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Maggio 2018

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Noi del 68

SOMMARIO 5

Editoriale / La serenata

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Noi del '68

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La bellezza salverà il mondo

10 Quattro cuori e una valigia The Student Hotel

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La bellezza salverà il mondo

13 Widora 14 Ciak sul lavoro 15 In sala / Sipario 16 L’agenda di maggio 18 Maggio da non perdere

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The Student Hotel

19 Arte e Moda / Musica 20 Firenze Città Cultura Fuori dal Centro 21 Luoghi dimenticati 22 Esseri urbani / Palestra robur 23 il Questionario con Roberto Marchionni 25 Frastuoni Dialoghi ai confini della libertà 26 Parole Di Verso / Con Senso

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27 L'ottava di Pilade

Widora

28 Palati fini Gole profonde 29 Oroscopo


EDITORIALE di GABRIELE AMETRANO

S

ono mesi che m’interrogo su cosa significhi dirigere una rivista, un progetto o, visto che ci siamo, una nazione. Per farlo occorre essere responsabili, è necessario guardare tutti i soggetti che compongono il percorso e trovarne le potenzialità, collaborare nelle idee e svilupparle nel modo più idoneo. Dirigere è mettersi in gioco giorno dopo giorno e comprendere quale sia la strada più efficace. E dare una linea a volte non è facile: il timone è duro da mantenere, costantemente sollecitato nel bene e nel male. Si può sbagliare ma anche esserne orgogliosi quando ciò che si è costruito va ben oltre le aspettative. Ogni mese scrivendo questo editoriale penso ai lettori, cercando di comprendere se queste parole possano dare un sostegno alla lettura delle pagine che seguiranno. Perché se un poco mi sono avvicinato al suo significato, colei o colui che è incaricato di questo ruolo direttivo deve indirizzare verso il cuore delle parole, esaltarne l’essenza e portare alla luce ciò che può sembrare solo un contenitore. L’editoriale ha questa sua importanza: è il primo sguardo che si dona al progetto. Maggio per noi è storia e novità, il periodo dell’anno in cui si osserva fiorire i glicini, in cui si attende il mare e si assapora la dolce freschezza della sera. Dal mezzo secolo che ci separa dalle barricate del ‘68 agli esordi di una programmazione culturale fiorentina che rinnova il suo intento di coinvolgere le zone fuori dal centro. Questo è il periodo dell’anno delle speranze. Una sola certezza esiste a parer mio: che ci dirigiamo finalmente tutti verso il primo giorno d’estate.

LA SERENATA di MATILDE SERENI

N

on pensate anche voi sia bizzarro, nel 2018, non avere un modo rapido e intuitivo per le lettere maiuscole accentate nella tastiera? Persino con un mac diventa difficile, il che è tutto dire. Ad esempio la À si ottiene con la sequenza alt + shift + c (in alternativa: alt + 9 + A). Il risultato è un tripudio di apostrofi che senza colpe invadono insegne, comunicati, lettere, post e qualsiasi altra comunicazione scritta come se fosse perfettamente normale o peggio ancora, corretto. Tanta gente ignora come si fanno e in pochi si pongono il problema, i più bravi (detti nazi-grammar) si sforzano di ricordarlo con post-it, spulciando su google o sperando di dover scrivere un’iniziale di frase così il correttore automatico ci pensa da solo, ma sono eroi solitari, mosche bianche, fari nell’oceano. Eppure basta così poco. La differenza tra fare una cosa e farla bene spesso è impercettibile. Da maggio - e per i mesi a seguire - Firenze verrà invasa da uno tsunami di cultura (che di acqua ne abbiamo avuta abbastanza), pronto ad essere cavalcato dalle tante realtà locali, tutte con l’ottima e lodevole intenzione di dare qualcosa. Per farlo è indispensabile che tutti gli attori di questo grande spettacolo abbiano gli stessi obiettivi; che questi obiettivi siano condivisi e che gli strumenti per raggiungerli siano semplici e accessibili. Perché? PERCHÉ SÌ. Buona lettura

In copertina Pagine sul fiume di Paolo Contaldo Firenze tra fiume, pagine e storia. Scorrono, in quiete. Paolo Contaldo è grafico, fotografo e illustratore. Salentino, scopre e si innamora di Firenze per caso nel lontano 1994. Abbandona la facoltà di Economia e il suo futuro di numeri per cercare le sue immagini. Oggi è ancora felice di quella fuga.

Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 62 - Anno VII - Maggio 2018 - Rivista Mensile Proprietario: Associazione Culturale Lungarno Editore: B  unker srl • Firenze Iscrizione al Roc 23957 Direttore Responsabile: Gabriele Ametrano Stampa: Tipografia Baroni e Gori srl • Prato Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dell'editore e degli autori. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. PER INFO E PUBBLICITÀ tel. 055 6585939 e-mail: lungarnofirenze@edizionibunker.it

I contenuti di questo numero sono a cura dell'Associazione Culturale Lungarno. Per la loro realizzazione hanno collaborato: Matilde Sereni, Tommaso Ciuffoletti, Jacopo Aiazzi, Giulio Garosi, Valentina Messina, Alba Parrini, Giacomo Alberto Vieri, Giulia Focardi, Raffaella Galamini, Tommaso Chimenti, Riccardo Morandi, Cristina Romeo, Leonardo Cianfanelli, Selene Mattei, Caterina Liverani, Gabriele Ametrano, Francesca Corpaci, Marta Staulo, Alessandra Pistillo, Riccardo Ventrella, Gabriele Giustini, Giulia Alfani, Roberto Del Fosco, Pilade Cantini, Erika Gherardotti, Rocco Gurrieri, Paolo Contaldo, Virginio. Coordinamento: Riccardo Morandi Editor: Arianna Giullori L'Associazione Culturale Lungarno ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze per il contributo a sostegno delle attività culturali svolte.


8 6 ’ l e d i No di JACOPO AIAZZI

E

sattamente cinquant’anni fa tutta Firenze era in fermento. Il movimento che prese il nome di “Maggio francese” stava iniziando ad ispirare l’Europa, mentre a Firenze l’uragano del Sessantotto aveva fatto precocemente i primi passi già qualche mese prima nelle università e per le strade. La città era attraversata dalle prime manifestazioni e occupazioni studentesche, che portarono alle dimissioni del rettore dell’università Giacomo Devoto, in contrasto con i duri metodi repressivi del prefetto.

Per Roberto, che il 17 maggio del 1968 compiva 20 anni ed era uno studente lavoratore di lettere e filosofia in piazza Brunelleschi, è stata «una rivoluzione di pensiero, un cambiamento mondiale a cui dovevamo partecipare. “Vogliamo tutto e subito” era il nostro slogan e chiedevamo una completa libertà d’amore e sessuale, un cambiamento della struttura universitaria e di metodologia d’insegnamento oltre alla conclusione della guerra in Vietnam. Dal ’68 al ’73 in città c’erano manifestazioni, cortei o almeno un dibattito all’università quasi tutti i giorni. Le manganellate non mancavano, ma noi

rispondevamo con canne di bambù e lanci di sassi. C’era l’incoscienza dei vent’anni. In quell’epoca abitavo all’Isolotto ed avendo sempre vissuto un certo distacco dalla chiesa, le manifestazioni più sentite erano quelle a sostegno di Don Enzo Mazzi, il prete lavoratore allontanato dalla sua parrocchia perché troppo progressista e contrario alla chiesa tradizionale. Le sue messe richiamavano tantissime persone e non si svolgevano nella chiesa dell’Isolotto, ma nella vicina piazza. Durante una manifestazione contro il suo allontanamento, insieme ad alcuni amici finii per una notte in questura per aver occupato la chiesa. Questo però non mi fermò dal partecipare alle tante altre manifestazioni in città». Ad allontanare Roberto dalle piazze però intervenne il suo abbandono degli studi e l’arrivo della cartolina di leva militare. «Nel ’69 partii come militare nella VAM (Vigilanza Aeronautica Militare, ndr) presso l’aeroporto di Viterbo. Poco dopo, arrivato a destinazione, mi chiamò il comandante per informarmi che nel mio curriculum risultavano cinque pallini. Con quattro eri segnato come comunista, cinque per gli anarchici. Risposi al comandante che se me ne avessero dati sei avrei potuto far parte dei Medici, battuta che mi costò alcuni giorni di carcere militare. I primi di una lunga serie. Mi avevano segnato come anarchico non perché lo fossi davvero, ma solo perché avevo partecipato alle manifestazioni a Firenze e mio padre,

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durante il fascismo, era stato combattente partigiano. Le altre volte che mi punirono recludendomi in caserma fu soltanto a titolo preventivo: successe per le vicende che riguardarono Pinelli e Valpreda e per la visita del presidente americano Nixon a Roma», ricorda divertito Roberto.

Gianpiero, invece, nel ’68 aveva 37 anni e insegnava mineralogia agli studenti di chimica come assistente universitario presso la facoltà di matematica di Firenze. «Mentre in tutte le altre facoltà gli studenti erano dediti a scioperi, manifestazioni e proteste, gli studenti di chimica, tranne qualche piccola contestazione durante le lezioni, non parteciparono molto al movimento. Mia moglie Virginia, invece, insegnava inglese alle superiori tra Firenze ed Empoli e alcuni giorni si ritrovava le classi quasi deserte per via delle manifestazioni. Con mia moglie partecipammo insieme ad amici e colleghi ad alcuni cortei, seguivamo tutti i comizi in città di Togliatti prima e di Berlinguer poi, ma chi si fece davvero travolgere dal Sessantotto fu mia cognata Beatrice. In quegli anni lasciò il marito e si trasferì in Sicilia, dove si fidanzò con un giovane appassionato contestatore e, dopo poco


(foto pagina accanto) Fonte: Rassegna Sindacale (foto a sinistra) Fonte: Istituto Gramsci Toscano

tempo, rimase incinta. Quando tornò a Firenze per consultarsi con la famiglia se continuare la gravidanza o abortire (all’epoca era ancora una pratica clandestina che costituiva reato, essendo la Legge 194 del 22 maggio 1978, ndr) il vento del Sessantotto stava già passando e Beatrice decise infine di tenere il bambino, tornò a vivere a Firenze da sola e ritrovò una sua stabilità. Il Sessantotto per me è stata un’esperienza

positiva perché ne siamo usciti tutti un po’ più consapevoli dei nostri diritti e i sindacati più rafforzati», conclude Gianpiero. E anche chi non ha potuto vivere il momento direttamente conserva un ricordo di quel tempo: «Nel ’68 ero troppo piccolo per capire bene cosa stesse succedendo, ma ricordo le continue conversazioni di mio padre con suo cugino,

che era stato prigioniero ad Aushwitz», racconta Andrea che nel ’68 era soltanto un bambino di nove anni. «Si trovavano in disaccordo con le proteste studentesche perché pensavano fosse sbagliato lamentarsi di una società per la quale loro avevano combattuto e sofferto. Dicevano che per cambiare certe cose serviva più fermezza. Il loro passato però era stato più duro di quello degli studenti che manifestavano».

I luoghi di Firenze di RAFFAELLA GALAMINI

I luoghi simbolo del ‘68 a Firenze sono finiti on line, sul sito www.edueda.net/68.

Parigi: dove il ‘68 ebbe inizio di ALBA PARRINI

Si parla tanto del ‘68 ma pochissimi sanno che in realtà il movimento di contestazione ebbe un luogo e una data precisa di inizio: “maggio francese”, così infatti fu chiamato. A maggio gli studenti parigini scesero in piazza per dare inizio a una rivoluzione sociale e culturalmente impegnata. Ma da dove iniziò tutto? Il fatto che scatenò questa seconda “rivoluzione francese” fu nella banlieue di Nanterre, nella zona sud ovest della capitale. A Nanterre si trova la sede principale del L’Université Paris X. Proprio qui si svolse infatti l’evento scatenante del movimento del ‘68: la polizia francese fece irruzione nel campus, arrestando con forza uno studente, accusato di aver causato un attentato contro l’American Express durante le manifestazioni pacifiste contro la guerra in Vietnam. Da questo abuso, privo di fondamento, gli studenti dettero poi l’assalto al Rettorato centrale dell’Università di Parigi, in particolare alla Sala del Consiglio. Tuttavia il governo, che voleva farla finita con l’agitazione, decise di portare a segno un gran tiro facendo occupare il Quartiere latino e circondare la Sorbona dalle forze di polizia, che penetrarono violentemente in quest'ultima, cosa che non accadeva da secoli. Da questo secondo atto violento scaturirono ulteriori manifestazioni che culminarono, il 7 maggio, verso gli Champs Elysées e verso l’Arco di Trionfo. Da questa postazione simbolica, dove riecheggiò per giorni il coro dell’Internazionale, il movimento si espanse rapidamente nelle università e nelle fabbriche di tutta la nazione.

Il materiale in rete, vera e propria testimonianza storica e civile di quegli avvenimenti e dei luoghi “abitati” dal Movimento, è stato raccolto da un gruppo di studenti stagisti dell'Accademia di Belle Arti coordinati dai professori Adriana Dadà e Tommaso Tozzi. A Firenze tutto cominciò il 30 gennaio 1968 quando, alla fine di una manifestazione di protesta, gli studenti organizzarono un sitin in piazza San Marco. Mentre una delegazione veniva ricevuta in Rettorato, i giovani rimasti fuori furono caricati dalle forze dell'ordine con contusi e feriti anche gravi. Il giorno dopo tutte le facoltà furono occupate e il rettore, l'italianista Giacomo Devoto, si dimise. A distanza di mezzo secolo c’è chi non dimentica quei giorni e ha scelto di dare nuovamente voce ai protagonisti della protesta. Il materiale in rete è solo un punto d’inizio, a cui tutti possono collaborare per arricchire la raccolta. Ventotto i luoghi fiorentini individuati come simbolo di questo periodo: l’Accademia di Belle Arti, le facoltà simbolo del magistero, lettere e architettura. Anche la mensa di Sant'Apollonia, il centro sfrattati Sant'Orsola, i tre licei Dante, Galileo e Machiavelli e gli istituti tecnici Galilei e Leonardo Da Vinci furono luoghi del movimento a Firenze. Foto dal sito www.edueda.net/68

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FIRENZE - 23 MAGGIO

CREATIVE DAYS

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LA BELLEZZA SALVERÀ IL MONDO di ALESSANDRA PISTILLO

Q

uando lo storico fondatore della Galleria Tornabuoni e collezionista di fama internazionale decide di condividere con Firenze la sua collezione privata di arte moderna e contemporanea, succede che in pratica nasce un nuovo museo in città. Nuovo e imperdibile. La collezione Roberto Casamonti è un’antologia pressoché completa dell’arte del Novecento, a disposizione dei visitatori - gratuitamente e su prenotazione - a Palazzo Salimbeni, dal 25 marzo 2018 al 10 marzo 2019. Le opere presenti sono davvero tante, e tutte dal calibro altissimo: ci sono capolavori di Boldini, Balla, Viani, Sironi, Severini, Marini, Morandi, de Chirico; Savinio, Prampolini, Casorati, Magnelli, Licini; e ancora Picasso, Leger, Soutine, Klee, Chagall, Ernst, Kandinsky, Hartung, Fautrier, Matta; ma anche Lam, Dorazio, Accardi, Afro, Vedova, Capogrossi, Burri, Klein, Fon-

La collezione Roberto Casamonti tana, Castellani. Una vera delizia per gli appassionati e non solo. L’Associazione Culturale costituita per gestire e animare questo nuovo spazio, ha deciso per l’ingresso gratuito proprio “per fare in modo che i valori di cui l’arte è portatrice possano essere condizioni non esclusive, ma pubblicamente condivise”. Il critico Bruno Corà l’ha già definita come una delle maggiori raccolte d'arte moderna e contemporanea aperte al pubblico esistenti in Italia: i dipinti e le sculture esposte sono il frutto di 40 anni di ricerche e rappresentano l’evoluzione storico-artistica che attraversa per intero il XX secolo. La collezione si articola in due grandi nuclei: il primo, composto da circa un centinaio di opere, presenta artisti agli esordi del Novecento fino ai primi anni Sessanta; il secondo, dal 1960 a oggi. Un percorso che attraversa 5 magnifiche sale dai soffitti alti 6 metri, al piano nobile del maestoso palazzo rinascimentale progettato da Baccio d’Agnolo. Un dialogo tra epoche, che affonda le radici della bellezza moderna nella magnificenza classica. L’Associazione per l’Arte e la Cultura, denominata “Collezione Roberto Casamonti” si pone l’obiettivo di organizzare mostre ed eventi multidisciplinari, per valorizzare il

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dialogo tra le arti e animare il dibattito culturale che interessa l’arte moderna e contemporanea. “La nascita dell’Associazione - evidenzia Roberto Casamonti - sancisce il punto di arrivo di una lunga storia che attraversa e caratterizza la mia famiglia, e che si racconta oggi per mezzo del linguaggio vivo dell’arte. Sono fortemente convinto del potenziale educativo dell’arte, in grado di strutturare il pensiero, l’animo e la consistenza del nostro vivere” . Che “la bellezza salverà il mondo” ne era convinto già Dostoevskij, e come lui anche Roberto Casamonti. Per la fortuna di Firenze, che apprezza e ringrazia. Informazioni e prenotazioni: www.collezionecas amonti.com |tel. 055.602030 prenotazioni@collezionerobertocasamonti.com | info@collezionerobertocasamonti.com Orari di apertura pubblico: mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica dalle ore 11.30 alle ore 19.00. Firenze, Palazzo Bartolini Salimbeni Piazza Santa Trinita
 25 marzo 2018 - 10 marzo 2019


Quattro cuori e una valigia di VALENTINA MESSINA

C'

era una volta una famiglia che decise di partire, destinazione: mondo. Ora sono in viaggio da più di 200 giorni. Li ho seguiti virtualmente tra i colori della Malesia, sulle spiagge della Thailandia, in barca sui fiumi vietnamiti, sotto i cieli di Lisbona. Li ho visti cambiare panorama tante volte ma mantenere sempre lo stesso sorriso, spontaneo e contento della vita. Quando amore fa rima con avventura capita di imbattersi in due anime nomadi come loro. Miki e Julien sono la coppia, le menti e i cuori che stanno dietro al progetto likemiljan.com: un diario online delle loro avventure in giro per il mondo in compagnia dei loro bambini Teo e Lia. Innamorarsi, decidere, pianificare, partire. Chi eravate quando tutto ebbe inizio? “Ci siamo incontrati a Firenze quando ancora eravamo studenti. Fu un colpo di fulmine. Il progetto nasce in Italia ma poi ha preso un carattere worldwide. “Like Miljan” nasce al nostro ritorno da Parigi, dove ci eravamo trasferiti da qualche anno, quando già eravamo diventati tre. Avevamo lavoro, casa, un futuro ben stabilito, ma la voglia di tornare nella nostra Firenze era troppo forte. Dopo poco tem-

po il blog riscuote un successo che non potevamo aspettarci e diventa un lavoro quasi subito. Disdetto il contratto d’affitto e venduto i mobili di casa, a inizio settembre siamo saliti con un biglietto di sola andata su un aereo, il primo del giro del mondo con i nostri bambini”. E con il lavoro? “Facciamo parte della nuova generazione dei “nomadi digitali”. Siamo due freelance. Io scrivo e Julien fotografa: ci basta un computer e una connessione internet. Nel nostro caso, anche una babysitter non sarebbe male…!”. Quali sono i pro e i contro di viaggiare in compagnia dei vostri figli? “Viaggiare con dei piccoli cambia completamente le priorità, i ritmi e può essere molto provante se non lo si percepisce come un arricchimento. La nostra più grande complessità nel viaggiare con loro riguarda l’equilibrio con il lavoro: spesso ci ritroviamo a rispondere alle mail con un bimbo in braccio e uno che salta sulla schiena. Bisogna essere flessibili, considerarli, ascoltarli, e soprattutto spiegare loro cosa facciamo, dove siamo, dove andiamo. Questo li aiuta a diventare ottimi compagni di viaggio. In attesa di vedere

dove pianteranno la loro prossima bandierina, resteranno itineranti in Giappone per circa un mese e mezzo passando per Osaka, Kyoto, Kanazawa, Tokyo”. Chiudete gli occhi: se doveste tornare per un attimo a Firenze, in che angolo della città sareste? “In piazza Santa Croce, su una panchina, davanti alla chiesa, a mangiare un gelato. Quello sarà per sempre il posto più speciale per noi”.

The Student Hotel di MATILDE SERENI

G

Qual è la formula vincente? Offrire più sorprese e più servizi! Gli studenti cercano qualcosa che riesca a combinare turismo, studi e affari. I prezzi delle nostre camere non riflettono solamente un affitto, ma un pacchetto all-inclusive, che comprende una moltitudine di servizi, un fitto programma di eventi e tanti spazi comuni. È un luogo dinamico dove prosperare, visualizzare i propri obiettivi e cambiare il mondo”. Mi puoi dire qualcosa di più sul TSH COLLAB? “TSH Collab è il servizio work&meet di The Student Hotel: è una comunità di co-working per menti creative e imprenditori che “si sentono ancora studenti”, in quanto curiosi e in continuo ascolto. Si propone di diventare una delle comunità più dinamiche della città, un nuovo spazio in cui il lavoro incontra la vita”. Quanto permea della cultura olandese nella gestione di questo progetto? “The Student Hotel si basa sulla convinzione che gli studenti si meritino il meglio, e ha come obiettivo quello di creare uno spazio dove si può dare il massimo, una vibrante comunità internazionale ed un ambiente stimolante aperto a tutti. L’assenza di barriere riflette l’orizzontalità dell’organizzazione olandese e sarà un elemento chiave del nuovo hotel di Firenze, accresciuta ancor più dall’elemento “fun” che si rifletterà su ogni ambito: dalle aree comuni, ampie e colorate, al design moderno e giovane, alla convivenza informale tra studenti, viaggiatori, professionisti, worksumer, nomadi creativi e menti intraprendenti”.

iovedì 7 giugno Firenze sarà protagonista della scena Europea con l'attesissima inaugurazione di The Student Hotel, format nato in Olanda per volontà dell'imprenditore scozzese Charlie MacGregor. Ne abbiamo parlato con Michelle Davis, Connector della location fiorentina che aprirà in Viale S. Lavagnini 70/72 con uno dei celebri Bed Talks. Cos’è un Bed Talk e soprattutto cosa c’entrano i letti? “Tutto è nato proprio da un letto, che ha fatto la storia e che ancora oggi si fa portatore di un messaggio ultra generazionale: il famoso Bed-In for Peace di John Lennon e Yoko Ono ad Amsterdam (1969). I fondatori di The Student Hotel sono partiti dall’intuizione che il letto può effettivamente essere il luogo perfetto da cui iniziare per cambiare il mondo. Ad oggi il BedTalks festival conta ben 6 edizioni in diverse città europee ed è una vera e propria celebrazione del pensiero libero, del dialogo come catalizzatore di connessioni umane, professionali e sociali. Il format, gratuito, consiste nel mettere a confronto coppie di ospiti provenienti da diversi ambiti professionali e discutere comodamente sdraiati su dei letti. L'edizione fiorentina sarà curata dallo studio Neri Torrigiani con la produzione di Archivio Personale”. È innegabile che i prezzi delle camere siano sopra la media spendibile per uno studente italiano fuorisede. Come si spiega questa scelta o come si ammortizza? “The Student Hotel rappresenta un innovativo modello di ospitalità che ruota intorno all'esperienza dello studente. 10


IN COLLABORAZIONE CON Caffè letterario Le Murate La Nottola di Minerva PAC Le Murate Gabinetto Vieusseux ArtViva Walden Viaggi a piedi Fondazione Studio Marangoni Giardini e Serre Torrigiani Spazio Alfieri Centro Studi Avventure nel Mondo – Palermo

Venerdì 1 giugno, ore 18

La Casa Abitata, Via del Trebbio 14R

LUCI E OMBRE ARMENE

Festival del Viaggio

petribros.com

Firenze. 1/14 giugno 2018

13ª edizione

Società Italiana dei Viaggiatori

Inaugurazione mostra fotografica di Andrea Ulivi (La mostra resterà aperta fino al 9 giugno compreso, con orario di apertura 16-20)

Domenica 3 giugno, ore 10 Itinerario di San Miniato

PASSEGGIATE CON PRANZO IL CIBO E LA FRANCIGENA

Percorsi a piedi tra piatti tipici e ambiente naturale con Elena Torre e Marco Baglioni (In collaborazione con Vetrina Toscana)

Giovedì 7 giugno e Venerdì 8 giugno, ore 14

COME DISEGNARE UN VIAGGIO Workshop di disegno e pittura sui taccuini di viaggio (durata 12 ore) con Lorenzo Montagni

Giovedì 7 giugno, ore 17

Sala Ferri, Gabinetto Vieusseux Palazzo Strozzi

JOHNNY DEGLI ANGELI (Mds)

Un delirio hollywoodiano, di Athos Bigongiali con Fulvio Paloscia

Giovedì 7 giugno, ore 18

Sala Ferri, Gabinetto Vieusseux Palazzo Strozzi

MALATEMPORA (Baobab)

Roma ai tempi di Virginia Raggi, di Daniela Amenta con Sergio Staino

Venerdì 8 giugno, ore 17

Sale Carcere Le Murate

STORIE DELLA NOSTRA STORIA

La Toscana raccontata ai bambini con Lucrezia Benvenuti I bambini (6-12 anni) costruiscono la loro mappa della città. (In collaborazione con PAC Le Murate)

Venerdì 8 giugno, ore 18

Sabato 9 giugno, ore 18

PAROLE E POLVERE

I LUOGHI DELL’INGEGNO E DELLA BELLEZZA

Caffè letterario Le Murate di Paolo Brovelli con Ilaria Guidantoni

All’alba di sabato 9 giugno – ore 6

Partenza Basilica di San Lorenzo

PASSEGGIATA JODOROWSKI

Una camminata urbana senza mai curvare A cura di Marzia Maestri e Pier Carlo Testa Ventidue flaneur come ventidue arcani maggiori dei Tarocchi si aggireranno per il centro storico fiorentino in fila indiana, disseminando azioni di bellezza (22 posti disponibili, prenotazione obbligatoria). (In collaborazione con ArtViva)

Sabato 9 giugno, ore 10 Itinerario di Siena

PASSEGGIATE CON PRANZO IL CIBO E LA FRANCIGENA

Percorsi a piedi tra piatti tipici e ambiente naturale con Elena Torre e Marco Baglioni (In collaborazione con Vetrina Toscana)

Sabato 9 giugno – ore 17 Sale Carcere Le Murate

STORIE DELLA NOSTRA STORIA La Toscana raccontata ai bambini con Lucrezia Benvenuti I bambini (6-12 anni) costruiscono la loro mappa della città. (In collaborazione con PAC Le Murate)

CON IL PATROCINIO E IL SOSTEGNO DI

Programma completo, prenotazioni eventi e informazioni di dettaglio:

www.festivadelviaggio.it

Giardino e Serre Torrigiani

di Paolo Solei Inaugurazione della mostra di pittura di Paolo Solei dedicata a Serre Torrigiani, un luogo storico toscano, in cui l’ingegno dell’uomo e l’originalità delle produzioni di qualità sono legati alla bellezza dell’ambiente e delle architetture.

Sabato 9 giugno, ore 21

Caffè letterario Le Murate

LA STRADA DEI FRATELLI REVERBERI

Cinquant’anni di canzone italiana nelle musiche di Battisti, De André, Tenco, Paoli, Mina, Dalla, Di Bari, Gaber, Lauzi, Le Orme, New Trolls, Vanoni, Paul Anka, Ricchi e Poveri, Celentano, Rondò Veneziano… con Gian Franco e Gian Piero Reverberi

Domenica 10 giugno, ore 10,30

Piazza Filippo Mazzei (Parco Le Cascine)

SCALZEGGIATA

Barefoot walk in the park con Marzia Maestri Una passeggiata scalzi nel parco delle Cascine, alla scoperta della terra, del fiume e del nostro corpo. (In collaborazione con ArtViva)

Domenica 10 giugno, ore 18 Caffè letterario Le Murate

IL CIBO NELL’ARTE

Un viaggio nei piatti dell’arte moderna e contemporanea con Francesca Merz e Giovanni Serafini (In collaborazione con Fund4art)


WIDORA di SELENE MATTEI

I

l capitalismo ti rincorre tutto il giorno e questa è la tua dannata vita. Una famiglia, dei figli, hai pagato la bolletta?, apri la macchina, stendi i panni, hai solo mezz’ora per mangiare. Finisce sempre così: arrivi a fine giornata non troppo soddisfatto e madido di sudore. Sali le scale del tuo appartamento sporco dal giorno prima, trascinando quel che resta del tuo corpo, sei stanco di tutto: non vuoi uscire e non vuoi parlare, hai soltanto bisogno di finire la tua collezione di Cannabis. Guardare tutte le cime di ganja in fila ti fa sentire bene - guardarle sì, avete capito bene, non stavate davvero pensando ad altro? - e ti riporta a credere che forse c’è ancora qualcosa che può alleviare le tue pene a prescindere dall’andamento dei mercati. Widora è un’idea nata da Giulio Benati, Niccolò Mazzoni e Folco Masiero. Li incontro con in un bar per parlare del loro progetto, mentre si avvicinano a me sento il suono delle chitarre reggae, i ritmi lenti, la melodia profonda dei bassi accompagnare i loro passi. Mentre camminano verso di me il cielo diventa più limpido, tutti gli uccellini prendono d’un tratto a cantare e il capitalismo, stanco di correre, si siede su una panchina con la faccia al sole. In realtà avrei dovuto riportare la loro intervista - ma che diavolo - una descrizione sulla pace dei sensi non vi basta per capire che è un progetto fantastico? Questo è Widora: la quiete dopo una tempesta che non è mai passata e che non arriverà mai. Ganja legale da collezionare, per profumare gli ambienti, direttamente a casa

tua, senza preoccupazioni. È molto semplice, vai su widora.it e scegli la Grape Skunk con un profumo pennellato di uva matura o la OG Kush dall'odore intenso di legni tropicali e spezie oppure l’Alpina, dall’aroma speziato di pino. In un’ora è tutto pronto, non devi fare niente, nessuna richiesta, nessun giudizio. Con un click è tutto a posto. Il tuo appartamento sembra meno sporco e la giornata acquista finalmente un senso.


Ciak sul lavoro di CATERINA LIVERANI

U

n appuntamento che dura da più di 15 anni quello di “Ciak sul lavoro - Il lavoro si rappresenta”, la rassegna realizzata dalla collaborazione fra Filcams Cgil e Associazione Anémic curata da Gabriele Rizza. Sei film, sei serate, sei storie, nel mese di maggio al Cinema Alfieri per raccontare, anche grazie agli ospiti, gli autori e gli interpreti che presenziano a ogni proiezione, il nostro presente, il desiderio e anche la difficoltà dell’occupazione. “L’orizzonte a cui ci riferiamo è principalmente quello italiano, anche se non sono mancate in tutti questi anni incursioni di autori dall’estero come Ken Loach e Costa-Gavras e più recentemente i francesi François Ruffin e Stéphane Brizé che hanno presentato rispettivamente Merci Patron! e La legge del mercato” spiega Rizza, che segnala anche appuntamenti e ospiti di questa nuova edizione: “saranno con noi tra gli altri Riccardo Mi-

nella nostra scelta siamo attenti che il tema sia centrale, il registro è libero: abbiamo presentato documentari di denuncia, ma anche commedie. È il nostro presente e il rapporto con il lavoro che ci interessa”.

lani e Paola Cortellesi, regista e interprete della commedia Come un gatto in tangenziale, Gennaro Nunziante l’autore del film interpretato da Fabio Rovazzi Il vegetale e Daniele Vicari con Sole, cuore, amore. Il cinema deve raccontare la contemporaneità e quindi è essenziale parlare di lavoro e se

Durante i dibattiti a fine proiezione si parla del lavoro all’interno del cinema? “Certo, è un tema che appassiona tanto gli spettatori quanto gli ospiti. Si raccontano le difficoltà nel trovare i finanziamenti per un progetto culturale”. Un regista o un film che ha raccontato il lavoro con grande rigore? “Sicuramente Ken Loach che su questi temi ha costruito tutta la sua poetica ma, guardando al panorama italiano più recente, 7 minuti di Michele Placido è senz’altro un’opera che lancia uno sguardo profondo e importante sulla condizione lavorativa femminile nel nostro paese”.

Per info: www.anemic.it e www.spazioalfieri.it


IN SALA di CATERINA LIVERANI

Il maggio che scotta

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e pensate che maggio sia un mese cinematograficamente tranquillo e che tutta l’artiglieria pesante sia già stata sparata, vi state sbagliando perché le prossime settimane in sala si preannunciano molto impegnative. Tra i film più attesi il racconto di formazione ambientato in un’estate di grandi cambiamenti “Mektoub, My Love: Canto Uno” ultimo film di Abdellatif Kechiche che, dopo “La vita di Adele”, torna a raccontare, con la sua straordinaria sensibilità, le sfumature più intime e complesse della quotidianità. Una riserva popolata da cani in quarantena nel Giappone dell’anno 2037; qui Wes Anderson ambienta il suo nuovo film in stop motion, che ha inaugurato l’ultimo festival di Berlino,

“Isle of Dogs” con cui ha reso omaggio al cinema di Akira Kurosawa impiegando le voci di star come, tra gli altri, Bryan Cranston, Edward Norton, Tilda Swinton e Frances McDormand. Ancora dall’ultima Berlinale il ritorno di Gus Van Sant con “Don't Worry” nel quale il regista di “Belli e dannati”e “Will Hunting-Genio Ribelle” dirige Joaquin Phoenix impegnato nell’interpretare la vera storia di un celebre fumettista che, dopo un brutto incidente, trova proprio nel suo talento la forza per andare avanti. Dopo 10 anni dall’uscita nelle sale di “Juno” la formidabile accoppiata formata dalla sceneggiatrice Diablo Cody e dal regista Jason Reitman torna con “Tully” commedia dolce e amara sulle difficoltà di una giovane madre interpretata da Charlize The-

ron. Dal 10 maggio in sala anche la seconda parte di “Loro” in cui il regista premio Oscar Paolo Sorrentino continua il racconto della vita di Silvio Berlusconi (Toni Servillo). Ottime notizie per gli amanti di fantascienza e supereroi: in sala finalmente il chiacchieratissimo “Solo: A Star Wars Story” che racconta la giovinezza dell’affascinante ribelle Han Solo (portato per la prima

S I PA R I O di TOMMASO CHIMENTI

La leggerezza del palco

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i entra nel vivo dell'estate, si abbandonano le sale al chiuso per, progressivamente, abitare le arene all'aperto, le maglie senza maniche, le zanzare a fare da corollario, l'autan come profumo. Non molte le proposte, ma siamo riusciti a scovare un percorso, concentrato nelle prime due settimane del mese, ondivago e bipolare con scelte opposte. Ma Firenze, si sa, è pronta alla riflessione come alla leggerezza, alla solidità statuaria e marmorea di “Michelangelo”, detto e raccontato da Vittorio Sgarbi (dopo il suo “Caravaggio” di successo) il 3 all'Obihall, che, se lascia da parte i suoi 15

volta sullo schermo da Harrison Ford nel 1977 e qui interpretato da Alden Ehrenreich) e, finalmente, l’atteso ritorno dell’anti-eroe per antonomasia targato Marvel “Deadpool 2”.

vari “capra” e le sfuriate dadaiste, rimane un grande comunicatore d'arte, affabile professore che fa amare, tra rimandi altissimi e inserti contemporanei, alla platea le tele e le opere dei più grandi con simpatia e senza pedanteria. Dal marmo alle risate in vernacolo con “La pensione della mi nonna” (sempre Obihall, il 4), a cura della Compagnia Il Grillo, con i classici, consolatori, qui pro quo, nel ricordo di un piccolo mondo antico, con molte più certezze rispetto all'oggi. Incastrati e incasellati negli stessi giorni ecco che parte il festival “Fabbrica Europa” (dal 4 maggio al 10 giugno), alla venticinquesima edizione, con sempre più danza internazionale e musica, ma ancora con uno spiraglietto-finestra aperta sul versante teatro. In quest'ottica Bacci e soci ci portano nel teatro romeno con il gruppo di Bucarest Teatrul Nottara impegnato nella messinscena di “Iarna” (dal 4 al 6, Stazione Leopolda), quel “Winter” del norvegese Jon Fosse, ambientato in un bianco lattiginoso e di cotone dove tutto abbaglia per l'assenza di colori e quel chiarore che ferisce la retina. Ancora nel primo fine settimana del mese torna a Firenze “La merda” (4 e 5), stavolta al Teatro di Rifredi, ancora una volta in tournée e divenuto oramai un classico del nostro teatro contemporaneo: su un altissimo sgabello sta una ragazza senza abiti che ci racconta, tra intermezzi dell'inno italiano, le sue disavventure con gli uomini, sul posto di lavoro, per un affresco del Bel Paese molto berlusconiano. Per chi infine cerca il disimpegno più totale e “ignorante” sembra perfetta la data del 10 con “Pio & Amedeo”, dalla Puglia con furore, che stanno spopolando con il programma “Emigratis”, la cafoneria al comando. Voi intanto, nel dubbio, studiate.


Maggio martedì 1 OPENARTCODE FLORENCE (19/04-8/05) Salone di Donatello della Basilica di San Lorenzo (FI) ing. NP DISEGNO MONIKA - GRZYMALA (22/03-12/05) Eduardo Secci Contemporary (FI) ing. NP CONFLUENZE - ANDREA SANTARLASCI (21/04-24/05) Chiesa santa Maria della Spina (PI) ing. libero THE SQUARE Spazio Alfieri (FI) ing. 5/6€ SGUARDI SUL REALE (1/04-13/05) Varie location (FI ) ing. NP C ASCINE IN FIERA Piazzale Kennedy (FI) ing. libero

mercoledì 2 giovedì 3 DRAGON FILM FESTIVAL (3-8/06) Varie location (Firenze/Prato) ing. NP BABYATELIER Museo di Palazzo Pretorio (PO) ing. libero ORT - FRANCESCA DEGO Teatro Verdi (FI) ing. 15/18€ “MICHELANGELO" di e con VITTORIO SGARBI Obihall (FI) ing. 25€ IO & ANNIE (3-6/05) Cinema Odeon (FI) ing. NP PREMIO GREGOR VON REZZORI CITTA’ DI FIRENZE Piazza Signoria (FI) ing. NP FANGO ROSSO Teatro dell’Antella (FI) ing. 8€

venerdì 4 FABBRICA EUROPA XXV (4/05-10/06) Varie location (FI) ing. NP CONCERTO AL BUIO Circo Il Progresso (FI) ing. NP IL MIO COMPLEANNO - RISERVA CANINI (4/05-6/05) Il Lavoratorio (FI) ing. NP FIRENZE DEI BAMBINI (4/05-7/05) Palazzo Vecchio (FI) ing. libero MAGGIOREGGAE CPA (FI) ing. Libero L A MERDA (4-5/05) Teatro di Rifredi (FI) ing. 16/14€ CLEOPATRÀS Teatro Magnolfi (PO) ing. 15€

sabato 5 CRIS PINZAUTI Circolo Il Progresso (FI) ing. NP ELIO E LE STORIE TESE TOUR D’ADDIO Mandela Forum (FI) ing. 35/65€ BACK HOME MADMAN ViperClub (FI) ing. 19,55€ MANNARINO - L’IMPERO CROLLERÀ Teatro Verdi (FI) ing. 36/48€ POMERIGGIO LIRICO Teatro Politema Pratese (PO) ing. NP

F ESTIVAL DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO (5/05-13/07) Varie location (FI) ing. NP LORENZO KRUGER BUH (FI) ing. NP L A FIERUCOLA DELLE ARTI E DEI MESTIERI (5-6/05) Piazza della Santissima Annunziata (FI) ing. libero FIRENZE BALLO 1944_GRANDE ADAGIO POPOLARE Teatro del Maggio (FI) ing. libero ERODIAS Teatro Magnolfi (PO) ing. 15€ MINI (5-13/05) Teatro Fabbrichino (PO) ing. 15€

domenica 6 REBELLIOUS FLOWER Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ FOLLIA DELLA RIVOLUZIONE, RIVOLUZIONE DELLA FOLLIA Aula Magna del Nuovo Ingresso dell’Ospedale di Careggi (FI) ing. libero KOLJA BLACHER - ORCHESTRA GIOVANILE ITALIANA Teatro del Maggio Musicale F.no (FI) ing. NP IN SUA MOVENZA E’ FERMO Teatro della Pergola (FI) ing. 15/12€ GUARDA FIRENZE Varie location (FI) ing. NP MATER STRANGOSCIAS Teatro Magnolfi (PO) ing. 15€

lunedì 7 P OESIA SIN FIN Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ AL CENTRO DEL MEDITERRANEO Museo di Palazzo Pretorio (PO) ing. NP NEW JAZZ PERESPECTIVES Conservatorio Cherubini (FI) ing. 10/12€

martedì 8 ELLE Spazio Alfieri (FI) ing. 5/6€ CEZANNE: RITRATTI DI UNA VITA Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ RE-MARK Stazione Leopolda (FI) ing. NP

mercoledì 9 C ONFIDENZIALE - FEDERICO FIUMANI Circolo Il Progresso (FI) ing. NP FRANCESCO TASKAYALI Spazio Alfieri (FI) ing. 14€ C ARDILLAC Teatro del Maggio (FI) ing. NP

giovedì 10 F LORENCE CREATIVITY (10/05-12/05) Fortezza da Basso (FI) Ing. 8/5€ PIO E AMEDEO Obihall (FI) ing. 28/40€ CONCERTO CAMERATA STRUMENTALE Teatro Politeama Pratese (PO) ing. 18/22€

T HE BEST OF - KATIA BENI e ANNA BEACCI Teatri D’Imbarco (FI) ing. ND ISLE OF DOG Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ ROMEO E GIULIETTA (10-13/05) Teatro Verdi (FI) ing. 25/80€ LE SORELLE PROSCIUTTI Teatro dell’Antella (FI) ing. 8€

venerdì 11 SOLKI Circolo Il Progresso (FI) ing. NP BIG ONE THE EUROPEAN PINK FLOYD SHOW Obihall (FI) ing. 25/38€ ERODIADE Teatro Goldoni (FI) ing. NP MAURO STACCIOLI - LO SPAZIO SEGNATO/MARKING SPACE (11/05-27/07) Galleria Il Ponte (FI) ing. Libero UN TRANQUILLO WEEK-END DI FOLLIA (11-27/05) Teatro di Rifredi (FI) ing. 15/13€

sabato 12 EBI Obihall (FI) ing. 42/62€ FLORENCE ICE GALA (12/05-13/06) Mandela Forum (FI) ing. 27/92€ DISCODAYS XX (12/05-13/05) Complesso Palapartenope (FI) ing. 5€ L’ARTE DEL LAVORO FATTO A MANO (12-13/05) Piazza Santissima Annunziata (FI) ing. libero

domenica 13  NA COLAZIONE AD ARTE U Museo di Palazzo Pretorio (PO) ing. 5€ MOSTRA MERCATO DEL DISCO Ippodromo del Visarno (FI) ing. 4/5€ L A FABBRICA DEI SOGNI - IL PARACADUTE DI ICARO Teatro di RIfredi (FI) ing. 14/16€ OMAGGIO ALLA VOCE DI SUZANNE DANCO QUARTETTO ALRAUNE Aula Magna del Nuovo Ingresso dell’Ospedale di Careggi (FI) ing. libero DRI+ROOMS BY THE SEA NOF (FI) ing. libero DEEJAY TEN Varie location (FI) ing. NP FIERA DI OLTRARNO Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero FIERA QUARESIMALE E DEL GRILLO Piazzale Kennedy (FI) ing. libero TULIPA RUIZ + GUI AMABIS Stazione Leopolda (FI) ing. 12/10€

lunedì 14 L E DONNE DI ORA - incontro con IVANO FOSSATI Teatro Puccini (FI) ing.5€ C AMERISTI DEL MAGGIO/MARIO RUFFINI Teatro del Maggio (FI) ing. NP

4 maggio › 10 giugno 2018

Firenze - Stazione Leopolda e altri spazi Info +39 055 351599 / Prevendite Circuito Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it - Box Office Firenze Via delle Vecchie Carceri, 1 (c/o Le Murate)


Musica • Teatro • Arte • Cinema • Eventi

martedì 15 JESUS CHRIST SUPERSTAR (15/05-16/05) Teatro Verdi (FI) ing. 20/55€ TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI Spazio Alfieri (FI) ing. 5/6€ AN AMERICAN IN PARIS: THE MUSICAL Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ FEDERICA CARTA Viper Theatre (FI) ing. NP ANGELO DURO LIVE SHOW Teatro Puccini (FI) ing. 17€

mercoledì 16 CRISTOPHER PAUL STELLING Circolo Il Progresso (FI) ing. NP SALOTTO JAZZ Conservatorio Cherubini (FI) ing. 2/5€ FLORENCE UNIVERSITY FESTIVAL (FUF) (16/05-19/05) Varie location (FI) ing. libero NARUHIKO KAWAGUCHI Teatro del Maggio (FI) ing. NP SALONE BIENNALE DELL’ARTE E DEL RESTAURO DI FIRENZE (16-18/05) Palazzo dei Congressi (FI) ing. 10/5€

giovedì 17  RTIGIANATO E PALAZZO XXIV edizione (17/05-20/05) A Giardino Corsini (FI) ing. 6/8€ S TAGIONE ORT - BEATRICE RANA Teatro Verdi (FI) ing. 15/18€ DEADPOOL 2 Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ L’ HOMME ARME’ Abbazia di San Miniato al Monte (FI) ing. NP DORIAN GRAY (17-20/05) Teatro della Pergola (FI) ing. 34/18€

venerdì 18 L UMEN, CANZONI E FRAMMENTI Museo di Palazzo Pretorio (PO) ing. NP MAMAMIA IN FLORENCE ViperClub (FI) ing. NP FREAKLY DEAKY Capanno Black Out (PO) ing. NP PIJIAMA PARTY NOF (FI) ing. libero SUONO VIVO - TEMPO REALE FESTIVAL (18-30/05) Varie location (FI) ing. NP RED CANZIAN Teatro Verdi (FI) ing. 28/69€ OMBRE D’ESTATE+QUANDO ERA UNA “BOY”. PRIMO STUDIO Teatro delle Spiagge (FI) ing. NP

sabato 19  IORNATE NAZIONALI DEI CASTELLI G Museo di Palazzo Pretorio (PO) ing. 4€ NOTTE AI MUSEI Museo di Palazzo Pretorio (PO) ing. Libero BUTTERFLY EFFECT Viper Club (FI) ing. 17,25€

L A MIA CITTA’ E’, LE CORSARE Palazzo Vecchio (FI) ing. 2/4€ FORTEZZA ANTIQUARIA (19-20/05) Piazza Vittorio Veneto (FI) ing. libero

domenica 20 P RETORIO IN PIAZZA Museo di Palazzo Pretorio (cortile) (PO) ing. 4/6€ PRATO FILM FESTIVAL VI edizione (20/05-23/05) Teatro Gabriele D’Annunzio\Cinema Eden (PO) ing. libero SARA BARTOLUCCI/RODOLFO ALESSANDRINI Teatro del Maggio (FI) ing. NP FIERUCOLINA DI MAGGIO Piazza Santo Spirito (FI) ing. libero

lunedì 21 C ONTEMPOARTENSEMBLE/ VITTORIO CECCANTI Teatro del Maggio (FI) ing. NP

martedì 22 C ORPO E ANIMA Spazio Alfieri (FI) ing. 5/6€ L A BATTAGLIA DI LEGNANO Teatro del Maggio (FI) ing. NP

mercoledì 23 EMMA Mandela Forum ing. 30/56€ PETER BENCE Obihall ing. 32/46€ IL RIDING TRISTOCOMICO - ARIANNA PORCELLI SAFONOV Spazio Alfieri (FI) ing. 12/15€ SOLO: STAR WARS STORY Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ ENRICO DEAGLIO Teatro Dante (Campi Bisenzio) ing. libero L A FIORITA Piazza Savonarola (FI) ing. libero

giovedì 24  ØM FEST (26/05-28/05) W Varie location (FI ) ing. NP PANTHEON Obihall ing. 18/25€ SGRANA E (TRA) BALLA (24-26/05) CPA (FI) ing. Libero PRESENT CONTINUOUS Teatro Cantiere Florida (FI) ing. 15/12€

venerdì 25 C ESARE BASILE E I CAMINANTI Circolo Il Progresso (FI) ing. NP FESTIVAL DELLA LEGALITA’ (25/05-26/05) Le Murate (FI) ing. NP MYSTERION. IL RITORNO Chiostri di Santa Maria Novella (FI) ing. 4,5€ ILARIO ALICANTE + VOISK Fortezza da Basso (FI) ing. 27/50€

J ACK SAVORETTI Teatro Verdi (FI) ing. 30/42€

sabato 26 L A CITTÀ - ARTEBAMBINI Palazzo Vecchio (FI) ing. 2/4€ NOTTE BLU Museo di Palazzo Pretorio (PO) ing. NP ORCHESTRA DA CAMERA FIORENTINA AOU Careggi (FI) ing. NP L’ARTE DEL LAVORO FATTO A MANO (26-27/05) Piazza Santissima Annunziata (FI) ing. libero FIABE DA TAVOLO Teatro Fabbrichino (PO) ing. 15€

domenica 27 I SUONI DEI CAPOLAVORI Museo di Palazzo Pretorio (PO) ing. NP SILVIA CHIESA/MAURIZIO BAGLINI Teatro del Maggio (FI) ing. NP VETRINA ANTIQUARIA Piazza G. Matteotti (Scandicci) ing. libero CIOMPI MENSILE ANTIQUARIATO Piazza Lorenzo Ghiberti (FI) ing. libero

lunedì 28 T HOM YORKE Teatro Verdi (FI) ing. 45/70€ UN NUOVO VOLO SU SOLARIS (28/05-31/07) Sala della Musica del Complesso di San Firenze (FI) ing. NP ORCHESTRA DELLA TOSCANA/FRÉDÉRIC CHASLIN Teatro del Maggio (FI) ing. NP

martedì 29  OTTA M Obihall (FI) ing. 24€ FABIO LUISI Teatro del Maggio (FI) ing. NP

mercoledì 30  IULIA MILLANTA G Circolo Il Progresso (FI) ing. NP MURRAY PERAHIA Teatro del Maggio (FI) ing. 15/50€ ALESSANDRA BORTOLOTTI+ENRICA TESIO Teatro Dante (Campi Bisenzio) ing. libero

giovedì 31 L IVING FUTURE’S PAST Odeon (FI) ing. 6,50/8,50€ L A BATTAGLIA DI LEGNANO Teatro del Maggio (FI) ing. NP

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Maggio da non perdere SUONO VIVO TEMPO REALE FESTIVAL 2018

FESTIVAL FABBRICA EUROPA 4 maggio - 10 giugno (FI)

18 - 30 maggio (FI) Al via l’XI edizione del Tempo Reale Festival con cinque nuovi appuntamenti con la musica di ricerca. Si comincia con due concerti alla Sala Orchestra del Maggio Fiorentino, che mettono in gioco energie internazionali sia sul piano compositivo che esecutivo: il russo Alexander Chernyshkov propone una nuova versione del suo “Il Rosso Risvegliato” insieme ai dispositivi di Tempo Reale (18/05), mentre il violoncelli-

Orgoglio fiorentino, Fabbrica Europa spegne quest'anno venticinque candeline e presenta un programma quanto mai eclettico e ricercato, che va a pescare tra le migliori proposte artistiche mondiali. Dall'Europa all'Estremo Oriente, arrivando persino a pescare in quell'inesauribile bacino creativo che rappresenta oggi il Brasile, Fabbrica amplifica le sue percezioni dentro l'ormai classico e stu-

sta belga Arne Deforce (19/05) esegue le musiche futuristiche di Cendo, Vaggione e Niblock. A seguire, tre serate alla Limonaia di Villa Strozzi: per i format Klang (25/05) e Klang Parola (26/05), sei performance che lavorano sulla sperimentazione elettronica e il rapporto con il testo; chiude il pioniere Otomo Yoshihide con il sassofonista Chris Pitsiokos (30/05), in coproduzione con Fabbrica Europa.

pendo spazio della Stazione Leopolda, le ex Scuderie Granducali delle Cascine, location dalla forte valenza non convenzionale e che si presta a vari formati scenici, e ancora nei più importanti teatri di Firenze, dal Teatro Goldoni al Teatro della Pergola. Un ritorno alle radici per il Festival, pronto ancora una volta a stupirci tra musica, teatro, danza e molto altro. Ben tornata Fabbrica Europa!

PIO E AMEDEO MOTTA IN CONCERTO

Obihall- 10.5.2018

Obihall - 29.05.2018 Francesco Motta è un po’ un casino descriverlo, ma da un artista nato a Pisa da genitori livornesi e vissuto a Roma, insomma, non ci si aspetta un percorso “lineare”. I capelli lunghi stile 1997 non aiutano neppure: aiutano invece le canzoni che questo personaggio ha scritto. Valide, buone, come lo era la sua presenza scenica sin dai tempi della sua prima band, i Criminal Jokers. Tralasciando il fatto che il concerto sarà una specie di raduno

Abbiamo fatto tutti cose di nascosto: da piccoli mangiare la marmellata o la nutella, in adolescenza andare magari dietro in motorino o fumare una Merit, in età adulta diverse cose che si evita di raccontare. Una di queste, siamo sicuri, è guardare “Emigratis” di Pio ed Amedeo, magari dopo aver finito di discutere sui social di “pochezza culturare del nostro paese” ed avere cenato veg con una vostra amica parlando in tedesco per mantenere la lingua. Ebbene, questa

della Firenze musicale in una sauna (l’Obihall a fine maggio non ha propriamente la temperatura di Aosta in autunno), il concerto ci sentiamo di consigliarvelo, perché il titolo del suo ultimo disco è “La fine dei vent’anni” e noi, che li abbiamo già, purtroppo, sorpassati, li vogliamo sentire narrati Francesco Motta. Proprio da lui, da questo perticone con gli occhi all’ingiù e la faccia da caratterista di film poliziottesco del 1975. Da lui, che il disco l’ha azzeccato.

sera, Pio ed Amedeo li troviamo direttamente su un palco fiorentino. I due foggiani che imperversano con la loro cafonaggine ricercata non solo ve li consigliamo, ma se fossimo il vostro analista ve li imporremo, cari lettori di Lungarno. Perché dovrete prima o poi fare outing, ridere per una battuta scomoda o sessista, che condannereste se fatta da qualcuno in pubblico. Liberatevi del politicamente corretto e da tutta ‘sta cultura, ogni tanto. #freecafone

MAGGIO BAMBINO di Cristina Romeo Questo mese si apre con uno degli eventi più belli per i bambini organizzati a Firenze: il Festival dei Bambini, che in questa edizione avrà come tema l’ingegno. Dal 4 al 6 maggio quindi la città sarà idealmente invasa dai bambini ed i ragazzi che potranno scegliere tra centinaia di attività gratuite dedicate alle varie fasce di età, da 0 a 12 anni. Il programma completo sarà disponibile sul sito ufficiale www.firenzedeibambini.it.

UN NUOVO VOLO SU SOLARIS 28 maggio - 31 luglio Complesso di San Firenze - Sala della Musica Sarà la suggestiva Sala della Musica del Complesso di San Firenze ad ospitare dal 28 maggio al 31 luglio 2018 la mostra “Un nuovo volo su Solaris”, promossa dal Museo Anatolij Zverevdi Mosca (Museo AZ) e dalla Fondazione Franco Zeffirelli, ispirata al film del regista Andrej Tarkovski dei primi anni Settanta del Novecento. A livello associativo, il progetto rappresenta un connubio tra il capolavoro del grande

regista russo e alcune opere pittoriche, grafiche e scultoree degli artisti anticonformisti russi provenienti dalla collezione del Museo AZe dalla collezione privata di Natalia Opaleva, direttore generale del museo moscovita nonché produttrice della mostra. “Un nuovo volo su Solaris” è il primo progetto internazionale ospitato dalla Fondazione Zeffirelli da quando è stata inaugurata lo scorso 31 luglio 2017.

La Fattoria dei Ragazzi nel quartiere 4 ha ripreso le sue attività gratuite per i bambini. Giovedì 10 e 24 maggio alle 18

17 sono in programma delle “storie a merenda” con racconti sulla natura per i piccoli dai 3 ai 6 anni. Tutti i lunedì del mese invece si svolgerà un corso di fotografia per ragazzi dai 12 ai 17 anni. Le attività sono su prenotazione: 0552767124.


A R T E E M O DA di RAFFAELLA GALAMINI

Foto dalla mostra The Olivetti Idiom - Ettore Sottsass, Jr., Jukebox, 1968. Photo by Gianni Berengo Gardin. Foto Man Ray

Il verde dell’arte

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on bastava Nascita di una nazione. Palazzo Strozzi è ancora protagonista degli appuntamenti con l’arte per The Florence Experiment. Fino al 26 agosto lo storico edificio ospita il nuovo progetto site specific dell’artista tedesco Carsten Holler e del neurobiologo vegetale Stefano Mancuso. Il progetto a cura di Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, è un grande esperimento. L’obiettivo è studiare l'interazione tra esseri umani e piante. Il tutto attraverso i due monumentali scivoli installati nel cortile rinascimentale e grazie a uno laboratorio scientifico allestito nella Strozzina e collegato alla facciata di Palazzo Strozzi. È invece dedicata alla Olivetti la mostra in corso a Villa Sassetti fino al 5 maggio. “The Olivetti Idiom” offre uno spaccato per immagini e documenti sulla storica azienda attraverso tre luoghi di esposizio-

ne dei suoi prodotti (le mostre, i negozi e la scuola). La mostra, a cura di Caterina Toschi e prodotta dalla New York University Florence, propone un percorso a cavallo tra il 1952 e il 1979. In mostra le fotografie di Aldo

Ballo, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Walter Binder, Giorgio Colombo, Erich Hartmann, Wayne Miller, Paolo Monti, Ugo Mulas, Ezra Stoller per documentare i negozi e gli spazi di vendita olivettiani, realizzati dalle firme dell’avanguardia architettonica del periodo (Gae Aulenti, Ignazio Gardella, Leo Lionni, Carlo Scarpa, Studio BBPR). Infine, a San Gimignano la Galleria d’arte moderna e contemporanea ospita oltre cento immagini fotografiche di Man Ray fino al 7 ottobre. Un modo per rileggere il lavoro fotografico di uno dei più significativi artisti del XX secolo attraverso alcuni dei suoi scatti più famosi. La mostra è promossa dai Musei Civici di San Gimignano.

MUSICA di RICCARDO MORANDI

Prima che venga l’estate

V

enghino signori, venghino. Amanti dei club e degli eventi musicali “indoor” non fatevi cogliere impreparati dal mese di maggio, dal suo caldo che tanti hanno invocato e dalle sue lunghe giornate: questo è l’ultimo appello per gustarvi degli spettacoli fra quattro mura, in attesa della oramai classica “Estate Musicale Fiorentina”. Andremo quindi a fare una rapida carrellata di questi eventi, alcuni dei quali a prova di sudore, perché vedersi un concerto al chiuso, magari con un migliaio di persone a fianco, può essere un’esperienza che rasenta, per quantità di liquidi versati, la mezza maratona. Il mese si apre con cantautore più romano del mondo, ovvero Mannarino, che dall’alto di un successo oramai consolidato (francamente ancora non abbiamo capito il segreto) si esibirà il 5 maggio presso il Teatro Verdi: trentenni intelligenti è il vostro momento che quello di vostro padre sarà forse qualche giorno dopo, stesso palcoscenico ma diverso artista: Red Canzian, reduce dall’ultima edizione del Festival porterà il suo spettacolo esattamente il 18 maggio. Prima di arrivare al pezzo grosso del mese, perché c’è sempre un pezzo grosso, è necessario segnalare il concerto di Jack Savoretti, che non è un gangster newyorkese ma un ottimo cantautore britannico (25 maggio, Teatro Verdi), la data di Ultimo, che non è il nome di un componente della banda di Romanzo Criminale

ma il vincitore “young” dell’ultimo Sanremo (25 maggio, Obihall), e EBI, che non è il simpatico soprannome di vostra zia ma un importante cantante iraniano (12 maggio, Obihall). Thom Yorke, il nome del mese è questo. 28 maggio, Teatro Verdi. Siamo legati a doppio nodo con questo personaggio che ha tenuto a battesimo con il concerto dei suoi Radiohead la nascita di questo cartaceo. La data è sold out da tempo, e ne siamo molto felici, anche se non nascondiamo una certa curiosità in proposito, che insomma, il buon Yorke non è esattamente un personaggio “facile”. Ultimo ma solo in ordine cronologico, chiude il mese e forse la stagione musicale “al chiuso” il buon Motta (29 maggio, Obihall), giovane ma affermato cantautore rock di cui sentiremo sicuramente parlare in futuro.

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CULTURA FUORI DAL CENTRO

FIRENZE CITTÀ di GIACOMO ALBERTO VIERI

di ERIKA GHERARDOTTI

Ubriachi di primavera e jägermeister

L’Estate abbraccia tutta la città

Take a walk on the wild side

A

noi, nonostante i'cardo afoso, l'estate ci garba. E ci garba così tanto che si vuole duri 6 mesi. Da maggio ad ottobre. Si perché è bello dare vigore alle periferie, guardare i film nelle piazze, cantare all'ippodromo e ballare nei parchi. Infatti, nel periodo in cui l’offerta culturale in città sarebbe meno densa, l’Estate Fiorentina cambia le carte in gioco e propone tantissimi eventi: rassegne cinematografiche, concerti, mostre, performance.

“You didn't die for my sins, lady. So don't go building a cross for yourself. We need the wood.”

"Q

uel legno ci serve”, insomma: lo scrive Sam Lipsyte in “La parte divertente”, e a me torna in mente un pomeriggio d'aprile, che sono le sei e mezzo ma al Progresso l'orologio segna mezzogiorno, e qualcuno beve un cynar liscio, legge il giornale e bestemmia e trattiene il catarro, due muratori dell'Est Europa si fanno un Campari, parlano delle vacanze - andranno a trovare i genitori quest'estate - e di un ponteggio un po' traballante che devono sistemare: io non conosco la loro lingua quindi non saprei ma mi piace pensarli così, con l'esigenza di aggiustare e il sorriso aperto sui ritorni.

Periferia sembra essere la parola chiave dell’edizione di quest’anno. Il programma infatti si pone come prerogativa quello di essere il più esteso possibile: abbraccerà l’intero territorio comunale e proietterà le luci sui luoghi sconosciuti ai più. Sia per diffondere gli eventi sull’intero territorio, che per combattere il degrado. Sarà rivolto ad un pubblico multigenerazionale e darà voce ai progetti dei giovani. Tante, anzi tantissime, le associazioni coinvolte. Mentre scriviamo ancora non abbiamo certezze su cosa sarà annunciato dai responsabili dell’Estate Fiorentina (la scelta dei progetti e la programmazione è ancora in corso) ma a Firenze è certo che accada qualcosa.

Passa una canzone di Rihanna alla radio e una luce indecisa fa capolino dalle finestre, entri o non entri, voglio dire? “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte...” una cosa del genere insomma, e questa primavera che faticosa sboccia sotto i temporali nei parchi e nelle maniche a tre quarti, e i cardigan misto lana che ci portiamo nei bauletti del motorino, ripiegati nello zaino, perché “non si sa mai, il giorno fa caldo ma la sera, eh la sera rinfresca”... tutte queste precauzioni che cavilliamo per non soccombere agli acciacchi e alle stagioni, “fortuna tanta” che al Progresso non entrano, che si incagliano fra le tende scure e il legno ingrossato della porta. Non abbiamo bisogno di martiri né difese, forse nemmeno di Rihanna in effetti, ma la dance-pop non ha mai mietuto tutte 'ste vittime in fin dei conti quindi va bene così. Quel legno ci serve. E anche la tosse grassa, una copia raggrinzita e smilza del Manifesto, un cynar liscio a stomaco vuoto, le sedie vecchie che rigano il pavimento, i lavoratori che parlano di lavoro anche quando finiscono il turno, i luoghi chiusi, bui e umidicci anche in pieno agosto. Dove la bellezza fiorisce a stento, ma se cresce, dura.

Si riconferma Firenze Rock, che ha trasformato la città in una delle nuove mete dei rocker e che quest’anno ci porta i Foo Fighters, i Guns, gli Iron Maiden e Ozzy. Ritroveremo il MusArt Festival con i concerti delle eccellenze della musica italiana e internazionale incorniciati da Piazza SS Annunziata. E se Firenze, nonostante continui a cullare il Rinascimento, dimostra di allattare allo stesso tempo la contemporaneità, è grazie anche a progetti come Secret Florence, il festival dedicato alle arti contemporanee che si svolgerà in alcuni luoghi insoliti della città d’interesse storico-artistico.

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L U O G H I D I M E N T I C AT I Foto di GIULIO GAROSI - Testo di JACOPO AIAZZI

Ex Caserma Gonzaga 100.000 metri quadri, di cui 30.000 coperti. Fino al 2008 ha ospitato il 78° Reggimento fanteria “Lupi di Toscana”. Situata al confine tra Firenze e Scandicci, ad aprile 2017 è

sfumata l’ipotesi di recupero di una porzione per ospitare una moschea. L’area, in futuro, potrebbe essere adibita ad housing sociale, campi sportivi e spazi polifunzionali.

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ESSERI URBANI di FRANCESCA CORPACI

Cani e padroni di cani

A

ll’area cani in Lungarno del Tempio ci si reca principalmente per fare telefonate. Di domenica mattina si chiamano i genitori, e oscuri parenti che compiono gli anni. Si chiama la madre, che si vede ormai di rado, e un fratello o una sorella trasferitisi all’estero. All’area cani si scorre la cronologia del cellulare, ci si informa su persone con cui poi non si andrà a cena. Si aggiornano foto sui profili social, si legge cronaca intravista al lavoro. Si replica a messaggi non molto importanti con pollici alzati e memo vocali. All’area cani ci sono panchine, e sedie di plastica crettate dal sole. Ci sono posaceneri per i fumatori, colmi di mozziconi succhiati fino al filtro. Si discute, per ammazzare il tempo, di certe teorie su questioni razziali, e su problemi di eugenetica e obbedienza che neanche in Germania un’ottantina di anni fa. Il lupo cecoslovacco meglio del bracco, ma il corgi sta bene anche senza giardino. Il labrador insomma, bello ma stupido, e il beagle no, per carità. A volte mi concentro, e provo a immaginare gli stessi argomenti applicati ad un’altra specie, la medesima conversazione sui portoni degli asili. Ho anche scritto reclami ad un quotidiano locale, lettere aperte piene di preoccupazione. Ne ho inviate sette. Non ne ho mai visto l’ombra sugli inserti centrali. All’area cani ci si trova come ai pranzi di famiglia, come tramite un appuntamento che non ci si è mai dati davvero. Si arriva e si festeggiano i cani degli altri: si allargano le braccia, si battono i palmi. In seguito si fa un cenno anche ai loro padroni, quest’ultimo, tuttavia, con minore entusiasmo. All’area cani si pensa alle analisi da ritirare, agli orari infiniti, all’inverno che non passa. E se capita poi di raccogliere feci si sarà in segreto grati a quel gesto: l’atto di chinarsi, d’incontro alla terra, che con fatica ci riporta più vicini al cielo.

Illustrazione di Marta Staulo

PA L E S T R A R O B U R

LEZIONI DI GINNASTICA C U LT U R A L E P E R F I O R E N T I N I di RICCARDO VENTRELLA

La Rondinella dell’84

P

er tradizione è la seconda squadra della città, un po’ come il Chievo a Verona, tra alti e bassi (recentemente più i bassi degli alti), legata al Torrino di S. Rosa. La Rondinella dal dopoguerra fa parte a pieno titolo della grande storia sportiva del pallone a Firenze. Fu nella stagione ‘83-‘84 che i biancorossi basati al campo delle Due Strade ebbero il loro gran momento di gloria. Un campionato sugli scudi, guidato dall’allenatore Robotti, già gloria viola, che portò la Rondinella ad ottenere risultati prestigiosi come la vittoria per 2-1 sul campo del Bologna poi vincitore di quel torneo col Parma, e ad aver bisogno di emigrare al Comunale per la

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gran quantità di pubblico. In porta il compianto Pazzagli, all’attacco Brondi, in regia la stella Domini poi destinato a buona carriera in serie A. Alla fine la Rondinella è settima, ma in realtà praticamente quarta a pari merito, non lontana dalla zona promozione. Non sarà mai più così.


il di ROCCO GURRIERI

uestionario Roberto Marchionni Comincia coi fumetti a vent’anni pubblicando su “Frigidaire” e “Il Manifesto”. È allora che la firma di Roberto Marchionni muta in Menotti. Negli ‘80 è alla scuola “Zio Feninger” di Bologna, istituto che raccoglie la generazione del fumetto d’autore successiva a quella di Pazienza. Dopo, alla Technische Universitat Berlin realizza assieme a Massimo Semerano la graphic novel “Europa” e, tornato a Roma, collabora a numerose serie tv in Rai e Mediaset. Nel 2014 firma assieme a Nicola Guaglianone il fortunatissimo “Lo Chiamavano Jeeg Robot” che sbanca i David di Donatello e suscita l’interesse dei signori del cinema d’oltreoceano. Niente di meno che Carlo Verdone lo vuole poi per la stesura di “Benedetta Follia”, uscito nelle sale l’11 gennaio di quest’anno.

Nome. Menotti. Pronome. Io. Complemento oggetto. Eh? Il progetto al quale stai lavorando. Una serie internazionale creata per Amazon Prime Video e il prossimo film di Carlo Verdone. Uno al quale vorresti lavorare. Un film al quale vorrei dedicare più tempo, lo sto scrivendo con Giorgio Fabbri. È la storia di due teenager americani che si conoscono su Tinder. Ma sul più bello il mondo finisce. Come si vive a Roma? È notevole quando non piove. Cosa fai quando nessuno ti guarda. Imparo a usare Final Cut Pro montando i filmini porno-amatoriali che ho girato in VHS negli anni Novanta. Una festa indimenticabile. Per anni ho festeggiato San Silvestro con un gruppo di amici. Siamo stati in ostelli vuoti, hotel abbandonati, masserie, perfino una dacia per ufficiali dell’ex DDR. L’ultima festa si è svolta in un albergo in disuso. Ma si era sparsa la voce tra gli autoctoni e all’una di notte erano arrivate un migliaio di persone, con tanto di blocco della statale. La tradizione è finita lì. Il tuo rapporto con la tv in un aggettivo. Incestuoso. Cosa ti piace e cosa disprezzi del 2018. Avere a disposizione un catalogo di film e di serie televisive impensabile fino a qualche anno fa. Non poter andare al cinema a vedere i film stranieri perché sono ancora inesorabilmente doppiati. Ti capita mai di pensare come un tuo personaggio? Di solito mi capita il contrario, è un modo per riflettere sugli stereotipi. Per esempio, prova a dare una botta in testa a uno, e vedi se sviene il tempo necessario per farti terminare un certo affare. Hai mai fatto a botte? Hai voglia. Come chiunque si sia trasferito da bambino a più di 500 km da dove è nato. Una poesia un libro o un fumetto fondamentale per Menotti. “Il Processo” di Kafka. Una tua mania. Ne ho diverse: compaiono, raggiungono il climax, poi spariscono senza lasciare traccia. Ultimamente sono ossessionato dallo “stir frying”, la tecnica di cottura rapida nello wok. È da una ventina di giorni che nei ritagli di tempo friggo cose. Un sogno che fai spesso. Andare a un ricevimento a piedi scalzi. Un classico. La più grande cazzata che hai fatto. Cose di donne, stendiamo un velo pietoso. Un talento che vorresti avere. Qualcosa di più appariscente del saper disegnare. Tipo, suonare il piano nelle stazioni ferroviarie.

sono grigi, tanto sono pestati di correzioni. Le sceneggiature no, ma solo perché le scrivo al computer. Stimolare l’immaginazione degli altri da piacere? Non ci penso mai, sono più concentrato su ciò che dà piacere a me. Non capisco che significhi “al pubblico piace questo” o “al pubblico piace quello”. Il pubblico, ammesso che esista, non sa cosa vuole. Se sei un artista o un imprenditore, inventi qualcosa e provi a farglielo piacere. Qual è il miglior supereroe e perché. L’Arcangelo Michele. Combatte un mostro orribile per difendere una donna. Indossa un’armatura attillata, di ottima fattura e ha gli stessi colori di Superman. A vent’anni non disegnavo altro. Il primo segreto di stato che riesumeresti. Il vero nome del materiale che sostituisce l’asfalto nelle strade di Roma. Hai mai rubato qualcosa? Parecchie linee narrative di “Curb Your Enthusiasm”. La cosa più bella del tuo lavoro. Svegliarsi certe mattine sapendo di poter lavorare tutto il giorno senza dover vedere nessuno. No vabbè, si scherza.

Lavori di getto o correggi fino a svenire? Faccio una fatica tremenda sia a scrivere che a disegnare. I miei originali a fumetti 23


4 CITTÀ METROPOLITANA DI FIRENZE

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FRASTUONI • dischi più o meno probabili di GABRIELE GIUSTINI

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ipote illegittimo de Lespertone, ne eredito i pessimi gusti musicali e torno, con gioia, a scrivere di musica su Lungarno. Tutti i mesi nuove uscite, dischi irrinunciabili, dischi orrendi, ristampe, dischi italiani, colonne sonore. Seguitemi.

LAISH - Time Elastic - Talitres Superato l’equivoco se scrivere Laish o i Laish - optiamo per quest’ultima soluzione, nonostante il progetto sia principalmente frutto della scrittura del polistrumentista Danny Green - arriviamo subito al succo di queste righe: “Time Elastic”, appunto il nuovo album dei Laish, ha tutte le carte in regola per essere uno dei lavori folkpop più riusciti che potrete ascoltare quest’anno. La voce di Green si colloca angelica e sofferta tra Robert Wyatt e Kurt Wagner (Lambchop), i suoni che la sostengono arricchiti da arrangiamenti corposissimi - fluttuano in perfetto equilibrio tra folk-noir, pop e rock. Attenzione alla micidiale accoppiata “Dance to the Rhythm”/”Time Elastic” a metà disco. Post-ethereal Folk.

MASSIMO MARTELLOTTA One Man Sessions Vol.1 - Sintesi -

COURTNEY BARNETT Tell Me How You Really Feel Milk! - Records Avevamo lasciato l’australiana Courtney Barnett, e il suo adorabile cantato scazzato, a “Sometimes I Sit and Think, and Sometimes I Just Sit”, debutto di ormai tre anni fa e, più recentemente, alla collaborazione con Kurt Vile - del quale siam gelosissimi - in “Lotta Sea Lice”. Tempo, quindi, di un nuovo lavoro tutto suo con “Tell Me How You Really Feel”, che non si capisce se sia una domanda o un’affermazione. Quel che si capisce benissimo invece è che la Barnett è tuttora in forma splendida, grazie anche alla sua elegante capacità di aggiornare il meglio degli anni Novanta - dai, basta con gli Ottanta - ai giorni nostri, quelli in cui le camicie di flanella son sepolte dalla naftalina. Alternative-Folk, Instagrunge.

Cinedelic Per la quota tricolore della rubrica e ancora memori del recente e bellissimo concerto dei Calibro 35 alla Flog, ci risultava difficile non scrivere di “Sintesi” di Massimo Martellotta, dei Calibro compositore e poli-strumentista. Si tratta del primo capitolo di One Man Sessions, progetto che si svilupperà attraverso cinque volumi che vogliono raccontare un mondo musicale unico e onirico. “Sintesi” parte da quello dei sintetizzatori - sia analogici che digitali - e ne interpreta l’utilizzo in chiave, a tratti, sperimentale. E se da una parte rimane vivo il ricordo cinematico, dall’altra il lavoro di Martellotta omaggia tanto il moog e l’avanguardia di Wendy Carlos, quanto l’ambient di Brian Eno. Cinematic-groove calibrato.

Gab, unità Fringe in Audioglobe dal ’98. Babbo di Bianca e Anna. Vivo di musica, più o meno malato di serie tv, ogni tanto fotografo cioè scatto fotografie e mi piace il tennis.

Dialoghi ai confini della libertà

Il festival del Maggio Musicale Fiorentino di GIULIA FOCARDI

È

uno sguardo rivolto al futuro quello raffigurato da Mimmo Paladino nel suo manifesto per il nuovo Festival del Maggio Musicale, uno sguardo che “ci dà le spalle” per proiettarci in un orizzonte illimitato, un orizzonte di fantasia, illuminato e libero. Libertà di creazione e di pensiero per celebrare un’epoca difficile e complessa, libertà come soggetto al centro di una riflessione condivisa, dell’opera di Paladino e della nuova edizione di un festival (quest’anno alla sua 81° edizione) che non smette di stupire e lo fa partendo dal titolo che lo accompagna: “Dialoghi ai confini della libertà”. Dal 5 maggio al 13 luglio, la rassegna prevede un vasto programma di opere, concerti, balletti e arti performative dove sono coinvolte più di 70 istituzioni culturali della città con più di 120 appuntamenti. Un’altra novità della nuova annata, infatti, sta proprio in questa apertura, nel concetto di libertà, in questa condivisione con gli spazi stessi della città: il Maggio esce del teatro e decide di invadere, per la prima volta, Firenze e tante altre città della provincia e della regione, da Livorno a Grosseto, a Carrara e non solo, grazie all’unione di molte delle più autorevoli e vivaci

istituzioni e associazioni culturali fiorentine e regionali - Università degli studi di Firenze, Fondazione Zeffirelli, Compagnia Virgilio Sieni, Accademia di Belle Arti, Stazione Leopolda, Galleria degli Uffizi, Teatro Goldoni e molte altre - per accompagnare la tradizione all’interno di luoghi inediti ed esclusivi, rendendolo così un Festival diffuso, partecipato, senza competizioni, un “Festival della rinascita”. Gli appuntamenti che vi segnaliamo in questo primo mese: la serata inaugurale caratterizzata dall’opera “Cardillac” di Hindemith con la regia di Valerio Binasco (segnerà il debutto come direttore musicale di Fabio Luisi sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio; repliche il 9, 12 e 15); il 19 (Teatro del Maggio), nell’ambito di Tempo Reale, Arne Deforce al violoncello e Damiano Meacci (live electronics e regia) interpreteranno la musica potente di compositori proiettati in estetiche forti e anticipatorie come Niblock, Cendo e Vaggione, per un viaggio nel suono del futuro, estremo e avvolgente; “La battaglia di Legnano”, in scena al Teatro del Maggio il 22 (repliche 25, 27 e 31), per vivere il momento di maggior consonanza tra Verdi e gli ideali risorgimentali del suo tempo nel nuovo allestimento con la regia di Marco Tullio Giordana. 25


PA R O L E di GABRIELE AMETRANO

“Curarsi con i libri” di Ella Berthoud e Susan Elderkin edito da Sellerio pag. 734 - euro 18

Leggere fa bene alla mente, ma anche ad altri disturbi clinici. Può un Fenoglio curare il mal d’amore? O Hemingway il mal di testa? Per Ella Berthoud e Susan Elderkin sì, possono questo e molto altro. Questo malloppo delizioso di più di 700 pagine è un prontuario per casi clinici, un metodo di cura alternativa ai malesseri che quotidianamente possono assalirci. Un breviario con migliaia di libri pronti all’uso, una sorta di cassetta del pronto soccorso letterario, capace di lenire ogni pena e ogni acciacco. Per un bel massaggio possiamo concederci un bel Murakami, per i reumatismi il “Marcovaldo” di Calvino mentre per mettere un po’ di fuoco nelle vene e attenuare l’impotenza esiste sempre “Il bell’Antonio”. Insomma, le signore inglesi dei libri ci offrono la possibile strada di una alternativa agli antibiotici. Unica avvertenza: le pagine vanno lette e non divorate dopo i pasti.

C'è stata una Firenze che amava e che giocava. C'è stata una Firenze che amava e rincorreva le straniere. Una Firenze che aveva ancora voglia di fare l'amore, di sedurre e scoprire nuove frontiere. Una Firenze di vini e ristoranti, di donne americane imbroccate con ardimento, di donne francesi sedotte con garbo, di avventure ad est e macchine di classe. C'è stata una Firenze che s'offriva come teatro all'estro creativo di latin lover filosofi e romantici. Fu la Firenze di Luca Bigongiari, detto “il Bighe”. È la Firenze che Emanuele Baldi ed io, lontani eredi e sogna-

Roberto Del Fosco scrive poesie, ma si occupa di ben altro nella vita. Su Lungarno ci accompagna con la sua rubrica che in questa stessa pagina trova spazio: ritrova i versi di altri, parole che ci “Suggestioni” immergono in stati d’animo di Roberto che a volte solo chi scrive di Del Fosco Edito da Edizioni poesia è capace di trovare. Croce pag. 64 Questo è il secondo libro di euro 11.90 Roberto, “Suggestioni”, poesie strappate alle sensazioni, all’amore, alle maniere gentili, ma che a volte sono colpi ben assestati all’anima. Più che suggerire sfumature, l’impeto di mettere nero su bianco ogni vibrazione amorosa sembra un’ossessione, una necessità che prima o poi porterà alla catarsi. E con i versi dell’autore il lettore troverà mimesi e riscatto. Anche se la copertina non è di mio gusto (non me ne voglia l’amico Roberto), oltre l’azzurro troverete il blu, quello con cui solitamente dipingiamo l’oltre cielo. Fermarci solo alle apparenze, in poesia, non è permesso.

tori indefessi, racconteremo attraverso le parole del Bigongiari stesso, leggendo presso la libreria Todo Modo martedì 8 maggio, passi scelti dell'immortale opera del Bighe: “Diario di un latin lover fiorentino. La dolce vita, le donne e la Firenze degli anni Settanta, raccontati da un protagonista”. Mancare sarebbe un delitto contro l'amore. (di Tommaso Ciuffoletti) “Diario di un latin lover fiorentino” di Luca Bigongiari Edito da Polistampa pag. 96

Con Senso

Di Verso

ANEDDOTO

La tua assenza mi circonda come la corda la gola il mare chi sprofonda

di GIULIA ALFANI

a cura di ROBERTO DEL FOSCO

L'italiano aneddoto deriva direttamente dall'equivalente greco anèkdotos, una parola composta da tre parti distinte: An-èk-dòtos. Il suffisso an- è la particella di negazione (analfabeta, analcolico); - èk - significa “fuori”, e infine - dòtos ha il significato di “dato”, “noto”. Anèkdotos è quindi un dato, un fatto non ancora venuto fuori: non diffuso, non reso noto. Nel linguaggio corrente l'aneddoto è una notizia nuova, un breve racconto inedito, sconosciuto ai più. Interessante da divulgare, spesso divertente da ascoltare, utile da collezionare nella memoria per dar credito a proprie tesi e opinioni; ricordando, però, di tirarlo fuori e usarlo “nella conversazione, inserendolo al posto giusto”, come consiglia Goethe (“Pensieri sull'arte della vita”, Giunti 2016).

(tratto dalla poesia di Jorge Luis Borges Assenza, in Fervore di Buenos Aires 1923)

Jorge Luis Borges (1899 - 1986), intellettuale argentino che con le sue opere ha fornito un notevole contributo alla letteratura filosofica e al genere fantasy; nei suoi racconti si realizza il perfetto connubio tra concezioni filosofiche e caratteri classici del fantastico, come i mondi paralleli, il magico e il mistero. Considerato, per importanza ed influenza, tra i maggiori autori del XX secolo, negli scritti poetici regala l’atmosfera dei segreti pronti a disvelarsi.

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L ' O T T A VA D I P I L A D E

Leggere è una gran cosa di PILADE CANTINI

Sfogliare un libro è proprio una gran cosa, ogni minuto trovi una sorpresa: ci trovi la poesia oppur la prosa, ci puoi trovar la lista della spesa, Un pètalo schiacciato d’una rosa, una battuta di poca pretesa. Ci puoi trovar la neve come il mare, ci trovi frasi scure e frasi chiare. Leggere un libro è come camminare, puoi visitar l’Arabia o l’Argentina, puoi prender l’aeroplano e, via, volare, e lo puoi fare presto di mattina o a sera se princìpia ad abbuiare; puoi bérci anche un caffè nella tazzina o una citrosodina effervescente. A leggere s’incontra tanta gente. Leggere un libro, poi, non serve a niente se spesso non lo chiudi sul divano e corri fuori, buffo e inconcludente, e corri con qualcuno per la mano; se non cerchi un tramonto commovente o una sirena, un fungo, un gatto, un nano. Leggere è una gran cosa, a prima vista, ma posala, venvìa, questa rivista.


PA L AT I F I N I di MARTA STAULO

Torta al limone e fiori di sambuco C’erano una volta i prìncipi che sposavano le poracce che alla fine si scopriva fossero principesse. Adesso il processo sembra essersi invertito e puoi anche annunciare il tuo fidanzamento in accappatoio (ah non era un accappatoio, Meghan?). C’era un tempo in cui i mariti - dai gusti sessuali confusi dal liberismo ellenico - rapivano le future mogli, le rasavano a zero, le chiudevano in una grotta dopo essersi uniti a loro in un atto di violenza e andavano a festeggiare con i compagni di bisbocce. Venne poi il tempo dell’amor cortese e la donna scoprì il corteggiamento e che se la poteva tirare. Se la tirò a tal punto da sublimare le sue pulsioni per finire a struggersi sui romanzi di Jane Austen e compagnia bella. Arrivò poi il tempo delle madri che compravano corredi il sabato pomeriggio. Di bambine che piangevano perché non avevano la batteria di pentole doppio, triplo fondo, senza sapere che sarebbe presto arrivato il tempo in cui si sarebbe organizzato prima il divorzio che il matrimonio. Per la serie #meghancherompeletichetta, mentre Vera Wang lancia la sua linea di wedding cake per Ladurée, Meghan - futura sposa di Harry d’Inghilterra - ordina alla pasticceria dietro casa una torta ai fiori di sambuco e limone. Perché sembra andato il tempo in cui le torte di matrimonio reali si limitavano ad essere pomposi panettoncini scuri e compatti di melassa e frutta secca, ricoperti di glassa bianco verginale - fruit cake - che si diceva dovessero durare fino al battesimo del bambino che ancora non era stato concepito. In un tempo in cui i matrimoni ancora duravano più dei fiori che la sposa aveva in testa.

GOLE PROFONDE di TOMMASO CIUFFOLETTI

Shibumi e spuma bionda “Come va? Sei ancora addormentata città da sempre amata, perduta e mai riconquistata. E il ricordo è così lontano di un bicchiere di spuma freddo nella mano”. La spuma bionda è come Ivan Graziani, la spuma bionda è l’eleganza discreta di un pensiero che prende forma nel tempo, la spuma bionda è l’invenzione occidentale che più s’avvicina a quel meraviglioso concetto giapponese che va sotto il nome di shibumi. “Shibumi è un sottile equilibrio che si ottiene mediante una ricerca della semplicità, intesa come ciò che è essenziale, senza eccessi di sorta, e pertanto assolutamente notevole”. Entrare in una casa del popolo la domenica mattina dopo un sabato senza aver dormito, vagando per la campagna toscana. I capelli sconvolti, la pelle impiastricciata, il sorriso di endorfine sbadiglianti ed accanto una donna bellissima e scompigliata come te. Ti fermi a sfogliare la cronaca locale de La Nazione - l’ennesima storia di corna di provincia, un furto, la festa del paese - e lei va al banco ed ordina una brioche ed una spuma bionda. Le guardi le gambe, il piede con cui si accarezza un polpaccio, quei jeans stropicciati, la tua felpa che le sta grande e i capelli lasciati andare sulle spalle con ancora qualche foglia d’erba in mezzo. Shibumi. E spuma bionda. Io vorrei bere spuma bionda con la Regina d’Inghilterra. Io e lei accanto, seduti sul dondolo di una veranda dell’Alabama. “Sai Tommaso che oggi ci sarebbe il matrimonio di mio nipote Harry?”. “E perché non sei andata Elisabetta?”. Lei beve un sorso di spuma, segue con lo sguardo il passaggio di un battello a vapore e senza girarsi mi dice che “No. Non lo so perché. Non lo so. E non so nemmeno perché sono regina. Regina di cosa? Regina di chi? Non ho voglia, non ho senso, sto bene qui. Con te. Oggi tu sei il mio Re. Bevi con me Tommaso”. Andrà così. Shibumi e spuma bionda. 28


OROSCOPO di VIRGINIO illustrazioni di MELANIA BRANCA

Su tutti i prati si srotolano infinite margherite. Vicine l’un l’altra sembrano formare un strato di neve fatto d’infinite possibilità: le margherite custodiscono risposte che aspettano di essere svelate. Tu lo sai, e passi gran parte delle tue domeniche nei parchi a fare “m’ama o non m’ama” con i petali di questi fiori. T’ama sempre.

È primavera! Tutto rinasce, ogni cosa si fa nuova e il profumo dei fiori risveglia i tuoi sensi: sei così euforico da essere quasi fastidioso agli occhi degli altri. I tuoi amici sono indecisi se sedarti o usare il tuo sangue come anfetamina. Alla fine, verso la terza settimana, diventi ingestibile: passi un pomeriggio legato ad un albero.

I primi del mese sei così preso dalla tua vita che non ti rendi conto di quello che ti circonda. “Cos’è questo maledetto caldo?”, è l’unica cosa che riesci a chiederti. Hai dei piani precisi e fino all’ultima parte del mese riesci a rispettare i tuoi prognostici. Per fortuna, ad un certo punto, decidi di lasciar perdere tutto: ti ricordi che la vita è bellissima e trascorri gli ultimi giorni del mese all’aria aperta.

Prima o poi dovrai ammetterlo a te stesso: spesso passi la tua vita aspettando che qualcosa di meglio possa accadere da un momento all’altro. Questo tuo modo di fare ti ha portato a comprare tanto cibo spazzatura, gli umani non sanno soddisfare le tue aspettative. Anche questo mese non succede nulla, almeno fino all’ultima settimana…

Sei consapevole di non averci mai capito niente: della vita, di te stesso, del mondo. Giri per le vie della città fino a quando, in un momento qualsiasi, non ti ricordi della poesia di Pablo Neruda: “Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera”. Di colpo ti risvegli, i tuoi occhi si illuminano e ti riempi di una strana energia. Tutto acquista un senso, anche se non sai spiegare bene il perché.

Come Marco Aurelio, per te la primavera è un momento dove tutto ciò che accade è usuale e familiare: anche questo mese ti prendi una non-merita pausa relax. Preso dalla bella stagione inizi ad organizzare feste a più non posso. Grigliate, bevute in piazza, discoteche, gite fuori porta. Un mese all’insegna del vino, del cibo e della f…elicità! Bravo.

Questo mese sei stranamente aperto e vorresti conoscere un sacco di persone. Saltelli mentre cammini, bruci due pentole, canticchi tutto il tempo, non suoni mai il clacson. Sei innamorato? Forse. Ad ogni modo, quelli che ti conoscono sono preoccupati per te: sorridi troppo e non fai altro che essere felice.

Il bel tempo influisce anche sul tuo futuro: tutto è limpido all’orizzonte. Piccolo imprevisto: la seconda settimana esci senza ombrello e inizia a piovere. A te non interessa e inizi a ballare sulle pozzanghere in mezzo a lampi e fulmini. Ti adatti ad ogni cosa, i raggi tornano pian piano a far capolino fra le nuvole e tu neanche sembri accorgertene. Niente può più spaventarti.

All’inizio pensi a tutto fuorché a quello che devi fare: tutto è perfetto. Verso la seconda metà del mese ti rendi conto che stai perdendo tempo e provi a recuperare i tuoi impegni. Per fortuna capisci che è troppo tardi per tornare indietro. Per una volta lasci perdere il tuo raziocinio e decidi di prenderti una pausa. Da quel momento, passeggi ovunque con lo stesso sorriso ebete della prima settimana.

È maggio ma per te il detto “aprile dolce dormire” è ancora valido. Sei così per aria che non puoi girare per strada senza navigatore, se vuoi arrivare puntuale ai tuoi appuntamenti. La bella stagione ti fa perdere la testa: non cercare di riprenderla. Lasciati cullare dal vento caldo, perditi un po’, spegni il cellulare. Te lo meriti.

Per te è mai passata la primavera? Tutti sono distratti e per una volta non ti senti l’unico ad essere rallentato. Questo non ti basta, vuoi dare il meglio per dimostrare al mondo quanto è bello essere pigri. Decidi di diventare campione di dormite a bocca aperta: ti stendi in qualsiasi parco e/o superficie verde pianeggiante, dormi più che mai e, a tempo record, conquisti il tuo titolo. Un periodo di normale relax, russi troppo.

Le cose migliori partono dagli angoli bui, in quei posti dove fino all’ultimo tutto rimane avvolto nell’oscurità, dove la luce arriva all’ultimo momento per dare vita ad eventi straordinari: sei un arcobaleno gigantesco. Non cercarti né alla fine né all’inizio, guardati per quello che sei e fai un bel respiro: è tutto ok, la tempesta è passata. Non ti rimane che aspettare nuovamente il sole.

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1/ 2/ 3 giugno 2018 Villa Bardini Firenze

Federica Bosco

Chiara Francini Pierluigi Battista

la città dei lettori

festival

prima edizione

ANTONIO FERRARA

PAOLO GIORDANO

a cura di

Francesco Sole Pinuccio

in collaborazione con

RICCARDO FALCINELLI Annalena Benini Patrizia Cavalli

con il sostegno di

Sasha Naspini

LORENZO MATTOTTI Giorgio Bacci “2X1 = 2”

con Patrizia Rinaldi e Otto Gabos

Antonella Ossorio

LIA LEVI ANTONIO MANZINI Marco Vichi Leonardo Gori Letture itineranti


PAOLA ZANNONER

Carlo Carabba Enzo Fileno Carabba

Barbara Baraldi Matteo Strukul

Giovanni Gozzini Lisa Roscioni

MARCELLO SIMONI

Elena Stancanelli Nadia Terranova

Simone Innocenti

I DODICI DEL PREMIO STREGA

FEDERICO MARIA SARDELLI

Corrado Fortuna

“COPERTINE DA FAVOLA” laboratorio

FLORENCE BOOK PARTY

Luca Ricci Vanni Santoni Alessandro Raveggi

Claudio Giunta Claudio Marazzini Vera Gheno

Simona Atzori PINOCCHIO, HARRY POTTER, TOPOLINO, HEIDI E TUTTI GLI ALTRI… laboratori e letture

“GINO BARTALI EROE SILENZIOSO” con Federica Molteni

FRANCESCO RECAMI LEONARDO CAFFO

Simona Baldanzi Pilade Cantini

Giuseppe Girimonti Greco

MASSIMO CARLOTTO BEN GREEMAN

Jessica Joelle Alexander Roberta Balestrucci

“SCIENZA RAP” con Annalisa Bugini e Teresa Porcella “SULLA LINEA DELL’ORIZZONTE” concerto per immagini in ricordo di Maria Lai “IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI”

l’Associazione Culturale Wimbledon sostiene le attività di

Lirio Abbate

Francesco Cataluccio

FRANCESCO PICCOLO The book is on the table instagram event

Busajo ONLUS

lacittadeilettori.it


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Lungarno n. 62  

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