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Gennaio 2016

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PITTI 89

SGUARDI SULL A

TOSCANA

ANTICO SETIFICIO

FIORENTINO L’A G E N D A D I

GENNAIO


10 gennaio

IN SUA MOVENZA È FERMO Viaggio teatrale

12 / 17 gennaio

COMPAGNIA LUCA DE FILIPPO

NON TI PAGO

di Eduardo De Filippo regia Luca De Filippo

regia Giovanni Micoli in collaborazione con La Compagnia delle Seggiole

ore 20.45, domenica 15.45

ore 10.00 / 11.00 / 12.00

19 / 24 gennaio

15, 22 e 29 gennaio

UMBERTO ORSINI

QUADERNI

IL PREZZO (THE PRICE)

con Marco Vichi e le letture di Lorenzo Degl’Innocenti

di Arthur Miller regia Massimo Popolizio

ore 21.30

ore 20.45, domenica 15.45

26 / 31 gennaio

ORESTEA Agamennone

di Eschilo regia Luca De Fusco ore 20.45, domenica 15.45

2 / 7 febbraio

ORESTEA Coefore ed Eumenidi di Eschilo regia Luca De Fusco

ore 20.45, domenica 15.45

Biglietteria Via della Pergola 30 Tel. 055.0763333 biglietteria@teatrodellapergola.com lun. > sab. 9.30 - 18.30, dom. riposo

www.teatrodellapergola.com In vendita in tutto il Circuito Box Office e online


EDITORIALE di matilde sereni E senza accorgersene siamo nuovamente a punto e da capo. Arigennaio. Aribuonanno. Aribuonipropositi. Aripalestra. Ari-a. Di una cosa non mi stanco mai. Vedere il giornale cambiare pelle come un serpente e ogni anno farsi più vicino al canone di bellezza che ci siamo prefissati ormai tanto tempo fa. Nuova veste grafica fuori, nuovi contenuti dentro. Sembra uno slogan da campagna elettorale ma non vi preoccupate più di tanto che sempre gratis siamo e i capisaldi non crollano mai. Non mancherà certamente Pitti89, raccontato da più punti di vista ma con un minimo comun denominatore (a voi scoprire qual è). Non mancherà lo sguardo alle tre macroaree di interesse culturale: cinema, teatro e musica. Non mancherà la curiosità di scoprire posti nuovi o la tenacia nel rinfrescare la memoria su quelli dimenticati. Si allarga timidamente lo sguardo alla Toscana. D’altronde se Lungarno si chiama Lungarno, c’è un motivo. Ecco allora che accanto all’ormai consolidata collaborazione con Prato, sbucano i primi contributi da altre realtà toscane. Stiamo sperimentando, per carità. È ancora presto per sapere se ci piace e capire in quale direzione sia meglio evolvere. Di sicuro ci diverte, quindi perché non tentare? Senza dubbio questo mese manca una perla che non sarebbe dovuta mancare. Perché nel frattempo Firenze ha perso una voce che non era ancora il momento di perdere. Eppure siamo di nuovo punto e da capo. Ogni anno, come ogni giorno. Aribuongiorno. Aricaffè. È uscito Lungarno? Sì. Oggi sì. Buon 2016 e Buona lettura.

IN COPERTINA PASSEGGIANDO PER FIRENZE di Daria Derakhshan

Nasce come progetto parecchi anni fa, frequentando un corso di grafica, presso la facoltà di Architettura di Firenze. Da lì è nata l’idea dell’illustrazione che univa due mie grandi passioni la mia città, Firenze che adoro e la passione per il cinema, per lei: Audrey Hepburn. Magica e magnetica sullo schermo. Le mie illustrazioni cercano di rispecchiare la mia anima: colorata, pop ed emozionale. Non posso negare il mio amore viscerale per Warhol e tutto il panorama della pop art. Daria Derakhshan Classe ‘85, italiana di origini persiane, studi artistici e archeologici alle spalle, diplomata come grafica pubblicitaria presso la Scuola internazionale Comics di Firenze. Sono Warhol-dipendente. Adoro la moda, il design, il cinema, la musica e ogni forma e tipo d’arte. www.dariaderakhshan.com - www.behance.net/LadyDada

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 36 - Anno IV - GENNAIO 2016 - Rivista Mensile - www.lungarnofirenze.it Editore: Associazione Culturale Lungarno - Via dell’Orto, 20 - 50124 Firenze - P.I. 06286260481 Direttore Responsabile: Marco Mannucci • Direttore Editoriale: Matilde Sereni Responsabili di redazione: Gabriele Ametrano, Riccardo Morandi Social Media Manager: Bianca Ingino, Valentina Messina Editor: Cristina Verrienti • Amministrazione: Arianna Giullori Stampa: Grafiche Martinelli - Firenze • Distribuzione: Ecopony Express - Firenze Hanno collaborato: Simona Santelli, Beatrice Campani, Caterina Liverani, Cristina Romeo, Eleonora Ceccarelli, Alba Parrini, The NightFly, Martina Milani, Alice Cozzi, Valentina Messina, Michelle Davis, Maria Carmela Saracino, Tommaso Chimenti, Riccardo Morandi, Giulia Focardi, Pratosfera, Leandro Ferretti, Tommaso Ciuffoletti, Nanni, Faolo Pox, Gabriele Ametrano, Aldo Giannotti, Gianluca Danti. Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dei proprietari. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. Scopri dove trovare Lungarno su www.lungarnofirenze.it

SOMMARIO

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PITTI89 di simona santelli

CHI MANGIA PITTI di alba parrini

STYLE BLOGGER IN TOSCANA di beatrice campani

ANTICO SETIFICIO FIORENTINO di eleonora ceccarelli

IL PIANETA DELLE SCIMMIE VERDI di michelle davis

NETFLIX O NON NETFLIX... di caterina liverani

SUPER DRUSILLA di alice cozzi

RICOMINCIAMO DA QUI di tommaso chimenti

SEMPRE PER COMUNICARE GIOIA di giulia focardi

L’AGENDA DI GENNAIO

18 GENNAIO DA NON PERDERE

• R. MUTT 1917 di pratosfera • LA CULTURA SI TINGE DI TONI CLASSICI di gabriele ametrano • TOULOUSE-LAUTREC A PISA di maria carmela saracino • NOI VI CI MANDIAMO a cura della r.c. • NOI CI ANDIAMO news dall’ente CRFi • EDIPO E IL SUO COMPLESSO di leandro ferretti • CARTAVETRA di valentina messina • NON LA SOLITA CAMICIA A QUADRI di martina milani • IL TOVAGLIOLO VA A SINISTRA di nanni the pug • GENNAIO BAMBINO di cristina romeo • CURVY POWER di alice cozzi • IL SENSO È CHE... di tommaso ciuffoletti • INUTILE GENNAIO di riccardo morandi • PAGINE

di gabriele ametrano

• GUCCINI di the nightfly • LA STANZA DEL ROSSO SECONDO PAOLO CARRADORI di giulia focardi • SUONI

di gianluca danti

• STELLE

di faolo pox


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parole sante

“Last year I stayed with this woman, she always want to go to bed at nine, after two months I said: if you go to bed at nine and I come back to work at 10, when we fuck exactly?” Un businessman con forte accento italiano a un altro, davanti a un bicchiere di vino durante Pitti, giugno 2015. di simona santelli

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itti è quel posto dove manifattura, tecnologia (accidenti, questo pellame sintetico al tocco sembra davvero pelle di bambino inca!), estro, sregolatezza (il tipo nello stand davanti a noi ha la patta aperta), eccesso (quei pantaloni taglio Luigi XIV fanno cagare) e molti altri temi si incontrano. Orde di uomini dai look incredibilmente variegati – dal vero gentleman a quello vestito palesemente da idiota – stanno per sbarcare nella nostra piccola città e tra una fiorentina abbastanza cotta, grazie e un lamento per il clima umidissimo e i taxi introvabili e Uber non disponibili i temi della creatività, della non-stagionalità, del design resistente ai trend e al contrario quello di ultratendenza saranno sicuramente al centro dei discorsi. Non è un caso che il tema guida della fiera quest’anno sia Generation(s): velocità che comprime il tempo, generazioni che si intersecano, età come stato mentale. Sezioni come Make (savoir faire artigiano), Unconventional (lusso undergound), Touch (stilisti più visionari ed edgy),

Open (no gender), My Factory (stilisti indipendenti) sono state potenziate in termini di spazi espositivi e finezza nello scouting. E insomma, non vediamo l’ora di vedere le nuove proposte. Che poi non ci scordiamo mai che il problema del superlavoro creativo ha portato un bel po’ di news nel mondo della moda negli ultimi mesi del 2015. Brevemente: 1) il direttore creativo di Lanvin, Alber Elbaz, ha rassegnato le sue dimissioni; 2) Raf Simons ha fatto ciaone a Dior; 3) il super brit super cool Jonathan Saunders ha chiuso improvvisamente battenti della sua azienda – mancanza di soldi o poca ispirazione, non molto chiaro; 4) da Givenchy dichiarano che la loro prossima collezione autunno inverno verrà rivelata solo ad aprile, cioè al momento dell’arrivo in negozio. Dinamiche diverse con un grande comune denominatore: regà, così ‘gna si fa. Perché due, quattro, a volte anche sei collezioni l’anno (nel caso di Raf Simons: due di prêt-à-porter, due di haute couture, due pre-collezioni per Dior. Più due per la sua omonima casa di moda, fanno otto!) sono una roba che non si augura a nessuno. E che, detto fra noi,

serve solo a tenere in piedi un’economia dai fatturati incredibili, ma che cela probabilmente il bisogno essenziale di fermarsi e pensare a ridefinire le modalità di fruizione e interazione in una chiave realmente contemporanea, che tenga conto dell’ambiente e delle nuove generazioni, nonché della noia galoppante dovuta sovraesposizione mediatica – la sensazione di già visto e rivisto non è gratificante. Come fare quindi a tenere in piedi il baraccone? La pelle sintetica di bambino inca è un buon esempio. E staccarsi da Instagram un altro grande passo.

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palati fini

di alba parrini

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osa mangia un Uomo-Pitti durante la fiera? Noi di Lungarno siamo andati in giro per le vie della città a scoprire come si nutre il protagonista dell’evento più atteso a Firenze e in Italia, e abbiamo scoperto degli interessanti abbinamenti salutistico/gourmet. Il protagonista fashion della nostra fiera più importante comincia la giornata verso le 11.00. È tardi, è vero, ma il nostro amico deve riprendersi dai postumi del party a cui ha partecipato la notte precedente, e in ogni caso sa benissimo che durante Pitti le strade sono vuote prima della tarda mattinata. Per questo motivo consuma il suo pasto principale in zona San Pierino o San Lorenzo, lontano dal quadrilatero della moda fiorentina. La colazione prevede una dose massiccia di vitamina C, antiossidante naturale, e manca Vintage Selection 27 - adv - lungarno.pdf 1 18/12/2015 17:10:36 totalmente di grassi saturi: una spremuta fresca

di pompelmo, limone e arancia di Ribera, presidio slow food, e un paio di fette di pane di grani antichi toscani a chilometro zero, con marmellata biologica senza zucchero. In alternativa un apple crumble vegano. Perché il “pittiano” è attento sia alla linea che alla filiera dei prodotti che sceglie. Può anche capitare che l’Uomo-Pitti debba organizzare un incontro di lavoro o un meeting post shooting nel primissimo pomeriggio. È in questo caso che si dirige verso il Bargello o Piazza Pitti per cercare qualche spunto americano. È proprio qui che consuma un brunch prevalentemente proteico: uova alla benedict, baegels con salmone e burro, club sandwich con patate rosse. Per concludere con il più classico dei caffè americani. La sua giornata alimentare corre a tutta velocità al momento post fiera, verso all’ora dell’aperitivo in terrazza con vista su Santa Maria Novella o Ponte Vecchio. Durante Pitti l’happy hour a Firenze è soltanto una parola: Negroni. Qualche bar può

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proporre anche delle varianti. Negroni sbagliato, con lo spumante al posto del gin, o il più contemporaneo Negrosky, che sostituisce il gin con la vodka. All’aperitivo non può certo mancare il finger food: sushi destrutturato di zucchine e caviale di melanzane, lunette di polenta con emulsione di zucca tardiva, millefoglie di radicchio di Chioggia aromatizzato al camembert. A questo punto si è già fatta sera inoltrata, tempo per il nostro protagonista di correre verso la più esclusiva festa di un marchio di moda, organizzata in un palazzo storico dietro via Roma, e per un ultimo drink della giornata. La nuova frontiera per i party dei barmen fiorentini sono i cocktail a base di cetriolo, tra tutti il Moscow Mule o il Pimm’s, profumati, rinfrescanti e molto versatili. Proprio quello che ci vuole quando una festa dura fino a tarda notte.


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costumi

STYLE BLOGGER IN TOSCANA di beatrice campani

C

hiamarli semplicemente fashion blogger è riduttivo. Passione e impegno accomunano chi ha scelto di raccontare le proprie idee sullo stile e sul lifestyle attraverso un blog, affrontando un percorso che va oltre la scelta di un abito o l’abbinamento giusto dei vestiti. E la Toscana, terra di moda grazie all’importante distretto manifatturiero che la caratterizza, è ben rappresentata in questo settore. Smiling is chic (www.smilingischic.com) è il blog fondato nel 2011 da Sandra Bacci, di professione insegnante di matematica, style blogger per passione. «Atipico, surreale, forse comico. Ma reale. Prediligo i contrasti e sono incredibilmente curiosa. Questo mi spinge a non rinchiudere la mia esistenza in stereotipi e regole imposte dall’età o da un ruolo lavorativo» spiega Sandra. «Anche la moda che amo e che seguo è colorata, originale, ironica e accessibile.» Navigare questo spazio è un piacere per la vista e per la mente. Ci sono sezioni che vanno dallo streetstyle al fashion, beauty e lifestyle. «L’obiettivo principale è stato quello di unire il mio amore per la moda con la convinzione che il sorriso sia la nostra arma più potente, come approccio, come cura e come dono.» Sono parole e immagini a cui dedicare tempo, da leggere con cura per trarne spunti di riflessione. Soprattutto per quanto riguarda la pagina dedicata ai momenti

di gioia momentanea, ossia quello che la Bacci chiama l’elenco delle felicità trascurabili. Inoltre da settembre Sandra Bacci è coordinatrice della redazione del magazine di Sodini bijoux, So Magazine. Per tutti gli uomini che vogliono essere costantemente aggiornati sul meglio dello stile italiano è d’obbligo consultare The Italian Gentleman – Il blog del Marchese (www.ilblogdelmarchese.com), ideato dal Marchese Antonio Andrea Raffaelli (ma tutti lo chiamano soltanto ‘Il Marchese’), selezionato dalla Triennale di Milano per la mostra Il nuovo vocabolario della moda italiana. Seguitissimo sui social network (su Instagram ha più di 75 mila followers) e fotografato a più non posso alle fiere di settore, il Marchese è una presenza fissa su Rai Uno nella trasmissione di moda Top – tutto quanto fa tendenza, con uno spazio dedicato ai consigli sull’eleganza maschile. Non un dandy, ma un cultore dello stile italiano più raffinato, il Marchese racconta approfonditamente come vestire da gentleman. Senza dimenticare il suo grande sense of humour,assicurato dalle radici meridionali. Per le mamme appassionate di moda è d’obbligo cliccare Fiammi’s day (www.fiammisday. com), ideato da Simona Mazzei, mamma di una bambina di nome Fiammetta «una donna, una mamma, una moglie, una commercialista, una blogger, una scrittrice, una sognatrice». Così si racconta. Sul suo blog troverete geniali consigli

sulla moda bimbo, dall’abbigliamento eco-etico ai trend del momento. «È un blog di moda per bambini nel quale mostro gli outfit scelti per e da mia figlia, lottando tra tutte le possibili soluzioni che ci vengono proposte ogni giorno. Oltre a questo, Fiammisday è uno spazio divertente e spensierato nel quale trascorrere qualche momento di leggerezza e nel quale riscoprire il rapporto speciale mamma-figlia.» Troverete look Mini-Me e altri solo per le mamme o per i maschietti, rubriche sulla moda del momento e consigli su come abbinare i vestiti. Infine, merita una visita il blog Ali di Firenze (Alidifirenze.fr ) firmato dalla giovane blogger francese Alice Cheron, che da Nizza ha scelto di vivere nel capoluogo toscano. Nato nel 2013 come city guide su Firenze per i francesi sofisticati e curiosi (con una selezione curata di indirizzi cult), il blog si è arricchito di contenuti lifestyle (moda, bellezza, travel, cucina) e di interviste per conoscere i talenti italiani. «Dalla cucina stellata di Vito Mollica a Michele Bonan, architetto superstar, o Angela Caputi, designer di gioielli, l’idea è di far sognare… e ispirare» racconta la blogger, che pochi mesi fa, a ottobre 2015, ha lanciato l’Atelier Ali di Firenze, un e-commerce dedicato ai prodotti dell’artigianato toscano. in alto: Simona Mazzei e sua figlia Fiammetta


arti e mestieri

di eleonora ceccarelli

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oglio raccontare una storia bellissima, che inizia molto tempo fa e prosegue oggi nella nostra Firenze, in Oltrarno, in via Bartolini 4. A questo indirizzo, un grande cancello in ferro lascia intravedere un mondo fatato. Situato in fondo a un incantevole giardino storico, c’è una piccola industria artigiana perfettamente funzionante dove sembra regnare il silenzio, interrotto solo dalla musica degli antichi telai. È la sede dell’Antico Setificio Fiorentino in cui artigiane tessitrici tessono stoffe di tradizione fiorentina su dodici telai: sei a mano del Settecento e sei meccanici dell’Ottocento. Come da tradizione, la loro formazione avviene in bottega dove si tramanda un sapere inestimabile. E così l’Antico Setificio Fiorentino è oggi uno degli ultimi laboratori in grado di produrre seta artigianale. Basti pensare che tra i suoi telai, manuali e semi meccanici, ce n’è anche uno disegnato da Leonardo da Vinci. Fondato nel 1786, raccoglie l’eredità di quest’antica arte, tramandandola e trasformandola in un’eccellenza mondiale riconosciuta in tutto il mondo. Attraverso la Via della seta, il materiale viaggiava dalla Cina fino al Mediterraneo, a Venezia, dove i carichi venivano subito mandati a Firenze. Ot-

tomila chilometri di storia attraverso un itinerario complesso e ramificato fatto di strade, fiumi e mari. Fu così che nel XII secolo, alcuni viaggiatori, probabilmente missionari cattolici, portarono a Firenze il baco da seta e i suoi magnifici tessuti. Anche se leggenda narra che fu una principessa orientale, sposa in Europa, a portare in dote, oltre ai tessuti, anche il baco. In Toscana la seta diventò a poco a poco inestimabile risorsa di lavoro, ricchezza e arte. Fonte di prestigio per la città e per i suoi mercanti, l’Arte della seta fiorentina raggiunse il massimo dell’importanza sotto i Medici. L’Antico Setificio è oggi un autentico gioiello che pochi conoscono, che parla di bellezza ed eleganza al mondo intero, e ha tutte le carte in regola per rappresentare Firenze. È una fabbrica dove telai, tessuti e macchinari, insieme al lavoro dell’uomo, esaltano la maestria artigianale. La preparazione avviene su macchine antiche senza alcun trattamento chimico o fissaggio, permettendo di lavorare con un filo perfettamente sano e non danneggiato a ritmo lento. Il risultato è la creazione di stoffe uniche nei colori e nella qualità, dall’elevata resistenza, e una sensazione al tatto inimitabile. Il Setificio Fiorentino è dunque custode di un sapere antico, di un lavoro unico che viene tramandato con lentezza, di un filo che continua a

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essere teso e che, nonostante i secoli, non accenna minimamente a spezzarsi. Nel 2010 l’acquisizione dell’Antico Setificio Fiorentino dall’azienda di moda Stefano Ricci S.p.A. ha assicurato il suo futuro e la continuazione della tradizione artigiana in mani fiorentine, «portandolo oggi a una seconda rinascita, offrendo le sue stoffe pregiate e uniche a una sempre più vasta clientela dai gusti raffinati e rilanciando nel mondo l’interesse per questo storico laboratorio artigianale» I disegni delle stoffe vengono gelosamente custoditi nell’archivio storico e, oltre a quelli già in produzione, ne possono essere riprodotti altri su richiesta del cliente. Passamanerie e stoffe sono acquistabili nella storica sala vendita, oppure ordinabili su misura. Quando ero piccola passavo davanti a questo cancello e immaginavo cosa potesse nascondere, e mia nonna mi raccontava storie di antichi tesori che venivano prodotti all’interno, cose così preziose e uniche da essere consegnate in tutto il mondo, nei castelli delle principesse, nei saloni reali, nelle case aristocratiche, e nelle regge. E poi, la bellezza di scoprire da grande che la realtà non è così diversa da quei ricordi… http://www.anticosetificiofiorentino.com


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gesti

di michelle davis

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ierre Bouille probabilmente non aveva questo in mente quando si immaginava un futuro popolato da scimmie e nemmeno la 20th Century Fox si sarebbe mai sognata un’evoluzione di questo tipo: un mondo dove le scimmie sono a capo di una rivoluzione green. Eppure da qualche mese l’invasione è reale e i nostri amici primati avanzano a colpi di panini vegan, marmellate bio e alberi di natale in cartone. Il motore di questa crescente ondata è GreenApes, una startup che vanta l’expertise di un giovane team di ingegneri, tra cui il fiorentino Gregory Eve e una società toscana di servizi informatici. Questo innovativo social network, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Sviluppo Sostenibile 2014, dopo ben tre anni di sperimentazione è ora ufficialmente disponibile a Firenze, sua città di origine. Incuriositi, abbiamo deciso di metterci alla prova e vedere il mondo attraverso gli occhi di questi buffi avatar pelosi. Approdare sul pianeta GreenApes è piuttosto semplice. Niente astronavi, nessuna mutazione genetica, non devi nemmeno scalare il rudere della Statua della Libertà: basta registrarsi sul sito o scaricare gratuitamente l’app sul tuo smartphone e il gioco è fatto. Sei libero di generare il tuo account loggandoti direttamente da Facebook, o puoi optare per l’anonimità e

celarti dietro simpatici moniker scimmieschi. Welcome to the Jungle, il messaggio di benvenuto mette già il sorriso. Sul pianeta GreenApes non ci sono liane ma link, immagini e status da cui ti puoi lanciare alla scoperta di nuovi modi per salvaguardare l’ambiente e condurre uno stile di vita più sano. Il desiderio è quello di creare una community animata con uno scopo condiviso e partecipato, dove il like è sostituito dal clap: un applauso per chi fa la cosa giusta. Mangiare prodotti a chilometro zero, condividere una ricetta vegetariana, spostarsi in bicicletta o con il carsharing: tutte azioni utili per ispirare e informare. L’impegno di GreenApes verso la città va ben oltre il virtuale, infatti si traduce anche in una serie di iniziative svolte sul territorio, tra eventi speciali, workshop di riuso creativo e cucina vegan. Inoltre ogni azione green viene premiata con la valuta del pianeta, i Nuts. Accumulate, queste simpatiche noci di cocco fanno avanzare l’utente nella classifica mondiale degli ecoispiratori, cha va dallo scalino più basso di Newborn all’altissimo grado di Apeostol, inossidabili adepti della religione verde. Da segnalare anche le BankoNuts, bonus speciali assegnati alle idee più illuminanti e applaudite, regalando sconti, omaggi e offerte dai partner di GreenApes (tra cui Lo Sverso, Boutique Nadine, la Piscina Costoli e Glue Alternative Concept Space). Da febbraio questi incentivi saranno elargiti anche

per azioni certificate di mobilità, volontariato e riciclo di rifiuti speciali grazie al coinvolgimento di enti importanti quali Quadrifoglio. Bisogna dire che Firenze ha sempre avuto un occhio di riguardo per l’ambiente. Nel 2013 era stata eletta tra le città più green del Belpaese, grazie alla sua estesa area pedonale, e nel 2014 venivano pubblicati dati incoraggianti: di 238.878 tonnellate di rifiuti solidi urbani 109.338 erano di raccolta differenziata. Ma il popolo fiorentino può ancora migliorare e GreenApes oltre a incoraggiare i suoi user offre un punto di osservazione interessante anche alle istituzioni locali. Da questo mese il software sarà disponibile anche a Essen, capitale verde europea per il 2017, e si prospettano ulteriori espansioni. Una riflessione lievemente critica ci porta a chiederci come mai serva una piattaforma del genere per incoraggiare la nascita di uno spirito partecipativo, scimmiottando la soluzione virtuale per un problema che è fin troppo reale. Ma GreenApes nella sua semplicità ha dato una bella botta alle teorie darwiniane, sguinzagliando un branco di evolutissimi green influencer. Noi clicchiamo con enfasi l’icona clap, mentre studiamo attentamente la filosofia zero rifiuti di Lauren Singer e cerchiamo ancora di carpire i segreti dell’insidioso tetrapack. http://www.greenapes.com


Photo © Eugenio Qose

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pellicole

di caterina liverani

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ino a pochi anni fa le serie tv non facevano decisamente per me. In una ancora fanciullesca concezione di un mondo in cui il Cinema fosse l’unica forma d’arte e intrattenimento a cui dedicare il tempo libero, mi capitava di assumere spocchiosi atteggiamenti di magnanima condiscendenza verso amici e parenti che sempre di più si facevano prendere dalla serialità delle storie. Non so spiegarlo, ma prestare attenzione a brevi episodi di una vicenda più ampia che, tenendoti sapientemente con il fiato sospeso, riuscivano a esercitare talvolta più fascino di un film autoconclusivo mi sembrava una forma di pigrizia. Anche cercando di andare a ritroso nella mia memoria recente, non so dire con esattezza quando le cose per me siano cominciate a cambiare – non è stata un’epifania, piuttosto un rimettere insieme i pezzi di puzzle – fatto sta che mi sbagliavo di grosso. Le serie tv, alcune almeno, possono essere anche più belle di un film. Rimarranno, come è giusto che sia, qualcosa di diverso, ma non di minor valore artistico o estetico. Di recente mi sono trovata a pensare che la mia iniziale ritrosia per la serialità fosse dovuta a una serie di fattori fra cui una scarsa competenza informatica e più in generale una forte avversione alla pirateria, che non mi permettevano di accedere agli episodi di quelle fantastiche vicende che sbocciavano di anno in anno e che tanto ammaliavano chi mi stava intorno. La solita sto-

ria della volpe e l’uva, insomma. A quanto pare però non ero l’unica a bramare più o meno segretamente un valido sistema di fruizione legale di piccole evasioni da quarantacinque minuti. Il 22 ottobre al grido di #CiaoNetflix è stato possibile anche in Italia sottoscrivere un abbonamento (all’inizio gratuito per un mese) al colosso dell’intrattenimento streaming on demand americano Netflix. Non è mia intenzione dilungarmi nello spiegare cosa sia Netflix, né tantomeno parlare di tariffe degli abbonamenti o di rapporto qualità prezzo. Vi dirò quello che mi ha convinta a provare: niente sport, nessun approfondimento giornalistico o tribuna politica e soprattutto nessuna pubblicità. Soltanto puro e semplice intrattenimento. In tantissimi abbiamo sottoscritto l’abbonamento di prova, molti si sono dichiarati più che soddisfatti del servizio e qualcuno ha avuto da ridire specialmente sull’ancora poco nutrita offerta del catalogo italiano rispetto a quello di altri paesi. Per quanto mi riguarda sono contenta di Netflix fino ad ora, ma mentre sto scrivendo ammetto candidamente di essere ancora nel mio mese di prova, nel quale ho comunque potuto iniziare un paio di nuove serie e anche vedere qualche film. Già, perché il servizio come già saprete non si limita solo a una scelta di serial, ma comprende una selezione di film, per lo più grossi successi commerciali degli ultimi dieci anni, tra i quali è

però possibile dissotterrare qualche perla (tra cui lo splendido film francese del 2012 Un amore di gioventù o lo sconvolgente documentario Going Clear sui segreti di Scientology che era nei cinema solo pochi mesi fa). Difficile prendere una posizione Netflix sì o Netflix no. Di certo è stato un degli argomenti di conversazione più gettonati degli ultimi tempi, tanto che anche all’interno della nostra redazione ci siamo confrontati e tirando le somme i due serial più gettonati sono risultati Narcos e Orange is the New Black, entrambi prodotti proprio da Netflix, tra l’altro. È anche però vero che non si tratta di qualcosa di indispensabile e terribilmente innovativo e che niente potrà mai sostituire il rumore del biglietto strappato all’ingresso di una sala cinematografica. Però dobbiamo anche guardare le cose con onestà. Chiunque di noi ami l’intrattenimento cinematografico, all’interno del quale rientrano a buon diritto anche le serie televisive di qualità, deve fare i conti con il sempre minor tempo che le nostre vite in continua evoluzione ci lasciano per il nostro svago preferito e va bene così, è nell’ordine delle cose. Avere sul proprio pc o tablet una piccola videoteca in continuo aggiornamento, a un ragionevole prezzo fisso e con un’eccellente qualità nella riproduzione, può essere davvero una gran cosa per chi ha l’esigenza di ritagliarsi quotidianamente un momento di pura evasione. In conclusione: Netflix? Perché no?


11 L’ESPERTO CONSIGLIA “SERIE TV EDITION”

ORANGE IS THE NEW BLACK “Farò con te quello che la primavera fa coi ciliegi, ma alla maniera del carcere, Pablo Neruda.”

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Piper Chapman

*Formato stampa: 33x43 cm - Cornice non inclusa!

imenticate Nick mano fredda, Le ali della libertà e anche Fuga di mezzanotte perché i protagonisti, o meglio, le protagoniste di questa vicenda iniziata nel 2013 e arrivata alla sua quarta stagione, non possiedono eroicità, particolare coraggio o spirito di sopportazione. Ambientato in un carcere femminile dove Piper, trentenne radical chic newyorkese si reca di sua iniziativa per scontare la pena per un reato legato al traffico di droga commesso dieci anni prima, #OITNB è una delle produzioni targate Netflix che stanno riscuotendo maggior successo di pubblico. Brillante, ironico e spregiudicato, il serial ideato da Jenji Kohan si diverte a giocare con il genere carcerario, creando una galleria di personaggi in grado si suscitare nello spettatore la stessa misura di attrazione e di antipatia, ponendoli in situazioni bizzarre, ma mai del tutto inverosimili e sfruttando con ingegno le dinamiche che sorgono spontanee fra un nutrito gruppo di donne costretto a coesistere in uno spazio ristretto.

PENNY DREADFUL

“La vera malvagità è più di ogni cosa seducente” John Claire/La creatura di Frankenstein

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na spettrale Londra vittoriana perfettamente ricostruita in ogni dettaglio e popolata da alcuni dei più sinistri personaggi della letteratura gotica, è l’accattivante ambientazione della serie Penny Dreadful prodotta dalla Showtime e disponibile sulla piattaforma Netflix. Religione, occultismo, stregoneria, scienza e una massiccia dose di erotismo hanno caratterizzato le due stagioni finora trasmesse, incentrate su una lotta tra bene e male caratterizzata da infinite sfumature e affidata a intriganti protagonisti che hanno i volti di star cinematografiche come Eva Green (The Dreamers, 300 – L’alba di un impero) Josh Hartnett (Pearl Harbour, The Black Dalia) e Timothy Dalton (007 Zona pericolo, 007 Vendetta privata) e i costumi del premio Oscar Gabriella Pescucci (L’età dell’innocenza, Il nome della rosa). Le attività di cast e troupe, impegnati nella ricostruzione di atmosfere suggestive e scenari di forte impatto, sono costantemente documentati sul blog ufficiale The Penny Dreadful Production Blog, primo esperimento nel suo genere. Il momento clou nella prima stagione: la superba ricostruzione del teatro del Grand Guignol attivo a Londra nella prima metà degli anni venti del XX secolo.

Le copertine di Lungarno sono l’espressione di un contenuto, un segno di illustratori, designer, creativi e grafici, che sempre più persone considerano oggetti da collezione. Per questo abbiamo deciso di regalarti, sostenendo Lungarno con una donazione minima di 15€, una stampa su tela* della tua cover preferita personalizzabile con il tuo nome. Sceglila su www.lungarnofirenze.it/segno

Via Cavalcanti, 4 - Firenze - www.segno.net


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domande

di alice cozzi

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rusilla Foer è un’elegantissima signora fiorentina e regina del web. Il suo primo video su YouTube ha totalizzato più di 50,000 visualizzazioni. Ha fatto cinema con Ozpetek, televisione con Serena Dandini, teatro, radio e persino un calendario. È stata testimonial di importanti campagne sociali e musa di artisti di calibro internazionale. Ha recentemente condotto al Politeama Pratese il premio Eroticanzoni, sul palco con Patty Pravo, Renzo Arbore e Simona Marchini. L’abbiamo incontrata insieme a Gianluca Gori, colui che in qualche modo, l’ha inventata. Come se la cava in cucina signora Foer? Non mi dica che anche lei si rivolge al take-away? D: Cucino poche cose, molto bene e poco volentieri. G: Dissento, una volta mi ha cucinato delle uova al pomodoro immangiabili. D: Villano. Nel 2015 c’è davvero ancora bisogno di club gay? Oppure differenziare i locali in base all’orientamento sessuale è considerato out? D: Che bello, non sentivo dire in o out dagli anni Ottanta… Le cose, mia cara, esistono finché hanno un senso. Finiranno di esistere i locali gay quando finiranno di esistere quelli etero. G: Ecco, sta diventando aggressiva. Dove si va a Firenze per una Supersera? D: Le Supersera nascono da uno stato d’animo improvviso, è difficile programmarle. Un gin tonic fra ragazze è già una Supersera. G: L’ultima volta a casa mia, durante una Supersera, mi ha sfondato un tavolo ballandoci sopra. D: Era un tavolo brutto e cheap. Una delle norme del bon-ton che è giusto infrangere e perché? D: Far scegliere all’uomo il ristorante in cui incontrarsi a cena. Gli uomini pensano che alcune di noi siano colpite dai ristoranti di lusso. Ridicolo! Più pago, più valgo è un tandem che mi fa tristezza. G: Buono a sapersi…

Un uomo sexy? Sono stata pazza di Walter Matthau, ma non mi ha voluta. Se c’è una cosa che mi fa impazzire è quando un uomo è buffo e impacciato. Tra gli italiani vivi mi piace molto Filippo Timi. Non l’ho mai incontrato, ma l’ho visto in teatro ed è formidabile. Il talento trovo che sia quasi sempre sexy. Una donna sexy? Monica Vitti. La più bella di tutte, da sempre. È femminile e maschile, simpatica, ironica, sexy, erotica, intelligente… le assicuro che accanto a lei mi sono sentita una poveretta. G: Le crediamo senza difficoltà. D: Villano. Un capo di abbigliamento irrinunciabile nel suo armadio? D: Pantaloni palazzo neri. A una certa età coprono le imperfezioni ma mostrano la gamba magra che è stata bella. Un luogo a lei caro? Reale oppure no. D: Il Museo Marino Marini a Firenze, un luogo calmo e intenso. All’inizio del mio percorso con Gianluca Gori ci incontravamo lì per progettare insieme. Allora credevo fosse una persona piacevole, invece è severo, dispotico e prepotente. G: Cencio parla male di straccio. Un’applicazione sul telefono a cui non può rinunciare? D: La rubrica è un’applicazione? No? Allora non

ho applicazioni sul telefono. Il telefono mi serve per parlare, i tasti dei numeri mi sono sufficienti. Detesto i messaggini, i Whatsapp e quant’altro. Se uno vuole comunicare con me deve fare lo sforzo di parlarmi. G: È una battaglia persa. Un profumo che metterebbe all’infinito? D: Se si indossa un profumo all’infinito vuol dire che il nostro gusto è immobile. Ho una bottiglia di essenza amara di rosa che amo. La portava mio marito Thierry. La metto in casa quando mi sento sola. La musica del sabato mattina? D: Ornella, la mia domestica nonché grande amica, è una cantante formidabile. Il sabato mattina abbiamo un appuntamento fisso: lei canta e io bevo il caffellatte. Progetti per il futuro? D: Sto preparando uno spettacolo pianoforte e voce con Loris di Leo, musicista formidabile. Sarà a febbraio al Teatro della Limonaia di Sesto, un luogo che amo molto. Si chiamerà Eleganzissima come mi ha definito una fan di dodici anni. Racconterò qualcosa della mia vita e canterò e canzoni che fanno parte di ogni momento importante che ho vissuto. Non sarà proprio un concerto, ma più simile a un recital. G: Che bello! Era dagli anni Ottanta che non sentivo la parola recital. D: Touché


sipario

RICOMINCIAMO DA QUI di tommaso chimenti

L

argo alla parola. Spazio ai contenuti. In un mondo attuale che si preannuncia ogni giorno più incerto e pericoloso non servono le canzonette del Ventennio, non serve non pensare, non servono le risate e la spensieratezza artefatta. Occorrono invece nuove iniezioni di pensiero, nuova informazione, ancora studio, ancora approfondimento. Per questo applaudiamo un gennaio teatrale che comincia con La scuola (14 e 15 Teatro Era di Pontedera) con Silvio Orlando, che fu protagonista anche dell’omonima pellicola di ben venti anni fa. Tutto comincia con la scuola, con le letture, con l’abitudine a pensare, a domandare, a mettere in dubbio, a chiedere, a cercare. Anche per ricordarci di come eravamo nelle fotografie con i vestiti adesso demodé, i capelli vintage, l’acne, con il compagno che veniva regolarmente preso in giro o chiuso nell’armadietto da quelli più grandi che adesso, spalle curve, occhialetti e cravatta, è un manager da parecchi zeri sul conto, o il belloccio di turno che ha puntato tutto sul sorriso. Che tenerezza facciamo nelle fotografie dei diciotto anni, con tutta la vita davanti. Parola, discorso, comizio, monologo. Il principe del foro teatrale di casa nostra è, senza dubbio, Ascanio Celestini. Il nostro profeta. Il suo van-

gelo stavolta è Laika (15, 16 Teatro Puccini), in tema assolutamente con il Giubileo da poco iniziato: se Gesù tornasse sulla Terra cosa farebbe, cosa direbbe, si metterebbe le mani nei lunghi capelli biondi, scapperebbe a gambe levate, urlerebbe o si corromperebbe con la nostra scarsa moralità? Celestini sarà il figlio di Dio, cieco; forse s’arrabbieranno i fanatici ultracattolici o forse solamente La Russa che già sbeffeggiò l’autore romano in diretta tv. L’incertezza, oltre che valoriale dei nostri giorni, è anche, e forse soprattutto, economica. Oppure i due aspetti vanno di pari passo. Non riesci bene a pensare se la pancia è vuota, se il futuro è nero e pessimista, se l’ansia e l’angoscia per il domani hanno la meglio sull’oggi. Il prezzo (dal 19 al 24 Teatro della Pergola), con un cast d’eccezione, Umberto Orsini, Massimo Popolizio, che ne firma la regia, Alvia Reale, Elia Schilton. Tutto ha un prezzo. Non tutti conoscono però il valore delle cose. Ed è durante la crisi del ‘29, per certi versi assimilabile alla nostra di questi anni (allora fu molto più improvvisa e repentina, azzerando da una parte e permettendo di ricostruire dall’altra), che la vendita di una casa con le conseguenti discussioni familiari aprono le riflessioni con cui Arthur Miller mi mostra l’amarezza, la spietatezza, tutto il freddo del denaro, che non ha né anima né sentimenti, né memoria né cuore.

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Venato di thriller, più che altro di quel noir misterioso che da qualche anno intinge le sue commedie, è il nuovo Chi è di scena di Alessandro Benvenuti (29, 30 Teatro Puccini) alle prese con un attore sparito dai palcoscenici da alcune stagioni (forse è autobiografico?) intercettato da un giovane fan (oggi si direbbe follower o seguace), al quale concede una confessione-intervista. Umorismo e punti interrogativi abbondano, incedono, s’incastrano, si sommano. Il colpevole stavolta non sarà il maggiordomo. E si chiude con Marco Travaglio al gusto onomatopeico del suo Slurp (31 gennaio Obihall) nel gesto nel quale siamo campioni del mondo senza alcun rivale. L’ossequio al potere, il chinare la testa, il dare ragione a chi scalda la poltrona al di sopra delle nostre teste, il non protestare, accondiscendendo perché “così fan tutti”, perché è normale che sia così, è la prassi, l’obbedienza, l’autocensura, l’omertà. Il senso di giustizia e di verità nasce dentro ognuno di noi, in quanto ogni singolo individuo considera normale leccare a più non posso il piccolo potentato di turno. Ma se ti comporti da schiavo non potrai altro che vivere da servo. Meno male che Travaglio c’è.


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personaggi

di giulia focardi

“Tra l’amore e la musica c’è questa differenza: l’amore non può dare l’idea della musica, la musica può dare l’idea dell’amore.” Hector Berlioz

E

anche delle persone che la vivono, la creano, la rendono possibile. Intervistare Stefano Bollani non farà altro che confermare un pensiero spontaneo nato da una risata: Joy in spite of everything. È il titolo di un suo disco ECM, è una frase di Tom Robbins, ma, ancora di più, è la natura dello spirito di uno dei più grandi e poliedrici musicisti contemporanei. Coinvolgente, istintivo, libero. Hai suonato con importanti orchestre sinfoniche, ma il 29 gennaio sarà la prima volta con il Maggio Musicale fiorentino. In realtà sono due prime volte: con l’Orchestra del Maggio Musicale e con Zubin Mehta. Questa collaborazione è nata da un’idea dell’orchestra stessa, che mi ha contattato proponendo l’accoppiata. Non potevo certo dire di no! Cosa significa per te suonare con un’orchestra? Quando funziona hai finalmente la sensazione di essere dentro a qualcosa di concreto e di fare parte di un tutto. Negli ultimi tempi suono spesso in solo – molto bello, molto divertente e liberatorio – ma quando l’orchestra ti protegge con il proprio suono è davvero un’altra cosa. Dal palco si ha la sensazione netta di essere avvolti dalla potenza della musica e la posizione del pianoforte, da questo punto di vista, è ottimale. È sempre una sensazione meravigliosa. Suonare con il Maggio sancisce di nuovo tuo legame con Firenze. Quant’è rilevante? Vivo a Roma da tre anni, ma Firenze è la città

dove sono cresciuto, la città della mia formazione. Sono felice di suonare qui anche per questo motivo. Da bambino andavo a vedere il Maggio, quindi è un legame che si consolida, oltre che una grande opportunità. Se i tuoi figli, da grandi, volessero fare i musicisti, cosa diresti loro? Che fanno bene! Fare i musicisti è sempre meglio che lavorare. Non pensi che sia rischioso soprattutto in un mondo del lavoro precario? Il mestiere del musicista, dal punto di vista pratico, cambia in continuazione. Adesso ti sto raccontando delle cose che tra dieci anni non saranno più valide. Cambierà il modo di svolgere la professione e il modo di guadagnarne: prima c’erano musicisti che riuscivano a vivere facendo pianobar, adesso sta sparendo anche quello. Suonare all’interno di un’orchestra sinfonica era una garanzia, molto probabilmente in futuro non lo sarà più. Quindi vince chi si è sempre fatto gli affari propri, che è riuscito a costruirsi un proprio mondo e per farlo è stato precario. Se ti affidi ai padroni non vai in questa direzione. Il musicista è il lavoro più precario del mondo ma, paradossalmente, è anche quello che ti garantisce un futuro, proprio perché scommetti solo su te stesso. Dal punto di vista discografico abbracci due realtà molto diverse: le major e le produzioni più piccole e popolari. Quale sarà il futuro discografico, secondo te? A quali suoni ci abitueremo? È una domanda troppo difficile! Dovremo abituarci a concepire diversamente l’industria discografica, ma sta già accadendo. Possiamo parlare di Universal, ECM, ma tra qualche anno chissà cosa sarà rimasto. Siamo all’interno di un importante processo di trasformazione, anche nel modo di ascoltare la musica. La mia genera-

zione si ostina a ragionare in cd, ma ha i minuti contati. I discografici adesso devono avere molta creatività per rimanere a galla. Io approfitto degli ultimi scampoli di libertà discografica. È un ottimo periodo, non ci sono molti soldi per fare dischi, dal pop al jazz senza distinzione, allentano la presa sugli artisti che adesso riescono a fare esattamente quello che vogliono. Meno interviene il vil denaro e più l’artista è libero di creare. Anche i discografici adesso sono collaboratori, più che superiori o padroni. Una situazione impensabile ai tempi di Dexter Gordon, ad esempio. Cosa ne pensi della rivalsa del vinile? È una passione che condivido e che trovo logica. Non credo che sia un’operazione nostalgica. C’è una simpatia e un’attrazione nei confronti di un suono che sentiamo poco ultimamente e che si è raffreddato con cd e mp3. Suoni con svariate formazioni, fai teatro, canti, scrivi libri. C’è qualcos’altro che vorresti fare? Assolutamente sì! Vorrei fare un film, ma nel frattempo, dal momento che è un procedimento molto lungo da realizzare, ho scritto uno spettacolo teatrale che sarà in scena tra marzo e aprile, intitolato La regina Dada. È un progetto a quattro mani realizzato con la mia compagna, Valentina Cenni, e una ripresa di ciò che abbiamo portato anche al Puccini alla fine del 2014, ma riscritto completamente e con nuovi collaboratori, quindi uno spettacolo nuovo. Un augurio per il 2016? Faccio lo stesso augurio sia a me che a tutti gli altri: svegliarsi! È troppo tempo che l’umanità sta dormendo, un po’ di risveglio farebbe bene.

in alto: Stefano Bollani in concerto - foto di Stefano Poggialini


l’agenda di

GENNAIO VENERDÌ 1

EDDY

Teatrodante Carlo Monni (Campi Bisenzio) ing. 20/14 euro

CONCERTO LIRICO DI CAPODANNO

Teatro Manzoni (Calenzano) ing. offerta BRIDGE OF SPIES (01-05/01) Cinema Odeon (FI) ing. NP

JOYFUL GOSPEL SINGERS

Teatro Metastasio (Prato) ing. 13/11 euro SABATO 2

DUE HAYET

Circolo Il Progresso (FI) ing. 12 euro

MUSEI CON VISITA

Varie locations (Fiesole) ing. libero PETER PAN (02-04/01) Teatrodante Carlo Monni (Campi Bisenzio) ing. 20/11 euro

SONARS Glue (FI) ing. libero con tessera EVIL DEVIL CPA (FI) ing. NP DOMENICA 3

ENJOY FIRENZE (03/01-15/05) Varie locations (FI) ing. variabili MASHA E ORSO LIVE

Obihall (FI) ing. 15/24 euro

L’ACQUA CHETA

Spazio Alfieri (FI) Ing. NP LUNEDÌ 4

FAVOLE AL TELEFONO

Teatrodante Carlo Monni (Campi Bisenzio) ing.12/8 euro MACBETH (06-10/01) Cinema Odeon (FI) ing. NP

THE BLUES LEGEND

Teatro Verdi (FI) ing. 25/37 euro GIOVEDÌ 7

RIMBAMBAND SHOW (07-17/01) Teatro di Rifredi (FI) ing. 16 euro NOTTURNO DI DONNA

Teatrodante Carlo Monni (Campi Bisenzio) ing. 24/10 euro

TOMATO+ZAK+RUSSEL

Rex Café (FI) ing. libero

Teatro di Rifredi (FI) ing. 10 euro

LOUD

Life Club (FI) ing. 7 euro

NECESSARIAMENTE

THE GREAT DICTATOR

Pinocchio Jazz (FI) ing. libero

PAGINE SCOMODE

Sala Vanni (FI) ing. 17/15 euro

SABATO 9

Teatro Puccini (FI) ing. 18 euro

Teatro Manzoni (Calenzano) ing. NP

BIRRAIO DELL’ANNO (15-17/01)

Cinema Odeon (FI) ing. NP Teatro Puccini (FI) ing. 5 euro

MILLE E UN CARRETTO

L’ORCHESTRINO DEL PROGRESSO

Circolo Il Progresso (FI) ing. NP

VENERDÌ 15

Obihall (FI) ing. 10

VERTIGINE E PAOLINO

Auditorium Flog (FI) ing. 12 euro

DUMBO GETS MAD

Mandela Forum (FI) ing. 34/57 euro

SOUL FULL SOUP

Teatro Puccini (FI) ing. 22/18 euro

CENERENTOLA IL MUSICAL (09-10/01)

Teatro Verdi (FI) ing. 19/31 euro UNA GATTA INNAMORATA (15-17/01) Teatro Lumière (FI) ing 15/13 euro

Glue (FI) ing. libero con tessera Pinocchio Jazz (FI) ing. NP Obihall (FI) ing. 12/22 euro

DISCO INFERNO

I DUE CORSARI

DOMENICA 10

DAVID RODIGAN IL VOLO

LAIKA (15-16/01)

SOGNI E BISOGNI, INCUBI E RISVEGLI (15-17/01)

SABATO 16

JAM SESSION

Circolo Il Progresso (FI) ing. NP

MUSEI CON VISITA

Varie locations (Fiesole) ing. libero

GOSPODIN

COMINCONCERTO

Teatrodante Carlo Monni (Campi Bisenzio) ing.24/10 euro

IN SUA MOVENZA E’ FERMO

Auditorium Flog (FI) ing. 7 euro

FIERA DI OLTRARNO

Glue (FI) ing. libero con tessera

FIORENTINA - LAZIO

Pinocchio Jazz (FI) ing. NP

Teatrodante Carlo Monni (Campi Bisenzio) ing. 22 euro

MERCOLEDÌ 6

Teatro della Pergola (FI) ing. 15/12 euro

Teatro Reims (FI) ing. 5 euro

LIBERACI DAL BENE

MARCO DI MAGGIO CONNECTION

Teatro Verdi (FI) ing. 18/31 euro

SUSSI E BIRIBISSI

CHIARA CIVELLO DUO

Circolo Il Progresso (FI) ing. NP

Teatro Lumière (FI) ing 15/13 euro

IL LAGO DEI CIGNI

CHAPPAQUA+ORNETTE

MUSEI CON VISITA

LA BELLA ADDORMENTATA

Teatro della Pergola (FI) ing. NP IL MAGO DI OZ (05-06/01) Teatro Puccini (FI) ing. 15 euro

GIOVEDÌ 14

L’AVVENTURA DEL RASOIO DI NAPOLEONE

Rex Café (FI) ing. libero

CRISTINA D’AVENA

Viper Theatre (FI) ing. 15 euro

Teatro Verdi (FI) ing. 15/18 euro FINCHÉ VITA NON CI SEPARI (13-14/01) Teatro di Cestello (FI) ing. 15 euro

OUTKEEN

Backstage Rock (FI) ing. NP

Viper Theatre (FI) ing. 10 euro MEMORIE DI UN PAZZO (09-10/01) Teatro Le Laudi (FI) ing. 18/16 euro

Auditorium Flog (FI) ing. 10 euro

MERCOLEDÌ 13

FISCH

MILLELEMMI+MICHAEL BYRNE +NIK GONNELLA

Auditorium Flog (FI) ing. 7 euro

IL GIORNALINO DI GIAN BURRASCA (05-06/01)

NON TI PAGO (12-17/01)

Teatro della Pergola (FI) ing. 32/16 euro

Circolo Il Progresso (FI) ing. NP

FRONCOFONIA (04-06/01) MARTEDÌ 5

Fortezza da Basso (FI) ing. NP

Teatro Reims (FI) ing. 10 euro

Varie locations (Fiesole) ing. libero

Cinema Odeon (FI) ing. NP

MARTEDÌ 12

PITTI IMMAGINE UOMO (12-15/01)

VENERDÌ 8

GIULIA MILLANTA

TUTTO DOLAN (04/01-01/02)

Auditorium Stensen (FI) ing. 6 euro

LUNEDÌ 11

Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero Stadio Artemio Franchi

BREATHE FLOYD+NORGE THE WINSTONS

LUCA MANNUNTZA

Domenica 10 gennaio, ore 10.00 / 11.00 / 12.00

IN SUA MOVENZA È FERMO

Visita spettacolo al Teatro della Pergola In collaborazione con La Compagnia delle Seggiole

www.teatrodellapergola.com


MUSICA/TEATRO/ARTE/CINEMA/EVENTI LINEA 77

LA BELLA E LA BESTIA (22-24/01) Teatro di Cestello (FI) ing. 15 euro

CABARET (16/17/01)

LA PAROLA AI GIURATI (23-24/01)

Capanno Blackout (Prato) ing. 10 euro LA GRANDE MAGIA (16-24/01) Teatro Le Laudi (FI) ing. 18/16 euro

SABATO 23

Teatro Reims (FI) ing. 15 euro

Teatro Politeama (Prato) ing. 20/27 euro FORTEZZA ANTIQUARIA (16-17/01) Piazza Vittorio Veneto (FI) ing. libero

Varie locations (Fiesole) ing. libero

DOMENICA 17

Auditorium Flog (FI) ing. 12 euro

Teatrodante Carlo Monni (Campi Bisenzio) ing. 12/8 euro

Pinocchio Jazz (FI) ing. NP

I MUSICANTI DI BREMA

Mandela Forum (FI) ing. 21/62 euro

LA CASA DEI GATTI

Teatro Puccini (FI) ing. 8 euro

SOGNO

Teatro di Cestello (FI) ing. 15 euro

FIERUCOLA D’INVERNO

Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero LUNEDÌ 18

FESTIVAL DEL CINEMA ON LINE (18/01-18/02)

Istitut Français (FI) Ing. 2 euro LORENZO JOVANOTTI (18-19/01) Mandela Forum (FI) ing. 48/80 euro MARTEDÌ 19

VENOMOUS CONCEPT

Cycle Club (Calenzano) ing. NP

HOW TO CHANGE THE WORLD

Cinema Odeon (FI) ing. NP IL PREZZO (19-24/01) Teatro della Pergola (FI) ing. 32/16 euro MERCOLEDÌ 20

MUSEI CON VISITA DIAFRAMMA

EMANUELE PARRINI QUARTET INTERNATIONAL SKATE AWARD (23-24/01) LE LUCI DELLA CENTRALE ELTTRICA

Sonar Live (Colle Val d’Elsa) ing. 16 euro ALFREDO PIRRI (23/1-18/03) Galleria Il Ponte (FI) ing. libero NOI RAGAZZE DEGLI ANNI ‘60 (23-24/01) Teatro Lumière (FI) ing 15/13 euro NUDI E CRUDI (23-24/01) Teatro Politeama (Prato) ing. 14/20 euro DOMENICA 24

PETRALANA

Circolo Il Progresso (FI) ing. NP

PER FAVORE MANGIAMI

Teatrodante Carlo Monni (Campi Bisenzio) ing. 8 euro

GLI IMPIEGATI DELL’AMORE

Teatro Puccini (FI) ing. 20/16 euro

FIORENTINA - TORINO

Stadio Artemio Franchi

CINESOLIDALE

Spazio Alfieri (FI) Ing. libero GIOVEDÌ 28

L’AVVENTURA DEGLI UOMINI DIMENTICATI

Teatro Reims (FI) ing. 15 euro

BIGA+TOMATO+VSUM

Rex Café (FI) ing. libero

SABBATH IN PARADISE+LOST STRING

Pinocchio Jazz (FI) ing. libero LUCIA POLI (28/01-07/02) Sala della Musica(FI) ing. 20 euro VENERDÌ 29

STORIE DI DONNE (29-30/01) Circolo Il Progresso (FI) ing. NP

CALAFOSCOPA

Auditorium Flog (FI) ing. 5 euro

STEFANO BOLLANI E ZUBIN MEHTA

Mandela Forum (FI) ing. 27/82 euro CHI È DI SCENA (29-30/01) Teatro Puccini (FI) ing.20/16 euro

PARADES-RUIZ

Teatro Verdi (FI) ing. 15/18 euro PAROLE, PAROLE, PAROLE (29-31/01) Teatro di Cestello (FI) ing. 15 euro

ATTENTO ALLA CIOCCOLATA, CALLAGHAN!

(29-31/01) Teatro Lumière (FI) ing 15/13 euro SABATO 30

IL COMPLOTTO (30/01-07/02) Teatro Reims (FI) ing. 5 euro

MUSEI CON VISITA

LUNEDÌ 25

Varie locations (Fiesole) ing. libero

MARTEDÌ 26

Teatrodante Carlo Monni (Campi Bisenzio) ing. 7/5 euro

L’AVVENTURA DELLA BAMBINA CATTIVA

Teatro di Rifredi (FI) ing. 16 euro

Auditorium Flog (FI) ing. 8 euro

MANU ARCHEO & LUCA EFFE+TOMATO

Teatrodante Carlo Monni (Campi Bisenzio) ing. libero ORESTEA (26-31/01) Teatro della Pergola (FI) ing. 32/16 euro

Sala Vanni (FI) ing. 15 euro

Teatro Verdi (FI) ing. 19/31 euro

MAGICO TEATRO

Spazio Alfieri (FI) Ing. 15/13 euro

Mandela Forum (FI) ing. 27/82 euro

VENERDÌ 22

MERCOLEDÌ 27

Teatro Verdi (FI) ing. 28/51 euro LA CASA DELLE BAMBOLE (30-31/01) Teatro Le Laudi (FI) ing. 18/16 euro

CARMELA E PAOLINO (20-24/01)

Teatro di Rifredi (FI) ing. 16 euro GIOVEDÌ 21

Teatro Reims (FI) ing. 15 euro Rex Café (FI) ing. libero

PITTI IMMAGINE BIMBO (21-23/01) Fortezza da Basso (FI) ing. NP

STORIE DI CLAUDIA (21-24/01)

BENT

FELTRINELLI

LA RIBELLE (22-24/01) Teatro Manzoni (Calenzano) ing. NP

LA PARTE MIGLIORE DI ME (27-30/01)

IRENE MONTAGNANI

JIMI HENDRIX

Circolo Il Progresso (FI) ing. NP

MASCARIMIRI’

Auditorium Flog (FI) ing. 12 euro ANGELO PINTUS (22-23/01) Obihall (FI) ing. 23/34 euro

O PATRIA MIA... LEOPARDI E L’ITALIA

Teatro Puccini (FI) ing. 25/20 euro

Teatro di Rifredi (FI) ing. 16 euro

Istitut Français (FI) ing. 10 euro

NOMADI

Obihall (FI) ing. 26/46 euro PITTI IMMAGINE FILATI (27-29/01) Fortezza da Basso (FI) ing. NP VINTAGE SELECTION (27-31/01) Stazione Leopolda (FI) ing. 5 euro

QUANDO SI PARTE?

RINO GAETANO BAND MASAYOSHI FUJITA

SINFONICO HONOLULU

Glue (FI) ing. libero con tessera

ELIO E ZUBIN MEHTA CARMEN CONSOLI

DOMENICA 31

LA CAVALLINA FATATA

Teatro di Rifredi (FI) ing. 10 euro

MARCO TRAVAGLIO

Obihall (FI) ing. 20/30 euro

RAPERONZOLO

Teatro Puccini (FI) ing. 8 euro


18

GENNAIO da non perdere MARTEDÌ 5

VENERDÌ 15

SABATO 30

CRISTINA D’AVENA Viper Theatre (12€)

IL VOLO Mandela Forum (biglietti da 34,50€)

CARMEN CONSOLI Teatro Verdi (biglietti da 28,75€)

Sei milioni di dischi. Per farvi capire quanto ha venduto questo usignolo della tv vi dico che Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles ha venduto di meno. Un’artista eterna, una cantante raffinata, una show-girl completa, potrei passare ore a snocciolare complimenti alla cantasigle più famosa dello stivale. È stata personaggio perfetto per i bambini, anzi, perfetta già da bambina con la sua prima hit Il valzer del moscerino. Poi la gavetta nel coro dell’Antoniano, le prime sigle, il boom, poi l’esperienza televisiva, VHS da collezionare come le lezioni di aerobica di Cindy Crawford. La Mediaset del pre Forza Italia, l’esplosione della tv commerciale. Fino al reinventarsi icona cavalcando lo sfottò dei GemBoy per arrivare al trionfo del Lucca Comics dove si è esibita davanti a una congrega di sdoppiati vestiti da cartoon. Infinita Cristina, grazie di tutto.

In dodici mesi questi nuovi “tre tenori” al pomodoro e basilico ne hanno combinate di tutti i colori. Hanno trionfato a Sanremo con un pezzo che l’indimenticabile Alessandro Safina avrebbe voluto tutto per sé al festival dei fiori, hanno occupato pagine di cronaca dopo essere stati accusati di aver dipinto camere di hotel con colori biologici, sono stati premiati come celebrità e sfottuti come raccomandati sin dalla tenera età da uno showbiz che li ha confezionati a pennello. Se li guardate bene sembrano la versione adolescente di Bastianich, Barbieri e Canavacciuolo, con un pizzico di drammaticità alla Veronica Castro e il tocco nazionalpopolare delle lacrime di Giletti. Intanto noi siamo qui che arranchiamo e loro, che hanno studiato, si sono applicati e hanno pure vinto, suonano sullo stesso palco che fu calcato da Bon Dylan, Pierone Pelù e Neil Young. Che abbiano ragione loro?

Avrei tanto voluto essere io il padre del figlio di Carmen Consoli, ma questa è un’altra storia e soprattutto non vorrei banalizzare una scelta così importante. Facciamo i seri. Quindi, Carmen torna a Firenze nella splendida cornice del Teatro Verdi (dedichiamo l’immagine al giornalista Edoardo Semmola del Corriere Fiorentino e alla sua campagna di sensibilizzazione) e non saprei che concerto aspettarmi. Ho sempre ascoltato poco la Consoli, ma l’ho sempre osservata un po’ con amore, un po’ con bramosia e un po’ con fastidio. Mi irritava tantissimo il suo battere il piede durante lo sforzo dell’esibizione, mentre mi conquistavano il suo ciuffo filtrante e i suoi occhi nocciolati, ma forse è tutta colpa di ’sto pandoro farcito che ho davanti. E poi penso di aver provato amore e vi confesso anche di averla cercata a zonzo per Catania come un fan che va a Zocca a cercare Vasco. Al Newsky, su una scalinata, ero ubriaco e pensavo sarebbe spuntata. Spuntò solo quel cleptomane del cantante degli Sugarfree.

VENERDÌ 15 - SABATO 16

ASCANIO CELESTINI Teatro Puccini (biglietti da 18€)

Ultimamente nelle arti di spettacolo c’è un gran parlare di Dio, Gesù e altri celebri dei piani superiori. Basti pensare a Dio esiste e vive a Bruxelles e all’ondata di critica entusiasta che ha raccolto. A teatro ci pensa il buon Ascanio Celestini che a me sta molto simpatico, anche se registro la presenza di detrattori fiorentini abbastanza agguerriti, uno dei quali l’ha pure definito il Jovanotti del teatro. Pare che lo spettacolo al Puccini non parli della macchina fotografica e nemmeno del cane in orbita, bensì di un Cristo povero che vive in periferia, con Pietro che gli fa da badante e il mondo – quello vero, quello reale, quello che puzza di praticità – intorno. Un’interpretazione di un Gesù che tocca la realtà e la osserva, con pochi miracoli nella faretra e qualche paranoia come tutti noi.

SABATO 16

THE WINSTONS Glue (ingresso con tessera)

MASAYOSHI FUJITA Sala Vanni (10,00€ + d.p. – 15,00€ in cassa)

Che il nome arrivi da un gruppo americano degli anni Sessanta o dal fatto che sono tutti fumatori dello stesso tabacco, fatto sta che questo progetto musicale pare sia uno dei migliori prodotti dallo smembramento della Confederazione musicisti Afterhours. Alcuni sono spariti, altri sono rimasti e fanno concerti per la SIAE, altri vanno avanti. Gabrielli e dell’Era sono stati protagonisti dell’ultimo periodo d’oro della band ormai cult di quando andavamo ai social forum e i Marlene Kuntz erano troppo tristi. Ricordo un Sanremo con Gabrielli a fare il direttore d’orchestra e dell’Era a fare delle secondi voci strepitose. E ancora il primo con i Calibro 35 a regalare ottime performance, il secondo da solista autore di un album prezioso e di alto livello. E adesso cosa ci riserveranno in questa nuova avventura? Lo scopriremo solo andando al Glue.

Malgrado il progetto si chiami Hand Signed di OOH Sound, Node Festival e Musicus Concentus, con il Marino Marini, malgrado il tutto sia aperto da Masayoshi Fujita, vibrafonista giapponese appena uscito con l’album Apologues per la celebre Erased Tapes Records; malgrado il comunicato stampa mi offra prima un scena elettronica sperimentale, poi visionaria manipolazione delle fonti sonore del veterano poi ancora droni psichedelici di… e imprevedibili tessiture elettroacustice (che non so se manca una h o proprio è acustice tipo lacustre+ustica+astice), per poi finire con innovativa azienda italiana e «L’esclusivo progetto esalterà… Malgrado tutto questo, il progetto mi sembra una cosa davvero di altissimo livello, con l’idea di architettura, luci e musica in uno spazio unico come la Sala Vanni. Mi spaventa un po’ l’alone di cineforum sul cinema polacco incosapevolezionista con seguirà dibattito ma stiamo parlando del Musicus Concentus, uno dei beni più importanti, affidabili, coerenti e capaci nel campo della musica di cui la nostra città possa vantarsi. Fidarsi sempre.

noccioline

INFO E PRENOTAZIONI: Tel 055 294609 / www.teatrocestello.it / Biglietti disponibili nei punti Box Office e sul sito www.boxol.it


20 I PROVINCIALI

R.MUTT 1917

LA CULTURA SI TINGE DI TONI CLASSICI di gabriele ametrano di pratosfera

C

on questo nuovo appuntamento dimostreremo due cose: primo, che Pratosfera non parla soltanto delle cose strettamente legate a quella provincia tra Agliana e Calenzano. Secondo che non ci lasciamo influenzare da questioni di campanilismi. Infatti, questa volta parleremo soltanto di Pistoia per segnalarvi un locale che ha aperto pochi giorni prima di Natale e di cui, forse, avete già sentito parlare. R. Mutt 1917, un locale in pieno centro storico – vicino a La Sala, regno della movida pistoiese – in pieno stile speakeasy. E che cosa vuol dire questo termine? Durante gli anni Venti e Trenta negli Stati Uniti, con questo nome si intendevano quegli esercizi che vendevano illegalmente bevande alcoliche durante il periodo conosciuto come proibizionismo. Luoghi nascosti dentro i quali si entrava da porte secondarie in punta di piedi per paura di essere arrestati. Il R. Mutt 1917 è uno speakeasy dei nostri tempi, lo potete trovare a due passi del duomo di Pistoia, nel vicolo dei Bacchettoni. Non cercate insegne, non cercate luci, o indicazioni: non le troverete. Bussate al portone ogni venerdì e sabato dalle 23.00 alle 4.00 di notte e vi sarà aperto. Non si tratta di un cocktail bar, o di una discoteca: R. Mutt 1917 è la firma che compare sulla Fontana di Marcel Duchamp, opera che segna il passaggio a una nuova concezione di arte in cui il punto di vista dello spettatore diviene parte integrante del processo artistico. In questo contesto, la creatività contamina se stessa, creando un gioco infinito di riflessi che coinvolgono ogni sfera sensoriale, dalle installazioni visive in continuo mutamento, alla musica che le accompagna, al gusto di un cocktail fatto ad arte. La direzione artistica del locale è affidata all’associazione pistoiese Spichisi. Un locale che appare e scompare ogni sera, che esiste e non esiste: l’80% della superficie di questo è completamente animata grazie a video proiettori. Fateci un salto e non ve ne pentirete. Un locale di cui sentirete sicuramente parlare, ne siamo certi.

S

ul palco del Teatro Excelsior una delle commedie più esilaranti e crude della drammaturgia di Eduardo De Filippo. Sogni, vincite al lotto e superstizioni fanno da sfondo alla brillante rappresentazione Non ti pago, messa in scena dalla Compagnia di Teatro di Luca De Filippo e in programma il 19 gennaio, alle ore 21.00 (per info 0571 757723). Impareremo che c’è sempre una speranza nella

vita, un colpo di fortuna che potrebbe migliorare il nostro futuro. Il 20 gennaio, invece, un flauto, una viola e un’arpa saranno al servizio di alcuni grandi compositori. Il trio composto da Mario Ancillotti, Yuval Gotlibovich e Jana Corrado Merlak si esibirà al Teatro Shalom il 20 gennaio alle ore 21.00 per la stagione concertistica del Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni. L’appuntamento vedrà protagonisti brani di Ravel, Busoni, Hindemith e Debussy (per info 0571 711122).

TOULOUSE-LAUTREC A PISA di maria carmela saracino

P

rovate un attimo a distogliere la mente dalla Parigi delle passate cronache, quella della libertà negata e del dolore. Provate a rivivere Montmartre e i suoi café-concerts di fine Ottocento, le maison closes e gli eccessi della vita bohemién. Ne otterrete la visione di Toulouse-Lautrec, osservatore spietato e lineare, in mostra fino al 14 Febbraio a Palazzo Blu a Pisa. Qui la genuinità umana dei sobborghi parigini, in opposizione ai ritratti della nobiltà, si susseguono in 180 opere provenienti da gallerie di tutto il mondo. Il risultato è una Parigi equivoca ed edonistica: città d’arte e di eccessi, libertina e libera, eterna ed immutabile. Passeggiando all’esterno, poi, un altro contrasto impera in Piazza dei Miracoli. Le enormi sculture di bronzo di Arnaldo Pomodoro, in mostra fino al 31 Gennaio, convivono in armonia con la classicità dei marmi pisani: un dialogo riuscito tra territorio e aspirazione di libertà, un incontro armonico tra storia e vitale innovazione.


21 SGUARDI

NOI VI CI MANDIAMO a cura della redazione cultura

A

vete mai pensato di prendere la macchina e andarvi a sentire un concerto nelle altre città in Toscana? Se ancora non lo avete fatto vi sveliamo un segreto: è possibile! E ci sono pure un bel po’ di posti dove andare. Venerdì 15 gennaio Firenze sarà una città deserta a meno che non scenda Madonna (o la Madonna, secondo i gusti). Mandrie di orecchie pronte a bella musica si sparpaglieranno nel territorio. Al Karemaski di Arezzo suoneranno i Fast Animal and Slow Kids, all’H2NO di Pistoia ci saranno Le

luci della Centrale Elettrica, alla Limonaia di Fucecchio arriveranno i King Mastino e al Faq Live Music Club di Grosseto salirà sul palco Gianluca de Rubertis. Livorno invece vuole farla grossa e bissa: al Surfer Joe Tiki Room terranno botta i Winters Dies in June mentre all’ex Cinema Aurora ci saranno quelli dei Melampus. Ma per farvi contenti vi diciamo che la vostra carretta potete prenderla anche in altre giornate se proprio Firenze vi sta stretta. Perché noi di

NOI CI ANDIAMO news dall’ente cassa di risparmio di firenze

I

l ricordo più vivo che abbiamo di Giovanni Spadolini sono le vignette colorate di Forattini. Disegni che sono entrati nel mito collettivo, ritraendo questo uomo “non piccino” quasi sempre nudo e poco imbarazzato. Lo stesso Spadolini sorrideva di quel tipo di satira che lo rendeva protagonista di un’Italia che di lì a poco sarebbe cambiata in ogni sua sfumatura. Che si ricordi disegnato nudo o vestito e seduto dietro la sua grande scrivania (altra immagine indelebile), Giovanni Spadolini è stato un uomo che ha fatto la storia italiana. Politico, storico e giornalista: tre anime che hanno convissuto in un percorso nato a Firenze. Era il 1925 e oggi, a novant’anni da questa nascita, viene celebrato nella sua città natale con una mostra. Dal 12 gennaio lo Spazio Mostre dell’Ente Cassa di

Risparmio di Firenze e la Biblioteca Nazionale ospiteranno “Giovanni Spadolini. Giornalista, storico e uomo delle istituzioni”. In quattro sezioni – attraverso documenti, libri, fotografie, oggetti e filmati – verrà raccontato il percorso dell’uomo e del politico. Esposte anche le collezioni delle passioni di Spadolini: l’Arma dei Carabinieri, le collezioni napoleoniche e risorgimentali, le mitiche caricature con i disegni umoristici di Forattini, Giannelli, Chiappori e i doni dei capi di stato e di governo esteri che orgogliosamente custodiva. Promossa dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia e realizzata grazie al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, la mostra sarà a ingresso gratuito e sarà aperta fino al 28 febbraio.

Lungarno lo sappiamo che a Firenze non c’è mai niente da fare. E allora via, rimettetevi in moto e martedì 19 tornate a Livorno: l’ex Cinema Aurora ha programmato il concerto di Giovanni Truppi. Sabato 23 non dimenticate invece di scendere lungo la costa e arrivare a Grosseto. Sotto i riflettori del Faq Live Music Club imbraccia la chitarra Bobo Rondelli. Vedete, bastava poco a sistemare le cose. Voi ci chiedete dove andare e noi vi ci mandiamo.


MASTER DI ILLUSTRAZIONE Impronte di visioni

Daniela Sbrana

www.danielasbrana.weebly.com miglior studentessa A.A. 2014 / 2015

a cura di Teresa Porcella, responsabile e coordinatrice del master

per guardare oltre

www.scuolacomics.com


23 PALESTRA ROBUR

COSE NUOVE

lezioni di ginnastica culturale per fiorentini

EDIPO

E IL SUO COMPLESSO

di leandro ferretti

Q

uesta storia nasce a Prato, in un periodo in cui era però ancora provincia di Firenze, quindi la possiamo considerare fiorentina. Edipo e il suo complesso sono stati a lungo i Josef K della Piana, per l’essere solino e seminale del loro primo disco Pura Lana. Sgorgarono improvvisi, ma non improvvisati, poco prima del crollo dei regimi comunisti da un humus che aveva prodotto altri misconosciuti geni della canzone faceta, come i Musi di Alessio Ricciarelli (vado a memoria sui nomi). S’imposero, com’è noto, trasformando gli U2 in M’è morto il gatto, icastica perla di surreale, commovente follia. Non poterono inserirla in quel loro primo disco perché qualcuno si zelò, negli uffici delle major. Disparvero poi tra il rimpianto di tutti. Il cantante Fabio Fantini è noto come strenuo conoscitore della musica italiana e discofilo. Hanno inciso un altro disco di recente, ma saranno sempre i Josef K della Piana.

CARTAVETRA di valentina messina

N

el cuore pulsante dell’Oltrarno, al numero 64 di via di Maggio, dietro a una vetrata si entra piano piano in un angolino luminoso, dall’eleganza post industriale, con i soffitti alti, in “un luogo per le arti”. Siamo da CartaVetra: associazione, laboratorio e vetrina d’arte contemporanea nata da non molto a Firenze. A trainare le redini di questo spazio polifunzionale ci sono illustratori, incisori, operatori e amanti dell’arte a trecentosessanta gradi. Una galleria dove non solo l’arte si mette in mostra, ma si fa anche grazie alle numerose collaborazioni tra autori, disegnatori, illustratori che offrono corsi e lezioni aperte al pubblico. Venerdì 22 gennaio a partire dalle ore 18.00 CartaVetra ospiterà una personale di Stefano Ricci. L’illustratore bolognese, classe 1966, già ospite della galleria per Ruvidezze presenterà in anteprima fiorentina i suoi Avvistamenti, illustrazioni e arazzi di notevoli dimensioni che traggono spunto da tutto ciò che l’artista – che vive in Germania in mezzo alla natura – cattura duran-

te le sue passeggiate. Un percorso che parte da quello che Ricci vede, prendendosi la libertà di modificare e trasformare attraverso la sua arte, e che unisce a ricordi recuperati dalla tradizione familiare: la figura della sarta, che rivede in sua madre e in sua nonna, lo ha aiutato a recuperare i materiali utilizzati per i suoi avvistamenti, veri e propri patchwork di stoffe ritagliate e cucite dallo stesso artista. Durante questa occasione, essendo Ricci un’artista eclettico che si esibisce spesso in performance, sarà accompagnato da un musicista e lavorerà direttamente sui libri che poi saranno messi in vendita durante la serata insieme alle sue serigrafie. Oltre agli Avvistamenti Ricci sarà presente con più di cinquanta disegni su carta, tavole originali dei due più recenti libri dell’artista La storia dell’orso ed Eccoli. Fra le mura di Cartavetra si autoalimenta uno scambio culturale: attorno ai libri, alla loro produzione, all’arte e, perché no, all’amore per la bellezza. E la città tutto intorno ne gioisce.


24 NODI DA SCIOGLIERE

IN CITTÀ TUTTO TRANQUILLO

NON LA SOLITA CAMICIA A QUADRI di martina milani

S

e fossimo agli inizi degli anni Duemila probabilmente questa storia non si potrebbe raccontare perchè il boom edilizio si starebbe mangiando anche quel fazzoletto di terra. Ma da quando il permesso all’edificabilità va meno di moda (per fortuna), cinque ettari ai piedi delle colline di Careggi sono rimasti vuoti. Recintati ma vuoti. Ci ha pensato Giulio Gargani a salvarli dall’abbandono trasformandoli in un giardino dove lui coltiva cavoli, rape e baccelli mentre gli abitanti del Sodo fanno due passi e poi si fermano per comprare frutta e verdura fresca. Giulio è Agrimè.it, un’azienda fondata mettendo insieme gli insegnamenti del nonno Vittorio, contadino da una vita, con le nuove esigenze del mercato. Il risultato è un’offerta integrata di prodotti a chilometro zero che si

IL TOVAGLIOLO VA A SINISTRA di nanni the pug

L possono ordinare sul web, ritirare in sei luoghi di consegna a Firenze, oppure acquistare direttamente il martedì, giovedì e sabato al campo del Sodo. Giulio ha ventisette anni, fa parte della community di Impact Hub Firenze e credo sia l’unico che porti la camicia a quadri senza essere un hypster.

PRÊT-À-PORTER

a puntata Troppa trippa di Report dello scorso mese ha lanciato un bel grido di allarme, ma manteniamo la calma. Con tutti i dubbi che ora potete avere sulle crocchette dovreste limitarne l’uso. Quindi cerchiamo di ragionare, se ci riuscite. Mangiar sano è un principio alla base dell’alimentazione di tutti: più verdure, carne di cui conosciamo la provenienza, idem per il pesce. Se seguissi solo il mio istinto peserei 138kg e trascinarli a venti centimetri d’altezza sarebbe d’una fatica boia. C’è un sito molto ben fatto che si chiama ricettedacani.it, una guida a quattro ossa per farci mangiare in maniera più sana senza toccare le crocchette. Anche su gattiandco.com c’è una bella sezione per l’alimentazione per quei diavoli di gatti. Mettetevi ai fornelli e cominciate a preparare il pranzetto. Se non sarete chef ci accontenteremo. Solo su una cosa io continuo a non ammettere sbagli: il tovagliolo va a sinistra della ciotola!

MAMME A FIRENZE

GENNAIO BAMBINO

CURVY POWER di alice cozzi

L

’inizio del nuovo anno è sempre fitto di buoni propositi. “Lo lascio per sempre”, “Mi metto a dieta” e così via. Lo confesso, anch’io sono ossessionata dai sintomi post-panettone, ossia i chili che inevitabilmente prendo ogni Natale e forse non dovrei. E voi con me. È vero che nei nostri canoni di bellezza imperversa da anni la taglia zero, una magrezza inarrivabile proposta da passerelle e pubblicità, ma è anche vero che di recente, le case di moda e la società in generale stanno riconoscendo l’esistenza di corpi diversi dai canoni, e un rinnovato amore per le curve. Iskra Lawrence, venticinque anni, di origine inglese, è una delle modelle curvy che stanno cambiando l’ideale di bellezza accettato nel mondo della moda. Il suo account Instagram (@iamiskra) è il manifesto virtuale di una bellezza femminile al di là di taglie e dimensioni. A proposito di buoni propositi, facciamone uno insieme. Non mettiamoci a dieta, accettiamoci così come siamo. Il 2016 sarà all’insegna del curvy power, potere alle curve.

di cristina romeo

C

osa c’è di carino da fare con i figlioli? Cari genitori fiorentini, eccomi pronta a darvi qualche dritta. Partiamo con l’Epifania che all’Isolotto festeggeranno in anticipo, martedì 5 gennaio. In piazza dell’Isolotto alle 16.30 La Bandita, show musicale itinerante presenterà La Befana… vien di notte con la BadaBimBumBand e i Vigili del Fuoco di Firenze. Il 6 gennaio i piccoli fiorentini non possono mancare al tradizionale appuntamento con la Cavalcata dei Magi, che rievoca l’arrivo dei Re Magi a Betlemme. La sfilata del corteo storico inizia verso le 14.00 a Palazzo Pitti e termina in piazza del Duomo un paio di ore più tardi. Negli stessi giorni (5 e 6) al Teatro Puccini va in scena Il Mago di Oz, una produzione Entr’ARTe. La celebre favola di Baum viene presentata in un adattamento emozionante per un pubblico di tutte le età. Il 23 gennaio, infine, l’Associazione Culturale ArteMide propone un giro al nuovo Museo del Duomo di Firenze durante la quale genitori e bambini assisteranno a una visita su misura. Per informazioni 3475380457. http://www.mammeafirenze.it


25 NIENTE PANICO

IL SENSO È CHE CE L’HO GROSSO di tommaso ciuffoletti

N

on è che i giorni a gennaio siano poi così difficili. Le notti lo sono molto di più. Non fosse altro per quel che durano. Il buio, il freddo, l’umido, quello sottile e stronzo, quello spesso che non ti vedi la punta dell’uccello, quello cattivo che ti entra nelle ossa, la droga, il piovigginare fetente che ti annacqua il buonumore. Firenze fa buca e come dice mio marito Lapo «ci sono tre cose che devi sapere di Firenze: le case d’estate sono calde, d’inverno sono fredde e le fiorentine se la tirano.» Per scaldare, i camini fanno schifo, dicono gli esperti di termodinamica. Disperdono calore, non ottimizzano, non sono efficienti. Chi se ne frega. Quando il buon Dio decise quali doti affidarmi mi chiese se volevo essere ricco. Risposi di

no. Mi chiese se volevo essere bello. Risposi di no. Mi chiese se volevo essere particolarmente intelligente. Risposi di no. Mi chiese cosa stracazzo volessi. Gli risposi che aveva indovinato. Si complimentò con me per la scelta.
Da allora non capisco nulla di termodinamica. Ma so che chi vive in una casa con il camino non è mai da solo. Il fuoco ti fa compagnia. Illumina, si agita, scalda, borbotta. So che il calore si disperde nell’ambiente, ma può passare direttamente dagli occhi che guardano una fiamma e scaldarti l’anima. O quello che credete che sia a tenerci in vita. Non capisco nulla di termodinamica. Non so nemmeno se sia esattamente la termodinamica quello di cui sostengo di non sapere nulla. Ma so che un camino, a gennaio, è quello che vi serve.

LA SCIABOLATA

INUTILE GENNAIO “Nei film non ci sono tempi morti, mai! E voi ne sapete qualcosa di tempi morti, eh?” - Bonanza (dal film Radiofreccia) di riccardo morandi

G

ennaio è un mese anonimo: viviamo di diete ricominciate nel weekend postumo all’Epifania, una festività importante quanto un quarto di finale di Coppa Italia Tim Cup per il calcio italiano e di giornate il cui sole scompare con le tempistiche in cui Ingroia ha fatto capolino nella scena politica italiana. Siamo onesti: per le settimane bianche è presto, perché non si può sciare come Fantozzi al buio, è tardi per mangiare (ancora?), Star Wars l’abbiamo visto purtroppo tutti ed in sostanza aspettiamo solo le prossime festività per sognare nuove ferie. Senza essere pesanti: la pesantezza, degna dei bicchieri da amaro dei circoli ARCI, che quando cadono fanno il buco nella mattonella e che sono (non

si sa perché) sempre bollenti, è argomento che lasciamo volentieri a chi suda davanti alla tortura televisiva di Masterchef, o ovviamente a Lars Von Tier, regista capace di trasformare il filmino delle elementari della propria bimba in opera cinematografica ovviamente di dubbio gusto. Gennaio è un mese inutile, e va preso come tempo morto. Non noioso nè ozioso, ma solo un tempo fine a se stesso, come il periodo in cui Epifani è stato segretario dei Partito Democratico. Del resto i nostri buoni propositi vivono in un conflitto secondo il quale dovrebbero essere formulati a Gennaio, come insegna “L’anno che verrà” (vero titolo “Caro amico ti scrivo”) di Dalla, ma spesso per retaggio scolastico vengo-

no fuori a Settembre, mese principe de “L’estate sta finendo” dei Righeira. Prendiamo tempo a Gennaio, con calma, come farebbe Enrico Letta davanti al bancone in Autogrill con 140 persone in coda con lo scontrino. Tempo ar tempo, come disse Marino Balestrini a Scortichini Guido in “Straziami ma di baci saziami”. E noi il tempo ce lo prendiamo. Per gli altri ci sono i SALDI. Argh.


27 di gabriele ametrano OGNUNO POTREBBE di Michele Serra edito da Feltrinelli - pp. 152 - euro 14

Se in copertina non ci fosse stato il nome di Michele Serra questo libro sarebbe mai entrato nelle classifiche di vendita? Probabilmente no. Anzi, probabilmente un editore avrebbe fatto fatica ad accettare un testo che manca di una vera storia da raccontare e si mostra solo come spunto di riflessione. Certo, non possiamo negare a Serra il saper scrivere: lo conosciamo bene con le sue incursioni su La Repubblica e apprezzo a volte il suo saper pensare. Però diciamocelo, narrare è un’altra cosa. Ognuno potrebbe (Feltrinelli) non aveva ragione di essere pubblicato, almeno non in questa forma. Il protagonista è Giulio, trentenne attempato che vive con la madre e una coinquilina scomoda, una sua vecchia professoressa del liceo. Il padre è scomparso qualche tempo prima e in famiglia le questioni economiche alleggiano. Il lascito del capannone dove il genitore lavorava come ebanista è il pretesto che Serra coglie per raccontare la landa desolata di Capannonia, la crisi economica, la difficoltà del ricordo, la nostalgia del rispetto, dell’umiltà, del rapporto umano. A questo aggiunge il tema del lavoro precario come ricercatore (Giulio è un sociologo impegnato nell’analizzare l’esultanza dei giocatori di calcio dopo aver segnato un gol), quello della dipendenza tecnologica dall’egòfono (nome per indicare l’iPhone) della fidanzata Agnese e la tendenza contemporanea alla semplificazione della vita rispetto a un approccio riflessivo. Insomma, Michele Serra condensa troppo in troppo poco. Il risultato ha una sola domanda: perché l’hai scritto? Anzi, se proprio vogliamo essere in linea con il pensiero di quel Giulio che tanto sembra Serra e poco si avvicina alle descrizioni del narratore, dobbiamo dire “perché l’ha scritto?”, utilizzando quel Lei tanto amato da Eco, ma che con una strizzata d’occhio anche il simpatico giornalista propone. Purtroppo pensar bene a volte non corrisponde a saper narrare bene. Poi che c’entra, il libro è divertente ma con i quattordici euro che costa mi compro per quasi due settimane un quotidiano e volendo rido (e piango) di più.

IDENTITÀ LETTERARIE

Nome: Simona Cognome: Baldanzi Anni: 38 Altezza: 1,75 m Peso (lordo, con i vestiti): 69 kg Città in cui risiedi: Cavallina, frazione di Barberino di Mugello in provincia di Firenze Città in cui vorresti vivere: Montevideo in Uruguay Segno zodiacale: Pesci Tatuaggi: Nessuno Orecchini e/o piercing: ai due lobi due orecchini. Prima avevo anche il piercing al sopracciglio sinistro. L’ho tolto dopo quindici anni. Ultimo libro pubblicato: Il Mugello è una trapunta di terra (Laterza). Prima lettura nella vita: Cipì di Lodi

AMERICAN SAVAGE. L’AMORE RENDE LIBERI di Dan Savage edito da Baldini&Castoldi - pp. 384 - euro 18

Leggerlo sulle colonne dell’Internazionale non è proprio uguale a leggerlo in questo libro, ma Dan Savage rimane un mito. American Savage. L’amore rende liberi è un viaggio negli Stati Uniti attraverso i suoi occhi e le sue esperienze. C’è veramente libertà in questo paese? Può mai esserci una libertà per tutti? Le contraddizioni sono ancora tante, soprattutto se mettiamo sul piedistallo argomentazioni delicate: i matrimoni, il sesso e la diversità. Essere liberi sessualmente non riflette necessariamente un’evoluzione sociale nei confronti della diversità. Esistono sfumature essenziali tra la sfera privata e quella pubblica e quest’ultima è ancora ferma su convenzioni anacronistiche e poco democratiche. L’amore sembra essere l’unico sentimento ancora non entrato a far parte nelle discussioni politiche, unico elemento che cambierebbe realmente le posizioni di un intero pianeta. “Quando ognuno di noi sarà davvero libero, solo allora avremo vinto tutti.” Dan Savage docet, e non solo aldilà dell’oceano.

Un libro che hai cominciato ma non hai mai finito di leggere: Il re pallido di David Foster Wallace perché lavoravo ancora al call center ed era insopportabile stare pure nell’Agenzia delle Entrate nell’Illinois. Un film che non ti stancheresti mai di rivedere: Blade Runner di Ridley Scott. La vacanza più bella finora fatta: sulla terrazza del campeggio all’isola del Giglio. La citazione che più ami: «E piovve e nevicò come tutti gli altri anni», una scritta che sta su un muro sotto l’arco del corso a Galliano, in Mugello. La leggo da quando sono bambina e mi mette uno struggimento addosso incomprensibilmente potente.

ESERCIZI DI STILE / gabrieleametrano.com


28 FARFALLE

GUCCINI di the nightfly

T

ra Dakar e via Rosso Fiorentino ci sono poco più di quattromila chilometri. È stato un weekend lungo per lavoro tra la Savana e il nulla. E come in un film di Tarantino a questo punto parte la colonna sonora che sbatte contro la sabbia che arriva dal deserto. Domanda: che minchia ci fa Guccini a nord ovest di Dakar? Lui a occhio dovrebbe cantare le sue poesie tra la via Emilia e il west, non tra baobab e alberi di Karité. Ma il fatto è che prima di partire mi sono tracannato

la sua raccolta di quarant’anni di musica. E sono stato felice di farlo. Perché Francesco è evocativo, perché adesso, più che cantare, scrive romanzi e perché se ripenso a Canzone di notte e alle visioni della mia adolescenza capisco che, anche se l’ho mollato per un bel pezzo, alla fine Francesco è sempre stato con me. E allora le mie stanze di vita quotidiana, che li erano capanne di fango, mi commuovono. E mentre mettevo insieme i ricordi di quel maledetto 13 dicembre di quattro anni fa in piazza Dalmazia, canticchiavo la locomotiva che non c’è. La vedo, la immagino, lanciata sui binari della mia fantasia.

CASA JAZZ

LA SALA DEL ROSSO SECONDO PAOLO CARRADORI di giulia focardi

A

lla terza stagione consecutiva, con un nuovo direttore artistico, Paolo Carradori, la Sala del Rosso è una delle realtà musicali più giovani di Firenze. Direttamente nelle cantine del Castello di Bisarno, questo spazio è stato pensato da Francesco Rubenni (Rosso Fiorentino). «Nato come showroom per la presentazione dei prodotti in catalogo» racconta Carradori «la Sala è divenuta, per fortuna, un luogo unico per l’ascolto con le caratteristiche di un club.» Attualmente abbraccia un programma pensato, di ricerca e non di tendenza che si è allargato alla musica classica e che, grazie anche a questo, è capace di guadagnarsi una fetta di pubblico sempre maggiore. «Vorrei esporre una visione più

ampia, cioè riuscire a rappresentare una vetrina nazionale, e internazionale quando ci riusciremo, delle mille sfaccettature del jazz d’oggi.» Voce attenta e critica del panorama jazzistico nazionale Carradori ci racconta la sua visione del locale: «Uno degli obiettivi della Sala è riportare la gente ad ascoltare la musica. La fruizione della musica negli ultimi decenni si è parcellizzata a dismisura. Si ascolta musica a pezzi, ovunque. Nessuno si chiede cosa sia o da dove venga, lasciando solo che si sommi a tutti gli altri suoni della nostra vita quotidiana. Di conseguenza sentire la musica è normale, saperla ascoltare è diventata invece un’impresa». Per questa ragione la visione del nuovo direttore sul ruolo che

ricopre è, a nostro parare, giusta e illuminata: «Considero la direzione artistica un servizio culturale, in cui tengo conto delle mie passioni e delle esigenze gestionali almeno tanto quanto dello scenario jazz nel nostro paese. Non è facile ma, essendo giornalista e critico musicale, ho il vantaggio di conoscere bene questo scenario». In conclusione il suo augurio per il nuovo anno è che «la musica diventi materia di studio e approfondimento. Deve essere assolutamente ricostruita una nuova generazione di ascoltatori consapevoli e critici. Penso che la musica sia indispensabile all’interno di una sana vita culturale, perché veicolo unico di comunicazione e conoscenza.»


29 di gianluca danti ARCHY MARSHALL A NEW PLACE 2 DROWN True Panther / XL Recordings

Archy Marshall, che molti di voi conosceranno meglio sotto il moniker King Krule, è un giovanissimo cantautore pop londinese, il nuovo fenomeno made in England tanto da apparire nella copertina del numero 90 di The Fader ed essere invitato per una performance al Late Show di David Letterman. Così come fu per il più rinomato (e artisticamente ben più discutibile) Ed Sheeran, il successo di Marshall deriva soprattutto da questo suo incarnare perfettamente il classico adolescente anglosassone: capelli rossi, lentiggini e un viso dall’aria un po’ ingenua. Nonostante ciò può vantare un disco di debutto prodotto da XL Recordings e adeguatamente spinto da BBC Radio 1. A New Place 2 Drown non è il semplice successore di 6 Feet Beneath The Moon, ma siamo di fronte a un vero e proprio progetto audio-visivo realizzato insieme al fratello Jack Marshall. Così insieme al disco hanno pubblicato anche un libro che in 208 pagine narra il processo creativo dei due e un cortometraggio curato dal fotografo Will Robson Scott. L’album in sé, molto distante dal classico songwriting britannico degli esordi, è una sperimentazione di diverse sonorità elettroniche combinate con l’hip hop (Swell) il minimal synth alla Hype Williams (Sex With Nobody) e dosi di industrial new beat che strizzano l’occhio a Jamie XX (Dull Boys). Nonostante i facili accostamenti, il panorama sonoro di Archy Marshall è poliedrico, vivace e ambizioso tanto da farlo apparire come un veterano della scena elettronica d’oltremanica. Il libro, concepito per essere unito all’ascolto del disco, contiene fotografie, collage, disegni che raccontano la vita dei due fratelli a South London ed è acquistabile su un sito ufficiale creato per promuovere l’intero progetto.

JENNY LEE RIGHT ON! Rough Trade

Non avrà avuto lo stesso hype con cui furono accolti i due album delle Warpaint ma Right On!, l’esordio di Jenny Lee Lindberg bassista della band di Los Angeles, non è certo passato inosservato alla critica musicale soprattutto in terra anglosassone, dove un colosso come il The Guardian lo ha definito un disco “amorfo e anonimo”. Ma quel senso d’incanto trasmesso dalle Warpaint, prima da The Fool poi dall’album omonimo, non ha potuto esimerci da un attento ascolto di questo esordio della quattrocordista californiana. Istintivamente quando la componente di un gruppo produce un disco solista, si generano una serie di confronti (spesso noiosi e superflui) con la band di appartenenza, ma se avete ascoltato anche solo una volta le Warpaint, Right On! vi lascerà piacevolmente spiazzati: i dieci brani sono un netto cambio di rotta dalle sonorità del quartetto americano, una virata verso lidi psych (Boom Boom), post-punk (Never) e con un forte senso di introspezione. Così se il panorama sonoro si mostra multiforme, anche dal punto di vista vocale, Jenny Lee esprime un certo talento alternando sussurri seducenti (He Fresh), grida disperate e oscure affini a Chelsea Wolfe (White Devil) e melodie plumbee dai tratti art-folk (Real Life). Così parlava Jenny in un’intervista di qualche mese fa: «Non ho mai apprezzato la mia voce ma non mi piace emulare le altre, così per anni ho lavorato molto cercando di valorizzarla, perché pur essendo rauca ho capito che ha carattere, è unica e questo credo non valga per tutti». Ecco, Right On! non è solo un insieme di brani, ma è un percorso di autocoscienza e self-empowerment. Promosso a pieni voti.

MADE IN FLORENCE

NOTE NOIRE OLTRECONFINE

SKoM FÜNF Pippola Music EP di debutto per questo trio fiorentino/forlivese, prodotto da Franco Naddei (Santo Barbaro) e masterizzato da Giovanni Versari (già dietro ai master di Muse, Calibro 35, Verdena, Bachi da Pietra). Un lavoro che fonde electro-rock (Applausi), con la prima new wave italiana degli anni Ottanta (Paura): una trepidante rivisitazione punk di Gennaio dei Diaframma, la partecipazione dello stesso Fiumani in Firenze è morta (in un giorno punk), bellissimo episodio di incalzante electro-wave e dei vaghi sentori vocali lindo-ferrettiani in (Durante una) gangbang. FünF non può essere solo un omaggio alla Firenze wave, ma il preludio verso un album compatto e allettante. Le premesse del resto sembrano ottime.

MÆNIFESTO VENI VIDI VICI Royal Musik Committee Stravagante e ambizioso progetto avant-techno nato quattro anni fa dal ventisettenne cantautore polistrumentista europeo Augustus Gregorio Rossi. L’album usa riferimenti alla storia dell’Antico Impero romano come “escamotage per ritrarre da una prospettiva diversa questi tempi moderni”. Innumerevoli le suggestioni che si dirigono verso l’electro-punk e il synth pop dei Crystal Castles con una linea vocale di stampo british. A tratti l’impressione è quella di un uso smodato dei synth, quasi a esasperare l’ascoltatore fino alla quiete di For All Eternity, un passaggio etereo e suggestivo che dona ossigeno dai bassi pressanti del resto della tracklist. Ancora difficile da collocare in un contesto sonoro delineato, Veni Vidi Vici lascia comunque una buona dose di curiosità generata, tra l’altro, dalle mani sapienti di Ale Bavo (membro di LN Ripley, già produttore per Linea 77, Subsonica, Mina) e di Joe La Porta (Vampire Weekend, Run The Jewel, Health)

NN/2015

Il loro gipsy-jazz si è già fatto apprezzare in tutta Europa passando per la gloriosa Royal Albert Hall di Londra, il Rhino Jazz Festival a Lione, il Longlake Festival a Lugano e il Jeff Festival in Slovenia. Sì, perché i Note Noire 4et sono fiorentini, ma la loro missione di unire il mondo sonoro mediterraneo con quello mitteleuropeo ha già permesso loro di guadagnarsi ottimi riscontri in tutta Europa. Le loro innumerevoli contaminazioni gitane, andaluse, nordeuropee non possono serrare il quartetto in un solo ambito sonoro. I dieci brani che compongono l’album, non a caso, sono imprevedibili e propongono lampi di Goran Bregović, di Markos Vamvakaris e di Sandor Lakatos, solo per citarne alcuni. Un viaggio instancabile, trainante e in costante evoluzione nello spazio e nel tempo. suoni@lungarnofirenze.it


30 di faolo pox - illustrazioni di aldo giannotti Hai bisogno di qualcosa di solido, di fermo, di un imperativo. Sento che l’anno nuovo ti darà concretezza e sarai portato a chiederne sempre di più in casa, al lavoro, con gli amici e pure con te stesso. Sarà l’ancora perfetta soprattutto per i tuoi sbalzi d’umore. ELETTRODOMESTICO DELL’ANNO: Congelatore

Le tue ricette, caro torello, si stanno rivelando curiose, gustose e sempre azzeccate. Devi continuare su questa linea, scegliere prima di tutto gli ingredienti sani e non farti deviare da chi ti dice di aggiungere elementi che non ti piacciono. Un bel mix e il piatto sarà pronto. ELETTRODOMESTICO DELL’ANNO: Robot da cucina

La tua capacità di trasformazione ha raggiunto livelli invidiabili e credo che il 2016 confermerà il tuo ottimo spirito di adattamento e, soprattutto, il tuo essere in grado di ribaltare situazioni sfavorevoli in opportunità grandiose. Stai solo attento ai tempi; non sforare ma non avere troppa fretta. ELETTRODOMESTICO DELL’ANNO: Microonde

Dovresti guardare il tuo anno passato come una grandissima cena alla quale hanno partecipato un po’ tutti, invitati e imbucati. Adesso hai una montagna di piatti da lavare e sei stanco morto, però hai una marea di elementi in più per capire chi invitare e chi invece tenere lontano dalla tavola del 2016. ELETTRODOMESTICO DELL’ANNO: Lavastoviglie

Quel maglione che ti piaceva tanto, che non volevi manco lavare, sì proprio quello lì, guarda come l’hai ridotto… e la camicia bianca che è diventata azzurrina? Poco male, basta scegliere il programma giusto specialmente quando i capi sono delicati. E tutto resterà intatto. ELETTRODOMESTICO DELL’ANNO: Lavatrice

Il consiglio per il nuovo anno è quello di tagliare. Tagliare corto sulle polemiche, tagliare le mail troppo lunghe che mandi, tagliare i cordoni ombelicali, tagliare i rapporti logorati. Tagliare di netto. Un bella lama che stacca tutto quello che non ti appartiene più. Che ti lacera e ti logora. ELETTRODOMESTICO DELL’ANNO: Affettatrice

Quante cose ti stanno girando per la testa in queste ultime settimane? Sei sicuro che siano tutte cose utili? Che gli elementi che valuti siano tutti veri? E che le guerre che porti avanti siano tutte giuste? Secondo me dovresti sgombrare il campo dalle futilità. Consumerai un po’ di energia, ma il risultato sarà sorprendente. ELETTRODOMESTICO DELL’ANNO: Asciugatrice

C’è stato un momento nel 2015 in cui hai iniziato a fare le pulizie di stagione e mi hai lasciato a bocca aperta. Adesso però non devi mollare, non devi lasciare che lo sporco si riannidi, che il disordine rinvigorisca e che la polvere veli di nuovo le tue idee. Piccoli impegni quotidiani. ELETTRODOMESTICO DELL’ANNO: Aspirapolvere

Il tuo grande merito del nuovo anno sarà quello di avere la capacità di cambiare il clima. Riuscirai a stemperare i fuochi sul lavoro, a tenere in equilibrio la temperatura a casa e pure a riscaldare l’ambiente con il partner. L’importante è che tu tenga ben saldo il telecomando per evitare che qualcuno ti spari l’aria calda in agosto. ELETTRODOMESTICO DELL’ANNO: Climatizzatore

Ti ci vorrà una bella batteria di pentole per cucinare tutto quello che ti capiterà nel 2016. Una pentola bella grossa per i sentimenti, due padelle medie una per il lavoro e una per i viaggi, un pentolino per la famiglia e uno piccolissimo per le scocciature. Sarai un ottimo chef. ELETTRODOMESTICO DELL’ANNO: Fornello

Prova a mettere tutte le tue risorse in fresco, non farle scadere e non mangiartele tutte subito. Metti al riparo le tue idee migliori, metti sottovuoto la tua voglia di polemica, tappa bene i tuoi assi nella manica e tieni in fresco il tuo carattere frizzante. Nel 2016 piano piano arriverà l’occasione giusta per tutto. ELETTRODOMESTICO DELL’ANNO: Frigorifero

La tua fame crescerà e, con essa, anche la tua abilità di cucinarti da solo le cose che vuoi mangiare. Ma non sarà una ricetta semplice. Dovrai metterci passione e le giuste dosi, dovrai infornare il tutto e aspettare con pazienza, sbirciando ogni tanto che niente si bruci. ELETTRODOMESTICO DELL’ANNO: Forno


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Lungarno n. 36  

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