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Luglio-Agosto 2018


FIRENZE - 12 LUGLIO

IED OPEN DAY

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SOMMARIO

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Chi parte e chi resta

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Editoriale / La serenata

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Chi parte e chi resta

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Sui binari della vacanza

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Einstein

10 Wic, quando l'unione fa la forza 11

Wic

Il Questionario: Giacomo Papi

12 Film fantastici e dove trovarli 15 Estate in musica 16 L’agenda di Luglio e Agosto 18 Luglio e Agosto da non perdere 19 Un caldissimo teatro

Estate in musica

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20 Sogni d'arte 21 Eldorato, nascita di una nazione 22 Esseri urbani / Palestra robur 23 Luoghi dimenticati 24 Firenze centro / L'ottava di Pilade 25 Parole 26 Frastuoni 27 Casa Jazz 29 Pane, vino e zucchero 30 L'oroscopo

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Eldorato


EDITORIALE di GABRIELE AMETRANO

LA SERENATA

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bbiamo provato a raccontarvi i prossimi due mesi in 32 pagine ma non è così facile contenere l’onda creativa fiorentina e le sue abitudini. L’estate porta progetti culturali e viaggi, fine settimana al mare e lunghi periodi di vacanza. La città avrà come sempre il gusto del deserto in parte di agosto, mentre luglio darà il suo meglio dal lunedì al giovedì. C’è chi lavorerà tutto il tempo, chi ne approfitterà per sistemare gli armadi, chi prenderà per la prima volta la tranvia verso Rifredi. Sarà un’estate da condizionatori accesi nei negozi del centro mentre l’Oltrarno fotograferà la riqualificazione di piazza del Carmine. I turisti saranno sempre gli stessi: sandali, bottigliette d’acqua, pelli arrossate. Arriveranno ed anche a 50 gradi all’ombra chiederanno la fiorentina al sangue. Il calcio sarà per un po’ un lontano miraggio: senza i nostri Mondiali, senza campionato, ancora senza nuovo stadio. Resteranno nel cuore alcuni sorrisi, le polemiche della prima parte dell’anno, alcuni abbracci e qualche velo di tristezza. Altri saranno al sole, aspettando che il colore della pelle sia ambrata. Anche Lungarno si sdraierà al sole con questo numero doppio. Rinnoveremo le pagine, ci guarderemo negli occhi e chiederemo di più alla nostra creatività. Apriremo i porti e daremo ospitalità a nuove idee, come sempre abbiamo fatto e come sempre faremo. Buona estate consapevole a tutti!

di MATILDE SERENI

“Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l'epoca della fede e l'epoca dell'incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l'inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi”.

S

pesso in questi cinque anni mi sono ritrovata a riflettere sul ruolo, l’importanza e il volume della voce di Lungarno per la società – locale – e una volta fatta pace con la consapevolezza che si è una free press che parla di arte e cultura, la risposta che mi sono data non è poi così male. Si scrive in libertà, si scrive di cultura, si accarezzano tematiche sociali, si infastidisce qualcuno, si aiutano i più. Da qualche mese a questa parte invece mi domando in continuazione se, cosciente di avere tra le mani uno strumento di diffusione mediatica, non sia il caso di usarlo in maniera un pochino più coraggiosa esprimendo a pagina intera i valori che so essere alla base di tutti noi. La tentazione è forte, il fine sicuramente lodevole. Ma è necessario? È davvero utile un’altra campana che analizza la situazione, alimentando quando odio, quando frustrazione? Penso di no. Penso che chi prende Lungarno da un tavolo di un locale del centro o in una biblioteca in periferia, lo fa per cercare quello che sa di trovare; il ritratto culturale della città in cui viviamo, magari con le varie luci ed ombre, ma nulla di più. Non siamo giornalisti d’inchiesta, non scriviamo di cronaca né di politica ed è giusto lasciarlo fare a chi è padrone del mestiere. Come la si pensi sui macro-temi di questa nostra triste società è facile intuirlo e se mai dovesse diventare davvero necessario, sarò la prima ad usare queste righe per esprimere più di un’opinione. Per adesso restiamo sereni e festeggiamo questi ultimi mesi di vacanza prima di andare a scuola. Buona lettura.

In copertina Hot summer di Mafreshou L’estate a Firenze mi fa ricordare molte cose belle: l’amicizia, il gusto dei gelati buoni e il caldo. È questo ciò che mi ha inspirato. Ho immaginato un caldo pomeriggio di Luglio in centro a Firenze e una chiacchierata tra amici. Ho voluto cambiare il punto di vista di questa scena dando totale risalto ai gelati, come se anche loro si parlassero. Sono Nazanin Rastan aka Mafreshou, un’illustratrice iraniana a cui piace sperimentare tecniche di illustrazione nuove e antiche. Le mie illustrazioni spaziano, infatti, dall’incisione a tecniche digitali. Questo disegno, ad esempio, è stato realizzato con Adobe Sketch, un programma di disegno per iPad. www.mafreshou.com Instagram:Mafreshou

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 64 - Anno VII - Marzo 2018 - Rivista Mensile Proprietario: Associazione Culturale Lungarno Editore: B  unker srl • Firenze Iscrizione al Roc 23957 Direttore Responsabile: Gabriele Ametrano Stampa: Tipografia Baroni e Gori srl • Prato Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell'editore e degli autori. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. PER INFO E PUBBLICITÀ tel. 055 6585939 e-mail: lungarnofirenze@edizionibunker.it

I contenuti di questo numero sono a cura dell'Associazione Culturale Lungarno. Per la loro realizzazione hanno collaborato: Tommaso Ciuffoletti, Jacopo Aiazzi, Giulio Garosi, Matilde Sereni, Alba Parrini, Giacomo Alberto Vieri, Giulia Focardi, Raffaella Galamini, Tommaso Chimenti, Riccardo Morandi, Cristina Romeo, Leonardo Cianfanelli, Caterina Liverani, Gabriele Ametrano, Francesca Corpaci, Marta Staulo, Riccardo Ventrella, Gabriele Giustini, Giulia Alfani, Roberto Del Fosco, Pilade Cantini, Rocco Gurrieri, Lavinia Ferrone, Mafreshou, Virginio e Melania Branca. Coordinamento: Riccardo Morandi Editor: Arianna Giullori L'Associazione Culturale Lungarno ringrazia la Fondazione Ente Cassa per il contributo a sostegno delle attività culturali svolte.


CHI PARTE e CHI RESTA

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irenze la città dell'arte, va in tasca a chi arriva e a chi parte», recita un vecchio detto locale rivolto a chi minaccia insistentemente di andarsene. Nonostante questo, la stragrande maggioranza dei fiorentini, nel periodo di massima calura, ogni anno non vede l’ora di abbandonare l’umida città rinascimentale. La meta prediletta è sempre il mare che bagna le nostre coste. Circa il 60% dei fiorentini - secondo i dati raccolti lo scorso anno dall’Ufficio Statistica del Comune di Firenze decide di passare le ferie estive sguazzando in acque italiane, meno del 10% sceglie località balneari estere. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, partendo dagli hotel, ai campeggi, ai più fortu-nati con la casa di proprietà; dagli scogli alla sabbia fino al carbonato di calcio a rendere falsamente caraibiche le note Spiagge Bianche. Grosseto, Piombino, San Vincenzo e le be-vute al Lago Verde, il cacciucco a Livorno, Castiglioncello, la Versilia con l’ormai mitolo-gico Kama Kama e lo sregolato lungomare di Torre del Lago: il Mama Mia, roccaforte estiva dalla comunità Lgbt, e gli altri locali con le casse affacciate direttamente sulla strada e la musica house sparata a tutto volume. Ricordi offuscati, patrimonio di pochi reduci.

di JACOPO AIAZZI

Il lusso del Forte dei Marmi. Chilometri di spiagge libere e distese di stabilimenti balneari - seconda regione in Italia per numero di bandiere blu (19) , si affacciano sulle isole, dall’estrema tranquillità del Giglio alla confusione dell’Elba, di giorno brulicante di famiglie con bambini al seguito e la sera animata da orde di diciottenni, le due ville di Napoleone e poco altro. Capraia. Pianosa. L’isola di Montecristo, visitabile solo da mille persone l’anno. Per chi invece non vuole o non riesce ad abbandonare la città, ma non intende rassegnarsi c’è l’acqua scondita del lago di Bilan-

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cino, i fiumi e i torrenti del Casentino oppure Stia, dove si può fare il bagno in Arno e, per chi non è proprio disposto ad allontanarsi, le pescaie e la spiaggetta in San Niccolò, dove il bagno in Arno è sempre meglio non farlo. Nel resto della città, per tutto il periodo estivo, ci saranno concerti, proiezioni cinematografiche e spettacoli. Soltanto poco più del 10% dei fiorentini di solito preferisce la montagna. Anche qui tra Cimone, Amiata, Falterona e le Alpi Apuane non ci manca niente, ma quasi tutti i cacciatori di vette ed escursioni sconfinano. Il periodo preferito per le vacanze è, come sempre, la seconda settimana d’agosto; circa un quarto dei vacanzieri divide il periodo di ferie in due. Ma ogni adagio popolare ha un suo fondamento di verità: lo strenuo tentativo della città di fregare chi vorrebbe abbandonarla, vera grande novità di quest’anno. I gate della stazione di Santa Maria Novella. Mastodontici tornelli luminosi capaci di trasportarti, almeno col pensiero, direttamente ai controlli in aeroporto. Installati con l’intento di preservare la sicurezza dei viaggiatori, raggiungono sicuramente l’obiettivo di far perdere il treno a quelli dell’ultimo minuto, aggiungersi ad inaspettati contrattempi e costringere le coppiette con le vacanze separate a rinunciare al cinematografico saluto ap-passionato all’ultimo fischio del treno. Perché Firenze è troppo bella per soffrire da sola. Ma voi, se potete, cercate lo stesso di andarle in tasca.


SUI BINARI DELLA VACANZA

A

chi non è capitato di trovarsi ad una settimana prima delle vacanze, ad agosto, e non avere ancora deciso la meta? Quando ormai i weekend sono tutti contrassegnati col bollino nero, e i prezzi degli aerei sono alle stelle, non ci rimane che una speranza: la cara vecchia rete ferroviaria. In realtà tutto si può dire tranne che sia vecchia, visto che ormai da qualche anno le destinazioni raggiunte anche dai treni veloci si stanno moltiplicando, e le tariffe riescono a venire incontro anche ai vacanzieri last minute. Vi proponiamo quindi tre mete facilmente raggiungibili con qualche ora di treno da Santa Maria Novella, comodamente seduti sotto la brezza dell’aria condizionata, e magari sfruttando il wifi di bordo per vedere un film o ascoltare musica. Partiamo quindi dal nord Italia, e vi proponiamo un viaggio in due tappe alla scoperta di Venezia e Trieste. Come mai due mete in una? Semplice, perché tutte le soluzioni vi porteranno a dover cambiare a Mestre e quindi potrete facilmente fare uno stopover nella città lagunare. Dalla stazione, Venezia è facilmente visitabile a piedi. Se poi vorrete, potrete prendere uno dei tanti vaporetti per raggiungere le isole che la compongono. Tra tutte, non perdetevi la Giudecca, che offre viste spettacolari su Piazza

di ALBA PARRINI

san Marco, e Murano, dove vedere ancora gli artigiani del vetro. Da Venezia in poco tempo si raggiunge Trieste, città di confine con l’est Europa. La visita non può che partire da Piazza dell’Unità D’Italia, un incredibile palcoscenico sul golfo austroungarico. Rimarrete senza parole. A Trieste esiste ed è ancora funzionante una vecchia ferrovia a cremagliera, assolutamente da non perdere: la Tranvia di Opicina. La motrice tranviaria già contraddistinta con il N° 411 è il più vecchio tram marciante ancora esistente in Europa. La linea a trazione elettrica collega, con normali motrici tranviarie a due testate, la città posta al livello del mare con il suo altipiano carsico che si innalza a 348 metri s.l.m. La seconda proposta “ferroviaria” ci porta verso Sud, con un treno in direzione Napoli. La durata del viaggio è di poco meno di tre ore e scenderete direttamente in centro, nella nuovissima stazione di Piazza Garibaldi. Da lì un futuristico sottopassaggio a cielo aperto vi condurrà sia alla metro che in direzione Forcella, dove potrete come prima cosa gustare le sfogliatelle di Attanasio o la famosa pizza di Michele, da poco approdata anche a Firenze. Potrebbe essere l’occasione giusta per verificare che quella aperta da noi sia conforme all’originale. Ma se non volete perdervi il mare, vi consigliamo di raggiungere Sorrento con la ferrovia circumvesu-

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viana. C’è un treno ogni mezz’ora, che in 45 minuti vi porterà alla scoperta dell’altra parte del golfo del Vesuvio. Avete presente la canzone “Caruso”? ecco, la terrazza esiste davvero, e si trova proprio a Sorrento. Vi assicuriamo che l’emozione è davvero indimenticabile. Esiste anche la possibilità di andare ulteriormente a sud, alla scoperta delle meraviglie della Costiera: da Sorrento infatti potrete proseguire a piedi attraverso un sentiero trekking verso Amalfi, oppure prendere un comodo traghetto, chiamato anche “taxi del mare”. L’ultima meta raggiungibile in treno che vogliamo proporvi è una meta estera. Avete mai sentito parlare del trenino rosso del Bernina? Dovrete raggiungere prima Milano, da lì Tirano sempre in treno, e successivamente potrete imbarcarvi in un viaggio che dire mozzafiato è poco: il bernina Express, l’espresso più lento del mondo, che si inerpica fino alle vette delle alpi italo-svizzere. Vi attende un tragitto all’insegna dello stupore e delle forti emozioni, dai 429 mslm di Tirano alle alte quote dell’Ospizio Bernina (2253 mslm), per poi ridiscendere, facendosi cullare, nella vallata del fiume Inn: l’alta Engadina e la blasonata St.Moritz. È possibile fare un biglietto valido più giorni per esplorare i paesini e la natura incontaminata della zona, oppure fare un biglietto andata e ritorno in giornata, approfittando magari della carrozza cabrio con vetrate a cupola.


EINSTEIN di LAVINIA FERRONE

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Accennò un sorriso dando un tiro alla sua sigaretta. Il discorso andò misteriosamente ad intersecarsi con la differenza tra il traffico in oriente e il traffico in occidente. In oriente infatti vige un relativismo che è relativo, voglio dire, è relativo a lì dove comunque è assoluto. Nel senso, se sei indiano e attraversi la strada a Mumbai hai una probabilità del 95% di essere investito, quasi una certezza assoluta, e non devi essere necessariamente un pedone. Morire là però non è considerabile come fatto assoluto e definitivo, si pone piuttosto come evento relativo alla vita fino a quel momento vissuta. È questo che definisce la differenza tra i due flussi di traffico. Finimmo di cenare, Giovanni voleva vedere le facce dei membri della cover band “Sono come te li aspettavi?” gli chiesi, lui continuando a fissarli annuì. Io mi guardai intorno, stupita. C’erano tantissime persone a vederli - ma non è questo il punto. Il punto è che erano tutti intenti a riprendere con il telefono. Stavano riprendendo il concerto di una cover band. Le riprese dei telefoni erano identiche a quelle di quelli che riprendevano il concerto di Roger Waters allo stadio olimpico anni prima: fumo, luci rosse, triangoli che si muovono sullo sfondo, gente che urla, schitarrate. Allora la teoria della relatività, allora. Allora Roger Waters non esiste. O meglio, il suo essere Roger Waters non dipende da lui come persona, ma dalla posizione dell’osservatore, dall’atteggiamento dell’osservatore e dalla curvatura dello spazio tempo. Voglio dire che in quel momento, partendo esclusivamente dal punto di vista dell’osservatore, non c’era nessun presupposto per negare il fatto che loro fossero i Pink Floyd. I quesiti che mi posi anni fa, comunque, erano gli stessi. Il gruppo salutò, dichiarando che la loro formazione esiste dal ’74. Questo significava che loro erano una cover band dei Pink Floyd ufficialmente da pochissimo dopo che esistessero i Pink Floyd. E se loro, ufficiosamente, fossero una cover band dei Pink Floyd da prima dell’esistenza dei Pink Floyd giungendo così alla conclusione che i Pink Floyd non esistano come Pink Floyd ma nascano come cover band dei Pink Floyd? Pensai anche che la cosa incredibile era che, per la teoria della relatività, non stava cambiando nulla, perché dalla posizione e dalle reazioni degli osservatori (il pubblico) quelli comunque erano i Pink Floyd. La band concluse il concerto dicendo “Ci vediamo il prossimo anno - sottolineando - speriamo”.

ono stata anni fa al concerto di Roger Waters allo stadio olimpico, ai tempi mi pareva una cosa esclusiva. Parlando con le persone ho poi dovuto ridimensionarla. Dopo quell’esperienza mi posi degli interrogativi inerenti al pubblico: quando uno al concerto riprende col telefono, cosa riprende, altri telefoni? Gli capiterà mai di rivedere un video mosso, buio, dove sente se stesso urlare e una dietro (che sarei io) che impreca perché non gli sta facendo vedere niente? E poi in quale cartella lo salva? Anni dopo giunsi alla conclusione che l’agire del pubblico non era legato all’entità dell’avvenimento, era piuttosto un istintivo modo di fare che non aveva niente a che vedere con la stima. Ero in vacanza, nel programma delle serate estive del paese c’era un concertone in piazza. Il caso volle che a cena fossi proprio dietro al palco, questo mi costrinse ad assistere a tutto lo spettacolo. Invece della reiterazione e i pleonasmi delle hit estive, fu con stupore che riconobbi l’inizio di ‘Shine on you crazy diamonds’. A suonare era infatti una cover band dei Pink Floyd. Tradotto, circa due ore di schitarrìo - nota dell’autore: il termine schitarrìo ha un’accezione ben precisa che non si limita ad indicare il suono della chitarra propriamente detto, ha per lo più funzione onomatopeica. Io e Giovanni eravamo in silenzio, chini sui nostri piatti. Decisi di provare a parlare: “Certo che loro sono la dimostrazione che non è tutto relativo”. Lui mi rispose con sicurezza, come se avessimo già iniziato questo discorso: “Ma infatti la teoria della relatività è una cazzata, cioè è una teoria, ma non ha niente a che vedere con la vita pratica, la teoria della relatività è una cosa utile per stare a far due chiacchiere bevendosi un bicchiere di vino” lo guardai interdetta, lui continuò “Se ci pensi, l’unica cosa che c’è di relativo, è la teoria della relatività stessa, per questo ti dico che è una puttanata”. Presi fiato e partii con una filippica sul tempo-che-non-esiste, che è il discorso che fanno tutti quando parlano della relatività attingendo principalmente dai film dei Nolan. La nostra attenzione fu catalizzata da una canzone che non conoscevamo. Giovanni sorpreso, cercando il palco con lo sguardo mi chiese “E questa?” risposi “Va beh questa sarà loro dai, sarà della cover band” lui, ridendo “Ah dici? Forse la scrissero per i Pink Floyd”.

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7a edizione

25 Giugno/ 11 agosto 2018 Piazzale degli Uffizi Scopri il programma su

INGRESSO LIBERO


Wic

quando l’unione fa la forza di RAFFAELLA GALAMINI

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ietro la sigla WIC (Woman in charge) si nasconde uno dei fenomeni social del momento. Un gruppo segreto, si accede solo dopo approvazione dell’amministratore, tutto composto da donne pronte ad aiutarsi e sostenersi come delle buone amiche. Per le oltre 25mila iscritte, WIC è quasi una parola magica. Basta chiedere un consiglio su dove trovare un medico o la badante ai genitori anziani, postare una richiesta di lavoro o proporre le creazioni della propria bottega artigiana per poter contare su una valanga di suggerimenti e il supporto incondizionato delle altre iscritte. Una storia di solidarietà al femminile bella e vincente visto che il gruppo ha spiccato il volo in appena cinque mesi, oltre ogni più rosea aspettativa, e che vede Firenze protagonista sullo sfondo. Ad avere la felice intuizione Carla Castro, messicana di 46 anni, arrivata nel 2001 in Italia per lavorare in un delfinario e trapiantata a Firenze per amore. In città gestisce un centro per la ricostruzione delle unghie, ma è un vulcano di idee e ha un grande talento per il marketing. “Ho pensato all’idea di creare una rete al femminile –racconta- unendo persone con gli stessi interessi e obiettivi. Amiche con cui confrontarsi e a cui poter chiedere aiuto”. È nata così l’idea del gruppo segreto su Facebook per gettare un ponte tra donne di condizioni sociali, culturali ed economiche di sicuro diverse, ma tutte residenti nella stessa città e soprattutto pronte a mettersi in gioco nel nome di una solidarietà al femminile. Il gruppo Facebook è servito a gettare le basi perché poi le WIC, come amano chiamarsi tra loro, hanno subito cercato di abbattere le distanze. Sono nate attraverso il gruppo WIC tante amicizie e collaborazioni, anche lavorative, che dal mondo virtuale di Facebook sono diventate concrete e reali. Non mancano le storie commoventi: da chi ha ritrovato il cane dopo un tam tam su Facebook degno di una caccia all’uomo, a chi ha avuto in regalo il pupazzo, ormai fuori produzione, perso dal figlio. Piccoli atti di generosità quotidiana come la WIC che ha donato la tv a un’anziana signora che non poteva acquistare un nuovo apparecchio o la WIC che è andata a fare la spesa per un’altra iscritta bloccata a casa da una malattia. Piccoli gesti che una volta sarebbero stati normali all’interno di un condominio e che adesso avvengono grazie alla community sui social.

Il segreto del successo è anche la scelta di tenere fuori dal gruppo polemiche e politica, con una netiquette del gruppo molto rigorosa. In questo modo non ci sono commenti o argomenti fuori luogo a turbare l’armonia. Una scelta forte ma decisa, per non perdere di vista l’obiettivo finale. Le iscritte possono così concentrarsi su tutto quello che riguarda lo sviluppo e il miglioramento della propria vita personale e anche lavorativa e incrementare il loro empowerment. Nei momenti di difficoltà (per una separazione, per una dieta troppo dura, per un lutto) il gruppo delle WIC diventa di autentico supporto psicologico, spesso ha risolto anche i problemi occupazionali di tante. Molte hanno trovato lavoro o gettato le basi per nuovi progetti partiti proprio dal gruppo Facebook. In molte infine usano lo spazio per promuovere la propria attività, meglio ancora se artigiana. “Se un’attività cresce e si sviluppa, tutti traggono vantaggio da questo risultato” si dice convinta Carla Castro. Così nel gruppo fioccano sconti e tariffe per WIC, con evidenti benefici per chi dà e per chi riceve. Ma il gruppo delle WIC sa anche divertirsi e così non mancano spesso cene, aperitivi e serate per conoscersi e chiacchierare assieme. L’esperienza di Firenze è comunque destinata a fare scuola, sotto ogni punto di vista. Mentre anche il mondo universitario comincia a guardare con interesse al gruppo delle WIC e ai risultati ottenuti in così breve tempo, Carla Castro ha già creato altri gruppi a coprire tutte le province della Toscana, Roma e anche Milano. WIC, la rivoluzione delle donne è solo cominciata. foto di Katja Lehmann.

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il

uestionario Giacomo Papi

di ROCCO GURRIERI

Il progetto al quale stai lavorando. È la storia di un'epidemia di silenzio che sto sviluppando insieme a un regista. Uno al quale vorresti prima o poi lavorare. Mi piacerebbe trovare il modo di raccontare, in un romanzo, com'erano fatti gli intellettuali negli anni Settanta e Ottanta, e come sono – siamo – finiti. La più bella festa alla quale hai partecipato. Direi quando mi sono sposato. È banale e borghese, lo so, però è vero. Non mi aspettavo che mi sarei divertito così tanto. Un personaggio, un artista oscurato dalla storia che occorre riscoprire. Libri: Matilde di Giovanni Mariotti, Trilobiti di Breece D'J Pancake, Il terzo poliziotto di Flan O'Brien. Musica: Bahamas, Joan as the Police Woman, Michael Kiwanuka, Morphine, Nick Mulvey, Peter Tosh, Sparklehorse, Joe Jackson, Psychedelic Furs, XTC, the Zombies, Sergio Caputo (e comunque Mozart). Ti interessi di politica? Mi interesso di politica perché la politica si interessa a me. La politica è la forma che le relazioni tra le persone assumono dopo millenni di civiltà. Non capisco come si possa essere interessati al mondo, ignorando la politica. Un libro che hai consumato? L'ultimo è 1947 di Elisabeth Åsbrink (Iperborea). Il primo probabilmente un Giallo per ragazzi Mondadori con un investigatore adolescente che mi pareva intelligentissimo e si chiamava Jupiter. Una parola italiana da rimettere in auge. Imperciocché.

Nato nel ’68, è una personalità non indifferente nel panorama letterario italiano. Ha co-fondato ed è stato direttore editoriale di ISBN edizioni, editor per Einaudi stile libero, autore per vari programmi televisivi. Adesso direttore della scuola Belleville di Milano e della piattaforma di scrittura TYPEE, di lui potete saperne di più leggendo quest’intervista o leggendo i suoi bei libri, fra gli ultimi il successo editoriale I fratelli Kristmas (2015) e il più recente La Compagnia Dell’Acqua (2017).

Che periodo è per la letteratura italiana. Difficile dire che cosa rimarrà. Ma è molto viva. Non mi piace il fatto che si tendano a considerare letterari i romanzi in qualche misura autobiografici, e di genere tutti quelli che raccontano storie e immaginano mondi perché in questo modo la letteratura rinuncia a una parte essenziale della sua forza, lasciandola ai serial televisivi. Mai fatto a botte? Una volta. Con mio padre. Cosa ti piace del 2018. Per ora il suono: ho sempre avuto una predilezione per le parole che finiscono in otto. Perché è opinione comune che non si possa insegnare a scrivere? In realtà le cose stanno cambiando, è sempre più evidente che anche la scrittura come altre arti può essere migliorata solo scrivendo. Scrivere bene non mai stato così importante perché oggi, per la prima volta nella storia, la nostra immagine pubblica dipende molto proprio da questo.

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Il film con la miglior sceneggiatura che hai visto quest’anno. Un serial: Peaky Blinders. La sceneggiatura infatti è di Steven Knight, che ha scritto quel film pazzesco che è Locke. Una cosa che ti rende fiero del tuo lavoro. Quando qualcuno mi dice che un mio libro lo ha cambiato. Quando vedo uno studente trovare la voce. Quando in tv riusciamo a far parlare David Grossman con uno che non lo leggerebbe mai. Gli italiani sono liberi? Per liberi intendo dai dogmi, dall’ignoranza, dai tabù sessuali e dalle sovrastrutture religiose. Voglio dire, un Comizi d’amore oggi sarebbe tanto diverso? Sarebbe totalmente diverso, ma non perché gli italiani siano più liberi, anzi. L'amore, come la religione, sono il contrario degli iceberg: la parte emersa occupa quasi tutto lo spazio e le energie, quella sommersa è quasi sempre invisibile, ma regge il peso del resto. Quanto all'ignoranza, credo che ormai sia una scelta, non ha le scusanti di una volta, ed è una scelta che purtroppo compiono ogni giorno decine di milioni di persone.


Film fantastici e dove trovarli di CATERINA LIVERANI

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ungi dall’essere una stagione cinematografica fiacca e senza entusiasmi, l’estate riserva il giusto spazio a tutte quelle interessanti produzioni di genere, che rischierebbero di restare sommerse dall’offerta tradizionale e fra le quali, invece, non è raro trovare pellicole di valore da viversi sul grande schermo. Tendenza da registrare nella stagione più calda è una notevole attenzione al cinema horror che, se nei mesi più freddi appare in sala sempre più di rado, conosce adesso una vera e propria esplosione. Sono infatti in arrivo “La prima notte del giudizio”, quarto film della saga apertasi con “The Purge” in cui in un futuro non troppo lontano una sola notte all’anno la popolazione può dare sfogo alla violenza repressa senza subire conseguenze, “Chiudi gli occhi” diretto da Marc Forster (“World War Z”) con Blake Lively nel ruolo di una giovane donna non vedente la cui vita è stravolta dopo un trapianto di cornea e infine “Down a Dark Hall” ultima fatica del regista spagnolo Rodrigo Cortés (“Buried” e “Red Lights”) interpretata da Uma Thurman. Per tutti i cultori del genere l’attesa più grande è sicuramente per “Hereditary”, storia dell’inquietante eredità lasciata da una donna alla sua famiglia. L’esordiente Ari Aster, dirigendo l’eccezionale Toni Collette (“Il sesto senso”), ha realizzato un instant cult che ha entusiasmato fino dalla sua anteprima al Sundance Film Festival. “Musa” si intitola invece il film di Jaume Balagueró, autore di alcuni dei migliori horror europei degli ultimi anni come “Rec” e “Fragile”, entrambi presentati alla Mostra del Cinema di Venezia, in cui i terribili incubi di un professore, alle prese con un tragico lutto, si trasformano in realtà. Sul fronte commedia in arrivo a fine luglio “Ocean's 8” remake al femminile di “Ocean’s 11” con le star Sandra Bullock, Cate Blanchett, Anne Hathaway e Rihanna, mentre ad agosto sarà la volta di “I Feel Pretty” interpretato dalla comica americana Amy Schumer. Sul finire della stagione anche “Mission: Impossible – Fallout” dove l’inossidabile Tom Cruise torna a vestire per la sesta volta i panni dell’agente segreto Ethan Hunt e “Ant-Man and the Wasp” con le avvenute del super eroe formato formica interpretato da Paul Rudd prodotto dalla Marvel.

Per informazioni sulla programmazione aggiornata delle diverse iniziative: www.estatefiorentina.it www.mandelaforum.it/larena-di-marte/ www.cinemalacompagnia.it Pagine Facebook di Cinema Chiardiluna e LIGHT, Il giardino di Marte

Per recuperare i film persi in sala durante l’anno, assistere a incontri e conversazioni con autori e riscoprire il meglio della programmazione dei festival cinematografici fiorentini è necessario seguire con attenzione la programmazione delle numerose arene che animeranno la città fino a settembre. Le due sale de l’Arena di Marte al Mandela Forum insieme al Chiardiluna (Via Monte Oliveto 1) e al Cinema Esterno Notte al Poggetto, come di consueto, proporranno una programmazione che va dai film più premiati al cinema d’autore, mentre nuove realtà si vanno consolidando con proposte alternative come il Nuovo Cinema Puccini Garden e le sue proiezioni alternate a happening di lettura, LIGHT, Il giardino di Marte di Viale Fanti dove il blog “In fuga dalla Bocciofila” proporrà la rassegna a ingresso gratuito “Dieci film a colori” e ancora gli spazi Off Cinema (Giardini della Fortezza) e Le Murate dove poter trovare ristoro dalla calura con un buon film magari insieme a un cocktail ghiacciato. Per riscoprire, insieme al cinema, i luoghi artistici più belli della città e dei suoi dintorni tornano Apriti Cinema nel piazzale degli Uffizi, dove poter vedere gratuitamente tutti i film proposti dalle maggiori istituzioni fiorentine che operano nel campo dei festival cinematografici come Festival dei Popoli, Lo schermo dell'Arte, Nice, Premio Fiesole e Map of creation e il Cinema all’aperto del Teatro Romano di Fiesole dove gli spettacoli e i concerti del cartellone dell’Estate Fiesolana sono affiancati da grandi film.

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ESTATE

in MUSICA

di RICCARDO MORANDI

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bbiamo provato a dirlo tante e tante volte, che il sole è un’intemperia, al pari della pioggia e della neve, del vento o del ghiaccio. Il caldo, il sole, il mare, la spiaggia sono esperienze di pancia, non di intelletto. L’intelletto, se governasse lui, vi direbbe di non andarci al mare d’estate: ci sono le code, si suda, tutto è caro, c’è confusione, ci sono i Gran Premi di Formula Uno al baretto della spiaggia, ci sono le insalate scarse con il tonno in scatola. Ed alla fine che succede: si torna stanchi a casa dopo il weekend. Gli unici giorni per riposarsi son quelli che si passano in coda e al caldo (ascoltasi ‘La vacanza di fine settimana’, Franco Califano). No, amici lettori, non abbandonate la musica in questi mesi. Non lo fate. Non mescolate la canzone gettonata dell’estate con i live, tanti, di questa estate. Firenze, e la Toscana in generale, non vi lasciano mai soli. Non vi lascia soli Gianni Maroccolo il 4 luglio al Teatro Romano di Fiesole, non vi lascia soli nemmeno John Cale il 5 luglio alla Fortezza Santa Barbara di Pistoia. E non facciamo i furbi con l’alibi del calcio, che abbiamo controllato e non ci sono in quei giorni partite da vedere al mare, grigliando il pesce

decongelato vendutovi come fresco, accompagnato con dell’ottimo frizzantino veneto da due euro. Siamo comunque solo all’aperitivo di questa estate. Fate benzina e prendete l’autostrada A11 il 10 luglio, che Alanis Morissette, ovvero la paladina delle cassettine pop liceali degli anni Novanta arriva a Pistoia. È un martedì, lo sappiamo, ma poco importa. Anzi, se volete stare comodi, c’è pure Stefano Bollani a Fiesole. Insomma, sappiate scegliere, e scegliete bene. Le strade sono comunque due in questi giorni: la Firenze Mare oppure la Faentina, che vi consigliamo di percorrere, se potete, in scooter di sera. Magari in attesa di Bobo Rondelli, che sarà a Fiesole il 13 luglio. O se proprio dovete andare al mare, magari vi consigliamo di andarci e restarci anche domenica 15 luglio, per poi ripartire il giorno dopo uscire a Pistoia e vedervi il live di Gianna Nannini. Siete virtuosi, vi piacciono i mezzi pubblici, vi piace il bike/car sharing e non vi volete muovere da Firenze? Siamo concordi, e sappiate che i Baustelle, ovvero la band meno estiva della storia della musica italiana e Francesco De Gregori, ovvero il presidente dell’associazione cantautori barbuti italiani, saranno nella splendida piazza SS. Annunziata rispettivamente il 17 ed il 25 luglio. Luglio si chiude con altre due segnalazioni per quanto riguarda questa mirabolante estate fiorentina: i

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Calibro 35, ovvero “la meglio gioventù” della musica, anche se francamente non è che siano particolarmente giovani, in concerto presso il Teatro Romano di Fiesole il 20 luglio, ed il vincitore dell’ultima edizione del festival di Sanremo, Ermal Meta, il 26 in piazza SS. Annunziata. Veniamo ad agosto, il mese storicamente consacrato per le vacanze, quello che fa svuotare le città, che fa schizzare il prezzo di un biglietto aereo alle stelle, che spesso è piovoso con giornate non più lunghe come a giugno, quello che al mare “dotto’ è tutto pieno”. Non ce ne vogliate, non odiamo l’estate come Bruno Martino, ci piace solo scherzarci sopra. Due segnalazioni importanti. La prima riguarda il Beat Festival che dal 24 al 31 agosto porterà ad Empoli cinque live niente male: dai Ministri a Motta, passando per Cosmo, Canova ed i Sum 41 (si, proprio loro). La seconda segnalazione è Sven Vath il 14 agosto al Tinì Sound Garden di Cecina. Chi è Sven Vath? Probabilmente il più grande dj europeo, un pioniere assoluto dell’elettronica. Un signore che ha fatto percorrere da solo un importante pezzo di strada alla techno e non solo. Un nome, di quelli importanti, che quest’anno si fa Ferragosto sul nostro mare, mangiando probabilmente a pranzo un fritto di paranza accompagnato da una caraffa di bianco spinato. Buona estate, ci sentiamo!


Luglio-Agosto domenica 1 luglio

THE BLUES: DAL MALI AL MISSISSIPPI Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero THE NICE GUYS Giardino di Marte (FI) ing. libero NUOVO CINEMA PUCCINI GARDEN (25/06 - 01/07) Manifattura Tabacchi (FI) ing.NP IL TEMPIO... IN MOSTRA (23/06 - 06/07) Chiosco del Tempio (FI) ing.NP NAKED EYE HIDDEN EAR (28/06 - 01/07) Tepidarium del Roster (FI) ing. NP GONG (02/06 - 14/10) Forte di Belvedere (FI) ing. NP FESTIVAL AU DÉSERT (30/06 - 03/07) Palazzina Ex Fabbri (FI) ing. libero I MARZOCCHI (16/06 - 16/09) Piazza del Carmine (FI) ing. libero OH! CI SI VEDE LÌ Stadio comunale (FI) ing. NP UFFIZI LIVE (12/06 - 25/09) Piazzale degli Uffizi (FI) ing. libero APRITI CINEMA (23/06 - 11/08) Piazzale degli Uffizi (FI) ing.libero CINEMA SOTTO LE STELLE (25/06 - 02/09) Nelson Mandela Forum (FI) ing. 5€ E STATE FIESOLANA (21/06 - 02/08) Teatro Romano di Fiesole (FI) ing. 40/100€ APRITI CINEMA! (25/06 - 11/08) Piazzale degli Uffizi (FI) ing. libero DALLAPICCOLA TORNA IN CITTÀ Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI)ing. libero JURASSIC WORLD: FALLEN KINGDOM Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ DA VINCI EXPERIENCE (12/05 - 17/10) Piazza Santo Stefano (FI) UN NUOVO VOLO SU SOLARIS (28/05 -31/07) Fondazione Franco Zeffirelli (FI) ing. NP FESTIVAL DELLE COLLINE Varie location (PO) ing. NP C ALENZANO ESTATE (21/06-15/09) Varie Location (Calenzano) ing. libero

lunedì 2 U -CARMEN Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero SAURO CAVALLINI (02/07 - 31/08) Varie sedi ing. NP THE KILLING OF A SACRED DEER (02/07 - 03/07) Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ ENSEMBLE NUOVO CONTRAPPUNTO/MARIO ANCILLOTTI Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. 10€ LE NOTTI DELLA TARANTA LIGHT - Il giardino di marte (FI) ing. libero LETISSIA FRACCHIOLLA + CHING-I TSENG Oratorio della Chiesa di Santa Maria a Novoli (FI) ing. libero

martedì 3 F ELA KUTI - IL POTERE DELLA MUSICA Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero Y VES KLEIN, UN ARTISTA E IL SUO BLU Osservatorio Astrofisico Arcieri (FI) ing. NP FLORENCE DANCE FESTIVAL (03/07 - 02/08) Basilica di Santa Maria Novella (FI) ing. NP

BRODSKY/BARYSHNIKOV Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. 25/80€ BHUTAN: FELICITA’ INTERNA LORDA Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€

mercoledì 4 P IETRO GROSSI Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero THE KILLING OF A SACRED DEER Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ 6000 PASSI IN CITTÀ Piazza delle Belle Arti (FI) ing. libero

giovedì 5 FINCHÉ C’È PROSECCO C’È SPERANZA Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero IL BAMBINO E LE STELLE: UN RACCONTO SULLE AURORE E L’ORIGINE DELLA VITA Osservatorio Astrofisico Arcieri (FI) ing. NP GIUGNOVALE Giardino Michela Nori (FI) ing.NP S TENTERELLIADE Giardino della Carraia (FI) ing. libero BAGALAN CAFÈ Sinagoga (FI) ing. 6,50/10€ PAPILLON (05/07 - 11/07) Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ L A MORTE DI PATROCLO Teatro Romano di Fiesole (FI) ing.11,50€ L’AFFRATELLAMENTO DELL’ANCONELLA Parco dell’Anconella (FI) ing.libero COLORE - LINDSAY MAPES (5-28/07) SACI Gallery (FI) ing. libero

venerdì 6  EDI: LA CITTÀ DEI GATTI K Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero SALVIAMO LA MUSICA! (06/07 - 28/07) Ex Manicomio (FI) ing. libero OSMANN GOLD Loggia Bondi del Giardino dell’Orticoltura (FI) ing. libero

sabato 7 L A LA LAND Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero G .A.M.O./FRANCESCO GESUALDI Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. 10€ IBCPC DRAGON BOAT FESTIVAL (7-9/07) Parco delle Cascine (FI) ing. NP

domenica 8 F ATHER MURPHY - IS THAT FOLK? Ex ospedale psichiatrico di San Salvi (FI) ing. 5€ LE CONSEGUENZE DELL’AMORE Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero GIACOMO PIUSSI - CAMERE CON VISTA (08/07 - 15/07) Pietrasanta (FI) ing. NP BERLINGUER TI VOGLIO BENE Giardino di Marte (FI) ing.libero

lunedì 9

ARRIVAL Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero HEAVEN CAN WAIT Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ LE NOTTI DELLA TARANTA LIGHT - Il giardino di marte (FI) ing. libero RUBEN XHAFERI Oratorio della Chiesa di Santa Maria a Novoli (FI) ing. libero

martedì 10 P IETRO GROSSI Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero FIABE D’ESTATE Giardino Via Alessandro Allori (FI) ing. NP OTTONI DEL MAGGIO Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. NP

mercoledì 11  R. DYNAMITE: THE RISE OF JAMES BROWN M Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero FESTIVAL ORCHESTRE GIOVANILI - XXEMA EDIZIONE Loggia dei Lanzi (FI) ing. libero ODEON SATYA DOC Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ MACBETH CONDUCTED BY RICCARDO MUTI Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. 35/100€

giovedì 12  ONI OVADIA: L’IRA DI ACHILLE CANTO I M Teatro Romano di Fiesole (FI) ing.30/100€ NOI E GIULIA Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero L’AFFRATELLAMENTO DELL’ANCONELLA (12/07 - 13/07) Parco dell’Anconella (FI) ing.libero DU PRUFUNDIS Ex carcere delle Murate (FI) ing. libero VISIONE NOTTURNA: VITA SU MARTE? Giardino Via Alessandro Allori (FI) ing. NP THE MUSE: DRONES WORLD TOUR (12/07 - 13/07) Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ FILARMONICA DI FIRENZE GIOACCHINO ROSSINI Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. libero

venerdì 13  OBERT DOISNEAU: LA LENTE DELLE MERAVIGLIE R Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero ROAD SWING BAND Loggia Bondi del Giardino dell’Orticoltura (FI) ing. libero FESTA NAZIONALE FRANCESE Piazza d’Ognissanti (FI) ing. libero

sabato 14 I L CONCERTO Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero

domenica 15 L’IMBALSAMATORE Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero FIERUCOLA DEL GRANO Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero


Musica • Teatro • Arte • Cinema • Eventi

lunedì 16 L ADY MACBETH Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero CINEMA TASCABILE Q2 – Q3 – Q4 - Q5 (FI) ing. libero LE NOTTI DELLA TARANTA LIGHT - Il giardino di marte (FI) ing. libero ANDREA CAPUTO + LEONARDO PASCUCCI Oratorio della Chiesa di Santa Maria a Novoli (FI) ing. libero

martedì 17 P IETRO GROSSI Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero COME SI ESPANDE L’UNIVERSO E COSA CONTIENE? Osservatorio Astrofisico di Arcetri (FI) ing.NP ENSEMBLE DI ARCHI Casa Buonarroti (FI) ing. libero

mercoledì 18 FABRIZIO DE ANDRÉ PRINCIPE LIBERO Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero MUSART (18/07 - 28/07) Piazza Santissima Annunciata (FI) ing. NP

giovedì 19 T ULLIO SOLENGHI: IL DUELLO DI ELENA CANTO III Teatro Romano di Fiesole (FI) ing.30/100€ ORECCHIE Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero L A DANZA DEGLI ATOMI NELLO SPAZIO: DELL’UNIVERSO? Osservatorio Astrofisico di Arcetri (FI) ing.NP

venerdì 20  ARINA ABRAMOVICH: THE SPACE IN M BETWEEN Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero ROBERTO BOLLE Piazza Santissima Annunziata (FI) ing.40/115€ CONTRASTI Gabinetto scientifico letterario G.P. Vieusseux (FI) ing. 5€ FABRIZIO BERTI JUG BAND Loggia Bondi del Giardino dell’Orticoltura (FI) ing. libero

sabato 21 S ING STREET Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero ROCKIN’1000 Stadio Artemio Franchi (FI) ing.17/37€

domenica 22 I L DIVO Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero ITALIAN BRASS WEEK Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e Bueneria del Fosso Macinante (FI) ing. libero

lunedì 23 L A FRATELLANZA Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero CHICK COREA Piazza della Santissima Annunziata (FI) ing.30/118€

martedì 24 P IETRO GROSSI Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero WALKING THéRAPIE Rifredi e Scandicci (FI) ing. NP POESIA NELLA CITTà Quartiere 4 (FI) ing. libero JETHRO TULL Piazza della Santissima Annunziata (FI) ing.60/120€ MAURIZI,BIONDINI, MARIOTTINI IN CONCERTO Osservatorio Astrofisico di Arcetri (FI) ing.10/12€ BEAT FESTIVAL (24-26/08) Parco di Serravalle (Empoli) ing. libero+16€ il 26

mercoledì 25 F LORENCE FOLKS FESTIVAL: DENTE & GUIDO CATALANO Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero FABRIZIO DE ANDRÉ PRINCIPE LIBERO Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero FRANCESCO DE GREGORI Piazza della Santissima Annunziata (FI) ing.26/NP€

giovedì 26  IUSEPPE CADERNA: LA MORTE DI ETTORE G CANTO XXII Teatro Romano di Fiesole (FI) ing.30/100€ FLORENCE FOLKS FESTIVAL: EXTRALISCIO Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero COSMOLOGIA OSSERVATIVA: AI CONFINI (E OLTRE?) DELLA SCIENZA Osservatorio Astrofisico di Arcetri (FI) ing. NP ERMEL METAL Piazza della Santissima Annunziata (FI) ing.NP E ASY Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero

venerdì 27 L A LONDRA DEGLI ANNI ‘60: MY GENERATION Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero FLORENCE FOLKS FESTIVAL: ELKIN ROBINSON Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero NOONEBAND In Sughera 2.0 (FI) ing.libero

sabato 28 I LOVE RADIO ROCK Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero FLORENCE FOLKS FESTIVAL:NICKODEMUS & POPULOS DJSET Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero CONCERTO ALL’ALBA Piazza Santissima Annunziata (FI) ing. libero

domenica 29 GOMORRA Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero PRENDI I SOLDI E SCAPPA Giardino di Marte (FI) ing.libero C ARMINE IN FIERA Piazza del Carmine (FI) ing. libero

 AGLI APPENNINI ALLE ANDE D Chiostro di Santa Maria Novella (FI) ing. 15€

lunedì 30  NIMALI NOTTURNI A Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero

martedi 31 P IETRO GROSSI Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero

mercoledì 1 agosto P UPI DI STAC Manifattura Tabacchi (FI) ing. libero

giovedì 2  ADDALENA CRIPPA: I GIOCHI PER PATROCLO CANTO XXIII M Teatro Romano di Fiesole (FI) ing.30/100€ BALAGAN CAFFÈ Giardino della Sinagoga (FI) GONG (02/06 - 14/10) Forte di Belvedere (FI) ing. NP I MARZOCCHI (16/06 - 16/09) Piazza del Carmine (FI) ing. libero

venerdì 10 F ESTA DI SAN LORENZO Piazza di S. Lorenzo (FI) ing. libero

sabato 11 MUSICA W FESTIVAL (11-14/08) Castellina Marittima (PI) ing. libero

domenica 12  N MONDO PERFETTO U Giardino di Marte (FI) ing. libero

domenica 19 MEDITERRANEO Giardino di Marte (FI) ing. libero

mercoledì 22 C OMANECI - IS THAT FOLK? Ex ospedale psichiatrico di San Salvi (FI) ing. libero

domenica 26 DRIVE Giardino di Marte (FI) ing. libero CIOMPI MENSILE ANTIQUARIATO Piazza L. Ghiberti (FI) ing. libero

mercoledì 29 T HE NEW GENERATION FESTIVAL (29/08 - 01/09) Giardino Corsini (FI) ing. 35€


eAgosto Luglio da non perdere IS THAT FOLK? FATHER MURPHY + COMANECI 8 luglio + 22 agosto - Firenze Anche quest'anno l'eroico dipartimento creativo di Lungarno non poteva esimersi dal portare a Firenze quanto di meglio la scena italica ha partorito negli ultimi anni. Come? Easy! Grazie ad Estate Fiorentina e ai fratelloni dell'Associazione Culturale La Chute, abbiamo partorito la rassegna musicale IS THAT FOLK?, una coppia di eventi all'interno dell'area dell'ex ospedale psichiatrico di San Salvi, con una scelta artistica impostata su progetti che fecondino un embrione musicale folk e rock con sonorità sperimentali, sfumandolo verso l'ambient e la psichedelia. Saranno i FATHER MURPHY i primi ad illuminare il palco di San Salvi, l'incredibile duo di casa a Torino, che torna a Firenze dopo tempo immemore per celebrare l'epilogo della sua straordinaria carriera. Negli anni, infatti, sono diventati una delle più interessanti entità musicali italiane, parte di quella comunità che Simon Reynolds ha definito la “Psichedelia

occulta italiana”, acclamati soprattutto per i loro intensissimi live, a metà tra concerto, rito e performance artistica. Il loro ultimo album “Rising. A requiem for Father Murphy”, ha avuto una clamorosa accoglienza, conquistando, tra le tantissime cose uscite, anche la copertina del MUCCHIO, una pagina di recensione su RUMORE e una su BLOW UP, e un elogio sulla bibbia sacra inglese THE WIRE. Glauco Salvo e Francesca Amati sono i COMANECI, secondi protagonisti della rassegna, nonché quindicennale perla dell'underground italiano. Fin troppo facile parlare di disco della maturità, al quarto lavoro sulla lunga distanza, ma il nuovo album dei COMANECI è senza dubbio il più complesso, e soprattutto completo, della loro carriera, il più riuscito nel portare avanti questa strana commistione tra melodia, canzone folk e attitudine sperimentale. “Rob a Bank” è anche il primo lavoro a essere, perlomeno nel risultato finale, frutto evidente di una vera e propria band, grazie in particolare all’inserimento alla batteria e percussioni di Simone Cavina (IOSONOUNCANE, Arto, Ottone Pesante).

LUGLIO/AGOSTO BAMBINO di Cristina Romeo Nei mesi estivi piazza Indipendenza ospiterà alcuni eventi gratuiti volti alla riqualificazione della piazza come luogo di incontro delle famiglie e non solo. Il 4 luglio dalle 17 è in programma un pomeriggio in collaborazione col Teatrino del Gallo, mentre l’11 luglio l’ appuntamento è con lo yoga per i bambini. ll 26 luglio alle 21:15 al Parco di Villa Vogel ci saranno i burattini della compagnia fiorenti-

FESTIVAL DELLE COLLINE

FLORENCE FOLKS FESTIVAL

1 luglio – 3 agosto - Prato

25 – 28 luglio - Manifattura Tabacchi Tradizione e contemporaneità, dimensione locale ed internazionale. Un punto di riferimento estivo per la musica popolare contemporanea tanto per il fiorentino quanto per il turista italiano o straniero alla ricerca di uno scorcio locale, tradizionale ed autentico. Sono questi i tratti distintivi del Florence Folks Festival, manifestazione supportata dall'Estate Fiorentina del Comune di Firenze, che dal 25 al 28 luglio celebra la sua terza edi-

na I Pupi di Stac, con il divertente spettacolo “Stenterello e l’albero parlante”. Gli amanti del mondo fantasy infine non possono mancare alla Festa dell’Unicorno che si terrà a Vinci dal 27 al 29 luglio. Qui vi aspettano concerti, comics, cosplay, ospiti internazionali, giochi di ruolo, mercato medievale e ristori a tema. L’ingresso è a pagamento.

zione con un importante cambio di location. La rassegna infatti si sposta dalla Balera del Varlungo di Firenze Sud alla Manifattura Tabacchi, all'interno di un progetto di più ampia rigenerazione e riqualificazione urbana. Oltre ad una ricca proposto enogastronomica, presentazioni di libri, handmade market e un'area baby, FFF ospiterà sul suo palco Elkin Robinson, Dente & Catalano, Extraliscio, Nickodemus e Populous.

Da quasi 40 anni crocevia di forme diverse d’arte, Festival delle Colline 2018 celebra l’incontro tra musica e video, in tutte le sue declinazioni: cinema, clip, cortometraggi, ma anche sonorizzazioni, musicisti prestati al grande/piccolo schermo, cantautori lanciati da serie tv. Per la prima volta il Festival si cimenta nella produzione di un cortometraggio, assieme al Collettivo Snellin-

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berg e alla cooperativa sociale Il Cenacolo (domenica 1 luglio, Prato), mentre alla band Serpentu è affidata la nuova sonorizzazione di “Vampyr”, capolavoro del cinema horror di Carl Theodor Dreyer datato 1932 (mercoledì 11 luglio, Prato). Nel ricco cartellone, nomi italiani e internazionali di richiamo come Sergio Caputo, Calexico, Rodrigo Amarante e Grant-Lee Phillips.


S I PA R I O di TOMMASO CHIMENTI

Un caldissimo teatro

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a Toscana ha quel che di godereccio che, in estate, esplode: ulivi, vino, la macchia mediterranea, carne, mare e teatro. Già perché i festival non mancano certamente e sono tutti strutturati nel tempo, per qualità, radicamento sul territorio e attaccamento alla tradizione. Insomma in Toscana non si può stare senza un palco, un microfono e qualcuno sotto disposto a prendere quelle parole e a farne tesoro. Ogni comune, con la sua rocca e la sua storia, le fortificazioni e mura, ha il suo consolidato percorso teatrale invernale e, anche nei mesi estivi, gli spettacoli dal vivo per la cittadinanza, ormai, fortunatamente, sono diventati bene primario e irrinunciabile. Per chi non c'è mai stato, o per chi ci è andato decine di volte, il Teatro Povero di Monticchiello (da fine luglio al 15 agosto) riserva sempre quelle sorprese che uniscono la storia delle campagne senesi, primo tra tutti la vicina Pienza papale, con le tradizioni gastronomiche, i pici all'aglione, fino al palcoscenico, dove, come ogni anno da oltre cinquant'anni, gli abitanti del piccolo borgo (bene protetto dall'Unesco) si esibiscono in trame e personaggi che hanno ideato, scritto, diretto e impersonato. Nato come un gioco, o meglio come una rivalsa verso quel mondo del dopoguerra che stava per cambiare e li stava per emarginare a favore della città, con il conseguente depauperamento delle risorse umane, negli anni è divenuto un must che racchiude sia la riflessione sociale, la rivalutazione delle piccole cittadine abbandonate, sia il

punto di vista scenico e teatrale con racconti contadini che s'incastrano all'attualità, al contemporaneo, con un occhio al passato, i piedi ben piantati nel presente e l'orizzonte lungo verso il futuro. Nel paese che fu di Boccaccio va in scena Mercantia di Certaldo (11-15 luglio), il grande carrozzone felice e gaudente ideato da Alessandro Gigli che prende forma tra le mura antiche con centinaia di spettacoli itineranti, dentro torri o cantine, sottoscala o in piazza, tra cortili e giardini, fuochisti e trampolieri, giocolieri e circensi, attori e musicisti, per un gran calderone scoppiettante, tra fiumi di sangria e panini alla porchetta, tra band di strada e performer da tutto il mondo e coriandoli e palloncini, streghe, draghi e funi e le immancabili bolle di sapone, un Paese dei Balocchi in grande stile. Altre storie di paese messe in piazza, anzi messe su strada in questo caso, per la “Tovaglia a Quadri” di Anghiari (nelle consuete date dal 10 al 19 agosto) dove, sopra la classica tovaglia spessa, famosa in tutto il mondo e prodotta proprio nel comune della celebre

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battaglia dipinta da Leonardo, come se fossimo tra comari, da una finestra all'altra, si racconta un pezzo di mondo arcaico che sta per scomparire, il vicinato con i suoi pettegolezzi, gli sberleffi e gli sfottò, i soprannomi contadini ma anche la solidarietà e la voglia di sentirsi comunità in mezzo a tutta la disgregazione e la solitudine odierna delle grandi metropoli. L'impianto è brillante e si ride, si canta, appare sempre una chitarra o una fisarmonica mentre si gustano i crostini o i pici al sugo finto, il bollito e le zucchine, per finire con l'infuso alla liquirizia che scalda anche i cuori più duri. Una rassegna diffusa che dura quattro mesi, partenza a metà giugno fino al 20 ottobre, è “Utopia del Buongusto” che Andrea Kaemmerle cura, con sforzo, dedizione e convinzione da ventuno edizioni. Sparso tra le province di Pisa, Livorno, Arezzo e Firenze ogni anno ci fa scoprire nuovi personaggi (quest'anno segnatevi le Sorellamen emule del Trio Lescano) come grandi comici, Paolo Hendel o Alessandro Benvenuti. “Utopia del Buongusto” è anche l'occasione per vedere, o rivedere, gli intelligenti spettacoli dello stesso Kaemmerle (vi consigliamo “Il popolo cattivo” e “Ogni fuga è un'arte”) ma anche Alberto Severi con il nuovo “Gesti e gestacci” o ancora “Blocco 3” con Fabrizio Brandi, una sorta di “Ovosodo” dove si piange ridendo, si ride piangendo e si vive a pieni polmoni Livorno. Non possiamo non fare una puntata a Radicondoli (programma su radicondoliarte.org), a cavallo tra luglio e agosto; prima però dobbiamo necessariamente essere passati da “Inequilibrio” a Castiglioncello dove quest'anno al Castello Pasquini passano grandi nomi della nostra scena contemporanea: Berardi/ Casolari, Oscar de Summa, Luca Scarlini, i Sacchi di Sabbia, Roberto Latini. Non possiamo tralasciare neanche Volterra, dove è stato cancellato il festival cittadino, ma rimane viva e vegeta l'esperienza ultraventennale del regista napoletano Armando Punzo con gli attori detenuti della Fortezza medicea: quest'anno continua il viaggio dentro le parole e l'immaginario di Borges diviso in due parti, dal 24 al 27 luglio all'interno del penitenziario come da consuetudine, mentre il 4 agosto nello scenario mefistofelico e luciferino della centrale geotermica di Larderello: assolutamente imperdibile.


ARTE di RAFFAELLA GALAMINI

Sogni d'arte

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Sul fronte artistico l’ultima edizione di Pitti ha lasciato in eredità un paio di mostre: la prima aperta fino al 26 luglio è alla Galleria del Palazzo-Coveri. La Maison per festeggiare i 45 anni d’attività ha affidato al celebre fotografo Maurizio Galimberti, la rilettura dell’archivio storico. Un “Maurizio Galimberti AROUND Enrico Coveri”, per raccontare in modo nuovo il mondo Coveri in un percorso che ripercorre la storia di Enrico davanti e dietro le quinte. A Palazzo Pitti invece fino al 16 settembre la storia dell’auto a Firenze e in Toscana. Singolare il punto di vista: l’obiettivo dell’Archivio foto Locchi. “The Elegance of speed” ci propone le gare sulle strade più belle della Toscana e i Concorsi di eleganza al Giardino di Boboli. Novanta scatti per raccontare, attraverso le corse e l’evoluzione della meccanica, com’è cambiata la nostra società. A Siena, Santa Maria della Scala ospita fino al 30 settembre la mostra “Obscure clarté” di Li Chevalier. La storia racconta il rapporto che lega la pittrice franco-cinese alla città del Palio da oltre venti anni. L’esposizione è una sorta di pellegrinaggio artistico e spirituale nel cuore dell'Italia. Spicca l’installazione monumentale e multimediale site-specific dove come in un bosco troviamo violini, viole e violoncelli. Strumenti "made in China", appena abbozzati, decorati con pennellate d'inchiostro e segni calligrafici, perfino poesie per un concerto muto ma d’impatto. La Fondazione Centro Studi Ragghianti di Lucca ospita fino al 23 settembre una grande mostra per scoprire il rapporto tra Giacomo Puccini e gli artisti del proprio tempo. L’esposizione, che ricorda i 160 anni della nascita del compositore, vuole indagare sul ruolo che Puccini esercitò sulle arti visive di quel periodo. Prosegue infine la mostra con oltre cento immagini fotografiche di Man Ray, alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano (fino al 7 ottobre). L’occasione per conoscere da vicino il lavoro fotografico di uno dei più grandi artisti del XX secolo.

arà una calda estate per l’arte in Toscana. Non solo nelle sale dei musei e nelle gallerie d’arte ma nei parchi e nei cortili dei palazzi storici. A Firenze si contendono il primato, in attesa di Marina Abramovic a settembre, “Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano” in corso a Palazzo Strozzi fino al 22 luglio e Gong, la grande antologica dedicata a Eliseo Mattiacci al Forte Belvedere che chiuderà a metà ottobre. Con la prima si compie un viaggio tra arte, politica e società, nell’Italia che va a cavallo tra il boom economico degli anni Cinquanta e il periodo della contestazione del Sessantotto. Una mostra dove si trovano a esporre i più grandi artisti di quel periodo: Renato Guttuso, Lucio Fontana, Alberto Burri, Piero Manzoni, Mario Schifano e Michelangelo Pistoletto. Le sculture di Mattiacci si stagliano invece all’esterno del Forte e catturano l’attenzione all’interno della Palazzina, assieme a un’ottantina di disegni in mostra. Un omaggio, dovuto, a un artista tra i grandi protagonisti dell’avanguardia italiana della fine degli anni Sessanta, da sempre alla ricerca del sublime del cosmo. Lo scivolo di Palazzo Strozzi, come è stato ribattezzato The Flo-

rence Experiment, il nuovo progetto site-specific dell’artista Carsten Höller e dello scienziato Stefano Mancuso è di sicuro l’evento culturale più divertente, nonostante non ci sia nulla da ridere. Si tratta di un esperimento singolare, non fosse altro che per la dinamica, ma con finalità di studio molto rigorose. Si vuole stabilire l’interazione tra piante ed esseri umani attraverso due monumentali scivoli: da qui i visitatori percorrono una discesa di 20 metri tenendo un vasetto con una pianta di fagioli. Dopo la discesa la pianta viene analizzata per stabilire la “reazione” alla discesa. La seconda parte dell’esperimento vuole stabilire se esista un’“aria della paura” e un’aria del divertimento e capire come queste possano influenzare la crescita di piante di glicine rampicanti.

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ELDORATO

NASCITA DI UNA NAZIONE

A

rrivano così, coperti d’oro, i migranti che fuggono. Li coprono con un telo termico e li smistano tra città che non conoscono e che non vedranno mai. Ad aspettarli, un’infinita attesa nei non-luoghi recintati a doppio filo. Le terre promesse, gli “Eldorato” che avevano sognato, si chiamano CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), CPT (Centri di Permanenza Temporanea) o CAS (Centri di Assistenza Temporanea). “Eldorato, nascita di una nazione” è un progetto che racconta l’illusione di questo millennio: l’esistenza di una terra d’oro, dove brilla la possibilità di un futuro sostenibile. Solo una volta sbarcati ci si rende conto che l’unico oro è quello di una coperta termica monouso. Il documentario che sta girando Giovanni De Gara rappresenta l’esigenza di un popolo di appartenere ad uno Stato che Stato non è e non sarà.

di ALESSANDRA PISTILLO

“Eldorato” è infatti uno stato mentale, che non ha confini, lingua o capi, ma esiste ed è rappresentato dalla sua bandiera. L’oro delle coperte è un segnale di accoglienza, calore e di salvezza in questa Italia che sembra soffrire di amnesia. Il progetto riveste le porte di alcune chiese con le coperte isotermiche per il primo soccorso. La prima sarà San Miniato al Monte a Firenze, che fu costruita come porta di accesso al paradiso, l’“Eldorato” dei cristiani,

Giorgio Battistelli Daniele Rustioni Thomas Dausgaard

direttore artistico direttore principale direttore onorario

Celso Albelo Salvatore Accardo George Andguladze Giordano Bellincampi Mario Brunello Francesca Dego Pietro De Maria Lorenzo Fratini Gianluigi Gelmetti Kerem Hasan Niklas Benjamin Hoff mann Tiina-Maija Koskela Hennig Kraggerud Jan Lisiecki Raffaella Lupinacci

Alexander Malofeev Michele Marelli Michele Mariotti Edgard Moreau Angela Nisi Eva Ollikainen Maxime Pascal Erica Piccotti Miriam Prandi Beatrice Rana Federico Maria Sardelli Peppe Servillo Markus Stenz Eduardo Strausser

Coro del Maggio Musicale Fiorentino Orchestra Haydn di Trento e Bolzano C o n s e r v a t o r i d e l l a To s c a n a YO Y O Yo u t h O r c h e s t r a Yo u t h O R T

e dedicata a Miniato, un profugo armeno che scappava dalle persecuzioni. Le tre porte rivestite di luce avranno una valenza simbolica: ricorderanno la Gerusalemme celeste, come descritta nell’Apocalisse, o il tempio e le porte “dorate” del cristianesimo, della carità verso gli “ultimi”. A Roma De Gara pianterà trenta bandiere dorate sui tetti del Pigneto, per poi procedere col tentativo di arrivare alla porta di San Pietro, che, rivestita di questo oro, diventerebbe messaggio universale di accoglienza globale. “Eldorato”, trasposizione del famoso luogo immaginario (l’Eldorado), deriva dal termine ebraico El - che significa Dio - il Dio Dorato -. Sogno di coloro che, lasciando la propria terra, arrivano a una Terra Altra, la terra Madre, di appartenenza spirituale, che concede generosa la possibilità di ripartire per realizzare se stessi. Per informazioni: infoeldorato@gmail.com

2018_19 XXXVIII

STAGIONE CONCERTISTICA

con il contributo di

orchestradellatoscana.it


ESSERI URBANI di FRANCESCA CORPACI

I vecchi

A

luglio i vecchi si ritrovano nelle piazze adiacenti ai supermercati. Acquistano prodotti tra cui: Oro Saiwa nel pacco da 300 grammi, gelato gusto caffè, pile stilo e limoncello di quello atroce. Inseguono l’aroma dell’aria condizionata, un misto polvere e disinfettanti che sa di trascuratezza, e di entrate non abbastanza buone per chiamare il tecnico dei filtri. Vegliano, impegnatissimi, la pulizia del finto marmo, l’emissione di scontrini, la felicità delle famiglie la domenica pomeriggio. Indossano canottiere dismesse dall’inverno, bermudoni cachi e un cappellino, uno qualunque, con la visiera, ereditato da un nipote non più fan dei Lakers o vinto coi punti della benzina non troppi anni fa. Le signore preferiscono i sandali ortopedici e vestiti con fantasie di pesci che non hanno mai visto l’acqua. Portano a spasso i carrellini, quasi sempre vuoti, come cani silenziosi che li tengono al suolo. Un tempo ci spostavano le latte dell’olio e sottovasi di coccio vero, ora ci conservano fiocchi di polvere e il ricordo di un’epoca in cui le cose pesavano meno. Sulla porta di casa, sul gradino d’ingresso, quasi lo sollevavano allora, il carrellino. Lo tiravano su per scavalcare l’ostacolo, con una sola mano, senza pensare. Consumano acqua, i vecchi a luglio. Comprano bottigliette di plastica che gettano nei cestini generici, del tutto indifferenti alla raccolta differenziata. Lo fanno su consiglio dei telegiornali Mediaset, dei servizi di un quarto d’ora sull’estate e sul caldo, e sul fatto che, sebbene paia strano, la gente muore un po’ in tutte le stagioni. Sotto le tettoie, nelle zone d’ombra, si raccolgono senza parlarsi mai. Poi verso sera migrano lenti, come uccelli, sotto braccio a una peruviana in tuta glitter, o a un filippino riservato assunto extra agenzia.

Illustrazione di Lafabbricadibraccia

PA L E S T R A R O B U R

LEZIONI DI GINNASTICA C U LT U R A L E P E R F I O R E N T I N I di RICCARDO VENTRELLA

L’edicola di via Dante

L'

edicola di via Dante da Castiglione (umanista e teologo, nulla a che vedere con l’Alighieri) era l’edicola più vicina a casa. Non si poteva non vederla, posta com’era all’angolo con la trafficata via Senese. L’edicola dei fumetti, di Topolino, del quotidiano, delle riviste di musica ordinate apposta. L’edicola dove si sbirciavano le civette passando col bus o col motorino, e c’era sempre quella della Nazione con la Fiorentina in bella mostra se aveva vinto. Passata di mano almeno quattro volte, ma sempre muta testimone dello scorrere di cose e persone, lì davanti, con i suo fastello policromatico di riviste le più diverse, appena

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appena ordinate per generi se sapevi cogliere come un giocatore di shangai le sottili differenze. Adesso l’edicola ha chiuso: ne è rimasta solo l’ombra su un muro nascosto per almeno cinquant’anni, come se l’avesse portata via un’esplosione nucleare. Sono in crisi, le edicole, e la memoria individuale parimenti.


L U O G H I D I M E N T I C AT I Foto di GIULIO GAROSI - Testo di JACOPO AIAZZI

Ex sanatorio Banti Realizzato nel 1939 a Pratolino, a 8 km di distanza da Firenze, la struttura si occupava principalmente della cura dei malati di tubercolosi. Alla fine della guerra, con la riduzione della patologia tubercolare, l’edificio venne riqualificato in struttura ospedaliera fino al 1989, anno della sua dismissione. Una struttura di 12.000 metri quadri accompagnata da una torre di 7 piani, circondato da una flora rigogliosa. L’edificio, di proprietà dell’Asl, è tutt’ora in vendita.

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FIRENZE CENTRO di GIACOMO ALBERTO VIERI

Se consideri le colpe

È

un libro di Andrea Bajani – pure un versetto del salmo 129 della Bibbia, a dirla tutta – e io ce lo avevo nello zaino, il Bajani non la Bibbia, in un fine pomeriggio ridanciano e pervinca su Lungarno Colombo. Ad un certo punto mi sono sdraiato sull'erba, vicino ad un chiosco, una pagina stropicciata di giornale svolazzava nell'aria, un signore col bastone parlava da solo del governo – “si è formato” diceva “eh sì, ce l'hanno fatta” – ma sospetto che ai due adolescenti che si stavano baciando a pochi metri da lui gliene importasse poco di Salvini e Di Maio. Il ragazzo le carezzava i capelli, credo glieli abbia annodati assai, ma lei non sentiva nulla perché continuava a fissarlo in silenzio, prendeva un respiro ogni tanto e poi ricominciava a mordergli il labbro e sorridere. Se consideri le colpe. Beh, volevo scrivere qualcosa sul governo in effetti, ci starebbe tutto, però poi ho aperto il libro, con un occhio scorrevo le righe, con l'altro non riuscivo a smettere di guardare i due ragazzi, e nel frattempo Gazzelle nelle cuffie cantava “come distruggi le foto dandogli fuoco, dandomi fuoco, dandoci fuoco”, e così mi è parso più saggio prendere fiato, stare in ascolto e in osservazione, senza aggiungere nulla.

Tanto gli umori dei ragazzi continueranno a bollire ed esplodere in prima estate, e ci saranno baci eterni e annodati che scorreranno insieme all'Arno. Ci saranno anche anziani che parlano da soli, e la loro faccia sbiadirà nei tramonti erubescenti di questa epoca malandrina. Da Lungarno Colombo insomma niente sembrerà così insormontabile e insopportabile. Questo lembo di terra vicino al fiume, con qualche

albero a fare ombra, una ciclabile sconnessa, un paio di baretti che vendono gelati confezionati ci accoglierà tutti quanti, spero: dissidenti e oppositori, radicali e moderati, chi si mena e chi si bacia. Un posto in salvo, qui, Firenze ce lo offre. Staremo stretti, forse, e magari per una volta uniti. Se consideri le colpe... ci andrà pure di lusso.

L ' O T T A VA D I P I L A D E

Un mojito all’occasione di PILADE CANTINI

Mi si chiede per l'estate un'ottavata strampalata che sia rozza o raffinata come spiagge ingarbugliate o isolette desolate. Ma la più calda stagione vuol ben altro tormentone vuole musica lontana alla sudamericana e un mojito all'occasione.

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PA R O L E di GABRIELE AMETRANO

“Visto si stampi” di Gabriele Sabatini edito da Italo Svevo Edizioni pag. 88 - € 12.50

Quando hai un libro tra le mani vorresti sfogliarlo. Alcuni lettori, convinti in parte dal titolo e dalla copertina, sono soliti aprire a caso il volume e leggere un paragrafo. Da questo capiscono se anche la scrittura è convincente. Con i libri di Italo Svevo questa abitudine potete scordarvela. Gli editori hanno deciso di lasciare alcune pagine piegate ma non tagliate: occorre il gesto del lettore, munito di tagliacarte, per liberarle dal loro stato imprigionato. Se ad alcuni questo gesto può piacere, ad altri (me compreso) mette ansia, soprattutto quando tra le mani ho un libro che voglio leggere subito come “Visto si stampi” di Gabriele Sabatini. Se non si è abili nel tagliare i bordi, le pagine potrebbero strapparsi irrimediabilmente e questo diventa un dramma più che un piacere. L'avventura con questo libro è stata lenta (almeno una mezz’ora di lavoro certosino) ma ogni azione è andata a buon fine. Ho letto avidamente perché dei libri, soprattutto dei capolavori, mi piace scoprire i retroscena e questo volume di Gabriele Sabatini ci regala proprio questo. Nove libri, nove vicende editoriali in cui scopriamo la stoffa degli autori, i loro umori nel scriverli, ma anche il risultato di simili pubblicazioni. La critica nel Novecento era spietata e di testate ce n’erano almeno il triplo di quelle odierne. Ed è così che veniamo a sapere che Pratolini impiegò venti anni per scrivere “Cronache di poveri amanti”, mentre Ennio Flaiano impiegò meno di quattro mesi per il suo “Tempo di uccidere”, corteggiato da Longanesi e portato alla prima edizione del Premio Strega (che vincerà) con il motto “Chi ha sofferto nel Ventennio darà il voto solo a

Con Senso

Ennio”. Le esperienze raccolte su alcune pubblicazioni di Curzio Malaparte, Piero Chiara, Vitaliano Brancati o Mario Rigoni Stern (a cui si aggiungono anche Giuseppe Berto, Carlo Cassola e la fondazione della Longanesi) rivelano la vera natura di un libro, che non ha ancora preso forma ma che ha già un percorso da intraprendere. La mia confessione sarà abbastanza indifferente a molti ma ad alcuni piacerà: a me di un libro piace proprio la sua permeabilità emotiva e storica, ovvero quella sensazione di costruzione che passa da un autore al suo lettore. Il libro diventa così oggetto comune, luogo di confronto in cui tutti possono dire la propria, ma ognuno rimarrà costantemente vicino alla propria idea. L’autore penserà di averlo scritto per delle questioni, mentre il lettore comprenderà le sue, magari lontane dalle originarie. Tutti però saranno felici. Insomma, per dirla brevemente, la storia di un libro dalle sue origini ha un fascino per me ineluttabile, capace di spostare anche il gusto della sua lettura. Ed ecco che Sabatini mi rende felice con questo piccolo gioiello, mettendo alla luce rapporti, voglie e volontà. Fossi in voi mi fornirei di tagliacarte: sarà utile per leggerlo o minacciarmi la prossima volta che ci vedremo. Ps. Tutti i libri di cui Sabatini ci racconta sono capolavori. Questo libro è anche un buon modo per consigliarvi letture per l’estate. Buona lettura.

Di Verso

di GIULIA ALFANI

a cura di ROBERTO DEL FOSCO

MOSAICO Quante volte la musica m’afferra come un mare! Alla pallida stella sotto un arco di bruma o nell’etere immenso volgo la vela.

Qualche mese fa, in Israele, gli archeologi brindavano alla nuova scoperta: un imponente mosaico di 1800 anni fa, composto da oltre 12.000 tessere, è venuto alla luce a 60km da Tel Aviv. Nello stesso periodo qui in Italia, più precisamente in Umbria, si festeggiava l'inaugurazione della Villa dei Mosaici di Spello, un polo museale di prim'ordine, con passerelle e luci studiate ad hoc. Non dimentichiamo naturalmente di citare Pompei, i mosaici di Palermo e tutti gli altri tesori “frammentati” sparsi per l'Italia e per il mondo. Un'arte antica, così antica da presentare ben due possibili derivazioni etimologiche. La prima, di matrice greca, riporta la parola “mosaico” al termine μουσαικόν (musaikòn) , ovvero “opera delle Muse”. Anche in latino ritroviamo opus musivum, sempre con il medesimo significato. Nelle grotte e negli anfratti sacri alle Muse, infatti, le pareti venivano ricoperte di sassolini e conchiglie. La seconda ipotesi etimologica riconduce la parola all'arabo muzauwaq, “decorazione”: anche nella cultura araba il mosaico era arte riconosciuta e apprezzata, anche se limitata a ripetizioni di schemi geometrici e astratti. Un'ultima ipotesi sostiene invece la derivazione semitica della parola, che ritroverebbe la sua origine in un termine legato al patriarca Mosè.

tratto dalla poesia di Charles Baudelaire La musica, in I fiori del male, 1857

Charles Baudelaire (1821 – 1867) è considerato uno dei maggiori poeti del 19° secolo; massima espressione del simbolismo e precursore del decadentismo e del modernismo, a lui è dovuto il notevole impulso innovatore nei confronti del genere lirico. Forte fu la sua influenza sulle generazioni di autori che seguirono, dai poeti maledetti alla scapigliatura italiana in forza di una verve intellettuale e stile di vita spiccatamente bohémien che lo portarono alla notorietà prima ancora delle sue prime pubblicazioni. Muore a soli 46, al termine di una vita piuttosto dissoluta che ne aveva pregiudicato fortemente la salute; la sua poetica, indipendente seppur figlia del romanticismo, si concentra sulla “perfezione musicale” dello stile, creando i presupposti per le più importanti correnti letterarie tipiche del Novecento. 25


FRASTUONI

DISCHI PIÙ O MENO PROBABILI di GABRIELE GIUSTINI

Cassette

F

ino a qualche anno fa, in effetti, agosto era il mese in cui l’Italia si fermava, con sommo sbigottimento (cit.) degli stranieri. Noi ci fermiamo un po’ meno, gli stranieri – inglesi, francesi e tedeschi in particolare – hanno capito che proprio bischeri non eravamo e fanno altrettanto. L’industria discografica si è quindi più o meno adeguata e, nel combo luglio-agosto, le uscite di rilievo scarseggiano. Come quando eravamo giovani e preparavamo le cassettine per darci un tono, sprechiamo queste duemila battute circa per un intermedio giocoso con cui vi segnaliamo i brani che ci sono piaciuti di più in questa prima metà di duemiladiciotto. Una BASF da 60 minuti, sei brani per lato, con la matita per riavvolgere o mandare avanti sempre a portata di mano. Per partire vi consigliamo un lato A con ‘End of the World with You’, uno dei pochi brani pop dei Calexico, seguito magari da qualcosa di folk-glitchoso come ‘Flatland’ dei Tunng e da ‘Make Me a Song’ della bravissima Eleanor Friedberger, giusto per dare un po’ di brio al trittico iniziale. È il momento poi dell’esotico - d’estate ci vuole - con ‘Nterini’ di Fatoumata Diawara e ‘Cómo Me Quieres’ degli impronunciabili Khruangbin, rivelazione psych-world di questi mesi. Ultima chicca del primo lato: ‘Quiet, the Winter Harbor’, nuovo brano dei Mazzy Star, chiaramente perfetto come spalla su cui riposare gli occhi. Ripartiamo brillanti con la prima canzone del lato B, cioè ‘Made It’ di Akua Naru, brano che non si sa per quale motivo non sia in alta rotazione su tutti i network italiani, europei, mondiali. Per un minimo di omogeneità e per non dare quel senso di schizofrenia, rimaniamo sulla black con ‘This is America’ di Childish Gambino, questa sì, ovunque. Un paio di cose dove si canta poco, se non nulla, tipo ‘Agogica’ dei Calibro 35 e ‘Counter Culture’, sorprendente collaborazione tra Henrik Schwarz e la Metropole Orkest, e stiamo per esaurire il nastro. Si riacquista il cantato con ‘Spoil with the Rest’, nuovo brano tratto dall’ultimo album di Riley Walker, meno folk e più psych/prog rispetto al passato. L’ultimo REC con pallino rosso ce lo giochiamo con la deliziosa ‘Time Elastic’ dei Laish. Mi concedete una traccia bonus? ‘Tea-Soaked Letter’ di Anna Burch, per tutti gli orfani dei The Lemonheads. La vostra cassetta è pronta, non lasciatela in macchina che poi la ve ritrovate liquida e tocca recuperare con la playlist su Spotify.

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CASA JAZZ di GIULIA FOCARDI

Sonorità globali

U

n proverbio svedese dice che “una vita senza amore è come un anno senza estate” e dal nostro punto di vista, cioè quello musicale, non potrebbe essere più vero. Dopo aver assaporato un inizio di stagione con un giugno virtuoso, voliamo veloci non troppo lontani da Firenze per esplorare luoghi magici e voglia di leggerezza, condivisione tra sonorità meticce e musica proveniente da tutto il mondo. Empoli Jazz - tra il Torrione di Santa Brigida, Piazza Farinata degli Uberti e il giardino del Museo Archeologico di Montelupo - propone, quest’estate, un programma in gran parte internazionale sicuramente importante. Da segnalare: FORQ (3 luglio), gruppo strumentale con un suono dinamico e un debole per l’esplorazione sonora composto da improvvisatori di livello mondiale; Charles Lloyd & The Marvels feat. Bill Frisell, Reuben Rogers, Eric Harland (9 luglio), una data unica per

una delle pietre miliari del jazz mondiale; il formidabile Crosscurrents Trio composto da Dave Holland, Zakir Hussain & Chris Potter (16 luglio); in chiusura della rassegna estiva, il gradito ritorno in Toscana (31 luglio) del Julian Lage Trio, già apprezzato durante l’inverno a Pisa Jazz. Da seguire con attenzione anche il programma stellare a ritmo di “jazz” del luglio del Teatro Romano di Fiesole, all’interno dell’Estate Fiesolana. Dei sette concerti in programma ve ne raccomandiamo tre in particolare: Gianni Maroccolo (il 4 luglio) con il progetto “Nulla anda-

to perso” (insieme a lui Andrea Chimenti, Antonio Aiazzi, Beppe Brotto e Simone Filippi); il ritorno alle sonorità brasiliane di Stefano Bollani - con una band totalmente internazionale - in “QUE BOM”, il nuovo disco realizzato interamente nel cuore pulsante di Rio e che presenta un repertorio completamente originale firmato dal pianista stesso (10 luglio); la cantante sudafricana Simphiwe Dana, una delle cantanti Xhosa più espressive, conosciuta in tutto il mondo per la sua affascinante abilità vocale e acclamata da molti come la nuova Miriam Makeba.


Pane,vino e zucchero* di TOMMASO CIUFFOLETTI illustrazione di MARTA STAULO

E

ppure io le ho fatte le merende con pane, vino e zucchero. Ed ero bambino, avrò avuto sì e no undici, dodici anni. Pane, vino e zucchero: una specie di formula magica dello sballo preadolescenziale, la miscela segreta di Walter White, una botta d'energia formato pane inzuppato nel vino e zucchero di contorno. Che se ti vedono oggi a preparare pane, vino e zucchero a tuo figlio, ti levano la patria potestà e il giorno dopo Salvini fa pure un post su Facebook per additarti come nemico della gente perbene. Eppure ci sono generazioni pre-millennials che con pane, vino e zucchero ci sono cresciute. Forse non tutti siamo esattamente cresciuti sani, ma non me la sento di dare la colpa a pane, vino e zucchero e nemmeno ai cartoni giapponesi. Ovvio, non è che si mangiasse tutti i giorni. Si trattava di una merenda tipicamente estiva e faceva parte di un carniere di merende possibili in cui figuravano anche pane e olio, pane e pomodoro, pane e Nutella e pane, butto e marmellata. Inutile dire che il pane fosse l'ingrediente principale e in questo senso il pane toscano, sciapo grazie a Dio, mostrava tutta la sua versatilità. Il vino, rosso, era di norma quello del boccione da due litri che abitava pressoché qualunque casa di campagna in Toscana. Vino fatto alla buona, col metodo del cosiddetto “governo alla toscana”, leggero, acidulo e che ormai andava a finire, perché con il consumarsi dell'estate s'avvicinava l'ora di una nuova vendemmia e quindi nel pane, vino e zucchero di quei giorni c'andava un vino ormai prossimo a concludere il suo ciclo vitale. Per questo io lo zucchero ce lo volevo abbondante. Copriva quel sapore di vino che non sempre era gradevolissimo per il palato sensibile di un bimbetto. Capitava poi che, per un giusto scrupolo da “bevi responsabilmente”, quel vino venisse anche un po' annacquato, così da ridurre ulteriormente il tenore alcolico di quel mangia e bevi. Tuttavia un po' di alcool c'era. Niente per cui rischiare il vagabondaggio molesto, ma se già un dodicenne maschio è la cosa più simile al demonio che si trovi sulla Terra, dargli del carburante del genere è come invitare la lepre a correre. E cavolo se correvamo. Perché puoi anche considerare la follia ipercalorica e vagamente psichedelica del dare del vino ad un bambino, poi però andrà pure considerato che quei bambini spendevano la gran parte del proprio tempo a correre, giocare a pallone, tirarsi sassate, azzuffarsi, costruire casette abusive in terreni privati o demaniali, ghettizzare i meno forti (non prendiamoci per il culo, a dodici anni si è stronzi, c'è poco da fare) e tante altre attività tipiche di un tempo in cui il televisore sì, c'era, ma dopo un po' aveva bell'e rotto i coglioni. Dai vino e zucchero ad un dodicenne oggi e quello si metterà a scrivere cose imbarazzanti sui social, a fare sessioni di 12 ore non stop alla Playstation o chatterà con gli amici su WhatsApp scambiandosi foto del pisellone nero fotomontato con qualche compagna di classe. Non giudico, del resto foto montare il pisellone nero è un'attività che può sviluppare abilità molto più utili nel mondo del lavoro rispetto allo studiare greco e latino. Giudico però che pane, vino e zucchero è una merenda il cui senso oggi sopravvive solo in campagne perdute, dimenticate e dove non arriva il segnale del telefonino o almeno non il 4G. A tutti noi che non viviamo in un paradiso del genere non resta che bere responsabilmente. Che ormai è l'unica cosa riguardo alla quale ci viene rammentato che esiste una cosa chiamata responsabilità.

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*A causa del sequestro di Marta Staulo per mano di Pitti, Palati Fini è sospesa per questo numero. Stiamo trattando per riaverla offrendo in cambio calzini da uomo dai colori osceni.


OROSCOPO di VIRGINIO illustrazioni di MELANIA BRANCA

Chi ti pensa in questo momento dovrebbe figurarti come un hippie perso fra le nuvole, tutto vestito di vivacissime stoffe a colori. Pace e libertà sono i tuoi valori, "mettete dei fiori nei vostri cannoni" è il tuo claim preferito e, fra guerra e amore, di sicuro tutti ti scelgono per il secondo motivo.

Il caldo ti scioglie e la vita rallenta. Sei abituato a primeggiare e ti piace farlo ma, questo mese, non ti riesce proprio. Vuoi un consiglio? Rifiuta di partecipare a questa gara. Le vittorie sono frutto di un lavoro costante e preciso, questo non è il tuo momento. Esci, prenditi un frullato, parla con gente che non conosci, svagati un po’ e getta la spugna a terra.

Da qualche giorno l’inquietudine ha lasciato spazio alla trepidazione. Saranno le maniche corte, le ferie che si avvicinano, le giornate che si allungano, chi lo sa. Un raro momento in cui non vuoi togliere la vita a qualche essere umano e preferisci risolvere le tue solite frustrazioni con un bel “chi se ne frega”.

A tratti diventi un animale distruttivo e sanguinario, questo è uno di quei casi. Mentre tutti quelli intorno a te passano le giornate boccheggiando, in attesa che arrivi l’ora di farsi un aperitivo, tu sembri non sentirti nulla addosso: la stanchezza non esiste. Se ci fosse un torero davanti a te, sicuramente finirebbe infilzato.

Tutti quelli intorno a te sembrano volerti rendere partecipe di innumerevoli attività e tu continui a liquidarli con un “mi sono dimenticato”. Come se non bastasse, decidi di stabilire un nuovo record mondiale sul maggior numero di “boh”, “ah, sì?”, “davvero?”, “chi? Io?”, mai pronunciati nella storia. Complimenti, sei il nuovo archetipo del “take it easy”.

All’inizio pensavi che fosse soltanto una mancanza di vitamina C. Hai comprato una cesta di arance in sconto e, in una settimana, le hai finite tutte. Non ha funzionato. Sei andato in erboristeria, hai provato con gli integratori naturali. Non ha funzionato. Con la farmacia pensavi davvero di esserci riuscito. Ovviamente, non ha funzionato. Fermati adesso, non provare altro!

Mettiamo un attimo da parte la tua coda da pesce. Sei un animaletto simpatico che ama scalare le cime delle montagne per arrivare dove l’aria è fresca e pulita. Con un'agilità non comune, affronti i luoghi più impervi, sassosi e scoscesi. Saltella fino in cima, non fermarti per guardare indietro: quello che ti aspetta, è sulla vetta.

L’odore dell’estate risveglia la tua innata euforia. Inizi a fare scelte totalmente arbitrarie e prive di una qualche forma di pragmatismo. All’inizio tutto ok, hai sempre qualcuno che recupera le tue scivolate. Dopo la seconda settimana succede qualcosa: non c’è più nessuno a prenderti al volo e cadi per terra.

Sei in piedi sul trampolino di una piscina di mosaico blu. Guardi in basso, ti giri indietro, non sei sicuro di buttarti. Poi, dopo qualche ripensamento, prendi coraggio e decidi a lasciarti andare. L’impatto con l’acqua ti fa credere di aver preso una pessima decisione ma, poco dopo, tutti i tuoi sensi tornano in armonia con l’ambiente. Ottima scelta.

Se potessi specchiarti e guardarti veramente per quello che sei capiresti che questo mese sembri il leone di un vecchio zoo di periferia. Hai la criniera spelacchiata, le unghie spezzate, la testa bassa e le mosche appiccicate agli occhi. Per fortuna tu non te ne accorgi e ti senti nel tuo periodo migliore.

Il tuo mese si può più o meno riassumere in questo modo: sei al mare e fa molto caldo, troppo caldo. Hai molta sete e, non lontano da te, vedi una bottiglietta d’acqua che sembra quasi sussurrarti di andare a prenderla. Tu ti avvicini veloce, apri il tappo e fai un bel sorso. Dopo qualche secondo ti rendi conto che stai tracannando l’equivalente del tuo sudore a 70°C.

Fai i 100 km/h. Stai guidando in tangenziale e non ti rendi conto che, davanti a te, arriva una bella curva a gomito. Hai due scelte: sfondare il guardrail ed andare avanti alla stessa velocità o tirare il freno a mano. Fossi in te farei attenzione, non sempre la scelta giusta è la migliore da prendere.

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UNIONE EUROPEA


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Lungarno n. 64  

mensile gratuito di arte e cultura a Firenze

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