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Settembre Musica

Torino Milano Festival Internazionale della Musica 04 _ 21 settembre 2013 Settima edizione

Milano Teatro Elfo Puccini Sala Shakespeare

Truls Mørk violoncello Christian Hadland pianoforte

Sabato 7.IX.13 ore 21

Bach Brahms Debussy Franck

° 9


Johann Sebastian Bach (1685-1750) Sonata n. 2 in re maggiore BWV 1028 (prima del 1741)

14 min. ca

Adagio Allegro Andante Allegro

Johannes Brahms (1833-1897) Sonata n. 2 in fa maggiore op. 99 (1886)

28 min. ca

Allegro vivace Adagio affettuoso Allegro appassionato Allegro molto

Claude Debussy (1862-1918) Sonata per violoncello e pianoforte (1915)

12 min. ca

28 min. ca

Prologue Sérénade Finale

César Franck (1822-1890) Sonata in la maggiore (1886) (trascrizione per violoncello e pianoforte) Allegretto ben moderato Allegro Recitativo-Fantasia: ben moderato Allegretto poco mosso

Truls Mørk, violoncello Christian Hadland, pianoforte


Due tradizioni a confronto La Sonata BWV 1028 appartiene a una serie di tre «Sonate per viola da gamba con cembalo obbligato» scritte da Bach quando la viola da gamba era in procinto di essere soppiantata dal violoncello (processo cui lo stesso Bach contribuì scrivendo le sei famose Suites per violoncello solo). La viola aveva sei corde accordate in senso ascendente re-la-mi-do-sol-re mentre le quattro corde del violoncello sono do-sol-re-la. Le ragioni dell’avvicendamento fra i due strumenti risiedevano soprattutto nelle nuove potenzialità dinamiche del violoncello, molto maggiori rispetto a quelle della viola da gamba. Tuttavia, nella prima metà del Settecento la viola da gamba veniva ancora avvertita come più adatta a rendere le melodie, in ragione del suono più dolce, e dunque da impiegarsi per brani solistici, mentre il violoncello rimaneva per lo più uno strumento da orchestra. Pare che le tre Sonate di Bach siano state concepite inizialmente per altri strumenti melodici (i manoscritti originali sono andati perduti) e che egli le abbia poi affidate alla viola da gamba forse anche per salvare lo strumento dall’oblio incipiente. La parte del clavicembalo non è un basso continuo cifrato da realizzare improvvisando, bensì una vera e propria parte per tastiera, in alcuni passi anche piuttosto impegnativa. La Sonata in re maggiore consta di quattro movimenti nella tipica alternanza lento-veloce. I temi riecheggiano il secondo Concerto brandeburghese e un corale della Cantata «Mein Herz schwimmt in blut». Da Bach a Brahms, i due estremi del sistema tonale tedesco: la Sonata in fa maggiore op. 99, una delle tarde opere del compositore amburghese, scritta nel 1886. La peculiare sensibilità di Brahms per il suono e le possibilità espressive del violoncello si ritrovano anche in altre composizioni, nei Sestetti per archi, nel doppio Concerto per violino e violoncello, nonché nella prima Sonata per pianoforte e violoncello op. 38 in mi minore, composta ventiquattro anni prima di quella in fa maggiore. L’op. 99 mostra rispetto all’op. 38 un carattere costruttivo decisamente più elaborato, in ragione della piena maturità e maestria compositiva raggiunta ormai da Brahms – il quale nel frattempo aveva dato alle stampe tutte le sue quattro Sinfonie. Al pari della prima, anche la Sonata in fa maggiore venne denominata «per pianoforte e violoncello», per indicare come il pianoforte rivesta un ruolo di assoluto primo piano nel rapporto fra i due strumenti. All’inizio del secondo movimento è addirittura il violoncello (pizzicato) ad accompagnare il pianoforte. L’originalità del tardo tonalismo di Brahms si rivela anche solo nella scelta delle tonalità, ad esempio, il fa diesis maggiore del secondo movimento, con una sezione centrale in fa minore. Al solito, il lirismo è intenso, e non manca infine il tipico ricorso a stilemi popolari, nell’ultimo tempo. Venti di guerra nella Sonata per violoncello e pianoforte che Claude Debussy scrisse nel 1915, quando il primo conflitto mondiale lasciava segni tetri nell’umore del compositore e accentuava il suo nazionalismo francese, contrapposto all’ingerenza austro-tedesca. Forse anche in ragione di questo sentimento patriottico la Sonata si riallaccia alla tradizione barocca dei Couperin e dei Rameau, già tanto cara a Debussy, e lascia in disparte i principi legati all’idea di sviluppo della tradizione mitteleuropea – ma anche questa era stata un caratteristica dello stile debussyano in generale. La Sonata era stata pensata come primo numero di una serie di sei sonate per diversi strumenti. Sull’onda del patriottismo, la denominazione generale del ciclo era appunto Six Sonates pour divers instruments composées par Claude Debussy Musicien Français. Anche il riferimento ai generi da camera francesi pre-classici e alla loro ‘mescolanza’ di diversi strumenti investe tutto il ciclo. Nondimeno, Debussy filtra tramite la propria poetica compositiva, giunta ormai al limite dell’avanguardia, tanto le sonorità e le reminescenze formali settecentesche, quanto le tendenze a referenti extra-musicali descrittivi che affondano le radici in quel Barocco visionario. La Sonata doveva infatti intitolarsi Pierrot 3


fâché avec la lune – Pierrot irritato con la luna – certo una provocazione tutta francese verso l’austriaco Pierrot lunaire di Schoenberg composto due anni prima – anche se poi Debussy eliminò l’indicazione lasciando qualsiasi intento programmatico e simbolico alle intuizioni dell’ascoltatore. Rimaniamo nel solco francese con la celebre Sonata in la maggiore di César Franck per violino e pianoforte, qui affidata al violoncello, composta nel 1886. La Sonata è opera complessa e affascinante, che riunisce molti tratti caratteristici dell’arte franckiana, dal contrappunto all’armonia vagante, dal lirismo, eco delle mélodies per voce e pianoforte, alla variazione e all’elaborazione di derivazione sinfonica. È oltretutto di notevole importanza per la storia e la teoria delle forme, data la struttura di ‘sonata ciclica’ di cui Franck è stato pressoché inventore, e di grande interesse per le strategie di narratività musicale che il compositore mette in campo e che da tempo appassionano i musicologi. Eppure, proprio gli studiosi di narratologia musicale hanno curiosamente trascurato la Sonata di Franck anche in autorevoli e recenti studi. Quest’ultima circostanza stupisce particolarmente, perché la struttura ciclica, cioè la ripresentazione a distanza dei temi fra i vari movimenti, le reminescenze, così come le ripetizioni trasformate, sono proprio gli elementi su cui quegli stessi studiosi si sono basati per parlare di una narrazione in musica assimilabile in vari modi a quella letteraria, chiamando in causa il concetto interdisciplinare di rielaborazione del passato. Ora, la Sonata di Franck, più ancora delle opere di Schumann, Mahler, Chopin, Liszt e Beethoven, ancor più della musica a programma di Berlioz, si pone come punto nodale di questa intersezione fra musica e letteratura poiché le sue strutture cicliche, insieme con lo struggente fascino melodico, ebbero un ruolo nella nascita dell’opera romanzesca che più di ogni altra anela alla rielaborazione del passato, ovvero il ciclo Alla ricerca del tempo perduto di Proust. Il riferimento alla Sonata di Franck venne avvertito dai lettori e poi confermato dallo stesso Proust in particolare nel primo volume, La strada di Swann, nel capitolo Un amore di Swann, nel personaggio del compositore Vinteuil e nella musica di quest’ultimo che accompagnerà l’amore di Swann per Odette: «Dal principio il pianoforte si lamentò solitario, come un uccello abbandonato dalla compagna; il violino lo udì, gli rispose come da un albero vicino. Era come agli inizi del mondo, come se sulla terra non esistessero che loro due...» Carlo Bianchi*

*Carlo Bianchi è pianista e musicologo. Vincitore del concorso musicologico dell’Istituto Liszt di Bologna, svolge attività di ricerca prevalentemente nell’ambito del Novecento storico. Il suo approccio fonde elementi di analisi e una continua riflessione sugli aspetti associativi e simbolici dell’opera musicale 4


Truls Mørk, violoncello Con le sue interpretazioni Truls Mørk ha costruito nel tempo, e in tutto il mondo, una solida reputazione di violoncellista di spiccata intensità ed eleganza. Ha suonato con tutte le più grandi orchestre, tra cui, recentemente, la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, la Staatskapelle di Dresda e Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks. In Nord America ha collaborato con le orchestre di Boston, Los Angeles, Philadelphia, Chicago e Cleveland. Tra i direttori con cui ha suonato figurano Myung-Wung Chung, Mariss Jansons, Gustavo Dudamel, Yannick Nézet-Séguin, Sir Simon Rattle, e Christoph Eschenbach. Molto attivo nella musica da camera, Truls Mørk si esibisce regolarmente in recital sui più importanti palcoscenici del mondo, tra i quali la Wigmore Hall di Londra e l’Auditorium du Louvre di Parigi. Truls Mørk è molto impegnato nel repertorio contemporaneo: darà la prima esecuzione di Towards the Horizon di Rautavaara con la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, poi seguita da concerti e la registrazione dell’opera con la Helsinki Philharmonic Orchestra. Ha recentemente suonato in prima mondiale il Concerto per violoncello di Lasse Thoresen con la Oslo Philharmonic Orchestra diretta da Jukka-Pekka Saraste. Nella stagione 2007/08 ha debuttato con i Wiener Philharmoniker nel Concerto di Pavel Haas e ha dato la prima esecuzione del Concerto di John McCabe con la Hallé Orchestra diretta da Mark Elder. Ha inoltre eseguito in prima assoluta Reflections on Narcissus di Matthias Pintscher con l’Orchestre de Paris nel 2006, e poi con la BBC Symphony e la Junge Deutsche Philharmonie; ancora in prima mondiale ha eseguito il Concerto per tre violoncelli di Krzysztof Penderecki con la NHK Symphony Orchestra diretta da Charles Dutoit, e il Concerto di Haflidi Hallgrimsson (commissionato dalle orchestre Oslo Philharmonic, Iceland Symphony e Scottish Chamber). Ha inciso per Deutsche Grammophon il Doppio Concerto per violino e violoncello di Brahms con Vadim Repin e l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia diretta da Riccardo Chailly, e per Ondine le opere per violoncello e orchestra di Haflidi Hallgrímsson. Ha inoltre registrato la Sonata e le trascrizioni per violoncello e pianoforte di Chopin con Kathryn Stott, il Concerto di Schumann con Paavo Järvi e l’Orchestre Philharmonique de Radio France, le Suites di Bach per Virgin/EMI. Nel 2001 ha ricevuto un Grammy per le Suites di Britten. Per Arte Nova ha inciso il Triplo Concerto di Beethoven con Gil Shaham, Yefim Bronfman e la Tonhalle-Orchester di Zurigo diretta da David Zinman, e il Settetto di Beethoven con Shaham e membri della medesima orchestra. Truls Mørk è attualmente Direttore ospite principale della Oslo Camerata composta da professionisti e studenti del Barratt Due Institute of Music. Suona un Domenico Montagnana (1723).

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Christian Ihle Hadland, pianoforte È ampiamente riconosciuto come uno dei più interessanti giovani talenti norvegesi. Dopo il suo recital di debutto al Teatro dell’Opera norvegese nel 2008, è stato salutato dalla stampa come «un artista che dovrebbe essere ascoltato sui palcoscenici di tutto il mondo». Christian Ihle Hadland è nato a Stavanger nel 1983 e ha cominciato a studiare pianoforte all’età di otto anni. A undici si è iscritto al Conservatorio di Musica di Rogaland e nel 1999 ha iniziato a prendere lezioni con Jiri Hlinka, sia privatamente che presso la Barratt Due Institute of Music di Oslo. Christian ha fatto il suo debutto norvegese con l’Orchestra della Radio Norvegese all’età di 15 anni, e da allora ha continuato a suonare con le più importanti orchestre norvegesi, tra cui la Oslo Philharmonic Orchestra, l’Orchestra della Radio Svedese, la Stockholm Philharmonic Orchestra, l’Orchestra della Radio Danese, la NDR di Hannover, l’Orchestra Sinfonica della BBC, la BBC Philharmonic, la BBC Scottish Symphony Orchestra e la BBC National Orchestra of Wales, tra gli altri. Christian suona molta musica da camera ed è apparso più volte in sedi prestigiose e festival come Wigmore Hall, Risør Chamber Music Festival, la Schleswig Holstein Musik Festival e Kissinger Sommer. Nel 2009 Christian è stato nominato Direttore Artistico del Stavanger Chamber Music Festival al fianco del clarinettista svedese Martin Fröst. Ha pubblicato il suo cd di debutto nel 2010 per la Simax Classics: una registrazione di opere di Chopin e Schumann che ha suscitato grande interesse. Il suo ultimo lavoro, sempre per Simax, è del gennaio 2013, con i Concerti di Mozart registrati con l’Orchestra Filarmonica di Oslo. Nel 2009 ha ricevuto il premio di Stato per giovani artisti classici, e nel 2011 è stato selezionato per il prestigioso New Generation Artists di BBC Radio3.

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Il FAI presenta i luoghi di MITO SettembreMusica Teatro Elfo Puccini Nato nel 1930, in sostituzione del vecchio Politeama Milanese, inaugurato da una rappresentazione della Bohème, il Teatro Puccini porta la firma di Mario Cavallé, un architetto specializzatosi nella progettazione di teatri e cinematografi (e di case dalle improbabili applicazioni tecnologiche). Soprattutto nel decennio prima della guerra, fu uno dei centri agglutinanti del quartiere, il luogo di ritrovo per eccellenza di Corso Buenos Aires. L’architettura stava a metà tra il Novecento e l’Art Déco. Il repertorio, a sua volta, oscillava tra il varietà, la prosa, il teatro dialettale. Dopo essere stato trasformato in due cinema, il Fiammetta e il Puccini, e dopo esser rimasto chiuso per anni, è stato assegnato alla Compagnia Teatridithalia, fondata come Teatro dell’Elfo nel 1972 da Gabriele Salvatores e Ferdinando Bruni, con un gruppo di amici tra cui Cristina Crippa, Luca Toracca e Thalia Istikopoulou. Il Teatro dell’Elfo nel 1992 si è unito al Teatro Portaromana, costituendo un nuovo teatro stabile privato, la Compagnia Teatridithalia, appunto. Attualmente il Teatro Elfo Puccini è dotato di tre sale, moderne e tecnologicamente avanzate, grandi spazi per gli spettatori, con foyer, caffetteria, guardaroba, archivio e mediateca.

Si ringrazia

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MITO si veste di verde Torino Milano Festival Internazionale della Musica 04_ 21 settembre 2012 Settima edizione

Settembre Musica

La tua energia per la musica. L’energia della musica per l’ambiente con Bike’n’Jazz Ogni giovedì alle ore 13 in Piazza San Fedele c’è Bike’n’Jazz: il Festival MITO, assieme a eni partner del progetto green, aspetta il suo pubblico per accendere la musica! L’energia cinetica prodotta dalla pedalata delle biciclette messe a disposizione del pubblico alimenta il palco su cui si esibiscono Enrico Zanisi Trio (5. IX), Black Hole Quartet (12. IX), Fulvio Sigurtà e Claudio Filippini (19. IX) Prenota la tua bicicletta scrivendo a c.mitoinformazioni@comune.milano.it, oppure presentati il giorno stesso sul luogo dell’evento. Tre stazioni di accumulo energia nel centro di Milano sono a disposizione durante tutti i giorni del Festival. Ogni stazione è dotata di due biciclette: pedala in compagnia per ascoltare la playlist di MITO e produci energia per alimentare i concerti del Bike’n’Jazz. Vieni a scoprirle in via Dante angolo via G. Giulini, piazza Santa Maria Beltrade e piazza Sant’Alessandro.

MITO compensa le emissioni di CO2

MITO SettembreMusica, grazie alla collaborazione di EcoWay, misura le emissioni dirette e indirette inerenti l’edizione milanese del Festival e compensa interamente l’anidride carbonica relativa ai consumi energetici, di carta e al trasporto degli artisti e del pubblico ai luoghi del Festival, attraverso l’acquisto di carbon credits certificati. Il Festival partecipa inoltre a un progetto forestale sull’asse del fiume Po, che prevede il mantenimento e la piantumazione di un’area boschiva in provincia di Pavia.

L’impegno quotidiano del Festival Campagna di comunicazione ecosostenibile con GreenGraffiti©. Stampa dei materiali su carta FSC, carta botanica o riciclata. Riduzione dei materiali cartacei ed estensione dei servizi in rete. Mobile ticket a Milano, per ricevere il biglietto sul cellulare. Mobilità sostenibile tramite car sharing, bike sharing e mezzi pubblici

Da 2007 l ha com MITO p le em ensato contrib issioni piantum uendo alla di quas azione e tutela i mq nell 1.000.000 di Sud Ame foreste del er Madagaica e del scar.

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Un progetto di CittĂ di Milano

CittĂ di Torino

Giuliano Pisapia Sindaco Presidente del Festival

Piero Fassino Sindaco Presidente del Festival

Filippo Del Corno Assessore alla Cultura

Maurizio Braccialarghe Assessore alla Cultura, Turismo e Promozione della cittĂ

Giulia Amato Direttore Centrale Cultura

Aldo Garbarini Direttore Centrale Cultura ed Educazione

Comitato di coordinamento Francesco Micheli Presidente Vicepresidente del Festival Maurizio Braccialarghe Vicepresidente Enzo Restagno Direttore artistico

Milano

Torino

Giulia Amato Direttore Centrale Cultura

Aldo Garbarini Direttore Centrale Cultura ed Educazione

Antonio Calbi Direttore Settore Spettacolo

Angela La Rotella Segretario generale Fondazione per la Cultura Torino

Francesca Colombo Segretario generale Coordinatore artistico

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Claudio Merlo Direttore organizzativo Coordinatore artistico


Realizzato da Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano Fondatori Francesco Micheli / Roberto Calasso / Francesca Colombo / Piergaetano Marchetti Massimo Vitta-Zelman Advisory Board Alberto Arbasino / Gae Aulenti †/ Giovanni Bazoli / Roberto Calasso Francesca Colombo / Gillo Dorfles / Umberto Eco / Bruno Ermolli Inge Feltrinelli / Stéphane Lissner / Piergaetano Marchetti / Francesco Micheli Ermanno Olmi / Sandro Parenzo / Renzo Piano / Arnaldo Pomodoro Livia Pomodoro / Davide Rampello / Franca Sozzani / Massimo Vitta-Zelman Comitato di Patronage Louis Andriessen / George Benjamin / Pierre Boulez / Luís Pereira Leal † Franz Xaver Ohnesorg / Ilaria Borletti Buitoni / Gianfranco Ravasi Daria Rocca / Umberto Veronesi Consiglio Direttivo Francesco Micheli Presidente / Marco Bassetti / Pierluigi Cerri Roberta Furcolo / Leo Nahon / Roberto Spada Collegio dei revisori Marco Guerrieri, Eugenio Romita, Marco Giulio Luigi Sabatini Organizzazione Francesca Colombo, Segretario generale e Coordinatore artistico Stefania Brucini, Responsabile promozione e biglietteria Carlotta Colombo, Responsabile produzione Federica Michelini, Assistente Segretario generale e Responsabile partner e sponsor Luisella Molina, Responsabile organizzazione Carmen Ohlmes, Responsabile comunicazione Lo Staff del Festival Segreteria generale Alice Kuwahara, Federica Limina e Sofia Colombo Comunicazione Livio Aragona, Sara Bosco, Emma De Luca, Alessia Guardascione, Valentina Trovato con Matteo Arena e Irene D’Orazio, Elisa Aliverti Piuri, Eleonora Porro Produzione Francesco Bollani, Stefano Coppelli, Simone Di Crescenzo, Matteo Milani con Elena Bertolino, Nicola Acquaviva e Davide Beretta, Velia Bossi, Francesco Morelli, Marco Sartori Organizzazione Nicoletta Calderoni, Elisabetta Maria Tonin e Raffaella Randon Promozione e biglietteria Alice Boerci, Fulvio Gibillini, Alberto Raimondo con Claudia Falabella, Cecilia Galiano, Arjuna-Das Irmici, Federica Luna Simone e Francesca Bazzoni, Victoria Malighetti, Chiara Sanvito via Dogana, 2 – 20123 Milano telefono +39.02.88464725 / fax +39.02.88464749 c.mitoinformazioni@comune.milano.it / www.mitosettembremusica.it facebook.com/mitosettembremusica.official twitter.com/mitomusica youtube.com/mitosettembremusica

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Scegli il braccialetto che fa per te! La musica è uno stato d’animo? Tu come ti senti oggi? A MITO SettembreMusica i concerti ti fanno stare meglio! Partecipando ai concerti del Festival, riceverai in omaggio il braccialetto del tuo genere musicale preferito. Indossalo per tutta la durata del Festival e con MITO avrai tanti benefit. Settembre Musica

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#MITO2013


MITO SettembreMusica

Settima edizione

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Il Festival MITO a Milano compensa le emissioni di CO2 con carbon credits verificati e partecipa ad un progetto di tutela boschiva sull’asse del fiume Po.

Si ringrazia per l’accoglienza degli artisti Drogheria Plinio con cucina Nerea S.p.A. Riso Scotti


Il Festival MITO continua fino al 21 settembre... Una selezione dei concerti dei prossimi giorni Per maggiori info www.mitosettembremusica.it

5.IX • Salvatore Accardo e la sua Orchestra da Camera Italiana

5.IX • Oblivion con uno spettacolo comico sull’Otello di Shakespeare 6.IX • Il Requiem di Verdi in versione jazz con Giovanni Falzone nella cornice insolita del Cimitero Monumentale 7.IX • Truls Mørk con la voce intensa del suo violoncello 8.IX • Le musiche di Nino Rota per i film di Fellini con l’Orchestra Italiana del Cinema e proiezioni multimediali 8.IX • Dean Bowman, riconosciuto da Madonna come la «voce di un Dio» e da Sue Mingus «la più importante voce del jazz»

Milano Torino unite per il 2015

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