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Frederick Olsen

Wood fire in place ceramics sculpture Nove, Italy - August-September 2005


Dall’amicizia di Giancarlo Scapin e Giuseppe Stocchero con l’artista Frederick Olsen, nasce l’idea “Wood Fire In Place Ceramics Sculture”, realizzare la più grande opera scultorea in ceramica, in “Terra di Ceramica” nel comprensorio tra Nove e Bassano del Grappa, dove da secoli si lavora e si produce ceramica. La sfida per la realizzazione, la scelta dei materiali e degli impasti ceramici da utilizzare, viene così raccolta dalla Cibas nella persona di Fabio Poli, per la grande passione che da anni lo accomuna al proprio lavoro e all’arte ceramica. Si ringrazia, per il patrocinio il Comune di Nove e l’Associazione Amici del Museo, per il grandissimo apporto tecnico e logistico la Forni & Forni di Giuseppe Stocchero, per i materiali ceramici messi a disposizione la Cibas, la Goerg – Creaton e la Thermal Ceramics, per la costante partecipazione ai lavori, gli artisti Tony Bonaldi e Tony Visentin, per l’idea e la realizzazione Frederick Olsen, Richie White, Giancarlo Scapin, per la documentazione fotografica e la realizzazione grafica della brochure Mario De Marinis by Red Baron Testi e immagini sono coperti da Copyright - © Red Baron di Mario De Marinis 2005/2015 Quarta ristampa - 15 Settembre 2015


Mi piace pensare che l’uomo arrivato da lontano sia giunto con una grande esperienza e con poche cose in tasca e qui abbia trovato l’occorrente per compiere la sua magia: trasformare la terra in fuoco. Tredici giorni di intenso lavoro: sento ancora il vociare dei collaboratori provenienti da paesi diversi, ma uniti da un comune intento mescolato al rispetto indiscusso per il maestro, che onnipresente aiuta, risolve, progetta e lavora in perfetta simbiosi con il gruppo. Mi piace pensare che nessuno abbia immaginato quale potesse essere l’epilogo di questo evento. Mi piace pensare, che ognuno di noi almeno una volta nella vita possa provare emozione davanti all’opera di un artista e che quella sera, intorno all’opera di Frederick Olsen, abbiamo percepito qualcosa di indescrivibile che ci ha toccato nel profondo. Ho visto nel buio della notte togliere la coperta di fuoco all’opera dell’uomo. Ho visto nel buio della notte la terra, che abili mani avevano trasformato, stagliarsi in un cielo buio, torcia di materia incandescente sfidare le leggi dell’universo. Due basi di oltre un metro quadro l’una, distanti pochi centimetri fra loro, si sviluppano a piccole finestre e feritoie verso l’alto, trasformandosi crescendo in due torri che verso l’apice si uniscono in una fusione di forme, abbandonando il rigido ordine di fori per creare un’esplosione in movimento fra curve e segmenti estrusi incastrati fra loro, in un gioco di libertà plastica antagonista alla rigidità della base stessa. Guardando l’opera nella sua interezza si avvertono le tensioni della materia, il peso fisico si stempera verso il cielo alla ricerca di una leggerezza che si raggiunge nella libertà delle forme “impazzite” che si avviluppano come una chioma viva. Questa “maschera” racchiude la tecnologia costruttiva e l’enorme conoscenza della materia che l’artista, in quest’opera, ha voluto portare al limite. Una scultura forno di se stessa, “cotta” a legna per tre giorni fino a raggiungere il massimo della temperatura, coperta da una coltre di fibra ceramica per mantenerne il calore all’ interno. Al momento della scopertura in meno di 6 minuti si passa dalla materia incandescente in piena aria, ad un calo costante della temperatura di circa cento gradi al minuto, mentre inesorabilmente la luce si perde nelle sfumature cromatiche del fuoco e il buio della notte. Mario De Marinis


Il lavoro si svolgerà nel seguentte modo: preparazione del basamento in metallo, ricoperto di mattoni refrattari pesanti costruzione dell’opera, sovrapponendo l’argilla lavorata per estrusione fino all’altezza desiderata, mantenendo vuota la parte interna. Rivestimento esterno della scultura in argilla con materiale refrattario per isolarla e creare all’interno una specie di forno autoportante. Accensione di un piccolo fuoco per l’essiccazione dell’argilla (due giorni), poi di un grande fuoco a legna fino al raggiungimento della temperatura di 1240°C (altri due giorni). Quantità di legna necessaria circa 8 mc.ì pari a 2.400 Kg. circa.. Raggiunta la temperatura di 1.240°C, il rivestimento esterno in materiale refrattario sarà tolto all’improvviso e l’opera, si potrà ammirare incan-

descente. Giuseppe Stocchero della Forni&Forni, tecnico progettista e fabbricante di forni tecnologicamente evoluti e dotati di tutte le più moderne tecniche di controllo (Cad, Computer, Controllo della combustione ecc.) ha raccolto questa sfida ed ha organizzato a Nove un evento unico ed irripetibile, che ripercorre le più antiche esperienze dell’uomo: la cottura a legna della ceramica senza nessun accorgimento tecnologico, ma solo con l’esperienza personale, visiva e tattile del “Maestro del Fuoco”. La scelta dell’argilla da utilizzare ricade quindi su un prodotto semirefrattario e grazie all’intervento della Cibas produttore di impasti ceramici a Bassano del Grappa (VI) e alla collaborazione con la Creaton (Germania), vengono messi a disposizione 6.000 Kg. di impasto dei tipi 480 e 470, per la realizzazione dell’opera.


Viaggio di un ceramista Trentacinque anni fa, nel 1961 Frederick Olsen inizia il viaggio che avrebbe segnato il corso della sua vita artistica e personale. Dall’Università della California del Sud, dove aveva concluso i suoi studi ed il Master in Belle Arti, sotto la guida di Carlton Ball e Susan Peterson, partì per il Giappone, dove sarebbe diventato il primo Occidentale al Dipartimento di Ceramica del “City College” di Belle Arti di Kyoto. Qui le differenti tecniche di lavorazione al tornio e gli insegnamenti di Tomimoto Kenkichi, gli permisero di affinare una tecnica ed uno stile proprio della tornitura di vasi in forme asimmetriche. Il suo lavoro dopo anni di duro sacrificio iniziò ad essere riconosciuto e premiato in competizioni regionali, nazionali e internazionali. Nel periodo giapponese nascono profonde amicizie con ceramisti inglesi e australiani, che lo portano a lavorare ed esporre le opere in Australia, Vietnam, India, Iran, Francia e Danimarca. E’ un periodo molto intenso di sperimentazione durante il quale vengono realizzate la prima fornace di sale e le cotture a legna. Questo tour mondiale di viaggi continui senza stabile dimora e laboratorio fisso, prosegue ancora in America, Messico e Spagna e culmina con il rientro a “Pinyon Crest”, in California e il ricongiungimento con i primi maestri Carlton e Susan, la costruzione della casa laboratorio e l’uscita del primo libro intitolato “Libro della Fornace”. Dopo quindici anni, Frederick è finalmente pronto a mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti dal maestro giapponese Tomimoto e ad esprimere il proprio stile personale. Nei lavori di Olsen si riflettono i paesaggi e la concezione dello spazio e della solitudine del vivere nel deserto. Tutto diventa parte di un’unica emozione e i diversi stili, colori e superfici tendono a riprodurre queste emozioni nelle sue opere. Oggi Frederick Olsen è insegnante alla Scuola di Perfezionamento di Ceramica all’Università della California del Sud e continua il suo viaggio nel mondo della ceramica insegnando le emozioni che le creazioni di argilla possono trasmettere, nonché le tecniche di costruzione di forni ceramici con cottura a legna. Da queste esperienze nascono le ultime creazioni di Frederick: le sculture forno. Durante i festival di ceramica spesso Olsen costruiva forni per cottura a legna usando argilla refrattaria. Tali forni venivano fabbricati ed usati direttamente sul posto e gli oggetti portati a cuocere dai ceramisti locali assumevano caratteristiche uniche di colore e finitura. I forni così costruiti diventavano il centro di attrazione della manifestazione e richiamavano sempre maggiore pubblico. Dall’incontro tra Frederick e Giuseppe Stocchero, nasce l’idea di ripetere in Italia e proprio a Nove (VI), Terra di ceramica, l’esperienza di una scultura forno di dimensioni mai realizzate fino ad oggi. La “Wood Fire In Place Ceramic Sculpure” è un modo di fare ceramica Raku e spettacolo assieme. Con questo progetto verrà realizzata la più importante scultura Raku mai prodotta al mondo. Fred Olsen è orgoglioso di raggiungere questo importante obbiettivo in una terra di ceramisti, con tradizioni ceramiche secolari. L’artista ceramista americano, costruirà la scultura alla velocità verticale di circa 0,6 metri al giorno, fino ad un’altezza di circa 5 metri. Saranno perciò necessari circa nove giorni per terminarla, impiegando circa 6 tonnellate di argilla speciale e avvalendosi dell’ aiuto di 12 persone.



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