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aLL'IntErno >> Crisi, lavoro precario, disoccupazione giovanile: intervista a Iaquinta >> l’esclusivo fotoromanzo friulano «Fasìn di bessôi»

SEttIManaLE DI SatIra ScanSaFatIcHE raSSEGnatoSI a MEnSILE

Mataran - Supplemento a Il Friuli n. 5 - Pubblicità inferiore al 45% D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n°46) art.1 comma 2, DCB Udine - Copia omaggio

Concept David Benvenuto, disegno di Alessio Rizzo

GIoVanI E LaVoro: L'uLtIMo Stato

ma come son vestiti? DA HIPSTER


II

Da conSuMarSI PrEVIa accurata LEttura

MANDI

CHARLIE BENTORNÂT CHARLIE

Avete tra le vostre callose mani il primo numero di Mataran, un nuovo mensile di vignette e scritti satirici e non, dedicato al Friuli Venezia Giulia: un progetto nato per dare alla regione uno spazio libero alla risata sui fatti del nostro cortile. In questa striscia ci dovevano essere dei disegni e la piccola redazione, nascosta in un luogo segreto (via

Filipuzo n. 23/B a Flastiòns, vicino al distributore), era pronta per spedire tutto in rotativa. Poi, come il mondo ha saputo, il 7 gennaio 2015 un attacco terroristico colpisce Charlie Hebdo, storico giornale francese di satira, e 12 persone muoiono per mano di gente con scarsa ironia; la strage si consuma anche il giorno seguente, con altre

vittime innocenti. La redazione del neonato Mataran si unisce al dolore per la perdita di cinque grandi vignettisti: Charb, Cabu, Tignous, Honorè e Wolinski, voci libere che per le loro idee non avevano mai preso in mano un’arma se non la loro matita. Abbiamo meditato se cambiare in toto questo numero, sul tema del lavoro, e dedicarlo ai

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fatti di Parigi, ma i superstiti di Charlie sono tornati in edicola una settimana dopo con un titolo emblematico: Tout est pardonné, tutto è perdonato. Perchè la vita continua. Quindi se c’è da imparare da questa tragedia è che se Mataran non vi farà ridere, voltate pagina o cestinatelo: è una grande libertà di DB/MT scelta.

AL TAGLIO DEL NASTRO SEGUIRÀ QUALCHE TAJUT Pubblichiamo il saluto di Amedeo Guaina, sindaco del Friuli e Terre Irredente, che tanto ha auspicato la nascita di questo giornale

M

iei graditi lettori, concittadini, amici, fin dall’infanzia ho auspicato di realizzare un giornale fresco e giovanile, oggi ho 61 anni e finalmente ce l’ho fatta. Tra queste pagine ho raggruppato le menti più argute in circolazione. È bastato promettere false illusioni economiche per convincerle. Certo, una ragazza insisteva nel pretendere le ritenute d’acconto e per calmarla l’ho dovuta rincorrere col mio Bull Terrier (Partita Iva 128000132). Alla fine si è ben adattata al recinto elettrico. Chi non mi conosce si chiederà da dove derivi la necessità di un giornalino di tale fattura. Nacqui nella frazione carnica di Grivie, dove ho trascorso l’adolescenza leggendo i due libri che avevo in casa:

Il Principe di Macchiavelli e Il Piccolo Principe di Mark Twain, quest’ultimo mai terminato. È qui che ho appreso le basi politiche, è qui che ho compreso il bisogno del mio popolo di rialzare la testa. Mataran! Mi dissero mentre mi sferzavo con una frusta, eppure...

Amedeo Guaina in una foto recente (autunno 1986)

N.d.R. Qui s’interrompe il discorso. Nella foga di varare la presente pubblicazione, il sindaco Guaina ha sbattuto una bottiglia di prosecco sulla pagina matrice. Tale gesto gli ha causato 38 punti di sutura al dito medio e un ricovero di due giorni (ticket a nostre spese). È con questo epilogo che noi salpiamo a bordo del Mataran, dilapidando la nostra unica scorta di vino e conseguendo la prima denuncia per “carenti norme di sicurezza editoriali”. RÉCLAME MATARAN

Crisi: dagli hotel con la spa alle pensioncine con la srl.

• Al vaglio del Governo la TFR Roulette: per i neo assunti in busta paga tutta la liquidazione di un lavoratore scelto a caso tra quelli che stanno per andare in pensione.

• Compila la domanda per una casa popolare ma dimentica un “po”: pensionato espatriato in Groenlandia. • Approvato il decreto legge per vietare ai camerieri le frasi: “Un antipastino misto nell’attesa? Faccio io?”

• Code alla Caritas e neanche un iPhone in offerta.

• A giudicare dai ritardi dei treni, il fascismo in Italia è morto e sepolto.

• Si era barricato in casa. Denunciato per grapperia clandestina.

• A colpi di “So’ ragaaazzi” e “Le velineeee” riprende l’offensiva nella striscia.

• Aviazione: il boeing 777 verrà sottotitolato.

• Ultim’ora: Vasco vince 5 grammy. Di quella buona.

“I re della griglia”: nuovo format per i malati di Excel.

Eliana

Dispacci dal nostro inviato sul campo Giovanni Gubane

L’ITALIA È UN PAESE PER VECCHI DIVENTALO ANCHE TU


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III

SPEcIaLE LaHaHaVoro

LE

Arbeitslosigkeit macht frei

SOTANS 24 ORE

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a cura dei Cjastrons

COSE CHE suCCEDERANNo

PRIMA CHE UN

Illustrazione di Sam Torpedo

VATICANO «Un Papa su due è disoccupato». --------------SAPERSI REINVENTARE «Cambiavo residenza ogni sei mesi, facevo decadere sindaci e giunte, invocavo nuove elezioni: ero scrutatore, ora sono miliardario». --------------MODE CHE RITORNANO Diventare parroci: beata assunzione. --------------DISOCCUPATI Non sappiamo più dove metterli. Salvini: «Mandiamoli a casa». --------------IL PREMIER «I disoccupati sono elettori che votano e che si aspettano una risposta. Aumentiamoli». --------------PROTESTE 700 precari friulani sfilano a Udine contro la mancanza di lavoro. 138.000 secondo l’Inps. --------------FELICE EPILOGO Stagista per 23 anni. Licenziato.

GIOVANE TROVI LAVORO di Eliana & C.

#1

I lavori per gli ascensori che collegano piazza Vittoria al Castello di Gorizia saranno finiti.

#2

L’Italia andrà a elezioni.

LAUREATORI DI TUTTO IL MONDO PUNITEVI

La crisi ha condotto a tagli sterminati in nome del risparmio e della lotta allo spreco. Riduciamo i tribunali, cancelliamo le province, tagliamo gli ospedali. Non è stato facile vincere le elezioni con questo programma. Infatti non lo abbiamo votato. Oltre 30.000 giovani friulani non studiano e non lavorano. Dita rubate all’agricoltura coltivano ettari di mais per Farmville, che provano almeno on line a bloccare gli Ogm. Dopo aver bocciato la proposta di legge per sopprimere i giovani disoccu-

a. a. a. — annunci a cura di Alberto Fabio —

— Laureato in Biologia, Ecologia e Scienze della Terra, master nello stesso ambito, cerca mansione per riciclaggio denaro sporco. Massima serietà e omertà.

pati, il Friuli Venezia Giulia cerca metodi alternativi per risorgere. Da oggi non possiamo più sfregiarci dell’etichetta di Nordest produttivo e industriale. Di quei giorni perdurano sfitti capannoni che frastagliano tossici terreni brulli. D’ora in poi la regione punterà su turismo e cultura, come il Louvre, il museo che conta 8 milioni di visitatori all’anno. In Fvg siamo un milione di abitanti in tutto. Embé, al Louvre mica ci vive qualcuno? Al massimo c’è il custode. Qui siamo un milione di custodi, vuoi

— Giornale mensile “Mataran” cerca n. 4 collaboratori di giustizia da integrare nelle attività mafiose dello stesso. Nessun titolo di studio, richiesta iscrizione casellario giudiziario firmato e documentazione di apparizione televisiva. Inviare pizzini di candidatura corredati da oggetto intimidatorio a scelta, gradita originalità.

che non riusciamo a fare meglio di loro? Ebbene no! I giovani se ne vanno via da queste terre: lontano da qua i migliori sono gratificati e pagati. Emigrano, trovano sopravvivenza perfino a Portogruaro! E poi ci siamo noi, 30.000 giovani mediocri. Ci vuole coraggio per espatriare verso terre ignote, ma ci vuole più coraggio a rimanere. Perché a star qui lentamente si muore. Questi siamo noi. 30.000 tristi ragazzi zombi.

— Cooperativa agricola friulana cerca per avvio attività sperimentale laureato in lingue per mansioni di assaggiatore di foraggio per bestiame. No vegetariani, no vegani.

— Azienda subappaltatrice per il ponte sullo stretto di Messina assume manodopera asiatica con esperienza in ponti tibetani.

— Agenzia interinale cerca n. 2 perditempo per molestare telefo— Nota famiglia circense (cau- nicamente concorrenza che pubsa continue contestazione gruppi blica annunci corredati da dicitura animalisti) assume cani e porci. “astenersi perditempo”.

#3

Uscita di coppia Salvini-Kyenge e Mussolini-Vendola.

#4

Grazie al Mose si potrà prendere la gondola per Venezia a Mestre.

#5

Il sindaco triestino Cosolini guarirà dalla R moscia.

#6

Le coccole regolamentate come trattamento di fine rapporto.

#7

Ci sarà il derby tra Udinese e Triestina in serie A.

#8

La Padania si separerà dall’Italia e si unirà al Califfato.

#9

I Rolling Stones al Festival di Majano.

#10

Sdrindule governatore del FVG col 60% delle preferenze.


IV

un racconto

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CELEBRITÀ Racconto di Rud Inacio, illustrazione di Davide Pighin

IL

cielo è plumbeo, pronto a pisciare pioggia sulle teste della gente. Ma la folla di ragazzine, ragazze, qualche madre e un padre coi baffi sembra non accorgersene e si accalca davanti ai cancelli come in un giorno di sole. Da diverse ore attendono l’uscita dei loro beniamini, con gli alti tacchi che affondano nel fango, con il pancino scoperto, con l’aria da troia precedentemente studiata e ristudiata allo specchio della cameretta. Tutte con quell’espressione stampata in faccia: palpebre leggermente abbassate, narici in fremito continuo, bocca socchiusa, lingua intonsa di saliva che sbatocchia dietro ai denti come un’anguilla in trappola. Il capello è lievemente spettinato come dopo un amplesso. Tutte così. Padre compreso.

Una strana elettricità attraversa quei Per toccare il cielo con un dito. Per avere corpi. Parte dai talloni, sfiora le caviglie, la celebrità. Disposte a darla via. Come percorre i polpacci, le cosce, le natiche, povere bestiole annusano l’aria, alzano rimbalza su ogni vertebra facendola i nasini, socchiudono gli occhietti, sortintinnare, avvampa ogni viso. È la sen- ridono beffarde. Ora avvertono gli odori. sualità delle femmine! Il loro richiamo Avvertono l’odore. L’odore che anticipa d’amore! Etti di rimmel sfrigol’uscita, l’odore della potenza, Vogliono lano sull’epidermide bollente, i l’odore della fama! Quell’odore piercing si accendono, i tanga un autografo, penetra in ogni narice e nulvibrando suonano, compongo- una dedica, la è più come prima. È droga no melodie. Sirene di Ulisse. che brucia mucose. La folla particelle I seni come girasoli guardano esplode. Le bocche ululano, le di macho un unico punto. Da lì usciranno schiene si rizzano, scoppiano sudore! i loro divi, i loro eroi. Centinaia i pianti, si accorciano le midi tette pulsano, ansimano, attendono nigonne, le tette tracimano, evadono, il momento. Sono pronte al balzo, sono si liberano, i capezzoli s’impongono, le pronte a scattare, a saltare in braccio, vagine abbaiano! Le mani attraversatra le mani di quegli uomini venerati no le inferriate del cancello, toccano come dei. Tette come bandiere, da agi- quei corpi, le mani, i muscoli, le barbe tare, da sventolare, da far rimirare. Car- sfatte. Offrono bigliettini d’amore, di ni da esibire, da offrire in sacrificio per sesso e cuoricini di gomma, e peluches, avere in cambio una foto, una carezza, e dediche su pagine di diario. Molte di un bacio, una cenetta, una relazione, loro, isteriche, stringono i giornali spela popolarità, la perdita dell’anonimato. cializzati in cui quei maschi del desiderio

compaiono sotto forma di foto, d’inchiesta, di poster. Vogliono un autografo, una dedica, particelle di macho sudore! Agitano come fazzoletti quelle pagine: La Gazzetta dei Lavoratori, Il Metallurgico, Il Martello, Le conquiste del Lavoro, Diritti e Lavoro, Voce Operaia, L’Operaio e alcuni volantini sindacali. Gli operai all’uscita del primo turno sorridono, salutano, firmano autografi, intascano numeri di cellulare, palpano, limonano con qualcuna di loro. Poco distante, poco fuori la zona industriale, in un campetto di calcio slabbrato e polveroso, si sta disputando l’ultima di campionato. Il poco pubblico di anziani applaude. Un calciatore volge la testa verso le fabbriche, verso le ciminiere e sospira sognando per un momento di diventare un operaio. Scuote la testa e si asciuga la prima grossa goccia di pioggia che forse è una lacrima. Comincia a piovere a dirotto. La partita prosegue.


CINEMATARAN d’essaI

M ATA R A N

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NUMERO 1

V

| SOLLAZZI PER TUTTI

Caro precario Il giovane protagonista girovaga in sella alla sua Vespa cercando un lavoro in quartieri e luoghi inusuali. Laurea in antropologia in tasca, prima trova lavoro come bigliettaio in un cinema a luci rosse, che chiude per colpa dei siti porno gratuiti, poi riesce a strappare un contratto di sei mesi alle Poste. Infine rimane appiedato, col bollo del motorino da pagare e, deluso dalla vita, cerca invano di sedurre un’anziana facoltosa per indurla a farsi mantenere: sua nonna.

Banana Job Act Nella Repubblica delle Banane, un imprenditore (interpretato da Bud Spese) gestisce il caporalato nei mercati ortofrutticoli. L’introduzione delle nuove norme in materia di lavoro gli imporranno di applicare i contratti a tutele crescenti, che aumentano in relazione all’anzianità di servizio, ma tutto si risolverà impedendo l’anzianità per legge, innalzando il livello della giovinezza. Da segnalare che la frutta presente nel film è scaduta ben dopo il contratto delle maestranze che vi hanno preso parte.

Tempi Attuali Girato completamente in bianco e nero, muto, lascia senza parole. È la storia di Charlo T., un discoccupato nel Nordest in crisi: impiegato in mansioni senza un futuro come la chiavetta USB umana e il mimo di backup, inizia a frequentare tutte le agenzie interinali fino a perdere la ragione. Accetta un posto in una fabbrichetta al limite della 626, dove – nella scena madre del film – rimane impigliato negli ingranaggi meccanici finendo catapultato oltre confine, nella nuova sede legale della società.


VI

a FonDo PaGIna SI ParLa DI trIEStE

Traduttore automatico di curriculum vite - Brevetto di Thomas

Era stato alla cena di Natale 2014 che l’amministratore delegato dello Scatolificio Blasutig, Lanfranco Blasutig, aveva presentato ai dipendenti il nuovo direttore operativo, Jacopo Blasutig, assunto con decorrenza primo gennaio 2015. Jacopo aveva 32 anni e un curriculum di tutto rispetto: laurea fuori corso in Bocconi in Ingegneria Gestionale; Master MBA a Harvard; un’esperienza da sales manager in Inghilterra; nipote del fondatore; figlio dell’amministratore delegato. Obiettivo del suo arrivo: favorire il kaizen nella creatura di famiglia in crisi da anni. Gli operativi si erano interrogati silenziosamente riguardo quell’arte marziale mai sentita, prima di sollevare il centimetro scarso di Prosecco servito nei bicchieri di plastica. Orlando Giorgiutti, capo produzione dal peso forma di centododici chili senza scarpe antinfortunistiche, si era limitato a mormorare una bestemmia alla Madonna. Per Giorgiutti, come per buona parte dei dipendenti, l’avvento della terza generazione Blasutig era sinonimo di catastrofe imminente ben più del crollo del

Quando parlo al telefono mi ravàno simpri il nâs e ci tolgo di chês pantianis... Laureato in Comunicazione, lunga esperienza in pratiche di segreteria,

con capacità dialettica e spiccata predisposizione al multitasking. Appassionato di speleologia e volontario del WWF, partecipa al recupero di animali in difficoltà.

fatturato. Ma Giorgiutti, a differenza di buona parte dei dipendenti, non temeva il rampollo. Era lì da ventisette anni, e inoltre viveva con cinque donne – una madre, una moglie, tre figlie –, perciò valutava un disturbo di second’ordine l’ennesimo sbarbatello raccomandato che ha scoperto il Giappone su internet. Blasutig junior aveva però cominciato a fustigare lui più di tutti gli altri: il cambiamento doveva partire proprio dalla produzione. Il metodo era semplice: raccogliere le idee di miglioramento, aprire dei cantieri di lavoro per quelle ritenute valide, controllarle nel tempo con delle checklist, contagiare altri ambiti con i risultati positivi. Per dare il buon esempio, Jacopo Blasutig in persona aveva fatto installare la bacheca per la raccolta delle idee di miglioramento in reparto. Ma se si esclude la massima Fûr i bes e vonde monadis! scritta da ignoti a pennarello nero e pre-

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Quando Tine mi fa il frico buono mi spando tutto di vuelin la maglia. Esperienza sedimentata nel settore della ristorazione con certificata competenza in valutazioni gastronomiche.

sto rimossa, la tabella era rimasta bella che intonsa per giorni. Giorgiutti era stato convocato nell’ufficio di Blasutig. “Non vedo collaborazione”, era stata l’accusa. “Giù alla piega siamo pieni di problemi”, si era difeso Giorgiutti. “Da oggi non esistono più problemi, solo opportunità.” “Speriamo che domani vada meglio.” “La speranza non è una strategia.” A quel punto Giorgiutti aveva accarezzato l’idea di spaccargli la faccia. “Orlando, devi crederci tu innanzitutto. Mi hanno riferito che in reparto chiami il metodo Mai dire kaizen! Io non rido. Il miglioramento lo pratichiamo ogni giorno. Nell’organizzare un pomeriggio di commissioni tendiamo a eliminare i tempi morti, no? Riflettici. Domani ne riparliamo.” Messo alle strette, Giorgiutti ci aveva riflettuto guidando verso casa. Dopo tredici ore nette di fabbrica, entrato in cuci-

Se passo vicino ai lavori faccio una pedeata che tanto non si sente. Settore edile, ramo logistico, tecnico documentato in valutazioni di impatto acustico e inquinamento sonoro.

na era stato accolto così: “Papà, mi aiuti con gli esercizi di Algebra dopo?”, “Papi, guarda che alla Eli l’iPhone gliel’hanno comprato anche se è più piccola di me”, “Prima di lavarti vedi dello scarico della doccia che è ancora intasato”, “La mamma non mi vuole far dormire dalla Franci sabato. Puoi farla ragionare? Altrimenti la uccido”. Almeno sua madre aveva taciuto: dormiva davanti alla televisione. Giorgiutti aveva allargato le braccia: “Ehi! Quante belle opportunità!” “Oè! Setu stupid? Ce sberlitu cumò?”: ecco la madre, risvegliata dalla sua voce possente. “Se credete nell’urgenza delle vostre richieste, aprite i cantieri di lavoro, preparate le checklist di controllo, e poi forse ne riparliamo. Adesso silenzio!” Cinque coppie d’occhi l’avevano guardato mentre la cena invecchiava in tavola. Non era questo che intendeva Blasutig, ma Cristo, se il risultato in azienda poteva essere paragonabile alla pace scesa nella sua cucina, Giorgiutti era disposto a concedere una possibilità al kaizen, c’entrasse o meno la Gialappa’s.

E LA LIGRIE E JE DAI ZOVINS di Elisabetta livon

Sì, bon. di Tamas

I gioiosi e colorati mercatini natalizi, presenti anche quest’anno nelle nostre città con le loro allegre esposizioni di pantofole e cazzate, hanno segnato un altro punto a proprio favore. Il triestino Orio Scherlavai, finora considerato “poco zelante”, “rivedibile” o anche “un vagabondo” dai propri occasionali datori di lavoro, dopo una visita ai mercatini del centro ha infatti deciso di costruire da sé la propria fortuna. Con l’aiuto di qualche amico di elevata manualità e, almeno stando alla

magistratura, della scarsa vigilanza in certi depositi di materiali, l’intraprendente Orio ha costruito una graziosa casetta di assi chiare, che ha prontamente montato in alcune fiere del circondario giuliano-bisiaco; tuttavia, non sapendo fare né produrre nulla di particolare, lo Scherlavai non ha potuto riempire in alcun modo le mensoline e gli espositori. I possibili clienti, ancora affezionati a un'idea arcaica del mondo del lavoro e del commercio, non hanno dunque ritenuto di dover fornire del denaro al neobottegaio in cambio di prestazioni che questi, in effetti, non garantiva. Per questo motivo, ma anche per una più universale e nobile idea di dignità dell’uomo e del lavoratore, Scherlavai ha

organizzato nella natia Trieste una protesta degli ambulanti infingardi sotto gli uffici della Regione; la richiesta da parte dei venditori di nulla è, data l’impossibilità di accedere a ricavi nel modo tradizionale, quella di ottenere sussidi a casaccio dallo Stato o comunque da gente ricca ed eccentrica. La protesta, iniziata sul tardi per via degli orari rilassati della categoria, si è sciolta nel pomeriggio, in concomitanza con una partita di tennis femminile, trasmessa da Rai 3, fra due zozzette gemevoli di qualche paese dell’Est; la giunta regionale, impegnata nelle stesse ore in una drammatica seduta sulla questione degli allevamenti di castori in zone di interesse archeologico, non si è accorta di nulla.

Giovanni Gubane

RÉCLAME MATARAN


M ATA R A N

VII

| N U M E R O 1 | PoI BaSta, FInIto

Lavoro nel mondo dei film hard e la flessibilità nel nostro settore è una delle caratteristiche irrinunciabili: andiamo dai 45 ai 90 gradi e ben oltre a volte. Non tutti sono fatti per questo mestiere, e anche noi per girare i film porno siamo ormai

costretti a delocalizzare nei paesi dell’Est: la manodopera resta comunque italiana e possiamo dire che, anche dalla Bulgaria e dall’Ungheria, continuiamo a contribuire alla crescita di migliaia di falegnamerie private dei nostri spettatori.

CEMÛT LE BIGHE? L’opinione di — MAX FElICITAs — pornoattore in Codroipo

L’apposta Un augurio Complimentoni per il giornale, mi ricordo che mio nonno Piero me lo leggeva sempre prima di arrotolarlo e darmelo giù per la schiena. Volevo dirvi di continuare così, cara redazione de Il Gazzettino. Elvis da Stazione Carnia Grazie Elvis, speriamo di non deluderti come facevi tu con tuo nonno Piero (che ci auguriamo ancora pimpante per darti giù più forte). È per fare felici i lettori come Elvis che – dal prossimo numero – Mataran uscirà in una pregiata versione quaderno ad anelli.

Dal futuro Carissimi, vi scrivo dal futuro grazie alla prima macchina del tempo inventata dall’Università Dams di Gorizia. Qua è il 19 settembre 2015. Nel tempo che intercorre da voi a noi non è successo nulla, d’altronde siamo in Friuli. Prof. Quintino Tarantjnu Risponde l’Ambasciatore di Vicenza in Friuli

Non ho mai sentito di tali sperimentazioni nè di viaggi nel tempo. Se vuole prendere in giro i friulani si metta in fila, ci siamo prima noi veneti. Per noi le vostre opinioni sono importanti: inviatele a cestino@mataran.it -----------------------------------------Se invece volete davvero mandarci cose scritte, disegnate oppure soldi: redazionemataran@gmail.com e www.facebook.com/mataranfvg

Cenerentola di lucrezia

È affascinante questo fenomeno politico in cui tutte le forze sbandierano l’importanza delle donne, ed in particolare la tutela di queste miti creature nell’ambito lavorativo. Sembra quasi che l’Italia stia vivendo un momento progressista, come se non fosse mai esistita una Norvegia a farci notare il nostro ritardo. Ma se da una parte i dibattiti si riempiono di espressioni tipo quote rosa, dall’altra ci sono ancora delle fanciulle che ignorano il proprio potenziale. L’esempio più eclatante è Cenerentola: questa biondina passa le sue giornate a ripulire un castello e a preparare polenta per una matrigna e due sorellastre che rappresentano l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia. I servizi sociali del comune non ammettono casi come la reclusione forzata e la schiavitù, pertanto Cenerentola si ritrova a fare sedute di psicanalisi con le pantegane che abitano la fortezza. Retribuita a voucher nella migliore delle ipotesi, oppure una badante a nero, è chiaro che la pseudo principessa non abbia mai sentito parlare di quel donnone della Camusso o che, perlomeno, non si sia mai sintonizzata su RaiTre per il concerto del primo maggio. Tra pratiche lavorative al limite della legge 626 e le cronache strappalacrime

Eccovi alcuni suggerimenti che uso nel mio mestiere e che possono tornarvi utili: un rapporto duraturo è nell’interesse di tutti, siate quindi determinati nei colloqui, usando un tono di voce deciso per far capire cosa vi piace davvero. Alcuni datori di lavoro hanno

proposte da Barbara d’Urso, Cenerentola continua a farsi sfruttare. Lei è decisa ad aspettare quell’eterno ritardatario del principe azzurro (che coincide con la figura del tronista) perchè sa che quando Lui arriverà, comincerà una nuova vita. Lei, lui e Maria de Filippi. Certo è che chi si somiglia si piglia: Cenerentola incontrerà un timido rappresentante della Eminflex e a lei basta perchè è come stare con l’alterego di Giorgio Mastrota. Dopo un matrimonio passionale quanto quello di Sarkozy e Carla, la frustrazione porterà Cenerentola ad andarsene, facendo leva su una nuova sicurezza e sul ricordo di quelle serate organizzate col marito per vendere ai vicini le federe targate Eminflex. Cenerentola è indipendente, sa qual’è il suo futuro e grazie alle conoscenze dell’ex marito ha già un pacchetto clienti. Grazie ad un sicurissimo contratto a progetto, ora fa la rappresentante della Folletto, perchè in fondo le sue conversazioni si sono sempre basate su due cose: pulizie e Principe Azzurro.

delle perversioni: chi cerca dipendenti da schiavizzare o, i più feticisti, dei leccapiedi: l'importante è assecondare sempre la vostra indole e sapervi ripagati da una buona liquidità. Se però vogliono licenziarvi - beh! - preparatevi a fargli il culo.

Cartoline bellissime dalla collezione di Tomas uolli

Qui è da infarto! Baci!

Fate l’amore non fate la guerra!

CIAO! MANDI! POZDRAVLJENI! RÉCLAME MATARAN

COMPRO LAVORO DI QUALSIASI GENERE PAGAMENTO IN CONTANTI

Mataran Questo primo numero, sul tema del lavoro, è dedicato alla memoria di Federico Tavan, che ha fatto il lavoro più sporco: il poeta per lis pantianis.

“Mataran” - Numero 1 Anno I - Febbraio 2015 Supplemento a “Il Friuli” del mese di febbraio 2015 Direttore responsabile de “Il Friuli” Giovanni Bertoli

Da un’idea di David Benvenuto In redazione David Benvenuto Marco Tonus Arrangiamento grafico Marco Tonus

Hanno collaborato Eliana Rossi Lucrezia Cocetta Elisabetta Livon Silvia Danielis Alberto Fabio Thomas Zanello

Alessio Rizzo Simone Paoloni Simone Marcuzzi Giovanni Gubane Giovanni Di Qual Tomas Uolli Marcuzzi Tommaso Giancarli

Rud Inacio Sam Torpedo Max Felicitas I Cjastrons Guest Ste Fricca

Per ArtPort Davide Pighin Francesca Battistutta

Mataran riceve orgogliosamente contributi pubblici.

Si ringraziano Corsia d’emergenza La redazione de Il Friuli

Mataran contiene volutamente errori ortografici.

Mataran è il terzo progetto classificato nella graduatoria regionale per le attività giovanili della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, da non crederci.


cumo!'

struche mi plâs su muselibri www.facebook.com/mataranfvg

VENERDÌ 6 MARZO 2015 NELLE EDICOLE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA IL NUMERO 2 DI

MATARAN