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ANNO DOMINI

Arciconfraternita SS. Annunziata

2018

I RITI DELLA

Settimana Santa


C

arissimi, ci apprestiamo a celebrare il centro dell'anno liturgico: la settimana Santa e i misteri che ne costituiscono il cuore. Questi, vissuti nella loro profonda valenza, collocano al centro della nostra vita la fede personale e comunitaria che sorregge la storia della nostra comunità cittadina. Storicamente Ispica vive della “Passione”, attinge da essa la sua identità culturale, religiosa e morale. È quella stessa passione che animò i nostri avi, oggi, ad animare le nuove generazioni. Il mistero pasquale che quest'anno celebreremo, nel 325° anniversario del terremoto che distrusse l'antica Spaccaforno, ci riporta a pensarci da cristiani contemporanei che nella “Passione” ritrovano il senso del vivere, la logica del dono e i principi per una vita bella e buona secondo il Vangelo. Il venerato simulacro del Cristo che porta la Croce, successivamente costruito dopo che il terribile terremoto distrusse l'antica chiesa dell'Annunziata, con la sua bellezza e coinvolgente “vicinanza espressiva” accompagna ancora le nostre attese, le nostre speranze e ci invita a vivere con passione la vita. In quel frangente ognuno di noi sperimenta l'amore totale di Colui che amò incondizionatamente fino a caricarsi della croce, affiancandosi al dolore all'uomo di ogni tempo. La passione del Cristo non si ferma alla croce. Il vero amore dice vita vera ed eterna. La stessa vita che il giorno di Pasqua vedremo nel mistero risorgere e colmi di gioia accoglieremo ancora una volta il messaggio che allieta il cuore: il vero amore vince la morte e ridona vita! Possa ciascuno di noi, vivere con sentimenti di vera e profonda devozione “appassionarsi” alla vita, ad ogni vita, perché la Passione del Cristo riviva oggi come allora nelle nostre case, nelle nostre istituzioni e il “regno sofferto” che il Salvatore del Mondo è venuto ad inaugurare diventi il regno d'amore capace ancora di innamorare l'uomo. Buona settimana di “passione” e resurrezione! Don Manlio e Don Deogratias


C

arissimi, nell'anno del 325° anniversario del terremoto del 1693 ci accingiamo, ancora una volta, a celebrare gli eventi della Passione, Morte e Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Nella tradizione secolare che si ripete, rivolgiamo lo sguardo ai resti dell'antichissima Basilica dell'Annunziata al Parco Forza, distrutta dal tremendo sisma dove, all'alba del Venerdì Santo ricorderemo in preghiera i “piccili e ranni sutta li timpuna”, nello stesso giorno del sacrificio di Gesù rappresentato nella sacra effigie del Santissimo Cristo che porta la Croce, a cui il popolo ispicese è devoto e che quest'anno, nel corso della processione, visiterà la chiesa di Sant'Antonio Abate. La Settimana Santa è attesa, ogni anno, dalla nostra città che la vive intensamente, a cominciare dall'Ultimo Venerdì di Quaresima con la processione della Urna Reliquiario e della Santa Spina, i cui documenti attestano essere la più antica della nostra città e della Via Crucis Vivente che ogni anno richiama migliaia e migliaia di persone. Celebreremo la Domenica delle Palme, il Giovedì Santo, il Venerdì Santo e la Santa Pasqua in preghiera ed in comunione. Nel giorno della Resurrezione di Cristo, nel ricordo di coloro che perirono sotto le macerie del terremoto del 1693, i “Nunziatari” porteranno in processione l'antica statua del Risorto che rappresenta la memoria e la congiunzione tra il passato ed il presente della nostra comunità. Il mio augurio, della Rettoria e di tutta la comunità è quello di vivere la Settimana Santa da veri cattolici con sentimenti di fede e devozione. I nostri riti non siano rappresentazioni folkloristiche ma autentici atti di fede, che possano sfociare nell'amore e nella solidarietà verso i più deboli. A tutti gli auguri di buona Pasqua! Tommaso Gregni Presidente dell'Arciconfraternita


La Chiesa Confraternita della SS. Annunziata L'Arciconfraternita della SS. Annunziata è nata insieme alla sua Chiesa, proprio dalla beneficenza del nuovo Signore di Spaccaforno, Antonio Caruso, nobile netino che acquistò il feudo, con atto del 4 gennaio 1453, dal conte di Modica don Bernardo Giovanni Cabrera. Antonio Caruso si insedia subito nel nuovo feudo e fa costruire, proprio sull'acropoli (“mola”), case, torri, un castello (da “fortilitio” a “terra cum castro”) e una chiesa “sub vocabolo Sante Marie di La Nunciata”. La nuova chiesa della SS. Annunziata era gestita dall'omonima Confraternita sotto l'alta protezione dei Signori di Spaccaforno (i Caruso e poi, dal 1536 al 1812, gli Statella). La famiglia Caruso era molto legata alla nuova chiesa: nel testamento di Nicolò Caruso, figlio di Antonio, tra le ultime disposizioni il barone di Spaccaforno manifesta la sua volontà di essere sepolto (morì nel 1474) assieme alla prima moglie Isabella Asmundo nella chiesa della SS. Annunziata, il cui pavimento era adibito a sepolture. La SS. Annunziata era anche, nella Spaccaforno antica, la chiesa Madre, come testimoniano molti documenti tra cui citiamo il seguente: “3 dicembre 1774, Debitum pro Venerabile Ecclesia SSma Annunciationis cum chierico d. Joseph Zisa” nel quale si ricorda, appunto, l'antica funzione dell'Annunziata: “venerabilis dignissimeque Ecclesiae SSmae Annunciationis huius civitatis Hyspicaefundus olim Matrice eius civitatis”. Dal manoscritto (redatto nel Settecento) del vicario foraneo don Francesco Franzò, si sa che “la Chiesa della SS. Annunziata era fra le migliori di quelle esistenti nel paese, non cedendo né alla Madrice, né a quelle di Val di Noto”. Era a croce latina, aveva sette altari: l'altare maggiore dedicato alla SS. Annunziata; gli altari del SS. Cristo con la Croce sulle spalle e quello del Cristo Resuscitato; gli altari di S. Maria di Trapani, di S. Lazzaro, dei Tre Re e quello della Madonna dell'Itria (“immagine bellissima e antichissima, di somma devozione e riverenza”.

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Nello sgabello si leggevano queste parole: “Fatta con elemosina delli Confrati – MCCCCLX”). Che la chiesa fosse considerata tra le migliori dell'intero Val di Noto lo conferma un documento, contenuto nell'archivio confraternale, del 27 settembre 1663: “Voto a favore della Santa Chiesa di Santa Maria dell'Arcangelo Annunciata”, scritto da don Placido Carrafa, patrizio modicano, giudice del Tribunale della grande Corte degli Appelli di Modica; voto dedicato dai suoi economi all'Illustrissimo don Antonio Statella e Caruso, marchese di Spaccaforno, protettore della Santa Chiesa dell'Annunciazione della Vergine Maria. Scrive Carrafa: “Tra le restanti chiese, oggetto di grandissima venerazione, che il popolo vanta a Spaccaforno, tra le altre ammira quella che esso venera sotto il santissimo ministero dell'Annunciazione ed è noto che essa, che nello stesso luogo è più venerabile di tutte, fu consacrata per prima nei secoli più antichi, dagli antichi sacerdoti grazie alla laboriosità e diligenza dell'antica gente, a differenza delle altre rispetto alle quali non senza ragione è di gran lunga più antica e più importante”.

www.annunziata-ispica.it 5


Il Terremoto del 1693 e la riedificazione della Basilica

L

a bellissima Chiesa antica, fatta costruire nel 1453, dentro il “fortilitium” da Antonio Caruso, primo barone di Spaccaforno, purtroppo, fu interamente distrutta “dall'orribile scossa” del 1693. “Spaccafurno terra baronale fu rivelata d'Anime n. 7987. Si rovinarono tutte le Chiese situate nella Terra inferiore; altra parte della Terra della parte Superiore restò conquassata in parte. Defunti n. 2200”. “Spaccafurno pure ruinò tutta con la perdita di duemila dei suoi”. Così riferiscono alcune fonti storiche di poco successive alla tragedia. Dai documenti coevi al terremoto del 1693, sappiamo che “una prima scossa accadde l'8 gennaio 1693, una seconda si ebbe alle ore 4,30 del venerdì successivo e produsse pochi danni. Una terza scossa si ebbe nella domenica seguente verso mezzogiorno, e questa mise in allarme molte persone, che ebbero la prudenza di allontanarsi dalle case e di recarsi nelle vicine campagne. Infine verso le ore 14, a ventun'ora della stessa domenica, il movimento tellurico fu violentissimo. Nella notte di quel giorno si susseguirono altre 110 scosse, accompagnate da un forte vento e da un temporale”. “Caddero la metà della chiesa di Sant'Antonio, nonché le chiese di San Michele Arcangelo, di Sant'Anna e di San Biagio, ed in campagna caddero le chiese di S. Maria del Focallo, di San Teodoro e di Santa Rosalia. Le chiese di S. Maria Maggiore e della SS. Annunziata furono tutte atterrate, unitamente a quella del SS. Rosario. Delle chiese si poterono recuperare alcune immagini”. Andò distrutta l'antica statua del SS. Cristo con la Croce sulle spalle, fatta di legno di ilice, definita “bellissima” dalle fonti d'archivio. Si salvarono, invece, la statua della Madonna dell'Itria, la statua del Risorto e la pala cinquecentesca dell'Annunciazione che era collocata nell'altare maggiore della chiesa antica. “Il 23 febbraio a causa di un forte vento imperversato tutta la notte e parte della giornata, è crollata rumorosamente l'ala destra del Palazzo Marchionale, causando la totale rovina della facciata dell'Annunziata, già pericolante; si è lavorato tutta la giornata per spogliare detta chiesa di tutto quanto poteva ancora servire al culto, fra cui il pregevole dipinto sul legno della Santissima Vergine Annunziata, la statua del Santissimo Cristo Risuscitato e quella della Madonna della Lettera, trasportando il tutto nella sottostante chiesetta di Sant'Antonino (locale Polizzi)”. “A tanto disastro si cercò subito di rimediare in via provvisoria costruendo delle baracche di tavole, che servissero fra l'altro per la conservazione dei simulacri”. La città di Spaccaforno (oggi Ispica) fu ricostruita in un sito diverso: motivi d'opportunità economica, immediate preoccupazioni dovute alla natura sismica del vecchio sito e alla situazione sanitaria post terremoto spinsero il Marchese Statella a scegliere l'altopiano (colle della Calandra) dove, tra l'altro, c'erano già insediamenti (abitazioni, conventi, chiese rupestri ecc.). La nuova chiesa della SS. Annunziata fu cominciata l' 11 aprile del 1704 e completata e benedetta il 23 marzo 1720. Essa fu riedificata grazie all'iniziativa e alla magnificenza di Francesco Statella e Rau (1654-1710), quinto Marchese di Spaccaforno e all'Arciconfraternita. La prima pietra fu posta il 21 ottobre 1703, dopo dieci anni dal terremoto. Il vicario foraneo, don Francesco Franzò, scrisse: “L'undici aprile 1704 s'incominciò la fabbrica della nuova Chiesa della SS. Annunziata da certi maestri siracusani... A 23 marzo 1720 giorno di sabato di Passione fu benedetta la chiesa della SS. Annunziata di questa città di Spaccaforno nuovamente fabbricata a spese della Arciconfraternita. Vi fu una bellissima festa a spese del chierico D. Giuseppe Zisa confrate; direttore dei lavori era il sacerdote don Francesco Spataro”.


Ultimo VenerdĂŹ di Quaresima


Dal 16 Febbraio al 9 Aprile 16 febbraio - Venerdì Inizio solenni Venerdì di Quaresima. ore 18.30 Via Crucis, S. Messa, vestizione dei nuovi confrati, processione interna con SS. Sacramento, canto “Popule Meus”. 18 febbraio - Domenica ore 19.00 Santa messa ore 19.30 “L'ora del Calvario”, rievocazione degli avvenimenti della crocifissione, morte e sepoltura di Gesù. 22 marzo - Giovedì ore 20.00 Accensione luminarie curate dalla ditta “La Lucerna” di Ferrara G. - Gravina di Catania. 23 marzo - Ultimo venerdì di Quaresima. “U venniri ra' Santa Cascia” ore 20.00 Santa Messa (diretta R.D.M.) ore 20.30 Processione dell'Urna Reliquiario con la Santa Spina per le seguenti vie: Piazza Annunziata, C.so V. Emanuele, M. Amari, S. Ilarione, Ispica, Mancini, Guerrazzi, F.lli Bandiera, Verdi, c.so Umberto, piazza Unità d'Italia, c.so Garibaldi, piazza Annunziata.


Via Crucis Vivente Drammatizzazione dialogata della Passione di Cristo ore 21.30 “Via Crucis Vivente” animata dall'Associazione Cattolica Don Bosco, dall'Arciconfraternita SS. Annunziata, e dai gruppi della comunità parrocchiale. ore 22.30 Solenne deposizione del Cristo Morto. Rientro in Basilica e venerazione del SS. Cristo Morto. ore 23.00 Collocazione della Santa Spina nel Simulacro del SS. Cristo con la Croce e “alzata delle porte”.


25 marzo - Domenica delle Palme ore 11.00 Raduno dei fedeli davanti la chiesa di San Biagio, benedizione delle palme e dei ramoscelli di ulivo, commemorazione dell'ingresso di Nostro Signore Gesù in Gerusalemme. Processione verso la Basilica della SS. Annunziata. ore 11.30 Santa Messa Solenne nella Basilica della SS. Annunziata animata dal coro “Jubilate Deo”. Ore 17.00 Assemblea congiunta dell'Arciconfraternita della Santissima Annunziata e dell'Associazione Cattolica Don Bosco. Ore 20.00 Santa Messa animata dal coro “Jubilate Deo”. Ore 20.30 1° Concorso di Poesia - Premiazione 27 marzo - Martedì Santo Ore 18.30 Santa Messa Ore 19.30 Concerto - W.A. Mozart - Requiem K626 in RE minore. Coro e orchestra del liceo musicale «G. Verga» di Modica - Direttore Giuseppe Scucces. 29 marzo - Giovedì Santo Ore 16.30 Solenne celebrazione Eucaristica in “Coena Domini”, adorazione del SS. Sacramento. Ore 20.30 Incontro di Maria SS. Addolorata con il SS. Cristo alla Colonna. A seguire: ora di adorazione davanti al SS. Sacramento. 30 Marzo - Venerdì Santo Ore 05.45 Raduno dei fedeli presso l'antica Chiesa della SS. Annunziata presso il Parco Forza. Processione fino all'attuale Basilica.

Ore 06.30 Apertura solenne delle porte della Basilica. Inizio del ringraziamento al SS. Cristo con la Croce da parte dei fedeli con l'offerta degli ex voto in cera. Ore 09.00 Sfilata del corpo bandistico “Città di Ispica” e dell'Orchestra di Fiati “Santa Cecilia” per le principali vie della Città. Ore 10.00 Esecuzione di marce sinfoniche in piazza Santissima Annunziata. Ore 10.30 Raduno dei portatori per la tradizionale foto di gruppo, prelevamento della “Vara” ed ingresso nella Basilica. Ore 11.00 Tradizionale “caduta delle porte”, benedizione dei portatori, intonazione del “Popule Meus”, discesa del Simulacro del SS. Cristo con la Croce in mezzo ai fedeli per la Venerazione (diretta R.D.M.) Ore 15.00 Liturgia dell'Adorazione della Croce (diretta R.D.M.)


VenerdĂŹ Santo Celebrazione della Passione del Signore


Gli Ex Voto di cera

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na particolarità con cui si manifesta la grandissima devozione in occasione della Settimana Santa è rappresentata dalla cera votiva, cioè dagli ex voto di cera che il Venerdì Santo i fedeli offrono al SS. Cristo con la Croce per aver avuto o per chiedere una grazia, specialmente riguardo a una parte del corpo malata (testa, braccio, torace, gamba, piede, mano ecc.); o per un parto andato a buon fine (tantissimi sono i “bambinelli di cera”; o delle torce per grazie ricevute). Tutti questi oggetti sono custoditi in apposito luogo di proprietà della confraternita, nel loggiato della chiesa, luogo comunemente chiamato “Casa della cera”, aperto dall'inizio della Quaresima fino, appunto, al Venerdì Santo. Un grande studioso del barocco della Sicilia sud orientale, il professore Michele Rak, nel suo libro “Viaggio oltre il barocco della Sicilia d'Oriente” (1989), passando da Ispica per ammirare la maestosa chiesa della SS. Annunziata, quasi per caso scoprì la “Casa della cera”. Questa è una sintesi del suo giudizio sulla chiesa e sulla scoperta degli ex voto di cera: “In questa città ordinata e luminosa, il viaggiatore viene a vedere il freschissimo rococò dell'Annunziata (dal 1704), dove il fasto è diventato luminismo, il trompe-l'oeil cesello, le tonalità dominanti del nero cancellate dal biancazzurro”. Il “soffitto di stucchi” lo incanta, ammira nella sua cappella San Vito “vestito ancora con il suo splendente abito settecentesco”, studia con attenzione “le due grandi statue nereggianti dei soldati barocchi” nell'altare del Cristo Risorto. Ma la sorpresa è fuori la chiesa: in questo piccolo locale, sistemati in azzurri scaffali ci sono le cere exvoto. Scrive ancora Rak: “… mani e braccia pallide e senza sangue, toraci con le linee appena disegnate, teste di occhi luminosi e rutilanti di capelli neri e capelli rossi, un piccolissimo seno di cera che si intravede da un lembo di carta da giornale…”. Sorpresa nella sorpresa: “sotto uno scaffale c'è la scatola di legno dove luminosa di fiori e nastri splende la Madonna Bambina”. Il viaggiatore rimane sensibilmente colpito da questi volti “salvati da ignoti malanni”, da mani e piedi penzolanti, dai tantissimi bambini dagli azzurri vestiti vaporosi, dalle torce con i nastri ecc. La cera gli appare come la “metafora di questa parte della Sicilia”: “Se si ci addentra nei grandi occhi di questi volti, se ci si sofferma sulle loro grandi pupille, si giunge a vedere il delicato equilibrio che mantiene ancora per un momento la bellezza e la vita sull'orlo della dissoluzione”.


Caduta delle Porte Tradizionale ÂŤcaduta delle porteÂť, benedizione dei portatori


Tradizionale Uscita Solenne processione del Simulacro del SS. Cristo con la Croce


Ore 16.30 Sfilata del Corpo Bandistico Città di Ispica e dell'Orchestra di Fiati “Santa Cecilia” di Ispica. Ore 17.00 Arrivo in Piazza SS. Annunziata della cavalleria romana. Ore 17,30 Prelevamento delegazione della Basilica di Santa Maria Maggiore. Ore 18.00 Solenne processione tradizionale del Simulacro del SS. Cristo con la Croce preceduta dalla cavalleria, dalle delegazioni di tutte le chiese di Ispica con le proprie insegne, dai Confrati dell'Arciconfraternita Santissima Annunziata in abito confraternale, dai giovani dell'Associazione Cattolica Don Bosco, seguito dalle autorità civili, militari, dai corpi bandistici e dai fedeli. Percorso: piazza Annunziata, corso Garibaldi, piazza Unità d'Italia, via Roma, Manzoni, dei Mille, via XX Settembre (ore 20,30 incontro di Gesù con sua Madre), Piazza dell'Unità d'Italia, corso Umberto, Andreoli, Socrate, P. Micca, B. Croce, delle Regioni, Capri, F.lli Bandiera (momento di preghiera “Largo Padre Ferlisi”), Guerrazzi, Ispica, Sant'Ilarione, Martoglio, piazza Sant'Antonio (ingresso del Simulacro del SS. Cristo con la Croce nella chiesa di Sant'Antonio. Maria segue Gesù sulla via del Calvario), piazza 2 Ottobre, Cantù, Goldoni, c.so V. Emanuele, strada Barriera 1° tratto (momento di preghiera di fronte all’antica chiesa dell’Annunziata e sparo di «salici piangenti»), c.so V. Emanuele, piazza Annunziata, rientro della processione con i tradizionali “giri” per le navate della Basilica e riposizione del Simulacro nella sua nicchia.


il “Risuscitato”

I

riti della Settimana Santa ispicese si concludono con la Domenica di Pasqua: a mezzogiorno il Cristo Risorto (“u Risuscitatu”), che esce dalla basilica della SS. Annunziata, dopo una spettacolare corsa, incontra la Madonna Addolorata, che esce dalla chiesa Madre di S. Bartolomeo. L'incontro (“u 'ncuontru”), avviene in corso Garibaldi, affollatissimo di fedeli sia ispicesi che forestieri, tra spari di moschetterie, volo di colombe, lancio di biglietti di auguri e al grido dei portatori “nunziatari”: “Viva lu Patri! Viva lu Patri!”. Dopo, il Cristo Risorto fa il suo ingresso in chiesa Madre dove resta l'Addolorata e fa ritorno nella sua chiesa della SS. Annunziata, da dove uscirà la sera per una breve processione che si concluderà con un brillante spettacolo pirotecnico. Tutta la processione, sia di mattina che di sera, è caratterizzata dalla gioia dei portatori che, sempre di corsa, dentro e fuori la chiesa, fanno girare trionfalmente il “Risuscitato”, esprimendo la felicità della Pasqua di Resurrezione. Anche questa è un'antichissima tradizione “nunziatara”: basti pensare che già nell'antica basilica del “fortilitium” esisteva l'altare e la statua del Risorto che oggi, restaurata, si trova nella nuova basilica di fronte all'altare del SS. Cristo con la Croce. Dai documenti d'archivio sappiamo che il culto risale a diversi secoli fa: ci sono infatti, oltre ai verbali delle visite pastorali dei vescovi, anche diversi atti notarili di fondazione di messe, cappellanie laicali ecc. a favore dell'altare del SS. Cristo Risorto (“A 23 Aprile 1605. In Notar Giorgio Miceli. Girolamo Lorefice dispose, che la tenuta delle terre contrada Garrifi si decidesse ugualmente a quattro suoi figli, coll'obbligo di contribuire ognuno di essi tumoli quattro frumento ogn'anno, da distribuirsi in pane ai poveri dai Procuratori”; “A 28 Marzo 1636, in notaro Giuseppe Sesto, messa fondata dal fu Pietro Coppa all'altare del SS. Cristo Risuscitato”). La vecchia statua facente parte di un trittico statuario, sostituita negli anni Cinquanta, andò dispersa in vari magazzini fino a quando, nel 1998, fu ritrovata in un casolare di campagna. Era fatta in gesso e fu deciso di ordinarne una nuova meno ingombrante, facile da trasportare a spalla nel corso della solenne processione. Le altre due statue componenti il trittico, erano rimaste collocate nella nicchia dell'altare. Rappresentavano due soldati romani che simulavano spavento alla vista del Cristo Risorto. La statua recuperata e restaurata è stata ricollocata nella nicchia del suo altare in mezzo ai due soldati romani e sarà riportata in processione la sera di Pasqua in memoria del 325° anniversario del terremoto del 1693 dal quale uscì illesa.

Domenica di Pasqua Resurrezione del Signore


31 Marzo – Sabato Santo Ore 23.00 Veglia Pasquale delle tre comunità parrocchiali, SS. Annunziata, Madonna del Carmelo, S. Antonio Abate. Ore 24.00 Tradizionale ingresso in “corsa” del Risuscitato nella Basilica, con sparo di fuochi d'artificio. 01 aprile – Domenica di Pasqua. Resurrezione del Signore. Ore 08.00 Festoso scampanio, sparo di 21 colpi a cannone. Ore 09.00 Sfilata del corpo bandistico “Città di Ispica”, esecuzione di marce sinfoniche in piazza SS. Annunziata. Ore 10.30 Santa Messa solenne animata dal coro “Jubilate Deo” (diretta R.D.M.) Ore 12.00 Festosa uscita del Risuscitato, incontro con la Madonna in corso Garibaldi. La processione proseguirà per piazza dell'Unità d'Italia, Corso Garibaldi, Piazza Annunziata e rientro in Basilica. Ore 19.30 Santa Messa Solenne, animata dal coro “Jubilate Deo”.


Corsa e Incontro Ore 20.30 Uscita dell'antica statua del Risorto e processione per le seguenti vie: Piazza SS. Annunziata, C.so Vitt. Emanuele, Cantù, Manzoni, Roma, piazza dell'Unità d'Italia, Corso Garibaldi, Piazza Annunziata. Ore 22.00 Spettacolo pirotecnico a cura della ditta “F.lli Chiarenza S.r.l.”. Al termine rientro del Risuscitato nella Basilica e tradizionali “giri” per le navate. Sorteggio di Beneficenza.

9 aprile 2018 – Lunedì. Annunciazione di Nostro Signore Gesù Cristo. Ore 9.30 Santa Messa, esposizione del SS. Sacramento, Adorazione Eucaristica Ore 19.00 Concelebrazione Eucaristica Vicariale e rinnovo della formula di appartenenza all'Arciconfraternita.


Buona Pasqua


In occasione del 325° anniversario del terremoto del 1693, l’Arciconfraternita SS. Annunziata fa dono della nuova bandiera del SS. Cristo Risorto, di colore bianco, segno di purezza e gloria.

i seminaristi Andrea Amore e Gianluca Corvo, e Anastasia Gieri per l’allestimento delle composizioni floreali, Donato «IL FIORISTA» per aver offerto la composizione floreale dell’Altare del SS. Cristo con la Croce, la famiglia Sacchetta-Franzò per avere offerto la composizione floreale del Simulacro del SS. Cristo con la Croce,

l’Associazione Cattolica Don Bosco che in occasione dei 30 anni dalla fondazione ha offerto la diretta su Video Regione del Venerdì Santo e della Domenica di Pasqua. L’orchestra di Fiati «Santa Cecilia» di Ispica è donata dalle seguenti ditte: AR Noleggio, Pizzeria Capriccio, Drink Different, Bar La Movida, Studio Associato Donzello e Fidelio, Fioreria Danilo Gradanti, Eurocasa, Studio Associato F.lli Trigilia, O’ Club, Pizzeria La Bella Lira, Bio Garden, Macelleria Elite, Elettronic Auto, AB Mobili.

Foto storiche collezione privata Francesco Figura.


BANCA AGRICOLA POPOLARE DI RAGUSA

GRUPPO BANCARIO BANCA AGRICOLA POPOLARE DI RAGUSA

OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA

Società Olivicola Val di Noto a r.l. Stab. c.da Gisira - Noto - 0931 855709

Depliant Settimana Santa 2018  

Basilica SS. Annunziata - Ispica (RG)

Depliant Settimana Santa 2018  

Basilica SS. Annunziata - Ispica (RG)

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