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Anno 45, numero 161

Qui Ticino...

...a voi missionari

marzo 2013 Periodico trimestrale ticinese del Gruppo Medaglia Miracolosa di Mendrisio attivo dal 1960 www.medaglia-mendrisio.org

Felice Santa Pasqua! Bimbo di quattro anni nella cava di Dassa-Zoume, a 200 km a nord di Cotonou, Benin


Notizie ed avvisi CALENDARIO MARIANO MISSIONARIO prossimi appuntamenti Mercoledì, 27 marzo 2013 (Mercoledì Santo) Celebrazione del “27” in famiglia. Domenica, 14 aprile 2013 Tombola all’Oratorio Santa Maria di Mendrisio a sostegno dei progetti missionari. Inizio ore 14.30. Venerdì, 26 aprile 2013 Nella Chiesa Parrocchiale di Mendrisio: ore 19.30: Santo Rosario meditato; ore 20.00: Santa Messa. Segue nella Biblioteca San Damiano l’incontro mensile missionario.

Vita dell’Associazione...

Lunedì, 27 maggio 2013 Nella Chiesa Parrocchiale di Mendrisio: ore 19.30: Adorazione nell’ambito delle Quarantore della Parrocchia di Mendrisio; ore 20.00: Santa Messa. Segue nella Biblioteca San Damiano l’Assemblea annuale ordinaria.

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Siate anche voi simili alle lampade! Fate brillare la vostra luce nella nostra società, nella politica, nel mondo dell’economia, nel mondo della cultura e della ricerca. Anche se è solo un piccolo lume in mezzo a tanti fuochi fatui, esso tuttavia riceve la sua forza e il suo splendore dalla Grande Stella del mattino, il Cristo Risorto, la cui luce brilla, vuole brillare attraverso noi, e non tramonterà mai. papa Benedetto XVI

Domenica, 14 aprile 2013

TOMBOLA

Oratorio S. Maria di Mendrisio ore 14.30 a sostegno dei progetti missionari Per questo importante appuntamento è iniziata la raccolta dei premi che possono essere consegnati al nostro Segretariato durante gli orari di apertura.

Al nostro caro Vescovo Pier Giacomo, all’emerito Vescovo Ernesto, ai nostri sacerdoti, a tutti i missionari, a voi tutti, cari associati, benefattori e lettori, con le vostre famiglie, giunga l’augurio di una Buona e Santa Pasqua!!

GRAZIE DI CUORE a tutti i benefattori, associati e amici dell’Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa” di Mendrisio per tutte le generose offerte giunteci durante l’anno 2012. Rammentiamo che ogni sabato dell’anno 2013 Padre Luigi Gabaglio, missionario Comboniano in Uganda, celebra una Santa Messa per tutte le necessità degli associati e benefattori, vivi e defunti, della nostra Associazione. Di nuovo “GRAZIE” per il vostro costante sostegno spirituale e materiale a favore delle missioni e delle persone più bisognose.

Impressum Editore: Associazione “Gruppo Medaglia Miracolosa”, Mendrisio Direzione, redazione e amministrazione: via Carlo Croci 6, 6850 Mendrisio tel: +41 91 646 28 20 fax: +41 91 646 28 15 email: quiticino@medaglia-mendrisio.org internet: www.medaglia-mendrisio.org Orari apertura segretariato: Lunedì - Venerdì: 09:00-11:30 / 14:00-17:00 Direttore Responsabile: don Angelo Crivelli Redazione: Carla Bernaschina, Stefania Bazzurri, Florindo Brazzola, don Angelo Crivelli, Michele Faul Impaginazione e Grafica: Michele Faul Tipografia: Fratelli Roda SA, zona Industriale 2, 6807 Taverne Abbonamento: Di qualunque offerta, indipendentemente dal modo di versamento, fr. 4.— danno diritto all’abbonamento.


Ha dato se stesso per me! Il nostro papa Benedetto, che proprio oggi mentre scrivo - 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes - ci ha sorpreso tutti con le sue improvvise dimissioni, aveva indetto in ottobre l’Anno della Fede, ricordandoci spesso che la fede non è tanto l’adesione a una dottrina ma un rapporto personale con Cristo. Mentre ci apprestiamo a celebrare il Mistero pasquale, nucleo fondamentale della nostra fede e della nostra vita, vorrei proporvi una frase stupenda dell’apostolo Paolo che va in questa direzione.

Paolo ci rivela il segreto della sua vita personale, ci dice che cosa è per lui credere in Gesù: ma nello stesso tempo vuole descrivere la situazione nuova di ogni cristiano. Fondamento di tutto è la sua unione con Cristo, e Cristo crocifisso. Da quando ha incontrato Gesù, Paolo ammette di vivere ancora la vita terrena dentro la condizione umana, ma nello stesso tempo Cristo ha preso così possesso della sua persona che oramai “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”. La vita di Gesù penetra in Paolo per mezzo della fede, tramite il battesimo: il suo “io” c’è ancora, ma è trasformato e purificato in una novità di vita cristiana che ha come centro generatore la relazione viva col Signore. Vivo, ma non sono più io. Paolo prosegue la sua grande confessione dicendo che questa vita nuova la vive “nella fede del Figlio di Dio”: la fede consiste nell’accogliere in me la vita di un Altro. Di quest’Altro Paolo dice una cosa bellissima: egli è “il Figlio di Dio che mi ha amato e ha dato la sua vita per me”. L’apostolo Giovanni dirà che il cristiano è colui che “ha creduto all’amore”. Qui Paolo con stupore e senza vergogna confessa “mi ha amato e ha dato se stesso per me”: qui abbiamo il fondamento di tutta la vita cristiana. Paolo, che perseguitava i cristiani e lottava con tutte le sue forze contro Cristo, ora riconosce con stupore

che proprio Lui, quel Gesù che lui perseguitava, è il Figlio di Dio che si è consegnato per lui per amore. Non c’è più un’affermazione generale e poco coinvolgente (“è morto per tutti”), ma c’è la presa di coscienza di una relazione personale tra la mia vita e il suo morire: “ha dato la sua vita per me”. La fede è il sorgere di questo riconoscimento doloroso e stupito: “egli mi ha amato e ha dato se stesso per me!”. Per “me”: quando abbiamo il coraggio di dire queste parole accogliendo con gioia e gratitudine l’amore del Signore nella nostra vita (abbiamo creduto all’amore), scoprendo che l’amore di Cristo è personale (per ciascuno), allora la nostra vita diventa nuova. Dio mi ama in Gesù Cristo: scoprire questa realtà cambia la vita. È questo che il nostro papa e fratello Benedetto ci ha voluto dire in quest’anno della fede e negli otto anni di servizio alla Chiesa: ha testimoniato che al centro della sua vita personale e di papa c’era la relazione con “Colui che mi ha amato e ha dato la sua vita per me”. Solo in forza di questa fede Benedetto aveva accettato di diventare papa; e per questa stessa fede si è umilmente fatto da parte. Buona Pasqua! Don Angelo Crivelli, Assistente

Lettera dell’Assistente...

Nella sua Lettera ai Galati (2, 20) scrive: “Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me”. Sono parole straordinarie che esprimono con forza e profondità la relazione personale di Paolo con Cristo.

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Un aiuto per risanare le case deteriorate dalle innondazioni

Padre Enrico Danieli, missionario Salesiano in Thailandia, da poco trasferito in una piccola comunità, chiede il nostro aiuto per la sistemazione della casa parrocchiale e della casa del catechista, che serve pure quale luogo per l’ospitalità. Carissimi amici,

Progetti per le missioni...

dall’aprile 2011 sono parroco di Nakhon Si Thammarat, una piccola comunità a 780 km a sud di Bangkok. In Thailandia, pur tanto tranquilla, i cristiani sono ancora molto pochi (345’000 su una popolazione di 65 milioni, solo lo 0,4%). La Diocesi di Suratthani, ha solo 7’460 cattolici su una popolazione di quasi dieci milioni di abitanti, i sacerdoti diocesani sono solo dodici. I Salesiani e gli Stigmatini danno un sostegno considerevole al Vescovo.

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Le venticinque comunità cristiane della Diocesi in genere sono piccole e distanti l’una dall’altra. Qui, ho solo un’ottantina di cristiani, benché il lavoro sia iniziato già da quarant’anni. Qui la gente è molto buddista, con una cultura capillare; è buona e tranquilla; solo che gira molta droga e molti giovani e adulti rubano per avere soldi per la droga. Nakhon Si Thammarat è una città molto antica, situata in una larga pianura distante 30 km dal mare. Circa 20 km a ovest della città si erge la grande montagna parco nazionale, la quale attira abbondanti piogge. Quando piove per parecchi giorni, versa l’acqua in varie direzioni e causa forti inondazioni. In antico costruivano le case rialzate da terra. Con l’espansione moderna riempiono le bassure, fanno strade e costruiscono dappertutto. Purtroppo l’inondazione due volte l’anno ci flagella e, a seguito delle ultime inondazioni, anche la nostra casa parrocchiale e la casa del catechista hanno subito forti danni. La casa del catechista è una priorità in quanto dovrà pure servire per dare ospitalità. Sarà rialzata di 60 cm, rifatto il tetto, le pareti, la cucinetta e i bagni. Così la casa si presenterà bene e il personale che aiuta nel lavoro pastorale, anche se

viene da lontano, potrà trovarsi bene. In seguito si vedrà come rialzare la casa parrocchiale. I lavori sono iniziati a gennaio. La spesa totale è di circa 18’000 Euro. La responsabilità del piano e del lavoro è della fondazione cattolica di Suratthani, ma io devo contribuire almeno con 12’500 Euro. Ho già raccolto circa 5’000 Euro. Chiedo perciò anche a voi di aiutarmi nella realizzazione di questo progetto. Sarebbe bello anche poter riparare il tetto della chiesa perché piove all’interno e gli scoli dell’acqua sono difettosi. Attorno alla chiesa non abbiamo nemmeno una famiglia cristiana; qui poco distante c’è la piccola scuola cristiana; sia i buddisti che i mussulmani rispettano la chiesa e in 18 mesi di permanenza qui, non ho mai avuto alcun furto. Qui al sud il risultato non si misura in numero di convertiti, ma la presenza, la testimonianza cristiana, l’educazione e le tante opere di bene con il tempo fanno breccia, come si può costatare anche in altre parti della stessa Thailandia. Bisogna saper attendere l’ora di Dio. Termino ringraziando di cuore per la continua cooperazione. Vi faccio gli auguri per un fruttuoso lavoro di sostegno ai missionari e il Signore benedica e ricompensi con generosità chi aiuta in vari modi il lavoro missionario. Saluti e tante preghiere. Padre Enrico Danieli


Una struttura per neonati e bambini nel carcere femminile di Kampala

Padre Felice Sciannameo, chiede il nostro aiuto per la realizzazione di una struttura sanitaria all’interno del carcere femminile di Kampala (Uganda). Non possiamo rimanere indifferenti di fronte all’importanza ed all’urgenza dell’opera: diamogli una mano!

Restava scoperto il problema dei neonati e dei bimbi inferiori a un anno, nonché il problema delle donne in attesa che potevano partorire in qualsiasi momento del giorno o della notte. La maggioranza delle 400 detenute è costituita da giovani donne. Di conseguenza i piccoli

neonati dormono per terra su una stuoia con le loro mamme. Ho provveduto a spedire dei letti, tra cui un letto ginecologico, ma manca una struttura adeguata in grado di sistemare tutto questo materiale e assistere così i piccoli e i neonati. Un’organizzazione protestante aveva promesso di provvedere alla costruzione della stessa, ma è trascorso più di un anno e non è successo nulla. Di conseguenza le autorità della prigione mi hanno chiesto se posso subentrare nel costruire questa struttura, dove poter sistemare venticinque letti per mamme e piccoli neonati fino a un anno di età e comprensiva di una piccola sala parto con infermeria, per le emergenze. Questo progetto chiude tutto un ciclo di assistenza dei piccoli figli di donne carcerate che sono così aiutati dalla nascita fino a quando sono nel bisogno. È un segno di speranza per queste donne che, pur colpevoli, non sono però abbandonate a se stesse, specie quelle che hanno commesso i crimini più gravi e quindi detenute per un periodo molto lungo; così che non sono i figli a portare il peso delle loro colpe. Questa struttura sarà un segno tangibile dell’amore cristiano e specialmente di Maria, Madre di ogni uomo senza distinzioni di alcun genere.

Progetti per le missioni...

Carissimi Amici della Medaglia Miracolosa, sono ormai tanti anni che siamo vicini l’un l’altro con preghiere e aiuti concreti, di cui vi ringrazio di cuore. Nel 2005 sono entrato nella realtà delle carceri ugandesi, in particolare in quello femminile di Kampala. Tutto è nato dalla richiesta fattami da parte delle autorità carcerarie di aprire un “day care center” dove le mamme potevano lasciare i bambini piccoli durante il giorno, così da poter svolgere le loro mansioni senza essere costrette a doverli portare dietro le spalle con conseguenti sofferenze per i piccoli e le mamme. Il centro è stato inaugurato nell’aprile 2006 con la benedizione del Cardinale Wamala di Kampala e intitolato a Santa Gemma Galgani. È stato il primo e unico nel suo genere in tutta l’Uganda. I bambini sono stati presi in cura e quelli più grandi ospitati anche di notte; quasi subito si è riempito, per cui la struttura è stata ampliata e dotata di un nuovo dormitorio e un’aula d’asilo. Per le mamme si è cominciata parallelamente un’opera di scolarizzazione ed è stata attrezzata un’aula per l’insegnamento di taglio e cucito e maglieria con le apposite macchine e un’altra per corsi di informatica per quelle più scolarizzate.

Grazie per la vostra generosità. Padre Felice Sciannameo

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Senza catechisti l’evangelizzazione è impossibile

Progetti per le missioni...

Da Quito (Ecuador), Padre Claudio Zendrón, missionario Comboniano in Ecuador e nipote di padre Alberto Villotti, ci illustra la lotta alle conseguenze nefaste di uno sfruttamento irresponsabile del territorio. È soprattutto per la formazione di catechisti che ha però bisogno del nostro aiuto.

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Carissimi amici, da Quito, “luce delle Americhe”, vi saluto con affetto e vi auguro di cuore ogni bene! Dopo il mio rientro in Ecuador, ho dovuto visitare tutte le mie comunità sparse sul territorio e ho avuto anche la gioia di partecipare all’ordinazione di un nostro confratello ecuatoriano, padre Luciano Campoverde Vicuña, ordinato nella sua diocesi di Azogues. Le vocazioni sono poche, perciò, quando il Signore chiama qualcuno ad essere missionario, bisogna gioire e ringraziarlo di tutto cuore per il suo amore verso la nostra Chiesa. In quest’anno della “fede” vorrei illustrare l’impellente necessità di formare catechisti e guide delle comunità, gruppi organizzati dalla parrocchia di Borbón dove lavorano padre Aldo Pusterla di Sondrio, padre Adam Zagaja della Polonia, fratel José Velazques del Messico, tutti missionari Comboniani. La parrocchia “Nostra Signora del Carmen” è situata al nord della provincia di Esmeraldas, a circa 50 km dal confine con la Colombia. È una zona molto povera e agitata da conflitti; la cittadina conta 8’000 abitanti e altri 20’000 sono sparsi in una vasta zona lungo le sponde dei fiumi Santiago, Cayapas e Onzole. Le comunità che visitiamo sono 83, formate da afro-discendenti, indigeni e coloni e pescatori. Li possiamo raggiungere in canoa o con una jeep, su strade sterrate aperte dalle compagnie di legname che creano una gravissima deforestazione del territorio. Nelle comunità esistono catechisti e

capo-gruppi che vivono seguendo le linee della pastorale sociale della chiesa. Le grandi sfide che stiamo vivendo in questi ultimi anni sono la presenza delle miniere aurifere abusive e le grandi piantagioni di palma africana, che causano la distruzione dell’ambiente e avvelenano i fiumi, unica fonte di acqua e alimentazione per la gente del luogo. I fiumi, ricchi di pesci fino a pochi anni fa, stanno morendo a causa dell’inquinamento per l’estrazione dell’oro e la gente del luogo non può usare l’acqua e bagnarsi a causa delle malattie della pelle. Coloro che più soffrono sono i bambini. Con l’aiuto dell’Università cattolica di Esmeraldas abbiamo effettuato analisi dell’acqua dei fiumi, del fango e dei pesci trovati morti: l’acqua e i pesci sono contaminati dall’arsenico, mercurio e altri metalli pesanti. Non potete immaginare le sofferenze della popolazione che deve cercare altre forme per nutrirsi. Questa grave realtà ha generato in tutto il territorio una situazione di incertezza e l’aumento della criminalità. Da anni stiamo lavorando per informare sulla situazione reale, le conseguenze, i problemi quotidiani, e con l’aiuto della parola di Dio e la continua formazione cristiana cerchiamo di intervenire pure in difesa dell’ambiente, contro la violenza e per la giustizia. Per organizzare gli incontri formativi e per seguire le varie comunità necessitiamo di circa 10’000 franchi. A Borbón stiamo costruendo un’aula polivalente per circa 120 persone; servirà pure per la pastorale giovanile e la catechesi, molto importanti in questa zona del Nord di Esmeraldas. Conosciamo le difficoltà economiche che sta passando l’Europa, però ci affidiamo alla vostra generosità. Che il Signore Gesù e la sua Santissima Madre vi accompagnino in quest’opera grandiosa di aiuto ai missionari sparsi per il mondo. A nome della comunità comboniana di Borbón porgo a voi tutti un augurio per un nuovo anno d prosperità, serenità e pace! Fraternamente in Cristo. Padre Claudio Zendrón


Maria, donna del terzo giorno

don Tonino Bello

Santa Maria, donna del terzo giorno, l’annuncio che è Pasqua pure per noi, vieni a portarcelo tu, nel cuore della notte. Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. Che la fame, il razzismo, la droga sono il riporto di vecchie contabilità fallimentari. Che la noia, la solitudine, la malattia sono gli arretrati dovuti ad antiche gestioni. E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto asciugate come la brina dal sole della primavera.

Donaci un po’ di pace. Impediscici di intingere il boccone traditore nel piatto delle erbe amare. Liberaci dal bacio della vigliaccheria. Preservaci dall’egoismo. E regalaci la speranza che, quando verrà il momento della sfida decisiva, anche per noi, come per Gesù, tu possa essere l’arbitra che, il terzo giorno, omologherà la nostra vittoria.

Preghiamo e meditiamo insieme...

Santa Maria, donna del terzo giorno, strappaci dal volto il sudario della disperazione e arrotola per sempre, in un angolo, le bende del nostro peccato. A dispetto della mancanza di lavoro, di case, di pane, confortaci col vino nuovo della gioia e con gli azimi pasquali della solidarietà.

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Preghiera in preparazione alla GMG 2013 a Rio O Padre, che hai inviato il tuo Figlio Eterno per salvare il mondo e hai scelto gli uomini e le donne che, per Lui, con Lui e in Lui, annunciassero la Buona Novella a tutte le nazioni, concedici la grazia necessaria perché brilli sul volto di tutti i giovani la gioia di essere, con la forza dello Spirito Santo, gli evangelizzatori di cui la Chiesa ha bisogno in questo terzo millennio. O Cristo, Redentore dell’uomo, la tua immagine con le braccia aperte dall’alto del Corcovado accoglie tutte le persone. La tua offerta pasquale, ci conduca per mezzo dello Spirito Santo all’incontro filiale con il Padre. I giovani, che si nutrono dell’Eucaristia, ascoltano la parola e ti incontrano come fratello, hanno bisogno della tua misericordia infinita per percorrere le strade del mondo come discepoli-missionari della nuova evangelizzazione. O Spirito Santo, Amore del Padre e del Figlio, con lo splendore della tua verità e il fuoco del tuo amore, manda la tua luce su tutti i giovani che, mossi dalla Giornata Mondiale della Gioventù, portino ai quattro angoli della terra la fede, la speranza e la carità, diventando costruttori della grande cultura della vita e della pace e protagonisti di un mondo nuovo. Amen!

La pagina dei giovani...

Grazie, Benedetto XVI!

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Grazie Benedetto! Sei più che mai nei nostri cuori e nelle nostre preghiere. Grazie per tutto quanto ci hai donato in questi anni così impegnativi del tuo pontificato. Grazie perché in un mondo dove bisogna sempre farcela a tutti i costi e nascondere la propria fragilità ci ricordi che la vera forza sta proprio nel riconoscere e accogliere i nostri limiti. Grazie perché in questa società in cui si è sempre di corsa, travolti da mille attività e dal volere risolvere i tanti problemi con le nostre povere forze, con il nostro fare, ci ricordi che ciò che più conta è pregare… è lì la nostra più grande forza! Grazie per il tuo luminoso esempio di Amore, di umiltà e di vero servizio alla Chiesa.


Senza terra manca il pane al processo per cercare di rendere il mondo migliore, un po’ più giusto. Vedere e agire. Gandhi diceva “siate il cambiamento che volete vedere nel mondo”. Siate ciò che volete vedere.

Vedere e agire. Agire implica uno sforzo, uscire dal proprio spazio per abbracciare i bisogni degli altri e cercare di colmarli. Ma per quanto tempo possiamo fingerci ciechi? Perché quando si è consapevoli di ciò che si vede, non si può smettere di guardare né tantomeno accettare. Vedere e agire. E non si può usare la scusa del “sono troppo piccolo”. Bastano dei gesti semplici, sacrifici che per noi sono un niente, ma che per qualcuno possono significare tanto. Siate consapevoli del vostro potenziale. Vedere e agire. È l’invito che vi rivolgiamo per rendere la Quaresima tempo di azione concreta. Non limitatevi a puntare il dito, ma siate partecipi

“Vedere e agire”: siate solidali! Letizia Bernaschina “Nessuno patisce la fame perché noi mangiamo troppo, bensì perché non pensiamo abbastanza.” (Da una delle prime Campagna d’Informazione di Pane per Tutti e Sacrificio Quaresimale, negli anni settanta).

La pagina dei giovani...

Vedere e agire. Troppe volte le parole restano solo parole. Troppe volte condividiamo un pensiero, un progetto, ma non facciamo nulla di concreto per realizzarlo.

“Vedere e agire” è lo slogan della campagna ecumenica 2013 di “Sacrificio Quaresimale”, “Pane per tutti” e “Essere solidali”. Quest’anno l’obiettivo è sensibilizzare sul fenomeno dell’accaparramento delle terre (“land grabbing”) da parte delle multinazionali, che le trasformano in monocolture, campi di agro-carburanti o spazi per l’allevamento. Le popolazioni locali non ne traggono alcun beneficio, anzi viene tolta loro la fonte di sostentamento. Le tre organizzazioni di cooperazione internazionale sostengono molteplici progetti di aiuto in Asia, Africa e America Latina. 900 milioni di persone nel mondo soffrono la fame: 130 volte la popolazione svizzera. Durante la Quaresima, tempo di sacrificio e di rinnovamento, la richiesta che vi rivolgiamo è quella di rinunciare a qualcosa in modo che ne possa beneficiare qualcun altro. È questo l’ideale di condivisione, che celebreremo infine nella Pasqua.

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Macapà-Amapà (Brasile), 6 gennaio 2013 Miei carissimi e grandi amici, con sorpresa e immensa gioia ho ricevuto la vostra preziosa donazione di 2’000 franchi, grande dono di Natale! Gesù Bambino sapeva che all’inizio dell’anno dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo per programmare le attività del 2013! Grazie amici della Medaglia Miracolosa, grazie anche a nome dei nostri numerosi figli beneficati! Con la vostra offerta, con il vostro aiuto possiamo continuare così nel nostro progetto educativo, dando a queste persone opportunità di studio, di una buona alimentazione e anche di sentirsi amati e rispettati. Quest’anno, oltre che pagare il gruppo di lavoro (maestre e cuoca), di comprare i generi alimentari, il materiale didattico e provvedere alla manutenzione del Centro, desideriamo acquistare un computer, una fotocopiatrice e dei tavoli e seggioline per i nostri piccoli, visto che finora hanno mangiato e lavorato su panche e sempre in ginocchio!

Abbiamo potuto dare ai nostri fratelli malati di lebbra un bel pranzo di Natale, quindi un grande grazie a nome di questi duecentoquindici fratelli che ne sono stati beneficati.

Il giorno di Natale hanno pregato per tutti voi e hanno ricordato tutti i benefattori che gli aiutano nelle loro necessità. Qui, con la grazia di Dio, procede tutto bene. Carissimi tutti dell’Associazione Medaglia Miracolosa, vi ricordiamo con gratitudine nelle nostre preghiere unitamente a tutte le vostre care famiglie. Vi saluto con affetto e riconoscenza. Suor Noemi Carbone

Notizie dalle missioni...

Iringa (Tanzania), 15 gennaio 2013

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Miei carissimi amici, spero avrete iniziato bene l’anno 2013 e possiate continuarlo con la benedizione del Signore. Vi auguro di cuore tutto il bene del mondo e vi saluto con tanta riconoscenza e affetto. Suor Elisa Salvetti Madurai (India), 11 gennaio 2013 Cari amici, con piacere ho ricevuto la vostra lettera circolare natalizia. Vi ringrazio per il vostro incoraggiamento e sostegno spirituale ed anche economico, che ho ricevuto tramite le nostre Suore di Chiasso. Vi ringrazio di cuore del vostro dono generoso di 2’000 franchi per i nostri fratelli meno fortunati di noi.

Gentilissimi tutti voi che collaborate all’Associazione Gruppo Medaglia Miracolosa: Buon Anno 2013 ricco di grazie e benedizioni! Non ho parole per ringraziarvi per la gentilissima offerta inviatami per le missioni dove lavoriamo. Le necessità della missione sono veramente tante e la popolazione fa fatica a portare avanti i bisogni più necessari della famiglia. Sono iniziate le piogge così la gente può coltivare per il sostentamento quotidiano. Io ho riaperto la scuola materna essendo iniziato da gennaio l’anno scolastico. I bambini sono circa 200, non sono ancora terminate le iscrizioni... la maggioranza sono poveri e orfani di entrambi i genitori morti di Aids... per cui sono accolti da noi senza pagare la retta. La vostra generosissima offerta mi è servita per comperare sacchi di farina, fagioli zucchero, olio, riso, ecc. Quando questi bimbi siedono per consumare il pasto ci siete anche voi lì con loro. Tutti i giorni pregano per i benefattori quindi questo è il Grazie più bello che possano restituire. Ancora ringrazio di cuore e vi auguro di


Suor Luisella Benzoni Ombaci (Uganda), 17 gennaio 2013 Carissimi amici, grazie moltissime degli auguri che ho trovato l’altro ieri a Ombaci. Li ricambio di tutto cuore: che il nuovo anno porti gioia, fraternità e tanta fede a questo mondo che sembra andare a rotoli. Li avvaloro con la promessa del mio ricordo nella preghiera nella nostra carissima Basilica di Lodonga, dove mi trovo come parroco dopo che il nostro caro padre Luigi Moser se ne è andato in Paradiso ormai da qualche anno. Qui in Diocesi abbiamo appena finito le celebrazioni per il Centenario della Fede portata dai nostri missionari a Palaro, Moyo, Arua... ormai un secolo fa. Abbiamo ricordato tutti quanti: i padri Zambonardi, Molinaro, Bertuzzi, Benedetti, Moizi, ecc. Abbiamo toccato con mano come, nonostante i limiti innegabili, il Vangelo ha penetrato nel cuore di tanta gente portando quei frutti che sono caratteristici del Regno promessi da Gesù. Pregate anche voi perché questi semi piantati e accolti nel buon suolo crescano e trasformino il cuore degli uomini e delle strutture. Porgo a tutti e a ciascuno di voi i miei più sinceri auguri di ogni bene nel Signore. Padre Roberto Pegorari El Obeid (Sudan), 23 gennaio 2013 Carissimi amici, vi spero bene e sempre impegnati a vivere le belle iniziative della vostra Associazione. C’è bisogno di persone che sappiano testimoniare con la preghiera la propria fede e che si impegnano a favore di chi vive nella povertà. Grazie della vostra generosa offerta di 2’000 franchi che ho ricevuto alcuni giorni fa. È un bel gesto verso la chiesa e in particolare verso la gente povera di questo paese. Dopo l’indipendenza del Sud Sudan c’è tanta

confusione e disordine tra i due paesi, anche se continuano a esserci incontri ad alto livello per porre fine alle tensioni dei due stati con gravi conseguenze per le popolazioni delle due nazioni. Anche la zona dei monti Nuba, la regione in cui mi trovo, è ancora terra di scontri e di tensioni. La nostra Diocesi è divisa in due parti, una zona sotto il controllo delle forze governative e una parte controllata dai ribelli che, naturalmente, non possiamo visitare. Preghiamo in questa settimana dell’unità dei cristiani perché il desiderio di lavorare insieme per la pace spinga queste grandi religioni, mussulmana e cristiana, a trovare vie nuove di incontro e dialogo per un futuro di pace per tutti. Tanti saluti e auguri di ogni bene. Fratel Agostino Cerri Navotas City (Filippine), 25 gennaio 2013 Cari amici della Medaglia Miracolosa: saluti! Finalmente le celebrazioni delle grandi occasioni sono terminate. Erano incominciate con la preparazione dell’Avvento. L’imminenza poi delle festività natalizie ci aveva spinti a riparare in fretta il tetto della chiesa.

Il periodo natalizio è stato intenso con tante attività di apostolato e di visita ai 435 carcerati, con l’organizzazione dei doni ai poveri e della festa natalizia per tutto il nostro personale e per l’intera comunità cristiana. Quindi la celebrazione del Natale, dell’Epifania, del Battesimo del Signore e del Santo Niño (una speciale celebrazione approvata dalla Santa Sede per le Filippine). Poi sono seguiti i festeggiamenti del ventesimo anniversario della nostra parrocchia con gioiose e grandi celebrazioni, e da ultimo, il 23 gennaio, la festa di San Ildefonso da Toledo, patrono della nostra parrocchia. Ovviamente la festa è stata preceduta da una

Notizie dalle missioni...

continuare a diffondere il Messaggio della Medaglia Miracolosa: abbiamo bisogno di Amare e sempre più conoscere Maria la Madre di Gesù affinché ci aiuti in tutte le nostre necessità. Ancora rinnovo i miei più sentiti auguri di un Buon Anno sereno e ricco di pace! Con simpatia, preghiere e tanta riconoscenza.

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novena di preghiere e di celebrazioni di sante Messe al Santo. Tre vescovi hanno partecipato agli incontri assicurando la loro presenza sull’arco di una giornata. Tutta una serie di attività sono state messe in atto, inclusa l’assistenza medica gratuita. È stato molto faticoso, ma comunque stimolante perché la gente ha collaborato dimostrando di essere unita in una sola fede. Il credo niceno è stato il nostro tema, in linea con quanto richiesto dal Papa nell’anno dedicato alla fede. Allego alcune fotografie delle nostre celebrazioni.

Grazie per il vostro prezioso aiuto spirituale e materiale e che Dio vi benedica. Con affetto

Padre Silverio Mutia

Notizie dalle missioni...

Wau (Sud Sudan), 28 gennaio 2013

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Carissimi amici, con questa lettera vogliamo riprendere i contatti con voi che negli anni scorsi avete sostenuto l’avviamento dell’Ospedale “San Daniele Comboni”, che dal 2009 ci siamo impegnati a ristrutturare e aprire al pubblico per dare alla nostra gente un servizio qualificato nel campo sanitario. Desideriamo tenere vive le relazioni tra noi e periodicamente mandarvi notizie. La prima fase di costruzione, completata alla fine

del 2010, comprendeva la riedificazione degli spazi dedicati a quello che qui chiamiamo OPD (out patient department). L’OPD comprende l’unità materno-infantile, che offre servizi di prevenzione e assistenza legati al parto e ai primi cinque anni di vita del bambino e vaccinazioni; il dipartimento ambulatoriale per il trattamento delle malattie più comuni, con annessi laboratorio, farmacia e uffici; e il blocco che offre servizi di ecografia e radiologia. Questa sezione è stata aperta al pubblico all’inizio del 2011. Durante il primo anno di attività, l’OPD ha assistito 36’692 pazienti, di cui 10’710 bambini sotto i cinque anni e 2’581 visite prenatali.

Il 5 marzo 2012 è stato aperto un primo reparto generico di degenza per accogliere i casi più gravi necessitanti di cure specifiche. Il reparto ha una capacità di trenta posti letto e al momento offre anche servizi di maternità, con assistenza sia a parti normali sia a mamme con complicazioni, nonostante la sistemazione provvisoria della sala parto in una stanza di dimensioni decisamente troppo piccole e la condivisione dello spazio di degenza delle puerpere con gli altri ammalati. Dall’apertura fino alla fine del 2012 sono state ricoverate 2014 persone, di cui 626 bambini; 521 sono i parti condotti. La messa in funzione della sala operatoria, a partire dal mese di luglio 2012, ha aggiunto qualità al servizio con la possibilità di effettuare, in caso di necessità, taglio cesareo in tempi brevi. Da luglio a dicembre 2012 sono stati realizzati 274 interventi tra piccola chirurgia e interventi maggiori; quattordici i parti cesarei. Per la fine del 2012 avevamo in programma l’apertura dei reparti di maternità, pediatria e di isolamento. Purtroppo per problemi vari, siamo in ritardo. Speriamo di risolvere questi problemi nelle prossime settimane in modo da avere la maternità pronta per il prossimo mese e gli altri reparti completati prima di Pasqua. Essenziale è


Lo scorso mese di dicembre, l’ospedale ha svolto un ruolo determinante durante gli scontri che ci sono stati per problemi tribali. Era praticamente l’unica struttura sanitaria aperta e funzionante e la maggior parte dei feriti, alcuni dei quali gravi e in seguito morti, sono stati portati al nostro ospedale. Il nostro personale è stato ammirevole e ha svolto un ruolo decisivo per assistere coloro che avevano bisogno di cure e interventi chirurgici. Ora la situazione in generale è abbastanza calma, speriamo e preghiamo che possa continuare e che si possa vivere in armonia e in pace. La nostra giovane nazione, il Sud Sudan, che ha cominciato il suo cammino solo il 9 luglio 2011, ha bisogno di stabilità e armonia tra tutta la sua

popolazione per poter garantire sviluppo e posti di lavoro nella giustizia dopo decenni di guerra. Vi ringraziamo per tutto il vostro sostegno in questo progetto che stiamo portando avanti e che abbiamo condiviso con voi, che ci sostenete nel nostro servizio in mezzo alla nostra gente. Grazie! Fratel Giuseppe Redaelli Conscio (Italia), 23 gennaio 2013 Carissimi amici. grazia e pace a tutti voi! Vi spero tutti in buona salute e sempre gioiosi nel meraviglioso c a m m i n o di pace e di annuncio del Vangelo. Grazie per il vostro scritto: mi da coraggio nell’avventura missionaria in Tanzania! Grazie infinite della vostra condivisione con i poveri, segno tangibile della vostra fede… Mi trovo ora in famiglia dopo un intervento chirurgico. L’operazione è andata bene, senza alcuna complicazione. La convalescenza continua bene e già penso al mio rientro in missione verso il 20 febbraio 2013. In missione non c’è nessuno perché anche il mio confratello è dovuto rientrare in famiglia per la morte della mamma. Avevo grande desiderio di rivedervi tutti, ma in questo periodo fa molto freddo e temo fare un viaggio così lungo in questa stagione. Il mio ricordo e la mia gratitudine verso voi tutti è sempre grande e piena di stima. Non mancherò al prossimo ritorno! Intanto vi auguro una fruttuosa Quaresima e una gioiosa e Santa Pasqua. Noi continueremo la preparazione per il prossimo Giubileo dei 75 anni di Evangelizzazione, perché, per tutta la comunità di Sadani, sia un momento di grazia. E, dopo il giubileo, possiamo iniziare a raccogliere i primi frutti di una chiesa giovane e africana: le prime ordinazioni sacerdotali! Un caro saluto a tutti con un forte abbraccio. Padre Mario Baseggio

Notizie dalle missioni...

il reparto di maternità, che avrà circa trenta posti letto, infatti le mamme che vengono a partorire sono in aumento e avere il reparto pronto sarà un grande beneficio. Principalmente il ritardo è dovuto alla difficoltà di reperire materiali in loco e la conseguente necessità di farli arrivare dagli stati vicini, alla mancanza di personale competente nelle costruzioni e a qualche incomprensione con il costruttore incaricato della ristrutturazione. Ora speriamo di accelerare i lavori in modo da dare ai pazienti assistenza adeguata e al personale gli spazi necessari per poter svolgere il loro lavoro con serenità. L’anno scorso dopo l’apertura del primo reparto abbiamo avuto sempre un affollamento di pazienti, e questo ha creato anche un po’ di affaticamento tra il personale. Vista la mancanza di personale qualificato, siamo costretti a chiedere aiuto all’estero e assumere personale proveniente dai paesi vicini, Uganda e Kenya, cosa che incide significativamente sulle finanze dell’ospedale. Da parte nostra stiamo formando del personale locale che sarà pronto nei prossimi anni e che inseriremo gradualmente nella struttura ospedaliera.

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Irene e Silvia Irene e Silvia, le potete incontrare a Iringa presso la “Nyumba ya furaha” - “Casa della gioia”, casa nata dalla sensibilità delle Suore Missionarie della Consolata per rispondere alla grande sfida di bambine abbandonate e in precarie situazioni familiari. Ve ne sono trentatré. Le richieste sovrabbondano, ma la disponibilità di accoglienza è limitata e l’educazione diverrebbe difficile.

Testimonianza...

Irene vi fu portata quando aveva due anni. Piccola, un fagottino. Peggio ancora, non parlava, non sorrideva, non cresceva. Dopo un anno, a dispetto delle certezze del dottore, nessun miglioramento. La situazione destava preoccupazione. Sembrava destinata all’infelicità e a rimanere nana.

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Non è stato così. Fu accolta Silvia, di circa tre anni. Cominciò a circondare Irene e a parlarle con semplicità infantile. Le parlava e parlava! Nessuna risposta. È un mistero da dove prendesse la costanza di fare questo ogni giorno, tutto il giorno. Come poteva narrarle tante cose? Come poteva farle tante domande, senza mai ricevere una risposta? Chi l’ha vista in questo esercizio di pazienza…afferma che era commovente. Spesso l’abbracciava e baciava. Ma Irene…marmorea e silenziosa! Non sentiva? Non capiva? Tutti i sentimenti spenti in lei? Un giorno, il miracolo: il pianto. Un pianto a dirotto. Solo pianto. Silvia solo la guardava. La guardava con gli occhi lucidi ma senza fare nessuna domanda. Nella sua piccolezza capisce di dover essere discreta e che lo sfogo è in se stesso parola e comunicazione. Forse neppure Irene sarebbe stata capace di giustificare le sue lacrime. Troppo piccola per sapere e ricordare. Ma non troppo piccola per sentire nel cuore le ferite dell’abbandono. Ci sono sofferenze conosciute e ci sono sofferenze indecifrabili. Passano i giorni. Dopo il pianto il sorriso. Non si trova Irene nella casa della gioia? È la sua primavera: uno sbocciare alla vita, a se stessa e agli altri. E con il sorriso, dapprima a fatica, poi in modo sempre più chiaro, la voce, il parlare, il comunicare. E comincia a crescere! Ora Irene e Silvia hanno circa sei anni. Sono loquaci e simpatiche. Sono più che amiche. Sempre assieme. Anzi, inseparabili. Di loro viene affermato: “Una vive per l’altra.” Il miracolo dell’attenzione e della pazienza! Silvia ha tratto Irene dalla solitudine alla fraternità, dal silenzio alla comunicazione, dalla sofferenza alla gioia. Quanto stupende le vie dell’amore: fanno risorgere! È Pasqua! Padre Giuseppe Inverardi


Le visite dei missionari presso il nostro segretariato... 7 dicembre 2012

Approfittando del mio passaggio a Mendrisio, sono felice di essere qui nella vostra sede per salutare tutti voi e sostare davanti alla statua della Madonna della Medaglia Miracolosa. Dico grazie a tutti voi per le tante cose che fate a favore della mia missione in Rwanda.

Le intenzioni di Sante Messe che ricevo le distribuirò ai nostri preti ugandesi e pure a quelli che ci aiutano nei programmi di Radio Maria. A tutti auguro un Natale di gioia e di benedizione da parte del Figlio di Dio che, nascendo, ha reso tutti noi figli di Dio. Con affetto e gratitudine. Padre Giovanni Scalabrini Missionario in Uganda

Fai la tua piccola parte di bene dove ti trovi; sono queste piccole parti di bene messe insieme che riempiono il mondo!

Desmond Tutu

GRAZIE DI CUORE!

14 dicembre 2012 Il Signore mi ha condotto qui a Mendrisio inaspettatamente a benedire una fabbrica della plastica i cui dirigenti desideravano tanto un prete che benedicesse il loro lavoro. Così ho colto l’occasione per far visita al vostro segretariato. Il Signore e la Santa Vergine benedicano la vostra opera a favore della nostra giovane Chiesa in Uganda.

Ricordiamo che, al fine di limitare le spese postali, la nostra Associazione ringrazia i benefattori a partire dal versamento di un’offerta di 100 franchi. Chi non desidera ricevere il ringraziamento è gentilmente pregato di volerlo indicare sulla polizza di versamento con la sigla: N.R. Da parte nostra non è possibile inviare ringraziamenti relativi ad indirizzi incompleti o illeggibili.

Il vostro contributo alla nostra Associazione è deducibile dalle tasse! L’Associazione Medaglia Miracolosa di Mendrisio è un ente senza scopo di lucro e ha un fine di pubblica utilità; in tale qualità è esente da imposta. I nostri benefattori possono quindi dedurre dal proprio reddito i contributi elargiti alla nostra Associazione se raggiungono almeno 100 franchi all’anno e non superano il 10% dei proventi imponibili. Trattenete le relative ricevute postali o bancarie per giustificare all’autorità fiscale il vostro diritto alla deduzione e continuate a sostenerci!

Vita dell’Associazione...

Grazie anche per le intenzioni di Sante Messe che mi avevate dato. Con la vostra offerta abbiamo potuto incominciare una piccola cappella nel centro per ragazzi e ragazze di strada di cui ci occupiamo a Nyagatare. Faccio a tutti i miei auguri di ogni bene e per un felice anno nuovo! Don Patrice Ntirushwa Missionario in Rwanda

Il “Gruppo Medaglia Miracolosa” di Mendrisio può realizzare progetti e portare aiuto ai più bisognosi solamente grazie alla costante generosità dei nostri benefattori. Grazie perciò di vero cuore a tutte le persone che sostengono le nostre opere missionarie con generosità, impegno e sacrificio.

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[Indirizzo]

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Anno 45, numero 161