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Torino Milano Festival Internazionale della Musica 04 _ 21 settembre 2013 Settima edizione

Settembre Musica

Milano Basilica di San Marco

Orchestra I Pomeriggi Musicali Coro Costanzo Porta di Cremona Daniel Smith direttore Antonio Greco maestro del coro Silvia Mapelli soprano Marzia Castellini mezzosoprano Matteo Pavlica tenore Lorenzo Battagion baritono

Domenica 8.IX.13 ore 12

Luigi Cherubini Messa solenne per soli, coro e orchestra

째 10

Celebra Don Luigi Garbini


Luigi Cherubini (1760-1842) Messa solenne in mi maggiore per soli, coro e orchestra (1818) Kyrie Gloria Credo Sanctus O salutaris hostia Agnus Dei

Orchestra I Pomeriggi Musicali Coro Costanzo Porta di Cremona Daniel Smith, direttore Antonio Greco, maestro del coro Silvia Mapelli, soprano Marzia Castellini, mezzosoprano Matteo Pavlica, tenore Lorenzo Battagion, baritono Celebra Don Luigi Garbini

In collaborazione con Fondazione I Pomeriggi Musicali

40 min. ca


Un operista al servizio della musica sacra Luigi Cherubini (1760-1842) si dedica alla composizione di musica sacra in due momenti ben precisi della sua vita: negli anni giovanili (17731781) e negli ultimi decenni. Delle composizioni sacre del periodo giovanile – legate al normale apprendistato di un musicista dell’epoca, che Cherubini svolse sotto l’ala protettrice di Giuseppe Sarti (1729-1802) – poco ci è rimasto, mentre più consistente è il numero di messe, singoli movimenti di messa e mottetti scritti dal compositore fiorentino a partire dal 1808 fin quasi alla morte. Ma il dato più interessante è il lungo arco di tempo, più di venticinque anni, che separa la musica sacra scritta in gioventù da quella composta negli anni della maturità e della vecchiaia. Non ci è dato di scoprire il perché di questo silenzio e poi della rinascita della vocazione alla musica sacra di Cherubini: abbiamo solo dei dati biografici e artistici che, purtroppo, poco o nulla ci dicono sulle motivazioni profonde di un simile itinerario musicale, ma che pure è necessario riassumere brevemente. Cherubini, che nel 1786 scelse Parigi come sua città d’adozione, in quei venticinque anni compose le sue opere più celebri, vivendo momenti alterni di successi e sconfitte artistiche, e riuscendo ad attraversare le turbolente vicende storiche che investirono la Francia tra xviii e xix secolo senza gravi conseguenze per il suo prestigio di musicista. Le maggiori difficoltà ci furono nel periodo napoleonico, al punto che nel 1805 Cherubini arrivò a lasciare Parigi per trasferirsi a Vienna; ma le difficoltà non diminuirono, e Cherubini sprofondò in una forte crisi creativa che lo rese quasi totalmente inoperoso nel biennio 1806-1807. Dico quasi perché nel 1806 il compositore, spinto da chissà quale esigenza, portò a termine il brano per certi versi più enigmatico della sua vita: il monumentale Credo a 8 voci, cominciato nel 1778 come puro esercizio nello ‘stile severo’, e ormai inattuale nel 1806. Tornato in Francia, Cherubini finalmente rompe il silenzio con una nuova composizione, ancora sacra: una messa per coro e orchestra, la Messa di Chimay, cosiddetta perché composta tra il 1808 e il 1809 presso la cittadina belga di Chimay, dove Cherubini era ospite del conte Caraman, principe di Chimay. Non sono chiare le circostanze precise che portano Cherubini a comporre questa messa (l’aneddotica parla di una richiesta degli stessi abitanti del paese al musicista di una messa in onore di Santa Cecilia), fatto sta che essa segna l’inizio di una significativa serie di capolavori in quest’ambito – propiziata dalla nomina nel 1813 a direttore della Chapelle Royale, al momento del ritorno della monarchia in Francia – capolavori tra i quali bisogna almeno ricordare i due Requiem (il primo scritto nel 1816, in memoria di Luigi xvi, e il secondo nel 1836), la Messa in re minore del 1811, la Messa in do maggiore del 1816, la Messa in la maggiore del 1825 (scritta per l’incoronazione di Carlo x). Occorre a questo punto, per meglio comprendere il valore delle messe cherubiniane, dare uno sguardo, seppur sommario, alla situazione della musica sacra in Francia (e non solo) all’inizio dell’Ottocento. La pratica ordinaria prevedeva l’esecuzione dei canti dell’ordinarium missae o in canto piano o in base alla disponibilità vocale e strumentale delle singole cappelle musicali, in mancanza di cantori e strumentisti era l’organo a integrare o sostituire il canto; naturalmente, quanto più era importante la cerimonia, tanto più si dilatava, in termini di organico e durata, la parte musicale. A livello compositivo, invece, si può dire sinteticamente che si contrapponevano due concezioni: il recupero a tratti nostalgico del canto piano e della polifonia antica, vista da molti come unica via percorribile per una rifondazione della musica ecclesiastica, e la pratica ufficiale ormai orientata verso una musique expressive, drammatica, ammiccante allo 3


stile teatrale. Cherubini conosceva bene sia la polifonia tradizionale sia, ovviamente, lo stile teatrale del suo tempo, ma le sue messe sono qualcosa di più della somma o del compromesso tra due diverse concezioni della musica sacra; il suo modo di intonare i testi liturgici, insomma, non è mai rigidamente legato a uno stile precostituito. Inoltre, benché queste messe nascano o per occasioni solenni o, comunque, per essere eseguite in un ambito altamente prestigioso quale la Chapelle Royale, la solennità di questa musica non è mai esteriore: si respira sempre una compostezza e al tempo stesso un’intensa partecipazione al senso del testo liturgico, un sapiente ed equilibrato uso di tutte le risorse espressive offerte dalle voci e dall’orchestra. La Messa solenne in mi maggiore per soli, coro e orchestra fu composta nel 1818, sempre per la Chapelle Royale. Delle messe cherubiniane è tra le meno note, ma non per questo meno significativa della concezione e del contributo dato da Cherubini al genere. La Messa è composta dalle consuete cinque parti dell’ordinarium missae, al quale Cherubini aggiunge, tra Sanctus e Agnus Dei, l’inno eucaristico O salutaris hostia. Il Kyrie che apre la Messa è caratterizzato da un’atmosfera mesta e raccolta, con l’organico ridotto agli archi e al coro. Essenziale e perfettamente aderente al senso d’invocazione del momento liturgico, è l’idea musicale che pervade tutto il brano: un semplice gesto melodico ascendente-discendente enunciato in apertura dall’orchestra, che nel corso del brano ora si dilata in un grido, ora si raccoglie in brevi sospiri. La difficoltà maggiore nel musicare il Gloria (e lo stesso discorso vale per il Credo) è quella di dare unità alla composizione e allo stesso tempo sottolineare le diverse sezioni in cui si articola un testo così ampio e complesso. Cherubini ricorre a elementi musicali ben riconoscibili, che servono a evitare la frammentazione della composizione. Per quanto riguarda il Gloria, possiamo individuare in apertura due idee musicali: la prima è legata alle parole «Gloria in excelsis Deo», intonate omoritmicamente da tutto il coro, mentre l’orchestra esegue delle semplici scale discendenti; la seconda idea musicale compare la prima volta alle parole «et in terra pax hominibus», e consiste in due temi trattati contrappuntisticamente sia dal coro sia dall’orchestra. A partire da «Domine Deus» fanno la loro comparsa i solisti, utilizzati in costante dialogo col coro. In questo flusso musicale, Cherubini non manca di sottolineare alcune parole decisive del testo: particolarmente suggestiva è l’intonazione di «Filius Patris», caratterizzata da decisi e veloci contrasti dinamici; altrettanto efficace è la connessione tra l’ultimo «miserere nobis» intonato dal coro e l’ultima sezione del Gloria («Quoniam»): nell’orchestra ricompare la scala discendente iniziale, ora in minore e in pianissimo, che conduce alla trionfale conclusione del brano. Il Credo è musicalmente caratterizzato da un solenne tema strumentale in ritmo puntato. Una scelta di sobrietà e chiarezza caratterizza l’esposizione delle verità di fede, affidate di volta in volta alle singole voci soliste e al coro, che in due momenti significativi canta all’unisono («Qui propter nos homine»; «Et unam sanctam catholicam et apostolicam Ecclesiam»). Cuore del Credo è, naturalmente l’«et incarnatus»: qui Cherubini crea un momento di grande intensità, culminante nel passaggio solistico del Basso («Crucifixus») e nel successivo rarefarsi della sonorità fino al silenzio, dal quale poi scaturisce la grande esplosione del «et resurrexit». Dopo un Sanctus regale ed estremamente conciso, segue l’inno O salutaris ostia: è il momento della consacrazione. Il testo di San Tommaso d’Aquino scorre quasi come un sottofondo nell’intonazione di Cherubini (in partitura si trova l’indicazione «religioso»), affidato com’è alle quattro voci del coro e accompagnato dai soli archi. Ancora all’insegna di una composta quanto intensa meditazione è l’Agnus Dei che conclude la Messa. Un cullante tema in 6/8 affidato all’orchestra incastona le tre 4


invocazioni: le prime due sono affidate ai solisti, ai quali rispondono i bassi del coro, mentre l’ultima e più intensa è enunciata dall’intero coro; infine, il «dona nobis pacem» conclusivo si dipana dolcemente tra le varie voci, per poi spegnersi in un sussurro nella voce calda dei bassi e nel sommesso accordo finale in mi maggiore dell’orchestra. Giovanni Salis*

*Dopo il diploma in pianoforte, ha intrapreso con incoscienza la strada della musicologia, spaziando nei suoi interessi dalla musica sacra del tardo Rinascimento alla lirica per canto e pianoforte del primo Novecento. L’altra sua grande passione, accanto alla musica, è la poesia. 5


Kyrie Kyrie, eleison. Christe, eleison. Kyrie, eleison. Gloria Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus bonæ voluntatis. Laudamus te, benedicimus te, adoramus te, glorificamus te, gratias agimus tibi propter magnam gloriam tuam. Domine Deus, Rex cælestis, Deus Pater Omnipotens. Domine Fili unigenite, Iesu Christe. Domine Deus, Agnus Dei, Filius Patris. Qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Qui tollis peccata mundi, suscipe deprecationem nostram. Qui sedes ad dexteram Patris, miserere nobis. Quoniam tu solus Sanctus, tu solus Dominus, tu solus Altissimus, Iesu Christe. Cum Sancto Spiritu: in gloria Dei Patris. Amen. Credo Credo in unum Deum, Patrem omnipotentem, factorem cæli et terræ, visibilium omnium et invisibilium. Et in unum Dominum Iesum Christum, Filium Dei unigenitum, et ex Patre natum ante omnia sæcula. Deum de Deo, lumen de lumine, Deum verum de Deo vero, genitum, non factum, consubstantialem Patri: per quem omnia facta sunt. Qui propter nos homines et propter nostram salutem descendit de cælis. Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine, et homo factus est. Crucifixus etiam pro nobis sub Pontio Pilato; passus et sepultus est, et resurrexit tertia die, secundum Scripturas, et ascendit in cælum, sedet ad dexteram Patris. Et iterum venturus est cum gloria, iudicare vivos et mortuos, cuius regni non erit finis. Et in Spiritum Sanctum, Dominum et vivificantem: qui ex Patre Filioque procedit. Qui cum Patre et Filio simul adoratur et conglorificatur: qui locutus est per prophetas. Et unam, sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam. Confiteor unum baptisma in remissionem peccatorum. Et expecto resurrectionem mortuorum et vitam venturi sæculi. Amen. Sanctus Sanctus, sanctus, sanctus Dominus Deus Sabaoth. Pleni sunt cæli et terra gloria tua. Hosanna in excelsis. Benedictus qui venit in nomine Domini. Hosanna in excelsis. O salutaris hostia O salutaris hostia Quæ cæli pandis ostium Bella premunt hostilia, 6


Signore, pietà. Cristo, pietà. Signore, pietà

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa. Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio Unigenito, Gesù Cristo. Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del padre, Tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica. Tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo, nella gloria di Dio Padre. Amen.

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato; della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo. E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto; e il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture; è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti: e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio; e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato: e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. E aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell’alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli.

O vittima salvatrice Che schiudi ai cieli il viatico Ostili assalti premono 7


Da robur, fer auxilium Agnus Dei Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis. Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, dona nobis pacem.

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Dà tu forza ed ausilio Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona a noi la pace.

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Orchestra I Pomeriggi Musicali 27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. In programma Mozart e Beethoven accostati a Stravinskij e Prokof’ev. Nell’immediato dopoguerra, nel pieno fervore della ricostruzione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo lanciano la nuova formazione con un progetto di straordinaria attualità: dare alla città un’orchestra da camera con un solido repertorio classico e una specifica vocazione alla contemporaneità. Il successo è immediato e l’Orchestra contribuisce notevolmente alla divulgazione popolare in Italia della musica dei grandi del Novecento censurati durante la dittatura fascista: Stravinskij, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Ives. I Pomeriggi Musicali avviano, inoltre, una tenace attività di committenza. Per l’Orchestra compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti, Respighi. Questa scelta programmatica si consolida nel rapporto con i compositori delle generazioni successive: Berio, Bussotti, Luciano Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, Tutino, Panni, Fedele, Francesconi, Vacchi. Oggi, I Pomeriggi Musicali contano su un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo insieme a gran parte della musica moderna e contemporanea. Compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e Penderecki hanno diretto la loro musica sul podio dei Pomeriggi Musicali, che diventano un trampolino di lancio verso la celebrità per tanti giovani artisti. È il caso di Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi. Tra i direttori stabili dell’orchestra, ricordiamo Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti, Aldo Ceccato e Antonello Manacorda. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde. I Pomeriggi Musicali sono una fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale. Sede dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è lo storico Teatro Dal Verme situato nel cuore di Milano.

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Violini primi Fatlinda Thaci** Igor Riva* Cecilia Nocchi* Michele Buca Emilio Tosi Sylvia Trabucco Stella Cattaneo Michelangelo Cagnetta Violini secondi Lino Pietrantoni* Mario Roncuzzi Mauro Rovetta Elsa Righetti Alberto Berera Elisa Mancini Viole Stefan Velcthev* Giorgio Moraschini Stefano Martinotti Luca Maggioni Violoncelli Giovanni Moraschini* Marco Paolini Simone Scotto* Giovanni Gallo Contrabbassi Paolo Speziale* Elio Rabbachin

Flauti Angela Citterio* Elisabetta La Licata Oboi Paolo Mandelli* Francesco Quaranta* Clarinetti Igor Armani* Giuseppe Cultraro Fagotti Luca Ceretta* Davide Fumagalli Corni Alessandro Mauri* Ambrogio Mortarino Trombe Sergio Casesi* Luciano Marconcini Timpani Andrea Scarpa

* prime parti **concertino

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Coro Costanzo Porta Il Coro Costanzo Porta, nato nel 1993 per volontà di Antonio Greco, si è messo in luce aggiudicandosi premi in concorsi nazionali e internazionali. Ha preso parte a importanti rassegne e stagioni musicali di varie istituzioni quali il Festival dei due Mondi di Spoleto, il Ravenna Festival, il Festival Monteverdi di Cremona, il Maggio Musicale Fiorentino, la rassegna Musica e poesia a San Maurizio di Milano, il Festival Pergolesi/Spontini di Jesi, l’Associazione Scarlatti di Napoli, l’Emilia Romagna Festival, l’Anima mundi di Pisa. Si è esibita inoltre presso numerosi teatri italiani come il Ponchielli di Cremona, il Fraschini di Pavia, il Nuovo di Udine, il Piccinni di Bari, il Valli di Reggio Emilia, il Comunale di Ferrara, l’Alighieri di Ravenna, il Sociale di Como, il Grande di Brescia. Ha collaborato con gruppi strumentali quali l’Accademia Bizantina, diretta da Ottavio Dantone, con la quale ha preso parte alle produzioni dell’Orfeo (2003/04), del Ritorno di Ulisse in patria (2004/05) e del Vespro della Beata Vergine (2005) di Monteverdi, e al Dixit Dominus di Handel (2009); I Virtuosi italiani, con i quali ha eseguito la Johannes-Passion di Bach sotto la direzione di Michael Radulescu (2000); l’Orchestra Barocca di Venezia e Andrea Marcon, negli allestimenti dell’Andromeda liberata di Vivaldi (2006) e dell’Orfeo di Monteverdi (2007) per la regia di Andrea Cigni; l’Ensemble Elyma, diretto da Gabriel Garrido, con il quale ha messo in scena La Dafne di Marco da Gagliano (2007), sotto la regia di Davide Livermore; l’Ensemble La Risonanza di Fabio Bonizzoni per il Vespro della Beata Vergine,(2008); l’Orchestra Cantelli di Milano, l’Ensemble Dolce & Tempesta, l’Orquesta Juvenil Universidad Nacional de Tucumán (2009), e i Tallis Scholars (2011-2012). Dal 2004 al Coro si è affiancato un gruppo strumentale specializzato nell’esecuzione del repertorio tardo rinascimentale e barocco, con il quale sono stati eseguiti programmi dedicati a Giovanni Gabrieli, Monteverdi, Handel, Bach. Nel 2000, con il sostegno del Centro di Musicologia Stauffer e il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Cremona, è nata la Scuola di Canto Corale Costanzo Porta. Gli allievi, selezionati annualmente in base a un’audizione, studiano teoria, canto e musica d’insieme, ed entrano a far parte di un coro-laboratorio che svolge attività parallela a quella ufficiale del Coro Porta, costituendone il vivaio. Il Coro ha all’attivo cinque incisioni, tra cui una prima mondiale della Messa da Requiem KV 626 di Mozart nella trascrizione per soli, coro e pianoforte a quattro mani di Carl Czerny (Discantica, 2011); un contributo corale ad un arrangiamento sinfonico di brani di Fabrizio De Andrè in collaborazione con la London Simphony Orchestra diretta da Geoff Westley (Sony, 2011); e una silloge di composizioni sacre di Giovanni Tebaldini per coro e organo (Tactus, 2012).

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Soprani Daniela Codignola Serena Labruna Irene Tea Galli Cristina Greco Marcella Moroni Ilaria Pozzali Amanda Fiorentini Lucia Sala Teresa Simeone Ilaria Tovani Ottavia Vedani Contralti Lucia Bartiloro Anna Bessi Alessia Camera Isabella Di Pietro Katerzyna Gladysz Manuela Indelicato Tiziana Tulli Viola Zucchi Sara Butti

Tenori Claudio Grasso Dognimin Simon Kone Diego Maccagnola Simone Milesi Davide Pagliari Daniele Palma Andrea Pedrini Angelo Tommasoni Giovanni Sebastiano Sala Bassi Paolo Belli Cristian Bugnola Guglielmo Buonsanti Marco Alfredo Dernini Riccardo Dernini Giorgio Marobbio Marcello Mazza Daniele Facchin Luca Vianello

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Daniel Smith, direttore Il giovane direttore d’orchestra australiano Daniel Smith sta diventando rapidamente uno dei musicisti più entusiasmanti della scena musicale internazionale. Ha studiato direzione d’orchestra con Jorma Panula, e successivamente con Neeme Järvi e Paavo Järvi in Estonia, Gianluigi Gelmetti presso la Sydney Symphony, Robert Spano e Hugh Wolff ad Aspen, Peter Gülke al Mozarteum di Salisburgo. Ha conseguito il Master of Music presso il Conservatorio di Musica di Sydney (Imre Pallo e Harry Spence Lyth) e ottenuto borse di studio dal Trinity College di Londra e dall’American Academy of Conducting di Aspen. Vincitore del primo premio della Golden Baton e dell’Orchestra’s Choice alla Fitelberg International Conducting Competition (novembre 2012), si è aggiudicato il secondo premio nella prestigiosa Sir Georg Solti International Conductors’ Competition (settembre 2012), il primo premio al V Concorso Luigi Mancinelli per direttori d’opera (agosto 2012), e l’Orchestra’s Choice Prize for Best Conductor nella Lutoslawski International Conducting Competition in Polonia. L’impegno, l’energia e l’affiatamento realizzato sia con i musicisti sia con il pubblico, lo hanno visto acclamare come «una delle più grandi giovani promesse nella direzione d’orchestra» dalla Göteborgs Symfoniker in occasione del suo debutto nel 2010. Nel 2011/2012 Daniel ha fatto il suo debutto con l’Orchestre Philharmonique de Nice, salendo sul podio per tre diversi programmi al Festival Antibes Génération Virtuoses e al celebre Concerto di Capodanno presso l’Acropoli, davanti a un pubblico di 2.500 persone. Dividendo il suo tempo fra Roma e Sydney, Daniel Smith ha inoltre diretto importanti orchestre come la Danish National Symphony Orchestra, Frankfurt hr-Sinfonieorchester, Göteborgs Symfoniker, l’Orchestra Nazionale della Romania e l’Orchestra di Sofia. È stato ospite di importanti festival europei, americani e australiani. In campo teatrale, ha recentemente lavorato come direttore assistente al Teatro dell’Opera di Roma in diverse produzioni del repertorio operistico: Il barbiere di Siviglia, Così fan tutte, Der Rosenkavalier, La fanciulla del West (con Giancarlo del Monaco), La traviata, Tosca (con Franco Zeffirelli) e Wozzeck. Daniel Smith ha anche diretto Cavalleria rusticana, La traviata, Così fan tutte, Gianni Schicchi e Suor Angelica presso il Festival dell’Accademia e dell’Estate Musicale Chigiana, L’olandese volante all’Opéra di Montecarlo, e La rondine al Teatro dell’Opera di Sydney.

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Antonio Greco, maestro del coro A sette anni ha iniziato la propria esperienza nel canto corale sotto la guida di monsignor Dante Caifa, già maestro di Cappella della Cattedrale di Cremona, del quale è in seguito divenuto assistente. Si è diplomato in pianoforte con Mario Gattoni, presso il Conservatorio Campiani di Mantova, in Musica corale e direzione di coro con Domenico Zingaro presso il Conservatorio Verdi di Milano, e ha conseguito con lode il Diploma Accademico di II livello in Polifonia rinascimentale sotto la guida di Diego Fratelli, presso il Conservatorio Schipa di Lecce. Ha studiato composizione con Marco Stassi, Nicola Evangelisti e Paolo Arcà; direzione d’orchestra con Lorenzo Parigi, Ludmil Descev, Piero Bellugi, Julius Kalmar; direzione corale con Domenico Zingaro e Roberto Gabbiani, canto con Elisa Turlà, e ha seguito il Metodo Voicecraft E.V.T.S. di Jo Estill. Ha studiato prassi esecutiva antica e ornamentazione con Roberto Gini, e il clavicembalo e basso continuo con Giovanni Togni. Ha approfondito il repertorio madrigalistico monteverdiano con Gabriel Garrido e quello delle cantate di J. S. Bach con Michael Radulescu. È stato assistente di Umberto Benedetti Michelangeli e Amedeo Monetti ai corsi di formazione orchestrale ‘Cremona città d’arte’. Nel 1993 ha fondato il Coro Costanzo Porta alla cui guida ha vinto numerosi premi in concorsi nazionali e internazionali, e con il quale ha preso parte a importanti rassegne concertistiche quali il Festival dei due Mondi di Spoleto, il Ravenna Festival, il Festival Monteverdi di Cremona, il Maggio Musicale Fiorentino e la rassegna Musica e poesia a San Maurizio organizzata dalla Società del Quartetto di Milano. Ha collaborato con gruppi strumentali quali l’Accademia Bizantina, I Virtuosi italiani, l’Orchestra Barocca di Venezia, l’Ensemble Elyma, l’Ensemble La Risonanza, l’Orchestra Cantelli di Milano. Nel 2006 ha avviato una collaborazione con As.Li.Co e il Circuito Lirico Lombardo come maestro del coro; ha al suo attivo oltre trenta titoli del repertorio operistico, dal primo barocco al Novecento storico. Dal 2010 collabora con il Festival della Valle d’Itria come docente e direttore di varie produzioni, tra cui Il novello Giasone di Francesco Cavalli/Alessandro Stradella, prima rappresentazione mondiale in tempi moderni, con la regia di Juliette Deschamps, trasmessa in diretta da Radio 3.

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Silvia Mapelli, soprano Si è diplomata in canto e in flauto traverso a Bergamo. Ha seguito corsi di perfezionamento con Claudio Desderi, Raina Kabaivanska, Mary Lindsay e Paride Venturi. Nel 1997 risulta vincitrice assoluta al Concorso Internazionale Giuseppe Di Stefano. Ha interpretato numerosi ruoli del repertorio operistico ottocentesco, tra cui Rosina ed Elvira rispettivamente nel Barbiere di Siviglia e ne L’italiana in Algeri di Rossini, Mimì e Musetta ne La bohéme di Puccini, Donna Anna e Donna Elvira nel Don Giovanni di Mozart, e la Contessa nella celebre opera mozartiana Le nozze di Figaro. Nella sua carriera abbondano ruoli verdiani e donizettiani. Del primo autore è stata interprete comprimaria di Otello, Simon Boccanegra, Il trovatore e La traviata, mentre del secondo ha interpretato, soprattutto, i titoli appartenenti al repertorio buffo come Don Pasquale, L’elisir d’amore, Il campanello. Ha al suo attivo una vasta attività concertistica nel repertorio sacro, che l’ha portata a esibirsi in Italia e all’estero; il suo repertorio conta titoli come la Messa di Requiem di Verdi (eseguita anche a Tokyo con successo di critica e di pubblico), lo Stabat Mater di Rossini, lo Stabat Mater di Pergolesi, il Messiah di Handel, la Petite Messe Solennelle di Rossini, il Requiem di Fauré, il Gloria di Vivaldi, la Messa in Sol di Schubert; la Krönungsmesse, la Credo Messe nonché il Requiem, di Mozart; e ancora, di Haydn, la Nelson Messe, la Theresienmesse, la Missa in tempore belli. Nel 1996 ha eseguito con l’orchestra sinfonica della Rai il Manfred di Schumann. Silvia Mapelli ha collaborato con importanti teatri tra cui il Donizetti di Bergamo, il Grande di Brescia, il Regio di Torino, il Teatro alla Scala di Milano e si è esibita con successo di pubblico e di critica in numerose tournée in Italia e all’estero. Ha effettuato diverse incisioni discografiche di musica sacra e musica contemporanea per le edizioni Nuova Era, Rugginenti, Naxos e Carisch. Dal 2011 è docente di canto presso L’Accademia della Voce del Piemonte.

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Marzia Castellini, mezzosoprano Cremonese, si è diplomata in canto e violino presso il Conservatorio Nicolini di Piacenza, dove nel 1998 si è aggiudicata la borsa di studio Poggi per giovani talenti lirici. In seguito ha approfondito gli studi in Belgio e in Francia sotto la guida di Andrèa Guiot. Ha preso parte, in qualità di solista, a prestigiose rassegne e festival italiani, tra i quali spiccano le partecipazioni a numerose edizioni del Festival Monteverdi di Cremona, a due edizioni della Rassegna milanese Musica e Poesia a S. Maurizio e al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Il suo repertorio spazia dal periodo rinascimentale al Novecento con una particolare predilezione per la musica sacra barocca e la produzione liederistica. Della sua intensa attività solistico-cameristica si segnalano alcune importanti collaborazioni: a Milano e Torino con l’Ensemble Entr’Acte, con il Quartetto Martesana e con il Quartetto di Torino. Ha preso parte a un’esecuzione della Petite Messe Solennelle di Rossini al Teatro Regio di Torino e interpretato il ruolo di Didone nella Dido and Aeneas di Purcell in forma di concerto, al Teatro Juvarra di Torino; quest’ultima produzione trasmessa da RAI International. Ha ricoperto ruoli importanti in diversi titoli scaligeri quali Carmen (stagione 2005 direttore M. Plasson), Idomeneo (inaugurazione stagione 2005/2006, dir. D. Harding), Nozze di Figaro (stagione 2006, dir. G. Korsten), ancora Idomeneo (stagione 2008/2009, dir. M.W. Chung), Turandot (stagione 2010/2011, dir. V. Gergiev), Der Rosenkavalier (stagione 2010/2011, dir. P. Jordan), Lohengrin (inaugurazione stagione 2012/2013, dir. D. Barenboim).

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Matteo Pavlica, tenore Ha conseguito i diplomi in strumenti a percussione, pianoforte e canto lirico. Ha vinto numerosi primi premi a concorsi nazionali e internazionali di musica vocale da camera (Rovere d’oro, Lilian Caraian). Ha studiato canto lirico con Gloria Paulizza, Gloria Scalchi ed Elisabetta Tandura; ha seguito corsi di perfezionamento con Luciana Serra, Anna Maria Durr, Claudio Desderi, Martine Surais Dechamps, il Trio di Parma e il Trio di Trieste. Ha collaborato con numerose realtà musicali come il Teatro Stabile Sloveno di Trieste, la Cappella Civica Serbo-Ortodossa di Trieste, il Coro Giovanile Italiano, Athestis Chorus e l’ensemble Voxsonos. Dal 2006 ha interpretato ruoli solistici in teatri prestigiosi quali il Teatro Verdi di Pisa, il Teatro del Giglio di Lucca, il Teatro Goldoni di Livorno, l’Opéra Royal de Wallonie di Liegi, il Teatro La Fenice di Venezia e il Teatro Regio di Torino. Numerose le esperienze solistiche nel campo della musica sacra, tra le quali citiamo il Requiem di Mozart, la Paukenmesse, Die Schöpfung di Haydn, l’Oratorio di Natale di J. S. Bach. Dal 2007 si dedica anche alla didattica insegnando pianoforte e canto lirico; nel 2012 è stato invitato a tenere un seminario sul repertorio vocale italiano presso il Trinity College of Music di Londra. Nel gennaio 2009 ha sostenuto il ruolo di solista nella prima esecuzione triestina del Piccolo spazzacamino di Britten, prodotto dalla Fondazione Teatro Lirico Verdi di Trieste, e ha cantato sotto la direzione di Ottavio Dantone nella stagione sinfonica del Teatro La Fenice di Venezia. Ha recentemente collaborato come solista con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai per la registrazione di una trasmissione televisiva a diffusione nazionale sul repertorio lirico italiano.

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Lorenzo Battagion, baritono Dopo aver intrapreso gli studi pianistici, ha scoperto ben presto nel canto la sua autentica vocazione, diplomandosi in canto lirico sotto la guida del tenore Vittorio Terranova e debuttando nel 1997 nel Barbiere di Siviglia di Rossini e nell’Elisir d’amore di Donizetti. Il suo curriculum di studi si è successivamente ampliato con i corsi di perfezionamento della Belkanto Akademie di Deustchlandberg in Austria e dell’Accademia lirica di Katia Ricciarelli di Parma. Ha lavorato con personalità artistiche quali Leo Nucci, Beppe De Tomasi, Michele Mirabella, Gustav Kuhn, Salvatore Sciarrino, Mara Zampieri. Nel 2000 è risultato vincitore del concorso Rome Festival International. Attualmente studia col baritono Luigi De Corato. Svolge continua e intensa attività concertistica in Italia e all’estero. Prestigiosa l’ultima partecipazione al World Forum on Music a Hollywood dove, in qualità di solista, ha eseguito la Missa Prima di Isabella Leonarda, compositrice barocca piemontese. Recentemente ha preso parte a una nuova registrazione di Don Giovanni e della Petite Messe Solennelle per la casa editrice Tactus. Nel 2006 ha collaborato col coro del Teatro alla Scala di Milano per le produzioni di Aida e Lohengrin. Successivamente ha collaborato col coro dell’Ente Lirico Arena di Verona e con quello del Maggio Musicale Fiorentino. Nell’anno 2009 ha avviato una stretta collaborazione con Gustav Kuhn con il quale ha debuttato ne I maestri Cantori di Norimberga. Successivamente ha debuttato nella prima assoluta del Requiem di Leoncavallo ricostruito da frammenti ritrovati nel fondo Leoncavallo a Locarno e diretto dal Janos Acs. Di questo Requiem è da poco stata licenziata l’incisione discografica col coro e l’orchestra sinfonica di Budapest. Nel giugno 2011 ha debuttato nella prima assoluta di Mameli o Alba Italica di Ruggero Leoncavallo diretto da Silvano Frontalini, e nel febbraio 2012 ha cantato presso l’Opera House di Osaka nelle Nozze di Figaro di Mozart. Nell’estate 2012 ha collaborato col coro dell’ente lirico Arena di Verona. Nell’autunno 2012 ha collaborato col coro del Teatro alla Scala per le produzioni di Lohengrin e del balletto Roméo et Juliette di Berlioz. Attualmente è corista stabile nel coro del Teatro Regio di Torino, con il quale il 24 marzo 2013 ha cantato, presso il medesimo teatro e in qualità di baritono solista, l’Inno alla Pace di Rossini.

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Il FAI presenta i luoghi di MITO SettembreMusica Chiesa di San Marco La chiesa venne fondata nel 1254, al di fuori delle mura viscontee, da frate Lanfranco Settala, priore generale dell’ordine degli Eremitani di Sant’Agostino. È probabile che egli avesse inglobato nella nuova struttura un precedente luogo di culto dedicato a San Marco, patrono di Venezia, in segno di ringraziamento agli abitanti di quella città per l’aiuto fornito nella ricostruzione di Milano in seguito alle distruzioni del Barbarossa. La chiesa presentava pianta a “T” divisa in tre navate con colonne in laterizio e finestre archiacute, nonché un bel campanile tuttora esistente. Nel Quattrocento, con la soppressione del cimitero dovuto all’apertura del Laghetto di San Marco, vennero aggiunte le cappelle al fianco destro. In età barocca si procedette a un radicale rifacimento interno, che celò in gran parte le antiche architetture. Tra il 1690 e il 1714, infatti, Benedetto Quarantino, su disegni di Francesco Castelli, coprì le navate con una volta a botte al posto delle antiche capriate, nascose le colonne in laterizio con pilastri poligonali ed eresse la cupola. La facciata fu ricostruita da Carlo Maciachini nel 1871. Originali sono, invece, il portale ogivale e le tre statuette di santi (Agostino, Ambrogio e Marco) attribuite al cosiddetto Maestro di Viboldone (1348). Da segnalare, infine, il mosaico con la Madonna e santi sulla lunetta di Angelo Inganni (1840). La chiesa presenta dimensioni assai notevoli (96 metri di lunghezza) e ospita numerosi capolavori. Oltre agli affreschi del Lomazzo, dei Fiammenghini e di altri artisti del Seicento, vanno menzionate le due immense tele (1618) di Camillo Procaccini e del Cerano, poste l’una di fronte all’altra sulle pareti laterali del presbiterio, raffiguranti rispettivamente la Disputa di Sant’Ambrogio con Sant’Agostino ed il Battesimo di Sant’Agostino. Significativo il confronto tra la pittura del primo, più statica e ripetitiva, con ritmi molto cadenzati, e quella del secondo, potentemente drammatica e innovativa, vibrante nei colori e nei chiaroscuri. Il transetto destro, invece, ospita pregevoli affreschi trecenteschi – riscoperti cinquant’anni fa – e monumenti sepolcrali campionesi, oltre al Sarcofago del beato Lanfranco Settala attribuito al pisano Giovanni di Balduccio (XIV secolo). Nella foresteria della canonica agostiniana trovarono ospitalità nel 1770, giunti per la prima volta a Milano, il giovanissimo Mozart e suo padre. I due abitarono per tre mesi nella foresteria e, posti sotto la protezione del conte Firmian, furono introdotti presso le più influenti famiglie della città.

Si ringrazia

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MITO si veste di verde Torino Milano Festival Internazionale della Musica 04_ 21 settembre 2012 Settima edizione

Settembre Musica

La tua energia per la musica. L’energia della musica per l’ambiente con Bike’n’Jazz Ogni giovedì alle ore 13 in Piazza San Fedele c’è Bike’n’Jazz: il Festival MITO, assieme a eni partner del progetto green, aspetta il suo pubblico per accendere la musica! L’energia cinetica prodotta dalla pedalata delle biciclette messe a disposizione del pubblico alimenta il palco su cui si esibiscono Enrico Zanisi Trio (5. IX), Black Hole Quartet (12. IX), Fulvio Sigurtà e Claudio Filippini (19. IX) Prenota la tua bicicletta scrivendo a c.mitoinformazioni@comune.milano.it, oppure presentati il giorno stesso sul luogo dell’evento. Tre stazioni di accumulo energia nel centro di Milano sono a disposizione durante tutti i giorni del Festival. Ogni stazione è dotata di due biciclette: pedala in compagnia per ascoltare la playlist di MITO e produci energia per alimentare i concerti del Bike’n’Jazz. Vieni a scoprirle in via Dante angolo via G. Giulini, piazza Santa Maria Beltrade e piazza Sant’Alessandro.

MITO compensa le emissioni di CO2

MITO SettembreMusica, grazie alla collaborazione di EcoWay, misura le emissioni dirette e indirette inerenti l’edizione milanese del Festival e compensa interamente l’anidride carbonica relativa ai consumi energetici, di carta e al trasporto degli artisti e del pubblico ai luoghi del Festival, attraverso l’acquisto di carbon credits certificati. Il Festival partecipa inoltre a un progetto forestale sull’asse del fiume Po, che prevede il mantenimento e la piantumazione di un’area boschiva in provincia di Pavia.

L’impegno quotidiano del Festival Campagna di comunicazione ecosostenibile con GreenGraffiti©. Stampa dei materiali su carta FSC, carta botanica o riciclata. Riduzione dei materiali cartacei ed estensione dei servizi in rete. Mobile ticket a Milano, per ricevere il biglietto sul cellulare. Mobilità sostenibile tramite car sharing, bike sharing e mezzi pubblici

Da 2007 l ha com MITO p le em ensato contrib issioni piantum uendo alla di quas azione e tutela i mq nell 1.000.000 di Sud Ame foreste del er Madagaica e del scar.

eni partner progetto green

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Un progetto di CittĂ  di Milano

CittĂ  di Torino

Giuliano Pisapia Sindaco Presidente del Festival

Piero Fassino Sindaco Presidente del Festival

Filippo Del Corno Assessore alla Cultura

Maurizio Braccialarghe Assessore alla Cultura, Turismo e Promozione della cittĂ 

Giulia Amato Direttore Centrale Cultura

Aldo Garbarini Direttore Centrale Cultura ed Educazione

Comitato di coordinamento Francesco Micheli Presidente Vicepresidente del Festival Maurizio Braccialarghe Vicepresidente Enzo Restagno Direttore artistico

Milano

Torino

Giulia Amato Direttore Centrale Cultura

Aldo Garbarini Direttore Centrale Cultura ed Educazione

Antonio Calbi Direttore Settore Spettacolo

Angela La Rotella Segretario generale Fondazione per la Cultura Torino

Francesca Colombo Segretario generale Coordinatore artistico

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Claudio Merlo Direttore organizzativo Coordinatore artistico


Realizzato da Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Fondatori Francesco Micheli / Roberto Calasso / Francesca Colombo / Piergaetano Marchetti Massimo Vitta-Zelman Advisory Board Alberto Arbasino / Gae Aulenti †/ Giovanni Bazoli / Roberto Calasso Francesca Colombo / Gillo Dorfles / Umberto Eco / Bruno Ermolli Inge Feltrinelli / Stéphane Lissner / Piergaetano Marchetti / Francesco Micheli Ermanno Olmi / Sandro Parenzo / Renzo Piano / Arnaldo Pomodoro Livia Pomodoro / Davide Rampello / Franca Sozzani / Massimo Vitta-Zelman Comitato di Patronage Louis Andriessen / George Benjamin / Pierre Boulez / Luís Pereira Leal † Franz Xaver Ohnesorg / Ilaria Borletti Buitoni / Gianfranco Ravasi Daria Rocca / Umberto Veronesi Consiglio Direttivo Francesco Micheli Presidente / Marco Bassetti / Pierluigi Cerri Roberta Furcolo / Leo Nahon / Roberto Spada Collegio dei revisori Marco Guerrieri, Eugenio Romita, Marco Giulio Luigi Sabatini Organizzazione Francesca Colombo, Segretario generale e Coordinatore artistico Stefania Brucini, Responsabile promozione e biglietteria Carlotta Colombo, Responsabile produzione Federica Michelini, Assistente Segretario generale e Responsabile partner e sponsor Luisella Molina, Responsabile organizzazione Carmen Ohlmes, Responsabile comunicazione Lo Staff del Festival Segreteria generale Alice Kuwahara, Federica Limina e Sofia Colombo Comunicazione Livio Aragona, Sara Bosco, Emma De Luca, Alessia Guardascione, Valentina Trovato con Matteo Arena e Irene D’Orazio, Elisa Aliverti Piuri, Eleonora Porro Produzione e organizzazione Francesco Bollani, Stefano Coppelli, Simone Di Crescenzo, Matteo Milani con Elena Bertolino, Nicola Acquaviva e Davide Beretta, Velia Bossi, Francesco Morelli, Marco Sartori Organizzazione Nicoletta Calderoni, Elisabetta Maria Tonin e Raffaella Randon Promozione e biglietteria Alice Boerci, Fulvio Gibillini, Alberto Raimondo con Claudia Falabella, Cecilia Galiano, Arjuna-Das Irmici, Federica Luna Simone e Francesca Bazzoni, Victoria Malighetti, Chiara Sanvito via Dogana, 2 – 20123 Milano telefono +39.02.88464725 / fax +39.02.88464749 c.mitoinformazioni@comune.milano.it / www.mitosettembremusica.it facebook.com/mitosettembremusica.official twitter.com/mitomusica youtube.com/mitosettembremusica

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Scegli il braccialetto che fa per te! La musica è uno stato d’animo? Tu come ti senti oggi? A MITO SettembreMusica i concerti ti fanno stare meglio! Partecipando ai concerti del Festival, riceverai in omaggio il braccialetto del tuo genere musicale preferito. Indossalo per tutta la durata del Festival e con MITO avrai tanti benefit. Settembre Musica

Indossa il braccialetto: alla Drogheria Plinio con MITO hai uno sconto particolare! Bar, cucina, enoteca, emporio... prima o dopo il concerto, Drogheria Plinio offre al pubblico di MITO un servizio a tutte le ore. Presentando MITOCard o indossando il braccialetto del Festival, si ottiene uno sconto del 10% sul menù à la carte e sul market. E per tutta la durata del Festival è inoltre possibile gustare lo speciale Menù MITO, a soli 15 Euro. Drogheria Plinio, via Plinio 6, tel. 393.8796508 - drogheriaplinio@libero.it

Scopri tutte le convenzioni su www.mitosettembremusica.it

#MITO2013


MITO SettembreMusica

Settima edizione

Un progetto di

Realizzato da

Con il sostegno di

I Partner del Festival

Partner Istituzionale

Partner Istituzionale

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Per la serata inaugurale

Media partner

Sponsor tecnici

Il Festival MITO a Milano compensa le emissioni di CO2 con carbon credits verificati e partecipa ad un progetto di tutela boschiva sull’asse del fiume Po.

Si ringrazia per l’accoglienza degli artisti Drogheria Plinio con cucina Nerea S.p.A. Riso Scotti


Il Festival MITO continua fino al 21 settembre... Una selezione dei concerti dei prossimi giorni Per maggiori info www.mitosettembremusica.it

5.IX • Salvatore Accardo e la sua Orchestra da Camera Italiana

5.IX • Oblivion con uno spettacolo comico sull’Otello di Shakespeare 6.IX • Il Requiem di Verdi in versione jazz con Giovanni Falzone nella cornice insolita del Cimitero Monumentale 7.IX • Truls Mørk con la voce intensa del suo violoncello 8.IX • Le musiche di Nino Rota per i film di Fellini con l’Orchestra Italiana del Cinema e proiezioni multimediali 8.IX • Dean Bowman, riconosciuto da Madonna come la «voce di un Dio» e da Sue Mingus «la più importante voce del jazz»

Milano Torino unite per il 2015

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