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Nr.

2

g iu g no 2 0 1 4

anno

22

www.ilponte .dk

ITALIANI

IN DANIMARCA

SU ONDA TV A RADIOPIZZA SI PARLA ITALIANO

LA CULTURA NEL PIATTO


SOMMARIO

il

ponte //

giugno 2014 anno 22

Nr. 2

2

editoriale di grazia mirabelli

20

PASSEGGIATE ROMANE: GLI IMPRESSIONISTI DANESI IN ABRUZZO MOSTRE di Emanuela Medoro

3

istituto italiano di cultura programma GIUGNO/LUGLIO 2014

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IL DANESE CHE SCOPRÍ L'ABRUZZO MOSTRE DI Birger Riis- Jørgensen

4

UNA RASSEGNA SULL'ITALIA NEL MONDO ATTUALITÁ Franco Perdichizzi

24

SE POTESSI AVERE LA VOCE DELLA SIBILLA di SIBILLA CIULA

8

Il miracolo della Cappella degli Scrovegni continua… ARTE DI Lucia Rota Andersen

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dante alighieri Programma AGOSTO-DICEMBRE

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indirizzi utili almanacco

12

Cibo e cultura, ovvero il cibo é cultura CULTURA di Maria Cristina Tulisso

16

RADIOPIZZA IN DIRETTA DA CPH RADIO di Paolo Federici

"La redazione invita i lettori ad inviare contributi ed idee per la rivista. Una volta vagliatone la rilevanza, saremo ben lieti di pubblicarli"

Adesso puoi ricevere le due riviste IL PONTE ed ITALIA- JATAK a casa tua con l’abbonamento annuale di kr.250,- da versare sul conto Danske Bank Reg.nr. 4280 kontonr. 0016922889

Nr.

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22

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Nr. 6 │ Juni 2014 w w w. i ta l i a - j ata k.dk

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URA LA CULT TO NEL PIAT

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CATA LDO Sundt for sjælen at gå i kloster

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juni 2014

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il

ponte //

Caro lettore, anche questo numero della rivista è stato interamente realizzato con collaborazioni a titolo gratuito. Sostieni il nostro lavoro con un abbonamento di supporto, questo ci permetterà di assicurare un futuro all’unica rivista in lingua italiana pubblicata in Danimarca IL PONTE kr.150 annuali Danske Bank Reg.nr. 4280 kontonr. 0016922889

direttore grazia mirabelli Art Direction Barbara Lütken hanno collaborato Franco Perdichizzi

Cari lettori,

consistente numero di oltre 6.000.

LUCIA ROTA ANDERSEN Emanuela Medoro

dalle 4.200 unità del recente passato, al più

registriamo con un pizzico di amarezza che

Ma si continua a parlarne troppo poco, e a

degli Italiani all’Estero si parla sempre meno in

fare sempre meno per andare incontro alle

Italia. Un patrimonio di risorse umane, culturali e

problematiche legate agli italiani nel mondo.

sociali che riveste una grande importanza anche

Lo dimostrano i tagli lineari fino al 65%, tra l’altro

economica. Non si parla infatti più nemmeno

su lingua e cultura, assistenza agli indigenti,

dell’indotto che gli italiani nel mondo riescono ad

informazione, che hanno raggiunto i livelli più

alimentare, facendo convogliare nelle casse dello

bassi degli ultimi decenni. A questi si aggiunge la

redazione

stato cifre di tutto rispetto. O del ruolo di primo

riduzione dei servizi e delle sedi consolari, e degli

Rivista italiana in Danimarca

piano che rivestono nel ciclo delle importazioni

Istituti di Cultura. Ricordiamo che il nostro Istituto

ed esportazioni del Paese, e dell’immagine del

di Copenaghen ha subito un forte scossone la

Made in Italy più in generale. Essi sono inoltre

scorsa primavera, rischiando la chiusura, sventata

portatori in senso ampio di italianità, ed hanno il

solo per un pelo grazie all’intervento del nostro

merito di alimentare la diffusione della lingua e

Ambasciatore Stefano Queirolo Palmas, ed a

della cultura italiana nel mondo.

quello di alte personalità del mondo accademico

Ma i tanti nostri connazionali che se ne vanno

danese.

in giro per il mondo, spesso facendosi valere e

Ma allora cosa resta da dire? Che l’Italia nel

raggiungendo posizioni apprezzate e di prestigio,

mondo è fatta tuttavia anche di persone comuni

sembra non interessino più di tanto né la stampa

che si ritagliano un ruolo all’interno delle

italiana, né l’opinione pubblica.

comunità trainandole, spesso anche con sacrificio

Si va creando così una forbice sempre più

e spirito di abnegazione, parola non tanto

ampia tra italiani dentro e fuori i confini. Una

obsoleta quanto si sarebbe portati a credere.

emigrazione che per alcuni anni sembrava

Che gli italiani hanno storicamente dimostrato

frenata, ma a cui in questo periodo difficile

di sapersi tirare su le maniche e ricominciare da

legato alla crisi, si è agganciato un nuovo flusso

capo anche in momenti duri, in cui la speranza

migratorio. Un fenomeno totalmente ignorato

era davvero al lumicino. Perché allora non farcela

dai media, di giovani e meno giovani che hanno

ancora, magari dandosi come obiettivo la voglia

scelto di partire spinti dall’ assenza di prospettive

di cambiamento?

di un futuro a lungo termine, ed alla volta di

Staremmo meglio tutti, certo anche noi che

una realizzazione di vita più probabile di quella

abbiamo scelto di restare italiani vivendo altrove.

MARIA CRISTINA TULISSO Paolo Federici Sibilla Ciula DESIGN & web MCB2 ADVERTISING mcb2.dk

c/o Grazia Mirabelli Howitzvej 62-1th 2000 Frederiksberg email: info@ilponte.dk www.ilponte.dk banca danske bank reg.nr. 4280 kontonr. 0016922889

Le opinioni espresse in ogni singolo articolo sono da attribuirsi esclusivamente all’autore dell’articolo, che se ne assume la responsabilità, e non rifflettono necessariamente il punto di vista della redazione. La redazione non è responsabile di eventuali cambiamenti nelle date e negli orari degli eventi annunciati.

che al momento l’Italia è in grado di offrire loro. Un flusso fatto anche di alta professionalità e competenza, che ha raggiunto anche noi qui in Danimarca, facendo svettare la presenza italiana

Grazia Mirabelli


Istituto Italiano di Cultura

Gjørlingsvej 11 – 2900 Hellerup – tel. 3962 0696 www.iiccopenaghen.esteri.it

Fra i vari eventi in programma, vi segnaliamo stavolta in particolare:

Performance: ”Marie & William”

Concerto: Checco Fornarelli duo

di Alex Cecchetti Marie & William è il titolo della performance che Alex Cecchetti ha ideato in occasione della mostra “Nervous System: Languages of Wonder and Denial” che inaugurerá il 27 Giugno 2014 presso la Kunsthal Aarhus. La performance unisce danza, recitazione e scrittura raccontando la storia di Marie che passeggiando sopra un tetto assieme all’amante, William, decide di confidargli che in realtá non lo ama piú. La notizia genera la reazione immediata di William, che sconvolto si getta dal tetto. Gridando “Aspetta!”, Marie congela il movimento dell’ex-amante e lo sospende nel vuoto come se attendesse che qualcosa succeda. Se non mi ami piú, che cosa succede dopo?

“Shine” è il primo progetto del neonato Duo Kekko Fornarelli - Roberto Cherillo. Un connubio eccezionale di due rare personalità, due artisti dagli stili unici, per un mix di suggestioni sonore che spaziano dal puro piano jazz all’elettronica, passando per le contaminazioni nordeuropee, il trip-hop anglosassone, i richiami all’Oriente. Attraverso ricerche e ascolti che vanno da La Monte Young a Meredith Monk, e a tutto quel panorama post John Cage in cui si ritrovano anche i canti dei monaci tibetani del monastero di Gyuto Monks, il focus del progetto è una iper-sperimentazione sul genere canzone, che arriva sino alla sua inversione strutturale/distruzione. La semplicità vocale di Cherillo e la ricchezza espressiva del piano di Fornarelli si supportano a vicenda, amalgamandosi con le distorsioni create dai synth, dando vita ad atmosfere nuove dalla forza evocativa esclusiva, grazie anche alla pura improvvisazione jazz.

Venerdì 27 giugno – ore 17.00

www.kunsthalaarhus.dk Posto: Kunsthal Aarhus, J.M. Mørks Gade 13, 8000 Aarhus C.

Lunedì 12 luglio - ore 19.00

In collaborazione con PugliaSound.

Il programma completo e aggiornato è consultabile sul nostro sito: www.iiccopenaghen.esteri.it (sotto 'Gli Eventi' › 'Calendario' )

In occasione del Copenhagen Jazz Festival. Per ulteriori informazioni: www.jazz.dk. Prezzo: 60 kr. in prevendita e 80 kr. all’ingresso. Posto: Verdenskulturcentret, Nørre Allé 7, 2200 København N.

Se non diversamente indicato, gli eventi hanno luogo nella sede dell’Istituto Orario di apertura: lunedì e martedì 9-17; mercoledì e giovedì 9-16; venerdì 9 -15. Orario di apertura della biblioteca: tutti i giorni dalle 12 alle 14. Come diventare soci dell’Istituto: la tessera con validità per l’anno so-

lare costa 250 corone. Info: www.iiccopenaghen.esteri.it (sotto 'L’istituto' › 'Diventare soci'). Visita la nostra pagina Facebook: facebook.com/detitalienskekulturinstitut

Aiutateci ad informarvi puntualmente e al meglio! Scrivete a segreteria.iiccopenaghen@esteri.it per ricevere le newsletter sulle nostre attività per e-mail. Il Ponte giugno 2014.indd 1

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washington

new york helsinki canada


il

ponte // a t t u a l i t á

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Dalla Siciliana ONDA TV

una rassegna sull’Italia

nel mondo di Franco Perdichizzi

viveva e mi faccio raccontare, ma

loro misericordia”. Sono così partito

questa volta per Onda TV, la sua vita.

da quella storia, da quell’orgoglioso

Mi ricordo quel giorno d’estate

Mi commuovo nuovamente come

emigrato per fare il giro del mondo alla

come se fosse oggi . Eppure sono

era già accaduto due anni prima e si

ricerca degli italiani e raccontare come

passati dodici anni dal 10 luglio del

commuovono migliaia di telespettatori

è cambiata l’emigrazione. Si perché è

2002. Onda Tv dava il via al nuovo

che poi

cambiata…anzi ha subito una vera

programma che avevo tanto voluto.

vedranno il

trasfromazione e proprio tanto.

Raccontare l’emigrazione italiana

reportage

All’estero di quegli emigrati,

agli albori del terzo millennio. Così

televisivo. “ I

mi trovavo a New York per la prima

primi giorni di

puntata di “Tutto In”, e non poteva

lavoro come

esserci meta più coinvolgente per

spazzino a NY,

raccontare la storia degli emigrati

mi racconta

italiani di un tempo e di quelli dei nostri

Emilio, non

giorni . Ho voluto iniziare da NY, sogno

avevo i soldi

italiano delle nostra emigrazione della

neanche per

prima metà del secolo scorso, anche

comprare un

per un altro motivo ed era quello

tozzo di pane

che mi aveva spinto a modificare

e così durante

il format di un programma che già

la pausa per la

conducevo e che si chiamava “Pro e

colazione facevo footing attorno al

diverso da quello del mio amico

Contro”. Incontrare un arzillo anziano

palazzo perché non volevo confessare

siciliano che ormai non c’e’ più. E’

siciliano che alcuni anni prima mi aveva

ai miei compagni di lavoro che non

morto due anni fa e chissà se il suo

commosso raccontandomi la sua storia

avevo con me nulla da mangiare.

sacrificio di “esiliato” all’estero, così si

di emigrante. Emilio lo incontro sul

Chissà se loro hanno mai capito che

è sentito per anni, è stato recepito con

lungofiume dell’Hudson River Parker

il footing, visto la mia esile figura,

la giusta comprensione dai figli e dai

proprio di fronte a Jersey City dove

era solo una scusa per evitare la

nipoti.

Ho voluto iniziare da NY, sogno italiano delle nostra emigrazione della prima metà del secolo scorso...

che con il loro sacrificio hanno contributo e non poco al “boom economico” degli anni ’60 ne sono rimasti veramente pochi e di loro rimangono le seconde e terze generazioni che “parlicchiano” la nostra lingua o addirittura non la parlano affatto. Invece, ho incontrato ad ogni latitudine i nuovi emigrati. Gente di cultura, professionisti, eccellenze e con un orgoglio

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il

ponte // a t t u a l i t á

Prima l’orgoglio era quello di allontanare la povertà, creare un futuro per i figli a qualsiasi costo anche subendo mille mortificazioni, ora agli albori del terzo millennio l’orgoglio nuovo è quello di affermarsi professionalmente, confrontarsi con i più bravi, insomma mettere in gioco le proprie doti.

copenaghen

Dicevano di come è cambiata

Sono cuochi, pizzaioli, muratori,

l’emigrazione anche se un fattore

operai, fabbri, autisti e per tutti

unisce in simbiosi il prima ed il

loro l’orgoglio nuovo è quello di

dopo. Si chiama “orgoglio” e quello

inserirsi nel contesto sociale in

italiano è veramente speciale. Prima

cui vivono. Sono passati tanti anni

l’orgoglio era quello di allontanare la

e la trasformazione è avvenuta in

povertà, creare un futuro per i figli

tutta la sua gravità per l’Italia. Una

a qualsiasi costo anche subendo

volta l’emigrato pensava al ritorno

mille mortificazioni, ora agli albori

in Italia ora invece non più. Una

del terzo millennio l’orgoglio

tragica conferma che ho avuto

nuovo è quello di affermarsi

in ogni paese dove sono stato e

professionalmente, confrontarsi

ne abbiamo fatta di strada noi di

con i più bravi, insomma mettere in

“Tutto In”, da Reykjavik in Islanda a

gioco le proprie doti. Ed in aiuto a

Montreal in Canada; dalle Cayman

questa nuova emigrazione è arrivato

al Portogallo, dalla Grecia alla

prima quel bagaglio culturale che

Estonia ed in ultimo a Copenaghen

l’Italia ha saputo dare in questi anni

in Danimarca. Qui però abbiamo

con la lotta all’analfabetismo e poi

scoperto qualcosa in più che ci

l’Europa con i progetti interculturali

ha inorgoglito tanto. Un gruppo di

come Erasmus, Leonardo etc..

italiani con due riviste “free”, una

Un bagaglio culturale che sta

in italiano “Il Ponte”, e l’altra in

aiutando anche gli emigrati delle

danese “Italia ja tak” promuove la

ultime ore; quelli prodotti dalla

nostra cultura, la nostra cucina, il

crisi economica e che raggiungono

nostro stile di vita, il “made in Italy”

i paesi stranieri in cerca di lavoro.

entrando direttamente nelle case

Non sono laureati, dottorandi,

dei danesi e lo fa in punta di piedi,

stagisti; insomma non sono solo le

con la discrizione tutta danese,

intelligenze italiane che lasciano il

anche se con incisività visto che la

paese ma sono, purtroppo, la base

tiratura per ogni numero è di 6.000

della nostra economia, quella che

copie.

sinora ha mantenuto l’Italia tra il novero delle potenze che contano.


Il miracolo della Cappella degli Scrovegni continua‌


il

di Lucia Rota Andersen

Nell’anno 1300 Enrico Scrovegni acquistó l’area dell’Arena che trae nome dai pochi resti dell’Anfiteatro romano del 1 sec.d.c. Vi volle far costruire il suo palazzo con a fianco una cappella dedicata alla Beata Vergine. Se c’è una famiglia, la cui fama sopravvive da secoli, è proprio quella degli Scrovegni. Enrico Scrovegni fece forse erigere la cappella per impetrare il perdono dei peccati del padre Reginaldo “brillante uomo d’affari” ma ritenuto da Dante usuraio e perciò piazzato all’Inferno nel canto XVII . Più probabilmente fu per esaltare il proprio ruolo politico e il proprio attaccamento alla città. Oggi la cappella è famosa in tutto il mondo per lo stupendo ciclo affrescato da Giotto che vi lavorò secondo le ipotesi più attendibili dal 1303 al 1305. L’intero ciclo è considerato un capolavoro assoluto della storia della pittura. Gli affreschi narrano gli episodi della vita di Maria e di Cristo. Ecco un particolare curioso. Alla fine del 1301 una spettacolare cometa disegnò una lunga coda nel cielo. Si dice che venne vista e dipinta da Giotto nell’episodio de” L’Adorazione dei Magi”. (nel 1986 è stata lanciata la sonda “Giotto” dell’Agenzia Spaziale Europea che si è avvicinata a soli 600 km dalla cometa. La prossima dovrebbe essere visibile nel 2061) Ma torniamo alla Cappella.

Il soffitto è di un azzurro trapunto di stelle. La narrazione si svolge sulle pareti in 38 riquadri in tre fasce. Sullo zoccolo in basso di finto marmo le figurazioni delle 7 virtù a destra e dei 7 vizi capitali a sinistra. Il racconto si conclude con il Giudizio Universale. Cristo giudice è circondato dagli angeli e dagli apostoli. Sotto alla sua destra si trovano i beati mentre alla sua sinistra sono i dannati . Sotto il grandioso affresco Giotto ritrae Enrico Scrovegni nell’atto di offrire un modellino della cappella e un´altra figura quella del teologo agostiniano Alberto da Padova di raffinata competenza, recentemente identificato da Giuliano Pisani quale ispiratore degli affreschi. La Cappella degli Scrovegni è arrivata sino a noi non senza incorrere in gravissimi rischi. Passò in varie mani, anni di incuria e di abbandono. Giunsero voci che l’Arundel Society di Londra fosse interessata all’acquisto per procedere allo stacco degli affreschi e trasferirli al Victoria and Albert Museum di Londra. Sarebbe poi miracolosamente sopravvissuta per poche decine di metri al bombardamento aereo americano dell’11 marzo del 1944 . Dal 1880 quando la Cappella é stata acquistata dalla città di Padova, gli affreschi sono stati continuamente oggetto di particolari attenzioni. Dagli anni settanta fino ai nostri giorni sono stati compiuti accurati studi e monitoraggi sullo stato dell’edificio, sulla qualità dell’aria, sui fattori inquinanti, sullo stato di conservazione

ponte // ARTE

delle pitture. Oggi se si desidera visitare la Cappella ci si deve presentare all’ingresso del Corpo Tecnologico Attrezzato (CTA) almeno 5 minuti prima dell’orario di visita indicato sul biglietto. Si deve sostare nel CTA, sala di stabilizzazione del microclima per 15 minuti. Successivamente si accede alla cappella per altri 15 minuti circa. Grazie a queste “restrizioni e accorgimenti” molti possono ammirare le pareti affrescate. Nel 2012 ca 360.000 persone hanno potuto avere tale possibilità. Nel marzo di quest’anno il dr. Giuliano Pisani ha tenuto due conferenze all’Istituto Italiano di Cultura e alla Studieskolen. Il titolo era :”Gli affreschi della cappella degli Scrovegni” e “I volti segreti di Giotto”. Ci ha regalato due serate indimenticabili. Per chi non ha potuto partecipare alle conferenze consiglio di leggere il suo libro “I volti segreti di Giotto” pubblicato dalla Rizzoli nel 2008. Ne vale assolutamente la pena. È grazie a lui che alcuni “segreti” non lo sono più. Chissà che la sua opera instancabile non ne riveli altri nel prossimo futuro facendoci meglio capire ed amare l’arte del grande pittore. A tutti arrivederci a Padova nella Cappella degli Scrovegni ad ammirare gli affreschi di Giotto. Che il miracolo continui!

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il

ponte // e v e n t i

QUATTRO

PAPI


il

di Emanuela Medoro medoro.e@gmail.com

Pellegrinaggio oceanico, gente comune e grandi della terra, a Piazza S. Pietro e Via della Conciliazione per la canonizzazione di due Papi che sono nella memoria di tanti. Papa Roncalli Giovanni XXIII, il Papa della carezza, del concilio ecumenico, descritto come docile allo spirito, guida guidata dallo Spirito, e Papa Karol Woytila Giovanni Paolo II, il Papa dell’amore vissuto nell’ambito della vita familiare, ricco di una speciale capacità di comunicazione con le folle. Romani, italiani, polacchi, sudamericani, tutti insieme in un solenne, ininterrotto silenzio di preghiera, per seguire il rito che iscrive i due papi nell’albo dei santi, il più alto onore che la Chiesa cattolica riserva ai suoi figli. Impossibile per i comuni mortali essere presenti alla cerimonia, se non si voleva passare la nottata nei dintorni di quella piazza che abbraccia tutti con il suo solenne colonnato, ove l’ingresso era consentito fin dall’ alba. Celebrazione solenne, con due papi viventi, uno emerito, che ritenne opportuno per la chiesa cessare il servizio attivo sebbene fosse ancora in vita, Papa Ratzinger Benedetto XVI, ed uno nel pieno delle funzioni il padre gesuita Jorge Bergoglio, il primo Papa a farsi carico del nome del Santo più amato e rivoluzionario della chiesa cattolica, il giullare che rinunciò alle ricchezze terrene per cantare le lodi del Signore, parlare con il lupo, gli uccelli, le creature del cielo e della terra, San Francesco. Ispiratore primo del messaggio di amore, misericordia, perdono e fedeltà alla Chiesa cattolica che Papa Francesco vede testimoniato

dalle piaghe del Cristo in croce. Messaggio di amore, di speranza e di pace offerto dalla chiesa di Dio, realizzato nella vita e nelle opere dei due papi fatti santi, perché possano essere per i credenti di oggi esempi, modelli di vita e conforto nelle difficoltà quotidiane. Tantissime ed articolate le opinioni su questo solenne e partecipato rito di canonizzazione. Accanto al coro di quelli che lodano senza riserve la canonizzazione dei due nuovi santi, riporto un paio di voci discordanti. Prima di tutto quella del Cardinale Carlo Maria Martini che, interrogato al processo di santificazione di Giovanni Paolo II, disse che sarebbe stato meglio non procedere, per il suo operato con qualche luce, ma pieno di ombre. Aggiungo l’opinione dell’autorevole quotidiano New York Times che titolava A Saint, he ain’t, non è un santo, riferendosi ai rapporti amichevoli di Papa Woytila con i più scellerati regimi conservatori del Sud America, quelli delle torture, dei massacri, della vergognosa miseria di masse di diseredati e delle altrettanto vergognose ricchezze stellari di pochi. Per chiarire questo punto aggiungo un passo dell’articolo di Don Paolo Farinelli pubblicato su Micromega online, intitolato Roncalli e Woytila Santi, un enorme ossimoro, poiché Papa Woytila ha, secondo lui, scientemente e scientificamente cancellato i risultati del Concilio Vaticano II indetto da Papa Roncalli. Dall’articolo accorato e dolente dello stesso autore, riporto un passo facilmente comprensibile: … Papa Woytila ricevette una sola volta Mons. Romero, dopo una lotta titanica di questi per parlare con lui ed esporgli le prove delle violenze e degli assassinii che il governo salvadoregno ordinava

ponte // EVENTI

tra il popolo e i suoi preti. Il papa non lo ascoltò nemmeno, ma davanti alla foto dello sfigurato prete padre Rutilio, segretario di Mons. Romero, assassinato senza pietà e con violenza inaudita, il papa invitò il vescovo a ridimensionarsi e ad andare d’accordo con il governo. Il vescovo, racconta lui stesso, capì che al papa nulla interessava della verità, ma solo gl’importava di non disturbare il governo. Raccolse le sue foto e le sue prove e tornò piangendo in patria, dove fu assassinato mentre celebrava la Messa. No, non può essere santo chi ha fatto questo. A conclusione di queste modeste riflessioni ritengo opportuna anche una risposta a tutti quei cittadini italiani laici, o cristiani non cattolici, o appartenenti ad altre confessioni religiose, o agnostici ed indifferenti nel mondo secolarizzato e globalizzato che, scesi dalle meditazioni sul divino a fatti terreni, fanno il conto delle spese sostenute dal Comune di Roma per questa giornata storica: si dice che siano stati spesi 7 milioni di euro, a carico di tutti i contribuenti. Ebbene, l’articolo 7 della Costituzione recita come segue: Lo Stato e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani… Significa che in Italia ci sono due stati, la repubblica democratica fondata sul lavoro e lo stato cattolico, questo con un territorio ristrettissimo incluso nel Comune di Roma. La nostra storia, dunque, ci trasmette un intreccio di complessi rapporti fra stato e chiesa, antichi di secoli. Chi se la sente di toccare l’articolo 7 della Costituzione della Repubblica Italiana? Papa Francesco? Beppe Grillo? Qualcuno della sinistra? In attesa che ciò accada, ai contribuenti non resta che pagare le spese, indipendentemente dalle opinioni religiose.

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il

ponte // c rub lt ru ic ra a legale

Cibo e cultura, ovvero il cibo cultura

ĂŠ


il

ponte // CULTURA

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di Maria Cristina Tulisso

Procurarsi il cibo, e poi prepararlo e consumarlo, sono attività che accomunano tutto il genere umano in quanto rispondono ad una necessità fisiologica di base, quella di nutrire il corpo. Questi atti hanno quindi una dimensione materiale, ma sono anche ricchi di valenze culturali, sociali e simboliche: in ogni cultura vi sono infatti delle norme di riferimento relative a quali cibi mangiare, come prepararli, in che modo e quando consumarli. Tali elementi assumono un valore simbolico così forte, che entrano a far parte dell’identità di una società, e anche in Italia questo è molto evidente. Così che quando, a partire dal XV secolo, dal continente americano cominciarono a giungere in Europa nuovi prodotti della terra, si pensò di servirsene con modalità analoghe a quelle utilizzate per prodotti già parte della cultura alimentare locale. Ma vediamo com’è andata per due di questi nuovi arrivati, il mais e la patata. IL MAIS Già nella seconda metà del XVI secolo il mais inizia ad essere coltivato nelle campagne italiane, dove viene subito utilizzato per preparare uno dei

cibi più tradizionali del posto: la polenta, cucinata fin dall’antichità in gran parte della penisola da diverse popolazioni, tra cui quella etrusca. I Romani facevano la polenta con la farina di farro, ma utilizzavano anche orzo, panìco, sorgo e miglio. Ci si serviva inoltre di legumi ridotti in polvere, e nel XV secolo si inserì anche il grano saraceno. Con il mais si poteva fare una polenta gialla (nella sua variante più nota), quindi dal colore molto simile a quello della polenta che fin da tempi antichi si ricavava dal tanto utilizzato miglio. Soprattutto però il mais era notevolmente più produttivo rispetto ad altri cereali e in alcuni casi li sostituì del tutto. Nel Settecento, secolo di gravi carestie, per molti contadini la polenta di mais era l’unico alimento o quasi. Si iniziò a sviluppare la pellagra, ma solo in seguito si comprese che tale malattia derivava da uno stato di avitaminosi: infatti macinando il mais per ridurlo in farina si perdeva la componente delle vitamine contenute nel chicco, micronutrienti essenziali per l’organismo umano. Ciò invece non accadeva alle popolazioni americane che consumavano il mais bollito o arrostito. Era proprio adattando il nuovo prodotto agli usi e costumi locali che si arrivava a questa situazione.


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il

ponte // CULTURA

E ora? Già da tempo si è scoperto che del mais si possono fare tanti altri usi e la sua coltivazione in Italia è importante. Nell’alimentazione la sua modalità di utilizzazione più tipica rimane in ogni caso quella in forma di farina per fare la polenta, una delle vivande più antiche e maggiormente diffuse della cucina popolare italiana. Nella nostra realtà contemporanea soprattutto al Nord numerose sono le sagre e le feste di vario genere in cui la polenta è una delle componenti principali, talvolta la protagonista, naturalmente sempre accompagnata da carne, salumi, pesce, formaggi, funghi e altro. Alla ricerca del mondo perduto La polenta è tra i cibi che tanti italiani scelgono quando decidono di ricercare sapori tradizionali. Accanto a persone interessate a sperimentare novità, al momento attuale un numero di italiani maggiore che in passato è attratto dai cibi considerati tradizionali piuttosto che da quelli insoliti. Negli anni ’90 del secolo scorso, al contrario, era più marcata la curiosità verso cibi nuovi, che alcuni sperimentavano con modalità e intensità talvolta esasperate. Ora invece il bisogno di rassicurazione in una realtà che di per sé presenta tante incertezze appare chiaro anche nel successo che riscuotono manifestazioni come Il salone internazionale del gusto di Torino

e associazioni che propongono cibi considerati parte della tradizione italiana. Dal punto di vista salutistico, oltre che ecologico ed etico, questo fenomeno è di notevole interesse; di fatto però non è possibile ricreare esattamente quel passato a cui si intende fare riferimento, e questo per due ragioni principali: perché i cibi mutano nel tempo (ad esempio il mais che mangiamo ora non è quello che si coltivava in passato) e perché noi percepiamo il cibo in modo diverso da chi è vissuto anche solo qualche decennio fa, quando la sensazione di vera fame era diffusa. Il desiderio di ritrovare la cucina arcaica rispunta talvolta comunque anche negli ipermercati, dove appositi spazi vengono dedicati alla presentazione di cibi quali appunto la polenta, accanto a salumi e formaggi, magari collocati su taglieri o in cassette di legno o ancora dentro ceste di paglia. LA PATATA In Europa vi furono a lungo diffidenza e spesso disprezzo verso la patata. È netta la differenza tra la considerazione di cui godeva nella regione andina, sua zona d’origine, e il trattamento che ricevette nel XVI secolo quando, attraverso la Spagna, giunse in Italia. Perché provare diffidenza verso la patata? Innanzitutto perché era un cibo nuovo: il suo gusto era sconosciuto e in un primo momento non piacque. Poi perché cresceva sottoterra, e questo non le conferiva prestigio né suscitava fiducia: in genere la si riteneva prodotto adatto ad essere consumato dagli

animali. Agli esseri umani poteva servire tutt’al più come pianta ornamentale, visto il gradevole aspetto delle sue foglie e dei suoi fiori. Qualcuno poi mangiò proprio le foglie e ne rimase intossicato, altri ebbero la stessa sorte consumando patate che non erano state conservate in modo adeguato, e questo non aiutò l’alimento ad acquisire una buona fama. Grazie a molte campagne informative ma soprattutto a causa dei periodi di carestia nel corso del Settecento, anche in Italia si iniziò ad inserire questo prodotto ad altissimo rendimento nell’alimentazione destinata alle persone. Veniva consumata come la già nota rapa, oppure in forma di farina, insieme a quella di frumento, per fare il pane. La patata entrò poi anche nella preparazione degli gnocchi (precedentemente fatti con pane grattugiato o farina), ma non veniva menzionata nei nomi delle ricette. Pellegrino Artusi spezza un tabù linguistico Fu Pellegrino Artusi a spezzare una sorta di tabù linguistico inserendo ne La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene (prima edizione: 1891) una ricetta con il nome di “Gnocchi di patate” e altre ricette a base di questo prodotto. Si trattava di pietanze piuttosto elaborate, ad eccezione dell’ “Insalata di patate”, che l’autore presentò definendolo piatto molto gradevole, “benché si tratti di patate”.


il

E oggi? La sua coltivazione in Italia ha acquistato importanza solo a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, ma al momento attuale la patata è uno dei prodotti agricoli più coltivati nel nostro Paese. Questo è accaduto anche grazie alla sua adattabilità a diversi climi e temperature e alla sua versatilità: si presta a numerosissime preparazioni che implicano frittura e vari tipi di cottura con grasso animale o con olio (tutti metodi non utilizzati nella loro zona d’origine), ma è anche ingrediente importante in piatti dal ridotto contenuto calorico ed è quindi adatto a preparazioni più leggere e salutari. I supercibi “Fa che che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il tuo cibo” affermava Ippocrate. Gli integratori alimentari sono di gran moda nella nostra società, e spesso hanno preso il posto dei rimedi della medicina popolare di

un tempo. E allora perché non unire un integratore ricco di antiossidanti quale il selenio ad un prodotto di largo consumo che si presta a veicolarlo nel corpo umano come la patata? Fu proprio in alcuni laboratori italiani, e più precisamente presso l’Università di Bologna, che si sperimentò il magico connubio. Gli esperimenti ebbero successo e si passò quindi ad un accurato lancio pubblicitario. Innanzitutto il nome: Selenella, ad evocare una magica leggerezza lunare. Poi il packaging del prodotto e infine il suo lancio pubblicitario attraverso i canali informativi. L’idea di presentare una patata che è anche un elisir di lunga vita si è rivelata vincente e si è estesa ad altri prodotti e numerosi Paesi. Concludendo… Ai sogni e ai miti della società contadina rivissuti attraverso i cibi considerati tradizionali, oggi si affianca la credenza quasi magica del potere di integratori,

ponte // CULTURA

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vitamine e minerali che, assunti in varie forme, ci aiuterebbero a realizzare il desiderio di prolungata giovinezza e lunga vita. Queste dinamiche in atto nella nostra società contemporanea trovano espressione anche attraverso gli usi di mais e patata, due immigrati ormai ben integrati e parte della tradizione alimentare italiana.


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radio pizza

IN DIRETTA DA COPENAGHEN

radiopizza.dk@gmail.com seguiteci su Facebook “RadioPizza Denmark”, Skype “Radiopizza”.


il

ponte // R A D I O 17

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di Paolo Federici

RadioPizza Danimarca si avvicina alle

bacino di riflessioni e storie di ospiti che

sue prime 100 puntate e si prepara

hanno contribuito con le testimonianze

a festeggiare mettendo a punto una

più svariate: potrete scoprire i segreti

collaborazione sempre più stretta e

dell’impasto perfetto con i cultori del pane

stimolante con l’Istituto Italiano di Cultura

e della pizza; informarvi sul tema della

di Copenhagen.

decrescita con gli oppositori del sistema

Proprio così: grazie alla partecipazione

capitalistico-consumistico; seguire i

e al contributo del direttore dell’Istituto,

consigli per una bici perfetta dei biciclettai

Fabio Ruggirello, la vostra radio preferita

nella terra delle biciclette; imparare

ha potuto annoverare tra le file degli ospiti

acrobazie circensi con veri acrobati;

illustri non solo lo stesso Fabio, ma anche

degustare vini italiani e danesi con enologi

Nico Gori e Paolo Russo, membri del

professionisti; ed ancora ascoltare musica

Paolo Russo Quintet. Paolo al bandoneón

live con musicisti d’autore! Questo e tanto

e Nico al clarinetto sono tra i più influenti

altro sui nostri podcast sempre gratuiti ed

musicisti italiani contemporanei (ascoltare

aggiornati online.

per credere!) e ci hanno concesso

Per quanto riguarda lo sviluppo del

un’intervista esclusiva.

progetto RadioPizza a livello europeo,

Si vocifera anche di una possibile futura

la primavera ha portato alla nascita di

partecipazione dell’ambasciatore italiano in

RadioPizza Inghilterra, che si è aggiunta

Danimarca, Stefano Queirolo Palmas, che

alle sedi di Danimarca, Olanda, Svizzera,

ha mostrato interesse e curiosità verso il

Spagna e Belgio. Nuove idee ed interpreti

nostro progetto. Potrebbe essere la vostra

stanno portando linfa vitale ad un

occasione per interagire in prima persona

palinsesto sempre più ricco e variegato,

con lui, seguendo la diretta e proponendo

insieme a nuovi stimoli che denotano

temi e problematiche di vostro interesse. Il

un’espansione travolgente della web

coinvolgimento del pubblico rimane, infatti,

radio per gli italiani all’estero. Rinnoviamo

uno dei punti fermi di RadioPizza, che fa

dunque il nostro invito a chiunque volesse

della voce dei connazionali italiani il proprio

partecipare alle nostre puntate, sia come

motivo di esistere.

speaker che come ospite, o semplicemente

Oltre a proporre artisti e diplomatici

contattarci, vi aspettiamo!

italiani in Danimarca, come di consueto le puntate delle ultime settimane sono state


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ponte // M O S TRE

PASSEGGIATE ROMANE: GLI IMPRESSIONISTI DANESI IN ABRUZZO


il

di Emanuela Medoro medoro.e@gmail.com

Originale mostra a Roma, particolarmente stimolante per noi abruzzesi. Grazie alla Fondazione PESCARABRUZZO, Pescara, il 1 aprile 2014 è stata inaugurata la mostra Impressionisti Danesi in Abruzzo, presso il Museo Hendrik Christian Andersen di Roma, dimora di questo artista norvegese a partire dal 1924, oggi museo satellite della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma. Il museo dedica i suoi eventi prevalentemente agli artisti nordici del 19° e 20° secolo. Questa mostra è rimasta aperta fino al 2 giugno. Scorrendo l’elenco dei dipinti in catalogo emerge più volte il nome di un paese abruzzese, Civita d’Antino, un paesino della Valle Roveto in provincia dell’Aquila. Il pittore più largamente rappresentato nella mostra è Peder Henrik Kristian Zahrtmann (1843-1917), che a partire dal 1883 trovò proprio a Civita d’ Antino la fonte di ispirazione per la pittura “en plein air”. La luce ed il paesaggio della Valle Roveto, un mondo chiuso e roccioso isolato fra i monti, erano soggetti ideali da osservare e rappresentare. Molti artisti nordici seguirono il suo

esempio, fino al 1915, anno del terremoto che sconvolse la vallata e che segnò la fine della presenza di questi pittori. Oggi ben 21 artisti sono presenti a questa mostra, che costituisce un tentativo di rivalutazione italiana della pittura impressionista degli artisti nordici in Italia. Ricordo che alla prima Esposizione internazionale d’Arte di Venezia, del 1895, era presente P. Zahrtmann, con altri artisti che avevano vissuto questa esperienza italiana. Gabriele d’Annunzio apprezzò la “sincerità della pittura”. Mi sembra di capire in che consiste questo apprezzamento. Non siamo davanti all’impressionismo dei pittori francesi, felice, luminoso ed ottimista, che rappresenta la bella vita della buona borghesia parigina. Siamo in Abruzzo: pastori e contadini, colori scuri, di terra, volti segnati dalla fatica, abiti elementari e semplici, calzature rozze, lavori di campagna, animali domestici, sfondi montuosi,

ponte // M O S TRE

spesso innevati, illuminati da colori chiari. Cito ad esempio il quadro di P. Zahrtmann “Pellegrini a riposo distesi sotto la porta urbica di Civita d’Antino”, 1905. C’è un forte contrasto fra la durezza dei personaggi tipici dell’Abruzzo arcaico e pastorale, come li rappresenta G. D’Annunzio, che giacciono addormentati per terra, sulla pietra, e la dolcezza del paesaggio di sfondo con montagne luminose, innevate ed azzurrine. Eppure, in questo quadro di una realtà scura e povera, di vita misera e difficile, c’è una traccia della sontuosa pittura italiana: la donna addormentata appoggiata ad una roccia, è avvolta in panni rossi e blu, colori che ricordano alcune ben note combinazioni di sfumature della pittura rinascimentale. Una felice scoperta per me, questa mostra, con forti risvolti personali. Ho trovato infatti, in questa rappresentazione pittorica dell’Abruzzo, dei punti di contatto con alcuni quadri “en plein air”, fatti da mia madre, Flora Fabrizi, in un altro paesino abruzzese, Ovindoli, di cui Lei rappresentò, negli anni ’30, paesaggi e personaggi oggi profondamente mutati.

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ponte // M O S TRE

IL DANESE il

CHE SCOPRÍ L'ABRUZZO di Birger Riis- Jørgensen Ambasciatore danese in Italia Kristian Zahrtmann apparteneva alla generazione artistica che seguì il cosiddetto “Modern Breakthrough”, ossia la “Svolta modernista” dell’arte danese e il movimento naturalista. Anche se la sua arte è stata caratterizzata da una forma apparentemente realistica, vi era una predisposizione romantica nel suo temperamento. Il suo idealismo più tardi lo portò ad opporsi al programma educativo della Accademia Reale Danese di Belle Arti e a seguire la Libera Scuola Artistica “Kunstnernes Frie Studieskoler”. In essa guidò dal 1885 quello che sarebbe poi diventato un dipartimento indipendente conosciuto anche come “scuola di Zahrtmann”, incoraggiando esperimenti artistici innovativi e un forte uso dei colori. La scuola ospitava sia i pittori di Funen (i cosiddetti Fynbo-

Manfredo Ferrante (Archivio Ferrante), prof. Marianne Pade (direttore Accademia di Danimarca, Roma), Birger Riis-Jørgensen (Ambasciatore di Danimarca in Italia), prof. Nicola Mattoscio (presidente della Fondazione Pescarabruzzo, che ha sostenuto l’evento), prof. Marco Nocca (storico dell’arte e curatore della mostra), prof. James Swarten (John Cabot University) e Antonio Bini. Ferrante, Nocca, Swarten e Bini sono componenti del comitato scientifico e organizzatore della mostra.


il

ponte // M O S TRE

erne) che un gran numero di pittori

cità di sottolineare i valori classici

stra al Museo Andersen di Roma,

moderni.

che riscontrava nella popolazione

in modo che molti altri possano

Il primo viaggio all’estero di Zahrt-

locale.

conoscere la vita dell’epoca a Civita

mann (1875-1878) lo portò in Italia

Fu quindi con grande tristezza che

D’Antino e gli artisti scandinavi che

e nel 1883 giunse a Civita D’Antino,

gli artisti danesi e più in generale

hanno trovato la loro ispirazione

che sarebbe diventata la sua secon-

scandinavi appresero del terribile

così lontano da casa.

da casa e dove tornò spesso. La

terremoto in Abruzzo del 1915, che,

Vorrei quindi esprimere il mio ca-

luce e i colori particolari che Zahrt-

insieme alla Prima Guerra Mondiale,

loroso ringraziamento a coloro che

mann trovò in Abruzzo diventarono

condusse quest’età dorata a una

hanno permesso la realizzazione di

un’importante fonte di ispirazione e

fine brutale e improvvisa.

questa mostra: il professor Anto-

possono essere apprezzati in molti

Molte persone in Italia e Danimarca

nio Bini, il professor Attilio Brilli, il

dei suoi dipinti “italiani”.

gioiscono ancora oggi nel vedere

signor Manfredo Ferrante, il pro-

Nei suoi viaggi a Civita D’Antino

nei musei danesi i molti dipinti di

fessor Marco Nocca, il professor

spesso portò con sé amici e stu-

Zahrtmann e dei suoi colleghi. In

James Schwarten, la dottoressa

denti, ispirando anche un certo

questo modo Civita D’Antino e i

Stefania Teodonio, e il professor

numero di artisti danesi e nordici a

suoi splendidi dintorni continuano

Nicola Mattoscio della Fondazione

visitare la regione. Si venne a cre-

a vivere così come li videro Zahrt-

Pescarabruzzo.

are, così, una vera colonia artistica

mann ed altri.

scandinava e Zahrtmann rimase una

Ho accolto con grande piacere

forte ispirazione con la sua capa-

l’iniziativa di organizzare questa mo-

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il

ponte // L A V O C E D E L L A S I B I L L A

Era il 1939.

L'Italia, ancora in ginocchio per la grande depressione nonostante la sua “quota 90” e alle soglie del conflitto mondiale, cantava “... che disperazione, che delusione dover campar. Sempre in disdetta, sempre in bolletta...”, ma senza drammatizzare troppo, col suo motivetto swing, Gilberto Mazzi continuava così “ se potessi avere mille lire al mese, senza esagerare, sarei certo di trovare tutta la felicità”.

Se potessi avere...


il

di Sibilla Ciula

Per fortuna non era più il tempo di “mamma dammi 100 lire che in America voglio andar” che dalla fine dell' '800 era stato il ritornello di un'Italia del nord, migrata in massa verso una promessa di terra nell'America meridionale, ondata ripresa nei primi del '900 con un sud Italia svuotato a favore del continente nord-americano. No. L'italiano degli anni '40 vuole restare. Succeda quel che succeda. A ritagliarsi un angoletto di felicità con le vagheggiate 1000 lire, che neanche allora erano poi così tante. Ma chi si accontenta, gode... si dice. E forse è stato proprio questo ostinato voler rimanere, a dispetto di tutto, che ha contribuito alla crescita economica esponenziale ed esplosiva dell'Italia degli anni '50 e '60. D'altronde, una nazione così rasa al suolo e con numeri così azzerati non poteva che risalire e il Bel Paese cominciò a lievitare arricchendosi di una classe di mezzo piccola, laboriosa e contenta. Ed oggi, dopo sei anni di una crisi inizialmente remota e profondamente oscura - nonostante tutti i tentativi

ponte // L A V O C E D E L L A S I B I L L A

degli addetti ai lavori di rendercela comprensibile - si sentono gli effetti devastanti e differiti nel tempo, a ondate silenziose e destabilizzanti come quelle di un masso gettato nell'acqua, di un errore di valutazione in un sistema economico mondiale basato sulla moltiplicazione della ricchezza senza l'aggiunta di valore reale. Ora nell'epicentro non succede più molto, ma si sono innescati meccanismi incatenati di azione e reazione, che non si arrestano tanto facilmente, contraggono le economie e strizzano le genti. E un esercito di 8 milioni di pensionati ha ricominciato a canticchiare “se potessi avere mille euro al mese...” perché la loro realtà mensile è ben lontana da tale cifra. Ma l'italiano, anche avanti con l'età, non va a male e mantiene le caratteristiche che lo contraddistinguono nel mondo. Nel bene e nel male. La sua proverbiale “arte di arrangiarsi”, omologata come marchio di fabbricazione, mette al lavoro l'ingegno per escogitare soluzioni, elaborare piani d'azione. Con la mano destra sul mouse e sinistra sulla calcolatrice, dà il via alla ricerca del proprio angolo di paradiso, del “posto al sole” per asciugarsi le ossa dall'artrosi e guardare il tempo

scorrere in tutta tranquillità. E si dischiudono finestre su spiagge bianche lambite da mari turchini e amache appese a palmizi tropicali. Non si tratta dell'ennesimo resort a cinque stelle, ma sono i villaggi sparsi sulle coste del mondo, dove, nel miglior stile di outsourcing umano – rendiamo grazie alla globalizzazione – questi pensionati furbacchioni si ricollocano in base alla convenienza, portando valuta, offrendo lavoro e ottenendo servizi in loco a prezzi vantaggiosi, creando vere e proprie colonie come i microrganismi del corallo. E con 600 euro di pensione passa la paura. - 150 per l'affitto mensile – appartamento s'intende e... senza esagerare -; - 70 euro per le otto ore quotidiane della domestica; - 100 per il cuoco – ingredienti compresi - per chi è stanco dei ristoranti locali a 2 euro a persona; - il giardiniere/ascari (guardia notturna) a 70 euro mensili per chi ha giardino e paura dei ladri. Ne restano circa 200 per sfizi vari ed eventuali. Ecco come si fa. E questa è la turbolenta Malindi, ormai più italiana che keniota con i suoi 5000 perpetui villeggianti spalmati sulle spiagge della vicina Watamu, a

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Dott. Luciano Stievano (generico) Centerparken 12, 1. 2500 Valby 36 30 10 87 Consultazione telefonica: lun. - ven. ore 8.00 - 9.00 Orario visite: lun. merc. giov. ven. ore 10.00 - 14.00 mart. ore 15.00 - 18.00

Dott. Morten Nielsen (generico) Christianshavns Torv 2, 3. sal 1410 K 32 57 35 63 Consultazione telefonica: lun. - ven. ore 8.00 - 14.00 Orario visite: Ogni giorno previo appuntamento telefonico. Mercoledí ore 16.00 - 18.00 mart. ore 15.00 - 18.00

Dott.Jarek Kuprowski/Lægeklinikken Nørrebrogade 52, 2. tv. 2200 N 35 35 90 69 Consultazione telefonica: lun. merc. giov. ven. ore 8.00 - 9.00 Orario visite previo app.: lun. merc. giov. ven. ore 9.00 - 15.00 mar. ore 11.00 - 17.00

Come italiano residente in Danimarca, vorrei consigliare questo commercialista di cui sono rimasto soddisfatto. Non fanno consulenze in Italiano ma se qualcuno non parla inglese o danese , possono procurare un interprete a costo zero. Io sono rimasto soddisfatto per la flessibilità, facilità e immediatezza di contatto e scambio informazioni, ed anche per il prezzo decisamente concorrenziale e senza sorprese aggiunte a quanto inizialmente pattuito. Paolo Olivari http://eye-revision.dk/

Se potessi avere... bordo di tuk-tuk o in giro per mercatini, senza panciera sotto gli ampi caffettani. E ci sono centinaia di simil-Malindi sparse per il mondo con livelli di prezzi e sicurezza diversi, ma comunque tutte appetibili. Ed ecco perché 500 mila pensionati INPS vanno mensilmente a riscuotere negli uffici postali di località calde e remote. E ce n'è per tutti i gusti. Dalla supereconomica Malesia, dove si vive con 335 euro al mese - ma i volti dei nipotini si vedono crescere soprattutto attraverso la web-cam – alla sofisticata Bali riservata agli over 55 senza mire lavorative e in generale Thailandia, Indonesia, Filippine, ovunque ci sia un villaggio a bordo mare. Le coste sahariane di Marocco e Tunisia sono un po' più costose, ma come si dice “a un tiro di schioppo���. Procedendo verso sud, si trova chi, sulle orme della Blixen, ha preso il Mal d'Africa ed è disposto a pagare lo scotto di patologie endemiche virali e sociali. Si arriva così al Capo di Buona Speranza dove i diversi tipi di patologie sono tenute sotto stretto controllo creando, però, una tensione tale che non si addice agli animi più sensibili. E allora su di nuovo, sugli isoloni delle Canarie che, con il loro alto livello di europeismo e assistenza sanitaria, fanno navigare la terza età in acque ben sicure e che, con la loro

perenne primavera, fanno dimenticare anche il passare del tempo. Anche Spagna, Grecia, Albania e dintorni vantano le loro enclavi italiane pur essendo meno esotiche e decisamente meno economicamente attraenti. E per i più avventurosi c'è la tentazione dello spirito dei Caraibi, con la sua miriade di isolette alla Robinson Crusoe e il vibrante sud-America, dall'entroterra profondo e intricato e dalla costa gaudente e ritmata da rulli e tamburi di samba, per intossicarsi di vita... finché ci si fa. No. Non è uno scherzo. Questa è la realtà di molti nonni e nonne che hanno scelto l'esilio volontario, un po' per necessità, un po' per voluttà e alla loro veneranda età non hanno esitato a gettarsi nella loro, forse, ultima grande avventura. Per chi fosse incuriosito: www.voglioviverecosì.com www.italyxp.com www.marcopolo.tv www.malindikenya.net www.portalekenya.net … e buona caccia!


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Dante Alighieri Programma agosto – dicembre

Agosto Disegni italiani alla Pinacoteca di Stato La Pinacoteca di Stato ha la collezione di incisioni su rame più ricca della Danimarca. Comprende circa 8000 disegni di pittori italiani. Lo storico d’arte Chris Fischer ci mostrerà quella sui disegni romani dal 1400 al 1750 con lavori del Bramante, Ghirlandaio, Fra Bartolomeo, Tiziano, Giulio Romano e Ribera. In danese . Massimo 24 partecipanti. Prenotarsi entro il 15 agosto.

Mercoledi 27 alle 16.00 Statens Museum for Kunst Settembre

Calabria”terra ricca d’arte, cultura, sapori” La Calabria faceva anticamente parte della Magna Grecia. Nel medioevo fu in mano ai bizantini e ai normanni. La regione è ricca di “moltissime perle” molto o poco note. Non si deve dimenticarne la gastronomia. Con Silvia Gilli faremo un viaggio in Calabria, una regione forse poco conosciuta ma che imparerete ad amare. In danese. In collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura.

Martedì 9 alle 19.30 Istituto Italiano di Cultura Gjørlingsvej 11, Hellerup Ottobre

Serata musicale Il coro di Hørsholm diretto dal maestro Klaus Munk Nielsen ha tenuto molti concerti all’estero e in Danimarca. Il suo repertorio copre musica classica e moderna di compositori danesi e stranieri. Canteranno arie di Vivaldi, di Hændel e di compositori danesi. In collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura

Mercoledì 29 alle 19.30 Istituto Italiano di Cultura Gjørlingsvej 11 Hellerup Novembre Il gioiello, la nudità e la danza: donne nella storia dell’arte italiana Mille sono i modi in cui l’arte italiana ha rappresentato la donna in relazione alla società, la storia e il mito: gli splendidi gioielli delle aristocratiche di Piero della Francesca o del Veronese, la disadorna fanciulla del Tiziano, i veli della Primavera, la castità di Giuditta, le gentildonne di Pietro Longhi ecc. La pittrice Alessandra Sicuro ci farà conoscere il loro mondo. In italiano. In collaborazione con la Studieskolen

Sabato 15 alle 14.00 Studieskolen Borgergade 12 Copenaghen Dicembre Le fontane di Roma Pierino Åsander è un grande conoscitore dell’Italia e membro della Dante di Helsingborg. Si contano oltre duemila fontane tra grandi e piccole che ancor oggi ornano vie e piazze romane. Bellissime, fantastiche, eccentriche sono quasi sempre opera di grandi scultori e architetti...una storia antica che inizia nel IV secolo con i primi acquedotti. In italiano con una breve introduzione in danese. In collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura

Mercoledì 2 alle 19.00 Istituto Italiano di Cultura, Gjørlingsvej 11, Hellerup Dante Alighieri c/oLucia Rota Andersen Kulsvierparken 71, 2800 Lyngby, www.dante-alighieri.dk, dantealighieri@mail.tele.dk tel. 45885713 (Lucia), 30344381(Finn, segretario) www.facebook.com/SocietáDantealighieriCopenaghen Quota 2014:175kr. (100 per studenti; 250kr.per nuclei familiari di due persone) Conto bancario: 2102 8896 568 583 Nordea (ricordate di comunicare il vostro nome e cognome). I soci Dante possono associarsi all’Istituto Italiano di Cultura al prezzo scontato di 150 kr. I non soci pagano un contributo di 30kr. se la conferenza si tiene alla Medborgerhuset di Frederiksberg. Ringraziamo l’Istituto Italiano di Cultura, la Studieskolen, la FoF di Gentofte, la Dante di Århus e il Ponte per la collaborazione.


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ponte // a l m a n a c c o

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INDIRIZZI UTILI // Vice Consolato d’Italia Ambasciata d’Italia Magni Arge, Vagar Airport Gammel Vartov Vej 7 FO-380 Soervagur 2900 Hellerup +45 39 62 68 77 - fax 39 62 25 99 lun.-gio. 8.00 - 10.00 tel.+298 341000-fax +298 341000 info.copenaghen@esteri.it magni@atlantic.fo www.ambcopenaghen.esteri.it

Ass. Comm. Italo-Danese c/o Adv.P.R. Meurs-Gerken Studio Legale Amaliegade No 42 Amaliegade 42 1256 K

Trentini nel Mondo - Circolo di Copenaghen c/o Grazia Barberi Nielsen Henrik Ibsens Vej, 36 - 1 TH 1813 Frederiksberg - Copenhagen e-mail: grazianielsen@gmail.com website: www.trentininelmondo.it

Cancelleria Consolare Østergade 24 scala B, 2. piano 1100 Copenaghen K 39 18 34 44 - fax 39 27 01 06 lun-ven 10-12.15, lunedì anche 1416.15 e giovedì 14.00-15.30 consult. tel. tutti i giorni 12.15-13.15 consolato.copenaghen@esteri.it

Vice Consolato d’Italia Giovanni Volpi Vingaardsgade 25 - 9000 Ålborg 98 11 37 55 - fax 98 16 15 51 giovanni@sangiovanni.dk Cell. 40638050

Società Dante Alighieri c/o Lucia Rota Andersen Kulsvierparken 71 - 2800 Lyngby 35 34 43 81 (segretario) dantealighieri@mail.tele.dk www.dante-alighieri.dk

CLUB ITALIA c/o Benthe Volpi Hobrovej 3 9000 Ålborg 98 13 60 40 volpi@stofanet.dk

Istituto Italiano di Cultura Gjørlingsvej 11 - 2900 Hellerup lun/mar. 9 - 17, mer/giov. 9 - 16 venerdì 9 - 15 39 62 06 96 - fax 39 62 88 73 iiccopenaghen@esteri.it www.iiccopenaghen.esteri.it

Camera di Commercio ItaloDanese in DK (In corso di formazione) c/o LETT Advokatfirma Vester Alle 4-DK-8000 Aarhus C. E-mail: info@danitacom.org www.danitacom.org Tel.: +45 3334 0846

Società Dante Alighieri c/o Institut for Sprog, Litteratur og Kultur - afd. for Klassisk og Romansk Aarhus Universitet, Nobelparken Jens Ch.Skous Vej 5, bgn 463 8000 Aarhus /www.dante-alighieri.dk

A.I.R.-Ass. Italiana Ristoratori Ristorante S. Giovanni Vesterbro 46 9000 Aalborg 98 11 37 55 a-i-r@a-i-r.dk - www.a-i-r.dk

Patronato INCA lun. 15.30-17.00 (su appuntamento) c/o Istituto Italiano di Cultura Gjørlingsvej 11, 2900 Hellerup tel. 60649928 (per tel. mar. 16.00-18.00) chiarapetreni@gmail.com

Società Dante Alighieri Grønnigen 9 5230 Odense M 28110388 flemming.bolding@skolekom.dk www.dante-alighieri.dk

iL PONTE Rivista italiana in Danimarca c/o Grazia Mirabelli Howitzvej 62-1th - 2000 Frederiksberg www.ilponte.dk info@ilponte.dk

Corrispondente consolare Henning Holmen Møller Lille Torv 6 8000 Aarhus C 86 12 14 00 - fax 86 12 14 05 hhm@danitacom.org

Agenzia per la promozione all'estero e 'internazionalizzazione delle imprese italiane Sezione per la promozione degli scambi dell'Ambasciata www.ice.gov.it copenaghen@ice.it

Comitato Pro-Scuola Presidente Gennaro A. Grosso comitatoproscuola_dk@hotmail.com

Focolar Furlan c/o Antonio Rosa Grøndalsvej, 52-2000 Frederiksberg tel. 38 10 78 72

Associazione italo danese www.serate-italiane.dk

Corrispondente consolare Francesco Ulisse Ansgargade 3 - 5000 Odense 66 12 03 88 - 28 11 03 88


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Sov trygt om natten, også når du er bortrejst. Med vores produkter er du sikret på alle tænkelige måder mod indbrud, hjemmerøveri, støj, lugt, brand og meget mere. WeSecure leverer totale mekaniske sikkerhedsløsninger til private hjem og erhverv, som er truet af indbrud og anden uønsket indtrængen. Vi sikrer alle åbninger i bygninger med særlige døre, vinduer, gitre, persienner/skodder, m.m., som vi leverer og monterer i mange forskellige designs og farvevalg, helt efter dine ønsker. Dette inkluderer også kopier af de nuværende døre. WeSecures produkter giver dig tryghed – hele døgnet!

WeSecure - En sikker løsning.

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Kl ik in d på I ta l i a - J ata k . d k o g b e s ø g vo r e s ny å b n e d e w e b s h o p . Her kan du bl.a. købe bogen "Moderne Mamma" ( k e n dt f r a T V ) o g m a ng e f l e r e s p æ n d e n d e , ægt e i ta l i e ns k e p ro d u k t e r o g o pl ev e ls e r . h e r f å r d u d e n ægt e va r e .

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Nr.

2

g iu g no 2 0 1 4

anno

22

www.ilponte .dk

ITALIANI

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LA CULTURA NEL PIATTO


Nr.

2

g iu g no 2 0 1 4

anno

22

www.ilponte .dk

L’OSCAR

TORNA IN ITALIA INTERVISTA AL

NUOVO AMBASCIATORE ITALIA DA NON PERDERE

comunicato dell'ambasciata


Nr.

1

MARZO 2014

anno

22

www.ilponte .dk

L’OSCAR

TORNA IN ITALIA INTERVISTA AL

NUOVO AMBASCIATORE

ITALIA DA NON PERDERE

comunicato dell'ambasciata


Nr. 4

DICEMBRE 2013

anno 2 1

w w w . i l p o n t e . d k

LA RICERCA DEL DIVINO

n atale a nno N uovo buon

e felice

BENVENUTO AL NUOVO AMBASCIATORE

NATALI ROMANI


Nr. 3

settembre 2 0 1 3

anno 2 1

w w w . i l p o n t e . d k

IL DERBY DEL CUORE

intervista a lars Jacobsen

imu:

PER NOI NON CAMBIA NIENTE

DALLA FIONIA CON AMORE

GRILLO NON AVRAI IL MIO VOTO


Nr. 4

DICEMBRE 2013

anno 2 1

w w w . i l p o n t e . d k

LA RICERCA DEL DIVINO

n atale a nno N uovo buon

e felice

BENVENUTO AL NUOVO AMBASCIATORE

NATALI ROMANI


Nr. 3

settembre 2 0 1 3

anno 2 1

w w w . i l p o n t e . d k

IL DERBY DEL CUORE

intervista a lars Jacobsen

imu:

PER NOI NON CAMBIA NIENTE

DALLA FIONIA CON AMORE

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Nr. 3

settembre 2 0 1 3

anno 2 1

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IL DERBY DEL CUORE

intervista a lars Jacobsen

imu:

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Nr. 3

settembre 2 0 1 3

anno 2 1

w w w . i l p o n t e . d k

IL DERBY DEL CUORE

intervista a lars Jacobsen

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Il Ponte - Giugno 2014