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Milano Duomo di Milano

FestivalJosquin Imago Virginis Numero e pittura musicale nei mottetti mariani di Josquin Odhecaton Ensemble Paolo Da Col direttore

Giovedì 23.IX.10 ore 15

Josquin Ockeghem Compère

° 73 Torino Milano Festival Internazionale della Musica 03_24 settembre 2010 Quarta edizione

SettembreMusica


Johannes Ockeghem (ca. 1420/25-1496) Intemerata Dei Mater, a 5 ca. 7 min. Josquin De Près (ca. 1450-1521) Nymphes des bois, déesses des fontaines, a 5 (La déploration de Jehan ca. 5 min. Ockeghem) Vultum tuum deprecabuntur, a 4 in 7 parti

ca. 18 min.

Josquin De Près (ca. 1450-1521) Ave Maria, a 4 ca. 7 min. Loyset Compère (ca. 1440/45-1518) Ave Maria, a 4 ca. 5 min. Josquin De Près (ca. 1450-1521) Ut Phoebi radiis soror obvia sidera luna, a 4 Inviolata, integra, et casta es, Maria, a 12 O Virgo prudentissima / Beata mater, a 6 Odhecaton Ensemble Paolo Da Col, direttore

ca. 5 min. ca. 3 min. ca. 6 min.


Imago Virginis Oltre al comune richiamo alla Vergine Maria, i pezzi e gli autori in programma sono collegati da fili estremamente significativi, seguendo i quali ci si addentra nel cuore di un’epoca unica nella storia della musica: quel secolo e mezzo in cui nelle più importanti cappelle musicali ecclesiastiche e laiche d’Europa s’insediano generazioni successive di cantori venuti dal Nord – dalla Borgogna, dalle Fiandre. Al di là delle nozioni familiari a chi possieda il minimo sindacale di confidenza con la materia – cioè i nomi dei principali esponenti, i generi coltivati, i caratteri stilistici generali – uno dei temi più intriganti da seguire è l’intrecciarsi dei percorsi di questi musicisti: i loro viaggi, i loro incontri, i loro rapporti con i luoghi d’origine e di adozione, e con le tradizioni che via via incontrano nei centri in cui operano. Noi li ricordiamo oggi principalmente come autori; li celebriamo quali maestri della polifonia e scaltriti manipolatori delle tecniche compositive, dalle più semplici alle più intricate e sottili. In realtà erano ingaggiati prima di tutto come cantori. Fino alla seconda metà del Quattrocento, l’abilità compositiva era un fattore complementare al requisito fondamentale dell’abilità nel canto e nella didattica: quando Matteo da Perugia viene assunto nel Duomo di Milano, di cui è considerato il primo musicus, il suo contratto non fa il minimo accenno alla composizione; preoccupandosi invece di definire i suoi obblighi in qualità di cantore in una serie ben precisa di festività, oltre che di istruttore di almeno tre fanciulli destinati a far parte dei pueri cantores della cattedrale. Solo dopo qualche decennio la figura del compositore sarà tenuta in considerazione primaria. Non si limitavano a svolgere ruoli specificamente musicali; avendo ricevuto nelle scuole cattedrali un’istruzione di alto livello, ed essendo spesso loro stessi dei chierici, capitava che fossero chiamati a ricoprire importanti incarichi istituzionali e diplomatici. La biografia dei tre autori in programma descrive alla perfezione questo processo. Ockeghem, ad esempio, fu tesoriere della celebre abbazia di San Martino a Tours; per incarico di Luigi XI re di Francia compì una complessa missione diplomatica in Spagna che doveva occuparsi di tessere alleanze e altrettanto strategici matrimoni. Secondo una recente ipotesi, un elemento in qualche modo biografico sarebbe presente nel brano dello stesso Ockeghem posto in apertura di concerto. Il mottetto Intemerata Dei mater, capolavoro della maturità del musicista, ha un testo che si appella alla grazia della Vergine ponendo al centro il tema della mortalità umana; dal momento che la musica presenta non poche affinità con la famosa Messa Mi Mi, quest’ultima sarebbe da interpretare quale ringraziamento dopo una grave malattia subita da Ockeghem intorno al 1470, mentre il mottetto, databile al 1478, costituirebbe una specie di meditatio mortis. È una suggestione che difficilmente potrà essere suffragata da documenti; certa è il forte pathos del brano, che essa aiuta a comprendere nella sua profondità emozionale ed espressiva. Alla morte di Ockeghem, il più grande figlio di quella civiltà musicale, Josquin De Près – che forse fu suo allievo – scrisse una commossa e commovente dolcezza Déploration de Jehan Ockeghem: le nobili linee sonore che si snodano in sapiente alternanza di scrittura imitativa e omofonica mettono i brividi tuttora, a oltre cinquecento anni dalla sua composizione. Il testo del poeta Jean Molinet, di intonazione cortese, ricorda i nomi dei grandi compositori contemporanei: Brumel, La Rue, Compère (oltre Josquin, naturalmente), il fiore della terza generazione franco-fiamminga. La melodia del tenor, sostegno dell’edificio musicale, proviene dall’introito gregoriano Requiem aeternam della Messa da morto. È qui messa in atto la cosiddetta ars combinatoria, che fa convergere la dimensione umanistica e quella liturgico-religiosa: si uniscono il ricordo personale e umano, 2


l’apprezzamento culturale, la preghiera per la pace eterna nella luce del Signore. L’opera di questi musicisti interessa direttamente o indirettamente anche Milano. De Près vi era giunto a Milano quale cantore nei primi anni ’80 del Quattrocento. Sicuramente è al servizio del cardinale Ascanio Sforza negli anni 1484-85 (mentre sul periodo immediatamente precedente i documenti danno informazioni apparentemente contraddittorie), il promotore di una delle più splendide istituzioni musicali dell’Europa del tempo: con i suoi 18 «cantori di camera» e 22 «cantori di cappella», reclutati per lo più nel Nord, la cappella di Ascanio poteva rivaleggiare con quella del re di Napoli e perfino con la cappella papale. Proprio agli anni milanesi risalirebbe il ciclo di «motetti missales» a quattro voci Vultum tuum, testimonianza di una prassi per noi a dir poco strana, soprattutto dal punto di vista liturgico: si tratta infatti di mottetti destinati a sostituire i canti del Proprio e dell’Ordinario della Messa (Credo incluso!), che evidentemente erano recitati sottovoce dal celebrante mentre i cantori intonavano i mottetti. La versione qui presentata è quella edita a Venezia nel 1505 da Ottaviano Petrucci. La famosa Ave Maria… virgo serena è una delle poche composizioni di Josquin databili con una certa verisimiglianza alla prima fase della sua attività: la fonte più antica è un manoscritto cartaceo sul quale si trova una filigrana risalente al 1476. Certamente, della carta potrebbe essere stata utilizzata molti anni dopo la sua fattura; però si aggiungono le somiglianze di stile con le opere di Compère e Weerbecke, due musicisti che si trovavano a Milano negli anni in cui vi giunse Josquin. Proprio una Ave Maria Compère fa da perno al programma e intesse affascinanti trame: egli era stato assunto a Milano su ‘raccomandazione’ di Ockeghem. Dal 1474 al 1477 presta la sua opera in veste di «cantore di cappella», nel gruppo a cui spettava la musica per le funzioni sacre nel Castello Sforzesco. Come molti altri musici fu licenziato all’inizio del ’77, quando la corte decise il ridimensionamento della Cappella dopo l’assassinio di Galeazzo (avvenuto nel settembre 1476). Questa Ave Maria, forse la più nota delle sue composizioni, è un mottetto in cui tutte le voci cantano lo stesso testo, di tipo litanico. In maniera abbastanza atipica per l’epoca, la veste musicale sembra preoccuparsi di favorire l’intelligibilità delle parole, che intona preferendo l’omofonia al contrappunto. Al contrario, Ut Phoebi radiis, che apre il trittico conclusivo di mottetti ancora di Josquin, è un singolare esempio del gusto per il simbolismo, gli enigmi, i codici comprensibili a pochi intenditori, che costituisce una componente tipica della cultura musicale fra Quattro e Cinquecento. Le quattro voci sono divise in due blocchi: le due superiori svolgono il testo in un lungo duetto, mentre le voci gravi eseguono, salendo e discendendo, una scala. Le antiche sillabe che identificavano le note (Ut, re, Mi Fa…) sono a loro volta contenute nei versi cantati da soprano e alto (Ut Phœbi radiis, Ut reges Salomon, Ut remi pontus, Ut remi faber...), infarciti, per di più, di riferimenti biblici e mitologici e forse anche alchemici ed ermetici. Nascoste nel testo, sono infine le lettere formanti il nome «Toison d’or» (Toson d’oro): numerosi indizi inducono a pensare che Josquin abbia scritto il pezzo su commissione di questo importante ordine cavalleresco, fondato da Filippo il Buono. Assai più nota e amata dai contemporanei è la stupefacente intonazione a 12 voci di Inviolata, integra et casta, un testo in uso anche a Milano: con lo Stabat Mater, è infatti una delle due sole sequenze accolte dal rito ambrosiano. La maestria tecnica, che si esprime nelle parti in canone, riesce ad allearsi con una commovente espressività. 3


A conclusione di questo magnifico omaggio alla Beata Vergine Maria, alla cui nascita il Duomo di Milano è intitolato – Mariae nascenti –, la musica di Josquin si sposa con l’inno di Angelo Poliziano O Virgo prudentissima, al quale aggiunge un testo proveniente dall’antifona «ad Magnificat» Beata mater. Nel finale tutte le voci si uniscono solennemente a cantare le stesse parole, quelle che concludono l’antifona. Angelo Rusconi

*Laureato con lode in Musicologia nell’Università di Pavia-Cremona. Dottorato di ricerca in Musicologia presso l’Università di Bologna. Vincitore di borse di studio presso la Fondazione Franceschini di Firenze e la Wagner Stiftung. Si occupa principalmente della musica e della trattatistica medioevale. Partecipa a convegni internazionali, pubblica articoli e saggi in periodici specializzati, tiene conferenze e seminari in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Fra le pubblicazioni più recenti, si ricorda la prima edizione integrale degli scritti di Guido d’Arezzo con traduzione, introduzione e commento (Firenze 2005, seconda ed. 2008). 4


Intemerata Dei Mater Intemerata Dei mater, generosa puella, milia carminibus quam stipant agmina divum, respice nos tantum si quid iubilando meremur. Tu scis, virgo decens, quanti discrimine agatur exulibus passimque quibus jactemur arenis. Nec sine te manet nulla quies, spes nulla laboris, nulla salus patriae, domus aut potiunda parentis cui regina praees, dispensans omnia; laeto suscipis ore pios dulci quos nectare potas, et facis assiduos epulis accumbere sacris. Aspiciat facito miseros pietatis ocello Filius, ipsa potes; fessos hinc arripe sursum diva, Virgo manu, tutos et in arce locato. Amen.

Incontaminata madre di Dio, insigne fanciulla, che le schiere dei santi circondano con mille canti, volgi una volta lo sguardo a noi, se otteniamo qualche merito innalzandoti lodi. O Vergine leggiadra, tu sai quanto grande pericolo incomba su noi esuli e su quali lidi siamo gettati qua e là. Senza di te non v’è pace alcuna, nessuna speranza di [cessare dai] travagli, nessuna salvezza per la patria; né casa del Padre da conseguire, cui presiedi regina, dispensando ogni bene; con lieto volto sollevi i pii, li disseti con dolce nettare e li rendi assidui ad accostarsi alle sacre mense. Fa’ che tuo Figlio guardi i miseri con occhio pietoso, tu stessa lo puoi; o Vergine, solleva da qui i deboli con la tua mano divina, e mettili al sicuro nella rocca innalzata. Così sia.

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Nymphes des bois Nymphes des boys, déesses des fontaines, Chantres expers de toutes nations, Changéz voz voix fort clères et haultaines En cris trenchantz et lamentations,

Ninfe dei boschi, dee delle fonti, Valorosi cantori d’ogni nazione, Cambiate le voci alte e chiare In grida laceranti e lamentele,

Car d’Atropos les molestations vostre Okeghem par sa rigueur attrape

Poi che le molestie d’Atropo Intrappolano con rigore il vostro Ocheghem, Vero tesoro di musica e maestro d’arte. Egli non sfugge ormai più al trapasso, Ed è gran danno che la terra lo ricopra.

Le vray trésoir de musicque et chief d’oeuvre Qui de trépas désormais plus n’eschappe, Dont grant doumaige est que la terre coeuvre. Acoutrez vous d’abitz de deuil, Josquin, Brumel, Pirchon, Compère, Et plourez grosses larmes de oeil: Perdu avez vostre bon père.

Acconciatevi con vesti di lutto, Josquin, Brumel, Pirchon, Compère, E versate copiose lacrime dagli occhi: Avete perso il vostro buon padre.

Requiescat in pace. Amen.

Requiescat in pace. Amen.

Tenor: Requiem aeternam dona eis Domine et lux perpetua luceat eis.

Eterno riposo dona loro Signore e splenda ad essi la luce perpetua

Vultum tuum deprecabuntur I. Vultum tuum deprecabuntur omnes divites plebes, quia in te sola, Virgine Maria, omnis spes posita est.

Si rivolgeranno in preghiera al tuo volto tutti i signori della terra, poiché in te sola, Vergine Maria, è posta ogni speranza.

II. Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum. Benedicta tu in mulieribus et benedictus fructus ventris tui: Jesus Christus, Filius Dei vivi. Et benedicta sint beata ubera tua, quae lactaverunt regem regum et Dominum Deum nostrum.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Benedetta sei tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo seno: Gesù Cristo, Figlio di Dio E benedette siano le tue mammelle che hanno allattato il re dei re e Dio nostro.

III. Sancta Dei genitrix, Virgo semper Maria. De cuius utero processit Salvator noster et redemptio mundi. Deprecare Filium, ut exaudire dignetur deprecationem nostram.

Santa Madre di Dio, sempre Vergine Maria, dal cui utero è nato il nostro Salvatore e ha avuto origine la redenzione del mondo, supplica il tuo figlio, affinché si degni di esaudire la nostra preghiera.

IV. O intemerata Virgo, quae Redemptorem Israel peperisti, et post partum virgo permansisti. Dei genitrix, intercede pro nobis et ne despicias preces nostras quia ore indigno nomen sanctum tuum invocavimus 0 gloriosa domina, pro nobis Christum exora.

O Vergine Intemerata, che hai partorito il redentore del mondo, e dopo il parto sei rimasta vergine inviolata, madre di Dio, intercedi per noi, e non disprezzare le nostre preghiere perché invochiamo il tuo santo nome con bocca indegna; o gloriosa signora, prega Cristo per noi.

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V. O Maria, nullam tam gravem possumus habere culpam pro qua apud tuum Filium non possis impetrare veniam. Nihilque est impossibile apud tuum Filium, quem genuisti de tuo sacro corpore, Mater misericordiae. VI. Mente tota tibi supplicamus, ut sicut Filio tuo Domino nostro Jesu Christo aliquando displicuimus, modo vice versa immutatis moribus per te usque in finem ei complaceamus. Preces nostras, Virgo mirabilis, ideo ne despicias quia ore indigno nomen sanctum tuum invocare praesumimus: Sancta Maria, ora pro nobis; sancta Dei genitrix, ora pro nobis; sancta Virgo virginum, intercede pro nobis. VII. Ora pro nobis, Virgo sine termino, de qua lumen ortum est in tenebris rectis corde Exaudi nos in tribulatione nostra et veniam impetra pro peccatis nostris a Patre et Filio et Spiritu Sancto. Amen.

O Maria, non possiamo avere alcuna colpa per la quale tu non possa impetrare il perdono del tuo figlio, e nulla ti è impossibile ottenere dal tuo figlio, che hai generato dal tuo sacro corpo, Maria madre di grazia, madre di misericordia. Con tutta l’anima ti supplichiamo, affinché come talvolta abbiamo causato dolore al figlio tuo, il Signore nostro Gesù Cristo, così per mezzo tuo, pur nelle nostre immutate vesti, fino alla fine riusciamo a compiacerlo. Pertanto, Vergine mirabile, non disprezzare le nostre preghiere, perché osiamo invocare il tuo santo nome con bocca indegna. Santa Maria, prega per noi, santa madre di Dio, prega per noi, santa Vergine delle vergini, intercedi per noi. Prega per noi, sempre Vergine, dalla quale è sorta una luce nelle tenebre per i puri di cuore, esaudiscici nella nostra tribolazione, e chiedi il perdono per i nostri peccati al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Amen.

Josquin Desprez, Ave Maria Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum, Virgo serena. Ave cujus conceptio, solemni plena gaudio, coelestia, terestria, nova replet laetitia. Ave cujus nativitas nostra fuit solemnitas, ut lucifer lux oriens, verum solem praeveniens. Ave pia humilitas, sine viro foecunditas, cujus annunciatio nostra fuit salvatio. Ave vera virginitas, immaculata castitas, cujus purificatio nostra fuit purgatio. Ave praeclara omnibus angelicis virtutibus, cujus fuit assumptio nostra glorificatio. O Mater Dei, memento mei. Amen

Ave Maria, piena di grazia, il Signore sia con te,vergine serena. Salve a colei la cui concezione piena di solenne gaudio riempie di nuova letizia i cieli e la terra. Ave a colei la cui nascita fu il nostro vero annuncio, come la stella d’oriente portatrice di luce precede il vero sole. Salve pietosa umiltà, fecondata senza intervento umano, la cui annunciazione fu la nostra salvezza. Salve vera verginità, castità immacolata, la cui purificazione fu la nostra espiazione. Salve gloriosa di tutte le virtù angeliche, la cui assunzione fu la nostra glorificazione. O madre di Dio, ricordati di me. Amen.

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Loyset Compère, Ave Maria Ave Maria, gratia plena, Dominus tecum, Virgo serena. Benedicta tu in mulielibus Et benedictus fructus ventris tui, Jesus. Kyrie eleison, O Christe audi nos. Sancta Maria, ora pro nobis ad Dominum. O Christe audi nos. Sancta Dei genitrix, ora pro nobis ad Dominum. O Christe audi nos. Sancte Michael, ora pro nobis ad Dominum. O Christe audi nos. Sancte Gabriel, Sancte Raphael, omnes Sancti Angeli et Archangeli Dei, orate pro nobis ad Dominum. O Christe audi nos. Sancte Francisce, Sancte Ludovice, Sancte Nicolae, Sancte Quintine, Sancte Martine, Sancte Augustine, Sancte Benedicte, Sancte Anthoni, omnes Sancti Martyres, omnes Sancti Confessores, Omnes Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis ad Dominum. O Christe audi nos. Beata es, Maria, Virgo dulcis et pia, candore vincis lilia et rosa sine spina, Sanctorum melodia. O Christe audi nos. Amen

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Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sia benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo ventre, Gesù. Signore pietà, Cristo ascoltaci. Santa Maria, prega per noi. Cristo ascoltaci. Santa Madre di Dio prega per noi il Signore. Cristo ascoltaci. San Michele prega per noi il Signore. Cristo ascoltaci. San Gabriele, San Raffaele, e tutti i santi angeli e arcangeli, pregate per noi il Signore. Cristo ascoltaci. San Francesco, San Ludovico, San Nicola, San Quintino, San Martino, Sant’Agostino, San Benedetto, Sant’Antonio, tutti i Santi martiri e confessori, tutti i Santi e Sante di Dio, pregate per noi il Signore. Cristo ascoltaci. Sii beata, Maria, Vergine dolce e pia, tu più pura del giglio rosa senza spine, melodia dei santi. Cristo ascoltaci. Amen


Ut Phoebi radiis Ut Phoebi radiis soror obvia sidera luna; Ut reges Salomon sapientis nomine cunctos; Ut remi ponthum quaerentum velleris aurum; Ut remi faber instar habens super aera pennas; Ut remi fas solvaces traducere merces; Ut re mi fas sola Petri currere prora; Sic super omne quod est regnas, o Virgo Maria.

Come la luna, sorella di Febo, regna coi suoi raggi sulle stelle vicine; come Salomone su tutti i re per la sua fama di saggio; come sul mare i remi di coloro che cercano l’oro del vello; come sull’aria domina l’artefice che ha le penne al posto del remo; come il comando del remo fa sì che le navi trasportino le merci come per legge divina i remi di Pietro fanno avanzare sola la nave; così tu, o Vergine Maria, regni su tutto il creato.

Latius in numerum canit id quoque caelica turba, Lasso lege ferens aeterna munera mundo; La sol fa ta mi na clara praelustris in umbra, La sol fa mi ta na de matre recentior ortus, La sol fa mi re ta quidem na non violata La sol fa mi re ut rore ta na Gedeon quo. Rex o Christe Jesu, nostri Deus, alte memento.

Solennemente in ritmo lo cantano inoltre le celesti schiere, annunziando l’eterna legge al mondo stanco: pietra splendente che brilla nell’oscurità, or ora nato da madre immacolata, come Gedeone dalla rosa. Cristo Gesù, Re e nostro Dio, ricordati bene [di noi].

Inviolata, integra, et casta es, Maria

Inviolata, integra, et casta es, Maria

Inviolata, integra et casta es, Maria, quae es effecta fulgida caeli porta. O mater alma Christi carissima, suscipe pia laudum praeconia. Te nunc flagitant devota corda et ora, nostra ut pura pectora sint et corpora. Tua per precata dulcisona, nobis concedas veniam per saecula. O benigna, o Regina, o Maria! quae sola inviolata permansisti.

Immacolata, integra e casta sei, o Maria, tu che sei stata fatta porta splendente del cielo. O insigne e carissima madre di Cristo, accogli i nostri pii canti di lode . Ora devoti t’invocano cuori e bocche, affinché si purifichino le nostre anime e i nostri corpi. Per mezzo delle tue dolci preghiere, concedici il perdono in eterno. O benigna, o regina, o Maria, che, unica, sei rimasta immacolata.

O Virgo prudentissima

O Virgo prudentissima

O Virgo prudentissima quam caelo missus Gabriel supremi regis nuntius plenam testatur gratia.

O vergine di suprema saggezza, che Gabriele, mandato dal cielo quale messaggero del re supremo, ha trovato piena di grazia.

Te sponsam Factor omnium, te Matrem Dei Filius, Te vocat habitaculum suum beatus Spiritus.

Il Creatore di tutto ti chiama sua sposa, ti chiama Madre il Figlio di Dio e suo ricettacolo lo Spirito Santo.

Tu stella maris diceris, quae nobis inter scopulos, inter obscuros turbines portum salutis indicat.

Sei detta stella del mare, tu che fra i pericoli e fra le oscure tempeste ci indichi il porto della salvezza.

Per te de tetro carcere antiqui patres exeunt; Per te nobis astriferae panduntur aulae limina.

Grazie a te, gli antichi padri uscirono dal tetro carcere; grazie a te si schiudono a noi le porte della reggia celeste.

Audi, Virgo puerpera et sola Mater integra; Audi precantes, quaesumus tuos Maria servulos.

Ascolta, vergine puerpera ed unica madre vergine; te lo chiediamo, o Maria, ascolta i tuoi servi in preghiera.

Repelle mentis tenebras disrumpe cordis glaciem. Nos sub tuum praesidium Confugientes protege.

Scaccia le tenebre della mente, spezza il ghiaccio del cuore. Proteggici, noi che ci rifugiamo sotto la tua protezione.

Tenor Beata Mater et innupta Virgo, gloriosa regina mundi, intercede pro nobis ad Dominum, alleluia.

Beata Madre e incorrotta Vergine, regina gloriosa dell’universo, intercedi presso il Signore in nostro favore, alleluia.

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Odhecaton Ensemble Un’entrée fracassante nel mondo della polifonia rinascimentale, secondo le parole della rivista francese «Diapason». L’ensemble Odhecaton, sin dal suo esordio nel 1998, ha ottenuto alcuni dei più prestigiosi premi discografici e il riconoscimento, da parte della critica, di aver inaugurato nel campo dell’esecuzione polifonica un nuovo atteggiamento interpretativo, che fonda sulla declamazione della parola la sua lettura mobile ed espressiva della polifonia. L’ensemble vocale deriva il suo nome da Harmonice Musices Odhecaton, il primo libro a stampa di musica polifonica, pubblicato a Venezia da Ottaviano Petrucci nel 1501. Il suo repertorio d’elezione è rappresentato dalla produzione musicale di compositori italiani, francesi, fiamminghi e spagnoli attivi tra Quattro e Seicento. Odhecaton riunisce alcune delle migliori voci maschili italiane specializzate nell’esecuzione della musica rinascimentale e preclassica sotto la direzione di Paolo Da Col. L’ensemble ha registrato in cd sette programmi, dedicati rispettivamente a musiche di Gombert, Isaac, Josquin, Peñalosa, Compère, dei maestri della Picardie e alla riscoperta del repertorio dei compositori spagnoli e portoghesi attivi durante il Seicento nelle isole Canarie. Con questi programmi Odhecaton è ospite nelle principali rassegne di tutta Europa e ha ottenuto i maggiori riconoscimenti discografici: Diapason d’or de l’année, 5 diapason, choc (Diapason e Le Monde de la Musique), disco del mese (Amadeus e CD Classics), cd of the Year (Goldberg). Odhecaton ha nel suo repertorio l’Amfiparnaso di Orazio Vecchi, con la partecipazione dell’attore Enrico Bonavera e le scene di Lele Luzzati, estremo lavoro del grande illustratore e scenografo genovese. Dal 2008 Odhecaton ha rivolto grande parte del proprio impegno interpretativo alla musica di Palestrina. L’ensemble vocale si avvale occasionalmente della collaborazione di alcuni dei migliori strumentisti specializzati in questo repertorio, tra i quali Bruce Dickey e il Concerto Palatino, Gabriele Cassone, Liuwe Tamminga, Paolo Pandolfo, Jakob Lindberg, La Reverdie.

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Controtenori

Alessandro Carmignani Raoul Le Chenadec Gianluigi Ghiringhelli Renzo Bez

Tenori

Alberto Allegrezza Fabio Furnari Mauro Collina Paolo Fanciullacci Vincenzo Di Donato

Baritoni

Marco Scavazza Mauro Borgioni

Bassi

Giovanni Dagnino Marcello Vargetto Enrico Bava

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Paolo Da Col, direttore Cantante, organista, direttore e musicologo, Paolo Da Col ha compiuto studi musicali e musicologici a Bologna, rivolgendo sin da giovanissimo i propri interessi al repertorio della musica rinascimentale e barocca. Ha fatto parte per oltre vent’anni di numerose formazioni vocali italiane, tra le quali la Cappella di S. Petronio di Bologna e l’Ensemble Istitutioni Harmoniche. Dal 1998 dirige l’ensemble vocale Odhecaton, oltre a guidare altre formazioni vocali e strumentali nel repertorio barocco. È docente del Conservatorio di Trieste. Dirige con Luigi Ferdinando Tagliavini la rivista L’Organo, collabora in qualità di critico musicale con il Giornale della Musica e con altre riviste specializzate, dirige il catalogo di musica dell’editore Arnaldo Forni di Bologna, è curatore di edizioni di musica strumentale, autore di cataloghi di fondi musicali e di saggi sulla storia della vocalità rinascimentale e preclassica.

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Il FAI presenta i luoghi di MITO SettembreMusica Duomo di Milano Il monumento simbolo della città è il maggiore edificio gotico d’Italia e la terza chiesa d'Europa per grandezza, dopo la Basilica di San Pietro a Roma e la Cattedrale di Siviglia. Il Duomo si segnala, infatti, per le dimensioni eccezionali (158 m di lunghezza, 108 m di altezza della guglia maggiore, 11.700 mq di superficie interna) e la straordinaria ricchezza di statue (oltre 3.400). La Veneranda Fabbrica è nota per la sua lunga vicenda costruttiva: ci vollero infatti ben cinque secoli per concluderla. Venne fondata nel 1386, sul luogo della preesistente basilica di Santa Maria Maggiore, per iniziativa dell’arcivescovo Antonio da Saluzzo e per volere del signore di Milano, Gian Galeazzo Visconti. Volendo fare del Duomo il simbolo del proprio potere, Gian Galeazzo, che manteneva stretti rapporti con la corte francese, scelse lo stile Gotico Internazionale - inedito in Italia - e l'uso del marmo di Candoglia - bianco rosato con venature grigie - invece del cotto, il materiale tipico della tradizione locale. I blocchi di marmo giungevano dal Lago Maggiore a Milano attraverso il Naviglio Grande. Alla costruzione della cattedrale parteciparono architetti e scultori lombardi e maestranze tedesche e francesi. L'abside fu la prima zona eretta (1395) e fu ornata da tre finestroni di primo Quattrocento. Quello centrale è dedicato all’Incarnazione e reca un elaborato rosone con il Sole, simbolo di Cristo. La costruzione della cattedrale proseguì nel Quattrocento con il completamento del presbiterio, del coro e del transetto e l'impostazione delle prime campate delle navate verso la facciata. Nel 1500 fu realizzato il tiburio - la struttura che racchiude la cupola - , mentre l'esterno venne ornato da raffinate statue e decorazioni rinascimentali. Nel 1774 sulla guglia più alta fu posta la celebre Madonnina, una statua in rame dorato alta quattro metri, divenuta uno dei simboli più amati della città. La facciata, l'ultima parte ad essere costruita, fu conclusa solo nel primo Ottocento per volere di Napoleone, incoronato re d'Italia nel Duomo nel 1805. L'interno sorprende per la sua vastità: cinque sono le navate della cattedrale e tre quelle del transetto, il presbiterio è profondo e circondato da un deambulatorio. Altissimo è lo slancio dei pilastri ornati da capitelli con statue di santi e di profeti; le volte sono intonacate con decorazioni a finto traforo. La penombra dell'interno è rotta dalla luminosità delle vetrate quattrocentesche, rifatte nell'Ottocento, che ornano i tre grandi finestroni absidali; raffigurano al centro Visioni dell’Apocalisse, ai lati Storie del Nuovo e Vecchio Testamento. Secondo una tradizione secolare, tele dedicate alla vita e ai miracoli di San Carlo vengono esposte nella navata centrale e nel transetto a novembre e dicembre di ogni anno. I quadroni - così chiamati - furono realizzati tra il 1602 e il 1610 (anno della canonizzazione di Carlo Borromeo) e l'autore principale fu il Cerano, il maggiore pittore lombardo al tempo dell'arcivescovo Federico Borromeo, cugino di San Carlo.

Si ringrazia

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MITO SettembreMusica è un Festival a Impatto Zero® Il Festival MITO compensa le emissioni di CO2 con la creazione e tutela di foreste in crescita nel Parco Rio Vallone, in Provincia di Milano, e in Madagascar Una scelta in difesa dell’ambiente contraddistingue il Festival sin dall’inizio. Per la sua quarta edizione, MITO SettembreMusica ha scelto di sostenere due interventi dall’alto valore scientifico e sociale. Contribuire alla creazione e tutela di aree all’interno del Parco Rio Vallone, in Provincia di Milano, un territorio esteso su una superficie di 1181 ettari lungo il torrente Vallone che nel sistema delle aree protette funge da importante corridoio ecologico, significa conservare un polmone verde in un territorio fortemente urbanizzato, a nord-est della cintura metropolitana. In Madagascar, isola che dispone di una delle diversità biologiche più elevate del pianeta, l’intervento forestale è finalizzato a mantenere l’equilibrio ecologico tipico del luogo. Per saperne di più dei due progetti fotografa il quadrato in bianco e nero* e visualizza i contenuti multimediali racchiusi nel codice QR.

Visualizza il filmato sui due progetti sostenuti dal Festival *È necessario disporre di uno smartphone dotato di fotocamera e connessione internet. Una volta scaricato il software gratuito da www.i-nigma.com, basta lanciare l’applicazione e fotografare il quadrato qui sopra. Il costo del collegamento a internet varia a seconda dell’operatore telefonico e del tipo di contratto sottoscritto. In collaborazione con

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MITO SettembreMusica Promosso da Città di Milano Letizia Moratti Sindaco Massimiliano Finazzer Flory Assessore alla Cultura

Fiorenzo Alfieri Assessore alla Cultura e al 150° dell’Unità d’Italia

Comitato di coordinamento Presidente Francesco Micheli Presidente Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Massimo Accarisi Direttore Centrale Cultura Antonio Calbi Direttore Settore Spettacolo

Città di Torino Sergio Chiamparino Sindaco

Vicepresidente Angelo Chianale Presidente Fondazione per le Attività Musicali Torino Anna Martina Direttore Divisione Cultura, Comunicazione e promozione della Città Angela La Rotella Dirigente Settore Spettacolo, Manifestazione e Formazione Culturale

Enzo Restagno Direttore artistico Francesca Colombo Segretario generale Coordinatore artistico

Claudio Merlo Direttore generale

Realizzato da Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Fondatori Alberto Arbasino / Gae Aulenti / Giovanni Bazoli / Roberto Calasso Gillo Dorfles / Umberto Eco / Bruno Ermolli / Inge Feltrinelli / Stéphane Lissner Piergaetano Marchetti / Francesco Micheli / Ermanno Olmi / Sandro Parenzo Renzo Piano / Arnaldo Pomodoro / Davide Rampello / Massimo Vitta Zelman Comitato di Patronage Louis Andriessen / George Benjamin / Pierre Boulez / Luis Pereira Leal Franz Xaver Ohnesorg / Ilaria Borletti / Gianfranco Ravasi / Daria Rocca Umberto Veronesi Consiglio Direttivo Francesco Micheli Presidente / Marco Bassetti / Pierluigi Cerri Roberta Furcolo / Leo Nahon / Roberto Spada Collegio dei revisori Marco Guerreri / Marco Giulio Luigi Sabatini / Eugenio Romita Organizzazione Francesca Colombo Segretario generale, Coordinatore artistico Stefania Brucini Responsabile biglietteria Marta Carasso Vice-responsabile biglietteria Carlotta Colombo Responsabile produzione Federica Michelini Assistente Segretario generale Luisella Molina Responsabile organizzazione Letizia Monti Responsabile promozione Carmen Ohlmes Responsabile comunicazione 16


MITO SettembreMusica

Quarta edizione

È un progetto di

Realizzato da

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I Partner del Festival

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Il Festival MITO a Milano è a Impatto Zero®. Aderendo al progetto di LifeGate, le emissioni di CO2 sono state compensate con la creazione e tutela di foreste in crescita nel Parco Rio Vallone in Provincia di Milano, e in Madagascar

Si ringrazia • per l’accoglienza degli artisti

Fonti Lurisia COM.AL.CO. Sas Guido Gobino Cioccolato

ICAM Cioccolato Galbusera S.p.A.

• per l’abbigliamento dello staff

• per il sostegno logistico allo staff

GF FERRÉ

BikeMi


Arrivederci al

2011


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