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M A G A Z I N E

UNA PROPOSTA METODOLOGICA DI LAVORO A MISURA DI BAMBINO

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Au t o r i

Alberto Nabiuzzi, 1979 Rovigo, è allenatore in seconda del Süd Tirol, in carriera ha collaborato come tecnico con i settori giovanili, tra gli altri, di Pa d o v a , T r e n t o , M e z z o c o r o n a e R o v i g o . D al 2013 è pre side nte di Asd F uor i A rea, s o c ietà che si occupa di orga n iz za zi o ne camp, convegni e attività di ricerca nell’ambito atletico. In possesso di diploma Uefa B di allenatore di base è autore del libro “Comportamenti difensivi – situazioni tattiche per la linea a 4” Ed. Calzetti - Mariucci e del libro “Esercizi propedeutici alla formazione tattica del difensore” Ed. Calzetti – Mariucci

D u c c i o Fe r r a r i B r a v o , 1 9 7 3 M i l a n o , è r e s p o n s a b i l e d e l l a Fo r z a d e l l a J u v e n t u s Prima Squadra, coordinatore di Training Check e responsabile dei preparatori a t l e t i c i d e l s e t t o r e g i o v a n i l e. Diplomato Isef e laureato presso la facoltà d i S c i en ze Mo to ri e del l ’U n i vers i t à de g l i Studi di Milano con tesi sulla valutazione e l’allenamento del calciatore ha conseguito presso la stessa università il dottorato in fisiologia dell’esercizio c o n t e s i s u l l a “c a p a c i t à d i r i p e t e r e s p r i n t n e l c a l c i o ”. D a l 2 0 0 2 p r e p a r a t o re atletico professionista, licenza ottenuta presso il centro Figc di Coverciano. Attualmente è anche presidente regionale Aipac per la Lombardia.

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Con Enrico Mordillo del Novara Calcio, c o a d i u v a t o d a D u c c i o Fe r r a r i B r a v o e A l b e r t o N a b i u z z i , f i s s i a m o a l c u n p r i n c i p i e guide basilari per costruire un lavoro divertente efficace con i pi첫 piccini.

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I TRE PILASTRI L’ i m p r o n t a m e t o d o l o g i c a d e d i c a t a a l l a c a t e g o r i a d e i P i c c o l i Amici, si basa su tre macroconcetti cardine; li definiamo i 3 pilastri. Al centro del progetto, del modus operandi e quindi di ciascuno dei tre pilastri c’è il bambino, che è il fulcro del nostro lavoro. Questi, nello specifico, viene considerato in rapporto alla palla (dominio della stessa), all’avversario (duello con) e al suo compagno (collaborazione con). I 3 pilastri costituiscono i fondamenti su cui programmare il proprio percorso didattico, ragione per cui, nell’arco della settimana di lavoro, devono essere tutti considerati come obiettivi sui quali strutturare qualsiasi seduta di lavoro sul campo.

L’IMPOSTAZIONE METODOLOGICA ED I SUOI ELEMENTI Definiti i macroconcetti, ecco gli elementi che compongono la metodologia di lavoro.

I PRINCIPI LE SITUAZIONI GLI SVILUPPI I GESTI TECNICI

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I principi sono le norme di comportamento che diventano, a l l ’ i n t e r n o d e l g i o c o , u n a c o n s u e t u d i n e, u n ’ a b i t u d i n e, n e l l a c a tegoria Piccoli Amici occorre lavorare sostanzialmente sui seg u e n t i : 1 ) N o n b u t t a r e v i a l a p a l l a ; 2 ) Fa r e l a p r i m a g i o c a t a i n avanti; 3) Gioco su chi vedo; 4) Attacco e difesa della porta. Non buttare via la palla: a quest’età balza subito all’occhio, a n c h e a u n i n e s p e r t o , c o m e i l p i c c o l o c a l c i a t o r e, s i a c h e a b b i a ricevuto palla da un compagno o l’abbia sottratta un avversario, istintivamente sia portato a calciarla lontano senza criterio alcuno. F a r e l a p r i m a g i o c a t a i n a v a n t i : L’ i d e a è c h e i l b a m b i n o d e b ba acquisire l’abitudine a giocare il pallone al compagno che s i s m a r c a a v a n t i a s é, e v e n t u a l m e n t e a n c h e f a c e n d o r i p a r t i r e l ’ a z i o n e d a l l a r e t r o g u a r d i a , p i u t t o s t o c h e, a f f i d a r s i , p e r c o n v e n i e n z a p r a t i c a a l r i n v i o l u n g o c o m e n e l c a s o d e l p o r t i e r e. S e questo non viene posto come principio, il piccolo calciatore sarà portato, spesso, a non giocare il pallone sul compagno, ma, appunto, a rinviarlo lungo. Giocare su chi si vede: si tratta di un aspetto molto importante

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collegato ai due principi descritti in precedenza e presupposto di base dello smarcamento. Molto spesso, soprattutto nelle partitelle a fine allenamento, si nota come i bambini senza palla siano portati a nascondersi dietro l’avversario o a posizionarsi in zone del campo non idonee per riceverla (in prossimità della propria porta o di quella avversaria). Attacco e difesa della porta: lo scopo del gioco del calcio è quello di realizzare più reti degli avversari, ragione per cui è importante saper attaccare la porta del nostro opponente e al tempo stesso saper curare la fase difensiva proteggendo la propria. Questo aspetto è legato per forza di cose alla capacità di superare l’avversario; è una difficoltà tipica di quest’età, nel corso degli uno contro uno il giocatore che attacca, quando viene avvicinato dal difendente e non sapendo come affrontarlo tenta quasi sempre il tiro in porta, o addirittura torna indietro. Tutti i principi sopra descritti possono essere affrontati e sviluppati singolarmente ma nel concreto, durante l’arco della partita, vengono realizzati e messi in atto nella loro globalità.

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LE SITUAZIONI Le situazioni tattiche idonee alla categoria Piccoli Amici sono: l’1 contro 0, il 2 contro 0 + il portiere e l’1 contro 1. Queste sposano alla perfezione i 3 concetti pilastri. L’ 1 c o n t r o 0 p r e v e d e c h e i l b a m b i n o s i r a p p o r t i a l p a l l o n e, n e l 2 contro 0 + il portiere possiamo riscontrare il concetto di collaborazione e nell’1 contro 1 invece troviamo il rapporto con l’avversario con il relativo principio di attacco e difesa della porta.

GLI SVILUPPI Gli sviluppi rappresentano la messa in pratica delle soluzioni volte a risolvere una determinata situazione tattica. All’interno della nostra programmazione andremo ad affrontare i seguenti: tiro in porta, passaggio e difesa della palla, finte e corse di

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smarcamento.

I GESTI TECNICI I g e s t i t e c n i c i d i b a s e, o d i t e c n i c a a p p l i c a t a c h e s i a , r a p p r e sentano lo strumento col quale si articolano gli sviluppi volti a risolvere determinate situazioni. Nella categoria in oggetto i gesti tecnici che possono essere inseriti all’interno di una programmazione didattica sono: la conduzione palla, il calciare e la r i c e z i o n e. Pe r l ’ a s p e t t o d i t e c n i c a a p p l i c a t a o t a t t i c a i n d i v i d u a le troviamo il tiro in porta e il passaggio, la finta e il dribbling, lo smarcamento. Analizziamo ogni singolo elemento cercando di capire perché è fondamentale all’interno della nostra program-

Conduzione palla: rappresenta il gesto tecnico col quale il giocatore può muoversi nello spazio restando a contatt o c o n i l p a l l o n e. P r e s u p p o s t o p r e s e n t e i n o g n i s i t u a z i o ne o sviluppo che sia e può essere collegato a tutti e 3 i concetti portanti dei pilastri. Calciare: elemento tecnico che trova la sua espressione nel tiro in porta utilizzato per segnare una rete oppure nel passaggio, mezzo di collaborazione con il compagno. Il primo può essere applicato in tutte le situazioni e sviluppi, mentre il secondo prende forma nel 2 contro 0 o l’1 contro 1 in fase difensiva nel quale il portiere in caso di r e c u p e r o p a l l a p u ò g i o c a r l a c o n i l d i f e n s o r e. Finta e dribbling: elemento di tattica individuale e tecnica applicata utilizzata per superare l’avversario; è importante che il giovane calciatore sperimenti un buon numero di finte che si legheranno poi al dribbling. Il movimento della finta può essere inserito in contesti differenti ad esempio prima di tirare in porta, trasmettere o ricevere palla. Questo elemento è importantissimo nella situazione tattica di 1 contro 1.

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Smarcamento: elemento di tattica individuale che permette al giocatore senza palla di riceverla nello spazio. Nella categoria Piccoli Amici è importante inserire i conc e t t i d i z o n a d ’ o m b r a e z o n a l u c e, c o l l e g a b i l i a i p r i n c i p i d e l n o n b u t t a r e v i a l a p a l l a e g i o c a r l a s u c h i s i v e d e. Stop: gesto tecnico utilizzato per ricevere palla è colleg a b i l e s u c c e s s i v a m e n t e a c o n d u z i o n e, p a s s a g g i o , t i r o i n porta, finta e dribbling. Utile nelle situazioni di 2 contro 0, o in quelle dove intervengono collaborazione e interazione tra due o più compagni.

IL LINGUAGGIO Il linguaggio rappresenta un elemento rilevante della nostra pianificazione didattica; attraverso il linguaggio, proposto a misura di bambino, sarà più facile far comprendere ai nostri allievi alcuni concetti base che risulterebbero di difficile comprensione se spiegati in modo troppo tecnico. Un esempio può essere il gioco del buttafuori nel quale assegniamo il compito del “ragno” ai giocatori che avranno l’obiettivo di rubare il maggior numero di palloni ai compagni. Questi, a loro volta, diventeranno le “mosche” in quanto portati a riproporre il movimento tipico d e l l ’ a n i m a l e i n q u e s t i o n e.

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LINEA GUIDA PROPOSTE Di seguito elenchiamo e analizziamo tutti i fattori che un’eserc i t a z i o n e d e v e c o n t e n e r e c o s ì d a p o t e r s i d e f i n i r e “e f f i c a c e ”. L e p r o p o s t e o e x p e r i e n c e, t e r m i n e i n g l e s e p e r d e f i n i r e l e e s p e r i e n ze che i nostri allievi dovranno provare durante il percorso didattico e i parametri che dovranno essere sempre presenti nelle proposte eseguite sul campo sono rappresentati nel grafico 1.

SPAZI GRANDI PORTIERE

TANTI PALLONI

SUPERIORITÀ, PARTITA E INFERIORITÀ NUMERICA

POCHI AVVERSARI

AZZERAMENTO TRANSIZIONI

MOLTE POSSIBILITÀ DI SUCCESSO INTENSITÀ

I PA R A M E T R I Spazi grandi: è importante non limitare troppo gli spazi riducendoli inverosimilmente e rendendoli poco realistici. Ta n t i p a l l o n i : l a p a l l a è l ’ a t t r e z z o p r i n c i p a l e d e l g i o c o d e l c a l cio, e trovandoci a operare con la categoria Piccoli Amici, davanti a bambini nel pieno del loro egocentrismo, è opportuno c h e o g n u n o a b b i a u n p r o p r i o p a l l o n e. Po c h i a v v e r s a r i : q u e s t a v a r i a b i l e p u ò e s s e r e c o l l e g a t a a l l a s u c cessiva ovvero all’elevata possibilità di successo. Un numero sproporzionato di avversari provoca un eccessivo carico cognitivo con conseguente difficoltà nell’esecuzione delle diverse pro-

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poste eseguite in allenamento. A titolo d’esempio, la partita finale dove è opportuno dosare gli di avversari evitando squadre t r o p p o n u m e r o s e c h e r i s c h i a n o d i p r o v o c a r e s o l o c o n f u s i o n e. M o l t e Po s s i b i l i t à d i S u c c e s s o : è i m p o r t a n t e c h e i l b a m b i n o s i trovi a eseguire proposte semplici fatte su misura, e che gli riescano. Esempio un tiro in porta o il superamento di un avversario. Intensità: è il parametro fondamentale presente in ogni proposta, un’esercitazione è efficace solo se si raggiunge una certa intensità e viene mantenuta nel tempo. Occorre evitare pause troppo lunghe e tempi morti, ragion per cui è compito dell’is t r u t t o r e c u r a r e o g n i a s p e t t o d e l l ’ e s e r c i t a z i o n e, c o n s p i e g a z i o n i e correzioni brevi ma efficaci. Superiorità, parità e inferiorità numerica: sono tutte situazioni che possono verificarsi nel corso di una partita; nel 2 contro 0, l’1 contro 1 e 1 contro 0, che proporremo, i tre elementi elencati è lampante siano sempre presenti e che possano concatenarsi l’uno con l’altro. Ad esempio nell’1 contro 1 se il portiere recupera palla può diventare giocatore attivo creando d i f a t t o , c o l l ’ a i u t o d e l d i f e n s o r e, u n a s u p e r i o r i t à n u m e r i c a c o n t r o l ’ a t t a c c a n t e. Transizioni: ogni situazione tattica, per essere realistica e vicina alla partita, deve per forza prevedere le transizioni, ovvero il tempo in cui si passa dalla fase di possesso a quella di non possesso e viceversa. Anche se si parla di Piccoli Amici è importante codificare il concetto di transizione in rapporto allo svil u p p o d e l l a s i t u a z i o n e. A d e s e m p i o n e l l ’ 1 c o n t r o 1 l a t r a n s i z i o n e si può verificare nel momento in cui il difendente vince il contrasto ed entra in fase di possesso palla, gli si affida il compito di segnare a sua volta un punto in una determinata porticina, facendolo passare quindi in transizione positiva. Po r t i e r e : g i o c a t o r e i m p o r t a n t e i n e n t r a m b e l e f a s i d i g i o c o , i n quanto ha il compito di difendere la porta e in caso di recupero palla iniziare l’azione appoggiandola a un compagno riprendendo così i principi descritti in precedenza.

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ESEMPI DI ESERCITAZIONI – APPLICAZIONE DEI CONCETTI Descrizione: in uno spazio delimitato i giocatori in bianco conducono liberamente palla ostacolati dai giocatori rossi che a v r a n n o i l c o m p i t o d i t o c c a r e i l l o r o p a l l o n e, s e c i ò a c c a d e c h i ne era in possesso deve restare fermo e aspettare che un suo compagno lo “liberi” sfiorandogli la spalla.

PILASTRI

SITUAZIONI

GESTI

- Io e la palla

- Uno contro uno

- Conduzione della palla

- Io e l’avversario

PARAMETRI: Intensità - spazi grandi - pochi avversari - molte possibilitàdi successo - parità, superiorità e inferiorità numerica Va r i a n t e 1 : i l g i o c o d i s v o l g e c o m e i l p r e c e d e n t e, m a i n s e r i a m o dei giocatori jolly (esempio i gialli) che avranno la possibilità di aiutare i bianchi nel possesso della sfera.

PILASTRI

SITUAZIONI

GESTI

SVILUPPI

- Io e la palla

- L’uno contro uno

- Conduzione palla

- Non buttare la palla

- Io e il compagno

- Il due contro zero

- Il passaggio

- Gioco dove vedo

- Io e l’avversario

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ESERCITAZIONE SITUAZIONALE Descrizione: dividere i giocatori su 3 partenze come in figura. Al via dell’allenatore l’esercitazione si svolgerà nel seguente modo: il portiere esegue una capovolta sul tappetino e corre in porta, mentre il giocatore rosso (attaccante) conduce palla in s l a l o m t r a i c o n i e p u n t a l a p o r t a g r a n d e, i n s e g u i t o d a l g i o c a t o re bianco che in precedenza ha eseguito anche lui uno slalom tra i coni e arresto della palla nel cerchio. Se il difensore recupera palla può a sua volta realizzare un punto segnando in una delle d u e p o r t i c i n e, s e i n v e c e l o f a i l p o r t i e r e p u ò p a r t e c i p a r e a t t i v a mente all’azione creando di fatto una superiorità numerica.

PILASTRI

SITUAZIONI

GESTI

SVILUPPI

- Io e la palla

- L’uno contro uno

- Conduzione palla

- Non buttare la palla

- Io e il compagno

- Il passaggio

- Gioco dove vedo

- Io e l’avversario

- Stop

- Giocare in avanti

- Smarcamento

- Attacco e difesa

- Finta e dribbling

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alla porta


PARAMETRI: intensità - spazi grandi - pochi avversari - molte possibilità di successo - parità, superiorità e inferiorità numerica - transizioni La programmazione dell’area motoria e coordinativa Pe r q u e s t a f a s c i a d ’ e t à e p e r q u e s t ’ a r e a d u e s o n o i f o n d a m e n t i sui quali si lavora: nello specifico gli schemi motori e le capac i t à c o o r d i n a t i v e. F i s s i a m o o r a a l c u n i c o n c e t t i c h i a v e u t i l i p e r comprendere quanto sia importante l’aspetto motorio nel percors o d i f o r m a z i o n e d i u n g i o v a n e c a l c i a t o r e. Le fasi sensibili Pe r f a s i s e n s i b i l i s ’ i n t e n d o n o i p e r i o d i t e m p o r a l i d e l l a c r e s c i t a che sono particolarmente favorevoli per l’incremento di determin a t i f a t t o r i m o t o r i – s p o r t i v i d e l l a p r e s t a z i o n e, c i o è p e r i o d i n e i quali l’allenabilità è particolarmente elevata. Rappresentano un faro, una guida, utile a rendere ottimale il processo di programmazione dell’allenamento a lungo termine; ci aiutano a rispondere alla domanda: che cosa occorre fare e in quale momento? Non sfruttare adeguatamente questi periodi “fertili” può comportare il fatto che determinati fattori prestativi, anche se stimolati adeguatamente in tempi successivi, non r a g g i u n g a n o g l i s t e s s i r i s u l t a t i d e r i v a n t i , i n v e c e, d a u n a p r o grammazione didattica tempestiva e corretta. Nella figura vi proponiamo la tabella delle fasi sensibili secondo M a r t i n . L e e t à c h e i n t e r e s s a n o i l n o s t r o l a v o r o s o n o l e p r i m e t r e.

Ta b e l l a Fa s i S e n s i b i l i d i M a r t i n

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SCHEMI MOTORI DI BASE Correre

Lanciare

Camminare

Rotolare

Saltare

Strisciare

SCHEMI MOTORI POSTURALI Flettere

Addurre

Piegare

Ruotare

Abdurre

Slanciare

LE CAPACITÀ COORDINATIVE Definizione: “Le capacità coordinative sono quelle che consent o n o d i o r g a n i z z a r e, c o n t r o l l a r e e r e g o l a r e i l m o v i m e n t o i n v i s t a di un determinato obiettivo o scopo”, esse dipendono dal funzionamento degli organi di senso e del sistema nervoso. Il linea generale e capacità coordinative vengono classificate in generali e speciali:

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LE CAPACITÀ COGNITIVE GENERALI Apprendimento motorio Controllo motorio Adattamento e trasformazione

CAPACITÀ COGNITIVE SPECIALI Accoppiamento e combinazione

Orientamento spazio/temporale

Differenzazione

Reazione

Equilibrio

Ritmizzazione

CAPACITÀ COORDINATIVE GENERALI Le tre capacità coordinative generali sviluppano fra di esse una r e l a z i o n e c i r c o l a r e m o l t o s t r e t t a . U n ’ a b i l i t à p r i m a l a s i a p p r e n d e, successivamente la si migliora con un incremento del controllo della stessa e infine la si adatta trasformandola in funzione di s t i m o l i e c a m b i a m e n t i i n t e r n i o e s t e r n i a u n ’ a b i l i t à s u p e r i o r e. L’A p p r e n d i m e n t o m o t o r i o è l a c a p a c i t à d ’ i m p a r a r e, a s s i m i l a r e e acquisire movimenti, da quelli più semplici a quelli più comp l e s s i , t r a m i t e e s e r c i t a z i o n i r i p e t u t e. Il controllo motorio è la capacità di controllare i moviment i d u r a n t e l ’ e s e c u z i o n e, s e c o n d o u n o b i e t t i v o e u n p r o g r a m m a d’azione stabilito. L’ a d a t t a m e n t o e t r a s f o r m a z i o n e è l a c a p a c i t à d i c a m b i a r e, t r a sformare e adattare movimenti appresi in precedenza in risposta a i m p r o v v i s i m u t a m e n t i d e l l e c o n d i z i o n i e s t e r n e, p e r p e r m e t t e r e di raggiungere sempre e in ogni modo il risultato motorio previsto.

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CAPACITÀ COORDINATIVE SPECIALI La capacità di combinazione e accoppiamento dei movimenti È la capacità di combinare e mettere nella giusta successione movimenti diversi tra loro. La capacità di orientamento spazio-temporale È la capacità di valutare e modificare i movimenti del corpo nello spazio circostante e nel tempo. La capacità di differenziazione cinestetica È la capacità di essere sensibili alle posizioni reciproche delle varie parti del corpo e di intervenire tempestivamente per mod i f i c a r l e. La capacità di reazione motoria È la capacità di reagire rapidamente con movimenti adeguati di fronte a una situazione non prevista e improvvisa. La capacità di ritmizzazione (o capacità ritmica) È la capacità di eseguire movimenti in successione ritmica, attraverso l’organizzazione cronologica delle contrazioni e decontrazioni muscolari. La capacità di equilibrio È la capacità di mantenere o riprendere una condizione di equilibrio quando i movimenti o una forza esterna tendono a turbarla.

PERCHÉ È IMPORTANTE SVILUPPARE PIANI DI LAVORO IN AMBITO MOTORIO? Nell’insegnamento del gioco del calcio lo sviluppo delle capacità coordinative e degli schemi motori svolgono un ruolo di primaria importanza, in quanto coinvolte nell’esecuzione di qualsiasi f o n d a m e n t a l e t e c n i c o o e l e m e n t o t a t t i c o . Po s s i a m o a f f e r m a r e con certezza l’esistenza di una relazione a “piramide” dove alla base troviamo schemi motori e capacità coordinative e al vertice l’insieme dei gesti tecnici e degli elementi tattici.

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In riferimento quanto detto basti pensare alle fase di rincorsa del colpo di testa, in cui si legano due schemi motori come il correre e saltare e si utilizzano capacità coordinative quali e q u i l i b r i o , a d a t t a m e n t o e t r a s f o r m a z i o n e, c o m b i n a z i o n e e a c coppiamento dei movimenti. Meglio ancora nel controllo di palla nel quale durante la fase di appoggio monopodalico troviamo i due schemi motori del correre e saltare uniti alle capacità coordinative di equilibrio dinamico e adattamento e trasformazione; in pratica non c’è gesto tecnico che possa scindersi da una componente motoria. Questa relazione indica quanto sia importante eseguire un piano di lavoro che sviluppi in parallelo gesto tecnico e componente coordinativa - motoria collegata, solo così i nostri allievi potranno a p p r e n d e r e, i n m o d o o t t i m a l e, l ’ e s e c u z i o n e t e c n i c a d e l l e g e s t u a lità proprie del gioco del calcio.

QUANDO E COME È POSSIBILE SVILUPPARE UN PIANO DI LAVORO MIRATO ALLA SFERA MOTORIA? È possibile e consigliato in ogni fase della seduta inserire componenti e variabili a carattere motorio, così da poter render e o g n i e s e r c i t a z i o n e i l p i ù m u l t i f u n z i o n a l e p o s s i b i l e. Q u a l o r a l ’ e s e r c i t a z i o n e “ i n t e g r a t a ” r i s u l t i p o c o e f f i c a c e, d a t a l ’ e l e v a t a complessità rappresentata dall’insieme delle richieste esecutive a c a r a t t e r e t e c n i c o m o t o r i o e c o g n i t i v o i n s e r i t e, è i l c a s o d i v a lutare la possibilità di separare la componente tecnico-tattica d a q u e l l a m o t o r i a , c o s ì d a p o t e r s v i l u p p a r e i n m a n i e r a “a n a l i t i c a ” a l c u n i e l e m e n t i s p e c i f i c i . Pe r q u a n t o r i g u a r d a l a s f e r a m o t o ria, andremo a proporre differenti tipologie di lavoro che possono variare in funzione della fascia d’età, dell’obiettivo della seduta e del periodo dell’anno.

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QUALI PROPOSTE MOTORIE COORDINATIVE SCEGLIERE DALLA SCUOLA CALCIO ALL’ATTIVITÀ DI BASE?

Il grafico sopra riportato, mostra l’insieme delle proposte motorie utilizzabili a partire dalla categoria Piccoli Amici fino a l l ’ u l t i m a f a s c i a d ’ e t à d e l l ’A t t i v i t à d i B a s e. D u r a n t e q u e s t o a r c o di tempo, della durata di 8 anni, la componente motorio coordinativa riveste un ruolo di primaria importanza, al pari della formazione tecnica. La tabella delle fasi sensibili ci suggerisce che questo intervallo temporale rappresenti il momento d’oro per questa tipologia di attività, è quindi importante agire tempestivamente con piani di lavoro mirati e adeguati al gruppo con cui si opera. Le proposte che possono essere utilizzate in t u t t e l e f a s c e d ’ e t à s o n o q u e l l e i n t e g r a t e, p e r c h é p i ù f u n z i o n a l i , stimolanti e offrono maggiori risultati per il giovane calciatore n e l m e d i o e l u n g o t e r m i n e. A p a r t i r e d a l l a c a t e g o r i a P u l c i n i , p e r aumentare sempre di più sino alla categoria Esordienti, possiam o i n s e r i r e l e p r i m e v e r e e p r o p r i e f o r m e d i l a v o r o “a n a l i t i c o ” combinate a gesti tecnici (tecnica di base o tecnica applicata) e d i v e r s e c a p a c i t à c o o r d i n a t i v e u n i t e a s c h e m i m o t o r i d i b a s e.

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QUALI ESERCITAZIONI POSSIAMO UTILIZZARE CON LA CATEGORIA PICCOLI AMICI?

ESERCITAZIONI INTEGRATE

PERCORSI MOTORI

PROPOSTE MOTORIE E COORDINATIVE

ESERCITAZIONI ANALITICHE

Pe r q u a n t o r i g u a r d a l e t i p o l o g i e d i l a v o r o e l e n c a t e i n p r e c e denza, le proposte più idonee alla categoria Piccoli Amici sono dunque le esercitazioni “integrate”, i percorsi motori e in picc o l a p e r c e n t u a l e q u e l l e a n a l i t i c h e, c o m e e v i d e n z i a t o n e l g r a f i c o relativo. Trovandoci a operare con fasce d’età relative ai più piccini gli aspetti predominanti in ogni singola proposta sono la multifunzionalità, la lucidità e l’emotività. Due principi di riferimento in fase di scelta delle proposte da inserire nel percorso didattico sono quelli relativi al metodo deduttivo e induttivo. Nel metodo induttivo viene dato spazio al bambino stimolando l a l i b e r t à d i “ s p e r i m e n t a r e ” e d “e s p l o r a r e ” p e r a r r i v a r e a l l a s o luzione di un compito (lavoro a lungo termine), mentre nel metodo deduttivo (lavoro a breve termine) è il tecnico che “guida” l’allievo durante tutte la fasi che portano alla risoluzione di un compito motorio… All’interno della programmazione dedicata ai Piccoli Amici i mezzi di allenamento preferiti sono i percorsi motori, le esercitazioni integrate e giochi di gruppo a valenza t e c n i c a m o t o r i a i n t e r v a l l a t i a p r o p o s t e a n a l i t i c h e, c o s ì d a p o t e r dare il giusto equilibrio didattico al lavoro svolto.

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METODO INDUTTIVO

METODO DEDUTTIVO

PERCORSI MOTORI ESERCITAZIONI ANALITICHE

ESERCITAZIONI INTEGRATE

PERCORSI MOTORI I percorsi motori coordinativi sono particolarmente utili quando ci si trova a operare con gruppi numerosi dove il rischio di creare tempi morti è elevato. Qui entra in gioco la fantasia d e l l ’ i s t r u t t o r e ; g r a z i e, a d e s e m p i o , a l l a p r e d i s p o s i z i o n e d i d i verse stazioni di lavoro è possibile creare percorsi differenti che allenino contemporaneamente più capacità o diversi fattori d i p r e s t a z i o n e. Pe r r e n d e r e i p e r c o r s i m o t o r i p i ù f u n z i o n a l i e c o i n v o l g e n t i s i p u ò i n s e r i r e i l p a l l o n e, p r o p o n e n d o l a v o r i m i r a t i all’apprendimento della tecnica all’interno dei percorsi stessi. È comunque importante seguire una ben definita programmazione per obiettivi, ragionata in considerazione dei progressi dei bambini. Q u e s t a t i p o l o g i a d i l a v o r o n o n p r e s e n t a g r a n d i p u n t i a s f a v o r e, l ’ u n i c a d i f f i c o l t à , p e r l ’ i s t r u t t o r e, c o n s i s t e n e l n o n p o t e r r i u s c i re a somministrare tempestivamente un feedback, dovendo osservare più giocatori alla volta. Un consiglio: quando si propongono percorsi motori sotto forma di gara è opportuno mettere in primo piano l’esecuzione tecnica corretta anche a discapito d e l l a c o m p e t i z i o n e.

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ALCUNE PROPOSTE

1 ° Pe r c o r s o - S k i p a l t o s i n g o l o , a p p o g g i o t r a g l i s p a z i d e l l ’ o v e r, strisciare sotto l’ostacolo alto e capovolta sul tappetino 2 ° Pe r c o r s o - S k i p a l t o s i n g o l o , a p p o g g i o t r a g l i s p a z i d e l l a scaletta, passaggio sotto l’ostacolo alto e balzi a piedi pari in s u c c e s s i o n e. 3 ° Pe r c o r s o - S k i p a l t o s i n g o l o , a p p o g g i o t r a g l i s p a z i d e l l a s c a letta, passaggio sotto l’ostacolo alto strisciando e rotolamento laterale passando sotto l’elastico. Proposte analitiche Le proposte analitiche sono particolarmente indicate per le fas c e d ’ e t à p i ù e l e v a t e, l ’ a l t a r i p e t i t i v i t à d e i g e s t i c h e l e c a r a t t e rizza potrebbe suscitare un senso di monotonia nei più piccoli. Le esecuzioni dettagliate e la possibilità di sezionare ogni singolo gesto rappresenta viceversa il loro punto di forza. È possibile combinare più lavori analitici integrando alcune capacità coordinative con schemi motori e/o gesti tecnici.

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PROPOSTE ANALITICHE E COORDINATIVE

Dividere i giocatori come in figura, la progressione didattica si svolge nel seguente ordine: 1) I giocatori con palla in mano eseguono un’azione di skip basso e alto con singolo appoggio, mettono palla a terra, vanno in conduzione fino all’elastico e strisciano sotto quest’ultimo. 2) I giocatori con palla in mano eseguono una successione di balzi a piedi pari, mettono palla a terra, vanno in conduzione palla fino all’elastico e strisciano sotto quest’ultimo. 3) I giocatori con palla in mano eseguono un’azione di skip basso e alto (doppio appoggio), mettono palla a terra, vanno in conduzione palla fino all’elastico e strisciano sotto quest’ultimo. 4 ) I g i o c a t o r i e s e g u o n o u n ’ a z i o n e b a l z i i n s u c c e s s i o n e, s t r i s c i a no sotto l’ostacolo alto e corrono fino all’elastico per eseguire un rotolamento laterale o una capovolta passando sotto lo stesso.

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ESERCITAZIONI “INTEGRATE” Le esercitazioni coordinative integrate sono particolarmente utili quando si lavora con gruppi particolarmente numerosi o s i h a p o c o t e m p o e p o c h i m a t e r i a l i a d i s p o s i z i o n e, e s s e p o s s o essere svolte durante tutto l’arco della seduta e arricchite con ogni tipologia di esercitazione tecnico/tattica analitica o situazionale che sia. Va n t a g g i : l a d u t t i l i t à d i q u e s t a t i p o l o g i a d i p r o p o s t a è r a p p r e sentata dalla possibilità di inserire una forma di lavoro motorio all’interno di una qualsiasi esercitazione tecnica, situazionale o gioco. Gli schemi motori sono sollecitati in maniera diretta e indiretta, rendendo di fatto la proposta multifunzionale e più s t i m o l a n t e. Criticità: Un eccessivo carico di difficoltà determinato dall’insieme delle richieste motorie e tecniche presenti nell’esercitazione potrebbe spingere il giovane allievo a concentrarsi solo s u a l c u n i a s p e t t i a d a n n o d i a l t r i . Pe r e s e m p i o i l d e s i d e r i o d i arrivare prima sul pallone rispetto al compagno in un uno contro uno, potrebbe indurre il piccolo a eseguire frettolosamente o a d d i r i t t u r a a s a l t a r e i l p e r c o r s o p r e c e d e n t e. S e t r o p p o c o m p l e s s a , i n o l t r e, p u ò e s s e r e c o n t r o p r o d u c e n t e v e r s o i s o g g e t t i c o n difficoltà marcate dal punto di vista motorio.

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DIVIDERE I GIOCATORI SU 3 PARTENZE COME IN FIGURA. Al via dell'allenatore il giocatore rosso esegue uno slalom tra i c o n i e a f f r o n t a i l p o r t i e r e, s u c c e s s i v a m e n t e l e d u e f i l e l a t e r a l i p a r t o n o c o n t e m p o r a n e a m e n t e, u n a i n c o n d u z i o n e p a l l a t r a i c o n i (il bianco in figura) mentre il giocatore blu esegue un mini percorso coordinativo e collabora con la fila bianca nel 2 contro il p o r t i e r e. Un esercizio alternativo I giocatori partono conducendo palla in forma libera con l'estern o d e l p i e d e, o b i e t t i v o è q u e l l o d i o c c u p a r e o g n i z o n a d e l q u a drato. Successivamente in base al comando deciso dall'allenatore i giovani calciatori eseguiranno le seguenti azioni: rotolare = rotoleranno al suolo, strisciare = strisceranno trasportando la palla, lanciare = lanceranno la palla in aria e la riprenderanno s e n z a f a r l a c a d e r e, c a p o v o l g e r s i = e s e g u i r a n n o u n a c a p o v o l t a .

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ALLFOOTBALL MAGAZINE - Alleniamo i piccoli amici  

Una proposta metodologica di lavoro a misura di bambino

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