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DE(ad)MALL DE(ad)MALL VULCANIA VULCANIA

strategie di valorizzazione per un bene dimenticato


UNIVERSITĂ DEGLI STUDI DI CATANIA S.D.S. di Architettura di Siracusa corso di laurea magistrale in architettura anno accademico 2016-2017

Tesi di laurea

DE(ad)MALL VULCANIA strategie di valorizzazione per un bene dimenticato

relatore: Stefania De Medici correlatore: Fabrizio Foti

laureandi:

Adriana Di Mauro | Martin Pistorio


alle nostre famiglie per averci sostenuto ed appoggiato dall’inizio di questo percorso


RINGRAZIAMENTI Rivolgo la mia più sentita gratitudine ai miei relatori, per la loro estrema cordialità e professionalità. Ringrazio in particolare la professoressa Stefania De Medici per il rapporto umano dimostratomi, che ha reso senza dubbio questo articolato percorso di tesi più piacevole e leggero, grazie al suo modo speciale ed affettuoso di gestire il tempo condiviso insieme a noi. Ringrazio altresì il professore Fabrizio Foti per l’interesse e l’entusiasmo mostrato nei confronti del nostro lavoro, ma sopratutto per essere stato sempre ammirevole professionalmente e fonte inesauribile di forza d’animo e positività, certamente indispensabile durante questo intenso percorso. Ringrazio l’intero team di professionisti che hanno preso parte alla valutazione finale ed un grazie particolare va senza dubbio ad Umberto. Dedico la tesi indubbiamente a me stessa, ma soprattutto alla mia famiglia che tacitamente non ha mai smesso di credere nelle mie capacità. Spero di rendervi sempre orgogliosi di me, come in questo giorno. A mia nonna, punto fermo e riferimento fisso della mia esistenza, grande amore ed esempio di caparbietà e forza, presenza costante ed essenziale nel mio quotidiano e nella mia vita, da sempre e per sempre. Ai miei amici di una vita, Carlo e Martina, grazie per la vostra pazienza. Questa tesi è anche vostra, così come gran parte del mio cuore nel quale avete forti radici. A Sara ed Angela, per l‘intesa e la complicità poliedrica che abbraccia amore per l’architettura ed amicizia profonda e sincera. A Martin, centro gravitazionale del mio mondo ed ultimo ma non per importanza. Grazie per avermi sempre tenuto amorevolmente la mano durante questo cammino. Sono fiera di avere condiviso e dunque moltiplicato insieme a te la gioia di questo giorno, raggiungendo al tuo fianco uno dei traguardi personali più importanti.

A chi mi ama almeno la metà di quanto io ami loro. Semplicemente...

GRAZIE


RINGRAZIAMENTI Difficile riuscire a trovare le parole giuste per ringraziare tutte le persone che in questi anni mi hanno sostenuto ed accompagnato nel percorso che ho intrapreso... tanti sono stati i momenti di gioia... non cosi rari quelli di sconforto, ma ho sempre potuto contare su dei punti fermi, dei riferimenti costanti, che hanno rappresentato le fondamenta sulle quali ho costruito le mie certezze e la mia stabilità ... non riuscirò mai a ripagare la mia famiglia per tutti gli sforzi ed i sacrifici che hanno compiuto nel tentativo di non farmi mai mancare nulla... vorrei solamente renderli fieri in questo giorno speciale... perchè se sono qui lo devo soprattutto a loro... ma ci sono tante altre persone alle quali vorrei dedicare capitoli interi di questo book, perchè uno ad uno rappresentano capitoli importanti della mia vita... amici che non mi hanno mai negato un aiuto, una parola di conforto, un sorriso... ad ognuno di loro dico grazie dal profondo del cuore... sicuramente un ringraziamento speciale va ai professori che ci hanno seguito e guidato in questo viaggio, per tutto quello che ci hanno insegnato, per tutti i momenti in cui ci hanno illuminato, per esser stati sempre corretti e professionali, oltre che delle persone straordinarie... ed infine... cosa sarebbe stato questo lavoro senza te... che hai lottato al mio fianco... che hai reso tutto una grande avventura... grazie per tutta la gioia che mi hai donato... grazie per avermi sorretto ed incoraggiato... per aver avuto stima di me anche quando pensavo di non meritarlo... per essere una compagna di vita straordinaria... per ciò che sei... unica e speciale...


INDICE Obiettivi e metodologia Capitolo I

Capitolo II

Background

11

Scenario americano Scenario italiano Scenario siciliano

13 15 18

Analisi del caso studio Cronaca locale Le Circoscrizioni di Catania Evoluzione del tessuto urbano Popolazione attiva Luoghi d’interesse Viabilità Collegamenti Attività limitrofe Rilievo Analisi distributiva Analisi del degrado Tipologia costruttiva Pannelli di rivestimento

23 39 43 51 52 53 55 59 63 69 73 76 77


Capitolo III

Progetto Layout funzionale Ragionamenti preliminari Alternativa A Alternativa B Dettaglio tecnologico

Capitolo IV

Valutazione delle alternative d’intervento Metodo AHP Metodo Fuzzy Delphi Metodo AHP+Fuzzy Delphi

Riferimenti

85 87 92 96 100

Bibliografia Sitografia

107 111 113


obiettivi e metodologia La tesi analizza il fenomeno della dismissione delle grandi strutture commerciali. Tali luoghi, percepiti oggigiorno non solo come spazi di scambio economico ma anche sociale, sono oggetto della crescente concorrenza dovuta alla nascita sempre più frequente di strutture fotocopia all’interno del territorio, a discapito della qualità ma soprattutto della personalità di ogni fabbrica. La scelta è ricaduta sull’ex centro commerciale Vulcania in modo tutt’altro che casuale. Esso infatti rappresenta un caso emblematico di dismissione commerciale in Sicilia, in quanto fu il primo centro commerciale realizzato da Brescia in giù negli anni ‘80. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, il centro commerciale avrebbe dovuto conferire valore alla terza circoscrizione catanese con sede in piazza Aldo Moro. Tuttavia, con l’avvento della crisi degli anni ‘90, ma soprattutto con la nascita dei centri commerciali di Misterbianco (come l’Auchan) iniziò il lento declino della struttura fino alla definitiva caduta, causata dall’abbandono dell’imprenditoria che, per gli eccessivi costi di manutenzione ed affitto degli stalli, non riuscì a mettere in atto un piano di prezzi che invogliasse i clienti a restare. Ciò che rimane oggi è lo scheletro di cemento armato decadente assieme ad un’enorme quantità di box vuoti ed alle poche attività sopravvissute al suo interno.

Tali box, così come le rampe di accesso ai piani superiori, risultano inaccessibili e presentano segni evidenti di mancata sicurezza strutturale, incuria e pessime condizioni igieniche, caratteristiche diffuse nell’intero edificio.

Vulcania, accesso ai piani sottoterra visto dal lato est www.imgrum.org

III


Sulla base di tali considerazioni l’obiettivo della tesi è di proporre il recupero della struttura di Vulcania come centro nevralgico della terza circoscrizione di Catania, ristabilendo un primato non più esclusivamente in termini commerciali ed economici, ma soprattutto da un punto di vista sociale e relazionale, migliorandone la permeabilità e trasformando l’attuale configurazione di luogo articolato ed introverso. La metodologia adottata per la definizione delle strategie di valorizzazione dell’edificio è strutturata secondo un graduale processo di analisi. Inizialmente è stato condotto uno studio sul tema della dismissione commerciale, analizzando cause e conseguenze del fenomeno del “Demalling” e ponendo infine a confronto il caso americano con quello italiano. In secondo luogo, attraverso un’analisi della cronaca locale, sono state individuate le cause specifiche del fallimento del mall catanese, le carenze ed i problemi riportati dalla struttura e le opinioni al riguardo di soggetti pubblici e privati. Contemporaneamente è stata condotta un’analisi del contesto insediativo, che comprende: l’inquadramento delle circoscrizioni del territorio catanese, l’analisi della viabilità e dei principali luoghi di interesse all’interno della terza municipalità, l’elenco delle attività commerciali presenti in un IV

intorno di 300 metri rispetto al caso studio. Il secondo step di ricerca riguarda l’analisi dell’edificio, fondata sullo studio dei documenti storici, del rilievo architettonico e dello schema distributivo, che ha fatto emergere la complessità, le carenze ed i problemi della struttura. Tali criticità sono poi state approfondite attraverso l’analisi dello stato di degrado e del sistema costruttivo, con particolare riguardo alla composizione dell’involucro edilizio, focalizzando l’attenzione sui pannelli in calcestruzzo che rivestono l’intero edificio. Desunte le caratteristiche peculiari dello stato di fatto, sono state formulate le prime ipotesi d’intervento, finalizzate a conferire valore sia al complesso edilizio che al luogo in cui è situato. Vista la stretta relazione esistente fra la struttura di Vulcania ed il parco adiacente, l’idea si fonda sul concetto che debba essere il sistema verde a riappropriarsi della struttura e non viceversa, rendendo la natura materia del progetto. Da qui la proposta di adottare un sistema di rivestimento che crei continuità tra ambiente naturale ed ambiente “artificiale”, attraverso l’utilizzo del legno. Altro concetto cardine dell’idea progettuale di base è la semplificazione della volumetria e del sistema di relazione e collegamento tra i corpi di fabbrica, in antitesi con la complessa distribuzione attuale.


Si è giunti così ad una doppia proposta progettuale, che consta di una radice comune definita dalla destinazione d’uso, dalla scelta del materiale naturale e dalla semplificazione volumetrica, per poi snodarsi in due alternative distinte, entrambe

in grado di soddisfare le esigenze d’uso. Le ipotesi d’intervento sono orientate a conferire una nuova identità al luogo, cercando un equilibrio tra istanze di conservazione ed esigenze di trasformazione.

Vulcania, sistema di collegamento centrale visto dal lato ovest

La scelta della destinazione d’uso è ricaduta sulla tipologia mixed-use, poichè in grado di offrire moderne centralità o punti di riferimento per una società sempre più esigente e veloce nei suoi cambiamenti. Tale attitudine è favorita da questa tipologia, oggi esplorata e sperimentata nelle città più attive e dinamiche come nuovo motore della rigenerazione urbana, capitalizzando investimenti e minimizzando il consumo di suolo, integrando più funzioni, alla ricerca continua di parametri che ne garantiscano la buona riuscita. Un complesso edilizio o un nuovo quartiere, capace di integrare nei suoi volumi usi e funzioni diverse, assicura densità e varietà, rispondendo alle mutevoli esigenze dei consumatori e dei cittadini, attento a non consumare suolo, all’avanguardia in termini di impatto ambientale e nell’utilizzo di tecnologie sempre più mirate. Nella prospettiva a lungo termine, questo approccio può garantire con maggiore facilità la nascita di un “centro” in cui la comunità potrà identificarsi, accorciare le distanze tra i percorsi, massimizzare le risorse e minimizzare gli sprechi ed i consumi.

www.imgrum.org

V


Un altro aspetto fondamentale da considerare è il cosiddetto “senso del luogo” che il nuovo progetto deve poter generare, per accogliere gli abitanti ed i cittadini senza i quali nessun progetto di architettura, seppur ottimo, andrebbe a buon fine. È quindi imprescindibile che, al di là di qualsiasi regola formale o funzionale, sia necessario al buon funzionamento dell’edificio o della parte di città in progetto generare luoghi autentici, unici, dedicati alle persone ed agli spazi di relazione tra questi.[1] Alla luce di tali considerazioni l’intervento di riqualificazione prevede l’inserimento di funzioni che rendano fruibile e vissuta la struttura h24. Ciò ha determinato la scelta di insediare principalmente residenze per studenti, in quanto questi rappresentano i soggetti che meglio si prestano a tale fine. Inoltre sono previste attività concepite in funzione dello studente, ma aperte alla fruizione del cittadino quali servizi di ristorazione, biblioteca e spazi studio, uffici, attività commerciali, aree verdi attrezzate e aree dedicate a parcheggio. La scelta di inserire attività eterogenee consente di ottenere un utilizzo continuativo della struttura nelle differenti fasce orarie della giornata, così da impedire il verificarsi di fenomeni di micro-criminalità, vandalismo ed emarginazione sociale.

VI

Vulcania, uno degli accessi dalla strada visto dal lato nord www.imgrum.org


La validità delle ipotesi di progetto elaborate è stata sottoposta ad una valutazione multicriterio sperimentale, condotta con metodo AHP[2], finalizzata ad individuare la scelta più idonea al conseguimento degli obiettivi prefissati. I criteri utilizzati nella valutazione sono stati desunti ribaltando le attuali caratteristiche negative dell’edificio. Così, i concetti guida che stanno alla base dell’intervento rappresentano criteri di valutazione, a supporto della scelta da adottare. Al fine di fissare un giudizio da attribuire ad ogni indicatore della valutazione AHP è stato adottato il modello Fuzzy Delphy[3], sottoponendo all’indagine liberi professionisti, docenti universitari e rappresentanti dell’amministrazione locale. L’inchiesta effettuata ha permesso di individuare la soluzione progettuale più opportuna nell’ipotesi B, in quanto preferenza condivisa dal 72% dei cinquanta soggetti intervistati. [1] - Simona Galateo, “I grandi temi della architettura_ Mixed-use”, Hachette, 2014

[2]

- Saaty T.L., “The analytic hierarchy process”,

McGraw-Hill, New York, 1980

[3]

- Ishikawa A., Amagasa T., Tamizawa G., Totsuta R., Mieno H. (1993), “A multi-objective decision-making process for reuse selection of historic buildings”, Huey-Jiun Wang, Zhi-Teng Zeng (2010)

VII


CAPITOLO I BACKGROUND


background Il fenomeno della dismissione commerciale ha colpito in maniera massiccia tutto il Nord America che, dagli anni Novanta in poi, registra continue dinamiche di fallimento e crisi dei principali “luoghi del consumo” moderni, delle grandi strutture di vendita e dei centri commerciali. Questi enormi contenitori del tempo libero risentono della forte competizione spaziale esistente nel settore della grande distribuzione e si scontrano con la crescente concorrenza dei formati e delle opportunità di vendita più recenti e competitive. Le principali cause della dismissione vanno ricercate nella proliferazione di strutture fotocopia sul territorio americano, che ha generato inevitabilmente in molte aree urbane fenomeni di saturazione del mercato. Di conseguenza si verificano situazioni di precoce obsolescenza delle strutture più datate in quanto, la necessaria evoluzione verso nuove tipologie più competitive (lifestyle center[4], quartieri mixed use[5] e power center[6]) genera nel consumatore una preferenza del nuovo, tale da far verificare un lento processo di declino dei malls che sfocia nella dismissione ed infine nell’inutilizzo parziale o totale di centinaia di edifici, definiti per tale motivo Deadmalls. Il sistema commerciale europeo e, nello specifico, quello italiano non è immune dalle dinamiche e dai problemi emersi oltreoceano.

Il sistema commerciale europeo e, nello specifico, quello italiano non è immune dalle dinamiche e dai problemi emersi oltreoceano. I primi casi di crisi e di dismissione che stanno interessando varie aree territoriali d’Italia ne sono infatti la testimonianza. Tra i deadmalls italiani troviamo sia strutture risalenti alla seconda metà degli anni ‘70 sia complessi più recenti, esito di politiche urbane disattente e valutazioni immobiliari eccessivamente ottimistiche. Tuttavia, il ritardo nel processo evolutivo del sistema commerciale europeo rispetto a quello americano potrebbe consentire agli attori pubblici di limitare la portata del fenomeno nel nostro paese, da un lato attraverso azioni preventive, che limitino l’impatto delle nuove strutture sul con-

[4] - complessi commerciali con grandi marchi a livello nazionale, attività legate all’intrattenimento ed alla ristorazione, organizzate su una distribuzione all’aperto. www.icsc.org [5] - combinazione di funzioni commerciali e residenziali, in aree circoscritte, a pochi passi l’una dall’altra o allo interno dello stesso stabile, per mitigare traffico e sprawl. www.icsc.org [6] - raggruppamenti di varie forme di commercio big-box. generalmente contengono da 25.000 a 100.000 mq di spazio commerciale.

11


Il Demalling rappresenta una possibile risposta al declino delle strutture della grande distribuzione e si articola in una serie di azioni politiche, architettoniche e urbanistiche finalizzate al reinserimento degli edifici dismessi all’interno dei flussi urbani.[7] “DEMALLING” indica letteralmente il processo con cui il centro commerciale cessa di essere ciò che è (un mall appunto) e si trasforma in qualcos’altro.[8] Le grandi strutture di vendita, per via della loro breve storia, non avevano dovuto ancora subire cambi di funzione o modifiche architettoriche talmente rilevanti da condurre alla ricerca della flessibilità di tali edifici e ad una conseguente sfida di trasformazione urbana senza precedenti. Negli Stati Uniti sono già stati realizzati con successo svariati interventi a piccola e larga scala, in alcuni casi con trasformazioni in elementi urbani aventi funzioni alternative a quella commerciale, in altri parzialmente o totalmente sostituiti da nuovi edifici. Gli interventi di Demalling già sperimentati in America rappresentano dunque una solida base dalla quale partire per definire alcune proposte concettuali per la trasformazione degli edifici commerciali dismessi, anche in altri contesti territoriali, che possono risultare altresì differenti per localizzazione e tipologia. 12

Randall Park Mall, Cleveland, OH (USA) www.ingegneri.info

[7]

- Demalling. Gabriele Cavoto

www.demalling.com “demalling.com è una piattaforma web dedicata al tema della dismissione commerciale ed alle possibili azioni in risposta ad essa. Vengono raccontati i fenomeni di crisi e fallimento che colpiscono centri commerciali e grandi strutture di vendita in Italia e negli Stati Uniti e le successive strategie sperimentate per recuperare questi luoghi”. [8]

- “Demalling”, il sistema commerciale

tra crisi e trasformazioni Gabriele Cavoto, 2 Dicembre 2016 ilgiornaledellarchitettura.com www.urbecom.polimi.it


scenario americano Gli interventi di Demalling sperimentati negli Stati Uniti vengono distinti in relazione all’approccio progettuale utilizzato ed in base alla tipologia di funzioni implicate nella trasformazione. Essi sono classificati in quattro categorie d’intervento: riuso, integrazione, redevelopment e sostituzione.

2 3

- Riuso: Gli interventi di riuso sono classificati in relazione alla complessità dei lavori richiesti ed alla durata prevista della nuova destinazione d’uso. Si può definire “riuso informale” nel caso di funzioni che si inseriscono nella struttura esistente, comportando interventi di piccola entità per l’adeguamento dell’edificio. Al contrario il “riuso formale” riguarda progetti più complessi, che interessano diversi caratteri della struttura, dagli spazi aperti, all’involucro, al volume interno.

- Integrazione: Tali strategie d’intervento prevedono l’inserimento di attività che integrano quella commerciale e riattivano i flussi dei consumatori diretti al mall. Queste funzioni alternative possono ridare alle strutture in crisi un nuovo ruolo pubblico e sociale.

1 4

RIUSO_ Austin College Center (Austin, Texas)

1

INTEGRAZIONE_ Thornton Place (Seattle)

2

REDEVELOPMENT_ Randhurst Village (Chicago)

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SOSTITUZIONE_ Sky Song (Scottsdale, Arizona)

4

- Redevelopment: Questi interventi possiedono l’obietti-

- Sostituzione: Quest’ultima strategia possiede un

vo di riportare il luogo in crisi di nuovo al centro delle dinamiche commerciali dell’area. Pur mantenendo prevalente la funzione commerciale, prevedono ripensamenti radicali della struttura esistente, con modifiche puntuali, demolizioni parziali o ampliamenti. Tali strategie prevedono modifiche sostanziali nella tipologia, nella distribuzione e nel rapporto con il contesto dell’edificio in crisi.

approccio radicale, al contrario delle altre che mantengono un atteggiamento più o meno conservativo, in quanto prevede la demolizione totale dell’edificio dismesso. Una volta demolito il complesso preesistente, qualsiasi attività potrebbe potenzialmente prenderne il posto, anche se emerge la tendenza a prediligere comunque la funzione commerciale ed a riproporne le nuove tipologie. 13


1

RIUSO_ Austin College Center (Austin, Texas)

Da Highland Mall (1971) a Austin College Center (2014); da shopping mall a college privato con funzioni residenziali, commerciali e di entertainment + “math emporium”; spazio educativo, organizzato in classi, laboratori, biblioteche, servizi agli studenti e uffici direzionali; Austin College Center 2

Northgate Mall (1952) + residenze, uffici, cinema multisala/teatro e un’area verde (2009); recente stazione degli autobus adiacente, il Northgate Transit Center; 232 appartamenti di lusso organizzati in 3 edifici, di cui uno di 10 piani, circondati da un’ampia area verde;

3

Thornton Place

http://thorntonplaceliving.com

REDEVELOPMENT_ Randhurst Village (Chicago)

Da Randhurst Mall (1962) a Randhurst Village (2007); da enclosed mall ad open air mall + complesso mixed-use, composto da cinema, teatro, funzioni residenziali ed uffici; 93.000 mq di superficie;

4

https://pagethink.com

INTEGRAZIONE_ Thornton Place (Seattle)

Randhurst Village

www.chicagobusiness.com

SOSTITUZIONE_ Sky Song (Scottsdale, Arizona)

Da Los Arcos Shopping Mall (1969) a Sky Song (2016); da enclosed mall a complesso mixed-use, composto da uffici e residenze + centri di ricerca dell’Arizona State University (ASU); 1.114.800 mq di superficie; Sky Song

14

http://skysong.com


scenario italiano Mentre negli Stati Uniti l’evoluzione moderna del sistema commerciale inizia già nel primo dopoguerra per poi evolversi negli anni ‘50, sfociando nella nascita del primo shopping mall della storia nel 1956 (il centro Southdale a Minneapolis), l’Europa deve invece alla Francia l’introduzione di tale sistema che verrà adottato alla fine degli anni ’60. In particolare l’Italia assisterà alla prima comparsa dei luoghi del commercio moderni soltanto negli anni ‘70, per poi registrare un cambio di tendenza nell’evoluzione del settore nella seconda metà degli anni ‘80. Sebbene nell’ultimo decennio la qualità architettonica degli insediamenti sia migliorata nell’aspetto e nell’articolazione degli spazi interni rispetto ai primi centri degli anni ‘80, l’atteggiamento generale di tali grandi strutture verso la città non cambia e spesso ripropone un modello piuttosto introverso, con mancata incapacità di integrazione tra la struttura e il tessuto urbano. Oggi molte strutture commerciali lottano per rimanere attive e per allontanare la fase di declino, e le prime avvisaglie di dismissione italiane confermano che il nostro territorio non è immune dai rischi e dalle dinamiche di crisi emerse oltreoceano. In Italia i primi casi di fallimento delle grandi strutture commerciali sono ugualmente distribuiti tra il Nord e il Sud del paese, nelle aree più colpite da fenomeni di sovraofferta commerciale o dove aspetti specifici delle strutture ne hanno accelerato la crisi (obsolescenza, degrado, concorrenza, problemi di gestione).

1

A

2 3

4

B

5

6

7 8

DEADMALLS ITALIANI 1

Il Fare (Gallarate, Varese)

2

Gardenia Blu (Rivoli, Torino)

3

Dima Shopping (Bologna)

4

Pratilia (Prato)

CASI DI DEMALLING Ex Esselunga Pioltello (Milano)

A

Nuova Pratilia (Prato)

B

5

Polo della Qualità (Marcianise, Caserta)

6

Euromercato (Casoria, Napoli)

7

La Plaia (Cagliari, Sardegna)

8

Vulcania (Catania)

15


A

Ex Esselunga Pioltello (Milano)

Rappresenta un caso emblematico di riuso. Costruito nel 1980, su un terreno di proprietà comunale, rimane in funzione fino al 2003 quando la società Esselunga trasferisce il punto vendita in un nuovo edificio di dimensioni maggiori, poco distante. Dopo quasi sei anni dal cambio di sede, durante i quali la struttura è rimasta abbandonata, è iniziato un interessante progetto di trasformazione dell’edificio che ha adattato la superficie di vendita ad una nuova funzione sanitaria (Il Polo Sanitario ospita l’Istituto Auxologico, l’Asl Milano 2 e l’Azienda Ospedaliera Melegnano). Nel 2012 infatti, è stato inaugurato il nuovo polo sanitario, avente superficie di 8.000 mq. L’intervento ha trasformato l’edificio in un nuovo oggetto urbano più integrato con le aree circostanti: è stato aperto un grande patio interno ed è stato reso accessibile e collegato con l’esterno anche il piano un tempo interrato, raddoppiando la superficie utile; inoltre un nuovo trattamento delle facciate, della copertura e degli spazi aperti ha radicalmente cambiato l’immagine del centro agli occhi della comunità. L’ex Esselunga di Pioltello infatti si presentava come una grande scatola a pianta rettangolare con una struttura modulare in calcestruzzo armato prefabbricata, collocata all’incrocio di due assi viari. Il progetto ha previsto anche un nuovo rivestimento per le facciate dell’edificio che, oltre ad avere una funzione di isolamento termico, ha profondamente modificato l’aspetto esterno della struttura, anche grazie all’inserimento di nuove aperture e di passerelle di collegamento per gli accessi. Una parte del parcheggio è stata infine trasformata in un’area verde, un importante filtro sonoro e visivo verso le strade circostanti. 16

Ex Esselunga di Pioltello

www.demalling.com

Polo sanitario di Pioltello

google earth

Polo sanitario di Pioltello

www.demalling.com


B

Nuova Pratilia (Prato)

Il centro commerciale Pratilia fu uno tra i primi ad essere realizzati in Italia ed in assoluto il primo in Toscana. Inaugurata nel 1977, la struttura ospitava su tre livelli un punto vendita ad insegna Standa e decine di piccoli negozi. A questi si aggiungevano una discoteca e la Polisportiva Pratilia, un centro sportivo con due campi da tennis ed una piscina sul tetto dell’edificio. Nel 1995 più della metà dei punti vendita aveva cessato la propria attività e dopo l’apertura nel 1997 del più grande e conveniente centro commerciale periferico I Gigli di Campi Bisenzio, ad appena 4 km di distanza, anche la Standa e altri negozi importanti furono costretti a chiudere. All’inizio del nuovo millennio rimanevano solo tre punti vendita e, alla fine del 2003, il centro veniva dichiarato fallito e fu definitivamente chiuso. La struttura è rimasta inutilizzata per anni diventando presto un forte elemento di degrado per l’area circostante: all’interno dell’edificio hanno trovato riparo alcuni senzatetto e si sono susseguiti atti di vandalismo e di piccola criminalità. Nell 2011 il Consiglio Comunale ha approvato un progetto di trasformazione per l’intera area promosso da Esselunga. L’intervento proposto, che può essere considerato uno dei primi progetti di demalling nel nostro paese, ha previsto la completa demolizione dell’edificio, iniziata già nel 2012, a favore di un complesso commerciale-ricettivo. La nuova Pratilia, questo il nome del nuovo insediamento, ospiterà una struttura di vendita ad insegna Esselunga ed una torre di 55 metri di altezza adibita ad albergo. Entrambi affacceranno su una piazza pubblica di circa 7.000 mq. Il progetto si è completato a fine 2014 con l’inaugurazione dell’edificio commerciale, mentre solo in seguito verrà realizzata la torre.

Nuova Pratilia

http://iltirreno.gelocal.it

Nuova Pratilia

google earth

Progetto per la Nuova Pratilia

www.tvprato.it

17


scenario siciliano Il centro commerciale Vulcania fu una fra le prime strutture commerciali realizzate nel nostro paese. Il centro, situato all’interno del tessuto urbano di Catania, aprì all’inizio degli anni ’80 ed oggi risulta quasi interamente abbandonato.

Centro Vulcania

google earth

CATANIA Vulcania

L’edificio, sviluppato su cinque piani di cui due interrati, presenta un’articolazione spaziale piuttosto originale, costituita da un insieme di percorsi pedonali di collegamento su più livelli per i diversi volumi che un tempo ospitavano più di cinquanta attività commerciali ed un supermercato. Il modello di riferimento di Vulcania non è il classico enclosed mall[9], ma una sorta di “grande magazzino” suddiviso in più moduli. Queste prime tipologie hanno subìto la competizione con le strutture più recenti, comparse nelle periferie ed ispirate al format del mall, in particolare a causa della complessità dei percorsi di distribuzione, della dimensione contenuta dei negozi, dell’orientamento su più piani e della localizzazione non facilmente accessibile in automobile. [9]

- formato organizzato sulla presenza di una galleria commerciale coperta di uno o più piani che funge da sistema distributivo centrale. Questo spazio dedicato al passeggio (mall= passeggiata), su cui si affacciano i diversi punti vendita, collega le grandi superfici di vendita che fungono da attrattori per i consumatori. Gabriele Cavoto, “Demalling. Una risposta alla dismissione commerciale”, 2014

18


CAPITOLO II ANALISI DEL CASO STUDIO


cronaca locale 2010-2012

23


cronaca locale 2013

24


La prima fase di analisi si incentra su una ricerca a livello di cronaca, utile ad individuare sia le insoddisfazioni e le volontà dei residenti, sia le azioni mosse dalle associazioni e dalle amministrazioni comunali al riguardo. Da anni ormai ogni articolo possiede una radice comune denunciando il degrado, l’incuria ed le problematiche che incidono non solo all’interno della struttura stessa, ma soprattutto nell’intero quartiere. Nell’anno 2010 viene riportata una dichiarazione colma di rammarico dell’ex consigliere della terza municipalità Francesco Marano: “Da tempo ci occupiamo di questa vicenda. I cittadini sono esasperati. Noi abbiamo più volte chiesto all’Amministrazione un intervento per riqualificare la zona. Ma fra Comune ed ex negozianti è in atto un contenzioso che rende tutto immobile. La paura fra i cittadini è tanta. È uno schifo vedere come si è ridotta una struttura del genere”[10]. Vengono denunciate le condizioni igienico-sanitarie, la mancata vigilanza, il vandalismo e l’inciviltà quali nodi cruciali di quella “terra di nessuno” che viene altresì definita “uno scempio in pieno centro”. Una originale trovata verrà invece segnalata l’anno immediatamente successivo, quando un cartello stradale in piazza Aldo Moro apparirà dipinto con cerchi colorati concentrici e trafitto da

scope, così da simulare un bersaglio[11]. Tale opera di street-art fu una creazione consapevole, chiaro riferimento alla rivolta popolare londinese denominata “Brooms army”, nel quale “l’esercito delle scope” appunto, scese in piazza per pulire e riconquistare, simbolicamente e pacificamente, le strade della città. Nell’anno 2012 Vulcania riceverà l’appelativo di “mostro di cemento”[12] e verrà evidenziato come, l’antesignano di circa quindici anni dei grandi centri commerciali del nuovo secolo, sia divenuto uno dei peggiori e disgustosi luoghi della nostra città, rappresentando così “la scommessa perduta”[13]. Ritroviamo una ulteriore ed importante dichiarazione del consigliere della circoscrizione Borgo-Sanzio Francesco Marano nel 2013: “Il vero problema è che l’amministrazione comunale negli ultimi dieci anni ha completamente dimenticato di occuparsi del primo centro commerciale di Catania.[...] Bisogna rilanciare l’idea di qualche anno fa di farne un polo universitario o comunque pensare ad un’iniziativa che possa rilanciarlo accontentando anche i privati, perchè se continua ad essere abbandonato e privo di controllo è normale che sia preda di disperati. Mi pare che in realtà non si voglia affrontare la questione”[14]. 25


cronaca locale 2014

26


Nel 2014 vengono accesi i riflettori sull’omicidio del clochard a Vulcania[15], evidente segno dell’esasperazione sfociata in estrema violenza. Il presidente della III municipalità Salvatore Rapisarda rilascerà nello stesso periodo un’intervista nella quale affermerà: “Purtroppo nonostante i nostri interventi, senza i fondi rilasciabili dal Comune continueremo a vivere in una situazione di stasi. Non c’è il personale di pertinenza , non c’è più agevolazione economica per i servizi sociali da almeno dieci anni, non c’è la possibilità di rimpinguare i fondi neanche per lo sport in generale. L’augurio che tutti ci facciamo, quindi, è che l’Amministrazione riesca ad azzerare al più presto l’addebitamento e mettersi d’accordo su come eliminare assieme il problema”[16]. Verrà segnalata più avanti l’urgenza di riqualificare Vulcania “per rilanciare una zona che deve ritornare ad essere uno spazio di aggregazione per i cittadini del quartiere e della città”[17]. A tal proposito ritroveremo una proposta del vice presidente della III municipalità Orazio Grasso[18], finalizzata alla realizzazione di un mercato rionale nell’ottica di agevolare i piccoli commercianti e gli abitanti della zona che potranno acquistare i loro prodotti senza doversi spostare dal quartiere in cui risiedono. Tale fiera consentirà inoltre di non dissipare le economie locali, che rimarranno dunque all’interno dello stesso ambito cittadino. 27


cronaca locale 2015

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30


L’anno 2015 è quello che più evidenzia chiare intenzioni di muovere iniziative che possano condurre ad una svolta delle condizioni disastrose in cui versa la struttura. Sottolineano infatti i consiglieri della III circoscrizione Leonardi e Sicari: “Sappiamo bene che si tratta di un complesso privato, ma il Comune ha l’obbligo di garantire almeno la manutenzione ordinaria degli spazi, che oggi si trovano in condizioni terribili”. Il sopralluogo da parte di una delegazione del Partito Democratico, verrà susseguito da una dichiarazione rilasciata in proposito dal parlamentare nazionale Giuseppe Berretta: “Tutto il contesto, dentro e fuori Vulcania è desolante e disastrato a causa della mancanza di manutenzioni e di pulizia, del verde incolto e di un complesso lasciato nel totale abbandono”[19]. È evidentemente necessaria una collaborazione sinergica per rendere possibile la riqualificazione dell’area e sarà il presidente della commissione consiliare al Bilancio Vincenzo Parisi ad affermare: “Il processo di recupero dell’intero immobile non sarà immediato o tempestivo ma ci sarà e comporterà una serie di cambiamenti che riguarderanno l’intero quartiere. A nessuno conviene tenere una struttura tanto grande in questa situazione. Ecco perchè è fondamentale anche la collaborazione di commercianti e imprenditori con cui sviluppare un tavolo di confronto da cui avviare un piano di

lavoro da portare a termine nel breve, medio e lungo periodo”. Viene inoltre evidenziata la mancata valorizzazione del patrimonio verde e le condizioni di sicurezza dello stesso parco. Come afferma il vice presidente della III municipalità Orazio Grasso, infatti: “In passato ci siamo battuti anche contro i tossicodipendenti che, a pochi passi dai giochi o dai gazebo, abbandonavano le siringhe. Ben venga la possibilità di ripristinare i tavoli e le sedie in pietra lavica rubati dai gazebo [...] ma se non ci sono pattuglie e agenti pronti a prevenire eventuali raid vandalici, il nostro quartiere continuerà ad avere per le mani una enorme incompiuta dove nessun commerciante vorrà investire e nessuna famiglia o padrone di cani vorrà frequentare per paura di fare brutti incontri”[20]. La fine dell’anno ci donerà finalmente un intervento concreto, ovvero la riqualificazione di piazza Aldo Moro. Il Sindaco infatti dichiarerà: “Con pochissime risorse finanziarie ma con grande impegno da parte di tutti abbiamo rifatto l’illuminazione e risistemato la bambinopoli, creato un’area di sgambamento per i cani ed un campo da basket. Adesso i cittadini che hanno dato una mano devono aiutarci a difendere quest’area”[21]. Tale intervento rappresenta dunque un simbolo della Catania che rinasce grazie all’impegno ed alla perseveranza dei cittadini e delle Istituzioni. 31


cronaca locale 2016

32


33


cronaca locale 2017

34


Focalizzando l’attenzione sulla cronaca dell’anno in corso e di quello appena trascorso, quasi nulla sembra essere mutato o perlomeno non in maniera significativa. Vulcania infatti presenta una vera e propria baraccopoli, composta da ripari di fortuna, feci umane nei corridoi e nelle aiuole. Ancora una volta a denunciare la situazione insostenibile sarà il consigliere della III municipalità Orazio Grasso: “Bivacchi ovunque e interi piani trasformati in bagni improvvisati a cielo aperto. [...] A Vulcania ci sarebbero tutte le potenzialità necessarie per trasformarlo in uno dei principali salotti buoni della città. Bisogna cominciare dalle opere primarie che prevedano la pulizia e la bonifica dai rifiuti dalle zone di proprietà comunale”[22]. Ricordiamo che Vulcania possiede un nodo irrisolto non indifferente, in quanto risulta suddiviso tra privati ed amministrazione comunale. Oggi l’impianto appare come uno scheletro di calcestruzzo armato decadente costituito da tanti box vuoti al suo interno. Dal 2006 al 2010 gli uffici della municipalità di Borgo Sanzio hanno subìto ben quattro attacchi vandalici per un danno complessivo di circa 50.000 euro, a causa di bagni distrutti, furto di computer ed incendi appiccati al locale distaccamento della sede dei vigili urbani. Si è resa dunque necessaria, in conseguenza di ciò, l’installazione di cancelli antisfondamento a protezione degli accessi agli uffici comunali.

Purtroppo i commercianti della zona lamentano da tempo di vivere in costante timore, ma soprattutto di sentirsi abbandonati da parte del Comune e dichiarano: “Siamo stanchi di vivere in questo degrado, la gente non viene più a fare acquisti in questa zona perchè, giustamente, ha paura e noi commercianti continuando così dovremo chiudere le nostre attività che sono il sostentamento delle nostre famiglie. Abbiamo pure pensato di sobbarcarci a nostre spese l’ingaggio di un servizio di vigilanza privata, ma sarebbe un’ulteriore spesa per noi insostenibile davanti al calo dei clienti. Perchè il Comune si ricorda di noi solo per le tasse che ci chiede e poi ci abbandona a noi stessi?”[23]. Eppure lo scorso anno rappresentava quello delle grandi aspettative, in quanto veniva dichiarato: “la Legge di Stabilità 2016 stanzia 500 milioni di euro per la riqualificazione urbana e la sicurezza nelle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia. Obiettivi che prevedono la realizzazione di interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane degradate, l’accrescimento della sicurezza territoriale, il potenziamento della mobilità sostenibile, lo sviluppo di pratiche di inclusione sociale anche con il coinvolgimento del terzo settore e del Servizio civile nazionale, l’adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali, culturali, educativi e didattici”[24]. 35


Nonostante ciò, la cronaca rispettiva all’anno in corso continua ad evidenziare le stesse problematiche precedenti e viene ricordato dal presidente della commissione tributi Salvatore Tomarchio: “Già in passato associazioni e volontari hanno cercato di ripulire questa enorme pattumiera ottenendo ben pochi risultati, visto che l’amministrazione continua a disinteressarsi del problema”[25]. Un’altra iniziativa sembra però essersi concretizzata, quest’anno. Nasce infatti a Vulcania il Mercato del contadino, attivo ogni domenica ed in via sperimentale fino a Dicembre. Dichiara il Sindaco di Catania Enzo Bianco: “Si tratta del terzo mercato del genere a Catania e nasce per favorire l’incontro tra produttori e consumatori”[26]. Il Mercato del contadino siciliano, promosso da Confagricoltura, Cia e Codacons, offrirà prodotti di alta qualità a chilometro zero, distribuiti da operatori provenienti da diverse zone della Sicilia. Esso rappresenta il terzo mercatino di questo tipo, successivo soltanto a quelli di piazza Giovanni Verga e di viale Raffaello Sanzio.

[13]

vergogna”, sicilia&donna, 24 Aprile 2012

[14]

[15]

- ”Omicidio del clochard a Vulcania, un arresto. La violenza è segno dell’esasperazione”, meridione news, 21 Marzo 2014

[16]

- “Vulcania, buco nero nel cuore di Catania”, sicilia

[17]

- “Catania, degrado a Vulcania. Il Comune riqualifichi

journal, 14 Aprile 2014

la zona”, la sicilia web, 17 Giugno 2014

[18]

- ”Terza circoscrizione, urgenza creazione mercato rionale a Borgo-Sanzio”, catania today, 23 Ottobre 2014 [19]

[11]

[20]

[12]

- ”Ex centro commerciale Vulcania: mostro di cemento dentro la città”, catania today, 17 Ottobre 2012

36

- “Ex Vulcania, solo degrado. Non si può lasciare così”, la sicilia, 16 Marzo 2015

[21]

- ”Riqualificata piazza Aldo Moro, Bianco: Un simbolo della Catania che rinasce grazie a cittadini e Istituzioni”, SUD giornalismo d’inchiesta, 28 novembre 2015 [22]

- ”Bivacchi e bagni a cielo aperto: nell’ex centro commerciale Vulcania è emergenza sociale”, la sicilia, 26 Dicembre 2016

[23]

- “Vulcania, il simbolo degli anni ‘90 è ormai una barac-

copoli”, blog sicilia.it, 15 Luglio 2016

- “Catania e l’aspettativa per il 2016 della fine della fatiscente Vulcania”, messina web tv, 1 Gennaio 2016

[25]

- “L’esercito delle scope arriva a Catania e gioca al

bersaglio con i segnali stradali”, corriere del mezzogiorno, 30 Agosto 2011

- “C’era una volta, in pena città, il centro Vulcania: ora

è totalmente abbandonato”, catania report, 27 Settembre 2015

- “Catania-vulcania: da centro commerciale ad ospizio

di sbandati e drogati”, quotidiano di sicilia, 12 Agosto 2010

- “Vulcania, il fu primo centro commerciale etneo

riposa nel degrado da dieci anni”, corriere del mezzogiorno, 18 Gennaio 2013

[24] [10]

- “Vulcania, la scommessa perduta è divenuta una

- “C’era una volta il primo centro commerciale”, sicilia network,10 Aprile 2017

[26]

- “Il mercato del contadino a Vulcania: in via sperimen-

tale fino a dicembre”, catania today, 21 Maggio 2017


le circoscrizioni di catania Nel 1971 il Comune di Catania diede avvio ad decentramento amministrativo della città organizzandola in 26 quartieri, i quali facevano capo ad altrettante parrocchie. Il 26 Giugno 1978 i quartieri vennero ribattezzati Circoscrizioni e furono ridotti a 17. Nel Novembre 1995 le Circoscrizioni vennero diminuite a 10 e presero il nome di Municipalità, per poi venire ulteriormente ridotte nel 2013 alle 6 attuali.

I Circoscrizione: Centro storico

La storia della Circoscrizione "Centro" è la storia di Catania: non solo perché la Circoscrizione ingloba la città che venne ricostruita dopo il terremoto del 1693, ma perché è qui che hanno avuto luogo le vicende più importanti che hanno riguardato la città di Catania, I'8 maggio del 1693, cinque mesi dopo il tremendo terremoto, quando il Consiglio dei Giurati decide di ricostruire la città tutta sullo stesso sito. Rinata sulle macerie della vecchia, la nuova città si basa su uno schema urbano regolare, applicato però con elasticità per adattarsi alle esigenze e alle volontà dei potenti ordini religiosi o delle altrettanto potenti famiglie nobili.

1km

5km

39


II Circoscrizione: Picanello-Ognina-Barriera-Canalicchio

La seconda Circoscrizione nasce nel 2013 dall'accorpamento della 2ª Municipalita' (Picanello - Ognina) con la 4ª Municipalita' (Barriera - Canalicchio) ed è, tra le sei, la meno omogenea da un punto di vista sia storico che urbanistico. Essa confina a nord con i comuni di Gravina, S. Agata Li Battiati, Tremestieri Etneo e S. Gregorio. Si tratta di una porzione di territorio urbano dalle origini diverse, ma in gran parte costituitasi nel corso del XIX secolo. La parte piu' rappresentativa è quella che occupa il lembo compreso tra due fra le piu' importanti strade della citta' in direzione est-ovest, via G. Leopardi e via Umberto I, I nuclei originari sono da ricercare nei sobborghi di "Ognina", "Picanello", e "Barriera".

III Circoscrizione: Borgo Sanzio

Le origini del pezzo di città che costituisce la terza Municipalità sono tra le poche che possono essere indicate con sufficiente certezza: nel Maggio del 1669, poche settimane dopo la violenta eruzione che, sgorgata dai Monti Rossi, era giunta fino a Catania lambendo le mura di fortificazione di Carlo V ed il castello Ursino, riversandosi poi in mare, il vescovo di Catania aveva donato dei terreni posti a nord della 40

città perché potessero insediarvisi i profughi dei casali distrutti. I nuovi insediamenti presero il nome di Borgo e Consolazione e rappresentano la prima espansione extra-moenia della città. La terza Municipalità presenta al suo interno alcuni dei quartieri più prestigiosi della città tardottocentesca e dei primi anni del XX secolo.

IV Circoscrizione: San Giovanni Galermo-Trappeto-Cibali

Occupa il vertice nord-occidentale del territorio catanese, subito al di sotto di San Giovanni Galermo. Il territorio urbano è costituito prevalentemente da tessuti di recente costituzione le cui origini sono diverse: lottizzazioni private nelle aree prossime a piazza Santa Maria di Gesù; quartieri di edilizia residenziale pubblica nelle aree più lontane dal centro; tessuti spontanei generati da abusi edilizi poi integrati nella struttura urbana. I tessuti storici sono quelli che si sviluppano lungo via Cifali, via San Giovanni Galermo, via San Nullo. È questo il nucleo originario di un piccolo borgo di cui si registra la presenza già prima del terremoto del 1693.


V Circoscrizione: Monte Po-Nesima-San Leone-Rapisardi

È attraversata da due assi principali: il viale M. Rapisardi fino all’incrocio con via Palermo in piazza Marconi, nella parte settentrionale, ed il corso Indipendenza, più a sud. Presenta ampie zone che, seppure ormai circondate da urbanizzazioni, mostrano caratteri suburbani. Le origini di questo settore occidentale di Catania sono da ricercare nel "Piano Regolatore per risanamento e per l’ampliamento della città di Catania" del 1888, che disegna una ampia zona d’espansione a occidente di via Etnea. La previsione di una struttura urbana a maglie ortogonali con isolati quadrati di grandi dimensioni fu in parte modificata con la realizzazione di isolati più piccoli. Si trattava di una struttura aperta sul territorio che consentiva, con la semplice addizione di altri isolati rettangolari, un’ulteriore urbanizzazione verso ovest.

Bummacaro, Moncada, San Teodoro; limitrofi sono il Villaggio Sant'Agata, San Giorgio e Pigno. Il vecchio ed il nuovo, costituiscono il tessuto urbano della sesta Circoscrizione a cui si aggiungono i piccoli villaggi denominati Zia Lisa, Santa Maria Goretti, San Giuseppe La Rena. Ad EST dell'intero territorio della sesta Circoscrizione si trova la zona marina di viale Kennedy, denominata "Plaia".

VI Circoscrizione: San Giorgio-Librino-S.G.La Rena-Zia Lisa

Comprende diversi quartieri tra cui Librino, il più recente e popoloso. La sua area venne stabilita dal Piano Regolatore Generale elaborato da L. Piccinato all'inizio degli anni '60, adottato nel 1964 ed approvato nel 1969. L'area ospita, oltre al vecchio borgo rurale di Librino, anche i nuovi viali denominati Castagnola, 41


evoluzione del tessuto urbano

Cartografia 1963

Il quartiere Borgo Sanzio, nella quale sorge l’ex centro Vulcania, è costituito da edifici pressochè coevi. Le cartografie storiche risalenti all’anno 1963 testimoniano il principio dello sviluppo del tessuto urbano, fino ad allora costituito perlopiù

da edilizia residenziale pubblica (quartiere INA-Casa). Non figurano ancora i collegamenti infrastrutturali che delimitano oggi l’area di Vulcania: via Torino, via R.G. Castorina e via G.Gozzano. 43


Cartografia 1978

La cartografia del 1978, invece, evidenzia come la progressiva densificazione edilizia all’interno del quartiere abbia saturato il tessuto urbano sino ad individuare l’area che avrebbe ospitato di lì a breve l’edificazione del centro Vulcania. 44

È possibile notare infatti come lo sviluppo dell’aggregato urbano si sia conformato in maniera tale da delineare quasi una corte che inquadra la superficie oggi occupata da piazza Aldo Moro.


PRG Piccinato 1978 www.comune.catania.it

Dai documenti redatti dal Piano Regolatore Generale L.Piccinato, tuttora vigente, emerge come la zonizzazione destinava a mercato all’aperto gran parte dell’area in questione (Zona L - Servizi), prevedendo inoltre la realizzazione di verde pubblico attiguo ed il centro di quartiere. Appare evidente dalle funzioni previste, l’intenzione di rendere tale area uno dei fulcri catalizzatori dell’economia catanese. 45


Situazione catastale 1979 Centro di quartiere sito tra il prolungamento di via Torino e la nuova piazza Planimetria generale 1979 quota piano terra e primo Progetto del centro di quartiere sito tra il prolungamento di via Torino e la nuova piazza P.R.G.

I documenti storici relativi alle disposizioni di progetto del 1979 danno una specifica delle superfici da destinare alle varie funzioni: - cessione terreno verde pubblico 4915 mq - servitĂš di uso pubblico 3830 mq - via Gozzano 754 mq - via Torino 1860 mq - vincolo a parcheggio 1485 mq 46


Ortofoto 1988 Google earth

Nel 1988 risulta evidente l’infittimento del tessuto urbano fino a giungere alla conformazione che ricalca quella odierna. Quello che fino a dieci anni prima figurava come vuoto urbano, risulta adesso costituito dalla presenza dell‘edificio che rappresenterà il primo esperimento di centro commerciale in Sicilia.

Borgo Sanzio negli anni si è sempre più configurato, oltre che come quartiere residenziale alto borghese, anche come area commerciale, in seguito alla progressiva crisi delle attività presenti in via Etnea. Oltre alla centralità del sito, rilevante risulta adesso la capacità di connessione dello stesso con il resto del tessuto cittadino. 47


Vulcania negli anni ‘80

www.facebook.com/Laltra-Vulcania

Le testimonianze fotografiche storiche dimostrano l’importanza dell’intervento all’interno del quartiere. Pur concentrando un insieme di bei negozi, il centro commerciale di Vulcania non sembrò tuttavia avere suscitato grossi entusiasmi, mancando l’obiettivo di essere polo di attrazione per i catanesi e persino per i residenti della Municipalità. 48


Ortofoto 2017 Google earth

Come già accennato precedentemente, l’attuale configurazione complessiva del quartiere non mostra oggi cambiamenti sostanziali, nonostante siano trascorsi quasi vent’anni dall’inizio del declino della struttura. L’unica eccezione è rappresentata dal verde pubblico adiacente che sembra essere il solo elemento interessato da un proces-

so evolutivo minimo. Il parco Aldo Moro infatti, nonostante l’inefficiente manutenzione, è oggetto ancora oggi di iniziative da parte del Comune, nel tentativo di rendere vivibile una realtà segnata dal fallimento della struttura commerciale in un quartiere ormai rassegnato al degrado, ma che possiede buone potenzialità per poter rinascere. 49


popolazione attiva

5513

100m

L’analisi della popolazione attiva si configura come un utile strumento di comprensione per quanto riguarda il bacino d’utenza del quartiere e dunque dell’intervento progettuale. Il territorio di Catania registra una popolazione attiva (ovvero tra i 15 ed i 64 anni) di circa 321.711 abitanti Per quanto concerne la circoscrizione oggetto di studio è stata registrata una popolazione attiva di circa 52.486 abitanti, pari al 16,3% della popolazione totale all’interno del territorio catanese.

500m

1KM

POPOLAZIONE ATTIVA (15-64 anni) POPOLAZIONE NON ATTIVA

POPOLAZIONE ATTIVA > 10.000

POPOLAZIONE ATTIVA < 10.000 51


luoghi d’interesse

100m

L’analisi condotta rispetto ai luoghi di interesse della città e, nella fattispecie del quartiere, ha permesso di individuare dei possibili poli d’attrazione o attività capaci di catalizzare grandi concentrazioni di fruitori. Tra questi sono stati evidenziati impianti sportivi, alberghi, mercati, scuole ed università, ospedali ed infine i parcheggi. Tale studio ha evidenziato, in prossimità del caso studio, la vicinanza della Cittadella Universitaria, suggerendo un utile spunto di riflessione rispetto alle tematiche progettuali. 52

500m

IMPIANTI SPORTIVI

UNIVERSITA’

ALBERGHI

SCUOLE

MERCATI

OSPEDALI

METROPOLITANA

PARCHEGGI

1KM


viabilità

100m

Lo studio inerente alla viabilità ha permesso di localizzare il caso studio rispetto ad importanti snodi di collegamento stradale. In particolare si evidenzia la vicinanza con viale A. Doria, che dista appena 1 km dal parco di Piazza Aldo Moro e rappresenta uno degli assi di percorrenza più rilevanti all’interno del territorio catanese. Inoltre la struttura di Vulcania è inserita all’interno di un tessuto organizzato perlopiù tramite strade urbane principali, il che consente di raggiungere i luoghi di interesse della città con

500m

1KM

semplicità e rapidità, sia tramite l’utilizzo di mezzi di trasporto (pubblico e privato) sia a piedi. PARCHEGGI SCAMBIATORI STRADE A SCORRIMENTO STRADE URBANE PRINCIPALI METROPOLITANA FERROVIA 53


4 1

2

3

A

B

100m

500m

1KM


collegamenti caso studio_aree d’interesse Al fine di comprendere meglio le tempistiche e le modalità di collegamento tra la zona in cui sorge il caso studio ed i principali luoghi d’interesse all’interno del territorio, sono stati esaminati i percorsi più brevi che consentono, sia tramite mezzo di trasporto pubblico, sia a piedi, di raggiungere tali destinazioni; inoltre, delle aree in questione sono state elencate le superfici su cui si estendono:

VULCANIA (caso studio)

COLLOCAZIONE: PIAZZA ALDO MORO SUPERFICIE TOTALE: 14.360 MQ AREE ATTREZZATE: CAMPO DA GIOCO, PANCHINE, VIALETTI, AREE GIOCO BAMBINI

1

VULCANIA-PARCO GIOENI (1,1KM 16MIN)

1

VULCANIA-PARCO GIOENI (1,5KM 5MIN)

2

VULCANIA-PARCO FALCONE (850M 10MIN)

2

VULCANIA-PARCO FALCONE (950M 5MIN)

3

VULCANIA-GIARDINO BELLINI (1,9KM 25MIN)

3

VULCANIA-GIARDINO BELLINI (2,1KM 10MIN)

4

VULCANIA-CITADELLA UNIVERSITARIA (1,9KM 25MIN)

4

VULCANIA-CITADELLA UNIVERSITARIA (1,4KM 5MIN)

A

VULCANIA-STAZIONE CENTRALE (2,9KM 11MIN)

B

VULCANIA-PIAZZA BORSELLINO (1,9KM 25MIN)

55


CITTAâ&#x20AC;&#x2122; UNIVERSITARIA

PARCO FALCONE

COLLOCAZIONE: VIALE A. DORIA SUPERFICIE TOTALE: 180.000 MQ EDIFICI: 15 (CIRCA)

COLLOCAZIONE: VIA R. SANZIO-BORGO SANZIO SUPERFICIE TOTALE: 11.004 MQ AREE ATTREZZATE: PANCHINE, VIALETTI, AREE GIOCO BAMBINI

PARCO GIOENI

GIARDINO BELLINI

COLLOCAZIONE: BARRIERA CANALICCHIO SUPERFICIE TOTALE: 86.411 MQ AREE ATTREZZATE: CAMPI POLIVALENTI, VIALETTI, PANCHINE, AREE GIOCO

COLLOCAZIONE: PIAZZA ROMA-CENTRO STORICO SUPERFICIE TOTALE: 61.640 MQ AREE ATTREZZATE: CAMPI POLIVALENTI, VIALETTI, PANCHINE, AREE GIOCO

56


STAZIONE CENTRALE

4 1

2

3

COLLOCAZIONE: PIAZZA PAPA GIOVANNI XXIII SUPERFICIE TOTALE: 30.000 MQ (CIRCA) TIPOLOGIE DI SERVIZI: BUS, TRENO, METRO, TAXI

A

STAZIONE ALCALA’ B

COLLOCAZIONE: PIAZZA P. BORSELLINO SUPERFICIE TOTALE: 8000 MQ (CIRCA) TIPOLOGIE DI SERVIZI: AUTOBUS, TAXI

Lo schema sopra riportato evidenzia i collegamenti tra il caso studio e le aree d’interesse, relativamente agli spostamenti frequenti di uno studente residente a Catania o fuori sede. I nodi principali individuati sono la cittadella universitaria in primis, le aree verdi vicine (parco Gioeni, parco Falcone e giardino Bellini) ed infine le stazioni (centrale ed Alcalà). 57


10m

50m

100m

500m


attività limitrofe commercio di prodotti e servizi del settore alimentare

attività e servizi per la persona

BAR

(4)

PARRUCCHIERE

(8)

RISTORANTE

(1)

FARMACIA

(3)

SUPERMERCATO

(3)

PET SHOP

(2)

ORTOFRUTTA

(2)

ABBIGLIAMENTO

(2)

PANIFICIO

(2)

CENTRO ESTETICO

(2)

SALUMERIA

(2)

OTTICA

(1)

PESCHERIA

(1)

FOTOGRAFO

(1)

PASTICCERIA

(2)

SARTORIA

(1)

ENOTECA

(1)

LAVANDERIA

(1)

TABACCHI

(2)

59


commercio di prodotti per uso domestico

FERRAMENTA

(1)

MACCH. CUCIRE

(1)

FORNITURE BAR

(1)

TESSUTI

(1)

ARREDI BAGNO

(1)

PAVIMENTAZIONI

(1)

INFISSI

(1)

FORNITURA GAS

(1)

attività e servizi culturali sportivi e ricreativi

PALESTRA

60

(4)

PISCINA

(2)

SALA GIOCHI

(2)

EDICOLA

(2)

CARTOLERIA

(1)

FORNITURE PER UFFICI

(1)

BINGO

(1)

attività finanziarie, assicurative e servizi postali

BANCA

(2)

ASSICURAZIONI

(5)

CONSULENZE

(1)

POSTE ITALIANE

(1)


POSTE EUROPEE

(1)

commercio e riparazione autoveicoli

RICAMBI AUTO

(3)

CONCESSIONARIA

(3)

OFFICINA

(2)

commercio apparecchiature informatiche ed elettroniche

ELETTRONICA

(3)

TELEFONIA

(2)

CLIMATIZZATORI

(1)

SICUREZZA

(1)

amministrazione pubblica e difesa

AMM. DI QUARTIERE

(1)

TRIBUNALE

(1)

POLIZIA

(1)

La scelta delle funzioni da insediare non può prescindere da un’analisi preliminare delle attività presenti all’interno del quartiere. Tale studio risulta necessario al fine di evitare l’inserimento di attività fotocopia, che impediscano all’intervento di incidere in maniera significativa sulla crescita sociale ed economica dell’area. Analizzando un intorno di circa 300 metri dall’area in cui sorge la struttura, risultano presenti 90 attività: - Settore persona - Settore alimentare - Settore sportivo - Settore finanziario - Settore domestico - Settore autoveicoli - Settore amministrativo

(21) (20) (13) (10) (8) (8) (3) 61


La ricerca effettuata nell’intorno del caso studio ha evidenziato delle carenze rispetto a dei settori specifici:

riesca a stabilire un rapporto empatico con il fruitore. Le atttività ed i servizi previsti sono:

- SETTORE CULTURALE (biblioteche, musei, teatri, internet point, ecc.)

- ALLOGGI - AULE STUDIO - SPAZI ESPOSITIVI - BIBLIOTECA - SERVIZI MENSA - PUB/BIRRERIA/PIZZERIA - SPAZI RICREATIVI - INTERNET POINT - CAFFETTERIE - AREE VERDI

- SETTORE RICREATIVO (pub, pizzerie, birrerie, luoghi di ritrovo, ecc.) Tali settori risultano determinanti per il coinvolgimento del cittadino alla vita sociale del quartiere e rappresentano dunque un aspetto da non sottovalutare. Nell’ottica progettuale, risulta evidente la necessità di insediare delle funzioni che favoriscano l’interazione sociale tra i cittadini, che generino flussi sociali ed economici consistenti e che permettano alla struttura un utilizzo tale da renderla vivibile sia nelle ore diurne che notturne. Data la vicinanza e la facilità di collegamento con la Cittadella Universitaria, le funzioni che più si prestano a tale proposito sono quelle connesse allo studente. Ripensare la struttura in termini di spazi e fruibilità, in modo tale da convertirla ad un campus universitario, che non risulti però un sistema introverso ed esclusivo del giovane studente ma rappresenti un luogo di ritrovo piacevole, che 62

Si tratta di funzioni che interessano un target molto ampio di fruitori e che possiedono una forte valenza attrattiva, capace di ribaltare l’attuale tendenza respingente, trasformando così Vulcania in una calamita sociale.


Rilievo


1M

10M

50M N

PIANTA PIANO SECONDO SOTTOTERRA

PIANTA PIANO PRIMO SOTTOTERRA

64


B’

1M

10M

50M

N

A

A’

B

PIANTA PIANO TERRA

wc

wc

wc

DIREZIONE

wc

PIANTA PIANO PRIMO

65


1M

10M

50M N

PIANTA PIANO SECONDO

PIANTA PIANO TERZO

66


1M

10M

50M PROSPETTO NORD

PROSPETTO SUD

SEZIONE A-A'

67


1M

10M

PROSPETTO NORD

PROSPETTO SUD

SEZIONE B-B'

68

50M


analisi distributiva

69


1m 10m

50m

piano terzo

70


1m 10m

50m

71


1m 10m

50m

piano terzo

72


analisi del degrado La prima fase di analisi è stata condotta rispetto alle funzioni originariamente presenti all’interno dell’edificio. Tale studio ha evidenziato la predominanza di superficie destinata ad uffici, in linea con l’intenzione iniziale di rendere tale edificio la sede del centro di quartiere della III circoscrizione. Dalla ricerca effettuata attraverso le tavole di progetto originali è stato dedotto che, una delle motivazioni incidenti sul fallimento del centro commerciale, fu proprio l’aver destinato una ridotta superficie a tale fine rispetto al totale. Inoltre tali spazi risultavano poco illuminati ed angusti, motivo per cui il centro ha registrato una fase di “boom” iniziale dovuto alla novità, per poi declinare rapidamente a causa del bacino d’utenza scarsamente motivato alla fruizione del luogo. La disamina delle funzioni presenti ha suggerito la possibilità di riorganizzarne una parte, integrandola con le nuove, desunte in fase progettuale. Successivamente è stata esaminata la percentuale di superficie realmente utilizzata e non, al fine di comprendere l’effettiva occupazione degli spazi costituenti l’edificio. L’indagine ha decretato che oltre metà della struttura risulta in totale disuso ed inoltre le attività ancora presenti non registrano flussi di fruizione significativi, anche a causa dell’incuria e del degrado propri dell’intorno.

Lo stato di abbandono e l’assenza di manutenzione si riflette sul degrado fisico della costruzione. Si registrano tipologie di degrado differenti: - DILAVAMENTO - AGGIUNTA - PATINA BIOLOGICA - MANCANZA DI COPRIFERRO - DEGRADO ANTROPICO - ELEMENTI IMPROPRI Gran parte dei degradi sopra citati interessa maggiormente i pannelli in calcestruzzo che costituiscono il rivestimento della facciata, oltre che elementi quali pilastri, scale e pareti. Si tratta perlopiù di fenomeni che interessano lo strato superficiale dell’edificio e che non hanno danneggiato la componente strutturale. Da qui la scelta progettuale di liberare la struttura dagli elementi danneggiati che risultano compromessi e non più rispondenti ai requisiti prestazionali iniziali. Di seguito viene riportata la mappatura dei degradi presenti sui prospetti dell’edificio. 73


1m

74

10m

50m


75


tipologia costruttiva 1m

10m

A

A A

B

B

D

D

76


pannelli di rivestimento

La facciata dell’edificio è costituita da pannelli rettangolari in calcestruzzo armato. Il singolo pannello presenta dimensioni standard per quanto riguarda spessore e larghezza (rispettivamente 8 cm e 107 cm), mentre l’altezza varia a seconda del piano di riferimento. La texture dei pannelli è caratterizzata da una trama in rilievo, stampata per mezzo di matrici. Per analogia si riporta di seguito il processo di produzione di pannelli prefabbricati in calcestruzzo, attraverso l’utilizzo di matrici in elastomero di poliuretano che consentono la realizzazione della trama presente sulla superficie dei pannelli. 77


1

2

3

4

5

6

1. creazione del calco (modello originale positivo) 2. modello ricoperto con cera distaccante, inserito nella cassaforma e ricoperto con elastomero liquido 3. rimozione della cassaforma e sformatura della matrice dal modello 4. matrice incollata nella cassaforma e trattata con disarmante 5. colatura del calcestruzzo allâ&#x20AC;&#x2122;interno della cassaforma 6. dopo lâ&#x20AC;&#x2122;indurimento lâ&#x20AC;&#x2122;elemento può essere disarmato

78


È stata riscontrata una netta corrispondenza fra la trama dei pannelli presenti a Vulcania in facciata e la tipologia di matrice 2/45 Oder[27]. Essa viene fornita in rotoli e può essere riutilizzata fino ad un massimo di 100 volte. La profondità del disegno varia da 1 a 25 mm. La serie (A-C-E) identifica la categoria in base al numero di riutilizzi possibili ed alle dimensioni massime delle matrici stesse.

Analizzando il sistema di assemblaggio/posa in opera l’ipotesi iniziale di pannello armato è stata comprovata dal rilievo fotografico in cui, a causa del degrado della struttura, è stato possibile notare in svariati punti l’armatura metallica scoperta dei pannelli di calcestruzzo.

[27]

- Matrici per rivestimenti in calcestruzzo

www.coplan.it www.reckli.com/it/italia

79


Le fotografie testimoniano inoltre che il pannello è stato assemblato secondo lo schema di seguito riportato. Gli elementi in acciaio scoperti suggeriscono un aggancio al solaio tramite ancoraggi specifici per parapetti, che consentono anche la messa in opera di lunghi pannelli.

80


CAPITOLO III PROGETTO


layout funzionale La fase preliminare del progetto si muove attraverso il ripensamento e la riconfigurazione delle funzioni esistenti e di quelle da insediare all’interno della struttura. Occorre dunque delineare un nuovo layout funzionale che possa fungere da strumento guida nella modellazione degli spazi e delle connessioni tra gli ambienti. In tal senso è stata ideata una distribuzione che preveda la collocazione delle funzioni distinte per ogni corpo di fabbrica e per ogni livello; così facendo si faciliterà l’orientamento all’interno dell’edificio e si agevolerà la connessione tra gli spazi. Procedendo dai piani interrati verso quelli fuori terra si avranno:

T

AL

T AL

R se

- PARCHEGGI (piano secondo sottoterra) - BIBLIOTECA (piano primo sottoterra) - ATTIVITA’ COMMERCIALI (piano terra) - SPAZI ESPOSITIVI (piano terra) - UFFICI/RISTORAZIONE (piano primo) - ALLOGGI STUDENTI (piano secondo) - ALLOGGI STUDENTI (piano terzo)

b

Sono stati inoltre definiti i collegamenti tra le funzioni, a seconda della priorità in: COLLEGAMENTI NECESSARI

P

COLLEGAMENTI OPZIONALI 85


1m 10m

50m

superficie necessaria 0.60 mq/studente (servizi ristorazione) superficie necessaria 0.40 mq/studente (spazi espositivi)

PIANO COPERTURA attinenze scoperte 880.17 mq (terrazza)

PIANO TERRA

superficie necessaria 12 mq/studente (singola) 9.5 mq/studente (doppia)

superficie in uso 782.22 mq superficie utilizzabile 233 mq (ristorazione) PIANO TERZO superficie utilizzabile 365 mq (spazi espositivi)

superficie in uso 504.29 mq superficie disponibile 375.84 mq (alloggi studenti) superficie necessaria 1.50 mq/studente (biblioteca/aule studio)

PIANO PRIMO SOTTOTERRA

superficie necessaria 12 mq/studente (singola) 9.5 mq/studente (doppia)

PIANO SECONDO

superficie in uso 3314.68 mq

superficie in uso 304.88 mq

superficie utilizzabile 1408.32 mq (biblioteca/aule studio)

superficie disponibile 342. 10 mq (alloggi studenti)

superficie necessaria 0.60 mq/studente (servizi ristorazione)

superficie necessaria 2.50 mq/studente (parcheggi)

superficie necessaria 0.40 mq/studente (spazi espositivi) PIANO PRIMO PIANO SECONDO SOTTOTERRA

superficie in uso 743.25 mq

superficie in uso 2597.83 mq superficie disponibile 876.80 mq (ristorazione) superficie utilizzabile 22624.09 mq (parcheggi) superficie disponibile 270.92 mq (spazi per studenti)

86


ragionamenti preliminari La fase che segue la scelta delle funzioni da inserire prevede il primo approccio alle idee di progetto. In particolar modo bisogna porre l’attenzione su aspetti che consentano di ribaltare l’attuale configurazione introversa e articolata del manufatto. I concetti fondamentali riguardano: - CONNESSIONE TRA SISTEMA NATURALE E SISTEMA ARTIFICIALE - ELIMINAZIONE DEGLI ELEMENTI DI PESANTEZZA CHE OSTACOLANO L’ILLUMINAZIONE NATURALE - RICONFIGURAZIONE DELL’INVOLUCRO EDILIZIO

87


Occorre dunque ripensare l’edificio in termini visivi e spaziali, nel tentativo di formulare l’ipotesi che più si adatta all’ossatura strutturale esistente ed al contesto che la circonda. In tal senso si apre uno scenario di studio e sperimentazione che vede da un lato la volontà di conservare alcune peculiarità dell’oggetto di studio e dall’altro l’ambizione di una trasformazione più incisiva, che possa conferirle un nuovo carattere. Sono state formulate allora due ipotesi d’intervento, che presentano dei punti comuni, frutto delle riflessioni formulate a monte, ma si sviluppano secondo metodologie differenti. La prima, definita appunto “conservativa”, tenta un approccio del minimo intervento e non comporta alcuna modifica rispetto alla volumetria dello stato di fatto ma interviene unicamente sugli elementi di occlusione che appesantiscono la struttura e non permettono una sufficiente permeabilità della luce, ovvero il blocco scale centrale e l’involucro edilizio. Così la pelle dell’edificio viene sostituita da un sistema più leggero, versatile, capace di ribaltare l’attuale configurazione statica e massiccia della facciata, convertendola in elemento mutevole. Il progetto prevede la sostituzione dei pannelli prefabbricati in calcestruzzo con una pelle a doppio strato, formata all’interno da una parete vetrata continua e all’esterno da un frangisole 88

composto da listelli di legno che scorrono su binari metallici, come descritto dal modello seguente:

La soluzione adottata permette all’involucro edilizio di adattarsi facilmente all’attuale configurazione spaziale e ad eventuali cambiamenti futuri.

Lo schema sopra riportato illustra le possibilità di apertura/chiusura del rivestimento esterno, che varierà a seconda dell’esigenza del fruitore delineando così prospetti in continuo mutamento.


L’abbattimento del corpo scale posto nella zona centra dell’edificio offre la possibilità di progettare non solo una zona filtro che metta in comunicazione il fronte strada con il parco, ma anche un luogo in cui si possano favorire le relazioni sociali. L’intento è quello di ribaltare, ancora una volta, l’attuale tendenza all’occlusione che connota la struttura, traformando quello che oggi è un elemento di disturbo e confusione in uno spazio aperto ed accogliente, che favorisca la fruizione dall’esterno verso l’interno e viceversa. L’ipotesi prevede dunque la creazione di una passeggiata verde sospesa:

89


Nella tematica del recupero di strutture dismesse ci si chiede spesso se la soluzione più pertinente sia quella che prevede delle modifiche minime, nell’ottica del riutilizzo sostenibile ed attento al consumo delle risorse, nonchè del rispetto di una preesistenza che offre la possibilità di evitare un consumo di suolo immotivato; oppure quella che si innesta con incisività, riconfigurando i connotati dell’oggetto e conferendogli un’immagine del tutto nuova. Il lavoro di tesi conduce in parallelo una seconda possibilità di intervento, definita “trasformativa”, in quanto, agendo sulla volumetria dell’edificio tramite demolizioni e ricostruzioni parziali, tenta una semplificazione che lo renda leggibile ed identitario, favorendone cosi la fruizione e rilanciandolo come fiore all’occhiello del quartiere. Tale ipotesi progettuale presenta delle similitudini con la precedente rispetto all’utilizzo della doppia pelle, in sostituzione dei pannelli di calcestruzzo in facciata e per quanto riguarda la traformazione del corpo scale centrale in una passeggiata verde, ma si differenzia per un approccio più radicale che prevede l’abbattimento del corpo di fabbrica a ridosso del parco, consentendo così di estendere il sistema verde sino all’interno della struttura, ricucendo così lo “strappo” creatosi tra le due realtà e la riconfigurazione dei due corpi rimanenti in un unico blocco lineare e stereometri90

co, oltre alla realizzazione di una cordonata che connetta il fronte strada sud direttamente con l’area fulcro dell’edificio. Dunque è l’elemento naturale a riappropriarsi dello spazio e del sistema artificiale creando un continuum materico privo di interferenze. Inoltre, il salto di quota tra il livello del parco e il piano sottoterra sarà mediato da uno specchio d’acqua che costituirà non solo un limite fisico ma rifletterà la materia di cui si compone la facciata dal piano verticale al piano orizzontale, rimarcando il concetto di continuità priva di qualsiasi interruzione.


Gli schizzi evidenziano come il sistema verde diviene anche elemento di organizzazione spaziale, delineando percorsi e spazi.

91


alternativa A 10m

20m

Aâ&#x20AC;&#x2122;

1m 5m

attivitĂ commerc. vano imp.

b

caffetteria

vano imp.

panificio/pizzeria

cartoleria

vano imp.

vano imp.

pub

pianta piano terra

sezione a-aâ&#x20AC;&#x2122;

92

A

spazio espositivo

ludoteca

vano imp.

chiosco/bar

b


1m 5m

alloggio wc wc wc alloggio

alloggio alloggio alloggio wc wc

wc

wc wc

wc wc

alloggio alloggio alloggio

alloggio alloggio alloggio wc wc

wc

wc wc

wc wc

alloggio alloggio alloggio

10m

20m

alloggio wc wc alloggio

pianta piano terzo

sezione b-bâ&#x20AC;&#x2122;

93


1m 5m

10m

20m

prospetto nord

prospetto sud

94


1m 5m

10m

20m

prospetto est

prospetto ovest

95


alternativa B 10m

20m

Aâ&#x20AC;&#x2122;

1m 5m

attivitĂ commerc. vano imp.

vano imp.

panificio/pizzeria

cartoleria

vano imp.

vano imp.

b

ludoteca

chiosco/bar

vano imp.

b pub

A

caffetteria

pianta piano terra

sezione a-aâ&#x20AC;&#x2122;

96


1m 5m

alloggio cucina

alloggio

alloggio

alloggio

alloggio

alloggio

alloggio

10m

20m

alloggio

vano impianti

wc

wc

wc

wc

wc

wc

wc

wc

mensa/caffetteria

pianta piano terzo

sezione b-bâ&#x20AC;&#x2122;

97


1m 5m

10m

20m

prospetto sud

prospetto nord

98


1m 5m

10m

20m

prospetto est

prospetto ovest

99


dettaglio tecnologico frangisole

dettaglio frangisole chiuso scala 1:50 99


dettaglio frangisole semi-aperto scala 1:50 100


dettaglio frangisole aperto scala 1:50 101


dettaglii dellâ&#x20AC;&#x2122; aggancio

102


CAPITOLO IV VALUTAZIONE DELLE ALTERNATIVE Dâ&#x20AC;&#x2122;INTERVENTO


metodo ahp L’Analytic Hierarchy Process (AHP) è un metodo generale di valutazione, sviluppato da Thomas Lorie Saaty, professore all’Università di Pittsburgh, verso la fine degli anni ’70, che si basa su valori e giudizi di singoli individui e di gruppi, laddove i giudizi sono determinati in base ad una struttura gerarchica multilivello al fine di ottenere delle priorità. Il vantaggio di ragionare con una struttura gerarchica è quello che essa permette di ottenere una decomposizione dettagliata, sistematica e strutturata del problema generale, nelle sue componenti fondamentali e nelle sue interdipendenze, con un ampio grado di flessibilità. L’AHP è largamente applicato nei problemi di decision making multicriteria, nella pianificazione e nell’allocazione delle risorse ed in una grande molteplicità di settori, come la programmazione lineare e le analisi Costi-Benefici. Attraverso dei confronti a coppie, l’AHP è in grado di derivare scale di rapporti, sia discreti sia continui, in strutture gerarchiche multi-livello. Questi confronti possono scaturire da misurazioni “reali” o da una scala relativa derivata da sensazioni e conoscenze e dall’esperienza di chi effettua l’analisi. Per implementare un’analisi AHP nella modellazione di un problema occorre definire una gerarchia o una struttura reticolare per rappresentare il problema e quindi comparare a due a due gli elementi della gerarchia per stabilire relazioni

all’interno della struttura. Il metodo si definisce analitico in quanto, con questo termine, si indica la separazione di un qualunque problema complesso in elementi costituenti fondamentali. L’analisi è infatti l’opposto della sintesi, la quale mette insieme o combina le parti in un insieme. L’ AHP aiuta a misurare ma anche a sintetizzare il gran numero di fattori che entrano in gioco nelle decisioni complesse. La tecnica AHP procede organizzando la valutazione in forma gerarchica che consente una decomposizione dettagliata del problema: la decisione viene scomposta in vari livelli, dove il primo rappresenta l’obiettivo del problema, il secondo livello (e gli eventuali successivi) gli attributi e i sottoattributi ritenuti determinanti per il raggiungimento dell’obiettivo. Ciascun attributo o sottoattributo può essere scomposto fino a raggiungere il livello di dettaglio desiderato. L’ AHP è un processo che permette a chi prende le decisioni di arrivare a quella che meglio soddisfa la moltitudine di obiettivi, consentendo al decisore la misura e la sintesi della vasta gamma di fattori/criteri o sub-criteri. L’AHP si articola in tre passi fondamentali: - strutturazione del problema in una gerarchia - giudizi comparati - sintesi delle priorità 107


- Strutturazione del problema in una gerarchia. Una gerarchia di dominanza è una struttura reticolare costituita da due o più livelli. Le gerarchie interessano la distribuzione delle proprietà tra gli elementi che si stanno comparando (attributi e caratteristiche); si determina, per ciascun elemento, quali elementi esso influenza e da quali invece viene influenzato. L’obiettivo (goal) é posto al livello più alto della struttura gerarchica. Al secondo livello sono presenti gli obiettivi che specificano contenuti e significati del goal, ovvero i fattori, criteri o attributi che contribuiscono all’obiettivo. Ciascuno di questi può a sua volta essere suddiviso in elementi più specifici, e cosi via. Le azioni da valutare sono situate al livello più basso della gerarchia e sono collegate agli obiettivi più specifici (obiettivi terminali). Una gerarchia, oltre agli obiettivi e alle azioni, può contenere altri elementi del processo decisionale, come gli attori del processo. In tal caso il metodo consente di valutare le azioni in relazione ai differenti attori e di rendere esplicite le differenze di valutazione che dipendono dalla diversità dei loro interessi e sistemi di valori. La scelta del numero di livelli e di elementi deve tenere conto sia delle caratteristiche del contesto fisico e decisionale, sia della natura delle azioni da valutare.

108

- Giudizi comparati. L’obiettivo è misurare l’importanza relativa degli elementi (attributi e caratteristiche) rispetto all’obiettivo generale. La domanda da porre quando si comparano due elementi è “di quanto un elemento è più importante rispetto ad un altro in relazione all’obiettivo generale?”. Occorrerà sistemare gli elementi di un livello in una matrice e dedurre, dalle persone intervistate, i giudizi di importanza relativi degli elementi rispetto all’obiettivo terminale. In pratica l’output di questa fase è una matrice in cui si confrontano i fattori presi in considerazione, dalla quale estrapolare un vettore di priorità. I giudizi della matrice sono ottenuti dalla Scala Fondamentale, prima verbalmente come indicato nella Scala e poi associando il corrispondente valore numerico. - Sintesi delle priorità. L’obiettivo di questa fase è quello di ottenere un risultato, su una scala di comparazioni, per ciascuna alternativa, partendo dai risultati misurati e dalle priorità calcolate di ogni elemento. In particolare è importante riuscire a sintetizzare, nella maniera più rigorosa possibile, i giudizi di gruppo. Qualche volta per il confronto si usa un’alternativa fittizia ideale che possiede i migliori valori su tutti o solo su qualche criterio, al fine di indagare anche altre soluzioni possibili.


Come detto, nell’AHP è possibile utilizzare comparazioni relative che permettono di confrontare elementi a coppie attraverso scale di misurazione relative. I giudizi comparati si applicano a coppie di elementi omogenei. Qualora gli elementi non fossero tali, questi possono essere separati in cluster di elementi omogenei, con un elemento comune mostrato da due cluster consecutivi. La scala fondamentale di valori assoluti individua nei numeri dispari un’intensità di giudizio più marcata rispetto agli altri, mentre nei numeri pari una posizione intermedia: 1 - Uguale importanza 2 - Debole importanza 3 - Moderata importanza 4 - Più che moderata importanza 5 - Forte importanza 6 - Più che forte importanza 7 - Notevole importanza 8 - Più che notevole importanza 9 - Estrema importanza Tutti gli elementi subordinati ad uno stesso elemento della struttura gerarchica vengono confrontati tra loro a coppie. Gli elementi di ciascuna coppia vengono comparati al fine di stabilire quale di essi è più importante

in rapporto all’elemento del livello gerarchico superiore a cui si riferiscono, e in quale misura. Il risultato del confronto è il coefficiente di dominanza aij che rappresenta la stima della dominanza dell’elemento i sull’elemento j. Per determinare i valori dei coefficienti aij occorre utilizzare la scala fondamentale che mette in relazione i primi 9 numeri interi con altrettanti giudizi che esprimono, in termini qualitativi, i possibili risultati del confronto. I numeri che caratterizzano la scala sono utilizzati per rappresentare quante volte il più grande tra i due elementi domina il più piccolo rispetto ad una proprietà o un attributo che essi hanno in comune. L’elemento più piccolo ha il valore inverso o reciproco rispetto al più grande. Perciò, l’operazione fondamentale di inversione ha origine nell’abilità di attuare giudizi comparati. Il processo di inversione per risolvere le equazioni matematiche, ad esempio, altro non è che una relazione reciproca generalizzata ed una relazione di base nella risoluzione dei problemi. Confrontando a coppie n elementi si ottengono n2 coefficienti: di questi, soltanto n(n-1)/2 devono essere direttamente determinati dall’esperto che effettua la valutazione, essendo aii=1 ed aji=1/aij per ogni valore di i e j[28]. La seconda condizione, nota come relazione di reciprocità, scaturisce dalla necessità di garantire la simmetria dei giudizi di importanza. 109


I coefficienti di dominanza definiscono una matrice A quadrata reciproca e positiva, detta matrice dei confronti a coppie. Tale matrice di comparazione a due a due cerca di catturare la dominanza relativa di un elemento su un altro rispetto ad un attributo che questi hanno in comune, sia che si tratti di elementi tangibili sia che si tratti di elementi intangibili, in quanto il cervello li percepisce allo stesso modo, e ciò permette di distinguerli in qualità ed intensità, sia nel caso in cui si dispone di misure, sia nel caso in cui non se ne abbiano. Per la determinazione delle priorità fra attributi o tra caratteristiche si utilizza una matrice di comparazione. Le priorità vengono estratte andando a normalizzare l’autovettore relativo all’autovalore reale più grande della matrice (autovettore principale). Quindi non importa quali numeri si utilizzano, poichè la scala di rapporti la si ottiene sempre con l’autovettore principale normalizzato. Oltre alla scala di comparazione assoluta, che contiene informazioni circa le incidenze relative degli elementi misurati, si può utilizzare una scala di comparazione relativa, in cui le alternative sono confrontate tra loro oppure, se l’incidenza relativa tra le varie alternative non fosse importante, si può utilizzare una scala ordinale, che indica soltanto le posizioni in cui si classificano le alternative. Se i sottocriteri sono considerati come decomposizione dei loro parenti genitori, la 110

somma dei loro pesi globali (ciascuno ottenuto dalla moltiplicazione dei loro pesi locali per il peso del criterio) è una strada più appropriata per recuperare il peso del criterio rispetto al prodotto di questi pesi. Nella comparazione dei giudizi di gruppo bisogna utilizzare la media geometrica. Perché i giudizi di gruppo risultino corretti devono essere verificate le condizioni di simmetria, omogeneità lineare e concordanza. L’assioma della simmetria specifica che la funzione congiunta non cambia se si scambiano le funzioni che danno i giudizi individuali. L’assioma della concordanza dice che se tutti gli individui sono concordi, allora il gruppo è d’accordo con tutti gli individui. L’omogeneità lineare significa che se ogni membro del gruppo moltiplica la sua preferenza per una costante r, allora la preferenza di gruppo risultante è anche essa moltiplicata per r. La media aritmetica e quella geometrica non sono le uniche funzioni congiunte possibili, tuttavia sono le uniche che rispettano i tre assiomi sopradescritti. Aczel e Saaty hanno mostrato poi che per avere oltre a simmetria, concordanza e omogeneità anche reciprocità e separabilità (la decomposizione in giudizi individuali) si può usare unicamente la media geometrica. Se alcune persone sono chiamate a fare una scelta collettiva, queste devono esprimere la loro


metodo fuzzy delphi scelta individuale, poi tali scelte devono essere combinate per ottenere una scelta di gruppo. Un modo semplice di fare ciò potrebbe essere vedere quale alternativa è la più votata, seguita dalla seconda più votata e cosi via. Esistono tuttavia altri modi di ottenere una scelta di gruppo a partire da una scelta individuale. Il lavoro di tesi si serve del metodo di analisi multicriterio AHP per la valutazione delle alternative di intervento proposte e la conseguente individuazione dell’ipotesi progettuale più adatta alle esigenze del luogo. Lo studio condotto fa riferimento ad una ricerca, già sperimentata da un gruppo appartenente all’Università di Taiwan[29], riguardo la valutazione della migliore scelta di destinazione d’uso nell’ambito di riuso degli edifici storici, aventi dunque particolare pregio architettonico. In questo caso specifico la ricerca verrà reinterpretata come metodo di valutazione della scelta progettuale più appropriata, in relazione ad una struttura commerciale dismessa che possiede però il valore di aver rappresentato il primo centro commerciale sorto negli anni ‘80 da Brescia in giù. Vengono dunque stabiliti cinque criteri di base su cui fondare la valutazione AHP, incrementando questo sistema con altri sottocriteri, al fine di aumentare la precisione dell’analisi.

Tali criteri vengono sottoposti ad un confronto a coppie dal quale verranno desunti i pesi da assumere per ogni singolo criterio. Tali pesi sono suscettibili di cambiamento sostanziale, in quanto sono congiunti ad una valutazione soggettiva dell’utente che imposta l’analisi gerarchica. Si propone, dunque, estendendo il modello individuato, di effettuare il calcolo dei pesi proponendo il questionario di valutazione nelle varie combinazioni di criteri ad un team di esperti, per poi unificare i risultati ottenuti dal gruppo a quelli soggettivi con un modello Fuzzy Delphi. Il metodo Delphi rappresenta una metodologia tipica della ricerca sociale partecipata. Essa si svolge attraverso l’interazione di un gruppo di individui, costituito da un numero selezionato di esperti, chiamati ad esprimere in forma anonima, i propri pareri ed opinioni su una determinata tematica, allo scopo di validarne alcuni tramite il confronto reciproco e la condivisione progressiva. L’obiettivo principale del metodo Delphi è lo studio, la convergenza di opinioni attendibili del team intervistato e l’elaborazione di informazioni utili per un processo decisionale. Tale metodo consente di sviluppare approfondimenti su determinate tematiche, valutare la fattibilità di varie alternative, contribuendo alla risoluzione di un problema ed è per questa ragione che è utilizzato 111


con successo in molteplici ambiti lavorativi. La tecnica Delphi è spesso utilizzata in situazioni in cui manca il consenso o l’accordo sugli interventi e/o soluzioni da adottare. Infatti man a mano che il processo di comunicazione si sviluppa, sempre mediato dall’intervistatore, (detto facilitator), i giudizi espressi dai membri del gruppo, originariamente eterogenei, tendono a convergere ed infine a fondersi per individuare una linea di azione condivisa. Il software My AHP projects[30] fornisce una sintesi ottimale dei due metodi adottati per analisi, fornendo una piattaforma AHP capace di far interagire più partecipanti e restituire una valutazione univoca sui pesi di ogni criterio fissato a monte.

[28]

- Cfr. Saaty T.L., ”The analytic hierarchy process”,

McGraw-Hill, New York, 1980.

Cfr. “Analytic Hierarchy Process”

www.docenti.unina.it

[29]

- Cfr. Wang H.J, Zeng Z.T., ”A multi-objective decision-making process for reuse selection of historic buildings”, Expert Systems with Application, 37 (2010). . [30]

- “BPMSG AHP Online System www.bpmsg.com/academic/ahp.php

112


ahp + fuzzy delphi method Project alternatives 1

alternativa A

2

alternativa B

Pairwise comparison With respect to criterion... A or B?

1

alt- a

or

alt- b

Equal 1

How much more? 2

3

4

5

6

7

8

9

113


Evaluation criteria LEGGIBILITA’: Con questo termine intendiamo la “chiarezza apparente”, ovvero “la facilità con cui le sue parti possono venir riconosciute e possono venir organizzate in un sistema coerente”. “Un ambiente distintivo e leggibile, non solo offre sicurezza ma amplia la profondità e l’intensità possibili all’esperienza umana”. IDENTITA’: “L’identità è il grado in cui una persona può riconoscere o ricordare un luogo come distinto da altri - come dotato di un proprio carattere vivido, o unico, o almeno particolare. [...] luoghi sensibili, identificabili sono appigli adatti a cui attaccare ricordi personali, sentimenti e valori. L’intensa familiarità crea un senso del luogo”. “Un’immagine funzionale richiede anzitutto l’identificazione di un oggetto, il che implica la sua distinzione da altre cose, il suo riconoscimento come entità separabile”. FIGURABILITA’: “Cioè la qualità che conferisce ad un oggetto fisico una elevata probabilità di evocare in ogni osservatore un’immagine vigorosa. Essa consiste in quella forma, colore o disposizione che facilitano la formazione di immagini ambientali vividamente individuate, potentemente strutturate, altamente funzionali”. “Un ambiente figurabile facilita il movimento intenzionale, evita l’angoscia ed i pericoli del disorientamento, stabilisce una sicura relazione emotiva col mondo esterno. [...] Questi valori saranno realizzabili solo se all’ambiente sarà conferita una forma rispondente ai requisiti della 114

chiarezza, della economia e veridicità d’immagine, se essa sarà certa, sufficiente e comunicabile, se sarà adattabile alle modificazioni”. PERMEABILITA’: In senso percettivo come “ambito di visione”[31] ovvero quelle “qualità che accrescono il campo e la penetrazione dello sguardo, effettivamente o simbolicamente. Esse includono trasparenze (vetrate o edifici su colonne);[...] viste e panorami che accrescono la profondità di visione (strade assiali, ampi spazi verdi, vedute dall’alto);[...] che evidenziano visivamente lo spazio”. In senso fisico come accessibilità ovvero “la capacità di raggiungere persone, attività, risorse, servizi, informazioni, luoghi”. “Il sistema dell’accesso può essere un elemento strategico per accrescere il senso dell’ambiente” in quanto “gli esseri umani sono animali sociali e il contatto frequente, è fondamentale al loro benessere”. SOSTENIBILITA’: La norma tecnica ISO 15392 [32] definisce la sostenibilità come una sorta di equilibrio tra l’ambiente, la società e l’economia. La sostenibilità ambientale è intesa come la capacità di impiegare e sfruttare ciò che ci offre l’ambiente garantendo qualità e riproducibilità delle risorse naturali, mentre la sostenibilità sociale è definita come la capacità di garantire condizioni di benessere quotidiano. La sostenibilità, infine, è anche economica: generare reddito e lavoro, ridurre i costi operativi, ottimizzare il ciclo di vita degli edifici aumentandone il valore di mercato. La sostenibilità sociale è intesa come creazione di spazi della comunicazione, dell’integrazione, di relazione, contenitore di valori, impatti positivi sul contesto.


Survey 1) L’attuale configurazione di Vulcania non permette una chiara leggibilità, a causa della sua complessa organizzazione spaziale e strutturale. L’intervento progettuale si prefigge lo scopo di semplificare l’immagine complessiva della struttura, così da rendere più immediata la comprensione globale dello spazio. Quale delle due alternative risponde meglio a tal fine? 2) Data la scarsa leggibilità attuale si genera nel fruitore una sensazione di timore e disorientamento, dovuto sia all’articolazione dei percorsi e dei collegamenti che alla presenza di ampie zone buie e nascoste. Il progetto vuole rendere l’insieme più lineare scarnificandolo e liberandolo degli elementi che oscurano gli spazi così da stimolare una sensazione positiva e rassicurante nel fruitore. Quale delle due alternative risponde meglio a tal fine? 3) Attualmente all’identità del luogo viene associata una valenza negativa, connessa al degrado ed all’abbandono. L’edificio fu costruito con l’intento di conferire valore e vigore al quartiere in cui sorge, obiettivo che si rivelò poi fallimentare. L’intervento si prefigge di rilanciare la struttura conferendole un nuovo carattere, così da riappropriarsi dell’importanza che avrebbe dovuto avere sin dall’inizio. Quale delle due alternative risponde meglio a tal fine? 4) L’edificio non è attualmente riconosciuto nè per la funzione per la quale era stato concepito nè come

luogo di ritrovo per i cittadini del quartiere. Il progetto attraverso un cambio di destinazione d’uso si pone l’obiettivo di rendere Vulcania un luogo identitario che abbia non solo una funzione ben definita ma che stabilisca un rapporto empatico con i fruitori, così da renderlo un ambiente piacevole e familiare. Quale delle due alternative risponde meglio a tal fine? 5) Quando si parla del centro Vulcania lo si associa immediatamente ad un’immagine globale complessa, composta da una volumetria articolata, che ha da sempre caratterizzato la sua vigorosa figurabilità. Il progetto si propone di mantenere un’immagine forte nella memoria collettiva conferendole una nuova figura che possa radicarsi nell’immaginario comune. Quale delle due alternative risponde meglio a tal fine? 6) In termini di figurabilità il parco di Vulcania non possiede una valenza significativa, in quanto l’organizzazione spaziale risulta frammentata e carente. L’intervento sul verde prevede una riconfigurazione delle funzioni da attribuire ad ogni spazio esterno. Quale delle due alternative risponde meglio a tal fine? 7) La struttura non consente attualmente, dai fronti strada, una sufficiente permeabilità visiva, che possa consentire all’osservatore di entrare in stretta relazione con gli spazi adiacenti, ponendosi idealmente come una barriera e quindi ostacolando psicologicamente il fruitore. La scelta progettuale si orienta verso l’abbattimento degli elementi che impediscono all’osservatore una visione diretta. Quale delle due alternative risponde meglio a tal fine? 115


8) Al momento, la configurazione di Vulcania non consente una buona permeabilità fisica in quanto, sia la collocazione degli accessi e dei collegamenti tra la strada e gli spazi interni, sia la connessione tra gli spazi verdi ed il costruito, non risultano efficienti. Il progetto propone una soluzione che possa creare un sistema privo di interruzioni alla fruizione degli spazi. Quale delle due alternative risponde meglio a tal fine? 9) In termini di sostenibilità sociale attualmente l’edificio non costituisce nè un luogo di scambio relazionale tra i cittadini, nè un piacevole luogo di ritrovo. L’intervento mira a conferire un valore sociale al luogo in questione tale da renderlo un fulcro relazionale per gli abitanti del quartiere e non. Quale delle due alternative rispecchia meglio questo obiettivo? 10) Da tempo le istituzioni si pongono la questione riguardante la demolizione o la riqualificazione della struttura, ponendosi un interrogativo in termini di sostenibilità economica. L’intervento si propone di riqualificare la zona servendosi di una strategia che comprenda demolizioni parziali. In tal senso occorre una valutazione del miglior compromesso in termini di impiego di materia, consumi energetici necessari alla trasformazione e ritorno economico a lungo termine. Quale delle due alternative risponde meglio a tal fine?

[31]

- Cfr. Kevin Lynch, ”L’immagine della città”, 1960. [32]

- Cfr. Norma tecnica ISO 15392/2008 www.iso.org

116


project partecipants Docenti SDS Architettura Siracusa

alternativa A

alternativa B

CR

1

antonio bonifacio

16.0%

84.0%

0.0%

2

alessandro brandino

59.8%

40.2%

0.0%

3

fernanda cantone

12.3%

87.7%

0.0%

4

francesca castagneto

32.6%

67.4%

0.0%

5

stefania de medici

28.4%

71.6%

0.0%

6

edoardo dotto

20.1%

79.9%

0.0%

7

fabrizio foti

10.5%

89.5%

0.0%

8

eugenio magnano di san lio

15.1%

84.9%

0.0%

9

vito martelliano

19.7%

80.3%

0.0%

10

francesco martinico

24.1%

75.9%

0.0%

11

bruno messina

31.5%

68.5%

0.0%

12

francesco nocera

12.2%

87.8%

0.0%

13

pierpaolo rossi

19.2%

80.8%

0.0%

14

sandra saviotto

64.8%

35.2%

0.0%

15

carla senia

14.9%

85.1%

0.0%

16

giacinto taibi

11.0%

89.0%

0.0%

17

rita maria f. valenti

10.6%

89.4%

0.0%

117


Facilitators dellâ&#x20AC;&#x2122;analisi

alternativa A

alternativa B

CR

18

adriana di mauro

15.1%

84.9%

0.0%

19

martin pistorio

12.5%

87.5%

0.0%

10.0%

90.0%

0.0%

28.3%

71.7%

0.0%

Docente sez. architettura Liceo Artistico â&#x20AC;&#x153;emilio grecoâ&#x20AC;? Catania 20

anna di carlo

Presidente III Circoscrizione di Catania 21

salvatore rapisarda

Liberi Professionisti 22

alessandro amaro

39.8%

60.2%

0.0%

23

nunzio battaglia

14.8%

85.2%

0.0%

24

umberto canigiula

11.3%

88.7%

0.0%

25

alfio caruso

25.1%

74.9%

0.0%

26

gabriele cavoto

42.3%

57.7%

0.0%

27

salvatore contrafatto

34.0%

66.0%

0.0%

28

angelo di chio

19.3%

80.7%

0.0%

29

melissa duello

44.8%

55.2%

0.0%

30

fabio fassari

11.0%

89.0%

0.0%

31

fausto fichera

40.3%

59.7%

0.0%

118


32

giuseppe fisichella

32.2%

67.8%

0.0%

33

grazia furnò

16.0%

84.0%

0.0%

34

matilde geremia

58.0%

42.0%

0.0%

35

gaetano gravagna

25.0%

75.0%

0.0%

36

fabio la rocca

15.9%

84.1%

0.0%

37

Ing. fulvio la rosa

69.9%

30.1%

0.0%

38

annamaria leone

22.0%

78.0%

0.0%

39

angela lozupone

69.2%

30.8%

0.0%

40

ada mangano

13.8%

86.2%

0.0%

41

Ing. massimo marullo

15.7%

84.3%

0.0%

42

giuseppe messina

80.3%

19.7%

0.0%

43

giuseppe moschetto

59.0%

41.0%

0.0%

44

filippo nasca

52.5%

47.5%

0.0%

45

igor nastasi

65.2%

34.8%

0.0%

46

claudia pezzinga

71.9%

28.1%

0.0%

47

ornella quattrocchi

34.2%

65.8%

0.0%

48

luigi rapisarda

33.2%

66.8%

0.0%

49

maurizio roccella

78.3%

21.7%

0.0%

50

silvio tommasini

10.1%

89.9%

0.0%

119


Group result

alternativa A

alternativa B

CR

28.0%

72.0%

0.0%

Consolidated result 80% 75% 70% 65% 60% 55% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

72%

28%

ALTERNATIVA A

120

ALTERNATIVA B


Decision hierarchy

LEVEL 0

LEVEL 1

LEVEL 2

GLOBAL PRIORITIES

ALTERNATIVE A

ALTERNATIVE B

chiarezza

0.5

12.7%

0.0284

0.0987

semplicità

0.5

12.7%

0.0305

0.0966

carattere

0.5

18.1%

0.0626

0.118

riconoscibilità

0.5

18.1%

0.0503

0.1303

memoria

0.5

6.1%

0.0241

0.037

significatività

0.5

6.1%

0.0117

0.0494

trasparenza

0.5

10.4%

0.0243

0.0799

accessibilità

0.5

10.4%

0.0241

0.08

relazionalità

0.5

2.7%

0.0098

0.0173

profittabilità

0.5

2.7%

0.0142

0.013

1.0

28%

72%

LEGGIBILITA’ 0.2541

IDENTITA’ 0.3612

PROGETTO

FIGURABILITA’ 0.1221

PERMEABILITA’ 0.1221

SOSTENIBILITA’ 0.1221

121


Consolidated preferences CRITERION: CHIAREZZA CATEGORY

CRITERION: SEMPLICITA’ PRIORITY

RANK

1

ALTERNATIVA A

22.3%

2

2

ALTERNATIVA B

77.7%

1

CATEGORY

LEGGIBILITA’

CRITERION: CARATTERE CATEGORY

PRIORITY

RANK

ALTERNATIVA A

34.6%

2

2

ALTERNATIVA B

65.4%

1

PRIORITY

RANK

ALTERNATIVA A

39.5%

2

2

ALTERNATIVA B

60.5%

1

IDENTITA’

24.0%

2

2

ALTERNATIVA B

66.0%

1

PRIORITY

RANK

1

ALTERNATIVA A

27.8%

2

2

ALTERNATIVA B

72.2%

1

CATEGORY

FIGURABILITA’

CRITERION: TRASPARENZA

PRIORITY

RANK

1

ALTERNATIVA A

19.1%

2

2

ALTERNATIVA B

80.9%

1

CRITERION: ACCESSIBILITA’

PRIORITY

RANK

1

ALTERNATIVA A

23.3%

2

2

ALTERNATIVA B

76.7%

1

CATEGORY

PERMEABILITA’

CRITERION: RELAZIONALITA’

PRIORITY

RANK

1

ALTERNATIVA A

23.1%

2

2

ALTERNATIVA B

76.9%

1

CRITERION: PROFITTABILITA’

PRIORITY

RANK

1

ALTERNATIVA A

36.2%

2

2

ALTERNATIVA B

63.8%

1

122

ALTERNATIVA A

CRITERION: SIGNIFICATIVITA’

1

CATEGORY

1

CATEGORY

CRITERION: MEMORIA

CATEGORY

RANK

CRITERION: RICONOSCIBILITA’

1

CATEGORY

PRIORITY

CATEGORY

SOSTENIBILITA’

PRIORITY

RANK

1

ALTERNATIVA A

52.3%

1

2

ALTERNATIVA B

47.7%

2


La valutazione AHP ha posto a confronto le due alternative di intervento proposte A e B, servendosi di un team di esperti che hanno messo a disposizione la propria esperienza e le loro conoscenze per fornire il proprio parere sulle ipotesi d’ntervento. Il gruppo di professionisti ha compilato la valutazione servendosi dei criteri guida definiti in fase preliminare ed esprimendo il proprio giudizio applicando il confronto a coppie alle due alternative proposte. Tale metodo segue il modello Fuzzy Delphi per la fusione dei singoli pareri soggettivi, ottenendo infine un risultato di team univoco. In tal senso chi imposta e struttura l’analisi multicriteriale assume il ruolo di facilitator, ovvero del soggetto che coordina il metodo e facilita, appunto, le risposte del gruppo di intervistati. I partecipanti non conoscono l’identità e le opinioni espresse dal resto del team, per cui i loro pareri non sono influenzabili. Ciononostante al facilitator è consentito esaminare le opinioni soggettive differenti espresse dal singolo professionista, gestire i risultati e verificare l’indice di consistenza (CR Consistency Ratio). Il CR è l’indice che controlla il grado di consistenza della valutazione, ovvero informa se all’interno dei giudizi forniti dagli esperti, ce ne siano in contrasto fra di loro. In tal caso il facilitator potrebbe richiedere una nuova intervista all’esperto, al fine di ottenere giudizi validi privi di contrasti. Il risultato ottenuto dal processo di valutazione ha condotto a selezione l’alternativa di progetto B, quale ipotesi più pertinente.

72%

28%

ALTERNATIVA A

ALTERNATIVA B

Vengono riportati di seguito i render che mostrano un ipotetico inserimento dell’alternativa di progetto B finale all’interno del contesto attuale.

123


Bibliografia - S.De Medici, C.Senia, “Valorizzazione degli edifici dimenticati. Lo stabilimento enologico Rudinì a Pachino”, franco Angeli, Milano, 2014.

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hierarchy

process”,

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- Coplan, www.coplan.it - Reckli Italia, www.reckli.com/it/italia - Greyfields, www.ingegneri.info - La morte dei “mall”, www.ilfattoquotidiano.it - Pannelli solari trasparenti, www.fotovoltaicosulweb.it - Matrici per la finitura a faccia vista del cls, www.edilportale.com - Matrici Decor per cls, www.arbloc.com - Deadmall e Ghostboxes, www.audis.it - Lo sviluppo dei Big-box, archivio.eddyburg.it - Strutture per facciate, www.enclos.com - Pareti esterne, www.archiproducts.com - Architettura Ecosostenibile, www.architetturaecosostenibile.it - BPMSG AHP Online System, bpmsg.com/academic/ahp.php - Uffici Urbanistica, www.comune.catania.it - Cartografie, www.provincia.ct.it


tesi di laurea in architettura Adriana Di Mauro | Martin Pistorio

Profile for A.Di Mauro_ M.Pistorio

DE(AD)MALL VULCANIA_strategie di valorizzazione per un bene dimenticato  

Tesi di laurea Magistrale in Architettura_ Università degli Studi di Catania_ S.D.S. di Architettura di Siracusa. Adriana Di Mauro | Martin...

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Tesi di laurea Magistrale in Architettura_ Università degli Studi di Catania_ S.D.S. di Architettura di Siracusa. Adriana Di Mauro | Martin...

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