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Cronache del 9 febbraio 2026

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15 gli operatori turistici, 30 co-espositori. Per la prima volta anche uno spazio dedicato ai musei. Special guest Arisa

Bit 2026, la Basilicata tra patrimonio naturalistico e visione innovativa

L’Apt Basilicata parteciperà alla Borsa Internazionale del Turismo (BIT) di Milano, in programma da domani al 12 febbraio, con un racconto unitario e contemporaneo, capace di tenere insieme identità, visione e futuro portando in scena una “Terra Madre” che attraversa tutto il territorio regionale, riprendendo il concept creativo già presentato all’Expo di Osaka dell’estate scorsa. Lo spazio della Basilicata ospiterà 15 operatori turistici che per tre giorni incontreranno buyers per proporre la loro offerta di vacanza nella regione, e circa 30 coespositori tra rappresentanti istituzionali e operatori del settore provenienti da tutte le aree turistiche regionali. È previsto un programma di 18 incontri e presentazioni proposte dagli enti territoriali e dal Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Di particolare rilievo è la partecipazione per la prima volta dei Musei regionali che presente-

ranno la mostra diffusa “Le dee del grano”. Il momento di presentazione delle prospettive per il 2026, a partire dall’analisi dei dati dell’anno appena trascorso, si terrà martedì 10 alle ore 15:30 con la conferenza istituzionale presieduta dal Presidente della Regione, Vito Bardi e dal Direttore generale dell’Apt, Margherita Sarli, con la partecipazione della Direttrice della Fondazione Matera-Ba-

silicata 2019, Rita Orlando.

Il focus metterà a sistema i principali riconoscimenti ottenuti dal territorio e i progetti culturali e turistici di maggiore rilievo, delineando un'offerta integrata che coinvolge aree interne, città d'arte, costa e patrimonio culturale diffuso.

Il Vulture, nominato Città Italiana del Vino 2026, diventa il simbolo di una Basilicata che affida al vi-

no, in particolare all'Aglianico del Vulture, e alla cultura agricola il racconto di una storia profonda fatta di paesaggi, comunità e saperi, elementi identitari capaci di generare sviluppo, attrattività e nuove forme di turismo esperienziale. In parallelo, Matera si presenta nel suo ruolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, rafforzando una vocazione che guarda al Mediterraneo come spazio di incontro e confronto tra popoli, mentre Policoro rappresenta il volto ionico della regione come Capitale del mare 2026 e punto di riferimento per un'offerta turistica che integra balneazione, archeologia della Magna Grecia e paesaggi costieri.

All'interno di questo quadro trova spazio il progetto "Fantastico Medioevo", che riporta al centro il patrimonio medievale lucano, rileggendolo con i linguaggi del presente e costruendo un percorso strategico che guarda alle grandi scadenze culturali

dei prossimi anni, dai Normanni alle Costituzioni federiciane, con Melfi protagonista. La programmazione si arricchisce poi con un momento dedicato al rapporto tra creatività e promozione territoriale, con un panel che vedrà la partecipazione di Arisa, cantautrice di origini lucane, in dialogo con la Lucana Film Commission, Apt e Gal La cittadella del sapere.

«Abbiamo tentato di mettere a sistema in questa Bit non solo i riconoscimenti per il 2026, ma anche i punti cardine della nostra offerta come ad esempio Maratea ed il patrimonio naturalistico che si condensa nei parchi lucanispiega il DG dell’Apt, Margherita Sarli - inoltre, alla presentazione dei nostri prodotti associamo una comunicazione più concettuale e meno tradizionale che prenderà forma nel nostro stand. La Bitconclude - è momento di proposta ma anche confronto e riflessione per la nuova stagione turistica».

Il presidente Tisci: «Progetti nati dal dialogo per trasformare il territorio in motore turistico e valorizzarne le

Sirino e auto d’epoca: il Pnal alla Bit scommette sul turismo esperienziale

Il Parco Nazionale Appennino Val d'Agri Lagonegrese sarà presente alla BIT con «due idee di turismo che, oltre a rappresentare due proposte turistiche, vogliono anche raccontare un modello di rapporto con il territorio» afferma il presidente del Pnal Antonio Tisci.

«All'interno della BIT, grazie all'ospitalità che ci viene offerta dall'APT, il Parco presenterà sia una proposta sul turismo outdoor sul complesso del Sirino che una che abbiamo chiamato “strada delle contraddizioni”» continua Tisci.

Prima ancora di parlare delle due proposte è necessario soffermarsi sul metodo con le quali le due proposte sono nate: «Siamo abituati ad immaginare le istituzioni pubbliche come motori territoriali che si attivano su proprie idee. Nella mia cultura, al contrario, il richiamo al principio di sussidiarietà verticale determina la volontà di immaginare le istituzioni come porte aperte al dialogo e capaci di potenziare le idee che pervengono dal territorio, dalle associazioni e da chi opera realmente. - prosegue il presidente del Parco - Tutte e due le proposte nascono dal dialogo e dall'ascolto che è stato, in entrambi i casi, favorito da Donata Manzolillo che, nel-

la sua collaborazione con l'Ente, ha portato alla mia attenzione due realtà molto diverse tra di loro ma che hanno in comune la possibilità di incrociare innovativi flussi turistici». La prima proposta nasce dal MG by the sea 2025 voluta dal direttore regionale di Basilicata MG Car Club d'Italia Lanfranco Nortano che ha organizzato nell'anno passato un importante raduno di auto d'epoca che ha attraversato anche il territorio del Parco: «Si tratta di un turismo che potremmo definire di nicchia rispetto ai grandi numeri ma che, non soltanto è alto spendente ma che, soprattutto, si sposa bene con i paesaggi della nostra Basilicata, con la sua viabilità secondaria che si inerpica sulle montagne e con in nostri borghi dai quali è molto lontano il logorio della vita moderna» spiega Tisci. Per il 2026 il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano, verificate le potenzialità di queste iniziative, vuole tornare al centro di questo tipo di turismo e presenterà alla BIT le proprie idee con un focus che vedrà la partecipazione, oltre che del Presidente del Parco e di Nortano, del Ernesto Maloscia, direttore regionale Lombardia MG Car Club d'Italia oltre che segretario nazionale MG Car Club d'Italia.

L'idea è quella di presentare i paesaggi del Parco Nazionale come luogo ideale per i raduni delle auto d'epoca con un pacchetto turistico ad hoc per il 2026.

L'altro focus che vedrà protagonista il Parco riguarda il complesso del Sirino: «È mia convinzione da sempre che il Massiccio del Sirino, dal lago fino alle vette montuose ha tutta la potenzialità per diventare un grande motore turistico. Gioca a suo favore la vicinanza con la rete autostradale, la facile raggiungibilità e la sua prossimità alle località balneari» afferma Tisci.

«In questo contesto l'Ente Parco, che non ha alcuna competenza in materia di infrastrutture, può giocare la sua partita nella costruzione di un pacchetto Sirino che sappia partire da chi opera sul territorio dando loro le possibilità di muoversi. - continua Tisci - Con questo spirito di ascolto e di partecipazione ho accolto, quindi, con grande entusiasmo l'idea che la stessa Manzolillo ha costruito insieme a Roberto Cantisani (Sirino Outdoor Experience), Pietro Ielpo (Presidente Sirino Gravity) Alessandro Cozzi (Guida Aigea) e Pietro Anania (ideatore Food Truck) per presentare una visione che unisce cibo, passeggiate, biciturismo e territorio in una proposta a 360 gradi per quattro stagioni».

«Sono le prime due complete proposte turistiche che il Parco mette in campo e che presenterà alla BIT che vogliono anche dare struttura ad un metodo di governo che non impone idee ma che si apre alle proposte che vengono dal territorio coinvolgendo le associazioni, gli operatori singoli e associati e valorizzando le loro professionalità nella convinzione che siano loro i veri protagonisti del Parco intendendo con questo termine il Parco come comunità viva e vitale. - conclude Antonio Tisci - La speranza è che questo tipo di proposte venga sempre di più all’attenzione dell'Ente che è sempre pronto ad offrire le proprie strutture a chi vuole valorizzare il territorio ricordando che la promozione turistica, insieme alla valorizzazione dell'agricoltura e dell'artigiano, è una delle missioni tipiche dei Parchi Nazionali che, a mio avviso, è anche l'unico vero modo per tutelare la biodiversità trasformandola in un vantaggio competitivo per le zone interne».

Manzolillo e Tisci

Undici volumi per raccontare personaggi, luoghi e vicende che hanno plasmato il territorio, Bardi: «Dedicata alle nuove generazioni»

La Basilicata medievale protagonista della collana “Fantastico Medioevo”

«Questa collana rappresenta un viaggio affascinante nel cuore della nostra storia medievale. Attraverso personaggi emblematici, luoghi suggestivi e vicende cruciali, Fantastico Medioevo restituisce alla Basilicata il ruolo di crocevia di civiltà, di incontri e di visioni che hanno contribuito a plasmare il Mediterraneo e l’Europa. Il Medioevo lucano, spesso trascurato o relegato ai margini della cronaca nazionale, emerge qui con forza e bellezza, grazie al lavoro di studiosi, storici e scrittori di prestigiosi Atenei italiani. A loro va il nostro ringraziamento per aver saputo coniugare rigore scientifico e capacità divulgativa, rendendo accessibile a tutti una memoria che è patrimonio collettivo. Questa iniziativa non è solo editoriale: è educativa, è sociale, è politica nel senso più alto del termine. I nostri interlocutori privilegiati sono le nuove generazioni: nelle loro mani consegniamo questo prezioso patrimonio». Il presidente della Giunta regionale della Basilicata, Vito Bardi, ha aperto oggi al Polo bibliotecario di Potenza, la presentazione della collana “Fantastico Medioevo” realizzata con gli Editori Laterza nell’ambito del progetto promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, con la direzione scientifica del prof. Fulvio Delle Donne. Attraverso undici volumi, agili e avvincenti, viene raccontata una storia di incontri tra popoli, culture e civiltà nel cuore del Mediterraneo, un passato luminoso che parla al presente e orienta il futuro. All’incontro di presentazione hanno preso parte il direttore della Biblioteca nazionale di Potenza, Luigi Catalani, la direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando, la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale della Basilicata, Anna Dell’Aqui-

la, il direttore scientifico di Fantastico Medioevo e curatore della collana, Fulvio Delle Donne, l’editore Alessandro Laterza, lo storico del diritto Ortensio Zecchino, autore di uno dei volumi. Al centro della collana ci sono importanti personaggi, luoghi e vicende della Basilicata; i primi due volumi, disponibili dal 16 gennaio in libreria e sui principali store online, sono dedicati a “Merli, aquile e falchi. Itinerari tra i castelli di Federico II” (a cura di Fulvio Delle Donne) e a “Melfi 1231. Federico II e l'emanazione della Costituzione” (a cura di Ortensio Zecchino).

Le uscite successive racconteranno di Roberto il Guiscardo e i giuramenti di Melfi, Guglielmo III il re bambino, l’inizio della conquista normanna del Mezzogiorno nel 1041, la principessa Sichelgaita e l'ascesa del Guiscardo, Melfi e il suo territorio tra XIII e XV secolo, Luca il convertito e i saraceni a Pietrapertosa, Costanza d’Altavilla e la nascita di Federico II, l’antipapa Anacleto II, il re Ruggero II d’Altavilla.

I volumi, in uscita nel corso del 2026, sono curati da studiosi, scrittori e storici di diversi Atenei italiani: oltre al prof. Fulvio Delle Donne dell’Università Federico II di Napoli e lo storico del diritto, Ortensio Zecchino, che aprono la collana, i prof. Alessandro Di Muro e Francesco Panarelli dell’Università degli Studi della Basilicata, il prof. Victor Rivera Magos dell’Università Pegaso, lo storico, scrittore e divulgatore Alessandro Vanoli, la prof.ssa Amalia Galdi dell’Università di Salerno, il giornalista del Tg1 e storico Mario Prignano, il prof. Amedeo Feniello dell’Università dell’Aquila, il prof. Francesco Paolo Tocco dell’Università di Messina.

Nel corso dell’anno i volumi saranno presentati e distribuiti negli Istituti scolastici secondari di secondo grado del Vulture Mel-

fese e Alto Bradano nell’ambito di un progetto più ampio che vedrà protagoniste le scuole, grazie alla collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale. La collana sarà inoltre presentata attraverso un tour nazionale, con le prime due tappe a Roma il 18 febbraio, presso l’Istituto storico italiano per il medio evo, e a Bari il 18 marzo, e nelle principali fiere dedicate all’editoria. «Questa collana editoriale - ha evidenziato l’editore Alessandro Laterza - rappresenta uno strumento per attivare delle energie, a partire dall’importante impulso dato dalle Istituzioni con un progetto più ampio come “Fantastico Medioevo”. Attraverso i libri si mettono in rete i comuni, le biblioteche, le scuole. Il racconto storico contenuto tra le pagine trova il suo approdo sul territorio, per la cui valorizzazione è importante mobilitare gli studenti. La nostra sfida come editori è stata quella di realizzare al meglio dei volumi maneggevoli, leggibili, per consentire una lettura immediata, con una finalità didattica e culturale».

«Il progetto Fantastico Medioevo per le scuole, promosso dalla Pre-

sidenza della Giunta regionale di Basilicata, con la collaborazione della Fondazione Matera Basilicata 2019 e dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Basilicata - ha spiegato la Direttrice Anna Dell’Aquila - rappresenta un’importante opportunità educativa e culturale per le studentesse e gli studenti del territorio del Vulture Alto Bradano. L’iniziativa, rivolta alle scuole Primarie, Secondarie di I grado e Secondarie di II grado, si articola in concorsi, laboratori, lezioni di storia sul Medioevo in Basilicata e presentazioni dei volumi della collana Fantastico Medioevo edita da Laterza. Il percorso consente agli alunni di riscoprire il Medioevo come epoca di incontri tra culture, di sviluppo dei territori e di costruzione dell’identità storica della nostra regione. La conoscenza della Basilicata medievale diventa così uno strumento fondamentale per stimolare il senso di appartenenza e la consapevolezza del patrimonio culturale. “Fantastico Medioevo” valorizza il dialogo tra scuola e istituzioni, rafforzando il legame tra territorio, ricerca e formazione delle nuove generazioni».

Il presidente Bardi e l’assessore Latronico: «Fare

chiarezza in tempi rapidi»

Lagonegro: muore dopo il parto, disposta autopsia e istituita un’indagine interna

POTENZA. Un dramma ha colpito la comunità di Scalea e l’ospedale di Lagonegro, dove sabato scorso una donna di 36 anni ha perso la vita poche ore dopo aver dato alla luce la sua terza figlia. Il parto naturale era stato giudicato privo di complicazioni e la bambina è nata in buone condizioni di salute. Tuttavia, poco dopo il lieto evento, la madre ha iniziato a manifestare gravi complicanze che si sono rivelate fatali. Secondo le prime ricostruzioni, la donna avrebbe subito una grave emorragia post-partum, seguita da due arresti cardiaci. Nonostante i tentativi dei medici di salvarle la vita, la situazione è precipitata rapidamente e non c’è stato nulla da fare.

La neonata, fortunatamente, è in buone condizioni di salute e sotto costante monitoraggio medico. La salma della donna è stata sottoposta a sequestro e si attende ora l’esito dell’autopsia, disposta per far luce sulle cause esatte del decesso e accertare eventuali responsabilità. Intanto la Direzione dell’Azien-

da ospedaliera regionale San Carlo di Potenza esprime «profondo cordoglio e la più sentita vicinanza ai familiari della donna deceduta durante il parto nell’ospedale di Lagonegro».

L’Azienda, «consapevole della gravità dell’evento, che ha trasformato in dramma uno dei momenti di gioia assicurati regolarmente dal Punto Nascita dell’ospedale di Lagonegro», ha immediatamente provveduto a «istituire un Gruppo Tecnico interno con lo scopo di fare chiarezza sull’accaduto, a tutela di quanti si ri-

volgono quotidianamente al nosocomio per i propri bisogni di salute, nonché degli operatori, impegnati costantemente nelle attività ospedaliere. Il Gruppo potrà, altresì, fornire alle Autorità competenti ogni elemento fattuale e documentale ritenuto utile per una trasparente definizione del triste evento occorso».

Cordoglio anche dal presidente Vito Bardi e dall’assessore alla Sanità Cosimo Latronico.

«In questo momento di incommensurabile sofferenza – sottolineano Bardi e Latronico – il no-

stro pensiero e l’abbraccio dell’intera comunità lucana vanno al marito, ai familiari e a quel bambino che dovrà crescere senza l’affetto della propria madre». Il Presidente e l’assessore riferiscono di aver già dato precise disposizioni ai vertici sanitari affinché si attivino immediatamente tutte le procedure interne necessarie per fare piena luce sull’accaduto. L’obiettivo è ricostruire nei minimi dettagli la dinamica dei fatti e verificare la correttezza di ogni passaggio as- sistenziale. «È doveroso che sia fatta chiarezza in tempi rapidi –continuano Bardi e Latronico -. Abbiamo chiesto una relazione puntuale ai dirigenti sanitari, pur ribadendo il nostro totale e assoluto rispetto per gli accertamenti già avviati dalla magistratura, nella quale riponiamo la massima fiducia. La Regione Basilicata resterà vigile e a disposizione delle autorità competenti per garantire che la verità emerga con la massima trasparenza, a tutela della dignità della vittima e del diritto alla salute dei cittadini».

Il capogruppo FdI in Consiglio regionale Napoli: «Si Punta su prevenzione, cure di prossimità, riduzione delle liste d’attesa»

«Il Piano sanitario regionale tra i più avanzati del Paese»

POTENZA. «La sanità non è una bandiera da agitare per colpire l’avversario, ma il primo diritto sociale che definisce la dignità di un popolo». Con queste parole il capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Michele Napoli, interviene nel dibattito acceso in Basilicata attorno al nuovo Piano Regionale Integrato della Salute e dei Servizi alla Persona 2026–2030, respingendo quella che definisce una deriva di «propaganda spicciola» su un tema vitale per i cittadini.Napoli rivendica la scelta della Giunta regionale come un atto di coraggio e responsabilità, sottolineando che il documento approvato non rappresenta un piano ordinario, ma «uno degli atti di programmazione sanitaria più avanzati d’Italia». Un progetto, spiega, che integra assistenza sanitaria e sociale, ospedale e territorio, prevenzione e innovazione, fondato su dati epidemiologici, evidenze scientifiche e su un percorso di ascolto che ha coinvolto oltre duecento stakeholder, dalle aziende sanitarie alle università, fino al terzo settore.Nel merito, il capogruppo evidenzia come il Piano punti su una sanità centrata sulle persone e sui territori, capace di affrontare sfide

strutturali come la cronicità, l’invecchiamento della popolazione, le fragilità emergenti e le aree interne. Una visione che, a suo dire, mira a ridurre le liste d’attesa, contrastare la mobilità passiva e rafforzare la medicina di prossimità attraverso innovazione tecnologica, reti cliniche e medicina digitale.Alle critiche dell’opposizione, che evocano un disavanzo tra ottanta e novanta milioni, Napoli replica parlando di «populismo contabile», ricordando che si tratta di un preconsuntivo e non di dati certificati. «I conti si giudicano a consuntivo», afferma, rivendicando i risultati raggiunti negli ultimi anni, con il miglioramento nelle macroaree

Lea, gli investimenti attivati con il Pnrr Missione Salute e un nuovo modello di governance in linea con le indicazioni di Agenas e con i benchmark Oms.Per Napoli, il vero nodo non è il commissariamento o l’aumento dell’Irpef, ma la capacità di costruire qualità, attrattività e fiducia nel sistema sanitario lucano. «Questo Piano non è difensivo, è offensivo. Non sopravvive, ma costruisce», sostiene, definendolo un laboratorio nazionale di riforma. «Ai lucani dico che continueremo ad agire nel loro interesse: la sanità non sarà terreno di scorribande elettorali, ma una sfida da vincere con responsabilità e visione».

CHIORAZZO E VIZZIELLO: «CHIAREZZA SUBITO»

«Sanità, allarme conti Rischio piano rientro»

POTENZA. Dal preconsuntivo sanitario 2025 emergono segnali che, se confermati, «sarebbero gravissimi per il sistema sanitario regionale». A lanciare l’allarme sono il vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata Angelo Chiorazzo e il presidente del gruppo consiliare Basilicata Casa Comune Gianni Vizziello, commentando le anticipazioni sui dati di bilancio.Le stime parlano di un disavanzo complessivo tra gli ottanta e i novanta milioni di euro, con criticità che coinvolgerebbero l’Azienda sanitaria di Matera, l’Azienda sanitaria di Potenza e l’Azienda ospedaliera regionale San Carlo. «Parliamo di dati non ancora ufficiali, ma troppo seri per essere minimizzati o nascosti», sottolineano i consiglieri.Secondo Chiorazzo e Vizziello, una conferma di questi numeri esporrebbe la Basilicata al rischio concreto di un piano di rientro, con conseguenze immediate come il blocco del turn over, l’aumento automatico di Irap e Irpef regionali e una ulteriore compressione dei servizi sanitari.«La chiarezza non è più rinviabile – affermano – i cittadini hanno diritto di sapere come stanno davvero i conti della sanità e chi ne porta la responsabilità politica». Da qui la richiesta che l’assessore regionale alla Sanità Cosimo Latronico riferisca in Aula e che il management sanitario operi con «trasparenza totale». «La sanità non è propaganda, è un diritto», concludono.

Tre giorni nei presidi sanitari con Guerriero. Al centro ascolto dei lavoratori, questionario Nurses Speak e confronto sul Piano sociosanitario

La Fp Cgil Potenza in tour negli ospedali lucani

POTENZA. Parte oggi il tour di tre giorni della Fp Cgil di Potenza nei principali presidi sanitari della provincia. L’iniziativa, alla presenza di Alfonso Guerriero della Fp Cgil nazionale, prenderà il via dalla zona sud e dalla Val d’Agri per poi proseguire verso l’area nord, con tappe nelle strutture della città capoluogo.Al centro della tre giorni ci sarà l’ascolto delle lavoratrici e dei lavoratori del servizio sanitario regionale, chiamati a condividere criticità, riflessioni e proposte. Un confronto che il sindacato intende portare sui tavoli aziendali, regionali e nazionali per rappresentare in modo puntuale diritti e istanze di chi opera quotidianamente nella sanità pubblica.Il tour sarà anche l’occasione per presentare «Nurses Speak!», il que-

stionario nazionale promosso dalla Fp Cgil per raccogliere dati su soddisfazione lavorativa, benessere organizzativo, stress lavorocorrelato e riconoscimento professionale degli infermieri. Lo strumento si inserisce in una ricerca più ampia volta a costruire un quadro fondato sull’esperienza reale del lavoro infermieristico, utile a orientare scelte organizzative e politiche per il miglioramento delle condizioni di lavoro.Nel merito del quadro nazionale, Guerriero critica il recente contratto collettivo. «Con incrementi economici del 5,78 per cento, inadeguati rispetto all’inflazione, si è determinata una perdita di potere d’acquisto dei salari e sono rimaste irrisolte numerose criticità normative», afferma, contestando anche l’introduzione del-

la figura dell’assistente infermiere, giudicata «una scelta errata» in un contesto già segnato dalla crisi della professione. «Il rischio – avverte – è l’abbassamento degli standard di assistenza e la svalutazione del ruolo dell’infermiere».Sul piano regionale, la segretaria generale della Fp Cgil Potenza, Giuliana Pia Scarano, chiede l’apertura immediata di un confronto sul Piano sociosanita-

rio adottato dalla Giunta dopo tredici anni. «Il potenziamento della sanità territoriale, l’attuazione del DM77 e dei progetti legati al Pnrr non possono restare sulla carta», sottolinea, ribadendo la necessità di assunzioni e di un coinvolgimento reale dei lavoratori. «Renderli protagonisti – conclude – è essenziale per restituire alla sanità lucana risposte di salute per tutti».

Dal fondo passività ai regolamenti: tanti i temi da discutere in Consiglio

POTENZA. Dopo lo scompiglio creato dalle dimissioni, respinte all’indomani dal sindaco Vincenzo Telesca, dell’assessore al Bilancio Roberto Falotico, l’Amministrazione comunale si appresta a riunirsi in una nuova seduta del Consiglio. Convocata per domani pomeriggio alle 14:30, nella Sala del Consiglio provinciale di piazza Mario Pagano.

Si parte dalle comunicazioni in materia di bilancio, in particolare il prelevamento dal Fondo passività potenziali del Bilancio di previsione

2025/2027 e la seconda variazione di cassa, ai sensi del Testo unico degli enti locali. Non mancheranno le interrogazioni consiliari, tra queste, quelle relative all’annullamento dell’aggiudicazione per la riqualificazione dell’ex Scuola media Torraca, alla grave situazione di dissesto idrogeologico in viale Firenze, alla prolungata chiusura del ponte di via Grippo, nonché al commercio itinerante in aree vietate.

All’attenzione del Consiglio anche alcune mozioni, tra cui la richiesta di un’ordinanza per il divie-

to di utilizzo di candele pirotecniche e fiamme libere nei locali aperti al pubblico, e la proposta di dichiarazione dell’emergenza climatica e ambientale.

In agenda anche un Ordine del giorno sull’adozione della Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) nelle politiche comunali, secondo le linee guida ANCI. Sul piano regolamentare, l’assemblea discuterà e voterà il Regolamento per i servizi della Polizia Locale resi per conto terzi, il Regolamento comunale sui sistemi di videosorve-

glianza, e quello per l’istituzione dell’Albo delle Botteghe Storiche del Comune di Potenza. Previsti inoltre provvedimenti urbanistici, come il permesso di costruire in deroga per la realizzazione della palestra dell’Istituto Professionale “G. Giorgi” e la realizzazione di un chiosco per la vendita di piante e fiori in località Cerreta.

Chiuderà la seduta una lunga serie di punti dedicati al riconoscimento di debiti fuori bilancio, derivanti da sentenze esecutive del Giudice di Pace, del Tribunale e del Consiglio

di Stato, per importi complessivamente rilevanti. Temi importanti, dunque, in attesa dell’Assise che riguarderà la discussione e l’approvazione del Bilancio di Previsione per il triennio 2026-2028 che si terrà molto probabilmente a fine mese. Il bilancio previsionale è stato approvanto dalla Giunta guidata dal sindaco Vincenzo Telesca sabato scorso e ora sarà sottoposta al vaglio delle Commissioni consiliari preposte e infine approderà in Consiglio per l’approvazione finale.

R.M.

Il sindacato: «Adesso si acceleri per la messa a terra delle risorse e la realizzazione dei progetti annunciati»

Cgil: «Bene i fondi stanziati per Potenza dal Ministero, soprattutto per scale mobili e ponte Musmeci»

POTENZA. «Bene le risorse stanziate dal governo per importanti opere sulla mobilità a Potenza e per la cultura in provin-

cia. Chiediamo adesso alla Regione Basilicata e al Comune di Potenza, per quanto gli compete, di accelerare per la messa atterra

di queste risorse e procedere con una programmazione rigorosa affinché si giunga il prima possibile alla loro realizzazione». Lo afferma il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito, che si sofferma soprattutto sui 6,5 milioni stanziati per l'ammodernamento della scala mobile prima, che collega il centro storico, chiusa dall'1 gennaio per il mancato ammodernamento richiesto per legge avendo raggiunto l'impianto i 30 anni di vita.

La Cgil di Potenza, insieme allo Spi Cgil e alla Filt Cgil, è stata in prima linea contro la chiusura dell'impianto, con presidi e volantinaggio, annunciando per primi, già tre anni fa, il rischio di un paventato stop. «Ci aspettiamo adesso che la Regione trasferisca quanto prima i fondi al Comune

di Potenza, attuatore del progetto, affinché si possano avviare in tempi celeri i lavori richiesti e si restituisca rapidamente alla città questa importante infrastruttura per la mobilità cittadina - afferma Esposito - Al contempo, riteniamo sia necessario avviare un ragionamento molto più ampio sulla mobilità della città di Potenza che includa anche le scale mobili e i costi per il loro funzionamento, tenuto conto che vi sono altri due impianti. In una logica di mobilità integrata e sostenibile, risulta indispensabile procedere all'avvio di un nuovo Piano dei trasporti che dia finalmente risposte ai bisogni della città capoluogo. Nel complessoconclude Esposito - vigileremo affinché i progetti annunciati siano portati a compimento nei tempi previsti».

POTENZA

POTENZA Premiata anche Cronache Tv per «il sostegno all’arte e

Allo Stabile sold out per il concerto de “Il Califfo” omaggio a Sarachella

DI AN N A TAM M ARI EL L O

POTENZA. Al Teatro Stabile di Potenza premiato il gruppo di Cronache Tv per il sostegno all’arte e alle tradizioni lucane. A ritirare il premio Palmina Tortorelli, moglie del mai dimenticato Nino Postiglione, pioniere dell’etere e fondatore della prima radio libera italiana. A consegnare il riconoscimento il Presidente di Palazzo Italia a Bucarest Giovanni Baldantoni. Il premio ha riconosciuto l’enorme valore e l’impegno instancabile del Gruppo Cronache

Tv.

Al Teatro Stabile è accorso un pubblico degno delle grandi occasioni che ha fatto registrare il sold out in platea e in galleria. Il momento è stato inserito all’interno del concerto di Rosario Cosenza, detto il Califfo, evento presente nella programmazione del cartellone potentino delle manifestazioni di Carnevale volute dall’Amministrazione Comunale.

Ad aprire lo spettacolo il brano “Basilicata che bella”, una composizione per pianoforte e orchestra, scritta ed eseguita al pia-

noforte dal Maestro Francesco Rizzo, presentata in prima assoluta al Salone Internazionale del libro di Torino 2025 grazie all’invito del Presidente del Consiglio Regionale di Basilicata Marcello Pittella. Il brano è una celebrazione del territorio lucano. L’attrice e conduttrice

Eva Immediato ha poi omaggiato con due poesie “Sarachella”, maschera potentina. La prima, una filastrocca scritta dal poeta Angelo Parisi dal titolo “Sarachella”, la seconda una poesia scritta dal poeta e giornalista Francesco Cosenza dal titolo “I gior-

ni dei mondi capovolti. Largo poi alla danza con l’esibizione delle ballerine della scuola “Emozione Danza” di Antonella Ligrani. La tradizione potentina è anche musica popolare e a rappresentarla c’era il maestro Agostino Gerardi, che ha eseguito due brani, “Lu Braccial” e “Rusina”, del mai dimenticato Michele Di Potenza. L’artista Valentino Bianconi ha riportato il clima ai palcoscenici americani con due brani internazionali eseguiti magistralmente dalla sua voce possente e coinvolgente. Poi la voce di Lucia Car-

lucci ha incantato tutti eseguendo il brano “Caruso” accompagnata dal Maestro Rizzo al Pianoforte. Dopo si è esibito Rosario Cosenza il quale, omaggiando il suo beniamino Franco Califano, ha cantato le sue canzoni, accompagnato alla batteria dal Maestro Andrea Boffa e dal Maestro Francesco Rizzo alle tastiere. Emozionante l’interpretazione del brano “Non escludo il ritorno”, titolo che campeggia sulla lapide del Maestro Califano. Al termine dello spettacolo i ringraziamenti dell’Assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Roberto Falotico, che ha invitato sul palco il Presidente di Palazzo Italia a Bucarest, Giovanni Bal-

dantoni. In sua presenza Falotico ha tracciato un bilancio del carnevale appena iniziato e ha voluto ricordare anche il Maestro Gerardo Cosenza a cui è intitolata la Galleria Civica della Città. Il Presidente Baldantoni ha omaggiato gli artisti presenti e il gruppo “Cronache Tv”. Uno spettacolo davvero ben fatto, come ha sottolineato il Presidente Baldantoni sulla pergamena offerta agli Artisti che così recita: «Un grande Artista non lo è solo chi si esibisce su un grande palco per un pubblico numeroso, ma anche chi con cuore passione e dedizione, percorre strade tortuose per raggiungere angoli della terra lontani dalla scena».

Il segretario del comparto logistica: «La pazienza è finita, pronti alla mobilitazione»

Licenziamenti IT&S: la Fast Fismic Confsal chiede la revoca e tutela per i lavoratori

POTENZA. Lo scorso 6 febbraio, presso Confindustria Basilicata, si è svolto il secondo incontro della fase di consultazione sindacale con la direzione di IT&S. Presente anche la Fast Fismic Confsal che afferma: «L’obiettivo resta invariato: la revoca dei licenziamenti collettivi e la tutela dell’occupazione, in attesa dell’autorizzazione alla cassa integrazione per 12 mesi, già richiesta al Ministero. Ancora una volta l’azienda ha assunto una posizione di chiusura, rifiutandosi di revocare i licenziamenti e trincerandosi dietro la mancata autorizzazione degli ammortizzatori sociali. Un atteggiamento irresponsabile, che lascia i lavoratori ostaggio di uno stallo inaccettabile».

«Lo ribadiamo con forza: i licenziamenti non sono una soluzione e non sono negoziabili. Non accetteremo che la crisi venga scaricata interamente sulle lavoratrici e sui lavoratori. - continua il segretario comparto logistica

Massimo Coviello - L’incontro è stato aggiornato al 13 febbraio alle ore 12:00. In assenza di un cambio di rotta netto e concreto, la vertenza verrà immediatamente trasferita in Regione Basilicata, con l’avvio della fase di

consultazione amministrativa della durata massima di 30 giorni».

«In quella sede chiederemo la presenza necessaria dell’Amministratore Delegato dott. Mossucca Lorenzo, affinché vengano assunte responsabilità chiare, non solo sull’azienda ma sull’intero comparto della logistica, oggi completamente in crisi. É ormai evidente che il settore della logistica in Basilicata è di fatto fermo, piegato da anni di politiche industriali sbagliate, assenza di programmazione, mancati investimenti e totale disinteresse strategico, nonostante finanziamenti previsti nelle Aree di Crisi Complessa industriale» continua Coviello. «Per questo non bastano più soluzioni ordinarie: servono misure straordi-

narie e strutturali, un vero intervento strategico che rimetta al centro occupazione, infrastrutture e sviluppo industriale. - prosegue - Senza una svolta reale, questa vertenza non sarà un caso isolato, ma l’ennesima conferma del fallimento delle scelte industriali fatte finora». «Sia chiaro: non permetteremo che questa situazione venga trascinata all’infinito. Se non arriveranno risposte immediate e credibili, non escludiamo forme di mobilitazione, incluse iniziative di lotta e protesta, per difendere i posti di lavoro e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori. - conclude Coviello - La pazienza è finita. Le responsabilità sono chiare e dovranno essere assunte fino in fondo».

POTENZA Il progetto è stato illustrato dalla dirigente scolastica Alessandra Napoli: «Uno spazio formativo e di conoscenza»

Al Da Vinci-Nitti, lo sportello d'ascolto

per superare le difficoltà dei giovani

POTENZA. Un centro di ascolto per creare collettività, una comunità educante e un luogo di confronto sui problemi quotidiani. È il progetto avviato presso l’ITC Da Vinci-Nitti di Potenza, grazie all’impegno e alla passione della Dirigente Scolastica Alessandra Napoli, da sempre attenta alle tematiche legate al rispetto, all’aiuto reciproco e alla promozione del benessere degli studenti. L’obiettivo è chiaro: affrontare le difficoltà che i giovani vivono quotidianamente, dando loro uno spazio dedicato all’ascolto e al supporto.

In un momento storico segnato da molteplici sfide per le nuove generazioni, la realizzazione del centro di ascolto rappresenta un’iniziativa di grande valore sociale ed educativo. Il progetto, promosso dall’istituto di via Lisbona, mira a sostenere l’intera comunità scolastica con un approccio innovativo, capace di rispondere ai bisogni emergenti dei giovani, spesso privi di spazi per esprimersi e confrontarsi.

La Dirigente Scolastica Alessandra Napoli ha spiegato le ragioni e gli obiettivi dell’iniziativa.

Come nasce l’idea del centro di ascolto?

« L’idea nasce dalla consapevolezza che la scuola è la principale agenzia formativa, ma soprattutto una comunità di persone. In questo particolare momento storico, abbiamo rilevato l’urgenza di supportare quelle fragilità e quei bisogni emotivi che spesso non trovano sufficiente spazio durante le attività didattiche. Lo sportello di ascolto è pienamente coerente con la mission della scuola: favorire il successo formativo degli studenti. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, è fon-

damentale garantire il loro benessere, prendersi cura di loro, perché solo così possiamo assicurare il diritto all’apprendimento e contrastare la dispersione scolastica ». Quali sono le finalità di questa iniziativa? « Le finalità sono molteplici. Vogliamo offrire uno spazio neutro e protetto, dove gli studenti possano esprimere le proprie ansie e preoccupazioni senza timore di giudizi o valutazioni. L’obiettivo è intercettare precocemente i segnali di disagio e individuare possibili soluzioni. Questo spazio è aperto non solo agli studenti, ma anche alle loro famiglie e al personale scolastico, con il supporto di psicologi professionisti iscritti all’albo, che garantiscono competenza, professionalità e riservatezza. Stiamo lavorando affinché lo sportello non sia un’isola, ma diventi uno spazio in cui tutte le componenti scolastiche – dirigenti, docenti, personale ATA, famiglie – collaborino per creare una rete solida attorno agli studenti, affinché si sentano parte di un sistema che si prende cura di loro ». Come hanno reagito studenti e genitori?

« La risposta è stata straordinaria, quasi rivelatrice. Gli studenti accedono volentieri allo sportello e la loro fiducia dimostra che il vecchio tabù sulla salute mentale è ormai superato. Anzi, la richiesta di aiuto non è più vista come un segno di debolezza, ma come un atto di grande coraggio e consapevolezza. Anche genitori e docenti accolgono questa iniziativa con sollievo, riconoscendo nello sportello un prezioso alleato per affronta- re le difficoltà educative quotidiane. È percepito come una risorsa fondamentale per orientarsi nella complessità della realtà che viviamo ogni giorno ».

Quali sono le prospettive dello sportello di ascolto?

« La nostra ambizione è rendere lo sportello di ascolto un elemento strutturale e permanente dell’offerta formativa del Da Vinci-Nitti, non un intervento occasionale o emergenziale. Quest’anno, il piano di miglioramento della scuola pone al centro il tema del benessere, un impegno gravoso ma necessario. L’obiettivo è consolidare la pratica dell’ascolto attivo all’interno della scuola, migliorando il clima relazionale e aiutando i ragazzi a sviluppare consapevolezza, resilienza e strumenti utili per affrontare le sfide della loro crescita personale ed emotiva. Vogliamo costruire una scuola che non si limiti a formare, ma che sia davvero un luogo in cui ogni studente possa sentirsi accolto e supportato nella sua interezza ». Un progetto ambizioso, dunque, che non si limita a rispondere alle emergenze, ma punta a costruire una scuola che sia davvero il fulcro di una comunità educante, capace di ascoltare, accogliere e accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita.

Prodigo per la comunità nell’emergenza post terremoto e impegnato ad attivare processi politici e religiosi di liberazione e rinnovamento

L’addio a don Peppino Grieco: il cordoglio dell’Arcidiocesi e della comunità murese

La Chiesa di San Marco Evangelista a Muro Lucano ha ospitato sabato mattina i funerali di Don Giuseppe Grieco, tornato alla Casa del Padre all’età di 92 anni. Per tutti coloro che lo conoscevano, a Muro, Bella e Ruvo del Monte dove nacque, era semplicemente Don Peppino.

L’Arcivescovo Davide Carbonaro, dell’Arcidiocesi di PotenzaMuro Lucano - Marsiconuovo ha espresso «il cordoglio della comunità diocesana, affidando la sua anima alla misericordia del Padre. Il Signore, che egli ha servito con fedeltà nel ministero sacerdotale, lo accolga nella gioia della vita eterna».

Dal Comune di Muro il Sindaco Setaro l’ha così ricordato: «Amico di tutti, dalla parte degli ultimi.
 Muro Lucano e tutta la comunità piange la scomparsa di Don Peppino, un uomo che ha speso la sua vita per gli altri, incarnando fino all’ultimo giorno l’amore per il bene comune e l’opzione preferenziale per i più deboli.
 Nel suo cammino ha sempre messo la giustizia, la dignità umana, la comunità. Egli ha camminato tra i giovani, tra gli operai, tra chi soffre, tra chi è escluso, rendendo viva la parola di Cristo nel cuore delle persone e nelle strade della nostra terra lucana. I suoi insegnamenti e le sue scelte – spesso controcorrente, sempre fedeli alla coscienza – hanno acceso speranza, generato dialogo e nutrito l’impegno per una Chiesa e una società davvero al servizio degli ultimi -e conclude il primo cittadino- La sua testimonianza resta per noi una luce e una responsabilità da custodire. Con gratitudine eterna per tutto ciò che ha fatto e per tutto ciò che ci ha lasciato, ci stringiamo alla sua famiglia, agli amici e a tutti coloro che lo hanno amato». Quella di Don Peppino è stata una vita lunga e costellata da tanti passaggi importanti: la stessa chiesa di San Marco, che per tanti anni l’ha visto sull’altare e vicino alla

gente, fu ristrutturata e lo stesso parroco si impegnò nei lavori insieme ai "mastri" dell'epoca, fino alla riapertura al culto.

UNA LUNGA VITA

COSTELLATA PASSAGGI

IMPORTANTI

Nato a Ruvo del Monte nel 1933, emigrò negli anni ’70 lavorando come operaio in una fabbrica di Monaco di Baviera in Germania. Poi giunse la vocazione e decise, scontrandosi con la volontà del padre, di andare in Seminario. Tanti studi, la Laurea, la Pedagogia, frequentò anche l’Istituto di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana a Roma. Divenuto sacerdote, la sua prodigalità la dimostrò bene dopo il disastroso terremoto dell’80, quando fu impegnato attivamente nella comunità murese, la parrocchia si mobilitò per portare i primi soccorsi: in quel periodo Don Peppino viveva nei prefabbricati e lì celebrava la Messa, uscendo all'aperto nelle giornate più calde. Nell'emergenza venne fuori anche la sua abilità in cucina, capace di improvvisare un pranzo per moltissime persone. Tutto ciò riemerge nel suo libro, “Parole vissute”, frutto di anni di battaglie in prima linea, che «racconta proprio la Lucania degli anni '70 e '80, quella della Chiesa, del terremoto, delle occasioni mancate e del diritto alla testimonianza e alla coerenza».

Dagli stralci della tesi di licenza in Scienze Sociali alla Pontificia Università Gregoriana sulla religiosità in Basilicata, all’ “Appello alle Forze vive che credono nel risveglio della Lucania” del documento di Monticchio nel 1969; dal documento sulla funzione del prete nelle Acli, nella realtà lucana e nei rapporti col Vescovo del 1970 al “Diario di operaio in fabbrica in Germania del 1977”; da una silloge estremamente sintetica di “Temi di predicazione” fino al confronto-dialogo con l’Arcivescovo emerito di Potenza, Monsignor Giuseppe Vairo. Infine, in Appendice, “Parole amiche”, l’omaggio a don Peppino per i suoi 80 anni, all’epoca, da parte

di amici e confratelli che lo hanno frequentato, “apprezzandone le scelte di vita, l’amicizia, il pensiero”.

Un “lavoro d’insieme” ben costruito da tre amici abruzzesi con i quali a partire dagli anni 70 Don Peppino cominciò a fare un cammino in comune. Ma il parroco infaticabile non lavorò solo su Muro, bensì «operò una trasformazione profonda anche nella frazione di San Cataldo di Bella i cui abitanti si consideravano più che altro aviglianesi, soprattutto nella scelta del luogo dei Sacramenti. Don Peppino rese autonoma la Parrocchia, riportando tutto a San Cataldo e si batté contro i matrimoni tra consanguinei, molto diffusi» all’epoca. Strinse poi una profonda amicizia con il Professor Cataldo Sabato, amico sincero e fraterno, restatogli accanto sino alla fine.

NEL ‘73 IL I° NUMERO DELLA RIVISTA “IL RISCATTO”, STRUMENTO PER AVVIARE ALLA LIBERAZIONE DA UN POTERE GESTITO DA CETI DOMINANTI

Gli anni '70 segnarono una trasformazione profonda. Prima a Rapone e poi a Muro Lucano: Don Peppino aveva la canonica sempre piena di giovani; «il ‘68 era arrivato a Muro Lucano prima che nel resto della Basilicata» si ebbe a dire.

Nel gennaio del 1973 fu pubblicato il primo numero della rivista “Il Riscatto”, come strumento che doveva contribuire al processo di liberazione da un potere gestito dai ceti dominanti. Con grande impegno Don Peppino cercò, con altri, di dar vita a un movimento che non doveva limitarsi alla testimonianza, ma che doveva essere in grado di attivare processi politici e religiosi di liberazione e rinnovamento.

Così giungiamo ai giorni d’oggi, quando alla notizia della sua dipartita, un pensiero di tristezza e di vicinanza, insieme a tanti ricordi, sono giunti oltre che dalla comunità murese, anche da quelle che lo hanno visto impegnato sul territorio in questo lungo cammino di vita e di sacerdozio, formulando il proprio cordoglio al "parroco del popolo".

don Peppino con il Vescovo e i parroci della diocesi

Sarebbero

Slitta l’apertura dell’Ufficio Postale di Oppido: utenti con sportello a Tolve

Ce ne eravamo occupati a gennaio e torniamo sulla questione dei lavori alle Poste di Oppido Lucano, in quanto dalla Casa Comunale giunge comunicazione di un nuovo rinvio dell’apertura, prevista per l’11 febbraio, slittata invece al 18 febbraio.

Il Sindaco Mirco Evangelista ha difatti ricevuto nota da Poste Italiane, in cui queste rendono noto che

«a parziale rettifica di quanto comunicato -già in ottobre- a causa di un ritardo nella fornitura della centrale d'allarme, per consentire i lavori infrastrutturali del progetto Polis, l'Ufficio postale di Oppido Lucano, sito in via Alcide De Gasperi n.57 resterà chiuso al pubblico fino al 18 febbraio 2026. Fino al 17 febbraio, resterà disponibile uno sportello dedicato presso l'ufficio

postale di Tolve, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 08:20 alle ore 13:35, sabato dalle ore 08:20 alle ore 12:35 dove la clientela dell'ufficio postale, potrà svolgere tutte le operazioni effettuabili presso il proprio Ufficio di radicamento, compreso il ritiro della corrispondenza in giacenza – e concludono da Poste- L'Ufficio postale di Oppido riaprirà in data 19 febbraio, salvo imprevisti di cui si darà tempestiva comunicazione». Il Sindaco aveva già reso noto, a gennaio, il malcontento dei concittadini, a causa dei disagi, malcontento che ancora una volta viene espresso oggi dagli utenti, dopo questa nuova comunicazione. «Tanti di voi mi stanno chiedendo aggiornamenti sulla riapertura dell’Ufficio –spiegava Evangelista- È una preoccupazione più che legittima: i lavori di adeguamento dell’Ufficio, avviati nell’ambito del progetto “Polis”, stanno subendo continui slitta-

menti e il disagio che ne deriva è diventato ormai insostenibile, soprattutto in piena stagione invernale».

Il progetto Polis di Poste Italiane coinvolge circa 7000 comuni in Italia e mira a creare Uffici postali dove i cittadini potranno richiedere certificati anagrafici e di stato civile, la carta d’identità elettronica, il passaporto, il codice fiscale per i neonati, certificati previdenziali e giudiziari, e numerosi altri servizi che si aggiungono a quelli postali, finanziari, logistici, assicurativi e di telecomunicazione. «Sin dall’inizio ho mantenuto contatti costanti con Poste Italiane –aveva già rassicurato il Primo Cittadino- sia attraverso comunicazioni formali sia tramite interlocuzioni dirette, per rappresentare con chiarezza ciò che la nostra comunità sta vivendo: l’incertezza sulle date, i rinvii comunicati a ridosso delle scadenze già annunciate e, soprattutto,

la necessità di garantire ai cittadini un servizio essenziale senza costringerli a spostamenti e attese che pesano in modo particolare su anziani, persone fragili e su chi non ha mezzi o tempo a disposizione».

Evangelista aveva anche riepilogato agli oppidani le interlocuzioni avute con Poste, nelle quali aveva altresì «chiesto un quadro chiaro e affidabile, con un’indicazione realistica dei tempi e una data certa di riapertura, perché la comunità ha diritto a informazioni tempestive e credibili, non a promesse che slittano ogni volta di qualche settimana» ed aveva messo nero su bianco «la ferma presa di posizione rispetto al perdurare della chiusura dell'Ufficio e ai gravi, crescenti disagi che tale situazione sta determinando per la popolazione -concludendo di essere- disponibile a collaborare per quanto di competenza».

Dopo anni di attesa, il grande automobilismo fa nuovamente tappa in Basilicata con un evento nazionale

Laurenzana torna protagonista dello slalom:

al via la XIII Coppa Città di Laurenzana

Dopo molti anni di attesa, il grande automobilismo fa nuovamente tappa a Laurenzana con una gara ufficiale del campionato nazionale di slalom: la “XIII Coppa Città di Laurenza-

na”, in programma domenica 24 maggio. «Per generazioni di appassionati, Laurenzana è sempre stata una delle tappe più amate e spettacolari dagli stessi piloti, che ne ri-

cordano il tracciato tecnico, il calore del pubblico e l’ospitalità dell’intera comunità. Dopo molti anni di assenza, oggi possiamo dire con orgoglio che Laurenzana torna lì dove merita: tra le grandi classiche dello slalom italiano» fanno sapere gli organizzatori. «A rendere ancora più speciale questo ritorno, nei giorni precedenti la gara saranno organizzati eventi e manifestazioni collaterali: momenti di sport, spettacolo e aggregazione che trasformeranno Laurenzana in un vero e proprio villaggio dello slalom, coinvolgendo cittadini, associazioni, attività commerciali e ospiti» continuano.

L’evento, organizzato dall’ASD Basilicata Motorsport e inserito nel calendario ufficiale ACI Sport 2026, porterà «nel nostro territo-

rio decine di piloti, team, appassionati e visitatori, con importanti ricadute per attività commerciali, ristorazione e strutture ricettive. Una vera e propria Festa dello Sport, del Turismo e della Cultura, a beneficio dell’intera comunità.»

«La manifestazione è sostenuta dall’Amministrazione comunale di Laurenzana grazie alle risorse del Programma Operativo Val d’Agri – RIPOV “Cultura e Turismo” – intervento 02 “Valorizzazione di attività culturali ed aggregative”, confermando la volontà di investire in eventi di alto profilo capaci di promuovere il nostro paese a livello regionale e nazionale» continuano gli organizzatori. «Laurenzana è pronta a tornare sotto i riflettori dello slalom nazionale» concludono.

Evangelista

Dopo il taglio degli alberi storici cresce l’allarme ambientalista di Matera: «Decisioni affrettate, serve confronto pubblico»

Al Boschetto abbattuti sei pini Legambiente chiede chiarezza

MATERA. L’abbattimento di sei pini nell’area del Boschetto, a Matera, ha suscitato forte preoccupazione nel mondo ambientalista. A intervenire è Legambiente, che in una nota esprime «amarezza e allarme per una scelta che priva la città di un patrimonio naturale e simbolico costruito in decenni».Il Boschetto, sottolinea l’associazione, «non è un semplice spazio verde, ma un luogo della memoria collettiva, capace di offrire ombra, ristoro e un contatto diretto con la natura a generazioni di cittadini». La rimozione degli alberi, avverte Legambiente, incide sull’equilibrio ecologico urbano e contribuisce a impoverire ulteriormente un patrimonio già fragile, in una fase storica segnata dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico.Nel comunicato si ricorda come i pini abbattuti «non fossero elemen-

ti ornamentali, ma organismi viventi in grado di assorbire anidride carbonica, mitigare le alte temperature, favorire la biodiversità e migliorare la qualità dell’aria». La loro perdita rappresenta dunque «un danno ambientale che va ben oltre l’impatto visivo immediato».Secondo quanto riferito, l’abbattimento sareb-

be stato disposto per presunte condizioni di pericolosità. Una motivazione che non convince Legambiente, dal momento che «non risulta sia stata valutata un’ipotesi di messa in sicurezza preventiva, nonostante gli alberi apparissero in buone condizioni vegetative e strutturali». Una decisione definita «affrettata», che sol-

leva interrogativi sulla gestione del verde pubblico e sui criteri adottati per stabilirne le priorità.Da qui la richiesta rivolta al Comune di Matera affinché i progetti di rigenerazione del verde urbano «vengano condivisi e discussi preventivamente con la cittadinanza». Per l’associazione è fondamentale che i cittadini sia-

no informati sugli interventi previsti e possano partecipare alle scelte che riguardano il patrimonio verde comune.«Solo attraverso un percorso trasparente e partecipato –conclude Legambiente –si può evitare che la comunità assista impotente a scempi irreparabili. Difendere gli alberi significa difendere la salute, la storia e il futuro della città».

Il regista americano torna a Matera per il sequel della Passione di Cristo. Mianulli: «Èun’opportunità, ma la tutela del Parco prima di tutto»

La Murgia Materana scelta ancora da Mel Gibson

MATERA. La Murgia Materana torna a imporsi come luogo simbolico del cinema internazionale. Il nuovo progetto cinematografico del regista Mel Gibson, “The Resurrection of the Christ –Ttrotc”, sceglie ancora una volta Matera e il suo paesaggio identitario, confermandone il valore universale e una capacità evocativa che travalica la dimensione scenografica per farsi racconto, memoria e visione.

Una scelta che affonda le proprie radici nell’autenticità di un territorio rimasto sostanzialmente intatto nel corso dei secoli, dove gravine profonde, chiese rupestri, antichi percorsi della transumanza e formazioni rocciose modellate dal tempo compongono un sistema paesaggistico di straordinaria coerenza storica, culturale e spirituale. È proprio questa continuità tra natura e storia, tra segno umano e ambiente, a rendere la Murgia Materana un riferimento privilegiato per le grandi produzioni cinematografiche internazionali.

L’Ente Parco ribadisce tuttavia con fermezza che l’area protetta non può essere considerata un semplice fondale naturale, ma rappresenta un patrimonio complesso, vivo e intrinsecamente fra-

gile, affidato a una responsabilità pubblica che impone tutela, controllo e salvaguardia rigorosa. In tale cornice si collocano le autorizzazioni rilasciate alla produzione cinematografica, esito di un articolato percorso tecnico e amministrativo che ha previsto prescrizioni puntuali e vincolanti: la totale assenza di alterazioni degli habitat naturali, l’utilizzo esclusivo della rete di sentieri e tratturi esistenti, il divieto di installazioni scenografiche invasive, la gestione controllata dei flussi e dei mezzi, l’obbligo di ripristino integrale dei luoghi e l’attivazione di specifiche garanzie ambien-

tali a tutela dell’area protetta. «Il cinema rappresenta un’importante occasione di valorizzazione, ma non può mai prescindere dal rispetto assoluto del Parco - dichiara il presidente dell’Ente Parco della Murgia Materana, Giovanni Mianulli -. La Murgia viene scelta proprio perché è rimasta integra nel tempo. Il nostro compito è garantire che questa integrità non venga compromessa. La tutela del territorio viene prima delle esigenze produttive, prima delle opportunità economiche e prima della visibilità internazionale».

Le riprese, come stabilito dalle

autorizzazioni rilasciate, sono consentite esclusivamente nel rispetto integrale delle norme dell’area protetta, con l’obbligo di assicurare la piena reversibilità degli interventi e la salvaguardia dei luoghi. «Autorizzare non significa concedere libertà senza limiti - prosegue Mianulli -. Significa fissare regole chiare e farle rispettare. Il Parco non si adatta alle esigenze dell’uomo, ma chiede all’uomo di muoversi con equilibrio, consapevolezza e responsabilità». Il percorso intrapreso si sviluppa all’interno di una collaborazione istituzionale con la Lucana Film Commission, con la sua presidente Margherita Romaniello, e con il Comune di Matera, finalizzata a promuovere un modello di sviluppo culturale capace di coniugare valorizzazione del territorio, crescita e tutela ambientale.

Il ritorno del cinema internazionale nella Murgia Materana rappresenta così una significativa occasione di racconto e valorizzazione del territorio, dimostrando che è possibile tenere insieme apertura al mondo e difesa rigorosa di uno dei patrimoni naturali e culturali più identitari del Paese.

Restare montagna: la responsabilità di chi sceglie di non arrendersi

Appunti di realtà: il 9 febbraio

DI D INO Q UARATINO

Ci sono momenti della vita in cui l’ambiente sembra più forte di noi. Le parole degli altri pesano, le circostanze stringono, gli eventi sembrano decisi altrove, lontano dalla nostra volontà.

In quei momenti nasce la tentazione più silenziosa e pericolosa: adattarsi, abbassarsi, diventare piccoli per sopravvivere. Ma esiste un’altra possibilità.Non subire l’ambiente, bensì trasformarlo. Non è un gesto rumoroso.

Non è ribellione cieca. È qualcosa di molto più profondo: la scelta di restare fedeli alla parte più autentica di sé, anche quando tutto invita a tradirla. È la dignità di chi continua

a credere nella luce mentre attraversa l’ombra.

È il coraggio di chi semina bene anche in un terreno arido, certo che la vita, prima o poi, risponderà. Essere come una montagna non significa essere freddi o immobili.

Significa avere radici così profonde da non essere sradicati dal vento.

Significa attraversare le stagioni senza perdere la propria forma. Significa custodire dentro di sé una forza che non dipende dagli applausi, né dai giudizi, né dalle paure del momento.

La vera invincibilità non è vincere sugli altri.È non perdere se stessi. È continuare ad amare quando sarebbe più facile chiudersi.

È continuare a costruire quando tutto sembra crollare. È continuare a sperare quando la speranza sembra ingenua.

Ogni essere umano possiede questa possibilità. Non appartiene a pochi eletti, ma a chiunque scelga, anche solo per un istante, di non arrendersi alla parte più bassa della realtà.

Perché quando una sola persona cambia il proprio sguardo, qualcosa nell’ambiente comincia già a mutare.

Quando una sola persona sceglie il bene con decisione, il futuro smette di essere buio. Quando una sola persona resta salda, molti altri trovano il coraggio di rialzarsi.

Forse la vita non diventa subito più facile. Ma diventa più vera. E nella verità nasce una serenità che

Successo per il cortometraggio dal grande valore sociale

Riconoscimento

a

Napoli per “Vite da salvare”

Continua il tour promozionale di sensibilizzazione sociale del film cortometraggio 'Vite da salvare', sul tema sicurezza stradale e uso improprio del telefonino alla guida. Presentato in prima nazionale lo scorso 22 marzo 2025 a Candela (FG), inoltre a Salerno, Melfi (PZ), Foggia, Rionero in Vulture (PZ), Ascoli Satriano (FG), San Severo (FG), Lucera (FG), Matera, Cerignola (FG), Rocchetta S. Antonio (FG), San Fele (PZ) e Lavello (PZ) e girerà l’Italia con numerose richieste da ogni parte, oltre a partecipare a rassegne e concorsi in tema, con incontri dibattiti in eventi vari e ambiti scolastici. Riconoscimento ottenuto per meriti artistici e valore sociale a Napoli presso l'hotel 'Luna Rossa', al Gran Galà dello Spettacolo, durante la conferenza stampa organizzata dall'ufficio stampa e produzioni MP del dott. Salvo De Vita, con la partecipazione di numerosi ospiti tra attori e personaggi dello spettacolo.

Nella foto il direttore di produzione Michele Letizia (peraltro consigliere comunale di Candela nel foggiano, location che ha patrocinato e ospitato la troupe delle riprese, curate da Tg7 Basilicata compreso il montaggio), con l'ideatore e cosceneggiatore Carmine Muscio e il regista Antonio Petrino. Con un costante e maggiore impegno a supporto dell’iniziativa, per sensibilizzare maggiormente sul tema, con la speranza di un repentino cambiamento di pessime abitudini pericolose per se e per gli altri, con diffuso malcostume che ci si augura possa ridursi notevolmente per presa coscienza legittima.

nessuna tempesta può portare via. Restare montagna, allora, non è orgoglio. È responsabilità verso la propria vita. È un atto d’amore silenzioso verso il mondo.

Perché ogni volta che un essere umano sceglie di non farsi spezzare, rende un po’ più forte anche la speranza di tutti gli altri. E così, senza clamore, l’ambiente cambia davvero. Comincia dal cuore. Sempre.

Da Federico II all’amor cortese: “Oltre la Storia” unisce tradizione e innovazione

Palazzo San Gervasio, il progetto Cepell che fa rivivere la cultura sveva

Palazzo San Gervasio si aggiudica un importante finanziamento del Centro per il Libro e la Lettura (Cepell) per la realizzazione del progetto “Oltre la Storia: viaggio nel mondo letterario di Federico II e Manfredi”, un’iniziativa che punta a valorizzare il patrimonio culturale svevo attraverso percorsi educativi, artistici e letterari. Il Comune ha potuto accedere al bando grazie al riconoscimento di “Città che legge”, attestazione che premia le amministrazioni impegnate nella promozione della lettura come strumento di crescita sociale e culturale. Fondamentale anche la rete territoriale costruita attorno al progetto, che vede come partner l’I.I.S.S. “G. Solimene – d’Errico” e l’associazione Crassanum. Proprio gli studenti del Solimene–d’Errico rappresentano uno dei cardini dell’iniziativa, assumendo un ruolo attivo nella costruzione dei contenuti e trasformandosi da semplici destinatari a veri protagonisti del percorso culturale.

La prima sezione del progetto prevede

infatti il coinvolgimento diretto dell’Istituto in un lavoro di rilettura delle “Costituzioni di Melfi” in chiave contemporanea. L’obiettivo è rafforzare le competenze civiche attraverso un confronto tra principi medievali e diritti moderni. Il prodotto finale sarà tradotto in lingua tedesca dagli studenti del Liceo Linguistico e successivamente pubblicato, offrendo così un’esperienza formativa concreta e multidisciplinare. La seconda sezione prende spunto da due opere simbolo della cultura federiciana, “De arte venandi cum avibus” e “Nelle scuderie di Federico II Imperatore ovvero l’arte di curare il cavallo”, per dar vita a workshop dedicati alla falconeria, alle tecniche veterinarie medievali e allo studio del rapporto tra uomo, animali e natura. Spazio anche alla creatività con la terza sezione, dedicata alla poesia. Il progetto prevede un concorso ispirato ai temi dell’amor cortese, tanto cari ai sovrani svevi. L’iniziativa mira a incoraggiare la scrittura, far emergere nuovi talenti. La quarta sezione guarda invece all’innovazione, con installazioni artistiche progettate dall’associazione Crassanum per celebrare le figure di Federico II e Manfredi.

Un ponte tra memoria storica e linguaggi contemporanei, capace di rendere il patrimonio culturale accessibile anche alle nuove generazioni.

“Oltre la Storia” si presenta come un progetto articolato che non solo intende ricordare il lascito culturale dell’imperatore svevo, ma anche stimolare una riflessione sul valore della conoscenza, sull’educazione civica e sul dialogo tra culture.

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