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BIMESTRALE DI INFORMAZIONE CUAMM SOLIDARIETÀ DI

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

ESPLORATORI DI SALUTE GLOBALE Dell’importanza di mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera.

ENRICO BOSSAN

Spedizione in abbonamento postale Art.2 comma 20/C Legge 622/96, Filiale di Padova

EAFRICA

NUMERO 3 | AGOSTO 2009


DALL’ALBUM DEL CUAMM

ÈAFRICA

1959

DIRETTORE

Luigi Mazzucato DIRETTORE RESPONSABILE

Anna Talami SEGRETARIE DI REDAZIONE

Elisa Bissacco Mariangela Zanni REDAZIONE

Andrea Borgato, Dante Carraro, Marcello Enio, Serena Foresi, Fabio Manenti, Linda Previato, Bettina Simoncini, Daniela Verlicchi FOTOGRAFIE

Enrico Bossan Magnum Photos Archivio Cuamm PROGETTO GRAFICO

Francesco Camagna REGISTRAZIONE

presso il Tribunale di Padova Registro stampe n.1633 del 19 gennaio 1999 REDAZIONE

via San Francesco, 126 35121 Padova IMPAGINAZIONE E STAMPA

Publistampa, via Dolomiti, 12 38057 Pergine (Trento)

IL CANTIERE DELLA NUOVA SEDE DI VIA GALILEI S.E. mons. Pietro Sigismondi, segretario di “Propaganda Fide”, visita i lavori di costruzione della nuova sede del Cuamm in Via Galilei. Nella foto con il dr. Marcello Candia di Milano, il prof. Rubaltelli e l’arch. ing. Brunetta, progettista. Consegnando il crocefisso ad un gruppo di medici partenti, l’alto prelato disse: «Al povero non dobbiamo solo riservare le briciole che cadono dal piatto, ma ciò che sta al centro del piatto, e cioè la parte migliore. Ecco infatti che oggi noi mandiamo in missione non dei ruderi, ma giovani vite pronte a prodigarsi per il bene dei fratelli più poveri».

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

via San Francesco, 126 35121 Padova Italy tel. 049.8751279 049.8751649 fax 049.8754738 cuamm@cuamm.org AVVISO AI LETTORI

Questo periodico viene inviato a quanti ci sostengono, perché possano verificare la destinazione delle loro donazioni. Medici con l’Africa Cuamm è onlus ong. Le offerte inviate sono quindi deducibili nella dichiarazione dei redditi, allegando la ricevuta dell’offerta eseguita.

IN QUESTO NUMERO FOTONOTIZIA ALLE PAGINE 4 E 6 IN PRIMO PIANO AVVOCATI DI SALUTE GLOBALE A PAGINA 8 FLASH A PAGINA 11 FOCUS MANDELA, LEADER AMATO E MARCHIO DI SUCCESSO PIETRO VERONESE

Sostieni e partecipa al nostro impegno in Africa, attraverso una di queste modalità:

A PAGINA 12

SEGNA IN AGENDA

C/C POSTALE

Beira, Mozambico foto di Enrico Bossan citazione di Alexander Langer.

n.17101353 intestato a Medici con l’Africa Cuamm

EMANUELA CITTERIO

A PAGINA 14

CANTIERE CUAMM VISTO DA QUI

A PAGINA 16

FABRIZIO TONELLO

A PAGINA 18

CARTA DI CREDITO

BISOGNI IN PRIMO PIANO

A PAGINA 19

ON LINE

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IBAN IT 91 H 05018 12101 000000107890 presso Banca Popolare Etica Padova telefona allo 049.8751279 www.mediciconlafrica.org


EDITORIALE

DAL G8 AL G GENTI. LA VIA DA SEGUIRE È LA CARITÀ, NELLA VERITÀ

Q

uARANt’ANNi FA (1969) l’uoMo hA MESSo PiEdE SullA luNA. Nel prossimo futuro il suo

scarpone, forse, toccherà Marte. E dovremo confrontarci con la lingua dei marziani o degli angeli. Ma se non facciamo passi avanti nella carità non riconosceremo più la voce e il volto di nessuno. Sarebbe fuorviante ridurre la portata della nuova enciclica nella richiesta di qualche grammo in più di etica nell’economia. l’enciclica ripropone con energia il tema della carità, via maestra indicata dal Vangelo. Ecco come la descrive Benedetto XVi nel primo paragrafo di Caritas in Veritate:

«La carità nella verità è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera. L’amore, “caritas”, è una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace. È una forza che ha la sua origine in Dio, Amore eterno e Verità assoluta». il mondo ha bisogno di «carità», di liberarsi da troppa spietatezza. Prosegue il Papa: «Molte persone, oggi, tendono a coltivare la pretesa di non dover niente a nessuno, tranne che a se stesse» (paragrafo 43). Mentre ci sono interi popoli costretti nella povertà assoluta. il testo del Papa esorta gli uomini, i governi, le società a cambiare questo mondo. Nessuna Dalla recente enciclica Caritas in Veritate concessione ad atteggiamenti sentimentali o buonisti: con Caritas in Veritate Benedetto XVi entra nel merito sviluppando ragionamenti di Benedetto XVI spunti e riflessioni articolati e vigorosi. E Medici con l’Africa Cuamm, che da anni vive sulla cooperazione e forte affermazione e lavora in Africa, non può che essere al suo fianco in questa battadel tema della carità, via maestra indicata glia. la solidarietà deve andare a braccetto con la sussidiarietà, spiedal Vangelo. ga ancora al paragrafo 58: la prima ci salva dall’egoismo; la seconda dal centralismo burocratico incapace di toccare le situazioni concrete. Perché in Africa, nelle aree e nei distretti più isolati e poveri, lì dove si trova l’ultimo anello della catena, arrivano solo le ong e i loro volontari: medici, infermieri, logisti e amministrativi che per anni condividono con le popolazioni esperienze e frammenti di vita. Si tratta di persone motivate e preparate. Medici con l’Africa Cuamm attualmente ne ha 80 impegnati sul campo al fianco del personale locale. Non si tratta di quattrini ma di vite; e di sviluppo che nasce dal contatto e dalla contaminazione con l’esperienza e la vita altrui. Questa è la via maestra dello sviluppo, reciproco! Ma ci sono organizzazioni e organizzazioni. «Gli Organismi internazionali dovrebbero interrogarsi sulla reale efficacia dei loro apparati burocratici e amministrativi, spesso troppo costosi», fa notare ancora Benedetto XVi al paragrafo 47. «Capita talvolta che chi è destinatario degli aiuti diventi funzionale a chi lo aiuta e che i poveri servano a mantenere in vita dispendiose organizzazioni burocratiche che riservano per la propria conservazione, percentuali troppo elevate di quelle risorse che invece dovrebbero essere destinate allo sviluppo». Sono parole dure per gli organismi internazionali. Noi non vogliamo fare i conti in tasca ad altri. Ma in casa nostra, sì. E così nell’ultimo rapporto annuale pubblichiamo il nostro bilancio (per una sintesi, www.mediciconlafrica.org) che parla di cifre ma anche di programmi, attività e risultati ottenuti. Ebbene: l’84,3% dei fondi che abbiamo ricevuto sono stati destinati al nostro lavoro in Africa, a fronte di una media, considerata virtuosa, del 70%. il G8 dell’Aquila si è concluso da poco. i grandi della terra sono tornati a casa. Rimane la gente, ciascuno di noi. il G delle genti. Non vogliamo stare alla finestra, a guardare o a protestare; vogliamo fare la nostra parte per costruire un mondo più giusto per tutti. DON DANTE CARRARO DIRETTORE DI MEDICI CON L’AFRICA CUAMM | NUMERO 3 | AGOSTO 2009 | ÈAFRICA | 3


REUTERS / CHRIS WATTIE

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FOTONOTIZIA

RIFLETTORI SPENTI Le premesse erano buone per il G8 che si è svolto a L’Aquila tra l’8 e il 10 luglio scorso: un’intera giornata del vertice dedicata al continente africano (il 10 luglio) e il coinvolgimento nel dibattito dei capi di stato dei paesi in via di sviluppo. Ma, dopo le passerelle dei leader mondiali tra le macerie, i ragionamenti sulla crisi economica e le sue soluzioni, l’eterna querelle sull’allargamento (Il G8 è superato? Basta un G14? Meglio un G20?), sul tavolo restano le cifre dell’aiuto per i paesi poveri. E sono cifre che deludono: per l’Africa 20 miliardi di dollari in 3 anni. «Che corrisponde a 5,18 euro all’anno per ogni africano», ha sottolineato efficacemente Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera. Nessuno poi è riuscito a chiarire se si tratta di fondi aggiuntivi o di denaro già promesso che finalmente arriverà. A proposito di impegni, il premier italiano Silvio Berlusconi ha assicurato che destinerà 130 milioni di euro al Global Fund. Per ora però, gli stanziamenti italiani non hanno superato il 3% degli aiuti promessi nel G8 di Gleneagles del 2005. (D. Verlicchi)

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REUTERS / DANNY MOLOSHOK

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FOTONOTIZIA

CURE PER TUTTI Sarà un autunno caldo per Barak Obama. Dopo la pausa estiva infatti il Congresso discuterà del progetto di riforma sanitaria del presidente che prevede l’allargamento della copertura sanitaria ai 47 milioni di americani che ancora non ce l’hanno e la riduzione dei costi delle assicurazioni per gli altri. L’idea di Obama sarebbe quella di finanziare la riforma aumentando il prelievo fiscale alle famiglie che dichiarano un reddito superiore al milione di dollari. Di qui le resistenze dei deputati del Congresso, anche interne al suo partito. Particolarmente contrari alla riforma sono i cosiddetti Blue Dogs, democratici centristi, che non accettano l’ipotesi di copertura finanziaria e hanno quindi imposto il rinvio all’autunno. Ma Obama tira dritto: la riforma sanitaria è uno degli argomenti che l’hanno portato alla Casa Bianca. Cure per tutti: questo il suo slogan. Se ce la farà e la salute diventerà davvero un diritto per tutti negli Stati Uniti, il traguardo dell’uguaglianza dell’accesso alle cure nei paesi africani potrebbe diventare meno lontano. (D. Verlicchi)

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C’è Igor che ha fatto un’esperienza all’ospedale Saint Luke di Wolisso. Cristiano che ha organizzato il Global Health Equity Day in 35 università italiane. Ed Elena che ha proposto ai suoi colleghi specializzandi in Igiene di inserire la salute globale tra gli insegnamenti obbligatori. Tutti si battono per una maggiore uguaglianza nell’accesso alle cure.

ENRICO BOSSAN

IN PRIMO PIANO

AVVOCATI DI SALUTE GLOBALE DI DANIELA VERLICCHI Mediatori tra due mondi diversi di salute, costruttori di ponti tra nord e sud, esploratori di nuove frontiere per la salute globale. La sfida lanciata agli operatori sanitari da “Equal Opportunities for Health. Action for development”.

T

RA i NoStRi MEdiCi iN AFRiCA C’È Chi, co-

me il dottor Claudio Blè, chirurgo del Saint Luke hospital di Wolisso, dopo 10 o 14 ore di lavoro in corsia si mette a studiare la lingua locale. «ha già imparato lo swahili in precedenti missioni, e ora vuole parlare con i suoi pazienti in amarico e omromo, i due idiomi della regione di oromia», racconta con ammirazione igor Bramuzzo, responsabile per il Segretariato italiano degli studenti di Medicina (Sism) del Wolisso project (che offre agli studenti di Medicina la possibilità di fare un’esperienza formativa al Saint Luke) e tirocinante a sua volta nel gennaio 2009. Nel dottor Blè, igor ha trovato un modello: di medico vicino alla gente, professionista in costante aggiornamento («nonostante i 10 anni alle spalle 8 | ÈAFRICA | NUMERO 3 | AGOSTO 2009 |

di esperienza») e uomo deciso a dare il massimo, in qualsiasi situazione. l’esperienza di igor all’ospedale Saint Luke, sostenuto da Medici con l’Africa Cuamm, è durata appena tre settimane: ha lavorato nel reparto di medicina generale per 10 ore al giorno, facendo ecografie e seguendo i medici di Medici con l’Africa Cuamm nelle visite e nelle anamnesi. E la cosa che l’ha più colpito è la particolare consistenza dei rapporti umani: «È un altro mondo», spiega: «Non è che da un momento all’altro ti squilla il cellulare». tornato in italia, con i suoi colleghi del Sism, igor ha contribuito ad organizzare un convegno sulla salute dei migranti, ha attivato risorse e iniziative per Terre lontane, mondi vicini, la rete di associazioni udinesi che si occupano di cooperazione internazionale. È nato un avvocato di salute globale? «Se questo significa spendersi per fare informazione e sensibilizzazione sulla salute globale alla luce di quel che ho visto e provato in Africa, sì». Merito dell’Africa,

L’ospedale di Wolisso: una delle strutture in cui giovani professionisti in formazione vivono la loro prima esperienza di immersione nella sanità africana. Qui misurano la distanza che separa Italia e Africa nelle opportunità di accesso al bene-salute. E di questo diventano testimoni responsabili.


quindi, ma anche del progetto sulla salute globale Equal Opportunities for Health. Action for development avviato da Medici con l’Africa Cuamm nel 2007 nell’ambito del quale abbiamo collaborato con il Sism. un’azione globale di sensibilizzazione sull’uguaglianza di accesso alle cure mediche fatta di corsi di formazione, pubblicazioni, seminari e una conferenza internazionale e rivolta al personale sanitario italiano che si è conclusa lo scorso 31 luglio. È tempo, dunque, di un primo bilancio. Anche Cristiano Alicino, che del Sism è presidente nazionale, si sente un avvocato della salute globale. Con qualche difficoltà

in più, da quando è specializzando in igiene all’università di Genova: «da studente era più semplice, potevo disporre maggiormente del mio tempo», ricorda con rammarico. Ecco perché con la sua associazione si è rivolto agli studenti di medicina. in collaborazione con Medici con l’Africa Cuamm, il Sism ha organizzato 28 corsi in tutt’italia che hanno coinvolto un migliaio di studenti. «Si è discusso di salute come diritto globale e dei suoi determinanti, di immigrazione e diseguaglianze nell’accesso alle cure tra Nord e Sud del mondo e di cosa possiamo fare noi studenti», spiega. un percorso che ha prodotto «sensibilità e co-

noscenza» nei futuri medici ed è stato anche incubatore di nuove iniziative. il 20 e il 21 aprile scorso in 35 facoltà italiane si è svolto il Global Health Equity Day, una sorta di “giornata” della salute globale nel corso della quale i ragazzi del Sism con volantini e banchetti informativi hanno sensibilizzato i loro colleghi sulle più macroscopiche disuguaglianze in ambito sanitario e su come contrastarle. «Qualcosa, insomma, si sta muovendo», conclude Alicino. Non solo in ambito universitario. Nell’azienda ospedaliera di Pieve di Soligo, un centinaio di dipendenti (tra medici, | NUMERO 3 | AGOSTO 2009 | ÈAFRICA | 9


IN PRIMO PIANO sabile dell’ufficio per lo sviluppo della qualità della ulss di Pieve di Soligo, «l’obiettivo era riflettere sul perché i 4/5 del mondo si devono confrontare con problemi ben diversi da quelli che hanno i nostri pazienti». uscire quindi da un guscio dorato per inquadrare le vere priorità. E partire per nuovi progetti: «in occasione del congresso na-

ARCHIVIO CUAMM

infermieri e personale amministrativo) nell’ambito del progetto Equal Opportunities for Health. Action for development ha partecipato ad un seminario sulla salute globale. «una scelta di auto-coscienza per noi che ci consideriamo una struttura d’avanguardia nella sanità veneta», racconta il dottor Giannantonio dei tos, medico e respon-

Mamme in attesa di visita pediatrica, ospedale di Wolisso. È nella riduzione della mortalità materna e infantile che si gioca la più importante sfida nella riduzione delle disuguaglianze in salute.

zionale di chirurgia che si terrà proprio qui a Pieve di Soligo», annuncia dei tos, «abbiamo organizzato una sessione dedicata interamente ai Paesi in via di sviluppo». Ma qualcosa bolle in pentola anche nel mondo delle specializzazioni universitarie, rivela Elena Biasiolo, delegata per l’università di Padova della consulta di igiene e Sanità Pubblica. «All’assemblea di novembre presenteremo la proposta di inserire dei corsi di salute globale nel percorso di studi ordinario di noi specializzandi». la Global health nei curricula di tutti i futuri igienisti e direttori sanitari? Non solo un sogno, spiega Elena: «la proposta per il momento ha trovato massimo interesse. i corsi potrebbero partire già dal prossimo anno accademico». Perché la salute va oltre i confini fisici e mentali, è un concetto globale e come tale questione da portare all’attenzione globale. oggi un medico non deve più solo curare le malattie, ma deve farsi promotore e “avvocato” del diritto alla salute per tutti. in un mondo sempre più interculturale e interdipendente anche la salute deve essere intesa in un approccio multidisciplinare che accompagni la parte clinica alla parte più sociale. in questo contesto i futuri medici, gli studenti di medicina e gli operatori sanitari con il loro entusiasmo e con la forte motivazione giocano un ruolo fondamentale.

EQUAL OPPORTUNITIES FOR HEALTH. ACTION FOR DEVELOPMENT UN BUON RISULTATO MA NON CI FERMIAMO QUI

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ILANCIO DEL PROGETTO:

20 corsi sulla salute globale organizzati nelle università italiane per 228 ore di insegnamento complessivo, 48 docenti e 29 partner, italiani ed europei, coinvolti. Questi i numeri di Equal Opportunities for Health. Action for development, il progetto sulla salute globale di Medici con l’Africa Cuamm conclusosi il 31 luglio scorso. «Un buon risultato», spiega Serena Foresi, responsabile del progetto. «Abbiamo avviato un processo che ci ha permesso di rafforzare la nostra immagine e il nostro impegno per la promozione della salute globale. Ma non ci fermiamo qui. Siamo consapevoli che per innovare i percorsi formativi su questi temi servono ben più di due anni». Medici con l'Africa Cuamm intende quindi dare seguito alle attività avviate con il progetto promuovendo la formazione nelle università e nelle aziende sanitarie sui temi della salute globale. La strategia? Mettere a disposizione l’esperienza

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della nostra ong nella cooperazione sanitaria internazionale per saldare ancor più strettamente la formazione (accademica e professionale) al lavoro sul campo. Influenzare a tutti i livelli la formazione di studenti, medici e operatori sanitari, promuovere approcci interdisciplinari, creare nuovi corsi universitari in salute globale, collegare la formazione accademica al lavoro sul campo, e ancora, rafforzare le partnership dall’alto e dal basso per far crescere la sensibilizzazione sulle disuguaglianze in salute e sulle possibili soluzioni: queste in sintesi le conclusioni e le sfide di sanità pubblica che la professione medica deve affrontare. La salute è un diritto, per tutti. Per promuoverlo e renderlo reale anche in Africa, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto.


FLASH DALL’AFRICA

ANGOLA FORMAZIONE DEL PERSONALE SANITARIO È stato presentato all’Unione Europea in Angola un progetto che ha l’obiettivo di migliorare la formazione e il servizio offerto dal personale sanitario nella provincia di Uige secondo le indicazioni del piano strategico di Medici con l’Africa Cuamm. L’obiettivo è stabilizzare le partnership locali, non solo con la direzione provinciale di Salute, controparte governativa, ma anche con i principali soggetti formatori della comunità. La formazione on the job sarà il principale strumento utilizzato all’interno dell’Istituto Medio de Saudade. Un medico espatriato, esperto in sanità pubblica collaborerà con la direzione provinciale della Salute per valutare i bisogni formativi. Nella provincia di Uige che ha una popolazione di 2.017.951 abitanti, operano 30 medici (11 angolani e 19 stranieri) con un rapporto medico-pazienti di 1 ogni 67.275 abitanti. Solo 3 di essi però operano al di fuori della sede provinciale. In periferia ci sono 1084 infermieri (1 ogni 1862 abitanti), il 96% dei quali sono tecnici di base. Di qui la pressante necessità di migliorare la formazione del personale.

MOZAMBICO UNA MISSIONE PER VALUTARE I PROGETTI Di ritorno da una breve missione di valutazione dello stato di avanzamento dei progetti, l’impressione è stata quella di una presenza e di un apporto positivi di tutti i nostri volontari nei diversi contesti. Particolarmente significativo è stato il riconoscimento da parte dei partner locali del valore non soltanto tecnico-professionale, ma anche umano e relazionale, del lavoro quotidiano dei cooperanti di Medici con l’Africa Cuamm. La missione è stata anche un’occasione per assistere all’elaborazione del piano programmatico dei progetti per il prossimo triennio. In tutti gli incontri avuti con i responsabili e le autorità locali è stata riaffermata la volontà di proporre interventi che abbiano un impatto realistico e misurabile sullo stato di salute della popolazione. La strategia di Medici con l’Africa Cuamm sarà pertanto quella di concentrare le risorse in pochi distretti e collaborare con altri attori che condividono le nostre finalità.

SUDAN NUOVE CASE PER IL PERSONALE MEDICO LOCALE È stato presentato al ministero della Sanità il progetto di ristrutturazione di un edificio che sarà adibito ad abitazione per due medici sudanesi. Le case avranno a disposizione acqua corrente, servizi igienici interni ed energia elettrica grazie ad un impianto ad energia solare. Il primo passo sarà recintare il terreno intorno all’edificio per motivi di sicurezza. Crescono infatti le tensioni politiche in vista delle elezioni del prossimo anno. I lavori di ristrutturazione saranno finanziati nell’ambito del progetto intitolato a Santa Giuseppina Bakhita e alla memoria di Giacomo Bravo e Antonio Doppio, due sacerdoti vicentini, tragicamente mancati in un incidente d’auto. Il progetto prevede anche la riqualificazione degli ambulatori, l’equipaggiamento del centro di formazione, la fornitura di farmaci e altro materiale sanitario. A Yirol proseguono poi le attività di supporto alla gestione clinica ed economica dell’ospedale. Lì possiamo contare sulla presenza di uno specialista in chirurgia e di un altro in malattie infettive.

ETIOPIA WOLISSO HA UN NUOVO CENTRO DI SALUTE Sono stati inaugurati lo scorso maggio a Birbissa Kentero (distretto di Wolisso) un centro di Salute e un pozzo di acqua potabile. Il centro di Salute permetterà a donne e bambini di curarsi e prevenire le malattie senza dover percorrere centinaia di chilometri a piedi. Ma accanto alla prevenzione, nel combattere le malattie sono fondamentali l’igiene e la disponibilità di acqua potabile. Per questo all’interno del distretto è stato anche costruito un pozzo, molto atteso dalla popolazione. In Etiopia Medici con l’Africa Cuamm sostiene una strategia di espansione dei servizi sanitari. Finora, grazie anche al contributo della onlus Uno per Cento sono stati aperti tre centri di Salute che coprono il fabbisogno di circa 15.000 persone. Per servire tutto il distretto di Wolisso, con una popolazione di 311.000 abitanti, ne servirebbero altri 100. Un team di Sanità Pubblica è operativo da più di un anno e assicura regolari attività di medicina preventiva e curativa in 4 comuni. Offre inoltre supervisione e supporto tecnico agli operatori sanitari di villaggio già impiegati nel progetto.

TANZANIA PROGETTO SULLA SALUTE MATERNO-INFANTILE Il Distretto di Iringa si trova a circa 10 ore di macchina da Dar es Salaam, la capitale della Tanzania. Ha una popolazione di 260.000 persone, come una delle nostre cittadine. Molto diversi sono invece i servizi sanitari a disposizione degli abitanti. In Tanzania, 8.000 donne circa muoiono per complicazioni durante il parto o la gravidanza. È in questo contesto che si inserisce il lavoro di Medici con l’Africa Cuamm. Lo scorso 23 luglio, ad Iringa si è svolta la cerimonia inaugurale del progetto che mira a migliorare la salute materno-infantile dell’area coinvolta. Il progetto ha come obiettivo il sostegno ai servizi sanitari, in particolare quelli materno-infantili e di contrasto alle epidemie (Aids, malaria e tubercolosi). L’intervento durerà tre anni ed è finanziato dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo e dalla Cei. All’inaugurazione hanno partecipato anche le autorità sanitarie locali, che hanno ringraziato Medici con l’Africa Cuamm per l’impegno assunto, confermando che si attendono grandi risultati di miglioramento nella salute da questo nuovo progetto.

UGANDA LA NAZIONALE CANTANTI E NICCOLÒ FABI IN VISITA Il 20 luglio è partita una missione congiunta di Nazionale Cantanti e Medici con l’Africa Cuamm che ha portato il cantante Niccolò Fabi in visita ai progetti dell’ong in Karamoja, una delle aree più povere dell’Uganda. La missione ha dato l’avvio a un percorso di collaborazione con Niccolò Fabi e la Nazionale che ha l’obiettivo di far conoscere l’Africa, le sue ricchezze e i suoi bisogni all’opinione pubblica italiana e internazionale, favorendo il coinvolgimento attivo della società civile nella difesa del diritto alla salute. Quello in collaborazione con Medici con l’Africa Cuamm si aggiunge infatti ai numerosi progetti già sostenuti (nel corso dei suoi 27 anni d’attività) dalla Nazionale Cantanti nel continente africano. Con l’associazione, da sempre sensibile alla situazione dell’Africa e dei Paesi in via di sviluppo, abbiamo condiviso finalità e progetti per il futuro. | NUMERO 3 | AGOSTO 2009 | ÈAFRICA | 11


FOCUS

MANDELA, LEADER AMATO E MARCHIO DI SUCCESSO DI PIETRO VERONESE GIORNALISTA DI REPUBBLICA

rie: la sua fondazione, il Mandela Children Fund, e simili. Fu per questo che volentieri si prestò ad iniziative di fund raising. oggi Nelson Mandela è un brand, un marchio che vende a pieno ritmo in tutto il mondo. A dicembre uscirà il secondo o terzo film che lo mette in scena, questa volta impersonato da Morgan Freeman, per la regia di Clint Eastwood. la sua faccia campeggia sulla copertina di svariati libri più o meno biografici, ma anche su tazze, francobolli, monete, saliere, t-shirt e altra oggettistica da souvenir inclusi i magneti per lo sportello del frigorifero e bambole tipo matrioska. un po’ come Che Guevara, un po’ come lady diana.

garantendosi l’immortalità. Voldemort, il cattivo dei cattivi, lo ha fatto sette volte. A Mandela, che cattivo non è, lo hanno fatto centinaia di migliaia di volte. la sua anima, la sua idealità, quello in cui ha creduto, quello per cui ha lottato, è stato sbriciolato, sparso, polverizzato in milioni di tazzine e magneti in vendita sulla bancarelle, che ne riproducono i lineamenti e che gli sopravviveranno nelle cucine e nei tinelli dei benpensanti politicamente corretti, ma ne annientano il messaggio di resistenza, di lotta e di liberazione. Auguriamo al novantunenne Madiba lunga vita, ma dentro di noi temiamo che egli sia già morto.

ENRICO BOSSAN / èAFRICA

A

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Pretoria, Sudafrica.

Grandi icone contemporanee, solo che in questi due casi si tratta di culti post mortem, mentre Madiba è ancora in vita. ogni adolescente sa, per averlo letto nei romanzi di harry Potter, che cos’è un horcrux. Se ne parla anche nel quinto film della serie, uscito quest’estate: è una magia oscura, grazie alla quale si può incorporare un pezzo della propria anima in un oggetto,

Oggi Nelson Mandela è un brand, un marchio che vende a pieno ritmo in tutto il mondo. Ma ne annienta il messaggio di resistenza, di lotta e di liberazione.

REUTERS / MIKE HUTCHINGS

i NoStRi tEMPi ANChE i VAloRi più supremi e preziosi diventano merce. o meglio, il mercato cerca (solitamente con successo) di farne una merce. l’eroismo diventa un buon film; il sacrario di una battaglia per i diritti umani una meta turistica; e di un grande uomo, un grande campione della libertà, si fa un promoter straordinario per ogni sorta di mercimonio. Questa è la sorte di Nelson Mandela, il cui novantunesimo compleanno è stato celebrato in luglio a New York: l’anno scorso a londra, quest’anno in America, comunque sempre su una piazza a visibilità globale, mentre l’anziano Madiba non si muove più da casa sua. un compleanno che è stato ricordato dalle cronache soltanto per il fatto che Carla Bruni ha deciso di rompere la sua promessa di première dame tornando a cantare in pubblico. Suprema abilità degli addetti stampa, capaci di “rubare” a fini propri eventi altrui. la trasformazione di Nelson Mandela in una merce da spettacolo, di quest’uomo in carne ed ossa (che carne, che ossa!) in “evento”, cioè in qualcosa di immateriale e di vendibile, è un fenomeno al quale egli stesso ha attivamente collaborato. tornato libero nel febbraio del 1990, sapendo di godere ancora di una salute eccezionale considerata la sua biografia, l’allora quasi settantaduenne Madiba, a un’età alla quale la maggior parte degli umani ha già vissuto ed è in pensione, programmò accuratamente la vita che gli restava. Si candidò alla presidenza dello Stato e come previsto vinse; svolse il suo mandato sempre affermando che non si sarebbe ricandidato, e così fece. A ottant’anni lasciò ogni carica e si ritirò a vita privata, circondato da una fama e da un affetto che abbracciavano l’intero pianeta. Mantenne solo le sue attività umanita-


FOCUS

SCHEDA PER CAPIRE Nel 2010 il Sudafrica ospiterà la Coppa del mondo di calcio. In quell’occasione il paese sarà sotto i riflettori del mondo intero e con esso il suo padre della patria, Nelson Mandela, la cui figura travalica i confini nazionali e occupa a pieno diritto un posto tra i grandi della storia. Al nome dell’anziano Madiba – questo l’appellativo tribale con il quale è affettuosamente chiamato – sono dedicati nel suo paese una baia, un ponte, una casa, una piazza, un teatro e uno stadio (in quest’ultimo, a Port Elizabeth, si giocheranno alcuni incontri dei Mondiali). Vie, piazze, viali Mandela figurano nella toponomastica di una trentina di paesi. Ultima in ordine di tempo a dedicargli una strada è stata Nablus, in Palestina. Meno diffuse, ma pure presenti, sono le statue (a Londra ce n’è una in Parliament Square). Onnipresente è l’oggettistica che lo raffigura e costante la guerriglia legale condotta dalla Nelson Mandela Foundation contro la marea di contraffazioni e usi non consentiti della sua immagine. L’anno scorso è stata respinta la richiesta di usare il suo nome per una campagna pubblicitaria per il Viagra, così come quella di dedicargli una varietà di rosa. La lotta continua.

Un uomo con il tatuaggio di Nelson Mandela all’altezza del cuore partecipa ai festeggiamenti per il 91° compleanno dello storico presidente a Cape Town. | NUMERO 3 | AGOSTO 2009 | ÈAFRICA | 13


SEGNA IN AGENDA

MOSTRE ALLA BIENNALE DI VENEZIA IRROMPE L’AFRICA

A

SFONDARE, NEL

2007, è stato Malik Sidibé, considerato uno dei più importanti riferimenti della fotografia contemporanea. La Biennale dell’Arte di Venezia si era aperta con la scoperta dell’Africa, riservando per la prima volta un padiglione agli artisti che operano in questo continente, e aveva chiuso i battenti consegnando al 74enne artista maliano il Leone d’oro alla carriera. Quest’anno, alle Corderie dell’Arsenale a Venezia, l’Africa irrompe in scena con la gigantesca istallazione di Pascal Marthin Tayou, artista camerunese che nel 2005 ha collaborato con la campagna “Con l’Africa” di Medici con l’Africa Cuamm. Tayou catapulta lo spettatore all’interno di un villaggio africano, dove palafitte di legno e cartone convivono con proiezioni video. Il colore avvolge e il rumore di sottofondo, di gente che lavora, discute, sorride o piange, attrae e al contempo disturba. Accanto alla festa di colori e vita, i grandi sacchi di polverina bianca su cui si legge la scritta “cocaina colour” sono il richiamo allarmante a una nuova malattia sbarcata nel continente, il traffico internazionale delle droghe, che utilizza come snodo l’Africa dell’Ovest. Nell’arsenale si incontrano opere di artisti africani già noti al pubblico internazionale. Ci sono le tele e le sculture del tanzaniano George Lilanga, scomparso nel 2005 e creatore dei coloratissimi “shetali”, ironici spiritelli che si infiltrano nelle maglie della vita quotidiana. C’è l’artista ghanese El Anatsui che ha sedotto Venezia durante la precedente edizione con le sue incredibili e raffinate tessiture metalliche realizzate con i tappi di bottiglia. Ma c’è anche la città immaginaria e coloratissima del giovane artista sudafricano Moshekwa Langa, dove i rocchetti di filo si trasformano in grattacieli. Nello spazio espositivo della Biennale, il vento di creatività che viene dall’Africa e che ispira da sempre arte e moda nel resto del mondo è ormai sotto gli occhi di tutti. QUANDO & DOVE Fino al 22 novembre a Venezia ON-LINE www.labiennale.org

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LIBRI QUANDO L’AFRICA È “CLANDESTINA”

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L DIARIO DI UN’ADOLESCENTE

può essere lo specchio del mondo. È il caso delle pagine scritte dalla quindicenne Loriane K., fuggita dall’Angola nel 2000 insieme ai suoi genitori, alla sorella maggiore Linda e al fratellino Joao. Esiliati politici, una storia come tante. La famiglia vive in Francia per sette anni nel limbo della clandestinità prima di ottenere la regolarizzazione. E Loriane, studentessa brillante che ora frequenta il liceo, scrive. Confida al suo diario la paura di essere denunciata, espulsa, separata dai suoi familiari, la mancanza di soldi, le infinite trafile burocratiche, le speranze e le delusioni, l’imbarazzo e la “diversità” della sua condizione di clandestina. Ma anche la vita di tutti i giorni di una ragazza della sua età: la scuola, le amiche, gli amori, i litigi con la sorella. E gli esempi di solidarietà, più numerosi di quanto si pensi. Non è un romanzo, l’editore lo classifica come un documento. Ma, come tale, si lascia leggere e aiuta a guardare all’immigrazione da un’altra angolazione. Un libro per tutti, di questi tempi. Ma specialmente per i coetanei italiani di Loriane.

TITOLO Clandestina AUTORE Loriane K. INFO Epoché 2009, pp. 288, 16,50 euro

SITI PIÙ AFRICA IN ITALIA, A PARTIRE DALLA RETE AFRO, acronimo di Africa e Roma, e ha preso il via da poco con l’obiettivo di rilanciare nel mondo dell’informazione europea e italiana le voci di media e dei giornalisti africani. Si tratta di un’iniziativa editoriale con due rami: un portale in inglese sull’Africa, “Afronline”, realizzato dal settimanale “Vita non profit” in collaborazione con nove partner africani, e un notiziario sull’Africa, “AgiAfro”, trasmesso ogni giorno dall’agenzia di stampa Agi. Afronline è un portale che ha l’obiettivo di «rilanciare in Europa la voce dell’Africa» grazie ai suoi partner: media o network di media creati sia da società imprenditoriali che da fondazioni non profit con sede nel continente africano. Il notiziario dell’Agi punta invece ad aumentare la quantità e qualità di notizie sull’Africa in Italia, a partire dalle agenzie, che rappresentano la fonte primaria dell’informazione. Un aspetto chiave del progetto editoriale è la formazione. Nei prossimi due anni redazioni di giornali in Italia ospiteranno per degli stage formativi giovani giornalisti africani.

L PROGETTO SI CHIAMA

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ON-LINE www.afronline.org www.agiafro.it


DI EMANUELA CITTERIO GIORNALISTA

ARTE L’ARTISTA NIGERIANO DAI TESSUTI PARLANTI SBARCA A BROOKLYN

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TELEVISIONE IN ARRIVO I CARTOONS MADE IN AFRICA

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L’ARTISTA CHE USA I TESSUTI PARLANTI.

Yinka Shonibare, di origine nigeriana ma nato a Londra, è diventato famoso per i suoi manichini rivestiti di stoffe africane attraverso i quali riesce a raccontare l’incontro e scontro fra le culture, il colonialismo e postcolonialismo, la disabilità che sfida la “normalità”. Sulle scene dell’arte contemporanea già da diversi anni, Shonibare quest’anno ha incassato un altro successo: il Brooklyn Museum di New York gli ha dedicato una retrospettiva e a novembre le sue opere trasmigreranno al Museum of African Art della Smithsonian Istitution di Washington. «A causa di una malattia che l’ha lasciato parzialmente paralizzato, la testa di Shonibare è leggermente piegata verso sinistra come se la sua enorme capigliatura a trecce la facesse pendere da una parte» ha scritto il New York Times, «o come se cercasse in questo modo di guardare la realtà con uno sguardo diverso». La sua arte è stata definita «visionaria» e la sua capacità espressiva «straordinaria» dal direttore del Brooklyn Museum. Shonibare – che a 18 anni è rimasto completamente paralizzato a causa di un’infiammazione della colonna vertebrale e poi ha gradualmente re-imparato a camminare – ha detto: «Tutte le cose che si supponeva dovessero essere dei limiti per me sono diventate una mia risorsa imprescindibile. Sto parlando della razza e della disabilità. Sono considerate in modo negativo dalla nostra società. Ma sono precisamente le cose che mi hanno liberato». DOVE & QUANDO New York, Brooklyn Museum e Museum of African Art of the Smithsonian Istitution Dal 26 giugno a fine novembre ON-LINE http://www.brooklynmuseum.org http://africanart.si.edu

APPUNTAMENTI A TAORMINA UN FORUM PER FARE AFFARI CON L’AFRICA

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ER IL TERZO ANNO CONSECUTIVO Taormina si propone come ponte fra l’Europa e l’Africa. Chiamati all’appello dalla Fondazione Banco di Sicilia, uomini di governo, imprenditori, scienziati, economisti e osservatori internazionali provenienti da ogni parte del mondo, si riuniranno nella città siciliana l’1 e il 2 ottobre per l’edizione 2009 del forum “Lo sviluppo dell’Africa: un’opportunità per l’Europa, per l’Italia e per la Sicilia” realizzato con il supporto di The European House Ambrosetti. L’ambizione del forum è di diventare negli anni una Cernobbio del Sud, un meeting di riferimento per le imprese italiane che vogliono investire nel continente africano. «Lo scopo è quello di dar vita a un momento di incontro periodico dove la leadership africana ed europea possano incontrarsi per parlare concretamente dello sviluppo delle relazioni strategiche fra i due continenti e individuare nuove possibili occasioni di business in grado di coinvolgere player internazionali» spiega Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Banco di Sicilia. «All’Italia, e ancor più alla Sicilia, il compito di porsi come trait d’union, come mediatore fondamentale per future avventure imprenditoriali». La Fondazione Banco di Sicilia ha stanziato 6,5 milioni di euro con i quali sta finanziando anche lo start-up di tre progetti di sviluppo in Africa: l’agenzia Senghor per i talenti africani, con l’obiettivo di offrire formazione universitaria e specialistica a studenti africani, un progetto di telemedicina in collaborazione con la comunità di Sant’Egidio per rafforzare il progetto Dream di lotta all’Aids e la creazione di un parco agroalimentare in Zambia e Uganda.

DOVE & QUANDO Taormina, Sicilia 1 e 2 ottobre

O STUDIO PICTOON, NATO A DAKAR 11 anni fa, ha lanciato la sua sfida: «Creare un’industria del cartone animato in Africa», capace di fare concorrenza all’Europa. Ad oggi Pictoon ha formato un centinaio di giovani disegnatori e animatori e rappresenta una delle più importanti strutture di produzione di cartoni animati dell’Africa Occidentale. È uno studio di tipo industriale, che risponde agli standard internazionali decisi dalle grandi emittenti televisive, anche per quello che riguarda «la qualità dell’immagine, il ritmo dell’animazione e la fattura del prodotto». Sono un centinaio i tecnici che collaborano in forma occasionale con la struttura, mentre i giovani che lavorano a tempo pieno nel disegno o nell’animazione sono una decina. Lo studio produce anche video pubblicitari e istituzionali. Il lavoro più noto di Pictoon è “Kabongo le griot” (2000), co-prodotto con Canal France international (CFI). Si tratta di una serie in 13 episodi che racconta le avventure del cantastorie Kabongo e del suo compagno, la scimmia Golo, in giro per il mondo alla ricerca di un allievo a cui insegnare l’arte della narrazione. L’orgoglio di Pictoon è però “Diabou Ndaw”, una serie di animazione che lo studio ha ideato per Makéna Diop, regista senegalese che vive in Francia. Racconta la storia di un’eroina africana, Diabou Ndaw, e il primo episodio della serie è stato presentato quest’anno al Festival di Cannes. «L’Africa è ricca di storie da raccontare, ma manca dei mezzi finanziari per sviluppare l’industria di animazione» sintetizza il fondatore Pierre Sauvalle. Il paradosso è che il film “Kirikù e la Strega Karabà”, realizzato dal francese Michel Ocelot e prodotto in Europa, è stato uno dei più grandi successi di cinema di animazione sull’Africa. Un successo che alimenta il desiderio dei disegnatori di Pictoon di sbarcare con i loro prodotti sul mercato europeo.

VIDEO Per vedere il cartoon “Diabou Ndaw”: www.dailymotion.com

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CANTIERE CUAMM

MIO FRATELLO È AFRICANO LE OPERE VINCITRICI N GRuPPo di BAMBiNi oRFANi posano per una foto e abbracciano una giovane ragazza bianca. È l’immagine che il popolo del web ha scelto come vincitrice della performance creativa Mio fratello è Africano. la campagna aveva l’obiettivo di sensibilizzare e mobilitare i giovani su temi come la fratellanza e la condivisione con le popolazioni africane. Giada Schiavon, autrice dell’immagine vincitrice, spiega: «la foto è stata scattata mentre mi trovavo nell’orfanotrofio Madre ippolita, in Kenya, dove l’anno scorso ho fatto un mese di volontariato. il calore e l’affetto dei bambini, ma anche la sofferenza e la povertà, mi hanno lasciato il desiderio di tornare in Africa. Per questo ho partecipato all’iniziativa ed ho chiesto a tutti i miei amici e conoscenti di votarmi». Giada ha visitato, dal 17 al 31 luglio, i progetti di Medici con l’Africa Cuamm in tanzania.

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Ma non è stata l’unica vincitrice nel contest di Mio fratello è Africano. la giuria di qualità, formata da Enrico Bossan, direttore artistico di Colors e Renzo di Renzo, presidente della Fondazione “Claudio Buziol”, ha selezionato altre dieci opere tra le più efficaci dal punti di vista stilistico e comunicativo. una grande soddisfazione per i tanti partecipanti, professionisti e amatori della

grafica pubblicitaria e della comunicazione, in gran parte provenienti dalla community di Zooppa. Grandi emozioni quindi, con un occhio ben fisso però sul significato profondo della campagna. «Pronunciare oggi Mio fratello è Africano ha un valore grandissimo», spiega don luigi Mazzucato, direttore delle Relazioni esterne di Medici con l’Africa Cuamm, «soprattutto se viene pronunciato dai giovani. A causa delle ondate migratorie e degli interessi di persone senza scrupoli, il Mediterraneo sta diventando un grande cimitero. dobbiamo reagire e gridare il nostro sdegno contro questa disumanità. Non possiamo stare a guardare morire nel silenzio tanti nostri fratelli africani». il cammino di Medici con l’Africa Cuamm, d’altra parte, non si ferma. il prossimo appuntamento è per l’autunno con una nuova edizione di Padova con l’Africa.

L’iniziativa è in collaborazione con: Circolo The last Tycoon, Collegi universitari cattolici di Padova e Rete senza frontiere; ha come media partner, Radio Bue. La consulenza teatrale è ad opera de Linutile. È realizzata con il contributo di: Esu di Padova, Banca Etica, Cassa di Risparmio del Veneto.

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RETE CUAMM

UNA RETE ITALIANA PER L’AFRICA quanto l’italia che diventi il cuore pulsante per l’Africa. È l’obiettivo che si è posta Medici con l’Africa Cuamm con la creazione del nuovo settore operativo Relazioni con il territorio e Fundraising. Attivare persone, istituzioni, associazioni, parrocchie e imprese per il diritto alla salute della popolazioni africane. l’obiettivo è ambizioso, lo sappiamo. Nel 2007 Medici con l’Africa Cuamm ha riformulato e rivisto il proprio impegno: definendo il piano strategico 2008-2015. un insieme di idee, principi, obiettivi e valori che vogliamo diffondere in italia, oltre che in Africa: newsletter, sito internet, eventi, mostre. Sono tanti gli strumenti che già esistono e che vogliamo migliorare per comunicare la nostra missione. Accanto a questo sforzo costante dell’organismo nell’aumentare la visibilità e nel sensibilizzare le persone, abbiamo ritenuto di non cercare una competizione diretta, di mercato, con altre associazioni dagli investimenti di budget e con notorietà ben diversi. Preferiamo, restando fedeli alla nostra mission, intraprendere strade diverse, che valorizzino il capitale umano che Medici con l’Africa Cuamm è riuscita ad attivare in tutti questi anni, per mettere in comunicazione persone, gruppi e associazioni che condividono la battaglia contro le disuguaglianze nell’accesso alle cure e per il diritto alla salute delle popolazioni africane. i nodi di questa rete esistono già, centinaia i volontari partiti per l’Africa, migliaia i sostenitori in ogni parte d’italia. il nostro compito è metterli in contatto e fornire strumenti e supporto per diventare voce e faccia dell’Africa nel nostro paese. in ogni provincia d’italia vorremo avere un referente. in alcune vi sono già dei gruppi costituiti; le altre sono in attesa di qualcuno che ci creda e ci aiuti. Se pensi di essere tu, contattaci.

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REARE uNA REtE GRANdE

Jacopo Soranzo per info: j.soranzo@cuamm.org

Sapori, suoni e voci dell’Africa, serata in favore di Medici con l’Africa Cuamm. Pergine Valsugana, martedì 19 maggio.

ARCHIVIO CUAMM

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MEDICI CON L’AFRICA CUAMM NEL TERRITORIO

ASIAGO ALTOPIANO SOLIDALE Sono tante le attività che in questa estate hanno visto protagonista Medici con l’Africa Cuamm sull’Altopiano di Asiago. Il 12 luglio, grazie alla disponibilità e l’aiuto di don Roberto Bonomo e dei soci del gruppo missionario di Asiago, il direttore don Dante Carraro ha presentato l’impegno e il lavoro di Medici con l’Africa Cuamm nelle Messe celebrate nel Duomo di San Matteo ad Asiago. Cuamm con Sara per l’Africa ha portato la testimonianza di alcuni soci nel corso delle celebrazioni eucaristiche di Enego e frazioni, il 18 e 19 luglio. Il 9 agosto l’associazione ha organizzato, insieme ad altre del territorio, la Giornata del Volontariato di Foza: il ricavato è stato devoluto ai progetti di Medici con l’Africa Cuamm sostenuti dal gruppo Cuamm con Sara per l’Africa. Tra gli altri, l’intervento di ristrutturazione del dipartimento ortopedico dell’ospedale di Wolisso in Etiopia, unica realtà che offre prestazioni specialistiche di buon livello alla popolazione locale.

SIENA UNA COLLABORAZIONE CHE DÀ FRUTTI Si è chiuso l’anno accademico all’Uganda Martyrs University di Nkozi. 70 gli studenti che hanno completato il master e il diploma in Gestione dei Servizi Sanitari, percorsi formativi sostenuti da Medici con l’Africa Cuamm. Per assicurare continuità a questo impegno è stata presentata alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e alla Regione Toscana una richiesta di finanziamenti. Nella sfida progettuale lanciata da Medici con l’Africa Cuamm la formazione è un mezzo e non un fine e rientra in una strategia di lungo periodo che ha l’obiettivo di migliorare le performance dei servizi sanitari ugandesi e la diffusione di metodologie di lavoro attente alla qualità, all’efficacia e all’efficienza delle cure. Un bilancio dei risultati raggiunti da questa collaborazione sarà tracciato nel corso di una giornata di riflessione (“La formazione per lo sviluppo. Primi risultati di una collaborazione”) organizzata da Medici con l’Africa Cuamm per il 16 ottobre a Siena. Maggiori dettagli saranno disponibili sul nostro sito internet www.mediciconlafrica.org

NORD/OVEST PROSEGUE L’IMPEGNO DEI GRUPPI SUL TERRITORIO Il gruppo Piemonte ha organizzato iniziative sul fronte della formazione e della sensibilizzazione, come la serata musicale Sonoria a Biella. Per l’autunno è in programma un corso sul ruolo degli infermieri e una lezione sulla salute globale all’Università di Torino (27 settembre). Il gruppo di Lecco ha partecipato a Manifesta 2009, la fiera delle organizzazioni non profit della provincia. Durante l’assemblea di fine anno calcistico l’Inter Club Kayunga (legato al Gruppo di Como) ha lanciato le iniziative per la prossima stagione. Da segnalare in settembre l’arrivo in Italia di una delegazione di ragazzi ugandesi per partecipare a un meeting degli Inter Club sparsi per il mondo.

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VISTO DA QUI

OBAMA AD ACCRA LE SFIDE PER L’AFRICA (E L’ITALIA?) DI FABRIZIO TONELLO UNIVERSITÀ DI PADOVA

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A StAMPA itAliANA, iNGuARiBilMENtE PRoViNCiAlE, hA SEGuito PASSo PASSo

la visita di Barack obama all’Aquila, cercando di individuare ogni minimo segno di approvazione o disapprovazione nei confronti di Berlusconi. obama, però, ha usato il suo discorso per ribadire che «le sfide del nostro tempo minacciano la pace e la prosperità di ogni nazione», che «la minaccia del cambiamento climatico non può essere fermata dalle frontiere» e che «le azioni irresponsabili da parte di pochi hanno alimentato una recessione che colpisce l’intero pianeta, mentre

l’aumento dei prezzi del cibo significa che 100 milioni di nostri concittadini cadranno in una povertà disperante». Ancora una volta, obama ha mostrato di essere l’unico leader mondiale all’altezza della situazione, non solo in confronto a quella caricatura da basso impero che è diventato il governo italiano, ma anche rispetto a seri uomini politici come Angela Merkel o Gordon Brown, che hanno fin qui fatto semplici scongiuri per allontanare la crisi. Barack obama è andato recentemente anche ad Accra, in In Ghana, Obama ha sottolineato che Ghana, dove ha sottolineato come molte cose siano cambiate in Africa, negli ultimi anni, ma come il continente sia ancora af«La verità essenziale della democrazia è che flitto da piaghe che solo gli africani possono risolvere: «Nessun ogni nazione determina il proprio destino». paese», ha detto, «può creare ricchezza se i suoi leader sfruttaMa ogni popolo deve prendere in mano le no l’economia per arricchirsi personalmente, se la polizia viene proprie sorti e creare istituzioni «efficienti, corrotta dai trafficanti di droga. Nessun imprenditore vuole inaffidabili e trasparenti» che sono la chiave vestire in posti dove il governo si prende il 20% dei profitti, o i per ogni successo. capi delle dogane portuali sono corrotti. Nessuno vuol vivere in una società dove la legge deve cedere il passo alla brutalità e alla corruzione. Questa non è democrazia ma tirannia, anche se occasionalmente si fanno elezioni. Questo stile di governo deve finire». Al contrario di George W. Bush, che pretendeva di esportare la democrazia con le bombe, obama ha sottolineato che «la verità essenziale della democrazia è che ogni nazione determina il proprio destino». Ma ogni popolo deve prendere in mano le proprie sorti e creare istituzioni «efficienti, affidabili e trasparenti» che sono la chiave per ogni successo. Nell’ordine: «parlamenti forti, forze di polizia oneste, giudici indipendenti, una stampa indipendente, un settore privato dinamico». il mondo spera che l’Africa si dimostri all’altezza della sfida e che i suoi cittadini si organizzino per costruire democrazie basate su questi cinque punti. Noi, però, potremmo approfittare dell’occasione per chiederci se l’italia passerebbe il test dei cinque criteri di obama. Purtroppo, la risposta è che soltanto il secondo punto (forze di polizia oneste) è una caratteristica del nostro paese, mentre certamente non abbiamo un parlamento “forte” (visto che la maggioranza lo ha riempito di indagati e di soubrette), che i nostri giudici sono indipendenti ma proprio per questo attaccati ogni giorno dal capo del governo e, infine, abbiamo una “mezza” stampa indipendente perché cinque canali televisivi su sei, una buona parte della stampa quotidiana, il più diffuso settimanale e la più grande casa editrice sono di proprietà del Presidente del Consiglio. Ci resta ancora un “settore privato dinamico” benché l’economia sembri sempre più strettamente controllata dal ministro del tesoro. Forse non è solo lampedusa che è vicina all’Africa, ma anche e soprattutto Roma. 18 | ÈAFRICA | NUMERO 3 | AGOSTO 2009 |


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ETIOPIA * VOLONTARI IN SERVIZIO: 6 Wolisso: l’ospedale di Wolisso garantisce la salute pubblica nel territorio. CON 50 € PUOI OFFRIRE UN VACCINO A 50 BAMBINI

* VOLONTARI IN SERVIZIO: 7 Yirol: dopo la riapertura dell’ospedale, comincia la fase di mantenimento dei servizi sanitari offerti. CON 100 € FORNISCI MATERIALE SANITARIO, PER UNA SETTIMANA, A UN OSPEDALE

UGANDA * VOLONTARI IN SERVIZIO: 23 West-Nile: assistenza tecnica ai servizi sanitari diocesani; trattamento dei malati di Tb; cura delle persone con disabilità; costruzione di una clinica per l’Hiv/Aids a Nebbi: sono questi alcuni degli ambiti d’intervento. Karamoja: oltre all’assistenza tecnica alla direzione sanitaria e ai servizi diocesani, si stanno riabilitando alcuni centri di salute. Regione Centrale: nell’ospedale di Naggalama garantiamo un sostegno amministrativo e gestionale; l’appoggio alla clinica dell’Hiv/Aids; la riabilitazione di alcuni reparti. Oyam: lotta della mortalità neo-natale e materna e miglioramento dell’accesso ai servizi di salute riproduttiva degli adolescenti. Nkozi: continua l’appoggio all’Uganda Martyrs University. CON 68 € ASSICURI UN PARTO CESAREO A DUE MAMME

ANGOLA * VOLONTARI IN SERVIZIO: 13 Luanda: lotta alla tubercolosi. Uige: le attività vanno dalla formazione del personale, alla riabilitazione degli ospedali di Damba e Maquela. Chiulo: la presenza nell’ospedale offre assistenza continuativa ai malati. Si sta potenziando l’intervento nel territorio con le vaccinazioni e il controllo dell’Hiv/Aids. CON 75 € GARANTISCI UN TRATTAMENTO COMPLETO CONTRO LA TB

KENYA

MOZAMBICO * VOLONTARI IN SERVIZIO: 17 Beira: formazione in Università e presenza in ospedale. Moma: il progetto prevede la riabilitazione dell’ospedale e di alcuni centri di salute; il miglioramento delle cure offerte; la prevenzione nel territorio. Alua: ogni anno ad Alua vengono formate 25 ostetriche di livello base. CON 1.500 € GARANTISCI UNA BORSA DI STUDIO, PER UN ANNO, A UNO STUDENTE DI MEDICINA

* dato aggiornato al 03.08.09

TANZANIA

* VOLONTARI IN SERVIZIO: 1 Nyahururu: cura delle persone disabili e laboratorio di analisi per l’Hiv. CON 15 € COPRI LE SPESE PER 15 TEST PER L’HIV

* VOLONTARI IN SERVIZIO: 13 Regioni di Iringa e Morogoro: attività clinica e gestione ospedaliera diagnosi e cura della Tb e dell’Aids. CON 150 € PUOI ASSICURARE LA TERAPIA CONTRO L’AIDS, PER UN ANNO, A UN MALATO | NUMERO 3 | AGOSTO 2009 | ÈAFRICA | 19


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