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CARTELLA STAMPA Estate 2020

PontedilegnoTonale

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INDICE

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Il turista ha fame di montagna. Vera. Esperienze

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Maestra Montagna Famiglie

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L’alta quota fa buon sangue! Salute

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Passeggiando lungo la storia Trekking

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Teli e cannoni sparaneve per salvare il ghiacciaio Green

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Tutti pazzi per l’e-bike Bike

Pontedilegno Tonale: magia naturale

RESPIRA. VIENI A IMMERGERTI NELLA PUREZZA

L’estate 2020 sarà, più che mai, l’estate della montagna. Lo dicono i sondaggi, compreso quello che abbiamo promosso attraverso i nostri canali social durante il lockdown. Siamo convinti che questa strana situazione rappresenti una grande opportunità per la montagna, che ha finalmente la possibilità di far scoprire le sue potenzialità estive, attirando nuovi turisti. Noi siamo pronti ad accoglierli.


Il turista ha fame di montagna. Vera. Per scelta o per necessità, l’estate 2020 consacrerà un trend che gli analisti di turismo avevano ormai individuato da tempo e l’emergenza coronavirus non ha fatto che acuire questo orientamento che appare più che consolidato: il momento della vacanza è sempre più concepito come uno strumento per fuggire da ambienti urbanizzati congestionati e stressanti. Gli orari di lavoro sono sempre più estesi. Paradossalmente, lo smart working cui sono costretti molti italiani sta abbattendo le barriere rigide tra ambito pubblico e ambito privato e aumentano, oltre alla produttività, anche gli spazi dedicati al lavoro a tutto detrimento del riposo e dello svago. Impensabile che tutto ciò non abbia conseguenze sulle scelte vacanziere: non a caso aumenta il numero di turisti che chiedono esperienze in grado di rendere tangibile la realtà più vera del territorio che li accoglie. E che garantisca un salutare distacco (mentale, prima ancora che fisico) dalla quotidianità. La montagna in questo senso ha parecchie frecce da poter scoccare. Che siano fattorie didattiche, malghe di produttori locali, guide alpine, scuole di bike, musei locali o a cielo aperto, tutti sono uniti da un filo conduttore: far fuggire dal turismo omologante e offrire una vacanza tagliata su misura per gli ospiti.

TUTTE LE ESPERIENZE SONO DISPONIBILI SU

pontedilegnotonale.com/topexperience

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Esperienze

HUSKYTREKKING CON VISITA AD UNA MALGA Una magnifica escursione a piedi con gli Husky Alaskani che, imbragati e legati a voi, si divertono e vi aiutano durante la passeggiata. L’escursione termina con una visita alla malga di Case di Viso dove si producono buonissimi formaggi. L’attività è proposta da Huskyland Scuola Italiana Sleddog nelle giornate di sabato e domenica. Costo: € 15 adulto e € 10 bambino. Info e prenotazioni: 339 780 7951 info@scuolaitalianasleddog.it

Niente più turismo di massa, assembramenti e luoghi affollati. La tendenza post coronavirus è trasformare la vacanza in un’occasione di scoperta degli aspetti più emozionanti, mistici e disintossicanti di un territorio. La montagna ha molte carte da giocare, grazie a tante esperienze a contatto con la natura. Lo conferma un sondaggio realizzato dal Consorzio Pontedilegno-Tonale.

ESPERIENZE A PROVA DI DISTANZIAMENTO FISICO Il Consorzio Pontedilegno-Tonale si è mosso in tempi non sospetti, selezionando le proposte in grado di svelare le tante potenzialità dell’alta Valle Camonica e alta Val di Sole. A conferma della bontà di tale strategia, un recente sondaggio condotto dal Consorzio tra i turisti in vista della prossima stagione estiva. Dalla rilevazione emerge che il 50% degli intervistati sono propensi a organizzare vacanze più lunghe di una settimana. Ad essi si aggiunge un altro 20% che fissa il proprio obiettivo sui 6-7 giorni. Dove andare? La montagna sembrerebbe essere la meta preferita delle vacanze 2020. Determinante nella scelta della prenotazione sarà la facilità di poterla disdire gratuitamente fino all’ultimo momento per cause di forza maggiore: il 53% degli intervistati in questo caso sarebbe più propenso a bloccare una stanza in una qualche struttura ricettiva. Pochi dubbi su cosa fare in vacanza, invece: per 3 italiani su 4 l’ideale è fare lunghe camminate respirando aria fresca. Al secondo posto si collocano le esperienze adrenaliniche e poi la bike.

SUNDAY BRUNCH Partenza in e-Bike da Ponte di Legno verso un rifugio in quota, su strade sterrate tra boschi e vallate incantate. La meta è un accogliente rifugio per una cena a base di prodotti tipici, dopo la quale si rientra a Ponte di Legno, armati di luce frontale. L’attività è proposta da Pontedilegno Bike Rent, tutti i mercoledì dalle 18.00 alle 21.30. Costo: € 65/persona (previsti 4 partecipanti). Info e prenotazioni: 0364 900302 info@pontedilegnorent.com

FATTORIA DIDATTICA È una bella opportunità per conoscere gli animali e per scoprire in cosa consistono l’agricoltura e l’allevamento in montagna. L’attività è proposta da Azienda agricola Volpaia a Vermiglio nelle giornate del 31 luglio, 7 agosto, 14 agosto e 21 agosto dalle 9.30 alle 12. Costo: € 12,00 adulto e € 6 bambino. Info e prenotazioni: 335 5252958 agrivolpaia@gmail.com

BAREFOOT TRAINING SPECIALIST Sperimentando varie tipologie di terreni e superfici, a piedi nudi, un esperto vi spiegherà le principali funzioni del piede e le sue connessioni con il resto del corpo, valuterà possibili disfunzioni e mobilità della caviglia e vi riporterà ad avere piedi forti e sani. L’attività è organizzata da Giuseppe Bernardi - Barefoot Training Specialist. Costo: € 38 all’ora e € 70 per due ore consecutive. Info e prenotazioni: 377 4494806 gb.istruttore@gmail.com

Esperienze

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Maestra Montagna

Il lockdown prolungato ha rappresentato anche un blocco educativo per i più piccoli. La scelta della vacanza assume quindi contorni pedagogici importanti. La montagna è l’ambiente ideale per consentire ai bambini di recuperare la libertà perduta, divertendosi in sicurezza.

“Tutti ci siamo fatti volontariamente prigionieri, e abbiamo finito con l’amare la nostra prigione e trasmetterla ai nostri figlioli. Nel nostro tempo e nell’ambiente civile della nostra società, i bambini vivono molto lontani dalla natura e hanno poche occasioni di entrare in intimo contatto con essa o di averne diretta esperienza”. Sono passati 111 anni da quando Maria Montessori scrisse quelle parole nel suo primo libro di pedagogia. Ma nonostante tutto, anche a causa della condizione imposta dal lockdown mondiale per l’emergenza coronavirus, la loro attualità impressiona. Come dare sostanza concreta alle indicazioni della più grande pedagogista italiana? Ecco che la scelta delle vacanze diventa un’azione dagli importanti risvolti educativi, considerando tra l’altro la lontananza forzata dall’ambito scolastico. Un’immersione nella natura diventa il miglior maestro che si possa offrire ai bambini durante le vacanze estive: “Se i bambini sono a contatto della natura, allora viene la rivelazione della loro forza” scriveva ancora Montessori. Ma il bambino deve viverla perché “il fatto più importante risiede proprio nel liberare possibilmente il fanciullo dai legami che lo isolano nella vita artificiale creata dalla convivenza cittadina. Noi dobbiamo ai bambini una riparazione più che una lezione. Dobbiamo guarire le ferite inconsce, le malattie spirituali, che già si trovano in questi piccoli graziosi figli dei prigionieri dell’ambiente artefatto”. In tal senso, la montagna ha un quid in più rispetto a molte altre località turistiche 6

PontedilegnoTonale

proprio per la massima libertà di azione che consente ai più piccoli (peraltro garantendo un indubbio distanziamento sociale “naturale” grazie agli spazi sconfinati che valli, boschi e vette assicurano). Gli investimenti fatti dai territori per enfatizzare queste peculiarità della montagna si rivelano quanto mai lungimiranti. Il comprensorio Pontedilegno-Tonale, ad esempio, offre numerose opportunità di sana relazione tra bambini e natura. Piante, prati, boschi, alberi, animali selvatici, percorsi dedicati, fattorie didattiche, parchi tematici diventano così spunti pedagogici importanti in grado di far rifiorire l’anima e l’istinto dei nostri figli, assetati più che mai di relazionarsi con il mondo esterno. D’altro canto, le intuizioni della Montessori sono state confermate, molto più recentemente, anche dalle analisi scientifiche contemporanee: «L’esposizione alla natura – rivela ad esempio uno studio di un gruppo di esperti dell’University College of London pubblicato sul British Journal of Educational Psychology - può risultare particolarmente benefica per lo sviluppo delle aree del cervello che supportano la memoria spaziale, un fattore fortemente correlato con i risultati scolastici». Famiglie

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GIRO DEI MASI IMPARARE DALLE GENTI DI MONTAGNA Se i territori alpini sono un esempio di organizzazione, di tutela della biodiversità e del patrimonio naturale, è in gran parte per il ruolo essenziale degli agricoltori e degli allevatori. Il loro è un apporto che rischia di essere sottovalutato. Il giro dei masi, collocato lungo il percorso del torrente Vermigliana a Vermiglio, con una breve deviazione in Val Stavel ai piedi degli imponenti bastioni glaciali della Presanella, permette di venire a contatto con chi vive la montagna quotidianamente.

SOZZINE PARK PERCORSI D’ACQUA TRA GIOCO E RELAX Far divertire i bambini mentre i più grandi possono rilassarsi. L’oasi di Sozzine Park è stata concepita proprio per unire due obiettivi apparentemente distanti. Al suo interno è stato realizzato un parco divertimento in legno, costeggiato dal torrente Narcanello, che nasce dal ghiacciaio Pisgana. Calamita per grandi e piccini è il percorso rigenerante (il percorso Kneipp) dove, immergendo i piedi nell’acqua fredda e camminando sui ciottoli che si trovano sul fondo, è possibile godere di un massaggio unico, capace di risvegliare tutti i sensi.

FORTIFICAZIONI DI DAVENINO FRA LE TRINCEE DELLA STORIA I prati del Davenino, collocati tra Vezza d’Oglio e Incudine, non sono solo un grande spazio aperto ideale per lasciare liberi bambini e ragazzi. Ospitano infatti delle fortificazioni difensive risalenti alla Prima Guerra Mondiale: una serie di trincee dello “Sbarramento del Mortirolo”, la terza linea di difesa dalla possibile avanzata austriaca dal Tonale. Un’ottima occasione per trasmettere alle nuove generazioni la storia del nostro Paese.

ADVENTURE PARK VEZZA D’OGLIO EDUCAZIONE MOTORIA IN SETTE LIVELLI Ponti sospesi che richiedono equilibrio e concentrazione, percorsi di corde e passeggiate tra i tronchi d’albero in suggestivi boschi di abeti rossi: questo è l’Adventure Park di Vezza d’Oglio, nel Parco dell’Adamello. Esperienze ideali per aiutare i bambini a sviluppare le proprie capacità motorie e l’armonia con la natura. Per ogni età è previsto un percorso diverso, con 7 livelli di complessità: dal percorso verde (max 1 m d’altezza), a quello viola (max 18 m). Adrenalina pura per i piccoli in cerca di avventura.

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Famiglie

TORBIERE DEL TONALE UN’AULA DI BIOLOGIA A CIELO APERTO Alzino una mano i bambini (ma anche gli adulti) che sanno cosa sia una torbiera e perché è di grande importanza per gli ecosistemi alpini. Eppure queste vaste aree ricche di microambienti umidi e acidi rivestono un ruolo essenziale per molti tipi di fauna e rarissime specie vegetali. Le torbiere del Tonale, dichiarate Sito di interesse comunitario, sono un’aula di biologia e scienze naturali a cielo aperto, collocate nella scenografica Val Presena.

AREA FAUNISTICA DI PEZZO I PADRONI DELLO STELVIO Cervi e stambecchi in un ambiente naturale a 1.600 metri di quota: l’Area Faunistica di Pezzo, collocata all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, è il luogo ideale per far conoscere ai più piccoli la fauna selvatica alpina nel proprio territorio naturale. L’area è visitabile grazie ad un percorso su strada battuta. Bosco e ambienti rocciosi ospitano gli ungulati vivono in condizioni del tutto naturali. Lungo il tragitto diverse piazzole sopraelevate facilitano l’osservazione degli animali e cartelloni didattici spiegano le loro abitudini e le loro caratteristiche.

Famiglie

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L’alta quota fa buon sangue! Allenarsi in alta montagna stimola la produzione di globuli rossi e l’ossigenazione del sangue. Ne risentono positivamente le prestazioni atletiche e la condizione muscolare. Con benefici a lungo termine.

In principio fu la Grande Inter guidata dal “Mago” Helenio Herrera: fu l’allenatore argentino a portare i propri giocatori in alta montagna per la preparazione estiva precampionato. Erano gli Anni ‘60. Nuotatori, podisti, ciclisti: l’allenamento in altura ha ormai moltissimi estimatori. Il perché è presto detto: dietro di essa si nascondono infatti numerosi benefici. Indispensabili per chi fa dello sport la propria professione ma ovviamente apprezzabili anche dalla gente comune. Soprattutto se si viene da un lungo periodo di sedentarietà e vita di semireclusione nei centri urbani. IL FATTORE EPO “Il principale vantaggio degli allenamenti in altura è legato alla loro capacità di migliorare le prestazioni atletiche agendo sui meccanismi di trasporto dell’ossigeno. Particolarmente importanti per tutte gli sport che richiedono un’attività aerobica intensa e prolungata” spiega Alessandro De Vincenzi, medico dello sport e cardiologo dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma. “Viene infatti aumentato il metabolismo aerobico ovvero la capacità di utilizzare l’ossigeno, partendo dal presupposto che più ossigeno viene trasportato dal sangue ai muscoli e maggiore sarà la prestazione atletica effettuabile”. Tutto questo è reso possibile dal fatto che in montagna la pressione dell’ossigeno diminuisce man mano che si sale. Il fisico, come risposta, attiva il meccanismo dell’eritropoiesi. Ovvero, 10

Salute

produce nuovi globuli rossi, le cellule che trasportano l’ossigeno. Lo fa sfruttando, appunto, l’eritropoietina (più spesso nota come EPO), un ormone che induce la produzione di globuli rossi, aumentandone in modo consistente la loro quantità all’interno del circolo sanguigno. Così facendo, il nostro organismo sopperisce all’apporto più limitato di ossigeno, per sfruttare quello disponibile. È facile capire che una scappata in montagna per il weekend è troppo poco per attivare questi meccanismi. Altrettanto comprensibile è il fatto che più si rimane in alta quota, più si stimola la produzione di globuli rossi. L’ideale è allenarsi oltre i 1.500 m e protrarre la permanenza per almeno un paio di settimane. Bisogna infatti considerare che nei primi giorni il fisico può avere necessità di adattarsi e quindi non potrà subito sopportare carichi di lavoro troppo pesanti. Rientrati in città, l’effetto dell’altura sparirà in un mese. I benefici degli allenamenti montani però non si fermano alla maggiore produzione di globuli rossi. A parità di attività fisica, svolgerla immersi in paesaggi naturali come montagne, laghi, boschi, apporta un quid positivo in più. Una ricerca austriaca pubblicata sulla rivista della Public Library of Science conferma che camminare tra sentieri e alberi fa sopportare meglio la fatica, per ottenere performance migliori.

IL PARERE DELLA NUTRIZIONISTA Le migliori prestazioni non sono figlie solo di allenamenti rigorosi ma anche degli alimenti che assumiamo prima, durante e dopo lo sforzo fisico. Esperti e nutrizionisti ammoniscono: guai a sottovalutare la corretta alimentazione. A partire dalla cosa apparentemente più banale: bere a sufficienza. “L’idratazione – spiega Marianna Daldoss, nutrizionista che opera al fianco di atleti e guide alpine dell’alta Valle Camonica – è un elemento fondamentale, sia prima che durante l’allenamento. Il rischio di disidratazione in montagna è più elevato a causa delle maggiori perdite idriche sia con la respirazione che con la diuresi. Teniamo conto che quando la disidratazione supera il 2% del nostro corpo, l’organismo comincia ad avere problemi: la performance peggiora, possiamo avere crampi, ci gira la testa, la pressione si abbassa e rischiamo il colpo di calore”. C’è poi da ricordare che il dispendio energetico di un allenamento in altura è maggiore. Serve quindi colmare il fabbisogno. “E chi ha carenze di ferro deve fare particolare attenzione perché più soggetto al ‘mal di montagna’ che causa affanno, vertigini e nausea”. Cosa mettere quindi nello zaino ideale? Un’adeguata riserva d’acqua, ovviamente. Poi zuccheri a rapido assorbimento: frutta disidratata (uvetta, albicocche o fichi secchi) o delle barrette energetiche. “Cerchiamo di non appesantirci troppo durante la salita con cibi elaborati o grassi come biscotti frollini o frutta secca oleosa o salame” ricorda Daldoss. Ma le attenzioni non finiscono una volta arrivati alla meta. Poi si deve ridiscendere. “Meglio optare quindi per qualcosa di semplice come pane integrale con speck di qualità e un filo di olio extravergine di oliva o per i più piccoli un’insalata di riso con olio e delle uova sode o un’insalata di patate con noci e ricotta”. Anche i pasti successivi sono altrettanto importanti: devono essere completi di carboidrati (in quantità maggiore in base all’intensità) per permetterci di affrontare una nuova “impresa” il giorno successivo. Devono però essere anche ricchi di proteine, di grassi e fibra quindi. Una buona notizia perché significa potersi permettere un ottimo piatto tipico con polenta e capriolo. Salute

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Dopo lo sport, sei aree relax per rigenerarsi con l’acqua E dopo lo sport e l’allenamento all’aria aperta in alta quota? Anche il recupero merita luoghi adatti. Aree dove, sfruttando i poteri naturali dell’acqua, si possano recuperare le forze e agire positivamente su sistema cardiocircolatorio e muscolatura affaticata. Il comprensorio Pontedilegno-Tonale ha così predisposto una vera e propria rete di “aree relax”. Sei luoghi nei quali il filo conduttore è l’acqua, utilizzata come strumento curativo. Sono già disponibili le aree relax di Ponte di Legno e di Pezzo, alle quali si aggiungerà questa estate l’area relax in località Santa Apollonia; sono inoltre previste

L’ACQUA DELLE AREE RELAX ARRIVA DIRETTAMENTE DAI NOSTRI GHIACCIAI. quelle di Temù, Valbione, Precasaglio e Case di Viso. A Ponte di Legno in località Val Sozzine c’è il percorso rigenerante del quale abbiamo parlato anche nel capitolo Maestra montagna, basato sul metodo ideato dal prete tedesco Sebastian Kneipp: nell’Ottocento, fu lui a studiare le proprietà terapeutiche dell’acqua e iniziò ad applicarle su sé stesso. Nel percorso, si comincia a camminare nell’acqua bassa con passo lento, si può̀ assaporare la sensazione “dolorantebenefica” alla pianta del piede offerta dai diversi tipi di suolo (ciottoli, graniglia di roccia, piccoli rami di conifere) e la muscolatura del piede, rafforzandosi, trasmette benefici a tutto il corpo e ai vari organi. L’area relax di Pezzo dispone invece di due meravigliose tinozze in legno e di comode sdraio che si affacciano sul Castellaccio e sulle maestose cime che circondano Ponte di Legno.

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PontedilegnoTonale

Salute

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Passeggiando lungo la storia Nel comprensorio Pontedilegno-Tonale, un sistema di 7 gallerie e fortificazioni militari è stato recuperato per trasformarlo in un museo permanente sulla Grande Guerra.

Sono molte e particolarmente ben conservate le testimonianze della Prima Guerra Mondiale che si possono raggiungere a piedi e, in molti casi, anche in sella a bici o mountain bike. Mete ideali per trasformare la tradizionale escursione montana in una lezione itinerante di storia. Più precisamente, delle vicende che hanno visto contrapposte le truppe italiane e austriache durante la Prima Guerra Mondiale, in quella che è ormai nota come Guerra Bianca, caratterizzata dal clima estremo e dalle difficoltà di un territorio impervio. Lo scenario è mozzafiato: l’area dell’AdamelloBrenta, tra Lombardia e Trentino. Qui sorge una vera e propria rete di fortificazioni, gallerie e imponenti trincee. Molte sono visitabili e talvolta ospitano musei ed eventi di grande interesse storico. Sono inoltre collegate da chilometri di sentieri un tempo percorsi dai militari, e adesso ripopolati da appassionati di montagna e di storia.

UNA MAPPA INTERATTIVA CHE RACCHIUDE LE TRACCE GPX DI SENTIERI, PERCORSI A PIEDI E CON LA BIKE, PUNTI DI INTERESSE STORICI E CULTURALI È DISPONIBILE SUL SITO E SULLA APP DI PONTEDILEGNO-TONALE. 14

Trekking

FORTE STRINO Si trova sulla strada del Passo Tonale prima del ponte sul Rio Strino, fra il passo ed il paese di Vermiglio. Risale al 1860 e fu ideato e costruito dagli austriaci nel momento in cui il Trentino divenne il confine meridionale dell’Impero Austro-Ungarico. Venne dimenticato dopo la fine della Prima Guerra Mondiale e recuperato negli anni Novanta. Oggi fa parte della rete dei musei ed espone diversi reperti di guerra tra cui la divisa mimetica degli alpini sciatori.

FORTE MERO Fu l’ultima costruzione del sistema fortificato del Tonale ad essere realizzata tra il 1911 e 1913. Era adibito alla difesa ravvicinata e al controllo del territorio fra il Forte Zaccarana ed il Forte Presanella, per cui non venne dotato di cannoni ma solo di mitragliatrici. Su alcuni muri è ancora visibile il colore usato per mimetizzarlo. Il forte venne abbattuto dopo soli 3 anni dal termine dei lavori dai colpi delle artiglierie italiane. Anch’esso è raggiungibile a piedi dall’Ospizio San Bartolomeo e di fronte al forte si trova un’area di sosta attrezzata.

FORTE PRESANELLA L’opera fu edificata tra il 1908 e 1912 nella Val Vermiglio sul fronte opposto a Forte Zaccarana. Il forte venne pesantemente danneggiato già dall’inizio del conflitto e venne ulteriormente demolito dopo la guerra per recuperare ferro e altri materiali. Nel 2008, grazie ad un finanziamento della Provincia Autonoma di Trento, sono iniziati i lavori per mettere in sicurezza i ruderi della struttura. Oggi è raggiungibile a piedi percorrendo per otto chilometri la mulattiera che parte da Velon, frazione del comune di Vermiglio.

FORTE ZACCARANA Si tratta del forte più elevato, a 2.116 metri di quota, e più all’avanguardia della zona del Tonale durante la Grande Guerra. Fu realizzato agli inizi del 1900 con i criteri più moderni per la costruzione delle fortezze armate. Il forte garantiva il pieno controllo di tutte le vallate circostanti. L’edificio è raggiungibile a piedi da Vermiglio percorrendo circa 7 km sulla vecchia strada militare o dal sentiero che parte dall’Ospizio di San Bartolomeo, poco sopra il Passo Tonale. È stato messo in sicurezza nel 2009 ed è in parte visitabile anche all’interno. Dal forte si può godere di una vista panoramica su tutta l’alta Val di Sole.

Trekking

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BOCCHETTE DI VAL MASSA Sono la destinazione finale di un itinerario panoramico di circa 3 ore di cammino che parte dai 1.585 metri di Santa Apollonia e si inerpica per oltre 900 metri di dislivello. Il “Trincerone” è una imponente opera difensiva di circa un chilometro di lunghezza, ancora oggi intatta, con numerose postazioni, feritoie, osservatori, camminamenti e ricoveri. Secondo molti osservatori e storici, sono le più imponenti e spettacolari fortificazioni della Prima Guerra Mondiale in questo quadrante dell’arco alpino. Ad impressionare è soprattutto la particolare modalità di costruzione, interamente a secco, frutto di una paziente e accuratissima tecnica ad incastro. La fatica della salita verrà ripagata anche dallo splendido panorama dei ghiacciai adamellini che si possono osservare sullo sfondo.

LA GALLERIA PARADISO All’epoca era una lunga caverna scavata nel granito dai militari italiani che serviva come precario ricovero e riparo dall’assedio di gelo, tormente di neve e pallottole che aspettava i soldati al fronte. Oggi è uno scenografico strumento multimediale di divulgazione didattica: una galleria a 2.585 metri di altezza, che diventa un tributo al dramma della Grande Guerra. La Galleria Paradiso è situata sul passo omonimo, sulla linea di confine aspramente conteso dagli eserciti austro-ungarico e italiano nei lunghi anni di guerra. L’allestimento è facilmente raggiungibile in cabinovia dal Passo Tonale. “Sulle nostre montagne – spiega lo storico Felice Longhi, curatore del progetto - sono state scritte pagine importanti della Guerra Bianca, che quassù a oltre 3.000 metri di quota ha presentato problematiche molto diverse rispetto alle altre zone del fronte”.

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Trekking

I MUSEI DELLA GUERRA BIANCA A TEMÙ E A VERMIGLIO: LA TRAGICA STORIA DEGLI ANNI DEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE SU QUESTI MONTI, RACCONTATA ALLE NUOVE GENERAZIONI ATTRAVERSO I SEGNI E LE MEMORIE

TEMÙ E VERMIGLIO: I DUE MUSEI DELLA GUERRA BIANCA Per completare la conoscenza delle vicende della Grande Guerra che è stata combattuta su queste montagne, sono stati realizzati anche due “musei della Guerra Bianca”. Il primo, a Temù, sul versante lombardo: esposti nelle sue sale, si trovano oggetti che hanno caratterizzato il conflitto alle elevate altitudini dell’Adamello. La presenza di una baracca usata dai soldati in alta montagna e di altri oggetti della vita quotidiana fanno immergere il visitatore nell’atmosfera del fronte. Sono esposte armi, cannoni, munizioni, divise militari e una grande raccolta di foto dell’epoca. Il museo ha anche un fitto programma di eventi e attività culturali. Pochi chilometri dopo aver scavallato il Passo Tonale ed essere entrati in Trentino, invece, si trova il secondo museo a Vermiglio, sede di reperti centenari, ritrovati, in quarant’anni di ricerche sui monti della Val di Sole, da Emilio Serra, un appassionato di storia che va a caccia di cimeli nell’area dell’Adamello. Armi, uniformi ma soprattutto utensili e attrezzi da lavoro usati dai soldati per sopravvivere tra neve e rocce.

PontedilegnoTonale

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Teli e cannoni sparaneve per salvare il ghiacciaio

Sul Presena, la società Carosello (che fa parte del Consorzio Pontedilegno-Tonale) ogni estate ricopre la superficie nevosa con i teli geotessili. Un lavoro imponente che sta dando grandi risultati.

Non ci sono sulla faccia della Terra territori più capaci delle aree montane di mostrare con uguale forza e drammaticità le conseguenze dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale. Le immagini di ghiacciai e nevi perenni che si sciolgono parlano più di mille dati: “Ogni grado centigrado in più registrato nelle terre emerse infatti corrisponde a 2°C di aumento sulle Alpi” spiega il rapporto Nevediversa 2019 di Legambiente. Risultato: negli ultimi decenni, solo sull’arco alpino, sono scomparsi circa 200 ghiacciai. Correre ai ripari è indispensabile, anche per preservare l’enorme indotto economico (turistico ma non solo) che ruota attorno ai delicati ecosistemi montani. Sulla cima del Presena, a cavallo tra Lombardia e Trentino, c’è un piccolo segno di una possibile inversione di tendenza. Il merito è del sapiente uso della tecnologia: d’inverno l’innevamento programmato attraverso sparaneve di ultima generazione aumenta la superficie nevosa e protegge il ghiaccio sottostante. D’estate, al termine della stagione sciistica (che sul Presena arriva fino a maggio), un’immensa rete di teloni geotessili viene stesa sul ghiacciaio per preservarlo dai violenti raggi solari. “L’idea dei teli - spiega il presidente della società Carosello, Davide Panizza – è nata a partire da un programma sperimentale con le università di Trento e di Milano per ridurre o comunque diminuire l’ablazione. Hanno la funzione di mantenere una temperatura inferiore al di sotto, riflettendo la luce solare e riducendo così la temperatura della neve: li stiamo applicando dal 2008 e con ottimi risultati”. 18

Green

I RISULTATI DELLE ANALISI DELLE UNIVERSITÀ Il progetto, nato nel 2008 grazie alla collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento che finanziava i teli e la produzione della neve, dal 2015 prosegue per iniziativa della società Carosello che ha progressivamente esteso, negli anni, la superficie di ghiacciaio coperta dai teli geotessili. Erano 40.000m2 nel 2014 e poi 46.700m2 del 2015, 60.000m2 del 2016, 65.000m2 del 2017, 80.000m2 nel 2018 e addirittura 100.000m2 nell’estate 2019. In media, lo spessore di ghiaccio che rimane sotto i teli alla fine dell’estate si aggira sui 2,5/3 metri. La conferma della validità di questo progetto arrivava già nel 2014 da un’analisi realizzata dai ricercatori universitari: “Il settore coperto con il geotessile ha evidenziato valori medi di albedo (l’unità di misura del potere riflettente di una superficie) di 0,64 contro un valore medio di 0,43 per la superficie glaciale non coperta. Il settore coperto in media ha un assorbimento di energia solare del 36% mentre la superficie non coperta del ghiacciaio ha assorbito in media il 57% dell’energia solare. Complessivamente l’azione del telo nel modulare i flussi energetici radiativi assorbiti dal ghiacciaio porta per il periodo di sperimentazione, ad una riduzione dell’ablazione del 52%”. GLI EFFETTI DELL’INNEVAMENTO PROGRAMMATO La strategia anti-scioglimento non si limita però ai soli teli estivi. D’inverno (o meglio, già in autunno, non appena le temperature lo permettono), viene incrementato il manto nevoso tramite innevamento programmato che utilizza l’acqua di un adiacente bacino idrico naturale. Un processo che dura fino a marzo inoltrato. Lungo tutto il ghiacciaio vengono collocati 10 cannoni sparaneve con una portata oraria di 220 m3. Lo sforzo è quindi imponente. E certo non a basso costo (la spesa media annua, tra gestione e manutenzione supera i 420.000 euro). D’altra parte gli effetti si vedono: da un confronto tra la condizione del ghiacciaio registrata nel 2008 e quella attuale, emerge che oltre 50 metri di ghiaccio sono stati salvati dallo scioglimento.

I NUMERI DEL GHIACCIAIO PRESENA

2.710

s.l.m.

Quota a valle (piano sciabile)

3.000

s.l.m.

Quota a monte

Esposizione a

NORD 950

m.

Lunghezza sviluppata

290

m.

Dislivello

40

%

Pendenza massima

70.000

m2

Superficie sciabile attuale

Green

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Tutti pazzi per l’e-bike. Quello delle bici è un comparto economico che non mostra segni di sofferenza e anzi sta conquistando nuove fette di consumatori. Al suo interno, il sottogruppo più dinamico è senz’altro quello delle e-bike. A confermarlo sono i dati che anno dopo anno vengono comunicati da Confindustria ACMA (che riunisce i principali produttori): l’ultima rilevazione, relativa al 2019 e presentata ad aprile, indica una crescita delle bici elettriche del 13%, arrivando a sfiorare le 200mila unità vendute (a fronte delle 173mila dell’anno precedente). Un aumento che fa seguito a quelli, sempre a doppia cifra, degli anni precedenti: +17% nel 2018, +18% nel 2017, +13% del 2016 e +20% del 2015. Il perché della crescita è presto detto: il comparto è capace di intercettare un pubblico molto ampio, grazie alla versatilità del mezzo, perfetto sia per gli spostamenti urbani sia per i momenti ludici e per il turismo. Consentono infatti di coprire distanze più lunghe con velocità medie più elevate, aprendo quindi nuove opzioni di mobilità e di vacanza. In questo senso, peraltro, l’attuale emergenza Coronavirus può rappresentare anche un paradossale aiuto: le e-bike permettono di mantenere le distanze di sicurezza. Inoltre, al pari delle bici tradizionali attivano il metabolismo di chi le usa e come tale ne aumentano le difese immunitarie. Tutti fattori preziosissimi per aiutare ad arginare il virus.

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Bike

Quello delle bici elettriche è il segmento più dinamico e in crescita del comparto ciclistico. Per i territori turistici rappresenta un valido alleato per diversificare l’offerta e ridurre l’uso della mobilità a motore. Ma servono servizi ad hoc e infrastrutture adeguate: come la rete del Progetto ZEUS ideato dal Consorzio Pontedilegno-Tonale

PAROLA D’ORDINE: PIANIFICAZIONE In montagna le e-bike hanno ulteriori indubbi vantaggi: permettono ai turisti di spaziare su aree più ampie e uniscono il piacere del relax a quello dell’attività fisica. Non è un caso che, nel segmento delle bici elettriche, quello delle mountain bike elettriche rappresenta il re del mercato. Ecco perché il settore e-bike non può certo essere sottovalutato da un comprensorio turistico che voglia attirare fette più ampie di cicloturisti. Tuttavia, per centrare l’obiettivo occorre pianificare non solo le attività di promozione turistica ma anche dotare il territorio di infrastrutture al servizio dell’e-bike. “Attirare la clientela turistica che guarda con favore all’uso dell’e-bike in vacanza e fidelizzarla a un territorio non è una sfida che si vince dall’oggi al domani” spiega Michele Bertolini, Consigliere delegato del Consorzio PontedilegnoTonale. “Serve un’adeguata pianificazione, investimenti mirati e la costruzione di servizi ad hoc. Muovendosi con intelligenza però i ritorni in termini economici e d’immagine sono innegabili”.

PROGETTO ZEUS: UNA RETE DI COLONNINE INTERATTIVE E MULTITASKING COMPOSTA DA 12 PUNTI DI RICARICA. A PONTE DI LEGNO E VERMIGLIO È PRESENTE ANCHE UNA TOOL STATION

LE COLONNINE MULTITASKING Alcuni dei servizi per il turismo e-bike come per esempio officine specializzate, servizi di assistenza, guide, hotel bike-friendly, sono comuni agli altri tipi di bicicletta. A tutto questo si aggiunge però il delicato tema dei centri di ricarica. Devono essere sufficienti per rispondere alla domanda, soprattutto nei periodi di alta stagione, e devono essere ben distribuiti nel territorio. In questo senso, il comprensorio PontedilegnoTonale ha senz’altro una marcia in più. Dallo scorso anno ha avviato il progetto ZEUS: una rete di colonnine interattive e multitasking attualmente composta da 12 punti di ricarica che consistono in 4 box e 4 rastrelliere, installati lungo i 40 chilometri che separano Edolo e Vermiglio. Alle colonnine – ideate dal partner tecnico Dolomeet Hub, una start up della Val di Sole – si può ricaricare qualsiasi dispositivo elettronico, garantendo un deposito sicuro dei propri oggetti con codice personale. Alla partenza della cabinovia di Ponte di Legno e a Vermiglio, per offrire un servizio completo oltre alla ricarica è stata aggiunta una “tool station”: un kit di manutenzione e riparazione delle bici messo a disposizione dei ciclisti. PontedilegnoTonale

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GAVIA E MORTIROLO “CAR-FREE” UN REGALO PER I CICLOTURISTI La scelta del Parco Nazionale dello Stelvio coinvolge anche i due mitici passi alpini all’interno del comprensorio Pontedilegno-Tonale. Il successo registrato negli anni scorsi ha spinto a ripetere l’iniziativa. Per alcuni giorni, niente auto né camper né moto per incentivare biker e mobilità dolce. Rendere un territorio “amico” delle bici significa anche stimolarne l’uso attraverso scelte che possono sembrare rischiose. Nel comprensorio Pontedilegno-Tonale, l’idea “audace” è stata quella di chiudere due dei passi mitici incastonati nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio. Due nomi noti a tutti i fan delle grandi corse ciclistiche, Giro d’Italia su tutte: Gavia e Mortirolo. Le due strade, nei mesi di alta stagione estiva, sono letteralmente prese d’assalto dal turismo di massa. Certo, questo è un disincentivo per i cicloturisti in cerca di pace, serenità, aria pura e della possibilità di testare le proprie capacità su quei percorsi leggendari. Per questo, la Direzione Parco dello Stelvio dell’ERSAF (Ente Regionale Lombardo per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) ha organizzato Enjoy Stelvio National Park. Per alcuni giorni, stop ai veicoli a motore e largo solo alle biciclette. Le date sono le seguenti*: - PASSO GAVIA: 26 luglio – 30 agosto - PASSO MORTIROLO: 24 luglio “Il progetto nasce proprio con l’intento di valorizzare i grandi passi alpini tramite la chiusura al traffico motorizzato. Un modo per riappropriarsi delle forti emozioni che quelle strade sanno dare agli appassionati del ciclismo che infatti accorrono da tutta Europa per sfruttare questa opportunità” spiega Alessandro Nardo, Direttore del Parco dello Stelvio. Chi vorrà percorrerli in bicicletta dovrà iscriversi gratuitamente entro il giorno previsto di chiusura. Riceverà i gadget dell’iniziativa e avrà la possibilità di usufruire di tutti i servizi previsti dagli organizzatori come, ad esempio, il trasporto degli indumenti di ricambio in quota. *Invitiamo a verificarle sul sito www.enjoystelviopark.it in quanto potrebbero esserci degli aggiornamenti, in base alle nuove disposizioni legate all’emergenza Covid-19. 22

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“Lasciate che le bici vengano a noi” Oltre sei milioni di persone hanno scelto la bicicletta per trascorrere la propria vacanza in Italia. Una crescita del 41% nell’ultimo quinquennio, un valore economico generato che supera i 7,5 miliardi di euro l’anno. La crisi causata dall’emergenza coronavirus potrà probabilmente causare uno stop a questo andamento impetuoso, fotografato dai dati dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche ISNART e da Legambiente, ma certamente non sarà che una parentesi provvisoria. Tanto più che sono proprio le due ruote uno degli strumenti che i tecnici delle task force governative hanno indicato come più salutari per ridurre i contagi e stimolare un tipo di turismo sostenibile anche dal punto di vista sanitario. Ma per intercettare questo tipo di turismo serve un’adeguata pianificazione da parte di un territorio. E la capacità di fare squadra. Le improvvisazioni non funzionano quasi mai. E questo caso non farà certo eccezione. Servono infrastrutture adeguate, servizi che facilitino il cicloturista, offerte che ne incontrino le peculiarità. A partire dell’offerta alloggiativa. Il comprensorio Pontedilegno-Tonale in questo senso rappresenta una best practice. Non solo per la qualità e la varietà dei percorsi, ma anche per aver ideato un sistema di certificazione che seleziona i “Bike Resort”, ovvero gli hotel “amici dei ciclisti”. “Con incantevoli camere in albergo o in appartamento, tutte le strutture certificate Bike Resort offrono un’ospitalità unica che tiene conto delle esigenze dei ciclisti” spiega Michele Bertolini, Consigliere delegato del Consorzio Pontedilegno-Tonale. Il Bike Resort offre varie alternative per vivere la montagna in bici, adatte a tutti i livelli e tipologie di biker e unite all’ospitalità su misura in ottica “bike friendly” dei nostri operatori.

Il comprensorio Pontedilegno-Tonale ha adottato per primo la certificazione per gli hotel “amici dei ciclisti”. Per averla è obbligatorio rispettare un lungo elenco di requisiti. L’obiettivo è garantire dei servizi ad hoc per i biker.

196 REQUISITI DA RISPETTARE Il percorso, come detto, non s’improvvisa e il comprensorio che racchiude l’alta Valle Camonica e l’alta Val di Sole si è mosso per tempo. Per arrivare a creare una rete di bike hotel certificati (riuniti nel sito pontedilegnotonalebike.com) le strutture ricettive coinvolte nell’iniziativa, a partire dal 2016 hanno aderito a un processo di adeguamento dei servizi bike oriented, che le ha portate a ottenere la certificazione. Il disciplinare sul quale devono basarsi è composto da 196 requisiti su categorie molto diverse tra loro. “I nostri bike hotel e tutte le strutture ricettive certificate offrono ai rider servizi esclusivi a loro dedicati - spiega Aldo Bordati, consulente bike per il Consorzio dal deposito bike al bike wash alla presenza di un’officina interna. E ancora: servizio massaggi, assistenza medica e fisioterapica, ristorazione dedicata, punti di ricarica e-bike.”

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IL PARADISO PER I CICLISTI Ciclovie, piste ciclabili, bike park, sentieri per mountain bike e downhill. Il comprensorio Pontedilegno-Tonale è in grado di soddisfare tutte le tipologie di biker. La Ciclovia dell’Oglio che parte da Ponte di Legno è, ad esempio, una regina tra le infrastrutture dedicate al cicloturismo. Definita nel 2019 la “più bella d’Italia” dalla giuria dell’Italian Green Road Award, è lunga ben 282 chilometri e unisce 4 province lombarde (Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova). I primi 90 si snodano nel Parco dell’Adamello. Per chi ama la bici da corsa, inoltre, la Valle Camonica permette di affrontare alcuni tra i passi più famosi e difficili della storia del ciclismo professionistico: il Tonale, il Gavia e il Mortirolo, teatri di imprese leggendarie di campioni come Pantani e Contador. Passando alla mountain bike, il comprensorio offre oltre 500 chilometri di tracciati suddivisi in percorsi di varia difficoltà che si snodano da Edolo a Vermiglio, sempre all’interno dei Parchi. Per gli amanti delle sensazioni forti, ci si può lanciare lungo i percorsi Gravity del Bike Park Pontedilegno-Tonale o i tracciati enduro che attraversano paesaggi mozzafiato. Per i bambini oltre alla pista ciclabile adatta a tutta la famiglia, il divertimento è nel Flow Bike Park - Tonale per vivere le prime emozioni del gravity e nello Skill Park, campo pratica e Nortshore - Pontedilegno per muovere i primi passi con la mountain bike.

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TRENI, BUS E BIKEPASS Offrire servizi di mobilità efficiente è essenziale per intercettare i cicloturisti. In questo senso, il comprensorio Pontedilegno-Tonale è collegato fino a Edolo dalla storica linea ferroviaria Trenord Brescia-Iseo-Edolo e, sul lato trentino, con il Dolomiti Express che unisce Trento e Mezzana. Entrambi prevedono la possibilità di trasportare bici. Servizio offerto anche dall’efficiente rete di bikebus che collegano Mezzana con il Passo Tonale ed Edolo con Ponte di Legno. Nel comprensorio viene inoltre proposto un bikepass, pensato sullo stile degli skipass invernali. “Il bikepass – spiega Michele Bertolini – permette ai ciclisti di portare in quota la loro bici. Dà libero accesso a 3 seggiovie (a Temù, Ponte di Legno e al Passo Tonale) e alla cabinovia che unisce Ponte di Legno con il Passo Tonale. Gli abbonamenti sono disponibili nelle versioni: 3 ore a € 15, giornaliero a € 20, settimanale a € 80 e stagionale a € 150”.

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CARTELLA STAMPA estate 2020 - Pontedilegno-Tonale  

L’Estate 2020 sarà, più che mai, l’estate della Montagna. Lo dicono i sondaggi, compreso quello che abbiamo promosso attraverso i nostri can...

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