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N. 3 MARZO 2012

LA RIVISTA DI MANAGERITALIA EDITORIALE COSTRUIAMO UN NUOVO FUTURO POLIZZE ASSICURATIVE COSA SI PUÒ DETRARRE

CARRIERA - INDAGINE SUI MANAGER

USCIRE DAGLI

SCHEMI MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA DEI DIRIGENTI, QUADRI E PROFESSIONAL DEL TERZIARIO Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - Decreto Legge 353/03 (convertito in Legge 27/2/04, n.46) art.1, comma 1 - DCB/MI - € 2,20 (abbonamento annuo € 16,50)


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Sommario

Editoriale 4 Costruiamo un nuovo futuro

Iniziative Manageritalia 50 Vacanza a tutto tennis 54 Campioni in Val Badia

Copertina 8 Indagine: obiettivo carriera

RUBRICHE

Ambiente 14 I mattoni della sostenibilità sociale

26 Osservatorio legislativo 34 Catturati dalla rete 40 Dal diario di un head hunter

Formazione 20 Olimpiadi: qual è il tuo traguardo?

46 Assicuratese per tutti 49 A tu per tu con…

Fisco 28 Polizze assicurative: cosa si può detrarre

56 Di buon grado 59 Fuori ufficio

Manageritalia Assistenza fiscale 66 50&Più Caaf torna in Associazione Conoscere il contratto 68 La responsabilità civile e penale del dirigente

Cfmt 72 I corsi di marzo e aprile

60 Libri

Azienda 42 Contratto di rete, strumento per la crescita

Associazione Antonio Pastore 65 Al 3,77% netto la rivalutazione del 2011

Fasdac 70 Ticket in forma diretta

58 Lifestyle

Cfmt 36 Pensieri stupendi

InfoMANAGER

61 Lettere 62 …al fin della licenza, io tocco! N. 3 MARZO 2012

LA RIVISTA DI MANAGERITALIA EDITORIALE COSTRUIAMO UN NUOVO FUTURO POLIZZE ASSICURATIVE COSA SI PUÒ DETRARRE

CARRIERA - INDAGINE SUI MANAGER

USCIRE DAGLI MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA DI MANAGERITALIA Federazione nazionale dei dirigenti, quadri e professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato R

FEDERAZIONE NAZIONALE DEI DIRIGENTI, QUADRI E PROFESSIONAL DEL COMMERCIO, TRASPORTI, TURISMO, SERVIZI, TERZIARIO AVANZATO

Fondo assistenza sanitaria dirigenti aziende commerciali

Fondo di previdenza Mario Negri

CFMT Centro di formazione management del terziario

Associazione Antonio Pastore

SCHEMI MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA DEI DIRIGENTI, QUADRI E PROFESSIONAL DEL TERZIARIO Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - Decreto Legge 353/03 (convertito in Legge 27/2/04, n.46) art.1, comma 1 - DCB/MI - € 2,20 (abbonamento annuo € 16,50)

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Editoriale a cura del presidente Manageritalia

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COSTRUIAMO U Un’opportunità storic

M

ario Monti, con il governo da lui presieduto, è riuscito in pochi mesi a far crescere la credibilità dell’Italia in Europa, grazie alla sua reputazione e

autorevolezza come economista e alla sua esperienza come commissario europeo e soprattutto grazie all’avvio di riforme strutturali con cui ridare un senso a parole come meritocrazia e concorrenza. Queste riforme, tuttavia, almeno in una prima fase hanno dovuto tenere conto del momento di massima emergenza dei conti pubblici, finendo quindi per colpire chi molto ha già dato e per produrre iniquità e storture anche per la nostra categoria e per i nostri pensionati. L’Italia torna finalmente ad avere voce in capitolo sulle scelte fondamentali che l’Unione europea deve compiere se vuole essere all’altezza della sfida per superare l’attuale crisi dell’unione monetaria. La recente storia economica e finanziaria dimostra che le politiche dei governi nazionali sono condizionate dalla sostenibilità delle loro scelte rispetto alle politiche e agli equilibri europei e mondiali. La mancata coerenza può mandare in default un paese, specie quando le grandi decisioni, quelle che cambiano la vita dei cittadini, sono prese da vertici oligarchici, a porte chiuse, a volte senza trasparenza né partecipazione. Una nuova pagina si è aperta nella vita politica italiana. Giunti quasi sull’orlo del precipizio, i partiti si sono resi conto che era meglio per un certo periodo passare la mano e chiamare alla guida del paese un gruppo di tecnici valutati sulla base di traguardi raggiunti, di competenze certificate e di merito, armati di regole deontologiche e valoriali. Basta con le liste bloccate e basta con la politica come mestiere di tutta una vita. Lo stato del paese che abbiamo ereditato non depone a favore della classe politica che lo ha governato fino a ieri: fossero stati dirigenti sarebbero stati estromessi dall’oggi al domani dalle aziende per non aver raggiunto i propri obiettivi. Merito e competenze, dunque, che sarebbe necessario certificare anche per la dirigenza pubblica, nell’ottica di fornire il miglior servizio ai cittadini, tutelando il bene comune dai casi di nepotismo o vicinanza a un partito politico.


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UN NUOVO FUTURO ica irripetibile per la dirigenza italiana Si tratta di costruire una nuova prospettiva politica e una pro-

nità soprattutto alle nuove generazioni e alle donne, ma anche

posta di governo per l’Italia a partire dalla primavera del 2013.

agli over 50, sviluppando professionalità e competenze e, al

Diventa più che mai decisiva la visione politica del futuro e la

contempo, tutelando il lavoro con l’obiettivo ultimo di render-

capacità di progettarlo mettendo al centro la coesione sociale

ci competitivi nello scenario globale. Occorre investire nel rin-

e la coerenza di indirizzi per il bene del paese. Sono necessa-

novamento della classe politica, puntando sulla qualità e sul

rie scelte di rinnovamento politico e sociale.

talento, che di certo non mancano nelle nuove generazioni: bisogna solo permettere, a chi lo merita, di emergere.

La rappresentanza si allarga

Ma è davvero possibile fare innovazione in politica? Sì, a pat-

Manager e alte professionalità del pubblico e del privato,

to che questa non sia orientata unicamente alla gestione del

componente vitale di ogni società avanzata, sono oggi uni-

potere ma persegua il meglio per il paese. Un paese democra-

tariamente rappresentati dalla Costituente Manageriale,

tico del resto non può fare a meno della politica, fondamenta-

unione di Cida e Confedir-Mit.

le per costruire un consenso condiviso da tradurre poi in pro-

In un panorama di tante incertezze la nascita del nuovo sog-

grammi strategici.

getto è avvenuta per aggregare tutta la dirigenza italiana, pubblica e privata, per dare maggiore peso alla nostra azione e una

Manager in prima linea

concreta opportunità di rappresentanza per i quadri, i profes-

In che modo i manager possono giocare un ruolo importante?

sional e tutto il mondo delle alte professionalità. Costituente

È nelle mani degli elettori dare continuità a tutte le riforme av-

Manageriale opera mantenendo l’equilibrio tra interessi legit-

viate (previdenza, lavoro, fisco, liberalizzazioni, semplifica-

timi e senso della collettività e ha contribuito a togliere il pre-

zione) e far sì che vengano migliorate, laddove hanno prodot-

giudizio che le Associazioni della dirigenza siano esclusiva-

to evidenti ingiustizie, portandole a compimento per rafforza-

mente organismi corporativi. Vogliamo invece sostenere l’idea

re lo sforzo del paese verso un modello sostenibile in futuro.

di un’identità manageriale fondata sul senso di responsabilità

Vogliamo, come deciso lo scorso novembre dal Congresso, da-

collettiva, con l’obiettivo di dare voce alle nostre istanze svi-

re seguito al progetto di aggregazione della dirigenza, dei qua-

luppando valori trasversali e condivisi e facendoci portatori di

dri e dei professional iniziata con la Costituente Manageriale.

valori non corporativi ma generali.

Occorre che la dirigenza italiana unita compia concretamente i passi successivi. L’occasione storica è tale per cui sentiamo la

Un salto di qualità

necessità di “fare la nostra parte”, per influire sui processi de-

Il futuro del nostro paese è nelle mani degli elettori, come il fu-

cisionali nei settori economici, sociali e culturali del paese, af-

turo della politica: nessuno sa chi governerà il paese nel dopo-

finché si torni a una politica che dia prestigio e credibilità al

Monti, dopo l’emergenza e la serietà di questo governo. C’è

governo della cosa pubblica.

un’evidente debolezza dell’attuale sistema politico italiano che

È arrivato il momento di avanzare le nostre idee e proposte per

dovrà con ogni evidenza riformarsi e rigenerarsi.

rendere più incisive e coerenti le scelte e le azioni che il pros-

C’è bisogno di fare un salto di qualità e voltare pagina elimi-

simo governo dovrà compiere. Vogliamo ricostruire insieme a

nando gli squilibri e le diseguaglianze del mercato del lavoro,

tutti gli italiani un paese che, guardando alla Carta Costituzio-

restituendo dignità e centralità al lavoro, promuovendo uno

nale, riparta dai valori fondanti della collettività, baluardi im-

sviluppo sostenibile e la qualità della vita delle persone. Oc-

prescindibili per l’Italia di ieri, oggi e domani. Vogliamo un

corre rimuovere tutte le rendite corporative e aprire opportu-

paese che riparta da merito, equità, crescita e collettività. VoMARZO 2012

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Editoriale

gliamo che siano ripristinate le radici basilari della nostra vita

tale trasformazione, perché rappresentiamo una cultura ma-

economica e sociale e che vengano assunti quei comportamen-

nageriale in grado di proporre un’azione di reale sostegno al-

ti che danno senso e sostanza a una comunità.

le rapide trasformazioni in atto.

Vogliamo ripristinare il valore della legalità, vogliamo un pae-

In questa direzione si sta muovendo un Comitato di studio con

se che lotti seriamente per liberarsi dai poteri forti delle orga-

esponenti di tutta la dirigenza pubblica e privata, anche sulla

nizzazioni criminali, che condizionano la vita delle imprese,

base delle prime indicazioni ricevute dal Congresso di Mana-

che rendono problematico l’arrivo di investimenti da altri pae-

geritalia sul tema Rappresentanza e Politica. Stiamo proceden-

si, la libertà di partecipare con trasparenza alle gare d’appal-

do a passo spedito verso il progetto di scioglimento delle at-

to, che minano la dignità e la sicurezza dei cittadini.

tuali confederazioni della dirigenza pubblica e privata e la ce-

Abbiamo il diritto di essere legittimati come Parte sociale,

lebrazione di un’assemblea che trasformerà la Costituente Ma-

abbiamo il dovere di intervenire anche per un preciso moti-

nageriale in un nuovo unico soggetto di rappresentanza della

vo: siamo i maggiori contributori al funzionamento della

dirigenza italiana e delle alte professionalità.

macchina dello Stato. Siamo oltre 300.000 tra dirigenti pub-

Il momento storico impone alle organizzazioni di rappresen-

blici e privati, lo 0,9% dei contribuenti che però versa circa

tanza di ampliare la dimensione di Movimento, salvaguardan-

il 16% del gettito Irpef. Sommati agli oltre 220.000 dirigenti

do l’identità associativa e le peculiarità del nostro sistema di

pensionati Inps rappresentiamo l’1,5% dei contribuenti e

servizi. Per questo è fondamentale far confluire in un sogget-

ben il 20% delle imposte versate.

to terzo la responsabilità di rappresentare il nostro progetto di

Una rappresentatività oggi ancora più ampia includendo i

innovazione socio-economica del paese.

quadri e i professional (chi svolge attività manageriali o simi-

Manageritalia e le altre organizzazioni sindacali della dirigen-

li come libero professionista) del pubblico e del privato che si

za continueranno invece a fare il loro lavoro di tutela degli in-

avvicina a un milione di cittadini.

teressi degli associati, ma ancor più rafforzato dall’azione isti-

Per governare ci vuole competenza e bisogna avere come di-

tuzionale del nuovo soggetto sociale.

rezione prioritaria l’interesse generale: è questo che pretendia-

Come dissi al Congresso, il futuro va costruito giorno per

mo dalla futura classe politica. Vogliamo poter scegliere chi ci

giorno, con impegno e passione, individuando gli obiettivi

rappresenterà in Parlamento e che ai vertici della Pubblica am-

e le strategie per raggiungerli. È necessaria una dimostrazio-

ministrazione ci siano manager di qualità.

ne di coraggio, tramite l’attuazione di interventi più ambi-

Questa attività deve essere portata avanti da un nuovo sogget-

ziosi e mirati. Un futuro migliore si deve costruire sulla mas-

to sociale, che con grande professionalità e competenza lavo-

sima condivisione possibile, sul coinvolgimento e le respon-

rerà a tempo pieno. Un soggetto influente, un megafono che

sabilità individuali di ciascuno di noi. È finito il tempo di na-

esprima non solo il malcontento della classe dirigente ma si

scondersi dietro la faccia del leader carismatico generatore

proponga come una lobby propositiva e positiva per la cresci-

di consensi e altro... È tempo di fare appello alla responsabi-

ta del paese, un soggetto regolatore della buona politica. Un

lità individuale di tutti i cittadini. Il futuro ci attende, con le

movimento di orientamento che vuole influire sulle scelte ri-

sue incredibili potenzialità!

vendicando il diritto a una partecipazione legittimata. Abbiamo il dovere di tendere al cambiamento e avanzare pro-

Guido Carella

poste concrete per essere portatori di novità in un’epoca di to-

(guido.carella@manageritalia.it)

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Copertina

INDAGINE:

CARRIE

OBIETTIVO Basta con gli stereotipi e le vecchie verità. Oggi è necessario un nuovo modo di gestire la carriera e lo sviluppo professionale. I consigli, le esperienze e il punto di vista di chi, su questo tema, ha molto da dire: i manager

È

UN RITORNELLO: IL LAVORO NON È PIÙ QUELLO

DI UNA VOLTA. E la carriera? Anche. Una carriera tutta da ripensare, inevitabile specchio dei tempi fluidi come i nostri, dove i cambiamenti si susseguono in modo rapido e convulso. Chi non è pronto a reinventarsi, in qualunque momento, è dunque fuori dal gioco.

I percorsi lineari sono un lontano ricordo, dunque. L’azienda chioccia che ti fa crescere e in cui svolgi il tuo percorso professionale secondo precise tappe, oggi semplicemente non esiste più, salvo casi più unici che rari. La competizione su scala globale, inoltre, con i nuovi mercati con cui confrontarsi, costringe tutti, manager e non, a esplorare nuove strade, spesso lontane e impervie. Ecco perché un solido bagaglio di conoscenze e competenze, un’apertura mentale e la flessibilità oggi sono aspetti vincenti. Per fare il punto sulle prospettive di crescita, Manageritalia ha effettuato un’indagine via web con il supporto di AstraRicerche su un campione di 1.722 manager, dirigenti e quadri direttivi e, in un secondo momento, ha organizzato una tavola rotonda con manager ed head hunter per commentare i risultati. Risultati che delineano in parte un quadro diverso da quanto si possa pensare, pur nella sarabanda di cambiamen-

Enrico Pedretti

ti che hanno toccato il mondo del lavoro negli ultimi anni. Progetto professionale Partiamo dall’inizio (vedi tabella) e vediamo se il lavoro lo si approccia attivamente. La maggioranza dei nostri manager aveva sin dall’inizio un obiettivo professionale ben delineato (61%), ma meno della metà aveva anche fatto un progetto professionale (40%). E si badi bene, stiamo parlando di lavoratori oggi diventati manager, che presumibilmente sin dai primi passi propendevano verso qualcosa di sfidante e importante. Oggi le cose vanno meglio, ma non troppo. Se il

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IERA

72% ha un obiettivo professiona-

affidare il proprio sviluppo pro-

le chiaro, solo il 58% ha l’indi-

fessionale a una grande azienda,

spensabile progetto professiona-

oggi è necessario gestirlo più at-

le a supporto.

tivamente e direttamente. E qui su tutti emergono i più giovani

Ricerca attiva

(under 40 98%) e le donne (97%).

Non c’è dubbio, dice la stragran-

Bisogna essere più attivi, ma an-

de maggioranza dei manager

che agire molto più fuori dalle ri-

(94%): mentre un tempo si pote-

ghe, tant’è che per avere un vali-

va pensare che fosse sufficiente

do sviluppo professionale oggi

La competizione su scala globale costringe tutti, manager e non, a esplorare nuove strade, spesso lontane e impervie

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Copertina

Indagine Manageritalia: Carriera? Think different occorre rompere gli schemi classici e, fatte alcune ottime esperienze di base, si devono cercare esperienze trasversali (area, settore ecc.) e geografiche diverse.

All'inizio del tuo lavoro avevi un? Obiettivo professionale Progetto professionale

% 61,3 40,2

Oggi hai un? Obiettivo professionale Progetto professionale

72,5 57,8

In questo uscire dagli schemi ci sta anche che le grandi aziende non sono più il primo, indispensabile e unico posto dove iniziare una brillante carriera e apprendere l’Abc del management.

Cosa pensi di fare nei prossimi 3-4 anni per la tua crescita professionale? Cambiare azienda per cercare nuove sfide/possibilità di crescita 39,1 Redazione di un piano di sviluppo professionale 25,4 Valutazione competenze 24,8 Nessuna di queste 22,4 Coaching 19,0 Consulenza di carriera 17,3 Counselling 8,5

I must per fare strada Prima di tutto per gettare delle solide basi per fare carriera occorre aver intrapreso un valido percorso di formazione scolastica e poi di formazione continua. Seguono le esperienze in aziende attente alla crescita professionale, l’esperienza internazionale, il giusto network professionale e la gestione di start up o progetti importanti. Molto basso l’impatto di conoscenze e referenze (come a dire, forse l’italica raccomandazione può essere utile per trovare un lavoro, ma certamente per evolvere professionalmente occorre ben altro). La conferma della necessità di non affidare il proprio sviluppo professionale più solo e tanto alle “aziende-mamma” è data dal fatto che metà degli intervistati ha cambiato azienda per cercare nuove sfide e possibilità di crescita. A seguire, per importanza, troviamo una gestione più ragionata e aiutata della crescita che si avvale di piani di sviluppo professionale, valutazione competenze, coaching e consulenza di carriera. 10

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Cosa vuol dire per te oggi fare sviluppo professionale? Avere un obiettivo professionale definito, seppure mutabile nel tempo Avere un piano di sviluppo per raggiungere quell’obiettivo Cercare attivamente e continuamente all’interno dell’azienda opportunità in linea con obiettivo e progetto professionale Cercare attivamente e continuamente anche all’esterno dell’azienda opportunità in linea con obiettivo e progetto professionale Avere un’azienda che pensi al tuo sviluppo professionale e lo faccia dialogando con te Confrontarmi ogni tanto con qualche esperto per capire mutamenti del contesto esterno e attualità del mio obiettivo e progetto professionale Cosa vuol dire per te oggi fare carriera? Avere un incarico sfidante e con ampia autonomia Avere continue possibilità di crescere professionalmente Avere la capacità di essere sempre appetibile sul mercato e quindi l’indipendenza di scegliere l’incarico/situazione che preferisci Avere una posizione di prestigio in azienda e quindi nella business community Avere un’alta retribuzione

40,0 39,0 32,3

29,6 29,2

27,8

58,7 54,9 51,0 27,4 27,0

Con chi ti confronti o a chi chiedi consigli in merito al tuo sviluppo professionale/carriera? Figura di successo/conoscente con percorso di successo esterno all’azienda 47,7 Colleghi 40,8 Ex capi 35,6 Attuale capo/responsabile diretto 32,1 Executive search 16,8 Hr manager dell’azienda 11,5 Indagine via web effettuata con il supporto tecnico di Astra Ricerche su un campione di 1.722 manager.


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Cristina Spagna

IL PUNTO DI VISTA DI UN HEAD HUNTER Molti manager hanno un’immagine della

sversali oltre che verticali, con un forte ri-

carriera legata alla crescita professionale

spetto reciproco. Un ambiente dove poter

con la conquista di un’indipendenza e una

apportare un contributo significativo, in-

forte possibilità di avere incarichi sfidanti.

dipendentemente dalla sua nazionalità o

Cosa ne pensa?

internazionalità».

«Mentre molti manager possiedono que-

Se invece lei fosse un imprenditore, quali

sta prospettiva, la carriera non è più co-

caratteristiche cercherebbe in un manager?

sì lineare e legata ai soli obiettivi di cre-

«Ricercherei un manager autonomo e in

scita professionale come un tempo. Par-

grado di confrontarsi con i suoi superiori,

te di questi professionisti contribuisce

che possa apportare processi e metodolo-

È managing director di Kilpatrick

infatti alla formazione di un trend di ri-

gie per compensare le lacune o mancanze

executive search, società leader nell’head hunting.Vanta dieci anni di esperienza in executive search in medie e grandi aziende, sia a livello nazionale che internazionale.

chieste per un bilanciamento migliore

presenti e capace di mettere in discussio-

tra lavoro e vita personale, dimostrando

ne le decisioni prese dall’alto».

come indipendenza e responsabilità non

E la carriera di un head hunter come si co-

rappresentino la visione ideale per

struisce?

ognuno. Questo può richiedere la dispo-

«Non esiste un percorso prestabilito per

nibilità e la volontà di effettuare un pas-

definire la carriera di un head hunter. Al

so indietro, valutando tipologie di svi-

giorno d’oggi molte persone si defini-

luppo alternative e più orizzontali, per

scono tali, ma poche lo sono veramente.

ottenere forme di lavoro legate maggior-

Per essere un head hunter competente è

mente al benessere personale piuttosto

sicuramente necessario saper gestire

che alla carriera in sé».

molteplici situazioni sotto più punti di

Tanti dicono che non ci sono più le aziende

vista, commerciali, manageriali o di ese-

mamma, ma che bisogna essere sempre

cuzione, e sapersi muovere come un ve-

più autonomi e capaci di gestire la propria

ro stratega nelle situazioni in cui il clien-

professionalità. Come farlo?

te lo richiede».

«Per essere in grado di gestire il proprio

Ci racconti di un episodio curioso avvenuto

percorso e la propria professionalità sono

durante la ricerca di un candidato.

necessarie una forte autonomia nel porsi

«È capitato molte volte di lavorare con

obiettivi chiari e la piena consapevolezza di

aziende italiane per ricerche di manager

come ogni manager sia anche manager di

all’estero e/o di manager esteri. In alcuni

se stesso, elementi che vanno applicati al

casi una percezione non realistica del va-

contenuto del lavoro per destreggiarsi al

lore del proprio brand all’estero ha dato

meglio nelle aziende e sul mercato».

luogo a una distanza notevole tra offerte

Se lei fosse un manager, quali aziende sce-

dell’azienda e richiesta del candidato.

glierebbe, anche in ottica della sua cresci-

Questo ci dimostra come l’attenzione al-

ta professionale?

l’internazionalità – conoscenza e immagi-

«Sceglierei senza dubbio un contesto in

ne all’estero – non sia assolutamente da

grado di proporre soluzioni di crescita tra-

sottovalutare».

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Copertina

Solo per la metà dei manager più giovani carriera fa in parte rima con elevata retribuzione

Investire e pagare per la propria crescita Oggi molto più di prima si è disposti a investire e pagare per il proprio sviluppo professionale.

COME SI FA C OGGI? I consigli di Christina Lundari (Industry leader Google Italia) e Alessandro Preda (Group chief hro officer Autogrill), protagonisti dell’evento organizzato da Manageritalia “Carriera? Think different!”

In primis la formazione, che un terzo già pagava personalmente prima e lo farà anche in futuro.

In che modo oggi si “costrui-

ternazionale, quindi ci si è aperti

La novità sta nell’aumento cospi-

sce” una carriera?

molto rispetto al mercato competi-

cuo, anche se i numeri sono in as-

Christina Lundari «È diverso

tivo. Dedicare un po’ di tempo a se

soluto ancora bassi, di altri servi-

rispetto a ieri. Non si può più

stessi, investendo anche su forma-

zi: consulenza di carriera, coa-

cercare di crescere in termini di

zione o altre iniziative, cogliere le

ching, valutazione delle compe-

responsabilità e stipendio o di

opportunità che vengono offerte

tenze. Una piccola rivoluzione

posizione aziendale, ma signi-

dal mercato e dalle aziende».

ancora da compiersi appieno, ma

fica saper interpretare il cam-

fortemente in atto se pensiamo

biamento, sapersi assumere

Cosa chiedono in cambio le azien-

che chi non pagava personal-

dei rischi, essere disponibili a

de per offrire queste opportunità?

mente almeno una di queste atti-

formarsi in continuazione, a

Christina Lundari «Chiedono di-

vità era il 45,2% ieri e sarà il

seguire percorsi non lineari co-

sponibilità a ricoprire ruoli diver-

24,8% in futuro.

me poteva essere una volta».

si rispetto a quelli concordati al-

Alessandro Preda «Lavorare

l’inizio della collaborazione, chie-

Carriera e sviluppo professionale

un po’ su se stessi, cercare di

dono l’acquisizione di competen-

Qui l’opinione è netta: un terzo

adattarsi a un contesto di am-

ze a 360 gradi, quindi non solo

dei manager intervistati dice che

biente che cambia. Capire che il

quelle necessarie per svolgere

carriera e sviluppo professionale

terreno di gioco è diventato in-

quel ruolo, ma anche quelle che

E la differenza è incontrovertibile.

l’interno e all’esterno dell’azien-

petibili sul mercato. In altre paro-

Sviluppo professionale vuol dire

da. Fare carriera invece significa

le, l’indipendenza di scegliersi

avere un obiettivo definito e un

avere un incarico sfidante, conti-

l’incarico/situazione che si pre-

piano per raggiungerlo, e cercare

nue possibilità di crescita profes-

ferisce. Solo per la metà dei ma-

attivamente e continuamente op-

sionale e sostanzialmente avere

nager più giovani, carriera fa in

portunità in linea con questi al-

la capacità di essere sempre ap-

parte rima con elevata retribuzio-

non sono la stessa cosa, mentre solo uno su quattro li accomuna.

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A CARRIERA sabilità, a crescere professionalmente. Fare una scelta attenta in questa direzione può essere premiante perché insieme a una car-

Christina Lundari

Alessandro Preda

riera professionale un’azienda ti può insegnare dell’altro, come banalmente prestare attenzione al proprio percorso, come gestire le altre persone, quali strumenti possono essere a disposizione per arricchire il proprio profilo. Quindi, una scelta in questa direzione nel proprio percorso professionale può essere vincente». Alessandro Preda «Si può scepermettono di gestire in parte

obiettivi e lavorare in team, quin-

gliere l’azienda migliore rispetto

l’azienda, per cui essere capaci di

di riuscire a costruire il contesto

alle proprie aspettative. Non è fa-

far crescere banalmente gli altri

migliore. Non necessariamente

cile farlo, non è facile selezionarla.

manager, essere capaci di interro-

essere quello che fa ma far sì che

Non sempre quello che vedi da

garli rispetto al loro percorso, mo-

la squadra raggiunga i suoi tra-

fuori equivale a quello che c’è

tivarli in continuazione e fare in

guardi motivandola continua-

dentro la propria organizzazione,

modo che l’investimento fatto sul-

mente».

non mi focalizzerei troppo in termini di stress sulla costruzione del

le persone, che oggi rappresenta il valore vero della maggior parte

Come si sceglie l’azienda che offre

percorso di carriera – cosa sarò do-

delle aziende, possa essere capita-

più chance?

mani, dove andrò – perché le va-

lizzato nel tempo e quindi cercare

Christina Lundari «Questo è un

riabili che impattano sono tantis-

di trainare il turnover delle pro-

aspetto che io suggerirei di consi-

sime, quelle che tu riesci a control-

prie risorse diventa una sfida per

derare. Io ho sempre ammesso di

lare sono pochissime. Focalizzati

qualsiasi manager».

aver fatto carriera per caso. Forse

su quelle che riesci a governare,

Alessandro Preda «Flessibilità,

non ho studiato attentamente tutte

perché il mondo esterno è compo-

adattabilità, capacità di fare deli-

le mie mosse, mi sono trovata, gra-

sto da talmente tante variabili che

very, confrontarsi con la misura-

zie a un grande lavoro, una grande

diventa difficile indirizzarle a pro-

zione dei risultati rispetto agli

voglia di prendermi le mie respon-

prio piacimento».

ne, mentre questo è in assoluto ve-

stessi e dall’altro le relazioni all’in-

carriera. Il risultato logico di tutto

ro solo per un manager su quattro.

terno dell’azienda (la base di ogni

ciò? La capacità di far accadere le

leadership, in ogni campo, anche

cose. Il destino, sembra proprio che

Il timone nelle nostre mani

nell’era della rete e dei social net-

in questo caso non c’entri. Del resto,

Se i manager ritengono importante

work), dall’indagine emerge come

già gli antichi romani lo ripetevano:

l’abilità nel gestire da un lato se

è il merito l’arma vincente per fare

faber est suae quisque fortunae.

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Ambiente

I MATTONI DELLA

SOSTENIBILITÀ SOCIALE

«T

HE RIOTS WERE NOT ABOUT POVERTY OR RACE» David Cameron, attuale primo ministro del Regno Unito. All’inizio di agosto 2011, Londra, Birmingham,

Economia, ambiente, società: le condizioni per un modello di sviluppo più equo

Liverpool, Bristol e molte altre città inglesi si sono trovate nel mezzo di una vera e

propria rivolta civile. La radice profonda di questa situazione non era (solo) di tipo economico, ma piuttosto di mancanza di integrazione di una parte rilevante della popolazione nel contesto sociale, indipendentemente dalla sua nazionalità di origine (moltissimi tra i rivoltosi erano inglesi di nascita e tradizione). L’emarginazione sociale, sorprendente in un paese ricco come l’Inghilterra, e la mancanza di equità hanno gettato le fondamenta per la creazione di larghe fasce di giovani che sem-

Emilio Rossi

plicemente rifiutano in blocco il sistema di relazioni sociali e il potere costituito… un’evidente assenza di “sostenibilità sociale”. In questo articolo ci occuperemo proprio di sostenibilità sociale – collegandoci al concetto di sviluppo sostenibile articolato negli ultimi tre numeri della rivista. Cercheremo di fare il punto su cosa implichi oggi, anche per le aziende, la sostenibilità sociale in interazione con gli altri due pilastri dello sviluppo sostenibile (economia e ambiente). Anche stavolta useremo una definizione semplificata, benché compatibile con l’ottica “intergenerazionale” del Rapporto Brundtland (elaborato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’Onu): la sostenibilità sociale è quella capacità di garantire condizioni di benessere umano equamente distribuite per classi e per genere. Qual è il nesso tra sviluppo sociale da un lato, economia e protezione dell’ambiente dall’altro? Sin dall’inizio, il paradigma della green economy sembra aver gradualmente “colonizzato” il concetto di sviluppo sostenibile, esaurendo la dimensione sociale della sostenibilità nella promozione di dinamiche par-

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tecipative o educative per l’am-

sostenibilità economica e ambien-

biente. Di conseguenza, la sosteni-

tale, si va di conseguenza nella di-

bilità sociale come dimensione in-

rezione della sostenibilità sociale.

dipendente dello sviluppo soste-

Nel corso dell’ultimo decennio,

nibile ha finito per perdere (a tor-

gli studi relativi allo sviluppo so-

to) l’attenzione che merita sia dal

stenibile hanno iniziato a colmare

pubblico che dai policy maker, pe-

il gap in merito alla definizione

raltro ulteriormente distorta dalla

dei criteri distintivi e precipui del-

forte propensione alla dimensione

la sostenibilità sociale. Elementi

tecnologica dello sviluppo soste-

quali l’equità, il lavoro, la salute

nibile.

mentale e fisica, l’istruzione, la

La sostenibilità sociale come dimensione indipendente dello sviluppo sostenibile ha finito per perdere l’attenzione che merita sia dal pubblico che dai policy maker

partecipazione alla vita delle coColmare i divari

munità di appartenenza, sono tut-

voro, ma anche eccessivo squili-

In realtà, l’intero concetto di svi-

ti considerati fattori imprescindi-

brio nella distribuzione del reddi-

luppo sostenibile altro non do-

bili di un corretto evolversi dello

to) sarà solo una questione di tem-

vrebbe essere che uno strumento

sviluppo umano.

po prima che la protesta esploda.

usato proprio per raggiungere

Questi elementi sono essenziali

Infine, la “comunità” promuove

obiettivi di equità sociale e di mi-

perché una società non può svi-

un senso di responsabilità perso-

glioramento degli standard della

lupparsi se la popolazione è in cat-

nale, necessaria affinché la società

qualità della vita. Da qui discen-

tive condizioni di salute, mentre

non degeneri nel caos.

de un’importante considerazio-

oltre un certo limite di ingiustizia

Una comunità degradata dal pun-

ne: agendo nella direzione della

sociale (non solo mancanza di la-

to di vista ambientale e socialmenMARZO 2012

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Ambiente zione alla vita della comunità” è senza dubbio quella che richiama maggiormente alla necessità della partecipazione individuale e della corretta gestione della “diversità”. In Italia abbiamo iniziato solo di recente a dover gestire l’inserimento sociale di un flusso migratorio in entrata, con il suo carico di diversità culturali. Nonostante l’ampio confronto su queste tematiche, è tuttavia raro percepire (per la verità, a me non è mai capitato…) che il dibattito consideri le tematiche sociali come parte di un processo

L’emarginazione sociale e l’invivibilità dell’ambiente sembrano essere i fattori chiave del malessere. Problematiche destinate a essere esacerbate nei prossimi decenni dagli effetti crescenti della migrazione in corso verso paesi più ricchi. In Italia abbiamo iniziato solo di recente a dover gestire l’inserimento sociale di un flusso migratorio in entrata, con il suo carico di diversità culturali.

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L’emarginazione sociale

mirato allo sviluppo sostenibile.

e l’invivibilità dell’ambiente

Nella migliore delle ipotesi, si di-

sembrano quindi essere i fattori

scute dell’opportunità di finan-

chiave del malessere. Non a caso,

ziare una scuola o una moschea.

un’ampia branca della letteratura e dei progetti relativi alla so-

La finanza sostenibile

stenibilità sociale si è dedicata al-

Torniamo quindi alla domanda

la rigenerazione delle aree urba-

iniziale, su quale sia la relazione

ne. Tali problematiche sono de-

tra la sostenibilità sociale e gli al-

stinate a essere esacerbate nei

tri due pilastri dello sviluppo so-

prossimi decenni dagli effetti

stenibile. Il nesso tra sostenibilità

crescenti della massiccia migra-

ambientale e sociale è duplice. Da

zione in corso verso i paesi più

un lato il nesso mediato dalle op-

ricchi da parte di crescenti fette

portunità e dalle limitazioni eco-

te “non inclusiva” avrà quindi

della popolazione mondiale.

nomico-finanziarie: l’investimen-

maggiori difficoltà a garantire

Senza voler entrare nel dettaglio

to in green economy aiuta l’occu-

uno sviluppo sostenibile, come ci

di cause, vantaggi e svantaggi di

pazione e la salute, entrambi fon-

hanno insegnato le esperienze

tale fenomeno, è ovvio che la ge-

damentali parametri sociali, ma

delle banlieue francesi e delle ri-

stione delle differenze culturali e

riduce le risorse per investimenti

volte nelle periferie delle città in-

l’inclusione nel tessuto sociale

in tecnologia e in altri settori, for-

glesi. Tali episodi si sono verifica-

del paese di destinazione sono

se non “verdi” ma comunque im-

ti, infatti, in zone dove le condizio-

elementi da cui non si potrà sfug-

portanti. Dall’altro lato il collega-

ni economiche, pur non essendo

gire – e quote crescenti di reddi-

mento diretto è costituito dalla ge-

brillanti, sono di certo migliori di

to verranno assorbite dalla ge-

stione ambientale degli spazi co-

quelle della maggior parte della

stione di questi fenomeni.

muni (verde, impianti sportivi,

popolazione mondiale.

La dimensione della “partecipa-

luoghi ricreativi e per la formazio-

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ne ecc.) in cui si esprime la socia-

numero crescente di aziende ad

lità e la partecipazione attiva.

adottare elementi di sostenibilità

Le modalità sostenibili con cui si

sociale nelle proprie strategie.

estrinseca la dimensione economi-

Del resto anche i consumatori va-

ca possono poi determinare impat-

lutano ormai da almeno un decen-

ti sociali diversi. Proviamo a fare

nio il comportamento socialmen-

degli esempi di come la sostenibi-

te sostenibile delle aziende, pu-

lità economica si possa declinare in

nendole laddove queste adottino

diversa sostenibilità sociale.

comportamenti non in linea con

Il primo esempio è di tipo finan-

alcuni dei parametri minimi di ac-

ziario. È ormai da alcuni anni che

cettazione sociale. L’idea che

i differenti aspetti della sostenibi-

un’impresa abbia un valore socia-

lità sociale vengono tenuti in con-

le in sé in quanto creatrice di occu-

siderazione dai cosiddetti fondi di

pazione, pur se ancora valida, non

investimento Sri (Socially respon-

appare essere più sufficiente.

sible investing). Gli Sri utilizzano,

L’esempio dell’ammutinamento

timo track record sulle questioni

nella loro metrica per gli investi-

dell’acquisto di prodotti Nike in

ambientali), anche altre aziende

menti, criteri di sostenibilità so-

seguito alla scoperta dell’utilizzo

sono state costrette a rivedere i lo-

ciale per valutare e decidere su

da parte dell’azienda di minori in

ro processi produttivi per motivi

quali aziende indirizzare i propri

siti produttivi è un segno chiaro

anche meno lampanti (si pensi ad

investimenti. Criteri quali: inseri-

della presa di coscienza collettiva

esempio a Wal-Mart negli Usa per

mento nella comunità, diversità,

su questi temi. Tanto che dopo la

il suo comportamento nei con-

relazioni con i dipendenti, rispet-

Nike (peraltro detentrice di un ot-

fronti dei lavoratori).

L’investimento in green economy aiuta l’occupazione e la salute, entrambi fondamentali parametri sociali, ma riduce le risorse per investimenti in tecnologia e in altri settori, forse non “verdi” ma comunque importanti

to dei diritti umani, sicurezza della produzione e dei prodotti. La performance di questi fondi è a tutt’oggi, quindi anche in un periodo di crisi molto accentuata, di tutto rispetto, in quanto le aziende in cui investono presentano mediamente migliori performance nel lungo termine. L’espansione di tali fondi sta spingendo un Anche i consumatori valutano ormai da almeno un decennio il comportamento socialmente sostenibile delle aziende, punendole laddove queste adottino comportamenti non in linea con alcuni dei parametri minimi di accettazione sociale.

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Ambiente sulla sostenibilità complessiva

l’azione sua e del governo da lui

(economica, ambientale e sociale)

presieduto, può certamente esse-

ed è ormai utilizzato da moltissi-

re annoverato come un esempio

me aziende Usa nella valutazione

di attenzione alla dimensione so-

dei loro acquisti.

ciale e non solo economico-fi-

Un altro esempio, a noi più vici-

nanziaria della politica economi-

no, è costituito dalla situazione

ca. Tale richiamo è stato poi ac-

delle finanze pubbliche italiane e

compagnato da un atteggiamen-

dalle politiche che sono state at-

to concretamente e fieramente

tivate negli ultimi mesi. Nelle

avverso all’evasione fiscale (ba-

manovre succedutesi nel 2011 la

sti ricordare l’affermazione sul

prospettiva di un approccio com-

“pane avvelenato” che gli evaso-

plessivamente “sostenibile” non

ri danno ai propri figli). La rela-

è stata neanche presa in conside-

zione tra equità, risorse della col-

Un indice per i consumatori

razione. Anzi, una delle manovre

lettività e comportamenti indivi-

I tempi sono ormai maturi per la

estive addirittura riduceva signi-

duali di cittadini, imprese e con-

creazione di un indice o di un ve-

ficativamente gran parte degli

tribuenti in genere, ne è risultata

ro e proprio rating che dia la pos-

incentivi esistenti a favore della

evidenziata per la prima volta

sibilità ai consumatori di scegliere

green economy (fotovoltaico, in-

dopo molti anni, almeno in Italia.

tra prodotti simili anche in base ai

terventi per la riduzione dei con-

È di tutta evidenza infatti come

comportamenti sociali del pro-

sumi energetici casalinghi ecc.).

l’evasore fiscale riduca le risorse

duttore. Un indice di questo tipo,

Tuttavia, il richiamo del profes-

economiche della società e, nel

l’indice Vci (Value chain index),

sor Monti al valore dell’equità

caso di un’impresa, ottenga per

consente di comparare prodotti si-

come uno dei principi guida (in-

sé un vantaggio illecito di ulte-

mili sulla base del loro impatto

sieme a rigore e crescita) del-

riore competitività. Ciò riduce

Il richiamo al valore dell’equità come uno dei principi guida (insieme a rigore e crescita) può certamente essere annoverato come un esempio di attenzione alla dimensione sociale e non solo economico-finanziaria

sia la possibilità per lo stato di avviare politiche redistributive e di investimenti, sia la possibilità di crescere e creare occupazione da parte delle imprese oneste, che non possono competere con quelle che evadono. Molto resta ancora da fare, ma equità, inclusione, lavoro e tutti i parametri della sostenibilità sociale non potranno essere trascurati dal programma dell’azione di qualsiasi governo, pena il risvegliarsi una mattina nel mezzo di rivolte come quelle che hanno scosso l’estate inglese dello scorso anno... o forse anche peggiori. 䡵 18

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Formazione

OLIMPIADI

QUAL È IL TUO

TRAGUARDO? I valori dello sport possono offrire spunti per dare il meglio, nella professione e nella vita. Ecco come allenarsi per vincere le sfide quotidiane

I

L MONDO DELLO SPORT OFFRE AL MANAGEMENT una serie di curiose combinazioni metaforiche e di suggestioni affascinanti che si possono esplorare con passione e coraggio. L’obiettivo è la ricerca di contaminazioni in grado di arricchire reciprocamente questi due universi. Il confronto costante con altri contesti diventa infatti preziosa fonte di sviluppo del sé, dove la ri-

cerca di analogie definisce percorsi di apprendimento che arricchiscono la coscienza di ruolo. L’idea di mettere costantemente a confronto sport e management ora è divenuta una realtà che attraversa un periodo che si colloca tra due edizioni olimpiche; un periodo che al contempo ha visto trasformarsi profondamente il contesto in cui opera il management, i suoi stessi significati e le proprie logiche di azione. Nelle olimpiadi antiche (nate proprio nel paese che oggi è curiosamente la principale fonte di incertezza del nostro ambiente di riferimento) lo stadion era la competizione principale, una corsa su un rettilineo di 197 metri circa, e chi la vinceva era l’eroe principale dell’olimpiade, colui che da-

Carlo S. Romanelli

va il nome ai successivi giochi e che ne avrebbe acceso il fuoco. In un certo senso, diventava un “manager” dei giochi a venire. Da allora lo stadion è divenuto un luogo, per noi metafora perfetta dell’arena competitiva nella quale ciascuno di noi agisce e lotta per affermare prima di tutto la propria identità nell’alternarsi delle sfide quotidiane. In quell’arena ci sono tutta l’essenza metaforica e la potenza reale del pensiero, della costruzione e della realizzazione di ciò che porta a produrre la prestazione. Il 2012 è l’anno in cui gli sportivi di eccellenza saranno con vari ruoli impegnati nei giochi della XXX Olimpiade moderna, perfettamente consapevoli di concentrare nell’arena competitiva anni di progetti, fatiche, rinunce, sogni, sconfitte e vittorie. È anche, questo, un anno in cui tutto il management è impegnato ad affrontare un epocale cambio di paradigmi in una delle stagioni più incerte e sfidanti dell’economia e del mercato negli ultimi decenni. Come gli atleti e i loro allenatori si preparano ad affrontare sfide delle quali non conoscono l’esito – ma proprio per questo lo fanno con la massima intensità – nelle organizzazioni i manager conducono e sperimentano

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percorsi dall’esito incerto, che mettono a dura prova capacità, immaginazione, coraggio e pratiche quotidiane. Quelle del 2012 saranno in buona parte olimpiadi “di città”, svolte prevalentemente in luoghi storici appositamente riqualificati dalla città che le ospita, in una stagione di grande difficoltà economica e percezione di incertezza anche per il mondo dello sport: un bel messaggio per chi, come accade al management nelle organizzazioni, deve prima di tutto e più che mai “guardarsi dentro” per costruire qualcosa di nuovo.

Il 2012 è l’anno in cui tutto il management è impegnato ad affrontare un epocale cambio di paradigmi

Allenarsi all’incertezza Ciò che accomuna è la riscoperta continua delle attitudini giuste per rinnovare le proprie prestazioni in un contesto in cui variabilità e rischio sono la linfa vitale per ogni forma di ricerca di risultato. Un contesto nei confronti dei quali non retrocedere, ma con il quale misurarsi per costruire performance nuove, che vadano oltre, in grado di essere un punto di riferimento e una traccia significativa per chi opera sia nello stadion che nelle MARZO 2012

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Formazione ter affrontare ogni situazione con ogni tipo di avversario, soprattutto quando quest’ultimo ha caratteristiche fisiche superiori alle tue e devi imparare a far leva su opzio-

Massimo Barbolini

Sandro Campagna

ni diverse e superiori alle sue per poter competere. Allenarsi all’incertezza significa in gran parte tutto questo». Visione personale esplicita È quindi evidente che per ottenere risultati in condizioni dove incertezza, rischio e variabilità sono componenti stessi della prestazione, occorre avere maturato una visione personale molto esplicita al-

caratterizzati da elevati livelli di ri-

la quale essere fedele: vale a dire

«Il mio lavoro come giocatore prima e come coach oggi è allenare all’incertezza, a non temerla e a sfruttarla come elemento naturale nel quale muoversi»

schio e variabilità, occorre matura-

che meno sono chiari i punti di ri-

re “confidenza” con l’incertezza,

ferimento e quindi maggiore è la

cioè allenarsi all’incertezza. Come

variabilità situazionale, più è ne-

afferma Sandro Campagna, cam-

cessario che esista un progetto fon-

pione olimpico a Barcellona come

dato su una visione capace di de-

giocatore e attuale allenatore del

terminare e ispirare i comporta-

leggendario “Settebello”, campio-

menti. E questo è vero sia negli

ne del mondo in carica di pallanuo-

sport individuali che in quelli di

Sandro Campagna

to maschile, «il mio lavoro come

squadra. «Sono convinto e fedele a

giocatore prima e come coach oggi

questa convinzione – dice Massimo

è allenare all’incertezza, a non te-

Barbolini, allenatore della naziona-

merla e a sfruttarla come elemento

le femminile campione del mondo

naturale nel quale muoversi; nella

di volley – e cioè che il risultato di

pallanuoto il 70% del gioco avvie-

squadra dipenda dalle capacità in-

ne sotto la linea di galleggiamento,

dividuali. Il volley è uno sport si-

i giocatori devono imparare ad

tuazionale, in cui praticamente

adattarsi a quelle che potremmo

nessun movimento può prescinde-

definire “situazioni sporche”, e per

re da quello che fanno i tuoi com-

questo vanno allenati a esprimere

pagni di gioco, per cui per la pre-

aziende. I protagonisti dello sport

personalità, coraggio e forza men-

stazione è fondamentale che cia-

ci offrono con immediatezza alcu-

tale, ai massimi livelli possibili di

scuno perfezioni le sue capacità in-

ne di queste tracce, perché sono

stress; in pratica si tratta di allena-

dividuali al massimo livello di

l’essenza della loro visione perso-

re il corpo e la mente a essere co-

espressione possibile. Solo così si

nale di ricerca per la costruzione di

stantemente in preallarme per po-

eliminano gli alibi che portano ad

«Sono convinto e fedele a questa convinzione e cioè che il risultato di squadra dipenda dalle capacità individuali» Massimo Barbolini

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prestazioni. Per agire in contesti

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attribuire ad altri la responsabilità degli errori fatti. Questo è un punto fermo del mio modo di interpretare questo sport e il mio ruolo, devo riuscire a comunicare e far pra-

Chi deve misurarsi con la forza dell’incertezza è un esploratore di potenzialità, e queste possono emergere solo se il potenziale non solo lo si sa riconoscere, ma lo si responsabilizza, cioè gli si dà una possibilità reale di esprimersi. È questo, ad

Andrea Anastasi

Esplorare la potenzialità

Francesco Damiani

ticare questa visione».

esempio, il pensiero di Francesco Damiani, boxeur già campione del

nale polacca, che sarà una delle

mondo dei pesi massimi e oggi al-

protagoniste alle Olimpiadi, espri-

lenatore della nazionale italiana di

me chiaramente questo pensiero:

pugilato. «Io lavoro sul potenziale

«La mia nazionale è giovane, cari-

di persone che hanno talento, forza

ca di entusiasmo, sulla squadra ci

e coraggio, ma che devono scopri-

sono grandi aspettative: se voglio

re dove possono arrivare tramite

tentare di ottenere risultati impor-

«Io lavoro sul potenziale di persone che hanno talento, forza e coraggio, ma che devono scoprire dove possono arrivare»

queste loro caratteristiche. Perché

tanti devo essere in grado di co-

Francesco Damiani

questo accada, fiducia e responsa-

struire un equilibrio vitale ed effi-

bilità sono una sperimentazione

cace tra l’entusiasmo e la voglia di

necessaria: spesso non basta il ta-

affermarsi dei giovani con l’espe-

lento per ottenere risultati. A volte

rienza di quelli più affermati, che

mi è accaduto di sottovalutare il po-

per altro esprimono ancora grande

tenziale di un talento, e se avessi in-

voglia di arrivare oltre. Tutto que-

sistito su questa strada non avrem-

sto facendo i conti con le pressioni

mo scoperto dei campioni».

ambientali, che sono molto forti. Deve esserci coincidenza tra gli

«Se voglio ottenere risultati importanti devo essere in grado di costruire un equilibrio vitale ed efficace tra l’entusiasmo e la voglia di affermarsi dei giovani»

Equilibrio

obiettivi e le aspettative individua-

tra esperienza e innovazione

li e quelle della squadra, cioè far

Ottenere risultati nell’incertezza

parte di questo team deve permet-

comporta anche saper equilibrare

tere a ciascuno di conseguire obiet-

esperienza e innovazione all’inter-

tivi importanti individualmente. E

to senza indugiare sulle colpe. Sol-

no di un progetto. Andrea Anastasi,

bisogna proporre azioni positive,

tanto così si costruisce uno spirito

ex giocatore e già allenatore della

concentrarsi sulle cose fatte bene,

di squadra che sia un progetto, in

nazionale italiana e spagnola di

piuttosto che insistere su quello che

grado di tentare di ottenere risulta-

volley maschile, oggi della nazio-

non ha funzionato, che va analizza-

ti positivi anche nel breve periodo».

Andrea Anastasi

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Formazione ché nel nostro sport si riteneva che a 30 anni iniziasse un declino irreversibile; stavo quasi per crederci, ma grazie alla mia volontà e alla visione di mio marito e allenatore Guglielmo Guerrini, che era un allenatore di volley, riflettemmo sul fatto che probabilmen-

Josefa Idem

te era così perché i metodi di allenamento fino ad allora sperimentati si basavano su quell’idea, e sull’ossessione di ripetere all’infinito gli stessi schemi. Così, grazie alla nostra esperienza, ma anche dall’alto della nostra inesperienza, abbiamo cambiato radical-

«Grazie alla nostra esperienza, ma anche dall’alto della nostra inesperienza, abbiamo cambiato radicalmente i metodi di allenamento, ed è per questo che i risultati più importanti li ho ottenuti dopo i 35 anni» Josefa Idem

Longevità della prestazione Siamo così tutti consapevoli che una delle sfide di questa stagione è che l’incertezza mette a dura prova la necessità di costruire risultati visibili nel breve periodo (che legittimano la permanenza nel ruolo) con l’opportunità di poter disporre di tempo per costruire un progetto che getti le basi per prestazioni durature: quel24

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la della longevità della prestazio-

mente i metodi di allenamento, ed

ne è una questione comune a ma-

è per questo che i risultati più im-

nager e sportivi. Per Josefa Idem,

portanti li ho ottenuti dopo i 35

campionessa olimpica di K500 al-

anni, e sempre per questo che an-

le Olimpiadi di Sydney, quella di

drò alla mia ottava Olimpiade,

Londra sarà l’ottava Olimpiade:

dove tenterò di vincere. Il “segre-

«Dopo Seoul nel 1988 cercarono

to” è avere una visione sapendo-

di convincermi che ero finita, per-

si rinnovare sempre».

2012: anno olimpico per lo sport e per il management Tutti questi protagonisti dello sport, insieme con Arrigo Sacchi, Valentina Vezzali, Valerio Bianchini, Domenico Fioravanti, Cino Ricci, Julio Velasco, sono stati e saranno testimoni dell’Accademia Sport & Management del Cfmt, il progetto che, alla sua quarta edizione, continua a ricercare le radici più profonde della prestazione nelle sue diverse prospettive, creando un contesto permanente di confronto tra sport e management. Un contesto di ricerca autentica dove non impera la retorica della prestazione e la passione è autentica. Come dice Simone Moro, uno dei più grandi alpinisti viventi e più volte testimone dell’Accademia, «scalo le montagne semplicemente perché questo mi rende felice». I manager come i protagonisti dello sport, gli sportivi come i manager. Per i prossimi appuntamenti di marzo e aprile www.cfmt.it


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OSSERVATORIO LEGISLATIVO

osservatorio

a cura di Manageritalia

REVISIONE DELLA NORMATIVA SULLA PENSIONE DI REVERSIBILITÀ anageritalia ha avviato una serie di incontri con esponenti del ministero del Lavoro e del Parlamento per affrontare le delicate questioni scaturite in seguito alla riforma sulle norme pensionistiche contenute nella manovra Salva Italia del governo Monti (lavoratori esodati, perequazione e altro). In questo ambito, la Federazione ha incontrato il 31 gennaio scorso l’on. Massimiliano Fedriga, componente della Commissione lavoro della Camera per il gruppo Lega Nord. Avevamo conosciuto l’on. Fedriga qualche mese fa all’audizione sui provvedimenti di modifica della normativa sulla pensione ai superstiti: in quell’occasione si impegnò a porre mano alla modifica della disciplina del cumulo dei redditi del beneficiario della pensione di reversibilità. Il testo unificato delle proposte di legge all’esame della Commissione, infatti, fino al momento dell’audizione aveva trovato una soluzione solo per la questione dei cosiddetti “matrimoni di comodo”, ma non per la richiesta portata avanti da anni da Manageritalia anche nei suoi convegni, ovvero la forte penalizzazione che subiscono i superstiti nel percepire la pensione di reversibilità nei casi in cui siano a loro volta titolari di un altro reddito. In alcuni casi la riduzione portava a percepire appena un terzo dell’importo spettante all’assicurato defunto, pur

M

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avendo versato questi una contribuzione piena durante la carriera lavorativa. Nell’audizione alla Camera, Manageritalia propose una revisione della cosiddetta “tabella F” della legge 335/95, ovvero di quel meccanismo che comporta la riduzione della pensione in caso di compresenza di più redditi in capo al beneficiario della pensione di reversibilità. L’on. Fedriga ha presentato un emendamento che potrebbe migliorare la questione del cumulo dei redditi. Gli uffici della Camera stanno effettuando gli approfondimenti sul piano della copertura finanziaria.

FESTIVITÀ 2012: NULLA CAMBIA art. 1, comma 24, del decreto legge 138/2011, convertito in legge 14 settembre 2011, n. 148 (cosiddetta Manovra di Ferragosto), ha demandato a un dpcm, da emanare entro il 30 novembre di ogni anno, la possibilità di prevedere una diversa decorrenza di alcune festività nazionali previste in via generale da leggi dello Stato (legge 260/1949 e dpr 792/1985). Tale decreto, ad oggi, non è stato emanato. Dal momento che la disposizione in esame non apporta alcuna modifica diretta con riguardo alle date delle ricorrenze sopra menzionate, e in assenza del decreto cui fa riferimento la norma, continuano a trovare applicazione le festività elencate all’art. 142 del ccnl del vigente terziario, distribuzione e servizi o nei diversi ccnl di categoria.

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REIMPIEGO DIRIGENTI: rifinanziamento dello stanziamento di Italia Lavoro ome anticipato nel precedente numero della rivista, è stata rifinanziata per i prossimi tre anni (2012-2014) l’azione di sistema Welfare to work di Italia Lavoro (agenzia del ministero del Lavoro e delle politiche sociali) nella quale è inserito l’intervento finalizzato ad accrescere le opportunità di ricollocazione di ex dirigenti di età superiore ai 50 anni. Viene riconfermato l’importo

C

Avviata la collaborazione con la Scuola superiore dell’Istat l 12 dicembre abbiamo incontrato Tommaso Di Fonzo, direttore centrale della nuova Scuola superiore di statistica e di analisi sociali ed economiche. L’incontro era stato suggerito e promosso dal presidente dell’Istat Enrico Giovannini, che ha fortemente voluto la scuola. Questa, infatti, è operativa dallo scorso ottobre con l’obiettivo di svolgere attività di formazione e qualificazione professionale per i dirigenti (compresa la formazione permanente fin dall’accesso) e il personale dell’Istat e delle pubbliche amministrazioni, per gli operatori e per gli addetti al Sistema statistico nazionale e per altri soggetti pubblici e privati. Al professor Di Fonzo abbiamo presentato la Federazione e il suo complesso e articolato sistema di welfare e di formazione. In particolare, abbiamo presentato il Cfmt. A sua volta il professore ha illustrato la scuola e si è soffermato su I.Stat, il datawarehouse delle statistiche prodotte dall’Istat, un patrimonio informativo completo e omogeneo, unico per la statistica italiana, il cui accesso è libero e gratuito per tutti. I dati sono presentati in forma aggregata in tavole multidimensionali, con la possibilità di comporre tabelle e grafici personalizzati, anche ad esempio per analizzare dati sulla dirigenza. La scuola, proprio per promuovere la fruibilità di I.Stat, sta progettando attività formative ad hoc. L’incontro è terminato con l’impegno di ambo le parti a vagliare bene possibili sinergie e occasioni di collaborazione.

I

dei contributi concessi alle aziende che ricollocano dirigenti, ovvero 10.000 e 5.000 euro a seconda della durata del contratto. La novità è che, su richiesta di Manageritalia, non verrà richiesto il requisito anagrafico per due categorie di lavoratori “svantaggiati”, ovvero le donne dirigenti e i dirigenti del Mezzogiorno, a condizione che siano disoccupati da sei mesi.

Finanziamento di servizi manageriali alle micro, piccole e medie imprese della provincia di Reggio Calabria a Camera di commercio di Reggio Calabria, in collaborazione con Manageritalia e Federmanager, ha emanato il bando per il finanziamento di servizi di consulenza manageriale alle micro, piccole e medie imprese della provincia di Reggio Calabria. È in fase di preparazione la redazione della convenzione tra le due Organizzazioni dei manager e la Camera di commercio, mentre si sta definendo il catalogo delle funzioni manageriali e il repertorio contenente i profili dei manager da inserire nelle imprese.

L

La sede della Camera di commercio di Reggio Calabria

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POLIZZE ASSICUR

Fisco

COSA

SI PUÒ

DETRARRE

L

Un’utile guida per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi con un occhio di riguardo alle coperture assicurative previste per gli associati a cura di Assidir

28

MARZO 2012

A SCADENZA ANNUALE per la presentazione della dichiarazione dei redditi si sta avvicinando. È dunque importante poter disporre di tutte le informazioni utili a una corretta compilazione non dimenticandoci che, in tempo di crisi, non bisogna tralasciare alcuna voce che potrebbe intervenire a nostro favore nel calcolo delle

imposte da pagare. Per questo motivo ci è parso utile dedicare un po’ di spazio per fornire agli associati un breve “promemoria” sul trattamento fiscale delle polizze di assicurazione in generale, con particolare riguardo a quelle che fanno parte del pacchetto di coperture offerto da


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URATIVE

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PREMI DETRAIBILI nel limite di € 1.291,14 Polizze vita caso morte

Manageritalia. Va da sé che questo articolo non vuole in alcun modo essere né un trattato di natura fiscale né una guida puntuale cui fare riferimento per la compilazione della dichiarazione dei redditi che, ovviamente, ognuno di noi demanderà alla persona o all’ente

Polizze caso vita, miste, Detraibili solo per la parte di premio relativa alla copertura rivalutabili, capitalizzazioni, del rischio morte e invalidità permanente non inferiore index e unit linked al 5%. Per le polizze di queste tipologie stipulate entro il 31 dicembre 2000 è concessa la detraibilità per l’intero premio a condizione che la durata non sia inferiore a 5 anni e non sia concessa la possibilità di ottenere prestiti. Polizze da infortunio e malattia

Detraibili solo per la parte di premio relativa ai casi di morte e invalidità permanente qualificata, cioè non inferiore al 5% (come risulta dall’attestazione rilasciata dalla compagnia di assicurazione). NB: non è detraibile il premio per polizze di rimborso spese mediche.

Polizze che coprono il rischio della non autosufficienza (Long term care)

Detraibili solo con garanzia della copertura per l´intera vita dell´assicurato senza possibilità di recesso da parte dell’impresa o nel caso di coperture di tipo temporaneo a carattere rigorosamente collettivo (tipicamente: polizza prevista da ccnl).

cui ha deciso di affidarsi per questo compito. Riteniamo però nostro compito fornire indicazioni di massima su quali sono le possibili detrazioni cui abbiamo diritto per chi volesse preparare perso-

Detraibili

nalmente la propria dichiarazione dei redditi. Detrazione e deducibilità fiscale dei premi delle polizze di assicurazione Prima di tutto è importante distinguere tra detrazione e deducibili-

PREMI DEDUCIBILI Polizze di assicurazione sulla vita con finalità pensionistiche (Pip) o fondi pensione aperti ad adesione individuale (Fip)

Deducibili fino a un importo massimo di € 5.164,57. La somma comprende sia importi versati a fondi pensione istituiti su base contrattuale collettiva sia a polizze pensionistiche/fondi pensione aperti con adesione individuale. NB: Al momento della riscossione del capitale e/o rendita gli importi sono sottoposti a tassazione in regime speciale.

Polizze Rc Auto

Deducibile la parte di premio versata al Ssn (come risulta nella quietanza del premio di responsabilità civile rilasciata dalla compagnia di assicurazione).

tà fiscale delle polizze di assicurazione: nell’economia della tassazione, la deduzione fiscale viene sottratta dalla base imponibile mentre la detrazione viene sottratta dall’imposta lorda, per determinare l’imposta netta ef-

assicurative consentono di consi-

Si deve poi tenere presente che la

fettivamente dovuta. Le

derare i relativi premi quali “oneri

detrazione è applicabile anche se il

imprese di assicurazio-

deducibili” nella dichiarazione dei

contraente stipula la polizza a favo-

ne rilasciano per ogni

redditi, per le tipologie ammesse

re di familiari fiscalmente a carico e

polizza un’apposita

alla detrazione fiscale i premi sono

che può essere vincolata ad altri fat-

attestazione con le

detraibili da parte del contraente

tori, quali la data di sottoscrizione

informazioni sugli

fino a un importo complessivo an-

del contratto, o al ricorrere di altre

importi che il con-

nuo di € 1.291,14 (ricordiamo che

condizioni. In particolare, la tabel-

traente può de-

il beneficio fiscale per la detrazio-

la di sintesi qui a fianco mette in

trarre o dedurre

ne è pari al 19% dei premi assicu-

evidenza le caratteristiche e le limi-

in sede di preparazione della

rativi effettivamente pagati nel-

tazioni delle detrazioni e delle de-

dichiarazione dei redditi.

l’anno che precede la dichiarazio-

duzioni che attualmente sono ap-

Premesso che non tutte le polizze

ne fiscale: vige il criterio di cassa).

plicabili, secondo la legge, ai conMARZO 2012

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Fisco tratti assicurativi, ovviamente sen-

tenuto ad effettuare direttamente

za fare cenno a quanto previsto dal-

in busta paga le detrazioni spet-

le normative precedenti.

tanti al dirigente (in caso di incertezza, è consigliabile verificare se

Alcune indicazioni importanti

ciò avviene effettivamente).

per i dirigenti Manageritalia

Va da sé che, in questo caso, non

Esaminiamo ora, rapidamente,

potremo portare in detrazione ul-

quali sono le possibili detrazioni e

teriori premi assicurativi per altre

deduzioni legate alle coperture as-

polizze stipulate individualmente,

sicurative che sono nostro appan-

in quanto correremmo il rischio di

naggio in quanto dirigenti del ter-

incorrere in una sanzione qualora

ziario associati a Manageritalia.

superassimo il limite previsto.

Chi è in servizio e opera con il

La stesso problema può verificar-

ccnl Manageritalia ha diritto alla

si se un dirigente in servizio sti-

detrazione per i premi relativi al-

pula una polizza pensionistica o

le garanzie “Temporanea caso

aderisce a un fondo pensione

morte”, “Invalidità permanente

aperto (i “Pip” e “Fip” già citati

da malattia”, “Esonero paga-

nella tabella ): il versamento che

mento premi” e “Rendita colle-

effettua a favore del Fondo Mario

gata a problemi di non autosuffi-

Negri tramite l’azienda esaurisce

cienza” (Long term care) che fan-

il plafond di deducibilità previsto

no parte della Convenzione An-

e, di conseguenza, un’ulteriore

tonio Pastore. In questo caso bi-

deduzione non è consentita (per

sogna porre attenzione al fatto

il particolare regime fiscale ricono-

che il totale di questi premi non

sciuto al Fondo di previdenza dei

è fisso ma variabile in relazione

dirigenti del terziario “Mario Ne-

all’età e al sesso del dirigente:

gri”, rimandiamo all’articolo nella

mentre per gli uomini raggiunge

pagina a fianco).

sempre il valore del plafond di

30

detrazione (€ 1.291,14) per le

E per i prosecutori volontari della

donne ci si può fermare a valori

Convenzione Antonio Pastore?

un poco più bassi.

I volontari ricevono ogni anno

Si deve poi considerare che anche

dall’impresa di assicurazioni,

la polizza infortuni prevista dal-

tramite Assidir, una specifica at-

l’art. 18 del ccnl dà diritto alla de-

testazione relativa ai premi paga-

trazione fiscale per la parte di pre-

ti per le polizze prima citate che

mio relativa alla quota di rischio

prevedono il beneficio fiscale: ta-

extraprofessionale.

le lettera dovrà semplicemente

In sostanza, il plafond viene qua-

essere allegata alla documenta-

si sempre esaurito dai premi ver-

zione della dichiarazione dei red-

sati tramite il datore di lavoro, il

diti quale giustificativo dell’im-

quale, come sostituto d’imposta, è

porto richiesto in detrazione. 䡵

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E PER QUANTO RIGUARDA GLI ALTRI FONDI? a cura di Manageritalia

FONDO MARIO NEGRI

CFMT

FASDAC

Previdenza integrativa complementare

Centro di formazione management del terziario

Assistenza sanitaria integrativa

FONDO MARIO NEGRI

to applicato il massimale di dedu-

cui la contribuzione si riferisce,

I contributi versati al Fondo Mario

cibilità di 5.164,57 euro, assogget-

la quota di contributo eventual-

Negri sia dal dirigente che dal-

tando a tassazione la parte di con-

mente non dedotta, in modo che

l’azienda vengono portati integral-

tribuzione eccedente tale limite, si

se ne possa tenere conto in sede

mente in deduzione dal datore di

può segnalare la svista al datore di

di tassazione della prestazione

lavoro, in qualità di sostituto d’im-

lavoro che può effettuare le oppor-

pensionistica2.

posta (la trattenuta effettuata al di-

tune correzioni in sede di congua-

È infine importante precisare che

rigente diminuisce l’imponibile fi-

glio definitivo, entro il 28 febbraio

gli iscritti al Fondo Mario Negri

scale e il contributo dell’azienda

dell’anno successivo a quello a cui

che godono già di una deducibili-

non lo incrementa). Infatti, per il

la contribuzione si riferisce.

tà più ampia rispetto alla genera-

Fondo Mario Negri non si applica

Decorsa tale data è comunque

lità degli iscritti ai fondi di previ-

il regime di deduzione parziale dei

possibile recuperare la differen-

contributi previsto per la generali-

za a credito in sede di dichiara-

tà dei fondi di previdenza comple-

zione dei redditi tramite la pre-

mentare, per i quali è stabilito un li-

sentazione del modello Unico,

mite massimo di deducibilità pari

oppure comunicare al Fondo

1

1

a 5.164,57 euro annui .

Mario Negri, entro il 31 dicembre

Se ci si accorge che per errore è sta-

dell’anno successivo a quello a

2

La deroga di cui fruiscono gli iscritti al Fondo Mario Negri, compresi i prosecutori volontari, trova riferimento nell’art. 18, commi 8-bis e seguenti del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124 e dall’art. 15, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, ed è stata confermata dall’art. 3, commi 119 e 120, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Finanziaria per il 2004) e dall’art. 20, comma 7, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (Riforma della previdenza complementare). Art. 8, comma 4, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.

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Fisco

denza complementare, non pos-

trattuali di assistenza sanitaria inte-

(che rientrano quindi nella previ-

sono inoltre dedurre, entro il limi-

grativa è pari a 3.615,20 euro annui.

sione dell’art. 51, comma 2 lett. a

te di 5.164,57 euro, eventuali con-

Per quanto riguarda i dirigenti in

del Tuir) ai contributi versati vo-

tributi versati ad altre forme pen-

servizio, le aziende provvedono

lontariamente da chi non ha più

sionistiche, collettive e individua-

direttamente a dedurre i contri-

un rapporto di lavoro dipendente

li a cui siano iscritti loro stessi o le

buti versati al Fasdac, avendo cu-

come dirigente del terziario.

persone a loro carico.

ra di non considerare, ai fini del

Stando così le cose, alcuni prosecu-

superamento del massimale di

tori volontari, facendo riferimento

CONTRIBUTI CFMT PER LA FORMAZIONE

deducibilità annuo, il contributo

alla nuova formulazione dell’art.

aziendale destinato alla gestione

10, comma 1, lettera e-ter del Tuir e

Anche se vengono versati al Fon-

dirigenti pensionati, introdotto

su suggerimento del proprio com-

do Mario Negri, che funge da en-

dal 1° gennaio 2007 ed elevato a

mercialista di fiducia, hanno porta-

te esattore, i contributi dovuti al

1.107,15 euro annui a decorrere

to in deduzione il contributo versa-

Cfmt, non avendo natura previ-

dal 1° ottobre 2011 .

to al Fasdac e taluni tra questi, sul-

denziale o assistenziale, non sono

Come conseguenza della piena

la base di alcune segnalazioni per-

soggetti al medesimo trattamen-

deducibilità fiscale dei contributi

venuteci, hanno ricevuto contesta-

to fiscale dei contributi versati al-

versati al Fasdac, per i dirigenti in

zioni dall’Agenzia delle entrate

la previdenza complementare.

servizio le spese mediche possono

con riferimento alle dichiarazioni

Pertanto, la trattenuta a carico del

essere portate in detrazione solo

presentate nel 2009 relative ai red-

dirigente non è deducibile dal

con riferimento al quantum non

diti del 2008.

reddito, mentre il contributo a ca-

rimborsato dal Fondo, nel limite

La motivazione addotta dall’A-

rico dell’azienda non aumenta il

del 19% della quota eccedente

genzia delle entrate è che il Fa-

reddito imponibile fiscale e pre-

129,11 euro annui.

sdac nel 2008 non risultava esse-

䡵 Prosecutori volontari La formu-

re tra i fondi integrativi del Ser-

lazione del Tuir in vigore fino al

vizio sanitario nazionale istituiti

FASDAC

2007 non rendeva possibile la de-

o adeguati ai sensi dell’art. 9 del

Il trattamento fiscale dei contribu-

ducibilità dei contributi versati

decreto legislativo 30 dicembre

ti versati al Fasdac varia a secon-

ai fondi di assistenza sanitaria da

1992, n. 502, e successive modifi-

da della tipologia di iscritto al

parte di chi vi aderiva volonta-

cazioni, che erogano prestazioni

Fondo (dirigente in attività di ser-

riamente e non in applicazione di

negli ambiti di intervento stabili-

vizio, prosecutore volontario o

un contratto collettivo nazionale

ti con decreto del ministro della

pensionato):

di lavoro. Dal 2008 in avanti i pa-

Salute. Tutto ciò senza tenere

䡵 Dirigenti in servizio Il limite di

reri sulla possibilità di dedurre o

conto del fatto che nel 2008 (co-

non concorrenza alla formazione

meno il contributo per i volontari

me del resto avviene ancora og-

del reddito di lavoro dipendente

sono stati discordi, perché la nor-

gi) tali fondi non risultavano

dei contributi versati ai fondi con-

mativa non ha chiaramente equi-

neppure istituiti e che le proce-

parato i contributi versati ai fondi

dure che i fondi di assistenza sa-

di assistenza sanitaria previsti dai

nitaria già esistenti dovevano se-

ccnl di categoria (come è appunto

guire per poter essere dichiarati

il Fasdac) dai dirigenti in servizio

“adeguati” non sono state anco-

3

videnziale .

3

4

Rif. lettera Inps n. 27/8/9008 pervenuta a Confcommercio il 5 gennaio 1996, in risposta a un quesito formulato in merito. Rif. Agenzia delle entrate, nella circolare 4 marzo 1999, n. 55/E.

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4

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ra definitivamente stabilite dagli

La risoluzione citata prende in

di applicare la deduzione di un

organi a ciò delegati (sulla situa-

esame il caso degli iscritti al Fasi

importo effettivo dal reddito.

zione normativa del Fasdac, vedi

in qualità di pensionati, in quan-

Pertanto, poiché anche i ccnl per i

box di approfondimento).

to iscritti a un Fondo per il quale

dirigenti del terziario, della distri-

Sarebbe quindi auspicabile un in-

il contributo aziendale alla ge-

buzione e dei servizi e quelli degli

tervento chiarificatore al riguardo.

stione pensionati risulta essere

altri settori rappresentati da Ma-

Nel frattempo, riteniamo preferibi-

cumulativo e indifferenziato, e

nageritalia prevedono il versa-

le consigliare di seguire un com-

non riferito a ogni singolo diri-

mento a carico delle aziende di un

portamento più prudente e quindi

gente andato in quiescenza. Se-

contributo per finanziare la ge-

non dedurre il contributo ma por-

condo l’Agenzia delle entrate,

stione pensionati Fasdac, con rife-

tare in detrazione il 100% della spe-

non potendo risalire al contribu-

rimento a ciascun dirigente in ser-

sa medica, anche per la parte rim-

to complessivamente versato a

vizio e non al singolo ex dirigente

borsata dal Fasdac, fermo restando

favore di tali iscritti (quota a cari-

ora pensionato, gli iscritti al Fon-

il fatto che ogni associato può libe-

co del pensionato + quota a cari-

do in qualità di dirigenti pensio-

ramente decidere di agire diversa-

co dell’azienda) non è possibile

nati rientrano nella stessa fattispe-

mente, seguendo il consiglio di un

verificare il raggiungimento del

cie presa in esame dall’Agenzia

professionista di fiducia.

massimale di deducibilità e quin-

delle entrate.

Ritorneremo in ogni caso sull’argomento per aggiornarvi sugli esiti degli accertamenti e su eventuali ulteriori sviluppi del contenzioso tributario in atto. 䡵 Pensionati L’Agenzia delle entrate, con risoluzione dell’11 luglio 2008, n. 293, ha chiarito che, anche con la nuova formulazione dell’art. 10, comma 1, lett. e-ter del Tuir, nulla cambierà rispetto al passato per gli iscritti al Fasdac in

SITUAZIONE NORMATIVA FASDAC L’art. 51 comma 2, lett. a, del Tuir attribuisce la “non concorrenza alla formazione dei redditi di lavoro dipendente” ai contributi versati a enti e casse aventi esclusivamente fine assistenziale entro il limite annuo di 3.615,20 euro, purché rispettino la destinazione del 20% delle risorse ai seguenti ambiti: 1. prestazioni sociali a rilevanza sanitaria da garantire alle persone non autosufficienti; 2. prestazioni sanitarie a rilevanza sociale da garantire alle persone non autosufficienti in ambito domiciliare, semi-residenziale e residenziale; 3. prestazioni finalizzate al recupero della salute di soggetti temporaneamente inabilitati da malattia o infortunio; 4. prestazioni di assistenza odontoiatrica compresa la fornitura di protesi dentarie.

qualità di pensionati che, quindi, continueranno a non dedurre il contributo versato al Fondo. A fronte di tale mancata deduzione, in sede di dichiarazione dei redditi è permesso portare in detrazione l’intero ammontare delle spese mediche sostenute, compresa la parte rimborsata dal Fasdac, nel

Secondo le disposizioni fornite dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali con decreto 27 ottobre 2009, in fase di prima applicazione la verifica del rispetto della destinazione del 20% alle risorse vincolate è effettuato a partire dall’anno gestionale 2010, per il quale gli enti/casse iscritti all’Anagrafe del ministero hanno dovuto produrre un’autocertificazione entro luglio 2011. In conformità a quanto previsto dal citato decreto ministeriale, il Fasdac, Fondo “Mario Besusso”, ha provveduto nei termini all’iscrizione all’Anagrafe dei Fondi, ricevendo il 10 giugno 2010 l’attestazione di iscrizione da parte del dipartimento di qualità - direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute.

limite del 19% della quota eccedente 129,11 euro annui.

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CATTURATI DALLA RETE Cristina Papini

catturati

U GESTIRE LE PROPRIE FINANZE ONLINE

È un’azienda globale con posizione di leadership nelle misurazioni e informazioni di marketing relative a consumer, retail, advertising, televisione, internet, mobile e altri media. È presente in oltre 100 paesi con sede a New York e Diemen in Olanda. Cristina Papini è reasearch & analytics sales director online. Per maggiori informazioni: www.nielsen.com/it.

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Un italiano online su due, il 51% dei navigatori, fruisce di siti finance (banking, informazione finanziaria, mutui, assicurazioni...). Si tratta della penetrazione più bassa rispetto ai principali paesi europei e che vede nella Francia il mercato maggiormente interessato al settore (68%) e Gran Bretagna, Germania e Spagna pressoché allineate (60%). Questa caratteristica, dovuta in parte al lento processo di alfabetizzazione digitale e in parte al retaggio culturale legato alla gestione del denaro nel nostro paese, si è mantenuta costante negli anni. Sin dal 2006, infatti, scontavamo 19 punti percentuali di differenza nell’attrattività di tali siti rispetto al mercato più avanzato tra quelli precedentemente citati. Nonostante il poco premiante confronto d’Oltralpe, sempre più italiani gestiscono online il proprio denaro: a dicembre 2011 circa 7,9 milioni di utenti hanno effettuato il login nell’area riservata delle banche, il 14% in più rispetto allo scorso anno. Non solo aumenta l’audience, ma anche il tempo dedicato a informarsi su prodotti/servizi finanziari e a consultare/movimentare il proprio conto corrente. Nell’ultimo mese dell’anno gli italiani hanno trascorso sui siti bancari quasi 430 milioni di minuti, il 12% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa tendenza, molto accentuata nel primo semestre (+47%), deriva da molteplici fattori: da un lato l’aumento dei navigatori nel nostro paese (+11% valore medio di audience 2011 vs 2010 – fonte Au-

diweb), dall’altro la maggiore attenzione con cui i consumatori valutano le caratteristiche di un’offerta diversificata e complessa, nonché lo sviluppo sempre più strutturato delle attività di engagement da parte dei principali operatori bancari sui social network. Il legame con il territorio I player che registrano i più elevati tassi di crescita nell’anno sono banche dirette e le tradizionali con un forte legame con il territorio. La performance più rilevante in questo senso è quella di Banca Mediolanum, la cui audience, grazie anche alla promozione del nuovo conto deposito “InMediolanum”, nel primo semestre è più che raddoppiata. A crescere di oltre il 20% in un anno sono Cariparma, Banca Sella, Credito Valtellinese e le Banche di Credito Cooperativo. I top player UniCredit e Intesa Sanpaolo crescono con valori leggermente inferiori. Grazie alla loro natura di investimento a basso rischio, i conti deposito sono il prodotto dove la concorrenza sembra essersi fatta più accesa. Banche territoriali e player entrati di recente nel mercato online hanno contribuito a dar vita a un’offerta variegata. Sono 600mila circa gli italiani che a dicembre hanno utilizzato i siti bancari per informarsi su questo genere di prodotti. Banche sempre più social Con oltre 23 milioni di utenti sui social media, anche il settore finanziario è stato attratto dalle innovative forme di contatto con


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clienti e prospect offerte dal web: Facebook e altri servizi simili sembrano essere divenuti parte integrante delle attività di comunicazione delle principali banche italiane. Molte di esse hanno cominciato infatti a presidiare i social network con strategie mirate. Si tratta di un consistente bacino sul quale sviluppare attività di acquisizione: gli utenti che visitano i siti top 5 della categoria sono circa 21,5 milioni. Di questi, meno del 45% fruisce dei siti bancari. Questa scarsa sovrapposizione dipende, tra gli altri fattori, dall’età dei frequentatori dei servizi social (il 23% è al di sotto dei 25 anni), ma apre anche opportunità su questa tipologia di target, sul quale i player bancari scontano una più elevata difficoltà di acquisizione. Attualmente, il target dei siti di banking è composto per il 40% da individui di età compresa tra i 35 e i 49 anni, mentre i giovani fino ai 25 anni rappresentano appena il 10% dell’audience complessiva. La presenza sui social media consente inoltre una relazione più stretta con la propria customer base in ottica di fidelizzazione e quindi di promozione “bottom up” del brand. Diverse sono le esperienze ormai consolidate in questo senso da parte di operatori come Intesa Sanpaolo, che ha sviluppato su Facebook un touch point del servizio clienti, o WeBank, che ha coinvolto i clienti attraverso la progettazione e il test di alcuni servizi, come l’applicazione per iPad. Il successo di questi casi, peraltro non isolati a livello europeo, testimonia come il dialogo e la collaborazio-

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ne tra impresa e cliente costituisca un importante patrimonio in ottica di sviluppo della relazione e del business. La forza del passaparola Del resto, il dialogo tra clienti è già oggi sviluppato su internet: sono 1,8 milioni gli italiani che dichiarano di aver cambiato la propria decisione d’acquisto in merito a un prodotto/servizio finanziario dopo aver letto online un giudizio negativo e circa 1,3 milioni coloro che sono stati influenzati da uno positivo (fonte: Osservatorio Multicanalità 2011). È quindi cruciale per le aziende, anche finanziarie, monitorare con attenzione l’evoluzione del passaparola su prodotti/servizi e dotarsi di strumenti mirati per presidiare i luoghi dove clienti e prospect formano la loro opinione e perfezionano le scelte di acquisto. Gli “home banker” sono più attivi online e quindi più esposti a forme di contatto peer-to-peer con altri clienti; sono infatti digitalmente più evoluti e maggiormente propensi alle novità: il 70% di essi si

tiene informato sulle novità tecnologiche (+5 punti percentuali rispetto al totale utenti) e il 58% dichiara di non aver timore ad acquistare prodotti e servizi su internet (+8 punti percentuali), solo per fare alcuni esempi. I target di riferimento Due sembrano essere i temi rilevanti nel medio periodo anche per il settore finance online. Il primo è rappresentato dai giovani, soprattutto quelli di età compresa tra i 18 e i 34 anni, che costituiscono il 30% dell’utenza internet. La sfida consiste nel catturare la loro attenzione e fiducia mediante lo sviluppo di una comunicazione e di servizi in linea con valori e comportamenti di consumo diversi da quelli delle generazioni precedenti. Il secondo punto è il mobile. In Italia gli smartphone sono il 50% dei telefoni cellulari. Sarà quindi sempre più cruciale pensare multicanale, integrando il mobile in maniera coerente tra i canali consolidati, sfruttando appieno le potenzialità in ottica di cross e upselling.

Nielsen eFinance eFinance è la famiglia di studi realizzata da Nielsen sui segmenti banking, credito al consumo e assicurazioni. Le indagini restituiscono evidenze e insight sui comportamenti dell’utenza internet. Tali informazioni sono integrate con dati provenienti dalle altre fonti Nielsen e con le dichiarazioni degli stessi player attivi nel mercato. La rilevazione dell’audience e dei consumi online avviene attraverso il panel meterizzato NetView di oltre 35.000 individui, che rappresenta la navigazione internet da casa (anni 2+) e da ufficio (anni 16+).

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Cfmt

PENSIERI STUPENDI L La password per ripartire in tempi di crisi è innovazione: ma per essere efficaci occorre cominciare da se stessi. Ecco un percorso di incontri che guarda in questa direzione Valeria Cantoni

A PAROLA INNOVA-

ZIONE è come il latte a colazione quando si è

piccoli: ti raccontano

che o lo bevi tutto o non cresci. Da

piccoli ci si crede. Si svuota la scodella e basta. Da adulti, se non ci domandiamo il perché, rischiamo di restare bambini travestiti da uomini e donne d’affari. Assolutamente ridicoli. E allora, questo “latte-innovazione”, perché ci viene proposto con tale insistenza? Come possiamo

passo con i partner internaziona-

trovare la nostra ricetta, la nostra

li, cercando di creare nuove idee,

giusta dose di zucchero o di bi-

nuovi prodotti, nuovi processi e

scotti perché sia veramente adat-

fare la differenza, sempre, dal mo-

to a noi e al nostro sviluppo?

mento che è su questo territorio

Antonio Tajani, vicepresidente e

che ci giochiamo ogni possibilità

commissario europeo per l’indu-

di superare la crisi a testa alta.

stria e l’imprenditoria, ha dichiara-

36

MARZO 2012

to: «I risultati di quest’anno sono

Cosa significa

un chiaro segnale della necessità di

innovare in tempo di crisi?

compiere maggiori sforzi per po-

Acquisire nuova tecnologia? For-

tenziare l’innovazione. Se voglia-

se, ma non è sufficiente. Importare

mo colmare il divario che ci separa

modelli internazionali che ci sem-

dai nostri principali partner econo-

bra abbiano funzionato? Rassicu-

mici e superare la crisi attuale dob-

rante, ma in realtà rischioso perché

biamo rivolgere tutte le nostre at-

è come far crescere le papaye a Ci-

tenzioni all’innovazione».

nisello Balsamo. La logica dell’im-

Una risposta non particolarmente

portare da fuori si trova a fare i con-

originale, ma credibile: stare al

ti con un altro approccio, più orien-


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re nuove idee «ci vogliono sistemi

premonitore di ispirazione, inno-

nazionali di ricerca e di innovazio-

vazione e cambiamento in chi vor-

ne in grado di creare un ambiente

rà essere con noi. Partire da se

che promuove l’innovazione del-

stessi significa aprire la propria fi-

le imprese», sostiene Máire Geo-

nestra cognitiva, emotiva e cono-

ghegan-Quinn, commissaria eu-

scitiva per guardare al di là di ciò

ropea per la Ricerca, l’Innovazio-

che abitualmente pensiamo, sen-

ne e la Scienza.

tiamo e conosciamo.

I sistemi sono creati dagli esseri

Con questa premessa Cfmt ha di-

umani e ognuno di noi è protago-

segnato alcuni appuntamenti in

nista e responsabile dell’ambiente

cui lo stare insieme, in ascolto di

in cui lavora e vive. In ufficio, in fa-

maestri del pensiero e delle arti,

miglia, in strada, si può essere sempre modello per chi ci sta vicino e insieme co-creatori del sistema. Non aspettiamoci grandi movimenti dall’alto che ci facilitino nell’affrontare questo momento così difficile e insieme sfidante. Partiamo dalla nostra quotidianità, dal nostro piccolo sistema di collaboratori, di familiari, di vicini di casa, Keith Haring, Untitled, 1987

per creare l’ambiente migliore af-

Partire da se stessi significa aprire la propria finestra cognitiva, emotiva e conoscitiva per guardare al di là di ciò che abitualmente pensiamo, sentiamo e conosciamo

tato a creare valore all’interno del

finché il sistema si sviluppi con po-

sistema, modificandolo a partire

sitività e non imploda.

dal cambiamento dei propri ele-

In sintesi: innovare per restare vi-

assume un valore reale perché

menti endogeni. Dunque, innova-

vi è la risposta al perché l’innova-

può divenire un’esperienza indi-

re dal di dentro, dalle persone in-

zione ci fa bene come il latte. Crea-

viduale condivisa con chi ha istan-

terne all’Organizzazione. E, se si

re l’ambiente migliore è la rispo-

ze simili di innovazione nella pro-

ha la responsabilità di gestire un

sta al come dare vita a idee nuove,

pria Organizzazione.

gruppo, piccolo o grande che sia, si

realizzabili ed esportabili. Partire

Che cosa può imparare un mana-

tratta di innovare a partire da sé.

da se stessi risponde invece al me-

ger dall’arte? Forse niente, forse

Infatti, come poter innovare se

todo da usare per acquisire credi-

molto, dipende dal grado di ascol-

non si è innovativi? Come preten-

bilità e motivare le persone all’in-

to e curiosità che si decide di con-

dere di cambiare l’Organizzazio-

terno dell’Organizzazione.

cedere, al di là delle scadenze di budget, delle telefonate da fare,

ne se non si cambia prima se stessi? Come essere credibili nel ruolo

Innovare se stessi

delle presentazioni da revisionare.

di dirigenti, protagonisti dell’epo-

Partiamo dall’invito e insieme

Che cosa accade quando il punto di

ca dei grandi cambiamenti, se pri-

dalla condivisione del nuovo per-

vista di artisti che abitano diversi

ma non si lavora sul proprio cam-

corso di incontri che Cfmt ha in-

campi della creatività si incontra

biamento? Di approccio, di pen-

trapreso nel 2012 e il cui titolo,

con quello di pensatori inclini a far-

siero, di comportamento. Per ave-

“Pensieri stupendi”, speriamo sia

si domande importanti, ad affronMARZO 2012

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Cfmt pienezza, in maniera più consape-

un manager del 2012 e con la crea-

vole e con sguardo vasto.

zione di un ambiente adatto a par-

Più che l’innovazione di cui si par-

torire idee che ci conducono al

la sui tavoli istituzionali, ci inte-

successo della nostra azienda?

ressa approfondire l’idea che sia

Se l’idea di ripartire da se stessi

attraverso l’innovazione sociale

per poi co-creare insieme al grup-

che le Organizzazioni possono

po ha una qualche veridicità, allo-

svilupparsi, creare maggiore valo-

ra queste parole acquistano un

re e differenziarsi nel mercato glo-

senso proprio di guide. Perché so-

bale. È solo attraverso la collabo-

no indagate da punti di vista ine-

razione attiva tra intelligenze,

diti, come quello delle arti del pre-

sensibilità, competenze e cono-

sente e della filosofia che si incon-

scenze diverse che si creano grup-

trano per dare vita appunto a

pi efficaci sul piano della produ-

“pensieri stupendi”, dove tutto è

tare discipline speculative, a ricer-

zione di nuove idee e di sistemi

imprevedibile e fuori dagli sche-

care il senso della nostra esistenza

adeguati per realizzarle.

mi della cultura manageriale.

È solo attraverso la collaborazione attiva tra intelligenze, sensibilità, competenze e conoscenze diverse che si creano gruppi efficaci sul piano della produzione di nuove idee e di sistemi adeguati per realizzarle

Lo stare ai margini si scopre essere

e della nostra cultura? Potranno venire alla luce domande ancora

Emergere dal gruppo

oggi più che mai utile per chi neces-

più interessanti, prospettive inedi-

È uscendo dalle barriere di compe-

sita di una visione ampia e trasver-

te, sguardi trasversali e sufficiente-

tenza, insieme agli altri, che si può

sale, là dove la centralità del potere

mente strabici da permetterci di

innovare. Aprirsi, mettersi in

rischia di tenerci prigionieri in ter-

guardare alla nostra quotidianità

ascolto, invitare al proprio tavolo

ritori dai confini troppo ristretti. Il

con occhi diversi. In poche parole:

lo scienziato insieme al giullare,

malinteso è esperienza quotidiana

occasioni di ispirazione per vive-

l’artista insieme al contabile. Che

nelle nostre relazioni ed è un termi-

re il nostro presente con maggiore

gruppo assortito, quali insolite

ne che troppo a lungo è rimasto re-

possibilità di emergere dal magma

cluso nel cassetto delle esperienze

uniforme delle verità manageriali,

da evitare. Va solo capito come ren-

del si fa così e del si pensa così.

dere i nostri malintesi strumenti di

Confini, marginalità, migrazioni,

relazioni più creative.

prossimità, malintesi, cosa c’en-

La migrazione e il passaggio ci

trano queste parole con le sfide di

conducono alla possibilità di cam-

Che cosa può imparare un manager dall’arte? Forse niente, forse molto, dipende dal grado di ascolto e curiosità che decide di concedersi.

biare prospettiva, aiutare a modificare lo sguardo, dare vita a quella conversione che non è altro che il convertere latino, sinonimo di mutamento e cambiamento. Liberare i significati dalle loro gabbie e consegnarli alla libera creatività di un pensiero che può portarci a innovare con più efficacia. Ecco perché abbiamo chiamato gli artisti e i pensatori contemporanei.

Museo Pecci Milano, spazio espositivo distaccato del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci Prato.


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PENSIERI STUPENDI Arte e pensieri del presente per ispirare il futuro Cfmt promuove nel 2012 Pensieri Stupendi, un nuovo ciclo di incontri dove i linguaggi artistici della contemporaneità diventano leva strategica per ispirare idee e generare comportamenti in grado di interpretare in modo nuovo la nostra quotidianità. I dialoghi, moderati da Valeria Cantoni, presidente di Art For Business, si presentano quali momenti di ampio respiro culturale, che vedono in azione il confronto tra artisti e pensatori di rilievo internazionale appartenenti a diverse discipline. 5 marzo ABITARE IL CONFINE: MARGINI E CENTRALITÀ con Franco Farinelli e Armando Punzo

3 APRILE NON CI SIAMO CAPITI: IL MALINTESO COME OPPORTUNITÀ DI RELAZIONE con Franco La Cecla e Lorenzo Loris Noi esseri umani siamo macchine progettate per comunicare, ma celiamo un sottile paradosso: alla base delle nostre relazioni ci sono sempre malintesi. La diversità di ogni individuo rispetto a un altro rende il rapporto irriducibile a una perfetta corrispondenza di senso, con la conseguenza di generare errori e frustrazione. Ripercorrendo il ruolo del malinteso nella storia dell’umanità scopriamo, però, quanto positiva sia stata la sua funzione, come strumento di convivenza tra culture. Come rendere i nostri malintesi strumenti di relazioni più creative e aperte? Lo chiederemo all’antropologo Franco La Cecla e al regista Lorenzo Loris che, grazie alle loro ricerche, hanno sperimentato da vicino le innumerevoli opportunità che il malinteso ci offre.

14 MAGGIO DA DOVE VENIAMO, DOVE SIAMO DIRETTI: PASSAGGI DELL’OGGI con Carlo Sini e Adrian Paci Abbiamo chiamato un grande filosofo come Carlo Sini e l’artista albanese Adrian Paci, che abita e lavora in Italia da molti anni. A loro il compito di aiutarci a capire quali migrazioni e metamorfosi sono richieste al nostro pensiero per poter essere adeguato al presente in cui viviamo e lavoriamo. Lo stare fermi, l’essere solidi, non è più un valore assoluto, non è più un asset per chi deve gestire sistemi complessi come le organizzazioni. Il filosofo e l’artista migrano di continuo il proprio pensiero e punto di vista perché vivono facendosi domande più che cercando risposte. Carlo Sini, uno dei più autorevoli filosofi italiani, molto apprezzato dai non addetti ai lavori per la sua semplicità e chiarezza di linguaggio, dialoga con Adrian Paci che ha fatto dei movimenti del pensiero e del punto di vista il centro della sua poetica artistica.

3 aprile

18 GIUGNO

NON CI SIAMO CAPITI: IL MALINTESO COME OPPORTUNITÀ DI RELAZIONE con Franco La Cecla e Lorenzo Loris

DISTANZA E NUOVE PROSSIMITÀ con Luigi Zoja e Paolo Rosa

14 maggio DA DOVE VENIAMO, DOVE SIAMO DIRETTI: PASSAGGI DELL’OGGI con Carlo Sini e Adrian Paci 18 giugno DISTANZA E NUOVE PROSSIMITÀ con Luigi Zoja e Paolo Rosa

Il ciclo si chiude con un tema al centro della nostra contemporaneità: il rapporto tra cultura digitale, dominata dalla distanza, e cultura della relazione, abitata dalla prossimità tra essere umani. A Luigi Zoja, psicanalista junghiano, autore di un recente libro su La morte del prossimo, e a Paolo Rosa, videoartista fondatore del gruppo Studio Azzurro, chiederemo come possiamo continuare a essere prossimi ai nostri compagni, colleghi, collaboratori, ossia all’Altro, senza fuggire dalla rete che ci tiene distanti con l’illusione di mantenerci uniti. Come valorizzare la distanza della rete per creare prossimità? Domande piene di contraddizioni, come contraddittoria è la vita professionale nella quale siamo calati tutti i giorni; si tratta solo di abitarla con serenità e sapere stare nelle contraddizioni senza per forza cercare una risoluzione. Questa è la contemporaneità, è utile saperla capire da diverse prospettive.

Gli incontri si tengono a Milano dalle 19 alle 20,30 in luoghi significativi per la produzione artistica. Un progetto di:

Per informazioni e iscrizioni: www.cfmt.it Coordinamento: Simona Silvestri tel. 02 5406311- email: ssilvestri@cfmt.it

In collaborazione con:


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DAL DIARIO DI UN HEAD HUNTER Roberta Galli

...hunter

N PMI, ISTRUZIONI PER L’USO

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MARZO 2012

Negli ultimi mesi mi è capitato di partecipare ad alcuni eventi sul tema organizzazione e management nel corso dei quali due professori universitari, di diversa estrazione, hanno affermato: «Conosciamo ancora poco o niente della media impresa italiana, con la sua originalità di modelli organizzativi e di sviluppo che invece la scienza manageriale affronta a partire dagli schemi della grande impresa internazionale, peraltro non sempre risultati di successo». In questo momento di mercato del lavoro non facile, in cui una parte significativa della domanda proviene dalla media impresa (le grandi sembrano ancora in fase di ristrutturazione, contenimento costi e in generale ancora “in attesa”), vale forse la pena cercare di capirne di più, partendo come sempre dall’angolo di visuale operativo e pragmatico di chi per mestiere si trova ad affrontare queste problematiche, senza la presunzione di inventare nuove scienze manageriali dedicate alla pmi. Anche se nel vissuto di molti dei manager che incontro la media impresa italiana non è più una soluzione di ripiego, come accadeva fino ad alcuni anni fa, mi sembra che ancora oggi vi sia un approccio del tipo “vengo per insegnarti come si fa” e che nell’approfondire i possibili contenuti del ruolo eventualmente proposto si tenda ad andare più alla scoperta di aree di miglioramento o di ottimizzazione che alla ricerca della comprensione della realtà di cui si parla, dei suoi fattori specifici di successo,

dei valori su cui si basa, delle strategie talvolta non esplicitate ma sempre presenti nell’imprenditore e infine delle aspettative derivate dall’ingresso di un nuovo manager, anch’esse non sempre predefinite. Molte identità Questo atteggiamento è in profondo contrasto con la prima grande caratterizzazione delle pmi: la numerosità e la diversità delle loro “cifre identitarie”, la cui originalità e non riconducibilità agli schemi è una ricchezza e non una debolezza, con le conseguenti difficoltà di codifiche e inquadramenti in categorie spesso derivanti dalle “regole” di scienze manageriali nate e sviluppate altrove. Nel caso di richiesta da parte del datore di lavoro di trasferimento nella stessa città dell’azienda, il candidato sostiene che lo stesso equivale a un pendolarismo (“garantisco comunque la presenza, no?”), ignorando che quasi sempre le pmi hanno un legame molto forte con il territorio e che questo legame è uno dei valori fondamentali dell’impresa ed è vissuto come tale dall’imprenditore. La commistione fra componente strategica e operativa del lavoro è un’altra delle caratteristiche spesso frequenti nella pmi guidata dall’imprenditore e che altrettanto spesso viene interpretata dal manager come “mancanza di capacità di delega” e “accentramento”, dimenticando che forse questo modo di lavorare nelle imprese di successo può anche significare che l’imprenditore ha


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un’integrazione di competenze che gli garantiscono la padronanza del suo business, della concorrenza, dell’ambiente socio-economico di riferimento, delle possibili evoluzioni: questo può consentirgli maggiore capacità decisionale e immediatezza di reazione, ambedue requisiti divenuti essenziali con i ritmi attuali. L’incognita del padrone Altro commento critico che sento spesso dal professionista abituato ai meccanismi di pianificazione rigorosi (o rigidi?) della grande multinazionale: «Si fanno le strategie e poi il padrone cambia idea». Può essere una critica legittima, ma questo modus operandi può anche significare che al vertice c’è un imprenditore illuminato, che sa cogliere l’opportunità quando si presenta: non dimentichiamo che l’impresa non si basa solo sulle regole ma anche sull’intuito e sull’innovazione! Nella pmi le qualità umane dei manager (quelle che oggi alcuni chiamano life skill) sono mediamente molto più importanti delle componenti tecnico-professionali: il bicchiere mezzo vuoto dice che non si sa riconoscere la competenza e che le valutazioni delle performance sono troppo personalistiche, soggettive e quindi non corrette, quello mezzo pieno che il manager è visto come persona nella sua interezza, in un contesto dove la partecipazione e la condivisione sono ritenuti primari fattori di successo (spesso ci si dimentica che in queste imprese il riferimento primario è quello familiare, con i suoi punti di forza e di debolezza!).

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Azienda

CONTRATTO DI RETE

CRESCITA

STRUMENTO PER

Opportunità, agevolazioni e prospettive del nuovo accordo: uno sbocco alle imprese e ai manager per uscire dalle impasse finanziarie

I

N UN MONDO IN CUI LA DISTANZA E LA BARRIERA FISICA non rappresentano più un ostacolo per il successo di un’impresa e la cooperazione ne diventa fattore vincente, occorreva individuare e regolamentare uno strumento normativo che desse risposta al paradosso di coniugare autonomia e coordinamento, stabilità e flessibilità, cooperazione e competizione. I contratti di

rete sono dunque un tentativo per compensare le ridotte dimensioni delle pmi italiane, pur senza far loro rinunciare al valore dell’autonomia e dell’indipendenza, valori fondanti del successo del sistema produttivo italiano, e le nuove, non più procrastinabili, sfide soprattutto sui mercati internazionali e sul tema della ricerca e dell’innovazione. Chiariamo subito come il contratto di rete sia differente dal raggruppamento temporaneo di imprese e dal consorzio. Per raggruppamento temporaneo di imprese si intende il sistema a cui le imprese ricorrono per partecipare a gare d’appalto quando non possiedono singolarmente le categorie richieste nel bando e si caratterizza da un rapporto di

Roberto Saliola

mandato con rappresentanza conferito collettivamente a un’impresa “capogruppo”. Il consorzio è invece il contratto con il quale due o più imprenditori “istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese” (art. 2602 del codice civile). È evidente come la differenza fondamentale tra queste forme di cooperazione imprenditoriale e il contratto di rete risieda nello “scopo” specifico dell’aggregazione fra le imprese partecipanti al contratto di rete e nell’assenza nelle altre forme di un programma comune duraturo e non limitato al compimento di un affare specifico o alla disciplina delle “fasi” della rispettiva attività d’impresa. Definizione e obiettivi Il contratto di rete (istituito con la legge 9 aprile 2009, n. 33, e integrato con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122) viene definito

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ER LA

come “il contratto mediante il

e 1466 del codice civile. Non è pe-

quale più imprenditori perseguo-

rò purtroppo tutto così semplice:

no lo scopo di accrescere, indivi-

l’innovatività dello strumento ha

dualmente e collettivamente, la

infatti obbligato il legislatore a

propria capacità innovativa e la

operare alcune scelte che per cer-

propria competitività sul merca-

ti versi appaiono ibride.

to e a tal fine si obbligano, sulla

In alcuni passaggi si fa infatti rife-

base di un programma comune di

rimento a definizioni proprie del

rete, a collaborare in forme e in

contratto di società, integrando lo

ambiti predeterminati attinenti

scopo che diventa quello “di ac-

all’esercizio delle proprie impre-

crescere la reciproca capacità in-

se, ovvero a scambiarsi informa-

novativa e la competitività sul

zioni o prestazioni di natura in-

mercato”. Ed è proprio l’utilizzo

dustriale, commerciale, tecnica o

di termini propri della struttura

l’attività della rete a quelle previ-

tecnologica, ovvero ancora a eser-

societaria a sollevare incertezze.

ste nell’oggetto sociale, si riduce

citare in comune una o più attivi-

In primo luogo, come risulta dal-

la possibilità che le stesse possa-

tà rientranti nell’oggetto della

la definizione, con il contratto di

no fare insieme ciò che non avreb-

propria impresa”.

rete le imprese si obbligano a

bero fatto da sole.

Dalla definizione emerge come ci

esercitare in comune attività eco-

Non suscita minori perplessità

troviamo di fronte a un contratto

nomiche rientranti nei rispettivi

l’assenza di regolamentazione cir-

plurilaterale a scopo comune, al

oggetti sociali. In questo modo,

ca la responsabilità patrimoniale

quale risulterebbero pertanto ap-

vincolando le aziende a esercita-

del fondo (il fondo è un elemento

plicabili gli artt. 1420, 1446, 1459

re in comune le attività e legando

accessorio e non obbligatorio),

I contratti di rete sono un tentativo per compensare le ridotte dimensioni delle pmi italiane, pur senza far loro rinunciare al valore dell’autonomia e dell’indipendenza

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APPROFONDIMENTO SUL TERRITORIO

Azienda formato dai conferimenti effettua-

Un focus sui contratti di rete, con alcuni esempi pratici, è

ti dai singoli contraenti, anche al-

stato al centro di un convegno organizzato da Manageri-

la luce del dibattito inerente la

talia Roma lo scorso 16 febbraio.

sussistenza o meno di soggettivi-

Ricco il panel dei relatori: oltre a Roberto Saliola (vicepresi-

tà della rete.

dente Manageritalia Roma), Marcella Mallen (presidente Manageritalia Roma), Andrea Maria Felici (ministero dello Svilup-

Vantaggi e agevolazioni

po economico, dipartimento per l’Impresa e l’internazionalizza-

È bene chiarire che dal contratto

zione), Massimo Fiaschi (segretario generale Manageritalia),

di rete non scaturisce un sogget-

Francesco Fanti (Monte dei Paschi di Siena), Donatello Aspro-

to giuridico autonomo e distinto

monte (analista economico e finanziario), Silvana Marcotulli

rispetto ai partecipanti, né quin-

(Studio legale internazionale Marcotulli & Partners), Giuseppe

di un nuovo soggetto passivo a

Moretta (dottore commercialista, revisore contabile), Marco

livello tributario. Si tratta di un

Belisario (direttore e vicepresidente esecutivo del contratto di

contratto a struttura “aperta”, al

rete “Polo Alta Moda dell’Area Vestina”), Alessandro Addari

quale possono aderire imprese

(presidente del contratto di rete “Partner for Value”) e Alessan-

diverse da quelle che hanno in

dro Trippa (direttore generale del contratto di rete “Diconet”).

origine dato vita alla rete, secondo modalità di adesione prededi tutti coloro che ne sono stati sot-

presa partecipante grazie al co-

toscrittori originari.

siddetto “rating di rete”. In altri

Notevoli sono i vantaggi del con-

termini, gli istituti finanziari, nel

tratto di rete. In primis, le agevola-

processo di valutazione del me-

zioni di natura fiscale riconosciute

rito creditizio, valutano, oltre al-

a ogni impresa che partecipa al

le caratteristiche quali-quantita-

contratto di rete, che consistono

tive dell’impresa, anche le “po-

nella detassazione degli utili desti-

tenzialità” economico-finanzia-

nati al fondo comune, così come

rie della rete di cui la singola im-

previsto dall’art. 42, comma 2-qua-

presa fa parte, applicando un co-

ter del decreto legge 78/2010, con-

efficiente migliorativo al rating

dizionato all’accantonamento del-

proprio dell’impresa. Il migliora-

terminate e stabilite nel contrat-

l’utile di esercizio e all’asseverazio-

mento del rating generale del-

to medesimo.

ne del contratto di rete. Anche le

l’impresa comporta due conse-

Il contratto di rete è redatto per at-

agevolazioni finanziarie non man-

guenze immediate: la prima le-

to pubblico o per scrittura privata

cano, soprattutto di natura regio-

gata al miglior pricing ottenibile

autenticata ed è soggetto a iscri-

nale, finalizzate alla creazione di

sui finanziamenti in essere; la se-

zione nella sezione del registro

aggregazioni di rete mediante lo

conda riconducibile all’incre-

delle imprese presso cui è iscritto

strumento del contratto di rete.

mento della capacità di credito

ciascun partecipante; l’efficacia

Tra i vantaggi generali, invece,

della singola impresa come effet-

del contratto inizia a decorrere da

c’è da segnalare come il contrat-

to del miglioramento del proprio

quando è stata eseguita l’ultima

to di rete sia in grado di aumen-

rating. Inoltre, diversi istituti di

delle iscrizioni prescritte a carico

tare il rating di ogni singola im-

credito stanno lanciando dei pro-

Notevoli sono i vantaggi del contratto di rete. In primis, le agevolazioni di natura fiscale, ma anche quelle finanziarie e di natura regionale non mancano

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dotti ad hoc per le reti di impre-

ed energia (11%) assorbono circa

sa, finalizzati a finanziare gli in-

la metà delle tipologie di settori

vestimenti di rete necessari a rea-

presenti; l’altra metà evidenzia

lizzare il programma di rete.

una notevole frammentazione. Il panorama italiano, almeno fi-

Nel 2011 sono stati siglati 215 contratti di rete con il coinvolgimento di circa 1.100 imprese

Il panorama italiano

no ai primi anni duemila, ha avu-

Il primo contratto di rete è stato

to un modello vincente nel di-

firmato a marzo 2010. A fine di-

stretto industriale. L’evoluzione

cembre 2011 sono stati siglati 215

e la crisi degli ultimi anni hanno

contratti con il coinvolgimento di

determinato un’accelerazione

sforzo di coniugare un indirizzo

circa 1.100 imprese; prevale però il

nei processi di globalizzazione e

programmatico centrale con la li-

principio della regionalità, nel

internazionalizzazione

della

bertà d’impresa. È dunque possibi-

senso che il 58% dei contratti di re-

produzione e una sempre più

le utilizzare il termine “democrati-

te costituiti prevedono la parteci-

consistente pressione competiti-

co”, con riferimento sia alla libertà

pazione di imprese con sede nella

va dei paesi di nuova industria-

con cui il legislatore ha volutamen-

medesima regione, il 13% mostra

lizzazione.

te lasciato mano libera ai contratti

una decisa prevalenza regionale,

Il sistema paese e le imprese stan-

di rete di definire le proprie regole

mentre solo il 29% può definirsi

no tentando di reagire alle mutate

di governance interna, sia alla

multi-regionale, ossia con una

condizioni di conte-

possibilità che partecipino ai con-

partecipazione paritetica di im-

sto con lo

tratti imprese di forma e di-

prese ubicate in regioni differenti.

mensione diversa che, nel-

Analizzando poi la ripartizione

l’ambito delle forme ag-

settoriale dei contratti di rete, le

gregative preesisten-

prime quattro tipologie di attività,

ti, non avrebbero

settore dell’automazione della

trovato convenien-

meccanica (13%), servizi avanzati

za o possibilità al-

alle imprese (14%), edilizia (11%)

l’aggregazione. 䡵

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ASSICURATESE PER TUTTI

1. LA STORIA

2. IL RISCHIO E LA COPERTURA

3. LE GARANZIE

IN VIAGGIO CON ASSIDIR NEL MONDO DELLE ASSICURAZIONI

C

per tutti

IL RUOLO DI ASSIDIR

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MARZO 2012

Con questo numero di Dirigente si chiude il ciclo di articoli della rubrica “Assicuratese per tutti”. Il nostro viaggio con Assidir nel mondo delle assicurazioni ha cercato di renderci più familiari termini e concetti che possono essere fuorvianti, se non nascondere delle vere e proprie insidie qualora vengano utilizzati senza conoscerne approfonditamente il significato. Utile chiedersi, a questo punto, perché Assidir si sia data la pena di sforzarsi in questo esercizio. Perché è un’azienda di proprietà di Manageritalia che svolge una funzione di servizio per tutti gli associati e considera la divulgazione delle conoscenze in campo assicurativo come uno dei propri

compiti istituzionali per supportarli al meglio. Vale quindi la pena dedicare ancora cinque minuti del nostro tempo per ripercorrere la storia di Assidir e ricordarne caratteristiche e funzioni fondamentali. Il braccio operativo di Manageritalia Come abbiamo già ricordato, Assidir non è un’azienda qualunque ma è strettamente legata a Manageritalia che, detenendone il controllo, ne ha fatto il “braccio operativo” degli associati per la gestione di tutte le problematiche assicurative. Cosa vuol dire, però, essere un braccio operativo? Nel nostro caso significa avere la capacità di tradurre in pratica piani


••13ASSICURATESE.2

IE

4. GLI ATTORI

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5. RAPPORTO CITTADINO/ASSICURAZIONE

strategici sviluppando tutte le azioni necessarie per raggiungerne gli scopi. In quest’ottica, l’obiettivo di Assidir, sin dalla sua nascita, che risale al 1990, è stato proprio quello di fornire strumenti in campo assicurativo destinati a completare il quadro delle tutele offerte ai dirigenti associati e, da tempi più recenti, ai quadri e ai professional iscritti. Presupposto di base per essere un operatore efficiente, però, è l’avere un’approfondita conoscenza della problematica di cui ci si deve occupare. Assidir, in questo, risponde pienamente a tutti i requisiti: il personale – dal management agli specialisti di settore e agli operativi –

6. LA LEGGE E LA CONTRATTUALISTICA

7. IL SINISTRO

8. IL RUOLO DI ASSIDIR

ha un’esperienza pluriennale nel settore assicurativo ed è in grado di sviscerare tutti gli aspetti dei problemi che vengono loro sottoposti. Ed è proprio in relazione a queste competenze che vale la pena di sottolineare alcune peculiarità di Assidir. Assidir e la Convenzione Antonio Pastore Nella galassia delle tutele che Manageritalia offre ai propri associati esistono realtà molto conosciute, come ad esempio Fasdac e Fondo Mario Negri, e altre che sono più note per i loro servizi di base piuttosto che per l’intero panorama delle attività svolte. Assidir appartiene a quest’ultima categoria ed è certamente conosciuta per la gestione della Convenzione Antonio Pastore (in precedenza Previr). Il ruolo dell’azienda è, in questo caso, la ricerca delle migliori soluzioni in un’ottica di lungo periodo e contemporaneamente la gestione quotidiana di ognuna delle oltre 35.000 posizioni assicurative. Ciò che si cerca di garantire è la protezione del capitale, un rendimento e una serie di coperture sui rischi della persona – premorienza, invalidità permanente da malattia, perdita dell’autosufficienza – che hanno carattere di unicità nello scenario nazionale e che sono rese disponibili per tutti gli associati. Coperture aziendali collettive Assidir effettua consulenza specifica anche per le esigenze di quadri e professional. Di particolare rilievo, in questi ultimi dieci anni, è stata l’attenzione per l’assistenza

ASSOCIAZIONE A. PASTORE

CARLO DE LELLIS

Programma assicurativo contrattuale

Cassa interaziendale di assistenza sanitaria

sanitaria integrativa dei quadri: è stata fondata, insieme a Manageritalia, la Cassa interaziendale di assistenza sanitaria Carlo De Lellis, alle cui prestazioni di rimborso di spese possono accedere i quadri e i dipendenti che stipulano con la propria azienda uno specifico accordo di “secondo livello”. Sempre in tema di coperture aziendali collettive, Assidir ha risposto alle previsioni che il ccnl impone alle aziende per i loro dirigenti e quadri: la copertura infortuni professionale ed extraprofessionale e la tutela legale per fatti legati alle responsabilità lavorative. Meno si sa, però, di quanto può venire richiesto ad Assidir in tema di pura consulenza assicurativa. La consulenza assicurativa La mission di Assidir è anche verificare le esigenze e i rischi assicurativi personali e della famiglia degli associati a Manageritalia, anche tramite l’analisi delle proprie polizze che riguardano ogni aspetto della vita quotidiana: dalla casa all’auto, alla responsabilità civile del capo famiglia, agli infortuni, all’invalidità da malattia, alla long term care, al rimborso delle spese mediche, sino alle forme di risparmio finalizzate alla previdenza integrativa individuale.

L’obiettivo di Assidir è quello di fornire strumenti in campo assicurativo destinati a completare il quadro delle tutele offerte ai dirigenti associati, ai quadri e ai professional iscritti

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A TU PER TU CON... CON... a cura della redazione

Roberto Ruocco

a tu per tu...

Nato il 27 aprile 1964 in Svizzera Azienda: Eden Viaggi Qualifica: direttore generale Associato: Manageritalia Milano Sport preferito: basket Film preferito: Braveheart di Mel Gibson Libro preferito: Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar Luogo preferito: solcare i mari più belli del mondo in barca Motto: «Per quanto possa esser bella la strategia, occasionalmente

si dovrebbe poter guardare ai risultati» Sir Winston Churchill Come si presenta il mercato del turismo nel mondo e in Italia oggi? «In movimento, per definizione. Il turismo, forse, è l’economia che per prima subisce i cambiamenti politici e sociali che avvengono nel pianeta. Basti pensare a quanto è successo un anno fa nei paesi dove è sorta la Primavera Araba: un grande movimento, nato all’interno di Tunisia, Egitto, Libia, Siria, ha modificato non solo la geopolitica dell’intera area nordafricana, ma anche i principali flussi turistici dei paesi europei e, in parte, asiatici. Oggi sul mercato si assiste a una grande crescita della domanda da parte dei paesi Brics che si affacciano sulle destinazioni turistiche classiche: Mediterraneo, Oceano Indiano, area Caraibica, Mar Rosso. Noi operatori dei mercati più tradizionali ci impegniamo da un lato a mantenere le posizioni sulle mete più amate dai nostri clienti, dall’altro a cercare nuovi luoghi da proporre. Soprattutto, oggi la vera sfida è poter garantire serenità e sicurezza a ogni nostra proposta ed esaudire le aspettative di viaggia-

tori sempre più informati, connessi, curiosi». Quali sono i vostri punti di forza e su cosa punterete per la stagione estiva? «Eden Viaggi oggi è il secondo tour operator italiano. Operiamo con tre linee di prodotto: la linea Eden Viaggi dedicata alla villaggistica; Margò dedicata a chi cerca soluzioni alternative e senza vincoli (proporremo nuove soluzioni per gli amanti dell’ecologia, dell’archeologia, dello sport e della musica); Eden Made dedicata ai grandi viaggiatori che ricercano un servizio su misura. Sintetizzando, il nostro punto di forza è trovare sempre la risposta a ogni esigenza di viaggio o vacanza, consapevoli che non esiste la vacanza perfetta, ma la vacanza giusta per le esigenze di ogni cliente». Cosa bisognerebbe fare in Italia e in particolare al Sud per sviluppare il turismo, potenziale forza della nostra economia? «L’argomento è complesso e coin-

volge non solo gli operatori privati, ma anche la politica e gli stessi abitanti dei territori in oggetto. Il turismo è un’economia in crescita costante, e lo sarà per molti anni a venire, stando ai principali studi delle organizzazioni sovranazionali. L’Italia, per risorse naturali, culturali e artistiche, dispone di un patrimonio ineguagliabile ed è costantemente ai vertici delle classifiche dei paesi più desiderati dai turisti di tutto il mondo. Purtroppo la nostra offerta ricettiva non è all’altezza di quella delle principali destinazioni turistiche internazionali, la rete delle infrastrutture impedisce di muoversi con velocità e semplicità, la formazione delle risorse non è adeguatamente organizzata, valorizzata, profonda. Servirebbe una strategia nazionale per il turismo, che si ponga gli obiettivi di risolvere i problemi storici e di tracciare la strada per il futuro. Se il governo spagnolo progetta piani ventennali per il turismo, perché l’Italia deve limitarsi a gestire l’esistente?». MARZO 2012

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VACANZA A TUTTO TENNIS 23-30 GIUGNO 2012 BAIA SAMUELE, SICILIA XXV TORNEO DI TENNIS MANAGERITALIA

Per maggiori informazioni www.manageritalia.it oppure 0229516028

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La Sicilia, una delle mete più gettonate dell’estate per il suo mare tra i più cristallini della penisola, è stata scelta come destinazione del XXV torneo di tennis per gli associati Manageritalia, ogni anno sempre più numerosi e competitivi. Un torneo di tennis in terra sicula vuol dire anche trascorrere una vacanza all’insegna del relax. Meta ideale anche per chi è in cerca di luoghi ricchi di cultura, arte e storia. A ospitarci sarà il villaggio iGV Baia Samuele, una struttura immersa nel verde situata all’estremo sud della Sicilia, a dieci chilometri da Modica, in una delle più belle zone della costa iblea nel comune di Scicli, nomi-

nato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità insieme ad altri comuni simbolo del Barocco siciliano. Il club offre un centro benessere all’avanguardia, perfetto per rigenerarsi dopo un’intensa partita a tennis. E per chi ha bambini al seguito? Niente paura, il villaggio sembrerebbe proprio pensato per loro, con strutture perfettamente attrezzate e personale qualificato al quale affidare i propri bimbi in piena sicurezza. La nursery è dotata di cucina, ristorante, sala nanna, area giochi e piscina. È inoltre a disposizione, 24 ore su 24, un apposito locale con frigorifero, cucina e scaldavivande.


QUOTE DI PARTECIPAZIONE

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SETTIMANA SOGGIORNO ADULTI €.1.810 in camera doppia e tripla € 1.110 in camera doppia uso singola €.1.710 4° letto BAMBINI

€.1.180 €.1.300 €.1.500 €.1.620

da 0 a 2 anni non compiuti da 2 a 6 anni non compiuti da 6 a 12 anni non compiuti da 12 a 17 anni non compiuti

La quota, moltiplicata per due, rimane invariata anche per eventuali prenotazioni per la settimana aggiuntiva: precedente o successiva a quella in programma (i posti sono limitati).

QUOTA VOLO A/R CATANIA per coloro che intendono usufruire del pacchetto completo soggiorno+volo

MILANO MALPENSA/LINATE, TORINO, VERONA, NAPOLI, BOLOGNA €.1.300 adulti €.1.270 bambini da 2 a 12 anni non compiuti €.1. 70 bambini da 0 a 2 anni non compiuti ROMA FIUMICINO €.1.270 adulti €.1.250 bambini da 2 a 12 anni non compiuti €.1. 50 bambini da 0 a 2 anni non compiuti IMPORTANTE: le quote dei voli potrebbero subire modifiche dovute all’eventuale variazione del costo del carburante.

LE QUOTE DI PARTECIPAZIONE INCLUDONO trasferimenti da/per villaggio collettivi in coincidenza con i nostri voli (solo per chi prenota il pacchetto completo soggiorno+volo); 䡲 trattamento di pensione completa incluso acqua e vino ai pasti; 䡲 sistemazione a due, tre, quattro letti con servizi privati; 䡲 cena tipica siciliana; 䡲 animazione diurna e serale e assistenza del personale iGV; 䡲 attività di villaggio sportive e di animazione e campi da tennis a disposizione per lo svolgimento del torneo; 䡲 assicurazione base Europ Assistance passeggeri e bagagli. 䡲

RINUNCE/PENALITÀ Soggiorno. Per annullamenti comunicati: da 30 a 15 giorni lavorativi prima della partenza, penale del 20%; da 14 a 10 giorni lavorativi prima della partenza, penale del 35%; 䡲 da 9 a 3 giorni lavorativi prima della partenza, penale dell’80%; 䡲 dai 2 giorni lavorativi prima della partenza, penale del 100%. Non è previsto nessun rimborso all’ospite che decida di interrompere la vacanza. 䡲 䡲

Volo. Per annullamenti comunicati: da 30 a 15 giorni lavorativi prima della partenza, penale del 50%; dai 14 giorni lavorativi prima della partenza, penale del 100%. In caso di emissione da parte di iGV di biglietti per voli da città diverse rispetto a quelle messe a disposizione dall’organizzazione, la penale è del 100%. 䡲 䡲

A parte i tennisti, che saranno molto impegnati nelle varie competizioni, gli altri ospiti saranno stimolati al gioco e al divertimento da uno staff attento e discreto. Di giorno potranno rilassarsi su un’attrezzata spiaggia di sabbia finissima preceduta da dune di tipo africano raggiungibile con una passeggiata a piedi o con navette in servizio dalle ore 9 alle 19 “non stop”. E non finisce qui. Dopo cena, sotto la volta stellata delle notti d’estate, per gli amanti del cinema un grande schermo all’aperto offre splendide rassegne cinematografiche che vi trasporteranno in una dimensione di puro coinvolgimento. MARZO 2012

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Informazioni utili iGV Club Baia Samuele Località Punta Sampieri - 97010 Sampieri (Rg) tel. 0932848111 - fax 0932939725 Come arrivare: in auto, autostrada del Sole, uscita Villa San Giovanni. Traghetto per Messina e autostrada per Catania, direzione Ragusa. Proseguire per Modica, quindi per Pozzallo. Poco prima di Pozzallo uscire a destra per Sampieri, percorrere circa 2 km fino all’iGV Club Baia Samuele. In tre-

no, stazione F.S. di Sampieri. In aereo, aeroporto di Catania a 125 km. Carte di credito: American Express, Diners, Master Card, Moneta, Visa e Pago Bancomat. Animali: non sono ammessi. Servizi a pagamento: centro benessere, noleggio auto, teli mare, servizio lavanderia, internet (nelle camere), parcheggio esterno.

MODALITÀ DI ISCRIZIONE

TORNEO Il torneo di tennis prevede cinque competizioni per differenti categorie: Trofeo Manageritalia, Trofeo Assidir, Coppa Manageritalia Servizi, Coppa Aviva e Trofeo Ubi Assicurazioni

La prenotazione deve essere effettuata entro e non oltre il 14 maggio 2012 inviando la scheda via fax allo 0229516093 o per posta a Manageritalia Servizi, via Stoppani 6, 20129 Milano. NON SI ACCETTANO PRENOTAZIONI TELEFONICHE.

MODALITÀ DI PAGAMENTO Solo con bonifico bancario Manageritalia Servizi, ricevuta la scheda qui a fianco, provvederà al più presto a confermare la prenotazione o, nel caso fossero già esaurite le camere, ad avvertire dell’inserimento del nome nella lista d’attesa. In caso di conferma, la persona dovrà provvedere immediatamente al pagamento. Copia del bonifico completo di cro timbrata dalla banca dovrà essere inviata, entro cinque giorni dalla conferma della prenotazione, a Manageritalia Servizi: via fax 0229516093, oppure per posta via Stoppani 6, 20129 Milano. Dati bancari Banca Popolare di Milano, agenzia 10 - Milano iban IT56Q0558401610000000013235 intestato a iGrandiViaggi, via della Moscova 36 - 20121 Milano Indicare nella causale Nome del partecipante Manageritalia - Baia Samuele GM600015 IMPORTANTE Coloro che necessitano della fattura da parte di iGV sono invitati a comunicarlo in anticipo, contrassegnando l’apposita casella sulla scheda di iscrizione. Nessuna fattura potrà essere emessa successivamente.

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scheda di prenotazione

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SCHEDA DI PRENOTAZIONE settimana di vacanza abbinata al XXV TORNEO DI TENNIS MANAGERITALIA iGV Club Baia Samuele, Sicilia, 23-30 giugno 2012 Da ritagliare e inviare a

Il/la sottoscritto/a

Manageritalia Servizi via Stoppani 6 - 20129 Milano - tel. 0229516028 - fax 0229516093

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abitante a

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via . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . cap . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . tel. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . cell.

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email . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . C.F./partita Iva* . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

appartenente all’Associazione Manageritalia di

.......................................................................................................................................

Richiesta di emissione fattura da parte di iGV Sì 䡺 No 䡺

DESIDERA ADERIRE A: settimana-vacanza 23-30 giugno 2012 abbinata al XXV Torneo di tennis Manageritalia settimana-vacanza + settimana precedente aggiuntiva 16-23 giugno 2012 settimana-vacanza + settimana successiva aggiuntiva 30 giugno-7 luglio 2012 I TORNEI DI TENNIS IN PROGRAMMA A B C D E

Trofeo MANAGERITALIA Trofeo ASSIDIR Coppa MANAGERITALIA SERVIZI Coppa AVIVA Trofeo UBI ASSICURAZIONI

singolare maschile per associati over* singolare maschile per associati under singolare femminile per associate, familiari e ospiti singolare maschile per familiari e ospiti doppio giallo maschile per associati

Indicare tutti i nominativi dei partecipanti al soggiorno Cognome e nome

Data di nascita

Codice fiscale* (obbligatorio)

Torneo (se si intende partecipare Class. fed. barrare la casella corrispondente)

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con sistemazione in camere

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singole (limitate)

Desidero inoltre prenotare il volo andata e ritorno da

n.

doppie

n.

triple

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n.

quadruple

per n.

passeggeri

Mi impegno a pagare con bonifico bancario la quota di €_________________________ appena riceverò conferma della mia prenotazione da parte di Manageritalia Servizi. Autorizzo la pubblicazione delle mie immagini scattate nel corso della settimana per uso rivista Dirigente e web

* Richiesto ai fini assicurativi

Firma

no

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32aa COPPA DI SCI MANAGERITALIA

CAMPIONI IN VAL BADIA

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Si è concluso anche quest’anno l’appuntamento con la tradizionale Coppa di Sci Manageritalia che per la sua 32esima edizione ha scelto come campo di battaglia il cuore delle Dolomiti. Corvara e l’accogliente hotel Greif hanno ospitato il nostro nutrito gruppo di sciatori e non, che hanno potuto deliziarsi gli occhi, alla vista degli scorci paesaggistici montanari tra i più belli al mondo, e l’appetito, con le bontà della cucina tipica altoatesina. Ma soprattutto hanno potuto divertirsi grazie a decine e decine di chilometri di piste che da un punto di partenza privilegiato come Corvara permettono di giungere in Val Gardena, all’Alpe di Siusi, sulla Marmolada, al Lagazuoi, a Plan de Corones, fino a Cortina ed effettuare itinerari tra i più famosi come il celebre Sellaronda e quel-

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lo della Grande Guerra, sempre sci ai piedi. Ma non solo sci in un contesto come quello dolomitico che sa offrire svago per tutti. Partecipate sono state infatti anche le quotidiane passeggiate organizzate dallo staff dell’hotel tra boschi e cascate o alla scoperta dei tipici paesini della valle, da San Cassiano a Brunico. L’appuntamento più coinvolgente della settimana è stato certamente la cena in baita di giovedì sera. Il rifugio Las Vegas di San Cassiano ha atteso l’arrivo su gatti delle nevi e motoslitte di quasi tutto il gruppo Manageritalia. La cena tipica e gustosa è stata accompagnata da un ottimo intrattenimento musicale, che ha spinto i più vivaci a scatenarsi in qualche ballo. Ma la parte più affascinante della serata l’ha vissuta so-

lo un gruppo ristretto di audaci che tornando a valle con gli sci ha attraversato piste e boschi sotto le stelle illuminati solo da torce elettriche. Ma veniamo alla gara! Sabato 18 febbraio, sulla pista Col Alto di Corvara, una settantina di sciatori di tutte le età si sono sfidati in diverse categorie per conquistare la 32esima Coppa di Sci Manageritalia. Miglior tempo assoluto tra gli uomini dirigenti per Fabio Battaggia con 33,73 e tra le donne per Laura Zanfrini con 44,42. Miglior tempo assoluto tra gli ospiti invece per Massimo Tamanini con 36,70 e per Susanna Battaggia con 42,26. La soddisfazione degli ospiti per la location è stata generale, tanto che si potrebbe ripetere l’esperienza il prossimo anno: vi aspettiamo sempre più numerosi!


DIRIGENTI OSPITI E FAMILIARI

Pista Col Alto Corvara

32a COPPA DI SCI MANAGERITALIA

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1 Femminile 1 Laura Zanfrini 2 Daniela Bettinelli 3 Clotilde Poggi

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44.42 44.02 1’28.44 49.79 51.58 1’41.37 1’02.12 1’01.37 2’03.49

1 Master B9-B12 1 Francesco Gilardoni 2 Lorenzo Nalli 3 Tiziano Ferrari

43.12 44.57 45.37

44.31 1’27.43 45.33 1’29.90 44.89 1’30.26

1 Master B7-B8 1 Ambrogio Lucietti 2 Silvano Storti 3 Valerio Valeri

38.88 42.65 42.83

39.78 1’18.66 41.47 1’24.12 41.92 1’24.75

1 Master B6 1 Alberto Zanotto 2 Paolo Forrer 3 Valentino Fabbian

35.85 35.26 39.21

36.13 1’11.98 36.85 1’12.11 38.56 1’17.77

1 Master A1-A5 1 Fabio Battaggia 2 Alberto Gioia 3 Paolo Gatti

33.73 34.39 35.08

34.92 1’08.65 34.88 1’09.27 35.49 1’10.57

1 Ragazzi 1 Lorenzo Battaggia 2 Giovanni Gatti 3 Anna Clara Marano

39.79 42.07 49.09

41.00 1’20.79 41.90 1’23.97 48.66 1’37.75

1 Femminile 1 Susanna Battaggia 2 Erica Rustia 3 Elena Tomasi

42.26 43.62 43.54

43.21 1’25.47 43.24 1’26.86 44.26 1’27.80

1 Master B6-B12 1 Angelo Sagramora 2 Luigi Abbo 3 Maurizio Ballabio

41.08 41.11 43.66

43.11 1’24.19 43.15 1’24.26 41.92 1’25.58

1 Master A5 1 Giuseppe Bertoletti 41.98 2 Stefano Aghini Lombardi 43.37 3 Alessandro Belaz 42.59

41.44 1’23.42 42.97 1’26.34 44.18 1’26.77

1 Master A2-A4 1 Massimo Tamanini 2 Gianluca Vergani 3 Flavio Cavalca

36.52 1’13.22 43.77 1’26.74 43.28 1’28.26

36.70 42.97 44.98

In collaborazione con

Grazie a

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DI BUON GRADO Piero Valdiserra

grado

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COCKTAIL MARTINI

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Se cercate di rintracciare le origini del Martini, unanimemente considerato il re dei cocktail, vi troverete di fronte a un groviglio inestricabile di storie, leggende e dicerie, al cui confronto la questione omerica dei tempi del liceo è roba da ragazzi. Alcuni affermano che un barista italiano di nome Martini, originario di Arma di Taggia in Liguria ed emigrato poi negli Stati Uniti, abbia creato la miscela attorno al 1910-1911, presso il Knickerbocker Hotel di New York. Altre versioni vedono il cocktail nascere un decennio prima dall’estro di un tale Martinez di New Orleans, o da una cittadina della California di nome Martinez: qui infatti una targa in bronzo ne attribuisce la paternità al barman Julio Richelieu, che servì a un minatore del luogo un “Martinez Special” – dopo 3 o 4 bicchieri sembra che la “z” si sia persa per strada, e che il drink si sia chiamato semplicemente Martini. Non manca, addirittura, chi lega il suo nome a un vecchio modello di fucile del 1871, il Martini & Henry. In ogni caso, non è corretto associare l’origine del nome del cocktail a quello del Vermouth Dry della Martini & Rossi, in quanto l’azienda nacque e si affermò solo successivamente alla comparsa della celebre ricetta. Lasciando da parte le dispute cronologiche, è solo nel XX secolo che il Martini acquistò una notorietà e una diffusione planetarie. C’è chi

l’ha definito il supremo dono americano alla cultura mondiale, l’unica invenzione americana perfetta come un sonetto, la fonte della giovinezza. Lo apprezzarono scrittori come Jack London, Francis Scott Fitzgerald e Ernest Hemingway, attori come Dean Martin e Clark Gable, magnati come John D. Rockefeller, agenti segreti come James Bond. Fra i politici, piacque a un grande intenditore come Winston Churchill, fu offerto da Roosevelt a Stalin e Krusciov arrivò a definirlo l’arma più micidiale degli Stati Uniti d’America. Qualche tempo fa, il grande barman italiano Mauro Lotti si è spinto a creare una nuova categoria antropologica, quella del martiniano, ovvero l’appassionato del cocktail Martini: «Il martiniano lo si riconosce subito. Da come cammina e fa il suo ingresso al bar, e mai in un bar qualunque o dalle anonime atmosfere. Anche le scarpe che calza sono sobriamente adeguate e soprattutto comode, come del resto la giacca. Veste i colori della natura, con camicie mai inamidate. La cravatta appare ma non troppo. Quando parla ti guarda sempre negli occhi. Un uomo di classe, dunque, ma non effimero e fatuo; un uomo vero». Del Martini esistono innumerevoli varianti, e c’è chi si è sbizzarrito a contarle, arrivando anche ad alcune centinaia. Riflessi inevitabili del suo successo internazionale, non c’è dubbio.

COME SI PREPARA? LA PIÙ CLASSICA RICETTA DEL MARTINI DRY. Nel mixing glass con ghiaccio, 5,5 cl di Gin, 1,5 cl di Vermouth Dry. Miscelare e servire nella coppetta cocktail. Aggiungere uno sprizzo di scorza di limone in superficie. Si può servire anche con un’oliva verde nel bicchiere.


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LIFESTYLE Eliana Sambrotta

Finalmente all’aria aperta! Amici da giardino Elegante e utile questo tris da appendere a qualche albero per ospitare uccellini, insetti o semplicemente offrirgli cibo e acqua. È di Burgon & Ball. www.burgonandball.com

Bespoke dining chair

lifestyle

Questa sedia elegante e personalizzabile è solo una delle creazioni che si possono trovare a Nap Atelier, a Milano. Si può scegliere tra numerose stoffe o dare libero sfogo alla propria creatività inventando il proprio rivestimento sul sito www.napateliershop.com che mostra già il risultato finale.

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Pianta e rivanga È di C’Art l’insolito set di utensili composto da cesoia in acciaio multifunzione e coltelli nel manico con chiusura a scomparsa, palettina e rastrello in acciaio satinato. www.cart.eu

Piedi a fiori Si mimetizza con il prato questo simpatico stivaletto da donna di Demar. Realizzato in pvc con fodera interna setificata, sagoma anatomica, è completamente impermeabile. www.demaritalia.it

Ps vållö È di Ikea l’annaffiatoio dal design minimal ma originale disponibile in diverse tinte accese. www.ikea.com

I litigati Così si chiama il set di vasi di Bitossi Ceramiche: ogni vaso si compone di due parti, un bacino e un “cappello” che può essere orientato per comunicare con il compagno: si possono rivolgere verso uno stesso punto, orientarli reciprocamente o posizionarli in modo divergente così da sembrare “litigati” appunto! www.bitossihome.it


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FUORI UFFICIO Davide Mura

In mostra

Dal Veneto all’Arcadia

I decenni in cui New York divenne capitale dell’arte vengono rappresentati da una sessantina di opere che ripercorrono l’ascesa dell’espressionismo astratto fino all’avvento della pop art. Tra i “mostri sacri”, Jackson Pollock, Robert Rauschenberg, Rothko e l’immancabile Andy Warhol. Il Guggenheim. L’avanguardia americana 1945-1980 Roma, Palazzo delle Esposizioni www.palazzoesposizioni.it, fino al 6 maggio

Excursus su un soggetto poi divenuto genere considerato fino al Cinquecento mera cornice per le figure umane: il paesaggio. Sulla scena artistica Tiziano Vecellio è il protagonista indiscusso. Tiziano e la nascita del paesaggio moderno Milano, Palazzo Reale www.comune.milano.it/palazzoreale fino al 20 maggio

fuori ufficio

Gocce, materia e zuppe Campbell

Spa & relax Mosca da zar

Oggi russo fa rima con lusso. Per averne un’ulteriore conferma si può soggiornare nel nuovo Barvikha hotel & spa di Mosca, frutto dell’estro di Antonio Citterio e membro dei Leading hotels of the world. L’area benessere su 2.000 mq è gestita da Dominque Chenot e propone un programma detox con un menu biologico di David Desseaux. www.barvikhahotel.com

Sapori

Bon-Wei, cu-Cina di delizie A Milano si sentiva la mancanza di un ristorante così. Siamo in una traversa di corso Sempione e la location è d’effetto. Il design rigoroso si declina nella cura dei dettagli, dal pavimento in legno di acacia birmana ai pannelli in lacca alle pareti. Il menu proposto è formato da 101 piatti che rievocano suggestioni culinarie all’insegna della raffinatezza. Leggeri e saporiti come le zuppe servite in coppette di porcellana (da non perdere quella di Wan Ton o l’imprevedibile zuppa di

abalone). Sostanziosi come l’anatra adagiata su fettine di mango o la fonduta con rane. Piccole sculture vegetali, piastre con fiamma, colori e accessori rivelano una certa sensibilità all’aspetto scenografico dei piatti. La solerzia dello staff può essere apprezzata se si partecipa alla “cerimonia del tè”. Rinomate le etichette dei vini italiani e internazionali e la scelta di birre artigianali.E gli involtini primavera? Il riso alla cantonese? Sono solo lontani ricordi. Un indirizzo al top per manager, buongustai e per chi vuole vivere un’autentica esperienza sensoriale. Cena sui 40 euro. Bon Wei, via Castelvetro 16/18 Milano www.bon-wei.it MARZO 2012

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LIBRI Davide Mura

Giovani liquidi Vittime e carnefici della società consumistica, gli under 30 sono al centro di un dialogo tra due intellettuali, il sociologo della modernità liquida Zygmunt Bauman e il responsabile editoriale di Erickson Riccardo Mazzeo. La riflessione affronta in maniera pacata – ma senza nascondere l’inquietudine – i principali problemi che coinvolgono i giovani e la pedagogia di oggi. Dalle ambiguità di internet al rapporto con la diversità. Conversazioni sull’educazione, Zygmunt Bauman con Riccardo Mazzeo, Erickson, pagg. 146, € 12.

Obiettivo ripresa Un grande progetto condiviso, la disponibilità al cambiamento e la determinazione ad affrontare i problemi: questa la ricetta per uscire dalla crisi di Piercarlo Ceccarelli, consulente ed economista d’impresa che non ha certo bisogno di presentazioni. Una riflessione proattiva e convincente tra nuovi modelli di leadership e una revisione dei sistemi di governance aziendale. L’urto della crisi, Piercarlo Ceccarelli, Mind, pagg. 222, € 19.

libri

Cartellino, pausa pranzo, ufficio... addio!

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Diplomazia vocale

La “rivoluzione” nel mondo del lavoro è già una realtà in molti paesi occidentali. Noi italiani siamo poco inclini ai cambiamenti contrattuali e lo spettro della precarietà ci terrorizza. Stiamo senz’altro vivendo una fase di transizione, anche considerando le riforme che interessano questo settore in dirittura d’arrivo. Passaggi “epocali” con implicazioni molto pratiche nella vita di tutti i giorni, a partire da un modo nuovo di considerare il lavoro. Ciò significa abbandonare gli spazi fisici a cui eravamo abituati, a cominciare dall’ufficio, così come i modelli organizzativi tradizionali. Spariscono i cartellini, spariscono le pause pranzo. Si lavorerà sempre più da remoto. In questa logica è impossibile definire la quantità di ore dedicate alla nostra attività. Se la flessibilità permette di svincolarsi dal controllo, allo stesso tempo impone un ripensa-

Quanti di noi provano avversione verso una persona non appena questa inizia a parlare, a prescindere da quello che sta dicendo? Il training di Ciro Imparato prevede 5 minuti di allenamento per 21 giorni attraverso un cd. L’obiettivo è trasformare la voce in un potente strumento di persuasione in grado di allontanare emozioni negative come l’aggressività, facilitando i nostri rapporti personali e professionali. La voce verde della calma, Ciro Imparato, Sperling & Kupfer, pagg. 240, € 19.

mento del nostro tempo libero, come quello del fine settimana. Secondo Richard Donkin quello che sta succedendo è causato prima di tutto dalla diffusione delle nuove tecnologie, ma anche dai cambiamenti culturali e da quelli delle stesse organizzazioni. I luoghi di lavoro di domani assomiglieranno sempre meno a quelli dove hanno svolto le loro mansioni i nostri genitori. Il mercato sarà più dinamico e in definitiva migliore, a patto che si riescano a comprendere le nuove forze all’opera e a gestirle. Un libro quanto mai attuale in cui Donkin presenta fondate ragioni per l’introduzione di nuove politiche di stringente urgenza, mirate non soltanto all’occupazione, ma anche ad archiviare un modello d’impresa che ha fatto il suo tempo. Il futuro del lavoro, Richard Donkin, Edizioni Gruppo 24 Ore, pagg. 381, € 25.


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LETTERE Daniela Fiorino (daniela.fiorino@manageritalia.it)

Si maturano le ferie durante il preavviso?

lettere

Sono stato licenziato dalla mia azienda per soppressione del posto di lavoro a seguito di ristrutturazione aziendale, con esonero dal prestare in servizio il preavviso contrattuale che mi è stato liquidato insieme al tfr. Nel frattempo, avevo chiesto alla mia Associazione territoriale di calcolarmi l’indennità sostitutiva del preavviso di licenziamento. Confrontando i due conteggi è emersa una differenza derivante dal fatto che la mia azienda non aveva considerato i giorni di ferie e di permesso per ex festività soppresse che avrei maturato durante il preavviso. Quali motivazioni posso adottare per sostenere che anche questo importo mi è dovuto? F.P. - MI L’inserimento delle ferie nel calcolo dell’indennità sostitutiva del preavviso da parte della sua Associazione trova fondamento nel contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti di aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi (Testo Unico 23 gennaio 2008 e successive modificazioni). I riferimenti normativi sono ai commi 7, 8, 12 e 13 dell’art. 36 (Licenziamento), che testualmente recitano: “7. Durante il periodo di preavviso, anche se sostituito dalla relativa indennità, valgono tutte le disposizioni economiche e normative e le norme previdenziali e assistenziali previste dalle leggi e contratti in vigore e loro eventuali variazioni. 8. Il periodo di preavviso, anche se sostituito dalla relativa indennità, avrà decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla data del ricevimento della comunicazione del licenziamento e pertanto l’azienda

è tenuta a retribuire per intero anche il mese in cui è stata ricevuta la comunicazione di licenziamento. 12. Il datore di lavoro potrà esonerare, totalmente o parzialmente, il dirigente dal prestare servizio durante il periodo di preavviso, erogando all’interessato la corrispondente indennità sostitutiva. Tale indennità va computata sulla retribuzione di fatto, comprensiva di tutti gli elementi fissi e della media degli ultimi tre anni (o del minor tempo di servizio prestato) per gli eventuali elementi variabili. 13. Essa (l’indennità sostitutiva, ndr) va assoggettata alla normale contribuzione e, per l’intero periodo cui si riferisce, comporta, in forza del disposto del sesto comma del presente articolo, la maturazione del trattamento di fine rapporto e delle ferie nonché, in base all’art. 2121 c.c., la maturazione dei ratei delle mensilità supplementari”. MARZO 2012

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... AL FIN DELLA LICENZA,

io tocco! Guido Gay

Il lessico è reazionario

io tocco!

Dal libro di Stefano Bartezzaghi Non se ne può più: il lessico del giorno d’oggi è ingiusto con le donne, maschilista e sessista. Prendiamo qualche esempio citando alcuni sostantivi o modi di dire usati al maschile (con un certo e noto significato) e poi “volturate” al femminile (con significati gratuiti e ingiusti): cortigiano (uomo che vive a corte) e cortigiana (Bartezzaghi dice “mignotta”); un uomo di strada (un uomo del popolo) e una donna di strada (!); un uomo pubblico e una donna pubblica (!); un uomo disponibile (gentile e premuroso) e una donna disponibile (!); un passeggiatore e una passeggiatrice, un uomo allegro (buontempone) e una donna allegra (!); uno che batte (un tennista che serve la palla) e una donna che batte (!); uno squillo (allude al suono del telefono) e una squillo (!); un amichetto (compagno di giochi) e un’amichetta (!). Si potrebbe continuare con gli esempi straordinari di Bartezzaghi. Ma vogliamo finire con la grande arte pittorica: un cubista è un uomo che dipinge al modo di Picasso, una cubista, per i maschi che frequentano certe discoteche, è...!

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La mosca bianca Ascoltiamolo il borbottio di certo popolino becero quando parla degli uomini delle istituzioni, soprattutto quelli dei palazzi di “Roma ladrona”: non lavorano, hanno prebende e pensioni da nababbi, doppi incarichi remunerativi, è una vergogna. Non è vero! Basta guardare la posizione dell’onorevole Lorenzo Ornaghi, ministro dei Beni culturali, presidente per cinque anni dell’Agenzia per il volontariato. All’Agenzia il suo compenso mensile era di 8.500 euro lordi. E per cinque anni, l’on. Ornaghi ha sempre girato questo compenso a favore delle Associazioni non profit per un totale di oltre mezzo milione lordo. Una mosca bianca o un caso tutt’altro che isolato? Io non lo so ma vorrei andare a Roma e, riuscendo a passare accanto all’on. Ornaghi, toccarlo. Per vedere se è vero, in carne e ossa, oppure se l’ha inventato il giornalista G.D.F. sull’Espresso del 4 gennaio 2012.

Una grande “azienda” Trentacinquemila dipendenti, un “fatturato” di 1,85 miliardi. Una grande azienda, veramente, non ce ne sono molte di così grandi in Italia. Questa è singolare, non produce profitti ma solo spese. Miliardarie, come abbiamo detto. E chi paga i costi di questa onlus? Noi contribuenti, naturalmente. Si tratta del gigantesco parco delle auto blu che – secondo il censimento del ministero della Funzione pubblica – consta di 71.662 auto e 35.000 dipendenti. Un miliardo e 200 milioni per gli stipendi, poi i costi di gestione, la logistica, gli ammortamenti. Qualcuno sostiene che sia uno scandalo, altri che sia benedetta una così importante opportunità di posti di lavoro e di fatturato per le fabbriche di auto. Bisognerà discuterne, dibattere e approfondire i pro e i contro coinvolgendo cittadini ed esperti. Mi chiedo perfino se potremmo fare a meno di consultare il guru dei guru. È in grado di stravolgere la mission e tutto l’assetto di due testate giornalistiche nazionali, figuriamoci se non avrà la soluzione del problema delle auto blu. Alludo ad Adriano Celentano, naturalmente.


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ASSOCIAZIONI S ERVIZI S ANITÀ CONTRATTO PREVIDENZAFORMAZIONE

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ASSOCIAZIONE ANTONIO PASTORE

AL 3,77% NETTO LA RIVALUTAZIONE DEL 2011 È stato determinato il rendimento realizzato per il 2011 dalla polizza di capitale differito rivalutabile della Convenzione Antonio Pastore per i dirigenti in servizio e per i prosecutori volontari. Il tasso di rivalutazione riconosciuto a ogni assicurato è pari al 3,77%. La medesima percentuale di rivalutazione viene riconosciuta a tutti i dirigenti, ex dirigenti e quadri che hanno stipulato una o più polizze di capitale differito rivalutabile Capitello, sia nella forma a premio unico una tantum, sia nella forma a premi ricorrenti. Tramite il consueto estratto conto individuale, ogni associato potrà ottenere l’aggiornamento dettagliato della propria posizione. I dati dell’estratto conto sono consultabili nell’area riservata del sito Assidir (www.assidir.it). Si tratta di un risultato interessante, ben posizionato sul mercato di questa categoria specifica di contratti assicurativi, caratterizzati dalla massima sicurezza della prestazione, che prevede un consolidamento dei risultati finanziari conseguiti nel passato e un rendimento minimo garantito pari al 2%.

I rendimenti degli ultimi dieci anni della Convenzione Antonio Pastore 6

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ASSISTENZA FISCALE

50&PIÙ CAAF TORNA IN ASSOCIAZIONE Anche per quest’anno rinnovato l’accordo tra Manageritalia e 50&Più Caaf. Disponibile in tutte le Associazioni territoriali un’ampia gamma di utili servizi, a cominciare dalla compilazione del 730

Cosa prevede l’accordo: 䡵

assistenza alla compilazione delle dichiarazioni dei redditi 2012 relative ai redditi 2011; raccolta, controllo e conservazione delle dichiarazioni; raccolta delle schede conformi al modello approvato con decreto del ministro delle Finanze, sottoscritte dal contribuente, contenenti le scelte operate dai contribuenti ai fini della destinazione dell’8 e del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche; elaborazione e trasmissione in via telematica all’amministrazione finanziaria delle dichiarazioni dei redditi; consegna di copia delle dichiarazioni a ciascun contribuente;

䡵 䡵

䡵 䡵

comunicazione ai sostituti d’imposta del risultato finale delle dichiarazioni, ai fini del conguaglio a credito o a debito in sede di ritenuta d’acconto; calcolo e compilazione F24 Imu; predisposizione e stampa della dichiarazione Ici/Imu; visure catastali e ipocatastali per immobili o terreni di proprietà del dichiarante; dichiarazioni di successione; domande di voltura al catasto edilizio urbano e al catasto dei terreni; gestione delle locazioni.

Come richiedere il servizio Per usufruirne sarà necessario contattare la propria Associazione terri-

toriale Manageritalia e fissare un appuntamento in sede con un esperto 50&Più Caaf. Sarà anche possibile richiedere un incontro direttamente presso le sedi provinciali e di zona del Caf (800 uffici in tutta Italia) alle stesse condizioni di favore.

Importante Gli associati dovranno presentare la propria card Manageritalia. I consulenti Caaf verificheranno, attraverso la lettura del codice a barre, l’esattezza dei dati e potranno così tenere traccia delle consulenze erogate. Anche i familiari potranno presentarsi con la card dell’iscritto ed essere quindi “riconosciuti”.

Prospetto delle tariffe applicate agli associati SERVIZI PER LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI Presentazione modelli correttamente precompilati Assistenza alla compilazione 730/2012 redditi 2011-singolo Assistenza alla compilazione 730/2012 redditi 2011-congiunto Correzione per visto conformità del 730 singolo precompilato errato Correzione per visto conformità del 730 congiunto precompilato errato

€ € € €

gratuita 40 iva inclusa 70 iva inclusa 20 iva inclusa 40 iva inclusa

ALTRI SERVIZI Calcolo singolo F24/Imu

€ 10 iva inclusa

Dichiarazioni di successione

€ 250 iva inclusa

Domande di voltura per fabbricati e terreni (prima) Domande successive nell’ambito della stessa operazione

€ 100 iva inclusa € 70 iva inclusa

Visure catastali per le prime 5 unità immobiliari (o frazione di 5)

€ 15 + iva clusa

Per ogni ulteriore gruppo di 5 unità o frazione di 5 nell’ambito della stessa provincia e per lo stesso dichiarante

5 + iva

In caso di richiesta di dichiarazione Imu, i prezzi verranno concordati successivamente tra le parti.clusa

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INFORMAZIONI UTILI Alcuni dei principali documenti richiesti al momento dell’incontro 䡵 䡵 䡵 䡵 䡵 䡵 䡵 䡵

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copia del modello 730 o del modello Unico dello scorso anno; modello Cud 2012 o 2011 per i redditi del 2011; certificazioni dei redditi da lavoro autonomo occasionale; certificazione utili e altri proventi corrisposti nel 2011; quietanze di polizze vita e infortuni; bollettini dei contributi per addetti ai servizi domestici; fatture e scontrini di spese mediche e di assistenza specifica; documentazione comprovante il pagamento dell’assegno al coniuge separato o divorziato e copia della sentenza; per la detrazione degli interessi su mutui per l’acquisto dell’abitazione principale atto di acquisto di mutuo, certificazione degli interessi pagati alla banca e altra documentazione relativa a oneri accessori (notarili, di perizia tecnica, tributari ecc.); ricevuta del versamento di somme alle forme pensionistiche individuali; certificazione di spese sostenute per adozioni internazionali; ricevuta dei compensi agli addetti all’assistenza della persona nonché certificato medico attestante la condizione di non autosufficienza; per la detrazione spese di recupero edilizio copia della ricevuta della raccomandata al centro operativo di Pescara e copia dei bonifici bancari e delle fatture (per lavori condominiali è sufficiente un’attestazione dell’amministratore);

NOVITÀ MODELLO 730/2012 Le principali novità contenute nella dichiarazione dei redditi modello 730/2012 relativo ai redditi dell’anno 2011:  introduzione di una cedolare secca (imposta sostitutiva del 21 o del 19%) sulle locazioni degli immobili a uso abitativo ubicati sull’intero territorio nazionale;  previsione di uno specifico codice di utilizzo degli immobili di interesse storico e/o artistico concessi in locazione, da indicare nel quadro relativo ai redditi dei fabbricati;  proroga dell’agevolazione prevista sulle somme percepite per incremento della produttività, in attuazione di quanto previsto da contratti collettivi territoriali o aziendali, consistente nell’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali, pari al 10%, nel limite di 6.000 euro lordi;  proroga della detrazione riconosciuta per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso, determinata dal sostituto d’imposta entro il limite di 141,90 euro;  eliminazione dell’obbligo di inviare tramite raccomandata la

 





dati dell’immobile per i lavori effettuati dopo il 14/5/2011; per gli immobili soggetti a cedolare secca presentare: 1. copia della raccomandata all’inquilino; 2. contratto di locazione e, se presentato, mod. 69 o mod. Siria all’Agenzia delle entrate; 3. modelli F24 di pagamento degli acconti dovuti.

Inoltre, 50&Più Caaf offre servizi per… 䡵

Imu - modelli F24 e predisposizione della dichiarazione dell’imposta comunale sugli immobili Ici/Imu; Ise - servizio gratuito di compilazione della dichiarazione sostitutiva unica, emissione della certificazione, calcolo dell’Ise (Indicatore situazione economica) e immissione delle informazioni nella banca dati dell’Inps; Successioni - compilazione della dichiarazione, determinazione delle imposte ipotecarie e catastali e conseguenti domande di voltura catastale; Red - servizio gratuito di compilazione, insieme al pensionato, dell’apposito modello reddituale (Red) e di trasmissione della dichiarazione all’Inps senza ulteriori incombenze.

Per ulteriori informazioni visitare il sito

www.50epiu.it o prendere contatto con la propria Associazione territoriale

comunicazione di inizio lavori al centro operativo di Pescara per fruire della detrazione del 36% per le spese di ristrutturazione edilizia (“decreto sviluppo”, entrato in vigore il 14 maggio 2011). Al posto della comunicazione di inizio lavori, il contribuente deve indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione; proroga della detrazione del 55% per le spese relative agli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici esistenti; introduzione a carico dei contribuenti titolari di un reddito complessivo superiore a 300.000 euro lordi annui, a decorrere dal 2011, di un contributo di solidarietà del 3%, da applicarsi sulla parte eccedente il predetto importo; differimento del versamento del 17% dell’acconto Irpef per l’anno 2011 alla data di pagamento del saldo per lo stesso anno (l’acconto Irpef è dovuto nella misura dell’82% anziché del 99%); differimento del versamento del 17% dell’acconto cedolare secca per l’anno 2011 alla data di pagamento del saldo per lo stesso anno (l’acconto cedolare secca è dovuto nella misura del 68% anziché dell’85%).

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CONOSCERE IL CONTRATTO

MANAGERITALIA

LA RESPONSABILITÀ CIVILE E PENALE DEL DIRIGENTE Le tutele e le garanzie dell’art. 23 del contratto collettivo dei dirigenti del terziario Mariella Colavito

I

l dirigente, in quanto lavoratore subordinato, ha nei confronti del proprio datore di lavoro una responsabilità contrattuale (responsabilità interna) che gli deriva dalla legge, dal contratto collettivo e dal contratto individuale di lavoro. Egli deve eseguire la prestazione lavorativa con correttezza e buona fede ed è soggetto agli obblighi di fedeltà e diligenza, come disposto dagli artt. 2104 e 2105 del codice civile.

Impegno verso terzi Nell’esecuzione delle sue funzioni, però, il dirigente svolge un’attività che non ha rilevanza solamente interna, cioè solo nei confronti del proprio datore di lavoro. Spesso, infatti, soprattutto se munito di procura, impegna la società nei confronti di terzi (i soci, lo stato, i clienti, i fornitori, ecc.) e, comunque, per il suo ruolo può condizionare il buon funzionamento aziendale, incidendo sulla posizione di soggetti esterni. Un eventuale fatto illecito commesso nei confronti di terzi dà origine alla responsabilità extracontrattuale (responsabilità esterna), che è civile ma 1

Art. 23, ccnl 23 gennaio 2008 dirigenti terziario nel testo novellato dall’accordo 27 settembre 2011; art. 24, ccnl 6 aprile 2005 dirigenti trasporti; art. 24, ccnl 17 novembre 2011 dirigenti alberghi Federalberghi nel testo novellato dall’accordo 19 novembre 2011; art. 23, ccnl 18 ottobre 1995 dirigenti alberghi Aica nel testo novellato dall’accordo 16 giugno 2004; art. 17, ccnl 21 luglio 1995 dirigenti magazzini generali nel testo novellato dall’accordo 29 giugno 2004; art. 23, ccnl 15 ottobre 1999 dirigenti agenzie marittime nel testo novellato dall’accordo 3 agosto 2004.

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anche penale, se il fatto illecito costituisce reato. L’art. 23 del contratto collettivo dei dirigenti del terziario, così come le corrispondenti clausole degli altri contratti collettivi dei dirigenti rappresentati da Manageritalia1, disciplina espressamente la responsabilità civile e penale per fatti illeciti compiuti dal dirigente verso terzi nell’esercizio della sua prestazione lavorativa. Scopo della norma contrattuale è quello di consentire al dirigente di lavorare con tranquillità, altrimenti si rischierebbe la “paralisi” aziendale se l’attività lavorativa potesse, anche solo potenzialmente, provocare un danno a terzi e ne dovesse rispondere personalmente il dirigente, secondo i principi giuridici generali.

No alle tutele per dolo o colpa grave Proprio per la responsabilità contrattuale che il dirigente ha verso il proprio datore di lavoro, le tutele e le garanzie disposte dall’art. 23 non si applicherebbero qualora, con sentenza passata in giudicato, fosse accertato il dolo o la colpa grave del dirigente. La norma del contratto collettivo innanzitutto evidenzia correttamente che, perché ci sia responsabilità del dirigente, deve essergli stato attribuito l’effettivo potere e la necessaria autonomia decisionale: la delega deve risultare da un atto formale, emanato da chi ne abbia il potere. La responsabilità civile e le conseguenze risarcitorie a favore di terzi danneggiati per fatti commessi dal dirigente


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LE ASSOCIAZIONI TERRITORIALI MANAGERITALIA MANAGERITALIA ANCONA 60121 ANCONA - Via Magenta 5 Tel. 07153624 - Fax 0712075097 ancona@manageritalia.it

MANAGERITALIA NAPOLI 80133 NAPOLI - Via Cervantes 52 Tel. 0815513612 - 0814977108 - Fax 0815527095 napoli@manageritalia.it

MANAGERITALIA BARI 70126 BARI - Via Amendola 172/a - 172/c c/o Executive Business Center Tel. e Fax 0805481574 bari@manageritalia.it

MANAGERITALIA PADOVA 35129 PADOVA - Via San Marco 11 - Palazzo Tendenza Tel. 049756841 - Fax 049754056 padova@manageritalia.it

MANAGERITALIA BOLOGNA 40125 BOLOGNA - Viale Carducci 12 Tel. 051399712 - Fax 051307949 bologna@manageritalia.it MANAGERITALIA FIRENZE 50129 FIRENZE - Via Crispi 21 Tel. 0554633393 - 055461420 - Fax 055472659 firenze@manageritalia.it nell’esercizio delle sue funzioni rimangono a carico del datore di lavoro.

Violazioni fiscali e tributarie Anche le sanzioni tributarie non penali, commesse senza dolo o colpa grave, rimangono a carico del datore di lavoro, come consentito dall’art. 11, comma 6, del decreto legge 472/1997. Se il fatto commesso costituisce reato, la responsabilità penale è sempre personale, come sancito dall’art. 27 della Costituzione e, quindi, le implicazioni sono più complesse, ma comunque disciplinate dall’art. 23 del contratto collettivo. Infatti, a tutela del dirigente, la norma dispone che il rinvio a giudizio del dirigente stesso non è di per sé giustificato motivo di licenziamento. Inoltre, in caso di procedimento penale tutte le spese, comprese quelle di assistenza legale, sono a carico del datore di lavoro. A tal fine l’azienda può stipulare un’apposita polizza, sostenendone per intero il relativo onere. L’azienda ha facoltà di scelta del difensore ma il dirigente può farsi assistere anche da un legale di fiducia, con onere sempre a carico della società. In caso di privazione della libertà personale al dirigente dovrà essere conservato il posto di lavoro e corrisposta la retribuzione. Infine, le tutele disposte dalla contrattazione collettiva dovranno essere applicate al dirigente anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, ovviamente per i fatti accaduti durante il rapporto stesso.

MANAGERITALIA GENOVA 16121 GENOVA - Via C. R. Ceccardi 1/5 Tel. 010587664 - 010586459 - Fax 0105531758 genova@manageritalia.it MANAGERITALIA MILANO 20121 MILANO - Via Fatebenefratelli 19 Tel. 026253501 - Fax 026590777 milano.sanitaria@manageritalia.it milano.segreteria@manageritalia.it milano.sindacale@manageritalia.it

Delegazione di: 24121 BERGAMO - Via Casalino, 5/h Tel. 035240585 - Fax 035236159 bergamo@manageritalia.it 25121 BRESCIA - Via F.lli Lechi 15 - scala G - III piano - int. 11 Tel. 0303754785 - Fax 0302942317 brescia@manageritalia.it 22100 COMO - Viale Masia 26 Tel. 031573682 - Fax 031570388 como@manageritalia.it 23900 LECCO - Via A. Visconti 84 c/o Nh Hotel Pontevecchio (ex Jolly) cell. 3314734868 (solo in orario di apertura) lecco@manageritalia.it 20052 MONZA - Via Missori 10 Tel. 0392304074 - Fax 0392315933 monza@manageritalia.it 27100 PAVIA - Corso Strada Nuova 86 - Palazzo Demetrio Tel. 038229864 - Fax 0382538271 pavia@manageritalia.it

MANAGERITALIA PALERMO 90139 PALERMO - Via Isidoro La Lumia 7 Tel. 091583272 - Fax 091587565 palermo@manageritalia.it MANAGERITALIA ROMA 00192 ROMA - Via Ezio 49 Tel. 0632694811 - Fax segreteria 0632694825 Fax sanitaria 0632694826 roma@manageritalia.it

Delegazione di 65122 PESCARA - Via Galilei 65 Tel. 0632694811 MANAGERITALIA TORINO 10125 TORINO - Via G. Bidone 10 Tel. segreteria 0116690268 - Tel. sanitaria 0116690269 Fax 0116507227 torino@manageritalia.it MANAGERITALIA TRENTINO-ALTO ADIGE, SÜDTIROL 38100 TRENTO - Via G. Grazioli 85 Tel. 0461235499 - Fax 0461238782 trento@manageritalia.it

Delegazione di 39100 BOLZANO - Via Carducci 5 Tel. 0471977778 - Fax 0471323576 bolzano@manageritalia.it MANAGERITALIA TRIESTE 34125 TRIESTE - Via Cesare Battisti 8 Tel. 040371124 - Fax 040370988 trieste@manageritalia.it MANAGERITALIA VENEZIA 30171 VENEZIA-MESTRE - Via Trento 106/1 Tel. 041987477 - Fax 041980742 venezia@manageritalia.it MANAGERITALIA VERONA 37138 VERONA - Lungadige Catena 5 Tel. 045915366 - Fax 0458341440 verona@manageritalia.it

21100 VARESE - Via Magenta 50 Tel. 0332284773 - Fax 0332496175 varese@manageritalia.it

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FEDERAZIONE NAZIONALE DEI DIRIGENTI, QUADRI E PROFESSIONAL DEL COMMERCIO, TRASPORTI, TURISMO, SERVIZI, TERZIARIO AVANZATO

Sede: 00184 ROMA • Via Nazionale 163 • tel. 0669942441 • fax 066781794 Ufficio di Milano : 20129 MILANO • Via A.Stoppani 6 • tel. 0229409078 • fax 0229409836 manageritalia@manageritalia.it • www.manageritalia.it

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TICKET IN FORMA DIRETTA FASDAC

La “convenzione ticket” è estesa alle strutture dell’Usi-Unione sanitaria nazionale di Roma e alle strutture MultiMedica della Lombardia

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a convenzione ticket è una tipologia di convenzione promossa dal Fasdac nel maggio 2010. Presso le strutture sanitarie aderenti, gli assistiti che intendono avvalersi del Servizio sanitario nazionale non dovranno pagare i ticket previsti per le relative prestazioni in quanto… a saldare il conto ci pensa direttamente il Fasdac! La convenzione è attiva con il CdiCentro diagnostico italiano, con l’Istituto Auxologico Italiano, con l’Usi di Roma e con le strutture del gruppo MultiMedica della Lombardia.

to Fasdac dichiarando la volontà di avvalersi della “convenzione ticket”. All’accettazione si dovrà consegnare soltanto la prescrizione rilasciata dal medico di base (la ricetta del Ssn di colore rosa). Non è richiesto il modulo di autocertificazione.

stazioni sanitarie di cui si necessita con un conseguente utilizzo responsabile delle risorse della collettività degli iscritti al Fondo. A questo riguardo è importante far presente che la “convenzione ticket” non sostituisce gli accordi in essere con le strutture che aderiscono. Le due convenzioni pertanto convivono.

Perché la convenzione Per promuovere il ricorso al Ssn quando questo è in grado di offrire in modo efficiente e in tempi ragionevoli le pre-

Le prestazioni La convenzione è attiva per le prestazioni fruite in regime di Ssn: analisi cliniche di laboratorio; accertamenti di diagnostica per immagini e strumentale (ecografie, radiografie, elettrocardiogrammi, risonanze magnetiche, tomografie computerizzate ecc.); visite specialistiche (presso le strutture dell’Istituto Auxologico, dell’Usi e della MultiMedica). Nella forma diretta, quindi, il Fasdac si sostituisce all’assistito al momento del pagamento dei ticket dovuti. Per qualsiasi importo, anche minimo.

La procedura di accesso Basta prenotarsi presso la struttura sanitaria prescelta chiamando i numeri telefonici indicati nel riquadro a fianco e qualificarsi come assisti-

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Nella forma diretta il Fasdac si sostituisce all’assistito al momento del pagamento dei ticket dovuti. Per qualsiasi importo, anche minimo


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Strutture CDI Numero unico per prenotazioni

02 48317555

Milano

via Saint Bon, 20 viale Monza, 270 via Pellegrino Rossi, 24 viale Abruzzi, 14 via Ripamonti, 190/D via Teuliè, 2 via delle Primule, 6 corso Italia, 46 via Vigevanese, 4 via Magenta, 41 viale Cremona, 326 via dei Caduti, 20/A

Corsico (Mi) Rho (Mi) Pavia Corteolona (Pv)

Punto prelievi Punto prelievi Punto prelievi Punto prelievi Punto prelievi Punto prelievi Punto prelievi Punto prelievi

Strutture ISTITUTO AUXOLOGICO Numero unico per prenotazioni

02 619111

Milano

Bollate (Mi) Cusano Milanino (Mi) Meda (Mi) Pioltello (Mi) Verbania (Vb)

via Mosè Bianchi, 90 via Pier Lombardo, 22 piazzale Brescia, 20 via Ariosto, 13 largo Federico Fellini, 3 via Zucchi, 18 corso della Resistenza, 23 via Masaccio, 4b/6 corso Mameli, 199

Ospedale San Luca Ospedale San Michele Fnme Centro Diagnostico Meda Villa Caramora

Strutture GRUPPO USI-Unione sanitaria nazionale di Roma Analisi Cliniche Pietralata Axalab Biodiagnostica Biomedical Casa di cura Marco Polo Machiavelli Medical House Nova Medica Pro.Di.Lab. Rocomar Analisi Cliniche Massimo Santa Bonora USI Villa Esperia Roma

via dei Durantini, 362/370 tel. 063286844 via Eschilo, 191/193 tel. 063286841 via Squarcialupo, 36 tel. 063286842 via Paolo di Dono, 9 tel. 065193605 via Marco Polo, 41 tel. 063286848 via Machiavelli, 22 tel. 063286843 via Squarcialupo, 17/C tel. 063286842 via di Fontana Candida, 60/G-62 tel. 620764141 via V. Cerulli, 2 tel. 065191692 viale G. Marconi, 139 tel. 063286845 via Virginio Orsini, 18 tel. 06328681 viale Regina Margherita, 279 tel. 063286846

Strutture GRUPPO MULTIMEDICA Numero unico per prenotazioni 02 Milano Castellanza (Va) Limbiate (Mb) Sesto San Giovanni (Mi)

86878889 Ospedale San Giuseppe Amb. Multispecial. MultiMedica Ospedale MultiMedica Ospedale MultiMedica Irccs MultiMedica

via San Vittore, 12 via San Barnaba, 29 viale Piemonte, 70 via Fratelli Bandiera, 3 via Milanese, 300

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CFMT

I CORSI DI MARZO E APRILE

AREA CONTROLLO DI GESTIONE E FINANZA Valutare un’azienda: criteri e metodologie Come analizzare le criticità di un processo di valutazione.

Bari, 20 marzo

GESTIONE RISORSE UMANE à novit Il manager just in time Come attuare strategie di successo tramite spontaneità, creatività e improvvisazione.

Firenze, 27-28 marzo

Introduzione alla gestione finanziaria Come familiarizzare con la visione finanziaria della gestione d’impresa.

Parlare in pubblico

Milano, 20-21 marzo

Milano, 27-28 marzo

Come preparare e realizzare una presentazione efficace.

à novit Ti guardo, ti conosco! Leggere la verità attraver-

Indicatori di performance Come costruire i più rappresentativi indicatori sulle performance di gestione.

so i comportamenti

Udine, 22 marzo

Milano, 30 marzo

Come valutare un cliente per concedergli credito

Effective business writing

Modelli di valutazione del cliente e modalità di gestione del credito.

How to write documents clear, complete, persuasive and as short as possible.

Milano, 23 marzo

Milano, 4 aprile

à novit Pianificazione e programmazione finanziaria

Come osservare e capire i comportamenti altrui.

à novit The power of engagement

Come comprendere le principali variabili aziendali che determinano il fabbisogno finanziario aziendale.

How to know and share best practices in order to improve energy, committment and motivation.

Milano, 27 marzo

Roma, 4-5 aprile

Il risk management

Diversity & inclusion

Come identificare, misurare e gestire i rischi.

Come riconoscere e valorizzare la diversity nel proprio gruppo di lavoro.

Roma, 28 marzo

Milano, 5 aprile

CFMT - Centro di formazione management del terziario www.cfmt.it Sede: 20137 Milano • Via Pier Candido Decembrio 28 Ufficio di Roma: 00142 Roma • Via Bianchini 51

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ACCADEMIA SPORT & MANAGEMENT® quello che lo sport ha da insegnare al management IONE QUARTA EDIZ mpiadi Prepararsi all

Francesco Damiani Milano, 13 marzo Roma, 19 marzo

MARKETING E ORGANIZZAZIONE FORZE DI VENDITA

e Oli

Andrea Anastasi Milano, 12 aprile Roma, 17 aprile

STRATEGIA E ORGANIZZAZIONE à novit Il marchio come segno qualificante

Massimizzare la motivazione della forza di vendita attraverso il sistema premiante

della propria attività

Come motivare i venditori attraverso sistemi di sales incentives e sales compensation nell’attuale contesto di mercato.

Come orientare e massimizzare gli sforzi nella protezione del proprio segno distintivo.

Trento, 20 marzo

Milano, 22 marzo

Business intelligence La negoziazione nelle trattative commerciali complesse Come apprendere le tecniche per portare a termine trattative commerciali ad alta complessità.

Come analizzare le informazioni e trasformarle in supporti decisionali.

Milano, 22 marzo

Roma, 22-23 marzo

Visual thinking tools Il marketing virale Come mettere a sistema il passaparola nell’era del web.

Come visualizzare e mappare il pensiero giocando con le idee.

Torino, 29 marzo

Milano, 22 marzo

Il marketing non convenzionale: da marketing a societing

Business model innovation

Come cambia il rapporto fra le aziende e i loro mercati: dal mass marketing ai nuovi rapporti con il consumatore.

Come cambiare le regole del gioco per rendere irrilevante la propria concorrenza.

Milano, 3 aprile

Bologna, 3 aprile Milano, 17 aprile

Marketing digitale: metodi e strumenti per affrontare il mercato in modo innovativo

Gestire team di progetto

Il marketing digitale come insieme di strumenti che consentiranno di recuperare competitività e crescere conquistando il mercato.

Come permettere al gruppo di raggiungere risultati di eccellenza in un progetto valorizzando ruoli e competenze.

Torino, 12-13 aprile

Milano, 3-4 aprile

Risk analysis dei sistemi informativi Vendere con approccio imprenditoriale Come costruire una vendita strategica.

Come prevedere ed evitare il fallimento di un progetto informatico.

Roma, 12 aprile

Roma, 13 aprile

Per informazioni:

CFMT • SEGRETERIA CORSI MILANO Luigia Vendola, tel. 025406311

ROMA

Daniela Lignini, tel. 065043053

La partecipazione ai corsi è gratuita per tutte le aziende e i dirigenti che versano annualmente i contributi.

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Hanno collaborato a questo numero

MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA DI MANAGERITALIA

Valeria Cantoni, docente universitaria, è presidente dell’associazione non profit Art For Business partner Cfmt e ad di Trivioquadrivio, società di consulenza culturale d’impresa per lo sviluppo organizzativo. (pag. 36)

Roberta Galli ha lavorato nel marketing, organizzazione e sviluppo in azienda. È passata alla consulenza con lo Studio Ambrosetti e nel 1979 ha fondato la R. Galli & Partners, società di ricerca e selezione di manager, della quale è tuttora partner operativa. (pag. 40) Cristina Papini è research & analytics sales director online di (pag. 34)

Nielsen.

Carlo S. Romanelli è fondatore e presidente di Net Working, società di consulenza per lo sviluppo delle organizzazioni a Bologna. Ha sviluppato l’approccio del Wellness Management e ne coordina le attività presso il Cfmt. È il fondatore e conduttore dell’Accademia Sport & Management. (pag. 20) Emilio Rossi è ceo di EconPartners.

FEDERAZIONE NAZIONALE DEI DIRIGENTI, QUADRI E PROFESSIONAL DEL COMMERCIO, TRASPORTI, TURISMO, SERVIZI, TERZIARIO AVANZATO

FEDERAZIONE NAZIONALE DEI DIRIGENTI, QUADRI E PROFESSIONAL DEL COMMERCIO, TRASPORTI, TURISMO, SERVIZI, TERZIARIO AVANZATO

FONDO ASSISTENZA SANITARIA DIRIGENTI AZIENDE COMMERCIALI

FONDO DI PREVIDENZA MARIO NEGRI CFMT - CENTRO DI FORMAZIONE MANAGEMENT DEL TERZIARIO

(pag. 14)

Roberto Saliola è direttore generale di Sud Impresa e direttore operativo di Hash Italia. Autore di diverse pubblicazioni, ha ricoperto incarichi internazionali e svolto attività di docenza presso l’Università Luiss di Roma e l’Università di Perugia (Santa Maria degli Angeli). È vicepresidente di Manageritalia Roma. (pag. 42)

Piero Valdiserra è direttore marketing e relazioni esterne di uno dei maggiori gruppi italiani operanti nel beverage alcolico. È anche sommelier, nonché fondatore e presidente del club enogastronomico bolognese Gaudio. (pag. 56)

ASSOCIAZIONE ANTONIO PASTORE

Editore: Manageritalia Servizi srl Direttore responsabile: Guido Gay Coordinamento: Roberta Roncelli Redazione: Davide Mura, Luca Padovani, Enrico Pedretti, Eliana Sambrotta Direzione, redazione, amministrazione: 20129 Milano - via Antonio Stoppani 6 tel. 0229516028 - fax 0229516093 giornale@manageritalia.it www.manageritalia.it

Le opinioni espresse dagli autori impegnano esclusivamente la loro responsabilità

da Manageritalia Mariella Colavito Daniela Fiorino

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Registrazione Tribunale di Milano n. 142, del 24 aprile 1974 Associato all’USPI Unione stampa periodica italiana Accertamenti diffusione stampa La diffusione di marzo è di 34.648 copie

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Dirigente - Marzo 2012  

La rivista di Manageritalia