tema sessuale è trattato piuttosto freddamente e indirettamente e, nella sua vita privata, è indiscusso il credo, the belief, che la Woolf fosse frigida come pure i rumors, le dicerie, che la dipingono intima amica di diverse donne del suo tempo. Virginia fu sicuramente abusata nella sua infanzia e questo abuso lo porta in grembo, l’accompagna per tutta la vita quasi a raccontarci con ironia di una donna mai diventata madre. Vita vissuta, vita fuori dagli schemi, crolli nervosi ed infine il suicidio, con quelle pietre pesanti nascoste nelle tasche. Virginia si suicida, annegandosi nel fiume. Pietre, acqua, terra, passione, memorie, elementi contrastanti. Una morte che diventa apoteosi incandescente di un indiscusso talento letterario. Manuela Greco


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Oltre le gambe c’è di più Si colloca perfettamente tra una lavastoviglie e una lavatrice, più bassa di una libreria, ma più esile di un forno. Ovviamente parliamo della donna. Occorre smentire da subito il cliché che vede protagonista il binomio “bionda - stupida” perché, sebbene le più prestigiose Università si prodighino quotidianamente per smentirlo e il senso dello spazio non ci appartenga nell’atto del parcheggio, occorre ricordare che tra Paris Hilton e Flavia Vento (che ne è il prototipo italiano) sono contemplate vie di mezzo. E sarà pure retaggio di un maschilismo latente e duro a morire – o almeno si spera! - se solo a dieci donne sia toccato il Nobel a fronte di trecento uomini. Ma giochiamo a distruggere i luoghi comuni. Dolce, remissiva, tranquilla, materna sono aggettivi che di default attribuiremmo al genere femminile. Sì, nel 1800. E pensare che tra Catone e la donna bionica sono passate briciole di millenni, insalate di tecnologia, minestre di rivoluzioni e il Femminismo. Il Femminismo… Ma i Romani la sapevano lunga. In buona sostanza la donna (sapevate che deriva dalla sincope di “domina”?) era una via di mezzo tra la filippina e la badante, con aggravante la devozione nei riguardi della Dea Tacita Muta, dal nome alquanto eloquente. Insomma, altro che chiacchierona: era gradita in modalità “silenzioso” e possibilmente astemia: da ubriaca non avrebbe partorito discussioni di pregnanza mondiale. E poi arrivò la prima serial killer della Storia. C’è chi fila, chi tesse e chi avvelena le persone. Ladies and gentlemen, vi presento Locusta, con la sua

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bella botteghina sul Palatino. Tacito ne è testimone e Svetonio pare concordare. Tra i suoi clienti – per così dire - “vip”, Agrippina e Nerone, che avevano così individuato la drogheria di fiducia, la killer della porta accanto. A spasso per i secoli poi si incontra un personaggio molto singolare, Erzsebet Bathory. Al bando i lifting o i filler, riteneva utili i bagni di sangue per far ringiovanire la pelle. Così, di tanto in tanto, era solita ammazzare le sue domestiche. E vivacizzava la vita nell’Ungheria del Quattrocento. Morì murata viva in una torre. Farebbe rabbrividire Lucrezia Borgia anche la sua collega francese, Marie De Brinvilliers (1676) che due secoli dopo andava in giro per la Francia mietendo vittime con tanto saporito veleno. Ma le batte tutte Mary Ann Cotton, con più di venti omicidi sulla coscienza (vogliamo sperarne ne abbia una a questo punto!), tra cui tre mariti, figli e figliastri. Inghilterra, correva l’anno 1873. Ottobre, si sa, è tempo di vendemmia. Ma perché non conservare nelle botti i cadaveri? Vera Renczi all’epoca scriveva manuali, dispensando preziosi consigli. Insomma, Suor Germana scrive istruzioni per la preparazione di pietanze e Vera su come mettere umani sotto sale. Stesso livello. E’ tutta questione di ingredienti. Sempre meglio che trasformarli in saponette, anche perché ci penserà qualche tempo dopo l’italianissima Leonarda Cianciulli negli anni Quaranta sotto i cieli di Correggio. Troppo semplice per “lavarsene le mani”! Alba Gallo


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Donna: nel tuo esserci l’incanto dell’essere "MULHER: NA TUA EXISTENCIA, O INCANTO DE SER" (ELIOMAR RIBEIRO DE SOUZA)

Non posso essere del tutto obiettiva sulla valutazione di un essere che si chiama donna, avendo ricevuto da Madre Natura la fortuna di essere tale. La mia diversità dal sesso maschile la considero una ricchezza inestimabile che non sminuisce affatto l’uomo che ha ricevuto un’altra serie di caratteristiche che lo rendono altrettanto unico, considerato che la sola appartenenza al genere umano, pone ognuno di noi nella condizione di essere particolare e speciale, dotandoci di un’infinità di strumenti idonei a crearci spazi nell’universo. “Nella donna, nel suo corpo, il segreto della vita” e quale cosa più bella di portare in grembo un esserino e di creare un rapporto così straordinario con tale creatura? E’ inutile negare ciò che ancora oggi la donna deve subire per una cultura antica e radicata che tende a valutare, in linea generale “il diverso “ come “un essere inferiore”. L’indipendenza economica detenuta per un periodo troppo lungo, il potere e anche la maggiore forza fisica, ha dato ai “maschietti” la patente non certificata di dominatori assoluti. La donna, però, man mano che ha preso consapevolezza e coscienza del proprio valore e delle proprie capacità ha cominciato a rivendicare i propri diritti e la parità con l’altro sesso. Parità, però, non significa rinnegare la propria femminilità e tutte le attitudini e peculiarità che la caratterizzano; parità significa pari opportunità con l’annullamento di quell’enorme divario di trattamento e di considerazione rispetto al “maschio”. Ad onor del vero

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non me la sento di escludere il sesso femminile da tutte le responsabilità di questa disparità, perchè a volte la donna si è prestata e si presta a soccombere e ad accettare un sistema che la vuole “oggetto del piacere” e null’altro.. L’evoluzione, spesso malata, dell’individuo che sta travolgendo la nostra società, coinvolge tutti gli esseri umani (maschi e femmine) che non hanno più tempo per l’integrità. In tv non si vedono scorrere immagini di settantenni sdentate, con il bastone che stentano ad arrivare a fine mese, che ricevono aiuti economici dal benefattore di turno, ma altro genere di donne con caratteristiche fisiche ed anagrafiche ben diverse….e qui voglio fermarmi!!!! Il mondo sta attraversando una gravissima crisi che non è solo economica ma anche di quei valori basilari e importanti che rendono un società sana. Chi utilizza la forza per affermare la propria superiorità e la violenza per esercitare il proprio potere, a tutti i livelli, proclama la propria debolezza e fragilità e finché vincerà il dominio su popoli, razze e generi, saremo sempre dei perdenti. Ad un uomo per sentirsi tale, dovrebbe bastare “l’amore più bello, la bellezza più trasparente, l’affetto più puro di un essere la cui storia, la cui vita è segnata dal desiderio di essere semplicemente DONNA”. Anna D’Andrea


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Non sono qui a scrivere delle infinite declinazioni in cui la donna perde i suoi contorni per diventare la metà di incompleti cieli e angeli di claustrofobici focolari. Non sono qui nemmeno a servire concordi giudizi anacronisticamente femministi ma di gran moda nel sultanato dell’Italia del 2011, con cui si ricorda che la donna è dotata anche di cervello oltre che di un bel corpo, e che di quel corpo non si può fare merce di scambio tra i potenti. L’ispirazione del mio articolo nasce da una chiacchierata che ho avuto con un giornalista del Sole 24 Ore. Discettando di lavoro in tempo di crisi – non si riesce a parlare d’altro – mi spiegava che anche nel mondo giornalistico la crisi ha avuto i suoi riflessi. “Se vuoi avere un quadro di come si siano abbassati gli stipendi di un giornalista e di quanto si sia ridotto il potere attrattivo di questa professione, vai a vedere quante donne scrivono per i giornali. Ebbene, quella è la cartina tornasole: quando una

della donna e quello dell’uomo si attesta intorno a una percentuale del 27%. Nel Rapporto si legge che tale scostamento è dovuto innanzitutto al fatto che sono percentualmente molto meno le donne che riescono ad accedere alle categorie di inquadramento più alte e alle relative migliori retribuzioni. Non solo: è interessante notare come, anche all’interno delle stesse categorie, le donne guadagnano meno degli uomini. Questo perché le donne ancora una volta non hanno facile accesso alle gerarchie di responsabilità, e quindi retributive. Il Rapporto mostra il gap attraverso diverse variabili come l’età anagrafica (a 24 anni uomini e donne registrano una differenza salariale pari al 10%, che aumenta fino a circa il 36% tra i 41 e 50 anni, età nella quale sono poche le donne in posizione dirigenziale); l’anzianità del ruolo (si evince come, dopo un certo livello di esperienza i guadagni medi delle donne smettono di crescere mentre

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professione diventa femminile vuol dire che è in atto una diminuzione del potere d’acquisto del salario corrispondente”. L’incontro con il giornalista e il tema di Brek mi hanno spinta a ricercare i dati che fotografano il sistema degli stipendi in Italia. La fonte del mio articolo è il 12° Rapporto sulle Retribuzioni in Italia che registra gli andamenti delle retribuzioni in Italia rilevate dal 2006 al 30 giugno 2011. L’analisi si basa su un campione di circa 100.000 donne, confrontate con i colleghi maschi, per un totale di oltre 500.000 profili retributivi. Studiando i grafici, la differenza tra lo stipendio

quelli degli uomini aumentano con l’avanzamento di carriera) e la scolarizzazione (più aumentano i titoli di studio e più si rafforza la distanza salariale, e a una pari scolarizzazione non corrisponde un pari apprezzamento sul mercato del titolo di studio e delle conoscenze). Nella mia testa di donna ha preso forma un pensiero, anche questo anacronistico, ma attualissimo nel nostro arretrato paese che si crede sviluppato: se nasci femmina, il tuo ineluttabile destino ti vorrà meno pagata del tuo collega maschio. Il motivo non è ancora dato saperlo. Giovanna Caivano

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AUGURI.

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