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EAFRICA

NUMERO 5 | OTTOBRE 2010

BIMESTRALE DI INFORMAZIONE DI

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

Sono i paesi più a rischio per mettere al mondo un bambino. Per questo Medici con l’Africa Cuamm lancia la campagna: “Questa è una foto di guerra”. Il modo più bello per festeggiare i suoi 60 anni di attività.

DISEGNO DI RAMON PEZZARINI

PARTORIRE A SUD DEL SAHARA


60 ANNI

ÈAFRICA

DALL’ALBUM DEL CUAMM

PROPRIETARIO

Medici con l’Africa Cuamm DIRETTORE RESPONSABILE

Anna Talami SEGRETARIA DI REDAZIONE

Elisa Bissacco REDAZIONE

Andrea Borgato, Dante Carraro, Alice Corinaldi, Serena Foresi, Fabio Manenti, Luigi Mazzucato, Bettina Simoncini, Jacopo Soranzo FOTOGRAFIE

Enrico Bossan Magnum Photos Archivio Cuamm PROGETTO GRAFICO

Francesco Camagna REGISTRAZIONE

presso il Tribunale di Padova Registro stampe n.1633 del 19 gennaio 1999 REDAZIONE

via San Francesco, 126 35121 Padova

1960, OSPEDALE DI NKUBU, KENYA AMICIZIE LONTANE

IMPAGINAZIONE E STAMPA

Publistampa, via Dolomiti, 36 38057 Pergine (Trento)

Lorenzo e Tito danno il latte a un loro piccolo amico. Figli del professor Dal Lago, il primo medico del Cuamm in Africa, i “ragazzi” sono nati in Kenya e hanno vissuto lì la loro infanzia. Il rientro in Italia qualche anno dopo non ha cancellato questo imprinting. Lorenzo (a sinistra nella foto) si è laureato in medicina e tra il 1991 e il 1994 ha prestato servizio con il Cuamm presso l’ospedale di Matany in Uganda, accompagnato dalla sua famiglia. Anche Tito (a destra con il biberon in mano) è tornato in Africa nel 1986 e ha scelto di restare a vivere in Uganda, con la moglie e i figli. Oggi svolge per il Cuamm il ruolo di coordinatore logistico a Kampala.

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

via San Francesco, 126 35121 Padova Italy tel. 049.8751279 049.8751649 fax 049.8754738 cuamm@cuamm.org AVVISO AI LETTORI

IN QUESTO NUMERO FOTONOTIZIA IN PRIMO PIANO PICCOLE VITE FLASH FOCUS DEMOCRAZIA O SVILUPPO? PIETRO VERONESE

Questo periodico viene inviato a quanti ci sostengono, perché possano verificare la destinazione delle loro donazioni. Medici con l’Africa Cuamm è onlus ong. Le offerte inviate sono quindi deducibili nella dichiarazione dei redditi, allegando la ricevuta dell’offerta eseguita.

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SEGNA IN AGENDA

C/C POSTALE

Una donna africana trasporta sulle spalle il proprio bambino. Disegno di Ramon Pezzarini.

n.17101353 intestato a Medici con l’Africa Cuamm

EMANUELA CITTERIO

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CANTIERE CUAMM VISTO DA QUI

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FABRIZIO TONELLO

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CARTA DI CREDITO

BISOGNI IN PRIMO PIANO

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EDITORIALE

60 ANNI: UNO STILE, PRIMA DI TUTTO

«N

eLLA vITA DI Un’AzIenDA qUeL Che COnTA DI pIù nOn è IL DenArO,

sono l’identità e lo stile». è quanto ha detto il premio nobel per l’economia George Akerlof commentando l’allontanamento forzato di Mark hurd, amministratore delegato di hp, maggior produttore di computer al mondo. hurd, 53 anni, da cinque anni a capo della famosa azienda informatica, è stato costretto a rassegnare le dimissioni per avere impropriamente fatto pagare alla società 20mila dollari di spese private. 20mila dollari, non 20 milioni di dollari. nel nostro paese probabilmente tanto

“accanimento per così poco” avrebbe fatto sorridere. hurd aveva fatto crescere il fatturato da 80 a 114 miliardi e fatto salire il titolo in borsa nove volte più della media del listino nasdaq. niente da fare! hai tradito il patto che tiene insieme la nostra azienda, l’elemento essenziale che la motiva, i principi nei quali si riconosce: la fiducia, il rispetto, l’integrità. Così deve essere anche per noi. Celebriamo il passato per attingere dalla storia l’identità e lo stile delle origini: è il nostro tesoro, la perla preziosa. “Euntes curate infirmos”, lievito ispiratore del prof. Canova e di tutti noi, dopo di lui. La nostra storia ci ha rega“Questa è una foto di guerra” è la campagna lato momenti esaltanti e indimenticabili assieme a ristrettezze che lanciamo in occasione del nostro 60° e angosce; non abbiamo mai navigato nell’oro e mai fatto affari garantendo così la nostra libertà; siamo vissuti da poveri mettencompleanno per l’accesso gratuito al parto do al primo posto i bisogni dell’Africa e della sua gente; siamo seme la cura del neonato; si tratta dei più poveri pre stati rispettosi delle istituzioni e dei donatori, quanto attenti a e dei loro diritti violati. Unisciti a noi. non tradire la nostra “vocazione” di essere a fianco e con i più poveri, per il diritto alla salute. è il nostro stile, la nostra unica ricchezza, la nostra vera identità. La nostra è l’utopia concreta di gente ancora capace di un volontariato radicale, senza alcun profit e trasparente nella gestione delle attività sul campo. non abbiamo mai seguito le “mode sanitarie” che venivano via via proposte e accompagnate da cospicue sovvenzioni; ci siamo invece sempre dedicati, con passione e competenza, a rafforzare le realtà sanitarie locali e la formazione del personale. è stato un lavoro lungo 4.330 anni, con 1.300 operatori che si sono spesi mediamente per tre anni e quattro mesi ciascuno; 160 programmi realizzati in collaborazione con le varie istituzioni nazionali e internazionali; 214 strutture sanitarie, di cui 35 ristrutturate o costruite dal niente fino a essere attrezzate. Siamo particolarmente riconoscenti a don Luigi Mazzucato, “anima” e vero leader in tutti questi anni; volto e vita normali, discreto e operoso, sempre capace di tenere dritta la barra della direzione. La laurea honoris causa in diritti umani, che gli verrà conferita dall’Università di padova, ne è il giusto riconoscimento. nei paesi in via di sviluppo continua a verificarsi il 99% delle oltre 500.000 morti materne, con l’Africa sub-Sahariana e l’Asia meridionale che da sole raggiungono l’86%. In queste regioni meno del 50% delle madri riceve cure da parte di personale qualificato. percentuali simili riguardano anche i circa nove milioni di bambini sotto i cinque anni che ogni anno muoiono. La nostra identità e stile motivano ogni giorno la battaglia per un mondo più giusto perché meno diseguale. “questa è una foto di guerra” è la campagna che lanciamo in occasione del nostro 60° compleanno per l’accesso gratuito al parto e la cura del neonato; si tratta dei più poveri e dei loro diritti violati: quello di una mamma di avere un figlio e poterlo crescere sano. Unisciti a noi. DON DANTE CARRARO DIRETTORE DI MEDICI CON L’AFRICA CUAMM | NUMERO 5 | OTTOBRE 2010 | ÈAFRICA | 3


REUTERS / THOMAS MUKOYA

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FOTONOTIZIA

DOBBIAMO MANTENERE LE PROMESSE «Dobbiamo mantenere le promesse». Con queste parole del Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, si è concluso il Summit delle Nazioni Unite sugli Obiettivi del Millennio, svoltosi a New York lo scorso settembre. Una frase significativa, accompagnata anche dall’imperativo del presidente Barack Obama: «facciamola finita con le finte promesse». Il Segretario generale dell’Onu ha lanciato un messaggio di speranza, contando anche su nuovi impegni per 40 miliardi di dollari e il documento finale del Summit traccia, obiettivo per obiettivo, le azioni da intraprendere per il loro raggiungimento entro il 2015. Un percorso difficile che si prefigge di dimezzare la povertà e migliorare le condizioni di vita di milioni di persone. Il dubbio che siano ancora, per l’ennesima volta, solo belle parole rimane forte. Come potranno, infatti, i prossimi cinque anni essere tanto diversi dai dieci appena passati? Come si riuscirà a recuperare lo scarto?

Turbine eoliche, Kenya. | NUMERO 5 | OTTOBRE 2010 | ÈAFRICA | 5


REUTERS / STAFF PHOTOGRAPHER

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FOTONOTIZIA

NON BASTA UN BUON RACCOLTO Secondo le statistiche ufficiali, nell’ultima stagione sono stati raccolti due milioni e 700.000 tonnellate di granturco, circa un milione e 200.000 tonnellate in più rispetto allo stesso periodo del 2009. Pochi giorni fa il quotidiano “The Times of Zambia” ricordava i successi del governo nel contrasto alla “fame” e alla “povertà estrema”, in linea con le scadenze degli Obiettivi di sviluppo del Millennio dell’Onu. Il mercato dello Zambia, questa la tesi della “Food Reserve Agency” (Fra), è troppo piccolo per impedire che le scorte non marciscano invendute nei magazzini. Nonostante i buoni raccolti, però, restano diversi problemi: i contadini infatti sono restii a vendere allo Stato perché hanno bisogno di soldi subito e temono di esser pagati con molti mesi di ritardo. Preoccupano anche i prezzi sui mercati urbani, ancora alti a causa di strade e reti di trasporto inadeguate. Cinquanta chilogrammi di granturco costano 42.000 kwacha, quasi sei euro e mezzo, ancora troppo per i poveri della città. (Misna)

Agricoltori, Etiopia.

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Ayele ha 2 anni. È nato in Etiopia ed è più fortunato di tanti altri suoi piccoli amici, perché ce l’ha fatta. Un bimbo che nasce in Africa sub-Sahariana rischia dieci volte di più di morire prima dei cinque anni, rispetto a un bambino che nasce in un paese ricco. Così ogni anno, nel mondo, 9 milioni di bambini muoiono sotto i cinque anni. Di questi ben 4,5 sono in Africa. E il passaggio più delicato in queste piccole vite è proprio quello del venire alla luce e dei primissimi giorni di vita.

ENRICO BOSSAN

IN PRIMO PIANO

PICCOLEVITE IL DIRITTO DI NASCERE ANCHE IN AF DI ELISA BISSACCO E ALICE CORINALDI Obiettivo numero quattro: ridurre di due terzi la mortalità infantile. È uno dei traguardi più lontani del Millennio, secondo l’ultimo rapporto dell’Unicef. Le promesse dei grandi della terra, ancora una volta, sembrano scritte sulla sabbia. Ma ciascuno di noi può fare qualcosa per salvare delle piccole vite. n SerATA MI ChIAMAnO a constatare il decesso di un neonato. nato male, mal rianimato perché mancava l’attrezzatura. Il peso era giusto, poteva cavarsela, se fosse nato da un’altra parte del mondo. Il bimbo non è nell’incubatrice, né in una culla. per terra, vicino alla porta, c’è una scatola di cartone, chiusa con del cerotto». è il triste racconto di rino Bregani, medico Cuamm. In Africa sub-Sahariana, ogni due minuti, quattro bambini appena nati perdono la vita. Ogni due minuti, una donna muore

«I

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perché non ha ricevuto assistenza durante il parto. «non c’è la mamma, non c’è nessuno a piangere questo piccolo. è chiuso in una scatola di cartone, abbandonata lì per terra, in disparte, magari per non intralciare, come si lascia una scopa dietro a una porta. A nulla serve pensare che ha lasciato una vita di probabili sofferenze, un paese in cui superare l’età di cinque anni è una scommessa». Sono storie, volti, cifre che raccontano una guerra silenziosa, di cui nessuno parla, ma che ogni giorno i medici del Cuamm si trovano a combattere. In prima linea, perché non è giusto che 1,2 milioni di bambini muoiano nel primo mese di vita e 880 mila nascano morti, solo perché vengono al mondo in un continente così povero e colpito da tanti drammi. «nei primi 28 giorni di vita avviene il 75% delle morti. Il parto prematuro, l’asfissia neonatale e le infezioni causano la maggior

Nascita Ospedale di Matany, Uganda «Ho sentito dei dolori forti e mi si sono rotte le acque. Avevo sentito parlare di Medici con l’Africa Cuamm e del progetto sulla Salute riproduttiva. Cercavo di entrare in contatto con loro, ma era notte e il luogo dove abito è molto lontano dall’ospedale. Ho continuato a perdere acqua per tutta la notte e mi sono convinta di voler andare all’ospedale. Ho sentito dell’ambulanza,


FRICA

di questa vettura che viene a prendere le nostre donne. Sapevo del medico bianco che mi aveva fatto l’ecografia. Mi sono detta: “se devo morire, voglio che sia tra le sue mani”. Ho dato alla luce una bimba, grazie a lei, per questo le ho dato il suo nome. In questo ospedale il personale è bravo. Quando ci si prende cura delle donne, ci si prende cura dell’intera nazione». Christine, Uganda

parte dei decessi neonatali – spiega Fabio Manenti, medico e responsabile del settore progetti di Medici con l’Africa Cuamm –. Gli studi confermano l’importanza cruciale del parto e del periodo immediatamente successivo ad esso per la sopravvivenza del neonato». Tutto si gioca, quindi, nelle poche ore della nascita. Ma per salvare la vita di una mamma e quella del suo bambino, due esistenze che dipendono l’una dall’altra, basta poco. «è indispensabile curare in modo adeguato, con personale

competente, i primi momenti che seguono la nascita di una nuova vita – riprende Manenti –. Ovvero: controllare che il bambino respiri; cominciare subito l’allattamento al seno; mantenere il piccolo al caldo; lavarsi le mani prima di toccarlo. è fondamentale identificare quanto prima eventuali malattie per trattarle in modo adeguato e tempestivo. Dei 4,5 milioni di bambini africani che non riescono a sopravvivere molti potrebbero essere salvati, se ci fossero più investimenti e risorse da destinare ai | NUMERO 5 | OTTOBRE 2010 | ÈAFRICA | 9


IN PRIMO PIANO sioni. Ci sono medici come rino che operano in ospedale; altri come Giovanni che si spingono fino ai centri di salute e ai villaggi più isolati, per raggiungere tutte le donne. C’è poi Marina che si occupa di formare medici qualificati, accompagnando i giovani studenti nel loro tirocinio e insegnando un metodo di lavoro; altri ancora istruiscono le ostetriche di base, le figure che vanno di villaggio in villaggio, su come gestire le situazioni di emergenza. perché? per il fatto che siamo profondamente convinti che «ognuno ha il diritto di vivere la propria vita, bella o

brutta che sia, dolce o amara, facile o difficile. perché qualunque vita sarà, avrà gioie, potrà essere fonte di amore, potrà dare il proprio contributo, in questo nostro mondo, anche se nasce in un piccolo villaggio come Chiulo, in Angola o come Lui in Sudan, dove la gente vive nelle capanne, si sposta a piedi e attinge l’acqua dai pozzi... perché per quanta sofferenza possa trovare nella sua vita, comunque ogni bimbo ha l’opportunità di incontrare amore, di stupirsi del bello, di tante cose da ammirare e può ogni giorno imparare una cosa nuova», conclude Bregani.

ARCHIVIO CUAMM

servizi sanitari e alla formazione del personale locale». è quello che Medici con l’Africa Cuamm continua a realizzare da 60 anni, seguendo, a tutto tondo, la cura della mamma e del bambino, dalla gravidanza fino alla nascita e oltre. Solo nel 2009, in 10 dei 15 ospedali in cui operiamo abbiamo realizzato: 54.254 visite prenatali, per monitorare tutto l’iter della gravidanza; 20.704 parti, di cui 3.525 cesarei; 133.363 vaccinazioni. In ogni paese in cui operiamo ci dedichiamo alla salute delle donne e dei loro piccoli, in tutte le dimen-

Bambini, Chiulo, Angola.

UNA SFIDA PER TUTTI PARTO SICURO E GRATUITO

È

STATO STIMATO CHE CON L’EDUCAZIONE ALLA SALUTE

e alcune cure mediche di base si può ridurre la mortalità neonatale di circa il 70%. È un valore elevato che può fare la differenza. A volte basta davvero poco e anche dall’Italia si può contribuire. La salute dei bambini e delle mamme è strettamente collegata, l’una dipende dall’altra. In questo sessantesimo, Medici con l’Africa Cuamm lancia una grande sfida a tutti i suoi amici e sostenitori: garantire il parto assistito e gratuito a tutte le donne che arrivano nei nostri ospedali; offrire cure gratuite ai piccoli nati. Per esempio, un intervento indispensabile come il taglio cesareo, spes-

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so unica soluzione per salvare madre e figlio, è ancora troppo poco praticato. In molti paesi, meno del 5% (livello minimo atteso) delle donne in gravidanza può beneficiare del cesareo. Nelle zone rurali e tra le famiglie più povere, la copertura raggiunge solo l’1%. È necessario ridurre il divario tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo, soprattutto attraverso una maggiore accessibilità a poche semplici soluzioni per fronteggiare le principali cause di mortalità materna e infantile. Contribuisci anche tu, come puoi, e aiutaci a vincere questa battaglia, sostieni la nostra campagna e diffondi la locandina allegata nel centro del giornale.


FLASH DALL’AFRICA

ANGOLA UN CONVEGNO SULLA TB Il 9 settembre scorso si è svolta a Luanda la conferenza “Lotta contro la Tubercolosi” organizzata da Medici con l’Africa Cuamm in collaborazione con l’Ambasciata Italiana in Angola e l’Unfpa, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione. Il seminario è stato realizzato grazie all’appoggio del ministero della Salute angolano, del Programma nazionale per la lotta alla tubercolosi e il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp). Tra gli altri, sono intervenuti la rappresentante dell’Undp che ha ringraziato Medici con l’Africa Cuamm per il lavoro svolto durante la Ronda 4 del Fondo globale in 11 provincie del paese (Bengo, Benguela, Bié, Cabinda, Huambo, Huila, Luanda, L. Norte, Malanje, Moxico, Uíge). Mentre il vicedirettore del Programma nazionale per la lotta alla tubercolosi ha sottolineato il ruolo fondamentale della nostra Ong nel raggiungimento di importanti risultati nella lotta alla Tb. La partnership tra Medici con l’Africa Cuamm, Undp e il Programma nazionale contro la tubercolosi in Angola ha permesso di raggiungere, con servizi sanitari adeguati, l’82% della popolazione ovvero 14.414.000 beneficiari.

ETIOPIA LAVORI IN CORSO A WOLISSO Wolisso, Zona South West Shoa, Etiopia centrale. Un milione di abitanti. Un ospedale – il San Luca, di proprietà della Chiesa cattolica e dove opera Medici con l’Africa Cuamm – e un solo Centro di salute, molto sotto-utilizzato. Grazie al supporto triennale del gruppo Leoncini, stanno prendendo il via i lavori di ristrutturazione di un nuovo Centro di salute, di primo livello, ovvero con sala operatoria annessa, in una zona periferica del distretto. Il Centro diventerà un punto di riferimento importante per la regione e servirà circa 50.000 persone, in particolare le mamme e i bambini, le fasce più vulnerabili della popolazione e che maggiormente si rivolgono alle strutture sanitarie per ricevere cure e aiuto. Oltre a dare una risposta concreta ai bisogni di prima necessità e a offrire cure di base, il Centro di salute potrà fungere da filtro per l’ospedale San Luca, gestendo i casi meno gravi e riferendo all’ospedale quelli più complicati.

MOZAMBICO LA POPOLAZIONE INSORGE 13 morti, 400 feriti, oltre 300 persone arrestate, 3 milioni di danni… in soli tre giorni. È il bilancio della rivolta scoppiata in Mozambico, alla fine di agosto, a causa dell’aumento del prezzo del pane e delle tariffe dell’acqua e dell’elettricità. Pagare il 30% in più il primo e il 14% in più per i secondi era uno sforzo eccessivo per un paese in cui il 90% della popolazione vive con meno di due dollari al giorno. La gente è insorta per le strade di tutte le grandi città, in particolare nella capitale, Maputo, dove si trova anche la sede di Medici con l’Africa Cuamm. Il primo di settembre i cittadini mozambicani sono scesi in piazza innalzando barricate, saccheggiando negozi e dando alle fiamme cumuli di spazzatura e i copertoni delle auto. Le proteste sono dilagate fino al Xai-Xai, Chimoio e Beira, dove Medici con l’Africa Cuamm è presente con numerosi progetti. Al momento, il governo è riuscito a ristabilire l’ordine varando un pacchetto di misure, tra le quali la fornitura di sussidi statali, per riuscire a mantenere invariati i prezzi.

SUD SUDAN INTERNET A YIROL Formare infermieri, personale sanitario e medici perché anche in zone così remote come Yirol, nella contea dei Laghi, la cura dei malati, soprattutto delle donne e dei bambini, sia di qualità. È questo l’obiettivo che si pone Medici con l’Africa Cuamm con il nuovo Centro di formazione inaugurato lo scorso 30 agosto. «Una bella cerimonia che ha visto la partecipazione di autorità locali, quali il delegato del ministro della Sanità e il direttore della Cooperazione italiana in Sudan – afferma don Dante Carraro, che ha presenziato al taglio del nastro della nuova struttura –. È segno del riconoscimento dato alla nostra Ong e a quanto stiamo facendo in questo paese». Oltre alla ristrutturazione completa dell’edificio, realizzata grazie al finanziamento della Cooperazione italiana in Sudan e al Ministero degli Affari esteri italiano, è stata predisposta anche un’aula computer e sono stati forniti pc e connessioni internet per l’aggiornamento costante del personale.

TANZANIA LA SFIDA STA NELLE RISORSE UMANE Si aprono nuove prospettive per Medici con l’Africa Cuamm in Tanzania con l’approvazione, da parte dell’Unione Europea, del progetto “Risorse umane per la sanità: un sfida da vincere attraverso solide partnership”. L’intervento durerà tre anni e interesserà la regione di Iringa, in particolare i distretti di Ludewa e Iringa Rural. L’obiettivo principale è quello di migliorare la gestione delle risorse umane per la sanità al fine di contribuire all’attuazione di programmi per lo sviluppo di servizi sanitari primari. Le attività avranno lo scopo di migliorare e rafforzare la collaborazione tra le autorità sanitarie locali e le organizzazioni della società civile nella gestione delle risorse umane in campo sanitario. Inoltre cercheranno di promuovere lo sviluppo, l’implementazione e il monitoraggio di nuove politiche per la gestione delle risorse umane a livello regionale e di sviluppare un sistema informativo adeguato. I beneficiari del progetto saranno gli operatori sanitari della regione, circa 2.250 persone e tutta la popolazione locale che usufruirà dei loro servizi (1.668.484 persone).

UGANDA BUONENOTIZIE Un recente sondaggio, commissionato da Medici con l’Africa Cuamm, segnala nuovi miglioramenti in ambito sanitario in Karamoja, dove Medici con l’Africa Cuamm è presente da oltre quarant’anni. La Karamoja è situata a nord-est nell’Uganda e rappresenta la regione più povera del paese, con i più bassi indicatori di sviluppo. Nonostante ciò, risulta che quest’arida e remota regione ha alcuni buoni indicatori di salute rispetto alla media nazionale, ad esempio, per quanto riguarda il grado di assistenza post-natale e la copertura dell’immunizzazione completa. Purtroppo però la strada è ancora lunga. Nel Moroto, uno dei cinque distretti della regione, emerge che l’utilizzo dei servizi sanitari maternoneonatali è molto basso e che numerosi interventi devono essere attuati per migliorarne la qualità, particolarmente scarsa a livello periferico. Uno dei dati più allarmanti è quello relativo alla copertura del taglio cesareo (il più importante servizio di emergenza ostetrica): è dell’1,6%, contro il livello minimo accettabile del 5%. | NUMERO 5 | OTTOBRE 2010 | ÈAFRICA | 11


FOCUS

DEMOCRAZIA O SVILUPPO? QUALE PRIORITÀ PER I PVS del pensiero politico contemporaneo. Ovvero di come una tesi, un tempo cara all’ideologia di sinistra, sia stata contestata e sconfitta dalla storia per riapparire mezzo secolo dopo, rilegittimata dal contesto neoliberale nel quale è stata nuovamente formulata. Ma l’idea è sempre la stessa. L’idea è che la democrazia non sia necessariamente una priorità per i paesi in via di sviluppo. Che lo sviluppo sia più importante delle elezioni. è una classica tesi dell’armamentario ideologico marxista, il quale distingueva tra “democrazia formale” e “democrazia reale”. La democrazia detta formale era quella delle urne elettorali, dei parlamenti, delle regole costituzionali. per “democrazia reale” si intendeva invece l’uguaglianza materiale, le pari opportunità, l’abolizione dello “sfruttamento dell’uomo sull’uomo”. Il marxismo affermava il primato dell’economia – la “struttura” della società – sulla politica, vista come una delle sue tante “sovrastrutture”. Di conseguenza, l’unica democrazia che contasse per i teorici della rivoluzione proletaria era quella “reale”; quella “formale” era solo un orpello, una cosa di secondaria importanza. Trasportata nel contesto di quello che allora veniva detto “Terzo mondo” (in aggiunta al mondo occidentale/capitalista e a quello orientale/comunista), questa concezione divenne ancora più drastica. Imporre ai paesi di nuova indipendenza i rituali della “democrazia borghese” – i partiti, le campagne elettorali, i parlamenti – era una farsa. Una scimmiottatura neocoloniale dell’uomo bianco. quello che importava davvero era l’emancipazione dai rapporti di scambio diseguali, dal saccheggio delle materie prime ad opera delle grandi compagnie multinazionali, dalla trasformazione 12 | ÈAFRICA | NUMERO 5 | OTTOBRE 2010 |

Porto di Beira, Mozambico.

ENRICO BOSSAN / èAFRICA

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Le più recenti formulazioni della teoria economica liberale ripensata in chiave africana rimettono in discussione l’imperativo delle elezioni. Nel tanto discusso libro di Dambisa Moyo, Dead Aid, si legge: «Ciò di cui hanno bisogno i paesi poveri non è una democrazia multipartitica, bensì un dittatore illuminato...» Dittatore illuminato? Mmmm.

reve CApITOLO DI STOrIA

della vecchia servitù coloniale in nuova servitù salariale. Inutile aggiungere che fior di dittatori seppero trarre eccellente beneficio da simili teorizzazioni. Mentre i tentativi di “comunismo africano” naufragavano ovunque nella morte economica e nell’inedia dei cittadini, regimi efferati si mantenevano al potere calpestando i più elementari diritti della persona. Al posto della “democrazia formale” la tortura, la tirannide, il partito unico pre-

sero disinvoltamente il posto delle favoleggiate “forme avanzate” di rappresentanza popolare. (non che i sostenitori del campo opposto si distinguessero, in quei primi decenni di indipendenze africane, per un maggior rispetto delle regole democratiche). Appena la storia lo consentì, l’armamentario ideologico marxista finì travolto nel suo sanguinoso fallimento e fu dimenticato. per un successivo ventennio la democrazia politica divenne la priorità assoluta, la conditio sine qua non di ogni progetto-paese, di ogni piano di aiuti e di ogni impegno di sviluppo. La parola d’ordine, il mantra, divenne: votate e vi aiuteremo. Multipartitismo, libertà di stampa, free and fair elections vennero introdotte un po’ dovunque, spesso con risultati entusiasmanti. Ma la nuova formula si è logorata presto e già ci si accontenta di elections, sul free e sul fair si può anche chiudere un occhio. I recenti esempi della Guinea e del Sudan la dicono lunga. Adesso le più recenti formulazioni della teoria economica liberale ripensata in chiave africana rimettono in discussione l’imperativo delle elezioni. Mi riferisco al tanto discusso libro della zambiana Dambisa Moyo, Dead Aid (traduzione italiana La carità che uccide), nel quale a un certo punto si legge: «Ciò di cui hanno bisogno i paesi poveri [...] non è una democrazia multipartitica, bensì un dittatore illuminato e risoluto che realizzi le riforme necessarie a mettere in moto l’economia» (traduco dall’originale inglese). Dittatore illuminato? Mmmmm...

ENRICO BOSSAN / èAFRICA

DI PIETRO VERONESE GIORNALISTA DI REPUBBLICA


FOCUS

SCHEDA PER CAPIRE Nonostante l’Africa subSahariana stia vivendo un periodo di crescita economica, nella maggioranza dei paesi che la compongono, la strada verso la democrazia e la libertà è ancora molto lunga. In Nigeria, il paese più popoloso, aumenta giorno dopo giorno la rivolta nella regione del Delta del fiume Niger a causa dello sfruttamento del petrolio da parte delle multinazionali straniere. In Zimbabwe il presidente Mugabe e il principale oppositore Tsangiviri non hanno ancora trovato un accordo per comporre il governo. Il presidente del Sudan è accusato ufficialmente di genocidio e crimini di guerra dalla Corte internazionale. E ancora: la Somalia è un paese di fatto senza leggi e governo, in balia dei guerriglieri. Persino il Sudafrica presenta segnali di instabilità politica. Secondo Freedom House (l’istituto di ricerca americano che “misura” la libertà nel mondo in base a criteri politici e civili) dei 48 Stati che compongono l’Africa sub-Sahariana, 16 si possono definire “non liberi”, 24 “liberi parzialmente” e solo 8 godono di libertà reale. Nel 2009, la libertà politica risulta diminuita, rispetto al passato, in ben 10 paesi dell’Africa, mentre solo in 4 è migliorata. A conferma di questo, basti pensare che sono solo 20 gli Stati che hanno di recente avuto elezioni libere e democratiche.

Studio di regia di una televisione privata, Dar es Salaam, Tanzania. | NUMERO 5 | OTTOBRE 2010 | ÈAFRICA | 13


SEGNA IN AGENDA

CINEMA “PRECIOUS” ARRIVA IN ITALIA

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HARLEM POVERA E DISAGIATA degli anni Ottanta, l’adolescente afroamericana Clareence “Precious” Jones, obesa e semianalfabeta, fin da piccola violentata dal padre, sembra da sempre condannata a una vita di inferno. Quando la scuola scopre che Precious è nuovamente incinta, viene mandata in un istituto per ragazzi con problemi sociali. Qui, con l’aiuto di un’insegnante e di un’assistente sociale, la ragazza pian piano recupererà fiducia in stessa, imparando a leggere e scrivere e iniziando un percorso verso una vita normale e dignitosa. È la trama di “Precious”, il film del regista afro-americano Lee Daniels che ha commosso Cannes ed è stato premiato con due Oscar nel 2010, per l’attrice non protagonista Mo’Nique e la sceneggiatura. Il film, voluto e prodotto da Oprah Winfrey e Tyler Perry, riesce a essere insieme creativo e ironico, a contenere la denuncia, ma anche forza e speranza. Partito come un piccolo film coraggioso, “Precious” ha trionfato prima al Sundance Festival e da lì, sempre di più, ha riscosso il successo del pubblico e altri premi, altri Festival, fino ad arrivare all’appuntamento più atteso, quello degli Oscar 2010. Il film di Daniels ha sbancato anche agli Independent Spirit Awards 2010, portando a casa ben cinque premi, tutti quelli che poteva vincere. Finalmente a dicembre arriverà, con molto ritardo, anche sugli schermi del cinema in Italia, distribuito da Fandango. La storia di Precious è anche tra gli scaffali delle librerie, con il romanzo da cui è tratto il film. ELLA

IL TITOLO Lee Daniels, “Precious”, 2009, 110 minuti

APPUNTAMENTI L’AFRICA E I CAMBIAMENTI CLIMATICI: VERSO CANCUN

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avere pesanti ricadute sulla sicurezza alimentare e la riduzione della povertà in Africa». A scriverlo nero su bianco è stata la Fao, in un documento presentato alla Conferenza regionale per l’Africa. Quella dell’agenzia Onu è una delle tante voci che stanno lanciando l’allarme sulle mutazioni del clima e sulle possibili conseguenze nei paesi poveri. L’argomento sarà affrontato dai governi durante il summit sui cambiamenti climatici di Cancun, che si terrà in Messico dal 29 novembre al 10 dicembre. Al precedente summit a Copenhagen, nel dicembre 2009, i paesi africani si sono presentati per la prima volta con un documento e una posizione unitaria sui cambiamenti climatici, chiedendo ai paesi più “inquinanti” di rispettare le promesse per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di CO2 e chiedendo aiuti per affrontare le conseguenze del climate change nei paesi più poveri. In occasione del vertice di Cancun, l’Onu ha lanciato un sito web che aiuterà a tenere sotto controllo i paesi industrializzati, verificando che mantengano la promessa di stanziare 30 miliardi di dollari per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad affrontare le conseguenze del cambiamento climatico. Questo è considerato dall’Onu un “punto focale” per procedere nelle trattative sul riscaldamento globale. Ma l’Onu ha esortato anche i governi africani, invitandoli a «dare priorità e attuare misure per sviluppare l’agricoltura e una gestione sostenibile delle risorse naturali». L CAMBIAMENTO CLIMATICO PUÒ

DOVE & QUANDO Cancun (Messico), dal 29 novembre al 10 dicembre

NEWS SALUTE DI MADRI E NEONATI

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in miglioramento, la situazione della mortalità materna in Africa è ancora molto difficile. Secondo il nuovo rapporto “Trends in maternal mortality”, presentato di recente da Oms, Unicf, Unfpa e Banca mondiale, in Africa sub-Sahariana la mortalità materna è diminuita, ma questo non basta. Il tasso di diminuzione è meno della metà di ciò che è necessario per conseguire l’Obiettivo di sviluppo del Millennio di ridurre il tasso di mortalità materna del 75% tra il 1990 e il 2015, che richiederà una diminuzione annua del 5,5%; il calo equivale ad una diminuzione media annua di appena il 2,3%. Il risultato, tuttavia, segna un progresso evidente rispetto alla mortalità materna, una piaga che affligge soprattutto i paesi dove il sistema sanitario di base è precario e con poche risorse. Il 99% di tutti i decessi materni nel 2008 si è verificato nei Paesi in via di sviluppo, con l’Africa sub-Sahariana e l’Asia meridionale che totalizzano il 57% e il 30% di tutti i decessi. «La riduzione dei tassi globali di mortalità materna è una notizia incoraggiante» afferma Margaret Chan, Direttore generale dell’Oms. «I paesi in cui le donne corrono un alto rischio di morire durante la gravidanza o il parto stanno adottando misure che si stanno dimostrando efficaci; questi paesi stanno formando più ostetriche, rafforzando gli ospedali e i centri sanitari per assistere le donne in gravidanza. Nessuna donna dovrebbe morire a causa di un accesso inadeguato alla pianificazione familiare, alla gravidanza e all’assistenza al parto».

ONOSTANTE UN TREND

ONLINE Il rapporto è sul sito www.unicef.it 14 | ÈAFRICA | NUMERO 5 | OTTOBRE 2010 |


DI EMANUELA CITTERIO GIORNALISTA

LIBRI QUANDO I NERI FANNO LA STORIA

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AFRICA NON HA AVUTO sistemi di scrittura, ma solo tradizione orale. È uno dei pregiudizi che riguardano il continente africano e che ne offuscano la conoscenza. A strappare il velo questa volta è un giornalista francese di origine ivoriana, Serge Bilé, con il suo libro appena tradotto in Italia Quando i neri fanno la storia, fulgore e decadenza del Medioevo africano. Il titolo originale dell’edizione francese è Quand les noirs avaient des esclaves blancs, ovvero “Quando i neri avevano degli schiavi bianchi”. Quello di Bilé è un viaggio a ritroso nel tempo attraverso documenti e cronache storiche, che mette in luce aspetti inediti o sottaciuti della storia degli africani e della diaspora nera, così come la persistenza dei pregiudizi razzisti. Si scopre così che l’Africa ha conosciuto non meno di sette sistemi di scrittura ed esistevano scuole e università fin dal Medioevo. A dispetto dei luoghi comuni, il continente a sud del Mediterraneo è stato per secoli una fucina di civiltà. È africano infatti il Kurukan Fuga, una vera e propria “dichiarazione dei diritti umani” (ben anteriore a quelle che conosciamo nella storia europea) promulgata nel cuore dell’Africa Occidentale, dal fondatore dell’impero del Mali nel 1222. Tra l’VIII e il XVI secolo, nell’Africa Orientale si sono succeduti tre imperi: Ghana, Mali, Songhai, le cui civiltà nulla hanno da invidiare a quelle che conosciamo dai libri di scuola. Quando i neri fanno la storia, vuole ricordare, come afferma l’autore, «che ci fu davvero in Africa una specie di età dell’oro. Un’età che spetta proprio agli africani riportare alla luce per inventarsi un grande futuro». IL TITOLO Serge Bilé, Quando i neri fanno la storia, fulgore e decadenza del Medioevo africano, Emi, Bologna 2010, pp. 115.

ANNIVERSARI AUNANNODALSINODOAFRICANO LA SFIDA È “RICONCILIARE”

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CHIESA AFRICANA OGGI ha una chiara missione: servire la riconciliazione, la giustizia e la pace nel continente». Lo ha detto il cardinale ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio consiglio Giustizia e pace, dopo il secondo Sinodo africano. Se il primo Sinodo invitò la Chiesa d’Africa a vivere nella comunione come famiglia di Dio, ha detto Turkson, il secondo l’ha spronata a fare un’esperienza di quelle virtù che stabiliscono la vera comunione con Dio e a testimoniarle e viverle. Come tradurre in pratica le raccomandazioni del secondo Sinodo africano? È la domanda alla quale stanno cercando di rispondere le comunità cristiane, le commissioni Giustizia e pace e le associazioni a ispirazione cattolica del continente. Sul Sinodo uno strumento utile è stato di recente pubblicato in Italia: Per un’Africa riconciliata, libro edito dalla Emi, raccoglie i documenti conclusivi dell’assemblea sinodale oltre ad analisi e riflessioni di protagonisti del Sinodo e di osservatori. Nell’ottobre di un anno fa l’assemblea di tutti i vescovi del continente ha affrontato le sfide più drammatiche dell’Africa di oggi, «con sguardo realista, anche autocritico e con slancio» si legge nell’introduzione al libro. Ora la sfida della Chiesa cattolica in Africa resta quella di offrire, in collaborazione con le forze vive di tutti e 53 i paesi africani, il proprio originale contributo a un domani di pacifica convivenza, di democrazia, di rispetto dei diritti umani.

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IL TITOLO AA.VV., Per un’Africa riconciliata, Emi, Bologna 2010, pp. 206.

SCENARI L’AFRICA IN ITALIA, AL DI LÀ DEGLI STEREOTIPI

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dall’Africa arrivano in Europa». Falso: la stragrande maggioranza degli sfollati a causa di guerre e carestie migra all’interno del continente africano. «Gli africani arrivano in Italia sbarcando sulle nostre coste». Falso: gli sbarchi rappresentano una piccolissima percentuale degli arrivi, la maggior parte delle persone arriva attraverso canali regolari e in Italia sono un milione gli africani registrati. Dati contro miti. Il rapporto Caritas Africa-Italia. Scenari migratori contiene una miniera di informazioni utili a disegnare in modo corretto la presenza degli immigrati in Italia. La ricerca, condotta da 42 ricercatori dell’équipe del “Dossier statistico Immigrazione” esamina il fenomeno, traccia gli scenari futuri e propone percorsi di integrazione. La prospettiva è duplice, spiega Maria Paola Nanni, ricercatrice che ha contribuito alla realizzazione del volume: «Siamo andati in Africa per osservare il flusso migratorio là dove parte e lo abbiamo studiato insieme a ricercatori africani durante una serie di seminari che si sono tenuti quest’anno a Capo Verde. Poi abbiamo esaminato la presenza africana in Italia e in Europa». Qualche scenario futuro: secondo le statistiche Onu nel 2050 gli abitanti dell’Africa raggiungeranno quota 2 miliardi, mentre la popolazione europea rappresenterà solo il 7% della popolazione mondiale e per un terzo sarà composta da anziani. Gli africani invece saranno in gran parte giovani. «Già oggi l’età media degli africani è di 18 anni, mentre quella degli europei è di 43» afferma la ricercatrice Caritas.

UTTI I RIFUGIATI E I PROFUGHI

DOVE TROVARE IL RAPPORTO AA.VV., Africa-Italia. Scenari migratori, Edizioni Idos Info: tel. 06 66514345 www.caritasitaliana.it | NUMERO 5 | OTTOBRE 2010 | ÈAFRICA | 15


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CANTIERE CUAMM

NATALE SOLIDALE UN BIGLIETTO A FAVORE DELL’ETIOPIA nATALe, bambini che fanno un girotondo intorno all’Africa e ad un cuore che batte per questo continente, elefanti, giraffe, scimmie, ma anche mamme e piccoli che danzano insieme… otto soggetti in stile diverso per rappresentare il natale e il suo significato. Scegliendo i biglietti di natale proposti da Medici con l’Africa Cuamm ci aiuti a regalare un reparto di Maternità alle donne di Wolisso, in etiopia. In questo paese 870 donne ogni 100 mila gravidanze muoiono a causa di complicazioni legate al travaglio o al parto. Il 97% dei parti avviene senza la presenza di personale qualificato. 161 bambini ogni 1.000 perde la vita alla nascita. Medici con l’Africa Cuamm da sessant’anni si impegna per combattere questa guerra silenziosa e quotidiana. per questo natale vorremmo dare un aiuto reale, rafforzando il reparto di Maternità con la presenza di personale qualificato. A natale con un biglietto puoi fare la differenza. Puoi contribuire anche tu, per portare cura e salute a queste mamme e ai loro bambini. Richiedi subito i biglietti a impreseconlafrica@cuamm.org. Scegli la serie completa: con un’offerta di 10 euro ricevi 8 biglietti con le buste.

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n OrIGInALe ALBerO DI

SCHEDA TITOLO: NeraMadre OGGETTO: mostra-installazione per il sessantesimo di Medici con l’Africa Cuamm DOVE: Padova, Liston, dall’11 novembre 2010 al 20 gennaio 2011 COSA: nel cuore di Padova, nel Liston, la vasta area pedonale prospiciente l’antica Università e lo storico Caffè Pedrocchi, un tunnel di luce accoglie i visitatori della mostra “NeraMadre” promossa per ricordare i primi sessant’anni di lavoro di Medici con l’Africa Cuamm. L’installazione, nata da una collaborazione artistica e creativa di Aldo Cibic e di Enrico Bossan, “inghiotte” il visitatore lungo un percorso che va dall’esclusione, dalla negazione del diritto alla salute, alla sua ricerca, fino al desiderato conseguimento: il conforto, la consolazione del ricevere assistenza, cura, formazione. DESTINATARI: chi desidera compiere un viaggio all’interno di un continente così ricco e così povero: l’Africa. Inoltre all’interno della mostra saranno proposti per i ragazzi delle scuole primarie e secondarie dei laboratori interattivi guidati da educatori che sappiano accompagnare i ragazzi nella comprensione di un mondo più vicino di quello che pensiamo. Per info sulla mostra: www.mediciconlafrica.org

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RETE CUAMM

DIAMO VOCE A QUESTA FOTO DI GUERRA

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nA MAMMA eSAUSTA e Un BAMBInO appena

nato sono al centro della nuova campagna di Medici con l’Africa Cuamm per la salute materno-infantile. Se si potesse udire il pianto di quel bambino o la voce del medico allora molte persone si fermerebbero a guardare questa immagine straordinaria che è la nascita. nessuno si sorprenderebbe di vedere un medico che cura quella mamma e quel bambino, ma pochi sanno che questa scena in Africa è un’eccezione e non la regola, perché in questo continente il maggior numero di parti non avviene alla presenza di personale sanitario qualificato. pochi sanno che il parto non assistito è la prima causa di morte per le mamme e i neonati. Se si potesse udire, quella mamma forse starebbe ringraziando per un parto andato a buon fine. Ma questa foto non ha voce, non può raccontare questa scomoda verità, non può dire che con soli 40 euro possiamo garantire un parto assistito a una mamma e al suo bambino. potete farlo voi, potete prestare voi la voce a questa foto per dire che qualcosa si può fare e che non serve molto. potete dare voce a questa foto distribuendo la locandina e i depliant della campagna nei luoghi di lavoro e di svago, promuovendo serate e incontri in cui raccontare, con pochi semplici numeri, questo invisibile genocidio che a noi è parsa quasi una guerra. perché «alla morte di un bambino e della sua mamma non ti abitui mai. qui in Africa – dice un medico Cuamm – si lavora di mani per tagliare e cucire i corpi e si lavora di cuore per imparare ad accettare il mistero». noi ce la metteremo tutta perché nessuno, soprattutto qui tra noi, si abitui a queste ingiustizie e a tanti drammi che si consumano, quotidianamente e in silenzio. Ci impegneremo perché tante voci, unite insieme, possono diventare un grido di speranza. per informazioni su come attivarsi e diffondere questo messaggio: j.soranzo@cuamm.org

ARCHIVIO CUAMM

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I volontari al concerto Parole di Lulù.

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM NEL TERRITORIO

PADOVA FORMAZIONE DI FORMATORI Dal 9 all’11 settembre scorso Medici con l’Africa Cuamm ha ospitato, nella sua struttura, la seconda edizione della Formazione di Formatori (Training of Trainers). La proposta di formazione, organizzata dalla Rete italiana per l’insegnamento della Salute globale, ha visto la partecipazione di una quarantina di persone tra studenti, docenti, ricercatori e collaboratori universitari, accomunati dall’impegno nel promuovere corsi di salute globale nelle varie facoltà italiane. Nelle tre giornate formative, agli interventi di docenti ed esperti in salute globale, si sono alternati lavori di gruppo che hanno permesso ai partecipanti di sperimentare nuove e alternative metodologie didattiche da poter poi trasferire nei corsi da loro promossi. Il corso di formazione ha mirato inoltre a rafforzare le loro competenze in materia di salute globale evidenziando ulteriormente che l’operatore sanitario oggi è chiamato a essere avvocato per il diritto alla salute per tutti.

RHO CONCERTO BENEFICO L’appuntamento è per sabato 20 novembre 2010, alle ore 20.45 presso il Santuario Mariano di Rho per la seconda edizione del concerto benefico Children for Africa. Sulla spinta del successo dello scorso anno vogliamo festeggiare insieme ai tanti sostenitori l’imminente 60° compleanno di Medici con l’Africa Cuamm. Con il patrocinio del Comune di Rho e la partecipazione degli amici del coro “Old Spirit Gospel Singers” di Pregnana Milanese e del coro “Incontrotempo” di Milano, trascorreremo insieme una serata di musica e di testimonianza di vita africana. Sarà anche l’occasione per lanciare sul territorio milanese la nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per la tutela della salute materno-infantile. Vi aspettiamo numerosi!

FIRENZE UGANDA AL CENTRO Si svolge a Firenze il 21 ottobre presso l’Aula magna dell’AOU Meyer, con la partecipazione di illustri relatori italiani e ugandesi, il convegno dal titolo: “Sostenere i Sistemi sanitari per uno sviluppo partecipato: Uganda, un paese in attiva trasformazione”. Il convegno, all’interno di una cornice di alto valore tecnico sui meccanismi di cooperazione allo sviluppo in campo sanitario, dà voce all’esperienza di collaborazione fra Medici con l’Africa Cuamm e la Regione Toscana nell’ambito di due progetti dell’Ong padovana: uno sulla disabilità, realizzato nella regione del West Nile, e l’altro di sostegno all’università di Nkozi, nel sud del paese. Oltre alla presenza dei relatori (fra cui il dr. Peter Lochoro, rappresentante di Medici con l’Africa Cuamm Cuamm in Uganda, la dr.ssa M.J. Caldes, responsabile della Cooperazione sanitaria internazionale della Regione Toscana, e i referenti per la Regione dei due progetti in questione, la dr.ssa Tomasini e il dr. Scali), intervengono con le loro testimonianze anche alcuni dei professionisti toscani che hanno partecipato ai progetti con missioni brevi.

Jacopo Soranzo | NUMERO 5 | OTTOBRE 2010 | ÈAFRICA | 17


VISTO DA QUI

KALAPAPA NGERI UNA STORIA A LIETO FINE DI FABRIZIO TONELLO UNIVERSITÀ DI PADOVA

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MInISTrO, vogliamo raccontarLe una storia a lieto fine, quella di Kalapapa ngeri, uno dei tanti africani che affrontano ogni pericolo pur di arrivare nel nostro paese. Kalapapa, detto Kalas, è un ragazzone alto 1,85 che dalla nigeria ha attraversato tutta l’Africa verso il Mediterraneo, destinazione Libia. I suoi compagni di viaggio, a causa della fame e della disidratazione, sono morti entrambi: Kalas, senza cibo nel deserto per 12 giorni, è riuscito a raggiungere Tripoli. IGnOr

Da lì, sfuggendo alla polizia libica che lo avrebbe internato in uno dei lager costruiti in accordo e con il finanziamento del Governo italiano, è arrivato a Lampedusa, dove ha profittato dell’accoglienza della Caritas. Si dà il caso che Kalas abbia non solo due mani buone per raccogliere pomodori a rosarno o per trasportare mattoni in un qualche cantiere di varese: ha anche due piedi che sa usare per giocare a pallone. è uno degli eredi di Samuel eto’o e dei suoi predecessori roger Milla e George Weah, che ha giocato nel Milan. per questo, Kalas è stato ingaggiato dall’Unione polisportiva Dobbiamo pensare che l’Italia è un paese Tuoro e gioca nel campionato Uisp, quello dei dilettanti, in attedove si può essere accolti solo in quanto sa che la Federazione Italiana Gioco Calcio gli rilasci il tesserino capaci di tirare calci a un pallone? Non è per giocare in seconda categoria. Il presidente del Tuoro Mario una distinzione di cui essere orgogliosi. Agnelli, il vicesindaco Lorenzo Borgia e l’assessore alle politiche sociali Filiberto Coloni hanno facilitato il suo inserimento. Kalas ha potuto ricominciare a vivere, grazie anche alla concreta solidarietà di molti cittadini di Tuoro, fra cui Alma, la vedova del poliziotto emanuele petri ucciso nel 2003 su un treno, nel conflitto a fuoco con i brigatisti nadia Desdemona Lioce e Mario Galesi. è stata Alma petri, una donna instancabile, ad arredargli la casa, un bilocale messo a disposizione dall’amministrazione comunale di Tuoro per un affitto modesto, di cui si fa carico la società calcistica. Della sua storia, nei mesi scorsi, si è parecchio parlato perché è uscito un libro, scritto insieme a Goffredo De pascale. poi, i riflettori dei media si sono spenti e la macchina della burocrazia ha ripreso il sopravvento, nonostante gli appelli venuti da molte parti. A Tuoro, e non solo lì, tutti confidano che Kalas resterà, diventerà italiano, giocherà per qualche grande squadra, forse per la nostra nazionale che, come Lei sa, ha ospitato in maglia azzurra non pochi giocatori argentini la cui origine “italiana” era quanto meno dubbia. Ora, Signor Ministro, la domanda che vogliamo rivolgerLe è questa: in cosa Kalapapa ngeri è diverso dalle migliaia di altre vittime della violenza in Africa? perché lui può restare e costruirsi una vita in Italia mentre molti altri che hanno visto morire i propri fratelli al largo di Lampedusa devono essere rispediti in Libia? Lei, tifoso del Milan, rimanderebbe nelle prigioni di Gheddafi non solo Kalas ma un qualsiasi altro giocatore africano? Certo che no, Lei non lo farebbe. Interverrebbe la Lega Calcio, protesterebbero le televisioni, si vedrebbero gli striscioni dei tifosi. Ma se è così, dobbiamo pensare che l’Italia è un paese dove si può essere accolti solo in quanto capaci di tirare calci a un pallone? non è una distinzione di cui essere orgogliosi, Signor Ministro: almeno gli svizzeri non facevano discriminazioni quando rimandavano nelle mani della polizia nazista i tedeschi che cercavano asilo. nel 1944, il loro ministro degli Interni disse: «Das Boot ist voll», la barca è piena, una storia che oggi conosciamo grazie al film omonimo di Markus Imhoof. nessuno, in Svizzera, ricorda con orgoglio quel ministro: ci pensi quando firmerà la prossima circolare che riguarda i profughi, i rifugiati, gli zingari. rispettosamente, Suo. 18 | ÈAFRICA | NUMERO 5 | OTTOBRE 2010 |


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COME PUOI AIUTARCI

BISOGNI IN PRIMO PIANO SUDAN

ETIOPIA * VOLONTARI IN SERVIZIO: 5 Wolisso: l’ospedale di Wolisso garantisce la salute pubblica nel territorio. CON 2.000 € PUOI OFFRIRE UNA BORSA DI STUDIO A UN’OSTETRICA

* VOLONTARI IN SERVIZIO: 10 Yirol: dopo la riapertura dell’ospedale, comincia la fase di mantenimento dei servizi sanitari offerti. Lui: riabilitazione delle strutture dell’ospedale e supporto alle attività cliniche. CON 80 € FORNISCI CURE PER UN BAMBINO MALATO DI POLMONITE

UGANDA * VOLONTARI IN SERVIZIO: 18 West-Nile: assistenza tecnica ai servizi sanitari diocesani; trattamento dei malati di Tb; supporto alle persone con disabilità. Karamoja: assistenza tecnica ai 5 distretti e alla direzione sanitaria dell’ospedale di Matany; supporto alla scuola infermieri e all’ospedale di Moroto. Regione Centrale: nell’ospedale di Naggalama garantiamo un sostegno amministrativo e gestionale; l’appoggio alla clinica dell’Hiv/Aids. Oyam: lotta della mortalità neo-natale e materna e miglioramento dell’accesso ai servizi di salute riproduttiva degli adolescenti. Nkozi: continua l’appoggio all’Uganda Martyrs University. CON 60 € ASSICURI UN PARTO CESAREO; CON 20 € COPRI LE SPESE PER UN PARTO; CON 15 € GARANTISCI UN TRASPORTO IN AMBULANZA

ANGOLA * VOLONTARI IN SERVIZIO: 10 Luanda: lotta alla tubercolosi su 11 province. Uige: le attività vanno dalla formazione del personale al sostegno alle attività di salute pubblica nell’ospedale di Damba. Chiulo: la presenza nell’ospedale offre assistenza continuativa ai malati. Si sta potenziando l’intervento nel territorio con le vaccinazioni e il controllo dell’Hiv/Aids. CON 75 € GARANTISCI UN TRATTAMENTO COMPLETO CONTRO LA TB CON 50 € CURI UN BAMBINO RICOVERATO PER MALARIA

KENYA MOZAMBICO * VOLONTARI IN SERVIZIO: 18 Beira: formazione in Università e presenza in ospedale, supporto alle attività di screening e trattamento dei bambini malnutriti e sieropositivi. Moma: supporto alle attività di screening e trattamento dei bambini malnutriti e sieropositivi, formazione e controllo della Tb. CON 100 € FORNISCI UN TRATTAMENTO PER UN BAMBINO MALNUTRITO

* dato aggiornato al 4.10.2010

TANZANIA

Nyahururu: sostegno alle persone disabili e laboratorio di analisi per l’Hiv. CON 15 € COPRI LE SPESE PER 15 TEST PER L’HIV

* VOLONTARI IN SERVIZIO: 14 Regioni di Iringa e Morogoro: attività clinica e gestione ospedaliera diagnosi e cura della Tb e dell’Aids. CON 150 € PUOI ASSICURARE LA TERAPIA CONTRO L’AIDS, PER UN ANNO, A UN MALATO | NUMERO 5 | OTTOBRE 2010 | ÈAFRICA | 19


E'Africa ottobre 2010 n.5  

Bimestrale di informazione di Medici con l’Africa Cuamm More info: http://www.mediciconlafrica.org

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