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Cenerentola Spagnola/Brasiliana: la nostra esperienza La nostra esperienza è iniziata un normalissimo venerdì pomeriggio. Il nostro prof. d’italiano è entrato in classe con una solarità che solo lui poteva avere. Appena seduto in cattedra, ci ha spiegato la sua idea, ovvero quella di farci partecipare al concorso dell’Università di Milano, e noi abbiamo accettato con entusiasmo e abbiamo dato inizio all’avventura! Per prima cosa ci siamo divisi in tre gruppi, e ciascuno si sarebbe occupato di realizzare una fiaba con tre protagoniste molto particolari: Cenerentola statunitense; Cenerentola eschimese; Cenerentola brasiliana. Dopo aver deciso ciascuno di noi di quale gruppo fare parte, abbiamo cominciato a fare delle ricerche sulle usanze, i climi e i costumi caratteristiche della zona prescelta. Il venerdì successivo, dopo aver compiuto le nostre ricerche, abbiamo scritto la storia e pensato con quali disegni raffigurarla: non possiamo dire che si trattasse di un lavoro difficile, ma non possiamo neanche dire che fosse facile. I lavori sono continuati per alcune settimane con gruppi tranquilli e costanti nel lavoro, altri, invece, più casinisti. Durante un mercoledì mattina, alla terza ora, la nostra professoressa di storia e geografia, ci ha chiesto di spiegarle il nostro lavoro e alla fine ci ha detto che sarebbe stato meglio modificare certe cose delle nostre storie, e così, anche se di malavoglia, alla fine abbiamo cambiato le ambientazioni delle nostre sfiabe. Di conseguenza, la Cenerentola statunitense è diventata svizzera, quella eschimese norvegese e la brasiliana si è trasformata in spagnola. Alcuni gruppi non ne hanno risentito molto di questo cambiamento, altri invece, come il nostro, parecchio, perché abbiamo dovuto sostituire molti disegni con altri e portare molti cambiamenti alla storia scritta. Anche se questo cambiamento e la troppa vivacità del nostro gruppo ci ha rallentati nei lavori, siamo riusciti comunque a recuperare tutto con facilità. Appena completate le sequenze disegnate della nostra Cenerentola, abbiamo iniziato la parte più emozionante di tutta questa avventura: le registrazioni audio! Entrati nell’aula d’informatica ci siamo divisi le parti da recitare al microfono, e al momento della registrazione è calato il silenzio (anche se talvolta ridevamo nel risentire la nostra voce registrata, perché ci faceva un certo effetto), e piano piano, sequenza per sequenza, abbiamo finalmente raccolto il frutto di interi pomeriggi di lavoro; e ora siamo qui, a scrivere e a ricordare quei momenti divertenti, impegnativi, ma assolutamente unici!


"Da Fortaleza a Barcellona" C'era una volta Cenerentola, una ragazzina quindicenne brasiliana nata in un quartiere povero di Fortaleza, dove viveva tra stenti ed elemosina. Il suo sogno più grande era quello di giocare a calcio, e non certo collezionare vestiti nuovi come le sorellastre Samara e Dioseree! Cenerentola sognava invece d’incontrare il suo principe azzurro e continuare con lui una vita serena e felice. Purtroppo, non era corteggiata, perché non era molto alta, con i capelli lunghi, lisci e carini, con gli occhi oltremare. Samara, al contrario, era molto più alta di Cenerentola, aveva i capelli ricci, corti e biondi e occhi cerulei; Dioseree era del tutto uguale a sua mamma. Cenerentola, tuttavia, non si perdeva d'animo e continuava a cercare il vero amore. Il 3 febbraio, ovvero il giorno del suo compleanno, con i pochi soldi che le erano rimasti, decise di acquistare un biglietto per Barcellona; tutto questo lo fece all'insaputa del padre. Lei non era mai stata fuori dal Brasile, però aveva già sentito parlare di Barcellona, una delle città più belle d'Europa, e quindi quella notte Cenerentola sognò una città misteriosa. La mattina seguente, con la scusa di andare ad elemosinare in paese, la ragazza si recò in un’agenzia di viaggi per comprare il biglietto. Quando si trovò all'interno dell'edificio, la commessa chiese a Cenerentola se voleva andare in nave o in aereo; dopo una lunga riflessione Cenerentola decise di prendere la nave. Quella notte si alzò da letto, e andò a nascondere le sue poche cose nel bosco, e una volta compiuta questa procedura, la ragazza tornò a dormire. Il mattino seguente, sempre con la solita scusa di andare ad elemosinare, Cenerentola tornò nel bosco, raccolse gli oggetti nascosti in un sacco e, speranzosa e felice, si avviò al porto. Dopo venti minuti di cammino, Cenerentola arrivò al porto, dopo avere controllato il biglietto e i soldi si fece indicare da un marinaio la sua nave, e una volta salita, la ragazza si chiuse nella sua cabina e salpò verso la libertà. Dopo alcuni giorni, Cenerentola sbarcò al porto di Barcellona, uno dei porti principali della città. Il porto non era come se lo immaginava: lei se lo aspettava piccolo, con poche barche, poche persone, insomma, come il porto di Fortaleza; questo invece era brulicante di gente. Comunque non era delusa, anzi, era contenta perché sarebbe vissuta in un posto con molta gente, e così avrebbe potuto fare molte amiche. Scendendo dalla nave Cenerentola rimase impressionata della bellezza del luogo, ma soprattutto dal faro che scorgeva in lontananza. “Se questo è il porto”, pensò la ragazza, “chissà com'è il centro della città!”e si avviò verso il cuore di Barcellona. Arrivata a destinazione, Cenerentola rimase a bocca spalancata per via della maestosità della città: panchine a mosaico, fontane, e in lontananza la stupenda Sagrada Familia. Un po' confusa da tanta bellezza, Cenerentola si scontrò con un ragazzo molto più alto di lei, dalla pelle scura e gli occhi verdi smeraldo. Entrambi mortificati dall'accaduto, i due si scusarono e, tira un argomento, tira un altro, Cenerentola venne invitata ad una festa sulla spiaggia. Dopo i saluti, si affrettò a trovare un locale dove poter stare, ma sopratutto, si diede da fare per trovare un vestito per la festa. Nel pomeriggio, Cenerentola uscì frettolosamente dal suo monolocale, con addosso un vestito blu a pois rossi. Era davvero bello, lungo fino alle ginocchia, fatto di una stoffa sofficissima, e quasi non ci credeva di averlo preso in un negozio dell'usato, al misero costo di 5 euro. Arrivata in spiaggia, Cenerentola riconobbe subito Pablo, e gli si avvicinò. Il resto della serata trascorse molto velocemente, tra nuove amicizie, chiacchiere e risate, ma la povera Cenerentola, a mezzanotte, si fece sopraffare dal sonno, e anche se di malavoglia, fu costretta a ritornare nel suo


monolocale, senza accorgersi che durante il tragitto aveva perso il suo ciondolo. Il giorno seguente si svegliò nel suo appartamento, e dopo un breve momento di amnesia, si ricordò velocemente di tutto. Con un po' di tristezza nel cuore e amarezza, la bella addormentata brasiliana si vestì e uscì di casa, andando nel centro di Barcellona. Nel vedere di nuovo le panchine a mosaico e il resto, Cenerentola ripensò al momento in cui aveva incontrato Pablo. Come per magia, la ragazza sentì qualcuno che la chiamava e si voltò: c'era Pablo! Lui la salutò con un enorme sorriso e le porse il ciondolo perso. Cenerentola lo ringraziò e i due si guardarono per secondi interminabili, finché non si baciarono. Aprile, maggio, giugno. I mesi passarono velocemente e in una bella giornata di settembre Pablo e Cenerentola si sposarono, e vissero per sempre felici e contenti.

DIRITTI D’AUTORE

Cenerentola Spagnola  

Spagna, storia

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