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Dicembre 2018


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SOMMARIO

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Don Biancalani

8

Totò Dinamite

4

Editoriale

5

La Serenata

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Se questo è un prete

8

Totò Dinamite

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Luoghi dimenticati

11

La sindrome di Babbo Natale

12 Accadde a Dicembre 13 Bandabardò 15 Daiana Cecconi Il Natale che non ti aspetti 16 L'Agenda di dicembre 18 Dicembre da non perdere 19 Spazio al cinema In sala / In TV 21 Palchi di Natale 22 I minimarket

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23 A Firenze non c'è mai niente da mangiare Oltrarno Jogging

Regalare con stile

24 La scelta del tempo 25 Parole Letture d'autore

24

Racconto in tramvia

26 Lungarno onair 27 Frastuoni Casa Jazz 29 Palati Fini Gole Profonde 30 Oroscopo


EDITORIALE di GABRIELE AMETRANO

A

lcune notizie colpiscono più di altre. Leggere della morte di una donna di 83 anni trova la sua importanza solo se era una nostra conoscente, una persona vicina o se la sua scomparsa è legata ad un fatto di cronaca altrettanto toccante. Siamo abituati così, a guardare vicino, non oltre la punta del naso.

Siamo sempre più indifferenti ai valori, alle idee in cui crediamo. Ci preoccupiamo di riempire i social di belle parole su regole e necessità di rispettare i doveri, ma poi se possiamo cerchiamo di non pagare il biglietto del tram. Parliamo di diritti senza mai citare i doveri, di libertà senza mai guardare le nostre catene.

Mariasilvia Spolato però non vorrei fosse solo un nome che oggi non c’è più.

Abbiamo sempre la testa piena di compromessi, anche se vanno contro ogni nostro valore, ogni nostra idea. Nessuno è immune. Abbiamo paura a mostrarci contrari, ad andare contro le idee di chi ci è vicino, di una compagnia di amici, di un salotto che potrebbe essere vantaggioso. Vogliamo fare rivoluzioni rumorose ma poi, se ci ritroviamo soli a voler manifestare, ritrattiamo, non parliamo più.

Ci ha lasciato lo scorso novembre e non era né una mia amica, né una conoscente. Il suo nome mi era sconosciuto fino alla sua morte, ma oggi è diventata per me un simbolo. Era una senzatetto. Viveva al nord, a Bolzano, e pochi conoscevano la sua storia. Laureata in matematica e docente universitaria con una carriera aperta nel mondo accademico, Mariasilvia nel 1972 fu la prima donna italiana a dichiarare pubblicamente il suo amore ad un’altra donna. Con quel coming out ha perso tutto: famiglia, speranze, lavoro e la stessa amata. Non ha mai abiurato le sue parole, non ha mai rinunciato alla sua dignità e ai suoi sentimenti, ed è finita a vivere ai margini. Leggere della sua morte e della sua vita mi ha toccato profondamente.

Mariasilvia Spolato ha parlato e poi per tutta la vita ha rappresentato la sua rivoluzione, con la schiena dritta nonostante l’età, la solitudine e le difficoltà. Non è un’eroina e non ha mai voluto esserlo: è solo stata una donna che ha considerato la libertà d’amore e i suoi valori, più importanti di ogni compromesso. Ciao Mariasilvia, che la terra ti accolga come in vita tu hai accolto l’unica cosa per cui combattere sempre a testa alta: l’onesta intellettuale e d’animo.

In copertina

I contenuti di questo numero sono a cura

"The Snowman" di Lucia Biancalana Lucia Biancalana nasce a Perugia nel 1993. Si trasferisce a Roma per la triennale in Disegno Industriale, e poi a Urbino, dove frequenta la specialistica di Illustrazione presso l’ISIA. Attualmente lavora come illustratrice e grafica, e si concede uno spazio per i progetti personali tra le pagine di piccoli taccuini.

https://luciabiancalana.com https://www.instagram.com/luciawait

dell'Associazione Culturale Lungarno. Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 68 - Anno VII - Dicembre 2018 - Rivista Mensile Proprietario: Associazione Culturale Lungarno Editore: Bunker srl • Firenze Iscrizione al Roc 23957 Direttore Responsabile: Gabriele Ametrano Stampa: Tipografia Baroni e Gori srl • Prato Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell'editore e degli autori. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati.

Per la loro realizzazione hanno collaborato: Jacopo Aiazzi, Gabriele Ametrano, Michele Baldini, Lucia Biancalana, Melania Branca, Tommaso Chimenti, Leonardo Cianfanelli, Tommaso Ciuffoletti, Francesca Corpaci, Giulia Focardi, Raffaella Galamini, Giulio Garosi, Gabriele Giustini, Lafabbricadibraccia, Caterina Liverani, Alessandra Marianelli aka Luchadora, Selene Mattei, Riccardo Morandi, Alba Parrini, Matilde Sereni, Luca Starita, Marta Staulo, Giacomo Alberto Vieri, Martina Vincenzoni, Virginio. Coordinamento: Riccardo Morandi Editor: Arianna Giullori L'Associazione Culturale Lungarno ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze per il contributo a sostegno delle attività culturali svolte.

PER INFO E PUBBLICITÀ tel. 055 6585939 e-mail: lungarnofirenze@edizionibunker.it


LA SERENATA di MATILDE SERENI

Q

Primi, indelebili: Davide e Idy.

ualche giorno fa ripensavo ad una cosa scritta ad inizio anno.

Le elezioni, il frastuono della politica che ha coperto, e continua a coprire, ogni altra voce.

Ero lì, sul divano, a rigirare tra le mani il regalo natalizio di una cara amica – una (molto) simbolica tazza raffigurante la celeberrima supereroina Comics – a mo’ di incoraggiamento per aver superato con maestria un periodo piuttosto impegnativo. Era gennaio, tempo di buoni propositi e schiene dritte.

La Tramvia, lo stadio, l’aeroporto. Il nuovo editore di Lungarno, uno scheletro che sostiene il tutto. I festival, quelli belli. I mondiali persi, i luoghi dimenticati, le estati piene.

Mi sono presa una damigiana di coraggio, un pizzico di spocchia, un bicchiere di autocompiacimento e ho scritto questa cosa: “Prego 2018, usa le tue armi migliori. Io sono pronta”.

I migranti, il razzismo, l’odio, la paura, la Giustizia e la speranza. Questo numero porterà ancora tutta la nostra professionalità nel raccontare gli ultimi sprazzi di un anno importante ma anche la fine del mio spazio editoriale su Lungarno.

Ecco no. Non si fa. MAI. Per nessuna ragione al mondo. MAI fare i ganzi che hanno capito come si sta al mondo, MAI far vedere agli altri quanto le sfide siano “solo” trampolini di lancio per un futuro sereno e resistente alle intemperie. Si sta al proprio posto e si affrontano le cose via via che arrivano, per quello che sono, fortificando le radici, ma senza sovraccaricare i rami altrimenti è tutto inutile.

Sono stati sei anni di parole intense. Ci sta, è dicembre, fa anche un po’ scena. Serve a me quanto a Lungarno e la redazione, ormai stracolma di persone capaci, a cui lascio volentieri spazio. Sia mai tra un mese mi venisse voglia di augurare le 10 piaghe d’Egitto a tutti, tanto si reggono, tranquy.

Oggi siamo a dicembre. Il 2018 ha portato tante, tantissime emozioni: a me, a Lungarno, a Firenze, all’Italia intera.

È stato un vero piacere. Buona lettura, e #stateSereni.

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Don Massimo Biancalani Nota dell'autore: Di questi tempi non so se pure voi qualche volta vi svegliate in piena notte per la paura, se pensate mai a “The Truman Show” o a “V per Vendetta”, non so se, al supermercato, per qualcuno che salta la fila, un furbetto o solo un distratto, avete sentito calare un'aria torva, e apocalittici nervosismi, scriteriata violenza e urli muti. Di questi tempi. Comunque, quando si è parlato di scrivere un pezzo su Don Biancalani, ho alzato la mano in fretta: sarà questo bisogno che ho di trovare degli Esempi, la necessità di individuare delle guide, dei testimoni, questa fretta di dover prendere una posizione. Perché mentre l'umanità sta tornando nelle caverne, intanto che ogni giorno qualcuno manifesta, chiede un parere, implora di schierarsi, di restare di guardia, io non mi sento né carne né pesce e sto lì a pensare se allora è meglio essere carne o essere pesce, perché prima del giudizio universale, sicuramente arriverà l'ora di cena. Qualcuno mi mangerà, già lo so: ho il dovere di essere esistito in qualche forma, prima della vostra fame.

UNA STORIA

M

i sono chiesto cosa vorreste sapere, dell'intera vicenda, o cosa mai posso dirvi io che non abbiate già letto su tutte le testate locali e nazionali, in tv e sui social network. Dovrei raccontarvi, dunque, che nel 2016 fu aperto un Cas (Centro di Accoglienza Straordinario) nella parrocchia di Santa Maria Maggiore di Vicofaro e Ramini, hardcore provincia pistoiese, il cui referente è, per l'appunto, Don Biancalani. Dovrei scrivere che questo luogo nasce con un'agenda di iniziative sociali stimolanti, la “Pizzeria del rifugiato” (margherite e calzoni in salsa afro), una squadra di calcio, l'orto biologico che potesse dare lavoro a diverse giovani braccia in attesa di uno status; dovrei dirvi delle intimidazioni xenofobe subite in questi due anni, anonime

Se questo è un prete di GIACOMO ALBERTO VIERI foto di GIULIO GAROSI

MA... e non, o della petizione di 190 firmatari, residenti del quartiere limitrofo alla parrocchia, che si appella al “decoro, alla sicurezza e all'ordine pubblico”. Dovrei però anche raccontare delle irregolarità riscontrate nel centro, legate alla presenza di persone estranee al progetto, o su alcune violazioni all'obbligo di presentazione della dichiarazione di ospitalità. Potrei perfino spingermi a parlare di varie segnalazioni contro stranieri invischiati in faccende di spaccio, o sul tafferuglio finito a cazzotti e minacce una notte di qualche mese fa. Potrei scrivere dell'atteggiamento tiepido della Curia locale, che caldeggia uno stoico e silenzioso ritorno nell'ombra, dei molti fedeli i cui posti in chiesa sono andati svuotandosi, del sorprendente aiuto arrivato al parroco da parte di professionisti laici, medici, avvocati o imprenditori, sotto forma di volontariato. Dovrei raccontare poi della guerriglia social, successiva ad un post dell'agosto 2017, che ritraeva alcuni migranti mentre fanno il bagno piscina, fra Don Biancalani e il Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Quest'ultimo augurava ai giovani “buon bagnetto”, e parlava di “tempi duri per il prete che ama circondarsi di clandestini africani”. Don Biancalani, oggi, lo querela per diffamazione aggravata a mezzo stampa, calunnia e omissione in atti d'ufficio. Nel mezzo a ciò, dopo un controllo dei Vigili del Fuoco alla struttura di Vicofaro, le Autorità ne hanno disposto la chiusura “fino a quando la cucina e il locale caldaia non saranno adeguati alle norme di sicurezza”, c’è stato un ricorso al Tar e qualcosa sta cambiando. Questo, per sommi capi e senza inutili divagazioni, è il cosiddetto “Caso Biancalani”. 7

Il pomeriggio che incontriamo Don Biancalani piove molto, ed è umido. Ci accoglie sotto il tendone del gazebo davanti alla canonica: nessuno si toglie il giubbotto. Parla lentamente, è affaticato: cita Paolo VI, “la politica come forma più alta di carità”, accenna qualcosa sulla madre sofferente, e su una riunione di docenti nella scuola superiore in cui insegna. Sospira, si scusa per i ritardi e gli affanni. Spaiate e disperse, vicino a noi, delle sagome esaurite: un ragazzo africano, scalzo, si fa la barba seduto davanti allo specchio, un uomo di mezza età presenta la nipote, occhi bassi e i capelli legati, e chiede se per caso le si potesse trovare un lavoro, “come badante andrebbe bene”, dice, “è una figliola in gamba e tanto onesta”. Un giovane con evidenti disturbi psichici parla da solo in una lingua che non so riconoscere e fa rimbalzare rumorosamente la palla per terra. Dignità sbrigative, urgenze, bestiari. E poi biciclette arrugginite, stendardi della pace, piumini sintetici, dietro ai sospiri di Don Biancalani, che srotola fiacco la sua verità, un po' a casaccio, la butta lì come i materassi che stanno nell'atrio della chiesa, quella dove, come cantava Carmen Consoli in una tristissima canzone di un tristissimo album di qualche anno fa, “Cristo in croce sembrava più infastidito dalle infamie che dai chiodi”. Se credergli o no, pensateci alla svelta: a volte abbiamo una scelta sola, travestita da molte.


Totò Dinamite di JACOPO AIAZZI - illustrazione di LUCHADORA

«T

otò ce le hai le sigarette?» domanda un passante affacciandosi ad uno sgabuzzino del sottopasso delle Cure ripulito negli anni da sporcizia e incuria e diventato una sorta di magazzino di documenti, articoli di giornale, disegni, ma soprattutto armoniche e gli immancabili detersivi. «Certo, ne vuoi una?» la pronta risposta dell’uomo stipato in quello sgabuzzino. «No Totò, volevo sapere se potevo comprarti un pacchetto». Salvatore Orlando, in arte Totò Dinamite, musicista di armonica per passione, custode del sottopasso delle Cure per vocazione, dopo più di vent’anni di servizio alla cittadinanza ha deciso di abbandonare il suo presidio. Incoronato, solo nominalmente, come l’angelo del sottopasso per il suo quotidiano impegno nel tenerlo pulito - quattro volte a settimana Salvatore si reca sul posto, spolvera le lampade, butta la segatura sulle pozze d’acqua, pulisce i pavimenti con il detersivo, il tutto sempre gratuitamente - e trasformare un luogo di semplice transito in un ambiente incentrato sulle relazioni umane. Totò ha deciso di abbandonare il suo impegno perché «c’è troppa ingratitudine, mi hanno lasciato solo. Non posso rischiare di annegare in questo sottopasso ogni volta che piove». Salvatore è malinconico, si sente abbandonato così come quel crocevia che ad ogni acquazzone si trasforma in acquario. «Non dico che avrebbero dovuto offrirmi un lavoro in tutti questi anni, ma almeno un “grazie” mi avrebbe fatto piacere, invece qualcuno mi chiama persino clochard», aggiunge mentre è intento a dipingere cartelli stradali agli angoli del sottopasso per consigliare ai tanti ciclisti di rallentare.

Residenti, pedoni, ciclisti e la comunità locale dei writer che nel sottopasso delle Cure ha creato un museo della street art a cielo aperto e in continuo rinnovamento, hanno imparato a conoscerlo ed apprezzare la sua presenza. Tanto che alcuni anni fa gli è stato dedicato un murales col suo ritratto proprio al centro del percorso sotterraneo, oggi deturpato da scritte e diventato così ulteriore elemento di sconforto. Per conoscerlo meglio e capire l’importanza della sua presenza abbiamo chiesto un ricordo legato a Totò Dinamite a chi ci ha condiviso qualche ora di lavoro.

NINJAZ «Conosco Totò da quando avevo 12-13 anni e il sottopasso era inguardabile, completamente abbandonato. Siamo amici, ogni volta che vado a dipingere alle Cure mi fa sempre tanti complimenti. Anzi, è il mio miglior manager: è la persona che mi ha trovato più lavori in assoluto, ha il numero di molti writer e ha imparato le regole del nostro mondo, così quando arriva qualche giovane che vuole sperimentare Totò lo indirizza su un muro privo di altri lavori. Senza di lui il sottopasso non sarà la stessa cosa; la gente forse non se ne rende conto ma quel posto, se svuotato, può incutere timore. Ora invece c’è sempre la sua musica o, al peggio, un suo allegro saluto».

MATTEO BIDINI Curatore della Street Level Gallery «Nel dicembre del 2015 sfumò un progetto che stavamo curando con Progeas Family. Avevamo già fatto arrivare i Guerrilla Spam da Torino, oltre ad aver “bloccato” altri 5 o 6 artisti locali per quel fine settimana. Nello sconforto generale decidemmo di andare a fare una jam alle Cure e di non perdere l’occasione di dipingere 8

tutti insieme. Mi ricordo che pioveva e quando arrivammo al sottopasso c’erano varie pozze d’acqua. Subito Totò ci portò un paio di cartoni da stendere in terra per non sporcare e buttò della segatura per asciugare il bagnato. Come piace fare a lui in queste occasioni, tirò fuori delle casse e si mise ad improvvisare un concertino. Spesso mi è capitato di passare delle ore a chiacchierare con Totò, ascoltando le sue storie e vederlo fare flessioni per dimostrarmi che alla sua età era più in forma di me. Talvolta l’ho sentito lamentarsi delle promesse non mantenute e dei detersivi mai arrivati. Ogni volta, quando penso a come vorrei fossero le città mi vengono in mente posti come questo, dove parole di plastica come “decoro” e “sicurezza” non sono arrivate e l’uomo svolge ancora il suo ruolo di protagonista nello spazio

pubblico».

MARCHO «Un paio di anni fa mi ritrovai con un paio di amici a dipingere dopo cena nel sottopasso delle Cure. Faceva freddissimo e Totò faceva avanti e indietro accatastando pezzi di legno. Ad un certo punto venne verso di noi con alcuni panini con la salsiccia, offrendoceli come ringraziamento per i disegni che stavamo facendo. Per chi vive quel sottopasso non solo come semplice collegamento pedonale, Totò Dinamite è un vero punto di riferimento. Ricordo che una volta mi sgridò perché stavo usando gli spray di pomeriggio e mi disse che c’era un accordo per usarli solo la sera, quando ci sono meno pedoni. Grazie a lui quello spazio è a misura di tutti».


L U O G H I D I M E N T I C AT I di JACOPO AIAZZI - Foto di GIULIO GAROSI

Ex Gasometro Stabilimento per l’erogazione del gas costruito nel 1846 e ampliato nel 1896 a pochi passi dalla Porta di S. Frediano con lo scopo di alimentare gli impianti per l’illuminazione della città di Firenze. Attivo per quasi un secolo, la struttura era costituita da una grande vasca cilindrica in muratura, parzialmente interrata, di 35 metri di diametro e da una struttura perimetrale in metallo composta da un traliccio in ferro che univa una serie di colonne alte circa 15 metri. Nel 1933 la Società Toscana Azienda Gas decise di trasferire gli stabilimenti a Rifredi. Oggi intorno all’ex Gasometro sorge un giardino con una ludoteca e un centro di ritrovo per il quartiere.

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La sindrome di Babbo Natale di MARTA PANCINI

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icembre è il mese che più mi intimorisce. Parenti redivivi che ti telefonano e ti chiedono se hai il fidanzato, cene natalizie che suonano come minacce, la perenne domanda “che fai a Capodanno?”, pandori e panettoni (odio entrambi) che occhieggiano dagli scaffali dei supermercati già a fine estate, per non parlare del massimo peso che incombe all’orizzonte: i regali di Natale. Ecco, i regali di Natale per me sono l’equivalente di un’influenza che dura una ventina di giorni, ne avverto la presenza da metà novembre. Nonostante ogni anno mi riproponga di prenderli per tempo o di non farli affatto, non riesco mai nel mio intento, riducendomi il 22 dicembre ad affrontare orde di persone che hanno avuto (ma va?!) la mia stessa intuizione, come in un girone dell’Inferno dantesco, esseri umani trasformati in entità mostruose con il bancomat in mano. Cosi vorrei che chiunque si imbattesse in queste righe, potesse usufruire del piccolo breviario-guida ai presenti natalizi per Lui e per Lei, in modo da togliervi almeno in parte l’ansia delle feste.

Regali per la Femmina, fidanzata, amica del cuore, mamma, collega (antipatica ma a cui devi fare il regalo):

Regali per il Maschio (medio), fidanzato, amico, babbo, collega: Una camicia a quadri di flanella: modello boscaiolo grunge, in rosso o verde bosco

Un maglione bianco preferibilmente modello cardigan che arriva in vita: molto parisienne

Un libro insolito: come quello super illustrato “The Wes Anderson Collection”

Un bijoux, magari di un artigiano: come quelli che potete trovare nel negozio Pesci che Volano, in Borgo Pinti 33/r

Un giradischi portatile Crosley: d’accordo i puristi del suono storceranno il naso, ma è un oggetto carino ad un prezzo decente ed un ottimo soprammobile

Una candela profumata di Maison Louis Marie Un kit bellezza de L’Estetica Cinica: estetista milanese che vende online, vi innamorerete delle sue confezioni, ma soprattutto del risultato che pare miracoloso Fate recapitare a casa della vostra destinataria una Cena Etnica (eliminerei l’opzione tortellini in brodo): corredandola di un biglietto musicale e, perché no, anche di voi stessi Una stampa o fotografia particolare che potrete trovare nel sito Society 6: se il vostro budget è illimitato fate un giro online sul sito Tappan Collective, forse potrà scapparci un autoregalo

La Mappa Scratch The World: un poster della mappa del Mondo creata in modo tale da poter grattar via i posti già visitati La mitica macchina fotografica Polaroid: ha sempre il suo perché Un set di baffi di emergenza: regalo utile per non farsi riconoscere Un bel film in dvd: uno di quei classici che non dovrebbero mancare in casa, Woody Allen profuma molto di Natale, secondo me Uno zaino come il Fjall Raven Kanken: indistruttibile

Uno smalto o rossetto rosso Chanel: perché come un bel mazzo di fiori, sono un regalo sempre ben accetto

Il Survival kit in barattolo: lo trovate su Amazon ad un prezzo irrisorio, contenente fiammiferi, tè, un cubo di Rubik, bustine di zucchero, una biglia e cioccolatini… tutte cose utili per la sopravvivenza

A proposito di fiori, perché non regalare una pianta? Un Cactus andrà benissimo anche per chi non ha esattamente il pollice verde

Una palla natalizia trasparente dove potrete inserire una vostra foto: la trovate sul sito Urban Outfitters Uk

Un libro Pop up: ad esempio quello di Cortney W. McCarthy su Dali o Alice in Wonderland di Robert Sabuda Un oggetto per la casa: i simpatici cuscini dell’estrosa Pollaz, con gatti, mele rosse e Frida Kahlo

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Comunque vada la vostra ricerca, ricordate due semplici e fondamentali regole: non fate mai regali che non fareste a voi stessi e se riceverete come dono qualcosa di inaccettabile, etichettatelo e riciclatelo il prossimo anno, possibilmente ad una persona diversa!


Dicembre ACCADDE A

Topolino di RICCARDO MORANDI

Don Mazzi

Che il legame fra Firenze e gli Stati Uniti sia saldo a tutti è chiaro. Lo sa il trippaio di San Lorenzo, lo sa il ferramenta di via Circondaria, lo sanno anche i tifosi viola che prendono posto in Curva Ferrovia, la gradinata dirimpettaia della Curva Fiesole, luogo consacrato alle spesso succinte turiste a stelle e strisce. Americani ovunque quindi, a Firenze (e non a Roma, come Albertone nazionale ci insegnò). Mai e poi mai però, i suddetti soggetti avrebbero pensato che uno dei simboli più famosi degli States nel mondo (dopo la Coca Cola o Dan Peterson) avrebbe avuto nascita cartacea sotto il Duomo di Brunelleschi. Ebbene sì, Topolino, il topo col le orecchie da elefante e la risposta pronta, spesso antipatica, è nato per noi italiani a Firenze, il 31 dicembre 1932: il vanto è dell’editore Mario Nerbini, che per primo ha stampato il fumetto amato nel mondo intero blindandolo con un giglio. Buon compleanno, Topolino gigliato con cui in tanti siamo cresciuti: aspettiamo per celebrarti un remake lisergico dove i soldati di Full Metal Jacket cantano la tua marcia in riva all’ Arno.

di JACOPO AIAZZI

Per tutto il mese di dicembre, nel 1968, si consuma la fine della Comunità dell’Isolotto. Nata nel ’54 con la nomina del giovane prete 27enne don Enzo Mazzi, l’esperienza della Comunità era caratterizzata da un approccio riformatore della Chiesa e dal principio di solidarietà tra cittadini e lavoratori. La canonica era infatti messa a disposizione di tre nuclei familiari costituiti con l’obiettivo di accogliere in affidamento bambini orfani, mentre altri locali erano adibiti ad asilo infantile, a quel tempo unico nel quartiere. Nell’ambiente esterno venne realizzata una piccola fabbrica, per far assumere ragazzi del quartiere e coinvolgere gli invalidi nei laboratori. Allo scopo di allontanare la chiesa dal denaro, le funzioni religiose erano gratuite e l’opera caritatevole verso i bisognosi svolta direttamente da singoli e famiglie. Le pratiche liturgiche erano tradotte in italiano e la catechesi era finalizzata alla comprensione collettiva anziché all’indottrinamento. Persino l’altare era spostato verso il centro e i fedeli si raccoglievano tutt’intorno. Nel ’58 la Comunità si fece carico del problema del licenziamento di 1000 operai alle Officine Galileo di Rifredi ospitando le assemblee sindacali all’interno della canonica, suscitando aspre critiche da parte della Chiesa stessa. Il 4 dicembre 1968 un cattolico integralista denunciò il catechismo dell’Isolotto alla magistratura per vilipendio della religione dello Stato e lo stesso giorno il cardinale Florit, dopo lunghi contrasti, ottenne le dimissioni di Don Mazzi. Nonostante le molte proteste dei cittadini del quartiere contrari alla sua rimozione, il 31 dicembre il prete riformatore consegnò le chiavi della chiesa, che verrà chiusa a tempo indeterminato.

Manicomio San Salvi di JACOPO AIAZZI

Vent’anni fa, il 13 dicembre 1998, chiudeva il manicomio di San Salvi. Inaugurato nel 1891 alla periferia della città, nel quartiere di San Salvi, l’ospedale psichiatrico venne intitolato a Vincenzo Chiarugi, figura di primo piano nell’ambito della psichiatria fra Settecento e Ottocento. Progettato con una struttura a villaggio di 32 ettari per venti padiglioni, a ovest ospitava le strutture mediche maschili, mentre a est quelle femminili, suddivise in vari reparti in base alle condizioni di salute dei pazienti e a considerazioni morali. Per molti anni gli internati, vestiti per lo più con casacche di stoffa, vivevano in ampie camerate munite di sbarre e chiusi a chiave, con poche ore d’aria in piccoli recinti e controllati dall’alto dei camminamenti dagli psichiatri. Vi sono state rinchiuse fino a 4.000 persone, tra cui il poeta Dino Campana. Con la Legge 180 del 1978, conosciuta come “legge Basaglia”, avviene la progressiva chiusura dei manicomi e San Salvi oggi ospita, tra le altre cose, i locali dell’ASL, della facoltà di Psicologia, una scuola elementare e la sede di una compagnia teatrale.

Fiorentina

di RICCARDO MORANDI

Sono passati venti anni. Venti anni dal “Vola vola si va” sulle note dei Ricchi e Poveri, venti anni dalle maglie con la pecetta “Nintendo”, dal gadget Super Mario trasformato in mascotte, dalle ballerine del Maracanà che sfilavano prima della partita. Il maxicartellone a centrocampo della Mukki era la seconda torre del Franchi, gli abbonamenti ancora si bucavano a mano e qualcuno entrava senza farselo obliterare per poterlo poi cedere, in una magnifica alchimia da lista del Meccanò, leggesi “+1”. La Fiorentina quell’anno era guidata da uno dei più grandi nemici, diventato poi amico, Giovanni Trapattoni. La Fiorentina, venti anni fa, era prima in classifica. Il Natale del 1998 era molto più di un Natale a Firenze: si guardava all’anno nuovo tirando il fiato e pensando che forse poteva succedere. “L’anno che verrà” di Dalla era la colonna sonora dei pensieri dei tifosi viola. Primi in classifica, con un bomber, con uno stadio all’aroma di fumogeno, con i primi cellulari che non prendevano mai e poi mai. Indimenticabile fine del 1998, sembri continuare a volare come l’esultanza di Lulù Oliveira.

La vita è bella di RAFFAELLA GALAMINI

Il 1998 fu l’anno della consacrazione per Roberto Benigni e La vita è bella. La trionfale notte degli Oscar in cui si aggiudicò le statuette per miglior film straniero, miglior attore protagonista e migliore colonna sonora (Nicola Piovani) era già nell’aria. Il film, prima di sbarcare sul red carpet dell’Academy Award a Hollywood fu protagonista di festival e rassegne prestigiose. Basti ricordare il 51° Festival di Cannes dove vinse il Grand Prix Speciale della Giuria e la premiazione di Benigni al Film Festival di Gerusalemme. Emozioni e ricordi ancora vivi nella memoria di tutti con in testa quel “Roberto!!!!” gridato da Sofia Loren durante la Notte degli Oscar e il commosso abbraccio tra l’attrice e il regista. Una notte magica per l’intera Toscana e in particolare per Vergaio, dove i genitori dell’attore vivevano. Benigni in queste settimane è di nuovo in prima pagina con la notizia del suo ritorno al cinema. Interpreterà Geppetto in Pinocchio, il nuovo film scritto e diretto da Matteo Garrone. 12


MUSICA di RICCARDO MORANDI

Bandabardò

I

n queste poche righe dedicate all’evento del 7 dicembre potremmo parlare, col tono che fu proprio di Paolo Frajese, del percorso artistico della Bandabardò, delle collaborazioni, dei dischi e dei concerti. Ma non ci piace molto questa scelta: del resto una specie di comunicato stampa può andare bene per descrivere, visto il giocato espresso sul campo, alle sintesi delle partite della Fiorentina. Ma non va bene per chiarire cos’è la Bandabardò per Firenze. La Bandabardò per noi fiorentini non è una band, è un pezzetto di Firenze. Il pezzetto che accompagnava noi, amanti del rock anglofono, nel quarto d’ora freak di ogni rokkoteca (si scriveva così). La presenza dei membri della stessa Banda (perché non esiste nessuno in riva all’Arno che chiami questo complessino col nome esteso), in ogni dove, in ogni concerto, in ogni evento. Questi signori ex ragazzi hanno lasciato la loro impronta, le loro mani, in una ipotetica Walk of Fame trasposta da Hollywood a via dei Serragli in Oltrarno.

La Bandabardò è un modo di essere. Il modo con cui tutti, prima o poi, abbiamo avuto a che fare: ne parliamo non da fan, ma da estimatori affascinati. La Banda ci ha toccato in una serata all’Anfiteatro delle Cascine, quando una ragazza con i sandali di ordinanza ci spiegava la questione della liberalizzazione delle droghe leggere, incurante del fatto che ci fossero dei cani antidroga a 15 metri di distanza. L’abbiamo visto, questo mondo, quando abbiamo conosciuto decine di studenti pugliesi che riempivano la pista in improvvisate dancefloor chiedendo a noi DJ,

in alternativa alla pizzica, il pezzo di “Attenziò, concentraziò”. La Bandabardò è adesso, a fine 2018, una cosa importante. Vogliamo mettere un po’ di retorica, certo, in questa analisi: le cose non vanno in generale benissimo, e celebrare questi signori, il cui sorriso non è mai mancato, ci piace. Non sono i Rolling Stones (anche se qualcuno di loro lo è forse più degli originali, e scoprite la storia), non sono i Ramones, ma sono una parte di Firenze, della Firenze vera, bella. Appuntamento, per tutti, il 7 dicembre al Mandela Forum.

www.orchestradellatoscana.it

IL CONCERTO DI

NATALE

DANIELE RUSTIONI BEATRICE RANA pianoforte

LUNEDÌ 24 DICEMBRE ore 17.00 musiche di Mozart, Schumann, Rachmaninov

Prevendita Box Office, TicketOne e Biglietteria Teatro Verdi > tel. 055 212320

le più belle musiche e arie d’opera di

VERDI, MOZART, ROSSINI DONIZETTI, PUCCINI, BIZET con ALESSANDRO CORBELLI, ROBERTO SCANDIUZZI e i cantanti di CORSO D’OPERA - direttore MAURIZIO AGOSTINI

Si ringrazia la Fondazione CR Firenze per le donazioni Art Bonus a favore della Stagione 2018/19


IL TEATRO? #BellaStoria!

In vendita dal 1 dicembre 8 spettacoli + 1 concerto pop = 40 euro su www.ilteatrobellastoria.it

REGALATI NOVE EMOZIONI PER 9 SERATE SPETTACOLARI DA CONDIVIDERE CON I TUOI AMICI

8

Il Teatro? #BellaStoria! torna per la sua terza stagione, in vendita dal 1 dicembre su www.ilteatrobellastoria.it e può essere acquistato o regalato! Basta avere fra i 14 e i 19 anni, il codice fiscale e la voglia di entrare in una community che frequenta le sale di spettacolo fiorentine e partecipa ad eventi esclusivi. E per i primi 50 iscritti che porteranno un amico un ingresso omaggio al concerto del rapper Salmo.

è un progetto di

con il patrocinio del

+1

Il passaparola fra ragazzi diventa parte essenziale del progetto: RAGAZZI i primi 50 ragazzi che porteranno un amico con la possibilità di scegliere un secondo concerto pop in omaggio.

spettacoli concerto 14-19 ANNI teatrali 8 spettacoli negli 8 teatri pop fiorentini coinvolti e un concerto pop a

Scoprire la propria storia a teatro è l'invito che la Fondazione CR Firenze rivolge a tutti i giovani dell'area metropolitana fiorentina fra i 14 e i 19 anni attraverso un’offerta di spettacoli dedicata e ideata per educare all’intrattenimento di qualità. Il progetto è rivolto agli adolescenti, per riuscire a creare un “nuovo pubblico” nelle sale di spettacolo, attraverso un nuovo linguaggio.

40€

scelta fra: Maneskin, The Giornalisti, Irama. Gli spettacoli invece potranno essere scelti all’interno di un cartellone di 16 proposte di vario genere, dalla prosa alla musica classica, dall'opera al musical.

Tra le novità di questa stagione la possibilità di assistere a incontri esclusivi come quello con Diana Del Bufalo (attrice, cantante, conduttrice e vicina al popolo degli Youtuber). Saranno infochat proposti anche workshop nella sartoria del Teatro della055.210804 Pergola per realizzare maschere teatrali, e casting per salire sul palco in nuove produzioni diretti da registi e attori professionisti.

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REGALATI NOVE EMOZIONI PER PER 99 SERATE SERATE SPETTACOLARI SPETTACOLARI DA DA CONDIVIDERE CONDIVIDERE CON CON II TUOI TUOI AMICI AMICI Al costo di un solo biglietto, i ragazzi, potranno assistere a un’intera stagione e conoscerne anche il dietro le quinte.

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spettacoli spettacoli teatrali teatrali

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concerto concerto pop pop

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RAGAZZI RAGAZZI

14-19 14-19 ANNI ANNI

40 40€€ infochat infochat 055.210804 055.210804


Daiana Cecconi

Da Campi Bisenzio alla cucina di Masterchef all Stars di ALBA PARRINI

L

a cosa che colpisce per prima, parlando con la Chef Daiana Cecconi, è la sua genuinità toscana. La seconda è la sua risata, coinvolgente e travolgente. La terza, la sua passione verace per la cucina. Tutte queste qualità sono state notate per ben due volte dalla produzione di Masterchef che l’ha voluta nel 2012 e l’ha richiamata nell’edizione “Masterchef all stars” che parte a dicembre su Sky. Noi l’abbiamo incontrata ed ecco quello che ci ha rivelato, tra una risata e l’altra.

Daiana, sei una dei 16 eletti tra tutte le edizioni di Masterchef Italia a essere stata scelta tra le all stars, le stelle che si sono distinte in tutte le edizioni. Come mai secondo te? “Secondo me sono stata scelta per far passare un messaggio, quello della signora di 60 anni che si rimette in gioco. Poi io faccio squadra. Certo, dico le cose some stanno, ma un po’ come facciamo noi fiorentini: diciamo le cose in faccia, ma col sorriso sulla bocca”. Come vivi la competizione? “Diciamo che non la vivo proprio (ride). Per me Masterchef è un’occasione per imparare e trovare la mia identità culinaria, che è quella regionale. Insomma, per me si deve mangiare, il piatto deve essere buono e pieno! Non sono una da porzioncine… speriamo che questa ‘abbondanza’ sia apprezzata anche dai giudici”.

A Masterchef abbiamo visto le tue mille sfaccettature: nonna e chef, due mariti e spesso anche due occhiali in testa, un po’ fiorentina e un po’ maremmana… “La cosa dei due mariti è stata un po’ amplificata. Io sono separata da mio marito da molto tempo, e ho un compagno da 17 anni. Poi è vero che sono di Campi Bisenzio e che Follonica è sempre stato il mio rifugio estivo fin da piccina. Ora vivo in Maremma, ma ‘il mi’ cuore l’è dove son nata’. Mi sarebbe piaciuto aprire qualcosa anche a Firenze. Chissà…”. Nella tua cucina professionale, al diVino Mangiare di Scarlino, qual è il piatto che più ti rappresenta? “Ce ne sono due in realtà. Il primo è il ragù della nonna Cisa. La soddisfazione più grande è quando i bambini che di solito non lo mangiano a casa propria, mi chiedono il bis. E le mamme fanno delle facce!!! ‘Oh

N

Il Natale che non ti aspetti di RAFFAELLA GALAMINI

atale con i tuoi (o comunque con chi vuoi) ma di sicuro nel segno della tradizione, soprattutto a tavola. Per trasgredire o comunque festeggiare il Natale in modo non convenzionale, prima del tour de force casalingo, ecco locali e ristoranti da scegliere a Firenze. Per il classico pranzo con l’amica del cuore, dove scambiarsi auguri e regali, ci si può concedere una bowl (dire insalata ormai è demodé) da accompagnare con uno smoothies nella sala tutta rosa di 000 o si può optare per una pausa veloce da Fac (Fast and casual) da Eataly dove i piatti di Simone Cipriani (L’essenziale) continuano a divertire oltre a farti venire l’acquolina in bocca. Le avocado-addicted troveranno conforto da The AVV bar con un menù tutto dedicato al frutto verdeoro. Per l’aperitivo natalizio ci si può affidare alle atmosfere un po’ retrò di Manifattura con cocktail dedicati agli italiani illustri, piatti vintage come il cocktail di gamberi e la cecina e una colonna sonora a base di Carosone; in alternativa c’è Bulli&Pupe in 15

Daiana ma icchè tu ci metti!’ - ci metto solo l’amore… (Ma sarà poi davvero così semplice?). Insomma, io ai bambini gli inzuppo il pane nel sugo così come faceva la mi’ nonna Cisa con me. O come l’è bòno! Il secondo piatto di cui sono orgogliosa riguarda un po’ le mie due nature, fiorentina e maremmana di adozione. Ho creato i crostoni al patè maremmano, una variazione dei fegatini tagliati con muscolo di maremmana. In questo modo metto d’accordo sia chi ama i fegatini che chi non li ama, così come metto d’accordo sia i fiorentini che i maremmani. Mica facile eh!”. Non ci resta che fare un enorme in bocca al lupo a Daiana… di sicuro il lupo mangerà molto bene!

piazza della Passera con spritz e cicchetti. Se amate l’horror e i drappi rossi, la scelta può cadere su Love Craft dove la specialità della casa sono le 140 bottiglie di whisky; qui anche i drink sono a base del celebre distillato. Per la cena di Natale con amici e colleghi ci stanno bene gli spaghettini alle arselle e la frittura di calamari gamberi e acciughe con un bicchiere di champagne (quanto di meno natalizio ci si possa aspettare) dell’Osteria La Pescatoria o il giro d’Italia nel piatto che propone Adagio con la sua selezione di ricette ogni mese da una regione diversa. Per chi non rinuncia alla pizza neanche a Natale, tra tanti pizzaioli campani la scelta non convenzionale premia il chiantigiano Graziano Monogrammi e la sua Divina Pizza: ogni spicchio un gusto diverso. Per chi infine adora il Natale tutto scintillante la parola giusta è In Fabbrica, dove si mangia tra oggetti di lavoro e gli argenti di Pampaloni sotto un led a forma di falce e martello.


Dicembre sabato 1

domenica 2

giovedì 6

LEIF OVE ANDSNES Teatro della Pergola (FI) ing. 28/15€

C HI HA PAURA DEI MOSTRI? Teatro di Rifredi (FI) ing 10/8€

 IVER TO RIVER (6-11/12) R La Compagnia + varie location (FI) ing. NP

TEMPO REALE FESTIVAL SUONO VIVO (29/11-2/12) Teatro Cantiere Florida + Cenacolo di Santa Croce (FI) ing. 5/10€

 AMO ENSEMBLE G Teatro della Pergola (FI) ing. 28/15€

 ANUALE DI VOLO PER UOMO (6-7/12) M Teatro Puccini (FI) ing. 27/22€

I L MERCATO DELLE CASCINE DI DOMENICA (2-9-16-23/12) Parco delle Cascine (FI) ing. libero

P ANTHEON Obihall (FI) ing. 25/18€

MERCATINO DI NATALE IN PALAZZO CORSINI (30/11-2/12) Palazzo Corsini (FI) ing. libero IL MERCATINO AMERICANO (1-2/12) Tepidarium del Roster (FI) ing. libero WEIHNACHTSMARKT (28/11-20/12) Piazza Santa Croce (FI) ing. libero CONTEMPORANEAMENTE (1-24/12) Associazione Via Maggio (FI) ing. libero ROCK CONTEST - FINALE Auditorium FLOG (FI) ing. NP C ARLOT-TA Auditorium Fondazione Cassa di Risparmio (FI) ing. 10€ S TRING CITY (1-2/12) Varie location (FI) ing. libero con prenotazione C ARMEN (25/11-06/12) Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ing. NP L A TRAVIATA (29/11-9/12) Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ing. NP ELEGANZISSIMA (1-2/12) Teatro Puccini (FI) ing. 27/22€ PREMIO CIAMPI (1-8/12) Varie location (Livorno) ing. NP

YASMINE HUGONNET (2-3/12) Cango (FI) ing. 12/10€ L EZIONE SUL GESTO + PRATICHE NELLA NATURA Palazzina Indiano Arte (FI) ing. libero DUO NANNONI – PRESTIA Auditorium di S. Stefano al Ponte (FI) ing. NP POP WOMAN (2/12-15/01) Hotel Miceli Civico 50 (FI) ing. libero I L LIBRO DELLA VITA - LELLA COSTA Auditorium (Scandicci) ing. libero  LESTORM A Cycle (Calenzano) ing. 28/23€ I N SUA MOVENZA È FERMO Teatro della Pergola (FI) ing. 15€

IL LAGO DEI CIGNI Teatro Verdi (FI) ing. NP SIBILLA ALERANO. COSÌ BELLA COME UN SOGNO (1-2/12) Teatro Le Laudi (FI) ing. 16/14€ TUTTA COLPA DEGLI UOMINI (1-2/12) Teatro di Cestello (FI) ing. NP L A CLASSE Teatro Dante Carlo Monni (FI) ing. 22,50/12,50€ SOLO CELLO Ospedale di S. Maria Annunziata (Ponte a Niccheri) ing. libero

venerdì 7

P ETER BENCE Obihall (FI) ing. NP

martedì 4  ISURA PER MISURA (4-9/12) M Teatro della Pergola (FI) ing. NP C AVEMAN Teatro Verdi (FI) ing. NP

mercoledì 5

 VV BAR OPENING PARTY A Avv Bar (FI) ing. libero

domenica 9  ADAMA BUTTERFLY M Teatro Politeama (PO) ing. NP

I RAMA Viper Theatre (FI) ing. 18€

 OZART/HUMMEL M Aula Magna del NIC (Nuovo Ingresso di Careggi) ing. libero

C HRISTIAN GERHAHER+GEROLD HUBER Teatro della Pergola (FI) ing. 28/15€

F -LIGHT FIRENZE LIGHT FESTIVAL (8/12-6/01) Varie location (FI) ing. libero

I L MAESTRO E MARGHERITA (6-9/12) Teatro Metastasio (Prato) ing. 26/12€

F ESTA LA CHUTE SECONDO ANNO Circolo Il Progresso/La Chute (FI) ing. NP

UN BOLERO PER L’AFRICA Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. 10€

Z AMBRA + WOSCOM Glue (FI) ing. libero con tessera

L A TRAVIATA Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. 10€

BOHEMIAN RHAPSODY (30/11-12/12) Cinema Odeon (FI) ing. NP

lunedì 3

 A DOVE GUARDI IL MONDO? D Teatro Magnolfi (Prato) ing. 15€

S ANTIAGO, ITALIA (6-10/12) Spazio Alfieri (FI) ing. NP

 ARCO D’AGOSTIN (7-9/12) M Cango (FI) ing. 12/10€

C ARMINE IN FIERA Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero

GHOST HORSE Pinocchio Jazz (FI) ing. NP

C YRANO (6-9/12) Teatro di Cestello (FI) ing. NP

E DOARDO BENNATO Teatro Verdi (FI) ing. NP

INCONTRO CON TIZIANO CERETELLI Palazzina Indiano Arte (FI) ing. libero

NANO RADICE+CHIARA WHITE Circolo Il Progresso/La Chute (FI) ing. NP

 ESTINATI ALL’ESTINZIONE (6-9/12) D Teatro Verdi (FI) ing. NP

POPCORN (7-9/12) Teatro di Rifredi (FI) ing 14/12€

NON CASE MA CITTÀ_3 Galleria Isolotto (FI) ing. libero

CROSSING DOORS (4/11-16/12) Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino (FI) ing. 13/5€

 NA GIORNATA QUALUNQUE U DEL DANZATORE GREGORIO SAMSA Teatro Studio (Scandicci) ing. NP

NEVERLAND Teatro Cantiere Florida (FI) ing. 7€

 N INSOLITO DUO U Ospedale S. Giovanni di Dio (Torregalli) ing. libero

FIORENTINA - JUVENTUS Stadio A. Franchi (FI) ing. NP

 UTCH NAZARI D Combo (FI) ing. NP

L A GUERRA DEI ROSES Teatro Dante Carlo Monni (FI) ing. 22,50/12,50€

 ANDABARDÒ B Mandela Forum (FI) ing. NP  REFGOLD D Viper Theatre (FI) ing. NP  DAM BEYER, ENRICO SANGIULIANO A Fortezza da Basso (FI) ing. 50/32€ F IGLI DELL’ASSOLUTO Cycle (Calenzano) ing. 10€ F ELINE FUNK presenta GLEEN ASTRO Combo Social Club (FI) Ing. 15/10€  VERLOAD O Teatro Cantiere Florida (FI) ing. 15/12€

sabato 8

I TRE PORCELLINI E IL LUPO CHE AVEVA PERSO IL VIZIO Ludoteca dell’Ospedale Pediatrico Meyer (FI) ing. libero F IERA DI OLTRARNO Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero  ATALE A CAMPO DI MARTE N Viale Paoli (FI) ing. libero

lunedì 10  UATUOR MODIGLIANI – BEATRICE RANA Q Teatro della Pergola (FI) ing. 28/15€ S HAPIRO & VANDELLI Teatro Verdi (FI) ing. NP

martedì 11 C ABARET TRAGICO Teatro Puccini (FI) ing. 22/18€  RA MALIKIAN A Obihall (FI) ing. NP SICILIA (11-16/12) Teatro Fabbrichino (Prato) ing. 15€

mercoledì 12

CUARTETTO CASALS (8-9/12) Teatro della Pergola (FI) ing. 28/15€

 ONKO+RAIMBO H Officina Giovani (Prato) ing. NP

F LOS FLORUM (8-9/12) Chiesa di S. M.di Primerana (Fiesole) ing. libero

 ANESKIN M Obihall (FI) ing. NP

L A FIERUCOLA DELL’IMMACOLATA (8-9/12) Piazza SS Annunziata (FI) ing. libero I L PUPAZZO DI NEVE Teatro Verdi (FI) ing. 8/5€

ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA Basilica di S. Croce (FI) ing. NP

 EOFF FARINA G Circolo Il Progresso/La Chute (FI) ing. NP

F LEXX BALLET Obihall (FI) ing. NP

S IMONE GRAZIANO TRIO Pinocchio Jazz (FI) ing. NP

 OUNG & BEAUTIFUL Y Teatro Cantiere Florida (FI) ing. 15/12€

OSMANNGOLD (8-9/12) Teatro Le Laudi (FI) ing. 16/14€

L A TRAGEDIA DEL VENDICATORE (12-16/12) Teatro della Pergola (FI) ing. NP

giovedì 13  EST SIDE STORY (13-22/12) W Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ing. NP L E PRENOM Teatro Puccini (FI) ing. 17€


Musica • Teatro • Arte • Cinema • Eventi

THOMAS DAUSGAARD+ HENNING KRAGGERUD Teatro Verdi (FI) ing. NP LUNA CENERE (13-14/12) Cango (FI) ing. 12/10€  ARIO BIONDI M Obihall (FI) ing. NP E MIS KILLA Viper Theatre (FI) ing. NP

venerdì 14 I L CONDANNATO. CRONACHE DI UN SEQUESTRO Teatro Puccini (FI) ing. 22/18€ P IOTTA+BRUSCO Auditorium FLOG (FI) ing. NP S IPARIO 2007 Obihall (FI) ing. NP

 R SCRUFF M Combo Social Club (FI) ing. 15/10€

giovedì 20 I L CANTO DI NATALE (20-26/12) Teatro di Cestello (FI) ing. NP

I TAGLIA (27-29/12) Teatro Puccini (FI) ing. 15€

COLORS (15-16/12) Teatro Fabbricone (Prato) ing. 17€

 EGUSTAZIONE DI AVOCADO D Avv Bar (FI) ing. libero

C OMPAGNIA VIRGILIO SIENI (27-30/12) Cango (FI) ing. 12/10€

HANSEL E GRETEL (15-16/12) Teatro Metastasio (Prato) ing. 26/12€ FIERA PROMOZIONALE DELLE LIBRERIE INDIPENDENTI Piazza dei Ciompi (FI) ing. libero FORTEZZA ANTIQUARIA (15-16/12) Piazza dell’Indipendenza (FI) ing. libero  ERCATINO DI NATALE (15-16/12) M Piazza Matteotti (Scandicci) ing. libero

domenica 16

FIORENTINA - EMPOLI Stadio A. Franchi (FI) ing. NP

DOCILE Teatro Cantiere Florida (FI) ing. 15/12€

I L LIBRO DELLA VITA - ANNA BONAIUTO Auditorium (Scandicci) ing. libero

 IRTY DANCING D Teatro Verdi (FI) ing. NP

BELLE RIPIENE (14-16/12) Teatro Verdi (FI) ing. NP

 ISONTE VOLLEY B Mandela Forum (FI) ing. NP

T ARTUFO (14-16/12) Teatro Le Laudi (FI) ing. 16/14€

 OVEMBRE N Cycle (Calenzano) ing. 18/15€

T UTTE LE COSE INUTILI + MANGIACASSETTE Glue (FI) ing. libero con tessera  OKUSAI,KUNIYOSHI E UTAMARO H (15/12-14/02) Lacrimanera Tattoo Saloon (FI) ing. libero IL BARBIERE DI SIVIGLIA (15-16/12) Teatro Politeama (PO) ing. NP

PINOCCHIO (16-17/12) Teatro Cantiere Florida (FI) ing. 7€ CONCERTO DI NATALE Aula Magna del NIC (Nuovo Ingresso di Careggi) ing. libero

lunedì 17  ERONIKA EBERLE+EDICSON RUIZ+GONV ZALO GRAU Teatro della Pergola (FI) ing. 28/15€

martedì 18

 AGO SANTO NATALE M Circolo Il Progresso/La Chute (FI) ing. NP

sabato 29

sabato 22 S ERATA TRIBUTO A RINO GAETANO Glue (FI) ing. libero con tessera

domenica 30

 MAS PARTY X Viper Theatre (FI) ing. NP

E SA PEKKA SALONEN (30-31/12) Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ing. NP T HE BEST OF KATIA BENI E ANNA MEACCI (30-31/12) Teatro Puccini (FI) ing. 45/20€

domenica 23 C ONCERTO DI NATALE Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ing. NP

lunedì 31

lunedì 24

C ENONE SPETTACOLO con RODOLFO BANCHELLI Teatro del Sodo (FI) ing. NP

C ONCERTO DI NATALE Teatro Verdi (FI) ing. 16/11€

MARINA GIOVANNINI (18-19/12) Cango (FI) ing. 12/10€

L’ARCHIVIO MAI VISTO: CARMEN Fondazione Franco Zeffirelli (FI) ing. 10€

L A MATEMATICA IN CUCINA (18-19/12) Teatro Studio (Scandicci) ing. NP

 RAN GALÀ DI NATALE G con RODOLFO BANCHELLI Teatro del Sodo (FI) ing. NP

 N PRINCIPE U Teatro Cantiere Florida (FI) ing. 15/12€

T WIST AND SHOUT! Viper Theatre (FI) ing. 8€

CHEFS (28-31/12) Teatro di Rifredi (FI) ing 14/12€ (40€ il 31/12)€

S ARA BATTAGLINI & FRANCESCA GAZA Pinocchio Jazz (FI) ing. NP

FAVOLE AL TELEFONO Teatro Puccini (FI) ing. 12€

MASSIMO ALTOMARE Pinocchio Jazz (FI) ing. NP

venerdì 28

 ALERIA CALANDRIO V Circolo Il Progresso/La Chute (FI) ing. NP

 EL LABIRINTO. DISCORSI SUL MITO N (14-15/12) Teatro Studio (Scandicci) ing. NP

ANTROPOLAROID Teatro di Rifredi (FI) ing 14/12€

SCHIACCIANOCI Teatro Verdi (FI) ing. NP

C OMPAGNIA VIRGILIO SIENI (21-23/12) Cango (FI) ing. 12/10€

 AOS & DJ CRAIM K Combo (FI) ing. 10€

 NDREA LUCCHESINI A Teatro della Pergola (FI) ing. 28/15€

L ’ACQUA CHETA (27/12-6/1) Teatro Niccolini (FI) ing. NP

L ’ARCHIVIO MAI VISTO: I 50 ANNI DI ROMEO E GIULIETTA Fondazione Franco Zeffirelli (FI) ing. 10€

L A FIERUCOLINA DI NATALE Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero

sabato 15

 TESTA IN GIÙ A Teatro della Pergola (FI) ing. NP

S CENDE LIEVE Teatro Puccini (FI) ing. 12€

S HADMEHR Obihall (FI) ing. NP

IN COLLABORAZIONE CON

 AGGIE & BIANCA FASHION FRIENDS M Obihall (FI) ing. NP

venerdì 21

E NSEMBLE MICROLOGUS Teatro della Pergola (FI) ing. 28/15€

 ALEFFI G Viper Theatre (FI) ing. NP

giovedì 27

S SSSHHH. (15-16/12) Teatro Magnolfi (Prato) ing. 15€

I L BORGHESE GENTILUOMO (31/12-6/01) Teatro Le Laudi (FI) ing. 40€

martedì 25

 IAN BURRASCA G Teatro di Cestello (FI) ing. NP

 EW YORK SKA-JAZZ ENSEMBLE N Auditorium FLOG (FI) ing. NP

P ARTY DI CAPODANNO Glue (FI) ing. libero con tessera

mercoledì 26

C ANI MORTI (18-23/12) Teatro Magnolfi (Prato) ing. 15€

S OGNO E SON DESTO...400 VOLTE Teatro Politeama (PO) ing. NP

mercoledì 19

F IORENTINA - PARMA Stadio A. Franchi (FI) ing. NP

GRAN BAZAR XMAS MARKET (15-16/12) Tasso Hostel (FI) ing. libero

IN COLLABORAZIONE CON

UNA PRODUZIONE

 DG MODERN TRIO G Officina Giovani (Prato) ing. NP

 IP HOP NIGHT H CPA Firenze Sud (FI) ing. NP

 ISONTE VOLLEY B Mandela Forum (FI) ing. NP

BALOCCHI E CARBONE (15-16/12) Teatro di Cestello (FI) ing. NP CONCERTO DI NATALE Ospedale di Santa Maria Nuova (FI) ing. libero

SIMONE CRISTICCHI

8 dicembre ore 18.30 9 dicembre ore 16.45 IN COLLABORAZIONE CON

IN COLLABORAZIONE CON

MANUALE DI VOLO PER UOMO

1e2 dicembre ore 21.00

6

SABATO

GENNAIO ore 16.45 e ore 21.00

7

11 dicembre ore 21.00

DOMENICA

GENNAIO ore 16.45

TEATRO PUCCINI via delle Cascine 41 - FIRENZE informazioni 055/362067 - 210804 acquista on line www.teatropuccini.it - nei punti vendita Box Office o www.boxol.it

DI E CON

6e7 dicembre

EZIO MAURO

DI E CON

EZIO MAURO

DI E CON

EZIO MAURO

CRONACHE DI UN SEQUESTRO

ore 21.00

CONCEPT E RICERCA ICONOGRAFICA

CARMEN MANTI

PROGETTO SCENICO

TOMMASO AROSIO

ELABORAZIONI DAL VIVO

MASSIMILIANO BRIARAVA

KATIA BENI

14 dicembre ore 21.00 PARTNER TECNICO

CONCEPT E RICERCA ICONOGRAFICA

PROGETTO SCENICO

TOMMASO AROSIO

The

Best of CRONACHE DI UN SEQUESTRO

CRONACHE DI UN SEQUESTRO

CARMEN MANTI

Teatro Puccini via delle Cascine 41 Firenze 055/362067 www.teatropuccini.it

UNA PRODUZIONE

UNA PRODUZIONE

ELABORAZIONI DAL VIVO

MASSIMILIANO BRIARAVA

PARTNER TECNICO

30 dicembre ore 21.00 31 dicembre ore 22.00

LE PRÉNOM (13/12 ore 21.00) - FAVOLE AL TELEFONO (15/12 ore 16.45) DANIELA MOROZZI e ALDA DALLE LUCCHE (21/12ore 21.00) - ITAGLIA (27-28-29/12 ore 21.00) CONCEPT E RICERCA ICONOGRAFICA

CARMEN MANTI

PROGETTO SCENICO

TOMMASO AROSIO

ELABORAZIONI DAL VIVO

MASSIMILIANO BRIARAVA

ANNA MEACCI

PARTNER TECNICO


Dicembre da non perdere RIVER TO RIVER

PRESEPI D'ARTISTA E LA FIABA DI NATALE

FLORENCE INDIAN FILM FESTIVAL Dal 6 all'11 dicembre Cinema La Compagnia + varie location

8 dicembre- 6 gennaio | Rivoli Boutique Hotel Anche quest’anno il Rivoli Boutique Hotel di Firenze apre le porte alla città con la spettacolarità dei suoi presepi creati dall’artista Claudio Ladurini e con una magica ambientazione che fa rivivere la favola di Babbo Natale e la sua "Fabbrica dei Giocattoli". Per il settimo anno consecutivo, infatti, l'hotel propone una mostra con più di 30 presepi dell’artista originario di Fiumalbo, in provincia di Modena. Saranno rappresentazioni della Natività originali e ricercate, create per far riflettere più che sorprendere. L’allestimento generale in cui è inserita la mostra vuole far rivivere la magia della festa, accogliendo all’ingresso il visitatore con il Villaggio di Babbo Natale, ideato e realizzato da Salvatore Sciuto, che quest’anno ospita la “Fabbrica dei Giocattoli”. Il ricavato dell’evento è stato poi destinato alla Fondazione Tommasino Bacciotti.

Dai sentimenti al giorno d’oggi, tra tabù sociali ed emancipazione femminile, all’aspirazione al successo dei giovani, fino alla battaglia per l’istruzione elementare: sono solo alcuni dei temi al centro del 18° River to River Florence Indian Film Festival, l’unico festival in Italia interamente dedicato alla cinematografia indiana. Trentacinque gli eventi in programma, tra proiezioni in anteprima mondiale, europea e italiana, mostre, talk, lezioni di cucina ed eventi off, sotto la direzione artistica di Selvaggia Velo. Un’edizione in cui attualità e cultura pop si incontrano, raccontando l’India contemporanea dove pellicole anticonvenzionali, che sfidano i pregiudizi sociali, si affiancano a commedie romantiche, dove la battaglia per l’istruzione elementare si combina alle aspirazioni di successo dei giovani.

NESSUNO È ILLEGALE

MERCATINI DI NATALE Dicembre

Il progetto “Nessuno è illegale” dell’associazione culturale "La Tana del Bianconiglio" nasce dall’esigenza non solo di prendere posizione, in questo preoccupante momento storico, ma anche di offrire un sostegno e un aiuto concreto alle realtà impegnate nella buona accoglienza dei migranti e in difesa dei diritti umani, che in questi mesi si sono trovate al centro di attacchi strumentali, ingiustificati, pericolosi perché intaccano gli stessi valori costituzionali su cui si fonda il nostro Paese. "Nessuno è illegale" si articolerà in diverse serate di concerti live, dove, attraverso la musica, ci si unirà per riaffermare il valore dei diritti umani, della cultura, della solidarietà e della buona accoglienza.Alle esibizioni dal vivo parteciperanno numerosi artisti fra cui Capovilla, Dellera, Bandabardò, Lorenzo Kruger, Etruschi from Lakota,

Tommaso Novi, Matti delle giuncaie e altri - che si alterneranno agli interventi di rappresentanti delle associazioni e delle realtà che collaborano con il progetto. La serata inaugurale avrà luogo sabato 8 dicembre presso il centro di accoglienza di Vicofaro con un live acustico di Marco Chiavistrelli, mentre la prima serata comune si svolgerà il 20 dicembre a Pistoia (nel salone del Circolo ARCI di Bottegone) e vedrà la partecipazione di alcuni richiedenti asilo ospiti nel territorio pistoiese. Sarà organizzato anche un’apericena in apertura della serata. Per maggiori info e programma: latanadelbianconiglio.staff@ gmail.com | mob. 320 556 1023 | fb:latanadelbianconiglioassociazione

Firenze non è Innsbruck, lo sappiamo tutti. Ma non è manco Città del Messico, o Bengasi, dove sappiamo bene che il Natale, seppur sicuramente sentito, è difficilmente ricollocabile nell’ottica di Santa Klaus con la slitta e/o del Bianco Natal. Ci difendiamo, insomma: qualcosa di inutile, di utilizzabile solo per 12 giorni l’anno, di ipercalorico, di confezionato artigianalmente, lo possiamo sicuramente trovare. I MERCATINI. Ve ne sono, in riva all’Arno: primo fra tutti il Mercatino di Natale Tedesco in Piazza Santa Croce, attivo fino al 20 dicembre, in pratica il top del top per gli amanti di street food mitteleuropeo e di vin brûlé. Questa location è un autentico crogiolo per coloro che, invitati all’ennesima cena natalizia, riescono ad aggiudicarsi una qualunque cosa per non recarsi a mani vuote fra gli improvvisati commensali. Indispensabile, insomma. Volendosi anticipare menzioniamo anche la Fierucola dell'Immacolata in piazza S.S. Annunziata, 8 e 9 dicembre, antesignana nei diminutivi della Fierucolina di Natale di Santo Spirito, il 16 dicembre. Eventi imperdibili anche loro, perfetti per il periodo. Non facciamoci mancare niente, scontato. W il Natale.

PANARIELLO, CONTI, PIERACCIONI

ROCK CONTEST - FINALE

28 dicembre 2018 | Teatro Verdi

Sabato 1 dicembre - Auditorium Flog

I tre olandesi del Milan: Gullit Van Basten e Rijkaard. I tre tedeschi Il Rock Contest, concorso per gruppi musicali emergenti, ordell’Inter: Klinsmann, Matthäus e Brehme. Il tridente del Brasile del ganizzato da Controradio e Controradio Club in collaborazio1958: Didì, Vavà e Pelè. E per noi, a Natale, i tre toscani. Diciamo tone con Comune di Firenze, Regione Toscana e SIAE, rimane scani e non fiorentini perché sappiamo benissimo che Panariello ha l’unica competizione musicale in Italia rivolta alle giovani come luogo natale non l’Arno, ma un mare, il Tirreno. Quanto è potente band ad aver raggiunto i trent’anni di attività. Le migliori questo spettacolo natalizio a Firenze? L’esultanza di Tardelli nel 1982, 6 parteciperanno alla serata finale con gli ospiti d’onore il live dei Queen al Live Aid del 1985, una rimonta dei fratelli Abbagnale della finale, Max Collini e Daniele Carretti degli Offlaga ad un’Olimpiade di decine di anni fa non bastano a descriverlo. Del reDisco Pax, gruppo che il Rock Contest lo ha vinto nel sto, lo sappiamo tutti che quando questi tre si mettono di buzzo buono su 2004. Quattordici anni dopo la vittoria che è valsa loro un palco il pubblico, da Trieste in giù, rimane bloccato. Non ce ne vogliano un contratto discografico e l’avvio di una fantastica i bravissimi romani o genovesi, non ce ne voglia la scuola napoletana, ma carriera, si ritrovano sul palco per chiudere un cersarebbe ipocrita e fuori luogo non pensare che una qualsivoglia persona chio e celebrare il tastierista Enrico Fontanelli, predotata del difetto fonetico di non pronunciare le C o arrotondare le T possa maturamente scomparso nel 2014 e al quale l'intera non suscitare simpatia, magnetismo e sorriso. I nostri cavalieri sono in cammanifestazione è dedicata, con alcuni degli artisti po, giusti giusti per digerire lo spumante dolce del Natale. tra i più interessanti e importanti della scena italiana degli anni zero e degli anni dieci. 18


CINEMA & TV di CATERINA LIVERANI

SPAZIO AL CINEMA

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n anno. Tanto è passato da quando le sorti del cinema Spazio Uno di via del Sole 10, uno dei pochi esercizi cinematografici rimasti eroicamente attivi nel centro storico, sembravano a rischio dal momento che lo stabile in cui la sala è ubicata era stato messo in vendita. Il pericolo, che aveva anche stimolato una mobilitazione da parte degli spettatori, è scongiurato e la sala, attiva da più di 40 anni, si prepara ad entrare in una nuova stagione. Ce lo ha raccontato Giuseppe Giuliattini, titolare dal 2002 insieme a Cristiana Baiocchi: “L’acquirente dello stabile ha creduto nel nostro progetto e stiamo lavorando non solo per lasciare intatto lo spazio dedicato all’attività cinematografica, ma anche per mi-

gliorarlo con la creazione di due piccole salette e un caffè al piano terra. Il progetto è pronto, si attende la definizione dell’atto di acquisto. L’ideale sarebbe dare inizio ai lavori nel mese di maggio così da poter riaprire in autunno”. La ripresa della stagione in sala è buona spiega ancora Giuliattini: “Un affare di famiglia, il film giapponese vincitore dell’ultimo Festival di Cannes, è andato bene, così come nei mesi scorsi ha registrato uno degli incassi più alti d’Italia Girl, pellicola a tema LGTB. Film come questo avrebbero un potenziale molto più grande, specie presso il pubblico giovane sempre più attratto però dall’intrattenimento delle serie tv o dalla programmazione offerta dalle multisala. Si tende verso una

IN SALA

sempre minore aggregazione e le sale cittadine rischiano di restare invisibili. Sempre parlando di giovani la proposta culturale del centro storico ha chiaramente risentito della decentralizzazione dei poli universitari. Sale come la nostra sentono la difficoltà di restare al passo, anche per questo siamo attenti a lavorare sempre sulla fidelizzazione del pubblico che da noi può usufruire di uno sconto stampando la nostra newsletter gratuita e condividendo la programmazione di Spazio Uno su Facebook”.

Per maggiori informazioni www.cinemaspaziouno.it

IN TV

Per Natale 2018 la Disney decide di proporre la rilettura di uno dei suoi classici senza tempo. In uscita in sala giovedì 20 dicembre Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns). Avvalendosi dell’espediente del sequel (aggirando quindi le stantie acque di un rischiosissimo remake), con la regia del mago dei musical Rob Marshall (Chicago, Nine, Memorie di una geisha) e nel ruolo che fu di Julie Andrews la talentuosa attrice inglese Emily Blunt (Il diavolo veste Prada, A quiet place), il film si annuncia come il (forse un po’ scontato) campione al botteghino nei giorni di Natale. Da tenere d’occhio anche le uscite di Colette, con Keira Knightley nei panni della celebre e anticonformista autrice francese, attiva nella prima metà del XX secolo, e del vincitore del premio alla miglior regia al Sundance, Lontano da qui in cui Maggie Gyllenhaal, indimenticabile protagonista del cult dell’erotismo indie Secretary (2002), è una annoiata maestra elementare che riscopre, grazie alle non comuni doti di un allievo, la missione di essere educatore.

“Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi” ha scritto qualcuno. Se è così non fanno certamente eccezione le storie di famiglia, specie se raccontano legami così forti come quello che unisce i Crain. Partiti con l’idea di ristrutturare una grande magione per poi rivenderla, padre, madre e 4 bambini fanno il loro ingresso a Hill House che però non è proprio una casa qualsiasi… Mike Flanagan (Oculus, Il gioco di Gerald) con le 10 puntate di Hill House, ha compiuto l’eroica impresa di partire da delle suggestioni autenticamente horror per realizzare un’opera che turba, ma al tempo stesso commuove e avvince invitando lo spettatore ad addentrarsi nelle tenebre con gentilezza. #scrifyng, dall’unione dei due verbi screaming e crying, è l'hashtag creato appositamente per descrivere le emozioni generate dalla serie. Il regalo di Natale perfetto per l’amico binge-watcher? Naturalmente lo splendido libro di Shirley Jackson da cui la serie è tratta. Brividi e divertimento assicurati nella ricerca dei dettagli riletti e elaborati da Flanagan per il prodotto Netflix.

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S I PA R I O di TOMMASO CHIMENTI

Palchi di Natale

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n altro anno se ne va. Sembra che ci sia sempre meno voglia di festeggiare. Anche Babbo Natale è stanco, i regali saranno solo doppioni e a gennaio luce e gas aumenteranno. Il teatro ci salverà, disse quello però. Dove finire l'anno prima che l'anno finisca noi? Impegno e leggerezza vanno di pari passo. Partiamo dalla seconda con gli spagnoli Yllana che ritornano nella loro “casa” fiorentina, il Teatro di Rifredi. Quest'anno, dal 28 al 31 dicembre, dopo aver parodizzato categorie mache come toreri, pistoleri del Far West e mafiosi siciliani, dissacreranno i cuochi stellati nel loro nuovo “Chefs”, ormai diventati vere e proprie star del piccolo schermo con la miriade di programmi culinari, quiz e show ad eliminazione su ogni canale che

ogni giorno, a qualsiasi ora, ci propongono piatti complicatissimi, che mai saremmo in grado di preparare, e ci fanno venir l'acquolina in bocca alla faccia dei grassi saturi e del colesterolo buono. Simone Cristicchi è da sempre sinonimo di impegno e teatro civile, di battaglie per i diritti, di storie riportate a galla dall'oblio del tempo e della dimenticanza. Al Teatro Puccini, il 6, ci racconta “Manuale di volo per uomo” portandoci dentro la quotidianità, la mente, e tutto quello che ricorda questo ragazzo “speciale” con una memoria fotografica e una sensibilità altrettanto eccezionali. Al Teatro Ver-

di invece è un susseguirsi di disimpegno allegretto passando da Angelo Pintus, dal 6 al 9, “Belle ripiene”, dal 14 al 16, “Dirty dancing”, 21 e 22, fino a Panariello - Conti – Pieraccioni che terranno banco dal 28 dicembre fino a metà gennaio. Invece al Teatro della Pergola imperdibile sarà “La tragedia del vendicatore” di Middleton, coevo di Shakespeare, per la regia di Donnellan e la rielaborazione e riduzione di Stefano Massini, un trio d'eccezione. Testo seicentesco che parla, purtroppo, all'oggi e al sempre umano tra decadimento dei costumi, assenza di valori, angosce, corruzioni e qualcosa che sta per accadere. Di solito, in questi casi, le sorprese non sono mai positive. 2019, ti aspettiamo.

Sweaty Betty’s Tattoo - Santo Spirito

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el sempre più cool quartiere di Santo Spirito è facile perdersi tra le viuzze brulicanti di turisti e nel fascino della storia, che ti pervade. Passeggiando col naso all’insù, ammaliati dallo stupore, si rischia però di perdere un piccolo gioiello d’Oltrarno: piazza della Passera, ed è proprio lì che, nascosto ma ben visibile, lo scorso anno è nato lo Sweaty Betty’s Tattoo. Paul (il titolare, n.d.r) si è trasferito dal Canada sette anni fa. Nel corso degli anni ha lavorato in molti studi di tatuaggi, creandosi man mano una reputazione ed un suo seguito. Dopo innumerevoli peripezie è riuscito a realizzare il suo sogno di aprire uno spazio tutto suo, che riflettesse non solo la sua personalità, ma che servisse anche come punto di ritrovo per collettivi di artisti per scambiarsi opinioni ed accrescere la propria arte, per regalare ai clienti un’esperienza unica. Il risultato è Sweaty Betty’s Tattoo, che è uno studio assolutamente unico nel suo genere: arredato come un accogliente salotto di un amico, una grande porta-finestra che filtra le luci soffuse della sala d’attesa, pulito, e luminoso. Non appena ci si mette piede

o è impossibile non sentirsi i benvenuti. Proprio come la piazza in cui risiede, il team di Sweaty Betty è composto da personaggi che aggiungono il loro fascino, lo stile, la passione per la loro arte e l’amore per il loro studio. E sebbene chiamino Paul “boss”, Bradipo e tutti gli artisti operano davvero come una squadra, d’accordo sul fatto che lavorare bene ed insieme significa prendersi il tempo di creare sulla pelle un tatuaggio fantastico. Con la flemma necessaria a finire un ottimo bicchiere di vino dalla sua fornitissima provvista in studio, e mentre un cliente aspetta pazientemente di consultarsi con lui su un enorme samurai da tatuarsi sul dorso, Paul riassume tutto con questa frase: “il 90% delle persone che vogliono farsi tatuare hanno già un’idea di ciò che pensano di volere. Nel nostro negozio vogliamo che entrino e parlino con noi, così che si possa lavorare insieme ad un buon progetto, che si adatti al loro corpo, che si abbini il loro carattere e, soprattutto, che il risultato sia incredibile”. Informazione pubblicitaria


ESSERI URBANI di FRANCESCA CORPACI

I minimarket

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'elle ultime settimane ho tentato disperatamente di elaborare due no-

tizie differenti eppure in qualche modo correlate. La prima: negli Stati Uniti la produzione del noto programma tv I Simpson sta valutando la cancellazione del personaggio di Apu. La seconda: a Firenze un’ordinanza comunale ha estirpato dal panorama notturno del C(entro)S(torico) qualsiasi cosa somigli anche solo vagamente a un paki negozio etnico minimarket. Se le logiche alle spalle di ciascun provvedimento sono quasi diametralmente opposte (o no?), e se in fondo le due faccende non hanno granché a che vedere l’una con l’altra (o sì?), potrebbe comunque essere utile tenere a mente certi punti anche parecchi o banali edificati intorno ai concetti di due pesi due misure e il carro dei vincitori. Preservando tuttavia il dibattito per sedi che contemplino più di 2000 battute, mi limiterò qui a una lista di motivazioni meno ideologiche, ma comunque piuttosto rilevanti, per cui i paki negozi etnici minimarket in sostanza dovrebbero essere liberi di fare quello che gli pare.  i paki negozi etnici minimarket sono l’unico luogo nel CS dove è possibile acquistare Gina: delizioso succo di mango prodotto nelle Filippine e custodito in latte di fagioli dal design imbattibile.

 i paki negozi etnici minimarket annoverano tra le proprie fila il personale più sobrio, educato, comprensivo e paziente dell’emisfero occidentale.

 non ho mai visto un barista rifiutarsi di servire un mojito, ma ho visto il gestore di un paki negozio etnico minimarket impedire al mio sbronzissimo amico F. di pagarsi una birra nonostante non la piantasse di piagnucolare che gli serviva per guidare.

 i Mikado costeranno anche il doppio che al super, ma la certezza che anche nella nottata più schifosa ci sarà sempre un bandone alzato con dietro qualcuno disposto a interrompere una sontuosa maratona streaming per permettervi di portare a casa n.1 zuppa liofilizzata + n.1 pacca sulla spalla (la seconda gratuita) nonostante la vostra faccia non potrà mai vendervela nessuno.

Illustrazione di Lafabbricadibraccia

UNDICI PROVERBI FIORENTINI di SELENE MATTEI

rentino e non sei dotato di biologica provvidenza, sarai ricaduto sulla stessa risposta. Normale, il destino del moscondoro è in mano a forze oltre la sua conoscenza “ma lui non lo sa e vola lo stesso”, intorno alla stessa merda. Il moscondoro sei tu. Sei tu, tutti i giorni, quando ti lavi la faccia la mattina e guardandoti allo specchio pensi che sì, oggi potrai sistemare le cose per il meglio. A fine giornata ripeti il gesto, guardi ancora il tuo riflesso, gli strizzi un po’ l’occhio, sarà per domani, gli dici, giusto, domani, perché il moscondoro fugge il presente, costruendo frasi al condizionale o al futuro. Potresti, lo farai, appena ci sarà l’occasione. Il moscondoro c’è da sempre. Era lì che ronzava nella tua testa quando il sabato sera, non avendo prenotato nessun ristorante, ripetevi ai tuoi amici “più avanti ce n’è di sicuro uno migliore, lo diceva anche Steve Jobs, stay hungry”. E infatti, guarda che fine ha fatto, era meglio fermarsi prima: davanti non c’è niente. Il fiorentino lo sa, e mentre tu continui a cercare un posto migliore, anche se sono le undici di sera e le cucine stanno per chiudere, lui è seduto lì, al tuo posto, a mangiare quella che doveva essere la tua fiorentina.

Fare come il moscondoro, che gira gira casca sempre nella merda

S

pesso la scelta migliore è accettare il fatto che non si ha scelta. O meglio, prendere per buona una volta per tutte l’idea che non si avrà una scelta migliore. Il fiorentino riconosce i suoi limiti, erge i suoi muri; ci si arrampica fino in cima, tutto armato, pronto a rovesciare una colata di verità pura e semplice sul nemico. Senza melliflui racconti epici, non si avvale di analogie di chissà quale altura. L’intellettualismo, al fiorentino, non interessa. Vola basso, ti dice, sei soltanto un altro moscondoro che gira e rigira casca sempre nello stesso posto. “Fare come il moscondoro” è accontentarsi della minestrina riscaldata. Non è buona, si sa, ma hai davvero un’alternativa migliore? Ti fa davvero così paura accontentarti? Non rispondere sì, leggi un’altra volta la domanda. Se non sei fio-

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DEVIAZIONI 1

DEVIAZIONI 2

di GIACOMO ALBERTO VIERI

di MICHELE BALDINI

A Firenze non c'è mai niente da mangiare

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onosco una storia molto graziosa che inizia così: «C'era una volta mia madre per cui cucinare era una perdita di tempo e quando in gita alle elementari le maestre dicevano di portare il pranzo a sacco, tutti i miei compagni scartocciavano dal Domopak alluminio dei bellissimi panini fatti in casa, colorati e molto imbottiti, mentre io arrotolavo nervoso la banconota da 10.000 lire fino a che zitto zitto mi passava la fame, dicevo che era tutto apposto, finivo digiuno, finiva la gita e bum, sipario». La storia è questa. A dire il vero ci sarebbe anche un paragrafo sull'unica volta che mia madre me ne comprò uno al bar, di panino imbottito, salmone e burro, e tutta la classe mi prese in giro perché a quanto pare negli anni '90 si diceva che i maschi non mangiassero il salmone. Però boh, forse questo mi porta lontano dall'approdo. Dicevo, per una sorta di ferita mai sanata col pranzo a sacco, oggi mi piace molto mangiare panini in luoghi pubblici: o magari solo scartarli, o tirarli fuori dallo zaino. Testimoniare alla Vita, insomma, che mi sono svegliato mezz'ora prima per lei. Che le ho preparato una frittata qualora mi volesse trattenere un pomeriggio in fila ai Musei Vaticani. Sul mio telefono ho dei selfie con un panino in mano sulla Fifth Avenue, in Rodeo Drive, su una spiaggia di Bali, davanti alle piramidi di Chichén Itzà. Non ne ho nessuno in Via De ‘Neri, ed è un peccato perché ormai non c'è più tempo. Adesso Firenze mi proibisce di riappacificarmi con l'infanzia – e col salmone – e vago smarrito di vicolo in vicolo, con 10 euro stropicciate fra le dita, faccio a spallate coi turisti giapponesi, sbaglio a suonare il campanello nelle case degli amici perché mi confondo fra B&B Duomo 1, B&B Duomo 2, 3, 7. Alla fine, mi affloscio mesto, a stomaco vuoto, sulle panchine di quartieri periferici, o mi butto per terra come i fattorini in bicicletta di qualche delivery, e mi domando perché mia madre non abbia scelto cotto e fontina, tipo. O perché devo sedermi per forza se comunque, lovely Firenze, mi somigli sempre di più a un vecchio ristorante a fine servizio, i camerieri senza grembiule che sbaraccano, le sedie impilate, le luci abbassate.

Oltrarno Jogging

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i legge spesso che il merito di Cristoforo Colombo non sia stato tanto l'aver scoperto l'America, quanto l'averne tracciato la rotta. Il “Nuovo Mondo” era già stato scoperto dai vichinghi, abitato da Maya, Aztechi, Incas e compagnia bella e in fondo non è nemmeno giusto parlare di merito quando pendono sulla capoccia milioni di morti a causa della colonizzazione. È andato, è tornato, è ritornato e gli dedichiamo per questo scuole e ponti. Ecco, nel mio piccolo anche io ho tracciato una rotta: correre Oltrarno per circa 10 km. Tracciare, ripetere, esportare: nessuna scoperta e d'altra parte nessuno sterminio. Io, la corsa e Google Maps abbiamo un ménage à trois, morboso, complesso. Esco da via dei Serragli, cellulare in mano (la destra), cuffie. Su Spotify per poveri (quello gratuito) metto lo shuffle play dei Depeche Mode e sono fortunato: “Wrong” mi dà la carica, mi fa sentire controcorrente e in pieno centro abitato sono già in trance. Esco da Porta Romana, ogni essere senziente salirebbe per viale del Poggio Imperiale ma io imbocco via Senese. Me la godo, serpeggio tra macchine parcheggiate, laboratori artigianali di paste, altre hipsterie e marciapiede, comincia “Useless”: sano realismo. Penso al DEF, a un progetto che ho in mente sulla commercializzazione del seme nigeriano. Arrivo dritto al semaforo prima del Galluzzo, sinistra per via del Gelsomino, risalgo. All'incrocio per Arcetri proseguo per il Piazzale, mi arrampico sul selciato alberato, un senzacasa mi sfiora, starnutisce (l'ho già visto lì: un habitué?), si pulisce il muco con la maglia. La cupola vista da queste frasche è più gloriosa che mai, mi affianca a sinistra: parte “Home”, right place right time. Sotto il Biancone slitto fra i pullman, viale Michelangiolo e sono giù in San Niccolò. Finiscono gli alberi e ricominciano i turisti su Lungarno Torrigiani, Dave Gahan canta “People Are People”. Incrocio i selfiestick davanti al Ponte Vecchio, spero almeno in un tag. Torno a casa, venti piegamenti.

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RACCONTO IN TRAMVIA di MARTINA VINCENZONI

La scelta del tempo

L'

questo tempo prezioso, meno affollato, dove possiamo pronunciare qualcuna delle parole che abbiamo in mente. La fermata ha un nome per me esotico, “Federiga”; la speaker si sofferma inutilmente sulle vocali, rallenta, pare prenderci per scemi, o balbettare. Ogni volta ho la tentazione di correggere quella assurda G in una C. Siamo di nuovo a trascinare i piedi per rallentare questo tempo che ci separa da una nuova separazione. Servono motivi validi per rimanere insieme oltre il limite orario consentito dalla credibilità e il nostro di oggi sta per scadere. La fermata si avvicina noncurante e, insieme a lei, il semaforo – è un semaforo pedonale. Ci guardiamo intorno come sempre si fa, automaticamente. Accanto a noi, la distanza di un avambraccio, c'è il palo giallo. Le macchine sfrecciano. La gente ha fretta. Sul semaforo c'è il sensore, dice: chiamata pedonale. C'è chi dice che sia un placebo ma tutti noi continuiamo a usarlo, quando arriviamo ad un semaforo e aspettiamo più di dieci secondi; la mano va a toccare la superficie e una scritta si illumina, a rassicurarci sull'efficacia del sistema: attraverseremo quanto prima. Ecco, in quel momento psichedelico, in quel guardarsi intorno, entrambe abbiamo compreso nel nostro campo visivo e nella sfera delle possibilità il sensore della chiamata pedonale. Entrambe, in un'altra situazione, non avremmo esitato ad allungare la mano. Invece, in quel brevissimo istante abbiamo deciso entrambe di non toccarlo, di aspettare, sperando che il verde non arrivasse mai, e prolungare quel tempo in cui ci limitavamo a pensare che il nostro tempo stava per scadere. È stato un attimo, probabilmente il più romantico della storia del mondo: sguardi che scappano via dal sensore del semaforo, che si incrociano e scappano ancora, cercando di non farsi notare; abbiamo pensato la stessa cosa e facciamo finta di niente. In questa elettricità, ecco arrivare un vecchietto: deve attraversare anche lui e naturalmente allunga la mano a toccare il sensore. Tra poco si accenderà la scritta rossa e dovremo passare. Entrambe imprechiamo segretamente contro l'ignaro signore. Nessuna delle due parla. Questo aneddoto non ce lo siamo mai raccontato, come fanno gli innamorati, come abbiamo fatto in altre mille occasioni. La tramvia passa con i suoi scricchiolii. La prendiamo in due direzioni diverse, perché diverse sono le nostre destinazioni: “Alamanni” da un lato, “Torregalli” dall'altro. Con sottile ironia: lei alla stazione, io all'ospedale.

incipit è quello di una storia vecchia: ci sono due persone che si innamorano ma non possono stare insieme. Romeo e Giulietta, Paolo e Francesca, Aggiungi un posto a tavola, e così via. Anche noi abbiamo fatto parte di questa schiera, anche se gli psicoterapeuti correggerebbero la mia definizione in: persone che si innamorano ma non stanno insieme per via di una scelta. Noi ci siamo incontrate a lavoro e questo sarebbe già di per sé un impedimento, in certi ambienti di lavoro e in certe visioni del mondo. Il nostro problema era però – di nuovo – molto più “vecchio”: l'esistenza di una terza persona, di una relazione in essere, di impegni presi, di famiglie coinvolte. E anche l'ostacolo di pensarsi in una relazione omosessuale, al trentacinquesimo anno di vita, per la prima volta e inaspettatamente. Insomma, avete capito: colpi di fulmine, salti nel buio, rischi, parole, rincorse, sguardi, telefonate, messaggi, promesse. Fantasie, condivisioni, dubbi, tentativi, cadute, ritentativi. Scoperte, scenate, paure, rimpianti. Addii, e ancora promesse. Ma questo racconto non rispetta l'ordine cronologico, né prende a riferimento il tempo come categoria immutabile. Questo racconto parla di come abbiamo cercato di dilatarlo, il tempo, fino all'ultima goccia, di come lo abbiamo stiracchiato e teso fino a sfibrarlo, per infilarci tra le sue maglie allargate oltre ogni limite e rallentare la sua inesorabile corsa verso l'ora di andare. A questo ritmo estremamente relativo, quantico, einsteiniano abbiamo salito scale sollevando gambe improvvisamente pesantissime; abbiamo trascinato piedi per corridoi sempre troppo corti, dove le stesse facce incontrate agli stessi angoli si interrogavano sui nostri viaggi insensati. Ci siamo date segreti appuntamenti senza parlare, in stanze delle necessità create da noi. Un giorno ci siamo dette addio e il giorno dopo abbiamo trovato la scusa di andare insieme a trovare una collega che stava poco bene, giustificate ai nostri stessi occhi da questo nobile intento, un'opera di misericordia. Siamo andate a cucinarle una carbonara. Abbiamo rotto, impacciate, le uova in una ciotola, sorprese in questa improvvisa e semplice intimità; ci siamo sedute sul letto della nostra amica a chiacchierare, entrambe vivendo quel momento con intenso ed elettrico imbarazzo. Siamo uscite da quella casa in coppia, come eravamo arrivate, sebbene la cosa non fosse necessaria; ci siamo dirette alla fermata della tramvia. Ed eccoci: anche per oggi si conclude la pausa pranzo, 24


PA R O L E di GABRIELE AMETRANO

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arlare di un libro per parlare di uno scrittore, di un poeta, di un intellettuale. Parlare di qualche pagina per poter parlare di Vincenzo Cerami. È scomparso nel 2013, a 73 anni, e la sua vita è stata un via vai di incontri e collaborazioni, successi e gratificazioni. Fu studente di Pier Paolo Pasolini, con cui lavorò poi come aiuto regista in “Comizi d’amore” e “Uccellacci e uccellini”. Il suo secondo romanzo fu “Un borghese piccolo piccolo” da cui poi Monicelli creò l’omonimo film. Fu sceneggiatore de “La vita è bella” di Roberto Benigni. Ne ha fatte tante e immaginate ancor più, ma un simile gigante in pochi lo conoscono. Io ricordo ancora quando lo presentai alla Edison di Firenze nel 2007 con il suo romanzo “Vite Bugiarde”: davanti a noi c’erano 12 persone. E ho ancora nelle orecchie la domanda che dietro a me è nata da una signora attempata durante l’opera “La pietà” al Teatro del Maggio Fiorentino. Nicola Piovani, suo grande amico, lo ha ricordato sul palco con grande commozione e quando ha detto “il mio grande amico Vin-

cenzo Cerami” la signora ha chiesto “e chi è?”. Beh, Cerami è un uomo che ha scritto quasi ogni lavoro cinematografico che oggi chiamiamo capolavoro. È stato un uomo di periferia, di semplicità e di arroganza, sì, l’arroganza della creatività che vuole rappresentare il reale e la sua drammatica crudeltà. Ed è stato uomo di versi, quelli che per ultimi sono stati pubblicati prima che la malattia portasse il suo genio altrove. “Alla luce del sole” (Mondadori) è il libro che ora mi permette di parlarvi di lui, sperando che andiate oltre, che scaviate nelle pubblicazioni di Vincenzo Cerami per trovare in tutte le sue parole scritte l’importanza del Novecento e dei grandi del Duemila, l’immensità di un cinema che ha fatto la storia dell’Italia. “Ogni mattina di me amo i più remoti futuri e a sera rimpiango i futuri remoti”: vi basti questo verso per capirne la profondità e la necessaria conoscenza di questo uomo. Bastino queste parole alla signora che sedeva dietro la mia poltrona a teatro: a quella domanda non esiste risposta, ma una vita di parole e arte.

“ALLA LUCE DEL SOLE” di Vincenzo Cerami edito da Mondadori - pag. 148 - euro 16

LETTURE D'AUTORE di LUCA STARITA

Marco Vichi consiglia

“DALLA PARTE DI LEI” di Alba de Céspedes

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“GUSTAV KLIMT” di Giovanni Iovane e Sergio Risaliti edito da Bompiani - pag. 264 - euro 16

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ono sicuro che “Il bacio” lo abbiamo guardato con stupore tutti, almeno una volta nella vita. Così come sono certo che davanti a “L’albero della vita” siamo rimasti fermi qualche minuto in più, per capirne la composizione. L’effetto dell’arte di Gustav Klimt è dirompente, a volte incerto e destabilizzante. Fu uno dei maestri dell’arte moderna europea ed è una delle figure che ancora oggi attirano attenzione del pubblico e dei critici. A raccontarcelo il libro di Giovanni Iovane e Sergio Risaliti, “Gustav Klimt”, edito da Bompiani. Un percorso ben studiato che analizza le fasi dell’artista, i suoi cambiamenti, la vita di un’anima sensibile. Un testo che ci accompagna opera dopo opera nell’universo Klimt, lasciando osservare anche particolari che ad occhio inesperto possono sfuggire. Lo sappiamo bene tutti che un bacio è “Il bacio”, ma per comprenderne a pieno l’essenza a volte occorre andare sotto pelle e percepire le pulsazioni.

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na libertà desiderata per una vita intera e ritrovata soltanto in un epilogo che, almeno formalmente, molto poco ha a che vedere con l’arbitrio. “Dalla parte di lei” di Alba de Céspedes è un romanzo del 1949, ambientato intorno alla metà del Novecento a Roma: è una confessione, una storia che copre l’arco temporale di una vita intera e che ha come unico punto di vista la parte interiore di una sola donna, Alessandra. La sua infanzia si scompone tra l'intima convinzione dell’esistenza, nel suo corpo, dell’anima del fratello defunto e l’ammirazione per una madre che, pur di conquistare un amore libero, non ha paura di scavalcare i suoi vincoli matrimoniali e di compiere atti estremi. Quando poi la crescita la porterà a ricercare e a trovare il suo, di amore, riuscirà soltanto a incappare in una storia sbagliata, portata avanti con ostinazione nonostante i continui ripensamenti e bipolarismi, le frustrazioni e le incomprensioni che segneranno il suo sbaglio più grande. La storia di Alessandra ha una voce unicamente femminile, che tanto si discosta da quell’universo maschile sprovvisto delle giuste chiavi di lettura, incapace di comprendere e completare. Marco Vichi, classe ‘57, è uno scrittore fiorentino conosciuto per il suo commissario Bordelli, protagonista di una serie di romanzi polizieschi ambientati a Firenze. Il suo ultimo romanzo è “Nel più bel sogno”.


di GABRIELE GIUSTINI

Fine anno. Si tirano le somme di quasi tutto, fra vecchi e nuovi propositi. Immancabili le varie playlist che ci spunteranno fuori dagli occhi in questi mesi. Quello che abbiamo letto, visto, ascoltato, mangiato, cucinato, fotografato. Anche la redazione di Lungarno si è messa in gioco, con quella che forse è la cosa più vicina a tutti, la musica. La radio nel tragitto casa-lavoro, casa-università, spotify nello smartphone, lo streaming sul posto del lavoro, al supermercato, dal parrucchiere. Viviamo in una colonna sonora e questi sono i nostri gusti, un po’ bipolari. LUCA STARITA Elliott Smith Either/Or Foals What Went Down MUNA About U Antony and the Johnsons Cut the World SOHN Rennen Talos Wild Alee Florence + The Machine High as Hope Novo Amor Birthplace Bon Iver 22, A Million Grimes Artangels

MATILDE SERENI Peter Gabriel So David Bowie Black Star Elliott Smith Figure 8 Metric Old World Underground, Where Are You Now? Riccardo Sinigallia Ciao Cuore The National Trouble Will Find Me Cat Power Wanderer Colapesce Infedele dEUS In a Bar, Under The Sea LIBERATO

Lucio Battisti Il mio canto libero Giorgio Canali Undici canzoni di merda con la pioggia dentro

CATERINA LIVERANI

Setti Arto Baseball Gregg Sleeping Francesco Di Leo La Malanoche Giorgio Poi Fa Niente The Good, The Bad & The Queen Merrie Land Angel Olsen Strange Cacti Suede The Blue Hour My Bloody Valentine Loveless Shout Out Louds Our Ill Wills Foxygen We Are the 21st Century Ambassadors of Peace & Magic

SELENE MATTEI

LUCA GASPERONI

Slowdive Slowdive The Cure Faith Bauhaus The Sky’s Gone Out Andrew Bird I Want to See Pulaski at Night Cream Disraeli Gears Genesis Selling England by the Pound Joy Division Closer Franz Ferdinand Franz Ferdinand Caparezza Habemus Capa Paolo Conte Tournée 2 (live) BONUS TRACK: Sfera Ebbasta Rockstar

Kurt Vile Lotta Sea Lice Jack Johnson In Between Dreams WU LYF Go Tell Fire to the Mountain Manu Chao Proxima Estacion Esperanza Sufjans Stevens Carrie & Lowell Rodrigo Amarante Cavalo The Brian Jonestown Massacre Revelation John Butler Trio Sunrise Over Sea Calle 13 Entren los que quieran King Gizzard & The Lizard Wizard Gumboot Soup

MATTEO CHIAPPONI

GIADA DIVULSI

The Kinks The Kinks Are the Village Green Preservation Society The Sonics Here Are the Sonics Television Marquee Moon Pearl Jam Ten Jack White Boarding House Reach Audioslave Audioslave Deerhunter Halcyon Digest Calexico The Thread that Keeps Us Sparks Kimono My House PJ Harvey The Hope Six Demolition Project

Aphex Twin Syro Steve Wilson The Raven that Refused to Sing Porcupine Tree In Absentia Pink Floyd Atom Heart Mother Brian Eno Before and After Science Lucio Dalla Canzoni Banco del mutuo soccorso Darwin The Beatles Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band John Coltrane Blue Train Toundra IV Toundra

GIACOMO ALBERTO VIERI

Tame Impala Innerspeaker Tame Impala Lonerism Alt J This Is All Yours Alt J An Awesome Wave Verdena Requiem Verdena Enkadenz 1 Mike Oldfield Tubolar Bells Beyond the Garden Bonfire Nevrorea Diva Lucio Battisti Una donna per amico

BIANCA INGINO

RICCARDO MORANDI

Le Luci della Centrale Elettrica Terra Colapesce Infedele Niccolò Carnesi Bellissima noia Motta La fine dei vent’anni Ettore Giuradei La repubblica del sole C.S.I. In Quiete Lucio Dalla Dallamericaruso Baustelle Sussidiario illustrato della giovinezza

MARTA STAULO

Call Me by Your Name OST Mogwai Les Revenants Ludovico Einaudi Una mattina Trent Reznor & Atticus Ross Gone Girl OST John Frusciante To Record Only Water for Ten Days Harry Gregson-Williams The Martian OST The Police The Very Best of the Police Leonard Cohen You Want it Darker Talking Heads The Best of Talking Heads Max Richter Recomposed by Max Richter:

The Smashing Pumpkins Mellon Collie and the infinite Sadness Gazzelle Superbattito Joni Mitchell Blue Enzo Jannacci Ci vuole orecchio Supertramp Breakfast in America Canova Avete ragione tutti Audioslave Out of Exile Dimartino Sarebbe bello non lasciarsi mai ma abbandonarsi ogni tanto è utile Of Monster and Men Beneath the Skin Lucio Dalla Bugie

MARTINA VINCENZONI

Placebo Black Music Market Iron Maiden Fear of the Dark

Oasis Definitely Maybe Elvis Costello and The Attractions Armed Forces INXS INXS Thegiornalisti LOVE Diva Divadelica Baustelle L'amore e la violenza Vol.2 Tim Maia Tim Maia Police Outlandos d'amour 26

LEONARDO CIANFANELLI Marianne Faithfull Negative Capability J Mascis Elastic Days Pinegrove Skylight Daniel Blumberg Minus Marissa Nadler For My Crimes Beak> L.A. Playback Spiritualized And Nothing Hurt Mount Eerie Now Only Richard Youngs Belief Marlon Williams Make Way For Love

GABRIELE GIUSTINI Riccardo Sinigallia Ciao Cuore Marianne Faithfull Negative Capability Giardini di mirò Different Times J Mascis Elastic Days Khruangbin Con Todo El Mundo Nils Frahm All Melody Low Double Negative Rolling Blackouts Coastal Fever Hope Downs Idles Joy as an Act of Resistence Beechwood Inside The Flesh Hotel


FRASTUONI•DISCHI PIÙ O MENO PROBABILI di GABRIELE GIUSTINI

THE SMASHING PUMPKINS “Shiny and oh so bright, vol. 1 / LP: no past. no future. no sun.”

GIARDINI DI MIRÒ

MARIANNE FAITHFULL

42 Records

Panta Rei

Eccezion fatta per la sonorizzazione di “Rapsodia Satanica” del 2014, era dal 2012, anno di “Good Luck”, che i nostri Giardini di mirò non pubblicavano un nuovo album svincolato da immagini cinematografiche. 6 anni abbondanti, un’eternità in un’industria discografica che porta a dimenticare anche le uscite di venerdì scorso. Ma non può portare a dimenticare una band che ha dato moltissimo al panorama italiano e fra le prime ad aver avuto un proprio profilo anche al di fuori dal nostro paese. Il nuovo “Different Times” vede i GDM nuovamente con Giacomo Fiorenza, come per “Rise and Fall of Academic Drifting” e “Punk… Non Diet!”. Il disco, composto da nove brani per una cinquantina di minuti, è impreziosito da importanti collaborazioni, da Adele Nigro di Any Other nelle aperture di ‘Don’t Lie’ a Robin-Proper Sheppard in ‘Hold On’, che sembra proprio il brano che ti immaginavi da una collaborazione tra GDM e Sophia, da Glen Johnson dei Piano Magic in ‘Failed to Chart’ a Daniel O’Sullivan (tante cose, anche Ulver) nella finale ‘Fieldnotes’. Post-rock, aperture, sezioni di archi e fiati per uno dei dischi italiani più belli di questo 2018. Post-GDM.

Poi arriva una signora di 71 anni che appena attacca, con la sua voce sofferta e densa, ‘Misunderstanding’, primo brano del suo nuovo album “Negative Capability”, stende moltissime delle sue più chiacchierate colleghe. E così, Marianne Faithfull, al suo 21esimo album ha ancora la forza e la capacità di stupire e arrivare dritta al cuore di chi l’ascolta. Registrato a Parigi, ormai sua città adottiva, il disco è ricco di collaborazioni prestigiose, segno ulteriore di quanto la Faithfull sia ancora amata da molti artisti. Ci sono Nick Cave – nel primo bellissimo singolo ‘The Gypsy Faerie Queen’ – Rob Ellis, che produce, Warren Ellis, Rob McVey, Ed Harcourt e Mark Lanegan, quest’ultimo co-autore di ‘They Came at Night’, brano che racconta gli attacchi terroristici di Parigi del 2015 e la strage del Bataclan. Nel disco anche una commovente rivisitazione di ‘As Tears Go By’, brano di Mick Jagger e Keith Richards del ’64, già all’epoca interpretato dalla Faithfull. Piano, chitarra acustica e violino per un lavoro intenso, disarmante e sincero. Che bella che sei Sister Morphine.

“Different Times”

“Negative Capability”

Napalm Records Non avrei mai pensato di parlare o scrivere degli Smashing Pumpkins – o dei The Smashing Pumpkins, per fare il secchione – nel 2018. Pensavo che, già nel ’95 con la pubblicazione del doppio epocale “Mellon Collie and the Infinite Sadness”, si fosse esaurita, tutta insieme fra l’altro, quella forza propulsiva che avevo reso la band di Chicago una delle più significative del rock alternativo americano degli anni Novanta. Tentare di non avere preconcetti funziona ed il premio è un buon album come il nuovo “SHINY AND OH SO BRIGHT, VOL. 1 / LP: NO PAST. NO FUTURE. NO SUN.” – preludio immaginiamo di un volume 2 – disco che, grazie soprattutto a brani come ‘Knights of Malta’ - belli i cori stile ‘Helter Skelter - ‘Silvery Sometimes (Ghosts)’ – b-side di ‘1979’? – o ‘With Sympathy’, si pone subito dopo l’inarrivabile terzetto composto da ‘Gish’, ‘Siamese Dream’ e dal già citato ‘Mellon Collie’. Tornano con Billy Corgan, per la prima volta dopo 18 anni, sia James Iha che Jimmy Chamberlin, per una formazione completa per tre quarti. Zucche sempre buone.

CASA JAZZ di GIULIA FOCARDI

ALESSANDRO PATERNESI “Melodico” Pipo Music

Ci sono musicisti capaci di raccontare storie anche senza parlare. Storie fatte di note, di riflessioni sonore, di ricordi, suggestioni, immagini. È quello che succede nel nuovo disco di Alessandro Paternesi, il secondo con il suo P.O.V.Quintet, “Melodico”, pubblicato per la propria etichetta indipendente Pipo Music. Insieme a lui una formazione di talenti: Simone La Maida al sax, Francesco Fiorenzani alla chitarra, Enrico Zanisi al piano e Gabriele Evangelista al contrabbasso. Otto brani che raccolgono alcuni anni di esperienza e maturazione del giovane batterista, esperienze artistiche e personali che hanno influenzato la percezione di melodie e scritture, trasformando questo repertorio completamente originale, in vere e proprie narrazioni sulla nascita, sulla natura, sulla vita dove anche il silenzio e le pause diventano parola e senso. 27


Apre a Firenze il primo avocado bar

T

he AVV BAR - “Your Avocado place in Florence” si trova a due passi da piazza della Repubblica, per l’esattezza in via del Campidoglio. The AVV bar, il primo avocado bar della città, ha aperto da poche settimane ed ha ricevuto subito un’ottima accoglienza. Ambientazione jungle con tanto di maxi piante e l’inconfondibile silhouette del frutto esotico. Due Banani fanno capolino sulla vetrata principale ed all’interno del locale, avvisando che siete nel posto giusto. Mancava a Firenze un avocado bar e ci hanno pensato Mattia, un ragazzo che della ristorazione ha fatto il suo mestiere. Con un occhio a Londra ed uno a Firenze ha portato a casa un sapore che ha già conquistato i ragazzi di tutta Europa. Il risultato? Una cucina fusion, vegetariana e innovativa. All’ AVV Bar il menu è declinato nel segno dell’avocado: spiccano sulla carta i PolloPop (le polpette di pollo impanate ai cereali con guacamole e pomodorino fresco) e le Avofries, croccanti bastoncini di avocado fritti con panatura di riso e pangrattato ed un tocco di menta. L’avocado dà il meglio di sé anche nelle proposte vegetariane che non mancano, come le insalate o le vegan bowl. Per i dolci momenti potete provare i waffel a base di miele e frutta secca, le frittelle dolci e i pancake, golosi con la frutta fresca ed il caramello. Insomma un menu che ti permette di gustare l’avocado in tutti i suoi sapori. Per accompagnare i piatti, si può ordinare uno smoothie alla frutta, dissetante e profumato. Si va dall’ ”avocado- lamponi- the verde al finocchietto” alla versione “avocado- banana- semi di papavero- the al bergamotto” oppure “avocado- kiwi- menta” oltre alle soprese del giorno. In alternativa non mancano gli Avococktail per chi ama sorseggiare la vita. Il locale, piccolo e accogliente, è aperto per colazione, pranzo e cena tutti i giorni della settimana. La cucina è a vista, così da poter seguire in tempo reale la preparazione dei piatti. Il valore aggiunto, oltre alla posizione strategica, è anche la pedana esterna per chi ama mangiare all’aperto nel centro di Firenze. Da non perdere la serata – degustazione dell’Avocado il 20 dicembre ed il mitico AVOCADO.2019, evento speciale per la sera di capodanno. E non dimenticate… Let’s AVOCADO.

L’avocado è un frutto originario del Centro America. Prende il nome dalla parola azteca ahuacatl  che vuol dire testicolo: nell’antichità veniva considerato un afrodisiaco, data anche la sua particolare forma. A dispetto del suo sapore dolce, è molto frequentemente utilizzato nella preparazione di piatti salati. Ricco di vitamina B6, B9 ed E oltre ai sali minerali come magnesio, fosforo e zinco, contiene acidi grassi insaturi che permettono di abbassare il livello del colesterolo. Ha effetti benefici sulla circolazione, è alleato del cuore e riduce il colesterolo cattivo nel sangue. Nonostante le sue 165 kcal ogni 100g ha un effetto saziante e aiuta a mantenere il giusto peso. Da qui il consiglio dei nutrizionisti di utilizzare qualche fetta di avocado nell’insalata o su altri piatti.

info & prenotazioni 055 2029365

TUNA POKE – The AVV Bar INGREDIENTI per 4 persone: - 400g di Filetto di tonno - 1 Avocado di circa 250g - 1 Mango di circa 300g - Una bustina di semi di sesamo da 250g - Salsa di Soia - Paprika - Germogli di soia Tagliate a dadini delle stesse dimensioni, circa 1cm x 1cm, il tonno, metà mango e metà avocado già sbucciato. Prendete una ciotola ed unite una manciata di semi di sesamo ai dadini già tagliati, condite il tutto con paprika e salsa di soia q.b.., classica o povera di sale, ad ognuno il suo gusto. Aggiungete una scorza di lime grattato e mescolate fino a che i sapori non si saranno amalgamati tra loro. A questo punto potete accompagnare il piatto con una ciotola di riso, a noi piace sia il Basmati che il Riso Wilde, e per chi volesse esagerare potete aggiungere la nostra Mayo Rossa, specialità della casa dalla ricetta semi-segreta.

MAYO ROSSA INGREDIENTI: - 300 g di mayonese (noi la facciamo in casa, ma anche quella del supermercato può andare bene) - 150g di barbabietole rosse Prendete una pentola con 1 Lt. di acqua, portate l’acqua ad ebollizione e fate cuocere le barbabietole per circa 20 minuti. Quando le barbabietole saranno pronte, lasciatele raffreddare. Mettete le barbabietole nel mixer e frullatele con la mayonese, troverete questo gusto sorprendente! Prendete quindi la Mayo Rossa e servitela accanto al TUNA POKE.

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PA L AT I F I N I di MARTA STAULO

Uovo al tegamino ln ogni lessico culinario familiare, l’uovo - fresco di pollaio - al tegamino occupa un posto di rilievo. Lo dice una che ha una paura cane dalle galline, perché stupide e dagli atti plateali imprevedibili, due cose che insieme mi fanno terrore (vd. Governo del Cambiamento). Eppure “io so fare al massimo un uovo fritto” è una dichiarazione di indipendenza, solo un altro modo per dire “non so cucinare” = “non saprò aver cura di te”. Che a pensarci bene può voler anche dire il contrario: “abbi cura di me tapino che so fare a stento un uovo al tegamino”. Quanti di voi, quando a fatica arrivavano con il naso ai fornelli, vedevano nel saper rompere un guscio d’uovo la libertà di azione in una cucina che poteva finalmente dichiararsi adult-free. Ma è nato prima l’uovo al tegamino o la pasta al burro? Ai trigliceridi l‘ardua sentenza. Imparare a rompere un uovo significava automaticamente potersi proiettare in un universo di torte alla crema, carbonare e tiramisù. Un‘indipendenza alimentare che acquista molteplici sfaccettature gustative e che in cuor tuo ti sussurra che anche senza la mamma in casa non morirai mai di fame. Una coccola pop art che si compone di soli due colori di due cerchi concentrici, che fa sorridere gli occhi e canta alle orecchie.Perché ditemi se esiste al mondo vibrazione più confortante di quella musica di vinili scratchati sul piatto, che fa solo l’albume quando sfrigola nell’olio caldo del tegamino. Il suono che fa il Tutto quando sta procedendo bene, che ti accarezza i capelli assicurandoti che nulla può andare storto almeno in questo breve lasso di tempo, che ha avuto inizio nell’aver centrato il tegamino e si concluderà in una sazietà arancio lucente terribilmente prossima.

GOLE PROFONDE di TOMMASO CIUFFOLETTI

Uovo e Salon Io so cucinare al massimo un uovo al tegamino. Che detta così sembra niente, ma una volta potevamo morirci. Io e Tommaso Baroncelli, detto Tommasone, 8 anni e un pomeriggio a casa da soli, armati del Manuale di Nonna Papera. A quei tempi, prima che cucinare divenisse la perversione mediatica più evidente dei nostri giorni, dopo l’Artusi, Il Manuale di Nonna Papera era un tomo imprescindibile. La gran parte delle ricette prevedeva quasi sempre di dover mescolare latte e succo d’arancia. Essendo il Manuale una guida made in Usa, quel succo ivi rammentato era inteso come succo concentrato. Io e Tommasone invece facevamo le nostre brave spremute d’arancia e mescolandole con il latte ottenevamo dei bicchieroni di grumi pastosi color arancio. Quel sentirci traditi da Nonna Papera ci spinse ad optare per una merenda made in Italy (così la ritenemmo) a base di uovo al tegamino. Per prima cosa accendemmo il gas, prendemmo un tegamino e ci buttammo dentro un paio d’uova. Queste si attaccarono immediatamente al fondo del tegame e lì rimasero ad annerirsi. Fine dell’esperimento. Senza troppo lagnarci spengemmo il gas soffiandoci sopra ed uscimmo a comprare un panino con la mortadella. Il gas rimase ovviamente aperto.Se questa storia non si è conclusa in modo esplosivo, fu solo grazie ad una finestra aperta e alla prontezza di riflessi della nonna di Tommasone che, come aprì la porta di casa, ebbe l’ennesima prova che suo nipote e il suo amichetto erano la perfetta incarnazione della banalità del male. Oggi quando cucino un uovo al tegamino ho cura di non avere Tommasone vicino e per celebrare una delle mie rare performance ai fornelli, ci bevo su dello Champagne. Possibilmente del Salon. Un’accoppiata perfetta. Ah, una bottiglia di Salon può costare tranquillamente sulle 500€. Questo dovrebbe dare l’idea di quanto rare siano le succitate performance. 29

Illustrazione di Marta Staulo


OROSCOPO di VIRGINIO illustrazioni di MELANIA BRANCA

Santa Claus è il protettore degli studenti e dei bambini. No, non fai più parte né del primo gruppo né del secondo: smetti di nasconderti dal futuro che ti attende. Non hai più bisogno di protezioni, prendi coraggio e cercati da solo quello che ti serve.

Ricordi come fosse ieri il momento in cui hai smesso di credere in Babbo Natale, ma di quando ancora confidavi in lui, non è rimasto più nulla. Questo mese, prova a fare diversamente. Non permettere alle delusioni di cancellare quello che di buono c’è stato.

Originariamente Rudolph, la renna di Babbo Natale, non aveva un naso rosso: i nasi rossi erano visti come un indicatore dell'alcolismo cronico. Per fortuna, la memoria sociale non persiste sempre nel tempo. Apri quante bottiglie vuoi, è ora di festeggiare.

Gli ungheresi realizzano i presepi per poterli trasportare. I personaggi vengono realizzati in carta, ovatta o legno. Questo dicembre, prepara la versione più ergonomica di te stesso: lo spirito di adattamento sarà la tua bandiera.

Non tutti sanno che la prima canzone che gli astronauti cantarono nello spazio fu proprio “Jingle Bells”. Stai per volare in orbita: non provare ad allacciarti le cinture. Lasciati scivolare, non c’è più gravità, fluttua, perdi gli orizzonti.

La Statua della Libertà fu donata agli Stati Uniti dai francesi il giorno di Natale del 1886. Non farti influenzare: non sempre i grandi gesti sono così rilevanti come credi. Lascia un attimo da parte il dandy che è in te, prova a concentrarti sulla sostanza.

Krampus è la versione cattiva di Babbo Natale e, in Germania, ha il compito di punire tutti i bambini che non si sono comportati bene. Pensi che quest’anno possa venire a farti visita? Prova a recuperare fino a quando sei in tempo, non tutto è perduto.

Nel 1213 Re Giovanni d’Inghilterra ordinò per Natale 3.000 capponi, 1.000 anguille, 450 chili di mandorle e 24 casse di vino. Se pensavi di non voler far le cose in grande, sappi che certe volte non c’è scelta. Per trarre qualcosa dalle tue conquiste, dovrai sacrificarti.

Il bastoncino di zucchero a strisce rosse, se ribaltato, indica la lettera “J”, che dovrebbe ricordare Gesù. Forse anche tu devi iniziare a guardare le cose da un altro punto di vista. Prova a ribaltare le tue prospettive, analizza quello che hai con occhi nuovi.

Non in molti sanno che l’agrifoglio simboleggia la corona di spine di Cristo e le bacche rosse le gocce del suo sangue. Continua a tenere alzate le orecchie, non lasciare che i sentimentalismi guidino la tua vita; capta i segnali.

Il Panettone (“Pan di Toni”) è un dolce che fu creato dal cuoco della famiglia Sforza per rimediare ad uno sbaglio culinario. Come ben sai, oggi è un famosissimo dessert natalizio. A parte per i canditi, regalati anche tu qualcosa di utile: sbaglia.

In Islanda ci sono tredici Babbo Natale, ciascuno dei quali lascia un regalo per i bambini. Non c’è bisogno di sdoppiarsi in 13 e nemmeno in 2. Cerca di preservare le tue forze: se qualcosa non ti convince, trova il coraggio di lasciarlo andare.

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SI RIDE E SI PIANGE - TVE -

LA COMMEDIA DELL’ANNO - Fotogramas -

PIENO DI UMANITÀ - El Mundo -

NON CI RESTA CHE VINCERE CAMPEONES una commedia di

JAVIER FESSER

AVEVANO TUTTO DA PERDERE… TRANNE LA LORO AMICIZIA

DAL 6 DICEMBRE AL CINEMA STENSEN VIALE DON MINZONI 25 FIRENZE - WWW.STENSEN.ORG

A N T E P R I MA MARTE DÌ 4 D I C E M B RE


Lunedì 10 dicembre ore 21

Sabato 1 dicembre ore 16

Teatro della Pergola

LEIF OVE ANDSNES pianoforte

Solopiano Schumann, Janáček, Bartók

domenica 2 dicembre ore 21 Saloncino della Pergola

Teatro Niccolini

QUATUOR MODIGLIANI BEATRICE RANA pianoforte

Brahms

Sabato 15 dicembre ore 17

Teatro Niccolini

ANDREA LUCCHESINI pianoforte

Solopiano ROBERTO FABBRICIANI flauto Progetto Schubert/Schumann II FRANCESCO GESUALDI fisarmonica domenica 16 dicembre ore 21 GAMO ENSEMBLE Saloncino della Pergola MAURICIO SOTELO direttore ENSEMBLE MICROLOGUS Sotelo, Scarlatti, Chopin In collaborazione con GAMO Nell’ambito di Strings City 2018

Lunedì 3 dicembre ore 21

Saloncino della Pergola

L’arte del canto L’Apocalisse del Savonarola. Canti carnascialeschi e musica penitenziale a Firenze tra 1480 e 1500

Lunedì 17 dicembre ore 21

CHRISTIAN GERHAHER baritono VERONIKA EBERLE violino GEROLD HUBER pianoforte EDICSON RUIZ contrabbasso L’arte del canto GONZALO GRAU percussioni Wolf, Rihm, Schubert Sabato 8 dicembre ore 16 domenica 9 dicembre ore 21

Teatro Niccolini

Odissea Bach Rumba con J. S. Bach

Teatro della Pergola

CUARTETO CASALS

Il mondo del Quartetto Beethoven, Sotelo, Casablancas

prevendite: bigLietteria teatro deLLa PergoLa circuito box office toScana www.ticketone.it

www.amicimuSicafirenze.it

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Lungarno n. 68  

mensile gratuito di arte e cultura a Firenze

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