L’Area Turismo ed Eventi, sempre alla ricerca di opportunità e di trasformazione nella nostra società, ha deciso nel 2011 di gettare un faro sulla produzione teatrale della Svizzera italiana e lo ha fatto inaugurando la rassegna HOME, che da quattro stagioni ormai vive presso il Foce e il suo bel teatro. Storicamente lo ha fatto cavalcando la più che decennale presenza di produzioni locali. In prospettiva attuale e futura, HOME vuole continuare a essere una spirale dell’espressione di quegli artisti della scena “presenti oggi qui”, nel nostro “villaggio”, dentro il più ampio villaggio globalizzato.
Da attori e registi il Teatro Foce è percepito come una “casa”: un luogo dove è offerto il tempo per allestire gli spettacoli e dove il palcoscenico è uno tra i prediletti della regione.
Il loro desiderio è che esso venga sempre di più percepito come un luogo intimo anche dagli spettatori. Intimo perché luogo di intima trasformazione interiore, dove attraverso la conoscenza degli altri (che in teatro è tangibile e corporea) si scopre di più anche se stessi.
Questa è la forza e l’alchimia del teatro. La presenza fisica degli attori che inscenano vicende o situazioni e la presenza fisica del pubblico, che si emoziona, permette un movimento di energia che tocca corde molto profonde e che fa muovere e incrociare le diverse idee.
Se l’alchimia ha avuto luogo, lo spettatore è diverso quando esce da teatro: non è più esattamente quello di prima.
È un privilegio per un territorio vantare una ricca presenza di compagnie che possono rendere concrete le loro visioni sul palcoscenico, siano esse ispirate a testi classici o a più moderne forme di espressività. Perché esse sono composte da uomini e donne che vivono il nostro stesso tempo e spazio, e che attraverso la molteplicità, le sfaccettature, le diversità o le similitudini dei loro lavori, diventano nostri specchi e finestre, in cui possiamo rifletterci o vedere attraverso.
Perciò, invitandovi a teatro, vorremmo dirvi:
Venite a CASA! “ “
VEN 10.10
SAB 11.10
DOM 12.10
VEN 24.10
SAB 15.11
DOM 16.11
VEN 21.11
SAB 22.11
DOM 23.11
MAR 25.11
MER 26.11
GIO 27.11
VEN 28.11
18:00 Patrizia Barbuiani Words in progress Romeo&Giulietta
18:00 Teatro delle Radici Se il silenzio sapesse
18:00 Camilla Parini STILL LEBEN
Dalle 13:30 Compagnia di produzioni creative V XX ZWEETZ I AM HERE NOW p.10
Dalle 13:30 Compagnia di produzioni creative V XX ZWEETZ I AM HERE NOW
Dalle 13:30 Compagnia di produzioni creative V XX ZWEETZ I AM HERE NOW
Dalle 13:30 Compagnia di produzioni creative V XX ZWEETZ I AM HERE NOW
SAB 29.11 Dalle 10:00 Compagnia di produzioni creative V XX ZWEETZ I AM HERE NOW
DOM 30.11 Dalle 10:00 Compagnia di produzioni creative V XX ZWEETZ I AM HERE NOW
VEN 05.12
SAB 06.12
DOM 07.12
SAB 13.12
DOM 14.12
VEN 09.01
SAB 10.01
VEN 16.01
SAB 17.01
DOM 18.01
VEN 23.01
SAB 24.01
DOM 25.01
VEN 30.01
SAB 31.01
DOM 01.02
VEN 06.02
SAB 07.02
SAB 21.02
DOM 22.02
VEN 27.02
SAB 28.02
DOM 01.03
VEN 06.03
SAB 07.03
DOM 08.03
VEN 13.03
SAB 14.03
DOM 15.03
VEN 20.03
SAB 21.03
DOM 22.03
VEN 27.03
SAB 28.03
DOM 29.03
VEN 24.04
SAB 25.04
DOM 26.04
SAB 02.05
DOM 03.05
LUN 04.05
VEN 12.06
SAB 13.06
DOM 14.06
17:00 Markus Zohner Arts Company C.U.T.! LA COLPA
17:00 Nicolas Joos Fantaticino
17:00 Cambusateatro Molto rumore per nulla
17:30 Progetto Brockenhaus Una opera da 3 soldi > LIS
17:00 e.s.teatro Le sedie
17:00 Agorà Teatro & Comteatro Tre Sorelle
17:30 Teatro d’emergenza La casa di Bernarda Alba > LIS
18:00 Opera retablO I hate this job
18:00 Officina Teatro PLATERO Y YO di Juan Ramón Jiménez
18:00 Cie Autonyme INS CONTRO
20:30 Patrizia Barbuiani Words in progress Romeo&Giulietta p.6
20:30 Patrizia Barbuiani Words in progress Romeo&Giulietta Romeo&Giulietta
20:45 Lorena Dozio ALibi p.7
20:45 Teatro delle Radici Se il silenzio sapesse p.8
20:30 Camilla Parini STILL LEBEN p.9
20:30 Camilla Parini STILL LEBEN p.10
21:00 Ascolto collettivo I AM HERE NOW
20:30 Markus Zohner Arts Company C.U.T.! LA COLPA p.11
20:30 Markus Zohner Arts Company C.U.T.! LA COLPA
20:30 Nicolas Joos Fantaticino p.12
20:45 Teatro Tan rEvoluzione p.13
20:45 Teatro Tan rEvoluzione
20:45 Cambusateatro Molto rumore per nulla p.18
20:45 Cambusateatro Molto rumore per nulla
20:30 Progetto Brockenhaus Una opera da 3 soldi > LIS p.28
20:30 Progetto Brockenhaus Una opera da 3 soldi > LIS
20:30 Teatro d’emergenza La casa di Bernarda Alba > LIS p.30
20:30 Teatro d’emergenza La casa di Bernarda Alba > LIS
20:30 Cristina Zamboni La voce umana p.21
20:30 Cristina Zamboni La voce umana
20:30 Cristina Zamboni La voce umana
20:45 femme théatrale p.22
20:45 femme théatrale
20:45 femme théatrale
20:30 Con_creta Aspettando Godot p.23
20:30 Con_creta Aspettando Godot
20:30 Con_creta Aspettando Godot
20:45 Desertodentroteatro Arsenico S. p.24
20:45 Desertodentroteatro Arsenico S.
20:45 Desertodentroteatro Arsenico S.
21:00 Opera retablO I hate this job p.25
21:00 Opera retablO I hate this job
20:30 Officina Teatro PLATERO Y YO di Juan Ramón Jiménez p.26 Jiménez
20:30 Officina Teatro PLATERO Y YO di Juan Ramón Jiménez
20:45 Cie Autonyme INS CONTRO p.27
20:45 Cie Autonyme INS CONTRO
Patrizia Barbuiani
Words in progress Romeo&Giulietta
Opus TeatralLetterarioMusicale da Ovidio a Shakespeare alla ricerca della storia dei due amanti veronesi fra tragedia e commedia
VEN 10.10 > 20:30
SAB 11.10 > 20:30
DOM 12.10 > 18:00
Creazione e interpretazione: Patrizia Barbuiani
Composizione musicale ed esecuzione dal vivo: Gabriele Marangoni
Costumi: Settima Bonelli
Realizzazione scenografica: Martin Wieser
Direttore tecnico: Andrea Cosentino
Fotografia: FIZZO Photo Book Film
Produzione: Markus Zohner Arts Company / TeatroX
Riadattamento di “Giulietta & Romeo & Juliet” (produzione 2009)
La vicenda di questo amore infelice, ostacolato dalle famiglie, resa celebre da William Shakespeare, è nata in tempi lontani ed è stata tramandata dapprima in modo orale, fino a fondersi poi con differenti soggetti e sfumature in scritti di differenti autori. Le parole sono in continuo movimento e mutamento. Ogni autore è da sempre debitore di elementi elaborati da altri scrittori e diviene a sua volta creditore per ciò che di suo lascerà ai posteri.
Attraverso un approfondimento sui testi che hanno preceduto l‘opera di Shakespeare, lo spettacolo parte dal mito greco di “Piramo e Tisbe” tratteggiato da Ovidio, prosegue con la goliardica novella di “Ganozza e Mariotto” di Masuccio Guardati (1476), fino alla definitiva stesura della novella “Giulietta e Romeo“, ambientata a Verona, di Luigi da Porto (1530). Attraverso differenti traduzioni francesi e inglesi la storia viene ripresa in un poema narrativo da Arthur Brooke (1562), fonte diretta del Bardo di Stratford, che ne ha tracciato uno dei suoi drammi più interpretato ancora tutt’oggi. Gesto, parola, danza, immagini, composizioni musicali moderne, accompagnamento dal vivo per questo accattivante spettacolo che fa della tragedia una commedia e della commedia una tragedia. Un percorso teatrale letterario e musicale che rende omaggio a quella creatività universale, che come una fiaccola lucente, passa di mano in mano, da luogo a luogo, da epoca ad epoca per illuminare il cammino umano.
Design dispositivo, programmazione, composizione musicale: Daniel Zea
Creazione luci: Sévérine Rième
Costume e accessori: Lorena Dozio e Daniel Zea
Produzione: Association Bagacera / Crile, 2014
In “ALibi” Lorena Dozio, danzatrice e coreografa ticinese residente a Parigi, incorpora una partizione tracciata al suolo e ispirata al teorico della danza Rudolf von Laban. Attraverso il suo movimento, captato e decodificato dagli accelerometri di uno smartphone applicato al bacino, Dozio genera la musica composta e suonata live da Daniel Zea. Quello di Dozio è un corpo−sensore che cerca e rivela nello spazio delle frequenze, dei cammini, avanzando come in un combattimento. Il passaggio dalla dimensione orizzontale alla dimensione verticale decompone l’immagine articolare del corpo. Appoggiandosi su dei volumi d’aria oscilla tra la sospensione e la caduta. Gli accelerometri controllano la sintesi sonora e la spazializzazione del suono nella sala, creando così una corrispondenza tra il movimento del bacino e la materia sonora che circonda il pubblico. La pièce è il tempo dato ad una creatura ibrida di ripercorrere il suo alibi, il suo altrove, un cammino scritto in un momento preciso, per incarnarlo nel qui e ora.
Cambuche di Daniel Zea
Composizione, programmazione e interpretazione Daniel Zea Bande magnétique (quadra-phonique) (2005)
“Cambouche e’ la parola in gergo usata in Colombia per descrivere un rifugio improvvisato (solitamente un tipo di tenda fatto di plastica e rami) per proteggere dalla pioggia, il “piano colombia” aeromobile assistito da fumigazioni, proiettili, rami, o animali caduti da alberi o da cespugli, o dormendo tutta la notte in campagna.”
Dopo i due pezzi (ALibi 30’ e Cambouche 10’) segue un dialogo con il pubblico.
Teatro delle Radici
Se il silenzio sapesse
Creato, interpretato e diretto da Cristina Castrillo
SAB 15.11 > 20:45
DOM 16.11 > 18:00
Di e con: Cristina Castrillo
Assistenza: Bruna Gusberti
Oggetti di scena: Sandro Carrettoni, Massimo Palo, Elvis van der Meyden, Gigi Boccadamo, Pier Suriano
Sartoria: Atelier Celia
Elaborato come parte di un vasto studio sulla drammaturgia senza parole, questo spettacolo, evitando proprio le parole, è a loro dedicato. Cristina Castrillo ha provato a raccontare con e nel silenzio le voci che ci abitano, le parole perse, quelle che non abbiamo il coraggio di dire, quelle che potendole esprimere non avrebbero più il sentimento che le accompagna. Quello che mai riusciremo a dire. Le parole abusate, le parole troppo stanche dal tempo o dalla totale assenza di significato.
Costruito come una piccola poesia senza nome, questo spettacolo transita tra ingenuità e sogni; immagini scritte col fumo, eloquenti come un urlo muto e delicate come il volo di una piuma.
Dopo “Sul cuore della terra” e “Umbral”, Cristina Castrillo decide di essere nuovamente sulla scena, sola. Come un modo di vivere e pensare ancora a questo mestiere.
Première: 13.11 Teatro Sociale, Bellinzona
Repliche: 21, 22, 23.11 e 28, 29, 30.11
Teatro della Radici, Lugano
Camilla Parini STILL LEBEN
VEN 21.11 > 20:30
SAB 22.11 > 20:30
DOM 23.11 > 18:00
Di e con: Camilla Parini
Sound Design: Loris Ciresa
Light Design: Pierfranco Sofia
Costumi e supporto scenografico: Laura Pennisi
Fotografie: Martina Tritten
Con il sostegno di: Teatro delle Radici , Fondazione Aurelio Petroni
Produzione: Collettivo Ingwer
“Un ritratto tocca, altrimenti è solo una foto d’identità (…). Ciò che tocca è un’intimità che si porta in superficie.” (J. L. Nancy)
Questo lavoro è il ritratto di una donna sbiadita dal tempo, una figura senza più confini, che si racconta attraverso l’ironia e la malinconia di una solitudine che, a volte o spesso, ci tiene anche compagnia.
Che cosa muoio quando sono? STILL LEBEN parla attraverso il linguaggio del corpo e il potere narrativo del suono. Suggerisce un clima, talvolta una condizione, o uno stato di conservazione. Indaga i ricordi abbandonati e consumati, tra stanze senza pareti, negli spazi di un abitare metaforico, in un luogo dove si può ancora dialogare con le proprie assenze. È una creazione di immagini reali ma non sempre realistiche che cercano di penetrare, strato per strato, sotto la superficie di una vita.
Anteprima: prevista durante il FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea domenica 19.10 allo Studio Foce, Lugano.
Compagnia di produzioni creative
V XX ZWEETZ
I AM HERE NOW
Racconti dei giovani esuli dalle terre dell’Ex Jugoslavia
MOSTRA AUDIO−PITTORICA DAL 25.11 AL 30.11:
MAR−ven 08:30 > 12:30 aperto alle scuole
MAR−ven 13:30 > 19:00 aperto al pubblico
SAb−DOM 10:00 > 21:00 aperto al pubblico
SAb 29.11 > 21:00 ASCOLTO COLLeTTIvO per il pubblico adulto e presentazione dello speciale libro in copie limitate − I Am Here now
Ideazione e regia: Alan Alpenfelt
Assistenza progetto e scrittura: Milica Miladinović
Quadri: Ravi Tironi
Musica: Jakob Ullmann, Black Fluo
Storie prodotte da: RSI – Rete Due; registrato allo studio 4 della Radiotelevisione svizzera da Thomas Chiesa
In collaborazione con: RSI Rete Due e Fondazione Svizzera per la radio e la cultura
Informazioni sullo spettacolo: Mostra audio−pittorica, prezzo del biglietto d’ingresso 5.− CHF con offerta libera.
“Non mi sono mai reso conto di quanto potesse essere dura la guerra, ma non per chi l’ha vissuto, ma per chi ancora oggi si porta dietro ricordi pesanti. Non ho parole per descrivere ciò che ho provato sentendo simili storie. Grazie per i racconti.”
(Testimonianza di A. Bellinzona – 20.05.2014)
La guerra non è solo fisica, ma prosegue ben oltre i suoi confini tangibili e si trasforma in uno stato mentale. Rimane attivo per molto tempo dopo, nelle persone che la guerra l’hanno subita, a volte anche per tutta la vita. La violenza inaudita vissuta non può nascondersi o sparire: occorre rielaborarla. Ci vuole tempo e forse nemmeno il tempo è sufficiente. Comprendere come lo scatenarsi della violenza abbia stupito le persone, come sia facile immedesimarsi nelle reazioni, nelle scelte compiute dalla maggior parte di loro, avvicina e contribuisce ad abbattere i muri dell’indifferenza.
Markus Zohner Arts Company
C.U.T.! LA COLPA
VEN 05.12 > 20:30
SAB 06.12 > 20:30
DOM 07.12 > 17:00
Autore: Markus Zohner
Produzione esecutiva e coordinamento: Camilla Delpero
Consulenza e marketing: David M. Zurbuchen
Attori: cast in definizione
Costumi: Valentina Forbicetti
Musica: Gabriele Marangoni
Fotografia e Filmmaking: Patrick Botticchio
Linea grafica: Edy Ceppi
Tecnica audio: Studio XRaY, Lugano, Andrea Cosentino
Direzione artistica e regia : Markus Zohner
Con il sostegno di: Città Lugano, Repubblica e Cantone Ticino
Produzione: Markus Zohner Arts Company, Lugano, nel contesto di C.U.T.! progetto teatrale
culturale triennale 2012 – 2014
Informazioni sullo spettacolo: rivolto ad un pubblico adulto. I posti sono limitati, la prenotazione è obbligatoria. Ingresso a turni.
Dopo il progetto radiofonico RADIO SCATENATA, che vedeva come protagonisti i detenuti del carcere La Stampa, e dopo lo spettacolo teatrale interattivo PROUST IN PRISON, la Markus Zohner Arts Company, nella sua ricerca teatrale e umana sulla fragilità e sulla fallibilità dell’anima umana, si confronta con una delle domande più essenziali dell’uomo: LA COLPA.
“Essere colpevole” va oltre il “prendersi la responsabilità delle proprie azioni”, va oltre i pensieri che si scontrano con un modello morale o legale. La colpa ci viene inflitta dapprima dai genitori, poi dalla società, ma la grande domanda rimane: come gestiamo questo fenomeno umano, etico e morale davanti a noi stessi, davanti alle persone che ci circondano e di fronte alla società nella quale viviamo?
Esiste una possibilità di liberarci da una colpa?
Uno spettacolo che disturba, una rappresentazione che è una conseguenza dei nostri lavori con i detenuti, con persone che, secondo i parametri della nostra società, sono diventati colpevoli e che dalla stessa sono stati giudicati.
“Siamo colpevoli, già solo per il fatto che viviamo”. A chi il giudizio?
Uno spettacolo intenso, di movimento e di parole.
Nicolas Joos
Fantaticino
Storie e leggende della Svizzera italiana
SAB 13.12 > 20:30
DOM 14.12 > 17:00
Con: Nicolas Joos
Partner: RSI Rete Due, Museo Cantonale di Storia Naturale, Pro Natura
Produzione: Associazione Fantaticino
Informazioni sullo spettacolo: durata 60 min; adatto agli adulti ed ai ragazzi di scuola media, non sotto i 12 anni.
Il Progetto Fantaticino, ideato e realizzato da Nicolas Joos, nasce dalla volontà di riscoprire le leggende della Svizzera italiana e riportarle tra la gente, per dare nuova vita ad elementi culturali che rischiano di esaurirsi per sempre e con loro i luoghi da cui nascono.
I racconti diffusi in un primo momento alla RSI Radio Svizzera Rete Due, approdano ora alla scena con uno spettacolo teatrale composto da elementi e personaggi meravigliosi ritrovati nel corso delle visite ai villaggi. Le leggende conservano nel tempo i luoghi, i fatti, le usanze, i mestieri e i costumi di un popolo. Gli insegnamenti del passato cristallizzati in affascinanti storie locali, arricchiscono tutti di esperienze utili a capire la propria gente e la propria terra.
La Svizzera italiana è una terra d’incontro e confronto, di passaggio, unica nel suo genere, tra Nord e Sud, tra la Mitologia Germanica (Fiabe del Ciclo Nordico) e la Mitologia Orientale e Classica (Favole Esopiche, Novelle e Fiabe Mediterranee).
La storia è tangibile anche nella memoria popolare, nel racconto orale, nella fiaba, nella leggenda, tramandata di bocca in bocca in modo silenzioso, invisibile, non documentabile, per millenni.
Teatro Tan
rEvoluzione
VEN 09.01 > 20:45
SAB 10.01 > 20:45
Con: Christian Pezzatti e Simone Menozzi
Regia: Daniel Prieto
Musica: Simone Menozzi
“rEvoluzione” è un esperimento creativo fatto di teatro, ginnastica, voce umana e musica che va ad esplorare l’uomo nelle sue parti più profonde, fatte di fisicità, sentimenti, storie personali e acrobazie.
L’espressività simbolica e al tempo stesso molto concreta attraversa punti essenziali della vita dell’uomo, nella sua evoluzione come individuo e nella società, e invita il pubblico a entrare in una successione di immagini, quadri ed impressioni il cui fil rouge è la vita: nascita, morte, conflitto e amore.
Gli attori saranno in scena con una parallela olimpionica in un contesto di sperimentazione espressiva. L’approccio tradizionale e alternativo all’attrezzo è una delle caratteristiche di questo spettacolo.
La regia è condotta da Daniel Prieto, attore, regista e responsabile del lavoro La Voix Humaine. In qualità di regista mette in scena il duo Stimmhorn a Basilea, Dikes a Parigi e Calligraphe de nous del gruppo Ifa Odara a Nantes. Da trent’anni viaggia in tutto il mondo proponendo workshop del lavoro della voce umana.
Con: Jacopo Fracasso, Ulisse Romanò, Massimo Leonardo Villucci, Simon Waldvogel e Max Zampetti
Produzione: Cambusateatro, Locarno
“Molto rumore per nulla” è una commedia teatrale ambientata a Messina, scritta da W. Shakespeare tra il 1598 e il 1599. Rientra nel novero delle tragicommedie in cui l’elemento giocoso si fonde a quello tragico e propriamente drammatico, rappresentato dalla finta morte di una delle protagoniste, la bella Ero, e dal complotto ordito da Don Juan per tentare di sviare la storia dall´happy ending cui tuttavia volge. Il cast è composto da soli uomini: nulla di nuovo in questo perché così erano le rappresentazioni dell’epoca. Tuttavia si tenterà di sottolineare la visione molto maschile dei sentimenti e dell’amore portando gli attori a marcare spudoratamente con l’ironia questa storia come se fosse raccontata da uomini in un club di soli uomini. Una confessione tutta maschile dove si può giocare a prendere in giro le donne perché tanto non ci sono; dove nella farsa si risolvono le proprie frustrazioni e nel travestimento le proprie paure. Una sorta di spettacolo televisivo dove la sfida è la rappresentazione. Si esprimono giudizi, ingabbiati nella struttura di un testo crudele; dove le donne sono perfette oppure si buttano via, dove gli uomini devono recitare il ruolo dei cattivi oppure si buttano via.
Première: 4,5,6.12.2014 > Teatro di Minusio
e.s.teatro
Le sedie
di Eugène Ionesco
VEN 30.01 > 20:45
SAB 31.01 > 20:45
DOM 01.02 > 17:00
Regia: Emanuele Santoro
Interpreti: Patrizia Schiavo e Emanuele Santoro
Tecnico: Davide Marangoni
Produzione: e.s.teatro
“Il mondo mi è incomprensibile. Aspetto che qualcuno me lo spieghi...” (Eugène Ionesco).
Interno di un faro abbandonato, in mezzo al mare. Due vecchi, marito e moglie: la loro piccola realtà, le loro illusioni, la loro attesa, il loro delirio, il loro fallimento. E soprattutto un grande vuoto, la mancanza di interlocutori, l’impossibilità di comunicare. Comunicare che cosa? Niente; forse soltanto il proprio bisogno di comunicare.
Agorà Teatro & Comteatro
Tre Sorelle
di Anton Čechov
SAB 21.02 > 20:30
DOM 22.02 > 17:00
Con: Cinzia Brogliato, Carola Boschetti, Paola Casella, Michele Clementelli, Luca Chieregato, Davide Del Grosso, Federico Gobbi, Chantal Masserey, Leo Mignemi, Marzio Paioni, Claudio Orlandini, Laura Rostiti, Carlo Zerulo
Scene e costumi: Anna Bertolotti
Musiche: Gipo Gurrado
Trucco: Beatrice Cammarata luci Fausto Bonvini
Regia: Claudio Orlandini
Produzione: Agorà Teatro Magliaso e Associazione Culturale Comteatro Corsico (MI), 2013/14
Informazioni: 2 ore con intervallo
Dopo nove anni dalla messa in scena di “Il Giardino dei Ciliegi”, Claudio Orlandini, con una coproduzione Comteatro - Agorà Teatro, ha deciso di tornare ad indagare l’autore russo, e dopo un esplorazione tra gli atti unici e i racconti, ha concentrato la sua attenzione su “ Tre Sorelle”, penultimo dramma della produzione cechoviana. L’intento è stato quello di accogliere tutta la complessità dell’opera, mantenendo il testo integrale, comprese le didascalie, per assecondare Čechov nel suo incessante desiderio di raccontare un dramma con i colori della commedia. Nello stile che caratterizza Agora Teatro l’attore è al centro di tutto, lo spazio vuoto, pochi elementi e i suoni, come la musica; tutto sgorga del lavoro attorale, dal canto corale, dall’uso dal vivo di strumenti musicali. Il corpo dell’attore nello spazio è impegnato ad esplorare, a scavare profondamente la poetica di A. Čechov: l’impossibilità del futuro, la difficoltà delle relazioni, la disperata mancanza d’amore, nello sfondo di una provincia russa dove la vita affossa e soffoca le speranze delle tre sorelle. Siamo agli inizi del Novecento, in una casa abitata da tre sorelle e un fratello. Una casa piena di militari che, non avendo una guerra da combattere, si annoiano, si innamorano, si ubriacano, scherzano e litigano. Come le sorelle. Fuori dalla casa funerali, incendi, sposalizi, nascite. I personaggi portano in scena la vita raccolta fuori e la usano per riempire lo spazio tra loro; le parole creano spazio, vuoto, incidono la vita e fanno nascere continue relazioni. I rapporti sbocciano, fioriscono, precipitano, muoiono. A volte in un respiro, in un silenzio, a volte fuori scena, lontano dagli occhi. Ma l’eco che lasciano si fa gesto, azione di scena, musica, dramma.
Cristina Zamboni La voce umana
di Jean Cocteau
VEN 06.03 > 20:30
SAB 07.03 > 20:30
DOM 08.03 > 20:30
Adattamento: Lena Lessing
Regia: Lena Lessing
Con: Cristina Zamboni
3D visual graphics: Lars Ullrich
Costumi: Laura Pennisi
Luci: Marco Oliani
Suono: Digilab recordings
Produzione: Hamelin
“Pronto! ... Pronto? Ci sei?”
Una donna all’aeroporto. Sola. Tenta un’ultima telefonata all’uomo amato. La donna ha bisogno di parlare, di capire.
Lei sa di esser stata lasciata per un’altra.
Un ultimo tentativo di contatto, in cui affiorano gli incubi e le fantasie della donna che con la seduzione e le piccole menzogne si gioca il tutto per tutto in quell’ultimo fragile filo che la unisce all’uomo. Un ritratto dell’amore e del bisogno di intimità.
Messo in scena la prima volta a Parigi nel 1930, questo atto unico di Cocteau è più che mai attuale e contemporaneo, in un tempo fatto di tecnologie avanzate che ci offrono un’idea illusoria di avere una maggiore vicinanza, creando invece rapporti sempre più anonimi e distanti.
Come fare a restare in contatto? Questa, la domanda centrale di questo spettacolo.
femme théatrale
VEN 13.03 > 20:45
SAB 14.03 > 20:45
DOM 15.03 > 20:45
PREMIÈRE
Spettacoloa sorpresa
Con_creta Aspettando Godot
di Samuel Beckett
VEN 20.03 > 20:30
SAB 21.03 > 20:30
DOM 22.03 > 20:30
Con: Alessandro Boldetti e Moira Dellatorre
Regia: Diego Willy Corna
Video: Kabil Nageswarakurukkal
Musiche: Giuseppe Senfett
Suono: Andrea Della Neve
Tecnico: Giovanni Cereghetti
Luci: Kabil Nageswarakurukkal
Scene: Irene Agostino
Trucco: Silvia Rissone Gatti
Amministrazione: Serena Moratti
Organizzazione: Daniela Chiesa Filippini
PREMIÈRE
Beckett è certamente uno degli autori che ha cambiato il modo di vedere e percepire il teatro. Sin dai miei primi passi come attore mi sono interessato a Samuel Beckett, mi ha sempre incuriosito il suo modo di descrivere la vita con le parole, le minuziose indicazioni delle azioni e della frenesia dei movimenti. Mi affascinano pure l’immobilità e i ripetuti silenzi. Con “Aspettando Godot” mi trovo a riflettere sull’attesa, sul tempo che scandisce i nostri pensieri, le parole, le nostre azioni così come le non-azioni, e a come queste influenzano inesorabilmente la memoria di ciò che siamo e diverremo. (Diego Willy Corna)
Desertodentroteatro Arsenico
S.
di Carlo Terron
VEN 27.03 > 20:45
SAB 28.03 > 20:45
DOM 29.03 > 20:45
Regia: Fabio Doriali
Con: Fabio Doriali e Nadia Penzavalli
Scene e aiuto regia: Francesca Brancaccio
Light Designer: Pierfranco Sofia
Illuminotecnica: Irradia
Consulenza scenica: Marta Mongiorgi
Realizzazione scene: Francesco Telazzi
Osservazioni sullo spettacolo: nuovo allestimento di un testo già trattato dalla compagnia, “Stasera Arsenico” (produzione 2011)
Lorenzo e Bice sono sposi che tirano avanti l’attività ereditata dalla famiglia di lei. Lui era professore di lettere.
Lei ha invece ereditato un’avviata impresa di onoranze funebri che le assicura un sostanzioso reddito ma anche una spiacevole fama al punto che tutti le hanno sempre girato alla larga.
Ora, i 2 mandano avanti l’azienda di famiglia di lei.
Così, come in un’associazione a delinquere nata e costruita nella somma di 2 infelicità e con lo sfondo di una Bologna malinconica, nella notte di Capodanno, i due brindano e complottano…
Un dialogo serrato, ironico, graffiante, caustico, allusivo.
Si ride, si ride forte per i paradossi con cui la coppia fino a percorrere un sentiero sottilmente affascinante e pericoloso…
Fino al finale.
Un sorprendente e magistrale finale che chiude alcune porte e ne apre un’altra, sinistra e lieve come il profumo di gelsomino.
Un agghiacciante, inatteso risvolto in questa coppia di sposi−insetti, che condividono un passato troppo ingombrante per essere buttato via e lo ripercorrono con i passi leggeri di un bambino, in un mattino di giugno, in un prato di rugiada.
Fa quasi paura. E c’è un perché. (Fabio Doriali)
Opera retablO I hate this job
VEN 24.04 > 21:00
SAB 25.04 > 21:00
DOM 26.04 > 18:00
Con: Ledwina Costantini, Camilla Parini e Anahì Traversi
Produzione: Opera retablO
Una co-produzione Opera retablO e Performa Festival
“I hate this job” si inscrive nelle proposte fringe di Opera retablO; lavori laterali che permettono agli artisti coinvolti di confrontarsi liberamente con la propria creatività senza dover sottostare ai pressanti ritmi e dogmi della produzione. Un contesto agile che lascia maggior spazio al gioco, alla ricerca e agli intoppi. Nato e sviluppatosi in modo spontaneo, “I hate this job” non rientra nel consueto iter di produzione riservato alle creazioni di Opera retablO, la performance ideata come un progetto Site−specific in continuo divenire non assoggetta il processo creativo ai vincoli di un lavoro definitivo. “I hate this job” viene dunque ripensato e adattato in relazione ai luoghi di rappresentazione e agli artisti coinvolti che variano di volta in volta.
Una creazione multidisciplinare dal taglio sperimentale e ironico liberamente ispirata al manifesto di Marina Abramović “An artist’s life” sulla figura dell’artista contemporaneo. Un manifesto moderno che con ipotetiche regole, principi, espone anche domande e dubbi; un pretesto per una riflessione sul confine tra introversione ed estroversione, tra essere e apparire e su come il disequilibrio di queste parti influisca, positivamente o negativamente, sull’essenza dell’essere artista e principalmente individuo.
Officina Teatro PLATERO Y
di Juan Ramón Jiménez
YO
SAB 02.05 > 20:30
DOM 03.05 > 18:00
LUN 04.05 > 20:30
Regia: Mirko D’Urso
Con: Mirko D’Urso
Esecuzione musicale dal vivo: Massimo Laura
Racconto del poeta spagnolo Juan Ramón Jiménez. Pubblicato nel 1914 e in versione definitiva nel 1917, divenne subito un classico della prosa spagnola del Novecento. È la storia di un mite asinello andaluso, rievocato nel paesaggio di Moguer, piccola e meravigliosa patria del poeta, in una serie di quadretti brevi, coloriti, finissimi. Racconto semplice, in apparenza, e quasi infantile, è in realtà una stupenda trasfigurazione lirica delle realtà profonde che il poeta coglie al di là dell’eterogenea caoticità delle cose.
Cie Autonyme INS CONTRO
VEN 12.06 > 20:45
SAB 13.06 > 20:45
DOM 14.06 > 18:00
Idea e direzione artistica: Maika Bruni
Di e con: Maika Bruni-Céline Fellah, Flora Gaudin e un musicista (da definire)
Video: Claudia Pessina
Luci: Marco Oliani
Produzione: Cie Autonyme- Losanna/ Ticino
INsCONTRO nasce dall’incontro tra Maika Bruni e la figura storica Ticinese−Bleniese di Mosé Bertoni. Essa si propone di analizzare la tematica dell’alterità e dell’incontro con l’altro a partire dalla vita di Mosé Bertoni e dell’opera di quest’ultimo, “Le case dei pagani”, per arrivare a delle ricerche attuali nel campo della psicologia sociale. INsCONTRO è un progetto di creazione pluridisciplinare che fa incontrare e scontrare musica, movimento corporale, proiezioni video e gioco performativo−attoriale. La tematica dell’incontro è trattata non solo a livello di contenuto ma anche di forma. Su scena l’autore incontra l’attore/attrice−ballerino/a e il musicista in un gioco di luci ed ombre− di bianchi e neri. Questi scambi continui faranno nascere un gioco artistico che mischia improvvisazione e scrittura scenica dove le diverse discipline s’incontrano, a volte in una dinamica di armonia e altre volte in una relazione di scontro.
Stagione LuganoInScena 2014-15 Focus sulla Danza d’Autore - Capitolo 1
VEN 23.01 > 20:30
SAB 24.01 > 20:30
DOM 25.01 > 17:30
Creazione: Elisabetta di Terlizzi, Emanuel Rosenberg
Con: Laura Coda Cantù, Piera Gianotti, Viviana Gysin, Aida Ilic, Elena Milani, Marco Mosso, Bintou Ouattara, Daniele Zanella, Cristiana Zenari
Disegno luci: Marco Oliani
Scenografia: Francesco Manenti
Costumi: Laura Pennisi
Foto originali: Giuse Rossetti
Produzione: Progetto Brockenhaus / Teatro DanzAbile
Informazioni sulla spettacolo: teatrodanza, durata 65 min
“Che cos’è la rapina di una banca di fronte alla fondazione di una banca?” (B. Brecht). In quale società, se non quella contemporanea, i criminali, come il personaggio di Mackie Messer, non solo non vengono condannati, ma vengono graziati, con un premio fornitogli dalle massime rappresentanze regali, statali o mediatiche? E chi se non Bertold Brecht ha osato decodificare con ironia e lucidità visionaria un discorso serio sul proprio tempo e sulla propria storia? E chi se non degli artisti diversamente abili può animare una riflessione sulla condizione delle realtà emarginate?
“Una opera da 3 soldi” è uno spettacolo liberamente ispirato a “L’opera da tre soldi” di Bertold Brecht. Mendicanti, delinquenti, statali corrotti, prostitute ed una moltitudine di donne vestite da sposa creano un intreccio di situazioni teatrali, danzate, corali e grottesche.
Tutti tradiscono tutti, nessuno si pente, nessuno si converte, nessuno migliora, nessuno peggiora, nessuno si redime ma tutto finisce bene. Nessuno sa perché! In scena sei protagonisti e un coro femminile coesistono per reinterpretare le vicende dell’acclamato Mackie Messer. Il linguaggio dello spettacolo nasce dalla contaminazione tra il teatro, la danza, la musica e coinvolge anche interpreti professionisti portatori di handicap. Première: 4.12.2014, Teatro Sociale, Bellinzona
Ariella Vidach
AiEP Avventure in Elicottero Prodotti
VOCset
Stagione LuganoInScena 2014-15 Focus sulla Danza d’Autore - Capitolo 1”
VEN 06.02 > 20:30
SAB 07.02 > 20:30
Idea e regia: Ariella Vidach, Claudio Prati
Coreografie: Ariella Vidach
Interpreti: Annamaria Ajmone, Chiara Ameglio, Riccardo Meroni, Maria Olga Palliani, Manolo Perazzi
Composizione vocale e interazione audio: Alessandro Bosetti
Disegno luci: Stefano Pirandello
Scenografie: Claudio Prati
Costumi: AiEP
Organizzazione e comunicazione: Chiara Franzosi
Produzione: Compagnia Ariella Vidach – AiEP Avventure in Elicottero Prodotti
Informazioni sullo spettacolo: danza, durata 60 minuti
VOCset crea un ambiente entro il quale i danzatori esplorano e reinventano il loro rapporto con suono, voce e immagini. Il movimento, inteso come puro elemento generatore, costruisce un ambiente in crescente tensione dove i performer si sfidano contrappuntando slanci istintivi a lunghi intervalli, attraverso un codice di segni il cui significato sembra seguire schemi segreti. La voce ha un ruolo chiave nello sviluppo drammaturgico dello spettacolo e diventa un elemento di coesione sopratutto quando, dalle porzioni di testo e dai monosillabi scanditi dagli interpreti, finisce per affiorare il significato e il senso compiuto delle frasi, in un contesto dove le parole diventano musica e i discorsi si fanno coreografia.
I performer rimettono in gioco l’ordine delle cose organizzandosi all’interno di un’architettura sensibile e generativa per creare nuove sinergie tra linguaggi. La performance focalizzerà la ricerca sul design interattivo che, attraverso le elaborazioni della voce, vestirà fisicamente con lettere e frasi il corpo dei danzatori e le superfici nello spazio.
Teatro d’emergenza
La casa di Bernarda Alba
di Federico García Lorca
Stagione LuganoInScena 2014 –15 Focus su Federico García Lorca
VEN 27.02 > 20:30
SAB 28.02 > 20:30
DOM 01.03 > 17:30
Traduzione e regia: Luca Spadaro
Aiuto regista: Massimiliano Zampetti
Con: Silvia Pietta, Massimiliano Zampetti e cast da definire
Coach e coreografo: Giuseppe Asaro
Scenografie: Giulia Breno
Costumi: Margherita Baldoni
Supervisore scene: Guido Buganza
Disegno luci: Matteo Cavenaghi
Produzione: Teatro d’Emergenza in coproduzione con LuganoInScena, Stagione 2014−2015
Bernarda Alba ha cinque figlie. Quando suo marito muore le chiude in casa per un lutto che dovrà durare otto anni. Il tempo scorre lentamente. Le figlie passano le giornate a spiare da dietro le finestre la vita che a loro è negata e intanto ricamano il loro corredo, coltivano i loro impossibili desideri e tengono il conto del tempo che le separa dalla vecchiaia. Finché la forza della passione non travolgerà la quiete di quella casa.
InFORMAZIOnI E PREVEnDITA LUGAnO In SCEnA
Dicastero Attività Culturali
Villa Saroli · Viale Franscini 9 6900 Lugano
tel. +41 (0)58 866 72 80 www.luganoinscena.ch
Dal lunedì al venerdì:
orario continuato dalle 10:00 alle 16:00 sabato e festivi: dalle 14:00 alle 16:00 (solo se è previsto uno spettacolo in giornata)
Punti vendita ticketcorner Manor, FFS, La Posta, ecc.
Vendita online www.ticketcorner.ch
Call Center
0900 800 800 tutti i giorni dalle 8:00 alle 22:00 (fr. 1.19/min. da rete fissa)
PREZZI
Una opera da tre soldi
Prezzo intero: 25.—
Studenti /apprendisti: 18.— fino ai 14 anni**: 12.—
VOCset
Prezzo intero: 25.—
Studenti /apprendisti: 18.—
La casa di Bernarda Alba
Prezzo intero: 25.—
Studenti /apprendisti: 18.—
**Questi biglietti sono acquistabili unicamente presso gli uffici di Villa Saroli o alla cassa, la sera dello spettacolo.
La sera dello spettacolo le casse aprono un’ora prima dell’inizio.
Sportello Molino Nuovo
Via Trevano 53, 6900 Lugano
T. +41 (0)58 866 60 65
lun-ven 07:30-12:00 / 13:30-17:00
Abbonamento
L’abbonamento consente di accedere a prezzi ridotti agli spettacoli di Home presso il Teatro Foce e a molti concerti presso lo Studio Foce, in fasce orarie diverse e compatibili. Il programma complessivo è visibile su www.foce.ch
LC: Lugano Card CCL: City Card Lugano www.luganocard.ch 4