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magic lake i riconoscimenti Cari Lettori,

Dear Readers,

Dear Dr. Casali, Dear Dr. Brunati, In connection with the celebrations dedicated to the 60th anniversary of the Italian Constitution, the article published in the magazine Magiclake was particularly effective and greatly appreciated. It highlighted the importance of the event in the appropriate manner it deserves, in consideration of the momentous relevance the occasion has assumed, also as a vehicle to raise awareness of the great values contained in the Constitutional Charter, the validity of which remains as solid as ever even after 60 years. Many thanks. With my sincere best wishes

Dear Dr. Casali, Dear Dr. Brunati, The President of the Republic has received the Magazine ‘Magiclake’ with the article on the 60th anniversary of the Italian Constitution and asks me to express his sincere appreciation of the editorial choice undertaken. I should also like to thank you personally for your attention and cooperation in disseminating the message of the Head of State on this significant occasion. I’m grateful for this opportunity to add my own best wishes to those of the President. Kindest regards

i riconoscimenti ricevuti da S.E. il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e, da S.E. il Prefetto di Como, Sante Frantellizzi, premiano il lavoro svolto finora e allo stesso tempo sono un motivo di incoraggiamento per noi e per la nostra redazione per consolidare sempre più l’attenzione ai valori della nostra nazione, della nostra storia e del nostro territorio che desideriamo condividere con tutti Voi. Gli Editori Daniele Brunati, Rosaria Casali

The recognition received from H.E. The President of the Republic, Giorgio Napolitano, and H.E. The Prefect of Como, Sante Frantellizzi, are an endorsement of our work so far, as well as being an encouragement to ourselves and our editorial team to place ever greater emphasis on our national values, those of our history and those of our area which we seek to share with all of you. The Editors Daniele Brunati, Rosaria Casali

MAGIC LAKE RECOGNITIONS

EDITORIALE


In copertina: Monica Bellucci (foto © 01Distribution) In the photo cover: Monica Bellucci

26 144 147 162 42 74 125 196 112 32 36 50 62 68 80 118 136 152 178 192 60

PEOPLE Ho baciato Monica I kissed Monica Tommaso Lipari: filmaker senza tv Tommaso Lipari: filmaker without Tv! Da ingegnere a... Paolo Mazzeo si racconta From engineer to Stylist, Paolo Mazzeo tells all... Tasèll, navigare da quattro generazioni Tasèll, four generation of navigators EVENTI Nobiltà a quattro ruote a Villa d’Este Nobility on four wheels at the Villa d’Este Vip e solidarietà al Charity Event VIPs and Solidarity at the Charity Event Un green pieno di Amici A green full of Friends Proposte, un’edizione da record Proposte, a record edition ANNIVERSARI Credito Valtellinese: 100 anni di storia Credito Valtellinese: 100 Years of History TERRITORIO Lario: un set aperto da oltre 80 anni Lario, an outside set for over 80 years E due film che hanno lasciato il solco And two Films Which have left their Mark Pognana Lario. Un paese da vivere a piedi Pognana Lario, a Village to experience on Foot Zelbio: 200 abitanti, 1000 storie Zelbio: 200 inhabitants - a thousand stories Salvatore Fiume. Canzo e la “sua” filanda Salvatore Fiume, Canzo and ‘his’ Spinning-Mill L’acqua, una risorsa vitale Water: a Vital Resource Mecenati per scelta Patrons of art by choice Una notte di fortuna piena a Campione d’Italia A night of full luck in Campione d’Italia In idrovolante alla scoperta dei laghi brianzoli Discovery Brianza’s Lakes in a seaplane Turismo verde sul Lago di Como Horticultural tourism on Lake Como Da Ossuccio al Rifugio Boffalora From Ossuccio to the Boffalora Shelter MUSICA Saperne di più sull’impegno musicale di BSI More about BSI commitment to music

sommario summary 168 84 98 106 90 95 174 182 186 189 198 200 202 204 116 131 140 146 150 166 172

SPECIALE VIAGGI Relais “La Sommità” Ostuni Relais ‘La Sommità’ Ostuni ITINERARI Una gita sui Navigli A sail on the Fleets L’anima del Lario da scoprire con Bruno Abbate Discover the soul of Lario with Bruno Abbate In sella a un’Harley sulle tracce di George On the Seat of a Harley on George’s Tracks SPORT Antonio Spallino. Viaggio da Melbourne a Pechino Antonio Spallino, Journey from Melbourne to Beijin Lariani a Pechino Lariani in Beijing Racchette d’autore a Villa Olmo Champion’s rackets at Villa Olmo Noi pedaliamo con le mani We Pedal with our Hands Joe Fly campione italiano Melges 24 Joe Fly Italian Champion in the Melges 24 Amici da corsa Amici Racing FOOD AND DRINK Ristorante Raimondi. Semplicemente unico Ristorante Raimondi. Simply Unique Ristorante Sociale. La tradizione a Palazzo Odescalchi Ristorante Sociale. Tradition in Palazzo Odescalchi Classe e glamour al Pepe Nero Class and Glamour at the Pepe Nero Joy! La cena è servita sul lago At Joy! Your Dinner served on the Lake ADVERTISING Navigazione, un’estate in crociera Navigazione: Cruise through the summer Tspa. Tremezzo Palace Tspa Tremezzo Palace Le minerali del Lago di Como Lake Como’s Minerals Porsche e Yacht. Si rinnova il connubio Porsche and Yacht. The Union is Renewed Pellicceria Elsa Oldoini. Una tappa, non un traguardo Pellicceria Elsa Oldoini. A step not a destination My coffee e Aroma Polti My coffee and Aroma Polti Classe SL. New generation Classe SL. New generation


e’ nata la prima spa per yachts. Immaginate di avere al vostro servizio del personale tecnico dagli elevati standard di competenza, dalla grande affidabilità e minuziosa attenzione per i dettagli. Immaginate di avere la possibilità di accedere ai più moderni e avanzati apparati diagnostici ed un canale diretto, che vi consenta di ottenere assistenza tecnica direttamente dal cantiere. Immaginate di avere a disposizione un cantiere capace di far fronte a qualsiasi tipo di esigenza, dalle manutenzioni ordinarie ai refitting completi passando per importanti lavori a scafo, sistema di propulsione ed impianti. 58

Adesso basta con l’immaginazione. L’assistenza, rimessaggio e ormeggio OTAM è già una realtà. Rilassatevi, al resto pensiamo noi.


Ho baciato

MONICA I kissed Monica

di Viviana Dalla Pria

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PEOPLE

Nelle pagine precedenti, Monica Bellucci e Lavinia Longhi durante la scena del bacio di “Sanguepazzo” (01distribution). A destra, Lavinia (delfuegomanagement) e Monica (Pascal Le Segretain/ Getty Images) sulla Croisette al Festival di Cannes On the previous pages, Monica Bellucci and Lavinia Longhi in the ‘Sanguepazzò film kiss scene. Right, Lavinia and Monica on the Cannes Festival Croisette

Monica Bellucci, Luca Zingaretti e Lavinia Longhi in alcune scene del film “Sanguepazzo” di Marco Tullio Giordana Monica Bellucci, Luca Zingaretti and Lavinia Longhi during some Marco Tullio Giordana’s film, ‘Sanguepazzo’, scenes

“Ho baciato Monica Bellucci”. Questa l’ultima voce del “curriculum vitae” di Lavinia Longhi, giovane attrice comasca diretta da Marco Tullio Giordana in “Sanguepazzo” dove ha recitato oltre che con la bellissima star anche con Luca Zingaretti (il “commissario Montalbano”). Il film presentato fuori concorso all’ultimo Festival del Cinema di Cannes ha suscitato parecchi rumors proprio a causa del bacio, anzi dei baci saffici tra le due attrici. «Sono state proprio queste le scene più difficili da interpretare – racconta la giovane attrice brianzola, Lavinia, che nella pellicola interpreta Diasy confida:

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«Prima delle riprese mi ero posta diverse domande, trovarsi di fronte a un’icona come Monica Bellucci mette sicuramente in soggezione. All’inizio è stato sicuramente imbarazzante. Ma lei è stata molto carina e disponibile. Pensavo a Monica come a una diva, ma poi, quando Marco Tullio Giordana me l’ha presentata il giorno prima del ciak, mi sono tranquillizzata. Si è dimostrata una persona molto gentile e alla mano e così la paura che avevo per questo contatto fisico si è trasformata in qualcosa di molto naturale». Anche grazie a un escamotage non necessario, ma che ha reso più fluida la scena. «Il copione prevedeva che fossi io a prendere l’iniziativa e a baciarla – spiega

la Longhi - Monica ha invertito i ruoli ed è stato più semplice». «Certo non mi aspettavo tutto il clamore suscitato proprio da queste scene. Il risultato è che ho ricevuto un grande regalo che mi ha portato fino a Cannes», prosegue Lavinia. Il loro incontro forse è solo casuale, o forse era già scritto dal destino. Doveva essere pur previsto che una giovane attrice di talento non solo avrebbe recitato con la diva italiana per eccellenza, ma addirittura l’avrebbe baciata, suscitando l’invidia e i sospiri di molti uomini. E scoprendo con lei legami insospettabili, tutti… brianzoli.

Non solo i tratti mediterranei dell’aspetto accomunano la giovane marianese, ora apparsa su tutte le riviste patinate mondiali vestita da Fendi grazie alla passerella francese, e Monica Bellucci, il miglior prodotto d’esportazione del cinema italiano. Il loro legame non è solo riconducibile all’amore per il cinema, ma incredibilmente e insospettabilmente le due attrici sono vicine anche nella relazione che hanno con il Comasco. La Longhi, come già detto, è nata e cresciuta a Mariano Comense, cittadina della Brianza Comasca; mentre è più particolare e meno noto il legame della Bellucci, notoriamente umbra di Città di Castello, ma che a Novedrate conserva uno splendido

legame con i parenti che di tanto in tanto va a trovare accompagnata dalla figlia Deva. E proprio quando Lavinia era all’inizio della sua carriera sognando il grande cinema, la splendida Monica passava a pochi passi per andare a trovare zii e cugini. Le due si sono sfiorate per poi rincontrarsi in una pellicola diretta da un maestro del cinema italiano. «Recitare su quel set è stato qualcosa di magico, tutto l’ambiente d’epoca era stato ricostruito con l’estrema attenzione che Giordana pone nei dettagli, tutto aveva un sapore magico. Nella pellicola la Bellucci e Luca Zingaretti ripercorrono la controversa vicenda di amore, morte e dipendenze di due tra i più importanti

divi del cinema italiano del Ventennio, Luisa Ferida e Osvaldo Valenti. Oggi Lavinia è appena tornata dalla Camarque dove ha interpretato il video dell’ultima canzone di Piero Pelù, “Il viaggio”. Della Francia conserva un bellissimo ricordo e non nasconde la tentazione, un giorno, di seguire le orme della Bellucci e provare la strada del cinema oltralpe. «La Francia mi è rimasta nel cuore, mi affascina e poi pare che alle attrici italiane porti quasi fortuna».

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“I kissed Monica Bellucci”. This is the last item in the Curriculum Vitae of Lavinia Longhi the young Como actress directed by Marco Tullio Giordana in ‘Sanguepazzo’, where she acted not only with the lovely star but also with Luca Zingaretti ( the ‘Commissario Montalbano’). The non-competing film at the last Cannes Film Festival gave rise to many rumors just because of the kiss, or rather Sapphic kisses between the two actresses. “Those scenes were the very ones which were the hardest to interpret”, recounts the young Brianza actress. Lavinia who plays Daisy in the film confesses: “Before shooting my mind was in a whirl; acting with an icon like Monica Bellucci is really rather daunting. But she was so sweet and helpful. I’d looked upon her as a diva, but as soon as Marco Tullio Giordana introduced me to her the day before filming I calmed down. She’s a nice down-to-earth person, so my fear of this physical contact turned into something quite natural”. (Also thanks to an unnecessary ploy which helped the scene flow smoothly). “The script envisaged my taking the initiative and kissing her”, explains Longhi, “but Monica switched things round which made it easier”. “I certainly never expected that this scene would cause such a hoo-ha. The outcome was a great gift – my ticket to Cannes”, Lavinia goes on. Their meeting was maybe a chance one, or maybe it was in the stars. It must surely have been foreseen that a young talented actress would not only act with the Italian diva par excellence but would actually kiss her, thus incurring the envy of large numbers of swooning men. Then discovering her unsuspected... Brianza connection! But the Mediterranean looks of the young Mariano actress now in magazines worldwide and dressed by Fendi thanks to French catwalks, are not the only things she has in common with Monica Bellucci, Italy’s best screen export. They aren’t just bound by their love of cinema, but incredibly and unsuspectedly the two actresses share a similar relationship with the Como area as well. As we said Longhi was born and grew up in Mariano Comense, a little town in Comascan Brianza; more particular but less well-known are the wonderful ties linking Bellucci (famous as being from Città di Castello in Umbria) with Novedrate, where she occasionally visits relations with her daughter Deva. And just when Lavinia was at the beginning of her career dreaming of big-screen success, Monica happened to pass by near her on her way to visit aunts, uncles and cousins. So the pair brushed past each other later to meet up again in a movie directed by a maestro of Italian cinema. “Acting on that set was sheer magic; the whole period setting was reconstructed with the extreme attention Giordana pays to detail – there was magic in the air. In the Film Bellucci and Luca Zingaretti relive the controversial affairs of love, death and mutual dependence of two of the leading stars of Italian cinema in the 1920s, Luisa Ferida and Osvaldo Valenti. Lavinia has just got back from the Carmargue where she took part in the video of Piero Pelù’s latest song ‘Il Viaggio’; France has a special place in her heart and she makes no secret of the fact that she might one day follow in Bellucci’s footsteps and launch her big-screen career beyond the Alps. “France is still in my heart; it fascinates me and Italian actresses there almost seem to be blessed with the Midas’ touch”.

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Sopra, a sinistra, Lavinia Longhi (delfuegomanagement). Sopra a destra, Monica Bellucci con l’ex sindaco di Novedrate, Serafino Grassi (www.comune.novedrate.co.it) e a Saint Moritz (Chris Jackson/Getty Images for St Moritz Polo Club AG) Left, Lavinia Longhi, above, Monica Bellucci with Novedrate’s ex-principal, Serafino Grassi and at Saint Moritz


TERRITORIO

LARIO Un set aperto da oltre 80 anni

Sopra, un set a Villa Erba di Cernobbio. A destra, Julia Roberts e George Clooney in “Ocean’s Twelve” (© Warner Bros. Pictures Inc.) Above a filmset at Cernobbio’s Villa Erba. Right, Julia Roberts and George Clooney in ‘Ocean’s Twelve’

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di Carlo Prevosti

Il recente amore dimostrato per le sponde del Lario da alcuni esponenti del mondo del cinema che hanno scelto il territorio di Como sia come set cinematografico, sia come luogo di residenza ha in realtà origini che risalgono ai pionieri del cinema. Fu Sir Alfred Hitchcock il primo nome celebre a scegliere i bucolici scorci di Villa d’Este come location per il suo lungometraggio d’esordio, “Il labirinto del piacere” (The Pleasure Garden). I protagonisti del film sceglievano infatti le verdi colline comasche come meta del loro romantico viaggio di nozze. Era il 1925. Il giovane Alfred Hitchcock, ancora lontano dai suoi più grandi capolavori, già aveva trovato nel Lago di Como un’arcadia dove sovente sarebbe tornato per riscoprire la quiete lacustre dell’Isola Comacina, subendo una particolare fascinazione per i temporali estivi che qui amava fotografare. Nel 1932 fu Greta Garbo, la diva di “Grand Hotel” (di Edmund Goulding), a definire divino lo splendido soggiorno a Villa d’Este sulle sponde del Lario, località da sogno che nel 1944 diventerà meta per il viaggio di nozze della meravigliosa Ingrid Bergman di “Angoscia” (Gaslight, di George Cukor), anche se nel mondo dell’età dell’oro di Hollywood la luna di miele rimane un sogno confinato all’interno degli studios e sarà realizzata solo nella finzione della pellicola. Anche il cinema italiano scopre i luoghi più belli del Lago di Como durante la Seconda guerra mondiale.

Nel 1941, il regista e scrittore Mario Soldati gira “Piccolo mondo antico”, ispirandosi al romanzo di Antonio Fogazzaro, e gli aneddoti raccontano come, con grande spirito di iniziativa, abbia utilizzato il motore di un aereo per increspare le acque del lago, troppo placide per le atmosfere che sognava per le sue riprese, e come sia tornato l’anno successivo tra il lago e la Val Solda per la sua trasposizione di “Malombra”, nuovamente ispirato dalla penna di Fogazzaro. Il dorato mondo di Cinecittà tornerà nei luoghi declamati dal Manzoni per raccontare la complicata esistenza di Alberto Sordi (“Una vita difficile”, di Dino Risi, 1961), oppure l’ultimo incontro di passione tra Robert De Niro e l’amata Elisabeth McGovern in “C’era una volta in America” (Sergio Leone, 1984) e più di recente gli intrighi tessuti da Giancarlo Giannini (“Come due coccodrilli”, di Giacomo Campiotti, 1994). Il fascino del Lago di Como ha però continuato a colpire anche autori provenienti dall’estero, portando sul Lario nomi come Max Ophuls che vi ambientò “La signora di tutti” (1934), René Clement per “L’amante di una notte” (Château de verre, 1950) ma soprattutto Vanessa Redgrave e Uma Thurman che con Alida Valli e Alessandro Gassman hanno ricostruito, per pochi giorni, l’incubo fascista vissuto dai paesi di Tremezzo e Dongo nel film “Un mese al lago” (A month by the Lake, di John Irvin, 1995). Recentemente è stato proprio il più celebre residente

del pittoresco paese di Laglio ad aver riportato il grande cinema: George Clooney ha infatti trasformato l’amato lago nella sede da cui agisce il suo gruppo “Ocean’s Twelve” (Steven Soderbergh, 2004). Non solo furti milionari, anche Daniel Craig, nei panni dell’agente James Bond di “Casino Royale” (di Martin Campbell, 2006), ha lasciato una traccia cinematografica nel Comasco. L’ultimo ospite lariano in termini di tempo è stato Antonio Banderas, protagonista del thriller “The Other Man”, diretto da Richard Eyre e girato a Cernobbio. Ma il lago è anche fantascienza; in questi luoghi infatti George Lucas ha scelto alcuni scorci dalla Villa Balbianello per ricreare l’idilliaco pianeta Naboo, dove si corona l’amore tra Anakin Skywalker (Hayden Christensen) e la principessa Amidala (Natalie Portman), in “Star Wars Episodio 2. L’attacco dei Cloni” (Star Wars episode 2. Attack of the Clones, di George Lucas, 2002) per poi riscoprire nella memoria anche un meno noto episodio della carriera cinematografica del regista cult Roger Corman, che sul Lario ambientò il suo “Frankenstein oltre le frontiere del tempo” (Frankenstein Unbound, 1990).

Sopra, Daniel Craig ed Eva Green in “Casino Royale” (© Sony Pictures) e Brad Pitt e Catherine ZetaJones in “Ocean’s Twelve” (© Warner Bros. Pictures Inc.). A sinistra, un documentarista della Disney a Plesio (© giovannisalici.com) Above, Daniel Craig and Eva Green in ‘Casino Royale’ and Brad Pitt and Catherine ZetaJones in ‘Ocean’s Twelve’. Right, a Disney’s documentary filmaker in Plesio

Il cinema sul Lago di Como è un set aperto da oltre ottant’anni, capace di raccontare una storia ricca di scoperte e curiosità ma con molti capitoli ancora da scrivere.

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Sopra e a sinistra, alcune immagini da “Il labirinto del piacere”. A sinistra, una scena di Guerre Stellari a Villa Balbianello (© Lucasfilm) e sotto, Clooney e Pitt in “Ocean’s Twelve” (© Warner Bros. Pictures Inc.) Above and left, some images by ‘The pleasure garden’. Left, a Star Wars scene at Villa Balbianello and below, Clooney and Pitt in ‘Ocean’s Twelve’

LARIO

An outside set for over 80 years The recent love for the banks of Lake Como shown by the world of the cinema by chosing our area both as film sets and as a place to live in has roots in fact dating back to movie pioneers. Sir Alfred Hitchcock was the first famous name to choose bucolic glimpses of Villa d’Este as the location for his debut full-length film The Pleasure Garden (Il labirinto del piacere). The main characters in the film chose the green Como hills for their romantic honeymoon. It was 1925 and young Alfred Hitchcock, long before he made his movie masterpieces, had already found an Arcady in Lake Como to which he would often return to rediscover the lacustrine tranquillity of Isola Comacina, being particularly fascinated by summer thunderstorms which he loved to photagraph. In 1932 it was Greta Garbo the diva in Edmund Goulding’s Grand Hotel who defined her splendid stay on the shores of the Lario as divine, in that dream locality which in 1944 was to become the honeymoon destination of wonderful Ingrid Bergman in Gaslight (Angoscia) by George Cukor, even though in Hollywood’s heyday Honeymoons were dreams confined to the insides of Studios enacted only in film fiction. The Italian cinema too was to discover Lake Como’s charms in the decade of the Second World War. In 1941 director and writer Mario Soldati shot Piccolo Mondo Antico, based on Fogazzaro’s novel; rumour has it that he showed great initiative by using an aeroplane engine to churn up the waters of the Lake considered too calm for the atmosphere he was seeking to achieve. He was back the following year between the lake and Val Solda for his film version of Malombra, once again inspired by the pen of Fogazzaro. The gilded world of Cinecittà was to return to Manzoni country to recount the complicated existence of Alberto Sordi (Una vita difficile by Dino Risi, 1961), and more recently the intrigues woven by Giancarlo Giannini (Come due coccodrilli by Giacomo Campiotti,

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1994). Lake Como has continued to cast its spell however on foreign film-makers as well: Max Ophuls set his La sigora di tutti (1934) there, Réné Clement his L’amanta di una notte (Chateau de verre, 1950), but especially Vanesse Redgrave and Uma Thurman who with Alida Valli and Alessandro Gassman reconstructed – for a few days – the fascist nightmare the villages of Tremezzo and Dongo went through, in the film A Month by the Lake (Un mese al lago) by John Irvin, 1995. More recently it was the picturesque village of Laglio’s most famous resident who brought the big screen back; the man himself George Clooney turned our beloved Lake into the scene of action of his group Ocean’s Twelve (Steven Soderbergh, 2004). It didn’t end with mega fraud: Daniel Craig too as Agent Janes Bond in Casino Royale (by Martin Campbell, 2006), left its movie mark pn the area. The latest Lario guest was Antonio Banderas starring in the thriller The Other Man directed by Richard Eyre and shot in Cernobbio. But the lake is science fiction too; here George Lucas chose glimpses of views from Villa Balbianella to recreate the idyllic planet Naboo where the love affair between Anakin Skywalker (Hayden Christensen) and Princess Amidala (Natalie Portman)

in Star Wars 2 - Attack of the Clones by George Lucas, 2002 – also reminiscent of a lesser episode in the screen career of cult director Roger Corman, who set Frankenstein Unbound, 1990 on Lake Como. Lake Como has been an open-air movie set for over 80 years telling tales full of discoveries and curiosities – and there are a lot more still to come!


TERRITORIO

And 2 Films Which have left their Mark

E due Film che hanno lasciato il solco

di Dario Campione

Ci sono film - ma anche libri, canzoni, opere d’arte – che tracciano il solco. Incidono un’epoca. Se ne appropriano, diventandone persino il simbolo. Altri film, altri libri rimangono in un cono d’ombra. Soffocati dall’indifferenza. Dimenticati presto assieme ai loro autori. Scorrendo la storia del cinema che ha fatto tappa sul Lago di Como troviamo due esempi di questo opposto destino. Un film di cui ancora oggi si parla, un classico “capolavoro”. E un altro ignorato, messo in disparte (eppure, almeno a mio avviso, altrettanto bello). Partiamo dal primo: “Una vita difficile”. Girato all’inizio degli anni ’60, interpretato da Alberto Sordi e Lea Massari, con la regia di Dino Risi. Il protagonista, Silvio Magnozzi (Sordi), è un giornalista. Ex ufficiale dell’esercito, si trova per caso a vestire la casacca del partigiano sulle montagne lariane, sopra Bellagio.

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Spera nella carriera di cronista ma finisce per fare il portaborse. Sconfitto dalla vita, in un sussulto di dignità scaraventa il suo datore di lavoro in piscina. Parabola senza lieto fine di un’esistenza sempre “difficile”, come recita il titolo, ma pur sempre autentica. Celebrato dalla critica, il film di Risi è una pietra angolare della commedia all’italiana. Tale resterà, per la bravura degli attori e per la lucidità della sceneggiatura. Il secondo tassello di questa nostra storia non ha avuto grandi riconoscimenti. Né altrettanta fortuna. “Un dramma borghese”, firmato nel 1979 da Florestano Vancini e interpretato tra gli altri da Franco Nero e Dalila di Lazzaro, narra un amore torbido tra padre e figlia. È un racconto chiuso, in tutti i sensi: la vicenda si svolge infatti in due camere comunicanti

di un albergo luganese (ricostruite dal regista negli ambienti del Grand Hotel Victoria, a Menaggio) e ha un finale angosciante. ’Il film è tratto da un romanzo di Guido Morselli, scrittore varesino (ma bolognese d’origine) suicidatosi nel 1973 dopo aver inutilmente bussato alle porte di tutte le case editrici italiane e sollecitato attenzione per i suoi romanzi. Dopo la morte, e forse grazie ad essa, i libri di Morselli vendettero milioni di copie. Un dramma borghese è anche questo: il riconoscimento postumo a un uomo che nessuno aveva voluto capire.

There are films – but also books, songs and works of art – which leave their mark. They define an era; they take it over and may even become its emblem. Other films or books are left in the shade; overwhelmed by total indifference they soon slip into oblivion as do their authors. Delving back into movie history connected with Lake Como we come across two examples of such totally opposite destinies: one film still talked about today – a classic ‘masterpiece’; the other one completely ignored, pushed aside (albeit, in my humble opinion, just as good). Let’s kick off with the first: Una vita difficile made in the early 1960s, starring Alberto Sordi and Lea Massari and directed by Dino Risi. The protagonist Silvio Magnozzi (played by Sordi) is a reporter. This former army officer ends up by chance in the guise of a partisan on the mountains of Lake Como above Bellagio. He hopes to make a career as a reporter but finishes up as a flunkey. Life’s all too much for him and when dignity unexpectedly takes over he throws his boss into a swimming-pool. It’s a parable with an unhappy ending about a ‘difficult’ life (as announced by the title), yet it rings true. Enjoying critical acclaim Risi’s film is a cornerstone of Italian comedy – and will continue to be so thanks to the actors’ masterly performances and its convincing screenplay. The second protagonist in our historical résumé was largely an unsung hero – and just as unlucky. Un dramma borghese (1979) by Florestano Vancini also starring Franco Nero and Dalila di Lazzaro tells of a father and daughter’s fraught love for each other. It’s a closed tale – : events unfold in two adjoining rooms of a Lugano hotel (reconstructed by the director in the premises of Grand Hotel Victoria in Menaggio) and ends in heartbreak. The film is based on a novel by Guido Morselli, a Varese writer (but originally from Bologna) who committed suicide in 1973 after unsuccessfully pestering Italian publishers to take a look at his novels. After his death – and maybe through it – Morselli’s books sold in their millions. And that’s what Un dramma borghese is all about too: posthumous recognition for a man nobody had wanted to understand.

A sinistra, alcune scene di “Una vita difficile” con Alberto Sordi e Lea Massari, e l’attore Franco Nero in uno dei suoi tanti film. Sopra, Dalila di Lazzaro (www.daliladilazzaro.com) Left, some scenes of ‘A difficult life’ with Alberto Sordi and Lea Massari, and the actor Franco Nero in one of his films. Above, Dalila di Lazzaro

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EVENTI

A destra, l’amministratore delegato di Villa d’Este, Jean Marc Droulers. Sotto, Villa Olmo, 1932, una due porte su telaio OM tipo 665 SMM presentata da Zagato. Nella pagina a fianco, le auto e gli invitati sulla Terrazza a Lago di Villa d’Este il 18 Settembre 1932 (foto Piero Vasconi, Archivio Storico Vasconi, Cernobbio) Right, the Villa d’Este Chief Executive Officer, Jean Marc Dorulers. Below a 2-siters car by Zagato on OM 665 SMN model chassis. On page 43, people and cars on Villa d’Este lake terrace 18th Spetember 1932

di P.An.

Nobiltà a quattro ruote a

Villa

D’ESTE 42

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Jean Marc Droulers ci accoglie nel parco di Villa d’Este. Di famiglia francese – il padre era imprenditore tessile e si stabilì sul Lario nel 1927 per non lasciarlo più – dal 1967 Droulers è ai vertici del grand hotel italiano più famoso nel mondo con la carica di amministratore delegato. L’incontro è per parlare del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, che Droulers, con il suo raffinato accento francese, misurando le parole e le pause, introduce così: «Un albergo non è solo un posto dove mangiare e dormire, ma dovrebbe essere essenzialmente un luogo di incontri. Deve suscitare delle occasioni di scambi culturali che sarebbero impossibili e impensabili in un soggiorno in un’abitazione. Per favorire la socializzazione servono anche gli eventi. Da quando sono qui ho cercato e creduto in pochi appuntamenti di altissimo livello e di qualità». Sì, i grandi eventi di Villa d’Este: Droulers iniziò con il tessile, la moda. Nei primi anni Settanta incontrò Giuseppe Jermi e Riccardo Mantero per proporre una rassegna dei tessuti di altissimo livello. Nacque Ideacomo, due appuntamenti l’anno, momenti di incontro tra i grandi stilisti, da Versace a Lagerfeld, che decidevano a Villa d’Este in che direzione sarebbe andata la moda mondiale. La fiera tessile cambierà poi pelle e si staccherà dal grand hotel. Ha una storia diversa, invece, il Concorso d’Eleganza. Il Concorso Internazionale d’Eleganza per automobili “Coppa d’Oro Villa d’Este” si realizza per la prima volta il 1° settembre 1929 per iniziativa congiunta dell’Automobile Club di Como, del Grand Hotel Villa d’Este e del Comitato di Cura di Como. La fama dei luoghi e l’impeccabile soluzione logistica che mette in gioco gli scenari inimitabili dei giardini di Villa Olmo e di Villa d’Este distinguono subito la manifestazione dalle numerose indette in altre pur celebri località di villeggiatura. Con oltre 80 concorrenti e vetture di primissimo livello già dalla prima edizione, il Concorso di Villa d’Este eguaglia per prestigio le analoghe manifestazioni di Monte Carlo e di Parigi. In un inconsapevole canto del cigno vince il premio di eccellenza un’Isotta Fraschini carrozzata Sala. «Il concorso era nato grazie ai designer e ai carrozzieri che alla fine degli anni Venti facevano il mondo dell’auto – spiega Droulers – Nel 1929 Milano era la culla delle carrozzerie speciali con i vari Farina, Castagna, Zagato e Touring. La Milano-Laghi è stata la prima autostrada realizzata in Italia, così Villa d’Este, luogo elitario, meta di clientela facoltosa e collocato al termine dell’autostrada, sembrò la località migliore per realizzare l’esposizione». Carrozzerie speciali, lusso, prestigio, dopo oltre un ventennio e altrettante edizioni del Concorso, il mercato dell’auto fuoriserie conosce tempi di crisi. L’evento originariamente previsto per il settembre 1951 non ha luogo: un comunicato Csai ne annunciava il rinvio sine die. Lo stato di crisi dell’attività carrozziera si era tanto aggravato da lasciar sopravvivere solo le pochissime imprese in grado di convertirsi a una attività industriale. «I carrozzieri milanesi subiscono negli anni Cinquanta il salto di qualità dei colleghi torinesi – ricorda Droulers – che si applicano nel diverso settore delle auto di serie, a edizione limitata. Bertone e Pininfarina diventano leader del mercato delle speciali. L’auto fuoriserie frutto della creatività dei carrozzieri milanesi viene considerata un oggetto del passato. Il veicolo prodotto in catena di montaggio è garanzia di modernità e affidabilità. Il mondo sta cambiando, sono anni in cui vi è disaffezione per il passato, si vendono i palazzi storici per vivere in nuovi appartamenti, i maggiolini per i mobili danesi». Si dovranno aspettare gli anni Settanta e Ottanta,

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Nobility on four wheels at the

Villa D’ESTE con la rinascita del collezionismo, prima di pensare di riproporre il concorso. Il primo tentativo nel 1986 non prende piede, mentre la riedizione del 1995 è un successo e da allora il concorso diventa un must per il mondo dell’auto. «L’appuntamento è ogni anno per l’ultimo weekend di aprile, subito dopo il Salone di Ginevra. Siamo riusciti a tenere elevatissima la qualità delle auto selezionate, aprendo anche alle concept car, un filone creativo che riprende gli albori del concorso e richiama ingegneri e responsabili del design delle auto a caccia delle tendenze future. Ogni anno sfilano 55 auto d’epoca e 15 concept car, sono 250 i giornalisti accreditati da tutto il mondo, ormai l’evento è nel calendario del lusso internazionale – commenta l’ad di Villa d’Este – Si stima che articoli con immagini del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este vengano sfogliati nei giorni dell’esposizione da 50 milioni di lettori in tutto il mondo. L’impatto dell’evento, anche a livello territoriale e di indotto, è grandissimo». Tra i proprietari delle auto esposte non sono neppure mancati ospiti stravaganti, come Helmut Newton, uno dei fotografi più audaci e celebrati del Novecento, con la sua “Newton-Mobile”. Grande amante delle quattro ruote, pochi mesi più tardi, nel gennaio 2004, l’artista morirà lungo il Sunset Boulevard di Los Angeles per un improvviso infarto mentre è al volante di una sfavillante Cadillac. Villa d’Este pensa e allestisce direttamente l’evento fino

al 2004, quando il gruppo Bmw già sponsor subentra anche per gli aspetti organizzativi. Dagli anni Novanta, il concorso ha visto migliorare di edizione in edizione i suoi contenuti. Oggi il programma è diviso tra una giornata al Grand Hotel Villa d’Este e una a Villa Erba. Il parco di Villa d’Este fa da cornice all’esposizione di circa 50 automobili d’epoca costruite tra gli anni Venti e Settanta, suddivise in categorie omogenee. La giuria formata da eminenti conoscitori del mondo dell’automobile assegna il premio “Best of Show”, offerto dal Gruppo Bmw, all’automobile che più di ogni altra sa esprimere bellezza, passione e unicità. Gli applausi e i voti del pubblico alle auto in gara decidono invece il vincitore del premio più tradizionale e ambito: la Coppa d’Oro Villa d’Este. Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este ha introdotto dal 2002 un nuovo premio riservato alle concept car e ai prototipi contemporanei e basato essenzialmente sul design e sulle sue tendenze, alcune delle quali verranno introdotte nella produzione del futuro. «Pochi eventi di altissimo livello, che cadenzano la stagione. Alcuni crescono come Ambrosetti, altri muoiono o continuano a svilupparsi lontano da qui per difficoltà di convivenza. Ora stiamo pensando a un appuntamento di altissima qualità legato al vino, ma è ancora troppo presto per parlarne», conclude Droulers.

Sopra, una delle auto che hanno preso parte all’ultima edizione del concorso (foto Sergio Baricci). A destra, Villa d’Este, 13 Settembre 1931, Josette Pozzo con la Gran Coppa d’Oro. L’Alfa Romeo 6C 1750 GS “Flying Star” della Carrozzeria Touring. (foto Piero Vasconi - Archivio Carlo Felice Bianchi Anderloni) Above, one of the cars at the concourse last edition. Right, the winner of Gran Coppa d’Oro, Josette Pozzo at Villa d’Este the 13rd September 1931. The car is an Alfa Romeo 6C 1750 GS ‘Flying Star’ by Touring Company

Jean Marc Droulers welcomes us to the Villa d’Este park. He is from a French family - his father was a textile entrepreneur who settled on the Lario in 1927 and never left. Since 1967, Droulers has been the administrator in charge of the most famous Grand Hotel in Italy. The meeting is to talk about the Villa d’Este Elegance Competition which Droulers introduces in the following way: “A hotel is not only a place to eat and sleep. It should essentially be a meeting place for cultural exchanges that would be impossible and unthinkable in a living room. Since I have been here, I have only supported a few events of the highest quality”. Yes, Droulers began with textile and fashion. During the early Seventies he met Giuseppe Jermi and Riccardo Mantero to prose an event with the highest quality textiles. Ideacomo was founded, with two meetings a year. At the Villa d’Este, Meetings between the best stylists, from Versace to Lagerfeld, decided what direction global fashion would take. The textile fair is no longer run at the Villa d’Este. The Elegance Competition has a different history. The International Elegance Competition for automobiles ‘Villa d’Este Gold Cup’ took place for the first time on the 1st of September 1929 due to the combined initiative of the Como Automobile Club, the Villa d’Este Grand Hotel, and the Como Curatorial Committee. The fame of the places, the impeccable

logistics put in place and the unmatchable gardens of Villa Olmo and Villa d’Este distinguished the location from other famous localities. With more than 80 participants and first edition cars of the highest quality, the Villa d’Este competition equaled in prestige those that were taking place in Monte Carlo and Paris. “The competition began thanks to designers and car manufacturers at the end of the Twenties” Droulers explains. “In 1929 Milan was the centre for specialized car manufacturers including Farina, Castagna, Zagato and Touring. The Milano-Laghi was the first Italian motorway. Thus it seemed the best place to establish the exhibition was the Villa d’Este, an elite place at the end of the motorway”. After more than twenty years and as many Competitions, specialized car manufacturers of custom-built automobiles experienced a period of crisis. The event originally predicted for September 1951, did not take place. The state of crisis had worsened so that only a few businesses able to convert to industrial activity survived. “During the Fifties, the Milanese car manufactures were surpassed by their colleagues in Turin who applied themselves to making limited edition automobiles. Bertone and Pininfarina became leaders of the specialized market. Custombuilt cars, a product of the Milanese car industry, were considered a thing of the past. The vehicle made on a production line was a guarantee of modernity and

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trustworthiness. The world was changing. These were years in which there was a desire to leave the past behind. People sold historic buildings to live in new apartments. Beatles were sold for Danish furniture”. It took until the Seventies and Eighties with the rebirth of collecting before it was possible to repropose the competition. The first attempt in 1986 was not successful. It became a success in 1995 and since then it has been a must in the automobile world. ‘”The event takes place every year during the last weekend in April. We succeeded in keeping the quality of the cars very high and in including concept cars, a creative line that has engineers and designers searching for future vehicles. Every year there is a parade of 55 vintage automobiles, 15 concept cars, and 250 accredited journalists from all over the world. The Villa d’Este ad comments that the event is on the international calendar. During the exhibition, it is thought that articles with images of the Villa d’Este Elegance Competition are read by 50 million readers all over the world. The impact of the event is enormous”. Some of the car owners who exhibit their cars are extravagant guests. Helmut Newton was one of the most daring and well known photographers of the Twentieth Century. In January 2004, he died on Sunset Boulevard when he had a heart attack behind the wheel of his Cadillac. The Villa d’Este has been putting on the event since 2004, when the BMW group, which was already a sponsor, took over its organization. Since the Nineties, the Competition has become better and better. Today the program is divided between a day at the Villa d’Este Grand Hotel and one at the Villa Erba. The exhibition at the Villa d’Este has about 50 vintage cars built between the Twenties and the Seventies, subdivided into homogeneous categories. The jury, made up of eminent conoisseurs from the

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automobile world, awards the ‘Best of Show’ prize, offered by the BMW group to the automobile that more than any other expresses beauty, passion and uniqueness. The public’s applause and votes for the cars that are part of the competition decide the winner of the most traditional and sought after prize: The Villa d’Este Gold Cup. In 2002, the Villa d’Este Elegance Competition introduced a new prize for concept cars and prototypes based on design ideas, some of which will be introduced in future production. Droulers concludes: “We are now thinking of an event that will be linked to wine, but it is still too early to speak about it”.

Sopra, un’immagine dell’ultima edizione del concorso (foto Sergio Baricci) Above, a last edition concourse image


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TERRITORIO

Pognana Lario

Un paese da vivere a piedi

di Mariantonia e Fiorenza Ronchetti

Sopra, via San Fedele, la scalinata che dalla Provinciale Lariana scende all’imbarcadero di Pognana. A destra, una veduta del borgo di Pognana (foto Augusto Santini) Above, the San Fedele street, a stairway that get you down by the Lariana street to the Pognana’s jetty. Right, a view of the village of Pognana

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LA CAVA RESIDENCE E YACTING CLUB “La Cava” Residence & Yachting club – struttura in sinergia con il Palazzo del Borgo di Como – è situata in riva al Lario, sulle pareti di una secolare cava calcarea. Residence di qualità superiore, è in grado di accogliere fino a 200 ospiti in confortevoli camere, suites o in appartamenti con terrazza o balcone. La Cava possiede tre sale riunioni da 20 a 150 posti, parcheggi per 80 autovetture, attracco motoscafi. Due ettari di parco, dove tra ulivi, cipressi, allori e palme trovano posto la piscina, il campo da tennis, da volley e la Club House con servizio di ristorazione, pizzeria e bar.

THE CAVA VILLAGE AND YACHTING CLUB The Cava Village and Yachting Club – synergy build with Palazzo del Borgo in Como – faces Lake, is endowed whit walls of secular calcareous mine. A first class residence, able to receive up to 200 people in refined rooms and suites or in furnished apartments. The Cava Village puts at disposition two meeting rooms that can receive from 20 to 150 people. Three hectares of parks, where along the olive-trees, the cypress, the laurels and the palm trees, you can find the swimming pool, the tennis court, a volley ball ground and a restaurant facing the lake.

Piccolo comune di 860 anime abbarbicato sul Monte Preaola, Pognana Lario è uno splendido balcone con vista lago, che accoglie il turista con la semplicità della sua gente e decine di tesori tutti da scoprire. Pognana è un paese da vivere a piedi, salendo e scendendo dalle stradine e dalle scalinate di pietra che legano il lago alla montagna. In cammino ben si coglie la dimensione di uno dei borghi più caratteristici e suggestivi della sponda est del Lago di Como. «La nostra forza è proprio saper offrire al turista e al residente un paese ancora non attaccato dal cemento – ci spiega il sindaco, Luigi Ballabio – abbiamo poche strade e al lago si arriva soltanto camminando, ma vi assicuro che vale la pena scendere le scale fino al pontile e percorrere via San Fedele o raggiungere la splendida spiaggetta di Quarzano, una riva solitaria dove l’acqua è balneabile». Il visitatore che paziente raggiunge la parte alta del paese, in località Canzaga, trova la chiesa dedicata a San Rocco. Ha un’unica navata, con un breve transetto coperto da volte a crociera, nella parte sinistra rimane un lacerto dell’affresco “Madonna con Bambino” dei primi del XVI secolo attribuito a Bartolomeo Benzi, pittore attivo anche a Torno e a Nesso, così come i dottori della Chiesa, affrescati sulle volte della prima campata. Scendendo verso il lago, nelle tortuose stradine coronate dalle belle cappelle in mosaico della Via Crucis (1973) si giunge alla chiesa parrocchiale dedicata al mistero della “Santissima Trinità”. La sua fondazione avvenne nei primi del Settecento per volere della facoltosa famiglia Rebay, l’interno è a navata unica, belli gli altari e le balaustre realizzate nello splendido marmo nero di Varenna, oltre che la pala dell’altare di destra con la visione di San Domenico, attribuita alla bottega del Nuvolone. Attraversando il “Ponte delle Capre” si raggiunge, attraverso il tracciato della Strada Regia, in località Rovasco, il gioiello di Pognana, la chiesetta dedicata a un famoso santo lacustre, San Miro. L’attuale edificio è frutto di una ristrutturazione del Quattrocento, ma il campanile resta nelle sue forme originali, risalente ai primi decenni dell’XI secolo. L’interno è ad aula unica, scandito in due campate da archi orizzontali. L’antichità della fondazione è ben documentata dall’affresco della “Madonna del Latte” sulla parte sinistra della prima campata, nonché da quelli sulla parete esterna sotto il suggestivo portico, raffiguranti San Cristoforo e due sante, databili ai primi del XIII secolo.

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L’arte e Pognana vivono anche oggi un forte connubio grazie allo scultore pognanese Bruno Luzzani, artista di fama internazionale che ha firmato creative e suggestive opere scultoree, come la stele per Fabio Casartelli ad Albese con Cassano, o la “Perla del Lario”, nell’atrio del Municipio di Pognana o la “Vergine Velata” donata a Papa Giovanni Paolo II per la sua visita a Como. Grazie a Luzzani e a un simposio internazionale che organizzò nel 1986, altre opere d’arte campeggiano in suggestivi angoli del paese. Le frazioni di Pognana (Canzaga, Sigiano, Riva di Pognana, Rovasco e Quarzano) sono anche il panorama che George Clooney si gode dalle finestre di Villa Oleandra a Laglio. Si deve perciò un po’ anche al centro lariano tra Faggeto e Nesso se l’attore si è innamorato della nostra terra.

La Cava Residence Pognana (Co) Via Matteotti, 1 Tel. +39.031.30.99.66 www.intouritalia.it

Sopra, il lago visto da una delle opere lasciate a Pognana dopo il simposio internazionale del 1986 Above, the a lake view from one of the sculptures left in Pognana after the international symposium of 1986

LA SAGRA DEGLI GNOCCHI Correva l’anno 1974 e la neonata Pro Loco di Pognana dava il via a quella che sarebbe diventata una delle sagre estive più celebri del Lago di Como e non solo. Dopo 34 anni di gloriosa attività e fama sempre crescente, gli gnocchi sono ancora rigorosamente

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fatti a mano (il giorno stesso della sagra), le salamelle vengono cotte sulla pietra ollare e i famosi missoltini sono serviti con la polenta. Tutti gli anni l’appuntamento è per il 16 agosto in occasione della festa di San Rocco. Non solo gnocchi negli appuntamenti gastronomici di Pognana. Il 6 luglio una serata a base di pesce di mare con gli Alpini, il 19 la festa della pastasciutta con vari tipi di sughi organizzata dal Cif (Centro Italiano Femminile) e il 30 agosto per la festa di fine estate l’associazione Genitori di Pognana inviterà residenti e turisti a gustare il “Buscel”: una sorta di focaccia, dolce povero tradizionalmente a base di farina, acqua e sale che nel corso degli anni si è arricchito con zucchero, cipolle, mele o uvette. LA STRADA REGIA È una mulattiera ben fornita di ponti e gradoni che seguiva la sponda orientale del ramo di Como dal capoluogo a Bellagio. Gli esperti della Società Archeologica Comense con il contributo della Comunità Montana del Triangolo Lariano, prima attraverso le mappe catastali e poi sul terreno, hanno rispolverato il vecchio tracciato di 35 km, ora sostituito dalla Provinciale 583. Chiare indicazioni sono apposte sul percorso, un’esperienza unica per chi volesse intraprendere questa splendida passeggiata che collega Pognana a tutti gli altri piccoli centri dei dintorni attraverso boschi e vallate in una suggestiva cornice tra cielo e lago.

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Pognana Lario

A Village to experience on Foot A little Municipality of 860 souls perched on Monte Preaola, Pognana Lario is a splendid balcony overlooking the lake where tourists will be given a simple welcome and can discover a real treasure trove. Pognana’s a village to be walked in, climbing up and down the alleyways and stone flights of steps joining the lake to the mountain. Walking’s a good way to get a feel for one of the most typical and evocative hamlets on the Eastern Shores of Lake Como. “Our strength is being able to offer tourists and locals a village not yet overwhelmed by concrete”, explains the mayor Luigi Ballabio.

“We have few roads and you can only get down to the lake on foot, but rest assured it’s well worth going down the steps to our wharf and walk along Via S.Fedele or down to our lovely little beach called Quarzano, a cut-off part of the shore where you can bathe”. Visitors who patiently climb up to the top of the village to the locality of Canzaga will come across the church dedicated to San Rocco. It has one nave with a short transept covered by cross-braced vaults, and on its left-hand side bears the remains of an early 16th century fresco ‘Madonna with Child’ attributed to Bartolomeo Benzi, a painter who was also active in Torno and Nesso, as were the Doctors of the Church painted as frescoes on the first bay vaults. Going down towards the lake through the tortuous little streets crowned by the fine mosaic chapels of the via crucis (1973), you reach the parish church dedicated to the mystery of the ‘Most Holy Trinity’. Founded in the early 1600s it was commissioned by the affluent Rebay family; it has one nave, beautiful altars and balustrades sculpted from magnificent black Varenna marble, as well as an altarpiece on the right-hand altar with San Domenico’s vision, attributed to the Nuvolone studio. By crossing the ‘Ponte delle Capre’ you can go over the Strada Regia road and see Pognana’s jewel in the locality of Rovasco, the little church dedicated to a famous lake saint San Miro. The current building dates back to restoration work undertaken in the

1400s, but the bell tower is the original one from the first decades of the 11th century. Inside it’s a one-hall construction, split into two bays by horizontal arches. The structure’s ancient origins are confirmed by the fresco ‘Madonna of the Milk’ on the left-hand side of the first bay, as well as those on the outer wall beneath the evocative porch depicting San Cristoforo and two saints dating back to the early 13th century. Art and Pognana live happily side by side even today thanks to Pognana sculptor Bruno Luzzani, an internationally acclaimed artist who has sculpted such creative and evocative works as the stars for Fabio Casartelli in Albese con Cassano, the Perla del Lario in the foyer of Pognana Town Hall, and the Vergine Velata donated to Pope John Paul 2nd on his visit to Como. In 1986 thanks to Luzzani and an international symposium various works of art were showcased in evocative corners of the town. Pognana’s hamlets (Canzaga, Sigiano, Riva di Pognana, Rovasco and Quarzano) are also part of George Clooney’s view from the windows of Villa Oleandra in Laglio. So the midlake stretch between Faggeto and Nesso is partly responsible for the actor’s love affair with our area. THE FEAST OF GNOCCHI It was back in 1974 when Pognana’s newly-born Pro Loco came up with what was destined to become one of the most renowned summer festivals on Lake Como and even further afield. After 34 years of operational glory and ever increasing fame, the gnocchi are still

rigorousy made by hand (on the same day as the festival), the horseshoe-shaped salami are barbecued on a thin baking slab, and the famous missoltini (typical salted lake shad) and polenta are enjoyed. The feast always falls on 16th August to mark that of S.Rocco. But Pognana’s gastronomic extravaganzas aren’t just about gnocchi: on 6th July the Alpini are holding a seafish evening, on the 19th it’s the turn of pasta plus various sauces organised by the CIF (Italian Ladies’ Centre), and on 30th August at the endof-summer festival the Pognana Parents’ Association will be inviting holiday-makers and locals to sample some ‘Buscel’ – a kind of focaccia, a peasant sweet traditionally based on flour, water and salt which over the years has been vamped up with sugar, onions, apples or raisins.

Da sinistra, la Strada Regia, una scalinata che porta al lago e una alle frazioni a monte, un giardino nei pressi del cimitero, il pontile della Navigazione e uno scorcio del lago Left to right, the Regia Street, a stairway leading to the lake and a stairway to the upstream fractions, a garden near the cemetery, the sailing jetty and a peep of the lake

THE STRADA REGIA This is a mule track with bridges and terraced-steps which used to go round the eastern bank of the Como branch from that town to Bellagio. Como Archeological Society with a grant from the Comunità Montana of the Lariano Triangle (first by referring to land registry maps and then via on-site studies) has managed to trace and reinstate the 35-km track, now replaced by the 583 provincial road. The route is well-signposted; enjoy the unique experience of going on this splendid walk connecting Pognana to all the other surrounding hamlets through woods and glens to the evocative backdrop of the sky and the lake.

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MUSICA

Fondata nel 1873 a Lugano, BSI SA è la banca più antica del Canton Ticino. Dal 1998 è interamente controllata dal Gruppo Assicurazioni Generali. Presente sui principali mercati finanziari internazionali, il Gruppo BSI è specializzato nella gestione patrimoniale e nei servizi destinati alla clientela privata e istituzionale. Possiede sette succursali in Svizzera. BSI svolge un ruolo di promotrice nel campo della musica classica, integrando questa attività nella sua politica di comunicazione, caratterizzata dalla creazione di legami personalizzati e dalla condivisione di passioni comuni con i clienti. BSI è attiva anche nel mecenatismo musicale, in quanto mette a disposizione degli artisti strumenti musicali di valore. Ad esempio, recentemente ha acquistato il violino Guarneri del Gesù, 1737, ex Panette, per Renaud Capuçon.

Saperne di più sull’IMPEGNO musicale di BSI

unico tra maestro e allievo. Inoltre BSI sostiene finanziariamente dal 2004 la formazione e lo sviluppo artistico di giovani musicisti che si distinguono per il loro talento all’interno del programma BSI Talent Programme (Borse di studio per giovani talenti). Un comitato composto da musicisti internazionali è stato incaricato di selezionare i candidati. I borsisti partecipano inoltre agli eventi musicali organizzati da BSI. Attualmente, i giovani che beneficiano di una borsa BSI sono i violinisti Jonian Ilias Kadesha (1992), Laura Zarina (1987) e Lia Petrova (1990), e i pianisti Khatia Buniatishvili (1987) e Denis Kojoukhine (1986). PROGETTO MARTHA ARGERICH Nel 2002 BSI ha promosso e sostenuto la nascita del Progetto Martha Argerich a Lugano, una manifestazione imperniata sul carisma della celebre

pianista argentina. Una ricca costellazione di artisti si ritrova a fianco di Martha Argerich, per una ventina di giorni, allo scopo di preparare e presentare una serie di concerti da camera, sinfonici e recital, talvolta inediti. Nel contesto della manifestazione si sono esibiti numerosi artisti di grande fama, come Mikhaïl Pletnev, Misha Maisky, Piotr Anderszewski, Renaud e Gautier Capuçon, Lylia Zilberstein, Nicholas Angelich, Gabriela Montero, Ivry Gitlis, Jorge Bosso, Alexander Rabinovitch-Barakosky, Diego Fasolis e Alexander Vedernikov, alcuni dei quali, fedelissimi al Progetto, ritornano a ogni edizione. La trasmissione da parte delle radio europee dei concerti registrati nell’ambito del Progetto Martha Argerich, che sono anche distribuiti dalla casa discografica EMI, nonché le nomine ai Grammy Awards, testimoniano la qualità musicale e culturale del Progetto. La settima edizione del Progetto Martha Argerich si

terrà come di consueto a Lugano dal 9 al 28 giugno 2008. Due direttori di spicco faranno quest’anno la loro comparsa nella rassegna. Al Palazzo dei Congressi il 14 giugno Mikhail Pletnev sarà sul podio dell’Orchestra della Svizzera italiana per accompagnare alcuni solisti (la violinista Dora Schwarzberg, il pianista Vladimir Sverdlov) e soprattutto Martha Argerich e Alexander Mogilewsky nella “Fantasia Elvetica” su temi popolari svizzeri per due pianoforti da lui stesso composta. Charles Dutoit chiuderà il festival il 28 giugno accompagnando la protagonista nel “Concerto n. 3” di Prokof’ev, Renaud Capuçon nel “Concerto n. 1” di Bartók, Nicholas Angelich nel “Concerto in sol” di Ravel e Geza Hosszu-Legocky nella “Havanaise” di Saint-Saëns.

around the personality of the great Argentine pianist. A glittering constellation of musicians gather alongside Martha Argerich for almost twenty days to rehearse and present a series of concerts of chamber music, symphonies and recitals, including some that have never been heard before. Many famous musicians have performed at the Progetto Martha Argerich, including Mikhaïl Pletnev, Mischa Maisky, Piotr Anderszewski, Renaud and Gautier Capuçon, Lylia Zilberstein, Nicholas Angelich, Gabriela Montero, Ivry Gitlis, Jorge Bosso, Alexander Rabinovitch-Barakosky, Diego Fasolis and Alexander Vedernikov. Concerts recorded at the Progetto Martha Argerich have been broadcast by European radio stations, released by EMI and nominated for Grammy Awards, providing confirmation of the Project’s musical quality and cultural resonance.

Da sinistra, Renaud Capuçon (© Alix Laveau) Palazzo Riva e Palazzo BSI (© Carlo Simonetti) e Martha Argerich (© Alix Laveau)

PROMOZIONE DI GIOVANI TALENTI BSI Monaco Music Masters nasce nel 2006 dalla collaborazione tra BSI e l’Académie de Musique Fondation Prince Rainier III. Questa iniziativa offre l’opportunità ai giovani talenti del Principato di Monaco, ma anche ai giovani borsisti dei grandi conservatori stranieri, di beneficiare dei consigli dei più celebri maestri nell’ambito di sessioni esclusive. Si tratta di due incontri l’anno, della durata di tre giorni ciascuno, che vedono la partecipazione eccezionale del violinista Renaud Capuçon. A partire dal 2008, a cadenza biennale, si terrà un seminario internazionale di perfezionamento in quattro discipline musicali della durata di una settimana. Queste master classes permettono l’instaurazione di un clima di lavoro

More about BSI commitment to music Founded in 1873 in Lugano, Switzerland, BSI SA is the oldest bank in the Italian-speaking Swiss canton. In 1998 the Generali Insurance Group assumed 100% control of the bank. The BSI Group specialises in asset management and services for private and institutional clients, and is present on all the main international financial markets. It has seven branches in Switzerland. BSI also organises classical music events as part of its communications strategy, which is centred on forging personal links and engaging in cultural and leisure pursuits with clients. BSI’s musical sponsorship also

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extends to the provision of prestigious and extremely valuable instruments. An example of this is the Guarneri del Gesù violin, 1737, ex Panette, which BSI recently acquired for Renaud Capuçon. PROMOTION OF YOUNG TALENT The BSI Monaco Music Masters Project, a collaboration between BSI and the Académie de Musique Fondation Prince Rainier III, was launched in 2006. This project enables talented young musicians from Monaco and young scholarship-holders from other big overseas conservatories to benefit from the advice of the great masters in exclusive sessions. It is about two three-day sessions led by the great violinist, Renaud Capuçon. From 2008, a week-long international masterclass in four musical disciplines will be held every two years. These masterclasses will foster a unique working relationship between master and pupil. Since 2004, BSI has been financially supporting the training and artistic development of young musicians who have shown particular talent through the BSI Talent Programme (Scholarship for young talent). A committee of international musicians is responsible for selecting the candidates. The scholarship-holders are given also the opportunity to take part in musical events organised by BSI. The young musicians currently holding a BSI scholarship are: violinists Jonian Ilias Kadesha (1992), Laura Zarina (1987) and Lia Petrova (1990), and pianists Khatia Buniatishvili (1987) and Denis Kojoukhine (1986). PROGETTO MARTHA ARGERICH In 2002, BSI sponsored the launch in Lugano of the Progetto Martha Argerich, an initiative revolving

The seventh edition of the Progetto Martha Argerich will take place in Lugano from 9 to 28 June 2008. Two conductors now much in view will participate in this year’s series. Mikhail Pletnev will appear on the podium of the Orchestra della Svizzera Italiana at the Palazzo dei Congressi on 14 June to accompany several soloists: the violinist Dora Schwarzberg, the pianist Vladimir Sverdlov and, above all, Martha Argerich and Alexander Mogilewsky, who will play the two-piano piece Fantasia Elvetica on Swiss Folk Themes, composed by Pletnev himself. Charles Dutoit will close the festival on 28 June, accompanying our protagonist in Prokof’ev’s Third Piano Concerto, Renaud Capuçon in Bartók’s First Violin Concerto, Nicholas Angelich in Ravel’s Piano Concerto in G and Géza Hosszu-Legocky in SaintSaëns’s Havanaise.

Left to right, Renaud Capuçon, Riva Building and BSI Building and Martha Argerich

INFO Per ulteriori informazioni: For further information: www.bsi.ch/BSI-Moments www.bsi.ch/MarthaArgerich 61


ZELBIO:

200 abitanti, 1000 storie di Matteo Vanetti foto Viviana Dalla Pria

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TERRITORIO

Con i suoi 200 abitanti circa Zelbio è tra i più piccoli comuni della provincia di Como, ma è anche una piccola perla verde incastonata sui fianchi del Monte San Primo, in posizione dominante sul Lago di Como. Un paesino – come ne esistono sul nostro territorio – dalle grandi possibilità di sviluppo turistico se solo si credesse un po’ di più nelle sue potenzialità. Oggi vi portiamo a fare un breve, ideale, giro con noi in questa piccola realtà, certi che riusciremo a solleticare la vostra curiosità cosicché – dopo – vorrete conoscere Zelbio di persona. Zelbio, in dialetto “Gelbi”, si trova, come accennato, sulle alture del Lago di Como a 802 metri sul livello del mare. Il territorio comunale si sviluppa invece da un’altitudine minima di 700 metri a una massima di 1.630 in corrispondenza del Monte San Primo. Confina con Sormano, Veleso, Bellagio, Lezzeno e Nesso. Il comune si estende su una superficie di 467 ettari. Il nome del paese era anticamente “Gelbi”, pare derivato dal sanscrito “Ji’vri” (vecchio) o “Jala” (acqua). L’origine sembra ricavarsi anche da “Gerb” (Zerb), ossia acerbo. Il secondo dopoguerra coincise con uno sviluppo turistico di Zelbio, che anche grazie al vicino Piano del Tivano si impose come meta turistica di un certo rilievo, ancorché non pienamente utilizzata per le proprie notevoli potenzialità. Circondato dai monti Palanzone, Cippei, Preaola e San Primo (che, con i suoi 1.682 metri, è la vetta più alta di tutto il Triangolo Lariano). Il Piano, suddiviso amministrativamente tra i Comuni di Zelbio e Sormano, rappresenta la via di comunicazione tra la vallata di Nesso e la Vallassina, la valle di Asso. Da sempre dedita alla pastorizia e all’agricoltura, l’economia zelbiese ha attraversato periodi difficilissimi, tanto che, nei primi anni del 1900, tantissimi zelbiesi decisero di emigrare nel resto d’Italia o, molto spesso, anche all’estero, soprattutto in America. Fra i personaggi che hanno caratterizzato il secondo dopoguerra zelbiese, e sono stati tanti, spicca don Mosè Pertusini, parroco per oltre 50 anni,

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dal 1946 al 2003, anno della sua morte. Una delle perle di don Mosè è senz’altro costituita dal “lavoro ai fianchi” di Paolo Sorbini, fondatore della Also Enervit. Erano i primi anni ’70 e don Mosè riuscì a convincere il “dottor Sorbini” che Zelbio era il luogo adatto in cui sviluppare la sua attività. A distanza di oltre trent’anni i fatti gli hanno dato ragione. In effetti oggi Enervit (che si appresta a essere quotata in Borsa) è la società leader in Italia nel campo dell’alimentazione sportiva e la principale azienda del Triangolo Lariano: un vero e proprio vanto per Zelbio. «Zelbio ha vissuto anni difficili in cui si è temuto anche lo spopolamento completo – spiega Giuseppe Sorbini, da storico sindaco del paese – Oggi questo pericolo è stato scongiurato e la situazione si è stabilizzata. Ma per una vera e propria inversione di tendenza c’è bisogno di nuove iniziative. Noi siamo convinti che la priorità debba essere il turismo e in questa direzione stiamo principalmente rivolgendo i nostri sforzi». In questi ultimi anni Zelbio ha messo in cantiere molti progetti, fra i quali spiccano la ristrutturazione delle stradine interne del centro storico con una pavimentazione particolare, l’edificazione dell’eliporto per l’elisoccorso del 118 al Pian del Tivano e, soprattutto, la ristrutturazione e la riapertura dell’Asilo Stoppani-Schiavetti. In chiave turistica Sorbini ha un sogno, realizzare un campo da golf proprio al Pian del Tivano. «In località “Fraccia”, dove c’è una vasto e bellissimo terreno di proprietà comunale. Un’eventualità resa ancor più appetibile dalla recente costruzione dell’eliporto che potrà essere usato anche a scopo turistico». LA SAGRA DEI SAPORI E DEI PIZZOCCHERI Nata solo due anni fa si è subito imposta come un appuntamento di rilievo nel periodo estivo grazie alla quantità e alla qualità del cibo che ha richiamato nel pieno del mese di luglio centinaia di avventori alla ricerca di relax e di fresco. Quest’anno la sagra dei sapori e dei pizzoccheri è in programma domenica 20 luglio e sarà affiancata (in

via sperimentale) da una novità, la degustazione del “Parà”. Di cosa si tratta? Venite il 20 luglio a Zelbio e lo saprete. L’ABATE E IL GOLEADOR Personaggio di rilievo di Zalbio fu prima di tutto l’abate Antonio Stoppani, autore del celeberrimo libro “Il bel paese”. Nato nel 1824 da famiglia zelbiese, una lapide ricorda, ancor’oggi la casa di famiglia edificata dal padre dell’abate, Giovanni Maria. Originario di Zelbio era anche un grande campione di calcio, Angiolino Schiavio, capocannoniere e campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1934, autore fra l’altro del gol decisivo nella finale contro la Cecoslovacchia. Per info è consultabile il sito www.comune.zelbio.co.it

Sotto, il Municipio di Zelbio con il Monumento ai Caduti, il percorso della Via Crucis e “Casa Stoppani”, a destra, la chiesa di San Paolo Converso Below, Zelbio’s town-hall, the Calvary journey and “Casa Stoppani”, right, the Saint Paolo Converso Church

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Zelbio: 200 inhabitants a thousand stories

the highest peak in the Lariano Triangle), the Tivano Plain is subdivided administratively between the Municipalities of Zelbio and Sormano, and connects the Nesso Valley to Vallassina (the Asso Valley). The economy which has always been based on grazing and agriculture went through very difficult times, so much so that in the early 1900s many of the villagers decided to emigrate to other parts of Italy or often even abroad, especially to America. Many people left their mark on post-war Zelbio with Don Mosè Pertusini standing out as the parish priest for over 50 years, from 1946 to 2003 when he died. One of Don Mosè’s achievements was definitely the support he gave to Paolo Sorbini, the founder of Also

With around 200 inhabitants Zelbio is one of the smallest municipalities in the Province of Como, but it’s also a little ‘green’ gem set on the side of Mount San Primo in a dominant position overlooking Lake Como. A village – like others in our area – with great tourist potential, if only such potential were more appreciated. Today we’re going to take you on a short ideal tour with us round this little village, and we’re sure we’ll manage to arouse your curiosity so that you’ll later want to get to know Zelbio for yourselves. Zelbio (in dialect ‘Gelbi’) stands – as we said – on the heights above Lake Como at 802 metres above sea level. The height of this local area ranges between 700 and 1630 metres on Mount San Primo. It’s surrounded by Sormano, Veleso, Bellagio, Lezzeno and Nesso. The municipality covers an area of 467 hectares. The hamlet’s original name used to be Gelbi, said to be derived from the Sanskrit Ji’vri (old) or Jala (water), but it might also be from Gerb (Zerb), i.e. sour. The period after the 2nd World War was to see Zelbio’s development as a tourist attraction which was further enhanced by the vicinity of Piano del Tivano, although its full potential was never really exploited. Surrounded by the mountains of Palanzone, Cippei, Preola and San Primo (whose 1682 metres make it

Enervit. Back in the early 1970s Don Mosè managed to persuade ‘Dr Sorbini’ that Zelbio was the right place to set up his business. Thirty years later events have proved him right; today Enervit (shortly to be listed on the Stock Exchange) is in fact the leading Italian company in the field of energy foods, and the main company in the Lariano Triangle: a real honour for Zelbio. “Zelbio went through hard times when it risked being totally abandoned”, explains Giuseppe Sorbini the village’s legendary mayor. “Today that risk has disappeared and the situation is now more stable. But to ensure this trend remains positive new enterprise is needed. We’re convinced that tourism is the answer, and it’s in this direction that we’re mainly focussing our efforts”. Over the last few years Zelbio has carried out several schemes including the restoration of the historic centre’s inner streets with special paving, the building of a heliport on the Tivano Plain for the 118 air rescue service and, above all else, the renovation and reopening of the Stoppani-Schiavetti Preschool. On the tourist front Sorbini’s dream is to landscape a golf course on the Tivano Plain. “In the locality of ‘Fraccia’, where there’s a lovely wide piece of land belonging to the council. This project is even more attractive due to the recent construction of

Sotto, una veduta del Pian del Tivano Below a Pian del Tivano view

a heliport which could also be used by tourists”. THE FESTIVAL OF TASTES AND PIZZOCCHERI Just 2 years old it caught on immediately as a summer event thanks to the great quantity of good food on offer in mid-July to hundreds of visitors seeking relaxation in a cool place. This year the festival of tastes and pizzoccheri is planned for Sunday 20th July, together with ‘Parà’. What’s that? Come to Zelbio on 20th July and you’ll find out...! THE ABBOT AND THE STRIKER We must first mention the abbot Antonio Stoppani, author of the famous book ‘Il bel paese’, who was born in Zelbio in 1824 as were his parents; a tablet still testifies that the family house was built by the abbot’s father Giovanni Maria. Another native of Zelbio is the great football champion Angiolino Schiavo, main striker and world champion with the Italian National Team in 1934, who also scored the deciding goal in the final against Czechoslovakia. For further information check out website http://www.comune.zelbio.co.it

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TERRITORIO

Salvatore

FIUME

CANZO e la “sua” filanda di Claudio Berni

Salvatore Fiume nel salone dell’ex filanda con “L’Urogallo” di vimini esposto alla Triennale di Milano nel 1991. A sinistra, l’ex filanda oggi Salvatore Fiume in the hall of ex-spinney with the wickers “Urogallo” exposed at Milan Triennale in 1991. Left, the ex-spinney today

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“Grandissima è la sua casa. Modesta, ma grandissima. Per poterla avere così grande, Fiume è andato ad abitare a Canzo, sistemandosi nei locali di una vecchia filanda, addossata a un dirupo boscoso… Si entra in un cortile dall’aspetto abbandonato… ci si trova infine nell’abitazione piena di luce, allegra e avventurosa… Eccoci in uno dei più vasti, se non il più vasto, studio di pittore che esista in Italia…”. Così Dino Buzzati descrive sul “Corriere della Sera” del 16 dicembre 1956 la sua visita all’ex filanda di Canzo, abitazione e atelier dell’amico Salvatore Fiume, uno dei più importanti artisti del Novecento, che vi visse e lavorò dal 1946 al 1997, anno della sua morte. Fiume, nato a Comiso nel 1915, si trasferisce a Canzo nel 1946 da Ivrea, dove aveva lavorato alla Olivetti come art director, per dedicarsi interamente alla pittura. Preso in affitto un piccolo appartamento nel centro del paese, inizia a lavorare in una vecchia filanda dell’Ottocento in disuso, detta Villa Verza, che riesce ad acquistare nel 1952 e l’anno successivo ad abitare con la famiglia. Negli anni in cui Fiume visse e lavorò nella filanda di Canzo, l’edificio subì varie trasformazioni adattandosi di volta in volta alle nuove esigenze creative dell’artista, che attraverso una produzione vastissima ha via via vestito gli abiti di pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo. Nel 1950, per esempio, il grande salone fu utilizzato per ospitare le enormi tele (48 metri di larghezza per 3 di altezza) che Fiume dipinse nell’arco di oltre un anno – su commissione del famoso architetto Gio Ponti – per il salone di prima classe del transatlantico Andrea Doria, poi affondato nel luglio del 1956 al largo dell’isola di Nantucket nell’Oceano Atlantico. Dal 1953 alcune zone della filanda furono attrezzate per la produzione della ceramica, riattivando anche un antico forno a legna per la cottura. In seguito altri locali furono adibiti alla produzione di serigrafie e litografie che Salvatore Fiume preferiva realizzare in proprio. Nei primi anni ’70, acquistata una nuova ala del cortile, l’artista siciliano utilizzò il grande salone del secondo piano per realizzarvi le sue enormi sculture, famose in tutto il mondo. Poi, nel 1972, lo trasformò in una sala da concerti per oltre trecento posti, facendovi costruire un grande organo che, per alcune stagioni, fece di Canzo una piccola capitale della musica organistica in Italia. Cessate le attività concertistiche, dopo la scomparsa nel 1976 della moglie, Ines Gualazzi, che ne era stata la principale animatrice, l’organo fu donato alla chiesa di Asso. Oggi quel salone ospita un’esposizione di opere di Salvatore Fiume e lo studio della figlia Laura, anch’essa pittrice e designer, dopo essere stata per lunghi anni allieva del padre. E proprio Laura – sostenuta dal marito, Paolo Ruocco, dal fratello Luciano e da alcuni fidati collaboratori – in questi anni si è dedicata all’importante e prezioso lavoro di catalogazione dei documenti e delle opere del padre, ha mantenuto vivo lo straordinario patrimonio artistico della filanda (nel frattempo ristrutturata e “rimessa in ordine”) e, tra le tante attività, ha dato anche un importante contributo all’allestimento di rassegne in Italia sull’opera del padre. Attualmente è aperta all’Auditorium-Parco della Musica di Roma, fino al 31 luglio 2008, la mostra “Mito e classicità alle soglie della metafisica”, che abbraccia un arco produttivo che va dagli ultimi anni

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Salvatore FIUME, Canzo and ‘his’ SpinningMill

’30 al 1992 e raccoglie 86 opere, tra dipinti, disegni, acqueforti, illustrazioni e sculture. Questa esposizione è l’occasione per mettere in evidenza e approfondire alcune idee di Salvatore Fiume tra le più originali: le “Città di Statue” e le “Isole di Statue” (1947-1996), le “Ipotesi” (1983-1989) e le sculture chiamate “Casualità Archeologiche” e “Ricostruzioni Museali” (1992-1994). Oggi l’intera filanda, divenuta sede della “Fondazione Salvatore Fiume”, è uno straordinario e affascinante museo ed è aperta per visite guidate su appuntamento (la si può raggiungere in auto, oppure con il treno delle Ferrovie Nord – la fermata è alla stazione di Asso – a pochi passi dalla stessa filanda). L’idea di quest’ultima trasformazione funzionale si deve all’iniziativa del Fai che ne propose l’apertura al pubblico nella Giornata di Primavera del 26 marzo 2005.

Salvatore Fiume al lavoro nel 1978 con la scultura della “Fontana del vino” Salvatore Fiume at work in 1978 with the sculpture “Fontana del vino”

“His house is huge. Modest, but huge. To afford such a big place, Fiume went to live in Canzo, setting up home in the premises of an old spinning-mill next to a wooded gorge... You enter an apparently abandoned courtyard... ending up in a dwelling full of light, gaiety and adventure... Here we are in vast, possibly the vastest artist’s studio in Italy... “That’s how Dino Buzzati described his visit to the former Canzo spinning-mill in Corriere della Sera on 16th December 1956, the residence and atelier of his friend (a leading 20th century artist) Salvatore Fiume, where he lived and worked from 1946 to his death in 1997. Born in Comiso in 1915 Fiume moved to Canzo in 1946 from Ivrea where he had worked at Olivetti as art director, in order to devote his whole life to painting. After renting a small flat in the town centre, he began working in an abandoned 19th century spinning-mill called Villa Verza which he managed to purchase in 1952 where he moved the following year with his family. During the time Fiume lived and worked in the Canzo mill, the building underwent various transformations as it was adapted to the changing creative moods of the artist whose huge turn out would every so often see him in his guise of a painter, sculptor, architect, writer and set designer. In 1950 for example the great hall was used to house the enormous canvasses (48-metres wide x 3-metres high) that Fiume painted in just over a year – commissioned by the famous architect Gio Ponti – for the first class lounge of the liner Andrea Doria, which was to sink in July 1956 off the island of Nantucket in the Atlantic Ocean. From 1953 some of the mill’s floorspace was equipped to produce china, and an old wood furnace was recommissioned to fire it. Later on other rooms were adapted for screen printing and lithographic work which Salvatore Fiume preferred to undertake himself. After acquiring a new courtyard wing in the early 1970s, the Sicilian artist used the great second floor hall to craft his huge world-famous sculptures. Then in 1972 he turned it into a concert hall seating over 300 people and had a great organ built in it, which for a few seasons made Canzo a little capital of organ music in Italy. This all came to an end in 1976 with the death of his wife Ines Gualazzi who’d been the driving force behind it, and the organ was donated to the church in Asso. Today the hall houses an exhibition of Salvatore Fiume’s works and his daughter Laura’s studio; she too is a painter and designer having learnt from her father for many years. And she’s the very one (with backing from her husband Paolo Ruocco, her brother Luciano and various other trusted colleagues) who over the last few years has devoted her time to the vital job of cataloguing her father’s documents and

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A destra, Luciano e Laura Fiume (con il marito Paolo Ruocco) nel soggiorno dell’appartamento all’interno dell’ex filanda. Sotto, Salvatore Fiume nel 1953 e l’interno dell’esposizione Right, Luciano and Laura Fiume, (with her husband Paolo Ruocco),

in the living room of the apartment inside the ex-spinnery. Below, Salvatore Fiume in 1953 and an exhibition interior

INFO Per informazioni e per prenotare visite guidate For information and to book conducted visits Fondazione Salvatore Fiume, via Alessandro Verza 68, Canzo (CO). Telefono 031.681230; fax 031.672528; info@fiume.org; sito Internet: www.fiume.org. www.laurafiume.it.

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works, as well as keeping the mill’s remarkable artistic heritage alive (which in the meantime has been revamped and ‘sorted out’) and has, among all her other commitments, also made a major contribution to setting up exhibitions in Italy of her father’s work. Currently on in the Auditorium-Parco of the Musica di Roma (20th June-31st July 2008) is the exhibition ‘Mito e classicità alle soglie della metafisica’, embracing a span of production from the late 1930s up until 1992 with a collection of 86 works including paintings, designs, etchings, illustrations and sculptures. It’s an opportunity to highlight and study in depth some of Salvatore Fiume’s more original ideas: the

Città di Statue and the Isole di Statue (1947-1996), the Ipotesi (1983-1989), and the sculptures called Casualità Archeologiche and Ricostruzioni Mussali (1992- 1994). Nowadays the whole mill which is now a trust called the ‘Fondazione Salvatore Fiume’ is in effect an extraordinary and fascinating museum also open for conducted visits requiring prior booking (easily reached by car, you can also get there on a Ferrovia Nord train – get off at Asso station, not far from the Mill). This last transformation in its function was a brainchild of the FAI who suggested opening to the public for the Giornata di Primavera on 26th March 2005.

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EVENTI

Associazione Amici del “Centro Dino Ferrari”

Vip e solidarietà al CHARITY

EVENT

foto Paolo Sicardi

A sinistra, Villa Erba a Cernobbio. A destra, Vittorio Feltri, Arturo Artom, Oscar Giannino e Adriano Teso. Sotto, Luisa Corna Left, Villa Erba in Cernobbio. Right, Vittorio Feltri, Arturo Artom, Oscar Giannino and Adriano Teso. Below, Luisa Corna

Sopra, Andrea e Maria Buccellati Above, Andrea and Maria Bucellati

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Un grande avvenimento di beneficenza è stato ospitato a fine maggio a Villa Erba, il galà benefico “2008 Charity Event”, organizzato dall’associazione Amici del “Centro Dino Ferrari” per la diagnosi e la terapia delle malattie neuromuscolari e neurodegenerative. Il Centro è attivo all’Università di Milano presso l’Irccs (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) Ospedale Maggiore Policlinico – Mangiagalli e Regina Elena. L’associazione Amici del “Centro Dino Ferrari”, costituita nel 1984, ha significativamente contribuito con la sua opera di sostegno promozionale e finanziario allo sviluppo delle attività scientifiche del “Centro Dino Ferrari”, la realtà che l’ingegner Enzo Ferrari aveva voluto dedicare e intitolare alla memoria del figlio Dino, affetto da distrofia muscolare. La prestigiosa cornice di Villa Erba a Cernobbio, dimora storica del Lago di Como, che vide soggiornare a lungo il regista Luchino Visconti, ha favorito la buona riuscita dell’evento e la raccolta di fondi. Ai tavoli, numerosi invitati, cravatta nera obbligatoria per gli uomini e fantastiche mises per le signore. A fare gli onori di casa, il presidente del “Centro Dino Ferrari”, Marialuisa Trussardi. Assente invece l’altra anima dell’associazione, Pietro Ferrari, figlio del “Drake”. Major partner della serata è stato il Gruppo Fondiaria Sai. Non sono mancati momenti di spettacolo, grazie all’organizzazione artistica di

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Sotto, Andrea e Dora Invernizzi. A destra, il professor Nereo Bresolin, Marialuisa Trussardi ed Elenoire Casalegno Below, Andrea and Dora Invernizzi. Right, professor Nereo Bresolin, Marialuisa Trussardi and Elenoire Casalegno

Mediaset-Rti SpA: la cantante e presentatrice Luisa Corna ha magicamente interpretato quattro storici brani della musica leggera italiana. Ad animare la serata, invece, la grande simpatia e ironia di Elenoire Casalegno. È stata Elenoire ad allietare gli ospiti e a dare il via alle danze. Numerosi i Vip intervenuti all’evento benefico: Vittorio Feltri, Beatrice e Gaia Trussardi, Antonio Gavazzeni, Arturo Artom, Oscar Giannino, Andrea e Maria Buccellati, Alberto Pederzani, Tullio e Mariagrazia Monzino, Silvio Garattini, Giovanni e Hillary Recordati, Silvia Falck, Isabella Pratesi, Andrea e Dora Invernizzi e molti altri ancora. Anche grazie al generoso contributo di Gianmaria Buccellati, Dompè Biotec, Recordati Spa, Pirelli & C. Spa, Coeclerici Spa, Alessandro Rosso Incentive, Friends of Ferrari Canada, New Way Forming Group,

VIPs and Solidarity at CHARITY

EVENT

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Fornaroli Polimeri SpA, Centrobanca, UBI Banca, Pratesi, Carestream Health, l’evento ha sostenuto attivamente la ricerca del “Centro Dino Ferrari”. Sono stati istituiti in particolare tre progetti di ricerca scientifica nel campo delle malattie neuromuscolari e neurodegenerative dell’Università degli Studi di Milano: l’Associazione di strategie farmaco-molecolari e staminali cellulari nella terapia della sclerosi laterale amiotrofica; il tentativo terapeutico con cellule staminali ingegnerizzate nella distrofia muscolare; la genetica del recettore Fc per le immunoglobuline come marcatore prognostico della risposta terapeutica della polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica.

At the end of May Villa Erba played host to a big charity event; it was the benefit gala ‘2008 Charity Event’ organised by the association Amici of the ‘Centro Dino Ferrari’ for the diagnosis and treament of neuromuscular and neurodegenerative diseases. The Centre operates at Milan University c/o IRCCS (Institute for Hospitalisation and Scientific Treatment) Ospedale Maggiore Policlinico - Mangiagalli e Regina Elena. The Associazione Amici of ‘Centro Dino Ferrari’ founded in 1984 has made a significant contribution with its work of promotional and financial support to the scientific work carried out by ‘Centro Dino Ferrari’, the centre that engineer Enzo Ferrari wanted to dedicate to the memory of and name after his son Dino, afflicted by muscular dystrophy. The prestigious setting of Villa Erba in Cernobbio, a historic residence on Lake Como, contributed to the success of the event and the fundraising. The tables were crowded with guests (the men in black ties, the

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Dall’alto verso il basso, Marialuisa e Beatrice Trussardi, Silvio e Anna Garattini, Elenoire Casalegno e Cesare Cadeo. Sotto, una sala di Villa Erba From the top of the page, Marialuisa and Beatrice Trussardi, Silvio and Anna Garattini, Elenoire Casalegno and Cesare Cadeo. Below, a Villa Erba stateroom

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ladies in fantastic outfits). Hosting the evening was the president of ‘Centro Dino Ferrari’ Marialuisa Trussardi. Unable to attend however was the other driving force behind the association, Pietro Ferrari the son of ‘Drake’. The major partner of the evening was Gruppo Fondiaria Sai. Entertainment was not lacking: thanks to Mediaset-Rti SpA’s artistic organisation, the singer and showgirl Luisa Corna gave us a magical rendition of legendary pieces of Italian light music. The evening was livened up on the other hand by Elenoire Casalegno’s congenial and ironic badinage; she entertained the guests and got the dancing going. Lots of VIPs turned up at the charity event: Vittorio Feltri, Beatrice and Gaia Trussardi, Antonio Gavazzeni, Arturo Artom, Oscar Giannino, Andrea and Maria Buccellati, Alberto Pederzani, Tullio and Mariagrazia Monzino, Silvio Garattini, Giovanni and Hillary Recordati, Silvia Falck, Isabella Pratesi, Andrea and Dora Invernizzi and a whole load more.... Thanks too to generous contributions from Gianmaria Buccellati, Dompè Biotec, Recordati Spa, Pirelli & C. Spa, Coeclerici Spa, Alessandro Rosso Incentive, Friends of Ferrari Canada, New Way Forming Group, Fornaroli Polimeri SpA, Centrobanca, UBI Banca, Pratesi, Carestream Health, the event actively supported research undertaken by ‘Centro Dino Ferrari’. In particular three scientific research projects were set up in the field of neuromuscular and neurodegenerative diseases at Milan’s University degli Studi: The Association for Pharmaco-molecular strategies and stem-cell therapy for Amyotrophic Lateral Sclerosis; attempted therapy with engineered Stem Cells in Muscular Dystrophy; FC receptor genetics for immunoglobulins as prognostic markers of therapeutic response in Chronic Inflammatory Demyelinating Multiple Neuritis.

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L’acqua, una RISORSA

VITALE

Water, a VITAL RESOURCE

di Andrea Bambace e Laura Bernasconi (C.R.E.A.)

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TERRITORIO A destra, un esempio di struttura adibita all’erogazione di acqua liscia e gasata e un particolare. Nella pagina a fianco, il Lago di Como Right, an example of distributing structure of fizzy and still water, and a structure particular. On the next page, Lake of Como

Francesco Cattaneo, assessore provinciale all’Ambiente Francesco Cattaneo, Provincial Concillor concerned with the Environment

A Como, inevitabilmente, al termine “acqua” si associa subito “lago”. Ovvio. Ma se s’intende l’acqua come risorsa, l’orizzonte merita d’essere allargato. E non bisogna più considerare, quindi, solo le calme acque del Lario: bisogna pensare anche a ciò che sgorga dal terreno, le fonti, in grado di irrigare un terreno o di dissetare una famiglia. L’assessorato all’Ecologia di Como sta pensando di calare un asso in grado di stravolgere – in positivo – le abitudini di consumo delle famiglie comasche. La novità sarebbe un innovativo distributore dell’acqua che, in termini semplici, è una versione moderna delle fontanelle cui si abbeveravano i nostri bisnonni. Si tratta di una piccola struttura che preleva l’acqua dall’acquedotto, la filtra e la distribuisce a temperatura ambiente, fredda, naturale o gasata. Le famiglie, così, potrebbero prelevare l’acqua direttamente a due passi da casa, evitando di spendere soldi per i cestelli di bottiglie del supermercato. Il vantaggio – oltre che economico – sarebbe anche (e

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soprattutto) ecologico: basti pensare alla quantità di bottiglie di plastica e vetro consumate ogni anno dalle famiglie e ai relativi costi di smaltimento. L’idea viene anticipata da Francesco Cattaneo, assessore provinciale a Ecologia e Ambiente. «Abbiamo in mente un bando per tutti i comuni: i distributori dell’acqua attingono direttamente dall’acquedotto, per poi depurare e gasare l’acqua». Il vantaggio per i cittadini è presto detto. Ancora Cattaneo: «Abbiamo calcolato che una famiglia di tre persone spende mediamente 500 euro all’anno in acqua minerale. Il circolo virtuoso è completato dai minori costi di smaltimento della plastica». Un’iniziativa simile è già partita in alcuni paesi in provincia di Milano, «dove – continua Cattaneo – i distributori dell’acqua erogano 3mila litri al giorno». Il conto è semplice: 3mila litri sono 2mila bottiglie di plastica in meno. Un altro cavallo di battaglia di Cattaneo è la balneabilità del lago, obiettivo che l’assessore ha annunciato sin

dall’inizio del precedente mandato. «Stiamo completando l’operazione Plinius, che verrà conclusa entro la primavera dell’anno prossimo. In un paio di mesi le ventole potrebbero pulire il 90% del primo bacino». Le “ventole” sono cinque macchinari che, spingendo l’acqua verso il basso, distruggeranno le alghe e i batteri fecali, che arrivano direttamente nel primo bacino del Lario attraverso gli scarichi delle abitazioni e che costituiscono il principale nemico della qualità delle acque. La Provincia sta inoltre procedendo alla chiusura degli scarichi diretti a lago, e ha firmato due accordi di programma per portare l’acqua in Valle Intelvi e nella vallata di Zelbio e Veleso, due territori da sempre a rischio siccità. E non è tutto: «Entro il 2009 – conclude Cattaneo – il Lago di Como sarà balneabile al 90%». Una buona notizia per i turisti ma, soprattutto, per chi vive di turismo.

In Como the term ‘water’ is inevitably associated with ‘lake’. It’s obvious. But if you mean water as a resource, you need to widen your horizons. And so don’t just consider the tranquil waters of the Lario: you also need to think about the water gushing forth from the ground from springs, used to irrigate the land and quench families’ thirsts. Como’s Department for Ecology is considering playing a card aimed at a (positive) shake-up of Como families’ water consumption habits. The new scheme would entail the use of an innovative water dispenser which – in simple terms – would be a modern version of the drinking fountains our great grandparents used to drink from, a small device removing water from the main, filtering it and then distributing it at air temperature, chilled, still or ‘fizzed up’. Families could thus get water directly on tap at a stone’s throw away from home, and save money by not buying crates of bottles at supermarkets. Apart from the economic advantage, there would also

(and above all) be an ecological one: just think how many plastic and glass bottles families use every year and what their disposal costs. Provincial Councillor for Ecology and the Environment Francesco Cattaneo gives us a sneak preview. “We envisage notifying all the municipalities: the water dispensers are plumbed directly into the main; they then purify and aerate the water”. The benefit to local people is evident. Cattaneo goes on: “We’ve calculated that a family of three people spends an average of 500 euros a year on mineral water. The virtuous circle is completed by the lower costs of disposing of the plastic”. A similar scheme is alreading operative in a few towns in the Province of Milan. “ Down there”, continues Cattaneo, “water dispensers supply 3000 litres a day”. The figures are simple: 3000 litres means 2000 fewer plastic bottles. Another of Cattaneo’s hobby horses is making the lake safe for bathing, an aim announced

by the councillor at the beginning of his previous mandate. “We’re putting the finishing touches to Operation Plinius, to be completed by next spring. In a couple of months the impellers could be cleaning 90% of the first basin”. The ‘impellers’ are five machines which push the water downwards thus destroying algae and faecal bacteria (the chief enemies of water quality) discharged directly into Lake Como’s first basin from homes. The Province is moreover banning the discharge of effluent straight into the lake, and has also formally agreed to two schemes to supply water to Valle Intelvi and to the Zelbio/Veleso valley, two areas which have always been subject to drought. And that’s not all: “By 2009”, concludes Cattaneo, “90% of Lake Como will be safe for bathing”. Good news for tourists – but above all for tourist operators.

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ITINERARI

Una gita sui NAVIGLI

Sopra e a destra, due immagini dei Navigli nella città di Milano Above and right, fleet images in Milano city

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«Benvenuti in Lombardia. Il territorio che comprende l’area metropolitana di Milano e gli ambienti dell’hinterland milanese – spiega l’assessore regionale alla Promozione dell’Attività turistica, Pier Gianni Prosperini – è attraversato dall’antico sistema di trasporti fluviali, i Navigli, ancora oggi “trait d’union” tra città e campagna». Si tratta di un reticolato di terre ad alta vocazione agricola, che conserva evidenti tracce di un passato rurale con coltivazioni tradizionali, antiche cascine, vecchi mulini. Il paesaggio lungo i corsi dei cinque Navigli è dominato dalla presenza dei tre parchi regionali della Valle del Ticino, dell’Adda Nord e dell’Agricolo Sud Milano. Il parco del Ticino attraversa i territori di ben quarantasei comuni appartenenti rispettivamente alle province di Milano, Varese e Pavia. A oriente della provincia di Milano si apre il parco dell’Adda Nord, al centro delle floride colline della Brianza e delle boscose rive dell’Adda, che spesso ospitano ville settecentesche e monumenti storici di notevole bellezza. Posizionato a semicerchio lungo tutta la fascia meridionale della provincia di Milano si estende il parco Agricolo Sud Milano. La sua più grande peculiarità è la ricchezza d’acqua:

lo attraversano l’Adda e i fiumi Olona e Lambro, oltre ad altri corsi d’acqua storici come il Vettabia, il Ticinello, l’Addetta, la Muzza. Milano è unanimamente riconosciuta come capitale economica e produttiva del Paese e come il maggior polo Italiano per i servizi e il terziario, la finanza, la moda, l’editoria e l’industria. Questo potenziale scaturisce da una storia molto antica, ricca di luoghi paesaggisticamente affascinanti, di cultura, di arte. Zona artisticamente esclusiva è Brera: i caffè all’aperto, i locali di raffinati oggetti per la casa, le boutique di abiti fatti a mano regalano un’atmosfera simile alla Parigi degli artisti. Tra i palazzi settecenteschi di questa zona spicca la celebre Pinacoteca, con opere che spaziano dal Trecento al Novecento di artisti della portata di Piero della Francesca, Raffaello, Mantegna, Bramante, Caravaggio. Dietro il Castello Sforzesco si estende parco Sempione, un’enorme area verde con laghetti, prati, boschi e ponticelli. I suoi spazi ospitano monumenti quali l’Arena napoleonica, la Torre progettata da Giò Ponti e la Triennale di Milano. Più avanti, su un lato di piazza Duomo si erge l’enorme portale della Galleria Vittorio Emanuele II, conosciuta anche come il “salotto di Milano” con i suoi antichi

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caffè, ristoranti, boutique e storiche librerie. Situati vicino al Duomo, si annidano la pittoresca e antica piazza Mercanti e i suoi edifici storici rappresentativi della cultura milanese dal Medioevo al Seicento: il Palazzo della Ragione del 1200, la Loggia degli Osii, il seicentesco palazzo delle Scuole Palatine e, all’inizio di via Mercanti, il palazzo dei Giureconsulti. Verso Porta Venezia si trovano i bellissimi giardini del 1700 che, oltre a ospitare rare specie botaniche, custodiscono monumenti dedicati a personaggi di spicco della storia italiana. Anche la tradizione religiosa ha caratterizzato questi luoghi. Oltre al maestoso Duomo in stile goticolombardo, di inestimabile valore e bellezza sono anche le basiliche di Sant’Ambrogio, la più antica di Milano, costruita nel 379, di Sant’Eustorgio, di San Lorenzo Maggiore e Santa Maria delle Grazie. Milano offre pure una ricca rete di musei e teatri, il più antico dei quali è la Pinacoteca ambrosiana del 1609 che espone capolavori di artisti come Caravaggio, Leonardo da Vinci, Raffaello e Botticelli. Numerosi

Il Naviglio a Castelletto di Cuggiono (foto Cinzia Picciocchi - Navigli Lombardi Scarl) The fleet in Castelletto di Cuggiono

A sail on THE FLEETS “Welcome in Lombardy Region. The territory includes the metropolitan and hinterland areas of Milan – Pier Gianni Prosperini Regional concillor for Tourist promotion Lombardy Region explains – crossed by the ancient system of fluvial transportation, the Navigli (fleets), which are still today the link between city and countryside”. It is a net of highly fertile lands, with evident traces of their rural past made of traditional cultivations, ancient farmsteads, old mills. The landscape along the five Navigli is characterized by the presence of the three regional parks of Ticino Valley, Upper Adda, Southern Rural Milan. The Ticino Park crosses forty-six municipalities belonging to the provinces of Milan, Varese and Pavia. Eastwards the province of Milan there is the Upper Adda, in the middle of the palmy hills of Brianza and the wooden River Adda’s banks, which often host sumptuous villas of the ’700s and historical monuments of great importance. Situated in semicircle along

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sono i musei, come il Museo teatrale della Scala (dedicato alle opere del famoso teatro), il Museo della scienza e della tecnica e il Museo del Risorgimento. Allontanandoci progressivamente dal centro troviamo i Navigli che risalgono al 1100 e che verso la fine del 1300 vennero resi navigabili dal Ticino fino al centro di Milano per trasportare il marmo che serviva alla costruzione del Duomo. L’antica Darsena di Porta Cicca è il simbolo senza tempo dell’operosità dell’uomo: rimase per secoli un importante porto commerciale e chiuse definitivamente nel 1979. Oggi il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese, che collega Milano a Pavia, sono alcuni dei luoghi più suggestivi di Milano, costeggiati da vecchie e caratteristiche “case di ringhiera”, circoli, trattorie, studi dei pittori che si avvicendano di generazione in generazione, opere d’ingegneria idraulica come i ponti levatoi, chiuse e dighe, a testimoniare e a continuare l’esperienza di secoli. Per maggiori informazioni si può consultare il sito della regione www.regione.lombardia.

the Southern belt of the province of Milan, stands the Southern Rural Milan Park. Its particularity is the abundance of waters: it is in fact crossed by the Rivers Adda, Olona, Lambro and many other historical streams such as the Vettabia, the Ticinello, the Addetta, the Muzza. Milan is unanimously recognized as economic and productive capital of the Country and the major Italian pole for services, tertiary, finance, fashion, publishing and industry. This potential has an ancient history, full of enchanting sceneries, culture and art. Brera is the artistically exclusive area of the city: cafés in the open air, elegant furnishings shops, boutiques of hand tailored clothes, create a artists’ Paris-like atmosphere. Among the ’700s palaces of this area,, stands the Pinacoteca, with works of art ranging from the XIV to the XX centuries by important artists such as Piero della Francesca, Raffaello, Mantegna, Bramante, Caravaggio. Behind the Sforza Castle there is Sempione Park, a wide

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Sotto, il Naviglio a Cassinetta di Lugagnano (foto Cinzia Picciocchi - Navigli Lombardi Scarl) Below, the fleet at Cassinetta di Lugagnano

Il dottor Pier Gianni Prosperini, assessore a Giovani, Sport, Promozione Attività Turistica Regione Lombardia Dott. Pier Gianni Prosperini, Regional concillor for Youth, Sport and Tourist promotion Lombardy Region 88

green area with small lakes, meadows, woods and little bridges. It contains several monuments such as the Napoleonic Arenate Tower designed by Giò Ponti and the Triennale of Milan. Ahead, on one of “piazza Duomo”, stands the huge portal of the Vittorio Emanuele II Gallery, also known as “Milan’s parlour”, with its ancient cafés, restaurants, boutiques and ancient bookshops. Close to the Cathedral, there is the picturesque and ancient Merchant’s Square with its historical buildings representing Milan cultural life from Middle Ages to the ’700s: the Palace of Ragione of 1200, the Osii Loggia, the XVII century Palace of the Palatine Schools and, at the beginning of Merchant Street, the Palace of Giureconsulti. Towards Porta Venezia there are the beautiful XVIII century gardens which host rare botanic species as well as monuments dedicated to famous protagonists of the Italian history. The religious history, too, has left its mark in these places. Besides the imposing Lombard-Gothic Cathedral, other Basilicas show their invaluable beauty and value, such as Saint Ambrogio’s, the most ancient of Milan, built in 379, Saint Eustorgio’s, Saint Lorenzo Maggiore’s and Saint Maria delle Grazie’s. Milan also offers a large series of museums and

theatres, the most ancient of which is the Pinacoteca Ambrosiana of 1609, exhibiting masterpieces of artists such as Caravaggio, Leonardo da Vinci, Raffaello and Botticelli; then the La Scala Theatre Museum (dedicated to the works of the famous theatre), the Science and Technique Museum and the Risorgimento Museum. Leaving the centre, we find the Navigli, which date back to 1100 and which, towards the end of 1300, were opened to navigation from the River Ticino to downtown in order to transport the marble which was used to build the Cathedral. The ancient Dock of Porta Cicca is the timeless symbol of the hard work of man: for many centuries it had been an important commercial harbour which was permanently closed in 1979. Today the Naviglio Grande and the Naviglio Pavese, which links Milan to Pavia, are among the most suggestive places of Milan, with their old and typical “banister houses”, the clubs, the trattorias, the painters’ workshops being handed down from generation to generation, the hydraulic engineering works such as lift bridges, floodgates and dams, which testimony and carry on a centuries-old experience. For further informations check out the Region website www.regione.lombardia.it, in the section dedicated to the tourism.

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SPORT

Antonio Spallino

Viaggio da Melbourne a PECHINO 90

Sarà merito dello sport praticato, dell’attività forense o di quella politica e sociale, ma è difficile credere, quando si è di fronte a lui, che Antonio Spallino abbia compiuto 83 primavere lo scorso 1° aprile. Distinto ed elegante come sempre ci accoglie nel suo studio legale di via Volta. Nella preintervista non risparmia un po’ di tagliente ironia e risponde così a un complimento sulla sua condizione fisica. «I diversi dottori che mi avevano in cura continuavano a dirmi che ho un’età biologica molto inferiore rispetto a quella anagrafica, così alla fine ho scelto come medico personale un pediatra». Decidiamo poi di concentrarci sulla scherma e su Melbourne 1956. Spallino ha partecipato anche a un’altra Olimpiade, Helsinky 1952, dove vinse l’argento nel fioretto a squadre rinunciò invece, per motivi etici, ai Giochi di Roma del 1960. Il Coni aveva infatti decapitato il consiglio della Federscherma e per protesta tutti i migliori specialisti italiani della pedana boicottarono l’Olimpiade. Ma quella australiana rimane il capolavoro di Spallino, non solo per le medaglie, bronzo nel fioretto individuale e oro a squadre, ma perché fu lui a portare la stoccata decisiva nell’ultimo assalto per l’oro. Melbourne fu importante anche per altri motivi non strettamente legati allo sport, così come lo sarà Pechino. «Ho avuto in dono dalla vita di poter partecipare a due giochi olimpici, specialità scherma, arma fioretto. E pensare che ero un bambino asmatico, fino ai 5 anni non sono mai uscito di casa se non rare volte in braccio alla segretaria di papà (Lorenzo Spallino, ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni durante i governi Fanfani, ndr). Poi un medico illuminato suggerì ai miei genitori di farmi praticare canottaggio e scherma». Come sarà in seguito in ogni momento della sua vita, che lo ha visto tra l’altro per 15 anni sindaco di Como e nello stesso periodo commissario a Seveso dopo l’incidente dell’Icmesa. Spallino fin da bambino si impegna al massimo nello sport. «Sistemammo una pedana nel seminterrato di casa, in via Fiume, così potevo praticare la scherma senza uscire. Non si stupisca della mia condizione fisica infantile di asmatico, lo era anche il più grande nuotatore di tutti i tempi, Mark Spitz. Un insegnante mi seguì per quattro anni a casa. Poi ci fu la Comense». Nella sala di via Negretti, proprio in quegli anni era rientrato il maestro Giuseppe Pisani, bersagliere reduce dalla campagna in Russia nel secondo conflitto mondiale, maestro di vita prima che di tecnica. «Fu un incontro fondamentale. Pisani mi insegnò la musica della scherma. La lama ha tre gradi: medio, debole e forte. Ogni impatto con la lama dell’avversario genera suoni. Oggi la scherma è diventata un disastroso spettacolo di muscoli – commenta – ma allora le sedute in sala erano lezioni di architettura, di montaggio degli assalti, con il pugno sempre alla medesima altezza». Arriviamo all’anno 1956, il Cio programma le Olimpiadi dal 22 novembre all’8 dicembre a Melbourne, una data insolita che consente però di evitare l’inverno australe. La tensione internazionale alla vigilia dei giochi è alle stelle. Alle 4.25 del 4 novembre 1956, l’Armata rossa entrava in Budapest e, sparando su studenti e operai, spezzava il sogno di libertà del popolo ungherese, ripristinando la dittatura comunista. «Vi furono anche degli schermitori ungheresi morti sotto i carri armati», ricorda Spallino. Sono ben lontani i tempi dell’antica Grecia, quando tutte le guerre dovevano essere sospese in vista dell’appuntamento sportivo. Ora invece alcuni Stati boicottano (Svizzera, Olanda e Spagna) o minacciano di farlo per questioni

politiche. La storia sembra scritta ieri, con la questione della violenza cinese in Tibet. Ha un messaggio per gli atleti che andranno a Pechino, avvocato? Spallino sospira e scuote la testa. «Nel 1960 per molto meno i più forti dei nostri fiorettisti non parteciparono ai giochi… no, ma questo deve rimanere fuori dall’intervista». Torniamo quindi al 1956. «Prima di partire per Melbourne pensai che se l’Europa avesse avuto un sussulto di dignità sarebbe entrata in guerra contro l’Urss, e noi saremmo rimasti internati per 3 o 4 anni in Australia. Comperai la “Divina Commedia” in edizione tascabile e pensai che l’avrei riletta in Australia». Ricorda la cerimonia d’apertura? «Un’emozione indescrivibile, un tripudio di battimani, sino a quando lo stadio cadde nel silenzio assoluto

A sinistra, l’avvocato Antonio Spallino nel suo studio di via Volta, a Como. Sopra, il manifesto delle Olimpiadi di Melbourne 1956 Left, the lawyer Antonio Spallino into his office of via Volta in Como. Above, the Melbourne 1956 Olympic Games poster

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Sotto, Antonio Spallino oggi e negli anni da campione olimpionico di scherma. Nella pagina a fianco, le medaglie vinte da Antonio Spallino nella sua carriera sportiva Below Antonio Spallino today and when he was a fencing Olympic Champion. On the right page, medals that Antonio Spallino won during his sport career

all’entrata della squadra ungherese con la bandiera di Lorena e non quella imposta dal regime sovietico, tutti avevano anche la fascia nera al braccio. Poi il boicottaggio, la politica sono entrati quotidianamente negli eventi sportivi, ma allora era la prima volta. Chi ha assistito alla sfida di pallanuoto in semifinale tra Ungheria e Urss, vinta dai magiari, che poi ottennero l’oro, ricorda di aver visto la piscina colorarsi di sangue». «Ma non fu solo un’esperienza triste, nel villaggio olimpico eravamo assieme ai velisti, ricordo bene anche le ragazze della ginnastica artistica. Australiani e americani ci facevano ascoltare il rock. Furono giornate indimenticabili. Questioni russe e ungheresi a parte, nel villaggio olimpico ti senti cittadino del mondo, si annullano le tensioni, le identità e le differenze». Le differenze di fuso orario però si fecero sentire. «Io non assorbivo i fusi orari, ogni notte alle 2 aspettavo l’alba senza dormire, così avrei dovuto tirare solo in finale, come numero 4 – il più forte degli schermitori viene chiamato a disputare l’ultimo assalto – Però, il giorno della sfida con l’Inghilterra, decisiva per la finale, un taxi venne a prendermi di corsa al villaggio, dovevo scendere in pedana. Lì ho sperimentato la teoria della restituzione, prima o poi tutto ti viene restituito. Tiravo con un inglese robusto e mancino, attaccava sempre in corsa. Da 4-1 andiamo sul 4 pari. C’è un’interruzione, alla ripresa ho ben in mente l’azione da compiere, ma sento che la lama mi chiama, cambio il movimento, eseguo istintivamente una cavazione in tempo e piazzo la stoccata decisiva al petto per una frazione di secondo. La lama è come la rondine, la stringi troppo, la soffochi, troppo poco, vola via, devi tenerla come una creatura vivente tra pollice e indice. Così diceva un maestro francese del Settecento al suo allievo».

«In finale a Melbourne ho di fronte un francese, di professione chirurgo, sapevo come batterlo. Oltre agli insegnamenti del mio maestro, la mia forza era la capacità di registrare come in un film i movimenti dell’avversario. Dopo poco ero in grado di tracciare su una lavagna cinque azioni contrarie. Sto perdendo per 0-1 e vengo colto da crampi. Il capitano transalpino, il grande d’Oriola, si muove verso il presidente di giuria per chiedere il tempo. Improvvisamente i miei muscoli si sciolgono e chiudo sul 5-1 a mio favore». «Nell’ultimo assalto, decisivo per l’oro, mentre sto vincendo 4-1 tocchiamo insieme e il presidente ungherese assegna la stoccata al francese. Io sono un po’ siciliano e un po’ comasco e non sopporto le scorrettezze e gli affronti alla giustizia. Così per fare capire l’errore ai giudici iniziai a ripetere la stessa azione sempre più lentamente fino al 4 pari. I miei compagni di squadra erano terrorizzati. Nell’ultima azione però ho messo a segno la stoccata decisiva e abbiamo vinto la medaglia d’oro». «Ricordo ancora il titolo della “Provincia” occupava quasi tutta la prima pagina: “Un avvocato e quattro operai vincono l’oro a Melbourne” (gli operai erano i canottieri della Moto Guzzi, ndr)». In chiusura di intervista rifaccio la domanda sul messaggio per gli atleti diretti a Pechino e questa volta ottengo la risposta. «Credo che non si possa distinguere l’uomo dall’atleta, ma per chi ha deciso di partecipare ai Giochi di Pechino, sia in veste di atleta, sia di dirigente o allenatore, considerata la congiuntura, ora aumenta la responsabilità. Ciascuno dovrà dimostrare sul campo quale deve essere l’etica dell’uomo e quindi dello sportivo, a cominciare dal rispetto dei diritti umani dell’altro».

Journey from Melbourne to Beijin It must be because of the sport he practises, or of his forensic and political social activity, but it is hard to believe that Antonio Spallino turned 83 last 1st April when you meet him in person. Dignified and elegant as usual he welcomes us in his legal office in via Volta. During the pre-interview sharp irony does not run short and he replies to a compliment on his physical shape with these words: “All the doctors that have given me treatment kept saying that my biological age is much inferior to my anagraphic age, so in the end I chose a paediatrist as GP”.” We then decide to concentrate on fencing and on Melbourne 1956. Mr. Spallino also participated to another edition of the Olympic Games, in Helsinki in 1952, where he won the silver medal for team foilfencing, instead he resigned for ethical reasons, the Games of Rome in 1960. The Coni had beheaded the Board of Federscherma and all the best Italian specialists, to protest, boycotted the Olympics. But Australia was his masterpiece, bronze for individual foil and gold for the team. Melbourne was important also for other reasons not tightly bound to sport, as Beijing will be. “Life gifted me with the possibility to participate to two Olympic Games for fencing, precisely foilfencing. And just think that I was an asthmatic child, I never went out of my home until I was five years old, if not on rare occasions in the arms of my dad’s secretary (Lorenzo Spallino, Ministry of Post and Telecommunications during Fanfani’s governments w.n.). Then an enlightened doctor advised my parents

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to allow me to practice rowing and fencing”. From that moment Mr. Spallino, who was Como’s mayor for 15 years, and in the same period commissioner in Seveso after the Icmesa incident, has always put maximum effort in sport, just like he used to do as a child. “They set up a piste in the basement of our home, in via Fiume, so I could practice indoor fencing. My childish physical condition must be no surprise, even Mark Spitz, the best swimmer of all times, was asthmatic. A teacher trained me for four years at home. Then I joined the Comense”. In those years fencing Master Giuseppe Pisani had just returned to the gym in via Negretti, after having fought in the bersaglieri corps during Russian World War II campaign, he taught him the technique but was above all a life coach. “It was an essential encounter. Pisani taught me the music of fencing. The blade has three degrees: medium, weak and strong. Each impact with the blade’s opponent generates sounds. Today’s fencing is a disastrous display of muscles - he comments - but in those days the sessions at the gym taught us architecture, attack planning, and your fist had to be kept always at the same level”. In 1956, the International Olympic Committee scheduled the games from 22nd November to 8th December, unusual date that allowed to avoid austral winter. International tension on the eve of the games was sky high. At 4.25 am of 4th November 1956 the Soviet Red Army invaded Budapest and, shooting on students and factory workers, broke Hungarian people’s dream of freedom, restoring communist tyranny. “Also some Hungarian swordsmen died under the tanks” Spallino revokes. Ancient Greece days, when all wars had to be suspended on the occasion of the sports appointment, seemed lost in time. In 1956 only some countries (Switzerland, Holland and Spain) boycotted the games or threaten to do it because of the political problems. A story that could have been written just yesterday, with the China-Tibet dispute. Do you have a message for the athletes that are going to Beijing, Mr. Spallino? He sighs and shakes his head. “In 1960 for much less we…no, I am sorry but this has to be left out of the interview”. Let’s go back to 1956. “Before leaving I thought that if Europe had had a jolt of dignity against the Soviet Union we would have been confined in Australia for 3 or 4 years. I bought a pocket edition of the Divine Comedy thinking that I would

have read it again in Australia”. Do you remember the opening ceremony? “An indescribable emotion, a triumph of hand-clapping, but absolute silence fell in the stadium when the Hungarian team entered with the Lorraine flag, not with the one imposed by the Soviet Union. They were all wearing the black band on their arm. Then the boycott and politics entered in daily sports events, but that was the first time it happened. Who attended the semi-final water polo challenge, between Hungary and the Soviet Union, which was won by the Magyar team, who then obtained the gold medal, remember seeing the swimming pool turn to red”. “But it was not only a sad experience, in the Olympic village we were with the yachtsmen; I also remember well the girls’ artistic gymnastics team. Australians and Americans played rock n’roll with us, they were unforgettable days. A part from the Russian Hungarian problem we all felt citizens of the world, tensions, identities and differences just faded away”. Just the different time zone caused problems. “I could not adjust to it, each night I just waited for dawn without sleeping, in any case I was only supposed to fence in the final, as number 4. But the day of the challenge against England, which was decisive for the final, a taxi rushed to the village to pick me up, it was me who had to go on the piste that day. That day I experienced the theory of restitution, now or later everything will be returned to you. I was fencing as number 4 against a strong left handed English man who always thrusted in a rush. When we were 4 tie there was an interruption, when we restarted I had a plan, but then I heard the blade calling me, I changed movement and I placed the decisive pass on his chest for a fraction of second. The sword is like a swallow, if you hold it too tight it suffocates and it will fly away, you must hold it between your thumb and your forefinger as if it were a living creature - said a French master of the Eighteenth century to his pupil. During the final in Melbourne I fenced against a French surgeon, I knew how to beat him. In addition to my master’s advice I could count on my skill in controlling the movements of my opponent as if I were watching a film. Shortly after I was able to plot on a blackboard 5 opposing actions. When the score was 0 - 1 I had cramps. The French captain, the great d’Oriola asked the president of the jury for time out. Suddenly my muscles relaxed and it was 4-1 in my favour, and than 5-1. During the last assault the Frenchman was awarded the point, I am a little Sicilian and a little Comasco and I just can not stand unfairness and insult to justice. So to get the judges to understand their mistake I went on repeating the same action more and more slowly until I reached 4 tie. My team-mates were scared. During the last action I placed the decisive pass and we won the gold medal. I still remember the headline in newspaper “Provincia”, it took over nearly all the front page: “A lawyer and four factory workers win the gold medal in Melbourne”. (The factory workers were the oarsmen of Moto Guzzi w.n.). At the end of the interview I ask him again the question about the message for the athletes that are going to Beijing and this time I get an answer. “I believe that we can not distinguish the man from the athlete. For those who have decided to participate in the Games in Beijing, both as an athlete, either a manager or coach, considered even the conjuncture, now liability evolves. Each must demonstrate on the court which must be man’s and sportsman’s ethic, starting with the respect of human rights”.

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SPORT

I lariani a PECHINO di Massimo Moscardi

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A pagina 95, Elisabetta Sancassani con Laura Schiavone, a sinistra, Andrea Coppolino, e le Star dei Cantieri Lillia. Sotto, Daniele Gilardoni, pluricampione di canottaggio, Filippo Magnini e Luigi Vella con un atleta del tiro con l’arco On page 95, Elisabetta Sancassani and Laura Schiavone. Left, Andrea Coppolino, the Lillia’s Stars. Below, Daniele Gilardoni, multiple world rowing champion, Filippo Magnini and Luigi Vella together with an athlete of the archery team Del gruppo di azzurri pronti a partire per la Cina faranno parte Andrea Coppolino ed Elisabetta Sancassani. Coppolino punta al podio nella ginnastica artistica, nella specialità degli anelli. La Sancassani è invece un’esponente di spicco della Nazionale di canottaggio e vuole recitare un ruolo importante, in coppia con Laura Schiavone, nella gara del “doppio” femminile. Nello sport del remo spera inoltre in una convocazione il pluricampione del mondo Daniele Gilardoni. Tra i tecnici lariani, proverà a proseguire una tradizione da sempre favorevole Luigi Vella, commissario tecnico dell’Italia di tiro con l’arco. Alle Paraolimpiadi, che prenderanno il via al termine dei Giochi, sempre a Pechino, ci sarà Pierpaolo Addesi, ciclista originario di Mariano Comense, accreditato per la conquista di una medaglia. Non vanno poi dimenticate le aziende targate Como pronte a mettere al servizio delle Olimpiadi la loro capacità tecnologica. È il caso dei cantieri nautici Lillia di Musso, che schiereranno ben dieci imbarcazioni della classe “Star” nelle regate velistiche. Quattro anni fa ad Atene gli scafi lariani ipotecarono tutto il podio della categoria. La Mectex di Erba è invece fornitrice di tessuti speciali per i costumi delle gare di nuoto. C’è infine la “TreP & TrePiù” di Giussano, che ha vinto un appalto per la fornitura di porte nei grattacieli vicini allo stadio olimpico, in cui saranno ospitati capi di Stato e di governo, oltre ai membri del Cio.

Lariani in BEIJING In the Italian group ready to leave for China are Andrea Coppolino and Elisabetta Sancassani. Coppolino has the artistic gymnastics rostrum in his sights; he’s a ring specialist. Sancassani for her part is a leading rowing National Team, and wants to make her mark teamed up with Laura Schiavone in the ladies’ ‘double’. Multiple world rowing champion Daniele Gilardoni also hopes to be called upon. Among the Como coaches Luigi Vella will attempt a repeat performance of past glories, as he directs Italy’s archery team. At the Paralympics in Beijing commencing after the standard Games there’ll be Pierpaolo Addesi, a cyclist originally from Mariano Comense, who was

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awarded with a medal. Then never to be forgotten are the Como agencies putting their technical knowhow at the disposal of the Olympic Games, such as the Lillia boatyards in Musso who will be competing with no fewer than 10 ‘Star Class’ craft in the sailing regattas. Four years ago in Athens Lariano boats were the sole occupants of the rostrum for their category. Erba’s Mectex on the other hand is special fabrics’ supplier for the swimming contests’ costumes. Then there’s ‘TreP & TrePiù’ from Giussano who won a tender to supply doors to the skyscrapers near the Olympic Stadium hosting heads of state and government as well as Cio members.

A pagina 97, Daniele Gilardoni, pluricampione di canottaggio; a sinistra, Andrea Coppolino e Filippo Magnini; sopra, le Star dei Cantieri Lillia, Elisabetta Sancassani con Laura Schiavone e Luigi Vella con un atleta del tiro con l’arco On page 97, Daniele Gilardoni, multiple world rowing champion, left Andrea Coppolino and Filippo Magnini; above, the Lillia’s Star, Elisabetta Sancassani and Laura Schiavone and Luigi Vella together with an athlete of the archery team 97


ITINERARI

L’anima del Lario da scoprire con Bruno

ABBATE Testo e foto di Franco Bartolini

Sopra, Bruno Abbate e il Suv Mercedes nel cantiere di Grandola ed Uniti, dove nascono i Primatist. A destra, il ristorante Tremezzino Above, Bruno Abbate and the Mercedes Suv in the dockyard of Grandola and Uniti, where Primatist motorboats are made. Right, Tremezzino restaurant 98

Questa volta vi portiamo a scoprire il Lago di Como con un “navigatore” d’eccezione. Si chiama Bruno Abbate, inventore e costruttore degli eleganti yacht a motore della linea Primatist, barche tra le più performanti del Mediterraneo e non solo, note e richieste da amanti del mare a livello quasi planetario. Mister Primatist è lariano Doc, di più non si può, è nato e cresciuto respirando il lago, ha ricevuto dal grande e indimenticabile papà Guido il talento, l’ispirazione, dovremmo dire, per la cantieristica navale, con in più una irrefrenabile “cotta” per la sua terra e la sua acqua, che gli hanno rivelato i loro segreti. E lui, oggi, ce li regala in un tour che non si può scordare, tutto da raccontare agli amici, con lo slogan “Il Lago di Como solo per i tuoi occhi”.

Certo, Bruno Abbate è un marinaio, ma per l’occasione abbiamo optato per un potente quanto agile Suv Mercedes, che ci ha permesso di raggiungere anche angoli nascosti, mete comunque di ogni tipo di veicolo, su strade tutte asfaltate. La rotta terrestre tracciata da Bruno Abbate non segue gli standardizzati itinerari turistici, anche se non può trascurare un paio di obiettivi celebri e obbligati. Seguiteci, capirete meglio. Lo start è di rigore, dal cantiere dove nascono i Primatist (strana parola, vero? Altra invenzione del nostro “lupo di lago”), mimetizzato tra le verdi colline di Grandola ed Uniti, sulla via tra il Lario e il Ceresio. La giornata non è radiosa, anzi. Ma anche con il cielo imbronciato il lago ha il suo fascino, una sua

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In alto, Abbate con il pasticciere mago dei maritozzi, Franzo Manzoni, a Menaggio, sopra con lo staff del Villa Linda-Boutique della Pizza, dove la signora Morena, al centro, bionda, propone pizzoccheri e lavarello alla griglia Above, Abbate with Franco Manzoni pastry cook, the maritozzi wizard in Menaggio and Villa Linda-Boutique della Pizza staff, where the blonde Mrs Morena, in the middle of the image, offers pizzoccheri and grilled lavarello

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anima. Così, per rifarci gli occhi e il palato, la prima tappa è Menaggio, colazione alla pasticceria di Carla e Franco Manzoni, un po’ defilata, tra un vicolo e la prima piazzetta a lago, dopo il semaforo, scendendo. I maritozzi panna e cioccolato sono regali, ma il resto non è da meno, anche in confezioni souvenir. Da qui al ristorante Tremezzino, ma con pane e salame nostrano, un corroborante mezzo litro di rosso verace, uno scopone tra amici del momento, non senza Giorgio, detto “Il migliore” (come Palmiro Togliatti), sempre vestito con la divisa Primatist. «È il mio più grande fan», dice Bruno. Pranzo a Villa Linda-Boutique della Pizza, dove la bionda, attraente signora Morena propone pizzoccheri e lavarello alla griglia. A Sala Comacina un ghiotto incontro, il Cimin, popolarissimo per il suo passato di indomabile contrabbandiere, che ci mostra un cimelio, le speciali scarpe di juta, per camminare in silenzio, aggirando i “burlanda”, i finanzieri. Infiliamo miracolosamente il Mercedes negli antichi, suggestivi vicoli di Sala Comacina e davanti al pontile dove operano i traghettatori per l’omonima Isola, dove gli

abitanti alleati di Milano si arresero al Barbarossa arrivato tutto solo in barca, visitiamo il Tirlindana, dove il titolare Fignon offre sapide costolette d’agnello. Una rapida deviazione a Bonzanigo, con vecchie case affrescate fuori e la vasca di pietra dove le lavandaie videro arrivare i partigiani che a Musso-Dongo avevano catturato Benito Mussolini e Claretta Petacci. Non li riconobbero, ma seppero che erano prigionieri nella vicina casa De Maria e già a un passo dalla morte. La versione ufficiale, però più volte contestata da altri storici, vuole che il Duce e la sua amata siano stati fucilati davanti al cancello di Villa Belmonte (28 aprile 1945, come da targa), poche curve più sotto, a Giulino di Mezzegra. È un tuffo nella storia moderna, uno spaccato mai chiuso e che ancor oggi ha il crisma del “giallo” irrisolto. Incombe un po’ di shopping? Imbarchiamo il Suv sul traghetto e in 10 minuti siamo a Bellagio, la Perla del Lario nota in tutto il mondo, al punto che a Las Vegas un casinò è sorto a sua copia. Una perla dentro la perla stessa è il Grand Hotel Villa Serbelloni (1870), lusso, beauty farm e cucina da concorso gastronomico.

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Discover the soul of Lario with Bruno

ABBATE A destra, il camino della Fagurida, a Tremezzo, trattoria tipica e panoramica. Sotto, il Grand Hotel Villa Serbelloni a Bellagio Right, the typical and panoramic Trattoria Fagurida fireplace, in Tremezzo. Below, the Grand Hotel Villa Serbelloni in Bellagio

Sopra, il Cimin, popolare per il suo passato di contrabbandiere. In mano ha le scarpe di juta e stoffa per non farsi sentire dai finanzieri Above, Cimin, popular for his background as smuggler. He shows the jute shoes made for walking silently, in order to cheat the financial police

This time we are going to take you to discover Lake Come steered by a very special “navigator”. His name is Bruno Abbate, inventor and builder of the elegant Primatist line motor yachts, boats among the most performing throughout the Mediterranean and not only, renown and requested by sea lovers almost worldwide. Mister Primatist is a true bred Lariano, brought up inhaling the air of the lake, gifted with his never forgotten father Guido’s talent, or better, inspiration for shipbuilding, with in plus an irresistible “crush” on his homeland and his water, that unveiled to him their secrets. And today he offers them to us in an unforgettable tour, of which our friends will be happy to know more about, with the slogan “Lake Como, for your eyes only”. Of course Bruno Abbate is a sailor but, on the occasion, we opted for a powerful as much as agile Mercedes Suv, which allowed us to reach also the most secluded spots; all of the destinations are connected by surfaced roads and can be reached with any kind of vehicle. The land route tracked by Bruno Abbate does not apply to standard tourism itineraries, even though it does not neglect a couple of famous

Volendo, si può salire all’altra Serbelloni, uno stupendo complesso su precedenti edifici medievali, un parco fiabesco aperto al pubblico. Il millenario castello che qui sorgeva dialogava a fuochi e specchi con la torre a guardia del promontorio, sotto, a lago, in località Pescallo. Da non perdere. Poco prima di reimbarcarci, Brunella ci offre il té nel suo albergo ristorante Du Lac, davanti al pontile del traghetto. I passanti, in gita, rallentano incuriositi dall’ultimo modello full optional e superautomatizzato Mercedes, anche se macchiato di fango. A Griante, sempre in Tremezzina, una breve pausa davanti a Villa Collina, già dimora di vacanza del cancelliere tedesco Konrad Adenauer, ospite fisso del luogo, oggi sede della Fondazione a suo nome. A Griante c’è perfino una passeggiata Adenauer. Pochi minuti e siamo nella frazione Rogaro, alla Fagurida (Favorita), immersa nella natura, cantina di vini e camino, veranda per pranzo e cena con panorama sul lago, la memorabile polenta in cento modi dei fratelli Adriana e Giovanni. Le auto nel parcheggio hanno tutte targhe straniere. Vi aspettiamo con il prossimo numero per un altro tour da tramandare a parenti e amici.

In alto, il Fignon, a Sala. Nel suo ristorante, la Tirlindana, la specialità sono le costolette d’agnello. A sinistra, l’imbarcadero per l’Isola Comacina Above, Fignon at Sala. Lamb cutlets are the specility of Fignon’s restaurant, the Tirlindana. Left, the jetty fo Comacina Island 102

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Sopra, da Bellagio, pronti a tornare in traghetto a Cadenabbia, di cui vediamo, a destra, il pontile di attracco. Nella vicina Griante ha soggiornato più volte Konrad Adenauer Above, ready to return by ferry-boat from Bellagio to Cadenabbia. Right, Cadenabbia’s jetty. Close to this village, in Griante, Konrad Adenauer stayed time and time again

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and must-see sights. Follow us and it will all be clear. The start-point could only be the shipyard where Primatists (funny word, isn’t it? Just another invention of our “lake dog”) are born, which is merged into the green hills of Grandola and Uniti, on the way between Lario and Ceresio. Today is no sunny day. But also under an overcast sky the lake has its charm, its soul. So, to delight our eyes an satisfy our palate, first stop is in Menaggio, breakfast at Carla and Franco Manzoni’s confectioner’s shop, which is just a little out of sight, between an alley and the first little square on the lake, going down after the traffic lights. The cream and chocolate “maritozzi” are supreme, but also the rest competes, even when it comes in souvenir package. Then off we go to the Tremezzino restaurant, this time with local salami and bread, a corroborant half litre of genuine red wine, a card game of “scopone” with occasional friends and with unfailing Giorgio, nicknamed “The Best” (like Palmiro Togliatti), constantly wearing the Primatist uniform. “He is my biggest fan”, Bruno says. Lunch at Villa Linda-Boutique della Pizza, where blond, attractive Morena proposes pizzoccheri and grilled whitefish. In Sala Comacina an interesting encounter with Cimin, extremely popular for his background as indomitable smuggler, who shows us one of his keepsakes, the special jute shoes made for walking silently, in order to cheat the “burlanda”, the financial police. We then miraculously manage to squeeze the Mercedes into the ancient, picturesque alleys of Sala Comacina and, in front of the pier from where the boatmen sail to the homonymous island where all the inhabitants, once Milan’s alleys, surrendered to Emperor Barbarossa who had arrived alone on a boat, we visit the Tirlindana, where owner Fignon offers tasty lamb cutlets. A quick diversion to Bonzanigo, with its old frescoed façade houses and the stone washing tub where the washerwomen saw the partisans, who had captured Benito Mussolini and Claretta Petacci in MussoDongo, arrive. They did not recognise them in the crowd but they were told that they were prisoners and just one step away from death in the nearby De Maria house. The official, but many times disputed by

other historians, version says that the Duce and his beloved were shot, a few bends lower, in front of the gate of Villa Belmonte (28th April 1945, as written on the memorial plaque) in Giulino di Mezzegra. It is a plunge into modern history, a case never closed that even today is still considered a non solved mystery. Just can not wait for shopping? We embark the Suv on the ferry boat and in 10 minutes we land in Bellagio, the Pearl of the Lario, worldwide famed at such extent that a casino-replica was built in its honour in Las Vegas. A pearl in the pearl is the Grand Hotel Villa Serbelloni (1870), luxury, beauty farm and gastronomic competition level cuisine. You can also go up to the other Serbelloni, a wonderful complex built on pre-existing medieval buildings, a fairy tale park open to the public. The centuries-old castle that once stood here communicated through bonfires and mirrors with the promontory watch-tower, down by the lake, in the locality of Pescallo. Unmissable. Just before we re-embark we are offered tea by Brunella in her Hotel Restaurant Du Lac, in front of the ferry boat pier. Passer-bies enjoying a day trip slow down, intrigued by the latest full optional and super computerized Mercedes model, even though soiled with mud. In Griante, still in Tremezzina, a brief pause in front of Villa Collina, which used to be the holiday dwelling of German chancellor Konrad Adenauer, regular guest, now hosting the Foundation that bears his name. Griante features even an Adenauer Promenade. A few minutes and we reach the hamlet of Rogaro, at the Faguirida (The Favourite), immersed in nature, wine cellar and fireplace, veranda for lunch and dinner with view overlooking the lake, with its memorable polenta served in a hundred different styles by siblings Adriana and Giovanni. All the cars parked outside bear foreign number plates. See you next time for another tour worth recommending to your relatives and friends.

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ITINERARI

A destra, Paolo Annoni sfoglia “Magic Lake” sull’Harley davanti al Duomo di Como. Nella pagina a fianco, la Fat Boy e il Monumento ai Caduti di Giuseppe Terragni Right, Paolo Annoni on the seat of the Harley and browsing ‘Magic Lake’ in front of Como’s Cathedral. On page 109, the Fat Boy and Giuseppe Terragni’s monument to the War Dead

In sella a un’HARLEY sulle tracce di GEORGE di Paolo Annoni foto Viviana Dalla Pria

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L’ultima volta che ho inforcato una motocicletta non è andata proprio bene. Un’auto mi ha tagliato la strada e io e mia moglie che viaggiava con me ci siamo ritrovati in ospedale. L’occasione però è di quelle che non si ripetono molte volte, andare sulle tracce di George Clooney con la sua moto, anzi con una moto ancora più bella. Sì, perché George custodisce nel garage di Villa Oleandra, a Laglio, tra le altre Harley, una Fat Boy argento e nera. Grazie all’intervento dell’ufficio stampa di Harley Italia, per il servizio di “Magic Lake” ci hanno concesso in esclusiva una Fat Boy della serie limitata e numerata Anniversary. I colori sono copper e black (marrone metallizzato e nero). Realizzata per il 105esimo compleanno della casa di Milwaukee, la FLSTF Fat Boy Anniversary è un giocattolo da 22mila euro, sotto la sella il Twin Cam 96B™, raffreddato ad aria, da quasi 1.600 centimetri cubi. La caccia a George parte da Como, dalla sede di “Magic Lake”, naturalmente, uno degli angoli più suggestivi della città, in piazza Duomo. Dell’attore nessuna traccia, ma la moto attira l’attenzione di un gruppo di adolescenti, mia moglie Viviana mi immortala con la sua Nikon davanti alla Cattedrale con la rivista in mano e poi via tutti e due in sella verso il lago. Ma prima una puntata ai giardini a lago: è lì che di solito si radunano gli harleisti prima di imboccare la Regina. La moto non sfigura davanti al Monumento di Terragni e neppure davanti al Mausoleo Voltiano. Entriamo

anche alla Canottieri, storico club nautico di Como di fronte allo stadio per uno scatto davanti al trampolino razionalista e poi apriamo il gas verso Cernobbio. Fino al 2000 ho posseduto Harley, l’ultima era un’Heritage Special del 1994 argento e bianca, mossa dallo storico bicilindrico 1.340 a carburatori, tutta cromature e vibrazioni. Sulla Fat Boy sono proprio le vibrazioni a mancarmi un po’. La nuova Harley è un gioiello di elettronica, si accende senza chiavi, ha l’antifurto e l’iniezione, pure le manopole riscaldate. Il motore è fissato al telaio Softail tramite supporti rigidi per un feeling più diretto con la moto, ma rispetto al vecchio modello con i carburatori manubrio e sella “ballano” molto meno. Il 1.584 scarica che è un piacere la sua potenza a terra attraverso un pneumatico posteriore da 200 mm (largo quanto quello di un’auto) e il rumore, quando salgono i giri, è gioia per le orecchie. Intanto siamo già a Cernobbio, la prima tappa del nostro tour a caccia di George è all’Harry’s Bar. Qui l’attore è di casa quando soggiorna a Laglio. Il titolare, Pietro Sacchi, è dietro al bancone intento a servire ldecine di clienti, non mancano degli americani, ma di Clooney neanche l’ombra. Una foto ricordo e via, verso la montagna, il Bisbino, per una puntata al “Gatto Nero” di Fausto Fontana, altro locale cult dei Vip e dell’ex Dottor Ross di “E.R.”. Sulla salita di Rovenna giochiamo con il cambio Cruise Drive e la Fat Boy fa tremare i muri delle case. Una breve sosta al “Gatto”, poi via ancora

verso Cernobbio. Ci fermiamo per una foto anche a Villa d’Este, mentre il sole fa brillare i cerchi pieni delle ruote e le cromature della moto. Imbocchiamo la vecchia Regina, tra il lago e le ville secolari, la strada è stretta e piena di semicurve, una vera pacchia in sella. Eccoci a Laglio, davanti alla casa di Clooney, Villa Oleandra. Le finestre sono aperte, il cuore batte forte. Sul terrazzino dei garage, quattro turisti armati di macchina fotografica, che da quando arriviamo al cancello scattano in continuazione. Fotografano la moto, perché è evidente che chi guida non è il bel George. Ma dal parco non giungono voci, il padrone non è in casa. Dal parcheggio poco dopo la villa si scorge anche il pontone privato. Il motoscafo di George non è attraccato, altro chiaro segnale che l’attore non è a Laglio. Ci fermiamo comunque ad ammirare il panorama. È mezzogiorno passato. Dove andrebbe a mangiare Clooney? In un ristorante della Valle Intelvi? A Cernobbio? In casa? A Milano? Noi scegliamo Brienno e un locale storico del Lago di Como, il Crotto dei Platani. Ha un giardino all’aperto e l’attracco privato, l’ideale per un pranzo o una cena riservata e romantica. Antipasto di pesce di lago per me e mozzarelle di bufala avvolte nel Parma croccante per la… fotografa, poi due risottini allo Zincarlin (formaggio tipico), olive nere ed erba cipollina. Il tutto annaffiato da… siamo in servizio e pure alle guida di una moto, quindi ci concediamo solo le bolle dell’acqua minerale e due caffè. Il conto? 60 euro. Come avrebbe fatto George ringraziamo calorosamente e torniamo in sella. Non prima di aver spiegato alcune caratteristiche della moto a un turista inglese. La Fat Boy è da 18 anni un’icona intramontabile per i motociclisti, con il suo grande faro cromato e gli scarichi indipendenti. La Regina è una delle strade più amate dai centauri di tutto il mondo e ne hanno ben donde. Se si ha la fortuna poi di imboccarla in un giorno feriale, senza il traffico caotico del weekend, si comprende bene perché la moto, ancor più del motoscafo, sia il mezzo di trasporto favorito da Clooney. Senza più grandi speranze di trovare il grande attore, ci soffermiamo sui gioielli del Lago di Como. L’Isola Comacina prima, Lenno con Villa Balbianello e Cadenabbia con Villa Carlotta poi. In pochi minuti siamo sul lungolago di Menaggio, è l’ora del té, noi prendiamo un gelato, con la moto a fianco del tavolino. Ci si accorge del peso della moto (313 kg a secco) solo quando la si appoggia sul cavalletto. Certo non è un mezzo ideale per le gimcane con i suoi due metri e quaranta centimetri di lunghezza, ma nel viaggio e nei sorpassi fino a Villa La Gaeta, a San Siro, dimostra anche una certa agilità. È già tempo di tornare a Como, mamma e papà devono recuperare il piccolo Matteo lasciato dai nonni per il viaggio in Harley. “No George no article?”. Neanche per idea, anche perché una star americana è sempre stata con noi nel nostro servizio. Riportarla qualche giorno dopo ad Harley Italia di Arese è una separazione un po’ dolorosa. Mi piace pensare che non sarà un addio, bensì un arrivederci, tra qualche anno e non solo per un articolo di giornale.

A sinistra, l’Harley davanti al Tempio Voltiano Left the Harley in front of the Tempio Voltiano 109


Sopra, l’ingresso di Villa d’Este a Cernobbio. Sotto, l’Harley davanti a Villa l’Oleandra a Laglio Above, Villa d’Este gateway in Cernobbio. Below, the Harley in front of Villa l’Oleandra, in Laglio

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On the Seat of a Harley on George’s Tracks The last time I got on a motorbike was not a great success; a car cut in on me and my wife and we ended up in hospital. But this opportunity is something of a ‘one off’ – following George Clooney’s tracks on his motorbike, in fact on an even nicer motorbike. Right on! Because in his Villa Oleandra garage in Laglio, among his other Harleys George keeps a black and silver Fat Boy. Thanks to help from Harley Italia’s press office Magic Lake was exclusively given a Fat Boy from the limited and numbered Anniversary series for our article. It’s copper and black (metallic brown and black). Produced for the Milwaukee company’s 105th birthday, the FLSTF Fat Boy Anniversary is a 22,000euro toy with an air-cooled 96B Twin Cam under its seat, almost 1600 cc in size. The hunt for George sets out from Como from Magic Lake’s headquarters, naturally one of the Town’s nicest spots in Piazza Duomo. The actor’s nowhere to be seen, but the bike atracts the attention of a group of teenagers. My wife Viviana snaps me for posterity with her Nikon in front of the Cathedral holding up our magazine, then off we both go towards the lake. But first a stopoff in the lakeside gardens where Harley freaks usually meet up before they set off down the Regina. The bike looks good opposite the Terragni Monument as well as the Volta Mausoleum. We pop into the Canottieri too – Como’s historic rowing club opposite the stadium for a photo in front of the rationalist diving-board, and then roar off to Cenobbio. I was a Harley owner until the year 2000, my last one being a 1994 silver and white Heritage Special, powered by the historic 1340 twin-cylinder carburettor-fuelled engine – all chrome

and vibrations! And it’s those vibrations I miss a bit on the Fat Boy. The new Harley is an electronic jewel, starts without keys, has an anti-theft device and fuelinjection, and even handlebar warming. The engine is joined to the Softail frame with rigid coupling rods providing the bike with a hands-on feel, but with respect to the old carburettor version the handlebars and saddle ‘dance around’ far less. Sheer delight is the way the 1.584 powers its way over the ground with a 200-mm rear tyre (the same diameter as a car’s) and the noise when you rev up is a joy to the ears! We’re already in Cernobbio and the first leg of our hunt for George ends at Harry’s Bar. The actor often pops in here when he stays in Laglio. The proprietor Pietro Sacchi is behind the bar serving hoards of customers (including a few Americans), but there’s no sign of Clooney. After a souvenir snap it’s off up the mountain – the Bisbino – to check out Fausto Fontana’s ‘Gatto Nero’, another cult spot for VIPs and former ‘E.R.’ character Doctor Ross. Riding uphill towards Rovenna we play around with the Cruise Drive and Fat Boy gets the walls of the houses shaking. After a quick stop-off at the ‘Gatto’ it’s back down to Cernobbio again. We have another photostop at Villa D’Este, as the sun reflects back from the bike’s wide wheel hubs and chrome. We take the old Regina road between the lake and centuries-old villas; the road is narrow and winding and it’s a thrill to be in the saddle. Here we are in Laglio opposite Clooney’s house, Villa Oleandra. Its open windows set our hearts beating. On the garages’ roof four camera-toting holiday-makers have been clicking away ever since we arrived at the gate. They must be photographing the motorbike – I’m obviously not goodlooking George. But all is silent in the park, the master’s not at home. From the carpark just past the villa you can even make out a private pontoon. George’s motorboat isn’t moored there, so yet another clear sign that the actor isn’t in Laglio. We stop to admire the view anyway. It’s past midday. Where would Clooney go for lunch? To a restaurant in Valle Intelvi? To Cernobbio? Home? To

Milan? We opt for Brienno and a historic Lake Como establishment, the Crotto dei Platani. It has an outside garden and private mooring – just right for a quiet, romantic lunch or dinner. A lake-fish starter for me and buffalo mozzarella wrapped in crispy Parma for the... photographer, then two Zincarlin (typical local cheese) risottos with black olives and chives. All washed down with... but we’re on a mission and riding a motorbike too, so we’ll just settle for some mineral water fizz and two coffees. What’s the bill? 60 euros; as George would, we thank them profusely and get back in the saddle. But not before giving an English tourist a quick rundown on the bike. For the last 18 years the Fat Boy’s status as a motorcyclists’ icon has never dated, with its big chrome headlight and independent exhausts. The Regina is one of world bikers’ favourite roads and with good reason. If you’re lucky enough to ride down it on a weekday and avoid weekend traffic chaos you’ll understand perfectly why motorbikes, even more than motorboats, are Clooney’s favourite means of transport. Having almost given up hope of finding the great actor, we linger on Lake Como’s jewels: first Isola Comacina, Lenno with Villa Balbianello and then Villa Carlotta. Within a few minutes we’re on the promenade in Menaggio; it’s teatime and we have an icecream, with the bike next to our table. You only realise how heavy the bike is (a basic 313 kg ) when you put it on its stand. With its 2.4 m-length it’s not exactly a vehicle for weaving in and out, but on the journey (including some overtaking) down to Villa La Gaeta in San Siro, it was quite nippy too. It’s already time to get back to Como where mummy and daddy have to retrieve little Matteo left at his grandparents’ because of the Harley trip. “No George no article”? Not likely...; also because an American star was with us the whole time we were working on our article. Having to return it a few days later to Harley Italia in Arese meant rather a painful farewell. I’d like to hope it’s not so much an ‘adieu’ as a ‘see you’ in a few years’ time – and not just for an article!

A sinista, il direttore editoriale di “Magic Lake” a Menaggio. Sopra, la Fat Boy davanti al Duomo Left, ‘Magic Lake’ editor in chief in Menaggio. Above, the Fat Boy in front of Como’s Cathedral

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ANNIVERSARI A sinistra, il presidente del Creval, Giovanni De Censi. Sotto, un’immagine storica della sede di Sondrio Below, Giovanni De Censi, Creval president. Below, an historical photo of Sondrio headquarter

Credito Valtellinese:

100 anni di storia al servizio del territorio 112

Il 12 luglio 2008, Sondrio ospiterà una serie di festeggiamenti per il centenario del Credito Valtellinese. Infatti il 12 luglio 1908, a Sondrio, sessanta soci, ispirati ai valori della dottrina sociale della Chiesa e dell’Enciclica “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII, decidono di dar vita ad un’iniziativa che favorisca il risparmio e che consenta l’accesso al credito anche alle classi meno abbienti: nasce la Società Anonima Cooperativa a Capitale illimitato denominata “Banca Piccolo Credito Valtellinese”. Da allora tante vicende si sono susseguite, e la Banca ha assunto oggi dimensioni allora impensabili. È nel corso degli anni Ottanta che la crescita dimensionale del Credito Valtellinese e la scelta strategica di mantenere all’interno degli Istituti di credito esclusivamente le competenze e le strutture orientate al business bancario, delegando a Società controllate il presidio delle aree specialistiche, porta alla trasformazione del Credito Valtellinese da Banca locale a Gruppo bancario. Nel 1995 entra nel Gruppo il Credito Artigiano; nel 1998

la Banca Popolare Santa Venera, sorta ad Acireale nel 1908; nel 1999 la Cassa San Giacomo, fondata nel 1896 a Caltagirone da don Luigi Sturzo e la Banca dell’Artigianato e dell’Industria di Brescia. Nel 2001 entrano a far parte del Gruppo la Banca Regionale Sant’Angelo di Palermo e la Leasingroup Sicilia. Nel 2002 il Gruppo ha ristrutturato la propria presenza in Sicilia attraverso la creazione di un’unica Banca regionale, capillarmente presente sul territorio e in grado di svolgere un importante ruolo nell’economia della regione, il Credito Siciliano. Nel 2003 si conclude un’alleanza strategica che prevede l’acquisizione di una partecipazione di minoranza qualificata nella Banca popolare di Cividale. Nello stesso anno viene definito un progetto di espansione in Veneto attraverso la Banca dell’Artigianato e dell’Industria. Nel 2005 viene siglata un’alleanza strategica tra il Credito Valtellinese e la Banca della Ciociaria, nel 2007 con il Gruppo Tercas. Nel 2008 entra a far parte del perimetro del Gruppo

il Credito Piemontese, nato attraverso l’acquisizione da Intesa San Paolo di 23 filiali dislocate in Torino e provincia (19) e Alessandria e provincia (4). Le celebrazioni del centenario, e in primo luogo quelle del 12 luglio 2008, sono un’occasione per ribadire che anche se molte cose sono cambiate da quel 12 luglio 1908, e tante persone si sono passate il testimone, immutati sono rimasti i valori, propri di una banca popolare di matrice cattolica: sussidiarietà, solidarietà, cooperazione, radicamento nel territorio, vicinanza alle sue comunità e ai suoi bisogni, attenzione alla clientela, recettività ai cambiamenti e alle innovazioni, sostegno alle attività produttive, alle famiglie, alle organizzazioni non profit.

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Credito Valtellinese: 100 Years of History serving the Area

Sopra, il direttore generale del Creval, Miro Fiordi, a destra, Palazzo Sertoli, sede della Direzione Generale del Credito Valtellinese (foto Ivan Bracelli) Above, Miro Fiordi, Creval general manager, right, Palazzo Sertoli, Credito Valtellinese headquarter

INFO Altre informazioni sul Credito Valtellinese e il programma dei festeggiamenti del centenario del 12 luglio sul sito www.creval.it Further informations on Credito Valtellinese and the 12th July centenary celebrations program on the website www.creval.it 114

On 12th July 2008, Sondrio will be hosting a series of celebrations for the centenary of Credito Valtellinese. It was 12th July 1908 in Sondrio when 60 Partners, inspired by the values of the Church’s social doctrine and the Enciclica Rerum Novarum of Pope Leone XIII, decided to promote saving and provide access to credit for the less well-off: and the Società Anonima Cooperativo a Capitale Illimitato named the ‘Banca Piccolo Credito Valtellinese’ came into being. Since then much has happened and the Bank has grown out of all recognition. In the 1980s Credito Valtellinese’s growth and the strategic choice to give the Banks the exclusive control of functions and the banking business sector and delegate specialist areas to Associate Companies, led to Credito Valtellinese’s transformation from a local bank to a Banking Group. In 1995 the Group was joined by Credito Artigiano; in 1998 by Banca Popolare Santa Venera founded in Acireale in 1908; in 1999 Cassa San Giacomo founded in 1896 in Caltagirone by Don Luigi Sturzo, and Banca dell’Artigianato e dell’Industria di Brescia. In 2001 Banca Regionale Sant’Angelo di Palermo and Leasingroup Sicilia joined the fold. In 2002 the Group underwent restructuring in Sicily via the setting-up of one sole Regional Bank with branches everywhere, which could play a leading role in the region’s economy: Credito Siciliano. In 2003 a strategic merger took place envisaging the acquisition of a qualified minority stake in Banca Popolare di Cividale. The same year saw the drawing-up of expansion plans in Veneto through Banca dell’Artigianato e dell’Industria. In 2005 a strategic alliance was formally agreed to between Credito Valtellinese and Banca della Ciocciara, and in 2007 with Gruppo Tercas. In 2008 it takes up a peripheral role in Gruppo il Credito Piemontese, born through Intesa San Paolo’s acquisition of 23 branches – in Turin and province (19) and Alexandria and province (4). The centenary celebrations, especially those on 12th July 2008, are an opportunity to stress that despite all the changes since that 12th July 1908 and the testimony borne by so many people, the underlying values of a people’s bank of Catholic inspiration are still the same: subsidiarity, solidarity, cooperation, local roots, a close relationship with its community and needs, customer care, acceptance of change and innovation, and backing for productive enterprise, families and non-profit trusts.

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Navigazione: Cruise through the summer

Navigazione

un’estate in crociera La stagione turistica è entrata nel vivo e la Navigazione Lago di Como ha varato da qualche giorno il suo nuovo orario caratterizzato da alcune modifiche innovative. Novità nate dall’intento di andare incontro all’esigenza di tutti gli ospiti del territorio lariano che si trovano loro malgrado a dover dividere il tempo a disposizione tra appuntamenti e impegni vari e il desiderio di vedere il lago dal lago. In quest’ottica già nel 2007 era stato introdotto nell’area del primo bacino del Lago di Como un orario cadenzato, con partenze ogni 30 minuti nei collegamenti tra i paesi di Torno, Moltrasio, Cernobbio, Tavernola e la stessa città di Como. Ma ecco le novità più significative di quest’anno. Crociere da Como al Centrolago. Oltre alla classica, intramontabile crociera del mezzogiorno per il Centrolago e Piona, due sono le partenze giornaliere – ore 10.30 e 14.30 – da Como per Bellagio e Menaggio della nuova motonave Orione, dotata di tre ponti e servizio bar e ristorante (capienza massima 700 passeggeri). Maggiori collegamenti quindi tra le località del lago e la storica città di Como, ponendo infine in contatto Lecco a la città di Volta attraverso un breve trasbordo a Bellagio. Un ampio e moderno ristorante di bordo, con la nuova formula “Open at all times” è in grado di soddisfare numerosissime richieste, offrendo alla clientela la possibilità di pranzare alla carta o con i piatti del giorno, garantendo agli avventori più frugali la facoltà di fruire, in alternativa al pranzo completo, di un solo primo o un solo secondo piatto, oppure di avvalersi del servizio bar. Battelli navetta in Centrolago. Il servizio di collegamento tra le rinomate località turistiche

del Centrolago è stato sensibilmente potenziato e intensificato attraverso l’utilizzo di una seconda motonave “navetta” che consente di cadenzare ogni 60 minuti partenze tra le località comprese tra Lenno e Varenna, per tutto l’arco della giornata. Proseguono invece come da storica tradizione: la crociera per Piona. Tour che offre l’opportunità di ammirare la regione lariana dalla sua angolazione migliore, ossia il lago. Si può pranzare a bordo con tutta calma lasciandosi sommergere dalla pacata bellezza del paesaggio. Giungendo a Piona si avrà l’impressione che il tempo si sia fermato; tra i chiostri dell’Abbazia potrete respirare ancora aria di medioevo, sensazione rafforzata dai monaci che tuttora vi risiedono; la crociera per Bellagio. Luogo incantevole situato sul promontorio che divide il ramo comasco da quello lecchese. Non a caso illustri letterati, poeti, musicisti ed artisti sono passati per questi luoghi e ne hanno ricordato il fascino nelle loro opere; tra sogno e romantiche atmosfere, troviamo le crociere notturne del sabato con cena e ballo per passare una serata diversa dal solito in una cornice avvolgente e suggestiva. Per gli amanti dell’arte e della storia la Navigazione propone inoltre nel Centrolago il fascino dell’Isola Comacina e delle numerose ville: l’incantevole Villa Balbianello a Lenno, Villa Carlotta a Tremezzo, Villa Melzi a Bellagio, Villa Monastero e Villa Cipressi a Varenna. Oltre a battelli, aliscafi e traghetti è possibile navigare anche sullo storico e glorioso piroscafo Concordia, da sempre fiore all’occhiello della Navigazione Lago di Como.

The holiday season is well away and a few days ago Navigazione Lago di Como launched its own new season timetable including several imaginative changes. These new brainchildren attempt to meet the needs of all visitors to the Lario area, forced (not out of choice) to split their available time between various appointments and commitments and their desire to see the lake from the lake. With this in mind Lake Como’s first basin saw the introduction of fixed-interval timetables in 2007, with sailings every 30 minutes connecting the villages Torno, Moltrasio, Cernobbio, Tavernola and the town of Como itself. But now for this year’s main changes. Cruises from Como to Midlake. In addition to the classic, ageless midday cruise heading Midlake and for Piona. there are two new daily departures – at 10.30am and 2.30pm – from Como to Bellagio and Menaggio on the new motorship Orione, with its three decks and bar and restaurant service (maximum capacity 700 passengers). So improved connections between lake resorts and the historic town of Como; then last of all Lecco’s now linked up with Volta’s town via a quick boat-hop at Bellagio. A spacious modern on-board restaurant ‘Open round the Clock’ will meet your every need offering diners either à la carte menues or ‘dishes of the day’, so that even the thriftiest can avoid full lunches by having just first or second courses – or just pop into the bar for something. Midlake Shuttle Boats. Link-ups between well-known Midlake tourist resorts have been considerably upgraded and stepped-up through the use of a second ‘shuttle’ motorship providing hourly all-day crossings to and from localities between Lenno and Varenna. Carrying on the historic tradition on the other hand are: The Piona Cruise. A tour enabling you to admire the Lario district from its best viewpoint, namely the lake. You can have a nice quiet lunch on board as you soak up the tranquil beauty of the scenery. Once in Piona you’ll get the impression that time has stood still; the cloisters of the Abbey still exhude a mediaeval atmosphere, further enhanced by the monks who still dwell there. The Bellagio Cruise. A delightful spot on the promontory dividing the Como and Lecco branches of the lake. It’s no coincidence that illustrious scholars, poets, musicians and artists have passed through this area and testified to its charm in their works. To the accompaniment of dreams and an atmosphere of romance we can go on Saturday night dinner/dance cruises for a different Saturday from normal, to an engaging and evocative backdrop. For lovers of art and history Navigazione is offering an alluring midlake package including Isola Comacina and numerous villas: the enchanting Villa Balbianello in Lenno, Villa Carlotta in Tremezzo, Villa Melzi in Bellagio, and Villa Monastero and Villa Cipressi in Varenna. As well as boats, hydrofoils and ferries you can also sail on the glorious historic steamship Concordia which has always been a jewel in Navigazione Lago di Como’s crown.

INFO 031.579.211 o 800.55.18.01 www.navigazionelaghi.it

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TERRITORIO

MECENATI di Elisabetta Comerio foto Carlo Pozzoni

Sopra, la platea del Teatro Sociale per lo spettacolo dei Legnanesi. A destra Gian Maria Casella indica una delle grandi tele appartenenti alla quadreria del Duomo di Como Above, Sociale Theatre stalls during the Legnanesi show. Right Gian Maria Casella shows one big painting of Como’s Cathedral art collection

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per

SCELTA

Amici di Como è una realtà in costante fermento ed espansione. Nostra guida all’interno dell’associazione di imprenditori del territorio in questo numero è Alberto Frigerio, imprenditore, politico, amministratore, dirigente sportivo un personaggio notissimo in provincia di Como. E non poteva mancare il titolare della Softer, società di gestione e amministratori del personale e delle paghe conto terzi, tra gli ottanta Amici di Como. Da tre anni Alberto Frigerio è anche nel consiglio direttivo dell’associazione e spiega così la mission di Amici di Como. «Il nostro slogan, “mecenati per scelta” ben riassume la nostra mission. Anche se il mecenatismo era più che altro un aiuto economico per gli artisti e noi invece non vogliamo essere solo degli sponsor. Siamo noi stessi a creare e sostenere eventi che generino anche un indotto per il territorio. Spaziamo tra lo sport, la cultura e la solidarietà per il bene della nostra terra. Siamo diventati un’entità fondamentale per la sopravvivenza di molte iniziative», sottolinea Frigerio, che nella vita è attivo anche nel mondo del volontariato.

«Nello sport, ad esempio abbiamo partecipato e partecipiamo al lancio e al rilancio delle società che hanno valori senza tempo e sono radicate sul territorio, nella cultura abbiamo portato per la prima volta nel Duomo di Como il Coro della Cappella Sistina, un’emozione fortissima, siamo poi i main sponsor della Città dei Balocchi. Su qualsiasi progetto lavoriamo cerchiamo di metterci sempre del nostro e questa è la nostra prerogativa». Perché un imprenditore si dovrebbe iscrivere agli Amici di Como? «Perché ottanta importanti grandi, medie e piccole imprese della zona già condividono i nostri ideali. Certo bisogna avere spirito di servizio, mettere a disposizione le capacità imprenditoriali anche del territorio e non solo dell’azienda. Testa, capacità, inventiva e caparbietà classica degli imprenditori della nostra zona sono fondamentali per il bene del Comasco. Non siamo un’associazione politica, non condividiamo per forza ideali o credi religiosi, il nostro unico vero legame riguarda la nostra terra. Il mio messaggio è rivolto in particolare ai giovani».

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450x350, anch’esse fino ad oggi conservate nel Duomo di Como. Saranno così riportate al loro antico splendore opere dall’immenso valore, che Amici di Como è felice di poter “restituire” alla città, come testimonianza del suo impegno. Un’azione concreta, che rafforza ancora di più il ruolo di mecenate di Amici di Como per il nostro territorio. MOSTRA “COMO QUASI DA TOCCARE” Una mostra innovativa, ma allo stesso tempo fortemente legata alla tradizione. L’innovazione sta nella realizzazione delle opere, modelli plastici in scala 1:50, interamente realizzati da Angelo Tagliabue. L’aspetto legato alla tradizione è invece racchiuso nella scelta delle creazioni: i principali monumenti di Como. Il Broletto si trasformerà così per circa un mese in una sorta di Como in miniatura, dove sarà possibile ripercorrere la storia del nostro capoluogo attraverso i suoi più emblematici edifici. Amici di Como, seguendo la filosofia di valorizzazione e promozione del nostro territorio, ha deciso di farsi promotore di questa esposizione, per dare la possibilità a tutti i visitatori, turisti e residenti, di apprezzare, da vicino, i nostri tesori architettonici. Ad accompagnare le opere, sonetti in dialetto del poeta Riccardo Borzatta e significative immagini del noto fotografo comasco Enzo Pifferi. La mostra sarà inaugurata il 2 luglio alle ore 18.30 e proseguirà fino al

Sopra, Alberto Frigerio Above, Alberto Frigerio ASSEMBLEA ANNUALE DI AMICI DI COMO L’appuntamento di Amici di Como con la sua assemblea annuale si è svolto quest’anno, il 22 aprile, nella splendida Sala Bianca del Casino Sociale di Como. Come sempre l’assemblea ha rappresentato un’occasione di dialogo tra gli imprenditori, un momento di bilancio, ma anche un’opportunità per guardare al futuro e porre le basi per i prossimi progetti dell’associazione. Tutti i presenti hanno potuto toccare con mano i grandi passi avanti compiuti da Amici di Como, realtà che sempre più si radica sul territorio, con azioni per la città e il Comasco. La folta presenza fatta registrare denota l’affezione di tutti gli associati e anche il desiderio di vivere momenti di confronto e condivisione. Ospiti d’onore a sorpresa sono stati “il Giovanni”, “la Teresa” e “la Mabilia”, che, prima di salire sul palco del Teatro Sociale per regalare momenti di vera e sincera ilarità con lo spettacolo “Regna la Rogna”, hanno voluto ringraziare personalmente Amici di Como per l’impegno verso la solidarietà e per aver scelto di riproporre gli spettacoli della Compagnia I Legnanesi anche per gli appuntamenti del 2008. Anche per quest’anno, l’associazione ha infatti voluto proporre una “assemblea benefica”, consolidando questo binomio vincente che negli anni ha raccolto grandi consensi. Le serate del 21 e 22 aprile sono state un vero successo per Amici di Como, ma soprattutto per i progetti di Como Cuore e Croce Azzurra Como, promossi in parallelo agli spettacoli. Grazie a questa tipologia di eventi Amici di Como vuole intervenire in modo importante in ambito sociale, dando il proprio contributo concreto a realtà comasche che operano quotidianamente in progetti di sensibilizzazione e in azioni utili per il territorio. IL PASSAGGIO GENERAZIONALE DELLE IMPRESE DI FAMIGLIA Amici di Como sarà sostenitore di un esclusivo e prestigioso evento, organizzato da T.B.M Service & C., in collaborazione con lo Studio Torres e con la consulenza dello Studio Tundo Associazione Professionale di Milano, che si terrà il 9 luglio, nella splendida cornice di Villa d’Este.

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Questo primo e importante appuntamento sarà dedicato all’approfondimento di una problematica sempre più sentita dalle realtà e dalle imprese operanti sul nostro territorio: “Il passaggio generazionale delle imprese di famiglia”. A presiedere l’incontro sarà il professore Francesco Tundo (Università di Bologna, Studio Tundo Associazione Professionale). Interverranno poi il professore e avvocato Luigi Balestra (Università di Bologna, Studio Patti), il professore e avvocato Andrea Colli Vignarelli (Università di Messina) e l’avvocato Matteo Fanni (Studio Tundo Associazione Professionale). Tra i prestigiosi membri del comitato organizzatore, anche BSI, storico istituto elvetico. AMICI DI COMO E L’ARTE Amici di Como, Consorzio Como Turistica e “Magic Lake”, dopo gli sfregi agli affreschi trecenteschi della basilica di San Fedele, si sono resi disponibili a contribuire economicamente al restauro delle opere, per salvaguardare il nostro patrimonio artistico.

AMICI DI COMO E IL GRANDE PROGETTO DI RESTAURO Amici di Como promuoverà, nei prossimi mesi, un’importante opera di tutela del nostro patrimonio artistico. Un rilevante investimento che prevede l’impegno dell’associazione in un progetto triennale, in accordo con la Diocesi di Como, per intervenire con il recupero di tele appartenenti alla quadreria del Duomo. Amici di Como ha contattato, per questo delicato e allo stesso tempo prestigioso lavoro, Gian Maria Casella, noto esperto che opera nel campo fin dal 1960 e già restauratore di dipinti di artisti del calibro di Andrea Celesti e Tiziano, che si occuperà, nel corso dei prossimi tre anni, del recupero delle sei tele e delle rispettive cornici. Il primo passo prevede il restauro di quattro dipinti, olio su tela, di cm 215x130, raffiguranti i quattro Santi Vescovi di Como, che si presentano oggi in uno stato di conservazione molto precario. In un secondo tempo, saranno restaurate altre due importanti pale, “L’adorazione dei Re Magi” e “Il Cristo Risorto tra vari Santi”, olio su tela di cm

In alto a sinistra, un momento dello spettacolo dei Legnanesi e i ragazzi della squadra Under 16 degli Amici di Como premiata dal vicesindaco di Como, Paolo Mascetti. Sopra, i quattro dipinti, olio su tela, di cm 215x130, raffiguranti i Santi Vescovi di Como Top left, a moment of the Legnanesi and the boys of the Amici di Como Under 16s’ team rewarded by Paolo Mascetti, Como’s deputy mayor. Above, the four paintings on canvas, cm 215x130, representing the Saint Bishops of Como

27 luglio, tutti i giorni, tranne il lunedì mattina, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. AMICI DI COMO, I GIOVANI E LO SPORT L’associazione Amici di Como è stata ancora una volta protagonista di un appuntamento importante di promozione sportiva: insieme con Ggr e Ginnastica Comense 1872, ha sostenuto la realizzazione del filmato “Il sogno di un bambino… la sfida di crescere”, proiettato a Villa Erba il 30 maggio scorso, davanti a una folta platea. Questo progetto ha come finalità avvicinare i bambini alla disciplina e alla pratica dello sport, in tutte le sue forme, sottolineando l’importanza che questo riveste nell’educazione delle giovani generazioni.

Patrons of arts

CHOICE

and participate to the launch and re-launch of clubs that carry timeless values and have put down roots on the territory; in the culture wise we had the Choir of the Sistina Chapel performing for the first time in Como’s Duomo, a very strong emotion, and we are also the main sponsors of Città dei Balocchi (Toys Town). We try to give each project we work on our personal touch, this is our characteristic”. Why should an entrepreneur join Amici di Como? “Because eighty important big, medium and small companies of the area already share our ideals. Of course you must have community spirit, putting your entrepreneurial skills at disposal of the territory and not only of your business. Brains, capacity, creativity and the typical stubbornness of local entrepreneurs are essential for the good of the Como area. We are not a political association, we are not obliged to share ideals and religious faiths, and our only bond is with our homeland. My message addresses in particular the youth”.

Amici di Como is an association in constant activity and expansions. Our guide to this local entrepreneurs union for this issue is Alberto Frigerio, entrepreneur,

AMICI DI COMO’S ANNUAL MEETING This year Amici di Como’s appointment with their annual meeting took place 22nd April in the splendid White Hall of the Casino Sociale of Como. As usual the meeting was an opportunity of dialogue for the entrepreneurs, the moment to draw up a balance and also a chance to look towards the future and lay

politician, administrator, sports manager and prominent personality in the province of Como. And we really had to meet the owner of Softer, management and administrative company offering services for personnel and wage processing, that is one of the eighty Amici di Como. Alberto Frigerio is also part of the Board of Directors of the association and explains to us Amici di Como’s mission. “Our slogan, ‘Patrons of arts by choice’ well represents our mission.” Even though patronage used to be above all financial help to the artists, we do not wish to be only sponsors. We are those who create and support events that can also generate linked activities for the territory. We move freely among sport, culture, and solidarity for the good of our homeland. We have become a chief entity for the existence of many initiatives” Mr. Frigerio, who in everyday life is also active in the world of voluntary organizations, highlights. “Concerning sport, for example, we have participated

the basis for the next projects of the Association. All those who were present had the possibility to see with their own eyes the great headway made by Amici di Como, association that more and more have put down roots on the territory, with actions for the territory. The solid crowd that attended tells us about the devotion of all the members and also about their need for occasion dedicated to comparison and shearing. Surprise guests of honour were “il Giovanni”, “la Teresa” and “la Mabilia” who, before going on stage at Teatro Sociale to entertain the audience with moments of true and sincere cheerfulness with show “Regna la Rogna” (Trouble rules), wanted to personally thank Amici di Como for their commitment to solidarity and for having chosen to revive the performances of Compagnia I Legnanesi also in 2008. The association in fact decided to propose a “charity meeting” also this time, consolidating this successful combination that has won great approval over the years. The evenings of 21st and 22nd April were a great

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TERRITORIO

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TERRITORIO

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Un GREEN pieno di Amici

Alcuni dei modellini in scala 1:50 realizzati da Angelo Tagliabue. Sopra, il Broletto e Sant’Abbondio. A destra, Villa Olmo Some plastic models in 1:50 scale realized by Angelo Tagliabue. Above, the Broletto and Sant’Abbondio. Right, Villa Olmo

di Elisabetta Comerio foto Carlo Pozzoni

success for Amici di Como, mainly for what concerns the Como Cuore and Croce Azzurra projects, which were promoted in parallel with the shows. With the help of this kind of events Amici di Como wants to intervene dramatically in the social ambit, giving its concrete contribution to associations and companies of the Como area that daily operate in the sensibilization projects and actions for the territory. GENERATIONAL TRANSITION OF FAMILY-OWNED BUSINESSES Amici di Como will support an exclusive and prestigious event, organized by T.B.M. & C, in collaboration with Studio Torres and with the advice of Studio Tundo Associazione Professionale of Milan: on 9th July in the splendid setting of Villa d’Este, the first Convention on International Fiscality will take place. During this first and important appointment the “Generational transition of family-owned businesses”, a problem that is increasingly present in local economy, will be tackled. Professor Francesco Tundo (University of Bologna, Studio Tundo Associazione Professionale) will chair the event. Following, professor and lawyer Luigi Balestra (University of Bologna, Studio Patti) will participate dealing with the topic “Civil law instruments in generational transition”, professor and lawyer Andra Colli Vignarelli (University of Messina) will talk about “Taxation on successions, donations, gratuitous deeds” and finally lawyer Matteo Fanni (Studio Tundo Associazione Professionale) will present “The trust regime between law and standard practice”. The historical helvetic Institute BSI is one of the member of organisation committee. AMICI DI COMO AND ART Considering what happened to the 14th century frescos of the Church of San Fedele, which represent an artistic heritage for everybody, Amici di Como, Corsorzio Como Turistica and the magazine Magic Lake couldn’t show indifference, instead they decided straight to give a contribution for the restoration of the works of art. AMICI DI COMO AND THE PROJECT OF RESTORATION In the following months, Amici di Como will promote an important project to preserve our artistic heritage: actually a relevant investment in a three-year project has been allocated by the Association, in collaboration with the Diocesi di Como, to carry out the restoration of the canvas of the collection in the Cathedral. Amici di Como contacted Gian Maria Casella to realize this delicate but also prestigious work. The Association selected Dott. Casella, who is a well-known expert

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working from 1960 and restorer of cavas by Andrea Celesti and Tiziano, to restore the six canvas and the frames, during the next three years. First of all the four paintings on canvas, cm 215x130, representing the four Saint Bishops of Como, which today are kept in a very precarious condition. Then, there will be the restoration of two other important works of art, “Adoration of the three Kings” and “The risen Christ among the Saints”, canvas of cm 450x350, kept in the Cathedral. These works of huge value will return to the ancient beauty and Amici di Como are happy to “return” them to the city, as a sign of their commitment. A definite action which let Amici di Como have always a stronger role of patron in our territory. EXHIBITION ‘A COMO YOU CAN ALMOST TOUCH’ An exhibition that is innovative yet still tightly bound to tradition. Innovation lies in the making of the works, plastic models in 1:50 scale, entirely realized by Angelo Tagliabue. Tradition is represented by the subjects he chose: Como’s most important monuments. So the Broletto will be transformed for about one month into a kind of miniature Como, where it will be possible to go back over the history of our town through its most outstanding buildings. Amici di Como, following the philosophy of making the most of and promoting our territory, decided to support this exhibition to offer all vistors, tourists and residents, the chance to appreciate, very closely, our architectural gems. Sonnets composed in dialect

by poet Riccardo Borzatta and significant images by famed Como born photographer Enzo Pifferi will accompany the pieces of art. The exhibition will be inaugurated 2nd July at 6.30 pm and will be open until 27th July, all days, except Monday morning, 10.00 am to 12.30 noon and from 3.00 pm to 7.00 pm. AMICI DI COMO, YOUNG PEOPLE AND SPORT Once again the Association Amici di Como plays the role of the protagonist in an important sports event: together with GGR and Ginnastica Comense 1872 it has supported the realization of the film “Il sogno di un bambino…la sfida di crescere” (“The dream of a child…the challenge of growing”), shown in Villa Erba, on 30th May, in front of a numerous public. This project aims at getting children close to the discipline and practice of sports activities, in every form, stressing the importance of sport in relation to the education of children.

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EVENTI

Amici di Como, ancora una volta, si è impegnata nella promozione dello sport avvicinandosi per la prima volta al golf. Il 26 e 27 aprile scorsi, nel prestigioso Golf Club Villa d’Este, si è svolto il primo Trofeo di Golf Amici di Como, che ha coinvolto oltre 130 giocatori in una “due giorni” di torneo. Imprenditori, professionisti e giovani promesse si sono dati appuntamento sul “green” di Montorfano, per trascorrere un fine settimana all’insegna della disciplina sportiva più elegante, raffinata e “naturalista”. Amici di Como in questa occasione ha stretto un’importante collaborazione con un suo associato, Industries, che ha sostenuto il torneo con uno dei suoi brand attraverso la messa in palio del primo Challenge Henry Cotton’s. L’evento è stato sostenuto anche da BSI.

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Una formula, quella sperimentata in occasione di questo primo trofeo, che si è dimostrata vincente, a partire dalla scelta della location: un Golf Club d’eccezione, che ha fatto da perfetta cornice a questo evento. I grandi consensi raccolti dall’appuntamento sportivo sono anche frutto della fattiva collaborazione con tutto il personale del Golf Club Villa d’Este e della professionalità dimostrata, che ha reso più semplice il lavoro svolto dalla T.B.M. Service & C., permettendo la riuscita dell’evento. Visto il successo dell’esperienza, si sta pensando, sempre in collaborazione con BSI e Henry Cotton’s, di crescere, organizzando per il 2009 un tour che preveda tappe in altri tre golf club della provincia. Al termine del secondo giorno, il presidente del Golf

Club Villa D’Este, Giancarlo Rizzani, e il presidente di Amici di Como, Mario Pittorelli, hanno assegnato i premi ai vincitori di categoria. Vincitore della prima edizione del torneo è stato Maximiliano Galli, che si è aggiudicato il primo Challenge Henry Cotton’s sul prestigioso green del Golf Club Villa d’Este, uno dei migliori terreni da gioco italiani.

A green full of Friends

Amici di Como was once again involved in sport promotion with its fist experience with golf. Last 26th and 27th April at prestigious Golf Club Villa d’Este, the first Amici di Como Golf Trophy took place, involving over 130 golfers for a two-day tournament. Entrepreneurs, professionals and young promises came to the appointment at the golf course in Montorfano, to spend a weekend completely dedicated to the most elegant, refined and nature-friendly sport discipline: golf. Amici di Como on this occasion clinched an important collaboration deal with one of its associates, Industries, which supported the tournament with one of its brands by creating the first Henry Cotton’s Challenge. The event was also supported by BSI. The formula experimented for the first edition of this

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CIRCOLO GOLF VILLA D’ESTE TROFEO AMICI DI COMO 36 BUCHE MEDAL - STABLEFORD SABATO 26 - DOMENICA 27 APRILE 2008 1° Netto Assoluto Maximiliano Galli Prima Categoria 1° Netto Franco Bologna 1° Lordo Alessandro Calcaterra 2° Netto Stefano Grassani 3° Netto Marcello Cornelio Seconda Categoria 1° Netto Maximiliano Galli 2° Netto Giampaolo Pozzi 3° Netto Francesco Cornelio Terza Categoria 1° Netto Dario Cazzaniga 2° Netto Maurizio Fieschi 3° Netto Giampiero Roncoroni 1° Juniores Paolo Ferraris 1° Lady Flavia Raffaelli 1° Seniores Claudio Rezzonico Miglior 2° Giro Egidio Ballabio

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trophy turned out to be successful, starting from the choice of the location: an outstanding Golf Club that was the perfect setting for this event. The great approval gained by this sports event is also the outcome of the effective collaboration with all the personnel of Golf Club Villa d’Este and of the professionalism that was shown, that made the work carried out by T.B.M. Service & C. simpler, leading all efforts to success. Seen the payoff of the experience they are considering the idea, still in collaboration with BSI and Henry

Cotton’s, of expanding organizing for 2009 a tour with events involving other three golf clubs of the province. At the end of the second day, president of Golf Club Villa d’Este, Giancarlo Rizzani and Amici di Como’s president Mario Pittorelli awarded the winners of each category with the prizes. Winner of the first edition of the tournament was Maximiliano Galli, who won the first Henry Cottton’s Challenge on the prestigious green of Golf Club Villa d’Este, one of Italy’s best golf courses.

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Tspa Tremezzo Palace

Un mondo di benessere nell’infinity pool 131


A pagina 131, la facciata del Tremezzo Palace On page 131, the Tremezzo Palace facade

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Immaginate di calarvi in una piscina coperta e riscaldata a 33 gradi, di aprire gli occhi e di vedere davanti a voi soltanto l’acqua del Lago di Como, in uno dei suoi punti più caratteristici. Un bagno con vista privilegiata su Villa Melzi, Bellagio e il suo promontorio. Sensazioni uniche al mondo e vivibili soltanto dalla Tspa del Tremezzo Palace. Alla sua prima stagione turistica, l’esclusiva area benessere del cinque stelle del centrolago è un mondo tutto da scoprire e offre agli ospiti internazionali dell’hotel un valore aggiunto molto ricercato. La spa strategist e spa manager Mariacristina Paris, autentica personalità nel settore del benessere, ci accompagna in quella che sarà un’esperienza indimenticabile. Due porte di cristallo si schiudono sotto uno dei terrazzi che salgono fino al corpo principale dell’hotel e, davanti a noi, circondato da pareti di onice originale, si apre un mondo di pietre, luci e suoni ovattati, come lo scorrere dell’acqua in un ruscello di montagna. Ogni cosa è studiata nei minimi particolari, con la classe e il gusto tipici del Tremezzo Palace. L’immersione in questo piccolo eden del benessere parte dagli spogliatoi ricercati e accoglienti e dalle ampie docce, con giochi d’acqua e colori. Tutto è stato progettato da Ruggero Venelli e Cecilia Kramer dello studio “Venelli & Kramer”. Una coppia di affermati architetti, lui comasco, lei di origine cilena. Prima di aprire un suo studio nel 1994, Venelli ha

collaborato con Renzo Piano a Genova e sir Norman Foster a Londra. Siamo pronti per l’ingresso nelle piscine. Due vasche parallele e collegate da un suggestivo passaggio sormontato da un arco. Una piscina direttamente fronte lago, l’altra ricavata in una sorta di caverna artificiale. Entrambe consentono sei diversi tipi di idromassaggio. Cascate d’acqua, a lama, per massaggiare la zona cervicale, getti d’acqua e bolle d’ossigeno che partono dal mosaico del fondo piscina per la sollecitazione plantare. Per gli sportivi anche la possibilità di fare del nuoto controcorrente, con la regolazione prescelta. Ma è l’effetto di “infinity pool” della vasca più esterna che sembra entrare direttamente nel lago a lasciare a bocca aperta. La direzione della Spa e la dinamica manager dell’hotel, Elena de Santis, stanno programmando anche la possibilità di sedute di “massaggio relax in acqua”, trattamenti che sarebbero un’esclusiva assoluta del Tremezzo Palace. Dopo un bagno attivo nell’infinity pool, un po’ di relax in lounge sui lettini per rendere ancora più rilassante il riposo. In una giornata di sole le vetrate che proteggono dal vento scompaiono e l’area fronte piscina diventa anche un esclusivo solarium. Gli operatori e le operatrici Tspa sono quindi a nostra disposizione per i trattamenti prescelti e ci accompagnano direttamente in cabina. I clienti possono scegliere tra i numerosi percorsi della linea

St. Barth e l’offerta ayurvedica. La linea St. Barth, nata ai Caraibi, nell’isola di Saint Barthélemy, ha prodotti esclusivi per le Spa di alto livello. Cosmetici unici che alla Tspa vengono miscelati con prodotti freschi, dalla papaya allo yogurt. I trattamenti vanno da un minimo di 20 minuti per il “Dream Bath” a un massimo di un’ora e mezzo per i trattamenti viso o corpo. Abbiamo provato il “St Barth Softness”, un impacco peeling con massaggio abbinato. Ingredienti tutti naturali: olio di cocco, papaya fresca, yogurt e sabbia dei Caraibi. L’operatrice porta i prodotti su un vassoio completo di una candela profumata e inizia con abili movimenti la preparazione del massaggio rigenerante per la pelle sotto i nostri occhi. All’applicazione del preparato il benessere è totale. L’altra linea di massaggi disponibili in Tspa riguarda i trattamenti ayurvedici, frutto dell’esperienza di una delle più antiche ed evolute culture di massaggio olistico. Un massaggiatore di formazione indiana miscela gli oli naturali e specifici con raffinate tecniche manuali per energizzare, rilassare ed espellere le tossine dal corpo come dalla mente. Per una pausa di benessere totale in completa privacy la direzione dell’hotel consiglia agli ospiti di scendere alla Tspa mezz’ora prima dell’appuntamento e di dividere l’attesa tra un quarto d’ora di idromassaggio nella piscina o nella Jacuzzi esterna e un quarto d’ora nell’area relax. Il lettino della luminosa zona con vista a lago è un

passaggio obbligato anche dopo il trattamento in una delle cabine. La Tspa del Grand Hotel Tremezzo Palace è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20, I trattamenti sono prenotabili, in base alle disponibilità della struttura, anche a clienti non residenti. I bambini non sono ammessi, anche se accompagnati. Per i più esigenti una possibilità unica nel suo genere. Riservare la Tspa dopo l’orario di chiusura per una cena a due a bordo piscina. Ostriche, aragoste e champagne in un luogo e una dimensione unici. Alcuni superVip arrivati al Tremezzo Palace si sono scambiati qui la loro promessa di matrimonio. Un gesto d’amore indimenticabile dentro la piscina riscaldata, con davanti soltanto il lago, il cielo e le montagne.

Sopra e a sinistra, l’infinity pool e l’area relax della Tspa Above and left, Tspa infinity pool and relax area

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Sopra, una delle cabine per i trattamenti della Tspa. A destra, la vasca idromassaggio Above one of Tspa massage room. Right the whirpool bath

Tspa Tremezzo Palace A World of Well-being in the Infinity Pool Imagine sinking into an indoor swimming pool heated to 33°C, then opening your eyes and just seeing the waters of Lake Como before you in one of its most evocative spots... A bathe with a privileged view of Villa Melzi, Bellagio and its promontory. Unique sensations which can only be experienced in Tremezzo Palace’s Tspa. In its first holiday season this exclusive 5-star Midlake wellness area is just waiting to be discovered as it offers international hotel guests a very recherché added attraction. The spa strategist and spa manager Mariacristina

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Paris – a real personality in the wellness sector – takes us for an unforgettable experience. Two crystal doors open beneath one of the terraces that rises slopes up to the main body of the hotel and, before our very eyes enclosed by walls of rough onyx, a world of stones, lights and muffled sounds opens up like the rippling waters of a mountain brook. Great attention has been paid to every little detail, with the tasteful class typical of Tremezzo Palace. One’s introduction to this little Garden of Eden of well-being begins in the refined welcoming changing rooms and spacious shower cubicles. It was all designed by Ruggero Venelli and Cecilia Kramer of the firm ‘Venelli & Kramer’; two successful architects, the former from Como and the latter from Chile. Before opening his firm in 1994, Venelli worked with Renzo Piano in Genova and Sir Norman Foster in London. We’re ready to go into the swimming pools: two parallel pools connected by an evocative arched passageway; one is right in front of the lake, the other is set in a sort of artificial cavern. Both offer six different types of Jacuzzi; cascading blades of water massage the cervical area, jets of water and oxygen bubbles released from the mosaic pool bottom stimulate the soles of the feet. Sporty types can even try swimming against the flow after selecting what force they want. But it’s the ‘infinity pool’ effect in the outer pool that seems to go straight into the lake which is mind-blowing. The spa’s management and the dynamic hotel manager Elena de Santis are also planning ‘relaxing in-pool massage’ sessions, treatment which would be absolutely exclusive to Tremezzo Palace. And after some active bathing in the infinity pool, what about chilling out a bit in the lounge on a couch to relax you even more...? On a sunny day the glass partitions providing shelter from the wind vanish and the front pool area turns into an exclusive solarium as well. So Tspa operators are always on hand for preselected types of treatment and will accompany us directly to our cubicles. Guests can choose from among the

numerous St Barth line therapies and the ayurvedic option. The St Barth line born in the Caribbean on the island of Saint Barthélemy supplies exclusive products to prestigious spas. Unique cosmetics which at Tspa are mixed with fresh produce, from papaya to yoghurt. Treatments last from a minimum of 20 minutes for the ‘Dream Bath’ to a maximum of 90 minutes for face and body treatments. We tried the ‘St Barth Softness’, a peeling pack with combined massage. All natural ingredients: coconut oil, fresh papaya, yoghurt and Caribbean sand. The operator brought in the products on a tray complete with a scented candle and skillfully prepared the regenerative skin massage before our very eyes. After the application of the preparation, well-being was total. The other Tspa massage line concerns ayurvedic treatments, the fruit of experience of one of the most ancient and evolved holistic massage cultures. A masseur trained in India mixed specific natural oils with a refined manual technique to energise and relax, and expel toxins from body and mind. For a total wellness session in total privacy, hotel management advises guests to do down to the Tspa half an hour early and spend quarter of an hour in the pool Jacuzzi or the outside Jacuzzi, and the other quarter of an hour in the relaxation area. Lying on a couch in the bright area with its view over the lake is an absolute ‘must’ after cubicle treatments too. The Tspa in the Grand Hotel Tremezzo Palace is open every day 10am - 8pm; treatments may be booked according to demand also on the part of nonresidents. There is no admission to children, even if accompanied by adults. For the most demanding this is a chance not to be missed. After closing time Tspa can be booked for dinner for two at the poolside; oysters, lobsters and Champagne in a unique setting. Certain mega VIPs coming to Tremezzo Palace have exchanged their wedding vows here – an unforgettable gesture of love in the heated swimming pool, with only the lake, the sky and the

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TERRITORIO

A destra, il presidente del Casinò di Campione, Mario Resca e il Casinò Right, Mario Resca Campione’s Casino president and the Casino

Una notte di FORTUNA

PIENA foto Mauro Sioli 136

a Campione d’Italia

A night of full luck in Campione d’Italia 137


Sotto, l’amministratore delegato e direttore generale del Casinò, Enrico Cairoli e una sala delle slot machines Sotto, uno dei giochi americani

Below, Enrico Cairoli, Casino chief executive and general manager and a slot machines room

Piccola enclave italiana in territorio svizzero, adagiata su una lingua di terra tra il Lago Ceresio e le montagne, Campione d’Italia è dal 1933 sede di una casa da gioco e, dal maggio dello scorso anno, del Casinò più grande d’Europa, nove piani di divertimento assoluto oltre a tre livelli di parcheggi sotterranei. Sotto la guida di uno dei manager più noti e brillanti d’Italia, Mario Resca, il ferrarese forte di esperienze a Mondatori, McDonald’s, Lancôme Italia, Gruppo Fiat, Versace, Kenwood ed Eni, solo per citarne alcune, il Nuovo Casinò di Campione d’Italia sta cambiando pelle e sta facendo vivere a tutta l’enclave una seconda giovinezza. «Eppure al mio arrivo a Campione, all’inizio del 2007, le perdite superavano il capitale – ricorda Resca – chiesi ai soci di ricapitalizzare, altrimenti si doveva dichiarare fallimento. I dipendenti erano demotivati, vi era un assenteismo elevatissimo, si sentiva la concorrenza. E si doveva organizzare il trasferimento nella nuova struttura, realizzata da Mario Botta. È stata una sfida difficile, ma ora si vedono i risultati». Sì, perché in un solo anno, grazie ai numeri del Nuovo Casinò di Campione, la struttura arriva all’equilibrio di bilancio, un successo insperato. Resca modifica la governance, mette donne e uomini capaci e fidati nei ruoli chiave, a iniziare dal settore comunicazione, rapporti istituzionali e relazioni pubbliche, con un’autentica guru del settore quale Maria Alberta Viviani CorradiCervi. «Abbiamo scelto persone dall’esterno e svolto un lavoro eccezionale sui dipendenti – dice Resca Il Casinò ha un business legato all’ospitalità di circa un milione di persone all’anno e le risorse umane di

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questa società rivestono un ruolo fondamentale». Nel 2007 i ricavi crescono del 16% e nei primi mesi del 2008 del 18-19%. «Oggi chi viene al Nuovo Casinò di Campione è un ospite e non più solo un giocatore. Trova 4 ristoranti per vivere dal pranzo d’affari al matrimonio, alle convention, alla cultura, allo sport e al divertimento e perché no, anche all’arte». Per lo sport sono tornati la grande box e il ciclismo. Non vengono dimenticati infine gli sport per diversamente abili. «Comunichiamo anche molto più di prima – ricorda il manager – dai giornali, alle tv, dai taxi di Milano e Como, ai bus e agli aeroporti, dai grandi alberghi alle fiere». Il Nuovo Casinò di Campione strizza l’occhio anche ai giovani con una promozione nelle discoteche che regala gadget e inviti al Casinò. «È finito il tempo in cui si percepiva il Casinò come un luogo di degrado morale dove si veniva a giocarsi e a perdere gli averi di famiglia – conclude Resca – Qui la gente viene e trova amici, buona cucina, divertimento, gioco e spettacolo». La prossima scommessa del manager è un gemellaggio con Las Vegas. Il secondo uomo chiave nella rinascita della casa da gioco dell’enclave è l’amministratore delegato e direttore generale Enrico Cairoli, stimato professionista comasco. «Il Nuovo Casinò di Campione è una grande azienda, con 650 dipendenti che arrivano a 900 con i collaboratori esterni e, come ha detto il presidente, per noi che non vendiamo un prodotto, bensì un servizio, il personale riveste un ruolo chiave». Inaugurato il 9 maggio 2007 il Nuovo Casinò di Campione è riuscito a invertire anche un trend che

vede le case da gioco in regresso sul mercato italiano. Oggi Campione ha superato Saint Vincent e Sanremo ed è secondo nella penisola soltanto a Venezia. «Ogni giorno abbiamo 2mila clienti, con punte di 4.500 il sabato sera – sottolinea Cairoli - è stato fondamentale aggiornarsi costantemente, rinnovare il corpo delle slot e creare attrazioni di altissimo livello». Il giovedì sera è diventato ad esempio un appuntamento fisso con lo spettacolo e artisti di levatura internazionale. Novità dell’estate, alla quale l’ad Cairoli tiene in particolar modo, è poi il rapporto con i clienti dei grandi alberghi di lusso del Lago di Como, ai quali il Casinò offre trasporto e cena gratuiti. Anche gli slogan sono diventati un punto di forza del Nuovo Casinò di Campione, da “Una notte di fortuna piena” a “La fortuna bacia Campione”, che campeggiano su cartellonistica, plasma e media di tutta Italia. L’Ingresso al Nuovo Casinò di Campione è gratuito e viene organizzato un servizio autobus da Como e da Milano. Le sale sono aperte tutto l’anno dalle 10.30 alle 5 (venerdì e sabato fino alle 6). I primi tre livelli sono riservati ai Giochi Americani (Slot Machine, Ruota della Fortuna, Horse Race, Caribbean Stud Poker, Black Jack…), salendo si incontrano i giochi francesi, Roulette, Chemin de Fer, Trente et Quarante e Poker Texano. Per i clienti Vip la possibilità di giocare nelle sale privé al quarto piano. Salendo poi fino al nono con splendida vista sul lago, ecco il Salone delle feste e i vari ristoranti per serate indimenticabili e una notte di fortuna piena.

Below, an american game

Tiny Italian enclave on Swiss territory, set on a strip of land between Lake Ceresio and the mountains, Campione d’Italia has been home of a casino since 1933; last May the facility became the biggest in Europe: nine floors of absolute amusement plus over three levels of underground parking. Under the leadership of one of the most known and brilliant Italian managers, Mario Resca, the man from Ferrara confident with his experience with Mondadori, McDonald’s, Lancome Italia, Fiat Group, Versace, Kenwood and Eni, just to mention some, the Nuovo Casinò di Campione d’Italia if sloughing off its old skin allowing all the enclave to take on a new lease of life. “And just think that when I arrived in Campione, in early 2007, debts exceeded the capital- Mr. Resca revokes - I asked the partners to refinance otherwise they would have gone bankrupt. The employees were demotivated, absenteeism was ruling, competition tough. And it was also necessary to organize the relocation of the new structure, realized by Mario Botta. It was a difficult challenge but we now see the outcome”. Yes, because in just one year, thanks to the figures of the Nuovo Casinò di Campione, the facility achieved a balanced budget, which was an unhoped-for success. Mr. Resca modified the governance by entrusting skilled and trusted women and men with key roles, starting from the communication, institutional relations and public relations departments, with a true guru in the field such as Maria Alberti Viviani Corradi-Cervi. “We choose people from outside and did and exceptional job with the employees - Mr. Resca says - The Casino has business connected to hospitality estimated in about

one million people a year and human resources hold an essential role in this company”. In 2007 profits increased by 16% and in the first months of 2008 by 18-19%. “Who comes to Nuovo Casinò di Campione today is no longer only a gambler but a guest. With 4 restaurants at disposal for any requirement, from a business lunch to a wedding reception, to conventions, culture, sport and amusement and, why not, also art”. Regarding sport great box and cycling are back. Finally, we also care for sport for the otherwiseabled. “We also communicate much more than before - the manager points out - through newspapers, television channels, Milan’s and Como’s taxis, buses and airports, the big hotels and the fairs”. The Nuovo Casinò di Campione also attracts young people with a disco promotion offering complementary gadgets and invitations to the Casino. “The days in which the Casino was considered a place of moral degradation where you came to gamble and lose the family’s assets are over - Mr. Resca concludes - People come here and find friends, good cuisine, amusement, gambling and entertainment”. The manager’s next challenge includes town-twinning with Las Vegas. The second key figure in the enclave’s casino revival is chief executive officer and general manager Enrico Cairoli, trusted entrepreneur from Como. “The Nuovo Casinò di Campione is a big company, with 650 employees that reach the figure of 900 if we also consider the external collaborators and, as the president said, as we do not sell a product but a service, staff holds a key role”. Inaugurated 9th May 2007 the Nuovo Casinò di

Campione also succeeded in inverting the trend that sees many casinos declining in this difficult moment for the Italian market. At present Campione has left behind San Vincent and Sanremo and is second in the peninsula only to Venice. “Every day we welcome twothousand customers, with peaks of 4,500 Saturday nights - stresses Cairoli - it was fundamental to constantly update, renovate the slot machine area and create top level attractions”. Thursday evening, for example, has become a regular appointment with entertainment and artists of international calibre. This summer’s novelty, highly appreciated by delegate administrator Cairoli, is the relation with the customers of the big luxury hotels of Lake Como who are offered complimentary transfer and dinner by the Casino. Also slogans have become a strong point for the Nuovo Casinò di Campione, like “A night of full luck” or “Good luck kisses Campione” that stand out on posters, plasma and media throughout Italy. Admittance to Nuovo Casinò di Campione is free and a shuttle service runs from Como and from Milan. Gambling lounges are open all year round from 10.30 am to 5 am (Friday and Saturday until 6 am). The first three floors are dedicated to American Games (Slot Machines, Wheel of Fortune, Horse Race, Caribbean Stud Poker, Black Jack…), upstairs you can find the French games, Roulette, Chemin de Fer, Trente et Quarante and Texas Poker. Private lounges for VIP customers are located on the forth floor. Go up to ninth floor for the party hall and the restaurants with their wonderful view over the lake for unforgettable evenings and a night of full luck.

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Le minerali del Lago di Como

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foto Paolo Ortelli

Un gioiello d’alta quota, ma alla portata di tutti. Questa è l’acqua oligominerale Chiarella, che sgorga nella verde conca di Plesio, piccolo comune sopra Menaggio, a 750 metri sul livello del mare. L’ambiente circostante è garanzia di purezza assoluta, grazie ai boschi e ai prati che circondano e sovrastano la sorgente. Dal 1964 – data di fondazione – lo stabilimento di Plesio (che oggi dà lavoro a circa 40 dipendenti per una produzione annua intorno ai 90-100 milioni di bottiglie) è stato continuamente ampliato e rinnovato. Oggi è all’avanguardia con impianti modernissimi per l’imbottigliamento, a garanzia di un prodotto purissimo. Anna Giugno, amministratore delegato dell’azienda, racconta i segreti del successo che oggi si traduce in tre marchi distinti – Chiarella, Fontelaura e Paraviso – ma in un’unica certezza: la qualità. Dopo tanti anni di attività, con quali prospettive Chiarella guarda al futuro del mercato? Ci aspettiamo di crescere ulteriormente, e anche per questo abbiamo investito in nuovi impianti ad alta tecnologia. Il nostro è un prodotto di nicchia che si afferma a livello multiregionale in Italia e in molti Paesi esteri grazie alla qualità e al servizio di vendita accurato, preciso, in grado di adattarsi alle diverse esigenze. Cosa chiede e cosa si aspetta il consumatore dai vostri prodotti? È difficile verificare un’evoluzione del gusto in fatto di acque minerali, tranne che per il consumo di élite, che cerca un packaging raffinato e una generale tendenza all’uso prevalente di acque oligominerali. Il nostro consumatore chiede e ottiene un prodotto adatto all’uso quotidiano per le sue equilibrate caratteristiche fisico-chimiche, e inoltre sa di poter contare su un altissimo standard di sicurezza. Come si possono sintetizzare le caratteristiche principali della vostre acque? È un’acqua oligominerale ottimamente bilanciata nelle sue componenti naturali, molto leggera, digeribilissima, con un bassissimo contenuto di sodio, e una moderata funzione diuretica. L’acqua è sottoposta a molte analisi di laboratorio? Costantemente, da parte dell’organismo provinciale Arpa, e di laboratori specializzati dell’Università di Pavia e di Torino, oltre che, quasi quotidianamente, a campione, con prelievi e controlli interni o a opera dell’Asl locale Quali sono le caratteristiche principali della fonte? È una bella sorgente naturale di montagna, con captazione dalla roccia viva, in zona priva di inquinamenti ambientali e con il pregio di una notevole regolarità di portata a temperatura costante. Oltre che nelle case, le nostre bottiglie entrano nei ristoranti. Esistono differenze tra i due tipi di prodotti? L’acqua imbottigliata non cambia: abbiamo una linea di confezioni specificamente rivolta alla ristorazione, con un look più accattivante. La concorrenza è molto forte nel settore, quali sono i vostri punti di forza? La qualità e la sicurezza dell’acqua, oltre alla qualità del servizio che offriamo ai rivenditori e quindi, indirettamente, anche ai consumatori.

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Lake Como’s Minerals A high-altitude gem, available for everyone. We’re talking about Chiarella low-mineral content water gushing out in the green glen of Plesio, a little hamlet over Menaggio at 750 metres above sea-level. The surrounding environment guarantees total purity, thanks to the woods and meadows around and above the spring. Since its foundation in 1964 the factory in Plesio (now employing a staff of about 40 and turning out around 90-100 million bottles a year) has undergone continual expansion and refurbishment. These days its state-of-the art bottling plant guarantees superlative purity. The company’s managing director Anna Giugno shares the secrets of success now spread over three distinct brands – Chiarella, Fontelaura and Paraviso – but with one certainty: quality. After so many years of trading, what does the market hold in store for Chiarella in the future? “We foresee further growth; and to this end too we’ve invested in new hi-tech plant. Ours is a niche product enjoying multi-regional success in Italy as well as abroad thanks to quality and reliable precise sales’ service able to adapt to different requirements”. What do consumers want and expect from your products? “Mineral waters are unlikely to evolve in terms of taste, except in the case of elite consumption where elaborate packaging and a general trend towards low-mineral content waters. Our consumers demand and get an everyday product with balanced physicochemical characteristics, in addition to being able to count on optimum safety standards”. How would you sum up the main characteristics of your waters? “They’re waters with an excellent natural balance, very light and highly digestible, with a very low sodium content, and they’re moderately diuretic”. Does your water undergo many lab tests? “All the time by a provincial body called Arpa and specialised labs at Pavia and Turin Universities, in addition to virtually daily in-house or local Asl controls

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and sampling”. What are the spring’s main characteristics? “It’s a lovely natural mountain spring with living rock aquiferal collection in an unpolluted area with the advantage of remarkably regular discharge at a constant temperature”. You supply both the general public and the catering trade? Are there any differences between the two product-types? “The water’s all the same: but the catering trade gets more attractive labelling”. The competition in your sector’s cut-throat, so how do you get an edge on the rest? “Through the quality and safety of the water, plus the quality of our service to retailers and thus indirectly to consumers as well”.

Nelle pagine precedenti, lo stabilimento della Chiarella a Plesio. Sopra, le linee di imbottigliamento On the previous pages, Chiarella’s plant in Plesio. Above, the water bottling lines

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PEOPLE

Tommaso

LIPARI:

filmaker senza TV! di Daniela Paola Gandolfi

Tommaso Lipari: filmaker without TV!

Tommaso Lipari, comasco, classe 1985, è un giovane filmaker, ma preferisce tenere la tv a debita distanza. Ironico e tagliente ha la passione per i cortometraggi. Vive attualmente per motivi di lavoro a Milano ma, sogna di fare il grande salto a New York. Ricca e variegata la sua esperienza nel “dietro le quinte”. Nel 2000 realizza “Via”, il suo primo cortometraggio. Continua con “Banditi”, un documentario sull’universo dei writer, premiato in vari festival italiani. Nel 2002 è la volta di “Le grotte del formaggio” che ottiene riconoscimenti in festival nazionali. Nel 2003 per conto di Raisat Extra cura le riprese per il serial “Sagome”, ambientato sul set del programma “Torno sabato… e tre!” con Panariello, e per il cortometraggio “La sera dell’ultima”, vincitore del primo premio Concorso Cortometraggi Annécy Cinema Italien 2004. Ha ricevuto incarico dalla Fondazione Cineteca Italiana per la realizzazione dei contributi extra di un Dvd dedicato al regista Franco Piavoli, distribuito da Medusa. Nel 2005 è divenuto socio della casa di produzione Anni Luce, di cui è collaboratore dal 2003. Nel 2007 si sposta a Milano e lavora con la Fox International Channel da libero professionista, creando mockumentaries fantascientifici per il

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canale FX. Nel 2008 per Raidue, realizza servizi per il magazine televisivo “Pirati” di Gregorio Paolini e Simonetta Martone. Un curriculum davvero importante, ma come si diventa filmaker? Non c’è un modo o un sistema per diventare filmaker, a parte le scuole, i vari corsi e master, il modo migliore per diventare filmaker è amare il cinema, guardare una “marea” di film, saper osservare quello che ti circonda con curiosità e attenzione e provare a realizzare progetti su progetti. Tengo a precisare che, oggi come oggi, con il digitale chiunque può avvicinarsi al modo dell’audiovideo con facilità. Suo papà, Paolo, è un noto regista. Quanto ha influito il fatto di avere un genitore affermato in questo lavoro? Sarò sempre grato ai miei genitori per avermi educato all’arte fin da bambino. Da piccolino ad esempio non guardavo i cartoni animati bensì i film di Godard! È proprio il caso di dire che ho iniziato bene. Ho imparato molto dall’esperienza personale, dopo le superiori sono andato a Roma dove non conoscevo nessuno e da solo, senza raccomandazioni, tengo a precisare, ho trovato i contatti per iniziare così a lavorare come libero professionista. Ha lavorato nel campo della televisione, del cinema

e della pubblicità, ma cosa le sarebbe piaciuto fare in alternativa? Avrei voluto essere il campione del mondo di arti marziali. Si sente spesso parlare di gelosie, invidie, ricatti nel mondo dello spettacolo. Cosa accade davvero nel dietro le quinte? L’ambiente televisivo non mi piace, lavorando come freelance lo vivo con un sano distacco. A casa non ho nemmeno la tv ma farla è una buona palestra. La mia passione sono comunque il cinema e l’arte. In tv, ogni giorno, scorrono tantissimi programmi e fare “zapping” da un canale all’altro sembra essere diventato ormai un passatempo per tirar tardi ma, se riflettiamo bene, tra film, soap opera, reality, i cortometraggi hanno davvero poco spazio e questo è davvero un peccato. Con chi le piacerebbe lavorare? In Italia mi piacerebbe lavorare con Garrone (“L’imbalsamatore”, “Gomorra”) ma, il mio mito è Michel Gondry. Se fosse ancora in vita vorrei incontrare Andrea Pazienza. Amo davvero molti i suoi fumetti. Come si vede tra dieci anni? Sicuramente più rugoso e saggio (almeno spero).

Tommaso Lipari, born in Como in 1985, is a young filmaker who prefers to keep TV at a safe distance. Ironic and caustic he’s mad about short films. He currently lives and works in Milan, but his dream is to make it in New York. He has a wealth of varied experience ‘behind the scenes’. In 2000 he produced his first short film ‘Via’. He then went on with ‘Banditi’, a documentary on graffiti artists which achieved awards in various Italian film festivals. In 2002 it was the turn of ‘Le grotte del formaggio’ to be acclaimed in national film festivals. In 2003 on behalf of Raisat Extra he handled the filming of the serial ‘Sagome’ set in Panariello’s programme ‘Torno sabato...e tre!’, and the short film ‘La sera dell’ultima’ which won first prize at the Concorso Cortometraggi Annecy Cinema Italien 2004. He was commissioned by the Fondazione Cineteca Italiana to provide extra material for a DVD dedicated to the director Franco Piavoli, distributed by Medusa. In 2005 he became a member of the production house Anni Luce, which he has collaborated with since 2003. In 2007 he moved to Milan to work freelance with Fox International Channel on science fiction documentaries for channel FX. This year he’s been producing features for the TV magazine programme ‘Pirati’ by Gregorio Paolini and Simonetta Martone. Your career record is very impressive, but how does one become a filmaker? “There’s no magic formula to become a filmaker, apart from schools, various courses and postgraduate studies; the best way to become a filmaker is to love Cinema, see endless movies, observe everything around you with curiosity and attentiveness, and attempt to work on one project after another. I’d like to stress that the current digital revolution has opened up the audiovisual world to all and sundry”. Your father Paolo is a famous director. What difference has it made having a parent who’s got to the top in this field? “I’ll always be grateful to my parents for giving me a movie-oriented upbringing since I was a child. For example, as a child I didn’t watch cartoons but films by Godard! I can honestly say I had a good start. I learnt a lot from personal experience; after secondary school I went to Rome where I didn’t know anyone and unassisted (and may I say with no string pulling) I found the contacts to begin to work freelance”. You’ve worked in television, the cinema and advertising, but what would you have liked to do instead? “I would have liked to be a world champion of martial arts”. You often hear about jealousy, envy and blackmail in showbusiness. What really goes on behind the scenes? “I don’t like the world of television; by working freelance I keep it at a healthy distance. I don’t even

A sinistra, Tommaso Lipari; sotto un suo disegno Left, Tommaso Lipari; below, a Lipari’s drawing

have a TV at home but working in it is a good training ground. What passionately interests me however is the cinema and art. There are so many programmes to see on TV every day that zapping from one channel to another seems to have become a way of staying up late; if you really think about it, all the movies, soap operas and reality shows mean that short films don’t get a look-in – which is a great shame”.

Who would you like to work with? “In Italy I’d like to work with Garrone (‘L’imbalsamatore’, ‘Gomorra’), but my real hero is Michel Gondry. Were he still alive I’d like to meet Andrea Pazienza. I really love his cartoons”. How do you see yourself in 10 years’ time? “Definitely more wrinkled and wiser... (at least I hope so)..”.

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PEOPLE

Porsche e Yacht Si rinnova il connubio

Porsche and Yacht The Union is Renewed

Da cinque anni il Centro Porsche Como, concessionario ufficiale per le province di Como, Lecco e Sondrio delle esclusive auto della casa di Stoccarda si distingue come il partner ideale per i top driver del Nord Lombardia. Automobilisti che esigono il meglio e non si accontentano di restare nell’anonimato. Il titolare e fondatore del Centro Porsche Como, Marco Teli, e un qualificato staff commerciale e tecnico sono ben presto diventati il punto di riferimento e i consulenti globali per tutti i Vip del territorio. In pochi hanno resistito all’ebbrezza di possedere una Porsche nel proprio garage. Assistenza a 360°, presentazione e prova dei nuovi modelli Porsche e non solo sono all’ordine del giorno nel concessionario di via Del Lavoro a Como. Sì, perché come valore aggiunto l’intraprendente manager ha dato vita nei mesi scorsi al primo club ufficiale per le province di Como, Lecco e Sondrio, il Porsche Club Lario. Nella bella stagione non mancano mai manifestazioni esclusive che vedono il Centro Porsche Como e i suoi clienti protagonisti. Il connubio tra auto e barche di lusso parte da lontano e ha conosciuto lo scorso maggio una nuova e appassionante parentesi proprio sul Lago di Como. Nel weekend del 10 e 11 maggio il Centro Porsche Como si è trovato infatti impegnato in una manifestazione che tra gli appassionati di motori riscuote molto successo. L’intero staff del Centro Porsche Como guidato da Marco Teli ha invitato i suoi clienti per degli emozionanti test drive lungo le strade del lago a bordo delle famose e ambite Porsche. Appuntamento come di consueto al cantiere nautico Nausika di Colico. Un nuovo incontro ravvicinato e armonico tra auto e barche di lusso, due modi esclusivi dell’intendere lo spostarsi sulla strada o in acqua.

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Gli invitati si sono divertiti con le prove dinamiche al volante delle leggendarie coupé e cabrio sportive o del celebre Suv della casa tedesca. Le strade del Lago di Como, ricchissime di curve e semicurve, tra il Lario e le montagne, si sono dimostrate come di consueto un ambiente ideale per mettere alla prova le prestazioni degli straordinari propulsori Porsche, oltre che i sistemi di sicurezza attiva e passiva installati su ogni veicolo. L’evento ha inoltre permesso al Centro Porsche Como di presentare alcuni tra i progetti futuri. A iniziare naturalmente da un nuovo servizio esclusivo per tutti i Porsche-owner del ramo manzoniano del Lago di Como. È infatti di prossima apertura una filiale service nella città di Lecco. Non è poi mancato un accenno agli sviluppi organizzativi del Porsche Club Lario, il Club ufficiale di recente fondazione farà presto parlare di sé in eventi esclusivi ubicati in incantevoli cornici paesaggistiche come è d’abitudine per qualsiasi giornata marchiata Centro Porsche Como.

For five years the Centro Porsche Como, the official dealers for the provinces of Como, Lecco and Sondrio of the Stuttgart company’s exclusive cars has stood out as the ideal partner for the top drivers in Northern Lombardy. Drivers who demand the best and won’t settle for anonymity. Centro Porsche Como’s owner and founder Marco Teli and his qualified team of commercial and technical staff were soon to become a reference group and global consultants for all the local VIPs. Few could resist the heady feeling of having a Porsche in their garages. Comprehensive servicing, the presentation and test-driving of new Porsche models, and much more are all routine occurrences at the agency in Via Del Lavoro in Como. Right on! Because the enterprising manager has over the last few months given us the added bonus of the first official club for the provinces of Como, Lecco and Sondrio: the Porsche Club Lario. Summer is packed with exclusive events featuring Centro Porsche Como and its customers. The union between cars and luxury yachts is nothing new and this was manifested in a new and all-engaging way in May right on Lake Como itself. Over the weekend of 10th and 11th May Centro Porsche Como was in fact involved in an event which was a great hit with motor freaks. The whole staff of Centro Porsche Como headed by Marco Teli invited their customers to go on an exciting test-drive along the lake in famous coveted Porsches. It was the usual Nausika boatyard venue in Colico; another harminious close encounter of cars and luxury yachts, two exclusive conceptions of moving along roads or over water. Guests had fun with dynamic testdrives of the German company’s legendary coupès, convertible sports cars or famous SUVs. Lake Como’s winding roads between the water and the mountains once more proved ideal to try out the performance of Porsche’s extraordinary engines, as well as their active and passive safety systems. The event moreover gave Centro Porsche Como a chance to showcase some forthcoming projects, beginning naturally with an exclusive new service for Lake Como’s Manzoni branch Porsche owners: a service branch will in fact shortly be opening in the town of Lecco. Mention was also made of organizational developments in Porsche Club Lario; the official recently-founded club will be in the limelight with exclusive events taking place in spellbinding scenic settings as is always the case with days bearing the Centro Porsche Como tag.

DA INGEGNERE A... Paolo Mazzeo si racconta di D.P.G.

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Ama definirsi curioso, eclettico, perfezionista e intraprendente. È forse uno sportivo? Un attore? Un artista? Se avete scelto l’ultima risposta vi siete avvicinati molto al nostro personaggio. Un giovane di 32 anni, nato a Como, residente ora a Milano. Fin qui, nulla di strano. Ma, proseguendo, scopriamo che ha una particolarità: ogni quattro-cinque anni si “reinventa”. È giunto il momento di incontrare Paolo Mazzeo e proprio dalla presentazione inizia la nostra intervista. Ha la possibilità di descriversi in un paio di righe, cosa le viene in mente? Ho una personalità sfaccettata: da una parte l’emisfero razionale, logico e programmatore dell’ingegnere, dall’altra la parte creativa, fantasiosa, libera del designer artistico. Sono sempre alla ricerca di nuove sfide e sono molto autocritico. “Cervello” da ingegnere e cuore d’artista. Un cammino particolare il suo… È un percorso un po’ strano. Da Montorfano, mi sono trasferito a Milano per lavoro. Quando ho deciso di non avere abbastanza pelo sullo stomaco per fare l’ingegnere edile ho pensato di fare appello alle mie qualità naturali. Sapendo di avere una buona mano ho deciso che potevo rendere questa mia dote una professione. Per caso, ho letto in estate, un’inserzione di un corso Fse indetto dal tessile di Como come Fashion Visualizer, così mi sono iscritto alla selezione l’ultimo giorno utile. Ho superato la prova e all’esame finale ho vinto la borsa di studio prevista per il miglior allievo. Mi sono trovato così in un’azienda

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di pelletteria, dove mi sono distinto per la capacità di saper lavorare su più fronti: grafica al computer, disegno a mano, gestione dei fornitori. Terminato lo stage in azienda, ho collaborato in uno studio di consulenza stilistica per abbigliamento femminile. È stato molto interessante, perché facendo consulenze per più marchi mi sono interessato di prodotti diversi e target differenti, specializzandomi anche su maglieria, confezione tessuto e jeanseria. Dopo un anno e mezzo sono stato richiamato dall’azienda internazionale in cui ho fatto lo stage. Ora creo accessori, disegno pelletteria, cinture, guanti e cappelli. Come vede il suo futuro professionale? Dopo 5 anni di esperienza nel settore moda, mi piacerebbe cambiare ancora, magari seguire con più attenzione i miei interessi, far diventare gli hobby delle professioni che mi permettano di misurarmi con il mercato, il pubblico, e quindi avere la conferma di quel che si vale. Ora vorrei riprendere in mano la mia passione per la pittura. Amo dipingere, mi rilassa. Quando ero piccolo, ero solito trascorrere la domenica a casa di una mia zia pittrice. Per “tenermi buono” mi sistemava davanti a pennelli, colori e cavalletto. Davo via libera alla fantasia. Conservo ancora il mio primo quadro di quando avevo quattro anni. La pittura, il disegno sono stati il mio primo amore. Ho esposto e venduto diversi quadri a Como, ho partecipato a parecchi concorsi di cui sono stato anche vincitore. Con un mio dipinto, ad esempio, ho vinto il concorso indetto dal Comune di Como per il centenario della morte di Volta.

FROM ENGINEER to Stylist Paolo Mazzeo tells all...

He loves to describe himself as inquisitive, eclectic, perfectionist and enterprising. Could he be a sportsman? ...An actor? ...An artist? If you went for the last one you weren’t far off the mark. 32-years-young, born in Como, he now lives in Milan. So far all quite normal. But as we delve a bit deeper we find he has a peculiarity: every 4-5 years he puts on a new career hat. But it’s time to meet Paolo Mazzeo and our interview actually begins from our introduction. You can describe yourself in a few words; what springs to mind? “I’ve got a multi-faceted personality: on the one side the rational hemisphere with an engineer’s logic and programming, on the other my free, creative, imaginative artistic designer side. I constantly seek new challenges and I judge myself very harshly”. An engineer’s brain and an artist’s heart. Your road through life is rather special... “The journey’s been a bit strange. From Montorfano, I moved to Milan for career reasons. Once I’d realised I didn’t have what it takes to be a construction engineer, I decided to fall back on my natural talents. Knowing that I had good manual skills I decided to exploit them professionally. One summer by chance I read an ad about an FSE course held by Como Textiles to become a Fashion Visualizer, so I registered for selection on the very last day. I got through the final exam winning a scholarship as the best student. So I found myself in a leather mill where I made my mark for my ability to multi-task: computer graphics, manual designing and

supplier management. After that industrial interlude I collaborated in a styling consultants’ studio dealing in ladies’ clothing. It was very interesting because acting as consultants for various labels I was involved with different products and targets, specialising in woollenwear, textile garments and denimwear. After a year and a half I was headhunted by an international company on a work experience contract. Now I create accessories and design leather items, belts, gloves and hats”. How do you see your professional future? “After 5 years’ experience in the fashion sector I’d like to change again – maybe do things that really interest me, turn my professions into hobbies and allow myself to be sized up by the market and the public and thus find out what I’m really worth. Now I’d like to once again take up my passionate love for painting. I love painting, it relaxes me. When I was young I used to spend Sundays at my painter aunt’s house. To keep me out of mischief she would stick me in front of an easel with brushes and paints; I could give free rein to my imagination. I still have my first picture from when I was four; painting and drawing were my first love. I’ve displayed and sold several pictures in Como as well as taking part in various competitions which I’ve even won, for instance with my painting displayed in a Como Town Hall competition to mark the centenary of Volta’s death”.

A pagina 147, Paolo Mazzeo (foto Adriano Rotondo). Sopra e a sinistra, quattro figurini del progetto vincitore della borsa di studio al Tessile di Como. In questa pagina, alcuni quadri dell’artista On page 147, Paolo Mazzeo. Above and left, four Tessile di Como scholarship winner project fashion-plates. On this page, some Paolo Mazzeo’s paintings

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Pellicceria Elsa Oldoini

Una TAPPA, non un TRAGUARDO Pellicceria Elsa Oldoini

A step, not a destination

La Pellicceria Elsa Oldoini ha celebrato i sessant’anni di vita con una mostra e un cocktail nel suo atelier. Tre eventi – un anniversario, un’inaugurazione e un vernissage – riuniti in una stessa manifestazione. È avvenuto a Como, dove la Pellicceria Elsa Oldoini ha festeggiato il proprio sessantesimo inaugurando il nuovo ingresso da piazza Volta 7 con una mostra di foto storiche e video che hanno ripercorso il cammino “1948-2008 tra arte e mestiere”. «Un traguardo importante che non poteva passare sotto silenzio», afferma Massimo Gervasini che, come la sorella Simona, ha ereditato dalla mamma Elsa la passione per la pellicceria. Continua Massimo: «La scelta dell’atelier, decisa alcuni anni fa, si è rivelata una mossa vincente: la cliente si sente più protetta e apprezza il lavoro su misura, di haute couture, con la firma delle pelli, delle migliori mazze, con la scelte delle tele…». «È la nostra offerta di punta – spiega Simona – affiancata anche da una linea di prêt-à-porter, ricca di capi e accessori più easy, contraddistinti comunque sempre da un’altissima qualità artigianale». La festa si è svolta nelle tre sale di prova, splendide di affreschi, di travi a vista, di un arredamento molto moderno, pur in un’atmosfera di eleganza retro. Gli oltre 200 invitati hanno ammirato la mostra iconografica composta di fotografie, ritagli di giornali, schizzi, videoclip, un’illuminante testimonianza di sei decadi di magnifico lavoro con il divertente raffronto

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dei corsi e ricorsi della moda che quest’anno hanno riportato in voga gli anni ’50 e ’60. È stata presentata anche un’anticipazione della nuova linea Autunno/Inverno 2008/09: una serie di capi clamorosi come il poncho di visone tricot, il bolero di visone bicolore, la mantellina da sera in cincillà. A seguire, il cocktail nel cortiletto esterno, sempre al primo piano del palazzo, per brindare a quell’8 febbraio 1948 in cui tutto cominciò con la presenza, un po’ commovente, delle prime e da lungo tempo affezionate clienti accanto alle più giovani, generazioni diverse, ma felici allo stesso modo di festeggiare e ringraziare gli eredi di Elsa Oldoini nel giorno di una così significativa ricorrenza. Stavamo per ripetere la parola “traguardo”, ma abbiamo evitato di farlo ricordando quanto ci hanno detto all’unisono Massimo e Simona Gervasini: «Più che un punto di arrivo, questi sessant’anni sono uno stimolo in più per credere nel nostro lavoro, superare ogni difficoltà, rimanere agli stessi livelli e andare oltre»: non un traguardo, dunque, ma una splendida tappa.

The Elsa Oldoini Furrier’s Shop has celebrated sixty years of trading with an exhibition and cocktails in its atelier. Three events – an anniversary, an inauguration and a private viewing – all grouped together. It took place in Como where Pellicceria Elsa Oldoini celebrated its 60th birthday and inaugurated its new entrance from Piazza Volta 7 with a historical photos’ exhibition covering ‘1948-2008 – art meets vocation’. “An important goal which couldn’t pass by unnoticed,” claims Massimo Gervasini whose mother Elsa’s enthusiasm about furs has rubbed off on him and his sister Simona. Massimo goes on: “The choice to have an atelier taken some years ago has paid off; customers feel more protected and they appreciate a tailor-made haute-couture service, designer label top-batch furs, choosing their own linings...” Simona explains: “It makes up our prime offer and is also accompanied by a wealth of prêt-à-porter, easy-wearing apparel and accessories, which always stand out for their superlative artisan quality”. The party took place in three preparation rooms with their splendid frescoes, exposed beams and with modern decor, albeit in an elegant atmosphere of former times. Over 200 guests admired the iconographic exhibition consisting of photographs, newspaper cuttings, sketches and videoclips; an illuminating testimony covering six decades of magnificent work with an entertaining review of contrasting fashions, which this year have seen the 50s and 60s back in vogue. There was a sneak preview too of the new Autumn/ Winter 2008/09 lines: a series of sensational garments like tricot mink ponchos, two-tone mink boleros and chinchilla evening shoulder capes. Next it was cocktails out in the little courtyard (still on the first storey) to toast that 8th February 1948 when it all began, including the rather touching presence of some long-time fond customers together with younger ones – different generations but all equally happy to celebrate and thank Elsa Oldoini’s heirs on this significant day. We were on the point of using the word ‘destination’ again, but resisted the temptation to do so recalling what Massimo and Simona Gervasini said to us in unison: “More than a finishing post these last 60 years have goaded us into believing in what we do even more, overcoming difficulties, keeping up and going beyond”. So not a destination but a glorious step on the way...

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Pellicceria Elsa Oldoini

Una TAPPA, non un TRAGUARDO Pellicceria Elsa Oldoini

A step, not a destination

La Pellicceria Elsa Oldoini ha celebrato i sessant’anni di vita con una mostra e un cocktail nel suo atelier. Tre eventi – un anniversario, un’inaugurazione e un vernissage – riuniti in una stessa manifestazione. È avvenuto a Como, dove la Pellicceria Elsa Oldoini ha festeggiato il proprio sessantesimo inaugurando il nuovo ingresso da piazza Volta 7 con una mostra di foto storiche e video che hanno ripercorso il cammino “1948-2008 tra arte e mestiere”. «Un traguardo importante che non poteva passare sotto silenzio», afferma Massimo Gervasini che, come la sorella Simona, ha ereditato dalla mamma Elsa la passione per la pellicceria. Continua Massimo: «La scelta dell’atelier, decisa alcuni anni fa, si è rivelata una mossa vincente: la cliente si sente più protetta e apprezza il lavoro su misura, di haute couture, con la firma delle pelli, delle migliori mazze, con la scelte delle tele…». «È la nostra offerta di punta – spiega Simona – affiancata anche da una linea di prêt-à-porter, ricca di capi e accessori più easy, contraddistinti comunque sempre da un’altissima qualità artigianale». La festa si è svolta nelle tre sale di prova, splendide di affreschi, di travi a vista, di un arredamento molto moderno, pur in un’atmosfera di eleganza retro. Gli oltre 200 invitati hanno ammirato la mostra iconografica composta di fotografie, ritagli di giornali, schizzi, videoclip, un’illuminante testimonianza di sei decadi di magnifico lavoro con il divertente raffronto

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dei corsi e ricorsi della moda che quest’anno hanno riportato in voga gli anni ’50 e ’60. È stata presentata anche un’anticipazione della nuova linea Autunno/Inverno 2008/09: una serie di capi clamorosi come il poncho di visone tricot, il bolero di visone bicolore, la mantellina da sera in cincillà. A seguire, il cocktail nel cortiletto esterno, sempre al primo piano del palazzo, per brindare a quell’8 febbraio 1948 in cui tutto cominciò con la presenza, un po’ commovente, delle prime e da lungo tempo affezionate clienti accanto alle più giovani, generazioni diverse, ma felici allo stesso modo di festeggiare e ringraziare gli eredi di Elsa Oldoini nel giorno di una così significativa ricorrenza. Stavamo per ripetere la parola “traguardo”, ma abbiamo evitato di farlo ricordando quanto ci hanno detto all’unisono Massimo e Simona Gervasini: «Più che un punto di arrivo, questi sessant’anni sono uno stimolo in più per credere nel nostro lavoro, superare ogni difficoltà, rimanere agli stessi livelli e andare oltre»: non un traguardo, dunque, ma una splendida tappa.

The Elsa Oldoini Furrier’s Shop has celebrated sixty years of trading with an exhibition and cocktails in its atelier. Three events – an anniversary, an inauguration and a private viewing – all grouped together. It took place in Como where Pellicceria Elsa Oldoini celebrated its 60th birthday and inaugurated its new entrance from Piazza Volta 7 with a historical photos’ exhibition covering ‘1948-2008 – art meets vocation’. “An important goal which couldn’t pass by unnoticed,” claims Massimo Gervasini whose mother Elsa’s enthusiasm about furs has rubbed off on him and his sister Simona. Massimo goes on: “The choice to have an atelier taken some years ago has paid off; customers feel more protected and they appreciate a tailor-made haute-couture service, designer label top-batch furs, choosing their own linings...” Simona explains: “It makes up our prime offer and is also accompanied by a wealth of prêt-à-porter, easy-wearing apparel and accessories, which always stand out for their superlative artisan quality”. The party took place in three preparation rooms with their splendid frescoes, exposed beams and with modern decor, albeit in an elegant atmosphere of former times. Over 200 guests admired the iconographic exhibition consisting of photographs, newspaper cuttings, sketches and videoclips; an illuminating testimony covering six decades of magnificent work with an entertaining review of contrasting fashions, which this year have seen the 50s and 60s back in vogue. There was a sneak preview too of the new Autumn/ Winter 2008/09 lines: a series of sensational garments like tricot mink ponchos, two-tone mink boleros and chinchilla evening shoulder capes. Next it was cocktails out in the little courtyard (still on the first storey) to toast that 8th February 1948 when it all began, including the rather touching presence of some long-time fond customers together with younger ones – different generations but all equally happy to celebrate and thank Elsa Oldoini’s heirs on this significant day. We were on the point of using the word ‘destination’ again, but resisted the temptation to do so recalling what Massimo and Simona Gervasini said to us in unison: “More than a finishing post these last 60 years have goaded us into believing in what we do even more, overcoming difficulties, keeping up and going beyond”. So not a destination but a glorious step on the way...

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In idrovolante alla scoperta dei LAGHI

BRIANZOLI 152

di Cesare Baj Foto Aero Club Como e Franco Bartolini 153


TERRITORIO

Sopra, un idrovolante al pontile di Eupilio, nell’angolo nordoccidentale del Lago di Pusiano. Nelle pagine precedenti, un idrovolante sorvola il Lago di Montorfano Above, a seaplane at the dock in Eupilio, Northwestern corner of Lake Pusiano. On the previous pages, a seaplane overflies Lake Montorfano

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Il classico giro panoramico in idrovolante porta l’ospite dell’Aero Club Como lungo il braccio comasco del Lario, fino al centro lago o anche a visitare il Lago di Lugano e il Maggiore. C’è un altro giro che si può fare con l’idrovolante, che tocca mete meno note, ma che offre la vista di paesaggi non meno belli e consente di vivere esperienze ugualmente interessanti. Si tratta di una rotta che da Como porta verso est, attraverso la parte più settentrionale della Brianza, quella tutta costellata da laghi, alle pendici dei monti del Triangolo Lariano. Dopo il decollo da Como e un’ampia virata nel primo bacino si sorvola la città guadagnando quota, passando proprio a fianco di Brunate e poi seguendo a mezza costa i monti. Si può subito ammirare il Lago di Montorfano, il più piccolo dei laghi brianzoli, sormontato dall’altura isolata che gli dà il nome. Sulle colline sono adagiati alcuni ameni paesini e le frazioni alte dei paesi di pianura, con belle ville e importanti edifici religiosi.

Si giunge dopo un paio di minuti al Lago di Alserio, in una conca che vede gli insediamenti urbani sul ciglio e lo specchio d’acqua sul fondo, orlato da canneti e rive selvagge. Dopo aver intravisto tra i monti lo stretto Lago del Segrino, eccoci sul Lago di Pusiano, forse quello più ricco di storia e di insediamenti. Esso ospita, dopo la Comacina, l’unica altra isola della regione del Lario, l’Isola dei Cipressi. Sulle acque di questo laghetto navigò la prima imbarcazione con motore a vapore in Europa, nel 1820. Il Lago di Pusiano offre molte ragioni per un ammaraggio e un approdo e tra queste l’opportunità, se è ora di pranzo, di scendere sul pontile del ristorante “Coconut”, ove si possono gustare ottimi piatti a base di pesce, oppure al ristorante del Lido di Moiana, o anche in centro all’abitato di Pusiano, in un ristorante che offre piatti della cucina tipica lariana. Il monte che sovrasta queste terre, il Cornizzolo, è la base di partenza degli amanti del parapendio e del deltaplano, che dopo lunghe evoluzioni atterrano


Sopra, un idrovolante in volo sul Lago di Alserio. A destra, l’Isola dei Cipressi, sul Lago di Pusiano Above, a seaplane flying over Lake Alserio. Right, Cypress Tree Island, on Lake Pusiano

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in pianura. Sullo sfondo, verso est, si vede il Monte Barro e, dietro, le grandiose creste del Resegone. A sinistra i Corni di Canzo e, più lontano, verso nord, la Grignetta e la Grigna. Verso sud il paesaggio più dolce e collinare degrada nell’immensa Pianura Padana. Una varietà di paesaggi che si possono apprezzare in pochi secondi girando lo sguardo lentamente da sinistra a destra. Il Lago di Annone è composto da due corpi, separati dall’istmo di Isella. I piloti di Como, con gli idrovolanti, effettuano periodicamente il trasporto di una categoria molto particolare di passeggeri. Si tratta di centinaia di migliaia di avannotti, che sono portati dall’incubatoio che si trova al centro del lago a vari punti del Lago di Como, assicurando il ripopolamento di varie specie ittiche. Ci si dirige ora verso nord, per circumnavigare il Monte Barro, passando su Lecco. Tanto dolci sono i monti del ramo di Como, tanto imponenti e scoscese sono le rocce del ramo di Lecco, formate dalle pareti della Grigna e del Moregallo. Dopo Lecco l’Adda si apre nei laghetti di Garlate e Olginate. Proprio a Garlate, vicinissima alla riva, sorge la filanda Abegg, costruita nel 1841, che la famiglia di finanzieri svizzeri proprietaria destinò a museo nel 1953, primo museo tematico del genere nel mondo. Dopo aver goduto di una vista dall’alto del complesso architettonico si ammara sulle chete acque del piccolo lago e si approda proprio di fronte al museo. All’interno, a pianterreno, sono raccolti macchine e attrezzi per l’allevamento del baco da seta e

per la trattura, che mostrano l’evoluzione dalla fase artigianale a quella industriale. In fondo alla sala è disposto un torcitoio circolare a due piani (originalmente era a quattro piani). Al piano superiore sono presentati altri tipi di torcitoi, mentre alle pareti di tutto il museo sono disposti documenti e fotografie di grande interesse, tra cui quelle di tutti gli stabilimenti che gli Abegg possedevano nel Comasco e nel Bergamasco. Un’ala del vasto fabbricato della filanda, dalle belle capriate lignee, recentemente ristrutturata, è accessibile dal piano superiore. Dall’altro lato della strada sorge l’ex sede centrale della ditta Abegg, oggi municipio di Garlate. Dopo aver visitato il museo ed eventualmente pranzato in uno dei vicini ristoranti, si ridecolla, seguendo l’Adda verso sud, fino a Brivio. Qui si può ammirare la filanda Felolo Mejani, dalla bella architettura neoclassica, sormontata dalla villa padronale, collegata al complesso industriale con una passerella. La Brianza è un territorio ricco di storia e di bellezze paesaggistiche e architettoniche, una terra di gente operosa, che ha lasciato importanti vestigia di un glorioso passato industriale, ancora vitalissimo in molti settori. Grazie all’Aero Club Como tutto questo si può ammirare pienamente dall’idrovolante, fermandosi nei punti di interesse per vivere esperienze culturali e gastronomiche di alto significato. Per informazioni: Aero Club Como Tel. +39 031 574495 info@aeroclubcomo.com

Discover Brianza’s Lakes in a seaplane

Over languid lakescapes and craggy mountain landscapes, to admire traces of our 19th century industrial heritage then stop off at lakeside restaurants The classic panoramic seaplane circuit takes Aero Club Como guests along the Como branch of the Lario as far as the middle of the lake, or else pops over to Lake Lugano or Lake Maggiore. But there’s another seaplane trip, more off the beaten track, with equally fine views offering equally interesting experiences. It’s a route to the east of Como over the northernmost part of Brianza – the part peppered with lakes – to the slopes of the mountains of the Lariano Triangle. After taking off from Como and sweeping round the first basin you fly up over the town, actually skirting past Brunate then following the line of the mountains halfway up their sides. Straight away you can admire the Lake of Montorfano, the smallest Brianza lake, beneath the isolated pike it took its name from. On the heights stand some nice little villages or groups of dwellings belonging to villages on the plain, with fine villas and ecclesiastical edifices of importance. After a couple of minutes you reach Lake Alserio in a hollow with urban development on its edges and a mirror of water at its end, framed by reedbeds and wild banks. Having just managed to make out narrow Lake Segrino between the mountains, here we are over Lake Pusiano, possibly the one with most history and settlements. Apart from the Comacina, the only other island in the area is to be found here: the Isola dei Cipressi. In 1820 Europe’s first steamboat plied

through the waters of this little lake. Lake Pusiano offers many good reasons for landing and mooring, and if it’s around lunchtime take the opportunity to climb down onto the landing-stage of the restaurant ‘Coconut’, where you can enjoy some great fish dishes; otherwise there’s the Lido di Moiana restaurant, or else there are places in the centre of Pusiano offering typical local food. The mountain above here is Cornizzolo where paragliding and hang-gliding freaks fly off, who after much circling around eventually land on the plain. In the background to the east you can see Monte Barro, and behind that Resegone’s grandiose ridges. On the left are the Corni di Canzo and further to the north Grignetta and Grigna. Towards the south the gentler, hill-studded landscape tapers off into the immense Padana Plain. A variety of landscapes that can be appreciated in just a few seconds by turning your head slowly from left to right. Lake Annone is split into two by the isthmus of Isella. From time to time Como seaplane pilots transport some very special passengers: hundreds of thousands of alevins are taken from an incubator in the middle of the lake to various other points on Lake Como, as part of a repopulation programme of various fish species. Now we head north round Monte Barro flying over Lecco. The mountains on the Como branch of the lake are as gentle as the rocky outcrops on the Lecco branch of the lake are steep and towering, formed by the faces of Grigna and Moregallo. After Lecco the River Adda opens out into the small

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I laghi della Brianza. Sullo sfondo, il Monte Rosa (foto Franco Bartolini) Brianza’s lakes. Monte Rosa is in the background

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lakes of Garlate and Olginate. And right in the latter place almost on the shore stands the Abegg spinning mill built in 1841, turned by its Swiss owners (a family of financiers) into a museum in 1953, the first theme museum of its kind in the world. Having drunk in the view of the architectural complex from aloft, we glide down onto the deep waters of the little lake and moor right in front of the museum. Inside on the ground floor is a collection of machines and equipment for silkworm rearing and silk-throwing, illustrating the evolution from artisan methods to industrial processes. At the end of the hall a circular 2-floor slubber is installed (originally it was a 4-floor one). Upstairs there are other types of twisters, whereas the museum’s walls are all covered in documents and photographs of great interest, including all the factories owned by the Abeggs in Como and Bergamo areas. One wing of the vast spinning mill with beautiful wooden roof trusses has recently been restored and is accessible from the upper floor. On the other side of the road stands Abegg’s former headquarters, now Garlate’s town hall. After visiting the museum and possibly dining in a nearby restaurant, we once more take off following the Adda southwards to Brivio. Here you can admire the Felolo Mejani spinning mill with its neoclassic architecture and owners’ villa above it, joined to the industrial complex by a footbridge. Brianza steeped in history and of great scenic and architectural beauty, the homeland of

industrious folk, has important traces of its glorious industrial past which is still very much alive in many sectors. Thanks to Aero Club Como this can all be fully admired from a seaplane, stopping off to enjoy cultural and gastronomic experiences of great significance. For infomation: Aero Club Como Tel: +39 031 574495 info@aeroclubcomo.com

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Fondato nel 1987, il Gruppo Menphis si è specializzato nell’uso della tecnica transfer che consente di decorare e rivestire diverse tipologie di superfici. A partire dagli anni ’90, Menphis ha esteso la propria attività dal settore tessile, a quello della nobilitazione di pelle e cuoio e poi dell’architettura e dell’interior design, producendo particolari carte e film transfer per la stampa a sublimazione di metalli e leghe leggere come l’alluminio, ma anche per vetro, ceramica e plastiche speciali. Il crescente successo in campo internazionale deriva dall’indiscusso know-how dell’azienda comasca, che da diversi anni ha sviluppato numerose tecniche per la realizzazione

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effetti sempre più innovativi applicabili a diverse tipologie di prodotti: stampa transfer, tecnica Fu, spalmatura, stampa di tricromia o quadricromia, stampa ad effetto chinè. Menphis, azienda associata ad Amici di Como pur con una vocazione sempre più internazionale, è fortemente legata al territorio d’origine con numerose iniziative fra cui la sponsorizzazione della società sportiva “Como Nuoto”.

La sede direzionale Menphis a Casnate con Bernate Disegno a graffiti per le porte dell’Hotel Nhow di Milano Effetto pitonato su tessuto


PEOPLE

TASÈLL navigare da quattro generazioni

di Katia Trinca Colonel foto Mattia Vacca e Archivio Tasell

Sopra, Gianni Grammatica al timone di uno dei suoi motoscafi. A destra, piazza Cavour nel 1949, passeggeri in coda per salire sul nuovo “Idropullman” Above, Gianni Grammatica at one of his motorboats rudder. Right, piazza Cavour in 1949, riders in queue to go on the new “Idropullman”

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Sotto, da sinistra, Gianni Grammatica con i due figli, Edoardo e Silvio, il nonno di Gianni, Pietro e il padre Secondo e la madre Angelina Mazzei. In basso, tutto lo staff del Tasèll. A destra, le barche e i motoscafi del Tasèll Below, left to right, Gianni Grammatica and the two sons Edoardo and Silvio, Gianni’s grandfather, Pietro, father Secondo and mother Angelina Mazzei. Bottom left, the Tasèll staff. Right, Tasèll boats and motorboats

Spostarsi sull’acqua è sempre stato una piacevole comodità. Si scivola leggeri, niente traffico, e se si naviga sulle sponde del Lago di Como si ha il privilegio di godere di panorami unici. Lo sapevano bene Winston Churchill e John Fitzgerald Kennedy che si fecero traghettare più volte, lo sapeva Konrad Adenauer che volle prender casa a Cadenabbia. In tempi più recenti, non appena il leader israeliano Shimon Peres è salito a bordo del “Fantasy” ci si è subito affezionato e ora vuole attraversare solo con quella imbarcazione. Il bell’attore Clarke Gable alle traversate preferiva lo sci d’acqua (si fece trainare proprio di fronte a piazza Cavour), mentre il suo attuale “erede”, George Clooney, compare all’improvviso di tanto in tanto, e non disdegna qualche veloce spostamento sull’acqua. Una sfilata di personaggi storici, belle donne, Vip, attori, e tanti, tantissimi turisti da tutto il mondo. Si può solo immaginare quante gambe siano saltate sulle barche del Tasèll per solcare il nostro bel lago. Tutti questi personaggi, noti e meno noti, dal 1892, quattro generazioni di Grammatica li hanno accompagnati a bordo delle loro

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imbarcazioni. “Tasèll”, espressione dialettale che sta per “tassello” e che dà il nome all’azienda, è il soprannome ereditato da Secondo Grammatica per via della piccola statura. Suo padre, Pietro, mise in piedi l’azienda di noleggio imbarcazioni che da oltre cent’anni fa scoprire il Lago e le sue sponde, dal porto cittadino verso l’Isola Comacina, Tremezzo, Bellagio, la Villa del Balbianello, e più su ancora fino a Menaggio e alla sponda lecchese. Il 1892 sono gli albori della navigazione professionale sul lago e fin da subito Pietro Grammatica coglie l’importanza del servizio pubblico. L’azienda rimane in famiglia e viene condotta da Secondo Grammatica e da sua moglie, Angelina Mazzei. È Gianni Grammatica, figlio di Secondo e di Angelina, a potenziare il servizio e a traghettare l’azienda nel terzo millennio e chissà che almeno uno dei due nipoti non voglia continuare sulle sue tracce. Ancora oggi, maglietta d’ordinanza, berretto e una calorosa stretta di mano, insieme con i figli Edoardo e Silvio, Gianni sta saldo al timone della sua impresa e

dalla postazione di piazza Cavour accoglie le centinaia di turisti che ogni anno giungono sulle sponde del Lario. Agenzie di viaggio e turistiche si rivolgono a Tasèll per servizi su motoscafi, taxi boat e charter boat, per trasferimenti e crociere. «Ho un ricordo particolare di Gianni Versace – racconta Gianni – poco prima che venisse ucciso, un 31 di dicembre, lo portai sul lago con la mia barca e mi invitò a pranzo con il suo staff: una persona gentile, attenta, di grande levatura». «Tanti i politici che hanno utilizzato il servizio dei Grammatica – aggiunge – ricordo Gianni Agnelli, Andreotti, Fanfani. Berlusconi l’ha portato mio figlio a Villa d’Este, proprio il giorno delle ultime elezioni».

TASÈLL,

four generations of navigators Travelling by water has always been a pleasant convenience. You just glide lightly, no traffic, and if you sail around the banks of Lake Como you have the privilege to enjoy unique panoramas. Winston Churchill and John Fitzgerald Kennedy, who many times crossed the lake, knew this very well, also Konrad Adenauer was aware of this, in fact he dwelt in Cadenabbia. In more recent days, as soon as Israeli leader Shimon Peres embarked on “Fantasy” he immediately fell in love with it and now it is the only boat he wishes for his crossings. Handsome actor Clarke Gable preferred water skiing rather than crossings (he wanted to be

pulled right in front of piazza Cavour), while his present day “heir” George Clooney, suddenly appears now and then and appreciates a quick transfers by boat. A parade of historical figures, beautiful women, VIP, actors and countless tourists from all over the world. We can only imagine how many pairs of legs have jumped on board of a Tasèll boat to sail our lovely lake. All these people, celebrities and not, have been, since 1892, accompanied by four generations of the Grammatica family on board of their “Tasèll” boats, this dialect expression that means “plug” and names the company, has become Secondo Grammatica’s nickname because of his short stature. It was his father, Piero, who set up the boat rentals company that has allowed everyone to discover the Lake and its banks for over one hundred years sailing from the town harbour to the Comacina Island, Tremezzo, Bellagio, the Villa del Balbianello, and further up to Menaggio and the Lecco’s bank. 1892 was the dawn of professional navigation on the lake and Pietro Grammatica immediately understood the importance of public service. The company

then continued to be run by the family with Secondo Grammatica and his wife Angelina Mazzei. Gianni Grammatica, Secondo and Angelina’s son, then enhanced the service and ferried the company into the third millennium, and, who knows, at least one of the grandchildren might decide to follow in his footsteps. Still today, at the post in piazza Cavour, with his uniform, cap and friendly handshake, Gianni, who has not given up his role in the business, with sons Edoardo and Silvio welcomes the hundreds of tourists that every year come to the Lario. Travel and tourism agencies rely on Tassèll for motorboat, taxi boat and charter boat service and for transfers and cruises. I have one special memory of Gianni Versace - Gianni tells us - just short time before he was killed, on 31st of December, I took him on the lake with my boat and he invited me for a meal with his staff: a kind, careful person of great calibre. Many the politicians who have experienced Grammatica familiy’s services - he adds - I rememember Gianni Agnelli, Andreotti, Fanfani. My son took Berlusconi to Villa d’Este, right on the day when the last elections took place”.

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My Coffee e Aroma Polti Il nuovo GUSTO del caffè Il caffè, in Italia, è un rito da celebrare quotidianamente, più volte al giorno. Un rito per iniziare bene la giornata, per una pausa, un appuntamento obbligato dopo i pasti, ma è raro trovare in casa o in ufficio l’espresso come al bar, con il giusto tocco aromatico, la crema densa e compatta, il profumo dei chicchi appena tostati. Sensazioni che creano un momento di piacere per il corpo e di svago per i sensi. Ora con “My Coffee” e “AromaPolti” è stato creato il connubio perfetto per un nuovo gusto del caffè in capsule. Intenso, coinvolgente, appagante. Un risultato raggiunto con due requisiti fondamentali: la qualità e l’attenzione per i dettagli. My Coffee distribuisce in comodato gratuito le macchine del caffè con un kit di assaggio di 24 capsule. AromaPolti si occupa direttamente di macinare e incapsulare il caffè. Il rito della tazzina diventa quindi solo il finale di una pièce che vede coinvolti i due attori protagonisti: la macchina del caffè in capsule pensata e progettata per permettere di esaltare le caratteristiche del prodotto e il caffè, di qualità pregiata, confezionato subito dopo essere stato macinato per non disperderne la fragranza. LA MACCHINA DEL CAFFÈ IN CAPSULE Le macchine del caffè in capsule sono prodotte da Polti, sinonimo di alti standard qualitativi. Tutti i modelli: @Espresso Crema, Crema Express e Tris Aroma hanno l’esclusivo sistema brevettato “Crema Express” grazie al quale il prodotto estratto dalla capsula ha sempre il giusto grado di densa cremosità. Il dispositivo obbliga l’acqua a stazionare qualche istante nella capsula e ad impregnare tutto il caffè per una naturale pre-infusione che consente il completo sfruttamento dell’aroma. Un’adeguata pressione e una micro iniezione di aria durante l’erogazione, esaltano ulteriormente la fragranza. La tecnologia delle macchine da caffè in capsule Polti consente di preparare la bevanda preferita con un semplice gesto. IL CAFFÈ La qualità delle miscele AromaPolti è una selezione di miscele esclusive. Dopo il raccolto, i chicchi vengono selezionati scartando tutte le impurità. La tostatura avviene molto lentamente, per evitare qualsiasi rischio di bruciatura. I chicchi vengono poi lasciati riposare per una decina di giorni, in modo da espellere tutti i gas generati durante la tostatura. Si passa successivamente alle operazioni di macinatura, di dosaggio e di pressatura, per concludere con il confezionamento. Nella capsula il caffè, così confezionato, conserva il suo aroma per diversi mesi. Sono quattro le miscele, pensate per assecondare i palati più raffinati: Sublime, Elisir, Crema e Deca (il decaffeinato). Le capsule AromaPolti contengono 7 g di caffè, la

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My Coffee and Aroma Polti The new FLAVOUR of coffee giusta dose con il corretto grado di macinatura per preparare un ottimo espresso. Il loro utilizzo è inoltre estremamente igienico, a fine erogazione, la capsula viene espulsa automaticamente nella pratica vaschetta e senza dispersione di polvere. MY COFFEE POINT Il mondo My Coffee, da vedere e da provare: le macchine del caffè in capsule e le linee esclusive di bevande My Coffee – Linea Aroma (caffè, bevanda

bianca, cioccolatte, orzo, ginseng…), Linea Relax (tè) e Linea Benessere (tisane) si possono assaporare nel My Coffee Point con corner per la degustazione a Como in via Briantea, 24 telefono: 031.310.01.11 Per informazioni: www.mycoffeeforyou.it www.aromapolti.com

Italy’s coffee ritual is one celebrated every day several times a day: to get the day off to a good start, to have a break, a ‘must’ to round off meals; but at home or in the office you don’t often get the sort of espresso you would in a bar, with that proper aromatic touch, that thick compact creamy top, or that aroma of newlytoasted coffee beans – fleeting moments of pleasure for the body and diversion for one’s senses. But now with ‘My Coffee’ and ‘AromaPolti’ a perfect union has been created for a new flavour for coffee in capsules: intense, engaging, satisfying. A result meeting two basic prerequisites: quality and attention to detail. My Coffee free-loans the coffee machines with a 24-capsule taste-test kit; AromaPolti sees directly to grinding and encapsulating the coffee. So the cup-of-coffee ritual is simply the finale of a play involving two leading actors: the machine for coffee in capsules thought up and designed to heighten the characteristics of the product and the high-quality coffee packaged straight after being ground so as not to lose its fragrance. THE MACHINE FOR USE WITH CAPSULE COFFEE Capsule coffee machines are produced by Polti, a firm synonymous with high quality standards. All models: @Espresso Crema, Crema Express and Tris Aroma

have the exclusive patented ‘Crema Express’ system thanks to which the product extracted from the capsule always has the right degree of dense creaminess. A design feature ensures that the water remains in the capsule for a few moments thus impregnating all the coffee, a natural pre-brewing process capturing the full aroma. Appropriate pressure and a micro-injection of air during the feed-in stage further heighten the fragrance. The technology of Polti capsule coffee machines enables you to make your favourite drink with one simple action. THE COFFEE The quality of AromaPolti’s blends is a selection of exclusive blends. After being harvested the beans are selected and any impurities removed. They’re toasted very slowly to avoid burning them. The beans are then left to ‘rest’ for about 10 days, in order to expel any possible gases produced during toasting. Next come the operations of grinding, dosage and pressing, ending up with packaging. In its capsules coffee packed in this way retains its aroma for several months. Four blends have been thought up to pamper the most refined of palates: Sublime, Elisir, Crema and Deca (decaf). AromaPolti capsules contain 7 g of coffee, the right amount ground to perfection for you

to make great espresso coffee. Everything’s done very hygenically; after the coffee’s made the capsule is ejected automatically into a practical little container, with no spillage. MY COFFEE POINT The world of My Coffee can be seen and tried out: capsule coffee machines and the exclusive lines of My Coffee – Linea Aroma drinks (coffee, white drink, chocolate, barley, ginseng... ), Linea Relax (tea) and Linea Benessere (herbal tea) can be tasted at My Coffee Point with its tasting corner in Via Briantea 24, Como. Tel: 031 310 01 11 For info: www.mycoffeeforyou.it www.aromapolti.com

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SPECIALE VIAGGI

Relais LA SOMMITÀ Ostuni La carezza della SENSIBILITÀ

Il relais “La Sommità” è uno spazio pensato e creato per far vivere ai suoi ospiti una privilegiata esperienza sensoriale in uno dei rari hotel 5 stelle nella magnifica terra di Puglia. Ricavato all’interno di una dimora patrizia cinquecentesca, già antico convento medievale, sul colle più alto, detto il monte di Ostuni, “La Sommità” rappresenta la punta di diamante del pregiatissimo centro storico della rinomata ed esclusiva località turistica della provincia brindisina nota anche come la “Città bianca”. La candida scenografia del borgo antico è un autentico gioiello dal fascino inconfondibile per la pittoresca identità urbanistica e per la monocromia del suo centro abitato, dipinto esclusivamente di bianco. La cittadina, con i suoi stretti vicoli e le sue case arroccate, possiede una bellezza senza tempo. Un moltiplicarsi di scale e scalette, un dedalo di stradine e vicoli e, proprio sulla parte alta del borgo, in posizione

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dominante, a pochi passi dalla cattedrale, sorge La Sommità, prestigioso relais di sole quattordici raffinate e uniche suites. All’interno degli ambienti, i selezionati ospiti riscoprono il mondo dei cinque sensi: gli arredi, i tessuti e gli oggetti sviluppano l’emozione del tatto, profumi e musiche che stimolano l’olfatto e l’udito, luci e sapori che sollecitano la vista e il gusto per riuscire ad assecondare i rituali e le abitudini quotidiane del comfort e del relax senza rinunciare a un design così deciso e totale. Fra le spesse mura dell’antica dimora cinquecentesca, nel tranquillo e antico giardino mediterraneo fra aranci e ulivi, si respira un’atmosfera rilassata, resa ancora più affascinante dal connubio tra tradizione ed essenzialità, che il sapiente restauro nel rispetto della tradizione e del comfort degli ospiti ha saputo coniugare. Un’idea per un soggiorno all’insegna dell’esclusività,

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Un’esclusiva di

Rallo Travel & Lifestyle

Informazioni e prenotazioni presso: Rallo Worldwide Travel s.r.l. numero verde 800628722 w w w. r a l l o w o r l d w i d e . i t Viaggi Mentasti 22100 Como, via Recchi 17 Tel. 031.270202 fax 031.573000 www.viaggimentasti.it stefano.poletti@viaggimentasti.it 22100 Como via Manzoni 2 Tel. 031.303522 fax 031.300490 22077 Olgiate Comasco via Vittorio Emanuele 22 Tel. 031.945757 fax 031.990384 22063 Cantù via Milano 51 Tel. 031.2276000 fax 031.3515196 22036 Erba via Ferraris 7 Tel. 031.4448000 fax 031.3335092 22015 Gravedona via Regina di Ponente 106 Tel. 0344.89105 fax 0344.89115 che renderà indimenticabile la vostra vacanza in una delle zone di mare più ricche e affascinanti d’Italia. Le quattordici uniche ed eleganti suites sono ciascuna caratterizzata da peculiarità strutturali differenti che vengono in parte espresse e intuite attraverso il nome della stessa camera. La forza della pietra e la dolcezza del legno. Le suite hanno pareti di cristallo per separare senza dividere, archi e volte per sentirsi al sicuro, luci radenti per far risaltare i dettagli e i panorami infiniti che si godono anche dal letto. L’arredamento è elegante, le textures raffinate per carezzare la pelle, tutti i colori sobri, per riposare in un’atmosfera ovattata dove è facile farsi accarezzare e coccolare. Sono poi i servizi esclusivi a rendere impagabile un soggiorno al Relais La Sommità, a iniziare dalla Spa, che tra l’offerta dei centri benessere italiani spicca per la raffinatezza e l’eleganza degli ambienti. Propone massaggi, Hammam e vari trattamenti per il corpo che contribuiscono al raggiungimento di un perfetto benessere psicofisico. L’acqua è il tema principale del relax. I molteplici trattamenti vanno da un minimo di 30 fino a 120 minuti, si può scegliere tra gli altri un massaggio “Fondo marino” o una “Carezza alle alghe”, tra un “Bagno di fango” e un trattamento viso “Occhi

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sommersi”. Tra le novità dell’estate proposte dalla Spa, anche “Chocolate paradise”, uno scrub ai cristalli di cacao unito a un massaggio al cioccolato caldo. Dopo il meritato relax è il tempo per godersi i sapori dei prodotti tipici pugliesi, elaborati egregiamente dallo chef del raffinato ristorante “Profumo” con menu creativi in armonia con le peculiarità stagionali. A ogni pasto accompagna i piatti tipici una sapiente scelta di vini italiani, attentamente selezionati dal maître. Nella bella stagione la cena è servita nell’antico giardino spagnolo, dove aranci e ulivi fanno da cornice a questo splendido quadro. Una scala scavata nella pietra guida gli ospiti verso tre antiche cisterne destinate in passato alla raccolta dell’olio e oggi dedicate alla degustazione dei vini: la preziosissima Vinoteca. Gli antichi salotti e le grandi logge del palazzo che ospitano “La Sommità” sono dedicati alla lettura e alla prima colazione. Durante le ore pomeridiane il relax viene condito da dolci appena sfornati, cioccolato, tè e tisane. Quindi vi è la possibilità di organizzare escursioni sul territorio, passeggiate in bicicletta e a cavallo. Per chi vuole vivere giornate di mare, la vicina spiaggia è collegata da un servizio navetta direttamente dal relais. Il relais “La Sommità” è un’esclusiva Rallo Viaggi.

Relais LA SOMMITÀ Ostuni The caress of SENSITIVITY Relais “La Sommità” is a perceptible space projected and created to allow its guests to enjoy a privileged sensorial experience in one of the rare 5 star hotels in the amazing area called Puglia. As a refurbished sixteenth-century patrician mansion, former medieval convent, standing on the highest hill, called Ostuni Mount, “La Sommità” stand out as the cutting edge of the exquisite historical centre of the renowned and exclusive tourism resort of Brindisi’s province also known as the “White town”. The immaculate setting of the ancient hamlet is an authentic gem of unmistakable fascination for its picturesque urban identity and for the monochromy of its buildings, all decorated in white. The small

town, with its narrow alley and its perched houses, has a timeless beauty. It is a wealth of big and tiny staircases, a maze of narrow streets and alleys and, right in the upper part of the hamlet, in commanding position, a few steps from the cathedral, stands La Sommità, prestigious Relais featuring only ten refined and unique suites. In the interiors the selected guests rediscover the world of the five senses: the furniture, the fabrics and the objects develop the emotion of touch, scents and music stimulate smell and hearing, lights and flavours tingle sight and taste with the aim to satisfy daily comfort and relaxation rituals and practices, not neglecting clean and total design. Enclosed by the thick walls of the ancient sixteenthcentury mansion, in the quiet and ancient Mediterranean garden, among orange and olive trees, you can enjoy a relaxed atmosphere, made even more fascinating by the blend of tradition and essentiality that skilful restoration, carried out respecting tradition and guest’s comfort, was able to create. An idea for an exclusive stay that will make your holiday unforgettable in one of the richest and most charming seaside areas. Each of the fourteen unique and elegant suites is

characterized by different structural features that are in part expressed or can be guessed by its name. The strength of stone and the tenderness of wood. The suites feature crystal walls to separate without dividing, arches and vaults that make you to feel safe, grazing lights to bring out the details and the infinite panoramas that you can enjoy also when lying in bed. Interior design is elegant, textures are refined for caressing your skin, all colours are sober for relaxing in a muffled atmosphere where it is easy to let yourself be caressed and pampered. The exclusive services make a stay at Relais La Sommità really invaluable, starting from the Spa, which stands out in the Italian wellness field thanks to the refinement and elegance of its settings. It proposes massages, Hammam and various body treatments that contribute to the achievement of perfect psychophysical wellness. Water is the main theme of relaxation. The diverse treatments have a duration of minimum 30 and maximum 120 minutes, you can pick among the others a “Marine floor” massage or a “Seaweed caress”, or choose between a “Mud bath” or “Submerged eyes” face treatment. Among the new Spa proposals for the summer, also “Chocolate

paradise”, scrub with crystals of cocoa combined with a massage with hot chocolate. After hard earned relaxation it is time to enjoy the taste of typical Pugliese products, excellently elaborated by the chef of the refined “Profumo” restaurant with inventive menus in harmony with seasonal peculiarities. Each meal matches typical dishes with a skilful selection of Italian wines, carefully chosen by the maître. In summer dinner is served in the ancient Spanish garden, where orange and olive trees surround the beautiful picture. A stone carved staircase leads the guests towards three ancient cisterns once used for storing oil and today dedicated to wine tasting: the treasured Vinoteca. The ancient lounges and the great galleries of the palace in which “La Sommità” is set are dedicated to reading and breakfast. In the afternoon relaxation is complemented by freshly baked sweets, chocolate, tea and tisanes. In plus excursions on the territory, cycling and horse riding can be organized. Who wants to live days of sea, the nearby beach is connected by a shuttle bus directly from the Relais. Relais “La Sommità” is a Rallo Viaggi & Lifestyle exclusive.

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Correva l’anno 1954 e Mercedes-Benz presentava la mitica 300 SL “Ali di gabbiano”, poi nel 1957 ecco la prima SL Roadster. Con la Classe SL New generation Mercedes-Benz ha rinnovato la lunga tradizione nella produzione di leggendarie vetture sportive. Il roadster esclusivo di maggior successo al mondo si presenta con un nuovo design, ancora più sportivo e raffinato. I ridisegnati tratti distintivi sono perfettamente in linea con le prestazioni della biposto che, grazie al nuovo sterzo diretto (a richiesta), si presenta ancora più dinamica e al tempo stesso con livelli di sicurezza e comfort di altissimo livello. SL 500 V8 (285 kw/388 Cv) e SL 600 V12 (380 kw/ 517 Cv) si confermano al vertice della gamma. La sportiva Mercedes offre, inoltre, nuove avanguardie in termini di sicurezza, grazie ai fari bixeno (di serie) e all’Intelligent Light System, un sistema con specifiche funzioni di illuminazione in base alle diverse situazioni di marcia. Un’altra novità è il riscaldamento per la zona della testa Airscarf (a richiesta) che assicura una guida open-air piacevole in tutte le stagioni. Com’è sua abitudine Mercedes Sca ha scelto un modo adeguato per ricordare ai suoi clienti quanto sono speciali e importanti e per celebrare l’ingresso nel mercato automobilistico della SL New generation. Una dimora di lusso, Villa Parravicino Sossnocsky a Erba, una cena esclusiva con degustazione di distillati e sigari Dunhill e un’esposizione di collezioni orafe firmate Micheletto. La serata è stata aperta da un gustoso aperitivo seguito dal benvenuto dell’amministratore delegato di S.C.A. Guglielmo Marino, e accompagnato da un affascinante video di presentazione della classe SL. Un’auto che merita la definizione “senza rivali”. Nessun’altra sportiva del segmento di mercato offre una combinazione così equilibrata tra prestazioni, sicurezza e comfort. Queste tre doti sono il presupposto indispensabile per una guida appassionante in un’atmosfera di bordo di assoluto benessere, come nella migliore tradizione delle sportive con la Stella. Dopo la cena negli eleganti saloni di Villa Parravicino, le signore si sono intrattenute nella saletta riservata all’esposizione di Micheletto mentre i signori hanno degustato un ottimo distillato, in alcuni casi provando un sigaro Dunhill.

Classe SL New generation

Classe SL New generation

The best things always fly by too fast It was 1954 when Mercedes-Benz presented its legendary 300 SL ‘Ali di gabbiano’. Then in 1957 the first SL Roadster made its appearance. With the Classe SL New Generation Mercedes-Benz has renewed its long tradition of producing legendary sports cars. This exclusive world successful roadster is showing off its even more sporty and refined new design. Its distinctive redesigned features perfectly match the 2-seater’s performance which thanks to new direct steering (optional) makes it even more dynamic without skimping on the highest possible standards of safety and comfort. SL 500V8 (285 kw/388 HP) and SL 600 V12 (380 kw/517 HP) are once again at the top of the range. This sporty Mercedes is moreover an avant-garde car in terms of safety, thanks to its bixeno headlights (standard production) and its Intelligent Light System, which lights up the road according to specific driving conditions. Another new feature is Airscarf head environment heating (optional) enabling pleasant, allyear-round, open-air driving. As always Mecedes Sca chose an appropriate way to remind its customers how special and important they are and to celebrate SL New Generation’s market debut: a luxury venue – Villa Parravicino Sossnocsky in Erba, an exclusive dinner including aqua vitae tasting and Dunhill cigars, and a display of a collection of gold items by Micheletto. The evening opened with a tasty aperitif followed by a welcoming speech by S.C.A.’s Managing Director Guglielmo Marino, together with a fascinating video of the presentation of the Classe SL – a car meriting the label ‘unrivalled’. No other sports car in this segment of the market offers such a balanced combination of performance, safety and comfort. These three prerequisites are indispensable for exciting driving in an on-board atmosphere of total wellbeing, in keeping with the best traditions of ‘Starred’ sports cars. After dinner in the elegant halls of Villa Parravicino the ladies adjourned to the lounge playing host to the Micheletto exhibition, while the gentlemen enjoyed some fine samples of aqua vitae accompanied in some cases by a Dunhill cigar.

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SPORT

Racchette d’autore a Villa Olmo testo e foto di Mauro Peverelli

A sinistra, il presidente del Tennis Como, Giulio Pini. A destra, il vincitore dell’edizione 2007 del Challenger “Città di Como”, Maximo Gonzalez Left, Giulio Pini, Tennis Como president. Right, Maximo Gonzalez, “Città di Como” Challenger 2007 winner Lo scorso anno a imporsi fu l’argentino Maximo Gonzalez sul belga Christophe Rochus, con un passato tra i primi trenta giocatori al mondo. L’anno precedente addirittura Simone Bolelli, definito da esperti del settore come il più fulgido talento italiano dei tempi di Adriano Panatta. Non a caso, oggi, il 22enne bolognese è già tra i primi 50 del pianeta, nonché il miglior azzurro al Roland Garros (il campionato del mondo su terra battuta), eliminato solo al terzo turno. Precedenti illustri che ben fotografano l’obiettivo del Challenger “Città di Como” che tornerà anche quest’anno a fine agosto, per la gioia degli appassionati lariani: quello di unire, in un unico tabellone, giocatori giovani di sicuro talento e veterani del circuito in cerca di punti per risalire la classifica iridata. Così, fedeli a questa logica, sui campi di Villa Olmo, sono sfilati negli anni atleti del calibro di Davide Sanguinetti (vincitore di due titoli Atp in carriera, a Milano, dove sconfisse in finale Roger Federer, e a Delray Beach), Younes El Ayanaoui (marocchino, in passato numero 14 al mondo e vincitore di cinque titoli Atp, nonché protagonista in uno dei match più lunghi della storia del tennis, quando agli Australian Open, nei quarti, perse da Andy Roddick per 21-19 al 5° set), ma anche Jiri Vanek e Victor Hanescu, in passato 35°

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al mondo e il già citato Rochus. E quest’anno il torneo non sarà da meno, e si svolgerà dal 23 agosto – data dell’inizio del torneo di qualificazione al tabellone principale – fino alla finalissima del 31, giorno di Sant’Abbondio, patrono della città di Como. Curiosità questa che rende ancora più accattivante l’evento. «Le novità riguarderanno soprattutto le tribune attorno al campo centrale e i segnapunti – dice Giulio Pini, presidente del Tennis Como e del Comitato Organizzatore – Le tribune infatti sono state migliorate, abbassate, e permetteranno di ospitare un centinaio di appassionati in più. Negli ultimi due anni abbiamo sempre fatto registrare il tutto esaurito nel fine settimana e spesso anche nei giorni feriali. Non vogliamo però aumentare troppo la capienza. Preferiamo una bomboniera piena di gente piuttosto che tribune ampie ma meno gremite». Anche in campo, come detto, ci saranno poi delle novità. «Metteremo sul centrale due segnapunti agli angoli, di quelli, per intendersi, che si vedono a Wimbledon – conclude Pini – Un’altra novità sono le tre wild card (inviti a giocare il torneo, ndr) che affidiamo nelle mani della Federazione italiana per avere in cambio giocatori Under 16 e Under 18 emergenti». Nella speranza di poter vedere e conoscere sul Lario i futuri campioni del tennis, come avvenuto con Bolelli.

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Sopra, l’ex Davisman Alessio Di Mauro. A destra, il collerico e spettacolare austriaco Daniel Koellerer Above, the ex-Davisman Alessio Di Mauro. Right, Daniel Koellerer, irascible and spectacular austrian tennis-player

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Champions’ rackets at Villa Olmo Next year Argentinean Maximo Gonzalez won against Belgian Chistophe Rochus, who has been one of the fist thirty players in the world. The year before it was the turn of Simone Bolelli, presented by the experts in the field as the most fulgid Italian talent since Adriano Panatta’s days. So it is no surprise that today the 22 year old Bolognese is already among the first 50 worldwide, as well as the best Italian at Roland Garros (world hard court championship), eliminated only in third round. Illustrious precedents that well describe the target of the “Città di Como” Challenger, which will be back also this year at the end of August to please the Lariano fans: it is that of gathering for the same competition both talented young players and veterans willing to gain points to reascend the world table. So, adhering to this logic, on Villa Olmo’s courts over the years we have seen athletes of the calibre of Davide Sanguinetti (winner of two Atp prizes in his career, in Milan where he won against Roger Federer and in Delray Beach), Younes el Ayanaoui (Moroccan, in the past world number 14 and winner of five Atp prizes, as well as protagonist of one of the longest matches in the history of tennis, when at the Australia Open, in the quarter-finals, he lost against Andy Roddick for 21-19 in the 5th set), but also Jiri Vanek and Victor Hanescu, in the past world’s 35 th, and the already mentioned

Rochus. And this year the tournament will be even better, taking place from 23rd August - date of start of the qualification tournament for the main table - to the final on 31st August, St. Abbondio’s day, patron saint of the town of Como. Curiosity that makes the event even more appealing. There will be changes, mainly regarding the stands around the main court and the scoreboards - says Giulio Pini, president of Tennis Como and of the Organizing Committee - The stands have been in fact enhanced, lowered and will seat a hundred more tennis lovers. - During the last two years we have always sold out at weekends and often also in weekdays. But we do not want to expand capacity too much. We prefer a smaller setting full off people rather than roomy but less lively stands. Also on the court, as I said, there will be innovation. We will place at the corners of the main court two score boards, like those in Wimbledon - Mr. Pini concludes - Another novelty is represented by the three wild cards (invitation to participate to the tournament w.n.) that we entrust to the Italian Federation to attract the under 16, under 18 and emerging players. Our hope is that Lario will host and get to know more future champions, just like it happened with Bolelli.

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TERRITORIO

TURISMO

VERDE

Sopra e a destra, Villa Balbianello e il suo parco (foto Š Giorgio Maino) Above and right, Villa Balbianello and its garden

SUL LAGO

DI COMO

Horticultural Tourism on LAKE

COMO

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Sotto, il giardino antistante Villa Carlotta

Sotto, un particolare del parco di Villa Melzi

Below, the garden in front of Villa Carlotta

Below, a Villa Melzi garden particular

Grandi Giardini Italiani ha scelto Como quale sede per le sue attività, rendendo così la città un punto di riferimento nazionale e internazionale per la promozione del cosiddetto “horticultural tourism” (turismo verde). Fondata nel 1997 da Judith Wade, inglese di nascita e italiana d’adozione, Grandi Giardini Italiani è un network di 74 tra i più bei giardini visitabili in Italia, vere e proprie opere d’arte che contano oltre 6 milioni di turisti all’anno. Una sorta di polo d’eccellenza che unisce aree verdi di fama internazionale come la Reggia di Caserta, la Venaria Reale, i giardini di Boboli e, naturalmente, le magnifiche “oasi” del Lago di Como, come Villa Melzi D’Eril a Bellagio, Villa Carlotta a Cadenabbia, Villa del Balbianello a Lenno e Villa D’Este a Cernobbio. Le visite ai giardini rappresentano una nicchia importante del turismo culturale, un turismo che crea posti di lavoro qualificati e permette uno sfruttamento territoriale compatibile con l’ambiente. Spesso chi gestisce queste opere d’arte viventi lo fa con passione e diligenza, attirando un tipo di “clientela” colta e allungando la stagione turistica che per l’horticultural tourism dura da aprile a ottobre. «Non si parla di turismo di massa – spiega la presidentessa, Judith Wade – con tutti i problemi che esso comporta, bensì di un fenomeno in crescita esponenziale: una nuova chance per creare ricchezza anche e soprattutto in termini culturali». A questo proposito le lezioni di botanica che si terranno a Villa Carlotta quest’anno potranno educare

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una nuova generazione di comaschi alla conoscenza delle piante portandoli quindi a rispettare e ad amare un mondo tanto fragile come quello della natura. Fortemente voluta dalla curatrice del Museo Villa Carlotta, Serena Bertolucci e dal presidente, Giacomo Elias, la didattica a Villa Carlotta è un contributo concreto per creare una coscienza ambientale, primo passo per la conservazione del patrimonio botanico. Poco distante da Cadenabbia, la magnifica proprietà del Balbianello, che gode di fama internazionale grazie all’impegno del Fai (Fondo per l’Ambiente italiano), di Emilio Trabella e alla cura amorevole dello staff di giardinieri. Tra i parchi sul lago, quello di Villa Melzi D’Eril a Bellagio (tuttora di proprietà privata, ma aperti ai visitatori) è da annoverare tra i più importanti d’Europa. La sua fioritura di azalee e rododendri in questa stagione colora il versante di Bellagio come un immenso bouquet di benvenuto, i curatissimi prati all’inglese, la passeggiata lungo il lago e la serenità del luogo offrono rari momenti di tranquillità in un mondo sempre più caotico. Anche a Villa Melzi si è creata un’equipe professionale tra giardinieri e uno staff di guide capeggiato da Daniela Vavinetti. Villa d’Este è conosciuta in tutto il mondo come uno dei migliori alberghi di lusso. Ma la maestosità della doppia catena d’acqua che scende dalla collina verso il lago è una delle scenografie barocche più imponenti della storia dell’arte dei giardini, paragonabile a quella del parco di Villa d’Este a Tivoli. La sensibilità e il gusto estetico di Jean Marc Droulers, con l’aiuto della ditta Ratti hanno negli ultimi anni riportato agli antichi

splendori un vanto della maestria italiana nel campo dell’architettura dei giardini. «Grandi Giardini Italiani vuole creare un vero e proprio itinerario di oasi nella provincia di Como, per riportare alla ribalta un patrimonio poco conosciuto perfino ai lombardi – spiega Judith Wade – Conoscere è il primo passo per conservare e valorizzare, e per fare ciò occorrono consenso, professionalità e i necessari investimenti. Investire nel turismo culturale dà ritorni economici». «Servono menti imprenditoriali e progetti finanziati a dovere per poter innestare un processo economico a beneficio del territorio – prosegue la presidentessa – Trattare i servizi annessi ai beni culturali come il fanalino di coda dell’economia significa perdere delle occasioni. Como rappresenta il “genius loci” per lo sviluppo del progetto Grandi Giardini Italiani. Mi auguro che troveremo le risorse umane ed economiche per far onore al Lario, luogo di bellezza, arte e natura».

INFO Grandi Giardini Italiani via Manzoni 4 22100 Como Tel. 031.756211 www.grandigiardini.it

Grandi Giardini Italiani has chosen to base its activities in Como thus designating the town as a national and international point of reference for the promotion of so-called ‘horticultural tourism’. Founded in 1997 by Judith Wade (born in England but adopted by Italy), Grandi Giardini Italiani is a network of 74 of the most beautiful visitor-friendly gardens in Italy: real proper works of art attracting over 6 million tourists a year. A sort of axis of excellence uniting internationally renowned green areas like the Reggia di Caserta, the Venaria Reale, the Gardens of Boboli and, naturally, Lake Como’s magnificent ‘oases’ such as Villa Melzi D’Eril in Bellagio, Villa Carlotta in Cadenabbia, Villa Balbianello in Lenno and Villa d’Este in Cernobbio. Visits to gardens are an important aspect of cultural tourism creating skilled employment and enabling an area to be exploited compatibly with its environment. Often the kind of people managing these living works of art do so with passionate dedication and care, attracting a cultured type of ‘clientele’ and extending the holiday season which for horticultural tourism lasts from April to October. “This has nothing to do with mass tourism and its attendant problems”, explains the president Judith Wade, “but it’s a phenomenon enjoying exponential growth: a new chance to create wealth also and above all in terms of culture”. Regarding this, the botany lessons to be held in Villa Carlotta this year will serve to educate a new generation of Comascans about plants thus inculcating them with love and respect for that fragile world of

nature. Strongly supported by Villa Carlotta Museum curator Serena Bertolucci and president Giacomo Elias, the Villa Carlotta lectures are a concrete contribution towards the creation of environmental awareness, the first step in the conservation of our botanic heritage. Not far from Cadenabbia is Emilio Trabella’s stupendous Balbianello estate, which enjoys international fame thanks to the efforts of the FAI (Italian Environment Trust) and the loving care of the garden staff. Lakeside parks include those of Villa Melzi D’Eril in Bellagio (still privately owned but open to the public) which may be considered among the best in Europe. At this time of the year the azaleas and rhododendrons in bloom light up the Bellagio side like a huge welcoming bouquet; the carefully mown lawns, the lakeside promenade and the peace of the place provide fleeting moments of tranquillity in this ever more hectic world. Villa Melzi too has built up a professional team made up of gardeners and guides headed by Daniela Vavinetti. Villa d’Este is known the world over as one of the best luxury hotels. But the majesty of the double chain of water cascading down the hill towards the lake is one of the most impressive baroque backdrops in the history of garden artistry, comparable to Tivoli’s Villa d’Este park. The sensitivity and aesthetic taste of Jean Marc Droulers assisted by the firm Ratti have over the last few years restored this showpiece of Italian craftsmanship in garden landscaping to its ancient splendour. “Grandi Giardini Italiani” would like to create a real oases trail in the Province of Como, to highlight anew a

heritage which even the people of Lombardy are largely unaware of”, explains Judith Wade. “Knowledge is the first step towards conservation and enhancement, and to achieve this you need agreement, professionalism and sufficient funding. Investment in cultural tourism gives economic returns”. “You need an entrepreneurial approach and schemes funded properly in order to set off an economic process to benefit the area”, the president goes on. “Treating services connected with cultural assets as the economy’s country cousins means missing the boat. Como represents the genius loci for the development of the Grandi Giardini Italiani project. I do hope we can find the human and economic resources worthy of the Lario, a place of beauty, art and nature”.

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SPORT

Noi pedaliamo con le MANI

Sopra, la partenza della gara di Bregnano. A destra, l’arrivo vittorioso di Athos Libanore a Mariano Comense e il team degli organizzatori della Bee and Bike Above, the start of Bregnano race. Right, the arrival of Athos Libanore, who won the Mariano Comense race and the Bee and Bike organizers team

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La prima moderna handbike venne costruita nel 1983 negli Stati Uniti. La particolare bicicletta aveva una peculiarità, i pedali posti sul davanti azionabili con le mani per consentire anche ai disabili di praticare uno sport che unisce velocità e divertimento. Nel 1990 arriva anche in Italia la prima handbike a trazione anteriore prodotta in serie, si sviluppano quindi dei mezzi pensati per lo sport. Oggi la classica handbike (letteralmente mano-bici) a tre ruote viene chiamata familiarmente “Ciclone” e ha nella Bassa Comasca, a Bregnano un’importante associazione di riferimento, la “Bee and Bike”. La handbike è un modo semplice e facile per accedere allo sport in carrozzella, una disciplina veloce ed entusiasmante e soprattutto subito praticabile senza bisogno di grosse nozioni preliminari. È possibile organizzare senza problemi gite in bicicletta con i familiari e gli amici. Per chi vuole fare attività agonistica, anche i principianti sono i benvenuti alle corse. E quello dell’apertura a tutti i disabili è un messaggio che Adriano Lietti, sponsor della “Bee and Bike” nonché socio di Amici di Como, desidera far passare attraverso “Magic Lake”. «È importante che i ragazzi che vogliono avvicinarsi a questo sport sappiano che lo possono fare. Praticare attività fisica serve moltissimo a chi deve convivere con un handicap. Oggi abbiamo una squadra importante con tre atleti di punta, come il fortissimo svizzero Athos Libanore, che ha trovato l’amore a Bregnano e ora corre

con noi, poi Pier Triangoli, il senegalese Ciko Mbpup oltre al vicepresidente Bruno Arnaboldi. Loro corrono con il “ciclone” a tre ruote, mentre Roberto Bargna, Selina Bernuzzi, il bolognese Francesco Alberghino e Andrea Pusateri, 15enne di Monza, si misurano con delle biciclette normali adattate». «Si tratta di un gruppo straordinario e indipendente – spiega Lietti – a differenza di altre discipline per disabili la handbike consente di allenarsi in piena autonomia. I ragazzi arrivano in auto al centro sportivo di Bregnano tutte le sere, scaricano la loro bicicletta e iniziano a correre, è un vero spettacolo». «I nostri atleti di punta arrivano dalla Svizzera, da Bologna e da Monza – prosegue l’imprenditore – segno che lavoriamo bene, ma pensiamo che questa disciplina abbia potenzialità ancora inespresse, assistere a una gara dell’handbike è emozionante e spettacolare. Non si tratta di esibizioni, ma di vere e proprie corse, con sano agonismo e competizione dal primo all’ultimo giro tra i partecipanti. Athos, il nostro campione, tanto per dare dei numeri, ha vinto l’ultima gara di 40 km con una media di 38 all’ora. Io ho provato a salire su una handbike e a pedalare e vi assicuro che dopo 5 minuti mi facevano già male le braccia». La Bee and Bike si è specializzata nell’organizzazione degli eventi, due anni fa ha allestito il Campionato Italiano di categoria, una manifestazione giudicata dagli addetti ai lavori tra le migliori di sempre. «Anche nell’ultima gara, in serale, organizzata in due circuiti,

a Bregnano e a Mariano Comense, abbiamo avuto 70 iscritti e un ottimo pubblico». Cosa vi ha spinto a investire sulla handbike? «È stato mio padre Vittorio 5 anni fa in una cena sociale a esprimere il desiderio di fare qualcosa per l’handbike. È nato un bel gruppo e con l’aiuto del presidente della Bee and Bike, Carlo Ricci, figlio di quel Mario che fu professionista ai tempi di Coppi e Bartali e c.t. della Nazionale azzurra tra il 1967 e il 1972, con il fondamentale sostegno del dottor Claudio Pecci, che ha avuto l’idea, un caro amico e presidente del Panathlon di Como e medico della Nazionale di ciclismo, abbiamo creato questo movimento». Quali progetti avete per il futuro? «I risultati sportivi non mancano, la nostra Selina Bernuzzi è campionessa italiana in carica, abbiamo anche visibilità, di recente in tv si è visto il nostro Bruno Arnaboldi a fianco di Alex Zanardi alla partenza della maratona di Parma. Certo, ci piacerebbe se qualche altro sponsor venisse a dare una mano. Siamo entrati negli Amici di Como perché amiamo il nostro territorio e in futuro sarebbe bello organizzare insieme con gli Amici di Como un evento promozionale per la handbike, magari proprio a Como”. La “Bee and Bike” è nata nel 2001, il nome dall’inglese “Ape e Bici” è strettamente legato a Bregnano dove da oltre 50 anni è presente il Museo delle Api. Oltre alla sezione disabili, il gruppo organizza eventi di ciclismo e mountain bike.

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A destra, parte della squadra del 2008 della Bee and Bike. Sotto, Selina Bernuzzi con la maglia tricolore di campionessa italiana Right, the Bee and Bike 2008 team. Below, the podium with Selina Bernuzzi Italian champion

We Pedal with our HANDS The first modern handbike was constructed in 1983 in the United States. This bicycle had one special feature: the pedals on the handlebars are handoperated to enable disabled cyclists to take part in a sport combining speed with enjoyment. In 1990 Italy too had its first mass-produced, front-traction, 3wheeler handbike familiarly known as ‘Ciclone’, which has a pivotal representative association (the ‘Bee and Bike’) to the south of Como in Bregnano. The handbike is an easy simple way to take part in a wheelchair sport, a fast exciting discipline which can be practised with very little previous experience. You can easily arrange bicycle rides with friends and family. Even complete beginners seeking competitive activity are welcome to take part in races. Open participation for all disabled people is the message Adriano Lietti (sponsor of ‘Bee and Bike’ and Amici di Como member) wants to get across through Magic Lake. “It’s vital that young people interested in this sport know that they can make the grade. Physical activity is crucial for handicapped people. We currently have a prestigious team with three top sportstmen, such as the great Swiss Athos Libanore – who found love in Bregnano and now races with us. Then there’s Pier Triangoli, Ciko Mbpup from Senegal and the vice-president Bruno Arnaboldi. They race with a ‘maxi-tricycle’ whereas Roberto Bargna, Selina Bernuzzi, Francesco Alberghino from Bologna and Andrea Pusateri, fifteen years old from Monza compete on ordinary adapted bicycles”. “These guys are special and self-sufficient,” explains Lietti. “Unlike other sports for the disabled, handbikes let you train completely unaided. Every evening the kids turn up in cars at Bregnano sports centre, unload their bikes and ride off – what a sight it is!” “Our top cyclists come from Switzerland, Bologna and Monza,” the businessman goes on, “which is a good sign; but there’s a lot of untapped talent out there. Handbike racing makes for a thrilling show. There’s nothing exhibitionalist about it, it’s proper racing with a healthy spirit of competition between participants from start to finish. Our champion Athos (to give you a few figures) won his last 40-km race at an average speed of 38 kph. I tried pedalling a handbike and I assure you that after 5 minutes my arms were aching already.”

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The Bee and Bike specialises in organising events and two years ago set up the Italian Championships for this category, judged by race operators to have been one of the best ever. “At the last evening contest too held over two days on two tracks in Bregnano and Mariano Comense, we had 70 taking part and a fantastic spectator turnout.” What prompted you to invest in handbikes? “Five years ago at a club dinner my father Vittorio mentioned handbikes and said he’d like to do something for them. The outcome was a great little group which with help from Bee and Bike chairman Carlo Ricci (son of a certain Mario who was a professional back in the days of Coppi and Bartali and the Italian national coach 1967-1972, plus that of Dr Claudio Pecci (dear friend and Panathlon chairman) we founded this movement”. What are your plans for the future? “We’re getting good results as well as exposure: our Selina Bernuzzi is current Italian ladies’ champion, and our Bruno Arnaboldi was on TV recently next to Alex Zanardi at the start of the Parma marathon. Sure, it would be great if some other sponsors gave us a hand. We’ve joined Amici di Como because we love our area, and feel sure that soon we’ll be able

to organise some major handbike event too together with Amici di Como.” Bee and Bike came into being in 2001; its English name meaning Ape and Bici is indicative of its close ties with Bregnano where there’s been a Bee Museum for over 50 years. In addition to its disabled section, the group arranges other cycling and mountainbike events as well.

I soci della Bee and Bike si ritrovano ogni mercoledì sera al Bar Rocky di via Mazzini 18 a Bregnano (Como), tel. 031.774.103. Per informazioni: www.beeandbike.it E-mail: info@beeandbike.it Bee and Bike members meet up every Wednesday evening in Bar Rocky in Via Mazzini 18, in Bregnano (Como). Tel: 031 774103. For information: www.beeandbike.it E-mail: info@beeandbike.it

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Joe Fly

Campione italiano nella classe Melges 24 186

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SPORT

SPORT

Joe Fly Italian Champion in the Melges 24

Un altro trofeo da mettere in bacheca per il Joe Fly Sailing Team dell’armatore comasco Giovanni Maspero. Dopo una sfida a suon di appassionanti regate, è Joe Fly il vincitore del titolo italiano di Melges 24 per il 2008. Un campionato molto combattuto, rimasto aperto fino all’arrivo dell’ultima prova. Alla vigilia dell’undicesima e ultima regata del campionato Joe Fly si trovava al comando della classifica generale con 4 punti di vantaggio su Uka Uka Racing, sua diretta avversaria. Le due imbarcazioni sono partite entrambe non lontane dalla barca Comitato, Joe Fly sopra vento e Uka Uka cinque lunghezze sottovento. Lo scafo di Maspero, timonato da Gabrio Zandonà, si presenta alla prima boa di bolina in terza posizione, mentre Uka Uka è quinta e per aggiudicarsi il titolo dovrebbe mettere tre barche tra sé e Joe Fly. Nel corso della poppa le posizioni rimangono pressoché invariate. Nella seconda bolina Uka Uka cerca la separazione e si dirige sulla sinistra del campo di regata, mentre Joe Fly crede ancora nella destra. A tre quarti della bolina l’incrocio, ultima speranza per Uka Uka per passare lo scafo avversario e aggiudicarsi il titolo. Ma è ancora l’equipaggio di Maspero a incrociare avanti e virando sulla prua del team di Santini lo controlla sino alla boa non lasciandogli nessuna via di uscita. Una vittoria che ha attenuato l’amarezza dell’imprenditore comasco per quanto avvenuto invece nel Campionato del Mondo Farr40. Mondiale vinto da Mascalzone Latino per il terzo anno consecutivo, una vittoria arrivata però non alla fine delle regate in mare, bensì

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a seguito di una protesta che lo stesso Mascalzone Latino ha sporto e vinto contro il team Joe Fly. «Tutto questo, secondo me, fa solo parte del gioco – aveva dichiarato Maspero - L’anomalia, invece, è quella per cui la giuria che deve decidere si trova in pieno conflitto di interesse con uno dei team coinvolti nel giudizio. È noto a tutti, infatti, che Tom Ehman, presidente della giuria, lavora per il sindacato del team statunitense di Bmw Oracle Racing, così come Richard Slater, anche lui nella giuria Mondiali Farr40 2008. Un altro giudice presente, Henry Menin, ha lavorato per il Team Oracle nel 2000. D’altra parte, John Kostecki, tattico di Mascalzone Latino a Miami, che ha formalizzato e discusso la protesta contro Joe Fly, è alle dipendenze anch’esso di BMW Oracle Racing. Tutti conoscono inoltre gli stretti rapporti esistenti tra Mascalzone Latino e BMW Oracle Racing. QuestI sono fatti molto gravi che non possono non essere evidenziati. Per fare un parallelo, è come se nel calcio il vice presidente vicario e amministratore delegato Galliani dell’A.C. Milan fosse anche presidente della classe arbitrale e si trovasse a giudicare un proprio giocatore, contro un giocatore di una squadra avversaria... Sarebbe come se Galliani venisse chiamato a squalificare Kakà». Pochi giorni dopo l’amarezza della squalifica, la vittoria nella classe Melges 24. Le vele di Joe Fly continuano a gonfiarsi sui campi di regata di tutto il mondo e sulle bianche tele i loghi di Amici di Como e di “Magic Lake” accompagnano il team in ogni avventura.

Class Como fitter-out Giovanni Maspero’s Joe Fly Sailing Team has yet another trophy to put up on the shelf. After a thrill-packed regatta challenge the 2008 Italian Melges 24 winner is Joe Fly. It was a hard-fought championship and anyone’s right up to the very end. So on the eve of the 11th and final regatta of the Championship Joe Fly was the overall leader with a 4-point advantage over direct rivals Uka Uka Racing. The two craft both started off quite near the Committe boat, Joe Fly upwind and Uka Uka five lengths downwind. Maspero’s boat with Gabrio Zandonà at the helm turned up at the first upwind buoy in third place, whereas Uka Uka was in fifth; to clinch the title it would have had to have three boats between it and Joe Fly. Over the downwind stretch things remained much the same. At the second buoy Uka Uka attempted to make a break by heading for the left-hand side of the regatta course, whereas Joe Fly stuck to the right. Three quarters up to the crossover buoy Uka Uka’s last chance would have been to pass its rival craft and claim the title. But once more the Maspero crew crossed in front and by tacking onto the Santini team’s bow side controlled it up to the buoy boxing them in. This victory partly made up for the Como businessman’s disappointment with what happened on the other hand at the World Farr40 Championships, which were won for the third time round by Mascalzone Latino; a victory however not connected with regatta performance but which was the result of a protest lodged and won by that very team against that of Joe Fly. “As far as I’m concered it’s all in the game,” was Maspero’s comment. “What doesn’t square up though is the fact that the Jury making the decisions has a blatant conflict of interests with one of the teams being judged. It is in fact common knowledge that Tom Ehman the foreman of the jury is a member of the U.S. BMW Oracle Racing Team’s union, as is Richard Slater another member of the 2008 World Farr40 Championships’ jury. Another judge there Henry Menin worked for the Team Oracle in 2000. Moreover, John Kostecki Mascalzone Latino’s Miami tactician who lodged and articulated the protest against Joe Fly also works for BMW Oracle Racing. And then everybody knows how close Mascalzone Latino’s relationship is with BMW oracle Racing. The facts are too serious to be ignored. In football it would be on a par with A.C. Milan’s deputy chairman and chief executive Galliani being the chairman of an arbitration board and having to pass judgement on one of his own payers, against a player from a rival team... a bit like Galliani being called upon to disqualify Kakà!” A few days after the bitterness of disqualification came the victory in the Melges 24 class. The wind continues to fill Joe Fly’s sails on regatta courses all over the world and on those white sheets the logos of Amici di Como and Magic Lake accompany the team on all their adventures.

Amici

da corsa

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Amici

racing

Il marchio delle riviste ufficiali del territorio lariano, “Magic Lake” e “What’s on”, protagonista sulle vetture da corsa in Italia e in Europa. Con l’adesivo sulle auto, hanno infatti corso alcuni equipaggi lariani con risultati di rilievo. Iniziamo con Gianluca Roda, presidente del Gruppo Rodaccia impegnato nell’International Gt Open di cui è portacolori ufficiale della Porsche con una 997 Gt2. Al suo fianco il giovane austriaco Richard Lietz. A Valencia i due hanno vinto Gara1, mentre nel circuito di Spa-Francorchamps, Roda e Lietz hanno ottenuto un quarto e un sesto posto con la pole position di Gara 2. Il prossimo appuntamento sarà il 13 luglio all’Estoril in Portogallo. In Veneto, invece, Gianluca Roda e il copilota Giovanni Frigerio hanno conquistato il primo posto assoluto al 4° Rally Storico Campagnolo, seconda gara del campionato italiano Autostoriche 2008. I due comaschi erano a bordo di una Porsche 911 Rs. “Magic Lake” e Amici di Como in auto anche con il giovane e talentuoso pilota Kevin Gilardoni. Il sedicenne che corre nel Campionato italiano Formula Azzurra-Trofeo Michele Alboreto, dopo l’ottima gara di Magione, in Umbria, dove ha ottenuto una vittoria e un podio, è ora secondo nel Campionato tricolore. Per il Minardi Team by Corbetta Competizioni si tratta della prima vittoria in assoluto nella Formula Azzurra. Due partecipazioni, invece, al Rally Internazionale dei Laghi, in Lombardia, e al Rally dei Nuraghi e del Vermentino, in Sardegna, per la Renault Clio Super 1.600 con a bordo Fabio Butti e il giornalista Massimo Moscardi, collaboratore della nostra rivista. Migliore risultato, un quinto posto di classe.

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A sinistra, Gianluca Roda e Richard Lietz sul podio di Valencia. Sopra e nella pagina precedente, la Porsche 997 Gt2 di Roda

Sopra, la Renault Clio Super 1.600 di Fabio Butti e Massimo Moscardi. Sotto, il giovane Kevin Gilardoni (Corbetta Competizioni), impegnato nel Campionato Italiano Formula Azzurra

Above, the Renault Clio Super 1.600 driven by Fabio Butti and Massimo Moscardi. Below the young driver Kevin Gilardoni (Corbetta Competizioni), who races in the Formula Azzurra

Left, Gianluca Roda and Richard Lietz on the polium of Valencia. Above and in the previous page, Roda’s Porsche 997 GT2

The logo of the Lario area’s official magazines ‘Magic Lake’ and ‘What’s on’ is now featured on racing cars. With adhesive labels on their cars Como teams in fact competed with remarkable results. Let start with Gianluca Roda, Gruppo Rodacciai President. Roda has got the International GT Open title in his sights as the official Porsche standard barer in a 997 GT2, teamed up with a young Austrian Richard Leitz. In Valencia the two drivers won Race 1. Than at Spa-Francorchamps circuit, Roda and Lietz got one 4th and one 6th place with the pole position for Race 2, the next appointment will be July 13th to the Estoril in Portugal. In Veneto region, Gianluca Roda and codriver Giovanni Frigerio took outright first place in the 4th Rally Storico Campagnolo, in the 2nd race of the 2008 Vintage Cars Italian Championships. The two

Como men were driving a Porsche 911Rs. ‘Magic’ and ‘Amici di Como’ adhesibe labels also on Kevin Gilardoni’s car, a young and talented driver. The sixteen Gilardoni races in the Italian Formula Azzurra Championship - Trophy Michele Alboreto. After an excellent race in Magione, in Umbria, where he obtained a victory and a podium, Kevin is now second in the championship flag. This is the first victory in Formula Azzurra for the Minardi Team by Corbetta Competizioni. Double participation on the other hand in the Rally Internazionale dei Laghi in Lombardy, and the Rally dei Nuraghi e del Vermentino in Sardinia for the Renault Clio Super 1.600 driven by Fabio Butti and journalist Massimo Moscardi who collaborates with our magazine. Best result: a classy 5th place.

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TERRITORIO

Da Ossuccio al rifugio Boffalora di Samantha Panzeri foto Felice de Paoli e Samantha Panzeri ormai diventata mulattiera, percorre ora il versante nord della Cima della Duaria (1.447 m); a destra, oltre la valle, si distingue il rifugio Venini (1.576 m) tra i Monti Galbiga (1.698 m) e Tremezzo (1.700 m). Lungo il cammino si incontrano i resti di diverse costruzioni. Finalmente si raggiungono le prime case dell’Alpe Boffalora (1.265 m). Di fronte, una pozza d’acqua e la strada che sale da Pigra e, sulla destra, il rifugio. Per il rientro è possibile raggiungere comodamente e in discesa Pigra, quindi in funivia Argegno e da qui si può rientrare a Como in battello.

A pagina 192, una veduta dell’Isola Comacina da Ossuccio; sopra, una cappella della Via Crucis. A sinistra, l’oratorio di San Benedetto in Val Perlana On page 192, a Comacina Island view from Ossuccio. Above a chapel calvary. Left, San Benedetto in Val Perlana Oratory

Una tra le più belle escursioni che si possono fare nei dintorni del Lago di Como è quella che da Ossuccio giunge al rifugio Boffalora, nell’omonimo valico tra il Monte di Lenno e la Cima Duaria. Ammirando l’Isola Comacina e la penisola di Bellagio poste lì di fronte, si parte da Ossuccio e si sale sino al Santuario della Madonna del Soccorso. Un cartello indica questo cammino come la “via del Rosario”, il percorso è infatti sottolineato dalle cappelle votive del Sacro Monte – costruite in stile barocco negli anni 1635-1710 – raffiguranti episodi della vita di Cristo, proposti secondo i misteri del Rosario. Oltrepassate le cappelle si giunge al santuario (419 m). La chiesa, edificata nel 1590 e restaurata nel 1924, merita sicuramente una visita. Una volta ristorati si riprende

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il cammino lungo una ripida mulattiera, che conduce nella Val Perlana. Spettacolare è l’Orrido del Tufo che il torrente ha tagliato nel monte alle spalle del santuario. Il percorso si snoda dentro un bosco fittissimo. Raggiunte le baite di Preda, mancano ancora due ore al Boffalora. Si svolta a sinistra. La mulattiera è sterrata ma con due strisce di cemento ai lati per agevolare il passaggio dei fuoristrada; al bivio (615 m) si svolta a sinistra. La passeggiata prosegue nel bosco. Uno slargo a sinistra poi, dopo un cancelletto, si segue una recinzione. Il percorso è molto ripido sino alla baita Carola, che precede un gruppo di abitazioni. È questa la località di Cassina (770 m). Ora il cammino si fa meno impervio, ma solo fino al successivo tornante

oltre il quale si riprende faticosamente a salire. Dapprima si incontrano tre baite, sulla destra, di fronte a una spiazzo erboso (895 m); poco più avanti due ruderi, altre baite, alcuni prati in vista di altre costruzioni prima delle quali si raggiunge un quadrivio (1.000 m). Un segnavia indica il rifugio Boffalora a 50 minuti di cammino lungo la via centrale. Subito dopo le prime abitazioni, al bivio occorre girare a destra. Si incontrerà un appostamento per la caccia: un ottimo punto da cui ammirare i monti e il lago sottostante (1.035 m). La strada ora è meno ripida e il fondo selciato è parzialmente coperto di erba e di terra. Raggiunti due vecchi baitelli – in cattive condizioni – posti sulla destra, si cominciano a intravvedere le baite dell’Alpe Boffalora. La stradina,

From Ossuccio to the Boffalora Shelter

One of the nicest walks you can do in the Lake Como area is the one from Ossuccio to the Boffalora shelter through the pass of the same name between Monte di Lenno and Cima Duaria. After lingering to admire Isola Comacina and the Bellagio Peninsula opposite you, you set off from Ossuccio up to the basilica of the Madonna del Soccorso. A sign indicates this walk as the ‘Via del Rosario’ because it’s been enhanced by the votive chapels of Sacro Monte – built in baroque style between 1635 and 1710 – depicting episodes in the life of Christ according to the mysteries of the Rosary. Once past the chapels you reach the sanctary (419 m). The church built in 1590 and restored in 1924 definitely merits a visit. After a break you start off on your walk again along a steep mule track up to Val

INFO Dislivello complessivo: circa 900 m - da Ossuccio (200) al rifugio Boffalora (1250 m) Difficoltà: sentiero facile, ma il dislivello è notevole Per rifocillarsi e pernottare: Rifugio Boffalora (telefono 0344.56486) Come arrivare: da Como, bus di linea oppure battello o aliscafo (ci sono diverse possibilità); in auto, da Como seguire la direzione Menaggio. INFO Overall height shift: about 900 m – from Ossuccio (200 m) to the Boffalora shelter (1250 m). Difficulty: easy terrain, but very steep gradient. Where to have a refreshment stop and stay the night: Rifugio Boffalora (Tel: 0344 56486). How to get there: from Como by Bus, or else by boat or hydrofoil (comprehensive service); by car, from Como take the road to Menaggio

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Sopra, la strada che porta da Boffalora al rifugio Venini - Cornelio. Il monte al centro è il Galbiga Above, the street from the Boffalora to the Venini - Cornelio Hut. The mountain in the middle is the Galbiga

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Perlana. One spectacular sight is the Orrido del Tufo, a gorge cut into the mountain by a stream behind the sanctuary. The route winds through a thick wood. After you get to the Preda hut, you’re still two hours away from Boffalora. You turn left. The track is rough but has two concrete strips either side to make the driving easier for off-road vehicles; at the fork (615 m) you go left. The walk continues through the wood. There’s a wide stretch to the left, then you go through a small gate and skirt round a fence. The path is very steep up to the Carola hut ahead of a group of houses, which is the locality of Cassina (770 m). Now the walk becomes less strenuous, but only as far as the next curve when it is once more very hard to climb. First you come across three shelters on the right opposite a grassy clearing (895 m); shortly after two ruins, other shelters and some meadows in sight of other buildings before which you reach a junction (1000 m). A signpost indicates the Boffalora shelter 50 minutes along the middle track. Straight after the first houses, you have to take the right-hand fork. You’ll come to a

shooting hide – an ideal point to enjoy the view of the mountains and lake below (1035 m). The track is now less steep and its paved surface is partly covered with grass and earth. Once beyond two little old huts (in a sorry state) on your right, you begin to make out the Alpe Boffalora shelters. The little road, now no more than a mule track, now goes round the north side of the Cima della Duaria (1447 m); on the right across the valley you can make out the Venini shelter (1576 m) between Mounts Galbiga (1698 m) and Tremezzo (1700 m). Along the way you come across the remains of various buidings. At last you reach the first houses of the Alpe Boffalora (1265 m). Opposite a small tarn is the road up to Pigra and on the right the shelter. To get back it’s a gentle amble down to Pigra to the cable-car down to Argegno, and then you can return to Como by boat.

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EVENTI

PROPOSTE:

un’edizione da record

PROPOSTE: a record edition

A sinistra, Renzo Arbore, durante l’esibizione a Villa Erba. A destra, uno stand di Proposte (foto Mattia Vacca) Left, Renzo Arbore during Villa Erba show. Right, a Proposte’s stand

La sedicesima edizione di Proposte, la Regina delle fiere tessili, anteprima mondiale del tessuto d’arredamento e del tendaggio, si è conclusa fra la generale soddisfazione dei 105 espositori, degli organizzatori, dei visitatori. In netta controtendenza rispetto al mercato globale, la fiera ha raggiunto risultati confortanti. L’affluenza totale è stata di 8mila visitatori tondi tondi, con un aumento del 5,6% rispetto all’edizione precedente. Sono stati gli stranieri a fare la parte del leone con 4.946 presenze, ma gli italiani 3.054 hanno fatto registrare il maggiore incremento (+12,5%) a dimostrazione di un primo cenno di ripresa del mercato interno. Proseguendo con i numeri, sono stati ben 70 i Paesi di provenienza dei visitatori, 192 i giornalisti accreditati, di cui 112 italiani e 80 stranieri. Soddisfazione quindi per il cda di Proposte, costituito da cinque espositori: Piercarlo Viganò (presidente), Giorgio Giardini (vicepresidente), Mauro Cavelli, Marco Cazzaniga e Michele Eger (consiglieri). «È stato un impegno svolto con molta fatica – commenta il presidente Viganò alla sua prima esperienza al vertice di Proposte – Da un lato mi è costato perché ho dovuto sottrarre lavoro alla mia azienda, ma dall’altro ho avuto molte soddisfazioni, visti i risultati ottenuti. I numeri ci hanno premiato e

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il successo è stato pieno. Tutti gli espositori hanno dichiarato di aver lavorato bene, a differenza di quanto è successo nelle altre fiere, e gli eventi collaterali sono stati apprezzati con entusiasmo». L’allestimento ha presentato una grande “Regina” tessile all’ingresso dei padiglioni. Alta oltre 4 metri, la scultura è stata realizzata con i tessuti, i tendaggi e le passamanerie degli espositori e data la sua imponenza e raffinatezza rimarrà ancora a Como, a Villa Olmo, per il Festival estivo Como Città della Musica. Nella villa antica sono stati invece esposti sei preziosi costumi realizzati da Franco Zeffirelli per il Teatro alla Scala fra il 1956 e il 1976. Sempre di Zeffirelli – purtroppo assente per motivi di salute – erano gli spezzoni di regie cinematografiche e teatrali che giravano in continuo in più postazioni video distribuite nei padiglioni espositivi, a ricordare il patrocinio intellettuale del grande Maestro per questa edizione di Proposte. Un successo anche gli eventi collaterali, come la “Cenerentola” al Teatro Sociale di Como, organizzata in collaborazione con il Comitato Lombardia per la Moda per 700 ospiti italiani e stranieri. Molto applaudito, nel parco di Villa Erba, anche il concerto di Renzo Arbore con l’Orchestra Italiana. Due ore di musica prima napoletana e intimista, poi

sempre più nazionale e infine internazionale in un clima vivacissimo di pura allegria. Una vera festa! Tanto movimento anche nel cosiddetto “fuorisalone”, con Cernobbio letteralmente invasa da aziende che hanno sfruttato Proposte per esporre i propri tessuti. Viganò, quale soluzione ha pensato per le tante richieste di aziende che vogliono esporre a Proposte e in questa edizione hanno creato un ben poco ordinato “fuorisalone”? «Innanzitutto le aziende che espongono fuori e che potrebbero essere ammesse a Proposte si possono contare sulle dita di una mano – spiega il presidente – Speriamo di poterle accogliere al più presto, eccetto una che, per sua scelta, non vuole entrare. Tutte le altre sono realtà che non hanno i requisiti richiesti da Proposte sia nello statuto sia nel regolamento. A mio avviso, sono entità parassitarie e il nostro consiglio d’amministrazione sta valutando seriamente il modo per tutelare la manifestazione». L’appuntamento con Proposte 2009 è già fissato per il 6, 7 e 8 maggio sempre a Villa Erba. Il presidente di Proposte, Piercarlo Viganò e quello di Villa Erba, Marco Ambrosini, hanno sottoscritto un accordo che lega la fiera a Cernobbio per le prossime quattro edizioni.

The 16th edition of Proposte, the Queen of the textile fairs, the world preview of furnishing and curtain fabrics was wound up to the general satisfaction of 105 exhibitors, organisers and visitors. Unlike world market trends the fair achieved reassuring results. Total attendance just hit the 8000 mark, 5.6% up on the last edition. The majority were foreigners to the tune of 4946 visitors, but 3054 Italians accounted for the greatest increase (12.5%), indicating an upswing in the home market. Continuing with the figures, there were visitors from 70 different countries, and 192 media operators (112 Italians and 80 foreigners). So satisfaction on the part of Proposte’s B.o.D. , made up of five exhibitors: Piercarlo Viganò (Chairman), Giorgio Giardini (Deputy Chairman), and Mauro Cavelli, Marco Cazzaniga and Michele Eger (advisors). “It’s all been very demanding”, was the comment of the chairman Viganò heading Proposte for the first time. “On the one hand it’s cost me a lot because I’ve had to cut down on work at my company; but on the other the outcome has been very rewarding. We’ve been blessed with large numbers of visitors – all highly successful. All the exhibitors say they’ve worked well – unlike at other fairs – and the fringe events were appreciated with enthusiasm”.

A big textile Queen was on display at the entrance to the pavilions: over 4-metres high the sculpture was constructed with exhibitors’ fabrics, curtaining and trimmings, and thanks to its imposing refinement will stay on in Como’s Villa Olmo for the town’s Città della Musica Summer Festival. In Villa Antica on the other hand six precious costumes created by Franco Zeffirelli between 1956 and 1976 for the Teatro alla Scala were on display. Once more by Zeffirelli (unfortunately unable to attend for health reasons) were pieces of film and stage direction footage shown continuously on video monitors in the display pavilions, to remind us of the great Maestro’s intellectual patronage of this edition of Proposte. Fringe events such as Cinderalla at Como’s Teatro Sociale went down well too; the pantomime put on for 700 Italian and foreign guests was organised in collaboration with the Lombardy Fashion Committee. Much applauded too was Renzo Arbore’s concert with the Italia Orchetra in Villa Erba Park; the music started off with a Neapolitan intimist slant, gradually becoming more national, then ending up international in a highly charged atmosphere of joyous abandon. A real party! Things were buzzing as well in the socalled ‘out -salon’ with Cernobbio being literally

invaded by companies taking advantage of Proposte to showcase their fabrics. Viganò, what’s the answer to the many requests from companies wishing to exhibit at Proposte who this time created a chaotic ‘out-salon’? “To start with, the companies exhibiting outside who could be admitted to Proposte can be counted on the fingers of one hand”, explains the chairman. We hope to be able to accommodate them in the near future except one of them who chooses not to be inside. The rest of them don’t meet Proposte’s criteria as far as its statute and regulations are concerned. In my view they’re parasites and our board of directors will be taking steps to safeguard the event”. Proposte 2009’s dates have already been fixed for 6th, 7th and 8th May once again at Villa Erba. Proposte’s chairman Piercarlo Viganò and Villa Erba’s Marco Ambrosini have signed an agreement linking the fair with Cernobbio for the next four editions.

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FOOD AND DRINK

Ristorante Raimondi

Semplicemente Unico Ristorante Raimondi Simply Unique

Ristorante Raimondi via per Cernobbio 12 22100 Como Tel. 031.338233 fax 031.570379 Chiuso da dicembre a febbraio e il lunedì Un luogo unico a Como, dove assaporare i tradizionali gusti della cucina italiana in un’incantevole atmosfera dal sapore dell’Ottocento veneziano. Tutto questo e molto altro è il Ristorante Raimondi, suggestivo ristoro situato al piano a lago dell’Hotel Villa Flori in via per Cernobbio a Como. Il ristorante, che proprio quest’anno a novembre celebra i 20 anni di attività confermandosi una realtà prestigiosa nella ristorazione lariana, offre la possibilità di trascorrere piacevoli serate in un ambiente romantico e raccolto. La sala principale, infatti, accoglie 60 coperti, anche se l’offerta per eventi arriva fino a 150 persone che possono scegliere tra le varie salette in stile dotate delle più moderne tecnologie affacciate su una vista unica del giardino e del Lago di Como. Per una serata speciale al Raimondi si può anche

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arrivare in barca approdando al pontile privato che il ristorante mette a disposizione, giungendo così proprio sotto la gradevole terrazza fronte lago, uno degli angoli più suggestivi del primo bacino che offre il più bel colpo d’occhio sulla città di Como. Questo ristorante pone una grande attenzione alla sua carta che è in grado di offrire veri gioiellini della cucina italiana, sempre preparati al momento dal capocucina Agostino Guerrini e dal suo staff che pongono la massima attenzione alle materie prime, tutte rigorosamente fresche e di grande qualità. Chi avesse la fortuna di visitare la cucina, avrà l’impressione di aver compiuto un viaggio nel tempo e di essere approdato a un ristorante “di una volta”, che rigorosamente bandisce dai propri menu cibi surgelati e precotti per offrire alla clientela sapori ricercati e allo stesso tempo genuini.

A unique place in Como to sample the traditional tastes of Italian food in an enchanting atmosphere reminiscent of 19th Century Venice. Ristorante Raimondi is all this and much more; situated on the lake storey of Hotel Villa Flori in Via per Cernobbio in Como the restaurant will be celebrating its 20th anniversary in November this very year, confirming its reputation for Lario catering and being able to offer pleasant evenings in a cosy romantic setting. The main dining-room in fact seats 60, although functions for up to 150 persons can be catered for with a choice of various period-style rooms with hitech facilities affording a unique view of the garden and Lake Como. To enjoy a special evening at the Ristorante Raimondi you can even turn up in a boat which you can moor at the Restaurant’s private pontoon, thus arriving right

under the lovely lakeside terrace, one of the most evocative spots in the first basin offering a superlative glimpse of the town of Como. The menu is of primary importance to this restaurant which can offer real delicacies of Italian cuisine, all freshly prepared by head cook Agostino Guerrini and his staff who take great care to ensure that all the basic ingredients are 100% fresh and of optimum quality. If you’re lucky enough to see the kitchen you may think you’ve travelled back in time to a restaurant ‘as they used to be’, when deep-frozed and precooked food was strictly banned and replaced with recherché – but also authentic – flavours.

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FOOD AND DRINK

Ristorante Sociale

La tradizione in cucina a Palazzo ODESCALCHI

“Abbiamo anche…”. Gianni Aldeghi, maître del Ristorante Sociale è abituato a presentarsi così ai suoi clienti che stanno leggendo il menu seduti ai tavoli, tanto che questo suo slogan è stato ripreso dallo scultore Enzo Santambrogio sulla scritta incisa nel rame dell’atrio di pietra che fa da ingresso al nuovo locale di via Rodari. Si, perché, anche se nel 2013 festeggerà due secoli di storia, il Ristorante Sociale ha scelto da pochi mesi per la sua splendida e definitiva sede nientemeno che Palazzo Odescalchi. L’ala dell’edificio eretto nel 1587 da Tommaso Odescalchi, avo di papa Innocenzo XI, unico pontefice comasco, confina con la chiesa di San Giacomo e per anni è stata adibita ad abitazione. Entrare oggi al Sociale, oltre che un piacevole viaggio nell’ottima cucina della tradizione lombarda, è anche un’immersione nella storia dell’arte e dell’architettura comasca. Il locale è disposto su due livelli serviti da suggestive scale e da un ascensore. Al piano terra il bar e una sala rustica e toscaneggiante, dove i soffitti a volta con mattoni a vista, ben si fondono con il ricercato arredamento e le originali lampade, che, come nell’atrio di ingresso si richiamano a qualcosa del menu tradizionale del Sociale: “busecca”, “ossbuss”… La cucina del Sociale è rimasta attaccata

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ai valori del 1813, piatti semplici e di tradizione, senza contaminazioni e rivisitazioni. Il consiglio per una cena indimenticabile e senza badare troppo alle calorie è di provare la carbonara e la cotoletta del Sociale, due piatti che un comasco non può non assaggiare almeno una volta nella vita. Nel menu non manca mai il risotto con pesce persico, oltre a una scelta di carni di prim’ordine, compresi stinchi e brasati. Impossibile non legare simili secondi con un buon bicchiere di vino dell’ampia cantina del locale, forte di una sessantina di etichette con bianchi e rossi nazionali. L’ambiente è familiare e non solo come modo di dire. Al Sociale ci sono Silvana Corti, da una vita nel campo della ristorazione, le due figlie, Sabrina ed Elena, il già citato genero, Gianni, e Giordano, il compagno di Silvana. Pasquale e Bianca in cucina e Marco in sala completano lo staff del ristorante. Il sorriso, l’accoglienza e la capacità di far sentire il cliente come a casa propria sono un altro punto di forza del ristorante. Ma torniamo agli interni del locale. Detto della bellezza e del calore del piano terra, la sala al livello superiore lascia letteralmente a bocca aperta. Soffitto originale a cassettoni, affreschi attribuiti a Pietro Bianchi, detto il Bustino, che decorò i palazzi di pregio e le

chiese del Comasco e della Valtellina, stucchi di Agostino Silva (collaboratore dello stesso Bianchi) e un grande camino. Le opere pittoriche, vincolate dai Beni Culturali, sono state sapientemente restaurate per volere della proprietà del ristorante da Leonardo Camporini e Ivana Lunardi. Le scene della vittoria di Costantino su Massenzio sono tornate all’antico splendore settecentesco, così come le figure allegoriche che sovrastano il camino dove ben si scorge lo stemma della famiglia Odescalchi. Arte, cortesia, buona cucina, tutti gli ingredienti vengono serviti ogni giorno al Ristorante Sociale di via Rodari, nel centro di Como, a pochi metri dal Duomo e ancora meno dall’ampio parcheggio di piazza Roma. Il locale può ospitare fino a 75 commensali, vengono accettate tutte le maggiori carte di credito, il giorno di chiusura settimanale è il martedì, e si consiglia la prenotazione allo 031.264042.

Ristorante Sociale Culinary Tradition in Palazzo Odescalchi

“We also have..”. is how the maître of Ristorante Sociale Gianni Aldeghi usually introduces himself to diners sitting at tables reading the menu, so much so that his slogan was engraved by sculptor Enzo Santambogio in copper in the stone foyer acting as an entrance to the new premises in Via Rodari. That’s right, because although Ristorante Sociale will be celebrating two centuries of history in 2013, only a few months ago it chose no less than Palazzo Odescalchi as its splendid long-term location. The wing of the building erected in 1587 by Tommaso Odescalchi, an ancestor of Pope Innocent the 11th – Como’s only pope, backs onto the church of San Giacomo and was lived in for many years. A visit to the Sociale today – apart from being a pleasant journey into great traditional Lombard cooking – means being immersed in Como’s artistic past and architecture. The

complete the establishment’s staff. A welcoming smile and the ability to make diners feel at home are the restaurants other strong points. But let’s go back inside the premises. The beauty and warmth of the ground floor have been mentioned, but the upper-level room is literally breathtaking. An original panelled ceiling, frescoes attributed to Pietro Bianchi known as the Bustino who used to embellish the fine palaces and the churches in the Como area and Valtellina, stucco work by Agostino Silva (who collaborated with Bianchi) and a great fireplace. The pictorial works under the tutelage of Beni Culturali have been skilfully restored as requested by the restaurant’s proprietors by Leonardo Camporini and Ivana Lunardi. The scenes depicting Costantino’s victory over Massenzio have been restored to their former 18th century splendour, as have the allegorical figures above the fireplace

premises are divided into two levels joined by beautiful stairs and a lift. The ground-floor bar is a rustic room with Tuscan overtones, where partly exposed vaulted brick ceilings blend well with the recherché decor and original lamps which – like the foyer – remind one somewhat of Sociale’s traditional menu: ‘busecca’ (tripe), ‘ossbuss’ (veal on the bone)... The Sociale’s cuisine reflects 1813 values: plain, traditional, uncontaminated, unmessed-with dishes. Some advice for an unforgettable dinner without worrying too much about calories is to try Sociale’s carbonara (spaghetti with bacon and egg) and cutlet, two dishes Comascans just have to try once in their lives. The menu always includes risotto with perch, as well as an excellent choice of meats including shin-bone and braised beef. Such great second courses just have to be accompanied by a glass of fine wine from the restaurant’s large cellar, stocked with about 5 dozen different red and white national wines. A family atmosphere prevails – and not just figuratively: at the Sociale you’ll meet Silvana Corti (in the world of catering for a lifetime), the two daughters Sabrina and Elena, the above-mentioned son-in-law Gianni, and Silvana’s partner Giordano. Pasquale and Bianca in the kitchen and Marco in the dining-room

where you can clearly make out the Odescalchi family crest. Art, courtesy, good cooking – all ingredients served up every day in the Ristorante Sociale in Via Rodari in the centre of Como a few metres away from the Cathedral and even nearer the big carpark in Piazza Roma. The establishment can seat up to 75 diners, all major credit cards are accepted, and it’s closed every week on Tuesday; booking advisable on 031 264042.

Ristorante Sociale via Rodari 6 22100 Como Tel. +39 031.264042 e-mail ristorantesociale@virgilio.it chiuso il martedì

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FOOD AND DRINK

Classe e glamour al Pepe Nero Il Ristorante-pizzeria Pepe Nero è la novità di maggiore tendenza per un pranzo o una cena nel cuore del centro di Como. Uno spazio polivalente, ideale per una pizza tra amici, ma anche per un pranzo d’affari. Un locale à la page e con un tocco di glamour in via Boldoni. Difficile non notare a pochi metri dal Duomo e al termine di un delle strade della cosiddetta “vasca” di Como le cinque ampie vetrine e i tavolini esterni. Pensato e gestito da una società da anni attiva nel mondo della ristorazione sul Lario, il Pepe Nero è un ambiente elegante e raffinato capace di ospitare fino a 130 commensali tra gli spazi esterni e interni in un palazzo storico del capoluogo, recentemente ristrutturato con gusto. L’arredamento del Pepe Nero, scelto con la collaborazione di un noto studio di architettura

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che opera con professionalità nel settore delle ristrutturazioni e del design di interni, è caldo e alla moda e ben si fonde con i particolari artistici delle strutture murarie degli ambienti. Tavoli di legno africano wengé, poltrone di pelle, il Pepe Nero ha riscritto il rito del mangiare una pizza a Como. Non più il ritrovo sulle panche di una locanda o in un locale angusto e con un servizio “alla buona”, bensì in un raffinato ristorante che ricerca la qualità a 360°, dall’arredo, alle luci, dai piatti al servizio. Al forno uno dei migliori specialisti italiani della pizza, forte dell’esperienza maturata per anni anche come panettiere. Ai clienti la possibilità di scegliere tra una vasta varietà di pizze cotte nel forno a legna e fatte lievitare in modo particolare. La cucina del ristorante presenta il meglio della tradizione internazionale

italiana. Il pane, la pasta e i dolci sono fatti in casa, gli ingredienti dei piatti e delle pizze sempre freschi. Il servizio al Pepe Nero è poi un’autentica marcia in più. Tutto il personale proviene dalla scuola alberghiera e ha un’eccellente preparazione di settore oltre a parlare correttamente l’inglese, il tedesco e il francese. Per raccogliere le esigenze del mercato turistico e residenziale il locale è aperto sette giorni su sette sia a mezzogiorno sia alla sera. Un appuntamento da non perdere, la cena o il pranzo al Pepe Nero, dove incontrare le persone di gusto di Como. I piatti di carne e di pesce, ma anche le stesse pizze, possono essere abbinati con un ottimo vino scelto dalla carta curata personalmente dal somellier e maître del locale, Franco Fanfoni. Le carte di credito sono ben accette.

Class and glamour at the Pepe Nero

Pepe Nero Ristorante Pizzeria via Boldoni 26 22100 Como Te. +39 031.260333 Fax +39 031.3306849

The restaurant pizzeria Pepe Nero is the new trendy in-spot for a lunch or dinner in the very heart of Como. A multi-functional place ideal for a pizza with friends or even a business lunch. An à la page eatery with a touch of glamour in Via Boldoni. It’s hard not to notice near the Cathedral at the end of one of the so-called Como ‘basin’ streets its five wide windows and outdoor tables. Brainchild of and run by a company which for years has operated in the world of Lario catering, the Pepe Nero is an elegant refined ambience seating 130 diners outside and inside in a historic building of the provincial town capital, just tastefully revamped. The decor in Pepe Nero was chosen in collaboration with a well-known firm of architects who undertake professional refurbishment work and indoor design, and is warm and fashionable blending in well with the artistic features of the premises’ wall construction. It has tables made of African wengè wood and leather armchairs. Pepe Nero has come up with a whole new pizza eating ritual: no more sitting on pub benches in a cramped environment with ‘rough and ready’ service;

it’s now a refined restaurant with the emphasis on the quality of the decor, lights, menu and service. The oven is manned by one of the best pizza speciasts in Italy whose expertise over the years has been further consolidated by also being a baker. Customers have a vast choice of pizzas made with special yeast and baked in a wood stove. The restaurant’s cuisine is based on the best in international Italian tradition. The bread, pasta and sweets are home-made and the ingredients of pizzas and other dishes are always fresh. The service in Pepe Nero is an overdrive experience: all the staff have been superlatively trained in hotel schools and speak fluent English, German and French. To meet the needs of tourists and locals alike the establishment is open seven days a week both at lunchtime and in the evening. So don’t miss dinner or lunch at Pepe Nero – you’ll meet some discerning Como people. Meat dishes, fish dishes or even pizzas can be accompanied by fine wines chosen from the list compiled personally by the establishment’s somelier and maître, Franco Fanfoni. Credit cards willingly accepted.

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FOOD AND DRINK

Joy!

La cena è servita sul lago Ubicato direttamente sul lago, in via per Cernobbio, a pochi metri da Villa Olmo, il gioiello neoclassico della città di Como che ogni anno ospita mostre d’arte di levatura internazionale, il “Joy! Restaurant” offre ai suoi clienti l’esperienza unica di un pranzo o di una cena direttamente sul lago. Gli interni e i particolari dell’arredamento sono stati recentemente ripensati con gusto da un team di designer e architetti che collaborano con le case di moda. Al “Joy! Restaurant” nulla viene lasciato al caso. Il calore del legno della terrazza ben si fonde con il caratteristico pavimento interno, le vetrate a sbalzo sul lago e i componenti d’arredo dal design moderno, in un ambiente ideale per la cenetta romantica, ma anche per la tavolata di amici. Dall’ampia terrazza si gode un’impagabile vista a 360°, dal comune di Torno alla punta di Geno, che chiude il primo bacino, con la città, il Duomo e i monumenti razionalisti dell’area dello stadio. Ottanta i coperti all’interno della struttura principale del “Joy! Restaurant”, che diventano 200 nella bella

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stagione grazie all’ampia terrazza a sbalzo sul lago. Il menu rinnovato mensilmente presenta oltre un centinaio di specialità di terra e di mare. Un’offerta ricca nella quale non mancano prodotti tipici del Lario, come il risotto con il pesce persico. Il tutto condito naturalmente da un’ampia scelta di vini. Alla proposta di piatti semplici o raffinati si aggiunge una lista di un’ottantina di pizze di 35 centimetri di diametro cotte nel forno a legna. Uno staff giovane e dinamico di professionisti della cucina e del servizio, diretto da un maître con esperienza internazionale, è sempre pronto ad assecondare qualsiasi esigenza dei commensali. Per chi invece arriva in auto, è al servizio del ristorante l’adiacente ampio parcheggio del Lido di Villa Olmo, con accesso da via per Cernobbio. Il “Joy!” offre la possibilità di riservare il locale per eventi, pranzi e cene aziendali, cerimonie e banchetti anche in via esclusiva. Aperto tutti i giorni della settimana, accetta le maggiori carte di credito. È consigliata la prenotazione allo 031.572.132.

Joy! via per Cernobbio, 2 - 22100 Como Tel. +39 031.572.132 Fax +39 031.570.968 e-mail info@joyrestaurant.it Internet www.joyrestaurant.it

At Joy! Your Dinner served on the Lake

Situated right on the lake in Via per Cernobbio a few metres away from Villa Olmo, Como’s neoclassic jewel which every year plays host to international art exhibitions is ‘Joy! Restaurant’ offering its diners the unique experience of lunch or dinner right on the lake. The inside and the decor details have recently been tasefully revamped by a team of designers and architects who work with fashion houses. At ‘Joy! Restaurant’ nothing happens by chance. The warm feel of the wood on the terrace blends well with the typical inside floor, the windows hanging out over the lake and the modern furnishing design features, in an ideal setting both for a romantic little meal or one with a group of friends. The wide patio affords a magnificent panoramic view sweeping round from Torno Town Hall to the Point of Geno encompassing the first basin of the lake with the town, the Cathedral and the stadium area’s rationalist monuments. Seating 80 inside its main premises, ‘Joy! Restaurant’

can host 200 in the summertime thanks to its large terrace jutting out over the lake. The menu reviewed monthly offers over a hundred specialities from land and sea. This rich selection includes typical local Lake Como dishes such as perch risotto. And all accompanied of course by an excellent choice of wines. This plain or refined cooking on offer is completed by a list of around eighty 35-cm pizzas cooked in a wood oven. The young dynamic staff of professional cooks and waiters supervised by a head-waiter with international experience are always on hand to meet diners’ every wish. Those driving there can use the large Villa Olmo Lido carpark accessible from Via per Cernobbio. You can also reserve Joy’s premises for events, office lunches and dinners, ceremonies and banquets, including private functions. Open every day of the week; major credit cards accepted. Booking advisable on 031 572 132.

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passione di famiglia

All’epoca in cui il viaggio era un’esperienza di pochi privilegiati, sarebbe entrato nel diario del “buon mangiare”. Ieri come oggi, una sosta al “Navedano” è infatti un’esperienza da custodire tra i ricordi, un’emozione che appaga i cinque sensi. Entrando sono i fiori a colpire l’attenzione: un armonioso mosaico di corolle e rampicanti che, come un giardino, si sviluppano in ogni sala. Estate e inverno, dialogando con il verde esterno e creando un’avvolgente atmosfera di ospitalità. Ed è questa caratteristica, l’ospitalità, l’anima del locale e il tratto distintivo dei suoi proprietari, Lella e Giuliano Casartelli. Loro prima preoccupazione è quella di far sentire gli ospiti come a casa propria. Non è certo un caso che il Navedano sia diventato la tappa preferita delle celebrities di passaggio sul Lago di Como. Lella e Giuliano pensano a soddisfare le loro golosità, ma anche il loro desiderio di privacy. Così ogni stagione si allunga la lista dei personaggi famosi che raggiungono questo luogo di alta gastronomia, immerso in un parco post-industriale dove sono ancora visibili le tracce di storici opifici serici. Poco lontano dalla casa di Alessandro Volta, alla fine di una strada che sembra tracciata col compasso, il ristorante disegna il panorama con il suo inconfondibile color mattone. All’interno l’ingresso-salotto, già lussureggiante come una serra, introduce alle due sale destinate agli ospiti, complementari, ma molto diverse. Classica e raffinata la prima, riservata a eventi privati, rustico-chic, la seconda, più grande ma con angoli raccolti e schermati da quinte fiorite. Tutti gli ambienti si affacciano su un’ampia veranda, illuminata la sera da torce e candele. Lella e Giuliano Casartelli si sono occupati personalmente degli arredi, pochi mobili di carattere come il tovagliato e le decorazioni, che cambiano ogni settimana. Anche il menu è sempre unico e differente. Un’avventura del palato che attraversa la tradizione mediterranea con l’aggiunta di un tocco contemporaneo. Il martedì il ristorante è chiuso per l’intera giornata, il mercoledì è chiuso per il pranzo. La prenotazione è consigliabile (telefono 031.308080).

In an era when travelling was for the privileged few, it would have merited a ‘good food’ entry in their diaries. Today as yesterday a stop-off at ‘Navedano’ is in effect something to be remembered, an experience to satisfy the five senses. On going in you are struck by the flowers: a harmonious mosaic of corollas and climbing plants which – as if in a garden – thrive throughout the whole premises. Summer and winter alike, in symbiosis with the green outside they create a cosy atmosphere of hospitality. And hospitality is the very essence of the place and its proprietors Lella and Giuliano Casartelli, whose one concern is to make diners feel at home. And it’s no coincidence that Navedano has become a favourite stop-off for visiting celebrities on Lake Como. Lella and Giuliano not only look after their stomachs but also their desire to have privacy. So each season there’s an ever-longer list of big names coming to savour the gastronomical delights of a place set deep in a post-industrial park, where you can still see the remains of historic silk mills. Not far from Alessandro Volta’s house at end of a road which looks as if it had been plotted with a compass, the unmistakable brick colour of the restaurant marks the view. The hothouse lushness of the entrance/ lounge leads on to the two diners’ rooms which albeit totally different complement each other. The first has an air of classic refinement, the second bigger one (a private functions’ room) a rustic-chic air, with its snug, flower-adorned, partitioned-off corners. All the premises look out onto a wide verandah, lit up at night by flares and candles. Lella and Giuliano Casartelli saw to the furnishing personally: furniture with a lot of character, like the table-cloth/serviettes and decoration which change every week. The menu too is always unique and different. An adventure for the taste buds where traditional Mediterranean is given a modern touch. The restaurant is closed all day on Tuesdays and lunchtime Wednesdays. Booking advisable (tel: 031 30 80 80).

Hospitality is a family passion

L’OSPITALITÀ

Ristorante Navedano

via Pannilani 22100 Como - Italia Telefono +39 031.308080 fax +39 031.3319016 www.ristorantenavedano.it


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Magic Lake summer 2008  

Magic Lake #10