

FEDERICA BRIGNONE Leggenda Olimpica











QUALITÀ DAL 1926

SORGENTE A 1300 mt.
GIUGIARO DESIGN
ENERGIA EOLICA
CASTAGNETI DI GARESSIO PH NEUTRO
RESIDUO FISSO 34,9 mg/l
BOSCHI DI CITTÀ PRATI STABILI
Federica Brignone: il cuore del Lago, la forza dell’Italia
Federica Brignone: the heart of the lake, the strength of Italy
Federica Brignone è la copertina di questo numero di Magic Lake. Una scelta che non è soltanto simbolica, ma identitaria. Magic Lake racconta un territorio che il mondo ci invidia: il Lago di Como, le sue montagne, le sue imprese, le sue eccellenze. Con Amici di Como promuoviamo un’Italia che sa innovare, prendersi cura, competere con responsabilità. Federica incarna tutto questo. La sua carriera parla di talento e disciplina. Ma soprattutto parla di coraggio. Dopo una caduta che avrebbe potuto segnare una svolta irreversibile e un intervento chirurgico complesso, ha scelto di tornare in pista. In quella sala operatoria, grazie anche alla professionalità del dottor Andrea Panzeri, chirurgo comasco di riconosciuto valore, si è intrecciato qualcosa di profondamente italiano: talento sportivo, eccellenza medica e fiducia reciproca. Un’alleanza silenziosa che ha permesso a una campionessa di tornare a pensare ai Giochi Olimpici Invernali del 2026.
Milano-Cortina 2026 ha scritto una pagina storica per lo sport italiano: 30 medaglie complessive, il miglior risultato di sempre per l’Italia ai Giochi Olimpici Invernali. Un record che appartiene alla Nazione intera. Un traguardo costruito da una generazione di atleti straordinari di cui Federica è simbolo e riferimento. Ecco perché in questo numero di Magic Lake dedichiamo un ampio servizio ai Giochi e alle trenta medaglie che hanno reso indimenticabile Milano-Cortina 2026. Non solo podi, ma storie di disciplina, resilienza e orgoglio italiano. Abbiamo scelto Federica Brignone perché rappresenta la forza limpida di chi sa cadere e rialzarsi. Perché il suo percorso dialoga con le nostre montagne. Perché il suo sguardo è lo stesso di chi, da questo lago, guarda lontano. Insieme CON ORGOGLIO vestiamo il tricolore.
Daniele Brunati Direttore
Federica Brignone is on the cover of this issue of Magic Lake. This choice is not only symbolic, but also representative of our identity.
Magic Lake tells the story of a region that is the envy of the world: Lake Como, its mountains, its achievements, its excellence. With Amici di Como, we promote an Italy that knows how to innovate, care, and compete responsibly. Federica embodies all of this. Her career speaks of talent and discipline. But above all, it speaks of courage. After a fall that could have marked an irreversible turning point and complex surgery, she chose to return to the slopes. In that operating room, thanks in part to the professionalism of Dr. Andrea Panzeri, a renowned surgeon from Como, something deeply Italian came together: sporting talent, medical excellence, and mutual trust. A silent alliance that allowed a champion to return to thinking about the 2026 Winter Olympics. Milan-Cortina 2026 wrote a historic page for Italian sport: 30 medals in total, the best result ever for Italy at the Winter Olympics. A record that belongs to the entire nation. A milestone achieved by a generation of extraordinary athletes, of whom Federica is a symbol and reference point. That is why, in this issue of Magic Lake, we are dedicating extensive coverage to the Games and the thirty medals that made Milan-Cortina 2026 unforgettable. Not just podiums, but stories of discipline, resilience, and Italian pride.
We chose Federica Brignone because she represents the clear strength of those who know how to fall and get back up. Because her journey speaks to our mountains. Because her gaze is the same as those who look out from this lake into the distance. Together, WITH PRIDE, we wear the tricolor.
Daniele Brunati Director
Testimonial


MY HEART IS YOURS, 2023, polished bronze and matte stainless steel, 50 x 32 x 29 cm



In copertina / On the cover Federica Brignone ph. Gio Auletta / Pentaphoto
Federica Brignone regina di Milano Cortina

La fiaccola di Milano Cortina ha illuminato Como
Gli ostacoli sono trampolini. La lezione di vita delle Paralimpiadi per gli studenti di Cernobbio

Inclusive Winter Games
In ricordo di Giampiero Maiocchi, l’eleganza del fare
Premio “Paolo Grandi”, un riconoscimento al dialogo fra culture 58
Turismo d'eccellenza: Palmiro Noschese nominato Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana
Italian Tourism Awards premiate le 15 stelle del turismo italiano
Testimonial e Ambasciatori da celebrare e da premiare 86
Udito e qualità della vita: l’importanza di intervenire precocemente
Il sogno di Olgiate diventa realtà: posata la prima pietra di un nuovo oratorio aperto a tutti e senza barriere 104
Porada International Design Award 108
Viva, nuovo showroom ad Atlanta 112
Poliform firma il restyling del Four Seasons Milano 138
Un Dono per un Natale speciale 154
Argegno e l'incanto di HH 1899
74
Massimo Folador, ascoltare con le orecchie del cuore 78
Glocal 2025: Angelo Porro e la "strategia del sorriso"
80
Giorgio Marelli: il volto bambino del Papa Buono
82
Il gusto del coraggio: storia dei tre fratelli Martignoni tra visione e gentilezza
106
Gerosa Design, 60 anni di passione per il design con lo sguardo al futuro
CULTURA & ARTE
44
Imat Felco illumina la storia 94
Villa del Balbianello, dove l'avventura incontra l'eleganza
Valtellina e Grigioni

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In collaborazione con • In collaboration with Consorzio Como Turistica Ente Turistico del Mendrisiotto e Basso Ceresio
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Consulente editoriale • Publishing Adviser Giovanni Anzani, Rosaria Casali
Direttore responsabile • Editor Daniele Brunati
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Testi • Research and Material
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Traduzioni • Translations Elena Pedretti
Revisione testi • Proof reading Amelia Guarneri
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Amministrazione • Administration Studio Bergna Principi S.T.P. a RL
Un ringraziamento speciale • Special thanks to a Giovanni e Ornella Anzani per la generosa disponibilità e concreta collaborazione

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Testimonial
Villa Carlotta, un anno di splendore fra arte e natura
Fondazione Cologni. Roma su misura Viaggio tra le eccellenze romane
Fontana Orologi, il tempo come opera d'arte
Oltre i confini dello scatto, la ricerca alchemica di Luigi Corbetta 183
Arte a Campione d'Italia
Corrado Passera, la Geopolitica della Finanza
88
Motore Sanità Cernobbio School 2026
Como in Salute
Legenda ut discenda, la lezione di vita e solidarietà di Francesco Peronese
Milano Design Week 2026
Salone del Mobile 140
Concerto di Natale in Duomo, capolavoro di musica e spiritualità 144
Steriline e Penna Nera insieme per la solidarietà
146
Serata Amici di Como e Magic Lake
156
Silvia Mezzanotte, voce e cuore per la solidarietà
174
Oltre il talento: Claudio Sadler si racconta tra sapori e visioni
178
Fiordaliso, regina del Capodanno al Galà di Campione d’Italia
181
Candlelight a Campione d'Italia
ANNIVERSARY
76
UCID, 80 anni di radici cristiane e slancio verso il futuro al servizio del Bene Comune
100
Acqua S.Bernardo, un secolo di sostenibile leggerezza
102
Il Centenario dell'Automobile Club Como
160 BOOK CORNER
186 FASHION E LUXURY
SPORT
196
Luca e Matteo, un legame di amicizia in Briantea84
198
Un occhio ai giovani fra Nextgen e Canturnament
200
Giorgio Roda, nuova sfida in ELMS 2026
FOOD & BEVERAGE
203
Cucina e Cantina



A Federica Brignone regina di Milano Cortina
bbiamo portato la fiaccola, cantato l'inno, pattinato, sciato, rispolverato le regole del curling. Ci siamo
di Elisabetta Comerio foto Pentaphoto emozionati, siamo saliti sul gradino più alto del podio, ci siamo goduti le Olimpiadi di casa, ci siamo sentiti una squadra. 30 medaglie ci hanno raccontato storie, ogni volta diverse, e ci hanno regalato sogni. Perché lo sport è tutto questo e le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 ne sono state l'esempio perfetto. E a proposito di perfezione, Federica Brignone è stata senza dubbio la regina sulla neve. Un infortunio sembrava aver infranto il suo sogno. Invece no, due ori arrivati a meno di un anno da una caduta che sembrava aver precluso la sua partecipazione alle Olimpiadi. Contro ogni previsione - e anche con la complicità del medico comasco
Andrea Panzeri - eccola lì, con il suo contagiante sorriso e al collo la medaglia più preziosa dopo due gare di spessore in super G e slalom gigante. Una storia eccezionale la sua, fatta di dedizione e sacrificio, di amore e passione. Lei ce l'ha fatta e insieme a lei tutto lo sport. Mentre Federica dominava le nevi, sul ghiaccio si scrivevano altre storie indimenticabili. Francesca Lollobrigida ha fatto risplendere il pattinaggio di velocità, conquistando due ori pesantissimi nei 3000m e 5000m e confermandosi una fuoriclasse assoluta. Impossibile poi non citare l’oro di Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti nell’inseguimento del pattinaggio velocità e il bronzo di Stefania Constantini e Amos Mosaner nel curling, quattro anni dopo l’oro di Pechino 2022. Non si può poi parlare di queste Olimpiadi senza citare


l'infinita Arianna Fontana. L’atleta dello short track ha portato il suo personale medagliere a quota 14, un record che difficilmente vedremo battere presto. E ancora il biathlon ad Anterselva con Lisa Vittozzi che ha vinto uno storico oro nell’inseguimento femminile. C’è stata poi l’ultima gara di Dorothea Wierer. Il suo quinto posto ha scaldato il cuore del pubblico più di qualsiasi metallo prezioso. Dorothea non ha solo vinto in carriera; ha preso per mano il biathlon italiano, trasformandolo da disciplina di nicchia a fenomeno di massa. Il calore che l'ha avvolta al traguardo è il tributo dovuto a chi ha fatto la storia. C’è stato spazio anche per le sorprese e le conferme nelle discipline più spettacolari. Simone Deromedis ha fatto impazzire i tifosi vincendo lo ski cross seguito da Federico Tomasoni che ha messo al collo
la medaglia d’argento, mentre nello slittino abbiamo assistito a un dominio azzurro che ci ha riempito di entusiasmo: l'oro storico del doppio femminile con Andrea Vötter e Marion Oberhofer e quello del doppio maschile con Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner. Anche la discesa libera ha regalato brividi, con l'argento del giovane Giovanni Franzoni e i bronzi carichi di significato di Dominik Paris e Sofia Goggia, capace salire sul podio per la terza Olimpiade consecutiva. Michela Moioli ha centrato la medaglia con un bronzo nella “sua” Livigno. Insomma, sono tante, troppe le storie per essere racchiuse in poche pagine. Milano Cortina è stata la festa di un’Italia che ha saputo emozionare. La fiamma olimpica ha illuminato i nostri atleti e le nostre montagne, regalandoci delle immagini che non dimenticheremo.
Olympics Winter Games Milano Cortina 2026, Giant Slalom, Federica Brignone (ITA) Photo: Gio Auletta/Pentaphoto



Sopra, Olympics Winter Games Milano Cortina 2026, Super G Federica
a lato, Olympics Winter Games Milano Cortina 2026, Downhill Women Sofia Goggia
sotto, Olympic Winter Games Milano Cortina 2026, Snowboard
Federica Brignone symbol of Milano Cortina

We carried the torch, sang the anthem, skated, skied, and brushed up on the rules of curling. We got excited, climbed to the top step of the podium, enjoyed the Olympics on home turf, and felt like a team. Thirty medals told us stories, each one different, and gave us dreams. Because sport is all this, and the Milan Cortina 2026 Winter Olympics were the perfect example. And speaking of perfection, Federica Brignone was undoubtedly the symbol par excellence. An injury seemed to have shattered her dream. But no, she won two gold medals less than a year after a fall that seemed to have ruled her out of the Olympics. Against all odds, there she was, with her infectious smile and the most precious medal around her neck after two impressive races in the super-G and giant slalom. Hers is an exceptional story of dedication and sacrifice, love and passion. She did it, and with her, the whole world of sport. While Federica dominated the snow, other unforgettable stories were being written on the ice. Francesca Lollobrigida made speed skating shine, winning two very important gold medals in the 3000m and 5000m and confirming herself as an absolute champion. It is impossible not to mention the gold medals won by Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, and Michele Malfatti in the speed skating pursuit and the bronze medals won by Stefania Constantini and Amos Mosaner in curling, four years after their gold medals in Beijing 2022. We cannot talk about these Olympics without mentioning the infinite Arianna Fontana. The short track athlete brought her personal medal tally to 14, a record that is unlikely to be broken any time soon. And then there
Brignone (ITA) Photo: Gio Auletta/Pentaphoto;
(ITA) Photo:Gio Auletta/Pentaphoto;
Mixed Team Snowboard Cross, Lorenzo Sommariva and Michela Moioli (ITA), Pier Marco Tacca/Pentaphoto
Olympics Winter Games Milano Cortina 2026, Arianna Fontana vince la medaglia d'argento - fonte Instagram





VIA DIAZ

was the biathlon in Anterselva with Lisa Vittozzi winning a historic gold medal in the women's pursuit. Then there was Dorothea Wierer's last race. Her fifth place warmed the hearts of the public more than any precious metal. Dorothea has not only won in her career; she has taken Italian biathlon by the hand, transforming it from a niche discipline into a mass phenomenon. The warmth that enveloped her at the finish line is a fitting tribute to someone who has made history. There was also room for surprises and confirmations in the most spectacular disciplines. Simone Deromedis drove the fans wild by winning the ski cross, followed by Federico Tomasoni who took the silver medal, while in luge we witnessed an Italian domination that filled us with enthusiasm: the historic gold in the women's doubles with Andrea Vötter and Marion Oberhofer and that of the men's doubles with Emanuel Rieder and Simon Kainzwaldner. The downhill events also provided thrills, with silver for the young Giovanni Franzoni and meaningful bronze medals for Dominik Paris and Sofia Goggia, who managed to climb onto the podium for the third consecutive Olympics. Michela Moioli won a bronze medal in 'her' Livigno. In short, there are too many stories to be contained in a few pages. Milano Cortina was a celebration of an Italy that knew how to thrill. The Olympic flame illuminated our athletes and our mountains, giving us images that we will never forget.


Olympics Winter Games Milano Cortina 2026, Lisa Vittozzi (ITA) Biathlon 7.5 km sprint women’s,
Photo: Pentaphoto/ Giovanni Auletta
Olympics Winter Games Milano Cortina 2026, Lisa Vittozzi (ITA) Biathlon 7.5 km sprint women’s,
Photo: Pentaphoto/ Giovanni Auletta
Olympics Winter Games Milano Cortina 2026, Women's 12,5 KM Mass Start Dorothea Wierer (ITA) Photo: Gio Auletta/Pentaphoto




Olympics Winter Games Milano Cortina 2026, Giovanni Franzoni (ITA), Gabriele Facciotti | Pentaphoto

LE MEDAGLIE D'ORO DELL'ITALIA AI GIOCHI
OLIMPICI
DI MILANO CORTINA 2026
Francesca Lollobrigida, pattinaggio di velocità, 3000m donne; Elisa Confortola, Arianna Fontana, Chiara Betti, Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser short track, staffetta mista; Andrea Vötter e Marion Oberhofer, slittino, doppio donne; Simon Kainzwaldner ed Emanuel Rieder, slittino, doppio uomini; Federica Brignone, sci alpino, super G donne; Francesca Lollobrigida, pattinaggio di velocità, 5000m donne; Federica Brignone, sci alpino, slalom gigante donne; Lisa Vittozzi, biathlon, inseguimento donne; Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, pattinaggio di velocità: team pursuit uomini; Simone Deromedis, sci acrobatico: skicross uomini.
LE MEDAGLIE D'ARGENTO DELL'ITALIA AI GIOCHI
OLIMPICI
DI MILANO CORTINA 2026
Giovanni Franzoni, sci alpino, discesa libera uomini; Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer, biathlon, staffetta mista; Arianna Fontana, short track, 500m donne; Michela Moioli/Lorenzo Sommariva, snowboard: snowboard cross a squadre; Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Fontana, Arianna Sighel, short track: staffetta 3000m donne Federico Tomasoni, sci acrobatico: skicross uomini.
LE MEDAGLIE DI BRONZO DELL'ITALIA AI GIOCHI OLIMPICI DI MILANO CORTINA 2026
Dominik Paris, sci alpino, discesa libera uomini; Sofia Goggia, sci alpino, discesa libera donne; Lucia Dalmasso, snowboard, gigante parallelo donne; Riccardo Lorello, pattinaggio di velocità, 5.000m uomini; Dominik Fischnaller, slittino, singolo uomini; Sara Conti, Marco Fabbri, Daniel Grassl, Charlène Guignard, Lara Naki Gutmann, Niccolò Macii e Matteo Rizzo, pattinaggio di figura, evento a squadre; Stefania Constantini e Amos Mosaner, curling, doppio misto; Dominik Fischnaller, Verena Hofer, Simon Kainzwaldner, Marion Oberhofer, Emanuel Rieder, Andrea Vötter, slittino, team event; Michela Moioli, snowboard, snowboard cross donne; Elia Barp, Martino Carollo, Davide Graz, Federico Pellegrino, staffetta uomini 4x7,5km, sci di fondo; Flora Tabanelli, sci acrobatico, big air; Elia Barp e Federico Pellegrino, sci di fondo: team sprint uomini; Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser, Andrea Cassinelli e Lorenzo Previtali, short track: staffetta 5000m uomini; Andrea Giovannini, pattinaggio di velocità: mass start uomini.







La fiaccola di Milano Cortina ha illuminato Como
Resterà scolpita nella memoria dei comaschi la data di martedì 3 febbraio 2026. In un clima di grande festa, la fiaccola olimpica dei Giochi Invernali Milano-Cortina ha fatto il suo ingresso trionfale nel territorio lariano, portando con sé il fuoco dello sport. Il viaggio della torcia in provincia è iniziato toccando i comuni di Cantù e Cernobbio. Poi la fiaccola è giunta a Como via lago, a bordo dello storico piroscafo Concordia. L'approdo al molo 5 ha segnato l’inizio ufficiale della cerimonia cittadina. Il primo a ricevere il testimone sul suolo comasco è stato Giovanni Mango, che ha dato il via alla staffetta lungo le vie del centro, trasformate per l'occasione in un palcoscenico a cielo aperto. Tra i tedofori che si sono alternati lungo il percorso, il dottor Andrea Panzeri, associato di Amici di Como e presidente della commissione medica FISI. Il culmine dell'evento è stato raggiunto con l'ultimo tedoforo. A ricevere l'applauso di una folla festante è stato Cesc Fàbregas. L'allenatore del Como ha portato la fiaccola nell'ultimo tratto, e ha avuto l’onore di accendere il braciere in piazza Cavour. Anche Paolo Nespoli, astronauta e socio onorario dell'associazione, è stato protagonista della tappa di Seregno. Per Nespoli si è trattato di un emozionante bis, dopo la sua partecipazione alla staffetta di Torino 2006.
Tuesday, February 3, 2026, will remain etched in the memory of the people of Como. In a festive atmosphere, the Olympic torch for the Milan-Cortina Winter Games made its triumphant entry into the Lake Como territory, bringing with it the fire of sport. Among the torchbearers who took turns along the route was Dr. Andrea Panzeri, a member of Amici di Como. The event reached its climax with the last torchbearer. Cesc Fàbregas received the applause of a jubilant crowd. The Como coach carried the torch for the last stretch and had the honor of lighting the brazier in Piazza Cavour. Paolo Nespoli, astronaut and honorary member of the association, was also a protagonist of the Seregno stage. For Nespoli, it was an exciting encore after his participation in the 2006 Turin relay.


Nelle foto, Paolo Nespoli, Andrea Panzeri, Cesc Fàbregas

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Gli ostacoli sono trampolini. La lezione di vita delle Paralimpiadi per gli studenti di Cernobbio
testo e foto di Stefania De Giorgi
Nel clima vibrante dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 Winter Paralympics, lo sport torna a raccontare una delle sue storie più profonde: quella della determinazione che supera i limiti e della diversità che diventa valore. È in questo contesto, carico di significati e di esempi straordinari, che si rinnova l’attenzione verso il movimento paralimpico, nato per trasformare la fragilità in energia e lo sport in uno strumento di rinascita e inclusione. Le loro radici affondano nello spirito del secondo dopoguerra, quando lo sport iniziò a diventare un mezzo di riabilitazione e di riscatto per molti feriti di guerra. Da quell’esperienza pionieristica presero forma, nel tempo, i Giochi Paralimpici, fino alla prima edizione delle Paralimpiadi invernali nel 1976 a Örnsköldsvik, in Svezia, dove 198 atleti provenienti da 16 Paesi si sfidarono nello sci alpino e nello sci di fondo. Da allora questo movimento non ha mai smesso di crescere, diventando una delle più straordinarie espressioni di sport, coraggio e inclusione. È proprio dentro questo orizzonte di valori che si inserisce l’esperienza vissuta dalle classi prime e seconde della Scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Cernobbio. Accompagnati dai loro insegnanti di educazione fisica, gli studenti hanno partecipato a una giornata speciale al PalaGiulia di Milano, dove hanno potuto avvicinarsi al mondo degli sport paralimpici e assistere alla partita di hockey tra Italia e Germania, vinta dalla squadra italiana. Non è stata soltanto una gita scolastica, ma un piccolo viaggio dentro il significato più autentico dello sport: quello che unisce, che insegna, che cambia lo sguardo. Gli studenti hanno potuto osservare da vicino atleti capaci di trasformare le difficoltà in energia, la fatica in deter-
minazione, comprendendo come lo sport paralimpico sia prima di tutto una lezione di vita. A rappresentare simbolicamente questo spirito c’è anche Milo, la mascotte paralimpica: un piccolo ermellino dal manto bruno nato senza una zampina che, con creatività e ingegno, ha imparato a usare la coda trasformando la propria diversità in una forza. Il suo motto: “Gli ostacoli sono trampolini” racchiude perfettamente l’essenza dello spirito paralimpico. La professoressa Barbara Fossati ha illustrato l’importanza della giornata per i ragazzi: «Essere diversi è la condizione più naturale che esista. Non è l’assenza di un arto, il colore della pelle o una difficoltà visiva a definire una persona, perché prima di tutto siamo esseri umani. È importante che i ragazzi imparino fin da piccoli a guardare la diversità senza paura e senza distanza, ma con curiosità, rispetto e naturalezza. Lo sport paralimpico ci insegna proprio questo: che ogni limite può diventare una possibilità e che ognuno di noi ha risorse straordinarie da scoprire. Se i ragazzi crescono abituandosi a vedere la diversità come parte della vita, diventeranno adulti più sensibili e più consapevoli. Sapranno relazionarsi con gli altri senza pregiudizi e senza quella forma di compassione che nasce dalla mancanza di conoscenza. La vera inclusione arriva quando ciò che sembra diverso smette di esserlo e diventa semplicemente normale». La giornata al PalaGiulia si è così trasformata in qualcosa di più di una visita scolastica: un momento di crescita, di consapevolezza e di emozione. Perché lo sport, quando incontra i valori dell’inclusione e del rispetto, diventa una scuola di umanità. E proprio come insegna lo spirito paralimpico, ogni ostacolo può diventare un trampolino verso nuove possibilità.

Le medaglie d'oro dell'Italia ai Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026: Emanuel Perathoner, snowboard cross uomini SB-LL2, snowboard Paralimpico; Chiara Mazzel - guida Nicola Cotti Cottini, super G donne VI, sci alpino Paralimpico; Giacomo Bertagnolli - guida Andrea Ravelli, combinata uomini VI, sci alpino Paralimpico; Jacopo Luchini, banked slalom uomini SB-UL, snowboard Paralimpico; Emanuel Perathoner, banked slalom uomini SB-LL2, snowboard Paralimpico; Renè De Silvestro, slalom gigante uomini sitting, sci alpino Paralimpico; Giacomo Bertagnolli - guida Andrea Ravelli, slalom uomini VI, sci alpino Paralimpico.
Le medaglie d'argento dell'Italia ai Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026
Chiara Mazzel - guida Nicola Cotti Cottini, discesa donne VI, sci alpino Paralimpico); Giacomo Bertagnolli - guida Andrea Ravelli, super G uomini VI, sci alpino Paralimpico; Chiara Mazzel - guida Nicola Cotti Cottini, combinata donne VI, sci alpino Paralimpico; Federico Pelizzari, combinata uomini standing, sci alpino Paralimpico; Renè De Silvestro, combinata uomini sitting, sci alpino Paralimpico; Chiara Mazzel - guida Fabrizio Casal, slalom gigante donne VI, sci alpino Paralimpico; Giacomo Bertagnolli - guida Andrea Ravelli, slalom gigante uomini VI, sci alpino Paralimpico.
Le medaglie di bronzo dell'Italia ai Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026
Giacomo Bertagnolli - guida Andrea Ravelli, discesa uomini VI, sci alpino Paralimpico; Giuseppe Romele, individuale 20 km uomini sitting, sci di fondo Paralimpico.


Obstacles are springboards.
The life lesson of the Paralympics for
the students of Cernobbio
In the vibrant atmosphere of the Milan Cortina 2026 Winter Paralympics, sport returns to tell one of its most profound stories: that of determination overcoming limitations and diversity becoming a value. It is in this context, rich in meaning and extraordinary examples, that attention is renewed towards the Paralympic movement, created to transform fragility into energy and sport into a tool for rebirth and inclusion. Its roots lie in the spirit of the post-World War II period, when sport began to become a means of rehabilitation and redemption for many war wounded. From that pioneering experience, the Paralympic Games took shape over time, leading to the first Winter Paralympics in 1976 in Örnsköldsvik, Sweden, where 198 athletes from 16 countries competed in alpine skiing and cross-country skiing. Since then, this movement has never stopped growing, becoming one of the most extraordinary expressions of sport, courage, and inclusion. It is precisely within this horizon of values that the experience of the first and second grades of the Comprehensive Institute of Cernobbio's lower secondary school fits. Accompanied by their physical education teachers, the students took part in a special day at the PalaGiulia in Milan, where they were able to learn about the world of Paralympic sports and watch the hockey match between Italy and Germany, which was won by the Italian team. It was not just a school trip, but a small journey into the most authentic meaning of sport: that which unites, teaches, and changes perspectives. The students were able to observe athletes capable of transforming difficulties into energy and
fatigue into determination, understanding how Paralympic sport is first and foremost a lesson in life. Symbolically representing this spirit is Milo, the Paralympic mascot: a small brown ermine born without a paw who, with creativity and ingenuity, learned to use his tail, transforming his diversity into a strength. His motto, "Obstacles are springboards," perfectly encapsulates the essence of the Paralympic spirit. Professor Barbara Fossati illustrated the importance of the day for the children: "Being different is the most natural condition that exists. It is not the absence of a limb, skin color, or visual impairment that defines a person, because first and foremost we are human beings. It is important that children learn from an early age to view diversity without fear or distance, but with curiosity, respect, and naturalness. Paralympic sport teaches us precisely this: that every limitation can become an opportunity and that each of us has extraordinary resources to discover. If children grow up accustomed to seeing diversity as part of life, they will become more sensitive and aware adults. They will be able to relate to others without prejudice and without the kind of compassion that stems from a lack of knowledge. True inclusion comes when what seems different ceases to be so and simply becomes normal. The day at PalaGiulia thus became more than just a school visit: it was a moment of growth, awareness, and emotion. Because when sport meets the values of inclusion and respect, it becomes a school of humanity. And just as the Paralympic spirit teaches us, every obstacle can become a springboard to new possibilities.




INCLUSIVE WINTER GAMES
di Andrea Gattoni foto Associazione La Nostra Famiglia
Il 9 febbraio, presso la sede di Bosisio Parini (LC), l’inaugurazione degli Inclusive Winter Games ha segnato l’inizio delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario dell’Associazione La Nostra Famiglia. L’evento ha saputo coniugare sport, inclusione e innovazione clinica. La cerimonia inaugurale ha visto la partecipazione del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha lodato gli ottant’anni di impegno dell’Associazione a favore del Paese. Nel suo intervento, il Ministro ha sottolineato come lo sport rappresenti un pilastro strategico per lo sviluppo dell’autonomia e dell’autostima, auspicando modelli di partecipazione in cui atleti con e senza disabilità possano competere e sfilare con pari dignità. La dimensione istituzionale è stata ulteriormente rafforzata dalla presenza degli assessori regionali Alessandro Fermi e Mauro Piazza, che hanno identificato nell’iniziativa la sintesi perfetta dei valori di innovazione e valorizzazione della diversità che caratterizzano il territorio lombardo e la candidatura ai Giochi di Milano-Cortina. Sotto il profilo operativo e scientifico, la Presidente Luisa Minoli e il fisiatra Luigi Piccinini (IRCCS Medea) hanno delineato la vision del progetto: "deospedalizzare" la riabilitazione. L’obiettivo è trasferire l’intervento terapeutico dal setting clinico a quello naturale e ludico, permettendo ai bambini con disabilità neuromotoria di sperimentare il movimento in un contesto di integrazione con i pari. In questo senso, Daniela Maroni presidente dell’Associazione Genitori de La Nostra Famiglia - Regione Lombardia ODV è risultata fondamentale per tradurre i valori associativi in azioni concrete di abbattimento delle barriere culturali. Il valore simbolico della manifestazione è stato suggellato da un testimonial d’eccezione, Javier Zanetti, accompagnato da Iván Córdoba. L’ex capitano dell’Inter ha partecipato al rito del passaggio della fiaccola alla tedofora Eleonora, dando il via all’accensione del braciere e alla sfilata degli atleti, un momento di forte impatto emotivo che ha unito autorità e comunità. Gli Inclusive Winter Games si sono svolti il 10 e l’11 febbraio al Piani di Bobbio e hanno coinvolto tutte le sedi de La Nostra Famiglia. Sulle piste, 40 bambini e ragazzi con disabilità provenienti da tutta Italia. Ciascun atleta è stato affiancato da uno studente proveniente dall’Istituto Bachelet di Oggiono (LC) e dal Liceo Porta di Erba (CO), nel ruolo di atleti guida. Le attività – bob, biathlon, marcia con le ciaspole, dual ski e sci di fon-
do – sono state seguite da un’équipe multidisciplinare composta da fisioterapisti, educatori, medici e psicologi, con il supporto tecnico e logistico degli studenti di Scienze Motorie dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e di Ingegneria dello Sport del Politecnico di Milano – polo di Lecco, oltre al fondamentale contributo dei volontari dell’Associazione Nazionale Alpini, sezione di Bergamo, che hanno messo a disposizione maestri di sci qualificati e attrezzature specializzate per il dual ski. La cerimonia di inaugurazione degli Inclusive Winter Games è stata accompagnata dall’esibizione dei giovani studenti del Liceo Musicale e Coreutico “Giuditta Pasta” diretto dalla fondatrice Roberta Di Febo. Oltre alla performance di coro e danza, il violinista Gianluigi Sartori, giovane promessa di 17 anni, ha intrattenuto tutti i presenti con l’esecuzione di Meditation di Thais, composto da Massenet.
Inclusive Winter Games
The inauguration of the Inclusive Winter Games, held on February 9 in Bosisio Parini, kicked off the celebrations for the 80th anniversary of the La Nostra Famiglia Association. The event, which combined sport, inclusion, and clinical research, was attended by the Minister for Disabilities, Alessandra Locatelli, who praised the Association's decade-long commitment, reiterating how sport is a strategic pillar for autonomy and self-esteem, promoting models of equal competition between athletes with and without disabilities. The scientific heart of the project, illustrated by President Luisa Minoli and physiatrist Luigi Piccinini (IRCCS Medea), lies in the desire to 'de-hospitalize' rehabilitation. The aim is to transfer therapeutic intervention from a clinical setting to a natural and playful one, allowing children with neuromotor disabilities to experience movement in a context of full integration. The event experienced a moment of great emotional impact with the passing of the torch to torchbearer Eleonora by an exceptional testimonial, Javier Zanetti, accompanied by Iván Córdoba. The competitions then moved to Piani di Bobbio on February 10 and 11, involving 40 children from locations throughout Italy.






Ricordo di
Giampiero Maiocchi
l’eleganza del fare

di Daniele Brunati
L’11 febbraio Como ha salutato Giampiero Maiocchi, Socio Onorario di Amici di Como e figura cardine dell'imprenditoria lombarda. Rappresentante della storica Nessi & Majocchi, ha guidato l’azienda dai fasti della costruzione del Monumento ai Caduti fino alle grandi sfide moderne. Ma oltre il successo professionale, Maiocchi ha incarnato un amore concreto per il territorio e nei suoi incarichi istituzionali, prima come presidente dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo e poi come Presidente della Camera di Commercio, è stato l’anima dietro iniziative decisive. Di lui non ricorderemo solo le opere, ma la discrezione elegante, una di quelle doti che non fanno rumore, ma cambiano il valore di una vita. Maiocchi non aveva bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare: il suo sguardo anticipava le parole, il suo consiglio arrivava sempre al momento giusto. Ci lascia l’esempio di un’autorevolezza fondata sulla cura e sulla dignità, la lezione di un uomo che ha visto possibilità dove altri vedevano ostacoli, che ha creduto nelle persone prima ancora che nei progetti. E forse il modo più giusto per dirgli grazie non è con la tristezza, ma con la promessa di continuare con lo stesso stile, la stessa dignità, la stessa passione che lui ci ha mostrato. Non un addio, Giampiero, ma un grazie riconoscente.
Giampiero Maiocchi: the elegance of doing
On February 11, Como bid farewell to Giampiero Maiocchi, Honorary Member of Amici di Como and a key figure in Lombardy's business world. Representative of the historic Nessi & Majocchi, he led the company from the splendor of the construction of the War Memorial to the great challenges of the modern age. But beyond his professional success, Maiocchi embodied a genuine love for the area and, in his institutional roles, first as president of the Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo (Autonomous Tourist Board) and then as president of the Chamber of Commerce, he was the driving force behind decisive initiatives. We will remember not only his works, but also his elegant discretion, one of those qualities that do not make a fuss but change the value of a life. Maiocchi did not need to raise his voice to be heard: his gaze anticipated his words, his advice always came at the right moment. He leaves us with an example of authority based on care and dignity, the lesson of a man who saw possibilities where others saw obstacles, who believed in people even before he believed in projects. And perhaps the best way to thank him is not with sadness, but with the promise to continue with the same style, the same dignity, and the same passion that he showed us. Not a farewell, Giampiero, but a grateful thank you.

P alazzo Venezia e Ristorante Altariva
foto Courtesy of Palazzo Venezia
A Como, il 6 dicembre scorso, ha aperto Palazzo Venezia, il primo 5 stelle del circuito The Leading Hotels of the World (LHW) nella città lacustre, incluso all’interno del prestigioso brand Villa d’Este La Collezione, che riunisce Villa d’Este sul Lago di Como, Villa La Massa a Firenze e, a giugno, il futuro Miralago Luxury Apartments a Cernobbio. Palazzo Venezia, dimora ottocentesca affacciata su Piazza Cavour e sul Lago di Como, ha recentemente completato un processo di rebranding a seguito dell’acquisizione da parte di Villa d’Este S.p.A. dal Gruppo LarioHotels nell’aprile 2025. Questa evoluzione rappresenta un naturale ampliamento delle proprietà d’eccellenza, trasmettendo la cultura, i valori e lo stile distintivo di Villa d’Este La Collezione in nuove dimore dove storia, eleganza e contemporaneità si fondono armoniosamen -
te. La transizione è stata realizzata in continuità con il precedente assetto operativo, mantenendo il personale storico della struttura e garantendo una gestione fluida nel passaggio alla nuova identità. Sotto la guida dell’Acting General Manager Barbara Gibellini, l’hotel valorizza la propria impronta architettonica, ispirata ai linguaggi classici italiani e veneziani, offrendo un’ospitalità misurata, discreta e attenta. Le camere e le suite, luminose e progettate per garantire privacy e comfort, rappresentano un rifugio armonioso dove vivere momenti di tranquillità. La posizione strategica, tra il lungolago e la storica Piazza Cavour, permette di raggiungere con facilità i principali punti di interesse della città, rendendo Palazzo Venezia una destinazione esclusiva e raffinata sul Lago di Como. Per valorizzare ulteriormente il legame

la nuova visione di ospitalità sul Lago di Como, in linea con lo
stile
di Villa d’Este La Collezione
con Villa d’Este, gli ospiti di Palazzo Venezia potranno usufruire delle facilities del Grand Hotel, come le piscine e lo Sporting Club, e le due proprietà saranno collegate da servizi di trasporto via terra e via lago. Grande rilevanza è riservata alla componente Food&Beverage. Il ristorante Altariva è gestito dall’Executive Chef Alessandro Rinaldi, che propone una cucina radicata nel territorio e interpretata con sensibilità contemporanea. Il rooftop bar, situato sulla stessa terrazza, offre un ambiente sospeso tra cielo e acqua, dove mixology e accoglienza si fondono in un rituale dedicato all’aperitivo e ai momenti serali. Rinaldi, originario di Avellino e classe 1989, ha coltivato la sua passione per la cucina sin da bambino, iniziando il suo percorso in ristoranti prestigiosi che hanno influenzato profondamente il suo stile, insegnan -
dogli a combinare l’alta gastronomia con l’autenticità e la semplicità delle tradizioni familiari, diventando il portavoce di una cucina “pulita, nitida e decisa”, che nasce da una rigorosa selezione di materie prime legate al territorio e si esprime con una visione contemporanea, elegante e mai scontata. Il lievito madre che utilizza è un’eredità di quattro generazioni, un simbolo del suo legame con il passato. Con un approccio che combina calore e raffinatezza, l’Executive Chef punta a far sentire ogni ospite “a casa,” celebrando la bellezza del luogo e il piacere della buona tavola. Il suo impegno e la sua attenzione al dettaglio sono stati recentemente riconosciuti dalla Guida Ristoranti del Gambero Rosso, che lo scorso ottobre gli ha conferito il premio speciale “Miglior pane in tavola”, a testimonianza di una ricerca che

parte dalle basi e valorizza ogni elemento dell’esperienza culinaria. L’attenta ricerca delle proposte culinarie si esprime con particolare cura anche in occasione di Pasqua e Pasquetta, due momenti speciali che consacreranno Palazzo Venezia tra le mete più esclusive del Lago di Como. Il percorso di degustazione “Rinascita” richiama simbolicamente sia la ricorrenza religiosa sia la nuova vita dell'Hotel. Dal benvenuto dello Chef a portate dai sapori decisi e ben definiti, il viaggio gastronomico culmina nei dessert, dove spiccano l’intramontabile Pastiera e la tradizionale Colomba, realizzata a mano, accompagnata da una delicata crema al Grand Marnier e dall’uovo pasquale servito al carrello. Gli ospiti potranno lasciarsi incantare dalla splendida vista del Ristorante Altariva, per poi vivere un’esperienza ancora più immersiva a Pasquetta con lo “Chic Nic”, un’esclusiva attività in barca pensata per celebrare il lago in modo raffinato e originale. Lo Chef Rinaldi ha studiato ogni dettaglio del menù: dalla classica Torta Pasqualina alla Pagnottina al lievito madre e grani antichi, dall’Insalata di fregola con agnello, asparagina e primosale,
fino alla Colombina della tradizione e agli ovetti fondenti. Un percorso gastronomico - con anche una variante vegetariana - sur le lac pensato per rendere le festività pasquali davvero indimenticabili. Durante questo periodo, gli ospiti di Palazzo Venezia potranno lasciarsi conquistare da una vera sorpresa dello Chef, il Breva Dolce, un lievitato inedito ed esclusivo pensato per l’occasione, arricchito da gocce di lampone all’interno e da una delicata confettura in superficie. Il lampone è stato scelto non solo per il richiamo cromatico al colore distintivo di Palazzo Venezia, ma anche per creare un armonioso contrasto con il burro d’alpeggio, il profumo intenso della vaniglia, le note morbide e vellutate del latte fresco e delle uova biologiche. Un inno alla pasticceria della tradizione, con elementi innovativi che rendono la cucina di Palazzo Venezia unica e di altissimo livello. L’Hotel, che ha riaperto sotto la nuova gestione di Villa d’Este in occasione dello scorso ponte dell’Immacolata, ha abbracciato pienamente la visione del Gruppo, orientata a una stagione prolungata e valorizzata anche nei mesi invernali, da qui la scelta di essere aperti


tutto l’anno. In quest’ottica, Palazzo Venezia ha proposto ai propri ospiti esperienze dedicate alle festività, tra cui il Pranzo di Natale e il Cenone di San Silvestro. L’atmosfera magica di questo periodo è stata ulteriormente esaltata dai grandi eventi e dalle installazioni che hanno animato la città di Como, in particolare la pista di pattinaggio sul ghiaccio in Piazza Cavour, situata a pochi metri dall’Hotel. Il 2026 sarà un anno ricco di importanti novità per l'Hotel: in estate è infatti prevista l’apertura del tanto atteso Caffè Cavour, storico punto di riferimento per la città di Como e caro ai comaschi, situato al piano terra di Palazzo Venezia e oggetto di un accurato intervento di restauro nei prossimi mesi. Il progetto restituirà alla città un luogo che, fin dal XIX secolo, aveva trovato nella pasticceria fondata da Enrico Monti uno dei suoi principali riferimenti sociali, reinterpretando l'identità in piena coerenza con lo stile e la filosofia gastronomica di Villa d’Este La Collezione. Caffè Cavour tornerà così a splendere sotto la supervisione dello Chef Rinaldi, rafforzando ulteriormente il legame tra tradizione, territorio ed eccellenza contemporanea.
Palazzo Venezia è il primo 5 stelle del circuito The Leading Hotels of the World nella città di Como. Affacciato su Piazza Cavour e sul Lago, e ospitato in una dimora ottocentesca, Palazzo Venezia unisce identità architettonica e ospitalità contemporanea con 18 Camere e Suite progettate per garantire privacy e comfort. Completano l’offerta l’Altariva Restaurant & Bar, guidato dall’Executive Chef Alessandro Rinaldi, il Caffè Cavour - in apertura nel 2026 -, servizi su misura e l’accesso alle facilities di Villa d'Este. Barbara Gibellini è Acting General Manager dell’Hotel. Palazzo Venezia fa parte di Villa d’Este La Collezione, brand che riunisce le eccellenze del Gruppo che fa capo a Villa d’Este, realtà di riferimento internazionale nell’ospitalità di lusso. Nato nel 2025 come evoluzione strategica del Gruppo, comprende oggi quattro destinazioni di alto profilo: Villa d’Este (Cernobbio, 1873), Villa La Massa (Firenze, 1998) e Miralago Luxury Apartments (Cernobbio, apertura giugno 2026). La Collezione prosegue il percorso di valorizzazione del territorio comasco con progetti futuri di rilievo, tra cui la ristrutturazione di Villa Belinzaghi, dimora ottocentesca adiacente a Villa d’Este. Alla guida del progetto, il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Villa d’Este S.p.A, Dottor Giuseppe Fontana, e l’Amministratore Delegato Davide Bertilaccio.
Palazzo Venezia is the first 5-star hotel in the city of Como to be part of The Leading Hotels of the World circuit. Overlooking Piazza Cavour and the lake, and housed in a 19thcentury residence, Palazzo Venezia combines architectural identity and contemporary hospitality with 18 rooms and suites designed to ensure privacy and comfort. The offering is completed by the Altariva Restaurant & Bar, led by Executive Chef Alessandro Rinaldi, the Caffè Cavour - opening in 2026 - bespoke services and access to the facilities of Villa d'Este. Barbara Gibellini is Acting General Manager of the Hotel. Palazzo Venezia is part of Villa d'Este La Collezione, a brand that brings together the excellence of the Group headed by Villa d'Este, an international benchmark in luxury hospitality. Founded in 2025 as a strategic evolution of the Group, it now includes four high-profile destinations: Villa d'Este (Cernobbio, 1873), Villa La Massa (Florence, 1998) and Miralago Luxury Apartments (Cernobbio, opening June 2026). The Collection continues to promote the Como area with major future projects, including the renovation of Villa Belinzaghi, a 19th-century residence adjacent to Villa d'Este. The project is led by the Chairman of the Board of Villa d'Este S.p.A, Dr Giuseppe Fontana, and the Chief Executive Officer, Davide Bertilaccio.
Palazzo Venezia


Palazzo Venezia and Ristorante Altariva, a new vision of hospitality on Lake Como, in keeping with the style of Villa d'Este La Collezione
On 6 December, Palazzo Venezia opened in Como, the first 5-star hotel in the The Leading Hotels of the World (LHW) circuit in the lakeside city, included in the prestigious Villa d'Este La Collezione brand, which brings together Villa d'Este on Lake Como, Villa La Massa in Florence and, in June, the future Miralago Luxury Apartments in Cernobbio. Palazzo Venezia, a 19th-century residence overlooking Piazza Cavour and Lake Como, recently completed a rebranding process following its acquisition by Villa d'Este S.p.A. from the LarioHotels Group in April 2025. This evolution represents a natural expansion of the collection of properties of excellence, conveying the culture, values and distinctive style of Villa d'Este La Collezione to new residences where history, elegance and contemporary style blend harmoniously. The transition was carried out in continuity with the previous operational structure, retaining the historic staff of the property and ensuring a smooth management transition to the new identity. Under the guidance of Acting General Manager Barbara Gibellini, the hotel enhances its architectural imprint, inspired by classic Italian and Venetian styles, offering measured, discreet and attentive hospitality. The bright rooms and suites, designed to ensure privacy and comfort, represent a harmonious retreat where guests can enjoy moments of tranquillity. Its strategic location, between the lakefront and the historic Piazza Cavour, allows easy access to the city's main points of interest, making Palazzo Venezia an exclusive and refined destination on Lake Como. To further enhance the link with Villa d'Este, guests at Palazzo Venezia will be able to use the facilities of
the Grand Hotel, such as the swimming pools and the Sporting Club, and the two properties will be connected by land and lake transport services. Great importance is given to the Food & Beverage component. The Altariva restaurant is run by Executive Chef Alessandro Rinaldi, who offers cuisine rooted in the territory and interpreted with contemporary sensibility. The rooftop bar, located on the same terrace, offers an environment suspended between sky and water, where mixology and hospitality merge in a ritual dedicated to aperitifs and evening moments. Rinaldi, originally from Avellino and born in 1989, has cultivated his passion for cooking since childhood, beginning his career in prestigious restaurants that have profoundly influenced his style, teaching him to combine haute cuisine with the authenticity and simplicity of family traditions, becoming the spokesperson for a 'clean, clear and decisive' cuisine, which stems from a rigorous selection of local ingredients and is expressed with a contemporary, elegant and never predictable vision. The sourdough starter he uses is a legacy of four generations, a symbol of his connection to the past. With an approach that combines warmth and refinement, the Executive Chef aims to make every guest feel “at home”, celebrating the beauty of the place and the pleasure of good food. His commitment and attention to detail were recently recognised by the Gambero Rosso Restaurant Guide, which last October awarded him the special prize for “Best Bread on the Table”, testifying to a quest that starts from the basics and enhances every element of the culinary experience. The careful research behind the



culinary offerings is also expressed with particular attention at Easter and Easter Monday, two special occasions that will consecrate Palazzo Venezia as one of the most exclusive destinations on Lake Como. The ‘Rinascita’ tasting menu symbolically recalls both the religious holiday and the new life of the hotel. From the Chef's welcome to dishes with strong, well-defined flavours, the gastronomic journey culminates in desserts, where the timeless Pastiera and the traditional Colomba, made by the master pastry chefs, accompanied by a delicate Grand Marnier cream and Easter egg served from the trolley. Guests can be enchanted by the splendid view from the Altariva Restaurant, and then enjoy an even more immersive experience on Easter Monday with the “Chic Nic”, an exclusive boat trip designed to celebrate the lake in a refined and original way. Chef Rinaldi has studied every detail of the menu: from the classic Pasqualina cake to the sourdough and ancient grain bread, from the fregola salad with lamb, asparagus and primosale cheese to the traditional Colombina cake and dark chocolate eggs. A gastronomic journey - with a vegetarian option too - sur le lac designed to make the Easter holidays truly unforgettable. During this period, guests at Palazzo Venezia will be treated to a real surprise from the Chef, the Breva Dolce, a new and exclusive leavened product designed for the occasion, enriched with raspberry drops inside and a delicate jam on the surface. Raspberry was chosen not only for its colour, which echoes the distinctive colour of Palazzo Venezia, but also to create a harmonious contrast with the alpine
butter, the intense aroma of vanilla and the soft, velvety notes of fresh milk and organic eggs. A tribute to traditional pastry-making, with innovative elements that make the cuisine at Palazzo Venezia unique and of the highest standard. The hotel, which reopened under the new management of Villa d'Este during the recent Immaculate Conception long weekend, has fully embraced the Group's vision, which is geared towards a prolonged season that is also enhanced during the winter months, hence the decision to remain open all year round. With this in mind, Palazzo Venezia offered its guests festive experiences, including Christmas lunch and New Year's Eve dinner. The magical atmosphere of this period was further enhanced by the major events and installations that enlivened the city of Como, in particular the ice rink in Piazza Cavour, located a few metres from the hotel. 2026 will be a year full of important news for the Hotel: in the summer, the long-awaited Caffè Cavour, a historic landmark for the city of Como and dear to the hearts of its inhabitants, is scheduled to open. Located on the ground floor of Palazzo Venezia, it will undergo careful restoration in the coming months. The project will restore to the city a place that, since the 19th century, had found one of its main social references in the pastry shop founded by Enrico Monti, reinterpreting its identity in full harmony with the style and gastronomic philosophy of Villa d'Este La Collezione. Caffè Cavour will thus return to its former glory under the supervision of Chef Rinaldi, further strengthening the link between tradition, territory and contemporary excellence.
Villa del Balbianello
dove l'avventura incontra l'eleganza
di Marina Moretti
Affacciata sulle sponde del Lago di Como a Tremezzina, Villa del Balbianello si conferma già dall’inizio di questa stagione il bene FAI più amato e visitato d'Italia. Non è solo una dimora storica, ma un viaggio sospeso tra l'eleganza del Settecento e lo spirito indomito del Novecento. Fondata alla fine del XVIII secolo dal Cardinale Angelo Maria Durini, la villa deve la sua fama attuale a Guido Monzino, l'ultimo proprietario, esploratore, alpinista e visionario, che trasformò la proprietà in un rifugio per i suoi ricordi di viaggio prima di affidarla al FAI. Si possono ammirare le stanze arredate ancora come le lasciò Monzino, le sue preziose quanto curiose raccolte di oggetti rari, come quelle di arte primitiva (con esemplari africani, precolombiani, egizi, arcadici e inuit), di carte geografiche, stampe ottocentesche con vedute del Lario, libri, tappeti e rari dipinti su vetro, e il Museo delle Spedizioni dove vivere il brivido delle sue imprese alpinistiche, dall’Everest al Polo Nord, raccontate attraverso gli affascinanti cimeli. I giardini sono impreziositi dalla Loggia Durini, la monumentale struttura ad archi, inverdita da uno stupefacente Ficus Repens e decorata con una rosa dei venti intarsiata nel pavimento, un simbolo che guidava idealmente il ritorno a casa di Monzino dopo ogni avventura. Per chi desidera approfondire la vita dell'ultimo proprietario, Villa del Balbianello organizza un percorso dedicato per raccontare i dettagli delle spedizioni e della personalità di Monzino il 26 aprile alle 10.30. Torna anche la rassegna “Aperitivo al tramonto” che inizierà il 26 giugno suddividendosi fra gli spazi del Balbianello e La Velarca, storica casa barca recentemente restaurata dal FAI e situata di fronte all'Isola Comacina. Per gli appassionati di trekking, vengono anche organizzate le camminate nei dintorni di Villa del Balbianello alla scoperta della bellezza e della storia del territorio di Tremezzina, prossime date 11 e 25 aprile, 9 maggio, 6 giugno. Di grande interesse anche le visite guidate "Ti racconto il giardino" alla scoperta delle specie arboree e dell’arte topiaria a Balbianello, un'occasione per conoscere i segreti delle piante modellate ad arte del parco, come il grande leccio potato "a ombrello" dai giardinieri tree-climbers. Per conoscere gli orari di apertura e le iniziative, visitare il sito www.villadelbalbianello.it.


foto Archivio Villa del Balbianello

Where adventure meets elegance
Overlooking the shores of Lake Como in Tremezzina, Villa del Balbianello has already confirmed itself as Italy's most loved and visited FAI (Italian National Trust) property since the beginning of this season. It is not just a historic residence, but a journey suspended between the elegance of the 18th century and the indomitable spirit of the 20th century. Founded at the end of the 18th century by Cardinal Angelo Maria Durini, the villa owes its current fame to Guido Monzino, its last owner, explorer, mountaineer, and visionary, who transformed the property into a refuge for his travel memories before entrusting it to the FAI. You can admire the rooms, still furnished as Monzino left them, his precious and curious collections of rare objects, such as primitive art (with African, pre-Columbian, Egyptian, Arcadian, and Inuit pieces), maps, 19th-century prints with views of Lake Como, books, carpets, and rare paintings on glass, and the Museum of Expeditions, where you can experience the thrill of his mountaineering exploits, from Everest to the North Pole, recounted through fascinating memorabilia. The gardens are embellished by the Loggia Durini, a monumental arched structure, greened by
an amazing Ficus Repens and decorated with a wind rose inlaid in the floor, a symbol that ideally guided Monzino's return home after each adventure. For those who wish to learn more about the life of the last owner, Villa del Balbianello is organizing a dedicated tour to recount the details of Monzino's expeditions and personality on April 26 at 10:30 a.m. The "Aperitivo al tramonto" (Sunset Aperitif) event is also back, starting on June 26 and taking place in the spaces of Balbianello and La Velarca, a historic houseboat recently restored by FAI and located opposite Isola Comacina. For trekking enthusiasts, walks are also organized in the surroundings of Villa del Balbianello to discover the beauty and history of the Tremezzina area, with upcoming dates on April 11 and 25, May 9, and June 6. Also of great interest are the guided tours "Ti racconto il giardino" (Let me tell you about the garden), which explore the tree species and topiary art at Balbianello, offering an opportunity to learn the secrets of the park's artfully shaped plants, such as the large holm oak pruned into an "umbrella" shape by tree-climbing gardeners. For opening hours and events, visit www.villadelbalbianello.it.

Villa Carlotta
di Redazione
foto archivio Villa Carlotta
un anno di splendore tra arte e natura
Il 2026 segna una stagione straordinaria per Villa Carlotta, la perla del Lago di Como che tra fioriture spettacolari, omaggi storici e l'entusiasmo delle Olimpiadi Invernali con il passaggio della Fiamma Olimpica, si conferma un polo culturale d'eccellenza. Durante l’inverno, l’Ente Villa Carlotta ha continuato la sua missione di valorizzazione del Bene. Particolarmente suggestiva sarà la grande fioritura a forma di “C”, posta all’ingresso del parco, per rendere omaggio alla principessa Carlotta e al duca Giorgio II di cui ricorre quest’anno il bicentenario della nascita. Si è poi lavorato per completare i restauri dell’atrio della Galleria, un grande loggiato aperto sul lago, con i dipinti murali realizzati da Ernst figlio di Giorgio e della seconda moglie Fedora, per proseguire col progetto di nuovi allestimenti che interesseranno in particolare le stanze del duca al secondo piano. I visitatori, in occasione della spettacolare esplosione delle fioriture, potranno immergersi in una straordinaria varietà di colori negli oltre otto ettari di giardino: camelie, azalee, rododendri, rose e il glicine secolare si alternano lungo i percorsi, accanto al suggestivo tunnel degli agrumi, alla rigogliosa valle delle felci e al sorprendente bosco dei bambù. Il dialogo tra cultura botanica e cultura artistica trova poi compimento negli ambienti della Villa, dove i capolavori plastici di Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen definiscono un raffinato con -


testo neoclassico. A questo si affianca la presenza di Francesco Hayez, di cui si conserva L’ultimo addio di Romeo e Giulietta, manifesto del Romanticismo. Nei sotterranei del museo, un tempo destinati ai servizi della Villa – cantine, cucine, lavanderia – è possibile visitare lo spazio immersivo e interattivo Vita in Villa, che racconta la quotidianità e le dinamiche di chi abitava e lavorava in questi ambienti. Accanto al percorso museale permanente, Villa Carlotta propone per il 2026 un programma di iniziative dedicate alla figura di Giorgio II di Sassonia-Meiningen, in occasione del bicentenario della nascita (1826-2026). Giorgio II, marito della principessa Carlotta (cui la Villa fu donata dalla madre Marianna di Orange-Nassau, principessa dei Paesi Bassi e di Prussia in occasione delle loro nozze), ebbe un ruolo determinante nella ridefinizione funzionale e dell’apparato decorativo dell’attuale museo e nello sviluppo e nell’arricchimento del vasto giardino paesaggistico. Dal 19 settembre all’8 dicembre 2026, è in programma la mostra “Dinastie d’Europa sul lago di Como. La principessa d’Olanda e i duchi di Sassonia- Meiningen a Villa Carlotta”, un’esposizione che ricostruisce la stagione più internazionale della storia della dimora, tra metà Ottocento e primo Novecento. Tra le proposte più suggestive tornano anche le passeggiate lungo i sentieri storici recentemente recuperati grazie ai finanziamenti del PNNR, tra alberi secolari e scorci panoramici, con l’itinerario “Sui passi della principessa Carlotta”, che invita a ripercorrere la storia della Villa attraverso il paesaggio. Dal 20 marzo all’8 novembre, giardino e museo sono aperti ogni giorno, dalle 10 alle 19. A seguire la villa resterà aperta al pubblico nei giorni: 14-15, 21-22, 28-29 novembre, 5-6-7-8 dicembre.Programma completo degli eventi su: www.villacarlotta.it
Villa Carlotta, a year of splendor between art and nature
2026 marks an extraordinary season for Villa Carlotta, which—amidst blooming flowers, historical tributes, and the excitement of the Winter Olympics—reaffirms its status as a cultural hub of excellence. During the winter, the Foundation worked to enhance the property, preparing unique floral tributes, such as the “C”-shaped flower display at the entrance, dedicated to Princess Carlotta. Major restoration work has been completed in the Gallery’s atrium, and new installations have been launched for the Duke’s rooms on the second floor. Visitors will thus be able to enjoy an experience that combines the botanical spectacle of the eight-hectare park—featuring azaleas, rhododendrons, the centuriesold wisteria, and the citrus tunnel—with the artistic prestige of the interior halls, which house masterpieces by Canova and Thorvaldsen and Hayez’s famous “Kiss.” For 2026, Villa Carlotta is offering a program of events dedicated to George II of Saxe-Meiningen, husband of Princess Carlotta, to mark the bicentennial of his birth. This fall, the exhibition “European Dynasties on Lake Como: The Princess of Holland and the Dukes of Saxe-Meiningen at Villa Carlotta” is scheduled, retracing the most international period in the villa’s history, spanning the mid-19th to early 20th centuries. Full program of events at: www.villacarlotta.it

Franco Cologni
Presidente della Fondazione
Chairman of homonymous Foundation ph. Emanuele Zamponi
Roma su misura Viaggio tra le eccellenze romane
di Francesco Rossetti Molendini foto Dario Garofalo
Roma la monumentale e potente, grandiosa opera di maestri e maestranze, che hanno saputo plasmare una bellezza eterna. Una bellezza che nasce da un’armonia sottile tra grandiosità e misura, custodita e tramandata dalle mani sapienti dei suoi artigiani. Roma che è anche città del cinema e cuore della cristianità, diventata fulcro di eleganza e stile, dalla sartoria all’arte sacra, dalla gioielleria al mosaico e alla scultura. Roma su misura. Craft Shopping Guide racconta proprio questo attraverso cinquanta selezionatissimi maestri d’arte che hanno aperto le porte delle loro botteghe, atelier e archivi, catturati dall’obiettivo di Dario Garofalo, già autore degli scatti delle altre guide ‘su misura’ come Milano, Firenze, Venezia e Napoli. Più di

240 foto inedite raccolte in un elegante volume formato pocket di 240 pagine in doppia lingua (italiano/inglese), che ne racconta volti, storie e oggetti cult. Una piccola ma preziosa guida edita da Gruppo Editoriale, realizzata in collaborazione con Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, da sempre protagonista nel mondo dei saperi d’eccellenza. «La scoperta di Roma avviene ogni giorno, e non solo tra le mura dei musei o dei mausolei», scrive Franco Cologni nel suo editoriale. «Le sue strade si aprono su opifici e laboratori, i suoi cortili custodiscono atelier e studi, le sue piazze sono rese vive dal lavoro degli artigiani». Roma su misura. Craft Shopping Guide conduce gli amanti del bello nelle strade del centro storico alla scoperta dei

1 - Roma su misura. Crafts shopping guide, edita da GruppoEditoriale con la collaborazione di Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, 2025 (cover).
2 - Calzoleria Petrocchi, vicolo delle Ceste, 29. La bottega è stata fondata nel 1946 ed è divenuta presto un luogo amato dalle personalità del mondo del cinema.
3- Fabio Bordi Mosaici Artistici, via di Panico, 75. Nelle mani di Fabio Bordi piccole tessere si trasformano in pregiate opere di mosaico artistico.
4 - Percossi Papi, via Sant’Eustachio, 16. Diego Percossi Papi, maestro orafo, è celebre per l’uso dello smalto cloisonné.
5 - Mortet, via dei Portoghesi, 18. Cinque generazioni di cesellatori per la creazione di gioielli e opere d’arte sacra in metalli preziosi e bronzo.

grandi nomi dell’artigiano romano. Dagli abiti dei maestri sartori e dalle calzature bespoke che hanno vestito il cinema e definito l’eleganza italiana, a cappelli che incorniciano i volti di star internazionali dentro e fuori dal set, gioielli premi Oscar e creazioni di arte sacra, alimentate da una tradizione millenaria e da una città che convive con il cuore della cristianità. I mosaici, arte che nella Città Eterna affonda le sue radici nell’antichità e che ancora oggi impreziosisce monumenti e creazioni contemporanee, cornici che sono esse stesse opere d’arte, delicate ceramiche lavorate con grazia, sculture in legno che custodiscono la poesia della materia viva e manufatti in marmo, lo stesso che da millenni dona a Roma la sua luce e solennità... Que -

sta guida nasce grazie al contributo di Cartier, Maison legata a Roma da un rapporto profondo: la glittica. Roma ispira Cartier con modelli iconografici e un metodo fondato su rispetto della pietra, centralità del disegno e precisione del gesto. «Roma è la testimonianza che la grandezza si costruisce nei dettagli. Nei suoi mosaici composti da minuscole tessere, nelle venature dei marmi, nei panneggi delle sculture: è da questi particolari che prende forma la sua maestosità disarmante», scrive l’editore Matteo Parigi Bini. Una guida nata per raccontare, celebrare e svelare, presentata a fine dicembre 2025 in un contesto straordinario, l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis, nel corso di un incontro moderato dal giornalista ed editore Franz Botré.



6 - Gaetano Aloisio Atelier, via di Porta Pinciana, 1. Il maestro Aloisio è anche Presidente della Federazione Mondiale dei Maestri Sarti.
7 - Forlenza 1960, via Tagliamento, 79. I gioielli di Gianfranco Forlenza raccontano un dialogo tra storia e modernità.
8 - Vincenzo Piovano & Figlie, via dell’Orso, 26. Vincenzo Piovano è maestro nell’intaglio e nella scultura.
9 - Laboratorio Pieroni, via Filippo Ermini, 39. Massimo Pieroni, erede artistico del padre Bruno, è oggi il titolare di questo atelier pluripremiato anche oltreoceano.
Rome, monumental and powerful, a grandiose work of masters and craftsmen who knew how to shape eternal beauty. A beauty that stems from a subtle harmony between grandeur and moderation, preserved and handed down by the skilled hands of its artisans. Rome is also the city of cinema and the heart of Christianity, becoming a hub of elegance and style, from tailoring to sacred art, from jewellery to mosaics and sculpture. Roma su misura. Craft Shopping Guide tells this story through fifty carefully selected master craftsmen who have opened the doors of their workshops, studios and archives, captured by the lens of Dario Garofalo, who has already photographed other “made-to-measure” guides such as Milan,
Florence, Venice and Naples. More than 240 unpublished photos are collected in an elegant 240-page pocket-sized volume in two languages (Italian/English), which recounts faces, stories and cult objects. A small but precious guide published by Gruppo Editoriale, produced in collaboration with the Cologni Foundation for the Métiers d’Art. «The discovery of Rome happens every day, and not only within the walls of museums or mausoleums», writes Franco Cologni in his editorial. «Its streets open onto factories and workshops, its courtyards house studios and ateliers, and its squares are brought to life by the work of artisans». Roma su misura. Craft Shopping Guide leads lovers of beauty through the streets of the historic centre


to discover the great names of Roman craftsmanship. From the clothes of the great tailors and bespoke shoes that have dressed the cinema and defined Italian elegance, to hats that frame the faces of international stars on and off the set, Oscar-winning jewellery and sacred art creations, fuelled by a thousand-year-old tradition and a city that coexists with the heart of Christianity. Mosaics, an art form that has its roots in antiquity in the Eternal City and still embellishes monuments and contemporary creations today, frames that are themselves works of art, delicate ceramics worked with grace, wooden sculptures that preserve the poetry of living matter and marble artefacts, the same material that has given Rome its light
and solemnity for millennia. This guide was created thanks to the contribution of Cartier, a Maison with a deep connection to Rome: glyptics. Rome inspires Cartier with iconographic models and a method based on respect for the stone, the centrality of design and precision of gesture. «Rome is proof that greatness is built in the details. In its mosaics composed of tiny tiles, in the veins of the marble, in the drapery of the sculptures: it is from these details that its disarming majesty takes shape», writes publisher Matteo Parigi Bini. A guide created to recount, celebrate and reveal, presented at the end of December 2025 in an extraordinary setting, the Auditorium of the Ara Pacis Museum, moderated by journalist and publisher Franz Botré.

Nel panorama dell’orologeria contemporanea, dominato da grandi maison e produzioni seriali, Fontana Orologi rappresenta una voce fuori dal coro. Non si tratta semplicemente di orologi, ma di opere d’arte da indossare, in cui il tempo diventa racconto, emozione e materia pittorica. Al centro di questo progetto c’è Giulia Fontana, artista e pittrice, la cui visione creativa nasce da un intreccio.
Un orizzonte internazionale ma con radici legate profondamente al lago di Como: puoi illustrarci il tuo percorso formativo?
“La mia formazione artistica prende forma tra Svizzera e Italia. Dopo il Liceo Artistico a Lugano, ho proseguito gli studi presso l’Accademia d’Arte Aldo Galli di Como, dove ho conseguito il Bachelor in Pittura. È proprio qui, sulle rive del Lago di Como, che la mia poetica visiva trova una dimensione più matura. Il lago, con la sua luce mutevole, i riflessi sull’acqua, le profondità cromatiche e i silenzi sospesi, diventa una presenza costante nel mio immaginario artistico. Como non è soltanto un luogo di studio, ma un ambiente che educa lo sguardo. La luce lacustre, diversa in ogni stagione e in ogni ora del giorno, insegna a osservare le sfumature, le trasparenze, i contrasti delicati. Tutti elementi che oggi ritornano nei quadranti dipinti a mano degli orologi Fontana, dove il colore non è mai piatto, ma vivo, stratificato, vibrante. Dopo l’esperienza comasca, ho ampliato i miei orizzonti con periodi di studio in Giappone, affinando le tecniche di micro - pittura, anche attraverso il confronto con il disegno manga e con una cultura visiva che valorizza l’estrema precisione del segno, la sintesi formale e il controllo del dettaglio su superfici ridottissime. Questa esperienza ha inciso profondamente sul mio linguaggio pittorico, rendendolo particolarmente adatto al lavoro su scala micrometrica. Successivamente ho completato un post-graduate in Book Illustration a Cambridge, affinando ulteriormente il mio vocabolario espressivo. Anche in questa
Fontana Orologi
IL TEMPO COME OPERA D’ARTE
fase, tuttavia, l’interesse è rimasto costantemente concentrato sulla pittura, sul lavoro minuzioso e sulla creazione di immagini di piccolo formato, intese come opere complete e autonome.”
Come è nata Fontana Orologi?
“Fontana Orologi è un marchio di orologiera con sede a Lugano e che nasce con una visione precisa: unire la precisione della manifattura svizzera alla forza espressiva dell’arte pittorica. Ogni orologio è un pezzo unico, irripetibile, realizzato a partire da un quadrante decorato interamente a mano da Giulia Fontana con la tecnica della micropittura. Il progetto Fontana Orologi non nasce solo dall’estro di un’artista isolata. La mia famiglia – ed in particolare figure come mio padre Pio Eugenio e la moglie Ioana – rendono concreto il progetto. Pio, medico e appassionato di storia e orologi, porta sensibilità e profondità umana alla narrazione del tempo, mentre Ioana, con competenze ingegneristiche, assicura che gli orologi rispettino standard qualitativi elevati in ogni fase della produzione. Questa collaborazione familiare arricchisce l’intero progetto con prospettive differenti: artistiche, tecniche e umanistiche, tutte convergenti nell’idea che il tempo sia un’esperienza da vivere e non solo da misurare. “
Puoi parlarci della tecnica di micropittura applicata all’orologeria?
“La Micropittura è un’arte decorativa tra le più ricercate in orologeria. Le più grandi maison orologiere creano delle edizioni speciali ornando i quadranti dei loro segnatempo con preziosi microdipinti. Importanti associazioni di arti e mestieri quali Homo Faber, la Fondazione Cologni Arti e Mestieri e la Fondation de la Haute Horlogeria (FHH) hanno dedicato e dedicano tutt’oggi attenzione a questa espressione artistica ed artigianale allo stesso tempo. Nell’orologeria svizzera tradizionale il quadrante nasce generalmente come una trasposizione in scala ridottissima di un’immagine già esistente: una fotografia, un dipinto
di Matteo Frigerio
foto Sofia Cambin

Colonne d'Ercole
storico, un ritratto fornito dal cliente o approvato dalla maison. L’atto creativo si colloca quindi soprattutto nel dominio della fedeltà, della precisione estrema e della capacità tecnica di adattare un’immagine data ai vincoli materiali e geometrici del quadrante.”
“Il quadrante come tela”: ci puoi illustrare la filosofia distintiva di Fontana Orologi?
“Se la micro - pittura tradizionale celebra il virtuosismo della mano e dell’occhio, il nostro approccio introduce nel quadrante una dimensione ulteriore: quella del racconto personale. Il tempo, misurato dall’orologio, non è più soltanto scandito dalle lancette, ma iscritto simbolicamente nella pittura stessa. È qui che il quadrante smette di essere una miniatura decorativa e diventa, a tutti gli effetti, una piccola opera d’arte biografica. Ogni orologio nasce da un dialogo con la persona che lo indosserà e si configura come un’opera unica, non replicabile, ispirata a una storia di vita, a un ricordo, a un’identità individuale. Non si tratta di adattare un’immagine preesistente, ma di generare un’immagine nuova, che prima non esisteva, perché legata indissolubilmente a chi la commissiona. Il quadrante non è più semplice superficie funzionale, ma diventa un piccolo universo narrativo, dove “frammenti di poesia vibrano al ritmo del tempo”. Ogni pezzo è quindi un’opera originale, dove la pennellata non segue logiche meccaniche ma emotive e poetiche. Il dipinto a mano rende il quadrante non più uno sfondo ma il centro concettuale dell’orologio, una micro-superficie pittorica in cui il tempo si manifesta come atmosfera, profondità, assenza o sospensione. Ogni pezzo è unico, irripetibile, frutto di un gesto lento e meditato. I nostri orologi non cercano di misurare il tempo, ma di interrogarlo. Ogni segnatempo nasce come un’opera autonoma, capace di dialogare con chi la indossa in modo

silenzioso e profondo. Il risultato è un oggetto ibrido, sospeso tra arte e funzione, tra gesto pittorico e precisione meccanica.” Quali sono le peculiarità dell’arte di micropittura di Giulia Fontana? “Dal punto di vista tecnico, si utilizzano attualmente vernici acriliche di vario tipo, alcune delle quali provenienti direttamente dal Giappone, selezionate per la loro stabilità e per la resa cromatica su superfici estremamente ridotte. Un’ulteriore differenza significativa riguarda gli strumenti: a differenza di molti micro - pittori tradizionali, non lavoro abitualmente al microscopio, ma dipingo a occhio nudo oppure con l’ausilio di una semplice lente. Questa scelta tecnica, tutt’altro che secondaria, restituisce al gesto pittorico una dimensione più diretta e continua, in cui il controllo del dettaglio non è mediato dall’ingrandimento artificiale, ma affidato all’occhio, alla mano e alla lunga disciplina del disegno.” L’utilizzo della lente in luogo del microscopio è una “licenza artistica” che Giulia si concede grazie ad una percezione visiva intensa e fuori dagli schemi. Fin dall’infanzia dimostra infatti una naturale inclinazione per il disegno e la pittura, accompagnata da una capacità rara di osservare il mondo attraverso dettagli, colori e atmosfere spesso invisibili ai più. La sua neurodivergenza – Giulia è Asperger – non rappresenta un limite, ma diventa una risorsa creativa: un modo diverso, più profondo e concentrato, di leggere la realtà e tradurla in immagini.
In un’epoca dominata dalla riproducibilità e dall’eccesso di stimoli, Fontana Orologi propone un gesto controcorrente: restituire al tempo una dimensione intima, silenziosa, profondamente umana. Non un oggetto da mostrare, ma da vivere, un microcosmo visivo che cristallizza un frammento di tempo in forma artistica.
Pino della Carega di Santa Margherita Ligure


Fontana Orologi TIME AS A WORK OF ART
In today’s watchmaking landscape, dominated by major Maisons and mass production, Fontana Orologi is a lone voice. These are not simply timepieces, but wearable works of art in which time becomes narrative, emotion, and painterly matter. At the heart of the project is artist and painter Giulia Fontana, whose creative vision bridges international experience and deep roots on Lake Como. Trained between Switzerland and Italy, Giulia studied at the Art High School in Lugano and later earned a Bachelor’s degree in Painting from the Aldo Galli Academy of Art in Como. Along the shores of Lake Como, her visual language matured: shifting light, reflections, chromatic depth, and suspended silences became recurring elements in her work. Later study periods in Japan refined her micro-painting technique, influenced by manga drawing and a culture that values precision, formal synthesis, and control at a minute scale. She completed a postgraduate degree in Book Illustration in Cambridge, further strengthening her expressive vocabulary while maintaining a focus on painting and small-format, self-contained works. Founded in Lugano, Fontana Orologi was created to unite Swiss manufacturing precision with the expressive power of painting. Each watch is a unique piece, built around a dial entirely hand-painted by Giulia using micro-painting techniques. The
brand is also a family collaboration: her father, Pio Eugenio, a physician passionate about history and horology, contributes narrative depth, while his wife, Ioana, an engineer, ensures flawless-quality standards. Together, artistic, technical, and humanistic perspectives converge around a shared idea: time is something to experience, not merely measure. While traditional Swiss micro-painting often reproduces existing images in miniature, Giulia introduces a personal narrative dimension. Each dial is conceived through dialogue with the wearer, generating an original image tied to an individual story. The dial becomes a small narrative universe, where “fragments of poetry vibrate to the rhythm of time”. Technically, Giulia works with selected acrylic paints, some sourced from Japan, chosen for stability and chromatic intensity on tiny surfaces. Unlike many micro-painters, she paints without a microscope, using the naked eye or a simple magnifying lens. This choice preserves a direct, continuous gesture guided by discipline and sensitivity. Diagnosed with Asperger’s, Giula regards her neurodivergence not as a limitation but as a creative resource—a focused, profound way of perceiving and translating reality. In an age of endless reproduction and overstimulation, Fontana Orologi offers a countercurrent gesture: restoring to time an intimate, silent, deeply human dimension.
Gli spiriti animali


Premio “Paolo Grandi”, un riconoscimento al dialogo fra culture
di Marina Moretti
The "Paolo Grandi" Award, a recognition of intercultural dialogue
Il prestigioso Premio “Paolo Grandi 2025” per la divulgazione è stato assegnato allo storico Marino Viganò. Il riconoscimento celebra il suo costante impegno nel promuovere il dialogo culturale tra Svizzera e Italia attraverso l’Associazione Carlo Cattaneo e la meticolosa cura editoriale dei suoi «Quaderni». Anche grazie al suo impegno, l’Associazione – fondata nel 1992 grazie all’azione di Paolo Grandi, che ne divenne poi presidente dal 2003 fino al 2016 – è divenuta un punto di riferimento per il dialogo interculturale e la collaborazione tra i due Paesi. La consegna del premio, rappresentato da una scultura appositamente realizzata dall’artista ticinese Gianni Poretti, è avvenuta in occasione di un evento tenutosi lo scorso mercoledì 10 dicembre 2025. Il «Premio Paolo Grandi», giunto alla sua seconda edizione dopo quella del 2023 che ha premiato lo chef Dario Ranza, è un’iniziativa della STRP Società ticinese di relazioni pubbliche che si ispira alla figura di Paolo Grandi, co-fondatore nel 1981 della STRP e pioniere delle relazioni pubbliche, scomparso l’8 dicembre 2022. Laureato in Scienze economiche e finanziarie all’Università Cattolica di Milano, Paolo Grandi era molto noto nella Svizzera italiana (e anche in Italia) in molti e variegati ambiti, tra cui EuroProgramme, Banca della Svizzera italiana, Consolato d’Italia (Cavaliere della Repubblica italiana nel 1999), co-presidente onorario dell’Associazione Carlo Cattaneo e, non da ultimo, delegato per l’Accademia italiana della cucina.
The prestigious "Paolo Grandi 2025" award for dissemination has been awarded to historian Marino Viganò. The award celebrates his ongoing commitment to promoting cultural dialogue between Switzerland and Italy through the Carlo Cattaneo Association and the meticulous editorial care of his "Quaderni" (Notebooks). Thanks in part to his efforts, the Association – founded in 1992 by Paolo Grandi, who served as its president from 2003 to 2016 – has become a benchmark for intercultural dialogue and collaboration between the two countries. The award, represented by a sculpture specially created by Ticino artist Gianni Poretti, was presented at an event held on Wednesday, December 10, 2025. The "Paolo Grandi Award," now in its second edition after the 2023 award given to chef Dario Ranza, is an initiative of the STRP Società ticinese di relazioni pubbliche (Ticino Public Relations Society) inspired by Paolo Grandi, co-founder of the STRP in 1981 and pioneer of public relations, who passed away on December 8, 2022. A graduate in Economics and Finance from the Catholic University of Milan, Paolo Grandi was well known in Italian-speaking Switzerland (and also in Italy) in many and varied fields, including EuroProgramme, Banca della Svizzera italiana, the Italian Consulate (Knight of the Italian Republic in 1999), honorary co-president of the Carlo Cattaneo Association and, last but not least, delegate for the Italian Academy of Cuisine.

Turismo d'eccellenza Palmiro Noschese nominato Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana
Tourism excellence, Palmiro Noschese appointed Grand Officer of Merit of the Italian Republic
Aimolteplici riconoscimenti ottenuti in una lunga carriera legata al turismo di eccellenza, Palmiro Noschese ne aggiunge un altro, prestigioso. L’11 dicembre 2025, a Palazzo Valentini, il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, gli ha conferito l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, uno dei più alti riconoscimenti attribuiti dal Presidente della Repubblica. “Sono profondamente onorato” ha commentato Noschese, “è per me un momento di grande emozione e rappresenta il coronamento di un percorso professionale e umano vissuto con impegno, passione e profondo senso civico. Ricevere il titolo di Grande Ufficiale è motivo di sincero orgoglio, ma soprattutto un riconoscimento dell’impegno che ho cercato di dedicare, nel mio ambito professionale e civile, alla crescita e al miglioramento del Paese. È un incoraggiamento a proseguire con responsabilità e dedizione, consapevole del valore che la Repubblica attribuisce al contributo dei suoi cittadini. Esprimo un sincero ringraziamento alla mia famiglia e a tutte le persone che hanno sostenuto la mia candidatura e che condividono l’idea di un’Italia fondata sul lavoro, sulla dedizione e sull’inclusione”. Nel corso degli anni, le esperienze maturate come dirigente in importanti gruppi nazionali e internazionali del settore turistico-alberghiero, sono valse a Noschese le onorificenze di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica, Commendatore e Maestro del lavoro. Con Deborah Garlando, CEO di MHR, ha dato vita all'Italian Tourism Awards, the Night of Excellence, un evento che premia le eccellenze italiane nel settore hospitality.
Palmiro Noschese adds another prestigious award to the many he has received during his long career in tourism excellence. On 11 December 2025, at Palazzo Valentini, the Prefect of Rome, Lamberto Giannini, conferred upon him the honour of Grand Officer of the Order of Merit of the Italian Republic, one of the highest honours awarded by the President of the Republic. ‘I am deeply honoured,’ commented Noschese, "it is a moment of great emotion for me and represents the crowning achievement of a professional and personal journey lived with commitment, passion and a deep sense of civic duty. Receiving the title of Grand Officer is a source of sincere pride, but above all, it is recognition of the commitment I have tried to dedicate, in my professional and civic life, to the growth and improvement of the country. It is an encouragement to continue with responsibility and dedication, aware of the value that the Republic attributes to the contribution of its citizens. I express my sincere thanks to my family and to all the people who supported my candidacy and who share the idea of an Italy founded on work, dedication and inclusion." Over the years, Noschese's experience as a manager in leading national and international tourism and hospitality groups has earned him the honours of Knight of the Order of Merit of the Republic, Commander and Master of Labour. Together with Deborah Garlando, CEO of MHR, he created the Italian Tourism Awards, the Night of Excellence, an event that rewards Italian excellence in the hospitality sector.

di Redazione foto archivio Palmiro Noschese
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Italian Tourism Awards premiate le 15 stelle del turismo italiano

Italian Tourism Awards
The 15 stars of Italian tourism receive awards
Nella cornice senza tempo del St. Regis Rome, gli Italian Tourism Awards – The Night of Excellence hanno celebrato i loro "oscar", premiando le 15 realtà che meglio incarnano il prestigio dell’hospitality e del travel Made in Italy. L’evento di grande prestigio, che ha annoverato Magic Lake come media partner, ha voluto lanciare un messaggio chiaro: l’eccellenza non è frutto del caso, ma della capacità dei professionisti di usare creatività e competenza. Sul palco Gabriella Carlucci con Deborah Garlando Ceo di MHR, ideatrice e produttrice dell’evento e il presidente di Giuria Palmiro Noschese. Presente all'evento anche la Ministra del Turismo, Daniela Santanchè. “Lo scopo è quello di premiare le eccellenze. L’Italia è ricca di meraviglie e di persone, aziende e professionisti che tutti i giorni lavorano con passione, creatività e coraggio”, afferma Deborah Garlando. “Siamo al sesto anno e la crescita è significativa. Abbiamo lavorato circa 300 domande. È stato difficile scegliere ed arrivare ai primi 15 ma il lavoro meticoloso dalla Giuria ha valutato e designato le eccellenze italiane” dettaglia Palmiro Noschese. Oltre agli “oscar” alle 15 stelle del turismo, è stata premiata anche l’eccellenza nell’inclusione e nell’accessibilità a supporto del progetto ‘UpWithDown’ di AipD - Associazione italiana persone Down.
In the timeless setting of the St. Regis Rome, the Italian Tourism Awards – The Night of Excellence celebrated their "Oscars," awarding the 15 entities that best embody the prestige of Made in Italy hospitality and travel. The prestigious event, which counted Magic Lake as its media partner, sought to send a clear message: excellence is not the result of chance, but of the ability of professionals to use creativity and expertise. On stage were Gabriella Carlucci with Deborah Garlando, CEO of MHR, creator and producer of the event, and the president of the jury, Palmiro Noschese. The Minister of Tourism, Daniela Santanchè, was also present at the event. "The aim is to reward excellence. Italy is rich in wonders and people, companies, and professionals who work every day with passion, creativity, and courage," says Deborah Garlando. "We are in our sixth year and the growth is significant. We have worked on about 300 applications. It was difficult to choose and arrive at the top 15, but the meticulous work of the jury evaluated and designated Italian excellence," explains Palmiro Noschese. In addition to the "Oscars" for the 15 stars of tourism, excellence in inclusion and accessibility was also rewarded in support of the 'UpWithDown' project by AipD - Italian Association of People with Down Syndrome.
di Marina Moretti foto archivio Italian Tourism Award



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Sopra, da sinistra, Debora Massari, Assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda, Fabio Dadati, Componente della Giunta Camerale referente per Turismo e Cultura, e Francesco Cavadini, Consigliere Provinciale
AMBASCIATORI E TESTIMONIAL DA CELEBRARE E PREMIARE
BIT Milano 2026
foto Camera di Commercio Como-Lecco
L o scorso febbraio, durante la BIT Milano 2026, si è tenuta la cerimonia di premiazione degli Ambasciatori e dei Testimonial del marchio “Lago di Como – Un Mondo Unico al Mondo”, non solo un brand, ma uno strumento operativo per unire le sponde lariane sotto un’unica identità. L’iniziativa, promossa dalla Camera di Commercio di Como-Lecco con il supporto di Regione Lombardia, ha reso omaggio a coloro che, con il loro impegno, hanno contribuito a valorizzare e promuovere il Lago di Como a livello nazionale e internazionale. L’evento si è svolto alla presenza dell’Assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda, Debora Massari. Tra le aziende insignite del titolo di Testimonial “per aver scelto di condividere i valori, l’identità e l’unicità del Lago di Como”, gli associati Fumagalli Salumi Tavernerio e La Tenuta de l’Annunziata.
AMBASCIATORI del Lago di Como
Per la preziosa e costante attività di Ambasciatore del Lago di Como che accresce il prestigio, l’attrattività e il valore della nostra destinazione turistica nel mondo.
For their valuable and constant work as Ambassadors of Lake Como, enhancing the prestige, attractiveness, and value of our tourist destination around the world.






Enrico Derflingher - Chef
In ricordo di Jean Marc Droulers
Ercole Crippa - Hotel Il Griso-Malgrate
Rachael Martin - Travel journalist & writer
Ferdinando Zanoletti - Museo Barca Lariana

Last February, during BIT Milano 2026, the award ceremony was held for the Ambassadors and Testimonials of the "Lake Como - A Unique World" brand, which is not only a brand but also an operational tool to unite the shores of Lake Como under a single identity. The initiative, promoted by the Como-Lecco Chamber of Commerce with the support of the Lombardy Region, paid tribute to those who, through their commitment, have contributed to enhancing and promoting Lake Como at a national and international level. The event was attended by the Regional Councilor for Tourism, Marketing and Fashion, Debora Massari. Among the companies awarded the title of Testimonial "for choosing to share the values, identity, and uniqueness of Lake Como" were Fumagalli Salumi Tavernerio and La Tenuta de l'Annunziata.
Fabio Dadati, Componente della Giunta Camerale referente per Turismo e Cultura
TESTIMONIAL del marchio Lago di Como
Per aver scelto di condividere i valori, l’identità e l’unicità del Lago di Como diventando Testimonial della destinazione e del suo Brand.
For choosing to share the values, identity, and uniqueness of Lake Como by becoming Testimonials for the destination and its brand.






Fumagalli Salumi Tavernerio
Tenuta de l’Annunziata
Villa Lario Resort
Ester Maria Negretti
Effebi Arredamenti Cantù
Innova Musei

Il nuovo progetto gastronomico di Bianca Relais: identità, qualità e la guida dello chef stellato Filippo Oggioni
Bianca Relais' new gastronomic project: identity, quality, and the guidance of Michelin-starred chef Filippo Oggioni
Sul Lago di Annone si apre una nuova stagione: Bianca Relais accoglie Filippo Oggioni come Executive Chef, segnando l’inizio di un progetto gastronomico ambizioso e destinato a lasciare il segno nel panorama della ristorazione lombarda. Un investimento strategico che conferma la visione di R Collection Hotels e della famiglia Rocchi: costruire una maison contemporanea dove qualità, sostenibilità e cultura del territorio diventano esperienza. Cuore pulsante di questo percorso è Bianca sul Lago, il ristorante gastronomico che diventerà simbolo dell’identità culinaria del Relais. Una cucina personale, radicata nella natura che circonda la struttura e capace di dialogare con un pubblico esigente, locale e internazionale. Per Oggioni, già alla guida del Vecchio Ristoro di Aosta, si tratta di un’evoluzione naturale: il suo stile rigoroso e autentico incontra un progetto che mette al centro il valore umano, la cura della materia prima e una ospitalità consapevole. Per dare vita alla sua idea di cucina, il nuovo Executive Chef ha scelto una nuova brigata di professionisti cresciuti in contesti internazionali di altissimo livello, inclusi prestigiosi tristellati francesi: una squadra costruita su misura per Bianca Relais. Il rilancio coinvolgerà ogni momento della giornata: dalla colazione essenziale e anti-spreco al Drop Ristorante & Lounge Bar, già punto di riferimento per gli ospiti del territorio. Un percorso organico che porterà a una cucina rinnovata, una cantina di alto profilo e una selezione accurata di professionisti, con un legame forte con l’orto di Bianca Relais e i produttori locali. «Bianca Relais ha un potenziale straordinario», afferma Ludovica Rocchi, Owner e Brand Director di R Collection Hotels. «Con Oggioni costruiamo una proposta destinata a durare, coerente e riconoscibile». Il 13 marzo riaprono Bianca Relais e Drop; il debutto del nuovo Bianca sul Lago è atteso per il 2 aprile. Un’occasione per scoprire un luogo dove cucina, design e natura si incontrano dando vita a un’esperienza unica.
A new season is beginning on Lake Annone: Bianca Relais welcomes Filippo Oggioni as Executive Chef, marking the start of an ambitious gastronomic project destined to leave its mark on the Lombardy restaurant scene. A strategic investment that confirms the vision of R Collection Hotels and the Rocchi family: to build a contemporary maison where quality, sustainability, and local culture become an experience. At the heart of this journey is Bianca sul Lago, the gastronomic restaurant that will become the symbol of the Relais' culinary identity. A personal cuisine, rooted in the nature that surrounds the structure and capable of appealing to a demanding local and international audience. For Oggioni, already at the helm of Vecchio Ristoro in Aosta, this is a natural evolution: his rigorous and authentic style meets a project that focuses on human values, care for raw ingredients, and conscious hospitality. To bring his culinary vision to life, the new Executive Chef has chosen a new team of professionals who have grown up in top-level international contexts, including prestigious French three-star restaurants: a team tailor-made for Bianca Relais. The relaunch will involve every moment of the day: from the essential, anti-waste breakfast to the Drop Restaurant & Lounge Bar, already a reference point for local guests. An organic journey that will lead to a renewed cuisine, a high-profile wine cellar, and a careful selection of professionals, with a strong link to the Bianca Relais vegetable garden and local producers. "Bianca Relais has extraordinary potential," says Ludovica Rocchi, Owner and Brand Director of R Collection Hotels. "With Oggioni, we are building a proposal that is destined to last, consistent, and recognizable." Bianca Relais and Drop will reopen on March 13, while the new Bianca sul Lago is set to debut on April 2. This is an opportunity to discover a place where cuisine, design, and nature come together to create a unique experience.
foto R Collection Hotels





Proposte torna a Villa Erba dal 5 al 7 maggio
87 espositori internazionali e nuovi luoghi di incontro firmati
dall’architetto Cristina Celestino
foto Archivio Proposte
Dal 5 al 7 maggio Proposte torna a Villa Erba per la sua 33ª edizione. La fiera porta sul Lago di Como l’eccellenza e l’innovazione delle aziende produttrici di tessuto d’arredamento, di tendaggio, di passamaneria e di rivestimenti murali, confermando anno dopo anno un livello qualitativo che non scende mai a compromessi. Tema guida della nuova edizione è Heritage Forward: un’espressione che sottolinea come l’eredità manifatturiera – radicata in qualità, ricerca e saper fare – sia la base su cui costruire il successo di domani. Un impegno condiviso dalle 87 aziende produttrici espositrici, selezionate per la loro qualità, competenza e capacità di innovare. Il nuovo presidente Marco Parravicini, AD di Parà, commenta: “Da espositore e ora anche da presidente, ho sempre creduto nella forza di questa manifestazione. Quest’anno desideriamo fare un ulteriore passo in avanti e rendere l’esperienza di Proposte ancora più significativa per le aziende e per i visitatori”. Questa visione prende forma nella collaborazione con l’architetto e designer di fama internazionale Cristina Celestino che curerà la progettazione degli spazi comuni del centro congressi di Villa Erba. L’intervento di Cristina Celestino Studio interesserà, tra le altre cose, la rivalutazione dell’Ala Regina, che torna ad avere un

ruolo centrale negli spazi espositivi. In particolare, la progettista trasformerà la scenografica Sala Esedra, affacciata sui giardini secolari, in una lounge dal gusto sofisticato e sorprendente dove proseguire gli appuntamenti di business e vivere una programmazione culturale e di intrattenimento. La riapertura dell’Ala Regina accompagna anche la crescita della manifestazione: saranno 87 gli espositori, l’11% in più rispetto al 2025, provenienti da 14 Paesi e 4 continenti. Tra le novità, l’ingresso per la prima volta di un’azienda lituana, il ritorno di una realtà scozzese, la nuova ammissione di un produttore belga, oltre a sette nuove realtà italiane che si affiancano ai partecipanti consolidati. “Da 33 anni Proposte è un punto di riferimento internazionale del settore e racconta l’eccellenza di questo territorio legato alla manifattura tessile. Su queste radici vogliamo costruire il nostro futuro, offrendo a espositori e visitatori un’esperienza significativa che valorizzi allo stesso tempo le opportunità di business”, commenta Massimo Mosiello, direttore di Proposte. Proposte 2026 si conferma così un appuntamento in cui eccellenza, progettualità e visione internazionale si intrecciano, consolidando il ruolo di Villa Erba e del Lago di Como come riferimento per il futuro del tessile d’arredo. Propostefair.it
Marco Parravicini, Presidente di Proposte

Proposte returns to Villa Erba from 5 to 7 May
87 international exhibitors and new meeting places designed by architect Cristina Celestino
From 5 to 7 May, Proposte returns to Villa Erba for its 33rd edition. The fair brings the excellence and innovation of manufacturers of furnishing fabrics, curtains, trimmings and wall coverings to Lake Como, confirming year after year a level of quality that never compromises. The theme of the new edition is Heritage Forward: an expression that emphasises how manufacturing heritage – rooted in quality, research and know-how – is the foundation on which to build tomorrow's success. This commitment is shared by the 87 exhibiting manufacturers, selected for their quality, expertise and ability to innovate. The new president, Marco Parravicini, CEO of Parà, comments: ‘As an exhibitor and now also as president, I have always believed in the strength of this event. This year, we want to take a further step forward and make the Proposte experience even more meaningful for companies and visitors.’ This vision takes shape in the collaboration with internationally renowned architect and designer Cristina Celestino, who will oversee the design of the common areas of the Villa Erba conference centre. Cristina Celestino Studio's intervention will involve, among other things, the revaluation of the Ala Regina, which will once again play a central role in the exhibition spaces. In particular, the designer will transform the spectacular Sala Esedra, overlooking the centuries-old gardens, into a sophisticated and surprising lounge where business meetings can continue and cultural and entertainment programmes can be enjoyed. The reopening of the Ala Regina also accompanies the growth of the event: there will be 87 exhibitors, 11% more than in 2025, from 14 countries and 4 continents. Among the new features are the first-time participation of a Lithuanian company, the return of a Scottish company, the new admission of a Belgian manufacturer, as well as seven new Italian companies joining the established participants. ‘For 33 years, Proposte has been an international benchmark in the sector and showcases the excellence of this region linked to textile manufacturing. We want to build our future on these foundations, offering exhibitors and visitors a meaningful experience that also enhances business opportunities,’ comments Massimo Mosiello, director of Proposte. Proposte 2026 thus confirms its status as an event where excellence, design and international vision come together, consolidating the role of Villa Erba and Lake Como as a benchmark for the future of home textiles. Propostefair.it



l’architetto
Cristina Celestino, foto DePasquale+Maffini
La Geopolitica della Finanza
I rischi dell'iperfinanza e la sfida del lungo periodo: Corrado Passera a confronto sui nuovi equilibri del potere globale

di Redazione foto Archivio Confindustria Como
Si dice spesso che “L'argent n'a pas de patrie” (il denaro non ha patria), ma la serata dello scorso 3 marzo presso la sede di Confindustria Como ha di -
mostrato l'esatto contrario: la finanza è oggi uno dei più potenti motori della geografia politica mondiale. L'occasione è stata il prestigioso convegno organizzato dal Limes Club Como Canton Ticino che, grazie alla sinergia istituzionale con l'associazione degli industriali comaschi, ha riportato a Como uno dei protagonisti della storia economica italiana recente: Corrado Passera. In una sala gremita, l'introduzione a due voci di Alberto Novarese (Vicepresidente di Confindustria Como) e Cesare Baj (Presidente del Limes Club locale) ha tracciato il perimetro di un confronto necessario. Non si è trattato solo di un'analisi tecnica, ma di una vera e propria lezione di strategia: dalle manovre delle banche centrali all'influenza silenziosa dei grandi fondi d'investimento. Abbiamo incontrato il dottor Passera per approfondire come questi flussi invisibili stiano ridisegnando i confini del potere globale. Di fronte a una mappa geopolitica, la mente corre subito ai confini, ai territori e ai conflitti per le materie prime. Ma esiste una di -
mensione "impercettibile" che agisce sotto la superficie, capace di esercitare un potere pari a quello dei grandi Stati: la finanza. Per molti, la geopolitica assomiglia a una tavola del gioco Risiko, fatta di eserciti e territori fisici. Tuttavia, Passera avverte che la finanza è una forza che non ha confini e che, pur avendo caratteristiche positive, in questo momento presenta rischi che condizionano profondamente gli equilibri globali. Quando la finanza smette di essere uno strumento al servizio di imprese e cittadini per diventare fine a sé stessa — la cosiddetta "iperfinanza" — il rischio di crisi sistemiche simili a quella del 2008-2009 diventa reale. Un punto focale del dibattito ha riguardato il mondo delle criptovalute, Blockchain, tecnologia potenzialmente utile ma ancora poco applicata e molto energivora; Bitcoin e attivi digitali, titoli che, a differenza delle monete legali, non sono ancorati a beni fisici il cui rimborso non è garantito dai Governi o banche centrali; Stablecoin private, valute digitali legate al dollaro (spesso domiciliate in paradisi normativi come El Salvador) che rischiano di drenare liquidità dall’Europa verso gli Stati Uniti, creando un sistema bancario non regolamentato e pericoloso. Il tema della sovranità è emerso come una
priorità strategica. Oggi l'Europa dipende quasi totalmente da infrastrutture non europee per i pagamenti (Visa, Mastercard, …) e per i servizi di cloud. "Se questi operatori girassero il rubinetto, l'Europa si fermerebbe", ha ammonito Passera. La risposta a questa vulnerabilità è l'euro digitale gestito dalla BCE, un'infrastruttura sovrana che garantirebbe libertà e indipendenza dai colossi tecnologici americani o cinesi. Per competere a questi livelli, inoltre, l'Europa deve superare i propri egoismi nazionali e favorire la nascita di banche di dimensioni globali. L'analisi si è conclusa con una riflessione sociale. Oggi il mercato premia chi taglia i costi e aumenta i dividendi subito, penalizzando chi investe nel lungo periodo. Ma con una crisi demografica che vedrà l'Italia perdere 5 milioni di lavoratori nei prossimi 15 anni, la sostenibilità del welfare dipenderà solo dall'aumento della produttività e dell'innovazione. Passera invita a recuperare il modello dell'imprenditore visionario (alla Olivetti) e a superare il "complesso di Calimero". Le trasformazioni di successo di realtà come Poste Italiane o la crescita di Intesa Sanpaolo dimostrano che l'Italia ha le capacità per eccellere, a patto di avere il coraggio di costruire progetti decennali anziché rincorrere il guadagno immediato.
Corrado Passera è un banchiere, dirigente d'azienda e politico italiano, profondamente legato alla città di Como, dove è nato e ha frequentato il liceo classico. Dopo la laurea alla Bocconi e un Master alla Wharton Business School, ha intrapreso una carriera di altissimo profilo che lo ha visto alla guida di realtà come la "gloriosissima" Olivetti, Poste Italiane — trasformata da emblema dell'inefficienza a modello mondiale — e Intesa Sanpaolo, che ha contribuito a far diventare una delle principali banche europee. Ha ricoperto il ruolo di Ministro dello Sviluppo Economico (e delle Infrastrutture e Trasporti nel governo Monti, ndr), periodo durante il quale ha promosso leggi innovative come quella sulle startup. Più recentemente ha fondato e guidato come AD illimity, una banca ad alto tasso tecnologico focalizzata sul credito alle imprese con potenziale. È un sostenitore convinto della necessità di una maggiore integrazione europea e della centralità dell'innovazione per il futuro del Paese.
Fondata nel 1919, Confindustria Como è la principale organizzazione di rappresentanza delle imprese industriali della provincia di Como. L'associazione rappresenta e tutela gli interessi delle aziende associate verso istituzioni locali, nazionali e internazionali; fornisce servizi diretti per la gestione aziendale quotidiana, inclusa consulenza su sostenibilità, internazionalizzazione e innovazione; promuove lo sviluppo di un tessuto economico composto da piccole, medie imprese e grandi multinazionali, con una storica eccellenza nel settore tessile. Attualmente è presieduta da Gianluca Brenna.
Limes Club Como Canton Ticino è un'associazione culturale dedita alla diffusione e all'approfondimento della geopolitica. Presieduto da Cesare Baj, il Club agisce come rappresentanza locale della prestigiosa rivista Limes. L'attività del Club si concretizza nell'organizzazione di convegni di alto profilo aperti alla cittadinanza, volti a esplorare la complessità dello scenario mondiale attraverso una disciplina in cui convergono numerose altre scienze. Collabora attivamente con istituzioni del territorio, come Confindustria Como, per promuovere il dibattito su temi cruciali che spaziano dai conflitti territoriali alle dinamiche della finanza globale, cercando di rendere "percettibili" quei fenomeni che spesso sfuggono alla comprensione immediata dei cittadini.


The Geopolitics of Finance: a strategic analysis
The meeting held on March 3, 2026, in Como analyzed finance as a geopolitical force. The keynote speaker, Corrado Passera, warned against the risks of speculative hyper-finance, recalling the root causes of the 2008 crisis. A central point was the distinction between blockchain technology (a distributed ledger infrastructure with broad application potential) and volatile assets such as Bitcoin. The latter, while lacking a physical underlying asset, derives value from its algorithmic scarcity but carries risks related to pseudonymity, which can be exploited for illicit purposes despite the
network's inherent transparency. Passera expressed strong concern regarding private stablecoins pegged to the dollar, viewing them as a direct challenge to the Eurozone's monetary sovereignty. To defend Europe's strategic autonomy and reduce dependence on extraEuropean payment and cloud infrastructures, he emphasized the urgent need to accelerate the ECB's digital euro project and encourage banking consolidation to create global-scale European champions. Finally, the analysis highlighted that only a long-term vision, based on innovation and productivity, will allow Europe to face the demographic challenges of the next 15 years and preserve its welfare model.
Nella foto, da sinistra Cesare Baj, Corrado Passera, Alberto Novarese

MASSIMO FOLADOR
Ascoltare con le orecchie del cuore
la
Regola di San Benedetto
In occasione delle celebrazioni per l'80° anniversario della fondazione dell'UCID, la sezione di Como ha promosso un incontro di profonda riflessione presso le Sale del Ridotto del Teatro
di Rosaria Casali foto A3 Sociale. Ospite della serata il prof. Massimo Folador, fondatore di Askesis e docente di Business Ethics e Sviluppo Sostenibile presso la LIUC, che ha intrattenuto i soci e gli amici sul tema: "La regola di san Benedetto, una saggezza antica al servizio dell’impresa moderna". Attraverso l'esperienza dei monaci benedettini, capaci di creare un impatto economico e culturale duraturo in tutta Europa dopo il crollo dell'Impero Romano, Folador propone una visione del lavoro che coniuga sostenibilità integrale, efficienza e valori cristiani.
In questa intervista, il professore approfondisce come "ascoltare con le orecchie del cuore" e riscoprire la centralità della persona possano trasformare le sfide del mercato contemporaneo in opportunità di crescita per la comunità e il territorio. Professore, lei ha una lunga carriera come manager e imprenditore. Come è avvenuto il suo "incontro" con la Regola di San Benedetto e come ha influenzato la sua visione del lavoro? Il mio approccio non è stato quello di uno studioso che voleva approfondire la Regola a tavolino. Arrivo da un'esperienza come direttore commerciale nella "Milano da bere" e inizialmente ero molto distante da questo mondo. Ho incontrato questa realtà grazie a una comunità di
come bussola per l'impresa moderna
monache che mi ha accolto; lì ho capito che c'era "del mondo" e ho iniziato a studiare la storia del monachesimo. Questa scoperta ha cambiato la mia vita personale e professionale, portandomi a riflettere su come la crisi odierna possa trovare spunti di risoluzione in un modello nato 1500 anni fa, in un momento altrettanto complesso di implosione storica. In che modo un testo antico di quindici secoli può essere considerato "attuale" per un manager o un imprenditore del 2026? San Benedetto non era un teologo raffinato, ma un "santo di montagna" che conosceva bene l'uomo e la comunità. La sua Regola ha permesso di passare da un'unica abbazia a 75.000 in tutta Europa, creando un impatto economico e culturale enorme: dalle bonifiche alla chirurgia, fino alla produzione di beni. Oggi, l'attualità risiede nella capacità di creare comunità coese basate su valori condivisi, superando il modello aziendale puramente anglosassone per recuperare una "via italiana all'impresa" che mette al centro la persona e le relazioni.
Uno dei punti cardine del suo discorso è la "centralità della persona". Come si traduce questo concetto nella gestione quotidiana di un'organizzazione? Significa passare dalla gestione di risorse alla cura delle persone, specialmente le più fragili. Nella Regola, l'ascolto è la prima parola: "ascoltare con le orecchie del cuore". Un buon leader, come l'Abate benedettino, deve usare discrezione: deve saper parlare ai "forti" con le parole e ai "deboli" con l'esempio, agendo non per comandare ma per
"guarire i malati". Se un'azienda è solo un'organizzazione economica senza relazioni profonde, fatica a restare sostenibile nel tempo. Lei parla spesso di "Bene Comune" e partecipazione. Come può un'impresa bilanciare il profitto con questi valori ideali? Il profitto non deve essere l'unico obiettivo, ma la conseguenza del fare impresa bene. Quando un'organizzazione agisce con la passione di soddisfare il cliente, di innovare e di creare valore, l'utile diventa il risultato naturale di un lavoro svolto con eccellenza. Al contrario, la massimizzazione esasperata del profitto a breve termine spesso finisce per distruggere l'azienda stessa e il territorio. Il bene comune per i benedettini significa partecipazione: nella Regola, per le decisioni importanti, l'Abate convoca tutta la comunità, ascoltando anche l'ultimo arrivato. Oggi questo spirito si ritrova nel modello delle Società Benefit, che integrano ufficialmente nel proprio oggetto sociale finalità di beneficio comune, sociale e ambientale. Quale consiglio si sente di dare a un giovane che oggi sogna di diventare un imprenditore? Gli direi che l'impresa oggi è un sistema di relazioni. Per questo, suggerisco di non limitarsi a studi puramente tecnici o economici. Serve una capacità di leggere la complessità che spesso appartiene più alla filosofia o alla sociologia che alla ragioneria. Fare impresa è bellissimo ma difficile: richiede di "ascoltare il contesto" e di allenarsi alla bellezza, all'utilità e al bene comune, perché è questa dimensione spirituale a rendere un'impresa davvero capace di generare valore nel tempo.
The Rule of Saint Benedict for modern business
To mark the 80th anniversary of UCID, the Como chapter hosted Professor Massimo Folador for a profound reflection titled "The Rule of Saint Benedict: Ancient Wisdom at the Service of Modern Business". Folador, a specialist in Business Ethics, suggests rediscovering the Benedictine model to navigate contemporary market challenges through "integral sustainability" and a person-centered approach. The key pillars of this vision include: Listening and relationships: leadership should be rooted in "listening with the ears of the heart," moving from mere resource management to caring for people
Figura di riferimento nel campo della Business Ethics e della Sostenibilità Integrale, Massimo Folador è fondatore e amministratore delegato di Aschesis Società Benefit. Si dedica a diffondere nelle organizzazioni modelli d'impresa che coniugano efficienza economica e responsabilità sociale. Docente di Business Ethics e Sviluppo Sostenibile presso l'Università LIUC di Castellanza, è anche membro della facoltà della sua Business School e collabora con la Pontificia Università Antonianum. Con un passato da manager e direttore commerciale, ha saputo trasformare la propria esperienza sul campo attraverso lo studio della “Regola di San Benedetto”, diventando uno dei principali promotori di una gestione d'impresa umanistica. Collaboratore della pagina economica del quotidiano Avvenire, è autore di numerosi saggi di successo, tra cui "L'organizzazione perfetta", "Il lavoro e la regola", "Un'impresa possibile" e "Verso un'economia integrale". Il suo lavoro punta a riscoprire le radici storiche e spirituali del fare impresa in Italia per rispondere alle sfide del mercato contemporaneo.
destra, le copertine di alcuni libri di Massimo

and fostering deep connections. Profit as a byproduct: profit should not be the sole objective but rather a "waste product" or natural result of doing business well, balancing economic efficiency with the common good. Participation and community: drawing from the Rule, Folador emphasizes involving the entire professional community in decision-making, a model reflected today in "Benefit Corporations" (Società Benefit). Humanistic training: for aspiring entrepreneurs, it is essential to complement technical skills with the ability to interpret complexity through the lens of philosophy and sociology.
A leading figure in the field of Business Ethics and Integral Sustainability, he is the founder and CEO of Aschesis Benefit Corporation. He is dedicated to promoting business models within organizations that combine economic efficiency with social responsibility. A Professor of Business Ethics and Sustainable Development at LIUC University in Castellanza, he is also a faculty member of its Business School and collaborates with the Pontifical University Antonianum. Drawing on his background as a manager and sales director, he has successfully transformed his field experience through the study of the "Rule of Saint Benedict," becoming a prominent advocate for humanistic business management. A contributor to the economic section of the daily newspaper Avvenire, he has authored several successful essays, including "The Perfect Organization," "Work and the Rule," "A Possible Enterprise," and "Towards an Integral Economy". His work aims to rediscover the historical and spiritual roots of Italian entrepreneurship to address the challenges of the contemporary market.


A
Folador, editi da Guerini Next
UCID
80 anni di radici cristiane e slancio verso il futuro al servizio del Bene Comune
L' attualità
della Dottrina Sociale della Chiesa e la lezione di San Benedetto

Nel 1945, un gruppo di imprenditori e dirigenti scelse di unirsi per dare vita a una realtà che rendesse concreto l’impegno della Dottrina Sociale della Chiesa nel mondo dell’impresa. Oggi, l'UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) festeggia il suo 80° anniversario, un traguardo che non è solo una celebrazione del passato, ma uno slancio verso il futuro. Come ricordato dal Presidente del Gruppo Lombardo, Ing. Aldo Fumagalli, celebrare queste radici significa rinnovare la disponibilità a costruire un'economia dove il benessere dipende dalla qualità del lavoro e dalla lungimiranza delle strategie. In questo solco si inserisce l’iniziativa dell’UCID di Como, presieduto dall’Ing. Giovanni Caruga-
ti, che ha ospitato presso le Sale del Ridotto del Teatro Sociale il prof. Massimo Folador per riflettere su un modello di gestione che affonda le sue radici nella storia europea: la Regola di San Benedetto. In un’epoca di grandi trasformazioni, la figura dell’imprenditore cristiano è chiamata a essere testimone di una "passione per il bene comune". Come suggerito da S.E. l’Arcivescovo di Milano, Mario Delpini, le aziende non cadono se guidate da uomini e donne che considerano la vita come una vocazione al servire. L’intervento di Massimo Folador ha mostrato come la saggezza benedettina possa tradursi in competenze e prassi moderne per una sostenibilità integrale (sociale, ambientale ed economica).
di Rosaria Casali
foto Archivio UCID Gruppo Lombardo

UCID: 80 Years of christian roots and future momentum in service of the common good
The Relevance of the Church’s Social Doctrine and the Lesson of Saint Benedict.
I n 1945, a group of entrepreneurs and executives chose to unite to create an organization that would give concrete form to the commitment of the Social Doctrine of the Church within the business world. Today, UCID (Christian Union of Business Executives and Entrepreneurs) celebrates its 80th anniversary—a milestone that is not merely a celebration of the past, but a springboard toward the future. As noted by the President of the Lombardy Group, Aldo Fumagalli, celebrating these roots means renewing the commitment to building an economy where well-being depends on the quality of work and the foresight of strategies. Following this path, the Como branch
of UCID, chaired Giovanni Carugati, hosted Professor Massimo Folador at the Sale del Ridotto of the Teatro Sociale to reflect on a management model deeply rooted in European history: the Rule of Saint Benedict. In an era of great transformation, the Christian entrepreneur is called to be a witness to a "passion for the common good." As suggested by the Archbishop of Milan, H.E. Mario Delpini, companies do not fail when guided by men and women who view life as a vocation to serve. Massimo Folador’s intervention demonstrated how Benedictine wisdom can be translated into modern skills and practices for integral sustainability (social, environmental, and economic).

Nelle foto, momenti dell'incontro "L’identità dell’imprenditoria cristiana dal dopoguerra ad oggi, gli 80 anni di UCID gruppo lombardo" 25 febbraio, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
Glocal 2025

di Rosaria Casali foto A3
Angelo Porro spiega ai giovani della comunicazione
la "strategia del sorriso"
Il Festival Glocal è un evento dedicato al giornalismo e all'innovazione digitale giunto alla quattordicesima edizione. La giornata di alta formazione che si è svolta presso l’Università Insubria lo scorso 30 ottobre ha coinvolto accademici, giornalisti ed esperti di economia per riflettere sulle trasformazioni della società moderna. L'iniziativa sottolinea la collaborazione tra il mondo dell'informazione locale e le istituzioni universitarie per preparare i futuri professionisti della comunicazione.
Il Presidente della BCC Cantù, Angelo Porro, è stato tra i protagonisti del panel pomeridiano svoltosi nell'Aula Magna del Chiostro di Sant’Abbondio intitolato "L'ottimismo è una materia (seria): come il pensiero positivo plasma l'economia e il giornalismo in tempi incerti". Il suo intervento si è focalizzato sull'analisi dell'ottimismo inteso non come un'emozione ingenua, ma come una risorsa concreta e un catalizzatore di energia fondamentale per il tessuto economico e sociale. Durante il dibattito è stato approfondito come una visione positiva e costruttiva possa influenzare attivamente i mercati, orientando in modo determinante consumi e investimenti. Angelo Porro ha condiviso il tavolo con altri relatori di rilievo, tra cui l'economista Luciano Canova e la professores-
sa Caterina Farao, in un confronto moderato dal giornalista Enrico Marletta. In questa sede, il Presidente ha delineato una visione dell'economia basata non solo sui numeri, ma sull'energia vitale dell'entusiasmo. L'obiettivo dell'intervento, in linea con il tema del panel, è stato quello di promuovere una riflessione su come l'ottimismo possa diventare una leva di cambiamento per costruire il futuro, superando la retorica superficiale per approdare a una narrazione dell'economia basata sulla fiducia e sulla partecipazione. Riprendendo la riflessione accademica sull'entusiasmo inteso come connessione con la propria missione, Porro ha tradotto questo concetto in una dimensione pragmatica: la "voglia di fare". Per il Presidente, l'entusiasmo non è un sentimento superficiale, ma il carburante indispensabile per superare l'inerzia e la paura nei momenti di incertezza. "Essere pessimisti è una grande fregatura", ha esordito Porro, sostenendo che l'ottimismo sia una scelta di convenienza strategica per chiunque voglia costruire valore nel tempo. Porro ha ricordato che per un istituto come la BCC il bene primario non è il denaro, bensì la fiducia. L'entusiasmo economico si manifesta nella capacità della banca di scommettere sul territorio, mantenendo una presenza fisica (le filiali) laddove altri si ritirano, proprio
per alimentare quel circolo virtuoso di sicurezza e ottimismo necessario a investimenti e consumi. A testimonianza di questa forza, il Presidente ha rievocato le radici della BCC Cantù, nata nel 1907 dall'iniziativa di 19 persone che, con sole 19 lire, ebbero l'audacia e l'entusiasmo di fondare una cassa rurale in un contesto di povertà. Quella "scintilla" iniziale è ciò che ha permesso alla banca di attraversare due guerre mondiali e numerose crisi finanziarie, crescendo fino a diventare una realtà solida e diffusa. Un passaggio particolarmente apprezzato del suo intervento è stato quello dedicato alla dimensione umana del lavoro. Porro ha invitato i giovani e i professionisti presenti a riscoprire il potere del sorriso. Citando l'esempio di storiche collaboratrici della banca capaci di contagiare i clienti con la loro positività, ha ribadito che "sorridere non costa nulla e apre il mondo", facilitando la creazione di legami autentici e duraturi. Richiamando il motto della rivista della banca: “Concordia parvae res crescunt” (nella concordia anche le piccole cose crescono), il Presidente ha sottolineato come l'entusiasmo e la collaborazione siano strumenti indispensabili per far fiorire il tessuto sociale e imprenditoriale locale, contrastando l'alienazione indotta dalla tecnologia e dalla cultura della sola performance.



ll Festival Glocal, organizzato da VareseNews, giunto alla sua quattordicesima edizione, si conferma un appuntamento centrale per il mondo dell'informazione, registrando oltre cinquemila presenze nella sua tappa principale a Varese. Il festival nasce come un momento di riflessione annuale sui temi più urgenti della comunicazione, del giornalismo e dell'innovazione, esplorando il legame tra dinamiche locali e globali. L'edizione del 2025 ha visto un importante approfondimento presso l'Università dell'Insubria a Como, dove il programma si è concentrato su tre pilastri fondamentali: Intelligenza Artificiale, analizzata sia come strumento di supporto alla didattica e allo studio, sia come sfida etica e professionale per i giornalisti, chiamati a diventare
"connettori" di notizie in un mondo dominato dagli algoritmi; economia e ottimismo, attraverso panel come "L'ottimismo è una materia (seria)", il festival ha esplorato come il pensiero positivo e la fiducia possano influenzare concretamente i consumi, gli investimenti e il benessere organizzativo; formazione e confronto, il festival funge da piattaforma di dialogo tra accademici, studenti e professionisti per comprendere le trasformazioni del mercato del lavoro e della società.
Glocal si propone di fornire gli strumenti critici per navigare la complessità del presente, promuovendo un giornalismo proattivo e un uso consapevole delle nuove tecnologie.
Trust, smiles, and community: Angelo Porro’s recipe for the communicators of tomorrow
During the 2025 edition of Glocal in Como, the discussion focused on how optimism shapes both journalism and the economy. The President of BCC Cantù urged young people and professionals to rediscover the "will to get things done" and the value of cooperation, reaffirming that harmony and the human dimension are the only tools capable of making the local social fabric flourish against the challenges of pure digital performance.
Nella foto da sinistra Angelo Porro, Caterina Farao, Luciano Canova, Enrico Marletta. A destra la copertina dell'ultimo numero di Concordia, sotto il Chiostro di S. Abbondio, Como, Università degli Studi dell'Insubria

di Marina Moretti foto @Giuseppe Fumagalli OGGI
Una spigliatezza innata e pulita, uno sguardo limpido che sembra guardare lontano e quel modo di fare che unisce la semplicità alla determinazione. Sono queste le corde comuni che legano Angelo Giuseppe Roncalli, il futuro Giovanni XXIII, e Giorgio Marelli, il talento di soli nove anni scelto per interpretarlo nello spettacolo "Un bambino diventato Papa". A scommettere su questa straordinaria somiglianza sono stati il regista e attore Oreste Castagna e il giornalista Emanuele Roncalli, giornalista e scrittore, pronipote del Pontefice. Ma non è solo la fisionomia a colpire: tra il Papa che ha cambiato la storia della Chiesa e il piccolo attore comasco esiste una sintonia che scavalca un secolo di distanza. "Immagino il piccolo Angelo con quella faccina birichina che ho visto in Giorgio", spiega Oreste Castagna. "Ma a convincermi, fin dal primo incontro, è stata la sua spiritualità e l'attenzione verso
Giorgio Marelli il volto bambino del Papa Buono
il mondo, la natura e le persone. Giorgio è un bambino che sa guardare il cielo e può trasmettere al pubblico un vero messaggio di speranza". Nonostante la giovanissima età, Giorgio Marelli ha già un curriculum di tutto rispetto. Da Città dei Balocchi, a cui ha partecipato per due edizioni a Cernobbio, alle performance a Movieland e a Mirabilandia, fino allo Zecchino d’Oro dove ha fatto parte della giuria e al Teatro degli Arcimboldi di Milano dove si è esibito in una coreografia nello spettacolo Pink Floyd Legend – The Wall. “Per prepararmi al ruolo" spiega Giorgio "ho letto diversi libri su San Giovanni e sono andato con la mia famiglia a Sotto il Monte, per vedere con i miei occhi i luoghi dove è cresciuto". Sul palco, la sua semplicità si trasforma in rigore professionale. "Con Oreste abbiamo lavorato intensamente sul copione. Lo ascolto molto, ma il bello è che alcune sce -
ne sono nate proprio confrontandoci insieme". L'idea dello spettacolo nasce dai canoni del teatro povero dove l'essenzialità scenica serve a far risaltare l'emozione. “Il cuore del racconto” spiega Castagna “è la storia di un bambino come tanti che, a un certo punto, ha trovato il coraggio di una scelta straordinaria. È un progetto forte ma con spunti divertenti, in cui la recitazione dal vivo interagisce con la musica e con filmati d'epoca del Papa". Il messaggio è chiaro: l’infanzia può insegnare qualcosa ai grandi, restituendo loro quello sguardo pulito sulle cose del mondo. La chiusura spetta al piccolo protagonista. "Di Papa Giovanni amo la bontà. Cosa abbiamo in comune? Sicuramente la statura, siamo entrambi bassini", scherza Giorgio, "ma soprattutto la sensibilità e l’empatia. Studiare il personaggio è stato un impegno, ma calarmi nel ruolo mi è venuto naturale".

Giorgio Marelli: the child face of the Good Pope
An innate and pure self-confidence, a clear gaze that seems to look far away, and a manner that combines simplicity with determination. These are the common threads that link Angelo Giuseppe Roncalli, the future John XXIII, and Giorgio Marelli, the talented nine-year-old chosen to play him in the show "Un bambino diventato Papa" (A Child Who Became Pope). The director and actor Oreste Castagna and the journalist Emanuele Roncalli, journalist, writer, and great-grandson of the Pontiff, were the ones who bet on this extraordinary resemblance. But it is not only his physical appearance that is striking: there is a harmony between the Pope who changed the history of the Church and the young actor from Como that transcends a century of distance. "I imagine little Angelo with that mischievous face I saw in Giorgio," explains Oreste Castagna. "But what convinced me, from the very first meeting, was his spirituality and attention to the world, nature, and people. Giorgio is a child who knows how to look at the sky and can convey a true message of hope to the audience." Despite his young age, Giorgio Marelli already has an impressive resume. From Città dei Balocchi, in which he participated in two editions in Cernobbio, to performances at Movieland and Mirabilandia, up to the Zecchino d’Oro where he was part of the
jury and at the Teatro degli Arcimboldi in Milan where he performed a choreography in the show Pink Floyd Legend – The Wall. "To prepare for the role," explains Giorgio, "I read several books about St. John and went with my family to Sotto il Monte to see with my own eyes the places where he grew up." On stage, his simplicity transforms into professional rigor. "Oreste and I worked intensively on the script. I listen to him a lot, but the great thing is that some scenes were created precisely by discussing them together." The idea for the show comes from the canons of poor theater, where the essentiality of the stage serves to bring out the emotion. "The heart of the story," explains Castagna, "is the story of a child like many others who, at a certain point, found the courage to make an extraordinary choice. It is a powerful project but with entertaining elements, in which live acting interacts with music and period footage of the Pope." The message is clear: childhood can teach adults something, giving them back a clear view of the world. The closing words belong to the young protagonist. "I love Pope John's kindness. What do we have in common? Definitely our height, we're both quite short," jokes Giorgio, "but above all our sensitivity and empathy. Studying the character was a challenge, but getting into the role came naturally to me."

Nelle foto sotto, Giorgio Marelli con i genitori, il regista Oreste Castagna e il giornalista Emanuele Roncalli

Il gusto del coraggio: storia dei tre fratelli
Martignoni tra visione e gentilezza
di Daniele Brunati foto archivio Martignoni

Tre ragazzi. Tre fratelli. Nathan, Jacopo e Moritz Martignoni. Un sogno che profuma di cucina e di coraggio. Un sogno iniziato con Una Finestra sul Lago, a Carate Urio, fondata da Jacopo insieme al socio Glauco Noseda. Il successo arriva presto, naturale come la vista che si apre sull’acqua. Una Finestra sul Lago non è solo un ristorante, è un modo di stare al mondo: simpatia autentica, una fede quasi filosofica nello Zen e una cucina guidata con mano sicura, capace di trasformare tecnica e anima in piatti memorabili. Dopo pochi anni, entra in società anche Nathan, portando tutta la sua energia e creatività, l’intero loro know how di esperienze maturate negli anni. Ma lo spazio non basta più. La formula funziona. Jacopo, Nathan e Glauco fondano Spuma, una società food che entra nel mondo degli eventi luxury, quelli che contano davvero, catering, format, visione. Da lì, il salto nei salotti buoni di Milano è breve. E poi, in società con Moritz, arriva anche l’Onda, sulla riva di Cernobbio che diventa rapidamente una meta obbligata per chi cerca il buon mangiare sul Lago di Como e d’estate si trasforma in un polo di eventi capace di attrarre decine di migliaia di persone da tutto il nord Italia con i suoi giovedì dell’Onda. L’energia non conosce sosta. Così come i nomi delle collaborazioni importanti: Calcio Como, Ac Milan, Antonio Marras, Aston Martin, Elle Italia, Larusmiani, Hugo Boss, Porsche, Rolls Royce, Zagato e tanti altri. Eccoli i fratelli Martignoni, un trio di teste bionde e occhi azzurri, che hanno inventato una storia di fratellanza, intuizione e disciplina. Una storia in cui il gusto diventa linguaggio e l’impresa una forma di meditazione attiva: una bella storia da raccontare con il sorriso in un’intervista con ritmo leggero, ma profonda e allegra, dove uno risponde
per tutti, con una chicca finale di pura vita. Perché è così essere fratelli. Se doveste descrivervi come un piatto, uno per ciascun fratello, cosa finirebbe nel menù?
Moritz: Risotto alla milanese. Jacopo: Risotto allo zafferano. Nathan: Spaghetto alle vongole, bello al dente.
Vi ricordate il momento esatto in cui avete capito che il food non era solo un lavoro, ma una strada di vita?
Nathan: Me lo ricordo molto precisamente, stavo lavorando al Gatto Nero (una delle mie esperienze precedenti a Una Finestra sul Lago) quando ho guardato dalla finestra e ho capito che volevo vivere e lavorare immerso in questa bellezza.
Avete inventato prima una professione o un’impresa? Quanto conta oggi il coraggio rispetto al talento?
Jacopo: Prima è nata un’impresa e poi una professione, nel senso che prima c’è stato il coraggio che ci ha fatto scoprire i nostri talenti, e poi ci ha fatto incarnare la professione.
Aprire Una Finestra sul Lago è stato più un salto nel vuoto o un atto di fede?
Jacopo: Un atto di fede.
La simpatia è diventata quasi un ingrediente segreto del vostro successo: è naturale o allenata ogni giorno?
Nathan: Naturale
La cucina è il cuore pulsante: come si tiene insieme rigore, creatività e zen quando la sala è piena?
Moritz: si impara con l’esperienza, quando si capisce che è parte del lavoro che la sala sia piena e che tutto sia veloce, impari anche a metterci lo zen.

Nella pagina precedente, a sinistra, foto di famiglia dei fratelli Martignoni da bambini, a destra Jacopo, Moritz e Nathan insieme al socio Glauco Noseda; in questa pagina, sopra L'Onda di Cernobbio, a destra Una Finestra sul Lago a Carate Urio
On the previous page: on the left, a family photo of the Martignoni brothers as children, on th right, Jacopo, Moritz and Nathan with their partner Glauco Noseda.
On this page, above, L'Onda in Cernobbio, on the right, Una Finestra sul Lago in Carate Urio

Da un ristorante a Cernobbio agli eventi che contano con Spuma: qual è stata la sfida più grande nel crescere?
Nathan: Crescere tutti insieme, in modo rispettoso, sano ed etico, con tutti i collaboratori e tutte le figure professionali che lavorano e sono cresciuti con noi.
Milano, i salotti buoni, gli eventi importanti: come si resta se stessi quando il palcoscenico si allarga?
Nathan: Con l’educazione, l’umiltà e la caparbietà. Essere se stessi significa essere disciplinati e adattarsi a ogni contesto.
Essere fratelli aiuta o complica quando si lavora insieme ogni giorno?
Jacopo: Essere fratelli è la più grande benedizione e la più grande sfida. Aiuta per tantissimi aspetti e allo stesso tempo rende tutto più difficile perché dobbiamo essere bravi a lavorare insieme mantenendo il rapporto di fratelli senza quella freddezza del lavoro che rischia di allontanarci. La sfida è quella di andare oltre i propri limiti e fare ognuno la propria parte per andare d’accordo.
Chi dei tre ha l’ultima parola… davvero?
Nathan: Il dialogo e la ragione, nessuno prevarica l’altro, fa parte del
nostro equilibrio.
Cosa direste a tre ragazzi oggi che sognano un futuro nel food & beverage ma hanno paura di rischiare?
Nathan: Buttati e rischia, con pazienza e determinazione, siamo una delle terre più fortunate al mondo in questo momento per il settore della ristorazione.
Secondo voi, si può fare impresa restando gentili?
Assolutamente sì, anzi, è fondamentale per noi fare impresa in modo gentile.
E poi arriva la notizia più bella: diventare padre. Nathan, quanto cambia la prospettiva quando il successo più grande non è un locale ma una nuova vita?
Nathan: Un figlio significa un futuro di ottimismo e fiducia nel mondo, è combustibile per la crescita e il successo.
Avere accanto una compagna quanto conta nel tenere in equilibrio lavoro, sogni e felicità?
Nathan: Tantissimo.
A cosa brindereste oggi, tutti e tre insieme?
A un futuro insieme ancora.





The taste of courage: a story of three brothers, vision and kindness
Three boys. Three brothers. Nathan, Jacopo, and Moritz Martignoni. A dream that smells of cooking and courage. A dream that began with Una Finestra sul Lago, founded by Jacopo together with his partner Glauco Noseda. Success came quickly. After a few years, Nathan also joined the company, bringing all his energy and creativity. The formula worked. Jacopo, Nathan, and Glauco founded Spuma, a food company that entered the world of luxury events. Then, in partnership with Moritz, came L'Onda, the restaurant-pizzeria on the shore of Cernobbio. Their energy knows no bounds. Neither do the names of their important collaborations: Calcio Como, AC Milan, Antonio Marras, Aston Martin, Elle Italia, Larusmiani, Hugo Boss, Porsche, Rolls Royce, Zagato, and many others. Here are the Martignoni brothers, a trio of blond heads and blue eyes, who have created a story of brotherhood, intuition, and discipline. In this candid interview, they talk about how they turned their blood ties into a business of excellence. Between personal anecdotes, professional challenges, and the firm belief that you can do business while remaining kind, they offer a worldview where success is not just an economic goal but an act of faith in the future.

In questa pagina, in alto e a lato, immagini di eventi Spuma x Elle e Spuma x Vespa; sotto, grande cena nataliazia per il Milan e Nathan Martignoni con Franco Baresi
On this page, above and to the side, images of Spuma x Elle Spuma x Vespa events; below, a grand Christmas dinner for AC Milan and Nathan Martignoni with Franco Baresi





Udito e qualità della vita: l’importanza di intervenire precocemente
Hearing and quality of life: the importance of early intervention
In Italia, circa 7 milioni di persone soffrono di ipoacusia di vario grado, rappresentando circa il 12% della popolazione. Di questi:
- circa 1 milione presenta ipoacusia grave o profonda; - la percentuale delle persone ipoacusiche aumenta significativamente con l'età, oltre il 40% degli over 65 anni presenta problemi uditivi; - circa 1 neonato su 1000 nasce con sordità congenita.
Nonostante l'alta incidenza, si stima che solo il 30-40% delle persone che ne avrebbero bisogno utilizzi apparecchi acustici, con un ritardo medio di 7-10 anni tra l'insorgenza del problema e l'utilizzo audioprotesico.
Conseguenze dell'ipoacusia non trattata
Sul piano cognitivo
L'ipoacusia non corretta può accelerare il declino cognitivo e aumenta il rischio di demenza (a seconda della gravità). Il cervello, privato degli stimoli uditivi, subisce una riorganizzazione negativa con atrofia delle aree deputate all'elaborazione del suono.
Sul piano psicologico e sociale
La difficoltà comunicativa porta progressivamente a isolamento sociale, depressione e ansia. Le persone tendono a evitare situazioni sociali, con conseguente riduzione della qualità di vita e delle relazioni interpersonali.
Sul piano fisico
Studi recenti correlano l'ipoacusia non trattata con maggior rischio di cadute (triplicato), ridotta autonomia nelle attività quotidiane e maggiore incidenza di ospedalizzazioni.
Sul piano economico
L'ipoacusia non trattata comporta costi sociali significativi: produttività lavorativa diminuita, maggiori spese sanitarie per le complicanze correlate.
L'intervento precoce è fondamentale: la riabilitazione uditiva tempestiva con protesi acustiche o impianti cocleari nei casi più gravi preserva le funzioni cognitive, mantiene l'autonomia e la qualità di vita, prevenendo le gravi conseguenze sopra descritte.

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n Italy, approximately 7 million people suffer from varying degrees of hearing loss, representing about 12% of the population. Of these:
- approximately 1 million have severe or profound hearing loss; - the percentage of people with hearing loss increases significantly with age, with over 40% of people over 65 having hearing problems; - approximately 1 in 1,000 newborns is born with congenital deafness.
Despite the high incidence, it is estimated that only 30-40% of people who need them use hearing aids, with an average delay of 7-10 years between the onset of the problem and the use of hearing aids.
Consequences of Untreated Hearing Loss
Cognitive
Uncorrected hearing loss can accelerate cognitive decline and increase the risk of dementia (depending on severity). Deprived of auditory stimuli, the brain undergoes negative reorganisation with atrophy of the areas responsible for sound processing.
Psychological and social
Communication difficulties gradually lead to social isolation, depression and anxiety. People tend to avoid social situations, resulting in a reduced quality of life and interpersonal relationships.
Physical
Recent studies correlate untreated hearing loss with an increased risk of falls (tripled), reduced independence in daily activities and a higher incidence of hospitalisations.
Economically
Untreated hearing loss entails significant social costs: reduced work productivity and higher healthcare costs for related complications.
Early intervention is essential: timely auditory rehabilitation with hearing aids or cochlear implants in severe cases preserves cognitive function, maintains independence and quality of life, and prevents the serious consequences described above.




Motore Sanità Cernobbio School 2026
le 10 direttrici strategiche per il futuro del SSN
di Marina Moretti foto archivio MondoSanità
In un momento storico in cui il sistema sanitario, a quasi cinquant'anni dalla sua nascita, deve affrontare la sfida di coniugare la sostenibilità economica con la velocità dell’innovazione, l’edizione 2026 della Cernobbio School di Motore Sanità ha tracciato una linea netta: il futuro della salute passa per la digitalizzazione e la precisione. L’evento, dal 18 al 20 febbraio, a Villa Erba a Cernobbio, ha visto la partecipazione di oltre 300 relatori tra istituzioni nazionali e regionali, clinici, accademici e rappresentanti dei pazienti. I lavori sono stati aperti da Claudio Zanon, Direttore Scientifico di Motore Sanità, con interventi chiave del Ministro Tommaso Foti e del Sottosegretario Alessio Butti che ha inquadrato le sfide legate a PNRR e agenda digitale, pilastri necessari per non restare indietro rispetto agli standard europei. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: governare il cambiamento anziché subirlo, passando dall’innovazione biologica alla sanità digitale, dalla prevenzione di massa alla medicina di precisione. Governance, appropriatezza, innovazione digitale, prevenzione cardiovascolare, gestione della cronicità, intelligenza artificiale e medicina di precisione: sono queste
le parole chiave del confronto che ha impegnato i relatori per tre giorni. Al termine, il confronto multidisciplinare è stato sintetizzato in un documento programmatico in dieci punti, pensati come le direttrici strategiche per un Sistema Sanitario Nazionale più sostenibile, equo e data-driven: prevenzione primaria e secondaria come investimento strutturale; screening “risk-based” e genomica di popolazione; interoperabilità dei dati e piena valorizzazione del Fascicolo Sanitario Elettronico; integrazione pubblico-privato nei modelli territoriali; sviluppo delle competenze digitali e nuove professionalità; governance dell’innovazione oncologica e delle terapie avanzate; equità di accesso nelle patologie croniche, con particolare attenzione al diabete; ruolo dell’intelligenza artificiale e dei big data nella medicina personalizzata; promozione dell’invecchiamento attivo; valorizzazione delle professioni sanitarie. La Cernobbio School 2026 si chiude con un messaggio di pragmatismo: la transizione verso una sanità digitale e di precisione è già iniziata, e solo attraverso una governance forte e multidisciplinare sarà possibile proteggere l'universalità del nostro sistema salute.




Motore Sanità Cernobbio School 2026, the 10 strategic guidelines for the future of the National Health Service
At a historic moment in which the healthcare system, almost fifty years after its inception, must face the challenge of combining economic sustainability with the speed of innovation, the 2026 edition of Motore Sanità's Cernobbio School has drawn a clear line: the future of healthcare lies in digitalization and precision. The event, held from February 18 to 20 at Villa Erba in Cernobbio, was attended by over 300 speakers from national and regional institutions, clinicians, academics, and patient representatives. The proceedings were opened by Claudio Zanon, Scientific Director of Motore Sanità, with keynote speeches by Minister Tommaso Foti and Undersecretary Alessio Butti, who outlined the challenges related to the PNRR (National Recovery and Resilience Plan) and the digital agenda, which are necessary pillars for keeping up with European standards. The stated goal is ambitious: to govern change rather than suffer it, moving from biological innovation to digital healthcare, from mass prevention to precision medicine. Governance, appropriateness, digital innovation, cardiovascular prevention, chronic disease management,
artificial intelligence, and precision medicine: these were the keywords of the discussion that engaged the speakers for three days. At the end, the multidisciplinary discussion was summarized in a ten-point policy document, designed as strategic guidelines for a more sustainable, equitable, and data-driven National Health System: primary and secondary prevention as a structural investment; risk-based screening and population genomics; data interoperability and full utilization of electronic health records; public-private integration in territorial models; development of digital skills and new professional skills; governance of oncological innovation and advanced therapies; equitable access for chronic diseases, with particular attention to diabetes; the role of artificial intelligence and big data in personalized medicine; promotion of active aging; enhancement of healthcare professions. The Cernobbio School 2026 closes with a message of pragmatism: the transition to digital and precision healthcare has already begun, and only through strong, multidisciplinary governance will it be possible to protect the universality of our healthcare system.
Nella pagina precedente, alcuni momenti della Cernobbio School 2026; in questa pagina, in alto, il Sottosegretario all'Innovazione on. Alessio Butti; in basso a sinistra, l'assessore regionale Alessandro Fermi, a destra Carlo Tomassini, membro della Direzione Scientifica di Motore Sanità


Como in salute
al via la sesta edizione
Dopo il successo delle precedenti edizioni, torna la rassegna di incontri "Como in Salute", organizzata e promossa dall’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO) di Como, in collaborazione con ASST Lariana, ATS Insubria e con il Comune di Como, la città di Cantù, la Città di Erba e il Comune di Menaggio. Giunta alla sua sesta edizione, l’iniziativa si è consolidata come un appuntamento di riferimento per la cittadinanza, proponendo momenti di divulgazione medico-scientifica pensati per essere realmente accessibili a tutti. Nel corso degli anni l’iniziativa ha saputo distinguersi per un approccio innovativo, coinvolgendo professionisti del settore in una serie di incontri dedicati a informare la popolazione sulle patologie più diffuse e sui percorsi diagnostico-terapeutici disponibili nel territorio comasco. L’obiettivo è promuovere la prevenzione e sensibilizzare sull’importanza di adottare stili di vita corretti. Rispetto alle edizioni passate, quest’anno gli incontri sono stati inseriti in uno specifico calendario, dedicato alla prevenzione, condiviso con le proposte di ASST Lariana e ATS Insubria con l’obiettivo di favorire una sinergia tra le diverse iniziative sul territorio, ottimizzando la programmazione ed evitando, al contempo, duplicazioni di eventi. "Como in Salute si presenta anche quest'anno per la VI edizione con i classici incontri, del tardo pomeriggio, in chiave divulgativa con lo scopo di fornire alla popolazione una corretta informazione sanitaria attraverso il dialogo con gli specialisti dei nostri Ospedali provinciali per contrastare le tante fake news che circolano sui social e su internet – dichiara Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei medici Chirurghi e Odontoiatri di Como. “Un programma molto articolato, frutto di una convenzione destinata a diventare fondamentale in materia di prevenzione e promozione della salute. Siamo molto soddisfatti con il presidente Spata e il sindaco Rapinese di questa collaborazione che mette a sistema iniziative già avviate e che ora grazie al coordinamento metteranno in rete competenze, esperienze e progettualità diverse per strutturare un calendario capillare, continuativo e realmente vicino ai bisogni dei cittadini. Il nostro obiettivo tanto semplice quanto ambizioso: portare prevenzione e promozione della salute nelle piazze, nelle scuole e nei luoghi di vita quotidiana”, commentano i direttori generali di ATS Insubria e ASST Lariana rispettivamente Salvatore Gioia e Luca Stucchi. "L’approvazione e la realizzazione per il secondo anno consecutivo di questo calendario non è un patto di salute che stringiamo con i nostri cittadini, è un onore l’essere parte di una squadra così prestigiosa formata da: ATS Insubria, ASST Lariana e Omceo", afferma Alessandro Rapinese sindaco di Como.
Gli incontri sono aperti alla popolazione e sono gratuiti.
Per maggiori informazioni sul programma: www.omceoco.it e/o contattare l’Ordine all’indirizzo e-mail presidenza@omceoco.it.
The 6th edition of Como in Salute begins
Following the signing of the memorandum of understanding between ATS Insubria, ASST Lariana, OMCEO Como, and the City of Como, the joint planning of activities dedicated to prevention and health promotion is now fully underway. This initiative, made possible by the integration of the “Como in Salute” project calendar from OMCEO Como with that of the City of Como—in direct collaboration with ASST Lariana and ATS Insubria—will offer citizens a continuous schedule of events through December 2026. The calendar—www.omceoco.it—will accompany citizens throughout 2026 with initiatives related to: cancer prevention, healthy eating, healthy lifestyles, celiac disease, osteoporosis, incontinence, mental health, psychological well-being, and much more. This initiative puts people and the community at the center, offering opportunities for gathering, health education, and awareness-raising throughout the Como area.

di Redazione foto OMCeO Como

IMAT FELCO
ILLUMINA LA STORIA
di Rosaria Casali
foto A3, Archivio IMAT FELCO
Al via le celebrazioni per il Bicentenario della morte di Alessandro Volta (1827–2027), celebrando il saper fare di un’impresa che è colonna portante del tessuto economico comasco. Il progetto, interamente sponsorizzato e realizzato da IMAT FELCO, rappresenta un esempio virtuoso di come il settore privato possa farsi custode del patrimonio culturale. Non si è trattato di una semplice fornitura tecnica, ma di un atto di mecenatismo moderno.
Ci sono momenti in cui l’eredità del passato incontra l’innovazione del presente per disegnare il futuro. Il 5 marzo 2026 è stato uno di questi con l’accensione della nuova illuminazione architetturale del Tempio Voltiano. Come dichiarato dall’Amministratore Delegato Elena Mantelli: "Non si trattava semplicemente di fornire corpi illuminanti, ma di lasciare alla città e alla comunità qualcosa di eterno. Stasera accendiamo una storia, un presente, un futuro." Il Tempio Voltiano, progettato da Federico Frigerio, in stile neoclassico è unico al mondo. Il team illuminotecnico di IMAT FELCO ha lavorato per mesi insieme al Comune di Como su una sfida complessa: raccontare l’architettura attraverso la luce. Ogni fascio di luce è stato studiato per esaltare l’equilibrio delle proporzioni classiche e i det-
Nelle foto, a destra, Stefano Radice
Responsabile del reparto illuminotecnico di Imat Felco, sotto, Elena Mantelli, Amministratore Delegato di Imat Felco
tagli decorativi della facciata; grazie a tecnologie LED d'avanguardia, il Tempio ha riacquistato una forte presenza scenica sul lungolago, diventando un faro culturale visibile e riconoscibile anche nelle ore serali; in coerenza con la missione aziendale e l'adesione all'iniziativa "M’illumino di meno", l'impianto garantisce elevate prestazioni con un impatto energetico ridotto, onorando lo spirito di ricerca e responsabilità di Volta. L’emozione del "primo clic" è stata amplificata dalla sinergia tra le eccellenze comasche. Mentre la Lario Brass del Conservatorio di Como eseguiva la marcia "Scossa elettrica" di Giacomo Puccini (composta nel 1899 proprio per Volta), la luce ha iniziato a scorrere sulle colonne del Tempio, svelando una veste luminosa che unisce rigore scientifico e suggestione artistica. Questo intervento è parte integrante del progetto “200 VOLTeVOLTA”. IMAT FELCO, insieme alla Governance Locale e alla Fondazione Alessandro Volta, ha dimostrato che l'eccellenza territoriale non risiede solo nei prodotti, ma nella capacità di generare una legacy (un'eredità) concreta. Collaborando con istituzioni, architetti e professionisti, l'azienda ha confermato il suo ruolo di protagonista nel settore dell'energia, capace di mettere le proprie competenze tecniche al servizio della bellezza e della memoria storica.



IMAT FELCO
LIGHTING UP HISTORY
On the occasion of the start of celebrations for the bicentenary of Alessandro Volta's death (1827–2027), IMAT FELCO confirms its leading role in the region with the creation of new architectural lighting for the Tempio Voltiano in Como. The project, entirely sponsored and managed by the company's lighting department, combines cutting-edge LED technology and philological rigor to enhance the neoclassical lines of the monument that symbolizes the city. Combining modern patronage and technical expertise, IMAT FELCO has not limited itself to providing cutting-edge technology, but has sought to leave the community with a lasting legacy: a new lighting system that combines history, science, and sustainability, projecting Volta's legacy into the future.
Non si trattava semplicemente di fornire corpi illuminanti, ma di lasciare alla città e alla comunità qualcosa di eterno.
Stasera accendiamo una storia, un presente, un futuro


Il sogno di Olgiate diventa realtà: posata la prima pietra di un nuovo oratorio aperto a tutti e senza barriere
di Rosaria Casali foto Antonella Spinelli
Il cardinale Oscar Cantoni, con il suo caloroso invito a "mettersi di nuovo in cammino", ha trasformato la cerimonia in un incoraggiamento per l'intera comunità, ricordando che l'oratorio non deve essere solo un edificio, ma un luogo vivo dove abitare il presente e progettare insieme il futuro. Al suo fianco, in un clima di grande collaborazione, il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha sottolineato che l’oratorio sarà uno spazio vitale inclusivo dove i talenti e le potenzialità di ogni persona potranno emergere. La partecipazione del sindaco Simone Moretti e dei consiglieri di ogni schieramento ha reso ancora più evidente come questo progetto sia un prezioso patrimonio collettivo e un dono per tutta la città. I cuori dei presenti si sono scaldati ascoltando le voci dei giovani: Giulia Grisetti ha condiviso una testimonianza vibrante di speranza, mentre Pietro Castellini ha dato voce all'attenzione universale della Chiesa leggendo con emozione il messaggio inviato da Papa Leone XIV. Don Flavio Crosta e don Pietro Grandi con le loro parole hanno voluto
sintetizzare il senso dell’obiettivo raggiunto: donare un’area capace di "custodire legami" per contribuire a far fiorire una fraternità autentica tra i ragazzi. Il progetto, nato dalla creatività dell’architetto olgiatese Alessandra Mastrogiacomo e validato dall'architetto Carlo Valentini, è un vero esempio di inclusività: una struttura completamente accessibile e polifunzionale. Con un investimento di circa 4 milioni di euro, questo spazio sarà un luogo di gioia e di allegria: locali modulabili pronti a trasformarsi per accogliere bambini, famiglie e anziani, mettendo sempre al centro le persone e non i numeri. È una festa anche per la solidità del progetto, che ha già raggiunto lo straordinario traguardo di oltre l'80% della copertura finanziaria. Questo successo è il frutto di una splendida sinergia che vede protagonisti la Fondazione Cariplo e la Regione Lombardia, la BCC Cantù, la CEI e l'immensa generosità dei parrocchiani. Dietro ogni singola pietra che darà vita a questo sogno batte il cuore instancabile di una Commissione che ha lavorato con una passione




From Olgiate’s dream becomes reality: laying the first stone of a new oratory open to all and barrier-free
travolgente. Sotto la guida entusiasta del coordinatore Vittore De Carli, un team d’eccellenza composto da Anna Colombo, Fabrizio Milesi, Angelo Pozzoni, Roberto Briccola e Claudio Taiana ha saputo trasformare tre anni di complessi passaggi burocratici in una straordinaria avventura comunitaria. A loro si unisce il coro festoso dei tanti volontari che si sono "rimboccati le maniche" con vitalità per preparare l'area, trasformando la fatica in un investimento per il domani. Oggi, la valenza dell'oratorio non è più solo quella di un semplice luogo di svago, ma di un'area vitale per educare e custodire legami. In una società che vede un "progressivo degrado" sociale e relazionale, la nuova struttura si propone come una "casa accogliente" per contrastare la solitudine e offrire percorsi di fraternità autentica e formazione cristiana. L’oratorio San Giovanni Bosco aprirà le sue porte entro la fine del 2027 e sarà la promessa mantenuta di una comunità che ha scelto di investire collegialmente sul tesoro più grande: le nuove generazioni.
On March 1, 2026, the community of Olgiate Comasco celebrated the laying of the first stone of the new San Giovanni Bosco oratory, a historic event marking the rebirth of an educational hub closed since 2017. The project, valued at approximately 4 million euros and already over 80% funded, aims to create a "welcoming home" free of architectural barriers, dedicated to the inclusion of youth, people with disabilities, and the elderly. Crucial to achieving this goal was the leadership of Provost Father Flavio Crosta and Vicar Father Pietro Grandi, combined with the three-year commitment of the Commission led by Vittore De Carli (including Anna Colombo, Fabrizio Milesi, Angelo Pozzoni, Roberto Briccola, and Claudio Taiana), which managed the complex bureaucratic procedures. In the presence of Cardinal Oscar Cantoni and Minister Alessandra Locatelli, the initiative—designed by architect Alessandra Mastrogiacomo and supported by Fondazione Cariplo, the Lombardy Region, BCC Cantù, and the CEI—will be completed by the end of 2027.

"Legenda ut discenda"
la lezione di vita e solidarietà di Francesco Peronese al Teatro Sociale
di Rosaria Casali foto A3
L o scorso 20 febbraio non è stata una serata qualunque per il Teatro Sociale di Como. In una data carica di significato – il giorno del suo 85° compleanno – il rinomato notaio comasco di origini lucane, Francesco Peronese, ha scelto la cornice di uno dei luoghi a lui più cari per presentare il suo libro "Legenda ut discenda", dedicato alla nipote Vittoria.
L'atmosfera respirata a teatro è stata quella di una grande festa in famiglia. La scelta della data è parsa un segno del destino: l'unica disponibilità del teatro nel mese di febbraio coincideva proprio con il compleanno dell'autore, una coincidenza che Peronese ha definito, con un sorriso, una "piacevolissima bugia" dello staff del teatro. Il volume (edito da Elpo Edizioni) intreccia vicende private e fatti storici della città di Como degli ultimi decenni, offrendo storie da conservare come un tesoro prezioso per guardare al domani con
piena consapevolezza. Il titolo dell'opera, "Legenda ut discenda", racchiude l'essenza stessa del progetto letterario: tradotto letteralmente come "Cose da leggere per imparare", riflette il desiderio dell'autore di non limitarsi a una cronaca autobiografica, ma di offrire una testimonianza utile agli altri. L’autore sente infatti il dovere di comunicare le proprie esperienze affinché possano servire da esempio e stimolo, invitando i lettori a cogliere anche quei messaggi "nascosti" e non scritti, ma deducibili dallo spirito con cui le parole sono state stese. Accompagnato sul palco dalla giornalista Marilena Lualdi e dall'editore Daniele Spinelli, sotto lo sguardo del restaurato velario dedicato a Plinio il Vecchio, Peronese ha rivolto un messaggio accorato ai giovani. Secondo l'autore, per realizzare i propri sogni e non fermarsi davanti alle difficoltà, sono necessari alcuni requisiti fondamentali: autostima e fiducia nelle proprie possibilità; serietà nella progettazione e verifica costante della fattibilità dei propri

Francesco

Peronese's
lesson in life and solidarity at the Teatro Sociale
piani; il fermo convincimento della buona riuscita e la capacità di scegliere, tra le tante direzioni possibili, la strada veramente percorribile, i cui ostacoli possano essere superati con impegno. Dopo oltre cinquant’anni trascorsi in riva al Lario, Peronese ha voluto ringraziare la città di Como, definita "maestra di vita", per avergli permesso di realizzare i suoi progetti senza condizionamenti, grazie a una cittadinanza che ha descritto come "prudente ma generosa". L'autore si pone come "prova testimoniale" di come traguardi importanti nel sociale, nello sport e nella professione non siano velleitari, ma raggiungibili con sacrificio e serietà. Coerentemente con questo spirito, eventuali oblazioni spontanee per l’omaggio del libro verranno devolute al Servizio Cani Guida dei Lions - centro di eccellenza con sede a Limbiate, per l’addestramento e la consegna gratuita di cani guida alle persone non vedenti, trasformando il racconto di una vita in un gesto concreto di aiuto verso il prossimo.
At the age of 85, Francesco Peronese chooses not to look back with self-congratulation, but to open the doors of his experience to the reader. "Legenda ut discenda - Tales of life and gratitude" - the book presented at the Teatro Sociale in Como on February 20 - is an invitation to travel: a journey through almost a century of personal and collective history, guided by a clear mind and a grateful heart. It is not a simple chronicle of events, but a restitution. The author explores the concept of heritage as a common good: the lessons learned, the challenges overcome, and the encounters made become useful tools for anyone facing their own journey today, offering inspiration and ethical compasses in an uncertain world. Notary, Commander of the Republic, sportsman, and tireless traveler, these pages paint a portrait of a man of "many worlds," all linked by a single thread: the ability to find deep meaning in existence. Francesco Peronese has lived many lives in one. His family, his profession and work, his civic engagement, from San Vincenzo to the Lions, to the Teatro Sociale, his passion for sports and marathons, his travels to India, Brazil, Russia, Greenland, Turkey, Egypt, and Jordan. But above all, the gaze of someone who knows how to see injustice (as in the cover photo taken in India) and decides not to look the other way. The gratitude that gives the book its title is transformed into concrete action. This book is not just a story to read, but an opportunity to contribute to a noble cause. The proceeds are dedicated to the Limbiate Lions Guide Dog Service. Supporting this book means supporting the breeding and training of guide dogs that are assigned free of charge to blind people, giving them independence, safety, and a faithful companion for life.
La copertina del libro "Legenda ut discenda", edito da Elpo Edizioni, Como
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2026. Anno di due obiettivi importanti. Il centenario. E il raggiungimento della riduzione e compensazione del 100% delle emissioni dirette. Due traguardi ormai imminenti per S.Bernardo, l’acqua conosciuta sin dal 1926 per la sua leggerezza e per le eccellenti caratteristiche organolettiche. Per celebrare i suoi primi 100 anni S.Bernardo organizza nell’arco del 2026 una serie di appuntamenti, fra cui un evento pubblico nell’ambito della Festa dell'Acqua a Garessio, località dove ha sede lo stabilimento. S.Bernardo ha da sempre a cuore l’ambiente, si considera custode dell’acqua che porta sulle tavole e opera costantemente a tutela delle fonti proteggendole dall’intervento antropico. Preleva esclusivamente la quantità di acqua necessaria, che viene poi reintrodotta in natura, limitando gli sprechi. Il risultato del percorso intrapreso da oltre dieci anni, che ha portato a una serie di azioni, fra cui il Bosco Urbano a Bra, il nuovo impianto di energia pulita, l’opera di preservazione dei prati intorno alle fonti, è il raggiungimento della riduzione e compensazione del 100%
S.Bernardo 100
un secolo di sostenibile leggerezza
di Marina Moretti
In questa pagina, un'immagine dalla campagna tv celebrativa del centenario; nella pagina seguente, in alto il bosco urbano di Bra e Antonio Biella, direttore generale S.Bernardo; sotto, il parco eolico e lo stabilimento di Garessio "Mission to Art"
delle emissioni dirette proprio per l’anno del centenario, come racconta Antonio Biella direttore generale di Acqua S.Bernardo A che punto è questo percorso e quali sono stati gli ostacoli più difficili da superare? Il percorso è ormai quasi giunto al termine e rappresenta per noi non solo un traguardo simbolico, ma il compimento di un impegno assunto con grande serietà. Raggiungere la riduzione e la compensazione del 100% delle emissioni dirette nell’anno del centenario significa dimostrare che la sostenibilità può essere concreta e misurabile. Gli ostacoli principali sono stati i continui cambiamenti normativi, che rendono complesso pianificare strategie di lungo periodo, e una certa diffidenza istituzionale legata al fatto che molte aziende scelgono di acquistare crediti di carbonio su progetti esterni, senza un reale coinvolgimento diretto. Noi abbiamo scelto una strada diversa: sviluppare progetti di compensazione reali, conosciuti, verificabili, nei quali investiamo risorse economiche e competenze interne. Non acquistiamo soluzioni preconfezionate, ma costruiamo per-
corsi concreti, perché crediamo che la responsabilità ambientale non possa essere delegata. Nella vostra vision, S.Bernardo non è una semplice azienda di imbottigliamento, ma un “custode” della risorsa idrica. In un’epoca di crisi climatica e siccità, come si concilia concretamente la crescita industriale con la scelta di prelevare solo lo stretto necessario?
Per noi è un principio naturale, quasi identitario. Proteggere e curare la natura significa proteggere e curare le nostre sorgenti, garantendone l’integrità nel tempo. Non possiamo pensare al futuro dell’azienda senza pensare al futuro dell’ecosistema che la rende possibile. Questo si traduce in un utilizzo responsabile della risorsa: preleviamo esclusivamente la quantità necessaria, evitando qualsiasi forma di spreco, e lasciamo che la natura completi il proprio ciclo rigenerativo. Difendere le sorgenti dall’inquinamento e dall’impatto antropico è un dovere prima ancora che una strategia industriale. La crescita, in quest’ottica, non è sinonimo di sfruttamento, ma di equilibrio: svilup -
foto archivio S.Bernardo


parsi rispettando i limiti dell’ambiente è l’unico modo per garantire continuità e credibilità. La missione di S.Bernardo si esprime nel binomio della “Sostenibile Leggerezza”. Come trasformate la leggerezza fisica della vostra acqua in una “leggerezza etica” lungo tutta la filiera?
La leggerezza non è soltanto una caratteristica organolettica della nostra acqua, ma un valore che attraversa l’intera filiera. Per evitare che la sostenibilità diventi un’etichetta astratta, abbiamo scelto di affidarci a competenze autorevoli e indipendenti, come quelle di Slow Food e dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Questa collaborazione ci ha fornito regole, metodo e strumenti per migliorarci costantemente. I docenti e i ricercatori ci hanno aiutato a definire standard rigorosi e a leggere la sostenibilità come un percorso culturale, non solo tecnico. La “leggerezza etica” significa quindi trasparenza, responsabilità, investimenti diretti in progetti ambientali concreti e un’attenzione costante a ogni fase, dalla sorgente fino alla tavola del consumatore. È un


impegno che richiede coerenza quotidiana. Il design è nel DNA di S.Bernardo. Che ruolo ha giocato l’estetica nel successo internazionale dell’acqua?
L’estetica ha avuto un ruolo fondamentale sin dagli esordi. I primi manifesti firmati da Leonetto Cappiello hanno contribuito a costruire un’immagine distintiva e moderna già nei primi decenni del Novecento. In seguito, la bottiglia disegnata da Giorgetto Giugiaro ha trasformato un contenitore in un oggetto di design riconoscibile, capace di dialogare con il mondo della ristorazione e dell’alta gamma. Per noi il design non è mai stato un elemento decorativo, ma uno strumento di identità e di racconto. L’estetica comunica qualità, cultura e visione; rende tangibile la nostra idea di leggerezza e rafforza il posizionamento internazionale del marchio. Ecco perchè in occasione del centenario, con la campagna tv “La memoria delle gocce”, abbiamo voluto ribadire che forma e contenuto devono procedere insieme: la bellezza diventa così veicolo di valori, memoria e futuro.
A century of sustainable lightness
In 2026, Acqua S.Bernardo will reach its first centenary, celebrating a century of history inextricably linked to the purity of the Maritime Alps and signature design. But the anniversary is not just a tribute to the past: it coincides with the achievement of an ambitious and concrete goal, the reduction and compensation of 100% of direct emissions. In this exclusive interview, General Manager Antonio Biella illustrates the vision of a company that defines itself as a "guardian" of water resources, transforming organoleptic lightness into a model of industrial ethics. From its historic partnership with masters of the caliber of Leonetto Cappiello and Giorgetto Giugiaro to its scientific collaboration with the University of Gastronomic Sciences in Pollenzo, S.Bernardo explains how aesthetics and sustainability can converge in a single cultural journey. A journey between the past and the future that sees the Urban Forest of Bra and energy efficiency as the pillars of a new era of gastronomic excellence: reassuring, transparent, and deeply respectful of the ecosystem.
Il Centenario dell'Automobile Club Como
(1926-2026)


Nella mattinata del 29 gennaio presso la sede dell’Automobile Club Como è stato presentato il calendario di eventi per il 2026, anno in cui l’ente celebra il centenario dalla fondazione, avvenuta il 26 novembre 1926. A illustrare il programma sono stati il presidente Enrico Gelpi e il direttore Roberto Conforti. Un cartellone ricco e trasversale accompagnerà i dodici mesi di celebrazioni, intrecciando sport automobilistico, sicurezza stradale, formazione dei giovani e sostenibilità con l’obbiettivo di raccontare un secolo di attività al servizio del territorio comasco, con uno sguardo rivolto alle sfide della mobilità del futuro. Ampio spazio sarà dedicato alle competizioni sportive, da anni punto di riferimento a livello regionale e nazionale, accanto a iniziative sulla mobilità sostenibile e all’educazione stradale. Tra i progetti strategici figura “RicaricACI”, che prevede l’installazione di nuove infrastrutture di ricarica pubbliche per favorire la diffusione della mobilità elettrica in provincia. Evento simbolo del Centenario sarà il 45° Trofeo Villa d’Este ACI Como, in programma il 7 e 8 novembre 2026. Nato nel 1978, il rally rappresenta una delle manifestazioni più significative del panorama rallistico lombardo e nazionale, con prove speciali lungo alcune delle strade più tecniche e suggestive del territorio lariano. Confermata anche per il 2026 la presenza nei campionati ACI Sport. Le celebrazioni si concluderanno a dicembre nella cornice di Villa d’Este, storico partner dal 1929, a suggellare un anno di eventi che uniranno tradizione e novità. «Il Centenario non è solo un traguardo storico, ma un momento di orgoglio e responsabilità», ha dichiarato il presidente Gelpi, sottolineando l’impegno dell’ente verso mobilità, sport, sicurezza e valorizzazione del territorio. Nei mesi di gennaio e febbraio si sono svolti i primi eventi previsti in calendario. Nella serata del 30 gennaio sono stati 122 i partecipanti alla sesta edizione del Trofeo ACI Kart, organizzato al Driver di Como. In pista 46 “Principianti” e numerosi giovani alla prima esperienza, a conferma della forte partecipazione delle nuove generazioni. Nella categoria “Ju -
nior” (under 15) vittoria per Secchi Alex davanti a Soldati Daniele e Minoia Gioia. Da segnalare la prova del giovane Sacco Riccardo che, gareggiando tra gli “Esperti”, ha chiuso secondo assoluto a soli due decimi dal vincitore. Tra i “Principianti” successo per Diego Enchisi (Team Zanetti), seguito da Leonardo Conforti e Pautasso Gabriele (Aci Blue Team-PrenotAci). Nei “Cadetti” primo posto per Zupi Marcello davanti a Secchi Andrea e Lui Mirko (Scuderia del Lario). Nella categoria “Esperti” si è imposto Novati Marco su Sacco Riccardo e Fraquelli Franco (Club Aci Storico “Nonnette Ruggenti”). Finale al fotofinish tra i “Professionisti”, con Tagliani Gabriele (Be Mini Club Como) che ha preceduto di appena 24 millesimi Baruffini Simone (Scuderia Bluthunder). Terzo Paolo Milani, vincitore delle ultime due edizioni. Alla manifestazione hanno preso parte anche numerosi gruppi e associazioni del territorio, dagli Ufficiali di Gara dell’Associazione Brusadelli-Brenna alla Scuderia del Lario, fino al Team Zanetti e al Pub Up&Down. Spazio, infine, a una sfida tra autorità locali: nella speciale classifica ha prevalso il presidente dell’Automobile Club Como, Enrico Gelpi, davanti al sindaco Rapinese, al vicesindaco Roperto e al capo di gabinetto della Questura, Esposito. Soddisfazione per l’ampia presenza di ragazzi e giovani: obiettivo dell’ente resta promuovere la sicurezza stradale e ribadire che la velocità trova spazio in pista, non sulle strade. Nelle giornate del 21 e 22 febbraio si è svolto il 5° Trofeo Classic Lago di Como, secondo appuntamento del Campionato Italiano Regolarità Auto Storiche 2026, in programma tra Cernobbio, il Lago di Como e la Bassa Comasca. La manifestazione si è confermata un evento capace di coniugare competizione, eleganza e cultura dell’auto d’epoca in uno dei contesti più suggestivi del panorama nazionale. Tra le novità dell’edizione 2026 spicca la collaborazione con l’Associazione Cometa, realtà nata nel 1986 e punto di riferimento a livello nazionale nell’accoglienza e nell’inclusione lavorativa di giovani con fragilità. Il pre-dinner drink si è tenuto presso il giardino bistrot Anagramma, nel parco di Villa
di Andrea Gattoni
foto Archivio ACI Como



Bernasconi, spazio che unisce ristorazione e inserimento lavorativo, rafforzando il valore sociale dell’iniziativa. Al via vetture d’anteguerra e d’epoca per un viaggio nella tradizione motoristica italiana. Le verifiche sportive e tecniche si sono svolte sabato 21 febbraio a Cernobbio e la partenza nella mattinata successiva di domenica 22 febbraio da Piazza Risorgimento. Il percorso prevedeva 61 prove cronometrate e 7 controlli orari, con Power Stage alle 12.10 in Piazza della Libertà ad Appiano Gentile e arrivo nel pomeriggio a Cernobbio con premiazione. L’esito dell’evento ha visto Gianmario Fontanella e Giovanni Scarabelli conquistare il 5° Trofeo Classic Lago di Como. L’equipaggio della Scuderia MNT 25 ha portato al successo la Fiat 514 Sport, centrando anche la vittoria in RC1 e migliorando il secondo posto del 2025 nella gara organizzata dall’Automobile Club Como. Alle spalle dei vincitori si sono classificati i siciliani Francesco Nicolò Gulotta e Paolino Messina su Fiat 600 (Franciacorta Motori), leader fino alla Power Stage e secondi a soli 19,9 penalità, ma vincitori di RC3 e della Coppa Scuderie. Terzo gradino del podio per Roberto Paradisi e Marco Rossi, anch’essi su Fiat 600: un risultato storico, con due “600” nelle prime tre posizioni e nessuna 508 C sul podio assoluto. Determinante la ripresa pomeridiana di Fontanella, già vincitore della 1000 Miglia, capace di ribaltare la classifica dopo il dominio mattutino di Gulotta. Tra i protagonisti anche Nicola Barcella e Simone Rossoni (A112), quarti assoluti e primi Under 30 e RC4. Grande successo di pubblico per la Power Stage Classic in Piazza Libertà ad Appiano Gentile, trasformata in un teatro a cielo aperto e ripresa dalle telecamere di ACI Sport TV. Apprezzati dagli equipaggi il percorso tra lago e Colma di Sormano e l’organizzazione, suggellata dalla premiazione a Cernobbio nella sala polivalente accanto a Villa Bernasconi. Soddisfatto il presidente Enrico Gelpi, che ha sottolineato la qualità delle vetture – tra cui una Bugatti 35A del 1925 – e la partecipazione di equipaggi provenienti da tutta Italia, confermando il valore sportivo e culturale dell’appuntamento lariano.

The Centenary of the Automobile Club Como
2026 marks a historic milestone for the Automobile Club Como: one hundred years of service to the local community, celebrated with a diverse calendar of events presented by President Enrico Gelpi and Director Roberto Conforti. The program intertwines sports, road safety, sustainability, and education, aiming to link motoring tradition with future mobility challenges, as exemplified by the “RicaricACI” project for electric charging infrastructure. The first months of the year have already featured two major events. On January 30, the sixth edition of the ACI Kart Trophy took place at the Driver in Como. The event saw a record participation of 122 drivers, with a strong focus on the younger generation. Notable results included Marco Novati’s victory in the "Experts" category and Gabriele Tagliani’s photo-finish win in the "Professionals." Local authorities also took to the track in a challenge won by President Gelpi ahead of Mayor Rapinese. On February 21 and 22, the 5th Classic Lake Como Trophy was held as the second round of the Italian Historic Car Regularity Championship. The race combined the elegance of the Larian landscapes with a noble social cause through a partnership with the Cometa Association. The competition was won by Gianmario Fontanella and Giovanni Scarabelli in a Fiat 514 Sport (Scuderia MNT 25), who overtook the Sicilian duo Gulotta-Messina following an afternoon comeback. The event featured prestigious vehicles, including a 1925 Bugatti 35A. Celebrations will continue throughout the year, culminating on November 7 and 8 with the 45th Villa d’Este ACI Como Trophy, the territory's flagship rally, before officially concluding in December at the prestigious Villa d’Este, a historical partner since 1929.
Porada International Design Award 2025
di Stefania De
Giorgi
foto Archivio Porada
Nel cuore silenzioso e luminoso di Villa del Grumello, si è conclusa venerdì 27 febbraio 2026 la tredicesima edizione del Porada International Design Award 2025, uno dei riconoscimenti più prestigiosi dedicati alla cultura del progetto e alla ricerca nel campo dell’arredo contemporaneo. Promosso da Porada, eccellenza manifatturiera di Cabiate e protagonista della tradizione del design italiano, insieme a POLI.design, centro di alta formazione del sistema design del Politecnico di Milano, e con il patrocinio di ADI, Associazione per il Disegno Industriale, il concorso ha rinnovato anche quest’anno il proprio ruolo di osservatorio privilegiato sul talento progettuale internazionale. Il tema scelto per questa edizione, il divano nelle sue molteplici declinazioni tipologiche, ha invitato progettisti e studenti a confrontarsi con uno degli archetipi più emblematici dello spazio domestico: luogo di relazione, rifugio quotidiano e, sempre più spesso, scultura abitabile al centro del living contemporaneo. La risposta è stata straordinaria. Quasi trecento progetti sono giunti da ogni parte del mondo, componendo una geografia creativa ampia e variegata; un mosaico di culture e visioni che testimonia la vitalità globale del design. A emergere, nella categoria Professionisti, è stato il designer Diego Ribeiro con il progetto Orizzonti, premiato con il primo riconoscimento assoluto. Il suo divano si presenta come una vera e propria architettura domestica in movimento, una scultura dinamica che invita a esplorare lo spazio abitativo da prospettive sempre nuove. Accanto a Ribeiro, la giuria ha premiato Vasileios Michou con il progetto
Peak (secondo premio) e Nghiem Vu con Untitled (terzo premio), riconoscendo in entrambi la capacità di interpretare con originalità il linguaggio del legno massello e la ricerca sulle nuove morfologie del divano. Nella categoria Studenti il primo posto è stato assegnato ad Alireza Borhani con il progetto Phoenix, un sistema di sedute ispirato al mito della fenice e al suo eterno ciclo di rinascita. Completano il podio degli studenti Jason Adrian Wu, secondo classificato con Salami, e Giulia Fava, terza con Tratto, progetti che hanno dimostrato sensibilità progettuale e capacità di innovazione. Tra i momenti più significativi della premiazione spicca la Menzione Speciale “Giacomo Allievi”, assegnata dall’architetto Elisabetta Allievi al progetto Selene di Giovanni Ferraioli. Questo divano scultoreo trae ispirazione dalle fasi lunari e dalla loro silenziosa perfezione geometrica: un guscio continuo in noce canaletta avvolge la seduta e si assottiglia elegantemente sul retro. A valutare i numerosi progetti è stata una giuria internazionale composta da figure autorevoli del mondo del design, che ha analizzato ogni proposta considerando originalità, innovazione tecnologica, qualità formale e capacità di interpretare il legno massello, materia identitaria della tradizione Porada, attraverso nuove sperimentazioni materiche e tipologiche. Ancora una volta, il Porada International Design Award si conferma non solo come concorso, ma come laboratorio globale di idee, dove la tradizione del legno incontra la visione del futuro. Uno spazio in cui giovani talenti e professionisti tracciano nuovi orizzonti per il design contemporaneo, trasformando il divano in un terreno di ricerca poetica e progettuale.


I
n the quiet and luminous heart of Villa del Grumello, the thirteenth edition of the Porada International Design Award 2025, one of the most prestigious awards dedicated to design culture and research in the field of contemporary furniture, came to a close on Friday, February 27, 2026. Promoted by Porada, a manufacturing excellence in Cabiate and a leading player in the Italian design tradition, together with POLI.design, the advanced training center of the Milan Polytechnic's design system, and with the patronage of ADI, the Association for Industrial Design, the competition has once again this year renewed its role as a privileged observatory of international design talent. The theme chosen for this edition, the sofa in its many forms, invited designers and students to engage with one of the most emblematic archetypes of domestic space: a place for relationships, a daily refuge and, increasingly, a habitable sculpture at the center of contemporary living. The response was extraordinary. Nearly three hundred projects arrived from all over the world, composing a broad and varied creative geography; a mosaic of cultures and visions that testifies to the global vitality of design. In the Professionals category, designer Diego Ribeiro emerged with his Orizzonti project, which was awarded first prize. His sofa is a true piece of domestic architecture in motion, a dynamic sculpture that invites you to explore the living space from ever-changing perspectives. Alongside Ribeiro, the jury awarded Vasileios Michou with the Peak project (second prize) and Nghiem Vu with Untitled (third prize), recognizing in
both their ability to interpret the language of solid wood with originality and their research into new sofa morphologies. In the Student category, first place went to Alireza Borhani with the Phoenix project, a seating system inspired by the myth of the phoenix and its eternal cycle of rebirth. Completing the student podium were Jason Adrian Wu, runner-up with Salami, and Giulia Fava, third with Tratto, projects that demonstrated design sensitivity and innovative ability. One of the most significant moments of the award ceremony was the "Giacomo Allievi" Special Mention, awarded by architect Elisabetta Allievi to Giovanni Ferraioli's Selene project. This sculptural sofa draws inspiration from the phases of the moon and their silent geometric perfection: a continuous shell in Canaletta walnut envelops the seat and tapers elegantly at the back. The numerous projects were evaluated by an international jury composed of authoritative figures from the world of design, who analyzed each proposal considering originality, technological innovation, formal quality, and the ability to interpret solid wood, the material that defines the Porada tradition, through new material and typological experiments. Once again, the Porada International Design Award has confirmed its status not only as a competition but also as a global laboratory of ideas, where the tradition of wood meets the vision of the future. A space where young talents and professionals chart new horizons for contemporary design, transforming the sofa into a field of poetic and design research.


GEROSA DESIGN
60 anni di passione per il Design con lo sguardo al futuro
foto Archivio Gerosa Design
Gerosa Design festeggia 60 anni di attività. Qual è il segreto di questa continuità?
Il segreto è semplice ma profondo: Da sessant’anni mettiamo al centro del nostro lavoro l’amore per il DESIGN, la cultura del progetto e la cura autentica del cliente. Questo approccio ci ha permesso di crescere mantenendo intatta la nostra identità.
La vostra strategia commerciale è molto chiara: Flagship store e collaborazioni dirette con i grandi brand. Esatto. La nostra forza è aver creato a Como veri e propri FLAGSHIP STORE, spazi esclusivi gestiti in stretta collaborazione con i più importanti produttori internazionali di design. Non semplici showroom, ma ambienti esperienziali dove il cliente può immergersi completamente nella filosofia dei brand. Nel nostro showroom di Lungo Lario Trento ospitiamo il Flagship Store Flexform al piano terra, uno spazio completamente dedicato al mondo del brand. Al primo piano abbiamo invece creato una selezione dei pezzi più iconici del design italiano e internazionale: un percorso
che racconta la storia e l’evoluzione dell’abitare contemporaneo attraverso aziende che hanno scritto pagine fondamentali del design, mentre in Viale Carlo Cattaneo trovano casa i Flagship store B&B Italia e Kartell. Il nostro mercato principale si concentra sulla Svizzera, sul Lago di Como e su Milano, aree in cui vantiamo una presenza storica e consolidata, pur lavorando su progetti in tutto il mondo. Grazie a questo modello offriamo ai nostri clienti un supporto completo, aggiornamento costante e un rapporto diretto con le grandi firme del design. Vi occupate anche di progetti complessi? Assolutamente sì. La nostra struttura è organizzata per seguire progetti residenziali e contract in ogni fase: dalla consulenza iniziale alla progettazione, fino al coordinamento tecnico e all’installazione finale. Gestiamo ville, abitazioni private, spazi outdoor, uffici e retail anche a livello internazionale, affrontando ogni sfida con concretezza, eleganza e precisione. In questo percorso, la sede di Villa Guardia — la più ampia per superficie
espositiva — rappresenta il cuore operativo dei progetti più importanti. È lo spazio ideale per sviluppare interventi di ampia scala, ville private e soluzioni contract internazionali. Qui possiamo lavorare in modo approfondito su materiali, finiture e soluzioni su misura, offrendo una consulenza altamente qualificata e un coordinamento attento in ogni fase del progetto.
Qual è oggi la vostra forza distintiva?
La nostra forza è seguire progetti in Italia e all’estero con eleganza, precisione e concretezza. Mettiamo a disposizione la nostra esperienza e curiamo ogni fase con grande attenzione, trasformando anche le richieste più complesse in soluzioni su misura. Siamo un’azienda dinamica, radicata nel presente ma costantemente proiettata verso il futuro. Amiamo le sfide e affrontiamo ogni nuovo progetto con spirito innovativo, competenza tecnica e grande attenzione ai dettagli. E dopo 60 anni di attività, possiamo dirlo con orgoglio: è l’amore per il DESIGN a fare davvero la differenza.
Intervista a Giorgio Gerosa, CEO di Gerosa Design


STORE LOCATIONS
Gerosa Design Como Lago & Flagship Store FLEXFORM COMO Lungo Lario Trento, 17 Como, Italy
Gerosa Design Villa Guardia Via Varesina, 18 Villa Guardia (CO), Italy
60 years of Design: driven by passion looking to the future

Gerosa Design is celebrating 60 years of activity. What is the secret behind this continuity?
The secret is simple yet profound: for sixty years, we have placed our love for DESIGN, a strong project culture, and genuine client care at the heart of our work. This approach has allowed us to grow while maintaining our identity intact. Your business strategy is very clear: flagship stores and direct collaborations with leading brands.
Exactly. Our strength lies in having created true FLAGSHIP STORES in Como — exclusive spaces developed in close collaboration with the most important international design manufacturers. These are not simply showrooms, but experiential environments where clients can fully immerse themselves in each brand’s philosophy. In our Lungo Lario Trento showroom, the ground floor hosts the Flexform Flagship Store, a space entirely dedicated to the brand. On the first floor, we have created a curated selection of the most iconic pieces of Italian and international design — a journey that tells the story and evolution of
contemporary living through companies that have written fundamental chapters in design history. Meanwhile, in Viale Carlo Cattaneo, the B&B Italia and Kartell Flagship Stores find their home. Our main market focuses on Switzerland, the Lake Como area, and Milan, where we have a long-standing and well-established presence, while we continue to manage projects worldwide. Thanks to this model, we can provide our clients with comprehensive support, continuous updates, and a direct relationship with the leading design brands.
Do you also handle complex projects? Absolutely. Our structure is organized to manage residential and contract projects at every stage — from initial consultancy and design development to technical coordination and final installation. We oversee private villas, residences, outdoor spaces, offices, and retail environments internationally, approaching every challenge with reliability, elegance, and precision. In this process, our Villa Guardia headquarters — the company’s largest showroom in terms of exhibition spa -
Flagship Store B&B Italia Como & Flagship Store Kartell Como Viale Carlo Cattaneo ang. Via Cadorna Como, Italy
www.gerosadesign.com
Recommended Showroom by: Artemide, Baxter, B&B Italia, Cassina, Cattelan Italia, Flexform, Ernestomeda, Flos, Flou, Kartell, Knoll, Maxalto, MDF Italia, Moooi, Paola Lenti, Poltrona Frau, Porro, Riva 1920, Vitra, Zanotta and many others.
ce — represents the operational heart of our most important projects. It is the ideal setting for large-scale interventions, prestigious villas, and international contract solutions. Here, we can work in depth on materials, finishes, and tailor-made solutions, providing highly qualified consultancy and careful coordination at every stage of the project. What defines your distinctive strength today?
Our strength lies in managing projects in Italy and abroad with elegance, precision, and practicality. We place our experience at our clients’ disposal and carefully oversee every stage, transforming even the most complex requests into tailor-made solutions. We are a dynamic company, firmly rooted in the present yet constantly looking toward the future. We embrace challenges and approach every new project with innovation, technical expertise, and meticulous attention to detail. After 60 years of activity, we can proudly say: it is our love for DESIGN that truly makes the difference.
Interview with Giorgio Gerosa, CEO of Gerosa Design
VIVA

nuovo showroom ad Atlanta
New showroom in Atlanta
VIVA amplia il suo network negli Stati Uniti con il nuovo spazio espositivo di Atlanta: un luogo di incontro, confronto e progettazione dove il made in Italy dialoga con le esigenze dell’architettura americana. La nuova fase di un piano solido e strutturato si inserisce nel percorso di espansione internazionale di VIVA, brand specializzato nella produzione di porte architetturali di alta gamma. Il nuovo spazio espositivo VIVA, situato al 2115 Liddell Drive NE (Atlanta), è stato realizzato in collaborazione con il dealer European Collection. L’operazione segna non solo un riconoscimento significativo del valore progettuale e qualitativo del marchio italiano, ma anche una tappa strategica per consolidare il programma di sviluppo. La nuova apertura si aggiunge, infatti, a quelle di New York, Miami, Naples, Palm Beach, Houston, Los Angeles, Boston, Aspen, Chicago, Charlotte e Seattle. “Atlanta è un mercato dinamico, in forte crescita e con una cultura del progetto sempre più evoluta. La collaborazione con European Collection ci permette di essere presenti in modo strutturato e continuativo affiancando i professionisti locali con competenza, servizio e soluzioni tailor-made”, dichiara Filippo Santambrogio, CEO di VIVA. Questo progetto si fa portavoce di un disegno ambizioso e rappresenta un punto di contatto diretto per consumatori finali, architetti, interior designer e sviluppatori del mercato statunitense, confermando una strategia di crescita orientata alla prossimità con i mercati chiave e alla costruzione di relazioni solide con la comunità locale. L’ingresso di VIVA in questo contesto rafforza l’esperienza del marchio, il suo design e know-how progettuale, offrendo soluzioni su misura per residenze di lusso, hospitality e real estate di alto profilo.
VIVA expands its network in the United States with a new showroom in Atlanta: a place for meeting, discussion, and design where Italian craftsmanship meets the needs of American architecture. This new phase of a solid, structured plan is part of the international expansion of VIVA, a brand specializing in the production of high-end architectural doors. The new VIVA showroom, located at 2115 Liddell Drive NE (Atlanta), was created in collaboration with the dealer European Collection. The operation marks not only a significant recognition of the design and quality value of the Italian brand, but also a strategic step towards consolidating its development program. The new opening joins those in New York, Miami, Naples, Palm Beach, Houston, Los Angeles, Boston, Aspen, Chicago, Charlotte, and Seattle. "Atlanta is a dynamic, rapidly growing market with an increasingly sophisticated design culture. The collaboration with European Collection allows us to have a structured and continuous presence, supporting local professionals with expertise, service, and tailor-made solutions," says Filippo Santambrogio, CEO of VIVA. This project is the mouthpiece of an ambitious plan and represents a direct point of contact for end consumers, architects, interior designers, and developers in the US market, confirming a growth strategy focused on proximity to key markets and building solid relationships with the local community. VIVA's entry into this context reinforces the brand's experience, design, and project know-how, offering tailor-made solutions for luxury residences, hospitality, and high-profile real estate.



di Redazione foto archivio VIVA

Audi Q3 e-hybrid. Consumo di carburante (l/100 Km) ciclo combinato (WLTP): 1,7 - 2,1. Autonomia ciclo di prova combinato (Km): 106 - 119. Emissioni CO₂ (g/km) ciclo combinato (WLTP): 39 - 49. I valori indicativi relativi al consumo di carburante e alle emissioni di CO₂ e/o, in caso di modello ibrido plug-in, al consumo di energia elettrica, sono rilevati dal Costruttore in base al metodo di omologazione WLTP (Regolamento UE 2017/1151 e successive modifiche e integrazioni). I valori di emissione CO₂ nel ciclo combinato sono rilevanti ai fini della verifica dell’eventuale applicazione della Ecotassa/Ecobonus, e relativo calcolo. Eventuali equipaggiamenti e accessori aggiuntivi, lo stile di guida e altri fattori non tecnici, possono modificare i predetti valori. Per ulteriori informazioni sui predetti valori, vi invitiamo a rivolgervi alle Concessionarie Audi e a consultare il sito audi.it E’ disponibile gratuitamente presso ogni Concessionaria una guida relativa al risparmio di carburante e alle emissioni di CO₂, che riporta i valori inerenti a tutti i nuovi modelli di veicoli.

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Dormire rappresenta uno degli elementi fondanti nella definizione della qualità dell’abitare e dell’ospitalità contemporanea. Da oltre 150 anni, Simmons opera con un approccio rigoroso e strutturato, fondato su ricerca tecnologica, qualità manifatturiera e avanguardia della tecnica. Il sonno viene concepito come parte integrante dell’esperienza abitativa, con applicazioni trasversali che spaziano dall’ambito residenziale ai contesti hospitality di alta gamma. In particolare, nel settore alberghiero d’eccellenza, il comfort del riposo assume un ruolo determinante nella qualità complessiva dell’esperienza dell’ospite. È in questo ambito che Simmons collabora con alcune delle strutture più rappresentative del Lago di Como, tra cui Villa d’Este, Il Sereno, Villa Passalacqua, Edition Cadenabbia e Mandarin Oriental Lake Como, realtà accomunate da un’elevata attenzione alla qualità dell’esperienza e alla cura del dettaglio. A caratterizzare Simmons, in tutti i propri canali distributivi — residenziale ed hospitality — sono collezioni progettate per garantire il massimo grado di personalizzazione, integrando processi altamente industrializzati ed artigianali, con l’individuo e le sue necessità, al centro della propria proposta. Da questa visione nasce il progetto di sviluppo retail, che traduce i propri valori in spazi fisici capaci di incarnare e rendere tangibile la cultura del riposo del brand. I SIMMONS|STORE, oggi presenti in oltre 15 città italiane, rappresentano luoghi interamente dedicati all’esperienza Simmons: ambienti progettati per accogliere, ascoltare e accompagnare l’utilizzatore nella definizione del proprio sistema di riposo, valorizzando un approccio basato sulla consulenza, sulla personalizzazione e sulla centralità della persona. In questo contesto si inserisce Beautyrest® Elite™, massima espressione della visione Simmons e sintesi della sua cultura manifatturiera. La collezione eleva
Simmons
La cultura del riposo tra eccellenza e innovazione
gli elementi strutturali e materici del sistema di riposo, integrando fibre nobili come cashmere e lana vergine, combinate a materiali up-cycled quali Camelplus e UpSilk, secondo criteri di comfort, durabilità e continuità prestazionale. Beautyrest® Elite™ interpreta il dormire come un sistema strutturato, in cui il supporto ergonomico è calibrato per adattarsi al fruitore attraverso soluzioni tecnologiche avanzate e più di 50 possibilità di personalizzazione. La struttura a molle rivestite indipendenti del materasso, configurabile - tra gli altri - con micromolle e strati ergonomici differenti, consente una distribuzione uniforme e controllata del peso, garantendo stabilità, affidabilità e comfort costante nel tempo. Di diversa natura è la vocazione di Beautyrest® Black, attraverso la quale Simmons sviluppa una linea in cui le prestazioni ergonomiche si integrano con una particolare attenzione agli aspetti tecnologici e materici. La collezione combina materiali selezionati e tessuti tecnici con una proposta adatta ad una molteplicità di esigenze. Gli strati di comfort supplementari e i sistemi Smart Pad rimovibili consentono di rispondere a requisiti specifici in termini di comfort, manutenzione e flessibilità d’uso, mantenendo un’estetica elegante, coerente e durevole. A unire le linee Beautyrest® Elite™ e Beautyrest® Black è una comune matrice produttiva e culturale. Ogni componente e ogni lavorazione sono interamente Made in Italy. La produzione avviene nei cinque stabilimenti italiani di Simmons, parte del Gruppo Industriale Formenti, dove il controllo diretto dell’intero processo produttivo — dalla progettazione alla realizzazione — garantisce standard qualitativi elevati, ripetibili e verificabili. Un modello industriale solido, orientato alla continuità, in cui competenza tecnica, cultura manifatturiera e visione di lungo periodo costituiscono il fondamento del valore del marchio.
foto Simmons
Cardinal Suite, Villa d'Este Cernobbio


The culture of rest between excellence and innovation
Sleeping is one of the fundamental elements in defining the quality of contemporary living and hospitality. For over 150 years, Simmons has operated with a rigorous and structured approach, based on technological research, manufacturing quality, and cutting-edge technology. Sleeping is conceived as an integral part of the living experience, with cross-cutting applications ranging from the residential sector to highend hospitality contexts. In particular, in the luxury hotel sector, the comfort of rest plays a decisive role in the overall quality of the guest experience. It is in this context that Simmons collaborates with some of the most representative establishments on Lake Como, including Villa d'Este, Il Sereno, Villa Passalacqua, Edition Cadenabbia, and Mandarin Oriental Lake Como, all of which share a high level of attention to the quality of the experience and attention to detail. Simmons is characterized, across all its distribution channels—residential and hospitality—by collections designed to ensure the highest degree of customization, integrating highly industrialized and artisanal processes, with the individual and their needs at the center of its offering. This vision gave rise to the retail development project, which translates its values into physical spaces capable of embodying and making tangible the brand's culture of rest. SIMMONS|STORES, now present in over 15 Italian cities, are places entirely dedicated to the Simmons experience: environments designed to welcome, listen to, and accompany users in defining their own sleep system, emphasizing an approach based on consultation, personalization, and the centrality of the individual. This is the context for Beautyrest® Elite™, the ultimate expression of the Simmons vision and synthesis of its manufacturing culture. The collection elevates the structural and
material elements of the sleep system, integrating noble fibers such as cashmere and virgin wool, combined with up-cycled materials such as Camelplus and UpSilk, according to criteria of comfort, durability, and performance continuity. Beautyrest® Elite™ interprets sleep as a structured system, in which ergonomic support is calibrated to adapt to the user through advanced technological solutions and more than 50 customization options. The mattress's independent pocket spring structure, which can be configured with micro-springs and different ergonomic layers, among other options, allows for uniform and controlled weight distribution, ensuring stability, reliability, and constant comfort over time. Beautyrest® Black has a different focus, through which Simmons has developed a line in which ergonomic performance is integrated with a particular attention to technological and material aspects. The collection combines selected materials and technical fabrics with a range of options to suit a variety of needs. The additional comfort layers and removable Smart Pad systems allow specific requirements in terms of comfort, maintenance, and flexibility of use to be met, while maintaining an elegant, consistent, and durable aesthetic. The Beautyrest® Elite™ and Beautyrest® Black lines are united by a common production and cultural matrix. Every component and every process is entirely Made in Italy. Production takes place in Simmons' five Italian factories, part of the Formenti Industrial Group, where direct control of the entire production process—from design to manufacture—guarantees high, repeatable, and verifiable quality standards. A solid industrial model, oriented towards continuity, in which technical expertise, manufacturing culture, and long-term vision form the foundation of the brand's value.
Villa della Rocca, Mandarin Oriental Blevio
Double Exclusive, Villa d'Este Cernobbio

Poliform
firma il restyling del Four Seasons Milano
di Redazione
foto archivio Poliform
S i amplia in una sinergia di stile e vocazione all’eleganza la collaborazione tra Poliform e il Four Seasons Hotel di Milano, completamente rinnovato nella sua identità. Per questa oasi di lusso, icona dell’ospitalità internazionale, custodita nel Quadrilatero della Moda, l’azienda ha realizzato un progetto sartoriale collaborando con alcuni dei più importanti studi di architettura internazionali. La Divisione Contract di Poliform ha realizzato il fit out completo degli spazi comuni, con un restyling dal carattere cosmopolita firmato dall’architetto e designer Patricia Urquiola nel 2021. Oltre alle

aree comuni Poliform Contract ha realizzato le camere e suite ripensate dallo studio Pierre-Yves Rochon ispirandosi alla ricchezza del design milanese. Tra queste, si distinguono le 5 Speciality Suites, ognuna immaginata con un concept differente che ricrea l’atmosfera di veri appartamenti milanesi: qui il savoir-faire di Poliform Contract si è espresso in un progetto total custom nelle finiture, nelle parti strutturali e negli arredi su misura. Esemplare è la Suite 360: con i suoi 180 metri quadrati totalmente custom made, offre una nuova, insuperabile interpretazione dell’ospitalità contemporanea.

Poliform signs the restyling of the Four Seasons Milan
The collaboration between Poliform and the Four Seasons Hotel in Milan, which has been completely renovated, expands in a synergy of style and elegance. For this oasis of luxury, an icon of international hospitality located in the Quadrilatero della Moda, the company has created a tailor-made project in collaboration with some of the most important international architecture firms. Poliform's Contract Division has carried out the complete fit-out of the common areas, with a cosmopolitan restyling designed by architect and designer Patricia Urquiola in 2021. In addition to the common
areas, Poliform Contract has created the rooms and suites redesigned by the Pierre-Yves Rochon studio, inspired by the richness of Milanese design. Among these, the five Speciality Suites stand out, each designed with a different concept that recreates the atmosphere of real Milanese apartments: here, Poliform Contract's savoir-faire is expressed in a totally customised project in terms of finishes, structural parts and bespoke furnishings. Suite 360 is a prime example: with its 180 square meters of totally custom-made space, it offers a new, unbeatable interpretation of contemporary hospitality.



Milano Design Week 2026
e foto di Stefania De Giorgi
Dal 21 al 26 aprile 2026 Milano tornerà a trasformarsi nella capitale mondiale del progetto con la Milano Design Week, la settimana che riunisce il Salone del Mobile.Milano nei padiglioni di Fiera Milano Rho e il vasto programma urbano del Fuorisalone, distribuito nei quartieri e nei palazzi storici della città. Se il Salone rimane il cuore fieristico della manifestazione, negli ultimi anni il baricentro creativo si è progressivamente spostato verso la città. Anche nel 2026 la Design Week si annuncia come un grande festival urbano diffuso, con centinaia di installazioni, mostre e presentazioni ospitate in cortili, gallerie, palazzi storici, spazi industriali recuperati e showroom nei principali distretti creativi, da Brera a Tortona, fino alle 5Vie e Isola. Sempre più spesso, infatti, le aziende più importanti scelgono di allestire spazi temporanei e installazioni immersive nel tessuto urbano, preferendo raccontare le nuove collezioni attraverso esperienze narrative e scenografiche piuttosto che limitarsi allo stand fieristico. Questi ambienti effimeri diventano veri dispositivi di racconto: luoghi in cui design, arte, tecnologia e architettura si fondono per presentare interi universi di prodotto e di visione. In questo senso la Design Week 2026 si preannuncia come una delle edizioni più vitali degli ultimi anni. Nel contesto della Milano Design Week 2026, alcune grandi aziende stanno sperimentando nuove modalità di racconto e di relazione con il pubblico. Tra queste anche Poliform, che dopo una presenza ininterrotta al Salone dal 1970 ha scelto per questa edizione di concentrare le proprie energie su iniziative diffuse in città. Una decisione che rappresenta un’evoluzione strategica del linguaggio del brand, orientata a un dialogo ancora più diretto e immersivo con la città e con il pubblico della Design Week. Milano, per una settimana, si apre completamente alla comunità internazionale del progetto: palazzi, cortili, giardini e spazi culturali diventano scenari di sperimentazione, trasformando la città in un laboratorio creativo a cielo aperto. Più che un semplice evento collaterale al Salone, il Fuorisalone si conferma così il vero motore culturale della settimana: una costellazione di eventi che ridisegna la geografia del design contemporaneo, spostando l’attenzione sempre più dal polo fieristico alla città e rendendo Milano il centro pulsante di un dialogo globale tra imprese, designer, istituzioni e pubblico.
testo
From April 21 to 26, 2026, Milan will once again become the world capital of design with Milan Design Week, the week that brings together the Salone del Mobile.Milano in the pavilions of Fiera Milano Rho and the vast urban program of Fuorisalone, distributed throughout the city's neighborhoods and historic buildings. While the Salone remains the exhibition center of the event, in recent years the creative center of gravity has gradually shifted towards the city. In 2026, Design Week promises to be a major urban festival, with hundreds of installations, exhibitions, and presentations hosted in courtyards, galleries, historic buildings, reclaimed industrial spaces, and showrooms in the main creative districts, from Brera to Tortona, to 5Vie and Isola. In fact, more and more often, leading companies are choosing to set up temporary spaces and immersive installations in the urban fabric, preferring to showcase their new collections through narrative and scenographic experiences rather than limiting themselves to exhibition stands. These ephemeral environments become true storytelling devices: places where design, art, technology, and architecture come together to present entire universes of products and visions. In this sense, Design Week 2026 promises to be one of the most vibrant editions in recent years. In the context of Milan Design Week 2026, several large companies are experimenting with new ways of storytelling and relating to the public. Among them is Poliform, which, after an uninterrupted presence at the Salone since 1970, has chosen to focus its energies on initiatives throughout the city for this edition. This decision represents a strategic evolution in the brand's language, oriented towards an even more direct and immersive dialogue with the city and the Design Week audience. For one week, Milan opens itself completely to the international design community: buildings, courtyards, gardens, and cultural spaces become stages for experimentation, transforming the city into an open-air creative laboratory. More than just a side event to the Salone, Fuorisalone thus confirms its status as the real cultural driving force of the week: a constellation of events that redraws the geography of contemporary design, shifting attention increasingly from the exhibition center to the city and making Milan the beating heart of a global dialogue between companies, designers, institutions, and the public.





Salone del Mobile.Milano
2026
di
Stefania De Giorgi foto Salone del Mobile.Milano
Dal 21 al 26 aprile 2026 gli spazi di Fiera Milano Rho torneranno a trasformarsi nel grande palcoscenico internazionale del progetto con la 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano, appuntamento cardine per il mondo dell’arredo e del design contemporaneo. Presentata ufficialmente il 29 gennaio negli ambienti della Triennale Milano, l’edizione 2026 si annuncia imponente: oltre 1.900 espositori, di cui il 36,6% dall’estero, 227 brand tra debutti e ritorni e più di 169.000 metri quadrati di superficie espositiva, già completamente sold out. Numeri che confermano il Salone non solo come la più importante manifestazione fieristica del settore, ma come una vera infrastruttura culturale e relazionale, capace di generare connessioni globali e rafforzare il ruolo di Milano come capitale del progetto contemporaneo. Tra gli appuntamenti più attesi torna la Biennale EuroCucina insieme a FTK, Technology For the Kitchen, con numerosi brand pronti a raccontare l’evoluzione della cucina tra tecnologia intelligente, sostenibilità e nuovi scenari d’uso. Accanto ad essa, il Salone Internazionale del Bagno riunirà 163 espositori internazionali, delineando una visione dell’ambiente bagno sempre più vicina all’idea di spa domestica, dove materiali materici, soluzioni ergonomiche e innovazioni tecnologiche si intrecciano con il tema del benessere e della longevità degli spazi. A illuminare il futuro del design sarà come sempre SaloneSatellite, giunto alla ventisettesima edizione e curato da Marva Griffin Wilshire. Qui oltre 700 giovani designer under 35, affiancati da 23 scuole e università internazionali, daranno vita a un laboratorio creativo in cui artigianato e innovazione dialogano, generando oggetti che custodiscono la memoria della mano e lo slancio verso il futuro. A fare da filo conduttore dell’edizione 2026 sarà una nuova architettura di contenuti e percorsi espositivi sempre più integrati, pensata per accompagnare il visitatore attraverso un ecosistema progettuale in trasformazione. In questa prospettiva il Salone inaugura una direttrice che porterà nel 2027 al debutto di Salone Contract, piattaforma strategica dedicata al mondo delle forniture integrate e del networking B2B, il cui masterplan è affidato allo studio internazionale OMA, Office for Metropolitan Architecture, guidato da Rem Koolhaas e David Gianotten. Tra le novità debutta inoltre Salone Raritas. Curated icons, unique objects, and outsider pieces, una piattaforma inedita dove 25 espositori metteranno in dialogo produzione speciale e mercato del progetto, dando spazio a icone rare, oggetti unici e sperimentazioni fuori dagli schemi. A suggellare il racconto del Salone sarà infine la nuova campagna “A Matter of Salone”, firmata dallo studio creativo Motel409: un progetto corale che riflette sul significato stesso della materia, ciò che compone gli oggetti ma anche ciò che conta davvero, trasformando il design in una narrazione dove forma, processo e valore culturale si intrecciano. Tra innovazione tecnologica, cultura del progetto e sperimentazione creativa, il Salone del Mobile.Milano 2026 si prepara così a essere ancora una volta molto più di una fiera: un grande laboratorio internazionale di idee, dove il futuro dell’abitare prende forma.
From April 21 to 26, 2026, the Fiera Milano Rho exhibition center will once again become the international stage for design with the 64th edition of Salone del Mobile.Milano, a key event for the world of contemporary furniture and design. Officially presented on January 29 at the Triennale Milano, the 2026 edition promises to be impressive: over 1,900 exhibitors, 36.6% of whom are from abroad, 227 brands making their debut or returning, and more than 169,000 square meters of exhibition space, already completely sold out. These figures confirm that the Salone is not only the most important trade fair in the sector, but also a true cultural and relational infrastructure, capable of generating global connections and strengthening Milan's role as the capital of contemporary design. Among the most eagerly awaited events is the return of the EuroCucina Biennial together with FTK, Technology For the Kitchen, with numerous brands ready to showcase the evolution of the kitchen in terms of smart technology, sustainability, and new scenarios of use. Alongside it, the International Bathroom Exhibition will bring together 163 international exhibitors, outlining a vision of the bathroom that is increasingly close to the idea of a home spa, where materials, ergonomic solutions, and technological innovations intertwine with the theme of well-being and longevity of spaces. As always, SaloneSatellite, now in its 27th edition and curated by Marva Griffin Wilshire, will illuminate the future of design. Here, over 700 young designers under the age of 35, supported by 23 international schools and universities, will create a creative laboratory where craftsmanship and innovation dialogue, generating objects that preserve the memory of the hand and the momentum towards the future. The common thread of the 2026 edition will be a new architecture of increasingly integrated content and exhibition paths, designed to accompany visitors through a changing design ecosystem. With this in mind, the Salone is inaugurating a new direction that will lead to the debut of Salone Contract in 2027, a strategic platform dedicated to the world of integrated supplies and B2B networking, whose master plan has been entrusted to the international firm OMA, Office for Metropolitan Architecture, led by Rem Koolhaas and David Gianotten. Another new feature is Salone Raritas. Curated icons, unique objects, and outsider pieces, a brand new platform where 25 exhibitors will bring special production and the design market into dialogue, giving space to rare icons, unique objects, and unconventional experiments. Finally, the Salone's story will be sealed by the new campaign "A Matter of Salone," created by the creative studio Motel409: a choral project that reflects on the very meaning of matter, what objects are made of but also what really matters, transforming design into a narrative where form, process, and cultural value intertwine. Between technological innovation, design culture, and creative experimentation, Salone del Mobile.Milano 2026 is once again preparing to be much more than a trade fair: a great international laboratory of ideas, where the future of living takes shape.








di Josette Elisa Bonomi foto Giulia Gentili
LA REALE DOMUS|KNIGHT FRANK
Non solo bellezza: la nuova stagione del Lago di Como tra capitali esteri e ricerca di sicurezza
Il mercato immobiliare del Lago di Como si prepara ad affrontare il periodo più vivace dell’anno. I primi movimenti emergono in un contesto internazionale attraversato da importanti evoluzioni geopolitiche e nonostante l’incertezza globale nel nostro territorio si osservano segnali di interesse significativi. Tra gli elementi che caratterizzano questo avvio d’anno spicca in primis una dinamica diversa rispetto al passato ossia il mantenimento dell’attività nel complesso costante anche nei mesi invernali, che storicamente tendono invece a registrare un ritmo più rilassato. Il territorio comasco si riconferma dunque un punto di riferimento per una clientela internazionale alla ricerca di stabilità (non solo patrimoniale) e alti standard di qualità della vita. Secondo Tania Morabito, Owner and Managing Director de La Reale Domus|Knight Frank, considerata fra le principali agenzie immobiliari del lusso attive sul Lago di Como, tra gli elementi degni di nota che emergono in questo inizio di stagione vi è una tendenza sempre più evidente: la crescente attenzione verso la prossimità con la Svizzera. “Negli ultimi mesi stiamo riscontrando un interesse molto concreto da parte di diversi clienti che manifestano l’esigenza di trovarsi in una posizione strategica rispetto al confine svizzero. I capitali infatti non inseguono solo il lusso ma cercano la stabilità”, spiega l’imprenditrice. Una preferenza che riflette sia considerazioni pratiche, legate alla mobilità e alle attività professionali, sia un più ampio orientamento verso contesti percepiti come solidi e ben connessi. Il Lago di Como, storicamente apprezzato per il suo equilibrio tra paesaggio, discrezione e accessibilità internazionale, sembra quindi beneficiare di questa specifica dinamica geografica. La vicinanza con la Svizzera rappresenta un elemento competitivo rilevante in un momento in cui molti investitori e acquirenti di fascia alta valutano con particolare attenzione fattori di sicurezza, stabilità e facilità di spostamento. Allo stesso tempo, il mattone continua a rafforzare il proprio ruolo di bene rifugio. “La casa oggi è sempre più percepita come una forma di tutela del capitale”, osserva Morabito. In questo scenario, il Lago di Como mantiene caratteristiche che lo rendono particolarmente attrattivo: un’offerta limitata di immobili di pregio – almeno per quanto riguarda quella visibile sui portali, a fronte di una quota rilevante di trattative che si sviluppano off market (la sola La Reale Domus|Knight Frank ne conta ad oggi oltre una dozzina) – oltre a un contesto paesaggistico unico e a una reputazione internazionale consolidata. Per molti acquirenti, soprattutto stranieri,

acquistare una proprietà sul lago non rappresenta soltanto una scelta residenziale o lifestyle, ma anche una strategia di conservazione del valore nel lungo periodo. “Il Lago di Como continua a essere considerato una sorta di cassaforte patrimoniale”, aggiunge la Responsabile, sottolineando come l’interesse resti solido anche nelle fasi di maggiore volatilità dei mercati. In questo inizio di stagione, dunque, il mercato immobiliare di fascia alta sul lago appare guidato da una combinazione di fattori: la ricerca di sicurezza, la dimensione internazionale della domanda e il valore strategico di una destinazione che, nel tempo, ha saputo mantenere un equilibrio raro tra esclusività e stabilità.
La Reale Domus|Knight Frank Tel. +39 031 310 0186 email:info@larealedomus.com www.larealedomus.com


More than just beauty: Lake Como's new season between foreign capitals and the search for security
The real estate market on Lake Como is gearing up for the busiest time of the year. The first signs of activity are emerging against an international backdrop marked by significant geopolitical shifts, and despite global uncertainty, there are clear signs of interest in our region. Among the factors characterizing the start of this year, one stands out above all: a shift from past trends, namely the maintenance of overall steady activity even during the winter months, which historically tend to see a more relaxed pace. The Como area thus reaffirms its status as a destination of choice for international clients seeking stability (not just financial) and high standards of quality of life. According to Tania Morabito, Owner and Managing Director of La Reale Domus|Knight Frank—considered one of the leading luxury real estate agencies active on Lake Como—among the noteworthy trends emerging at the start of this season is an increasingly evident trend: growing attention to proximity to Switzerland. “In recent months, we have been seeing very concrete interest from various clients who express the need to be in a strategic location relative to the Swiss border. In fact, capital is not only chasing luxury but also seeking stability,” explains the entrepreneur. This preference reflects both practical considerations—related to mobility and professional activities— and a broader orientation toward environments perceived as solid and well-connected. Lake Como, historically appreciated for its balance of landscape, discretion, and international accessibi -
lity, thus appears to benefit from this specific geographic dynamic. Proximity to Switzerland represents a significant competitive advantage at a time when many high-end investors and buyers are paying particular attention to factors such as security, stability, and ease of travel. At the same time, real estate continues to strengthen its role as a safe-haven asset. “Today, a home is increasingly perceived as a form of capital protection,” observes Morabito. In this scenario, Lake Como retains characteristics that make it particularly attractive: a limited supply of high-end properties—at least as far as those visible on portals are concerned, given that a significant portion of transactions take place offmarket (La Reale Domus|Knight Frank alone currently counts over a dozen)—as well as a unique landscape and a well-established international reputation. For many buyers, especially foreigners, purchasing a property on the lake is not merely a residential or lifestyle choice, but also a strategy for long-term value preservation. “Lake Como continues to be viewed as a sort of asset safe haven,” adds the Manager, emphasizing that interest remains strong even during periods of heightened market volatility. At the start of this season, therefore, the high-end real estate market on the lake appears to be driven by a combination of factors: the search for security, the international dimension of demand, and the strategic value of a destination that, over time, has managed to maintain a rare balance between exclusivity and stability.
Como, esclusivo appartamento con giardino privato a lago e posto barca

un viaggio emozionante tra fioriture, panorami e sapori autentici Monte Generoso
foto Archivio Monte Generoso
L a primavera sul Monte Generoso è un’esperienza unica che risveglia i sensi e rigenera lo spirito. Con l’arrivo della bella stagione, la montagna si trasforma in un paradiso naturale: boschi e prati si tingono di verde e si ricoprono di orchidee selvatiche, peonie giganti, bocche di leone e primule. I 51 chilometri di sentieri panoramici regalano emozioni indimenticabili, con percorsi adatti a tutti, dalle passeggiate per famiglie alle avventure più impegnative, come la via ferrata, o panoramiche e culturali, come il sentiero delle Nevère. Questi antichi frigoriferi alpini del 1350 erano utilizzati per conservare latte e formaggi, sono una testimonianza unica della tradizione alpina locale. Grazie alla sua posizione privilegiata, il Monte Generoso è un ponte naturale tra Svizzera e Italia. Sul versante italiano si trova la Grotta dell’Orso, dove è possibile scoprire la storia dell’Ursus spelaeus, vissuto 20.000 anni fa, la cui visita guidata è una vera scoperta per tutti. La primavera segna l’inizio di un ricco programma di eventi: per Pasqua e Pasquetta (5-6 aprile), tante sono le attività per tutta la famiglia, mentre dall’1 al 3 maggio l’apertura dell’alta stagione offre iniziative speciali, tra cui lo sconto del 50% sulla cremagliera. Tutti i dettagli sul sito ufficiale: www.montegeneroso.ch/it/prenota/eventi. Dopo una giornata immersi nella natura, il Fiore di pietra, progettato da Mario Botta, invita a gustare piatti ticinesi rivisitati con passione. Per un’accoglienza più intima e familiare, il Buffet Bellavista è la scelta ideale. La primavera sul Monte Generoso è anche un viaggio nel tempo. Il treno a vapore del 1890 torna a sbuffare lungo il percorso da Capolago alla vetta durante le uscite speciali, programmate nel corso di tutta la stagione, offrendo un’esperienza unica tra natura, storia e tradizione. Con i suoi panorami mozzafiato il Generoso, a pochi chilometri dall’Italia, è il luogo perfet-

to per riscoprire, giorno dopo giorno, lo spettacolo della natura che si rinnova e regala la voglia di uscire all’aria aperta per vivere momenti di relax, avventura e pura bellezza immersi in un paesaggio unico.

Monte Generoso: an exciting journey through blooms, panoramas and genuine flavours
Spring on Monte Generoso is a unique experience that awakens the senses and regenerates the spirit. With the arrival of warm weather, the mountain is transformed into a natural paradise: woods and meadows are tinged with green and covered with wild orchids, giant peonies, snapdragons and primroses. The 51 kilometres of scenic trails offer unforgettable experiences, with routes suitable for everyone, from family walks to more challenging adventures, such as via ferrata, or scenic and cultural trails, such as the Nevère trail. These ancient alpine refrigerators from 1350 were used to store milk and cheese and are a unique testament to the local alpine tradition. Thanks to its privileged position, Monte Generoso is a natural bridge between Switzerland and Italy. On the Italian side is the Grotta dell'Orso (Bear Cave), where you can discover the history of Ursus spelaeus, who lived 20,000 years ago. A guided tour of the cave is a real discovery for everyone. Spring marks the start of a packed programme of events: for Easter and Easter Monday (5-6 April), there are lots of activities for the whole family, while from 1 to 3 May, the start of the high season offers special initiatives, including a 50% discount on the rack railway. Full details can be found on the official website: www.montegeneroso.ch/it/prenota/eventi. After a day immersed in nature, the Fiore di Pietra restaurant, designed by Mario Botta, invites you to enjoy Ticino dishes revisited with passion. For a more intimate and familiar welcome, the Buffet Bellavista is the ideal choice. Spring on Monte Generoso is also a journey through time. The 1890 steam train returns to puff its way along the route from Capolago to the summit during special trips scheduled throughout the season, offering a unique experience combining nature, history and tradition. With its breathtaking views, Generoso, just a few kilometres from Italy, is the perfect place to

rediscover, day after day, the spectacle of nature that renews itself and makes you want to get out into the open air to enjoy moments of relaxation, adventure and pure beauty immersed in a unique landscape.
www.montegeneroso.ch/it


Simone Majeli, Anna Kuvshinova e Sara Magnaghi
Rent All Como scala le classifiche ed è tra i “Leader della Crescita 2026"
Rent All Como entra nella classifica “Leader della Crescita 2026”, la graduatoria elaborata da Il Sole 24 Ore e Statista che individua le 500 aziende italiane con il più alto incremento di ricavi tra il 2021 e il 2024. La società comasca, attiva nella gestione di immobili per affitti brevi sul Lago di Como, si colloca al 44° posto, grazie a una crescita dei ricavi passati da 542 mila euro nel 2021 a quasi 3 milioni nel 2024, con un tasso medio del 76,71%. Il Gross Booking Value, ossia il valore complessivo delle prenotazioni gestite, sfiora i 9 milioni di euro. Ne parliamo con Simone Majeli, CEO e co-fondatore di Rent All Como insieme a Sara Magnaghi e Anna Kuvshinova e Davide Marelli. Che valore ha per voi l’ingresso nella classifica Leader della Crescita?
È un riconoscimento importante perché fotografa un percorso costruito negli anni. La nostra crescita è stata progressiva e molto legata alla qualità del servizio. Essere presenti in questa classifica conferma che il modello che abbiamo sviluppato funziona. Il vostro business è concentrato sul Lago di Como. Una scelta strategica?
Sì, fin dall’inizio abbiamo deciso di rimanere focalizzati su questo territorio. Il brand Rent All Como nasce proprio con l’idea di gestire immobili esclusivamente sul lago. Questa specializzazione ci ha permesso di conoscere molto bene il mercato locale e costruire relazioni solide. Guardate comunque a nuove aree di sviluppo?
Nel breve periodo vogliamo rafforzare la presenza anche nel ramo di Lecco, che oggi è quello meno sviluppato. Parallelamente stiamo valutando la possibilità di replicare il nostro modello su altri grandi laghi del Nord Italia, come il Lago Maggiore e il Lago di Garda.
Quando avete iniziato a operare nel settore degli affitti brevi? Il progetto è partito nel 2017, quando il mercato iniziava a mostrare segnali di forte crescita. All’epoca il settore era ancora meno strutturato rispetto a oggi, ma abbiamo intuito che ci sarebbe stata una domanda crescente per una gestione professionale delle proprietà.
Come si è evoluta la vostra organizzazione?
Oggi abbiamo una struttura più articolata rispetto agli inizi. Contiamo tre uffici operativi, tre magazzini e circa 30 persone impegnate nella gestione delle proprietà. A questo si aggiungono quattro manutentori e una società di pulizie che impiega circa 45 dipendenti. Nel complesso il gruppo supera gli 80 collaboratori.
Nella classifica siete la prima società di property management per crescita nell’ospitalità lombarda. Qual è stato il fattore decisivo?
Il capitale umano. In questo settore la vera difficoltà è trovare e mantenere personale qualificato. Per questo abbiamo sempre investito molto sulla squadra.
Con quali strumenti?
Abbiamo scelto un modello di lavoro stabile, con contratti da dipendente e condizioni economiche corrette. Non utilizziamo collaborazioni in partita IVA perché vogliamo costruire un team solido e duraturo.
Investite anche sulla cultura aziendale?
Molto. Organizziamo momenti di formazione e ogni anno un team building di più giorni: l’ultimo lo abbiamo fatto a Malta. Sono occasioni utili per rafforzare lo spirito di squadra.
Il turismo sul lago è molto stagionale. Come gestite i mesi meno intensi?
Cerchiamo di mantenere la maggior parte delle persone anche durante la bassa stagione. È una scelta che richiede investimenti, ma per noi è importante garantire continuità lavorativa.
Quanto pesa il legame con il territorio?
Moltissimo. Non consideriamo l’azienda solo come un progetto imprenditoriale. Dietro al nostro lavoro ci sono molte famiglie e un territorio che cresce anche grazie al turismo.
Majeli conclude: «I risultati economici sono fondamentali, ma ancora più importante è il modo in cui vengono costruiti».

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Rent All Como Expands and Makes the “Growth Leaders 2026” List
Rent All Como has entered the “Leader della Crescita 2026” ranking, a list compiled by Il Sole 24 Ore and Statista that identifies the 500 Italian companies with the highest revenue growth between 2021 and 2024.
The Como-based company, which manages short-term rental properties on Lake Como, ranks 44th, thanks to revenue growth from €542,000 in 2021 to nearly €3 million in 2024, with an average growth rate of 76.71%.
The Gross Booking Value—that is, the total value of managed bookings— nears €9 million. We discuss this with Simone Majeli, CEO and co-founder of Rent All Como alongside Sara Magnaghi, Anna Kuvshinova, and Davide Marelli.
What does being included in the Growth Leaders ranking mean to you?
It’s an important recognition because it captures a journey built over the years. Our growth has been gradual and closely tied to the quality of our service. Being included in this ranking confirms that the model we’ve developed works.
Your business is concentrated around Lake Como. Was that a strategic choice?
Yes, from the very beginning we decided to stay focused on this area. The Rent All Como brand was founded specifically with the idea of managing properties exclusively on the lake. This specialization has allowed us to get to know the local market very well and build solid relationships. Are you looking at new areas for expansion, though?
In the short term, we want to strengthen our presence in the Lecco area as well, which is currently our least developed market. At the same time, we’re evaluating the possibility of replicating our model on other major lakes in Northern Italy, such as Lake Maggiore and Lake Garda.
When did you start operating in the short-term rental sector?
The project began in 2017, when the market was starting to show signs of strong growth. At the time, the sector was even less structured than it
is today, but we sensed there would be growing demand for professional property management.
How has your organization evolved?
Today we have a more complex structure than when we started. We have three operational offices, three warehouses, and about 30 people involved in property management. In addition, we have four maintenance technicians and a cleaning company that employs about 45 people. Overall, the group has over 80 employees.
In the rankings, you are the top property management company in terms of growth in the Lombardy hospitality sector. What was the decisive factor?
Human capital. In this sector, the real challenge is finding and retaining qualified staff. That’s why we’ve always invested heavily in our team.
With what tools?
We’ve chosen a stable employment model, with employee contracts and fair compensation. We don’t use freelance contractors because we want to build a solid, long-lasting team.
Do you also invest in corporate culture?
Very much so. We organize training sessions and an annual team-building retreat lasting several days: the last one was in Malta. These are valuable opportunities to strengthen team spirit.
Tourism on the lake is highly seasonal. How do you manage the slower months?
We try to retain most of our staff even during the off-season. It’s a choice that requires investment, but for us, ensuring job continuity is important. How important is the connection to the local area?
Extremely important. We don’t view the company merely as a business venture. Behind our work are many families and a community that thrives in part thanks to tourism. Majeli concludes: “Financial results are essential, but even more important is how they are achieved.”
Villa Valentina - Bellagio, a destra il certificato rilasciato da Il Sole 24 ore e Statista
Un Castello fuori dal tempo, dove ogni momento diventa un ricordo da celebrare. A timeless castle, where every moment is meant to be celebrated.









UN LUOGO INCANTATO PER MOMENTI DA RICORDARE
Ci sono attimi che restano impressi nella nostra memoria. Momenti che diventano ricordi preziosi da custodire per sempre.
Da Relais & Spa Castello di Casiglio, ogni istante trova la sua cornice ideale. Un castello immerso nel verde, dove il tempo rallenta e lascia spazio alle emozioni: un anniversario, una promessa, una fuga romantica, un momento da condividere e celebrare.
Le suite accolgono con eleganza e intimità, invitando a vivere il piacere della lentezza.
Lunea Spa è un rifugio di benessere e armonia, pensato per ritrovare equilibrio.
Il ristorante LèCru trasforma ogni incontro in un’esperienza di gusto, rendendo ogni occasione ancora più speciale.
Un soggiorno al Castello di Casiglio è un invito a rallentare e a riscoprire la gioia del tempo insieme.
There are moments that remain etched in our memory. Moments that become precious memories to cherish forever. At Relais & Spa Castello di Casiglio, every moment finds its ideal setting. A castle surrounded by greenery, where time slows down and leaves room for emotions: an anniversary, a promise, a romantic getaway, a moment to share and celebrate.
The suites welcome you with elegance and intimacy, inviting you to experience the pleasure of slowness.
Lunea Spa is a haven of wellness and harmony, designed to restore balance.
The LèCru restaurant transforms every encounter into a taste experience, making every occasion even more special.
A stay at Castello di Casiglio is an invitation to slow down and rediscover the joy of time together.
Via Cantù 21, Erba (CO) · +39 031 627288 · info@hotelcastellodicasiglio.it www.hotelcastellodicasiglio.it



A mici di Como nasce nel 2001 dalla volontà di alcuni amici fortemente motivati da una passione per Como e il territorio, spinti da quel carattere imprenditoriale che rappresenta il segno di riconoscimento delle nostre aziende nel mondo. L’obiettivo dell’associazione è quello di poter intervenire con le proprie risorse economiche e i propri progetti in svariati campi d’azione ed è per questo che Amici di Como si caratterizza per uno spirito che contribuisce a rendere concreti l’attenzione e l’impegno per Como, il Lago e il suo Territorio, promuovendone la conservazione dei valori e delle tradizioni. La credibilità di Amici di Como, così come il
Mons. Diego Coletti
Vescovo emerito di Como
prestigio dei suoi associati, oltre agli importanti risultati raggiunti, hanno fatto sì che l’associazione in questi anni registrasse una costante crescita di adesioni. Amici di Como è oggi una forza che riunisce oltre 160 imprese che affonda le sue radici nell’amicizia, legame che accomunava il gruppo costituente e che ancora oggi è il pilastro portante dell’associazione. Il simbolo di Amici di Como è un segno che rappresenta l’essenza della nostra terra: il verde intenso delle nostre montagne, delle valli e delle distese pianeggianti; il blu profondo delle acque dei laghi e dei corsi d’acqua, risorse naturali fondamentali per l’unicità del nostro territorio.
Honorary Member
Paolo Nespoli Astronauta Ingegnere
Mons. Diego Coletti Giovanna Agliati Ratti Paolo Nespoli

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Mons. Diego Coletti, ordinato dal Cardinale Martini, è un vescovo cattolico italiano, dal 4 ottobre 2016 vescovo emerito di Como.
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Giovanna Agliati Ratti Giampiero Maiocchi

Giovanna Agliati Ratti è Presidente Onorario di BENNET SpA, fondata negli anni ’60 con il marito, il Cavaliere del Lavoro Enzo Ratti. Le è stata conferita l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ed è Dama dell’Ordine di San Silvestro Papa.

Paolo Nespoli, famoso astronauta europeo, ingegnere e Maggiore dell'esercito, ha stabilito il record italiano di permanenza nello spazio con oltre 313 giorni.
George Clooney
George Clooney Giampiero Maiocchi

George Clooney è un attore, regista e produttore cinematografico statunitense, ambasciatore del Lago di Como nel mondo.

Giampiero Maiocchi è da oltre 60 anni rappresentante di una delle più emblematiche imprese di costruzioni lombarde, la Nessi e Majocchi fondata nel 1926, ed è stato per anni presidente di Camera di Commercio di Como e Lecco.
Amici di Como è stato insignito del titolo di: “Testimonial del marchio Lago di Como – Un Mondo Unico al Mondo” da parte della Camera di Commercio di Como e Lecco, un omaggio a coloro che, con il loro impegno, hanno contribuito a valorizzare e promuovere il Lago di Como a livello nazionale e internazionale.
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Un Dono per un Natale speciale
di Elisabetta Comerio foto Andrea Butti
Il Natale è ormai un ricordo lontano, ma non l’operazione di solidarietà che Amici di Como ha portato a termine anche quest’anno. L’iniziativa Un Dono a Natale ha infatti portato alla realizzazione e distribuzione di 1.500 pacchi alimentari distribuiti ad altrettante famiglie del territorio anche per l’edizione 2025. Ogni scatola, al suo interno, conteneva circa 15 prodotti diversi, alcuni più sfiziosi come panettone e datteri, adatti per le feste, altri di primo consumo, come olio, pasta e caffè. Una catena di solidarietà che si rinnova dal 2020 e che vede Amici di Como impegnato come main sponsor, affiancato ogni anno altri partner. Un Dono a Natale 2025 è stato sostenuto anche da: Intesa Sanpaolo, Bianchi Group, Poliform, Softer, RGV, Jabivi, Zetacarton, Refresco, Bennet, Rio Mare Bolton Food, Caffè Milani, Fumagalli Salumi, Granmercato, Cantaluppi Tavernerio, Plozza Vini, DHL Express Italia e Francesca Ruffini. Moltissime le parrocchie, le associazioni e i Comuni che hanno ritirato e distribuito i pacchi alimentari a tante famiglie. Un ringraziamento alla Diocesi di Como e a Sua Eminenza Cardinale Oscar Cantoni, Vescovo di Como, che hanno rinnovato il proprio patrocinio. Un ringraziamento ad Anteas che ha curato la parte amministrativa. Un altro ringraziamento va a La Nostra Famiglia che con amore si è occupata della preparazione dei pacchi alimentari. Una vera catena di montaggio coinvolge i ragazzi del Centro di Lavoro Guidato che con il supporto di operatori, volontari e di Roberto e Maria Pia Zanchini in meno di una settimana assemblano i prodotti così che i doni siano pronti per Natale. E sempre a La Nostra Famiglia, nella sede di via Martino Anzi, avviene il ritiro dei pacchi grazie ai volontari e agli operatori. Amici di Como è già al lavoro per la prossima edizione, perché possa essere un Natale ancora più speciale.

A gift for a special Christmas
Christmas is now a distant memory, but not the charity initiative that Amici di Como has completed again this year. The Un Dono a Natale (A Christmas Gift) initiative has led to the creation and distribution of 1,500 food parcels to as many families in the area for the 2025 edition. Each box contained around 15 different products, some more indulgent, such as panettone and dates, suitable for the festive season, and others for everyday consumption, such as oil, pasta and coffee. This chain of solidarity has been renewed since 2020, with Amici di Como as the main sponsor, joined each year by other partners. A Gift for Christmas 2025 was also supported by: Intesa Sanpaolo, Bianchi Group, Poliform, Softer, RGV, Jabivi, Zetacarton, Refresco, Bennet, Rio Mare Bolton Food, Caffè Milani, Fumagalli Salumi, Granmercato, Cantaluppi Tavernerio, Plozza Vini, DHL Express Italia and Francesca Ruffini. Many parishes, associations and municipalities collected and distributed food parcels to numerous families. We would like to thank the Diocese of Como and His Eminence Cardinal Oscar Cantoni, Bishop of Como, who renewed their patronage. We would also like to thank Anteas, who took care of the administrative side of things. Another thank you goes to La Nostra Famiglia, who lovingly took care of preparing the food parcels. A real assembly line involves the young people of the Guided Work Centre who, with the support of operators, volunteers and Roberto and Maria Pia Zanchini, assemble the products in less than a week so that the gifts are ready for Christmas. The parcels are collected at La Nostra Famiglia's headquarters in Via Martino Anzi, thanks to the volunteers and operators. Amici di Como is already working on the next edition, so that Christmas can be even more special.







Nuovo Volkswagen T-Roc è disponibile in vari allestimenti nei nostri Showroom di Cantù, Lipomo e Rovello Porro, oppure visita il sito lauto.it
La vettura raffigurata è puramente indicativa. Gamma Volkswagen Nuovo T-Roc. Valori massimi: consumo di carburante ciclo combinato 6,4 l/100 km - emissioni CO2 147 g/km. I valori indicativi sono stati rilevati dal Costruttore in base al metodo di omologazione WLTP (Regolamento UE 2017/1151 e successive modifiche ed integrazioni) e si riferiscono alla vettura nella versione prodotta in origine priva di eventuali equipaggiamenti ed accessori installati successivamente. Eventuali equipaggiamenti ed accessori aggiuntivi possono modificare i predetti valori. Oltre al rendimento del motore, anche lo stile di guida ed altri fattori non tecnici possono incidere sui valori. Per ulteriori informazioni sui predetti valori, vi invitiamo a rivolgervi alle Concessionarie Volkswagen presso le quali è disponibile gratuitamente la guida relativa al risparmio di carburante/energia elettrica e alle emissioni di CO2, che riporta i dati inerenti a tutti i nuovi modelli di veicoli.

Concerto di Natale in Duomo un capolavoro di musica e spiritualità
di Marina Moretti foto Francesco Corbetta
Grandissimo successo per il Concerto di Natale in Cattedrale promosso da Amici di Como la sera del 18 dicembre 2025 in collaborazione con il Liceo Coreutico e Musicale “Giuditta Pasta”. Il Duomo era esaurito in tutti i posti disponibili, con il pubblico affluito in gran numero per un appuntamento tradizionale delle festività a Como. L'Orchestra Pro Musica, diretta da Luca Russo, e il coro In Laetitia Chorus, hanno proposto un viaggio tra pagine classiche intramontabili e melodie che da decenni evocano lo spirito del Natale, e il baritono Carlo Maria Cantoni ha regalato al pubblico la sua interpretazione di alcune pietre miliari della musica sacra e festiva. Al termine, i saluti del direttore generale di Amici di Como, Daniele Brunati, che ha sottolineato lo spirito che anima il Consorzio Como Turistica e l'associazione Amici di Como. La conclusione della serata di musica e spiritualità è stata affidata a S.E. Card. Oscar Cantoni che ha fatto gli auguri di Natale con una speciale benedizione all'assemblea. Il Concerto di Natale si è confermato così un momento di condivisione e bellezza, capace di unire musica, storia e comunità in un’unica grande celebrazione.



Cathedral Christmas Concert: a masterpiece of music and spirituality
The Christmas concert in the Cathedral, promoted by Amici di Como on the evening of December 18, 2025, in collaboration with the Liceo Coreutico e Musicale "Giuditta Pasta," was a huge success. The Cathedral was sold out, with the public flocking in large numbers for a traditional holiday event in Como. The Pro Musica Orchestra, conducted by Luca Russo, and the In Laetitia Chorus choir took the audience on a journey through timeless classical pieces and melodies that have evoked the spirit of Christmas for decades, while baritone Carlo Maria Cantoni treated the audience to his interpretation of some milestones in sacred and festive music. At the end, Daniele Brunati, general manager of Amici di Como, gave a speech in which he emphasized the spirit that animates the Consorzio Como Turistica and the Amici di Como association. The conclusion of the evening of music and spirituality was entrusted to His Eminence Cardinal Oscar Cantoni, who offered Christmas greetings with a special blessing to the assembly. The Christmas Concert thus confirmed itself as a moment of sharing and beauty, capable of uniting music, history, and community in a single great celebration.



Steriline e Penna Nera insieme per la solidarietà
foto archivio Steriline
L'incontro tra persone e il valore della condivisione superano i confini della fabbrica in un Natale fatto di condivisione, incontro e valori autentici. È quello vissuto da Steriline, azienda di eccellenza del territorio comasco, che ha organizzato uno speciale evento in collaborazione con la Penna Nera, associazione di Mariano Comense da sempre impegnata nel sociale. La giornata è iniziata fin dal mattino con l’arrivo dei ragazzi dell’associazione, accolti con entusiasmo all’interno dell’azienda. Gli ospiti hanno potuto visitare tutti i reparti, conoscere i processi produttivi e, soprattutto, incontrare uno ad uno i dipendenti, che si sono raccontati con disponibilità e partecipazione. Un vero e proprio viaggio all’interno della realtà aziendale, vissuto non solo come esperienza formativa, ma anche come momento di scambio umano. Il cuore dell’evento si è sviluppato con la preparazione di una merenda realizzata dai ragazzi della Penna Nera e con l’allestimento di un mercatino solidale, trasformando l’azienda in uno spazio di festa e condivisione, capace di unire persone, storie ed esperienze diverse. L’iniziativa è stata la dimostrazione di come un’azienda possa aprirsi al territorio, costruendo relazioni autentiche e promuovendo valori come solidarietà, rispetto e partecipazione attiva. Steriline conferma così il proprio impegno non solo come realtà produttiva d’eccellenza, ma anche come azienda attenta alle persone e alla comunità.


Steriline and Penna Nera together for charity
The meeting between people and the value of sharing transcend the boundaries of the factory in a Christmas made of sharing, meeting, and authentic values. This is what Steriline, a company of excellence in the Como area, experienced when it organized a special event in collaboration with Penna Nera, an association in Mariano Comense that has always been committed to social issues. The day began in the morning with the arrival of the association's young people, who were enthusiastically welcomed into the company. The guests were able to visit all the departments, learn about the production processes and, above all, meet the employees one by one, who talked about themselves with openness and enthusiasm. It was a real journey into the company, experienced not only as an educational experience but also as a moment of human exchange. The heart of the event unfolded with the preparation of a snack made by the young people of Penna Nera and the setting up of a solidarity market, transforming the company into a space for celebration and sharing, capable of bringing together different people, stories, and experiences. The initiative demonstrated how a company can open up to the local area, building authentic relationships and promoting values such as solidarity, respect, and active participation. Steriline thus confirms its commitment not only as a manufacturer of excellence, but also as a company that cares about people and the community.





&
Amici di Como Magic Lake
ospiti in Sala Bianca del Teatro Sociale
di Elisabetta Comerio
foto Francesco Corbetta

L a Sala Bianca e le altre sale del Ridotto del Teatro Sociale hanno fatto da cornice lo scorso 18 dicembre al tradizionale scambio di auguri natalizi organizzato da Amici di Como e dalla rivista Magic Lake. L’evento, che ha riunito circa 200 ospiti tra associati, autorità e partner, ha preceduto il Concerto in Duomo offerto dall’associazione alla cittadinanza. La serata, che ha visto anche la presenza del Ministro Alessandra Locatelli, è stata l’occasione per consegnare il numero invernale del magazine edito da TBM Service. Sunlake ha curato la parte di food and beverage e Fondazione Minoprio ha curato l’allestimento di un bellissimo albero di Natale presente in Sala Bianca.
On December 18, the Sala Bianca and other rooms of the Ridotto del Teatro Sociale provided the setting for the traditional Christmas greetings exchange organized by Amici di Como and Magic Lake magazine. The event, which brought together around 200 guests, including members, authorities, and partners, preceded the concert in the cathedral offered by the association to the citizens. The evening, which was also attended by Minister Alessandra Locatelli, was an opportunity to present the winter issue of the magazine published by TBM Service. Sunlake took care of the food and beverage, and Fondazione Minoprio arranged a beautiful Christmas tree in the Sala Bianca.































Si sono da poco spenti i riflettori nel suggestivo Cortile delle Ortensie di Cantù, che dal 13 al 29 marzo ha ospitato la mostra "FOTOALCHIMIE" del fotografo Luigi Corbetta. L’evento, che ha visto una partecipazione entusiasta di pubblico e critica, ha rappresentato molto più di una semplice esposizione fotografica: è stato un vero e proprio viaggio ai confini della materia e dell'immagine. Il titolo della mostra racchiude l'essenza stessa del lavoro di Corbetta. Non ci siamo trovati di fronte a fotografie nel senso tradizionale del termine, ma a opere nate da una sperimentazione incessante. L’artista ha saputo trasformare l’immagine in pura ricerca artistica, utilizzando un ventaglio di tecniche che spaziano dall'antico al contemporaneo. I visitatori hanno potuto ammirare l’uso sapiente di cianotipie, polaroid, doppie esposizioni e trasferimenti di emulsione. Ma la ricerca non si è fermata qui: il percorso espositivo ha sorpreso con tecniche come il frottage, le sinopie, la stesura di emulsione ai sali d’argento, il panning e persino richiami alla Pop Art. Ogni opera è apparsa come un esperimento alchemico capace di donare tridimensionalità e nuove texture alla luce. Il successo della manifestazione è stato reso possibile grazie alla disponibilità del Lions Club Montorfano LD, presieduto da Giuditta Barzetti, che ha messo a disposizione gli spazi e coordinato l'iniziativa insieme al responsabile dei service del club, Paolo Cappelletti. L’inaugurazione del 13 marzo ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama culturale, tra cui l’Assessore alla Cultura di Cantù, Isabella Girgi, e i critici d’arte Luigi Cavadini e Max Pini, i quali hanno sottolineato il valore del percorso creativo di Corbetta come un superamento dei confini tradizionali della fotografia. Particolarmente apprezzato è stato l'appuntamento del 27 marzo, una serata dedicata a un incontro-dibattito arricchito da proiezioni e audiovisivi. Questo momento di approfondimento ha permesso al pubblico di entrare nel "laboratorio" mentale e tecnico dell’artista, comprendendo meglio la genesi di tecniche complesse come il foro stenopecico, i lift off e le trasparenze. "FOTOALCHIMIE" lascia un segno profondo nel territorio canturino, confermando come la fotografia, nelle mani di un artista-sperimentatore, possa ancora stupire e rinnovarsi. Per chi ha avuto il piacere di attraversare le sale del Cortile delle Ortensie, resta il ricordo di un'esperienza sensoriale dove la chimica si è fatta poesia e l'immagine si è trasformata in visione.
Da sinistra, Giuditta Barzetti, presidente Lions Club Montorfano L.D., Luigi Corbetta, Luigi Cavadini, Paolo Cappelletti, Max Pini, Isabella Girgi, assessore alla cultura del Comune di Cantù
Oltre
i confini dello scatto, la ricerca Alchemica di Luigi Corbetta
Beyond the snapshot: Luigi Corbetta’s Alchemical research
di Rosaria Casali
The "FOTOALCHIMIE" exhibition by photographer Luigi Corbetta, held from March 13 to 29 at the Cortile delle Ortensie in Cantù, was promoted by the Lions Club Montorfano LD with the patronage of the Municipality of Cantù. The display offered a journey of artistic experimentation aimed at pushing past the traditional boundaries of photography. The analysis focuses on the wide array of "alchemical" techniques used by the author to transform the image, including cyanotypes, polaroids, emulsion transfers, frottage, sinopie, silver salt emulsion coating, pinhole photography (foro stenopecico), lift-offs, and double exposures. Complementing the exhibition was the significant meeting-debate on March 27, enriched by screenings and audiovisuals, which served as a pivotal moment for delving into the photographer-artist’s material and creative research


Argegno e l'incanto di HH 1899 dove la storia diventa ospitalità d’eccellenza
di Rosi Bernardi foto www.myhomeincomo.com
Il Lago di Como, con le sue acque profonde e le montagne che vi si specchiano, è da secoli sinonimo di un’eleganza discreta, fatta di dettagli curati e di un legame indissolubile con la storia. Tra i molti borghi che si affacciano sulla sponda occidentale, Argegno emerge come una delle perle più autentiche, capace di conservare il sapore del passato pur aprendosi a una visione contemporanea dell’ospitalità di lusso. Il paese non è solo un punto di passaggio verso la Valle d'Intelvi, ma una destinazione che invita alla sosta. Il suo centro storico, caratterizzato da vicoli stretti e case in pietra, racconta secoli di vita lacustre. In questo contesto, l'eccellenza del territorio si manifesta attraverso interventi di recupero architettonico che sanno dialogare con il passato. Un esempio emblematico di questa filosofia è rappresentato dalle strutture che scelgono di mantenere vivo il legame con le proprie radici sin dal nome. Ne è un esempio HH 1899, un boutique hotel che si inserisce armoniosamente nel tessuto urbano del borgo. Il riferimento temporale "1899" non è solo un numero, ma un richiamo a un'epoca di grande splendore per il lago, un secolo d'oro che oggi viene reinterpretato attraverso i canoni del comfort moderno. L’eccellenza la -
riana oggi non si misura più solo nei grandi volumi delle storiche ville patrizie, ma anche nella capacità di creare ambienti intimi e ricercati. Il concetto di boutique hotel nel cuore di Argegno rispecchia questa tendenza: offrire al visitatore un’esperienza che sia, allo stesso tempo, esclusiva e profondamente radicata nel contesto locale. Soggiornare in strutture di questo tipo significa immergersi nella vita quotidiana della piazza, respirare l'atmosfera del porticciolo e godere di una cura del dettaglio che solo una dimensione raccolta può garantire. La ricerca dei materiali, il design degli arredi e l'attenzione al servizio diventano così strumenti per raccontare una storia di eccellenza artigianale e imprenditoriale. Grazie a realtà che puntano sulla qualità estrema e sull'autenticità, il Lago di Como continua a consolidare il suo ruolo di meta d'elezione per un pubblico internazionale eterogeneo: dal viaggiatore in cerca di relax al cultore dell'architettura e del design. La preziosità di Argegno e del suo territorio risiede nella capacità di rinnovarsi senza tradire la propria anima. Luoghi come il boutique hotel HH 1899 sono testimoni di una visione dove il passato e il presente si fondono per creare un futuro all'insegna della bellezza e dell'accoglienza.
Giorgio Zanon



Argegno and the enchantment of HH 1899, where history meets excellence in hospitality
The village of Argegno is one of the most authentic destinations on Lake Como, where the evolution of luxury hospitality is expressed through a more intimate dimension, deeply rooted in the local territory. A prime example is HH 1899, a boutique hotel located in the heart of the historic center, where architectural restoration and the echoes of a golden age blend seamlessly with contemporary design and comfort. The meticulous attention to detail and the harmonious integration with the village's unique atmosphere represent the new frontier of Larian excellence, attracting an international audience in search of beauty and authenticity.

Sopra, suite Diletta, a destra suite Giulia, suite Anita

Silvia Mezzanotte voce e cuore per la solidarietà
di Andrea Gattoni foto Roberto Bulgheroni Atelier
Al Teatro Sociale di Como, la seconda edizione del Gran Galà della Solidarietà celebra il Terzo Settore. Tra l'emozionante omaggio a Mina di Silvia Mezzanotte e il racconto di dieci realtà non profit, la Fondazione Provinciale della Comunità Comasca ribadisce il valore fondamentale del dono.
Nella serata di domenica 8 marzo, Giornata internazionale dei diritti della Donna, presso il Teatro Sociale di Como si è tenuta la seconda edizione del Gran Galà della Solidarietà organizzato dalla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, ente che dal 1999 promuove la cultura della solidarietà e della filantropia ricoprendo un ruolo di intermediazione a supporto e tutela dei donatori, siano essi privati o imprese, mettendoli in contatto con organizzazioni non profit impegnate nella realizzazione di progetti sociali sul territorio comasco. Ad aprire la serata il Presidente della Fondazione Francesco Pizzagalli, che ha sottolineato il valore del dono come elemento fondamentale per rafforzare la coesione della comunità. Straordinaria protagonista della serata la cantante Silvia Mezzanotte, che ha portato in scena lo spettacolo estremamente apprezzato dal pubblico “Silvia Mezzanotte canta Mina”, omaggio ai grandi successi de “La Tigre di Cremona”, accompagnata dall’orchestra femminile Ensemble Le Muse diretta dal maestro Andrea Albertini. Durante lo spettacolo non sono mancati bellissimi momenti di dialogo e comicità con il pubblico. All’e -
vento, aperto alla cittadinanza, hanno partecipato rappresentanti del mondo industriale, sportivo, bancario e del Terzo Settore della Provincia di Como. Durante la serata sono state presentate dieci realtà non profit attive impegnate in ambiti sociali, educativi e culturali del territorio. Il Banco di Solidarietà, che recupera eccedenze alimentari e medicinali destinandole a famiglie in difficoltà economica; Il Baule dei Suoni, che promuove l’educazione musicale in modo inclusivo, coinvolgendo bambini, ragazzi e adulti. Tra i progetti sociali spicca Cascina Cristina, polo multifunzionale dedicato all’accoglienza di persone con autismo, mentre la Scuola Waldorf propone un modello educativo basato sullo sviluppo creativo e armonico dei bambini. L’impegno anche sul fronte culturale e comunitario con la Parrocchia di Canzo che ha restaurato l’organo della chiesa riportandolo all’antico splendore, mentre la Parrocchia di Rebbio che ha riqualificato il Teatro Nuovo rendendolo nuovamente fruibile al pubblico. Nel campo dei servizi sociali opera Auser, che offre accompagnamento a persone dirette verso strutture sanitarie e servizi di compagnia telefonica. Sul fronte educativo Talenti Tutti accoglie studenti delle scuole medie dopo l’orario scolastico, offrendo spazi di studio e socializzazione. Completano il quadro l’Olimpia Calcio Cadorago, impegnata nella promozione dello sport giovanile e dei valori educativi del fair play, e Origami APS, che mette a disposizione spazi di studio e promuove iniziative culturali e sociali rivolte ai giovani.

A destra, il Presidente della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, Francesco Pizzagalli, con Sonia Bianchi, Vice Presidente. Sotto, da sinistra, Monica Taborelli, Segretario, Desiré Lever, comunicazione e promozione del dono
Silvia Mezzanotte, soul and voice for the community
On Sunday, March 8, 2026, the Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, hosted the second edition of the Solidarity Grand Gala at the Teatro Sociale in Como. Introduced by Foundation President Francesco Pizzagalli, the event reaffirmed the central role of philanthropy and "giving" as fundamental drivers of social cohesion within the local community. The evening featured a performance by singer Silvia Mezzanotte in her tribute "Silvia Mezzanotte sings Mina," accompanied by the all-female orchestra Ensemble Le Muse. Beyond its artistic value, the gala provided a spotlight for ten local non-profit organizations operating in key sectors: social services & health - Banco di Solidarietà, Cascina Cristina (autism support), and Auser; education & youth Waldorf School, Talenti Tutti, Origami APS, and Olimpia Calcio Cadorago; culture & community: Il Baule dei Suoni, along with the restoration and redevelopment projects of the Parishes of Canzo and Rebbio. The event brought together representatives from the industrial, sporting, and banking sectors, as well as the Third Sector, strengthening the vital link between donors and organizations dedicated to the well-being of the Como province.








PALAZZO CAVOUR




Il Cercatore. L’Avventura Interiore. E ora il Metodo delle
Quattro Vibrazioni. Tre libri, un’unica penna, tre tappe di uno stesso viaggio, come li definisce l’autore Beppe Scotti. Brillante imprenditore, appassionato sportivo negli angoli più sperduti del globo, mental, life & spiritual coach, speaker motivazionale, ma soprattutto uomo di ricerca, di studio, di esperienze, di incontri. Nei suoi tre libri, delinea un cammino che parte dall’esperienza concreta, attraversa la ricerca del senso, e approda a una proposta pratica di consapevolezza e trasformazione. Il primo passo: cercare. Il secondo passo: entrare dentro. Il terzo passo, coltivare frequenze di vita, come spiega nell’ultimo libro. Viviamo spesso come se la felicità fosse un premio: qualcosa da conquistare, da meritare, da rincorrere. Eppure, più acceleriamo, più rischiamo di perderla. Con “Il Metodo delle 4 Vibrazioni” Beppe Scotti propone un cambio di rotta: la felicità non è un luogo dove arrivare, ma un modo di abitare la vita. Secondo l’autore, in ognuno di noi vibra una melodia invisibile: è fatta di frequenze interiori che modellano il nostro stato dell’essere. Quando entriamo in risonanza le quattro vibrazioni - Amore, Gioia, Gratitudine e Perdono - qualcosa cambia: il peso delle cose si ridimensiona, la mente smette di stringere, il cuore si riapre, la realtà torna respirabile. Non perché la vita diventi perfetta, ma perché noi diventiamo più presenti. L’idea è disarmante nella sua essenzialità: non serve cambiare il mondo per essere felici, basta cambiare prospettiva. E la prospettiva, quando si allena, cambia tutto. Questo non è un testo teorico: è un manuale esperienziale. Pagina dopo pagina, il lettore viene accompagnato con pratiche semplici e concrete: esercizi quotidiani, visualizzazioni, meditazioni, piccoli gesti capaci di cambiare la qualità delle giornate. Le Quattro Vibrazioni non si imparano: si ricordano. Quando cominciano a vibrare, tutto torna a fluire.
The Seeker. The Inner Adventure. And now The Method of the Four Vibrations. Three books, one pen, three stages of the same journey, as author Beppe Scotti defines them. A brilliant entrepreneur, passionate sportsman in the most remote corners of the globe, mental, life & spiritual coach, motivational speaker, but above all a man of research, study, experiences, and encounters. In his three books, he outlines a path that starts from concrete experience, passes through the search for meaning, and arrives at a practical proposal for awareness and transformation. The first step: seek. The second step: go within. The third step: cultivate frequencies of life, as he explains in his latest book. We often live as if happiness were a prize: something to be won, deserved, pursued. Yet the faster we go, the more we risk losing it. With "Il Metodo delle 4 Vibrazioni" (The Method of the 4 Vibrations), Beppe Scotti proposes a change of course: happiness is not a place to arrive at, but a way of living life. According to the author, an invisible melody vibrates within each of us: it is made up of inner frequencies that shape our state of being. When we resonate with the four vibrations—Love, Joy, Gratitude, and Forgiveness—something changes: the weight of things is reduced, the mind stops clenching, the heart reopens, and reality becomes breathable again. Not because life becomes perfect, but because we become more present. The idea is disarming in its simplicity: you don't need to change the world to be happy, you just need to change your perspective. And when you train your perspective, everything changes. This is not a theoretical text: it is an experiential manual. Page after page, the reader is accompanied with simple and concrete practices: daily exercises, visualizations, meditations, small gestures capable of changing the quality of your days. The Four Vibrations are not learned: they are remembered. When they begin to vibrate, everything flows again.



Zamykula Ihor — co-fondatore di STEK Como, distributore ufficiale ed esclusivo del brand STEK in Italia e in Svizzera.
Sul Lago di Como, dove stile e discrezione sono parte del paesaggio, l’auto non è solo un piacere: è un patrimonio da preservare. In questo contesto, STEK Como è diventata un punto di riferimento per chi cerca protezione, finitura e cura ai massimi livelli. STEK Como è il distributore esclusivo del brand coreano STEK e propone l’intera gamma disponibile a livello internazionale: pellicole protettive in poliuretano PPF pensate per difendere la verniciatura da scheggiature, micro-graffi e agenti chimici; finiture trasparenti, satinate e opache per mantenere l’aspetto originale o trasformarlo con gusto; oltre a pellicole oscuranti e atermiche che migliorano comfort e protezione dell’abitacolo senza alterare l’eleganza del profilo. Il processo prende forma nello studio di detailing di Como, cuore operativo di ogni lavorazione, dove standard internazionali, procedure rigorose e controlli a ogni passaggio garantiscono un risultato sicuro. Ogni progetto è affidato a specialisti certificati e segue un percorso preciso: preparazione accurata, eventuale correzione della vernice, applicazione, controlli finali e verifica qualitativa. Un metodo che assicura un risultato costante e replicabile, ideale per vetture di alta gamma — dalle sportive ai SUV, fino alle auto storiche. Oggi STEK Como accoglie proprietari e collezionisti non solo dalla
STEK Como
la protezione invisibile che preserva il valore
PPF e detailing d’eccellenza sul Lago di Como, tra precisione artigianale e standard internazionali per una clientela premium
foto Stek Como
provincia, ma anche da tutta Italia, dalla Svizzera, fino a Monaco. Questa fiducia nasce da un approccio chiaro: trasparenza nel processo, rispetto assoluto per l’auto del cliente e responsabilità sul risultato. Tutti i servizi offerti condividono la stessa qualità: l’eccellenza sta nel metodo e nel controllo di ogni fase, dalla diagnosi iniziale alla consegna. Qui il detailing non è un intervento occasionale, ma una strategia di conservazione nel tempo. Lucidatura, protezioni, cura di interni ed esterni, lavaggio a secco professionale e lavaggio a mano rientrano in un unico protocollo qualitativo, sotto la supervisione diretta di Ihor Zamykula. STEK Como lavora secondo un metodo preciso: discrezione, rigore e reputazione costruita nel tempo. Per Ihor Zamykula è fondamentale costruire con ogni cliente una relazione di fiducia duratura, basata non sulle promesse ma su risultati verificabili. È questo approccio che rende STEK Como un riferimento: l’unica in Italia per qualità e metodo, un nome che si colloca al vertice del settore. A Como, estetica e precisione non sono tendenze: sono standard. E per chi vive l’auto come un investimento emotivo e concreto, la scelta migliore è quella che non si nota subito, ma si riconosce nel tempo: nella profondità della vernice, nella pulizia delle superfici, nella protezione che resta invisibile.




The invisible protection that preserves value
Sul Lago di Como, where style and discretion are part of the landscape, a car is not only a pleasure: it’s an asset to be preserved. In this setting, STEK Como has become a reference point for those seeking top-tier protection, finish, and care. STEK Como is the exclusive distributor of the Korean brand STEK and offers the full range available internationally: polyurethane PPF paint protection films designed to defend the paintwork from stone chips, micro-scratches, and chemical agents; clear, satin, and matte finishes to preserve the original look or transform it with taste; as well as tinted and heat-rejecting films that improve cabin comfort and protection without compromising the elegance of the car’s lines. The process takes shape inside the detailing studio in Como, the operational heart of every project, where international standards, rigorous procedures, and checks at every stage ensure a safe result. Each project is handled by certified specialists and follows a precise path: meticulous preparation, any necessary paint correction, application, final inspections, and quality verification. A method that delivers consistent, repeatable outcomes, ideal for high-end vehicles, from sports cars to SUVs, and even classic cars. Today, STEK Como welcomes owners and collectors not only from the local area, but from all over Italy, Switzer-

Tel. +39 334 707 9000 info@stekcomo.it Via Mariano Tentorio 10 22100 Como (CO)
www.stekcomo.it INFO
land, and as far as Monaco. This trust comes from a clear approach: transparency in the process, absolute respect for the customer’s vehicle, and accountability for the final result. Every service offered shares the same standard of quality: excellence lies in the method and in controlling every phase, from the initial assessment to delivery. Here, detailing is not an occasional intervention, but a long-term preservation strategy. Polishing, protective treatments, interior and exterior care, professional waterless washing, and hand washing are all part of a single quality protocol, under the direct supervision of Ihor Zamykula. STEK Como operates with a precise mindset: discretion, rigor, and a reputation built over time. For Ihor Zamykula, it is essential to build a lasting relationship of trust with every client, based not on promises, but on verifiable results. This is the approach that makes STEK Como a benchmark: the only one in Italy for quality and method, a name positioned at the very top of the industry. In Como, aesthetics and precision aren’t trends, they’re standards. And for those who see their car as both an emotional and tangible investment, the best choice is the one you don’t notice right away, but recognize over time: in the depth of the paint, the cleanliness of every surface, and the protection that remains invisible.



Valtellina e Grigioni

NOVA EROICA SVIZZERA
Lo spirito della grande “classica” toscana pedala tra Valposchiavo e Valtellina

di Gian Enrico Ghilotti foto © Valposchiavo Turismo e ph. Consorzio Turistico Media Valtellina

All’Eroica mancava la Svizzera. La più famosa cicloturismo vintage, nata nel 1997 sulle strade bianche delle colline toscane non aveva ancora portato il suo grande popolo di veri amanti della bicicletta e del suo spirito più autentico e intimo tra le montagne rossocrociate. Lo farà dal 12 al 14 giugno prossimi, in Valposchiavo, vallata di confine tra la Svizzera e l’Italia. L’appuntamento fa parte degli eventi Nova Eroica, un calendario di “gravelfondo” che ripropone lo spirito della stessa Eroica Classic, incontrando i suoi migliaia di appassionati in giro per il mondo, concedendosi solo un pizzico di competizione e la possibilità di stare in sella a biciclette moderne. Dalla California al Sudafrica, dall’Inghilterra al Giappone, Nova Eroica sceglie percorsi unici e spettacolari, sui quali le ruote delle biciclette e ogni pedalata hanno la magia di far vivere il fascino autentico del ciclismo. Al nome Eroica, che per tutti quelli che la bicicletta la amano davvero non ha bisogno di spiegazioni, hanno solo aggiunto la parola Nova, insieme ad altre tre: Race, Ride, Relax. Per il resto lo spirito è lo stesso della grande classica: ”la bellezza della fatica e il gusto dell’impresa”. L’Eroica è un moto dell’anima. Interpreta l’essenza dell’andare in bicicletta e quel legame intimo tra noi e le due ruote, fatto di libertà e di scoperta. Lo descrive bene Marc Augé nel suo piccolo saggio sul bello della bicicletta: “appena siamo in sella cambia tutto, ritroviamo noi stessi, riprendiamo possesso di noi, è la nostra storia personale ad accudirci”. Lo sanno
bene “gli eroici”, titolo di cui si può fregiare solo chi ha preso parte alla “grande impresa”, che la fatica e il sudore, ogni pedalata, ogni foratura e perfino ogni caduta non affaticano il cuore, ma lo riempiono di orgoglio. Conta esserci su quelle strade “eroiche”, non conta vincere. Conta vivere la bicicletta e farlo tra amici, con quello sguardo alla Bartali “da italiano in gita”, come cantava Paolo Conte. Uno spirito che trova tra le montagne della Valposchiavo e della Valtellina, pedalando tra erbe aromatiche che profumano l’aria di un lago turchese e tra vigne terrazzate che di eroico portano il sigillo del lavoro e della pendenza, “una seconda casa” come dice Marco Brocci, ideatore e padre della grande classica, nata tra le colline senesi. L’evento svizzero in Valposchiavo sarà una delle grandi novità del 2026 nel panorama delle esperienze Nova Eroica. Un appuntamento Alpine Gravel dal format unico, che alterna divertenti tratti cronometrati a sezioni a ritmo libero, offrendo il perfetto equilibrio tra spirito competitivo e convivialità. Saranno tre i percorsi scelti in Valposchiavo dal team dell’Eroica, diversificati per la distanza e per il dislivello. Il “Percorso corto”, di 50 km con un dislivello di 900 metri, attraversa il fondovalle della vallata grigionese, linguisticamente italiana. Una pedalata in compagnia, dove non esiste competizione né esibizione, ma solo il piacere dell’andare in bicicletta. Si attraversano campi di grano in fiore e piantagioni estese di erbe officinali, coltivate a regime biologico, costeggiando un lago che si colora

dei riflessi delle montagne, lasciando che una brezza accarezzi il viso e il cuore. Il fischio del rosso treno della Ferrovia Retica, Patrimonio UNESCO, che da Tirano sale al Passo del Bernina per poi planare in Engadina, fa da gioioso controcanto al sussurro del vento, rimbalzando con il suo eco come un sasso piatto lanciato sulla superficie dell’acqua. Poi vi è la “Granpanoramica Selva”. Un percorso medio di 80 km che, superando un dislivello di 2000 metri, sale dal fondovalle e raggiunge il terrazzo panoramico di Selva. Il tracciato si snoda su saliscendi dolcemente ardui che si avvolgono su strade panoramiche sterrate, salendo all’ombra di secolari conifere. Anche se il sudore inumidisce gli occhi, basta alzare per un attimo lo sguardo dal manubrio e la vista si riempie di paesaggi. La bellezza spinge sui pedali, riducendo la fatica, mentre, sullo sfondo, i ghiacciai e le montagne delle Alpi Retiche stanno a guardare e sembra facciano il tifo agli “eroici” pedalatori. Per i ciclisti più preparati, Nova Eroica Svizzera ha invece riservato l’unica concessione al cronometro. É il tracciato più lungo dell’evento ciclistico. Sono 120 km per un dislivello che supera di poco i 3000 metri. L’hanno chiamato “Percorso del Contrabbando””. Anche qui non è solo bicicletta, ma è anche storia. Le ruote delle Gravel bike addentano i dislivelli alpini, salendo fino al limite del bosco per poi sconfinare, come i contrabbandieri di un tempo, scendendo giù a raggiungere le vigne eroiche della Valtellina. Lo spirito dell’Eroica tiene a bada la fatica che fa pe -
sare le gambe, addolcendola con la bellezza e, anche qui, lo sguardo si avvolge guardando sul fondo della vallata l’inaspettata meraviglia dell’elicoidale viadotto ferroviario di Brusio. Ma lo spirito dell’Eroica non lo si vive solo in sella alla bicicletta. Prima di essere un evento ciclistico è pur sempre un ritrovarsi tra veri amanti del pedale. Tra amici, appunto. Da venerdì 12 a domenica 14 giugno, Nova Eroica Svizzera ha apparecchiato in Valposchiavo la sua accoglienza. Si va dall’aperitivo di benvenuto, alla cena conviviale e non mancherà perfino una caccia al tesoro in bicicletta per i piccoli ciclisti, e poi ancora visite guidate alle piantagioni di erbe officinali e, non da ultimo, una crociera sul lago di Poschiavo, ovviamente con rinfresco. Tutto il programma di Nova Eroica Svizzera e le informazioni per iscriversi all’evento le trovate sul sito www.eroica.cc/eventi/nova-eroica-svizzera/. In attesa che un fiume in piena di “eroici” ciclisti si riversi sui tornanti che accarezzano i larici e addolciscono la fatica riempiendo gli occhi di bellezza, tornano in mente le parole e la musica di un’altra canzone: “Vai Girardengo, vai grande campione, nessuno ti insegue su quello stradone..“. La cantava De Gregori nel 1993. Pur pedalando in Svizzera, non ce ne vogliano gli amanti dei cori di montagna, ma ci sembra la colonna sonora più azzeccata per queste “imprese ciclistiche” e per i suoi “eroici amanti della vera bicicletta”. Sono parole che spingono sui pedali e fanno viaggiare l’orgoglio. Proprio come fa lo spirito dell’Eroica.

NOVA EROICA SVIZZERA
The spirit of the great Tuscan "classic" cycles between Valposchiavo and Valtellina
Switzerland was missing from Eroica. The most famous vintage cycling tour, which began in 1997 on the dirt roads of the Tuscan hills, had not yet brought its large following of true cycling enthusiasts and its most authentic and intimate spirit to the Swiss mountains. It will do so from June 12 to 14 in Valposchiavo, a valley on the border between Switzerland and Italy. The event is part of Nova Eroica, a calendar of "gravel fondo" races that recreates the spirit of the Eroica Classic itself, bringing together thousands of enthusiasts from around the world, allowing for just a touch of competition and the chance to ride modern bikes. Otherwise, the spirit is the same as the great classic. From California to South Africa, from England to Japan, Nova Eroica chooses unique and spectacular routes, where the wheels of the bikes and every pedal stroke have the magic to bring the authentic charm of cycling to life. To the name Eroica, which needs no explanation for anyone who truly loves cycling, they have simply added the word Nova, along with three others: Race, Ride, Relax. Otherwise, the spirit is the same as the great classic: "the beauty of effort and the taste of achievement." A spirit that finds its home in the mountains of Valposchiavo and Valtellina, pedaling among aromatic herbs that perfume the air of a turquoise lake and among terraced vineyards that bear the heroic seal of labor and slope, "a second
NOVA EROICA SVIZZERA - Valposchiavo - Valtellina
www.eroica.cc/eventi/nova-eroica-svizzera/ www.eroica.cc/ www.valposchiavo.ch/it eventi@valposchiavo.ch www.tirano-mediavaltellina.it/
home," as Marco Brocci, creator and father of the great classic born in the hills of Siena, says. There will be three routes chosen in Valposchiavo, varying in distance and elevation gain. The shortest, 50 km, winds through the valley floor, crossing fields of flowering wheat and extensive plantations of medicinal herbs, cultivated organically, and skirting a lake colored by the reflections of the mountains. The medium route, covering 80 km, climbs from the valley floor to the panoramic terrace of Selva, following gently challenging ups and downs on scenic dirt roads, among centuries-old conifers. The most challenging route, which is timed and therefore reserved for the most experienced cyclists, will retrace the historic smuggling routes, crossing into Italy until it reaches the famous heroic terraces of Valtellina. But the spirit of the Eroica is not only experienced on a bicycle. Before being a cycling event, it is still a gathering of true cycling enthusiasts. Nova Eroica Svizzera has laid on a warm welcome in Valposchiavo, from a welcome aperitif to a convivial dinner, and there will even be a treasure hunt by bike for young cyclists, guided tours of medicinal herb plantations and, last but not least, a cruise on the lake, with refreshments, of course. The full Nova Eroica Svizzera program and information on how to register for the event can be found on the website www.eroica.cc/eventi/nova-eroica-svizzera/.
Eroici terrazzamenti vitati - ph. Ivan Previsdomini





I tesori da scoprire nella parte più a sud del Lago Ceresio

Il lago Ceresio ha una superficie contenuta ed è attraversato da un ponte-diga che permette di transitare in auto da Lugano a Mendrisio e oltre. Il Ceresio, appena oltre il Ponte Diga di Melide, cambia ritmo e sorprende, aprendosi verso sud, dove il Mendrisiotto e Basso Ceresio si risvegliano tra villaggi affacciati sull’acqua, piccole meraviglie culturali e partenze verso grandi panorami. Qui l’esperienza è autentica: si cammina lentamente, si scoprono angoli curati con amore, si respira un’accoglienza familiare che sa di vacanza vera. Bissone, per esempio, è molto più di un grazioso paese lacustre: è il luogo natale di Francesco Borromini, uno dei grandi maestri dell’architettura barocca. Passeggiare tra le sue viuzze significa toccare con mano una
storia importante, incorniciata dal blu del lago e da scorci che invitano a fermarsi. Proprio qui, per chi cerca un posto speciale “a lago”, il ristorante con alloggio La Palma rappresenta una tappa ideale, un luogo conviviale e curato che affaccia direttamente sul lago. Proseguendo lungo la riva, il paesaggio alterna natura e tracce di tradizione. A Maroggia, il grande e moderno Mulino ricorda un passato fatto di lavoro e ingegno, una memoria preziosa che dialoga con il presente. Poco distante, a Melano, la Galleria d’arte Artrust è una delle sorprese più interessanti della regione: un punto d’incontro tra creatività e territorio, dove l’arte diventa esperienza. Per coloro che scelgono di fermarsi qui per vivere il lago da vicino, i due campeggi di Melano
propongono un modo diretto e rilassato di soggiornare: atmosfera informale, contatto con l’acqua e giornate che scorrono leggere. Sempre contornando il lago si raggiunge Capolago. Un altro nome che accende l’immaginazione: qui il lago incontra la montagna e si apre la porta verso una delle escursioni più iconiche del Ticino. È da Capolago, infatti che, a bordo del trenino della Ferrovia Monte Generoso, si parte per la vetta del Monte Generoso e si raggiunge il Fiore di Pietra. Una salita che regala emozioni e panorami sempre più ampi, fino a dominare il Ceresio e le Alpi in un indimenticabile colpo d’occhio. A Riva San Vitale, il fascino è discreto e profondo. Il borgo invita a scoprire il suo carattere storico e la sua posizione privilegiata sul lago, ideale per chi ama alternare passeggiate, cultura e momenti di quiete. Qui l’ospitalità ha un volto genuino: il B&B Garni Chery è perfetto per chi cerca un soggiorno semplice e accogliente. Nel segno del rinnovamento e della tradizione il luogo da non mancare di visitare, con il Battistero romanico, sono le Fornaci di Riva San Vitale. Inaugurate lo scorso anno, sono un importante simbolo di un territorio che valorizza il proprio patrimonio e guarda avanti. Il viaggio attorno a questo braccio di lago termina a Brusino Arsizio, piccolo gioiello che conquista con la sua atmosfera raccolta e romantica. Da qui, la funivia porta in vetta al Monte San Giorgio, patrimonio UNESCO e balcone naturale di straordinaria bellezza. Brusino è anche sinonimo di ospitalità curata: i luoghi in cui soggiornare per apprezzarne la bellezza sono il ristorante con alloggio Chalet, oppure i B&B Villa Patria e Dolceresio: accoglienti e curati, perfetti per un soggiorno lento, tra acqua e montagna. E proprio a Brusino, ogni estate, l’esperienza si arricchisce con un piccolo festival del cinema: un dettaglio che racconta bene l’anima di questi luoghi, capaci di unire bellezza, cultura e convivialità. Il Ceresio a sud del Ponte Diga è così: un territorio che si svela passo dopo passo, tra borghi pieni di carattere, attrattori sorprendenti e una rete di luoghi “a lago” dove sentirsi davvero benvenuti. Un invito a scoprire il Ticino più intimo, elegante e autentico, quello che non ha bisogno di rumore per farsi ricordare.
di Marili Fontana
foto Mendrisiotto Turismo


Lake Ceresio is relatively small and is crossed by a dam bridge that allows cars to travel from Lugano to Mendrisio and beyond. Just beyond the Melide Dam Bridge, Lake Ceresio changes pace and surprises visitors, opening up to the south, where Mendrisiotto and Basso Ceresio come to life among villages overlooking the water, small cultural wonders and departures towards great views. Here, the experience is authentic: you walk slowly, discover corners cared for with love, and breathe in a family welcome that feels like a real holiday. Bissone, for example, is much more than a pretty lakeside village: it is the birthplace of Francesco Borromini, one of the great masters of Baroque architecture. Strolling through its narrow streets means experiencing an important history first-hand, framed by the blue of the lake and views that invite you to stop and linger. Right here, for those looking for a special place “by the lake”, the La Palma restaurant and accommodation is an ideal stop, a convivial and well-kept place overlooking the lake. Continuing along the shore, the landscape alternates between nature and traces of tradition. In Maroggia, the large, modern mill recalls a past of work and ingenuity, a precious memory that
dialogues with the present. Not far away, in Melano, the Artrust Art Gallery is one of the most interesting surprises in the region: a meeting point between creativity and the local area, where art becomes an experience. For those who choose to stop here to experience the lake up close, the two campsites in Melano offer a direct and relaxed way to stay: an informal atmosphere, contact with the water and days that pass by gently. Continuing around the lake, you reach Capolago. Another name that fires the imagination: here, the lake meets the mountains and opens the door to one of Ticino's most iconic excursions. It is from Capolago, in fact, that you can take the Monte Generoso railway to the summit of Monte Generoso and reach the Fiore di Pietra. The climb offers excitement and increasingly expansive views, culminating in an unforgettable panorama of Lake Ceresio and the Alps. In Riva San Vitale, the charm is discreet and profound. The village invites you to discover its historical character and its privileged position on the lake, ideal for those who love to alternate walks, culture and moments of tranquillity. Here, hospitality has a genuine face: the B&B Garni Chery is perfect for those looking for a simple and welcoming stay. In the spirit of renewal and trawww.mendrisiottoturismo.ch

Treasures to discover in the southernmost part of Lake Ceresio
dition, the Fornaci di Riva San Vitale, with its Romanesque baptistery, is a must-see. Inaugurated last year, it is an important symbol of a territory that values its heritage and looks to the future. The journey around this arm of the lake ends in Brusino Arsizio, a small jewel that captivates with its cosy and romantic atmosphere. From here, the cable car takes you to the summit of Monte San Giorgio, a UNESCO World Heritage Site and a natural balcony of extraordinary beauty. Brusino is also synonymous with attentive hospitality: the places to stay to appreciate its beauty are the Chalet restaurant with accommodation, or the Villa Patria and Dolceresio B&Bs: welcoming and well-kept, perfect for a slow stay between water and mountains. And every summer in Brusino, the experience is enriched by a small film festival: a detail that perfectly captures the soul of these places, capable of combining beauty, culture and conviviality. This is Ceresio south of Ponte Diga: an area that reveals itself step by step, among villages full of character, surprising attractions and a network of lakeside locations where you feel truly welcome. An invitation to discover the most intimate, elegant and authentic Ticino, the one that doesn't need noise to be remembered.
SADLER

Oltre il talento: Claudio Sadler si racconta tra sapori e visioni
di Stefania De Giorgi foto Carlo Pozzoni
Protagonista di un recente trionfo culinario al Ristorante Riviera del Salone delle Feste del Casinò di Campione d’Italia, dove oltre cento ospiti hanno celebrato la sua cucina in una serata dedicata alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina, lo chef Claudio Sadler, una stella Michelin, maestro visionario capace di trasformare la gastronomia in un’esperienza culturale, ha dato vita a un evento di straordinaria eleganza gastronomica, trasformando la cena in un autentico viaggio sensoriale tra tecnica, memoria e creatività: un percorso corale che ha visto Sadler collaborare con gli chef Andrea Gianella e Giacomo Lovato. Dalle raffinatezze dell’aperitivo fino ai piatti iconici della cena, tra cui l’insalata di gallina faraona con creme caramel di foie gras, il risotto all’acqua di funghi porcini e il filetto di vitello con raspadura lodigiana. Una serata che ha confermato il fascino colto e raffinato della cucina dello chef, in cui tradizione e innovazione dialogano con armonia. Con lui abbiamo parlato di futuro dell’alta cucina, di talento e disciplina, ma anche di quei sapori che restano impressi nella memoria. Come immagina l’evoluzione dell’alta cucina nei prossimi anni? Quali valori resteranno imprescindibili e quali, invece, sono destinati a seguire le mode?
L’alta cucina dovrà necessariamente prestare sempre maggiore attenzione ai temi della sostenibilità e della salubrità degli alimenti. Sono aspetti fondamentali: senza questa consapevolezza non può esserci una vera evoluzione. Credo che in futuro si mangerà probabilmente un po’ meno, ma con una qualità sempre più alta. Si andrà verso una cucina più equilibrata e sostenibile, con una presenza maggiore di verdure e ingredienti vegetali e un consumo più moderato di carne. Un altro elemento importante sarà il recupero della tradizione, reinterpretata in chiave contemporanea e con maggiore leggerezza. La cultura gastronomica, come ogni forma di cultura, nasce sempre da radici profonde. Personalmente ho avuto modo di sperimentare anche cucine molto creative e spettacolari, ma non sono un sostenitore della cucina costruita solo sull’effetto sorpresa. Preferisco offrire ai miei ospiti piatti che trasmettano sicurezza, equilibrio e soprattutto autentiche sensazioni di gusto.
C’è un ingrediente “povero” che secondo lei merita una rivalutazione in cucina?
Sicuramente tutti i legumi. Ceci, lenticchie, cicerchie e molte altre varietà rappresentano ingredienti straordinari, ricchi di valore nutrizionale e di potenzialità gastronomiche. Lo stesso vale per le erbette, le insalate e, più in generale, per tutto il mondo vegetale. Io sono molto orientato verso una cucina che valorizzi sempre di più materie prime di qualità, soprattutto di origine vegetale. Naturalmente amo la carne e il pesce e continuo a utilizzarli con piacere, ma con il mio team cerco sempre più spesso di sviluppare piatti in cui la componente vegetale sia protagonista.
Qual è la qualità più difficile da trovare in un giovane cuoco oggi? È meglio il talento o la disciplina?
Il talento è certamente importante, ma è anche qualcosa che non tutti possiedono. La disciplina, invece, può essere trasmessa e coltivata nel tempo. Non credo nello stile autoritario o nel fare il “comandante”, ma penso che in cucina debbano esistere ordine, gerarchia, metodo e organizzazione. Sono elementi indispensabili perché il lavoro funzioni. Cerco di non essere eccessivamente duro, anche se a volte un po’ di fermezza è necessaria. In ogni caso, oltre al talento, la qualità più importante resta la passione: bisogna amare davvero il cibo e rispettare gli ingredienti. Gli alimenti, in fondo, parlano: sta al cuoco ascoltarli e capire cosa possono diventare.
L’alta cucina ha ancora qualcosa da dimostrare al mondo o difende solo la propria identità?
Credo che entrambe le cose possano essere vere. Da un lato l’alta cucina continua a sperimentare e a cercare nuove strade; dall’altro deve custodire e difendere la propria identità. Per me una cucina deve essere certamente creativa e stimolante, ma anche rassicurante. A volte meno effetti speciali e meno enfasi aiuterebbero a far apprezzare meglio i piatti, permettendo di concentrarsi davvero sui sapori.
C’è un sapore che per lei è memoria pura?
I tortelli di zucca. Mia madre li preparava molto bene e per me restano un ricordo fortissimo, un sapore che mi riporta immediatamente alla mia infanzia e alla cucina di casa.







Beyond talent: Claudio Sadler talks about flavors and visions
Michelin-starred dinner at the Casino di Campione d'Italia
The star of a recent culinary triumph at the Riviera Restaurant in the Salone delle Feste at the Casino di Campione d'Italia, where over a hundred guests celebrated his cuisine during an evening dedicated to the MilanCortina Winter Olympics, Michelin-starred chef Claudio Sadler, a visionary master capable of transforming gastronomy into a cultural experience, created an event of extraordinary gastronomic elegance, turning dinner into an authentic sensory journey through technique, memory, and creativity: a collaborative effort that saw Sadler working alongside chefs Andrea Gianella and Giacomo Lovato. From the refinements of the aperitif to the iconic dishes of the dinner, including guinea fowl salad with foie gras crème caramel, porcini mushroom risotto, and veal fillet with raspadura lodigiana. An evening that confirmed the cultured and refined charm of the chef's cuisine, in which tradition and innovation dialogue harmoniously. We spoke with him about the future of haute cuisine, talent and discipline, but also about those flavors that remain etched in the memory. How do you imagine haute cuisine will evolve in the coming years? Which values will remain essential and which, on the other hand, are destined to follow trends?
Haute cuisine will necessarily have to pay increasing attention to the issues of sustainability and food health. These are fundamental aspects: without this awareness, there can be no real evolution. I believe that in the future we will probably eat a little less, but with increasingly higher quality. We will move towards a more balanced and sustainable cuisine, with a greater presence of vegetables and plant-based ingredients and a more moderate consumption of meat. Another important element will be the revival of tradition, reinterpreted in a contemporary key and with greater lightness. Gastronomic culture, like any form of culture, always has deep roots. Personally, I have also had the opportunity to experiment with very creative and spectacular cuisines, but I am not a fan of cuisine based solely on the element of surprise. I prefer to offer my guests dishes that convey confidence, balance, and above all, authentic taste sensations. Is there a "poor" ingredient that you think deserves a re-evaluation
in the kitchen?
Definitely all legumes. Chickpeas, lentils, grass peas, and many other varieties are extraordinary ingredients, rich in nutritional value and gastronomic potential. The same goes for herbs, salads, and, more generally, the entire plant world. I am very much oriented towards a cuisine that increasingly values quality raw ingredients, especially those of plant origin. Of course, I love meat and fish and continue to use them with pleasure, but with my team I am increasingly trying to develop dishes in which the vegetable component is the protagonist. What is the most difficult quality to find in a young chef today? Is talent or discipline better?
Talent is certainly important, but it is also something that not everyone possesses. Discipline, on the other hand, can be transmitted and cultivated over time. I don't believe in an authoritarian style or in being a "commander," but I do think that there must be order, hierarchy, method, and organization in the kitchen. These are essential elements for the work to function. I try not to be overly harsh, even if a little firmness is sometimes necessary. In any case, in addition to talent, the most important quality remains passion: you have to truly love food and respect the ingredients. Food, after all, speaks: it is up to the chef to listen to it and understand what it can become. Does haute cuisine still have something to prove to the world, or is it just defending its identity?
I think both can be true. On the one hand, haute cuisine continues to experiment and seek new paths; on the other, it must preserve and defend its identity. For me, cuisine must certainly be creative and stimulating, but also reassuring. Sometimes fewer special effects and less emphasis would help people appreciate the dishes better, allowing them to really focus on the flavors.
Is there a flavor that is pure memory for you?
Pumpkin tortelli. My mother made them very well, and for me they remain a very strong memory, a flavor that immediately takes me back to my childhood and home cooking.
Roberto Maria Guarini, presidente Casinò di Campione d'Italia con lo chef Claudio Sadler

Nuova CLA benzina – WLTP ciclo misto: Emissioni CO (g/km): 132 (nuova CLA 220 4MATIC) – 111 (nuova CLA 180); Consumo (l/100 Km): 5,8 (nuova CLA 220 4MATIC) – 4,9 (nuova CLA 180)

Fiordaliso regina del Capodanno al Galà di Campione d’Italia
di Francesca Indraccolo foto making-of
Con oltre quarant’anni di successi alle spalle, sei milioni di dischi venduti, esperienze anche nel mondo del teatro e del musical, l’artista piacentina Fiordaliso è stata l’ospite d’onore dello spettacolo di Capodanno del Casinò di Campione d’Italia. La serata è stata l’occasione per portare nell’enclave comasca i suoi brani più famosi. La cantante, infatti, è stata la vincitrice a pari merito con Zucchero a Castrocaro nel 1981 con il brano "Scappa via" e la rivelazione del Festival di Sanremo nel 1982 con "Una sporca poesia". Inoltre, ha ricevuto il premio della critica nel 1983 con "Oramai". La porta del successo internazionale si è aperta per lei nel 1984 con "Non voglio mica la Luna", la sua hit più famosa nel mondo che registra il record delle vendite sia in Italia che all'estero. Fiordaliso, che ha da poco superato il traguardo di quattro decadi sempre sulla cresta dell’onda, traccia per Magic Lake il bilancio di un'attività così lunga e ricca di successi. “Penso di essere un'artista molto fortunata: ho una carriera bellissima e piena di soddisfazioni. Ho spaziato dalla musica al teatro, dalla televisione al cinema e ho anche scritto un libro. Insomma, tutti i percorsi hanno momenti up e
momenti meno up, ma io ho sempre avuto le mie soddisfazioni. Ho girato tutto il mondo con la mia musica. Quindi, se devo fare un bilancio, direi che è più che positivo”, ha sottolineato l’artista. E per l’immediato futuro la sua strada è ricca di progetti. “È appena uscito un doppio album celebrativo per questo anniversario - ha ricordato - e sto girando l'Italia con un nuovo spettacolo teatrale che si intitola “Le ragazze son tornate”, per la regia di Diego Ruiz. A maggio partirò per alcuni concerti in Australia e in estate sarò in tour in tutta Italia e anche in Austria, Spagna e Malta. E per i suoi estimatori Fiordaliso ha preparato una vera e propria chicca. “In autunno - ha annunciato - pubblicherò un disco bellissimo, un progetto unico nel suo genere: raccoglierò in un vinile, a tiratura limitata e numerata, dieci provini mai pubblicati, alcuni dei quali sono poi stati incisi da altre mie colleghe. Tra questi, “Fragile”, incisa da Mina”. Non resta che aspettare di ascoltarla dal vivo, magari nel nostro territorio che tanto apprezza. “Quando vengo nella zona dei laghi mi si apre il cuore: ci sono paesaggi mozzafiato. Lo scorso anno ho fatto diversi concerti in zona e spero di tornarci presto”.

Fiordaliso, queen of the New Year's Eve
With over forty years of success behind her, six million records sold, and experience in theater and musicals, the Piacenza-born artist Fiordaliso was the guest of honor at the New Year's Eve show at the Casino di Campione d'Italia. The evening was an opportunity to bring her most famous songs to the Como enclave. The singer was the joint winner with Zucchero in Castrocaro in 1981 with the song "Scappa via" and the revelation of the Sanremo Festival in 1982 with "Una sporca poesia." She also received the critics' award in 1983 with "Oramai." The door to international success opened for her in 1984 with "Non voglio mica la Luna," her most famous hit worldwide, which set sales records both in Italy and abroad. Fiordaliso, who has recently passed the milestone of four decades at the top of her game, takes stock of her long and successful career for Magic Lake. "I think I am a very lucky artist: I have had a wonderful and rewarding career. I have ranged from music to theater, from television to cinema, and I have even written a book. In short, all paths have their ups and downs, but I have always had my satisfactions. I
Gala in Campione d'Italia
have traveled all over the world with my music. So, if I have to take stock, I would say that it is more than positive," the artist emphasized. And for the immediate future, her path is full of projects. "A double album celebrating this anniversary has just been released," she recalled, "and I'm touring Italy with a new theater show called 'Le ragazze son tornate' (The girls are back), directed by Diego Ruiz. In May, I'll be leaving for some concerts in Australia, and in the summer, I'll be touring throughout Italy and also in Austria, Spain, and Malta. Fiordaliso has prepared a real treat for her fans. "In the fall," she announced, "I will release a beautiful album, a unique project: I will collect ten unreleased demos, some of which were later recorded by other colleagues of mine, on a limited edition, numbered vinyl record. Among these is 'Fragile', recorded by Mina." All that remains is to wait to hear her live, perhaps in our region, which she appreciates so much. "When I come to the lake district, my heart opens up: there are breathtaking landscapes. Last year, I did several concerts in the area and I hope to return soon," concluded Fiordaliso






Candlelight a Campione: incanto tra musica e candele
di Marina Moretti foto Andrea Butti
Candlelight in Campione: magic between music and candles
In un’atmosfera sospesa nel tempo, il calore di centinaia di fiammelle e l’armonia avvolgente di un quartetto d’archi. Per la prima volta, Campione d’Italia ha ospitato un evento Candlelight la sera del 22 dicembre 2025, quando la Galleria Civica “don Sandro Vitalini” si è trasformata in un palcoscenico incantato regalando un’esperienza multisensoriale senza precedenti. L'evento, nato dalla sinergia tra il Comune di Campione d’Italia, il Casinò e Fever, ha celebrato l'attesa del Natale con un format che sta conquistando le località internazionali. Le note di violini, viola e violoncello del quartetto We Ensemble - Lucia Lago, Martina Motta, Roberto Ghezzi e Barbara Visalli - hanno accarezzato il pubblico, proponendo un repertorio raffinato che ha spaziato dai grandi temi classici alle più amate melodie natalizie. Il contrasto tra l’architettura della Galleria e la luce soffusa di una distesa di candele ha creato una cornice di rara bellezza. L'iniziativa è stata voluta dall'Amministrazione comunale per uno scambio di auguri con la cittadinanza in un contesto di alto profilo artistico. Il pubblico ha risposto con entusiasmo dimostrando di aver colto appieno il valore di un appuntamento che ha saputo unire la cultura musicale alla magia visiva.

An atmosphere suspended in time, the warmth of hundreds of flames and the enveloping harmony of a string quartet. For the first time, Campione d'Italia hosted a Candlelight event on the evening of December 22, 2025, when the "Don Sandro Vitalini" Civic Gallery was transformed into an enchanted stage, offering an unprecedented multisensory experience. The event, born from the synergy between the Municipality of Campione d'Italia, the Casino, and Fever, celebrated the anticipation of Christmas with a format that is conquering international locations. The notes of the violins, viola, and cello of the We Ensemble quartet— Lucia Lago, Martina Motta, Roberto Ghezzi, and Barbara Visalli—caressed the audience, offering a refined repertoire that ranged from great classical themes to the most beloved Christmas melodies. The contrast between the architecture of the Gallery and the soft light of a sea of candles created a setting of rare beauty. The initiative was organized by the municipal administration to exchange Christmas greetings with the citizens in a context of high artistic profile. The audience responded enthusiastically, demonstrating that they fully appreciated the value of an event that combined musical culture with visual magic.
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Campione Arte: il borgo si specchia nel talento dei suoi artisti
Si è concluso il primo capitolo di “CAMPIONE ARTE – Artisti Campionesi”, la mostra collettiva che ha trasformato la Galleria Civica “Don Sandro Vitalini”, dal 14 febbraio al 15 marzo, in un vivace centro di riscoperta culturale. L’iniziativa, nata dal recupero di un progetto del 2020, ha voluto celebrare l’identità di Campione d’Italia attraverso le opere di chi ha saputo tradurre in immagini l’anima di questo territorio. L’esposizione ha riunito sei sguardi e sei storie differenti, creando un incontro unico tra generazioni. Il percorso espositivo ha presentato le opere di Umberto Bonetti, Sergio Piccaluga, Enrico Figini, Adriano Figini (padre e figlio) e Guido Cappatti. Questi artisti, legati alla feconda stagione creativa degli anni '70 e '80 e oggi scomparsi, hanno lasciato un’impronta indelebile che continua a dialogare con il presente. Accanto a loro, la mostra ha ospitato l’unico artista vivente di questa prima tappa, Roberto Belcaro. La sua pittura, definita “geniale e figurativa, ma tutt’altro che rassicurante”, ha svolto il ruolo di collante tra il passato e la contemporaneità, dimostrando che la comunità artistica campionese è ancora estremamente vitale e capace di interrogare il pubblico. Uno degli aspetti più toccanti dell’evento è stata la provenienza delle opere. Molti dei lavori esposti sono usciti per la prima volta dall'intimità delle case private grazie alla generosità delle famiglie degli artisti. Per i figli e i parenti, questi quadri non sono semplici oggetti, ma memoria e storia personale; il loro prestito è stato un atto di fiducia che ha permesso alla collettività di tornare a godere di una bellezza che appartiene a tutti. Camminando tra le sale, i visitatori sono diventati parte di un dialogo in cui le opere si sono illuminate, sfidate e completate a vicenda, offrendo una visione dell'arte non come semplice decorazione, ma come uno strumento per “sentirsi vivi”. “CAMPIONE ARTE” non è stata una celebrazione isolata, ma l’inizio di un percorso più ampio. L’Amministrazione Comunale ha infatti confermato che questa è solo la prima tappa di un progetto che vuole crescere: entro la fine dell’anno è prevista una seconda edizione che vedrà protagonisti altri artisti e nuove storie legate al borgo. Il successo di pubblico conferma che Campione non è solo un luogo geografico, ma un’ispirazione continua per chi sa guardare oltre la superficie delle cose.
Campione Arte: the village mirrors itself in its artists' talent
CAMPIONE
ARTE – Artisti Campionesi is a collective exhibition promoted by the Municipal Administration of Campione d’Italia to celebrate and rediscover the cultural identity of the village through the talent of its artists. Hosted at the “Don Sandro Vitalini” Civic Gallery from February 14 to March 15, 2026, the exhibition represents the first stage of a broader project aimed at building a visual memory of the community. The exhibition path brings six different perspectives into dialogue: the works of Umberto Bonetti, Sergio Piccaluga, Enrico Figini, Adriano Figini, and Guido Cappatti — artists linked to the creative season of the 1970s and 1980s who have since passed away — and those of Roberto Belcaro, the only living artist in the exhibition. The exhibition was made possible thanks to the generosity of the artists' families, who allowed works filled with personal history and memory to leave the intimacy of the home and become a shared heritage. The event is not limited to a celebration of the past but stands as an intergenerational bridge and a promise of cultural continuity, with a second edition already scheduled by the end of the year.

di Rosi Bernardi foto Archivio Galleria Civica



HaSculture, poesie e invenzioni: il mondo magico di Dario Verda in mostra
di Rosi Bernardi foto darioverda.ch

aperto i battenti lo scorso 28 marzo, presso la Galleria Civica “Don Sandro Vitalini” di Campione d’Italia, un’esposizione che sta già catturando l'attenzione di residenti e visitatori: “La forza dell’incompiuto”, la mostra personale dedicata a Dario Verda. Verda non è un artista comune. Classe 1936, ha trascorso gran parte della sua vita come imprenditore nel settore dell'edilizia, finché nel 1994 ha deciso di dare una svolta radicale alla sua esistenza per seguire una passione creativa travolgente. Oggi, nel suo atelier ricavato in un’antica masseria del Settecento a Manno, trasforma materiali pesanti e freddi come il ferro in opere cariche di vita, ironia e narrazione. La particolarità delle sue sculture risiede nel recupero. Verda utilizza oggetti di uso quotidiano — catene, vecchie putrelle, contenitori e frammenti metallici — reinterpretandoli attraverso la tecnica del ready-made. Sotto le sue mani e il calore del fuoco, questi scarti industriali si trasformano in animali stilizzati, personaggi della vita di tutti i giorni o scene simboliche. Molte di queste opere sono accompagnate da brevi testi o didascalie poetiche che ne espandono il significato, creando una vera e propria "storia" scolpita nel metallo. Ma Dario Verda è una figura poliedrica: l'artista è infatti anche poeta e inventore, con all'attivo persino due brevetti per biciclette progettate per muoversi sulla neve. Questa curiosità insaziabile si riflette nel suo legame profondo con il territorio ticinese e campionese, dove diverse sue opere sono già parte del paesaggio pubblico, come Il Punto Interrogativo (donato proprio a Campione d’Italia nel dicembre 2025) o La lavandaia a Bissone. L'esposizione, che resterà aperta fino al 26 aprile, presenta una selezione curata di sculture e pitture, offrendo uno sguardo completo sulla sua produzione: dalle lavorazioni dirette del ferro alle raffinate fusioni in bronzo. Un'occasione imperdibile, per tutto il mese di aprile, per scoprire come la materia scartata possa ritrovare forza e dignità attraverso l'immaginazione di un artista che ha saputo reinventarsi con coraggio.

Sculptures, Poems, and Inventions: the magical world of Dario Verda on display
Until April 26, the Galleria Civica in Campione d’Italia is hosting “The Strength of the Unfinished” (La forza dell’incompiuto), a solo exhibition dedicated to Dario Verda. The exhibition traces the unique journey of this artist who, after a career as a construction entrepreneur, has dedicated himself entirely to sculpture since 1994 in his Manno studio. He transforms recycled iron materials into vibrant, ironical, and poetic works. Through the use of the ready-made technique and by pairing sculptures with poetic captions, Verda — a multifaceted creator whose interests span from art to technical inventions — invites the public to discover the narrative dignity found in metal and everyday objects. This is an intimate portrait of an artist deeply rooted in the Ticino and Campione regions.
“LA FORZA DELL’INCOMPIUTO” esposizione personale
GALLERIA CIVICA Don Sandro Vitalini – Campione d’Italia
Dal 28 marzo al 26 aprile
Entrata libera
Per informazioni e visite fuori orario 004179 3448114
Dario Verda è uno scultore contemporaneo che ha sviluppato un linguaggio personale basato sull’uso di metalli e materiali di recupero, trasformati in opere dal forte carattere narrativo e ironico. Attivo tra Ticino e Campione d’Italia, ha realizzato sculture esposte sia in collezioni private sia in spazi pubblici, affiancando alla pratica artistica interessi per la poesia e l’invenzione tecnica.
FASHION & LUXURY
TOM DIXON
firma una collezione che esprime appieno la visione del celebre designer londinese, dove ricerca formale e sperimentazione materica si incontrano. Tra le proposte spiccano le Press Frosted, lampade in vetro pressato dalla finitura satinata che diffondono una luce morbida e sofisticata. Un equilibrio riuscito tra estetica minimale e innovazione tecnica, capace di interpretare lo spazio domestico con eleganza, carattere e contemporaneità.
Completano la collezione le Whirl Pendant, sospensioni dal carattere scultoreo ispirate all’Op Art. La forma a spirale e le superfici specchiate generano riflessi dinamici e pattern astratti, trasformando la luce in un elemento visivo in continua evoluzione. Un segno grafico e contemporaneo che dialoga con lo spazio con forza espressiva.
A questa ricerca si affiancano le SOFT di Tom Dixon, sospensioni dall’estetica essenziale e avvolgente. Ispirate alla perfezione quasi sferica dei pianeti, diffondono una luce calda e morbida grazie a una struttura in acciaio rivestita da un guscio in TPU diffusivo. Volumi leggeri ma presenti, capaci di riempire lo spazio con discrezione e creare atmosfere intime e sofisticate.



TOM DIXON has created a collection that fully expresses the vision of the famous London-based designer, where formal research and material experimentation come together. Among the proposals, the Press Frosted lamps stand out, made of pressed glass with a satin finish that diffuses a soft and sophisticated light. A successful balance between minimalist aesthetics and technical innovation, capable of interpreting the domestic space with elegance, character and contemporaneity.
The collection is completed by the Whirl Pendant, sculptural pendant lamps inspired by Op Art. The spiral shape and mirrored surfaces generate dynamic reflections and abstract patterns, transforming light into a constantly evolving visual element. A graphic and contemporary sign that interacts with the space with expressive force.
This research is complemented by Tom Dixon's SOFT, pendant lights with an essential and enveloping aesthetic. Inspired by the almost spherical perfection of the planets, they diffuse a warm and soft light thanks to a steel structure covered with a diffusing TPU shell. Light but present volumes, capable of discreetly filling the space and creating intimate and sophisticated atmospheres.
ATALIA Shop COMO con i suoi 3 showrooms nel centro storico di Como propone idee di arredamento alternativo ATALIA Shop COMO with its 3 showrooms in the historical center of Como offers alternative furniture ideas
SOFT
Press Frosted
Whirl Pendant
FASHION & LUXURY
LEONARDO ARTE&COLLECTIONS
presenta una selezione di arredi pensati per case uniche ed eclettiche, affiancata da un servizio di interior design su misura. Qui, il side table in ottone si distingue per il suo carattere scultoreo e materico: le superfici in brass, calde e riflettenti, dialogano con una struttura fluida e organica, trasformando il complemento in un vero elemento decorativo. Un oggetto dal forte impatto visivo, capace di aggiungere personalità e raffinatezza allo spazio.
LEONARDO ARTE&COLLECTIONS
presents a selection of furnishings designed for unique and eclectic homes, accompanied by a bespoke interior design service. Here, the brass side table stands out for its sculptural and material character: the warm, reflective brass surfaces interact with a fluid and organic structure, transforming the piece into a true decorative element. An object with a strong visual impact, capable of adding personality and refinement to the space.

IDEAKOMO
propone biancheria per la casa per la “mise en place” e la “literie” di altissima qualità, insieme a una selezione di articoli vintage di design e raffinati complementi d’arredo. Tra questi, Iside, caraffa in ottone 100% argentato, si distingue per la sua presenza scultorea e luminosa. Le superfici riflettenti e le linee essenziali trasformano un oggetto d’uso quotidiano in un elemento decorativo dal fascino senza tempo, capace di coniugare funzionalità ed eleganza.
A completare la proposta, il raffinato Cubo Bibita che unisce forma e funzionalità con un design pulito e contemporaneo. Realizzato con materiali pregiati e finiture curate, questo complemento si fa notare per la sua versatilità e la capacità di arricchire l’ambiente con un tocco di modernità discreta, ideale per accompagnare momenti di convivialità con stile.


IDEAKOMO offers household linen for “mise en place” and “literie” of the highest quality, along with a selection of vintage design items and refined furnishing accessories. Among these, Iside, a 100% silver-plated brass carafe, stands out for its sculptural and luminous presence. The reflective surfaces and essential lines transform an everyday object into a decorative element with timeless charm, capable of combining functionality and elegance.
Completing the range is the refined Cubo Bibita, which combines form and functionality with a clean, contemporary design. Made with fine materials and meticulous finishes, this accessory stands out for its versatility and ability to enrich the environment with a touch of discreet modernity, ideal for accompanying moments of conviviality with style.
ATALIASHOPCOMO
Como, Via Armando Diaz, 39 - 93 - 64
Side table in ottone
Iside Cubo Bibita
FASHION & LUXURY

ALYSONOLDOINI
ALYSONOLDOINI® Parfums è sinonimo di eccellenza italiana. L’azienda opera nel settore della profumeria artistica di alta gamma dal 2013. Il marchio ALYSONOLDOINI® racchiude un’eredità nobiliare importante appartenente alla famiglia Oldoini, originaria della Liguria.
ALYSONOLDOINI® Parfums is synonym of Italian excellence. The Company operates in the field of High range artistic perfumery since 2013. The brand ALYSONOLDOINI® encloses an important noble heritage belonging to the Oldoini family, native of Liguria.
ALYSONOLDOINI - Mimosa Ice Gold
Famiglia Olfattiva – Esperidato, Fruttato Limone, Cedro, Pepe nero, Fava Tonka, Zafferano.
Olfactive Family – Citrusy, Fruity Lemon, Cedar, Black Pepper, Tonka Bread Beans, Saffron.


ALYSONOLDOINI - Mimosa Ice Gold
La ritualità nel nebulizzare ogni fragranza richiama il concetto di momenti preziosi. Un viaggio in prima classe attraverso la memoria olfattiva. Alyson Oldoini presenta la fragranza Mimosa Ice Gold.

The ritual gesture of spraying each perfume recalls the concept of the return of precious moments, through a journey in first class in the olfactory memory.
ALYSONOLDOINI presents the Mimosa Ice Gold fragrance.
Via Pasquale Paoli 20, Como alysonoldoiniparfums.com luxuryboutique.alysonoldoiniparfums.com
FASHION & LUXURY

MONTECORE
Giubbino in Belseta, realizzato in pregiata microfibra, nota per il suo effetto scamosciato " mano pesca". Confortevole, versatile e leggero.
ROBERTO COLLINA
Polo in misto cotone e viscosa che combina la traspirabilità del cotone con la morbidezza e lucentezza setosa della viscosa.
BERWICH
Pantalone realizzato in 100% lino, lavorazione sartoriale con pinces e laccetti sui fianchi.
HENDERSON
Mocassino in pelle scamosciata, suola in lattice, versatile per tutte le occasioni.
Belseta jacket, made from high-quality microfiber, known for its suede-like texture. Comfortable, versatile, and lightweight.
Polo made of a cotton-viscose blend that combines the breathability of cotton with the softness and silky shine of viscose.

Trouser made of 100% linen, tailored with pleats and side tabs.
Suede leather moccasins with a latex sole, versatile for all occasions.

Piazza Duomo 10/11/13, Como peterci.it
FASHION & LUXURY
Giacca frange scamosciata
La giacca scamosciata color tabacco, taglio morbido, è il manifesto della frizzante stagione primaverile. Valorizzato da un gioco di lunghe frange a cascata che ondeggiando, questo capo disegna il movimento di ogni passo ed è perfetto per rendere il tuo look country chic e vivere la tua giornata rappresentando al meglio il tuo spirito libero.
The tobacco-colored suede jacket with soft cut is the manifesto of the breezy spring season. Accentuated by a play of long cascading fringes that sway, this piece traces the movement of every step and is perfect for giving your look country-chic vibe while living your day embodying your free spirit.


Stivale in pelle traforato
Stivale alto color bruciato dalla pelle morbida e la linea slanciata, offre un raffinato intaglio ipnotico di geometrie simmetriche e armoniche che rendono affascinante l’effetto di luce e movimento. Da abbinare a qualsiasi mise estiva di tutti i giorni, è la calzatura perfetta che incontra artigianalità, design e stile ricercato.
Blusa bucolica
Romantica e sofisticata, questa blusa in lino è adorna di delicati disegni floreali color pastello che evocano paradisi tropicali. La silhouette corta e morbida, valorizzata da una manica ampia e d efinita da un orlo smerlato, rende questa creazione impeccabile per un’idilliaca passeggiata al sole sul lago.
Romantic and sophisticated, this linen blouse is adorned with delicate pastel floral patterns that evoke tropical paradises. The short, soft silhouette-accentuated by a wide sleeve and defined by a scalloped hem-makes this piece impeccable for an idyllic sunny walk by the lake.
This tall, burnt-colored boot in soft leather with a sleek line features a refined hypnotic cut of symmetrical, harmonious geometries that make the play of light and movement captivating. Pair it with any everyday summer outfit-it’s the perfect footwear, where craftsmanship, design, and refined style meet.

TESSABIT
Via Vittorio Emanuele 67, Como
FASHION & LUXURY
Zegna overshirt
Zegna è oggi il brand di riferimento per l’abbigliamento maschile lussuoso e innovativo. Realizzata in misto cotone, questa overshirt presenta un colletto a punta, un’abbottonatura nascosta sul davanti e tasche con bottone sul davanti.
Zegna is now the benchmark for luxurious and innovative menswear. Crafted from a cotton blend, this overshirt features a point collar, a concealed front placket, and buttoned front pockets.


Fay pantaloni in gabardine
Pantaloni capri slim fit in gabardine stretch tinti in capo, con fondo risvoltato. Caratterizzati da tasche anteriori oblique, taschino portamonete e tasche posteriori a filetto con bottone, presentano una chiusura con zip e bottone.
Slim-fit garment-dyed stretch gabardine capri trousers with rolled hems. Featuring slanted front pockets, a coin pocket, and buttoned back welt pockets, they have a zip and button closure.
Santoni slip-on in pelle bottalata
Il modello realizzato in pelle bottalata è ricco di riferimenti all'heritage Santoni come il loop sul tallone in pelle sfumata e il decoro sul battistrada che richiama l'iconica doppia fibbia. La suola a cassetta in gomma flessibile assicura comfort per tutta la giornata.
Crafted from tumbled leather, it features references to Santoni's heritage, including the gradient leather heel loop and the tread detailing reminiscent of the iconic double buckle. The flexible rubber box sole ensures all-day comfort.

TESSABIT
Via Milano 107, Como
FASHION & LUXURY
Ballerina MIUMIU
Un’icona reinterpretata con sensibilità contemporanea. La ballerina Miu Miu unisce linee essenziali e dettagli ricercati, esprimendo una femminilità delicata ma consapevole. Versatile e sofisticata, accompagna con naturalezza sia look quotidiani che abbinamenti più ricercati.
An icon reinterpreted with contemporary sensitivity. These Miu Miu ballet flats combine clean lines with refined details, expressing a femininity that is both delicate and confident. Versatile and sophisticated, they elevate everyday and polished looks alike.


Borsa SAINT LAURENT
Strutturata e decisa, questa borsa Saint Laurent riflette un’estetica essenziale e senza tempo. Le proporzioni equilibrate e i dettagli iconici ne definiscono il carattere, rendendola un accessorio capace di completare con autorevolezza ogni outfit.
Abito CHLOÉ
Fluidità e leggerezza raccontano l’identità di questo abito Chloé. Le linee morbide e l’allure romantica creano un capo raffinato, pensato per valorizzare la silhouette con discrezione ed eleganza. Perfetto per occasioni speciali o per aggiungere un tocco sofisticato alla quotidianità.
Fluidity and lightness define this Chloé dress. Soft lines and a romantic allure create a refined piece designed to enhance the silhouette with understated elegance. Ideal for special occasions or for elevating everyday style.
Structured and defined, this Saint Laurent bag reflects a timeless and essential aesthetic. Balanced proportions and iconic details shape its identity, making it an accessory that completes any look with confidence.

TESSABIT
Como - Cernobbio - Menaggio - Bellagio
FASHION & LUXURY
Sneaker PRADA
Essenziale nelle forme e contemporanea nell’attitudine, la sneaker Prada unisce qualità dei materiali e ricerca estetica. Un modello versatile che completa con discrezione e stile i look casual più curati.
Essential in form and contemporary in attitude, these Prada sneakers combine material excellence with refined design. A versatile model that completes polished casual looks with understated style.


Zaino PORTER
Funzionalità e design si incontrano in questo zaino Porter, pensato per uno stile dinamico e contemporaneo. I materiali resistenti e l’estetica pulita lo rendono un accessorio pratico ma curato, perfetto per accompagnare la quotidianità urbana.
Giacca BALENCIAGA
Linee strutturate e proporzioni studiate definiscono questa giacca Balenciaga. Un capo che reinterpreta il tailoring in chiave moderna, capace di aggiungere carattere e presenza al look con un’eleganza decisa.
Structured lines and carefully balanced proportions define this Balenciaga jacket. A modern take on tailoring, it adds character and presence with confident elegance.
Functionality meets design in this Porter backpack, created for a dynamic, contemporary lifestyle. Durable materials and a clean aesthetic make it a practical yet refined accessory for everyday urban life.

TESSABIT
Como - Cernobbio - Menaggio - Bellagio


Cantù Arena sotto i riflettori internazionali
Sin dall’inizio della sua progettazione, Cantù Arena è stata in grado di catturare l’interesse del pubblico internazionale. La nuova venue è infatti la prima infrastruttura in Italia a essere costruita con la “Legge Stadi” e la prima a proporre il “Personal Seat License – PSL”. Si tratta inoltre di un impianto all’avanguardia, versatile e moderno, che ha fatto registrare un record nei tempi di approvazione del project financing (quattro anni contro gli otto in media della burocrazia italiana). Proprio di Cantù Arena si è parlato nelle scorse settimane al “Football Access Summit”, in programma al Cairo, in Egitto, e a Birmingham, in Inghilterra, al forum “The Arenas Operators and Developers World Summit”. Due occasioni importanti per accendere i riflettori sulla venue grazie agli interventi dell’Amministratore Delegato della società, Andrea Mauri. In Italia per costruire infrastrutture e impianti sportivi serve un iter lungo e burocraticamente complesso. Cantù Arena ha invece evidenziato un modello di lavoro in cui la
collaborazione tra parte pubblica e privata è stata fondamentale per la riuscita del progetto in tempi limitati, realizzando, per merito anche delle competenze del futuro gestore dell’Arena Legends Global, un’infrastruttura moderna e sostenibile dal punto di vista economico e sociale. Un impianto capace di ospitare eventi di genere differenti oltre il basket: pallavolo, tennis, hockey, concerti, fiere, spazi di coworking, business summit, e tanto altro. L’obiettivo è quello di avere un’arena viva che possa essere un punto di aggregazione per la città e le zone limitrofe. La posizione strategica della venue tra Milano e il lago di Como, vicina al confine con la Svizzera, rappresenta inoltre un indubbio vantaggio per il pubblico internazionale che si reca nel nostro territorio per turismo, ma anche per motivi di business nei settori del mobile, del tessile e dell’artigianato. Con l’apertura prevista entro la fine del 2026, Cantù Arena si prepara dunque a diventare un punto di riferimento per il mondo dell’intrattenimento italiano ed europeo.
foto Football Access e MMA Projects


Cantù Arena in the international spotlight
Since the beginning of the project draft, Cantù Arena has captured the interest of the international public. The new venue is the first infrastructure in Italy to be built under the “Legge Stadi” (Stadium Law) and the first to offer the “Personal Seat Licences” (PSLs). This is a cutting-edge, versatile and modern facility that set a record for the speed of project financing approval (four years compared to the Italian bureaucratic average of eight). Cantù Arena was discussed in recent weeks at the “Football Access Summit” in Cairo, Egypt, and at the “The Arenas Operators and Developers World Summit” in Birmingham, England. These were two important occasions to shine the spotlight on the venue thanks to the speeches given by the company's CEO, Andrea Mauri. In Italy, building sports infrastructure and facilities requires a long and bureaucratically complex process. Cantù Arena, on the other hand, has highlighted a working model where collaboration betwe-
en the public and private sectors has been fundamental to the success of the project in a limited time frame, creating, thanks in part to the expertise of the future operator of the Arena Legends Global, a modern and sustainable infrastructure from an economic and social point of view. The facility is capable of hosting a variety of events beyond basketball, including voleyball, tennis, hockey, concerts, trade fairs, co-working spaces, business summits and much more. The aim is to have a lively arena that can serve as a meeting place for the city and surrounding areas. The venue's strategic location between Milan and Lake Como, close to the Swiss border, is also an undoubted advantage for the international public who visit our region for tourism, but also for business reasons in the furniture, textile and craft sectors. With its opening scheduled for the end of 2026, Cantù Arena is set to become a landmark for the Italian and European entertainment world.

LUCA E MATTEO, UN LEGAME DI AMICIZIA IN BRIANTEA84
foto archivio Briantea84
Una storia di relazioni e di intrecci a testimonianza di come Briantea84 possa unire la vita di tante persone. Ecco il racconto di Luca Di Marzio e Matteo Orsenigo, due ragazzi di Montesolaro (frazione di Carimate, provincia di Como), entrambi classe 2004. Un’amicizia nata ai tempi dell’asilo e rafforzata dalla frequentazione delle stesse scuole, dell’oratorio e con la condivisione dell’amore per lo sport: da piccoli erano compagni di squadra nell’atletica a Mariano Comense. Passione portata avanti fino ad oggi, in cui Matteo svolge il ruolo di volontario come staff nel settore atletica di Briantea84 dove Luca Di Marzio si allena e gareggia come atleta. Le particolarità della vita: per la prima volta nello stesso ambiente, ma con due ruoli e punti di vista differenti. Luca, dal canto suo, diventerà fondamentale per l’approdo di Matteo in Briantea84 che inizia a svolgere un’attività di volontariato nell’associazione canturina grazie
agli scout. Lo guida a muovere i primi passi nel club, a scoprire lo sport paralimpico e a relazionarsi con gli atleti con disabilità. Doveva essere una parentesi di un anno, sono diventati ormai quattro: un punto fermo della quotidianità. Matteo Orsenigo: “In Briantea84 mi sono trovato subito bene, sia con gli atleti che con il gruppo staff. Ho incontrato il mio amico Luca e all’inizio è stato molto strano: siamo stati abituati a fare sempre le stesse cose, mentre qui abbiamo due compiti diversi. Al mio arrivo ero un po’ spaesato e Luca mi ha aiutato tantissimo nel mio inserimento. Tra l’altro sono anche molto contento di poterlo allenare perché è molto in gamba”. Luca Di Marzio: “Matteo riesce a farmi stare tranquillo e mi dà tantissimi consigli. Vederlo in Briantea84 mi ha sorpreso, ma poi mi ha reso tanto felice. L’ambiente qui è molto bello: ci si allena tanto per arrivare pronti alle gare e per raggiungere sempre nuovi obiettivi”.
LUCA AND MATTEO, A BOND OF FRIENDSHIP IN BRIANTEA84
A story of relationships and connections that shows how Briantea84 can bring people together. Here is the story of Luca Di Marzio and Matteo Orsenigo, two young men from Montesolaro (a hamlet of Carimate, in the province of Como), both born in 2004. Their friendship began in kindergarten and was strengthened by attending the same schools, going to the same youth club, and sharing a love of sport: as children, they were teammates in athletics in Mariano Comense. This passion continues today, with Matteo volunteering as a staff member in the athletics department of Briantea84, where Luca Di Marzio trains and competes as an athlete. Life's peculiarities: for the first time in the same environment, but with two different roles and points of view. Luca, for his part, will become instrumental in Matteo's arrival at Briantea84, where he begins volunteering with the Cantù association thanks to the scouts. He guides him in taking his first steps in the club, discovering Paralympic sport, and relating to athletes with disabilities. It was supposed to be a one-year interlude, but it has now become four: a fixture in his daily life. Matteo Orsenigo: "I immediately felt at home at Briantea84, both with the athletes and the staff. I met my friend Luca, and at first it was very strange: we were used to always doing the same things, while here we have two different roles. When I arrived, I was a little lost, and Luca helped me a lot in settling in. Among other things, I'm also very happy to be able to coach him because he's very talented." Luca Di Marzio: "Matteo manages to put me at ease and gives me lots of advice. Seeing him at Briantea84 surprised me, but then it made me very happy. The environment here is very nice: we train hard to be ready for competitions and to always achieve new goals."


UN OCCHIO AI GIOVANI TRA NEXTGEN E CANTURNAMENT
Mentre il campionato di Serie A prosegue a gran ritmo, Pallacanestro Cantù mantiene forte e saldo il suo legame con il mondo dei giovani. Nel mese di febbraio si è giocata infatti la fase finale della NextGen Cup, il torneo riservato alle squadre Under 19 dei sedici club della LBA. A rappresentare nella competizione l’Acqua S.Bernardo è stata la formazione del Progetto Giovani Cantù, il settore giovanile biancoblù, che si è resa protagonista di una vera e propria cavalcata. I ragazzi allenati da coach Luca Ansaloni non partivano con i favori del pronostico, dato che, per preservare la crescita di un gruppo di grande talento reduce da una finale Scudetto Under 17, la squadra è formata dai ragazzi nati nel 2008 e 2009, ovvero un anno sotto età rispetto alle rivali. Nella fase a gironi i biancoblù sono stati protagonisti di una esaltante rimonta e, grazie a quattro vittorie consecutive nelle ultime gare giocate, hanno strappato il pass per la fase a eliminazione diretta, gio -
cata a Torino nello stesso weekend della Coppa Italia di Serie A. Cantù è stata capace di stupire per l’ennesima volta, battendo con autorità l’APU Udine nei quarti di finale. Nella semifinale ha quindi affrontato la favoritissima Virtus Bologna, sfiorando l’impresa in una partita decisa soltanto all’ultimo possesso contro la formazione che si è poi aggiudicata il trofeo nella finale con Milano. L’Under 19 si ritufferà ora nel campionato, dove sta ottenendo ottimi risultati per continuare a raccogliere soddisfazioni sino al termine della stagione. Nel frattempo, avanza con il consueto entusiasmo anche l’edizione dell’High School Canturnament, il torneo di basket delle scuole della provincia di Como organizzato dal Club. Anche quest’anno è stato aggiornato il record di istituti coinvolti, con 15 squadre che si sono sfidate all’insegna dei valori dello sport e del fair play, in una competizione che li vedrà impegnati dentro e fuori dal campo sino alla finale del 18 aprile.
testo e foto Pallacanestro Cantù



A FOCUS ON YOUNG PEOPLE BETWEEN NEXTGEN AND CANTURNAMENT
While the Serie A championship continues at a fast pace, Pallacanestro Cantù maintains its strong and steadfast connection with the world of young people. In February, the final phase of the NextGen Cup was played, a tournament reserved for the Under-19 teams of the sixteen LBA clubs. Representing Acqua S.Bernardo in the competition was the Progetto Giovani Cantù team, the blue and white youth sector, which played a starring role in a real rollercoaster ride. The boys coached by Luca Ansaloni were not the favorites to win, given that, in order to preserve the growth of a highly talented group fresh from an Under-17 Scudetto final, the team is made up of boys born in 2008 and 2009, i.e., a year younger than their rivals. In the group stage, the Biancoblù staged an exciting comeback and, thanks to four consecutive victories in their last games, secured their place in the knockout stage, played in Turin on the
same weekend as the Serie A Italian Cup. Cantù managed to surprise everyone once again, beating APU Udine convincingly in the quarterfinals. In the semifinals, they faced the favorites Virtus Bologna, coming close to an upset in a game decided only at the last possession against the team that went on to win the trophy in the final against Milan. The Under-19 team will now dive back into the championship, where they are achieving excellent results to continue reaping rewards until the end of the season. Meanwhile, the High School Canturnament, the basketball tournament for schools in the province of Como organized by the Club, is also progressing with its usual enthusiasm. Once again this year, the record for the number of schools involved has been broken, with 15 teams competing in the spirit of sportsmanship and fair play in a competition that will see them engaged on and off the court until the final on April 18.

Giorgio Roda nuova sfida in ELMS 2026
di Redazione sportiva foto archivio Giorgio Roda
Nel 2026 Giorgio Roda affronterà una nuova stagione nell’European Le Mans Series con il Duqueine Team, iniziando un progetto che punta con decisione al titolo. Negli ultimi due anni Roda ha dimostrato una velocità straordinaria in qualifica, conquistando 20 pole position su 24 gare disputate. Un risultato che evidenzia la competitività e la costanza sul giro secco. Tuttavia, nelle gare endurance la sola velocità non basta: strategia, neutralizzazioni e affidabilità spesso determinano l’esito di un campionato. È proprio su questi aspetti che si concentrerà la stagione 2026. Il nuovo equipaggio unisce esperienza e giovani talenti di altissimo livello. Accanto a Roda correrà Doriane Pin, vincitrice della F1 Academy e development driver del Mercedes-AMG Petronas Formula One Team, considerata una delle giovani promesse più interessanti del panorama internazionale. Completa la line-up Richard Verschoor, protagonista in Formula 2 dove ha concluso la scorsa stagione al terzo posto, oltre a far parte del programma piloti del McLaren F1 Team. Con un team competitivo e una line-up che combina esperienza e velocità pura, l’obiettivo è chiaro: trasformare il potenziale mostrato nelle ultime stagioni in risultati concreti e puntare finalmente alla conquista del campionato ELMS.
Giorgio Roda new challenge in ELMS 2026
I n 2026, Giorgio Roda will tackle a new season in the European Le Mans Series with the Duqueine Team, embarking on a project that is firmly focused on winning the title. Over the past two years, Roda has demonstrated extraordinary speed in qualifying, securing 20 pole positions in 24 races. This result highlights his competitiveness and consistency over a single lap. However, in endurance racing, speed alone is not enough: strategy, neutralizations, and reliability often determine the outcome of a championship. It is precisely these aspects that will be the focus of the 2026 season. The new crew combines experience and young talent of the highest level. Alongside Roda will be Doriane Pin, winner of the F1 Academy and development driver for the Mercedes-AMG Petronas Formula One Team, considered one of the most promising young talents on the international scene. Completing the line-up is Richard Verschoor, a star in Formula 2 where he finished third last season, as well as being part of the McLaren F1 Team's driver program. With a competitive team and a line-up that combines experience and pure speed, the goal is clear: to transform the potential shown in recent seasons into concrete results and finally aim for the ELMS championship title.






CUCINA E CULTURA DEL TERRITORIO






Cucina & Cantina

Linguine al missoltino con finocchietto selvatico e bottarga di lago
Linguine with Missoltino, wild fennel and lake bottarga

Solesta Igt Terre Lariane
Bianco 2020 - La Costa

Capesante scottate con crema di piselli e crumble di prosciutto crudo
Seared scallops with peas cream and raw ham crumble

Molinar 2020 Extra BrutPojer & Sandri
di Davide Lacchini, Emanuele Riva
foto Carlo Pozzoni

Davide Lacchini
D avide Lacchini è nato a Como nel 1961. Attualmente Consulente di ristorazione e Gastronomico. Ha lavorato come responsabile del Ristorante Imbarcadero di ComoHotel Metropole Suisse. Ha ricoperto la carica di direttore e consulente gastronomico di Eventi Lariani srl, del ristorante “ InRIVA” Cernobbio. Ha avuto esperienze lavorative presso l'hotel Regina Olga, “Al musichiere”, Como; Paracucchi Locanda dell’angelo, Sarzana; ristorante club Canottieri Lario, Como; Grand hotel Serbelloni-Bellagio; Hotel Barchetta Excelsior, Como; Albergo Antico-Suisse; Hotel Principe di Savoia, Milano; Villa-mia, Torno; residenza della famiglia reale dell’Arabia Saudita; Casino’ di Campione d’Italia. Consulente e collaboratore del libro edito dalla Provincia di Como “Dal Lario alla Brianza”. Curatore editoriale del libro ”In cucina” prodotto dell’Associazione Provinciale dei Cuochi di Como. Sue le ricette rivisitate del libro "Le ricette del lago di Como". Insignito nel giugno 2014 del Cavalierato della Repubblica Italiana.

Emanuele Riva
C lasse 1984, lavora presso il locale di famiglia La Cava dei Sapori a Como, ristorante aperto nel 2005 e gestito dal 2007. A 23 anni diventa sommelier e viene selezionato per il concorso “Maschio Bonaventura, la ricerca dell’eccellenza” dedicato ai migliori corsisti. In seguito partecipa ad altri master di formazione sia in Italia che all’ estero e partecipa ad importanti concorsi nazionali come master del Sangiovese, master del Nebbiolo, master del Sagrantino ecc. Nel 2011 conquista il titolo di Miglior Sommelier Professionista della Lombardia. Dal 2010 al 2013 è sul palco del Miglior sommelier d’Italia. Secondo classificato Miglior Sommelier d'Italia 2013. Oggi è relatore per corsi di sommelier in alcuni istituti alberghieri della regione e collabora con alcune riviste del settore. Nel 2021 apre l’enoteca Millesimo a Carate Urio e nel 2023 rileva il confinante Ristorante Acquadolce nuovo punto di riferimento del Lago di Como.
Si ringraziano per la disponibilità e la collaborazione "CANTALUPPI LAB CUCINA" Cantaluppi Tavernerio spa Albese con Cassano forniture alimentari, sede della realizzazione delle ricette; l'Azienda Agricola Collina d'Oro - Faloppio - Como; il Cav. Vittorio Fanfarillo, Cifa srl Forniture Alberghiere, Lomazzo.

Linguine al missoltino con finocchietto selvatico e bottarga di lago
Ingredienti per 6 persone
420 g linguine trafilate al bronzo
3 missoltini
4 cucchiai di bottarga di lago
2 spicchi di aglio rosa
1 dl olio EVO della Tremezzina
90 g burro di latteria di buona qualità
30 Stimmi di zafferano “Collina D'oro”
1 limone biologico, finocchietto selvatico q.b.
Preparazione
Per prima cosa mettete in ammollo in ¼ di litro d'acqua tiepida gli stimmi di zafferano per circa 3 ore, mantenere. In una ampia padella, aggiungete dell'olio di oliva e imbiondite un paio di spicchi d'aglio privati dell'anima interna, levarli. Aggiungete ora i missoltini precedentemente privati delle squame, lasciati alcuni minuti immersi in acqua fresca, asciugati sfilettateli e tagliati a cubetti. Cucinateli a fuoco dolce sfumando con vino bianco, continuate fino a formare una crema. Lessate le linguine in abbondante acqua poco salata in quanto il missoltino e la bottarga sono già saporiti. Scolate la pasta al dente e versatela direttamente nella padella contenente la salsa, versate anche gli stimmi di zafferano e la loro acqua, aggiungete anche il burro a fiocchetti freddo e saltate le linguine fino a fine mantecatura. Spegnete il fuoco e aggiungete una pioggia generosa di bottarga grattugiata, il finocchietto finemente tritato e una grattugiata di scorza di limone dando un sentore di freschezza.
Linguine with Missoltino, wild fennel and lake bottarga
To serve 6
420 g bronze-cut linguine, 3 missoltini, 4 tablespoons of lake bottarga, 2 cloves of pink garlic, 1 dl Tremezzina extra virgin olive oil, 90 g good quality dairy butter, 30 “Collina D'oro” saffron threads
1 organic lemon, wild fennel to taste
Preparation
First, soak the saffron threads in ¼ litre of warm water for about 3 hours, then set aside. In a large frying pan, add some olive oil and brown a couple of garlic cloves with the inner core removed, then remove them. Now add the missoltini, previously stripped of their scales, left to soak in fresh water for a few minutes, dried, filleted and cut into cubes. Cook them over a low heat, adding white wine, and continue until a creamy sauce forms. Boil the linguine in plenty of lightly salted water, as the missoltino and bottarga are already flavourful. Drain the pasta al dente and pour it directly into the pan containing the sauce, add the saffron threads and their water, add the cold butter in small pieces and toss the linguine until well coated. Turn off the heat and add a generous sprinkling of grated bottarga, finely chopped fennel and grated lemon zest for a hint of freshness.
Solesta Igt Terre Lariane Bianco 2020La Costa
Questo vino è stato scelto per questo piatto per valorizzare elementi iconici del nostro territorio! La beva si concentra in un sorso sapido ed equilibrato sorretto da un’aspettata acidità classica del Riesling Renano. Per queste caratteristiche, ancor più determinanti se il vino riposa qualche anno in bottiglia, si abbina perfettamente a cucine moderne sfaccettate ma anche etniche con qualche elemento aromatico distintivo. La mineralità del riesling non manca e coinvolge l’olfatto per l’elegante pietra focaia, che lo rende un vero orgoglio delle terre lariane Igt, alla base note di erbe aromatiche e frutti bianchi dolci. Una curiosità sul nome Solesta, si lega all’antico popolo dei Celti che abitavano la valle del Curone sulle piramidi di Montevecchia dove oggi sorgono i vigneti della denominazione; il termine indica il carattere “solare” del vino a ricordo dei riti propiziatori per il solstizio d’estate.
This wine was chosen for this dish to highlight iconic elements of our territory! The taste is concentrated in a savory and balanced sip supported by the expected classic acidity of Riesling Renano. These characteristics, which are even more decisive if the wine is left to rest in the bottle for a few years, make it a perfect match for modern, multifaceted cuisines, but also ethnic cuisines with distinctive aromatic elements. The minerality of Riesling is not lacking and engages the nose with its elegant flintiness, making it a true pride of the Larian IGT lands, with underlying notes of aromatic herbs and sweet white fruits. An interesting fact about the name Solesta is that it is linked to the ancient Celtic people who inhabited the Curone valley on the pyramids of Montevecchia, where the vineyards of the appellation are located today. The term refers to the "sunny" character of the wine, in memory of the propitiatory rites for the summer solstice.



Capesante scottate con crema di piselli e crumble di prosciutto crudo
Ingredienti per 6 persone
18 capesante
360 g di piselli, 30 g di burro
3 fette di prosciutto crudo di Parma 2 dl olio oliva evo
germogli per guarnire q.b. sale e pepe bianco q.b. cristalli di sale Maldon q.b.
Preparazione
Cominciare preparando il crumble di prosciutto crudo croccante: disporre le fette di prosciutto tagliate sottili sulla carta forno sopra ad una leccarda e inserirla nel forno ventilato a 160°, lasciarle essiccare facendo attenzione che non si brucino. Una volta pronte toglierle dal forno e farle raffreddare. Successivamente tritarle finemente e metterle da parte. Poiché la capasanta ha un tempo di cottura molto breve, si andrà a preparare per prima la crema di piselli. Scottare per circa 5/8 minuti i piselli in acqua bollente e salata, scolarli i conservando almeno un bicchiere d'acqua di cottura. Versateli nel bicchiere del frullatore ad immersione, mixate e aggiungete poco alla volta l'acqua di cottura, l'olio e qualche fiocco di burro fino ad ottenere
la consistenza desiderata, esattamente una purea liscia e vellutata. Aggiustate di sale e pepe e versate la purea in un pentolino. Andrà poi riscaldata in seguito. Staccate la capasanta dalla conchiglia, pulitela, privatela del corallo che è la parte arancione e tenete solo il muscolo bianco centrale, lavatela in acqua fresca e asciugatela. Scaldate una padella antiaderente, aggiungete pochissimo olio e a fiamma forte rosolate velocemente i molluschi dorandoli da entrambe le parti. Aggiustate con qualche granello di sale Maldon e pepe. Impiattate adagiando sulla base la vellutata di piselli, poi le capesante alternate con qualche pisello intero, il crumble di prosciutto crudo e infine qualche germoglio per decorare.
Seared scallops with peas cream and raw ham crumble
To serve 6 18 scallops, 360 g peas, 30 g butter,
3 slices of Parma ham, 2 dl extra virgin olive oil, sprouts for garnish, to taste salt and white pepper, to taste Maldon salt crystals, to taste
Preparing
Start by preparing the crispy prosciutto crumble: place the thinly sliced prosciutto on baking paper on a baking tray and place in a fan oven at 160°C, allowing it to dry, taking care not to burn it. Once ready, remove from the oven and leave to cool. Then chop finely and set aside. As scallops have a very short cooking time, you will first prepare the pea cream. Blanch the peas in boiling salted water for about 5-8 minutes, then drain them, keeping at least one glass of the cooking water. Pour them into the glass of an immersion blender, blend and gradually add the cooking water, oil and a few flakes of butter until you obtain the desired consistency,
a smooth and velvety purée, then season with salt and pepper. Pour the purée into a small saucepan and set aside to heat up later. Remove the scallops from their shells, clean them, remove the orange coral and keep only the white muscle in the centre, wash them in fresh water and dry them. Heat a non-stick frying pan, add a little oil and quickly brown the scallops over a high heat on both sides, season with a few grains of Maldon salt and pepper. Now plate up by placing the pea purée on the bottom of the plates, followed by the scallops, alternating with a few whole peas, the prosciutto crumble and finally a few sprouts for decoration.

Molinar 2020 Extra BrutPojer & Sandri
Questo elegantissimo spumante Trentino, si distingue principalmente per la tipologia di uva utilizzata, una vera rarità trovare un Pinot Meunier in purezza, soprattuto in Italia! Vitigno di origine francese, proveniente dalla Champagne, il cui nome è noto come Pinot del Mugnaio per via della sua buccia puntinata e rosea. La scelta del nome Molinar vuole indicare quella conca della Val di Cembra dove sorgeva un vecchio mulino in località appunto Molini. I Sandri abitavano in quel luogo ed erano anticamente chiamati, in dialetto trentino, i Molinari. A metà degli anni 70 diventa la sede della Cantina e con l’enologo Mario Pojer, rendono famosa questa valle dal terreno porfirico in tutto il mondo! 9°C in calice leggermente ampio.
This extremely elegant Trentino sparkling wine stands out mainly for the type of grape used, a real rarity to find a pure Pinot Meunier, especially in Italy! A grape variety of French origin, from Champagne, whose name is known as Pinot del Mugnaio (Miller's Pinot) because of its dotted, rosy skin. The name Molinar refers to the basin of the Val di Cembra where an old mill once stood in the locality of Molini. The Sandri family lived in that place and were formerly known, in Trentino dialect, as the Molinari. In the mid-1970s, it became the headquarters of the winery and, with the oenologist Mario Pojer, they made this valley with its porphyritic soil famous throughout the world! Serve at 9°C in a slightly wide glass.

mecenati per scelta e per passione
Siamo partiti con grandi sogni e li abbiamo realizzati.
Abbiamo ancora traguardi da raggiungere e tanta voglia di sognare.
La vera forza sono i nostri associati.
Grazie a loro e a chi crede in noi.
Testimonial