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LORENZO LUNGHI

PORTFOLIO

2014-2017 Lavori Selezionati

l.lunghi@icloud.com +39 347 3169178


CONTENUTI. 01. BIOGRAFIA

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02. CURRICULUM VITAE

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03. CONOSCENZE

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04. STRUMENTI

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05. COMPOSIZIONE

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06. LARGA SCALA

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07. FOTOGRAFIE E VIAGGI

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01. BIOGRAFIA

“L’inaspettato, l’irregolare, la sorpresa, il meraviglioso sono parte essenziale e caratteristica della bellezza. E questo è quel che io ho da dire sull’Architettura.” Oscar Niemeyer

Nato a Padova nel 1995, dove vive sino ad oggi. Fin da piccolo curioso e appassionato al disegno e al mondo delle costruzioni. La volontà di approfondire le conoscenze legate a questi ambiti lo spingono ad iscriversi allo storico istituto di Padova, l’Istituto Tecnico Tecnologico “G. B. Belzoni” dove si diploma nel 2014. Qui vincitore di due concorsi di Architettura a livello studentesco organizzati dall’istituto negli ultimi due anni di studi. La figura dell’Architetto diventa un’ambizione personale in quanto si fa viva la determinazione di raggiungere questo prestigioso titolo. Si iscrive all’Università IUAV di Venezia nel 2014 dove ha modo di intraprendere un percorso artistico volto a completare le conoscenze personali già acquisite e ad accrescere uno stile compositivo personale. Lo studio dell’Architettura fa sviluppare un forte senso di ordine, armonia, essenzialità. Quest’ultimo termine esprime per lui un aspetto fondamentale per la comunicazione artistica e formale, ovvero la sinteticità di espressione e la concisione di stile. Condivide il pensiero di Le Corbusier “Meravigliosa cosa l’Architettura... prodotto di popoli felici e fattore di felicità dei popoli. Le città felici hanno un’Architettura...” in quanto tutto ciò che circonda l’uomo è Architettura, questo pensiero deve far suscitare particolare attenzione anche all’ambiente naturale in cui l’uomo vive. Nel 2017 conclude il percorso triennale nel dipartimento di Architettura Costruzione e Conservazione.

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02. CURRICULUM VITAE

PROFILO PERSONALE. Sesso: maschio Data di nascita: 09-09-1995 Residenza: via Maè 14, 35135 Padova (PD) Nazionalità: italiana Patente di guida: A1, B. E-mail: l.lunghi@icloud.com Tel.: +39 347 3169178 EDUCAZIONE. I.T.T. “G.B. Belzoni” Titolo conseguito: diploma Geometra Anno conseguimento titolo: 2014 Materie oggetto di studio: Costruzioni, Topografia, Estimo, Diritto, Tecnologia. Università IUAV di Venezia Percorso di laurea triennale Dipartimento: Costruzione e Conservazione Inizio studi: 2014 LINGUE. Italiano: madrelingua Inglese: B1 ABILITÀ AL COMPUTER. Autodesk AutoCAD (2D) Autodesk 3DS Max Corona Render Google SketchUp V-Ray Adobe Photoshop, InDesign, Illustrator Lumion Citymap PhotoScan Microsoft Word, Excel e Power Point Windows, MAC OS COMPETENZE PERSONALI. Puntualità, lavoro in gruppo o in singolo, precisione e creatività. HOBBY. Musica, sport, notizie, film e viaggi.

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ESPERIENZE. STUDIO D’ARCHITETTURA CDZ Comune di Limena, provincia di Padova. Esperienza di stage formativo della durata di due mesi (Febbraio 2013, Giugno 2013). Assistente all’attività di tre Architetti dello studio, svolgimento di compiti di diverso tipo: modellazione 3D, piante prospetti e sezioni di case unifamiliari, progetto d’interno di un locale bar utilizzando materiali di recupero, visite in cantiere e rilievo di impianti. COMUNE DI ALBIGNASEGO Provincia di Padova. Esperienza di tirocinio universitario della durata di 150 ore (da Ottobre 2015 a Gennaio 2016). Esperienza in un ufficio del 5° Settore che si occupa di pianificazione e gestione del territorio. Svolte attività come: analisi di progetti di edifici residenziali, studio degli strumenti urbanistici e delle Norme Tecniche di Attuazione, raccolta e gestione dei dati riguardanti i Piani di Lottizazione ai fini delle future varianti al Piano degli Interventi, gestione del materiale archiviato (necessario per il rilascio del Certificato di Agibilità), utilizzo del software Qgis (geo referenziazione) per la gestione dei servizi informatici territoriali, calcolo oneri di urbanizzazione, analisi di elaborati strutturali di opere in conglomerato cementizio armato, approfondimento pratiche Docfa, studio del Regolamento Edilizio Comunale, comprensione del procedimento di rilascio del Permesso di Costruire. PREMI. PREMIO “LUIGI BOTTACIN” Concorso di Architettura prima edizione. 20 Aprile 2013. Progetto di gruppo. Premio: miglior progetto. PREMIO “LUIGI BOTTACIN” Concorso di Architettura seconda edizione. 31 Maggio 2014. Progetto individuale. Premio: primo progetto classificato per valenza compositiva, grafica, uso dei materiali, economicità.

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03. CONOSCENZE

STORIA DELL’ARCHITETTURA 2. Anno Accademico: 2015-2016 Docente: Marko Pogacnik

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VICTOR HORTA HOTEL VAN EETVELDE BRUXELLES (1895-1898)

L’Hôtel van Eetvelde era tra tutti gli edifici della città quello che osava di più ed allo stesso tempo era il più elegante. In questo edificio tutto è armonizzato perfettamente ed è stato curato ogni singolo dettaglio. Il ferro viene nobilitato affermando senza ambiguità la propria natura strutturale e si compone con materiali più usuali per gli ambienti interni, come marmi, bronzo, legni e stoffe. La presenza ricorrente del metallo, lasciato a vista, garantisce e sottolinea il carattere fluido e unitario degli spazi al di là dell’uso (struttura della volta vetrata, ringhiere, montanti, putrelle). A pensarci saper unire tra di loro materiali con caratteristiche diverse che mai si possono immaginare insieme, è una cosa di estrema difficoltà soprattutto nell’epoca di realizzazione di quest’opera. Tuttavia è quello che l’architetto fa, dimostrando tutta la sua precisione e la sua maestranza nel dominare il nuovo stile che si stava affermando. Il ferro era raramente usato ed osato in quei tempi, era spesso la soluzione per i grandi edifici industriali. In quest’opera diventa il vero, grande protagonista. Questo è il principale carattere di novità nel rappresentare un’abitazione, una follia architettonica, una facciata che presenta un aggetto in ferro, vetro e mattoni rivestiti di mosaico che supera l’idea dei bow-window per creare una sorta di fronte sdoppiato. Stupefacente è anche il carattere ingegneristico: tutta l’ossatura di questa costruzione, che sembra quasi sospesa, è portata dai doppi montanti in metallo del salone che creano un filtro tra esterno e interno; questi sottolineano la presenza delle finestre e mostrano ancora una volta come sia il ferro a comandare. L’anima del ferro si diffonde all’interno della struttura arrivando al nucleo dell’abitazione, il vestibolo ottagonale, vero e proprio snodo dinamico attorno al quale ruota una galleria che distribuisce gli ambienti. Tre grandi porte vetrate si affacciano sulla grande hall concepita come fosse un esterno, un pozzo di luce che trapassa l’abitazione, attraversa i piani sovrastanti che ancora una volta sono costretti a ruotare attorno a questo vortice distributivo. Diverse le forze che si sviluppano in quest’ambiente: una centripeta che porta alla conquista della centralità dello spazio ottagonale, e l’altra centrifuga generata per effetto sia dei percorsi che si liberano al primo piano, sia della pioggia di luce che annulla i limiti e proietta verso immateriali dimensioni. Tutto questo frenetico movimento e aggrovigliarsi di materiali arriva in fondo alla casa, dove il maestoso aggetto in ferro che si esibiva sulla Avenue Palmerston diventa una miniatura sporgendo timidamente dalla sala da pranzo e affacciandosi sul giardino chiuso da un recinto murario. Qui si ritrova la tranquillità della pietra adottata per l’intera facciata sul retro poiché non c’era il bisogno di stupire ma solamente di mettere a proprio agio gli ospiti. Un piccolo monumento semicircolare con colonna al centro e simile ad un tempio impreziosisce la parte all’aperto. L’architetto mostra a pieno la sua precisione e la sua maestranza nel dominare il nuovo stile che si stava affermando.


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Piano 2 (+7.91)

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Piano 1 (+3.36)

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Sezione A-A’

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03. CONOSCENZE

STORIA DELL’ARCHITETTURA 3. Anno Accademico: 2016-2017 Docente: Marko Pogacnik

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FRANK LLOYD WRIGHT TALIESIN WEST SCOTTSDALE STATI UNITI (1938-1959)

“Si trovano più suggerimenti per la costruzione degli edifici osservando il modo di vivere delle piante del deserto che non leggendo ogni libro che sia stato scritto”: Taliesin West prese forma da queste riflessioni e, come era già da tempo Taliesin East, sarebbe diventata molto più di una semplice residenza e scuola invernale. Le due Taliesin sono la concretizzazione del sogno di Wright di uno stile di vita che corrispondesse agli ideali spirituali ed estetici e alle modalità di lavoro che andava sperimentando dai tempi dello studio di Oak Park, ovvero la condivisione con gli amici, gli studenti, i collaboratori delle esperienze quotidiane perchè tutto confluisse nella dimensione creativa. Come Taliesin East, la cui storia è stata funestata da terribili sciagure, era stata la conretizzazione di una residenza familiare e comunitaria inserita in un paesaggio boreale, così Taliesin West doveva nascere dal sole, dalle rocce e dai fiori del deserto e da essi derivare forza, colore ed energia. Il materiale scelto per le costruzioni fu ancora una volta il cemento, ma un conglomerato particolare ottenuto mescolando alla malta diversi tipi di pietra locale, gialla, rossa, grigia, che fa sì che le strutture murarie sembrino veramente scaturite dal suolo. Taliesin è infatti costituita da una serie di ambienti indipendenti, ma in stretto collegamento, che seguono le asperità del suolo in un continuo scendere e salire di terrazze, stanze, passaggi che formano i diversi vani necessari alla vita e al lavoro di Wright, dei suoi familiari e del resto della comunità. Oltre al cemento Wright scelse di utilizzare legno rosso per le coperture e le intelaiature di vetrate, finestre e porte, e grandi quantità di tela bianca per la schermatura della luce. L’acqua, elemento alla base della vita e così preziosa in un clima arido, attraversa le strutture di Taliesin e sgorga in vasche e fontane che permettono di creare scorci di verde e vegetazione lussureggiante, suscitando una sensazione di benessere proficua al lavoro di tutti. Se nelle prairie houses il cuore della casa era la sala con il camino, a Taliesin West è la cucina, comodamente accessibile dall’originaria grande stanza di lavoro dei diversi architetti. Taliesin West può essere considerata un perfetto esempio di work in progress, non una struttura statica e immutabile, ma un organico complesso di ambienti continuamente arricchito dai diversi fruitori, trasformabile a seconda delle esigenze della comunitò e pronto ad accettare qualsiasi forma di progresso tecnologico. Tutto ciò senza suscitare alcuna impressione di precarietà: al contrario Taliesin appare come un solido villaggio destinato a sfidare le asperità del clima, imitando le resistentissime piante dell’Arizona; il problema della permanenza, come in Fallingwater, è quindi superato a pieni voti.


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Piano 0:

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Sezione A-A’

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B'

B'

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Ufficio di Frank Lloyd Wright Drafting studio Cucina Sala da pranzo originale Kiva Sala conferenze Garden room Wright’s living quarters Cabaret Sala da pranzo Corte degli apprendisti Padiglione

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Sezione C-C’

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Sezione B-B’

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Ufficio prospetto Sud

Ufficio prospetto Ovest

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03. CONOSCENZE

TEORIA DELLA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA. Anno Accademico: 2014-2015 Docente: Giovanni Marras

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ALBERTO CAMPO BAEZA OLNICK SPANU HOUSE GARRISON STATI UNITI (2008)

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Si tratta di una casa situata a Garrison nei pressi del fiume Hudson. È una casa isolata, immersa nella natura con i suoi mille colori, un luogo vicino al cielo, ma con uno stretto rapporto con la terra visti i suoi robusti muri in calcestruzzo. Qui entrano in gioco i principi della tettonica e della stereotomia (Secondo Campo Baeza in “L’idea costruita”). Steretomico e tettonico sono due termini raccolti anche da Kenneth Frampton tramite Gottfried Semper, sono strumento per elaborare un’architettura dal preciso significato. Intendiamo per Architettura stereotomica quella in cui la gravità si trasmette in maniera continua, in un sistema strutturale continuo dove la continuità costruttiva è completa. È l’architettura massiccia, pietrosa, pesante. Quella che poggia sulla terra come se nascesse da lei. È l’architettura che cerca la luce, che perfora i suoi muri per fare in modo che la luce entri in lei. È l’architettura del podium, del basamento, dello stilobate, è riassumendo, l’architettura della caverna. Intendiamo per Architettura tettonica quella in cui la gravità si trasmette in maniera discontinua, in un sistema strutturale con nodi dove la costruzione è sincopata. È l’architettura ossea, legnosa, leggera. Quella che si posa sulla terra come in punta di piedi. È l’architettura che si difende dalla luce, quella che deve velare le sue aperture per poter controllare la luce che l’innonda. È l’architettura dell’involucro, dell’abaco, è, riassumendo, l’architettura della capanna. L’uomo come animale si rifugiò nella caverna, come essere razionale costruì la capanna. L’uomo colto, creatore, concepì la casa come dimora per abitarla. La piattaforma con pavimento in travertino, pone l’accento sul paesaggio antistante. La copertura è sorretta da 10 pilastri circolari, sembra quasi un enorme tavolo. All’interno dell’involucro di vetri che chiude lo spazio abitativo troviamo una zona giorno centrale, ai lati invece ci sono una cucina e un pensatoio dove è presente l’elemento del focolare. Sotto, all’interno della scatola di cemento, troviamo le camere da letto, studi e bagni. Nel vestibolo centrale che collega l’ingresso principale alla zona giardino è stata pensata una galleria d’arte. Nancy Olnick e Giorgio Spanu sono infatti collezionisti d’arte e committenti di molte opere, allestimenti e collezioni. Hanno un loro programma d’arte e allestiscono mostre nei boschi nei pressi della casa o nella casa stessa. Non si ritengono dei veri e propri possessori ma amano condividere con chiunque sia interessato all’arte. Viste le origini sarde di Spanu, i due sono amanti dell’Italia e posseggono oggetti d’arte povera come la sfera di giornali di Michelangelo Pistoletto.

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04. STRUMENTI

RILIEVO STRUMENTALE E RAPPRESENTAZIONE DIGITALE. Anno Accademico: 2016-2017 Docente: Francesco Guerra Collaborazione: Riccardo Rubinato

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LORENZO DA BOLOGNA BASILICA DEL CARMINE PADOVA ITALIA (1501-1600)

La Chiesa di Santa Maria del Carmine è un progetto iniziato nel 1335 con consacrazione nel 1446. La costruzione è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli e l’attuale facciata è stata completata intorno al Settecento. Per l’operazione di rilievo si è scelto di posizionare 4 punti segnalizzati con dei target seguendo il seguente schema: i primi due (A-B) posti ai lati del portale con in comune la stessa quota, gli altri due (C-D) ad una quota maggiore dei precedenti, ma sulla verticale dei punti sottostanti. È stata individuata una linea orizzontale posizionando il treppiede munito di livella laser. Successivamente è stato posto il primo target (punto A) con il centro su di essa; il target B è stato posizionato seguendo lo stesso procedimento. Questi punti, per costruzione, giacciono sullo stesso piano. I target D e C sono stati posizionati con l’aiuto del filo a piombo. I target sono stati poi rilevati per trilaterazione utilizzando come strumento la cordella metrica; successivamente, i dati sono stati riportati in Autocad per ricavarne in modo accurato le coordinate, raccolte infine in un file .txt. In fase di campagna sono state prese ulteriori misure di controllo che verranno prese in esame per la verifica metrica del modello in PhotoScan e della restituzione CAD. Per l’acquisizione delle foto è stato seguito uno schema di presa radiale suddiviso in strisciate dal basso verso l’alto; per migliorare la qualità dell’immagine è stato utilizzato un cavalletto. Il precedente schema è stato integrato con prese di dettaglio per le parti più alte del portale e quelle con maggiore dettaglio architettonico. Le foto vengono importate nel software PhotoScan e come primo passaggio vine calcolata la qualità delle immagini; il passaggio successivo sarà allineare le camere (Align Photo) in modo da trarne l’orientamento interno di ogni singolo fotogramma con la costruzione del fascio proiettivo ricavandone l’orientamento relativo. Una volta terminato il processo di allineamento, vengono ottimizzate le camere per calcolarne i parametri della futura restituzione. Si avvia, quindi, il processo di “Dense cloud”. Dai punti si passa alla costruzione di poligoni (triangolazione di Delaunay) attraverso il comando “Build Mesh” e, infine, viene costruita la texture associando ai triangoli i colori RGB provenienti dalle foto. Completata la fase di costruzione del modello, si passa alla fase di orientamento assoluto attraverso i 4 punti di controllo (target A-B-C-D). Orientato il modello si possono verificare le misure di controllo tramite il comando “scalebar” posizionando in precedenza dei marker. L’ultimo passaggio prevede l’esportazione dell’ortofoto, per la quale è fondamentale definire un asse orizzontale ed un asse verticale determinati dai marker. Per la dimensione del pixel, si è utilizzata una scala di riferimento pari a 1:10, avendo quindi: 0.2 mm x 10 = 2 mm ricavandone una dimensione del pixel di 0.002 m. Si procede esportando l’immagine e si terminerà la restituzione tramite il ricalco a tratto in CAD di pianta, prospetto e sezione.

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PV

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04. STRUMENTI

LABORATORIO DI RESTAURO. Anno Accademico: 2016-2017 Docente: Nullo Pirazzoli Collaborazione: Riccardo Rubinato

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FRANCESCO ZEN PALAZZO ZEN VENEZIA ITALIA (1500)

La conoscenza grafica e storica sono fondamentali per poter eseguire un progetto di restauro. Per conoscenza si intende la documentazione delle analisi indirette. Il punto di partenza deve essere studiare l’edificio dal punto di vista storiografico, confrontando poi i testi, mappe e piante con un rilievo diretto eseguito in loco; i rilievi hanno statisticamente una componente di imprecisione, ma sono fondamentali per conoscere e far propria la forma e la dimensione del fabbricato. La rappresentazione fotografica è un altro elemento fondamentale perchè permette di immortalare anche i minimi dettagli, ponendo importanza al particolare. Senza memoria e conoscenza non si può dedurre e nemmeno iniziare un progetto di Restauro. Il progetto è iniziato recandosi nel sestiere di Cannaregio osservando innumerevoli edifici storici, palazzi e chiese del luogo alla ricerca di un manufatto da studiare ed analizzare. Palazzo Zen è un edificio con un forte valore dell’antico che necessita di un intervento conservativo. Il percorso è iniziato raccogliendo informazioni storiche, disegni e illustrazioni dell’edificio che aiutassero a confrontarlo con altri della stessa epoca edificati a Venezia. Il punto fondamentale della ricerca è stato il rilievo diretto, che è scienza ed arma per conoscere le opere antiche; nasce da qui la conoscenza, che non è solo il rilevare le forme, ma è averle studiate in precedenza eseguendo una ricerca storica. La prerogativa, poi avallata dal professor Pirazzoli, è stata quella di concentrarsi sulla conservazione dell’edificio, dando maggior rilevanza allo studio delle facciate. Il progetto si è incentrato su questo punto poichè risultava impossibile recarsi all’interno, essendo l’edificio un insieme di residenze private. La scelta, inoltre, è ricaduta sulla conservazione dei prospetti poichè c’è stato un “dialogo“ costante con l’esterno dell’edificio. La fase conoscitiva termina con la restituzione grafica dell’analisi materica, dei fenomeni di degrado e di dissesto fondamentali per formulare successivamente le ipotesi progettuali. Il pensiero di John Ruskin viene assunto come riferimento per la cultura della conservazione: “conservare implica il cosa conservare, il come conservarlo e qual è la finalità della conservazione. Nella realtà senza alterare è difficile conservare”. Sono state messe in atto tutte le conoscenze, metodologie di indagine, metodologie progettuali, metodologie di intervento affinchè l’edificio duri il più a lungo possibile senza alterazioni. Secondo Ruskin il Restauro è una menzogna poichè consiste nel sostituire pezzi a ciò che era l’originale, nel variare la reale consistenza del manufatto con dei pezzi nuovi creandone una copia. “Piuttosto che ridurre un edificio in una copia è meglio lasciare che il monumento muoia. È meglio lasciargli la gloria di un degno funerale”. Si vuole fare in modo che, attraverso le ipotesi conservative l’edificio possa durare il più a lungo possibile, nello stato in cui si trova, senza deteriorarsi ulteriormente.


UBICAZIONE. N E

45° 12°

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ANAMNESI.

CONOSCENZA OGGETTIVA.

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34.53” 16.34”


CORTE DELLE CANDELE

RESTITUZIONE.

CALLE DELLE CANDELE

PIANO TERZO

CORTE DELLE CANDELE CALLE DELLE CANDELE

PIANO NOBILE

CAMPO DEI GESUITI

CAMPIELLO S. ANTONIO

CAMPIELLO S. ANTONIO

CAMPO DEI GESUITI

FONDAMENTA ZEN

FONDAMENTA ZEN RIO DI SANTA CATERINA

RIO DI SANTA CATERINA

PIANO SECONDO PIANO AMMEZZATO

PIANO AMMEZZATO

COMPARAZIONE. Dal 1987 al 1538

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Analisi dei materiali: mattone, marmo e intonaco.

CAMPIELLO S. ANTONIO

CAMPIELLO S. ANTONIO

Analisi dei degradi: Crosta Alterazione cromatica Patina Vegetazione Distacco Scagliatura Lacuna Patina biologica Efflorescenza Macchia Esfoliazione Erosione

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CONOSCENZA CRITICA.


Analisi dei dissesti.

Analisi delle acque.

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Forme di dissesto:

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1. Distacco per discontinuitĂ materico costruttiva 2. Deformazione fuori piano del fronte con imbozzamento al livello del primo solaio 3. Pareti perimetrali murarie fuori piombo 4. Ipotesi di rottura per taglio e rotazione per schiacciamento 5. Schiacciamento

5.

PROGETTO.

Interventi: 1. Pulitura 2. Integrazione mancanti 3. Iniezione 4. Scuci e cuci 5. Tiranti 1.

2.

3.

4.

5.

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delle

parti


04. STRUMENTI

MODELLAZIONE 3D/RENDERING. Anno Accademico: 2015-2016 Docente: Fabio D’Agnano

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05. COMPOSIZIONE

LABORATORIO INTEGRATO 1. Anno Accademico: 2014-2015 Docenti: Martino Doimo, Carlo Della Mura, Paolo Vernier. Unità didattiche: Elementi di progettazione architettonica, elementi costruttivi, disegno e rilievo. Collaborazione: Matteo Rossetti, Riccardo Rubinato.

PADIGLIONE ESPOSITIVO. Località: Monte della Madonna, Colli euganei (PD). Programma: Spazio espositivo, giardino, magazzino, uffici e servizi. Descrizione: L’edificio rispecchia i principi della stereotomia e della tettonica, è ispirato all’Architettura di Mies Van Der Rohe richiamando alcuni elementi presenti nel Padiglione di Barcellona. La particolare disposizione degli ambienti genera una corte di ingreso con un albero, una panca ed uno specchio d’acqua. Si inserisce in un luogo strettamente in rapporto con la natura e ricco di vegetazione. Il percorso termina con un ampio giardino che permette una veduta sulle cittadine ai piedi dei Colli Euganei.

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Prospetto Ovest

Prospetto Nord

Prospetto Est

Prospetto Sud

Sezione B-B’

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CASA STUDIO PER UN ARCHITETTO. Località: Salò (BS). Programma: abitazione privata, alloggio per gli ospiti, giardino, studio, box auto, spazi comunicanti esterni. Descrizione: L’edificio è inserito in un complesso privato di cinque fabbricati aventi stesse dimensioni e uguale programma funzionale. Questi corpi vanno a formare insieme un sistema di gandi terrazze con vista sul Lago di Garda. L’edificio è composto di tre piani di cui uno seminterrato che compone la parte stereotomica. Per l’abitazione privata di un immaginario committente Architetto è stato ripreso il tema compositivo del padiglione proprio per dimostrare la versatilità di questa tipologia e creare un unico grande spazio abitativo al piano 0.

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Piano -1

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Prospetto Ovest

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Sezione A-A’

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Prospetto Sud

Prospetto Nord

Sezione B-B’

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05. COMPOSIZIONE

LABORATORIO INTEGRATO 2. Anno Accademico: Docenti: Unità didattiche: Collaborazione:

2015-2016 Pierantonio Val, Sandra Bullo. Progettazione architettonica, progettazione strutturale. Matteo Rossetti, Riccardo Rubinato.

MUNICIPIO IN UNA PIAZZA ANALOGA. Località: Susegana (TV). Programma: Sala consiliare, sala giunta, ufficio sindaco, ufficio vicesindaco, uffici comunali e servizi. Descrizione: Ampliamento e recupero di un edificio dismesso sede di un ex scuola. Il vecchio complesso viene utilizzato per ospitare i principali uffici comunali, l’ampliamento ospita la sala consiliare, la sala giunta e gli uffici del sindaco e vicesindaco per una superficie totale di circa 300 mq. Le difficoltà stanno nella relazione con il contesto e nella precisa distribuzione delle funzioni. Spesso inserendo un progetto all’interno del flusso storico che ha prodotto il contesto si crea una “frattura”; bisogna puntare invece a mettere in equilibrio tutte le forze in campo facendo diventare l’edificio il protagonista. “L’architettura può nascere da una stanza”: nel nostro percorso progettuale la sala consiliare è il fulcro spaziale. Questa stanza è colloccata in un volume monumentale che si contrappone ad un volume apparentemente sospeso. C’è una contrapposizione tra i due volumi: uno pesante, il più importante perchè fulcro della vita del municipio. Esso presenta in facciata una figura circolare fortemente simbolica (purezza, armonia, unione). L’altro volume, leggero sembra galleggiare sul vuoto. In questa architettura il vuoto è concreto come i corpi solidi.

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D

c

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A.02

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A A.03

Piano 0:

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B.07 A.01

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B

Ufficio istruzione Ufficio messo Portineria-segreteria Atrio (doppio volume) Ufficio anagrafe Uficio protocollo Sala d’attesa Ufficio affari sociali Archivio Ufficio tributi Servizi

B

B.01 B.02 B.03 B.04 B.05 B.06 B.07 B.08 B.09 B.10 B.11

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A.01 Ingresso-portineria A.02 Sala stampa-esposizioni A.03 Sala consiliare

A.03

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B.09

A A.04

Piano 1:

Ufficio segretaria Ufficio ecologia Ufficio commerciale Ufficio finanziario Ufficio lavori pubblici Sala d’attesa Ufficio cultura Archivio Ufficio tecnico Servizi

B.03

B.04

D

B.01 B.02 B.03 B.04 B.05 B.06 B.07 B.08 B.09 B.10

B.02

B.05

c

Ufficio sindaco Ufficio vicesindaco Sala giunta Collegamento aereo B

A.01 A.02 A.03 A.04

B.01

A

B.06 A.01

0

5

10

20

Prospetto Sud 39


0

5

20

Prospetto Ovest

Sezione D-D

Sezione B-B

Sezione C-C

Prospetto Nord

40

10

Sezione A-A


41


42


43


0

5

10

B.

A.

+4.20

C.

+0.30 +0.00

Sezione strutturale A-A

A.

A. Assonometria

44

Pianta strutturale (+4.10)

Pianta strutturale (+7.95)


B./C. Dettaglio scala 1:20 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12.

Ghiaia Membrana impermeabilizzante Isolante termico Barriera al vapore Massetto di pendenza Solaio predalles Controsoffitto Rivestimento in microcemento Massetto di allettamento Solaio predalles Controsoffitto Rivestimento in fibrocemento

1. 2. 3. 4. 5. 6.

7.

8. 9. 10.

11.

12.

45


06. LARGA SCALA

LABORATORIO INTEGRATO 3. Anno Accademico: Docenti: Unità didattiche: Collaborazione:

2016-2017 Martino Doimo, Massimo Rossetti. Progettazione architettonica e urbana, progettazione sistemi costruttivi. Giulia Conti, Riccardo Rubinato.

STRATIFICAZIONE TETTONICA URBANA. Località: Milano (MI). Programma: Terziario avanzato (sedi di società private internazionali, sedi di incubatori di impresa pubblico/privati), uffici, hall, reception, laboratori, sale riunione, biblioteca, aule per formazione (seminari, workshop), archivi, servizi, auditorium, spazi espositivi, bookshop, spazi commerciali, spazi per ristoro, foresteria, depositi e parcheggi. Descrizione: “Circolazioni orizzontali. Loro compito primario: eliminare, mediante un’opportuna distinzione, l’attuale promiscuità tra velocità naturali (passo dell’uomo) e velocità meccaniche (automobili, autobus, tram, biciclette, motocicli).” L’idea progettuale nasce da un primo studio sulla viabilità dell’area attorno al nuovo insidiamento che sintetizza aree di terziario avanzato, tra cui uffici e aule universitarie, zone espositive, culturali e commerciali. Le differenti funzioni sono in contatto diretto tra loro tramite un sistema podio-aree all’aperto, che dalla stazione di Porta Genova si eleva fino alla quota di otto metri dal livello stradale. Gli spazi pedonali si concentrano nella zona limitrofa all’insediamento, principalemente lungo il Naviglio, e si aprono in due piazze ad inizio e a conclusione del sistema basamentale. Un ulteriore collegamento pedonale viene ipotizzato come un “braccio” che si protende dal basamento fino a raggiungere il parco Baden-Powell, opposto al Naviglio. Per la viabilità carrabile si è cercato di non variare in maniera sostanziale il sistema di strade, creando un parcheggio ad uso esclusivo del nuovo insediamento all’interno della zona in salita del podio. Il sistema basamentale si compone principalemnte di due orientamenti: il primo, su cui si ritrovano l’edificio a lama, la foresteria, gli spazi commerciali e quelli di ristorazione, parallelo all’andamento del naviglio, e il secondo, su cui si ritrovano auditorium, sala e sala espositiva, orientato in base alla curvatura della strada esistente. “Attrezzature quanto mai varie, di dimensioni che vanno dalle minime alle massime [...]. L’architettura domina sovrana in questo campo ove sono possibili infinite variazioni. I caffè, i ristoranti, i negozi a cui già si è accennato rimarranno come vestigia dell’attuale strada, ma ricomposte in un nuovo ordine che darà loro piena efficienza: saranno luoghi fatti apposta per lo svago sfaccendato e per la socievolezza, per il chiasso e per quella certa confusione propria di gente che si diverte”.

46


L’insieme si compone di un grande edificio in elevazione, una lama o “nave”, che svetta sul profilo dell’area di Porta Genova, che racchiude all’interno uffici, biblioteca, aule univeristarie e start up. Antistante alla lama in elevazione, si trova un edificio su pilastri adibito a foresteria sopraelevata dal podio, sradicandosi da questo ma restandone comunque ancorato. tra i due edifici si crea un passaggio libero che permette il raggiungimento di entrambi i volumi a coloro che raggiungono il basamento mediante la scalinata monumentale. Secondo come visibilità alla lama, l’auditorium si posiziona seguendo la seconda giacitura del podio, spiccando agli occhi dell’osservatore sia per forma che, soprattutto, per il materiale utilizzato. A quest’ultimo si giunge mediante una serie di forme geometriche a terra che dall’inizio del podio conducono l’occhio dell’osservatore alla forma quadrata dell’auditorium. Per quanto riguarda le tipologie di materiali utilizzati, si è partiti dalla volontà di rendere l’intervento complessivo omogeneo in tutte le sue parti anche a livello di rivestimenti. Attraverso l’uso di lastre in fibrocemento ecologico è stato possibile combinare la versatilità delle differenti lavorazioni con l’omogeneità al tatto del materiale. La scala cromatica prescelta è stata quella del grigio, colore che, esteticamente permette di conferire un aspetto all’intervento che risulti solido e massiccio. Ogni volume, però, a seconda della differenza texture, rimane autonomo e ben riconoscibile. Per il basamento sono state utilizzate lastre in fibrocemento di dimensioni 3,00x1,00 m, di colore grigio scuro: il podio infatti costituisce la base del complesso e deve essere estremamente riconoscibile sin dal momento in cui si innesta sul terreno. La lama in elevazione è rivestita in due modi differenti. Per la facciata sul naviglio si è adottata una soluzione vetrata rivestita di frangisole fissi in fibrocemento di colore bianco, con inclinazioni differenti. La differente angolazione permette ai fruitori interni di avere una maggiore quantità di luce in determinate zone, e ai fruitori esterni di osservare gli spazi interni alla lama. Per la facciata a Nord, sul lato industriale, si è adottata una texture a listelle in fibrocemento di una gradazione cromatica molto prossima a quella del podio. Ques’ultimo rivesitimento si ritrova anche nella foresteria, nella quale è stata sfruttata anche la stessa tipologia di aperture realizzate nella facciata posteriore della lama. Elemento di discontinuità cromatica e materica è l’auditorium. Costituendo il perno di angolazione della seconda giacitura, è stato pensato un rivestimento in acciaio inox in pannelli le cui dimensioni varie formano la ripetizione della spirale aurea, sia lateralmente che in copertura. Le pavimentazioni sono realizzate in lastre di pietra naturale. Le loro differenti giacenze, creano un sistema di differenti zone dovute alle varie pendenze delle lastre e grazie alla trama scelta per ciascuna.


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Stavros Niarchos Foundation Cultural Centre (RPBW)

Sede Bocconi (Yvonne Farrell & Shelley McNamara)

Technology building (de Jong Gortemaker Algra)

National museum of Western Art (Le Corbusier)


M9 Mestre (Eduardo Souto De Moura)

Zurich Stadium (Alberto Campo Baeza)

National Bank od Denmark (Arne Jacobsen)

SESC PompĂŠia (Lina Bo Bardi)

49


0

10

20

50

100

C

B A

C'

50

Masterplan/Profilo Sud


A'

A'

B'

B'

51


Partito architettonico prospetto Sud


Partito architettonico prospetto Nord


60


61


A.


A. Nodo - Pannello di rivestimento in microcemento. Spessore 10 mm - Montante in acciaio. Spessore 50 mm - Membrana di tenuta al vento e all’acqua. Spessore 1 mm - Isolante lana di roccia. Spessore 120 mm l = 0.040 W/mK r = 40 kg/m3 - Profilo metallico riempito di schiuma isolante. Spessore 170 mm l = 0.031 W/mK r = 10-20 kg/m3 - Finitura con doppia lastra di cartongesso intonacato. Spessore 50 mm - Pilastro portante in acciaio. Spessore 300 mm

63


64


65


B.


C.


B. Nodo - Rivestimento in pietra naturale. 600 mm x 400 mm x 40 mm - Supporto regolabile per pavimentazione. - Guaina bituminosa. Spessore 1 mm - Doppio pannello sandwich in schiuma polyiso (idoneo alla sfiammatura). Dimensione pannello: 600 mm x 1200 mm x 120 mm l = 0.024 W/mK r = 44 kg/m3 - Solaio in lastre predalles (modulo 1200 mm con suola in calcestruzzo spessa 50 mm, pannello in polistirolo 250 mm, e getto integrativo di calcestruzzo 50 mm). - Profilo metallico portante e regolabile per controsoffitto. - Telaio controsoffitto. Spessore 50 mm - Pannello in lana di roccia rifinito. 300 mm x 300 mm x40 mm l = 0.040 W/mK r = 40 kg/m3

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C. Nodo - Pannelli fonoassorbenti in legno. Dimensioni variabili. - Sottostruttura in fibra di legno. Spessore 50 mm - Lana di roccia. Spessore 10 mm l = 0.040 W/mK r = 40 kg/m3 - Setto in calcestruzzo armato. Spessore 400 mm Guaina bituminosa adesiva. Spessore 1 mm - Doppio pannello in lana di roccia. Spessore singolo pannello 120 mm l = 0.040 W/mK r = 40 kg/m3 - Membrana di tenuta al vento e all’acqua. Spessore 1 mm - Montante in acciaio. Spessore 50 mm - Pannello di rivestimento in acciaio inox lucido. Dimensioni variabili Spessore 20 mm

69


06. LARGA SCALA

URBANISTICA. Anno Accademico: 2016-2017 Docente: Francesco Musco. Collaborazione: Giulia Conti, Agnese Lorenzon, Riccardo Rubinato.

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COMUNE DI PADOVA RIGENERAZIONE URBANA INTEGRATA

Il lavoro inizia con un sopralluogo nell’area di progetto alla ricerca dei “lucky finds” ovvero fotografando dei ritrovamenti che suscitano interesse, fanno nascere idee, provocazioni o semplicemente mettono in luce pregi e difetti della città. La fase successiva è quella di analisi ovvero di conoscenza critica dell’area. È stata data attenzione al quadro economico e alla qualità ambientale della zona. Il primo elemento analizzato pone Padova in una situazione negativa sia dal punto di vista delle incubatrici di impresa a basso costo (numerosi sono gli uffici sfitti nella zona) sia per il mercato immobiliare, il quale è in forte calo. Per il secondo elemento è stato studiato come la compensazione di CO2 data dal verde sia molto inferiore rispetto all’inquinamento urbano. Inoltre la vivibilità della zona soffre per l’inquinamento acustico presente. Per risolvere le problematiche del luogo, si possono raggruppare le azioni in due distinte macro strategie: la riqualificazione ambientale e quella energetica. Due risultano essere invece le macro strategie minori: l’aggregazione e il potenziamento socio-economico. Si crea così un insieme di strategie che, connesse tra loro, costituiscono l’input per la riorganizzazione dell’area. La nostra vision si concretizza nel progetto del masterplan; Un punto di partenza sono gli accessi all’area studiando la viabilità e organizzando le funzioni in base alle destinazioni d’uso degli edifici. Partendo dal basso viene realizzata una prima estensione del verde dei Giardini dell’Arena. I parcheggi di Piazzale Boschetti vengono ridotti per servire le startup ricavate dal recupero dei due edifici vincolati. L’edificio più grande è destinato a ristorante nei primi piani in modo da incrementare i servizi. L’area centrale è una zona pubblica che vuole servire da passaggio sfruttando l’asse urbano derivato dal campo visivo dalla stazione. Allo stesso tempo questa vuole rendere partecipe chi l’attraversa fornendo dei punti di ritrovo come la piazza d’acqua con gradonata per eventi all’aperto e bar sottostante oppure come le serre interattive, il percorso sensoriale e le sedute fonoassorbenti per lo studio o il lavoro all’aperto che deriva dalle startup inserite negli edifici quadrati che si relazionano con l’estensione del vecchio basamento. Quest’ultimo nella parte vecchia ospita parcheggi privati per uffici e nella parte nuova è destinato a commercio. L’edificio polifunzionale fa da landmark in quanto edificio più alto e comprende un auditorium e spazio espositivo aperti anche per eventi serali e altre funzioni per l’università e gli studenti. Il parcheggio è stato spostato nella parte alta più vicina alla stazione e con accesso da Viale della Pace che era poco praticato; sono stati ricavati più posti auto rispetto a Piazzale Boschetti ed è stato esteso anche il parcheggio per moto e bici ricreando un attraversamento pedonale molto importante. E’ stato infine creato un collegamento ciclo pedonale a Viale della Pace dando nuova vita al patronato del Tempio della Pace fornendo uno spazio privato con attrezzature sportive e orti urbani. Tutto questo è integrato con importanti accorgimenti ambientali ed energetici.


STARTUP. MILANO prima città italiana con 1040 startup. PADOVA settima città italiana con 106 startup. La produzione totale delle startup italiane ammonta a 583.892.295 euro. La produzione totale delle startup padovane ammonta a 13.312.744 euro.

INGHILTERRA 47.000 11% delle società capitali attive

ITALIA 6.851

0,42% delle società capitali attive

VENETO 593 STARTUP

COMUNE DI PADOVA 106 STARTUP

(8% delle startup italiane attive)

(28% delle startup venete attive)

Ministero dello Sviluppo economico. startup.registroimprese.it. Camera di Commercio di Padova.

MERCATO IMMOBILIARE. I dati analizzati si riferiscono all’andamento immobiliare della zona C2 e della zona B2: - ultimi 6 semestri (2014-2016). - decennio 2003-2013. Le locazioni hanno subito un ribasso del 23% per gli uffici e del 12% per i negozi. Anche le abitazioni registrano cali significativi. Le quotazioni in unità di Euro per mq delle compravendite sono medie dei prezzi rilevati nel semestre nell’arco temporale di 10 anni. Calo delle quotazioni di valore di mercato e locazione per quanto riguarda il settore terziario. Gli uffici sfitti/in vendita sono circa 120. ZONA C2

ZONA B2 72

Agenzia delle entrate OMI. “Consulente immobiliare” Gruppo 24 Ore Spa.

ANALISI.


VERDE. L’analisi riguarda la quantità di mq occupata dai parchi pubblici e dagli orti urbani.

1 7 min

Risalta la potenzialità di collegare l’”anello verde” che circonda il centro storico alla prima periferia . Inoltre vengono ricavati dati sul quantitativo di alberi della zona che serviranno al sucessivo calcolo della compensazione.

Padovanet.it, Parchi e giardini in città. L’offerta di verde pubblico sul territorio comunale .

SMOG VS GREEN.

Scala 1:25000

Emissioni veicoli in contrapposizione alla compensazione dal verde. I dati sono calcolati in base alla vita media di un albero. I dati si riferiscono al calcolo delle emissioni di CO2 nelle principali strade della zona presa in esame: Corso del popolo, Via Niccolò Tommaseo, Via Diego Valeri, Via Trieste, Viale della Pace e Via G, Gozzi.

4.300.000 kg di CO2 emessa

1.050.000 kg di CO2 compensata

Ministero dello sviluppo economico. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. Ministero dei Trasporti.

INQUINAMENTO ACUSTICO. Questa analisi mette in evidenza la criticità della vivibilità della zona. Per effettuare l’analisi è stato utilizzato il software di calcolo “Citymap” che tiene in considerazione diversi fattori come la riflessione sugli edifici. È stata presa in considerazione la fascia di traffico tra le 8:00 e le 9:00 con sopraluogo per calcolare i flussi di traffico. I valori in leggenda sono espressi in dB.

Citymap e fonti proprie.

65.00 67.83 68.00 65.00

70.00 70.67

74.00 73.50

77.00 76.34

81.00 80.59

scala 1:7000

73


RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE. Il nuovo network verde permetterà il collegamento di ogni spazio urbano. L’obiettivo è quello di avvicinarsi ai livelli delle principali città “green” europee. Inoltre verrà ridotto in modo significativo l’inquinamento acustico causato dall’intenso flusso di traffico veicolare della zona, in quanto la vegetazione funge da vera e propria barriera acustica. Si terrà inoltre conto dell’adattamento al problema del cambiamento climatico e il progetto rispecchierà attivamente questa logica. RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA. A partire dall’esistenza di bisogni insoddisfatti, di risorse sprecate (il consumo del suolo), di emergenze ambientali (qualità dell’aria) o sociali (crescenti aree di disagio e marginalità), il senso stesso dell’innovazione ha come finalità la creazione di un impatto positivo per la società che sia il più ampio possibile. Le pratiche di innovazione energetica propongono di affrontare complessi problemi di natura orizzontale attraverso meccanismi di intervento di tipo reticolare. L’obiettivo è quello di aumentare e riciclare le risorse attraverso il riuso dell’acqua piovana e la produzione di energia attraverso pannelli solari. AGGREGAZIONE. L’istituzione di un tessuto urbano misto è sinonimo di completamento. Le funzioni che si andranno a generare si integreranno con quelle esistenti. Si vuole creare uno spazio urbano flessibile che crei nuove opportunità e favorisca l’interazione sociale. POTENZIAMENTO SOCIO ECONOMICO. Creazione di un centro polifunzionale con diversificazione delle funzioni e di edifici per startup e coworking.

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STRATEGIA.


MASTERPLAN.


RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE ED ENERGETICA. Le seguenti essenze sono state scelte in conformità alle pre-esistenze di verde del contesto prossimo alla zona. Tenuto conto dell’investimento iniziale, sono state scelte tipologie sempre-verdi e rustiche (bassa necessità di manutenzione). Libocedro

Arancio trifogliato

Leccio

Alloro

Magnolia

Tasso

Ligustrum

Lauro

Lentaggine

Agazzino

I giardini della pioggia aiutano a filtrare e recuperare quantità di acqua. L’acqua viene incanalata in vasche di raccolta sotterranea per esere poi riutilizzata

76

APPROFONDIMENTO.


L’asfalto drenante viene impiegato per i parcheggi. Sono stati inseriti degli “alberi“ fotovoltaici, volendo unire natura e tecnologia. Durante il giorno assorbono l’energia data dai raggi solari, che trasformano poi in luce durante la notte. RIQUALIFICAZIONE ACUSTICA.

74.00

77.00

81.00

Edifici

Piazza ribassata

70.00

Seduta fonoriflettente

68.00

Pavimento fonoriflettente

Barriera verde

Per ridurre l’inquinamento acustico sono state impiegate diverse tipologie fonoassorbenti che riguardano sia l’ambito tecnologico che ambientale.

Asfalto fonoassorbente

65.00

Ombra acustica

La scelta di una vegetazione sempreverde e rustica di una certa altezza permette di compiere una schermatura contro i rumori del traffico.

Sorgente

Le sedute fonoassorbenti impediscono idisturbi esterni attraverso pannelli fonoriflettenti applicati sulla sommità.

Seduta fonoriflettente

Nelle strade viene impiegato un asfalto costiuito da un conglomerato bituminoso drenante fonoassorbente.

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RIASSETTO SOCIALE. I vecchi edifici Liberty, entrambi vincolati, costituivano rappresentevano il degrado urbano. Il recupero è finalizzato ad assegnare nuove attività funzionali, come la ristorazione e uffici per startup. La grande gradonata svolge due funzioni: sopra sedute all’aperto e sotto un bar con doppio fronte. La piazza ribassata comprende un palco dove si svolgono eventi; inoltre si sfrutta la funzione come vasca di raccolta dell’acqua.

Biblioteca

Park stazione: 240 posti auto 100 posti moto 480 posti bici

Aule studio Laboratori

Vasca d’acqua o fiume

Ingegneria dei materiali Ingegneria meccanica Ingegneria dell’energia Ingegneria ambientale Ingegneria agraria

I nuovi parcheggi risultano essere funzionali e strategici per raggiungere comodamente i punti di maggiore importanza della nuova zona. POTENZIAMENTO ECONOMICO.

Nutrienti

Acqua piovana

Acqua dolce

Foyer Spazio espositivo

Parcheggio Piazzale Boschetti: 200 posti auto 60 posti mantenuti

Acqua e nutrienti

Uffici

Il centro polifunzionale diventa punto di incontro, dove si incontrano diverse attività connesse all’auditorium.

Lo sfruttamento dell’area privata circostante la Chiesa della Pace, consentono l’impiego del tempo libero e la riappropriazione di spazi abbandonati.Le serre interattive si distribuiscono su tutto l’intervento. Le imprese a basso costo vanno a occupare spazi versatili nel tempo e polivalenti. Le tipologie saranno legate all’ambito universitario e culinario, in linea con le principali facoltà della zona e al settore energetico.

Ultimo tema è la riconnessione. L’intervento affianca un basamento commerciale, destinato a negozi, che tiene conto dll’estensione del verde.

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79


06. LARGA SCALA

W.A.VE. 2016. Anno Accademico: 2015-2016 Ospite: Angelo Lunati, Gian Carlo Floridi (Onsitestudio). Collaborazione: Matteo Cecchinato, Luca Pellizzaro.

Generali Headquarter

Grand Hotel Casinò Marghera

CREATO CON LA VERSIONE DIDATTICA DI UN PRODOTTO AUTODESK

80

Torre faro

Scambiatorre

Datatorre

Venice Athletic Club

Torre fenice

CREATO CON LA VERSIONE DIDATTICA DI UN PRODOTTO AUTODESK

CREATO CON LA VERSIONE DIDATTICA DI UN PRODOTTO AUTODESK

EBCGA


MARGHERA GROßSTADT

Contro la dispersione irreversibile della città diffusa, che connota ormai da qualche decennio la trasformazione del territorio veneto senza alcuna ipotesi di redenzione, la città di Marghera afferma nuovamente la possibilità di costruzione di una condizione urbana densa, costruita per isolati e monumenti, nella quale la nuova bustling life metropolitana riesca a convivere con il carattere portuale ed industriale esistente. Il progetto su Marghera prende senso dall’assunzione del suo carattere di unicità, per il suo essere la naturale porta urbana di Venezia, per la grande accessibilità infrastrutturale, per la capacità di costituire ancora oggi l’espressione più significativa di un tessuto produttivo ed industriale consolidato, o in alcuni casi da rigenerare, ma soprattutto per la disponibilità di una area urbana dalle dimensioni rilevanti ma allo stesso tempo afferente a poche proprietà, differenziandosi quindi dalla diffusa condizione territoriale frammentata. L’assetto di progetto prevede uno scenario complessivo dell’area del porto, ipotizzato con un orizzonte temporale di 50 anni, basato su differenti strategie di densificazione, riconnessione, gradienti di trasformazione, a seconda delle diverse attitudini e vocazione dei singoli pezzi. Lo schema prevede pragmaticamente un assemblage di tessuti urbani estratti da metropoli europee (Lisbona, Le Havre, Edimburgo, Rotterdam, Amburgo, Barceloneta) in grado di costituire un insieme vario di situazioni spaziali e morfologiche, tipico della condizione metropolitana. Ad esso si aggiunge un insieme edifici a torre che punteggiano il nuovo paesaggio urbano senza un disegno generale predeterminato, ma al contrario generati dalle specifiche condizioni in cui vanno a prendere posto. Una sequenza di 13 edifici urbani, dal carattere ibrido per programma e per tipologia, esprime le energie più profonde della nuova metropoli. Il carattere inedito dei nuovi edifici è il risultato dell’ibridazione di un edificio a torre e di un edificio basamento, in modo che attraverso questo nuovo insieme sia possibile l’innesco di un sistema di relazioni con la situazione urbana al contorno, a diverse scale. Programmi culturali, produttivi, legati alla ricerca, al leisure o alla portualità, occupano il corpo basamento e si ibridano alla condizione generica della residenza e del terziario, organizzate invece nei typical plan dell’elemento verticale. L’invariante dimensionale della base e dell’altezza dell’elemento colonnare forza le architetture a concentrare la loro espressività nel loro attacco a terra, questa strategia resiste ad un’idea di città moderna costruita da torri alte nella quale prevale la competizione formale e dimensionale dell’elemento verticale piuttosto che l’intensificazione delle relazioni tra singoli edifici.


TORRE PONTE. Programma: Spazi commerciali, Hotel, Residenza.

Torre Ponte


Ponte Scaligero


07. FOTOGRAFIE E VIAGGI

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Lorenzo Lunghi Portfolio Architettura IUAV  
Lorenzo Lunghi Portfolio Architettura IUAV  

2014-2017 Lavori Selezionati

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