microRoom | 4

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Angelo Lopiano Argentina Verderame Clara Luiselli Claudio Missagia Crysal Debora Garritani Elisa Zolin Giuseppe Iavicoli Hannes Egger Laura Patala Liliya Pobornikova Luca Mainini Massimo Grossi Michela Pedron Nadia Sabbioni Paolo Ollano Rita Sacco Rosaria Di Dio Stella Asia Consonni Valentina Cosentino Virginia Zanetti



microRoom 2009_2012

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CURATELA Anna Epis e Aldo Torrebruno

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TESTI Barbara Di Santo Antonia Guglielmo


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Hannes Egger, Clara Luiselli, Liliya Pobornikova, Nadia Sabbioni


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STRUTTURE AMNIOTICHE Le strutture che osserviamo segnano un confine spaziale, ci danno un dato certo dell'esistenza di uno spazio protettivo, ci rivelano il materializzarsi di microcosmi emozionali vaganti che si uniscono alle nostre vite. Sono luoghi preconfezionati dove in alcuni casi anche la presenza umana sembra già insita in partenza. Sono contenitori capaci di osmosi e permeabilità tra interno ed esterno, di comunicazione con il proprio pubblico in un dialogo che prevede perfino il nascondere il microcosmo stesso con elementi umanizzati, un custodire che in realtà vuole mettere in luce, svelare ciò che racchiude. Il concetto cartesiano di paesaggio si sostituisce con quello emozionale di ambiente confinato, in quanto si hanno elementi parametrici del tutto personalizzati. Le dimensioni sono strettamente ed esclusivamente individuali e le distanze intersoggettive. In questi involucri traspaiono segni, materia, elementi di espressione che ci rivelano e svelano i nostri tratti identificativi, instaurando tra l'abitante e l'ambiente una osmosi basata su una sorta di empatia, un ambiente amniotico che si traduce in recinto virtuale dove si vive l'esperienza assoluta del dentro contrapposto ad un luogo altro: il fuori. Presentazione | Antonia Guglielmo

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Hannes Egger 


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Clara Luiselli


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Liliya Pobornikova


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Nadia Sabbioni


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http://youtu.be/U9JVDZWB8VQ

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Stella Asia Consonni, Angelo Lopiano, 
 Paolo Ollano, Michela Pedron, Elisa Zolin


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DAVANTI AGLI OCCHI Una pluralità di sguardi... occhi puntati su di noi, sguardi irretiti da una malinconia sottile, sorpresi da un interrogativo scomodo, sfuggiti ad un'emozione troppo forte da accogliere. Occhi soltanto indovinati, fra le curve leggere e intrecciate di un'umanità modulare, frantumata in un fermo immagine inquieto e scontroso. Gli occhi si riprendono il proprio spazio, si moltiplicano, gemme preziose incastonate in un biancore opaco e tagliente. Sguardi, spezzati e prigionieri, emergono dall'oscurità a solleticare la nostra umana essenza, il nostro spirito silente che, se pure a fatica, sempre più spesso sembra accorgersi di non chiedere più nulla, di non desiderare, di non rimpiangere nulla, di non sapere neanche se ciò che prova sia dolore o indifferenza. Un anestetico inodore scivola nelle vene e colpisce inesorabilmente i sensi contratti, paralizzando i gesti, oscurando la visione della realtà. Ma la domanda resta in superficie, galleggiando e rifrangendosi in un gioco di specchi... Presentazione | Barbara Di Santo

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Stella Asia Consonni


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!! !! !! !! !! ! Angelo Lopiano

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Paolo Ollano

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Michela Pedron

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Elisa Zolin


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http://youtu.be/9gD3oIcxLP4


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Massimo Grossi, Claudio Missagia, 
 Rita Sacco, Argentina Verderame


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!TRACCE, RIVERBERI, RICORDI…

Dai segni-tracce di queste immagini riusciamo a cogliere un’idea di viaggio metaforico dove si annusa una sorta di desiderio di ricerca, evidente infatti è il crescendo di assenza umana, un “abbandono volontario” della scena, ma non solo, si sottolinea persino lo sfumare di tratti di paesaggio che in alcune immagini diventa evanescente, in altre scompare del tutto per lasciare solamente il sentore, la vibrazione di ciò che esisteva. Questa operazione non è la volontà di epurare l’immagine, ma semplicemente si opera una sorta di ricerca interiore, un desiderio di osservare il viaggio fatto, non mercificando il ricordo, non dandogli un peso, una sostanza concreta ma lasciandolo come segno immateriale, dandogli una dimensione di esperienza non limitata nel contesto fisico di spazio temporale ma connotandolo come la somma di vibrazioni, movimenti, segni, capaci di attingere al pozzo emozionale più intimo del nostro essere. L’osservatore, in questo caso non guarda l’immagine ma sta guardando dentro sé la descrizione di un viaggio, la descrizione del ricordo di quel viaggio… Presentazione | Antonia Guglielmo

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Massimo Grossi


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Claudio Missagia


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Rita Sacco


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Argentina Verderame


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http://youtu.be/WYVZK-WqKqg

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Crysal, Rosaria Di Dio, Giuseppe Iavicola, 
 Luca Mainini, Laura Patala

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! !! Una stanza quasi vuota si stringe attorno a un corpo infagottato,

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in tensione, che sembra proiettato fuori dalla tela o pronto ad esserne risucchiato. Un fascio di luce lo investe e, misteriosamente, il corpo deflagra, senza boati, senza sangue, perfettamente scomposto. Un corpo di donna si smembra nella luce fredda di uno spazio senza colori e la sua umanità, fragile e tormentata, emerge dallo scrigno geloso di ciascuno scatto. Dolorosamente deciso al compromesso, questo cyber corpo ha sacrificato carne e sangue a un desiderio spietato di cambiamento. Come in un puzzle, tutti i frammenti sembrano pronti a tornare al proprio posto, a ricostruire l’intero, a ricomporre l’immagine perfetta di femme fatale che il mondo richiede. C’è spazio per il gioco, per l’azzardo; non esistono limiti, laddove la consapevolezza è messa al bando. Mani tese, dagli artigli leggeri, atteggiano il volto ad una sensualità senz’anima. Resta una solitudine crudele che scivola trasparente sulla pelle tesa e si adagia sulle labbra mollemente rapaci. Labbra rosse e tumide, senza sorriso, stirate sotto lo sguardo di occhi distratti che si appiccicano al vuoto. Presentazione | Barbara Di Santo

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Crysal


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Rosaria Di Dio


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Giuseppe Iavicoli


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Luca Mainini


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Laura Patala


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http://youtu.be/NOn1wYS_vZc




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Valentina Cosentino, Debora Garritani, 
 Virginia Zanetti


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Ossa e carni, fragili e profane, si specchiano imperfette nel fluire di una perfetta perennità. Universo compiuto e rinnovato in forme infinite, diverse eppure immutabili nel principio che le informa. Eterna pulsione creativa incarnata nella complessa elementarità del ciclo della rinascita che tutto impregna di sé. Potenza generatrice e Madre. Terra feconda e genitrice. Un piccolo fiore nasce e si solleva nell’aria aggrappandosi all’esistenza, farfalle trasparenti si librano consapevoli incontro alla natura indifferente che le trasformerà. Donna quale strumento di conoscenza, nell’amore e attraverso l’amore, di un mondo che si raccoglie intorno al cuore della sua femminilità svelata. Una donna attraversata da un flusso di Verità diventa ricettacolo e sorgente infinita. Donna, corpo morbido dalle linee curve, che asseconda la corrente della vita, la accoglie e la restituisce trasfigurata e in movimento. Presentazione | Barbara Di Santo


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Valentina Cosentino

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Debora Garritani


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Virginia Zanetti

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http://youtu.be/1VlihtApMEA

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Rocca MaямГa


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microRoom è una mostra a cadenza mensile che vede come protagonisti di volta in volta una stretta selezione di opere, curata e presentata da microbo.net Ciascuna microRoom diviene un luogo virtuale che pone in relazione o p e re d i a r t i s t i c h e p o s s o n o appar tenere a realtà e aree geografiche molto distanti.