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Poste Italiane spa - Sped.in a.p.-D.L.353/2003 (conv.in l.27/02/2004 n.46)-art.1 comma 1-DCB Piacenza-Costo abbonamento annuo: euro 11-Pagamento assolto tramite versamento quota associativa-contiene i.p.

65° anno - n.10 novembre 2013

Periodico di Coldiretti Piacenza

La denuncia di Coldiretti: "è un'azienda dell'Unione Europea che commercializza il Kit per falsificare Parmigiano, Pecorino Ricotta e Mozzarella"


con il patrocinio di:

COMUNE DI NIBBIANO


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Speciale Cernobbio 2013

UeCoop, quando la forma incontra la sostanza

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ok dell’ANCI alla somministrazione di cibo in aziende, mercati, botteghe degli agricoltori

Editoriale: il saluto di Sergio Marini...................................................... 5 Latte: come affrontare questa crisi? Scenari e prospettive [...]............ 12 Processo quote latte, confermate le condanne..................................... 13 PAC: ora l'Italia definisca l'agricoltore attivo........................................ 13 IVA: scende il potere d’acquisto degli italiani....................................... 16 Castagne: boom di prodotto spacciato per Made in Italy........................ 16 Nasce lo Sportello Giovani Impresa....................................................... 17 Il messaggio dei Vescovi ai giovani protagonisti dell’agricoltura............ 18 Come affrontare l’inverno con la Bottega di Campagna Amica............... 19

sommario


Iniziative Coldiretti Periodico mensile di COLDIRETTI PIACENZA Autorizzazione Tribunale di Piacenza n. 71 del 24 Novembre 1953 Direttore Massimo Albano Responsabile di redazione Elisabetta Montesissa Direzione artistica Marino Galli Comitato editoriale Angela Poggi, Antonella Bazzini, Dario Panelli, Elisabetta Montesissa, Emanuele Gonsalvi, Laura Barbieri, Luca Piacenza, Maurizio Maffi, Milena Galli, Nadia Marcotti Hanno collaborato Andrea Ziliani, Cinzia Pastorelli, Enrica Gobbi, Martina Azzali, Nadia Marcotti, Raniero Bongiorni, Silvia Ferrandi, Stefano Cavanna Direzione, redazione e amministrazione: COLDIRETTI PIACENZA Palazzo dell’Agricoltura 29122 Piacenza via Colombo, 35 Tel. 0523 596511 | Fax 0523 596596 piacenza@coldiretti.it www.piacenza.coldiretti.it Progetto grafico e impaginazione Fotocomposizione e stampa Grafiche Lama Srl Strada ai Dossi di Le Mose, 5/7, Piacenza Il periodico ha una tiratura di 9.500 copie. Viene spedito ai Soci in regola con la quota associativa. Non è in vendita. In copertina: dopo il kit del falso vino italiano arriva anche il kit per fare parmigiano, mozzarella e ricotta... le immagini si commentano da sole

Copra Elior Volley e Campagna Amica insieme per il valore educativo dello sport....... 20 Pane Piacentino: garanzia di sicurezza alimentare.......................................................... 22 Educazione alla Campagna Amica: al via le adesioni...................................................... 24

etichettopoli Falsi formaggi italiani all'Anuga di Colonia, alleata di Cibus e Federalimentare........ 26

eventi dal mondo agricolo La pagina del Consorzio di Bonifica di Piacenza......................................................... 27 La pagina dell’Associazione Piacentina Latte............................................................. 28 La pagina del CIO (Consorzio Interregionale Ortofrutticoli)....................................... 29 La pagina di UniCattolica............................................................................................ 30

tecnico PSR Misura 121: ammodernamento e razionalizzazione impianti irrigui aziendali...... 32 A solo un anno dall’avvio, grande successo per il servizio Quaderno di Campagna...... 33 Bandi per la valorizzazione di itinerari turistici in area leader.................................... 34 Pacchetto igiene, ecco gli obblighi per le aziende...................................................... 37 Dal Parlamento UE nuove regole sui controlli della carne suina................................. 38 Attestazione Prestazione Energetica (A.P.E.)............................................................... 40 Successioni: Agevolazione prima casa i requisiti soggettivi.......................................... 42

fiscale tributario - Tardivo accatastamento dei fabbricati rurali............................................. 44 tributario - Legge di Stabilità: novità su giovani, piccola proprietà, gasolio e polizze........ 45

Una finestra sul mondo News dai circuiti Internazionali................................................................................... 47

Cap Varie............................................................................................................................ 50 La Voce dei Coltivatori online:...................................................................................... www.piacenza.coldiretti.it Questo numero è stato chiuso in redazione il 3 novembre 2013 Titolare del trattamento dei dati personali nelle banche dati di uso redazionale è Federazione Provinciale Coldiretti di Piacenza. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dal Dl.Lgs 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, telefonando al n.0523 596511, e-mail: piacenza@coldiretti.it

© tutti i diritti riservati

La Voce dei Coltivatori è stampato su carta di cellulosa certificata FSC con elevato contenuto di fibre di recupero, completamente biodegradabile e riciclabile.


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Il saluto di SERGIO

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Cari soci, cari amici, ciò che avete fatto in questi anni nell’accompagnare me, la Coldiretti, l’agricoltura Italiana, il Paese tutto, lungo il sentiero del cambiamento è stata una cosa straordinaria. Avete un grande merito e a voi va il mio sincero riconoscimento. Abbiamo lavorato per stare meglio tra noi stessi e con gli altri, per migliorare ciò che ci sta intorno. Lo abbiamo fatto con coraggio, andando controcorrente, proprio come Papa Francesco spesso ci esorta a fare. Sono certo, continueremo insieme su questa strada, con la stessa carica emotiva e la stessa passione civica che ci ha guidato sino ad oggi. Per quanto mi riguarda lo farò per la Presidenza onoraria che ho accettato con fierezza, ma soprattutto perché questo è il mio modo di essere, di pensare, di agire, testardamente legato a convincimenti profondi non rimovibili. Lo farò a cominciare da ciò che sta accadendo nel nostro Paese. Non sopporto più che tanta gente metta tutta se stessa per tirare avanti e poi si ritrovi, da anni, in un paese che si comporta come un condannato destinato ad essere sepolto vivo che, pur di guadagnare tempo, si scava la fossa rendendola sempre più profonda. Stiamo lasciando ai nostri figli un Paese senza idee, senza futuro, un Paese pieno di debiti, litigioso su cose che non interessano a nessuno. Stiamo consumando tempo per inseguire il nulla e lo facciamo ogni giorno di più tra rassegnazione e paura. Io dico, smettiamola! Fermiamoci! Il nostro Paese non è condannato a morte. Bisogna smettere di piagnucolare e di scavarci la fossa della disperazione. Dobbiamo usare sì il badile, ma per tracciare sentieri nuovi, illuminati, sentieri possibili che ridiano speranza. È questa la ragione che mi ha spinto a dar vita a una Fondazione – Italia Spa e cioè Sostenibile Per Azioni – che ha lo scopo di contribuire a rinnovare e a cambiare nel profondo le scelte della politica italiana,

editoriale

MARINI aggregando chi condivide le stesse idee di politiche da adottare e di paese. Tutto questo possiamo farlo, l’Italia merita molto di più della compassione e degli sfottò a cui ci stiamo abituando. Forse proprio dall’agricoltura, non solo come settore, ma come antica e moderna filosofia di vita, possiamo trarre qualche suggerimento su come fare. L’ agricoltura è abituata da sempre a fare i conti con i ritmi immodificabili della natura, il tempo immutato delle stagioni, lo spazio fisico della terra, l’energia libera del sole. Forse per questo ha saputo custodire, meglio che altrove, quei geni preziosi, che il mito transgenico della globalizzazione senza regole e del “tutto, subito e ovunque”, ha fatto perdere ai più, e che oggi è causa di cosi tanti guai nel mondo e nel nostro stesso paese. Geni sani i nostri, quelli dei valori etici, della qualità della vita sopra ogni cosa, della solidarietà, della fraternità, di un nuovo umanesimo nell’economia. Del primato dell’uomo, dei popoli e dei territori sulla politica e di quest'ultima sull’economia. Forse è proprio da questa filosofia agricola, che tiene insieme cura, coltura e cultura, possiamo ricominciare. Ricominciamo dalla sua antica saggezza, dalla sua straordinaria capacità di umanizzare l’innovazione e il progresso, di porre il giusto avanti all’utile, di pesare il vantaggio immediato con la bilancia delle generazioni future. Ricominciamo allora da NOI. È ora di raccogliere e far degustare ai più quel frutto raro che ogni giorno coltiviamo con cura e che si chiama “buonsenso”. Un grande abbraccio.

Sergio Marini Presidente Onorario di Coldiretti


Cernobbio 2013

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Anche quest’anno l’appuntamento più importante del settore agroalimentare organizzato da Coldiretti e Studio Ambrosetti ha visto la partecipazione di illustri relatori dal mondo della politica, alle istituzioni, dall’economia alle forze dell’ordine, fino al mondo giornalistico. Qui sotto riportiamo gli interventi principali così come una sintesi delle indagini presentate. La documentazione completa, con i filmati, i servizi e le relazioni sono sul sito www.coldiretti.it

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De Girolamo: “Obiettivo semplificazione”

“La soluzione ai problemi della crisi l’abbiamo sotto i nostri piedi”. Nunzia De Girolamo, Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali intervenuta a Cernobbio al Forum dell’Agricoltura e dell’Alimentazione è tornata di fronte alla platea di Coldiretti a tre mesi della firma del contratto con gli agricoltori con cui si era impegnata ad abolire l’Imu per i fabbricati e terreni agricoli, a proporre un decreto no-Ogm, ad assicurare una nuova politica agricola comune migliore e a lavorare sulla semplificazione, altro tema molto sentito nelle campagne. “Quattro di quei cinque punti che facevano parte del contratto che ho sottoscritto in occasione dell’assemblea del Palalottomatica, tre mesi fa, sono stati raggiunti”. A partire dall’Imu, “una grande battaglia, l’ha definita la De Girolamo, che il Ministro dell’Economia ancora ci rinfaccia perché nessuno avrebbe scommesso che saremo riusciti a riparare il torto subito dall’agricoltura. Noi abbiamo subito un’ingiustizia: pagavano due volte perché venivano tassati i terreni, e quindi gli strumenti di lavoro, così come i fabbricati rurali”. Dall’Imu agli organismi geneticamente modificati: “questo paese non ne ha bisogno, mentre ha invece bisogno di tipicità, biodiversità, tradizione, passione, cultura. Non vogliamo e non dobbiamo omologarci; siamo imitati in tutto il mondo perché siamo unici. Abbiamo fatto quel decreto che abbiamo promesso insieme al Ministro dell’Ambiente e della Salute per dare un segnale forte al paese. E ancora stiamo lavorando nonostante le provocazioni che arrivano da qualche regione per far in modo che l’Europa non sia sorda rispetto alle nostre richieste. Il 13 dicembre ci sarà un consiglio Ambiente; attraverso il Ministero stiamo facendo un’attività di lobby molto forte per assicurare la libertà di scelta rispetto agli Ogm”. Non è stato per nulla facile il percorso della Pac, la nuova politica agricola comune; rispetto questo tema, la De Girolamo si è così pronunciata: “In Europa bisogna andare sbattendo più forte i pugni sul tavolo. Noi oggi dobbiamo essere in grado di star insieme abbandonando gli egoismi, ha detto riferendosi alle Regioni, perché dobbiamo recuperare il senso dell’Italia e fare tutti un passo indietro”. per quanto riguarda il capitolo burocrazia e semplificazione, l’ultimo “impegno da mantenere” il ministro ha annunciato “Questa è la sfida che faremo insieme. È con questo senso che noi dovre-

mo approcciarci a tutte le sfide di domani”. Nel corso dell’ intervento si è dato spazio anche alla legge di stabilità: “In campo agricolo, con grande difficoltà alcuni risultati nella legge di stabilità sono stati portati a casa. A partire dallo stanziamento delle risorse necessarie per la copertura della quota nazionale per il programma di co-finanziamento dell’Unione Europea che significa che l’Italia sul secondo blocco fa la sua parte mettendo a disposizione dello sviluppo rurale dai 9 ai 10,4 miliardi di euro che si affiancheranno a tutti quelli che arrivano dal Fondo Europeo e dunque potremo definire con le Regioni i nuovi Psr sapendo che avremo a disposizione 20 miliardi per sette anni”. “Ma tutto questo, ha concluso, dovremo farlo insieme abbattendo il muro dell’egoismo”. Nella legge di stabilità c’è anche il rifinanziamento della 499, l’Expo di Milano “che sarà una grande occasione per il mondo agricolo e consentirà di mettere delle risorse sul padiglione vino”.


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novembre 2013

sindacale

Nunzia De Girolamo, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Flavio Zanonato, Ministro dello Sviluppo Economico

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Zanonato: "Agroalimentare pilastro del Paese"

“L’agroalimentare è uno dei pilastri dell’economia italiana con un saldo attivo della bilancia commerciale di 5 miliardi euro e un fatturato di 130 miliardi, di cui un quinto realizzato attraverso l’esportazione.” Lo ha ricordato il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato intervenendo al Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio. “L’agroalimentare, ha detto, è per importanza il secondo settore manifatturiero del nostro Paese; acquista e trasforma il 72 per cento delle materie agricole nazionali e per il resto è costretto ad approvvigionarsi all’estero con tutte le conseguenze negative che ne derivano”. “Sull’export agroalimentare italiano, costituito per l’80 per cento da prodotti industriali di marca, ha ricordato il ministro, incombe la minaccia della contraffazione e dell’italian sounding. Il primo vale 6 miliardi di euro, il secondo 54 miliardi.” Zanonato ha anche sottolineato le aspettative del settore per il nuovo accordo commerciale tra Ue e Stati Uniti che “potrebbe essere raggiunto entro il corrente anno e dovrebbe abbattere i residui ostacoli daziari del mercato americano e riconoscere i diritti intellettuali, contribuendo al recupero di tre miliardi di euro di contraffazione di prodotti italiani”. “Sul fronte interno,

ha detto il ministro, puntiamo ad un forte coordinamento tra il ministero della Salute, il ministero delle Politiche agricole, dello Sviluppo economico, dell’Economia e delle Finanze, con l’obiettivo di razionalizzare e sviluppare le funzioni di controllo, evitando duplicazioni anche di competenze onerose sia per lo Stato sia per le aziende”. Tra gli impegni futuri, Zanonato ha ipotizzato l’introduzione delle politiche del settore agricolo in un programma di sviluppo industriale per un nuovo modello di competitività sostenibile indirizzato verso l’individuazione di nuovi mercati ad alto valore aggiunto. “Questo programma, ha spiegato il ministro, si svilupperà su tre grandi traiettorie di sviluppo: la transizione verso un sistema produttivo interamente ecologico, in grado di ridurre il consumo di energie e di materie prime; la salvaguardia della salute e del benessere delle persone; la valorizzazione della creatività e del patrimonio culturale”. Tra i principali appuntamenti futuri, Zanonato ha indicato l’Expo’ 2015. “All’interno del programma industriale,ha detto, la manifestazione può rappresentare un vero e proprio trampolino di lancio del nostro sistema economico e produttivo”.


Cernobbio 2013

Indagine:

LA PERCEZIONE DELLA CRISI e il made in italy

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Ben sette italiani su dieci (70 per cento) si sentono minacciati dal pericolo di perdere il lavoro e il 53 per cento di non riuscire ad avere un reddito sufficiente per mantenere la propria famiglia. È quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine su “La percezione della crisi e il Made in Italy” realizzata da Coldiretti-Ixe’ a ottobre 2013, e illustrata nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Cernobbio. Per più di una famiglia italiana su quattro (22 per cento) sarà un autunno difficile di sacrifici economici. “Emerge una forte preoccupazione e un senso di rassegnazione nei confronti sia della situazione generale del Paese che di quella personale in cui c’è bisogno di avere fiducia nel futuro”, ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini. “I pericoli che si in-

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travedono, conclude Marini, sono molto pragmatici come il lavoro e il reddito e poco ideologici come l’immigrazione, citata solo dal 7 per cento degli italiani.” Per quanto riguarda la situazione generale infatti, la percentuale di quanti sono pessimisti per il futuro e pensano che la situazione peggiorerà sono il 35 per cento. Al contrario, sono il 51 per cento coloro che ritengono che non ci saranno cambiamenti mentre sono solo il 14 per cento quelli convinti che ci sarà un miglioramento. La crisi purtroppo sta influendo anche sulla tipologia di prodotti acquistati, infatti si assiste ad un vero boom dei prodotti low cost che il 47 per cento degli italiani acquista più frequentemente del passato. Una percentuale sconvolgente che però non tocca il settore del bio e del Doc che “tengono botta” per tre italiani su quattro (77 per cento) che continuano ad acquistare regolarmente o qualche volta prodotti a denominazione di origine e quasi la metà (45 per cento) prodotti biologici. Ma quali sono, secondo gli italiani, i settori che possono condurci fuori da questa crisi? La risposta è presto detta: il 54 per cento considera la produzione di cibo il vero motore dell’economia, con un aumento dell’8 per cento rispetto allo scorso anno, e il 18 per cento punta sulla moda che rimane però stabile. Il cibo e la moda sono anche considerati trainanti per l’immagine dell’Italia all’estero rispettivamente dal 45 e dal 38 per cento degli italiani. “Una conferma della validità e della modernità del modello di sviluppo agricolo Made in Italy che è fondato sul valorizzazione dell’identità, della qualità, delle specificità e che può rappresentare un riferimento anche per gli altri settori per affrontare e vincere la competizione internazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “dentro l’agricoltura non c’è ancora un reddito adeguato ma c’è legittimamente quella visione di futuro e di prospettive e di fiducia che non c’è negli altri settori”.


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novembre 2013

sindacale

IL TAGLIO DEGLI ACQUISTI PER PRODOTTO ottobre 2013 in % differenza con ottobre 2012 in % Abbigliamento

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13

Viaggi o vacanze

53

2

Tempo libero

49

1

Beni tecnologici

52

10

Ristrutturazioni della casa

42

2

Arredamento

37

-1

Auto/moto

40

2

Attività culturali

35

-2

Attività sportive e cura corpo

29

=

Generi alimentari

14

-3

Spese per i figli

6

-3

GLI ACQUIRENTI DI PRODOTTI ALIMENTARI Prodotti

Acquirenti

Prodotti di origine controllata e protetta 77 % Prodotti biologici

45 %

Prodotti equo-solidali

38 %

Prodotti etnici

24 %

Fonte: Elaborazioni Coldiretti-Ixe’ ad ottobre 2013

IN VENDITA KIT PER FALSIFICARE PARMIGIANO ... ma anche Pecorino Romano, Mozzarella e Ricotta

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Per la prima volta sono stati messi in vendita i kit per falsificare i più famosi formaggi italiani, dal Parmigiano Reggiano al Pecorino Romano, dalla Mozzarella alla Ricotta. Lo ha denunciato la Coldiretti, alla presenza di rappresentanti delle forze dell’ordine, della magistratura e del Governo al Forum dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio dove sono stati mostrati e sperimentati i miracolosi miscugli di pillole e polveri prodotti in Europa, Stati Uniti ed Australia, ma che possono purtroppo essere acquistati anche dall’Italia attraverso internet. Le confezioni, che promettono di ottenere una mozzarella in appena 30 minuti e gli altri formaggi italiani in appena due mesi, contengono recipienti, colini, garze, termometri, piccole presse oltre a lipasi ed altre polveri, e garantiscono di ottenere prodotti caseari ben identificati che sono una chiara contraffazione dei nostri più celebri formaggi. Un danno economico e soprattutto di immagine incalcolabile che - sostiene la Coldiretti - mette a rischio la credibilità conquistata di prodotti divenuti simbolo del Made in Italy di qualità, grazie al lavoro di intere generazioni di allevatori e casari impegnati a rispettare rigorosi disciplinari. Particolarmente grave - continua la Coldiretti - è il fatto che ad essere coinvolta sia una azienda della Gran Bretagna che fa parte dell’Unione Europea e che dovrebbe quindi intervenire direttamente per fermare questo scandaloso scempio. Invece l’offerta trova ampio spazio nel mercato di internet dove viene dedicata una particolare attenzione all’arte di fare formaggi in casa, con una curiosa spiegazione delle differenze principali tra le diverse denominazioni. I kit per la produzione di Parmigiano o Romano messi in vendita dalla ditta inglese costano ben 102,38 sterline pari a 120 euro mentre quello per la Mozzarella Cheese costa 25 sterline, pari a 30 euro circa. Il kit commercializzato in Australia al prezzo di 81 dollari australiani, pari a circa 57 euro, consente – informa la Coldiretti - di preparare Parmigiano o Pecorino Romano con piccole variazioni nella miscelazione degli ingredienti. Mozzarella facile invece – continua la Coldiretti - negli Stati Uniti dove si propone un “30 Minute Mozzarella Ricotta Kit” del valore di 24,95 dollari (18 euro circa). La Coldiretti chiede un intervento immediato delle autorità nazionali e comunitarie per evitare che si ripeta il fenomeno dei wine kit a danno dei nostri vini più conosciuti, che ha raggiunto una dimensione inquietante nel mondo e nell’Unio-

ne Europea dove si stima che almeno venti milioni di bottiglie di pseudo vino all’anno vengano preparati con semplici polveri che promettono di ottenere in pochi giorni vini dalle etichette più prestigiose, Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco o Montepulciano. La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari Made in Italy costa all’Italia trecentomila posti di lavoro che si potrebbero creare nel Paese con una seria azione di contrasto a livello nazionale e internazionale particolarmente importante in un momento di crisi, secondo il nuovo rapporto 2013 “Agromafie” sui crimini agroalimentari elaborato da Eurispes e Coldiretti. Con il fatturato del falso Made in Italy, che solo nell’agroalimentare ha superato i 60 miliardi di euro, la lotta alla contraffazione e alla pirateria rappresentano per le Istituzioni un’ area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e generare occupazione. Il fatturato delle esportazioni agroalimentari nazionali, che ha raggiunto la cifra record di 34 miliardi nel 2013, potrebbe addirittura triplicare, ma alla perdita di opportunità economiche e occupazionali si somma - sottolinea la Coldiretti - il danno provocato all’immagine dei prodotti nostrani soprattutto nei mercati emergenti dove spesso il falso è più diffuso del vero e condiziona quindi negativamente le aspettative dei consumatori. Il comune denominatore degli esempi di imitazione e contraffazione di prodotti agroalimentari italiani è l’opportunità, per un’azienda all’estero, di ottenere sul proprio mercato di riferimento un vantaggio competitivo associando indebitamente ai propri prodotti l’immagine del Made in Italy apprezzata dai consumatori stranieri, senza alcun legame con il sistema produttivo italiano e facendo concorrenza sleale nei confronti dei produttori nazionali impegnati a garantire standard elevati di qualità. Bisogna combattere un inganno globale per i consumatori che - conclude la Coldiretti - causa danni economici e di immagine alla produzione italiana sul piano internazionale cercando un accordo sul commercio internazionale nel Wto per la tutela delle denominazioni dai falsi, ma è anche necessario fare chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere a tutti i prodotti l'obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti alimentari come previsto dalla legge approvata all’unanimità dal Parlamento italiano all’inizio della legislatura e rimasta fino ad ora inapplicata.


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quando la forma incontra la sostanza

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Quando succede qualcosa di controcorrente, qualcosa che in qualche modo divide il tempo in un prima e in un dopo, un elemento di rottura rispetto al passato, si ha come l’impressione di assistere ad una pietra miliare una sorta di devianza rispetto a quella che ormai è considerata la normalità. La prima Assemblea Nazionale di Uecoop è stato un po’ questo: un punto di rottura rispetto alla normalità, o meglio, rispetto a quello che ormai si era abituati. Uecoop nella prima assemblea nazionale ha saputo staccarsi da quella che è la convenzionalità delle centrali cooperative e ha saputo proporsi in un modo diverso, più vicino alle esigenze dei cooperatori, dimostrando di saper trovare una risposta ai problemi reali che questi soggetti si trovano ad affrontare quotidianamente. Erano presenti quasi 2000 cooperative, persone diverse per affinità, interessi e mestiere eppure avevano un minimo comune denominatore: la voglia di far sentire la propria voce e di dimostrare la loro presenza come “forza solidale del paese”. Questo è il fil rouge di Uecoop, che si vuole concretizzare come centrale di cooperative in cui le stesse siano davvero protagoniste e non vengano schiacciate dalla potenza di quelle che hanno solo la forma di cooperativa ma che nella sostanza non sono tali. Presenti anche una rappresentanza delle cooperative piacentine guidate dal responsabile provinciale di Uecoop Giovanni Morini e dal presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi insieme al direttore Massimo Albano. Tanta emozione, per il discorso del Presidente uscente di Coldiretti Sergio Marini, che ha aperto i lavori dell’assemblea con un grande in bocca al lupo, orgoglioso del risultato raggiunto nel giro di pochissimi mesi di 4000 coop di valore ed appartenenti a settori distanti tra loro, dalle banche di credito cooperativo all’agricoltura, dalle cooperative di abitazione ai servizi socio-sanitari, dalle cooperative di produzione lavoro a quelle del turismo, dello sport e del tempo libero, della pesca, fino all’abitazione. Marini ha posto l’accento sull’importanza di avere regole conosciute e partecipate in modo che tutti possano portare il loro contributo a questo grande progetto. A seguire il saluto del sindaco di Roma Ignazio Marino, dispiaciuto di non poter essere presente, ha mandato le sue dichiarazioni affermando non solo che Roma Capitale è al fianco di questo progetto ma anche che grazie a Uecoop sarà possibile aprire una nuova stagione per il dibattito.

In seguito, ad uno ad uno i membri della giunta esecutiva nazionale, ovvero i soci costitutori, hanno snocciolato i diversi temi prioritari nell’agenda dei prossimi mesi, temi, e qui sta la vera innovazione di Uecoop, emersi dopo i molteplici confronti in sede regionale, avuti proprio con le protagoniste, le cooperative. Finalmente si è aperto il dialogo, finalmente c’è un ente che ascolta tutti, dai più piccoli ai più grandi, finalmente c’è una centrale di cooperative che abbraccia davvero, nella pratica, i valori propri di questo mondo: sussidiarietà, solidarietà, mutualità, sostenibilità, territorialità e sopratutto inclusività. Dopo l’introduzione di Vincenzo Sette, coordinatore nazionale di Uecoop, il primo a prendere la parola è stato Roberto Moncalvo che ha portato un quadro puntuale e preciso del contesto in cui oggi si trovano ad operare le coop: un contesto di crisi, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato, di disoccupazione incalzante che non basta risolvere creando cooperative ma che va affrontato a partire da una solida formazione imprenditoriale, di difficoltà nell’accesso al credito e di ritardi nei pagamenti, di burocrazia inutile e di vantaggi fiscali che non distinguono la cooperativa vera, quella che oltre a fare il proprio mestiere crea esternalità positive per tutta la società, da quella che, celandosi dietro questa identità, porta reddito all’estero o si alimenta di giochi di grandi appalti scaricando sul singolo socio il peso di un paese che arranca. Subito dopo ha preso la parola Pietro Molinaro il cui intervento ha fatto perno principalmente sulla questione dei giovani in Italia ed ha esposto il programma per la costituzione del forum permanente per l’occupazione giovanile poiché “i giovani oggi rappresentano un’opportunità di crescita per tutto il paese perché fisiologicamente più lungimiranti, innovatori, permeabili e anticipatori dei cambiamenti”. L’obiettivo della creazione di questo forum è guidare i giovani nella creazione di nuove cooperative fornendo loro un supporto per gli aspetti di marketing, gestione finanziaria, pianificazione aziendale e microcredito. Piergiorgio Quarto ha concentrato il suo intervento sull’aspetto dell’accesso al credito, sottolineando la fortuna di avere uno strumento come CreditAgri, con il quale si cercherà di trovare soluzioni migliori per le banche cooperative e per il microcredito. In questo modo si potrà migliorare il grande problema dell’accesso al credito, che tarpa le ali di molti progetti e che rende sempre più difficile e sfumata la possibilità di una ripresa concreta e duratura.


novembre 2013

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Il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello, nonché socio fondatore e membro della giunta esecutiva di Uecoop, ha trattato, nel suo intervento, i temi dell’innovazione e degli accordi quadro. “L’innovazione più grande, afferma Tonello, sta nella testa, nelle reti, nel coraggio di tenere il bilancio pulito senza farlo diventare un bilancio di azienda privata che lucra pesando sui soci”. Per innovare occorre fare rete e mettervi tutte le peculiarità dei territori.. “Aggiungiamo valore, tuona Tonello, non togliamolo (...) mettiamo le cooperative nella posizione di decidere attraverso formazione e informazione, aggiungiamo fantasia e idee per costruire progetti”. Alla volta di Marco Allaria Olivieri si è dato spazio al tema dell’internazionalizzazione. Uno degli obiettivi dunque sull’agenda di Uecoop sarà quello di agevolare e aumentare il numero di cooperative sul mercato internazionale, mettendo in campo il radicamento delle coop nel contesto in cui operano,

sindacale

coinvolgendo i soci, sfruttando un gruppo di coordinamento per sviluppare accordi e alleanze e approcciare l’estero con maggior slancio. Uecoop cercherà dunque di realizzare delle linee guida concrete per arrivare all’internazionalizzazione preparati e consapevoli, alleandosi, dividendosi il rischio ma mantenendo la propria individualità. Per concludere l’avvocato Moretti ha letto ai presenti il regolamento elettorale, e il saluto finale, ad opera di Moncalvo risuona ancora nella testa dei tanti partecipanti. “Questa è la nostra Uecoop, abbiate il coraggio e l’ambizione di essere diversi”. Bene, inizia questa grande avventura, questa storia nuova, questa missione impossibile che diventa possibile grazie all’appoggio di una struttura come Coldiretti, forza da e per il paese. E Coldiretti Piacenza, con le proprie cooperative potrà dire di esserci stata, quando le cose iniziavano a cambiare.

Legge di Stabilità: salvi 10mila posti con stop aumento IVA in coop sociali

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È positiva la scelta di non aumentare l’aliquota iva per le cooperative sociali che avrebbe messo a rischio quasi diecimila posti di lavoro in un settore particolarmente importante per l’intero Paese in questo momento di crisi. È quanto afferma Vincenzo Sette coordinatore nazionale di Uecoop in riferimento al blocco del’aumento Iva annunciato dal premier Enrico Letta Una necessità - sottolinea il coordinatore di Uecoop - per sostenere le cooperative impegnate nel welfare sui territori a sostegno dei fabbisogni delle famiglie. Verificheremo nei prossimi giorni nei contenuti la decisione assunta che - conclude Sette - ci auguriamo vada nella direzione auspicata dalle cooperative sociali.


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LATTE: COME AFFRONTARE QUESTA CRISI? SCENARI E PROSPETTIVE PER IL FUTURO

All’interno della due giorni “open day” organizzata dall’azienda AL.BE.RO, rinomata in Italia e nel mondo per la valorizzazione della genetica bovina da latte, Coldiretti si è fatta promotrice di un momento di confronto per delineare le forme che il settore prenderà nel momento del “dopo quote”. Non si può infatti che parlare di futuro, in “casa” Rossetti, gentilmente concessa a Coldiretti per l’organizzazione dell’incontro, esempio di come sia importante investire “sul dopo”, anche con la genomica “per intravedere cosa riserva il futuro attraverso le prime figlie delle migliori individualità genomiche bovine europee e d’oltre oceano.” Ad aprire il convegno il padrone di casa, Giorgio Rossetti, che ha sottolineato l’importanza del settore per l’economia del paese e di come, con la genomica, investa ogni giorno sul futuro di questo comparto nonostante il mercato del latte non riconosca la giusta remunerazione al produttore: “Il coraggio, afferma Rossetti, noi lo mettiamo ma il prezzo del latte non è remunerativo”. Il primo intervento della tavola rotonda, moderata dal presidente di Apl e Apa Fabio Minardi, è arrivato da Claudio Bovo, direttore dell’Associazione Regionale Allevatori dell’Emilia Romagna, che ha portato a conoscenza i presenti della nuova politica di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse dell’associazione allevatori conseguente al taglio dei finanziamenti. L’obiettivo, afferma Bovo, è quello di abbassare i costi fissi per gravare meno sugli allevatori, anche attraverso la predisposizione di un’unica contabilità, ma soprattutto mantenere un livello di servizio e assistenza agli allevatori il più efficace possibile. Apa di piacenza come è noto agli allevatori ha sempre fatto della soddisfazione del proprio socio un punto di vanto nel panorama regionale, e anche Ara vuole continuare. Il cuore del convegno è stato però il quadro presentato da Giorgio

All’azienda AL.BE.RO di Borghetto, culla della ricerca genetica piacentina, Coldiretti, Apl e Apa, hanno parlato del futuro del settore zootecnico sviluppando un momento costruttivo di confronto

Apostoli, Capo Servizio Zootecnia della Confederazione Nazionale Coldiretti, che ha stilato lo scenario di cosa accadrà dopo il 31 marzo 2015, quando il regime delle quote latte cadrà. "Il nostro impegno, ha chiarito Minardi, è per un riconoscimento di un bonus per le aziende che hanno continuato ad investire in questo settore acquistando le quote e che continuano a produrre latte. Gli investimenti sono stati notevoli e impegnativi, ma l’abbiamo fatto perché noi crediamo nella legalità e nella trasparenza imprenditoriale". "Il settore latte ad oggi non è remunerativo, ha affermato Apostoli, pertanto non c’è il rischio che, senza quote, la produzione aumenti a dismisura. Il futuro di questo settore è nella valorizzazione delle nostre produzioni Dop, in particolare per quanto riguarda Piacenza, del Grana Padano, sviluppando accordi che siano leali ed etici, per entrambe le parti, (produttori e trasformatori), garantendo la giusta remunerazione e quindi recuperando marginalità per l’allevatore che non può più vendere sottocosto. Il prezzo del latte e quello del prodotto finito, del Grana in questo caso, deve per forza essere legato, altrimenti assistiamo ad una vera e propria speculazione rischiando di far fallire le aziende italiane e con esse il sistema delle eccellenze." Apostoli ha proseguito ribadendo l’impegno dell’Organizzazione in tutti i tavoli nazionali ed europei nell’ottica della distintività e riconoscibilità che passa, innanzitutto, dall’indicazione dell’origine, non solo per il latte, ma anche per le carni. Battaglia che spesso si scontra con le grandi lobbies che hanno tutti gli interessi a non indicare i Paesi di origine (intendendo per la carne, non solo il paese dove l’animale viene allevato, ma anche quello di nascita). Coldiretti chiede dunque un dialogo che sia davvero costruttivo con l’industria, in grado di sviluppare sinergia e collaborazione necessarie se si vuole garantire un futuro che sia davvero degno di questo nome. Occorre avere lo stesso orizzonte: di origine certa e filiera corta, di rapporto onesto e trasparente con il consumatore che merita di mangiare un Grana fatto con latte italiano, senza che per questo un allevatore sia costretto a chiudere. A chiusura della giornata il presidente Minardi ha ribadito la validità del progetto messo in campo da Coldiretti per la Rete di Imprese del Grana Padano. È stato creato, ha sottolineato, un bel contenitore e una grande opportunità ma adesso tocca a noi imprenditori agricoli, industriali, trasformatori riempirlo di contenuti.


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Processo quote latte, confermate le condanne

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sindacale

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La quarta sezione della Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna a 5 anni e mezzo di reclusione per Alessio Crippa, rappresentante di una cooperativa del latte, imputato nel processo con al centro una truffa da 100 milioni di euro attuata aggirando le normative sulle quote latte. I giudici hanno confermato anche altre 14 condanne per altrettanti imputati. Un solo imputato, che era stato condannato in primo grado, è stato assolto in appello. La Corte, inoltre, ha confermato anche la provvisionale di risarcimento in favore dell'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) da 30 milioni di euro e le confische da circa 18 milioni di euro. Tra le condanne confermate anche quella a 2 anni e mezzo per Gianluca Paganelli, responsabile della cooperativa 'La latteria di Milano'. I rappresentati delle cooperative e gli altri produttori di latte erano accusati di aver messo in piedi un sistema capace di sottrarre all'Agea circa 100 milioni di euro, somme che dovevano finire all'erario, ma di cui si sarebbero appropriati gli stessi allevatori. Confermato anche il risarcimento per la parte civile Coldiretti, rappresentata dall'avvocato Giammarco Brenelli.

PAC: ora l'italia definisca l'agricoltore attivo

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Dobbiamo sfruttare tutte le opportunità offerte dal principio di sussidiarietà e definire al più presto la figura di “agricoltore attivo” per garantire l’effettiva attenzione della politica agricola a chi lavora e vive di agricoltura. È quanto afferma la Coldiretti in occasione del workshop “La nuova Pac” nell’ambito del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio. Mai come questa volta la politica agricola comunitaria lascia agli Stati membri un ampio bagaglio di scelte per adattarla alle necessità delle singole agricolture e l’Italia deve cogliere l’occasione per sostenere con gli interventi il modello agricolo italiano e le sue distintività. Va definito il modello di convergenza degli aiuti, in modo da garantire che la politica agricola sia applicata a vantaggio di tutti gli agricoltori italiani. Nella stessa logica dovrà essere applicato il pagamento redistributivo a sostegno dei primi ettari e quello per i giovani agricoltori. Fondamentale, poi, nello sviluppo rurale la predisposizione di piani nazionali sulla gestione del rischio, per le politiche irrigue e per la conservazione e lo sviluppo della biodiversità agricola. Queste scelte dovranno essere concordate tra il Ministero delle Politiche agricole e le Regioni, nel confronto con le parti sociali, tenendo conto dei contenuti dell’accordo fatto il 22 febbraio 2011 dalle organizzazioni agricole, della cooperazione e dei sindacati dei lavoratori agricoli. La riforma da applicare migliora nettamente la proposta iniziale e la sussidiarietà offre finalmente una opportunità straordinaria per premiare chi vive di agricoltura, il lavoro, la qualità, i giovani e il vero Made in Italy, che non bisogna lasciarsi sfuggire. L’accordo valorizza infatti il ruolo dei veri imprenditori agricoli stabilendo che possano beneficiare del sostegno solo gli agricoltori attivi e, come richiesto da Coldiretti, saranno gli Stati membri a definire gli aventi diritto. Viene anche stabilita una lista negativa obbligatoria di coloro che non possono beneficiare dei pagamenti diretti che comprende aeroporti, servizi ferroviari, acquedotti, servizi immobiliari, sportivi e ricreativi, campeggi, con

discrezione per gli Stati membri di ampliare tale lista. La cosiddetta convergenza interna, ovvero il passaggio dal sistema storico del valore dei titoli ad un nuovo regime che li riassegna su basi più equilibrate, viene attuata con un’adeguata flessibilità nell’arco dell’intero periodo di applicazione della riforma. Per la prima volta viene deciso di applicare, su base obbligatoria il capping (tetto agli aiuti), almeno al 5% per gli importi superiori a 150.000 euro, con la possibilità di applicare una % di riduzione maggiore su base volontaria. Gli Stati membri possono graduare l’importo su cui applicare la percentuale di riduzione in base all’impiego del fattore lavoro comprese le imposte e i contributi sociali. Gli Stati membri possono, inoltre, decidere di applicare un pagamento ridistributivo a integrazione del pagamento di base per i primi ettari di ogni azienda. L’accordo raggiunto rivede, sensibilmente, le misure per l’inverdimento sia riguardo alle modalità finanziarie che a quelle applicative. In particolare è stato ampliato il menù di misure escludendo le colture permanenti e quelle sommerse, come il riso, dalle aree di interesse ecologico che riguarderanno le aziende con più di 15 ettari a seminativi. Per quanto riguarda i giovani agricoltori viene prevista l’obbligatorietà per gli Stati membri di concedere un pagamento annuo alle persone fisiche che non hanno più di 40 anni di età nell’anno della presentazione della domanda del pagamento di base. L’intesa dà anche risposte positive alle richieste di Coldiretti sulla necessità di un sostegno, nell’ambito dello sviluppo rurale, per le filiere corte e i mercati locali, nonché alla promozione per il loro sviluppo. Inoltre, è stata confermata la misura sul finanziamento alle assicurazioni contro le avversità atmosferiche, nonché la possibilità di costituire fondi mutualistici in caso di crisi di mercato nelle sue molteplici forme e per le citate avversità atmosferiche. Sempre nell’ambito dello sviluppo rurale è prevista la possibilità di avere al contempo piani di sviluppo rurale regionali e un piano nazionale per talune misure o interventi.


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sindacale

OK DELL’ANCI ALLA SOMMINISTRAZIONE DI CIBO IN AZIENDE, MERCATI E BOTTEGHE DEGLI AGRICOLTORI ... ecco come fare

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Via libera dell’Anci alla somministrazione di cibo nelle aziende, nei mercati e nelle botteghe degli agricoltori di Campagna Amica. Dopo che il Decreto del Fare ha introdotto la possibilità per gli imprenditori agricoli di vendere direttamente i loro prodotti e organizzare il consumo sul posto per i clienti, senza ulteriori autorizzazioni, utilizzando i propri locali e arredi aziendali, l’Associazione nazionale dei Comuni d’Italia è intervenuta per chiarire gli aspetti pratici, fornendo agli agricoltori una serie di indicazioni utili. Vediamo quali.

a)

Il consumo, innanzitutto, deve avvenire esclusivamente all’interno dei locali e delle aree destinati all’attività di vendita sia su area privata che su area pubblica, della quale area pubblica l’imprenditore abbia la disponibilità. fine di permettere al cliente la migliore fruizione dei b)Alprodotti da consumare sul posto è consentito l’utilizzo

di piani d’appoggio, costituiti da mensole predisposte lungo le pareti del locale e/o da tavoli, oltre che da sedie e sgabelli, panchine, ecc., di dimensioni ed in numero congrui rispetto all’ampiezza ed alla capacità ricettiva del locale o dell’area su cui si esercita l’attività di vendita.

da parte del consumatore, direttamente al banco c)Ildi ritiro vendita, dei prodotti pronti per il consumo immediato deve avvenire al più utilizzando contenitori a perdere idonei alla vendita da asporto.

essere fornite posate, tovaglioli e bicchieri a perd)Possono dere, ossia di tipo monouso.

consentita la vendita di bevande anche alcoliche per il e)Èconsumo sul posto purché non congiuntamente al servizio di mescita.

mensole o gli altri dispositivi di supporto al consumo f)Ledevono essere costruiti in materiale tale da rendere minimi i rischi di contaminazione, mantenendoli in buono stato e sottoposti a regolare manutenzione.

eventuali pareti retrostanti ai dispositivi di supporto al g)Leconsumo devono essere mantenute in buone condizioni ed essere facili da pulire e, se necessario, da disinfettare.

zona destinata al consumo deve essere mantenuta h)Lasgombra, in idonee condizioni di pulizia e dotata di conte-

nitori di rifiuti costruiti in modo adeguato. Ecco, invece, cosa non è consentito. Non è ammessa alcuna forma di servizio assistito in quanto si configurerebbe altrimenti un’attività di “somministrazione assistita”. Non è consentita la richiesta di un corrispettivo economico, sotto qualsiasi forma, per il servizio di consumo immediato degli alimenti in loco. Non è possibile predisporre ambienti appositamente destinati al consumo immediato dei prodotti oggetto di vendita, arredati e attrezzati esclusivamente a tale scopo. È esclusa la fornitura di piatti, bicchieri e posate non a perdere. Non è ammesso esporre e/o consegnare all’utenza un “menù” delle consumazioni in quanto indicatore del servizio assistito tipico degli esercizi di somministrazione. Non possono essere raccolte le “ordinazioni” degli acquirenti presso i dispositivi di supporto e/o i piani di appoggio.


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IVA: SCENDE IL POTERE D’ACQUISTO DEGLI ITALIANI

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È scattato alla fine il temuto aumento dell’iva dal 21 al 22 per cento. A tavola l’innalzamento dell’aliquota si sentirà soprattutto nei bicchieri con rincari che riguardano il vino, la birra, i superalcolici, i succhi di frutta, le bevande gassate, l’acqua minerale. La maggioranza dei prodotti alimentari di largo consumo come frutta, verdura, carne, latte e pasta è, invece, esclusa dagli aumenti, anche se potrebbe risentire degli effetti del rincaro cui carburanti poiché ben l’88 per cento della spesa viene trasportata su strada. Ad essere colpiti sono quindi anche i prodotti non direttamente interessati dall’aumento. Coldiretti stima che l’aumento dell’aliquota costerà agli italiani 10 milioni di euro al giorno. A preoccupare è di conseguenza l’effetto negativo dell’imposta sul potere di acquisto degli italiani che provoca una riduzione dei consumi che rischia di alimentare la spirale recessiva in cui si trova attualmente il Paese. Il 68 per cento dei consumatori hanno tagliato sull’abbigliamento e il 43 per cento usano meno l’auto mentre ben il 57 per cento degli italiani, per risparmiare, è stato costretto a scegliere prodotti più economici nel largo consumo. Il risultato è stato un contenimento record degli acquisti per l’alimentazione, dall’olio di oliva extravergine (-9 per cento) al pesce (-13 per cento), dalla pasta (-9 per cento) al latte (-8 per cento), dall’ortofrutta (-3 per cento) alla carne, sulla base delle elaborazioni su dati Ismea-Gfk Eurisko. In questa situazione è prioritario restituire potere di acquisto ai cittadini, rilanciare i consumi per uscire dalla spirale recessiva in cui si trova attualmente il Paese. Fortunatamente l’aumento dell’IVA non ha toccato le cooperative sociali: se così non fosse stato sarebbero stati a rischio quasi diecimila posti di lavoro in un settore particolarmente importante per l’intero Paese in questo momento di crisi.

castagne Boom di prodotto spacciato per Made in Italy

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La grave situazione determinata dall’infestazione di cinipide e dall’andamento climatico non favorevole delle ultime annate nei castagneti italiani ha portato ad una forte riduzione della produzione, oscillante in molti territori tra un -50 per cento ed un -90 per cento, con un conseguente “boom” delle importazioni di castagne che magicamente diventano nostrane. Se tra il 1999 ed il 2007 la produzione annuale media nel nostro paese si attestava sui 53,7 milioni di chilogrammi, oggi si è ridotta appena ad un terzo. Al contrario, sono cresciute vertiginosamente le importazioni. Analizzando i dati Istat relativi agli ultimi tre anni, si scopre che dai 6,7 milioni di chili di castagne straniere arrivate nel 2010 si è passati ai 9 milioni di chili nel 2011, fino a ben 18,1 milioni di chili nel 2012. Lo scorso anno le importazioni sono, dunque, praticamente raddoppiate rispetto a quello precedente e quasi triplicate nel confronto con il 2010, e le segnalazioni che arrivano in queste settimane non sono certo improntate alla contrazione dei flussi. Le castagne straniere arrivavano principalmente dalla Spagna, oltre 6 milioni di chilogrammi, dal Portogallo, oltre 5 milioni di chilogrammi, dalla Turchia, 2,5 milioni di chilogrammi, dalla Slovenia 1,5 milioni di chilogrammi. Il castagno riveste una rilevanza economica e sociale notevole in molte aree collinari e montane del nostro Paese, non solo per la produzione di frutti e legno, ma anche per il presidio del territorio e per la salvaguardia dell’assetto ambientale e idrogeologico, oltre a rappresentare la memoria fisica di un tempo in cui non ci si poteva permettere il pane. La bellezza dei boschi, con castagni spesso centenari, rende fruibili tali luoghi anche per scopi turistici e di svago, determinando un ulteriore indotto economico. L’habitat del bosco di castagno risulta poi fondamentale per la selvaggina, per la produzione del caratteristico miele e per la raccolta dei funghi e dei piccoli frutti. Per queste motivazioni, è necessario che le istituzioni, oltre a continuare le attività di lotta al cinipide, mettano in campo azioni determinanti per il rilancio del settore. Di certo occorrono più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, italiane.

Fonte: News FederForeste


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sindacale

NASCE LO SPORTELLO GIOVANI IMPRESA Minardi: “Sarà un punto di riferimento per i giovani imprenditori agricoli e un luogo d’incontro e dialogo tra giovani ed istituzioni”

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Uno sportello per discutere di progetti, opportunità, problematiche tecniche e analisi di mercato dei vari comparti dell’agricoltura Piacentina ma anche novità fiscali e amministrative per affrontare il lavoro con una maggior consapevolezza ed in modo professionale. Questo è l’impegno, concreto e preciso, che si è preso il nuovo mandato di Giovani Impresa, l’organismo di Coldiretti che associa i giovani imprenditori agricoli di età compresa tra i 16 e i 30 anni, guidato dal delegato Andrea Minardi. “La decisione è arrivata in modo naturale, spiega Minardi, dopo un confronto sui punti di criticità e di forza del comitato, vogliamo creare un momento di incontro fisso settimanale, in modo da dare l’opportunità a tutti i ragazzi che hanno scelto di fare dell’agricoltura il proprio futuro e a coloro che ci stanno ancora pensando, un momento in più di formazione e discussione. L’agricoltura oggi, con il +9% di occupazione, rappresenta una speranza per tutti quei giovani che si sono trovati a fare i conti, loro malgrado, con la crisi e con la disoccupazione giovanile ai massimi storici. Non è un caso che nonostante il drammatico calo del numero degli immatricolati all’Università, le Facoltà di Agraria siano le uniche a registrare un tasso di crescita delle iscrizioni del 45%. Questo è un dato confortante, segno che qualcosa sta cambiando e che le nuove generazio-

ni preferiscono investire sull’ economia reale.” “Nel 2013, affermano i vice delegati Niccolò Lavezzi e Stefano Michelotti, non abbiamo bisogno di semplici contadini ma di imprenditori agricoli, di professionisti che puntano sulla multifunzionalità aziendale con l’umiltà di conoscere il valore della formazione e del confronto. Non basta pretendere una classe dirigente più giovane, bisogna pretendere una dirigenza giovane ma consapevole ed istruita e per farlo bisogna prima investire su questi momenti di formazione. Ci vogliamo mettere in gioco e dimostrare di lavorare concretamente per il nostro futuro e quello di questo settore.” “Coldiretti, afferma Alessandro Belli, segretario di Giovani Impresa Piacenza, è molto orgogliosa, di poter accompagnare i giovani Imprenditori verso le sfide del futuro. Siamo consapevoli, a differenza di altri, del fatto che investire sui giovani è il miglior modo di combattere la congiuntura economica negativa che investe il nostro Paese. Per questo abbiamo creato un appuntamento fisso settimanale in cui delegato e membri del comitato si impegneranno in questa attività. Ci saremo, quindi, il venerdì dalle 8.30 alle 13.00.” “Insomma, conclude Minardi, lo sportello si concretizzerà come un vero e proprio braccio operativo, per confrontarsi e fare rete, per migliorarsi e affrontare le questioni normative, fiscali, tributarie e amministrative che ogni giorno chi fa l’agricoltore si trova ad affrontare. Lo sportello sarà un punto di riferimento per i giovani imprenditori agricoli e un luogo d’incontro e dialogo tra giovani ed istituzioni, per la risoluzione di problematiche comuni.”


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Il messaggio dei vescovi ai giovani protagonisti dell’agricoltura

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La Coldiretti ha promosso fin dall’inizio della sua storia la Giornata del Ringraziamento che veniva celebrata annualmente nelle Parrocchie e nelle Diocesi fin dal 1951. Questo appuntamento comunitario è stato fatto proprio, poi, dalla Conferenza Episcopale che lo ha esteso a tutta la comunità italiana. Una ricorrenza non senza contenuti di riflessione come ogni anno viene riportato dai messaggi inviati dalla Commissione episcopale della Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. La Chiesa, in questa ricorrenza, guarda ai giovani agricoltori come a una linfa vitale perché possono far crescere anche spiritualmente un settore, come quello dell’agricoltura, che è fonte di equilibrio dell’economia e della vita sociale. Quasi tutti veniamo da antiche famiglie agricole, dove si amava la terra e i suoi frutti genuini ed è importante l’attenzione pastorale della Chiesa italiana che incoraggia i giovani agricoltori a un salto di qualità, a un rinnovato senso civico ed etico. Il Paese ha bisogno di ritrovare il giusto valore da dare alla vita e alla terra, per ridurre i mali del nostro tempo, in continuità con esemplari testimonianze di impegno e di coraggio nei confronti di più ampie forme di giustizia e solidarietà. Il messaggio dei Vescovi italiani esprime un’altissima idea dell’agricoltura ed una elevata stima per i giovani agricoltori che, oggi, essendo innovatori, preparati e protagonisti delle nuove imprese agricole, possono prendere anche coscienza della loro testimonianza cristiana oltre al peso della loro presenza organizzata. La terra si rinnova sempre nel miracolo delle stagioni come la vita da tanti piccoli atti di fiducia e di coraggio che uniscono intelligenza e fatica, fede e azione, libertà e responsabilità. Ringraziare Dio per i frutti della terra rinnova la fiducia, dà sicurezza, apre all’ottimismo, mantiene la speranza, fonda l’amicizia e la fratellanza universale. La terra è casa, famiglia, storia, paesaggio, cultura, lavoro, patrimonio dell’umanità. La vita ha il sapore della terra dei cui frutti tutti viviamo. Per questo lavorare la terra è proclamare la propria dignità di collaboratori di Dio. Ogni spiga di grano, ogni grappolo d’uva è il

risultato della collaborazione tra l’agricoltore e Dio. Per questo la Chiesa invita a intonare il “Cantico delle Creature” e il “Magnificat” per disporsi al dialogo con il suo Creatore. C’è un ritorno alla terra: l’agricoltura può offrire nuove professioni ai giovani per un moderno modello d’impresa agricola. C’è un futuro se ci sono giovani disposti a lavorare i campi, in continuità e solidali con tutti coloro che sono rimasti fedeli alla terra, a lavorarla, a difenderla, a conservarla con cura, con rispetto, con intelligenza a beneficio di tutti, anche se con maggiori fatiche e minori ricavi. Molti giovani, oggi, hanno scelto la vita dell’agricoltore, consapevoli che attraverso il lavoro nei campi possono contribuire a costruire un presente ed un avvenire migliori per sé e per la società. I nuovi titolari delle aziende agricole italiane rappresentano oggi l’agricoltura rigenerata da un rinnovato spirito imprenditoriale. Chiedono una maggiore attenzione verso un settore che è tornato alla ribalta come promotore di sviluppo e della qualità della vita. Sono una generazione straordinaria, con una sensibilità e visione costruttiva perché non vedono nell’attività agricola solo la possibilità di produrre ma anche un percorso di vita, una vocazione, un fatto di civiltà. I giovani, come rievocato dal messaggio dei Vescovi italiani, chiedono alcune garanzie cruciali anche in vista del quadro europeo: la disponibilità della terra perché sia rispettata nella sua funzione naturale e sociale di strumento di lavoro, la semplificazione della burocrazia e la sicurezza di reddito per sostenere le ragioni della vita e della speranza. Ma occorre fare qualcosa di più conclude il messaggio: tornare alle sorgenti della vita cristiana perché è il modo migliore per essere capaci di valorizzare le preziose energie che sono necessarie alla vita di tutti. Gli interessi dividono e stancano, i valori abbattono gli steccati e uniscono lavoro, fede e vita. La Giornata del Ringraziamento è un evento fecondo di riflessione e di preghiera per mettere in risalto l’alleanza della terra e dell’uomo, della preghiera e del lavoro per continuare a nutrire la coscienza della propria identità cristiana perché non si scolorisca perdendo ogni capacità di proposta e di speranza.

Don Paolo Bonetti Consigliere ecclesiastico nazionale Coldiretti


Alimentazione

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le qualità nutrizionali dei prodotti del territorio a cura della Dott.ssa Monica Maj

l’inverno

Come affrontare con la Bottega di Campagna Amica Nel periodo invernale possiamo prevenire i malanni di stagione attraverso un’alimentazione idonea. Autunno e inverno sono, infatti, i momenti dell’anno in cui il fisico è sottoposto ai maggiori stress. Facendo la spesa alla Bottega di Campagna Amica è possibile trovare i rimedi di cui il nostro organismo ha bisogno per difendersi dagli attacchi di virus e batteri. Per prima cosa deve essere assicurato un buon apporto di vitamina C che rafforza le pareti delle mucose rendendole più efficienti nell’impedire la penetrazione dei virus. Quindi acquistiamo agrumi (arance, mandarini e clementine), broccoli, kiwi e ravanelli. Il cavolo, la verza, il cavolo bianco, rosso, cappuccio e i broccoli contengono minerali come il ferro, sali minerali e vitamine (come la vitamina A) che agiscono potenziando gli enzimi protettivi e le difese immunitarie del nostro organismo. Altri ortaggi di uso comune di cui può essere aumentato il consumo in cucina nei mesi invernali sono la cipolla e l’aglio: oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali, hanno proprietà an-

tisettiche ed espettoranti, fluidificano ed eliminano il catarro. Le spezie e il peperoncino svolgono un’azione vasodilatatrice, quindi inseriamole nelle nostre preparazioni quotidiane. Utilizziamo spesso il limone come condimento al posto dell’aceto: infatti il limone, facilita l’assorbimento del ferro dagli alimenti che ne sono ricchi (cavoli, spinaci, carni rosse) potenziando quindi le difese naturali contro raffreddore, mal di gola e tosse. Carciofi, porri, cipolle e cardi hanno proprietà depurative, mentre frutta secca, castagne e patate ci danno energia. Ricordiamoci inoltre di non trascurare il consumo dei legumi che sono ricchi vitamine, calcio, fosforo, ferro e aminoacidi essenziali che uniti al riso a alla pasta, possono rappresentare un ottimo piatto unico. Per dare un ulteriore valido aiuto al nostro sistema immunitario non possiamo fare a meno della vitamina D, presente nel pesce, fegato, latte e uova. Da ultima ma non meno importante la vitamina E in grado di neutralizzare i radicali liberi, essa è contenuta nel germe di grano, nelle mandorle, nelle nocciole e in abbondanza nelle patate, nei semi di girasole secchi, nell’olio extravergine di oliva e nell’olio di semi.

la ricetta

Crema di Zucca e Castagne Ingredienti: • 500 gr di zucca • 200 gr di castagne • 30 gr porro • 1 costa di sedano • 1 foglia di alloro • q.b. olio extravergine di oliva, noce moscata e cannella, pepe e sale, brodo vegetale Preparazione Bollire le castagne in acqua con il sedano e l'alloro. Scolare e sbucciare le castagne eliminando la pellicina interna. Tenere solo le castagne. Mondare e lavare la zucca, tagliarla a tocchetti. Tritare al coltello il porro e rosolare in poco olio, poi aggiungere la zucca e il brodo vegetale poco alla volta. Cuocere fino a che la zucca risulterà morbida. Passare al mixer e insaporire con noce moscata, cannella, sale e pepe. Sbriciolare le castagne e unirle alla crema, e fare cuocere ancora per pochi minuti. Irrorare con un filo d’olio.


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iniziative Coldiretti

Copra Elior Volley e Campagna Amica insieme per il valore educativo dello sport

Sabato 12 ottobre a Palazzo Galli presentata la Squadra Copra EliorVolley 2013/2014 Insieme per il valore educativo dello sport, Copra EliorVolley e Coldiretti con Campagna Amica per un nuovo anno ricco di emozioni si, ma anche di valori che questo sport riesce a trasmettere. Valori educativi di rispetto, trasparenza e gioco di squadra, ma anche il valore di un sano stile di vita con una buona alimentazione e un po’ di attività fisica per crescere in salute e nella prevenzione. Insomma, quest’anno la presentazione della nuova squadra, anche grazie alla partecipazione di Campagna Amica, che ha offerto un aperitivo a base di prodotti della nostra terra, coltivati nel rispetto dell'ambiente, per un sano e corretto nutrimento, è stata un’occasione unica per valorizzare il magnifico ruolo che questo sport può avere nella vita dei ragazzi. Interlocutori privilegiati della mattinata sono stati gli studenti dei licei Respighi e San Benedetto che hanno potuto soddisfare le loro curiosità intervistando i big del Copra EliorVolley su questioni tecniche e mediche, ma anche dirigenziali e agonistiche. “Siamo lieti di partecipare, ha affermato il direttore Coldiretti Pia-

cenza Massimo Albano, come partner di questo evento di sport ed educazione. Da sempre promuoviamo tutte quelle manifestazioni che facilitano l’attaccamento al territorio sviluppando quel senso di comunità che ci fa sentire di appartenere allo stesso gruppo, ci deve far capire quanto conti investire sui giovani, e trasmettere loro quei valori di squadra, lealtà, spirito di sacrificio, tenacia e sportività ma anche di prevenzione a partire da un corretto stile di vita.” “E allora sentiamoci uniti, ha concluso Albano, ricreiamo quel “villaggio” in cui un figlio è il figlio di tutta la comunità, garantiamogli la sicurezza alimentare e la genuinità dei prodotti, diamo ai nostri ragazzi il buon esempio attraverso il gioco di squadra. Preoccupiamoci di insegnare loro il rispetto in tutte le sue forme e a non mollare, a provarci anche quando sembra impossibile, a fidarsi dei compagni, insegniamo loro l’orgoglio di giocare indossando i colori della propria città e la soddisfazione di vincere rispettando le regole, senza scappare o scendere a compromessi; accompagniamoli insomma nel loro cammino, rendendoli ogni giorni più dritti e sicuri.”


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Pane Piacentino: garanzia di sicurezza alimentare Sabato 12 ottobre a Palazzo Galli presentata la Squadra Copra EliorVolley 2013/2014

Quasi otto italiani su dieci (78 per cento) hanno tagliato sulla spesa per il pane, con il 42 per cento dei cittadini che nel 2013 ha ridotto le quantità acquistate mentre il 36 per cento si è orientato verso tipi meno costosi, è quanto emerge dallo studio “Il pane quotidiano nel tempo delle rinunce” presentato dalla Coldiretti al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio sulla base dell’indagine elaborata insieme a IXE’. Ebbene si, tempi duri per l’alimento più povero di tutti, farina e acqua, ma che in se racchiude anni e anni di tradizioni italiane. Ma a minare ulteriormente il consumo di questo bene vi sono, oltre agli effetti della crisi, gli incrementi record della contraffazione, basti pensare al blitz dei Carabinieri del nucleo provinciale di Napoli che ha messo i sigilli a 17 forni clandestini nel corso di un'operazione a tutela della sicurezza alimentare che ha portato al sequestro di 3200 chilogrammi di pane

"illegale" prodotto dai clan della camorra. Pane prodotto con farine di scarto, in ambienti malsani come scantinati di tufo marcito e cotti in forni alimentati con la legna delle pedane, a diretto contatto con chiodi, vernici e chissà quale altra sostanza. Questo non può essere il “pane quotidiano”, e non lo deve diventare. Insomma, il quadro per questo alimento a livello nazionale è tutto fuorché positivo, soprattutto se valutiamo il ruolo che questo alimento ha rappresentato per anni nella nostra cultura alimentare, sfamando generazioni intere diventando simbolo di civiltà. A Piacenza, per fortuna i rischi di contraffazione e di inaccessibilità data dal prezzo sono notevolmente diminuiti grazie al Pane Piacentino, esposto, insieme ai Batarò Deco di Nibbiano, in occasione del XIII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio, dove è stata aperta la prima


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iniziative Coldiretti

Sempre più alto il numero di chi rinuncia a questo alimento base della nostra dieta e purtroppo aumenta anche il rischio di contraffazioni ma a Piacenza, il pane è… PIACENTINO mostra dinamica con l’esposizione di tutti i pani tradizionali regione per regione. “Il Pane Piacentino, ovvero quel pane frutto di una filiera piacentina, afferma Luigi Bisi Presidente di Coldiretti Piacenza presente insieme ad altri dirigenti piacentini a Cernobbio, è uno dei fiori all’occhiello di Coldiretti, che ha promosso questo progetto per garantire un prodotto dall’origine certificata dal grano al prodotto finito, con una ricetta messa a punto dall’Associazione Panificatori per conservare quell’autenticità, quel sapore, quel legame con il territorio, unici e irriproducibili, difficili da falsificare.” “In questi tempi di crisi il nostro Pane Piacentino, afferma Simone Tosca presidente dell’Associazione Panificatori di Piacenza, abbiamo creduto ed investito in questo progetto fin dal suo esordio, è una sicurezza alimentare, una garanzia di genuinità per i nostri clienti, un impegno nei confronti dell’economia

locale, un barlume di verità in mezzo a quei pani industriali ottenuti dalla cottura di impasti surgelati spesso importati dall’estero senza le necessarie garanzie qualitative. Noi garantiamo provenienza e qualità, e questo ci rende panificatori veri di un impasto risorsa per tutta la società.” “Il pane, conclude Bisi, deve tornare a rappresentare per tutti noi una possibilità di alimentazione, non possiamo lasciare che la crisi o le contraffazioni minino la nostra identità e le nostre tradizioni alimentari, quelle tradizioni semplici e locali, quei valori di convivialità che invadono l’aria quando spezziamo il pane, quando condividiamo quel gesto tipicamente italiano di cui le nostre origini sono intrise. Con la filiera del Pane Piacentino tutte questo è ancora possibile.


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Educazione alla Campagna Amica: al via le adesioni

Sabato 12 ottobre a Palazzo Galli presentata la Squadra Copra EliorVolley 2013/2014 È ufficialmente aperta la stagione di Educazione alla Campagna Amica per l’anno 2013-2014

Sono state spedite proprio in questi giorni dalla Federazione Coldiretti Piacenza le lettere a tutte le scuole d’infanzia, primarie e secondarie di Piacenza e provincia, oltre alle istituzioni del territorio, per poter spiegare il progetto di Educazione alla Campagna Amica, le finalità e i diversi percorsi che si possono scegliere. Insomma una gigantesca opera di comunicazione per rendere partecipi proprio tutti delle opportunità che si possono cogliere, grazie alla collaborazione degli esperti di Coldiretti che, in modo assolutamente gratuito, si presteranno per incontri in aula con bambini di ogni ordine e grado per trattare temi di stagionalità, territorialità e cultura alimentare.

Quest’anno poi la valenza educativa del progetto sarà ulteriormente sottolineata dal tema “Prodotti a Regola d’Arte. Dalla nostra terra i capolavori del gusto” che impegnerà i bambini in ricerche e libere creazioni artistiche che porteranno alla scoperta delle bontà del cibo dell’Emilia Romagna, con particolare riferimento ai prodotti Dop e Igp, coinvolgendo le opere di grandi pittori di questa terra, dai Carracci a De Pisis, ma anche, di grandi artisti come Giuseppe Verdi. Insomma un vero e proprio concentrato di cultura alimentare, perché proprio di“cultura” si può parlare, conoscere il proprio territorio, quello che lo stesso può offrire e le proprie radici e


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tradizioni è cultura, è educazione, è formazione, ma è anche prevenzione. Basti pensare che da un recente studio condotto ad opera di Coldiretti sulla base dei dati Istat è emerso che tra chi ha frequentato solo la scuola elementare la percentuale di obesi è tripla (16,8 per cento) rispetto a coloro che hanno conseguito la laurea (5,5 per cento), a conferma dell’importanza dell’educazione nel combattere stili di vita errati che compromettono anche la salute; conoscere e informare è lo strumento che può tutelarci e tutelare i nostri figli. A testimonianza della portata e dell’importanza che questo progetto ha assunto a livello regionale ma soprattutto nella nostra provincia sono numerosi i partner che appoggiano Coldiretti e collaboreranno per la riuscita di questo investimento sul futuro. Stiamo parlando di partner come la Fondazione Campagna Amica, il Provveditorato di Piacenza, la Prefettura di Piacenza, il Comune di Piacenza, la Provincia di Piacenza, la Camera di Commercio, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, il Consorzio Grana Padano, la cooperativa Agripiace, il Consorzio di Bonifica, l’ Associazione Apicoltori, la Banca di Piacenza, il Dipartimento Ospedaliero MaternoInfantile Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia dell’Ospe-

iniziative Coldiretti

dale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, l’Associazione Il Cuore di Piacenza, l’ Associazione Autonoma Diabetici Piacentini e le Associazioni del Dono (AIDO, ADMO e AVIS). “Siamo pronti, afferma Cinzia Pastorelli, coordinatrice del progetto di Educazione alla Campagna Amica, per incontrare i ragazzi e far scoprire loro il legame tra alimenti e cultura, tra agricoltura e territorio, tra cibo e salute. Ovviamente, come ogni anno l’aspetto più ludico non verrà trascurato e i ragazzi potranno partecipare alla grande festa finale durante la quale verranno premiati gli elaborati che meglio sapranno interpretare questi temi. La festa sarà un’occasione unica per vedere le loro “opere” esposte e premiate, ma anche per sentire di aver fatto qualcosa di importante, un piccolo tassello unico e speciale verso la consapevolezza dell’immenso patrimonio del nostro paese.” "Stiamo già raccogliendo le prime adesioni" conclude Cinzia Pastorelli "ma invitiamo tutte le insegnanti interessate a prendere visione del progetto, consultabile sul nostro sito internet www.piacenza.coldiretti.it e a far pervenire il modulo di adesione entro novembre 2013.”


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etichettopoli.com

a cura di Attilio Barbieri

Falsi formaggi italiani esposti all'Anuga di Colonia, alleata di Cibus e Federalimentare La notizia è di quelle per cui nessuno farebbe a pugni nelle edicole per accaparrarsi i giornali che la pubblicano: all'Anuga di Colonia, la più importante fiera mondiale dedicata ai prodotti alimentari, sono stati scoperti falsi formaggi italiani, Parmigiano Reggiano, Pecorino e Asiago. E i consorzi di tutela hanno ottenuto il sequestro dei tarocchi esposti in bella mostra in diversi stand. Ne riferisce con ampiezza di particolari l'Ansa che pubblica pure una foto dei falsi, su cui però sono stati oscurati i brand dei taroccatori. I sequestri, oramai non si contano più. Ed è un po' come la storia del cane che morsica un uomo: la vera notizia ci sarebbe se dovesse accadere il contrario. Semmai c'è da chiedersi perché le autorità tedesche si siano mosse soltanto dopo una denuncia dei tre consorzi di tutela delle Dop copiate, fra l'altro, da un'azienda statunitense. In base alle norme comunitarie la protezione delle Denominazioni di origine protetta deve scattare ex officio in tutti i Paesi della Ue. Vale a dire senza un esposto di parte. Ma questo è un discorso che ci porterebbe lontano. COINCIDENZA IMBARAZZANTE. A preoccupare è una coincidenza a dir poco imbarazzate per i protagonisti di un annuncio arrivato poche ore prima del sequestro alla Koelnmesse. La Fiera di Colonia, secondo polo espositivo al mondo, Fiere di Parma e Ucima (Costruttori italiani macchine per il confezionamento e l'imballaggio) hanno siglato «un accordo strategico» destinato a ridefinire la geografia delle manifestazioni dedicate alle tecnologie per il settore alimentare. Questo il senso dell'annuncio giunto da Parma. Dalla partnership nascerà una piattaforma strategica internazionale comune che coinvolgerà Anuga Food Tec, la più importante rassegna mondiale delle tecnologie per l'industria alimentare, Cibus Tec, storica rassegna che da 70 anni porta a Parma il meglio delle tecnologie meccano-alimentari, e Food Pack, la joint venture fresca di costituzione tra Fiera di Parma e Ucima. Uno squadrone destinato a sbaragliare sul campo la concorrenza degli altri poli fieristici europei ed extraeuropei. POLITICA INDUSTRIALE. Ma se è vero che le fiere sono un potente strumento di politica industriale per i settori che le alimentano - la definizione non è mia ma del presidente di una nota rassegna sull'alimentare - di quale politica stiamo parlando? Forse di quella del tarocco? E fa bene a sottolineare la gravità di quanto è accaduto all'Anuga 2013 il consigliere Incaricato

di Federalimentare per l’Internazionalizzazione Luigi Scordamaglia quando stigmatizza in un comunicato «la presenza [a Colonia] di stand e prodotti che utilizzano la bandiera italiana ma non hanno nulla a che fare con noi». E ha ragionissima, Scordamaglia, quando se la prende con i tedeschi: «la cosa più inaccettabile è che spesso si tratta di operatori appartenenti a paesi dell'Unione europea le cui regole sull'informazione ingannevole al consumatore dovrebbero essere uguali per tutti offrendo uno stesso livello di tutela sul territorio comunitario». UN DETTAGLIO. C'è però un piccolo dettaglio che dimentica: Cibus, uno dei protagonisti dell'accordo strategico annunciato ieri, è di proprietà al 50% della Fiera di Parma e per il 50% rimanente proprio di Federalimentare. Prima di scegliersi i compagni di strada - e questo vale sia per la Confindustria del cibo sia per l'ente fieristico emiliano guidato dal vulcanico e informalissimo Antonio Cellie - è bene verificare che idea abbiano sui prodotti made in Italy e sulla loro tutela. Già, perché se cominciamo a chiudere un occhio perfino sulle Dop, figuriamoci su tutto il resto. Senza contare che il patto con Colonia potrebbe rivelarsi per Parma un abbraccio mortale. I tedeschi scontano tuttora, a tavola, un evento bellico risalente all'anno 9 d.C., quando nella battaglia della selva di Teutoburgo le tribù germaniche guidate da Arminio, capo dei Cheruschi, annientarono le legioni romane. La storia seguente alla disfatta di Publio Quintilio Varo è nota: Roma stabilì sul Reno il proprio confine settentrionale e lì si fermò la civiltà. Pure quella alimentare. Ora rischiamo di venir colonizzati dai gusti barbari degli eredi di Arminio. Un'operazione che non riuscì neppure al Terzo Reich. NEOCOLONIALISMO. Né ha senso pensare che i tedeschi agiscano (e pensino) diversamente, quando ci impongono condizioni vessatorie nella gestione della finanza pubblica per avvantaggiare il loro manifatturiero, da quando sottoscrivono con noi accordi per organizzare assieme fiere alimentari. Sono sempre gli stessi campioni del neocolonialismo economico che ha trovato nella cancelliera Merkel una grande timoniera. Chi pensate che abbia spinto la commissione Ue a bocciare le nostre ultime leggi in difesa del made in Italy?


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Impianto Idrovoro Armalunga a salvaguardia delle zone suburbane La bonifica dell’area est di Piacenza interessa una zona suburbana con una estensione di circa 2.400 ettari. Gestisce il sistema principale di canali di intercettazione, convogliamento e allontanamento delle acque meteoriche dal territorio della città. Uno dei principali canali (collettore Armalunga) termina all’impianto idrovoro Armalunga, costituito da due centrali, una di recente costruzione e una che risale agli anni ‘20 in grado di sollevare nel torrente Nure fino a 18 mc/sec di acqua.

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La quiete dopo le quote

P

oco più di 500 giorni ci separano dal primo aprile 2015, giorno in cui le quote latte cesseranno di esistere. Una manciata di settimane per prepararsi ad una svolta che per il mondo degli allevamenti da latte sarà epocale. Ci si interroga continuamente sulle conseguenze, si tratteggiano i possibili scenari, si tenta di prevederne gli effetti per fornire al mondo politico dati e analisi per orientarne le scelte. Circa 50 miliardi di euro, oltre 140 milioni di tonnellate prodotte ogni anno, migliaia di addetti al settore, con un indotto enorme se dal latte si passa ai formaggi. Dunque, tanta attenzione a questo importante settore è più che giustificata. Per il momento la certezza è che a breve i soldi spesi per comprare le quote latte saranno carta straccia e che invece gli allevatori continueranno a pagare sino all' ultima rata del loro debito per oltre vent' anni. Numerose sono però le incertezze, dalle reazioni del mercato alle ripercussioni sul prezzo del latte. Ci si chiede continuamente cosa succederà alla produzione di latte dell'Ue, se continuerà a contrarsi come negli ultimi anni, o liberata dallo spauracchio delle multe prenderà a correre? Secondo alcune previsioni non ci si attende un repentino aumento, più probabile una stabilizzazione. Da una prima analisi i dati previsionali dicono che dal 2015 al 2022 la produzione di latte nei 28 Paesi della Ue, pur se con un progressivo aumento, non dovrebbe superare i 147 milioni di tonnellate, valore nettamente inferiore ai 150 milioni di tonnellate, vincolo imposto dalle quote. Si ipotizza che si assisterà ad una contrazione del numero di allevamenti mentre il numero di vacche da latte si manterrà costante, il che si dovrebbe tradurre in un aumento del numero di capi allevati in azienda, con una maggior efficienza aziendale ed una compressione dei costi di produzione. Dunque il dopo quote non dovrebbe portare a scossoni improvvisi, ma se da un lato l' abolizione dei vincoli produttivi potrebbe imprimere un impulso all' inovazione con effetti positivi sulla varietà e sul valore aggiunto dei prodotti caseari, dall' altro si dovrà fare i conti con la forte volatilità del prezzo del latte, fortemente condizionato dagli andamenti produttivi di paesi grandi esportatori come Nuova Zelanda e Australia. ll settore latte ad oggi non è remunerativo, pertanto non c’è il rischio che, senza quote, la produzione aumenti a dismisura. Il futuro di questo settore è nella valorizzazione delle nostre produzioni Dop, in particolare per quanto riguarda Piacenza, del Grana Padano, svilup-

pando accordi che siano leali ed etici, per entrambe le parti, (produttori e trasformatori), garantendo la giusta remunerazione e quindi recuperando marginalità per l’allevatore che non può più vendere sottocosto. Il prezzo del latte e quello del prodotto finito, del Grana in questo caso, deve per forza essere legato, altrimenti assistiamo ad una vera e propria speculazione rischiando di far fallire le aziende italiane e con esse il sistema delle eccellenze.

Notizie tecniche Rilevazione prezzi del latte e prodotti caseari - fonte Camera di Commercio di Lodi - rilevazione dal 01-15 ottobre 2013 LATTE SPOT Latte nazionale crudo

Euro/1000Kg min

max

media

500,00

510,00

505,00

min

max

media

Grana padano (scelta 01) 7,90 stagionatura 15 mesi e oltre

8,20

8,05

Grana padano (scelta 01) stagionatura 9 mesi e oltre

7,55

7,45

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la Voce di UNI Cattolica

Enologia e cambiamenti climatici Dr.ssa Milena Lambri, Ricercatore di Scienze e tecnologie alimentari, Istituto di Enologia e Ingegneria Agro-Alimentare, Università Cattolica del Sacro Cuore I mutamenti climatici determineranno, già entro il 2050, una contrazione della produzione agricola nelle regioni associate alla coltivazione della vite. È quanto sostiene uno studio apparso sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Questo non significa che in quelle zone non cresceranno più le viti, ma che, semplicemente, i vigneti necessiteranno di irrigazione o di ausili tecnici, con costi ben maggiori per i produttori. Il cambiamento climatico sembra compromettere prevalentemente uve come Merlot e Chardonnay che raggiungono la loro precoce maturazione in un periodo troppo caldo. Ciò genera mosti di bassa acidità e pH elevato, con eccessiva concentrazione di zuccheri, tannini non ben polimerizzati e incompleta maturità aromatica. L’enologo deve comprendere gli effetti che il fenomeno può avere sull’uva ed essere pronto a prendere le contromisure del caso. Scelte enologiche errate, superficiali o eccessivamente standardizzate, potrebbero sortire effetti più difficilmente riparabili e compensabili, a causa sia della maggiore attitudine ai fenomeni ossidativi, sia della più elevata propensione del mosto all’insediamento di microflora non favorevole. Pertanto, devono essere adattate le pratiche di gestione della vinificazione ad un materia prima che può presentare squilibri nel rapporto acidi/zuccheri, antociani/tannini, aromi liberi/glicosilati. La premessa fondamentale delle scelte è, dunque, quella della conoscenza della

composizione effettiva dell’uva e dell’adattamento delle tecniche, attuate poi con le più opportune tecnologie, per raggiungere gli obiettivi enologici desiderati. Ruoli determinanti vengono acquisiti, ad esempio, dall’uso del freddo in cantina, dalla protezione dei mosti con gas inerti e con agenti antiossidasici e antiossidanti, oltre che da un più consapevole e razionale impiego di lieviti e batteri selezionati. Prove di vinificazione svolte presso aziende vitivinicole da parte dell’Istituto di Enologia e Ingegneria Agro-Alimentare hanno modulato la gestione di questi elementi di processo su numerosi vitigni e a differenti livelli di maturità, individuando le procedure più idonee per ottenere, in base alle caratteristiche dell’uva, i vini più fini e dal colore più stabile. Come in tutte le situazioni più critiche, quindi, il peso della conoscenza e della competenza diventa più rilevante: ciò permette di contenere i rischi, e di esporsi meno facilmente ad errori nella trasformazione delle uve che possono pregiudicare la qualità del vino e la sua commerciabilità. La formazione vitivinicola su base scientifica, come quella espletata nei corsi di Laurea e nel Master di Enologia e Marketing della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza è, dunque, la base per non vanificare gli sforzi profusi dalla vigna alla bottiglia... in barba al clima che cambia!


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PSR Misura 121

Ammodernamento e razionalizzazione degli impianti irrigui aziendali Aperto il bando: contatta il tuo ufficio Coldiretti per maggiori informazioni La misura ha la finalità di favorire la razionalizzazione degli impianti irrigui aziendali attraverso la sostituzione degli impianti in uso con altri caratterizzati da un livello di efficienza idrica superiore consentendo in tal modo alle imprese di conseguire l’obbiettivo operativo, risparmiare sui costi di produzione ed ottenere benefici ambientali conseguenti al più razionale utilizzo della risorsa idrica nelle proprie aziende. Gli impianti irrigui oggetto d’intervento dovranno essere atti a garantire

la riduzione dei consumi idrici. Il bando è regionale e possono aderire le imprese agricole, iscritte all’anagrafe regionale, che al momento della domanda possiedono i seguenti requisiti: • iscrizione alla camera di commercio nella sezione imprese agricole; • ditta individuale inscritta alla camera di commercio in cui risulti che l’esercizio dell'attività agricola sia l’attività primaria. Per la ditta in forma societaria l’attività agricola deve risultare in forma esclusiva; • dimostrare un livello minimo di redditività e di volume di lavoro necessario all’azienda (Unità Lavorativa Uomo) e dimostrare una sufficiente capacità imprenditoriale da parte del conduttore dell’impresa.

Entità degli aiuti

L’investimento massimo è pari a 150.000 Euro di spesa ammissibile/ULU. L’aiuto sotto forma di contributo in conto capitale, viene calcolato sulla spesa massima ammissibile: • strutture: 40% per l’imprenditore ordinario, 45% per le aziende con giovane al primo insediamento; • dotazioni 35%. È richiesta una spesa minima di 20.000 Euro e gli investimenti dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2014. Le spese ammissibili riguardano gli investimenti materiali (impianti irrigui fissi e tifoni) e quelli immateriali (onorari di professionisti e consulenti). Saranno inoltre finanziabili opere di adduzione di pertinenza esclusivamente aziendale. I settori di produzione primari per i quali sono ammessi gli interventi sono settore latte ed ortofrutticolo. Escluso il settore vitivinicolo.


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A solo un anno dall’avvio, grande successo per il servizio Quaderno di Campagna Il comma 3 dell'articolo 42 del D.p.r. 290/01 prevede l'entrata in vigore del cosiddetto "registro dei trattamenti" (quaderno di campagna) per gli acquirenti e gli utilizzatori di prodotti fitosanitari e di coadiuvanti di prodotti fitosanitari (T+, T, Xn, Xi, NC). Ogni agricoltore deve ottemperare a tale obbligo e qualora non dovesse adempiere a questa normativa verrà sanzionato con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma che può variare da 500 a 1.500 euro (sanzione entrata in vigore il 14 settembre 2012). Con il D.Lgs 150 del 14 agosto 2012 però, si è aperta la possibilità per l’imprenditore agricolo di affidare ai CAA sia la conservazione che la compilazione del registro dei trattamenti presso i propri uffici che, notificano all’ASL, tramite anagrafe regionale, i nominativi per i quali viene svolto il servizio. È trascorso solo un anno dall’introduzione di questo nuovo servizio in Coldiretti, ma il riscontro è già positivo. Al momento le aziende assistite da Coldiretti sono 150 , principalmente ad indirizzo produttivo viticolo e ortofrutticolo, tra cui 35 in agricoltura integrata. Per queste aziende, oltre alla registrazione dei trattamenti, viene predisposto il piano di concimazione e la registrazione delle relative concimazioni vengono verificate con i disciplinari regionali. Inoltre, nel caso in cui si decida di affidare ai CAA la conservazione e compilazione, in caso di controllo, gli organi competenti si rivolgeranno ai CAA chiedendo copia dei registri.

Le aziende agricole dovranno consegnare le bolle di acquisto al referente del proprio ufficio Coldiretti specificando per quali colture e in che data verranno effettuati i trattamenti. Il tecnico incaricato all’inserimento dei dati (30 giorni dalla data del trattamento) verificherà che il prodotto sia conforme alle normative e che le dosi indicate in etichetta vengano rispettate; inoltre controllerà le giacenze di magazzino a fine anno per programmare gli acquisti di prodotti per l’anno successivo ricordando anche i trattamenti obbligatori previsti per legge. Verrà attivato un servizio SMS tramite il quale le aziende saranno avvisate delle scadenze dei trattamenti obbligatori.

I tecnici referenti del servizio presso i nostri uffici sono: Agazzano Maria Ferrari Bettola Erika Marcotti Bobbio Nicoletta Alpegiani Cortemaggiore Paolo Lovotti Fiorenzuola Emanuela Polinelli Lugagnano Andrea Pompini Piacenza Fabio Perino Pianello Giuseppe Barocelli Schianchi


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Bandi per la valorizzazione di itinerari turistici in area leader scadenza il 29 novembre 2013 Nell'ambito del progetto di cooperazione regionale "Itinerari turistici rurali polifunzionali dell'Emilia Romagna" il Gal Soprip (l'Agenzia di sviluppo locale di riferimento delle province di Piacenza e Parma) ha pubblicato due avvisi pubblici finalizzati all'adeguamento della rete escursionistica locale e all'organizzazione di un'offerta turistica specifica basata sulla fruizione di itinerari rurali per lo sviluppo del turismo del trekking a cavallo, a piedi e in mountain bike. Il primo bando “Sostegno all’adeguamento e valorizzazione turistica della rete escursionistica locale” - è destinato a molti degli Enti Pubblici ricadenti in area leader intenzionati a sostenere interventi di adeguamento e fruizione turistica della rete escursionistica locale con particolare riferimento al trekking a piedi, a cavallo e mountain bike. In riferimento all’obiettivo del bando le spese ammesse sono: adeguamento della sentieristica anche con la predisposizione di ponti, passerelle e altre infrastrutture di percorso e misure di protezione quali recinzioni, muriccioli; realizzazione di tabellazioni e altra segnaletica; allestimento e organizzazione di punti sosta (corredati da elementi quali panche/panchine, sedili, cestini per rifiuti, tavoli, fontanelle, abbeveratoi, servizi igienici, segnaletiche per l’informazione, tettoie di riparo). L’aiuto previsto è erogato nella forma di contributo in conto capitale nella misura dell'80% delle spese ammesse.

Il secondo bando “Sostegno alla qualificazione delle

attività di servizio a supporto della valorizzazione turistica della rete escursionistica locale”

- che sarà finanziato con 70mila euro - intende favorire la creazione di servizi di fruizione e promozione della rete escursionistica locale. Possono presentare domanda imprese e associazioni sportive che propongano interventi di qualificazione, innovazione ed integrazione dei servizi turistici a supporto della fruizione dell’escursionismo polivalente. Gli interventi possono riguardare: acquisto di attrezzature per la pratica delle diverse forme di escursionismo estivo ed invernale; acquisto di attrezzature per l’allestimento dei percorsi e per la gestione di eventi competitivi e non competitivi; progettazione e produzione di materiali pubblicitari e di comunicazione; acquisizione di consulenze specifiche per la creazione, qualificazione e realizzazione di nuovi servizi turistici, per l'organizzazione di manifestazioni ed eventi turistici sportivi e per la creazione e sviluppo di offerte turistiche e prodotti turistici; acquisto e posa di segnaletica esterna, utile ad indicare i servizi turistici ed escursionistici offerti e il percorso per l’accesso alla rete dei sentieri. L’aiuto previsto è erogato nella forma di contributo in conto capitale nella misura del 40% delle spese ammesse.


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Pacchetto igiene, ecco gli obblighi per le aziende Il regolamento del Pacchetto igiene n. 852/2004 prevede l’obbligo per l’azienda di produzione a qualunque livello, di strutturare un piano di autocontrollo basato sui principi dell’HACCP. Questo piano è volto a garantire l’igiene del prodotto identificando i cosiddetti punti critici di controllo, ossia parametri facilmente misurabili durante il processo produttivo su cui la perdita di controllo può determinare un rischio inaccettabile per il consumatore. Il piano di autocontrollo è uno strumento indispensabile anche per gestire le situazioni di emergenza, ad esempio se il produttore si rende conto di aver ceduto o messo in commercio prodotti non conformi e che possono rappresentare un pericolo per la salute del consumatore. Tra gli obblighi definiti nel piano di autocontrollo c’è quello della rintracciabilità, ossia la ricostruzione di tutto il percorso dell’alimento (ingrediente o mangime) attraverso tutte le fasi produttive, così come definito dal Reg. CE n. 178/2002, al fine di garantire ritiri immediati dei prodotti eventualmente a rischio e veicolare le informazioni al consumatore. La rintracciabilità permette, oltretutto, di individuare facilmente le responsabilità in caso di danno dovuto a prodotti non conformi quindi l’operatore deve essere in grado, in caso di emergenza di risalire ai nominativi e ai contatti degli operatori a monte e a valle, oltre che avere una lista dei prodotti ricevuti/forniti (ad es. conservando fatture e documenti di accompagno). Questi dati devono essere opportunamente conservati e messi a disposizione delle autorità di controllo. Nel caso di un rischio grave e immediato per il consumatore a causa di un prodotto che non è più sotto il controllo dell’operatore, quindi già ceduto o in commercio, è obbligatorio attivare delle procedure di ritiro/richiamo, così come stabilito dall’art 19 del Reg.

CE n. 178/2002. Quando si attiva una procedura di ritiro il produttore deve informare tempestivamente le ASL (per l’attivazione del sistema di allerta) e mettere a disposizione tutte le informazioni utili. Il ritiro deve essere immediato e avvenire con mezzi propri o altrimenti con la collaborazione di altri operatori della filiera, precedentemente informati. Nel caso il prodotto abbia raggiunto il mercato, è obbligatorio allo stesso tempo informare adeguatamente il consumatore del motivo del ritiro e nel caso procedere con il richiamo. Con la procedura di richiamo è quindi il consumatore a restituire i prodotti a rischio acquistati. Ogni impresa deve inserire nel proprio piano di autocontrollo una procedura di ritiro/richiamo del prodotto che preveda alcuni punti principali. Un sistema che permetta di identificare i fornitori e i clienti dei prodotti e le specifiche dei prodotti (Termine minimo di conservazione, data di scadenza, lotto, quantità), modalità per contattare rapidamente clienti e fornitori o procedere con il ritiro/richiamo. La comunicazione deve essere attivata quando c’è un rischio immediato per il consumatore o classi di consumatori (es. soggetti allergici) a seguito anche dell’ingestione di una piccola dose di prodotto. Gli uffici Coldiretti sono a disposizione per ulteriori informazioni e approfondimenti


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Dal Parlamento UE nuove regole sui controlli della carne suina è stata approvata in prima lettura la riforma dei controlli della carne suina. Il testo, a lungo dibattuto, intende modificare alcuni criteri di ispezione. In particolare, esclude – tranne eccezioni motivate – la palpazione e l’incisione delle carcasse, che saranno quindi di norma dichiarate adatte per il consumo umano, senza aver effettuato un contatto fisico e di manipolazione prima. In base a un precedente parere dell’Efsa infatti, tali pratiche di controllo finiscono inevitabilmente per favorire la diffusione di patogeni. Il veterinario ufficiale, incaricato di apporre il bollo sanitario sulle carcasse, procederà quindi secondo modalità di indagine “visive”.

Nel 2010 la Commissione aveva chiesto all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare di esprimere un parere sui controlli delle carcasse suine. La raccomandazione dell’Autorità andava verso un’ eliminazione delle pratiche di palpazione e incisione nelle ispezioni post-mortem, dato il rischio di contaminazione batterica crociata. Gli esperti avevano suggerito di procedere a palpazione e/o incisione solo in seguito a un’ispezione visiva che rivelasse delle anomalie. La legge che istituisce la riforma è ora passata in prima lettura, nell’ambito di una più ampia co-decisione tra Parlamento e Consiglio.


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proposte importanti per incentivare i giovani

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in nicchie di mercato remunerative e puntano su politiche commerciali evolute. Ma proprio perché queste imprese hanno maggiori prospettive di medio e lungo termine serve un quadro legislativo stabile con politiche mirate, che diano sostegni e certezze almeno quinquennali. Confagricoltura ha ben presente queste priorità e all’interno del progetto Futuro Fertile ha previsto indicazioni specifiche dedicate ai giovani agricoltori come l’introduzione di una norma che riconosca riduzioni contributive ai datori di lavoro agricolo sino al compimento

del 40° anno indipendentemente dalla collocazione dell’azienda. Personalmente - conclude Segalini – ritengo importante anche la proposta di istituire, a favore dei giovani agricoltori, un credito d’imposta per gli investimenti in ricerca ed innovazione tecnologica. La nostra associazione, da sempre, si impegna per diffondere l’informazione scientifica ed il progresso tecnologico in agricoltura; poter contare sugli adeguati strumenti finanziari è, però, la condizione imprescindibile per poter attuare la progettualità.”


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Attestazione Prestazione Energetica

Il D.L. 63/2013 ha introdotto la nuova certificazione energetica degli edifici denominata Attestazione Prestazione Energetica (A.P.E.). Come funziona? Quando viene rilasciata e con quale validità? Da chi deve essere esibita?

Ecco tutte le risposte

L’A.P.E. è un documento redatto, ai sensi del D.Lgs. 192/2005 (e successive modifiche), da un soggetto certificatore, che attesta il fabbisogno energetico ed eventuali altri parametri che caratterizzano la prestazione energetica di un edificio. Per “fabbisogno energetico” s’intende la quantità di energia annua che si prevede possa essere consumata (o effettivamente si consuma) per i bisogni energetici del fabbricato in base allo stato d’isolamento, alle caratteristiche degli impianti (per acqua calda sanitaria, riscaldamento invernale, climatizzazione estiva), all’orientamento, alla geometria, alla destinazione d’uso dell’immobile, eccetera. La classe energetica classifica gli immobili con parametri che vanno da “G” (minimo) ad “A+” (massimo). L’A.P.E. ha validità massima di 10 anni. Tale validità è subordinata al rispetto delle prescrizioni di efficienza, di adeguamento, di manutenzione e di controllo degli impianti presenti. L’attestazione prestazione energetica è aggiornata ad ogni intervento di ristrutturazione e riqualificazione che modifichi la classe energetica dell’edificio stesso. A tal fine sono allegati

i descrittivi libretti d’impianto. L’A.P.E., quindi, deve essere esibita: • dal costruttore/proprietario in tutti i casi in cui l’edificio viene venduto a terzi, ovvero all’avvio delle trattative e consegnato alla fine delle medesime (a cessione avvenuta); • dal costruttore/proprietario nel caso in cui l’edificio venga trasferito a terzi o per locazione o per diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, ecc.) o a titolo gratuito (comodato) per contratti stipulati a partire dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del D.L. 63/2013). Si sottolinea che, nel testo del contratto di locazione, deve essere riportata un’apposita clausola con la quale il conduttore dichiara di aver ricevuto una copia dell’A.P.E. e di essere stato informato sui contenuti dello stesso. L’A.P.E. va allegato al contratto: la mancanza determina la nullità dello stesso. Nel caso in cui, appunto, il contratto di locazione venga stipulato privo dell’A.P.E., sono previste sanzioni pecuniarie da un minimo di 300 euro ad un massimo di 1.800 euro.


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Successioni

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Agevolazione prima casa i requisiti soggettivi

Premesso che in linea di principio, ogniqualvolta vi sia un passaggio di proprietà, sia esso a titolo gratuito o oneroso oppure inter vivos o mortis causa, chi acquista la titolarità di un immobile dovrà sostenere il pagamento delle seguenti imposte: - imposta ipotecaria: nella misura del 2% del valore catastale del bene o del maggior valore indicato in atto; - imposta catastale: nella misura dell’1% del valore catastale del bene o del maggior valore indicato in atto. Il nostro ordinamento fiscale, comunque, prevede la possibilità, per chi ha i requisiti richiesti dalla legge, di abbattere queste percentuali scontando al contrario la misura fissa di Euro 168,00 per ciascuna di queste imposte, applicando la cd. agevolazione “prima casa”. In particolare i requisiti necessari per accedere alla agevolazione sono: 1) l’immobile deve essere ubicato nel territorio del Comune in cui il ricevente ha la propria residenza o in cui la stabilisca entro 18 mesi dall’acquisto (la dichiarazione di voler stabilire la residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile in questione, deve essere resa, a pena di decadenza, in caso di successione, in dichiarazione);

2) nel caso in cui il ricevente sia cittadino italiano emigrato all’estero (iscritto quindi all’Aire), l’immobile ricevuto in donazione deve essere la “prima casa” posseduta dal donatario medesimo sul territorio italiano; 3) in dichiarazione di successione o nell’atto d’acquisto l’erede o l’acquirente deve dichiarare di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile oggetto della donazione; 4) in dichiarazione di successione o nell’atto d’acquisto l’erede o l’acquirente deve dichiarare di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni “prima casa” per gli acquisti a titolo oneroso. Ufficio Successioni Impresa Verde Piacenza c/o palazzo dell’agricoltura- via C. Colombo, 35 tel. 0523/596515 – E-mail. maurizio.maffi@coldiretti.it


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novembre 2013

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Tardivo accatastamento dei fabbricati rurali

Sanzioni ridotte ad 1/8 fino al 30 novembre 2013 Come ormai noto, lo scorso 30 novembre 2012 è scaduto il termine per l’accatastamento dei fabbricati rurali È però ancora possibile procedere al predetto adempimento, entro un anno esatto dalla scadenza, e quindi entro il termine del 30 novembre 2013, pagando una sanzione ridotta che va da un minimo di 129 Euro ad una massimo di 1.033 Euro. Potranno quindi usufruire di questa sanzione ridotta, i proprietari di fabbricati rurali, che ad ora risultano ancora non censiti, così detti “fabbricati fantasma”, o semplicemente “iscritti in mappa” e quindi censiti al catasto terreni senza l’attribuzione di un autonoma rendita catastale. Questo “sconto”, che interessa tutti i fabbricati rurali, sia abitativi, sia strumentali all’esercizio dell’attività agricola, rappresenta di fatto l’ultima possibilità per regolarizzare la propria situazione catastale ad un costo comunque contenuto. In mancanza di accatastamento volontario da parte dei relativi proprietari, sarà infatti l’Agenzia del Territorio ad accatastare direttamente gli stessi fabbricati addebitando poi ai proprietari le spese di accatastamento maggiorate delle relative sanzioni da un minimo di 1.032 Euro ad un massimo di 8.264 Euro. Inoltre, una volta attribuita la corretta rendita catastale, entro il prossimo 16 dicembre, per questi fabbricati dovrà poi essere calcolata e versata l’imu relativa all’anno 2012, maggiorata di

sanzioni e interessi di ravvedimento operoso. Infine, per completezza, si ricorda che sono esclusi dall’obbligo di inventariazione, a meno di un’ordinaria autonoma suscettibilità reddituale, i seguenti immobili:

a. b. c. d. e.

manufatti con superficie coperta inferiore a 8 mq; serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale;

vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni; manufatti isolati privi di copertura;

tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 m, purché di volumetria inferiore a 150 mc;

f.

manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo.

Per tutte le informazioni necessarie le aziende potranno rivolgersi al nostri Uffici Provinciali o alle Unità Operative locali Coldiretti


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novembre 2013

fiscale tributario

Legge di Stabilità Novità su giovani, piccola proprietà, gasolio e polizze Dalle agevolazioni per la piccola proprietà contadina, alle facilitazioni per l’accesso al credito e alla terra da parte dei giovani, fino alle accise sul gasolio sono diverse le misure di interesse per il settore agricolo contenute nella Legge di Stabilità La norma, presentata dal Governo, ha per ora incassato l’ok del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed è ora attesa al dibattito parlamentare. Per quanto riguarda i giovani in agricoltura, è garantita l’assegnazione in affitto o in concessione dei terreni pubblici ad uso agricolo in via preferenziale ai giovani imprenditori agricoli, di età compresa tra i 18 e i 40 anni. Previsto un meccanismo di determinazione del canone in grado di evitare operazioni speculative finalizzate all’innalzamento dello stesso, individuando al contempo un parametro di riferimento certo nell’applicazione della procedura. Il provvedimento prevede che gli interventi per l’accesso al mercato dei capitali gestisti da Ismea attraverso il Fondo di Capitale di Rischio siano prioritariamente destinati alle imprese agricole ed agroalimentari condotte da giovani. Nell’ambito delle operazioni di dismissione di terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola, di cui all’articolo 66 del decreto legge 24 gennaio 2012 n.1, viene espressamente previsto che oltre ai terreni dello Stato, anche quelli delle regioni, province e comuni, possano formare oggetto delle operazioni di riordino fondiario di cui all'articolo 4 della legge 15 dicembre 1998, n. 441, a favore dei giovani imprenditori agricoli. Buone notizie anche sul fronte della piccola proprietà contadina. Sono state, infatti, salvate dal rischio abrogazione le agevolazioni tributarie previste, comprese quelle per gli interventi fondiari operati da Ismea. Tali operazioni sconteranno l’imposta di registro ed ipotecaria in misura fissa e imposta catastale all’1 per cento, nel caso in cui il trasferimento dei terreni sia a favore di coltivatori diretti e di imprenditori agricoli professionali. Negli altri casi l’aliquota è fissata al 12 per cento. È stato poi confermato anche per il 2014 lo stanziamento di 120 milioni di euro sul Fondo di solidarietà nazionale per gli aiuti sulla spesa assicurativa, con i quali sarà possibile coprire integralmente le esigenze di spesa fino all’attuale campagna assicurativa, e partire

con la nuova programmazione comunitaria. Rifinanziato inoltre con 5 milioni di euro per l’anno 2014 il Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti. Altri 5 milioni sono stati destinati al funzionamento della flotta aerea antincendio del Corpo forestale dello Stato. Previsti anche incentivi per il gasolio. In tutto sono stati stanziati 41 milioni di euro (4 milioni per l’anno 2014, 21 milioni per il 2015 e a 16 milioni a decorrere dall’anno 2016) ai fini dell’applicazione delle aliquote ridotte o dell’esenzione dell’accisa per i prodotti petroliferi impiegati in lavori agricoli, orticoli, in allevamento, nella silvicoltura e piscicoltura e nelle coltivazioni sotto serra. In vista di Expo 2015 e al fine di sostenere lo sviluppo e la competitività del sistema agricolo ed alimentare nazionale, sono stati poi previsti 60 milioni di euro (di cui 30 mln di euro per il 2014, 15 mln di euro per il 2015, 15 mln di euro per il 2016) per il rifinanziamento della legge 449/99. L’articolo 8 della Legge stanzia anche le risorse necessarie per la copertura della quota nazionale dei programmi cofinanziati dall’Unione Europea per il periodo 2014/2020, nel settore dei fondi strutturali, dello sviluppo rurale e della pesca. Per quanto riguarda lo sviluppo rurale, la norma prevede l’attivazione di un importo compreso tra 9 e 10,4 miliardi di euro, in funzione del tipo di programmazione che verrà scelto, per il 70 per cento a carico dello Stato e per il restante 30 per cento a carico delle Regioni e Province autonome, che si affiancheranno agli altri 10,4 miliardi messi a disposizione dall’Unione europea attraverso il Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). In questo modo, sarà presto possibile definire, in accordo con le Regioni e i rappresentanti del mondo agricolo, i nuovi programmi di sviluppo rurale, attraverso cui saranno complessivamente resi disponibili 20,8 miliardi di euro nei prossimi 7 anni. Per il triennio 2014-2016, sono stanziati 150 milioni di euro a favore dei Contratti di Sviluppo nel settore industriale, inclusi quelli relativi alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, da realizzare nei territori regionali diversi dalle aree dell’Obiettivo Convergenza. Contemplato anche il rifinanziamento con 5 milioni di euro per il 2014 del Fondo per la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolosaccarifera.


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novembre 2013

una finestra sul mondo

Ue: etichettatura d'origine per la carne trasformata troppo costosa - <topagrar.com> (Germania) 15 ottobre 2013 – La Commissione europea ritiene che un'etichettatura obbligatoria d'origine per la carne usata come ingrediente comporterebbe dei costi troppo elevati. In una bozza di comunicazione viene stimato che, se l'Unione Europea dovesse imporre l'obbligo di indicazione del paese d'origine, i costi aggiuntivi totali a carico degli operatori di mercato rappresenterebbero fino al 50 cento dei costi aziendali. I funzionari di Bruxelles prevedono altresi' delle "radicali modifiche lungo la catena del valore", una nazionalizzazione del commercio della carne, cosi' come una diminuzione del numero degli intermediari e delle quantità di tagli di carne utilizzati. A cio' si aggiungerebbero inoltre una maggiore burocrazia per i trasformatori e le autorita', e un aumento dei prezzi per i consumatori finali. Tutti questi effetti potrebbero essere mitigati, se l'etichettatura d'origine venisse ristretta alla formula Ue/extra-Ue (...). Questo approccio sarebbe più fattibile, sostiene la Direzione generale per la Salute e i consumatori (…). Secondo gli esperti, alla luce degli interessi dei consumatori, continuare a mantenere lo status quo, ovvero permettere un'applicazione dell'etichettatura d'origine su base volontaria, non puo' considerarsi "una soluzione del tutto soddisfacente". Per la carne suina, ovina, caprina e di pollame fresca e congelata, la Commissione intende inoltre restringere l'obbligo di etichettatura d'origine alla sola indicazione del luogo di ingrasso e di macellazione. L'indicazione del paese di nascita - sostiene Bruxelles - risulterebbe infatti troppo onerosa, perché occorrerebbe mettere in atto un nuovo sistema di controllo delle aziende agricole. Di norma, per quanto riguarda l'indicazione del luogo di ingrasso, per suini, ovini e caprini saranno indicativi gli ultimi due mesi, mentre per il pollame solo l'ultimo mese. Sara' sufficiente l'indicazione del paese. Se per i Paesi terzi ciò non fosse possibile, bastera' anche solo la dicitura "non Ue". In ogni caso, dovra' essere indicato anche il paese di macellazione. È prevista un'altra eccezione anche per quanto riguarda carne macinata, affettati e simili, per i quali sara' sufficiente apporre l'indicazione "Ue" per gli animali che sono stati ingrassati e macellati nei diversi Stati membri, o "non-Ue" per i prodotti provenienti interamente da Paesi terzi. [Marcus Arden, AgE; portale - a cura di agra press (i)]


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novembre 2013

una finestra sul mondo

Un marchio di qualità ideato per proteggere l'immagine dell'olio di oliva spagnolo - <oliveoiltimes> (Stati Uniti) 15 ottobre 2013 – Un nuovo marchio di qualita' aiutera' a proteggere l'olio d'oliva spagnolo contro "campagne diffamatorie" da parte di nuovi paesi produttori, secondo uno dei suoi principali sostenitori, il governo regionale dell'Andalusia. Elena Viboras, ministro dell'Agricoltura, della Pesca, e dello Sviluppo Rurale dell'Andalusia, ha confermato che è stato siglato un accordo per iniziare a lavorare sul marchio, nel corso di un incontro avuto, martedi' scorso, a Madrid, con Miguel Arias Canete, ministro spagnolo dell'Agricoltura, dell'Alimentazione, e dell'ambiente. In un comunicato stampa diffuso subito dopo l'incontro, il ministro ha spiegato che intende sostenere l'immagine dell'olio d'oliva della Spagna e dell'Andalusia all'interno dei mercati internazionali, facilitando le esportazioni. "Siamo i principali produttori mondiali e abbiamo bisogno di un marchio distintivo che certifichi la qualita' della produzione destinata alle esportazioni", ha aggiunto. Viboras ha definito la misura come "essenziale", viste le campagne diffamatorie in atto nei nuovi paesi produttori, attraverso la diffusione di rapporti che mettono in dubbio la qualita' dell'olio d'oliva spagnolo, con dichiarazioni lontane dalla realta'. La verita' è che il settore andaluso dell'olio d'oliva ha compiuto "un grande sforzo nella coltivazione, nell'estrazione, nel confezionamento e nello stoccaggio dell'olio extravergine d'oliva", ha affermato il ministro. Viboras ha detto che il ministero lavorera' a stretto contatto con organizzazioni del settore, per far si' che il marchio di qualita' goda del più ampio consenso possibile e raggiunga l'obiettivo prefissato, vale a dire, garantire l'eccellenza dell'olio d'oliva spagnolo. Il ministro non ha citato espressamente i paesi ai quali ha fatto riferimento parlando di campagne diffamatorie in atto, né ha indicato nello specifico i rapporti che hanno messo in dubbio la qualita' dell'olio d'oliva spagnolo. Uno dei più recenti rapporti, diffusi da un produttore del Nuovo Mondo, è stato quello dello scorso mese, dello United States International Trade Commission (USITC), sulla concorrenza all'interno del commercio globale dell'olio d'oliva. Secondo il rapporto della USITC, le leggi internazionali attualmente in vigore consentono che un'ampia gamma di oli di oliva venga venduta come olio extra vergine d'oliva; le disposizioni normative sono ampiamente disattese; e tutto cio' porta ad avere prodotti contraffatti ed erroneamente etichettati, che indeboliscono la competitivita' degli oli d'oliva prodotti negli Stati Uniti all'interno del mercato nazionale. La Spagna è il più grande produttore mondiale di olio d'oliva a basso costo e la grande maggioranza – circa il 60% – delle sue piantagioni di alberi d'olive si trova in Andalusia. [Julie Butler, portale – a cura di agra press]


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