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It’s Different magazine edizioni Mille srl anno 5 n.36/2014. free press Autorizzazione Tribunale di Ravenna n.1329 del 05/05/2009 - itsdifferent.it

IT’S DIFFERENT N. 36/2014


info@itsdifferent.it n.36. Dicenbre/Gennaio 2015 DIRETTORE RESPONSABILE Paolo Gentili (paologentili@itsdifferent.it) ART DIRECTOR Tobia Donà (tobiadona@itsdifferent.it COMITATO DI REDAZIONE Laura Sciancalepore (laurasciancalepore@itsdifferent.it) Enrico Piraccini (enricopiraccini@itsdifferent.it) Tobia Donà (tobiadonà@itsdifferent.it) Claudio Notturni FOTO EDITOR Lucia Pianvoglio Crediti fotografici: l’editore è a disposizione degli aventi diritto

Ravenna via Cavina, 19 tel.0544.684226 - 348.7603456 - 0544.1990044 info@millemedia8.it REALIZZAZIONE GRAFICA Luca Vanzi (lucavanzi@itsdifferent.it) WEB DESIGNER Millemedia8 Ravenna www.millemedia8.it STAMPA Tip. GE:GRAF srl Edizione Emilia Romagna

71°MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA La Biennale di Venezia 2014


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Il nome non tragga in inganno: oltrepassata Tijuana, non siamo più negli Stati Uniti ma direttamente in Messico, in una terra stretta tra deserto e mare…ma in realtà, è una terra di nessuno, nel senso che ha una sua identità forte e intatta, tutta da scoprire. Il risultato alla fine può essere amore o odio totale, come per tutte le cose senza mezze misure, ma sicuramente è uno dei luoghi da visitare per dire di aver viaggiato sul serio. Una lunghissima lingua di terra, che si stende per circa 1700 chilometri, Baja California offre paesaggi e possibilità unici al mondo, soprattutto in alcuni momenti dell'anno: una vacanza ideale per chiunque voglia scoprire un nuovo mondo. Un'incredibile varietà di cactus punteggia tutto il territorio ed è bellissimo assistere alla loro fioritura, che purtroppo avviene solo per pochi giorni l'anno durante la primavera (alcuni addirittura fioriscono solo di notte, ma chiunque vi abbia assistito vi confermerà che la bellezza dei fiori e soprattutto dei loro colori è di quelle che non si dimenticano). Qui si trova il cardon, il cactus più grande del mondo, dalle dimensioni ragguardevoli: fino 20 metri d'altezza per una circonferenza che può arrivare ai 5 metri; il peso è di svariate tonnellate e anche la sua età è notevole, riuscendo a toccare anche i due secoli di vita. I collezionisti qui non sono visti di buon occhio, perché per colpa loro, e delle colture agricole, molte specie di cactus sono diventate veramente rare: a questo riguardo, per legge, nessun cactus può essere rimosso dal luogo in cui sorge, e vale la pena tenerlo a mente. Da metà dicembre a fine aprile, la Baja California si arricchisce di un ulteriore elemento d'attrazione: le balene grigie. Al contrario di altre specie di grandi balene, che vivono filtrando plancton e quindi si trovano in acque molto profonde, queste rastrellano il fondo alla ricerca di piccoli animali crostacei, e quindi è possibile osservarle piuttosto vicine alla costa. Giungono dall'Alaska, fino al caldo mare messicano, per compiere la loro stagione degli amori, con tuffi spettacolari che attirano tanti visitatori ogni anno.


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Contemporaneamente a questo rito dei giovani esemplari, nelle lagune più basse, le femmine giunte qui già in stato di gravidanza, partoriscono i loro piccoli. Questi spettacoli sono visibili per tutto l'inverno, lungo l'intera costa, ma vi sono dei luoghi particolarmente adatti per il whale watching, il più famoso dei quali è la Laguna San Ignacio. Se non vi accontentate della visione dalla terraferma, comunque chiara e nitida, potete imbarcarvi su dei natanti piccoli e veloci che vi porteranno vicino a loro: potrà capitarvi di vedere emergere le loro enormi teste proprio davanti a voi e di essere spruzzati da alcuni dei 1000 litri d'aria che normalmente le balene emettono. Vi potrà capitare, soprattutto, di avere a che fare con i loro piccoli: come tutti i cuccioli, sono molto curiosi e si avvicinano senza problemi alle barche, e si riesce spesso anche ad accarezzarli! Alcuni tour operators sono specializzati in questo genere di vacanza, non sarà difficile quindi organizzarvi già dall'Italia. Se invece preferite l'avventura, nessun problema, si può anche venire qua solo col biglietto d'andata e ritorno in tasca e fare tutto quando si arriva, e magari risparmiare un bel po'. Si può affittare un'auto e gironzolare per la Carrettera della penisola andando dovunque vi porti l'ispirazione, o magari una buona guida, tipo Lonely Planet. Le spiagge sono tutte splendide, con sabbia e mare che faranno a gara nello stupirvi per colori e bellezza. Alcune, frequentate soprattutto dai gringos, gli statunitensi, saranno inevitabilmente troppo chiassose e “turistiche” nel senso deteriore del termine, ma basta sapere da cosa girare alla larga, e le guide servono anche a questo. Se arrivate in Baja da San Diego, o se partite dal Sur e concludete il vostro viaggio qui, v'imbatterete in Tijuana, la famosa città di frontiera che durante il Proibizionismo, quando nei vicinissimi States era proibito alcool e gioco d'azzardo, divenne un santuario cui accorrevano tutti gli americani in cerca di night club, whisky e tavoli da gioco.

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Poco più a sud, si trova Ensenada, particolarmente amata dai californiani che durante il week end preferiscono spostarsi in territorio messicano, tanto il viaggio in auto non porta via più di un'ora. Una quarantina di chilometri più a sud è possibile ammirare La Bufadora: si tratta di una cava naturale, i cui getti d'acqua, grazie ad una combinazione di venti e maree, raggiungono i 30 metri. Addentrandovi nel Deserto Central de la Baja California, protetto come parco naturale, vi troverete in una dimensione quasi irreale: il paesaggio è costituito da bizzarre formazioni rocciose rossastre e i cactus vi sorprenderanno con ogni sorta di forma e dimensione. Ovviamente sono escludere i mesi estivi per queste escursioni, perché le temperature sono insopportabilmente alte. Usciti dal deserto, incontrerete un villaggio di pescatori, la Bahia de Los Angeles, in cui vi fermerete solo se siete grandi amanti della natura: le strutture ricettive non sono in grado di soddisfare un turista abituato alle comodità, ma la natura è davvero d'ottima qualità. Di fronte alla baia, infatti, si stende un arcipelago d'isolette che dal 1978 è stato dichiarato area protetta e sui quali avvengono straordinari spettacoli, il più famoso dei quali è senz'altro quello dell'Isla de Raza, dove nel mese d'aprile giungono qualcosa come 300.000 gabbiani e 45.000 rondini reali di mare. Le uscite in barca vi permetteranno di vedere da vicino, oltre alle balene di cui abbiamo già parlato, delfini, squali e altri grossi pesci, mentre le passeggiate lungo la costa vi faranno incontrare i centri di protezione delle tartarughe marine, e in ogni caso un paesaggio strepitoso. Al confine tra la parte nord e sud del paese, si trova un'altra meta amatissima dagli amanti della natura: Guerriero Negro, parco naturale per la balena grigia ma frequentato anche da tantissime specie d'uccelli. E poco più a sud, a San Ignacio, quella della laguna ideale per vedere le balene, troverete la più bella missione della penisola, fondata dai gesuiti nel XVIII secolo, mentre poco lontano sono situate le Caverne de la Sierra de San Francisco, dove ci sono esempi di arte rupestre protetti dall'Unesco da vedere. Più a sud, a Punta Chivato, il deserto si stempera in spiagge mozzafiato, cristalline, incontaminate…In particolare, nella Bahìa di Santa Inès, mante e pesci martello popolano le acque insieme a migliaia di altre specie e i tramonti qui sono un'esperienza indimenticabile. Al largo dell'antica capitale, Loreto, vi aspetta la Isla Coronado, un'isola vulcanica che è famosa per le sue spiagge bianche, con colonie di delfini, leoni marini e pellicani a deliziare i turisti.


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Se si sceglie di stare nella capitale La Paz, non si rinuncia a nulla: il mar di Cortez, su cui si affaccia la città, offre delle bellissime spiagge bianche, come Pichilingue, Balandra e Tecolote , mentre chi preferisce le immersioni, troverà nella vicinissima isola di El Espiritu Santu un fondale spettacolare. E infine, sul lungomare, il famoso Malecòn, troverete tanti hotel e ristoranti per non dimenticare un pizzico di mondanità. Concludiamo il nostro giro per la Baja California a Cabo San Lucas, il punto più a sud della penisola, che è gemellata poco lontano da San Josè del Cabo: nonostante la vicinanza, la loro anima è molto diversa. San Josè è la tipica, deliziosa, piccola città messicana coloniale, mentre Cabo San Lucas è piena di negozi e locali esclusivi, con una movimentata vita notturna e la sua spiaggia è raggiungibile solo via mare. El Arco, sotto il quale i due oceani s'incontrano, creando correnti fortissime, è il simbolo della città. Ed è anche il simbolo di questa terra dove si vivono emozioni forti, grazie ad un incontro con una natura assoluta che ci aspetta per regalarci i suoi tesori.

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“I corti sono di estrema attualità, ed emblematico è quello sfoggiato recentemente dall'attrice Anne Hathaway” afferma Sabrina De Matteis, del salone Via Veneto 5. “Un taglio a caschetto, ma rivisitato in chiave grintosa, morbido e spettinato, con un accenno di onde che danno all'attrice –e a chi lo indossa- un pizzico di malizia. I tagli corti pixie, grazie alla loro asimmetricità e alle sfumature di colori con cui è possibile interpretarli, dal colore marrone freddo al rosso prugna, rame irlandese, e dal biondo dorato al platino, vanno ad enfatizzare le forme del viso, in base ai tratti somatici e cromatici di partenza” prosegue Sabrina. E conclude: “Il taglio su misura, infatti, è l'unico possibile per valorizzare la bellezza di ogni donna. Insomma, il pixie è ideale per dimostrare personalità.” Marisa Savorelli, del salone di Via Maggiore 69, si sofferma soprattutto sui tagli medi: “Uno dei trend indiscussi della prossima stagione è un long bob con frangia pettinata di lato, scalato solo nel contorno, per dare più grinta e movimento al taglio. Altre versioni delle lunghezze medie prevedono capelli scalati con effetto piega, “spettinati” oppure con riga centrale lisci, ma sempre con un taglio perfetto, studiato secondo la forma del viso. O ancora, con frangia piena, alleggeriti da sfumature naturali di colore, tono su tono, create al momento in base alle caratteristiche di ogni cliente. Questo è un grande valore, per uno stile su misura.”


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I tagli lunghi sono un evergreen, ma proprio per questo motivo hanno bisogno di particolare cura e attenzione per risultare davvero innovativi. Lorena Gondolini, in via Porto Coriandro 7/b, sempre a Ravenna, presenta vari modi di essere trendy, mantenendo tutta la lunghezza: “Si può scegliere un effetto silk bagnato, con chioma liscia, lucida, ultra luminosa, valorizzata dalla presenza di trecce di ogni foggia, vero must della stagione, e perfette per le occasioni eleganti. E ancora, onde morbide con un aspetto naturale. Per la prossima stagione ricreiamo un effetto volume solo sulle lunghezze. Le radici, invece, con riga centrale vengono portate ben aderenti alla nuca oppure “a cascata” con riga portata di lato: ciò fa sì che le lunghezze ricadano sulla spalla opposta, con un risultato morbido, supportato rigorosamente da un taglio perfetto.” L'argomento taglio è davvero centrale nella preparazione dei parrucchieri Aribelli, oltre alla personalizzazione del servizio: lo staff, infatti, ha fatto corsi sulle indagini cromatiche e somatiche e sono quindi veri e propri creatori d'immagine, in grado di consigliare colore e taglio in modo impeccabile e in totale sintonia con i tratti e i colori del cliente. Lorena Gondolini conclude: “Con ciuffo o frangia, è essenziale che il taglio abbia lunghezze leggermente scalate, grazie alle pieghe, che creano movimento, spettinate ad arte. La frangia della stagione 2015 risulta piena, come visto nelle proposte sulle passerelle: arriva agli occhi, nascondendoli leggermente, dando un alone di mistero a tutto il volto.” Si ringrazia: per gli abiti CRISTINA ROCCA via Argentario 13 Ravenna , per il make-up ESTETICA ANNALISA POLANI Ravenna, centro Estetico SOLIDEA Ravenna, per gli acessori MODE GABRIELLA Ravenna, per le foto ZANI FABRIZIO Ravenna

VIA VENETO 5 BY SABRINA Tel. 0544 400361 - MARISA SAVORELLI Tel. 0544 30050 - LORENA GONDOLINI Tel .0544 454808


DESIGNER / Stefano Grandi


Di Lolo Ciscko L'arte, il design e l'architettura sono stati al centro di una mostra e di un ciclo di conferenze presso Villa Angeli, storica dimora degli anni '20 che da qualche tempo è divenuta luogo di manifestazioni culturali ed esposizioni d'arte. Il titolo dell'evento, o meglio degli eventi, che si sono svolti in questo straordinario contenitore situato davanti al museo Etrusco della città di Adria è: Dalla carta, l'idea.


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E, l'idea, è quella di Genny Augusti, titolare dello Studio di Architettura Leonardo. L'architetto Augusti ha saputo mettere arte, architettura e design, in un unico e riuscito progetto o ancor meglio, sotto lo stesso “tetto”. Con il prezioso contributo dei collaboratori del suo studio e di tutto lo staff dello showroom Idea casa In, Genny ha ridato vita alla sontuosa Villa Angeli, un manufatto di grande interesse, storico e architettonico, poiché disegnato dall'architetto Giambattista Scarpari (1884-1962), che realizzò ad Adria importanti edifici pubblici e privati tra i quali è obbligatorio menzionare il Conservatorio di Musica della città. A lei anche il merito di aver coinvolto due aziende italiane di grande prestigio ma estremamente distanti fra loro per ambito di interesse. La prima, Cartiere del Polesine, che si trova con uno dei suoi stabilimenti nel comune di Adria, è un'azienda altamente tecnologica del territorio, impegnata nella produzione di carta riciclata finalizzata alla produzione di imballaggi, la seconda, è B&B Italia, azienda storica del design italiano che produce imbottiti ed arredamento, nota in tutto il mondo per aver fatto la storia del design. Cartiere del Polesine ha portato a Villa Angeli alcuni pezzi della propria collezione d'arte, tutti realizzati con carta riciclata di loro produzione.

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Le opere sono state esposte alle pareti dei vari ambienti, arredati con perizia ineguagliabile da B&B Italia. Un'eccezione è stata fatta per la cucina allestita nel giardino della villa, fornita dal marchio Boffi che con Bancadria ha contribuito al progetto. Nella cornice di un così stimolante allestimento non hanno avuto difficoltà a sentirsi a proprio agio i numerosissimi architetti intervenuti alle varie serate di incontri. Durante il giorno, Villa Angeli è rimasta aperta al pubblico, creando l'occasione di visitare non solo l'esposizione ma anche la villa stessa, magari intrattenendosi con gli amici in un comodo divano; un luogo questo, in cui il tempo sembra essersi fermato e in cui si può ancora assaporare l'odore della storia di una famiglia, perché lì, nulla è stato manipolato, nessun intervento è stato ancora apportato, la vediamo così, come i primi proprietari l'hanno lasciata, come il suo architetto l'aveva pensata. Serramenti porte interne, lampadari, pavimenti, parquet e i grandi radiatori in ghisa, sono quelli originali. L'aspetto è proprio quello di una casa, con le varie stanze arredate ineccepibilmente.

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Durante gli incontri è intervenuto Renzo Minotti di B&B Italia, per raccontare la lunga avventura italiana del marchio fondato da Piero Ambrogio Busnelli nel 1966. Fu proprio Piero ad affidare a un giovanissimo Renzo Piano la progettazione dell'ormai storico stabilimento di Novedrate nel 1971. Oltre a Renzo Minotti a Villa Angeli hanno illustrato le loro idee, “nate dalla carta” i designers e architetti, Roberto Destro, Alessandro Morello e Valerio Facchin, quest'ultimo presidente della Delegazione A.D.I. per il design italiano (l'associazione che assegna il mitico premio Compasso D'Oro). A raccontare la storia della collezione di Cartiere del Polesine sono stati invece Elena Scantamburlo, dirigente dell'industria e responsabile del progetto Rivers of A.I.R e Tobia Donà che ne è il curatore. Affidandosi alla voce dell'attore ravennate Gianfranco Tondini hanno condiviso con il pubblico gli intenti di un'avventura che vuole, attraverso l'arte contemporanea portare l'attenzione sui temi del lavoro, dell'etica industriale e dell'eco-sostenibilità. E ravennati sono anche alcuni fra i circa sessanta artisti presenti in collezione provenienti da tutto il mondo: Paola Babini, Mauro Bendandi, Filippo Farneti e Robero Pagnani.


AL BOSCHETTO OSTERIA

Una tessera gastronomica nella mosaicale creatività di Ravenna

Via Faentina, 275, San Michele Ravenna (chiuso Giovedì) Tel.0544. 414312


Merry Christmas

Sabrina e Sara Via Calamandrei, 32 Ravenna tel. 366.2851771 - 0544.270455


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Se c'è un luogo in Thailandia in cui si sente più forte il contrasto tra la sua dimensione mercenaria, per così dire, e la sua attitudine spirituale è a Koh Samui. Incastonata nel golfo, quest'isola si mostra in tutta la sua bellezza, a chiunque voglia raggiungerla: basta un volo interno da Bangok, e dopo si può scegliere che cosa visitare e quale suo aspetto prediligere. Gli abitanti sono concentrati soprattutto nella capitale, Nathon: è una cittadina con tantissimi negozi per fare shopping e il mercato che si tiene ogni giorno in centro città offre mille prodotti, profumi, colori, con la frutta e la verdura tipica di questi luoghi. Spostandosi verso il nord, il Parco nazionale marino di Ang Tohng, è raggiungibile dopo due ore di battello e si capisce da subito che ne vale la pena: isolette rigogliose di verde tropicale immerse in un mare splendido, abitato da mille specie marine. In particolare, nell'isola di Koh Mae Koh, l'attrazione principale è costituita da un lago vulcanico nel cui interno vivono pesci e alghe molto rari: il tragitto è avventuroso, visto che è vietatissimo qualsiasi contatto con acqua e terreno che possa danneggiare l'habitat. Quindi bisogna arrampicarsi su scale e ponticelli di legno davvero ripidi, e spesso sospesi nel vuoto: è indubbiamente faticoso, ma si può fare e si è ampiamente ricompensati dall'immersione totale in una natura assoluta.

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Lo snorkeling sulle spiagge è l'attività più intrusiva concessa, mentre se avete ancora voglia di arrampicarvi (aiutati da funi sistemate per far salire i turisti), visitare le grotte in cima alle montagne che di solito costituiscono l'anima di questi isolotti, e godervi dall'alto il panorama, potete sbarcare anche a Koh Wuatalab. In ogni caso, anche solo prendere il sole in spiaggia e fare il bagno in queste splendide acque è un evento che merita di essere celebrato. Per quanto riguarda la sistemazione, tornando a Koh Samui, si può scegliere tra alberghi lussuosissimi o bungalow sul mare, in ogni caso il prezzo è una piacevole sorpresa. Se si prediligono le casette a conduzione familiare, l'accoglienza è nella maggior parte dei casi cordialissima, il cibo buono e le spiagge splendide: il passaparola è ideale per accaparrarsi i nomi e gli indirizzi giusti e per non incorrere in brutte sorprese. Sono la sistemazione ideale se si vuole godere appieno della pace e della tranquillità di questi luoghi, per scoprire l'essenza più vera della gente, la sua cordialità, quel misterioso segreto che solo gli orientali sembrano possedere dietro il loro disarmante sorriso… Per i grandi resort, un giro su internet può essere illuminante, ma la vera sorpresa sono le spa, che qui costituiscono un vero e proprio culto. Il benessere del corpo e dello spirito passano proprio da questi luoghi votati al wellness.

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Inutile negare che a Koh Samui, come in tutta la Thailandia, non mancano locali chiassosi, bordelli e situazioni che possono essere sgradevoli, per chi cerca una vacanza rilassante, ma basta scegliere le zone giuste per restare in contatto con i propri desideri. In particolare, Taling Gnam beach è un punto d'osservazione perfetto per le isolette del parco marino di cui abbiamo appena parlato, è immersa nella giungla ed è davvero fuori del mondo: il luogo ideale per essere in pace con se stessi. Lipa Noi Beach, è adatto anche alle famiglie, che portano volentieri qui i bambini: durante il week end diventa affollata, ma resta sempre una meta adatta a chi non ama gli eccessi. La spiaggia è una meraviglia di finissima sabbia bianca, senza la minima traccia di rocce o sporgenze pericolose, e il fondale resta basso fino a cento metri dalla riva, un paradiso per i bambini che vogliono giocare dove si tocca. Big Buddha Beach prende il suo nome da una statua di Buddha alta 12 metri, seduta su una piccola collinetta vicino al mare, e il tempio di Wat Prha Yai che la contiene è sicuramente tra i posti più visitati dell'isola. La statua si trova al termine di una scalinata fiancheggiata da decorazioni di draghi, e una volta in vetta si possono scattare foto spettacolari e godere di tramonti meravigliosi.

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Anche qui troverete un ambiente tranquillo e privo di stridori, una spiaggia godibilissima e il centro benessere di Ban Sabai, che è famoso in tutta Koh Samui per la sua capacità di rimettere al mondo anche in una sola giornata di permanenza. Sull'isola del grande Buddha troverete tante strutture ricettive, servizi e qualche pub in stile inglese. La domenica pomeriggio, il Secret Garden Festival intrattiene piacevolmente tutti con musica dal vivo direttamente in strada. Un altro luogo poco affollato da consigliare è Mae Nam Beach, un villaggio thailandese tradizionale con case di legno sulla spiaggia risalenti agli anni '50. Nonostante i bassi fondali, è facile trovare supporti per tanti sport acquatici, tra cui il diving e il windsurf, che a Novembre e Dicembre offre le condizioni meteo migliori.

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Una caratteristica pregevolissima di questa spiaggia, è la qualità degli edifici costruiti sul mare: è immediatamente percepibile la loro armonia con la natura e il rispetto per la medesima, una scelta precisa dei costruttori che si traduce in bellezza senza pari. Nel villaggio di Mae Nam è possibile inoltrarsi tra le piccole vie in mezzo al verde alla ricerca di ristorantini, negozi, piccoli e grandi centri benessere. Tra Mae Nam e Big Buddha troverete BoPhut Beach, caratteristica per le sue grosse palme da cocco che punteggiano la spiaggia e il suo villaggio di pescatori, dalle antiche case di legno di stile cinese, mescolate ad architetture moderne e riflessi mediterranei, dati dagli antichi avamposti francesi, che la rendono quanto mai affascinante.

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I ristoranti di pesce propongono piatti squisiti, i resort di lusso hanno qui standard altissimi, e in generale l'atmosfera è davvero accogliente. Se vi manca però la botta di vita, basta un quarto d'ora di taxi per arrivare a Chaweng, senz'altro la più frequentata dai turisti e la sua bellissima spiaggia lunga 5 chilometri e l'enorme numero di strutture alberghiere, bar, ristoranti, negozi e locali in genere giustificano quest'altissima concentrazione di gente proveniente da ogni parte del mondo. La sua parte nord resta la più tranquilla, con fondali bassi e resort attrezzati per ospitare famiglie, mentre nella zona centrale la spiaggia può essere definita rilassante solo entro la prima metà della mattinata: dopo una certa ora, il caos è assicurato. Il tramonto, da queste parti è un rito, il mare amplifica le sensazioni e i colori, perciò sarà piacevolissimo approfittare di tavoli bassi e cuscini che sono messi a disposizione della clientela da vari resort per emozionarsi guardando il paesaggio, e magari sorseggiare un drink o darsi appuntamento per una cena a due quando il giorno si tuffa nella notte, che qui, è tutta da vivere. A Chaweng Noi, la parte più meridionale della spiaggia, vi lascerete nuovamente alle spalle il turismo di massa e troverete una spiaggia nata per gli sport acquatici, con l'acqua verde limpidissima e fondali profondi. Ad Ottobre e Novembre però questo tratto di mare può essere davvero pericoloso, perciò è assolutamente vietato entrare in acqua se sono esposte le bandierine rosse( divieto che andrebbe rispettato anche da noi, per evitare situazioni tra lo spiacevole e il letale…). Jet d'acqua, kayak e catamarani sono particolarmente diffusi, mentre per i virtuosi del relax, è possibile in qualsiasi momento farsi massaggiare sulla spiaggia da mani esperte… Koh Samui ha molto altro da offrirvi, basta solo amare il mare, il sole e la natura, e non vedere l'ora di essere accolti con un sorriso.

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Di Lolo Ciscko In anteprima, a Dicembre, al Cinema Mariani di Ravenna, La leggenda del muto organetto, ultimo cortometraggio del giovane regista palermitano Alessandro Pace. Il cortometraggio girato interamente a Ravenna, racconta nei morbidi toni del bianco e nero e con il fascino del cinema muto, una storia fantastica, una favola ambientata in un tempo indefinito che vuol essere universale come il messaggio che intende comunicare. E' la storia di una ritrovata armonia e della bellezza nelle cose della vita, per effetto della musica. E non poteva che essere la musica, il tema scelto da Alessandro Pace, che dopo aver girato K627 (curioso cortometraggio che riporta in vita un Mozart un po' spaesato in una grande città contemporanea), ritorna su questa sua grande passione che è appunto la musica, anche se con un approccio molto diverso. Pace è infatti un musicista professionista, suona il violino, ed oltre al diploma al conservatorio, vanta anche due Master di alto perfezionamento come solista e musicista da camera, il primo ottenuto a Karlsruhe, il secondo ad Hannover. Sin da piccolo è anche un grande appassionato di cinema e dopo aver girato il suo primo cortometraggio, per gioco con uno smartphone, ha cominciato a studiare la materia in modo professionale diplomandosi in Regia e Sceneggiatura presso l'Accademia Nazionale del Cinema di Bologna. Qualche tempo dopo fonda la Kemonia Film, piccola casa di produzione indipendente, con la quale ha realizzato già vari cortometraggi e video d'arte, otre a ritratti di artisti e video promozionali per il teatro.


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Tra i suoi lavori più importanti sono da menzionare Mosaic World, esposto al MAR di Ravenna, L'ultima Panchina, attualmente finalista al concorso Divergenze per il Rive Gauche Film Festival di Firenze o ancora, il video promo prodotto dalla Rai per un documentario di Paolo Bianchini. Noi di It's Different abbiamo incontrato Alessandro Pace, ed ecco cosa ci ha detto de La leggenda del muto organetto:<<E' la storia di un uomo che osserva la realtà e tutto ciò che vede ha un sapore amaro, fino a quando un incontro ipnotico, cambia radicalmente la sua visione del mondo e quella delle persone che lui ha osservato. Il mezzo magico con cui avviene tutto ciò è uno strumento musicale molto suggestivo, l'organetto, che inizialmente appare alla gente come uno strumento vecchio e rotto ma, alla fine, rimane nel cuore di chiunque vi passa vicino. Questa storia nasce da due fronti artistici: il primo è il mio rapporto con il pittore e poeta Fausto Fori che nel mio corto, è anche attore. Fausto, l'ho frequentato e l'ho potuto osservare nella sua quotidianità durante il periodo della mia permanenza a Ravenna, potendo godere spesso dell'atmosfera magnifica del suo studio, luogo sospeso, nascosto ma accogliente, che si apre a chi lo desidera come un giardino segreto. Ho voluto omaggiare questo luogo, che innesca nelle persone un processo evolutivo darwiniano, creando una storia che potesse essere totalmente ambientata al suo interno e, che in qualche modo, potesse permettermi di condividere le stesse sensazioni di quiete, di amore per l'arte e per la bellezza, che ho sentito in questo spazio incredibile. Qui, ho incontrato molte persone interessanti, adattissime per la storia del cortometraggio. Molti li ho chiamati a recitare, poiché già avevano esperienze attinenti, chi nel cinema, chi nel teatro. Altri, semplicemente, mi sono statti di grande aiuto e d'ispirazione nella costruzione del racconto. E' un'atmosfera, quella del corto, che ho tratto da vari generi come il fantasy e il grottesco, ma soprattutto dalla commedia anni '20. Il secondo fronte d'ispirazione è quello musicale. Ho voluto che le immagini e la musica avessero importanza pari, questa la ragione per la quale ho cercato la collaborazione del musicista Giuseppe di Benedetto, pianista col quale ho suonato per diversi anni in Europa e oltreoceano. Con Giuseppe ho un rapporto di stima e amicizia e questo ha sicuramente favorito la nostra collaborazione, oltre al vantaggio che essendo io stesso un musicista son riuscito a dargli una descrizione, fra virgolette, musicale, delle sequenze da sonorizzare>>. Ringraziamo Alessandro Pace per aver scelto proprio la nostra testata per divulgare l'anteprima e aspettiamo con impazienza di vedere La leggenda del muto organetto, che vi ricordiamo, sarà presentato questo mese presso il Cinema Mariani.


PONTI

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Design Homann


Il Grande Tempio Cao Dai di Tay Ninh, (Viet Nam del Sud, ad un centinaio di chilometri a ovest di Ho Chi Minh City) è per i caodaisti l’equivalente di San Pietro per i cristiani. Il Caodaismo è un’affascinante fusione di Oriente e Occidente, una religione sincretica nata nel 20° secolo in Vietnam. Contiene elementi di Buddismo, Confucianesimo, Taoismo, nativo spiritismo vietnamita, Cristianesimo e Islam e pure un pizzico di illuminazione laica. Il termine Cao Dai (che significa torre o palazzo) è un eufemismo per indicare Dio. Ci sono circa tre milioni di seguaci Cao Dai in tutto il mondo, la strgrande maggioranza ovviamente in Vietnam. Il Caodaismo è stato fondato dal mistico Ngo Minh Chieu (nato nel 1878), un funzionario pubblico capo del distretto dell’isola di Phu Quoc. Noto per i suoi scritti sulle religioni orientali e occidentali diventò famoso con le sedute spiritiche e nel 1919 cominciò a ricevere rivelazioni di cui si servì per stabilire i principi del Caodaismo.

Nel 1926 divenne una religione a tutti gli effetti e nel corso dei decenni seguenti attrasse migliaia di seguaci, il Caodaismo fece poi della provincia di Tay Ninh uno stato feudale quasi indipendente. Nel 1956 il Caodaismo diventò una vera forza politica con un esercito forte di 25.000 uomini. Dopo aver rifiutato di sostenere i Vietcong durante la guerra contro gli americani, la setta temè il peggio dopo la reunificazione del paese alla fine del conflitto, infatti tutte le terre furono nazionalizzate dal nuovo governo e quattro membri della setta vennero giustiziati nel 1979. Solo nel 1985, quando fu chiaro che il Caodaismo era diventato una religione pacifica fu restituito loro il controllo della Santa Sede e dei circa 400 templi sparsi nella regione.


Nei centri storici, tanti negozi cercano di tenere vivo il tessuto di quartieri esclusi dai grandi flussi che animano i centri commerciali ma ancora ricchi d'identità e memoria storica. Mantenere un profilo credibile nelle proprie proposte, selezionare prodotti di qualità al prezzo più onesto possibile, richiede una grande professionalità ed onestà intellettuale, e ciò è ancor più vero se si vendono occhiali, e quindi benessere per gli occhi. It's Different ha intervistato Marco Pistoni di Ottica Regard, in Via Diaz a Ravenna, e ne sono emersi tanti spunti interessanti.


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Che cosa significa gestire oggi un negozio di ottica in centro? Quali problemi e quali soddisfazioni ne ricavi? “In anni come questi, in cui la globalizzazione ha certamente favorito la comunicazione e il progresso della nostra società, nell'ambito commerciale si è riscontrato un consumo più vasto e diversificato rispetto al passato: è aumentata la quantità dei prodotti, la loro disponibilità e la capacità di accontentare le più svariate richieste del mercato, svalutando purtroppo il lavoro dietro a ciascun prodotto. L'attività nel campo dell'ottica racchiude un importante lavoro tecnico e professionale, e anziché adattarci ai ritmi serrati di un mercato usa-e- getta, dove la qualità viene messa in secondo piano, noi abbiamo deciso di riscoprire la qualità dell'alto artigianato italiano e della scelta dei materiali, senza tralasciare la richiesta di un design attuale e alla moda. Aver fatto riscoprire la preziosità di un oggetto comune come un paio di occhiali alle persone è quindi la cosa che più mi fa piacere.” Cosa consideri prioritario nel tuo lavoro? “Il mio punto di forza è la scelta commerciale che porto avanti da oltre 10 anni, ossia acquistare montature progettate e studiate da tecnici artigiani di firme famose nel mondo per la costruzione degli occhiali da vista e da sole. Per quanto riguarda le lenti oftalmiche, fornisco solo lenti di altissima gamma prodotte in Italia, nel caso di Essilor (riconosciuto numero uno al mondo per le fotocromatiche) oppure in Germania, per quanto riguarda le lenti Zeiss, marchio prestigioso e distributore ufficiale dei migliori dispositivi ottici e fotografici. Inoltre, punto molto sulla trasparenza: non intendo ingannare la mia clientela con falsi sconti contro l'interesse del consumatore e a discapito della qualità del prodotto.” Cosa ti capita di dire spesso ai tuoi clienti? “Il mio consiglio altro non è che una semplice verità: i nostri occhi vanno protetti, in quanto la vista è un bene prezioso. L'occhiale deve risolvere al meglio ciascun problema visivo, nella propria peculiarità, senza dimenticare il fattore estetico. Infatti, una montatura bella e appropriata incornicia il viso e dà carattere a chi la indossa.” Com'è cambiato il mercato nel corso del tempo? Cosa suggerisci per correggerne eventuali difetti? “Purtroppo negli ultimi anni i grandi gruppi hanno immesso sul mercato scarsa qualità al solo scopo di profitto. Perfino le firme della moda hanno ceduto alle lusinghe di facili guadagni producendo il "made in China". Tutto ciò sta tornando indietro come un boomerang: i clienti, dopo aver acquistato questi prodotti, sono tornati alla ricerca del made in Italy e della qualità, della ricercatezza nei particolari, che importanti marchi artigianali sanno offrire, come Dita, Kuboraum, Thom Brown, Super e J Plus. Molti negozi utilizzano lenti prodotte con tecnologie di costruzione antiquate o di bassa qualità, ed è in questo modo che nasce la facilità di promozioni che abbagliano il consumatore finale.” Per concludere, quali sono le innovazioni da segnalare in fatto di lenti e occhiali, sia sotto il profilo correttivo che estetico? “Le novità nel campo dell'oftalmica sono tantissime e di diversa applicazione, sia per la vista sia per la protezione solare. Per fare un esempio, le lenti progressive Top Premium Individual II 1.74 sono eccezionali nelle performances visive, perfette per ogni montatura, con miglior percezione spaziale e dei contrasti e lenti tra le più sottili al mondo, con distintivo DNA Zeiss, per una migliore visione notturna e crepuscolare. In ogni caso, il mondo dell'ottica e della contattologia è in continua evoluzione e questo è il motivo per cui vorrei far capire alle persone che usare certi prodotti è come andare a curarsi in un paese del terzo mondo anziché in una clinica svizzera, o come dicono i romagnoli I LIGA I CA' CUN LA SUZEZZA.”


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di Paolo Gentili

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Pochi posti al mondo sono così universalmente riconoscibili con poche pennellate: Statua della Libertà, Times Square, Ponte di Brooklyn, Empire State Building… Tutti già visti in ettari di film e telefilm, tutti già in qualche modo virtualmente visitati, in un immaginario collettivo in cui si pensa ormai non possano esserci particolari sorprese, mentre non si potrebbe essere maggiormente in errore, apprestandosi a visitare la Grande Mela. Chiunque ci sia anche solo passato parla di una metropoli che, lungi dal risultare fredda e impersonale, si presenta come una città accogliente. Se si hanno pochissimi giorni a disposizione, inutile fare planning impraticabili: le distanze sono enormi, spesso non è facile entrare subito in sintonia con i mezzi di trasporto, metropolitana in testa, e in ogni caso le cose da vedere e da fare sarebbero infinite. Meglio affidarsi al mood del momento, tenendo presenti alcuni luoghi davvero imperdibili. Central Park è il parco cittadino per eccellenza, 341 ettari di verde, laghetti artificiali, piste di pattinaggio, punti d'osservazione per gli uccelli migratori, teatri all'aperto ogni altro elemento possa servire a far sentire i cittadini newyorchesi in mezzo alla natura. Quasi tutto ciò che si trova al suo interno è stato progettato e realizzato dall'uomo, a partire dalla metà dell'Ottocento, ma l'effetto finale è comunque rigenerante. Qui troverete anche lo Strawberry fields Memorial, un'area dedicata a John Lennon, che trascorse gli ultimi anni della sua vita nel Dakota building poco lontano e che molto amò il parco. Per celebrare il grande artista è stato creato un mosaico, realizzato da artigiani campani e regalato al comune di New York da quello di Napoli, che è la perfetta riproduzione di un esemplare pompeiano. Il Park Drive lo circonda con 9 chilometri e mezzo di pista, amata e percorsa da corridori, skaters, ciclisti, principianti o professionisti: il parco è anche sede d'arrivo della Maratona di New York, ma è meglio non sottovalutare il percorso, se non si ha alle spalle un minimo d'allenamento.

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Sicuramente avrete visto Central Park in tantissimi film e telefilm, e questo vale anche per tutto il resto della città, come già detto. Volendo si potrebbero fare dei giri che tocchino i set più famosi, dal palazzo di Friends ai luoghi topici di Sex and the city: è facile trovarli da soli, cercando nel web le giuste collocazioni, ma se volete azzerare gli sforzi in tal senso, affidatevi ai tour specializzati esistenti e godetevi le location preferite. A Ground Zero, dove sorgevano le Twin Towers, ora c'è un monumento molto semplice quanto toccante, in memoria delle vittime dell'11 Settembre 2001: un'occasione per soffermarsi su una delle pagine più drammatiche della Storia recente. I musei sono innumerevoli e citiamo giusto i più famosi. Al MOMA troverete opere famosissime dell'arte moderna, concentrate soprattutto al quinto piano, tra cui Le Damoiselle d'Avignon di Picasso, le Danzatrici di Matisse, oltre a varie opere di Van Gogh, Kandinsky, Boccioni. Al Museo di Storia Naturale di New York, che è stato anche il set del film Una notte al museo con Ben Stiller, troverete non solo scheletri di enormi dinosauri oppure un modello in scala naturale di balenottera azzurra, ma anche una minuziosa quanto suggestiva ricostruzione di vari habitat non solo relativi a mammiferi di vario ordine e grandezza ma soprattutto dei nativi americani, messicani e sull'uomo africano. Un giro di shopping è inevitabile, anche per il cambio favorevole, ma soprattutto grazie alla pressoché infinita varietà di negozi che troverete. Manhattan sarà sicuramente la meta principale della vostra caccia all'affare: basta percorrerla da nord a sud e v'imbatterete in ogni sorta di meraviglia merceologica. Broadway è la strada più lunga, e se nel suo tratto centrale è famosa soprattutto per i suoi teatri, nella sua punta più bassa e in quella più alta (lower e higher) vi delizierà con nomi come Bloomingdale's, American Apparel, Topshop e Urban Outfitters. La più famosa Fifth Avenue, meglio conosciuta come Quinta Strada, sarà un trionfo di monomarca di lusso, grandi magazzini e boutique mozzafiato, da Tiffany&Co a Gucci, da Victoria's secrets all'Apple Store più fornito che possiate immaginare, e così via. Non dimenticate però altre zone che possono comunque darvi grande soddisfazione: a Times Square troverete un Disney Store e un M&M's Store, mentre il famoso grande magazzino Macy's si trova solo un po' più a sud, in Herald Square, praticamente all'ombra dell'Empire State Building. Se i grandi centri commerciali sono la vostra passione, resterete incantati dal Time Warner Center, presso il Columbus Centre: non solo grandi firme, come Swarovski e Hugo Boss, ma nel seminterrato anche un irresistibile richiamo ai peccati di gola, nel Whole Foods Market. Anche i mercatini delle pulci vi terranno impegnati, soprattutto nel week end: solo il sabato e la domenica troverete a Hell's Kitchen non solo antiquariato e abbigliamento vintage, ma vere e proprie opere d'arte. Tornando ai film, e a Manhattan, nella New York Public Library sono ambientate moltissime scene di The day after tomorrow: sorpresi da un'improvvisa era glaciale, i protagonisti della pellicola si rifugiano in uno dei più grandi simboli del sapere. E una visita a questo maestoso edificio, dedicato alla custodia e all'offerta al pubblico del libro, non farà che confermarne il valore.

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Inaugurata nel 1911, è un tempio di silenzio vitale, malgrado la collocazione nel pieno centro della frenesia cittadina: a suo interno, studenti, giornalisti, gente comune, turisti si ritrovano immersi in una serie infinita di sale di lettura, di volumi, alcuni di pregio assoluto, di servizi e possibilità che ne fanno una delle biblioteche migliori del mondo. Ad Harlem potrete assistere ad una messa con coro gospel in una delle tante chiese battiste della zona, mentre all'Apollo Theatre, quello in cui hanno cantato nomi come Billie Holiday, James Brown, Ella Fitzgerald, Michael Jackson e costruito ormai cent'anni fa, potrete assistere a concerti e performances artistiche indimenticabili e respirare un'atmosfera che ogni musicista o amante della musica in genere dovrebbe provare once in a lifetime. Se volete ammirare lo skyline di New York da uno dei punti più alti, recatevi al Rockfeller Center, dove troverete il Top of the rock, nome comunemente usato per indicare il GE Building. Sede della NBC, con i suoi 259 metri di altezza, è uno dei posti più alti in cui potrete recarvi per godere la vista dall'alto della città che non dorme mai. E a questo riguardo, ricordiamo che i locali in cui potrete trascorrere le ore normalmente dedicate al divertimento sono davvero infiniti. Strano ma vero, a New York potrete trovare pizze fantastiche e cucina italiana ottima a Nolita (così viene appellata la North Little Italy) oppure gustare gelati strepitosi, come quelli serviti nella Melt Bakery, nella Lower East Side. Concedersi una cena, anche in locali di un certo tenore, non è così proibitivo come si potrebbe credere, a livello economico: basta prenotarsi con larghissimo anticipo, fare attenzione al dress code richiesto e magari dare un'occhiata alla guida Michelin. Se preferite la cucina asian-fusion, a Wall Street il ristorante Sho Shaun Hergatt v'intrigherà con proposte stuzzicanti in un ambiente elegante, a prezzi decisamente interessanti.


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A Soho, una zona normalmente frequentata da artisti, piena di gallerie d'arte e stimoli culturali d'ogni genere, potrete fare un salto a La Colombe, uno dei più bei locali in cui gustare caffè e cappuccini deliziosi. Per il resto, la notte è tutta da vivere: almeno fino alle quattro del mattino è possibile girare per locali, anche spostandosi in metropolitana (attenzione alle due diverse categorie di treni: i Local fermano in ogni stazione, gli Express invece solo in quelle principali!) e scegliendo tra nomi famosi, come il Blue Note, massimo tempio del jazz, oppure il Pacha di Ibiza in versione newyorchese o realtà meno note fuori dai confini ma ugualmente invitanti, come l'Arlene's Grocery nel Lower East di Manhattan, in cui si tengono spesso concerti interessantissimi. Sono in pochi a sapere, anche tra gli stessi newyorchesi, che la città è anche una località balneare di tutto rispetto: oltre alla famosissima Coney Island, ricca di eventi ed attrazioni, come il luna park risalente al 1895 e di recente ristrutturazione, Orchard Beach e Brighton Beach vi permetteranno di trascorrere ore felici anche se siete con i bambini. Impossibile citare tutto ciò che si potrebbe fare a New York, da percorrere prima in metro e poi a piedi il ponte di Brooklyn a sorvolare la Statua della Libertà in elicottero. Sicuramente vi stupirà la sua gente e la sua capacità di vivere la città come se fosse la cosa più normale del mondo...

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“Tutto è cominciato negli anni '50, subito dopo la ricostruzione del dopoguerra, con il trasferimento a Ravenna di mio zio Virgilio Anselmo, un ragazzo siciliano dai molti talenti. Era orafo, ma anche batterista, e fu suonando la fisarmonica assieme a mio padre che conobbe la sua futura moglie, vale a dire la sorella di mia madre. Mio fratello, vent'anni più grande di me, fece il garzone per mio zio, il quale ha avuto un laboratorio orafo per quarant'anni in Via Mazzini a Ravenna, e così ha imparato il mestiere, aprendo poi un negozio per conto suo. In seguito, io ho imparato da mio fratello: comunque, devo sempre ringraziare lo zio Virgilio, perché è grazie a lui che è nata questa tradizione di famiglia ed è il motivo per cui oggi faccio questo bellissimo lavoro” racconta Stefano Grandi di Cose Preziose. Intervistato da It's Different. Si tratta di una realtà presente da circa trent'anni a Mezzano e Stefano ci tiene a sottolineare con non si tratta della “solita” gioielleria, in cui si aspetta semplicemente che il cliente entri e scelga di acquistare un oggetto in esposizione. “Noi siamo innanzitutto orafi, quindi lavoriamo per noi e per altre gioiellerie, anche fuori regione e all'estero. Per quanto riguarda chi viene a trovarci in negozio, oltre ai gioielli classici, come la fedina Eternity, i solitari, i punti luce con diamanti, eccetera, che tra i pezzi importanti restano comunque i più richiesti, il cliente può scegliere di creare il proprio gioiello direttamente insieme a noi, con un doppio vantaggio: l'originalità del prodotto ed il prezzo finale decisamente appetibile, perché non ci sono passaggi intermedi, che di solito pesano parecchio sull'importo finale” spiega Stefano.


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Il fatto di essere in un piccolo paese, anche se a cinque minuti di auto dal centro di Ravenna, non penalizza in alcun modo l'attività: anzi, il fatto di affacciarsi direttamente sulla Reale porta spesso coloro che vi passano davanti tutti i giorni a fermarsi, prima o poi, incuriositi dall'insegna o proprio dalla posizione estremamente visibile del laboratorio. “Noi siamo fabbricanti di gioielli, ne costruiamo e quindi ne conosciamo ogni segreto: spesso i clienti arrivano con un foglio di giornale e chiedono se è possibile realizzare un anello simile a quello della foto, e noi eseguiamo. Possiamo usare l'oro di gioielli già fatti, modificarli o riproporli in una forma completamente diversa, dando loro nuova vita. Possiamo ripararli, accettarli come pagamento per nuovi acquisti oppure comprarli. Siamo anche in grado di restaurare pezzi pregiati” continua Stefano Grandi, descrivendo la sua attività insieme al fratello Paolo. Basta dare un'occhiata al sito cosepreziosegioielli.it per rendersi conto dell'estrema perizia delle loro creazioni, della passione con viene realizzato ogni singolo pezzo e del design impeccabile. Fino a qualche decennio fa, i gioielli di un certo valore erano la scelta più naturale sia per regali d'occasione, sia per un investimento duraturo nel tempo. Attualmente, la spinta più forte e diffusa resta il desiderio personale di piacere e piacersi. “Oggi i gioielli vengono comprati soprattutto per se stessi, soprattutto i più importanti, e sono proprio quelli con cui lavoriamo maggiormente. Nel caso di un investimento, ma anche per un acquisto personale, è fondamentale affidarsi ad operatori di fiducia. Spesso si compra a prezzi assurdi e si scopre solo in seguito, e di solito spiacevolmente, che la spesa non era assolutamente commisurata alla qualità del prodotto. Avendo la fortuna di conoscere perfettamente valore e pregio di ogni pietra, metallo o lavorazione, possiamo non solo identificare i materiali più adatti alle esigenze del cliente ma anche realizzare il miglior oggetto in base alle aspettative” conclude Stefano, tornando al suo lavoro.


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Scegliere una meta non convenzionale per le proprie vacanze può riservare tante sorprese, e il Sudafrica può accogliervi con la più ampia gamma d'emozioni e contrasti che si possa immaginare… Pensi all'Africa e non t'immagini i pinguini, immagini savane e non ti sfiora l'idea d'incontrare balene o giardini inglesi: ricchezza e povertà, caldo e freddo…sarete stupiti dalla quantità d'opposti che vi troverete ad affrontare in questa terra. Cape Town, però, vi accoglierà con un clima mediterraneo, senza troppe escursioni: d'estate, caldo e sole e durante i mesi invernali, pioggia e temperature basse. Ovviamente le stagioni sono invertite, perciò se volete passare il Natale al caldo, cominciate a farci un pensierino: temperature massime attorno ai trenta gradi, niente afa, venticello piacevole e purificante (detto appunto Cape Doctor, proveniente da sud-est ) e serate fresche.E' sempre possibile qualche violento temporale estivo, ma basta saperlo ed essere attrezzati. Nelle stagioni intermedie ci si può aspettare di tutto e quindi il vestiario deve coprire ogni possibile combinazione meteo. Avrete già capito che non è possibile farsi un'idea univoca di questa città, perché tutto è relativo: la temperatura del mare, se si vuole passare del tempo in spiaggia, è sempre fredda, ma in alcune zone non è così e ci si può sorprendere a non trovare molte differenze con il Mediterraneo, spostandosi, ad esempio, a Durban, oppure scegliendo le spiagge della costa est. Il panorama di Cape Town è indissolubilmente legato al Parco Nazionale della Table Mountain.


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Quest'ultima torreggia con le sue pareti alte poco più di mille metri sul centro della città, e il nome è presto spiegato dalla sua forma piatta. Table cloth è il nome della tovaglia di nuvole che la ricopre nei giorni in cui il vento soffia impetuoso, e con cui s'impara presto a fare conoscenza. Si può salire scarpinando oppure prendendo una comoda funivia, che si trova a circa un quarto d'ora dal centro città. Nei mesi estivi le ultime corse cadono anche attorno alle 20.30 permettendo così di godere di un panorama spettacolare al tramonto, mentre d'inverno l'ultima corsa è fissata per le 17. E' utile portare con sé un giubbino, perché anche quando in città fa caldo, su il vento può essere freddo e d'inverno qualche spolverata di neve è da mettere in conto. La macchia mediterranea ( o fynbos, in lingua locale) vi risulterà familiare, ma la biodiversità del luogo è davvero spettacolare, perciò viene consigliato rigorosamente di restare nei sentieri stabiliti, senza calpestare alcunché. Meno familiare sarà l'avvistamento di un dassie, che sembra una marmotta, ma in realtà è una specie lontanamente imparentata con gli elefanti: anche in questo caso, guardare e non toccare. Per chi ama il trekking, ci sono vari tipi di sentieri, ma per i più difficili, e in ogni modo prima d'intraprendere qualunque iniziativa, è meglio informarsi bene e magari prenotare una guida del posto.

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Tornando alle spiagge, e in particolare quelle ad est, protette dalle correnti atlantiche nella False Bay, Boulders Beach è sicuramente la più famosa, non solo per la sabbia bianca, il mare azzurrissimo, ma soprattutto per la presenza di una folta colonia di pinguini: per non disturbarli, si accede alla spiaggia principale solo su passerelle di legno, mentre nelle calette circostanti si può utilizzare la spiaggia a proprio piacimento e può anche capitare di fare il bagno insieme a questi simpatici animali. E' una spiaggia particolarmente amata dai bambini, anche perché in alcune piccole cale l'acqua è davvero bassa e protetta dalle correnti Qui siamo a circa una quarantina di chilometri dal centro città, ma avvicinandosi un po' di più troviamo altre splendide spiagge, come Fishoek oppure la più selvaggia Clovelly, particolarmente amata da chi vuole imparare a maneggiare un surf, una barca a vela oppure una canoa.

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Ancora più vicina al centro è Muizenberg, la prima in ordine d'apparizione, andando verso est: anche questo è un paradiso per chi voglia avvicinarsi agli sport acquatici per la prima volta, è decisamente attrezzata con spogliatoi e docce, bar e negozi, con un lungomare che è bello vivere d'estate come in inverno. Se volete dare un'occhiata anche alle spiagge del nord, non perdetevi Camps Bay, una bella e grande spiaggia con sabbia bianca e palme, peccato per l'acqua fredda… Qui si può giocare a beach volley, oppure godersi il sole o una passeggiata sul lato opposto della spiaggia, tra bar, locali all'ultima moda e ristoranti dove prendere un aperitivo o consumare un brunch. Purtroppo che il vento di sud-est di cui abbiamo fatto cenno prima, rende, quando soffia, impraticabile l'intera zona… Spostandovi in città, troverete comunque un ambiente accoglientissimo, con tante zone pedonali in centro e locali interessantissimi, con bar e ristoranti che mettono tavolini all'aperto, e mercatini d'ogni genere. Long Street è particolarmente amata dai giovani per la sua alta concentrazione di negozi di moda dedicata a loro, oltre a bar, pub, discoteche, molti dotati di terrazze con vista. Non mancano negozi di libri d'antiquariato e moderni e d'arte africana, quest'ultima ben rappresentata nei mercatini di Green Market Square e Saint George's Mall. In Church Street, invece, troverete soprattutto oggetti e vestiti usati e chincaglierie d'ogni epoca, e magari tra un acquisto e l'altro si può anche pasteggiare in uno dei ristorantini di cui è costellata la zona.

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I giardini pubblici sono egregiamente rappresentati dai Company's Gardens, dove ci si può rilassare nel verde, oppure entrare in uno dei tanti musei che lo caratterizzano, come quello dedicato agli schiavi, oppure visitare il planetario o la National Gallery. Forse non tutti lo sanno, ma se esiste un contraltare sudafricano a San Francisco, quello è proprio Cape Town, città certamente gay friendly: Waterkant e Greenpoint sono due quartieri particolarmente attivi, per la presenza di centri commerciali, negozi, bar e locali notturni. Il Waterfront è il vecchio porto della città, ma è una delle zone più interessanti da visitare, soprattutto d'estate, quando si organizzano manifestazioni varie e concerti nell'anfiteatro e i negozi e ristoranti restano aperti fino a tardi. Da non perdere il Two Oceans Aquarium, qui situato. Il Sea Point è il punto di partenza per passeggiate sulla Promenade, per gite in canoa o per giungere sulle spiagge di Camps Bay e Clifton per un aperitivo o un pic nic vista tramonto. Un classico della vita a Cape Town durante la bella stagione è proprio il pic nic all'aperto: in particolare, il Parco Botanico di Kirstenbosch ospita tutte le domeniche estive i summer sunset concerts, prima dei quali è d'obbligo un pic nic, e dopo magari un aperitivo, sia in famiglia che in coppia o in comitiva. E che ne direste di un aperitivo su veliero d'epoca ormeggiato al Waterfront? Persino nelle baraccopoli, le cosiddette township, abitate esclusivamente da popolazione di colore, è possibile per un turista partecipare al barbecue che un macellaio della zona tiene, sempre di domenica, per chiunque voglia mangiare carne grigliata e ascoltare musica dal vivo, portandosi però piatti e posate da casa. Ricordatevi però che non sono luoghi in cui la sicurezza sia garantita, se proprio avete voglia di scoprire l'altra faccia di questa città, fatelo in partnership con i tour operators. Vi arride l'idea di fare cage diving? Potrete fare anche questo, e cioè immergervi in una gabbia mentre attorno gironzolano squali pericolosi! Potrebbe però anche prendervi la voglia di qualcosa di davvero tranquillo ed evocativo, dopo tutte queste emozioni, e allora si può prendere una buona tazza di tè, alle cinque del pomeriggio e dintorni, in un albergo storico bellissimo, il Mount Nelson proprio sotto la Table Mountain. Infine, basta prendere un traghetto dal porto vecchio per raggiungere un patrimonio Unesco dell'umanità, Robben Island, destinata a carcere già verso la fine del'600 (ospitando anche Nelson Mandela) e ora museo per turisti. C'è tanto altro da scoprire in questo luogo dall'altra parte del mondo, così lontano, così vicino…

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Stazione Ferroviaria (16 dicembre 1944).

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Località Sant’Alberto (12 gennaio 1945 ). Il paese è stato sgomberato dai civili, contadini sul loro carro trainato da buoi passano davanti a un carro armato tedesco Panther distrutto.

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nella pagina precedente: Piazza del Popolo (5 dicembre 1944). Fuori del municipio, i pochi abitanti rimasti in città si riuniscono per dare il benvenuto alle truppe di liberazione.


Porta Sisi (28 dicembre 1944). Le cornamuse canadesi fanno il loro ingresso in città.

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A settanta anni dalla Liberazione della nostra città dall'oppressione nazifascista, il modo migliore per ringraziare le donne e gli uomini che hanno combattuto per la nostra libertà durante la seconda guerra mondiale è portarli nella Ravenna di oggi, settanta anni dopo il loro impegno e i loro sacrifici. Grazie a queste foto, le truppe alleate entrano in città oggi dalla stessa porta dalla quale entrano i turisti che si recano a visitare i nostri monumenti. Capolavori millenari che sono rimasti indenni grazie al piano “Teodora” elaborato assieme da partigiani e soldati alleati, che evitarono bombardamenti devastanti ai nostri preziosi mosaici ed agli storici edifici che oggi sono patrimonio dell'umanità riconosciuto dall'UNESCO. I Partigiani che sfilano orgogliosi nelle strade per andare a festeggiare in piazza dopo la Liberazione, camminano insieme ai ravennati che in questa città vivono e lavorano oggi. Liberi. Il gesto di riconoscenza e gratitudine che abbiamo pensato e realizzato con queste foto, che sovrappongono luoghi e persone di oggi e di allora, nasce dalla rielaborazione dell'idea dello storico olandese Jo Hedwig Teeuwisse, che ha rintracciato e rifotografato i luoghi della seconda guerra mondiale immortalati dai reporters al seguito delle truppe alleate. In studio poi sovrapponeva le vecchie foto a quelle attuali, evidenziando così similitudini e differenze a distanza di molti decenni. Ma più che a riconoscere le differenze noi siamo interessati a fare memoria di quanto accaduto e portare qui, oggi, il coraggio di quelle donne e quegli uomini, perché ci siano di esempio. Perché siamo loro grati.

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Chiacchierare con un calice di vino in mano o stare insieme davanti ad un buon piatto di cappelletti oppure assaporando una specialità di mare, sono diverse situazioni in cui si può onorare la compagnia altrui e il buon vivere, e declinare l'ospitalità in altrettanti modi è il frutto di un alchimia che solo in alcuni casi riesce perfettamente. It's Different ha intervistato Andrea Venturi che insieme al socio Michele Giangrandi gestisce I Fanti a Ravenna, I Fanti a Marina e, dal 19 Ottobre, anche I Furfanti. “Abbiamo pensato di aprire una nuova realtà a Ravenna perché il distaccamento de I Fanti al mare, concepito inizialmente come street bar ed evolutosi in seguito come ristorante e pizzeria, chiudendo dopo l'estate, lasciava un vuoto. Per recuperare i clienti del ristorante e portarli a Ravenna anche durante l'inverno, abbiamo creato I Furfanti, in Via Paolo Costa 1, in un palazzo del '600, in pieno centro storico” ci racconta Andrea.


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Si tratta di un'osteria, arredata secondo la tradizione, in cui ogni dettaglio è pensato per rendere l'ambiente caldo e accogliente, ma decisamente sobrio. L'informalità, la capacità di far sentire tutti a casa, sempre nel rispetto gli uni per gli altri, è lo scopo di questo come pure degli altri locali di cui Andrea si occupa. “I Furfanti lo definirei un locale di poche pretese, in grado di accontentare tutti. L'attenzione principale è rivolta alla stagionalità dei prodotti e quindi il menù è in continuo cambiamento. Non si mangiano mai le stesse cose, a parte i classici della tradizione, come ragù, brodo, bollito e così via. Sicuramente, la monotonia a tavola non è un nostro problema, e oltre al menù, i piatti del giorno contribuiscono a creare una varietà continua nell'offerta, oltre ad un'intuibile garanzia di freschezza e qualità dei prodotti.” A più di un mese dall'apertura i risultati sono estremamente incoraggianti, segno che i clienti, magari anche quelli de I Fanti di Marina di Ravenna, com'era in effetti nelle intenzioni originarie, hanno apprezzato quest'ulteriore proposta. “Vedremo in seguito se questo successo è dovuto alla novità, come spesso accade, oppure alle nostre idee. Noi di sicuro ci stiamo divertendo!” Un approccio corretto alla gestione di un locale, di qualsiasi genere, sta nell'educare il cliente, per così dire, alle proprie proposte. “Se offrissimo tutti quanti lo stesso identico prodotto, non solo ci faremmo la guerra, ma renderemmo il panorama dei locali piuttosto monotono. Inoltre, è normale che con il tempo si cerchi di portare i clienti verso altre formule, rispettando le caratteristiche di base. Noi abbiamo creduto nella possibilità di differenziarci, cercando di ritrovare la genuinità della cucina romagnola, ispirandoci al libro di ricette della nonna, perché noi siamo romagnoli. Il gusto è uguale a quello della tradizione, semmai, è la presentazione a cambiare. I numeri ti fanno capire se la linea è giusta e poi si procede per quella strada.” A parte il giorno di chiusura, che è il lunedì, ogni sera a cena e la domenica anche a pranzo I Furfanti presentano la propria idea di osteria e ristorante romagnolo, e prenotare è sempre gradito, proprio per le particolari caratteristiche dei prodotti proposti e per l'entusiasmo degli avventori. “Sicuramente un lavoro di questo tipo risulta molto semplificato dal fatto di lavorare con persone conosciute e in sintonia con ciò che intendiamo presentare. Siamo un bel gruppo ormai affiatato, ben equilibrato tra uomini e donne e con età che vanno dai venticinque ai quarant'anni, quindi piuttosto giovani. Molta gente è con noi dalle origini e alcuni solo da quattro o cinque anni, ma tutti sono ormai temprati al nostro modo di lavorare, e anche per quanto riguarda i nuovi innesti, si tratta di persone comunque conosciute. In ogni caso, è un piacere lavorare insieme” conclude Andrea.


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Di Tobia Donà Una sposa con un paio di sandali ai piedi gioca a pallone con un ragazzino, mentre anziane signore, fuori dai negozi, vendono quello che hanno coltivato nella stagione passata. Sono gli istanti e le situazioni di una Romania rurale, inconsueta e quotidiana, lontana da rappresentazioni urbane o folkloristiche che non ha nulla di costruito ma che, allo stesso tempo è tanto straniante da obbligarci ad entrare in profondità, quasi a volerne ricostruire la storia. L'autrice è Otilia Cobzaru instancabile esploratrice e interprete del suo paese. Ha soltanto ventidue anni, ma alle spalle una tradizione fotografica famigliare trasmessale dal padre e dallo zio, fotografi. Tutto sembra essere lì, davanti ai suoi occhi, colto con rapidità e acutezza tali da penetrare nell'anima. Ci troviamo nel distretto di Neamt, in una zona di campagna un po' collinare situata nel nord-est della Romania. E' qui che Otilia affonda le sue radici. Un viaggio fotografico nella memoria e nel passato dove fin da piccola curiosava tra le vecchie fotografie dei nonni, affascinata da una realtà, dove il tempo è diluito, a volte immobile e silenzioso, lontano dai ritmi del presente. Anche se cresciuta in Italia, dove compie studi nell'ambito della fotografia e del video, mantiene un rapporto molto stretto con la sua terra d'origine, luogo di vacanze estive, di estati intense, durante le quali apprendere dal padre le tecniche di ripresa e di sviluppo e stampa in camera oscura. Un linguaggio rigoroso che rispetta il paesaggio e le persone che vi sono ritratte, sottolineando la liricità del luogo ed il proprio legame con l'ambiente. E l'atmosfera che le pervade è già memoria.


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IT'S DIFFERENT MAGAZINE 36.2014  

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