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Favola per Lumprlik e Pamprlik

„Il diavolo che doveva andare a scuola“ Autore: Martina D. Moriscoová Illustrazioni: Martina D. Moriscoová Copyright © Martina D. Moriscoová Illustrations © Martina D. Moriscoová 2018 Roma

Tutti i diritti riservati All rights reserved


I diavoli nelle favole ceche I paesi Boemi come tutti i paesi del mondo, hanno la loro storia che è stata raccontata nei secoli anche tramite le leggende popolari e le favole. Oltre i draghi, eroi mitici e le principesse, nelle favole ceche ci sono anche personaggi misteriosi. Questa categoria è rappresentata dalle streghe, i maghi e i diavoli. I diavoli sono rimasti nelle favole ceche fino ad oggi e non bisogna avere troppe preoccupazioni per questo fenomeno. Il diavolo diavoletto non rappresenta nella favola pericolosità e violenza per la società e si troveranno pochissime favole dove questo personaggio è il più cattivo di tutti. Nelle favole ceche la figura del diavolo ha un´altra funzione e di solito il più cattivo è molto spesso un uomo o una donna reale. Il personaggio del diavolo serve a capire e mostrare i lati più o meno oscuri del carattere delle persone e i loro cattivi comportamenti, specialmente verso gli altri, che a volte non sono abbastanza visibili. Questo personaggio può significare anche la possibilità di salvarsi dai pericoli e dalle cattive tentazioni come per esempio “la voglia rubare qualcosa”. In ogni favola il diavolo diavoletto viene raccontato e presentato in modo diverso: dipende molto del racconto. Moltissime favole che venivano tramandate soltanto oralmente da una generazione all’altra, sono state raccolte e poi scritte e archiviate dalla nota scrittrice ceca - Božena Němcová /1820-1862/ . Nella favola scritta da Božena Němcová –Il cognato del diavolo– il diavolo protegge il protagonista dalla cattiveria della sua matrigna avara, che poi viene anche punita per i suoi comportamenti ed azioni cattivi. Invece il protagonista, grazie

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al suo amico diavolo, riuscirà ad ottenere il premio dei suoi sforzi e sposare la principessa. Nelle favole moderne i diavoletti rappresentano di solito i lati negativi del carattere degli uomini per esempio: la pigrizia, la furbizia, la capacita di manipolare gli altri per ottenere cose materiali /e non solo/ per se. In questi casi, come nell’altra favola di Božena Němcová -La principessa scaltra- succede che il diavolo offre un servizio a favore del protagonista che in quel momento si trova in difficoltà. Essendo un aiuto che proviene dal diavolo, non è un aiuto generoso e disinteressato come sembra all’inizio. Il protagonista in scambio, deve firmare un contrato per pagare in seguito l’aiuto del diavolo, anche dopo tanti anni attraverso una cosa che al momento del contratto sembra del tutto banale. Il personaggio accetta e firma un patto con il diavolo firmando con il suo sangue. Il diavolo lo aiuta, però non si dimenticherà mai del patto e dopo tanti anni ancora si ricorda del servizio che ha fatto e del suo prezzo. In quel momento il protagonista dovrà trovare un modo per salvarsi dalle sue promesse e deve essere più scaltro del diavolo. In questa favola sarà la moglie del protagonista – la principessa- che alla fine è più furba del diavolo e salva il protagonista. Le favole hanno una bellissima ragione per quale piacciono tanto a me ed ai bambini: finiscano sempre bene. Sono poche le favole ceche dove il diavolo cattivo vince. Io direi che non conosco neanche una! Nella mia favola -Il diavolo che doveva andare a scuola- un piccolo diavolo è il protagonista. Si chiama Barnabas - nome abbastanza tipico per questo personaggio- ed è troppo piccolo per avere tutti i poteri di un diavolo adulto. Per imparare il mestiere deve, come tutti bambini di oggi, andare a scuola.


Sulla strada sfortunatamente incontra un altro tipico personaggio delle favole ceche: L’OMINO DI ACQUA. /omino di acqua è un personaggio che vive negli stagni e rappresenta il pericolo di affogare per chi non sa nuotare/ Nella mia favola è un tipo simpatico ma furbetto /direi molto più furbetto del piccolo alunno diavoletto, “ma gli omini di acqua sono fatti cosi”/ che riesce a convincere il diavoletto a passare insieme una bella giornata vicino allo stagno, invece di andare a scuola quel giorno. Poi però il piccolo diavolo si trova nei guai. La sua assenza da scuola di un giorno, porta delle brutte conseguenze che il diavoletto dovrà affrontare da solo senza nessun aiuto dal suo bell’amico furbetto. Oltre una morale, dentro questa piccola favola è nascosta anche un'altra cosa: La mia esperienza che ho vissuto vicino a casa mia e che intendevo rivelare ai bambini. Si tratta di una persona non onesta nei miei confronti che si trova nel disegno al momento della disperata interrogazione di Barnabas. Chi è la persona cattiva? Tramite il mio racconto ho provato a spiegare ai bambini che a volte può essere difficile capire che nel mondo ci sono anche le persone che non si comportano bene e nel modo corretto nei nostri confronti. 5 Martina D.Moriscoová


La fiaba per Lumprlik e Pamprlik

Il diavolo che doveva andare a scuola Anche per i diavoletti piccoli esiste una scuola dove si studia. Non cosi tanto come studiano i bambini nelle scuole, però si studia! Gli orari sono più corti, cioè da mezzogiorno fino all’una del pomeriggio, ma i diavoletti devono andare a scuola tutti giorni, incluso la domenica! Potreste pensare che uno studente diavoletto magari non sia così tanto obbligato a frequentare tutti i giorni ma sbagliereste! La scuola dei diavoletti è obbligatoria per tutti, dai sei ai sedici anni! E chi non la frequenta regolarmente può avere tantissimi problemi con un direttore della scuola e anche di tutto l’inferno che si chiama Lucipher. Anche un piccolo diavoletto che si chiama Barnabas un giorno doveva andare a scuola, però proprio non gli

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andava e stava andando lento e ancora più lentamente mentre passa vicino ad uno stagno. In quel momento lo notò un omino del acqua Goccetto che viveva lì e si voleva divertire alle sue spalle: „Ma tu devi andare a scuola oggi? Che sfortuna Barnabas! Lo sai che io non devo andare a scuola? Noi omini d’acqua non abbiamo l’obbligo di studiare a scuola.“ „Va-be ma che mi interessa a me! „gli rispose Barnabas „voi dovete fare altre cose e a volte abbastanza brutte. Affogare le persone! Cosa che noi diavoli non facciamo. Noi cerchiamo solo di punire chi si merita di essere punito e quella è una cosa diversa. Puoi affogare chiunque, invece devi punire solo chi se lo merita e per riconoscere bene chi è questo cattivo che fa le cose cattive devi studiare. Non è una cosa semplice...“ Anche se la risposta del diavoletto era molto molto intelligente e si capiva subito che l’aveva detta uno studente consapevole dell’importanza dei suoi studi, ugualmente la voglia di andare a scuola non gli veniva proprio. E Gocetto era come se l’avesse intuito.


„E se salti la scuola oggi succede qualcosa?“ provò a convincere Barnabas di rimanere con lui, „possiamo rimanere qui e fare un discorsetto tra noi due. Prendere un po’ di sole ed a scuola puoi andare anche domani. Quella mica scappa. No? Io vorrei sentire anche le cose studiate e intelligenti che mi puoi raccontare tu, uno studioso! Vedrai che neanche si accorgono della tua assenza.“ Goccetto non era studioso però non era neanche uno stupido e sapeva molto bene come fare per far confondere un diavoletto. Barnabas cominciò a pensare alle parole che aveva udito. „Io non lo so Goccetto, mancare per un giorno, e

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se oggi studiassero una cosa nuova e importante e io non la perdessi?“ L’omino dell’acqua fece un sorriso di quelli che ti prendono in giro: „Ma tu sei davvero uno vigliacco /schiappa, uno che ha paura/ Barnabas, se non so una cosa me la invento no?! A che serve il cervello?! Lo sai perché noi omini d’acqua siamo cosi furbi? Perché la nostra intelligenza possiamo tenerla nascosta sotto il nostro capello. Cosa che voi diavoli non potete fare perché con le corna che avete non vi centra nessun capello sulla testa. E’ per questo che dovete studiare tanto a scuola!” Goccetto era davvero un furbetto ed era riuscito a fare un bel trucco a Barnabas perché, per quello che aveva detto, sembrava proprio lui ad essere il più intelligente tra loro due! Barnabas ci era cascato e decise di far vedere all’omino dell’ acqua che anche lui era intelligente e si poteva permettere di saltare un giorno di scuola!


„Magari ce la potrei fare. Rimango con te vicino allo stagno. Però cosa possiamo fare che possa essere meglio della scuola?“ e fece una domanda da diavoletto furbetto. Gli tornò subito la risposta dal furbetto delle acque: „Il divertimento più bello è pescare le nuvolette con gli occhi! Vieni, ci mettiamo seduti qui e ne pescheremo qualcuna!“ Seduti vicino allo stagno cominciarono a pescare: La prima nuvoletta è come un alice. La seconda come una spigola. La terza come un tonno. E la quarta, la quarta già è grande come una balena!

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Vedendola si impressionarono tutti due: „Impressionarsi per le nuvole è come studiare a scuola le favole.” fece la rima Goccetto. Il tempo era passato e Barnabas si ricordò che doveva tornare a casa. Con sua mamma fece finta di avere passato una giornata normale come se fosse tornato da scuola, però la sua coscienza non lo fece dormire bene. Chi sa che gli avrebbero detto domani a scuola!


La mattina dopo Barnabas si svegliò molto presto e senza nessun discorso si mise subito a tavola per fare la colazione. Poi si lavò, si vestì e si preparò subito per uscire. Neanche la mamma lo riconosceva. „Non sembra neanche il mio Barnabas,“ pensava, però a lui non disse niente. Era contenta che per un giorno non si doveva neanche arrabbiare per farlo preparare. Il suo figliolo era già pronto per poter uscire ed andare a scuola. Barnabas decise però che quel giorno sarebbe stato meglio cambiare strada. Non gli andava di incontrare di nuovo l’omino Goccetto vicino allo stagno, perché quello avrebbe potuto di nuovo cercare di convincerlo a non andare a scuola. Sarebbe stato meglio scegliere la stradina che attraversa il bosco. Alla fine a scuola sarebbe arrivato lo stesso! A scuola entrò appena in tempo e si mise seduto silenziosamente al banco. Proprio nello stesso momento entrò il maestro in classe e subito cominciò ad interrogare. Pensate! Proprio su quello che avevano studiato il giorno prima!

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„Chi sa rispondere alla mia domanda?: Quale è la differenza tra un ladro avaro e una persona buona e onesta?“ chiese il maestro con la voce bella alta a tutta la classe, dopo aver appeso alla lavagna un disegno enorme che era composto da due immagini quasi identiche. „Barnabas! Vieni ce lo puoi dire tu, quale di questi due disegni rappresenta la persona che ruba i soldi all‘atra persona?! Quello che si merita una punizione giusta?!“

Il maestro scelse proprio il nostro alunno diavoletto. Per Barnabas non era una situazione molto piacevole e cominciò a sentirsi male! Quei due disegni erano molto simili e non c’era nessuna spiegazione che poteva aiutare. Su ogni disegno c’erano due persone. Un signore che vendeva i giornali “il giornalaio” e l’altro che li comprava “il cliente”. Tutti e due i personaggi sorridevano l’uno all’altro. L’unica differenza visiva tra i due disegni si notava da che cosa tenevano in mano.


Sul disegno a sinistra il cliente aveva i soldi in mano e si capiva che voleva darli al giornalaio. Si vedeva che molto probabilmente voleva pagare prima qualcosa che voleva comprare. Nella sua mano teneva una bella banconota. Invece sul disegno di destra era l‘incontrario. I soldi li teneva in mano il giornalaio e li stava dando al cliente. Sembrava che l’acquisto fosse stato fatto e il giornalaio stesse dando il resto al cliente. .

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Barnabas guardò i disegni per un minuto senza avere nessuna idea e cominciò a sentire addosso un caldo infernale. Per decidere quale immagine fosse quella giusta gli mancava proprio quello che il giorno prima il maestro aveva spiegato agli alunni e lui si era perso perché non era andato a scuola. „Se fosse qui adesso il Goccetto lo spezzerei in due!“ e immaginava come doveva stare adesso benissimo l’ omino dell’acqua vicino allo stagno. Questo pensiero però non lo aiutava un bel niente! Il maestro Lucipher sbatteva impazientemente con la bacchetta sula lavagna e Barnabas doveva trovare in fretta la risposta. L’unica idea che gli venne fù di provare una filastrocca di piccoli diavoli: Un due tre, aspetti-amo a chi viè. Esce il dia-volo, esce fuo-ri senza le scar-pe e cappe-llo, ne chiu-si i bottoni. Scalzo inciam-pa e sba-tte la testa, il bernoccolo che gli vien, gli rovina la festa!

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Con ultima sillaba della filastrocca indicò con l’indice il disegno a sinistra. Su quale teneva i soldini in mano il cliente. Che PECCATO! Era sbagliato! „Come mai non sei stato attento ieri quando ho fatto la spiegazione! Non ti ricordi che abbiamo studiato chi di questi due è il cattivo? Ieri avete saputo che il cliente a destra è un signore buono che paga la sua rivista. Invece quel giornalaio si comporta male con lui perché è avaro e gli ruba i soldini in maniera molto sofisticata per non farsi beccare da nessuno e fa finta di sbagliare il resto. Invece di rimborsare il suo cliente con tre monete glie ne da soltanto due. É lui il cattivo, che si merita la punizione!“ fa vedere il maestro il disegno a destra. E Barnabas allora si sentì ancora peggio... Piccoli l’avete capito?! Anche se il maestro non si è accorto della mancanza del diavoletto alla lezione del giorno prima, ha capito lo stesso che Barnabas non sa nulla ed è ancora più brutto perché lo sapete che cosa succede a scuola dei piccoli diavoli se prendono un brutto voto?


Gli viene subito un grande bernoccolo sulla fronte! E questo successe anche al nostro piccolo amico Barnabas. Il bernoccolo come una montagna gli spuntò in un attimo sulla fronte. Si vedeva da lontano e lui lo dovette tenere tutto giorno e non sparì nemmeno dopo la scuola, quando tornò a casa.

19 Quando sua mamma lo vide, si spaventò. „Mamma mia che hai fatto! Che vergona un voto cosi brutto! E io pensavo di premiarti con la torta dopo la cena di oggi! Come si può fare adesso?“ Ed era finita la.


La cena senza la torta e in più un bernoccolo scomodo e fastidioso anche nel letto! Quella fù una grande lezione per un ragazzo cosi bravo. Barnabas quel giorno capì che le nuvole pesci pescate con Goccetto non valevano proprio la pena, per tutti i disastri che aveva dovuto subire. Ma domani, domani sarebbe stato bravo, avrebbe sistemato tutto e non avrebbe mai più marinato la scuola!

7. 3. 2017 Roma

Il diavolo che doveva andare a scuola  

I diavoli nelle favole ceche.

Il diavolo che doveva andare a scuola  

I diavoli nelle favole ceche.

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