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Estratto dal Libro “Decollatura e Motta Santa Lucia� per gentile concessione della Grafica Reventino Editrice


La Chiesa di Adami Estratto dal Libro “Decollatura e Motta Santa Lucia” per gentile concessione della Grafica Reventino Editrice

L‟opera più significativa di Adami e certamente la Chiesa dedicata a S. Maria del Carmine che é edificata sulla parte alta dell‟abitato con il prospetto rivolto ad Est. Vista dall‟esterno la Chiesa si presenta a tre navate di cui quella centrale ha dimensioni maggiori sia in altezza che in larghezza. Una gradinata di cinque gradini, da l‟accesso ad un ampio sagrato. La facciata è scandita da quattro lesene di ordine dorico nella parte inferiore, l‟effetto decorativo si completa con una cornice e una trabeazione di tipica derivazione ellenica. La parte superiore della navata centrale é delimitata da due lesene di ordine ionico raccordate ad un cornicione riccamente decorate con uno stucco a motivi floreali. Alla sommità della navata centrale vi é un timpano dentro il quale é posto une stucco raffigurante un Angelo attorniato da una raggiera. Gli ingressi, di cui quelle centrale di dimensioni maggiori, ad arco a tutte soste, sono realizzati in pietra di tufo leggermente aggettanti. Nella parte alta della facciata, si apre, in corrispondenza dell‟ingresso principale, un finestrone decorato con vetri policromi che formano una croce latina. Anche al di sopra delle porte laterali si aprono delle finestre con le stesse caratteristiche di quella centrale, ma di dimensioni minori; Sul frontale della navata laterale destra si eleva il campanile scandite in tre piani e adornato da lesene angolari raccordate a fasce orizzontali anch‟esse aggettanti. L‟erezione del Sacro Edificio è avvenuta nel 1804. L‟assetto definitivo completato dalle navate laterali é da far risalire al 1837 1839, all‟epoca dell‟edificazione del campanile da come si desume dalla scritta posta sull‟architrave della porta della navata destra su interessamento dell‟allora Procuratore Giuseppe Costanzo. E da mettere in evidenza come l‟aspetto del complesso architettonico è ben armonizzato nel suo insieme presentando una gradevole unità stilistica di derivazione classica. Appena si accede all‟interno della Chiesa sorprende il gradevole effetto scenografico dato dall‟unita stilistica barocca che vi predomina. All‟ingresso sono poste due colonne in muratura di ordine tuscanico, prive di ba-


se, che reggono la soprastante cantoria ad andamento curvilineo. La navata centrale presenta tre campate laterali ad arco a tutto sesto che reggono un cornicione aggettante che segue l‟andamento perimetrale del1‟intera navata. Nella parte frontale si apre un grande arco trionfale a tutto a sesto che dà 1‟accesso al presbiterio, che si completa con una copertura a cupola emisferica. Nel presbiterio è collocato l‟altare maggiore sopra il quale e posta una pala raffigurante la Madonna del Carmine, patrona della Chiesa, a cui fanno ala due putti e gli Apostoli Pietro e Paolo, patroni della Cattedrale di Nicastro alla cui Diocesi appartiene la Parrocchia di Adami. Il dipinto, eseguito ad olio su tela, pur essendo privo della firma dell‟autore fa presumere di essere opera dello Zimatore sia per lo stile compositivo della linearità, sia per la plasticità tonale dell‟insieme. L‟opera nella parte inferiore rappresenta anche uno scorcio paesaggistico di Adami in cui emerge il prospetto della Chiesa come unico ediiicio costruito all‟epoca in quella zona. La cupola e suddivisa in otto parti in cui sono raffigurati degli Angeli di ottima fattura tonale e lineare. Nelle quattro vele angolari sono raffigurati ad affresco i quattro evangelisti: Matteo e Giovanni nella parte frontale, Luca e Marco nella parte retrostante all‟arco trionfale. Anche queste opere fanno presupporre di essere state eseguite dallo Zimatore coadiuvato dal nipote Grillo sia per l‟impostazione sia per l‟armonia tonale che caratterizza lo stile dell‟artista di Pizzo Calabro. La lunetta centrale al di sopra dell‟altare maggiore-, anch‟essa affrescata, rappresenta 1‟Agnello simbolo di Cristo circondato da Angeli adoranti, di pregevole fattura sia nella linearità sia nell‟accostamento tonale monocromo. Nella parte centrale, al di sopra della trabeazione, in corrispondenza delle arcate sottostanti, si trovano delle finestre simili a quelle della facciata che irradiano una soffusa luce all‟interno. I muri longitudinali mediani reggono il soffitto a copertura piana nel quale, oltre a varie decorazioni, è collocato un grande dipinto ad olio su tela eseguito dallo Zimatore e dal nipote Grillo per come attestano le rispettive firme unitamente a quella di Felice Cerra che ne esegui il restauro nel 1970. L‟opera rappresenta la Madonna del Carmine con in braccio il bambino Gesù attorniata da Angeli e putti. Nella parte inferiore del dipinto risalta la figura di un Angelo nell‟atto di liberare le anime dalle pene del Purgatorio, devote alla Madonna, che in vita vestirono 1‟abito carmelitano. Anche se il restauro ha un po‟ sminuito l‟armonia originale pur rendendola brillante nei colori, 1‟opera evidenzia, comunque, l‟indubbia validità degli autori che hanno saputo interpretare il soggetto con maestria, mettendo in risalto la devozione


Mariana come coronamento e certezza assoluta per l‟al di là. Le navate laterali sono arricchite da lesene cruciformi, che fanno da supporto ad archi a sesto ribassato, terminanti in un‟abside quadrangolare in cui sono collocati gli altari minori dedicati uno alla Madonna di Lourdes, e 1'altro al Sacro Cuore di Gesù. Nella parte mediana delle navate laterali sono posti due altari addossati alle pareti perimetrali. In uno é posta la statua lignea di S. Raffaele Arcangelo che guida Tobia e nell‟altro é collocata la statua, anch‟essa in legno, della Madonna col Bambino, opera di fattura mirabile e di stretta osservanza barocca per la modulazione lineare con cui e stata eseguita. Tra l‟altro quest‟opera, unitamente ad un piccolo acquasantiere in marmo, a forma di mezza conchiglia, decorato con una scultura ad alto rilievo raffigurante due putti e una colomba a destra dell‟ingresso principale, proviene dall‟antica Abbazia cistercense di Corazzo. Arricchiscono il sacro edificio altre due opere attribuibili allo Zimatore e al nipote Grillo rappresentanti uno l‟Arcangelo S. Raffaele e Tobia e l‟altro l‟ultima cena di Gesù con gli Apostoli. Da rilevare l‟ottima fattura di quest‟opera in cui l‟autore ha saputo ben interpretare l‟e1evato valore mistico del soggetto arricchendola con una effusione di luce emanata dalla figura del Cristo, che si concretizza nella plasticità tonale delle figure degli Apostoli, fra cui si fa notare l‟atteggiamento pensoso e truce di Giuda posto isolato alla destra ed in primo piano.


La Chiesa di Casenove Estratto dal Libro “Decollatura e Motta Santa Lucia” per gentile concessione della Grafica Reventino Editrice

La Chiesa di S. Maria Assunta di Casenove eretta nel 1804 rappresenta l‟opera artistica più preziosa della comunità parrocchiale. Di stile barocco leggiadro e rivolta a Sud ed evidenzia nel suo complesso una monumentalità semplice, austera, ben armonizzata incastonata tra vari caseggiati e a ridosse della strada principale. Il sacro edificio visto dall‟esterne presenta un‟ampia gradinata d‟accesso che da origine ad un vasto sacrato. Il prospetto evidenzia la suddivisione della Chiesa in tre navate, di cui quella centrale piu grande in altezza e in larghezza, scandite da due semicolonne fortemente aggettanti di ordine tuscanico. Le stesse reggono una trabeazione decorata nel fregio da stucchi a motivi floreali e raccordata al cornicione su cui si eleva un timpano cuspidate, il quale nella parte centrale presenta una pregevole scultura in bassorilievi rappresentante la Vergine Maria con putti. E da rilevare la pittoricità plastica di quest‟opera, che per le sue caratteristiche artistiche ricorda le stile del Bernini per la linearità e del Donatello per gli effetti chiaroscurali e per la tecnica dello << schiacciato >> usata per la realizzazione. L‟ingresso principale ad arco a tutto sesto é eseguito in pietra di tufo leggermente aggettante cosi come il finestrone posto nella parte centrale della facciata ad andamento mistilineo decorata con una vetrata figurativa policroma, di ottima fattura, rappresentante “l‟Incoronazione di Maria da parte del suo Divino Figlio”. Sul frontale della navata laterale sinistra si eleva il campanile in armonia con la struttura architettonica dell‟intero edificio. Unico effetto decorativo del campanile sono delle piccole lesene che, raccordate a delle cornici orizzontali, scandiscono la torre campanaria in tre piani, nell‟ultimo dei quali e pesto un orologio e al di sopra della copertura una struttura in ferro che regge due campane. L‟interno della chiesa e ben armonizzato, come l‟aspetto esterno, evidenziando una leggiadra ricerca stilistica di orientamento barocco. All‟ingresso sono poste due colonne in muratura di ordine tuscanico, con basamento tozzo, che fanno da supporto alla soprastante cantoria ad andamento curvilineo. La navata centrale é scandita da quattro campate ad arco a tutto sesto intervallate da lesene con capitelli in stucco di derivazione ionica, decorati con festone. All‟apice delle arcate sono collocati degli stucchi figurativi rappresentanti un gruppo di tre putti. In senso longitudinale, al di sopra delle arcate, corre una cornice aggettante con


relativa trabeazione che prosegue per tutto l‟andamento perimetrale. La navata centrale forma un unico blocco col presbiterio dove é posto l‟altare maggiore su cui e collocato un dipinto ad olio su tela eseguito da Felice Cerra nel 1978 raffigurante “L‟Assunzione di Maria”; opera tratta dal dipinto originale di Tiziano che si osserva nel Duomo di Verona. In quest‟opera sono rappresentati gli Apostoli che nello stupore di trovare la tomba di Maria vuota guardano attoniti il cielo, mentre la Vergine con gesto materno, china su di loro, sembra non volersi separare. Nella lunetta, sopra la cornice aggettante dell‟altare maggiore arricchita da stucchi spiraliformi a motivi vegetali e da putti, trovasi un affresco di squisita fattura classica raffigurante l‟Eterno Padre, di autore ignoto. La copertura della navata centrale e a botte ribassata e in corrispondenza di ogni arcata sottostante si aprono delle finestre incastonate a vela che diffondono una soffusa luce nell‟interno. La volta e suddivisa in quattro fasce decorate da lesene e stucchi nei cui vertici sono poste delle cornici a medaglione che racchiudono quattro pitture ad olio su tela raffiguranti: 1) L‟Annunciazione ; 2) Maria presentata al tempio; 3) La natività di Gesù; 4) Maria Assunta in Cielo. In queste opera é riscontrabile lo stile dello Zimatore, forse aiutato dal nipote Grillo, che con maestria ha saputo interpretare l‟alto valore mistico dei temi trattati dando una interpretazione esemplare sia nella ricerca compositiva sia nell‟accordo tonale dell‟insieme scenico in cui sono visibili gli influssi del grande artista di Taverna Mattia Preti, che tanto influenzò l‟opera di chi operò nel mondo dell‟arte sacra fino al primo Novecento. Le due navate laterali piane, con soffitto piatto, terminano, nella parte presbiteriale, con una copertura a cupola. Sotto quella di destra su un altare, a me di trittico, sono poste le statue de1l‟Assunta, di S. Lucia e di S. Giuseppe. Sotto la cupola della navata sinistra sono collocate il Cuore di Gesù, S. Francesco di Paola e S. Rita. La maggior parte di queste statue sono di rilevante valore artistico e scolpite in legno di tiglio ad Ortisei di Valgardena ad opera dello scultore F. Prinoth. Lungo la navata laterale sinistra é ammirevole un indovinato gruppo scultoreo rappresentante l‟Addolorata sotto la Croce con Gesù morto. I1 pavimento con il rispettive basamento di marmo è di recente fattura così come il restauro generale a cui la chiesa di recente è stata sottoposta.


La Chiesa di Cerrisi Estratto dal Libro “Decollatura e Motta Santa Lucia” per gentile concessione della Grafica Reventino Editrice

Sembra che la costruzione dell‟edificio abbia avute inizio nel 1750, ma non si hanno certezze in merito, mentre è accertato che l‟ereziene a Parrocchia risale al 1804 quando, abolita la Diocesi di Martirano, fu aggregata alla Diocesi di Nicastro. L‟edificio non ha uno stile coerente, infatti, alla semplicità di alcune parti esterne, fa riscontro una predominante ricerca stilistica barocca nell‟interno. Il sacre edificio è rivolto a Sud ed e incastonato tra alcuni caseggiati che vi si affiancano, lasciando un ampio piazzale sulla facciata che dà un piacevele effetto scenegrafico all‟insieme paesaggistico. All‟esterno la Chiesa presenta una gradinata d‟accesso che porta ad un ampio sagrato. La facciata si presenta suddivisa in tre navate. Sul blocco centrale, più largo e più alto rispetto a quelli laterali, é posta una copertura a timpano. L‟ingresso principale, di dimensioni maggiori rispetto a quelli laterali, é eseguito in pietra di tufo e sull‟architrave è posto un bassorilievo raffigurante una croce con sette spade le quali stanne a simboleggiare i sette dolori della Santissima Addolorata alla quale la Chiesa e dedicata. Nel timpano e collocata una pittura policroma su lamiera raffigurante l‟Addolorata con sette spade fuoriuscenti dal cuore. La parte centrale della facciata e scandita da lesene come unico elemento decorativo e di divisione delle due navate laterali. Nella parte sinistra del prospetto si eleva il campanile che sostituisce quello originario. L‟attuale assetto é state eseguito con i lavori di ripristino e ammodernamento a partire dal 1970 a tutt‟oggi. Il campanile, al momento della realizzazione allo stato attuale, e stato sopraelevato di circa dieci metri in due piani al fine di facilitare l‟ascolto del suono delle campane per tutte il circondario. La nuova struttura del campanile si differenzia in mode rilevante dalla semplicità della facciata in `quante presenta struttura a pilastri e finestre bifore e monofere per i quattro lati della torre campanaria, che ha la forma di un parallelopipedo a base quadrata. „ Alla sommità del campanile, che ha una copertura piatta, e ancorata una rappresentazione di Cristo Risorto eseguita in profilato di ferro. L‟interno della chiesa presenta una ricerca stilistica prevalentemente barocca. Al1‟ingresso sono poste due colonne di ordine tuscanico con basamento tozzo in pietra, che reggono la soprastante cantoria. La navata centrale in tre campate ad arco a tutto sesto è decorata da stucchi aggettanti e da. lesene sormontate da capitelli di ordine composito patinati con oro zecchino. Altre decorazioni in oro si notano lungo la fascia sottostante al cornicione che gira attorno alla navata centrale. Il cornicione fa da supporte alla copertura a botte, e su di esso si aprono, in corrispondenza delle sottostanti campate, incastonate a vela, dei finestroni. Il soffitte della navata centrale è suddiviso in tre parti, riccamente decorate da stucchi e da tre pitture ad olio su tela eseguite in parte dal pittore C. Zimatore, nativo di Pizzo Calabro, che tanto operò nella zona del decollature-


se e dei paesi viciniori per arricchire con opere di soggetto sacro le varie Chiese. Una delle opere certamente eseguita dallo Zimatore é “La Crecefissione”. Quest‟opera alla impostazione piramidale della composizione accomuna un forte pathos che si diffonde in tutta la scena e che trova adeguata rispondenza sia nel dramma dei due ladroni e sia nel gruppo composto da S. Giovanni, dall‟Addolorata e dalla Maddalena. Completa lo scenario del fondale una parziale veduta di Gerusalemme e la rappresentazione di alcuni centurioni romani a cavallo. E da evidenziare come l‟artista con grande maestria abbia saputo interpretare la realtà e la plasticità tonale del dramma della crocefissione. In quest‟opera é rilevabile una indubbia influenza barocca riscontrabile nel taglio di luce che l‟avvolge dandone incisività mistica e spirituale. Questi temi sono riscontrabili in modo particolare nelle figure del Cristo e dell‟Addolorata. Altra opera dello Zimatore, coadiuvato dal nipote Grillo, é “La Pieta” datata e firmata nel 1913. Essa rappresenta una ricca scena a cui prendone parte l‟Addolorata, S. Giovanni, le Pie donne e putti ne1l‟atto di preparare il corpo di Cristo prima di deporlo nel sepolcro. Anche in quest‟opera, nella quale primeggia con auterevolezza la personalità delle Zimatore, è riscontrabile lo stesso misticismo della Crocifissione con l‟arricchimento di una veduta paesaggistica che fa da sfondo alla rappresentazione. Il dipinto raffigurante Gesù nell‟orto degli ulivi attorniato da putti che gli presentano i simboli della passione e a cui fa da sfondo il Calvario con le tre croci, è opera di incerta attribuzione alle Zimatore, anche se si riscontrano degli elementi stilistici che lo fanno supporre. Opera non eseguita né dallo Zimatore né dal nipote Grillo, e il dipinto dell‟Addolorata a cui vengono presentati alcuni simboli della passione. Quest‟opera oltre a non essere né firmata né datata, presenta caratteristiche stilistiche del tutte differenti da quelle del pittore di Pizzo. Infatti, queste dipinte evidenzia una interpretazione basata prevalentemente su valori simbolici. Un rialzato del pavimento ed un ampie arco a tutte sesto immettono al presbiterio, alla sommità del quale sono collocati due Angeli in gesso patinato ad altorilievo. Essi reggono un festone che fa da supporto ad una corona circolare a motivi vegetali, in cui è rappresentata una raggiera, al centro della quale è poste un Cuore trafitto da una spada, simbolo dell‟Addolorata. Nel presbiterio è situato l‟altare maggiore, opera dell‟artigianato locale, di ottima fattura, riccamente decorato, su cui si evidenziane alle estremità laterali due raffinate sculture a tutto tondo in stile barocco. Nella parte superiore dell‟altare fanne cornice alla nicchia, ove è collocata una statua dell‟Addolorata, due coppie di colonne di ordine composito a tutto tondo che reggono delle modanature mistilinee. Al di sopra, con notevole effetto scenografico, completa l‟altare maggiore un grande panneggio di stucco dorato, sul quale e posto un bassorilievo a raggiera con il simbolo delle Spirito Santo completato nella parte alta e al centro da mezza corona regale aggettante.Sul tam-


buro che forma nei lati due lunette semisferiche sone rappresentate due pitture murali monocrome, in sintonia con la tonalità predominante del sacro edificio: “L‟annunciazione” e “La Dormitio”; opere del noto artista cosentino Saverio Presta, eseguite nel 1979. Al di sopra si eleva la copertura a cupola con ai lati due finestre a vela cieche. La volta e decorata con pitture di Angeli e nuvole su un fondale azzurro. Ai lati opposti delle finestre cieche sene collocati due pregevoli affreschi, eseguiti nel 1846 da un autore ignote, di fattura classica raffiguranti con una analoga impostazione lineare e tonale le figure del Sacre Cuore di Gesù e del Sacre Cuore di Maria. Le navate laterali, come unico effetto decorativo, hanno delle lesene completate con archi a sesto ribassato su cui poggia una copertura piatta. Esse si completano con due absidi quadrangolari con copertura a botte in cui sono poste, nelle rispettive nicchie, le statue dell‟Immacolata e del Sacro Cuore di Gesù. Nella terza campata della navata laterale sinistra, inserita nella struttura arcuata, è posta una scultura lignea rappresentante il Cristo in Croce a grandezza naturale, eseguita dall‟artigianato sacro di Ortisei ed avente per sfondo un paesaggio policromo del mente Calvario.


La Chiesa di San Bernardo Estratto dal Libro “Decollatura e Motta Santa Lucia” per gentile concessione della Grafica Reventino Editrice

La chiesa, eretta nel 1720, e collocata nella parte alta dell‟abitato di S. Bernardo, tra la frazione di Passaggio e Tomaini ed e rivolta ad Est. Si accede all‟ampio sagrato attraverso una gradinata ad angolo retto. Il prospetto della chiesa si presenta semplice e distinto in tre navate, di cui quella centrale più ampia in altezza e in larghezza. Unico effetto decorativo e riscontrabile nel blocco centrale e consiste in due coppie di lesene, tra le quali sono inserite quattro nicchie. Nella parte centrale e ubicato un grande finestrone. Il portale centrale presenta caratteristiche particolari: infatti e realizzato in pietra granitica di tonalità verde cupo con incastonature romboidali. Gli stipiti reggono una cornice ad arco a tutto sesto nella quale fanno ala elementi decorativi di una lastra marmorea, sormontata da una croce greca in marmo ad andamento curvilineo. Gli ingressi laterali ad arco a tutto sesto sono realizzati in pietra di tufo e su di essi si aprono due finestroni strombati. Completa la costruzione una copertura a timpano nella parte centrale e a spiovente nelle parti laterali mascherate dalla sopraelevazione di un muretto orizzontale. La chiesa a ridosso dell‟abside della navata sinistra ha il campanile in perfetta armonia con la struttura architettonica dell‟esterno. La torre campanaria presenta delle lesene angolari raccordate a delle cornici orizzontali che la scandiscono in tre piani con una copertura piatta. All‟ingresso della porta centrale del sacro edificio sono poste due colonne slanciate in muratura di ordine tuscanico con basamento tozzo che reggono la sovrastante cantoria ad andamento mistilineo. La visione dell‟interno, in cui predomina il colore giallo paglierino, è scenografica, con evidenti motivi stilistici barocchi. La navata centrale e suddivisa da tre alte campate ad arco ribassato scandite da lesene di ordine composito. Alla sommità delle arcate sono collocati degli stucchi decorativi. Tra la seconda e la terza campata del lato destro e posto un pulpito con baldacchino. La cornice della navata centrale, che corre per tutto l‟andamento perimetrale compresa la parte absidale, fa da supporto ad una copertura a botte dove, sui lati, in corrispondenza delle campate sottostanti, si aprono delle finestre a vela. La Volta della navata centrale e riccamente decorata con stucchi e con tre medaglioni ad andamento mistilineo che racchiudono pitture ad olio eseguite dal pittore di Pizzo Calabro, C. Zimatore. Le opere rappresentano: 1) S. Bernardo assunto in cielo da un coro di Angeli; 2) Apparizione di Maria SS. a S. Bernardo;)


3) S. Bernardo che incita i cavalieri a partecipare alla seconda Crociata. La prima composizione presenta una soggettiva interpretazione de1l‟artista che ha saputo ben evidenziare la glorificazione del Santo con una effusione di luce che esalta le tonalità pacate della intera opera. La seconda opera, dl grandi dimensioni, e firmata oltre che dallo Zimatore anche dal nipote Grillo. In questa composizione è riscontrabile una duplice e ben armonizzata suddivisione del dipinto. Infine, nella parte inferiore, su uno sfondo paesaggistico e raffigurato S. Bernardo con le insegne della sua autorità abbaziale rette da Angeli in atteggiamento mistico. Nella parte superiore il dipinto raffigura la Vergine Maria attorniata da Angeli rappresentata su uno sfondo surreale, magnificato da una effusione dl luce e colori che esaltano la scena compositiva evidenziando una plasticità rilevante nella Madonna e nei due Angeli posti nella parte inferiore e ai lati del dipinto che legano l‟intera opera. La terza composizione é basata su uno schema piramidale avente come centro focale la figura arringante di S. Bernardo realizzata con una linearità sinuosa, accentuata. da una appropriata plasticità delle altre figure che fanno ala al Santo. La scena è arricchita nello sfondo da uno scorcio prospettico di edifici medioevali. Un arco trionfale decorato con stucchi e un pavimento rialzato immettono nell‟abside di forma poligonale separata dalla navata centrale da una balaustra dl marmo. Distaccato dal perimetro absidale é collocato l‟altare preconciliare realizzato in gesso patinato avente all‟estremità due sculture a tutto tondo dl Angeli oranti anch‟esse in gesso. La copertura a botte dell‟abside si raccorda nella parte frontale al tamburo con aspetto cupoliforme. Arricchiscono le pareti dell‟abside dei dipinti ad olio di notevoli dimensioni rappresentanti: 1) La fuga in Egitto; 2) L‟Assunzione di Maria; 3) L‟abbraccio di Cristo Crocifisso a S. Bernardo; 4) L‟Immacolata; 5) L‟Annunciazione. „ Di queste opere, la pala incastonata nella parete frontale dell‟abside che raffigura L‟abbraccio di Cristo crocifisso a S. Bernardo datata1943, si differenzia rispetto alle altre opere come impostazione lineare e compositiva presentando una interpretazione che, pur di stampo neoclassico, ha dei caratteri stilistici che ricordano la Deposizione di Giovan Battista di Jacopo detto Rosso Fiorentino, artista manierista del 1500, che operò sulla scia degli insegnamenti pittorici tracciati da Giotto e da Michelangelo. Nelle altre quattro opere, di cui solo L‟Assunzione di Maria è firmata D. Grillo e datata 1946, si notano delle indubbie influenze stilistiche delle Zimatore per


quanto concerne l‟impostazione compositiva; mentre per la ricerca tonale si riscontra una interpretazione personale del giovane Grillo che, libero di operare dall‟influsso classicheggiante dello Zimatore, esprime una ricerca cromatica di chiara derivazione impressionista, riscontrabile in modo particolare nel dipinto raffigurante La fuga in Egitto, in armonia con la corrente artistica più influente e innovatrice dell‟epoca. Sulla Volta absidale e posto un dipinto rappresentante Un miracolo di S. Bernardo di ignota fattura e in contrasto con lo stile degli altri dipinti. Esso denota, infatti, una impostazione ed una realizzazione inconsueta perché i personaggi si presentano ieratici pur evidenziando il tentativo dell‟autore di darne una interpretazione plastica. Le navate laterali, decorate da lesene ed archi di raccordo a tutto sesto, si completano negli altari minori dedicati uno alla Madonna del Rosario e l‟a1tro al Sacro Cuore di Gesù. In particolare va ricordato il pregevole sbalzo della portella del tabernacolo della navata laterale sinistra rappresentante la figura del Buon Pastore eseguita dal cesellatore G. Salamone. Nel sacro edificio trovano dimora delle sculture figurative a tutto tendo raffiguranti dei Santi, tra cui per il particolare pregio artistico va ricordata quella lignea di S. Bernardo eseguita in Satriano nel 1902 da Drosi Pietro coadiuvato dal figlio.

Profile for Mario Perri

Le Chiese di Decollatura  

Estratto dal libro "Decollatura e Motta Santa Lucia" relativo alle chiese di Decollatura

Le Chiese di Decollatura  

Estratto dal libro "Decollatura e Motta Santa Lucia" relativo alle chiese di Decollatura

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