{' '} {' '}
Limited time offer
SAVE % on your upgrade.

Page 1

Aprile 2018

61


FIRENZE

CREATIVE DAYS

Registrati su ied.it/creative-days-firenze SCUOLA INTERNAZIONALE DI DESIGN | MODA | ARTI VISIVE | COMUNICAZIONE FIRENZE | MILANO | BARCELONA | CAGLIARI | COMO | MADRID | RIO DE JANEIRO | ROMA | SÃO PAULO | TORINO | VENEZIA

Concept by IED students: B. Feraboli, C. Mascia, F. Negri, A. Panero, L. Rabellino Bethaz, A. Scuto, M. T. Verderani

Workshop gratuiti di orientamento ai corsi triennali


6

SOMMARIO Il riflesso di un'altra parola

5

Editoriale / La serenata

6

Il riflesso di un'altra parola

9

Il minuto in cui uno stadio si fermò

11

Un orlo al futuro

12 Il mondo dell'artigianato

9

Il giardino delle meraviglie Il sorriso del Vietnam 13 La potenza del gesto La nostra storia illustrata

Il minuto in cui uno stadio si fermò

14 Affittare un'emozione 15 In sala / FIPILI Horror Festival Sipario 16 L’agenda di aprile 18 Aprile da non perdere 19 Arte e Moda / Musica

10

20 Centro / Periferia 21 Luoghi dimenticati

Un orlo al futuro

22 Esseri urbani / Palestra robur 23 il Questionario con Sandra Ceccarelli 24 Lucio Corsi 25 Suoni / Casa Jazz 26 Parole Di Verso / Con Senso 27 L'ottava di Pilade

24 Lucio Corsi

28 Dimmi che brunch fai... 29 Palati fini Gole profonde 30 Oroscopo


sta per arrivare qualcosa di nuovo in cittĂ .


EDITORIALE di GABRIELE AMETRANO

O

ccorre un minuto per percorrere sessanta metri. Occorre un minuto per acquistare un biglietto del treno. Un minuto per poter dire circa venti frasi, per leggere un articolo di duemila battute, per scrivere poche parole che abbiano senso. È sufficiente un minuto anche per cambiare una vita. In questa nostra città abbiamo osservato un minuto di silenzio troppo spesso negli ultimi tempi. Un silenzio doveroso e collettivo, un silenzio che ha impresso nell’anima di tutti noi il ricordo. Ma mi auguro che quel silenzio non sia stato solo un momento di formalità. Sessanta secondi sono necessari anche per far rinascere la forza e il coraggio di una esistenza comune, di una logica persa, di un amore affievolito. Sono stati e devono essere secondi preziosi in cui ognuno di noi ha potuto confrontarsi con false apparenze e pericolose ideologie, traendo dall’esperienza il buon insegnamento che anche il dolore dona. Ora abbiamo il dovere di non fermarci ma di continuare a camminare uniti, attraversando ponti, riempiendo le piazze. Potevamo scegliere tanti modi di raccontare quel minuto di silenzio ma in queste pagine abbiamo scelto di farlo nel nostro modo sincero: un unico, grande abbraccio che accoglie tutta la città.

LA SERENATA di MATILDE SERENI

L I B E R TÀ È PA R T E C I PA Z I O N E

Q

uello che accade a Firenze nei giorni in cui scrivo queste poche righe resterà impresso per molto tempo nella memoria collettiva. Io non nasco in questa città. Ho imparato a co-noscerla e rispettarla col passare degli anni – quattordici per la precisione – ad elogiarne i pregi ed accettarne i difetti. Vi garantisco che non è stato semplice arrivare a sentirsi parte della comunità, Firenze è una tosta. Le piace mostrarsi al mondo col suo rinomato splendore, ma solo a pochi audaci apre il cuore. Eppure, mentre il resto d’Italia si scalda l’anima commentando le elezioni politiche, Firenze ha pervaso le strade di umanità dando prova, con chiarezza disarmante, di quanto poco importi tutto il resto. Due episodi incredibilmente vicini per tempo ed entità, due storie opposte, due uomini che ne hanno riuniti a migliaia. Davide ed Idy hanno riportato tutto d’un tratto i valori fondamentali al primo posto. Abbiamo provato subito rabbia, dolore, frustrazione e sgomento che piano piano sono mutati in compassione, unità, uguaglianza, rispetto fino a raggiungere l’assoluta gioia nella partecipazione. Quando avrete questo giornale tra le mani forse saranno ricordi di un passato recente e già proveremo tutti a concentrarci sulla primavera in prima linea. Ma se da un lato è importante andare avanti, dall’altro lo è ricordare quello che siamo stati, magari solo per qualche giorno, per tornare ad esserlo quando vogliamo e far sì che nulla sia successo invano.

In copertina Anima di Melania Branca Il termine fa riferimento all’archetipo dell’animo femminile, complementare all’Animus maschile. Ogni essere umano, a prescindere dal proprio sesso, ha dentro di sé una scintilla di sensibilità femminile, che è forza, istinto, emotività, amore, cura. La primavera diventa la celebrazione dei sensi e della bellezza: i fiori che sbocciano, il loro profumo inebriante, i colori morbidi e rassicuranti, portano in sé quell’energia delicata, quell’elegante forza, che parla delle donne. Melania Branca ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, dove si è laureata in Grafica d’Arte. Successivamente, trasferitasi a Firenze, ha deciso di intraprendere, presso lo IED, un percorso di specializzazione in Grafica per la Comunicazione, grazie al quale sta coltivando la sua passione per l’illustrazione digitale.

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 61 - Anno VII - Aprile 2018 - Rivista Mensile Proprietario: Associazione Culturale Lungarno Editore: B  unker srl • Firenze Iscrizione al Roc 23957 Direttore Responsabile: Gabriele Ametrano Stampa: Tipografia Baroni e Gori srl • Prato Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell'editore e degli autori. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. PER INFO E PUBBLICITÀ tel. 055 6585939 e-mail: lungarnofirenze@edizionibunker.it

I contenuti di questo numero sono a cura dell'Associazione Culturale Lungarno. Per la loro realizzazione hanno collaborato: Tommaso Ciuffoletti, Jacopo Aiazzi, Giulio Garosi, Matilde Sereni, Valentina Messina, Alba Parrini, Giacomo Alberto Vieri, Maddalena Messeri, Giulia Focardi, Raffaella Galamini, Tommaso Chimenti, Riccardo Morandi, Cristina Romeo, Leonardo Cianfanelli, Caterina Liverani, Gabriele Ametrano, Francesca Corpaci, Marta Staulo, Alessandra Pistillo, Riccardo Ventrella, Gianluca Danti, Giulia Alfani, Roberto Del Fosco, Pilade Cantini, Erika Gherardotti, Rocco Gurrieri, Melania Branca, Virginio. Coordinamento: Riccardo Morandi Editor: Arianna Giullori L'Associazione Culturale Lungarno ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze per il contributo a sostegno delle attività culturali svolte.


OS IL RIFLESSOAR DI UN’ALTRAA L PAROLA

di TOMMASO CIUFFOLETTI

F

ino a quando avevo 14 anni, io e Dio avevamo un rapporto splendido. Lo pregavo la sera prima di andare a dormire e ci parlavo tantissimo, poi successe una cosa per cui me la presi con Lui e da allora non ci siamo più parlati. Eppure, mentre salgo a San Miniato, penso che forse quelle chiacchiere mi mancano. La colpa, o il merito, di questo dubbio è della persona che sto andando a intervistare: Dom Bernardo. Dom con la emme, per mantenere più diretto il legame con la parola latina dominus, “signore” (e del resto il monaco più famoso del mondo non fu proprio il benedettino Dom Perignon?). Bernardo è anch'egli un monaco benedettino, abate della comunità di San Miniato, e da tempo lo seguo sui social network dove gestisce dei profili meravigliosamente fuori schema eppure incredibilmente capaci di comunicare, nel luogo d'elezione dell'odio da tastiera, messaggi di sorridentissimo amore, giocati fra l'autoironia (alcune notevoli foto in maschera) ed un più serio e quasi mistico distacco (come le suggestive foto in bianco e nero della basilica e dei suoi monaci). “Nei social ho visto un'opportunità di prossimità. Un'opportunità importante per un monaco, perché la costruzione della vita monastica è stata studiata per mantenerci il più possibile nel monastero, ma attraverso i social posso cogliere delle opportunità, per quanto mediate, di prossimità con persone lontane. E poi, nonostante i rischi del farne racconto, penso che nella forza di immagini che mostrano l'esperienza monastica, chiunque possa riconoscere desideri forti che abitano il cuore di ogni uomo e di ogni donna. Desideri di unione, amore, riconciliazione, pace, misura, bellezza”. Dom Bernardo non è una persona banale. Ha un umorismo sottile, un tono pacato che medita le parole, la capacità di suscitare empatia e allo stesso tempo parlarti come da lontano. “In effetti sei uno dei pochi cinquantenni che conosco che usa bene Facebook”, gli dico in tono prosaico. “Grazie, ma il mio avvocato che ti citerà per danni, avrà cura di spiegarti che io di anni ne ho 49”.

La sera di Natale del 1992, quando era un ragazzo, si direbbe, “normale” e che nessuno s'immaginava potesse scegliere una vita monastica, ebbe la chiamata che lo portò improvvisamente a smentire quelle previsioni e a voltare una pagina della propria vita. “In realtà non fu così improvviso. Il vento dello Spirito aveva già iniziato a sollevare quella pagina della mia vita, attraverso il confronto quasi quotidiano con la disabilità e poi anche attraverso un episodio di sofferenza personale, per via di un amore interrotto. Soffrivo dell'appiattimento su un presente che non poteva dare spiegazione alle mie domande, finché una sera l'amico Tommaso Fattori mi propose di andare ad ascoltare il coro gregoriano delle monache di Rosano. Ci andai per pura curiosità estetica e invece, quella sera di Natale, il vento che aveva già sollevato il foglio della mia pagina, soffiò impetuoso. Da lì è iniziata la ricerca, il mio quaerere deum”. Siamo seduti su una panchina appena di lato alla basilica, affacciata su tutta la bellezza di Firenze. “Scegliere il percorso che ho scelto ed entrare in uno spazio come questo – dice voltandosi verso San Miniato – significa una vera e propria regressione. Riscopri tutta quell'istintività, generata dalla paura della vita, che ti porta ad essere geloso, egoista, diffidente. Può sorprendere, ma a me il monastero ha fatto conoscere una serie di peccati, di limiti, di fragilità, di debolezze che fino al giorno prima di entrare non avrei saputo nemmeno immaginare. L'avventura è trasformare

tutto ciò in speranza”. Si gira verso di me, quasi a rassicurarmi. “Io ritengo che la vita monastica debba essere quella di una minoranza nella minoranza, di una nicchia fra le nicchie, però è quel paradosso senza il quale il mistero della Chiesa perderebbe la sua più affidabile eloquenza, che è quella di non essere voce di se stessa, ma riverbero di un'altra parola”. Stende indietro la schiena sollevando lo sguardo oltre la città e le colline intorno. “Questa vita monastica così radicata nel respiro dell'eterno, è però funzionale all'humilitas benedettina che ti dice che sei un segno ed è bellissimo che tu ci sia e che tu ci sia stato, come un arabesco disegnato sulla sabbia della battigia, che rimane lì anche solo per pochi secondi, perché poi inevitabilmente l'onda ti cancella. Ma questo nulla toglie al mistero del mistero”. Mi regala un pacchetto di scorze d'arancia al cioccolato e ne mangio una mentre scendo la scalinata di San Miniato, dando le spalle alla facciata della basilica che dall’alto irradia - parola cara a Dom Bernardo - la propria bellezza e “il riverbero di un’altra parola”, su Firenze che mi si apre davanti. Mi fermo per un secondo, guardo i turisti intorno, inizio nuovamente a sentire i rumori del traffico e sorrido mentre vibrano dal cellulare le notifiche dei social.

San Miniato al Monte di ALBA PARRINI

Il più bel panorama su Firenze, una facciata che potrebbe far scuola di stile romanesco, e dei frati laboriosi: tutto questo è San Miniato al Monte. Ma non fatevi ingannare, perché c’è anche molto altro da scoprire. Questa meravigliosa abbazia resta per tanti turisti e moltissimi fiorentini fuori dai circuiti di visita canonici per la posizione defilata. Ma vogliamo raccontarvi alcune curiosità che speriamo vi spingano al 6

più presto a scalare la scalinata monumentale che conduce al portale principale, e a girare anche le spalle all’incredibile veduta sul centro storico di Firenze che vi si parerà di fronte. A fondarla sarebbe stato un Santo decapitato, nel 250 d.C., che avrebbe raccolto la sua testa e se la sarebbe portata candidamente sotto braccio fin quassù, decidendo che quello sarebbe stato il luogo del suo eremitaggio (sempre


ELFIR LI LA’NU ID RAP

foto di Giulio Garosi

senza testa, badate bene!) e lasciando istruzioni per la costruzione di una basilica. In questo luogo esistono anche alcuni misteri, legati al simbolismo religioso e esoterico come la presenza imperante del numero 5, che nella simbologia è accostato al sole ma anche alla quintessenza spirituale. Il sole stesso è posto proprio al centro del grande mosaico romanico sul pavimento. Tantissime sono anche le raffigurazioni simboliche: il pellicano, che rappresenta lo Spirito ma anche il sacrificio di Gesù che salva l’uomo o la raffigurazione dello zodiaco, nel

mosaico sul pavimento, dove ritroviamo ancora una volta il sole al centro, simbolo del verbo che tutto regola e dirige. In basilica troverete i monaci, esperti erboristi e apicultori, e potrete acquistare delle prelibatezze nella farmacia monastica o le candele in vera cera d’api, vendute a prezzi “meno esosi dei secolari” - per citare i monaci stessi. Per visitare la basilica, il momento migliore è la domenica quando fa orario continuato o verificare sul sito www.sanminiatoalmonte.it e controllare la calendarizzazione delle preghiere, durante le quali l’accesso non è consentito. 7


Il minuto in cui uno stadio si fermò di RICCARDO MORANDI

«T

Capitano Davide Astori, il tuo sorriso è per fortuna più forte delle nostre lacrime. Hai riportato il calcio a Firenze, la Firenze zuccona, sempre contro tutti e sovente contro anche se stessa, la Firenze borbottona, sorridente ma amara. Capitano Davide Astori, hai miracolato i tifosi viola. Stai bene.

sarebbe potuta mai andare. La storia ha fatto poi il suo corso, troppo velocemente per tutti noi, mettendoci davanti un calcio troppo cinico e rapido per noi fiorentini che ci dilettiamo a sentirci padri dello stesso gioco. Davide ci ha fatto anche dimenticare lo scherno di chi reputa uno stadio intero un luogo di folli, invasati, vittime di un fenomeno di massa atto solo a deviare la ragione dietro a questi 22 uomini in costume da bagno che rincorrono una sfera. Poco ce ne è fregato, abbiamo pensato, che la razionalità spesso diventa una mannaia per l’anima. Davide ci ha fatto rivedere alla moviola tutti i minuti trascorsi fra il verde smeraldo del manto ed il grigio del cemento armato dell’Artemio Franchi: i minuti delle domeniche spesso piene di rabbia, di delusione, di amarezze, sono diventati improvvisamente caldi e accoglienti nelle nostre sciarpe e dietro alle nostre bandiere. I ragazzi son tornati ragazzi, il mister è tornato un uomo e persino l’arbitro, salutato dall’applauso scrosciante di uno stadio intero, è tornato ad essere qualcosa di diverso da qualcuno che avesse delle forti problematiche coniugali, e perdonateci la leggerezza. La parola STOP ogni tanto funziona, quindi. Quando a dettarla è il cuore, è una città, è un gesto spontaneo. Quando a dettarla è il volto del nostro Capitano sorridente, non puoi che prendere fiato, nonostante la pioggia e lo scooter che fa fatica sotto l’acqua a ripartire. Lo stesso scooter che poi, quando riparte, va velocissimo, riportandoti a quando piangesti a letto per la finale di Uefa persa nel 1990, a quando tornasti a casa dopo la vittoria contro lo United per due a zero e non riuscivi a dormire, a quando Fantini inzuccò il colpo di testa facendoti tornare in serie A.

he Day the Earth Stood Still" è un film del 1951, un autentico capolavoro di cinema fantascientifico. Il giorno in cui la Terra si fermò, in silenzio, davanti ad un umanoide. Questo film l’ho visto svariate volte, complice il fatto di non aver ovviamente capito la trasposizione del titolo in italiano “Ultimatum alla terra”, e perché fino all’11 marzo scorso non ho mai avuto una reale percezione collettiva della convenzionale parola STOP. Non è necessaria la cronistoria degli avvenimenti, men che meno ripercorrere la successione toccante di quello che è successo nello scorso mese in questa città. La spiegazione è racchiusa in quei minuti, durante il quale uno stadio intero si è fermato in silenzio guardando il maxischermo del Franchi la cui grandezza in proporzione è paragonabile alla tv bianco e nero 14 pollici che sbiadiva i volti di generazioni precedenti alla mia. Decine di migliaia di persone hanno pensato che Davide Astori, il capitano della Fiorentina, fosse accanto a loro a spiegare in quel silenzio immobile cosa fosse il gioco del calcio. Cosa fosse il vestire una maglia che non è come le altre, per chi Firenze la vive. Davide in quei minuti ha avuto la forza di far dimenticare perché fossimo stati per anni in quello stadio, domenica per domenica, a prescindere dal risultato. Ha scavalcato i ricordi delle prime partite viste con i genitori, con i parenti, la prima sciarpa acquistata, l’anno del primo abbonamento fatto. Ha liquefatto le esperienze di quando eravamo attaccati ad una radiolina aspettando i parziali da Roma e Brescia, convinti che insomma, la Fiorentina in serie B non ci

9


alUn ORLO futuro di JACOPO AIAZZI

U

n circuito circolare che parte dall’Africa, raggiunge Firenze e prosegue in Africa. Questo è l’obiettivo che si è prefissato WaxMore, il primo progetto in Italia di formazione sartoriale realizzato nel laboratorio di un brand e dedicato ai richiedenti asilo. Tutto nasce da un’idea di Maria Cristina Manca, antropologa e collaboratrice per Medici Senza Frontiere. «Grazie alla collaborazione con MSF, che ormai dura da dieci anni, ho partecipato a diverse missioni nel mondo - racconta Maria Cristina - come in Guatemala, dove lavoravo su un progetto per le donne sopravvissute alle violenze, o in Africa per l’emergenza ebola. In queste missioni ho sempre dedicato all’arte uno spazio: in Africa abbiamo collaborato con studenti di cinema del luogo per realizzare un video sugli effetti di ebola, al tempo malattia molto sottovalutata, per poi proiettarlo nei villaggi insieme ad un ragazzo che è riuscito guarire. Nella missione a Trapani, come sostegno psicosociale nei centri d’accoglienza, in sette mesi ho visto sbarchi, tante storie e il limbo in cui vivono i richiedenti asilo che non possono progettare niente perché in attesa di ricevere lo status di rifugiati». Nasce così, a febbraio 2017, il laboratorio WaxMore con un corso di formazione sartoriale della durata di sei mesi rivolto a richiedenti asilo ospiti in Toscana e che già lavoravano come sarti nei loro paesi di origine. «Il laboratorio serve a tirare fuori capacità e conoscenze che queste persone già hanno, ma anche imparare cose nuove, come i modelli sartoriali. In Africa non esistono, si prendono le misure e si taglia direttamente la stoffa, lasciando quattro dita di spazio in più perché il cliente potrebbe ingrassare, mentre da noi si lascia un solo dito e nel caso si compra un vestito nuovo. Questo progetto è stato supportato dalla Fondazione il Cuore si Scioglie, inserendoci in un crowdfunding per finanziarci. Abbiamo avuto subito dieci aspiranti che, dopo una prova di italiano ed una pratica di sartoria, sono rimasti in quattro ad affrontare 800 ore di formazione, con due sabati al mese dedicati a gruppi di discussione sulla cittadinanza italiana, il

ruolo della donna nella società, la storia della colonizzazione e molto altro. Lo scopo è dargli autonomia e consapevolezza del contesto». Finito il corso, lo scorso luglio, due dei quattro richiedenti asilo, Youssif e Ousman, sono rimasti come aspiranti sarti presso l’azienda. «Per noi questa è una possibilità per migliorarci e avere garanzie per un lavoro stabile e un contratto - dicono i due giovani - perché senza un contratto regolare non puoi fare nessun progetto». Un percorso che però trova i suoi ostacoli. «Non possiamo fare progetti futuri perché siamo sempre in attesa che la commissione esamini le nostre pratiche di richiesta d’asilo; io è da un anno e nove mesi che aspetto una risposta, lui tre anni - continua Youssif - ed è una cosa a cui penso continuamente e mi da molta ansia». Un’incertezza che incide sul futuro, ma anche sul presente sottraendoli per intere giornate dal lavoro, interessi o altri impegni per sbrigare l’ennesima pratica burocratica, rendendo così difficile un percorso formativo e professionale, come per Youssif che segue anche un corso di preparazione alle scuole medie e presta volontariato all’Humanitas accompagnando i malati. Ma in questo progetto la formazione è soltanto il punto di partenza. «Grazie al corso questi ragazzi potranno aprire una loro sartoria qui o nei loro paesi di origine o lavorare per qualcuno con cognizione di causa» ci spiega Maria Cristina. «Il nostro è un progetto circolare che parte dall’Africa e torna in Africa: il prossimo obiettivo è devolvere parte dei ricavi per progetti in quel continente, ma al momento non abbiamo incassi sufficienti». WaxMore ha da poco aperto anche un punto vendita in via Gioberti 61-65: qui è possibile trovare divise professionali e abiti per la vita qotidiana. Colore e unicità sono il simbolo dei loro lavori sartoriali foto di Giulio Garosi

11


Il mondo dell'artigianato di ERIKA GHERARDOTTI

S

e c’è una fiera che fa coppia con la Fortezza da Basso è la Mostra Internazionale dell’Artigianato che si tiene da 82 anni ed è la prima del suo genere in Italia. Quest’anno si svolgerà dal 21 aprile al 1 maggio. Il mondo è qui racchiuso in 55.000 metri quadrati: 800 espositori e 50 paesi rappresentati. Live, spettacoli, workshop, cooking show. Vedremo all’opera nella zona food “Le Delizie di Leonardo”, curata da Leonardo Romanelli: chef stellati come Filippo Saporito de “La Leggenda dei Frati” e Riccardo Monco dell’“Enoteca Pinchiorri”. Uno spazio sarà dedicato all’Oriente. Molti i rappresentanti dell’artigianato artistico cinese che arriveranno dalla regione del Sichuan e da Shangai. Il Paese ospite d’Onore sarà il Vietnam, ci immergeremo a pieno nella sua storia e nelle sue tradizioni. Grazie all’esposizione “I Mestieri dell’Arte tra Tevere ed Arno” si potrà ammirare l’artigianato artistico di questo territorio e saranno ospiti, a titolo gratuito, alcuni artigiani provenienti dai centri terremotati del Centro Italia. E ancora le aree gastronomiche, bellezza e benessere. L’home decor, il riciclo creativo, graphic & interior design e l’edilizia eco-sostenibile. “Absolute Handmade” sarà l’area dedicata agli artigiani della moda. Mentre “Rendez-vous Vintage in Fortezza” al vintage.

Il sorriso del Vietnam di ALBA PARRINI

Q

uest’anno il paese ospite d’onore della Mostra dell’Artigianato è il Vietnam. Luogo imperdibile, da visitare, dove il riso non è soltanto una pianta da coltivare ma soprattutto un’espressione sui visi delle persone che incontrerete per strada. I vietnamiti sono infatti uno dei popoli più ospitali e gentili del mondo, e sicuramente non vi faranno sentire la mancanza di casa. Imperdibile per chi visita per la prima volta il Vietnam è la Baia di Halong. Si tratta di un paradiso terrestre, o meglio acquatico: uno specchio d’acqua costellato da circa 2000 isole. Più che isole si tratta di speroni rocciosi con una vegetazione rigogliosa e grotte segrete dai riflessi color verde smeraldo, che si confondono con il colore delle acque. Il modo migliore, e più romantico, per visitarla è salire su un’imbarcazione tradizionale e restarci per almeno due giorni. Le giornate saranno scandite da albe indimenticabili, frutta fresca e meditazioni al calar del sole. Vi sembrerà di essere in un film. Altra meta da non perdere è senza dubbio Hanoi. La città è stato teatro e centro delle guerre che nell’ultimo secolo hanno straziato il paese ma adesso emerge come perla rara e capitale a tutti gli effetti del Paese. Sui suoi viali alberati non mancano meravigliosi esempi di architettura coloniale, specialmente in stile francese, seppur con evidenti influenze asiatiche. Anche qui, potrete passare un pomeriggio “da set cinematografico” in uno degli incredibili caffè pittoreschi nei viali cittadini, e girare per gli innumerevoli mercatini. Da non perdere la Grand Opera House. A circa 100 km più a sud della capitale, l’ultima tappa di questo viaggio vi porta a Ninh Binh. Tra risaie, grotte e templi, incastonata nel delta del fiume Rosso, questa regione è il punto di partenza ideale per scoprire il Vietnam più rurale e naturalistico. Qualcuno l’ha anche soprannominato la Halong Bay di terra, ma la realtà è che questa zona è molto meno conosciuta, anche se qui sono stati girati alcuni colossal. La meta più celebre è indubbiamente Tam Coc, dove l’omonimo fiume attraversa ripide montagne calcaree e campi di riso, puntellate da grotte e cavità. Tantissimi e indimenticabili i templi presenti in questo territorio, uno fra tutti quello di Hang Mua, sulla sommità di una formazione rocciosa e raggiungibile risalendo 500 scalini. Un’altra esperienza da fare a Ninh Binh è quella di perdersi in bicicletta attraverso le risaie, respirando a pieni polmoni il Vietnam più rustico: lasciando le vie principali vi troverete ad attraversare piccoli villaggi e paesaggi bellissimi, dove sperimentare anche l’accoglienza locale. E il sorriso delle persone che incontrerete vi accompagnerà per tutta la vita.

Il giardino delle meraviglie di ERIKA GHERARDOTTI

D

al 1995 all’interno dell’affascinante Giardino Corsini si tiene la mostra “Artigianato e Palazzo”, ideata da Neri Torrigiani e sostenuta dalla principessa Giorgiana Corsini, con l’intento di mantenere viva la figura dell’artigiano. Quest’anno si svolgerà dal 17 al 20 maggio. Camminando tra i vialetti e le limonaie di questo “giardino all’italiana”, i visitatori possono vedere da vicino come viene creato un manufatto. Un centinaio di artigiani da tutta Europa ricreano qui la loro bottega. Quello più votato dal pubblico, riceve come riconoscimento il Premio Perseo. La mostra inoltre sostiene e promuove le realtà culturali. Quest’anno ha indetto la raccolta fondi destinata all’Associazione Amici di Doccia, affinché possa essere riaperto l’omonimo Museo.

12


La potenza del gesto di ALESSANDRA PISTILLO

F

irenze Ballo 1944 - Grande Adagio Popolare è il nuovo progetto del coreografo Virgilio Sieni e inaugurerà l’81° Festival del Maggio Musicale Fiorentino. Una coreografia suggestiva che nasce pensando al grande spazio antistante il Teatro del Maggio. I protagonisti dello spettacolo? Cittadini di tutte le età e provenienze, senza alcuna competenza tecnica sul ballo. In pieno stile Virgilio Sieni. Un vero laboratorio sul movimento, una danza comune di centinaia di Pulcinella interpretati da cittadini, danzatori e performer. Per chi non conoscesse Virgilio Sieni: la sua Accademia sull'arte del gesto propone percorsi di approfondimento artistico che si radicano nell’esperienza di CANGO - Cantieri Goldonetta Firenze, sede della Compagnia e luogo per la ricerca sui linguaggi contemporanei dell'arte. Partendo da una riflessione sul senso del corpo e sulla trasmissione del movimento, l’accademia apre un varco nel panorama della formazione in Italia, portando l'attenzione sulle pratiche sul corpo per la crescita dell'uomo, verso metodi partecipativi. “L’idea è di far riappropriare i cittadini dei luoghi dell’arte, per sottrarli ad un uso prettamente consumistico. Tornare a fermarsi, sentire, ed entrare in risonanza con lo spazio.” Così racconta Isabella Martini, cittadina reclutata per lo spettacolo. Una peculiarità: il pubblico non si trova davanti all’azione coreografica ma vi sta attorno, potendosi muovere e guardandola prendere vita da più punti di vista. “Ogni spettatore vedrà uno spettacolo con una sua percezione e interpretazione”. Ma come si fa per partecipare? Sul sito Virgilio Sieni si trovano tutti i bandi per misurarsi con questi percorsi di creazione e trasmissione. Possono partecipare proprio tutti. “L’esperienza è pazzesca” – racconta ancora Isabella – “la coreografia viene creata insieme; ogni tema viene esplorato attraverso la gestualità e quindi ogni gruppo lo esplora in modo diverso, a seconda di quello che emerge spontaneamente. Si scoprono potenzialità impensate, in un contesto in cui i sensi vengono amplificati e viene fatta tacere la parola”. Una comunicazione, quella del corpo, che di solito non si esplora nella vita quotidiana: silenziosa, ma molto potente.

La nostra storia illustrata di ALESSANDRA PISTILLO

D

a Pinocchio a Harry Potter. 155 anni d'illustrazione italiana dall'Archivio Salani dal 1862. Il titolo della mostra è abbastanza eloquente per convincerci a fare spazio in agenda e incamminarci verso Villa Bardini. Con o senza bambini a seguito, ovviamente. C’è tempo fino al 3 giugno 2018 per ammirare 300 documenti di vario tipo sulla storica casa editrice fiorentina, nata nel 1862, e fare un viaggio nella storia dell’illustrazione. Un viaggio, a cura di Kikka Ricchio per Musicart srl, che parte dai disegni dedicati a Pinocchio e che arriva, attraverso grandi classici e fiabe di ieri e di oggi, a raccontare il successo planetario di Harry Potter, portato in Italia proprio dalla stessa casa editrice. Cappuccetto Rosso, Heidi, Topolino, il Gatto con gli stivali: un red carpet di personaggi e star dell’infanzia, amati da generazioni di bambini, che, per la loro capacità di restare ancorati ai ricordi più belli, sono giustamente diventati delle icone da celebrare a dovere. Al cuore della mostra, le

tavole originali realizzate per le storiche collane per ragazzi Salani dai più noti illustratori del tempo. Riflettori puntati sulle immagini, dunque, ma anche sui tesori dell’Archivio, che da oltre 155 anni fa sognare lettori di tutte le età. In occasione della mostra, fino al 26 maggio il cinema La Compagnia offre anche una rassegna di film d'animazione e grandi classici; tra i titoli in programma: “Il libro della giungla”, “L’isola del tesoro”, “Heidi”, “Alice nel paese delle meraviglie”. La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, con il patrocinio del Comune di Firenze e la collaborazione di Unicoop Firenze, Fondazione Sistema Toscana, Dreoni Giocattoli e l’associazione Artediffusa. Omaggio all’immaginario dell’infanzia, sarà sicuramente una mostra in grado di far sognare e divertire, ma anche riflettere su come si è evoluta nel tempo la rappresentazione artistica popolare, oltre che sul suo impatto nell’immaginario collettivo. Info Villa Bardini, Costa San Giorgio 2, Firenze Orari: da martedì a domenica ore 10-19 Biglietti: intero 8 euro; ridotti 6 e 4 euro; gratuito la prima domenica di ogni mese Visite guidate gratuite, previo acquisto del biglietto di ingresso, tutti i fine settimana in due Fasce orarie: 16.30 e 17.30 Tel: +39 055 20066214

13


AMARCORD

Affittare un’emozione di CATERINA LIVERANI

U

n tempo vedere un bel film non era per niente facile. Ci volevano visite in edicola alla ricerca di riviste del settore, un'attenta programmazione del videoregistratore sperando di beccare l’ora esatta in cui Fuori Orario sarebbe andato in onda e sicuramente un maggior investimento in tempo e denaro nella frequentazione di sale cinematografiche rispetto a quanto generalmente si usi adesso. C’era poi un luogo imprescindibile per ogni buon cinefilo alla ricerca di un film mancato in sala o di qualche grande classico, cioè un videonoleggio di fiducia. Se all’inizio degli anni '90 se ne trovavano uno o più in ogni quartiere, è innegabile che adesso le cose siano diverse. Ma per fortuna c’è ancora chi si impegna a mantenere viva la tradizione del videonoleggio di una volta, quello in cui si entra non solo per affittare un film, ma anche per scambiare chiacchiere e opinioni con chi si trova dietro al bancone circondato da dvd e locandine. La Videoteca Film & Co in via del Bersaglio 8/b a Firenze, in zona Piazza delle Cure, ha

il doppio merito di portare avanti questo tipo di tradizione e di farlo in una zona dislocata al di fuori del centro cittadino. “Abbiamo aperto il negozio 14 anni fa, un po’ per divertimento un po’ per passione e adesso siamo tra i pochi sopravvissuti; sono rimasti più o meno 6 negozi in tutta la città. Per chi frequenta un videonoleggio non si tratta solo di affittare un film, per quello ci sono i distributori automatici, c’è invece la voglia di scambiarsi dei consigli e di parlare di cinema” racconta Gianluca che, insieme al fratello Tommaso, gestisce la videoteca delle Cure aperta 7 giorni su 7 e con un catalogo di ben 5.500 titoli. “Capita che qualcuno entri per cercare un film che magari è già stato affittato e, parlando con noi, decida di prenderne un altro, spinto dalla curiosità. C’è poi il cliente nostalgico che non cerca l’ultima novità, ma un film invecchiato qualche anno e che è più difficile da reperire.” Una visita in videoteca può convivere con la diffusione sempre più massiccia di Netflix o Amazon Prime Video? “Il vero problema non è rappresentato

tanto da questo tipo di piattaforme, quanto dalle televisioni a pagamento come Sky e Mediaset Premium a cui le persone si abbonano non per i film, che sono molto cari e raramente rispecchiano la vera contemporaneità, ma per lo sport. Solo che a quel punto si finisce per fruire anche dell’offerta cinema, spesso molto poco ricercata, che viene proposta dal pacchetto che ormai si è pagato”. I generi più richiesti? “Decisamente le commedie: americane, italiane e ultimamente soprattutto francesi. C’è poi una discreta curiosità anche per ciò che riguarda l’horror, da parte dei più giovani soprattutto, ma è sempre la commedia a dominare. Un esempio? I tre film che sono stati maggiormente affittati in tutti questi anni sono “Funeral Party”, “Una notte da leoni e “Giù al Sud”.

Tutto il catalogo della Videoteca Film & Co, insieme a anteprime e altre iniziative, è consultabile su www.filmeco.altervista.org.


IN SALA di CATERINA LIVERANI

Tra Oscar e Cannes

U

n mese decisamente di transizione: incastrato fra la fine della stagione degli Oscar e il Festival di Cannes, illuminato dalle prime giornate primaverili, ma con qualche serata ancora freddina che spinge volentieri nel calduccio di una sala. In questa terra di mezzo dell’anno cinematografico vi segnaliamo due pellicole in uscita assolutamente da non perdere. “Charley Thompson” di Andrew Haigh è il racconto del rapporto simbiotico che si instaura tra un

ragazzino solo al mondo e il cavallo da corsa Lean on Pete; un delicato e struggente romanzo di formazione on the road, ambientato sullo sfondo di un’America aspra e desolata, fatta di spazi sconfinati popolati da pochi personaggi spesso brutali, che sembrano aver perso quella gentilezza e umanità che il protagonista, Charley, mantiene invece inalterata nonostante tutto il suo piccolo universo sia andato a rotoli. Stupefacente la prova attoriale di Charlie Plummer nel ruolo di Charley che è valsa al giovane attore il premio

FIPILI HORROR FESTIVAL

I

Marcello Mastroianni all’ultimo Festival del Cinema di Venezia. Completano il cast Travis Fimmel (Vikings), Chloë Sevigny e Steve Buscemi. Sempre dal Festival di Venezia arriva il monumentale, è proprio il caso di dirlo vista la durata, “Ex Libris - The New York Public Library” del documentarista, già Leone d’oro alla carriera, Frederick Wiseman. Un grande film che è un appassionato omaggio alla New York Public Library, vero e proprio universo parallelo rispetto al caos, alla paura e all’ignoranza che dominano il presente. La biblioteca, raccon-

tata in 197 emozionanti minuti attraverso i volti dei lettori, degli impiegati e dei numerosi animatori degli eventi che vi si svolgono ogni anno, non è solo il luogo fisico in cui sono custoditi i libri, ma soprattutto, un laboratorio di cultura e opportunità per i cittadini. Una meravigliosa storia d’amore tra la città di New York e una delle sue più preziose istituzioni. Imperdibile.

di CATERINA LIVERANI

n cerca dei primi raggi di sole, di una passeggiata sulla Terrazza Mascagni e di un buon piatto di cacciucco, Livorno è sempre una buona idea in primavera e, se vi troverete a passarci nei giorni che vanno dal 28 aprile fino al 1 di maggio, dovete assolutamente spendere una serata al FIPILI HORROR FESTIVAL che si svolge tra il Nuovo Teatro delle Commedie e il Cinema La Gran Guardia. Cinema e letteratura per tutti gli amanti del brivido sono i protagonisti della brillante iniziativa giunta alla sua

settima edizione che, negli anni passati, insieme a concorsi letterari e cinematografici aperti a chiunque si voglia misurare con l’horror ed a proiezioni di pellicole a tema, ha ospitato incontri e workshop con personaggi del calibro del regista Ruggero Diodato e del grande creatore di effetti speciali Sergio Stivaletti. Info, programma e tutte le novità su fipilihorrorfestival.it.

S I PA R I O di TOMMASO CHIMENTI

La leggerezza del palco

L

asciate stare il dolce dormire. Dopo un marzo piovosissimo, le elezioni e Burian, la primavera non la vogliamo, la pretendiamo! La leggerezza entra decisa nell'ultima parte della stagione teatrale a cominciare da “La scuola” (dal 6 all'8 aprile, Teatro Puccini) con Silvio Orlando, testo nato per il palcoscenico venti anni fa, successivamente portato sul grande schermo sempre con l'attore napoletano protagonista, prima di ritornare a calcare le scene. Una sorta di “anniversario” che ben si sposa con la criticata riforma della “Buona scuola”, con le notizie di cronaca che quotidianamente si leggono sui giornali di genitori che picchiano insegnanti, di alunni che accoltellano docenti, di ragazzi che sparano nelle aule. La dolcezza invece sprizza come il fiore all'occhiello del clown che spruzza acqua in “Pss Pss” (fuori programma succoso, il 21aprile sempre al Teatro Puccini) della compagnia Baccalà. “Pss” sono quelle parole confidenziali da dirsi nelle orecchie, è quel qualcosa di giocoso e fanciullesco, quel segreto di Pulcinella soffice come pan di Spagna nella bocca dei bambini. A tutta Toscana spinge il motore il Teatro di Rifredi

con due fenomeni: il primo trentennale, Alessandro Benvenuti, il secondo scoppiato nelle ultime stagioni con il botto al Festival di Sanremo, Lorenzo Baglioni. Torna, ed è sempre un piacere per le orecchie e una festa per gli occhi, quel “Benvenuti in casa Gori” (17 e 18 aprile) che non ci stancherà mai, con quelle sue sottigliezze parentali, quelle crisi familiari, quei ritratti e caratteri che tutti abbiamo incrociati nei pranzi natalizi tra zii e nonni, nipoti e segreti inconfessabili: per ridere cattivi. Eccolo l'exploit fiorentino, il professore di matematica che ci bacchetta con il congiuntivo. Lorenzo Baglioni ritorna al Benni de “I racconti del Bar Sport” (dal 19 al 22 aprile), storie di flipper e avventori, di carte e scommesse, di improbabilità e birre ma soprattutto di Luisone.

15


Aprile domenica 1 L ATTEXPLUS EXPERIENCE Limonaia di Villa Strozzi (FI) ing. 25/20€ VIDALOCA Obihall (FI) ing. 20€ MAMAMIA IN FLORENCE Viper Theatre (FI) ing. NP SCOPPIO DEL CARRO Piazza del Duomo (FI) ing. libero

lunedì 2 VISITE GUIDATE ALLA SINAGOGA E AL MUSEO EBRAICO Museo Ebraico (FI) ing. 7€ IL GRANDE SONNO CPA FI SUD (FI) ing. libero

martedì 3 OTELLO (3-8/04) Teatro della Pergola (FI) ing. 34/26€ VANIA (3-4/04) Teatro Cantiere Florida (FI) ing. 15/12€ G3 - JOE SATRIANI + JOHN PETRUCCI + ULI JON ROTH Teatro Verdi (FI) ing. NP IL CINEMA DI QUENTIN TARANTINO (3/04-22/05) Cinema Stensen (FI) ing. 89€

mercoledì 4 JARI BOLDRINI + RAMONA CAIA (4-5/04) CANGO (FI) ing. 12/10€ ALPENSTOCK (4-8/04) Teatro di Rifredi (FI) ing. 16/14€ CHIARA PELLEGRINI QUARTET Teatro Politeama (PO) ing. 7€ I, TONYA Cinema Odeon (FI) ing. NP SID GRIFFIN Circolo Progresso (FI) ing. NP

giovedì 5 ELOQUIO DI UN PERDENTE Teatro Puccini (FI) ing. 20€ ENRICOMINCIO DA ME (5-8/04) Teatro Verdi (FI) ing. 63/26€ THE SWEET LIFE SOCIETY Combo Social Club (FI) ing. NP I RACCONTI DEL TERRORE (5-7/04) Teatro della Pergola (FI) ing. 7/5€

venerdì 6 C AMPI DI MARTE (6-8/04) Area stadio Artemio Franchi (FI) ing. libero THE POLICE (LA MADAMA) Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera L A SCUOLA (6-8/04) Teatro Puccini (FI) ing. 30/27€ PEDIGREE Teatro Era (Pontedera) ing. 12/8€ NOWOLF L’Atlandite (FI) ing. libero MAURIZIO BATTISTA Obihall (FI) ing. NP DIE ANGEL Sala Vanni (FI) ing. 20€

mercoledì 11

L E CAROGNE CPA FI SUD (FI) ing. NP BRUSCO LIVE Combo Social Club (FI) ing. 7€ ZUBIN MEHTA + GUY BRAUNSTEIN Teatro dell’Opera (FI) ing. 50/5€ C ANE! (6-8/04) Teatro di Cestello (FI) ing. 15/13€ I VERYFERICI (6-7/04) Teatro delle Spiagge (FI) ing. NP FINGER FOOD FESTIVAL (6-8/04) Visarno Arena (FI) ing. libero

SAXOPHONE Obihall (FI) ing. 16/25€ LORENZA BORRANI Teatro Verdi (FI) ing. NP C YRANO (11-15/04) Teatro di Cestello (FI) ing. 15/13€

giovedì 12

sabato 7  ALERIA PARRELLA V Sala Ferri (FI) ing. Libero GIULIANO GHELLI INEDITO (7/04-20/05) Sala del Basolato (Fiesole) ing. libero CRISTINA KRISTAL RIZZO + ENRICO MALATESTA CANGO (FI) ing. 12/10€ LE MANDORLE Buh (FI) ing. libero BOB DYLAN Mandela Forum (FI) ing. 138/49€ ALEXANDER LONQUICH + NICOLAS ALTSTAEDT (8-9/04) Teatro della Pergola (FI) ing. 25/14€ FIERUCOLA DEI LEGNAIOLI (7-8/04) Piazza SS Annunziata (FI) ing. libero IL MERCATALE DI FIRENZE (7-8/04) Piazza della Repubblica (FI) ing. libero

domenica 8 CRISTINA KRISTAL RIZZO CANGO (FI) ing. 12/10€ MAGICO TEATRO Spazio Alfieri (FI) ing. 15/10€ ZUBIN MEHTA + JULIAN RACHLIN Teatro dell’Opera (FI) ing. 50/5€ IN SUA MOVENZA E’ FERMO Teatro della Pergola (FI) ing. 15/12€ ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA Museo di Orsanmichele (FI) ing. 20/15€ FIERA DI OLTRARNO Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero TRIO METAMORPHOSI Ospedale di Careggi AULA MAGNA NIC (FI) ing. libero

lunedì 9 I L POSTINO SUONA SEMPRE DUE VOLTE CPA FI SUD (FI) ing. Libero SIGNUM SAXOPONE QUARTET Teatro della Pergola (FI) ing. 25/14€ FIERA DELLA SS ANNUNZIATA Piazza della SS Annunziata (FI) ing. libero

martedì 10 MIDDLE EAST NOW (10-15/04) Varie Location (FI) ing. NP CITA A CIEGAS (10-15/04) Teatro della Pergola (FI) ing. 34/26€

HORNY Teatro Puccini (FI) ing. 20€ CHI È DI SCENA (12-15/04) Teatro di Rifredi (FI) ing. 16/14€ ADECH Cinema Castello (FI) ing. NP ZUBIN MEHTA + KHATIA BUNIATISHVILI Teatro dell’Opera (FI) ing. 50/5€

venerdì 13  LIMAHOUSE TOSCANA 2018 (13-15/04) K Nelson Mandela Forum (FI) ing. NP ELISABETTA CONSONNI CANGO (FI) ing. 12/10€ KLIMAHOUSE TOSCANA (13-15/04) Mandela Forum (FI) ing. NP ROS Viper Theatre (FI) ing. 15€ PANORAMA Teatro Cantiere Florida (FI) ing. 15/12€ AMY (13-15/04) Teatro Manzoni (Calenzano) ing. 13/10€ FLORENCE BIKE FESTIVA (13-15/04) Piazzale delle Cascine (FI) ing. libero PAOLO SAPORITI + GUIGNOL Circolo Progresso (FI) ing. libero

sabato 14  LESSANDRA SARCHI A Sala Ferri (FI) ing. Libero UNA FESTA ESAGERATA (14-15/04) Teatro Politeama (PO) ing. 30/26€ ELISABETTA CONSONNI CANGO (FI) ing. 12/10€ INTIMATE SALE (14-15/04) L’Officina di Barbarella (FI) ing. libero DRUGS KEPT ME ALIVE Teatro Era (Pontedera) ing. 20/18€ BUD SPENCER BLUES EXPLOSION Auditorium Flog (FI) ing. 12€ HOT SHOT Viper Theatre (FI) ing. NP ANTONIO CANINO + ANTONIO BALLISTA Teatro della Pergola (FI) ing. 25/14€ WHITE RABBIT, RED RABBIT Teatro Cantiere Florida (FI) ing. 15/12€ FORTEZZA ANTIQUARIA (14-15/04) Piazza Vittorio Veneto (FI) ing. libero

domenica 15  LLA SCOPERTA DEL GHETTO FIORENTINO A Museo Ebraico (FI) ing. 7€ FRANCESCA MICHIELIN Viper Theatre (FI) ing. NP RECITAL OPERISTICO Sala Vanni (FI) ing. NP

UN CORSO DI SHIATSU DI 60 ORE CON UN RISPARMIO DAL 25 AL 50%


Musica • Teatro • Arte • Cinema • Eventi

VERONIKA EBERLE + DENES VARJON Teatro della Pergola (FI) ing. 25/14€ ZUBIN MEHTA Teatro dell’Opera (FI) ing. 50/5€ FIERUCOLINA DI PASQUA Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero OMAGGIO A CASTELNUOVO - TEDESCO Ospedale di Careggi AULA MAGNA NIC (FI) ing. libero FIORENTINA- SPAL Stadio Artemio Franchi ing. NP

lunedì 16 BAUSTELLE Obihall (FI) ing. NP TON KOOPMAN + TINI MATHOT Teatro della Pergola (FI) ing. 25/14€ ORNELLA VANONI Teatro Verdi (FI) ing. NP

martedì 17  ENVENUTI IN CASA GORI (17-18/04) B Teatro di Rifredi (FI) ing. 16/14€ INTRIGO E AMORE (17-22/04) Teatro della Pergola (FI) ing. 34/26€ GEORGE PEHLIVANIAN Teatro Verdi (FI) ing. NP

mercoledì 18  LESSANDRO CERTINI + CHARLOTTE ZERBEY A CANGO (FI) ing. 12/10€ QUASI UNA VITA (18-22/04) Teatro Era (Pontedera) ing. 12/8€ ANDREW FABER Circolo Progresso (FI) ing. NP FIORENTINA-LAZIO Stadio Artemio Franchi ing. NP

giovedì 19 DOPPIO AMORE (19/04-03/05) Spazio Alfieri (FI) ing. 6€ C AVEMAN Teatro Puccini (FI) ing. 22/18€ COMPANY BLU: THE TRIP CANGO (FI) ing. 12/10€ I RACCONTI DEL BAR SPORT (19-22/04) Teatro di Rifredi (FI) ing. 16/14€ DR. PANICO L’Atlantide (FI) ing. libero LE VIBRAZIONI Auditorium Flog (FI) ing. NP SHEN YUN Teatro Verdi (FI) ing. NP S TORIE FARSESCHE (19-20/04) Teatro di Cestello (FI) ing. 15/13€ KEATIN (19/04-07/06) Cinema Stensen (FI) ing. 200€

venerdì 20  NTHEA CADDY + JUDITH HAMANN A Galleria Frittelli Arte Contemporanea ing. 5€ GELATO FESTIVAL (20-22/04) Piazzale Michelangelo (FI) ing. NP

 AMAMIA IN FLORENCE M Viper Theatre (FI) ing. NP JAZZ PRIME (20-21/04) Sala Vanni (FI) ing. 5€ AMAURY CAMBUZAT Circolo Progresso (FI) ing. NP

sabato 21 P SS PSS Teatro Puccini (FI) ing. 18€ REAL ILLUSION Teatro Verdi (FI) ing. 45/22.50€ SFERA EBBASTA Viper Theatre (FI) ing. 25€ JEFF BUCKLEY NIGHT Auditorium Flog (FI) ing. 12€ LEONIDAS KAVAKOS + ENRICO PACE Teatro della Pergola (FI) ing. 25/14€ UNO SGUARDO DAL PONTE (21-22/04) Teatro di Cestello (FI) ing. 15/13€ MOSTRA INTERNAZIONALE DELL’ARTIGIANATO (21/04-01/05) Fortezza da Basso (FI) ing. NP GIORGIENESS Capanno Black Out (PO) ing. NP BOTANICA (21-22/04) Villa Caruso (Lastra a Signa) ing. 4€ TUBALLOSWING Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera

domenica 22 DJANGO GIRLS FLORENCE Grand Hotel Mediterraneo (FI) ing. NP MAGICO TEATRO Spazio Alfieri (FI) ing. 15/10€ ANGELA HEWITT Teatro della Pergola (FI) ing. 25/14€ FIERA DI PRIMAVERA Viale Manfredo Fanti (FI) ing. libero CONCERTO PREMIO “BENEDETTO STRITAINO” Ospedale di Careggi AULA MAGNA NIC (FI) ing. libero IN FONTE VERITAS (22-28/4) Teatro La Fonte – Bagno a Ripoli ing. NP

lunedì 23  RCADI VOLODOS A Teatro della Pergola (FI) ing. 25/14€ ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA - I SOLISTI DI SANTA CECILIA (23-24/04) Teatro Niccolini (FI) ing. 20/15€

martedì 24 MK: BERMUDAS_SPACE CANGO (FI) ing. 12/10€ AUDIZIONI (24-29/04) Teatro di Rifredi (FI) ing. 16/14€ MINISTRI Obihall (FI) ing. 20€ BIANCO Capanno Black Out (PO) ing. NP

mercoledì 25 S TORIE DI VILLA TRIESTE Teatro delle Spiagge (FI) ing. NP APERTURA AL PUBBLICA DEL GIARDINO DELL’IRIS (25/04-20/05) Piazzale Michelangelo (FI) ing. libero

F IRENZE TANGO FESTIVAL (25-29/04) Tango Club (FI) ing. NP RE-ACTION/STELI Teatro della Limonia (FI) ing. 8/5€ SUNRISE JAZZ ORCHESTRA Circolo Progresso (FI) ing. NP

giovedì 26  K: BERMUDAS_LAB M CANGO (FI) ing. 12/10€ RECITAL PIANISTICO DI RICCARDO SANDIFORD Sala Vanni (FI) ing. NP CON GLI OCCHI DELLE DONNE (26-27/04) Teatro di Cestello (FI) ing. 15/13€ FLAVIO GIURATO Circolo Progresso (FI) ing. NP

venerdì 27 P IJIAMA PATY NOF Gallery (FI) ing. libero MELLOW MOOD Auditorium Flog (FI) ing. 15€ THE ZEN CIRCUS Obihall (FI) ing. NP C ARLA DAL FORNO Sala Vanni (FI) ing. 20€ UMBERTO MARIA GIARDINI Circolo Progresso (FI) ing. NP

sabato 28 T WIST AND SHOUT! Viper Theatre (FI) ing. 8€ ANALISI ILLOGICA (28-29/04) Teatro di Cestello (FI) ing. 15/13€ I GIOCATTOLI Capanno Black Out (PO) ing. NP ELEONORA BORDONARO + IRENE BETTI Circolo Progresso (FI) ing. NP NORGE Glue Firenze (FI) ing. libero con tessera

domenica 29  RCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA - I SOLISTI DI SANTA O CECILIA (29-30/04) Teatro Niccolini (FI) ing. 20/15€ CIOMPI MENSILE ANTIQUARIATO Piazza Ghiberti (FI) ing. libero VETRINA ANTIQUARIA Piazza G. Matteotti (FI) ing. libero PREMIO CRESCENDO Ospedale di Careggi AULA MAGNA NIC (FI) ing. libero FIORENTINA-NAPOLI Stadio Artemio Franchi ing. NP

lunedì 30 F LORENCE COCKTAIL WEEK (30/04-06/05) Varie Location (FI) ing. libero SLAM FC/WAR SKC Obihall (FI) ing. NP YURI CAMISASCA Cinema Odeon (FI) ing. NP


Aprile da non perdere I NOVE ANNI DEL MIDDLE EAST NOW

ROS

di Caterina Liverani

13 aprile - Viper Theatre (FI) Lei si chiama Camilla e ha 21 anni, lui Kevin e ne ha 20; si conoscono da tantissimo tempo, pur appartenendo a band differenti hanno spesso suonato insieme. Così nel 2016 hanno deciso di formare un gruppo tutto loro. Incontrano successivamente Lorenzo (di 23 anni) e nascono i ROS: arrivano da Montepulciano in provincia di Siena e hanno un’idea della musica travolgente e intensa

anche grazie alle qualità canore di Camilla, frontman esplosiva del gruppo. Venuti alla ribalta grazie al mitico Rock Contest di Controradio ed esplosi dopo l'ultima edizione di X Factor agli ordini di capitan Manuel Agnelli, mancando davvero di un soffio la finalissima al Forum di Assago, i ROS iniziano a vivere la loro giovane carriera on the road con un tour che li porterà anche al Viper di Firenze.

APRILE BAMBINO

Quaranta film tra fiction e documentari per raccontare il Medio Oriente contemporaneo da Iran, Iraq, Kurdistan, Libano, Israele, Palestina, Egitto, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Kuwait, Afghanistan, Siria, Algeria, Marocco e Sudan. Dal 10 al 15 aprile la nona edizione di Middle East Now non porterà a Firenze solo il cinema, ma un’esperienza di arte, musica, teatro e, come di consueto, cibo. Tema principale di questa edizione il ruolo dei social media nel racconto della quotidianità. Alla regista palestinese Annemarie Jacir sarà dedicato un focus per esplorare la sua cinematografia che comprende “Salt of this Sea” (2008) e “When I Saw You” (2012) vincitore del premio NETPAC al Berlin International Film Festival e nominato agli Oscar 2013, e la sua ultima pellicola “Wajib” (2017) presentata al festival di Locarno, can-

didata agli Oscar 2018 e in uscita nelle sale italiane. Tra i film in programma “The Poetess” (Arabia Saudita/Germania, 2017), “Rockabul”(Afghanistan/Australia, 2018) “Soufra” (Libano, Palestina, 2017), “Of Fathers and Sons” (Siria, 2017), “Mr. Gay Siria” (Turchia, 2017) e “Muhi Generally Temporary”(Israele, 2017). La fotografa Tamara Abdul Hadi presenterà alla FSM Gallery due dei suoi ultimi progetti fotografici, mentre le chef siriane Dina Mousawi e Itab Azzam, autrici del libro “Our Syria”, saranno impegnate in uno speciale show cooking. Approfondimento sui temi di attualità ne “Il punto delle 19,30” curato dall’iranista Felicetta Ferraro. Dal 10 al 15 aprile al Cinema La Compagnia, allo Stensen e in altri luoghi.

di Cristina Romeo Lunedì 2 aprile, giorno di Pasquetta, il Giardino di Villa Bardini ospiterà una divertente Caccia al Tesoro Botanico. L’evento si rivolge ai bambini e alle loro famiglie, che verranno coinvolti in un percorso alla scoperta dei segreti del giardino. La caccia inizierà nella parte bassa, dove nel medioevo sorgeva l’hortus conclusus, e, tappa dopo tappa, toccherà le zone più belle del giardino, per concludersi nel luogo dove è nascosto il tesoro. Per iscrivervi all’evento, visitate il sito www.bardinipeyron.it. Domenica 8 aprile le guide turistiche di MAC Musei a Colazione accompagneranno bambini e famiglie al Museo del Duomo di Firenze e al Battistero, proponendo una visita guidata comprensiva di un’attività creativa di disegno per i giovani visitatori. Per prenotazioni scrivete a museiacolazione@hotmail.com

CARLA DAL FORNO 27 aprile - Sala Vanni (FI) Dopo il successo dell’EP di debutto “You Know What It’s Like” del 2016, Carla Dal Forno arriva a Firenze per presentare il nuovo lavoro “The Garden”, scritto, suonato e arrangiato interamente da lei. La giovane cantautrice e producer australiana (ma dalle origini venete) ha racchiuso in questo nuovo EP quattro intime confessioni in cui la sua ipnotica voce si fa prominente, accompagnata da suoni torbidi e nebulo-

si. “The Garden” è senza dubbio la sua produzione più subdolamente psichedelica. Le linee di basso e i synth sobri evocano costantemente un chiaro di luna spettrale e la sua voce, sempre romantica ma intrisa di autoconsapevolezza, ricorda Tropic of Cancer e Tracey Thorn con un risultato dream-pop, che si allontana dal post-punk/lo-fi del primo lavoro, ma senza abbandonarlo del tutto.

TRK. SOUND CLUB: APPUNTAMENTI CON LA MUSICA SPERIMENTALE di musicaelettronica.it

venerdì 20 aprile 2018 ANTHEA CADDY + JUDITH HAMANN (AUS) Galleria Frittelli Arte Contemporanea

TRK. SOUND CLUB torna il 20 aprile con le violoncelliste Anthea Caddy e Judith Hamann. Entrambe di origine australiana e specializzate nel repertorio contemporaneo e nell’improvvisazione, Caddy e Hamann portano avanti una ricerca sonora che esplora le proprietà acustiche dei loro strumenti attraverso l’amplificazione del suono, la sua diffusione nello spazio e una pratica d’ascolto immersiva e di lunga durata. Il concerto si dividerà in due parti: la prima ospiterà i partecipanti al workshop che le due 18

musiciste terranno a Firenze il 18 e 19 aprile, sempre organizzato da Tempo Reale. Nella seconda parte, Caddy e Hamann presenteranno una nuova incarnazione del loro progetto con doppio violoncello amplificato e spazializzato nell’ambiente. Galleria Frittelli via Val di Marina 15, Novoli (FI), h. 21:00. (www.frittelliarte.it) Ingresso € 5,00. Info www.temporeale.it


A R T E E M O DA di RAFFAELLA GALAMINI

Per tutti i gusti artistici

Q

uesto è il mese dei ponti: dalle vacanze di Pasqua alle feste del 25 aprile e del 1 maggio. L’occasione migliore per visitare mostre ed esposizioni in giro per la città e in Toscana. Ecco alcune proposte da non perdere. Per tutti: “Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano” è la mostra in corso a Palazzo Strozzi fino al 22 luglio. Un’esposizione da visitare per varie ragioni. Qui è possibile compiere un viaggio tra arte, politica e società nell’Italia tra il boom economico degli anni Cinquanta e il periodo della contestazione del Sessan-

totto. In mostra ottanta opere di artisti come Renato Guttuso, Lucio Fontana, Alberto Burri, Emilio Vedova, Enrico Castellani, Piero Manzoni, Mario Schifano, Mario Merz e Michelangelo Pistoletto. Uno spaccato d’eccezione sul Belpaese. Per gli esteti: a Prato prosegue fino al 27 maggio la grande mostra dedicata ai costumi del film Marie Antoinette di Sofia Coppola. L’esposizione, al Museo del Tessuto, propone i costumi realizzati dalla costumista di fama mondiale Milena Canonero, per cui ha vinto il Premio Oscar. Per i modaioli: nel Museo della Moda e del Costume, di Palazzo Pitti “Tracce. Dialoghi ad arte” mette a confronto le creazioni di stilisti-artisti con i lavori di artisti-couturiers: il periodo va dagli anni Trenta del ventesimo secolo fino ai giorni nostri. Il ritorno: c’è un buon motivo per tornare agli Uffizi. Sono state aperte le otto sale al

primo piano dell’ala di Levante dedicate a Caravaggio e alla pittura seicentesca. Merisi protagonista a cominciare dalla Medusa, ma in ottima compagnia di Annibale Carracci, Guido Reni, Artemisia Gentileschi e dei grandi maestri della pittura europea dell’epoca: Rembrandt, Rubens e Van Dyck. Un viaggio in otto sale dai nomi suggestivi, tutte da scoprire. Rembrandt, Rubens e Van Dyck. Un viaggio in otto sale dai nomi suggestivi, tutte da scoprire.

A certain identity, si intitola così il progetto a cura di Matteo Innocenti che dal 5 al 28 aprile si fa spazio a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea. Arnas Anskaitis, Ignas Krunglevičius, Andrej Polukord, Ieva Rojūtė – tutti alla loro prima prova con uno spazio espositivo italiano. Gli artisti porteranno con sé una riflessione sul loro Paese d'origine, sull'identità e sui cambiamenti, in concomitanza con le celebrazioni per il centenario dell'indipendenza della nazione.

A CERTAIN IDENTITY Le Murate. Progetti Arte Contemporanea Piazza delle Murate, Firenze dal 5 al 28 aprile Ingresso libero

MUSICA di RICCARDO MORANDI

La musica, in tutti i luoghi

C’

ni degli ex talenti da tormentone Le Vibrazioni che, forti di una ricomparsa sanremese, si esibiranno sul palco dell’Auditorium Flog il 19 aprile e con i ROS, che dopo avere sfondato ad X Factor suoneranno il 13 aprile davanti al pubblico del Viper Theatre. Ma parlavamo del cosiddetto “nome grosso”, quello che in sostanza si prende le paginate dei quotidiani il giorno stesso del live. È lui, Bob Dylan, a presenziare e battezzare il nostro primo mese pieno primaverile: il presidente mondiale dei cantautori, l’uomo la cui musica ha segnato generazioni intere, colui la cui chioma è rimasta praticamente immobile dal 1965 sarà dal vivo il 7 aprile presso il Mandela Forum. A Firenze, insomma, c’è sempre qualcosa da fare.

era una volta una canzone vincitrice di Sanremo che faceva, in un improbabile passaggio “..in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi”. Tralasciando i commenti sul brano in questione e sul suo degno interprete usiamo la citazione per presentare questo mese musicale fiorentino: ce ne sarà per tutti i gusti, nessuno rimarrà deluso e tutti avranno il loro palcoscenico. Se amate la musica indipendente italiana “rude” potete tenervi liberi i giorni 24 e 27 aprile quando si esibiranno all’ Obihall rispettivamente Ministri e The Zen Circus. Non siete affini a questo tipo di serate a base di birre sgasate, ma preferite un bicchiere di Cognac o di rosso di Borgogna? Il 18 aprile potrete forse trovare la vostra dimensione con i Baustelle, sempre sul palco dell’ex Teatro Tenda. Ma non finisce qua: per i giovani o presunti tali segnaliamo, anche se invano perché il concerto è già sold out, l’esibizione di Sfera Ebbasta il 24 aprile presso il Viper Theatre. Lo stesso locale ospiterà anche una serata per le giovani donne universitarie, fuorisede timide ed introverse, o lavoratrici part time in attesa del dottorato, il 15 aprile, con il concerto di Francesca Michelin. Siamo quasi agli sgoccioli, e vi lasciamo, prima del “nome grosso”, con le segnalazio19


FIRENZE PERIFERIA

FIRENZE CITTÀ di GIACOMO ALBERTO VIERI

di MADDALENA MESSERI

A Walk on the wild side

Brozzi

A

Ponte Amerigo Vespucci

Per mia volontà, ad Aprile questo spazio resta bianco. Perlaceo. Ponte Vespucci è stato imbrattato di rosso, lunedì 5 marzo: qualche giorno più tardi, un pomeriggio plumbeo che minacciava un temporale, lo stesso ponte si è riempito di migliaia di colori, un'iride di intenti dai toni pastello, e c'era una forza nell'aria, quel sabato. “I have died too many deaths that were not mine” recita una bellissimo verso della poetessa americana Audre Lorde: nera, lesbica, attivista. Pensavo a lei, pensavo...

lla periferia ovest di Firenze, parallela a via Pistoiese, lì nella “piana”, corre la più stretta e modesta via di Brozzi, con le piccole case basse, a schiera, come si facevano un tempo, a misura d’uomo, con le porticine piccole, l’int naco giallo e le tipiche persiane verdi. Negli anni ‘60 venivano chiamati “Brozzi” i campagnoli, quelli che da fuori arrivavano in città. “Sta’ zitto Brozzi” “ell’è arrivato i’Bbrozzi!” e così via, con la cattiveria tipica che solo i fiorentini sanno avere. A questo si aggiungeva anche la simpatica frase: “Peretola, Brozzi e Campi, la peggio genìa che Dio ci scampi”. Ma ormai “Brozzi” non è più un’offesa e questo quartiere, che un tempo era un comune autonomo, è rimasto un dormitorio di periferia, un luogo in cui la gente torna stanca la sera, parcheggia la macchina davanti a casa, infila la chiave nella toppa e prepara la cena per i figli con la tv accesa in sottofondo. Qui c’è tutto quello che serve per una vita semplice, fatta di abitudini e tristezze passeggere. Le sue strade rimandano infatti ad una calma nostalgica, che riflettono in qualche modo la nostra impossibilità di cambiare, di andare via, scappare lontano. Brozzi è sempre la stessa e così anche chi ci vive. Qui infatti vivono tanti anziani, “ummarells” doc che presidiano il territorio e gli studi medici, e portano alta la bandiera di Brozzi-land. Ogni tanto c’è anche la paura per qualche pusher che si aggira in bicicletta: in molti testimoniano un via vai di persone in cerca di una dose di eroina a basso costo, ma gli abitanti della zona lo sanno che basta girargli a largo per non avere problemi. “Come sono arrivati andranno via, prima o poi”, viene da pensare. Ma c’è qualcosa di particolare a Brozzi? O sono solo casine con la loro riservatezza silenziosa? In effetti un posto strano a Brozzi c’è, direi una nicchia esotica, è “Mr Sushi”, un ristorante giapponese molto frequentato. Il paradosso? Qui ci vengono anche dal centro, perché non esiste periferia, quando c’è un luogo curioso pronto ad accoglierti. Che sia questa la chiave dei quartieri del futuro? Creare dei luoghi fuori-luogo per attirare dal centro sempre più persone e dare alle zone periferiche una nuova vita? Calamite potenti per trasformare questi satelliti urbani in nuovi centri de-centrati? Che ne pensate di un museo di arte contemporanea accanto alle Poste? Una piscina termale nel giardinetto dei bambini? Installazioni neon di Merz o Nannucci negli androni dei palazzi? Un tempio buddista tutto oro e lucine? Una ruota panoramica all’orizzonte che indichi la strada verso l’Osmannoro? La ricetta per la città del futuro si sa, non esiste, serve solo fantasia, azzardo e voglia di fare. Perché come scrive Silvia Bre “È mestiere del vento alzare le vele / ma noi possiamo scegliere il colore”.

20


L U O G H I D I M E N T I C AT I Foto di GIULIO GAROSI - Testo di JACOPO AIAZZI

Ex monastero di Sant’Orsola 17.560 mq. Inutilizzato dal 1985, lo scorso dicembre il progetto di riqualifica per ospitare la Bocelli Academy Music School è stato abbandonato.

21


ESSERI URBANI di FRANCESCA CORPACI

L'uomo che corre

A

cosa pensi, uomo che corre, quando sfrecci contromano sul viale Lavagnini? Non ai conducenti, che se ti stirano gli bruciano la patente, mentre procedono a quaranta all’ora con l’onda verde. Ti odiano, i conducenti, e odiano l’onda verde che è una gran cazzata, se vai a sessanta il semaforo lo prendi uguale ma ti fanno la multa. Perché? Ti odiano, e suonano disperati e ti abbagliano anche, a volte, e segretamente lo desiderano, di stirarti, ma poi non lo fanno perché ci vuole tempo, come per tutto. A cosa pensi, uomo che corre, filando su per la Bolognese come un giovane cervo, che hai calzoncini da porno giapponese e una canotta bianca, ed è inverno? A intervalli regolari fai lo scatto, che è un esercizio tremendo, forse il più faticoso di sempre e anche, in parte, una metafora. Lo so, dello scatto, perché l’hai detto tu. Non a me, ma agli studenti tristi della biblioteca a Lettere quando venivi, tanti anni fa, a tenerci comizi sulla tua psichiatra. Non ci vado più, in biblioteca a Lettere. Che ci vai a fare in biblioteca se non puoi neanche scroccare il wi-fi, fare il prestito interbibliotecario per libri su cui altri hanno preso appunti? E poi ci sono i tornelli. Voli a cento all’ora in viale Don Minzoni, uomo che corre, e ti sfai i polmoni urlando che dobbiamo morire male noi merde infami, e che se serve mano ce la dai tu. Sostengono alcuni, gira voce, che eri filosofo al Pellegrino, anche uno brillante. Allora forse mediti, mentre grondi sudore come lacrime ai tropici, di teorici tedeschi, pensatori francesi, di certe dottrine su potere e conoscenza, o sull’esistenza di Dio, che non capirei nemmeno se me le spiegassi. Non capirei e hai ragione tu quando ci dai dei ritardati, e dici che rimpiangi le purghe staliniane, per alzare il livello o per contenere il danno. Fatti ammirare, uomo che corre, non possiamo fare altro. Noi che non abbiamo mai corso, noi che non correremo mai.

Illustrazione di Marta Staulo

PA L E S T R A R O B U R

LEZIONI DI GINNASTICA C U LT U R A L E P E R F I O R E N T I N I

Il figlio del macellaio di RICCARDO VENTRELLA

P

ossibile che il Re che ha fatto l’Italia non fosse lui, ma un altro e per di più figlio illegittimo? La leggenda nasce dal fatto che Vittorio Emanuele II non fosse esattamente somigliante al padre Carlo Alberto. E da un incendio, che si sviluppa a Firenze nella camera dove il futuro sovrano in fasce dormiva, la governante, per domarlo, ne uscì con ustioni mortali. E il bimbo? Ufficialmente guarì. Qualcuno insinua che le cose non siano andante proprio così, e che il fanciullo sia morto nel rogo. A prenderne il posto, chissà perché, sarebbe stato il pargolo di un tale Tiburzi, che aveva una bottega di macelleria in via Senese, poco fuori Porta

22

Romana. Pur essendo fuori da ogni logica, la leggenda ha il suo fascino dickensiano: il Re del Risorgimento non sarebbe stato che il figlio di un plebeo; il che ne avrebbe giustificato certe inclinazioni non savoiarde. Se passate davanti all’insegna di Tiburzi in via Senese, pensateci.


il di ROCCO GURRIERI

uestionario Sandra Ceccarelli si imbatte nel cinema da adolescente recitando in “Segreti segreti” di Giuseppe Bertolucci. Lavora a fianco di attrici del calibro di Alida Valli e Mariangela Melato ma, si sa, la vita non è una linea piatta. Sandra si imbatte in strade diverse per poi tornare alla recitazione verso i trent’anni. Studia con Giorgio Albertazzi e lavora con Piero Piccioni. È proprio con Piccioni e il suo “Luce dei miei occhi” che in ruolo di protagonista vince la Coppa Volpi, il premio Pasinetti come miglior attrice e la nomination ai David di Donatello. Sarà poi nel “Mestiere delle armi” di Ermanno Olmi, in “Klimt” al fianco di John Malkovich, in “I demoni di San Pietroburgo” di Giuliano Montaldo e molti altri. Recentemente è stata un’ausiliaria del terzo Reich in “Helena”, corto pluripremiato diretto da Nicola Sorcinelli Uno al quale vorresti lavorare. Non mi dispiacerebbe mettermi in gioco in una commedia ma per estrapolare la comicità da me come minimo non lo so, mi dovrei trovare un fidanzato apposta. Un film che consideri un’opera d’arte. “La sera della prima” di John Cassavetes. Ti riconosci nella frase “Per un attore il peggior giorno sul set resta migliore di un qualsiasi altro giorno FUORI dal set”? Vorrei, ma no. Certi giorni sul set sono proprio un incubo. Specie quando hai non so, sei minuti per girare e vada come vada, quella buona è la prima. E poi guarda Daniel Day Lewis. Forse è il miglior attore vivente, eppure è un ottimo calzolaio. Se canti, la canzone che preferisci cantare. Sono tante. Mio padre era negli Equipe 84 quindi a casa si ascoltava, suonava e cantava continuamente di tutto. Ma se proprio dovessi dirti qualcosa di intimo e personale direi Lucio Dalla. Un’ altra che mi emoziona moltissimo è “Ci penserò domani” dei Pooh. Molto lontana dai loro successi, davvero struggente. Una festa indimenticabile? Ce l’ho. Quest’estate che ho compiuto cinquant’anni, sotto invito di mia sorella, tutti i miei amici più cari, da quelli del cinema alle persone più disparate della mia vita hanno fatto in modo da farmi una sorpresa. Ma mettendosi addirittura d’accordo col mio agente per fare in modo che io fossi libera, un’organizzazione impressionante. Bellissimo. C’è una poesia o un libro fondamentale nella tua vita? C’è una poesia di Eugenio Montale che si chiama “Ex-voto”, una riflessione sugli amori che non funzionano ma sempre amori sono. Un’ attrice e un attore che ti sono “serviti”. Gena Rowlands. Brava, bella e fuori di testa. Per gli altri non saprei cosa rispondere, ce ne sono talmente tanti belli e bravi. Cosa posso dire, Brando, Dean, Mc Counaghey? Fai te. Poi è il ruolo a essere perfetto per l’attore, è quando si realizza questa magia che ti innamori. Ti definiscono un’artista nella materia della “sottrazione”, per te che significa? Lo capisco perché bene o male resto sempre io. Non calco mai il personaggio, lo aggiro con delicatezza. Un ruolo cinematografico che ti avrebbe fatto impazzire impersonare? Frau Blucher di “Frankenstein Junior”, caricatura geniale e intelligentissima. Sei mai stata importunata o tormentata a causa del tuo lavoro? Ci sono stati ammiratori gentili o meno, ma mai persone aggressive. E poi ho un pubblico d’essai, discreto. A volte gli enormi mazzi di fiori diventano un regalo leggermente ingombrante e un po’ funereo anche se un gesto carino, e capita di riceverne tanti. Nonostante questo ammettiamolo, fa sempre piacere ricevere un po’ di complimenti, giusto?

Nome. Sandra Pronome. Ceccarelli Complemento oggetto. Attrice per cinema, teatro e televisione. Il progetto al quale stai lavorando. Uno spettacolo teatrale per la regia di Alfonso Santagata che fra l’altro è mio vicino di casa a San Casciano Val di pesa. Ho anche finito di lavorare per una serie poliziesca in tv dove faccio la mamma. Faccio spesso la mamma, avrò avuto trentacinque figli. Adottiva, assente, protettiva, depressa. Spesso depressa direi, mio malgrado.

23


S

di RICCARDO MORANDI

uccede. Succede che un ragazzo appena ventenne inizi a suonare la chitarra. Succede che lo stesso ragazzo non sia dentro una cosiddetta “scena musicale”, ma anzi, abiti in Toscana, in Maremma, lontano dai posti dove si muovono sovente le alchimie artistiche. Succede che questa persona abbia talento ed una forte presenza scenica. Succede che esista Lucio Corsi: un piccolo miracolo dei cantautori, uno di quelli che se lo ascolti dal vivo, te ne ricordi. Lucio Corsi, 24 anni, cantautore toscano con all’attivo due dischi “Altalena Boy/Vetulonia Dakar” e “Bestiario musicale”. Una giovane promessa della musica italiana. Lucio, cosa bolle in pentola? “Un disco nuovo. Sono a casa in Maremma, a Vetulonia, a lavoro nel mio studio ed alle prese con provini e stesure di pezzi che andrò presto a registrare a Milano. Ho voglia ed urgenza di fare uscire qualcosa, diverso anche dal mio precedente lavoro, Bestiario animale, che era sostanzialmente un concept. Il disco, che uscirà credo a fine anno, sarà qualcosa di più normale, con tematiche legate fra di loro, ma senza necessariamente il collante che ho usato per il Bestiario Animale”. Peter Gabriel, Federico Fiumani e Flavio Giurato. Ho pensato a questi nomi sia vedendoti dal vivo che ascoltando i tuoi dischi. Tu come ti pensi all’interno della scena cantautoriale italiana di oggi? “Sono nomi che apprezzo molto, in particolar modo Gabriel, con il quale sono cresciuto, e Giurato, uno dei miei cantautori preferiti assieme a Lucio Dalla e Paolo Conte. Detto questo, non mi son mai posto la questione della mia collocazione: scrivo per stare bene, in libertà e senza vincolo. E son felice che anche la produzione mi dia per questo carta bianca”. Hai avuto molte esperienze importanti fino ad oggi: aprire il tour dei Baustelle, quello di Brunori SAS, e non per ultimo essere modello per una sfilata di Gucci. “Sono state tutte esperienze straordinarie. Con i Baustelle e Francesco mi sento ancora spesso, li apprezzo molto e li reputo uno dei migliori gruppi italiani: li adoro da “La moda del lento”, disco che ho molto a cuore. Stessa cosa con la Brunori SAS, con la quale ho condiviso palchi importanti e tantissime esperienze. Diciamo che ho avuto, in sostanza, la fortuna di essere a contatto con la musica che più apprezzo, oggi, in Italia. Con Gucci la cosa è stata molto curiosa: mi hanno visto dal vivo a Roma prima dei Baustelle, gli sono piaciuto e Alessandro Michele, il loro direttore creativo mi ha chiamato per sfilare. Tutto qua. È stata una cosa molto semplice, interessante e divertente, anche perché reputo gli abiti importanti nell’appuntamento dell’artista con la musica sul palcoscenico, come dice appunto Paolo Conte in “Alle prese con la verde milonga”. Il musicista quando incontra quello che crea, davanti ad un pubblico, deve farsi trovare di tutto punto. È sostanzialmente magia”. Dimmi tre nomi di persone con le quali

Lucio

Corsi lavoreresti al prossimo disco. Puoi dire chiunque, esagera, come se avessi in mano la lampada di Aladino. “Fammi pensare…(ride).. sicuramente Neil Young, Nick Cave e Valentino Rossi”. Valentino Rossi? Perché? “Perché va velocissimo in moto, sono un appassionato di motori e la presenza di Valentino in sala mi stimolerebbe, senza dubbio. Poi se volesse suonare qualcosa, ne sarei onorato. Del resto sono cresciuto con i GP del Motomondiale, ed amo i motori perché in famiglia storicamente li amiamo. È strano, ma non posso farci niente!”. Consiglia un disco da regalare. “Ultimamente un disco che mi ha preso molto è “C.S.A.R” di Lucio Battisti. E dire che non ho mai amato particolarmente Battisti, quale ammiratore storico di Paolo Conte. Ma questo lavoro contiene delle sperimentazioni incredibili, nei testi e negli arrangiamenti. Avanguardia pura”. Il disco che hai consumato, quello che conosci a memoria. “Da piccolo ascoltavo molto i Beatles, ma non posso che risponderti Foxtrot e Nursery Crime dei Genesis. Capolavori totali”. Ti lascio con la richiesta di una coordinata spaziale per te incredibile. Un luogo della vita. “Ovviamente rispondo Maremma, lo spiazzo dell’ex lago Prile, in estate, al tramonto. Un incrocio paesaggistico fantastico, un mix fra savana e far west, popolato spesso da fenicotteri. Da non perdere”. 24

Baustelle. L’amore, la violenza e Montepulciano. Perfetti nipoti di un De Andrè modernizzato, cugini di primo grado degli anglofoni Pulp, compagni di banco di Bacharach e Gainsbourg: questi sono i Baustelle, una delle band da pole position della musica indipendente italiana. Con il loro “L’amore e la violenza vol.2”, ottavo lavoro di una carriera quasi ventennale, i tre di Montepulciano si presentano il 16 aprile sul palco dell’Obihall per una serata dove gli amanti di testi profondi e melodie pop non rimarranno sicuramente delusi.


SUONI di GIANLUCA DANTI

L’arrivo della primavera segna il punto di rottura con l’anno musicale che ci siamo appena lasciati alle spalle, anticipata da un primo trimestre 2018 già ricco di grande musica (U.S. Girls, Shame, The Soft Moon, Son Lux, Anna Von Hausswolff) ma non ancora imbottigliato nel traffico delle nuove attesissime uscite discografiche. Suoni e i suoi curatori vi salutano e passano il testimone ad una nuova penna, perché, come nella musica, è giusto dar spazio a nuove forme, nuovi gusti e nuovi stili. Abbiamo deciso di salutarvi consigliando i migliori album di prossima uscita, ascoltati e selezionati accuratamente voi, cari affezionati musicofili.

10

ALBUM INTERNAZIONALI DA NON PERDERE

Unknown Mortal Orchestra Sex & Food data di uscita 6 aprile via Jagjaguwar

A Place to Bury Strangers Pinned data di uscita 13 aprile via Dead Oceans

Goat Girl Goat Girl

Wooden Ships V.

data di uscita 6 aprile via Rough Trade

data di uscita 25 maggio via Thrill Jockey

Grouper Grid of Points

Beach House - 7

data di uscita 27 aprile via Kranky

data di uscita 11 maggio via Sub Pop

Courtney Barnett Tell Me How You Really Feel

Chvrches Love is Dead

King Tuff The Other

data di uscita 25 maggio via Glassnote

data di uscita 11 maggio via Sub Pop

data di uscita 18 maggio via Mom+Pop

oOoOO & Islamiq Grrrls Féminine Mystique data di uscita 18 maggio via Nihjgt Feelings

CASA JAZZ

La musica del mondo di GIULIA FOCARDI

S

e marzo ci ha lasciato con un pieno di jazz quasi da record, aprile non è da meno. Ma nel vasto e variegato programma che ci aspetta, tra Firenze, provincia ed incursioni tra Pisa e territorio senese, abbiamo però deciso di focalizzarci su quattro appuntamenti in particolare. Iniziamo con il quartetto italiano di Scott Hamilton, sul palco del teatro Margherita di Marcialla il 7 aprile; italiano per metà, grazie alla presenza di Paolo Birro al pianoforte e Aldo Zunino al contrabbasso, questa band del sassofonista statunitense (c’è anche Alfred Kramer alla batteria) esalta al meglio il suo repertorio d’elezione e che lo avvicina alle grandi ballad e, soprattutto, al blues. Cambiamo ritmi ed emisferi il 12 aprile con il Bossarenova Trio di Paula Morelenbaum (voce), Ralf Schmid (piano ed elettronica) e Marcio Tubino (sax e percussioni), insieme al Conservatorio Cherubini di Firenze. Un trio di straordinario livello che fa della contaminazione il proprio terreno fertile, capace di coniugare la classica europea con il repertorio popolare brasiliano, tra Jobim e Vinícius de Moraes, e con jazz ed elettronica. Il 15 aprile ci spostiamo a Pisa per il minifestival dell’etichetta Fonterossa, la casa discografica indipendente creata e diretta dalla contrabbassista Silvia Bolognesi. Una giornata dedicata ai suoni d’avan25

guardia e all’improvvisazione con uno speciale focus sul repertorio di Anthony Braxton, caratterizzata da cinque concerti che vedranno impegnati numerosi artisti, tra giovani talenti e musicisti affermati come Giancarlo Schiaffini, Cristiano Calcagnile, Emanuele Parrini, Tiziano Tononi, Rossano Emili, la stessa Bolognesi e molti altri. Finiamo il nostro piccolo e ideale tour al Politeama di Poggibonsi, con James Senese “Napoli Centrale” il 18 aprile. La band nasce nel 1975 ed è una vera leggenda della musica “nera” italiana, con James Senese alla voce e sax, Ernesto Vitolo alle tastiere, Gigi De Rienzo al basso e Agostino Mandragolo alla batteria (la formazione attuale che ha inciso “Nero a metà” di Pino Daniele). Funk, jazz e fusion per un concerto quasi mistico.


PA R O L E di GABRIELE AMETRANO

Mosche d’inverno di Eugenio Baroncelli edito da Sellerio pag. 264 - euro 13

Non chiedetemi come questo libro sia finito nelle mie mani: non lo ricordo. Forse era in sconto su qualche scaffale o forse era stato lasciato da qualche parte. Fatto è che a volte i libri si appoggiano sul mio comodino ed io la notte li leggo. Essere un lettore non comporta necessariamente conoscere ogni autore. È la curiosità a farceli scoprire, ed io Eugenio Baroncelli non ho mai saputo chi fosse fino al suo incontro notturno. Premiato al Premio Mondello, finalista al Premio Chiara, era un insegnante dedito al mondo della cinematografia, prima di approdare alla narrativa. Non è morto bensì vivo e vegeto, ma alla morte ha dedicato questo suo lavoro, “Mosche d’inverno” (Sellerio). Devo dire che leggere uno scrittore “dedito alla morte” non mi ha sorpreso ma quello a cui si è dedicato Baroncelli ha dello straordinario. In questa sua raccolta ha descritto l’ultimo momento di 271 personaggi. Come è scomparso Charles Baudelaire? E Cortázar come se n’è andato? E Honoré de Balzac? Ci soffermiamo tanto sulla vita di questi numi della nostra cultura che a volte

“Non c’è niente di più impenetrabile di una coppia. Non riesci a capirla una coppia, neanche quando ne fai parte”. Se esiste la verità, questa ne è la sua espressione. “Felici i felici” è un piccolo grande capolavoro, di traduzione, di lingua, di immaginazione ed anche di frammenti di verità inconfutabili. Yasmina Reza possiede l’arma della scrittura, crudele e pungente, che mette a disposizione della sua osservazione dell’animo umano, complesso, ma anche poroso e fragile. Questo libro ha pagine corali, con personaggi la cui esistenza e

dimentichiamo il loro essere umani e, come tali, il loro chiudere le porte alla vita. In poche righe questo genio di Baroncelli riesce a descrivere l’esistenza, le passioni ed i sospiri di queste menti eccellenti, dando poi senso anche al loro ultimo respiro. Alcuni ci hanno lasciato nella più completa solitudine, altri semplicemente accovacciati a terra magari dopo una sbronza colossale in cui anche il cuore ha perso i sensi. Tra questi c’è chi ha deciso di chiudere gli occhi per scelta ed altri cercando di tenerli aperti fino a che la stanchezza non si è fatta eccessiva. Il mio oramai amico Baroncelli ha lavorato incessantemente a questo libretto, per sapienza, per cultura, ma anche per immaginazione, dando ai nostri personaggi una posa dell’ultimo istante. Senza menzogna, in queste pagine ritrovo un poco d’invidia personale perché quando il giorno sarà, anche a me piacerebbe essere ritratto nell’ultimo momento per un semplice motivo: “si muore solo di morte, ma alla morte, perché qualcuno la riconosca, bisogna dare un nome” o il suo racconto.

rapporti s’intersecano l’uno all’altro, senza rotture. La sola frattura che esiste sarà quella che avverrà in chi legge, perché perderà la stabilità che credeva trovata, l’unione che pensava indissolubile. Se siete persone con il cuor leggero tuffatevi in questa pubblicazione altrimenti statene lontano, non vi lascerà indenni. Felici i felici di Yasmina Reza edito da Adelphi pag. 168 - euro 11

Con Senso

Di Verso

PASQUA

Sento le piante crescere, sento la terra girare. Tutto mi sembra forte e chiaro, tutto deve ancora succedere.

di GIULIA ALFANI

a cura di ROBERTO DEL FOSCO

“Quest'anno la Pasqua cade presto!”. E chi l'ha deciso? L'hanno deciso i calcoli post-plenilunio. Più precisamente, è Pasqua la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera. Così venne stabilito al Concilio di Nicea del 325, al quale parteciparono tutti i vescovi di tutte le religioni con presenza cristiana. Pasqua festa di origine cristiana, dunque? No, ebraica: la parola Pasqua deriva dall'ebraico pesàch, che a sua volte proviene dall'aramaico pascha. Il significato è “passaggio”, “passare oltre”: la Pasqua ebraica è la festa solenne in cui si ricorda il “passaggio” dell'angelo sterminatore sull'Egitto. Questi fece strage di Egiziani ma risparmiò gli Ebrei, dando il via libera all'uscita dalla terra dei Faraoni attraverso il Mar Rosso, un altro “passaggio” (asciutto, pure). Nella tradizione Cristiana la Pasqua è invece la festa annuale della resurrezione di Gesù Cristo, il passaggio dalla vita terrena a quella dei cieli. Dalla parola aramaica ed ebrea si ottiene il latino pàscha. Nei paesi con una forte influenza del culto Cristiano la parola è rimasta pressoché immutata: in francese Pâques, in spagnolo Pascua, in russo Paskhal'nyy ( ). Un discorso a parte è da farsi sull'inglese Easter, secondo alcuni derivante dal proto-germanico *austrōn, “alba”. 26

(tratto dalla poesia di Umberto Fiori “Per strada”, in “Chiarimenti”, 1995)

Umberto Fiori (1949) è un intellettuale italiano; figlio di comandante partigiano, si laurea a Milano in filosofia e negli anni della contestazione si impegna musicalmente con gruppi d’artisti i cui brani saranno adottati come espressione del dissenso generazionale dell’epoca. Maturato poeta negli anni ‘80, si dedica al teatro e all’insegnamento universitario.


L ' O T T A VA D I P I L A D E

Il fegatello della Valdegola di PILADE CANTINI

Si prendano pezzetti di maiale grossi come il cazzotto d’un bambino, e il lardo dello splendido animale bianco come la neve del mattino, la salvia, l’aglio, il pepe, il giusto sale e si proceda dopo pian pianino; per completare, infine, la pietanza rametti di finocchio in abbondanza. Di già il profumo coprirà la stanza appena il fuoco scalderà il tegame, sciogliendo il lardo come in una danza che annuncia l’uccisione della fame; sarà fondamentale, di sostanza, la scelta della carne, nello sciame dei tanti tipi che la bestia dona quand’è sgozzata, ferma, morta e prona. Bisogna cucinar la carne buona: il fegato è la parte più squisita. L’arista no, vien dura, quasi suona; la parte del filetto è garantita. Ma i fegatelli, nella nostra zona, si basan sempre sulla scamerita. E per gustarli come si conviene uno alla volta ma scaldati bene.


brunch DIMMI CHE

FAI E TI DIRÒ CHI SEI

S

e c’è una cosa che accomuna gli amanti del brunch è il compromesso. Dolce o salato? Tardi o presto? Il brunch è la consolazione per ogni indeciso cronico, la scappatoia del fine settimana, la via di mezzo per chi non riesce ad alzarsi presto per la colazione ma che ha comunque troppa fame per aspettare l’ora di pranzo. Scopriamo insieme quattro nuovi indirizzi. Detox con stile. All’ombra delle palme di una una coloratissima giungla tropicale, dall’incontro dell’italiano Maurizio Cardinali, da oltre 10 anni nel settore della gastronomia, e Tamara Atanasyan, armena cresciuta in Germania proveniente dall’ambiente fashion luxury, nasce Floret (via Roma, 19/21/r). Sulla terrazza di Luisaviaroma, a metà tra un giardino segreto, un caffè modaiolo e un’oasi urbana healthy-oriented,

di VALENTINA MESSINA

Floret propone piatti energetici a base di acai, budini di chia, uova in camicia su avocado, oltre a produrre giornalmente succhi spremuti a freddo con amore e frutta e verdura di stagione. Full English Breakfast. Con un servizio che vi coccolerà dall’ora di pranzo fino a quella del tè, per chi avesse voglia di un brunch dallo stampo inglese c’è Momio (via Pisana, 9c) locale che nasce dall’unione di Marco e Nadia e dall’amore per la ristorazione in tutte le sue sfaccettature. Non solo nel weekend, ma anche durante la settimana troverete omelette, uova alla benedict, muffin fatti da loro accompagnati da una selezione di caffè (espresso e in filtro) e tè artigianali aromatizzati e profumatissimi. Pà pà l’Amerigano. Tutto ciò che ti aspetteresti da un diner statunitense, ma situato nel cuore di Firenze, paradiso per gli espatriati, ma anche un luogo

chi abita nei dintorni, da Rooster Cafè (via Sant'Egidio 37r) si può soddisfare qualsiasi tipo di voglia: che sia di bagel ripieni, pile di soffici pancake banana e cannella, di una torta alle carote o di un’insalata, loro l’avranno. E per le richieste veg, veggie e gluten-free, basta chiedere. All’italiana. “Perché non concedersi una pausa vecchio stile?” Si son chiesti i sei soci che stanno dietro la Manifattura Tabacchi (piazza di S. Pancrazio, 1) il locale che occupa un ex magazzino, di fronte al Museo Marino Marini. Assimilabile al pranzo domenicale abbondante della nonna, quando ci si ritrova dai parenti e si mangiano cibi genuini, rimarrete colpiti dalle rivisitazioni in chiave moderna della tradizione dello chef Michael Pellegrini, accompagnati dai “miscugli ardimentosi” e beverini del barman Fabiano Fabiani, il tutto catapultati in un’atmosfera anni ’40-‘50.

25 aprile in concerto

PACE & LOVE sognando un mondo migliore

mercoledì 25 aprile 2018 ore 21.00 Orchestra della Toscana direttore Fabrizio Ventura con Gabriele Lavia e Vinicio Marchioni parole di Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Robert Kennedy, Martin Luther King musiche di Gian Francesco Malipero e Ludwig van Beethoven

ingresso libero con invito fino ad esaurimento posti Inviti disponibili da lunedì 9 aprile presso la biglietteria del teatro e on line sul sito dell’ORT

www.orchestradellatoscana.it

in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana


PA L AT I F I N I di MARTA STAULO

Maiale con le vongole No, non è un pesce d’aprile. Sì, questa ricetta esiste per davvero ed è originaria dell’Alentejo, regione del Portogallo meridionale, dove tutto è dipinto di blu e le piastrelle di azulejos ti parlano da ogni dove. In Portogallo, come in tutte le cucine povere del mondo, in epoche in cui le masse non avevano ancora scoperto il reddito di cittadinanza, si è messo insieme quello che terra e mare offrivano, senza tabù culturali, né estetici, né di religione. Maiale e vongole sono spesso appellativi che usiamo per sottolineare la poca bellezza e qualsiasi ebreo osservante, che segue una dieta kosher, non mangerebbe nessuno di questi due ingredienti singolarmente, figuriamoci in un unico piatto. Ad oggi giorno l’arte culinaria mantiene - per fortuna o meno - ideologie (quelli che “Ah ma allora nun la chiama’ Carbonara!”) di cui ci siamo liberati o che forse abbiamo perso nella moda, nell’arte e non ultimo nella politica, dove “carne e pesce” si ritrovano, dove il brutto e la cacofonia stanno dettando le leggi di una nuova estetica sventolando le bandiere di un liberismo agguerrito. Chi ha recentemente visto il film “Il Filo Nascosto” (Paul Thomas Anderson, 2017), sa bene che anche solo sostituire il burro all’olio può causare crisi sentimentali irreparabili, pertanto cimentatevi in questa ricetta solo dopo aver ben ponderato l’impavidità dei palati dei vostri commensali. E poi però, se fanno storie, fatevi spiegare qual è la griglia comportamentale per la quale Casini può farsi fotografare sotto il ritratto di Gramsci e voi non potreste cucinare il maiale con le vongole.

GOLE PROFONDE di TOMMASO CIUFFOLETTI

Inno alla Gioia “Ciuffo, per aprile propongo la ricetta: maiale e vongole”. Quando Marta Staulo ti dice così, l'unica cosa che puoi fare è fingere di sapere già cosa abbinarci, ma io non ho mai mangiato maiale e vongole e non ho mai fatto uno di quei corsi di sommelier dove ti insegnano ad abbinare l'abbacchio di unicorno in salsa tonnata con una Passerina di Offida del 2001, ma solo se del versante occidentale. Così provo a immaginare di cosa possa sapere la vongola col maiale e tutte le volte finisco su scenari a sfondo drammaticamente sessuale, in un misto di Bigas Luna e qualche film sconcio con Lino Banfi e Edvige Fenech. Mi scuoto, ma davanti agli occhi continua a passarmi la cena aziendale di Colpo Grosso, con Umberto Smaila vestito da chef che cucina vongole e maiale per tutti. Tanta voluttà mi perplime, ma di fronte alla provocazione del maiale con le vongole non mi resta che giocare la carta Alberto Sordi e rilanciare con fare sbruffone: Riesling della Mosella, in un abbinamento che vira decisamente verso il porno tedesco anni Settanta. Perché la prima volta che nella vita ti capita di assaggiare uno di quei Riesling lì (ma che sia serio, diciamo uno Spätlese che abbia almeno una decina d'anni), ne ricevi una scossa ormonale che ti precipita immediatamente nei luoghi della pubertà. Ti trovi di fronte ad un'epifania percettiva e scopri che il tuo cervello è in grado di percepire una gamma di sapori e sensazioni che non credevi potesse esistere. Varchi la tua linea d'ombra e ti ritrovi uomo, pronto ad affrontare senza più alcun timore anche il maiale con le vongole. Che sarebbe un piatto portoghese della regione dell'Alentejo, mentre la Mosella, dove si fanno tra i Riesling più incredibili, si trova in Germania, ma il sogno di un'Europa unita, nonostante i rimontanti nazionalismi, non può che passare attraverso l'amore. E dunque procuratevi maiale, vongole e un Koehler-Ruprecht del 2007. E intonate l'Inno alla Gioia. 29


OROSCOPO di VIRGINIO illustrazioni di MELANIA BRANCA

Vivrai un periodo intenso, la tua sensibilità verrà messa alla prova e se qualcuno ti ferirà sarà difficile dimenticarlo, ma potrai comunque contare sul sostegno dei tuoi cari. Tuttavia cerca di riflettere di più sui tuoi errori, che sono la vera causa del tuo dolore, e meno sugli errori degli altri.

La frenesia che ha caratterizzato questo ultimo periodo si esaurirà. È il momento giusto per rilassarti, pianificare una vacanza o dedicarti alle tue passioni. Tutti gli sforzi fatti finora sono serviti a questo dopotutto, quindi non farti troppi problemi e goditela.

Grazie alla tua concentrazione riuscirai ad ottenere ottimi risultati con il minimo sforzo e, anche se sei ambizioso per natura, non ti farà male rilassarti un po’. Quindi, cerca di dedicare il tuo tempo libero a qualcosa che ti piace e che ti stimola.

La primavera porterà una grande ventata di passione, romanticismo ed armonia, sia per chi vive una relazione da lungo tempo sia per chi ha ancora tanta voglia di divertirsi. Sforzati anche di migliorare la tua condizione fisica: ti sei trascurato un po’ troppo ultimamente.

La tua innata abilità nel prendere decisioni si dimostrerà ricca di immaginazione. Riuscirai anche a superare questo momento di crisi nelle relazioni, anzi, se finora avevi dei dubbi, ora è il momento giusto per buttarsi e venire allo scoperto.

E niente, neanche questo mese porterà grandi gioie. Poche soddisfazioni con il lavoro, molte incomprensioni con il sesso opposto, insomma un periodo non proprio brillante. Fossi in te mi dedicherei a qualche attività fisica o a sviluppare la tua personalità, potresti goderne in futuro.

La brezza primaverile ti farà sentire attratto da tutto ciò che è nuovo, ti divertirai ad esplorare e fare molte esperienze e nuove amicizie. È il momento giusto per cominciare ad uscire e scovare dove si trova la tua dolce metà. Nel lavoro godrai di molta tranquillità.

Determinazione e sicurezza non ti mancheranno, e questo ti sarà d’aiuto sia nelle relazioni sentimentali che in quelle professionali. Potrebbe anche essere il momento giusto per cimentarsi in qualche sport, visto mai tu riesca a smaltire qualche chilo di troppo?

Hai bisogno di sfruttare al massimo questo periodo cercando di organizzare il tuo tempo per trovare spazio sia per lavorare che per divertirti. Solo così la tua vita sarà armoniosa e solo questo, ora, può renderti davvero felice. Non dimenticare la tua famiglia, però: vai a trovarla.

Niente riuscirà ad abbatterti, la tua felicità riuscirà a sminuire qualsiasi affronto subìto, anche dovesse venire da chi non ti aspetti. Sarà perché tutti gli altri saranno al tuo fianco e sapranno sostenerti. Ad ogni modo, continua a valutare attentamente le decisioni importanti per la tua vita.

Hai voglia di emergere, dimostrare quale siano le tue competenze e ricevere le giuste riconoscenze. Ma, credimi, ora non è il momento migliore per questo, anche se la non è la motivazione a mancarti. Concentrati più su di te e su come sviluppare ed affermare il tuo modo di essere.

Hai ancora molta energia da spendere, nonostante il periodo appena passato abbia richiesto molto impegno. Meglio così: potrai approfittarne per esplorare nuovi metodi di crescita personale, ampliare le tue conoscenze o cercare di migliorare le tue condizioni fisiche.

30


7 GIUGNO 2018

e z n e r i F ASCOLTA

.

CONDIVIDI . ISPIRA

ART FOOD DRINKS MUSIC TALKS WORKSHOPS THE STUDENT HOTEL FLORENCE LAVAGNINI BEDTALKS.IT #BEDTALKS #WORLDPEACEVIAABED

Profile for Lungarno Firenze

Lungarno n. 61  

mensile gratuito di arte e cultura a Firenze

Lungarno n. 61  

mensile gratuito di arte e cultura a Firenze

Profile for lungarno
Advertisement