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Carla Goddi

Acomegas

Ispirazione Lunare Abbigliamento selenita Un viaggio attraverso il mondo di Mèliés, che adesso è un pò anche mio...

Politecnico di Milano Sede di Como Laurea in Disegno Idustriale orientamento moda A. A. 2005-2006

Relatore Prof. Roberto De Paolis 1


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Alla mia famiglia Ai miei amici A coloro che mi hanno arricchito in questo percorso Agli errori e ai colpi di fortuna


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Ispirazione Lunare - Abbigliamento Selenita -

un viaggio attraverso il mondo impossibile di Melies, che adesso e- un po- anche mio...

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L

o stimolo di partenza è stato il binomio Moda e Design, così ho pensato al cinema come nuovo e anche tradizionale mezzo di comunicazione del sistema moda. Ho pensato di fare una ricerca in questo campo,, vvisitando il Museo del Cinema di Torino. Un percorso emozionante riscoprendo gli esordi di quest’arte. Sono rimasta senza fiato di fronte ai primi strumenti cinematografici e ai loro nomi poetici: Lantena magica, Fantascopio, Thaumatropio, Fenachistopio.... L’amore per la moda, l’arte. il design e il cinema hanno dato vita a questo progetto di tesi. La musa ispiratrice è arrivata insieme alla polvere lunare del cinema di Georgs Méliès con il suo film “Le voyage dans la lune”. Regista, mago, attore, artista, è stato il primo che ha usato la camera da presa per raccontare una storia immaginaria, utilizzando veri e propri effetti speciali con una primitiva forma di montaggio. 6

Questo clima fiabesco dei primi del ‘900 è divenuto lo scenario ideale per la creazione di particolari capi d’abbigliamento. Ho voluto reinterpretare, ricreare e personalizzare le scene del film ideando abiti, stampe, marchio e logo, contestualizzandoli in un mondo ormai futuro, quello di oggi, mantenendo però, la magia, la scoperta, il gusto di novità, la voglia di dare una piccola emozione in più. Ho giocato sui colori, colori virtuali, dando un pò di vivacità al bianco e al nero della pellicola, per poi trasformare, in stampe, alcuni particolari del film, da applicare sulle mie creazioni. Abiti che si adattano alle diverse esigenze, che non svelano mai del tutto il loro completo utilizzo, che si lasciano modificare, che sorprendono. Sono capi doppi: di due colori, di due utilizzi, un pò retrò, un pò attuali, poetici e utili. Vorrebbero raccontare una storia e far conoscere il mondo da


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cui hanno preso vita, perchè non c’è cosa più bella che condividere qualcosa con qualcun’altro. E quale miglior mezzo di diffusione della Moda per diffondere un immaginario? La moda ha sempre avuto una forte valenza comunicativa e spettacolare, da input a molti altri settori, così spero che oggi ancora una volta possa diffondere un messaggio o per meglio dire una storia. Vorrei dare un assaggio di questo mondo incantevole che mi ha colpito. Un breve viaggio tra seleniti e caverne fantastche con una vegetazione un pò anomala, funghi grandi come alberi, rocce in movimento e nuvole di fumo. Uno spot immergerà lo spettatore in questo paesaggio in cui verranno mostrati gli abiti. Ho scelto un finale diverso da quello del film, l’uomo e il selenita si incontrano, si spaventano ma divenatno amici. Un lieto fine che dimostra che a volte l’apparenza inganna.... come tutta la storia del cinema insegna. 7


The starting spur has been the combination between fashion and design, I thought about cinema as a new but also a traditional means of communication of the fashion business. I thought of researching in this area, visiting the “Cinema museum” in Turin. It was a very exciting journey. I thought back over the beginnings of this art. My breath was taken away by the first cinematographic instruments with their poetic names like “ Magic Lantern, Fantascope, Thaumatrope, Fenachistope......” My passion for fashion, art, design and cinema has given life to this thesis project. The inspirating Muse arrived with the moon dust of Georges Melies’s “Le voyage dans la lune” movie. Director, magician, actor, artist, he was the first to have used the camera to tell an imaginary story using truly special effects with a primitive way of editing. This fairy tale context of the fiest years


of the twentieth century’900 became the perfect background for the creation of particular garments. I decided to revise, recreate and customize the movie scenes creating clothes, prints, brand and logo putting this project into a future world, today world but, however keeping the charm, the discovery, the taste of the new, the desire to give a little more emotion. I worked on colours, virtual colours, giving not much brightness to the black and white of the film, after that turning them in prints to be placed on my creations. The clothes are adaptable to the different needs, don’t completely reveal completely their usefulness, their possibility to be modified, they’re unexpected. They are double garments: double colours, double use, not much retro, not much modern, poetic and useful. They would like to tell a story and let known the world where they come

from, because there’s no more beautiful thing than sharing something with somebody. The best way of distributing fashion is to distribute imagery. Fashion always has had a strong communicative and spectacular value, as an input for many others areas, so I hope today, once again, fashion could diffuse a message or, even better, a story. I would like to give others a bit of this charmed world that struck me. A short trip between selenium and fantastic caverns with anomalous vegetation, mushrooms as big as trees, moving stones and smoke clouds. A spot will bring the spectator into this landscape where the clothes will be shown. I decided for a different ending than the movie one, the human and the man of the moon will meet, it will be scary but they’ll become friends. A happy ending made as a demonstration that sometimes the appearances are false ......as cinema stories teach us.


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Acomegas - visioni lunari -

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Zoom sulla luna. In primo piano solo la faccia che si trasforma nella stampa della maglia.

Il selenita vede arrivare qualcosa sulla superf icie lunare e scappa impaurito.

Dal missile esce una ragazza che si guarda intorno, affaticata dal viaggio si addormenta e inizia a sognare....


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Tutto si colora e il cappotto grigio mostra il suo interno saturo di colore e pieno di stampe. Lo rivolta rivolta.

La ragazza incontra il selenita che la spaventa, ma scopre che si trattava di uno scherzo e si abbracciano ridendo..

Tutto torna grigio . All’interno del castello dei seleniti, il re mostra a tutti la sua magia che diventa vestito con la stampa della luna.


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indice

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Moda e C Comunicazione omunicazione

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Moda e Cinema

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Moda e Arte

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Georges Melies

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Le origini

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Materiali e Colori

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I capi

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Scenario

Comunicazione prodotto

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Fonti di ricerca

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Le origini

Dalla Lanterna magica al cinema

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Siamo ormai nel XXI secolo. Parecchi anni tra sperimentazioni e applicazioni nel campo della multimedialita- ci indurrebbero a non usare piu- il termine <cinema> per indicare quella tecnica di ripresa della realta- con cui si facevano e si fanno i f ilm. Tuttavia, poiche- al cinema continuiamo ad andare e ci nutriamo ogni giorno di cinema anche attraverso la televisione, le videocassette, i dvd, e probabilmente ce ne serviremo ancora in futuro, magari sotto altre forme, forse sarebbe opportuno impiegare il termine cinema nella sua accezione piuampia che comprende tutte le tecniche possibili per la riproduzione o creazione della realta- in

movimento (anche virtuale).

Il desiderio dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo di ricreare il movimento e i suoi tentativi di riprodurre in forme e modi differenti la natura e le varie forze dinamiche rappresenta la nascita primordiale del cinema. Non e- diff icile risalire alle pitture rupestri, le molte zampe degli animali graff iti delle grotte di Altamira sembrano un ingenuo tentativo di rappresentarli in movimento. Passando poi agli

spettacoli di ombre dellâ&#x20AC;&#x2122;antico Egitto o di Babilonia o, precisamente, della Cina, dellâ&#x20AC;&#x2122;India e

del Medio Oriente sino alle teorie di Aristotele, degli arabi, dei nostri umanisti, di Giovanni Battista Della Porta e alla lanterna magica del padre Athanasius Kircher e al suo libro Ars magna lucis et umbrae (1646), primo trattato organico dei problemi ottici relativi alla proiezione delle immagini. Gli antecedenti piu- antichi interesseranno queste pagine, dagli esperimenti fotograďŹ ci del principio dell- Ottocento e degli esperimenti sulla persistenza dell-immagine sulla retina dell-occhio umano.

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Durante il secolo XI iniziano ad essere sperimentate le meraviglie delle prime camere oscure, che vengono aff inate pian piano grazie al genio di personaggi come Leonardo, Leon Battista Alberti, il matematico Cardano. Alle soglie del Seicento, si deve al tedesco Kircher e allâ&#x20AC;&#x2122;olandese Huygens la messa a punto delle prime lanterne magiche, veri e propri antenati del proiettore cinematograf ico.

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Si tratta di congegni che utilizzano inizialmente la luce fornita da una candela per illuminare semplici immagini. Queste, dipinte e capovolte su vetro, vengono proiettate in successione agli spettatori attraverso un rudimentale obbiettivo.

Lanterna magica, Museo del Cinema di Torino.

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Nei primi decenni dellNei dell-Ottocento Ottocento ci furono piccole invenzioni destinate al divertimento per l-infanzia che introdussero a poco a poco la rappresentazione del movimento disegnato, basandosi sul principio disegnato f isico della persistenza delle immagini sulla retina umana.

Vetro per lanterna magica a leva. Lever magic lantern slide. Germania ultimo quarto secolo XIX Collezioni M.N.C. - Fondo Prolo

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Il thaumatropio fu inventato attorno agli anni Venti del 1800 e- descritto in un libro del 1827 del dottor J. Ayrton Ay rton Paris a cui si attribuisce questa invenzione. Si tratta di un dischet dischetto di cartone rotante attorno al suo asse, che consente, a causa del movimento di rotazione e della persistenza delle immagini, di sovrapporre le due f igure disegnate su ambedue le facce del disco, cosi- da formare per lo spettatore spettatore, una sola immagine. Con un movimento delle dita si poteva cosi- vedere un uccellino in gabbia o un uomo bere alla bottigli bottiglia, le singole facce invece mostravano separatamente un uccellino e una gabbia, un uomo e una bottiglia.

Thaumatropio 1827 installazione Museo del Cinema di Torino

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Associando il principio della riproduzione fotograf ica a rif lessioni sul meccanismo delle lanterne magiche magiche, grazie al f isico J. Pletau abbiamo la prima rappresentazione graf ica di una azione dinamica. Il fenachistoscopio consiste in un cerchio di cartone rotante su cui sono disegnate un certo numero di f igure (in genere 16) rappresentate nelle varie fasi del loro movimento. Facendo ruotare il cerchio attorno al suo centro davanti a uno specchio, si puo- vedere, attraverso apposite ďŹ nestrelle praticate sulla superf icie del cerchio stesso, la f igura disegnata muoversi.

Zootropio, Museo del Cinema di Torino

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Lo zootropio ful-â&#x20AC;&#x2122;evoluzione del fenachistoscopio, passando per le precedenti invenzioni prec quali il fantascopio e il Daedalum. Ebbe una larga diffusione come giocattolo e divertimento di societa- e costituiil modello di quello che alcuni decenni dopo sara- chiamato prassinoscopio di Emile Reynaud, vero precursore del cinema di animazione.

Zootropio, particolare in movimento, Museo del Cinema di Torino

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Il francese Emile Reynaud presenta nel 1889 il suo <teatro ottico ottico>>,>, un sistema ingegnoso a specchi con cui riesce a proiettare su uno schermo schermo, abbastanza grande grande, delle brevi pant pantonomime disegnate. La cronaca di allora racconta come d nel dicembre 1895 tutti i principali teatri di Parigi ospitassero le rappresentazioni del rapp teatro ottico, tanto da costringere i Lumiere a utilizzare, per le loro proiezioni , la piccola <sala pr indiana> di Boulevard des Capucines. de Due delle pantonomime di Reynaud Reynaud, dipinte a mano, si sono sorprendentemente conservate nel tempo e conserva costituiscono oggi una testimonianza prezio preziosa sulla delicatezza e unicita- delle sue opere.

Èmile Reynaud proietta Pauve Pierrot con il suo teatro ottico

“Teatro Ottico” di Èmile Reynaud, Museo del Cinema di Torino.

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Sabato 28 dicembre 1895 1895: il fotografo Maurice si aggira davanti al <Salone Indiano> del Grand Cafe di Parigi, un piccolo seminterrato. Lo spazio viene aff ittato a due suoi amici di Lione, Auguste e Louis Lumiere, Si tiene uno spettaccolo di immagini in movimento proiettate grazie ad una diavoleria inventata proprio dai due fratelli. Purtroppo l-evento non viene accolto con grande entusiasmo e a parteciparvi sono solo pochi spettatori ignari che assisteranno al primo spettacolo cinematograf ico. Ai presenti vengono proposti dieci brevi f ilmati. Da questo momento in poi il cinematografo, dal greco kinema (movimento) e grafein (scrivere), riscuote un grandissimo successo di pubblico. Una scena da Lâ&#x20AC;&#x2122;arrivo di un treno nella stazione di La Ciotat (1895)

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I f ilm

organizzarsi per diffondere le loro proiezioni in tutto il mondo, creando delle squadre di operatori da inviare in diverse localita- esotiche per girare f ilm insoliti. Cominciano anche a riprodurre in studio eventi storici e di cronaca diff icili da riprendere con i mezzi di allora. La popolarita- del cinematografo fa si che una grande schiera di imitatori riproduca, senza licenza, attrezzature simili alla loro invenzione. Si assiste a un proliferare di f ilmati di poca originalita- che immediatamente saturano il mercato, determinando il

dei Lumiere evidenziano subito la potenzialita- della nuova invenzione, capace di consentire la visione a un vasto pubblico, e di riprodurre la realta- secondo il punto di vista soggettivo dellâ&#x20AC;&#x2122;operatore. Si tratta di riprese con inquadrature f isse, senza sonoro, nelle quali risulta quasi del tutto assente quella che piu tardi sara- def inita ll--impronta registica, ravvisabile tuttavia in alcuni f ilmati successivi. Tra i titoli del catalogo Lumiere ricordiamole scene

declino dei Lumiere. L-incendio del 1897,, chiude il capitolo

di attualita-: << L-uscita degli operai dalla fabbrica Lumiere >>, il primo f ilm proposto in

Lumiere, causato da un proiettore, durante una f iera di benef icienza, provoca la morte di centinaia di persone, ma ormai la grande invenzione del cinema

assoluto. Nella scia del grande successo cominciano a

ha gia- raggiunto il successo e continua la sua evoluzione e crescita.

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Georges Melies il suo cinema fantastico

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N

asce a Parigi da una famiglia di fabbricanti di scarpe, f in da bambino sembra attratto dal mondo dello spettacolo. Nel 1888 acquista il teatro Robert -Houdini e ne assume la direzione: ne amplia il repertorio creando nuove “fantasmagorie” e adatta scenograf ie e macchine di scena introducendo proiezioni con la lanterna magica, nuovi effetti di luci e cartoni per ombre cinesi. La piccola sala in pochi anni diviene una delle maggiori attrazioni parigine e si trova a pochi passi da altri due luoghi storici della nascita del cinema: il Museo Grevin, dove si proiettavano pantomime luminose, e il Grand Cafe dei fratelli Lumiere. Nel 1895 invitato dai fratelli Lumiere alla presentazione del cinematographe: entusiasta, subito si offre di acquistarne un esemplare. Di fronte al rif iuto degli inventori si procura un proiettore inglese, su modello di Edison, e alcuni f ilm per Kinetoscope. Con qualche diff icolta- riesce a migliorare i propri strumenti e a sostuire nel teatro i numeri di magia con la “magica” “magica” proiezione di f ilm di cui si improvvisa produttore, scenografo, regista e attore. Georges Melies, dimenticato da tutti, muore nel 1938. Credendo che appena una dozzina di frammenti fosse tutto quel che era rimasto della sua miracolosa esplosione creativa del periodo 1896-1912 1896-1912,, durante il quale egli scopre tutto il potenziale artistico e tecnico del nuovo mezzo di espressione. Mezzo nel quale aveva creduto f in dalla prima proiezione dei Lumiere. Nel dicembre 1999 il duecentesimo f ilm di Melies ha ritrovato la luce grazie alla cugina di Madeleine, Marie-Helene (nipote del f iglio di Melies, Andre), al Gosf ilmofond di Mosca. Gran parte dei f ilm prodotti durante l’epoca del muto sono andati perduti per sempre. Ma esistono ancora i miracoli, e la saga della riscoperta dei f ilm di Georges Melies e- tuttora una delle piu- esaltanti avventure nel fenomeno di riscoperta del patrimonio cinematograf ico. La stessa biograf ia di Melies ci dice molto sull’origine del cinema, sui legami che intercorrono tra la nuova invenzione e il mondo della ‘’Magia’’ e dell’Illusionismo.

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Nel

suo studio vengono girati f ino al 1913 migliaia di’’ f ilm’’ ,che avranno immediato e sorprendente successo in tutto il mondo, tanto da non riuscire a coprire l-’intera domanda di mercato. I f ilm di Melies iniziano cosi ad essere copiati da altri produttori, specialmente in America. Per ostacolare la diffusione all- estero di f ilms contraffatti illegalmente Melies introduce su ogni fotogramma il marchio della propria casa di produzione, la Star Film, e deposita una copia di ogni pellicola presso la Biblioteca del congresso di Washington, dove si trovano tuttora. Nel 1903 crea una f iliale della Star Film a New York, diretta dal fratello Gaston. Nei laboratori annessi all’uff icio vengono duplicati i f ilm per il mercato americano dagli originali francesi. Nel 1909 viene eletto presidente del primo Congresso Internazionale della Camera degli Editori di Film. Geoges Méliès: schizzo di A la conquéte du Pòle. 1912 Nella pagina precedente: Geoges Méliès: scena di V Viaggio attraverso l’impossibile.

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Si decide l-unif icazione del formato della pellicola e la perforazione secondo gli standard della Star Film, ma l-industria di Melies rimane artigianale e lontana dai sistemi di produzione delle multinazionali del cinema che proprio in quegli anni nascevano. Dal 1912 l-attivita- commerciale di Melies subisce il def initivo tracollo. I f ilm di Melies vengono tagliati e modif icati dai concorrenti per renderli piu- dinamici e moderni. Gli originali vengono ormai considerati anacronistici e inadatti al gusto del pubblico. Nel 1914 scoppia la prima Guerra Mondiale: il teatro RobertHoudin viene requisito, e la distribuzione internazionale fortemente ostacolata. Nel 1900 fu anche il primo ideatore di f ilm pubblicitari, concepiti come una serie di trucchi e proiettati su uno schermo allâ&#x20AC;&#x2122;esterno del teatro: ne produsse circa quindici per pubblicizzare prodotti di aziende parigine (i cappelli Delion, il cioccolato Meunier , i prodotti per bambini Nestle).

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Viaggio Sulla Luna

E-’ considerato il primo f ilm di fantascienza realizzato, del regista francese Georges Melies, Fece tutto da solo, sceneggiatura, fondali, costumi, direzione, fotograf ia, produzione e vi recito- pure. Trae ispirazione per la trama dal romanzo di Jules Verne Dalla terra alla luna (1865) per i primi dieci quadri, e da quello di H. G. Wells First Men in the Moon (1901) per quanto riguarda il seguito, con i seleniti, curiosi abitanti della Luna aventi forma di insetti. Alcuni esperti di cinematografia affermano che l-opera sembra un adattamento cinematograf ico di uno spettacolo da f iera che aveva lo stesso titolo e che era stato prodotto dallo stesso Melies. Il f ilm e- stato interamente girato nello studio di Georges Melies a Montreuil-sous-bois: si compone di trenta quadri che utilizzano una scenograf ia dipinta a mano con oggetti realizzati a trompe-l-oeil, I seleniti furono interpretati da alcuni giocolieri delle Folies-

Geoges Méliès: scena di Viaggio sulla Luna, 1902

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Bergere mentre le ragazze da danzatrici dello Chatelet. I fondali e le ambientazioni scenograf iche del f ilm sono piuttosto piatti ma presentano tutte le caratteristiche che contraddistingueranno poi i f ilms di fantascienza: scienziati pronti a gettarsi nell’avventura, in un viaggio spaziale, con effetti speciali ottenuti da sovrapposizioni di immagini. immagini I membri del Club degli astronomi presieduto dal Professor Barbenfouillis s’imbarcano per la luna in un obice spaziale sparato da un cannone. Fatti prigionieri dai Seleniti, sono condotti al palazzo del re della Luna. Riescono a liberarsi e a raggiungere faticosamente il loro obice. Al ritorno sulla Terra sono accolti con tutti gli onori. Pubblicamente decorati esporranno un prigioniero selenita che e- rimasto attaccato all’obice.

Geoges Méliès: scena di Viaggio sulla Luna, 1902

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Cinema e Arte Voyage sur la Terre di Gabriele Di Matteo

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Acomegas Dalla fine degli anni ottanta Gabriele di Matteo conduce la sua ricerca artistica sui meccanismi di funzionamento dell’immagine e le condizioni di esistenza dell’espressione creativa nella contemporanea società della comunicazione, individuando quale mezzo espressivo privilegiato quello pittorico. L’artista pone particolare attenzione alla relazione tra l’immagine e il suo creatore, al diritto dell’autore a considerarsi ancora come tale di fronte a immagini che così facilmente ormai ci trascendono, cui tutti sentiamo il bisogno di accedere e che divengono quindi creazione collettiva. Per la galleria di Antonio Colombo Di Matteo approfondisce un progetto presentato per la prima volta nell’ambito della mostra personale Tableaux Vivants. Prenez garde à la peinture, organizzata nella scorsa primavera dal Frac Bretagne di Rennes e Le Gran Café di Saint-Nazaire. Questo nuovo progetto è ispirato a Georges Méliès, cineasta francese di inizio secolo, considerato uno dei padri fondatori della tecnica cinematografica, mago, incantatore per immagini e progenitore degli effetti speciali e del macro-genere hollywoodiano del “blockbuster”. Di Matteo ha prodotto una nuova versione del capolavoro di Méliès Voyage dans le lune (1902), intitolata Voyage sur la Terre (film prodotto dal Frac Bretagne, Frac Limousin e Le Gran Café di Saint-Nazaire). L’ipotetica invasione di cinque cittadini lunari, i seleniti, si trasforma a poco a poco in un incontro con l’autore, Gabriele di Matteo, in un viaggio alla scoperta del suo modo di dipingere. Di questo progetto, tutt’ora in corso, saranno presentati in mostra alcuni dipinti che ricreano le foto di scena 42


Acomegas del film originario e alcune foto scattate durante le riprese della nuova versione. Grandi sculture raffiguranti i seleniti completeranno la mostra. Ripercorrendo il processo di realizzazione del film, attraverso le foto di scena, sulla soglia fra copia e originale, entreremo nel mondo di Méliès-Di Matteo, metteremo letteralmente piede negli studi del regista e dell’artista, non-luoghi dove l’immagine viene messa in scena: essa diventa a questo punto l’occasione per un autoritratto dell’artista nell’atto stesso di preparare, predisporre e dare forma all’immagine. La stessa scelta della figura storica di Méliès, che fu vittima di veri e propri atti di pirateria attraverso la replica incontrollata del suo capolavoro, non risulta casuale ed emana un senso di tragica esemplarità, già riscontrabile nei cicli dedicati da Di Matteo a Arafat (Arafat, 1996), Jorge Luis Borges (Blind Man, 1998) e alla Nuda umanità (2000). Gabriele Di Matteo Nato nel 1957 a Torre del greco. Vive e lavora a Milano. Mostre personali gli sono state dedicate dal Frac Bretagne di Rennes (2003); Le Gran Cafè, Saint-Nazaire (2003), 404 Gallery (Napoli, 2003); Frac Limousin, Limoges (2002); Vilma Gold Gallery, Londra (2000); Frac Languedoc Roussillon (1994); Galleria Fac Simile, Milano (1991;1989). Ha partecipato a numerose mostre collettive, tra le quali Isola (art) project al MAMCO di Ginevra (2003); Napoli Anno 0, Castel Sant Elmo (Napoli, 2002); alla Biannale di Tirana (Tirana, 2001); Il Dono, Palazzo delle Papesse (Siena, 2001); Due o tre cose che so di loro, P.A.C. (Milano, 1998); Photopeintries, Casino Luxembourg (Luxembourg, 1996); Tradition & Innovation, National Museum of Contemporary Art (Seoul, 1996); Procréation, Centre d’Art Contemporain FRI-Art (Fribourg, 1994). Nel 2002 Gilda Williams lo ha inserito fra i 114 pittori contemporanei che compongono l’antologia Vitamin P. New Prespectives in Painting (Phaidon Press, Londra)

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Una

delle questioni aperte nell’arte contemporanea riguarda ancora il binomio classico “arte e vita”, i loro margini di mescidazione e il grado di conf luenza l-uno nell-altro; o anche, semplicemente, se l-arte debba o possa rispecchiare la vita e trasformare l-artista in un antropologo, un politico, un sociologo, un operatore sociale in grado di misurarsi con i problemi complessi della nostra societa-. All-interno del dibattito relativo a tale ibridazione, spesso la pittura viene considerata una tecnica che conduce automaticamente l-artista ad attuare un sistematico distacco dalla realta-, limitandosi ad un’osservazione dall’esterno. Apparentemente, anche una mostra come Tableaux vivants. Prenez garde a la peinture - personale di Gabriele Di Matteo costruita come sorta di grande omaggio a Melies, uno dei padri dell’esordio del cinema - potrebbe confermare questa tesi. E-’ composta infatti di quadri, di sculture e anche di una performance che si ispirano manifestamente al Voyage dans la lune e ad altri lavori del cineasta francese, ricostruendo l-ambiente di lavoro e l-atmosfera surreale e magica caratteristica del lavoro di questo pioniere della nuova arte. Eppure proprio in questa forma di mise en abyme - quasi un compendio di come l-arte possa rif lettere sempre e soltanto se stessa generando nuova arte - riemerge il dubbio, che aff iora sempre davanti i lavori di Gabriele Di Matteo, che anche in questa occasione la realta-, che si pensava def initivamente emarginata con questa “messa in scena al quadrato”, sia rientrata all-interno dell-esposizione attraverso una serie di particolari e di elementi che ne caratterizzano e personalizzano il lavoro. L’-artista continua, infatti, a spostare l-attenzione dello spettatore dal soggetto, al modo di rappresentazione, dalla f inzione al reale processo di costruzione, che implica persone f isiche, lavoro e relazioni. Ma forse e-èil momento di fare un passo indietro e cominciare a fare qualche esempio dell’articolato processo di costruzione di senso di Gabriele Di Matteo, altrimenti questo discorso rischia di rendere il lavoro dell’artista piu- complicato di quanto non lo sia gia-. Rivisitare, citare, riciclare, rielaborare, ammiccare sembrano verbi coniati appositamente per il lavoro di Gabriele Di Matteo, cosi marcatamente intertestuale, ma potremmo affermare che fanno quasi geneticamente parte del lavoro artistico attuale. Sottolineano un’attitudine che si puo- def inire ecologica sia del pensiero e sia di molta arte che considera le immagini 44

realizzate da un artista, cosiì come qualsiasi espressione culturale, frutto di contaminazioni, discussioni, sinergie tra persone e cose esistenti ed esistite. Tableaux vivants. Prenez garde a la peinture si propone di essere un omaggio a Georges Melies ricostruendone immagini e spirito, scenograf ie e illusioni soprattutto legate a quel meraviglioso primo f ilm di fantascienza che e- stato Voyage dans le Lune del 1902. Di Matteo ha dipinto grandi tele, realizzato un’installazione con decine dei mostri lunari inventati da Melies ricostruiti in


Acomegas varie dimensioni e posizioni. I colori usati da Gabriele Di Matteo sono brillanti, forti, come a levare qualsiasi patina del passato, e rigenerare le atmosfere create da quel geniale creatore di immagini e di illusioni che era Melies.

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primi f ilm dei fratelli Lumiere ci proponevano delle scene quotidiane che erano tanto sorprendenti per il fatto che, per la prima volta, la fotograf ia prendeva movimento e ci mostrava specchiata, su grande schermo, nel buio di una sala, una scena simile a tante altre che si svolgono nella nostra vita. Ma per far diventare quel sorprendente meccanismo di riproduzione del movimento l-ottava arte bisognava aspettare il passo successivo che consisteva nell’usare il cinema per raccontare una storia, anzi per raccontare delle storie che prendevano vita anche grazie alle straordinarie possibilita- offerte da quella nuova tecnologia. E’ diff icile oggi pensare la nostra vita senza il cinema, senza le tante storie che ci hanno formato, senza i tanti personaggi che ci sono molto piufamiliari della maggior parte delle persone che ci vive accanto. Probabilmente il primo passo in questa direzione lo fece proprio Georges Melies, che aveva assistito a quella storica prima al Grand Cafe di Parigi del Cinematographe Lumiere il 28 dicembre del 1895, rimanendo affascinato da quello spettacolo e comprendendo piu- degli stessi fratelli Lumiere le potenzialità di quell’invenzione. Sara- lui, infatti, ad aprire le porte del cinema all’immaginazione, sempre lui che la invitera- a entrare. E lei, come sappiamo, si e- accomodata riempiendo quelle sale buie e, avvolgendoci in quell’atmosfera dove tutto e- possibile. Da quel momento nulla sarebbe stato piu- come prima: si poteva “veramente” andare sulla 45


Acomegas luna, si poteva vivere la vita di un’altro uomo, diventare rapinatori, cow boys, esploratori spaziali o, addirittura innamorarsi follemente di uno dei protagonisti e ritornare alla propria vita “normale” all’accendersi delle luci. Era evidentemente nato anche un nuovo modo di narrare e, quindi, di vivere. Ma, conoscendo Gabriele Di Matteo, non possiamo non aspettarci anche che qualcuno degli ingredienti miscelati possa mettere in crisi anche la nostra decisa esaltazione del cineasta francese. Il primo elemento che fa cortocircuitare questo gioco di riprodurre una riproduzione e- far rivivere quei mostri: l’artista fa indossare infatti delle maschere, ricostruite per l’occasione, ad alcuni studenti che, arrivando a bordo di un’automobile, fanno la loro apparizione durante l’inaugurazione della mostra. Una performance che ci ha fatto sorridere, ma anche pensare a quanto, in fondo, siano piuinteressanti questi mostri del tutto bislacchi e naif dei sempre piu- perfezionati alieni dei f ilm holliwoodiani (con qualche eccezione per fortuna!). E mentre si ritorna alla “tranquilla” pittura con gli sfondi dei f ilm o con foto di scena ridipinti nei quadri di Gabriele Di Matteo, ci si accorge che si e- arrivati dentro al Teatro Nazionale di Rennes.

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i Matteo cerca il paradosso, evidente nei dipinti tratti dalle foto di scena del suo f ilm. Pittura e fotograf ia, con approssimati passaggi di velatura, improvvisano piccoli tableaux vivants, quasi quadretti da f iera, in cui le immagini sono costrette a contenere la loro consistenza tridimensionale”, poiche- non sono alla f ine

nient-altro che immagini mentali, depositate nella nostra memoria collettiva, a cui ogni artista e noi stessi talvolta vorremmo attribuire una nuova storia, che riprendendo da dove essa si era interrotta assecondi le inclinazioni piu- bizzarre e rivelatrici della nostra immaginazione: cosi i seleniti si imbattono all’improvviso nella statua del comico Jacques Tati, camminando sulla Plage de Monsieur Hulot. In questo processo di replicazione differente, Di Matteo compie un’operazione di ricerca appassionata sulla relazione fra immagine pittorica e immagine fotograf ica che fu praticata da Melies attraverso la consuetudine di dipingere i singoli fotogrammi per ottenere particolari effetti emozionali sullo spettatore, rivelando quanto sia inconsistente lipotesi di una morte della pittura conseguente all’avvento della fotograf ia e delle sue applicazioni: se infatti sono esistiti sia un pittorialismo fotograf ico sia una pittura che ha affrontato la fotograf ia e il cinema sul loro stesso terreno, l’attenzione del pittore diviene questa complessa stratif icazione dello sguardo, della memoria e della soggettivita- nella 46


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contemporaneita-. Se dunque, suscitate dal nostro stesso consenso inconscio, le immagini tendono a invadere la realta- per conferirci la loro realta- immaginaria, Di Matteo non puo- che far suo lo slogan “ Le immagini contano!. Ma non come “copie” inautentiche di un prototipo che sarebbe conservato ormai da un’altra parte o che e- stato perduto; esse contano proprio in quanto tali e cosi come sono o sono diventate grazie al passaggio continuo “verso un’altra immagine, fragile e modesta esattamente come la prima, ma diversa , ovvero in quella vorticosa “distruzione creativa”di cui siamo noi gli artefici ma che nello stesso tempo rivela il nostro profondo bisogno di leggere, in quelle immagini, una diversa realta possibile. 47


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Moda e Cinema

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<L

a moda ha sempre intrattenuto una

culture contemporanee di massa e motropolitane.

relazione privilegiata prima con il teatro

Ne- il cinema, a sua volta, sarebbe quello che e-

e la danza e poi con il cinema.

stato ed e-. Diff icile dire se sia la

moda che

Poiret non avrebbe tolto il busto alle donne senza

inf luenza il cinema o viceversa, dato che l-uno

la liberazione del corpo che e- nella danza della

e l-altro hanno a che fare con gli stili di vita, i

Duncan, ne- l-orientalismo di primo Novecento

comportamenti, i modi sensibili dello stare al mondo

potrebbe esistere senza il trionfale successo dei

di cui si fanno

Balletti Russi. Potremmo anzi dire che la

e con la metropoli, i suoi incantamenti e le sue

moda non sarebbe non solo quello che e- stata ma

nevrosi e ossessioni.>

creatori e protpagatori,

quello che e- senza il cinema, che ne e- referente privilegiatonellâ&#x20AC;&#x2122;ambito dell-haute

couture e, in modi diversi, per contaminazione , nelle

(Eleonora Fiorani)

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< Cinema e moda, moda e cinema: il binomio dei sogni........> (Dagmar-Lara Heusler)

C

inema

come sogno, ispirazione, rappresentazione dei nostri desideri. Abbandonarsi alle immagini proiettate sullo schermo che ci trasportano in unâ&#x20AC;&#x2122;altro mondo (quello della f inzione), ma capace di trasmettere emozioni forti, di vivere poche ore di meraviglia. La Moda nel Cinema, un elemento importante capace di perfezionare l-immagine dell-attore nella scena; grazie all-abito il personaggio prende vita e trasmette emozioni positive o negative a seconda del ruolo. Cosi anche nella vita reale un abito ci cala nel ruolo di un personaggio, ogni giorno diverso, inf luenzato dalle mode, dagli umori, dai colori, dal tempo, ma anche dal cinema, dalla musica, e dallâ&#x20AC;&#x2122;arte. Il costumista deve riuscire , attraverso la sua bravura a trasmettere con le proprie creazioni le giuste emozioni per ciascun ruolo da valorizzare. La differenza tra un costumista e uno stilista puo essere che mentre uno stilista lavora e progetta per tutta la popolazione o per un targhet di riferimento, il costumista si concentra sulla persona singola, l-attore che interpreta il ruolo, e crea un abito personale che enfatizza anziche-nascondere i difetti della persona, cosi da valorizzarne l-immagine e creare un personaggio pubblico originale. La Moda da sempre ha inf luenzato il mondo del Cinema, ma anche design e architettura spesso li ritroviamo protagonisti di f ilm, sia di ambientazione storica o futurista, sia che raccontano il nostro presente. Cosi ogni f ilm descrive in modo persnale le tendenze e le mode dei vari decenni. . . .

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“Fare un film è sempre stata una aspirazione mia e di Chris, anche prima di incontrarci e prima di collaborare, per ogniuno di noi era un punto di arrivo, l’atto definitivo del nostro gioco, un’ obbiettivo al quale tendevamo, da anni. Io non sono ancora sicuro di quale sia il suo valore, da un punto di vista del suo processo creativo, ma sicuramente c’è una atmosfera affascinante, seducente in una storia raccontata attraverso un film. Tutti pensano che sia naturale il rapporto tra essere un fotografo e voler essere un regista, ma avendo adesso esperienza in entrambe le aree, non credo sia vero. Un film è come la fotografia attraverso la quale cerchi di rappresentare la verità, di raccontare una storia, ma , come, ha detto Jean-Luc Godard, “la Fotografia è la verità. Il cinema è la verità moltiplicata per 24 volte in un secondo”. Adesso che abbiamo finito il lavoro e, il fatto più importante, possiamo guardarlo con il neccessario distacco, abbiamo avuto

il tempo di pensare a quale sarà il suo effetto sul pubblico e cosa dirà su di noi e su Meltin’Pot come mecenate. Il film non è fatto di certezze, è lontano dai paradigmi convennzionali di un film. Il pubblico che lo ha visto ha avuto spesso bisogno di tempo per mettere insieme i suoi pensieri, le proprie considerazioni, le domande che le immagini hanno il potere di suscitare. Questo ci permette di essere fieri del risultato e del successo, e di conservare l’umiltà con la quale abbiamo affrontato questa esperienza. Un giornalista con poca voglia di approfondire, potrebbe pensare che il film sia semplicemente un commercial di 90 minuti che è un’osservazione in egual misura divertente e irritante perchè non esiste alcuna ovvia connessione con nessun marchio, ed è proprio questa scelta che io ritengo sia perfetta per il marketing di un marchio.” Rankin e Chris Cottam

Meltin’Pot: A Dazed film production in association with Meltin’Pot; promozione della linea d’abbigliamento 2006.

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Moda e Comunicazione

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< . . . nulla nella moda e- dato una volta per tutte, ma tutto cambia cambia, continuamente, costantemente. Nessun simbolo e- inviolabile, nessun ordine di senso stabile, nessun universo di pensiero al sicuro. Novita- e- il suo respiro, cambiamento il suo motore, variazione la sua prassi, metamorfosi la sua promessa, attraversamento la sua attitudine. Conoscete qualcosa di piu- eccitante ? > (Ornella Kyra Pistilli) 58


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Il corpo come superf icie signif icante, come interfaccia e connessione con il mondo, e- il conf ine, la porta di entrata e uscita comunicazionale che permette l-interazione fra soggetti differenti. Vestire, ornare, decorare il corpo, introduce il concetto di abito, ambiente cognitivo attraverso cui il corpo compie le sue strategie relazionari. Affrontare il processo contemporaneo osservando gli atteggiamenti e i comportamenti della societa- in relazione al corpo e al vestito, signi _ f ica introdurre il concetto di moda attuale. La moda in questa epoca postmoderna ha assunto il compito di interpretare i bisogni del consumatore. Ormai solo le holding e gli stilisti creano le mode del momento, il vestito comunica signif icati differenti a persone differenti e trova un senso comune solo se condiviso in un gruppo sociale. Come dice Simmel la moda non e- solo comunicazione, essa <ha il fascino caratteristico di un conf ine, di un inizio e di una f ine contemporane . . . Il suo problema non e- essere o non essere, la moda e- contemporaneamente essere e non essere, si trova sempre sullo spartiacque tra

passato e futuro>.

Marche e griffe sono costituzioni immateriali, che comunicano piu- del prodotto, esse ci immergono in un immaginario, in un modo di essere, suscitano sentimenti e passioni. Generare un nome come dice U. Eco signif ica infrangere la barriera dell-immortalita- ed entrare nel mito. Cosi- tutta la comunicazione del sistema moda piuttosto che enfatizzare la merce di vendita mira a costruire degli scenari emozionali, usa dispositivi spettacolari per mettere in scena l-identita-, il ruolo sociale, l-appartenenza ad un gruppo, idee, valori, stati dâ&#x20AC;&#x2122;animo, desideri. Tra i mass media la privilegiata e- la stampa, la pubblicita- di moda usa un codice particolare, presenta immagini e marchio in pagine che rivelano la bravura del fotografo in nome della forza simbolica del nome dell-azienda. La moda essendo gia- da se un tipo di comunicazione mal supporta la comunicazione di un altro linguaggio, per cui la comunicazione pubblicitaria rappresenta solo una piu- eff icace concettualizzazione simbolica che racconta la sua estetica attraverso immagini, video, luoghi e spazi, tramite mostre o sf ilate piuttosto che showroom.

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Acomegas < Firetrap e- un marchio marchio, ambiguo, che rappresenta un prodotto giovane. Pieno di energia come il fuoco, ma anche temibile come una trappola. Con queste prerogative abbiamo rotto le barriere del mercato ritagliandoci il nostro spazio. Grazie al potere della comunicazione siamo arrivati f in qua. Deadly, se volesse, potrebbe dirti di piu- sul perche- e- lui a mostrare l-idea del brand. Stiamo vivendo un periodo di cambiamenti e di contraddizioni. Firetrap vuole ri rif lettere questo aspetto della vita di tutti i giorni, accostando un jeans invecchiato ad una perfetta giacca in gessato. Ora piu- di ieri e- di vitale importanza essere next stage. Bisogna Bisogna, oggi, proporre il domani. Qui da voi il vento del cambiamento e- forte. Il piacereprevale la moda, la personalita-supera gli stereotipi. Gli italiani sono pronti per il nostro refresh. > (Steve Atkinson, direttore creativo)

Firetrap

brand londinese di streetwear, arriva in Italia e si presenta a Pitti Uomo 200 200555.. Non solo moda, Firetrap e- un fenomeno culturale che si e- sviluppatonegli ambienti alternativi e underground d dii Londra. Deadly Deadly,, il misterioso gnomo che lo caratterizza, e- un vero culto, nasconde dietro di se una piccaratterizza cola ascia. Mentre il suo viso e- coperto da una maschera, di quelle da hockey come in un f ilm dell-orrore. Anche se il buco per l-occhio sinistro e- a forma di cuore, se lo incontrate prestate attenzione, perche- la sua presenza anticipera- uninvasione.... il fenomeno Firetrap. A Firenze durante le giornate di Pitti e anche dopo lo si poteva trovare in giro per la citta-in selezionati punti che ha scelto per la citta- per un inva invasione silenziosa e misteriosa. 60


Acomegas Ha iniziato per gioco Marco Bruns, proprietario dell’attuale marchio di abbigliamento A-Style: un brand che, è proprio il caso di dirlo, è nato dal nulla, o meglio dalle “bravate creative”di Marco e dei suoi amici. Sei anni fa egli ha ideato un logo, una ‘A’ con due puntini e un doppio senso erotico. Dato che ai suoi amici piaceva, ha deciso di farne un adesivo, ovviamente senza alcuna pretesa commerciale. Di notte, dopo le serate in discoteca, Marco e i suoi amici attaccavano questi adesivi sui semafori di Milano e, nel giro di poco, i giornali free press hanno cominciato a parlarne. Un fatto che ha stimolato l’estro goliardico dell’autore, che ha moltiplicato le affissioni abusive in modo capillare in tutta la metropoli segundo un certo ordine: infatti, lo sticker veniva messo sempre nella stessa posizione e solo sui semafori. Ma quella “A” non era un marchio, era solo un disegno: alla base non esisteva alcun progetto. Fatto sta che nel giro di un anno l’eco sulla stampa è cresciuta, finchè nel 2001 sono uscite le prime magliette con il logo A-Style e oggi il marchio, che viene prodotto da Fin.esse nel carpigiano, comprende unacollezione di T-shirt, felpe, jeans e capi urbanwear. (Campagna pubblicitaria 2006).

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Una realtà che fattura circa 13 milioni di euro ed è in forte ascesa, dato che campagna vendita autunno-inverno 2005-2006 sono già stati piazzati 350 mila pezzi. Sono arrivate anche le imitazioni : con le “K” e le “H”con i due puntini che hanno fatto la propria comparsa negli ultimi mesi in città non sono farina del sacco di Marco Bruns. L’espansione di A-Style, tra l’altro, si dirige anche verso Francia, Olanda, Inghilterra e Giappone. “la creatività -dice Bruns- è la molla del successo. Anche nella comunicazione. L’anno scorso, per esempio ho letto che la gara ciclistica del Tour de France è la manifestazione sportiva più seguita del mondo, dopo le Olimpiadi. Così, mi sono recato in prossimità di una tappa del Tour e, di notte, ho disegnato sull’asfalto dei tornati il mio logo in versione maxi”. Il giorno seguente, la “A” è stata ripresa dalle televisioni di tutto il mondo e addirittura il ciclista Amstrong è stato fotografato vicino al logo gigante. Tutta pubblicità gratuita. Risale al mese scorso la notizia dell’apertura di uno store A-Style a Lndra nei pressi della famosa Carnaby Street, fucina di nuove tendenze e location dei negozi urbanwear più famosi.


Acomegas N passa giorno che il tema dell-innovazione non sia dibattuto Non dai media nazionali, dagli editoriali dei maggiori quotidiani f ino agli speciali televisivi. Tanto piu- ora che per molti settori industriali del nostro paese restare sul mercato diventa sempre piu- diff icile, con l-affaciarsi di nuovi competitor il vento delle valute che volge a sfavore, i consumi atrof izzati e le statistiche che, martellanti, confermano l-assenza di crescita. Alcuni imprenditori denunciano la mancanza di aiuti alle societa- che, a causa della congenita <small size>, non sono in grado di sostenere da sole i costi della ricerca e dello sviluppo (R&D, all-americana), mentre altri invocano una maggiore integrazione fra industria e Universita-. Eppure non sono rare le occasioni in cui vengono sfoderate liste di realta- che stanno diffendendo strenuamente le proprie quote di mercato, puntando all-unicita- e all-eccellenza del proprio output. Alcune di loro appartengono al settore moda, una su tutte Sportswear Company, azienda modenese nota per i marchi C. P. Company e Stone Island, che oggi ha fatto della ricerca e dell-innovazione fattori connaturati al dna dell-impresa dalla nascita, un-arma strategica. Non a caso il suo fondatore, Carlo Rivetti, e- stato recentemente invitato a intervenire al festiva <Nuovo e utile> che Firenze, dal 18 al 22 maggio 2005 ha voluto dedicare alla creativita- e all-innovazione a tutto tondo, coinvolgendo oltre al mondo dell-arte anche quello dell-impresa. Come spiega a Fashion lo stesso Rivetti, e- un circolo virtuoso, un network di informazioni in entrata e in uscita, un confrontarsi continuo, quello che si viene a creare tra l-impresa che decide di focalizzarsi sull-innovazione, i suoi collaboratori, gli studiosi dei centri di ricerca, i buyer, i fornitori e i consumatori. Certo si tratta di un business di nicchia, non bisogna operare con logica dei grandi volumi e occorre saper rischiare. <Gli innovatori anche a livello di consumi f inali, sono pochi -sostiene Rivetti- la f iliera, in gran parte, preferisce vendere e comprare cio- che gia conosce, ma quando si ha coscienza dei desideri del consumatore si e- gia- in ritardo>. Per quetso l-imprenditore tessile e- disposto a investire

C.P. Company:

funzionalità, tradizione, innovazione, anticonformismo. Integrare la funzionalità dell’abito militare e da lavoro con la grande tradizione sartoriale. Questa è la filosofia dell’azienda che dal 1975 ha rivoluzionato il concetto del vestirsi informale. Attraverso un’attento sguardo verso i mestieri metropolitani e le sfide sportive cerca nuovi usi e materiali di ultima generazione. Attraverso la sperimentazione i risultati sono capi che raccontano un “nuovo” passato e capaci di trasmettere a chi li indossa intense emozioni e di sentirli propri. 62


Acomegas circa il 7% del proprio fatturato in innovazione, impiegando in quest-ambito il 70% circa del personale: una percentuale piuttosto elevata se confrontata con altri operatori della moda e con le spese destinate alla comunicazione, messe sempre in secondo piano dal gruppo di Ravarino. < investighiamo tutti i campi, per esempio l-avionica e il mondo dei f iltri, per realizzare alcuni tessuti tecnici, e quello dei tessuti non tessuti e dei tessuuti non coagulati, cioe- una sorta di non _pelle >, spiega Rivetti che def inisce l-innovazione prima di tutto come uno stato della mente. Tra le nuove

sf ide elenca anche l-utillizzo dell-acciaio, che arresta le onde elettromagnetiche ed e- wind stopper e l-abbinamento del Gore-Tex con il cotone e il lino, allo scopo di trasferire le performance delle f ibre artif iciali ai f ilati naturali. Senza trascurare i concetti di ecocompatibilita- e consumo etico, che secondo Rivetti prenderanno sempre piu- piede in futuro, in analogia per quanto sta avvenendo per il settore alimentare.

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ASPETTI

<<un tono futurista e un po- retro-, che interpreta la tecnologia all-avanguardia del primo cinema>>.

FIBRE

<<artif iciali, sintetiche e naturali fuse tra loro, addizionate di lamine, spalmature camaleontiche iridescenti>>.

BASI

<<linee ispirate aviaggi nello spazio, forme eccessive, tagli vivi, stampe iridescenti, multicolor>>.

DISEGNI

<<colori metallici, densi, spalmati o spennellati, contaminati da toni opachi e anticati delle vecchie pellicole ridipinte, incontrano e si scontrano con colori saturi e pungenti>>.

TECNICHE

<<tessuti 3D, doppi, rigidi e rigonf i, spalmature anti-intemperie; applicazioni stampate e colorate, zip reversibili>>.

MANI

<<saponate, scivolose, macon un tocco di talco>>.

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Materiali e Co Colori

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sentirsi nel futuro polvere spaziale feeling in the future space powder 70

rif lessi cangianti iridescent reďŹ&#x201A;ections


19-3632 TP

METALLIC SILVER 11-4800 TP

19-3864 TP

18-1643 TP

19-3632 TP METALLIC GOLD 13-0755 TP

luci metalliche metallic light

toni scuri dark colours 71

grigi madreperlati gray mother- of-pearl


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materiali

Materiali ricercati dai piu- svariati ambiti, polimeri e plastiche; colori satinati, brillanti, cangianti, termosensibili. Tessuti intelligenti ad alta tecnologia: vestiti Anti invecchiamento, abiti con potere curativo che arrivano dallâ&#x20AC;&#x2122;istituto di chimica e tecnologia dei polimeri del Cnr (Icpt)di Pozzuoli. Grazie a delle micro capsule inserite allâ&#x20AC;&#x2122;interno dei tessuti sia naturali che sintetici questi rilasciano sostanze benef iche. Fibre ignifughe ottenute apportando sui materiali tessili sostanze chimiche ignifughe o f ibre naturalmente resistenti alle f iamme. Fibre conduttive che grazie alla presenza di metalli o carbonio possono trasferire o mantenere calore ed elettricita-. Studiando le farfalle si ottengono tessuti dagli effetti luminosi e cangianti. La colorazione delle ali delle farfalle eottenuta dall-interferenza delle radiazioni luminose su strati di materiali con diverso indice di rifrazione. Tessuti naturali e semplici, come il cotone e la lana, si arricchiscono grazie ai ricercatori dellâ&#x20AC;&#x2122;Istituto per lo studio delle macromolecole del Cnr di Biella di particolari caratteristiche funzionali, con una tecnologia ecologica e rispettosa dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente come quella al plasma. 73


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I capi

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maglia selenita

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Partendo dalle prime tecniche di riproduzione dellâ&#x20AC;&#x2122;immagine in movimento, passando al primo

cinema d-animazione e piu- in particolare al primo f ilm di fantascienza che e- stato prodotto: â&#x20AC;&#x153;Viaggio Sulla Lunaâ&#x20AC;? del regista-mago-attore-pittore Georges Melies, ho trovato l-ispirazione per creare dei capi d-abbigliamento

multifunzionali, corredati di accessori e un marchio rappresentativo. Essi sono dei capi esperienziali, idumenti concept di un mondo e di un modo di vivere la vita di oggi e di affrontare

ogni singolo evento in maniera

preparata. Non sono stati concepiti per un diretto inserimento sul mercato, ma come una sorta di prologo

per una futura collezione dâ&#x20AC;&#x2122;abbigliamento. Sono capi doppi, un po- poetici e un po- seriosi, che non svelano mai del tutti il loro uso, ma celano sempre qualche piccola sorpresa, un po- come le illusioni dei primordi cinematograf ici. 76


maglia selenita

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maglia selenita

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Maglia selenita: una maglia metamorf ica, quattro macro plissettature trattenute da miniclip trasparenti nascondono una stampa bicroma, due cerniere permettono di avere la doppia scelta: manica corta - manica lunga, e una zip nel colletto trattiene un cappuccio regolabile da una coulisse. Una volta aperte le plissettature la maglia diventa un vestito adattabile a diverse alt altezze ezze e mostrer mostreraa- la 78


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maglia selenita

stampa interna in tutto il suo splendore. Un tessuto impermeabile e antivento garantisce una protezione dei vestiti sottostanti rendendo questo capo adatto ad ogni stagione, ad ogni clima e ad ogni condizione atmosferica. La stampa interna riprende la luna immaginata da Melies, come un volto, che ricorda il trucco dei cloun, con l-obice conf iccato nellâ&#x20AC;&#x2122;occhio. Per la sua forma mi sono ispirata ai costumi dei seleniti, gli strani uomini-insetto che abitano la superf icie lunare.

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maglia selenita

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Scheda tecnica con misure di riferimento del prototipo realizzato.

scheda tecnica Statura Torace ProfoditĂ  giro Larghezza spalla Ampiezza torace Altezza seno Ampiezza petto Lunghezza totale Giro vita Giro parte ďŹ nale

163 cm 41 22 cm 11cm 16 cm 29 cm 45 cm 110 cm 45 cm 50 cm

Lunghezza Manica Larghezza Manica

58 cm 49 cm

Giro da sopraspalla

21 cm

Altezza collo interno Altezza collo esterno

5 cm 7 cm

Altezza Cappuccio

35 cm

Accessori 1 zip centro davanti 1 zip colletto 2 zip maniche

17 cm 40 cm 33 cm

16 clip trsparenti Elastico tubolare per coulisse polsini e cappuccio

misure in taglia 42 (S)

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maglia seleniti


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Scheda di posizionamento stam stampa.

maglia seleniti

PROVE DI STAMPA E STAMPA SCELTA

Le stampe usate per la prototipazione del capo sono state realizzate con una stampante inkjet per tessuto che utilizza inchiostri reattivi, per essere f issati iinn modo permanente il tessuto deve essere vapor vaporizzato.

1.

2.

Dimensione stampa Intervalli bianchi

50 X 82 cm 8 cm

1.

misure in taglia 42 (S)

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maglia selenita

posizionamento stampa


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maglia selenita

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01 - cappuccio 02 - corpetto dietro 03 - corpetto davanti 04 - davanti 05 - dietro 06 - manica corta 07 - manica lunga 08 - colletto interno 09 - colletto esterno


Nella pagina accanto, schema di

consumo tessuto. In questo caso per un tessuto di

taglio della maglia e altezza 160 cm occorre un

consumo di 170 cm. Il tutto posizionato in doppio a seconda dei pezzi da ricavare.

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maglia selenita

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cappotto lunare

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Cappotto Lunare Cappotto double-face: -da un lato stampato e decorato su tessuto di f ibre calde e morbide, artif iciali come il pile. le cuciture sono a vista (come nel caso del prototipo), perche- e- stato usato un tessuto reversibile. la forma delle spalle e- efatizzata da spalline che sporgono deformando il prof ilo del cappotto. i polsi sono sovrastati da polsini che possono essere piegati o tenuti semplicemente aperti. la zip che chiude il cappotto e- nascosta da un sormonto di circa 8 cm chiuso da 4 bottoni metallici. il colletto ricopre il cappuccio apribile da una zip centrale. -dallâ&#x20AC;&#x2122;altro lato tessuto tecnico waterproof, anti macchia, tinta unita con rif lessi cangianti o colori metallici. la forma e- semplice, la zip a vista eimpermeabile, le linee sono evidenziate dai tagli ai ďŹ anchetti e le pence del dietro, il tutto e- reso meno serio da una cintura elasticizzata in vita e da un collarino che chiude il colletto interno. 87


cappotto lunare

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allungabile si trasforma in sacco a pelo grazie ad una zip sul fondo, che permette l-unione con una speciale borsa a 3 scomparti, dello stesso tessuto. i 2 scomparti laterali destinati all-alloggio dei piedi hanno un tessuto interno capace di ampliarne la capienza, la parte centrale studiata per contenere i vari oggetti trasportati da chi indossa il cappotto. Il cappotto visto come l-abbigliamento per eccellenza di ogni tipo di viaggiatore nasconde nella sua forma e nel suo utilizzo una sorta di casa nom nomade ed essenziale che portiamo in viaggio insieme a noi noi, che ci protegge da qualsiasi situazione ed evento atmosferico, che ricrea il nostro nido protettivo, racchiude e custodisce i nostri oggetti personali. La sua forma prende spunto dai soprabiti dei primi del 1900, rimodernata e particolarizzata da un uso di tessuti sintetici e reversibili, da stampe colorate applicate e da stancil di colori speciali.

In queste pagine primi studi del cappotto lunare. 89


cappotto lunare

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cappotto lunare

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cappotto lunare

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Scheda tecnica con misure di riferimento al cappotto pensato per un tessuto non reversibile reversibile, perche- comprende per ll-applicazione della paramotura. non fatta nel prototipo per evitare cuciture superďŹ&#x201A;ue dal lato del tessuto impermeabile.

scheda tecnica Statura Torace ProfoditĂ  giro Larghezza spalla Ampiezza torace Altezza seno Altezza vita dietro Altezza vita davanti Ampiezza petto Lunghezza ďŹ no a ginocchio (lunghezza zip) da ginocchio a orlo inf.

163cm 41 23,4cm 17,9cm 29,1cm 40,8cm 44cm 43+5 96 30

Lungh. sormonto Largh. sormonto

110cm 8 cm

Lunghezza Manica Larghezza Manica

59 cm

Giro da sopraspalla Larghezza g. sopraspalla

38,5cm 4 cm

Altezza polsino

8 cm

Altezza collo

9 cm

Altezza Cappuccio

33,4cm

Accessori Zip reversibile per c.d. Zip reversibile cappuccio 6 bottoni

110cm 60 cm

misure in taglia 42 (S)

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cappotto lunare


Acomegas scheda tecnica Statura Torace ProfoditĂ  giro Larghezza spalla Ampiezza torace Altezza seno Altezza vita dietro Altezza vita davanti Ampiezza petto Lunghezza ďŹ no a ginocchio (lunghezza zip) da ginocchio a orlo inf.

163cm 41 23,4cm

Lungh. sormonto Largh. sormonto

96cm 2,5 cm

Lunghezza Manica Larghezza Manica

59 cm

Altezza Cappuccio

33,4cm

Altezza cintura vita Lunghezza cintura vita

5 cm

Altezza cinturino collo Lunghezza cinturino collo

2 cm

Altezza controspalline Lunghezza controspalline

2 cm 9 cm

Scheda tecnica con misure di riferimento al cappotto pensato con una serie di applicazioni tra cui coulisse e controspalline, insieme alla paramontura copri-zip.

cappotto lunare

17,9cm 29,1cm 40,8cm 44cm 43+5 96 30

Accessori Zip reversibile per c.d. 110cm Zip reversibile cappuccio 60 cm nastro telato per cintura e collare 1 Gancio piccolo per collo 1 gancio grande per cintura Elastico per culice 2 bottoni per controspalline velcro per il fondo pile nero per sacco

misure in taglia 42 (S)

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cappotto lunare

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Scheda di posizionamento stampe con le immgini delle stampe def initive. Nella pagina accanto consumo del tessuto in riferimento al prototipo fatto , ma tenendo conto dei modelli delle schede tecniche con paramontura.

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sopra: Stampa cappotto centro dietro dimensioni 29 x 17 cm

Nell’agolo del cappuccio stancil del logo con colore cangiante.

a lato: stampa centro dietro bordo inferiore cappotto dimensioni 15 x 60 cm

misure in taglia 42 (S)

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Acomegas

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01 - CAPPUCCIO 02 - CORPETTO DIETRO 03 - CORPETTO DAVANTI 04 - FIANCHETTO 05 - MANICA 06 - SPALLA 07 - COLLETTO 08 - POLSINO 09 - DIETRO 010 - DAVANTI 011 - BORSA SACCO 012 - CINTURA 013 - PARAMONTURA 014 - CONTROSPALLINA


ghette stellari

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Ghette Stellari

in tessuto caldo e stampato da un lato rivestite in materiale impermeabile e tinta unita dallâ&#x20AC;&#x2122;altro.

ghette stellari

ghette double face per scarpe col ghette tacco, grazie ad un pratico elastico che la blocca alla scarpa e una cernera reversibile che ne permette un posizionamento personalizzato

i due tessuti sono assemblati e cuciti in modo da ricrearne un terzo unico nel suo genere.

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ghette stellari

Acomegas

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ghette stellari


Acomegas

Stampa dello scenario

lunare appena atterrato l-obice da applicare sulle

ghette nel tessuto non impermeabile, appena sopra la cucitura nella parte inferiore.

Un unica stampa divisa in due destinata alla parte sinistra della ghetta sinistra e alla parte destra della ghetta destra in modo da ottenere una stampa

ghette stellari

continua tra le due.

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Acomegas

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Acomegas

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Acomegas

Scenario

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scenario

Acomegas

Texture variopinte, schizzate, che prendono spunto dagli astri, dalle macchie lunari, dalle nebulose. Grigi dai toni

freddi e bianchi opalescenti, in contrasto con i rossi e i gialli piu- caldi, un tocco di

rosa e vermiglio che risaltano l-azzurro.

Superf ici rugose, non lineari, f ilamentose ispirate dai funghi piu- particolari che i protagonisti del f ilm incontrano nelle cavita- della luna.

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Acomegas

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Acomegas

Georges Melies il suo cinema fantastico

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Ma cosa e- Acomegas?

Il nome del marchio che ho creato ispirandomi al f ilm del 1902 “Viaggio sulla luna” di Georges Melies. Primo f ilm di fantascienza in cui un gruppo di astronomi, tra cui Acomegas, si imbarca, tramite una capsula sparata da un cannone , in una spedizione sulla Luna.

Cosa vuole trasmettere?

Le parole chiave di questo marchio sono innovazione e originalita-. Attraverso una campagna propagandistica il marchio viene mostrato all’utenza f inale solo graf icamente (mediante cartoline, stickers, proiezioni ecc..), senza svelare il suo obbiettivo f inale: la vendita di capi d’abbigliamento. Lo scopo e- incuriosire e colpire l’attenzione. In concomitanza con questa diffusione di massa verra- inaugurata una linea sperimentale composta da capi trasformabili, sobri ed eccentrici, grazie all-abbinamento di tessuti tradizionali e tecnici, alle applicazioni e stampe, ed ad un design ricercato. Abiti, accessori da viaggio e da vita metropolitana, capaci di fronteggiare qualsiasi imprevisto atmosferico e contesto sociale.

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comunicazione

ACOMEGA STREET

D Distribuire promocard per locali e negozi prima dell-uscita della collezione in modo da diffondere un nuovo concept brand. Logotipo e marchio sono proposti in: cartoline, stancil e gadget di variotipo. Attirare e incuriosire, sono i verbi chiave di questa campagna, ispirata al guerrilla marketing. Per i label viene scelto un supporto adesivo in colori accattivanti. Lo sticker andra- ad incrementare la pubblicita- del marchio e attraverso l-utilizzo subliminale dell-acquirente si cerchera- di ampliare la clientela. Istruzioni per l'uso 1) Procurarsi una bomboletta spray 2) Inserire il pollice nella fessura 3) Cercare una superficie da colorare 4) Spruzzare 5) Si può ripetere piÚ volte

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comunicazione

Cartoline Stancil Label

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Acomegas

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Acomegas

Fonti di ri ricerca

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fonti di ricerca

• Cinema e Moda, Moda nel Cinema di W. Engelmeier. • Grandi arti contemporanee- Spettacolo, Cinema, Storia e Capolavori. • Storia del cinema d’animazione di Gianni Rondolino. Prefazione; Le Origini. • Moda Design di Nanni Strada. • Abitare il corpo: La Moda di E. Fiorani • Storia Illustrata del Costume; John Peacock; gli abiti in occidente dal mondo antico al XX secolo; Mondadori Ed. • La Moda nei Secoli; Mila Contini; Arnoldo Mondadori Ed. • Moda - Il secolo degli stilisti; Charlotte Feeling; Konemann Ed. • Techno Textiles, Tessuti rivoluzionari per la moda e il design; Sarah E. Braddock e Marie O’Mahony; Contex Ed. • Le Fibre Intelligenti; Un secolo di storia e cinquant’anni di moda; Maura Garofoli; Electa Ed. • Elementi di Tecnica Tessile; Lola Bardini Barbafiera; Trevisini Ed • Dizionario della Moda; Guido Vergani; Baldini & Castaldi Ed. • Dress Code, Ornella Kyra Pistilli, Catelvecchio Ed. • La Moda, manuali di comunicazione; Donatella Scipioni; collana diretta da Marialuisa Stazio; Ed. Ellissi. • Net fashion. Moda, reti e tecnologie; Donatella Scipioni; Ed. Cooper. • Body trap Erwin Olaf, man; Museo d’Atre Provincia di Nuoro. • Storia del Cinema Mondiale, I Volume , L’Europa; a cura di Gian Piero Brunetta; Einaudi Ed. 1999. Cap. 3 Antonio Costa. V Volume Teorie, Strumenti, Memorie, Il cammino della tecnica. • Storia del Cinema; G. Rondolino; Vol. 1; Utet Ed., 1977. Cap. II Lo spettaccolo Cinematografico.

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Siti: www.firetrap.it www.c.p.company.com www.exte.it www.meltinpot.com www.thelivesofsaintsthemovie.com www.van-reimersdahl.com www.pd.astro.it www.jeroenvantuyl.com www.pureevilclothing.com www.zimtstern.ch www.deha.tv/home.htm www.dizhum.com www.baggamenswear.co.uk www.dopefiend.ca www.mathmatiks.com www.angel-devil.com www.fantafilm.it www.cinetecamilano.it www.colomboarte.com

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fonti di ricerca

Riviste: Hot Mood Fashion Donna Vogue Italia Zoom on Fashion Details Styling Glamour Elle Cosmopolitan Mariclare Flair Olga e Oliver Abitare La Spola


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