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LABORATORIO RE-CYCLE PALERMO

ON THE ROAD

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Stockholm re-silient 08-12.4.2015


Laboratorio Re-Cycle | Unità di Ricerca di Palermo Laboratori Coordinati di Urbanistica a.a. 2014-15 Dipartimento di Architettura Scuola Politecnica Università degli Studi di Palermo Docenti Maurizio Carta Alessandra Badami Annalisa Contato Carmelo Galati Tardanico Barbara Lino Jessica Smeralda Oliva Coordinatore del Laboratorio Re-Cycle Daniele Ronsivalle Cura editoriale Annalisa Contato L’iniziativa Stoccolma Re-silient è la seconda del ciclo “Laboratorio Re-cycle on the road” dedicato alla visita critica di luoghi ed esperienze e allo scambio di riflessioni con studiosi che concorrono alla declinazione dei paradigmi e degli strumenti di un nascente Re-cycling Urbanism. Il quaderno funge da itinerario e diario di bordo dell’esperienza.


Stockholm re-silient 08-12.4.2015


Stockholm European Green Capital 2010 L’obiettivo dei Laboratori Coordinati di Urbanistica “Creative City” è quello di fornire agli studenti le capacità di analizzare e interpretare la struttura dei sistemi urbani, i processi di trasformazione e innovazione, fornendogli un vasto abaco di casi studio di riferimento da poter adoperare nell’elaborazione dell’esercitazione prevista dal Corso, che consiste nella simulazione di un progetto di rigenerazione urbana. La scelta della città di Stoccolma è stata fatta con lo specifico intento di mostrare agli studenti una città creativa europea quale esempio di buona pratica consolidata sulle tattiche di rigenerazione urbana legate alla sostenibilità e al concetto di resilienza. Nominata nel 2010 prima Capitale Verde d’Europa, Stoccolma non è solo una città circondata e ricca al suo interno di spazi

naturali, ma da molti anni è impegnata in ambiziosi progetti a tutela dell’ambiente e della qualità di vita dei suoi cittadini. La città ha l’obiettivo di diventare a impatto zero entro la metà del secolo eliminado l’uso dei combustibili fossili, nell’ottica che tutto deve essere riciclato e funzionare con energie verdi. Oggi oltre il 60% dell’energia elettrica consumata dalla città e il 20% del consumo complessivo di energia proviene da fonti rinnovabili. Il quartiere Hammarby Sjöstad, progettato con l’intento di ridurre del 50% il consumo energetico di un normale quartiere urbano, e il quartiere della città nuova Royal Seaport (in fase di realizzazione nella zona del porto della città) sono solo due esempi dell’impegno della città a diminuire drasticamente le emissioni di CO2.


Stockholm Resilience Centre

Il centro di ricerca, avviato nel 2007, è un’iniziativa congiunta tra l’Università di Stoccolma e l’Istituto Internazionale di Economia Ecologica Beijer dell’Accademia Reale Svedese delle Scienze. Il centro è finanziato dalla Fondazione per la Ricerca Ambientale Strategica (Mistra). L’obiettivo è stato sin dall’inizio quello di creare un centro di ricerca transdisciplinare leader mondiale che porti avanti la comprensione dei sistemi socio-ecologici complessi, generi nuove intuizioni, elaborati e strumenti per lo sviluppo delle pratiche di gestione e di governance. L’impegno di Mistra fonda i suoi primi obiettivi sul Millennium Ecosystem Assessment, uno studio guidato dalle Nazioni Unite sugli ecosistemi di tutto il mondo che è stato rilasciato nel 2005. In questo studio 1400 esperti affermano che

gli ecosistemi, che sono la base per il benessere umano e lo sviluppo economico, si stanno deteriorando e che oggi il 60% dei servizi ecosistemici gratuiti che utilizziamo sono sfruttati in modo insostenibile. Servizi ecosistemici cruciali, quali la purificazione dell’aria e dell’acqua, l’impollinazione delle colture e la capacità dei mari di produrre pesci sono in grave declino. I cambiamenti si stanno verificando così rapidamente che la società non è in grado di adattarsi alle nuove condizioni ambientali, e quindi non è in grado di sviluppare efficacemente strategie e politiche per l’uso sostenibile degli ecosistemi. Sulla base di queste analisi e dati scientifici prende forma la visione del Resilience Centre: un mondo in cui i sistemi socio-ecologici sono compresi, governati e gestiti, al fine


di migliorare il benessere umano e la capacità di affrontare le complessità e i cambiamenti, per una co-evoluzione sostenibile delle civiltà umane con la biosfera. Tale vision sarà perseguita attraverso la mission di far progredire la ricerca per la governance e la gestione di sistemi socio-ecologici per assicurare i servizi ecosistemici per il benessere umano e la resilienza per una sostenibilità a lungo termine. Il programma di ricerca del Centro è organizzato in sette aree tematiche, interagenti fra loro, che affrontano diverse questioni di resilienza, adattamento, vulnerabilità e trasformazione, in riferimento al paesaggio, alle dinamiche globali, all’ambiente marino, all’amministrazione, ai cambiamenti di regime, ai sistemi urbani. A queste aree tematiche corrispondono sette cluster:

servizi idrici, alimentari ed ecosistemici in paesaggi socioecologici; livello globale e trasversale nell’Antropocene; sistemi socio-ecologici marini e costieri; governance multilivello e adattiva, apprendimento e trasformazione; cambiamenti di regime e loro implicazioni nei sistemi socio-ecologici; sistemi urbani socio-ecologici; gestione dell’ecosistema del Mar Baltico.

The resilience concept La resilienza, nell’approccio proposto dallo Stockholm Resilience Centre, è definita come la capacità a lungo termine di un sistema di affrontare i cambiamenti e continuare a svilupparsi. Una maggiore conoscenza di come possiamo rafforzare la resilienza della società e della natura sta


diventando sempre più importante nel far fronte alle sollecitazioni causate dal cambiamento climatico e da altri impatti ambientali. Il concetto di resilienza negli ultimi anni è sempre più al centro dell’attenzione come guida per l’individuazione delle strategie da adottare per affrontare i cambiamenti improvvisi, che potrebbero aumentare in frequenza e intensità, ed evitare di continuare a rispondere a questi in maniera disorganizzata. Presso lo Stockholm Resilience Centre, il gruppo di ricerca tematico sui sistemi urbani socio-ecologici analizza la resilienza urbana e la sostenibilità considerando come interagenti e interdipendenti l’umanità, i sistemi sociali, gli ecosistemi e i loro servizi, la biodiversità. La continua crescita del numero e delle dimensioni delle regioni urbane nel mondo, e la

contemporanea contrazione cui sono sottoposte le città in alcune aree, pongono grandi sfide per lo sviluppo sostenibile a livello globale e locale, come la scomparsa di specie e la compromissione di habitat, il degrado sociale dei quartieri, e una generale erosione della resilienza. Se da un lato, dunque, l’urbanizzazione contribuisce a tale erosione, dall’altro, proprio grazie alle relazioni locale-globale che intessono, le città possono giocare un ruolo chiave nel supportare in modo continuo e crescente lo sviluppo sostenibile. La ricerca del Resilience Centre nell’ambito dei sistemi urbani mira quindi a creare una base conoscitiva e a capire meglio quali siano le sfide che le città sono chiamate ad affrontare, ma anche in che modo esse possano costruire la propria resilienza.


Gamla Stan

Gamla Stan, la città vecchia, è composta dall’isola di Stadsholmen e dagli isolotti di Riddarholmen, Helgeandsholmen e Strömsborg. L’isola di Stadsholmen, il cui nome ufficiale è “Staden mellan broarna” (la città tra i ponti), rappresenta il nucleo orginario in cui si sviluppò la città di Stoccolma, che risale al XIII secolo, quando la città era una fortezza con un villaggio di mercanti e pescatori. La città si ingrandì lentamente fino ad avere un ruolo primario nel Baltico durante il 1600 e 1700, la maggior parte degli edifici venne costruita tra ‘700 e ‘800 e si compone di vicoli medievali, strade lastricate e un’architettura fortemente influenzata da quella in stile gotico baltico della Germania settentrionale. Nel cuore della città vecchia si trova la piazza di Stortorget, punto di incontro della città sin dal

Medioevo e storicamente legata alla vicenda del Bagno di sangue del novembre 1520 (massacro della nobiltà svedese ordinato dal re Cristiano II di Danimarca per soffocarne gli aneliti all’indipendenza). È il luogo in cui sorse nel 1778 l’edificio della Borsa (Börshuset), rimasto attivo fino al 1990, oggi sede del Museo Nobel, della Biblioteca Nobel e dell’Accademia di Svezia. Sede dei principali edifici storici del potere della città, ospita la Cattedrale di Stoccolma (Storkyrkan), la chiesa Riddarholmskyrkan e il Palazzo Reale (Kungliga Slottet), sontuoso edificio in stile barocco completato nel 1760. Oggi nella città vecchia risiedono circa 3.000 abitanti.


Gamla Stan

Kungliga Slottet (ricostruzione del 1754, Nicodemus Tessin) Distrutto da un incendio nel 1697, il Palazzo Reale viene ricostruito in neoromanico, con esterni in stile italiano e interni (1.430 stanze) in stile francese, coprendo una superficie di 62.210 m2. Non più residenza reale privata, oggi ospita il Museo di Antichità Gustavo III e il Museo Tre Konor.

Stortorget (XIII sec.) Piazza più antica del centro storico della città, è il punto più elevato dell’isola sulla quale ha avuto inizio la prima urbanizzazione. Spazio aperto e circondato da palazzi d’epoca datati XVI-XVII secolo, sin dal Medioevo era sede del mercato cittadino e luogo di scambio dei prodotti del Mar Baltico.


Gamla Stan

Storkyrkan (XI sec., Birger Jarl; XVIII sec. J. E.Carlberg ) Edificio più antico della città, nel XI secolo era una piccola chiesa che nel 1306 fu sostituita dalla Basilica di San Nicola. Completamente ristrutturata da Johan Eberhard Carlberg nel 1736-45, che rese le facciate più uniformi a quelle del palazzo reale, è diventata Cattedrale nel 1942.

Riddarholmskyrkan (1270, Magnus Ladulås) Sull’area dove prima sorgeva l’abbazia di Greyfrias, venne eretto il nuovo complesso francescano, con la chiesa a due navate senza torre. All’inizio del XV secolo furono aggiunte le cappelle del transetto. Dopo l’incendio del 1835, la chiesa fu ristrutturata acquisendo l’attuale struttura a traliccio e la torre.


Stadsbiblioteket (1918-28, G. Asplund)

Opera che rappresenta il passaggio graduale di Asplund dal classicismo al funzionalismo, la biblioteca pubblica fu realizzata in una delle zone di espansione della città previste negli anni ‘20. È stata la prima biblioteca in Svezia ad applicare il principio di scaffali aperti dove i visitatori potevano accedere ai libri senza la necessità di chiedere personale della biblioteca per l’assistenza. Questa è stata una delle innovazioni previste da Asplund, ispirata alle biblioteche viste in un suo viaggio di documentazione negli Stati Uniti. Progettata con un impianto classicheggiante e forme rigide, con una sala rotonda e tre livelli di librerie a vista, Aplund ne progettò anche l’illuminazione e gli arredi, che sono stati progettati per le loro specifiche posizioni e scopi in tutte le camere.


HĂśtorget

Intorno al 1640 la piazza di HÜtorg (piazza del fieno), che in precedenza faceva parte del convento di Santa Clara, diviene importante luogo per il commercio di foraggio per gli animali, latte, carne e verdure. Nel 1670 fu dotata di una pavimentazione di pietra, intervento che testomonia la sua importanza per la città . Nel 1880, nel tentativo di migliorare la sede del mercato, fu costruito il primo HÜtorgshallen, successivamente demolito (1953) e ricostruito nello stesso luogo, un piano sotto il livello del suolo. Completato nel 1958, è stato recentemente ristrutturato (20122013), e ancora oggi rappresenta un importante mercato di prodotti tipici svedesi. La domenica la piazza cambia volto e si trasforma nel famoso loppis, il mercato delle pulci.


Färgfabriken | The Foundation

Dal 1995 la Fondazione Färgfabriken produce una ricca varietà di mostre e attività nei campi dell’arte, dell’architettura e dello sviluppo urbano. È un luogo di incontro per dibattiti, seminari e funziona come un centro di raccolta e discussione per molti progetti che si verificano fuori sede. È un centro sperimentale e interdisciplinare, impegnato a creare e fornire le condizioni per un nuovo pensiero, idee innovative e progetti espositivi inusuali, riunendo gli interessi nei campi dell’arte, dell’architettura e delle scienze sociali. La produzione di mostre e progetti richiede la creazione di punti di contatto e di incontri con altri gruppi e individui creativi tra cui artisti, architetti e rappresentanti del mondo imprenditoriale e del settore pubblico. Questa rete si riunisce per incontri

mettendo in condivisione nuove esperienze, pensieri, idee e risultati spesso inaspettati. Oltre il programma on-site, Färgfabriken sviluppa progetti nazionali e internazionali che si estendono oltre le mura della fondazione, attraverso partnership con organizzazioni come istituzioni culturali e università. Le attività che organizza includono la formazione, workshop e mostre, progetti che si basano sull’idea generale di Färgfabriken come un luogo e un contesto e poi si muovono fuori sede e all’estero: lungo la strada si svolgono nuove conversazioni, discussioni e le esperienze. Recenti progetti offsite includono la mostra Building Blocks e il progetto New Urban Topologies, i cui workshop sulla pianificazione urbana sono curati in diverse città del Medio Oriente e dell’Est Europa.


Färgfabriken | The building

L’edificio è stato costruito nel quartiere di Lövholmen nel 1889 da Helge Palmcrantz. Nel 1870 Palmcrantz ha sviluppato le macchine per la mietitura, le falciatrici e la mitragliatrice. La sua fabbrica è stata costruita per la produzione e fu nominata la Palmcrantz House. Nel 1902, l’azienda per vernici Wilhelm Becker ha trasferito la propria produzione in questo edificio. Dopo che la produzione cessò nel 1970, rimasero occupati pochi locali solo per lo stoccaggio. Negli anni ‘90 sono stati effettuati importanti lavori di ristrutturazione dell’edificio, e nel 1995 è stata inaugurata la prima mostra della Fondazione Färgfabriken. Da allora, gli interni sono stati ristrutturati e rinnovati più volte, fino all’ultimo intervento che risale agli anni 2009-2011. L’edificio è protetto da vincoli e non

può essere demolito o alterato all’esterno. Una caratteristica chiave del Färgfabriken è la grande sala principale: colonne monumentali e interni grezzi, tipici di una fabbrica, ora sono stati trasformati nello spazio espositivo centrale. Oltre alla sala principale Färgfabriken mantiene due sale più piccole: un negozio per il programma espositivo e un ampio e luminoso loft per i colloqui e i workshop. Al livello interrato, sotto il magnifico soffitto a volta, si trova di Färgfabriken Café.


Slakthusområdet

Slakthusområdet (mattatoi Enskede) è una zona industriale nel quartiere Johanneshov i Söderort nei sobborghi meridionali di Stoccolma. Nel 1904 la città di Stoccolma ha acquisito vaste terre ad Enskede per un’espansione comunale e nel 1906 si decise di erigere questo mattatoio per regolare la movimentazione e la macellazione di animali. Costruito tra il 1906 e il 1912, su progetto dell’architetto Gustaf Wickman, molti edifici sono in stile Art Nouveau, stile architettonico insolito per edifici industriali in Svezia. La struttura, inaugurata nel gennaio 1912, ospitava diversi edifici utilizzati per scopi diversi, molti realizzati in cemento armato con impiallacciature in arenaria calcarea. Il complesso comprendeva alloggi, uffici, magazzini, frigoriferi, sale per il mercato e la torre dell’acqua.

Tra il 1940 e il 1960 nuovi piani di espansione per questa parte della città portarono all’ampliamento del macello e alla realizzazione di altre strutture a completamento della filiera produttiva legata alla macellazione delle carni. Negli anni 2004-2007 sono stati inventariati tutti gli edifici della zona realizzati prima del 1990 (Byggnadsinventering). Alle proprietà più preziose è stato dato un vincolo di protezione molto forte e sono state inserite nell’elenco dei beni sottoposti alla legge Beni Culturali (Kulturmiljölagen). L’area attualmente investe una superficie di circa 300.000 mq, con oltre 200 aziende (circa 125 di queste sono aziende alimentari di vario genere) e più di 3.500 posti di lavoro. Il progetto di sviluppo urbano per la parte meridionale della città “Vision Söderstaden 2030”, che include


questo sito, ha l’obiettivo di rendere l’ambiente urbano dei quartieri meridionali più denso e più funzionale, e di migliorare il collegamento con i quartieri circostanti. L’intenzione è quella di trasformare un quartiere puramente commerciale in un quartiere dove le nuove abitazioni (previste per 2500-3000 abitanti), le imprese, i negozi, i ristoranti, la cultura e il business possano convivere. Allo stesso tempo, si dovrà tener conto della presenza degli edifici storici del Mattatoio che devono essere conservati e che si troveranno accanto a nuove tipologie architettoniche. Il cronoprogramma del programma di espansione dell’area è così articolato: - 2011: prima fase dei lavori che riguarda un’accurata indagine del sito per valutare le diverse

condizioni per la successiva pianificazione; - 2012: definizione del programma di lavoro e assegnazione dei lavori ai progettisti; - 2013: fase di consultazione con gli enti pubblici e consulenti privati in merito al programma e alle politiche da attivare; - 2013: redazione del progetto preliminare dell’intervento di pianificazione, dettagliato in merito alle prime fasi di intervento che riguardano il quartiere di Slakthusområdet. - 2014/2015: assunzione dei progetti preliminari e dei primi piani dettagliati. - 2016: inizio della fase di attuazione degli interventi; - 2025-2030: completamento del piano di sviluppo dell’area.


Skogskyrkogården

(1917-1920, G. Asplund, S. Lewerwntz)

Skogskyrkogården (il Cimitero del Bosco) è nato da un concorso internazionale organizzato nel 1915 per la progettazione di un nuovo cimitero a Enskede nella zona sud di Stoccolma. Il concorso fu vinto da due giovani architetti svedesi seguaci del Funzionalismo, Gunnar Asplund e Sigurd Lewerentz, i cui progetti furono considerati i più idonei alla salvaguardia delle caratteristiche specifiche dell’area. I lavori iniziarono nel 1917, in un luogo dove prima vi era una cava di ghiaia e dove erano presenti numerosi pini, e furono completati tre anni dopo. La prima significativa opera di Asplund, la Skogskapellet (Cappella del Bosco), dal ripido tetto di ciottoli, fu inaugurata nel 1920 insieme al cimitero. Cinque anni dopo fu realizzata la Uppståndelsekapellet (Cappella della Resurrezione), disegnata da

Lewerwntz. L’ultima grande opera di Asplund è il Skogskrematoriet (Crematorio del Bosco) che fu inaugurato nel 1940 (poco dopo la sua morte) assieme alle sue tre cappelle: la Fede, la Speranza e la Santa Croce (la maggiore delle tre). Adiacente a quest’ultima cappella vi è la croce in granito nero di Asplund, mentre le decorazioni sono di Carls Milles, Sven Erixson e Gunnar Torhamn. Nel 1961 fu aggiunto un parco commemorativo sui pendii boscosi a nord-ovest della cappella. La Collina della Meditazione si trova a est del cimitero. Nel 1994 questo sito è stato iscritto dall’UNESCO nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità.


Skogskyrkogården

Crematorio nel Cimitero del Bosco ( 1935-40, G. Asplund) L’immagine del Crematorio nel Bosco è riconducibile a un sistema compositivo strutturato dall’alternanza di vuoti e pieni, di aperture e chiusure verso il paesaggio. Una conformazione che presenta diverse forme di continuità tra architettura e dimensione paesaggistica, il cui principio fondante prevede l’apertura delle spazialità pubbliche verso il paesaggio e la chiusura di quegli ambiti secondari, funzionali allo svoglimento della celebrazione rituale. Il lavoro sul dispositivo della delimitazione, con la formazione di vuoti e masse murarie, la definizione di varchi, di attraversamenti e di contatti visivi è orientata verso l’estesa superficie verde della radura.


Skogskyrkogården

Le tre Cappelle ( 1935-40, G. Asplund ) Le tre diverse cappelle formano una sequenza ritmica con corti che si aprono sulla natura circostante, alternate a giardini cintati per garantire privacy ai dolenti. Col variare dell’altezza degli edifici si è enfatizzato il gentile digradare del colombario all’aria aperta e l’entrata principale del cimitero. Fuori dalla Cappella della Croce si trova l’imponente Monument Hall, sostenuto da colonne, che contiene La Resurrezione dello scultore John Lundqvist. L’interno della cappella è concepito in modo da sottolineare che il catafalco e la bara sono gli oggetti principali della stanza. Tra la cappella più grande, quella della Croce, e lo spazio per le cerimonie all’aperto, si trova uno stagno di ninfee.


Skogskyrkogården

Cappella del Bosco ( 1917-20, G. Asplund ) La prima cappella ad essere eretta fu la Cappella del Bosco. Nascosto nel bosco, il piccolo edificio dalle pareti imbiancate e dal ripido tetto di legno incatramato ricorda una umile capanna, quasi un eremo. Ma il suo portico classico, il suo interno dalla luminosa cupola bianca e il contrasto tra luce ed ombra le danno una dignità adatta a comunicare conforto. L’area della Cappella è circondata da un muro di cemento e alle porte un epitaffio di Carl Milles recita: “Hodie mihi, cras tibi” (oggi a me, domani a te). Oltre la porta c’è un cancello di ferro con simboli funebri in basso, ma in alto appaiono simboli di vita: i simboli di morte rafforzano il contrasto con la stanza delle cerimonie funebri, bianca e luminosa.


Skogskyrkogården

Cappella della Resurrezione (1922-1925, S. Lewerwntz) Edificio più austero e solenne rispetto alla Cappella del Bosco, poggia su un fondamento classico ma reinterpretato personalmente che, con misure in un certo senso distorte, crea una cappella di considerevole altezza, combinata con una stretta pianta rettangolare. L’interno è caratterizzato dal pavimento in mosaico marmoreo completamente bianco e dalle pareti intonacate sovrastate da un soffitto scuro. La stanza delle cerimonie ha una sola finestra orientata a sud per permettere al sole di cadere e poi di scivolare sopra la bara. Ci sono due edifici adiacenti alla cappella: una morgue con un lungo colonnato di fronte alle porte e una sala d’aspetto.


Hammarby Sjöstadt

Il governo svedese ha da sempre posto particolare attenzione alle tematiche ambientali e della sostenibilità dello sviluppo, riscontrabile in una consolidata strategia per la riduzione delle emissioni di gas serra, che ha coinvolto controllo economico e sforzi internazionali. L’“Environmental Code”, entrato in vigore nel gennaio 1999, contiene tutte le leggi fondamentali di protezione ambientale integrando le tematiche ambientali in ogni documento di pianificazione, ampliando quanto previsto dall’“Act of Managment of Natural Resources” del 1987 per la preservazione delle risorse naturali all’interno dei piani regolatori. Entro il 2050 le emissioni totali a livello nazionale dovranno essere ridotte del 50%, attestandosi a livelli inferiori alle 4,5 tonnellate di CO2 equivalente/anno/abitante, per poi decrescere ulteriormente. Il contributo portato dalla capitale

verso la riduzione delle emissioni è iniziato negli anni ’90 con l’approvazione dell’“Action Programme on Climate Change”, che ha coinvolto il sistema economico locale e la popolazione, ottenendo una riduzione delle emissioni di CO2 da 5,4 tonnellate pro-capite nel 1990 a 4 tonnellate nel 2005. La città si è data l’obiettivo di liberarsi del tutto dall’uso dei combustibili fossili entro il 2050. Il progetto di riconversione dell’area industriale di Hammarby Sjöstad (200 ettari), fortemente segnata da fenomeni di dismissione e insediamenti precari, è il primo grande intervento di trasformazione urbana della città già concluso. Il progetto, che ha preso il via nel 1990, risponde sia all’aumento della domanda abitativa sia alla volontà dell’amministrazione di valorizzare l’area, di proprietà prevalentemente pubblica, destinandola ad usi residenziali, integrati da uffici,


commercio e servizi. Al fine di facilitare il processo di riconversione è stato utilizzato un “contratto di demolizione” stipulato con le società di Real Estate, limitando il più possibile le pratiche di esproprio, utilizzando invece compensazioni per le attività restie al trasferimento. Il processo di pianificazione del quartiere e la sua conformazione attuale sono stati influenzati dal desiderio, espresso dalla classe politica e dirigente, di qualità urbana connessa alle forme tipiche della città compatta. Ulteriore elemento che ha spinto verso la densificazione è stata la volontà di ritornare ad un mix funzionale urbano, sia in termini di vivibilità delle aree durante l’intero arco della giornata che di maggiore sicurezza, motivazione questa di carattere politico. Nella prima fase (1992-97) sono stati realizzati i quartieri di Mjärden e di Mandeln-Barnängen (1.200

appartamenti); la seconda fase (inizio 2000) ha riguardato i tre nuclei di Sickla Udde, Sickla Kaj e Sickla Kanal; la terza (2004-05) Hammarby Gård, oltre l’Hammarbyleden; la quarta (200713), infine, ha visto lo sviluppo delle aree di Lugnet e Henriksdalshamen. Il progetto è stato finanziato tramite differenti canali: secondo le stime ufficiali fornite dal rapporto annuale municipale l’ammontare totale dell’intera operazione è di circa 3,5 miliardi di euro, di cui circa il 20% è stato supportato dalla città tramite l’istituzione di un Local Investment Programme, mentre la quota restante deriva da investitori privati. L’intervento si configura come un progetto pilota riguardo la riduzione dell’impatto ambientale: l’obiettivo della municipalità era quello di ridurre le emissioni almeno del 50% utilizzando tecnologie compatibili, riducendo il traffico e le emissioni


dagli edifici. In merito ai temi ambientali il progetto si è posto come principali i seguenti obiettivi: ridurre il consumo di suolo riutilizzando e trasformando i terreni più sfruttati in aree residenziali, dotati di ampi parchi; attenzione agli aspetti energetici ricorrendo a energie rinnovabili e controllando i consumi; sistemi di smaltimento delle acque efficienti; riciclo dei rifiuti ovunque possibile; sistema di trasporto pubblico veloce per disincentivare il più possibile il mezzo privato. L’ampliamento dell’offerta energetica alternativa si è configurato come uno degli obiettivi guida, proprio per questo è stata fondamentale la definizione di un modello in grado di integrare i differenti aspetti tecnologici e la cooperazione tra i differenti progettisti incaricati fin dalle prime fasi del progetto.

Le tematiche connesse al riciclo/ recupero dei materiali, alla generazione di energia e alla salvaguardia ambientale hanno comportato un incremento dell’attenzione non solo per gli aspetti tecnologici, ma anche sociali attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione alla raccolta differenziata ed alla riduzione dei rifiuti prodotti. Scivoli di raccolta dei rifiuti organici sono presenti in tutto in quartiere tramite un sistema di tubazioni sotterranee collegate ai centri di smaltimento; il restante materiale viene stoccato in camere di raccolta, ad eccezione dei rifiuti pericolosi, collettati in punti provvisti dei necessari sistemi di sicurezza. La gestione del ciclo delle acque ha identificato come obiettivi guida sia la riduzione dei consumi giornalieri a 100 litri/persona/giorno (contro i 200 della città), sia il miglioramento della qualità delle acque di scarico


(per le componenti di metalli pesanti e componenti chimici non biodegradabili), al fine di facilitarne la depurazione ed il riuso dei fanghi per l’agricoltura. I punti chiave dell’operazione riguardano: -Sistema delle aree verdi. La preservazione delle caratteristiche dell’ambiente naturale, le rive del lago e dei canali, la vegetazione lacustre; il mantenimento dei corridoi del verde e la compensazione in caso di interruzione; la decontaminazione dei suoli e delle acque; la preservazione dei suoli e il riuso del territorio urbanizzato. -Sistema delle acque. Gli obiettivi sono connessi alla riduzione dei consumi e alla creazione di un ciclo chiuso interno al quartiere. Il sistema edificato prevede la costruzione ad alta densità, sia per la massimizzazione dell’uso del suolo che per l’erogazione dei

servizi di base e l’efficienza del trasporto pubblico; -Inclusione sociale attraverso il coinvolgimento/informazione/ formazione dei nuovi abitanti e la creazione di uno spazio che coniughi attrattività e sostenibilità sia per la vita che per il lavoro. -Sistema dei trasporti. Oltre ad una ricucitura con le infrastrutture urbane esistenti, è prevista la costruzione di una linea tranviaria di collegamento per tutto il quartiere, il car sharing, l’estensione delle piste ciclopedonali (le quote previste dal programma sono: 80% dei trasporti basati su mezzi pubblici e 25% dei veicoli presenti alimentati a biogas/ elettricità). -Innovazioni tecnologiche. Sono rivolte al miglioramento della sostenibilità del quartiere e riguardano l’estensione della rete di calore al nuovo quartiere e l’utilizzo dei rifiuti come combustibile principale.


Hammarby Sjöstadt Obiettivi | Campi d’Azione Ecologia urbana

Sistema dei trasporti

- 25-30 mq di aree verdi per abitante, di cui 15 mq in giardini condominiali entro un raggio di 300 metri da ogni appartamento;

- oraganizzazione dell’80% degli spostamenti attraverso trasporti pubblici e percorsi ciclio-pedonali;

- 4-5 ore/luce per almeno il 15% delle superfici a verde durante gli equinozi; - creazione di biotipi in grado di migliorare la diversità biologica del sistema complessivo; - protezione delle aree naturali di particolare valore dallo sviluppo delle attività antropiche; - piena fruibilità di tutti gli spazi aperti sia per i residenti che per i lavoratori.

- 15% dei residenti aderenti al car-pooling; - 5% dei lavoratori aderenti al car-pooling; - totalità dei trasporti pesanti tramite automezzi che rispettino i parametri ambientali della zona.


Hammarby Sjöstadt Obiettivi | Campi d’Azione Materiali eco-compatibili

Energia

- scelta dei materiali in relazione alle caratteristiche di protezione ambientale, della salute e dell’integrazione con il contesto;

- intera fornitura di calore basata su fonti rinnovabili o recupero di calore di scarto;

- limitazione dell’uso del rame per le tubature e per i servizi igienici; - trattamento delle superfici in caso di utilizzo di materiali galvanizzati per gli elementi esterni di arredo; - minimizzazione dell’uso di sabbia e ghiaia di nuova estrazione; - riciclo dei materiali da costruzione dove indicato per la protezione dell’ambiente e della salute, purchè fattibile dal punto di vista tecnico ed economico.

- energia elettrica con etichetta “Good Environmental Choice” o equivalente; - impianti di teleriscaldamento; - riuso e conversione della biomassa e dei rifiuti; - pannelli e celle solari installati sia sui tetti che nelle facciate; - sistemi di ventilazione forzata e recupero del calore; - contatori individuali.


Hammarby Sjöstadt Obiettivi | Campi d’Azione Ciclo delle acque

Rifiuti

- riduzione dei consumi di acqua a 100 litri/persona/giorno (50% in meno rispetto alla media urbana);

- estrazione dell’energia dal 99% del volume dei rifiuti domestici adeguati a tale scopo (priorità al riuso e al riciclo dei materiali);

- separazione della rete delle acque bianche e nere, al fine di utilizzare differenti sistemi di depurazione e reimmissione nell’ambiente; - riuso del 95% del fosforo presente nelle acque reflue per l’agricoltura e riduzione del 50% dei metalli pesanti e delle sostanze nocive; - sviluppo della Lifecycle analysis al fine di determinare l’adeguatezza, dal punto di vista energetico e delle emissioni, della reimmissione dell’azoto nell’agricoltura e dell’uso dell’energia chimica presente nelle acque reflue.

- riduzione del 15% del volume dei rifiuti domestici prodotti e del 10% dei rifiuti destinati alla discarica; - separazione dei rifiuti da parte dei residenti nelle differenti frazioni; - raccolta di quelli ingombranti alla scala edilizia e dei rifiuti pericolosi alla scala del quartiere; - utilizzo dell’80% dei rifiuti umidi per la produzione di fertilizzanti ed energia; - trasporto dei rifiuti tramite mezzi pesanti inferiore al 60% rispetto alla media urbana che utilizza sistemi convenzionali di raccolta.


Hammarby model

La Stockholm Water Company, la Stockholm Waste Management, la Fortum e la compagnia regionale dei trasporti pubblici hanno sviluppato insieme un modello concettuale di metabolismo urbano, ovvero di cicli integrati delle risorse, acqua, energia e rifiuti noti come “Hammarby Model”. Il modello considera l’insediamento come un ecosistema urbano in cui le materie di scarto sono reinserite in un ciclo virtuoso che consente di riutilizzare quasi tutto per il funzionamento stesso del quartiere. Le acque nere vengono inviate a una centrale di trattamento da cui si estrae biogas riutilizzabile nelle cucine e per i veicoli destinati al trasporto locale, materia organica utilizzabile per la fertilizzazione dei terreni e acqua pulita riscaldata che viene immessa nella rete di teleriscaldamento. L’acqua meteorica proveniente

dalle strade viene raccolta, purificata, e scaricata pulita nel lago. I tetti verdi degli edifici assorbono invece direttamente l’acqua piovana. I rifiuti solidi urbani sono trattati secondo un sistema innovativo di raccolta differenziata: tubi a oblò sono visibili in corrispondenza degli accessi agli edifici e in essi vengono inseriti rifiuti, aspirati con un sistema pneumatico fino al centro di raccolta differenziata interno al quartiere. La separazione all’origine dei rifiuti consente che la frazione riutilizzabile venga inviata a impianti di riciclaggio, mentre la frazione combustibile non riutilizzabile è inviata al termovalorizzatore. I rifiuti organici sono destinati al compostaggio per essere utilizzati come fertilizzanti biologici per coltivazioni nofood di biofuel che alimenta la centrale termica per il teleriscaldamento.


The City

Area nella quale nel XVIII secolo furono costruiti i primi edifici al di fuori di Gamla Stan, fu in passato area residenziale per borghesi e nobili. Negli anni ‘20 il vecchio centro della città non rispondeva più alle future esigenze di affari, pubblica amministrazione e aumento del traffico. Questo fattore, insieme all’aumento della popolazione di Stoccolma (da 250.000 abitanti a più di 1.600.000 nel XX secolo), condusse ad un’importante revisione del piano urbanistico. Questo fu rappresentato nel 1951 con un programma trentennale (controverso per le sostenute critiche e gli apprezzamenti) che aveva l’obiettivo di trasformare il centro cittadino di Norrmalm: 750 vecchie abitazioni furono demolite per far spazio ad un nuovo quartiere commerciale e amministrativo, con la presenza di grandi magazzini,

sedi di istituzioni culturali e del Governo e in favore della realizzazione della metropolitana. La riqualificazione di Norrmalm è stata realizzata nel corso del 1950, 1960, e 1970, (in questo periodo furono costruiti i due terzi degli edifici della zona) ed è stato il più grande progetto di sviluppo urbano svedese che ha impegnato gran parte della élite architettonica della Svezia. Oggi questa parte della città, ampiamente servita da mezzi pubblici, rappresenta il cuore commerciale ed economico di Stoccolma, con parchi, piazze e scorci di canali che creano un paesaggio che la caratterizza e la rende suggestiva.


Stockholms Stadshus

(1911-23, R. Östberg)

Considerato uno degli esempi più importanti di romanticismo svedese, l’edificio che ospita la sede della Municipalità di Stoccolma, è situato sulla punta orientale dell’isola di Kungsholmen, affacciandosi sulle acque del lago Mälaren. Al suo interno ospita uffici, sale da cerimonia, sale congressuali e un ristorante di lusso. È inoltre la sede del banchetto dei premi Nobel. Nel 1907 il consiglio comunale decise di costruire un nuovo edificio municipale laddove, fino a pochi decenni prima, sorgeva il mulino Eldkvarn, distrutto dalle fiamme nel 1878. La sua costruzione iniziò nel 1911 e impiegò complessivamente 12 anni, durante i quali furono utilizzati quasi 8 milioni di mattoni rossi. La struttura del palazzo segue una pianta rettangolare ed è organizzata intorno a due grandi cortili.


The City

Kulturhuset (1974, P. Celsing) Una delle più grandi istituzioni culturali del Nord Europa, situato nel centro politico e commerciale di Stoccolma, è anche uno spazio pubblico per tutte le persone: le attività comprendono biblioteche, teatro, dibattiti, mostre d’arte, cinema, danza e musica. La visione di Celsing era quella di creare uno spazio che potesse ospitare tutte le forme d’arte e le grandi finestre verso Sergels Torg contribuiscono a creare un’impressione aperta. L’edificio è stato inaugurato nel 1974 e all’inizio era anche sede del Parlamento svedese. La sua ristrutturazione è stata completata con l’installazione delle scale mobili prima del 1998, anno in cui Stoccolma fu proclamata Capitale Europea della Cultura.


The City

Sergels Torg (1957-60) Nel 1957 fu proposto il progetto per la piazza Sveaplan su due livelli: uno inferiore per i pedoni e uno superiore per il traffico. La piazza poi cambiò il nome in Sergels Torg. Nel 1972 fu eretto al centro l’obelisco in vetro e acciaio, dello scultore Edvin Öhrström, denominato Kristallvertikalaccent.

Kungliga Operan (1775, C. F. Adelcrantz; 1898, A. Anderberg) Il primo teatro venne fondato dal re Gustavo III di Svezia, e fu inaugurato il 18 gennaio 1773. Venne poi demolito nel 1892 e al suo posto fu realizzato un nuovo edificio. I colori dell’esterno, in stile tardorinascimentale, sono in armonia con quelle del Palazzo Reale e del Parlamento.


The City

Kungsträdgården (XV sec.) Il giardino del Re fu trasformato in giradino rinascimentale nel XVI secolo. Odierno punto di ritrovo per gli abitanti, il parco è diviso in quattro distinti spazi: la Piazza di Carlo XII; la Fontana di Molin (opera di Johan Peter Molin); la Piazza di Carlo XIII e la Fontana di Wolodarski (1998).

Östermalmshallen (1888, G. Clason, K. Sahlin) Mercato coperto di circa 3.000 mq in mattoni è stato costruito attorno ad un involucro di ghisa dal design ispirato alle arcate dei mercati mediterranei. In origine vi erano 153 banchi, ma oggi, dopo essere stato ristrutturato, è composto da 13 grandi negozi e alcuni locali e ristoranti.


The City

Svampen (Stureplan) (1937, H. Blom; ricostruzione 1989 ) Verso la fine del XX secolo un nuovo piano urbanistico avanzò l’idea di trasformare la zona di Stureplan nel nuovo centro cittadino. Nel 1937 fu progettato il “fungo”, una copertura per la pioggia, al centro di un nodo del traffico, che divenne presto luogo di ritrovo per gli abitanti della città. La struttura è in cemento semplice, ma audace e molto snella, con un lungo tetto a sbalzo su un alto pilastro centrale alto 3,3 metri. Con l’introduzione della guida a destra, nel 1967, fu necessaria una nuova disposizione delle strade che portò alla perdita dell’identità del luogo e alla successiva demolizione della struttura nel 1988. In seguito alle reazioni negative degli abitanti, il fungo è stato riprogettato e riposizionato nel luogo originario.


The City

Sturegallerian (Sturebadet)

(1986-1989, Hans Murman Arkitektkontor, Arndt & Malmquist Arkitektkontor) La piscina di Sturebadet, originariamente in un altro sito, fu costruita nell’attuale sede nel 1902. Dopo l’incendio del 1985 fu ricostruita seguendo il progetto originario e, insieme ad essa, fu progettato un lussuoso centro commerciale, lo Sturegallerian, per una superficie di 13.000 mq. Gli architetti dei diversi studi sono riusciti a conciliare l’esterno ottocentesco con gli interni moderni in marmo, acciaio, rame, granito, cedro e mogano. Sono state costruite strade e piazze coperte con circa 60 negozi, ristoranti e altri servizi. Oggi la piscina rappresenta la parte piÚ tradizionale della struttura. Nel 1990 questo complesso ha vinto un premio internazionale per il design.


Slussen (2012-2022)

Slussen, importante nodo di interscambio della città, sarà ricostruito per diventare un frangente efficace e sicuro sia per i pedoni che per i ciclisti e il trasporto pubblico. L’obiettivo è di trasformarlo in uno dei più bei luoghi di incontro di Stoccolma, con eventi culturali, luoghi di svago, parchi, ristoranti e caffè. I punti principali del progetto di ricostruzione sono: Un nuovo parco. Posizionato a est di Katarinahissen con vista panoramica sullo Saltsjön e Skeppsholmen, il parco avrà terrazze verso Stadsgårdskajen, dove le barche e i traghetti possono attraccare. La piazza. Questa sarà il punto focale di Slussen per il blocco attuale: percorsi pedonali e ciclabili circonderanno le due basi che costituiscono una piazza d’acqua. Södermalmstorg. Nuovi edifici

avranno facciate di vetro per facilitare un’interazione tra l’ambiente interno e la piazza all’esterno. Ryssgården. La piazza manterrà la maggior parte della sua forma attuale, ma diventerà una parte di passaggio tra Katarinaparken e l’acqua. Il terminal degli autobus. Verrà creato un hub sicuro e moderno per i pendolari da Nacka e Värmdö. Il capolinea degli autobus sarà collegato con Saltsjöbanan e la metropolitana, facilitando il movimento interno tra autobus, treni e metropolitana. Nuovi edifici. Accanto Södermalmstorg due edifici bassi saranno costruiti per ospitare ristoranti e attività culturali, e di fronte alla casa KF saranno costruiti nuovi edifici per uffici. I piani terra saranno tutti destinati ad aree pubbliche.


Artipelag

(2012, Johan Nyrén)

Il nuovo museo Artipelag di Hålludden, una località a 12 Km da Stoccolma, è stato inaugurato nel giugno 2012. Il suo nome, combinazione di Arte, Attività e Arcipelago, manifesta l’intento di essere una destinazione di alta qualità internazionale, di esperienze artistiche e culturali ospitando al suo interno eventi, mostre d’arte e buon cibo. In un terreno di circa 22 ettari si trova la struttura su tre livelli, di circa 32.000 metri quadrati, composta da un’ampia sala in cui vengono allestite mostre temporanee, una galleria, un artbox, una boutique di design, un bar, un ristorante. L’Artipelag offre anche spazi dedicati ai bambini e sale conferenze di varie dimensioni. Completamente circondato dalla natura, il museo è una delle costruzioni più all’avanguardia in

ambito ecosostenibile. L’edificio, paragonabile per dimensioni ai grandi musei statali della Svezia, è stato progettato in perfetta armonia con l’ambiente naturale, accuratamente posizionato tra i pini e le scogliere con vista sulla baia di Baggen. Una delle idee fondamentali del progettista era quella che non appena un visitatore fosse entrato nella sala d’ingresso, sarebbe stato soddisfatto dai quattro elementi: il fuoco scoppiettante nel camino; la terra e la roccia su cui poggia l’edificio; l’aria limpida e l’acqua che circonda e incornicia il sito.


Norra Djurgårdenstaden | Royal Seaport

Norra Djurgårdenstaden è uno degli interventi più ambiziosi intrapresi a Stoccolma. La trasformazione dell’area è iniziata nel 2009 e la sua conclusione è prevista per il 2030. Questa parte di città interessa un’area al margine nord-est della capitale, storicamente connotata dalla presenza dei gasometri di Hjorthagen ( a nord), dalle aree del terminal crocieristico di Värtahamen e del porto merci di Frihamen al centro, e dall’area industriale di Loudden (a sud). L’intervento prende il nome di Royal Seaport per la presenza dei distretti a vocazione turisticocrocieristica e per la prossimità al parco reale. Il piano d’insieme si articola in sei fasi oltre quella preliminare d’indagine e realizzazione degli interventi di bonifica dei terreni contaminati e di alcuni

collegamenti viari (2000-09). Il piano prevede una nuova parte di città con 10.000 nuove abitazioni e 30.000 nuovi posti di lavoro, legati soprattutto alla finanza. A nord, a ridosso della collina di Hjorthagen, sono previste circa 5.000 abitazioni e la trasformazione dei manufatti dedicati al deposito del gas in edifici per la cultura. In quest’area gli interventi previsti sono stati suddivisi in tre fasi: la prima (2009-11) che prevede la costruzione di 700 alloggi; la seconda (2011-13) di altri 1.300 e la terza dei restanti 3.000. Nella parte centrale tra i moli è previsto un terminal passeggeri e un quartiere di circa 1.000 alloggi (2010-15), oltre ad attività terziarie e commerciali. Nell’area di Loudden, infine, si prevede un quartiere di 5.000 abitazioni, a completamento dell’intera operazione (2020-25).


Nel suo insieme, l’intervento riguarda l’espanzione della città consolidata oltre i suoi confini storici, alla ricerca di continuità con le aree della prima corona esterna, configurandosi come esemplare applicazione dello Oversiktsplan 2010, che individua dieci aree di vaste dimensioni, disposte a corona intorno al centro. L’intervento è significativo soprattutto in rapporto all’ambiente e allo sviluppo sostenibile: Norra Djurgårdenstaden si propone come la continuazione di Hammarby Sjöstad in merito alla riduzione dell’impatto ambientale. In relazione ai temi ambientali il Royal Seaport si propone tre principali obiettivi: - diventare fossil fuel free entro il 2030; - ridurre di circa un terzo le emissioni di CO2 entro il 2020, portandole ad un livello inferiore

alle 1,5 tonnellate per abitante (nel 2008 l’emissione media per abitante era di 4,5 tonnellate); - di prepararsi ai cambiamenti climatici, tra cui l’incremento delle precipitazioni. In relazione al controllo delle emissioni è stato predisposto un apposito modello (Hammarby model) di gestione del ciclo ecologico e in particolare dell’energia, dei rifiuti e delle acque. Grande importanza viene data ai mezzi di trasporto pubblici che, utilizzano energie rinnovabili, disincentivano il trasporto privato e incentivano l’uso delle biciclette.


Hagastaden

Hagastaden è uno dei progetti di sviluppo urbano più grandi e importanti di Stoccolma. Entro il 2025, l’area compresa tra la città di Stoccolma e Solna, sarà costruita e sviluppata in un quartiere completamente nuovo, con un misto di appartamenti, luoghi di lavoro, attrazioni culturali, aree verdi, strutture leader nel campo della ricerca a livello mondiale e di cure mediche altamente specializzate. La città di Stoccolma ha individuato la zona come un progetto di sviluppo urbano già 15 anni fa. Allo stesso tempo, l’università di medicina, Karolinska Institutet, stava sviluppando un’idea che riguardava la creazione di un centro di ricerca bioscientifica in un ambiente attraente. Ciò ha indotto le città di Stoccolma e Solna ad investire congiuntamente in una nuova area: Hagastaden.

Il progetto viene integrato con il nuovo Karolinska Solna University Hospital, un nuovo ospedale universitario che aprirà nel 2016 per rispondere alle esigenze future di cure mediche e di ricerca. Stoccolma ha bisogno di crescere e Hagastaden è un aspetto importante della realizzazione della Vision 2030, comprese le idee fondamentali per una crescita innovativa e versatile. Stoccolma servirà anche come hub in una regione accessibile e sicura, senza barriere sociali e fisiche. L’intervento, inizato nel 2010, prevede la sua conclusione nel 2025, coivolgendo circa 96 ettari e prevedendo la realizzazione di 5.000 nuove unità abitative e 50.000 nuovi posti di lavoro, con un investimento totale di circa 60 milioni di corone svedesi. Il quartiere residenziale avrà una


struttura urbana densa e diversificata. I piani terra degli edifici saranno utilizzati per le scuole dell’infanzia, servizi, ristoranti e bar per creare un ambiente urbano vivace. Lo schema del colore esterno degli edifici sarà in linea con la scala di colore caratteristica delle facciate di Stoccolma, mentre i colori degli edifici per uffici saranno distinti da quelli delle aree residenziali. Hagastaden avrà un numero di nuove strade e quartieri, tutte con nomi ispirati alla scienza e alla ricerca scientifica. Lo skyline di Stoccolma sarà arricchito da due edifici significativi a Torsplan: essi rappresenteranno una porta tra i vecchi e i nuovi edifici e saranno il simbolo della nuova città.

Un prerequisito per la costruzione di Hagastaden è che le parti delle strade europee E4 / E20 e la linea ferroviaria Värtabanan siano realizzate in gallerie. La città di Stoccolma, in collaborazione con la Swedish Transport Administration, porterà un lungo tratto di circa 800 metro di E4 / E20 e la linea ferroviaria Värtabanan in galleria. Per il trasporto pubblico, esiste la possibilità di espandere il sistema di metropolitana esistente ad Hagastaden.


Blasieholmen e Skeppsholmen

Di fronte al Palazzo Reale, sul lato orientale del canale Strömmen, sorge Blasieholmen, un accesso naturale alle isole di Skeppsholmen e Kastellholmen. Durante i secoli XVII e il XVIII a Blasieholmen furono eretti molti palazzi eleganti, ma l’aspetto che la zona ha oggi è quello che le è stato dato a metà del XIX secolo, quando furono realizzati nuovi edifici come il Nationalmuseum. La parte nord-orientale della Blasieholmen è stata utilizzata nella fase iniziale come area per la ricezione e stoccaggio di pesce fino al 1871, anno in cui il governo abrogò la legge che permetteva di riservare l’area a questo uso. Oggi a Blasieholmen hanno sede le più importanti case d’aste e gallerie d’arte della città, negozi d’antiquariato e librerie. Attraverso un ponte di ferro si raggiunge l’isola di Skeppsholmen.

Questa, strategicamente posizionata all’ingresso del Mar Baltico, dalla metà del XVII secolo fu la base marina svedese e molti degli edifici più antichi erano in origine magazzini navali. Oggi le vecchie costruzioni navali sono state riconvertite in musei e istituti culturali trasformando l’isola in un centro della cultura, con le antiche forme degli edifici storici che contrastano con le linee all’avanguardia del Moderna Museet.


Skeppsholmen

Moderna Museet (1998, Rafael Moneo ) Il museo fu fondato nel 1958, ospitato in ambienti più piccoli. Successivamente, per decisione del governo svedese, si decise di costruire un nuovo edificio, affidando il progetto, dopo un concorso internazionale, all’architetto spagnolo Rafael Moneo che trasformò l’edificio di una vecchia corderia. La nuova sede fu inaugurata nel 1998, e dopo vari interventi di ristrutturazione e miglioramenti funzionali (dopo soli tre anni chiuse per problemi d’infiltrazione d’acqua), è stato riaperto definitivamente al pubblico il 14 febbraio 2004. Parzialmente interrato, il museo include un cinema, un auditorio e la galleria Pontus Hultèn.


Skeppsholmen

Arkitekturmuseet (1994-97, Rafael Moneo ) Centro Nazionale per l’Architettura e il Design, il museo condivide una hall e il ristorante con il Moderna Museet. Fondato nel 1962 su iniziativa dell’Associazione Svedese degli Architetti come una fondazione privata, è stato nazionalizzato nel 1978 e inaugurato nel 1985 nei locali dell’ex impresa di costruzione Sjökarteverkets. Nel febbraio 1998 è stato inaugurato nella sua sede attuale. Il museo è articolato in due edifici, uno riconvertito e uno nuovo. Nel nuovo edificio, in stile funzionalista, trovano sede uffici, biblioteche, archivi e laboratori. A questo edificio è stato assegnato il Premio Kasper Salin nel 1998.


Vasamuseet

(1981-90, G. Månsson, M. Dahlbäck)

Il Vasamuseet, sull’isola di Djurgården, espone l’unica nave del XVII secolo rimasta intatta (oltre il 95% delle sue componenti originali sono state conservate, insieme a circa 700 sculture e 14.000 oggetti di legno), la Regalskeppet Vasa, un ornato vascello svedese che affondò durante il suo viaggio inaugurale nell’agosto del 1628. Il vascello era dotato di tre alberi, in grado di portare dieci vele. La lunghezza dal colombiere alla chiglia era di 52 metri, e 69 metri dividevano la prua dalla poppa. Aveva una stazza di 1200 tonnellate, ed era dotato di 64 cannoni. Dopo più di 300 anni, nel 1956, Anders Franzén, un ricercatore privato, ritrovò il vascello. Questo fu recuperato dal bacino dove era affondato, e rimorchiato nei cantieri navali di Stoccolma nell’aprile del 1961, dove venne costruita un’apposita struttura galleggiante,

che fu utilizzata per il trattamento di conservazione, ma anche equipaggiata con due livelli di osservazione per i visitatori lungo le fiancate. Particolarmente significativo è stato il recupero delle sei vele non spiegate al momento del varo, che nel loro stato di conservazione sono uniche al mondo. L’attenzione fu subito rivolta alla conservazione del vascello che era rimasto sommerso così a lungo, e mentre gli esperti studiavano il metodo di conservazione più adatto, il Vasa veniva spruzzato regolarmente con acqua dolce. Infine, il conservante scelto fu il glicole polietilenico (PEG), un prodotto cereo idrosolubile che penetra lentamente nel legno sostituendo l’acqua. Ancora oggi la manutenzione e la cura del Vasa procedono costantemente, e sono in corso ulteriori ricerche per garantirne la conservazione a lungo termine.


on the road


BEST WESTERN Kom Hotel Stockholm

1 2 4

Riddarholmen

3

Gamla Stan


08 Aprile 2015 Itinerario_1 Appuntamento ore 18.00 | BEST WESTERN Kom Hotel Stockholm (Döbelnsgatan, 17 | hall dell’hotel) Visita alla città vecchia Gamla Stan 1. Kungliga Slottet 2. Storkyrkan 3. Stortorget 4. Riddarholmskyrkan


T

Liljeholmen Trekanten Spårv

3 Hammarby Sjöstad

M Liljeholmen T-bana

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Sickla Kaj

Gullmarsplan T-bana

M

Globen T-bana

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Blåsut T-bana

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Slakthusområdet

Skogskyrkogården T-bana

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T-Centralen M T-bana

M Liljeholmen T-bana

Skogskyrkogården


09 Aprile 2015 Itinerario_2 Appuntamento ore 09.00 | Stadsbiblioteket (davanti l’ingresso della biblioteca | Odengatan, 63) 1. Stadsbiblioteket 2. Hötorget Market 3. Fargfabriken (T-Bana 13| direzione: Norsborg T-bana) 4. Slakthusområdet (Tram 22| direzione: Sickla Udde) 5. Skogskyrkogården (T-Bana 18| direzione: Farsta Strand) 6. GlashusEtt | Lugnets Allé 39 (T-Bana 18| direzione: Alvik) (Tram 22| direzione: Sickla Udde) 7. Hammarby Sjöstad


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8

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Ă–stermalmstorg T-bana

M

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Artipelag

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9 BlĂĽsut T-bana

M

Slussen


10 Aprile 2015 Itinerario_3 Appuntamento ore 08.40 | Stockholm City Planning Administration (davanti l’ingresso del Kungsholmen | Fleminggatan, 4) 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9.

Stockholm City Planning Administration Kulturhuset Sergels Torg Kungliga Operan Kungsträdgården Östermalmshallen Svampen (Stureplan) Sturegallerian (Sturebadet) Slussen (T-Bana 13| direzione: Norsborg T-bana) 10. Artipelag (Bus n.474 | direzione: Gustavsberg’s Centrum) (Bus n. 468 | direzione: Hålludden/Artipelag)


Ropsten T-bana

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Royal Seaport 1 2

M

Gullmarsplan T-bana

Hagastaden BEST WESTERN Kom Hotel Stockholm

T-Centralen M T-bana

Ă–stermalmstorg T-bana

M

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11 Aprile 2015 Itinerario_4 Appuntamento ore 08.30 | BEST WESTERN Kom Hotel Stockholm (DÜbelnsgatan, 17 | hall dell’hotel) 1. Hagastaden | Norra Stationsgatan 2. Royal Seaport (T-Bana 18| direzione: Farsta Strand T-bana) (T-Bana 13| direzione: Ropsten T-bana) 3. Moderna Museet (T-Bana 13| direzione: Norsborg T-bana) 4. Arkitekturmuseet 5. Vasamuseet


Informazioni Generali

Voli aerei Palermo - Stockholm Appuntamento all’Aeroporto di Palermo Falcone e Borsellino | ore 04.50 Partenza da Palermo ore 06.50 | Arrivo all’aeroporto di Roma FCO ore 08.00 Gruppo A: Partenza da Roma FCO ore 12.35 Arrivo all’aeroporto di Stockholm ore 15.45 Gruppo B: Partenza da Roma FCO ore 13.30 Arrivo all’aeroporto di Stockholm ore 16.40 Spostamento in albergo con bus dedicato. Stockholm - Palermo Appuntamento nella hall dell’albergo | ore 04.15 Spostamento in aeroporto con bus dedicato. Partenza da Stockholm ore 07.25 | Arrivo all’aeroporto di Roma FCO ore 10.40 Partenza da Roma FCO ore 17.45 | Arrivo all’aeroporto di Palermo ore 18.55

Albergo BEST WESTERN Kom Hotel Stockholm Döbelnsgatan, 17 SE 11140 Stoccolma, Svezia +46 84122305


Informazioni Generali

TRASPORTI PUBBLICI A STOCKHOLM

Metropolitana (T-Bana) | orari 05.00 – 24.30 (h24 nel week-end) • • • •

Un biglietto della Tunnelbana vale anche sui bus (diurni e notturni) e vale un’ora. Costo biglietto per one zone: 3.00 € Costo pass giornaliero (validità 24h): 10.00 € Costo pass giornaliero (validità 72h): 20.00 € Il pass giornaliero consente anche il trasporto sui traghetti fra Djurgarden, Nybroplan e Slussen.

Autobus | orari 05.00 – 24.00 (24.00 - 05.00 servizio ridotto) • Costo biglietto per one zone: 3.00 € • Costo pass giornaliero (come metropolitana).

Tram • Costo biglietto per one zone: 3.00 € • Costo pass giornaliero (come metropolitana). TAXI Taxi Stockholm (h 24) +46 8 728 27 00


Note


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http://recycleitaly.iuav.it

PRIN 2013/2016 PROGETTI DI RICERCA DI INTERESSE NAZIONALE Area Scientifico-disciplinare 08: Ingegneria civile ed Architettura 100%

Unità di Ricerca Università IUAV di Venezia Università degli Studi di Trento Politecnico di Milano Politecnico di Torino Università degli Studi di Genova Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Università degli Studi di Napoli “Federico II” Università degli Studi di Palermo

Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara Università degli Studi di Camerino

Stockholm resilient (2015)  

Booklet del viaggio di studio del Laboratorio di Urbanistica "Creative City" (Prof. Maurizio Carta) del CdLM in Architettura dell'Università...

Stockholm resilient (2015)  

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