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Proposta progettuale per un nuovo frantoio sulle colline a Bagno a Ripoli
Tesi magistrale - Università degli studi di Firenze
Il disegno nasce dalla suggestione morfolologica del territorio di Bagno a Ripoli, caratterizzato da tracciati collinari e aree di coltivazione, con file alberate e distese di uliveti.
Pertanto, l’edificio mira a stabilire una relazione con il paesaggio in cui si trova, in grado di leggere le peculiarità del sito.
Il complesso si sviluppa su due livelli, uno ipogeo, mentre l’altro completamente fuori terra. Il primo, accessibile dall’esterno tramite una rampa di accesso, ospita un parcheggio e l’intero ciclo di produzione e stoccaggio delle merci. Il livello superiore, a cui si accede attraverso una scala, è caratterizzato da una continuità degli ambienti, suggerendo l’idea di una passeggiata architettonica. L’aula didattica e gli spa-
zi , che si affacciano sul ciclo di lavoro del livello inferiore, offrono ai visitatori la possibilità di partecipare a percorsi formativi e visite guidate che illustrano le diverse fasi di produzione dell’olio, dalla raccolta delle olive alla pressatura e alla conservazione del prodotto.
Nuovo complesso museale all’interno del Santuario di Ercole vincitore a Tivoli
Il progetto consiste in una riqualificazione della ex cartiera di Tivoli che sorge direttamente sui resti del Santuario di Ercole Vincitore. Il tentativo è stato quello di non intaccare i resti romani e di mantenere l’impianto generale della cartiera, la cui rovina è una vera e propria testimonianza di archeologia industriale. I due corpi sono stati, però, chiaramente distinti, con lame di vetro che rendano immediatamente leggibili le stratificazioni storiche.
Le vere e proprie azioni progettuali sono:
- l’inserimento di setti perpendicolari ai muri di spina o a tamponamento degli archi della cartiera; essi da un lato accolgono le teche espositive, dall’altro sorreggono i solai di copertura, per mettendo un trattamento differenziato
della luce
- l’erosione della copertura, concepita come azione di stratificazione e di scavo
- l’erosione del prospetto che riprende le stesse caratteristiche morfologiche della copertura.
- la riorganizzazione dell’intero percorso museale, che, avendo differenziato i flussi di entrata e di uscita, risulta ora di più semplice fruizione.
- la creazione di un percorso galleggiante sull’acqua, che va a rievocare il profondo legame del luogo con le acque dell’Aniene e le fontane della Villa d’Este.
Lab. Progettazione IV , A.A 2020/21 - Università degli studi di Firenze
Arquitectura para el espectàculo - il recupero dell’area portuale
Il progetto è parte di un masterplan generale con uno scopo finalizzato alla riqualificazione dell’area del porto fluviale della città di Siviglia. Data la vastità dell’area viene deciso di mantenere l’attività commerciale dell’attuale porto, bonificando vaste aree verdi e introducendo attività commerciali, residenziali, terziarie e culturali.
Il progetto proposto prevede la realizzazione di un teatro per 2000 spettatori e di un’antistante piazza pubblica. L’intento è fin da subito quello di “aprire” l’edificio alla città e metterlo in dialogo, da una parte con il fiume e dall’altra con lo spazio esterno piazza che è in grado di ospitare manifestazioni all’esterno grazie alla possibilità del proscenio
di aprirsi su quest’ultima. Vengono proposte delle promenade parallele al fiume su due livelli distinti collegate da una scalinata usufruibile come “graderia” o semplice elemento di collegamento. Dal punto di vista compositivo al volume vengono aggiunti elementi schermanti di varia dimensione e altezza con lo scopo di rompere un modulo o una simmetria”, volontà che viene riproposta anche in pianta in corrispondenza della sala dove la copertura viene frammentata e abbassata in relazione alla pendenza di quest’ultima.
Proyecto 7 , A.A 2021/22 - Escuela tècnica superior de Arquitectura - Sevilla
Rigenerazione urbana - Macrolotto 0 - Prato
Lab. Pianificazione Urbanistica, A.A 2022/2023 - Università degli studi di Firenze
Il progetto ha avuto come obiettivo iniziale lo studio urbanistico della città di Prato, con un focus specifico sull’area denominata “macrolotto zero”. Questa zona è caratterizzata dalla presenza della comunità cinese e da un mix di attività residenziali e industriali. Gli edifici industriali, spesso in uno stato di manutenzione precario, coesistono con case a schiera lungo le strade principali.
L’intervento finale del progetto è stato incentrato sulla riqualificazione urbana di un capannone industriale a tre navate. La proposta prevede la trasformazione di questo spazio in aree di co-working e spazi espositivi per artisti. In aggiunta, è stata progettata una nuova piazza
antistante il capannone. Questa piazza sarà dotata di una pavimentazione rinnovata, spazi verdi e un sistema di coperture che permetteranno lo svolgimento di mercati e diverse manifestazioni artistiche.
lorevecc98@gmail.com