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The Idan Raichel Project Idan Raichel, voce e tastiere Cabra Casay, Maya Avraham Avi Wogderess Vasa, voci Gilad Shmueli, batteria Joca Perpignan, percussioni e voci Yogev Glusman, basso e violino Marc Kakon, chitarre Yankele Segal, tar, bouzouki, baglama e oud Eyal Sela, flauti e clarinetti con la partecipazione straordinaria di Ornella Vanoni

In collaborazione con

Ufficio culturale Ambasciata di Israele - Roma

Padiglione Israele – Expo 2015 Si ringrazia Studio Spadacini


L’Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano è certificata UNI ISO 20121 e progetterà MITO 2015 nel rispetto d  ello standard di sostenibilità  in linea con quanto avvenuto p  er l’edizione 2014, in collaborazione con EventiSostenibili.it

Si ringrazia per l’accoglienza degli artisti Cioccolateria Artigiana Guido Gobino Riso Scotti Snack Acqua Eva Si ringrazia Paul & Shark per le divise Staff US#BAG per gli zaini Staff


Milano Teatro Elfo Puccini Sala Shakespeare

The Idan Raichel Project

Sabato 19.IX.15 ore 22

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Idan Raichel, voce e tastiere/voice and keyboards Produttore, tastierista e compositore, Idan Raichel è diventato sin dai suoi esordi nel 2003 un’icona della musica mondiale. Il suo progetto musicale multi-etnico, The Idan Raichel Project, che raccoglie musicisti da tutto il mondo, ha cambiato il volto della musica popolare israeliana. L’incantevole fusione di lingue, come l’ebraico, l’etiope, l’arabo e il portoghese, con le diverse melodie e sonorità che evocano paesi e atmosfere, conquista e coinvolge il pubblico. L’ultimo album, Quarter to Six ha guadagnato il plauso internazionale per la sua profondità e per il suo spessore. Raichel ha collaborato con oltre 95 famosi artisti provenienti da tutto il mondo, come ad esempio la diva del neo soul americano India, Mayra Andrade da Capo Verde, Marta Gomez dalla Colombia, Ana Moura dal Portofallo, il controtenore tedesco Andreas Scholl, Vieux Farka Touré dal Mali e molti altri. The Idan Raichel Project è diventato in un decennio la colonna sonora del territorio israeliano contemporaneo. Producer, keyboardist, and composer Idan Raichel has become a global music icon since the unveiling of The Idan Raichel Project, a multiethnic tour de force that changed the face of Israeli popular music. The Project enchants audiences with entrancing fusions sung in Hebrew, Arabic and the Ethiopian languages of Amharic and Tigrit. Their latest album, Quarter To Six, has garnered international praise for its depth and scope. Raichel has collaborated with over 95 celebrated artists from around the globe including American neo-soul diva India, Mayra Andrade from Cape Verde, Marta Gomez from Colombia, Ana Moura from Portugal, German counter-tenor Andreas Scholl, Vieux Farka Touré from Mali and many more. Over the past decade The Idan Raichel Project has become the soundtrack of contemporary Israel.


Le ragioni dell’Idan Raichel Project Idan Raichel Iniziò a suonare la fisarmonica e poi la tastiera da giovanissimo, per quanto i suoi genitori non vedessero con particolare entusiasmo una sua possibile carriera musicale: come sosterrà lo stesso Raichel, è stata forse proprio la mancanza di forti radici musicali all’interno della sua famiglia ad avergli permesso di rimanere aperto alla musica di tutto il mondo, che diventerà la vera cifra della sua carriera musicale. Ironicamente, però, i suoi primi passi nel mondo della performance musicale avvengono sotto le armi, durante la leva obbligatorio nell’esercito israeliano. A diciott’anni, Idan si è unito al gruppo rock dell’esercito e ha iniziato a girare le basi militari, suonando cover di celebri brani israeliani ed europei: il grande successo ottenuto da queste esibizioni lo rese, ancora ventenne, un apprezzato turnista negli spettacoli delle maggior star musicali israeliane. Nel giro di qualche anno, Raichel cominciò a sviluppare progetti autonomi, più aderenti ai suoi ideali musicali, a cominciare dalla collaborazione con altri musicisti e cantanti, provenienti dai generi più disparati, grazie ai quali poté perfezionare il proprio repertorio e la propria conoscenza delle molte culture musicali che compongono l’odierno stato di Israele: dalle sonorità europee orientali degli aschenaziti e dai ritmi gitani e flamenchi dei sefarditi alle melodie arabe della popolazione di religione islamica, o alle musiche africane degli etiopi. A cavallo del millennio, Idan invitò più di 70 amici e colleghi a partecipare alle proprie registrazioni, ponendo le basi per il suo primo album, poi pubblicato – dopo che molte etichette lo rifiutarono perché considerato troppo ‘etnico’ – dalla Helicon Records, sua attuale casa discografica. Nel 2003, un’insolita canzone ha iniziato a diffondersi sulle più popolari radio israeliane: suoni esotici, strumenti etnici e parole in amarico che attirarono immediatamente l’attenzione di pubblico e critica, e catapultarono The Idan Raichel Project ai primi posti delle classifiche. Un progetto che è soprattutto una collaborazione tra artisti provenienti da storie e culture musicali differenti, nel quale ciascuno è allo stesso livello degli altri e partecipa in egual misura alla realizzazione dei brani e delle performance live. Da allora sotto la denominazione The Idan Raichel Project sono stati pubblicati 4 album, ciascuno sviluppato attraverso il contatto e lo scambio con idee e sensibilità musicali estremamente distanti tra loro: mediorientali, colombiane, ruandesi, capoverdiane, sudamericane. Pur rappresentando il leader spirituale e musicale del progetto, Idan si è impegnato anche in numerose collaborazioni esterne, a partire da quella con il chitarrista maliano Vieux Farka Touré, con la vincitrice del Grammy India, Arie, con la popstar americana Alicia Keys (che si considera una delle sue più grandi fan) e perfino con il premio nobel Shimon Peres, che lo scelse nel 2012 per comporre la musica di una sua poesia in celebrazione della comunità ebraica di origine etiope residente in Israele. L’ultimo album del progetto, Quarter to Six, è stato pubblicato nel 2013, pochi mesi prima che Idan fosse invitato a suonare in un concerto privato per il presidente statunitense Barack Obama durante la sua visita ufficiale in Israele. L’anno seguente, in collaborazione con Alicia Keys e numerosi cantanti americani e internazionali (tra cui Jay-Z, Sting, Beyoncé) si è esibito al Central Park di New York con la canzone We are one di fronte a sessantamila persone. Il 30 settembre 2014 è uscito anche il secondo album della sua collaborazione con Farka Touré, che ha portato il duo in tour negli Stati Uniti e in Francia negli ultimi mesi dello scorso anno.


The reasons of the Idan Raichel Project As a teenager, Idan started playing keyboards, and studied jazz in high school, which honed his skills at improvisation and working with other musicians. In Israel, military service is mandatory for all young men and women, so at eighteen Idan was conscripted into the Israeli army. Ironically, it was in this military setting that Idan developed musical skills that would prove essential later in life. Rather then heading to the front lines in this volatile region, Idan joined the Army rock band and toured military bases performing covers of Israeli and European pop hits. As the musical director of the group, he became adept at arrangements and producing live shows, and turned his experience in the Army into a productive and positive one. After a few years of helping others gain success and notoriety, Idan decided it was time to pursue a project that reflected his musical ideals. He thought it would be a good idea to invite a number of different singers and musicians to participate, in order to better demonstrate his distinct styles and the ways in which he worked with a variety of artists. Idan had long been fascinated with the diversity of Israel and sought to celebrate his appreciation and respect for different cultures through his music. Because of its open door to immigrants from Jewish communities around the globe, Israel is home to a stew of cultures and traditions, including people of Middle Eastern, Mediterranean, Latin American and Eastern European roots. Idan invited over 70 of his friends and colleagues from Israel’s diverse music scene to participate in his recordings. Idan created the core songs of his first album as a demo, and began shopping for a record label to help him produce a full album of his own. While most of the Israeli labels considered his work too ‘ethnic’ and too outside of the norms of the formulaic Israeli pop scene to have any hope of success, Helicon Records heard the potential in Idan’s work and quickly signed him on to the roster. The Idan Raichel Project has released 4 studio albums and a 3-cd collection of live recordings in Israel on the Helicon label. The recording of the acclaimed album The Tel Aviv Session, which was released in March 2012. The album reached the number one spot on the iTunes World Music sales charts and peaked at number 2 on the Billboard World Music Chart. In 2012, Raichel received a special honor when Shimon Peres, the President of Israel and a Nobel Peace Prize laureate, asked him to compose music for a poem Peres had written in dedication to Israel’s Ethiopian community. The song, The Eyes of Beta Israel, was performed in front of 3000 people during a high-profile concert in Jerusalem in January 2012. The Idan Raichel Project’s latest album, Quarter to Six was released in 2013. In March 2013, Raichel and the Project were honored with an invitation to perform at a private concert for President Barack Obama during his official visit to Israel. Raichel’s collaboration with Alicia Keys deepened in September, 2014. On September 30, 2014, The Touré-Raichel Collective released their second album, The Paris Session. While The Paris Session was the result of the same freeform approach that was used in The Touré-Raichel Collective toured the US in November 2014, followed by a performance at the New Morning in Paris, France.


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