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Pier Vergani La realtà che fugge

PRESENTAZIONE | ALDO TORREBRUNO
 CURATELA | ANNA EPIS E ALDO TORREBRUNO
 MICROEBOOK | MICROBO.NET | INFO WWW.MICROBO.NET/MICROEBOOK


“Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che fugge: in quell'istante, la cattura dell'immagine si rivela un grande piacere fisico e intellettuale. Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l'occhio e il cuore.”

Le parole di Henri Cartier-Bresson ben si prestano ad illustrare questa serie di fotografie di Pier Vergani, e la sua capacità di catturare un frammento di realtà e di mostrarcelo. Ed è proprio la linea che congiunge testa-occhio-cuore la chiave interpretativa più adatta a leggere queste immagini - che hanno tutte per soggetto l’acqua, in una delle sue innumerevoli forme (sia essa cristallizzata nel ghiaccio, oppure liquida ma in gocce, sia ferma oppure increspata...) Vergani si ferma, si fa analitico, e ci chiede di fermarci con lui ad osservare, chiamandoci ad analizzare in dettaglio, alla ricerca della forma, della razionalità (la testa), quando ci avvicina agli oggetti fino a farceli osservare (l’occhio) nella propria forma micro. Operazione che però non compie mai in maniera fredda e scientifica, ma sempre alla ricerca di un dettaglio che sappia appassionarlo, che sappia affascinarlo (il cuore). E così, ci conduce a vedere una forma geometrica nel cristallo di ghiaccio, un ordine invisibile ad occhio nudo nella disposizione delle gocce su una foglia, la perfezione della sfera nella rugiada che si forma su una ragnatela. Sembra che alla meraviglia che le forme naturali suscitano alla vista in ognuno di noi, Vergani voglia sovrapporre il piacere intellettuale della scoperta della perfezione geometrica, della forma inattesa, della rincorsa tra grande e piccolo che si specchia nel grande, come in un frattale di Mandelbrot. In questo raffinato gioco di sovrapposizione e di riallineamento tra cuore e testa, sta il fascino delle opere del fotografo, che sceglie di mostrarci non tanto la realtà quanto piuttosto la propria interpretazione della stessa.

Aldo Torrebruno

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Pier Vergani

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Nato ad Inzago (MI), 11 settembre 1969 Vive e lavora a Fara Gera d’Adda, vicolo Chiuso 4\b (BG), nel campo delle discipline olistiche alternative, occupandosi in particolare di trattamenti shiatsu, moxa, massaggi con olii e thai foot massage. Inizia a fotografare nel 1986, realizzando dei veri e propri reportage naturalistici e paesaggistici nel corso di escursioni di trekking e durante viaggi. Ora si dedica all’approfondimento di temi legati agli spazi dimenticati, visti da una prospettiva filtrata attraverso una sorta di “gabbia” (sbarre, cancelli, inferiate, recinti…), che diventa allo stesso tempo caleidoscopio della bellezza degli spazi stessi. MOSTRE: 2000 | Autharit Rex | Fara Gera d’Adda BG | “Appunti di viaggio” | Libretto Edizioni Pulcino-Elefante, prodotto da Alberto Casiraghy 2001 | C.C. AREA | Carugate MI | “Punti di vista” | Autharit Rex | Fara Gera d’Adda BG | “Oltre…” 2002 | Autharit Rex | Fara Gera d’Adda BG | collettiva sul tema “Divino” 2005 | Archivio artisti Circolo Culturale Bertolt Brecht MI | Scuola Primaria “Rosa Niglio” | Stella di Cilento SA | “ Sguardi Diversi” 2006 | Casa del Custode delle Acque | Vaprio d’Adda MI | “Attimi Codificati” 2008 | Collettiva con tema le carte napoletane “C-ARTE DA DECIFRARE” | Stella di Cilento SA 2011 | Collettiva "Micro2" presso Circuiti Dinamici MI | Collettiva presso la Festa per il 150° Unità d’Italia | Stella di Cilento SA | Edificio Rosa Nigli Itri

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