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Ottobre 2017


SOMMARIO

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I luoghi di tutti

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Editoriale La Serenata

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Georgette e il dibattito “cool”

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I luoghi di tutti

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Gente che si unisce

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Libri in comune

10 Dentro la sporta 11

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Libri in comune

Cinema che r-esiste

12 Non il solito verde 14 Ottobre in sala Il teatro non va in vacanza 16 L’agenda di ottobre 18 Ottobre da non perdere 19 Ecosistemi culturali Autunno e musica, l’ottobre fiorentino 20 Firenze città / Firenze periferia 21 Fermo immagine I provinciali 23 Esseri urbani Palestra Robur 26 Il Jazz di novembre 27 Suoni 28 Fiere 29 La schiacciata all’uva Il guercio vinoso 30 Oroscopo

11 Cinema che r-esiste


EDITORIALE di GABRIELE AMETRANO

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elle scorse settimane abbiamo visto scorrere fiumi d’inchiostro sul quartiere fiorentino San Frediano. Un polverone che ci ha riempito le spalle di retorica e protagonismo. Intellettuali radical chic che hanno fatto a gara per accaparrarsi la parola “cool” per essere più “fighi” dello stesso quartiere, criticoni dell’ultim’ora che hanno additato la valanga di turismo, il mangia e bevi culturale da un giorno e via, l’immancabile degrado. Nessuno però ha cercato di andare oltre il già detto, tranne forse un articolo di Vice Italia a cui però mancava la residenza dell’autore per centrare l’essenza. I problemi ci sono, non possiamo non vederli, ma oltre questi esiste una collettività, la vita comune nella quotidianità, l’esperimento della bellezza oltre la giornata. Esistono circoli, cinema, associazioni e biblioteche in tutta Firenze che esprimono la vera potenza della città. Dietro a queste ci sono persone, fiorentine o d’adozione, che guardano gli altri, vivono con gli altri, che incarnano il vero senso della parola “cool”. Una comunione d’intenti, di appartenenza ad un quartiere, al vicinato, che anche chi viene a trovarci da fuori ascolta la musica di questa orchestra di cuori. Ed è “figo” il locale solo perché intorno c’è il quartiere pulsante, gli occhi che vivono, l’esperienza umana e fiorentina dello stare insieme. E ne sono tanto convinto che questo numero lo abbiamo costruito su ciò che molti hanno dimenticato: “cool” è chi vive insieme le sponde dell’Arno fiorentino.

LA SERENATA di MATILDE SERENI

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ndovinate qual è la decima parola più cercata su Google nel 2011? Non è “Bin Laden”, né “Steve Jobs”, neanche “Gheddafi”. Non perché alla gente non piaccia la morte, se è per questo non è nemmeno “Matrimonio + William + Kate”. Cool. La decima parola più cercata su Google nel 2011 è “cool”.

Chissà che gioia per questi ricercatori trovarsela dopo sei anni su tutti i giornali. A Firenze in quei dieci minuti è successo tutto: decine di articoli condivisi alla velocità della luce, il diario di Facebook si trasforma nella Fashion Week di Milano, l’orgoglio straborda dai pixel e sì, finalmente il riconoscimento tanto anelato: The Oltrarno is better. Immagino sappiate quanto poco, pochissimo, quasi impercettibilmente, gli abitanti dell’Oltrarno ci tengano a sottolineare la fiorentinità assoluta del loro quartiere, ci mancava solo la Lonely Planet. Purtroppo io controbatto con fatica abitando nel centro del centro-senza-identità, ma con il cuore sostengo il povero Sant’Ambrogio, rimasto ormai solo in questa battaglia impari, e tutti i Quartieri dal 2 al 5. Eppure, quando scendo Ponte alla Carraia, so che mi devo togliere le scarpe per camminare in punta dei piedi; sto per entrare in un mondo rimasto educato e distante dal chiasso a cui siamo abituati. Ci vuole gentilezza. Quindi chiamatelo come vi pare: cool, figo, vecchio, bohémien, retrò, storico, hipster, affascinante, romantico. San Frediano ha un suo perché e noi abbiamo il compito di raccontarvelo. Buona lettura.

In copertina “Quando cala la sera... (San Frediano immaginato)”

Iscrizione al Registro Stampa

Editore: A  ssociazione Culturale Lungarno Via A. Scialoja, 33 - 50136 Firenze - P.I. 06286260481

di Nadia Sgaramella

del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012 N. 55 - Anno VI - Ottobre 2017 - Rivista Mensile

Direttore Responsabile: Marco Mannucci

www.lungarnofirenze.it

Direttore Editoriale: Gabriele Ametrano

Laureata in comunicazione, dopo varie esperienze approda all’illustrazione. Ha collaborato per Cosebelle, The Submarine, 1977, Lionheart, The It Factor, Artwort magazine e ha vinto il concorso Positivo&Negativo grazie al quale è stata inserita in un catalogo per fiere editoriali. La rivista americana Creativ le ha dedicato un articolo nella sezione Discovered Talents. Lavora come freelance, collabora con agenzie di storytelling e sogna di illustrare per il mondo dell’animazione e per quello dell’editoria. web www.behance.net/nadiasgaramella

Coordinamento: Riccardo Morandi Con il contributo di

Social Media Manager: Bianca Ingino, Valentina Messina Editor: Arianna Giullori Responsabile commerciale: Monica Falco Amministrazione: Arianna Giullori Stampa: Grafiche Martinelli - Firenze

Nessuna parte di questo periodico può essere riprodotta senza l’autorizzazione scritta dei proprietari. La direzione non si assume alcuna responsabilità per marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti, né per cambiamenti di date, luoghi e orari degli eventi segnalati. PER INFO E PUBBLICITÀ monica@lungarnofirenze.it - 389 1067456

Distribuzione: Ecopony Express - Firenze Hanno collaborato: Matilde Sereni, Tommaso Ciuffoletti, Pilade Cantini, Giacomo Alberto Vieri, Maddalena Messeri, Alba Parrini, Giulia Focardi, Raffaella Galamini, Tommaso Chimenti, Riccardo Morandi, Cristina Romeo, Leonardo Cianfanelli, Erika Gherardotti, Caterina Liverani, Mattia Marasco, Pratosfera, Gabriele Ametrano, Francesca Corpaci, Marta Staulo, Riccardo Ventrella, Gianluca Danti, Gabriele Sobremesa, Virginio.


CITY

G E O RG E T T E e il dibattito “cool” di ALBA PARRINI

S

an Frediano sì, San Frediano no. La Lonely Planet ha decretato San Frediano come il quartiere più “cool” del pianeta e si è scatenato il dibattito. Siamo andati a conoscere chi sta dietro questa definizione, la local expert della guida più famosa del mondo: Georgette Jupe. Georgette, perché hai pensato a San Frediano per la guida? San Frediano, ma in generale tutto l’Oltrarno, è sicuramente una zona dove i turisti stranieri ancora non arrivano alla loro prima visita in città. Si predilige sempre la zona intorno al Duomo o a Piazza della Signoria, ma nel mio articolo sulla Lonely

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Planet ho pensato che fosse più utile parlare di un quartiere davvero vivissimo e ancora autentico, per spiegare a chi visita la città che ci si può avventurare senza problemi e trovare alcune piccole gemme nascoste, come artigiani, nuovi stilisti emergenti, locali dove passare un pomeriggio e ristoranti o semplici chioschi dove gustare ancora il vero “mangiare fiorentino” a prezzi decisamente abbordabili. E come è uscita la parola cool? Il termine cool è stato dato dopo, direttamente dall’Editore, anche se sono perfettamente d’accordo sul fatto che San Frediano sia un posto figo, per dirla in italiano. Per noi americani la parola cool ha un significato molto positivo e si può tran-

quillamente utilizzare per tutta la zona dell’Oltrarno, nella quale peraltro io abito. Perché una ragazza americana ha deciso di trasferirsi proprio Diladdarno? Sia io che mio marito abbiamo scelto Firenze come patria di adozione e l’Oltrarno per noi ha sempre avuto un significato di famiglia allargata, ci sentiamo veramente a casa. Si respira fortissimo un senso di comunità, basta passarci pochi giorni e le persone ti fanno sentire parte di un qualcosa di unitario e storico, che si respira a ogni angolo. Il fruttivendolo, le botteghe di quartiere, i giardini dove passeggio con il mio cane, i circoli dove spesso mi metto a lavorare: con tutti ormai siamo “di casa” e ci salutiamo come fossimo vecchi amici.

La battaglia di San Frediano

rometto che non scomoderò Wittgenstein, non farò riferimenti alla filmografia di Buñuel, non citerò estratti di racconti di Foster Wallace. Giacché quando queste parole saranno carta, avrete tutti letto così tante opinioni sulla storia di San Frediano, che stantia, oramai, suonerà ancora più lontana che le ragazze di pratoliniana memoria. Partirei proprio dalle opinioni, comunque. Non importa averne una ad ogni costo. Forzandosi a ciondolare esitanti per le vie strette del quartiere in cerca di un’ispirazione, del traliccio mistico, del baretto illuminato: non c’è urgenza, ve ne prego, di raccontarci i vostri perché. Prendete un taccuino, sedetevi alla Cité di primo pomeriggio e pensate all’incipit di una personalissima versione dei fratelli Karamazov ambientata proprio lì, a San Frediano, nel 2008. La leggeremo tutti, un giorno, abbiate fiducia. Fiducia e comuni-

di GIACOMO ALBERTO VIERI

tà, dunque: e mentre cominciate a scrivere, a questi due concetti prestategli cura. Artigiani, artisti, anziani, genitori, nullatenenti, comunità asserragliate, fortezze. Fiducia in una contro-gentrificazione, in uno status quo, nella voglia di difendere,

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più che di attaccare. La guardinga Firenze per oggi rinuncia alle lame e cerca alleanze. La battaglia di San Frediano sarà ricordata per questo. Opliti e filosofi, vegani e carnivori, calcianti e nonviolenti, tutti, assieme, a presidiare i propri microcosmi racchiusi dentro la Porta di cui Sabatino è vigile sentinella. La battaglia, sì: ma la guerra? Spero che quando sarà finita, senza aver venduto tutto ai forestieri, né patteggiato il lezzo per il “contemporaneo”, lo scomodo per il necessario, saprete riconoscervi ancora, e di più, come silenziosi, vecchi, alleati. Allora questa battaglia di San Frediano avrà avuto un senso: i territori si perdono, si riconquistano, evolvono, implodono. Ma un regno. Sarebbe davvero cool spendersi per un regno, una compagine di volontà collettive, e non per autentiche, vere, popolose ma distanti comunità.


di PILADE CANTINI

E

uridice lo capì, che aveva appena principiato a parlare: la Casa del Popolo era la vera casa del suo nonno. Per molti, le Case del Popolo sono le abitazioni principali. Lì parlano, si confrontano, ricevono ospiti o clienti. Lì hanno gli amici (e i compagni). Lì si sentono liberi di spazzare un marciapiede o di spingere un passeggino: cose che non farebbero mai a casa loro. Qualcuno sceglie la Casa del Popolo per l’ultimo saluto, e ci vuol passare anche da morto. Nella mia zona, la valle dell’Arno tra Firenze e Pisa, le Case del Popolo sono quasi tutte sulla Tosco-Romagnola, come biglietto da visita della frazione: da Pontedera a Empoli, ogni paese ne ha una, bella in vista sulla strada principale, a fare a gara con la chiesa. In alcune zone, come nella “Lucchesia bianca”, ce n’è una sola: la Casa del Popolo I diavoletti, ma così importante da essere diventata toponimo di quel luogo nel capannorese (come ben raccontato nel recente libro di Francesco Cecchetti). Nelle città è diverso. Tranne rari casi, come la cattedrale del Circolo Vie Nuove o di un monumento al movimento operaio come la Società di Mutuo Soccorso di Serpiolle (eretta sulle colline di Careggi, e ancora oggi location di sagre pantagrueliche, iniziative di solidarietà, concerti fingerstyle che nemmeno a Milano…) son più piccole e nascoste. Spesso camuffate nei palazzoni dei quartieri periferici, o in zone di confine tra urbe e contado, ad esaltare le radici provinciali di quella zona, detta

“metropolitana” solo nelle delibere degli assessorati e a rinvigorire l’anima semplice e antiborghese di quegli esercizi – che nascono a fine ottocento nel Nord Europa (la famosa Maison du Peuple di Bruxelles) per poi diffondersi verso il mediterraneo, grazie ad una filosofia proletaria che non faceva una grinza: “Non possiamo avere una casa dignitosa per la nostra famiglia? E allora se ne fa una bella e grande per tutto il popolo”. E io, nei circolini di Via Pisana o di Peretola, per esempio, mi ci si sento subito a casa. Uno come me se n’accorge subito che è tra la sua gente: lo capisce dalla bottiglia di Campari aperta da mesi o dall’arredamento marrone – tutta un’altra vista rispetto ai bar completamente bianchi che fioccano di questi tempi; da un manifesto con Berlinguer desaturato dal tempo e dal sole o dai bagni austeri, spesso col sanitario alla turca, ma sempre puliti e dotati di carta – non come quei locali moderni dove magari ti ci mettono lo specchione glitterato nonché l’aromatizzatore con la fragranza al melograno ma se non hai i fazzolettini in tasca ti puoi trovare in situazioni molto imbarazzanti. E poi, diciamocelo, l’avanguardismo delle Case del Popolo è storia contemporanea: certo, tutti diranno che oggi i circolini non son frequentati da artisti, poeti e fini intellettuali e che anzi, tra una briscola e un tressette, volano volgarità ideologiche, bestemmie colorite e razzismi tra i più variegati, ma non va dimenticato che, per esempio, la prima organizzazione omosessuale di massa è stata l’Arci Gay. Arci, 6

“Babbo, si va alla Casa del Popolo?” “No, tesoro. Oggi è lunedì, è chiusa...” “Chiusa?! E nonno come fa?”

per l’appunto. Perché nelle Case del Popolo a discorsi non son buoni, ma nei fatti sì. Son posti dove si rovesciano i proverbi e, spesso e volentieri, si predica male ma si razzola bene. Purtroppo anche questo mondo finirà, il turbocapitalismo sta già chiedendo il conto. E allora resteranno solo gli artisti, i poeti e gli intellettuali a cantarne le lodi postume, come sta facendo l’attore Riccardo Goretti col suo meraviglioso monologo, “Il gobbo a mattoni”, o come ha fatto l’antropologo Antonio Fanelli, col suo bel volume “A casa del popolo”. E altri se ne dovranno aggiungere, perché rimpiangeremo sempre luoghi dove si parla male di negri e finocchi ma se poi ci s’entra in contatto ci si mette a sedere dalla loro parte e rimpiangeremo – sempre – gabinetti con fiumi di carta igienica bianca e rosa. Li rimpiangeremo tutti i giorni, compresi i lunedì.


Gente che si unisce Il silenzioso lavoro delle associazioni di FRANCESCA TOFANARI

I

n un bel pomeriggio di sole, due signori anziani sono seduti su una panchina sotto la loggia di via dell’Anconella al numero 3. Nelle loro parole ricordi del passato, di bambini che a scuola dovevano cantare le canzoni del fascio, dei bagni in Arno, di tempi in cui si stava meglio, ma poi arrivò la guerra. All’interno, le voci si moltiplicano e i ricordi lasciano spazio ad un presente di pomeriggi davanti al gioco delle carte o alle cartelle della tombola; chiacchiere al bancone del bar, dove il caffè “costa 70 centesimi ed è il più buono di Firenze”, come spiega Silvano, da 30 anni Presidente del Centro Anziani Età Libera, che mostra con orgoglio la bacheca dove è scritto il programma per tutto l’anno: la Befana, Berlingaccio, le frittelle di San Giuseppe, le gite sociali, la Rificolona, il castagnaccio d’autunno. E poi le cene, con i volontari che cucinano, gli spettacoli e i concerti, il ballo della domenica, i laboratori di pittura, la ginnastica e anche il pedicure il lunedì. Poco più in là, quasi di fronte al Centro Anziani, Fabio, un ragazzone con un passato difficile, vende ad un banchino le melagrane dell’orto del Centro di Solidarietà di Firenze di don Giacomo Stinghi, mentre il suo amico Gino sta seduto con lo sguardo un po’ perso e altri entrano ed escono dai locali del Centro dove ai ricordi degli anziani si sostituiscono le speranze di un presente migliore, di una marginalità che qui viene accolta ogni giorno per un pasto caldo, per la condivisione di attività che per qualche ora facciano dimenticare che arriverà la notte e il ferro duro di una panchina o il cemento della strada come

cuscino. Per i più fortunati, l’albergo popolare o un centro di accoglienza. Realtà diverse, solitudini che si sfiorano e si incrociano all’ombra dell’ex gasometro, con le sue imponenti guglie di ferro, lasciano spazio a schiamazzi di bambini quando, passata la Porta San Frediano e attraversate le stradine del Borgo, si arriva al giardino Nidiaci di via dell’Ardiglione. Nel “giardino segreto delle genti di San Frediano e di Santo Spirito”, come è scritto su un grande cartello, le mamme chiacchierano tranquillamente sedute ai tavolini, con un occhio ai bimbi più piccoli che giocano su scivoli, altalene e cavallini a molla, mentre i più grandicelli tirano calci al pallone nel campino o fanno i compiti o attività ludiche all’interno dell’adiacente Centro Giovani. Uno spazio, il giardino dei Nidiaci, che è stato difeso “con i denti” dagli abitanti del quartiere - dopo la chiusura della ludoteca di via della Chiesa e per qualche tempo dello stesso giardino da parte del Comune - insieme all’Associazione “Amici dei Nidiaci”, che lo gestisce con i suoi volontari. Luogo di ritrovo di tanti bambini e ragazzi della zona, nei pomeriggi dopo la scuola, ma anche di feste, eventi e attività organizzate per loro dall’Associazione. Specchio di una città lontana dai riflettori della movida e del turismo, dei bar trendy e dei ristoranti gourmet, Firenze mostra una bellezza diversa, fatta di solidarietà, di accoglienza, di volontariato, di voglia di aggregazione e di creare piccole comunità nei quartieri. Seguendo il filo rosso di questa città un po’ più nascosta, si arriva al Binario 2 della Stazione Santa Maria Novella, non per partire, ma per entrare nel

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mondo dell’Help Center gestito dall’Associazione ACISJF (Associazione cattolica internazionale al servizio della giovane), punto di riferimento per tutti coloro che si trovano in situazioni di marginalità, senza distinzione alcuna di nazionalità, religione, stato sociale. Non una mera opera di assistenza caritativa, ma un contesto educativo volto all’autonomia e all’ autodeterminazione dell’individuo. La missione è dare delle risposte e soluzioni sempre più adeguate alle molteplici e nuove gravi problematiche sociali attraverso un lavoro di prevenzione, accoglienza e promozione, offrendo servizi che vanno dall’Accoglienza all’Erogazione di Beni, al Segretariato Sociale, al Lavoro; dall’Assistenza Legale/Burocratica all’Assistenza Sanitaria, ai corsi di lingua italiana per stranieri.


LIBRI IN COMUNE di SARA VERGARI

Forse abbiamo anticipato i tempi. Forse questo raccontarvi il senso di collettività che vogliamo oggi era già nell’aria quando molti mesi fa sul nostro sito avevamo dato vita agli appuntamenti “Libri in comune”, un viaggio nelle biblioteche comunali della città. Luoghi in cui il sapere, la cultura e le menti si ritrovano per crescere insieme, per approfondire le curiosità dello studio, affrontare nuove letture, confrontarsi. Le abbiamo visitate e ve le abbiamo proposte, una ad una, perché questi nostri tesori per carattere non urlano ma il silenzio che le circonda non dona loro la giusta evidenza. Quindi ci torniamo, ne parliamo ancora, e per chi volesse farci un giro virtuale su www.lungarnofirenze.it troverà ogni informazione che lo porterà poi a visitarle, frequentarle e, perché no, sentirle come le sentiamo noi: patrimonio della nostra vita. (G.A.)

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asseggiando per il centro ci si accorge che il mistero del fascino fiorentino è forse il suo restare al passo con i tempi senza snaturarsi, il suo vivere il presente in luoghi densi di storia e cultura, la memoria e il rispetto che porta per la sua tradizione. È esattamente l’atmosfera che si respira nelle biblioteche, capaci di ospitare un enorme patrimonio di storia ed essere allo stesso tempo ambienti vivi e stimolanti per chi le frequenta oggi. Il Gabinetto Vieusseux in Piazza Strozzi, fondato da Giovan Pietro Vieusseux nel 1819, nasce come luogo di lettura e scambio di idee, a cui viene poi affiancata una biblioteca per il prestito delle novità librarie in varie lingue. Da questa istituzione sono passati Manzoni, Stendhal, Dostoevskij e molti altri. Ancora nel ’900 rimane un luogo di forte ispirazione letteraria e vede direttori quali Eugenio Montale. Oggi il Gabinetto Vieusseux, a

distanza di secoli, è ancora un’istituzione in cui la cultura vive attraverso i suoi fondi librari, eventi, presentazioni, ma soprattutto grazie ad una comunità che lo frequenta in nome di una tradizione che si tramanda di voce in voce, di penna in penna. La Biblioteca Marucelliana in Via Cavour è ugualmente un luogo in cui passato e presente si confondono con grande suggestione. Inaugurata addirittura nel 1752, nasce con l’intento di essere un luogo aperto al più vasto pubblico possibile. Qui vi trascorreva pomeriggi interi a leggere e scrivere Franco Fortini e ancora oggi ospita chiunque si voglia fermare. È possibile, in vari giorni dell’anno, visitare l’intera bi-

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blioteca con le sale e i fondi solitamente chiusi al pubblico. Le biblioteche di quartiere, quelle situate fuori dal centro storico e di più recente inaugurazione, rappresentano a Firenze alcuni dei principali luoghi di ritrovo per gli studenti e non solo. Sono davvero molti gli spazi in cui non solo si legge e studia ma si partecipa ad attività culturali pensate per fare gruppo; la Biblioteca dell’Orticoltura situata nell’ampio spazio verde del giardino omonimo, la nuova e moderna Biblioteca Mario Luzi nel quartiere di Coverciano e dedicata al poeta fiorentino, e ancora la Biblioteca Canova all’Isolotto, uno dei centri più frequentati dai ragazzi della zona. È un po’ questo il “cool fiorentino” di cui tanto si parla, quello che trova le sue radici in quei luoghi in cui tradizione e attualità convivono armoniosamente, lasciando entrare cittadini locali e stranieri, più o meno distanti che siano dalla nostra cultura.


M E R C AT I

Dentro la sporta

I mercati di Firenze di Raffaella Galamini

I

veterani risalgono all’epoca di Firenze capitale d’Italia: sono i mercati di San Lorenzo e di Sant’Ambrogio, aperti da lunedì a sabato. Ospitano ancora oggi a distanza di un secolo i banchi di alimentari, ristoranti, caffetterie. C’è poi il Mercato delle pulci, sempre aperto, costretto al trasloco per i lavori in piazza dei Ciompi e approdato in piazza Annigoni. C’è il Mercato Nuovo o meglio “del Porcellino” per la statua bronzea che rappresenta un cinghiale: aperto tutti i giorni è perfetto per chi è alla ricerca di ricami fatti a mano, oggetti in cuoio e carta fiorentina. Questi sono i mercati storici, tutta un’altra cosa rispetto ai quelli rionali che si tengono nei quartieri. Se i primi sono preferiti dai turisti, soprattutto stranieri, i secondi invece sono frequentati dai fiorentini. Pensionati, studenti, immigrati che cercano e trovano il risparmio, e spesso anche la qua-

lità, tra i banchi giornalieri. Un esempio è il mercato delle opportunità con i prodotti ortofrutticoli e ittici di seconda categoria che vengono venduti a prezzi stracciati dalla tarda mattina, dal martedì al venerdì. Poco lontano il mercato ortofrutticolo di Novoli, sempre per chi è a caccia del risparmio. Nella maggior parte dei casi i mercati rionali sono presenti dal lunedì al sabato come ad esempio alle Cure, in piazza Dalmazia, in viale Fanti e viale Giannotti, all’Isolotto e al parterre a Ponte Rosso, in piazza Puccini, a San Salvi e a Santo Spirito. Una quotidianità fatta di ambulanti, sacchetti di plastica e banchi dove trovare oggetti made in China, scarpe prodotte nei laboratori delle Marche e frutta e verdura dalla costa. Altri mercati li trovi una volta a settimana: a Brozzi c’è solo il sabato mattina, alle Cascine il martedì e a Peretola il giovedì.

ub- irenze p s ie’ of Ang destin clan

APERTI TUTTI I GIORNI DALLE 11 am ALLE 2 am

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A giorni alterni sono anche alle Piagge e a Sorgane. Un appuntamento fisso per chi vive lì in zona. Ci sono infine mercati dove acquistare fiori e piante come l’appuntamento, ogni giovedì mattina, sotto il loggiato di via Pellicceria a ricordo dei tempi che furono.

E se volete andarci: Area Pettini Burresi Via Faentina, 145.

Parco dell’Anconella, Via Villamagna.

Parco di Villa Il Ventaglio, Via Aldini, 12.

Parco di Villa Vogel Via delle Torri, 23.

VISIONE EVENTI SPORTIVI SERIE A, SERIE B CHAMPIONS LEAGUE EUROPA LEAGUE


CINEMA

Il cinema che r-esiste di CATERINA LIVERANI

C

hi di noi non ha almeno un ricordo particolarmente forte e vivido legato a una sala cinematografica, sia esso riguardante un particolare film visto in un particolare momento della vita, o una persona con la quale lo si è visto, una stagione o, soprattutto, il luogo? È di pochi mesi fa la notizia dell’acquisto da parte della Banca di Cambiano dello storico cinema Astra 2 di piazza Beccaria con l’inevitabile riconversione d’uso che ne seguirà. Quella sala, dove in una sera di dicembre del 1999 vidi per la prima volta “Eyes wide shut”, adesso è la sede di una banca. Uno dei primi multisala fiorentini strutturato sul modello estero aperto in periferia è stato il Variety di via Aretina, chiuso qualche anno fa e recentemente diventato un supermercato Coop. È lì che ho trascorso ore incollata a film d’azione con un caro amico che adesso vive dall’altra parte del mondo. Il cinema Colonna di Lungarno Ferrucci, dove non troppi anni fa ho visto “The Master”, ha vissuto alterne fortune e attualmente ha sospeso la programmazione. C’è poi il Fulgor, che per me resterà sempre legato al ricordo della proiezione di “The Beach” di Danny Boyle, il cui futuro dopo la sua acquisizione da parte di Massimo Ferrero resta ancora non ben definito; e, andando più indietro nel tempo, come non ricordare il Supercinema di via dei Cimatori, il Ciak di via Faenza con la sua programmazione di qualità, l’Eolo in San Frediano che per un periodo ospitò una sala bingo, il Gambrinus dove adesso si trova l’Hard Rock Cafe. Tutte queste sale che per me, e sono sicura non solo per me, sono indissolubilmente legate a una qualche tappa importante della vita al momento non esistono più. E come possiamo coltivare e onorare questa

struggente memoria legata ai luoghi del cinema in una città dove in una manciata di anni tante sale sono state chiuse per essere riaperte e di nuovo chiuse o spazzate del tutto via? Se, come afferma il drammaturgo cinese premio Nobel Gao Xingjian “la nostalgia è un veleno”, forse in questo caso l’antidoto può essere mettere da parte il passato e tenere gli occhi ben aperti sul presente. A Firenze sono state chiuse delle sale è vero, ma in questi anni economicamente difficili tante altre realtà hanno tenuto duro, talvolta risorgendo dalle proprie ceneri e proponendoci nuove esperienze e nuovi incontri. Lo Spazio Alfieri e Il Teatro della Compagnia; due sale cinematografiche che dopo un periodo (nel caso della Compagnia molto lungo) di buio e silenzio sono tornate alla vita accogliendo il pubblico che le aveva salutate con rammarico e quello più giovane che non ne aveva conosciuto la storia e le potenzialità. Musica, incontri, festival, rassegne sono tornati ad animare due storiche sale fiorentine che nell’arco dell’anno offrono un programma coraggioso che si impegna a rinnovarsi e a non dare per scontata nessuna esigenza del pubblico. Due luoghi che avevamo perso e che ora sono nuovamente nostri, nei quali possiamo continuare a crescere come cittadini e spettatori. Sempre restando nel centro di Firenze a due passi dalla Stazione c’è lo Spazio Uno, il piccolo cinema che continua a programmare le grandi storie dei film d’autore celebrati nei più grandi festival che ha il suo punto di forza in una programmazione flessibile e in una fidelizzazione grazie a formule di abbonamento realmente convenienti. Una sala dalla solida tradizione con anch’essa alle spalle qualche momen-

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to difficile ma che da quasi 15 anni ha ripreso vita. Firenze non sarebbe Firenze senza la Fondazione Stensen, il cinema che non è una semplice sala ma un vero e proprio laboratorio didattico per cinefili con una programmazione che da più di 30 anni si propone di intrattenere nel nome della cultura e della qualità. La lista delle “piccole” sale che sono rimaste attive in città nonostante tutto non può non comprendere anche il Cinecittà di Via Pisana, la Sala Esse di via del Ghirlandaio ed altri esperimenti indipendenti, come le proiezioni organizzate dagli animatori del sito di critica cinematografica In fuga dalla bocciofila che hanno coinvolto spazi non convenzionali come la libreria Todo Modo o le proiezioni di cult che periodicamente si tengono a L’Appartamento. La relazione tra Firenze e il cinema è salda e forte e noi non possiamo che avere fiducia nel futuro confidando che nuove sale apriranno e che magari altre possano vivere una nuova vita. Quello che vogliamo fare nell’attesa è continuare sempre e comunque a cercare i bei film, ovunque essi vengano proiettati.


PA R C H I

Non il solito verde di Valentina Messina

Infine, dalle parti dell’Isolotto, nel parco di Villa Vogel è dove il signor Gianfranco ogni mattina porta a passeggiare il suo bassotto di nome Sabina, confessandole in gran segreto l’amore non corrisposto per la sua vicina Maria e il desiderio di passeggiare tutti e tre insieme. Ho ascoltato, assorbito e trascritto situazioni reali sullo sfondo di un insolito verde fiorentino. Se questi luoghi, e l’abbinamento di essi a delle esperienze vi suonano familiari rispetto ai soliti noti è perché Firenze non è solo il suo centro, ma si alimenta continuamente anche delle sue periferie e di chi le abita.

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Visual by Marco Peluso, Lorenzo Rabellino Béthaz, Alessandro Scuto, Giacomo Sovrano, Eleonora Valeri, IED students

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e possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve” pronunciò con saggezza Marco Tullio Cicerone. Ma eravamo ancora Avanti Cristo, non c’era la banda larga, non c’era Netflix. Ma c’era il potere dell’immaginazione, del pensiero, della riflessione pura. Cosa sono i luoghi se non spazi dove imprimere i nostri ricordi? Durante un pomeriggio al parco dell’Anconella – che se fosse una mia amica la chiamerei Antonella, e sarebbe bello se possedesse per davvero un parco – nella primavera del ’98 Camilla imparava ad andare in bicicletta con suo babbo. Aveva sette anni e se la ricorda bene quella giornata, non tanto per la bici rosa, i nastrini e il sentiero. Se la ricorda così bene perché imparò quanto brucia il ginocchio a contatto con il terreno, quanto sia importante frenare ma anche quanto siano state preziose le carezze pronte del padre. Mariateresa non era nuova ai pic-nic, anzi, quelli con abbiocco spontaneo su giardino all’inglese con laghetto, isoletta e ponticello, sovrastati da un grande prato sono ancora oggi custoditi gelosamente insieme a quelli di tanti altri studenti fuori sede che abitano a Campo di Marte. Il parco di Villa Il Ventaglio, antico rifugio dei pellegrini diretti a Fiesole nel ’400, le sembrava la meta ideale dove trascorrere i pomeriggi persa nei suoi libri di filosofia, mangiando un po’ di frutta. L’area Pettini Burresi è un giardino pubblico in zona Cure. Lì è dove Javid – il figlio di sette anni di Souad, l’addetta alle pulizie dell’ufficio – diede il suo primo bacio (sulla guancia) alla sua compagna di classe Adele, anche se in cuor suo, avrebbe preferito darlo a Gianluca, che aveva i capelli più biondi e gli occhi più azzurri. Quel giorno Javid, mentre correva per il giardino, pensò di aver scoperto il significato di fareallamore.


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CINEMA

sebbene apprezzatissimo dai critici presenti al Lido, non ha ricevuto nessun riconoscimento ufficiale. Insieme alle altre uscite, tra cui ricordiamo “120 battiti al minuto” vincitore del premio speciale della giuria e della Queer Palm a Cannes e “La battaglia dei sessi” in cui Emma Stone vestirà i panni della campionessa di tennis Billie Jean King, il 5 ottobre a Firenze in occasione del trentennale di “Camera con vista” sarà presente al Cinema Odeon il regista James Ivory in compagnia dei protagonisti Helena Bonham Carter e Julian Sands. Una tre giorni interamente dedicata alla cinematografia di Ivory sarà ospitata dal Cinema Teatro La Compagnia dal 6 all’8 ottobre.

Ottobre in sala di CATERINA LIVERANI

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ttobre è per il cinema quello che settembre è per la scuola. L’aria si raffresca e l’atmosfera in sala si riscalda con l’uscita di alcune delle pellicole di cui si è più parlato nei mesi passati. Tre gli adattamenti letterari che promettono di farci saltare sulle poltrone: “Blade Runner 2049” con il quale Ridley Scott passa il testimone a Denis Villeneuve, ci riporterà negli avveniristici scenari immaginati da Philip K. Dick in “Il cacciatore di androidi”, “IT” di Andy Muschietti rilegge l’omonimo capolavoro della letteratura horror contemporanea di Stephen King in una chiave che si preannuncia ancora più spaventosa del film per la tv uscito nel 1990 e il regista svedese Tomas Alfredson porta sullo schermo l’inquietante best seller di Jo Nesbø “L’uomo di neve” con protagonista il divo Michael Fassbender. Dalla Mostra del cinema di Venezia sono in arrivo i biopic “Victoria e Abdul” sull’amicizia che nell’ultima parte della sua vita legò la sovrana d’Inghilterra ad un giovane indiano e “Loving Pablo” con la coppia Bardem/Cruz impegnata a raccontare la vita di Escobar dal punto di vista della sua amante Virginia Vallejo e “Nico 1988” sugli ultimi anni della cantante dei Velvet Underground che si è aggiudicato la vittoria nella categoria Orizzonti. C’è poi “Ammore e malavita”, bizzarro thriller musicale partenopeo dei Manetti Bros. che,

T E AT R O

Il teatro non va in vacanza di TOMMASO CHIMENTI

S

iamo sempre più borghesi a cento anni dalla rivoluzione d’ottobre. Ma ci va bene, siamo opulenti e soddisfatti. Come entra nel vivo il campionato di calcio anche le stagioni teatrali iniziano ad ingranare, a macinare titoli. I tre grandi teatri cittadini, Teatro della Pergola, Teatro Verdi e Teatro Puccini, già presentano nomi importanti ed interessanti proposte. Partiamo dal Teatro Nazionale che ha in cartellone il curioso “Diario di vita” concepito da Virgilio Sieni (11 ottobre alla Pergola) che in undici diversi movimenti e danze ci conduce nella “via crucis” di ogni uomo, dalla sua nascita alla morte, dal “camminare” alla “crocifissione”. Al Teatro Verdi è tempo di un altro intramontabile artista, Massimo Ranieri (29 ottobre), che padroneggia a piacere teatro e musica nel suo “Sogno e son desto”, un revival tra hit senza tempo, ricordi di una carriera lunghissima e luminosa, evergreen da cantare a squarciagola ed uscire dalla sala afoni. Al Teatro Puccini di tutt’altro tenore, apocalittico-pessimista-futurista-catastrofi-

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co-realista (ma sempre, purtroppo, così attuale), il “Come ne venimmo fuori” di Sabina Guzzanti che ci racconta, in un monologo proveniente da un prossimo futuro, le scempiaggini, le ridicolezze, le stupidità del nostro tempo nelle quali tutti siamo infangati e impantanati e che chiamiamo “normalità”. Se invece è il contemporaneo che maggiormente vi punge, le nuove scritture estere, allora il Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino è il miglior approdo. Il trentesimo anno della rassegna Intercity Festival quest’anno ci porta a Bruxelles e dintorni per la parte centrale e più corposa con due slanci verso Montreal e Londra. Da “Bigmouth” (l’1) a “La vita di Laura Wilson” (1, 7, 8), da “Tuffatori” (il 6) a “Dehors” (il 6), da “Tristesses” (il 7) a “Pika Don” (l’8), da “Il sentiero dei passi pericolosi” ( 14 e 15) a “End of desire” (20, 21 e 22), un cartellone tutto da snocciolare, mordicchiare, comporre, annusare, assaggiare. Il teatro, l’Europa, il Mondo sono qui a portata di mano, da cogliere.


Ottobre domenica 1

YTALIA. ENERGIA PENSIERO BELLEZZA. TUTTO È CONNESSO (02/06-01/10) Varie Location (FI) ing. Libero VOCI LONTANE, VOCI VICINE (30/08 - 6/10) Varie Location (FI) ing.libero IL CINQUECENTO A FIRENZE (21/09-21/01/2018) Palazzo Strozzi (FI) ing. 4/12€ URS FISCHER IN FLORENCE (22/09-21/01/2018) Piazza della Signoria (FI) ing.libero FORTISSIMISSIMO FIRENZE FESTIVAL (25/09-11/10) Conservatorio Cherubini (FI) ing. 5€ BELLISSIMA. VIA MAGGIO PER BIAF (23/09-02/10) Via Maggio (FI) ing.libero FIRENZE SUONA CONTEMPORANEA (27/09 - 02/10) Varie Location (FI) ing. NP MAGGIE & BIANCA FASHION FRIENDS Obihall (FI) ing. 28/60 € THE BIG DRAW Museo Marino Marini (FI) ing.libero CHUI WAN Nof Club (FI) ing.libero CARMINE IN FIERA Piazza del Carmine (FI) ing.libero

venerdì 6

giovedì 12

XI FLORENCE BIENNALE (6-15/10) Fortezza da Basso (FI), ing NP ALTRE FORME DI VITA (6-8/10) Impact Hub Firenze (FI) ing.libero READING IN THE SOUND Varie location (FI) ing.libero

CONTRASTI, LE SONORITÀ DEL ‘900 Museo del Novecento (FI) ing.libero MUSIC@NOVECENTO Museo del Novecento (FI) ing.libero THE VENERABLE W - FESTIVAL DEI POPOLI (10-17/10) La Compagnia (FI) ing. 5/7€

sabato 7

venerdì 13

HOT SHOT - FESTA ANNI ‘90 Viper Theatre (FI) ing. NP FIERA INTERNAZIONALE DELLA CERAMICA (7-8/10) Piazza ss. Annunziata (FI) ing.libero DA MERCANTE A COLLEZIONISTA (7-10/10) Palazzo Ramirez-Montalvo (FI) ing.libero CAMPUS DELLA MUSICA (7-9/10) Teatro dell’Opera di Firenze (FI) ing.libero MARCO FARAONE E MARCEL FENGLER Tenax (FI) ing. 15/20 € MOSTRA DI PIANTE E FIORI (7-8/10) Giardino dell’Orticultura (FI) ing.libero FIERA DI SCANDICCI (7-15/10) Varie Location (Scandicci) ing.libero

CODY CHESNUTT Ex Cinema Aurora (Livorno) ing. 10 €

martedì 10

domenica 15

IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI (10-11/10) Complesso di S. Orsola ‚Äì Ex Monastero (FI) ing. 15€ d FESTIVAL LA DEMOCRAZIA DEL CORPO (10/10-30/12) Centro Cango (FI), ing. 5/15€ FESTIVAL DEI POPOLI (10-17/10) La Compagnia (FI) ing. 5/7€

ANTONIO MENESES Teatro della Pergola (FI) ing. 14/25€ INEDITI D’AUTORE Museo del Novecento (FI) ing.libero GRANDI ARTISTI DEL NOVECENTO ITALIANO Museo del Novecento (FI) ing.libero prenotazione obbligatoria FIORENTINA - UDINESE Stadio Franchi (FI), ing.NP FIERUCOLINA D’AUTUNNO Piazza Santo Spirito (FI) ing.libero THE BEATLES, HIPPIES AND HELL ANGELS FESTIVAL DEI POPOLI (10-17/10) La Compagnia (FI) ing. 5/7€ DALLA RUSSIA CON AMORE E PER SCHERZO Aula Magna Ospedale Careggi (FI), ing.libero CANTABESTIARIO Ludoteca Ospedale Meyer (FI), ing.libero con prenotazione obbligatoria

domenica 8

BLOW UP (2+9/10) Cinema Odeon (FI) ing. NP

INEDITI D’AUTORE Museo del Novecento (FI) ing.libero PIC-NIC SULL’ERBA Serre Torrigiani (FI) ing. 30€ RIDISTRIBUIRE LO SGUARDO - PALAZZO VECCHIO Scavi del Teatro Romano (FI) ing. 12/14€ FIERA D’OLTRARNO Piazza Santo Spirito (FI) ing.libero

CICLO MOZART (3-11/10) Palazzo Pitti (FI) ing. 25€ ERMAL META Obihall (FI) ing. 20/34 € IL RINASCIMENTO GIAPPONESE (03/10/2017-07/01/2018) Galleria degli Uffizi (FI) ing. 12,5 €

mercoledì 4 30 ANNI DI CAMERA CON VISTA: TRIBUTO A JAMES IVORY (4-8/10) Varie location (FI) ing. NP INCANTO D’ESTATE Villa Pozzolini (FI) ing.libero

giovedì 5 SONIC SOMATIC (5-8/10) Complesso di San Donato (FI) ing.libero NEL CHIOSTRO DELLE GEOMETRIE 4 - SIMMETRIEASIMMETRIE Complesso di Santa Verdiana (FI) ing.libero INTERNET FESTIVAL (5-8/10) Varie Location (Pisa) ing.libero

sabato 14 EUROPA GALANTE - FABIO BIONDI Teatro della Pergola (FI) ing. 14/25€ CAPIBARA+LNDKF+BIGA Glue Alternative Concept Space (FI) ing.libero con tessera TI PRESENTO UN AMICO Nelson Mandela Forum (FI) ing. 20€ RIDISTRIBUIRE LO SGUARDO - ISOLOTTO Via Palazzo dei Diavoli (FI) ing. 14/16€ HONEY DIJON Tenax (FI), ing. 10/15€ FORTEZZA ANTIQUARIA (14-15/10) Piazza Vittorio Veneto (FI) ing.libero MERCATO MANO D’OPERA (14-15/10) Piazza della Santissima Annunziata (FI) ing.libero WE ARE X - FESTIVAL DEI POPOLI (10-17/10) La Compagnia (FI) ing. 5/7€

lunedì 2 martedì 3

READING IN THE SOUND Biblioteca Thouar (FI) ing.libero LA VIA SONORA - MUSICA CHE URLA Da Ponte Vecchio a Palagio di Parte Guelfa (FI) ing.libero MAURIZIO LOMBARDI - BIANCANEVE (13-15/10) Teatro Puccini (FI) ing. 17€ BRUMA (13-18/10) Chiesa di San Biagino (Pistoia) ing. 7/10€ RADIO KOBAN, MONTEREY POP FESTIVAL DEI POPOLI (10-17/10) La Compagnia (FI) ing. 5/7€

lunedì 9

mercoledì 11 TEATRO DI VITA Teatro della Pergola (FI) ing. 15€ GHOST HUNTING - FESTIVAL DEI POPOLI (10-17/10) La Compagnia (FI) ing. 5/7€

Maggio Musicale Fiorentino

fondazione

Giacomo Puccini

La rondine operadifirenze.it

Stagione 2017/2018

Teatro del Maggio 17, 20, 25 ottobre, ore 20; 22 ottobre, ore 15.30


Musica • Teatro • Arte • Cinema • Eventi lunedì 16

lunedì 23

domenica 29

VISAGE VILLAGES - FESTIVAL DEI POPOLI (10-17/10) La Compagnia (FI) ing. 5/7€

30° BIENNALE INTERNAZIONALE DELL’ANTIQUARIATO DI FIRENZE (23/09-1/10) Palazzo Corsini (FI) ing. 10/15€ RIDISTRIBUIRE LO SGUARDO - L’ISOLOTTO Via Palazzo dei Diavoli (FI) ing.8/16€

NOVUS STRING QUARTET Teatro della Pergola (FI) ing. 14/25€ MASSIMO RANIERI - SOGNO O SON DESTO - IN VIAGGIO Teatro Verdi (FI) 32/70€ MUSIC@NOVECENTO Museo del Novecento (FI), ing. 6€ CARMINE IN FIERA Piazza del Carmine (FI) ing.libero CASCINE IN FIERA Parco delle Cascine (FI) ing.libero CIOMPI MENSILE ANTIQUARIATO Piazza Ghiberti (FI) ing.libero KAZIM KAAN ALICIOGLU Aula Magna Ospedale Careggi (FI), ing.libero

martedì 17 LA RONDINE (17-25/10) Opera di Firenze (FI) ing. 5/100€ THIS IS EVERYTHING GIGI GORGEOUS FESTIVAL DEI POPOLI (10-17/10) La Compagnia (FI) ing. 5/7€

mercoledì 18 NEL CHIOSTRO DELLE GEOMETRIE 4 - SIMMETRIEASIMMETRIE Complesso di Santa Verdiana (FI) ing.libero MUSIC@NOVECENTO Museo del Novecento (FI) ing. NP

giovedì 19 FRANCE ODEON (19-23/10) Cinema della Compagnia (FI) ing. 8/5€

venerdì 20

EUROPEAN OUTDOOR FILM Spazio Alfieri (FI) ing. 13€ LIBRI A TEATRO Teatro della Pergola (FI) ing.libero UTOPIE RADICALI - STROZZINA Palazzo Strozzi (FI) ing.NP MONTELUPO INTERNATIONAL INDEPENDENT FILM FESTIVAL Cinema Mignon (Montelupo) ing. NP

sabato 21

PAUL LEWIS Teatro della Pergola (FI) ing. 14/25 € L’ELISIR D’AMORE (21-26/10) Opera di Firenze (FI) ing. 5/80€ GIANLUCA PETRELLA TRIO FT. JOHN DE LEO Sala Vanni (FI) ing. 12/20€ MERCATINO FRANCESE BELLE EPOQUE (21/10-1/11) Piazza ss. Annunziata (FI) ing.libero VALENTINO KANZYANI, IAN F. E COLE Tenax (FI), ing. 10/15€ MARK EITZEL & BAND Ex Cinema Aurora (Livorno) ing. 10€ INFERNO CITY RUN (21-22/10) Parco delle Cascine (FI) ing. NP

domenica 22 SIMONE RUBINO Teatro della Pergola (FI) ing. 14/25€ INEDITI D’AUTORE Museo del Novecento (FI) ing.libero SUONI RIFLESSI (22/10-19/11) Sala Vanni (FI) ing. 8/12€ RIONALISSIMA Viale Manfredo Fanti (FI) ing.libero IF MUSIC BE THE FOOD OF LOVE Aula Magna Ospedale Careggi (FI), ing.libero

martedì 24 THE HUNTER Museo del Novecento (FI) ing.libero CORRI LA VITA Piazza Duomo (FI) contributo minimo 10€ VOCAZIONI - MESSA SPONTANEA PER CORO MISTO Museo di Storia Naturale (FI) ing.libero FLORENCE SHORT FILM FESTIVAL (24-25/10) Spazio Alfieri (FI) ing. 6€

lunedì 30

mercoledì 25

GIGI D’ALESSIO Nelson Mandela Forum (FI) ing. 28/52€

FIORENTINA - TORINO Stadio Franchi (FI), ing.NP PASSIONI E AFFETTI Cenacolo di Andrea del Sarto (FI), ing. 5/10€

martedì 31

giovedì 26 CONCERTO GOSPEL 20 ANNI Nelson Mandela Forum (FI) ing. 15/17€ NEL CHIOSTRO DELLE GEOMETRIE 4 - SIMMETRIEASIMMETRIE Complesso di Santa Verdiana (FI) ing.libero FLORENCE CREATIVITY Fortezza da Basso (FI) ing. 10€

venerdì 27 CLOROFILLA FILM FESTIVAL (27-29/10) Spazio Alfieri (FI) ing. NP FABRI FIBRA Nelson Mandela Forum (FI), ing. 34€ THE CLAUDIA QUINTET Sala Vanni (FI) ing. 12/20€ SABRINA GUZZANTI (27-28/10) Teatro Puccini (FI) ingresso 22/27€ DANIELE RUSTIONI + ROMAN SIMOVIC Teatro Verdi (FI) 15/18€

sabato 28 ANGELA HEWITT Teatro della Pergola (FI) ing. 14/25€ CONCERTO CICLO SOSTAKOVIC Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (FI) ing. 5/35€ COLLEZIONARE A FIRENZE - ARTIGIANARTE (28-29/10) Nelson Mandela Forum (FI) ing. 2/3€ MODESELEKTOR Tenax (FI), ing. 15/20€

ALEX NERI, PEGGY GOU E SAN PROPER Tenax (FI), ing. 10/20€ EROI DA CAMERA Cenacolo di Andrea del Sarto (FI), ing. 5/10€


Ottobre da non perdere FFFORTISSIMISSIMO!!! 25 settembre - 11 ottobre - Conservatorio Luigi Cherubini/Sala del Buonumore (FI) FFF significa in tutto il mondo fortissimissimo, segna il culmine di un crescendo oppure l’improvviso fragore di un “tutti” orchestrale; per la prima volta quest’anno FFF è il fragore dei giovani musicisti italiani che grazie al loro talento e alla loro dedizione salgono sul palco della Sala del Buonumore del Conservatorio Cherubini di Firenze. La rassegna “FFF Fortissimissimo

Firenze Festival”, frutto del progetto artistico di Andrea Lucchesini, nasce per mettere al centro della scena i musicisti under35 attraverso dieci concerti di solisti e formazioni, dal 25 settembre all’11 ottobre. Largo al talento: per i programmi musicali Lucchesini ha lasciato libertà a ciascun interprete, chiedendo soltanto che in tutti i concerti fosse incluso un brano contemporaneo

o novecentesco. Oltre ai concerti c’è di più: FFF coinvolge giovani a 360 gradi attraverso l’alternanza scuola-lavoro. L’iniziativa, infatti, rende protagonisti del “dietro le quinte” alcuni studenti delle scuole superiori. Sono parte attiva dell’organizzazione e della comunicazione di FFF: dalla produzione di reportage dell’evento, alle interviste agli artisti alla raccolta di materiale per i social

network della rassegna. I ragazzi hanno anche formato una giuria musicale perché, precisa il Direttore Artistico, “crediamo che la loro opinione possa costituire un’utile indicazione della fruizione musicale delle nuove generazioni”. FFF promuove la partecipazione di pubblico altrettanto giovane. Buon ascolto!

Inaugurazione stagione Maggio Musicale Fiorentino 21, 24 e 26 ottobre - Nuovo teatro dell’Opera Il mese di ottobre vede come appuntamento imprescindibile per gli amanti della musica l’inaugurazione della Stagione Lirica 2017-2018. Gli eventi in questo periodo sono essenzialmente due, la cui rilevanza è tale che è impossibile non segnalare e consigliare. Iniziamo il 17 ottobre alle ore 20 con La Rondine di Giacomo Puccini, allestita da Denis Krief e con Valerio Galli e Ekaterina Bakanova. Se non potete partecipare alla prima vi ricordiamo che

ci saranno delle repliche il 20, 22 e il 25 ottobre, quindi non avete scuse. La seconda rappresentazione di questo mese è L’Elisir d’amore di Donizetti, che prenderà il palcoscenico per la prima volta il 21 ottobre alle ore 20, per replicare poi il 24 e il 26. Lo spettacolo vede la regia di Pier Francesco Maestrini che firma con le scene di di Juan Guillermo Nova un allestimento divertente, fresco e di forte godibilità.

CLOROFILLA FILM FESTIVAL 27-29 ottobre - Spazio Alfieri (FI) Si chiude allo Spazio Alfieri di Firenze (via dell’Ulivo, 6), l’edizione 2017 Del Clorofilla Film Festival realizzato da Legambiente insieme allo storico cinema fiorentino e all’associazione Kansassiti. Dopo le proiezioni estive di Festambiente e del Cassero Senese di Grosseto, Clorofilla si sposta dal 27 al 29 ottobre nel capoluogo toscano per le

Glue Opening Party (Capibara + LNDKF live) 14 ottobre - Glue L’estate non è che sta finendo, è proprio finita. Lo sappiamo tutti, la pratica è archiviata, e siamo anche contenti. Per il caldo? Certo, ma non solo. Tralasciando il fatto che il 2017 è stato un anno bastardo, senza calcio estivo di sorta (mondiali o europei), la nostra gioia nel salutare l’autunno è data dal fatto che finalmente riaprono i club! Quelli dove ti senti a casa, dove sai che qualcuno trovi, dove ascolti della buona musica,

Ottobre bambino di Cristina Romeo L’8 ottobre sarà la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo - F@ MU - e molti musei proporranno delle attività speciali per bambini e famiglie. L’evento, giunto alla quarta edizione, è una bella occasione per riscoprire i piccoli e grandi musei fiorentini, ma anche i musei minori della provincia, come il Museo di Benozzo Gozzoli a Castelfiorentino. L’elenco di tutti i musei aderenti

se la vuoi ascoltare, altrimenti stai tutta la sera fuori a parlare. Il battesimo è il 14 ottobre a Firenze, dove il Glue ci regala i live di due artisti, uno che si chiama con il suo codice fiscale e l’altro come uno strano animale. Perfetto, giovane, intelligente. Non si può mancare, che magari se si fa tardi si può aspettare direttamente che apra lo stadio il giorno dopo per Fiorentina – Udinese alle 12.30.

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serate finali con i migliori documentari, film e corti a tema ambientale e sociale mai proiettati a Firenze. Uno sguardo trasversale che percorre argomenti attuali, discussi in sala insieme agli autori: dagli orti urbani alle energie rinnovabili, dall’agricoltura sostenibile alla sana alimentazione.

in Italia è pubblicato su www.famigliealmuseo.it. Ottobre è anche tempo di sagre autunnali, come la tradizionale Sagra delle Castagne a Marradi, nel Mugello. Domenica 15 sarà possibile raggiungere la sagra con un treno a vapore delle Ferrovie Turistiche Italiane, che effettua fermate anche a Firenze. Partenza la mattina e rientro in serata. Per informazioni e prenotazioni potete chiamare lo 0573367158.


ARTE

Ecosistemi culturali di RAFFAELLA GALAMINI

I

dieci anni che cambiarono il mondo del design e dell’architettura, tra tecnologie avanzate e grandi utopie. Dal 20 ottobre al 21 gennaio 2018 gli spazi della Strozzina a Palazzo Strozzi ospitano “Utopie Radicali. Oltre l’architettura: Firenze 1966-1976”. Oggetti di design, video, installazioni, performance e narrazioni: l’anima e le visioni di gruppi e personalità come Archizoom, Superstudio, Lapo Binazzi e Ufo, Gianni Pettena, Remo Buti, 9999 e Zziggurat, si ritrovano in questa attesa esposizione alla Strozzina. La mostra, a cura di Pino Brugellis, Gianni Pettena, Alberto Salvadori e con la collaborazione di Elisabetta Trincherini per le ricerche e il coordinamento dei materiali d’archivio,

rende omaggio a Firenze nel suo periodo d’oro, quando fu al centro di una rivoluzione creativa che ha fatto storia a livello internazionale. Una ventata di contemporaneo, quindi, per le mostre di ottobre dopo il gran clamore per l’inaugurazione a Palazzo Strozzi de “Il Cinquecento a Firenze. Tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna”, mostra dedicata all’arte del Cinquecento a Firenze. Tra gli appuntamenti da non perdere questo mese spicca l’XI edizione della Florence Biennale alla Fortezza da Basso (dal 6 al 15 ottobre) dove trovano spazio, come un vero e proprio ecosistema culturale, arte digitale e fotografia, performance e installazione d’arte nonché pittura, disegno e calligrafia,

tecnica mista, scultura, arte ceramica, arte tessile e gioiello d’arte. Per la danza l’11 ottobre al teatro della Pergola Virgilio Sieni propone la sua nuova creazione, “Diario di vita”. Si tratta di un solo in 11 danze sulla musica dal vivo del chitarrista norvegese Eivind Aarset. Con il suo spettacolo Sieni esplora l’arcipelago del corpo alla ricerca di nuovi confini. Un percorso spazio temporale scandito dalla danza a sancire un cammino che conduce all’incontro tra uomo e natura.

carattere benefico denominato “Ti presento un amico” vedrà protagonisti sul palco molti artisti fra i quali Ermal Meta, The Kolors e Enrico Rovazzi. Ma non c’è da aspettare metà mese per uscire di casa la sera e godersi della buona musica: il 3 ottobre andrà in scena uno degli ultimi buoni prodotti usciti dal Festival di Sanremo, ovvero l’oriundo Ermal Meta. Sarà il palco dell’Obihall ad offrire le note del signore che tanto ci piace, nonostante il look e l’impatto non dei più solari nell’universo della musica italica. Ricordando, per gli amanti della musica meno giovane e moderna, l’apertura della stagione operistica del Maggio Musicale con La Rondine

di Giacomo Puccini il 17 ottobre, arriviamo al cosiddetto pezzo forte del mese. È lui, il “Fabri nazionale”, il rapper-pop più famoso e bravo dello stivale, Fabrizio Tarducci in arte Fabri Fibra che approderà il 23 ottobre sul palco dell’Obihall. C’è poco da dire su Fibra, molti non lo sopportano ma noi ve lo consigliamo caldamente, perché in primo luogo non ci sembra banale ed in secondo, in qualche modo, calarsi nella dimensione pop del suo mondo può farci solo bene. Chiudiamo con la “segnalazione elettronica”, giovane e danzereccia: Alexander Nut, ottimo dj che con il suo beat fra soul, house e hip hop terrà viva la serata del Full Up il 6 ottobre. Enjoy!

MUSICA

Autunno e musica, l’ottobre fiorentino di RICCARDO MORANDI

L’

estate oramai terminata, la riapertura dei club, gli eventi che timidamente tornano dopo la scorpacciata estiva a base di Festival e serate all’aria aperta: questo è ottobre, il mese dai colori caldi, il mese dove la luce del giorno fa piano piano strada alle sere, umide e pallide di luce artificiale. Il Glue Alternative Concept Space riaprirà per primo la stagione invernale dei locali serali “storici” il 14 ottobre, con il concerto della bella e brava LNDKF: non ci chiedete la pronuncia, ma chiedete che voce abbia la signorina Linda Feki e rispondetevi parcheggiando in zona Campo di Marte quel sabato. Un sabato che non è un “sabato qualunque”, perché in concomitanza, proprio davanti al Glue, un evento a

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FIRENZE PERIFERIA

FIRENZE CITTÀ di GIACOMO ALBERTO VIERI

di MADDALENA MESSERI

A Walk on the wild side

Racconti al capolinea

I cento passi di Novoli

Settignano, tra città e campagna

have a dream, That Novoli one day…”. No, Martin questo non lo disse però avrebbe potuto, insomma, i margini c’erano. Perché le speranze e la biddizza, per di là, mica son passate di moda: tocca trovarle nascoste, come su una panchina del centro commerciale San Donato, ora che è settembre e tutte queste madri, da giù, accompagnano le figlie a sistemare la stanza presa in affitto con altre quattro coetanee: i primi giorni di università, pacchi di melanzane ripiene e angoscia liquida, invisibile, coi capelli fuori taglio, impaurite, madri e figlie, “se ci sono spese improvvise, avverti a mamma eh, amore mio”. La bellezza, incastrata fra un falafel e una scommessa alle slot, sta pure in via Baracca, magari parla arabo e quindi, almeno io, non la capisco ché mi fermo all’inglese: ma quella volta quando rimasi a secco di benzina e due ragazzi, più o meno della mia età, che fumavano fuori dal bar si offrirono di spingermi lo scooter al primo distributore... quella volta, lì vicino al McDonald, sotto un cielo plumbeo di primo pomeriggio, la bellezza sopraffece la diffidenza e io davvero non saprei dove altro consigliarvi di andare, se non in via Baracca, quando volete asciugare il bucato delle paure e ammorbidire un paio di stereotipi. “I have a dream, That Novoli one day…” in effetti però avrebbe dovuto dirlo, o dovrebbe farlo qualcun altro nel prossimo futuro. Un discorso di giustizia, come quella del Palazzo che fa sempre dire la sua a tutti, che fa sempre chiedersi se la bellezza c’è oppure no, se la giustizia c’è, da queste parti, oppure no. Se dobbiamo farcele da soli, giustizia e bellezza: specialmente qui, sul bus 22, che le gomitate son dure da accettare, dalla mattina alla sera, per 30 anni di lavoro. Fra viale Redi e i resti di Villa Demidoff, in quel dedalo di strade e palazzine, dietro via Forlanini, crocicchi di grandi sogni dell’Italia negli anni ’60, o al Mercafir. Martin ne aveva tanti, di sogni. Noialtri lo stesso, mi pare: regalarne uno a Novoli sarebbe cosa giusta, i margini ci sono.

C

“I

ontinua il mio girovagare per conoscere Firenze lì dove l’autobus arriva al capolinea, dove finisce la città ed inizia la campagna. E uno dei mie giri è toccato a Settignano, quartiere, ma direi forse paesino, alla periferia est

della città. È qui che si può godere la vista più bella e meno turistica di Firenze, e sentirsi ancora parte di un piccolo villaggio toscano sulle colline verdi e soleggiate. Già Mark Twain l’aveva scelto come luogo prediletto per la scrittura, Telemaco Signorini come luogo del cuore per dipingere e Gabriele D’Annunzio come luogo per vivere a pieno la sua stramba esistenza di esteta decadente, immerso nel lusso e nella bellezza di Villa La Capponcina. Settignano è affascinante come allora e sembra mantenere la sua identità di paese, il suo non-essere periferia e non essere ancora città. C’è il bar della piazza, la chiesa, l’alimentari, la trattoria e la storica, immancabile, Casa del Popolo. Questa però non è come le altre, questa ha una storia del tutto particolare: non ritrovo per anziani che giocano a carte ma un vero tempio del rock. È infatti qui che negli anni ’80 è nata la new-wave fiorentina, è qui che hanno debuttato i Litfiba, i Diaframma e i Neon, nella famosa “Rokkoteca Brighton”! Alle pareti di questa meravigliosa ormai ex-rokkoteca ci sono ancora i segni e le testimonianze di un passato oggi mutato: non più jeans strappati, borchie e capelli lunghi, ma ragazzi e signore di mezza età. La CDP è infatti diventata un centro culturale con tanto di jazz session, proiezioni di film e presentazioni di libri ed è il centro della vita culturale della zona. Insomma, a Settignano c’è davvero tutto e sembra ci si stia bene, ed io quasi quasi, ci vivrei.

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FERMO IMMAGINE di MATTIA MARASCO

1949. In quegli anni, dopo il conflitto mondiale, Firenze sta ricostruendo i suoi ponti ma ne costruisce anche di nuovi. Le strutture usate per la ricostruzione di quello di San Niccolò, con materiale di riciclo dei ponti sospesi tedeschi, costituiscono lo scheletro grezzo anche di quello che diventerà Ponte Amerigo Vespucci e che collegherà San Frediano al resto della città. http://www.lamiafirenze.mattiamarasco.it - mattia.marasco@gmail.com

I PROVINCIALI

Culturalmente Prato di PRATOSFERA

I

l ritornello di Prato sta cambiando, e ve lo diciamo noi che ci viviamo in mezzo. Quel ritornello di fabbriche e cinesi, di grigiore e traffico non è certo scomparso, ma sta mutando e in che direzione... è ancora tutto da vedere. C’è una certa eccitazione quindi. Per questo non dovete perdervi la terza edizione del Tuscan Art Industry (TAI per gli amici) dal prossimo 21 ottobre. È una di quelle cose che succedono solo a Prato o in quelle città con un pesante passato industriale e una smodata passione per l’arte contemporanea. Archeologia industriale e arte contemporanea, per l’esattezza: è il punto d’incontro tra quello che Prato è stata e quello che forse vuole

diventare. Sicché, se volete un’esperienza diversa dal solito tran tran di aperitivi, mostre danzanti e seratine alcoliche, segnatevi le date. La terza edizione del Tai, curata come sempre da Studio Corte 17 di Chiara Bettazzi, vi porterà in giro tra Prato e la Val di Bisenzio. Sabato 21 ottobre dalle 18.30 in poi, alla biblioteca Lazzerini, che è la più alta e riuscita opera di recupero industriale esistente a Prato, ci sarà l’inaugurazione ufficiale del Tai 2017 con mostre, video proiezioni e installazioni site-specific. Domenica 22 ottobre si entrerà poi nel vivo perché si potrà visitare la Saturno, una fabbrica tessile ancora in funzione ma con una lunga storia alle spalle; quindi ci si sposterà lungo il Bisenzio, alla Gual21

chiera di Coiano (se non sapete cos’è una gualchiera, googlatelo!) per un’installazione site-specific cui si potrà accedere solo uno per volta. Poi vi potrete riposare un po’, digerire quello che avete visto, sentito e odorato e ripresentarvi così in forma smagliante per salire in Val di Bisenzio. E qui viene il bello, secondo noi. Domenica 12 novembre si comincia alle 10 al museo Mumat di Vernio, si continua con un pranzo a base di tortelli e poi si finisce alla fabbrica Forti, un gioiello della storia industriale pratese, per una visita all’installazione site-specific realizzata per l’occasione. Info: tuscanartindustry.com


Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura


ESSERI URBANI di MARTA STAULO

L’arca di Carmelo

S

u un angolo tra due palazzi in zona Sant’Ambrogio c’è un uomo, intorno all’uomo un bar, intorno al bar un’arca. Ecco la storia: un giorno arriva questo tizio con una Brasilena nel taschino e di punto in bianco apre baracca, si chiama Carmelo. Un uomo elegantissimo, carismatico, silenzioso. A chi gli chiede da dove venga accenna appena a qualcosa sul meteo prima di servire sofisticati cocktail da lui stesso creati, noti per le loro stupefacenti proprietà taumaturgiche: il Forte Amore, il Braccobaldo, il Ramatonic. Non è la clientela a scegliere lui, piuttosto il contrario: vezzosi aperitivi a buffet che a tutte le ore del giorno dispensano taralli attentamente stagionati e biscotti Mulino Bianco ricamati con veli di marmellata attraggono all’interno esemplari umani selezionatissimi. Si siedono, questi eletti, e nel momento in cui ordinano il primo Laphroaig a tre euro conquistano inconsapevoli il loro posto sull’arca. C’è la signora elegante che

arriva dopo pranzo e fino a sera resta immobile di fronte a mezzo bicchiere di bianco, l’avvocato che fa il bigliettaio a Prato, i fuori sede calabresi coi cani, gli aspiranti scrittori amanti degli analcolici al limone e i filosofi riciclati nel marketing. Ci sono gli ubriachi del quartiere, coppie di fricchettoni attempati, dipendenti statali tristi, studenti francesi senza scopo e un giovane avventuriero che si fa apparecchiare con la tovaglietta a quadretti, ordina lasagne scaldate al microonde e mangia leggendo senza rivolgere mai la parola a nessuno. Quando senza il consenso del Lamma arriverà il diluvio, Carmelo radunerà i suoi prescelti, staccherà dalle vetrine i menù ornati col découpage, libererà gli abat-jour dal loro rivestimento di cellophane e circonfuso di luce tricolore al led porterà in salvo i pionieri del mondo a venire. Da loro risorgerà una società fiera, felice. Forse non troppo graziosa a vedersi, ma con cuori grandi e i riflessi lesti di chi è abituato a pisciare in cessi senza serratura.

PA L E S T R A R O B U R

LEZIONI DI GINNASTICA C U LT U R A L E P E R F I O R E N T I N I

Andare al Piazzale di RICCARDO VENTRELLA

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l Piazzale Michelangelo, questo non luogo per eccellenza della geografia fiorentina che per tanto tempo non è esistito, mentre esisteva la veduta che da lì si poteva godere. Quante vedute, o addirittura piante di Firenze sono state realizzate utilizzando la prospettiva privilegiata di quei colli? Una volta costruito, ha dato subito luogo alla locuzione “si va al Piazzale”, che era poi esattamente lo scopo per cui era stato ideato. Questa enorme piazza affacciata sullo spettacolo della storia, con l’unico punto d’appoggio del finto David nel mezzo, diventa la nuova meta per i fiorentini ormai incamminati verso il Novecento, uno dei simboli della rinascita borghese della città che al piano stava demolendo anche le ristrettezze del vecchio mercato e del Ghetto, per far posto a nuove visioni. Qualcuno si lamentò - non poteva essere certo diversamente - dell’eccessiva spesa sostenuta per la costruzione, ma i più apprezzarono; e ai meno attenti una lapide di generose dimensioni ricorda di volgersi attorno, e ammirare. Ci si montava a piedi o col tram, e poi con l’autobus sempre denomi-

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nato 13 rosso o nero a seconda del senso della circolare. Fu salotto, sì, ma mai cuore pulsante della città. Luogo delle domeniche, ma mai vero punto di appartenenza. Piano piano fu il turismo a prendere possesso di quella terrazza e dei suoi centottanta gradi di visuale. Ne scoprì la virtù di poter assistere al tramonto come se fosse un film, tenendo Firenze a man destra. “Si va al Piazzale” è oggi locuzione meno usata, azione meno desiderata, superata com’è da altri punti d’attrazione. Ma lui è ancora lì, vigile, a disegnare con mano ferma il percorso dell’Arno sotto di sè.


IL MUSEO EFFIMERO DELLA MODA 14 GIUGNO – 22 OTTOBRE 2017

MUSEO DELLA MODA E DEL COSTUME, PALAZZO PITTI PIAZZA PITTI, FIRENZE

Un progetto di Fondazione Pitti Immagine Discovery in collaborazione con Gallerie degli Uffizi, con la partecipazione straordinaria di Palais Galliera, musée de la Mode de la Ville de Paris, promosso da Centro di Firenze per la Moda Italiana e Pitti Immagine, con il contributo speciale di Ministero dello Sviluppo Economico e Agenzia ICE, con il patrocinio di Comune di Firenze. Image: Katerina Jebb. Grès, haute couture, spring-summer 1960. Collezione Palais Galliera, musée de la Mode de la Ville de Paris.


PA R O L E di GABRIELE AMETRANO

Lettori Selvaggi

Lettori Selvaggi di Giuseppe Montesano edito da Giunti Editore pp. 1912 - euro 50

La sfida che può esserci a parlare di questo libro è utilizzare solo mezza pagina di Lungarno per raccontarlo. Ed io so già che è persa in partenza perché “Lettori selvaggi” è tutto ciò che potremmo pensare e leggere in una sola vita. Napoletano, giornalista de “Il Mattino”, Giuseppe Montesano è già autore di romanzi di successo e ottimo saggista, ma in questa pubblicazione supera ogni aspettativa. In quasi duemila pagine ci racconta ogni personaggio creativo e letterario della storia, dalla Preistoria ai giorni più vicini. E li racconta non con il piglio enciclopedico - anche se il peso e l’ingombro del libro assomiglia tanto

ad un tomo della Treccani - ma con il gusto e la passione di chi ha incontrato, leggendo, ogni idea e molte pagine di chi ci sta mettendo davanti. Montesano è un lettore onnivoro, cosciente, curioso, capace di passare dal saggio al romanzo, dalla pellicola all’estetica artistica, senza fermarsi o tracciare un percorso netto. Un “selvaggio” della lettura, un mostro del sapere. Ci trovate di tutto, da Salvador Dalì a Aleksandr Blok, da Federigo Tozzi a Molière, passando per Cartesio, Cimabue, Buddha e i poeti della Bibbia. Non manca niente e in tutto ci ritroviamo una lettura onesta, che ci dona alcune sensazioni e molti spunti

di riflessione che lo stesso autore ha avuto incontrando queste menti. Non lo dovrete leggere tutto d’un fiato, anche perché ve ne rimarrebbe poco. Lo dovete sfogliare, dovete curiosare con leggerezza, passando da un capitolo all’altro, senza necessariamente seguire un ordine. In fondo la lettura e la conoscenza è questo: il gusto non sta nel seguire un percorso tracciato ma scartando di lato, tornando indietro, correndo in avanti. Quando lo avrete in mano capirete che queste pagine hanno il sapore della libertà, quella creata dalla conoscenza e dalla coscienza. Siate lettori selvaggi e sarete anche liberi.


JAZZ

Firenze a novembre suona un jazz... Supremo! di GIULIA FOCARDI

I

l linguaggio musicale usato come tramite tra l’umano e il divino. Il suono, materia universale, trascende la parola e diventa l’unico strumento capace di parlare all’anima delle persone. Nasce così “A Love Supreme” di John Coltrane, uno dei capolavori della storia della musica del ’900, un disco di resistenza, un disco spirituale e dalle vibrazioni inconfondibili, una preghiera di grande intensità, essenziale, ispirata, altissima. Un lavoro che continua a sedurre e ispirare anche dopo 53 anni dalla sua pubblicazione. Ed è partendo proprio da questo sentire che prende vita, a Firenze, “A Jazz Supreme”, la prima edizione di una rassegna pensata e organizzata da Musicus Concentus con la co-direzione artistica di Simone Graziano, in collaborazione con Siena Jazz.

Sei concerti a grande “impatto mistico” che faranno vibrare la Sala Vanni e tutto il capoluogo toscano per circa un mese. Si parte sabato 21 ottobre con il già apprezzatissimo “Trio 70’s” di Gianluca Petrella, impreziosito dalla presenza della voce sofisticata e creativa di John De Leo, special guest del gruppo. Il 27 ottobre sarà la volta di “The Claudia Quintet”, band dal sound inconfondibile, guidata dal batterista John Hollenbeck, tra le più apprezzate anche da un pubblico di giovanissimi a livello mondiale. Reinier Baas e Ben Van Gelder saliranno sul palco della Sala Vanni il 3 novembre, portando un alto momento di liricità e freschezza: i due giovanissimi sono infatti tra i più talentuosi musicisti della scena olan-

dese. Sempre di stampo internazionale sarà la serata di venerdì 10 novembre, con i due mostri sacri del jazz Rob Mazurek e Jeff Parker, i quali hanno festeggiato nel 2015 i vent’anni di collaborazione con la (sorprendente) pubblicazione del primo disco in duo: “Some Jellyfish Live Forever”. Le ultime due serate vedono, il 17 novembre, il “Francesco Ponticelli 6tet” alle prese con “Big Mountain, Small Path”, il nuovo progetto dell’eccellente contrabbassista che qui esplora ed espande le possibilità timbriche delle sue composizioni; mentre Jim Black chiuderà la rassegna, il 24, con la storica "Human Feel", formazione nata sul finire degli anni ‘80 capace di caratterizzare e influenzare i migliori talenti jazz.


SUONI di GIANLUCA DANTI e GABRIELE SOBREMESA

The National - Sleep Well Beast (4AD) Partiamo da un presupposto, i The National sono una delle indie band più influenti degli ultimi dieci anni (nel 2007 usciva “Boxer”, l’album che li ha consacrati alla platea internazionale) ma hanno sempre provato a tenersi lontano dal termine hype. Vuoi per l’approccio, musicalmente elegante e raffinato ma che allo stesso tempo si mostra autoironico, pungente, fuori dal comune (“Non siamo una rock band. Siamo aspirapolveri - disse il frontman Matt Berninger”). Del loro nuovo disco, pubblicato ancora dalla magnifica 4AD, ne hanno parlato tutti: riviste, radio, tv, siti web… perché? Perché è un disco magnifico, tra i più attesi dell’anno e inevitabilmente sospinto da un hype eccessivo.

Si intitola “Sleep Well Beast” ed è stato presentato dalla band stessa come un album realizzato “in famiglia”, sì perché adesso i cinque The National hanno 40 anni: sono arrivati figli, matrimoni felici, matrimoni falliti, responsabilità, traslochi; addirittura il disco ospita anche la partecipazione della moglie di Berninger Carin Besser. Non c’è solo maturità quindi ma anche una visione più lucida nel raccontare i fallimenti del mondo quotidiano. Sa accendersi sin da subito con un piano caldo ed esemplare in “Nobody Else Will Be There” e le chitarra trascinanti di “Day I Die”, sa stupire per l’elettronica incontenibile di “I’ll Still Destroy You” ma anche per la lucida e profonda esplorazione dell’ansia di “Walk It Back”. Una fotografia amara e toccante che rappresenta al meglio i tempi bui in cui viviamo. (G.D.)

Zola Jesus - Okovis (Sacred Bones Records) Per poter decifrare il reale senso di Okovi, quinto lp della russo-statunitense Nika Roza Danilova aka Zola Jesus, è indispensabile ricorrere al classico “passo indietro”. Il responso della critica e del pubblico sul precedente album “Taiga” è stato pressoché negativo su tutti i fronti: il linguaggio artistico, la caratteristica estetica e il background propri della cantante si sono mal combinati con le logiche commerciali odierne, ed il risultato è quello di un disco totalmente sconclusionato, privo del talento compositivo di cui la cantante ha dato sfoggio nei lavori precedenti. Dopo aver completamente affossato le proprie ambizioni commerciali e superate una serie di vicissitudini personali che l’hanno portata ad un

lungo isolamento dal mondo esterno, Nika si è ripresentata qualche mese dopo alla casa madre Sacred Bones con un disco partorito in maniera completamente diversa e che vede il proprio talento vocale ed espressivo come unico protagonista e inglobato da tutte le sfaccettature di genere e stili che il progetto Zola Jesus ha rappresentato in quasi un decennio di carriera. In “Okovi” c’è spazio per il doom apocalittico di “Exhumed”, il trip hop di “Soak”, gli splendidi archi di “Witness”, il goth-pop di “Siphon” e le spinte synthwave di “Veka”, “Wiseblood” e “Remains”, quest’ultima destinata a salire sul podio dei migliori brani mai creati da Nika. La speranza, ma direi quasi una convinzione, è che sia stata imboccata una strada giusta, incondizionata e che riesca a far esprimere al meglio l’immensa capacità espressiva della cantante. Disco da Top Ten 2017. (G.S.)

Grizzly Bear - Painted Ruins (RCA) Atteso ritorno per il quartetto di Brooklyn cinque anni dopo “Shields”. Painted Ruins è un lavoro vivo, selvaggio, colorato che fa trasparire una band coerente e con idee chiarissime; la più grande qualità si evidenzia nel riuscire a confezionare undici brani coesi in cui non spiccano hit ma funzionano benissimo nella loro totalità. Ascoltatelo con pazienza e con la giusta preparazione: le melodie di “Wasted Acres” e “Aquarian” (solo per fare due esempi) a poco a poco sapranno conquistarvi.  (G.D.)

Big Brave - Ardor (Southern Lord) Trio proveniente dalla effervescente Montreal che riesce a ben coniugare noise rock pesantissimo a melodiche e tormentate vocals. In "Ardor" si conferma l’incessante e continua fase evolutiva del suono della band che propone tre lunghissime tracce di mastodontico avant rock e liriche toccanti, baciate dalla produzione di due mostri sacri quali Efrim Menuck (“GY!BE”) e Radwan Ghazi Moumneh (“Jerulasem in My Hearth”) ed elevate ulteriormente dagli interventi del violino di Jessica Moss e del contrabbasso di Thierry Amar.  (G.S.)

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Post-Summer Tips di GIANLUCA DANTI

Le uscite di ottobre Carla dal Forno: l’artista art-pop australiana è la protagonista delle uscite più interessanti del mese: "The Garden", il suo nuovo EP, è in uscita via Blackest ever Black. Pochi giorni dopo usciranno anche i nuovi, inutile dire attesi, album di St. Vincent ("Masseduction", via Loma Vista) e di Beck ("Colors", via Capitol). Tra le novità tutte da scoprire Suoni vi consiglia anche il nuovo dei canadesi dal deep-pop atmosferico Blue Hawaii ("Tenderness", via Arbutus) e l’avvolgente dream-pop di Yumi Zouma ("Willowbank", via Cascine).


FIERE di ALBA PARRINI e ERIKA GHERARDOTTI

La Festa delle Castagne È arrivato il momento di riunirsi intorno a un braciere con dentro delle belle castagne scoppiettanti, e a un bicchiere di vino rosso. Ecco dove e quando farlo lungo tutto il mese. Si comincia nel primo fine settimana di ottobre a Dicomano con la Fiera di Ottobre: arti e mestieri, creazioni artigianali, marroni, prodotti locali e piccoli frutti; presente anche il corteo storico cittadino che sfilerà in vari momenti della Fiera. Si prosegue poi nella più famosa Marradi che, con la 54° edizione della ormai illustre Sagra delle castagne, per tutte le domeniche allieterà i nostri palati a partire dall’8 di ottobre. Il paese si vestirà a festa offrendo le tradizionali leccornie del famoso frutto “Il marrone di Marradi”: i tortelli di marroni, la torta di marroni, il castagnaccio, le marmellate di marroni, i marrons glacés e i “bruciati” (caldarroste). Per le vie del paese saranno, inoltre, in vendita i classici prodotti del bosco e sottobosco, oltreché altri prodotti artigianali e commerciali. Le domeniche di sagra saranno, poi, animate da musicisti e bande

La Fiera è una VIP musicali itineranti. Il Marrone e gli altri frutti del sottobosco saranno protagonisti anche a Palazzuolo sul Senio per tutto il mese, la domenica, con la festa Vivi l’Autunno. Anche qui grande guest star il marrone ma non solo, anche nocciole, mandorle e gli altri piccoli frutti del bosco. Solo nei due weekend centrali di ottobre, tantissime le feste in molte altre località del Mugello: a Firenzuola con Dal bosco e dalla pietra, a Vicchio con la Festa del Marrone e dei prodotti tipici locali e infine a San Piero a Sieve.

La Fiera per gli scandiccesi è quasi una ricorrenza, una tradizione. Inizia il sabato che precede il secondo giovedì di ottobre (giorno questo del famigerato fierone) e termina la domenica successiva. Quest’anno quindi si terrà dal 7 al 15 ottobre. In origine risale al 1866: era la fiera del bestiame sulla Greve. Un mercato di merci e di animali che si teneva tra i comuni di Casellina e Torri. Scandicci e Giogoli. Oggi si svolge per le vie e le piazze del centro della città ed è diventata campionaria. Ci sono stand dedicati alle auto, all’arredamento, moda, oggettistica e gastronomia. E non mancano gli eventi collaterali, come i dibattiti e gli spettacoli. Il carico da 90 però rimane il fierone: giorno in cui da via Pascoli a P.zza Matteotti troviamo anche il mercato degli ambulanti. Banchini su banchini, persone su persone provenienti da tutto l’hinterland fiorentino. Che la si ami o la si odi non importa; alla fine tutti ne parlano. La si attende, ci si fa una capatina (anche più di una) e poi la si giudica. La fiera è una VIP.


PA L AT I F I N I di MARTA STAULO

La schiacciata all’uva Ci sono alcune cose che tu extrafiorentino approdato in terra d’Arno devi apprendere non appena hai smesso con la solfa della Hoca Hola hon la hannuccia horta: sapere a memoria Amici Miei e farne pubblico sfoggio in occasioni adeguate, canticchiare qualche ritornello di Marasco, (ri) conoscere il Larva, e last but not least, decantare la schiacciata all’uva. E tu fai l’analisi grammaticale di queste due parole che messe insieme dovrebbero narrarti di un dolce. Tu che sei abituato a vocaboli come “babà” o meglio ancora “delizia di Sorrento”, termini che vengono utilizzati persino a complimentare doti personali, al suono della parola “schiacciata”, quello che ti passa davanti agli occhi è il punto più buio della tua carriera liceale: l’ora di palla a volo. Come seconda immagine invece, ecco la mamma del Buondì Motta che si scatafascia con l’asteroide. Ma c’era un tempo in cui le mamme vendemmiavano e non commentavano gli articoli di Huffington Post e i figli (tanti) crescevano anche senza vaccini e Candy Crush. Queste mamme facevano il pane e ne mettevano da parte un pugno che, coperto di acini e infornato con un po’ di zucchero, bastava a darti un’ebrezza fatta di uva ma ancora lontana dall’essere alcolica.

GOLE PROFONDE di TOMMASO CIUFFOLETTI

Il guercio vinoso Fai una degustazione di vini e senti rammentare frutti rossi, rosa canina, frutto della passione, cuoio, muschio, pietra focaia, inchiostro, goudron (lo sapete cos’è il goudron? È catrame e si pronuncia gudròn). È normale che ti scoraggi. Perché è pur vero che, durante la fermentazione, quel succo d’uva che è il mosto si trasforma e s’arricchisce di mille sapori e durante l’invecchiamento altri ancora se ne aggiungono. Ma a volte ti chiedi che fine abbia fatto tutta quell’uva, totalmente desaparecida in un bicchiere in cui invece ti dicono vi sia del catrame. Che a ben pensarci non è nemmeno così golosa come immagine. Ma se siete fortunati, potrà capitare il caso in cui sentirete dire di un vino che è “vinoso”. Normalmente una cosa del genere suonerebbe banale, se non capziosa. Ma dopo essere passati per muschi, licheni e catrami, l’idea di un vino che sappia di vino v’apparirà immediatamente salvifica, se non proprio rivoluzionaria. Rimane poi da capire cosa significhi “vinoso” e la cosa torna ad essere meno ovvia di quel che poteva apparire inizialmente. Una possibile risposta sarebbe “Il Guercio” di Sean O’Callaghan. Lui è un enologo inglese che ogni tanto s’aggira per Santo Spirito. Guercio è il suo soprannome, per via di un occhio che gli riman chiuso. Se lo vedete fermatelo e chiedetegli una bottiglia, perché non è facile trovarle altrimenti.

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OROSCOPO di VIRGINIO illustrazioni di MELANIA BRANCA

Fai attenzione, perché c’è chi si spaccia per amico e amico non è per niente. Affrontalo senza paura, dimostragli di essere forte più di quanto lui immagini. Rivaluta le tue priorità e volta pagina. Fortunatamente puoi contare sull’aiuto e sulla comprensione delle persone più strette, quelle che ti hanno sempre teso la mano nei momenti difficili.

Ottobre ti metterà alla prova, sarà un mese in cui dovrai impegnarti per fronteggiare situazioni pressanti sul lavoro e negli affetti, ma potrai contare sul supporto dei tuoi cari e sulla loro comprensione loro e di chi saprà alleggerire le tue giornate. Approfitta dei momenti liberi per staccare dalla routine, magari programma un piccolo viaggio fuoriporta per ricaricarti.

Hai bisogno di uno stimolo, di superare le paure e i pregiudizi che ti stanno limitando. Il modo migliore non è certo quello di buttarsi senza paracadute, ma per tornare quello che eri, hai bisogno di aiuto, quindi ti consiglio di non rifiutare l’aiuto di nessuno. So che, testardo come sei, pensi di risolvere tutto da solo, ma credimi che questa volta sarà più difficile del solito.

Ricordi cosa ti ho detto a settembre? Ecco, ora è il momento di prendere il toro per le corna. Scusa il paragone scontato, ma non mi veniva altro. Insomma, è il momento di prendere una decisione, ma stai tranquillo, c’è una persona molto vicina a te che saprà illuminarti, e poi niente potrà fermarti. Ti aspetta un altro periodo fortunato sul lavoro.

Ok, hai fatto la cazzata. E a quanto pare ora tocca ad altri metterci una pezza. Questo non avrà una bella influenza sulla tua popolarità e penserai che tutto questo sia ingiusto, ma dopotutto è così, chi sbaglia poi ne paga le conseguenze. Sicuramente la cosa giusta da fare è impegnarsi a testa bassa per cercare di recuperare, non certo scaricare le proprie responsabilità sugli altri.

Ecco arrivare un flusso di energia inaspettata, e dopo mesi di sforzi e sacrifici finalmente riuscirai a raggiungere il tuo obiettivo. L’unico consiglio che ti do è quello di cercare la perfezione in quello che fai, non cercare scorciatoie e dedica anima e corpo in ciò che credi. Presta attenzione a chi ti sta vicino, le tue gentilezze non passeranno inosservate.

I migliori alleati del tuo cuore saranno il cappotto, la sciarpa e il cappello. Infatti non devi perdere nessuna occasione per uscire di casa se vuoi trovare a tutti i costi la tua anima gemella. I presupposti ci sono tutti, devi solo andare a cercarla. Quindi non farti intimorire dal freddo di ottobre, fuori da qualche parte c’è un abbraccio caldo che ti aspetta.

Trovare la persona giusta è un’attività che richiede pazienza, attenzione e po’ di fortuna. La pazienza impiegala nel cercarla ogni giorno senza desistere, l’attenzione usala per non fermarti alle apparenze e per scoprire i lati positivi e negativi di chi hai davanti. La fortuna lo sappiamo tutti che non puoi guidarla, ma a quanto sembra, ora è dalla tua parte.

Le nuvole grigie. La pioggia. Il vento freddo. Che tristezza… Ma guarda che ottobre non è solo questo, c’è anche il sole ogni tanto, e tu devi approfittarne, perché è quello di cui hai bisogno. Perché le difficoltà ci sono per essere affrontate, non per esserne sopraffatti. Quindi non lasciarti demoralizzare perché alla fine scoprirai che questo mese arricchirà la tua forza interiore.

Anche se ottobre è autunno pieno, sembra che la nebbia intorno a te si sia definitivamente diradata. Sembra prospettarsi un altro periodo di gioia, stabilità e armonia, nonostante le controversie che finora ti hanno assillato. Non sottovalutare la necessità di isolarti e prenderti il tuo tempo, a volte dedicarsi a se stessi è la cosa migliore per riprendersi.

Potresti trovarti in mezzo a piccole controversie e screzi che, di solito, potrebbero risolversi con facilità, ma conoscendoti potrebbero anche tramutarsi in incomprensioni cosmiche e indissolubili. Secondo me può andare meglio se a volte ci metti una pietra sopra, piuttosto che ricamarci di continuo, potresti guadagnarci in salute e anche in amicizie ritrovate.

C’è grossa crisi. E va affrontata nel migliore dei modi, non certo prendendo decisioni avventate ed immature. Lo so, queste situazioni non si creano per colpa di una sola persona, e allo stesso tempo trovare un accordo non significa piegarsi al volere degli altri, ma a volte ascoltare ed essere premurosi può significare solamente cercare il bene per entrambi.

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Lungarno n. 55  

mensile gratuito di arte e cultura a Firenze

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