MEZZOPIENO News - Novembre / Dicembre 2019 | Edizione Piemonte

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Dalla rete italiana della positività

NOVEMBRE/DICEMBRE 2019

l’International Award È stato indicato come per le idee innovative uno dei 20 italiani “Le piante sono la nuova e le tecnologie destinati a cambiarci la frontiera dell’innovazione tecnologica” per l’agribusiness vita ed è entrato nella dell’United classifica dei “world STEFANO MANCUSO Nations Industrial changers” stilata Development dal «New Yorker» NEUROBIOLOGO VEGETALE Organization (UNIDO). nel 2013. Stefano È autore di volumi Mancuso, docente scientifici e di centinaia di pubblicazioni all’Università di Firenze, accademico su riviste internazionali. Tra gli altri, ha ordinario dell’Accademia dei Georgofili, scritto “Verde brillante. Sensibilità e ha insegnato in atenei giapponesi, svedesi intelligenza del mondo vegetale”, tradotto e francesi. Dirige il LINV, il laboratorio in 17 lingue e vincitore di svariati premi, internazionale di neurobiologia vegetale “Uomini che amano le piante. Storie di e ha fondato l’International Society scienziati del mondo vegetale”, “Biodiversi”, for Plant Signaling & Behavior. Il suo “Plant Revolution. Le piante hanno già “Jellyfish Barge”, modulo galleggiante per inventato il nostro futuro” e il più recente coltivare ortaggi e fiori “La nazione delle piante”. In quest’ultimo completamente libro, a partire dall’esplorazione del autonomo dal mondo vegetale, prova a immaginare il punto di vista futuro dell’umanità e ne conclude: “Se di suolo, il regno vegetale fosse una nazione, le acqua ed regole che la governerebbero sarebbero energia presentato completamente diverse dalle nostre. Osservando la Nazione delle piante all’EXPO possiamo compiere una vera e propria Milano rivoluzione copernicana che salvaguardi 2015, e diffonda la vita dei viventi e delle è stato premiato con generazioni future”. INTERVISTA ESCLUSIVA PER MEZZOPIENO PAG. 16/17

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Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - N°1941/2019 Pubblicazione informativa no-profit

Dissalare l’acqua del mare con il sole: la tecnologia che disseta il mondo

Malawi: la donna che ha fatto nascere 8000 bambini in casa sua

MONDO

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Calano i tumori: le nuove terapie sono efficaci

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ITALIA

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I dipendenti saltano le vacanze e salvano l’azienda

PIEMONTE

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MEZZOPIENOfocus... Il museo: un patrimonio di tutti, uno spazio aperto a tutti Pag. 8

MEZZOPIENOincontra... Capraunica: l’isola che c’è Pag. 22


Mezzopieno News è pubblicato ogni due mesi dal movimento Mezzopieno nelle versioni locali di Piemonte, Umbria e Marche e Lazio. Gli articoli riportati sono frutto della ricerca e del lavoro giornalistico del comitato editoriale, dell’ufficio studi, del gruppo di ricerca, dei volontari e dei membri della comunità Mezzopieno. Ogni articolo è un’elaborazione originale e riporta fatti e situazioni reali. Le fonti originali sono verificate e citate per esteso.

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MALAWI: LA DONNA CHE HA FATTO NASCERE 8000 BAMBINI IN CASA SUA

BON JOVI OFFRE 100.000 PASTI GRATIS A CHI NON PUÒ PAGARE

A Lilongwe, capitale del Malawi, una ostetrica in pensione, Charity Salima, ha aperto un piccolo reparto maternità nella propria abitazione. Dal 2008 ad oggi nella clinica Achikondi ha fatto nascere 8.000 bambini. Finora nessun neonato e puerpera sono morti. Nata alla fine degli anni ’50, Charity è stata cresciuta dalla nonna ed è riuscita a diplomarsi infermiera professionale e ostetrica. Per molti anni ha lavorato nel più grande ospedale del Paese, il Queen Elizabeth Central, e in seguito in altri due nosocomi statali. Già prima del pensionamento molte giovani le

È un’iniziativa che consente alle persone in difficoltà di poter avere pasti gratis in cambio di un piccolo aiuto: il progetto ideato dal cantante Jon Bon Jovi nasce nel 2011 con il suo primo ristorante sociale, “Soul kitchen” - la cucina dell’anima. Oggi i ristoranti sono diventati due, entrambi situati nel New Jersey, in zone solitamente colpite da calamità naturali, come gli uragani. I ristoranti, avviati e gestiti dalla rockstar, non prevedono dipendenti perché si basano sullo scambio: lo staff, infatti sono gli stessi frequentatori che, in cambio del loro aiuto, usufruiscono dei pasti gratis. Inoltre i ristoranti offrono cibo biologico perlopiù coltivato dallo staff volontario. Chi vuole può pagare per chi non può permetterselo e il 54% dei pasti è finanziato grazie alle donazioni libere. Al motto “Tutti sono i benvenuti alla nostra tavola”, i ristoranti di Jon Bon Jovi hanno quest’anno superato i 100.000 pasti offerti, anche vegetariani o vegani; inoltre ci sono una scuola di cucina, un doposcuola e un’attività

avevano chiesto aiuto. Nel 2002 ha fatto nascere una prima bimba a casa sua. “Era notte e pioveva a dirotto – racconta Charity – . La donna e suo marito non sapevano come raggiungere l’ospedale. Sono venuti da me e l’ho assistita durante il parto. Da quel momento in poi ho capito che dovevo agire, fare qualcosa per la mia gente. E’ stata come una chiamata”. Una volta raggiunta l’età della pensione, anche se con poche risorse, Charity ha affittato una casa, trasformandola in una piccola clinica nella periferia della capitale. La Norwegian Nurses Organization ha fatto una donazione di 2.650 dollari e grazie alla generosità di un amico britannico si è potuta completare l’opera. In Malawi la percentuale delle morti neonatali è tra le più alte al mondo: 23 bimbi su mille. Molte madri non hanno accesso al servizio sanitario nazionale perché abitano in villaggi remoti. Fonte: Africa ExPress B-hop Magazine per Mezzopieno

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di consulenza burocratica per tutte le persone bisognose. Fonte: Jon Bon Jovi Soul Kitchen


ARRIVA IL GIOCO DI CARTE CHE INSEGNA A GESTIRE I LITIGI Le discussioni sono spesso scatenate da un linguaggio aggressivo o da un atteggiamento scontroso. Un educatore americano ha inventato un gioco di carte che insegna ai ragazzi come evitare questi atteggiamenti, risolvere i conflitti o uscirne. Si chiama Squabbles ed è un gioco adatto a chiunque sappia leggere, particolarmente efficace per i ragazzi iper-sensibili alle parole e alle azioni violente degli altri e che si lasciano intimorire dalle aggressioni verbali. Il gioco permette di capire quando qualcuno sta usando le parole in modo violento e aiuta a imparare come fermarlo e come crescere nella capacità di resistere alle offese con resilienza, proteggendo i propri sentimenti. Ci sono due mazzi nel gioco: le carte conflitto e le carte risoluzione. Le carte conflitto descrivono un comportamento conflittuale. Le carte risoluzione sono usate per suggerire frasi per fermare l’aggressività nel momento in cui esplode. Il giocatore più gentile e abile vince. “Insieme possiamo aiutare i bambini a superare i comportamenti meschini e crescere nella capacità di resistenza, attraverso l’ironia e l’intelligenza”, dice l’inventore Brooks Gibbs nella campagna di crowfunding su Kickstarter dove ha lanciato il suo gioco. Fonte: Kickstarter

LA DONNA CHE TRASFORMA I VECCHI BUS IN CASE PER I SENZATETTO In Oregon, negli Stati Uniti, ci sono più di 22.000 senzatetto: persone che vivono in strada, in tende di fortuna o sui sedili delle automobili. Molti di loro sono bambini. Una giornalista americana ha intrapreso un viaggio per fare un reportage che le ha cambiato la vita. Dal 2016, per due anni, ha vissuto tra i senzatetto da Portland a Denver e li ha intervistati. Ha chiesto loro come vivevano e di cosa avessero bisogno per uscire dalla strada. Dopo questa esperienza ha scritto un libro e ha avuto un’intuizione per dare loro una casa: convertire i vecchi scuolabus dismessi in piccole abitazioni. Julie Akins ha cominciato con un vecchio bus giallo e con l’aiuto di alcuni amici lo ha trasformato in uno spazio vivibile e accogliente, con cucina, bagno e letti per

una famiglia senzatetto. Dopo il primo, ha fondato una organizzazione senza fini di lucro che trasforma in case gli scuolabus con impianti elettrici a energia solare, docce calde e riscaldamento. “Ci vogliono otto mesi di lavoro per rendere vivibili queste casette, compresi i permessi per il parcheggio che è pagato per i primi sei mesi” dice Julie, fondatrice della Vehicles for Changes (Veicoli per i Cambiamenti). Gli autobus sono donati dalle scuole o dalle municipalità quando vengono sostituiti con modelli più nuovi. “Sono molto più convenienti delle piccole case prefabbricate e poi possono muoversi e permettere i trasferimenti che le famiglie devono fare in cerca di lavoro” dichiara una volontaria entusiasta. Fonte: Vehicles for Changes

IN INDIA IL BAR DOVE SI PUÒ MANGIARE IN CAMBIO DI RIFIUTI

In India è nato il primo bar dove le persone possono mangiare in cambio di spazzatura. Il Garbage Cafe è sorto nel distretto Municipale di Ambikapur, per iniziativa dell’amministrazione comunale e ha MEZZOPIENO 3 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

il duplice obiettivo di ridurre i rifiuti in strada facendo fronte al problema delle molte persone che non hanno i soldi per procurarsi cibo. Il sindaco di Ambikapur, Ajay Tirkey, ha dichiarato che il progetto fa parte di un programma di raccolta rifiuti della città che permette di originare un guadagno di circa 19.000 euro al mese attraverso la vendita della plastica raccolta; con questi soldi si possono dare pasti alle persone che ne

hanno bisogno. “La gestione dei rifiuti solidi sta avendo successo e stiamo ripulendo la città. Abbiamo elaborato una nuova disposizione secondo cui se qualcuno porta un chilogrammo di plastica, riceverà cibo gratis e con mezzo chilo di plastica, farà colazione gratuitamente”, ha dichiarato il sindaco. L’iniziativa fa seguito a progetti simili avviati in Cambogia e in Belgio, dove l’idea di ripulire le strade dagli accumuli di spazzatura e raccogliere ed eliminare la plastica dalle vie e dalle discariche per riutilizzarla per costruire strade e altre infrastrutture in plastica riciclata, ha avuto molto successo. Fonte: India today


LA NORVEGIA DIVENTA IL PRIMO STATO AD ABOLIRE LA DEFORESTAZIONE

LA DANIMARCA COMPRA GLI ELEFANTI PER TOGLIERLI DAI CIRCHI La Danimarca sta spendendo 11 milioni di corone (1,4 milioni di euro) per acquistare gli ultimi quattro elefanti da circo del Paese e per dare loro una pensione adeguata. La decisione ha visto il plauso dell’opinione pubblica, ben disposta a spendere una somma così importante di denaro pur di garantire ai quattro elefanti un nuovo futuro. Mentre il governo si muove per vietare gli animali selvatici nei circhi, il ministro dell’alimentazione e della pesca Mogens Jensen afferma che è prevista l’entrata in vigore di un divieto, entro la fine dell’anno. Il Regno Unito ha vietato il ricorso agli animali nei circhi nel maggio del 2019, mentre in Germania è stato ufficialmente inaugurato il primo spettacolo itinerante con soli animali proiettati come immagini olografiche di elefanti, tigri, leoni, cavalli e molti altri ancora. Il manager della Circus Arena Benny Berdino ha dichiarato di essere “triste di dover dire addio” ai suoi elefanti, ma felice che saranno ben trattati nel passaggio alla loro pensione. Fonte: Associated Press

Lo aveva promesso e ha mantenuto gli impegni: la Norvegia è diventata il primo paese al mondo a bandire la deforestazione dalle sue attività istituzionali. Nel settembre 2018 la Raccomandazione della Commissione permanente per l’energia e l’ambiente del Parlamento norvegese approvava il piano d’azione nazionale sulla biodiversità, mettendo al bando il taglio di ogni risorsa boschiva del Paese. Un anno dopo, il piano è stato completamente attuato e, in aggiunta, ha coinvolto diversi altri Stati del mondo. Il governo norvegese non ha assegnato più alcun contratto a società che tagliano alberi e ha investito ingenti somme di denaro per fermare la deforestazione anche in Brasile, Liberia e Indonesia. La Norvegia, proprietaria del più grande fondo di investimenti sovrano del mondo, ha inoltre lavorato con molta determinazione per incentivare molte delle

sue aziende a non contribuire alla deforestazione dell’Amazzonia. Insieme ad altri grandi fondi sta organizzando una imponente campagna mondiale per far cessare la distruzione della foresta amazzonica. Insieme a 230 fondi mondiali e ad alcuni dei più grandi gestori privati, ha firmato una dichiarazione che impone un cambiamento alle imprese perché tengano sotto controllo le catene di approvvigionamento del legname e le misure per ridurre la distruzione delle foreste. Il governo norvegese è inoltre impegnato da anni con la Germania e il Regno Unito a promuovere impegni nazionali che incoraggiano catene di approvvigionamento libere dalla deforestazione, anche attraverso politiche di appalti pubblici per rifornimentii sostenibili delle materie prime. Fonte: Reuters

PRODURRE CARNE SENZA UCCIDERE GLI ANIMALI: ORA SI PUÒ Sembra fantascienza ma è già realtà: produrre migliaia di chilogrammi di carne per il consumo alimentare umano, da un animale vivo, senza doverlo abbattere e senza farlo soffrire. Si chiama “carne coltivata” o “carne pulita” e il suo processo di produzione avviene da animali le cui cellule sono fatte crescere all’esterno del proprio corpo. Un piccolo prelievo di cellule miosatellite dei muscoli dà il via a tutto il processo. Queste cellule svolgono negli animali la funzione di creare nuovo tessuto quando il muscolo è ferito, una caratteristica intrinseca che viene utilizzata per la produzione di carne coltivata. Le cellule sono poste in un mezzo contenente nutrienti e fattori di crescita presenti in natura e lasciate proliferare proprio come farebbero all’interno dell’animale. La loro crescita è pari a quella naturale e produce trilioni di nuove cellule da un piccolo campione. Da un solo pezzo di tessuto di una mucca si possono produrre 800 milioni di strati di tessuto muscolare, sufficienti per produrre 80.000 hamburger. “Spesso ci viene chiesto se il processo comporta una modificazione genetica: la risposta è no. Le cellule stanno facendo quello che farebbero normalmente all’interno dell’animale, non c’è riprogrammazione”, confermano i ricercatori della Mosa Meat, una società olandese di tecnologia alimentare che nel 2013 ha creato il primo hamburger di carne coltivata. La produzione di questo tipo di burger genera il 90% di gas a effetto serra in meno rispetto alla produzione di un hamburger di carne tradizionale e la carne ha lo stesso gusto. Fonte: Mosa Meat; Market Journal

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DISSALARE L’ACQUA DEL MARE CON IL SOLE: LA TECNOLOGIA CHE DISSETA IL MONDO Secondo le stime dell’Unicef sono attualmente circa 2,4 miliardi le persone che non hanno regolare accesso all’acqua potabile. Rendere l’acqua del mare potabile a costo zero, senza inquinare e dando la possibilità alle aree del mondo colpite da siccità di sopravvivere è il sogno che ha mosso un visionario innovatore americano a costruire quello che ha chiamato il BLUdrop o “unità vitale di base”, un sistema di dissalazione dell’acqua marina che utilizza pannelli solari per produrre acqua dolce pulita e adatta al consumo umano. Con avanzati sistemi di filtrazione e una nuova tecnologia di dissalazione a energia solare, questi impianti stanno arrivando in migliaia di villaggi in tutto il mondo e convertendo l’acqua salata marina e salmastra in acqua pulita e salubre. L’organizzazione no-profit GivePower, creata dal miliardario americano Hayes Barnard, ha già installato reti solari in oltre 2.650 sedi principalmente in scuole, cliniche mediche e villaggi in 17 Paesi. La tecnologia di dissalazione necessita di pompe ad alta potenza e consuma molta energia e Barnard ha utilizzato la tecnologia sviluppata da Tesla per sviluppare batterie che permettano la massimizzazione dell’energia del sole, anche di notte e in zone senza la rete elettrica. L’ultimo impianto è stato installato in Kenya nell’area costiera di Kiunga e produce 75.000 litri di acqua potabile fresca al giorno, sufficienti per 35.000 persone. L’impianto di dissalazione non è una novità, ma l’abbinamento del solare con le batterie Powerwall gli consente di funzionare costantemente, 24 ore al giorno, utilizzando energia completamente pulita. Fonte: GivePower; Unicef

IL BANGLADESH ABOLISCE L’OBBLIGO DI VERGINITÀ DELLE SPOSE La corte suprema del Bangladesh ha emesso un verdetto che obbliga a rimuovere la dichiarazione di verginità dai certificati di matrimonio musulmani che saranno celebrati d’ora in poi in tutto il Paese. Secondo le leggi sul matrimonio musulmano in vigore nel grande Stato asiatico, una sposa deve indicare una delle tre opzioni sul certificato: che sia una Kumari (vergine), una vedova o divorziata. Il tribunale ha ordinato al governo di rimuovere il termine e di sostituirlo con “non sposata”. “Si tratta di un verdetto fondamentale”, ha dichiarato Aynun Nahar Siddiqua, l’avvocato che ha presentato nel 2014 il caso che chiedeva una revisione delle antiche leggi musulmane, definite umilianti e discriminatorie. La sentenza ha inoltre ordinato alle autorità di introdurre sul certificato le opzioni “non

sposato, vedovo o divorziato” anche per lo sposo, precedentemente non previste. Fonte: Dhaka Tribune

LEGO LANCIA I MATTONCINI IN BRAILLE PER I BAMBINI CIECHI La Lego, una delle più famose fabbriche di giocattoli del mondo, ha creato una linea dei suoi celebri mattoncini a incastro per i bambini che non possono vedere. I mattoncini Braille Lego sono uguali a quelli tradizionali ma hanno stampato sopra ad ognuno di essi le lettere e numeri in alfabeto Braille. Essendo pienamente compatibili con tutti gli altri, permettono ai bambini ciechi di interagire con altri bambini, insegnanti vedenti, studenti e membri della famiglia e di giocare con loro in condizioni di parità. La casa danese ha lavorato molto per realizzare questa integrazione ai suoi giocattoli, in collaborazione con diverse associazioni di non vedenti e ipovedenti e soprattutto grazie al direttore artistico Morten Bonde che soffre di un disturbo genetico agli occhi che lo sta gradualmente rendendo cieco. Il prodotto è stato testato nella lingua danese, norvegese, inglese e portoghese ed è in fase di lancio in tedesco, spagnolo e francese. I mattoncini Lego Braille permettono ai bambini ciechi di giocare alla pari con gli altri, comunicare attraverso creazioni solide che diventano messaggi e ricreare strutture che permettono di dare spazio alla loro creatività, di apprendere l’alfabeto e di interagire con gli altri. Un impegno che la Fondazione creata dalla Lego sta portando avanti da diversi anni per offrire ai bambini soluzioni per crescere giocando in modo intelligente e costruttivo, abbattendo le barriere e i pregiudizi.

Fonte: Lego MEZZOPIENO 5 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019


MEZZOPIENOpensiero

Mezzopieno è innanzitutto un modo di pensare, un approccio alla vita ed una maniera di essere. Il pensiero Mezzopieno è sempre pro, mai contro. Mezzopieno si pone come risposta costruttiva al vittimismo, alla polemica e al disfattismo. Il modo di essere Mezzopieno collabora con tutti per stimolare risposte positive all’atteggiamento pessimista, a quello conflittuale e alla ricerca di capri espiatori. Vivere Mezzopieno significa non avere timore di caricarsi delle responsabilità e dell’impegno di individuare stimoli creativi e fecondativi diversi dalle dinamiche distruttive e di contrasto. Il cambiamento è responsabilità di chi costruisce con umiltà, coinvolgendo il maggior numero di persone possibile in relazioni collaborative. Piuttosto che cercare di demolire ciò che è ritenuto sbagliato, Mezzopieno propone alternative, pratiche e comportamenti che perseguono l’armonia e che non impiegano energia per contrastare ma per creare. La scelta buona prende il posto di quella cattiva. Chi si identifica nel Mezzopieno non esalta il buonismo ma ha un approccio positivo e aperto al diverso ed al nuovo. Il cambiamento è un processo che va condiviso da tutti e può avvenire soltanto lentamente, con la presa di coscienza e la partecipazione costruttiva di ogni elemento della società. L’alternativa alla rivoluzione è l’evoluzione. La vera forza che manda avanti il mondo da sempre e che lo ordina attraverso la crescita e la collaborazione di tutti. Chi giudica questo modo di pensare come naif… ha ragione! Non è obiettivo del pensiero Mezzopieno produrre utili o generare profitto. È dimostrato che i buoni esempi “sono in grado di suscitare emozioni positive e di spingere le persone a seguire gli esempi presentati e addirittura provocare reazioni fisiche tali da lasciare un’impronta duratura capace di influenzarne le azioni future. Questo fenomeno, che in psicologia prende il nome di “elevazione morale’” può provocare cambiamenti comportamentali e predisporci all’empatia e all’interazione sociale”.

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MEZZOPIENOcosafacciamo Indice di benessere

La comunità Mezzopieno è un movimento formato da persone, gruppi, enti e associazioni che condividono l’impegno per la diffusione della cultura della positività e che credono nell’importanza di promuovere un approccio costruttivo e armonioso nella società e nella vita.

La paura di morire violentemente nasce dai media

L’UFFICIO STUDI MEZZOPIENO L’attività di ricerca è lo strumento attraverso il quale il movimento Mezzopieno approfondisce la sua capacità di interpretare ed analizzare la società e le sue evoluzioni. I programmi di ricerca del movimento sono un laboratorio permanente che coinvolge università, ricercatori, associazioni e gruppi di lavoro. In particolare, Mezzopieno svolge l’attività di studio e analisi in collaborazione col Gruppo di Ricerca Valori, Etica ed Economia dell’Università di Torino, di cui è membro. MEZZOPIENO NELLE SCUOLE La cultura della positività entra nelle scuole con laboratori di lettura e comunicazione gentile. Attraverso attività, giochi ed esperienze si trasmettono i valori della fiducia, della gratitudine e della collaborazione, per stimolare il lato migliore di ogni studente e la capacità di educare la propria volontà al bello e al buono.

INFO SU WWW.MEZZOPIENO.ORG

DIFFUSIONE DI MEZZOPIENO NEWS: IL CERCHIO DELLA GRATITUDINE Il “cerchio della gratitudine” è il progetto che prende vita dalle relazioni di gratuità e di gratitudine che si vengono a creare intorno a Mezzopieno News: il periodico, nella sua forma cartacea, viene consegnato di mano in mano nel cerchio delle conoscenze e delle persone vicine ai membri della comunità e diventa uno strumento di relazione e di condivisione. I volontari della comunità Mezzopieno sono attivi nella distribuzione di Mezzopieno News in: Ospedali - Case di cura e di degenza - Centri di accoglienza per anziani Carceri ed istituti penitenziari - Scuole - Parrocchie - Associazioni - Aziende - Circoli - Comunità.

Capire come va il mondo e cosa causa ciò che succede è un desiderio di tutti gli esseri umani e i media hanno il compito di raccontarlo e di spiegarlo con la maggiore aderenza possibile alla realtà. Ciononostante l’informazione spesso si sofferma con insistenza sulle notizie negative e sugli episodi più cruenti e dolorosi.

quota relativa di morti che causano. I media riportano oltre il 70% di notizie sulle cause di morti violente mentre nella realtà queste rappresentano meno del 3% del totale dei decessi. Lo studio ha poi rilevato che circa un terzo delle morti complessive derivano da malattie cardiache, mentre questa causa riceve solo il 3% della copertura mediatica.

Uno studio comparato ha messo a confronto le principali cause di morte e la loro copertura mediatica, scoprendo che ciò di cui si legge e si commenta di più in effetti non corrisponde alle reali cause di decesso.

L’analisi permette di capire che quello le persone cercano in rete è il riflesso di ciò che viene presentato dai media: un comportamento che evidenzia quanto le nostre percezioni del mondo siano influenzate da ciò che leggiamo.

Le maggiori differenze riguardano le forme violente di morte: suicidio, omicidio e terrorismo, infatti ricevono molta più attenzione dai media e in rete rispetto alla

MEZZOPIENO AL LAVORO Il movimento Mezzopieno promuove l’organizzazione positiva del lavoro. All’interno delle aziende della rete Mezzopieno si realizzano percorsi di condivisione di pratiche e modelli finalizzati al benessere delle persone che vi lavorano, per un approccio costruttivo con il gesto lavorativo, con la comunità in cui si lavora, con il mercato e con il mondo.

MEZZOPIENO NEI COMUNI

Mezzopieno è presente nei Comuni italiani con programmi per la diffusione della cultura della gentilezza e della pratica positiva attraverso l’istituzione degli Assessori della gentilezza, nominati dai Sindaci e organizzati in una Rete nazionale per la realizzazione di iniziative per stimolare la collaborazione e ridurre la conflittualità nelle comunità MEZZOPIENO 7 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

Fonte: Ufficio Studi Mezzopieno; Center for Disease Control and Prevention; Owen Shen database


a ospitare questa sperimentazione è stato il Museum of Modert Art (MoMA) di New York nel 2006; quest’esperienza è stata ripresa in Italia nel 2007 presso il Palazzo Reale di Napoli e da allora replicata in molti altri contesti. Restando nel campo che attiene alla memoria, sono molti gli esperimenti di musealizzazione di un periodo storico, con una rilettura degli eventi attraverso la rievocazione dei fatti nei luoghi di avvenimento e in continuità tra luoghi di rappresentazione e luoghi di memoria. Ne sono un esempio luoghi con una forte carica emotiva, come i teatri delle stragi, dove la componente di empatia con il dramma è rielaborata per guidare il visitatore in una sorta di riflessione sul presente: la Fortezza del Mont Valérien, uno dei principali luoghi di esecuzione per fucilazione della Regione Ile-de-France durante l’occupazione, diventata monumento commemorativo dedicato ai martiri della guerra per volontà di De Gaulle, è trasformata in uno spazio dove la commemorazione coinvolge il visitatore più sull’umanità dei protagonisti della storia che sui suoi eventi.

MEZZOPIENOfocus

Il museo: un patrimonio di tutti, uno spazio aperto a tutti Per custodire memorie, conservare saperi, formare cittadinanza GATTO

ELISABETTA

“Un luogo dove si dovrebbe perdere agorà, di piazza dove si incontrano tutte le la testa”: in questi termini Renzo anime di una città, ovvero cittadini, comunità Piano dà la sua definizione di museo. scientifica, produttori e consumatori di Eppure nell’immaginario collettivo cultura. è ancora presente lo stereotipo I musei non sono più una torre eburnea dell’inavvicinabilità appannaggio di un élite, del museo quale ma diventano dimora spazio elitario e della collettività, aperta “Un museo dovrebbe antiquato. Visione, a sperimentazioni, permettere di questa sì, anacronistica: sensibile alle istanze vedere in noi stessi sono sempre più della contemporaneità. attraverso le cose” diversificate le proposte Soprattutto all’estero sono J.M.G. Le Clèzio museali per pubblici diversi diffuse le esperienze di “istant e le tradizionali funzioni che il exhibition” su temi di attualità museo era chiamato a svolgere, correlati da dibattiti e forum dove la ovvero quella della conservazione e popolazione partecipa direttamente alla dell’esposizione, si accompagnano a una costruzione di materiali per approfondire le missione sociale. Si è passati dalla tipologia questioni emerse. di museo-tempio a quella di museo-foro, più L’idea è che i musei offrano più di un semplice aperta alla sperimentazione, al confronto, al visita. Spesso sono i motori per promuovere dibattito. Si cerca di replicare il modello di l’accessibilità, l’accoglienza e l’inclusione. Una

sfida che alcuni musei, in collaborazione con enti di ricerca e università, hanno accolto è quella di realizzare esperienze anche con e per le persone affette da sindrome di Alzheimer e i loro caregivers. L’arte e le attività creative svolgono un ruolo terapeutico nei confronti di questi pazienti poiché agiscono sui circuiti emozionali che, rispetto a quelli cognitivi, restano preservati più a lungo nel decorso della malattia. L’osservazione e il contatto diretto con l’opera d’arte sollecitano lo scambio di idee e il ricordo del proprio vissuto La prima struttura museale

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La relazione tra memoria e musei si intreccia in modo indissolubile quando lo spazio museale è il solo e l’ultimo a conservare il ricordo e la testimonianza di quanto non esiste più.


MEZZOPIENOfocus

incontrano altre tracce di pratiche culturali e Nel Museo Etnografico Missioni Don Bosco, rituali che oggi non sopravvivono: la tsantsa recentemente inaugurato a Torino, sono di una bradipo, retaggio delle celebrazioni esposti oggetti realizzati da popolazioni della forza del guerriero cacciatore di teste, indigene della Terra del Fuoco e della o le scarpette per i piedini deformati “a Patagonia oggi estinte: un materiale che si giglio dorato” delle donne cinesi, considerati può considerare unico, insieme ai filmati elementi di grande fascino estetico-erotico e e alle fotografie scattate da don Alberto garanzia di migliori matrimoni combinati. È un piccolo museo, ma un grande racconto dei De Agostini negli anni luoghi periferici del mondo Trenta del Novecento, fatto attraverso gli oggetti perché rappresenta un “Il museo è un luogo che i missionari hanno documento etnologico portato in Italia e che fanno dove il tempo si di straordinario valore parte delle collezioni del per la comprensione di trasforma in spazio” Museo Etnologico Missionario queste culture scomparse Orhan Pamuk di Colle Don Bosco. Esposti si e della loro capacità di trovano utensili, arredi, abiti, adattarsi a un ambiente ornamenti, frutto della creatività ostile e di sfruttarne le scarse con cui i diversi gruppi umani risorse naturali per soddisfare i bisogni essenziali di un’economia di hanno saputo addomesticare la natura per sussistenza, basata sulla caccia di guanachi o rispondere alle esigenze della loro vita sulla pesca costiera. Nel percorso di visita si quotidiana, culturale e spirituale.

Musei “mezzopieni” Per la sua etimologia è un “luogo sacro alle Muse” e forse queste divinità, che rappresentavano l’ideale supremo dell’arte, si lascerebbero andare a una risata se sapessero che a loro sono stati consacrati spazi come il MOBA Museum Of Bad Art, a Somersville, USA, che ha come payoff “Arte troppo brutta per essere ignorata”, ovvero una raccolta di falsi d’autore di aspiranti artisti ben lontani dall’originale! Che dire poi del Museo delle cose inutili e delle idee sbagliate, a Herrnbaumgarten, un paesino vicino a Vienna? Di cose inutili e prive di senso al mondo ce ne sono davvero tante e alcune lo sono così tanto da meritare un posto nel tempio del nonsense. Al Museo del Fallimento di Helsingborg, in Svezia gli oggetti raccontano la strada per il successo: si vuole restituire una nuova dignità a oggetti che non hanno avuto successo o sono stati dimenticati. Trasformando in oggetti museali quelle che sono state negli ultimi decenni curiose e fallimentari innovazioni commerciali, l’ideatore del museo, lo psicologo Samuel West, vuole offrire al pubblico un’affascinante esperienza educativa: la maggior parte dei progetti innovativi fallisce, dunque metterne alcuni in mostra suggerisce una riflessione sul rischio che ogni innovazione porta con sé e sulla necessità di passare attraverso i fallimenti per raggiungere il progresso. La collezione consta di oltre sessanta prodotti e servizi di ogni angolo del mondo: alcuni sono esperimenti commerciali di cui ci si è volentieri dimenticati, come le lasagne surgelate prodotte dalla Colgate negli anni Ottanta (che evocavano probabilmente nel consumatore il gusto di dentifricio!) o la Coca Blak, un mix tra l’originale e il caffè, oppure il Twitter Peek, un dispositivo pensato unicamente per twittare. Di altri, come i Google glass, invece, non ci sarebbe aspettati il flop; altri ancora sono tentativi di innovazione usciti sul mercato ancora acerbo, come il Nokia N’Gage, oppure sono simboli di un’epoca ma non hanno saputo stare al passo con i tempi e riconvertirsi, come il DVD a noleggio di Blockbuster. Infine, la Bic for Her, una linea di penne biro dedicate esclusivamente al pubblico femminile, con cui Bic commise un grosso errore strategico, arrivando a essere accusata addirittura di sessismo. Anche il nome di questo museo potrebbe evocare un fallimento: il Museo delle relazioni finite di Zagabria è in realtà un luogo della memoria, che raccoglie gli oggetti simbolo di amori passati insieme alle loro storie. Un modo per renderle eterne, giacché il museo è un luogo che sfugge al tempo finito, oppure l’occasione per sbarazzarci finalmente del ricordo sgradito di un ex!

MEZZOPIENO 9 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019


CALANO I TUMORI: LE NUOVE TERAPIE SONO EFFICACI

UN CORO PER I CIECHI CHE CANTA CON LE MANI

I nuovi casi di tumore in Italia sono in calo e lo è il numero di decessi a causa delle neoplasie. Da diversi anni la mortalità per tumore è in continuo costante calo, ma l’insorgere di nuovi casi era finora sempre rimasto in crescita. L’ultimo censimento ufficiale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), rileva invece per la prima volta un calo anche nell’insorgenza di nuove patologie. Nel 2019 sono state 371mila quelle nuove, con 2mila diagnosi in meno rispetto al 2018, anno in cui si erano invece registrate 4mila nuove diagnosi in più sul 2017.

Con guanti bianchi alle mani, bambini e ragazzi sordi accompagnano con i gesti un coro di voci, utilizzando la Lingua dei segni (Lis). Non è solo educazione musicale, ma un modo per costruire inclusione sociale e superare le diversità. È il progetto alla base del coro “Mani Bianche Roma”, ispirato al metodo fondato in Venezuela dal maestro José Antonio Abreu per promuovere l’emancipazione dei ragazzi di strada attraverso la musica. Ci sono numerosi cori “Mani bianche” in diversi Paesi del mondo e in Italia. Quello di Roma coinvolge ragazze e ragazzi di istituti per sordi o scuole integrate, insieme a bambini e adolescenti udenti, con l’accompagnamento musicale del coro della Asl Rm B “Voc’incoro”. “La scuola – spiega Mimma Infantino, presidente dell’associazione “Mani Bianche Roma” – è un luogo privilegiato perché offre a tutti i ragazzi la possibilità di vivere l’esperienza musicale come strumento di crescita psico-affettivo e relazionale”. In coro si impara a cantare in maniera espressiva e partecipata, a utilizzare strumenti musicali o oggetti di uso quotidiano per sonorizzare il canto o a suonare il corpo con la “body percussion”. È inoltre una vera occasione di collaborazione e socialità, specie per chi proviene da situazioni di disagio. “Di ogni ragazzo conosciamo la storia, i punti di fragilità e di forza – racconta Nadia Boccale, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva. Così formuliamo obiettivi individuali che cerchiamo di armonizzare con gli obiettivi del gruppo. Questo ci distingue dai cori dove si imparano i canti e basta”. Fonte: Mani Bianche Roma B-Hop magazine per Mezzopieno

Anche la mortalità è in diminuzione: sono un milione i pazienti guariti. La diminuzione dei nuovi casi di tumore, che segna secondo gli oncologi una “importante inversione di tendenza”, indica che le campagne di sensibilizzazione per la prevenzione primaria, mirata a diffondere corretti stili di vita per prevenire l’insorgenza delle neoplasie, stanno iniziando a dare effetti positivi. “Questo è possibile grazie ai programmi di prevenzione e al miglioramento delle terapie”, afferma la presidente Aiom Stefania Gori. Ad oggi, quasi 3,5 milioni di italiani vivono con una diagnosi di cancro e la loro sopravvivenza è in costante crescita: il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. Fonte: Associazione Italiana Oncologia Medica MEZZOPIENO 10 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019


LE SARTORIE SOLIDALI: DONNE DEL MONDO SI AIUTANO PER METTERSI IN PROPRIO L’idea di una rete di sartorie solidali che crea lavoro e progetti nel Nord e nel Sud del mondo, come racconta il promotore Giuliano Andreucci, nasce nel 2006 dopo un viaggio in Brasile. “Ho avvertito forte la sensazione di dover fare qualcosa per il prossimo: ho scelto di farlo attraverso la mia qualità principale, ovvero l’imprenditorialità”. Dopo aver letto il libro “Il banchiere dei poveri” di Mohamed Yunus, Premio Nobel per la pace, Andreucci ha avuto un’illuminazione: avviare una rete di franchising solidale. Dal 2012 il progetto conta più di 60 negozi tra Roma e provincia e ha dato impiego a tante donne, di oltre 20 Paesi, aiutandole a mettersi in proprio. Quando si entra in un negozio Zyp, dalle inconfondibili pareti rosa fucsia, si capisce che è qualcosa di più di una sartoria. C’è innovazione, voglia di fare e di crescere in un ambiente positivo e dinamico. I negozi in franchising lavorano autonomamente, versando una piccola quota mensile alla Onlus ZYP che in questo modo si autoalimenta senza attingere da donazioni esterne. Questo consente alla rete di progredire e finanziare progetti di empowerment femminile in Italia, Nepal, Ghana, Brasile, Etiopia, Egitto. “Il progetto che ci rende più orgogliosi – sottolinea Andreucci – è a Kigali, in Rwanda. Qui 13 donne hanno avviato la loro sartoria ZYP anni fa. La loro attività cresce e prospera sempre di più”. Alla base dei progetti finanziati all’estero c’è la collaborazione con onlus locali o che hanno attività in quei Paesi, per un’azione diretta sul territorio.

Fonte: Zyp Onlus - B-hop Magazine per Mezzopieno

È ITALIANA LA PIÙ GRANDE NAVE ANTI-PLASTICA DEL MONDO Costruita dai cantieri dell’azienda pubblica italiana leader mondiale nel settore della cantieristica navale, la

Fincantieri, la nuovissima Rev Ocean è la più grande nave al mondo nata per combattere la plastica negli oceani. Un transatlantico super tecnologico di 183 metri che sta diventando il più importante laboratorio galleggiante per proteggere e salvare gli ecosistemi marini dall’inquinamento da plastica e non solo. La nave è dotata di attrezzature, laboratori e tecnologie per effettuare spedizioni autonome in tutto il mondo e per esplorare, documentare e condurre ricerche e operazioni oceaniche innovative. La Rev Ocean raggiungerà le aree oceaniche dove le correnti trasportano la plastica per procedere alla sua raccolta; il sistema di incenerimento ad alta tecnologia consentirà di incenerire tutti i materiali raccolti in modo ecologicamente positivo, senza produrre gas nocivi e

permettendo in questo modo anche di autoprodurre l’energia per alimentare la nave. Non risulta necessario quindi scaricare i rifiuti di plastica raccolti ma ogni chilogrammo di rifiuti bruciati restituisce 110kw di potenza termica ai sistemi navali. La nave dispone inoltre di un sistema di recupero del calore utilizzato per la produzione di acqua dolce attraverso un evaporatore installato a bordo. La sua autonomia, grazie a questi impianti innovativi e altamente ecologici è di 114 giorni. La Rev Ocean è pronta a iniziare la sua missione da Accra, la capitale del Ghana. “La metà della plastica in Ghana finisce in discarica insieme ad altri rifiuti. L’altra metà finisce per le strade, sulle spiagge e in natura” afferma Nina Jensen, CEO di REV Ocean. Fonte: Rev Ocean

MEZZOPIENO 11 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

SORPRESA: L’ARIA IN ITALIA È PIÙ PULITA DI 40 ANNI FA

L’aria del nostro Paese è sempre più pulita e l’atmosfera più limpida rispetto al passato. La buona notizia proviene da uno studio dell’Università Statale di Milano e del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I ricercatori hanno analizzato una variabile meteorologica che mai era stata oggetto di studi approfonditi, ovvero la visibilità orizzontale, che esprime la distanza massima alla quale un oggetto risulta visibile nell’atmosfera. La ricerca ha analizzato l’evoluzione della frequenza delle giornate con “atmosfera limpida” (ovvero con visibilità superiore a 10 e a 20 km) in varie aree del territorio italiano nel periodo 1951-2017. La frequenza è cambiata fortemente in tutte le aree considerate ma i cambiamenti più significativi si sono registrati nelle aree più inquinate del Paese tanto che, in zone come il bacino padano, la frequenza dei giorni con visibilità sopra i 10 o i 20 km è più che raddoppiata negli ultimi 40 anni. Dopo il significativo aumento delle emissioni dovuto al boom economico degli anni ‘60 e ‘70, le norme emanate dall’Italia e dalle altre economie avanzate hanno portato alla riduzione dell’inquinamento atmosferico nelle nostre città. “Le analisi effettuate hanno quindi messo in evidenza in modo molto efficace il grande successo che si è avuto in Italia sul fronte della lotta all’inquinamento atmosferico – commenta Maurizio Maugeri, docente di Fisica dell’atmosfera all’Università di Milano – Tuttavia, non dobbiamo scordare che si può e si deve fare ancora di più per completare il percorso di risanamento che i dati di visibilità in atmosfera documentano in modo così efficace”. Fonte: Consiglio Nazionale delle Ricerche


IN VAL D’AOSTA IL COMUNE CHE HA A FIRENZE NASCE L’OSPEDALE PER GLI ANIMALI ABBANDONATI passaporto europeo per gli animali da accompagnamento Un ex macello è diventato un ospedale per gli animali DECISO DI VIVERE SENZA AUTO

Un piccolo Comune della Valle d’Aosta, nella Valtournenche, a pochi chilometri dal Monte Cervino, è l’unico in Italia ad avere rinunciato alle automobili. A 1.818 metri, Chamois, il comune più alto della regione, Chamois è l’unico d’Italia su terraferma che non può essere raggiunto da mezzi a motore ed è quindi privo di strade asfaltate. Il centro si raggiunge tramite una funivia costruita nel 1955 che parte dal vicino paese di Buisson. Chamois è abitato sin dal Medioevo ed è rimasto pressoché intatto da secoli. Un piccolo borgo alpino con stradine in salita, fienili, abitazioni in pietra e legno e antiche case rurali alcune delle quali risalenti al XVII secolo. La sua peculiare mobilità “dolce” gli permette di vivere di un tipo di turismo particolare che lo ha fatto rientrare nel consorzio delle Perle delle Alpi, gruppo istituito nel 2006 che comprende 29 località distribuite in 6 nazioni che si distinguono per la tutela del territorio attraverso il movimento slow. Altri modi per raggiungere Chamois sono una vecchia mulattiera

che sale da fondovalle e un sentiero percorribile a piedi o in bicicletta. Merci e animali vengono trasportati con la teleferica. I 100 abitanti accolgono ogni anno numerosi turisti sia nella stagione invernale, quando il centro si popola di sciatori, sia d’estate, quando nel paesino arrivano i cultori del trekking e delle gite in mountain bike. Chamois ha ricevuto la bandiera verde di Legambiente per la tutela della biodiversità a rischio, la valorizzazione dell’agricoltura e delle antiche tradizioni, la mobilità sostenibile e l’efficienza energetica. Fonte: Comune di Chamois; Legambiente

abbandonati. A Firenze la nuova sede dell’ASL nata per l’Igiene urbana veterinaria ha aperto per tutti i casi di piccoli e grandi animali che hanno bisogno di assistenza medica. La struttura di accoglienza, cura e ricovero che una volta serviva la città come macello monumentale, progettato nel 1865 su circa 1000 metri quadri; oggi riprende vita con una destinazione opposta a quella originaria, rivolgendosi ad animali abbandonati ma anche selvatici e domestici. Il centro diretto dal dottor Enrico Loretti, appena inaugurato, ha già accudito cani, gatti e piccoli uccelli domestici ma anche volpi, scoiattoli, daini, caprioli e poiane. È inoltre ambulatorio per attività di certificazione e valutazione sanitaria e per il trattamento degli animali randagi con una sala chirurgica, due locali di degenza distinti per cani e gatti, una sala per i corsi di formazione e un presidio per i soccorritori. In Toscana la presenza di animali domestici è di uno ogni otto abitanti e il bisogno di operazioni come la sterilizzazione, la vaccinazione o il rilascio del

è di circa 10 casi al giorno, un servizio che d’ora in poi sarà svolto dal Servizio Sanitario Locale. Fonte: ASL Centro Toscana

IL VESPINO DIVENTA ELETTRICO: ARRIVA IL KIT Dopo il kit per la conversione delle autovetture con motore a scoppio, arriva sul mercato il kit per trasformare in elettrico il mitico scooter di casa Piaggio. Il retrokit consente di sostituire il motore a due tempi della Vespa tradizionale con un congegno elettrico alimentato da una batteria al litio che non richiede modifiche strutturali del veicolo. Il team di giovani laureati emiliani che ha messo a punto il motore elettrico da 6 Kw garantisce un’autonomia in città fino a 100 km, con recupero dell’energia in frenata e una velocità massima di 45 km orari che può essere portata fino a 90 km tramite l’utilizzo dell’app che gestisce tutti i parametri di viaggio. La batteria è collocata nel sottosella e la trasmissione diventa diretta, senza più necessità di utilizzare le marce. L’invenzione, che farà storcere il naso a qualche purista delle due ruote, permette a icone del design italiano come la Vespa di continuare a circolare superando i segni del tempo e nel rispetto delle nuove normative ambientali. Fonte: Motoveloci

MEZZOPIENO 12 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019


ROMA: VIAGGIARE IN CAMBIO DI BOTTIGLIE DI PLASTICA I primi sono stati i cinesi di Pechino ma poi diverse altre città del mondo hanno installato compattatori per le bottiglie di plastica che permettono di accumulare crediti per viaggiare sui mezzi pubblici. Da alcuni giorni anche in Italia un programma di riciclaggio ha introdotto possibilità di utilizzare le bottigliette usate per avere in cambio biglietti del bus o della metro. Si chiama “+Ricicli +Viaggi” ed è stata lanciata dal Consorzio per il Riciclo del PET che ha installato tre macchine nelle stazioni della metropolitana di Roma e creato un metodo di accreditamento con le app MyCicero e Tabnet per erogare i bonus di viaggio tramite lo smartphone. Ogni bottiglia conferita negli appositi raccoglitori diventa un credito di 5 centesimi, questo significa che ogni 30 bottiglie si ha un biglietto di viaggio gratis. Le bottiglie usate diventano nuove bottiglie ed entrano direttamente nel giro dell’economia circolare. Una pratica che contribuisce con un solo gesto a un doppio fine, quello di preservare l’ambiente smaltendo la plastica e quello di utilizzare i mezzi pubblici al posto di quelli privati per ridurre le emissioni. Fonte: The Guardian; Mycicero; Atac

CONTRO IL CAPORALATO APRE LA PRIMA CASA PER I LAVORATORI AGRICOLI La regione Puglia è la prima in Italia a inaugurare una foresteria per dare alloggio ai lavoratori agricoli immigrati, in località Fortore, vicino a San Severo (Foggia). Inaugurata il 31 luglio, “Casa Sankara” ha 400 posti letto suddivisi in 100 moduli abitativi climatizzati con servizi igienico-sanitari, una mensa, un’infermeria. “Vogliamo dare a queste persone – commenta il presidente della regione Puglia Michele Emiliano – la possibilità di lavarsi, mangiare e dormire dignitosamente. Dobbiamo dare l’immagine di un paese civile. Tutto ciò che è abuso, prepotenza, arroganza e mafia, deve sparire”. I fondi sono arrivati dal Piano Operativo Nazionale Legalità e dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione

IL MOLISE SI APRE AL MONDO: 25000 € PER CHI VI SI TRASFERISCE Il Molise, una delle regioni meno popolate d’Italia, ha deciso di incentivare le persone da tutto il mondo ad andare a vivere nei suoi territori e a portare nuova vita nei suoi piccoli comuni e tra le sue incontaminate campagne. Con poco più di 300.000 abitanti in 136 Comuni, il Molise ha una densità di 68 abitanti per Km quadrato contro i 199 della media italiana. Una terra selvaggia e con molte risorse da sfruttare. La regione ha annunciato che metterà a disposizione un sussidio di 700 euro al mese per tre anni, per stabilirsi in uno dei suoi 106 villaggi più sottopopolati, con l’obiettivo di impedire alle loro comunità di morire. Le zone comprese da questa iniziativa sono ricche di opportunità legate a pascoli verdi, uliveti e stazioni di montagna. Chi si trasferirà dovrà prendersi l’impegno di avviare un’attività imprenditoriale o un’iniziativa che contribuisca all’economia locale. “Voglio che la mia regione viva un nuovo Rinascimento ed eviti che i suoi antichi villaggi si trasformino in luoghi fantasma”, dice Antonio Tedeschi, consigliere regionale che ha avuto l’idea del Reddito di Residenza. “Dobbiamo salvaguardare le nostre radici”. I giovani e le coppie con bambini sono particolarmente incoraggiati ad aderire al programma. “I nuovi arrivati ​​sono liberi di dare il via a tutto ciò che vogliono per ottenere il nostro sostegno finanziario: una piccola locanda, un ristorante, un bar, un B&B, una piccola fattoria rurale, una boutique artigianale, una biblioteca o un negozio di eccellenze gastronomiche locali”. Fonte: Regione Molise MEZZOPIENO 13 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

istituito in Italia dal 2003: infrastrutture e lavori sono costati circa 2 milioni di euro. Soldi che serviranno anche per attivare una rete di servizi collaterali - gestiti dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione del Ministero dell’Interno - come quello infermieristico, socio-legale e sportelli mobili di avviamento e sicurezza sul lavoro. Per affrontare il problema dei trasporti verso il luogo di lavoro, laddove si annida l’intermediazione dei caporali, il progetto prevede una rete di minibus per il trasporto dei lavoratori che verranno gestiti da associazioni di promozione sociale e volontariato del territorio. tramite partecipazione a bando pubblico per la provincia di Foggia. Fonte: Foggia today


Ogni primo Lunedì del mese, dalle ore 19 alle 21,30, il cammino individuale prosegue con momenti di incontro comuni, per condividere i passi settimanali e dialogare intorno ad essi. Ecco i prossimi appuntamenti aperti a tutti presso la Casa del Quartiere di San Salvario di Via Morgari 14 a Torino (saloncino in fondo al cortile):

MEZZOPIENO52passi I 52 PASSI SONO UN PERCORSO DI IMPEGNO PERSONALE CHE CONSISTE NELL’AFFRONTARE PICCOLI PROPOSITI SETTIMANALI, UNO PER OGNI SETTIMANA DELL’ANNO, CON L’OBIETTIVO DI VEDERE IL LATO MEZZOPIENO DEL MONDO. LE QUATTRO AREE DI IMPEGNO:

2 dic. 2019: IL DENARO E LA FELICITÀ cri r is Pe

- IL RAPPORTO CON SE STESSI E CON IL PROPRIO INCONSCIO

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- LE RELAZIONI

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- IL RISPETTO DELL’AMBIENTE - LA SPIRITUALITÀ

13 gen. 2020: COMUNICAZIONE EMPATICA 3 feb. 2020: DIALOGO TRA ORIENTE E OCCIDENTE

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LE BUONE ABITUDINI UN ALLENAMENTO ALLA FELICITÀ

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“Ridere è l’antidoto a tute le malattie” (Patch Adams)

Tre cose divertenti

Per una settimana prenditi 10 minuti al giorno per fare quanto segue: ● Scrivi le tre cose più divertenti che hai sentito, visto, fatto o sperimentato oggi. Pensa a ciò che hai trovato davvero divertente e pensa a come ti ha fatto sentire. ● Scrivi anche il motivo per cui hai trovato queste cose divertenti. In altre parole rispondi alla domanda:“Perché si è verificato questo fatto divertente?”All’inizio potrebbe non essere facile ragionare sul perché hai trovato divertente qualcosa ma diventerà più semplice nel corso della settimana. È importante mettere per iscritto la tua lista. Non è sufficiente fare questo esercizio soltanto a mente. Ecco alcuni suggerimenti per la scrittura: ● Dai un titolo all’evento (es.“ho scherzato con il mio amico sull’essere genitori”). Metti nella lista ciò che vuoi: può trattarsi di un evento di poca importanza (es.“il mio partner ha fatto una faccia stupida”) oppure di un fatto più rilevante (es.“sono stato a vedere una commedia”). ● Ricorda di scrivere ciò che è successo con il maggiore dettaglio possibile, incluso ciò che tu o altri avete detto o fatto.

● Per fare in modo che questo esercizio diventi un’abitudine, prendi in considerazione di farlo prima di coricarti. Questo esercizio incoraggia a concentrarsi sulle cose positive della vita, in particolare ai momenti dilettevoli, assurdi o spassosi. Piuttosto che rimuginare sui problemi, indirizziamo la nostra attenzione su esperienze particolarmente divertenti o piacevoli che sovente coinvolgono altre persone. Dedicando del tempo a queste riflessioni abbiamo la possibilità di rivivere quel divertimento nel presente. Tenere un diario sulle“tre cose divertenti”può cambiare anche la nostra prospettiva di lungo periodo. Nel corso del tempo possiamo diventare più facili al riso e più disponibili a riconoscere l’ironia nella quotidianità. Molti di noi spendono le giornate occupandosi di questioni serie, svolgendo lavori seri e intrattenendo conversazioni serie. Dedicare del tempo al lato divertente della vita può aiutarti a recuperare un po’di spensieratezza. La ricerca dimostra che l’umorismo è, senza dubbio, potente: può facilitare la connessione tra persone e l’apprendimento nelle aule scolastiche. Ridere ha poi un effetto fisico sul nostro corpo: rilascia dopamina, aumenta la circolazione sanguigna e rafforza il cuore. E riconoscere l’umorismo in una situazione difficile può essere un modo sano di affrontarla. Forse è per questo che i ricercatori hanno dimostrato che l’esercizio“tre cose divertenti”riduce la depressione e aumenta la felicità a distanza di mesi dopo soltanto una settimana di pratica.

MEZZOPIENO 14 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019


Vuoi fare il primo passo?

Sorridi alla pr ima persona sconos ciuta che incontri al ma ttino, chiunque essa sia

Astieniti dall’esprimere la tua opinione su un argomento che non conosci

MEZZOPIENO 15 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

tito Dona un ves izzi l i t u n o n e h c no che u c l a u q a Ăš i p o ne ha bisogn


MEZZOPIENOintervista

le organizzazioni muoiono. Spesso si tende a demandare a una sola persona la presa di decisioni per questioni di rapidità ed efficienza. Però un’organizzazione gerarchica non è una struttura creativa. La capacità che avrebbe una grande massa di cervelli di produrre innovazione, infatti, viene sprecata lasciando solo a uno, due o dieci questa funzione. Inoltre, più un’organizzazione è grande e centralizzata, più il luogo dove vengono prese le decisioni è lontano dal punto in cui si presenta il problema, pertanto chi prende le decisioni non può avere tutte le informazioni per la risoluzione del problema come avrebbe chi è presente localmente. Infine, un altro dei problemi fondamentali e inevitabili di qualunque organizzazione centralizzata è che ad un certo punto, gran parte delle forze dell’organizzazione serve semplicemente per portare gli

Stefano Mancuso ELLENA

RACHELE

Lo scienziato che sta cambiando il modo in cui guardiamo le piante Il movimento Mezzopieno è la rete italiana della positività. Che cosa possiamo imparare dal mondo vegetale in termini di reti? Le piante sono un modello d’ ispirazione straordinario perché non solo sono esse stesse delle reti ma, tra loro, creano delle reti di reti. Il mondo vegetale non è costruito su una struttura piramidale, che vede il cervello

a capo di una gerarchia di organi. Le piante si sono evolute per essere predate, pertanto hanno organizzato il loro corpo in modo da distribuire tutte le funzioni che noi abbiamo concentrato negli organi su un’intera rete. Questo fa sì che si possa rimuovere gran parte della pianta senza che l’organizzazione ne risenta e senza che la pianta muoia.

Sembra che noi esseri umani tendiamo a imitare la nostra struttura piramidale, centralizzata e gerarchica e ad applicarla a tutto… Spesso le organizzazioni diventano gerarchiche per la presenza di personalità particolarmente carismatiche, che per loro natura tendono a diventare apicali. Il problema è che quando queste vengono a mancare, private della testa,

MEZZOPIENO 16 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

ordini o le informazioni da chi decide a chi esegue, pertanto la nascita della burocrazia. Parlando di scambio di informazioni, quali sono le principali analogie e differenze tra la comunicazione animale e quella vegetale? Non dobbiamo fare l’errore di pensare che le piante siano esseri immmobili e silenti – perché questo è molto lontano dalla realtà. La vita di comunità è fondamentale nel mondo vegetale e pertanto lo scambio di informazioni all’interno di questa rete è di cruciale importanza. In un bosco tutti gli alberi comunicano tra loro tramite innesti radicali o attraverso una fitta rete micorrizica attraverso la quale non passano solo informazioni e messaggi, ma anche nutrienti e acqua. All’interno di questa comunità le piante si scambiano tutto ciò di cui hanno bisogno.


MEZZOPIENOintervista

iniziale scelta tra velocità e lentezza ha fatto si che le piante ammontino all’85% dell’intera massa della vita sulla Terra, mentre gli animali rappresentano appena lo 0.3%. Basterebbe questo per darci l’indicazione della migliore scelta evolutiva presa dalle piante.

Le piante comunicano anche L’organizzazione animale è attraverso molecole volatili fondata sul movimento e sulla prodotte dalle foglie che, velocità, perché per predare disperse o scappare bisogna essere nell’atmosfera, vengono veloci. Nel mondo vegetale, recepite da altre piante a al contrario, la velocità non ha distanza di chilometri. Si alcun valore. Tutto nelle piante scambiano messaggi di pericolo tende più dalla parte della e allerta, ponderazione, ma anche dell’innovazione Crede che le piante possano informazioni e della durata. essere ottimiste? La principale forza sullo stato Proprio a causa Credo che ottimismo e evolutiva è stata la dell’ambiente, della loro pessimismo siano categorie sulla quantità immobilità, le del tutto umane però penso cooperazione di acqua, di piante sono capaci che si possa dire che le piante sale, di nutrienti. di risolvere problemi non si spaventano. Le piante Se negli animali e di essere creative. Lo hanno una straordinaria il motore principale so che sembra pazzesco capacità di adattare sia la dell’evoluzione è stata la usare la parola “creatività” in propria fisiologia che anatomia competizione, nelle piante, relazioni ad organismi come alle condizioni dell’ambiente al contrario, la principale le piante, che noi percepiamo e di essere in equilibrio con la forza evolutiva è stata la come inutili e passivi, e invece natura. Crescono o si fermano cooperazione. Kropotkin, è proprio così. Se guardiamo a seconda delle possibilità e filosofo, teorico dell’anarchia e al risultato finale, vediamo delle risorse nell’ambiente che grande biologo russo, utilizzava esseri viventi che sono le circonda. Questo per noi questo termine meraviglioso incredibilmente più robusti alla animali ed esseri umani è spesso “mutuo appoggio”, per predazione e all’asportazione inimmaginabile. Noi dobbiamo descrivere come la forza della di parti del corpo, più resistenti crescere sempre, consumare cooperazione sia alla base della alle avversità ambientali e sempre di più vita. ad attacchi e chiedere di patogeni sempre più A causa della loro Qual è il valore della lentezza che non sono risorse. E’ per immobilità, le piante nel mondo vegetale? n e a n c h e questa nostra Cinquecento milioni di anni fa lontanamente sono capaci di risolvere tendenza che il piante e animali hanno preso tollerabili da problemi e di essere nostro pianeta una decisione evolutiva molto parte degli oggi si trova in creative diversa. Le piante decisero di animali. I record di questa situazione. rimanere ferme e di utilizzare longevità del mondo Per noi animali la la luce del sole come fonte sono tutti appartenenti crescita è felicità e la stasi o energica. Gli animali invece alle piante. Al momento l’immobilità è la cosa peggiore decisero di andare in giro a l’organismo vivente più antico che possa accadere. Ecco, per le predare altri esseri viventi. Ci del mondo è un abete bianco piante questo non accade. chiamiamo animali perché che vive in Svezia, si chiama Old siamo animati, ci muoviamo. Tjikko e ha 9600 anni. Questa MEZZOPIENO 17 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019


piemonte

A TORINO NASCE LA BIBLIOTECA CHE VA DALLE PERSONE

LASCIA TUTTA L’ EREDITÀ AI DISABILI DEL SUO COMUNE Lasciare duecento mila euro in eredità ai disabili del suo comune è stata la volontà di un’anziana signora deceduta a Pinerolo, in provincia di Torino, all’inizio dell’estate. Si chiama Olga Girardi, la generosa piemontese che ha fatto testamento a favore dei suoi concittadini più fragili, nominando il Comune gestore del patrimonio e della successiva suddivisione tra quelli più in difficoltà perché affetti da handicap, autistici o ciechi. L’assessora alle politiche sociali di Pinerolo, Lara Pezzano, ha dichiarato che l’eredità ha colto di sorpresa la comunità, tanto da richiedere l’ideazione di un metodo per poter gestire e suddividere equamente il patrimonio tra tutti i cittadini eleggibili. La scelta è stata un bando pubblico a cui hanno potuto partecipare tutti e su 75 domande pervenute, 69 sono state ritenute idonee per essere beneficiarie. I cittadini sorpresi e grati hanno organizzato una cerimonia pubblica e una festa cittadina in onore dell’anziana benefattrice . Fonte: Comune di Pinerolo Quotidiano Piemontese

A Torino è partito il bus-biblioteca itinerante a spasso per il capoluogo Piemontese. Un servizio delle biblioteche civiche pensato per andare incontro ai cittadini e inserito nel progetto AxTO (Attività per Torino). Il Bibliobus è organizzato con soste settimanali e cicliche che coprono quartieri della città carenti di una biblioteca nelle vicinanze o in zone dove la biblioteca è stata chiusa o trasferita. Nel quartiere periferico di Mirafiori sud, per esempio, dove prima era presente la biblioteca Civica Cesare Pavese presso l’istituto Primo Levi, oggi all’interno del parco dell’istituto staziona regolarmente ogni venerdì il Bibliobus. “L’iniziativa va a

colmare tutte quelle aree cittadine dove il prestito libri non è nelle immediate vicinanze, favorendo così e incrementando un servizio utile alla cittadinanza di qualsiasi età”, riferisce la giovane bibliotecaria mentre mostra l’allestimento interno del bus, con tavolini e libri suddivisi per categoria. Fonte: Comune di Torino

I DIPENDENTI SALTANO LE VACANZE E SALVANO L’AZIENDA “Eravamo in vacanza ma questa è la nostra fabbrica. Il tetto era volato via e dovevamo fare qualche cosa”. Sono le parole di una dipendente della fabbrica di tendaggi di Chieri (TO) colpita dal nubifragio che ha devastato lo stabilimento proprio nel mezzo delle vacanze. “Sono arrivato alle 3 di notte e tutti erano già al lavoro”, dichiara il commosso il titolare Ludovico Casalegno. Dal disastro è nata una gara di solidarietà che ha permesso di salvare l’azienda. Una dipendente via chat ha avvisato i colleghi che c’era bisogno di intervenire subito per salvare i tessuti e i macchinari dall’acqua. Tutti e 32 i dipendenti sono rientrati dalle ferie e la fabbrica ha potuto riaprire senza perdere neanche un giorno di lavoro e permettendo alla

MEZZOPIENO 18 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

produzione di ripartire. Qualcuno ha liberato i telai dall’acqua e dal fango, altri hanno ripulito i magazzini, qualcuno ha asciugato come poteva i tessuti mentre c’è chi si è occupato dei computer e di isolare l’impianto elettrico. “E’ andata perduta la nuova collezione, ma abbiamo recuperato i campionari e riusciremo a rifarla”: è stato il messaggio del titolare che non si aspettava tanta collaborazione spontanea da parte dei suoi dipendenti, che si sono organizzati senza in modo del tutto spontaneo, lavorando giorno e notte senza sosta per giorni, solo per amore della loro azienda e del loro lavoro. Fonte: La Stampa


SALIM RIESCE A TORNARE IN GAMBIA GRAZIE ALLA GENTE DELLA COMUNITÀ Se vuoi, puoi. E se qualcuno ti da una mano ancor meglio. Salim Tamba, 30 anni, senegalese trapiantato a Borgofranco d’Ivrea (TO) dal 2016, è riuscito, dopo 8 anni, quest’estate, a riabbracciare la sua famiglia grazie a una raccolta di fondi organizzata da amici, conoscenti e cooperative per l’accoglienza. Poche settimane di passaparola e grazie alle reti delle organizzazioni di Ivrea e dintorni, si raccoglie il necessario per un biglietto andata e ritorno destinazione Gambia, enclave dello stato senegalese, dove vive ormai la maggior parte della sua famiglia. “Ho deciso che dovevo andare – racconta Tamba – per convincere mia nonna che non ero morto nella traversata in mare: nemmeno mia madre riusciva a farle cambiare idea”. La nonna Kadidjatou vive in uno sperduto villaggio sul fiume Gambia, Casamance. Per arrivarci ci vogliono ore di viaggio su strada

sterrata, in bici o motorino e quando Tamba arriva, Kadidjatou è stesa a terra su un telo, intenta a fare lavori di casa. “Mi ha visto ed è scoppiata a piangere. Finalmente aveva la prova che fossi sopravvissuto. Poi, ho fatto visita a mia madre continua Tamba e ho trovato la città dove vive, Nemakunkun, molto cambiata. C’è l’elettricità nelle case e per le strade”. Gli ultimi dieci anni hanno visto infatti il Gambia meta di investitori cinesi, che come in molti altri paesi africani, hanno fiutato opportunità commerciali; in questo caso legate alla produzione di farina di pesce. “Lo sviluppo economico è in crescita – conclude Tamba – ma bisogna monitorare l’impatto ambientale”. Fonte: : La Sentinella del Canavese

I RAGAZZI OTTENGONO DAL SINDACO UN ASSESSORE ALLA GENTILEZZA Cimone è un piccolo paese in provincia di Trento, sulle pendici del Monte Bondone tra Trento e Rovereto. C’è la scuola primaria composta da 35 alunni. La nostra pluriclasse è formata da 7 studenti di quarta, Greta, Sara, Giada, Marika, Vasco, Raffaele e Qasim e 2 studenti di quinta, Emma e Giacomo. Per il secondo anno consecutivo la nostra maestra Raffaella De Maio ci ha iscritto al progetto “Giornata nazionale dei giochi della gentilezza”. Quest’anno siamo venuti a conoscenza della possibilità di avere un assessore alla gentilezza. Allora abbiamo chiesto al

MEZZOPIENO 19 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

MEZZOPIENO NELLE SCUOLE Giornalisti Gentili

nostro sindaco Damiano Bisesti, che è sempre disponibile ad accogliere le nostre richieste, se gentilmente poteva accontentarci e così è stato. Siamo stati sempre noi a proporre come assessore alla gentilezza Rosanna Frizzi, che tra l’altro è la mamma della nostra compagna “speciale”, perché è sempre a disposizione e aiuta chi è in difficoltà o ha bisogno di aiuto. “Con la gentilezza si può scuotere il mondo” diceva il Mahatma Gandhi. Gli alunni della pluriclasse IV-V di Cimone (TN)


lavoro UN’IMPRESA CHE REALIZZA IL MEGLIO DI CHI VI LAVORA Valter Baldaccini è stato un imprenditore che ha fatto della sua azienda uno strumento di comunione e della sua vita un modello di leadership al servizio della comunità. Ingegnere meccanico nato in una famiglia molto umile, cresce con la volontà di creare opportunità di lavoro per le persone, nel 1972 è manager in un’azienda di eccellenza nella produzione di un unico prodotto, il cuscinetto, e nel 1978 viene introdotta la vite a ricircolo di sfere, un componente ad alta tecnologia impiegato nell’industria aeronautica per la cui produzione la sua azienda diventa negli anni uno dei leader mondiali. “Nel 1992 ci è stato chiesto di fare un prodotto che non avesse bisogno di manutenzione, mentre fino ad allora erano stati necessari, nell’arco di vita di un aereo, quattro cicli di manutenzione. La sfida era creare un prodotto che durasse quanto la vita di un aeroplano, ossia circa 25 anni” dice Antonio Baldaccini, figlio del fondatore della Umbragroup. “Oggi la nostra vocazione è la qualità di eccellenza e consideriamo un valore distintivo della nostra azienda quello dell’attenzione meticolosa ai prodotti, ai processi e alle persone; questo è il servizio che desideriamo dare alla società”. “Diamo valore al nostro tempo e lo mettiamo in comunione insieme a quello dei nostri lavoratori; siamo fortemente focalizzati per favorire dei processi di innovazione e di creazione di benessere che rendano il nostro impegno quotidiano un gesto di attenzione”. L’azienda ha scelto di mantenere la produzione nei Paesi in cui vende, senza delocalizzare in aree a più basso costo del lavoro, la qualità del prodotto è al primo posto e gli oltre 1400 dipendenti lavorano “Diamo valore al nostro tempo e lo mettiamo in comunione in sette sedi in cui ogni cosa è pensata per insieme a quello dei nostri lavoratori” rendere il lavoro uno strumento di prosperità Antonio Baldaccini

LE BUONE PRASSI MEZZOPIENO AL LAVORO

 Dal programma Mezzopieno per l’organizzazione positiva del lavoro nelle aziende

e per “dare valore al fare” secondo Antonio Baldaccini. “Lavorare a processo significa non chiudersi in un lavoro individuale o per dipartimenti ma avere conoscenza di ciò che fa l’altro, per questo è necessaria una piena integrazione tra tutti i componenti dell’azienda” spiega. La società con base a Foligno è particolarmente impegnata nell’applicazione di modelli interni per migliorare il benessere organizzativo e per favorire comportamenti proattivi sull’innovazione tecnologica, per cogliere e valorizzare il potenziale e stimolare le persone ad un atteggiamento innovativo. “Il nostro modello per migliorare e misurare l’impatto dei comportamenti organizzativi è in continuo sviluppo anche con il contributo di diversi centri di ricerca di alcune università mondiali ed è all’attenzione dell’Unione Europea che ci ha chiesto di lavorare insieme per elaborare protocolli e per conoscere e studiare le nostre buone pratiche” dichiara Carlo Odoardi, responsabile delle risorse umane del gruppo e docente di psicologia delle organizzazioni all’Università di Firenze.

I dipendenti della Umbragroup condividono il valore generato dall’azienda, tutti ricevono 16 mensilità ogni anno, la mensa aziendale è un ristorante vero e proprio e una particolare attenzione è dedicata al miglioramento dell’ergonomia, alla serenità e alla sicurezza nei luoghi di lavoro, ogni dipendente ha inoltre un’assicurazione sanitaria aziendale. Una quota dei profitti è inoltre sempre redistribuita sul territorio attraverso sponsorizzazioni in diversi ambiti, dallo sport, all’ambiente, l’arte, l’associazionismo e gli eventi. Dal 2015, anno successivo alla scomparsa di Valter, Beatrice Baldaccini, la secondogenita del fondatore, è diventata presidente della Fondazione Valter Baldaccini un ente benefico che si impegna per la realizzazione e il sostengo di progetti filantropici e umanitari in tutto il mondo.

UN APPROCCIO UMANISTICO AL LAVORO

Luca Streri

Far vivere e prosperare un’impresa che riesca a sviluppare le potenzialità delle persone, dando valore all’ingegno e all’operosità, è un risultato che unisce il doppio obiettivo di creare valore economico e umano allo stesso tempo. Quando il ruolo dell’uomo all’interno di un’azienda è al centro delle scelte e delle decisioni, tutti i processi si configurano con un aspetto umano e si plasmano attorno ad esso, diventando strumenti di realizzazione e di crescita sia personale che collettiva. La scelta di produrre alta qualità e di lavorare per l’eccellenza è un’opzione che contiene un valore etico ben definito e che ha il fine di mettere a disposizione della società il proprio lavoro e la propria intelligenza, per garantire affidabilità e performance sempre più prestanti: un servizio al benessere comune. Questo obiettivo dà significato ed edifica significativamente il lavoratore, creando un grande valore aggiunto e uno stile di lavoro generativo. Le virtù sono in questo modo coltivate, riconosciute e premiate, protette da un sistema che se ne prende cura e che le sviluppa. Innovare diventa, secondo questa concezione aziendale, coltivare uno sguardo capace di vedere opportunità di mutuo arricchimento e di crescita comune. Una cultura aziendale che crede nell’organizzazione positiva del lavoro riconosce come vero e proprio asset il benessere dei suoi lavoratori, dei clienti e di tutti quelli che entrano in rapporto con l’azienda e costruisce relazioni fecondanti e processi stimolanti e costruttivi. La condivisione e la reciprocità diventano elementi per superare il rigido concetto di produzione a favore di quello di sviluppo. In un’azienda che crede nel suo ruolo privilegiato di veicolo per la costruzione della società, la ricchezza generata viene condivisa tra quelli che l’hanno creata e trasferita a tutti i soggetti che sono coinvolti nel processo aziendale. Non solo le risorse economiche sono redistribuite ma anche la possibilità di partecipare al sistema decisionale, alla condivisione delle responsabilità e al cammino aziendale, ognuno secondo le proprie capacità. Uno scambio continuo in cui ogni membro mette in comunione le proprie doti, le conoscenze e l’esperienza per sviluppare il meglio delle persone con cui lavora e per costruire insieme una comunità aziendale in cui anche i più piccoli hanno un ruolo importante e danno il loro contributo.

MEZZOPIENO 20 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019


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“Una volta al venerdì si programmava il week end, adesso si programma di cambiare il mondo”

MEZZOPIENO 21 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

redazione@mezzopieno.org

Foto di Riccardo Ceppa


MEZZOPIENOincontra...

Capraunica

L’isola che c’è

“Siamo una comunità nascente che vuole tornare ad abitare un territorio abbandonato”

MARIANI

DIEGO

Un’isola in mezzo alle nuvole. È questa la destinazione del mio viaggio. Superata Ormea (CN), la strada si inerpica sulle Alpi marittime, sconfinando tra Piemonte e Liguria. Sono i primi giorni di Autunno e l’aria si fa pungente quando mi fermo sulla provinciale 216 al bivio per Caprauna, mille metri sopra il mare di Albenga.

Al bivio incontro Luca che mi fa cenno di seguire il suo furgone, conducendomi all’interno della borgata Ruora. Arrivati a destinazione il portellone del furgone si apre e, come una quinta di teatro, svela al suo interno Blu che mi guarda con occhi vispi seduta in grembo a sua mamma. Luca ed io ci accomodiamo sul terrazzino che guarda la vallata, scaldati dal primo sole del mattino.

Intanto Blu è intenta a rompere, su un ceppo di legno, i gusci delle nocciole raccolte nel bosco. Come mai avete scelto di vivere qui? Il motivo della scelta è qui davanti a te. Si chiama Blu ed è nostra figlia. È per lei che abbiamo scelto di vivere in un posto come questo. Sono arrivato a Caprauna per caso, visitando questi luoghi a bordo del

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mio camper. Ho frequentato la zona per qualche anno e, nel 2015, ho deciso di acquistare le prime due case insieme a Davide, un socio e un amico. Da allora ho iniziato a prendere atto delle potenzialità e del valore che questo luogo aveva rispetto alla città. Poco più tardi è entrata a far parte del progetto anche Vittoria, la mia compagna. E così abbiamo iniziato ad acquisire anche altri immobili in stato di rovina. Una di queste case, con i terreni annessi, ci è stata regalata da un pastore. Intorno agli immobili abbiamo iniziato a costruire una progettualità che mira alla ripopolazione del borgo. L’idea è sempre stata di vivere qui continuando a lavorare a Milano, poiché crediamo che questi luoghi non offrano ancora possibilità di reddito sufficiente da reinvestire nei progetti. La città, invece, ci permette di generare le economie necessarie per abitare qui. Perciò Vittoria è proprietaria di una gelateria gourmet a Milano, mentre io sono titolare di un’agenzia di produzione eventi. In quattro anni abbiamo investito qui circa 170.000 € di cui solo il 3% generato dal progetto. Naturalmente l’investimento non ha un fine commerciale: mira piuttosto a creare valore sociale. Ci aspettiamo che, nel tempo, il progetto abitativo garantisca almeno la sostenibilità dei costi di

gestione delle strutture. Come progettate di ripopolare il borgo? Cosa dovrebbe attirare le persone a vivere a Caprauna? Lo schema iniziale prevedeva di attirare volontari che ci aiutassero nelle ristrutturazioni, artisti che – in modo residenziale - potessero produrre qui le loro opere, nomadi digitali, nonché turisti “eco sostenibili” che volessero avvicinarsi alla natura. Questo primo flusso avrebbe generato la richiesta di servizi, con esercizi commerciali in grado di assumere i riabitanti della borgata, che a loro volta, attivando una spirale virtuosa, avrebbero prodotto nuova domanda di servizi. Da quando è nata Blu, in realtà, abbiamo indirizzato le nostre forze ad attirare soprattutto famiglie, così da ripopolare il borgo con una nuova generazione anche per garantire al progetto una visione di lungo termine. Vorremmo abituare le nuove generazioni a questi luoghi che, a nostro avviso, possono garantire all’essere umano un miglior vivere, senza naturalmente rinnegare le città che restano posti perfetti per la socialità e il lavoro. Intanto abbiamo comprato un furgone a nove posti, Vittoria aspetta la nostra seconda figlia e desideriamo creare una famiglia numerosa, perciò sentiamo di fare la nostra parte.


MEZZOPIENOincontra... Rispetto al progetto originario cosa è cambiato? A che punto vi trovate? Qual è la maggiore difficoltà che avete incontrato? Divido il bilancio in personale e sociale. Dal punto di vista personale siamo molto felici di vivere qui, pur nelle difficoltà che incontriamo ogni giorno. Rispetto al progetto sociale ho notato che molte persone che si avvicinano a noi sono quasi disperate dalla vita in città e non penso che questo sia l’approccio giusto. Come è scritto anche nel manifesto degli eco villaggi, esperienze del genere possono avvenire con serenità solo se frutto di una scelta consapevole, non obbligata. Se dovessi esprimere un rammarico è che non siamo ancora riusciti ad avere qui le persone che ci aspettavamo. Cambiamenti come questi si compiono nell’arco di generazioni, ma credo che

l’isola di Capraunica, come molti altri da poco e vive qui con sua figlia Sofia la mia visione è luoghi simili che abbiamo la fortuna di per sei mesi all’anno. Inoltre molte cambiata molto, avere in Italia, possa offrire delle buone persone frequentano questo posto soprattutto dopo pratiche che siano d’esempio. Come regolarmente, soprattutto durante i la nascita di Blu. Per noi il progetto osservato dal presidente dell’Uruguay mesi estivi. educativo e José Mujica, le dinamiche dei grandi è nuclei urbani sono troppo complesse Si avvicina l’ora di pranzo e Blu, genitoriale per essere modificate. Soprattutto affamata, è sgattaiolata in cucina centrale. Ci interroghiamo in Europa però, sempre più persone per prendere un mazzo di coste da tipo di scelgono di staccarsi dalla città per sgranocchiare crude. Ora ci osserva sul contenta con le educazione che creare piccole realtà labbra colorate di vogliamo dare ai capaci di mostrare LA BUONA PRATICA verde. che un cambiamento è possibile. DI CAPRAUNICA: Pensate di Per tornare al bilancio Viaggiate, visitando aver fatto sul progetto, oggi le buone pratiche che una scelta di abbiamo sei immobili sono vicine a voi nostri felicità venendo abitabili con una figli e ad abitare capienza totale di stiamo cercando di avviare un Caprauna? circa venticinque progetto di asilo nel bosco con Sono felice di persone. Stabilmente alcune famiglie della zona. Vorrei vivere qui – risponde Luca - ma anche viviamo qui solo Vittoria facilitare la creazione di una stanco perché è dura; non posso ed io. Loris ha comunità di famiglie che decidano raccontare a chi vuol fare una scelta acquistato di crescere i figli sulla base di valori simile che sia una passeggiata. Non casa simili e condivisi. Osservare Blu che è stato difficile abbandonare le interagisce in modo spontaneo comodità della città, però sento che e fiducioso con la natura e i suoi la felicità che abbiamo ora è sudata. prodotti ci dà grande soddisfazione. C’è la fatica fisica, e quella Regalarle la possibilità di avere mentale. Il rapporto con le un contatto diretto con il cibo istituzioni locali, ad esempio, è non è banale, per noi è un atto di tuttora faticoso ed ha richiesto profondo cambiamento. molto lavoro. Io sono contentissima di essere qui – prosegue Vittoria - anche MEZZOPIENO Incontra è dedicato a nuovi stili di vita improntati all’etica e alla sostenibilità. Andiamo se alle volte mi a trovare persone, associazioni ed enti che sono alla ricerca di alternative positive ai modelli tradizionali dispiace vedere nel loro vivere quotidiano e nella loro attività. Per conoscerli e trascorrere del tempo insieme, per farci Luca stanco e ispirare e contagiare dal loro esempio…e per condividere con loro il senso del messaggio Mezzopieno. demoralizzato. Da quando vivo qui MEZZOPIENO 23 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019


MEZZOPIENOringraziarevoglio

Ringraziare voglio

Ringraziare voglio il divino labirinto degli effetti e delle cause per la diversità delle creature che compongono questo singolare universo, per la ragione, che non cesserà di sognare un qualche disegno del labirinto... ... per lo splendore del fuoco, per l’arte dell’amicizia, per l’odore medicinale degli eucalipti... RingraziareVoglio è un progetto che ha l’obiettivo di riconoscere e portare alla luce le sensazioni, le emozioni e i pensieri che danno prodondità e colore all’esistenza, rendendoli patrimonio comune. Un racconto collettivo ispirato dalla poesia di Borges a cui ognuno può partecipare scrivendo e condividendo il proprio personale contributo per celebrare la bellezza della vita, il proprio ringraziamento. Il progetto è ideato e curato da Lorenza Anselmi.

per trovare sempre la forza di andare avanti - Noa per permettermi di essere sempre me stessa - Adele per saper guardare negli occhi le paure - Rossano per gli incontri fatti sulla via - Maria

per sapere che quando torno a casa ci saranno mia mamma e mio papà - Fabio, 1^ media scuola E. Filiberto per la notte che mi permette di dormire e di sognare - Scuola media Istituto I.C. Cisternino . per quei momenti in cui riesco ad oziare - Gabriele

per l’amicizia che cura e arricchisce - Concetta

per il compagno di mia moglie che per me è come un padre - Scuola media Istituto I.C. Cisternino

per la fine della depressione - Gianna

per le paste di meliga di mia nonna - Emanuela

per la gioia di vedere cosa succederà ogni nuovo giorno - Alessandra, 3^ media scuola Manzoni

per il colore degli alberi in autunno - Enrica

per avere al mio fianco tante persone che mi amano - Gaelle

per il battito del mio cuore - Alfredo

per ogni volta che mi accorgo di essere vivo - Claudio

per quella parte di infinito che sento dentro me - Gianluca

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MEZZOPIENOprogetti POVERTÀ

LA POSITIVITÀ COME MATERIA SCOLASTICA

SALUTE

IL TG DELLE BUONE NOTIZIE NELLE SCUOLE DI TUTTA ITALIA

FINANZA ETICA ECOLOGIA APPROVVIGIONAMENTO IDRICO SOSTEGNO ALL’INFANZIA COSTRUZIONE DI STRUTTURE TERAPIE SANITARIE INSERIMENTO LAVORATIVO RICERCA SCIENTIFICA DIALOGO INTERRELIGIOSO DISABILITÀ CULTURA DELLA POSITIVITÀ CRESCITA PERSONALE SPIRITUALITÀ CULTURA / CONOSCENZA

Mezzopieno è nelle scuole in tutta Italia con laboratori didattici dedicati agli studenti e agli insegnanti, per la diffusione della cultura della positività e della pratica collaborativa. I moduli in classe uniscono ragazzi e docenti, con l’accompagnamento di mediatori esperti, in allenamenti alla gentilezza, alla gratitudine, alla comunicazione gentile e alla lettura e scrittura costruttiva. Il metodo Mezzopieno nelle scuole prevede lo sviluppo di un approccio interattivo, condivisioni, giochi ed esperienze guidate per sviluppare e comprendere i valori della fiducia e della collaborazione, per stimolare il lato migliore di ogni studente e la capacità di educare la propria volontà al bello e al buono. I gruppi in classe sono guidati nella lettura critica, nel riconoscimento di buone notizie e nella loro rielaborazione partecipata. Le classi sono accompagnate nella realizzazione del TG delle Buone Notizie, il primo notiziario a diffusione nazionale di sole informazioni positive, fatto dai ragazzi e diffuso tra i ragazzi e sui media locali e nazionali. Le esperienze costruttive tratte dai media e dalla realtà quotidiana circostante diventano buone pratiche da condividere e materiale di riflessione e di studio. Il TG delle Buone Notizie è realizzato e condiviso da 48000 ragazzi delle scuole di tutta Italia. I laboratori hanno l’obiettivo di educare i giovani a comprendere il proprio ruolo e il contributo al benessere della comunità, in un percorso che gli permetta di individuare la loro responsabilità individuale nella società e nella prevenzione della conflittualità. MEMBRI DELLA RETE PARTECIPANTI: Movimento Mezzopieno | Associazione Cor et Amor MAGGIORI INFORMAZIONI SU WWW.MEZZOPIENO.ORG (sezione progetti) MEZZOPIENO 25 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019


MEZZOPIENOtralagente

NOTIZIEflash

Domanda: “Qual è il museo più Mezzopieno (inteso come curioso, interessante, emozionante) che avete visitato?” Enrica “I musei li intendo non tanto come luoghi, quanto più come esperienze che ti lasciano qualcosa, ti segnano e ti arricchiscono. In questo senso, per me il museo più Mezzopieno è la National Gallery di Londra: trovarmi di fronte a capolavori che da ex studentessa di arte ho studiato, analizzato, scomposto e indagato è stato emozionante, un tuffo nel passato e al contempo un risveglio di interesse e creatività. Un’atmosfera magica in cui il tempo non è mai abbastanza!”

LA RUSSIA E L’UCRAINA LIBERANO I LORO RISPETTIVI PRIGIONIERI 13 settembre – Kyiv Post LA CINA RIPRENDE I RAPPORTI DIPLOMATICI CON IL KIRIBATI DOPO 16 ANNI 23 settembre - Ministero degli Esteri Cinese LA PIÙ VECCHIA FORESTA NATIVA D’EUROPA DIVENTA UNA RISERVA NATURALE 1 ottobre – WWF Russia GLI USA RIAPRONO I RAPPORTI DIPLOMATICI CON LA SOMALIA DOPO 28 ANNI 2 ottobre – Segreteria di Stato USA

Diana

Il museo più Mezzopieno per me è L’Ecomuseo Sogno di Luce ad Alpignano dedicato ad Alessandro Cruto. Nel 1886 la società Italiana di Elettricità Sistema Cruto fabbricò la sua prima lampadina a filamento di carbone. Mi piace perché mi affascina sapere che anche se artificiale è nata la luce, che un uomo con il suo ingegno è riuscito a dare a noi la possibilità di vivere in un mondo di luce.

Letizia Per me Il museo più Mezzopieno è il castello di Miramare a Trieste; è un luogo emozionante, in uno scenario incantevole a picco sul mare ed immerso in un parco lussureggiante. All’interno, sfarzose sale affacciano dall’alto sul mare, cosicché sembra di trovarsi all’interno di una cabina di una nave, così come aveva voluto l’arciduca Massimiliano d’Asburgo che si innamorò del luogo e lo fece costruire.

MEZZOPIENO 26 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

IL CAMERUN RILASCIA 90 PRIGIONIERI POLITICI 5 ottobre – Amnesty International IN ITALIA IL PRIMO TRAPIANTO AL MONDO DI VERTEBRE 15 ottobre - Istituto Ortopedico Rizzoli IL BUCO NELL’OZONO SI È RISTRETTO AI MINIMI DA QUANDO VIENE OSSERVATO 21 ottobre - NASA GLI USA INCOMINCIANO IL RITIRO DELLE TRUPPE ARMATE DALL’AFGHANISTAN 22 ottobre – Associated Press


MEZZOPIENOtralagente

NOTIZIEflash Luisa Il museo più MezzoPieno che ho visitato è il Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca. Immerso tra verdi colline e giardini, camminare tra i corridoi è come passeggiare in un bosco, e poi mentre sali ai piani superiori scopri anche il mare, le spiagge e le coste della Svezia. Trovare poi l’installazione dell’artista giapponese Yayoi Kusama “Gleaming lights of the souls” è stata una vera e propria emozione, un’opera dentro la quale sei immerso a guardare te stesso e l’infinito. Il risultato finale è un balsamo per l’anima da cui uscire arricchiti e pieni.

Benedetta Il museo più Mezzopieno che abbia mai visitato è la casa museo di Sorolla a Madrid. Si tratta di un piccolo gioiello museale leggermente fuori dalle solite rotte turistiche. Si entra passando per il giardino, che accoglie i visitatori con i tipici tratti e colori spagnoli mentre dentro le pareti, coperte da quadri dell’artista, sono semplici e maestose al tempo stesso. L’atmosfera generale è resa eterea dai paesaggi marini che Sorolla prediligeva.

Laura Il museo più Mezzopieno per me è il Centro faunistico Uomini e Lupi ad Entracque in provincia di Cuneo. Durante la visita guidata, abbiamo avvistato uno dei due branchi di lupi che è uscito allo scoperto proprio nel momento in cui eravamo lì, potendo così ammirarne la bellezza. L’avvistamento dei lupi non è assicurato all’interno. Sono tutti i lupi che non possono più essere reintrodotti in natura. Il maschio e la femmina alfa erano due cuccioli che hanno trovato abbandonati perché le due famiglie erano state sterminate e dunque sono cresciuti in cattività e hanno avuto una cucciolata di 7 cuccioli. Sono animali straordinari, davvero una bella esperienza.

MEZZOPIENO 27 GIUGNO-LUGLIO 2019

MEZZOPIENO 27 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

LE TRE FEDI MONOTEISTICHE APPROVANO UN PROTOCOLLO CONGIUNTO PER IL FINE VITA E EUTANASIA 28 ottobre – Pontificia Accademia per la Vita OLTRE METÀ DEI PAESI DEL MONDO HA ABOLITO I SACCHETTI DI PLASTICA 1 novembre - UN Environment Program


MEZZOPIENOeditoriale CAMBIARE O ACCOGLIERE: LA FORZA SILENZIOSA DELLA MITEZZA Dalle pagine dei giornali alle sale d’attesa dei dottori, sui mezzi pubblici e all’uscita dalle scuole, passando dai dibattiti televisivi e nelle chiacchiere della gente, la lamentela è un atteggiamento che spesso entra nelle conversazioni trasformandole in sequele di polemiche senza uscita. L’atteggiamento costantemente critico di certe persone è un vizio che colpisce chi pensa di dover avere sempre il controllo sulle situazioni, sugli altri e su come vanno le cose. Spesso quando non si sa cosa dire o si vuole fare audience si ricorre alla lamentela, come se fosse un terreno su cui ci si ritrova tutti, un evergreen che permette di allearsi con chiunque contro un nemico comune da combattere. La vita è un alternarsi di avvenimenti che condividiamo o no, di compromessi e di fallimenti, di risposte ai nostri dubbi o di domande che rimangono irrisolte, di bene e di male; si può prendere come una lotta continua o come un cammino di adattamento e di comprensione. Non c’è un modo giusto e uno sbagliato ma uno che si pone contro e uno che decide di essere pro. In altre parole, si può combattere ogni giorno una battaglia per cambiare il mondo oppure scegliere di viverlo come è e trovare dei modi per essere il più possibile in armonia con il suo fluire. La mitezza è l’atteggiamento che accoglie la vita con benevolenza e con una risposta indulgente, che ne riconosce innanzitutto la insondabile grandezza con gratitudine. Questo approccio vede gli avvenimenti come risultato di una esistenza complessa e multiforme, senza giudicarli con superficialità ma che accetta di necessitare di pazienza per poterli capire e affrontare. Il mite dà spazio al tempo e al concetto del limite, ha quello che si potrebbe definire un

atteggiamento ecologico con la vita. La mitezza è la forza di non contrapporre forza, la libertà di non dover giudicare ogni cosa, non avere paura di non avere un’opinione su tutto, di non temere la debolezza e gli errori. Invertire il circolo dell’aggressività e della violenza, attendere, contemplare, dire SI, ringraziare e riconoscere la propria piccolezza e la bellezza di tutto questo. La mitezza è un profumo leggero che avvolge, uno stile, non è una mancanza di coraggio ma una saggezza che privilegia il discernimento attento alla reazione frettolosa. Il mite non entra in rapporto con il mondo con un atteggiamento competitivo ma per collaborare con esso, abbandonando il proposito di gareggiare, di confliggere e di vincere, senza tuttavia smettere di vedere le differenze le iniquità ma senza lasciarsi da queste sopraffare. Non significa accettare l’ingiustizia o la violenza senza reagire ma dare valore alla comprensione e reagire con moderazione per giustizia e non per ira o per vendetta. La mitezza non va confusa per leggerezza e nonostante le letture distorte o banali che se ne possono dare, non è indifferente alle iniquità del mondo né confrontabile all’ignavia ma è una rinuncia al conflitto che viene dalla consapevolezza di non possedere l’unica risposta giusta, un distacco dal bisogno di ottenere sempre un risultato ad ogni costo, consapevole della distruttività di ogni scontro. Questo non impedisce che anche i grandi obiettivi possano essere perseguiti con mitezza; la determinazione, tanto valorizzata nella nostra società, può essere integrata dalla pazienza e diventare così forza mansueta, un atteggiamento imprevedibilmente sovversivo. Un distacco psicologico e spirituale che permette di chiedere sempre

un po’ meno di quello che le cose possono dare, riscoprire il piacere di lasciare andare le cose come sono. Il mite è colui che riesce a rispettare anche chi sbaglia, senza dover giustificare l’errore o essere permissivo e che, pur disponendo della opportunità o della forza non le usa per sottomettere gli altri ma che cerca altre soluzioni che puntino al maggior benessere di tutte le parti coinvolte; è colui che nei rapporti interpersonali si sforza sempre di perdonare e non si stanca di fare uso del dialogo e della diplomazia. Non si fa giustizia da solo. Non sacrifica nulla degli altri ma allo stesso tempo nulla di sé. Il mite non si agita freneticamente per affermarsi e occupare posti di potere o di particolare visibilità sociale, non opprime e non sfrutta nessuno ma sopporta serenamente le avversità. La mitezza può essere una dote caratteriale ma più spesso è una conquista da perseguire nelle difficoltà di cui è lastricata la quotidianità; una consapevolezza che parte dal fatto che ognuno di noi è diverso e vede il mondo in modo differente. Mitezza in fondo è poi lasciare le cose come sono, senza cercare di cambiarle, una umiltà senza resistenza; la docilità al servizio dell’armonia. Così anche le passioni, le ansie e la durezza sono trasformate dall’abbraccio della mitezza, la delicatezza nel suo senso più elevato. Passare da un “io” a un “noi”, un “tutti noi”. Se esiste un modo per interrompere il circolo della violenza, non è certo opponendogli altra violenza ma la mansuetudine, un atteggiamento che può spiazzare al tal punto da disarmare. Ricordi come ti sei sentito davanti ad una persona umile? Allora se vuoi compiere in te una piccola rivoluzione silenziosa, prova a smettere di lamentarti e a lasciar stare ciò che vorresti e datti al mondo invece di cercare di prendertelo; c’è una grande serenità che si nasconde nel silenzio del cuore.

Mezzopieno è possibile grazie al lavoro anche volontario di tante persone, alla condivisione gratuita e alle donazioni

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MEZZOPIENO 28 NOVEMBRE-DICEMBRE 2019

Luca Streri

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