Lungarno n. 96

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Giugno 2021

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Find your difference.


Sommario 05

La serenata Editoriale:

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Il testamento biologico

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Tampon tax: Firenze dice no #ilgiornodopo delle WIC

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Il giro del mondo in barca a vela Il marchio Bemer, da Hollywood all’Oriente

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Over the net Plurali femminili

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L'Idiota a Firenze Il mistero delle meraviglie scomparse

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Edicole, “tempietti” di notizie passate

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Il cielo in una sala Up & Down

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L'agenda di giugno

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Luoghi abbandonati: Circolo ARCI

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Lo bello stile NoCost - Il sandalo della santa Lavignetta

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Contenitori in tetra pak Il mignolo verde - L'estate fa bene!

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Personaggi fiorentini - Fabian Amorazzi - How fucking romantic

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La posta di Sigismondo Froddini - Tornare a casa (È) tutto nei termini

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Frastuoni

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Dolce giugno, il ritorno a teatro

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La musica dal vivo torna a Firenze e dintorni Minimondo

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Le città dei lettori Brevi cronache librarie - Racconti fiorentini con la scusa di un libro

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Aperture da superstar Tradizioni Fiorentine: la bistecca

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Palati fini - Il gazpacho Spirito liquido - Raining Bloody Mary

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Oroscopo



LA SERENATA di Matilde Sereni

EDITORIALE

«Ora che vivo in campagna i ragazzi di qui mi chiamano “vecchio Paz” e, faccio per dire, ho ventinove anni» Dopo tanto, tanto tempo, sono tornata a visitare una mostra. Era in un’altra città, Bologna. Era la mostra di un ragazzo maledetto che in trentadue anni ha tirato fuori le viscere della società, attorcigliando le nostre, o quantomeno le mie. Andrea Pazienza a ventinove anni abitava a Montepulciano, nella nostra amata e rassicurante regione. I ragazzi lo chiamavano “vecchio Paz” e lui in fondo in fondo lo sapeva, che vecchio lo era davvero. Anche io mi diverto a scherzare sul mio essere e il mio sentire, ma adesso che la città torna lentamente a nuova vita, l’urgenza di arraffare il più possibile diventa imprescindibile. La percezione di non aver imparato una beata mazza da tutto questo è abbastanza alta ma tant’è, ricominciamo dove ci eravamo lasciati, proviamo a goderci meglio i momenti, ascoltiamo. Negli anni di Paz, Bologna sapeva ascoltare. Ha avuto il coraggio di ascoltare il lato b, di mostrare le storie più torbide, di parlare senza freni, di toccare le coscienze. Il risultato oggi è di una città vera, onesta e risolta. Firenze ha l’occasione di tornare all’antico splendore, togliendosi quel trucco pesante da vecchia signora e sorridere indossando vestiti leggeri. Può sporcarsi le mani di tutti i colori, può piangere e mostrarsi debole, noi le vorremmo ancora più bene. Basta non tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa.

di Jacopo Aiazzi

Parole di senso compiuto

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el giardino della casa in cui vivo in affitto ho messo a dimora piantine di tipo diverso, quali pomodori, zucchine, melanzane… Controllando, mi sono accorto di un’infestazione di afidi (pidocchi delle piante): “Orto mio!” ho subito esclamato. Niente di così preoccupante, alla fine, gli afidi sono cosa normale. Mica come il laghetto del mio vicino, dove le sue orchidee hanno improvvisamente cambiato tutte sesso. Me ne sono accorto perché l’ho proprio sentito urlare a gran voce e a più riprese la versione maschile dell’orchidea. Insomma, siamo due poveracci che volevano farsi un piccolo spazio esterno, e invece è diventato un impegno, come per la gestione di uno zoo safari. Bioparco, tiene a specificare il mio vicino. Un vero e proprio spasso doveva essere, e invece…diporto. Un giorno ci siamo guardati, io e il vicino, e ce lo siamo detti: se dobbiamo spenderci così tanto, tanto vale farla bene. Ci siamo imbarcati e fu un viaggio terribile, con un mare in burrasca come non avevo mai visto in vita mia. “Sciabordio e brontolio” erano le uniche parole che infatti tutti i viaggiatori e i membri dell’equipaggio ripetevano come fosse una cantilena, ipnotizzati dal moto ondulatorio della nave e dal rumore delle onde. In un modo o in un altro arrivammo al porto di destinazione. Avremmo dovuto trovare ad attenderci un uomo, qualcosa tipo un frate. Un diocesano. Le onde però avevano dato troppa spinta alla nave, che finì per sbattere contro la banchina. “Fermi, dogane!” Ci intimò un uomo in divisa visibilmente inferocito. Dogane! Dogane! Continuava a urlare anche se avevamo già capito la prima volta. Insomma, il viaggio non è stato piacevole ma sicuramente in alta definizione. Accadì. Questo inutile scritto è stato realizzato «utilizzando parole di senso compiuto che sembrano bestemmie per non urtare la sensibilità dell’elettore cattolico», a dirla con Elio e le Storie Tese. Magari in Toscana sarà un po’ più difficile che da altre parti, ma rispettare la sensibilità altrui è uno sforzo affrontabile e soprattutto dovuto. Se lo abbiamo per i cattolici nel nostro Stato laico possiamo averla per tutti.

Buona lettura!

IN COPERTINA

Dopo un giro di sole di Lafabbricadibraccia

Mi chiamo Federico, sono uno psicoterapeuta in formazione ed un disegnatore autodidatta. Lo scorso anno ho avuto l’onore di disegnare la copertina del numero di Giugno di Lungarno: 12 personaggi con capigliature strambe erano in attesa di tornare alla tanto invocata “normalità”. A distanza di 365 giorni ho immaginato gli sviluppi delle loro esistenze. C’è chi ha trovato l’amore e chi invece ha perso qualcuno. Chi può sentire il profumo del mare e chi lotta contro l’insufficienza respiratoria. Chi viene massacrata di botte dal marito tutti i giorni e chi sprofonda nella più cupa depressione. Chi è terrorizzato dal rischio di contagio e chi trova sollievo in una passeggiata notturna per la città. La vita non è normale: è una storia complessa e contradditoria. Ho fatto del mio meglio per raccontarla. 
 Instagram: @lafabbricadibraccia mail: lafabbricadibraccia@gmail.com

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 96 - Anno X - Giugno 2021 - Rivista Mensile ISSN 2612-2294

Proprietario: Associazione Culturale Lungarno Editore: Tabloid Soc. Coop. • Firenze • N. ROC 32478 Direttore Responsabile: Jacopo Aiazzi Stampa: Tipografia Baroni e Gori srl • Prato Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell’editore e degli autori. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. Lungarno ringrazia Marco Battaglia e la type foundry Zetafonts per aver concesso, rispettivamente, l'utilizzo delle font Queens Pro e Monterchi.

I contenuti di questo numero sono a cura dell’Associazione Culturale Lungarno. Per la loro realizzazione hanno collaborato: Raffaella Galamini, Virginia Landi, Chiara Degl'Innocenti, Matteo Chiapponi, Michele Baldini, Martina Vincenzoni, Caterina Liverani, Daniele Pasquini, Luca Morgantini, Giulio Garosi, Marco Tangocci, Davide Di Fabrizio, Teresa Vitartali, Lafabbricadibraccia, Marianna Piccini, Walter Tripi, Tommaso Ciuffoletti, Marcho, Francesca Corpaci, Costanza Ciattini, Spazioposso, Gabriele Giustini, Tommaso Chimeniti, Giulia Focardi, Susanna Stigler, Niccolò Protti, Carlo Benedetti, Riccardo Morandi, Marta Staulo, Andrea Bertelli, Lulaida e Francesca Arfilli. Caporedattore: Riccardo Morandi Editor: Arianna Giullori L’Associazione Culturale Lungarno ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze per il contributo a sostegno delle attività culturali svolte.


Il testamento biologico A Ponte a Niccheri il primo ambulatorio di Raffaella Galamini illustrazione di Alect

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ltre 1800 dichiarazioni anticipate di trattamenti sanitari (Dat) inoltrate a Palazzo Vecchio. Boom di richieste per il primo ambulatorio dove rivolgersi per avere informazioni ed esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari. A Firenze il testamento biologico sta facendo passi da gigante dopo i quasi tre anni d’inattività seguiti all’approvazione della legge nazionale. Già Palazzo Vecchio a inizio 2021, nel piano della pandemia, ha fatto la sua parte provvedendo a “digitalizzare e a inviare con tre mesi di anticipo al ministero tutte le 1.149 dichiarazioni pervenute in formato cartaceo prima del febbraio 2020” spiega l’assessore all’anagrafe Elisabetta Meucci. Il Comune di Firenze ha provveduto anche a “garantire il costante aggiornamento con le 649 pratiche digitali ricevute dopo tale data, per un totale di 1.789 dichiarazioni trasmesse” conclude Meucci. Lo sportello per l’inoltro delle Dat da trasmettere al ministero della Salute per l’inserimento in banca dati nazionale è ad oggi attivo presso gli uffici dello Stato civile del Comune di Firenze. In alternativa le Dat possono essere depositate presso gli studi notarili.

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Nell’attesa di poter presentare le dichiarazioni anticipate anche negli uffici delle Asl, un altro significativo passo in avanti è stato compiuto all’ospedale di Ponte a Niccheri con l’apertura a metà aprile del primo ambulatorio dove poter avere supporto nella compilazione delle dichiarazioni. Prima di questa novità l’unica a fornire consulenza a coloro che cercavano un aiuto era File, la Fondazione italiana per la leniterapia. Il nuovo servizio ha subito registrato il tutto esaurito. “Siamo stati subissati di richieste da una marea di persone che voleva venire da noi. Non c’è più un appuntamento disponibile in ambulatorio per tutto il 2021, si va a gennaio-febbraio del 2022 -sottolinea il dottor Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Firenze-. Nel giro di un giorno e di una notte abbiamo avuto 60 prenotazioni al punto che abbiamo portato a due i giorni di apertura mensile proprio per far fronte a un maggior numero di richieste”. C’è chi ha chiamato addirittura da Genova per avere un appuntamento. A Ponte a Niccheri chi è interessato al testamento biologico trova un team multiprofessionale e multidisciplinare composto da uno psicologo clinico esperto in

bioetica, un nefrologo esperto in bioetica e problematiche di fine vita, un palliativista e un infermiere, più eventuali altre figure professionali, mediche e non mediche. Nel corso dell’appuntamento, della durata di un’ora, l’interessato può togliersi ogni dubbio e decidere quali trattamenti sanitari intraprendere e a quali rinunciare nel caso di un’eventuale impossibilità a comunicare, per malattia o incapacità, le sue volontà al riguardo. “L’apertura del laboratorio -sottolinea Dattolo- è un traguardo importante dal punto di vista etico e deontologico”. Ma non è l’unico obiettivo visto che ora il dibattito si sposta sull’accordo che l’ordine dei Medici vuole sottoscrivere con i notai per consentire il deposito delle Dat a prezzi calmierati. A colpire è soprattutto il fatto che chi si è rivolto in Comune e ora a Ponte a Niccheri per il servizio di supporto sono cittadini in salute. Per i malati e i pazienti in cura esistono infatti i piani condivisi di cura (Pcc) da inserire in cartella clinica. Segno che il biotestamento è ritenuto una priorità anche da chi, apparentemente, non ha ragioni particolari per guardare al futuro con preoccupazione.

Un traguardo importante dal punto di vista etico e deontologico


#ilgiornodopo delle WIC di Chiara Degl’Innocenti

“Isto è appena l’inizio di uno dei tanti l giorno dopo può durare anni”. Que-

Tampon tax: Firenze dice no Il ciclo non è un lusso di Virginia Landi foto: Getty Images

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ene, domani andiamo. O forse meglio sabato, che il venerdì faccio tardi a lavoro. Facciamo scorta per un anno. Dove ci troviamo? Ma, soprattutto, ti pare giusto?”. Questa è la conversazione che avviene tra due amiche che abitano tra Firenze e Livorno, mentre sono intente a organizzare una giornata fuori porta dedicata all’acquisto di assorbenti. Accadeva a ottobre 2020 quando a Guardistallo, in provincia di Pisa, viene deciso di scontarne l’IVA, iniziativa a cui fanno seguito più recentemente i Comuni di Pontassieve, Scandicci e Firenze, che si conferma il primo capoluogo in

Italia ad abolire la famigerata Tampon Tax, finora al 22% proprio come per i beni non considerati di prima necessità. Dal mese di aprile nelle 21 farmacie comunali della città, infatti, è possibile trovare assorbenti e tamponi detassati, notizia che fa ben sperare. Perché le donne devono comprare un prodotto che useranno per oltre metà della loro vita a un prezzo così alto? Un’imposizione scorretta sulla quale le donne non possono scegliere, al punto da generare difficoltà per l’acquisto mensile. Una spesa cospicua per le famiglie, in parte rivoluzionata tramite uno strumento che guarda al raggiungimento di un’equità sociale e alla disuguaglianza di genere. Le due amiche poi non si sono cimentate nell’impresa: la giustizia deve abbatterle le barriere, non aggirarle.

post apparsi sul gruppo Facebook Woman in Charge (WIC) dopo che una giovane ragazza toscana, Eva Dal Canto, ha invitato tutte le donne vittime di violenza a usare l’hashtag #ilgiornodopo, per raccontare la quotidianità stravolta delle ore successive alle molestie. La campagna, diffusa su tutto il web e nata in risposta alle infelici dichiarazioni rilasciate da Beppe Grillo in difesa del figlio accusato di stupro, tra le fiorentine WIC si è presto trasformata in qualcosa di ben più profondo, tanto che nel giro di pochi giorni più di 500 donne hanno trovato la forza di condividere senza reticenze i propri dolorosi vissuti. Storie di violenze fisiche e psicologiche, tentativi di stupro riusciti o falliti, “minuti che sembrano non finire mai”, abusi verbali e infanzie tradite dalle persone più insospettabili, hanno così iniziato a riempire la bacheca del gruppo, in un crescendo inarrestabile. C’è chi riporta le parole dell’amica che preferisce rimanere anonima, chi commenta, chi ricorda episodi che sperava dimenticati: ogni voce sembra racchiudere in sé il coraggio necessario alla seguente per rompere gli argini e tutte, d’un tratto, scoprono di non aver niente di cui vergognarsi. “Sono passati oltre dieci anni e ancora nessuno lo sa”, spiega E., e come lei la maggior parte ammette di non aver mai denunciato le molestie perchè schiacciata da un dolore mortificante o intimorita dal giudizio di una società che si ostina a minimizzare dinamiche inaccettabili e umilianti. Di fatto, un gruppo Facebook (privato e tutto al femminile) è stato percepito più sicuro e comprensivo del mondo reale, e questo dovrebbe far riflettere. In ogni caso “quel che è successo è immenso”, scrive L., artigiana fiorentina, che definisce le sue compagne “curandere pazienti”. Ma i “giorni dopo” delle WIC, per adesso invisibili ai non iscritti, non devono essere intesi come un’accusa generalizzata, bensì come il proseguo di una battaglia di tutti e per tutti, affinchè nessuno, uomo o donna che sia, debba più trasformarsi in vittima.

@donnexstrada

“Cga Laura de Dilectis, insieme ad altre volontarie, sente l’esigenza di fare qualcosa. È così che il 21 marzo nasce @donnexstrada: i risiamo. Anche stasera dovrò attraversare quel tratto buio per arrivare a casa”. Un pensiero talmente condiviso che la psicolo-

una pagina Instagram che attiva, su richiesta, dirette video a tutela delle donne che camminando verso le loro destinazioni si sentono minacciate o in pericolo. Uno strumento di prevenzione, che trasforma il social in un “amplificatore” di aiuto, superando in pochissimo tempo 80mila follower. Un dato che fa riflettere sulla sicurezza delle donne. V.L.

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Il marchio Bemer, da Hollywood all’Oriente di Michele Baldini

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Il giro del mondo in barca a vela La storia della spedizione Milanto di Matteo Chiapponi

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alerio Bardi e Lorenzo Cipriani, due skipper toscani, hanno compiuto una vera e propria impresa: sono riusciti a portare a termine il World ARC (una sorta di rally transatlantico per imbarcazioni a vela) riuscendo a percorrere con la barca Milanto; il giro del mondo in un anno e qualche mese: unica barca a esserci riuscita, nonostante la pandemia. Salpati dall’isola caraibica di Santa Lucia, non avevano la minima idea di ciò a cui sarebbero andati incontro. Alla baia di Atuona nel marzo 2020, si rendono conto che il mondo è cambiato. Le autorità locali intimano loro di non avvicinarsi e, anche se le altre imbarcazioni espongono la classica bandiera gialla che significa che l’equipaggio è in salute e non ci sono epidemie a bordo, non hanno il permesso di attracco. È l’inizio di una storia diversa, un viaggio inaspettato, fatto di porti chiusi e ancoraggi proibiti. “L’Oceano Pacifico è il più grande del pianeta. Più di due volte la grandezza

dell’Atlantico, copre quasi un terzo della superficie della Terra. L’attraversamento sembra non finire mai, si perde la dimensione del tempo”. Una vera e propria Odissea, ci racconta Lorenzo, in una realtà non più programmabile. “Avessimo dovuto scegliere usando la ragione, sarebbe stato sensato fermarci, mettere al sicuro la barca e prendere un volo di rimpatrio per l’Italia… L’Australia non concedeva nessuno scalo, neanche per il solo approvvigionamento alimentare; quindi dalle isole Fiji abbiamo dovuto raggiungere l’Indonesia, attraverso lo Stretto di Torres, navigando per una lunga tratta di più di 3.000 miglia. Così come per l’Oceano Indiano, che abbiamo traversato senza soste fino alla Reunion. Ogni volta che salpavamo o che raggiungevamo terra dovevamo sottoporci a un nuovo Covid test”. Il sogno di infondere speranza in un momento in cui tutto si chiudeva a riccio ha vinto sulla paura di non farcela. Negli occhi rimangono solo i volti amici, il mare che raccoglie tramonti mozzafiato e il rumore delle vele scosse dal vento.

a storia è nota: era il 1999 e Daniel Day Lewis scelse di prendersi una pausa dal cinema per imparare a fare il calzolaio. Lui, un inglese sbarcato a Hollywood che amava e ama Firenze (come molti compatrioti d’Oltremanica, che nel capoluogo danno il nome anche a un cimitero), in cerca di un’esperienza in più sul CV alla voce “altre esperienze”. E siccome il parallelismo tra artigiano e toscano fa pendant oltreché rima, scelse come luogo per il proprio apprendistato una bottega di un calzolaio in Oltrarno, che si chiamava Stefano Bemer. Pare che sul lavoro non abbia usato “il suo piede sinistro” (parafrasando il titolo del film con cui aveva già vinto un Oscar nel 1990) ma che si sia applicato con impegno certosino. Già allora la bottega vantava tradizione e riconoscibilità, ma è forse proprio grazie all’attore che ha ricevuto quel pitch che, a distanza di più di vent’anni, ne ha fatto croce e delizia del Made in Italy del mondo. Oggi il marchio Bemer è cambiato e parecchio. Non è più in via Maggio ma in via San Niccolò, all’interno di una preziosa cappella barocca. I pezzi prodotti non sono più solo calzature ma anche abiti. La clientela principale è quella straniera e il listino ha i prezzi medi della mensilità di un operaio o di un impiegato. Ma si va oltre. Intanto il titolare non ha più lo stesso cognome, perché un evento infausto (cioè la morte suicida di Stefano nel 2012) ha stroncato la discendenza. L’attuale CEO si chiama Tommaso Melani e gira il mondo – soprattutto New York – per il follow up dei buyer. “A bottega” (che fa anche corsi di shoes making) si rimane invece sorpresi di trovare solo facce orientali, pur in possesso di un italiano invidiabile e qualche cliente d’alta fascia in completo spezzato. C’è da chiedersi se esista ancora il mondo forse un po’ pittoresco che conquistò il buon D.D.L. (furono solo lo zelo di Martin Scorsese e l’amore della moglie a dissuaderlo dal rimanerci, per fargli interpretare il macellaio di Gangs of New York). È forse l’America che ha preso di più il “puzzo” fiorentino o viceversa?

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Plurali femminili: una casa editrice tutta in rosa di Caterina Liverani

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Over the net Lo scambio oltre la rete di Martina Vincenzoni

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uando dal traffico di via Canova si svolta nelle vie interne di San Bartolo a Cintoia, sembra quasi di uscire dalla città: case basse, porte sulla strada, vie poco trafficate e botteghe storiche. Potreste però non sapere che c’è anche un piccolo circolo di tennis, Il 45, dal nome dell’associazione che gestisce i due campi della parrocchia di san Bartolo. Ad accogliervi troverete Franca, Fritz o Remo: tre custodi volontari che conservano anche la storia di questo posto, nato nel 1988 e sopravvissuto grazie a uno spirito di condivisione molto lontano dall’estetica di Wimbledon. Li vado a trovare un venerdì mattina e assisto a una partita in cui l’età complessiva dei giocatori si avvicina ai tre secoli. Nondimeno, passione ed eleganza non mancano, come mi fa notare Flavio, maestro di tennis e creatore del progetto Over The Net: “La storia di questo luogo lo rende la base perfetta per creare un microcosmo sociale attorno al tennis. Over The Net è un modo per fare poli-

tica senza fare politica: una comunità di persone che si ritrovano oltre la rete, in attività collaterali che propongono senso di appartenenza e spirito di collaborazione”. Trekking per la Toscana, visite a mostre, pranzi condivisi dopo i tornei e persino una biblioteca “virtuale ma reale: ognuno ha messo a disposizione un libro sul tennis dando vita a un incrocio di prestiti”. Over The Net ha un suo manifesto e un’idea precisa anche sullo sport e sul suo insegnamento, basato su un confronto sano e un etico spirito di competizione. Lavora nella quotidianità al mondo che vorrebbe: “la società era già molto frammentata prima della pandemia. Serve offrire stimoli, prendersi cura della persona, delle relazioni, in ogni contesto di insegnamento e non solo. Creare delle reti di solidarietà promuove un’idea di benessere che è la sola che può farci cambiare rotta. Questa è anche la miglior forma di economia etica: il fattore più importante su cui investire è proprio il capitale umano”. Un buon inizio per correggere il rovescio.

Abbiamo un'idea precisa sullo sport e sul suo insegnamento

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a fine del primo anno di Pandemia, 4 ragazze e un grande progetto: fondare una casa editrice femminista. “Ci eravamo conosciute collaborando a un blog riguardante la letteratura, ma abbiamo poi deciso di staccarci e intraprendere una strada indipendente con un messaggio femminista” ci racconta Valentina Torrini, fiorentina, tra le fondatrici della casa editrice Le plurali. “Il nostro obiettivo è pubblicare scrittrici sia italiane che straniere, contemporanee e inedite, ma anche classici mai tradotti in Italia o andati nel dimenticatoio”. Le plurali è un’idea nata collettivamente: “Siamo in 4 e a causa della Pandemia ancora non ci siamo incontrate tutte dal vivo. Insieme a me ci sono Beatrice, anche lei toscana che attualmente vive a Dublino, Hanna finlandese ma romana d’adozione e Clara la più giovane che fa la spola tra Oslo e Roma”. L’impegno di Valentina non si limita soltanto al ruolo di fondatrice, lei è infatti anche una delle prime autrici che Le plurali sta per pubblicare. Dopo Girls will be girls il saggio, inedito in Italia, della scrittrice irlandese Emer O’Toole toccherà a Lady cinema. Guida pratica per attivare le tue lenti femministe in uscita a luglio con la sua firma. “Sarà inserito nella collana Le Bussole, pensata per raccogliere delle guide tascabili su vari argomenti. La mia vuole essere una guida al cinema femminista attraverso cui fornire degli strumenti di analisi per non fermarsi ai soliti stereotipi nella visione di un film attraverso filtri come il Bechdel test, utile per evitare l’appiattimento dei personaggi femminili. Non è un manuale di storia del cinema ma un testo che dà la possibilità di rendersi autonomi nel giudizio”. Potremo conoscere meglio Le plurali nei prossimi mesi attraverso qualche evento pubblico? “Siamo in contatto con le ragazze di CinematograFica per fare qualcosa verso fine di giugno e parteciperemo inoltre a un festival on-line organizzato dalla Casa delle Donne di Roma chiamato Feminism”. Tutte le informazioni su eventi, mission e prossime uscite su lepluralieditrice.net


Il mistero delle meraviglie scomparse di Carlo Cuppini di Martina Vincenzoni

copertina di Laura Fanelli

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enso di appartenenza, nuova normalità, fiducia nelle nuove generazioni: temi molto attuali sono tra gli ingredienti principali de Il mistero delle meraviglie scomparse. Il racconto per bambini, scritto da Carlo Cuppini e uscito per Marcos y Marcos, immagina una Firenze incredula quando al risveglio scopre che tutti i suoi monumenti più rappresentativi le sono stati portati via. Gli adulti avviano indagini scoordinate e aggressive, mentre un bambino, Filippo, accompagnato dalla sua scettica sorella, intuisce che deve averci messo lo zampino il fiume Arno. Come in tutte le fiabe che si rispettino, varie peripezie attendono i piccoli eroi, compresa quella di farsi ascoltare dai grandi. Ma alcuni misteriosi aiutanti, insieme al coraggio e all’intuito dei due, saranno alla base dell’intreccio narrativo e della soluzione del caso. Cuppini riesce a trattare temi complessi del passato e del presente: i ricordi della guerra e dell’alluvione risuonano con l’attualità della pandemia; l’idea della restituzione delle opere al paese di appartenenza fa riflettere su tutela e identità nazionale; lo stupore dei cittadini – soprattutto i più giovani – verso la propria città mutata rende ancora più surreali le esperienze a distanza e l’abuso delle tecnologie che fanno tenere la testa bassa sugli schermi piuttosto che curiosa verso l’esterno. Il testo scorre tra sorprese e piccole tensioni intervallate da interessanti spunti di riflessione. La forma tradizionale di fiaba lo rende molto accessibile (è consigliato dagli 8 anni in su) e si presta per l’uso in contesti educativi e scolastici. Offre infatti spunti per condurre attività su temi come la potenza dell’immaginazione, la scoperta della natura, il senso degli eventi difficili, il valore della generosità e del coraggio. Lancia un messaggio universale di fratellanza e condivisione, di rispetto tra le persone e i popoli nella convinzione che le meraviglie del mondo non appartengano a nessuno e debbano perciò essere custodite da tutti.

L’Idiota a Firenze

200 anni di Dostoevskij, russo e fiorentino di Daniele Pasquini

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l gioco delle ricorrenze quest’anno ci permette di rispolverare, oltre a Dante, una storia molto meno nota. La vita di uno scrittore – tra i più grandi di sempre, senza timore di smentite – che alla nostra città è sorprendentemente legato: Fëdor Michajlovič Dostoevskij, nato a Mosca nel 1821. Esattamente 200 anni fa. L’autore di Delitto e Castigo e dei Fratelli Karamanzov giunge a Firenze la prima volta in compagnia di un amico, il critico letterario Strachov. È l’agosto 1862, arrivano da un lungo tour tra la Svizzera e il nord Italia. Scesi a Santa Maria Novella, si stabiliscono in una pensione di via Tornabuoni. Di quella breve permanenza sappiamo che bevvero vino (giudicato troppo leggero), mollarono a metà la visita agli Uffizi, lessero giornali russi al Vieusseux. Dalle lettere scopriamo anche che i due ebbero una lite in piazza Signoria per questioni filosofiche. Bei tempi. Ma senz’altro più importante fu il secondo passaggio fiorentino di Dostoevskij. Nel novembre del 1868 è in fuga dai creditori, ha paura di finire in carcere. Prima ripara in Svizzera, dove muore la sua piccola figlia, poi

a Milano, che però trova tetra e senza stimoli. Eccolo quindi di nuovo a Firenze, in quel momento Capitale d’Italia. Rispetto alla prima visita la trova affollata e cara. Assieme alla moglie Anna prendono alloggio in via Guicciardini 8, a pochi passi da Ponte Vecchio. Saranno mesi difficili, ma anche fertili: è qua che l’autore concluderà uno dei suoi romanzi più celebri, L’Idiota. A ricordare l’evento c’è una targa, in piazza Pitti. Intanto Anna è di nuovo incinta, vengono raggiunti dalla suocera e si trasferiscono in piazza del Mercato Nuovo. Scrive l’autore: “Sta arrivando un caldo terribile, la città è soffocante e arroventata, abbiamo tutti i nervi sottosopra, il che è nocivo specialmente a mia moglie (…) Questa Firenze mi ha stancato”. La moglie ormai è al settimo mese, il medico le raccomanda di muoversi. La coppia passeggia per Boboli, cerca di trovare un po’ di quiete. Ma lo scrittore non ha più soldi, è nervoso, distrutto dalla noia e incapace di scrivere. Comunica all’editore di avere un’idea per un nuovo romanzo e si fa versare un anticipo. Non appena riceve i soldi Fëdor fa i bagagli: stremato, nell’agosto del 1869, si lascia Firenze alle spalle.

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EDICOLE

“Tempietti” di notizie passate

al 2001 a oggi circa 13 mila edicole hanno chiuso su tutto il terriD torio nazionale. Si tratta di quasi un terzo del totale, che riduce i chioschi di prodotti editoriali a circa 28 mila unità. Si calcola che in tutto il nostro paese siano rimaste attive circa 18 mila edicole di cui solo in Toscana 377 unità hanno cessato l’attività negli ultimi dieci anni. Il progetto fotografico, nato qualche anno fa e ancora in sviluppo, è venuto alla luce dopo alcune riflessioni riguardo l’attuale fruibilità di informazioni e il conseguente declino del formato cartaceo. Internet rappresenta ormai la fonte primaria e imprescindibile di qualsiasi tipo di ricerca, per questo l’idea di documentare le strutture caratteristiche di anni di informazione in Italia è nata quasi spontaneamente proprio per capire meglio il loro destino. Dalle serie di immagini realizzate a Firenze si può comprendere come alcune di queste edicole sopravvivono, altre hanno cambiato la loro funzione iniziale e altre ancora sono state purtroppo abbandonate a loro stesse. Il punto di vista delle fotografie più alto risponde al senso di oggettività richiesto per il tipo di lavoro, la focale utilizzata (35 mm) aiuta a comprendere più contesto possibile attorno al soggetto e avere meno distorsione, un diaframma permette una profondità di campo importante e infine la distanza pressoché uguale dal soggetto fotografato, sono tutti fattori che inseriscono il tipo di progetto in quella categoria che prende il nome di Seriale. Luca Morgantini (1986) è un fotografo documentario specializzato nel racconto per immagini in aspetti socioambientali e scientifici. Si forma presso l’istituto APAB e la Scuola Marangoni di Firenze e a Boston negli Stati Uniti presso la New England School of Photography (NESOP). lucamorgantini.com • @luca.morgantini

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Il cielo in una sala Tornano le arene estive di Caterina Liverani foto di Giovanni Savi

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up&down

on è facile, dopo le tre stagioni che abbiamo appena vissuto, rimettere in piedi ciò che viene classificato come “intrattenimento dal vivo”. Sicuramente non era facile nemmeno prima, ma adesso chi organizza si trova a fare i conti con delle esigenze diverse e con una città che, in alcuni casi, deve ancora riappropriarsi dei propri spazi. Se quando si parla di eventi all’aperto si è, per prima cosa, vincolati a talvolta imprevisti problemi meteorologici, quest’anno nell’organizzazione delle arene estive cinematografiche è determinante la possibilità di offrire al pubblico un’esperienza di proiezione qualitativamente alta, quanto quella che restituisce il cinema tradizionale al chiuso. La notte è l’elemento indispensabile ed è quindi essenziale e prioritario capire quali decisioni saranno prese in merito al coprifuoco. Ci sono poi le questioni logistiche e pratiche che caratterizzavano l’organizzazione di eventi anche

prima della pandemia a cui, adesso, va posta ancora maggior attenzione. Nonostante quanto detto e nonostante l’incertezza che caratterizza questi tempi, sul fronte arene estive ci sono già alcune conferme. Se nello scorso numero avevamo anticipato la riapertura di Apriti Cinema, lo schermo nel Piazzale degli Uffizi con la sua programmazione del meglio di Festival e Rassegne storiche fiorentine, anche il Cinema Estivo Chiaro di Luna, che da decenni anima la vita notturna dei cinefili in zona San Frediano, ci sarà, come anche l’Arena Cinema Castello di Via Reginaldo Giuliani e l’Arena Giardino Grotta a Sesto Fiorentino Se sull’Arena di Marte ci sono ancora delle riserve legate alla compresenza dell’Hub Vaccinale al Mandela Forum, il Teatro Romano di Fiesole può già da adesso contare, per tutto il mese di agosto, sulla qualità del programma definito in collaborazione con lo Stensen. Allo staff della sala di Viale Don Minzoni sarà affidato anche il cartellone in programma alla Manifattura Tabacchi che, oltre al cinema, prevedrà anche incontri, ospiti, presentazioni

e, come anticipato da Michele Crocchiola, il ricordo di protagonisti della cultura fiorentina scomparsi di recente come i critici Claudio Carabba e Francesco Mininni. Dalle primissime informazioni che si hanno sulla geografia dei luoghi della cultura e del cinema, quello che colpisce è la sperimentazione di spazi nuovi: sono coinvolti luoghi inediti come la Villa Medicea di Lilliano a Grassina, con una rassegna, una volta alla settimana, che comprenderà delle proiezioni a tema conviviale curate da Stensen e un aperitivo con il vino e i prodotti dell’azienda agricola legata alla location. Ci sono altri progetti per ciò che riguarda le arene estive, che si stanno sviluppando in queste settimane, di cui è presto per parlare, sia che si tratti di riconferme che di esperimenti nuovi che coinvolgeranno luoghi inusuali donando loro una nuova vita. Quello che è certo però è che c’è un grande fermento e che il cinema, che per tanti mesi abbiamo visto confinato nelle nostre case, sarà uno dei protagonisti assoluti di questa lunga e tanto attesa estate 2021.

L’orizzonte di gloria

Il viale del tramonto

NOMADLAND Dopo molti mesi di permanenza forzata nelle nostre case per una strana fatalità, alla loro riapertura, i cinema hanno proposto la storia (vera) di una donna americana, che una vera casa non ce l’ha. Un film incredibilmente intimista girato negli spazi meno abitati di un’America in cui non si vedono mai città, ma solo luoghi di transito in cui persone, come la protagonista Fern, insegnante di mezza età rimasta vedova, vivono sui loro furgoni spostandosi continuamente.

ILLUSIONI MORTALI L’attrice che interpretava Charlotte in Sex and The City è qui una madre borghese che assume una baby sitter, mentre lei è impegnata a scrivere un romanzo erotico. In cerca di ispirazione incomincia a provocare la giovane dipendente mettendo in scena i più triviali luoghi comuni del genere: dalla crema spalmata sulla schiena alle visite nei camerini di prova, passando per zip di succinti abiti che inspiegabilmente non si tirano su. Spoiler: alla fanciulla non è indifferente. Vale il solito consiglio: diffidate dalle parole dei critici e correte a vederlo perché il trash qua è poesia. 15


L’agenda di giugno Martedì 01

Sabato 05

3  RESISTING THE TROUBLE

3  L’ANIMA DEL CORPO, BETTY COLOMBO

3  PINOCCHIO

3  CHIARA GAMBIRASIO - ISTRUZIONI DI VOLO

3  FUORI BASE/DENTRO BASE Cesare Viel

3  FIRENZE INSOLITA

3  NEO SKENÈ

3  QUARTETTO SHABORÙZ E QUARTETTO KALEIDOS

Manifattura Tabacchi (FI)

Teatro della Pergola (FI) ing. €15

Base/Progetti per l’arte (FI) Via San Niccolo 18r Accademia delle Arti del Disegno (FI) ing. libero

Mercoledì 02

Crumb Gallery (FI) ing. su prenotazione

Museo Novecento (FI) ing. NP Varie location ing. da €18,50

Teatro della Pergola ing. €20

3  REX’N’CHILL DJ SET

Molo Firenze (FI) ingresso libero

3  WAVE: YOGA, GINNASTICA IPOPRESSIVA E

GYROKINESIS Molo Firenze (FI) ingresso libero

Mercoledì 09 3  APERIPLOGGING

Molo Firenze (FI) ingresso libero

Giovedì 10 3  NETWORK SONORO - Redi Hasa

Sala Vanni (FI) ing. €13

3  SINEDADES

3  TITINA MASELLI BY ALBERTO FIZ

Domenica 06

3  ALI BANISADR.BEAUTIFUL LIES

3  GENDER GAP

3  UNA STANZA TUTTA PER LEI (fino al 06/06)

3  PIMP MY VINTAGE

3  VENTIVENTI- Compagnia Opus Ballet

3  FIRENZE INSOLITA

3  STREETINO JAZZ BAND

3  “MI PIACE SPIDERMAN E ALLORA?”

3  REX’N’CHILL DJ SET

Eduardo Secci Contemporary Art Gallery(FI)

Museo Novecento (FI) ing.

Informacittà L’arte di Comunicare (FI) ing. libero

CANGO Via Santa Maria 23/25 (FI) ing. €5

Giovedì 03 3  “A TESTA ALTA” VISITA GUIDATA (fino al 06/06)

Teatro della Pergola (FI) ing. €5

Museo Novecento (FI) ing. NP Molo Firenze (FI) ingresso libero Varie location ing. da €18,50 Cinema La Compagnia ing. NP

3  ENSEMBLE DIALOGHI

Teatro della Pergola ing. €20

Molo Firenze (FI) ingresso libero

Venerdì 11 3  RENNY SUMMERTIME

Renny Firenze (FI) ing. libero Podere Castellare - Pelago (FI) ing. NP Molo Firenze (FI) ingresso libero

Sabato 12

3  VENTIVENTI- Compagnia Opus Ballet

Lunedì 07

3  FIRENZE INSOLITA

3  MANITOBA

3  TITINA MASELLI, SALVATORE FERRAGAMO E IL

3  REX’N’CHILL DJ SET

CANGO Via Santa Maria 23/25 (FI) ing. €5

Molo Firenze (FI) ingresso libero

MITO DI GRETA GARBO Museo Novecento (FI) ing. NP

Varie location ing. da €18,50 Molo Firenze (FI) ingresso libero

Venerdì 04

3  PLATEA DELL’UMANITÀ

3  LA FORZA DEL DESTINO (fino al 19/06)

Domenica 13

3  FORMAFANTASMA - CAMBIO

3  FIRENZE INSOLITA

3  HENRY MOORE RELOCATED

3  SEGUGI DEL PURGATORIO INFERNALE

Teatro del Maggio (FI) ing. € 50

3  ADA FLOCCO QUARTET

Podere Castellare - Pelago (FI) ing. NP

3  SPARKS, CHRIS HOOD

NOVO - Eduardo Secci (FI)

3  BACI RUBATI/COVID 19

Galleria Poggiali (FI) ing. NP Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (PO) Sala Leone X di Palazzo Vecchio

3  A RIVEDER LE STELLE - racconto teatrale di Aldo

Cazzyllo Piazza S.Croce (FI)

Tornabuoni Arte (FI)

3  VENTIVENTI - Compagnia Opus Ballet

CANGO Via Santa Maria 23/25 (FI) ing. €5

3  NETWORK SONORO - Heith

Sala Vanni (FI) ing.€13

3  RENNY SUMMERTIME

Renny Firenze (FI) ing. libero

Martedì 08 3  ZUBIN METHA - BRAHMS CYCLE

Teatro del Maggio (FI) ing. € 25

3  PABLITO: UN MITO “DA PRATO ALLA STRATOSFE-

RA” (fino al 04/07) Ridotto del Teatro Politeama Pratese (PO) ing. gratuito

Varie location ing. da €18,50 Molo Firenze (FI) ingresso libero

Lunedi 14 3  GIRO IN DRAGON BOAT

Molo Firenze (FI) ingresso libero

Martedi 15 3  WAVE: YOGA, GINNASTICA IPOPRESSIVA E

GYROKINESIS Molo Firenze (FI) ingresso libero


Musica

Teatro

Arte

Cinema

Eventi

Giovedì 17

Martedì 22

Lunedì 28

3  DUO DANIEL

3  A DEBITA DISTANZA

3  FESTIVAL CANTIERI CULTURALI (fino al 09/07)

Molo Firenze (FI) ingresso libero

Venerdì 18 3  CARO MONDO

PIA Palazzina Indiano Arte (FI)

Teatro Romano di Fiesole (FI) ing. €17,50 GYROKINESIS Molo Firenze (FI) ingresso libero

3  SLAM ON THE WATER: CONTEST DI POETRY SLAM

Molo Firenze (FI) ingresso libero

3  RENNY SUMMERTIME

Renny Firenze (FI) ing. libero

3  FLORENCE LILIUM DUO

Podere Castellare - Pelago (FI) ing. NP

3  ANIMALI DI PLASTICA

Molo Firenze (FI) ingresso libero

Sabato 19 3  FIRENZE INSOLITA

Varie location ing. da €18,50

3  SENZA FRETTA - SIMONE FORTI (fino al 29/08)

Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (PO) ing. €10

3  REX’N’CHILL DJ SET

Molo Firenze (FI) ingresso libero

Mercoledì 23 3  APERIPLOGGING

Molo Firenze (FI) ingresso libero

Giovedì 24 3  LE DONNE, I CAVALIER, L’ARME E GLI AMORI

Teatro Romano di Fiesole (FI) ing. €11,50

3  THE LEGEND OF MORRICONE

Teatro Romano di Fiesole (FI) ing. €23,50

3  STREET CLERKS

Molo Firenze (FI) ingresso libero

Venerdì 25

Domenica 20

3  GERICO INNOCENZO ROSA - VALERIA SOLARINO

3  FRANK PETER ZIMMERRMAN

3  RENNY SUMMERTIME

MARTIN HELMCHEN Teatro della Pergola (FI) ing.€40

3  FIRENZE INSOLITA

Varie location ing. da €18,50

Lunedì 21 3  FESTA DELLA MUSICA

Teatro Romano di Fiesole (FI)

3  AGORÀ PARADISO | BALLO 1321 (fino al 25/06)

Varie location (FI) ing. gratuito con prenotazione

Teatro Romano di Fiesole (FI) ing. €23,50 Renny Firenze (FI) ing. libero

3  SINEDADES

Podere Castellare - Pelago (FI) ing. NP

3  FUNKY TOMATO

Molo Firenze (FI) ingresso libero

Sabato 26 3  REX’N’CHILL DJ SET

Molo Firenze (FI) ingresso libero

3  PASSAGGI FESTIVAL

Borgo San Lorenzo, Villa Pecori Giraldi ing. gratuito su prenotazione

3  CORSO DI CAPOEIRA

Molo Firenze (FI) ingresso libero

Varie location (FI) ing. gratuito con prenotazione

3  WAVE: YOGA, GINNASTICA IPOPRESSIVA E

Domenica 27 3  SIMONE GRAZIANO FRONTAL

Teatro Romano di Fiesole (FI) ing. €11,50

3  STREETINO JAZZ BAND

Molo Firenze (FI) ingresso libero

3  MUSICA IN SANTA CROCE

Ort Florentia quartetto d’archi ing. libero fino a esaurimento post

3  GIRO IN DRAGON BOAT

Molo Firenze (FI) ingresso libero i

Martedì 29 3  ARTO LINDSAY

Teatro Romano di Fiesole (FI) ing. €23,00

3  WAVE: YOGA, GINNASTICA IPOPRESSIVA E

GYROKINESIS Molo Firenze (FI) ingresso libero

3  SLAM ON THE WATER: CONTEST DI POETRY SLAM

Molo Firenze (FI) ingresso libero

Mercoledi 30 3  VASCO BRONDI

Teatro Romano di Fiesole (FI) ing. €26,50


LUOGHI ABBANDONATI Foto e testo di Giulio Garosi

CIRCOLO ARCI La Stella rossa, posta sul tetto del circolo ARCI dell’Impruneta. I circoli stanno vivendo un momento di estrema difficoltà, la pandemia e l’assenza di decreti hanno permesso solo aperture limitate, per questo è stato lanciato un crowdfunding dal nome “Salva i circoli - fai la tua parte” sulla piattaforma Produzioni dal basso per sostenere il rilancio di questi spazi di socialità e aggregazione.

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LO BELLO STILO NOCOST a cura di Firenze NoCost

Firenze NoCost che scrive di moda per Lungarno? Sì, la realtà surclassa la fantasia. Partendo da un capo di abbigliamento la guida (anti)turistica più pazza che ci sia ci racconta il passato e il presente di grandi uomini e lucenti donne che Firenze l’hanno resa unica e senza tempo. Perché lo (bello) stile è tutto. www.nocost.guide

Il sandalo della santa

IERI

OGGI

di Marco Tangocci e Davide Di Fabrizio

di Teresa Vitartali

N

el Medioevo e nel Rinascimento c’erano due tipi di donne, le sante e le streghe. Pulisena Margherita de’ Nelli, fiorentina di nascita e di morte, si chiamava così all’anagrafe, ma non voleva fare né la santa né la strega: voleva fare LA artista. E come si fa a fare LA artista in un masculo mondo di santi e di demoni? Facile: basta fingersi santa e imparare a dipingere i santi. E i demoni, all’occorrenza. E così fece, prendendo i voti nel 1538 e trasformandosi nella splendida suor Plautilla.
La nostra iniziò a dipingere nelle silenti sale del convento di Santa Caterina, all’angolo di piazza San Marco. Iniziò giovanissima e finì per diventare una delle poche pittrici del Rinascimento. In clausura. Esatto! E finché si trattava di dipingere figure femminili beh, ne vedeva a iosa. Ma come si dipinge un uomo, senza vederne (quasi) mai uno? Per imitatio perlopiù, visto che aveva liberamente accesso alle sale in cui avevano lavorato maestri della Scuola di San Marco (Fra’ Bartolomeo su tutti), oppure attraverso stratagemmi in odor di magia nera... Pare infatti che per disegnare il Cristo una volta prese a modello il cadavere di una suora, prima della sepoltura. E il risultato è memorabile: gli uomini di Plautilla vantano una femminilità spiccata (andatevi a vedere la sua Ultima Cena, nel monastero di Santa Maria Novella), dai volti angelicati e dolci. Quasi una sfida quella di Plautilla, e una sfida che marchia a caratteri cubitali anche il suo Cenacolo: «S. Plautilla. Orate pro pictora» c’è scritto. Pregate per la pittrice, non per il pittore.

LAVIGNETTA

di Lafabbricadibraccia

A

nche a Firenze arriva maggio, anche a Firenze arriva il caldo e via libera. Possiamo iniziare a liberarci dell’artiglieria pesante tipo cappelli misto lana, scarpe di pelle e scarponi, mutandoni e calzetti, calzette e calzettoni e pantalonacci di velluto a coste. Via dentro le scatole, e via sopra all’armadio. E finalmente anche i nostri piedini di ragazza o piedoni di ragazzo potranno uscire allo scoperto. Quindi, come possiamo fare a meno di nuovi sandali per la stagione estiva? Suvvia, se avete buttato quelli dell’anno scorso o avete qualche soldino da spendere per un nuovo paio… correte ai rimedi. Ma non vorrete di certo sandali da grande distribuzione e di bassa fattura? Meglio spendere qualcosa in più, ma che duri! Proviamo a trovare qualcosa di nuovo e di interessante in giro per Firenze… OFFICINA CREATIVA, in via Giano della Bella 20
Un luogo speciale dove molti artigiani offrono il loro antico mestiere con moderna creatività. Ha sede presso Il Conventino, in Oltrarno. CALZATURIFICIO LAUDATO, in via Santa Monica 17
Troviamo particolarmente interessante il Calzaturificio Alfonso Laudato (sempre in Oltrarno), dove vengono realizzati sandali artigianali di ottima fattura. Il calzaturificio esiste da oltre 50 anni e da sempre vengono selezionati ed utilizzati solo i migliori pellami vegetali per prodotti di autentica qualità. Qui potete sbizzarrivi con colori e forme all’apparenza classici, ma sempre attuali e di qualità.


Le buone idee meritano di essere premiate. Il bando rivolto a quei giovani che vogliono costituire un’impresa basata sui valori di equità, democrazia, inclusività e sostenibilità: una cooperativa.

smartandcoop.it

Hai tempo fino al 16 luglio 2021

LAB


Contenitori in Tetra Pak per un picnic sostenibile testo e illustrazione di Marianna Piccini

L

e belle giornate non fanno che aumentare ed è sempre più piacevole passare il tempo all’aria aperta. Che sia in mezzo a un campo fiorito, in un bosco rigoglioso o sulle sponde di un fresco ruscello, un picnic a giugno è praticamente d’obbligo. Tutto questo, inutile dirlo, stando sempre attenti a non spargere rifiuti a giro e cercando di lasciare il posto migliore di come era quando siamo arrivati. In questo caso vengono sicuramente in aiuto i contenitori riutilizzabili come la borraccia, i sacchettini di stoffa, i panni cerati e i porta panini in Tetra Pak riciclato. Sì, avete sentito bene, questi ultimi sono semplicissimi da realizzare e per farlo avrete bisogno solo di un normalissimo cartone del latte. Vi basterà appiattire il cartone e tagliare via la parte del tappo prima per orizzontale poi per obliquo da tutti e due i lati, formando due punte sovrap-

poste (quasi creando la forma di una casetta). Tagliate poi una delle due punte e piegate l’altra in modo da formare un bustina. Adesso potete decidere se dipingerla con colori acrilici o tirare via il primo strato di carta facendo uscire la bellissima texture del cartone che c’è sotto. Manca solo la chiusura, ma anche qui potete sbizzarrirvi con bottoni, laccetti o addirittura un pezzetto di velcro. Una volta pronto vedrete che avrà la misura perfetta per il vostro panino. Nel caso poi un panino non bastasse, un altro sacchettino più adatto per trasportare snack lo potete ottenere semplicemente tagliando via la parte del cartone con il tappo, arrotolando la parte alta e chiudendola con una molletta o un elastico. Il Tetra Pak è un materiale fatto apposta per mantenere fresco il cibo, è impermeabile ed è anche molto semplice da lavare con un panno umido e un po’ di sapone, perfetto quindi per trasportare un ottimo pranzo al sacco senza creare rifiuti.

IL MIGNOLO VERDE: L'ESTATE FA BENE! illustrazione e testo di Walter Tripi

S

ì, l’estate fa bene alla vista, alla mente e al cuore. La cosa straordinaria, però, è che i suoi colori potrebbero fare bene pure al corpo: certo, eviteremo di darvi i soliti consigli da telegiornale – bere acqua, mangiare frutta – ma visti gli argomenti del Mignolo, è d’obbligo ricordarvi qualche fioritura estiva che, nel tempo, ha avuto anche qualche ruolo in più. Partiamo subito: la Scabiosa fiorisce proprio in questo periodo, perfetta per i vostri giardini anche perché, grazie ai suoi colori e la sua forma, attira un gran numero di farfalle. Va di diritto in questa lista perché, come descrive bene il suo nome, anticamente si pensava fosse un rimedio naturale perfetto contro la Scabbia. Corpo e mente, appunto.
Certo, c’è da dire che a qualcuno le farfalle fanno un certo timore, mettono ansia: nessun timore, abbiamo il rimedio stagionale anche contro

tutto questo. La passiflora, con le sue fioriture particolarissime, è notoriamente considerata un rimedio contro lo stress e i disturbi dell’ansia. Ma andiamo avanti: comincia lentamente il periodo dell’Erba Viperina, che al di là del nome curioso, viene comunemente utilizzata in Messico come base per una bevanda ottima contro il raffreddore, unita a miele e limone. Una bella fioritura di Aster, simile alla margherita ma con colori molto più sgargianti, ha una proprietà ben particolare, ovvero quella emostatica: aiuta contro la fuoriuscita di sangue durante le emorragie. Certo, basta non esagerare nel tagliarsi la barba: l’Aster è molto bello, ma non fa miracoli. Altrettanto bella, e sempre attraente, è la

Bocca di Leone con i suoi fiori a grappolo, perfetta per un giardino estivo e anche come diuretico e rimedio contro i bruciori di stomaco. Probabilmente non è necessario spiegarvi troppo circa la Verbena, che in questo periodo è al massimo della propria bellezza, e che è una delle protagoniste indiscusse in ogni Erboristeria. Insomma: l’estate ha sempre qualche segreto speciale da riservare.

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PERSONAGGI FIORENTINI di Tommaso Ciuffoletti illustrazione di Marcho

AMORAZZI

~ QUASI UNA POSTA DEL CUORE ~ a cura di Francesca Corpaci illustrazione di Costanza Ciattini

How fucking romantic

F

Fabian

abio di giorno faceva l’elettricista, Fabian di notte faceva l’elettrosciamano. Ma questa non è una storia di doppie identità, supereroi e superpoteri. Questa è una storia di serena umanità e libertà espressiva senza ansie o eccessi. Ed è tanto più bella perché Fabian era di norma in compagnia di (ex) fanciulle e fanciulli, epicentro in piazza Santo Spirito, con una mai sopita passione adolescenziale nell’ostentare un sè immaginato a metà tra un baudelairiano spleen e un iperstimolato esibizionismo. Va bene tutto e tutto va sempre bene, ma certo che, in un contesto del genere, vedere un Fabian in mise metallizzata, elmo in ciuffo di fibra ottica, occhiali fluo e movenze sinuose, beh ... poteva farti immaginare che vi fosse anche in lui dell’eccesso e la relativa fatica. E invece no. Fabian era sobrio esattamente com’era. Era sereno esattamente com’era. Era affettuoso, curioso, pacifico esattamente com’era. Diceva - se non ricordo male - che una volta aveva preso la scossa e che da allora aveva modo di parlare con gli alieni o di sentirli. O forse davvero sono io che ricordo male, ma in ogni caso, anche questo, era del tutto, perfettamente sereno. Quel tipo di persona bella e libera che rendeva più liberi anche gli altri. Quando è morto, l’ottobre del 2019, non l’ho nemmeno saputo. L’ho saputo solo pochi giorni fa, per un caso. E mi è dispiaciuto profondamente.

50 anni io, 46 lei. Divorziato con 2 figli io, separanda (?) con due figli lei. Io innamorato perso. Lei dice pure ma traccheggia, ha dubbi, alterna momenti di grandi slanci ad altri in cui vuole il suo percorso da sola. Questa titubanza può essere giustificata dalla situazione che sta vivendo o deve farmi pensare che non sia poi così convinta? Perché io sento che insieme potremmo affrontare tutto. Lei no. Ho una visione troppo romantica? I figli (con relativi sensi di colpa) sono ostacoli insormontabili? La relazione dura da quasi 3 anni e io inizio a essere stanco. Amorazzo caro, tempo fa leggevo una storiella edificante. La polizia scova un tizio il cui hobby per quarant’anni è stato interrare cadaveri nel giardinetto di casa. L’uomo in realtà è un maldestro: semina indizi, fa errori di continuo, e l’avrebbero beccato ben prima se non ci fosse stata la moglie a coprirne pazientemente le tracce. Un’attività, c’è da dirlo, piuttosto esasperante. Quando gli agenti le domandano perché sia rimasta con un inetto del genere lei risponde: che volete che vi dica, avevamo un progetto in comune. No aspetta, forse la storia era un po’ diversa. Lui non era un serial killer incapace, ma un capo di stato assorbito dagli impegni, un intellettuale di grido, un terrorista incendiario. Forse in verità era la scena di un film, o magari me la sono sognata. In ogni caso, my sweet amorazzo, quello che voglio dire è che non so se la titubanza della tua metà sia dovuta alla situazione intricata, ai figli, a un’indecisione sulla vostra storia, al clash romanticismo VS concretezza o al fatto che dopo una relazione demmerda lei non abbia voglia di impegnarsi ancora. Quello che so, però, è che al momento i vostri progetti non coincidono. Baby l’impressione è che tu vorresti una nuova famiglia, mentre a lei è bastata la prima. Da qui due possibilità: aspettare, accettando la possibilità che i vostri percorsi divergano naturalmente, o mettere i rispettivi desideri sul piatto e osservarli insieme. Comunque vada, ricorda che a 50 anni, come a 18, rinunciare ai propri bisogni per quelli di qualcun altro può essere molto romantico, ma anche molto stupido

Affidate dubbi, dilemmi e inconfessabili segreti in forma 100% anonima a: tellonym.me/amorazzi. Ogni mese il vostro amichevole amorazzo di quartiere risponderà in questo spazio. 22


La posta di SIGISMONDO FRODDINI

(È) TUTTO NEI TERMINI

a cura di SpazioPosso

Tornare a casa: tra mancanze e paure Caro Dott. Froddini, ho 23 anni e sono una studentessa universitaria fuori sede. Lo sono perché l’ho scelto, l’ho voluto, ma mai come in questo periodo ho sentito e sento la mancanza della mia terra, dei miei volti familiari. Adesso con le riaperture che si fanno più concrete potrei avere la possibilità di scendere, ma sono combattuta e forse anche un po’ impaurita. Ho paura di sentire ancora più forte la loro mancanza e di non riuscire a ripartire, ho paura di mandare in crisi quello che sto costruendo e di aumentare dubbi e incertezze...però mi mancano tanto. Michela Cara Michela, la sua domanda è molto toccante e si percepisce la sua voglia di ricevere un abbraccio caldo e familiare, un abbraccio di quelli in cui ci si possa rifugiare e ci si possa sentire protetti e al sicuro. A volte, soprattutto quando siamo nella fase di ricerca di autonomia e di crescita, sentiamo desideri contrapporsi. Da un lato c’è la voglia di essere indipendenti, di costruirsi un futuro proprio e di voler fare leva solo su se stessi, sulle proprie forze e risorse, ma dall’altro sentiamo il bisogno, soprattutto nei momenti più delicati, di sentirci figli, di sentirci più piccoli, di sentirci nelle mani di qualcun altro che possa curarsi di noi. L’errore che spesso facciamo è quello di vederle come due forze contrapposte, ma chi dice che ci sia un’età per gli abbracci? Chi dice che a un certo punto non sia più legittimo sentire le mancanze dei familiari? Sentirle è normale e credo anche che soddisfarle non debba essere vissuta come una debolezza. Credo anzi che concedersi delle pause per ascoltare i nostri bisogni non possa che ricaricare il nostro organismo. Se dovesse scendere e avere più difficoltà a ripartire, si conceda i giorni che le servono (magari può organizzare bene il momento di stacco, mettendo in conto possibili prolungamenti), anche perché se l’alternativa deve essere quella di restare e resistere… beh, la mancanza non può che aumentare e stridere sempre di più.

di Michele Baldini e Virginia Landi

I

n questo numero facciamo una piccola incursione nei termini sempre più contaminati degli under 27, ovvero la Generazione Z, sperando di non cadere in fallo ed essere sempre più scambiati per dei boomer (dopo tutto siamo ancora Millennials). Questa è la generazione che – citando un’amica insegnante – non usa lo smile, ma scrive nei messaggi “lol”, che usa il “vola tutto” al posto del “bomba” e che nonostante problemi psicologici sempre più conclamati e irreversibili vive in stretta sinergia con la lingua inglese e gli strumenti informatici. Flexare /fle-ksa:-re/: neoformazione ibrida, dall’inglese to flex: ostentare, mostrare i muscoli. Speculazione testuale dell’emoji corrispondente al bicipite retroflesso. Nonostante l’orecchio (e la necessità grave di recuperare un corretto equilibrio sonno-veglia) possa associarlo a numerose marche di materassi, per il gruppo target di questo numero descrive un’ostentazione spudorata di doti o qualità, siano esse fisiche, culturali, economiche. Es. Flexo di brutto in giro la copia di giugno di Lungarno che ho preso per primo. Zoombombing /zuːm ˈbɒmɪŋ / dall’inglese Zoombombing: (L’atto di disturbare lo svolgimento di una videoconferenza su piattaforma digitale con interventi o contenuti non pertinenti). Per Zoombombing si intende l’intrusione indesiderata di soggetti esterni all’interno di una videoconferenza. I disturbatori interrompono generalmente lezioni scolastico-universitarie, riunioni di lavoro, seminari, eventi che si tengono all’interno di piattaforme come Zoom o Google Meet, con grida, suoni striduli, materiale esplicito o violento e con un’unica motivazione: noia. Un trend che, inutile forse specificarlo, si è verificato proprio quando l’alternativa al “video-incontro” non era possibile. Era chiaramente il 2020. Era chiaramente un momento già complesso. Un momento in cui le menti umane sono troppo impegnate in cose serie, quando per la testa finalmente passano le grandi intuizioni. “Perché no. Perché non creare un nuovo fenomeno sociale e di disagio?”. Perché le disgrazie non vengono mai da sole, ma questo ormai lo abbiamo imparato.

Inviate le vostre domande, crisi e drammi esistenziali a spazioposso@gmail.com. Il dott. Sigismondo Froddini vi risponderà in questo spazio. Camilla Biondi, Arturo Mugnai, Federica Valeri 23


F R AST U O N I di Gabriele Giustini

DINOSAUR JR. “Sweep Into Space”

XIU XIU “Oh No”

Dopo i Teenage Fanclub, i protagonisti del secondo episodio della prestigiosa serie gruppi che fanno più o meno le solite cose da quarant’anni ma le fanno talmente bene quindi viva, sono i Dinosaur Jr. che, con questo nuovo “Sweep Into Space”, arrivano al loro dodicesimo album in carriera, ancora una volta su Jagjaguwar. E se il contributo di Kurt Vile, accreditato come co-produttore e presente con un po’ di chitarre qua e là, è quasi impercettibile, la penna compositiva di Mascis, Barlow e Murph, riesce stoicamente a essere ancora fresca e brillante. Perché riuscire a centrare dischi e canzoni con quei soliti due, tre ingredienti in croce, non è semplice. Ma se sei un mago nel dosarli, questi ingredienti, alla fine escono sempre piatti deliziosi che, nel nostro caso, sono canzoni. Nonostante quindi “Sweep Into Space” viva di qualità medio alta in tutta la sua interezza, ci sono alcuni episodi veramente notevoli che rimandano ai migliori Dinosaur Jr. Dopo un inizio piuttosto canonico con ‘I Ain’t’, il bello accade nel mezzo grazie all’ottima ‘I Ran Away’ – difatti primo singolo estratto – dal power pop contagioso oltre all’usuale voce scazzata e dagli assoli (di Vile) un po’ così, ed alla delicatissima ‘Garden’ con un Barlow in grande spolvero. Ottima anche ‘And Me’, è un attimo tornare con la mente alla rivisitazione, sempre del trio, di ‘Just Like Heaven’ dei Cure. Al prossimo disco annunciato faremo nuovamente gli snob: ancora un album dei Dinosaur Jr.? E poi ci piacerà.

Sin dall’inizio, mi sono avvicinato alla musica di Jamie Stewart e dei suoi Xiu Xiu con un po’ di timore. Quelle copertine un po’ ambigue, alcune sue interviste all’epoca, me lo rendevano un po’ ostico. Poi ripulivo i miei pregiudizi ed amavo la sua musica. Superai definitivamente questa barriera in occasione di un live, ormai troppi anni fa. L’intimità e la purezza trasmesse mi conquistarono definitivamente. Rimaneva la musica, fra echi noise e suoni non comuni, per tanti, ma non per tutti. Felicissimo quindi di questa sua nuova uscita “Oh No”, indubbiamente la più pop della sua discografia e delle sue innumerevoli collaborazioni. “Oh No” è un album di duetti, con Stewart che condivide i riflettori con una serie di ospiti che hanno avuto un forte impatto su di lui, sia a livello personale che in ambito musicale: Sharon Van Etten apre le danze, seguita da artisti quali Haley Fohr (Circuit des Yeux), Liz Harris, Alice Bag, Chelsea Wolfe, Owen Pallet, George Lewis Jr. (Twin Shadow) e Fabrizio Modonese Palumbo (Larsen). Un disco che racconta un periodo di profonda angoscia, di isolamento e di una totale mancanza di fiducia verso altri esseri umani. I duetti – bellissimi quelli con Sharon Van Etten e Liz Harris – sono invece qui a ricordare a James quanto l’isolamento sia malsano e che forse il rapporto tra persone belle e brutte – ma lui usa un altro termine – non è più così sbilanciato sulle seconde. “Oh No” è un meraviglioso manifesto contro la solitudine, necessario di questi tempi.

Jagjagwar

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MAXWELL FARRINGTON & LE SUPERHOMARD “Once” Talitres

“Once” è la collaborazione tra Christophe Vaillant, in arte Le SuperHomard ed il cantante australiano Maxwell Farrington. Tutto è iniziato grazie ad una connessione istantanea che i due hanno sentito quando si sono incontrati durante un concerto a La Boule Noire, al MaMA Festival nel 2019. Durante il sound check per quell’evento, Farrington, stava cantando una versione a cappella di una canzone di Burt Bacharach. Da lì è nata una conversazione coinvolgente tra i due musicisti, che hanno discusso della loro passione comune per Sean O’Hagan, Lee Hazlewood e Scott Walker. L’eleganza dei nomi citati è finita tutte nelle 12 canzoni che compongono “Once”, tra pop orchestrale, arrangiamenti raffinati e la voce baritonale di Farrington. Ne è un esempio lampante l’apertura sixties di ‘We, Us the Pharaohs’, viaggio onirico in territori cari a Burt Bacharach ed Elvis Costello. “Once” è una collaborazione a quattro mani dove trovano magicamente equilibrio le peculiarità dei due anche se, forse, Vaillant avrebbe potuto tirare appena per la giacchetta Farrington per avventurarsi, qualche metro più in qua, nei suoi territori. Ma sono sottigliezze. Quello che è certo è che “Once” è un album che scorre via che è un piacere, ricco di brani eleganti e mai banali. Quando il pop è fatto bene, che lo si chiami chamber-pop, crooner-pop – sì, in alcuni punti sembra di sentire Frank Sinatra, giuro - o art-pop, il risultato sarà sempre eccellente.

La playlist di Frastuoni è su Spotify. Aggiornata settimanalmente, contiene una selezione dei migliori brani sia italiani che internazionali, in linea con i gusti della rubrica. In copertina Iosonouncane. Scansiona il QR code per accedere direttamente e segui la pagina Facebook di Lungarno per rimanere aggiornato. Per reclami, segnalazioni e pacche sulle spalle, scrivi a frastuoni@lungarnofirenze.it 24


Dolce giugno Il ritorno a teatro di Tommaso Chimenti

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icominciamo. Dove eravamo rimasti? Ah sì, i teatri aperti, il pubblico, gli attori, gli applausi. Non sarà ancora come prima, ma meglio boccheggiare che annaspare. E allora che inizino le danze di drammaturgie, di testi, di luci, di poltroncine, di sipario, di silenzi, di sospensioni, di magia. Colpi di tosse, no grazie. Riaprono dolcemente i teatri fiorentini. Che cosa andremo a vedere in questo giugno vaccinato? Al Teatro della Pergola la favola per eccellenza che tocca, da sempre, grandi e piccoli con le sue metafore e parabole esistenziali: “Pinocchio”. Dall’1 al 6 il regista Pier Paolo Pacini affronterà il romanzo di formazione di Carlo Lorenzini con gli attori del corso Orazio Costa interno al teatro massimo fiorentino da quest’anno diretto da Stefano Accorsi. Negli occhi del regista questo suo Pinocchio sarà una fiaba dark perché “tutti lottiamo come burattini per il nostro posto nel mondo”. All’“Estate Fiesolana” un tris di eventi raffinati: prima l’Arca Azzurra con “A debita distanza” (il 22) con la compagnia storica di

stanza a San Casciano che torna a Ugo Chiti che firma la riduzione dal Decamerone. La distanza intesa come quella tra palco e platea e la distanza sociale, ma anche la distanza tra queste novelle trecentesche e l’oggi. Saranno novelle a “chilometro zero”, da Boccaccio a noi, i fiorentini che eravamo e quelli che siamo diventati. Il 24 sarà la volta di Tullio Solenghi e dell’Orlando Furioso. Dopo Boccaccio l’Ariosto, ed infine la bellezza di Valeria Solarino (il 25) con “Gerico Innocenza Rosa” la storia di Vincenzo e della nonna e quella casa di campagna che diventerà suo rifugio e scrigno, un luogo dove Vincenzo può trasformarsi in Innocenza e poi in Rosa senza essere giudicato. Al Teatro della Limonaia ecco il maledetto Rimbaud a cui presta corpo, voce e anima Dimitri Milopulos in “Una stagione all’inferno” (3-6): “È il resoconto finale di un angelo caduto, di un peccatore, di un fuorilegge, un nuovo Icaro, un poeta; di uno che si è creduto dispensato da ogni morale. Un’anima che si ritrova sconfitta, ingannata, catapultata negli inferi: questa è la sua caduta. È il racconto di un’anima persa, una storia disperata alla quale nella sua opera Rimbaud non da soluzioni o assoluzioni: una storia di dannazione”.


CITTÀ IN MUSICA di Giulia Focardi foto di Roberto Cifarelli

La musica dal vivo torna a Firenze e dintorni

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on il concerto del quintetto di Francesco Zampini, giovane chitarrista toscano, ospitato alla Sala Vanni di Piazza del Carmine, a fine maggio, la stagione della musica jazz e della musica di qualità ha visto un lento e graduale ritorno alla normalità anche nel capoluogo toscano. Ma Firenze non sarà la protagonista indiscussa della programmazione di giugno, dobbiamo aspettare luglio per veder rifiorire una molteplicità di palchi, festival, generi (qualche anticipazione: Bobo Rondelli, Ghigo Renzulli, Enrico Rava), ma gli appassionati non si lasceranno scoraggiare da poche decine di chilometri per tornare ad assaporare il gusto del live. Unico concerto “fiorentino” che segnaliamo: il 27 giugno, al Teatro Romano di Fiesole, il pianista fiorentino Simone Graziano alla guida del suo quintetto “Frontal” si esibirà in una speciale serata che vedrà, come apertura, L.A.D. JAZZ ENSEMBLE 1#2, gruppo formato dagli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Alberti-Dante”, diretti dagli insegnanti Giovanni Nocentini e

MINIMONDO testo e foto di Susanna Stigler

All’occhio del poeta non sfuggirà di certo che in questo foglio di carta c’è una nuvola. (Thich Nhat Hanh)

43°43’56.8”N 11°09’33.0”E

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Maria Elena Romanazzi. A seguire, “Frontal”, il gruppo di Graziano composto da Gabriele Evangelista al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria, il chitarrista olandese Reinier Baas e Dan Kinzelman al sax tenore. Poi la rassegna “Jazz Cocktail”, organizzata nel Cassero della Fortezza del Poggio Imperiale di Poggibonsi: il 22 giugno l’apertura sarà affidata al duo di Fabrizio Bosso e Juliano Oliver Mazzariello; il 24 sarà la volta del MAG Collective della giovane Giulia Galliani (voce) e composto da musicisti che si conoscono e suonano insie-

me da sempre. Nel 2018 il successo del loro primo lavoro “Song For Joni” (Dodicilune), porta il gruppo a prendere la decisione di continuare il progetto musicale con la composizione di brani originali e la produzione di un nuovo disco, con l’obiettivo di creare una musica di sperimentazione ed innovazione. Chiude il programma di giugno, sempre a Poggibonsi, “HER DEM AMADE ME”, il progetto dedicato a Lorenzo Orsetti, e pensato e composto dai cantautori Francesco di Bella, Giancane, Marco Parente e Lucio Leoni.


BREVI CRONACHE LIBRARIE di Carlo Benedetti

Le città dei lettori

un festival diffuso di Niccolò Protti

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a città dei lettori – il festival letterario organizzato da Associazione Wimbledon APS con la collaborazione di Fondazione CR Firenze e Unicoop Firenze – giunge quest’anno alla sua quarta edizione e, per l’occasione, si amplia e dà vita a una rassegna diffusa. Difatti, oltre al classico appuntamento principale che avrà luogo nella magnifica cornice di Villa Bardini dal 26 al 29 agosto, quest’anno l’organizzazione ha deciso di continuare lungo il solco lasciato con la precedente edizione e di portare avanti l’opera di capillarizzazione dell’evento, in modo tale da raggiungere un pubblico anche più periferico e di rafforzare l’intento di essere sempre orientati proprio verso chi legge. Pertanto, La città dei lettori si fa in nove e dissemina i propri incontri e le proprie manifestazioni lungo tutta l’estate: il primo appuntamento è fissato il 18 e 19 giugno a Pontassieve, dopodiché il 25 e 26 giugno sarà il momento di Grosseto dei lettori; a luglio saranno ben 4 le località in cui il festival prenderà corpo: Montelupo Fiorentino (1/2), Villamagna (10/11), Sesto Fiorentino (14/15) e Arezzo (23/24). Agosto sarà poi completamente dedicato alla 4 giorni di Villa Bardini: uno degli appuntamenti principali sarà senz’altro il 27 agosto che, come in occasione della seconda giornata dell’edizione 2020, vedrà come ospiti i vincitori del Premio Strega 2021. A settembre, infine, Calenzano (2/3/4) e Bagno a Ripoli (10/11) chiuderanno la rassegna. Il direttore del festival e del progetto culturale La città dei lettori, nonché presidente dell’Associazione Wimbledon APS Gabriele Ametrano si dice soddisfatto: “Sarà anche quest’anno un’edizione straordinaria ma, come abbiamo sempre detto, ‘i lettori non si fermano’. Con responsabilità e passione possiamo dire che La città dei lettori non si è mai fermata”.

Racconti fiorentini con la scusa di un libro Wen ripensava spesso a Firenze osservando il cielo grigio di Pechino dalla finestra del suo studio. Cosa gli mancava? Non la gente che lo disprezzava per come portava degli stivali in pelle rossa con i pantaloncini corti. Certamente non i monumenti: il centro, un unico, infinito, cimitero di eroi morti, battaglie inutili, e santi. Non il cibo: odiava la pizza, gli spaghetti, i funghi fritti e il lampredotto con tutto se stesso, preferendo al miglior ristorante italiano stellato, la peggiore bettola da camionisti di Shanghai. Spesso Firenze gli sembrava un’amante frigida, pronta a dire no. Ma, quando chiudeva gli occhi, rivedeva il tramonto allagare le strade strette, scolpendo i palazzi antichi di nostalgia e superbo distacco: un arancio calendula che colava lungo le silhouette dei pochi passanti, mischiandosi all’odore di riposo, di sacrosanta fine giornata che qui a Pechino non arriva mai. Wen consumava risme di carta da acquerello cercando di catturare via dei Martiri, con l’immancabile cupola, piegata sotto il peso di un tramonto estivo, proprio quello prima di partire, quando avrebbe dovuto decidere se rimanere con lei, una stanza e l’affitto, quarto piano con tre studenti fuori sede, o tornare a casa, da solo. Quando avrebbe quantomeno dovuto salutarla, fare l’amore un’ultima volta, piangere insieme. Firenze ha questo che Wen disprezza più di tutto il resto: più diventa lontana, più è bella e irrimediabilmente perduta.

Isabella Hammad, Il parigino Einaudi, 2021 – 24,00€

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Aperture da superstar di Raffaella Galamini

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alla Napoli di Sophia Loren alla Firenze di Amici Miei, passando per il Frappuccino di Starbucks. Le nuove aperture a Firenze fanno più che mai notizia questo mese. In piazza della Repubblica la primavera ha portato l’apertura del “Sophia Loren - Original italian food”, il primo ristorante dedicato alla famosa attrice partenopea. Protagonista in menù la pizza di Francesco Martucci, incoronato miglior pizzaiolo d’Italia nel 2020 e patron del locale “I Masanielli” a Caserta. In cucina un altro grande nome: a firmare i piatti del locale Gennarino Esposito, chef bistellato del ristorante Torre del Saracino a Vico Equense mentre la pasticceria è quella di Carmine di Donna, già visto all’opera proprio alla Torre di Saracino. A convincere l’indimenticabile interprete de “La ciociara” e di tanti altri grandi film l’imprenditore Luciano Cimmino (Yamamay e Carpisa). All’interno del locale di oltre 1.500 mq, disposto su 3 livelli e con 270 coperti e 2 cucine professionali c’è il ritratto della Loren realizzato da Luigi Masecchia con 1600 tappi di metallo.

In Oltrarno lungo via dei Renai non è passata inosservata l’apertura del Supercazzola store. Si tratta di un omaggio a “Amici Miei” ma in senso più generale a tutta la commedia all’italiana da Paolo Villaggio con la Coppa Cobram ad Alberto Sordi con Il Marchese del Grillo. Il film di Monicelli gioca di certo “in casa” visto che lungo la via si trovava il bar Necchi: ecco quindi i vini de La Tognazza, azienda portata avanti oggi da Gian Marco Tognazzi nel ricordo del padre, e una serie di magliette ispirate ai modi di dire toscani ® e alle battute più celebri delle varie pellicole. Ai Gigli, dopo tanti rinvii, è sbarcato Starbucks®, il primo in Toscana e il dodicesimo a livello nazionale. Un’ottima notizia per gli amanti del Frappuccino®. A gestire il locale Percassi, partner licenziatario unico per l’Italia: 15 i posti di lavoro creati. Lo store da oltre 160 mq conta 55 posti a sedere e uno spazio esterno privato.

Tra la Loren e Starbucks spunta il Supercazzola store

TRADIZIONI FIORENTINE di Riccardo Morandi

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La bistecca

n altre parti d’Italia la chiamano “la fiorentina”. A Firenze non è possibile visto che indicherebbe la squadra di calcio viola. Questo taglio nel capoluogo si chiama solo “bistecca”: ma non è un problema, visto che in talune lande sudiste si appella come “SUGO” un normale condimento a base di pomodoro.
Chiariamo subito la questione fondamentale: non esiste grado di cottura. E non esiste grado di richiesta a colui che la cucina, chè non siamo internazionalisti a Firenze: il “bleu” innanzitutto si pronuncia “blè”, e si riferisce a un tono di colore tendenzialmente abbinato ad autovetture o vestiti. La cottura è una. Stop. 
Veniamo allo spessore del prodotto. Tralasciando l’apocrifa tagliata, data in pasto dall’oste con un sorriso sarcastico agli “wannabe della carne” allo stesso modo con cui un pescatore di Marsala potrebbe dare una carta di fritto di pesce con “soli tondini” agli ospiti, rifuggiamo le disamine, spesso nordiche, di tagliare bistecche alte quanto un barattolo di marmellata. E rifuggiamo anche, sonoramente, sia le questioni sul tipo di carne (oramai la scelta pare più complessa che scegliere un gestore telefonico) che sulla squallida tradizione ristoratoria di appendere tranci di manzo in vetrina. Cattivo gusto per tutti.
La bistecca è la bistecca a Firenze: uno dei piatti più mangiati, e ci stupisce peraltro vista la banalità del prodotto. Che dire: si vede che alle volte al non-fiorentino piace sentirsi fiorentino in questo semplice modo. Come se peraltro a Firenze mangiassimo costantemente costate.
Ultimo consiglio: rifuggere sempre da colui che professa “la migliore bistecca è quella che mangio a casa mia”. Un mitomane. Quindi un fiorentino.

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PALATI FINI testo e illustrazione di Marta Staulo

Il Gazpacho

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tudi recenti confermano che l’essere umano - prima di estinguersi - avrà sempre meno denti. Molti di noi, me compresa, assistono attoniti al ritardo della comparsa di denti del giudizio, molari che spuntano/spuntavano tra i 18 e i 25 anni, età in cui secoli fa già somigliavi a tua nonna. In questa epoca dove si invecchia senza crescere, i nostri denti del giudizio insieme al giudizio stesso - hanno ben pensato di risparmiare fatica, energia e spazio, pensando di fare a meno di venire al mondo, complice un’esistenza senza mordente, sempre meno impegnativa, igienizzata fino allo sconforto e immediata da digerire come un beverone, che tu lo voglia o meno. Se una volta la proprietà per cui erano famosi i liquidi erano quelle di risalire i muri per capillarità, di stagnare granitici o di travolgere gli argini con dirompenza, adesso sono citati per la capacità di vacillare e di adattarsi forzatamente al contesto da cui sono limitati. Ovunque trionfa lo stato liquido: le relazioni sono liquide perché scorrevoli e instabili, così come i contratti di lavoro, mutevoli e inafferrabili. Nel caso sfortunato che, in odore di disoccupazione, ti fosse balenato in testa di iniziare a cacciare, o anche solo di mettere sul tetto trappole per piccioni come l’eroina brigatista di Louise Michel (Benoît Delépine, Gustave Kervern - 2008), pensa invece che potresti optare per una dieta liquida. È assodato infatti che gli ultimi trend stiano portando la cucina a fluidificarsi, mentre Carlo Cracco ha liquefatto un intero menù nel suo nuovo ristorante sui Navigli a Milano, chef emergenti sbandierano bucatini alla carbonara in bicchieri trasparenti e lisci come l’acqua. Ecco allora una ricetta fluida, salata e fredda per una generazione che - tra le mille cose - ha perso anche i denti.

SPIRITO LIQUIDO di Andrea Bertelli

Raining Bloody Mary

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iugno; si sentono i primi assaggi di estate, i pomodori sono finalmente maturi e ci regalano il loro succo prelibato. Liquido dal colore del sangue, ottimo per preparare il celebre Bloody Mary. 
Vi sono varie ipotesi sull’origine del nome di questo cocktail, c’è chi sostiene sia un tributo a Maria Tudor I, detta “la sanguinaria” per la violenza con cui cercò di reintrodurre il cattolicesimo in Inghilterra, facendo scorrere sangue a fiumi. Secondo altri invece, leggenda vuole che il cocktail ricordi la tragica fine di una ragazza di nome Mary, sepolta viva per errore. La giovane, prima di morire avrebbe lanciato una maledizione, a chi pronuncerà per 3 volte il nome “Bloody Mary” davanti a uno specchio, comparirà una strega per vendicarla. Un sacco di voci, che contribuiscono a speziare questo cocktail, già di suo ricco di brio! La ricetta originale prevede un 50% di vodka e un 50% di succo di pomodoro, sale, una spolverata di pepe nero, uno strato sul fondo del tumbler di Worcester sauce, una spruzzata di succo di limone, cubetti di ghiaccio a riempire il tumbler ed un bel gambo di sedano a decorare il tutto. Un cocktail fresco, ottimo da gustare fin dall’ora del pranzo. Vi consiglio perciò per godervelo a pieno, un picnic a tema Bloody Mary, attrezzatevi con una bella borsa frigo, un thermos per mantenere fresco il succo, molto ghiaccio e tutti gli ingredienti sopra citati. 
Non dimenticate di portare una cassa stereo da cui far suonare forte Raining Blood degli Slayer.
L’atmosfera è importante e anche il distanziamento sociale. Salute!

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OROSCOPO di Lulaida illustrazioni di Francesca Arfilli

ARIETE (21 marzo - 19 aprile) Giugno e la sua promessa di vacanza. Giugno e la voglia di starsene senza far niente. Giugno e il bisogno di andare a vedere il mare. Tutte cose belle, tutte cose che vi appartengono, anche se non siete amanti del caldo, ma questo mese metterete da parte la vostra indole razionale e vi tufferete nelle mille possibilità che troverete. Bravi! Cocktail: Old Fashioned

BILANCIA (23 settembre - 22 ottobre) Mi chiedo se vi rendete conto di quanto le cose stanno andando bene nella vostra vita. Penso che questo mese sarà la consacrazione di un amore, di un lavoro, di una vendita che andrà a buon fine o dell’acquisto addirittura di una casa. Siate fiduciosi, la vita adesso è rosa per voi e potete rilassarvi senza temere di cadere. Cocktail: Mojito

TORO (20 aprile - 20 maggio) Non c’è sole o brezza serafica che tenga: avete la luna storta sempre, comunque sia il mondo che vi circonda. Ma perché amici del Toro? Non potreste per una volta nascondere l’ascia di guerra e riposare le stanche membra godendo delle piccole cose della vita? Secondo me dovreste accettare il mio consiglio, fidatevi per una volta. Cocktail: Negroni

SCORPIONE (23 ottobre - 21 novembre) Dovete tenere duro ancora un po’. La vostra guerra non si è conclusa ma siete a metà strada, per cui intravedete la fine del tunnel e questo dovrebbe darvi un po’ di sollievo. Certo, se pensavate di rilassarvi vi consiglio di non farlo troppo, ma state certi che tutta questa fatica sarà premiata. Non abbiate timore di affondare il vostro pungiglione. Cocktail: Manhattan

GEMELLI (21 maggio - 20 giugno) Un mese una sicurezza per voi. Al contrario del vostro vicino di banco siete pervasi da un’insensata felicità. Sì, avete capito bene!Siete finalmente felici, anche se tutto intorno non sta andando come dovrebbe, ma non vi importa: il vostro spirito è più forte e consapevole. Siate da esempio per chi invece passa l’esistenza a lamentarsi continuamente. Siete voi il vostro destino. Cocktail: Daiquiri

SAGITTARIO (22 novembre - 21 dicembre) Avete prenotato le vacanze. Questo è piuttosto insolito visto che non amate programmare. Forse però dal passato avete imparato una lezione: le cose belle vanno colte, altrimenti se le prende qualcun altro, fosse anche quella stanza che affaccia sul mare e con prima colazione inclusa. Avete fatto bene! Cocktail: Long Island Ice Tea

CANCRO (21 giugno - 22 luglio) Vi avevo avvertito che maggio sarebbe stato il mese della svolta. Adesso con un po’ di sicurezza potrete affrontare le tempeste di giugno: ce ne saranno due, ma non abbiate timori, riuscirete a superarle con forza, uscendone indenni e illuminati. Vi sentirete rinvigoriti e soprattutto lucidi e assolutamente centrati. Cocktail: Dry Martini

CAPRICORNO (22 dicembre - 19 gennaio) Non c’è oroscopo che tenga e, tra parentesi, lo so che non leggete solo il mio! Siete irremovibili e testardi. Anche se vi dicessi che le stelle sono dalla vostra parte non mi credereste in fondo, volete prove e controprove: a voi San Tommaso fa un baffo. Per una volta fidatevi della sottoscritta e lasciatevi andare: ne guadagnerete in salute, non solo fisica. Cocktail: Moscow Mule

LEONE (23 luglio - 23 agosto) Come promesso questo mese sarete più rilassati e sereni. Avete lottato tanto e ora raccogliete con calma i frutti di tali battaglie. Tranquilli, vi potete rilassare… no, calmi! Ma cosa fate? Non serve che vi portiate dietro il vostro esercito, vi ho detto di rilassarvi! Ok, fate come volete. Cocktail: Whiskey Sour

ACQUARIO (20 gennaio - 19 febbraio) Quanto mi piacete voi, lo so non dovrei dirlo, ma è così. Siete una forza della natura senza ostentazione, l’incarnazione della positività. Giugno non sarà un mese tra i più semplici, si prospettano sfide e prove che in realtà riuscirete ad affrontare quasi sempre col sorriso, riuscendo così a scollinare. Coraggio! Cocktail: Sex on the Beach

VERGINE (24 agosto - 22 settembre) Siete davvero convinti delle cose di cui siete convinti? Io fossi in voi cercherei di esserne meno certi. Ricordatevi che, in un processo, un ragionevole dubbio vi potrebbe assolvere: i dubbi, se costruttivi, sono importanti tanto quanto la sicurezza. Tenete a mente queste parole perché potrebbero risultarvi utili in questo mese di giugno non proprio semplice, ecco. Cocktail: Margarita

PESCI (20 febbraio - 20 marzo) Pesciolini siete pronti a buttarvi in mare finalmente. Come? Avete già fatto le valigie? Bene, buon per voi. Dovrete pazientare un po’, vi avviso: prima di qualunque altra cosa vi aspettano compiti complessi ma non troppo fastidiosi. Alla fine di giugno sarete pronti, non affannatevi. Cocktail: Cosmopolitan

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giugno In occasione dell’apertura della mostra L’arte dei giardini invisibili, tre giorni di talk, laboratori, flower market e cinema

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