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Nr. 4

DICEMBRE 2013

anno 2 1

w w w . i l p o n t e . d k

LA RICERCA DEL DIVINO

n atale a nno N uovo buon

e felice

BENVENUTO AL NUOVO AMBASCIATORE

NATALI ROMANI


SOMMARIO

il

ponte //

DICEMBRE 2013 anno 21

Nr. 4

editoriale di grazia mirabelli

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Ancora un cuoco italiano e' approdato a CPH CUCINA di BIRGIT BRUNSTED

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istituto italiano di cultura programma dicembre 2013/febbraio 2014

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IMPARIAMO A RIMBALZARE PSICOLOGIA POSITIVA di ADA FONZI

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benvenuto al nuovo AMBASCIATORE ATTUALITÁ

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Jĭng dĭ zhī wā LA VOCE DELLA SIBILLA di SIBILLA CIULA

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NATALI ROMANI COSTUME di ROSELLA BENNATI

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TESSERA UE EUROPA

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LA RICERCA DEL DIVINO RIFLESSIONI di Emanuela Medoro

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LIBRI ITALIANI letture

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PASSEGGIATE ROMANE, IL CENTRO DELL'URBE STORIA di Emanuela Medoro

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dante alighieri Programma PRIMO trimestre 2014

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SFIDA PER L'APERTURA IN DANIMARCA RUBRICA LEGALE di LuIGI FARINA E Rolf Meurs-Gerken

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indirizzi utili almanacco

Nr. 4

DICEM

13 BRE 20

ANNO

21

. d k o n t e . i l p w w w

i n

Adesso puoi ricevere le due riviste IL PONTE ed ITALIA- JATAK a casa tua con l’abbonamento annuale di kr.250,- da versare sul conto Danske Bank Reg.nr. 4280 kontonr. 0016922889

, l I t a l i a

"La redazione invita i lettori ad inviare contributi ed idee per la rivista. Una volta vagliatone la rilevanza, saremo ben lieti di pubblicarli"

C o p e r t i n a

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Nr. 4 │ december 2 013 w w w. i ta l i a - j ata k.dk

A ERCO LA RIC IN DEL DIV

natal e bu on

e felic e

a nn o n uo vo TO AL NUO BEN VENU ATOR E AMB ASCI

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il

ponte // direttore grazia mirabelli Art Direction Barbara Lütken hanno collaborato rosella bennati Emanuela Medoro luigi farina e rolf meurs-gerken birgit brunsted ada fonzi Sibilla Ciula salvatore bizzarro DESIGN & web MCB2 ADVERTISING redazione

Rivista italiana in Danimarca c/o Grazia Mirabelli Howitzvej 62-1th 2000 Frederiksberg email: info@ilponte.dk www.ilponte.dk banca danske bank reg.nr. 4280 kontonr. 0016922889

Le opinioni espresse in ogni singolo articolo sono da attribuirsi esclusivamente all’autore dell’articolo, che se ne assume la responsabilità, e non rifflettono necessariamente il punto di vista della redazione. La redazione non è responsabile di eventuali cambiamenti nelle date e negli orari degli eventi annunciati.

Cari lettori,

FestivitÁ

qualche anno fa mi è capitato di ricevere un gradito cartoncino di auguri per le feste, come tutti noi ne riceviamo ogni anno. Ormai li riceviamo per lo più in forma moderna, attraverso frettolosi messaggi di posta elettronica o più immediati sms che ci raggiungono in tempo virtuale ovunque e nei momenti più impensati. Quello però era tradizionale, custodito in un’ elegante busta bianca di carta raffinata. L’aprirlo fu già un bel momento, tante foglioline dorate sembravano essersi appena poggiate casualmente qua e là sulla pergamena trasparente. Avevano il pregio di consegnare al destinatario tutta l’intenzione di leggerezza che chi spediva aveva voluto contenere in quel messaggio, che il rosso di qualche fogliolina sottolineava essere per le festività di fine anno. L’augurio campeggiava al centro del foglio, in una grafia semplice che riproduceva quella fatta a mano : qualche certezza e un po’ di novità,un briciolo di noia alternata a qualche piacevole affanno,qualche emozione ma nulla di grave… ecco i miei auguri per l’anno che viene. Cari lettori de Il ponte, un nuovo anno si succederà a breve al 2013, ancora una volta tra buoni propositi e qualche malinconia saremo pronti a dargli il benvenuto. I bambini ed i più giovani tra noi sicuramente con un gran tuffo dalla sedia come vuole la bella tradizione danese. Gli altri con uno sguardo al passato e forse qualche timore per il futuro. Per il resto, tutto sembra essere uguale a com’era 365 giorni fa. Il mondo continuerà per la sua strada e noi continueremo a stupirci che

alcune cose possano ancora accadere. Continueremo a chiederci come sia possibile che ancora oggi, nell’era scandita dal tempo virtuale e dalla comunicazione, si possano accettare con tanta rassegnazione i tanti focolai di guerra che minacciano il mondo, il perpetrarsi delle violenze, il continuo dislivello e la distanza che ci divide da chi è rimasto indietro, da chi non ha alcuna voce, e fa fatica a trovare il passo giusto per continuare. I problemi idrogeologici di cui tutti sappiamo e che in questi giorni affliggono alcune parti della nostra bella Italia sono un esempio lampante di ordinaria inadempienza e di sopraffazione. Ogni anno si ripete lo stupore di fronte ad eventi del genere, definiti per convenienza straordinari ma che si ripeteranno, a scadenza più o meno ritmata, in zone e momenti diversi, distribuendo lo stesso dolore di oggi, e pur tuttavia continuando ad essere definiti straordinari. Ogni anno a Natale ripenso a quel cartoncino d’auguri e mi chiedo se non sia proprio quello il regalo da auspicare per l’anno che verrà. Un anno nuovo e non un nuovo anno, in cui si cominci a lavorare per dare una dimensione più equa agli equilibri che regolano il mondo. Questo l’augurio de Il Ponte per le prossime festività, perché cominci un anno che possa definirsi veramente nuovo. Buone festività a tutti! Grazia Mirabelli

Caro lettore, anche questo numero della rivista è stato interamente realizzato con collaborazioni a titolo gratuito. Sostieni il nostro lavoro con un abbonamento di supporto, questo ci permetterà di assicurare un futuro all’unica rivista in lingua italiana pubblicata in Danimarca IL PONTE kr.150 annuali Danske Bank Reg.nr. 4280 kontonr. 0016922889


Istituto Italiano di Cultura

Gjørlingsvej 11 – 2900 Hellerup – tel. 3962 0696 www.iiccopenaghen.esteri.it

Fra i vari eventi in programma all’Istituto, vi segnaliamo in particolare:

UN FILM ITALIANO AL MESE

RICERCATORI ITALIANI IN DANIMARCA

Nuovomondo

Una serie di conferenze con ricercatori italiani che lavorano in Danimarca, su vari temi di carattere scientifico. In inglese.

Martedì il 28 gennaio - ore 19.30

Elephant painted by Rembrandt revealed as type specimen for its species

Regia: Emanuele Crialese, 2006 Durata: 120 minuti Genere: drammatico Lingua: italiano con sottotitoli in inglese Sicilia. Inizi del Novecento. Una decisione che cambierà la vita di una famiglia intera: lasciare il passato alle spalle e iniziare una vita nuova nel Nuovo Mondo. Salvatore vende tutto: la casa, la terra, gli animali, per portare i figli e la vecchia madre dove ci sarà più lavoro e più pane per tutti. Una sottile e allo stesso tempo fitta atmosfera di mistero avvolge l’intero viaggio. Salvatore vede e sente presenze inquietanti, ma non ha paura: fanno parte della sua vita di sempre, sono segni che lui sa leggere perfettamente. Salvatore è uno delle migliaia di emigranti italiani che hanno messo in gioco tutto. Non è un eroe, è un uomo semplice, non va in cerca di grandi fortune né di gloria, ma è guidato da una lucida consapevolezza che lo spinge ad affrontare il lungo e pericoloso viaggio attraverso l’oceano per giungere a New York agli albori del XX secolo. Un lavoro e una casa per i suoi familiari sono il suo unico obiettivo. L’Istituto di Cultura e Caffè RIVER offriranno un caffè prima della proiezione del film. Il programma completo e aggiornato è consultabile sul nostro sito: www.iiccopenaghen.esteri.it (sotto 'Gli Eventi' › 'Calendario' ) o sul sito Facebook: www.facebook.com/DetItalienskeKulturinstitut

Giovedì il 12 febbraio - ore 19.30 Postdoc Enrico Cappellini, Centre for Geogenetics, University of Copenhagen In a world where species of living organisms are described and face extinction at an unprecedented rate, ‘type’ specimens, the fundamental reference specimen for each described species, are key. A research team, including, among others, scientists from Natural History Museums in London and Florence, Denmark and Sweden and the University of Illinois found that a specimen thought to be the best surviving type specimen for the Asian elephant, showed up to be a completely different species, namely the African elephant (Loxodonta). The 250 year old description did not distinguish between the two. This then left the question what and where is the type specimen for the Asian elephant? An Asian elephant, drawn in life by Rembrandt around 1637, and today on display as a skeleton in the Natural History Museum in Florence, finds itself as part of a science story that began more than 250 years ago and continues with research published today in the Zoological Journal of the Linnean Society. L’Istituto offrirà un buffet di specialità italiane dopo ogni conferenza della serie ‘RICERCATORI ITALIANI IN DANIMARCA’. Prenotazione indispensabile all’indirizzo email: roberto.valesin@esteri.it

Se non diversamente indicato, gli eventi hanno luogo nella sede dell’Istituto Orario di apertura: lunedì e martedì 9.00-17.00; mercoledì e giovedì 9.00-16.00; Come diventare soci dell’Istituto: la tessera con validità per l’anno solare costa 250 corone. Info: www.iiccopenaghen.esteri.it (sotto 'L’istituto' › 'Diventare soci'). venerdì 9.00 -15.00. Aiutateci a informarvi puntualmente e meglio! Scrivete a segreteria.iiccopenaghen@esteri.it per ricevere le newsletter sulle nostre attività per e-mail Il Ponte novembre 2013 - SENZA C1 1

05-12-2013 12:02:02


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ponte // a t t u a l i t à

b e n v e n u t o a l n u o v o a m b a s c i at o r e Lo scorso mese di ottobre c’è stato un cambio al vertice ed è giunto tra noi il nuovo Ambasciatore d’Italia in Copenaghen Stefano Queirolo Palmas. Abbiamo letto il suo saluto a tutti gli italiani sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Copenaghen. Un messaggio aperto, che lascia intravedere un lavoro di ricerca e di progettualità tra i due Paesi che apprezziamo ed auspichiamo positivo e proficuo. Nell’attesa di poterlo incontrare IL PONTE augura al nuovo Ambasciatore il benvenuto, insieme ad un sincero auspicio di buon lavoro e di serena permanenza con la sua famiglia, tra gli italiani residenti qui, nel piccolo Regno di Danimarca. http://www.ambcopenaghen.esteri. it/Ambasciata_Copenaghen/Menu/ Ambasciata/ambasciatore/Messaggio

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ponte // c o s t u m e

Com’è il Natale a Roma nel nuovo millennio, in piena crisi economica? Non tanto diverso da quelli del secolo scorso, a dire il vero. E questo è forse il suo limite, ma anche il suo pregio. Roma ha vissuto i Natali un po’ cupi del dopoguerra, quando la città era ancora intenta a leccarsi le ferite dei bombardamenti, e c’era dovunque una voglia fortissima di ricominciare.

Natali romani


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di Rosella Bennati Natali ancora un po’ poveri, con pochi regalini ai bambini piccoli, pacchi dono ai figli dei dipendenti pubblici , e panettoni e torroni ai vigili , ammonticchiati sulle pedane spartitraffico sotto l’occhio un po’ invidioso dei bambini , secondo una buffa usanza di quell’epoca. Erano Natali che odoravano di mandarini e di ragù, di presepi fatti in casa, e di piccoli abeti veri, odorosi, un po’ irregolari e ricoperti di vecchi fili d’argento. Poi, è arrivato il miracolo economico e il Natale romano si è trasformato in una kermesse consumistica, che seguiva il modello americano, con le strade del centro illuminate, le vetrine addobbate con palle di vetro e neve artificiale, pochi presepi e abeti sempre più grandi. Verso la fine del secolo, con i primi segnali di crisi, quei Natali opulenti e un po’ kitch sono finiti, e la città ha ripreso a vivere in modo più sobrio. E ancora adesso, con il nuovo millennio, il Natale romano è rimasto poco vistoso, niente a che vedere con le luci rutilanti di Parigi o New York, forse con quel pizzico di nonchalance che caratterizza il carattere dei romani, ma con certe tradizioni intramontabili che in questa città acquistano un fascino particolare . Anzitutto, i grandi presepi delle chiese romane, da quelli delle Basiliche di Santa Maria Maggiore e dell’Ara Coeli a quello della chiesa dei Santi Cosma e Damiano ai Fori Imperiali, presepi che affiancano al valore religioso una

grande componente artistica. E se parliamo di presepi, il più suggestivo è a Piazza San Pietro. Là, davanti alla facciata di Michelangelo, convivono allegramente l’aspetto sacro e quello profano del Natale: il grande presepio e l’enorme abete carico di luci. Una tradizione non antichissima, a dire il vero. Fu papa Giovanni Paolo II ad introdurla, nel 1982, quando un contadino polacco si presentò in Vaticano con un camion che trasportava un enorme abete, che il Pontefice non volle rifiutare. Così, ogni anno da una regione montana dell’Europa arriva in dono un grande abete, che viene montato carico di luci accanto al grande Presepe, rinnovato ogni anno con scenografie e statue di pregio. Poi, una volta terminati i preparativi, il presepe resta lì, illuminato a dovere, e non viene smontato fino a febbraio inoltrato, anche quando in città sono apparse le prime mascherine di carnevale: un ritardo non certo dovuto a sciatteria, ma al bisogno di accontentare le migliaia di turisti e pellegrini… Ma il Natale a Roma non è solo quello dei presepi: c’è anche la grande kermesse dei mercatini, a cominciare da quello di Piazza Navona.Come i presepi, anche i mercatini sono avvantaggiati dalle “location”. Come resistere alla bellezza delle bancarelle strapiene di luci e palle si vetro che riflettono i capolavori di Bernini e Borromini? E’ un mercatino speciale, che si snoda tra le fontane barocche, con le statue che si mescolano alle Befane e ai Babbi Natale… E non c’è solo quel mercato. Con la crisi gli acquisti nelle bancarelle

ponte // c o s t u m e

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hanno avuto un grande impulso, e tutti i quartieri, in centro e in periferia, hanno i loro mercatini natalizi. Forse è proprio questa quantità di mercatini che ha restituito a Roma un Natale un po’ retrò ma con un pizzico di poesia: le ghirlande di lampadine e le capannette di legno hanno più fascino delle grandi vetrine, e la creatività degli artigiani romani si esprime al meglio. Una curiosità:tra gli addobbi made in China che si comprano per pochi euro negli ultimi anni hanno avuto molto successo dei babbi natale da appendere alla finestra o al balcone, come se stessero per entrare di soppiatto. Ai romani, forse perché sono un po’ ironici, questi babbi Natale sono piaciuti tanto, e su decine di palazzi si vedono questi pupazzi-acrobati. Speriamo che non se ne approfitti qualche ladro, che con un costume da babbo Natale potrebbe arrampicarsi allegramente senza farsi notare! Insomma ,un Natale sobrio ma non troppo quello romano,con quel tocco di vintage che lo rende ancora più affascinante.

“Là, davanti alla facciata di Michelangelo, convivono allegramente l’aspetto sacro e quello profano del Natale: il grande presepio e l’enorme abete carico di luci. ”


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ponte // R i f l e s s i o n i

LA RICERCA DEL

DIVINO

L’elezione di Papa Francesco, il Papa venuto dalla fine del mondo, ha un elemento di straordinaria novità poiché essa è avvenuta dopo la rinuncia al soglio pontificio di Papa Benedetto XVI, novello Celestino V, il discusso Papa della rinuncia che riposa a L’Aquila, attualmente fuori casa e in attesa di tornarci.


il

di Emanuela Medoro

L’ urna con i suoi resti mortali, infatti, prima del sisma era collocata in una cappella a destra dell’altare maggiore della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, oggi non ancora restaurata. Non è fuori luogo il ricordo di un Papa del medio evo in questo caso, un sottile filo collega i tre fino ai giorni nostri. Giorni difficili, scandali nel Vaticano con fughe di segreti e di notizie riservate, nel resto del mondo cristiano crisi economiche di ripresa incerta. Certi, invece, chiusura di fabbriche, licenziamenti, fallimenti di migliaia di imprese, disoccupazione, pedofilia e sfruttamento di bambini. Recente la notizia della distribuzione da parte del Vaticano di un questionario riguardante soprattutto la famiglia nella società, la sessualità, il rapporto di coppia, gay, lesbiche e tutto quello che rientra nel complesso ed articolato mondo dei rapporti personali. Non peccatori da condannare, ma persone da rispettare. E’ evidente la volontà di conoscere la società di oggi dal suo interno, per una lettura della teologia cattolica aperta alla considerazione dei veri rapporti umani, anche quelli vissuti fuori dallo schema tradizionale di famiglia. Lo scambio di lettere fra Papa Francesco ed Eugenio Scalfari, e la seguente intervista, centrate sul mistero della incarnazione del figlio di Dio, del Verbo che si è fatto carne, della presenza del Cristo e dei suoi insegnamenti nella storia, sono pubblicati nel libro Dialogo tra credenti e non credenti, di cui riporto alcune frasi, senza alcuna ambizione di entrare nel merito delle questioni trattate, per me di ardua comprensione. Piuttosto estranea a quei ragionamenti, spesso subiti senza reale partecipazione, curiosa tuttavia di cogliere frasi che possano

suscitare speranze ed ispirare idee nuove. Eugenio Scalfari così descrive Papa Francesco: “…buono come Papa Giovanni, affascina la gente come Papa Wojtila, è cresciuto tra i Gesuiti, ha scelto di chiamarsi Francesco perché vuole la Chiesa del poverello di Assisi. Infine: è candido come una colomba e furbo come una volpe, … di politica non si occupa… vuole una Chiesa povera che predichi il valore della povertà; una Chiesa militante e missionaria…costruita a somiglianza di un Dio misericordioso che non giudica, ma perdona…una struttura di servizio…Insomma ci sono delle novità: Dio non giudica ma perdona. Non c’è dannazione, non c’è Inferno” (Dialogo tra credenti e non credenti, pag. 27-29-30). A proposito di quest’ultima rivoluzionaria e tranquillizzante affermazione cito a memoria una frase dal film Habemus Papam di Nanni Moretti: “L’inferno è vuoto, è un deserto, non c’è nessuno”, detta da un vecchio cardinale. E adesso Papa Francesco. Inizio con il ricordo della sua prima apparizione dal finestrone ornato di velluti rossi, allora riuscì a donare alla folla accorsa a Piazza San Pietro un contatto con il divino chiedendo con straordinaria semplicità, calma ed umiltà di pregare con lui: “Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me”. E si chinò alla folla immobile e muta, in un indimenticabile minuto di silenzio totale, ininterrotto per tutta la sua durata. Un evento storico. Di Lui riporto brevi passi che mi sembrano significativi e chiari, senza bisogno di commenti: “La fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti…

ponte // R i f l e s s i o n i

…Dal più antico dei vangeli, quello di Marco. Si constata allora che lo “scandalo” che la parola e la prassi di Gesù provocano attorno a lui deriva dalla sua straordinaria “autorità”: una parola questa attestata fin dal Vangelo di Marco, ma che non è facile rendere bene in italiano. La parola greca alla lettera rimanda a ciò che “proviene dall’essere” che si è. Non si tratta di qualcosa di esteriore o di forzato, dunque, ma di qualcosa che emana da dentro e che si impone da sé… …La domanda che più volte ritorna nel Vangelo di Marco: “Chi è costui che…?”, e che riguarda l’identità di Gesù, nasce dalla constatazione di un’autorità diversa da quella del mondo, un’autorità che non è finalizzata a esercitare un potere sugli altri, ma a servirli, a dare loro libertà a pienezza di vita… …La singolarità di Gesù è per la comunicazione, non per l’esclusione. Certo, da ciò consegue anche- e non è piccola cosa- quella distinzione tra la sfera religiosa e la sfera politica che è sancita nel “dare a Dio quello che è di Dio e a Cesare quello che è di Cesare”, affermata con nettezza da Gesù e su cui, faticosamente, si è costruita la storia

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“L’inferno è vuoto, è un deserto, non c’è nessuno”

dell’Occidente. …Dio – questo è il mio pensiero e questa la mia esperienza, ma quanti, ieri e oggi, li condividono! – non è un’idea, sia pure altissima, frutto del pensiero dell’uomo. Dio è una realtà con la “R” maiuscola. ….” (Dialogo fra credenti e non credenti, pag. 36-43).


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PASSEGGIATE ROMANE, IL CENTRO DELL’URBE


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ponte // s t o r i a

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di Emanuela Medoro

“Ibam forte Via Sacra…”, si traduceva dal latino nel liceo classico. Calpestare ancora oggi millenari massi lisci, poter vedere solide mura di mattoni ancora in piedi, è una emozione carica di ricordi ed esperienze, ritornano alla mente volti e parole. Tante sono le scoperte che si possono fare durante una visita attenta in queste zone ricche di storie. Studiate e meditate al liceo classico, in età matura suscitano paralleli con il mondo odierno. Per esempio, veniamo a sapere che la povera gente alle origini della città di Roma viveva in ricoveri elementari, in capanne che a mala pena proteggevano dal freddo e dalla pioggia; molte cose si facevano all’aperto, si mangiava anche all’aperto. Ancora oggi si fa. L’esempio più popolare e diffuso di dolce vita romana, non è un bel pasto all’aperto? Enormi e odorosi piatti di pasta, arrosti e fritti croccanti si consumano nelle vie e piazze del centro storico, in memorabili momenti di relax, meditazione e contemplazione di cose e persone. Le case più importanti, solide ed in pietra, si costruivano sul colle Palatino, donde le parole palatium/ palazzo. E che dire di una notizia riguardante Giulio Cesare? Starà senz’altro scritta sui libri di storia, ma mi fece sorridere sentire che conquistate le Gallie (Gallia est omnis divisa in partes tres…) lui aumentò a Roma il numero dei senatori, dando questa onorificenza ai personaggi più rilevanti delle terre appena sottomesse. Geniale esempio di

esercizio dell’arte del potere. Nelle vicinanze della curia, appena sotto la finestra dello studio del sindaco di Roma in Campidoglio, si può vedere l’ombelico di Roma, il vero centro geografico dell’urbe, oggi un ammasso di pietre appena coperto da una tettoia. E’ il punto da cui parte la misurazione chilometrica delle vie consolari. Poco più su del centro geografico di Roma, alla Scuderie Papali del Quirinale, una mostra straordinaria, Augusto, fino al 9 febbraio, organizzata in occasione del bimillenario della sua morte (19 agosto 14 d.C.). In esposizione una serie di statue che mostrano le tappe della storia di Augusto, personaggio di eccezionale carisma e intuito politico. Le statue illustrano, fra guerre, vincitori e vinti, il processo di divinizzazione di lui, fatto modificando particolari significativi nel modo di rappresentarlo, l’espressione del volto, il gesto, la posizione delle braccia e delle mani erano studiate per comunicare ai contemporanei ed ai posteri valori, fedi e credenze. In parole povere, la rappresentazione dell’aureola della santità, come noi la conosciamo adesso, ha origini precedenti il cristianesimo, e si è sviluppata ed evoluta nel corso della storia. Quello che oggi fanno i media, allora lo facevano artisti ed artigiani dell’immagine, scolpendo pietre e marmi. Mi chiedo, non senza qualche timore, quali immagini prodotte oggi saranno ancora a disposizione del pubblico fra duemila anni.


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ponte // r u b r i c a l e g a l e

SFIDA PER L’APERTURA IN DANIMARCA di Luigi Farina Avvocato italiano e danese

Se un’impresa decide di entrare in un nuovo Paese senza passare attraverso un intermediario locale indipendente, ma preferisce lanciarsi attraverso proprio personale distaccato dalla sede madre, oppure attraverso personale locale,

e

l’impresa dovrá affrontare nuove sfide appassionanti quali: rispettare il sistema giuridico straniero redatto in una lingua straniera; abituarsi alle famigerate differenze culturali.

Rolf Meurs-Gerken Avvocato – Copenaghen e Parigi

La maggior parte delle societá non danno il giusto peso alla questione quando iniziano l’attivitá in Danimarca e preferiscono agire passo per passo, ma la sfida rimane la stessa. Benché l’Italia e la Danimarca siano


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membri dell’Unione Europea da lunga data, le differenze giuridicoculturali sono sovente importanti, e particolarmente nella materia in questione. Ed é per tale ragione che abbiamo deciso di introdurvi, attraverso una serie di articoli, sulle differenze giuridicoculturali tra i due Paesi. Cominciano da: È pericolo assumere personale? Questa é spesso l’impressione che si ha al primo incontro con una societá italiana che intende assumere personale locale. Normalmente gli italiani all’inizio vogliono assolutamente assumere personale a tempo determinato, dal momento che questo si pratica in Italia e quando il contratto scade, la societá italiana prolunga nuovamente l’efficacia del rapporto di lavoro con un nuovo contratto a tempo determinato e ció si ripete piú volte. In Danimarca normalmente non si pratica stipulare contratti a tempo determinato, a meno che non si tratti di lavoro che riguarda un progetto, un incarico a tempo determinato, per esempio un incarico per un lavoro di costruzione presso un cantiere o un vicariato per maternitá. Ma perché queste differenze tra Italia e Danimarca? Perché in Italia, contrariamente alla Danimarca spesso licenziare é difficile, lento ed in alcuni casi anche confuso. Ma cosa si prevede per il periodo di prova? Giocano al rimbalzo i clienti italiani.

Contratto a tempo indeterminato In Danimarca viene normalmente concordato un periodo di prova, anche nei contratti a tempo indeterminato, con una clausola che concede la possibilitá di poter recedere dal contratto con un breve preavviso di 14 giorni nell’arco dei primi 3 mesi. Non vi é alcun impedimento a che si stabilisca un periodo di prova piú lungo ed eventualmente il raggiungimento di un determinato risultato lavorativo durante tale periodo di prova. Ma dopo i primi 3 mesi, ciascuna parte del contratto dovrá rispettare i normali periodi di preavviso per il recesso. Contratto a tempo determinato Non vi è alcun impedimento in diritto danese a che il primo contratto di lavoro sia a tempo determinato, anche se si tratta di lavoro che non riguarda l’esecuzione di un incarico a tempo determinato. Inoltre non vi é alcun impedimento nello stabilire anche che ciascuna delle parti possa recedere dal contratto secondo le ordinarie regole. Un contratto a tempo determinato non puó essere rinnovato alla scadenza con un nuovo contratto a tempo determinato, a meno che la fissazione del nuovo termine non sia giustificato da una preciso e motivato obiettivo da raggiungere limitato nel tempo. Quando non si tratta di realizzare un lavoro per un periodo limitato, normalmente non si utilizzerá un contratto a termine e ció non accadrá

anche nel periodo di prova. Ció al fine di evitare conseguenze negative per il datore di lavoro, dal momento che il dipendente puó avvertire che la fissazione del termine al contratto, sia una espressione di sfiducia da parte del datore di lavoro nei suoi confronti e quindi il dipendente potrebbe sentirsi piú sicuro cercando altro lavoro stavolta a tempo indeterminato. Cambio recente in Italia. In Italia é stato introdotto a marzo di quest’anno un limite all’utilizzo del contratto a tempo determinato. La messa in opera di questa novitá legislativa, tuttavia, dovrá essere attuata attraverso una serie di decreti legislativi attuativi e ció potrebbe causare una riduzione della flessibilitá delle regole per far sfociare quindi regole più rigide. Nei prossimi numeri vi parleremo di “ When in Rome do like the Romans”, ossia sulla tipologia di contratto, legislazione e convenzioni collettive da applicare.


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in t e r v is t a a

massimo

ricci

Ancora un cuoco italiano e' approdato a Copenaghen Massimo Ricci fa da mangiare per i danesi direttamente nelle cucine di casa loro. Massimo non ha alcun problema a reperire autentici ingredienti italiani a Copenaghen, ma pensa che siano costosi.


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ponte // cucina

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di Birgit Brunsted Lo chef italiano Massimo Ricci è arrivato a Copenhagen un anno e mezzo fa con una nuova idea . "Non è solo una semplice preparazione di piatti, ma un concetto nuovo , una sorta di “HR dell’alimentazione” , dice. Massimo Ricci offre un nuovo tipo di servizio interamente realizzato a domicilio, alle persone che vogliono organizzare cene e feste. Fare la spesa , cucinare , scegliere il vino , apparecchiare la tavola , prendersi cura degli ospiti e infine lasciare la cucina e la sala da pranzo pulita e ordinata. L’opportunità migliore per sentirsi bene con se stessi a casa propria , tutto quello che resta da fare è sedersi a tavola per godersi la serata. In questo modo" i padroni di casa possono dedicarsi ai loro ospiti” senza dover pensare ad altro, in un ambiente sicuramente più informale e rilassato di un ristorante. La filosofia è essere ospite tra i propri ospiti a casa propria . Mi piace l'idea di cucinare per le persone e stabilire un rapporto personale con loro "-, dice Massimo Ricci , che si offre per realizzare pranzi o cene a domicilio anche solo per due persone . Ricci ha iniziato con questa nuova formula a Roma cinque anni fa, poi è stato ovvio e naturale per lui continuare quando ha deciso di trasferirsi qui in Danimarca con la moglie Cristiana Silva , che lavora per le Nazioni Unite , e la loro piccola Angelica. Ma come si fa ad avviare questo tipo di attività?

I danesi amano il cibo italiano "Abbiamo iniziato attraverso il passaparola , mia moglie ne ha parlato ai suoi colleghi di lavoro, io ho incontrato altri italiani ", -racconta Massimo- e così ben presto sono arrivati i primi ordini , i clienti hanno cominciato a consigliare la cucina di Massimo Ricci, e gradualmente abbiamo avviato la nostra attività. " I danesi sono molto attratti dalla cucina italiana e hanno accolto con vero piacere il nuovo concetto . Un’ altra ragione per cui non è stato difficile introdurre la nuova formula , che sta prendendo piede qui in Danimarca, è il lungo inverno che spinge a rimanere a casa .” In questo modo siamo noi a raggiungere il cliente che non ha bisogno di andare fuori e può tranquillamente godersi i suoi ospiti nell’intimità della propria casa”, -aggiunge il cuoco italiano. Massimo Ricci racconta della sua passione per la cucina, una passione nata sin da quando ha iniziato a cucinare per gli amici a Roma. Loro hanno apprezzato il suo modo di cucinare, pensando che avesse talento, e lo hanno incoraggiato a sfruttare quelle abilità culinarie anche in campo professionale. È stato così che pian pianino Massimo ha proseguito per quella strada, ha cominciato a lavorare in alcuni ristoranti dove si è sempre più appassionato, e ha frequentato corsi di cucina specializzandosi sempre più nel settore .

Si può produrre una qualità soddisfacente con questa formula delle preparazioni a domicilio? « In Danimarca si può trovare di tutto , anche prodotti di buona qualità italiana, ma è caro ", risponde Massimo Ricci. Molti di questi, presentati come italiani in realtà sono tra i prodotti più scadenti o addirittura falsificati , “Cose come pasta , olio d'oliva , parmigiano o mozzarella che potrebbero essere anche stati prodotti in Belgio o in Danimarca. Ma il prodotto autentico italiano si può reperire a Copenhagen . " I ristoranti italiani A proposito di ristoranti italiani in Danimarca , Massimo Ricci dice : "Ci sono molti buoni ristoranti , così come ce ne anche non autentici. Alcuni pensano di potersi definire ristoranti italiani semplicemente inserendo pasta e pizza nel menu. " Massimo Ricci terrà a breve corsi di cucina per tutte le persone che sono interessate a far da mangiare all’ italiana. "Corsi anche per due sole persone che teniamo nella nostra cucina , o per grandi gruppi , a casa dei clienti e a seconda delle dimensioni della loro cucina. Ricordo che a Roma avevo un gruppo con cui ci incontravamo a turno nelle varie cucine di ciascuno di loro. È stato un bel modo per conoscere meglio la propria cucina ed imparare a utilizzare gli strumenti giusti preparando da mangiare in buona compagnia.


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ponte // P SICOLOGIA P OSITI V A

Impariamo a rimbalzare


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di Ada Fonzi professore emerito di psicologia dello sviluppo

ponte // P SICOLOGIA P OSITI V A

Per capire meglio di cosa si tratta vale

Proprio quel «saltare indietro» che la

la pena dare un’occhiata ai dizionari. Per

parola latina indica, quella forza che

prima cosa apprendiamo che il termine

fa in modo di non lasciarsi annientare,

deriva dal latino resilire – pensare che c’è

riuscendo magari a ritrovare lo stato

ancora chi sostiene che la lingua latina

di equilibrio perduto. È un concetto

sia inutile e obsoleta! – che significa

polisemico, che attraversa, cioè, molte

letteralmente «saltare indietro». Per il

discipline e interessa politici, economisti,

dizionario Zingarelli è un termine della

ambientalisti e tutti coloro a cui

fisica che indica la capacità di un materiale

competono l’organizzazione e la difesa

di resistere a urti improvvisi senza

della vita associata. Per gli psicologi

spezzarsi; più descrittivo il dizionario

si tratta di un termine che riassume

Garzanti, secondo il quale il sostantivo

assai bene una delle capacità che vanno

indica il rapporto tra il lavoro necessario

maggiormente sviluppate e potenziate.

per rompere una barretta di un certo

Si tratta di prendere coscienza delle

materiale e la sezione della barretta

condizioni avverse che ci si presentano,

Da molti anni le parole transitano da un

stessa. Infine, nel recente Dizionario delle

ma di non lasciarsene travolgere, cercando

campo disciplinare all’altro, costituendo

scienze psicologiche di Luciano Mecacci

e inventando nuove soluzioni.

spesso il ponte culturale che collega le

(Zanichelli), la resilienza è la «capacità di

Questi processi vengono studiati da

scienze «dure» e le scienze «umane», vale

resistere a un trauma, allo stress ecc. e di

quella che viene chiamata «psicologia

a dire la chimica e la fisica da un lato,

ripristinare il proprio equilibrio psicofisico».

positiva». Essa si rivolge, in particolare,

l’economia, la sociologia e la psicologia

Credo risulti chiaro come la resilienza sia,

ai soggetti nel corso del loro sviluppo.

dall’altro. Alcune definizioni, tipiche del

dunque, una capacità di vitale importanza

Quanti giovani, per esempio, rinunciano

linguaggio settoriale tecnico, assumono un

nel mondo attuale in cui gli uomini sono di

agli studi di fronte alle prime difficoltà,

significato metaforico se trasposte a campi

continuo esposti a catastrofi ambientali,

rifugiandosi nell’inerzia e in attività di

anche assai diversi. So che molti accesi

economiche e sociali. Qualcuno dirà che

scarso significato? Bisogna far loro capire

sostenitori della lingua italiana originaria, i

non c’era bisogno di scomodare una parola

che possono «rimbalzare», approfittando

cosiddetti puristi, inorridiscono di fronte a

poco conosciuta e finora frequentata solo

addirittura dell’insuccesso per prendere

queste contaminazioni. A me pare, invece,

da fisici e ingegneri, e che forse bastava

coscienza delle proprie altre competenze.

che proprio questi scambi siano altamente

il termine più usuale di «resistenza» per

Spetta però alla famiglia e alla scuola non

proficui, perché permettono di inserire

indicare questa capacità di far fronte

lasciarli soli in un percorso di recupero a

nuova linfa al nostro vocabolario. È questo

alle avversità. Secondo me non è così.

volte difficile e travagliato. Un discorso

il caso della «resilienza», parola che da

Resistere va bene, ma manca quel

analogo vale anche per i vecchi. Pure

qualche anno circola tra gli economisti,

«rimbalzare» che il nostro termine sta a

loro possono rimbalzare di fronte alle

gli ambientalisti, gli psicologi e che lo

indicare.

limitazioni che l’età inevitabilmente

In un mondo che ci espone di continuo a pesanti cambiamenti ambientali, economici e sociali, siamo chiamati a riscoprire la resilienza. Un «saltare indietro», indicato dalla stessa etimologia latina della parola, per non lasciarsi annientare. Ritrovando, al tempo stesso, l’equilibrio perduto.

stesso presidente degli Stati Uniti Barack

comporta. Come? Recuperando interessi

Obama ha usato senza riserve nel discorso

Per uscire dalle difficoltà è necessario,

sopiti, relazioni sociali trascurate, facendo

di giuramento per il secondo mandato

infatti, un passo ulteriore.

leva sui valori che li hanno accompagnati

presidenziale.

nella vita.

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ponte // LA V OCE D ELLA SIBILLA

Jĭng dĭ z h ī wā ovvero la rana nel pozzo

Un'antica storia cinese narra di una rana che da sempre abitava nel fondo di un pozzo. Conosceva bene il suo pozzo, ma niente di più. Per lei non esisteva che quello.


il

di Sibilla Ciula

Vivo con due giganti e mezzo. Non mi somigliano affatto. Sono tutti e tre goffi e spelacchiati, soprattutto il più grande, e sono un po' stravaganti. Con la luce spariscono nel rettangolo d'ingresso per riapparire solo svariate ore dopo con umori variabili e volti un po' stanchi. A volte arrivano carichi di buste fruscianti con le quali si chiudono nella stanza dei fuochi e dell'acqua e dalla quale si sprigionano profumi che ricordano vagamente quelli delle mie ciotoline piene di tutto. E quando escono dalla stanza, che ora è tutta fumi e vapori, hanno l'aria ancora più stanca e discinta di prima, e si abbandonano, sfiniti, in posti diversi, ma tutti e tre rigorosamente davanti ai rettangoli luminosi con tante figure di dentro. Anche a me piace guardare nei rettangoli di luce, soprattutto il più grande, dove si vede più o meno sempre lo stesso, ma con piccole variazioni: ci sono altri giganti che vanno su e giù, mostri quadrati con occhi illuminati davanti e di dietro che camminano con rumore infernale e poi degli esserini che volano come se non pesassero niente e a vederli così mi viene un solletico dentro, che li vorrei accalappiare e mordicchiarli per bene. Ah, dimenticavo su in alto la striscia del cielo, a volte chiaro chiaro, a volte tutto nero … ci deve essere una lampadona accesa che gli cambia il colore, è come qua da noi che spente le

ponte // LA V OCE D ELLA SIBILLA

luci tutto diventa più scuro. Non mi posso proprio lamentare. È vero, il gigante grande mi ignora e quello piccolo mi tortura, ma quello medio mi dà sempre un sacco di cose e non mi fa mai paura, neanche quando mi guarda con gli occhi cattivi. Col buio, tutti e tre si muovono sempre più lenti - tranne quello piccolo che vuole sempre giocare con me, neanche fossimo uguali – si gettano nelle loro tane e lì restano morti fino alla luce, per poi sparire di nuovo nel rettangolo d'ingresso. A me, allora, non resta che investigare, col mio infallibile fiuto, tutti gli angoli più remoti del mio mondo perfetto. E inghiottisco la voglia di correre e saltare, di arrampicarmi e grattare su tutto e di fare i bisogni in posti diversi. I miei giganti non la prenderebbero bene. Lo so perché ci ho provato una volta e non è stato di certo un successone. Questa è la mia vita e va bene così. Ma a volte, quando guardo nel rettangolo grande, mi viene il capriccio di buttarmici dentro e magari scoprire che ci sono altre cose. E andare a cercare la lampada grande, quella del cielo, e trovarla e scoprire quale gigante l'accende e la spegne. Ma mi rendo subito conto che sono pensieri sciocchi e quello che vedo ê tutto quello che c’è. Tratto da “Memorie di un gatto casalingo” E chi l'avrebbe detto che l'animale, fino a qualche tempo fa incapace anche

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di sentire il dolore, seppure con il suo istinto votato alla sopravvivenza e la sua intelligenza induttivista, potesse avere una sorta di curiosità casuale e priva di coscienza, senza la quale neanche noi uomini avremmo scoperto quell' x% che c'è da scoprire. E questo è un umile omaggio a Max Planck, Niels Bohr e tutti coloro che, con la loro follia quantistica, hanno cercato a tentoni di farci uscire dal pozzo. P.S.: Karl Ernst Ludwig Max Planck (Kiel, 23 aprile 1858 – Göttingen, 4 ottobre 1947), è stato un fisico tedesco e l’ideatore della teoria dei quanti. Niels Henrik David Bohr (Copenaghen, 7 ottobre 1885 – Copenaghen, 18 novembre 1962) è stato un fisico, matematico, filosofo della scienza, teorico della fisica e accademico danese che diede contributi essenziali nella comprensione della struttura atomica e nella meccanica quantistica.


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ponte // e u r o p a

TESSERA UE DALL’UE IL VIA LIBERA AD UNA TESSERA PER L'ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE NEGLI STATI MEMBRI Una tessera europea per agevolare l'esercizio della professione in qualsiasi Stato membro dell'Ue. Lo stabilisce la direttiva approvata dal Parlamento europeo lo scorso ottobre per promuovere la mobilità professionale all'interno dell'Unione. La direttiva prevede il rilascio di una tessera elettronica ai titolari di una qualifica professionale, tra cui medici, farmacisti e architetti. Le nuove norme permetteranno ai professionisti che desiderano accelerare il riconoscimento delle loro qualifiche da parte di un altro Stato membro di optare per la tessera europea delle qualifiche professionali. Le tessere professionali saranno fornite dagli Stati membri d'origine, principalmente per brevi periodi di lavoro all'estero e dallo Stato membro ospitante nel caso in cui la pratica sia stata trasferita. Il sistema si baserà sull'attuale sistema d'informazione del mercato interno tra le amministrazioni degli Stati membri. In questo modo, si accelererebbero i

tempi di procedura e si faciliterebbe il processo di riconoscimento, poiché il titolare di una qualifica professionale potrebbe chiedere al proprio paese di origine di completare tutte le fasi preparatorie invece di dover far domanda presso il paese ospitante, come avviene attualmente. Qualora uno Stato membro ospitante non adotti una decisione entro il termine stabilito dalla direttiva, la tessera professionale europea si considererà rilasciata e sarà inviata automaticamente al titolare di una qualifica professionale. La direttiva approvata mira a prevenire che gli operatori sanitari - tra cui medici, infermieri, veterinari e specialisti di assistenza per l'infanzia - condannati per un crimine o sottoposti a grave azione disciplinare possano esercitare la professione in un altro Stato membro. Tutti gli Stati membri dell'Ue dovrebbero essere informati di tali condanne o decisioni entro tre giorni .In base all'attuale direttiva sulle

qualifiche professionali, esistono circa 800 professioni regolamentate, di cui 7 automaticamente riconosciute in tutti i paesi membri. A tale categoria appartengono: medici, dentisti, farmacisti, infermieri, ostetrici, veterinari e architetti. Per garantire maggiore trasparenza nel mercato dei servizi professionali, la Commissione svilupperà e terrà aggiornata una banca dati delle professioni regolamentate che sarà accessibile al pubblico. In essa saranno inserite le informazioni fornite dagli Stati membri, specificando le attività contemplate da ogni professione e dimostrando che i requisiti a esse correlati non siano discriminatori. Per esempio, attualmente i fioristi e i tassisti non risultano regolamentati in tutti gli Stati membri dell´UE. La nuova direttiva, adottata con 596 voti favorevoli, 37 contrari e 31 astensioni, dovrà ora essere approvata formalmente dagli Stati membri. aise

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ponte // l LA e tV tOCE u r e D ELLA SIBILLA

Canale Mussolini, un’epopea tutta italiana Thriller bellico spionistico dal libraio elettronico Letteratura senza frontiere: la nuova casa editrice di ebooks La Mela Avvelenata pubblica il racconto storico Missione Medea di Paolo Ninzatti, italiano in Danimarca. Negli ultimi mesi della Prima Guerra Mondiale, al capitano Pizzi della Marina Italiana viene affidata una missone dal Re in persona: trasportare a bordo del suo sottomarino un'agente segreto, la misteriosa e affascinante Contessa fino alle coste del Caucaso per prelevare la figlia dello zar di Russia e salvarla dai rivoluzionari. Questo il succo della storia, accessibile oggi anche a chi non vive in Italia, grazie soltanto a un paio di clik. L'ebook è già in vendita su Amazon, Mondadori e La Feltrinelli, oltre che sul sito della casa editrice, La Mela Avvelenata, (www.lamelavvelenata.com) che propone racconti e romanzi di differenti generi, pur con preferenza al fantastico, allo storico e al favolistico a prezzi modici. Paolo Ninzatti è nato a Milano nel 1950. Maturità Scientifica e Facoltà di Scienze Politiche. Vive a Tommerup in Fionia dove lavora come pedagogista in una scuola, insegna musica, e suona in diverse bands o come solista.È sposato, ha tre figli nati da due matrimoni e una nipotina.

Gli anni che hanno preceduto la stesura del libro Canale Mussolini sono stati per Antonio Pennacchi anni di attesa verso un impegno non ancora assolto, rinviato nel timore di non farcela emotivamente.

di Grazia Mirabelli Lo scrittore, simpatico e graffiante, ha portato recentemente una ventata di simpatia al numeroso pubblico presente presso l’Istituto Italiano di Cultura, raccolto in occasione della serata di presentazione del suo libro. Alla serata era presente anche Thomas Harder, traduttore di Canale Mussolini, che per l’occasione interveniva in veste di intervistatore. Pennacchi ha raccontato ai presenti del suo libro, con tutta l’esperienza maturata non solamente come scrittore, ma anche attraverso la militanza politica e 30 anni di lavoro operaio. L’autore ha parlato con grande semplicità del rapporto sofferto che lo ha legato al senso di dovere nutrito fin da bambino nei confronti della verità. La verità della vita della sua famiglia, quella della vita della madre in particolare, e di tutti quelli che si sono succeduti nella vicenda narrata, e da lui definiti i morti. Tanti protagonisti del grande esodo che aveva spostato masse di

migranti dal nord verso l’Agro Pontino alla ricerca della salvezza e nei confronti dei quali l’autore aveva da sempre sentito il dovere di questo racconto. Un libro scritto con la pancia, come lui stesso dice, per dare una testimonianza diretta di un lungo pezzo di storia d’Italia,raccontato da un italiano come tanti, che quegli anni li ha vissuti da protagonista. Pennacchi non accetta meriti personali per avere concepito questo libro, che ha riscosso grande successo anche in Danimarca, che ha venduto solo in Italia 400.000 copie, che è stato vincitore del Premio Strega 2010 . Unico merito semmai quello di avere raccontato ciò che egli stesso ha vissuto in un contesto di storia italiana e che a suo avviso, pur avendo lui una visione di sinistra ,non è stato nei fatti riportato fedelmente tra le pagine dei libri di storia. Antonio Pennacchi ha appena pubblicato la sua ultima opera “Storia di Karel”. Questa volta lo scrittore, a differenza di Canale Mussolini, ha scelto di puntare sul futuro.


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L'AVVENTURA DELLA FEDE

L’Italia dei Sogni L’Italia dei Sogni è il nuovo libro di Goffredo Palmerini, dove le storie degli emigrati diventano vive grazie alla ricchezza d’una narrazione nitida e intrigante.

di Salvatore Bizzarro

L’autore rende un grande tributo all’altra Italia, come già con i suoi libri precedenti. Nel volume si trovano ricordi, successi, resoconti, eventi e anche rimpianti dell’altra Italia. Il libro inizia con un capitolo sul primo Santuario dedicato a Giovanni Paolo II e sulla Perdonanza, il giubileo istituito da Celestino V. Vi si scopre un Palmerini profondo conoscitore di aspetti religiosi, mentre narra la storia di papa Celestino. Come fece l’anno scorso con i miei studenti. Eravamo a L’Aquila per visitare la città e Palmerini ci fece rivivere il 1294, anno memorabile che vide l’elezione di Celestino V, i

cinque mesi del suo straordinario papato prima del “gran rifiuto”, o meglio della sua rinuncia. Palmerini ci guidò nel clima politico e spirituale di quel tempo, facendoci ammirare la splendida Basilica di Collemaggio. Nel volume testimonianze della nostra emigrazione che, ovunque nel mondo, dà lustro all’Italia. Pur se non citato - il libro è stato scritto prima dello storico evento - sembra che le pagine lo evochino: Jorge Mario Bergoglio, un figlio dell’emigrazione italiana diventato Papa Francesco. Con L’Italia dei Sogni Palmerini conferma il suo amore per l’altra Italia. Un ulteriore apporto al giacimento di valori d’un Paese che ha dato un contributo rilevante alle migrazioni e alla civiltà del nostro mondo.

Vite di missionari recatisi nel Continente americano descritte in poche pagine essenziali, efficaci, di affascinante e coinvolgente lettura. Curiosità, aneddoti, squarci di storie intime. Missionari segnati dalla bramosia di potere e dall’ottusa convinzione della superiorità culturale nei confronti delle popolazioni indigene, missionari che hanno votato la propria esistenza alla comprensione dei popoli nativi. Missionari pronti a sacrificare la vita per difendere i diritti elementari di uomini costretti ad accettare l’invasione e l’occupazione permanente delle terre nelle quali avevano vissuto per migliaia di anni in perfetta armonia con la Natura. In poche pagine l’esistenza e il destino di tanti sconosciuti che ebbero vite epiche e leggendarie, che compirono pellegrinaggi di migliaia di chilometri attraverso terre disabitate e deserti, testimonianze di un tempo in cui molti osarono attraversare l’Oceano per entrare in una realtà completamente diversa, fatta di spazi immensi, di sconosciute civiltà, non solo per spirito d’avventura. Da Giovanni A. Andreoni a Francesco Bibolini, da Pasquale Tosi a Domenico Zipoli, 44 brevi biografie, che sembrano frutto di una sfrenata fantasia. Generoso D’Agnese collabora con il “Messaggero di S. Antonio” di Padova, con “La Voce Italiana” di Washington”, “L’Italo- Americano” di Los Angeles, “L’Altra Italia” di Rüti, “Il Ponte” di Copenhagen. Dal 1998 cura la rubrica “Protagonisti italiani in America” per il quotidiano “America Oggi” di Norwood (New Jersey). È vice direttore editoriale del mensile “Abruzzo nel Mondo”. Ha pubblicato “L’Abruzzo degli anni ‘90”(1990), “Stramonio” (1993), “Dixie’s land” (1996), “AbruzzoAmerica”(2002), “SuperCi@o.it” (2006), “Itala Gens”(2007), “L’emigrazione abruzzese tra Ottocento e Novecento” (2008).


Dante Alighieri Programma del primo trimestre 2014

Gennaio

Viaggio in Italia : La magia dell’Alto Adige

Anche quest’anno faremo un viaggio in Italia dal 18 al 24 maggio. Vi presenteremo l’Alto Adige: la sua storia, la sua attualità, centri minori e città come Bolzano e Merano, la sua stupenda natura e la sua gastronomia. Le tante immagini ce lo faranno conoscere e visitare. In danese

Sabato 18 alle 14.00 FoF Huset Ordrupvej 60 2920 Charlottenlund Febbraio La famiglia italiana oggi Si parla molto della crisi che tocca l’economia e la vita politica italiana, ma sotto sotto si nasconde un cambiamento importante e a lungo andare decisivo: quello della famiglia e della società italiana. Come? Perché? Con quali conseguenze? L’antropologo Bjørn Thomassen cercherà di dare alcune risposte. In danese. In collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura

Martedì 11 alle 19.30 Istituto Italiano di Cultura, Gjørlingsvej 11, 2900 H. Marzo

Gli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova Il dott. Giuliano Pisani in modo innovativo e coinvolgente spiegherà gli affreschi spaziando dalle allegorie dei vizi e delle virtù alle simbologie religiose. Quello che racconterà sarà la storia di Cristo e della salvezza dell’uomo ma anche un invito a meditare sul significato della vita. In italiano con mini riassunto in danese. In collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura

Giovedì 27 alle 19.30 Istituto Italiano di Cultura, Gjørlingsvej 11, 2900 H. I volti segreti di Giotto Questa è la seconda conferenza che Giuliano Pisani grecista e latinista, studioso di filosofia antica presenterà. Nel 2008 ha pubblicato il libro “I volti segreti di Giotto”. La Cappella degli Scrovegni diventa una “ Divina Commedia” della pittura dove Giotto traccia una via di salvezza per l’umanità terrena e ultraterrena. La conferenza si concluderà con una panoramica di Padova al tempo del grande pittore. In italiano con mini riassunto in danese. In collaborazione con la Studieskolen.

Sabato 29 alle 14.00 Studieskolen, Borgergade 12. Copenaghen Dante Alighieri c/oLucia Rota Andersen Kulsvierparken 71, 2800 Lyngby, www.dante-alighieri.dk, dantealighieri@mail.tele.dk tel. 45885713 (Lucia), 30344381(Finn, segretario) www.facebook.com/SocietáDantealighieriCopenaghen Quota 2014:175kr. (100 per studenti; 250kr.per nuclei familiari di due persone) Conto bancario: 2102 8896 568 583 Nordea (ricordate di comunicare il vostro nome e cognome). I soci Dante possono associarsi all’Istituto Italiano di Cultura al prezzo scontato di 150 kr. I non soci pagano un contributo di 30kr. se la conferenza si tiene alla Medborgerhuset di Frederiksberg. Ringraziamo l’Istituto Italiano di Cultura, la Studieskolen, la FoF di Gentofte, la Dante di Århus e il Ponte per la collaborazione.


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ponte // a l m a n a c c o

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INDIRIZZI UTILI // Vice Consolato d’Italia Ambasciata d’Italia Magni Arge, Vagar Airport Gammel Vartov Vej 7 FO-380 Soervagur 2900 Hellerup +45 39 62 68 77 - fax 39 62 25 99 lun.-gio. 8.00 - 10.00 tel.+298 341000-fax +298 341000 info.copenaghen@esteri.it magni@atlantic.fo www.ambcopenaghen.esteri.it

Ass. Comm. Italo-Danese c/o Adv.P.R. Meurs-Gerken Studio Legale Amaliegade No 42 Amaliegade 42 1256 K

Trentini nel Mondo - Circolo di Copenaghen c/o Grazia Barberi Nielsen Henrik Ibsens Vej, 36 - 1 TH 1813 Frederiksberg - Copenhagen e-mail: grazianielsen@gmail.com website: www.trentininelmondo.it

Cancelleria Consolare Østergade 24 scala B, 2. piano 1100 Copenaghen K 39 18 34 44 - fax 39 27 01 06 lun-ven 10-12, lunedì anche 14-16 consult. tel. tutti i giorni 12 - 13 consolato.copenaghen@esteri.it

Vice Consolato d’Italia Giovanni Volpi Vingaardsgade 25 - 9000 Ålborg 98 11 37 55 - fax 98 16 15 51 giovanni@sangiovanni.dk Cell. 40638050

Società Dante Alighieri c/o Lucia Rota Andersen Kulsvierparken 71 - 2800 Lyngby 35 34 43 81 (segretario) dantealighieri@mail.tele.dk www.dante-alighieri.dk

CLUB ITALIA c/o Benthe Volpi Hobrovej 3 9000 Ålborg 98 13 60 40 volpi@stofanet.dk

Istituto Italiano di Cultura Gjørlingsvej 11 - 2900 Hellerup lun/mar. 9 - 17, mer/giov. 9 - 16 venerdì 9 - 15 39 62 06 96 - fax 39 62 88 73 iiccopenaghen@esteri.it www.iiccopenaghen.esteri.it

Camera di Commercio ItaloDanese in DK (In corso di formazione) c/o LETT Advokatfirma Vester Alle 4-DK-8000 Aarhus C. E-mail: info@danitacom.org www.danitacom.org Tel.: +45 3334 0846

Società Dante Alighieri c/o Institut for Sprog, Litteratur og Kultur - afd. for Klassisk og Romansk Aarhus Universitet, Nobelparken Jens Ch.Skous Vej 5, bgn 463 8000 Aarhus /www.dante-alighieri.dk

A.I.R.-Ass. Italiana Ristoratori Ristorante S. Giovanni Vesterbro 46 9000 Aalborg 98 11 37 55 a-i-r@a-i-r.dk - www.a-i-r.dk

Patronato INCA lun. 15.30-17.00 (su appuntamento) c/o Istituto Italiano di Cultura Gjørlingsvej 11, 2900 Hellerup tel. 60649928 (per tel. mar. 16.00-18.00) chiarapetreni@gmail.com

Società Dante Alighieri Grønnigen 9 5230 Odense M 28110388 flemming.bolding@skolekom.dk www.dante-alighieri.dk

iL PONTE Rivista italiana in Danimarca c/o Grazia Mirabelli Howitzvej 62-1th - 2000 Frederiksberg www.ilponte.dk info@ilponte.dk

Corrispondente consolare Henning Holmen Møller Lille Torv 6 8000 Aarhus C 86 12 14 00 - fax 86 12 14 05 hhm@danitacom.org

Agenzia per la promozione all'estero e 'internazionalizzazione delle imprese italiane Sezione per la promozione degli scambi dell'Ambasciata www.ice.gov.it copenaghen@ice.it

Comitato Pro-Scuola Presidente Gennaro A. Grosso comitatoproscuola_dk@hotmail.com

Focolar Furlan c/o Antonio Rosa Grøndalsvej, 52-2000 Frederiksberg tel. 38 10 78 72

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Kl ik in d på I ta l i a - J ata k . d k o g b e s ø g vo r e s ny å b n e d e w e b s h o p . Her kan du bl.a. købe bogen "Moderne Mamma" ( k e n dt f r a T V ) o g m a ng e f l e r e s p æ n d e n d e , ægt e i ta l i e ns k e p ro d u k t e r o g o pl ev e ls e r . h e r f å r d u d e n ægt e va r e .

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Il ponte dicembre 2013