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Cronache del 6 febbraio 2026

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«La Lega cresce in Baslicata»

Tataranno: «Ora è tempo di dare risposte concrete ai cittadini»

IL RADAR SI DEVE FARE

Riconosciuta l’opera come indispensabile e gli impatti ambientali come insignificanti Lettieri e gli altri politici smettano di inseguire il consenso a discapito delle

Bardi e Tajani tracciano la rotta

Matera si rimette al centro di quel “mare nostrum” che per millenni è stato culla di civiltà. Ieri, a Roma, il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha incontrato il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, per tracciare la rotta verso lo status di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo insieme alla marocchina Tetuan. Un incontro istituzionale (...)

■ continua a pag 20 La vignetta di M. Bochicchio Dellapenna a pag 6

BASILICATA ROSA

Sarà un caso voluto o magari frutto della semplice fortuna, ma sta di fatto che almeno per una volta la nostra regione, scassata e collezionista di basse classifiche d’Italia, si è infilata, pure con un certo onore, tra la top five dei territori più in rosa che ci siano nell’imprenditoria. Ora lasciamo stare che in politica si debba ancora lavorare per portare tutto il valore delle donne alla causa di riscatto e di merito che s’aspetta la Basilicata per il suo futuro, ma essere al secondo posto col 26,5% di tasso di femminilizzazione d’impresa, dopo Molise e prima di Abruzzo, Umbria e Sicilia non è proprio una cosa di poco conto, soprattutto se si considera che il motore rosa riguarda i settori strategici dei servizi, della sanità e dell’istruzione. Eppure come si dice in questi casi non c’è rosa senza spine e così, tanto per avvilire questi patrioti di centrodestra e non fargli fare mai delle facili e propagandate illusioni, dall’indagine effettuata da Unioncamere salta fuori l’indicibile e cioè che la povera Basilicata regala talenti a tutt’Italia, avendo il 31,6% di donne imprenditrici nate qui ed operanti invece altrove. Canta Pixies: “Rosa oh, oh, oh rosa…”

POTENZA Il sindaco respinge le dimissioni di Falotico, l’assessore spiega: «Motivi personali»

FONDI FSC

Viabilità provinciale, il consigliere provinciale Lega Barbuzzi respinge le accuse di immobilismo in Regione e critica il csx di «confusione»

■ Servizio a pag 2

CRONACA

I Carabinieri arrestano a Montescaglioso 44enne per truffa ad un anziano e a Potenza un 39enne che perseguitava l’ex compagna

■ Servizi alle pag 16 e 19

CONFINDUSTRIA

Parte il progetto Reshoring Talents sulla fuga dei cervelli promosso insieme a Fondirigenti e Federmanager

■ Servizio a pag 5

CONNACT ANNUAL MEETING Polese (Ol-Iv): «L’Europa ridefinisce le priorità, la Basilicata protagonista su innovazione, energia e sviluppo»

■ Servizio a pag 4

Servizio a pag 10
MATERA 2026
Falotico (foto Mattiacci) Menonna a pag 14
Servizio a pag 8

BARDI:

«PIÙ COMPETITIVITÀ, SERVIZI MIGLIORI E TRANSIZIONE ECOLOGICA ACCELERATA»

Accordo per la Coesione: 180mln per 55 progetti strategici in Basilicata

Il Presidente della Regione, Vito Bardi, esprime soddisfazione per la firma dell’Atto integrativo all’Accordo per la Coesione, siglato ieri con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questo passaggio ufficiale sblocca risorse strategiche fondamentali per il futuro del territorio lucano, nell’ambito della programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021–2027. L’Atto integrativo, in particolare, prevede un pacchetto di 55 progettualità, suddivise in 34 interventi strategici e 21 linee di azione. L’importo complessivo stanziato è di 180.095.213,72 euro, finanziato tramite il Fondo di Rotazione (Legge n. 183/1987).

«Con questa firma rafforziamo concretamente il percorso di crescita della nostra regione – sottolinea il Presidente Bardi -.

Si tratta di risorse che ci consentiranno di concretizzare interventi mirati a sostenere la competitività delle nostre imprese, migliorare i servizi ai cittadini e accelerare la transizione ecologica e digitale della Basilicata».

Le risorse sono state distribuite su 11 aree tematiche chiave per garantire uno sviluppo armonioso e inclusivo, comprendendo settori come ambiente, cultura, territorio, mobilità, sostegno alle imprese, salute e ricerca. L’obiettivo dell’Accordo è la riduzione dei divari territoriali e il consolidamento di un modello di sviluppo sostenibile. Tra le linee di azione, 17 riguardano interventi strutturali che avranno ricadute dirette sulla qualità della vita dei lucani e sul rafforzamento delle infrastrutture pubbliche.

«L’Atto integrativo – conclude Bardi –rappresenta una leva fondamentale per l’innovazione e per il consolidamento delle politiche di sviluppo. Continueremo a lavorare affinché ogni euro investito si traduca in opportunità concrete per le famiglie e le imprese della Basilicata».

Il consigliere provinciale della Lega ha commentato le dichiarazioni dei consiglieri regionali di opposizione sui Fondi Fsc

Viabilità provinciale, Barbuzzi respinge le accuse di immobilismo e critica il csx di «confusione»

Si accende il confronto politico sullo stato di attuazione delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021–2027 destinate alla manutenzione straordinaria delle strade provinciali di Potenza e Matera. Al centro della polemica, il dibattito emerso durante l’ultima seduta della Terza Commissione consiliare regionale e le diverse letture offerte da maggioranza e opposizione.

I consiglieri regionali di centrosinistra – Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Marrese, Verri e Vizziello –hanno parlato di un “passo in avanti concreto” grazie alle loro sollecitazioni, rivendicando l’accoglimento di una proposta finalizzata a superare i ritardi nel trasferimento delle risorse FSC. In particolare, l’opposizione ha sottolineato l’impegno assunto dal Dipartimento Infrastrutture affinché la Regione Basilicata attivi il fondo per la progettazione, anticipando le somme alle Province in attesa delle decisioni ministeriali sulla rimodulazione dei fondi, così da consentire l’avvio delle gare e la cantierizzazione degli interventi già programmati. Una ricostruzione che, però, viene duramente contestata dal consigliere pro-

vinciale della Lega Giovanni Barbuzzi. In una nota, Barbuzzi critica il comunicato del centrosinistra, accusando i consiglieri regionali di aver «confuso il fondo per la progettazione con il fondo di rotazione», definito come una misura «ben più articolata» e riproposta dalla Direzione Infrastrutture proprio per superare l’impasse con le Province. Secondo Barbuzzi, il tentativo dell’opposizione di attribuirsi la paternità della proposta, dopo ore di audizioni in Commissione,

avrebbe portato a un fraintendimento “grossolano” dei contenuti tecnici discussi. Il consigliere leghista punta poi il dito anche contro alcuni consiglieri provinciali del Partito Democratico, accusandoli di costruire una narrazione riduttiva del ruolo della Regione, descritta come un semplice “passacarte”. Una lettura che Barbuzzi respinge, ricordando che i fondi FSC, pur essendo ripartiti e assegnati alla Regione, vengono poi distribuiti sulla base delle scel-

te e delle priorità definite dalla stessa amministrazione regionale. Sul piano istituzionale, durante l’audizione in Commissione, il direttore generale del Dipartimento Infrastrutture, Antonio Altomonte, ha confermato la disponibilità ad attivare strumenti utili a sbloccare la situazione, aprendo – secondo il centrosinistra –una prospettiva concreta dopo mesi di rinvii. Resta ora, come sottolineato da più parti, la necessità che agli impegni seguano atti amministrativi rapidi e

coerenti.

Nel frattempo, il confronto politico resta acceso. Da un lato l’opposizione rivendica il proprio ruolo di stimolo e controllo, dall’altro la maggioranza respinge le accuse di immobilismo e contesta quella che definisce una ricostruzione strumentale. Sullo sfondo, una priorità condivisa almeno nelle dichiarazioni: garantire sicurezza e funzionalità alla viabilità provinciale lucana, trasformando le risorse disponibili in cantieri aperti.

VENERDÌ

ANTE MANI IN CUCINA UN VULCANO DI ESPER A

A RIENZE

Monitoraggio ambientale, innovazione e tutela della fauna: presentati i risultati del progetto Mo.Le.Co.Le nel Parco Gallipoli-Cognato

Il Parco Gallipoli-Cognato laboratorio d’eccellenza per la biodiversità lucana

Biodiversità, tutela del paesaggio, utilizzo dei droni e un progetto articolato che ha trasformato il Parco Gallipoli-Cognato Piccole Dolomiti Lucane in un punto di riferimento per le applicazioni ambientali. Tutto questo è stato Mo.Le.Co.Le, il percorso avviato nell’area di Accettura, i cui risultati sono stati illustrati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso il Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata.All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale all’Ambiente, Laura Mongiello, il presidente dell’Ente Parco Regionale Gallipoli-Cognato Piccole Dolomiti Lucane, Vincenzo Grippo, Antonella Logiurato dell’Ufficio Parchi della Regione Basilicata e Marco Di Lorenzo, direttore del Parco Regionale Gallipoli-Cognato Piccole Dolomiti Lucane.Il progetto, avviato diciotto mesi fa, ha consentito l’individuazione e il monitoraggio della fauna protetta e dei percorsi agricoli legati all’allevamento della podolica. Un lavoro complesso che ha aperto nuove prospettive, caratterizzato da un intenso impegno sul campo e dal recupero di numerosi animali selvatici. Il progetto Mo.Le.Co.Le è stato finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma di ricerca del Natural Biodiversity Future Center (NBFC).Un percorso ricco e articolato che ha reso il Parco Gallipoli-Cognato Piccole Dolomiti Lucane una zona pilota del progetto NBFC – Monitoring Lepus and Capreolus Observations on Long Distance of the Park Environment – rappresentando un modello avanzato di utilizzo di dati tecnici e informazioni sulla biodiversità a supporto della governance territoriale. La trasformazione delle conoscenze scientifiche in azioni concrete ha riguardato la conservazione delle specie di interesse naturalistico, la gestione adattativa del pascolo e la

valutazione delle pratiche di gestione degli ecosistemi, offrendo un impulso significativo alle politiche ambientali. Durante la fase progettuale sono stati inoltre organizzati incontri con gli stakeholder e percorsi di educazione ambientale nelle scuole.Nel dettaglio del progetto è entrata Antonella Logiurato, dell’Ufficio Parchi della Regione Basilicata: «Siamo particolarmente orgogliosi di questo progetto, nato per monitorare la biodiversità presente all’interno del Parco Gallipoli-Cognato. In realtà stiamo avviando un’attività di monitoraggio su tutti i siti naturalistici e su tutto il territorio regionale, perché abbiamo bisogno di conoscere meglio il nostro patrimonio naturale e di avere le informazioni giuste per poterlo tutelare. Come sappiamo, si tutela ciò che si conosce. La Basilicata ha un patrimonio di biodiversità molto complesso e articolato, per questo è fondamentale attivare azioni concrete su scala regionale».Marco Di Lorenzo, direttore dell’Ente Parco, ha sottolineato le tappe principali del percorso: «Siamo particolarmente orgogliosi di aver portato a compimento questo progetto. Si tratta di un finanziamento PNRR Ambiente, su un bando emanato dal CNR al

quale abbiamo partecipato diciotto mesi fa, classificandoci tra i primi venti progetti in Ita- lia. È un progetto innovativo perché, oltre a consentire il monitoraggio di due specie molto rare in Basilicata, ha analizzato le modalità di interazione tra la fauna selvatica protetta e l’agricoltura tradizionale del territorio, in particolare l’allevamento della podolica presente nei cinquemila ettari di foresta regionale».Un lavoro che apre a nuove prospettive operative. «Monitorare non basta – ha aggiunto Di Lorenzo – bisogna anche prendersi cura della fauna selvatica. Per questo l’Ente Parco ha ottenuto un finanziamento dal Dipartimento Programmazione e dal Dipartimento Ambiente per la realizzazione di quella che definiamo l’evoluzione del centro di recupero degli animali selvatici: la clinica della fauna selvatica, che sorgerà nell’ex caserma di Pian di Gilio, in località Palazzo, nel Comune di Accettura, sede del centro direzionale del Parco».Sul valore complessivo del progetto si è soffermata anche l’assessore regionale all’Ambiente, Laura Mongiello: «Mo.Le.Co.Le è un progetto che ha visto lavorare insieme esperti che hanno effettuato un monitoraggio attraverso droni termici, lasciando spazio alla fauna senza interferenze. I risultati dimostrano che esiste una pacifica convivenza tra le specie da tutelare e quelle allevate in natura. È la prova che ricerca scientifica, tutela ambientale, agricoltura e allevamento possono coesistere».Mongiello ha infine ricordato il ruolo strategico del Parco Gallipoli-Cognato: «Si tratta di un’area protetta riconosciuta a livello europeo, una delle sette in Italia. La Regione intende promuovere ulteriori investimenti, come la clinica veterinaria, che potrà ospitare convenzioni con le università e percorsi di dottorato, consentendo ai giovani ricercatori di studiare il nostro patrimonio naturale e rafforzare le politiche di tutela ambientale».

ISTITUZIONI REGIONALI E UNIONE EUROPEA, CONFRONTO SULLE NUOVE STRATEGIE COMUNITARIE NEL CONTESTO GEOPOLITICO INTERNAZIONALE

Polese al Connact Annual Meeting:

«Le Regioni protagoniste delle scelte europee»

MarioPolese, delegato dalla Presidenza del Consiglio regionale della Basilicata, ha partecipato al Connact Annual Meeting 2026, evento promosso dall’Ufficio di collegamento del Parlamento europeo in Italia e dedicato alle nuove sfide dell’Unione europea in uno scenario geopolitico sempre più complesso.Al centro dell’incontro, il ripensamento delle strategie comunitarie su temi chiave come difesa, transizione digitale e cambiamento climatico. «In questa fase – ha sottolineato Polese – l’Europa sta ricalibrando le proprie strategie su difesa, transizione digitale e clima. È un processo che tocca da vicino i territori: le Regioni devono essere parte attiva per

evitare che aree strategiche restino ai margini delle grandi scelte europee, specialmente in vista della nuova programmazione e delle sfide del post Pnrr».I lavori si sono articolati in tredici tavoli tematici, spaziando dall’agricoltura all’energia, dalla sanità all’industria, e hanno messo in evidenza la necessità di rafforzare un dialogo strutturato tra Bruxelles e il sistema produttivo nazionale. Un confronto ritenuto essenziale per rendere più efficace la partecipazione dei territori ai processi decisionali europei.«Per la Basilicata è vitale inserirsi con competenza nei dossier su innovazione e sostenibilità. Il Sistema Italia incide in Europa solo se i territori sanno fare rete e si pre-

sentano con proposte credibili e tecnicamente solide», ha aggiunto Polese, ribadendo l’importanza di una presenza qualificata delle Regioni nei principali tavoli di confronto comunitari.L’evento, sostenuto da oltre cinquanta imprese e stakeholder nazionali, si è confermato un appuntamento di alto profilo, capace di rafforzare il ruolo delle istituzioni regionali nei meccanismi decisionali europei e di favorire l’incontro tra la flessibilità dei territori e la visione globale delle istituzioni dell’Unione.In chiusura, Polese ha ribadito la centralità della Basilicata nel futuro europeo: «La Basilicata ha le risorse e le competenze per essere protagonista del futuro europeo, portando le esi-

genze reali delle nostre comunità direttamente al cuore del processo legislativo dell’Unione»

A Potenza l’avvio dell’iniziativa su fuga dei cervelli e competitività promossa da Fondirigenti con Federmanager e Confindustria

In Basilicata parte il progetto Reshoring Talents

POTENZA. L’ecosistema lucano risponde alla prima chiamata di Basilicata: Reshoring Talents – Il ritorno dei talenti, il progetto di Fondirigenti, promosso da Federmanager Basilicata e Confindustria Basilicata e realizzato da Basilicata Press e Federmanager Academy. Oggi, alle ore 15.30, nella Sala Convegni di Confindustria Basilicata (via di Giura, a Potenza), l’incontro pubblico segna l’avvio delle attività di un percorso dedicato a una delle principali sfide per il futuro della regione: riportare e valorizzare i talenti lucani, rafforzando al contempo la cultura e le competenze manageriali delle piccole e medie imprese. Una sfida che richiede un approccio condiviso tra aziende, istituzioni, mondo della ricerca e rappresentanze economiche.I lavori, coordinati dal giornalista Vito Verrastro, si apriranno con i

saluti istituzionali di Antonio Braia (presidente vicario di Confindustria Basilicata), Marco Bodini (presidente di Fondirigenti), Luigi Prisco (presidente di Federmanager Basilicata) e Marco Bertolina (presidente di Federmanager Academy).Seguirà un approfondimento sugli scenari di partenza del progetto, affidato a Giuseppe Torre, professore di etica, intelligenza artificiale e management, e la presentazione dei primi risultati della survey a cura di Salvatore Garbellano, docente di Management and Organizational Behaviour al Politecnico di Torino.Il panel di discussione vedrà gli interventi di Gabriella Megale (amministratore unico di Sviluppo Basilicata), Donatella Caniani (prorettrice dell’Università degli Studi della Basilicata), Maria Sabia (vicepresidente Giovani Imprenditori Con-

findustria), Roberto Bocca (presidente Giovani Imprenditori Confindustria Basilicata), Michele Somma (presidente della Camera di Commercio della Basilicata) e Giuseppina Lo Vecchio (direttore generale per lo Svilup-

po economico, il Lavoro e i Servizi alla comunità della Regione Basilicata).Le conclusioni saranno affidate a Massimo Sabatini, direttore generale di Fondirigenti. L’evento è in presenza ed è aperto a tutti.

Il capogruppo di Forza Italia: «Un riconoscimento per la città e un’occasione concreta per valorizzare memoria e futuro»

Patrimonio industriale, Casino: «Bene stati generali a Matera»

MATERA. Matera protagonista degli Stati Generali del Patrimonio Archeologico Industriale, evento di rilievo nazionale e internazionale in corso tra Bari, Matera e Lecce. A evidenziarne il significato è il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Michele Casino, che parla di «un riconoscimento importante per la nostra città», capace di confermare il ruolo di Matera come riferimento non solo per il patrimonio storico e culturale legato ai Sassi, ma anche per la valorizzazione della memoria industriale del territorio.L’iniziativa, ospitata dall’Università degli Studi della Basilicata, riunisce studiosi, ricercatori e amministratori provenienti da tutta Italia, chiamati a confrontarsi su temi strategici che spaziano dalla tutela del patrimonio industriale alla rigenerazione urbana, dal turismo industriale alle nuove opportunità di sviluppo economico e sociale. Un dibattito che, secondo Casino, offre alla città «un’occasione unica per riflettere sul proprio passato industriale e, soprattutto, per immaginare un futuro capace di coniugare memoria, innovazione e sostenibilità».Nel richiamare luo-

ghi simbolo come i molini e i pastifici di via Lucana o l’ex stabilimento Padula-Barilla, il capogruppo di Forza Italia ribadisce che l’archeologia industriale non va letta come semplice testimonianza del passato. «La valorizzazione del patrimonio industriale rappresenta una leva strategica per lo sviluppo del nostro territorio», afferma Casino, sottolineando come le aree produttive dismesse o sottoutilizzate possano trasformarsi in risorse per attrarre investimenti, creare occupazione e rafforzare

l’identità della comunità.Da qui l’appello a tradurre il confronto in scelte operative. «Ringrazio l’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale e l’Università della Basilicata per aver scelto Matera come tappa di questo percorso», conclude Casino, invitando istituzioni e amministratori a lavorare affinché il dibattito si trasformi in politiche concrete di tutela, riqualificazione e valorizzazione, nell’interesse delle nuove generazioni e della competitività futura della città.

«Compensazioni ambientali fallimento della Regione»

POTENZA. Per anni in Basilicata si è parlato di sviluppo senza indicare una direzione chiara. Le recenti dichiarazioni dell’assessore Francesco Cupparo, secondo le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri, confermano una realtà nota: compensazioni ambientali e royalties petrolifere non sono mai state inserite in una strategia organica di crescita.L’impatto delle estrazioni, la perdita di numerose aziende agricole e la dispersione delle risorse hanno prodotto «un depauperamento del territorio». Le entrate petrolifere, spiegano, sono state frammentate in interventi episodici, spesso assorbiti dalla spesa corrente. Il bonus gas viene indicato come esempio emblematico di una misura che non ha generato occupazione né attrattività, sottraendo risorse a investimenti strutturali.Anche l’ipotesi di usare ora queste risorse per sostenere le imprese richiede, per le due consigliere, un cambio di approccio. «Se il sostegno pubblico serve solo a coprire difficoltà temporanee, senza creare nuovi indotti produttivi, si continua a gestire l’esistente senza costruire futuro».Le compensazioni ambientali, concludono Araneo e Verri, dovrebbero diventare il perno di investimenti pubblici nella transizione energetica e nella riconversione produttiva, evitando una distribuzione di risorse priva di visione strategica.

VERRI E ARANEO (M5S) ATTACCANO CUPPARO

Genovese non legge la sentenza del Consiglio di Stato e parla con il cuore

Il radar si deve fare

Riconosciuta l'opera come indispensabile e gli impatti ambientali insignificanti. Lettieri e gli altri politici smettano di inseguire il consenso a discapito delle istituzioni

Abbiamo ricevuto la nota del sig. Antonio Genovese, quale presidente del comitato No Radar. La pubblichiamo con il dovuto rispetto che si deve a chi parla “in difesa” del proprio territorio, del luogo in cui vive che vorrebbe immutabile e puro.

Lo abbiamo scritto anche nell'articolo dell'altro ieri, noi abbiamo massima comprensione per la logica NINBY dei “comitati” locali. I comitati locali nascono per questo e, come tutte le forme di rappresentanza territoriale e di interessi diffusi, meritano un rispetto proporzionale all'affetto che ciascuno nutre nei confronti di casa sua.

È pieno diritto, per capir-

ci, che qualcuno si opponga alla realizzazione di un’autostrada nel proprio giardino e alla realizzazione di un radar sotto casa propria.

LA POLITICA DEVE ESSERE SERIA

Chi, invece, non può permettersi di giocare con queste pulsioni istintive è la politica. La politica ha il dovere di essere seria. Chi ha ruoli istituzioni, chi guida o ha guidato partiti ed amministrazioni non può inseguire le pruderie dei comitati nella speranza di ottenere e conquistare qualche voto o di provare a dare un contenuto alla propria posizione politica.

La politica ha il dovere di essere seria. Ecco perché lo stesso benevolo affetto che rivolgiamo a Genovese non lo riserviamo a Let-

tieri e ai suoi. Genovese non ha mai amministrato, non aspira a governare un territorio, non ha alcuna voglia di muoversi nei meandri della difficile arte dello scegliere e del decidere.

Genovese ha tutto il diritto di scrivere inesattezze giuridiche fondate sull'emozione e sul sentimento. Nella sua replica il Presidente del Comitato No Radar scrive che il Consiglio di Stato ha ordinato un'altra Vinca. In realtà il Consiglio di Stato dice che l'opera è sicuramente strategica come individuato nel 2005 e confermato nel 2013 al fine di assicurare la copertura alla Protezione Civile, dice anche che la valutazione di incidenza (VINCA) è obbligatoria solo per le zone SIC, aggiunge

che l'Ufficio di Compatibilità Ambientale della Regione già nel 2015 ha escluso che il radar potesse avere una incidenza significativa avendo effetti solo nell'area di cantiere, valutazione sostanzialmente confermata anche dalla Provincia di Potenza.

Tutto questo può non piacere a Genovese e noi apprezziamo il suo amore per la sua terra, per casa sua, per i suoi boschi. Tutto questo, però, non può non essere conosciuto da Lettieri.

Adesso è il leader dell'opposizione ma, quando era Sindaco, ha ricevuto la notifica dell'atto. Da segretario regionale del PD ha imparato la logica che c'è negli uffici e, quindi, non può ignorare che il sistema di tutela ambientale non è legato alle passioni ma al diritto e all'equilibrio degli interessi.

COSÌ SI UCCIDE

L'ITALIA

Lo diciamo senza remora alcuna, l'atteggiamento che il Partito Democratico e i Cinque Stelle stanno tenendo a Picerno sulla questione radar è proprio uno dei grandi mali di questa Nazione. Chi fa politica ha il dovere della responsabilità. Chi ricopre cariche importanti o le ha ricoperte in passato non dovrebbe inseguire gli umori dei comitati. Chi svolge funzioni politiche serie ha la necessità di anteporre il bene comune, le ragioni del diritto alle strategie del consenso.

Il Governo Nazionale dal 2005 ad oggi, nei vari cambiamenti di gruppo politico e di maggioranza, ha sempre confermato che il Radar a Monte Li Foj è strategico, la Regione Basilicata dal 2015 ad oggi ha ribadito che gli effetti dell'opera sono limitati, la stessa cosa ha fatto la Provincia di Potenza. Il Consiglio di Stato ha ricostruito l'iter, ha dichiarato complete le istruttorie e ha ordinato che l'opera venga realizzato.

Genovese ha tutto il diritto di far valere le ragioni del cuore. Giovanni Lettieri e gli altri esponenti politici o sono convinti che dal 2005 ad oggi esiste un complotto che travolge tutti gli organi costituzionali della Repubblica e qualsiasi maggioranza politica possibile per costruire un radar a Monte Li Foj, oppure devono prendere atto che la Repubblica Italiana in tutte le sue articolazioni politiche, amministrative e giuridiche ritengono necessario il radar e inesistenti o minimi gli impatti sull'ambiente.

Qui non si tratta di parlare di un solo intervento ma di comprendere che esiste un’etica.

L'etica della politica è quella della responsabilità Ci piacerebbe che chi fa politica sul serio, chi aspira o ha avuto incarichi istituzionali abbia la forza e la capacità di fidarsi delle istituzioni dello Stato senza demolirle per cercare di ottenere qualche voto

DI M A S S I MO DE LLA P E N N A

PICERNO Il presidente Genovese: «La Regione ci ascolti e rifaccia la VINCA»

Monte Li Foj, il Comitato

No Radar: «Opera inutile»

La decisione di mettere il radar a Monte LI Foj è del Consiglio di Stato

Il bluff di Lettieri

suo successore. Alle ultime elezioni vinceva il centrodestra. La lista guidata dall'ex Presidente della Comunità Montana Lucia Caivano veniva sonoramente sconfitta, Sindaco di Picerno diventava Margherita Scavone che era, quindi, chiamata a gestire gli effetti della sentenza del Consiglio di Stato. A quel punto l'ex Sindaco ed ex segretario del PD Lettieri, l'ex vicesindaco e Presidente della Comunità Montana del Melandro Lucia Caivano e tutti gli altri esponenti dell'opposizione decidevano di cavalcare lancia in resta la protesta che montava nella contrada di Porco Morto chiedendo al Sindaco e alla Regione di non rispettare una sentenza del Consiglio di Stato. IL SENSO DELLE ISTITUZIONI DI SCA-

ritto e della Democrazia partecipativa lo hanno avuto, al contrario, il Sindaco Scavone e gli assessori Pepe e Mongiello. I tre hanno accettato il confronto in una pubblica assemblea e si sono prestati a spiegare che né il Comune, né la Regione, né il Governo nazionale possono più modificare quello che, nel pieno rispetto del principio di separazione dei poteri, ha deciso il Consiglio di Stato Davanti ad una decisione

chiara della magistratura la politica non può fare altro che accettare il responso. Noi non è che non comprendiamo le preoccupazioni di chi vive là, non è che non capiamo la logica NINBY, quello che non possiamo condividere è che persone con grande esperienza e con importante passato amministrativo possano soffiare sul fuoco per creare disordine credendo sia possibile disattendere una sentenza del Consiglio di Stato.

All’indomani dell’articolo di C ronache sull’incontro pubblico tenuto a Picerno sull’installazione di un radar a Monte Li Foj, il presidente dell’Associazione No Radar Monte Li Foj, Antonio Genovese ha inteso chiarire alcuni aspetti e dare la propria versione dei fatti. «Non è vero che il Comitato non vuole rispettare le sentenze o agire fuori dalla legalità. Al contrario, tutto ciò che abbiamo sostenuto è dalla parte della legge e del rispetto delle regole», sottolinea Genovese. «La nostra posi-

zione, condivisa anche dall’ex sindaco Lettieri –senza che questo significhi farne gli avvocati difensori – si basa esclusivamente sull’applicazione corretta delle norme». Nel merito, Genovese ricorda che «la sentenza del Consiglio di Stato è del 2018 e riconosceva valore al parere regionale con funzione di VINCA solo perché l’opera era ritenuta urgente». E aggiunge: «Oggi, dopo otto anni, è legittimo chiedersi dov’è finita questa urgenza. La legge parla chiaro: la VINCA ha una validità temporale e qui quel tem-

po è stato ampiamente superato».

Un punto centrale della rettifica riguarda anche i rapporti con il Ministero dell’Ambiente. «A seguito di una nostra interpellanza diretta al Ministero, insieme all’associazione Ambiente e Legalità, è arrivata una risposta inequivocabile: è necessaria nuova documentazione, cioè una nuova VINCA», afferma Genovese. «Questo dato, oggettivo e documentato, non può essere ignorato».

Ripercorrendo lo svolgimento dell’incontro del 2 febbraio, Genovese preci-

sa: «Alla riunione nella sala consiliare di Picerno erano presenti l’amministrazione comunale, gli assessori regionali Mongiello e Pepe, il sindaco di Tito, i tecnici regionali –tra cui la dottoressa Bruno – e l’avvocato Singetta, che seguì il contenzioso al TAR e al Consiglio di Stato. La sala era piena, con una partecipazione ampia di cittadini, associazioni e forze politiche di opposizione».

«Dopo l’introduzione del sindaco Scavone – prosegue – mi è stato chiesto di spiegare il motivo della richiesta di un’assemblea pubblica. Ho ribadito la contrarietà della comunità di Picerno a un radar che riteniamo obsoleto e inutile e ho chiesto perché la Regione Basilicata continui a sostenere che la VINCA non vada rifatta, nonostante siano passati ben più dei cinque anni previsti dalla legge per la sua validità».

Secondo quanto riferito da Genovese, «la Regione, per voce della dottoressa Bruno, ha spiegato di essersi basata sulle indicazioni della Protezione Civile nazionale, secondo cui, avendo il Consiglio di Stato dato loro ragione, si potrebbe procedere ai lavori senza una nuova VINCA».

Ma la replica del Comitato è stata netta: «Abbiamo

ricordato che la stessa sentenza parlava di urgenza e che quel parere favorevole era basato su dati progettuali che oggi riteniamo errati, sia per le dimensioni dell’opera sia per l’impatto sull’area protetta». Genovese ricorda infine gli altri interventi: «L’ex sindaco Lettieri e, per il Movimento 5 Stelle, il signor Curcio hanno ribadito le stesse criticità, sottolineando anche come l’amministrazione avrebbe potuto fare nuovamente ricorso al TAR contro gli atti amministrativi, senza però farlo».

In chiusura dell’incontro, «gli assessori regionali presenti e il sindaco Scavone hanno assicurato di voler stare dalla parte dei cittadini e si sono impegnati a chiedere nuovamente alla Protezione Civile nazionale una nuova VINCA, basata sui reali parametri del progetto, e a valutare un nuovo incontro pubblico con i tecnici della Protezione Civile». «Noi prendiamo atto di questi impegni – conclude Genovese – ma non ci fermiamo alle parole. Vogliamo i fatti, il rispetto delle norme e delle leggi. Continueremo a vigilare, perché questo radar per noi resta inutile e dannoso oggi, domani e sempre».

L’edizione di Cronache del 4 febbraio
D MASSIMO DELLAPENNA sollevando tutta una serie
L’ex segretario del PD e il M5S chiedono di non rispettare la sentenza. Scavone, Mongiello e Pepe in assemblea per spiegare la Legge
Lettieri Scavone, Pepe e Mongiello

In studio anche i consiglieri di Potenza Blasi e Saponara e dal Lions Club Potenza Nigri

Tataranno: «La Lega cresce in Basilicata, ora è tempo di dare risposte concrete»

Nell’ultima puntata di Oltre il giardino, il talk di approfondimento condotto da Paride Leporace in onda su Cronache Tv, Angelo Raffaele Tataranno, capogruppo della Lega in Consiglio Regionale e già sindaco di Bernalda per due mandati, ha fatto il punto sulla crescita del partito in Basilicata e sulle sfide politiche che lo attendono. Tataranno ha sottolineato come la Lega stia vivendo una fase di crescita e consolidamento in Basilicata, evidenziando le recenti adesioni di due consiglieri comunali, Marcello Maffia e Fabio Massimo Sgarrino, al Consiglio Provinciale di Matera. Entrambi, già candidati sindaci, hanno deciso di unirsi al partito, portando con sé esperienza politica e radicamento sul territorio. «Non sono nuovi arrivati, ma persone con una solida militanza politica alle spalle», ha dichiarato Tataranno, attribuendo il merito della crescita del partito a una leadership credibile e coerente, guidata dal commissario regionale Pasquale Pepe e dal segretario provinciale Vincenzo Zito.

Un altro importante risultato è stato evidenziato dal capogruppo Tataranno: per la prima volta, la Lega potrà contare su due consigliere provinciali a Matera entrambe con una significativa esperienza politica. «Questo è un segnale importante per un partito che in passato è stato accusato di maschilismo. Oggi dimostriamo con i fatti che siamo cambiati», ha sottolineato Tataranno.

Il consigliere ha affrontato anche il tema scottante dei cambi di casacca e delle recenti polemiche interne alla Lega a livello nazionale, come il caso Vannacci. «La politica deve recuperare credibilità. Chi aderisce a un partito dovrebbe farlo per sposarne i valori, non per opportunismo», ha dichiarato, aggiungendo che il nuovo corso della Lega in Basilicata punta sulla solidità e sulla coerenza, elementi fondamentali per riconquistare la fiducia dei cittadini. Il capogruppo ha poi parlato delle priorità per la regione, sottolineando la necessità di accelerare i tempi d’azione del governo regionale. «A un anno e mezzo dall’insediamento, è tempo di correre. I lucani aspettano risposte concrete, non possiamo più restare fermi», ha affermato. Tra i temi caldi, Tataranno ha citato il miglioramento delle infrastrutture, con particolare attenzione alla ferrovia per Matera, un progetto che il commissario Pasquale Pepe considera prioritario. Infine, Tataranno ha ricordato con orgoglio la realizzazione del Lido inclusivo di Metaponto, inaugurato durante il suo mandato da sin-

daco di Bernalda. «È un’opera che garantisce il diritto al mare per tutti, normodotati e diversamente abili. È il progetto di cui vado più fiero», ha dichiarato, sottolineando la necessità di preservare questa struttura dalle problematiche legate all’erosione costiera.

Si passa alla politica locale ad Oltre il giardino con i consiglieri di Potenza Angela Blasi, per la maggioranza, e Bruno Saponara per l’opposizione. Si parte dal caso delle dimissioni, poi rientrate, dell’assessore Falotico che ha scatenato un vero e proprio terremoto politico. Secondo Angela Blasi si è trattato di un episodio legato a dinamiche personali, prontamente rientrato grazie al dialogo tra le parti. «Conosco sia il sindaco che l’assessore Falotico, e confidavo in una soluzione rapida», ha dichiarato.

Di diverso avviso Bruno Saponara che ha definito l’accaduto un segnale preoccupante. «Le dimissioni di un assessore così importante, a pochi giorni dall’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028, non possono essere liquidate come un semplice incidente personale. È un fatto serio che richiede chiarimenti approfonditi», ha affermato Saponara. Il bilancio di previsione 20262028 è uno dei temi più caldi all’ordine del giorno per il Consiglio comunale. Tra le questioni più controverse vi sono l’aumento delle tasse e delle tariffe per i servizi essenziali come mense scolastiche, trasporti e asili nido. Saponara ha criticato duramente l’amministrazione, accusandola di non aver fatto abbastanza per reperire risorse esterne, come finanziamenti nazionali o europei, per alleviare il peso economico sui cittadini. «Aumentare del 30% i costi per le famiglie con redditi ISEE sotto i 15.000 euro è inaccettabile. Prima di farlo, bisognava eliminare ogni spesa superflua», ha dichiarato.

Blasi, pur riconoscendo le difficoltà legate al piano di riequilibrio finanziario del Comune, ha confermato che l’aumento delle tasse sarà inevitabile, sottolineando però che alcune problematiche, come i fondi insufficienti da parte della Regione e del Governo centrale, stanno aggravando la situazione. «Le politiche sociali sono spesso dimenticate dalla destra, ma noi continueremo a lavorare per garantire attenzione alle fasce più deboli», ha aggiunto. Un altro tema che sta infiammando il dibattito cittadino è la chiusura delle scale mobili, un’infrastruttura strategica per la mobilità urbana di Potenza. Saponara ha criticato la mancanza di un piano alternativo per evitarne la chiusura, sottolineando l’impatto nega-

tivo sul tessuto imprenditoriale del centro storico. «La proroga sarebbe stata tecnicamente possibile, ma il Comune non si è dotato di un piano concreto per mantenere attivo il servizio», ha dichiarato. Blasi ha difeso l’operato dell’amministrazione, ricordando che la chiusura era inevitabile a causa di scadenze tecniche già note da tempo e che sono state adottate soluzioni alternative, come l’implementazione di navette per collegare le diverse aree della città. «Le navette hanno dimostrato di essere una valida alternativa, e siamo impegnati a trovare soluzioni per migliorare la mobilità urbana», ha affermato.

La recente sperimentazione sui sensi unici e sui parcheggi ha suscitato reazioni contrastanti. Saponara ha criticato il metodo adottato dall’amministrazione, sottolineando l’assenza di uno studio preliminare e di dati concreti a supporto delle modifiche. «La sperimentazione sembra sinonimo di insicurezza. Le scelte di mobilità devono essere basate su studi e dati, non su prove», ha detto. Blasi, invece, ha difeso la scelta dell’amministrazione, sottolineando che il cambiamento è spesso necessario e che i risultati della sperimentazione saranno valutati a tempo debito. «Il cambiamento spaventa, ma è necessario per migliorare la mobilità e l’organizzazione della città», ha concluso. Ultimo quadro ad Oltre il giardino con Maria Antonietta Nigri, del Lions Club di Potenza che presenta un’iniziativa di grande valore educativo e sociale dedicata

all’educazione all’affettività, rivolto agli studenti del biennio del Liceo Scientifico Galileo Galilei. L’obiettivo è quello di offrire ai ragazzi strumenti per comprendere e gestire le proprie emozioni, in un momento storico in cui le fragilità giovanili sono sempre più evidenti.

La responsabile del progetto e referente New Voice per la Basilicata, sottolinea l’urgenza di intervenire su una vera e propria emergenza educativa: «I ragazzi hanno un’enorme vitalità che deve essere incanalata nei binari giusti. L’adolescenza è una fase delicata e spesso i giovani faticano a riconoscere e gestire le proprie emozioni». Il progetto, che sarà presentato il 10 febbraio alle ore 16 presso il Polo Bibliotecario di Potenza, prevede tre incontri formativi. Tra i relatori ci saranno esperti di alto profilo: la psicologa Alessandra Gigliotti, la dottoressa Piccininni, procuratore della Repubblica, e il dottor Rizzuti della Polizia Postale. Le tematiche spaziano dalla gestione delle emozioni ai rischi legati all’uso dei social, passando per la prevenzione di comportamenti problematici tra i giovani.

Nigri ha evidenziato i pericoli legati all’uso distorto dei social media, che possono alimentare fenomeni come l’isolamento sociale e i comportamenti tossici. «I ragazzi devono ritrovare il rapporto con la realtà», ha dichiarato, citando anche il tema dei kikomori, adolescenti che si chiudono nelle loro stanze evitando ogni contatto con il mondo esterno.

Tataranno e Nigri a Oltre il giardino
Blasi e Saponara a Oltre il giardino

Organizzato dal Movimento “La Grande Lucania” si terrà oggi pomeriggio con l’obiettivo di informare sulle implicazioni del provvedimento

Referendum Giustizia, nel Circolo Angilla Vecchia confronto tra esperti e cittadini

Esame e Finalità del Referendum del 22 e 23 Marzo. È questo il tema dell’incontro organizzato dal Movimento Civico “La Grande Lucania”, per oggi, alle ore 17 e 30, nei locali del Circolo Angilla Vecchia a Potenza.

«L’iniziativa in campo nasce dall’esigenza di approfondire coi cittadini, frastornati e poco informati, le ricadute di una questione sociale che è diventata, impropriamente, un violento scontro politico tra l’Associazione Nazionale dei Magistrati ed il Governo Meloni» affermano gli organizzatori. Al fine di conoscere meglio le finalità del provvedimento legislativo interverranno esperti del settore, tra questi Francesco Bonito Oliva, Presidente dell’Ordine degli Avvocati, e semplici cittadini per dibattere le tematiche in questione. Nel presentare l’iniziativa, Gaetano Fierro afferma: «Io vedo tre aspetti prevalenti in questa riforma: la separazione delle carriere, il sorteggio e l’introduzione dell’Alta Corte Disciplinare. La separazione

delle carriere: la riforma costituzionale proposta dal Governo introduce una netta separazione: vieta ogni possibilità di passaggio da giudice a Pm e viceversa. Ogni magistrato dovrà scegliere il proprio ruolo all’inizio della carriera, senza possibilità di cambiare in seguito. Esiste già? E allora qual è il problema se viene definita in maniera più chiara e netta? L’obiettivo è rendere il giudice ulteriormente indipendente in modo che ogni processo si possa svolgere nel contraddittorio tra le parti, a parità di condizioni, davanti a un giudice terzo e imparziale. Mi sembra assolutamente positivo e garantista».

«Il sorteggio? - continua Fierro - Una parte molto discussa riguarda la riforma del CSM e il metodo di elezione dei suoi componenti. Il testo approvato dal Parlamento prevede di sostituire l’attuale Consiglio con due nuovi organi: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e quello requirente. In base alla riforma, i due nuovi CSM – giudicante e requirente – saranno guidati

Macosa deve ancora succedere per comprendere che siamo all’ultimo atto della Democrazia? Ci vogliono togliere tutti i diritti compreso quello del voto. E sempre più la Costituzione non viene applicata, infatti all’art. 48 si sancisce il diritto al voto “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”. Eppure da tutte le parti si sente dire che si vogliono riportare gli elettori alle urne. Ma con quale metodo se ancora una volta si vuole obbligare l’elettore a muoversi e pagare a proprie spese il viaggio? Ormai solo 4 elettori su 10 si recano alle urne quindi si vincono le elezioni con il 60% del 40% dei votanti.

entrambi dal presidente della Repubblica e ne faranno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione. La principale novità riguarda il metodo di selezione: i membri saranno sorteggiati. Io direi non bene ma benissimo! Questo sistema ridurrà il potere delle “correnti” dell’Associazione nazionale magistrati (ANM), le principali aggregazioni interne della magistratura, spesso accusate di influenzare le nomine. Nessuno potrà più avere il dubbio che le nomine siano pilotate». «Terzo elemento importante: l’introduzione dell’Alta Corte. - prosegue - La riforma costituzionale prevede inoltre che i due nuovi CSM non si occupino più dei procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati, che verranno affidati a un organo separato, l’Alta Corte disciplinare. Questa sarà composta da 15 membri: tre nominati dal presidente della Repubblica tra professori e avvocati, tre estratti a sorte da un elenco di esperti, sei giudici e tre pubblici ministeri, tut-

ti con almeno vent’anni di esperienza. I due consigli avranno il compito di stabilire le assunzioni, i trasferimenti e le valutazioni dei rispettivi magistrati, mentre i procedimenti disciplinari spetteranno a un nuovo organo, l’Alta Corte disciplinare. Anche questo mi sembra un passo verso la direzione di un maggiore equilibrio del sistema».

«A me sembrano riforme di buon senso che possono garantire ulteriormente i cittadini e rassicurare gli

Insomma, il Popolo non “concorre” più alla “determinazione della politica nazionale”, mentre le “elezioni” divengono un vero e proprio “ludo cartaceo”(Paolo Maddalena).

Addio sperimentazione fatta nell’ultimo referendum del 2025. Eppure già in quel caso ci volevano molti correttivi, ma ora si torna alle origini e si nega il voto ai fuorisede (tranne quelli all’estero). Non è assolutamente vero che lo scorso referendum hanno votato tutti i fuori sede: infatti gli assistenti per i malati che si curano fuori sede non hanno potuto esercitare tale diritto. Si vogliono far fuori molti milioni di votanti per questa consultazione referendaria, dove tra l’altro non c’è bisogno del quorum.

Meno male che è viva una società civile che si preoccupa e opera dal basso per evitare la distruzione dei diritti umani. L’Unione degli Studenti Universitari (Verona docet),ha iniziato a mobilitarsi e a chiedere il ripristino del voto ai fuorisede. Siamo giunti ad una tecnologia spinta

stessi magistrati. Non a caso, tra gli stessi magistrati in diversi propendono per il Sì. Eviterei pertanto di politicizzare il referendum. E’ vero che il NO viene sostenuto dalla sinistra radicale mentre il resto dell’arco parlamentare sostiene il SÌ ma, in questo caso, davvero non vale la pena lasciarsi trascinare dal proprio orientamento e concentrarsi esclusivamente sui benefici che questa riforma comporta» conclude Gaetano Fierro.

dove tutti gli atti amministrativi vanno fatti on-line e si colloquia con le pubbliche amministrazioni solo attraverso la rete. Come mai non è possibile votare nella sede dove si trova l’elettore per una qualunque ragione? Vi è una certezza in tutto questo percorso: la mancanza di volontà politica per attuare in modo universale il diritto di voto a tutti i cittadini dovunque essi si trovano senza distinzione alcuna e senza individuare alcune categorie. Ormai abbiamo la carta di identità elettronica, lo SPID, e tutte le credenziali per operare da remoto e dalla sede in cui ci troviamo. Da un lato si raccolgono le firme per poter fare i referendum e vale lo SPID, come mai lo stesso metodo non viene adottato per le elezioni di qualsiasi natura?

Ci si inventa scuse come quelle attuali che non ci sono i tempi per organizzare il voto. Ma non c’è più bisogno di alcuna scusa: Bisogna stabilire che il voto si effettua dalla sede in cui si trova l’elettore.

Fierro

Verifiche della Guardia di Finanza su fisco, lavoro e trasparenza dei prezzi degli esercizi commerciali in molti Comuni

Controlli fiscali nel Potentino Scoperte irregolarità diffuse

POTENZA. Nei giorni

scorsi le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Potenza hanno intensificato l’azione di «controllo economico del territorio», rilevando e contestando, attraverso un approccio operativo «trasversale», numerose violazioni alla normativa fiscale e lavoristica nonché in materia di trasparenza dei prezzi al consumo.Nel dettaglio, nel capoluogo di provincia, a Lauria e a Lavello, la Guardia di Finanza di Potenza, Rionero e Lauria ha rilevato diverse infrazioni all’obbligo di installazione del misuratore fiscale e di memorizzazione e invio dei «corrispettivi telematici». Interessate dalle violazioni rivendite di frutta e verdura, anche in forma ambulante.Inoltre, specifici controlli condotti dalla Tenenza di Maratea, finalizzati a verificare la regolare instaurazione dei rapporti di lavoro, hanno portato all’individuazione, in quella località, di due lavoratori «in nero», impiegati illecitamente presso cantieri edili.Altrettanto incisiva l’azione di controllo in materia di trasparenza dei prezzi al consumo, condotta dai Finanzieri potentini nei confronti di alcuni distributo-

ri stradali e negozi di abbigliamento.In particolare, a Potenza, Avigliano, Barile, Lavello e Rivello, i Finanzieri del Gruppo di Potenza, della Compagnia di Rionero e della Tenenza di Maratea, all’esito degli accertamenti svolti, hanno riscontrato e contestato, in tre diversi contesti, a carico di altrettanti distributori stradali, la violazione dell’obbligo di comunicazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dei prezzi di vendita al dettaglio del carburante. Gli impianti interessati dai controlli sono emersi da specifiche analisi di rischio elaborate dal

Nucleo Speciale Antitrust del Corpo.Infine, a Barile e Rivello, i Finanzieri della Compagnia di Rionero e della Tenenza di Maratea hanno constatato, presso negozi di abbigliamento, in un periodo in cui sono praticati gli sconti di fine stagione, la violazione dell’obbligo di esposizione dei prezzi degli articoli posti in vendita.L’evasione fiscale, il lavoro irregolare e le violazioni in materia di trasparenza dei prezzi al consumo arrecano gravi danni al sistema economico, alterando la leale concorrenza e penalizzando i consumatori e gli operatori onesti.

«Sovraindebitamento, così si può risolvere»

MATERA. Nei centri di ascolto di Matera, Policoro e Potenza l’Associazione Famiglia e Sussidiarietà ETS continua ad assistere persone e famiglie colpite dal sovraindebitamento e dal gioco d’azzardo, condizioni che rappresentano spesso l’anticamera dell’usura. A richiamare l’attenzione sul fenomeno è il presidente Angelo Festa, che sottolinea come le difficoltà economiche derivino in molti casi da eventi improvvisi, quali la perdita del lavoro, le malattie, le separazioni e l’aumento del costo della vita, ma anche da una gestione finanziaria scorretta legata all’abuso del credito al consumo e del «compra oggi e paghi domani».Secondo l’esperienza maturata dall’associazione, dal sovraindebitamento si può uscire grazie a strumenti previsti dalle leggi nazionali e regionali a sostegno di famiglie e imprese meritevoli. Tra questi figura il Fondo di prevenzione antiusura introdotto dalla legge nazionale 108 del 1996, che consente di accedere a prestiti agevolati garantiti da istituti bancari convenzionati, utili a consolidare ed estinguere i debiti a tassi contenuti.Un ulteriore aiuto è garantito dalla Regione Basilicata che, in base alla legge regionale 21 del 2015, mette a disposizione un contributo una tantum di quattromila euro per evitare il ricorso agli usurai e fronteggiare spese essenziali. Fondamentale anche la legge 3 del 2012, la cosiddetta «legge antisuicidi», che permette di ridurre o cancellare debiti insostenibili e di ripartire attraverso percorsi di ristrutturazione ed esdebitazione.

Visita istituzionale a Potenza per l’insediamento di Maria Cira Sannino con un confronto sui principali temi di interesse comune

Il Prefetto Campanaro incontra il nuovo Avvocato distrettuale

POTENZA. Il Prefetto di Potenza Michele Campanaro ha ricevuto questa mattina, nella sede del Palazzo di Governo, il nuovo Avvocato distrettuale dello Stato di Potenza, Maria Cira Sannino, recentemente insediatasi alla guida dell’Avvocatura dello Stato nel capoluogo lucano. L’incontro istituzionale ha rappresentato un momento di confronto e di consolidamento del rapporto di collaborazione tra Prefettura e Avvocatura, nel quadro delle rispettive funzioni a tutela della legalità e dell’interesse pubblico.Nel corso della visita è stato tracciato il profilo professionale dell’Avvocato Sannino, caratterizzato da una carriera giuridica di alto livello. Laureata con lode in Giurisprudenza nel 1987 presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha vinto il con-

corso da Procuratore dello Stato, prestando servizio inizialmente presso l’Avvocatura distrettuale dello Stato di Potenza e successivamente presso quella di Napoli. Nella sede partenopea ha proseguito il proprio percorso professionale anche dopo aver superato, nel 1996, il concorso per Avvocato dello Stato.Nel corso degli anni, l’Avvocato Sannino ha maturato una significativa esperienza sia in sede contenziosa sia in ambito consultivo, occupandosi di numerose questioni di rilievo e di particolare complessità. Tra i settori seguiti figurano gli appalti pubblici, la normativa antimafia, la sanità e la gestione dei beni confiscati, ambiti nei quali ha consolidato competenze specifiche e riconosciute. Accanto all’attività istituzionale, ha inoltre svolto incarichi di do-

cenza e consulenza giuridica a favore di gestioni commissariali e amministrazioni locali.L’incontro con il Prefetto Campanaro, svoltosi in un clima di piena cordialità e collaborazione, è stato l’occasione per affrontare i principali temi di interesse comune, con particolare attenzione al contenzioso amministrativo in materia di appalti e be-

ni pubblici, alle misure di prevenzione e al supporto giuridico nei procedimenti di maggiore complessità che coinvolgono le istituzioni sul territorio.A conclusione del colloquio, il Prefetto ha sottolineato come «l’Avvocatura dello Stato rappresenti un presidio costituzionale strategico per la piena affermazione della legalità e la tutela dell’interesse pubblico, in una cornice di leale collaborazione tra le istituzioni». Campanaro ha quindi espresso fiducia nel contributo che l’Avvocato distrettuale Sannino potrà offrire al sistema istituzionale regionale, rivolgendo infine un ringraziamento all’Avvocato Domenico Mutino per la lunga e brillante carriera svolta al servizio delle istituzioni, contraddistinta da elevate qualità umane e professionali.

Agricoltura italiana sotto pressione tra crisi climatiche, tensioni globali e concorrenza estera: l’allarme di Cia da Fruit Logistica di Berlino

Ortofrutta in transizione, Cia: «Servono regole e tutele per difendere il reddito degli agricoltori»

Il settore ortofrutticolo italiano è entrato in una fase di «transizione violenta», schiacciato tra crisi climatiche, tensioni geopolitiche e squilibri commerciali sempre più evidenti. A lanciare l’allarme è Cia–Agricoltori Italiani, intervenuta a Fruit Logistica di Berlino, la principale fiera mondiale del comparto, dove è in vetrina anche l’eccellenza ortofrutticola “made in Basilicata”.«Tra crisi climatiche, tensioni geopolitiche e squilibri commerciali, le nostre imprese non possono più restare sole a gestire l’urto di un mercato globale sempre più sbilanciato, senza regole comuni, senza reciprocità negli scambi e senza tutele adeguate per il reddito», sottolinea Cia, richiamando l’attenzione delle istituzioni nazionali ed europee sulla necessità di un cambio di passo.La produzione ortofrutticola lucana, concentrata in particolare nell’area del Metapontino e destinata sia al mercato del fresco sia alla trasformazione industriale, rappresenta uno dei pilastri dell’economia agricola regionale. Un comparto che si distingue sui mercati e nelle fiere internazionali per l’eccellenza di produzioni come fragole, pesche, nettarine, albicocche, agrumi – in particolare le clementine – e uva da tavola. Con oltre 21mila ettari coltivati, il settore vanta anche produzioni di qualità certificata DOP e IGP, come il Peperone di Senise e alcune varietà di fagioli, generando un valore rilevante per il tessuto economico locale. Nel 2023 il valore della produzione commercializzata dalle Organizzazioni di produttori lucane ha raggiunto circa 267 milioni di euro, pari al 68,51% del valore complessivo dell’ortofrutta

regionale.Secondo Cia, la transizione in atto deve essere governata rimettendo al centro il ruolo degli agricoltori e riequilibrando i rapporti lungo la filiera, prima ancora di affrontare i singoli dossier commerciali. Non si tratta solo di numeri: l’ortofrutta rappresenta il cuore del Made in Italy agricolo, con un valore complessivo di 18,9 miliardi di euro, 150mila aziende coinvolte e oltre un milione di ettari coltivati, incidendo per il 28% sulla produzione agricola nazionale.«Dietro questi numeri – ha ricordato il presidente di Cia, Cristiano Fini – ci sono competenze, biodiversità e presidio dei territori. Un patrimonio che il sistema Paese e l’Europa hanno il dovere di proteggere».Proprio per rispondere alla fase di forte instabilità, Fini ha illustrato a Berlino le priorità strategiche dell’organizzazione in vista del 2026. Al centro, il rafforzamento della posizione degli agricoltori lungo la filiera, attraverso maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e l’istituzione di un Osservatorio europeo dei prezzi e dei costi, in grado di monitorare l’andamento del mercato e contrastare le distorsioni tra compensi ai produttori e prezzi al consumo. Fondamentale anche la semplificazione burocratica e il sostegno all’aggregazione, con il rafforzamento delle Op e delle Aop, le fusioni tra organizzazioni e il supporto a progetti transnazionali, garantendo nella futura Pac un adeguato sostegno al settore ortofrutticolo organizzato.Altro nodo cruciale è quello della reciprocità negli scambi commerciali. Per Cia è indispensabile applicare le clausole a specchio in tutti gli accordi internazionali, a partire dal Mercosur, per impe-

dire l’ingresso di prodotti che non rispettano gli standard ambientali, fitosanitari e sociali europei.Sul fronte dell’export, il comparto resta sotto pressione. Se l’accordo Ue–Usa ha evitato una nuova escalation tariffaria, i dazi al 15% in vigore da agosto 2025 continuano a frenare l’ortofrutta italiana. A questo si aggiunge la crescente competitività dei Paesi del Nord Africa, come Marocco ed Egitto, che hanno raggiunto 4,5 miliardi di dollari di export ortofrutticolo, imponendo all’Italia di accelerare su innovazione, qualità certificata e organizzazione. «Non chiediamo protezionismo, ma regole uguali per tutti – ha concluso Fini –. Il rispetto degli standard europei da parte dei Paesi terzi non deve essere un’opzione, ma un obbligo. Solo così il nostro settore potrà continuare a generare valore nei territori e restare un motore dell’economia. Non può esserci alcuna transizione efficace se a pagarla sono sempre gli agricoltori».

Nella Giornata nazionale contro lo spreco alimentare debutta una nuova piattaforma digitale per recuperare le eccedenze dei piccoli esercizi

Arriva il Donometro: l’app che aiuta bar e negozi a ridurre lo spreco

Nella tredicesima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, nei luoghi in cui il cibo viene venduto e consumato, fa il suo ingresso ufficiale il Donometro, la prima applicazione pensata per aiutare famiglie, scuole e imprese a misurare e ridurre lo spreco di alimenti. L’iniziativa, sostenuta anche da Fipe-Confcommercio, si propone di trasformare le eccedenze quotidiane in una risorsa concreta per il recupero solidale.Il funzionamento è semplice e immediato: ogni giorno bar, pasticcerie e piccoli esercizi commerciali si trovano con prodotti invenduti ma ancora perfettamente consumabili. Attraverso la piattaforma digitale, l’esercente può registrare e confermare in pochi clic la donazione. L’associazione beneficiaria riceve una notifica immediata, organizza il ritiro e archivia digitalmente l’operazione, garantendo un processo rapido, sicuro e completamente tracciabile.L’iniziativa risponde a un’urgenza etica ed economica di grande rilievo. Nonostante una crescente attenzione ai comportamenti individuali, in Italia si sprecano ancora oltre 5 milioni di tonnellate di cibo ogni anno, per un valore

stimato di circa 14 miliardi di euro, mentre la domanda di aiuti alimentari continua ad aumentare. Il Donometro mira a colmare un vuoto strutturale nel sistema del recupero solidale, intercettando le piccole e diffuse eccedenze dei pubblici esercizi, un segmento finora poco esplorato ma strategico nella lotta alla povertà alimentare.La piattaforma mette a disposizione degli imprenditori uno strumento semplice e operativo, superando molti degli ostacoli organizzativi, burocratici e logistici che spesso scoraggiano la donazione. Anche piccole quantità di cibo possono essere segnalate e recuperate, consentendo alle associazioni di pianificare in modo più efficiente il ritiro e la distribuzione degli alimenti alle persone in difficoltà. In questo modo si crea una rete virtuosa tra chi produce eccedenze e chi opera quotidianamente sul territorio.Un ulteriore valore aggiunto del Donometro è la possibilità di monitorare e rendicontare il cibo recuperato, misurando l’impatto ambientale positivo in termini di sprechi evitati, emissioni ridotte e risorse risparmiate. Un passo concreto verso un sistema alimentare più giusto, sostenibile e solidale.Sul tema

è intervenuto Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe e vicepresidente vicario di Confcommercio, che ha sottolineato il ruolo delle imprese e dei consumatori nella riduzione dello spreco. «Come sistema Confcommercio avvertiamo la responsabilità di contribuire alla riduzione dello spreco alimentare sia come settore economico sia per il ruolo che esercitiamo ogni giorno nei confronti di milioni di consumatori nella distribuzione e nella ristorazione», ha dichiarato. «Il riconoscimento della cucina italiana da parte dell’Unesco può essere un potente acceleratore di consapevolezza, perché evidenzia che il cibo non è una merce qualunque ma un condensato di valori culturali e sociali».Secondo Stoppani, è fondamentale investire nell’educazione alimentare delle giovani generazioni affinché «i valori si traducano in comportamenti responsabili che mettano al centro il rifiuto dello spreco». Un impegno che Confcommercio porta avanti sostenendo il lavoro dell’Osservatorio Waste Watcher, nella convinzione che «la conoscenza sia la vera guida per realizzare iniziative efficaci».Il presidente di Fipe ha inoltre auspicato che il riconoscimen-

to della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità «diventi un acceleratore per far crescere cultura, consapevolezza e azioni concrete di contrasto allo spreco», ribadendo che «il contrasto allo spreco alimentare è una battaglia di civiltà che può essere vinta solo con l’impegno di tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, fino al coinvolgimento dei consumatori».«Siamo felici di aver contribuito anche allo sviluppo del Donometro – ha concluso Stoppani – uno strumento che permette alle eccedenze dei piccoli esercizi di essere donate alle organizzazioni che si occupano delle persone in povertà alimentare, trasformando lo spreco in un gesto di solidarietà».

I manager e l’assessore spiegano il modello già operativo che rafforza la collaborazione tra aziende e amplia l’offerta a Matera

Tra San Carlo e Asm una rete ospedaliera integrata

POTENZA. L'Azienda ospedaliera regionale San Carlo e l’Azienda Sanitaria di Matera intervengono sulla tematica emersa nei giorni scorsi sulla stampa relativamente alla possibilità di incrementare la collaborazione tra le Aziende del Servizio Sanitario Regionale per attivare nuove prestazioni nell’Ospedale di Matera. In particolare, i direttori generali dell’AOR e dell’ASM, Giuseppe Spera e Maurizio Friolo, precisano che il percorso sinergico avviato con l’emodinamica già prevede il consolidamento della rete integrata tra ospedali, attraverso il coinvolgimento di discipline altamente specialistiche come neurochirurgia e cardiochirurgia e l’apertura di relative agende ambulatoriali. Il modello progettato e condiviso sul tavolo presso l’assessorato, già operativo, ha dimo-

strato la propria efficacia e rappresenta una soluzione positiva, poiché garantisce una presa in carico tempestiva e personalizzata dei pazienti, soddisfacendo i bisogni di salute sull’intero territorio regionale.

La rete unisce l’Azienda ospedaliera San Carlo – hub di riferimento per le richiamate discipline – e l’Asm e si articola in team multidisciplinari per interventi terapeutici immediati. Con l’imminente attivazione di agende in cardiochirurgia e neurochirurgia, ad esempio, la rete assicurerà primi accessi e follow-up territoriali, nonché virtuosi indirizzamenti verso le strutture idonee a fornire risposta al bisogno di salute emerso, riducendo tempi di attesa, realizzando un’efficace presa in carico del cittadino e ottimizzando risorse. «Investire in queste reti specialistiche eleva la

qualità delle cure, previene complicanze e rende sostenibile il sistema sanitario lucano», è il messaggio congiunto dei due diret-

In Piazza Prefettura l’iniziativa di Viveredonna per la Giornata mondiale , con istituzioni e cittadini uniti contro la malattia

Potenza accende una speranza, comunità unita contro il cancro

POTENZA. In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, si è svolta in Piazza Prefettura a Potenza l’evento “Una lanterna per la speranza”, promosso dall’Associazione Viveredonna, con la collaborazione della Questura di Potenza e con il patrocinio del consiglio della Regione Basilicata, Polizia di Stato, del Comune di Potenza, del Crpo, della Provincia di Potenza. All’iniziativa ha partecipato la vicepresidente del Consiglio regionale, Maddalena Fazzari, che ha voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni a tutte le persone che ogni giorno affrontano la malattia, alle loro famiglie e a chi opera con dedizione nel mondo dell’associazionismo.«“Eventi come questo – ha dichiarato la Vicepresidente – ci ricordano quanto sia fondamentale coltivare la speranza, trasformare il dolore in memoria condivisa e rafforzare il senso di comunità. La lotta contro il cancro non è solo una sfida sanitaria, ma anche umana e sociale, che richiede impegno, ascolto e solidarietà». Questa edizione dell’evento è stata dedicata alla memoria di Maria Piera Mangano, Ispettrice di Polizia prematuramente scompar-

sa, figura di riferimento e di grande sostegno per l’Associazione Viveredonna. Un momento di profonda commozione e raccoglimento ha accompagnato il lancio simbolico delle lanterne, gesto di luce e amore in ricordo di chi combatte, di chi ha vinto la malattia e di chi continua a essere una guida dall’alto.

«Ringrazio l’Associazione Viveredonna – ha concluso la Vicepresidente – per il lavoro straordinario che porta avanti ogni giorno e tutte le realtà istituzionali e artistiche coinvolte. La Basilicata dimostra ancora una volta di essere una comunità capace di stringersi insieme nei momenti più delicati».

«Donazione come scelta»
Avis incontra gli studenti

MATERA. I volontari dell’Avis comunale di Matera hanno incontrato gli studenti delle classi quinte del Liceo scientifico Dante Alighieri per promuovere la donazione di sangue e diffondere una cultura del dono consapevole. L’iniziativa, svoltasi il 3 febbraio, ha coinvolto ragazze e ragazzi in un dialogo diretto e partecipato, con l’obiettivo di avvicinare i giovani a un gesto semplice ma fondamentale per salvare vite.Durante l’incontro, insieme ai volontari, è intervenuto anche il sanitario Valentino, che ha spiegato il valore medico e umano della donazione. L’immagine del braccio teso e della sacca di sangue, spesso percepita con timore alla prima esperienza, è stata riletta come «il simbolo concreto di un atto di solidarietà che può fare la differenza». Le domande degli studenti, l’attenzione e l’interesse dimostrati hanno confermato l’efficacia di questi momenti di confronto nelle scuole superiori.Da oltre venticinque anni l’Avis comunale di Matera porta avanti questo impegno, trasformando i volontari in veri «ambasciatori di vita», capaci di accompagnare le nuove generazioni verso scelte responsabili. Parlare di stili di vita sani e di solidarietà tra i banchi significa coltivare i donatori di domani e affrontare con convinzione la sfida del ricambio generazionale, rafforzando un legame stabile tra scuola, territorio e comunità.

INIZIATIVA DEL VOLONTARI AL LICEO DANTE DI MATERA
tori generali e di Cosimo Latronico, assessore alla Salute, Politiche della persona e Pnrr della Regione Basilicata.

Centro Dialisi SM2, tetto di spesa insufficiente: il caso arriva in Procura

La vicenda che coinvolge il Centro Dialisi SM2 di Policoro, la Regione Basilicata e l’ASM – Azienda Sanitaria Locale di Matera assume contorni sempre più preoccupanti e rischia di avere ripercussioni dirette sul diritto alla salute di decine di pazienti.Il titolare della struttura, Enzo Basentini, ha deciso di rivolgersi formalmente a tutte le autorità competenti, incluse le Procure della Repubblica di Potenza e Matera, per segnalare una situazione che, se non risolta in tempi rapidi, potrebbe compromettere gravemente la continuità delle cure dialitiche, trattamenti salvavita per i pazienti coinvolti.Al centro della controversia vi è il tetto di spesa assegnato al Centro SM2, ritenuto non adeguato rispetto al numero reale di pazienti assistiti, tra i quali figurano anche numerosi

cittadini provenienti da fuori regione. Secondo la direzione della struttura, l’attuale limite economico non riflette il fabbisogno effettivo e mette seriamente a rischio l’erogazione delle prestazioni sanitarie.

«Non si può giocare con la vita delle persone», è il messaggio che emerge con forza dalla posizione del Centro SM2 e dei pazienti, molti dei quali hanno sottoscritto dichiarazioni formali per ribadire la volontà di proseguire le cure presso la struttura di Policoro, considerata un punto di riferimento per l’assistenza dialitica sul territorio.La richiesta rivolta alla Regione Basilicata, competente per la definizione dei tetti di spesa, e all’ASM di Matera, responsabile della contrattualizzazione delle prestazioni sanitarie, è quella di adottare con urgenza provvedi-

menti adeguati e immediati. L’obiettivo è garantire la piena continuità delle cure e il rispetto dell’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo.La vicenda potrebbe ora approdare nelle sedi giudiziarie, con l’intento di accertare eventuali responsabilità e, soprattutto, di scongiura-

re il rischio che una questione di natura amministrativa si trasformi in un’emergenza sanitaria e umana.Nel frattempo cresce la preoccupazione tra i pazienti e le loro famiglie, che chiedono una sola cosa: poter continuare a curarsi senza interruzioni, nel centro che hanno scelto e nel quale ripongono fiducia.

Sanità e prevenzione, la Regione riconosce un nuovo strumento diagnostico per ridurre i rischi cardiovascolari nei pazienti diabetici

Diabete e scompenso cardiaco, in Basilicata via libera al test NT-proBNP per la diagnosi precoce

La prevenzione dello scompenso cardiaco nei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 diventa una priorità riconosciuta anche in Basilicata. Grazie al contributo di ALAD – Associazione Lucana Assistenza Diabetici, aderente a FAND – Associazione Italiana Diabetici, la Commissione Diabetologica Regionale ha ufficialmente riconosciuto l’importanza dell’utilizzo del test NT-proBNP come strumento diagnostico non invasivo e predittivo per l’identificazione precoce del rischio di scompenso cardiaco nei soggetti diabetici.Il riconoscimento sancisce l’ingresso del test NT-proBNP nella pratica clinica standard per i pazienti a rischio, consentendo interventi terapeutici tempestivi e contribuendo in modo significativo alla riduzione degli eventi cardiaci maggiori. Si tratta di un biomarcatore cardiospecifico secreto dai ventricoli in risposta a stress cardiaco, il cui incremento è direttamente correlato alla presenza e alla gravità dello scompenso cardiaco.Considerato il gold standard nella valutazione dello scompenso cardiaco, il

NT-proBNP si è dimostrato un forte predittore di rischio anche nei pazienti con diabete di tipo 2 asintomatici. In questa popolazione, infatti, lo scompenso cardiaco può manifestarsi anche 10–15 anni prima rispetto ai soggetti non diabetici, risultando più informativo rispetto a marcatori tradizionali come al-

buminuria e HbA1c.«Lo scompenso cardiaco rappresenta una delle complicanze cardiovascolari più precoci, frequenti e gravi nei pazienti con diabete di tipo 2. Circa il 30% dei pazienti diabetici sviluppa scompenso cardiaco; il rischio di ospedalizzazione è superiore del 33% rispetto ai non diabetici e la pre-

senza di scompenso cardiaco è associata a un rischio di mortalità da quattro a otto volte maggiore», sottolinea Antonio Papaleo, presidente onorario ALAD-FAND Basilicata e componente della Commissione Regionale Diabete. «In Basilicata si stimano circa 43.000 persone con diabete, di cui circa 7.000 potenzialmente eleggibili al test NT-proBNP. Il test è prescrivibile sia dagli specialisti sia dai medici di medicina generale, favorendo un’applicazione diffusa e capillare sul territorio regionale».L’utilizzo appropriato del test consente inoltre di escludere rapidamente la presenza di scompenso cardiaco e di indirizzare i pazienti verso percorsi diagnostico-terapeutici più mirati ed efficienti, migliorando la presa in carico clinica e l’organizzazione dell’assisten-

za.«L’adozione di queste indicazioni rappresenta un passaggio rilevante per il rafforzamento della prevenzione cardiovascolare nei pazienti con diabete di tipo 2 in Basilicata», evidenzia Maria Luigia Giordano, presidente ALADFAND Basilicata. «Si tratta di una scelta in linea con gli standard più avanzati di tutela della salute e di sostenibilità del sistema sanitario regionale. Il test NT-proBNP può contribuire a individuare precocemente i soggetti a rischio, ridurre ricoveri evitabili e favorire un significativo abbattimento della spesa sanitaria, considerando che oltre il 40% dei costi diretti del diabete è legato alle ospedalizzazioni».Un’opportunità concreta, dunque, per trasformare le indicazioni regionali in benefici tangibili per i pazienti e per l’intero sistema sanitario lucano.

Sanità lucana, cresce l’allarme a Policoro: il nodo dei tetti di spesa e il rischio concreto per la continuità delle

POTENZA L’assessore al Bilancio Falotico spiega le sue ragioni durante una conferenza stampa

Dimissioni, «Motivi personali, nessun problema con Telesca»

DI F RANCESCO M ENONNA

POTENZA. Dimissioni respinte. Roberto Falotico, Assessore al Bilancio, alla Cultura e al Patrimonio ha spiegato le ragioni che lo hanno portato prima a rassegnare le dimissioni, protocollandole negli uffici comunali all'insaputa del Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca e poi dopo l'incontro di due ore avuto ieri mattina con il Primo Cittadino che le ha respinte, a cambiare rotta in merito alla decisione dolorosa e sofferta presa per meri motivi personali. Una conferenza stampa intensa svoltasi nella Sala dell'Arco del Palazzo di Città, ha scandito i passi e i tempi della questione. I motivi personali, come dicevamo poc’anzi, hanno avuto un peso notevole nella decisione di rassegnare le dimissioni ma il diretto interessato ne ha spiegato le ragioni parlando di una mera questione personale, tesa a non intaccare l'azione politica messa in campo da Vincenzo Telesca a tre giorni peraltro dalla presentazione del bilancio previsionale in Consiglio comunale. Un provvedimento che, Falotico ha evidenziato a

più riprese, nonostante qualche critica di troppo è ormai pronto e non può essere modificato negli ultimi giorni. Tutto questo nell'ambito della collegialità del lavoro degli assessori e soprattutto dopo le critiche avanzate dai consiglieri di minoranza che hanno attaccato Falotico e la Giunta Telesca. Nel bel mezzo i contatti avuti con il PD, partito del quale Falotico ha la tessera cittadina nel comune di Pignola e le questioni interne alla maggioranza cittadina che continuano a tenere banco tra gli addetti ai lavori e ai responsabili politici cittadini. I problemi personali, di estrema gravità avrebbero interferito con l'azione politica nei rami assessorili e proprio queste motivazioni hanno spinto Falotico a rassegnare le dimissioni e a cambiare idea ieri dopo il faccia a faccia con Telesca che ha assicurato al responsabile istituzionale il pieno impegno e l'aiuto necessario per assolvere alla funzione di Assessore alla Cultura, Bilancio, Patrimonio rami davvero delicati da gestire per il bene della comunità. I rapporti con gli altri assessori restano ottimi, co-

sì come quelli con i gruppi consiliari e la maggioranza cittadina. Una gestione legata alla chiarezza e alla trasparenza dell'azione amministrativa quella che Falotico ha inteso evidenziare nonostante non si fosse confrontato con il primo cittadino.

Così Falotico dopo l'incontro con i giornalisti: «Rispetto a una vicenda totalmente privata, personale ho inteso rimettere il mandato nelle mani del

Sindaco. Io ho cinque deleghe e non posso immaginare di gestire un momento come questo senza che ci sia un po’ di chiarezza che c’è stata quando ho incontrato il sindaco questa mattina. Ha capito le mie motivazioni e ho compreso che posso continuare a mantenere questo tipo di impegno. Non vi è nessun problema politico e personale con il Sindaco, assolutamente no. Lui era all'oscuro di tutto. Dopo aver conse-

gnato le dimissioni, non abbiamo avuto modo di vederci, il sindaco era impegnato prima in Prefettura e poi a Matera e io, per altri impegni di diversa natura, ero fuori Potenza e ci siamo incontrati soltanto stamattina. Non potevamo incontrarci prima». «Al momento delle dimissioni, il bilancio era già pronto. La Giunta aveva fatto il suo lavoro coordinata dal Sindaco. Non sarebbe cambiato nulla per la comunità perché il bilancio è pronto per poterlo mandare in Regione. Alla comunità e ai cittadini dico che mi impegnerò come ho fatto fino ad oggi. D'altronde credo che l'impegno di ogni amministratore lo si verifica nella quotidianità, non è un fatto che si registra mensilmente. L'opposizione? Devo dire la verità ho anche sentito qualche esponente di centrodestra a cui ho spiegato in una forma molto riservata la problematica che personalmente avevo. Credo che non serva mettere in politica ciò che politico non è. Il PD? A livello locale e nazionale, non lo so. Sono stato eletto in una lista civica sono iscritto del PD ma non ho avuto risultanze in merito» conclude Falotico.

Falotico durante la conferenza stampa (foto Mattiacci)

POTENZA

Dimissioni Falotico, Rizzi (Bcc): «Con le istituzioni non si scherza»

POTENZA. Ledimissioni dell’assessore Falotico,ancheseperpocheore, hanno creato un vero e proprio scompiglio in città. Alla notizia del fatto chelestessesianostaterespinte dal sindaco, il coordinatorecittadinodiBasilicataCasaComuneRoberto Rizzi ha affermato: «Le dimissioni dell'assessore Falotico, respinte a poche ore dall’annuncio, non può essere archiviato come un fatto marginale. Le Istituzioni meritano serietà e rispetto: dimettersi e poi tornare sui propri passi senza un confronto politico reale tra le forze della maggioranza dà uno spettacolopocoqualifi-

cante e mina la credibilità dell’azione amministrativa».

«Basilicata Casa Comune

- continua Rizzi - ribadisce che la Politica, quella con la P maiuscola, non può essere sostituita da

iniziative estemporanee o da scelte individuali scollegate da un percorso condiviso. I ruoli istituzionali comportano responsabilità, coerenza e trasparenza verso i cittadini, che hanno il diritto di conoscere le ragioni di gesti così rilevanti e le condizioni politiche che ne determinano gli sviluppi».

«BCC è parte integrante del centrosinistra e continua a lavorare per rafforzare un progetto politico chiaro e riconoscibile.prosegue il coordinatore cittadino di Basilicata Casa Comune - Oggi è urgente una convergenza reale sul rilancio dell’azione amministrativa,

per evitare personalismi e fughe in avanti che rischiano di indebolire la guida politica della città. Serve un metodo di lavoro fondato sul confronto tra i partiti e su una gestione condivisa delle scelte strategiche». «Per questo riteniamo non più rinviabile una riunione di maggioranza che ristabilisca un perimetro politico chiaro, avvii una verifica dell’azione di governo e individui priorità comuni. Solo così è possibile riqualificare l’azione amministrativa e restituire dignità e autorevolezza alle istituzioni, nell’interesse esclusivo della città» conclude Roberto Rizzi.

POTENZA Il Commissario cittadino di Azione: «Potenza merita stabilità, trasparenza e responsabilità nella gestione dei conti pubblici»

«Ciò

che è accaduto ha generato disorientamento nei cittadini che hanno bisogno di chiarezza»

POTENZA. Il Commissario cittadino di Azione Potenza, Piero Calò, interviene sulle dimissioni protocollate e quasi immediatamente respinte dell’assessore al Bilancio, Patrimonio e Cultura del Comune di Potenza, Roberto Falotico.

«La gestione del bilancio comunale esige la massima serietà, attenzione e responsabilità –dichiara Calò - Dimissioni improvvise e rientri altrettanto repentini generano disorientamento e sollevano un problema di fiducia nei confronti dell’amministrazione comunale».

Calò sottolinea che «l’incontro tra l’assesso-

re e il sindaco Telesca, che avrebbe ricomposto la situazione, non sostituisce il necessario chiarimento pubblico sulle ragioni reali dell'episodio. I cittadini hanno diritto di conoscere le motivazioni di decisioni così rilevanti, che incidono direttamente sulla gestione delle risorse della città».

«Azione Potenza - conclude Calò - non intende alimentare polemiche, ma chiede al sindaco Telesca un chiarimento puntuale e definitivo, nel pieno rispetto della città e delle istituzioni. Potenza merita stabilità, trasparenza e responsabilità nella gestione dei conti pubblici».

TRIBUNALE DI POTENZA Il sindacato: «Necessario affrontare strutturalmente le carenze che mettono a rischio la vita dei lavoratori»

Conclusioni indagini morte operaio, Cgil: «Solidarietà alla famiglia»

«N

el rinnovare la nostra solidarietà alla famiglia dell'operaio di Villa d’Agri Agostino Vita, deceduto il 26 novembre 2024 a seguito di un incidente sul lavoro mentre stava movimentando un infisso sulla facciata del Tribunale di Potenza, e sul cui caso risulterebbero tre indagati dalla Procura di Potenza, che ha concluso le indagini, ribadiamo la necessità di affrontare strutturalmente le carenze che continuano a mettere a rischio la vita dei lavoratori. La sicurezza sul lavoro non può essere ridotta a un adempimento burocratico ma deve essere il fondamento dell'organizzazione del lavoro». Lo afferma il segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito.

A quattordici mesi di distanza dall’incidente che ha provocato la morte del 57enne, la Procura ha chiuso le indagini e disposto il rinvio a giudizio di tre persone: il titolare del-

l’impresa esecutrice dei lavori, il titolare della ditta dove la vittima era impiegata e il responsabile tecnico della sicurezza. Le ipotesi di reato formulate comprendono l’omicidio colposo, la rimozione o omissione dei dispositivi di sicurezza, le violazioni del Testo Unico sulla Sicurezza e alcune responsabilità amministrative delle imprese coinvolte.

La Cgil di Potenza, che era già intervenuta all'epoca dei fatti, ribadisce che «solo controlli sistematici, formazione reale e responsabilità chiare possono prevenire tragedie simili". Sottolineando "il pieno rispetto per l’operato della magistratura e la fiducia nel lavoro degli inquirenti, che dovranno chiarire definitivamente le responsabilità legate all’incidente» Esposito ritiene «urgente rendere operativo in Basilicata il già istituito Osservatorio regionale sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di la-

POTENZA. Ennesimo incidente sul lavoro in Basilicata con tragico epilogo. Luogo della tragedia, il Tribunale di Potenza Ieri mattina, intorno alle nove, un operaio 58enne di Marsicovetere Agostino Vita si trovava su un carrello elevatore all’esterno del Palazzo di Giustizia del capoluogo. Secondo una prima ricostruzione, col carrello all’altezza tra il quarto e il quinto piano del Tribunale, l’uomo, che avrebbe dovuto montare dei telai, bb i hii

voro, così come richiesto anche nel protocollo sottoscritto con l'Anci Basilicata e che vede sindaci e Cgil impegnati sul fronte della prevenzione e della formazione. Allo stesso tempo a livello nazionale come Cgil da tempo chiediamo l'istituzione di una Procura nazionale dedicata alla salute e sicurezza sul lavoro, ritenuta uno strumento indispensabile

per garantire un coordinamento efficace delle indagini, uniformare le prassi investigative e rafforzare la prevenzione degli incidenti mortali. La Cgil di Potenza continua così la propria battaglia per un sistema di sicurezza più solido, capace di tutelare pienamente la vita e la dignità di ogni lavoratore».

Per Saverio Langone, RLST (Rappresentante dei

Violenza di genere, Carabinieri

ti riconducibili alla violenza di genere, un ambito che vede l’Arma territoriale impegnata in prima linea nella protezione delle fasce deboli e nell’applicazione rigorosa delle normative a tutela delle vittime. In questo delicato contesto, nella notte del 4 febbraio, i militari di una Stazione Carabinieri a nord del capoluogo hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 39enne ritenuto responsabile di atti persecutori.

L’intervento è scattato a seguito di una richiesta di aiuto pervenuta al Numero Unico di Emergenza "112" da parte di una giovane donna. La vittima, che già dallo scorso agosto era costretta a subire vessazioni e violenze psicologiche da parte dell'ex compagno, ha allertato i militari dopo aver ricevuto l'ennesimo messaggio intimidatorio con il quale l'uomo le imponeva un incontro immediato sotto la propria abitazione.

La prontezza operativa dei Carabinieri della locale Stazione ha permesso di raggiungere il luogo segnalato in pochi minuti, sorprendendo l'uomo mentre si trovava ancora appostato all'interno della propria autovettura nei pressi dell'abitazione della donna. L’immediata ricostruzione dei fatti, supportata dalla denuncia-

lavoratori per la sicurezza territoriale) della Cgil di Potenza, «il caso conferma ancora una volta le criticità note da tempo: formazione non sempre adeguata, dispostivi di sicurezza non sempre forniti o utilizzati correttamente e scarsa vigilanza sulle procedure operative. Una combinazione che espone i lavoratori a rischi enormi e inaccettabili».

querela sporta nell’immediatezza dalla vittima, ha permesso di delineare un quadro di condotte maltrattanti e persecutorie perduranti nel tempo, scaturite dalla fine della loro relazione e culminate nell'episodio notturno che ha fatto temere per l'incolumità della giovane.

L'uomo è stato dichiarato in arresto e, dopo l’espletamento delle formalità di rito presso gli uffici dell'Arma, sottoposto al regime degli arresti domiciliari, come disposto dall'Autorità Giudiziaria.

In data odierna, il GIP del Tribunale di Potenza ha convalidato l’arresto operato dai Carabinieri disponendo nei confronti dell’indagato la misura cautelare del divieto di dimora nonché del divieto di avvicinamento con apposizione del braccialetto elettronico.

Questo episodio sottolinea l’importanza fondamentale della tempestività della segnalazione al "112" e l'efficacia del presidio garantito dalle Stazioni Carabinieri sul territorio. La capacità di risposta immediata e la sensibilità degli operatori nelle procedure di "Codice Rosso" si confermano strumenti vitali per prevenire conseguenze ulteriori e garantire una protezione reale e immediata a chiunque si trovi in condizioni di vulnerabilità.

senza sosta l’impegno dei
Carabinieri del Comando Provinciale di Potenza nel contrasto ai rea-
L’edizione di Cronache del 27 novembre 2024
POTENZA Messaggi di cordoglio da parte de sindaco Zipparri, dal consigliere Aliandro e dal presidente del Consiglio comunale del capoluogo Smaldone

Per la Scienziata Mangone e l’Avvocato Pagliuca, già Presidente nazionale Unitalsi, un meritato encomio

La Società Operaia di Muro insignisce due concittadini del “Premio Comunità Nativa”

D I E M AN UE L A CA L AB R ES E

Lo storico e affrescato Salone delle Feste della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Muro Lucano è stato cornice ideale per un evento di grande rilevanza: il conferimento del “Premio della Comunità Nativa”, una onorificenza voluta proprio dalla Associazione di Muro, presieduta da Enzo Fusco, con il patrocinio del Comune e l'intervento della Storica

Chiara Ponte. A ricevere il prestigioso riconoscimento, la Dottoressa Lucia Mangone e l’Avvocato Salvatore Pagliuca. Due figure di spicco nel panorama lucano e nazionale. Due personalità che hanno dato lustro a Muro Lucano, in ambiti differenti ma in egual modo importanti.

LA DOTTORESSA

MANGONE, TRA SCIENZA E AMORE DEL TERRITORIO

Torna spesso lì dove ha radici di affetti familiari la Dottoressa Mangone, ma anche per riportare alla comunità i dati importanti del suo lavoro sui tumori, in convegni e incontri con la cittadinanza murese. Responsabile dal 2001 del Registro Tumori Reggiano e Vice-Responsabile del Registro Mesoteliomi della Regione Emilia Romagna, la Dottoressa svolge infatti un'intensa attività professionale di ricerca, volta alla valutazione epidemiologica dei tumori e alla loro prevenzione. Per tutti questi motivi le è stato assegnato il prestigioso riconoscimento nella "Top Italian Women Scientists" (TIWS), che raccoglie le migliori scienziate italiane in campo biomedico. Socia dell'Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM), nel 2007 è stata eletta componente del consiglio direttivo nazionale AIRTUM, riconfermata per 12 anni, gli ultimi 3 eletta Presidente nazionale dell'Associazione Italiana Registri Tumori. Autrice di circa 300 pubblicazioni su riviste peerreviewed e pubblicazioni edite a stampa, ha partecipato a ben oltre 500 Convegni e Seminari, spesso come Docente. È inoltre

revisore di prestigiose riviste internazionali.

Non solo, nel 2023 si è tenuta a Muro Lucano la prima “conviviale” Rotary organizzata dalla Dottoressa, dopo la sua elezione a Presidente del Rotary Club Reggio Emilia Terra di Matilde. Far conoscere infatti le bellezze della sua terra, ben oltre i confini regionali, è un altro degli obiettivi della Dottoressa, che dimostra il suo impegno e la sua volontà di non dimenticare mai le sue origini.

Una storia di tenacia e passione dunque, che nell'incontro presso il Palazzo della Società Operaia, si è concretizzato nella consegna di una targa ritraente il paesaggio dell’acropoli murese e di un libro della Società Operaia di Muro Lucano.

«ESEMPIO LUMINO-

SO DI DEDIZIONE, RESPONSABILITÀ E VISIONE»

Per tutti i motivi sopracitati, il Premio è stato consegnato «per l’eccellenza del suo impegno scientifico in ambito oncologico e per il contributo determinante alla ricerca epidemiologica e alla promozione della salute pubblica. Oncologa di riferimento presso l’Ospedale di Reggio Emilia, la Dottoressa ha saputo distinguersi per la qualità e la rilevanza dei suoi studi, contribuendo in modo significativo alla comprensione dei tumori, alla valutazione dell’efficacia degli screening ealla definizione di strategie di prevenzione.

La sua attività scientifica, riconosciuta a livello nazionale e internazionale, si è sempre accompagnata a una profonda attenzione per l’impatto sociale della medicina e per la diffusione della cultura della prevenzione. Accanto alla sua brillante carriera professionale, ha mantenuto vivo e costante il legame con il suo paese natale, dimostrando un attaccamento autentico alle proprie radici. Con generosità e spirito di servizio ha saputo valorizzare il territorio d’origine, promuovendo iniziative di sensibilizzazione, collaborazioni scientifiche e momenti di

confronto culturale, contribuendo così a costruire un ponte virtuoso tra la comunità locale e il mondo della ricerca. Per la sua competenza, la sua umanità e la sua capacità di coniugare scienza e territorio, la Dottoressa Lucia Mangone rappresenta un esempio luminoso di dedizione, responsabilità e visione. Questo premio intende riconoscere e celebrare il suo straordinario percorso».

L’AVVOCATO PAGLIUCA, DALLA STORIA DELL’AVVOCATURA ALLA PRESIDENZA DELL’UNITALSI

La vita di Pagliuca, affonda le radici e la sua identità nell’avvocatura, con uno studio fondato nel 1920 dall’Avvocato penalista Salvatore Pagliuca, che ha avuto un ruolo importante nella storia della Basilicata e non solo, dal 1943 fino al 1953, con ruoli istituzionale ed amministrativi di primo piano. Avvocato penalista molto apprezzato, veniva aiutato nello studio dal figlio Luigi. Dal 1974 lo studio viene condotto dall’Avvocato Pagliuca, oggi premiato. Gli studi di Giurisprudenza a Napoli non l’hanno dunque allontanato dalle sue origini, tornando a Muro per svolgere la sua professione con dedizione.

All’Avvocato dunque, l’onorificenza è stata consegnata per il legame con Muro, ma anche per il suo impegno per il prossimo.

È stato difatti Presidente Nazionale dell’Unitalsi, con elezione avvenuta nel corso dell’Assemblea Nazionale, svoltasi il 16 maggio 2011 a Roma, guidando l’Associazione nazionale nel quinquennio fino al 2016. Pagliuca aveva già ricoperto il ruolo di vicepresidente dal 2001 al 2011, nel corso dei precedenti mandati. «L’Unitalsi ha saputo dare valore alla propria storia centenaria iniziata nel 1903, senza rinunciare alla possibilità di aprirsi a nuove esperienze, tutte generate da bisogni concreti -asseriva nel suo discorso- Quella dell’Unitalsi è una storia di impegno che cammina in sintonia con la Chiesa e orienta il suo agire verso la persona, specie quella in difficoltà.

Proprio l’ordinarietà di questa esperienza ci ha consentito di realizzare cose straordinarie, che hanno aperto l’Associazione verso l’esterno, valorizzando il patrimonio di differenze che abitano l’Unitalsi –assicurando nel contempo- un impegno sempre più orientato verso le esigenze dei più deboli», chiamando ciascun unitalsiano a essere «sentinella di carità», offrendo un impegno discreto, sensibile, concreto perché l’Unitalsi sempre più, da validissima organizzazione per il trasporto degli ammalati, diventi un soffio permanente per l’educazione all’evangelizzazione della sofferenza e alla carità della sofferenza. Il primo im-

pegno ufficiale del nuovo presidente Unitalsi fu l’inaugurazione ufficiale della “Hogar de Ninos” di Betlemme, dove le Suore della Divina Misericordia accolgono bambini in grave difficoltà e la cui nuova casa è stata realizzata con un cospicuo supporto dell’Unitalsi, che ha raccolto – con il Progetto “Cuore di Latte” – le somme necessarie per la realizzazione della nuova struttura. «HA CONIUGATO COMPETENZA PROFESSIONALE CON PROFONDA SENSIBILITÀ UMANA»

Anche in questo caso, la motivazione del Premio cita: «Ha incarnato con straordinaria coerenza valori della solidarietà, della compassione e del servizio verso i più fragili, rendendosi interprete autentico di un umanesimo concreto e operoso. Nel suo lungo percorso di servizio ha saputo coniugare la competenza professionale con profonda sensibilità umana, promuovendo iniziative di accoglienza, inclusione e accompagnamento per le persone con disabilità, sofferenza e marginalità. La sua guida ha rafforzato il ruolo dell’Unitalsi come presidio di speranza e fraternità, contribuendo a costruire una società più giusta e solidale. Per l’esempio luminoso che rappresenta, per l’umanità che ha saputo donare con discrezione e fermezza e per l’impronta indelebile lasciata nel cuore di tante persone».

Pensionato raggirato con telefonata su un incidente stradale, prelievi e acquisti per centinaia di euro col suo bancomat

A Montescaglioso anziano truffato Arresti domiciliari per un 44enne

MONTESCAGLIOSO

Un uomo di quarantaquattro anni, di origini campane e con specifici precedenti, è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Matera con l’accusa di truffa aggravata ai danni di un anziano. La misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico è stata eseguita nei giorni scorsi nell’hinterland napoletano, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Matera su richiesta della Procura della Repubblica.

I fatti risalgono allo scorso mese di novembre, quando un pensionato residente a Montescaglioso è stato raggirato attraverso un modus operandi purtroppo ancora diffuso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’anziano avrebbe ricevuto una telefonata sulla propria utenza fissa da un uomo che si era spacciato per comandante dei Carabinieri. Il falso militare gli aveva riferito che la figlia era rimasta coinvolta in un grave incidente stradale, nel quale una donna incinta era stata ferita, prospettando la necessità di un risarcimento immediato per evitare conseguenze giudiziarie.Nel corso della conversazione, l’interlocutore aveva indotto la vittima a

consegnare tutto il denaro contante e gli oggetti di valore in suo possesso, quantificando la somma complessiva in cinquemila euro. Poco dopo, un complice si era presentato presso l’abitazione dell’anziano e, constatata l’assenza di contanti e preziosi, si era fatto consegnare la carta bancomat con il relativo codice Pin. La carta era stata poi utilizzata per prelevare cinquecento euro agli sportelli automatici e per effettuare acquisti in una gioielleria della provincia di Matera.Le indagini, avviate immediatamente dai Carabinieri della Stazione di Montescaglioso e coordinate dalla Procura di Ma-

tera, hanno consentito di ricostruire l’intera dinamica dell’episodio. Decisivo si è rivelato anche l’esame dei filmati acquisiti dai sistemi di videosorveglianza, che ha permesso di individuare l’autovettura utilizzata dal presunto truffatore e di identificarlo quale autore del reato contestato.Sulla base degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari ha disposto la misura coercitiva degli arresti domiciliari. Gli accertamenti, precisano gli inquirenti, sono tuttora nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere verificati nel successivo contraddittorio processuale con la difesa.

Matera e Potenza unite, dialogo per la Basilicata

MATERA. Nel pieno dell’anno di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, il confronto sul futuro della Basilicata riparte dai due capoluoghi. È questo il senso dell’incontro svoltosi nella sede del Circolo culturale La Scaletta tra i sindaci di Matera e Potenza, Antonio Nicoletti e Vincenzo Telesca, promosso dallo storico sodalizio materano.Un momento di dialogo orientato a costruire una visione condivisa per lo sviluppo regionale, fondata sulla riscoperta di una comune identità lucana e sulla necessità di superare divisioni e campanilismi. All’iniziativa hanno partecipato il presidente del Circolo La Scaletta Francesco Paolo Di Pede, il vicepresidente e responsabile del gruppo di lavoro socio-economico Paolo Emilio Stasi, una rappresentanza degli iscritti e il docente dell’Unibas Piergiuseppe Pontrandolfi.Nel corso del confronto è emersa una comunione di intenti tra Matera e Potenza, in particolare sulla necessità di una programmazione condivisa delle infrastrutture strategiche e su un sostegno reciproco nella valorizzazione delle rispettive vocazioni, evitando duplicazioni e dispersioni di risorse. «Matera e Potenza possono e devono agire in modo complementare», ha sottolineato Di Pede.Stasi ha richiamato l’urgenza di superare una gestione frammentata del territorio, auspicando un ruolo guida dei due capoluoghi nella programmazione regionale. L’incontro rappresenta l’avvio di un percorso che il Circolo intende estendere agli altri centri della Basilicata.

Al tavolo tecnico in Comune strategia che privilegia fiere con buyer internazionali, qualità dell’offerta e una gestione equilibrata dei flussi

Matera rilancia il turismo puntando sui mercati esteri

MATERA. Si è svolto nella Sala Mandela del Comune di Matera il tavolo tecnico sul turismo convocato dall’Amministrazione comunale, con la partecipazione delle associazioni di categoria e degli operatori del settore. All’incontro hanno preso parte il sindaco Antonio Nicoletti, l’assessora al Turismo Simona Orsi e i presidenti delle commissioni consiliari Attività produttive e Turismo, Francesco Lisurici e Doriano Manuello.Il confronto si è concentrato sulla strategia di promozione turistica della città, con particolare riferimento alla programmazione delle iniziative fieristiche. È stato condiviso il piano fiere trasmesso dall’Apt Basilicata e la scelta di orientarsi verso appuntamenti capaci di favorire un contatto diretto tra domanda e offerta turistica. L’obiet-

tivo è superare una presenza esclusivamente istituzionale, puntando su contesti in cui tour operator e buyer internazionali possano incontrare direttamente associazioni e imprenditori del territorio.Un’impostazione apprezzata dagli operatori intervenuti, che hanno inoltre evidenziato l’opportunità di investire su mercati a forte potenziale, come quello del Nord America. Nel corso del tavolo è stata sottolineata anche la necessità di migliorare la gestione dei flussi turistici e di lavorare su nuovi segmenti, affiancando al turismo culturale proposte capaci di rafforzare la competitività complessiva della destinazione.È stato inoltre evidenziato come Matera disponga già di un’offerta ricettiva di alto livello, con strutture cinque stelle e ristoranti stellati in grado di

intercettare una domanda internazionale qualificata. In questo quadro, il miglioramento dei servizi e dell’offerta complessiva resta uno degli obiettivi prioritari.La presenza della Camera di Commercio ha contribuito a rafforzare l’approccio tecnico del tavolo, con l’intento di costruire un sistema stabile di collaborazione tra istituzioni e operatori. Sul fronte delle risorse, pur confermando l’impegno del Comune attraverso una quota della tassa di soggiorno, è

stata richiesta anche la disponibilità degli imprenditori a sostenere azioni promozionali più incisive.Tra le proposte emerse, il rafforzamento del rapporto con Puglia Promozione e con Aeroporti di Puglia, oltre alla partecipazione nel 2026 a eventi di rilievo capaci di amplificare la visibilità della città. Ampio spazio è stato dedicato anche alla destinazione della tassa di soggiorno, da ripartire tra promozione, servizi e rafforzamento dell’offerta.Il sindaco ha infine annunciato la volontà di costruire un calendario strutturato dell’Estate materana e la convocazione di un nuovo tavolo tecnico con gli operatori culturali. «Vogliamo una promozione più mirata ed efficace, capace di mettere in relazione diretta Matera e i mercati internazionali», ha dichiarato Nicoletti.

INCONTRO TRA I SINDACI AL CIRCOLO LA SCALETTA

IL

Matera e provincia

Bardi

e Tajani tracciano la rotta per Matera 2026: Basilicata

protagonista della cooperazione internazionale

Matera

si rimette al centro di quel “mare nostrum” che per millenni è stato culla di civiltà. Ieri, a Roma, il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha incontrato il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, per tracciare la rotta verso lo status di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo insieme alla marocchina Tetuan. Un incontro istituzionale che blinda il ruolo della Basilicata come piattaforma strategica della politica estera italiana. Al centro del colloquio il programma “Terre Immerse” e la visione di una Matera che, dopo il successo del 2019, si riscopre laboratorio di pace.

Il Ministro Tajani ha ribadito il peso specifico dell'operazione, sottolineando come la cultura sia la "moneta pregiata" della cooperazione internazionale: «Il Mediterraneo è una priorità strategica della nostra politica estera. La cultura e il dialogo interculturale sono una leva formidabile di diplomazia, di cooperazione e collaborazione politica anche fra territori. Possono essere un fattore strategico per rafforzare i processi politici ed economici. La-

voreremo, anche grazie a questa iniziativa, a un Mediterraneo che sia un vero spazio di pace e di civiltà millenario, fatto di connessioni profonde che rinnoveremo insieme».

Bardi ha evidenziato come la sfida del 2026 rappresenti la naturale evoluzione di un percorso identitario che non si ferma ai confini regionali. Il governatore ha tracciato un parallelismo tra la vocazione della città e le grandi strategie nazionali, citando esplicitamente il Piano Mattei: «Matera non è un simbolo statico, ma una scelta politica che colloca l'Italia al centro di una visione di dialogo. Con la coppia Matera-Tetuan - ha aggiunto Bardi - rendiamo visibile un Mediterraneo non diviso, ma interdipendente. La nostra visione, racchiusa nel concept 'Terre Immerse', interpreta il Mediterraneo non solo come spazio geografico, ma come ambiente umano condiviso. Matera, città dell'entroterra, diventa metafora di un mare che vive nelle relazioni e nelle comunità».

Il Presidente ha richiamato un'eredità nobile, quella di Adriano Olivetti, che proprio a Matera negli anni Cinquanta cercò

di costruire una nuova idea di sviluppo: «Raccogliamo e attualizziamo quella lezione: una cultura diffusa, capace di trasformare l’identità locale in leva di coesione. Matera 2026 è coerente con l’impianto del Piano Mattei: la cultura accompagna i processi economici con gli scambi di conoscenza tra società civili». Il cronoprogramma di Matera 2026 è già fitto. L’architettura del programma culturale prevede una piattaforma aperta a università, scuole e cittadini, culminando nella cerimonia inaugurale del 20 marzo 2026. Un atto che Bardi definisce «politico e simbolico», con la partecipazione delle massime istituzioni nazionali, per sancire il ruolo dell'Italia come protagonista del dialogo euro-mediterraneo.

Unire le tre realtà in un solo comune. Se si realizzasse sarebbe la terza città più importante e popolosa della regione Basilicata

Montalbano, Policoro e Scanzano: il sogno di Heraclea

D I V IN C EN ZO MA IDA

Dopo un incontro promosso nei giorni scorsi dal circolo di Montalbano Jonico di Fratelli d’Italia e a cui hanno partecipato anche i sindaci di Montalbano Jonico, Policoro e Scanzano Jonico, il dibattito sull’ipotesi di fusione dei tre comuni si arricchisce ogni giorno di nuovi interventi.

Si prospetta un percorso che, come le dodici fatiche di Ercole, prima di giungere a termine, se mai ci si arriverà, ci vorrà impegno, sudore, capacità di volare alto. Eppure non bisognerebbe scervellarsi tanto, basterebbe studiare un po'.

Si leggono invece prese di posizioni ispirate solo da uno sterile campanilismo.

Negli anni '50 un grande meridionalista del PRI (Partito Repubblicano Italiano), Francesco Compagna, delegato dal governo per il Mezzogiorno, ipotizzò un solo comune per Montalbano J , Policoro e Scanzano J., con Centro Direzionale a Recoleta la cui antica masseria é epicentrica. Egli corredò la proposta con uno studio politico e socio-economico ben documentato e che oggi si rivela profetico.

Ma la DC, con la complicità del PCI, preferì allo sviluppo del territorio, quello della sua bottega elettorale, anche “violando la legge e la costituzione”, come nel caso del referendum per Scanzano a cui voltò solo la popolazione del nascente comune, in spregio al-

l’articolo 133 della Carta Costituzionale che parla di “popolazioni interessate”..

Il nome del nuovo Ente comunale? Anche su questo non ci sarebbe da scervellarsi: Heraclea con l’H, per non confonderlo con Eraclea in Veneto.

Montalbano Jonico prima ancora della sua fondazione era il confine a Nord dell'antica città Magno Greca e Scanzano Jonico era compreso in Heracleia, che confinava con Metapontum nei pressi del fiume Cavone.

L’unità territoriale dei tre comuni si perse a partire dal 1959 con Policoro e poi nel 1975 con Scanzano Jonico.

Le dottrine politiche e amministrative, sulla scia delle innovazioni macro-economiche é da tempo che parlano contro lo smembramento territoriale e invocano al contrario strumenti amministrativi in grado di poter ga-

rantire unità ed economicità. I casi Scanzano e Policoro rappresentano una palese contravvenzione, un’assurda deroga a quanto tali orientamenti politicoamministrativi suggerivano Ora è giunto il momento per un’unica città, non solo per la gestione di molti servizi e risorse. La politica non è solo gestione dell’esistente, ma creazione di nuove opportunità, concretizzazione di nuove idee, possibilità di inverare ambizioni e sogni collettivi, capacità di pre-vedere il futuro e di attrezzarsi per intercettarne le opportunità. Come accade ormai da qualche tempo la società, anche in Basilicata ed in special modo nel metapontino, pur con tutte le problematiche esistenti, è più avanti della politica. Ѐ nato ormai da tempo un quotidiano online che vuole amplificare la voce di questa nuova città,

una tv privata ed una web-tv, la cooperazione nel campo agricolo unisce le tre comunità nel bene e nel male, le stesse famiglie sono ramificate nei tre centri abitati, il turismo e la creazione delle nuove strutture necessita di una pianificazione comprensoriale, ecc…ecc… Solo la politica è in ritardo e continua a coltivare l’antico vizio del campanile, ma non per senso di appartenenza, che per quanto improduttivo ed arcaico sarebbe comunque ancorato ad un sentimento nobile, ma esclusivamente per concimare il terreno in cui vengono coltivate piccole ambizioni. Molti servizi potrebbero essere unificati e gestiti da un’unica stazione appaltante, con gli immaginabili enormi vantaggi ed un controllo anche etico della gestione della cosa pubblica, si potrebbero rivendicarne altri con maggior peso contrattuale: un polo universitario, una più produttiva valorizzazione delle risorse archeologiche, un piano di salvaguardia ambientale ed un unico progetto di raccolta dei rifiuti. Serve un atto di generosità e la capacità di costruire un senso di appartenenza che è già nei fatti, nella realtà e che aspetta solo di essere meglio decodificato e amplificato.

Il nome Heraclea è il migliore, ricordiamo che le famose tavole di Heraclea furono trovato da Marcello Lemma in contrada luce, mentre arava un suo terreno, nei pressi del fiume Cavone, in territorio di Montalbano Jonico nel 1732.

La rubrica di Cronache esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà

Appunti di realtà del 6 febbraio Il coraggio silenzioso di restare

DI DINO QUARATINO

C’è una forma di povertà che non compare nelle statistiche, non riempie i titoli dei giornali e non su- scita dibattiti televisivi. È la povertà di senso. La si incontra negli sguardi frettolosi di chi corre senza sapere più verso cosa, nelle parole ripetute per abitudine, nelle giornate consumate senza lasciare traccia nel cuore. È una povertà che può abitare anche le case ben illuminate, i conti in ordine, le vite apparentemente riuscite. Viviamo in un tempo che misura tutto: produttività, visibilità, velocità, rendimento. Eppure ciò che rende davvero degna una vita sfugge a ogni calcolo. Non si pesa la gentilezza. Non si quantifica la speranza. Non si mette a bilancio la dignità di chi, pur ferito, sceglie di non indurire il proprio cuore. Sul piano sociale ed economico si parla spesso di crescita, ma raramente ci si chiede crescita di che cosa. Se aumenta la ricchezza ma diminuisce la fiducia reciproca, possiamo davvero

chiamarlo progresso? Se la tecnologia accorcia le distanze ma allontana le persone, possiamo davvero parlare di evoluzione? Se il lavoro occupa tutto lo spazio della vita ma non lascia spazio alla vita stessa, possiamo davvero dire di aver vinto qualcosa? Forse la vera emergenza del nostro tempo non è soltanto materiale. È spirituale nel senso più profondo e universale del termine: riguarda il valore che attribuiamo all’esistenza, la direzione che scegliamo quando nessuno guarda, la responsabilità che sentiamo verso la felicità altrui. Ogni epoca conosce le proprie crisi. Ma ogni crisi contiene anche un punto invisibile da cui può nascere una trasformazione. Non un cambiamento imposto dall’esterno, ma una rivoluzione silenziosa che prende forma dentro la coscienza delle persone comuni. È lì che la storia comincia davvero a mutare: quando qualcuno decide di non rispondere all’odio con altro odio, quando qualcuno sceglie la verità invece della convenienza, quando qual-

cuno continua a credere nella possibilità del bene anche dopo essere stato deluso. Questo coraggio non fa rumore. Non cerca applausi. Ma è il fondamento invisibile su cui si regge ogni società che non voglia smarrire la propria umanità. In un sistema economico che spinge alla competizione permanente, restare umani diventa un atto rivoluzionario. Significa ricordare che nessun successo personale ha valore se costruito sull’umiliazione di altri. Significa comprendere che la vera sicurezza non nasce dall’accumulo, ma dalla rete di relazioni sincere che siamo capaci di creare. Significa riconoscere che ogni persona incontrata, qualunque sia la sua condizione, custodisce una dignità che merita rispetto assoluto. Quando questa consapevolezza si risveglia, anche la realtà più dura inizia lentamente a trasformarsi. Non perché i problemi scompaiano per magia, ma perché cambia lo sguardo con cui li affrontiamo. E uno sguardo nuovo genera azioni nuove. Azioni nuove generano possibilità che prima sembravano inesistenti. C’è una forza straordinaria nascosta

nella vita quotidiana delle persone comuni: la capacità di ricominciare. Ricominciare dopo una perdita. Ricominciare dopo un fallimento. Ricominciare perfino quando tutto sembra immobile. Ogni vero cambiamento sociale nasce da questa decisione intima e silenziosa: non arrendersi all’idea che nulla possa migliorare. Perché quando anche una sola persona torna a credere nel valore della propria esistenza, l’intero tessuto umano attorno a lei inizia, impercettibilmente, a riscaldarsi. Non servono gesti grandiosi per invertire la direzione di un’epoca. A volte basta una parola detta con sincerità. Un’ingiustizia a cui si sceglie di non restare indifferenti. Un atto di cura compiuto quando nessuno lo vedrà. Sono semi minuscoli. Ma la storia dell’umanità è sempre fiorita da semi invisibili. Per questo il tempo che viviamo, pur attraversato da incertezze profonde, non è privo di speranza. Ogni crisi porta con sé la possibilità di riscoprire ciò che conta davvero. Ogni smarrimento può diventare l’inizio di una ricerca più autentica. Ogni notte custodisce, già dentro di sé, la pro-

messa dell’alba. La domanda decisiva, allora, non è se il mondo cambierà. La domanda è: noi da che parte scegliamo di stare. Dalla parte della rassegnazione, che spegne lentamente il cuore. O dalla parte di quel coraggio silenzioso che continua a credere nella dignità della vita, anche quando tutto sembra negarla. Scegliere la seconda via non significa essere ingenui. Significa essere profondamente realistici. Perché la storia dimostra che ciò che nasce dalla fiducia nell’essere umano può attraversare perfino le epoche più oscure. E forse, proprio oggi, il gesto più urgente e necessario è questo: custodire la nostra umanità come il bene più prezioso. Difenderla dalla fretta, dal cinismo, dall’indifferenza. Nutrirla con pensieri che generano valore, parole che costruiscono ponti, azioni che rendono il mondo, anche solo di un frammento, più abitabile. Da qui può iniziare tutto. Da una coscienza che si risveglia. Da un cuore che decide di non smettere di credere.E quando questo accade, nessuna notte è abbastanza lunga da impedire al giorno di tornare.

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