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A N NO X I X N UM E RO

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M AG G IO / G I U G NO / LU G L IO 2 0 1 3

D I S T R I B U Z I O N E G R AT U I TA / C O P I A O M A G G I O

Salsamenteria Sarracino Fausto

Via Casalanno,8-9 Marano di Napoli (NA)

Direzione: via Camillo Guerra, 42 - 80131 Napoli - www.cosmoggi.tv - Tel. 081 3796539 Redazione: Tel. 081 5875216 / Fax 081 5875276 / e-mail: cosmoggi@yahoo.it cosmoggi sgherzi

Tel. 081.5862491

Agevolazioni fiscali: requisiti utili per poterne usufruire

Il fisco e l’etica Quando le imposte diventano vessazioni

Una Sentenza della Cassazione Interviene In Tema di acquisto Prima casa

C

on la sentenza n. 11614/2013 la Corte di Cassazione interviene in tema di agevolazioni fiscali “prima casa”, chiarendo che la fruizione del beneficio de quo per l’acquisto della prima casa «richiede, in base alla disciplina introdotta a partire dall’art. 2 D.L. n. 12 del 1985, che l’immobile sia ubicato nel Comune ove l’acquirente ha, ovvero (come previsto dalle norme successivamente introdotte) stabilisca la residenza entro un determinato termine dall’acquisto […] senza che, attesa la lettera e la formulazione delle norme medesime, alcuna rilevanza giuridica possa essere riconosciuta né alla realtà fattuale, ove questa contrasti con il dato anagrafico, né all’eventuale ottenimento della residenza oltre il termine fissato». La vicenda sulla quale l’organo giudicante era stato chiamato ad intervenire aveva ad oggetto il recupero delle agevolazioni fiscali “prima casa” (così come previsto dall’art. 3, comma 151, L. 549/1995) promosso dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di una contribuente: la signora

Adelaide Caravaglios

continua a pagina 21

Hitchock racconta Hitchcock Le ossessioni femminili del maestro del brivido

In Cronaca a pagina 4

La riforma del condominio La nomina dell’amministratore

Al Porto antico di Genova la kermesse di Slow Food tra cultura e cucina

In Attualità a pagina 7

Antonio de Curtis in arte TOTO’

D

ove risiedono le ragioni per cui è sempre più arduo trovare un giusto equilibrio tra qualità e prezzo per quanto riguarda i prodotti ittici? Ed è proprio questo il quesito a cui ha cercato di rispondere la manifestazione Slow Fish organizzata da Slow Food a Genova. Le specie commestibili presenti nel Mediterraneo sono 300, ma quelle più richieste sono una decina. Tonni, spigole, orate, sogliole,

Foto semplificativa

Giuseppe Orso

contina a pagina 21

Calcio: una disciplina per ricercatori

È

Il caso Braibanti, un processo contro omosessualità nell’Italia del Novcecento

A Slow Fish i segreti del pesce sostenibile e sicuro

In Cinema a pagina 15

un vergognoso assurdo procrastinare ancora l’assioma che coniuga il “maggior investimento di danaro con i risultati più certi”. Se non si vuole raggiungere il baratro con spettacoli che invece diventano sempre più deprimenti e con spese

In Economia a pagina 3

sempre più esorbitanti, detto assioma deve essere sostituito da un’ unica e sola parola “ricerca” che in qualsiasi campo ha permesso passi da giganti. La ricerca, infatti, permetterebbe maggior spettacolo, maggior risparmio di energie sia

finanziarie sia psico-fisiche, maggior varietà di schemi e, soprattutto, risultati più certi. Sono perfettamente consapevole che quanto affermerò sarà recepito con sufficienza, con un sorrisino o come un’eresia, ma ciò non mi fa desistere

dall’esternare la mia verità. D’altronde, pur affermando una sacrosanta verità, secondo la quale è la terra che gira intorno al sole e non viceversa come si credeva, Galileo Galilei fu deriso, tacciato di eresia e condannato da tutti, anche dalla chiesa.

a cura di Franco Scollo pag.19

I nostri Percorsi

Una differenza fra il genio Galileo e lo scrivente (che genio non è ma solo attento osservatore) sta nel fatto che al primo fu lasciata la possibilità di affermare una verità che però non poteva provare; allo scrivente viene negata anche la possibilità di esprimere la sua verità

Serata all’insegna del puro volontariato per sconfiggere l’isolamento delle persone soggette a patologie oncologiche

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’Associazione “Percorsi” ha premiato i vincitori del V concorso letterario “i nostri percorsi” presso l’Aula Magna Cerra del Pascale. Il benvenuto ai presenti è stato dato dal Presidente Gennaro Musella che ha letto il messaggio del chirurgo Francesco Cremona. Ha preso la parola, poi, il medico chirurgo Carlo Masi che ha illustrato le finalità del sodalizio che ha sintetizzato nel motto “Stare insieme è meglio”, lo spirito che anima l’Associazione. Il Presidente della giuria, lo scrittore e giornalista Pino Imperatore ha fatto utili precisazioni per meglio comprendere lo scopo dell’iniziativa

Annamaria Sarlo

Carlo Perna

contina a pagina 21

continua a pagina 22

L’ottava edizione del Premio San Gennaro Il riconoscimento a tre personalità che in Europa e nel Mondo onorano Napoli e la Campania

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resso il Seminario Arcivescovile Maggiore, in Viale Colli Aminei, 2, a Napoli, si è svolta la cerimonia conclusiva dell’ottava edizione del “Premio San Gennaro”. Sua Eminenza il Cardinale Arcivesco Metropolita di Napoli, Nino D’angelo assegna ogni anno il Premio San Gennaro a tre personalità – prescelte d’intesa con il Presidente del Comitato – che in Europa e nel Mondo onorano Napoli e la Regione Campania con la loro attività. Con la consegna del premio San Gennaro “Guardia d’Onore alla Cripta” i premiati sono affidati al patrocinio di San Gennaro. Ad essi viene conferita dal Presidente la nomina a “Cavaliere / Dama del Comitato Diocesano san Gennaro” e consegnate le insegne, lo Statuto e il regolamento del Comitato. I premiati dell’ottava edizione sono stati: Gaetano D’Angelo, in arte Nino, cantautore, attore e

regista teatrale e cinematografico di talento. Nato a San Pietro a Patierno, periferia di Napoli, nell’ambito di una famiglia modesta, riesce ad imporsi per la tenacia e le sue indiscutibili doti canore. Amato e apprezzato per l’inconfondibile voce, conquista subito il pubblico. Gian Fabrizio Ferrazzano, docente universitario e ricercatore di livello nazionale. Alle sue spalle un curriculum prestigioso costellato di numerosi successi. Laureatosi a pieni voti in Odontoiatria e Protesi dentaria nel 1990, incomincia subito la sua carriera di ricercatore presso il Cnr, distinguendosi per la sua diligenza, l’impegno profuso e la passione per gli studi. Anna Maria Minicucci, dal 2009 è direttore generale della A.O. Santobono Pausillipon di Napoli. Energica e determinata, si rivela come una donna dalle idee chiare già nel periodo successivo ai suoi studi universitari. Subito dopo la laurea in Medicina e Chirurgia e la specializzazione in Igiene e Medicina preventiva, entrambe conseguite con il massimo dei voti presso l’Università di Napoli “Federico II”, incomincia a ricoprire incarichi dirigenziali.

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Estate all’insegna della grande musica: TrentinoInJazz Fondazione Caritro Opera Universitaria di Trento

V

enerdì 5 luglio si inaugura la nuova edizione del TrentinoInJazz, rassegna tra le più originali, ricche e coinvolgenti

Mattia Di Passio

continua a pagina 21

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Speciale Roma pag.12, Milano pag.13, Salerno pag. 24


ESTERI

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a cura di Luigi Pennino

Alleanza della Turchia a rischio Sempre più “caldi” i paesi del medio oriente

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a Turchia è stata storicamente il più stretto alleato musulmano dell’Occidente. Ma negli ultimi anni, da quando il partito Ak di Erdogan è arrivato al potere nel 2002, le cose sono cominciate a cambiare fino a schierarsi coi terroristi di Hamas e a minacciare l’uso delle armi nucleari contro Gaza. La Turchia laica e neutrale incarnata nella volontà di Atatuk è diventato un pallido ricordo. Il segnale più eclatante è stato il pronunciamento delle parole dello stesso premier turco Recep Tayyip Erdogan durante una recente visita a Washington. Il premier avrebbe detto parlando alla stampa che “Hamas è vitale per i

Il deposto Premier Recep Tayyip Erdogan

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on regge la “tregua” fra polizia e manifestanti, protagonisti dei disordini in Turchia, mentre il premier Recep Tayyip Erdogan ha di nuovo sfidato con toni forti le decine di migliaia di dimostranti che hanno chiesto le sue dimissioni. «La pazienza del governo ha un limite», ha avvertito il premier davanti a migliaia di militanti del suo partito islamico Akp. Ma gli avvertimenti sempre più muscolari del premier non hanno avuto un effetto dissuasivo sulla protesta. Ad Ankara le forze anti-sommossa hanno disperso con brutalità, lacrimogeni e cannoni ad acqua 10mila manifestanti che si avvicinavano pacificamente agli uffici di Erdogan a Kizilay. Ci sono stati morti, feriti e arresti. Ma i ribelli non sembrano disposti a cedere. In due settimane di proteste temprate nella dura repressione della polizia - che ha suscitato sdegno e condanne in tutto il mondo - il movimento si è strutturato e rafforzato. Le decine di migliaia di ragazzi - molti dei quali prima non avevano

del Qatar. Il comportamento del premier turco è un esplicito riconoscimento dei terroristi di Hamas che pone la Turchia in aperta conflittualità con Israele. In tutto questo Obama sta dando prova di debolezza e di incapacità di saper gestire con risolutezza e lungimiranza la politica estera lasciando il fianco scoperto all’America e all’Occidente per rischi di attacchi di terrorismo e di conflitti in Medio Oriente sempre più forti.

Fausto Marseglia

Bulgaria, al Balchik prima edizione del Nanocamp

In breve

per chiedere le dimissioni di Erdogan

Israele e che il suo intento è quello di distruggere lo Stato ebraico. Far finta di non sapere tutto ciò è solo ipocrisia o, peggio, equivale a lasciar intendere la volontà di allearsi direttamente con i terroristi. Ma ciò che è più grave non è l’affermazione in sé, che non meraviglia più di tanto, quanto il fatto che Erdogan abbia pronunciato parole di simpatia per i terroristici islamici e per la Fratellanza Musulmana a Washington senza che nessuno dell’amministrazione americana abbia replicato. Erdogan ha poi confermato che il prossimo mese intende recarsi nella striscia di Gaza seguendo l’esempio dell’emiro

Riceviamo e pubblichiamo

Turchia, nuovi scontri ad Ankara Migliaia di manifestanti in piazza

colloqui di pace” aggiungendo che “la Turchia considererà la questione palestinese come un affare interno alla Turchia stessa” e lasciando intendere una possibile alleanza con Hamas, il peggior gruppo terroristico del mondo. Poi ha ancora aggiunto il solito mantra che “Israele deve ritirarsi entro i confini del 1967 e deve riconoscere uno Stato palestinese”. Questa ultima affermazione capovolge la verità in quanto sono i palestinesi che non intendono riconoscere lo Stato di Israele e non il contrario. Affermare poi che Hamas è vitale per negoziare la pace significa ignorare volutamente che Hamas non intende parlare di pace con

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Il soggiorno educativo vedr à la partecipazione di trenta studenti provenienti da cinque nazioni

al 30 giugno al 6 luglio 2013, presso il complesso turistico White Lagoon di Balchik, Bulgaria, si svolgerà la prima edizione del Nanocamp, un soggiorno educativo che vedrà coinvolti circa trenta studenti di scuola superiore provenienti da cinque diversi paesi europei: Italia, Turchia, Bulgaria, Romania e Grecia. Nel corso dell’iniziativa gli studenti parteciperanno a un fitto calendario di attività

didattico-scientifiche, ricreative e culturali visitando i siti di maggiore interesse storico e naturalistico della zona. Il Nanocamp si svolgerà nell’ambito di Nano-Tech Science Education, un progetto europeo sviluppato nell’ambito della misura trasversale K3-ICT del programma Lifelong Learning, e del quale la Fondazione IdisCittà della Scienza è partner. NTSE è finalizzato a diffondere la

conoscenza delle nanotecnologie e delle nano scienze fra gli studenti e gli insegnanti di scuola superiore attraverso metodologie di educazione non formale e l’utilizzo delle TIC in particolare. I ragazzi che prenderanno parte al Nanocamp sono i vincitori di una competizione che ha previsto la realizzazione, da parte dei ragazzi stessi, di poster sul tema delle nanotecnologie. I poster vincitori sono stati preselezionati

attraverso una votazione online, e successivamente scelti da un team di ricercatori provenienti da tutto il Mondo convenuti a un congresso scientifico svoltosi lo scorso aprile ad Antalya in Turchia. Gli studenti italiani che parteciperanno al Nanocamp provengono dal Liceo Scientifico Arturo Labriola e dall’Istituto Superiore Giuseppe Mazzini di Napoli, e dal Liceo Scientifico Tito Lucrezio Caro di Sarno.

mai partecipato a una manifestazione - ora hanno imparato le tecniche di resistenza passiva e ritengono di poter reggere un nuovo urto frontale, che sarebbe probabilmente disastroso in termini di immagine per il governo. Un altro rischio, per gli analisti, è quello di uno scontro fra due metà del paese. Diversi manifestanti hanno reagito agli ultimi discorsi di Erdogan affermando che «incita alla guerra civile». Intanto, il premier turco è anche tornato sulla tesi del complotto estero.  ll rischio è ora che un avvelenamento della crisi possa avere un impatto sull’economia, creando una possibile fuga di capitali esteri, di cui la Turchia ha assolutamente bisogno per finanziare i suoi enormi programmi di sviluppo e sostenere il credito interno. Ed evitare il rischio di una disastrosa esplosione della bolla immobiliare.

Giovanna Potere

Quattro fotografi per Swiat in una mostra a Varsavia

SOMMARIETTO Pag. 2 Alleanza della Turchia a rischio Pag. 3 Il fisco e l’etica Pag. 4 Il giorno del pianeta terra Pag. 5 L’automobile e gli animali Pag. 6 Gratin e il cugino americano Pag. 7 La riforma del condominio Pag. 8 VerArte a Palazzo Venezia Pag. 9 Come all’epoca del muto Pag. 10 I letterati conquistano Torino Pag. 11 Le virtù del biancospino Pag. 12 Alberto Sordi e Vittorio De Sica Pag. 13 L’Odissea omerica Pag. 14 Il MAK P 100 alla Nunziatella Pag. 15 Festival di Cannes Pag. 16 Premio Nazionale Megaris Pag. 17 Mercatino Pag. 18 Dalla in jazz Pag. 19 Antonio de Curtis Pag. 20 Benvenuti a Zombiland Pag. 21 “Confusionismo” Pag. 22 La ginnastica per anziani Pag. 23 Nuovo disco per David Bowie Pag. 24 Le emozioni della poesia

Scontri violenti in piazza

Sguardo sulla storia della rivista diffusa in Polonia nel secondo dopoguerra

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wiat era una rivista d’attualità molto diffusa in Polonia nel secondo dopoguerra. Una mostra a Varsavia, con le immagini di quattro famosi fotografi polacchi ne ripercorre la storia. Swiat (termine che significa mondo) era un settimanale che raccontava l’attualità polacca e internazionale, grazie a una formula innovativa che dava molto spazio alla fotografia. Si ispirava, infatti, al fotogiornalismo di Henri Cartier Bresson e alla rivista statunitense Life. La rivista vendeva circa trecentomila copie ogni settimana. La storia di Swiat viene oggi ripercorsa grazie alle immagini di quattro fotografi: Konstanty Jarochowski (1920-1978), Jan Kosidowski (1922-1992), Wieslav Prazuch (1925-1992) e Wadylaw Slawny (1907-1991) attraverso la mostra intitolata Czetry razy Swiat (quattro per Swiat) appunto. I quattro fotografi pensavano comunemente che l’idea di fotografia dovesse documentare gli eventi per costruire la memoria storica del paese. Evidenziavano, infatti,

anche gli aspetti più paradossali del quotidiano, sotto lo stile di vita del regime comunista. I quattro fotografi si occuparono anche di una serie di reportage all’estero, visitando la Cina, India, Jugoslavia, Mongolia, Norvegia, Germani dell’Est, Sudan, Italia e Unione Sovietica. Tra le foto esposte in galleria possiamo ammirare” Festa della liberazione a Varsavia” scattata il 22 luglio del 1953 da J. Kosidowski, oppure un reportage sull’abbigliamento dell’epoca, realizzato da K. Jarochowski nel 1959. E ancora un reportage sull’Italia, intitolato Ulica (Strada) e realizzato nel 1957 da K. Jarochowski stesso e pubblicato in copertina quell’anno. Il cantiere di Turoszow, in Polonia, viene immortalato invece dallo scatto di W. Prazuch nel 1961. Czetry razy Swiat (quattro per Swiat) è stato in mostra al museo nazionale di Varsavia. Le immagini esposte sono state scattate negli anni che vanno dal 1951 al 1969 .

Una via di Varsavia

Maria Balsamo

Nelson Mandela, una vita di lotta nel nome della libertà - Scheda Presidente del Sudafrica e Premio Nobel sconfisse l’apartheid

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ilano, (TMNews) - L’uomo destinato a cambiare la storia è nato sulle rive di un fiume, in un villaggio nel Sudafrica Orientale, il 18 luglio del 1918. Qui Nelson Mandela capisce il prezzo della libertà, in questo caso la sua: a poco più di 20 anni fugge dal villaggio ribellandosi al capo tribù che lo aveva destinato ad un matrimonio combinato. Così comincia ad urlare il suo no alle ingiustizie, un no che lo porterà a laurearsi in legge e poi presto in politica,

colonna portante dell’Anc, l’African National Congress, il partito che con la sua guida sconfiggerà l’apartheid. Un obiettivo raggiunto solo dopo una strada lunga e dolorosa nel Sudafrica dilaniato dalla segregazione razziale che privava di diritti fondamentali la popolazione di colore. Mandela combatte con scioperi e manifestazioni, viene arrestato più volte fino al 1964 quando con l’accusa di sabotaggio e alto tradimento viene condannato all’ergastolo nella

prigione di Robben Island. Entra in carcere a 46 anni per uscirne solo a 71, dopo quasi 27 anni passati in cella, condannato ai lavori forzati. Sono anni che non debilitano il suo spirito, anzi lo rafforzano mentre a livello internazionale cresce l’attenzione per la sua lotta e lo sdegno per la sua detenzione. Il tentativo di farlo tacere, lo fa diventare un potente simbolo. L’11 febbraio del 1990 il detenuto numero 46664 viene liberato, diventa presidente dell’Anc e comincia la battaglia del perdono, alla

ricerca di unità nazionale. Nel 1993 riceve il premio Nobel per la Pace, nel ‘94 viene eletto Presidente del Sudafrica dopo le prime storiche elezioni in cui votarono anche i neri. Si realizza così il sogno dell’uomo che dopo 3 mogli, 5 figli, 30 nipoti e innumerevoli battaglie ha cambiato la storia del suo Paese e del mondo intero. Tratto da: Il Cittadino Oggi Il Corriere Nazionale, Esteri 24 giugno 2013


ECONOMIA

a cura di Alfonso Spizuoco

Il fisco e l’etica

3 Carburanti: senza controllo

Quando le imposte diventano vessazioni

Ingenti le differenze negative a discapito del consumatore del mercato italiano

D Dati non attendibili

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uando l’applicazione di un principio degenera in strumento di incongrua imposizione non trova più giustificazione. L’imposizione fiscale nasce dal valore etico fondamentale che parte dei guadagni privati debbano confluire nella costituzione di un fondo pubblico per allestire servizi sociali e per alleviare le difficoltà dei più deboli. Il principio è incontrovertibile. Ma quando le modalità di applicazione e di riscossione delle imposte valicano i limiti del rispetto per i contribuenti e del buon governo dei fondi acquisiti l’imposizione fiscale da legittima diventa vessatoria. A parte la misura altissima delle aliquote lievitata in modo sempre crescente senza tener conto della effettiva capacità contributiva dei cittadini ciò che più indigna sono le modalità di imposizione e di riscossione. Una certa politica demagogica ha innescato un meccanismo perverso per cui si trasferisce l’imposizione fiscale non solo su chi intasca materialmente il denaro ma anche su chi fruisce del bene o del servizio. Lo Stato quindi incassa due volte sulla stessa transazione, una sull’acquirente

cui non consente la detrazione, ed una sul venditore che è comunque obbligato a dichiarare il reddito. Spesso venditore ed acquirente, per evitare questo perverso meccanismo, raggiungono un accordo e fanno una transazione in nero. In questo modo il principio di voler attingere dalle classi più abbienti in realtà ritaglia uno spazio di possibile facile evasione solo a chi tratta beni di lusso gravati di maggiore IVA e di rilevanti imposte, vessando di conseguenza chi tratta beni di uso corrente e quindi più poveri. Il problema maggiore sta poi nel fatto che le imposte vengono richieste non in ragione di una effettiva disponibilità ma di una ipotetica redditività potenziale. Il caso più evidente è quello dell’IVA per le aziende o per le professioni che deve essere versata in relazione alla data di emissione delle fatture e non al ricevimento del pagamento. L’aspetto più ingiusto ed illogico di questa pretesa dello Stato è nel fatto che questa regola favorisce chi tende a non pagare o comunque a protrarre i pagamenti. Non sazi di queste perversioni i ministri che si sono avvicendati hanno calcato la

mano sugli anticipi d’imposta ignorando disponibilità e competenza dei contribuenti. Il fisco con i suoi strumenti di riscossione coattiva considera evasori non solo chi non ha denunciato redditi ma anche chi non ha potuto pagare pur avendo denunciato tutto. Anzi questi ultimi essendo i più facili da individuare vengono perseguiti pesantemente. Note sono le vicende di Equitalia che si abbatte come una mannaia su chi incappa nella rete. Piccole imprese, agenti, rappresentanti, professionisti che lottano quotidianamente per il recupero crediti, sono costretti a pagare IVA e tasse come se avessero incassato. E spesso è lo stesso Stato debitore insolvente verso questi malcapitati. Negli ultimi tempi si sono registrati addirittura diversi casi di suicidio per non aver potuto onorare i debiti di imposte. Il sistema di tassazione potrebbe e dovrebbe essere più equo se fosse regolato da precise e giuste norme che non dovrebbero prescindere da alcuni principi base quali: imposizione fiscale su chi ha effettivamente incassato denaro; detraibilità totale anche per

La Compravendita di Partecipazioni nel Capitale di Società Non Quotate I metodi di valutazione più comuni sono quello patrimoniale, reddituale, finanziario e multiplo

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metodi di valutazione più comuni sono quello patrimoniale, reddituale, finanziario e multiplo La Compravendita di Partecipazioni nel Capitale di Società Non Quotate Nella compravendita di partecipazione più classica e semplice, si assiste alla vendita da parte dei proprietari, che non intendono proseguire l’attività, delle quote sociali in un’impresa sana ad un acquirente interessato e già provvisto dei mezzi necessari. Se il protagonista del processo di compravendita è il venditore, l’altro primo attore è il compratore. L’acquirente potrà essere un altro imprenditore, interessato a creare sinergie con le sue imprese, ovvero ad allargare il perimetro delle sue attività; un fondo d’investimento, interessato a riorganizzare, massimizzando la redditività per poi cedere al meglio; in ultimo, un manager che voglia farsi imprenditore. Quasi sempre il manager/compratore si associa nell’operazione ad un investitore, anche finanziario. Le fasi della compravendita, di solito, sono cinque: (i) la valutazione dell’impresa; (ii) l’offerta d’acquisto, sia essa vincolante o non vincolante; (iii) la c.d. due diligence; (iv) la negoziazione del contratto di compravendita; (v) la sottoscrizione del contratto (c.d. signing), cui, se opportuno o necessario, segue il c.d. closing, in cui si completano le eventuali fasi differite (quale, ad esempio, il decorrere del tempo per l’ottenimento del nulla osta all’operazione da parte dell’Autorità Antitrust, ove ne ricorrano i presupposti). Al verificarsi o meno di queste ultime è condizionato il completamento effettivo dell’operazione e l’esecuzione dei pagamenti secondo il piano concordato contrattualmente. I metodi di valutazione più comuni sono quello patrimoniale, che considera preminente il patrimonio iscritto in bilancio; quello reddituale, che considera le capacità, anche attualizzate, di redditività dell’impresa; quello finanziario, che calcola i flussi di cassa attualizzati; quello dei multipli, che determina il valore di un’impresa sulla base dei prezzi negoziati sul mercato per titoli azionari di imprese comparabili; e quello misto – che prende in considerazione elementi di vari metodi secondo mix più o meno stabiliti.

i soggetti con sostituto d’imposta; pagamento d’imposta mai superiore al 50 % di quanto incassato effettivamente. Dovrebbero essere studiati ed attivati meccanismi virtuosi capaci di trasformare in realtà i principi stessi. Basterebbe già la totale deducibilità dell’acquirente per IVA già riscossa per arrivare allo scopo. I cittadini avrebbero tutto l’interesse a pretendere ed esibire fatture e scontrini per versi risarcita l’Iva e altre tasse già riscosse alla fonte. E sarebbe anche più facile incrociare i dati per scoprire evasioni e frodi. Ma lo Stato nella sua ingordigia preferisce mantenere il sistema applicando sempre limiti e paletti per scoraggiare le detrazioni. La matematica, la tecnologia, la finanza e l’etica potrebbero andare a braccetto in uno Stato più giusto e meno aggressivo coi contribuenti. Ma bisognerebbe recuperare il senso etico che si sta smarrendo.

Fausto Marseglia

È arrivata la nuova banconota da 5 Euro Al principio la prima serie circolerà insieme ai nuovi biglietti, poi sarà gradualmente ritirata

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al 2 maggio è in circolazione la nuova banconota da 5 Euro. I nuovi biglietti hanno caratteristiche di sicurezza avanzate. La filigrana e l’ologramma recano il ritratto di Europa, figura della mitologia greca da cui la nuova serie prende il nome. Muovendo una banconota, si possono attivare i seguenti controlli: Il “numero 5 verde smeraldo” – l’elemento più evidente – cambia colore, passando dal verde smeraldo al blu scuro e produce l’effetto di una luce che si sposta in senso verticale; La striscia argentata rivela il ritratto di Europa. Inoltre, sui margini destro e sinistro della banconota sono percepibili dei trattini in rilievo che ne agevolano il riconoscimento. Al principio la prima serie circolerà insieme ai nuovi biglietti, ma sarà gradualmente ritirata dalla circolazione e infine dichiarata fuori corso. La data in cui cesserà di avere corso legale verrà annunciata con largo anticipo. Le banconote della prima serie manterranno tuttavia il rispettivo valore a tempo indeterminato e potranno essere cambiate presso le Banche Centrali Nazionali dei paesi dell’area Euro in qualsiasi momento.

Vincenzo Cianci

iverse sono le problematiche che attanagliano il settore dei carburanti. Una di queste riguarda la fase costruttiva degli impianti di carburanti, in particolare per quanto riguarda gli accessi degli impianti e l’installazione dei serbatoi e delle colonnine, aspetto ben regolamentato dalla normativa di settore e dal codice della strada. Nella prassi è frequente il mancato rispetto di tali distanze, il che compromette l’incolumità degli automobilisti e dei cittadini. Sono anni che la FE.GES.C.A. denuncia tale situazione, facilmente superabile con l’applicazione effettiva della normativa vigente. Per evitare che si possano verificare tragedie per gli impianti già costruiti, è necessario che gli organi competenti controllino ed intervengano là dove la legge sia stata infranta. Altra problematica notevole è quella relativa all’andamento del prezzo del barile di carburante, il che allerta il cittadino, ma non gli addetti al lavoro. Tenuto conto che tra le componenti che determinano il prezzo al pubblico è variato solo il costo del prodotto e che le compagnie petrolifere, allorché aumenti il costo del barile, incrementano il prezzo al pubblico con la scusa di maggiori costi del greggio, ma non lo scemano, qualora il costo del barile diminuisca, ne deriva palesemente che gli aumenti effettuati sono sproporzionati. Inoltre, comparando tale prezzo (di vendita al pubblico) con quello praticato in Europa, si evidenziano ingenti differenze negative a discapito del consumatore del mercato italiano. Alcuni quotidiani hanno pubblicato la notizia dell’ indagine aperta dall’Unione europea sui prezzi truccati della benzina. La FE.GES.C.A. ha già sollevato, ripetutamente, da oltre quindici anni, due quesiti ancora attuali: “Chi controlla gli impianti di carburante?” “Quanto paga il cittadino per un litro di carburante?”Al primo si può continuare a rispondere che nessuno effettua seri controlli; per quanto riguarda il secondo interrogativo, bisogna considerare che sia le società petrolifere sia i gestori possono stabilire il prezzo di vendita a loro insindacabile piacimento. Inoltre, desta preoccupazione anche l’incertezza sussistente sul quantitativo e sulla qualità del prodotto erogato dietro corrispettivo. Alla luce di così gravi problematiche sommariamente esposte, la FE.GES.C.A. rinnova l’invito a tutte le componenti sociali per formare un tavolo con tutti gli addetti al lavoro del settore, onde poter disciplinare una materia così importante sia per l’economia del paese che per la sicurezza ambientale del territorio.

Ljubica Pennino

Equitalia più leggera per i contribuenti Rimborsi a rate più lunghi e stop ai pignoramenti sulla prima casa a cura di Alfonso Spizuoco

D Grafico relativo alla compravendita L’offerta, vincolante o meno, esplicita e dettagliata ovvero indicante una possibile disponibilità all’acquisto, condizionato all’esito positivo di più verifiche è il primo vero passo verso la conclusione positiva dell’operazione. La successiva due diligence, è il cuore del processo di compravendita. In essa l’impresa target, mette a disposizione del potenziale acquirente la documentazione aziendale che questi richieda. La negoziazione del contratto trova spunto e base proprio dai risultati della due diligence e, anche in base ad essa, il prezzo sarà definito. Con la sottoscrizione del contratto si

conclude la fase di negoziazione. Il contratto potrà (o dovrà) essere condizionato nella sua piena esecuzione al verificarsi o meno di uno o più eventi, imposti da una o richiesti da entrambe le parti o dalla legge. Al verificarsi delle condizioni poste, l’acquisizione sarà effettivamente conclusa, il prezzo sarà pagato, le quote di partecipazione saranno trasferite e l’impresa inizierà una nuova fase della sua vita.

Gualtierluigi Guadagno

ivieto di pignorare la prima casa, piani di rateazione più lunghi per il pagamento dei debiti col fisco e meno balzelli sulle cartelle esattoriali. Sono le novità contenute nel Decreto del Fare che ridimensiona i poteri di Equitalia, la società pubblica (partecipata al 51% dall’Agenzia delle Entrate e al 49% dall’Inps) che ha il compito di riscuotere le tasse e i contributi non pagati. Ecco cosa cambierà nei prossimi mesi:

PIGNORAMENTI Per i funzionari di Equitalia, non sarà più possibile pignorare i beni immobili destinati ad abitazione principale. I debitori del fisco che temono di perdere la casa di proprietà possono dunque tirare un sospiro di sollievo. Questa sanatoria (è bene ricordarlo) avviene però soltanto a due condizioni:

quando l’abitazione non è classificata come immobile di lusso e quando il contribuente vi risiede stabilmente. Per le seconde case e per gli altri fabbricati, invece, sale da 20mila a 120mila euro l’importo minimo del debito fiscale oltre al quale Equitalia può procedere all’esproprio.

RATE E AGGIO D’EMISSIONE Un’altra novità in arrivo è la scomparsa dell’aggio di emissione, cioè il balzello richiesto da Equitalia per le attività di riscossione, oggi pari a circa l’8% dell’ammontare del debito. I contribuenti pagheranno soltanto una somma di importo fisso, che servirà a coprire le spese delle procedure di incasso. Sono in arrivo novità anche per i pagamenti dilazionati delle cartelle esattoriali: il piano di rimborso potrà infatti allungarsi fino a 120 rate (contro le 72 previste oggi), ma soltanto se il

contribuente si trova in uno stato di evidente difficoltà economica. Inoltre, il beneficio del pagamento graduale, che oggi decade quando non vengono saldati in tempo almeno due versamenti consecutivi, rimarrà in vigore per un periodo più lungo, cioè fino quando risulterà che il contribuente non ha pagato 8 rate (anche non consecutive).

AGEVOLAZIONI PER LE IMPRESE Il governo ha deciso anche di dare una boccata di ossigeno alle imprese che hanno delle pendenze col fisco. I pignoramenti effettuati da Equitalia sui beni strumentali di un’azienda (come i macchinari) non potranno superare un quinto del loro valore. Inoltre, la custodia di questi beni rimarrà in capo all’impresa e l’eventuale vendita all’asta potrà avvenire soltanto dopo 300 giorni dal pignoramento.


CRONACA

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a cura di Vincenzo Vinciguerra

Il giorno del nostro Pianeta Terra I

l 19 aprile, ricorreva la Giornata della Terra, uno straordinario momento di festa che viene celebrato da oltre 500 milioni di persone, in più di 175 Paesi. È l’Earth Day 2013, la festa del nostro Pianeta Terra. l’Earth Day è nato nel 1970 quando 20 milioni di cittadini americani risposero a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson partecipando ad una storica manifestazione. Dall’Islanda al Pakistan, dagli Stati Uniti a Bali sono stati organizzati eventi volti a promuovere la sostenibilità ambientale e la tutela di un Pianeta sempre più malato. È proprio per questo che il Movimento Ecologista Europeo Fare Ambiente ha organizzato, facendo proprio il motto “A billion acts of green” (“Un miliardo di azioni green”, che si pone come obiettivo quello di invitare chiunque a compiere, anche nell’ambito della propria quotidianità, tutte le azioni possibili che possano contribuire alla salvaguardia dell’ambiente), una pulizia straordinaria delle strade adiacenti alla base della Marina USA ubicata nel comune di Gricignano d’Aversa (CE). L’evento, svoltosi nel segno tangibile della piena collaborazione e leale solidarietà e sostenibilità, tra popoli, è stato fortemente voluto dal Coordinamento regionale e provinciale di FareAmbiente Campania e Caserta, avallate dal supporto dei loro iscritti e dalle Guardie Ecozoofile di FareAmbiente. Il Coordinatore regionale di FareAmbiente Campania, Avv. Francesco della Corte, ed il vice Coordinatore regionale Ing. Mauro Pusceddu ringraziano, in

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na situazione difficile per gli impiegati e insopportabile per la numerosa utenza, questo lo scenario dei trasporti pubblici di Napoli con un allontanamento dall’eccellenza del servizio al cittadino acuitasi sempre più negli ultimi due anni. Le aziende, e anche Palazzo San Giacomo, sembrano aver recepito il messaggio e riconosciuta l’evidente gravità della situazione derivante dai tagli divenuti sempre più infiniti, e dunque si è deciso di rilanciare i mezzi pubblici e di risolverla dando vita ad una nuova società. La nuova holding nascerà dalla fusione dell’ANM, azienda che gestisce il traffico degli autobus partenopei, l’azienda gestrice della linea 1, linea 6 e delle tre funicolari, Metronapoli, e l’azienda che ha il compito di gestire il parcheggio pubblico negli appositi spazi preposti, ovvero Napolipark. Come sottolineato da Renzo Brunetti, Amministratore Unico dell’ANM, a seguito degli adempimenti statutari che le tre società esistenti dovranno fare in base a quanto dettato dalla legge la palla passerà alla giunta comunale, è qui il presidente della commissione consiliare mobilità Giovanni Formisano si è dimostrato estremamente ottimista, prevedendo la fusione già entro il mese di giugno. Formisano ha addirittura tenuto a precisare che la nuova azienda si pone l’obiettivo di essere un’eccellenza fin da subito e testuali parole - “coccolare i cittadini di Napoli”, formulando anche l’ipotesi di un nome per la nuova società che richiami la vecchia ATAN, molto vicina all’immaginario cittadino e anche nel parlato, visto che il termine molto spesso viene utilizzato ancora oggi per riferirsi all’ANM. Più prudente sui tempi si è invece

FareAmbiente festeggia l’Earth Day con un’iniziativa a Gricignano d’Aversa in provincia di Caserta

FareAmbiente e l’Earth Day, festa che viene celebrata da oltre 500 milioni di persone in oltre 175 Paesi

Entro l’estate una nuova azienda unica dei trasporti per Napoli

dislocati sull’intero territorio provinciale, che versano in uno stato di degrado ambientale, per poi riproporre, così come espressamente richiesto dal Presidente Nazionale prof. Vincenzo Pepe, tali esperienze su base regionale. Tale iniziativa nasce dall’indispensabile e reciproca esigenza di un continuo e sinergico scambio di idee tra popoli da sempre amici, al fine di individuare e successivamente evitare potenziali rischi ambientali sul territorio che è abitato da cittadini di diverse nazionalità. È anche compito delle associazioni come Fareambiente, di sensibilizzare e di coinvolgere gli amministratori locali, invitandoli a capire le problematiche dall’interno e cercare assieme ai cittadini le possibili soluzioni in modo da arrecare beneficio al territorio ed ai suoi abitanti, a prescindere dalla loro provenienza.

Giada Pistacchio

Partenopart: impegno nel sociale attraverso la formazione scolastica La manifestazione “Il Paese in cui si vive” si è svolta presso la S. M. S. “G. Bruno” di Nola

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ANM, Metronapoli e Napolipark daranno vita ad una holding nel capoluogo campano tra giugno e settembre dimostrato l’Amministratore Unico di Metronapoli Alberto Ramaglia, posticipando a dopo l’estate la nascita della nuova azienda, prospettando anche un ingente stanziamento di fondi da parte della pubblica amministrazione. Per ora tutto è ipotetico, ma si prospetta un’estate di cambiamento per il trasporto pubblico napoletano, l’eccellenza visto lo status in cui ora versa il sistema appare la sfida più difficile, se non impossibile, che

primis, le istituzioni americane ed italiane, e nella specie, il comandante Scott Gray ed il sindaco di Gricignano d’Aversa, il coordinatore provinciale Gennaro Caserta, il responsabile regionale dei rapporti internazionali, Dott. Pasquale Franco ed al responsabile regionale dei rapporti con le istituzioni locali prof. Giuseppe Pezzulo ma soprattutto tutti gli iscritti che hanno preso parte, muniti di tanto entusiasmo e di tutto l’occorrente necessario per procedere alla pulizia nel perimetro della base americana. All’iniziativa non si è sottratto un gruppo di americani che senza scoraggiarsi ci hanno affiancato nell’opera ambientale. Alla fine dell’attività il comandate della base ha gentilmente offerto un barbeque all’americana a tutti i partecipanti. FareAmbiente Campania, configura questa giornata come l’avvio di una serie di iniziative simili che verranno nei prossimi mesi poste in essere sull’intero territorio della provincia di Caserta, scelta come provincia pilota, nei luoghi simbolo

l’amministrazione del sindaco De Magistris si è posta sino ad oggi, soprattutto per i tempi brevi in cui si prevede di realizzarla. Ma i cittadini, dopo tanto risalto e fascino ridato alla città dalle ZTL nei punti storici e l’America’s Cup, ora chiedono un’efficienza e un miglioramento nei servizi molto più tangibile, che passa nell’immaginario di tutti i napoletani inesorabilmente nel miglioramento delle prestazioni dei bus e delle metrò cittadine.

Diego Spezzacatena

seguito del successo riscontrato nelle precedenti manifestazioni, l’Associazione Partenopart ha deciso di intraprendere la IX edizione della sensibilizzazione scolastica giovanile ai rilevanti temi sociali. Tale iniziativa, volta ad avvicinare gli animi dei ragazzi a problematiche attuali, affrontandole con spirito critico ed innovativo, vuole coinvolgere anche l’intera cittadinanza, inducendola ad improntare la propria vita seguendo uno stile civico, idealistico e culturale. Nell’intento di raggiungere tale obiettivo si è proceduto a far redigere agli studenti delle scuole medie un elaborato sul tema “Il Paese in cui si vive” ed a sottoporre i loro scritti alla valutazione di una giuria nominata e presieduta dal Preside del plesso scolastico.Hanno aderito le Scuole Medie “G. Bruno” e “Merliano/Tansillo”di Nola. Presso la S.M.S. “G. Bruno” di Nola, davanti ad una sala gremita di pubblico, si è proceduto alla premiazione degli alunni distintisi per il tema. Sono risultati primi classificati Ruocco Noemi (S.M.S. “G. Bruno”) e Circiello Alessia (S.M.S. “Merliano/ Tansillo”). Sono stati altresì premiati: Meo Crescenzo e Sommese Francesca Pia (S.M.S. “G. Bruno”); Foglia Antonella, Pezzano Alessia, Della Pietra Rubina, Sena Martina, Geri Virginia, Siano Gianmarco ed Ariano Felicia (S.M.S. “Merliano/Tansillo”). Ad encomio e dimostrazione dell’impegno profuso dagli alunni e della loro partecipazione al buon esito dell’iniziativa, si riporta uno stralcio del compito stilato da Circiello Alessia: “Occuparsi della politica, non significa curare gli interessi di tutti gli italiani ?... Perché tanti politici pensano solo ad arricchirsi come fanno i mafiosi?... Penso che la situazione possa essere cambiata, perché la gente non può continuare a soffrire e a lamentarsi all’infinito…. Bisogna uscire dalle crisi e noi giovani pretendiamo una condizione di

Premiati insieme agli organizzatori vita migliore…. Noi giovani intanto possiamo cambiare noi stessi per diventare modelli di vita, per questo ritengo che la scuola sia importante perché la miglior arma per combattere l’ignoranza è la cultura!... Per cui è bello sapere che nel nostro Paese ci siano anche tante cose e persone meravigliose che si impegnano per L’Italia. Io adoro il mio paese Napoli, le bellezze che esso ci presenta ogni giorno e vivendo in questo territorio ho imparato a convivere anche con le cose brutte, perché proprio come diceva Borsellino “occorre amare una cosa per poterla cambiare” e non potendo cambiare gli

altri, possiamo soltanto limitarci a cambiare noi stessi, servendoci della Fede e della Volontà!” Il Presidente di Partenopart, Luigi Pennino, ha concluso la manifestazione ringraziando tutti i partecipanti, con un plauso speciale ai professori ed agli alunni, assumendosi l’impegno di perpetrare in tale opera, cercando di coinvolgere un numero sempre più cospicuo di studenti del territorio, considerata l’importanza dell’attività socio-culturale per una crescita morale individuale e collettiva.

Ljubica Pennino

Il caso Braibanti, un processo contro omosessualità nell’Italia del Novcecento Il filosofo è stato U

l’unico condannato

nell’era repubblicana per il reato di ”plagio”, riesumato dal Codice Rocco di età fascista

n processo per “stregoneria” - ha detto di recente nel 2013, il filosofo Aldo Braibanti, quando ha ricevuto il Premio Bacchelli, il vitalizio che lo Stato assegna a personaggi delle arti e della cultura che si trovano in difficoltà economiche. La battaglia di “un mondo in declino, che non voleva cedere le armi”. Dopo quasi quattro anni d’indagini, il 5 dicembre 1967, sarà condotto nel carcere di Regina Coeli, condannato a nove anni di reclusione, ridotti a due in Corte d’Appello. Il processo al poeta piacentino Aldo Braibanti, inizia il 12 giugno 1968. Davanti alla Corte d’assise di Roma, sfilano familiari, preti, medici e testimoni corrotti. Gente di ogni risma pur di far condannare Braibanti, ritenuto un corruttore di anime. L’accusa: aver avuto ‘turpi’ rapporti omosessuali con due giovani. Secondo il giudice Orlando Falco, Braibanti, è un «diabolico, raffinato seduttore di spiriti», affetto da «omosessualità intellettuale», che ha soggiogato

Il Filosofo Braibanti

Aldo Braibanti seduto in attesa della sentenza. Braibanti venne condannato a nove anni di reclusione, successivamente ridotti a sei ed infine a quattro (due gli vennero condonati in quanto ex partigiano)

due giovani allievi, Giovanni Sanfratello, 24 anni, e Piercarlo Toscani, 23, riducendoli in stato di oggettiva dipendenza. In realtà, Braibanti, è un artista schivo, persona discreta, è stato tra i fondatori della rivista Quaderni Piacentini e della testata giornalistica di Alessandro Curzi, “Liberazione”. Ex partigiano torturato dai nazifascisti, appassionato di filosofia e studioso di formiche. Stando alla denuncia depositata dal signor Ippolito Sanfratello alla Procura di Roma il 12 ottobre 1964, avrebbe “plagiato” fisicamente e psichicamente uno dei suoi figli, Giovanni Sanfratello, di ventiquattro anni. Giovanni Sanfratello e Aldo Braibanti sono una coppia omosessuale, Giovanni Sanfratello, diciannove anni, ha conosciuto il poeta nel laboratorio d’arte “Torrione Farnese” di Piacenza e, in contrasto con la sua famiglia, borghese e cattolicotradizionalista (suo fratello fonda

un movimento lefebvriano), appena raggiunta la maggiore età (21 anni), fugge dalla famiglia, per andare a vivere a Roma con Aldo Braibanti e dedicarsi alla pittura. Il 1° novembre 1964, Ippolito Sanfratello, per guarire dall’omosessualità suo figlio, con l’aiuto dell’altro figlio Agostino e di altri familiari, preleva Giovanni e lo porta nel manicomio di Verona, ove, il povero Giovanni subisce quaranta elettrochoc e otto coma insulinici. Dimesso dal manicomio di Verona nella primavera del 1966, con il ridicolo vincolo di leggere libri che abbiano non meno di cento anni. Il processo si fece prima delle “leggi sul divorzio e sull’aborto” – dice Aldo Braibanti – “Nessuno era mai stato condannato per plagio. Fu una specie in cui il fascino personale era considerato diabolico e come tale condannato”.

Francesco Cecere


AUTO E MOTO

a cura di Vincenzo Adinolfi

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L’automobile e gli animali: curiose coincidenze Le specie zoologiche più diverse nella quasi totalità degli stemmi delle varie marche

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er colpa del motore la trazione animale è oggi solo folclore: un romantico calesse a passeggio tra i vicoli delle città d’arte e, sempre più raramente, un carretto trainato da un asino o un mulo. I cavalli relegati all’ippica o a competizioni negli ippodromi, non rappresentano più il simbolo del trasporto benché emblematicamente, come termine di paragone, resta l’unità di misura dei “cavalli vapore”. Il bove, simbolo della forza, lontano dai campi appare oggi buono soltanto a fare bistecche mentre gli animali selvatici, quando non sono circoscritti nelle riserve, sembrano destinati ad esibizioni circensi o ai tristi giardini zoologici. Solo ai cani è rimasto l’ingrato compito di trainare le slitte, considerato che le renne pare siano disposte a dare una mano solo a Babbo Natale. Tuttavia, forse per una inconsapevole forma di espiazione o per una atavica invidia dell’uomo verso attributi animali, si è assistito ad un costante impiego, nel mondo dei motori, di termini di etimologia zoologica e a fregi chiaramente ispirati al mondo animale che enfatizzano aspetti propri delle bestie quali la forza, l’agilità e la velocità. Nascono così i “bisonti” della strada, le “pantere” della

Polizia, le “gazzelle” dei Carabinieri e i “gatti” delle nevi. La quasi totalità degli stemmi delle varie marche si fregia di animali delle razze più varie. Il primo posto nell’araldica automobilistica è occupato dalle aquile: reale nella effigie della AQUILA ITALIANA, in piedi col petto difeso da uno scudo crociato nello stemma della BIANCHI, stilizzata e un po’ militaresca quella della MOTO GUZZI e della BIZZARRINI. Ali d’aquila ampie e distese incorniciano il nome DUESEMBERG. Anche altre industrie dall’aquila hanno preso in prestito solo le ali: ben quattro per la DE DION BOUTON, due per la AUSTIN, possenti per la BENTLEY. Somiglianti a quelle di un aereo le ali della ASTON MARTIN, M.V. AUGUSTA e SKODA per finire con quelle della HISPANO-SUIZA della quale rimane ben più impressa la figura dell’airone sul tappo del radiatore. Altri non meno nobili volatili ritroviamo nel gallo selvatico della BANDINI e nel volo di rondini della SIMCA. Quelle della CADILLAC sono invece quiete ochette natanti, docili palmipedi che già figuravano nel blasone gentilizio di Antoine de la Mothe Cadillac fondatore della città di Detroit, capitale dell’automobilismo americano. Un cigno alato adorna le prue delle imponenti PACKARD.

Circa i tappi dei radiatori, come non accennare all’elegante levriero della LINCOLN, quasi un rimarcare le virtù del miglior amico dell’uomo come la prontezza, l’obbedienza e la fedeltà. Anche nei primi emblemi della VOLKSWAGEN si riconosce un cane. Dopo l’aquila si è fatto ricorso al leone forse per il ruggito simile al rombo del motore, come quello in piedi di profilo della inglese TALBOT per finire con la PEUGEOT che inizialmente ne usò uno visto di fianco che camminava su una freccia mentre, solo più tardi, adottò quello odierno più fantasioso e meno retorico. La FORD addirittura sfoggia ben tre leoni. Tra le fiere un particolare accennare va al giaguaro la cui agilità è legata indissolubilmente alla JAGUAR. Tra i cavalli il più noto è certamente quello più rampante che mai della FERRARI quasi a sfidare il toro imbizzarrito che riassume le doti della LAMBORGHINI. Alla MORRIS è bastato un più vivace torello mentre la MORETTI preferì il “toro subalpino”. Un caprone rampante simboleggiò la brillante primavera della CISITALIA. Le corna di un cervo alternate a strisce orizzontali e ad un cavallino rampante nel centro rappresentano da sempre la PORSCHE.

Curioso invece il caso della ABARTH che preferì adottare uno scorpione mentre l’ALFA ROMEO prese a prestito il biscione visconteo simbolo di Milano benché un rettile viscido e scivoloso si sarebbe forse meglio adattato ad una marca di lubrificanti. A nessun pesce, più consono ad un mezzo acquatico, ci si è ispirati nell’araldica automobilistica. Se è vero che sono stati gli animali a fornire lo spunto, un termine di paragone, per non dire un vero e proprio obiettivo da perseguire, molti traguardi sono oggi stati raggiunti ed in molti casi anche superati. Le odierne macchine sono sempre più veloci, più agili, più resistenti e persino più grandi e confortevoli di qualsiasi animale, ma la perfezione del più insignificante degli esseri viventi è certamente di là da venire.

Federica Adinolfi


TURISMO ENOGASTRONOMICO

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a cura di Valterino Ziviello

La Storia della pasta ... continua

Gratin e il cugino americano Rigatoni, bechamel, parmigiano e altri ingredienti semplici per una ricetta che piace molto ai bambini

Le proprietà del limone

I matrimoni con la forchetta ed il pomodoro

Le nostre colline sono ricche di piante di agrumi che crescono benissimo al sole

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uardandomi intorno mi accorgo, quasi come se fosse la prima volta, che le nostre colline sono ricche di piante di agrumi e in particolare di limoni, una pianta che cresce benissimo al sole del nostro sud. Nel giardino della casa dei miei nonni un magnifico esemplare di questa pianta estendeva rigogliosa i propri rami al sole caldo delle giornate di primavera e d’estate, permeando di un delicato profumo l’aria intorno a sé. Da bambino mi affidavo fiducioso all’assaggio dei frutti tagliati a fettine sottili, cosparsi

Pasta al gratin

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a pasta al gratin è un classico. È molto amata dai bambini ma anche gli adulti non si fanno pregare a prenderne una seconda porzione (e qualcuno anche una - piccola, per carità – terza fettina). La ricetta base è assai semplice: rigatoni, pennone, tortiglioni o quel che volete, scolati prima che siano “al dente”, e mescolati in una pirofila imburrata con salsa bechamel, formaggio a fettine per dare l’effetto filante (Provola? Mozzarella del giorno prima? Fate voi), parmigiano. La superficie spolverata con pangrattato, per dare croccantezza, e dei fiocchetti di burro. Trenta minuti in forno –il tempo che dori il tutto e si formi la crosticina pochi minuti fuori, per farla riposare e poi subito a tavola. Certo, se avete tempo, la volete arricchire e/o i vostri bambini sono già piccoli gourmet e richiedono sapori più sofisticati, potrete aggiungere cubetti di prosciutto cotto o crudo, pisellini stufati, funghetti trifolati o un misto dei due, polpettine fritte, piccole piccole ovviamente, e altri formaggi più saporosi e di personalità tagliati a tocchetti che, fondendo, rilascino il loro sapore. Se, però, voleste vivere una botta di vita e, almeno idealmente, trasferirvi negli Stati Uniti (o in Australia o, più semplicemente, in Gran Bretagna), potreste provare i macaroni and cheese, comunemente (affettuosamente?)

detti anche mac n’ cheese, di cui il primo estimatore si dice sia stato addirittura Thomas Jefferson, padre della Patria, che visse in Europa per alcuni anni sino alla Rivoluzione Francese. Se foste anglosassoni doc, affamati e senza pretese, vi dirigereste al supermercato più vicino e comprereste una confezione di ready to eat mac n’ cheese. Occorrerebbe allora un forno a microonde, pochissimi minuti e la vostra fame sarebbe soddisfatta. Se, invece, benché anglosassoni o, almeno, anglofili, voleste soddisfare il vostro improvviso desiderio di una generosa porzione di mac n’ cheese senza venir meno al gusto delle cose genuine e fatte a dovere, scolereste i vostri elbow shaped pasta, insomma, gli stortini, pipette o riccioli, e li mescolereste nella pirofila imburrata con la bechamel, il formaggio cheddar, secondo alcuni, della panna e/o della cipolla tritata e, volendo, un altro formaggio dal sapore forte (un pecorino grattugiato?). Spolverereste infine la superficie di pangrattato e fiocchetti di burro e subito in forno. Sempre una trentina di minuti di cottura e via sul divano per mangiare, sorseggiando una coke e guardando la vostra soap preferita.

Gualtiero Guadagno

Sugosi limoni di zucchero e offerti come un dolce su un vassoio d’altri tempi. Non esistevano per mia nonna, tipica

donna di un passato che fu, succhi o marmellate di limone che non fossero creati con le sue mani, dopo un lavoro infaticabile di setaccio, di bollitura e di conservazione. La sua pazienza iniziava di buon mattino con la raccolta dei limoni ancora bagnati dall’umidità della notte, ricchi di profumi e fragranti di maturazione, proseguiva con una bollitura veloce in una capace pentola così da togliere l’amaro della scorza, il taglio a pezzetti minuscoli dei frutti, l’aggiunta di zucchero di peso uguale, per finire poi con la bollitura finale che avrebbe prodotto una marmellata gustosa e salutare. Con le sue mani esperte riempiva tanti vasetti che poi capovolgeva affinché si creasse il sottovuoto e voilà, il gioco era fatto! Marmellata di limoni per la stagione triste dell’inverno, quando il sapore forte del frutto ci avrebbe riportati di colpo alla stagione del sole. Il dopo pasto era appannaggio del nonno con la degustazione del limoncello o della crema di limone rigorosamente fatta in casa con succo di limone, alcol e zucchero. Anche le piante ornamentali della casa venivano toccate dalle proprietà benefiche dei limoni: bastava che dessero segni di cedimento e venivano

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a fortuna della pasta lunga e quindi della sua diffusione in tutto il mondo fu legata al suo matrimonio con la forchetta. La storia ci racconta che la prima forchetta, ma solo a due rebbi, fu usata per la prima volta a Venezia dalla principessa bizantina Maria, andata sposa nel 1003 a Giovanni, figlio del doge veneziano Pietro Orseolo II, ed egli pure associato al dogado. Ebbene, la futura dogaressa fu accusata dal frate Pier Damiani, celebre per aver sostenuto la supremazia della religione sulla scienza, anche perché «neppure si degnava di toccare il cibo con le dita, ma ordinava ai suoi eunuchi di tagliarlo in piccoli pezzi, nei quali conficcava un certo strumento d’oro con due rebbi e così se lo portava alla bocca». E con il Damiani, poi fatto santo, tutto il clero veneziano si scagliò contro la forchetta, simbolo del diavolo e dell’inferno, che fu allora messa al bando. Alla corte di Roberto I d’Angiò detto il saggio, che fu re di Napoli dal 1309 al 1343, le lasagne venivano portate alla bocca con un «punctorio ligneo», cioè un punteruolo di legno[19]. Tra il XVI e il XVIII secolo, rare voci segnalano la peccaminosa forchetta, soltanto a due o tre rebbi, ora in questa ora in quell’altra città europea. Soltanto dopo che, agli inizi del Settecento, le autorità ecclesiastiche ripresero in esame la dibattuta questione sull’infernale strumento, il suo uso cominciò a diffondersi e divenne comunque generale non prima del 1750.La grande rivoluzione avvenne però soltanto tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, quando il ciambellano di corte di Re Ferdinando di Napoli, Gennaro Spadaccini, ebbe la geniale idea di far fabbricare una forchetta a quattro rebbi. Non dovendosi più mangiare con le mani, i maccheroni fecero allora il loro ingresso anche a corte. Sempre a Napoli venne celebrato l’altro importante matrimonio della pasta con il pomodoro. Questo matrimonio indissolubile è testimoniato, per la prima volta, da una ricetta del 1839 nell’appendice alla Cucina casereccia in dialetto napoletano della seconda edizione della Cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino (1787-1860). E quello con la forchetta ed il pomodoro, furono due matrimoni che contribuirono a far diventare Napoli capitale della pasta, la cui diffusione nel mondo sarà affidata alla maschera regina della città. Così Pulcinella con il suo piatto di maccheroni fumanti farà l’ingresso nella letteratura dei viaggiatori e nei musei di mezzo mondo in quadri ed affreschi anche di grandi artisti. Intanto, con la rivoluzione industriale anche il settore della molitura dei grani e quello della fabbricazione delle paste erano stati fortemente interessati alle nuove invenzioni. Verso la metà dell’Ottocento entrarono in funzione i primi mulini a cilindri azionati dal vapore come forza motrice, mentre per la conservazione dei grani furono costruiti i primi silos, molto più capienti ed igienici dei vecchi sacchi o casse di legno. Nell’industria pastaia, la vecchia madia fu presto sostituita dall’impastatrice meccanica, ed il vecchio torchio in legno da uno meccanico tutto in ferro e bronzo azionato ancora a mano e poi, a partire dal 1880, da una pressa idraulica. Il prossimo passo fu la meccanizzazione di tutta la filiera della fabbricazione di ogni sorta di pasta.

sistemate sotto i rami frondosi del limone per essere curate e riprendersi di lì a pochi giorni. Come cura di bellezza mia nonna mischiava succo di limone al miele ottenendo così una cremina che con grande maestria cospargeva sul viso di noi adolescenti brufolosi. Per lei riservava un sapiente balsamo per capelli ottenuto con succo di limone e olio d’oliva che permetteva di mantenere lucida e forte la sua chioma ancora splendida e giovane. Anche i nostri malanni venivano curati con vecchi rimedi e ancora oggi mia madre, che ha ereditato il sapere antico, si occupa della preparazione di decotti a base di limone, zucchero, fichi secchi e foglie di alloro, per la cura dei mal di gola e della tosse, preferendo il rimedio naturale all’efficienza della medicina ufficiale. I nostri anziani usavano il limone come farmaco quando ancora non si sapeva nulla delle vitamine. Oggi le ricerche scientifiche hanno dimostrato che il limone è un ottimo antisettico e battericida ed è anche un valido aiuto per chi ha poche difese immunitarie; è un calmante e un disintossicante, aiuta nelle cure de i dolori reumatici, del l’anemia e del diabete, fa abbassare la pressione arteriosa ,è utile in caso di influenza, gengive infiammate, raffreddore.

Luigi Maria Pesce

Il Fuori salone del vino all’ombra del Vesuvio Quattro giorni dedicati al vino italiano e alla scoperta delle eccellenze del patrimonio partenopeo

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nche Napoli ha il suo Fuori Salone e, se quello di Milano è legato al Salone del Mobile e a tutto ciò che ruota attorno all’arredamento e al design, qui è in scena il nettare degli dèi. La cultura del buon vino arriva nella capitale campana con Wine&theCity il “Fuori salone del vino” di Vitigno Italia, il Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani tenutosi al Castel dell’Ovo. Nato da un’idea di Donatella Bernabò Silorata nel 2008, Wine&theCity è oggi un evento collaudato che si svolge ogni anno nel mese di maggio nella città partenopea riscuotendo sempre un grande interesse negli addetti al lavoro e nel pubblico. La parola chiave è contaminazione, la voglia è di mettere insieme moda, design, arte,

musica che insieme al buon vino creano un mix formidabile, la filosofia è quella di far entrare sommelier, vignaioli ed esperti in luoghi non canonici ma ricchi di energie positive. Monumenti, palazzi, case, boutique, gioiellerie, gallerie d’arte, laboratori artigianali, grandi alberghi, ristoranti, wine bar ed enoteche hanno aperto le loro porte alla città e hanno fatto conoscere ai tanti interessati, attraverso degustazioni, aperitivi, spettacoli e mostre, il loro microcosmo caratterizzato dall’abilissima arte di saper fare che in questa città ha radici antichissime, una tradizione importante e si nutre della magia che questa terra emana e che colpisce ogni suo spettatore. Tra le strade del centro storico e delle vie più glamour della città si è potuto respirare la vivacità

della commistione di espressioni diverse, scoprire botteghe nascoste che con grande maestria artigianale realizzano oggetti unici, incontrare la creatività di giovani artisti, il tutto accompagnato dalle degustazioni dell’eccellente vino italiano. Novità di questa edizione è stato il Premio Convivium Design, nato dall’incontro tra Wine&theCity e Pastificio dei Campi di Gragnano, che premia le migliori idee pensate dai designer per raccontare il cibo e il vino, a conferma del sodalizio sempre più stretto tra il food e la progettazione che negli ultimi anni unisce l’universo gastronomico e la realtà del design in una relazione perfetta.

Giovanna Potere

Valterino Ziviello

FERRAMENTA MATERIALI EDILI di Paola Capuozzo Via Orsolone al Guantai, 174 NAPOLI tel 081.587-4088


ATTUALITA’

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a cura di Sabrina Ciani

La riforma del condominio

Cresce la legalizzazione dei matrimoni omosessuali

La nomina dell’amministratore

L’Uruguay e la Francia dicono sì alle unioni tra persone dello stesso sesso

opo numerosi tentativi perpetratisi negli scorsi anni, finalmente il legislatore è riuscito a modificare la normativa in materia condominale, recependo quelli che sono stati gli orientamenti che la cassazione ha manifestato nel corso di quest’ultimo ventennio. Le associazioni di categoria che rappresentano gli amministratori ancora una volta non sono soddisfatte del lavoro conclusivo dalla commissione giustizia del senato che ha dato i natali alla Legge 11 dicembre 2012 n. 220, ma nonostante non sia stata riconosciuta la costituzione di un albo degli amministratori, sono state dettate delle linee giuda che tracciano delle indicazioni fondamentali, affinché non sia il primo arrivato a poter svolgere quella che per molti è una vera attività lavorativa. La norma licenziata dalla commissione entrerà in vigore a partire dal 16 giugno 2013 e cambierà notevolmente il volto della normativa. In particolare l’art. 1129 c.c. che in solo tre commi racchiudeva le linee giuda per la nomina dell’amministratore, stabiliva che quest’ultimo era da nominare obbligatoriamente in caso di più di quattro condomini è stato modificato rendendo più ampio il numero dei condomini che devono nominare l’amministratore ovvero più di otto. Ma l’art. 1129 c.c. è stato reso notevolmente più ampio, prevedendo il secondo comma che: “all’accettazione della nomina e ad ogni rinnovo” dell’incarico l’amministratore

nominato deve lasciare i suoi dati anagrafici e fiscali. Il legislatore attuale, recependo l’evoluzione interpretativa che più volte è stata indicata dalla stessa cassazione, ha previsto che la funzione di amministratore può essere svolta anche da una società che in questo caso dovrà lasciare l’indicazione della sede legale e della denominazione. Pur non essendo stata prevista la costituzione di un albo o di un elenco (alcune associazioni di categoria chiedevano che un elenco degli amministratori professionisti fosse depositato presso la camera di commercio), il legislatore finalmente ha previsto una parziale revisione dei requisiti per poter essere nominati amministratore di uno stabile introducendo l’art. 71bis delle disposizioni di attuazione al codice civile che prevede, tra quelli di natura morale, il requisito del possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado e che l’aspirante amministratore abbia frequentato un corso di formazione e che svolga attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominale (punti f e g) al primo comma dell’art. 71 bis delle disp. di att. c.c.). Questo apre la strada alla necessità di un supporto con corsi di aggiornamento a cui sono naturalmente candidate le associazioni di categoria che rappresentano le istanze degli amministratori. Ma, mentre il legislatore sembra correre ad un velocità più spedita in avanti, poi ritorna, come il gambero sui suoi passi, prevedendo

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manicure in una zona ben ventilata per non inalare sostanze potenzialmente tossiche come i cianoacrilati, presenti appunto nei normali smalti o gel. Ma il decalogo statunitense smentisce anche i divieti sull’uso di trattamenti di bellezza per il viso, che, con gli squilibri ormonali, può essere soggetto all’acne: «Si possono usare tranquillamente prodotti privi di olii e lavare il viso due volte al giorno con un detergente leggero e acqua tiepida. Se l’acne persiste, il dermatologo può prescrivere alcune terapie, esclusi il retinolo e le tetracicline, che possono provocare difetti alla nascita». Via libera anche ai filtri solari ad alto livello di protezione sul viso per evitare la comparsa di macchie scure.

rende legali i matrimoni tra coppie dello stesso sesso. Il regolamento elimina ogni riferimento di genere negli articoli del codice civile che riguardano il matrimonio e sostituisce le parole marito e moglie con la formula “coniugi contraenti”. Le coppie dello stesso sesso avranno di fronte alla legge gli stessi diritti e doveri di quelle eterosessuali, compreso adottare bambini e ricorrere all’inseminazione artificiale, temi attuali molto scottanti e delicati. L’apripista sono stati i Paesi Bassi, dove da aprile 2001 è data la possibilità a tutte le coppie di sesso uguale di unirsi in matrimonio con gli stessi effetti legali di quelli tra uomo e donna e delle convivenze di fatto. Negli anni diversi Stati hanno adeguato le proprie regolamentazioni giuridiche ed eliminato disparità legislative fra le unioni eterosessuali e omosessuali, partendo dal presupposto che il rapporto omosessuale sia una sana manifestazione della sessualità e che il matrimonio sia un diritto individuale e inalienabile della persona e quindi essa solo può decidere su tale scelta. In Belgio, Spagna, Portogallo, Canada, Sudafrica, Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Argentina, Messico (solo nella capitale), Nuova Zelanda e in nove stati USA (Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, New York, Washington, Maine, Maryland) è legale contrarre matrimoni tra omosessuali. In Israele, in Aruba, e nelle Antille Olandesi pur non essendo possibile contrarre matrimoni tra persone dello stesso sesso, vengono riconosciuti i matrimoni omosessuali contratti nei paesi autorizzati. La legalizzazione del matrimonio tra omosessuali è solo una delle tante tappe che dimostrano l’avanguardia nei diritti civili dell’Uruguay particolarmente forte negli ultimi anni, preceduta dalla decisione di permettere l’ingresso dei gay nelle Forze Armate, dalla depenalizzazione dell’aborto e dalla presentazione di un piano per la legalizzare la vendita e la distribuzione della marijuana sotto stretto controllo statale. In Francia, dopo la recente approvazione, già da giugno si potranno celebrare i primi matrimoni gay e, nel frattempo, il mercato si è subito adeguato ai cambiamenti inaugurando una fiere dedicata esclusivamente agli uomini, con tante idee per rendere unico il momento del sì.

Cassazione. «La condanna per diffamazione» – affermano i giudici di legittimità – sarebbe scattata anche se la notizia dell’adulterio fosse risultata vera e questo perché – continuano – «la tutela dell’onore è costituzionalmente protetta, come lo è il rispetto alla vita privata e familiare dalla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo». Tale condanna deve essere pronunciata dunque «non solo quando si lede l’altrui reputazione attribuendo a qualcuno un fatto illecito perché penalmente perseguito, ma anche quando lo si accusa di tenere comportamenti che, alla luce dei canoni etici condivisi dalla generalità dei consociati, suscitino la riprovazione nella opinione comune». I pettegoli incalliti sono avvisati!

Maria Francesca Cibelli

Giovanna Potere

L’ emblema del vivere insime che “I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono necessari qualora l’amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile”, a questo punto sembra che non siano più fondamentali i detti requisiti che invece permettevano di dare maggiore garanzia di professionalità ai condomini. Lo stesso orientamento è confermato da quanto disposto dall’ultimo comma dell’articolo, che prevede: “A quanti hanno svolto attività di amministrazione di condominio per almeno un anno, nell’arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, è consentito lo svolgimento dell’attività di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma”. Ciò evidenzia che ove un soggetto non abbia i predetti requisiti previsti, potrà svolgere l’attività di amministratore, purché abbia acquisito almeno un anno di esperienza nei tre precedenti all’entrata in vigore della legge, in ciò facendo venir meno tutto lo spirito riformistico prima manifestato. L’unico punto ribadito è: “Resta salvo l’obbligo di formazione periodica”. È necessario aggiungere che, ove l’attività

di amministratore venga svolta in forma societaria i requisiti di cui alle lettere f) e g) della norma devono essere posseduti “dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione dei condominii a favore dei quali la società presta i servizi”. L’amministratore, quale mandatario dei condomini, dura in carica un anno ed il suo mandato si intende rinnovato per un’eguale durata tranne che l’assemblea non revochi l’incarico conferito. La detta revoca può avvenire in qualunque momento. Non è cambiata la maggioranza utile alla nomina dell’amministratore ovvero quella dell’art. 1136, 2° comma, che prevede due maggioranze quella riferita agli intervenuti e quella riferita alla metà del valore dell’edificio, la nomina sarà valida in presenza dei due valori. Proseguiremo a snocciolare le nuove normative anche per permettere al comune cittadino o condomino di poter conoscere le novità della legge.

Avv.Maurizio Rossi

Incinte e belle: da oggi si può B

Dagli Stati Uniti i trattamenti estetici in gravidanza che non fanno male al bebè

elle anche in dolce attesa? Si può, ma con le dovute precauzioni. Dagli Stati Uniti arriva il via libera ai trattamenti estetici in gravidanza: dalle tinte per capelli alla manicure, sino ai trattamenti per viso e corpo. Si tratta di un decalogo, stilato da Mary Rosser del dipartimento di Ginecologia e ostetricia del Children Hospital di Montefiore e dell’Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University di New York, che indica che cosa fare nei nove mesi di gestazione. La tintura per capelli, per esempio, si è sempre pensato che potesse nuocere al feto visto che alcune sostanze, considerate tossiche, penetrano nel cuoio capelluto della donna ed entrano in circolo nell’organismo. «In realtà - ha spiegato la Rosser - le tinture sono sicure. Per precauzione basta evitare di

tingere i capelli nei primi tre mesi di gravidanza, durante i quali si possono comunque applicare le tinte naturali». Passati i primi tre mesi, «si può tornare dal parrucchiere e chiedere di applicare il colore in una area ben ventilata: sono soprattutto i vapori dell’ammoniaca a poter essere trasmessi al feto attraverso la respirazione materna. Inoltre, è una buona regola anche non fare spalmare la tinta sulla testa, ma cercare di metterla sulla lunghezza dei capelli». Disco verde anche per la manicure, sempre dopo i primi tre mesi: la futura mamma dovrà controllare che gli strumenti siano stati appena sterilizzati e chiedere all’estetista di non tagliare le pellicine, per prevenire infezioni di batteri e germi. Alle future mamme amanti del gel si raccomanda, inoltre, di indossare una mascherina sul viso e fare la

Gravidanza gradita

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Linguacciuti al vaglio dei giudici: divulgare notizie su fatti compiuti da terzi è reato

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lla lista dei Paesi che aprono al matrimonio tra coppie omosessuali si aggiunge l’Uruguay. Il Parlamento ha, infatti, approvato a larga maggioranza una legge che

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­La Cassazione zittisce i pettegoli

ettegolezzo mon amour addio! Secondo i Giudici della Corte di Cassazione divulgare notizie (vere o presunte che siano) su fatti compiuti da terzi è reato e questo non per un mero fine socio-moralistico, bensì perché – come si legge nella sentenza n. 8384/2013 – «la riservatezza come dignità può cedere dinanzi al pubblico interesse della notizia, ma non può, in linea di principio, ammettersi che ciò avvenga oltre la soglia imposta dalla destinazione della notizia a soddisfare un bisogno sociale»: insomma non si può mettere alla berlina un soggetto semplicemente perché certi che abbia il più classico degli scheletri nell’armadio … l’amante! La vicenda sulla quale è intervenuto il collegio giudicante aveva ad oggetto, infatti, una donna, additata come adultera da un vicino di casa: secondo l’uomo costei aveva una relazione extraconiugale, voce – questa – che messa in giro stava creando non pochi imbarazzi alla coppia. Appresa la notizia, il fratello della presunta traditrice insieme alla cognata di costei decidono di denunciare il linguacciuto vicino per diffamazione e la questione arriva fino in

Adelaide Caravaglios

Ediltutto di Michele Perna

Piazza Edelweiss 49/41 Valle del sole Pizzoferrato - (Chieti)


ARTE

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a cura di Maria Francesca Cibelli

Il realismo metafisico di Silvia Rea

In breve

Nelle sue opere s’incontrano tre diversi piani narrativi: storico, sociale ed esistenziale

Mostra d’Arte Contemporanea

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d un’attenta osservazione di alcune tra le opere più rappresentative della produzione artistica recente di Silvia Rea, non possono sfuggire alcuni elementi caratterizzanti che ricorrono nei suoi dipinti in maniera del tutto indipendente dal tema di raffigurazione. In un’atmosfera di derivazione metafisica, ottenuta attraverso tensioni cromatiche ora delicate, ora decisamente marcate, l’artista cala le sue molteplici figure, volti e personaggi appartenenti a diverse etnie, ma anche vari oggetti di uso comune, a volte inseriti in una più ampia veduta urbana, altre volte del tutto a sé stanti, che, anche per effetto degli sfondi sospesi nella loro dimensione spazio-temporale, superano il piano puramente documentaristico per proiettarsi verso più alti e differenti piani narrativi. Così le opere intitolate “Passeggiando per Toledo” divengono i fermo immagine, non di un momento estemporaneo ma di una condizione storica, sociale e persino esistenziale di un’epoca in cui tempo sembra scorrere non più secondo una direttrice lineare ma più propriamente circolare, perpetuando

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resso il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova si è svolta “Presenze nel contemporaneo”, una Mostra d’Arte del Gruppo “Amici del Colore”, fondato a Napoli nel 1997. Alla collettiva, Patrocinata da Provincia di Napoli e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, coordinata da Alma Sauro, con un intervento critico di Rosario Pinto, hanno esposto gli artisti: Giovanni Ariano, Maria Bellucci, Giuseppe Di Franco, Felice Garofano, Angelo Iuliano, Maria Petraccone, Susi Provenzale, Chiara Roio, Lucio Romagnuolo, Remo Romagnuolo, Alma Sauro, Elena Tabarro.

Soggetti metaforici situazioni senza soluzione di continuità. Simbolistica l’opera “Percorsi” in cui una serie di paia scarpe dismesse, dai più diversi modelli, evocano anche i differenti cammini, concreti o metaforici, che ciascun uomo si

Il simbolismo surreale di Luminita Irimia Nell’opera dell’artista rumena un costante legame tra il piano materiale e spirituale della raffigurazione

Claudio Scarano trova a dover affrontare nelle diverse fasi della sua vita. Lo stesso concetto è ripreso nell’opera “Gli andanti”, pur apparendo ora sulla tela diversi personaggi in fila indiana, forse gli stessi possessori delle

calzature raffigurate in primo piano nel quadro precedentemente descritto. Qui le figure sono decontestualizzate, proiettano le loro ombre sullo sfondo e si muovono stancamente verso una meta ignota, quasi

in ordine inverso rispetto all’età, un particolare di sicuro interesse esegetico anche sul rapporto tra i tempi umani e i ruoli sociali.

Rosanna Fiorillo Posillipo

VerArte a Palazzo Venezia Il ciclo di collettive d’arte contemporanea ha fatto tappa anche a Napoli

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erArte, il ciclo di collettive d’arte contemporanea, curate da Raffaele Veneruso, dopo Torre Annunziata, Torre del Greco e Castellamare di Stabia ha fatto tappa anche a Palazzo Venezia, in via Benedetto Croce 19, a Napoli. La caratteristica della rassegna è di non indicare nessun tema preciso, consentendo in questo modo a ciascun artista di potersi esprimere nella propria tecnica e di comunicare il proprio pensiero. La mostra, allestita nello straordinario contesto storico-architettonico di Palazzo Venezia, ha fatto registrare anche molti visitatori stranieri. In esposizione opere degli artisti: Anna Aclasto, Emanuela Allegra, Nadia Basso, Giuseppina Cecere, Marilisa Coppola, Viviana Coppola, Maria Rita Colantuono, Loredana D’Errico, Giovanni De Rosa, Mafalda Di Mare, Mariella Di Mare, Tiziana Giacca, Mario Gianquitto, Antonio Gorini (Agor), Rui Gong, Anna Imperato, Anna Moccia, Daniela Prato, Maria Grazia Scrima, Sabatina Simeone, Fabio Soda, Giuseppe Tuzzi, Alessandra Torrente, Raffaele Veneruso.

Mosaici di Luciano Romualdo a Firenze

L’

artista napoletano Luciano Romualdo sarà presente con tre sue opere, “Ansia, silenzio, segreto”; “Emersione – distensione”; “Identità dinamiche, interconnesse”, mosaici con smalti di Venezia e vetro fusione, al “Florence Musiwa 2013”. Rassegna Internzaionale di Mosaico Contemporaneo Se attraverso l’arte del

Palazzo Venezia

Assia Imperatore

Performer di luce L’arte di Assunta Improta tra pittoscultura e ricerca

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Raffigurazione simbolica

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aggiungono sovente la dimensione onirica le opere di Luminita Irimia, artista rumena di formazione accademica, nel suo simbolismo surreale dove i singoli elementi della rappresentazione sono sovente dettati direttamente dall’inconscio e pertanto non rispondono a niente di precedentemente programmato, anche quando le opere presentano inserimenti materici con tecnica mista. Nei suoi dipinti si riscontra, quale una costante metaforica, il legame tra il piano materiale e il piano

spirituale dell’oggetto di raffigurazione, ovvero la continuità tra il concreto e l’etereo, come si potrebbe interpretare dalla proiezione degli stessi elementi verso l’infinito. La reinterpretazione delle forme non è mai scissa dal rinnovato significato attribuito alle stesse, in una rielaborazione nella quale anche la collocazione nello spazio e le dimensioni delle componenti appaiono funzionali al concetto di fondo.

Domenico Raio

ssunta Improta, artista napoletana di formazione accademica, da oltre un decennio sta sviluppando una particolare ricerca incentrata sull’energia e sugli effetti psicofisici della luce. Le sue opere sono caratterizzate dalla presenza di un punto di luce che tende ad estroflettersi sull’intera opera fino a proiettarsi verso la quarta dimensione estendendosi, attraverso l’azione performativa, anche all’ambiente circostante. “La luce per me rappresenta la porta attraverso la quale si lascia la materia per raggiungere l’essenzialità che è l’energia che tutti noi abbiamo dentro – spiega l’artista -. L’arte è l’espressione dell’energia di chi crea l’opera, un concetto che abbraccia anche altri ambiti quali la musica, la letteratura, la fotografia, il cinema, la danza e persino la moda.” Le opere di Assunta Improta richiamano

Vetrofusione

i moti celesti, le cromie delle nebulose, lo splendore delle stelle, la legge di attrazione. La disgregazione della materia è raffigurata per mezzo di squarci che donano alle tele un effetto di rotazione che riproduce il moto dei pianeti. Tra le sue più riuscite performance “Hermes – Veggente dell’arte” tenutasi nel 2011 a Maddaloni (Ce). Nel 2012 in piazza Plebiscito, a Napoli, la performance “Vedova dell’arte” nell’ambito di “Arte Invasion International”. “La mia ricerca – conclude Assunta Improta – si sta evolvendo verso una ‘light painting’ biologica e per il futuro conto di far conoscere la mia sperimentazione anche all’estero.”

mosaico e della vetrofusione Luciano Romualdo coniuga l’esperienza tecnica con la creatività artistica applicata ai materiali lavorati, la stessa modalità sembra esprimersi in alcune opere in particolare dove il fattore razionale si fonde con la fantasia, in un rapporto interattivo nel quale ciascun elemento fruisce delle proprietà dell’altro. Le combinazioni tra le figure geometriche e le espressioni cromatiche, nelle peculiari tonalità dei materiali impiegati, propongono nuove soluzioni estetiche per le forme di più convenzionale concezione, in un perfetto rapporto armonico che dona all’opera assoluto equilibrio.

Raffaela Manco

Domenico Raio

Consegna premio Bidone D’oro per la cultura 2013 e Bidone d’oro Speciale

“Percorsi di vita”, un viaggio che ha origine nella luce La mostra fotografica in esposizione alla Casina Vanvitelliana

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i è conclusa la mostra “Percorsi di Vita”, organizzata dalle associazioni culturali Flegrea Park e Ars Mirabilis. L’esposizione fotografica è stata allestita nella suggestiva Casina Vanvitelliana, sita sull’isolotto del lago Fusaro. La struttura è famosa in Italia grazie allo sceneggiato “Le Avventure di Pinocchio” del 1972, diretto dal maestro Luigi Comencini e interpretato da Nino Manfredi (nel ruolo di Geppetto) e da Vittorio De Sica (nel ruolo del Giudice). La casina sul lago infatti, secondo l’opinione del pubblico, sarebbe nella fiction la dimora della Fata Turchina, interpretata dall’attrice Gina Lollobrigida, dove Pinocchio si recava per raccontare tutti i suoi misfatti in cerca di comprensione e perdono. “Percorsi di vita” è il titolo che Francesco Soranno, presidente di Flegrea Park, ha voluto dare a un evento fotografico davvero introspettivo. Nella mostra, infatti, si è dato largo spazio agli aspiranti fotografi, membri dell’associazione,

nell’esprimere il “proprio percorso di vita”. I fotografi avevano a disposizione un’ampia possibilità di racconto, da concretizzare in tre scatti che dovevano raccontare appunto un “Percorso di Vita”, personale, enigmatico, sognante. Colori, sfumature, immensi paesaggi, racconti di viaggio, infanzia, passato e presente. Scatti rubati ai passanti, pose di amici e animali, i bianco e nero che risaltano i sentimenti e le emozioni. Le foto hanno soddisfatto tutti i gusti, tutti gli occhi. C’è chi ha ricordato l’importanza del proprio territorio, come quello dell’area flegrea, o chi ha raccontato di un viaggio che lo ha segnato, nella grande metropoli londinese o sul monte Sinai. Chi invece si è dedicato al racconto della storia delle proprie radici e della sua famiglia e chi invece ha preferito lasciare spazio alla fantasia, fotografando le proprie scarpette da passeggio, rosse come quelle di Dorothy, la bambina protagonista del Mago di Oz.

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La Casina Vanvitelliana è un edificio ubicato su un isolotto del lago Fusaro, che nel 1700 divenne la tenuta di caccia della reale famiglia de i Borbone. Gli interventi di ristrutturazione della casina furono affidati a Carlo Vanvitelli che rese quel luogo, dal punto di vista architettonico, la più raffinata produzione settecentesca. All’interno dell’edificio furono accolti ospiti illustri come Wolfang Amadeus Mozart, Gioacchino Rossini e il presidente delle Repubblica Luigi Einaudi. La Casina compare inoltre anche nel film Ferdinando e Carolina di Lina Wertmuller. Un luogo quasi surreale, sospeso sull’acqua che fa sognare chi lo vede in lontananza e viaggiare di immaginazione quando se ne attraversa la soglia.

Casina Vanvitelliana

Maria Balsamo

l Movimento artistico-culturale “Esasperatismo Logos & Bidone” ha promosso per venerdì 14 giugno alle ore 17.30, presso il Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II”, in piazza Dante, 41, a Napoli, la cerimonia di consegna del premio Bidone d’oro 2013 per la Cultura al filosofo Prof. Aldo Masullo, e del premio Bidone d’oro speciale alla Fondazione Teatro San Carlo di Napoli. Introduce e modera la Prof. ssa Clara Guarino; Intervengono: Emilia Mallardo, Dirigente scolastico; Marisa Russo, Giornalista. Consegnerà i premi il fondatore del Movimento Adolfo Giuliani. Per l’occasione è stata realizzata una medaglia ricordo per i 13 anni del Movimento.

Vincenzo Vinciguerra


Il coraggio di una giovane donna

TEATRO

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a cura di Stefano Vosa

La notte d’estate che fa sognare

Al Teatro Il Primo è andato in scena l’adattamento di “A Midnight Night Dream”di William Shakespeare

Al Sancarluccio in scena “Lenuccia una partigiana del Sud” dedicato a una protagonista delle Quattro Giornate Attori in azione

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l Teatro Il Primo di Napoli l’Accademia Vesuviana di Teatro ha presentato “Sogno di una notte d’estate”. Realtà, fantasia, sogno, incubo,

allegria, commedia, dramma. Tutto questo e molto altro è “A Midsummer Night Dream”, il testo forse più lucidamente visionario di William Shakespeare, qui tradotto e

riadattato da Gianmarco Cesario, in uno stridore tra il linguaggio popolare dei clown in vernacolo napoletano e il dotto linguaggio

dei principi e delle fate. Un progetto della Accademia Vesuviana di Teatro diretta da Gianni Sallustro e che ha visto in scena Roberto Capasso nel ruolo di Bottom, che in questa versione ha preso il nome di Capechiuovo, Titti Nuzzolese, nel doppio ruolo di Ippolita e Titania, accanto a Stefano Ferraro che è stato, a sua volta Teseo ed Oberon. Nel cast Valerio Gargiulo (Demetrio), Paolo Gentile (Puck),

Alessandro Marano (Lisandro), Livia Bertè e Giuseppe Fiscariello (i due “clown” Spingola e ‘Nzogna). Hanno completano il cast gli allievi dell’Accademia Vesuviana del Teatro e, in un’amichevole partecipazione nel ruolo di Egeo, Niko Mucci. La regia è stata di Leo Sandri.

Ciro De Tommaso

Un’ipotesi linguistica U

no spettacolo altamente istruttivo, sotto il profilo storico ed umano, quello messo in scena da Vodisca Teatro, giovane compagnia di Scampia, in collaborazione con Teatro in Fabula, al Teatro Sancarluccio di Napoli. “Lenuccia – una partigiana del Sud”, interpretata dagli attori Maddalena Stornaiuolo e Luigi Credentino, per la regia di Aniello Mallardo, è una rappresentazione dedicata a Maddalena Cerasuolo, partigiana napoletana che a ventitre anni salvò il Ponte della Sanità, una donna di grande coraggio, poco celebrata dalla storia ufficiale, ma la cui esperienza, a 70 anni dalle

Quattro Giornate di Napoli, due giovani compagnie teatrali hanno voluto raccontare. Maddalena Cerasuolo, medaglia di bronzo al valor militare, è emblema della città di Napoli che non si arrende al potere nazifascista. Poco più che ventenne, in un’epoca di assoluto maschilismo, Lenuccia combatte tra gli uomini, si infiltra tra le linee nemiche e si paracaduta al fronte. Caratterizzata da un ritmo incalzante che riproduce il rapido susseguirsi degli avvenimenti bellici nella città partenopea, dai primi bombardamenti all’arrivo degli alleati, la recita ha messo in luce gli umori del popolo napoletano costretto a confrontarsi con la dura

realtà della guerra senza tuttavia smarrire quel grande senso di coesione e di speranza che risultò determinante nella lotta contro l’occupante tedesco. “Lenuccia” è stato uno spettacolo totalmente prodotto dal basso, grazie al sostegno di 125 co-produttori che hanno sostenuto economicamente questo progetto mesi prima del debutto. La rappresentazione ha proseguito la sua tournee anche a Cuneo, Alba, Mondovì, Novara, Udine, Trieste, Verbania, Torino e Latina.

Vincenzo Chiummo

Allo Spazio Libero in scena “De vulgari eloquentia”da un progetto di Vittorio Lucariello

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l Teatro Spazio Libero è andato in scena “De vulgari eloquentia” da un progetto di Vittorio Lucariello che ha curato anche la regia, uno spettacolo che ha in uno dei sottotitoli uno dei suoi principali significati: “The big meridional question”. La rappresentazione parte, infatti, “da una paradossale indagine artificiale” basata sulla autenticità della lingua usata per scrivere la “Divina Commedia”. “In tal modo - spiega Lucariello - si rievocano le figure di Dante e Virgilio, l’importanza avuta attraverso i secoli della cultura napoletana, per tentare di ravvivare il

Come all’epoca del muto “Shadows – The days of silent” in scena al Teatro Instabile, da un progetto di Vittorio Adinolfi

Il regista Adinolfi

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l Teatro Instabile Napoli, in Vico Fico Purgatorio ad Arco 38, è andato in scena “Shadows – The days of silent” con Francesca Romana Bergamo, Anna Cioffi, Gennaro Di Micco, Giuseppe Fiscariello, Emanuela Futia, Carmela Gragnaniello, Vito Marotta, Sara Saccone,

Marco Serra e Dario Tucci, da un progetto e regia di Vittorio Adinolfi. Siamo negli anni ‘20, nel periodo precedente all’avvento del sonoro nel cinema, che gli storici della settima arte indicano come “silent era”. Ci troviamo in uno spettacolo di vaudeville

itinerante, dove si alternano varie forme di spettacolo. Il pubblico si accomoda in una “sala”, va e viene tra i vari spazi dove sono allestite le performance. Nell’intervallo tra i vari numeri di vaudeville, viene preparato un

schermo per la proiezione di un film. L’opera proiettata è “Nosferatu” di Murnau. Il finale di questo film fa da prologo allo spettacolo: 1838. Ellen apprende che l’unica strada per sconfiggere il conte-vampiro Orlok e la sua epidemia è quella di esporlo alla luce del sole, e per raggiungere questo obiettivo si sacrifica dissetandolo del suo sangue fino ad alba inoltrata. La messa in scena è totalmente muta. La tecnica di recitazione, come all’epoca del muto, è stata caratterizzata da enfasi mimica, esagerando l’espressività facciale e l’azione corporea. In realtà i film dell’epoca non erano del tutto “muti”, quantomeno la fruizione: era, infatti, costume, dal grande teatro di città a quello di periferia, accompagnare le proiezioni con la musica, che fungeva da colonna sonora, e così è accaduto in questo spettacolo.

Maria Bellucci

mito della meridionalità partendo dalla espressività e dalle suggestioni provocate proprio dalla lingua napoletana. La pièce teatrale solleva dunque un’ipotesi linguistica molto suggestiva ed anticipa, di fatto, la questione meridionale di oltre mezzo secolo, attribuendole un’origine culturale. E se la “Divina Commedia” fosse stata scritta in napoletano? Di certo nel medioevo l’idioma partenopeo era quello più parlato in Italia e la scelta del Sommo Poeta di farsi accompagnare nel suo viaggio da Virgilio che a Napoli visse un periodo della sua vita, e i sottili

riferimenti dello stesso Dante al territorio napoletano testimoniano certamente un suo rapporto con la capitale del Regno. Solo una pura ragione economica potrebbe dunque aver dettato l’uso del fiorentino, allora “lingua dei banchieri”, decretando lo sviluppo della lingua italiana. Gli interpreti dello spettacolo “De vulgari eloquentia” sono stati: Amedeo Ambrosini, Gennaro Monforte e Paola Neri; Coreografie e Danza: Ambra Marcozzi, Rosaria Clelia Niola e Simona Perrella.

In breve Omaggio al pensiero dei poeti L’attore Alfonso Paola ha interpretato “Non sono quello che sono” al Circolo Arcas Teatro

“N

on sono quello che sono”, presentato al Circolo Arcas Teatro di Napoli, è stato il personale omaggio di Alfonso Paola al pensiero dei poeti che più gli appartengono e a cui più appartiene. In uno spazio scenico dove tutto è organizzato nel maggior vuoto possibile, Alfonso Paola, autore, regista ed interprete dello spettacolo, ha fatto rivivere e ricordare l’altra faccia del dolore: la bellezza. La bellezza come esca della crudeltà. Anche se l’interprete è stato solo in scena, lo spettacolo non è stato concepito come un semplice monologo, ma come un viaggio tra gli autori, le immagini, le emozioni, le suggestioni che hanno fortemente guidato e segnato il percorso artistico dell’attore. Dopo aver frequentato l’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” con gli insegnamenti di grandi maestri come Marisa Fabbri, Luca Ronconi e Pino Passalacqua, per Alfonso Paola è avvenuto uno degli incontri fondamentali per la sua formazione artistica, quello con Leo De Berardinis con il quale ha lavorato per tre anni affiancandolo anche come aiuto regista. Di seguito sono arrivati il cinema con Sandro Dionisio, Velia Santella e Stefano Reali e la televisione con la partecipazione ad alcune puntate della fiction Rai “La Squadra”. Con “Non sono quello che sono” Alfonso Paola è ritornato alla dimensione teatrale unendo alle sue passioni di sempre le esperienze degli ultimi anni.

Rita Ragni

Il trionfo della vita

Mario Azan

Ricviamo e pubblichiamo

Festa di teatro eco/logico a Stromboli Teatro musica e danza a zero consumo di C02

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inque giorni per dodici (e più) spettacoli di teatro, musica e danza, tutti gratuiti e realizzati senza emettere CO2, e quindi senza nessun ausilio artificiale, in scena artisti da ogni parte del mondo, un cartellone variegato e sparso su tutta l’isola, un’occasione per vivere l’arte in perfetta armonia con la natura: è in scena dal 22 al 26 giugno a Stromboli la prima FESTA DI TEATRO ECO/LOGICO. La FESTA DI TEATRO ECO/LOGICO è il primo evento al mondo di teatro, musica e danza rigorosamente unplugged ovvero senza luci, senza microfoni, senza effetti artificiali. Una scelta coraggiosa e innovativa che nasce dalla volontà di non consumare energia elettrica, senz’altro, ma anche dal bisogno artistico di lasciar parlare l’ambiente naturale di Stromboli, così ricco e variopinto, di esaltare l’intensità del linguaggio dei corpi, delle voci, delle parole e dei gesti, per liberare lo spettacolo, per un momento, dagli effetti prodotti dall’elettricità, a volte ridondanti, per ritrovare infine l’antico rapporto fra arte e natura. E’ un invito ad ascoltare le voci senza il riverbero e il filtro dei microfoni (e, a volte, l’aggressione dei decibel), un invito a portare la performance all’aperto, in mezzo al pubblico, in una relazione non mediata, è un invito ad esaltare la creatività che deriva dall’ascolto dei cuori che battono, della presenza umana, delle infinite sfumature di energia, e le atmosfere, che corpi e voci possono creare se non vengono ricoperti di altri segni. Un invito raccolto da tanti artisti che hanno deciso di offrire il loro contributo creativo, da Isabella Ferrari a Corrado Fortuna, da Iaia Forte ad alcuni gruppi teatrali con proposte sorprendenti. E inoltre diversi eventi speciali: Caterina Gottardo condurrà uno stage di contact improvisation che culminerà in evento in piazza con la partecipazione dei passanti; Alessandro Baronio proporrà al pubblico una ricerca di oggetti rifiutati in giro per l’isola per creare delle maschere teatrali; l’Associazione dei Sub di Lipari pulirà il fondale intorno all’isola e gli oggetti ripescati verranno utilizzati come oggetti di scena e reinventati in elementi scenografici; gli artisti locali apriranno i loro studi per mostrare le loro opere e poi eventi a sorpresa e blitz dell’ultim’ora: è una Festa all’aperto e aperta, gli invitati saranno graditi anche se non avranno dato conferma per tempo… IL PROGETTO - Dal 2005 sull’Isola di Stromboli si svolgono seminari di Metodo Linklater per la scoperta e lo sviluppo della propria VOCE NATURALE. I seminari, a cui partecipano attori, cantanti e curiosi provenienti da tutto il mondo, terminano con una o più performance sull’Isola, che è di per sé una scena altamente drammatica in cui si svolge un incessante dialogo tra terra, aria, acqua e fuoco. In questo ambiente, infatti, si percepisce – con tutti i sensi – la danza del mare, il canto del vento e il continuo borbottio monologante del vulcano, un personaggio chiamato “Iddu”. Stromboli, dove da pochi decenni è arrivata l’acqua corrente e l’elettricità, conserva il suo fascino notturno anche perché non c’è illuminazione stradale. Questa apparente limitazione rende lo sguardo e l’ascolto più aperti, più sensibili… E di giorno offre scenari di stupenda bellezza che variano al costante variare della luce del sole per come è distribuita dalle nuvole e dalla montagna, per come si riflette sulle superfici di contrastanti colori (dalla sabbia nera alle pareti bianche delle case), in un gioco di ombre e punti luce di raffinata illuminotecnica. Nella realizzazione degli spettacoli di fine seminario, il gruppo “fluidonumero9” e l’Associazione Culturale The Company, hanno scoperto il gusto della performance dal vivo priva di effetti speciali aggiunti, dalla strumentazione fonica o luci. Dal piacere di questa scoperta nasce il progetto di organizzare la prima FESTA DI TEATRO ECO/LOGICO a Stromboli.

Successo al Theatre de Poche per “Nel campo delle viole”

È

stato uno spettacolo davvero emozionante e significativo “Nel campo delle viole” di Diego Sommaripa e Ivan Luigi Antonio Scherillo andato in scena al Theatre de Poche per l’interpretazione di Paola Attilio, Ivan Boragine, Claudia De Biase, Edoardo Sorgente, Fabio Pisano e Salvatore Presutto; la regia di Diego Sommaripa e le musiche dal vivo di Marcello Cozzolino. Molto versatile la messa in scena che ha toccato diversi piani narrativi: parola, musica e immagini in un dinamico confronto dal piano reale al piano

La vita vince il male surreale che ha donato alla rappresentazione grande ritmo ed originalità drammaturgica. Il “Campo delle viole” si rivelerà una metafora, quella della vita, nel suo significato più ampio, protagonista assoluta dello spettacolo, la vita che vince sul male, la vita con i suoi eterni valori di amore, solidarietà e giustizia, e che alla fine del dramma porteranno al ravvedimento i personaggi che avevano creduto di potersi affermare con una scelta diversa. “La linea dello spettacolo – spiega il regista Diego Sommaripa – è di coscienza e non di denuncia, da qui la scelta di far recitare gli attori a pochissima distanza dal pubblico tentando di far arrivare più forte il messaggio di riflessione.

“Napolievolution” al Teatro Trianon Concerto di canzoni inedite napoletane interpretate da Sara Tramma

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enerdì 17 maggio “Napolievolution” è un progetto che nasce da un’idea di Sara Tramma, ed è un concerto di canzoni inedite in dialetto napoletano alcune firmate dalla stessa cantante, con musiche e arrangiamenti di Nunzio Nunziato. Ed è la tradizione che incontra il contemporaneo, dove il testo popolare si fonde con suoni a volte elettronici e contaminazioni musicali internazionali dal jazz al free jazz al rock per

arrivare fino a Bahia, Brasile e Giamaica: il sud del mondo. “Napolievolution” è l’incontro musicale di tutte le culture dove il testo, in dialetto popolare napoletano, trionfa più vivo e moderno che mai, e guarda verso il futuro fondendosi e incastrandosi con diversi generi musicali senza difficoltà. Il concerto prevede un ensemble di 6 musicisti in scena: Edoardo Puccini (chitarra classica e battente), Ernesto Nobili (chitarre) Vittorio Cataldi (piano),

Roberto Giangrande (basso), Peppe Fiscale (tromba e fiati), Enzo Pinelli (batteria). Durante il concerto, Sara Tramma eseguirà insieme ai suoi musicisti un brano di Sting “Fragile” tradotto da Sara Tramma in dialetto napoletano, e ospiterà un grande maestro della canzone popolare, Eugenio Bennato, con il quale Sara Tramma ha esordito e collaborato anni fa nei Musicanova.

Anna Maria Caroli Ciruoli

Raffaela Manco


CULTURA

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a cura di Ivana Porcini

Alessandro Baricco, il grande Holden Italiano La sua scuola di scrittura creativa insegnerà l’arte della narrazione in tutte le sue declinazioni

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lessandro Baricco ha ampliato, arricchito e traslocato la sua scuola di scrittura creativa, intitolata Scuola Holden, che inaugurerà nell’ottobre di quest’anno. Le iscrizioni sono state aperte invece dal mese di aprile. L’autore di Oceano Mare dice che ne vale la pena, soprattutto grazie alla disciplina di insegnamento del “real world” e al fatto che nella nuova scuola si troveranno una biblioteca e una decina di aule, tra cui anche una sala montaggio. Il real world, infatti, permette all’alunno di raccontare la realtà che lo circonda, grazie alla creazione di una figura ibrida a metà strada tra il giornalista e l’autore. Un po’ come Truman Capote che raccontava storie così avvincenti da farti dimenticare che erano vere. “Il talento non si può insegnare, ma allenare la creatività sì. E la creatività si libera”, dice Baricco che si dedica a questa scuola (nata nella sua amata città) per nuovi scrittori talentuosi da venti anni. Il grandioso progetto dell’ampliamento è stato reso possibile grazie all’arrivo, nel marzo dello scorso anno, del socio F,

Alessandro Baricco il Gruppo Feltrinelli. La scuola passerà così da 500 a 4.047 metri quadrati e aprirà le sue iscrizioni a quattrocento nuovi studenti ogni anno, invece dei sessanta che ospita ora. Dal mese di ottobre si trasferirà nell’ex Caserma Cavalli, nel quartiere torinese di Borgo Dora. Solo a un visionario come Baricco poteva venire in mente un panorama simile, lì, infatti, staziona un gigantesco pallone aerostatico, il Turin

Eye, dove è possibile scrutare la città dall’alto. Il nome della scuola deriva dal romanzo Il giovane Holden di J.D. Salinger, romanzo che ha segnato gli anni di crescita di qualsiasi appassionato della lettura. La nuova Holden inoltre aprirà le porte anche ai normali cittadini, per attività e incontri, contribuendo così a riqualificare un intero quartiere, Borgo Dora che fino a ieri era considerato uno

dei più malfamati della città di Torino. Quello che verrà sostanzialmente insegnato in questo posto dell’eccellenza italiana è l’arte della narrazione, in tutte le sue declinazioni. L’attività didattica sarà suddivisa in sei discipline: Scrivere, Filmmaking, Acting, Series, Real Word e Crossmedia, il cui insegnamento dell’ultima materia diventerà man mano bilingue. Finora il 70% degli “Holdeniani diplomati” (24

Lezione sui Gigli di Nola al servizio della fede

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Gigli di Nola, storia e metodologia di una macchina scenica al servizio della fede” è l’argomento della lezione che Marco Schaufelberger, artista e scenografo del San Carlo, terrà venerdì 17 maggio dalle ore 15.30 a Napoli presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sez. San Luigi (via F. Petrarca 115), di cui è decano Sergio Bastianel sj. L’incontro rientra nell’ambito del percorso “Arte e Teologia” della Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia e s’incentra sulle seguenti tematiche: le origini della festa, i suoi presunti e smentiti legami con il paganesimo, appunti di semantica e demonologia, tecniche della cartapesta dal XVI sec. ad oggi in Italia, Giappone ed

Incontro alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia

Folla traboccante per i Gigli Europa in genere; individuazione di altre macchine sceniche in uso in Italia, con materiali inediti; accenni alla festa dei quattro altari (la scenografia dei Gesuiti). Inoltre si parlerà della maschera

come risignificazione e rappresentazione dell’Io dai miti greci, feste dionisiache, alla caratterizzazione romana: la maschera nella borghesia come costume e nell’arte.

Infine un approfondimento della maschera di Pulcinella e Arlecchino, l’aspetto demoniaco.

Meridionale

Rosario Sannino

“La cultura per la solidarietà” Alla Libreria Guida di Caserta la presentazione del romanzo di Antonio Piscicelli “Zacinto Mia” a sostegno della fondazione SJAKI-TARI-US

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ercoledì 22 Maggio alle ore 18:00, presso la Libreria Guida di Caserta (Via Caduti sul Lavoro 23/33 Caserta), sarà presentato il romanzo Zacinto Mia di Antonio Piscitelli (ed. Guida). Coordinerà e introdurrà il dibattito Ida Alborino. Interverranno con l’autore Felicio Corvese e Mario Rovinello “Zacinto Mia” il terzo romanzo di Antonio Piscitelli (ed. Guida, 2013) sostiene, attraverso la campagna intitolata “La cultura per la solidarietà”, la fondazione SJAKI-TARI-US: un’organizzazione senza scopo

di lucro che assiste bambini e adolescenti portatori di handicap mentale. Antonio Piscitelli ha conosciuto questa fondazione nel 2008 e, insieme ad alcuni amici, ha iniziato a sostenerla. All’epoca lavorava al romanzo che oggi ha visto la luce: lo scopo era quello di far conoscere SJAKI-TARI-US ai suoi lettori e di invitarli a sostenerla. Un anno dopo ne incontrò, a Delft, i responsabili e illustrò loro il progetto. Ottenutone il consenso, non esitò a portarlo a compimento. Nasce da queste semplici circostanze la campagna di solidarietà che oggi, d’accordo con l’editore, Antonio Piscitelli

promuove attraverso “Zacinto Mia”. IL LIBRO: “Zacinto Mia” è una storia che è cognizione profonda del comune presente. Il passato rivive con sconcertante vivacità nella prosa incalzante dell’autore. L’amicizia e la passione civile, il sesso e l’amore, le delusioni e le speranze legano inestricabilmente i personaggi di questo romanzo e ne fanno l’emblema della vicenda collettiva dal secondo dopoguerra ai nostri giorni. ANTONIO PISCITELLI è nato a Napoli. Autore di saggi brevi, articoli e recensioni, tutti apparsi in rivista; nel 2010 pubblica per Guida

Editori il romanzo “Come le fate” e nel 2011, per lo stesso editore, il romanzo “Si dà il caso”. La fondazione Sjaki-Tari-Us opera in Indonesia, a Bali. Accompagna i bambini nel loro sviluppo e ne favorisce l’inserimento sociale, riconoscendo loro la dignità di qualsiasi essere umano. Attraverso gruppi di gioco e apprendimento, nel caso dei più piccini, e per mezzo di gruppi di apprendimento attivo per gli adolescenti e i giovani, la fondazione ne favorisce l’indipendenza, le conoscenze e le abilità di comunicazione.

Valentina Capuano

I letterati conquistano Torino La quarta edizione del Premio letterario I Murazzi premia il talento partenopeo

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Torino, presso il Circolo dei Lettori nel Palazzo Graneri della Roccia in Via Bogino, si è svolta la cerimonia di premiazione della quarta edizione del Premio letterario “I Murazzi” che ha visto conseguire il Premio Speciale per l’Edito al libro di poesia di Nevio Nigro “Possiedo la tua assenza”, edito da Crocetti . La Giuria composta da Sandro GrosPietro, Giovanni Chiellino, Marcello Croce, Liana De Luca, Pierantonio Milone, Carlo Di Lieto, Armando Santinato, Alberto Sinigaglia, Erica Maria Pramauro, ha premiato Luigi Fontanella, per la poesia, Maurizio Cucchi per narrativa edita, Viviane Ciampi per la silloge inedita e Piero Gai per la narrativa inedita. Il prestigioso Premio ha coinvolto anche un Comitato d’onore composto da: Serena Siniscalco (Presidente), Giorgio Bárberi Squarotti (Scrittore), Aldo Berti (Scrittore), Gianni Chiostri (Disegnatore), Mirka

Anche genitori, parenti e amici sono coinvolti in questo programma. Attraverso questo sistema i congiunti dei diversamente abili riescono a capirne nel modo migliore il comportamento. Sjaki-Tari-Us organizza regolarmente laboratori destinati ai genitori dei loro assistiti e supporta il personale docente con esperti volontari provenienti dall’Europa. A Ubud Sjaki-Tari-Us ha creato una sorta di scuola alberghiera, un ristorante (“Warung Sjaki”), dove i giovani che apprendono e lavorano nei servizi di cucina e di sala sono regolarmente retribuiti, divenendo in questo modo membri attivi delle loro comunità. I turisti possono godere di una calorosa atmosfera e gustare deliziose pietanze indonesiane. Anche questo è un modo di aiutare la fondazione. L’organizzazione infatti si serve di qualsiasi aiuto le venga offerto. Si può non solo finanziarne le attività, ma anche offrire materiale didattico e giocattoli per i più piccoli, oltre a mettere le proprie conoscenze e le proprie esperienze al servizio di questa buona pratica attraverso un servizio volontario. Per il volontariato è necessaria la conoscenza della lingua inglese.

Italo Sgherzi

anni l’età media) ha trovato lavoro in ambito narrativo, e da qui inoltre sono usciti alcuni dei protagonisti della cultura italiana come lo scrittore Paolo Giordano e il regista Marco Ponti. Negli ultimi anni in Italia sono nati molti corsi di scrittura creativa, un dato davvero positivo per il nostro Paese. Corsi differenti tra loro, sia per numero che per costi, la qual cosa permette agli aspiranti scrittori di scegliere in base alle proprie possibilità. Quello della scrittura creativa è un esercizio che più lo si fa in modo collettivo e migliore diventa. Scrivere un romanzo è il sogno nel cassetto un po’ di tutti. Ma si sa che si tratta di un mestiere solitario, difficile e che richiede molta pazienza. Ecco perché le scuole creative sono diventate così importanti oggi, grazie al fatto che permettono a chi ha voglia di misurarsi con la penna di non sentirsi più spaesato, ma di vedersi affiancato da editor e scrittori, tutta gente che narra storie per mestiere. I cosiddetti Maestri.

Palazzo Graneri della Roccia

Corato (Scrittrice), Renzo Pavese (Studioso di Letteratura scandinava). Oltre ai premi citati, numerosi sono stati i riconoscimenti letterari. In particolar modo, la nostra regione si è distinta, nel campo letterario, per originalità e forza espressiva. Infatti, il Premio Speciale di Narrativa Storica è andato alla napoletana Carmela Politi Cenere per il romanzo “La soglia del sublime-Amori Napoletani”. La Giuria ha voluto premiare la storia di questa saga familiare del Novecento, sottolineando il realismo di un testo ben scritto, capace di attualizzare il classico romanzo storico in un amalgama perfetta tra realtà e fantasia. Il sindaco della città, Piero Fassino, ha salutato la Giuria ed i Vincitori del Premio con un bel discorso sull’impegno civile di Torino, città capace di fondere perfettamente l’anima battagliera con quella più salottiera e “frivola”.  

Eleonora Belfiore


SALUTE

a cura di Gennaro Musella

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Gravidanza e celiachia: i possibili rischi e come affrontarli

Gestione integrata del Di sicuro gli accorgimenti da seguire sono maggiori, ma non così complessi carcinoma mammario

Il Dott. Antonio Maglione

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a celiachia è una malattia genetica che porta a un’intolleranza permanente al glutine. Non esistono ancora cure farmacologiche, l’unica possibilità di vivere in salute e di portare a termine una gravidanza senza problemi è data dalla dieta aglutinata, cioè priva di quei cereali che contengono glutine: frumento, avena, orzo, kamut, segale, spelta e triticale. Le origini di questa condizione sono in gran parte ereditarie: i figli di genitori celiaci corrono un rischio elevato, stimato intorno al 10%, di manifestare a loro volta intolleranza al glutine. Tuttavia, quella che si eredita

è solo la predisposizione genetica al morbo celiaco. Altri fattori, tuttora poco conosciuti, contribuiscono all’insorgere del problema. Lo dimostra il fatto che un gran numero di persone celiache manifesta i primi sintomi in età adulta, a volte persino in età avanzata, dopo un’intera vita trascorsa a consumare glutine senza effetti negativi. A contatto con la mucosa intestinale di una persona celiaca, il glutine, o meglio una sua componente detta gliadina, stimola una reazione impropria dei linfociti T, cellule del sistema immunitario, che a loro volta liberano molecole ad azione infiammatoria. A

lungo andare, il processo infiammatorio danneggia i villi intestinali. La prima conseguenza è il malassorbimento, cioè la ridotta funzionalità della mucosa intestinale, che non è in grado di assorbire come dovrebbe le sostanze nutritive contenute negli alimenti; tuttavia spesso la malattia può rimanere occulta ed i sintomi possono essere atipici e del tutto invisibili, rendendo difficoltosa la diagnosi. Solo attraverso l’incrocio di tre esami specifici – analisi del sangue, analisi genetiche e biopsia dei villi intestinali si può raggiungere una precisa diagnosi. In Italia circa un soggetto ogni cento persone è affetto

da celiachia, anche se la maggior parte di coloro che ne sono colpiti ignora il proprio stato di salute. Avviare una gravidanza senza sapere di essere celiache può complicare il procedere della gestazione. Per questo, una donna che desidera un bambino deve scongiurare il pericolo celiachia: i nove mesi di gravidanza rappresentano un momento delicato e ricco di cambiamenti fisiologici e psicologici per la futura mamma. In presenza di una sintomatologia gastrointestinale è opportuno un adeguato counselling preconcezionale, e pertanto fare tutti gli accertamenti del caso prima di una gravidanza. Tra i cosiddetti sintomi atipici, vi è l’infertilità o la tendenza ad abortire spontaneamente, determinando casi di ”poliabortività” e senza alcun motivo apparente. Sembra, infatti, che la reazione immunitaria stimolata dal contatto del glutine con la mucosa intestinale inibisca la capacità dell’embrione di attecchire e annidarsi nella parete dell’utero. L’unica misura preventiva in grado di riportare nella media il rischio di aborto spontaneo è eliminare ogni traccia di glutine dalla dieta a partire da almeno sei mesi prima del concepimento, in modo tale da annullare la presenza degli anticorpi anomali in circolo nel sangue. Tale condizione ha già un suo effetto sulla regolarità del ciclo mestruale, che nei casi più gravi può addirittura sparire: pertanto le mestruazioni possono non essere frutto di una reale ovulazione, con la conseguente impossibilità di concepire. Inoltre, è stato riscontrato che nelle donne celiache il rischio di aborto è nove volte superiore rispetto alle donne non celiache. In casi simili, si può procedere ai controlli di rito, ma qualora

la celiachia fosse accertata la donna non deve disperare, infatti l’infertilità in questi casi non è irreversibile e si torna a essere fertili seguendo la dieta gluten-freee, basta aspettare poi che i valori e l’organismo si assestino prima di provare ad avere un bambino. Diverso è il caso di una donna che è riuscita a rimanere incinta pur non sapendo di essere celiaca. Poiché madre e figlio condividono l’alimentazione per nove mesi, il problema non riguarda solo la mamma ma soprattutto il feto. Una gestante celiaca non riesce a mandare il necessario apporto nutritivo al figlio, quindi se porta a termine la gravidanza rischia comunque un parto prematuro, oppure di dare alla luce un bimbo sottopeso e di poterlo allattare per minor tempo del necessario. Tuttavia le cose sono più semplici di quello che sembrano, e come ogni altro individuo celiaco anche la donna in gravidanza può assicurarsi nove mesi di tranquillità per sé e per il figlio semplicemente seguendo la dieta senza glutine. Di sicuro gli accorgimenti da seguire sono maggiori, ma non così complessi. Alla dieta aglutinata è bene associare l’assunzione di acido folico, consigliato anche alle non celiache; inoltre bisogna prestare particolare attenzione ai farmaci che si assumono, assicurandosi che non contengano glutine; infine è necessario un adeguato apporto di calcio: le donne in gravidanza, infatti, tendono a perdere massa ossea, ma le donne celiache, a causa del malassorbimento occulto, tendono a perderne di più. Una volta rispettate poche semplici regole alimentari, tutto risulterà più semplice e la gravidanza potrà procedere come quella di qualunque altra donna.

Antonio Maglione

Le virtù del biancospino Scopriamo la pianta che fa bene al cuore e concilia il sonno

I

n erbis salus. I popoli primitivi non conoscevano questo detto latino; avevano però intuito che nelle piante era nascosta la virtù e il potere per curare i malanni. Si trattava solo di scoprirli. Infatti, appurarono che la coca vinceva la fatica, il ginseng forniva energia al corpo e alla mente, la mandragora restituiva all’uomo la virilità affievolita. Gli assiro-babilonesi fecero grande uso di piante medicinali. Le ricette scritte sulle tavolette di terracotta e le descrizioni incise sulle pietre dei templi da parte degli egizi ne sono una testimonianza storica. In Grecia nel IV secolo a.C. visse il più grande medico dell’antichità, Ippocrate di Cos: dedicò tutta la sua vita per curare gli ammalati con pozioni vegetali. Qualche secolo dopo Teofrasto occupò la cattedra

di botanica nel liceo di Aristotele e ci ha lasciato anche un libro intitolato “Storia delle piante” in cui è possibile leggere caratteristiche, nomi e virtù delle piante allora conosciute. Una delle piante medicinali che fu presa in grande considerazione dai popoli antichi fu il biancospino, detto anche crateagus oxycantha. Questo secondo nome di derivazione greca fa riferimento alla presenza nei suoi rami di numerose, robuste e acute spine. Il biancospino è un arbusto, raramente albero, con foglie caduche (che si rinnovano spesso). In primavera si veste di fiori bianchi a corimbo (che terminano allo stesso livello). Le bacche in autunno assumono un bel colore rosso. Le parti della pianta più usata in fitoterapia sono i fiori e le foglie. Più i primi che le

seconde meno le bacche. La pianta acquista dignità scientifica nel XIX secolo, grazie alla scoperta, soprattutto nei fiori, di numerosi principi attivi, fra cui i più importanti sono: i triterpeni pentaciclici, i flavonoidici e le catechine. Queste ultime sostanze sono concentrate nelle bacche. Ai terpene viene attribuita un’attività sulla muscolatura liscia dell’intestino e su quella della cistifellea e coledoco favorendo i flussi biliari. L’attività più importante, il biancospino l’esercita sul cuore come coronaro-dilatatore. Sul muscolo cardiaco esercita un’azione risparmiatrice del consumo di ossigeno tanto da far considerare la pianta come un anelettico. L’impiego più comune che si fa dei fiori di biancospino, sotto forma di influsso, è

finalizzato ad ottenere un’azione sedativa generale e una conciliazione con il sonno. Generalmente s’impiega un cucchiaio di fiori mescolati in 200 ml di acqua fredda. Si fa bollire il tutto per uno o due minuti, indi si fa decantare tutto per più di mezzora. Del filtrato ottenuto, attraverso garza o colino a maglie strette se ne beve, come sedativo generale, mezza tazza da caffè mattina e sera; come conciliatore del sonno, invece, una tazza mezzora prima di andare a letto. Il biancospino, come tutte le droghe vegetali, è un farmaco; come tale può sempre provocare effetti collaterali. Prima di farne uso è sempre bene chiedere il parere di un medico o di un farmacista.

Pietro Caretti

Biancospino fiorito Prestazioni e servizi

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Uno studio ha dimostrato che una gran parte delle spese per cure anti-cancro avvengono nelle ultime settimane e mesi

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dello studio questa prospettiva fa sì che il mondo occidentale «si sta avvicinando a una crisi»: nella sola Gran Bretagna il costo delle terapie oncologiche è salito a oltre 5 miliardi di sterline da 2 miliardi nel 2002. È evidente una sottostimazione delle cure palliative, forse per una cultura del terminale non ancora diffusa in tutto il settore medico. In questo contesto l’importanza della comunicazione medico - paziente rappresenta il vero punto focale della problematica. “Se ad un paziente viene diagnosticata una malattia terminale o una condizione a prognosi infausta, il medico deve fornire al paziente le informazioni e la consulenza per quanto riguarda le cure palliative e di fine vita specificando

Copy Sprint di Avolio . Giovanni & C

le opzioni appropriate per il paziente, tra cui prognosi, rischi e benefici delle diverse scelte e i diritti legali del paziente rispetto ad una completa gestione del dolore e dei sintomi.” I pazienti terminali costituiscono una coorte di popolazione sempre più critica sul territorio che vedrebbe come referente ideale il medico di famiglia per una serie di considerazioni legate alla conoscenza reciproca, alla facilità ed alla gratuità degli accessi. Se d’altro canto anche poche unità di tali pazienti possono stravolgere la routine giornaliera del generalista diventa indispensabile una riorganizzazione strutturale e metodologica del proprio lavoro imparando a lavorare in team con altre figure coinvolte (esperti di cure palliative,

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I

l carcinoma della mammella è la neoplasia maligna del sesso femminile a più elevata incidenza nei paesi industrializzati. La mortalità è in costante calo grazie alle nuove metodologie di screening della popolazione, all’affinamento delle tecniche chirurgiche e radioterapiche e al progresso nel campo dei farmaci antitumorali. Di questo si è discusso nei due giorni del congresso medico “Gestione intergrata del carcinoma mammario” che si è svolto all’Hotel Gli Dei a Pozzuoli. Ad intervenire medici specialisti dell’Asl Na2 Nord, dell’Università ed esperti della materia della Campania. Tra gli intervenuti Aldo Patriciello, deputato europeo, Maria Triassi, direttore del dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università Federico II di Napoli e i dirigenti dell’Asl Na 2 Nord. Ha dichiarato Agata Pisano, direttore unità operativa complessa Oncoematologia dell’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli e direttore scientifico del congresso: “Nel percorso per la scelta del miglior trattamento bisogna tenere presenti diversi elementi, tra queste le linee guida elaborate da esperti di diverse discipline sulla base delle migliori prove cliniche esistenti. Lasciando agli operatori e ai pazienti, opportunamente informati, la responsabilità delle decisioni.”

Gennaro Musella

I costi del fine vita dati di un articolo pubblicato su Lancet Oncology da un gruppo di 37 esperti del King’s College di Londra dimostrano che una gran parte delle spese per cure anticancro avvengono nelle ultime settimane e mesi di vita e che quasi sempre queste cure sono inutili e contrarie agli stessi obiettivi di pazienti e famigliari, alimentando, anche, false speranze. I 37 medici affermano che una «cultura dell’eccesso» nei reparti oncologici ha reso i costi delle terapie anticancro insostenibili soprattutto alla luce di un progressivo aumento dei nuovi casi della malattia. Circa 12 milioni di persone ricevono ogni anno una diagnosi di cancro nel mondo e la cifra potrebbe salire a 27 milioni nel 2030. Secondo gli autori

Concluso a Pozzuoli il Congresso che ha visto discutere medici ed esperti

infermieri, assistenti sociali, psicologi, membri della famiglia ). Il contenuto preciso delle conversazioni delicate tra medico e paziente deve essere gestito attraverso standard professionali di cura e anche se alcuni medici sono naturalmente più a loro agio rispetto ad altri nel parlare con i pazienti su questi temi, ci sono competenze specifiche che tutti possono imparare. Associazioni professionali di molte specialità mediche, non solo l’oncologia e le cure palliative, devono riconoscere che le competenze per la comunicazione circa la cura del fine vita, sono importanti tanto quanto conoscere l’ultima tecnica chirurgica o le più recenti innovazioni farmaceutiche. È necessario offrire opportunità di educazione

continua in medicina orientate alla comunicazione medico-paziente e assumere un’impostazione centrata su linee guida condivise. Tutti con competenze diverse, ma integrate rispettando la regola della comunicazione delle informazioni, per essere efficaci, all’interno di un team multidisciplinare.

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ROMA

a cura di Alessandro Falfari e Paolo Veccia

Aberto Sordi e Vittorio De Sica: due ritratti Le eccellenze del nostro cinema, fra Vittoriano ed Ara Pacis

Alla Biennale 2013, nelle stanze del Padiglione Italia, guarderemo il gioco degli opposti

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ue giganti nella stessa città. Al Vittoriano, un’ esposizione curata e decisamente visitata – non solo perché gratuita – ha testimoniato il legame di Alberto Sordi (Roma, 1920-2003) con la Capitale, nonché il ruolo che ha avuto nella sua definizione identitaria nella seconda metà del Novecento. Gli articoli che nel corso degli anni ha scritto per “Il Messaggero”, tutti riprodotti ed esposti, hanno, infatti, offerto uno sguardo disincantato, unico e non banale sulla città e sulla vera essenza del cittadino romano. Un amore sempre ricambiato dalla stessa città che non ha mai smesso di amarlo, anche dopo l’enorme abbraccio riservatogli durante i funerali. Oltre a molti oggetti “privati” di Albertone, come la scrivania, il ritratto che campeggiava nel suo salotto, gli attrezzi da palestra, i premi ricevuti, a catturare l’attenzione erano quelli “pubblici” dei tanti film capitolini: gli stivali di Nando Meniconi, la paletta del vigile Otello Celletti, i copioni de “Il Boom” e de “Il medico della mutua”, e poi, soprattutto lui, l’inconfondibile abito del Marchese del Grillo, irrinunciabile foto-ricordo per il sorridente visitatore. E in fondo questo resta impresso più di tutto all’uscita dal Vittoriano, l’affetto e il buonumore che ancora oggi, a dieci anni dalla sua scomparsa, è capace di infondere in chi lo guarda. Altrettanto riuscita è stata la bella mostra allestita sotto l’Ara Pacis su Vittorio De Sica (Sora, 1901 – Neuilly-sur-Seine, 1974), suddivisa in 12 sezioni per ripercorrere cronologicamente e tematicamente le tappe più importanti della sua ricca e avventurosa vita: gli inizi in teatro, il successo come cantante, l’esordio al cinema come attore prima e come regista poi, la stagione neorealista, il lungo e complesso legame con Zavattini, il sodalizio con la Loren, l’incredibile prolificità tra i Sessanta e i Settanta, le apparizioni televisive, fino alla morte.

Vice Versa: assonanze generazionali a due a due

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Vittorio De Sica e Alberto Sordi Grazie a numerosi prestatori, non solo enti pubblici ma anche collezioni private – in primis quelle dei tre figli di Vittorio: Emi, Manuel e Christian –, numerosi sono stati gli oggetti esposti: dagli abiti e alle parrucche dei tempi del teatro, alle onorificenze e ai premi, ai vestiti di Matrimonio all’italiana e al copione de “La Ciociara”, alle divise da carabiniere dei vari Pane, Amore e, alla

Un’opera di Paola De Pascale alla collettiva d’arte “di Rosa in Rosa” L’artista in mostra con l’opera fotografica “Il sentiero di Talia”

L

’artista Paola De Pascale è stata invitata a partecipare alla mostra collettiva a tema “di Rosa… in Rosa” presso il Roseto Comunale di Roma, dal 18 al 26 maggio 2013. L’esposizione d’Arte si svolge nell’ambito del Concorso Internazionale per nuove varietà di Rose - Premio Roma 2013 - 71° edizione - Roma Capitale, Assessorato alle politiche Ambientali e del Verde Urbano Roseto di Roma Capitale - 18/26 maggio 2013 Via di Valle Murcia, 6 Roma. Paola De Pascale presenta l’opera fotografica (mis. 30 X 40 cm.) dal titolo “Il sentiero di Talìa”, creata per l’occasione. L’opera ci conduce lungo un soave sentiero alla figura centrale Talìa, percorso articolato ove traspare il parallelismo petalo/ sipario, stagione fioritura/stagione teatrale, Thallo/ Talìa sottile gioco tra significante e significato che si conclude con l’evolversi del ciclo vitale della rosa messo in similitudine al ciclo “vitale” di ogni rappresentazione teatrale. Al Concorso Internazionale per nuove varietà di Rose - Premio Roma 2013 - 71° edizione, si potranno ammirare 87 nuove varietà di rosa presentate da 26 ibridatori in rappresentanza di 10 nazioni: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, Italia, Paesi Bassi, Stati Uniti, Svizzera.

Giulia Sgherzi

toga del “Processo di Frine”, a centinaia di foto che lo ritraggono sui set e con i propri cari. Un’occasione unica per entrare nel suo mondo e scoprire anche aspetti della sua personalità poco noti. Un artista totale, di grande modernità, pronto a precorrere i tempi. Vera chicca di tutta l’esposizione sono, proprio nella

sezione neorealista, oltre al mitico velocipede sottratto allo sventurato attacchino, le ammirate lettere che i colleghi gli scrivevano, estasiati dalla salvifica visione di “Ladri di biciclette”. Due mostre uniche, nel suggestivo fascino della Città Eterna

Alla Biblioteca Angelica immagini di cinema, moda e design degli anni ‘60-’70

U

La biblioteca “Angelica”

Ivana Porcini

Alessandro Falfari

La Pop Art in mostra na delle biblioteche più belle e famose di Roma, la Biblioteca Angelica di Via S. Agostino, nel cuore della capitale, apre le porte alla Pop Art, fino al 30 giugno 2013. La Pop Film Art presenta immagini che risalgono al cinema, alla moda e al design degli anni ‘60-’70, in contrasto con lo stile classico e imponente della Biblioteca Angelica. È un’iniziativa originale, a cura di Simone Casavecchia, che trae spunto dal libro “Pop Film Art” di Dario Edoardo Viganò e Stefano Della Casa, presentato proprio nel settembre scorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Un’idea innovativa che permette ai visitatori di ammirare l’estrosità delle immagini tipiche della

resentato a Roma il padiglione italiano della 55ma edizione della grande kermesse veneziana, in programma dal 1° giugno al 24 novembre. La quiete dopo la tempesta. Così si annuncia la Biennale 2013, dopo il gran bazar straripante dell’edizione 2011 con gli oltre 200 artisti voluti da Vittorio Sgarbi. Questa volta il curatore Bartolomeo Pietromarchi sta lavorando stretto su 14 artisti, in un racconto che si dipana per assonanze generazionali a due a due. Ogni coppia interpreterà storia e memoria in un gioco di specchi tra passato e presente, dove anche i giovani non avranno meno di 35 anni. Ai luoghi del paesaggio visti da Luigi Ghirri e Luca Vitone, seguiranno storie personali e collettive nel confronto tra Fabio Mauri e Francesco Arena, Marcello Maloberti e Flavio Favelli, Sislej Xhafa e Piero Golia, Giulio Paolini e Marco Tirelli, Gianfranco Baruchello ed Elisabetta Benassi, Massimo Bartolini e Francesca Grilli. I diversi temi trattati non sono stati imposti dall’alto ma sono emersi da un’attenta analisi del lavoro e della poetica di ciascun artista. La mostra non vuole essere una ricognizione di ciò che sta accadendo nell’arte contemporanea in Italia. Vuole, invece, dare una lettura parziale molto orientata che si auspica di accendere una larga riflessione su precise tematiche artistiche abbracciando molteplici aspetti, con l’aspettativa di concludere la mostra con un convegno finale che ne faccia il punto.

Pop Art ed al contempo di conoscere le bellezze architettoniche della Biblioteca Angelica. Inoltre, nell’ambito della kermesse sarà possibile ritrovare all’interno della rinomata Biblioteca, immagini e foto relative a film d’epoca e volti che hanno fatto la storia del cinema italiano di quegli anni. Per gli amanti del cinema e della Pop Art, e per chi non avesse mai visto e conosciuto la Biblioteca Angelica di Roma, questa iniziativa rappresenta un evento straordinario per riscoprire uno dei tanti piccoli tesori di Roma.

Paolo Veccia

Riceviamo e pubblichiamo

Delegazione di Città della Scienza al MIUR Un incontro costruttivo e proficuo sulla questione dei fondi bloccati

S

i è svolta a Roma, presso gli uffici del MIUR a viale Trastevere, la manifestazione dei lavoratori e degli scienziati di Città della Scienza, promossa per sbloccare i crewditi vantati dal 2008, che ammontano a circa 4.000.000,00 €. Una manifestazione colorita, all’insegna della cultura e della divulgazione scientifica - con exhibits, esperimenti e attività didattiche che ha visto la presenza di delegazioni di Centri di Ricerca, di Musei ed Università romane, delle Organizzazioni sindacali confederali Cgil – Cisl – Uil, di esperienze di movimento come il Teatro Valle occupato, e la presenza di personalità come Flavia Zucco, Paola Tantucci etc. A valle della manifestazione, una delegazione di lavoratori della Città della Scienza - con la presenza di Maria Vitolo segretaria provinciale della FILCAMS CGIL, del Consigliere Comunale di Napoli Antonio Borriello e di Parlamentari tra cui l’On. Valeria Valente del Pd e l’On. Nazzareno Pilozzi di Sel – hanno incontrato il Sottosegretario all’istruzione dr. Marco Rossi Doria e il Capo di Gabinetto del MIUR Prof. Luigi Fiorentino. Un incontro costruttivo e proficuo che ha finalmente dato una tempistica all’annosa questione dei fondi bloccati. Nel Verbale sottoscritto dalle parti, è stata definita una tempistica che prevede lo sblocco delle due partite principali vantate dalla Città della Scienza, in tempi certi. In particolare: Per quanto riguarda le spettanze del 2008 il Verbale specifica che “Il Decreto del Ministero Economia e Finanze (che rende operativo lo sblocco dei fondi operati dal CIPE l’1 dicembre 2012) è stato firmato il 9 maggio 2013 ed è attualmente all’esame della Corte dei Conti per i controlli prescritti e sarà efficace entro 9 giugno 2013. A seguito della comunicazione del Ministero dell’ Economia e delle Finanze, il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca potrà procedere all’ emissione del pagamento, che verrà effettuato entro 20 giugno 2013.

Via Tiburtina Antica,46a 00185 Roma Tel. 06.44.60.402 - 329.56.73.867 Chiuso il Martedi


A

lla Pinacoteca Civica di Como, sono esposti cinquanta disegni di Antonio Sant’Elia (Como, 1888 – Monfalcone, 1916). In un pugno di anni, dal 1908 alla morte in battaglia sui monti friulani nel 1916, Sant’Elia ridefinisce gli influssi viennesi Jugendstil ed inventa su carta una nuova architettura ed una nuova urbanistica che traducono in forme concrete le istanze di mobilità della neosocietà meccanizzata. La città nuova si fa “simile a un immenso cantiere, agile, mobile, dinamico”. Una città-funzione e insieme una città-profezia visionaria, impossibile. Forse la filiazione più fedele delle visioni di Sant’Elia furono le straordinarie scenografie del film “Metropolis” (1927) di Fritz Lang. Da qui, dalla visione ambivalente della metropolicollage, città agglomerato e sovrapposizione,

MILANO

a cura di Rosaria La Greca e Giovanna Potere

L’evoluzione della città novecentesca: una mostra imperdibile

gloriosamente babelica e distopica, parte il percorso di Villa Olmo. Negli Anni Venti, Le Corbusier progetta una “città per tre milioni di abitanti”, cité radieuse, utopia socialista della concentrazione e dell’automazione che anticipa Brasilia e le città create il cui centro è la stazione per treni e aerei mutuata dall’architetto comasco. Gli risponderà tre decenni più tardi il funzionalismo individualista americano di Broadacre City di Frank Lloyd Wright: una città a bassissima densità e a ridotto impatto ambientale le cui piccole unità tuttavia sono collegate tra loro da autostrade. I cinquanta disegni presenti alla Pinacoteca Civica dimostrano così la lungimiranza di quest’artista, imitato ed osannato in tutto il mondo. Da vedere.

Giovanna Potere

Dep Art presenta Turi Simeti L’ellissi nelle sperimentazioni del celebre artista: una mostra ne ripercorre l’excursus creativo

Alla Pinacoteca di Como, un progetto triennale sul discorso urbanistico

Plastico urbanistico

P

resso la galleria Dep Art, fino al 27 luglio, sarà possibile visitare la bella mostra dedicata al talento di Turi Simeti. La mostra intende riscoprire le origini di Turi Simeti per rivivere insieme all’artista tutti quei momenti che seguirono la formazione del Gruppo Zero. La galleria Dep Art propone una selezione di opere degli anni ’60 di grande, medio e piccolo formato, mai più esposte dopo le mostre dell’epoca. Opere considerate inedite provenienti dalla collezione privata dell’artista e dalla collezione della Galleria. L’arte di Simeti non è solo una

ricerca estetica, ma un progetto etico che lo impegna da tutta la vita. La circolarità di tale progetto ha come emblema la figura geometrica dell’elissi, forma che ha in sé la capacità di espandersi o moltiplicarsi: elemento strutturale stabile ma non stanziale, mai identico. L’ellissi è, infatti, la forma geometrica che “sostiene” tutto il discorso artistico di Simeti ed è alla base di tutta la sua prassi artigianale e concettuale, sin dagli anni Sessanta. Una mostra interessante, assolutamente da vedere.

Rosaria La Greca

Ingresso della Galleria

Stardust: la filosofia di Andy Warhol Al Museo del Novecento, una mostra dedicata al grande artista fondatore della Pop Art

S

Opera significativa

e si resta sulla superficie delle cose e delle persone tutti siamo «polvere di stelle»: Andy Warhol, il genio della Pop Art, (1928-1987) riassumeva più o meno così il senso del suo lavoro. Un lavoro semplice, alla portata di tutti, «pop» . Ed è partendo da questo principio che Laura Calvi ha costruito il percorso della bella mostra «Andy Warhol’s Stardust», che sta ottenendo grandissimo successo. Dal 5 aprile e fino all’8 settembre, al Museo del Novecento, in collaborazione con Bank of America Merrill Lynch che ha prestato parte della sua collezione, sarà possibile visionare le opere di questo genio innovativo del XX secolo in un percorso di notevole suggestione. Ordinate in modo cronologico, le stampe scelte mettono il luce il percorso dell’artista a partire dalla fine degli anni Sessanta. Ecco allora le inconfondibili «Campbell’s Soup», le serie dei «Flowers» e dei «Sunset», riprodotte, spesso dai suoi assistenti della Factory, ma da Warhol personalmente ritoccate, e proposte qui come in un supermarket. Seguono poi i ritratti delle star, dei grandi pensatori del secolo scorso, ma anche delle drag queen di New York, di Babbo Natale, degli eroi dei fumetti, «Myths» che nella spavalda e lungimirante rivoluzione di Warhol si ritrovano tutti allo stesso livello: Einstein come la Monroe e Topolino. Sempre fino all’8 settembre il museo ospiterà anche altre due mostre: «Arimortis» e «La donazione Spagna Bellora». La prima è un progetto che propone opere d’arte

I

n un momento storico come questo, di profonda incertezza, la figura di Ulisse non è mai stata così attuale. In prima linea, fra i tributi al poema omerico, c’è “Odissey”, lo spettacolo teatrale di Bob Wilson, frutto di una collaborazione fra il Teatro Nazionale di Grecia ed il Piccolo Teatro di Milano. Un capolavoro del teatro contemporaneo messo in scena dal regista texano, considerato dal New York Times  “una figura svettante nel mondo del teatro sperimentale”, a partire dal testo del poeta inglese Simon Armitage, redatto nel 2004 per la BBC. Centrale è l’atto del racconto; la maggior parte degli episodi narrati sono un flashback che la regina dei Feaci, Arete, narra alla figlia Nausicaa nella sua stanza. Il racconto del racconto, come scatole cinesi che continuano ad aprirsi per svelare sequenze e collegamenti temporali sempre diversi e per regalare immagini fiabesche. Maestro del teatro americano d’avanguardia degli Anni Settanta, Wilson è un appassionato di arti visive e di architettura, passione che gli ha permesso di gestire, oltre al progetto e alla regia, le belle scenografie e le luci dello spettacolo. Originalissima l’idea di “collegare” ad ogni scena un quadro: dalle ancelle che giocano a palla con Nausicaa, nella terra dei Feaci, che ricorda un noto Picasso, ai costumi delle sirene che sembrano alludere alla Vestizione della Sposa di Max Ernst. Luci, costumi, effetti sonori e l’incredibile musica di Theodoris Ekonomou, calibrata su ogni singola sequenza, sono elementi che impreziosiscono un testo già piuttosto importante. In scena, la presenza di Odisseo, astuto e scaltro ma anche umano e debole ai richiami di maghe e sirene, viene quasi offuscata dalle figure femminili, protagoniste delle sue avventure; Calipso, Circe e Penelope, auliche e regali,vengono personificate tutte da

L’Odissea omerica:

una nuova prospettiva Al Piccolo Teatro, un’interessante rilettura del poema epico ad opera del regista texano Bob Wilson Maria Nafpliotou che, con la sua voce calda e avvolgente, e a volte autoritaria, fa risuonare il greco moderno del testo come una dolce melodia. Un’occasione unica per riscoprire il fascino di un’opera senza tempo.

Liana Capuozzo

Addio al fondatore della Polizia Stradale I

tesserati ASI che partecipano alle manifestazioni sono molte volte “protetti” dalla sapiente opera degli agenti della Polizia Stradale. Le “staffette” caratterizzate dal logo “Centauro alato” hanno accompagnato centinaia di eventi ASI, garantendo sicurezza e spensieratezza agli equipaggi.La storia della Polizia Stradale si deve all’idea di Mario de Benedittis, scomparso a settembre a Milano. Grazie all’Associazione Amici della Polizia Stradale è emerso il racconto della genesi di questo grande personaggio. Tenente del Regio Esercito nel periodo antecedente la nascita della Repubblica, de Benedittis durante la guerra era stato recluso in un lager dai nazisti dopo esser stato catturato nei Balcani. Al termine del conflitto ha ricevuto dalle autorità militari il compito di creare i primi reparti per il controllo del traffico. Una necessità, vista la crescente quantità di vetture circolanti. Era l’inizio della storia della Polizia Stradale, poi “istituzionalizzata” con il Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 1510 del 26 novembre 1947. Da quel momento agli agenti spettava l’incarico di prevenire e accertare i reati sulle strade, di controllare il rispetto delle regole e di intervenire in caso di incidente.Tra i compiti svolti da De Benedittis anche quello del comando del primo servizio di scorta per il Giro d’Italia, svolto ininterrottamente dal 1946 al 1954. Una carriera poi continuata in Lombardia e in Sardegna, prima di arrivare alla direzione del Centro di Addestramento Polizia Stradale di Cesena. L’Automotoclub Storico Italiano, ricordando il costante impegno degli uomini e delle donne della Polizia Stradale durante le manifestazioni organizzate dai Club Federati e dall’Ente, esprime il proprio cordoglio ai vertici del Corpo e alla famiglia di Mario de Benedittis.

(tratto da “La Manovella”, marzo 2013)

Andy Warhol ma anche incursioni esterne nel nome dell’«arimo» reclamato dai bambini durante il gioco, una sorta di sospensione piena di energia e potenzialità che, come i lavori esposti, fatica a restare prigioniera di una teca. La seconda mostra è un omaggio al gallerista Gianfranco Bellora: 21 opere donate dalla moglie Anna di artisti come Pignotti, Martini, Accame, più 50 fotografie che raccontano l’attività della galleria d’arte del collezionista. Non resta che correre al Museo!!

Paola Grattagliano

Via Pirandello, 2 Milano Cell. 392 57.62.139 E-mail: info@elevenstudio.it


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SOCIETA’ E FATTI

a cura di Emanuele Boccia

Il MAK P 100 alla Nunziatella G

li Allievi del 223° Corso della Scuola Militare “Nunziatella”, alla presenza del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Massimo De Maggio, hanno concluso lo scorso venerdì, a Napoli, le attività legate al tradizionale Mak p 100. Nella mattinata si è celebrata, presso il Maschio Angioino, la cerimonia militare che, come ogni anno, segna i cento giorni dalla conclusione del ciclo di studi e, al cospetto del Gonfalone della città, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, di quello della Regione Campania e di quello della Provincia di Napoli, si è svolto il simbolico “passaggio della stecca” tra gli Allievi del 223° Corso e quelli del 224°. La cerimonia, sobria ma dal profondo significato simbolico, è terminata con la consegna delle borse di

La consegna della stecca

studio agli Allievi meritevoli e dei riconoscimenti per “meritorio servizio” agli Ufficiali e ai Dipendenti Civili della Scuola particolarmente distintisi nel loro diuturno impegno. La sera, a “Villa Domi”, si è poi tenuto il tradizionale Ballo delle Debuttanti, evento che segna l’ingresso in società di ragazze di età compresa tra i 17 e i 19 anni e che, lungi dall’essere una mera occasione conviviale, sancisce il termine del percorso formativo dei giovani allievi i quali, peraltro, si fanno direttamente carico degli oneri derivanti, insieme agli sponsor e alle Debuttanti stesse. La Scuola Militare “Nunziatella”, da sempre in prima linea per le attività benefiche, ha sentito il dovere, anche in questa circostanza, di testimoniare concretamente l’impegno a favore di attività benefiche, contribuendo

La condizione dell’ “Anziano oggi”

P

Egr Direttore;

I

n questo delicato momento di crisi Sociale ed Economico-Politico che attanaglia il nostro Paese, ed al quale nessuno sembra riuscire a trovare adeguate soluzioni, sento il bisogno di <<gridare>> ancor prima che da mediocre sindacalista, da privato cittadino, l’esigenza di prodigarsi per la difesa di tutti quei valori che questa attuale società, sembra stia perdendo giorno dopo giorno. Una società nella quale sempre più, le persone oneste e perbene, sono quotidianamente costrette a difendersi, rispetto a chi, invece, è dedito ad infangare le regole, a vivere nel torbido e, spesso, nell’illegalità. Per essere una persona ONESTA e poter essere considerata tale, basta “solo” non rubare MATERIALMENTE ed andare a Messa tutte le Domeniche? Penso che il valore dell’ONESTÀ (che si deve assolutamente contribuire a difendere), quello che dobbiamo trasmettere ai nostri figli, sia qualcosa che vada ben oltre il NON RUBARE MATERIALMENTE ed andare a Messa tutte le Domeniche, e che debba riguardare necessariamente anche LA LEALTÀ INTELLETTUALE e MORALE di CHIUNQUE si senta persona ONESTA. Chi è l’ONESTO in questa assurda società?! Chi, la persona INTELLETTUALMENTE, MORALMENTE e SOCIALMENTE LEALE? Il commerciante o l’imprenditore che minacciato da mafiosi o camorristi denunzia il pizzo? O il commerciante o l’imprenditore che non lo fa e talvolta è influenzato da persone cosiddette “oneste” che lo inducono a non farlo, perché così non avrà problemi e starà tranquillo? Il cittadino che denuncia un illecito? O quello che si gira dall’altro lato facendo finta di non vedere perché tanto non lo riguarda? Chi gestisce le Aziende pubbliche o private garantendo a tutti gli operai o dipendenti l’assoluta uguaglianza dei diritti e la tutela, nell’ambito della sfera lavorativa dell’azienda dove lavorano, da possibili condizioni di assoggettamento? O chi fingendo con se stesso e con il mondo esterno, fa finta di non vedere i sistemi di spartizione del “potere”, del denaro, e le “logiche” di assoggettamento al “sistema” cui, talvolta, è sottoposto l’operaio o il dipendente che vuole solo lavorare rispettando le regole e la LEGGE? Chi si finge onesto e buono elargendo sorrisi a destra e a manca ma nel torbido e sottotraccia è un DISONESTO e si approfitta del “sistema” che lo protegge e che ha contribuito a creare, per minacciare, lucrare moralmente ed economicamente? O chi del “sistema” non vuole far parte rinunziando magari a vantaggi e privilegi? Insomma Chi è L’ONESTO?!! Colui che “vendeva” o vende cara l’anima al diavolo e cercava o cerca di combatterlo esorcizzandolo? O chi per convenienza e quieto vivere alla fine si è alleato ed è sceso a patti con “lui” TRADENDO il proprio CREDO e contribuendo a riciclare il diavolo travestendolo da Santo???!!!

dott. Giuliana Di Sarno, Presidente terza Municipalità, e Marcella Torre, Pres. Com. municipale Benessere e Dignità. Il terzo modulo è affidato all’Ing. Raffaele Zocchi, Lions Club Napoli Svevo, sulle nuove forme di assistenza ed esigenze sociali. Nel quarto modulo sul tema dell’anziano quale ricchezza e risorsa della società si ascoltano le testimonianze della dott. Anna Ruocco della Comunità di Sant Egidio e dell’assemblea delle donne M.A.N.O. Le conclusioni e i saluti del governatore Gianfranco Sava, governatore del distretto Lions 108YA e dei moderatori dott. Mario Calce e Prof. Angela Gentiletti. La commissione consegna gli attestati a tutti i partecipanti al corso di badanti.

Anna Santoro

Cordiali saluti, Paolo Pace

Lodevole iniziativa Lions

Villa Floridiana: la montagna ha partorito il topolino Resta interdetta al pubblico buona parte del parco

C

he delusione, stamani alla riapertura del cancello di via Cimarosa della villa Floridiana. Dopo due mesi e mezzo di chiusura dell’ingresso mi aspettavo che tutte le aree del parco risultassero accessibili. Invece lungo il viale principale tutti gli accessi erano interdetti con tanto di sbarramento e di cartello che vietava l’ingresso ai visitatori . Arrivati al bivio del prato centrale andando a sinistra lungo tutto il sentiero fino al museo si notava la solita barriera metallica di circa due metri di altezza e un centinaio di lunghezza,

che limitava l’accesso a buona parte del parco. Anche in questo caso campeggiavano gli avvisi: “È severamente vietato accedere alle aree transennate. Per eventuali trasgressioni saranno contattate le forze dell’ordine.” Insomma, se si esclude il viale d’accesso da via Cimarosa, il prato centrale e l’area antistante il museo Duca di Martina, il resto della villa rimane inaccessibile. Ben poca cosa dopo tanta attesa e tante battaglie culminate nel presidio dei giorni scorsi.

Sinceramente mi sono sentito beffato. Leggendo in questi giorni del lavoro svolto all’interno del parco, che era stato portato avanti con notevoli ritardi rispetto ai tempi inizialmente annunciati, mi ero convinto che finalmente tutti i problemi relativi alla sicurezza e alla manutenzione straordinaria fossero stati risolti e che, di conseguenza, tutte le aree del parco fossero accessibili. Invece rispetto a quanto avevo osservato prima della chiusura del cancello di via Cimarosa, avvenuta

Cordiali saluti e spero in una vostra risposta spettacolari da svolgersi nel teatrino della verzura, che, purtroppo, si trova in una delle tante aree attualmente inaccessibili al pubblico.

Gennaro Capodanno Presidente del Comitato Valoricollinari

Dove può nascere il Latte Nobile Una zootecnia senza forzature

L

a ricerca scientifica ha dimostrato che la vera qualità del latte dipende da ciò che l’animale mangia e da quanto esso produce. Se l’animale viene nutrito con mangimi, contenenti materia prima da agricoltura intensiva, a cui sono di norma aggiunti scarti dell’industria alimentare, e se la sua genetica e la sua alimentazione sono impostate alla produttività, il latte che ne deriverà non potrà avere caratteristiche d’eccellenza. Se altrimenti l’animale avrà la sua razione composta da un 70% di erbe di specie diverse e non le verrà “chiesto” di produrre moltissimo, allora il latte sarà più aromatico e più nutriente del comune. CHI PUÒ PRODURRE LATTE NOBILE

Un’azienda agricola che voglia produrre Latte Nobile dovrà rispondere a rigorosi requisiti e rispettare metodi operativi assai restrittivi così come disposto dal Disciplinare di Produzione. LA PRODUZIONE- Le bovine del Latte Nobile non devono superare i 5.000 litri per ogni lattazione. Infatti, più sono spinte a produrre (è quel che accade nella zootecnia intensiva) e più esse si stressano, si ammalano, e hanno bisogno di essere “sostenute” anche medicalmente. L’ALIMENTAZIONE- Le bovine devono mangiare “naturale”, cioè tanta erba o fieno, ovvero tante specie di erbe e tanto fieno composto da diverse erbe, dato che è proprio dalla grande varietà floristica della loro alimentazione che dipende la

Busta di latte

PROSIT Tutta la Redazione umilmente si stringe al Padre Giacinto Cataldo O.P. formulando vivissimi auguri per il compimento del 55° Anniversario di Sacerdozio, speso come guida spirituale ed escatologica dell’intera comunità cattolica

S

ono un cittadino onesto che paga tasse e contro tasse, chiedo il vostro aiuto ,il vostro intervento, in zona Licola Mare, in Giugliano in Campania, ormai viviamo in un degrado terribilmente disagiato, case in fase di ristrutturazione, ma ormai abbandonate da anni (almeno 3 anni e mi chiedo , non esiste nessuna legge di tempo che vieta l’abbandono di strutture per tanto tempo?) diventate rifugio di topi, cani, gatti, tossici che mettono paura a noi cittadini e ai nostri piccoli e alle nostre abitazioni,accumuli di spazzatura, lamiere che dovevano servire come recinto (troppo alte da togliere luce e aria ), e invece sono delle lamiere taglienti come killer, le raffiche di vento ormai le ha distrutte e sono un vero pericolo per i bambini, noi, e le nostre auto un vero pericolo pubblico. abbiamo un lungo mare bellissimo lungo tanti chilometri da poter girare dei film e invece è solo abbandonato dal comune e nonostante paghiamo le tasse del Volturno (non so a cosa serve) abbiamo scarichi di fogna che inquinano le nostre acque, è da vergognarsi, perche pagare tasse, contro tasse quando poi a noi di Licola mare il sindaco di Giugliano ci ha abbandonati? Non facciamo parte della bella Giugliano in Campania pure noi? Perché non creare un municipio tutto per le zone di Licola Mare, Varcaturo e Lago Patria? Spero che non ci abbandonate perché la vostra voce il vostro aiuto è veramente importante.

Scalone Villa Floridiana il 1° marzo scorso, per i lavori di potatura e di abbattimento di alcuni alberi, nulla è cambiato. Comunque continueremo la battaglia nelle forme democratiche insieme ai cittadini e alle associazioni interessate per far sì che in tempi brevi questo importante polmone di verde sia completamente accessibile, anche in ore serali, con attività culturali e

Italo Sgherzi

Lettere al direttore

Convegno pubblico presso l’Aula Magna dell’Azienda Ospedaliera C.T.O. resso l’Aula Magna dell’Azienda Ospedaliera C.T.O con la partecipazione degli ospedali Monaldi, Cotugno, il patrocinio del Comune di Napoli, l’International Association of Lions Club-Distretto 108YA, si è tenuto il convegno pubblico “Anziani Oggi”. La struttura in quattro precisi moduli rende lineare e comprensibile a tutti il Progetto. Il primo modulo si apre con il concetto di vecchiaia espresso dal prof. Renato Carleo. Segue l’intervento del dott. Giovanni De Lisa, Lions club Napoli Maschio Angioino, con importanti suggerimenti su “cosa può fare il medico per gli anziani”. Conclude il modulo il dott. Domenico Crea sul tema dell’ assistenza domiciliare. Il secondo modulo che ha come tema l’assistenza sociale, viene affidato al dott. Massimo Silva, Presidente Associazione “Insieme per la vita”. In tale contesto si inseriscono le proposte e gli interventi della

alla raccolta di fondi per il Reparto di Ginecologia Oncologica dell’Istituto Nazionale di Napoli – Fondazione G. Pascale. La tradizione del “passaggio della stecca” è collegata all’equipaggiamento di soldati del XIX secolo che comprendeva, appunto, tale oggetto, in legno di noce e lungo circa 30 centimetri, che aveva la funzione di proteggere la giubba durante la lucidatura dei bottoni e veniva lasciato in consegna alle giovani reclute. Oggi, benché non più in uso, continua a rappresentare l’ideale passaggio della responsabilità alle nuove generazioni che hanno il compito di perpetuare la storia e valorizzare i fondamenti formativi ricevuti.

ricchezza in nutrienti del loro latte (omega- 3, CLA, ecc.). Oltre a ciò, le vacche del Latte Nobile non devono assolutamente cibarsi di foraggi insilati per evitare fenomeni di acidosi e, quanto a mangimi, la loro razione non ne deve prevedere più del 30%, in prevalenza naturali e prodotti in azienda, come orzo, avena, mais, ecc. LA COLTIVAZIONE- Sia le erbe che i cereali devono essere coltivati usando pochissimo azoto minerale e molto letame in modo che la quantità totale di questo elemento non superi le 120 unità per ettaro. L’AMBIENTE- Le stalle, il bestiame e le superfici foraggere, devono distare almeno un chilometro dalle autostrade, cinque dalle discariche comunali e

quindici da quelle comprensoriali e dai termovalorizzatori. I NUTRIENTI- Osservando queste semplici regole, il latte sarà certo ricco di nutrienti minimi che il disciplinare indica in: omega- 3 (pari a 100 mg per 100 ml di prodotto), CLA (100 mg/ 100 ml) ed un rapporto omega- 6/ omega- 3 inferiore a 6. valori di gran lunga superiori al latte comunemente in commercio. Il latte così prodotto sarà evidentemente un latte più “buono, pulito e giusto” perché consentirà al produttore di essere remunerato equamente, e al consumatore di pagare un prezzo adeguato alla qualità che acquista.

Salvatore Sarracino

Risponde il direttore

S

iamo ben lieti di raccogliere questo accorato appello. Per essere in grado di intervenire efficacemente a sostegno delle giuste richieste degli abitanti abbiamo bisogno di documentarci e di effettuare un sopralluogo per costatare la veridicità di quanto viene esposto. I questuanti si presentino di persona in redazione al più presto! Nel passato, a sostegno di varie richieste analoghe, abbiamo dedicato dei supplementi di otto pagine a colori (Numeri 7/8 luglio-agosto e 9/10 settembre-ottobre 2012), che ebbero successo perché frustarono i potentati politici del “Litorale domizio” e servirono a smuovere, dal torpore del momento, i preposti a realizzare i progetti necessari, pur se iniziando dalle piccole cose della vita quotidiana. Le spinte autonomistiche menzionate, eccezionalmente, vanno incoraggiate, anche se la normativa europea le boccia.

Natura Naturans: l’arte come processo creativo

L

a Riserva Naturale dello Stato Cratere degli Astroni ad Agnano, con la partecipazione del WWF, dell’associazione LEAF, DE PICTURA e la FONDAZIONE del CAMPI FLEGREI, ha ospitato numerosi artisti del Percorso Land Art. L’apertura si è rivelata un vero e proprio gioco di elementi sottolineando l’importanza dello sfondo naturalistico attraverso una performance in tuniche bianche, che oltrepassavano il Portale Simbolico verso una dimensione altra in cui l’invisibile si fa visibile... Una serie di letture poetiche, di laboratori sul corpo e sulla percezione corporea, si susseguono poi diverse aree del percorso, rendendo l’evento artisticamente unico, sublime, dove ogni percezione materiale raggiunge la spiritualità. Svariati temi sulla natura, quali le poesie del bosco, il mare e la storia del Mediterraneo, che senza retoricità continuiamo a chiamare culla della civiltà occidentale, fino a quell’Oceano che trascinò Colombo alla scoperta di un nuovo Mondo. Tale Percorso, inoltre, ha dato la possibilità ai ragazzi della scuola media Pergolesi, con i loro flauti di realizzare il loro sogno di conoscenza del territorio come crescita personale affettiva, estetica, in un incontro che diventerà legame tra due potentissime anime: la natura e la creatività dell’uomo. Si ringraziano tutti gli artisti che hanno partecipato a promuovere e sostenere l’evento artistico nella sua funzione sociale, educativa ed estetica, il Comitato scientifico con la dott. Roberta De Gregorio, la Direzione artistica di Vittorio Avella, Antonio Mele e Luciano Ferrara nonché l’artista Dott. Giuseppe Sapio ospite al nostro salotto culturale testimone importante della realizzazione del percorso e della dettagliata costruzione del “PAGLIARO” quale nucleo centrale della liberazione dei pensieri umani.

Anna Santoro

OTTICA CONTE OPTOMETRISTA CONTATTOLOGIA FOTOGRAFIA VIA NAPOLI, 251/D - MUGNANO (NA) TEL. 081 5864886 VIA NAPOLI, 1 - MUGNANO (NA) TEL.081 7453200


CINEMA

a cura di Maria Balsamo

Festival di Cannes: la riconquista italiana

15 Hitchock racconta Hitchcock

Paolo Sorrentino in gara con La grande bellezza, un ritratto dell’umanità desolata

Le ossessioni femminili del maestro del brivido

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Splendidi protagonisti

I

l Festival di Cannes si è aperto all’insegna della bellezza, dal 15 maggio al 26, venti titoli sono in concorso per ricevere la Palma d’oro. Un festival straordinario, capitanato dal regista statunitense Steven Spielberg, con una giuria che sembra un vero elogio all’arte: Nicole Kidman, Daniel Auteil, Christoph Waltz, Ang Lee, Christian Mungiu, Vidya Balan, Lynne Ramsay e Naomi Kawase. Questa sessantaseiesima edizione promette di creare una nuova estetica del cinema, ecco perché ad aprire il Festival di Cannes è stato Il grande Gatsby: una folla immensa di giornalisti venuti da tutto il mondo ha presenziato alla proiezione del film che ha fatto echeggiare sfarzo, feste e suoni,

eppure ha lasciato i critici senza parole al termine. Pare non abbiano apprezzato la rivisitazione di Baz Lurhmann del romanzo di Scott Fitzgerald, il quale a sua volta non era stato certo acclamato all’uscita del libro. Questa versione del testo, pur non essendo il primo adattamento cinematografico, arrivato in sala negli USA, con la sua incontenibile estetica e quel retroscena da musical, ricostruisce la falsità dell’alta borghesia americana e tra critiche più o meno positive conquista, se non i giornalisti, il grande pubblico. Ne esce da vincitore Leonardo di Caprio, celebrato dalla folla e dai paparazzi, che ritorna bello e dannato. Un festival che promette una bellezza

diffusa, stroncando le vecchie abitudini per cui il “nostro” cinema era relegato in un angolino. Se è vero che l’unico italiano in gara è Paolo Sorrentino con La grande bellezza, è pur vero che film italiani sono in concorso in altre sezioni. La grande bellezza è un film su Roma, una retrospettiva prodigiosa che la rende vera protagonista, un viaggio, un ritratto dell’umanità desolata, una bellezza immutata, una commedia che non si riduce a quello, ma cerca costantemente un oltre, attraverso una serie di sentimenti complessi, emozioni, misteri che trapelano dal protagonista Jep Gambardella (Toni Servillo), che guida lo spettatore alla scoperta di una società in

Brad e Angelina diventano enologi B

Angelina Jolie e Brad Pitt Il prodotto ha già vinto diverse medaglie d’oro alle degustazioni dello scorso mese di febbraio, ma i ragazzi non hanno voluto farsi pubblicità per non urtare la suscettibilità dei vignerons di Correns, che producono vino da sempre. Il segreto di questi vini sarebbe una montagna marrone, in mezzo a un campo di ulivi, formata da un mix di sterco di vacca, cavallo e montone mescolato a terriccio. Il sindaco del paesino racconta che Angelina è una donna e una mamma molto discreta, che ama le cose vere, come il vino, la terra e le tradizioni. Da queste parole si può evincere un dato di fatto. L’attrice è vista dai cittadini come una ragazza madre, come se “l’americano” non esistesse. È stata quasi adottata dal villaggio, cosa che è potuta accadere grazie alle sue origini francesi. Fare vino per Angelina

Valentina Giungati

Effetti speciali e simbolismi in “Oblivion”

La famosa coppia di Hollywood apre un villaggio Bio in Francia rad Pitt e Angelina Jolie hanno comprato lo Chateau de Miraval nel lontano 2005 per la somma di trentacinque milioni di euro. Da poco hanno cominciato ad esportare il vino negli Stati Uniti. Associati alla famiglia Perrin, che produce vini eccellenti a una cinquantina di chilometri da Correns, Angelina e Brad hanno fatto appello alla migliore manodopera locale, a enologi e chef de cave per ottenere un prodotto di alta qualità. Alle prime seimila bottiglie di rosé dalla forma originale disegnata personalmente da Brad, e vendute in poche ore su internet, ne seguiranno altre centomila, già prenotate da enoteche e ristoranti di tutto il mondo. Sulla terra acida che è stata lasciata incolta per anni, possiamo trovare vitigni come il fermentino (vino bianco), grenache e syrah (per il rosé), cabernet savignon (per il rosso), tutti nutriti dal concime naturale. Lo Chateau de Miraval è una residenza fortificata con una gigantesca pineta, un uliveto e trenta ettari di vigna. Le leggende del piccolo villaggio parlano anche di caprette che brucano fiori, piante biologiche e perfino api che stavano sparendo nella tenuta e che “d’un tratto” sono tornate numerose dopo aver visto Brad. Secondo la barista del villaggio di Correns, il castello oggi è in fase di ristrutturazione perché lì i due coniugi hanno intenzione di portare tutta Hollywood. Miraval, infatti, non è nuovo alle celebrità. Fu comprato nel 1970 dal pianista francese Jacques Loussier che lo trasformò in uno studio di registrazione. Nel castello sono stati incisi dischi leggendari, come The Wall dei Pink Floyd. Lo stesso sindaco di Correns è stato più volte a cena da Angelina. E l’estate scorsa il primo cittadino ha invitato l’attrice nella scuola elementare del paese che usufruisce di una mensa bio. Chi pensa quindi che il vino dei due famosi attori sia una bufala si sbaglia.

dissoluzione, fatta di contrasti ed eccessi. Un cinema poliedrico che racchiude in sé le espressioni migliori di lingue, paesaggi, ispirazioni e culture diverse, un mix che ogni anno elabora nuove caratteristiche, fondendo generi diversi senza abbandonare mai quei temi e quelle separazioni che da sempre lo contraddistinguono. Il festival promette come sempre di far ubriacare con immagini, colori e diversità: la metafora perfetta per il futuro.

uci soffuse in sala e quell’inconfondibile profilo, cinefili assetati di ogni minima scena per la quale non siano già stati versati fiumi di inchiostro. Eccolo lì sullo schermo e non dietro la cinepresa: Alfred Hitchcok. L’esordiente Sacha Gervasi, romanzando la vita del maestro del brivido racconta la sua lunga carriera, degli artifici, delle stupefacenti creazioni, soprattutto Psycho, e in particolare delle difficoltà con i vari produttori, nella costante ricerca di dimostrare che la logica della produzione non sempre collima con la stravaganza visionaria di chi crea. Dalla carriera alla sfera privata, la sua vita si costruisce un passo alla volta, ponendo lo spettatore in una dimensione tra il sogno e la realtà che trova, proprio nella dimensione filmica, quella straordinarietà e quell’essenza pura del cinema. Hitchcock è un elogio costante a Psycho, ne scandisce le sequenze, facendo rivivere allo spettatore quella segreta empatia tra Alfred e Norman Bates, immagine turbolenta che negli anni ‘60 rompeva gli schemi classici, dipingendo un nuovo modo di fare cinema. Il film rivela molte cose, senza mai essere banale, è un sussurro di elementi

L’opera di Joseph Kosinski, avveniristico filmaker/architetto già autore di “Tron Legacy”

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blivion”, opera generata dall’ambiziosa immaginazione di Joseph Kosinski, filmaker/architetto avveniristico già autore di “Tron Legacy”, seppur curato nei minimi particolari con un’ottima fotografia (digitale), non si distingue per audacia audiovisiva. “Oblivion” unisce la stravaganza di effetti speciali a una sorta di simbolismo che pur essendo palese ha ben poco significato; apprezzabili i riferimenti ‘dotti’ ai Canti di Roma antica di Thomas Babington e “Il mondo di Christina” di Andrew Wyeth, ma non determinanti. La scelta di un intreccio articolato che punta a un graduale coinvolgente accumulo di particolari, quando è ben congegnato rappresenta una tecnica intelligente per la fantascienza di narrazione e facilita l’ingresso dello spettatore nel mondo del film. Ma, in questo caso, nello sviluppo della trama tratta da un graphic novel dello stesso regista Kosinski, ci sono espliciti riferimenti derivanti dall’immaginario della fantascienza recente che sfocia a tratti in un citazionismo autoreferenziale troppo farcito di dettagli. Impossibile non pensare a “Moon” di Duncan Jones… ai caccia imperiali di “Star Wars”… ai campi sterminati di “Matrix”, al sonoro della guerra di mondi… al frammento della statua della libertà mutuato dal “Pianeta delle scimmie”… ed è tra questi riferimenti che si muove l’ultimo sopravvissuto di un pianeta Terra devastato dalla guerra contro una razza aliena. Proprio il protagonista, attraverso l’ottima interpretazione di Tom Cruise/Jack, è la chiave della vicenda e dipana i dubbi dei numerosi flashback svelando ai nostri occhi paesaggi evoluti fino a diventare irriconoscibili (che ci riportano alla mente quelli usciti dalla matita di Miyazaki). Jack pur vivendo in uno spazio ‘patinato’ e asettico è un nostalgico (come Will Smith in ‘Io robot’..) ed è per questo che indossa RayBan, berretto da baseball, mette sul piatto del giradischi il 33 giri dei “Procol Harum” e coltiva un sogno di ‘normalità’: vivere in una casetta immersa nella natura con la donna che ama. Un po’ meno americano e senza lieto fine avrebbe meritato una menzione d’onore, ma, dai presupposti post-apocalittici si può passare facilmente - per i non appassionati di Sci-fi – a un senso di paranoia “spaziale”.

Laura Lancieri sembra sia stato il suo desiderio dal giorno in cui ha messo piede nel primo villaggio bio della Francia, dove pesticidi e concimi sono stati aboliti dal 1995. In fondo Angelina e il primo cittadino Latz sono accomunati anche dallo spirito solidaristico. Monsieur Latz, infatti, è nato in Congo, nella città di Goma. Lì ha fondato una scuola per salvare i bambini soldato dalla morte e l’estate scorsa ha convinto i vignerons di Correns a mettere all’asta una barrique di vino per finanziare la scuola di Goma. Forse per l’attrice non poteva esserci un modo migliore per ritrovare le sue origini: c’è amore e rispetto in questa bella storia di Hollywood in Provenza.

Alfred Hitchcock simbolici e richiami alla sua filmografia, ma soprattutto uno sguardo diretto alla figura della moglie Alma Reville, sceneggiatrice lontana dai riflettori e sua eterna complice di avventure, punto di raccordo con il mondo femminile, denominatore comune di ogni pellicola. Norman, in qualche modo è il misterioso alter ego di Alfred, circondato da donne, donne bellissime e stabili che metaforicamente sono al tempo stesso la sua via di fuga e il suo recinto. Attraverso un sofisticato esercizio di regia, emerge quella voglia di preservare questa figura, rappresentata da attrici bionde algide, ambigue e misteriose, tasselli fondamentali che riportano a galla la sensazione di malessere causata dalla perdita delle donne nella sua vita. È impossibile negare come per Hitchock la donna sia un demone dai capelli biondi, una figura da cui è impossibile fuggire, l’elemento femminile nei suoi lavori riveste un ruolo di grande importanza, che si va diversificando con le varie produzioni, ma senza dubbio si comprende che questa è sia il bene che il male, una dannazione, ma al tempo stesso elemento salvifico per l’uomo. Le donne del regista londinese sono complesse, ora aggressive e anticonformiste, ora nevrotiche e insicure, belle e dannate. Ma in Psycho è ridondante la figura materna, in particolare la madre di Norman Bates che ha con il figlio un rapporto insano, psicotico e turbolento. Il ruolo della madre instabile, possessiva e autoritaria ricorre in molti altri lavori, con un costante richiamo alla sua vita personale e alla severa educazione ricevuta. Psycho è un tripudio del genere, si compone di elementi e realtà che diventano ossessive, che marcano manie e percezioni distorte, incutendo in modo del tutto naturale, paura. Scivolando sinuosamente nella mente dello spettatore, attraverso un gioco psicologico il maestro del brivido crea un capolavoro dove c’è la coesistenza perfetta di elementi che non fanno solo cinema, ma sono il cinema stesso.

Valentina Giungati

Maria Balsamo

Emozionante viaggio nel mondo di Star Trek A Città della Scienza un’esperienza spaziale attraverso il videogioco

I

Esperienza spaziale

n occasione dell’usicta del nuovo film di JJ Abrams INTO DARKNESS STAR TREK, Città della Scienza in collaborazione con Universal Pictures International Italy e Namco Bandai 9 giugno farà vivere un’esperienza spaziale unica e divertente attraverso il videogioco. Ambientato dopo gli eventi del reboot cinematografico del 2009, STAR TREK continua la grande avventura attraverso il nuovo universo con una storia completamente inedita. Verranno distribuiti Gadgets e Biglietti omaggio per la visione 3D del Film Into Darkness Star Trek in uscita nelle sale italiane dal 13 giugno. Grazie alle due poltrone da videogames, originali di

Star Trek, alle consolle XBOX 360 e al videogioco, si avrà per la prima volta in assoluto, l’opportunità di immergersi nell’iconico universo di Star trek e di impersonare due dei più grandi eroi della fantascienza, il Capitano Kirk e il Doc. Spock. Si potrà entrare nel buio profondo, sedersi comodamente sulle sedie dell’Enterprise e giocare al fantastico videogame del film dove non mancheranno azione, combattimenti e nemici temibili, i Gorn determinati a conquistare la galassia seminando caos e distruzione. Si potrà giocare per la prima volta in assoluto nei panni di due dei personaggi più conosciuti della

fantascienza. Con il destino della galassia in bilico, i giocatori dovranno contare l’uno sull’altro per creare una squadra vincente. Il risultato è la più completa e varia esperienza in cooperativa dell’attuale generazione di console! Non solo, i membri del cast del film Star Trek del 2009 hanno prestato la loro voce ai personaggi del gioco, tra cui gli stessi Chris Pine nei panni di Kirk e Zachary Quinto in quelli di Spock, per un’immersione totale nell’universo di Star Trek! Un viaggio più epico che mai, alla scoperta di un nuovo mondo in anteprima con le immagini del film, interviste e backstage.

Emanuele Boccia


FORUM

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a cura di Carlo Perna

L’alba del Rinascimento

A Palazzo Strozzi un’antologica che riunisce 140 opere del periodo d’oro dell’arte fiorentina

N

ello splendore delle sale di Palazzo Strozzi, nel cuore di Firenze a due passi da Piazza della Signoria, dal Ponte Vecchio e dagli Uffizi, è in corso la rassegna “La Primavera del Rinascimento. La scultura e le arti a Firenze 1400-1460”. La grande mostra è organizzata dalla fondazione Strozzi e dal Museo del Louvre. Un evento epocale che racconta il miracolo della genesi del Rinascimento, dimostrando che tutto ebbe inizio dalla scultura. Un viaggio alle origini dell’epoca più formidabile delle arti e della cultura che mette in luce il ruolo svolto dalla scultura nella nascita e nello sviluppo di quel linguaggio rinascimentale che, partendo da Firenze, inaugurò un’epoca nuova. Il Rinascimento recupera e rivaluta la classicità, discute la visione religiosa del medioevo, supera il precedente Umanesimo perché non si limita a studiare, riguarda tutte le arti: costituisce un movimento e rinnovamento globali, diffonde la bellezza ad ogni latitudine. A partire dalle opere dei suoi padri fondatori

Madonna col bambini di Lippi

del Due e Trecento: Nicola e Giovanni Pisano, Tino di Camaino, Arnolfo di Cambio, Jacopo della Quercia. Dopo, arrivano Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi; quindi, Donatello, Paolo Uccello e Masaccio, Bernardo Bozzoli e Filarte, Filippo Lippi, Andrea del Castagno, Desiderio da Settignano, Luca della Robbia. Chi sono i fondatori lo dice già Leon Battista Alberti nel suo De Pictura (1436): Brunelleschi, Donatello, Ghiberti e Della Robbia. Con quel trattato Alberti si proponeva di esaltare il primato della “prospettiva scientifica”, vanto di Brunelleschi che ne aveva stabilito i principi e regole applicative con la collaborazione del matematico e cartografo Paolo Dal Pozzo Toscanelli. Fu, infatti, la prospettiva, fondamento comune alle tre arti del disegno – architettura, scultura e pittura - la vera carta vincente del Rinascimento fiorentino: uno strumento di controllo e dominio dello spazio, mettendo a punto

un procedimento di illusoria simulazione su una superficie piana della tridimensionalità. La prospettiva come forma simbolica del Rinascimento italiano. E Alberti ne esaltò il significato di pietra angolare di una rivoluzionaria concezione dello spazio, che Firenze sintetizzò nel pregnante simbolo di una cupola “così ampia da coprire con la sua ombra tutti i popoli toscani” che legittima l’aspirazione di Firenze a rivendicare il ruolo di “una

L

a periferia dell’anima è un bel volume di poesie, ricco di una forza evocativa decisamente potente e vibrante. Il libro si presenta come un “duetto”, nato dall’incontro tra due menti intelligenti e sensibili, decisamente affini. Come ha scritto Ettore Capuano nella bella prefazione: “possiamo ritenere la voce dell’anima il fare per eccellenza dell’uomo”. Il titolo della raccolta intende sottolineare proprio il ruolo del poeta e la profondità e complessità dell’anima, qui concepita come un organismo dotato di nucleo centrale e diramazioni periferiche, in perfetto equilibrio. Fin quando esiste un’anima che chiede di sapere tutto non la si può negare perché è nella stessa domanda che vive la risposta positiva dell’esistere. Questo libro non è solo un omaggio a Napoli, perché il canto di Ciro De Novellis ed Ino Fragna è un inno alla vita ed all’amore, alla fratellanza ed alla riscossa contro il Male. Ciro De Novellis è nato a Napoli. Dopo una lunga ed onorata carriera di tecnico di sala operatoria, oggi si dedica completamente alla sua passione: la scrittura. Apprezzato saggista, ha pubblicato numerose opere. Ino Gragna è nato a Genova. Vive e lavora a Napoli dove svolge la professione medica. Da sempre impegnato nel sociale, ha pubblicato numerosi articoli di critica letteraria e poetica.

G

L’artista in piena azione a sostegno del rafforzamento della coesione sociale, della solidarietà, supportando l’operato di due associazioni di volontariato che in ambiti diversi si sfidano ogni giorno per il rispetto e l’affermazione del diritto alla vita. “Associazione diritto al cuore“ che opera dal 2009 per la costruzione della struttura scolastica Sita Hidden Academy dei bambini orfani di Watamu-kenya” attraverso la raccolta di fondi. Parte del ricavato del Cd

Riceviamo e pubblichiamo

Premio Nazionale Megaris XXII Edizione G iovedì 13 Giugno, inizio ore 12.00, presso il Complesso Toledo, in Pozzuoli, si terrà una conferenza stampa di presentazione della XXII Edizione del Premio Nazionale Megaris 2013, sul territorio Puteolano. Il programma dell’evento prevede: un Premio Nazionale di Poesia in lingua italiana e napoletana, Narrativa, Premio Nazionale di Pittura da Studio ed Estemporanea e Assegnazione dei Trofei Megaris. Il patrocinio è della Presidenza della Repubblica, Regione, Provincia e Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli, Automobile Club Napoli, Universita’ Telematica Pegaso, Art Glace, Intercral Campania. Con la collaborazione della Circoscrizione S. Ferdinando-Chiaia- Posillipo, Associazione Commerciale Borgo Santa Lucia, Regalsport, Consorzio Proteus. Oggetto della presentazione rivolto alla sezione arti visive, con una gara di pittura estemporanea, da tenersi nella Darsena dei Pescatori i giorni 7 ed 8 settembre, e con le opere

successivamente esposte, unitamente a quelle da studio, nel complesso Toledo. Responsabile in loco il M° Antonio Isabettini. Lo stesso evento è sostenuto moralmente, dall’Amministrazione Comunale e dall’Assessorato alla Cultura di Pozzuoli, nonché dall’Azienda Soggiorno e Turismo. Sponsor locali si renderanno disponibili ad ospitare nel migliore dei modi, gli Artisti partecipanti.

Riceviamo e pubblichiamo

Mostra collettiva degli artisti de “l’arte in vetrina” L’esposizione alla Chiesa

Ma ricordi a do stevi e casa Ida na, casa, vecchia meza scarrupata Tenevi nu suppigli Si crescevi galline e cunigli

di San Severo al Pendino in via Duomo

Eri chini e carta e giurnali tarlati Scavi scavi trovi nu cazoni scassati E nu paie e scarpe sfunnati Na busta siggilata, rinda sta busta, Nu biglietti tutti tarlati Appeni appeni si liggevi Chestè e l’eredità ca O nonni va lasciata!

Angelo Micillo

Già programmate azioni utili al bene comune (come il risanamento e il completamento di via Camillo Guerra)

A

Vincenzo Vinciguerra

Ciro De Novellis ed Ino Fragna, “Alla periferia dell’anima”, Alessandro Polidoro Editore, €10,00, 66 pp.

E richine robba vecchia abbandunata Miezi a chella roba scassata Na casca e legni tutta tarlata Chianu chianu lagia araputa

Lodevole iniziativa del Consigliere Passaro

causa della possibile caduta di grossi alberi, è stata interrotta a Napoli, per circa quarantotto ore, via Sant’Ignazio di Loyola, lato Rione Alto. La segnalazione dell’imminente pericolo è stata fatta dal Consigliere dell’VIII Municipalità Salvatore Passaro. Quest’ultimo, intervistato sul posto, ha spiegato che l’appezzamento di terra di proprietà dei Gesuiti necessitava di un tempestivo intervento volto a prevenire la caduta di alcuni alberi secolari. Nell’attesa che i legittimi proprietari del suolo, attivatisi immediatamente, provvedessero con l’ausilio di una ditta specializzata alla messa in sicurezza degli arbusti, si è provveduto ad impedire il transito dei veicoli e

‘O tistamiento du nonno

In Breve

Al Conservatorio “S. Pietro a Majella” sarà presentato “Perché l’amore cambia” “Perché l’amore cambia” sarà finalizzato al progetto: “Regalare un libro per realizzare un loro sogno”. “Associazione Alzheimer Artcafè” che opera a sostegno dei caregiver e dei malati di Alzheimer, per la realizzazione degli “Alzheimer ArtCafè” sul territorio Campano. È “Alzheimer Artcafè vol. I” il titolo del CD di recente produzione che vede impegnati insieme Sasà Mendoza con un altro esponente del jazz melodico napoletano, Antonio Onorato e che rappresenta la sintesi dell’idea progettuale degli “Alzheimer ArtCafè”. Il disco sarà distribuito in tutte le librerie della Campania grazie all’intesa con il distributore Alpha Libri. La Band che presenterà dal vivo “Perché l’amore cambia“ è composta da: Sasà Mendoza - Pianoforte e fisarmonica; Domenico De Marco – Drum; Roberto Giangrande – Contrabasso; Nicola Coppola – Tromba; Annibale Guarino – Sax; Antonio di Somma – Trombone.

Giuseppe Orso

In libreria, un intenso volume di poesie di Ciro De Novellis e Ino Fragna

Un nuovo disco per Sasà Mendoza ed espande la profondità della vita. ”Perché l’amore cambia” rappresenta il raggiungimento di una maturità di stile dell’autore con una conseguente maggiore caratterizzazione delle sue capacità artistiche. Le sonorità del jazz, presenti nella produzione di Sasà Mendoza, si fondono con quelle melodiche introspettive delle canzoni, dando espressione alla sua voce che racconta di bambini soldato vittime della guerra “Come coriandoli, dell’amore filiale, “Una Serenata, della universale bellezza delle donne “Donne d’ogni età“, dell’amore malato, ossessivo, distruttivo “Non se ne va, e poi… l’amore profondo che apre l’infinito viaggio dell’anima, l’amore che trasforma, trionfando sull’oscurità e le illusioni, per condurlo al raggiungimento della felicità assoluta: ”Perché l’amore cambia”. Anche in questa sua nuova produzione, Sasà Mendoza attraverso la sua musica vuole dare un contributo concreto

Filippo Lippi, i due Putti bronzei di Donatello, la Sant’Elena di Mino da Fiesole, la Madonna della Misericordia di scuola Ghibertiana, l’Incoronazione della Vergine di Dello Delli e la Madonna di Ognissanti di Nanni Di Bartolo a Firenze. Di particolare bellezza il mito nobile e rassicurante- tutto fiorentino-, della Madonna col Bambino di Filippo Lippi.

Alla periferia dell’anima

Riceviamo e pubblichiamo

iovedì 20 giugno 2013 dalle ore 18.00 presso il Conservatorio di musica “S. Pietro a Majella” di Napoli sarà presentato dal vivo “Perché l’amore cambia“ il nuovo disco di Sasà Mendoza. All’iniziativa, moderata dal giornalista Gennaro Pasquariello, intervengono il Direttore del Conservatorio M° Elsa Evangelista, il giornalista Rai Ettore De Lorenzo, il Presidente dell’Associazione “Diritto al cuore” Dott. Lisa Foglia e la responsabile dell’Associazione “Alzheimer cafè” Dott.ssa Rosalba Durso. “Perché l’amore cambia“ produzione discografica “Musicheria“ è la manifestazione dell’amore in tutte le sue espressioni, filo conduttore e tema ispiratore delle composizioni di Sasà Mendoza. L’amore fonte di ispirazione, energia primordiale che fa emergere il positivo potenziale umano, un sole splendente che trasforma, illumina

nuova Roma e nuova Atene”. Una mostra divisa in dieci sezioni, che spazia dal 1401 e dal suo celebre concorso, all’affermazione completa della nuova svolta, nella grande sintonia dei generi (scritti, dipinti, sculture). Molti dei capolavori presenti alla “Primavera del Rinascimento” sono stati restaurati in occasione della mostra, in Italia e in Francia. Tra questi, oltre al San Ludovico di Tolosa, la Pala Trivulzio di

pedoni nell’area interessata. Non è la prima volta che il consigliere Passaro si è fatto carico della salvaguardia dei cittadini, affiancato, in iniziative simili, dalla Guardia Forestale e dalla Polizia Municipale. Il disagio, avvertito in particolare dagli automobilisti, nonostante il ridotto lasso di tempo necessario a svolgere l’azione, è stato amplificato, in una prima fase, dall’assenza di una adeguata segnaletica stradale: solo la chiusura delle scuole ed il contenuto traffico veicolare del periodo estivo hanno impedito si formassero code ed ingorghi a ridosso dello snodo nevralgico di Cappella Cangiani.

Giulia Sgherzi

Riceviamo e pubblichiamo

Company Profile NarteA L’ Associazione Culturale NarteA è costituita da un gruppo di giovani uniti dalla passione per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni. L’Associazione ha come principale obiettivo la promozione, attraverso la divulgazione del patrimonio storico e artistico della città di Napoli, e la valorizzazione del suo territorio. NarteA ha lo scopo di operare nel settore della promozione della cultura e dell’arte, attraverso una serie di attività ed iniziative volte alla tutela, alla salvaguardia e alla fruizione dei beni culturali e paesaggistici, sempre nel rispetto delle caratteristiche storiche, sociali e ambientali del territorio partenopeo. L’Associazione si avvale della professionalità dei propri soci volontari che, grazie a competenze e formazioni diverse, generano un eterogeneo e solido gruppo di lavoro mosso dall’entusiasmo e dalla passione

che l’arte determina nelle sue molteplici forme. A tal fine, NarteA ha elaborato un format depositato: la visita guidata teatralizzata (aperitivo e cene teatralizzate), che mira alla “spettacolarizzazione” dell’evento culturale, unendo alla classica visita guidata una perfetta simbiosi di arte, teatro e musica (www.nartea.com). Inoltre, NarteA offre anche altri servizi con “Guide Turistiche Napoli” (www. guideturistichenapoli.com): per coloro che vogliono conoscere la città e la regione cercando tutti i servizi che il territorio offre ma anche per creare itinerari personalizzati da percorrere con una nostra guida turistica autorizzata. Presidente: Erika Quercia Vicepresidente Mariano Penza Direttore artistico Febo Quercia Ufficio comunicazione&marketing – Addetto stampa: Annacarla Tredici

M

ercoledì 19 giugno alle ore 17,30 si inaugura nella Chiesa di San Severo al Pendino Via Duomo 286, la Mostra collettiva degli Artisti che hanno partecipato alla XI edizione de “L’Arte in Vetrina”. Le opere di circa sessanta artisti sono state esposte nelle vetrine dei negozi del Borgo Sant’Eligio e

di Piazza Mercato da novembre 2012 fino all’Epifania 2013. Una galleria “on the road” dove si potevano ammirare le opere d’arte insieme alla grande varietà di prodotti in commercio in una zona di Napoli rinomata per la sua storia. Le sue leggende, le sue tradizioni. La Mostra curata dal prof. Fortunato Danise, ha

il patrocinio morale del Comune di Napoli e del Club UNESCO Napoli . Nel Corso della serata si esibirà il Coro “ In... stabile d’epoca” , progetto Coro Docenti SSI Comes Don Milano - Portici, diretto dal Maestro e Concertatore Alberto Iannarelli. La mostra resterà aperta dal 19 giugno al 1 luglio dalle ore 9,30 alle 18,30


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a cura di Lello Minervino

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MUSICA E SPETTACOLO

a cura di Zorama

Al via la XVI Edizione di Fasano Jazz Tra i numerosi nomi in programma spiccano Paolo Fresu, Aldo Tagliapietra, David Jackson, Nathaniel Peterson, Raiz e i Radicanto, Ezio Guaitamacchi, Danilo Rea

Magica chitarra e fisarmonica

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edici anni di grande jazz. E non solo: dalla sua prima edizione nel 1998, Fasano Jazz ha sempre puntato alla qualità, al coinvolgimento di nomi storici e giovani promesse, a una proposta musicale varia e sfaccettata, che si apre anche al rock, al blues e alla world music. Dall’1 al 12 giugno 2013 si svolgerà la XVI Edizione del Fasano Jazz, appuntamento ormai storico che ogni anno a Fasano (BR) propone il meglio del jazz italiano e internazionale accanto a concerti rock e in particolare progressive. Dopo il grande successo

dell’edizione 2012, la direzione artistica curata dall’infaticabile Domenico De Mola - con il sostegno dell’Amministrazione Comunale Assessorato alle Attività Culturali - conferma un ricco cartellone di concerti nel quale spiccano anche eventi dedicati alla letteratura musicale. Si comincia sabato 1 giugno al Teatro Kennedy, sede storica della rassegna: dopo l’inaugurazione della mostra fotografica Scorefaces di Ninni Pepe (dedicata ai protagonisti del mondo della musica, illustrata da Alessandro Achilli di Musica Jazz),

un tuffo nella magia dei Beatles con Danilo Rea, Ares Tavolazzi e Ellade Bandini. Questo trio di straordinari musicisti porta a Fasano la propria rielaborazione di classici beatlesiani in chiave jazz: un omaggio all’arte dei Fab Four e alla loro attualità. Martedì 4 si passa all’aperto (Sagrato Chiesa Matrice) per un tributo a una delle band italiane più amate degli ultimi anni, gli Almamegretta: i loro classici saranno rivisitati in chiave world-jazz dai pugliesi Radicanto insieme allo special guest Raiz, che ha partecipato al loro ultimo album Casa. All’aperto anche la terza serata (giovedì 6

giugno): la rilettura degli evergreen di Bob Marley da parte dell’eclettico trio Valentini-Pace, in chiusura una leggenda del rockblues, il focoso bassista Nathaniel Peterson con il suo trio. Venerdì 7 giugno si passa all’altra sede storica del Fasano Jazz, il Teatro Sociale, per un appuntamento speciale con una delle più importanti firme del giornalismo musicale italiano: Ezio Guaitamacchi, insieme alla vocalist Brunella Boschetti Venturi, presenta il suo nuovo libro “Rockfiles. 500 storie che hanno fatto storia” (Arcana) in uno show tra musica, aneddoti e storici pezzi rock. Sabato 8 al Kennedy un concerto attesissimo: Paolo Fresu! Il celebre trombettista, autentico colosso del jazz internazionale che l’anno scorso aveva annullato la sua partecipazione per motivi di salute, arriva a Fasano con il Devil Quartet: un’occasione speciale per gustare il suo nuovissimo album Desertico, tra i più acclamati lavori discografici del 2013. Gran finale tutto dedicato al progressive, corrente alla quale il Fasano Jazz ha sempre dedicato attenzione, diventando così una rassegna unica nel suo genere. Martedì 11 al Sociale serata incentrata su una delle più amate e carismatiche prog band: i Van Der Graaf Generator! Dopo la presentazione del nuovo libro di Paolo Carnelli Van Der Graaf

Generator. La biografia italiana (Arcana) e il concerto della giovane band veneta Former Life, la Alex Carpani Band omaggia il Generatore con la partecipazione straordinaria di David Jackson. Il leggendario fiatista dei Van Der Graaf - ribattezzato dalla critica “il Van Gogh del sassofono” - sarà presente anche alla serata conclusiva (mercoledì 12, Kennedy) come ospite di Aldo Tagliapietra: l’ex vocalist e bassista delle Orme presenta dal vivo il capolavoro Felona e Sorona in versione integrale. Un tributo live a una delle massime opere del progressive internazionale a 40 anni dalla sua uscita: presenteranno la serata Mario Giammetti e Donato Zoppo, due tra le più seguite firme in campo prog. Fasano Jazz da oltre tre lustri propone una sua interpretazione del jazz, offrendo ogni anno intriganti proposte che riescono a soddisfare i palati fini, a solleticare i cultori più attenti, a coinvolgere gli ascoltatori più curiosi. Da sedici anni a Fasano si valorizza il talento e l’impegno: Fasano Jazz non è solo ottima musica con grandi maestri e giovani interpreti ma anche un’opportunità per conoscere la bellissima città pugliese, ricca di tradizione e arte.

L’arte poliedrica di Di Lee La cantautrice e modella californiana unisce moda, foto-art e recitazione

Di Lee

U

na nuova voce tra la Techno Pop e Smooth è arrivata da Los Angeles, in California. Spera che attraverso la sua musica e la sua poesia si possano superare tutte le frontiere culturali e nazionali nella celebrazione di quella bella cosa che è la vita. Di Lee proviene da una famiglia affiatata in cui vi è un grande dialogo e dice di avere un modo di pensare orientale. Ha cominciato a scrivere e produrre musica ed ora

unisce moda, foto-art, musica e recitazione in un insieme coerente e creativo. Per Di Lee, essere un modello positivo è una seria responsabilità. Di Lee sta per bontà, uguaglianza, amore, e si descrive come un guerriero morbido in grado di alzarsi e combattere per ciò in cui crede. Di Lee, modella trasformata in cantante / cantautrice, è “eurasiatica”, più in particolare, metà italiana e metà cinese.

Di Lee dice che è una donna d’affari durante il giorno, ma un’artista di notte e la sua musica è mossa dall’amore, dalla spiritualità e dalla connettività. Quando s’incontra questa nuova artista, ci si rende conto che si tratta di una persona ottimista e positiva, con un sorriso grande e sano, a basso consumo energetico. E lei ama cantare.

Edy Ferraiuolo

VII edizione del Festival della Cicala: trionfo unanime di Stefano Zonca L’artista venuto dal Piemonte vince con merito nella rassegna canora presentata da Gennaro Pasquariello

Rosalia Fiengo

Un nuovo CD per Ilva Primavera Alla Libreria Loffredo è stato presentato “Canto l’amore per Napoli”

T

rionfa la cultura vestita di vera amicizia, tra canzoni napoletane, sorrisi e lacrime di commozione, presso la Libreria Loffredo, in Via Kerbaker al Vomero. Folclore e arte autentica si intersecano nel nuovo CD di Ilva Primavera, bionda artista partenopea, fondatrice dell’associazione Primavera Arte e molto attiva da anni in interessanti iniziative per il sociale: la presentazione del disco “Canto l’amore per Napoli”, realizzato dal musicista, arrangiatore e compositore Angelo Mosca, è avvenuta di fronte a numerosi presenti, incantati dalla voce dell’artista e dalla bellezza di alcuni dei brani presenti nel CD e cantati per l’occasione, compreso uno dei tre inediti scritti da Umberto Franzese, presente alla

serata. Ilva, musicalmente accompagnata da Angelo Mosca e amorevolmente sostenuta dalla presenza del marito Patrizio e della figlia Valeria Viscione, ha scelto come relatori della kermesse l’avvocato e scrittore Antonio Masullo, la giornalista Emilia Sensale e la nota poetessa e critico d’arte Tina Piccolo, per l’occasione nelle vesti di madrina, ognuno fautore di un discorso improntato sull’importanza della cultura, su quanto poco in realtà le istituzioni supportino lo sviluppo dell’arte in Campania e in generale in tutta Italia, sulle tradizioni partenopee tra le quali spicca la canzone napoletana, sulle opportunità da dare ai giovani affinché abbiano

un futuro migliore nel nostro paese; in particolare, Tina Piccolo, Ambasciatrice della Poesia Italiana nel mondo, ha ricordato i genitori da poco scomparsi. Alla kermesse, inoltre, si sono avvicendati tanti altri interventi: per citarne alcuni, quello del presidente della V Municipalità Mario Coppeto, che ha voluto ricordare ai presenti l’impegno sociale profuso da Ilva Primavera negli anni in tutto il territorio partenopeo, di Roberto Della Ragione e del giornalista Antonino Fiorino, che ha effettuato alcune riprese dell’evento per la rubrica “Non c’è Sensale senza Fiorino” (il video è visibile sul canale youtube.com/ emiliantonino).

Presenti, inoltre, il poeta e scrittore Nazario Bruno, il pubblicitario Ludovico Lieto, il chitarrista e cantautore Gino Accardo, il cantante e attore Luca Nasti che si è prestato ad un duetto con Ilva interpretando teatralmente la canzone napoletana “Indifferentemente”. “La musica può essere una carezza per un cuore bisognoso di speranza - afferma Ilva Primavera, entusiasta per il successo della kermesse, a margine della consegna di alcuni riconoscimenti agli ospiti presenti - e anche un respiro di nuova vita che grida l’amore per una città bella come Napoli, per la quale continuerò ad impegnarmi come artista e come cittadina.”

Giulia Sgherzi

Dalla in jazz In un cd 14 hit riletti nella chiave musicale tanto amata dal cantautore scomparso

A

distanza di un anno dalla sua morte avvenuta il 1° marzo del 2012, alcuni tra i più bei nomi del panorama jazzistico italiano rendono omaggio al grande cantautore bolognese reinterpretando 14 brani che fanno parte del novero dei suoi maggiori successi. Il fatto che questo tributo venga dal mondo del jazz non è certamente casuale. Basti ricordare quando Dalla, assieme al regista del film “Bix Beiderbecke ” –

giovane e talentuoso trombettista statunitense deceduto a soli 28 anni per alcolismo-, Pupi Avati, era protagonista di serate all’insegna del jazz nei locali di quella Bologna che, negli anni ’60 del secolo scorso, rappresentava una delle scene più interessanti dove poter ascoltare la musica arrivata d’oltreoceano. Una raccolta di canzoni in perfetto equilibrio tra intenso lirismo e atmosfere sospese. Dall’ esecuzione “cosmica” di “La mer”

di Charles Trenet da parte di Luca Aquino con il suono originale della sua tromba, gli effetti elettronici e la voce dello stesso Dalla, alla misurata eleganza estetica del Trio di Giovanni Mirabassi in “Quale allegria”. Il funky e lo scat vertiginoso di Gegè Telesforo nel brano “Stronzo”. Le note sussurrate dalla voce melodiosa della pianista Maria Pia De Vito evocante quella di Joni Mitchell, che, nell’interpretare “Quanto è profondo il mare”,

alterna l’italiano al napoletano. La scelta dell’idioma partenopeo non è casuale dal momento che l’emiliano Lucio Dalla aveva sempre considerato Napoli, in virtù della sua straordinaria tradizione musicale, la radici filosofiche, il peso culturale ed il suo Umanesimo, la sua principale fonte di ispirazione. Non poteva mancare, quindi, un brano struggente e lirico come “Caruso” eseguito magistralmente dal grande Paolo Fresu. La garbata

vena intimista di Peppe Servillo come voce solista (“Felicità); la voce educata e davvero bella di Simona Severini in naturale sintonia con il pianismo profondo e di intenso lirismo di un gigante come Enrico Pieranunzi. Non un’operazione nostalgia, ma un omaggio spontaneo ed artisticamente libero ad un’artista eclettico che amava profondamente il jazz.

Giuseppe Orso

P

resso la Mostra d’Oltremare di Napoli si è svolta la serata finale con annessa premiazione del concorso canoro “Festival della Cicala”, evento inserito all’interno del “Disco Days”, la fiera della musica divenuta oramai e un appuntamento costante nella primavera partenopea. La rassegna canora, giunta alla sua settima edizione, è stata presieduta dallo showman campano Gennaro Pasquariello ed ha visto esibirsi sul palco i cinque finalisti, scelti tra i cinquantasei partecipanti alla competizione. Particolarità del “Festival della Cicala” è quella di vedere impegnati nel ruolo di giurati numerosi studenti di svariati istituti scolastici di

tutta Italia, i quali sono stati chiamati a votare i brani migliori tra i cinquantasei loro proposti dando con la somma dei loro voti il nome del vincitore. Alla serata live hanno partecipato i cinque più votati ed è stato poi premiato il vincitore assoluto. Sul palco si sono confrontate diverse generazioni di cantanti e svariati generi musicali, dalla più classica musica leggera italiana interpretata dal più esperto partecipante Paolo Farina, alle esibizioni puramente rock dei The Playmore e di Stefano Zonca sino al giovanissimo Joe Tribiani e al cantore della città di Napoli Simone Spirito. A trionfare con un plebiscito di voti è stato il piemontese Stefano Zonca con il brano

“Case di Cera” premiato con la Medaglia d’oro all’onore del Presidente della Repubblica, consegnata nelle mani del vincitore dal testimonial dell’evento Nino Buonocore. A seguire si sono esibiti sul palco anche i due giovani rapper napoletani Stefano & Carlo, che hanno vinto il premio come brano più votato dagli istituti penitenziari minorili di Nisida e di Airola con il brano “Ve scasse”, in lingua napoletana, anche i due giovanissimi cantanti partenopei sono stati insigniti con la Medaglia d’oro all’onore del Presidente della Repubblica, a consegnare loro il premio è stato Tano Grasso, Presidente dell’Associazione Antiracket.

Diego Spezzacatena

La VII edizione del Festival della Cicala si è conclusa con ottimi risultati ma con un evento tragico che ha sconvolto la nostra redazione e tutto il mondo dei musicisti napoletani, l’improvvisa e drammatica scomparsa del giovane Giacomo Franco. Anche quest’anno aveva partecipato con entusiasmo alFestival ed il risultato della partecipazione è stato digrande professionalità, la nostra vicinanza va alla famiglia straziata dal dolore


POESIE

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a cura di Francesco Scollo

SI PRECISA CHE LE LIRICHE PUBBLICATE NON VENGONO SOTTOPOSTE A GIUDIZIO INERENTE LE REGOLE METRICHE VOLENDO RISPETTARE LA LIBERA CREATIVITA’ DELL’AUTORE

Un sogno irraggiungibile

Turismo

ANTONIO de CURTIS in arte TOTO’

Siamo mandorli sfiniti sotto il vostro ventre sudicio,

Sbaglierebbe chi si limitasse a identificare Totò con la strabiliante marionetta disarticolata che abbiamo ammirato in tanti suoi films o con il mimo incomparabile che – come ebbe a dire Fellini – “le storie che aveva già tutte scritte in faccia”. Perché Totò era questo, ma non solo questo. Di lui esisteva la maschera e l’uomo, l’artista e la persona. Diversissimi l’uno dall’altro ma tuttavia complementari come le due facce di una stessa medaglia. Questo genio del palcoscenico, con la sua estrema sensibilità e il grande spirito di osservazione, non poteva nascere che a Napoli, nel rione Sanità. Della sua meravigliosa, amata, ma contraddittoria città egli aveva infatti assorbito le varie anime: l’umanità, la prorompente ironia, la vena di giocosa natura, il suo lato nobile ed oscuro. All’attore di cinema, al burattino snodato del varietà, al fantasista eccezionale egli associò – come richiedeva la sua seconda natura – l’attività di poeta e autore di canzoni. Fanno parte della sua prolifica produzione opere celeberrime come “A livella” e “Malafemmena”, entrate a buon diritto a far parte del patrimonio culturale italiano. Ma altre poesie, meno note al grande pubblico, sono altresì rivelatrici del suo genio creativo e riassumono compiutamente la sua anima napoletana.

ree di non avere che fiori

Sono geloso del sole che ti bacia

di cui vestire nel mondo.

Mentre, distesa, riscalda il tuo corpo, del mare che con le onde t’abbraccia,

Ma pure imbrattate del vostro

della brezza che il tuo viso accarezza.

seme portato in vacanza restiamo vergini come Madonne.

Io son piccola cosa

Tremanti fiori bianchi

Rispetto alla natura

nella luce dei neon.

Che tutto può ed osa;

Sissi Forte

Silenzi

desiderarti… Sei un sogno irraggiungibile, per me, un frutto proibito;

I silenzi dell’anima sono

Felicita’

sapessi com’è terribile sapere che ami un altro

voci inascoltabili,

e che non sono io il tuo mito.

vecchi e nuovi fantasmi Silenzi dei sentimenti,

Felicità

Se solo potessi, per un di, avere il tuo amore,

se la fiamma d’amore

concentrare la mia vita in un giorno,

s’è spenta nel cuore.

Vurrià sapè ched’è chesta parola,

rinunciare al resto degli anni miei,

Silenzi di gioia, dolore

vurria sapè che vvo’ significà.

per eventi susseguenti

Sarrà gnuranza ‘a mia, mancanza

infinita.

posso solo guardarti, sognare ad occhi aperti,

per un tramonto fra le braccia tue…

nei sentieri della vita

Francesco Scollo

Silenzi, ove le parole

‘e scola,

‘O mare

dell’umano linguaggio sono solo un miraggio

ma chi ll’ha ntiso maje annummenà.

M’è sempe piaciuto

nei deserti dell’anima.

Totò

‘o rummore d’ò mare

Maria Luisa Stizzo

a primma matina! Me leva ‘e pensiere

A primavera

e l’asciutta ‘o sole… ca t’ò siente ncuollo e t’arricorda ca esiste l’estate.

Affacciato a stu balcone

‘A Famiglia

Annamaria Bruni

stò guardanno sta jurnata e primavera

Ricordi

me guardo d’ò sole.

La foschia della vita

Tanti aucielli attuorne…capinere Quanno ero piccirello dint’ ‘a scola,

Le mie notti or al Travaglio dell’acufene nemico Mi

nu tiempo assaie luntano,

apparian Tristi, ormai perdenti

facetteme nu tema studianno l’Italiano.

Ma no! Io ci vado ed avrò rispetto!

Vulevano sapè’ con grande meraviglia

Io son narciso ed ei gran sapiente!

io come interpretavo il termine “famiglia”. Ie can un so’ mai stat nu campione, me metto sotto, è faccio ‘sta lezione. Tema: “Per te che rappresenta il termine famiglia” Svoglimento:

e ll’albere e cerase ‘n fiore

È triste e ad un tempo giusto.

e culurie c’abbagliamo chist’uocchie

Ci si sforza e si cerca di vedere,

Io, rigo letto e lui un deo vivente!

e ò profumo…

Che impegna la mente e aguzza la vista,

Dando il mio guardo a bel dell’infinito Delle templari scale

profumo è primavera

ma, inutilmente, tutto ripiomba nel buio più nero

fei sorpasso!

ed il pensiero si disperde nell’ardua pista.

te sceta à stu suonno

Gennaro Giannattasio

Che al sol pensare mi pia e m’assale

chianu chiano

o Giulia Giulia perché’ così tradivi

ma ca t’à siente atturno tutta’ a vita.

te pare all’improvviso è vedé

Il padre dell’amico tuo imbelle?

Un respiro

‘nziema a ‘st’aria profumata

“Comme e nu pugno chiuso cù tutte ‘e dete a dinte

Perche’ ei, il potere. colui che tu santificai Con tal mestizia

Pè’ me chesto significa figlie e pate.

mi concedea la mano?

ll’ammore ca corre appriesse ò sole

Pe me ‘a famiglia è ‘na persona sola

Cos’era il padre tuo nell,aur mantello

se ferma…me guarda..me dice:

‘na cosa ca t’ ‘a guode tutte e juorne

Com’e che lui divino e pien di orpelli…

nu pate ca t’allucca senza scurno,

Mi offuscava il suon del suo albor

ma po’ te vasa ‘a notte ‘a dint’ ‘o suonno,

Non mi apparirà un uomo ma vero alfiere!

io me sento nu stunato…

nu frate, ca si sulo tene ‘a freve,

Luigi Martinelli

e ca te tene stritto ‘ncoppe ‘ o pietto,

Ecco! Chest’ è pe’ me ‘o termine famiglia. Quanno ‘e doie dete grosse, po’ nun ce stanno cchiù pecchè stanno ‘int’ ‘o cielo, cu’ ‘a cumpagnia ‘e Gesù t’ siente ancora atturono, semp azzeccato, comme fosse colla! Maestra! ….è chesta ccà ‘a famiglia ‘A signurina, nun mettètte ‘o voto,

Roberto Marini

Mi hai aspettato.

non voluta.

Adesso ci sono,

A piedi nudi nella neve,

Inadeguata per l’eccessiva nudità.

e la foglia si stacca.

Non voglio protezioni.

Cade nella mia mano,

Uno sprazzo di lucidità.

Ho sofferto il tuo

Mi ricorda che ci saranno altri autunni.

solo una foglia è ancora attaccata sul ramo…

ed ogni autunno

nel mondo così com’è, come vuol essere.

mi riparlerà di te.

Desiderio di dire ancora qualcosa quando è spietatamente inospitale.

So che è per me.

Alessandra Scisciot

Io so come sono. So come voglio essere. Aspetti per donarmela,

declino

Dal Madonnaro

BLU BAR

Di Musella Margherita

Tel. 081. 195 79 166

Serrata nel mio pugno la conservo.

Solo io, così,

Sprofondo,

tienela stretta ‘a mano, …e nun ‘a fa arapì.”

Marano Di Napoli (NA)

e inizia l’inverno…

C’e un tappeto di foglie sotto il grande albero

Voglio sentirla così, accanto a me

Via Casalanno n° 36/E

Nuda, l’ultima foglia di un meraviglioso autunno.

giorno dopo giorno,

a piedi nudi

piccerì!

Ciro Iannone

Clelia,

Mi sento come estranea,

Sotto il grande albero,

fino a toccare la terra umida e fredda.

fecette l’uocchie russo’ e me dicette:

Rita Perrotta

A mia nonna Clelia

‘na sora, ca te pare n’ata mamma,

chella can un t’alluccha, su pure piscie ‘o lietto.

La mente, straziata da una cruda realtà, finalmente riposa e grida al corpo: “Respira”.

sta currenno ‘mbracio ‘a mme?

Lui alari, orientali, drappi di sete e alari

‘o staie vicino e suoffre pure tu,

La speranza incombe alla luce del giorno e annullando la realtà si lascia trasportare da illusorie fantasie.

stò durmenno o stò scetato

Lui era ritto ed io prono e stolto

‘na mamma ca se priva pè sti figli,

Lo sguardo sereno e placido si protrae nel corpo che ormai si distende al nuovo avvenire.

E overo o nun è overo

Io sembraa un mite carrozziere..

‘o staie vicino, e suoffre pure tu,

Un respiro, un mattino annunciato ed è di nuovo vita.

Io stongo ccà!

Tra bronzi,mirre e ottocenteschi allori

nu frate, ca si sulo tene ‘a freve,

E’ un mistero impenetrabile, ma pur vero

Mi inferii la mente e forte il passo

ca nun’ se ‘ncontra sulo quanno è ‘a sera

‘na mamma ca se priva pè sti figli,

ma c’è foschia che rende il tutto angusto.

imfitemmo dint’ò core ‘ma priezza

La fin Dell,anno or e’, re natale…..

Il luogo mi apparia di misticismo tale

Pe’ mè, ‘a famiglia, è ‘na cosa seria

Voler conoscere, e non poter sapere

e culure,

Associazione Voce del Consumatore

Articoli religiosi-vasi-statue-colonne Rotonda Auchan Giugliano in Campania

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LIBRI

20

La presentazione di “La Buona Novella” alla Feltrinelli di piazza dei Martiri

a cura di Eleonora Belfiore

Benvenuti a Zombieland I morti viventi sbarcano al Comicon con la graphic novel “Dead man talking”

Ilaria Urbani racconta il coraggio dei sacerdoti di frontiera

È

stato presentato presso Feltrinelli, nella prestigiosa sede di via Santa Caterina a Chiaia, il libro “La buona Novella. Storie di preti di frontiera” di Ilaria Urbani (ed. Guida) con la bella prefazione di Roberto Saviano. Presenti alla conferenza, insieme all’autrice, Samuele Ciambriello – Direttore della collana editoriale We Care, Gaetano Di Palma – Decano della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Marino Niola - Antropologo. Il libro si suddivide in tredici capitoli, tredici testimonianze di sacerdoti che dedicano interamente la propria esistenza agli ultimi. Si delinea così una chiesa vera, lontana dagli scandali e dalla corruzione, una chiesa in prima linea, vicina alle persone che soffrono. Il racconto della “frontiera” di Napoli, tra il centro, le periferie e il litorale domizio, è affidato al dialogo che l’autrice intesse con i messaggeri della “buona novella”: il cappellano del carcere di Poggioreale don Franco Esposito; don Aniello Manganiello, ex parroco di Scampia; padre Antonio Bonato, missionario comboniano a Castel Volturno; padre Carlo De Angelis, una vita coraggiosa al fianco dei tossicodipendenti; padre Fabrizio Valletti, gesuita a Scampia; don Gaetano Romano, che opera nella periferia orientale sin dal caos

post terremoto; padre Antonio Loffredo, che ha scommesso sull’impresa solidale per salvare il rione Sanità da abbandono e degrado; don Félix Ngolo, che fa del calcio un momento di integrazione nell’hinterland flegreo; don Vittorio Siciliani, memoria storica di Scampia fin dagli anni in cui furono costruite le Vele; don Tonino Palmese, con la sua opera di diffusione della legalità e il sostegno ai parenti delle vittime di camorra; don Mario Ziello, voce battagliera dai Quartieri Spagnoli; padre Domenico Pizzuti ed il suo impegno per la convivenza con i rom; padre Alex Zanotelli, dall’Africa a Napoli per una rivoluzione dal basso. Un libro coraggioso ed intenso, per sognare un mondo più giusto. Ilaria Urbani, giornalista, nata a Napoli nel 1980, collabora con “La Repubblica” e con il settimanale “D - La Repubblica delle Donne”. Ha collaborato con Al Jazeera English e per l’emittente di stato greca ERT. Ha pubblicato un saggio sull’immigrazione nel libro “A distanza d’offesa” (Ad Est dell’Equatore, 2010).

Anna Aita Ilaria Urbani, La Buona Novella, Guida Editore, p. 265, € 12,00

D

opo Atlanta e Londra anche il capoluogo campano è invaso dagli zombie. “47 Dead man talking” è una graphic novel che mostra la lotta per la sopravvivenza di una bizzarra combriccola napoletana, piuttosto variegata, in uno scenario post-apocalittico dominato dagli inquietanti e famelici morti viventi. Questa irriverente opera horror/ umoristica, che ha letteralmente spopolato al Comicon, si ispira alla fortunata serie americana “Walking dead” ed a film cult del genere come “28 giorni dopo” e  l’ironico “Zombieland”. Il titolo rievoca sia la smorfia napoletana sia l’omonimo film di Totò e mostra come sia possibile il connubio tra l’eterogenea realtà napoletana e  la più classica tematica horror. Il fumetto  ci presenta sei improbabili personaggi che cercano di raggiungere un luogo sicuro, spostandosi in una città ormai invasa dai morti viventi. Ciò che emerge da quest’opera, irriverente ed intelligente, è l’assoluta ingenuità dei personaggi e l’umorismo con cui il gruppo supera il momento drammatico. Concetta,

Assunta e Mariarca cercano una via per sfuggire a quest’orrore. Ad affiancarle ci sono tre “prodi” cavalieri: il disoccupato cronico Gennaro, il nerd Pierluigi e Mr. Speech. “47 DMT” nasce dall’idea di Andrea Errico, fumettista ed illustratore napoletano che da anni si muove  nel campo del fumetto sia a livello nazionale sia internazionale. L’autore si è avvalso del prezioso aiuto di Giampaolo Mele (testi e sceneggiatura). Al progetto hanno collaborato anche diversi disegnatori campani tra cui Claudio Avella, Marco Itri, Alessandro Miracolo e Davide Tinto. Inoltre, hanno contribuito Vincenzo Cucca ed Ylenia Di Napoli, autori della splendida cover. Questo gruppo di artisti si lega alla neonata etichetta “Artsteady”, fondata dallo stesso Andrea Errico e presentata per la prima volta al Comicon 2013. Ancora una volta, il Salone Internazionale del fumetto si dimostra una straordinaria vetrina per i giovani talenti italiani.

Eleonora Belfiore Andrea Errico, “47 Dead man talking”, Artsteady, 60 p., € 5,00. 

Webcomics: come cambia il fumetto nostrano

Non aprite quel volume

In libreria, un interessante volume di Mario Lucio Falcone edito da PE-Primiceri

Un libro maledetto al centro dell’opera prima di Juan Martinez Barrio

È

I

smael Velasco, appassionato bibliotecario, si trova in gravi difficoltà economiche. Per questo motivo, l’avvocato Gustavo Hernández, suo caro amico, anche lui afflitto da disagi finanziari, gli propone di avviare un’attività di acquisto e vendita di libri antichi. La ricerca di volumi li conduce da Nicolás Herrera, un misterioso antiquario. La visita a don Nicolás si rivela fruttuosa: i due riescono a comprare libri pregiati da rivendere a ricchi collezionisti. Tuttavia, al ritorno da un viaggio, Ismael scopre che Gustavo si è suicidato, lasciando dietro di sé una lettera d’addio e un volume, “Il libro dei sogni”, con la raccomandazione di distruggerlo. Sopraffatto dalla morte dell’amico, il giovane non si attiene alle istruzioni e comincia a leggere il libro, senza immaginare che da quel

momento la sua vita cambierà in maniera irreversibile. Tormentato da orrori innominabili e immagini di morte, per Ismael inizia una discesa agli inferi che sembra senza ritorno. E se la chiave di volta fosse contenuta proprio in quel maledetto libro? Ai lettori il compito di decifrare l’arcano. Juan Carlos Martínez Barrio è nato a Poza de la Sal (Burgos, Spagna) nel 1965. Si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Valladolid. Dopo diversi anni di peregrinazioni, attualmente risiede in Spagna. “Il custode del libro dei sogni” è il suo primo romanzo.

Antonio Caccese Juan Carlos Martìnez Barrio, “Il custode del libro dei sogni”, Newton Compton, p. 256, 9,90€

Aspettando l’ora di cena: sintesi dei piaceri del raccontare e del cucinare Una raccolta che va al di là della mera elencazione di ricette e che diviene un diletto di narrativa

U

n fine umanitario, il sostegno alla Fondazione Massimo Leone Onlus l’abilità nell’arte culinaria, il gusto per la tavola e il piacere di narrare danno vita a “Aspettando

l’ora di cena” un formulario di ricette di cucina redatto da Gualtierluigi Guadagno con il supporto grafico di Massimo Rubino de Ritis e le note e i ricordi di Ilda Montefusco.

stato presentato in occasione del “Napoli Comicon”, l’interessante volume di Mario Lucio Falcone dedicato al fumetto digitale, edito da PE-Primiceri Editore. Webcomics nasce dall’idea dell’autore di realizzare una guida veloce ed immediata per spiegare cos’è e come si crea una “striscia a fumetti sul web”. L’intento è quello di accompagnare i neofiti (in gergo “i niubbi”) in un percorso che parte dalla nascita cartacea dei comics fino alla digitalizzazione ed il conseguente approdo in internet. Un testo valido anche per chi ha già una conoscenza approfondita di questo entusiasmante mondo. “Webcomics” è un piccolo manuale sulla sopravvivenza in rete che approfondisce sia il lato teorico sia quello puramente tecnico, passando attraverso l’esperienza sul campo dell’autore e di alcuni dei suoi

Il testo, edito dalla DenaroLibri Editore con il supporto dei Rotary Club di Napoli e Nazionale, va al di là della semplice elencazione

sistematica e metodica di un qualunque libro di cucina, ma con una vena comica e una vera e propria narrazione si dà vita ad un piacevolissimo

Colpo d’autore - La classifica di Cosmoggi Dopo una parentesi romantica sulle storie d’amore che ci hanno fatto sognare, torniamo, in questo numero, ad occuparci del trend delle vendite nelle librerie di casa nostra. Anche in questo settore, Papa Bergoglio va fortissimo: come autore occupa quattro dei primi cinque posti in classifica. Il libro più venduto in Italia si intitola “Papa Francesco – Il nuovo papa si racconta”  ed è edito da Salani. In verità, si tratta di un’intervista realizzata a Buenos Aires parecchi anni fa, prima dell’elezione. A chiacchierare con il futuro capo della Chiesa c’erano la giornalista dell’Ansa Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, biografo di Bergoglio sin dal 1990. Due sono le new entry svincolate dall’argomento religioso del momento:  “Quattro etti d’amore, grazie”, best seller annunciato di Chiara Gamberale per Mondadori e “Peppa Pig”, la simpatica suina che con i suoi albi editi da Giunti già da mesi domina la classifica dell’editoria per l’infanzia, complice il boom d’ascolti della omonima serie di cartoni animanti sui canali tv digitali.

racconto di come cucinare ben quarantaquattro opere d’arte della buona cucina. Lo scritto spazia dai grandi classici della cucina a piatti tipici della stagione estiva giungendo alla sezione finale in cui Ilda Montefusco rievoca ricordi della sua vita, in particolare dei momenti trascorsi intorno ad una tavola ben imbandita. L’abilità del testo è quella di riuscire a divertire e divenire un libro apprezzabile esclusivamente dal punto di vista narrativo, capacità data dagli aneddoti, i dialoghi e i racconti che introducono ad ogni piatto e alle vignette satiriche dell’abilissimo Massimo Rubino de Ritis, in arte Rubix. Quest’opera di grande piacere e scorrevolezza, che si pone come obiettivo quello di poter dare al cuoco medio di

colleghi che hanno ottenuto il meritato riconoscimento da parte di pubblico e critica. Belle le interviste agli “addetti ai lavori” presenti nella guida. Mario Lucio Falcone nasce a Napoli nel 1983. Autodidatta, esordisce sul web nel 2005 e nel 2006 realizza NERDS. Tre anni più tardi questa serie si trasforma in Advanced Nerds, la sua produzione più nota ed acclamata. Per approfondire lo studio dei new media si è specializzato in Comunicazione nel 2012.

Sara Belfiore Mario Lucio Falcone, “Webcomics; Piccolo manuale del fumetto on-line”, 178 p., Primicieri Editore, 12,00 €.

imparare ad elaborare veri e propri manicaretti ha inoltre come purissimo fine quello di sostenere le opere sociali ed umanitarie della Fondazione Massimo Leone Onlus, che da anni inserita nel contesto di Napoli ospita ed aiuta al reinserimento sociale i vari “ospiti” del dormitorio. Giunge così alle stampe un vero “Decameron” della cucina con un fine quanto mai sano, che ha tutto per essere un testo adatto ad una qualunque libreria o cucina.

Diego Spezzacatena Gualtierluigi Guadagno “Aspettando l’ora di cena” Denaro libir Editore p. 101

Ed ecco, in dettaglio, la classifica: 1. “Papa Francesco, il nuovo papa si racconta” di Jorge Mario Bergoglio, Sergio Rubin, Francesca Ambrogetti (Salani) 2. “Umiltà, la strada verso Dio” di Jorge Mario Bergoglio (Editrice Missionaria Italiana) 3. “La rivoluzione della luna” di Andrea Camilleri (Sellerio) 4. “Guarire dalla corruzione” di Jorge Mario Bergoglio (Editrice Missionaria Italiana) 5.  “Aprite la mente al vostro cuore” di Jorge Mario Bergoglio (Rizzoli) 6. “Bianca come il latte,rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia (Mondadori) 7. “Educazione siberiana” di Nicolai Lilin (Einaudi). 8. “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini (Longanesi) 9. “ Quattro etti d’amore, grazie” di Chiara Gamberale (Mondadori) 10. “Peppa Pig-Albo Color” di Silvia D’Achille (Giunti) È tutto per questo numero. Alla prossima!


VARIE

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a cura di Antonio Starace > continua dalla prima pagina

Agevolazioni fiscali aveva, infatti, presentato una prima domanda di residenza (nel Comune ove era ubicato l’immobile) entro la scadenza prevista (quindi, 12 mesi esatti dall’atto di acquisto), ma con esito negativo; ne aveva, successivamente, presentata un’altra, questa volta con esito positivo, per cui alla fine, all’ente impositore risultava valida questa seconda domanda e non la prima, con la conseguenza del mancato rispetto dei termini legittimi. Ora: in primo e secondo grado la Commissione Tributaria accoglieva le doglianze della donna; in sede di legittimità, invece, il discorso veniva rovesciato: secondo gli ermellini, infatti, non poteva reggere l’ipotesi

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Slow Fish naselli,triglie, seppie, calamari, polpi e gamberi. Un numero decisamente insufficiente a fronte di una domanda che, solo in Italia, vale 1,8 milioni di euro. Nell’Atlantico il 62 per cento degli stock sono sovrastrutturati, nel Mediterraneo si arriva all’82 per cento. La pressione sull’ecosistema marino è insostenibile. I prezzi, spesso esorbitanti, indicano che siamo entrati in riserva. La materia scarseggia. Se la domanda cresce e l’offerta cala, come uscirne? Un approccio vincente passa attraverso un cambiamento delle nostre abitudini alimentari. Dobbiamo puntare sul cosiddetto pesce minore che è tale solo come costo, ma non è affatto minore dal punto di vista del sapore. Aguglie, pagelli, lampughe, palamite e molte altre specie buone e sostenibili. Altra carta vincente, soprattutto per salvaguardare la nostra salute e quella del mare, è quella di rivolgersi a quei pesci a km 0. Fare affidamento sulla catena breve. I problemi nascono, infatti, quando il percorso del pesce si allunga troppo. Ed è proprio qui che si annidano le contraffazioni. Pesci sotto taglia e dunque catturati prima dell’età della riproduzione; pesci trattati con l’anilina e l’ammoniaca per rendere lucenti le branchie, con il cafados o l’acqua ossigenata per mascherare l’effetto dell’invecchiamento, con l’acido borico per prolungare la vivacità dei toni rossi delle carni. Altra questione dirimente è come riconoscere se il pesce è fresco. Tra gli elementi da considerare, l’aspetto è determinante: odore tenue e salmastro, occhio in rilievo e brillante, addome turgido e integro, pelle tesa, elastica e umida e branchie rosse. Poi c’è il ciclo di vita del pesce: se è breve vuol dire che si riproduce più velocemente e accumula meno metalli pesanti e altre sostanze indesiderate. Infine, così come per i prodotti ortofruttiferi, anche per il pesce esiste un calendario della natura che andrebbe rispettato. Novità dell’edizione 2013, gli appuntamenti Fish’n’Chef, per sedere alla tavola di alcuni tra i più grandi nomi della ristorazione italiana e internazionale.

del “disguido” da addebitare alla struttura del Comune, né poteva essere utilizzato il richiamo alla stipula dei contratti di energia elettrica, gas e tassa sui rifiuti. Tutti questi elementi – precisano, infatti, i giudici in merito – sarebbero necessari «anche per i non residenti e, quindi, non dimostrano affatto l’effettivo trasferimento della residenza, neanche nel senso di fissazione della propria dimora abituale nell’immobile acquistato». Hanno, quindi, cassato la sentenza impugnata. La donna dovrà versare alle casse quanto richiesto.

Adelaide Caravaglios

Giuseppe Orso > continua dalla prima pagina

del panorama nazionale. Un’edizione di svolta, che coinvolge sotto un’unica denominazione diverse sezioni locali che prima operavano separatamente. Orgoglioso di questo traguardo il presidente dell’Associazione TIJ Emilio Galante: “Quest’anno TrentinoInJazz è diventata una vera rete, comprendendo quattro festival storici (Sonata Islands, NonSole Jazz, Valsugana Jazz Tour e Lagarina Jazz) oltre a una serie di concerti in Val di Fassa e Valli Giudicarie. Il TrentinoInJazz corre così per tutto il Trentino da luglio a dicembre”. 52 giornate di musica, 25 comuni coinvolti, un centinaio di musicisti italiani e stranieri, una visione sempre meno “istituzionale” del jazz contemporaneo: tutto ciò rende TIJ 2013 uno degli appuntamenti più attesi dell’estate e dell’autunno 2013. Anche quest’anno cartellone gratuito, con sporadiche serate a biglietto dal prezzo “simbolico”. Ancora Galante:” L’amministrazione pubblica trentina è una delle poche a livello nazionale che non ha dimenticato la Cultura. Ciò dipende in parte dal fatto che l’offerta culturale deve essere alta in una regione con una forte propensione per il Turismo”. Si debutta in Valsugana: entra a pieno titolo nel TIJ 2013 il Valsugana Jazz Tour, tuttora tra i più apprezzati per lo spazio riservato agli emergenti (programma Jazz Happening) e alle proposte per i palati fini (Jazz Around Midnight). Venerdì 5 luglio Omit Five Quintet – Mattia Dalla

TrentinoInJazz

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Pozza (S. Cristoforo Al Lago – Pergine Valsugana); martedì 9 Adovabadan Jazz Band (Pergine Valsugana); mercoledì 10 Sextet Quartet Dixieland Band (Alberè di Tenna); venerdì 12 American Songbook con Carlo Bagnoli e Paolo Tomelleri (Grigno Valsugana); sabato 13 FaRe Jazz Big Band, special guest Davide Ghidoni – Dir. Stefano Colpi (Alberè di Tenna); martedì 16 Trio Immaginario (Calceranica al Lago); mercoledì 10 luglio Dario Defrancesco & Matteo Rossetto (Moena); mercoledì 17 Sonata Islands: Dall’Adige al Mississippi (Pinzolo); venerdì 19 Sonata Islands Kommandoh: omaggio ai Magma (Tione di Trento); mercoledì 24 Helga Plankensteiner: Revenge (Moena); mercoledì 21 Patrizia Laquidara (Moena); mercoledì 28 Cristina Ranzetti (Moena). Di taglio più eccentrico la sezione delle Valli del Noce, con appuntamenti rock e jazz e alcuni eventi speciali dedicati alla figura di Frank Zappa, di cui si celebra il ventennale della scomparsa. Giovedì 18 luglio TST Jazz Ensemble: Sulla Vetta (Coredo): venerdì 19 Jazz Print (Malè); sabato 20 Mark Harris: 50th Tour – piano solo (San Romedio); domenica 21 EZ Quartet (Tovel); lunedì 22 Andrea Dulbecco & Double Mallets (Cles); martedì 23 Sacri Cuori – special guest Marc Ribot (Malè); mercoledì 24 P-Funking Band (Sanzeno); giovedì 25 Mirko Pedrotti Quintet (Denno); venerdì 26 Progetto coreografico Giovani Cles & Jelly Rolls Band: tribute to Frank Zappa (Cles); sabato 27 Convegno su Frank Zappa (Cles)

+ Inventionis Mater, Zappa: Does Humor Belongs in Classical Music? & Trio Galacticus (Pavillo); domenica 28 seminario Chitarre Deliranti & Pamsti’ddn Kings (Cles); lunedì 29, 69 Strings – 12 Guitars (Mezzolombardo); martedì 30 Fazzini-Fedrigo XY Quartet (Taio); mercoledì 31 Fabrizio Gaudino Quartet (Malé); venerdì 2 agosto Concerto Accademia Celestino Eccher (Smarano). Presente all’appello anche il Lagarina Jazz, come sempre con grandi protagonisti del jazz internazionale e giovani talenti. Tra i primi va annoverato Claudio Fasoli, in concerto giovedì 8 agosto a Villa Lagarina; venerdì 9 Standhard Trio & Silvia Donati (Villa Lagarina); lunedì 12 Mirko Pedrotti Group (Villa Lagarina); martedì 13 Gabriele Mirabassi e Peo Alfonsi (Isera); venerdì 16 Mauro Beggio Lifetime: omaggio a Tony Williams (Ala); domenica 18 Riccardo Tesi Banditaliana (Mori). Martedì 13 in Val di Fiemme un altro gigante del nostro jazz: Franco D’Andrea in duo con Aldo Mella (ziano di Fiemme). La fase finale si svolge in autunno a Trento, con la sezione dedicata alla connessione tra jazz, rock e musica colta.

L’artista ha esposto al Palazzo delle Arti di Napoli

U

persino il giusto verso del supporto. L’opera della serie che dà il titolo alla mostra, pertanto, potrebbe essere posizionata anche in altro modo, ossia in orizzontale o addirittura capovolta, senza alterare sostanzialmente la fruibilità della stessa che, da qualunque parte la si osservi, riesce sempre a creare quell’effetto di disorientamento derivante dalla mancanza di punti di riferimento precisi. I dipinti raffigurano lo smarrimento dell’uomo contemporaneo nella difficoltà di dipanare quell’intrico di materia e di idee che caratterizza la

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culturale, soffermandosi sulla recente pubblicazione socioumoristica impegnata nella difesa della napoletanità. Valido è stato il contributo della presentatrice Mariella Di Vicino che ha introdotto il cantautore Antonio Corbara e Luca Nasti, il tenore Lino Cavallaro, il soprano Nora Paladino la quale ha dedicato una canzone a Bianca Sola, di recente deceduta, e a Salvatore Tolino “ ‘E suldatesse ‘e Napule”. In finale si sono esibiti il tenore Enzo

Costantino e il poeta Franco Scollo che ha cantato deliziosamente. All’atto della consegna dei premi e dei diplomi di partecipazione, alla presenza del Presidente di “Qualità del vivere” Vincenzo D’Onofrio, del Vicepresidente Giulio Amato e del giurato giornalista Alberto Del Grosso che ha ricordato la sua amicizia col Presidente degli Stati Uniti John Kennedy e che ha elogiato il soprano Lina Lammarino presente in sala, il qualificato pubblico

convenuto ha applaudito calorosamente i vincitori così qualificatisi: Categoria Racconti: Primo posto Stella Amato; Secondo posto Silvia Taiani; Terzo posto Alberto Vitolo. Categoria Poesie: Primo posto Nina Esposito, Secondo posto Federico De Marco; Terzo posto

Annamaria Sarlo

Il giorno più bello di Fabiana e Gianluca

Mattia Di Passio

“Confusionismo”, la mostra concetto di Michele Marciello

no sguardo frontale sui tempi moderni con la loro babele di ruoli, di funzioni, di generi, di forme, dove il disordine regna sovrano dettando pensieri ed azioni che sfuggono ormai ad ogni logica plausibile: è il senso di “Confusionismo”, la mostra personale di Michele Marciello svoltasi di recente al Palazzo delle Arti di Napoli. Fedele al suo stile sarcastico, l’artista riproduce uno degli aspetti più inquietanti della nostra realtà scardinando il convenzionale rapporto tra il luogo e l’oggetto, in un’associazione impropria di elementi sull’intero spazio di raffigurazione, finendo per annullare

I nostri percorsi

civiltà odierna, generando ansia e incertezza sul suo stesso percorso da compiere. In mostra anche alcune opere realizzate per l’ “Esasperatimo”, il Movimento Culturale fondato a Napoli nel 2000 dal Prof. Adolfo Giuliani, già presentate in occasione della “Terza Triennale Internazionale” del 2011 a Castel dell’Ovo. Esse rappresentano il punto 2.1 del Manifesto, ossia il “Vivere quotidiano”.

Domenico Raio

S

arebbe da citare qualche film per comparare la magnifica storia d’amore della coppia TortoraGelosi, ormai quasi decennale la loro conoscenza con picchi di gioia sempre più alti. Dichiarano amore per tutta la vita il giorno 12 Giugno alle ore 12:00 presso la Chiesa “ Nostra Signora di Lourdes” in Calata Capodichino, lì dove sfoggia il loro amore di ragazzini e si è fortificato fino ad esplodere con un forte “si” il giorno del proprio matrimonio. Gianluca Gelosi, 26enne operaio presso l’azienda “Alenia” e Fabiana Tortora 23enne Commessa presso un negozio d’abbigliamento in Casoria, proprio nei dintorni hanno deciso di trascorrere i prossimi giorni della loro vita. Dopo la cerimonia gli sposi e gli amici si sono trasferiti a Cellole(Ce) nella bellissima location “Mama –casa di campagna” dove gli chef hanno preparato una raffinata cena con il meglio delle tradizioni e delle produzioni italiane dal Veneto alla Campania, mentre la splendida band jazzista hanno allietato gli ospiti con una musica dal repertorio internazionale. In più i simpaticissimi posteggiatori napoletani di cui hanno accompagnato gli ospiti nel trascorrere della serata. Una squisita torta ed un vasto buffet di dolci, hanno chiuso la serata indimenticabile al chiaro di luna con l’augurio di una eterna felicità per Fabiana e Gianluca.

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SPORT

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a cura di Francesco Paolo Patalano

Estate sperimentale per il calcio azzurro

La Boys Marano ricordata in In poche settimane la nazionale di Prandelli disputerà la una mostra Confederations Cup mentre l’Under 21 fotografica parteciperà all’europeo di categoria Campione del Mondo in carica. Per Prandelli sarà l’occasione di testare in un torneo vero e competitivo, seppure di minor durata, interesse e prestigio, la sua giovane Italia, guidata dai talenti in erba di Verratti, El Sharawy e Balotelli, e sperimentare ulteriori soluzioni. Se l’Italia sperimentale di Prandelli, ricca di giovani apparizioni già nel corso dell’anno, avrà modo di prendere corpo e forma nella seconda metà di giugno, qualche giovane talento azzurro sarà impegnato a mettersi in mostra sempre con la maglia della Nazionale, ma questa volta Under 21, dall’altra parte del mondo, in Israele, per il Campionato Europeo di categoria dal 5 al 18 giugno. Agli ordini di Devis Mangia si esibiranno,

tentando di portare a casa il titolo, i giovani talenti di Immobile, Insigne, Gabbiadini, Saponara e Florenzi. Tutti impegnati a dare il massimo, a cercare di formare gruppo e intesa, e soprattutto di fare bella figura cercando di portare a casa i rispettivi trofei, missioni non impossibili, e di dimostrare a Prandelli e alla critica di essere pronti per la grande sfida dell’estate 2014, quando molti saranno chiamati a tentare l’impresa nella competizione dei sogni per tutti i calciatori, la Coppa del Mondo. La Nazionale maggiore debutterà nel tempio del calcio, lo stadio Maracanà di Rio de Janerio, il 16 giugno contro il Messico e affronterà l’avversario più ostico di tutti, il Brasile padrone di casa, il 22 giugno all’Arena Fonte Nova

Il calcio tra storia e passione in una raccolta d’immagini presentata in Piazza dello Spirito Santo

nell’ultima partita del girone, non prima di aver affrontato il 19 all’Arena Pernambuco il Giappone. I ragazzi di Mangia debutteranno subito in una sfida difficile contro l’Inghilterra il 5 giugno al Bloomfield Stadium di Tel Aviv, dove disputeranno anche le altre due sfide del girone con Israele il giorno 8 e Norvegia il giorno 11. Entrambe le competizioni partono dunque con la formula del girone all’italiana di sola andata, le prime due di ogni girone si qualificano alla fase ad eliminazione diretta che partirà con le semifinali incrociate tra le prime due qualificate di ogni girone.

Diego Spezzacatena

S La Nazionale italiana di calcio

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n poche settimane la nazionale di Prandelli disputerà la Confederations Cup mentre l’Under 21 parteciperà all’europeo di categoria. Il calcio mondiale ed italiano non si fermano con la conclusione dei vari campionati nazionali e di quelli continentali come la Champions, ma proseguono in un’estate ricca di appuntamenti per gli appassionati e gli addetti ai lavori. Impegnati alacremente saranno in particolar modo il commissario tecnico della Nazionale maggiore Cesare Prandelli ed il suo pari grado dell’Under 21 Devis Mangia. Il calcio azzurro sarà, infatti, coinvolto per tutto il mese di giugno in due importantissimi eventi, non tanto dal punto di vista sportivo e mediatico ma

in particolar modo dal punto di vista programmatico verso il Campionato del Mondo del 2014, ovvero la Confederations Cup 2013 e il Campionato Europeo categoria Under 21 2013. La Nazionale maggiore guidata da Prandelli sarà di scena in Brasile dal 15 al 30 giugno in un torneo che si può considerare di preparazione e di utilità, soprattutto per la FIFA, al fine di testare le prestazioni di tutti i servizi che il paese ospitante la prossima Coppa del Mondo è in grado di offrire un anno prima dell’evento, mentre per le nazionali da sempre è vista un po’ come una scocciatura un po’ come un impegno utile a preparare la squadra per il mondiale. Le contendenti al titolo, detenuto dal

Brasile, saranno le vincitrici di tutti i campionati continentali per nazioni: l’Uruguay per il Sudamerica, il Messico per il l’America centrale e settentrionale, il Giappone per il campionato asiatico, Tahiti per l’Oceania e la Nigeria per la Federazione africana. Oltre alle suddette vi prenderanno parte la Spagna in qualità di Campione del Mondo, il Brasile quale paese ospitante e infine proprio l’Italia che ha ottenuto il pass in quanto vice campione d’Europa, ma essendo arrivata seconda alle spalle della già qualificata Spagna ha ottenuto l’accredito in qualità di rappresentante dell’Europa. L’Italia è alla sua seconda partecipazione dopo la prima di quattro anni fa in Sud Africa, alla quale prese parte in qualità di squadra

L’ under 21

La ginnastica per anziani Il lavoro muscolare dovrà essere effettuato con movimenti naturali come il correre, il saltare e il lanciare

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opo i 55 – 60 anni inizia il processo involutivo di forza e resistenza dell’apparato muscolare. Infatti, dopo tale età, si ha una lenta e graduale perdita della massa muscolare, si ha un aumento della componente grassa del muscolo stesso ed una minore capacità di recupero. Allenandosi si rallenta questo processo degenerativo, si migliora il tono, la forza e la massa muscolare riducendo in tal modo il grasso. La ginnastica dell’anziano deve comunque rispettare delle regole ben precise. Sono da evitare movimenti bruschi e violenti e l’intensità non dovrebbe mai superare il 70% della massima potenza aerobica, il lavoro muscolare

dovrà essere effettuato con movimenti naturali come il correre, il saltare e il lanciare. Pertanto si deve mirare a migliorare l’efficienza circolo-respiratoria, a recuperare tono e forza muscolare e migliorare la mobilità articolare. Il lavoro di base deve essere svolto in palestra e deve prevedere esercizi di stretching, il correre in scioltezza con oscillazione degli arti superiori. Inoltre è importante far eseguire ginnastica respiratoria, esercizi di rilassamento ed esercizi con piccoli attrezzi. È importante la continuità e la regolarità, poiché poche settimane di inattività fanno perdere i benefici ottenuti. In ogni caso, prima di

iniziare una regolare attività fisica è consigliabile sottoporsi a un check-up medico per verificare se esistono situazioni patologiche non manifeste che in seguito possono degenerare. Comunque non può fare sport chi: è affetto da infezioni acute, ha gravi insufficienze acute, renali o epatiche, ha ipertensione non controllata, ha avuto di recente un infarto, è affetto da malattie con grave insufficienza respiratoria, malattie cardiache o coronariche scompensate.

Francesco Paolo Patalano Personal Trainer

Maria Balsamo

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Calcio: una disciplina per ricercatori L’applicazione di studi specifici consentirebbe risparmio di energie finanziarie e psico-fisiche

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he, al contrario, può essere provata! Ripeto, per i più distratti: può essere provata! Matematicamente provata! Sin dal 1971, dopo aver provato in tantissimi modi di far giungere la mia voce agli interessati, nel 1998, decisi di completare l’unico mio libro che, nello stesso anno, inviai a tutte le squadre di serie “A” e anche ad alcune di serie “B” oltre che alla FIGC e tante personalità del Calcio. Il titolo del libro è: “Il Calcio, come cambierà! Studi ed auspici”. E l’auspicio era la speranza di veder cambiare

i è conclusa la mostra fotografica “C’era una volta il calcio a Marano”, dedicata agli oltre quaranta anni di calcio della squadra Boys Marano. La mostra è stata allestita in piazza dello Spirito Santo, dove aveva sede appunto la società calcistica. La mostra è stata coordinata da Giuseppe Veccia e dalla Pro Loco. In sala sono state esposte decine di foto, tutte attaccate al muro con dolce cura (affinché non si rovinassero) e trofei vinti dalla squadra. I colori sociali della Boys Marano (Unione sportiva dal ‘71e diventata Associazione sportiva nel ’93) erano bianco e rosso, una squadra molto amata dalla città che purtroppo oggi non disputa più un campionato, lasciando il grande campo sportivo della città a disposizione solo della squadra giovanile. La Boys Marano ha una lunga carriera alle spalle, fiorita negli anni ’70. Una storia nata quando i giovani calciatori venivano portati con il pulmino a disputare i primissimi tornei, come il “Torneo Amicizia” insieme alla città di Pozzuoli. Questi i ricordi di un assiduo tifoso delle squadra: “Dalla metà degli anni ’70 fino alla metà degli anni ’80 ho seguito, insieme ad un gruppo di amici, la Boys Marano, squadra tanto amata dai cittadini. Era un calcio spettacolare, che trascinava l’entusiasmo dei tifosi. Seguivo la squadra in casa e fuori, quasi sempre si giocava la domenica mattina alle ore 10:30. Un ricordo per me indelebile fu quando vincemmo la finale di Coppa Monfregola battendo per 1 a 0 l’Ariano Irpino. Grazie a Giuseppe Veccia abbiamo rivissuto quegli anni di calcio sano insieme a ricordi indelebili.” Negli anni ’70 la squadra disputò anche una partita amichevole con la primavera del Napoli allenata a quei tempi da Mario Corso. Il sig. Veccia insieme alla sua famiglia ha adottato a distanza la scuola Sant’Anna in Etiopia, dove i ragazzi imparano a giocare a calcio indossando le magliette biancorosse, appunto. La famiglia Veccia si occupa di serigrafia e lo studio dove lavora si trova proprio di fronte alla sala della mostra. Tutte le foto esposte sono state conservate con estrema cura dal sig. Veccia, per anni singolarmente in buste. Questa è la domanda che mi pone Giuseppe Veccia al termine dell’intervista: “A Marano c’è il campo di calcio, ma non c’è più una squadra comunale, qual è il problema? I soldi?”. La Boys Marano ha segnato per anni gli animi entusiasti dei giovani e degli spettatori della squadra, “Il calcio è solo un divertimento”, ricorda un’insegna presente nella mostra. Si parla di sogni quindi, sogni di ragazzi che coltivavano un passione che accomuna. Il motto che era presente su quelle magliette tanto amate era, infatti, una frase dello scrittore Ezra Pound.

le cose che, invece, non sono mai cambiate, nonostante che tutte le cose scritte nel libro si siano verificate e continuano a verificarsi! Ma cambieranno, e si arriverà ad una svolta storica per tutto il pianeta Calcio solo quando un Presidente, abbandonando vecchi usi tutti poggianti sul Dio danaro, riuscirà a capire che è fuori da ogni logica spendere sempre di più senza alcuna garanzia, ignorando quelle certezze che solo la ricerca può fornire ed ha fornito all’umanità! In tutti i campi! Tranne che nel Calcio! Infatti, nel calcio, siamo

ancora all’epoca ancestrale della solita ricerca del super allenatore (addirittura confuso per scienziato) e alla sempre più affannosa caccia ai fuoriclasse (oggi da pagare e tenere anche fra le riserve delle riserve)! Con ciò non voglio affermare che gli allenatori non sono all’altezza o che non servono oppure che un ricercatore possa o debba prendere il posto di un allenatore! Ad ognuno il proprio mestiere.

Carlo Perna

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ULTIMISSIME

a cura di

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Antonio Caccese

Nuovo disco per David Bowie, “hero forever” Dopo dieci anni torna sul panorama musicale con “The Next Day”

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opo il lungo silenzio torna David Bowie in un disco capolavoro. Lo pubblica a distanza di dieci anni e lo intitola The Next Day. E intanto al Victoria & Albert Museum di Londra è stata inaugurata la mostra “David Bowie is”. L’artista più trasformista e surreale della musica internazionale, ci stupisce ancora e dice: “Sono ritornato al punto di partenza. Il vero Bowie è quello che vedete oggi”. La sua è stata una continua evoluzione, sempre avanti rispetto ai tempi, di genere in genere, di look in look. La bisessualità sbandierata ai tempi del primo matrimonio, la cocaina che, alla metà degli anni Settanta, lo infilò in un oscuro tunnel di paranoia. Non mancano nel nuovo album i riferimenti a quel tunnel e all’amore come salvezza: ”Ma non è il matrimonio con Iman che mi

ha salvato. Al contrario, ho potuto sposare Iman perché mi ero salvato prima, da solo”. Era l’ottobre del 2003 e David Bowie stava per portare in tour il suo album Reality. Tour che fu troncato nel giugno successivo da un problema alle coronarie, seguito da un intervento e da rarissime apparizioni. Dopo dieci anni di buio l’artista ha deciso di tornare con The next day appunto, insieme ad una sua retrospettiva in un museo e ad un ostinato silenzio stampa. Di questo lungo tunnel Bowie dice: “Ho volato da un pianeta all’altro cercando la realtà. Preferivo usare le droghe veloci, quelle che mi aiutavano a lavorare ad oltranza. Ora sono tornato al punto di partenza. Come

se avessi lasciato cadere l’armatura, i travestimenti che usavo per proteggermi quando mi sentivo disperatamente solo. Le canzoni che scrivo adesso sono all’altezza di quelle dei primi anni. Ho riportato in tour Starman, Changes e Heroes, i classici che avevo giurato di non voler più cantare”. Il disco, infatti, presenta una copertina che ricorda quella di Heroes ed è accompagnato da un video stellare con l’attrice Tilda Swinton. La rivista inglese New Musical Express ha scritto che al nuovo disco di Bowie non bisogna “concedere un credito a priori, ma ascoltarlo e goderselo imparzialmente”. Il cantante, infatti, ha una voce con una sua nasalità indimenticabile, capace di trasformarsi da cavernosa a calda nel giro di un respiro, e il singolo tratto

David Bowie

dall’album è una ballata di una dolcezza malinconica, con molte riflessioni sul tempo che passa. Anche perché lo stesso Bowie ha dichiarato in passato: “Ho avuto alcune crisi di mezza età. La maggior parte delle quali quando avevo vent’anni”. Di strada ne ha fatta tanta il “Duca Bianco” che ha rivoluzionato il mondo della musica e ancora oggi la moda continua a rielaborare i suoi look più stravaganti perché, sotto sotto, (quasi) tutti almeno una volta abbiamo sognato di essere lui. Il segreto della felicità per l’artista è racchiuso in una dichiarazione estrapolata da un’intervista del 2007 in cui diceva:” Possiamo essere eroi per sempre. Accade quando la smettiamo di scegliere l’infelicità”.

Maria Balsamo

Giornata internazionale contro l’omofobia L

’omofobia è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, basata sul pregiudizio. L’Unione Europea la considera analoga al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo e al sessismo. Nonostante una continua e graduale apertura della società e di alcuni segmenti politici all’inclusione delle persone omosessuali, la giornata internazionale di lotta all’omofobia ed alla transfobia, che si celebra in tutto il mondo il 17 maggio, si configura come un momento rilevante di riflessione e di arricchimento umano ed intellettuale al fine di contrastare qualsiasi odioso comportamento discriminatorio perpetrato ai danni della comunità LGBT. Arcigay Napoli, con il supporto dell’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Napoli ed in collaborazione con il Coordinamento Campania Pride, per la ricorrenza del 17 maggio 2013, ha inteso organizzare una giornata dedita

alle iniziative culturali ed alle attività sportive, con la convinzione che cultura e sport siano strumenti complementari e sinergici nell’eliminazione di qualsiasi comportamento preconcetto di insofferenza ed ostilità verso le persone omosessuali e transessuali. Calendario eventi 17 maggio, presso l’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino, avrà luogo la seguente programmazione: ore 10.30 Il Comitato Arcigay Antinoo di Napoli presenta del libro “Teatro” di Fortunato Calvino . Letture di Gino Curcione, Pietro Juliano. Coordina Claudio Finelli ore 11.30 Roberto Azzurro in “De Profundis” di Oscar Wilde. ore 12.00 Il Comitato Arcigay Antinoo di Napoli presenta il libro “Comunità omosessuali. Le scienze sociali sulla popolazione LGBT” di Fabio Corbisiero. Interverrà l’ On. Franco Grillini, Presidente onorario Arcigay. Coordina Gianmarco Cesario. Durante la mattinata sarà presentato il progetto ‘RacConta’ - documentazione di crimini e di altri atti motivati da odio contro le persone LGBTI. Ore

16:30 Antisala dei Baroni del Maschio Angioino, l’Associazione i Ken ONLUS presenta il libro “ diario di una vecchia checca” di e con Nino Spirlì, con la presenza del Presidente del Consiglio provinciale di Reggio Calabria. Ore 18.30 allo Stadio Collana di Napoli la squadra gay di calcio a 5 dei Pochos Napoli (Arcigay Napoli) sfiderà in un torneo esibizione la squadra di calcio a 5 del Comune di Napoli. La partecipazione a tutti gli eventi è libera e gratuita. Tutte le iniziative sono supportate dal Coordinamento Campania Pride, verso il 29 giugno data del prossimo Pride regionale a Napoli (Napoli Campania Pride 2013). Infine è prevista nella città di Napoli una campagna di comunicazione attraverso dei manifesti (Alcune persone sono gay/lesbice/trans - Fattene una ragione) voluta da Arcigay su tutto il territorio nazionale, per sensibilizzare e contrastare l’omo/transfobia.

Mattia Di Passio

Operazione aiuole pulite Dopo l’ospedale S. Paolo, i volontari dell’Associazione “Salute & Ambiente” sono intervenuti in Piazzale Tecchio

D

opo l’accurata pulizia di ogni angolo esterno dell’ospedale S. Paolo, comprensiva di un faticoso taglio d’erba e potatura nelle aiuole (ricettacolo di bottiglie intere e frantumate, lattine, cartacce sporche e quant’altro sia possibile immaginare), Angelo Ambrosino, presidente dell’Associazione “Salute & Ambiente” passa ad organizzare la pulizia dei giardinetti antistanti la Cumana di P.zzale Tecchio. Sacchi enormi di spazzatura giacciono affiancati ai bordi dei giardinetti. Traboccano di rifiuti di ogni genere raccolti nelle aiuole abbandonate ad ogni tipo di cura, tra erbacce alte e incolte. L’Asia, convocata per la raccolta dei rifiuti, è stata solerte al ritiro e si è anche attivata per accordi futuri. I volontari, corredati di casacche in plastica color verde con il logo sul retro dell’Associazione “Salute & Ambiente” e guantoni, si sono dati da fare e, in poche ore, tutto il piazzale e i suoi giardinetti sono stati liberati dalla “monnezza”.

Hanno presenziato ragazze dell’Istituto Vittorio Emanuele, soci e figli di soci di “Salute & Ambiente”, la Preside dell’Istituto Silio Italico, prof.ssa Maria Minopoli, alcuni genitori e relativi figli. I ragazzi si sono dichiarati soddisfatti ed entusiasti di aver potuto fare qualcosa per Napoli, ma al tempo stesso si sentono scoraggiati per l’indifferenza delle Istituzioni. L’incontro era stato programmato tempo addietro nella presidenza dell’Istituto Silio Italico, presenti la preside, qualche docente dell’Istituto stesso, Angelo Ambrosino e alcuni soci. La succitata Preside si è subito mostrata sensibile alla problematica dei rifiuti abbandonati in strada e si è resa disponibile ad una collaborazione fattiva in questa o in altre situazioni che potessero essere alleggerite dal loro contributo. Conseguentemente, ha stilato e firmato un accordo scritto in cui dichiara di voler “sviluppare e consolidare la reciproca collaborazione perseguendo le seguenti

Stadio San Paolo di sfondo finalità: promuovere lo sviluppo della cultura sul territorio, documentare le attività, favorire l’informazione con la predisposizione di sussidi, interagire nelle attività progettuali, attivare percorsi di tutela dell’ambiente e della salute.” Durante l’incontro in Piazzale Tecchio, la stessa Professoressa ha esposto la sua idea, realizzabile tra le associazioni di volontariato, di poter “adottare”, ciascun gruppo, una

piazza, una strada, una zona, facendosene carico, costanti nel tempo, in quanto a ordine e pulizia. Non si risolverebbe certamente il problema di una città enorme e stracolma di problemi ma peggio sarebbe una totale indifferenza. Ci vorrebbero centinaia di Angelo Ambrosino e altrettante associazioni onlus per approdare ad una risoluzione del problema. A questo punto c’è da chiedersi: avrà un seguito tutto questo? Sarà possibile per Angelo Ambrosino e le poche forze al seguito, risvegliare le cosciente di coloro che avrebbero l’obbligo sacrosanto di interessarsi alla pulizia della città? O resterà, questo, soltanto un esempio glorioso di sacrificio? Qualche punto di luce esiste se a collaborare, in maniera costruttiva, si aggregheranno (come sembra possibile) forze maggiori provenienti dall’Istituto “Silio Italico” e, via via, da sempre più numerosi contesti scolastici o di altra origine.

Anna Aita

Il Premio Internazionale “Sebetia-Ter” La cerimonia di consegna all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli

A

nche quest’anno l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli (Na) ospita la cerimonia del Premio internazionale “Sebetia-ter”, che si svolgerà sabato 15 giugno a partire dalle ore 18 (ingresso entro le 17:30). Organizzato dal presidente del Centro studi di arte e cultura Sebetia-ter, Ezio Ghidini Citro, il Premio assegna riconoscimenti a personalità di rilievo nel mondo della cultura, delle scienze, dell’arte, della giurisprudenza, della comunicazione, della ricerca e in altri campi del sapere. Numerosi i premiati nelle diverse sezioni in cui si articola il Premio, che si fregia della Targa

d’Argento del Presidente della Repubblica Italiana: Marco De Paolis, Procuratore militare della Repubblica, per la Magistratura; Stefano Folli per il Giornalismo; Alessandro Barbano, direttore de Il Mattino di Napoli, per la testata giornalistica; Claudio Vitale per la Medicina; Piero Anversa per le Scienze Biomediche; il Ceinge per le Biotecnologie Avanzate; Antonello De Risi per l’Ingegneria; Francesco Tafuri per la Fisica; Paolo Scudieri per l’Imprenditoria; MBDA per la Ricerca; Felix Adado per la Poesia; Pompeo Onesti per la Narrativa; Antonio Onorato per la Musica, Enzo De Caro per il Teatro; Isabella Insolvibile per la Ricerca

Periodico di attualita’, informazione, cultura, cronaca, politica e sport ANNO XIX NUMERO 5-6-7 M AG G I O / G I U G N O / L U G L I O Autorizzazione Trib.Napoli n. 4740 del 19/03/1996 Direttore responsabile Italo Sgherzi Condirettore Ferdinando D’amore Vicedirettore Adelaide Caravaglios Caporedattore centrale Domenico Raio Caporedattore (per i supplmenti ed i servizi speciali) Francesco Cecere Vicecaporedattore Eleonora Belfiore Segretaria di redazione Giulia Sgherzi Pubbliche relazioni Emilio Cirillo, Maurizio Rossi Martina Di Giorgio, Ciro De Tommaso, Luigi Guarino, Alberto La Greca, Teresa Nastri, Rita Ragni, Mattia Di Passio, Luigi Pignatelli, Vito Di Maro, Pino Celli, Mauro Pusceddu, Maria Albrizzio. Officer telematico Enrico Sgherzi Marco Frallicciardi Direzione - Redazione Via Camillo Guerra, 42 - 80131 - Napoli Tel. 081.5875216 - Fax 0815875276 e-mail: cosmoggi@yahoo.it Redazione di Roma Via Lorenzo il Magnifico, 8 tel.329.0726942

Storico-militare. Tra i premiati per meriti militari, Amm-di Sq. Luigi Mario Binelli Mantelli, Capo di Stato Maggiore Difesa; e il Gen.B. Alfonso Barbato, Coordinatore Ispettorato Infrastrutture dell’Esercito. Si assegnano anche riconoscimenti alle migliori tesi universitarie e una particolare attenzione è dedicata ai migliori allievi ufficiali delle Accademie e delle Scuole militari (l’elenco di tutti i Premiati è di seguito). Nel corso della serata sarà distribuito il volume dedicato al Sebetia-ter.

Ivana Porcini

Redazione di Milano Via Longanesi, 26 e-mail: rosaria.lagreca@libero.it Redazione di Salerno e-mail: stanzioneserena@yahoo.it Progettista Grafico Marco Vinciguerra e-mail: m.vincix@gmail.com Stampa Rotostampa Lioni (AV) Tel. 0827.607019 Tiratura: 30.000 copie La collaborazione è libera a tutti e completamente gratuita, compresa quelladella Direzione e Redazione. Le foto e i manoscritti non si restituiscono. I lavori pubblicati riflettono il pensiero dei singoli autori i quali assumono la responsabilità di fronte alla legge. Attività editoriale di natura non commerciale nei sensi previsti dall’art. 4 del DPR 26/10/!972 n. 633 e successive modifiche. Tutti gli avvisi pubblicati ospitati sono un omaggio della Direzione a Ditte ed Enti che offrono un contributo benemerito per il sostentamento del periodico. Per eventuali controversie è competente il Foro di Napoli. Il pubblico non si riceve il giovedì.


ANNO XIX XVIII NUMERO 5-6-7 MAGGIO/GIUGNO/LUGLIO 2013 ANNO MARZO 2012

DISTRIBUZIONE G R AT U I TA / C O P I A OMAGGIO OM AG G IO DISTRIBUZIONE GRATUITA/COPIA

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T

re giornate all’insegna dell’arte a Salerno nella Sala Espositiva della Galleria dell’ Accademia Internazionale D’Arte, Cultura & Società “Alfonso Grassi”. Evento promosso per la Cerimonia del 27° Anniversario “Anno Accademico” 2013: Inaugurazione XII Mostra Collettiva. Le opere bellissime esposte sono state eseguite dai Soci Accademici: Rocco (Don) ALiberto, Maria AIcella, Raffaele Cardillo, Concetta Carleo, Federica Cavaliero, Anna Cardella, Sergio Cioffi, Mimma De Luca, Giorgio della Monica, Anna De Rosa, Daniela Dumbrava, Nunzia Florio, Giuseppe Giannattasio, Camilla Grassi, Raffaele Graziano, Gian Luca Lancellotti, Niny Lo Vito, Francesco Rinaldo, Elena Savobbina, Regina Senatore, Anna Sessa, Carmela Siani, Teresa Sica, Vincenzo Picciuolo, Vincenzo Principe. Tutti si sono espressi secondo la loro tecnica, non solo dipinti ma anche sculture, l’arte è da definire contemporanea ma anche arte figurativa e astratta, i dipinti erano molto colorati e facevano contrasto con il tempo grigio. Tra gli artisti esponeva la prof. Regina Senatore con i suoi dipinti molto originali dove è presente il rame trattato, che porta in avanti il tutto, dando così profondità all’opera. A dare il via alla serata come sempre tutto organizzato e coordinato dall’eccellente padrona di casa, presidentessa Raffaella Grassi con l’aiuto della bravissima e bella figlia Sonia Lancetti. Ad Esporre e con il talento del nonno materno il figlio, Gian Luca Lancetti. Tutto ha inizio sempre con lo scioglimento del nastro, non il solito taglio, anche in questo è rinnovativa la prof. Raffaella Grassi. Si è passati poi all’apertura con degli ospiti redattori, la Preside Modesta Pepe, il Prof. Cosmo Sallustio Salvemini che si sono congratulati con gli Artisti con il benvenuto a questa iniziativa, Dott. Prof. Vincenzo Pagliara che in veste di cantautore e cantate ha allietato la serata con momenti musicali, il tutto coordinato e presentato dalla Presidentessa Prof. Raffaella Grassi, il brindisi per l’apertura della mostra è avvenuto sotto il cielo non tanto stellato. Poi il prosieguo della serata è avvenuto nel salotto delle conferenze. La serata è stata molto interessante, voglio riportare un pensiero

XII Mostra collettiva di Arte contemporanea Esposizione di pittura e scultura alla Galleria dell’ Accademia Internazionale D’Arte, Cultura & Società “Alfonso Grassi”

Prima del taglio tradizionale del Prof. Cosmo Sallustio Salvemini che ha ricordato quanto è stato importante che oltre al cognome del Padre avesse anche quello della mamma, perché da piccolo ha appreso molto dallo zio materno che gli ha insegnato che non bisogna mai mollare non a parole

ma con le opere, ed ha rivolto al figlio di Raffaella Grassi questo suggerimento, visto la figura imponente del nonno Grassi Alfonso. Poi si sono consegnati i diplomi di Nomina Accademica ai diversi Soci. La Preside Modesta Pepe è rimasta molto

Agata Senatore

Il Pastificio Amato a rischio chiusura S

primi di giugno è andata perduta. Desertica era, infatti, la sala riservata ai partecipanti. Il tutto è stato rimandato al mese di settembre con la speranza che si possa giungere ad un accordo bilanciato. A settembre, infatti, i probabili acquirenti dovranno avere sottomano un nuovo bando, che si baserà su ulteriori perizie effettuate nell’ambito della ditta. Un po’ di storia. L’azienda Amato opera nel settore dal 1958 e negli anni ’80 ha raggiunto l’apice dell’affermazione sul mercato, raggiungendo esportazioni in tutto il mondo. Il culmine del progresso tecnologico ed economico si concretizza nel 2010, quando la ditta inaugura la nuova linea produttiva ad alta capacità. Poi il declino. Nel 2009 il pastificio blocca la produzione e manda i dipendenti in cassa integrazione. La dichiarazione di fallimento è avvenuta nel febbraio dello stesso anno. Il pastificio Amato è

Lezioni magistrali, workshop, mostre, attività di alta formazione dedicate agli studenti, ai giovani laureati e ai professionisti al 15 maggio al 30 giugno, i luoghi simbolo della provincia e del comune di Salerno (Complesso di S. Sofia, il Salone dei Marmi, l’Università, la Camera di Commercio, il Marte di Cava dei Tirreni, l’ex Tabacchificio Centola di Pontecagnano e l’Auditorium Oscar Niemeyer di Ravello) ospiteranno una innovativa sinergia tra progettisti, imprenditori, amministratori e associazioni orientata verso lo sviluppo sostenibile. Un programma dai contenuti inediti, espressamente orientato al lavoro e alla formazione che unisce lavoratori della conoscenza e cultura d’avanguardia, aziende di design, prodotti e materiali. Per la prima volta componenti fondamentali della stessa filiera, il mondo della ricerca, del progetto e dell’impresa, si trovano insieme a interagire, dialogare e collaborare negli stessi spazi e sugli stessi temi. Gli Incontri Internazionali, ideati e realizzati dall’Associazione no profit NIB e dal portale newitalianblood.com, grazie al prezioso contributo di numerosi partner istituzionali, includeranno lezioni magistrali, workshop, mostre, installazioni, presentazioni di nuovi concorsi e attività di alta formazione dedicate agli studenti, ai giovani laureati e ai professionisti. Un laboratorio per il lavoro e la trasformazione di qualità del nostro ambiente e delle nostre città che si origina dalle idee e dai progetti di urbanisti, architetti, ingegneri, paesaggisti e designer (nella prima edizione saranno

ospiti, tra gli altri: Odile Decq, Joao Nunes, Mario Cucinella, Nicola di Battista, 5+1 AA, Ufo, Alvisi Kirimoto, Labics, De8, Piero Castiglioni, Adolfo Guzzini) che, in sinergia con gli Amministratori e con alcune illuminate realtà imprenditoriali, lanciano la sfida della creatività e dell’eccellenza per il rilancio dell’economia del Mezzogiorno e del Paese. Insieme ai progettisti affermati esporranno in varie mostre nelle diverse sedi oltre 1.000 giovani architetti, paesaggisti e designer salernitani e campani under 40. Nel corso dei 45 giorni si terranno 3 workshop orientati alla sostenibilità: Lighting Design, Riuso dei Buchi Neri, Progettazione Parametrica e Stampa3D. Verranno inoltre svelati e illustrati dai Sindaci 10 nuovi concorsi di progettazione e di idee per un valore complessivo delle opere di oltre 100 milioni di Euro. L’obiettivo degli Incontri Internazionali NIB ARCTEC è di sperimentare, per la prima volta in Italia, a Salerno, una nuova formula di evento culturale diffuso, locale e globale, che consente di superare la costosa gestione, ormai in profonda crisi, sia dei musei che dei festival tradizionali. Si valorizzano i luoghi simbolo delle città e le forze creative/ imprenditoriali e contemporaneamente si promuove il territorio mettendo in rete idee e cittadini, attraverso incontri, confronti e attività di richiamo mediatico e impatto socio-economico.

Serena Stanzione

Le emozioni della poesia Presentato il libro di Cristina Tafuri “in nome di Eros”

I sindacati hanno già annunciato il possibile spacchettamento entro la fine dell’anno i fa sempre più delicata la situazione del pastificio Antonio Amato. La nota ditta del salernitano rischia la chiusura, da mesi, infatti, galleggia in un mare di incertezze economiche. L’azienda è rinomata nel settore per la qualità e tradizione dei prodotti. Pronta ad inglobare gli stabilimenti di Salerno ci sarebbe la ditta di Gragnano che però mantiene ancora top secret il proprio piano organizzativo. Il nodo da sciogliere sarebbe relativo al prezzo proposto dalla Amato, per rilevare la struttura ormai fallimentare. Giuseppe Di Martino, presidente della Dicado Srl ha lasciato intendere che la quota dei 31 milioni, abbassata a 29 era troppo alta rispetto alle reali condizioni di mercato. Allo stesso tempo, i 119 lavoratori ex Amato da riassumere sarebbero diventati un fardello pesante da sostenere. Motivi per cui l’asta fallimentare che si è tenuta ai

Eboli (Salerno)

NIB ARCTEC Incontri Internazionali

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impressionata dalla validità delle opere ed ha ricordato alcuni eventi importanti che si sono tenuti in Accademia Grassi. Il secondo appuntamento si è tenuto Sabato 1 Giugno 2013 con momenti interessanti di arte e musica con il Dott. Prof. Vincenzo Pagliara con ospiti illustri L’Ass. E. Guerra, On. G. Milanese, una serata ben riuscita. La terza serata Domenica 2 Giugno ha visto come ospite la Vicesindaco Eva Avossa. La Sala Espositiva della Galleria “A. Grassi” sarà aperta al pubblico: 7, 14,21 Giugno, ore 18.30 / 21.30. Vale la pena perché è davvero interessante, la nostra speciale donna Lella Grassi, che ha continuato l’opera di suo padre, va un plauso e vi aspetta numerosi.

Via Michele La Torre,1

stato per molti anni lo sponsor ufficiale della squadra della Salernitana e dal 1999 l’azienda è anche sponsor nonché fornitore ufficiale della nazionale italiana di calcio. La ditta di Martino, che ha rilevato il pastificio all’inizio del 2012, continuerà a gestire la produzione fino a settembre, in proroga. Ma i sindacati hanno già annunciato il possibile spacchettamento che avverrà entro la fine dell’anno. Con lo spacchettamento, infatti, la casa subirebbe una dislocazione degli impianti produttivi. La soluzione estrema e pratica potrebbe ridare una speranza a coloro che hanno perso il lavoro. Con la dislocazione le possibilità di riassumere personale diventerebbero realistiche e realizzabili.

A

ll’Accademia Internazionale d’Arte, Cultura e Società “Alfonso Grassi” a Salerno si è tenuta la presentazione di un libro interessante dal titolo “in nome di… Eros” scritto dalla bravissima, Critico d’Arte, Prof.ssa Cristina Tafuri. Come sempre la serata è stata, presentata e coordinata dalla Presidentessa Raffaella Grassi. Il libro è stato ampiamente spiegato con osservazioni storiche, dal Docente di storia dell’Arte, Alfonso Di Muro. A interpretare le poesie Vania De Angelis, intervallate da momenti musicali, a cura del maestro Paolo Monizzi. Riportiamo uno scritto di Pablo Picasso: ”L’arte non è mai casta. Si dovrebbe tenerla lontana da tutti i canditi ignoranti. Non dovrebbe lasciare mai che gente impreparata vi si avvicini. Sì l’arte è pericolosa. Se è casta non è arte.” La poetessa ha detto che è stata invogliata dalla sorella a scrivere questo libro di poesie, direi che ha fatto bene visto che il libro è ricco di emozioni e non è per niente volgare. Anche l’intervento della poetessa Prof.ssa Cristina Tafuri è stato determinante per la comprensione dello scritto. Ci ha anticipato l’argomento del suo prossimo libro, tratterà delle donne della Bibbia, ad esempio Sara. A presto leggerlo, facendo gli auguri alla poetessa. I prossimi appuntamenti all’Accademia sono:

Maria Balsamo

Serena Stanzione

Statua di Eros

Un latte fresco di altissima qualità nutrizionale ed organolettica

Prodotto in allevamenti di Castelpagano (Benevento)

Speciale Salerno


Cosmoggi