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Anno 49, numero 178

Qui Ticino...

...a voi missionari

giugno 2017 Periodico trimestrale ticinese del Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio attivo dal 1960 www.medaglia-mendrisio.org

Bambino profugo accolto nella missione di padre Eugenio Caligari e fratel Agostino Cerri nel Sud Sudan


Notizie ed avvisi Una trentina di associati e amici della nostra Associazione sono stati accolti con grande cordialità, per un pomeriggio di preghiera e di ritiro spirituale, dalla Comunità Palavra Viva, che con grande entusiasmo animano le celebrazioni presso l’ex-Convento dei Cappuccini a Lugano. Dopo la presentazione di questa comunità, abbiamo insieme pregato, davanti a Gesù Eucaristia, la Coroncina della Divina Misericordia, con meditazioni di suor Faustina Kowalska alternate a momenti di silenzio. C’è stato poi un momento di incontro conviviale con questa giovane comunità, da tredici anni presente nella Diocesi di Lugano e formata in prevalenza da giovani provenienti dal Brasile, il cui scopo è l’evangelizzazione.

Vita dell’Associazione...

Cercare il volto di Dio in ogni cosa, in ogni persona, tutto il tempo. Questo è ciò che significa essere contemplativi nel cuore del mondo.

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Il nostro incontro è continuato con la recita del Santo Rosario e terminato con una gioiosa celebrazione dell’Eucaristia. È stato questo un momento di forte ricarica. Ognuno è ritornato alla propria casa, alle sue occupazioni, ai suoi impegni, con rinnovato slancio e con la certezza che Gesù e Maria ci accompagnano sempre ogni giorno della nostra vita. Carla Bernaschina Al fine di limitare le spese postali, la nostra Associazione ringrazia per iscritto i benefattori a partire dal versamento di un’offerta di 100 franchi. Chi non desidera ricevere il ringraziamento è gentilmente pregato di volerlo indicare sulla polizza di versamento con la sigla: N.R. Da parte nostra non è possibile inviare ringraziamenti relativi a indirizzi incompleti o illeggibili. Mediante questo mezzo di comunicazione desideriamo pertanto che a TUTTI giunga il nostro sentito GRAZIE per il costante sostegno spirituale e materiale.

Impressum Editore: Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa”, Mendrisio Direzione, redazione e amministrazione: via Carlo Croci 6, 6850 Mendrisio tel: +41 91 646 28 20 fax: +41 91 646 28 15 email: quiticino@medaglia-mendrisio.org internet: www.medaglia-mendrisio.org Orari apertura segretariato: Lunedì - Venerdì: 09:00-11:30 / 14:00-17:00 Direttore Responsabile: don Claudio Premoli Redazione: Carla Bernaschina, Stefania Bazzurri, Florindo Brazzola, don Claudio Premoli, Letizia Bernaschina, Michele Faul Impaginazione e Grafica: Michele Faul Tipografia: La Buona Stampa SA, via Fola 11, 6963 Pregassona Abbonamento: Di qualunque offerta, indipendentemente dal modo di versamento, 4 franchi danno diritto all’abbonamento.


Sono passati cento anni da quando tre bimbi che avevano portato le pecore al pascolo raccontarono di aver visto “una signora bellissima” apparire su un leccio. Era il 13 maggio 1917, nel loro racconto, alla prima apparizione ne seguirono altre cinque, una al mese, fino al 13 ottobre e al fenomeno della «danza del sole» davanti a 70 mila persone. La Chiesa riconobbe il carattere soprannaturale delle apparizioni già nel 1930. Oggi i fratelli Francisco e Jacinta Marto sono i primi bambini in duemila anni ad essere proclamati santi dalla Chiesa senza aver subito il martirio. Furono uccisi dalla pandemia di influenza spagnola: Francisco morì nel 1919, di lì a due mesi avrebbe compiuto undici anni; Jacinta lo seguì nel 1920, non aveva neanche dieci anni. La terza pastorella, Lucia Dos Santos, loro cugina, si fece suora dorotea ed è vissuta in monastero fino alla morte, nel 2005, a 97 anni: a lei si deve la trascrizione dei tre «segreti», il racconto delle apparizioni e le parole che dissero di avere udito dalla Madonna. Nelle sue semplici memorie Lucia racconta così quello che accadde: «Vedemmo all’improvviso qualcosa come un lampo. “È meglio che ce ne andiamo a casa” dissi ai miei cugini “perché sta lampeggiando, potrebbe venire un temporale”. E cominciammo a scendere il pendio, spingendo le pecore verso la strada. Arrivati all’incirca a metà pendio, quasi vicino a un grande leccio che c’era lì, vedemmo un altro lampo e, fatti alcuni passi più avanti, vedemmo sopra un’elce una signora, era vestita di bianco e diffondeva una luce più chiara del sole... Sorpresi, ci fermammo. Eravamo così vicini che ci trovavamo dentro alla luce che la circondava o che lei diffondeva. Forse a un metro e mezzo, più o meno, di distanza. Allora quella signora ci disse: “Non abbiate paura. Io non voglio farvi del male”. “Di dove siete?”, le domandai. “Sono del cielo”. “E che cosa volete?”. “Sono venuta a chiedervi che veniate qui sei mesi di fila, il giorno 13 a questa stessa ora. Poi vi dirò chi sono e che cosa voglio. Tornerò qui ancora una settima volta”. “E anch’io andrò in cielo?”. “Sì. Ci andrai”. “E Giacinta?”. “Sì. Ci andrà anche lei”. “E Francesco?”. “Pure”. Poi ci disse di recitare il rosario tutti i giorni e che avremmo avuto molto da soffrire ma che la grazia di Dio sarebbe stata il nostro conforto». Un milione di persone è arrivato per la canonizzazione dei due pastorelli già beatificati da papa Wojtyla, il 13 maggio 2000. Di Lucia, invece, è in corso il processo di beatificazione. Il miracolo che ha permesso a Francesco e Giacinta di diventare santi è stato promulgato il 23 marzo scorso. È

accaduto nella diocesi brasiliana di Campo Mourao, in Paranà il 3 marzo 2013 e riguarda un bambino, Lucas Maeda de Oliveira che accidentalmente cadde dalla finestra da un’altezza di circa sei metri e mezzo, riportando un gravissimo trauma cranico. Portato in ospedale in stato di coma, con prognosi infausta, dopo solo alcuni giorni il bambino è stato dimesso completamente guarito e senza alcun danno. I medici della Consulta medica, il 2 febbraio 2017 hanno pertanto espresso parere positivo unanime (6 voti su 6) riguardo all’inspiegabilità scientifica della guarigione. Al momento dell’incidente, prendendo il bambino dal marciapiede, suo padre aveva invocato la Madonna di Fatima e i due piccoli beati e quella notte stessa i familiari, insieme a una comunità di suore di clausura carmelitane avevano pregato con insistenza i pastorelli di Fatima. “Non potevo non venire qui per venerare la Vergine Madre e affidarle i suoi figli e figlie. Sotto il suo manto non si perdono. Dalle sue braccia verrà la speranza e la pace di cui hanno bisogno e che io supplico per tutti i miei fratelli nel battesimo e in umanità, in particolare per i malati e i bisognosi. (…)Ci siamo radunati qui per ringraziare delle innumerevoli benedizioni che il Cielo ha concesso lungo questi cento anni, passati sotto quel manto di Luce con cui la Madonna ha avvolto i tre pastorelli. Perché - dice papa Francesco - “Fatima è soprattutto questo manto di Luce che ci copre, qui come in qualsiasi altro luogo della Terra quando ci rifugiamo sotto la protezione della Vergine. Una Madre a cui possiamo “aggrapparci” perché così “viviamo della speranza che poggia su Gesù”. E “come esempi abbiamo davanti agli occhi san Francesco Marto e santa Giacinta Marto, che la Vergine Maria ha introdotto nel mare immenso della Luce di Dio portandoli ad adorarlo. Da ciò veniva loro la forza per superare le contrarietà e le sofferenze che dopo quelle apparizioni non sono mancate ai due fratellini Marto, così come alla loro cugina Lucia dos Santos. (…) “La presenza divina divenne costante nella loro vita – ha sottolineato Francesco nell’omelia -, come chiaramente si manifesta nell’insistente preghiera per i peccatori e nel desiderio permanente di restare presso “Gesù Nascosto” nel Tabernacolo” (…) “Sotto la protezione di Maria, siamo nel mondo sentinelle del mattino che sanno contemplare il vero volto di Gesù Salvatore, quello che brilla a Pasqua, e riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è missionaria, accogliente, libera, fedele, povera di mezzi e ricca di amore”. don Claudio Premoli, assistente

Lettera dell’Assistente...

Fatima: I bambini Francisco e Jacinta Marto sono santi

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Progetti per le missioni...

Guerra, siccità e carestia piegano il Sud Sudan

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Padre Eugenio Caligari e fratel Agostino Cerri, missionari Comboniani in Sud Sudan, uno a Khartoum e l’altro a El Obeid, lanciano il loro appello a favore della popolazione sudanese che sta soffrendo molto. Da tre anni ormai è in corso una guerra tribale che ha ridotto il paese sull’orlo della disperazione e del disastro. Alla guerra e all’insicurezza si aggiungono la siccità e la carestia, dovute specialmente al fatto che bande armate costringono la gente a lasciare il lavoro agricolo e ammazzano chi va nei campi a coltivare. Carissimi amici, pace e bene! di aprile con un corso, anche per vedere il loro livello Pensiamo che avrete seguito le vicende del Sud scolastico. L’anno scolastico comincerà alla fine di Sudan, dove da tre anni ormai è in corso una maggio. guerra tribale che ha ridotto il paese sull’orlo della Vi ringraziamo tanto e attraverso voi vogliamo disperazione e del disastro. Ora si aggiungono la ringraziare tutti quelli che ci aiutano ad aiutare siccità e la carestia. La conseguenza è, come si può questi fratelli nel bisogno e collaborano per offrire ben capire, la fuga e migrazione verso luoghi e paesi una chance a molte persone e a molti giovani Sudpiù sicuri. Sudanesi a continuare gli studi: pensiamo che sia il miglior modo di aiutarli, non solo per il momento A Khartoum non abbiamo questi problemi, ma ma anche per il futuro. Il nostro grazie è anche il le conseguenze: abbiamo tra noi i profughi, che grazie di tanti giovani e ragazze che usufruiranno del scappano per salvare la pelle. Un Comboniano, vostro aiuto. nostro confratello, che vive vicino alla frontiera con il Sud, ci ha raccontato che là ci sono 100’000 rifugiati A El Obeid invece sono arrivati parecchi profughi in nove grandi campi profughi e continuano ad dal Sud. La maggior parte donne e bambini arrivare. Le organizzazioni non riescono purtroppo a accompagnati da uomini anziani o ragazzi. I giovani, far fronte ai loro bisogni. infatti, hanno paura a viaggiare. Sono arrivati dopo Anche a Khartoum il loro numero è aumentato giorni di cammino nella boscaglia e patteggiando moltissimo, anche se non si può dire quanti sono, il trasporto su camion dei mercanti carichi di poiché la città conta 8’000’000 di abitanti e i nuovi mercanzie e che percorrevano piste fuori mano per arrivati si disperdono un po’ dappertutto. Abbiamo evitare le zone frequentate da milizie governative tantissime domande di aiuti urgenti e di ammissione o ribelli. I mercanti li hanno scaricati al mercato alla scuola. Cerchiamo di aiutare i rifugiati con cibo, della città, indicando loro la strada per arrivare alla vestiti, abitazioni, medicine e denaro per affrontare Chiesa. Alla nostra Chiesa sono arrivati sporchi e almeno le prime necessità. affamati, ma con la gioia di essere arrivati alla meta sani e salvi. Per gli studenti quest’anno abbiamo deciso di fare I profughi ci chiedono cibo e aiuti per poter un programma speciale nel pomeriggio in inglese, proseguire il viaggio verso Khartoum o altre città del soprattutto per i rifugiati. Ci serviremo anche del Sudan, dove andranno ad aumentare il numero di vostro aiuto per aiutarli. Cominceremo con il primo coloro che vivono in baracche fatte di cartoni e pali, generalmente situate nella periferia della città. La vita in questi luoghi, in particolare per i piccoli e i giovani, è messa a dura prova per la mancanza di assistenza sanitaria, scuole e cibo sufficiente, ma perlomeno non c’è il rischio di essere uccisi perché appartenenti a un’etnia invece di un’altra come sta capitando al Sud. Vi ringraziamo nuovamente per quanto potrete fare per questi nostri fratelli nel bisogno e vi salutiamo fraternamente. padre Eugenio Caligari e fratel Agostino Cerri


Il monastero senza chiesa e con l’impalcatura del tetto corrosa dal tarlo Suor Chiara Letizia della Madre di Dio, superiora dell’Ordine di Santa Chiara, opera da otto anni ad Araputanga, nello stato del Mato Grosso, Brasile. Il monastero delle Clarisse non ha né la chiesa, né uno spazio confacente per svolgere il lavoro, né il parlatorio. L’impalcatura del tetto è pericolante a causa dei danni causati dal tarlo. Occorre porre rimedio il più presto possibile e perciò la ristrutturazione è già in atto. Carissimi amici, pace e bene! Ogni opera buona ha origine nell’Autore di tutto il bene e così è nata la fondazione del nostro monastero. L’8 dicembre 2008, nel giorno della solennità dell’Immacolata Concezione, patrona dell’Ordine Serafico, è avvenuto il primo giorno ufficiale della Comunità di Araputanga. Durante la Santa Messa solenne, presieduta dal vescovo diocesano monsignor Antonio Emidio Villar, la popolazione ha accolto festosamente la nascente comunità.

Da allora, le suore con altre giovani novizie, diffondono il buon profumo dello Spirito di San Francesco e di Santa Chiara nello stato del Mato Grosso. Esse sono alla ricerca di vivere fedelmente il Santo Vangelo, nell’amore sponsale al Cristo povero e crocefisso e rendono concreta la gioia nella fraternità. Il convento è situato vicino alla frontiera con la Bolivia e dista assai dai grandi centri del paese. È considerato dalla Chiesa brasiliana come un monastero contemplativo e missionario. La giovane comunità delle Clarisse di Araputanga diffonde quindi la gioia di un autentico e appassionato incontro con il Cristo sposo. Tale gioia s’irradia nell’amore reciproco del fraterno convivio e nella calorosa accoglienza di tutti quelli che frequentano il monastero. Gli abitanti di Araputanga e delle altre città vicine vengono al monastero in cerca di conforto dalle difficoltà della vita. Trovano la pace desiderata e non sono pochi quelli che tornano a casa sollevati e sorridenti, ringraziando per l’attenzione e la preghiera delle sorelle.

L’edificio del monastero di “Nossa Senhora das Allegrias” è in ristrutturazione per un migliore svolgimento delle attività conventuali. Manca tuttavia di una chiesa, di un’area di lavoro e di un parlatorio per accogliere i famigliari delle sorelle e i gruppi per i ritiri spirituali. Inoltre c’è da rinnovare il tetto, di cui, purtroppo, una gran parte dell’impalcatura è corrosa dal tarlo. Contiamo sulla generosa collaborazione di chi desidera contribuire al proseguimento di quest’opera di Dio. Che il nostro buonissimo Signore li ricompensi. Gli aiuti sono una grande dimostrazione d’amore verso di noi e sono indispensabili alle necessità di una comunità missionaria in terra di frontiera. Li contraccambiamo con le nostre preghiere e con i migliori ringraziamenti. Vi invitiamo a pregare anche per noi e per le vocazioni religiose, in modo speciale per il nostro monastero “Nossa Senhora das Allegrias”. Per qualsiasi cosa siamo a vostra disposizione e vi ringraziamo fin da ora per qualsiasi aiuto potrete darci. In comunione di preghiera, vi salutiamo augurandovi ogni benedizione e grazia. Suor Chiara Letizia della Madre di Dio

Progetti per le missioni...

Accogliamo le vocazioni come un dono venuto da Dio. È quindi benvenuta ogni giovane che sente nel cuore il profumo e il desiderio di seguire il Signore nella semplicità, nella povertà, nell’ubbidienza, nella purezza della castità e nel silenzio della contemplazione e nella gioia della fraternità: il tutto nell’Amore totale al Cristo sposo.

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La scuola alla base di ogni sviluppo umano e sociale Padre Silvio Zanardi, missionario Comboniano in Malawi, vista l’importanza della formazione scolastica per tutti i ragazzi della sua missione a Lilongwe, chiede il nostro aiuto affinché il progetto di formazione scolastica che intende realizzare possa diventare realtà. Bastano 20 franchi al trimestre per garantire l’istruzione di un bambino alle scuole primarie e 40 al trimestre per l’istruzione di un ragazzo alle scuole superiori... Carissimi amici, siamo ormai nel cuore della Quaresima, dove siamo continuamente invitati a fare qualcosa di utile e di buono al nostro prossimo, sia quello vicino sia quello lontano che non abbiamo mai visto, nè mai incontrato. È sempre però un nostro amico, sebbene sconosciuto e lontano, ma vicino al nostro cuore e al nostro modo di vedere le cose, e così pronti e solleciti ad assisterlo e ad aiutarlo nella sua non sempre facile condizione di vita. Io vi dico grazie per la vostra attenta collaborazione Come vedete la spesa non sembra troppo esagerata e condivisione del nostro lavoro missionario. però, per la gente che vive in zone rurali, lo è.

Progetti per le missioni...

Ci sarebbero tanti problemi che vi potrebbero coinvolgere nella scelta di che cosa fare… In questo momento, il nostro obiettivo più pressante è far sì che i ragazzi della nostra missione possano tutti frequentare le scuole. Purtroppo c’è il grosso problema del pagamento delle tasse scolastiche che per molte famiglie, specialmente per quelle meno abbienti, diventa un vero rompicapo, poiché non sanno dove trovare i soldi!

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Noi missionari insistiamo, nella nostra predicazione, sul dovere dei genitori di far istruire i figli, almeno a livello delle scuole primarie e, per i più fortunati, a quello delle scuole superiori. Per le scuole primarie la spesa sarebbe attorno ai 20 franchi al trimestre, mentre che per le superiori il costo si aggira sui 40 franchi al trimestre.

Vedendo la situazione del paese, specie della gioventù odierna, stiamo pensando di organizzare le scuole superiori, che seguono il ciclo di otto anni delle elementari e che danno unicamente istruzione di base. Stiamo valutando come fare per iniziare un progetto così grande, importante e certamente molto interessante. L’aiuto a questi ragazzi e giovani è ovviamente molto oneroso. Sono certo che la vostra mano, sempre attenta e generosa, non si fermerà di fronte alle nuove sfide del futuro dei nostri giovani! Vi ringrazio per la vostra collaborazione e della vostra fiducia nel nostro lavoro di missionari rivolto alle nuove necessità dei giovani d’oggi. Vi ringrazio anche per la vostra generosità dataci finora e un augurio tutto particolare che comporta l’approssimarsi della Pasqua, che dice sofferenza per la passione e morte del Signore Gesù per le nostre debolezze e incapacità, ma che è anche gioia, luce e speranza per l’annuncio della sua risurrezione a una nuova vita, nonostante l’apparente sconfitta della sua morte. Noi vi ricordiamo nelle nostre preghiere quotidiane, assieme a tutti i benefattori e agli amici che ci hanno sempre aiutato: grazie! Vi saluto con tanto affetto e stima. padre Silvio Zanardi


La preghiera di Contemplazione Guardi e sei guardato, ami e sei amato. La Presenza pura, nel silenzio puro e nella fede pura, consumerà un’alleanza eterna. È il nulla. È il Tutto. Tu sei il recipiente. Dio è il contenuto. Lasciati riempire. Tu sei la spiaggia Lui è il mare. Lasciati inondare. Tu sei il campo. La Presenza è il sole. Lasciati vivificare. Resta così per lungo tempo…. Poi torna alla vita, pieno di Dio.

Per grazia di Dio sono uomo e cristiano, per azioni grande peccatore, per vocazione pellegrino errante di luogo in luogo. I miei beni terreni sono una bisaccia sul dorso con un po’ di pan secco e, nella tasca interna del camiciotto, la Sacra Bibbia. Null’altro.

racconti di un pellegrino russo

Preghiamo e meditiamo insieme...

Padre Ignacio Larrañaga

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Campo estivo dei bambini in Uganda Suor Maria Marrone nel periodo di dicembre 2016 e gennaio 2017 ha di nuovo organizzato un campo per i bambini della sua missione per la cui organizzazione ha contribuito anche la nostra Associazione. Suor Maria ringrazia tutti i benefattori che con la loro condivisione e contributo hanno fatto sì che i bambini potessero ancora una volta gioire e crescere nell’amicizia. Suor Maria ha voluto inviarci un rapporto su questo campo estivo: ecco le notizie e alcune fotografie di questa meravigliosa esperienza. L’avventura del Campo estivo fortunatamente inizia vicino al periodo natalizio. Questi bambini vengono da villaggi molto lontani, raramente o quasi mai vengono in città. Viaggiare costa molto, per cui non hanno la minima idea cosa sia il Natale come lo sentiamo e lo viviamo noi. Dove vivono non ci sono parrocchie, ma solo cappelle. Nella mia Parrocchia di missione ci sono 64 cappelle e due preti. Sono i catechisti che pregano solo la domenica in queste cappelle. La fede è ancora giovane e non sentono parlare molto di Gesù vero Dio che si è fatto Uomo ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Tanti dei nostri piccoli orfani non conoscono ancora la fede cristiana. Questo è per noi un’occasione per immergerli nella gioia del Natale e iniziarli alla fede.

Testimonianza...

Il Vescovo di Lira, Monsignor Giuseppe Franzelli, è venuto a benedire i bambini e ad aprire ufficialmente il campo estivo.

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Il giorno dell’arrivo molti venivano dai villaggi attorno a noi; altri, un centinaio circa, sono arrivati con un grande camion, accompagnati da qualche genitore e dai nostri maestri. In tutto erano 270 bambini e una trentina di adulti. La scuola che ci ha ospitato per

cinque settimane era tutta vestita a festa. Le prime due settimane che precedono il Natale, in mattinata, all’inizio dei lavoretti, davamo qualche immagine natalizia da colorare. C’era tanta gioia tra i bambini, anche tra i nuovi, che non si aspettavano un cibo regolare, favole, colori e lavoretti da portare a casa da far vedere ai loro amici. Tanti i giochi a loro disposizione e tante gare di pallone, bicicletta, danze popolari, commedie e canti.

Quest’anno, per la prima volta, abbiamo accolto assieme ai nostri bambini un gruppetto di piccoli sordomuti con il loro maestro. Vengono da zone interne del paese, dove c’erano tanti campi di rifugiati fino a qualche anno fa, zone poverissime di mezzi di comunicazione e di mercato. Li abbiamo inseriti in una classe normale assieme al loro maestro. Quello che mi ha colpito di più è stata la gara di solidarietà che si è fatta attorno a loro. L’esperienza è stata molto positiva sia per loro sia per i nostri bambini. Speriamo di poter prenderne di più il prossimo anno perché uniti ai nostri bambini ricevono molte stimolazioni e imparano molte cose.

I clown fanno parte della terapia della gioia.


Al pomeriggio durante i gruppi terapeutici, i bambini condividevano con i loro maestri le sofferenze, le ferite profonde che li tormentavano e le loro paure. Come gruppo responsabili del Campo, abbiamo pensato di andare in ogni classe per una discussione di gruppo con i bambini per parlare delle loro paure e discuterle con noi. È stato interessantissimo perché i bambini ci conoscono e parlano liberamente. In molte zone rurali spariscono bambini, sono rapiti, e molti di loro nominavano i loro amichetti che ora non ci sono più. È stato molto interessante vedere come i maestri han saputo abilmente prendere esempi dalla natura circostante per insegnare ai bambini come stare uniti nel caso di pericolo. I bambini hanno capito che devono stare uniti, e hanno avuto piacere della discussione che hanno fatto con il loro maestro e gli animatori. Durante la condivisione nei gruppi terapeutici, siamo venuti a sapere di quanti bambini piangono lacrime amare perché sono additati perché ammalati. A scuola, in casa, nel gioco sono spesso messi da parte. I bambini si

sentono degli esclusi e guardati come lebbrosi dalla loro stessa gente. C’è stato un momento in cui ero in grande angoscia perché non avevamo un goccio d’acqua, neppure per cucinare. Per fortuna che dietro la scuola c’era un pozzo a mano, rotto da anni. Chiamato l’esperto, con i nostri uomini sono riusciti a trovare in città tutti i pezzi di ricambio e dopo nove ore di lavoro sono riusciti a ripararlo. Verso le ore 22 erano ancora là a lavorare usufruendo della luce dei fari dell’auto. Poi tutti felici sono venuti da me a dirmi che il pozzo era profondo e pieno d’acqua e buona da bere. Il Campo dei bambini è stato molto gioioso. Alla sera prima di spegnere le luci sentivo i bambini cantare le canzoni che avevano imparato durante il giorno. Il tema di quest’anno era: “COSTRUTTORI DI PACE” quindi sia i canti, sia le commedie e le favole avevano questo obiettivo: sottolineare l’importanza di essere costruttori di pace. I maestri e gli studenti sono stati fantastici. Li ho visti lavorare serenamente insieme, come se fossero un tutt’uno. Da casa nostra potevo sentirli durante la pausa pranzo: ridevano, giocavano a carte, si prendevano in giro l’uno con l’altro e godevano dello stare insieme. La festa di chiusura è stata una gioia. Abbiamo prenotato due camion per dare la possibilità ai parenti o genitori dei bambini più lontani di parteciparvi. Hanno visto i loro bambini ballare, cantare, fare le commedie: sono stati molto contenti. Abbiamo concluso la giornata con la benedizione del Vescovo su di loro e le loro famiglie, e pranzo per tutti. Voglio dunque esprimere la mia gratitudine a tutti quelli che ci hanno aiutato a raggiungere il nostro scopo: la gioia di questi bambini! Grazie di vero cuore! Che il Signore vi ricompensi come Lui solo sa fare! suor Maria Marrone

Testimonianza...

L’apparire dei clown che cercavano il loro cammello sotto i banchi della scuola, è stato molto comico. I bambini che li vedevano per la prima volta, non sapevano se ridere o se scappare. Anche dei passanti si fermavano a vedere chi erano quelle persone così comiche e si univano ai bambini con delle sonore risate. La varietà dei lavoretti ha attirato l’attenzione dei bambini e anche quelli che sono venuti per la prima volta si sono entusiasmati a fare cestini, borsette, fiori, quadretti, lavoretti con pasta di sale e dipingere con la colla colorata. I favoriti erano i lavoretti con le perline, fare i biscotti e focacce. Per Natale i bambini sono andati a casa qualche giorno con i loro pupazzetti, un vestitino nuovo e il dono da portare alle loro famiglie, olio, sale, riso, zucchero e sapone. Al ritorno erano molto di più, perché alcuni hanno portato i loro amici!

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Mendoza (Argentina), marzo 2017

Dongora (Etiopia), 6 marzo 2017

Carissimi amici, per noi è sempre motivo di gioia poter condividere con voi quello che stiamo facendo qui a Mendoza, anche con l’aiuto della vostra Associazione. Stiamo iniziando l’anno di attività dopo un periodo di vacanze nel mese di gennaio.

Cari amici, un saluto di gioia e pace dalla missione di Dongora e dalla comunità cristiana di Makalla a tutti gli amici della “Medaglia Miracolosa”.

Qui nella periferia i problemi della povertà e della disoccupazione si fanno sentire più fortemente. Ogni giorno c’è sempre più gente che ci viene a cercare per ogni tipo di bisogno.

Notizie dalle missioni...

Le famiglie lentamente cominciano ad avvicinarsi a chiedere per qualsiasi lavoro che possano fare come la raccolta, la potatura, l’irrigazione, pulizie, o sistemare alcuni mobili rotti.

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Per quanto riguarda il nostro lavoro educativo e di accoglienza continuiamo ad offrire ai bambini il cibo perché possano crescere sani. Inoltre offriamo loro l’accompagnamento della nostra equipe di educatori per le attività sportive ed educative. Poco a poco le famiglie capiscono l’importanza del loro coinvolgimento in quest’opera. Anche con loro riusciamo a dialogare e a tenere incontri periodici di formazione. Questo per noi è una grande vittoria. La gente comincia a capire che noi non vogliamo solo assisterla, ma promuoverla. Questo senso di appartenenza è molto bello.

La bella notizia è che la chiesa a Makalla è stata inaugurata il 25 Febbraio scorso. Grazie a Maria e grazie a voi per il vostro contributo, che per me è stato un segno dell’amore della Madonna per la comunità cristiana locale. Quando brancolavo nel buio per mancanza di fondi per la costruzione, è stata la pronta risposta dell’Associazione della “Medaglia Miracolosa” a incoraggiarmi e darmi luce nel continuare a cercare e avere altre risposte positive che hanno reso possibile la realizzazione del progetto. Dopo lunghi anni di attesa ora gli abitanti di Makalla sono orgogliosi di avere la chiesa che sentono come segno visibile della presenza di Dio in mezzo a loro e segno tangibile della loro fede. Venti anni fa abbiamo avuto i primi cristiani di Makalla, si radunavamo in una capanna per la preghiera e celebrazione liturgica. Con la crescita della comunità fu costruita una cappella con pali intonacati con fango e tetto in lamiera. Ora hanno un luogo degno per onorare Dio e per sentirsi comunità che si raduna con dignità e gioia nel tempio del Signore.

Quest’anno ad esempio riusciremo a espandere il centro di formazione professionale anche con nuovi insegnanti e chissà con un gemellaggio con un’università locale. Sappiamo che insegnare ai ragazzi e ai giovani un mestiere è di somma importanza. Il vostro contributo ci permette di andare avanti con speranza e con sempre più qualità. Ancora una volta grazie per il bene che fate. Il Signore benedica tutti voi membri e benefattori di questa associazione! Un fraterno abbraccio. suor Leda Borelli

Il giorno della benedizione è stato il trionfo della gioia della fede e un momento di comunione. Erano presenti due vescovi, monsignor Roberto Bergamaschi, pastore del nostro Vicariato Apostolico e monsignor Lorenzo Ceresoli, vescovo emerito,


alcuni sacerdoti, i catechisti, i capi delle trentuno comunità cristiane della missione di Dongora (arrivati a piedi, come pellegrinaggio alla nuova chiesa) e altri ospiti. Ovviamente la nuova chiesa non ha potuto ospitare tutti i cristiani e i simpatizzanti del luogo (di cui aspettiamo la piena conversione alla Chiesa cattolica). Non poteva mancare un pranzo comune, stile locale, per tutti i partecipanti. La Madonna ci ha benedetto dal cielo “magnificando il Signore” per la gioia di questi suoi figli. padre Corrado Masini Kitanga-Kabale (Uganda), marzo 2017 Cari amici e benefattori, è ancora vivo nella mia mente il ricordo della mia ultima visita al vostro segretariato. Ricordo il caloroso benvenuto che mi avete dato. Il nostro caro amico Antonio Pizzi mi ha informato della vostra generosa partecipazione alle spese di invio dei containers alla nostra missione con un’offerta di 5’000 franchi.

vi ringraziamo di cuore per la vostra generosità. Quando verrete a visitarci? Termino augurandovi ogni bene e vi saluto con copiose benedizioni. padre Gaetano Batanyenda Dar Es Salaam (Tanzania), 24 marzo 2017 Carissimi amici, ricevo con gioia la comunicazione che il Gruppo Medaglia Miracolosa pure quest’anno ha contribuito con 3’000 franchi per i due seminari formativi a favore dei catechisti. È una notizia già pasquale! Ve ne sono immensamente grato. Dico GRAZIE al Signore di ogni bene, e che ispira generosa bontà. Dico GRAZIE al Comitato che ha benevolmente accolto la mia richiesta. Dico GRAZIE ai benefattori che rendono possibile questo prezioso aiuto. Dico GRAZIE in preghiera. Come sto? Rispondo brevemente: non ho malattie. Tuttavia alla mia età di 79 anni in maggio, sono permessi vari acciacchi. Grazie per gli auguri di Pasqua. Nonostante i molti e gravi problemi che affliggono l’umanità, con gioiosa speranza attendiamo la Pasqua di risurrezione e vita. Ave, Cristo nostra Pasqua! Con i saluti più cari, quasi pasquali padre Giuseppe Inverardi

Questi containers, con il loro carico di computer donati da ditte della vostra regione, con le campane per il Santuario dei Santi Martiri di Uganda e di altro materiale occorrente alla nostra missione, sono giunti a destinazione per la grande gioia della nostra gente. Le fotografie lo dimostrano: grazie di vero cuore!

È stato veramente gentile da parte vostra aiutarci a far fronte a queste grandi spese di invio e veramente

Carissimi Associati e Benefattori della Medaglia Miracolosa, vi speriamo tutti bene! Qui a Peralvillo noi stiamo bene grazie a Dio; stiamo ancora vivendo nel salone della scuola perché la nostra casa non è ancora terminata. Però ci siamo abituate e ci troviamo bene. In questi mesi a volte non abbiamo l’acqua ma teniamo sempre qualche secchio di riserva, così, quando non scende nulla dal rubinetto, attingiamo dai secchi che teniamo di scorta! Settimana scorsa abbiamo ricevuto con grande gioia la vostra generosa offerta. Questi soldi sono provvidenziali per la ristrutturazione, per pitturare

Notizie dalle missioni...

Peralvillo (Peru), 3 aprile 2017

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la nuova abitazione e anche per altre necessità della casa che sempre non mancano. Alleghiamo alcune foto della nostra casa in costruzione e più avanti vi manderemo anche quelle della casa finita! Il Signore vi benedica grandemente per la vostra generosità! Grazie perché state aiutando Gesù “nascosto nel prossimo”: “Tutte le volte che fate questo al più piccolo dei miei fratelli l’avete fatto a me” (cf. Mt 25). Tantissimi saluti e ancora grazie di vero cuore!

Notizie dalle missioni...

suor Nadia Gianolli con suor Elsa, suor Giacomina e suor Angelica

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Milano (Italia), 10 aprile 2017 Carissimi, i miei più sinceri e cordiali auguri di una Felice e Santa Pasqua. È la prima volta che questi miei auguri di Pasqua non vengono dall’Africa ma da Milano, dal nostro “Centro Comboniano Padre Giuseppe Ambrosoli” dove da alcuni mesi lavoro come Rettore del nostro piccolo Santuario Nostra Signora di Fatima. Invece dei tanti Catecumeni a cui davo il Battesimo durante la Veglia Pasquale, ora ho tanti cristiani che con gioia ricevono l’assoluzione nel Sacramento della Riconciliazione. Sperimento ogni giorno la verità delle parole che Papa Francesco ripete così spesso: “Dio non si stanca mai di perdonarci, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono.” Sempre vostro affezionatissimo in Cristo Gesù. padre Raffaele Cefalo Tôlagnaro (Madagascar), 13 aprile 2017 Carissimi amici, vi chiedo scusa per il lungo silenzio, purtroppo sono sempre confrontata con un sacco di problemi da risolvere. I nostri bravi dirigenti politici dicono che presto usciremo dal “tunnel”, che purtroppo è talmente lungo che non si vede la fine. Ringraziamo Dio che ci dà la forza di continuare e andiamo

avanti in Nomine Domini. Siamo giunti ormai alle feste pasquali. È terminato abbastanza bene anche il secondo trimestre della scuola. In questi giorni gli alunni sono in vacanza... “ma i nipotini di san Vincenzo” (cosi chiamiamo i bambini poveri che vivono nella discarica e nei dintorni della Missione) vengono puntualmente tutti i giorni, portando i loro fratellini sulla schiena per il pranzo di mezzogiorno: sono 266! Lunedi di Pasqua faremo il “pic-nic” nel prato vicino a casa nostra. La Provvidenza è davvero grande: alcuni bambini italiani mi hanno mandato i loro risparmi perché comperi le uova di pasqua ai bambini poveri. Siccome le uova di cioccolato qui a Tôlagnaro non esistono e non mi basterebbero i soldini, ho comperato dei cioccolatini rettangolari che basteranno per tutti. Sono sicura che lunedì arriveranno più di 300 bambini: un pacchetto di biscotti e un bel cioccolatino rimpiazzeranno la colomba e l’uovo di pasqua e tutti saranno contenti… Assieme ai cristiani della Parrocchia e la Famiglia Vincenziana abbiamo preparato i pacchi dono per i poveri (quasi 200): anziani soli, handicappati fisici o mentali, ammalati di tubercolosi (78 persone); tra questi, i casi più gravi, ricevono un aiuto in viveri ogni 15 giorni, altri vengono saltuariamente, nei momenti di grande bisogno. Per le feste si allungano le file perché la gente soffre molto. E qui a Marillac è il centro delle cristianità delle campagne. La distribuzione sarà Sabato Santo. A nome delle mie Sorelle di Comunità, dei bambini della Scuola Vincenziana, dei nostri maestri e collaboratori e di tutti i poveri, vi rinnovo i migliori auguri di Buona Pasqua e vi auguro salute, serenità, pace e tutte le grazie di cui avete bisogno. Grazie per tutto quello che fate per la Missione, che il Signore vi benedica e vi ricompensi. suor Maddalena Lazzarini Moroto (Uganda), 15 aprile 2017 Carissimi amici, saluti cari da Moroto! Ho appena celebrato la Santa Messa Crismale che solitamente si celebra il Giovedì Santo ma che per motivi ovvi qui nella Diocesi di Moroto viene anticipata al martedì. Considerando le distanze delle parrocchie o missioni e le condizioni delle nostre strade sarebbe molto difficile per i Sacerdoti essere di ritorno il Giovedì Santo per la Santa Messa in Coena Domini. Quasi tutti i sacerdoti erano presenti e, durante tutta la celebrazione, la mia preghiera nascosta è stata quella di chiedere a Dio di mandare altri sacerdoti a


questa Chiesa. Sono tre le missioni dove si trova un solo sacerdote a supplire il ministero. Non è facile, nel contesto del Karamoja, con la cultura seminomade, avere giovani che abbracciano la vita sacerdotale. Eppure la preghiera può ottenere l’impossibile. La preghiera ha poi continuato nel solco della perseveranza dei pochi seminaristi che si stanno preparando a diventare sacerdoti. In questi giorni stiamo aspettando a braccia aperte un po’ di pioggia. I campi sono stati preparati e seminati. Di solito a Pasqua piove sempre ma, quest’anno, il vento che sta ancora soffiando fa presagire niente di buono. Il mese scorso la comunità cristiana ha marciato per difendere la foresta che si trova in un’area del monte Moroto. Gente senza scrupoli aveva quantificato il valore ed era pronta a mandare a tagliarla con le motoseghe. Esperti ci dicono che quella è l’ultima barriera che ci protegge dalla desertificazione della nostra già precaria situazione semi-desertica. È proprio vero che il valore economico è oggi al primo posto, anche prima della vita. Con un’accurata campagna di sensibilizzazione siamo riusciti a fermare lo scempio che si stava per compiere. La costruzione della nuova cattedrale intanto procede: il prossimo lavoro grosso dovrebbe essere quello delle fondamenta. Ci vorrà molto tempo anche perché ci occorreranno parecchi sacchi di cemento e confidiamo nella provvidenza. Le celebrazioni di questi giorni sono molto intense e un’occasione unica per comprendere e avere accesso all’infinita misericordia di Dio. Non esitiamo a dare un po’ più di tempo a Lui, sicuramente ne avremo un grande beneficio. Gesù nella sua Pasqua è pronto ad offrirci più vita, più gioia e più speranza. Auguro a tutti voi una Santa e serena Pasqua nel Risorto. monsignor Damiano Guzzetti

Carissimi amici, in questo tempo cantiamo “Regina del cielo rallegrati, perché Cristo è veramente Risorto” e Gesù, attraverso la Sua Parola, ci ripete in tanti modi che Lui è sempre con noi. Ed è proprio vero, lo sperimentiamo ogni giorno. Noi l’abbiamo sentito fortemente in questo tempo, dato che ha permesso di terminare i lavori della costruzione del serbatoio per l’acqua e metterlo in funzione. Adesso è pienamente efficiente. Abbiamo visto la “mano del Signore”, giacché il lavoro si presentava arduo e quasi impossibile. Non avevamo né mezzi tecnici, né umani che ci potessero aiutare a sollevare la pesante struttura di 9 metri di altezza! Grazie a un gruppo di volontari italiani siamo riusciti a preparare l’impalcatura del serbatoio. Fra loro c’era un volontario di origine cinese che è riuscito a mettersi in contatto con una ditta di suoi connazionali, che stava costruendo alcune importanti strade della Provincia di Mongu. Ha esposto loro la nostra situazione e li ha pregati di darci una mano. Con molta solidarietà sono venuti con una macchina speciale che ha potuto sollevare questa pesante struttura. È stato con tremore e trepidazione che, con l’aiuto di tutti, e con anche qualche rischio, l’impalcatura è stata sollevata e rafforzata nelle sue basi! Potete immaginare l’emozione e la soddisfazione di tutti. Insomma, attorno alla mano del Signore, ci sono state tante altre che hanno reso possibile il miracolo. Naturalmente tutto questo si è innescato a partire e grazie alla vostra generosità, che ha reso possibile realizzare quest’opera. È proprio vero, un gesto generoso moltiplica tanti altri e ve ne siamo molto grate. Abbiamo pure preso visione della vostra offerta di 4’000 franchi per i corsi di aggiornamento delle suore in Zambia. Grazie! Potete essere sicuri che il ricordo, la preghiera e l’affetto vi raggiungeranno. Unite in un abbraccio missionario che non conosce confini, vi salutiamo fraternamente. suor Guadalupe A. Mancilla

Notizie dalle missioni...

Lusaka (Zambia), 26 aprile 2017

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Ricordando i nostri cari missionari

Vita dell’Associazione...

Padre Marcellino Forcellini

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Nella sua ultima lettera, ci scriveva: «Appena libero da medici e altri impicci, sarà il momento di spiccare il volo e venire a bussare alle vostre porte. Aspettatemi che arrivo! Che gioia per me abbracciarvi tutti, mostrarvi la mia riconoscenza per la vostra fattiva e creativa simpatia per la missione. “Benedizione ai fratelli che si amano”. Mia gioia è anche procurare a voi un’occasione di fare del bene per ricevere del bene. Infatti si riceve per se stessi più bene facendone agli altri. Domando, a coloro che ancora non l’avessero provato, di tentare di implicarsi a favore dei bisognosi che riempiono le nostre strade. Chi dà ai poveri dà a Dio!...». Padre Marcellino il volo l’ha spiccato sì, ma per il Cielo, il 4 novembre 2016. Nato a Parigi il 6 dicembre 1930, era cittadino di San Marino e dopo una vita spesa in Congo per “i bisognosi che riempiono le nostre strade” ha voluto essere sepolto a Lubumbashi, nella sua missione di “Les Buissonets”, dove ha operato, come missionario dei Carmelitani Scalzi, per oltre 30 anni. Ricordiamolo con affetto e nella preghiera.

Fratel Antonio Galli

Il 27 dicembre 2016, a Bangalore (India), è tornato alla Casa del Padre fratel Antonio Galli della Congregazione dei Padri Somaschi. Nato nel 1947, da anni conosciuto dalla nostra

Associazione, è stato un missionario instancabile e tanto ha operato a favore degli orfani e dei poveri che incontrava nei suoi innumerevoli viaggi. Così scrive padre José Antonio Nieto Sepulveda, superiore dei Padri Somaschi: «Cari amici, vi mandiamo una foto ricordo di fratel Antonio, dove si intravede lo sguardo della speranza. Una speranza nella quale ha creduto e lottato perché tanti bambini e giovani avessero una scuola e una casa dove poter realizzare i loro sogni, e costruire un futuro, attraverso il suo instancabile lavoro missionario in collaborazione con l’ufficio missionario dei Somaschi. Vi chiedo una preghiera per lui, perché il Buon Pastore lo accolga nel suo Regno, e anche una preghiera per tutti noi i Somaschi, e per la missione a favore dei bambini poveri e abbandonati perché, sull’esempio di fratel Antonio Galli, vero figlio di San Girolamo Miani, sappiamo seguire i suoi passi. Infine vi ringrazio di cuore da parte dei Somaschi per l’aiuto che avete dato alla nostra Congregazione attraverso fratel Antonio. Grazie e un fraterno saluto».

Padre Enrico Danieli

Originario di Brescia, padre Enrico Danieli (nato nel 1937) è arrivato in Thailandia come missionario aspirante dei Salesiani nel 1955 ed ha vissuto fedelmente la vita consacrata salesiana negli ultimi 59 anni (noviziato a Hua Hin, Thailandia). A causa di attacchi cardiaci, è improvvisamente scomparso il 12 marzo 2017 a Bangkok. Durante la sua ricca vita missionaria salesiana, padre Enrico era coinvolto in molti ministeri. Dopo l’ordinazione sacerdotale ha servito la gioventù thailandese in molte scuole, nelle parrocchie, nelle case formative e nelle missioni del Sud della Thailandia (a maggioranza musulmana). Diverse volte ci ha fatto visita ed ha condiviso con noi la sua esperienza missionaria. Ricordiamolo nella preghiera, riconoscenti a Dio per il tanto bene profuso.


Visite dei missionari presso il nostro segretariato 27 febbraio 2017 Ritornato tra voi dopo un anno e felice di aver condiviso con voi il momento di preghiera e di incontro missionario di questa sera, con grande affetto ringraziamo di cuore per le vostre preghiere e il vostro sostegno. L’Arcidiocesi di Portoviejo vi è vicina con la preghiera affinché la vostra opera possa continuare per il bene della Chiesa.

operatori di carità nell’attenzione agli altri, come Maria alle nozze di Cana. Vi saluto di cuore con la benedizione di Maria e di Gesù in braccio a Lei. Grazie di cuore anche per i rosari, le medagliette della Madonna, l’offerta per le Messe da celebrare e l’offerta per la missione. Con riconoscenza e amicizia nel Signore, vi saluto di cuore. padre Franco Bertò Missionario Comboniano in Uganda 29 aprile 2017

Vi preghiamo di ricordarci nelle vostre preghiere e di ricordare le famiglie terremotate della nostra Provincia di Manabi, in Ecuador. Grazie, carissimi amici dell’Associazione Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio! In fede e missione. padre Walter Coronel Missionario in Ecuador

Carissimi, ho provato una grande gioia quando finalmente ho potuto incontrarvi, abbracciarvi, vedere il vostro volto e conoscervi personalmente. È stata una grazia poter pregare con voi e celebrare la Santa Messa per voi e tutti gli associati vivi e defunti, in particolare per il caro Rino, di santa memoria. Una vera famiglia: la famiglia di Maria Immacolata, da Lei prescelta, amata e benedetta.

Carissimi amici della Medaglia Miracolosa, ringrazio il Signore per aver pregato con voi nel Rosario e Santa Messa e per l’incontro che abbiamo poi avuto con padre Giuseppe, don Claudio e voi nella saletta della biblioteca San Damiano. Il Signore porti avanti con l’intercessione di Maria e l’azione dello Spirito Santo ciò che Lui ha iniziato nel seno di Maria e poi sulla croce. Siate come Santa Caterina da Siena evangelizzatori nel mondo e come tanti santi

Tutti sono stati molto affabili e fraterni, in particolare il vostro Assistente don Claudio, il presidente Gianluca, Eros (l’autista della Madonna)... Che il Signore vi ricompensi per la vostra cordiale accoglienza, la vostra fraternità e generosità. La Madonna benedica voi e le vostre famiglie, vi sostenga nella vostra opera veramente missionaria, vi conforti nelle vostre difficoltà e sofferenze, e vi protegga sotto il suo santo manto da tutti i pericoli di anima e di corpo. Nel prossimo mese di maggio sarete presenti in modo particolare nel mio Rosario, sebbene sapete che lo siete sempre nella mia preghiera specialmente nella Santa Messa. Pregate per me. padre Giuseppe Ambrosi Missionario Comboniano in Uganda

Vita dell’Associazione...

29 aprile 2017

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[Indirizzo]

...arrivederci a settembre!

GAB CH-6850 Mendrisio

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Qui Ticino...

...a voi missionari via Carlo Croci 6 – 6850 Mendrisio Tel. 091 646 28 20 – Fax 091 646 28 15 CCP 69-853-6

Buona Estate e...

Qui Ticino... a voi missionari, Anno 49, numero 178, giugno 2017  

Periodico trimestrale dell'Associazione Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio, Svizzera

Qui Ticino... a voi missionari, Anno 49, numero 178, giugno 2017  

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