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Abstract Le relazioni nei luoghi di lavoro se ben gestite, possono incidere positivamente sul benessere personale e professionale degli individui: è questo il tema del capitolo “Counseling di gruppo in azienda” pubblicato nel libro “Le buone pratiche del counseling” ed. Franco Angeli e di cui viene riportata l’introduzione.

Counseling di gruppo in azienda Pubblicato in “Le buone pratiche del counseling” ed. Franco Angeli http://www.francoangeli.it/%28X%281%29%29/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=22633&Tipo=Libro&titolo=Le +buone+pratiche+del+counseling.+L+apporto+dell+analisi+transazionale+per+promuovere+il+benessere+n elle+relazioni+d+aiuto

Benessere personale, benessere al lavoro


“Anche ieri sera l’ennesima riunione stressante, ormai non riesco più a sopportare il mio capo, ogni giorno un motivo per caricarmi sempre di più, senza il minimo rispetto e senza tenere in considerazione il lavoro che faccio!” “Non se ne può più! Va bene che la situazione è difficile ma più si va avanti e più i clienti pretendono cose impossibili, come se noi fossimo i loro vassalli e a loro completa disposizione!” “Purtroppo lavoro con persone che ogni giorno tentano di fregarti. Se non stai più che attento, ti pugnalano alle spalle”. Quante volte abbiamo sentito frasi come queste, dette con rabbia o con desolazione, ma frasi che rivelano quanta sofferenza, frustrazione, desiderio di rivalsa nei luoghi di lavoro si possano vivere. E sorprendentemente, il carico più pesante non arriva dal lavoro in senso stretto ma piuttosto dalla qualità dei rapporti con i colleghi, con i capi, con i clienti. In definitiva con le persone con cui passiamo forse la maggior parte del nostro tempo. Molte di queste situazioni sono associate a micro conflitti, diversità di vedute, giudizi stereotipati, impegni mancati, scelte non condivise e hanno un impatto rilevante sulla nostra carriera, sulle nostre relazioni e in generale sulla nostra qualità della vita. Proprio per la delicatezza di queste situazioni gli individui tendono a gestirle in modo istintivo e poco efficace: evitando qualsiasi chiarimento per timore di scoprirsi, di offendere o, al contrario, lasciandosi guidare dall’istintività attraverso aggressività ed escalation conflittuali. Entrambe le opzioni sono altamente improduttive. La prima perché evitando di chiarire la divergenza purtroppo non si elimina il malessere ad essa associata; anzi di solito il rancore accumulato diventa una barriera insormontabile che ci allontana sempre di più dall’interlocutore. La seconda, anche se permette di “sfogarsi” e di esprimere il disaccordo, difficilmente è una buona opzione per chiarire e ricercare una soluzione e più spesso induce l’altro/a a difendersi e a contrattaccare. Molto spesso però davanti a queste difficoltà si nasconde la testa sotto terra come gli struzzi. “Ma chi se ne importa. Faccio il minimo indispensabile e chi s’è visto s’è visto…” “Da che mondo e mondo i collaboratori si sono sempre lamentati dei capi. Io faccio quello che devo fare per raggiungere i risultati, il resto non mi interessa”. “Sai che c’è? Faccio le mie otto ore e poi esco di qua e cancello tutto”. Purtroppo però cancellare tutto è impossibile e rabbia e frustrazione accumulate continuano a inquinare la qualità della vita fuori e dentro al lavoro. Naturalmente per chi si occupa di HR, questo è un tema ben conosciuto. Cattive relazioni non minano solamente il benessere individuale ma incidono nelle performance e nei risultati aziendali. Negli anni molti strumenti sono stati sperimentati e approntati, dall’ analisi di clima, al team building, alla formazione sulle soft skill, al coaching. Questo ha aumentato di molto la cultura del benessere organizzativo e l’attenzione delle persone nelle relazioni interpersonali, anche nei luoghi di lavoro. Ma si può fare ancora molto. Uno strumento ancora relativamente sconosciuto e poco usato ma molto efficace per aumentare la cultura delle buone relazioni, e quindi del benessere personale e aziendale, è il Counseling di gruppo. Sviluppare delle relazioni positive del lavoro così come nella vita familiare e sociale richiede molto impegno e una grande consapevolezza. Nel mondo del lavoro questo impegno è forse ancora maggiore perché le persone con cui ci ritroviamo a vivere non sono quelle che, nel bene e nel male, abbiamo scelto. Migliorare la qualità delle comunicazioni, a qualsiasi livello della scala gerarchica ci si trovi, richiede una grande capacità di ascolto di sé e dell’altro e la disponibilità a rivedere schemi relazionali precostituiti, insomma a rimettersi in gioco personalmente. Nello stesso tempo però, un buon lavoro di Counseling – individuale o di gruppo che sia – fa emergere risorse individuali fino ad allora non utilizzate e ad acquisire consapevolezza personale e professionale che aiuta ad essere più liberi e autentici.

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Profile for Luciana Zanon

Il counseling di gruppo in azienda  

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