Salute In

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L’OPINIONE di

Daniela Mainenti

Informazione e prevenzione un binomio indispensabile AFFRONTARE IL TEMA DELLA SALUTE CON UN MAGAZINE PUÒ SEMBRARE,A PRIMA VISTA,UN AZZARDO PER LA COMPLESSITÀ E L’INTERESSE SOCIALE DEI TEMI COINVOLTI.

E accogliere l’invito ad offrirne il mio personale “Imprimatur” altrettanto. La stella polare però di tale impegno non può che essere il principio per cui se uno dei cardini della salute è la prevenzione, l’informazione è la migliore cura preventiva. Tale principio scaturisce da due semplici domande:esiste una giusta prevenzione senza una corretta informazione? Il mitico slogan “meglio prevenire che curare” è messo realmente in pratica? Mentre alla prima domanda la risposta è scontata: non esiste una prevenzione efficiente senza un’adeguata comunicazione. La seconda, più difficile, richiede una profonda analisi di tutte le parti in causa. Basta visitare Internet per comprendere quanto caos indiscriminato esista in tema sanitario con pareri e autodiagnosi spesso redatte da chiunque. Ciò indica una domanda di informazione e di dialogo. Essere informati è la voglia di vivere in

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un Paese normale. A Londra, per esempio, se avete bisogno di un piccolo e banale intervento chirurgico, il sito web Nhs Choice (www.nhs.uk) mette a confronto, sulla base di verifiche rigorose, le strutture ospedaliere del Regno Unito. E di scegliere la migliore. Nulla giustifica, in ogni caso, la negazione di un elementare diritto: quello di essere informati. Your health, Your choices, la tua salute, le tue scelte, recita lo slogan del sito inglese. Ci piacerebbe fosse così anche nel nostro Paese. Una parte di professionisti della Sanità, però, demonizzano la comunicazione tout court. Perchè si dovrebbe essere contrari a un’operazione insita nella cultura della prevenzione? Occorrerebbe, invece, approfittare delle nuove opportunità, dialogando coi linguaggi proposti dai media presenti sul mercato. Non confondendo, con pregiudizi, il contenuto (l’informazione) con il contenitore (i mezzi di diffusione). Oggi“l’Onda della Comunicazione” non è arginabile: o la si fa o la si subisce, ma sperare di esserne immuni è vano e piuttosto ingenuo.



S A L U T E

di

Salvatore Amato

INSIDE Presidente dell’Ordine Provinciale dei Medici di Palermo

Professioni sanitarie e abusivismo GRAZIE ALLA LEGGE ISTITUTIVA DEGLI ORDINI DELLE MEDICI CHIRURGHI, VETERINARI E FARMACISTI SONO RIUNITI IN UN UNICO ORDINE. A queste si è aggiunta quella Odontoiatrica, istituita, con un apposito Albo entro l’Ordine dei Medici, con legge 24 /07/85, n.409. Tali professioni, da sempre forza dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese, interagiscono con altre che, con un’apposita laurea triennale, operano nel campo sanitario. Secondo la normativa vigente, le professioni sanitarie tradizionali possono essere esercitate esclusivamente attraverso l’iscrizione all’Albo. E’ quindi represso penalmente l’esercizio abusivo delle professioni intellettuali. L’abusivismo, reato certamente odioso in qualsiasi ambito, è particolarmente grave in campo sanitario, grazie all’art. 32 Cost. che eleva a principio fondamentale la tutela della salute. Esso pone a rischio la salute dei cittadini, costituendo presupposto per lesioni anche di estrema rilevanza. L’art. 348 c.p. ne prevede la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a 516 euro, oltre al sequestro amministrativo delle attrezzature utilizzate. E’ evidente che questa normativa non ha una effettiva capacità dissuasiva infatti l’abusivo, disposto a pagare la multa, sa che rientrerà anche in possesso delle attrezzature. Da tempo la Federazione chiede la modifica in senso maggiormente repressivo delle tenui sanzioni attualmente previste con la depenalizzazione della fattispecie dell’esercizio abusivo e l’applicazione di misure amministrative molto più incisive, cioè un’ammenda molto elevata e la confisca definitiva delle attrezzature. Taluni abusando del titolo di professionista sanitario, complice l’abolizione delle tariffe minime e la recente liberalizzazione, offrono “prestazioni” a basso prezzo. Su tale argomento, in forza della categoria che rappresento, non posso che raccomandare estrema prudenza, affinché una tariffa bassa non serva da specchietto delle allodole per pazienti meno abbienti, attraendoli per pagare approfondimenti non necessari. Occorre sottolineare la fondamentale importanza della qualità delle prestazioni per non “svendere” salute e bene del cittadino ma garantendo maggiormente professionalità e competenza con controlli su professioni e strutture. PROFESSIONI SANITARIE

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L’OPINIONE Informazione e prevenzione: un binomio indispensabile

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SALUTEINSIDE Professioni sanitarie e abusivismo

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SALUTEINTERVISTA La gemma rossa

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Terme e benessere Un gioiello nel cuore di Palermo Una casa in famiglia

DEDICATO A

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Salute In Bimestrale Anno 1 Numero 1 In attesa di registrazione Direttore Responsabile Giulia Noera Project Manager Daniela Mainenti Stampa Fotograf Distribuzione in edicola,In Italia, in Direct mailing On line sul sito www.inchiestasicilia.com Progetto Grafico Giusi Adelfio Impaginazione Valentina Licata

Salute In Il Progetto il marchio e il format “Salute In” sono di proprietà dell’Associazione Culturale NuovaComunicazione via Ponticello, 22 90100 Palermo Hanno collaborato Patrizia Camedda Elisabetta Cinà Rosario Di Raimondo Farmacia Renda Daniela Mainenti Patrizia Martinengo Pasticceria Alba Patrizia Romano Giusi Serravalle Fabio Vento Patrocinato da

Più di una farmacia

SALUTEINFORMA Pasticceria Alba

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Il garante del benessere Odontoiatria Low Cost

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Curare la persona in tutta la sua interezza Corpo e spirito: un binomio inscindibile Glaucoma, un nemico da prevenire Medicina senza frontiere

SALUTEINFORMA

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Nè carne nè pesce ma... Ciascuno ha il peso che si merita Libere di scegliere

SALUTEINSIEME A...

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Eccellenze al servizio del rene

Il diritto di comunicare

WORLDESTINATION

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La gemma

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Sono molti i casi, infatti, in cui la vita è appesa alla trasfusione del sangue.Un elemento prezioso, la cui carenza e le difficoltà a reperirlo, se non, addirittura, la mancanza, decretano la morte del pasiente. In Sicilia, i rischi di mortalità legati a queste difficoltà sono stati sempre più elevati rispetto ad altre regioni d’Italia; dotate di Piani adeguati al reperimento preventivo, che rende la situazione esente, talvolta, da rischi mortali. Dal 2010, però, anche la Sicilia ha intrapreso un percorso importante che ha ridotto notevolmente questi rischi. In che modo? Dotandosi del ‘Piano Sangue’, un prezioso documento di programmazione delle attività trasfusionali, introdotto per la prima volta tre anni fa. Ne parliamo con Attilio Mele

a cura di Patrizia Romano

Il sangue è l'intermediario indispensabile tra le cellule del nostro corpo e l'ambiente che ci circonda, cioè l’ambiente in cui si trova anche il nostro nutrimento. Nella sua fondamentale importanza, esso reca alle cellule le sostanze alimentari e l'ossigeno, eliminando, tra le sue innumerevoli funzioni, le sostanze di rifiuto prodottesi nell'organismo. Insomma, una presenza indispensabile alla sopravvivenza di ciascun individuo. Sono molti i casi, infatti, in cui la vita è appesa alla trasfusione di questo prezioso elemento, la cui carenza o difficoltà a reperirle, se non, addirittura, la mancanza, decretano la morte. In Sicilia, i rischi di mortalità legati a queste difficoltà sono stati sempre più elevati rispetto ad altre regioni d’Italia; dota-

te di Piani adeguati al reperimento preventivo, che rende la situazione esente, talvolta, da rischi mortali. Dal 2010, però, anche la Sicilia ha intrapreso un percorso importante che ha ridotto notevolmente questi rischi. In che modo? Dotandoti del ‘Piano Sangue’, un prezioso documento di programmazione delle attività trasfusionali, introdotto per la prima volta tre anni fa, mentre le regioni ne avevano già 7/8 ciascuna. E’ un documento che definisce la governant, provvede alla rifunzionalizzazione della rete sangue e persegue un obiettivo importante, messo a norma dal sistema trasfusionale. Tale sistema è regolato da normative dettagliate e minuziose che rappresentano una cornice della regolatoria di matrice europea. Il Consiglio d’Europa


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SALUTEINTERVISTA

e la Commissione europea hanno dettato delle direttive da applicarsi in tutti gli stati membri. “All’interno del Piano Sangue – afferma Attilio Mele, direttore del Centro regionale sangue Sicilia presso il Dipartimento di attività sanitaria e Osservatorio epidemiologico Regione sicilia- viene messo in primo piano la regolamentazione. Tra le regole prioritarie, l’autosufficienza in sangue intero, emocomponenti e plasma. Ciò significa – continua l’ematologo - che oggi il fabbisogno di sangue è diventato una risorsa per assicurare infiniti percorsi di assistenza clinica. Con il riferimento all’autosufficienza, la Sicilia non è mai stata autosufficiente e ha sempre attinto alle risorse di altre regioni”. Ciò è avvenuto per un motivo importante: il nostro sistema nazionale è molto evoluto e uno dei principi su cui si fonda è la unitarietà (mutuo soccorso). Ciascuna regione è tenuta a non vedere soltanto al proprio fabbisogno, ma pure a quello degli altri. “L’unitarietà – sottolinea il dott. Mele – è fondamentale. Il solidarismo è un principio che regola il sistema sanitario. Oggi la medicina funzione così. Fino a oggi, la Sicilia si è servita così: attingendo da altre regioni. Pertanto, l’autosufficienza è diventato il principio fondamentale del Piano Sangue. Abbiamo voluto – continua – che il Piano Sangue triennale venisse pubblicato nel 2010 e che nel 2013 venga pubblicato il secondo”. I risultati di questi obiettivi, comunque, hanno dato risultati soddisfacenti. L’Assessorato ha fissato un tetto che prevedeva una raccolta di 188 mila unità di sangue, con un incremento di plasma. Nel frattempo, è stata messa in atto una serie

di strategie per ottenere i nostri obiettivi. Secondo le valutazioni a fine 2012, fatte sulla base di un monitoraggio continuo, siamo partiti da 173 mila globuli rossi concentrati a 191 mila con una previsione di produzione che si prevede per il 2013 sulle 196 mila unità circa. “Dal sangue intero – riprende il responsabile dell’Assessorato - è possibile ottenere del plasma che viene corrisposto dall’industria che, peraltro, in Italia è una soltanto in regime di monopolio. Da questi, si ottengono gli emoderivati. Il concetto importante – ribadisce – è che se noi produciamo plasma, gli emoderivati che otteniamo, avranno un costo di gran lunga inferiore (50 per cento in meno), rispetto a quello derivante dall’acquisizione del commercio delle case farmaceutiche che lo forniscono, vendendolo” Torniamo al nostro plasma. E stato previsto, come già sottolineato, un incremento di plasma. Si è partiti con 38 mila chilogrammi. Oggi, grazie al nostro piano, siamo arrivati a 50 mila circa, diventando la sesta regione d’Italia produttrice di sangue. Niene male come risultato… L’obiettivo più ambito è, comunque, quello di arrivare al fabbisogno standard che oggi è di 60 mila chilogrammi. Come si è arrivati a questi traguardi? “Abbiamo applicato – risponde il direttore – una rete di sistemi, intersecati tra di loro, che va da una maggiore sensibilizzazione presso le Aziende sanitarie a una maggiore educazione verso l’importanza di questo elemento. Ma in primo luogo, come abbia più volte detto, è la regolamentazione; il principio che muove tutte le cose. Tutto il resto ruota attorno a questo principo”.

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L’organizzazione mondiale sanitaria definisce l’autosufficienza in globuli rossi come capacità di raccolta sul territorio di almeno 40 unità di globuli rossi ogni mille abitanti. In Sicilia, in cui vivono 5 milioni di abitanti, dovremmo disporre di almeno 200 mila unità di globuli rossi concentrati. “Questo parametro, però – chiarisce il nostro esperto – è un parametro variabile. Maggiore è l’assistenza fornita, maggiore è il fabbisogno. Non esiste branca medica che non abbia bisogno di sangue disponibile prima intervenire dall’urgenza al routiniario”. Ci sono regioni per le quali è sufficiente un rapporto di 25 mila unità per mille abitanti. Altre che non ce la fanno neanche con 40 mila. “Il consumo di sangue – conclude il dottore Mele – rappresenta uno degli indicatori più significativi correlato al livello di assistenza. Oggi l’Europa pressa più che mai sulle Nazioni non a norma di adeguarsi. Oggi l’Europa ci ha chiesto di farlo entro il 31 dicembre del 2014, senza proroga alcuna, se non vuole beccarsi la procedura di inflazione” Certo tutto ciò è molto complesso, perché si chiede alle strutture di documentare il proprio percorso di adeguamento, che verrà, poi, valutato da valutatori inseriti in un elenco nazionale gestito dal Ministero della Salute. La partita dell’autosufficienza si gioca proprio lì. Bisognerà, quindi, riuscire a portare tutte le strutture a documentare secondo i requisiti richiesti, attraverso la convalida costante dei processi che si inseriscono nel sistema trasfusionale.

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Possiamo concludere dicendo che il nuovo modello organizzativo adottato risponde, alla fine, alle criticità riscontrate, nonché alle particolari esigenze della nostra regione. Tutto questo, ponendo particolare attenzione al decentramento delle attività produttive, alla centralizzazione gestionale, alla modulazione su livelli di attività delle strutture trasfusionali attraverso la centralizzazione delle attività di qualificazione biologica. Si è posta, altresì, attenzione alla definizione di un programma regionale per l'autosufficienza, come abbiamo abbondantemente spiegato, ma anche alla definizione di un modello organizzativo di monitoraggio e trasferimento dei flussi informativi richiesti dalle strutture sovraordinate. Così come all'implementazione di un network informatico trasfusionale quale strumento a supporto della sicurezza trasfusionale.



LUXURY RESORT & SPA | MAHÈ | SEYCHELLES Quando è il momento di mettere in pausa il ritmo frenetico e riscoprire i sensi offuscato dalle richieste incessanti della vita, c’è un luogo chiamato Maia Luxury Resort & Spa - qualcosa che offre più di vista semplicemente mozzafiato, servizio ineguagliabile e alloggio sorprendente.

Ritrovare se stessi L’Isola da scoprire Con un clima temperato con una chiara distinzione tra estate e inverno, Mahé è un easy-going dell’isola, dove i locali hanno sviluppato uno stile di vita unico e meraviglioso. C’è molto da fare - come esplorare i mercati locali del centro città, piena di affascinante stile Seychelles e tendenze, take uno visita non affrettata per il museo o archivi nazionali, passeggiare nei giardini botanici o piantagione di tè, visitare edifici pubblici o cenare in i ristoranti creoli locali.

La SPA Canto degli uccelli. Acque cadere rocce di granito ricoperte di muschio. Venti miti spazzolatura foglie. Queste saranno le uniche cose di rompere il vostro venerare nel nostro stile balinese spa. Tre singoli, privati all’aperto padiglioni sono separate le une dalle altre da formazioni rocciose naturali. Ogni padiglione ampio 120m2 dispone di un giardino privato, spogliatoi e docce. Il nostro centro fitness offre le più avanzate attrezzature “Excite” e una parete Kinesis. Terapisti privati addestrati offrire massaggi intuitiva e un assortimento di pacchetti, tra cui Bambini speciali solo trattamenti come l’involucro di foglie di banano con gel idratante per le scottature.

La nostra cucina L’eccellenza nel gusto non è qualcosa riservato solo per l’estetica. A Maia, il piacere gastronomico è una promessa - e perché sappiamo che un appetito o anche un feticcio per il cibo non tiene ora ristorante, le nostre cucine per soddisfare i gusti individual. Il nostro team di esperti culinari ha perfezionato l’arte della cucina fusion per creare miscele intrigante sapore, consistenza, colore e aroma, ponendo l’accento sulla ingredienti di provenienza locale. Il nostro menu non è una varietà di piatti. Si tratta di una varietà di menu. PRENOTAZIONI Mahé - Anse Louis - Seychelles - Corinne Delpech - Responsabile delle prenotazioni Telefono: +248 4 390 000 / 367 - Fax + 248 4 355 476 - reservations@southernsun.sc - PO Box 722


SALUTE INCERCA

Le terme sono strutture in grado di curare, accogliere, rilassare, attrarre. Il termalismo è una realtà viva e concreta del Paese. Il concetto di wellness applicato alle acque termali è diventato un punto di forza delle località, in grado di costruire un turismo interessato e motivato. In Sicilia, però, va più a rilento Dora Piazza, dirigente dell’assessorato regionale al Turismo, spiega : “Il nostro intervento, a livello di Regione, mira a far crescere il termalismo siciliano, rimasto indietro rispetto alle altre regioni. La Sicilia, al nono posto tra le regioni italiane, intercetta il 2,2% del movimento turistico termale che si registra in Italia”. Dove sta la debolezza? ”Nella poca capacità di appeal risponde Dora Piazza -. L’offerta siciliana si è fermata alla terza generazione dell’evoluzione termale, laddove le strutture sono arrivate alla sesta. Il termalismo è , in Sicilia, ancora legato al servizio assistito, e alla prestazione sanitaria che, con tagli alla spesa degli ultimi anni, si è ulteriormente affaticata”. Anche in Sicilia, il termalismo si deve accompagnare al benessere. “Per la prima volta – spiega la dottoressa Piazza – si sta assistendo ad uno spontaneo fenomeno di aggregazione di queste realtà, che hanno creato un vero e proprio distretto produttivo. L’obiettivo è di creare e condividere un nuovo metodo di lavoro, che possa aiutare il termalismo in Sicilia”.

La Sicilia vanta un ricco patrimonio idrotermominerale, noto sin dai tempi della Magna Grecia, dovuto alla particolare natura del suo suolo

Terme e benessere


SALUTE INCERCA

Alì Terme Marino Le acque sono salso-bromo-iodiche e sulfuree ipertermali (40-46°C); usate per fanghi e bagni sulfurei, sono indicate per la cura di malattie artroreumatiche, mentre le terapie inalatorie risultano efficaci nelle affezioni respiratorie ed otorinolaringoiatriche. Anche i disturbi ginecologici e dermatologici si avvalgono delle opportune cure con le acque sulfuree. Il complesso termale è attezzato anche per trattamenti estetici. La cittadina termale è anche un’apprezzata stazione balneare dove, alla bellezza dei fondali e del paesaggio, fanno degno contorno le splendide località dei dintorni famose a livello internazionale per la bellezza dei paesaggi e per i loro monumenti: Taormina, Messina, Catania, l’Etna, la Costa dei Ciclopi... Eolie - Lipari e Vulcano Le acque, sulfureo-salso-bromo-iodiche sono ipertermali, molto acide e radioattive efficaci nella terapia di affezioni reumatiche, artritiche, nervose, cutanee e del ricambio. I tradizionali bagni, fanghi e inalazioni già praticati dai villeggianti che sfruttano la particolare e spontanea natura del luogo, in un prossimo futuro saranno integrati ed inseriti in un modernissimo complesso termale. L’isola di Vulcano, la più meridionale delle Isole Eolie o Lipari, ha due vulcani spenti ed uno attivo allo stato di solfatara. Nella mitologia greco-romana era la sede di Eolo, il dio dei venti. Acireale Lo stabilimento termale: sulfureo-salso-bromo-iodiche ipotermali (22°C) radioattive, le acque di queste terme devono la loro particolarità all’origine vulcanica ed alla mescolanza con acqua marina sotterranea. I fanghi sulfurei (ottenuti facendo macerare per tre anni l’argilla vulcanica nell’acqua sulfurea) sono assai efficaci nella cura di malattie osteoarticolari, reumatiche e dermatologiche. Le applicazioni praticabili sono tante e specifiche per ogni malattia: bagni, fanghi, massaggi e idromassaggi vengono usati per le malattie osteoarticolari, reumatiche e dermatologiche; con docce filiformi e maschere facciali si affrontano le dermatiti, gli eczemi, la seborrea, l’acne e la psoriasi; le inalazioni, gli humages, gli aerosol, il lavaggio nasale, le insufflazioni endotimpaniche, la ventiloterapia si rivelano assai efficaci nella cura di malattie otorinolaringoiatriche e respiratorie. Il complesso termale dispone anche di un moderno ed attrezzato centro di riabilitazione con fisiochinesiterapia ed altre tecniche; sono anche attivi reparti specialistici di Pneumologia, Neurologia, Ortopedia, Angiologia e Medicina estetica dove i pazienti possono sottoporsi ad esami clinici e terapie in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. La splendida costiera dei Ciclopi, le interessanti manifestazioni culturali e folcloristiche (tra cui un famoso Carnevale) e la vicinanza alle più belle località della Sicilia Orientale rendono assai gradevole e vario il soggiorno in questa località termale. Terme di Acquapia (Montevago - Ag) Situate nella Sicilia Occidentale, nel territorio del Comune di Montevago (AG),offrono una “vacanza benessere”, affiancando ai tradizionali trattamenti terapeutici massaggi manuali ed in acqua, saune, idromassaggi, palestra e piscine termali adatte ad adulti e bambini. Le acque, ricche di boro e fluoro, si classificano, in virtù della composizione, come solfato-calciche-magnesiache. Esse sgorgano alla temperatura di 40° C, sono indicate e risultano efficaci per la cura di numerose patologie, in particolare per le malattie otorinolaringoiatriche e a carico delle vie respiratorie e per quelle d’origine reumatica e dermatologica. Impieghi terapeutici: fangoterapia, fango-balneo terapia, balneoterapia, aerosolterapia, inalazioni, humages


Terme di Sciacca Le risorse termali di Sciacca sono molteplici. Una delle quali è rappresentata dalle famose grotte o stufe all’interno delle quali l’atmosfera satura di vapore acque raggiunge la temperatura di quasi 40°; la terapia essudatoria (antroterapia) che vi si pratica risulta molto efficace per la artrosi, per le patologie infiammatorie delle vie aeree superiori, per la gotta e la uricemia. Tra le diverse acque presenti nella zona, spicca invece quella di natura sulfurea che sgorga dalla Valle dei bagni e che è alla base del fango poi utilizzato per la fangoterapia; si tratta di un’acqua sulfureo-salso-bromo-iodico ipertermale che sgorga alla temperatura di 56°. Le inalazioni dell’acqua sulfurea possono apportare importanti giovamenti a coloro che soffrono di infiammazioni croniche dell’apparato respiratorio, di asma bronchiale, di enfisema polmonare e di bronchictasie e, a livello di otorinolaringoiatria, per le riniti, le sinusiti, le faringiti, le otiti e le laringiti. Una notevole efficacia è stata inoltre dimostrata nella cura di alcune malattie della cute (psoriasi, dermatite seborroica e acne) e delle malattie infiammatorie croniche dell’apparato genitale femminile. Un’altra acqua, proveniente dalla

sorgente dell’acqua Santa e di natura minerale, è considerata efficace per la diuresi. Gli stabilimenti termali Le strutture termali di Sciacca sono quattro: lo stabilimento Nuove Terme, attiguo al Grand Hotel delle terme, il complesso di piscine di Molinelli, lo stabilimento delle Stufe di S. Calogero e le Antiche Terme che si trovano nella Valle dei bagni. Lo stabilimento Nuove Terme si trova in una posizione di grande suggestione, sorgendo su un promontorio a strapiombo sul mare. All’interno vi sono diversi reparti specializzati per ogni tipo di cure e nel parco sono presenti due piscine alimentate con acqua sulfurea, una destinata al pubblico adulto e un’altra ai bambini. Nella località Molinelli, vi sono altre tre piscine termali costruite nel 1993 su una terrazza naturale che offre una splendida vista sul mare, oltre che sulla città di Sciacca, sulla rupe di Cammordino e sul monte Kronio. Sulla vetta di quest’ultimo si trova invece lo stabilimento detto Stufe di S. Calogero, consistente in due grotte vaporose naturali. Le Antiche Terme, quindi, dall’architettura ottocentesca, sono state recentemente restaurate per ospitare reparti di terapia speciale e un centro per la terapia delle malattie della pelle.


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Terme Gorga - Alcamo Lo stabilimento termale si trova in aperta campagna, in località Gorga, a pochi chilometri dal sito archeologico di Segesta, sulla sponda orientale del fiume Caldo e a poca distanza dalle Terme Segestane (v. Castellamare del Golfo). Le acque termali della fonte Gorga si raccolgono in una conca naturale tra agglomerati argillosi, con una temperatura costante di 51 °C. Un condotto di circa 300 m convoglia le acque alcalino-solfuree e i fanghi costituiti dal precipitato naturale, senza aggiunta di argilla fino all’edificio termale, sistemato in un antico mulino ristrutturato negli anni Sessanta. Lo stabilimento occupa il piano terreno mentre il resto della struttura è adibito ad albergo che dispone anche di due piscine termali all’aperto. Terme segestane - Castellammare Le Terme Segestane si trovano a Castellammare del Golfo in località Ponte Bagni. Le sue acque sono ipertermali e sgorgano ad una temperatura di circa 44° C. Nello stabilimento termale troviamo due piscine di cui una per bambini, e la grotta detta della regina una vera e propria sauna naturale. Tra i numerosi trattamenti praticati alle terme Segestane, ricordiamo la bagnoterapia, fanghi, grotte, massaggi, idromassaggi, aerosol, inalazioni ed irrigazioni. Si curano inoltre le patologie dermatologiche, dell’apparato motorio e respiratorio.


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Un gioiello nel cuore di Palermo Pensato e realizzato per garantire ai propri ospiti il massimo della funzionalità , Palazzo Sitano rimane una dimora storica dove le caratteristiche dell’epoca si fondono a un design d’interni moderno e orientato verso un confort di alto standard di

Giusi Serravalle


SALUTE INCERCA

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alazzo Sitano è una dimora nobiliare, un prestigioso hotel a quattro stelle, nel cuore del centro storico di Palermo. Con il prospetto su Corso Vittorio Emanuele, si trova a pochi passi da alcuni dei monumenti e delle zone più belle della città: Piazza Marina, il quartiere della Fieravecchia e della Loggia, il Giardino Garibaldi, il Mercato della Vucciria, la Chiesa della Martorana. Come la custodia di un gioiello, Palazzo Sitano svela un giardino francescano al suo interno, attraverso il loggiato in nuda pietra, recuperato e valorizzato da una attenta ristrutturazione che ha riportato questa struttura storica al suo antico splendore, rispettando le caratteristiche dell’epoca e unendole a un design d’interni moderno e orientato verso un confort di alto standard. Ogni spazio dell’hotel è stato pensato e realizzato per garantire ai propri ospiti il massimo della funzionalità: la sala lettura rappresenta un ideale ambiente di lavoro grazie anche alle business station presenti, ma anche di relax, per ricaricarsi dopo una giornata di shop-

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ping e di passeggiate attraverso l’arte e la cultura di cui Palermo è ricchissima. Il bar moderno con comodi mobili lounge e la grande terrazza sul tetto immersa nel verde, da cui si possono scoprire le bellezze della città dall'alto. Anche la colazione è un momento importante da godere nella suggestiva sala con le arcate inondata di luce e che insieme al ricco buffet permettono di cominciare il nuovo giorno in un modo davvero particolare e per molti versi unico. Ne è orgoglioso l’anfitrione, Daniele Nigrelli, direttore di Palazzo Sitano, giovane manager della ricettività alberghiera con tanta esperienza alle spalle in strutture di prestigio, che lo racconta con la passione di chi ha visto crescere e trasformare l’immobile e di chi sa cogliere in ogni angolo del Palazzo la grande storia vissuta. All’interno dell’hotel un piccolo centro benessere che accoglie l’ospite in momenti magici di relax, ma che si apre all’esterno con corsi di massaggio shiatzu tenuti da esperti nel settore. Soggiornare a Palazzo Sitano significa anche lasciarsi cullare dalla millenaria storia di Palermo.


SALUTE INCERCA

Una Casa in famiglia Casa Strasburgo, residenza per anziani, nasce per dare una risposta al crescente bisogno di strutture in grado di offrire un servizio al cittadino, nonché un luogo dove i rapporti con le famiglie e con le persone care vengano mantenuti integri e valorizzati di Patrizia Martinengo

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i trova in una zona residenziale di Palermo e precisamente in Viale Strasburgo, 220 la comunità alloggio ‘Casa Strasburgo’. Una casa vera e propria che offre un servizio personalizzato di assistenza e ospitalità alle persone anziane, favorendo piena integrazione grazie a un ambiente a dimensione familiare, finalizzato alla socializzazione, per dare benessere e sostegno alla vita di ciascun ospite. Casa Strasburgo nasce per dare una risposta al crescente bisogno di strutture che diano un servizio al cittadino, un luogo dove i rapporti con le fami-

glie e con le persone care vengano mantenuti integri e valorizzati alla scopo di rafforzare la consapevolezza degli affetti familiari. La cura degli Ospiti, anche non autosufficienti, è messa al primo posto, assicurata da un’assistenza medica costante sia per soggiorni permanenti che temporanei. L’assistenza infermieristica e il supporto alle terapie farmaceutiche, sono garantite dalla presenza di operatori altamente qualificati a garanzia di standard elevati. Gli ospiti possono contare su una dieta personalizzata in base alle esigenze e ai gusti personali. La cucina è semplice

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SALUTE INCERCA

e casereccia con ingredienti sempre freschi e genuini. L’appartamento ubicato al decimo piano risulta particolarmente arieggiato e luminoso. Le camere sono ampie e confortevoli e si distinguono per l’eleganza e la ricercatezza negli arredi. Si possono avere singole, a due e a tre letti, tutte climatizzate, dotate di tv e collegate all’impianto di chiamata assistenti. La struttura è dotata, inoltre, di lavanderia interna, telefono/internet point, e di tutte le certificazioni previste dalla vigente normativa, cosicchè le stanze sono

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perfettamente accessibili anche da persone con ridotte capacità motorie. E naturalmente non mancano occasioni di svago e intrattenimento che fanno di Casa Strasburgo un luogo piacevole e accogliente.

Per informazioni: Simona Iacono, Coordinatrice Responsabile Viale Strasburgo, 220 Tel. 091.2523570 Cell. 328.3194982 – 380.3812244




DEDICATO A

Più di una farmacia

Rivoluzionando il concetto di benessere, Store Salute si propone di garantire un servizio alla salute e al benessere sociale in tutti i suoi aspetti a cura della Farmacia Renda

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on solo “farmacia”: Store Salute vuol essere molto di più, partendo da un concetto diverso di benessere quotidiano si propone di garantire un servizio alla salute e al benessere sociale in tutti i suoi aspetti. Nei quasi 600 mq del nuovo punto vendita, assistiti da uno staff di professionisti, si può scegliere fra un vasto assortimento di prodotti di qualità per la cura del corpo, approfittando anche di offerte mensili particolarmente convenienti. Ogni settore ha un colore differente per orientare meglio l’acquirente: nell’area arancione troverete prodotti per bebè e neomamme; in quella viola prodotti per la dermocosmesi, in quella rossa integratori per sportivi e alimenti dietetici per celiaci, diabetici, nefropatici, nell’area azzurra calzature ortopediche comode ed al passo con la moda, in quella verde, riservata alla farmaceutica, troverete farmacisti di elevata professionalità e competenza. A disposizione della clientela inoltre vi è un box make-up dove è possibile fare prove di trucco

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DEDICATO A e scegliere le nuances più adatte al proprio tipo di pelle, consigliati da personale esperto. Per chi ha voglia di interpretare in modo diverso il proprio benessere all’interno di una farmacia Store Salute propone trattamenti estetici personalizzati per viso e corpo, consulenze di un esperto nutrizionista e sedute terapeutiche con un massoterapista oltre a tecniche di osteopatia. Store Salute si propone anche come uno spazio dove organizzare campagne di educazione alla salute, promuovendo interventi sociali, assistenziali e sociosanitari per sensibilizzare all’acquisizione di corretti stili di vita, di una sana alimentazione, cura del corpo e strategie preventive e terapeutiche. Store Salute rivolge particolare attenzione alle collaborazioni con le varie associazioni di malati, riconoscendone l’importante impegno sociale volto alla tutela e alla conoscenza delle specifiche patologie. In un momento di trasformazione dei sistemi sanitari, Store Salute vuole offrire un servizio nuovo all’interno dell’importante rete assistenziale tra cittadino, strutture pubbliche e sanità.

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DEDICATO A

Il garante del Benessere LUOGO DI PRIMA ACCOGLIENZA PER L’ACCESSO ALLA SALUTE INCONTRO CON IL DR. ROBERTO TOBIA VICE PRESIDENTE DELL’ U.T.I.FAR. di

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Daniela Mainenti

a Farmacia, oggi è chiamata a svolgere un ruolo sempre più cruciale nella tutela della salute pubblica, essendo diventata, alla luce delle recenti riforme, “un presidio socio-sanitario centro di servizi sanitari", Da sempre, il Farmacista, in Farmacia non dispensa solo farmaci ma fornisce informazioni, consulenze, sapere e conoscenza tutelando, con i propri consigli, sia le fasce più deboli e meno istruite della popolazione sia quanti, non pochi, si lasciano frastornare dalle mille informazioni che il “tam tam” mediatico mette loro a disposizione, informazioni a volte corrette, a volte meno, se non addirittura, in alcuni casi e per alcuni soggetti, pericolose. In ogni caso il Farmacista in Farmacia è garante con la propria professionalità, costantemente aggiornata e rigorosamente sottoposta a vincoli e controlli, del più alto rispetto e della massima cura della salute collettiva, tutelata sempre ed ovunque, senza limiti di orario, con la presenza delle farmacie di turno di giorno e di notte, svolgendo un ruolo sociale sia nei grandi centri urbani così come nei più remoti centri rurali dove la Farmacia rappresenta, in molti casi, l’unico presidio sanitario presente. Questi elementi rappresentano nel loro insieme, e in misura imprescindibile, il vero valore aggiunto della Farmacia sia che se ne varchi la soglia d’ingresso per l’acquisto di un farmaco o per un consiglio sulla sua somministrazione, sia che lo si faccia per qualsiasi altro prodotto che risulti utile a migliorare il nostro stato di salute. Grazie alla figura del Farmacista il paziente che entra in una delle 18.000 Farmacie distribuite sul territorio Italiano, può ottenere un consiglio e le più am-

pie informazioni utili alla tutela della sua salute. Perseguire tale obiettivo e mantenere questo ruolo, prima sociale e poi professionale, non è certamente semplice, perché è costantemente richiesto, al Farmacista presente in Farmacia , un severo impegno extralavorativo da dedicare contestualmente, da una parte al costante aggiornamento professionale volto al rafforzamento delle proprie cognizioni ed alla conoscenza dei nuovi farmaci e delle nuove terapie, dall’altra alla conoscenza di quelle competenze che storicamente e strutturalmente non fanno parte del bagaglio professionale del farmacista, ma si sono rese necessarie dalla introduzione dei recenti e dei futuri servizi presenti in Farmacia, rivolti verso l’obiettivo di una maggiore integrazione dell’offerta sanitaria sul territorio che può essere, in tal modo e grazie alla Farmacia, meglio fruita dalla popolazione nell’ambito della complessiva globalizzazione della sanità pubblica. Fornire un buon consiglio rappresenta pertanto il dovere primario del farmacista ed ottenerlo è un innegabile diritto del paziente. In molti casi, il clima di fiducia che molti professionisti sono riusciti ad instaurare con la propria clientela è motivo di orgoglio e soddisfazione, rendendo il meritato riscontro agli sforzi professionali della nostra categoria. Auto analisi del sangue, servizi di prenotazione di visite presso le strutture pubbliche ed ospedaliere, misurazione della pressione sanguigna, servizi di telemedicina ( ECG, holter pressorio ect..) assistenza domiciliare integrata, presenza di personale infermieristico in Farmacia e diversi altri, sono i servizi che già si svolgono o che possono essere svolti presso le nostre Farmacie alla luce delle recenti disposizioni legislative che vedono nella Farmacia del Futuro il presidio

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DEDICATO A sanitario di primo accesso al mondo della Salute e del Benessere. Si rivela quindi assolutamente indispensabile oggi,per il farmacista, un’evoluzione nel modo di svolgere la propria professione, partendo dalla comunicazione, ambito spesso sottovalutato, relegato in un angolo della gestione della propria attività, che rappresenta invece un aspetto da prendere estremamente sul serio. Comunicare la propria identità la propria diversità nei confronti della “concorrenza”, che si identifica in tutti quegli esercizi commerciali che propongono categorie merceologiche identiche o assimilabili a molte reperibili in farmacia, e' il punto di partenza. La vendita di farmaci da banco o senza obbligo di presentazione della ricetta medica non può e non deve rispondere a criteri ed a logiche commerciali che sono proprie delle catene della grande distribuzione che perseguono interessi diversi da quelli della Farmacia che fa del territorio e dei suoi pazienti, il terreno sul quale svolgere il suo ruolo di presidio sanitario sul territorio. Educare alla salute, sensibilizzare attraverso campagne di prevenzione in collaborazione con gli altri operatori sanitari, primi fra tutti i medici e con le istituzioni comunali , informare su temi di carattere sanitario in modo puntuale e aggiornato: la farmacia non è solo un posto dove si vendono farmaci ma un punto di riferimento professionale per i cittadini. Ne parliamo con Roberto Tobia, vice presidente dell’Utifar, Unione tecnica italiana farmacisti Che cos’è oggi la Farmacia? Possiamo definirla sicuramente la porta d’ingresso al mondo della Salute. Un luogo al quale accedere per stare bene, per migliorare il proprio stato di benessere, e per trovare nelle professionalità presenti il migliore supporto per il raggiungimento di tali obiettivi.

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Oggi, “al tempo della crisi e dei tagli lineari” la Farmacia riesce ancora ad essere un’attività sostenibile? Profonde trasformazioni sociali, culturali ed economiche hanno investito, o forse sarebbe meglio dire travolto a partire dal Decreto Storace , sino alla recente spending review , il settore farmaceutico in Italia, coinvolgendo la Farmacia e gli altri attori della Filiera del Farmaco. Dal punto di vista normativo, conseguenzialmente alla crescita della spesa sanitaria globale, sono stati adottati, dai governi che si sono succeduti dall’anno 2005 ad oggi, una serie ormai innumerevole di provvedimenti volti alla giusta riduzione della spesa, che hanno colpito in particolar modo la spesa farmaceutica, l’unica della quale si conoscono i dati, l’unica veramente sottoposta al giusto controllo , l’unica in costante e progressiva diminuzione, dimenticando spesso sprechi e disfunzioni di un sistema sanitario ospedaliero, che pur se tra i migliori al mondo dal punto di vista assistenziale , non possiamo annoverare di certo tra i più virtuosi. La Farmacia sembra essere diventata l’unico reo colpevole di anni di pessima gestione dell’amministrazione della spesa sanitaria, e da struttura portante della Sanità sul territorio sembra voglia essere trasformata, dai così detti “poteri forti”, in una struttura la cui sostenibilità economica risulta sempre più essere messa a forte rischio. Al sistema farmacia si chiede sempre di più, ma sembra quasi che dopo aver tolto tutto quello che si poteva togliere dal punto di vista della sostenibilità economica lo si voglia portare, senza indugi, verso il collasso. Se vogliamo guardare veramente all’Europa, come è giusto che sia, credo che il nostro Governo debba guardare al meglio della Farmacia Europea, ad una Farmacia che possa essere in grado di offrire servizi, consulenze, assistenza sanitaria in un sistema economicamente sostenibile, nell’interesse della difesa della pubblica salute.


DEDICATO A

ODONTIATRIA LOW COST

di

Rosario Di Raimondo*

La corsa verso Paesi dove i costi di gestione sono di gran lunga inferiori è sempre più frenetica. Ma si può affidare la cura di una branca così delicata a centri dove le stesse cure vengono offerte a sottocosto? Alla scoperta dell’eterno dilemma: qualità o risparmio?

V

orrei prendere spunto da un recente servizio televisivo riguardo gli standard dell’Odontoiatria Italiana, in cui si è sottolineato che le prestazioni offerte in Croazia, Romania o Ungheria sono certamente più economiche rispetto a quelle proposte dai professionisti odontoiatri Italiani, ma si è anche ribadito che il timing dei trattamenti in Italia è spesso esagerato, con diverse sedute cliniche ingiustificate. La risposta delle massime autorità odontoiatriche, nella persona del Presidente Nazionale dell’Andi, Gianfranco Prada, non è mancata, e ha fortemente ribadito che gli Odontoiatri Italiani lavorano seguendo le linee guida, validate dalla letteratura scientifica che prevede il pedissequo rispetto dei tempi biologici, presupposto di una corretta pratica clinica. Detto ciò è evidente da un lato la comprensibile richiesta dei pazienti di accedere alle cure odontoiatriche a prezzi consoni all’attuale condizione di difficoltà economica non solo a livello nazionale, ma europeo e mondiale, dall’altro la naturale difesa degli interessi della categoria, ampiamente messa in crisi non solo dalla predetta situazione economica, ma anche da un’ulteriore attenzione, frutto della acquisita maturità dei pazienti oltre che dalla pressione fiscale, certamente impegnativa. Bisogna ricordare che in Italia circa l’87 per cento dei pazienti odontoiatrici si rivolge a strutture libero professionali e solo il 13 per cento a strutture pubbliche, a conferma, comunque, della percezione media dell’utente che ritiene che i liberi professionisti odontoiatri abbiano non solo strutture più efficienti e qualificate, ma anche professionalità superiori e distintive rispetto alle strutture

pubbliche. Vorrei sottolineare, a riguardo, che uno studio o ambulatorio odontoiatrico necessita di attrezzature di alta specializzazione, con costi ragguardevoli e inoltre comporta, per garantire standard di qualità, di sterilità e di efficienza organizzativa, rilevanti costi di gestione che non possono essere tagliati, se non pregiudicando conseguentemente la qualità ed efficienza dei servizi offerti. Inoltre, è corretto ricordare che l’imposizione fiscale è ormai intollerabile. Pertanto, non vorrei sottolineare più di tanto che confrontare servizi erogati in Paesi dove i costi di gestione sono di gran lunga inferiori, dove l’imposizione fiscale è modesta, è di fatto come ‘sparare sulla Croce Rossa’ e, quindi vorrei superare questa polemica sterile, anche perché è opportuno ricordare che le prestazioni odontoiatriche necessitano di controlli periodici al fine di monitorare il paziente, e questo servizio non può essere in nessun modo garantito rivolgendosi a strutture all’Estero. Quindi, la vera battaglia per il futuro si vincerà impegnandosi a 360° per offrire ai pazienti le migliori prestazioni ai migliori costi, non quindi low cost, che è un termine che assimila a uno svilimento della qualità. Low cost è solo uno specchietto per allodole, un falso richiamo per erogare prestazioni che a quelle tariffe e con quei tempi di lavoro non possono assolutamente essere corrette tecnicamente e valide biologicamente.

*odontoiatra

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SALUTEINPRIMOPIANO

Curare la persona in tutta la sua

interezza

Schiva verso il protagonismo, lontana dalla prosopopea dei politici, non abituata ai riflettori, ci presenta con la semplicità di un cittadino qualunque, la sua visione di sanità; un settore molto contestato e controverso. A colloquio con Lucia Borsellino, neo assessore regionale alla Sanità

di

Elisabetta Cinà

D

irigente della Regione siciliana, con un nome molto importante, Lucia Borsellino, figlia di Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia 20 anni fa, oggi ricopre il ruolo di assessore alla Sanità, designato per il governo di Rosario Crocetta. Schiva verso il protagonismo, lontana dalla prosopopea dei politici, non abituata ai riflettori, ci presenta con la semplicità di un cittadino qualunque, la sua visione di sanità; un settore molto contestato e controverso Certo che quello alla Sanità è un assessorato molto importante e, per molti versi, molto complesso; perché, oltre a occuparsi del bene più prezioso che ognuno dovrebbe possedere e che va, quindi, tutelato, qual è, appunto, la salute, il settore sanitario si occupa pure della persona in tutta la sua interezza e complessità Cosa farà Lucia Borsellino come assessore alla Sanità?

La prima cosa che farò è trovare tutti gli strumenti per potenziare i servizi sul territorio e promuovere l'integrazione socio sanitaria, trattandosi di due aspetti della riforma sanitaria che non sono stati mai attuati. Ma, soprattutto, mi batterò tantissimo perché le cure vengano umanizzate, ovvero si plasmino attorno alla persona, guardando non solo alla patologia, ma anche al disagio sociale che poi, se ci riflettiamo, è quello che sta alla base della stessa patologia. Qual è il malessere più grave e più diffuso tra i cittadini siciliani? Il male peggiore di cui soffrono più spesso i cittadini è quello di non trovare un approccio sano con i servizi sanitari e con gli stessi operatori sanitari, spesso poco attenti agli aspetti umani di una persona. Credo che questo sia uno degli aspetti fondamentali che debba essere curato. Cosa occorre fare per rendere ciò possibile?

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SALUTEINPRIMOPIANO

Per realizzare ciò occorre stabilire un rapporto continuo con gli operatori, ma anche con i cittadini e le associazioni dei malati. Occorre far sì che si conoscano da vicino i problemi e tutto non venga visto soltanto come un mero adempimento burocratico. Per cui mi propongo da assessore di essere vicina alla gente e di entrare all'interno delle strutture e conoscerle dal vivo. Questo lavoro mi darà l'opportunità di entrare dentro al sistema e non stare dietro una fredda scrivania, abitudine assai diffusa che, spesso, non consente di percepire l'entità dei problemi. Questo significa, quindi, che andrà, spesso in giro; a differenza degli altri assessori più pantofolai, spesso incollati sulla propria sedia Devo stare dall'altra parte per capire, conoscere, cogliere ogni sfumatura della vita reale, dei bisogni, delle esigenze So che a lei non piacciono le telecamere, ma ci si deve abituare. Come affronterà il settore della comunicazione? Sì, riconosco che questo è un aspetto del mio lavoro al quale so che dovrò abituarmi, anche se non mi piace. Però voglio prendere anche questo aspetto come un dovere nei confronti dei cittadini. Non sottovalutiamo il fatto che, soprattutto, a questi livelli bisogna rendere conto del proprio operato I cittadini vi vedono spesso tramite i media, per cui è importante che voi facciate sapere quello che state facendo Questo rientra anche nel tema della comunicazione: rendere conto di ciò che si fa. Quindi secondo

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questo spirito, lo faccio e mi abituerò anche ai riflettori So che lei è anche molto mamma. Quindi le mancheranno molto i suoi figli adesso che dovrà lavorare tantissimo. Però, diciamolo, che, dall’altro lato, abbiamo l'assessore alla Famiglia che, per l’appunto, è suo marito Sì, ma a prescindere da questo, spero di fare questo lavoro anche per migliorare soprattutto il loro futuro e quello di tutta la loro generazione Una famiglia, quella Borsellino, divisa in questa tornata elettorale Io non sono un candidato. Ho avuto questa investitura, e questo Crocetta me lo riconosce, per la mia professionalità. E il cognome? Lo riconosco, il nome Borsellino ha un suo peso, ma soprattutto nella mia vita personale prima che professionale, perché devo dimostrare ogni giorno di esserne degna e per me questo costituisce un carico morale molto elevato, ma, soprattutto, anche una grande responsabilità


SALUTEINPRIMOPIANO

Corpo e spirito:un binomio inscindibile Tutti i processi vitali derivano dell'interazione di due principi universali lo Yin e Yang il cui equilibrio deve essere rispettato all'interno dei singoli organi e dell'organismo nel suo complesso. Questo è il principio cardine della medicina orientale, oggi sempre più diffusa in tutto il mondo occidentale di

Giusi Serravalle

L

a medicina tradizionale cinese si basa sul taoismo e considera l'essere umano come il prodotto dell'unione inscindibile di corpo, psiche e spirito, animato dalla stessa energia vitale che permea l'intero universo (Qi). IL Qi scorre nell'organismo umano all'interno di canali energetici chiamati meridiani. Tutti i processi vitali derivano dell'interazione di due principi universali lo Yin e Yang il cui equilibrio deve essere rispettato all'interno dei singoli organi e dell'organismo nel suo complesso.

Secondo il Taoismo, l'universo é costituito da cinque elementi primordiali: legno, fuoco, terra, metallo, acqua. Analogamente, la medicina tradizionale cinese considera il corpo umano costituito da cinque organi pieni (Yin) - Cuore, Polmoni, Reni, Milza-Pancreas e Fegato - Ai quali sono rispettivamente associati cinque organi cavi (Yang): Intestino crasso, Stomaco, Intestino tenue, Vescica, Cistifellea. Gli organi pieni e gli organi cavi sono tra loro dipendenti e complementari, ciascuno ricopre specifiche funzioni organiche ed energetiche. La medicina tradizionale cinese utilizza numerosi strumenti diagnostici e terapeutici. Durante la diagnosi il medico evidenzia lo stato energetico del paziente attraverso una serie di domande e mediante l'osservazione di polsi, occhi, cute e lingua. Per la cura vengono utilizzati la farmacologia cinese, l'alimentazione, l'agopuntura, la moxibustione e pratiche energetiche come il massaggio e il Qi Kong terapeutico. La farmacologia cinese utilizza migliaia di sostanze minerali, animali e vegetali, preparate e utilizzate sotto forma di pillole, polveri, decotti da assumere oralmente, frizioni e unguenti. Le indicazioni alimentari, che hanno una grandissima funzione preventiva, mirano a mantenere e ripristinare l'equilibrio energetico sfruttando la correlazione che lega i cinque organi e i cinque sapori fondamentali (Acido, Amaro, Dolce, Piccante, Salato). La medicina cinese cura l'individuo nella sua globalità perché riequilibri il flusso energetico che ali-

menta sia il corpo che la psiche. La medicina tradizionale cinese Oltre a svolgere un ruolo fondamentale in campo preventivo può essere utilizzata nella cura di tutte le patologie sia fisiche che mentali. Oggi la medicina orientale prende sempre più piede nel mondo occidentale. Diffusasi in particolare negli anni Settanta, è entrata nella nostra cultura in maniera sempre più incisiva. In Italia, ma anche in Sicilia, negli ultimi 35 anni sono nati numerosi centri dove viene praticata. Il più antico è sorto nel ‘74. Tutti i centri vantano un gran numero di iscritti. La maggiorparte opera attraverso sedi didattiche, in collaborazione con l'Accademia di Medicina Tradizionale Cinese. Gli insegnamenti riguardano Agopuntura, Farmacologia, Massaggio e Dietetica cinesi, erogati in formazione residenziale ed e-learning. Da sempre attivi nella ricerca e nella pratica dell'Agopuntura, i Centri Studi operano in molti casi attraverso Poliambulatori SW Medica e numerose Convenzioni con Ospedali Pubblici e Privati. Attualmente, in Cina la Medicina Tradizionale viene insegnata nelle università e praticata negli ospedali accanto alla medicina convenzionale. Di questo passo, anche in Occidente, verrà introdotta come branca medica ufficiale.

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SALUTEINPRIMOPIANO

la SCHEDA La Medicina Orientale non si interessa particolarmente ai rapporti causali tra eventi che determinano una patologia, ma presta piuttosto attenzione alla sincronia di cose ed eventi. Tale modo di pensare viene definito da Needham correlativo: l’individuo sano e la società sana sono parti integranti di un ordine strutturato e la malattia è considerata come il risultato di una disarmonia a livello individuale e sociale. In quest’ottica, il termine sincronia (dal greco syn “con” chronos “tempo”) significa il rapporto temporale tra più eventi, azioni e funzioni, che diventano la “misura” della salute. I singoli organismi interagiscono e comunicano fra loro coordinando i loro ritmi ed integrandoli con quelli più ampi dell’ambiente che li circonda. Essere sani significa essere in sincronia con se stessi e col mondo circostante. Il processo di guarigione si manifesta grazie al sistema mente/corpo, mediante un atteggiamento positivo e fiducioso da parte del paziente; il terapeuta avrà solo funzione di ridurre lo stress eccessivo, di “irrobustire” il corpo e di incoraggiare il paziente a sviluppare fiducia in se stesso. La medicina orientale opera, basando i suoi rimedi sul principio di equilibrio di Yin e Yang. Sin dall’antichità, gli orientali hanno riconosciuto che il Corpo è parte della Natura e che l’uomo vive costantemente sotto l’influsso della Natura. Nella natura esiste un ordine, un principio di flusso costante, in accordo con il principio fondamentale che il nostro mondo è in perenne mutamento. Nella Filosofia Orientale, tale principio è noto come Teoria dello Yin e dello Yang. I nostri corpi sono una cosa sola con l’Universo; il corpo e la terra non sono due entità separate. In origine i termini Yin e Yang indicavano rispettivamente i fianchi in ombra e al sole di una montagna. Gli archetipi dei due poli della natura furono rappresentati dai concetti di luminoso e oscuro, rigido e flessibile, sopra e sotto, ma anche da maschile e femminile.

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SALUTEINPRIMOPIANO

Ecografia all’avanguardia

di

Daniela Mainenti

Specializzato nel settore radiologico, lo studio Finazzo è diventato punto di riferimento per la città

P

unto di riferimento a Palermo per la radiologia: è lo studio Finazzo, aperto nel 1965 dal professor Vito Finazzo e ora diretto dal figlio Mario. A partire dagli anni ’80, lo studio si è specializzato nel settore dell’ecografia. Negli ultimi tre anni è stata ampliata la dotazione tecnologica con l’installazione di apparecchiature di ultima generazione quali ad esempio la Tc multistrato Aquilion della Toshiba (16 strati), la Rms Scan della Esaote dedicata allo studio della colonna vertebrale e delle articolazioni. L’attuale direttore del centro, Mario Finazzo, classe

1967, dopo una laurea in Medicina e una specializzazione in Radiodiagnostica e scienze delle immagini, ottenute col massimo dei voti, ha accumulato un ricco curriculum in cui spiccano 94 pubblicazioni scientifiche e dieci anni di attività professionali presso la Radiologia dell’Ospedale Civico di Palermo

La ginecologa che sceglie il dialogo Esercita la sua assistenza in tutti i momenti della vita di una donna, curandone tutti gli ambiti. E’ questo ciò che caratterizza la professionalità di Stefania Pernisco di

Daniela Mainenti

P

rivilegiare il rapporto tra medico e paziente, puntando sulla relazione umana e sul dialogo. E’ l’obiettivo di Stefania Pernisco, dottoressa specializzata in ginecologia ed ostetricia all’Università Cattolica di Roma che esercita presso la Casa di Cure DEMMA.. Romana, trapiantata a Palermo dopo il matrimonio,sta svolgendo un ruolo determinante in città sul percorso di recupero del concetto di natalità naturale e di attenzione al mondo delle donne a 360 gradi cercando di creare un armonia tra i tre elementi dell’in-

dividuo: corpo, mente e spirito. La sua assistenza viene esercitata in tutti i momenti della vita di una donna curando ambiti particolari come l’adolescenza,la sessualità e la gravidanza. In merito al parto, l’assistenza è personalizzata ed è un accompagnamento per un corretto approccio a questo momento fondamentale della vita. Parallelamente alla sua professione Stefania Pernisco è riuscita a portare avanti il suo impegno sociale. Ogni settimana, infatti, riunisce un gruppo di donne per intraprendere , attraverso il confronto propositivo delle reciproche esperienze, iniziative di sensibilizzazione sociale.

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Il diritto di comunicare

Difficoltà nell’interazione sociale, nell’abilità di comunicare idee e sentimenti e nella capacità di stabilire relazioni con gli altri. L’autismo si configura come una disabilità permanente che accompagna il soggetto lungo tutto il suo ciclo vitale. Oggi i modelli psico-educativi per aiutare le persone affette da questo disturbo sono tante. Vediamo i più avanzati.

L

’autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative all’interazione sociale reciproca, all’abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri. Questa patologia si configura, dunque, come una disabilità permanente che accompagna il soggetto lungo tutto il suo ciclo vitale. La prognosi a qualunque età è, inoltre, fortemente condizionata dal grado di funzionamento cognitivo, che a tutt’oggi sembra rappresentare l’indicatore più forte rispetto allo sviluppo futuro e il decorso del disturbo dipende in

buona parte dalla precocità e specificità degli interventi riabilitativi attivati in età evolutiva. I progetti terapeutico-riabilitativo sono tanti e la loro finalità è quella di favorire il miglior adattamento possibile del soggetto al suo ambiente, in rapporto alle specifiche caratteristiche del quadro sintomatologico. Ciò, al fine di garantire una soddisfacente qualità di vita al soggetto e all’intero sistema famiglia in cui egli è inserito. Un modello psico-educativo che utilizza strategie visive per dare alle persone autistiche e con disturbi della comunicazione, già dall’infanzia, strumenti espressivi e capacità per svolgere in modo autonomo, dopo un training specifico, attività essenziali come mangiare, lavarsi, vestirsi, giocare, per esempio, è il Teacch, Treatment and education of autistic and communication handiccaped children. Un programma elaborato alla fine degli anni Sessanta nel North Carolina (Usa) e oggi utilizzato in molti centri della Sicilia in cui viene trattata questa patologia. Obiettivo essenziale del modello Teacch è far sì che la persona autistica possa gestire al meglio la propria vita quotidiana e vivere nella società in modo meno emarginato possibile. Questa tecnica, quindi, apre una prospettiva del tutto nuova per una vasta utenza anche al di fuori del capoluogo considerato che, statistiche alla mano, l’autismo è una malattia neurologica non rara e che finora l’approccio Teacch, il più completo ed efficace per la riabilitazione di chi ha questa patologia,

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l’ ASPETTO LEGALE che il servizio sanitario, oltre ad

non si escludono a vicenda, ma che

avere le funzioni di promozione

comportano vantaggi diversi e

degli interventi di informazione ed

seguono iter burocratici differenti.

educazione della comunità sui

Infatti, l’accertamento della

motivi e conseguenze

situazione di handicap valuta il

dell’handicap e di rimozione delle

carico della disabiltà del soggetto al

cause legate a fattori genetici ed

fine di evitarne lo svantaggio e

ambientali, dovrebbe fornire

l’emarginazione sociale e comporta

prestazioni socio-sanitarie per la

il diritto di usufruire di importanti

cura e la riabilitazione del soggetto

benefici che riguardano

portatore di handicap, tanto a

soprattutto la scuola, il lavoro e il

Sotto il profilo legislativo non

emarginazione” (Legge 104/92 art.

domicilio, quanto sfruttando centri

fisco.

esistono norme riguardanti solo ed

3 comma 1).

specializzati oppure fornendo

Invece il riconoscimento

esclusivamente i soggetti autistici e

Sono molte le norme che, nel corso

attrezzature.

dell’invalidità civile

che quindi a tali persone vengono

degli anni, hanno prestato

Tutto questo per realizzare a pieno

riguarda

applicate tutte le norme che in

attenzione a questo aspetto e tra

l’inserimento della persona

maggiormente la

generale riguardano l’handicap.

queste ricopre senza dubbio un

handicappata in ambito scolastico,

possibilità di

L’Handicap fisico e mentale è

ruolo fondamentale la Legge

lavorativo e, più in generale, sociale.

ottenere

definito a livello normativo come

104/92 che ha come finalità tanto

La legge riconosce alla persona

vantaggi

quella situazione di svantaggio

la prevenzione in fase pre e post-

portatrice di handicap (e quindi

economici

sociale per la quale la persona

natale, quanto la realizzazione di

anche al soggetto autistico) la

quali sussidi,

“presenta una minorazione fisica,

interventi tempestivi sull’individuo

possibilità di accedere a determinati

agevolazioni

psichica o sensoriale stabilizzata o

sfruttandone le risorse personali,

servizi ed il diritto di godere di

progressiva,che è causa di difficoltà

familiari, sociali ed istituzionali al

particolari vantaggi a presupposto

di apprendimento, relazione o di

fine di realizzarne l’inserimento

che questa ottenga il

integrazione lavorativa e tale da

nella comunità e di evitarne

riconoscimento dello stato di

determinare un processo di

l’emarginazione.

handicap o dell’invalidità civile.

svantaggio sociale o di

Tale legge, infatti, tiene a precisare

Si tratta di due diversi “status” che

era utilizzato da una sola struttura in tutta la regione, nel centro dell’Isola. Oggi, invece, è sempre più diffuso e più avanzato. Tra le caratteristiche del sistema, c’è anche il coinvolgimento dei genitori nell’uso dello stile comunicativo dei figli autistici, per facilitare la gestione delle loro esigenze nel contesto familiare. La presenza in Sicilia di operatori e di istituti qualificati per il modello Teacch dà a molte famiglie l’opportunità di offrire ai figli un valido percorso riabilitativo, senza dover cercare questo tipo di soluzione a centinaia di chilometri di distanza oppure, in alternativa, limitarsi a forme di ricovero basate sulla semplice accoglienza. I programmi applicati servono a fornire ai bambini autistici competenze psicologiche e strategie di comunicazione visiva, considerato che molti di loro non possono utilizzare il linguaggio verbale. Questo presuppone la costruzione, intorno a loro, di un ambiente che, con messaggi figurativi e oggetti creati ad hoc per sperimentare le azioni della vita quotidiana, suggerisca loro cosa fare, come e quando, oppure come chiedere qualcosa. Si tratta di un approccio tra-

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sversale ai vari metodi comunicativi, che si è dimostrato ideale per i bambini in età scolare, ma estremamente valido anche per i più piccoli e per gli adulti. L’importante è attuare le strategie di insegnamento in modo flessibile. In pratica, il programma consiste nell’organizzazione dei servizi che prevedono una presa in carico globale del paziente, cioè in ogni momento della giornata, in ogni periodo dell’anno e della vita. Lo ideò alla fine degli anni Sessanta Eric Schopler, specializzato in psicologia clinica infantile che trasse spunto dalle teorie dell’apprendimento, in particolare il metodo Montessori, e da quelle della comunicazione. Il sistema venne sperimentato per un periodo di 5 anni e poi, visti i risultati estremamente positivi, dagli anni ’70 il programma fu ufficialmente adottato e finanziato dallo Stato. Nella sua configurazione originaria, il Teacch prevede attività di diagnosi, aiuto a domicilio e altri servizi collegati fra di loro per garantire la continuità dell’intervento in tutti gli ambienti di vita. Shopler, inoltre, considerava molto importante il coinvolgimento dei genitori nella veste di partner.


Un aiuto per l’autismo

CASE

Diversamente da ciò che si era pensato e teorizzato fino agli anni Settanta, l’autismo non è una patologia psichica dovuta a un’inadeguata relazione affettiva del bambino con i genitori e in particolare con la madre. L’autismo è una vera e propria malattia neurologica che, fin dalla nascita, provoca un deficit nello sviluppo delle capacità cognitive ed espressive, compromettendo funzioni fondamentali come la comunicazione, sia verbale che gestuale, l’apprendimento (anche quello per ‘imitazione’ tipico dei bambini), l’interazione sociale, la capacità di associare fatti e sensazioni e di condividere le emozioni o il gioco. I soggetti autistici, quindi, appaiono isolati non perché siano chiusi in sé ma perché, a causa della loro disfunzione neurologica, non sanno come comunicare e ‘leggere’ la realtà che li circonda. Più precisamente, è opportuno parlare di disturbi dello spettro dell’autismo, perché la categoria autismo comprende più di una sindrome. Le statistiche nazionali e internazionali evidenziano, negli ultimi anni, un trend in aumento della

popolazione affetta da autismo, e i dati dicono che oggi, in media, un bambino ogni 160 ha almeno un disturbo che rientra nel quadro dell’autismo e che richiede interventi riabilitativi. Nelle sue forme più gravi, l’autismo può colpire fino a 5 bambini ogni 10 mila. Attualmente non esiste una terapia organica per la cura della malattia, che è però al centro di ricerche soprattutto nel campo della genetica. L’incidenza percentuale dell’autismo, che è una malattia da considerare non rara ci ha avviato un censimento dei malati autistici nel territorio provinciale con l’obiettivo di formare una specifica banca dati. Tuttavia ci vorrà del tempo per portarlo a termine, anche perché occorrerà rivalutare le diagnosi già esistenti secondo le classificazioni internazionali correnti.

Si stima che: - ogni 10.000 persone nate 4/5 sono affette da autismo primario media mondiale basata su indagini a larga scala condotte negli Stati Uniti ed in Inghilterra - ogni 10.000 persone 20 sono affette da sindrome autistica o comportamenti autistico-simili media mondiale. È da notare che le stime sull’incidenza dell’autismo variano considerevolmente a seconda del paese, passando da circa 2 ogni 10.000 in Germania, ad addirittura 16 ogni 10.000 in Giappone. Plausibili motivi di discrepanza sul tasso d’incidenza possono derivare da differenti criteri di diagnosi, fattori genetici e/o influenze ambientali. Il rapporto tra uomini e donne è di 4 a 1 - media mondiale. In Italia si suppongono 100.000 persone con autismo. In Sicilia, secondo la valutazione dell’ICD10 si suppongono: - circa 10.000 casi attesi di sindrome autistica - circa 2.000 casi attesi di autismo primario Nel territorio siciliano si stima che ogni 4 soggetti autistici maschi nasce un soggetto autistico femmina.

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SALUTEINPRIMOPIANO

Medicina senza frontiere Dopo anni di esperienza maturata a Torino, il professore Luigi Solazzo dirige dal 2003 un centro di eccellenza nell’ambito della Chirurgia maxillo facciale, presso l’Unità operativa complessa di Crirurgia maxillo-facciale dell’azienda di rilievo nazionale e di alta specializzazione dell’ospedale Civico di Palermo

di

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Patrizia Romano

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lla guida di un team costituito da 6 medici specializzati in Chirurgia maxillo facciale, il professore Luigi Solazzo dirige un centro di eccellenza nell’ambito della Chirurgia maxillo facciale, presso l’Unità operativa complessa di Crirurgia maxillo-facciale dell’azienda di rilievo nazionale e di alta specializzazione dell’ospedale Civico di Palermo. Un ruolo che svolge dal 2003, dopo anni di esperienza maturata a Torino, sua città natale. E legata a Torino è pure la sua formazione professionale, è qui, infatti, che ha conseguito laurea in Medicina e doppia specializzazione in Odontostomatologia e, appunto, in Chirurgia maxillo facciale. Una branca, quest’ultima, molto complessa e che coinvolge un numero elevato di casi. Ma in cosa consiste, esattamente? “La chirurgia maxillo facciale - spiega il professore Solazzo - è una branca di specializzazione derivata dall’Odontostomatologia e dall’Otorinolaringoiatria e si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie dello scheletro e dei tessuti molli dell’area cranio–maxllo facciale. Coinvolge un numero elevato di soggetti perché le relative patologie possono essere di origine infiammatoria, mal formativa, traumatica, degenerativa e oncologica”. Un coinvolgimento così massivo della popolazione è dimostrato dal numero di interventi effettuati. Basti pensare, infatti, che con il suo team, esegue mediamente 400 interventi chirurgici l’anno. Casi, comunque, che confermano la sua lunga esperienza. Esperienza che nasce, come dicevamo, a Torino. Dal 2000 al 2003, il Professore Solazzo ha diretto, infatti, l’Unità Operativa Dipartimentale di Chirurgia maxillo facciale dell’azienda ospedaliera S. Giovanni Bosco di Torino, dedicandosi in particolare al trattamento chirurgico dei tumori in stadio avanzato della testa e del collo. L’iter professionale che solitamente tanti giovani talenti sono costretti a percorrere è sempre orientato verso l’esterno. Assistiamo, spesso, infatti, alla fuga di cervelli dalla Sicilia. Nel caso del professore Solazzo, è avvenuto al contrario. E’ un classico esempio, infatti, di eccellenze importate dal Nord. “Io penso – dice Solazzo - che non esista un Nord e un Sud. Bisogna acquisire la mentalità che, se si vuole crescere professionalmente, bisogna abbattere i confini geografici e seguire la propria strada attraverso un percorso naturale guidato dai fatti e dagli eventi, rispondendo, semmai, alle esigenze territoriali”. E di strada senza confini ne è stata percorsa. Negli ultimi anni la Chirurgia maxillo facciale ha compiuto passi da gigante, grazie all’impiego di tecniche ricostruttive sempre più innovative che si basano su autotrapianti effettuati con metodiche molto avanzate di rivascolarizzazione microchirurgica.


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Né carne né pesce ma…. Alimentazione vegetariana: una scelta di salute, non-violenta ed ecologica o, semplicemente una questione di moda. Fatto sta, comunque, che la scelta coinvolge un numero sempre più crescente di persone che da Pitagora ai nostri giorni optano sempre più per il vegetariano

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Fabio Vento*

celta vegetariana: sempre più ne parlano gli esperti, sempre più individui la sposano, rivoluzionando la propria alimentazione. E' semplice moda? . Per chi la pratica è ben altro. Di certo le sue origini sono antiche: il primo vegetariano di cui si abbia notizia è il filosofo Pitagora, cui Ovidio fece pronunciare queste parole: «Che enorme delitto è ingurgitare viscere altrui nelle proprie, far ingrassare il proprio corpo ingordo a spese di altri corpi, e vivere, noi animali, della morte di altri animali!»; vegetariano fu anche Empedocle, che proprio nella scuola pitagorica sposò la teoria della metempsicosi, per la quale in ogni essere vivente vi è un'anima. E in tempi più recenti, vegetariani furono Leonardo da Vinci e Albert Einstein. E oggi, perché si sceglie questo regime alimentare? Quasi sempre è per amore e rispetto verso gli animali. Quegli animali - mucche, galline, maiali, pecore - che l'uomo sfrutta negli allevamenti intensivi e condanna a una triste fine nei macelli. Gli etologi lo confermano: non si tratta di semplice ‘carne’, ma di esseri senzienti, intelligenti e dotati di emozioni. Perfino i pesci sono capaci di provare dolore, ed è per questo che il regime vegetariano non esclude solo la ‘carne’ tradizionalmente intesa, ma anche pesce e i crostacei; per lo stesso motivo il vegetarismo stretto, o veganismo, esclude

anche i derivati animali (latte, latticini e uova). Al fattore ‘etico’ si aggiunge una motivazione ecologica, legata al devastante impatto dell'industria per la produzione di carne e derivati: le cifre sono sconcertanti, fra deforestazione, inquinamento, effetto serra, spreco di risorse. Basti pensare che 5 chilogrammi di carne richiedono un consumo di 500.000 litri d'acqua, tanti quanti ne consuma una famiglia media nel corso di un anno. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: è salutare un'alimentazione su base vegetale? La risposta, sempre più condivisa dalla comunità scientifica, è ‘sì’. L'Associazione Dietisti Americani afferma che «le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono dare benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune malattie». Inoltre «sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, fra cui gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, e per gli atleti». E se qualcuno si chiede «Cosa mangiano i vegetariani?», difficilmente la risposta è «Solo insalata». Per molti vegetariani, l'ingresso nel nuovo ‘stile’ alimentare è l'occasione giusta per esplorare la ricchezza del mondo vegetale, con i tanti prodotti reperibili nei negozi di alimentazione naturale: cereali come miglio, kamut, quinoa; proteine vegetali

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paio d'anni la propria ‘casa virtuale’: è il sito web non-profit “La Palermo Vegetariana” (www.palermovegetariana.it) che, con ricette, news, testimonianze contribuite dagli utenti della Rete e la ‘mappa dei luoghi veg’ si pone come punto di riferimento per chi pratica - o medita di far propria - un'alimentazione consapevole. come tofu e seitan (i noti ‘succedanei’ della carne); ma anche alimenti come le alghe, ricchissime di proteine e nutrienti. I vegetariani di Palermo hanno ormai da un

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*Presidente Associazione Palermo vegetariana


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Pasticceria

Alba

a cura della Pasticceria Alba

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l Signor Beppe Tarantino ha di recente rilevato la gestione della storica “Pasticceria Alba”di Palermo riuscendo mirabilmente, e in modo illuminato, a mantenere la tradizione della notissima ditta, da sempre nel cuore dei palermitani, con l’innovazione e con un approccio più al passo con i tempi. Il nuovo titolare proviene dal mondo del catering marittimo ed è riuscito , con questa operazione , a non far disperdere il patrimonio storico e di arte culinario della Pasticceria Alba che sembrava ormai irrimediabilmente destinato a scomparire attraverso un lento ma inesorabile declino. La Pasticceria Alba nasce in qualche modo il 21/06/1930 a Romagnolo, rione marinaro di Palermo con Iano Costa, ultimo di sette fratelli, il quale dopo la morte del padre, dopo aver svolto tanti lavori per contribuire al bilancio familiare trova un lavoro come pasticcere presso la pasticceria Moka di Palermo alle dipendenze del Sig. Termini. Dopo circa sette anni di apprendistato, Iano, decide di intraprendere il mestiere di pasticcere in proprio, e cosi, nel 1955, fonda la Pasticceria Alba in una zona aella estrema periferia di Palermo. Il locale è piccolissimo,

una sola apertura di 28 mq, ma con tanto lavoro e sacrificio riesce pian piano ad allargare la sua attività, Questa , in sintesi, la storia della pasticceria divenuta famosissima per le sue arancine , per non citare anche i suoi straordinari dolci dell’arte pasticciera siciliana. Da poco la stessa nuova gestione ha rilevato il prestigioso Bar Caflish a Mondello elegante ritrovo alla moda della famosa località turistica che è stato rinnovato con restyling raffinato. Il dott. Tarantino spiega però con attenzione il suo progetto imprenditoriale fatto di puntualità, precisione, cortesia, sorriso e attenzione massima al cliente che unito all’arte gastronomica e pasticcera rimasta intatta ed ,anzi ancor più valorizzata, fanno oggi della pasticceria Alba un punto di riferimento per i palati più raffinati. Non si dimentichi di aggiungere la grande attenzione alla scelta delle materie prime e alla freschezza delle stesse tutte provenienti da aziende siciliane rigorosamente selezionate per l’elevatissima qualità delle loro produzioni . Un’eccellenza , nell’eccellenza!

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Ciascuno ha il peso che si merita Puntualmente, due, tre volte l’anno, più della metà della popolazione occidentale entra in crisi postabbuffata. Uno di questi periodi è tra gennaio e febbraio, dopo pranzi e cene solenni in nome delle festività

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iniscono le feste e, poveri noi, arriva la crisi del post abbuffata. Il telefono dei dietologici sembrano acquisire vita propria. Squillano in continuazione, così come il campanello d’ingresso e le agende si zeppano di appuntamenti, mentre il cassetto della reception si colma di Euro. Buona parte dei pazienti appartengono alla categoria di coloro che si ripresentano a intervalli regolari, fuduciosi dei risultati ottenuti solo con quel medico, anche se non sono durati abbastanza…., ma non certo per colpa del dietologo, che rimane unico e inimitabile. Gli altri sono quelli dell’ultima ora, quelli che corrono tutto l’anno senza avere il tempo di guardarsi allo specchio e pensano di avere messo su ciccia solo per colpa delle ‘feste’. Ma tutti, in comune, hanno un’idea fissa: sono alla ricerca del peso ideale. Idea fissa che si ripropone in media due, tre volte l’anno. Nessuno, comunque, si rende conto che non esiste un peso ideale valido per tutti, che si tratta in buona parte di un’astrazione non riconducibile al piano pratico, o fanno finta di non saperlo… tanto basta andare dal dietologo, che troverà la giusta ricetta-panacea per ottenere un corpo da modelli. Che dire, allora? La dicitura peso ideale non ha un significato biologico, a meno che non si intenda riferirsi a quello per il quale ciascun individuo è predisposto sin dalla nascita. Non si tratta, quindi, di raggiungere un peso calcolabile in base a un complesso rapporto fra età, altezza e in riferimento al sesso, ma piuttosto, di assecondare la ginetica. La natura ha infatti provveduto a munirci di un corredo cromosomico, il nostro patrimonio genetico, che contiene tutte le possi-

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bili informazioni sul come saremo come individui, sia sul piano fisico che mentale, dalla conformazione delle dita alla schizofrenia, alla predisposizione all’infarto, al diabete… e tanto altro ancora. Dove troviamo, quindi, spazio per le tanto decantate diete? C’è chi, per fortuna, nella mischia, sostiene convinto che la dieta è solo una truffa miliardaria. E’ invece utile e urgente cambiare quelle abitudini alimentari ipercaloriche che sono frutto della società del benessere e che, sole, possono ricondurre il nostro organismo verso un apporto equilibrato, consentendo al nostro corpo l’omeostasi. Questo termine, coniato da W.B. Cannon per descrivere i vari dispositivi fisiologici che servono a ripristinare lo stato normale, quando sia stato alterato o disturbato, si basa sull’osservazione che il reale ambiente delle cellule dell’organismo è rappresentato dal compartimento interstiziale del liquido extra cellulare (Lec). Poiché la normale funzione delle cellule dipende dalla costanza di questo liquido, non sorprende che negli animali superiori si siano sviluppati numerosissimi meccanismi regolatori, per mantenerla. (Le proprietà tampone dei liquidi dell’organismo e gli aggiustamenti renali e respiratori di fronte ad eccessi di acidi o di alcali sono esempi di meccanismi omeostatici). Molti di questi meccanismi operano secondo il principio del ‘feed-back’ negativo (controreazione): le deviazioni da un dato punto normale sono sentite da un ‘detector’, che invia segnali che promuovono cambiamenti compensatori, sino a quando il punto normale non

di Grazia Carletto*

sia stato nuovamente raggiunto. La scienza della nutrizione studia la qualità e la quantità degli alimenti necessari alla salute e al benessere. Alcune sostanze sono costituenti essenziali di ogni ‘dieta’ per l’uomo: un’alimentazione ottimale comprende adeguate quantità di calorie (necessarie a bilanciare l’energia spesa come lavoro e come calore – quest’ultimo a ricordare che siamo animali a sangue caldo, con una regolazione costante della temperatura corporea: la febbre è un segnale d’allarme, un eccesso di calore da disperdere) fornite attraverso l’introduzione, con il cibo, di proteine, carboidrati, grassi, minerali, vitamine e acqua. Tutti essi sono necessari, nessuno escluso: se le entrate sono insufficienti vengono consumati proteine e grassi di riserva, con perdita di peso, se eccessive si ha l’accumulo di peso, fino all’obesità. Nel corpo umano esiste una piccola struttura encefalica, posta nell’ipotalamo, composta da due minuscole aree, una detta centro della fame e l’altra centro della sazietà, che sembra accertato siano sotto il controllo di un cromosoma particolare, il cui compito è quello di mantenere una certa stabilità del nostro peso corporeo. Ma la fisiologia deve pur sempre fare i conti con l’imprevedibilità dei meccanismi mentali dell’individuo, e così non tardiamo a scoprire che le trasgressioni alimentari sono spesso dettate dal canalizzare sul cibo ansie e malumori, gioie e dolori, stress. E che dire, poi, dell’imposizione all’immaginario collettivo di questa società opulenta ed edonistica di un modello corporeo esclusivamente giovanile, bello, sinuoso, ma esile per le donne, muscoloso e armonico per gli uomini? Finiremo, a furia di inseguire il mito che inseguiva Dorian Gray, con il costruire un essere umano di plastica, un replicante all’infinito, doverosamente e obbligatoriamente perfetto, sempre giovane sino alla soglia della vecchiaia. Utopia pura, ma i germi di questa nuova malattia, vera nevrosi collettiva, sono ormai in azione. *dietologa


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Libere di scegliere di

Patrizia Camedda

I consultori in Italia festeggiano il loro trentesimo compleanno. L’approvazione della legge 405 del ’75 sanciva, infatti, 36 anni fa, l’istituzione dei centri consultori familiari, centri polivalenti di cura e ascolto dedicati alle donne e alla loro sessualità

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iù di duemilacinquecento, ad oggi, i consultori distribuiti sul territorio italiano, vere teste di ponte, per usare una metafora bellica, dove è possibile sperimentare una funzionale ed efficace sinergia: ostetriche e infermieri, assistenti sociali e pediatri, ginecologi e psicologi. La loro dislocazione e funzionalità, però, è del tutto disomogenea, rivelando ancora una volta come il territorio nazionale soffra del male a macchia di leopardo. Restituendoci una fotografia del bel paese che mortifica ogni speranza di equità, i servizi essenziali mancano proprio da dove più forte è il bisogno. Buoni risultati nel Centro Nord convivono con veri drammi al Sud. Da analisi effettuate negli anni passati è emerso che i consultori, adeguatamente potenziati, sono servizi integrati di base per la promozione della salute, a partire da quella riproddutiva. Cosa accade se i Servizi sul territorio cominciano a latitare? A farne le spese sono soprattutto l’informazione e la prevenzione. Un’indagine della Sigo, condotta su un campione nazionale di 2

mila donne tra i 15 e i 45 anni, evidenzia che solo la metà di essa usa metodi anticoncezionali (53 per cento); da ciò ne discende che il 47 per cento delle italiane non ne usa nessuno e non previene gravidanze non attese. Altro dato allarmante che emerge dalla stessa ricerca è che la scelta del metodo contraccettivo si basa essenzialmente sul fai da te, soprattutto per quanta riguarda le giovanissime. Anche le siciliane si orientano nella scelta del metodo contraccettivo tra consigli delle amiche, giornali e internet. Le donne siciliane risultano bene informate sulla pillola in special modo e su altri anticoncezionali in genere, ma allo stesso tempo questa informazione non incide sui comportamenti messi in atto, solo il 13 per cento di esse sceglie la pillola come metodo. Le donne siciliane si situano al di sotto della già bassa media nazionale con il 46 per cento (meno della metà) di esse a utilizzare metodi anticoncezionali. Tale panorama ovviamente offre un amaro contraltare se, e i dati lo indicano chiaramente, fallisce l’istanza preventiva dell’informazione e contraccezione. Quello a cui si assiste è ancora un uso massivo del ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza come metodo di controllo delle nascite. Le interruzioni volontarie di gravidanza si attestano in 130 mila l’anno in Italia, 9 mila in Sicilia. Ma ci sono cifre che ci parlano di un dramma nel dramma: il ricorso all’aborto clandestino. Ancora non sono stati raggiunti gli obiettivi della legge 194. Questa si poneva come scopo, l’eliminazione dello stesso, stimato prima dell’introduzione della legge in 250 mila casi l’anno. I

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dati più recenti parlano di 20 mila ogni anno in Italia; 1500 in Sicilia, soprattutto giovani donne e adolescenti ricorrono ai canali clandestini. Il mondo sommerso delle mammane, che con mezzi casalinghi e pericolosi ponevano fine alle gravidanze indesiderate, è diventato sempre più nascosto, tanto da essere dimenticato dalla maggiorparte delle persone. Stessa sorte è toccata ai cucchiai d’oro (dallo strumento utilizzato, una sorta di cucchiaino metallico con cui si effettuava la pulizia dell’utero) così venivano definiti i medici che praticavano l’aborto a chi poteva permettersi le esorbitanti parcelle delle cliniche private. I 1500 casi di aborti clandestini stimati per la Sicilia parlano anche di aborti offerti al prezzo di 500 euro per ogni mese di gravidanza e fanno riferimento soprattutto ad adolescenti spaventate che rivolgendosi alle strutture pubbliche non riescono ad avvalersi di un loro diritto. Molti gli ostacoli frapposti tali da impedirne l’esercizio, annoveriamo, tra essi, anche quello dei medici obiettori di coscienza. Tale fenomeno in Sicilia deve pur avere la sua rilevanza se l’ospedale Ingrassia ha presentato un progetto chiamato aborto itinerante: un gruppo di medici di Palermo

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che si prenderebbe carico di fare il giro della provincia per praticare l’aborto. Che la materia sia controversa e contraddittoria, lo si evince anche da casi esemplificativi come le dichiarazioni rilasciate da soggetti istituzionali in cui dice che la legge 194 non va toccata. E di fatto non la toccheranno, ma va attuata la parte relativa alla prevenzione rispetto a quella inerente l’aborto. Nei fatti è proprio una grande incongruenza, l’incapacità di dare seguito a quel che di corretto è già stabilito. Una legge, la 194, all’avanguardia che ha come caposaldi l’informazione e la prevenzione. L’intenzione del legislatore era di sorvegliare l’evoluzione del fenomeno che si auspicava dovesse dominuire, una volta espressa nella legalità, l’abortività clandestina. Tale risultato è stato ottenuto a seguito di una maggiore diffusione delle conoscenze, delle consapevolezze e delle competenze riguardo i metodi per la procreazione responsabile. L’ultima agghiacciante riflessione è su un fenomeno che per sua natura sfugge anche alle stime approssimative; tutto il sommerso dell’immigrazione clandestina


SALUTE

I N S I E M E A... Eccellenza al servizio del rene Specializzato nel trattamento emodialitico sostitutivo della funzione renale, il Cem, sin da subito è stato autentico punto di riferimento in tutta l’area di Palermo e provincia

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l C.E.M., Centro Emodialitico Meridionale, nasce nel 1974. Quale struttura specializzata per il trattamento emodialitico sostitutivo della funzione renale, sin da subito è stata e continua ad essere autentico punto di riferimento in tutta l’area di Palermo e provincia, per quei pazienti che presentano direttamente o indirettamente problematiche che coinvolgono l’apparato urinario. Lo sviluppo della tecnologia negli ultimi trent’anni, ha permesso, ad un trattamento cosi complesso, quale è la dialisi, un vero e proprio salto di qualità migliorando notevolmente non solo lo stato di salute dei pazienti, ma anche e soprattutto la qualità di vita. E di questo percorso, il Centro Emodialitico Meridionale, è stato ed è non solo testimone, ma attore di primo piano. In esso, infatti, si coniugano perfettamente qualità e professionalità delle risorse umane, in uno con la costante innovazione tecnologica delle apparecchiature.Un modernissimo, oltreché sofisticato sistema di preparazione delle acque, consente di effettuare tutte le metodiche on – line. La flessibilità

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Daniela Mainenti

dei monitors per dialisi di ultima generazione permette al nefrologo di approntare una terapia dialitica personalizzata al singolo paziente, non più abiti dozzinali uguali per tutti, ma abiti di alta sartoria confezionati a misura dalle esigenze del singolo paziente. Il centro oltre alle terapie dialitiche offre una vasta gamma di servizi: follow-up dei pazienti con insufficienza renale cronica in terapia conservativa, diagnosi e terapia dell’ipertensione arteriosa, prevenzioni dei fattori di rischio relati all’insufficienza renale; informazioni e divulgazione delle diverse opzioni terapeutiche dell’insufficienza renale: emodialisi, dialisi peritoneale, trapianto renale, dialisi domiciliare. L’attività assistenziale del Centro si esplica 24 ore su 24, rappresentando un valore aggiunto per la serenità dei pazienti, nei confronti dei quali viene prestata la massima attenzione possibile, offrendo loro un elevato confort alberghiero

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