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LUIGI ZOBELE

VOLTI DEL MONDO 50 ANNI DI VAGABONDAGGI


Nato nel 1921 a Trento, si è laureato in Ingegneria Chimica al Politecnico di Milano nel 1946, dopo aver trascorso quasi tre anni di guerra, districandosi in situazioni spesso drammatiche con il suo incrollabile ottimismo e spirito d’iniziativa. Nel 1950 si è sposato felicemente con Adriana Stabile (santa donna, che gli ha sempre lasciato le briglie sciolte, e tuttora lo guarda compiaciuta quando fa le valigie, meno quando le riporta piene di sabbia di un qualche deserto‌). Le due grandi passioni della sua vita sono state la montagna (oltre 30 vette oltre i 4000, e vari trekking sull’Everest e sull’Annapurna) ed i viaggi. Facciamo rientrare nella “passione per la montagnaâ€? anche il suo pluriennale impegno per la montagna, sia come presidente della commissione nazionale ed internazionale per lo sci-alpinismo rispettivamente della FISI e dell’UIAA, poi come membro del Consiglio Centrale del CAI, in seguito Vicepresidente dell’UIAA, e LQÂżQH3UHVLGHQWHGHOOD6$7&HQWUDOH Nel corso della sua vita ha visitato oltre 130 paesi: FRPHYLDJJLDWRUHVLDFFHWWDQRVÂżGH Gli altri interessi, coltivati da sempre, sono la musica, OÂśDUFKHRORJLDOÂśDUWHHODIRWRJUDÂżD


LUIGI ZOBELE

VOLTI DEL MONDO 50 ANNI DI VAGABONDAGGI


Grazie Osvaldo!

Senza di te non si sarebbe fatto nulla!

Lineagrafica Bertelli Editori snc, Trento Š Foto di Luigi Zobele ISBN: 978-88-95841-00-7


PerchĂŠ questo libro...

Gino Zobele è il nostro babbo, quindi già di per se una persona molto speciale. La sua carta d’identità rivela un’età di tutto rispetto (86 anni, per la precisione), ma è piÚ che evidente che si tratti di un falso, uno spiacevole e banale errore di interpretazione. La vivacità intellettuale, la curiosità mai sazia, la voglia di cimentarsi sempre in nuove imprese fanno di lui un eterno ragazzo, mai adagiato nel presente e sempre aperto alla possibilità di nuovi LQFRQWUL/DSLJUL]LD¿VLFDHGLQWHOOHWWXDOHqTXDOFRVDFKHQRQOR riguarda, e forse questo è il segreto del suo essere al di fuori di ogni schema temporale ed in fondo anche spaziale. PerchÊ papà, ne siamo convinti, si impadronisce dell’anima dei luoghi che temporaneamente lo ospitano, cogliendone l’essenza e la bellezza, FRQVWDWDQGRQH OH GLI¿FROWj R OH DVSUH]]H PD VHQ]D PDL SURYDUH un sentimento di estraneità. Empatia, una parola molto congeniale al suo modo di essere, empatia con i luoghi e con le persone, HPSDWLDGLVJXDUGLFKHFROJRQRVJXDUGLHOL¿VVDQRSULPDGLWXWWR nella mente, poi su una pellicola, per poterli raccontare meglio alla mamma e a noi; a distanza di decenni ancora ricordiamo il tono della sua voce mentre ci commentava l’ultima frontiera varcata. Abbiamo viaggiato attraverso le sue parole ed attraverso le sue immagini, abbiamo vissuto atmosfere lontane in tempi in cui viaggiare era prerogativa di pochi, e siamo cresciuti con l’idea privilegiata che il mondo è grande, ma non poi cosÏ tanto,


e comunque accogliente, ed ogni luogo vale la pena di essere visitato. Ed il fascino, e le vibrazioni nella voce, erano piÚ intense quando la meta era lontana piÚ nel tempo che nello spazio, quando i luoghi percorsi erano pervasi da civiltà basate sullo scambio invece che sulle trattative commerciali di tipo occidentale, oppure permeate da una sacralità che condizionava e guidava ogni gesto della vita quotidiana. Con una preferenza, nettissima, per i luoghi PRQWDJQRVL SHU OH DJULFROWXUH GLI¿FLOL SHU OH YDOOL GRPLQDWH GDL giganti della terra, ai quali papà ha dedicato molti ritorni, con speranze mai disattese. Appassionato tanto d’arte quanto di QDWXUD PDL LQWLPRULWR GDL GLVDJL H GDOOH GLI¿FROWj KD ³FXOODWR´ ogni viaggio documentandosi prima di partire nella speranza di far tesoro dell’esperienza di chi avesse visitato prima di lui i paesi che si accingeva a percorrere; la conclusione, poi, era tutta sua, e ce la comprovava con le sue foto, mai convenzionali, mai retoriche, sempre tese a cogliere ciò che maggiormente lo aveva sorpreso. Non c’erano i telefonini, ovviamente, spesso nemmeno i telefoni convenzionali. Capitava di non avere sue notizie per settimane; questo accresceva il fascino della lontananza, e ci faceva attendere con crescente curiosità il suo ritorno. Potremmo elencare, a distanza di 40 anni, i regali che sceglieva per ognuno di noi, e ODJUDWL¿FD]LRQHFKHQHGHULYDYD/œDSHUWXUDGHOODYDOLJLDDWWRUQR alla quale ronzavamo come le mosche, era meglio della notte di Natale: un Natale proiettato in un presepe grande come il mondo. Ed è proprio rievocando le emozioni che queste sue esperienze KDQQRVXVFLWDWRLQQRLFKHDEELDPRYROXWR¿VVDUQHTXDOFKHWUDFFLD VXTXHVWRSDU]LDOHHVLQWHWLFRGRFXPHQWRIRWRJUD¿FROLPLWDQGRPL all’aspetto secondo noi piÚ personale della sua interpretazione dei luoghi: l’uomo, eternamente uguale a se stesso, per ogni dove.


E questo perchÊ nell’attenzione verso l’altro si coglie la grande umanità di questa persona tutt’altro che banale che, per destino e per mestiere, può essere apparsa frettolosa o astratta nell’incontro occasionale, ma che in realtà, complice forse anche questo suo eterno viaggiare, è sempre stata ben consapevole delle differenze, quelle ingiuste, quelle che generano morti innocenti per fame e malattia. Da qui, la sua esigenza di compenetrare le realtà piÚ disagiate dando il suo aiuto, tramite persone che agli altri hanno dedicato la loro vita. In tempi in cui la parola globalizzazione (ma DQFKHODSDUROD21/86 QRQDYHYDQRVLJQL¿FDWRHJOLXQLFLDWWLGL carità umana gravavano sulle spalle di generosi quanto sconosciuti missionari, lui cercava di supportarli, sia in termini economici che con la sua grande esperienza organizzativa. Poi, in tempi piÚ recenti, l’incontro con Carlo Spagnolli ha calamitato la sua attenzione, orientando il suo contributo sull’Ospedale di Mutoko (Zimbawe) destinato alla cura ed al recupero dei malati di AIDS, che Carlo gestisce con competenza e abnegazione da oltre un decennio. Banale per noi, di conseguenza, l’associazione tra le due cose: abbiamo voluto ricostruire un diario di viaggio, di un viaggio principalmente attorno all’uomo, non solo come omaggio al nostro viaggiatore preferito ma, certi di interpretare il suo desiderio, inteso anche come un’affettuosa mano tesa verso chi, come Carlo, sa aiutare nel modo giusto.

Enrico e Giovanna


Ăˆ stato creato, pensandolo con amore, un libro di splendide foto che valgono di piĂš perchè sono anche presenze e memorie di una vita. &KLOÂśKDÂłFRVWUXLWR´FRQGLYLGHODVHQVLELOLWjGL*LQR=REHOHYHUVRJOL ultimi della terra. Perciò, dal dono per uno speciale anniversario e GDXQÂśRFFDVLRQHFKHSRWHYDOLPLWDUVLDGXQDVHPSOLFHÂłIHVWDLQIDPLJOLD´qVFDWXULWDXQDLQL]LDWLYDDIDYRUHGHOOÂś$VVRFLD]LRQHÂł$PLFL GHO6HQDWRU*LRYDQQL6SDJQROOL´HGLQSDUWLFRODUHSHUOHDWWLYLWjGHO ÂżJOLRGRWWRU&DUOR6SDJQROOLGDROWUHDQQLLPSHJQDWRLQ$IULFD da 12 in Zimbabwe come chirurgo ed organizzatore di attivitĂ di cura per i malati di AIDS e di promozione della donna. Affetti domestici ed amicizie che si aprono ad una dimensione di solidarietĂ , per facilitare l’azione promozionale dell’Associazione. Essa concretizza il suo impegno a favore di situazioni di grande bisogno in varie parti del mondo, attraverso il coinvolgimento, sul nostro territorio trentino e altrove, delle piĂš varie persone per lo sviluppo di una rete di solidarietĂ  in cui ciascuno mette a GLVSRVL]LRQHFDSDFLWjRUJDQL]]DWLYHULVRUVHHFRQRPLFKHÂłWHPSR OLEHUR´FRQWDWWLHUHOD]LRQLLGHHFUHDWLYHÂŤFRPHLQTXHVWDIHOLFH occasione! A nome dell’Associazione e del suo Presidente Giuliano Tasini, grazie! Paolo Spagnolli


AMERICA

Huaraz – Perù, 1970


/D³5HJLQD´0HUFDWRGL+XDUD]±Perù, 1970


Huaraz – Perù, 1970


Genitori dei fratelli minori. Huaraz – PerÚ, 1970


Mercato di Pisac – Perù, 1970


Neve inattesa sul Lago Titicaca. Copacabana – Bolivia, 1970


Lago Titicaca – Bolivia, 1970


Isola galleggiante di canne, bambini di etnia Huros. Lago Titicaca – Bolivia, 1970


In chiesa. Chichicastenango – Guatemala, 1970


A colloquio con i defunti. Chichicastenango – Guatemala, 1970


Chichicastenango – Guatemala, 1988


Chichicastenango – Guatemala, 1988


Mercato di Huaraz – Perù, 1970


Chichicastenango – Guatemala, 1988


Antigua – Guatemala, 1988


Venditori di legna sacra.


Chichicastenango – Guatemala, 1988


Mercato di Chichicastenango – Guatemala, 1988


Otavalo – Ecuador, 1989


Otavalo – Ecuador, 1989


Nei pressi del Lago Atitlan – Guatemala, 1988


9LOODJJLRGHOODJLXQJODDPD]]RQLFDVHSDUDWRGDNPGLIRUHVWDULVSHWWR al piÚ vicino nodo di collegamento. Iquitos – PerÚ, 1970


Nella hall di un hotel. Pont Eveque – Australia del nord, 1999


In un saloon. Gran Canyon – USA, 1994


AFRICA


Tamanrasset – Algeria, 1988


Tamanrasset – Algeria, 1988


Ghardaia – Algeria, 1988


Akakus – Libia, 2002


Colloquio nel deserto. Akakus – Libia, 2002


Guida Tuareg con vipera ceraste. Akakus – Libia, 2002


Ghat – Libia, 2002


³0RWRFLFOHWWD´%XMXQEXUD± Burundi, 1982


Signora con marabÚ. Bukavu – Zaire, 1992


&RPSOLFLWjWUDGRQQH+LPED2WMLYHURQJR±Namibia, 1993


2WMLYHURQJR±Namibia, 1993


Pastore Himba (sopra) e donne Herero con abiti di foggia boera (sotto) – Namibia, 1993


In miniera. Witbank – Sudafrica, 1993


ASIA

&RQWDGLQRGLXQDFRPXQHUXUDOHFRQ¿RULGLJHOVRPLQRSHULLWKH Wusih (South Jiangsu) – Cina, 1963


Operaia in una tessoria di seta. Wusih (South Jiangsu) – Cina, 1963


L’asilo. Wusih (South Jiangsu ) – Cina, 1963


Tiratore di rickshaw. Alto Yang-Tze (Yunnan) – Cina, 2003


Yunnan – Cina, 2003


Antichi strumenti, per caso sfuggiti alla distruzione perpetrata durante la rivoluzione culturale.


Yunnan – Cina, 2003


A pesca con il cormorano. Yunnan – Cina, 2003


Tagliatore di bamboo (foto sopra) e mercato del pesce (foto sotto). Yunnan – Cina, 2003


9HUVRLOFRQ¿QHFRO7LEHW± Cina, 2003


³)DUZHVW´LQ<XQQDQ±Cina, 2003


'LI¿FLOHDWWULEXLUHXQ¶LGHQWLWjHWQLFDHFXOWXUDOHQHOOHUHJLRQLGLFRQ¿QH


<XQQDQVHWWHQWULRQDOH± Cina, 2003


In attesa della mamma. Yunnan â&#x20AC;&#x201C; Cina, 2003


Ospedale a 4800 metri dâ&#x20AC;&#x2122;altitudine, costruito a favore dei pastori abitanti in queste lande desolate. Tsomè â&#x20AC;&#x201C; Tibet, 1999


Un nomade a Tsomè, a 5000 metri di quota – Tibet, 1999


Lâ&#x20AC;&#x2122;incontro con il ciclo-turista giapponese non sembra stupire troppo il Panchet Lama nel tempio di Shigatse. Shigatse â&#x20AC;&#x201C; Tibet, 1999


Pellegrino vicino alla meta, dopo un itinerario percorso alternando passi e prostrazioni (da ciò gli spessi guanti, ausilio a questo faticoso modo di procedere).


Tempio di Jonkhang, Lhasa â&#x20AC;&#x201C; Tibet, 1999


Lungo una strada di Shigatse â&#x20AC;&#x201C; Tibet, 1999


Lhasa â&#x20AC;&#x201C; Tibet, 1990


Sugli altipiani sovrastanti il Brahmaputra, a 4500 metri di altezza. Lhasa â&#x20AC;&#x201C; Tibet, 1990


Tra Lhasa e Gyantse â&#x20AC;&#x201C; Tibet, 1990


Un eremita indietreggia davanti ai viaggiatori occidentali. Campo base dellâ&#x20AC;&#x2122;Everest, Periche â&#x20AC;&#x201C; Nepal, 1972


Per le strade di Kathmandu â&#x20AC;&#x201C; Nepal, 1972


Sulla strada di Namche-Bazaar â&#x20AC;&#x201C; Nepal, 1973


Tenda riccamente decorata di un giovane principe nomade. Tenggpoche â&#x20AC;&#x201C; Nepal, 1972


Stupa presso lâ&#x20AC;&#x2122;aeroporto di Kathmandu â&#x20AC;&#x201C; Nepal, 1999


,QTXHVWDORFDOLWjYLFLQDDOOÂś,QGRVLQDUUDFKH$OHVVDQGUR0DJQRDWWRUQRDODF si rese conto che non avrebbe potuto proseguire nella sua spedizione, alla conquista dellâ&#x20AC;&#x2122;Asia meridionale, e pianse davanti ai suoi uomini. Ladakh, 1991


,PPDJLQH³ELEOLFD´WUDOHULVDLHGHOEDFLQRGHOO¶,QGR6ULQDJDU± Kashmir, 1991


Sacerdote indĂš nel tempio di Shalimar. Srinagar â&#x20AC;&#x201C; Kashmir, 1983


La bottega del sarto. Srinagar â&#x20AC;&#x201C; Kashmir, 1983


1HLSUHVVLGLXQVDQWXDULRDPHWULGLDOWH]]DDLFRQ¿QLFRO.DVKPLU Lamayuru â&#x20AC;&#x201C; Ladakh, 1988


Tibetane a Lamayuru â&#x20AC;&#x201C; Ladakh, 1988


Tibetano in preghiera. Lamayuru â&#x20AC;&#x201C; Ladakh, 1988


Pastore sulla strada in quota (4500 m) che collega il Kashmir alla cittĂ di Leh â&#x20AC;&#x201C; Ladakh, 1988


Orgoglio di autista Sikh. Leh â&#x20AC;&#x201C; Ladakh, 1988


Pellegrina ad Hemis â&#x20AC;&#x201C; Ladakh, 1988


Hemis â&#x20AC;&#x201C; Ladakh, 1988


Poliziotti indiani al festival di Hemis â&#x20AC;&#x201C; Ladakh, 1988


Monaci al festival religioso di Thimphu. Bhutan, 2003


Giovane monaco ripone i libri sacri. Bhutan, 2003


Maschere allegoriche al festival di Thimphu â&#x20AC;&#x201C; Bhutan, 2003


Donne al festival di Bumthang â&#x20AC;&#x201C; Bhutan, 2003


In preghiera davanti alla tomba reale. Thimphu â&#x20AC;&#x201C; Bhutan, 2003


Davanti al Tempio dâ&#x20AC;&#x2122;Oro. $PULWVDU3XQMDE±India, 1989


Davanti al Tempio dâ&#x20AC;&#x2122;Oro. $PULWVDU3XQMDE±India, 1989


-DLVDOPHU5DMDVWKDQ±India, 1983


6SHWWDFRORGLPDULRQHWWH5DMDVWKDQ±India, 1983


1HO7HPSLRGHL7RSL'HVKQRNH5DMDVWKDQ± India, 1983


3HUVWUDGD5DMDVWKDQ± India, 1983


2UDGLVFXROD6KHNDYDWL5DMDVWKDQ± India, 1983

Per strada. Dacca â&#x20AC;&#x201C; Bangladesh, 1962


Per strada. Delhi, India 1983


2UJRJOLR-DLSXU5DMDVWKDQ± India 1983


Male Nord â&#x20AC;&#x201C; Maldive, 1979


OCEANIA

Sing-sing. Highlands â&#x20AC;&#x201C; Papua-Nuova Guinea, 1983


Scene da un matrimonio. Highlands â&#x20AC;&#x201C; Papua-Nuova Guinea, 1980


Invitati al matrimonio. Highlands â&#x20AC;&#x201C; Papua-Nuova Guinea, 1980


Sing-Sing. Mount Hagen â&#x20AC;&#x201C; Papua-Nuova Guinea, 2002


Gruppo di famiglia al Sing-Sing. Mount Hagen â&#x20AC;&#x201C; Papua-Nuova Guinea, 2002


Al mercato. Mount Hagen â&#x20AC;&#x201C; Papua-Nuova Guinea, 1980


³PXGPHQ´ XRPLQLGLIDQJR DO6LQJ6LQJ0RXQW+DJHQ± Papua-Nuova Guinea, 2002


Il poliziotto. Mount Hagen â&#x20AC;&#x201C; Papua-Nuova Guinea, 1980


Sing-Sing. Mount Hagen â&#x20AC;&#x201C; Papua-Nuova Guinea, 1980


Sing-Sing. Mount Hagen â&#x20AC;&#x201C; Papua-Nuova Guinea, 2002


Sing-Sing in un piccolo centro, sugli Highlands â&#x20AC;&#x201C; Papua-Nuova Guinea, 1980


Villaggio alle foci del Sepik â&#x20AC;&#x201C; Papua-Nuova Guinea, 2002


$QGDQGRDVFXRODVXO¿XPH6HSLN Papua-Nuova Guinea, 2002


Giochi di bimbi. Madang â&#x20AC;&#x201C; Papua-Nuova Guinea, 2002


Chi è più strano, io o voi? Highland – Papua-Nuova Guinea, 1980


A colloquio. Nuova Zelanda, 1985


In attesa degli squali. Bora Bora â&#x20AC;&#x201C; Polinesia Francese, 1985


Lâ&#x20AC;&#x2122;Associazione La nostra Associazione è impegnata in progetti internazionali di aiuto e sostegno in aree particolarmente bisognose ubicate prioritariamente nei paesi africani. Ă&#x2C6; stata costituita nel dicembre 2000, fondata dalla famiglia, da alcuni amici GHO6HQ*LRYDQQL6SDJQROOLHGDDOWULDPLFLFRPXQLDOÂżQHGLPHWWHUQH in pratica lâ&#x20AC;&#x2122;esempio e gli insegnamenti nel mondo della solidarietĂ internazionale. Questo gruppo ha inteso trarre dalla testimonianza umana e cristiana del sen. Giovanni Spagnolli motivi ed incitamenti di amore e fratellanza fra uomini che guidino la mente ed il cuore al superamento dei limiti ristretti delle egoistiche abitudini quotidiane e allâ&#x20AC;&#x2122;impegno della risoluzione dei problemi che assillano la civiltĂ  in cui viviamo, in una missione di servizio allâ&#x20AC;&#x2122;umanitĂ  in cammino! In Zimbabwe dove da oltre dieci anni svolge la sua attivitĂ  di medico il dr. Carlo Spagnolli, si è fatta carico della costruzione della Scuola Infermiere Professionali Giovanni Spagnoli e dellâ&#x20AC;&#x2122;Ostello-Sala Conferenze Matteo Leopardi; entrambe le strutture sono annesse al Luisa Guidotti Hospital a Mutoko. Ad Harare ha costruito il Villaggio del bambino San Marcellino. *UD]LH DO SURJHWWR Âł8Q DPLFR LQ SL SHU IHUPDUH OÂś$,'6 LQ =LPEDEZH´ promosso in collaborazione con il Gruppo POLI-REGINA sostiene lâ&#x20AC;&#x2122;acquisto di terapie antiretrovirali per circa 1000 pazienti (mamme e bambine) ammalate di AIDS conclamato. Inoltre invia costantemente via container e via aerea alimenti, farmaci, attrezzatura medico-ospedaliera. Attendendo allâ&#x20AC;&#x2122;appello del missionario trentino Padre Gabriele Ferrari sostiene alcune comunitĂ  in Burundi. In particolare a Gasura ha costruito il Villaggio dei Batwa, i centri polifunzionali nelle frazioni di Gahè e Butsimba e sostiene lâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ  delle Suore Polacche che si prendono FXUD GHO ORFDOH  GLVSHQVDULR D %XMXPEXUD VRVWLHQH OÂśRUJDQL]]D]LRQH GHL Campi di lavoro estivi per i giovani del Centre Jeunes di Kamenge: a Ruyigi, provincia allâ&#x20AC;&#x2122;estremo sud del Burundi ha costruito lâ&#x20AC;&#x2122;acquedotto di Musongati; a Gatumba, rione periferico della capitale ha ristrutturato ed ampliato la locale Scuola Elementare e a Mudende (Diocesi di Buyengero) sta costruendo il Centro Sanitario dedicato a Catina Gubert ed ai suoi


amici Aldo e Ottorino. In Uganda, ad Arua sostiene la Scuola Professionale Ma-Ecora, in Tanzania invia farmaci a suor Magda Boscolo presso il Consolata Ikonda Hospital Organizza inoltre le adozioni a distanza del Villaggio San Marcellino (Harare-Zimbabwe), del Centro Giriteka (Ngozi-Burundi), della Scuola Soeira (Salvador Bahia – Brasile, opera proposta da don Guido Zendron) e del Collegio Le Balù (Lubumbashi-Congo). Con il suo impegno l’Associazione desidera affermare una solidarietà concreta, che coinvolge innanzitutto le risorse (tempo, capacità, soldi) e comincia cambiare la vita, il modo di vedere il mondo e di rapportarsi agli altri di chiunque in essa presti il proprio servizio. L’Associazione vive ed opera grazie al dono del tempo libero e della propria professionalità da parte dei Soci e Volontari. I Soci Fondatori ne sostengono le spese generali di funzionamento. Informazioni più complete sono disponibili sul nostro sito: www.assamicispagnolli.org


Questo volume è stato stampato nel mese di novembre 2007 da LINEAGRAFICA BERTELLI EDITORI snc 9LD0DHVWULGHO/DYRUR±7UHQWR


ISBN: 978-88-95841-00-7


Nato nel 1921 a Trento, si è laureato in Ingegneria Chimica al Politecnico di Milano nel 1946, dopo aver trascorso quasi tre anni di guerra, districandosi in situazioni spesso drammatiche con il suo incrollabile ottimismo e spirito dâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa. Nel 1950 si è sposato felicemente con Adriana Stabile (santa donna, che gli ha sempre lasciato le briglie sciolte, e tuttora lo guarda compiaciuta quando fa le valigie, meno quando le riporta piene di sabbia di un qualche desertoâ&#x20AC;Ś). Le due grandi passioni della sua vita sono state la montagna (oltre 30 vette oltre i 4000, e vari trekking sullâ&#x20AC;&#x2122;Everest e sullâ&#x20AC;&#x2122;Annapurna) ed i viaggi. Facciamo rientrare nella â&#x20AC;&#x153;passione per la montagnaâ&#x20AC;? anche il suo pluriennale impegno per la montagna, sia come presidente della commissione nazionale ed internazionale per lo sci-alpinismo rispettivamente della FISI e dellâ&#x20AC;&#x2122;UIAA, poi come membro del Consiglio Centrale del CAI, in seguito Vicepresidente dellâ&#x20AC;&#x2122;UIAA, e LQÂżQH3UHVLGHQWHGHOOD6$7&HQWUDOH Nel corso della sua vita ha visitato oltre 130 paesi: FRPHYLDJJLDWRUHVLDFFHWWDQRVÂżGH Gli altri interessi, coltivati da sempre, sono la musica, OÂśDUFKHRORJLDOÂśDUWHHODIRWRJUDÂżD

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Volti del Mondo. 50 anni di vagabondaggi  

È stato creato, pensando con amore, un libro di splendide foto che valgono di più perché sono anche presenze e memorie di una vita.

Volti del Mondo. 50 anni di vagabondaggi  

È stato creato, pensando con amore, un libro di splendide foto che valgono di più perché sono anche presenze e memorie di una vita.