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Z! Zingonia, Mon Amour Progetto, grafica e concept

Argot ou La Maison Mobile (Luca Astorri, Riccardo Balzarotti, Rossella Locatelli, Matteo Poli) e Marco Biraghi con Maria Elena Garzoni Hiroyuki Kakiuchi Anton Kotlyarov Giulia Maculan Nicolò Ornaghi Riccardo Radaelli Giulia Ricci Foto

Filippo Poli Consulenza grafica

Fabio Grazioli Allestimento

Ekspobalta Sponsor

Coelux srl The Zeta Group Company

ISBN 978-88-6242-128-7 Edizione originaria 1965 Nuova Edizione 2014 © 2014 l’editore e gli autori È vietata la riproduzione, anche parziale, effettuata con qualsiasi mezzo, compresa la fotocopia, anche ad uso interno e didattico. Per la legge italiana la fotocopia è lecita solo per uso personale purché non danneggi l’autore. Quindi ogni fotocopia che eviti l’acquisto di un libro è illecita e minaccia la sopravvivenza di un modo di trasmettere la conoscenza. Chi fotocopia un libro, chi mette a disposizione i mezzi per fotocopiare, chi comunque favorisce questa pratica commette un furto e opera ai danni della cultura. LetteraVentidue Edizioni S.r.l. www.letteraventidue.com via Luigi Spagna 50 L 96100 Siracusa @letteraventidue LetteraVentidue Edizioni

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Questo libro, originariamente pubblicato nel 1965 da Zingone Iniziative Fondiarie per volontà del suo fondatore, Renzo Zingone, costituisce l’ideale catalogo della mostra Z! Zingonia, Mon Amour, realizzata da Argot ou la Maison Mobile e Marco Biraghi per la sezione Monditalia 14. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, 2014. La riproposizione integrale e conforme all’originale della pubblicazione è stata fatta precedere da un saggio di inquadramento storico-critico della vicenda di Zingonia, da alcuni stralci di un’intervista audio a Renzo Zingone risalente alla metà degli anni settanta e da un suo breve profilo biografico. Zingonia… la nuova città è una capsula del tempo fatta di buone intenzioni che arriva direttamente dagli anni sessanta, una memoria dei desideri, delle ambizioni e dei sogni della migliore imprenditorialità italiana, prima di doversi misurare con gli errori, le mancanze e gli imprevisti della realtà. Come la scoperta a Similaun di Ötzi (l’uomo del 3000 a.C. mummificato nel ghiaccio) ha portato a una rivoluzione nella consapevolezza della vita e dei costumi dei nostri antenati, così osservare oggi Zingonia può darci conoscenze sull’Italia degli ultimi cinquant’anni, ma anche idee, emozioni, ispirazioni per immaginarne il futuro. Dove non sia soltanto l’utopia a misurarsi con la realtà, ma anche la realtà a imparare dall’utopia. I curatori ringraziano Donatella Pasquali Zingone Dini, Cesare Zingone e Zingonia Zingone per il generoso contributo fornito per la ripubblicazione del presente volume.

Milano, maggio 2014 Argot ou La Maison Mobile Marco Biraghi

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Marco Biraghi

Zingonia, utopia e realtà

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uando nel 1964 Renzo Zingone, imprenditore romano, proprietario della Banca Generale di Credito, e in precedenza – tra l’altro – di miniere d’oro e di rame in Venezuela, decide di fondare una nuova città in provincia di Bergamo, in un territorio agricolo tra i comuni di Verdellino, Verdello, Boltiere, Ciserano e Osio Sotto, ha già alle spalle la realizzazione del Quartiere Zingone, ubicato a Trezzano sul Naviglio, alle porte di Milano. Come nel caso precedente, la scelta del nome della nuova città – Zingonia – rivela la volontà di attenersi rigorosamente all’indicazione del padre Gennaro, che in una lettera del 1930 ai figli Corrado e Renzo aveva raccomandato loro la «sempre maggior valorizzazione del nostro nome». E come nel caso precedente si avvale, dal punto di vista progettuale, della collaborazione dell’architetto Franco Negri, nato nel 1923 e laureatosi al Politecnico di Milano nel 1956. Pietra angolare di entrambi gli interventi sono i capannoni industriali prefabbricati prodotti dalla Zingone Strutture che, nell’idea del suo creatore, erano destinati a costituire il cuore produttivo dei nuovi insediamenti. E tuttavia, con una differenza specifica: mentre nel Quartiere Zingone si dovevano affiancare agli altri comparti produttivi e industriali presenti nella fascia dell’hinterland milanese, a Zingonia gli stessi capannoni rappresentavano gli avamposti di una vasta operazione mirata a trasformare radicalmente non soltanto il territorio della bassa bergamasca ma addirittura le modalità e le consuetudini di vita dei suoi abitanti. A fondamento della concezione di Zingonia sta un’aspirazione che, sebbene motivata da comprensibili ragioni economiche, include al proprio interno anche un’essenziale componente utopica. In questo senso, la concentrazione in un unico luogo di residenza e lavoro, con la conseguente – almeno potenziale – sconfitta del pendolarismo, va letta come il tentativo da parte di Zingone di modificare nel profondo un assetto sociale largamente radicato in Italia. Se a ciò si aggiunge la zona verde con destinazione sportiva e per il tempo libero, anch’essa presente a Zingonia in misura non secondaria, non si fatica a riconoscere nell’idea della nuova città una versione nemmeno troppo

riveduta e corretta di quella teorizzata una ventina di anni prima nella Charte d’Athènes dal gruppo francese dei CIAM, capeggiato da Le Corbusier. Nella realtà, la proposizione di un modello sociale e urbano notevolmente aggiornato (un modello che prevedeva una mobilità del lavoro e sul territorio di tipo americano) in un’area come quella bergamasca, considerata in quegli anni “depressa” dalla legislazione italiana, finirà presto con scontrarsi con resistenze fortissime; e sarà il fenomeno migratorio dal sud Italia, piuttosto che la riallocazione di forze produttive provenienti da Milano o da Bergamo, come probabilmente Zingone sperava, a interessare Zingonia e a fornire alle imprese che vi si insedieranno la gran parte della mano d’opera da esse impiegata. La volontà di utopia sottesa all’idea di Zingonia trova la sua piena espressione nei disegni – non a caso mai realizzati – che compaiono nella parte finale del presente libro, originariamente pubblicato dalla ZIF (Zingone Iniziative Fondiarie) nel 1965. Si tratta di progetti appena schizzati, non firmati, ma ascrivibili – quantomeno nella loro concezione –­ a Franco Negri; rapide visualizzazioni, che se da un lato rivelano una serie di interessanti influenze del recente passato (da Le Corbusier agli Smithson, passando per gli architetti sovietici degli anni trenta e Mies van der Rohe), dall’altro sono la prefigurazione di intuizioni architettoniche ancora di là da venire (su tutte – curiosamente – quelle di Rem Koolhaas e OMA). È in questi progetti da Ville Radieuse lombarda, raffiguranti grattacieli e stecche residenziali, ville monofamiliari, ma anche centri direzionali, centri commerciali, teatri, spazi pubblici, che Zingonia “si immagina” – almeno nello spazio bidimensionale della carta da disegno – una moderna città per 50.000 abitanti, una sorta di Brasilia italiana, dotata di eliporto e connessa alla rete stradale nazionale mediante la vicina autostrada Milano-Venezia e alla rete fluviale del nord Italia attraverso un canale artificiale navigabile provvisto di una darsena con zona di porto franco. Non è però tanto la distanza tra quella città immaginata e la realtà che negli anni successivi vi si è andata sostituendo a decretare il fallimento dell’utopia v

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ZINGONIA, LA NUOVA CITTÀ

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Forze di lavoro 0

10%

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60%

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100%

Popolazione non attiva Addetti all’industria Addetti ad altre attività e in cerca di prima occupazione AREA URBANA DI ZINGONIA

Addetti all’agricoltura

ENTROTERRA

PROVINCIA DI BERGAMO

PROVINCIA DI MILANO

LOMBARDIA

PROVINCIA DI BRESCIA

ITALIA

ISTAT - 10° Censimento Generale della popolazione (1961) 24

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Variazione percentuale attività lavorativa 1951-61 Area urbana di Zingonia Incremento addetti all’industria Incremento addetti ad altre attività

+ 70%

COMPRENSORIO

ENTROTERRA

Popolazione non attiva

+ 62.2% + 60%

Flessione addetti all’agricoltura

+ 50%

40% + 40%

+ 30% + 24.8% 20.3% + 20% 12.6%

12.1%

+ 10%

- 10%

- 20%

- 30%

- 40% - 42.9%

- 45.2% ISTAT - 9° e 10° Censimento Generale della popolazione (1951 e 1961) 25

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COM COMUNI D UNI ELLA DDI E BL PROVI N DI BELRAGP MOOV CIA ERGAR AM 0IN,6C% O 0 IA ,6%

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3,43,4 %% SE SE ST ST O O S. S. GI GI OVOV ANAN NI NI

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BERGAMO BERGAMO

GALLARATE GALLARATE MEDA MEDA BUSTO BUSTO ARSIZIO ARSIZIO

DALMINE DALMINE

SARONNO SARONNO

TREZZO TREZZO MONZA MONZA

ZINGONIA ZINGONIA

43,3% 43,3% MILANO MILANO MAGENTA MAGENTA MILANO MILANO

TREVIGLIO TREVIGLIO CASSANO CASSANO

BERGAMO BERGAMO CITTA’ CITTA’ 17% 17%

Movimento migratorio giornaliero in percentuale dal comprensorio e dall’entroterra verso i comuni di destinazione. C.C.I.A. di Bergamo

DEDE LL LL ’E ’E NT NTAL AL ROROTR TR TE TEI C I C OMOM RRRR A A UNUN 0,70,7 I I %%

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Tempi di trasporto verso Milano su mezzi pubblici, ferrovie e autolinee. 60 minuti primi 45 minuti primi 30 minuti primi Piano Intercomunale Milanese

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Stabilimenti tipo «BERGAMO»

Stabilimento tipo Bergamo ad uso deposito, magazzino, ecc.

Stabilimento tipo Bergamo ad uso industria leggera e manifatturiuera

Gli stabilimenti tipo «Bergamo» sono progettati per l’installazione di industrie leggere, manifatturiere e laboratori. Sono costituiti da ampi saloni la cui struttura è composta da pilastri, travi e lastroni nervati di copertura in cemento armato. Il tetto a falde è costituito da lastre ondulate di cemento amianto ed eventuali riquadri in ondulato plastico. La fronte principale è formata da impennate continue a vetri protette da saracinesche e prospetti sull’asse stradale principale della città. Le facciate possono essere realizzate con caratteristiche adatte ad esposizioni o vetrine. Gli accessi ai saloni hanno una luce netta di 3,00 x 3,00 in modo da consentire agevolmente anche l’ingresso ai veicoli. L’illuminazione naturale e la ventilazione sono garantite oltre che dalle vetrine di facciata, da finestre continue sul retro. Il pavimento dei saloni è in grès colorato rosso e bianco con sottostante massicciata costipata. Le pareti dei saloni sono in blocchi di cemento intonacate a civile all’interno. l solai sono controsoffittati e coibentati termicamente. Per i servizi sono stati previsti appositi scarichi.

Stabilimento tipo Bergamo ad uso mostra, esposizioni, vetrine

Sezione tipo 50

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Il centro commerciale raggruppa i negozi, le banche, i servizi e gli esercizi pubblici dove gli abitanti hanno la possibilitĂ di soddisfare ogni loro desiderio. Piani sovrapposti, serviti da scale mobili, parcheggi

sotterranei e il razionale preventivo accoppiamento di esercizi, altrove eterogenei, agevolano gli acquisti con il minor spreco di tempo e di energia.

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ZINGONIA...La nuova città  

Argot ou La Maison Mobile (Luca Astorri, Riccardo Balzarotti, Rossella Locatelli, Matteo Poli) e Marco Biraghi

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