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Settembre - Ottobre

n.5/2013 Dal 1964

Notiziario ufficiale della LEGA DEL FILO D’ORO

Una lunga storia di solidarietà per i sordociechi

Lega del Filo d’Oro - ONLUS via Montecerno, 1 - 60027 Osimo (AN)

L’editoriale

PRIMO PIANO

di Rossano Bartoli Cari Amici, in un bel pomeriggio di sole, alla presenza di Renzo Arbore, autorità, ospiti, familiari e amici, lo scorso 20 settembre si è tenuta la presentazione del nuovo Centro di Modena. Il percorso è stato lungo e complesso, iniziato con un impegno assunto molti anni fa, quando raccogliemmo il testimone da chi quel luogo cominciò a immaginarlo: dopo aver realizzato il primo lotto della struttura, i promotori affidarono quel sogno alla Lega del Filo d’Oro perché si facesse carico del completamento del Centro e della sua futura gestione. Il prossimo obiettivo che ci siamo posti è la costruzione della nuova sede di Osimo: da questo numero iniziamo a parlarne approfonditamente, con le testimonianze di chi vi lavora, per seguire passo passo i progressi del cantiere. Il Centro di Modena, la nuova sede di Osimo e le altre iniziative che realizzeremo sono rese possibili dal sostegno di tanti amici, anche attraverso i lasciti testamentari: uno strumento che - si tratti di denaro o di immobili da alienare - rappresenta una fonte di finanziamento sempre più importante su cui contare.

PRESENTATO A MODENA IL QUINTO CENTRO RESIDENZIALE DELLA LEGA DEL FILO D’ORO

Benvenuti nella nostra nuova casa La struttura lavorerà in sinergia con i servizi del territorio, per un arricchimento reciproco

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Taglio del nastro. Sono stati i ragazzi che vivono nel Centro a tagliare il nastro e far entrare autorità e ospiti

STORIE DI VITA

enerdì 20 settembre, perfettamente rodato da quasi otto mesi di quotidiana attività, il Centro Socio Riabilitativo Residenziale di Modena è stato presentato ufficialmente. È il quinto centro con le insegne della Lega del Filo d’Oro, in un impegno sul territorio che cresce continuamente. «Per noi è un momento di grandissimo sviluppo. Grazie a chi fa in modo che anche noi possiamo far parte del mondo», ha detto emozionata Barbara Verna, del comitato delle persone sordocieche. E ha aggiunto: «Benvenuti nella nostra casa!». Al contrario di quel che solitamente accade, sono stati i sordociechi che già abitano il Centro - Carlo, Gabriele, Stefano, Marina, Marco e Simona per il momento, ma a regime la struttura ne accoglierà 24 - a tagliare il nastro e a far entrare i tanti ospiti e le autorità presenti: un gesto semplice, ma dal profondo significato. > A PAGINA 2

DALL’ASSOCIAZIONE

POTENZIALITÀ E CONSAPEVOLEZZA

Tracce di bene, senza volere un grazie

Margherita, un fiore che impara a sbocciare

Tra gli italiani inizia a crescere l’interesse verso il “testamento solidale”, cioè la scelta di destinare una parte dei propri beni a sostegno di un intervento sociale. Due notai raccontano con commozione i desideri e gli obiettivi di chi ha già fatto questo gesto, che «nasconde tra le righe il pudore di voler lasciare una traccia di bene senza la necessità di essere ringraziati». Ma rispondono anche alle curiosità più comuni e danno qualche consiglio per non commettere errori. > A PAGINA 6

Margherita ha sei anni e vive a Varese. La sua famiglia si è trasferita lì dalla Calabria quando lei aveva pochi mesi, per l’intervento che le avrebbe restituito l’udito. Ci è voluto più del previsto, ma oggi grazie all’impianto cocleare lei ha scoperto il piacere di sentire. Margherita ama nuotare, la nutella, la sedia a dondolo e con i gesti sa dire “basta”, “ancora”, “ciao”. «Osservando Margherita, gli operatori della Lega del Filo d’Oro hanno intuito che aveva delle potenzialità in più. Sono come dei rabdomanti, riescono a farlo perché si prendono il tempo necessario per stare con il bambino e osservarlo», dice la mamma. «Riescono a farti sentire capace di stare accanto a tuo figlio: ed è un regalo meraviglioso». > A PAGINA 5

VISTI DA VICINO

Il profumo dei cibi resta nel cuore Per il secondo anno consecutivo Marisa Laurito è accanto alla Lega del Filo d’Oro nell’iniziativa “Pasta della Bontà”, che in autunno porta nei mercati e negli agriturismi del circuito Campagna Amica kit di pasta italiana tramite cui sostenere l’Associazione. Ha scelto una ricetta «straordinariamente buona e soprattutto facile, come dovrebbe essere la vita di tutti». D’altronde, per lei, il cibo è innanzitutto «un abbraccio che esprime affetto». E proprio in cucina potrebbe arrivare una sorpresa... > A PAGINA 7

NESSUNO È AUTORIZZATO A RISCUOTERE CONTRIBUTI in nome o per conto della Lega del Filo d’Oro. Chi intende effettuare donazioni può farlo mediante il c/c postale 358606 intestato a: Lega del Filo d’Oro - Osimo (AN)


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PRIMO PIANO

> DA PAGINA 1 l nuovo centro si estende su una superficie di 11mila mq, di cui 2.500 coperti. Nasce dal sogno del papà di Gabriele, l’avvocato Calisto Fornero, che nel 1996 iniziò a darsi da fare per creare nella sua città una struttura che potesse garantire ai ragazzi come suo figlio la stessa qualità e le stesse competenze che avevano trovato a Osimo. «Camminando nel parco ho immaginato papà come un bravo giardi-

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niere, che ha saputo seminare questo progetto nel cuore di tante persone», ha detto Mattia Fornero a nome della famiglia. Il parco collega le quattro palazzine di cui è composto il Centro: «due gialle per le residenze degli utenti e le foresterie», spiega Alberto Mantovani, il direttore. «L’ala rossa è destinata alle aule e ai laboratori per attività occupazionali e riabilitative, l’ambulatorio, infermeria, palestra fisioterapica e uffici amministrativi. Un’ultima

1964-2014

Un concorso per disegnare il logo dei nostri cinquant’anni Il 20 dicembre 2014 la Lega del Filo d’Oro compirà cinquant’anni. La prima iniziativa per festeggiare questo traguardo è un concorso per disegnare il logo che accompagnerà l’Associazione per l’intero 2014. Possono partecipare professionisti (progettisti, designer, architetti o ingegneri) e studenti (degli ultimi due anni di corso delle facoltà di architettura, ingegneria e delle scuole di design). La proposta dovrà includere il logo originale della Lega del Filo d’Oro e l’indicazione dell’anniversario, 50. Il concorso è indetto da Lega del Filo d’Oro in collaborazione con ADI - Associazione Italiana per il Design Industriale e AIAP - Associazione italiana design della comunicazione visiva. La giuria è composta da Rossano Bartoli, segretario generale Lega del Filo d’Oro; Marco Pietrosante, rappresentante ADI; Carla Cacianti, rappresentante AIAP; Roberto Orsi, presidente Errepi Comunicazione; Giuseppe Frangi, direttore Il vincitore riceverà una targa ricordo riproducente il logo selezionato, che verrà consegnata durante la cerimonia di premiazione prevista entro il 20 dicembre 2013. Info: segreteria@errepicomunicazione.it

palazzina ospita mensa, cucina e lavanderia». Tanti colori che fanno allegria, ma non solo: ogni colore sottolinea la funzione di ogni edificio e facilita l’orientamento di chi ha un residuo visivo. «L’uso di contrasti cromatici è presente ovunque, come i materiali diversi per ruvidità, che agevolano il riconoscimento degli ambienti», evidenzia Mantovani. Una casa progettata su misura di chi la abiterà, un luogo sicuro in cui vivere - per quanto possibile una vita autonoma. Sinergie positive Il Centro di Modena è anche un modello di sinergie, con tanti attori che hanno lavorato insieme per un unico obiettivo. Li ha ricordati Francesco Marchesi, presidente della Lega del Filo d’Oro: l’avvocato Fornero con l’associazione ComeTe; Bruno Iseppi, un altro papà, con la onlus Luci di ComeTe; Fondazione Vodafone, che coinvolgendo anche i suoi clienti ha dato un grosso contributo finanziario; i privati e le aziende che sostengono incessantemente la “Lega”. Ma anche le istituzioni, dal Comune di Modena alla Ausl locale: «La nascita di questo centro è importante per tutto il territorio, perché questa interazione genererà un arricchimento reciproco. Già lo si vede nella crescita della rete del volontariato», ha detto il direttore

A Natale metti la speranza sotto l’albero! Accendi la speranza con un regalo o un messaggio augurale della Lega del Filo d'Oro. A Natale dona il tuo sostegno alle attività a favore delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Sul nostro catalogo 2013 trovi tante proposte fra cui scegliere per te e i tuoi cari. Affrettati, il Natale è vicino! Scopri le nuove idee Natale 2013 su momenti.legadelfilodoro.it

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Cerimonia. Ecco alcuni dei protagonisti dell’inaugurazione: da sinistra Rossano Bartoli, segretario generale; Giorgio Pighi, sindaco di Modena; Renzo Arbore; Francesco Marchesi, presidente; il palco delle autorità; Valentino Cavalca, presidente del Comitato dei Famigliari e Mattia Fornero, figlio dell’avvocato che ha avviato il progetto del Centro.

generale Mariella Martini. Anche Rossano Bartoli ha voluto evidenziare questa reciprocità: «Intendiamo portare una esperienza specifica in un contesto di servizi già ricco e attento ai bisogni delle persone con disabilità. Vogliamo essere una risorsa in più, per i sordociechi e le loro famiglie ma anche per il territorio. Il parco del Centro, adeguatamente attrezzato, vuole essere qualcosa che si aggiunge all’offerta dei servizi». Si tratta di un esempio positivo, salutato con grande favore dal viceministro Maria Cecilia Guerra: «Mi piacerebbe che tutta l’Italia assomigliasse a Modena, oggi», ha ammesso.

Lo “zio” Renzo A Modena c’era anche Renzo Arbore, che fin dal 1989 è testimonial dell’Associazione e che ha tenuto a battesimo tutte le sedi della “Lega”. «Perché da tanti anni è fedele all’Associazione?», chiediamo a bruciapelo. Lui trasecola: «Perché non sono io che do qualcosa alla Lega del Filo d’Oro, sono loro che danno a me. Tante persone mi avvicinano per strada per dirmi che conoscono e apprezzano il lavoro che la “Lega” fa per i bambini sordociechi. Il pubblico mi vuole bene anche per merito vostro e io sono molto felice di poter stare al vostro fianco». •


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ATTUALITÀ

L’ARCHITETTO STEFANO GUIDARINI ILLUSTRA LA FILOSOFIA ALLA BASE DEL PROGETTO DELLA LINGUETTA

Il centro del futuro si ispira ai chiostri medievali Un sistema di patii darà tanta luce naturale e spazi di incontro, oltre a collegare armonicamente i vari edifici

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un progetto a cui ingegneri e architetti hanno lavorato per tre anni. E il cui primo lotto sarà realizzato in altri tre anni, massimo tre anni e mezzo di lavori. Questi dati bastano a far capire la complessità del cantiere della nuova sede della Lega del Filo d’Oro a Osimo, in zona Linguetta, lotto 1 i cui lavori procedono a pieno ritmo: durante l’estate sono state completate la recinzione e la viabilità interna, sono partiti gli scavi e si è avviata anche la realizzazione dell’impianto di geotermia. A finanziare questa imponente opera sarà la generosità di tanti sostenitori, insieme a un mutuo importante concesso da Banca Prossima con fondi della Banca Europea degli Investimenti (BEI). La fonte d’ispirazione è affascinante: i chiostri dei monasteri medievali. «È una soluzione che trasmette subito il senso di accoglienza», spiega Stefano Guidarini, titolare dello studio di architettura milanese che ha seguito il progetto: «I patii dell’Istituto avranno lo stesso ruolo dei chiostri: portano all’interno aria e luce, ma soprattutto sono luoghi d’incontro, terapia e riposo». Il chiostro è un elemento molto utile all’interno di una struttura come quella della Lega del Filo d’Oro che si articola in più edifici, ciascuno con la sua funzione distinta, ma che devono allo stesso tempo essere fisicamente collegati

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tra loro: istituto di riabilitazione; uffici amministrativi; residenze per trattamenti temporanei e per lungodegenti; palestre; piscine; cucina e mensa. Bellezza, creatività e disciplina La nuova sede della Lega del Filo d’Oro sarà una struttura d’avanguardia, ma lontanissima dall’approccio monumentale che a volte caratterizza progetti analoghi: Guidarini ci tiene a fare questa precisazione, dicendo che «la Lega del Filo d’Oro non vuole co-

struire un complesso nuovo per autocelebrarsi, ma per curare e assistere meglio i propri ospiti. Non è un problema solo funzionale, ma di qualità della vita e del lavoro, che si ottiene anche attraverso la progettazione degli spazi, con i materiali adatti, con la bellezza». Assistere meglio i propri utenti vuol dire, fra l’altro, portare i posti disponibili da 56 a 80 per quelli a tempo pieno (+43%) e da 15 a 20 per l’accoglienza temporanea (+33%), con una netta riduzione delle liste d’attesa. Sorprende che la bellezza abbia un ruolo di primo piano in un ambiente pensato per persone che non possono vedere, ma Guidarini spiega che «la bellezza riguarda il decoro, l’adeguatezza al tema e all’ambiente, l’appropriatezza dei materiali». Così la luce, le forme, i colori, i materiali scelti aiuteranno gli utenti a cogliere i ritmi della giornata e le stagioni. Guidarini non è nuovo alla progettazione di un ambiente che sarà abitato da persone sordocieche, avendo già seguito il Centro di Lesmo: «Non è necessaria una particolare specializzazione tecnica: è come se i temi fondamentali dell’architettura venissero amplificati. Sembra strano, ma per affrontare gli aspetti tecnici ci sono volute intuizione e creatività, per quelli artistici sono servite precisione e disciplina». •

DOPO LA BIOGRAFIA DI SABINA SANTILLI, UN NUOVO LIBRO SULLA NOSTRA ASSOCIAZIONE

Così abbiamo trovato le chiavi dello scrigno Il metodo riabilitativo d’eccellenza raccontato attraverso le persone che lo hanno costruito

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a collana sulla Lega del Filo d’Oro si arricchisce di un secondo volume: Le chiavi dello scrigno, che racconta il metodo riabilitativo messo a punto all’interno dell’Associazione. Il titolo fa riferimento a una frase di Oscar Luigi Scalfaro, allora Presidente della Repubblica: dopo una visita a Osimo parlò della «misteriosa ricchezza di intelligenza e di amore» che aveva visto nei sordociechi, «tesori inestimabili che la natura ha chiuso in scrigni senza chiavi». Il libro mostra come la Lega del Filo d’Oro sia stata capace di trovare le chiavi per aprire quegli scrigni. Il volume, a firma di Sara De Carli, è stato distribuito con Vita, il magazine del non profit. Riccardo Bonacina, il direttore, ce lo presenta. Lei conosce da molti anni la Lega del Filo d’Oro. Che cosa l’ha colpita, leggendo il libro? Il libro restituisce un aspetto che nella Lega del Filo d’Oro è più evidente che in altre associazioni: il suo essere una “storia di persone”, di uomini e donne che si sono mobilitati e si mobilitano

per rispondere a un bisogno. Che questo sia ancora percebile è sorprendente in un’organizzazione che compie 50 anni e che ha saputo andare oltre la biografia dei suoi fondatori. È un vero tesoro, che spero la “Lega” non smarrirà mai. Il libro poi testimonia come questo aspetto della vita dell’Associazione penetri dentro i metodi della riabilitazione, che sanno evolversi. Credo che questo sia stato possibile perché nella “Lega” le persone (operatori, medici, volontari) sono e si sentono protagonisti. Il tema può sembrare ostico: perché narrare un metodo scientifico? Il libro racconta l’evoluzione del metodo riabilitativo ma lo fa, giustamente e perciò in maniera leggibile e avvincente, raccontando una storia che si dipana nel tempo, la storia di Rosina, di Patrizia, di Lorenzo, di Mauro e tanti altri e del loro lavoro attento a trovare ogni spiraglio possibile di azione, tra vincoli e opportunità. Perché lo reputa interessante per tutti i suoi lettori? In una delle prime strisce di Peanuts,

S ara D eC arli Sara De Carli

L ec hiavi Le chiavi de llo sscrigno crigno dello Il met odo riabili tativo metodo riabilitativo della L ega del Filo d ’Oro Lega d’Oro

Pagine di vita. Riccardo Bonacina e Sara De Carli

con un quotidiano in mano, Charlie Brown diceva: «Com’è che sappiamo tutto e non conosciamo niente?». Oggi quella domanda si è moltiplicata per mille: viviamo in un perenne brusio di informazioni, ma senza la possibilità di conoscere. Il giornalismo che abbia a cuore il suo senso deve uscire dal brusio per ritornare a raccontare la storia delle persone, i fatti della vita. Il raccontare implica l’apertura di uno spazio dialogico, con almeno due interlocutori: chi racconta e chi ascolta, mentre l’infor-

mazione è unilaterale. In questo noi di Vita siamo facilitati dal rapporto che abbiamo con tante associazioni, come la Lega del Filo d’Oro: questo ci aiuta a non affogare nel brusio, tanto è lo spessore di vita e di storie che ci vengono segnalate. Il raccontare implica poi anche una diversificazione di mezzi: l’articolo di giornale, la notizia web e il libro, come i due dedicati alla “Lega” (i primi due), perché il racconto, come ogni vera camminata, ha passi diversi sia per chi narra sia per chi ascolta. •


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DAI CENTRI E DALLE SEDI AUMENTANO LE ATTIVITÀ ORGANIZZATE IN SINERGIA CON ALTRE ASSOCIAZIONI

Come fa bene aprire le porte Quadri tattili, un film, un giorno con gli asini e una gita in canoa: tante occasioni per stimolare capacità espressive e relazionali

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da una giuria esterna, che li ha valutati in una maniera molto particolare», spiega Eleonora Molteni del Centro di Lesmo, «i giurati hanno dato il loro primo voto bendati, osservando ogni quadro attraverso tatto, udito e odorato. Solo in un secondo momento è stata tolta loro la benda dagli occhi e hanno potuto esprimere un secondo voto, partendo dalla vista. È stata un’esperienza particolare». Il quadro più votato è stato il “Mondrian golosone”, che riprendeva i classici quadrati colorati del pittore olandese con l’originalissima aggiunta di caramelle di ogni forma, dimensione, colore e profumo.

entri e sedi hanno ripreso la loro attività ordinaria e dato inizio a un nuovo anno di esperienze, scoperte e proposte. Sui territori nascono anche belle sinergie tra la Lega del Filo d’Oro e altri soggetti impegnati sul fronte della disabilità, testimoniate nelle esperienze raccontate in questa pagina. Le disabilità e i bisogni sono diversi, ma per tutti c’è il desiderio di creare relazioni, sperimentare nuovi ambienti, incontrare nuovi stimoli. Un’ospitalità reciproca che genera scambi e confronti e fa crescere tra i cittadini l’attenzione ai bisogni delle persone con disabilità, nei volti e nei luoghi che si vedono ogni giorno.

ROMA E NAPOLI MOLFETTA

Recitare in un film per conoscere nuovi amici Lo scorso 11 settembre, il Centro residenziale di Molfetta somigliava a un vero set cinematografico, con tanto di telecamera, ciak, regista e assistenti al trucco. Alessandro, Rosario e Giacomo del Centro residenziale di Molfetta, più Giovanna Pia e Mariangela dei servizi territoriali hanno partecipato al progetto “Ciak si gira”, promosso dalla cooperativa sociale Per.la di Bari, che lavora sull’autismo. Il prodotto finale, firmato dal regista Vincenzo Ardito, sarà un mediometraggio dal titolo “Casaperla”. L’obiettivo vero, però - spiega Sergio Giannulo, direttore del Centro socio sanitario - è quello di aumentare le capacità relazionali ed espressive dei ragazzi: «per questo abbiamo coinvolto le persone che stanno già lavorando al superamento di alcune difficoltà relazionali». Non si è trattato solo di mettersi in gioco come “attori” davanti a una telecamera, ma anche di entrare nelle dinamiche di un gruppo di lavoro: del cast infatti facevano parte, oltre ai cinque utenti della lega del Filo d’Oro, una quindicina di altre persone con diverse disabilità, provenienti dai centri diurni del territorio. Dopo la sede di

Week end di sollievo, tra canoe e asinelli Sia la sede territoriale di Roma sia quella di Napoli hanno proposto ai loro Opere d’arte. Un utente del Centro di Lesmo esplora uno dei quadri tattili in mostra utenti un soggiorno di sollievo: due Molfetta, il set si è spostato in altri luoartigianali (forse il più apprezzato). La giorni in allegria, nelle mani esperte di ghi, così gli attori hanno avuto modo mostra sensoriale, con le sue sedici operatori e volontari della Lega del Filo di sperimentarsi anche in contesti diopere esposte, è stata una vera esplod’Oro, per consentire ai famigliari un versi, meno famigliari. sione di creatività, colori, dettagli in ripo’ di riposo. Da Napoli, il 22 e 23 lievo, profumi a reinterpretare opere agosto, sono partiti in dieci alla volta celebri come Il bacio di Klimt e la Dama di Gallo Matese per partecipare alle LESMO con l’ermellino di Leonardo oppure a giornate dello sport organizzate dalla Quel Mondrian “golosone” raffigurare il sole con un misto di semi Uisp: tutti i quattro ragazzi della “Lega”, da vedere con le dita e una scena di vita africana con chicchi accompagnati dai volontari, hanno speTra i quadri premiati non ce n’è nemdi caffé. «I quadri sono stati premiati rimentato l’emozione di un giro in cameno uno realizzato dagli ospiti del noa sul lago e i più coCentro di Lesmo, ma poco importa. Lo raggiosi dell’arrampicata. scorso 18 settembre una bella giornata Da Roma invece erano di sole ha accolto i 120 partecipanti in 16 per il week end a alla prima mostra sensoriale organizzata Monte Compatri, nei caa Lesmo in collaborazione con la coostelli romani: gli otto perativa Solaris, che ha portato nel Cenutenti sono stati impetro della Lega del Filo d’Oro gli utenti gnati in un laboratorio dei centri diurni di molti paesi della creativo dove hanno dizona. Le attrazioni della giornata erano pinto pietre e creato un due: i laboratori e la mostra di quadri simpatico bruco di tattili. Gli ospiti hanno visitato in matappi, mentre il clou niera itinerante una serie di stand, in della gita è stata la giorognuno dei quali hanno potuto vedere nata trascorsa fra i conida vicino un’attività: costruire collane, gli, le oche, gli asini e i fare bigné, preparare un cocktail, fare cani dell’associazione La un massaggio con creme profumate, Collina degli Asinelli. • realizzare originali strumenti musicali Sul set. Le riprese all’interno del Centro di Molfetta

REGIONE MARCHE RICONOSCE LA NOSTRA SPECIFICITÀ

Le buone azioni porre. hanno ha nno un buon sa sapore. Partecipa all’operazione Pasta della Bontà, cerca il merrcato Campagna Amica più vicino a te sul sito www.pastadellabonta.it www .pastadellabonta.it

Una legge per la Lega del Filo d’Oro Un passo propedeutico all’accesso a fondi nazionali ed europei

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a solo tre articoli, ma dalle conseguenze molto importanti. È la legge approvata all’unanimità dall’Assemblea legislativa della Regione Marche lo scorso 10 settembre, che prevede il riconoscimento della «particolare specificità dell’attività multidisciplinare svolta dalla Lega del Filo d’Oro». La legge riconosce la “Lega” quale «punto insostituibile per l’assistenza, l’educazione, la riabilitazione, il recupero e il reinserimento delle persone sordocieche e dei pluriminorati psicosensoriali»: si tratta di un atto formale che apre all’Associazione la possibilità di accedere a contributi dello Stato e del-

l’Unione Europea in favore delle attività che svolge. La Regione Marche si impegna anche a incentivare lo sviluppo del volontariato per il reinserimento dei pluriminorati psicosensoriali, a promuovere percorsi nelle scuole per far conoscere la sordocecità e ad assegnare alla Lega del Filo d’Oro un contributo annuale per i servizi forniti agli utenti, di entità da stabilire di anno in anno, già a cominciare dal 2014. Per Rossano Bartoli, segretario generale, «l’approvazione di questa legge regionale è un riconoscimento significativo che ci consente di guardare agli obiettivi futuri con maggiore fiducia». •


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STORIE DI VITA

ITALIA E ROCCO RACCONTANO I PICCOLI GESTI QUOTIDIANI PER SVILUPPARE TASSELLI DI AUTONOMIA

Margherita, un piccolo fiore che sta imparando a sbocciare Ogni bambino ha in sé molte potenzialità, ma per intuirle servono tempo e metodo. Alla Lega del Filo d’Oro non mancano

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argherita percorre il vialetto fiera, per mano alla mamma. Schiaccia lei il pulsante per aprire, con la mamma che la guida con la voce e le sostiene la mano. Mi abbraccia e si fa dare un bacio. La mamma sorride: «Questa è la Lega del Filo d’Oro». Margherita ha sei anni, vive a Varese, frequenta la scuola materna, ama nuotare, la nutella e la sedia a dondolo: l’ha scoperta a Osimo lo scorso maggio, durante il suo terzo trattamento intensivo, e sarà il regalo che riceverà a Natale. È nata prematura, a 28 settimane e per quaranta giorni sono stati in due a lottare in terapia intensiva: «Poi Vincenzo si è fatto da parte e lì ho capito che Margherita doveva essere salvata, prima nella vita e poi nella qualità di vita, con tutte le nostre forze», dice Italia, la mamma. Quella frase - «questa è la Lega del Filo d’Oro» - Italia la ripeterà

molte volte: quando Margherita fa segno di aver sete, beve da sola e da sola posa il bicchiere sul tavolo; quando va in camera sua e per un po’ resta a giocare con coperchi e scatole, mentre noi parliamo; quando papà Rocco tira fuori una foto di Margherita al ristorante, seduta e sorridente. «Terapisti bravi ne abbiamo trovati tanti», spiega Italia, «ma solo grazie alla Lega del Filo d’Oro noi sappiamo gestire il quotidiano. La fisioterapia e la logopedia sono importantissime, ma si tratta di poche ore alla settimana: noi invece viviamo con i nostri figli tutto il giorno e tutta la notte e solo la “Lega” lavora sui gesti quotidiani. Hanno trasformato tutta la nostra famiglia, non solo Margherita». Capaci di stare accanto Margherita è uscita dalla terapia intensiva a due mesi, con una lesione cerebrale e

Per le occasioni più gi gioiose della tua vita, comunione, cresima, matrimonio, battesimo, comunione sostituisci le anniversario,, laurea so bomboniere con quelle della tradizionali bombonier Lega del Filo d’Oro e contribuisci così ad aiutare i bambini e gli adulti pluriminorati psicosensoriali. sordociechi e plurimin

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pevolezza nei ragazzi come nei genitori. Riescono a farti sentire capace di stare accanto a tuo figlio. Ed è un regalo meraviglioso».

una tetraparesi infantile. Dopo poche settimane i test rivelano che ha anche problemi di vista e una sordità profonda bilaterale. Mamma Italia e papà Rocco, che fa l’oculista, dalla Calabria salgono a Varese. Accettano di operare la bambina, a patto che per un anno resti in città. Rocco e Italia hanno tempo fino a sera per decidere, ma gli basta guardarsi negli occhi: Italia e Margherita si trasferiscono a Varese, per i primi tre anni da sole, poi Rocco le raggiunge. L’intervento non dà i risultati sperati e solo nel 2011 una ritaratura delle mappe, questa volta fatta a Merano, regala a Margherita il piacere di udire: «Adesso lei cerca l’apparecchio, se lo mette da sola». Alla Lega del Filo d’Oro arrivano quando Margherita ha tre anni, su consiglio di un’al-

tra mamma: «Mi si è aperto un mondo, perché gli operatori hanno intuito che mia figlia aveva delle competenze in più, delle potenzialità. Loro sono bravissimi nell’intuire possibilità che un genitore nemmeno immagina, come dei rabdomanti: ci riescono perché si prendono tantissimo tempo per stare con il bambino e osservarlo», dice Italia. E inizia a raccontare, sorridendo, con Margherita che le si accoccola in braccio e sgranocchia wafer: «Quando siamo andate a Osimo per la prima volta, Margherita aveva il pannolino e mangiava solo cibo frullato. Ricordo ancora le parole che mi dissero: “Signora, è lei a non esser pronta a toglierle il pannolino, non Margherita”. Era vero. Loro sanno imporsi nella maniera giusta, accompagnarti per mano, far emergere la consa-

Fotogrammi dell’autonomia Dopo il primo soggiorno a Osimo, Italia e Rocco iniziano a vivere una quotidianità più serena, naturale. Tornano a Varese con gli strumenti per accudire al meglio Margherita e far fiorire quelle competenze che erano come in bocciolo: pian piano Margherita si desensibilizza verso i cibi solidi e impara ad apprezzarli. Un anno e mezzo dopo, con il secondo trattamento, l’obiettivo è imparare ad alzarsi in piedi: «A Osimo scopri che l’autonomia si raggiunge scomponendo un gesto complesso in tanti piccoli fotogrammi. Così la “Lega”, con le sue tecniche e il suo know how, entra nella gestualità di tutti i giorni». L’ultimo trattamento di Margherita è recentissimo: «sono stata orgogliosa di far vedere tutti i progressi di Margherita», confessa Italia. Per i prossimi mesi Margherita lavorerà sulla comunicazione, per iniziare a esprimere con dei gesti ciò che vuole e come si sente. Con i gesti ha già imparato a dire “basta”, “ancora”, “ciao”. E i suoi giochi vis a vis con la mamma sono spesso esercizi per abituarla a stare vicino a un’altra persona, in una prima forma di socializzazione. È l’ora del bagnetto serale, e dei saluti. Italia chiama l’ascensore e mi dice: «Margherita mi ha cambiato la vita, certo. Ma me l’ha cambiata in meglio». •


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DALL’ASSOCIAZIONE AGENDA

PER LA PRIMA VOLTA L’ITALIA HA CELEBRATO LA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI LASCITI

Lasciare una traccia di bene senza nemmeno volere un grazie Parmigiano Reggiano da intenditori.

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hanno le idee più che chiare: i loro desideri incrociano alla perfezione la mission della onlus e una chiacchierata con il notaio serve solo a togliersi i dubbi tecnici». In questo ruolo tecnico il notaio però è anche testimone di una generosità che non può non coinvolgere sul piano umano: «È fonte di grande emozione poter ascoltare il dipanarsi delle volontà raccontate nella spontaneità», ammette il notaio Ciarletta: «Il testamento è il documento sicuro a cui affidare questo desiderio di solidarietà e tra le sue righe si nasconde il pudore di un gesto da svelare solo dopo la morte, quasi a lasciare una traccia di bene senza la necessità di essere ringraziati». Anche Adolfo de Rienzi, presidente dell’Accademia Nazionale del Notariato, vede un «crescente interesse verso il testamento solidale» e nota che «le persone prediligono organizzazioni affidabili, solide, con una storia che dimostri il loro essere in grado di produrre dei risultati. Questo conta più della notorietà del nome». È de Rienzi a spiegare che la familiarità degli

italiani con il testamento solidale può aumentare ancora sfatando alcuni luoghi comuni, non sempre corretti. Se è vero che «non c’è nulla di peggio di un testamento che, per un errore di forma, non consenta di realizzare la volontà del testatore», dice, fare testamento non è difficile come si pensa e basta il consiglio di un notaio (anche la Lega del Filo d’Oro mette a disposizione i suoi esperti) per sciogliere ogni dubbio. Bisogna sapere, ad esempio, che il testamento è un atto revocabile in qualsiasi momento e che - soprattutto nel caso si desideri lasciare le proprie sostanze a una onlus - è fondamentale la sua reperibilità. Quanto al contenuto - posto che ogni lascito, anche il più piccolo, è prezioso - i notai osservano come in questo momento di crisi la vendita di un immobile possa risultare non facile rispetto al valore auspicato: «Per esperienza però», assicura Ciarletta, «le onlus fanno grandi sforzi amministrativi pur di ottimizzare i vantaggi della rivendita dei beni loro lasciati». • lasciti@legadelfilodoro.it - tel. 071.72451

Dal 1 Dal 19 1964 964 9 64 64 siamo s iamo c con on llo loro, oro ro, ogni o gn nii giorno. giiorno. orno.

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Valigetta del Natale, parmigiano solidale I topini bianchi della Parmareggio non sono solo veri intenditori di formaggio, ma anche di solidarietà. L’azienda leader nella produzione e vendita del parmigiano reggiano ha realizzato una confezione solidale, dedicata alla Lega del Filo d’Oro, che sarà disponibile nei supermercati da novembre e per l’intero periodo natalizio. Acquistando una confezione di parmigiano reggiano con il logo dell’Associazione, si donerà un euro alla Lega del Filo d’Oro e si potranno così sostenere i tanti progetti per aiutare chi non vede e chi non sente ad uscire dall’isolamento. Vi aspettiamo numerosi: con il vostro aiuto potremo potenziare il nostro intervento per tanti. •

l 13 settembre l’Italia ha celebrato per la prima volta la Giornata Internazionale dei Lasciti. Nata nel 2011 nel Regno Unito, da noi la giornata è stata promossa dal network Testamento Solidale: un gruppo di grandi organizzazioni non profit, tra cui anche la Lega del Filo d’Oro, che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del lascito in favore di cause sociali. L’interesse verso questo strumento è in graduale crescita e sempre più persone lo pensano come un’opportunità per continuare anche dopo la vita il proprio impegno solidale, oltre che per tutelare al meglio il futuro dei propri cari. Parlarne è difficile, per la delicatezza dell’argomento. I notai sono i confidenti privilegiati di questo nobile desiderio di restare accanto a chi fa del bene. «Non è infrequente incontrare persone che sentono la necessità di sostenere delle onlus, destinandovi parte del patrimonio», racconta il notaio Pietro Ciarletta, che esercita a Osimo e segue da vicino la Lega del Filo d’Oro. «Le persone che si rivolgono a me

avore di chi no af

Parmareggio

Due notai raccontano con commozione le motivazioni di chi fa testamento solidale

800.90.44.50 800 0.90.44.50 Ogni se sera... ra...

GVM Care e Therabel

Aiutare gli altri fa stare bene GVM Care & Research ha lanciato nelle farmacie MedBox, una serie di pacchetti per il check up della salute, contenenti visite specialistiche ed esami a prezzi contenuti: con l’acquisto di ogni kit si devolvono 2 euro alla Lega del Filo d’Oro. Fronte sanitario anche per l’iniziativa sociale della filiale italiana di Therabel Pharma: nei mesi di settembre e ottobre ha sostituito il classico gadget aziendale dato ai medici con una donazione di pari valore a una organizzazione non profit. Fra le non profit che gli informatori hanno proposto ai medici c’era la Lega del Filo d’Oro. •

Ogni no notte... otte...

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DEBUTTA UN NUOVO SITO PER LE DONAZIONI ONLINE

Donare è più facile e più bello Uno spazio per esserci ancora più vicini, con i video che raccontano la quotidianità dei nostri centri

D

onare da oggi è ancora più semplice e più bello. Da qualche settimana è online il nuovo sito dedicato a chi vuole sostenere l’attività della Lega del Filo d’Oro ed essere al fianco degli operatori che ogni giorno insegnano alle persone sordocieche come essere autonomi nei piccoli gesti quotidiani, come orientarsi, come comunicare. Grazie al nuovo sito, donare è più bello perché i video e le

testimonianze di utenti, famiglie e operatori fanno vivere in diretta quello che si fa dentro i Centri: non è facile immaginare come sia la vita di chi non

vede e non sente, di come si possa dialogare con il mondo, e i video danno questa emozionante possibilità. Donare è ancora più semplice perché

non serve più inserire ogni volta i propri dati personali: a chi è già registrato sarà sufficiente digitare le proprie credenziali e cliccare sul pulsante «dona ora». Dal nuovo sito sarà possibile fare donazioni online con carta di credito e con paypal, e per la prima volta si potrà fare online una donazione periodica, sia con carta di credito che con il RID bancario: basteranno pochi clic da casa. • http://donazioni.legadelfilodoro.it


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DALL’ASSOCIAZIONE VISTI DA VICINO

Come i sordociechi, io conservo nel cuore il profumo dei cibi Per il secondo anno consecutivo Marisa Laurito è accanto alla Lega del Filo d’Oro nell’iniziativa “Pasta della Bontà”.

È

nata a Napoli e la prima cosa che dice di sé è proprio che non le sarebbe piaciuto nascere in nessun’altra città, perché a Napoli il teatro si respira nelle strade, da quando sei in fasce: «la commedia, l’ironia e i tempi comici ti avvolgono come ti avvolge il mare». Marisa Laurito nella sua lunga carriera è stata tante cose: donna di teatro, di televisione, di spettacolo, sempre capace di reinventarsi restando fedele a se stessa. Anche quest’anno l’attrice è accanto alla Lega del Filo d’Oro nell’iniziativa “Pasta della Bontà”, con una ricetta che ha scelto perché è «straordinariamente buona e soprattutto facile... come dovrebbe essere la vita di tutti»: i fusilli alla Libero Bovio. Ricorda come e quando ha incontrato la Lega del Filo d’Oro? L’ho conosciuta attraverso Renzo Arbore, moltissimi anni fa, con una passione che mi aveva colpito moltissimo. Ogni volta che con Renzo iniziamo a parlare della Lega del Filo d’Oro finiamo sempre per discutere di religione e dell’ingiustizia per cui alcuni bambini nascono con problemi così grandi, senza alcuna colpa. Ha mai visitato un centro dell’Associazione? No, non so se ne avrei la forza: mi sento una donna d’azione, se c’è da attivarsi per far conoscere, promuovere, raccogliere soldi io ci sono, ma davanti a quei ragazzi io non potrei fare nulla, mi sento male. Non sopporto di essere impotente. Ammiro molto Renzo che invece ha un rapporto personale con l’Associazione e con i suoi ospiti. La cucina, con i suoi profumi e sapori,

è un ambiente privilegiato per le persone sordocieche, perché regala loro esperienze molto stimolanti pur in assenza di vista e udito: c'è un sapore o un profumo che le è particolarmente caro perché le porta alla mente un ricordo particolare? Scusi, mi sono distratta perché ascoltandola mi è venuto in mente che forse potrei fare qualcosa con loro proprio in cucina, perché sentono i profumi e i sapori. Non ci avevo mai pensato… Il profumo dei cibi è qualcosa che ti resta dentro, soprattutto quelli dell’infanzia. Per questo dico sempre alle mamme di cucinare in casa, perché quei profumi restano nella testa e nel cuore. Io sento ancora il profumo della torta “Bil Bol Bul” che faceva mia mamma, una torta di cioccolato inventata durante la guerra, che anche nel nome mischia americano e napoletano. Lei è in tv con un nuovo programma di cucina e ha scritto una nuova ricetta in occasione della Pasta della Bontà: che cos’è per lei cucinare? È creatività e invenzione, ma soprattutto è un abbraccio che esprime affetto. Io ho iniziato a cucinare perché da giovanissima, tra gli amici della bohème, nessuno sapeva farlo: preparare una cena è una scusa per chiacchierare e per socializzare. Non ha avuto paura di essere allegra. Ci regala un messaggio di serenità? La vita è un grande dono, e sempre nella vita si ricevono regali straordinari. Mi piacerebbe che le persone seguite dalla “Lega” guarissero, ma non è possibile... Però in tutte le situazioni si può raccogliere ciò che vi è di buono: ed è esattamente quello che fa la Lega del Filo d’Oro.•

UN FILO D’ORO CON I GIOVANISSIMI

Sotto l’albero delle stelle crescono doni d’amore Sabato 3 agosto, a Loreto (AN), la festa conclusiva del campo estivo dell’associazione “L’albero delle stelle” è stata un successo. Protagonisti della serata sono stati i bambini e gli animali. Il campo scuola infatti per sette settimane ha coinvolto i bambini in attività a contatto con la natura, in un ambiente che ricordava le fattorie di una volta e la vita che vi si svolgeva. Il cuore del campo è stato il progetto “Costruire

per donare”: i bambini sono stati chiamati a creare piccoli oggetti in legno, lavorandolo artigianalmente. Gli oggetti costruiti dai più piccoli sono diventati doni preziosi, con-

segnati a diverse associazioni tra cui la Lega del Filo d’Oro: l’idea alla base del progetto era la sperimentazione della diversità come fonte di ricchezza e di crescita e non come elemento discriminante. Nella serata di festa Mauro Coppa, responsabile del settore scolare e giovani della Lega del Filo d’Oro, ha parlato ai bambini e alle loro famiglie delle tante cose che un sordocieco può fare se adeguatamente seguito. •

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SISTEMI DI COMUNICAZIONE/5

Come comunicano le persone sordocieche Le persone sordocieche, che non possono avvalersi del linguaggio verbale, utilizzano sistemi di comunicazione alternativi, sfruttando le proprie capacità residue per interagire con gli altri, capire e farsi capire. In ogni numero di Trilli nell’Azzurro approfondiamo uno tra questi sistemi.

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4 5 MALOSSI 6 7 8 9

on il metodo Malossi i sordociechi possono comunicare tra loro e con gli altri attraverso la mano, toccando (lettere nere) o pizzicando (lettere azzurre) le varie parti di essa che corrispondono a una precisa lettera dell’alfabeto. Colpisce la velocità con cui le persone sordocieche comunicano con il Malossi. Questo metodo è utilizzato, in genere, dalle persone che hanno appreso il linguaggio verbale prima di diventare sordocieche. Si presta bene anche alla comunicazione con persone che sentono e vedono normalmente, che lo possono praticare facilmente utilizzando un guanto che riporta le lettere dell’alfabeto.

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DIARIO

IN BREVE

Com’è rock l’app di Giovinazzo Si chiama Rock Invaders ed è la prima app in favore dei bambini sordociechi. L’app - un gioco per divertirsi a suon di musicisti robot sul proprio smartphone - è stata lanciata nella XIV edizione del Giovinazzo Rock Festival. Parte del ricavato è devoluto alla Lega del Filo d’Oro. All’evento, organizzato dal circolo “Tressett” di Giovinazzo (BA), hanno partecipato anche alcuni utenti e operatori del Centro di Molfetta, dando dal palco la loro testimonanza.

Lo scontro generoso del rugby romano Unione Rugby Capitolina e Lazio Rugby 1987 si sono affrontate il 14 settembre a Roma, in una partita di solidarietà in favore della Lega del Filo d’Oro, organizzata

dal Rotary Club Roma Nord con il patrocinio del Rotary International Distretto 2080 e del Club Capitolina Rugby. Grande l’affluenza sugli spalti per assistere al gioco delle due squadre di under18. I ragazzi sono stati generosi in campo e molto attenti dopo la partita, quando il dottor Francesco Baglio, presidente del Rotary Club Roma Nord, ha presentato le attività dell’Associazione.

Molfetta-Bari in campo Una sfida tutta pugliese quella che si è giocata il 5 settembre tra il Molfetta e il Bari. A bordo campo, ad assistere alla partita amichevole, c’erano anche alcuni utenti del Centro di Molfetta della Lega del Filo d’Oro, che hanno scambiato i gagliardetti con le due squadre. Il ricavato è

stato devoluto alla Lega del Filo d’Oro.

Storico legame con il Trofeo 5 Torri Appuntamento con lo sport per le vie di Osimo, con la presenza della Lega del Filo d’Oro. Domenica 8 settembre il centro storico della città ha ospitato oltre mille atleti per la 31^ Edizione del “Trofeo 5 Torri”. La gara, una delle più prestigiose delle Marche, era organizzata dagli amici dell’Atletica Amatori Osimo Bracaccini, di cui la “Lega” è da molti anni partner etico.

Una banda allieta la Val di Sole I nostri meravigliosi volontari sono attivi anche in vacanza: Ermelino e Anna, che da anni frequentano la Val di Sole, grazie all’amici-

zia con la locale Pro Loco hanno organizzato sul luogo un concerto in nostro favore. Sede della manifestazione il teatro di Dimaro (TN), allietato dalle allegre note della banda locale. Anche alcuni sordociechi che erano a Folgaria per il soggiorno estivo hanno partecipato alla serata, godendo della musica attraverso le vibrazioni di palloncini.

Bella partenza del Trofeo Lamonica Mercoledì 18 settembre il piazzale del Centro di Riabilitazione di Osimo si è riempito di ciclisti e pubblico. Partiva da qui il 26° “Trofeo Rigoberto Lamonica”, gara classica del ciclismo nazionale per Elite e Under 23. Fra l’entusiasmo del pubblico e dei ciclisti, sono stati proprio i ragazzi sordociechi del Centro a dare il via alla gara.

Cara Sabina, grazie per l’energia che ci hai donato Sono passati 14 anni da quando Sabina Santilli, fondatrice della Lega del Filo d’Oro, ci ha lasciati. Il 12 ottobre la sorella Loda, i parenti e gli amici della Lega del Filo d’Oro l’hanno ricordata. Antonio Russo, ha voluto “parlarle” così: «Siamo qui per dirti grazie per l’immensa riserva di energia d’amore che hai saputo donarci. Oggi la sordocecità non mi impedisce di dire la mia, per questo ti devo ringraziare».

CI HANNO AIUTATO

grazie! LA POSTA Spettabile Lega del Filo d’Oro, ho ricevuto il bel libro che mi avete mandato e vi ringrazio molto: lo sto leggendo con molta attenzione e mi commuove apprendere il valore e la bellezza della vostra associazione. Leggendo la rivista che regolarmente mi mandate riuscivo a intuirne il valore, ma sapevo ben poco delle vostre origini e di quella straordinaria persona che è stata Sabina Santilli. Ricevetti tempo fa anche il vostro invito a visitare la vostra sede: mi sarebbe piaciuto accoglierlo, ma non mi è proprio possibile, perché io vivo sola e sono anche avanti con gli anni, che sono 92. Vi auguro di progredire sempre di più nella vostra missione, con sincero affetto, Albertina B., Pergola (PU) Spettabile Lega del Filo d’Oro, nel libro sulla vostra fondatrice, Sabina Santilli, emerge la grande volontà di una donna che ha saputo valorizzare ogni singolo dono delle persone con disabilità multipla. L’eco della sua voce risuona ancora nelle numerose attività che prestate in favore dei vostri ospiti. Grazie anche per Trilli, su cui leggo

la storia dei piccoli ospiti e le novità su ciò che fate. Un saluto sincero a tutti, in particolare ai bambini. Con stima, Giampaolo S., Roma Cara Albertina, caro Giampaolo, siamo lieti che abbiate apprezzato il volume su Sabina Santilli. Come avrete letto in questo numero di , abbiamo pubblicato un secondo libro, che racconta come è nato e come negli anni, attraverso la ricerca e la passione di tanti professionisti, ha preso forma quel metodo riabilitativo che oggi consente ai nostri utenti di raggiungere importantissimi risultati verso l’autonomia e di vivere una vita piena di dignità. Speriamo possa essere per tutti voi un modo per conoscerci meglio e apprezzare ancora di più il nostro lavoro. Egregio dottor Bartoli, spero di venire incontro nel mio piccolo alle esigenze dei cari bambini, per farli uscire dallo stato in cui vivono e incontrare il mondo esterno: vorrei fare di più, ma non posso. Tuttavia finché vivrò penserò tutti i mesi ai bambini sordociechi e in particolare a Bene-

detta. Spero che con l’aiuto di tutti noi, i bambini sordociechi potranno avere tutto il necessario e così vivere una vita meno dura e meno triste. Vi saluto, anche da parte di mio marito Silvana P., Roccavione (CN) Cara Silvana, grazie per il suo contributo e il suo pensiero. Per noi è fondamentale poter contare su un sostegno fedele, certo, che ogni mese stia vicino ai nostri ospiti, proprio come facciamo noi. Carissimi bambini, sono nonno Virginio e vi ringrazio delle vostre fotografie e delle care letterine. Io sono vecchio e solo e i vostri scritti mi fanno compagnia. Non posso inviarvi molto, ma vi penso tanto e vi abbraccio tutti. Grazie anche alle vostre assistenti, che vi curano con amore. Virginio, Tiene (VI) Caro signor Virginio, che bello che lei si consideri e si definisca “nonno” per i nostri bambini. Questo affetto, che è lo stesso con cui tantissimi altri sostenitori ci accompagnano, è molto importante per noi, altrettanto prezioso del contributo con cui ci sostenete. Grazie!

Notiziario ufficiale della Lega del Filo d’Oro ONLUS Associazione Nazionale riconosciuta con D.P.R. n. 516 del 19.5.1967 Via Montecerno, 1 - 60027 Osimo (AN) tel. 07172451 - fax 071717102 c/c postale 358606 WEB www.legadelfilodoro.it E-MAIL info@legadelfilodoro.it Direttore editoriale Francesco Marchesi Direttore responsabile Rossano Bartoli Comitato di redazione Maria Giulia Agostinelli, Chiara Ambrogini, Gianluca de Tollis, Alessandra Piccioni. Segreteria di redazione Anna Maria Catena, Maria Laura Volpini Coordinamento editoriale e grafica Sara De Carli e Antonio Mola Vita Società Editoriale S.p.A. Stampa Tecnostampa s.r.l. - Loreto (AN) Questo numero è stato chiuso in redazione il 2 ottobre 2013 ed è stato tirato in 388.000 copie. Autorizzazione del Tribunale di Ancona 29.7.1981 n.15. Bimestrale - Poste Italiane SpA Spedizione in A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art.1, comma 2 - DCB Milano

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Trilli nell'Azzurro - N° 5/2013  

Magazine bimestrale della Lega del Filo d'Oro - Settembre / Ottobre 2013

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