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L’imputato assolto, sui social riporta una serie lunghissima di persecuzioni che il Presidente della Provincia avrebbe fatto contro di lui, dalle denunce alla demolizione di un fabbricato
C’è il riconoscimento formale dalla Regione
«Apprendiamo con gratitudine e piacere della Delibera di Giunta della Regione Basilicata approvata, che di fatto conclude l'iter burocratico di certificazione del sostanziale riconoscimento anche economico della Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps quale organismo di rappresentanza, coordinamento ed assistenza delle Pro Loco lucane affiliate alla Rete Associativa (...)

■ continua a pag 21 Giordano Dellapenna a pag 7
Non vogliamo sempre malignare sulla politica, ma sta di fatto che da quando si è scoperchiata la porcata vitalizia contro i patrioti di centrodestra che l’hanno escogitata e contro le anime belle della sinistra che l’hanno fatta passare, si è assistito ad un’attenzione sospetta per i fatti nazionali. Prima il beato Angelico Chiorazzo sugli agenti ICE poi Fernando Picerno con le violenze a Torino pare che la povera Basilicata non abbia più problemi su economia, lavoro e sanità. Ora poco importa se l’abbiano fatto per cazzeggio politico o, come crediamo, per depistaggio perché alla fine le furbate vengono a galla, ma il trucco usato serve quantomeno a svelare l’incoerenza di questa politica lucana del tutto bislacca. Già perché se a Roma la facinorosa tribù di centrodestra di leghisti, forzisti e fratellini giudica Vannacci ormai un traditore che dovrebbe dimettersi, qui allora in Basilicata ci sarebbe dovuta essere la moria, visto che nel silenzio menefreghista di tutti, i patrioti Cicala, Leone, Casino, Vizziello, tanto per stare ai presenti, hanno fatto il loro bel valzer acrobatico e sono rimasti comodamente al loro posto. Canta Mina: “Cuore di traditore…”
INFRASTRUTTURE Intervento concluso, ora attesa per collaudo e autorizzazione all’invaso. Soddisfatto Pepe
ACQUA
Il punto dell’Osservatorio sugli utilizzi idrici: risorse sotto osservazione, dai dati emergono miglioramenti pur persistendo le criticità
■ Servizio a pag 5
CRONACA
Attività intensa per la Polizia che a Matera arresta 33enne per atti persecutori e a Potenza denuncia coppia per furto in supermercato
■ Servizi alle pag 15 e 19
CAPOLUOGO



Dalla frana di Senise alle ferite ancora aperte della Basilicata



Piscina olimpionica a Macchia Giocoli, arriva l’ok della Regione: «Decisione necessaria per non perdere i fondi»
■ Servizio a pag 2
CALCIOMERCATO
A Milano la Basilicata è protagonista con il lucano vicepresidente
Adise Galasso che ha coordinato gli eventi
■ Servizio a pag 23


L’ASSESSORE CUPPARO: «UNA DECISIONE NECESSARIA
Condetermina a firma del direttore generale del Dipartimento Sviluppo Economico, Giuseppina Lo Vecchio, la Regione prende atto del parere favorevole al cambio di localizzazione a Potenza della Piscina olimpionica da via Appia all’area dell’impianto sportivo di contrada Macchia Giocoli rilasciato dall’Amministrazione Comunale. Successivamente si procederà alla firma dell’Atto di Regolamentazione dei rapporti fra Regione e Comune di Potenza, che contiene il cronoprogramma procedurale e finanziario, per una spesa di 10,6 milioni di euro a valere sul FSC 2021-2027. «Si chiude definitivamente una vicenda
che rischiava di far perdere il finanziamento destinato ad una struttura sportiva di cui la città di Potenza e non solo ha bisogno»: è il commento dell’Assessore Francesco Cupparo che il 13 novembre 2025 aveva presieduto una specifica riunione dei consiglieri dei partiti di maggioranza alla Regione. «In quell’occasione – ricorda l’Assessore - la maggioranza, pur rimanendo fermamente convinta che la localizzazione più idonea fosse quella di Via Appia, ha deciso responsabilmente di non opporsi alla proposta del Sindaco di spostare l’intervento a Macchia Giocoli, al solo fine di scongiurare il rischio concreto di perdere le rilevanti ri-

sorse già assegnate al Comune». Per Cupparo -che ha la delega specifica agli impianti sportivi – «l’impegno per realizzare nuovi impianti ed ammodernare quelli esistenti prosegue».
Sindacati e consiglieri di minoranza: «La politica torni al servizio della comunità, non degli interessi di pochi»

Non si placano le polemiche sulla norma approvata dal Consiglio regionale della Basilicata che ha ripristinato i mini-vitalizi per i consiglieri.
La misura, adottata attraverso un emendamento presentato senza dibattito pubblico, ha suscitato aspre critiche sia dai sindacati che dai consiglieri regionali di minoranza.
I segretari generali della Cgil Basilicata, Fernando Mega, e della Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, hanno espresso una ferma condanna, definendo la norma «sbagliata sul piano formale e sostanziale».
Secondo i due dirigenti sindacali, si tratta di una decisione inaccettabile, soprattutto in un momento in cui la regione è colpita da una grave crisi industriale e occupazionale.
«È odioso – dichiarano –che le risorse destinate
agli interventi sociali vengano sottratte per finanziare privilegi politici, invece di essere utilizzate per sostenere i ceti meno abbienti».
Mega e Cavallo hanno inoltre sottolineato come la norma rappresenti «un atto di sfida verso migliaia di famiglie lucane che lottano quotidianamente con il carovita, la disoccupazione e la rinuncia alle cure».
I sindacati chiedono un immediato ravvedimento da parte del Consiglio regionale, con l’abrogazione totale della norma e la destinazione delle risorse accantonate nel fondo di solidarietà a scopi sociali, come il sostegno alle residenze per anziani non autosufficienti. «La politica deve lavorare per il bene comune, non per gli interessi di un’élite», hanno concluso i segretari. LA POSIZIONE
Anche i consiglieri regionali di minoranza, Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello, hanno chiesto con forza l’abrogazione della norma.
In una nota congiunta, i consiglieri del centrosinistra hanno annunciato che nella prossima seduta del Consiglio regionale, prevista per il 10 febbraio, proporranno nuovamente la loro proposta di legge per eliminare i vitalizi. «Il crescente dissenso espresso dalla comunità lucana non può più essere ignorato – si legge nella nota –. Continuare su questa strada significa voltare le spalle alla Basilicata e isolare ulteriormente le istituzioni regionali in un momento di grande difficoltà economica e sociale».
I consiglieri di minoranza hanno inoltre sottolineato l’urgenza di calendarizzare e votare la loro proposta di legge sugli istituti di partecipazione popolare, tra cui il referendum, previsti dallo Statuto regio- nale. «È necessario resti-
tuire ai cittadini strumenti concreti per esprimere la propria voce e partecipare attivamente alle decisioni politiche», hanno aggiunto.
Le critiche alla norma non arrivano solo da sindacati e opposizione, ma anche da esponenti nazionali dello stesso centrodestra, come alcuni membri di Fratelli d’Italia. Questo coro trasversale di dissenso evidenzia un malcontento diffuso nella comunità lucana e un isolamento politico sempre più marcato per le istituzioni regionali. La questione dei mini-vitalizi, dunque, si configura come un banco di prova decisivo per la politica lucana, chiamata a ristabilire la fiducia dei cittadini attraverso un’azione concreta e responsabile.


Dal Tavolo Automotive segnali positivi sui volumi dal 2026, ma l’indotto resta in crisi e mette a rischio occupazione e produzione
POTENZA. Dal Tavolo Automotive tenutosi presso il Mimit arrivano segnali incoraggianti per lo stabilimento Stellantis di Melfi, ma resta aperta e irrisolta la questione dell’indotto. È quanto evidenzia la Fim Cisl alla vigilia dell’Attivo dei delegati di Stellantis e dell’indotto, in programma il 6 febbraio a Potenza.Dopo un 2025 particolarmente difficile, il 2026 dovrebbe segnare un incremento significativo dei volumi produttivi, trainato dall’avvio della nuova Jeep Compass ibrida e affiancato dai modelli DS8, DS7 e Lancia Gamma. Un quadro che per il sindacato rappresenta un segnale di ripartenza, seppure ancora parziale.Nel corso dell’incontro, Stellantis ha illustrato il percorso di rilancio produttivo dello stabilimento lucano, confermando che a partire dal 10 febbraio è previsto un primo e graduale aumento della produttività. È atteso l’inserimento progressivo dei turni di lavoro, con il ritorno del terzo turno notturno soltanto in alcuni reparti, in funzione dei nuovi carichi e delle diverse velocità operative delle Unità, legate in particolare alla nuo- va Jeep Compass.È stato inoltre annunciato che nel 2028 a Melfi arriverà un ulteriore modello rispetto a quelli già lanciati o annunciati. Secondo indiscrezioni, potrebbe trattarsi di un nuovo modello Alfa Romeo realizzato sulla piattaforma Stla Medium. «La presenza di più modelli rappresenta una garanzia importante – sottolinea Gerardo Evangelista, segretario della Fim Cisl – ma per assicurare la piena saturazione degli impianti e la tutela dell’occupazione è indispensabile intervenire con urgenza sulla situazione delle aziende dell’indotto».Il sindacato evidenzia come molte imprese della filiera abbiano oggi commesse insufficienti a garantire la continuità produttiva e i livelli occupazionali, mentre

altre non abbiano acquisito alcuna commessa. «La ripartenza parziale dei turni prevista dal 10 febbraio è un segnale positivo – aggiunge Evangelista – ma non è ancora sufficiente a garantire una piena tenuta occupazionale».Altro nodo centrale è la nuova organizzazione del lavoro. «Sarà fondamentale monitorare attentamente le postazioni – prosegue – affinché siano sostenibili e mettano i lavoratori nelle condizioni di vivere la fabbrica e non subirla». Restano inoltre forti preoccupazioni per le vertenze aperte nell’indotto, tra cui PMC, Brose e Tiberina, a cui si è aggiunta nei giorni scorsi la crisi della Snop di Melfi, che coinvolge circa 90 lavoratori.«Servono azioni concrete e strumenti adeguati per sostenere l’indotto, attivare percorsi di riconversione industriale e di riqualificazione – conclude Evangelista –. Melfi deve diventare il laboratorio delle auto elettriche e ibride in Italia, valorizzando uno degli stabilimenti più avanzati del gruppo Stellantis e facendo da traino al rilancio dell’automotive nazionale».Di questi temi e delle prospettive future per Stellantis e per l’indotto di Melfi si discuterà oggi nel corso dell’Attivo dei delegati Fim Cisl di Stellantis e dell’indotto, nella sede di Potenza.
Marelli, più di 2mila euro come premio ai lavoratori
POTENZA. Nel rispetto degli accordi in essere, nella mattinata odierna è stato comunicato il premio che sarà erogato a fine febbraio ai lavoratori dello stabilimento Marelli di Melfi. Per l’anno in corso l’importo è pari a 2.104,30 euro per i profili C/D e a 2.944,33 euro per i profili B/A. Somme che, unite alla detassazione prevista per il 2026 pari all’1 per cento sui premi di stabilità e di produzione, garantiscono un riconoscimento economico significativo.Per la Uilm Basilicata si tratta di «un risultato importante», frutto dell’impegno, della professionalità e del senso di responsabilità dimostrati dalle lavoratrici e dai lavoratori, che hanno continuato ad assicurare qualità e risultati anche in una fase estremamente complessa, segnata da mesi di cassa integrazione.Il sindacato evidenzia tuttavia che il premio non può essere l’unica risposta alla condizione di incertezza occupazionale che il sito di Melfi continua a vivere. «I risultati industriali sono possibili – sottolinea la Uilm Basilicata – ma devono essere accompagnati da scelte industriali concrete». Da qui la richiesta di accelerare sulle assegnazioni produttive per garantire continuità lavorativa.In questo quadro viene ritenuta prioritaria anche la rapida chiusura della procedura legata al Chapter 11, necessaria per fare chiarezza sul futuro e assicurare stabilità ai lavoratori coinvolti. Il sindacato chiede infine di riaprire il confronto con Marelli e Stellantis, affinché il sito di Melfi, considerato di primo livello nell’indotto, venga valorizzato anche sotto il profilo occupazionale e produttivo.

Il segretario Ditella: «Una vittoria per il futuro ferroviario della regione, ora servono impegni concreti e scelte infrastrutturali all’altezza»
POTENZA. La FILT CGIL Basilicata annuncia con soddisfazione il raggiungimento di 2.000 firme a sostegno della petizione per la realizzazione di una nuova infrastruttura ferroviaria ad alta capacità al servizio della regione. Un risultato che, secondo il sindacato, rappresenta una presa di posizione chiara dei cittadini lucani a favore di uno sviluppo moderno, sostenibile e pienamente connesso al resto del Paese.«Questo traguardo non è solo un numero, ma il segnale concreto di una comunità che chiede con forza di superare un ritardo infrastrutturale che dura da troppo tempo», afferma il segretario generale Luigi Ditella. La Basilicata, pur avendo una collocazione strategica, continua infatti a scontare collegamenti ferroviari considerati obsoleti, a par-
tire dalla linea Potenza–Battipaglia, ritenuta ormai inadeguata alle esigenze di mobilità di persone e merci.Le firme raccolte, sottolinea la Filt Cgil, confermano l’esistenza di una domanda reale e diffusa per una nuova linea ferroviaria ad alta capacità, in grado di collegare il Vulture-Melfese, il Materano e il Metapontino all’Alta Velocità Salerno–Reggio Calabria, attraverso la bretella Potenza–Tito–Polla, e di connettere anche il Lagonegrese con il resto della regione. Un’infrastruttura giudicata strategica per l’economia lucana, per il lavoro, per la coesione territoriale e per l’attrattività degli investimenti.Il sindacato esprime però una valutazione critica rispetto agli ultimi confronti istituzionali. «Non basta l’incontro avuto dall’assessore Pe-

pe con Rfi – precisa Ditella – che appare come un tentativo di buttare fumo negli occhi ai lucani senza produrre impegni concreti». Secondo la Filt Cgil, la regione non ha bisogno di annunci o passerelle, ma di atti formali, trasparenti e verificabili.Per questo viene ritenuta indispensabile la convocazione permanente dell’Osservatorio regionale della Mobilità, indicato come l’unico stru-
mento in grado di garantire un confronto serio e continuo tra istituzioni, parti sociali e soggetti coinvolti. «Serve con urgenza un cronoprogramma chiaro – aggiunge Ditella – che indichi tempi, risorse e iniziative, affinché questa proposta non resti sulla carta ma diventi una priorità della programmazione regionale e nazionale».La partecipazione di cittadini, lavoratrici e lavoratori, amministratori e realtà produttive dimostra, secondo la Filt Cgil Basilicata, la volontà della regione di essere protagonista delle scelte che riguardano il proprio futuro. «Il raggiungimento delle 2.000 firme è una prima vittoria, ma anche un punto di partenza – conclude il sindacato –. La mobilitazione continua: ora tocca alle istituzioni dimostrare di essere all’altezza».
Durante la seduta del 3 febbraio 2026, l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, presieduto dal Segretario Generale dottoressa Vera Corbelli, ha delineato il quadro complessivo delle risorse idriche nel distretto. Pur persistendo alcune condizioni di severità idrica, si osserva una tendenza al miglioramento per alcuni sistemi, sia nel comparto idropotabile sia in quello irriguo.Il quadro generale evidenzia una criticità differenziata su base territoriale tra i diversi schemi di approvvigionamento. Per questo, i lavori dell’Osservatorio e dei Tavoli Tecnici per i trasferimenti idrici interregionali dovranno proseguire nel monitoraggio costante delle risorse disponibili, puntando a mitigare gli impatti della crisi idrica sui diversi bacini e comparti di utilizzo, beneficiando pienamente dei poteri conferiti dalla normativa vigente.Prima di
entrare nei dettagli, il Segretario Generale ha richiamato il Decreto del Ministro dell’Ambiente n. 448 del 15 dicembre 2025 relativo alle nomine dei componenti dell’Osservatorio. L’organo, previsto dall’articolo 63-bis del D. Lgs. 152/06, si è formalmente costituito con il decreto del 15 novembre 2025 e nella seduta odierna ha dato avvio alle proprie attività secondo il regolamento approvato dalla delibera CIP n. 1 del 25 luglio 2023.All’incontro hanno partecipato i rappresentanti con diritto di voto dei ministeri Ambiente, Agricoltura, Cultura, del Dipartimento Protezione Civile e di tutte le Regioni ricadenti nel Distretto: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise e Puglia.La piena operatività dell’Osservatorio consente al Segretario Generale di adottare misure di salvaguardia basate sulle valutazioni condotte dall’organo. «L’Osservatorio è una misura del Piano di Gestione delle Acque», ha spiegato

la dottoressa Corbelli, «con il quale da un lato si valutano le severità idriche, dall’altro si individuano e attuano azioni a breve, medio e lungo termine per fronteggiarle». Per quanto riguarda il comparto potabile, le condizioni di «severità idrica elevata» riguardano la Puglia, le province di Crotone e Reggio Calabria e lo schema Basento – Camastra – Agri. Una «severità media tendente ad alta» interessa il Lazio, 11 comu-
ni in Basilicata serviti dallo schema Vulture Melfese e 33 comuni della provincia di Matera serviti dallo schema Collina Materana, oltre al comune di Matera e 8 comuni dello schema Fascia Ionica. Le condizioni di «severità idrica media» si registrano in Campania, Molise e Basilicata (esclusi i comuni già citati), in Calabria (ad eccezione di Crotone e Reggio Calabria) e in alcune zone dell’Abruzzo, come il sub-ambito marsi-
Il segretario de Grazia denuncia decenni di assenza di strategie, lavoro fragile e risorse petrolifere non
cano e la provincia di Chieti.Nel comparto irriguo, la «severità idrica elevata» interessa Basilicata, Calabria e Puglia, mentre il resto del territorio distrettuale si trova in condizioni di «severità idrica media».L’Osservatorio conferma così il ruolo strategico del monitoraggio e della gestione delle risorse idriche, indicato come strumento essenziale per affrontare le crisi idriche e pianificare interventi mirati nei diversi territori.
«La Basilicata non ha perso un’occasione,non ha mai costruito le condizioni minime per lo sviluppo. Altro che treni persi, qui non è mai stata costruita nemmeno la stazione». È quanto dichiara Gerardo de Grazia, segretario regionale della Confsal Basilicata e della segreteria regionale dei metalmeccanici della Fismic Confsal, intervenendo sul tema del petrolio, delle compensazioni e della transizione energetica. «Il petrolio,prosegue de Grazia, non ha garantito occupazione, non ha creato investimenti, non ha prodotto una rete industriale. Oggi sta crollando l’intero sistema economico regionale e le numerose vertenze aperte lo dimostrano in modo inequivocabile». Secondo la Confsal Basilicata, in cinquant’anni non è stato fatto nulla per attrarre investitori, nulla per costruire filiere produttive, nulla per dare una prospettiva in-

dustriale al territorio. «Nessuna strategia, nessuna visione, nessuna programmazione. Nulla di nulla», attacca il segretario regionale.«Si poteva costruire un vero modello di svi-
luppo, aggiunge, coinvolgendo l’Università degli Studi della Basilicata, formando i giovani alle professioni dell’energia, dell’indotto petrolifero e delle nuove tecnologie green, attirando azien-
de e competenze. Invece si è preferito vivere di rendita, consumando risorse senza creare futuro».
Il quadro sociale ed economico è ormai evidente: «Territori impoveriti, lavoro sempre più fragile, giovani costretti ad andare via. E mentre la Basilicata affonda, denuncia de Grazia, assistiamo con sdegno al ritorno dei vitalizi e agli aumenti dei compensi della classe politica regionale. Tutto questo è semplicemente vergognoso, soprattutto mentre imprese chiudono e lavoratori rischiano il posto».
La Confsal Basilicata chiede con forza che le risorse derivanti dal petrolio e dalle compensazioni ambientali vengano vincolate a occupazione vera, investimenti produttivi e riconversione industriale, evitando che la transizione energetica si trasformi nell’ennesima operazione di facciata.Una cosa è certa, così non si può più andare avanti».
Quattordici Comuni
dall’Aglianico celebrano la tradizione enologica e il patrimonio culturale del territorio con iniziative nazionali e locali
Il Vulture è ufficialmente «Città Italiana del Vino 2026». A Roma, nella prestigiosa Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica, si è svolto il passaggio di consegne della Bandiera di Città Italiana del Vino dai Castelli Romani, detentori del titolo 2025, alle Città del Vulture, che rappresenteranno questo importante riconoscimento nel biennio 2026–2027.La cerimonia è stata molto più di un atto formale: una celebrazione dell’Italia che cresce attraverso i territori, le comunità e le loro eccellenze. Un grande risultato per il territorio lucano, frutto dell’impegno e della visione del sindaco Francesco Mollica, che durante l’Assemblea Nazionale Città del Vino 2024 ha promosso, in raccordo con l’associazione regionale Città del Vino, la candidatura del Vulture a Capitale del vino italiano.Il riconoscimento è stato assegnato a una rete di 14 Comuni lucani, uniti da una storia millenaria e dalla qualità straordinaria dell’Aglianico del Vulture, uno dei vini più prestigiosi del Sud Italia. Come sottolinea il territorio stesso, «il Vulture è un luogo unico: un antico vulcano, una storia millenaria, un paesag-

gio straordinario. Qui il vino non è solo produzione, ma identità, memoria e visione. Da Orazio ad
oggi l’Aglianico del Vulture rappresenta per il Territorio un vero e proprio ecosistema culturale».La
Basilicata e i Comuni del Vulture diventano oggi protagonisti di sviluppo rurale, innovazione sociale e rigenerazione culturale, grazie a una visione condivisa e a un lavoro corale che mette al centro persone, territori e qualità. Questo riconoscimento è il frutto di un impegno collettivo ed è anche un premio a un’eccellenza come l’Aglianico del Vulture, simbolo del Made in Italy più autentico.Per il Vulture si apre ora una fase intensa di preparazione: eventi, iniziative culturali, promozione turistica ed enogastronomica accompagneranno il territorio verso un ruolo da protagonista nel panorama nazionale e internazionale. Investire sui giovani, sull’enoturismo, sulla sostenibilità, sulla bellezza dei paesaggi e sulla dignità del lavoro agricolo significa trasformare la Basilicata in un vero laboratorio di futuro. Il passaggio di consegne non è solo simbolico, ma rappresenta un impegno concreto per valorizzare le eccellenze locali e rafforzare la collaborazione tra territori che credono nel vino come patrimonio culturale, economico e sociale. Come conclude il sindaco Mollica, «Avanti insieme, con orgoglio!».
Coldiretti Basilicata denuncia il peso dello spreco alimentare: filiere corte e acquisti consapevoli come strumenti per ridurlo
In Basilicata ogni giorno il 60% del cibo viene sprecato nelle case, a causa di modelli di consumo scorretti e inefficienze nelle filiere distributive. A rilevarlo è la Coldiretti lucana sulla base di dati Unep, in occasione della Giornata contro lo spreco alimentare che si celebra il 5 febbraio.
Se oltre la metà del cibo prodotto viene gettato nelle abitazioni, il restante 28% è attribuibile alla ristorazione, mentre il 12% riguarda il commercio al dettaglio.
«In tutto il mondo ogni giorno viene sprecato cibo equivalente a oltre 1 miliardo di pasti», evidenzia la Coldiretti Basilicata, «un problema etico, considerato l’elevato numero di persone che nel mondo non possono accedere a un’alimentazione adeguata, oltre che economico e ambientale, a causa dell’emissione di gas serra associati al fenomeno». Secondo l’organizzazione agricola lucana, «una soluzione taglia sprechi può venire dai sistemi alimentari locali». Acquistare prodotti a chilometro zero, attraverso filiere corte come i mercati contadini della rete di Campagna Amica — la più grande d’Europa per la vendita diretta — o direttamente dagli agricoltori, può ridurre lo spreco alimentare fino al 70%, secondo i dati ISPRA.Oltre a limitare le perdite lungo la filiera, le filiere corte offrono vantaggi anche ai consumatori: i cibi sono più freschi, durano di più e comportano meno emissioni

perché non percorrono lunghe distanze. «Ridurre lo spreco si può, è importante seguire alcune accortezze quotidiane, come programmare la spesa con liste dettagliate», conclude Coldiretti Basilicata, «e fare acquisti più frequenti ma in quantità moderate, evitando le maxi-spese quindicinali o mensili che aumen-
tano il rischio di prodotti scaduti. È consigliabile scegliere prodotti di stagione, conservarli separatamente in base al tempo di consumo e controllare sempre le etichette, distinguendo tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”, per evitare sprechi inutili».
La Corte d'Appello di Potenza dichiara che i fatti raccontati dal Sindaco di Vietri non erano accaduti
L'imputato assolto, sui social riporta una serie di persecuzioni che il Presidente della Provincia avrebbe fatto contro di lui, dalle denunce alla demolizione di un fabbricato

Non ci furono minacce contro il Sindaco di Vietri e la di lui moglie il giorno del loro matrimonio. Questo ha stabilito la Corte d'Appello di Potenza ribaltando il verdetto emesso a carico di Carmine Passannante dal Tribunale di Potenza che aveva condannato quest'ultimo. Come detto, la Corte d'Appello di Potenza ha assolto l'imputato con la formula più piena possibile del “fatto non sussiste”.
IL GIORNO DEL MATRIMONIO
Il processo aveva preso le
mosse da una querela presentata da Isabella Tortortoriello, moglie di Christian Giordano, secondo la quale nei giorni immediatamente precedenti al matrimonio tra i due il Passannante avrebbe prima scritto alcune minacce su facebook e, poi, posizionato la propria autovettura in modo tale da non fare uscire la sposa da casa. Al termine del primo grado di giudizio, il Passannante era stato condannato a 2 mesi di reclusione con pena sospesa. Durante il processo di primo grado, tra le altre cose erano state ritenute fondanti e probanti alcune af-
fermazioni del Passanante sui social nelle quali lo stesso scriveva “questo matrimonio non s'adda fare” e “guerra chiama guerra, pace chiama pace”.
LA PERSECUZIONE
La corte d'Appello di Potenza, come detto, ha oggi ribaltato tutto e ha stabilito che il fatto non è mai accaduto.
Aspettiamo le motivazioni per poter commentare compiutamente la sentenza e comprendere da cosa sia stato determinato questo brusco e totale ribaltamento di giudizio. Nel frattempo spunta una pista politica. A metterla
in evidenza è proprio l'imputato assolto. Su fb, Passannante pubblica il dispositivo di assoluzione e scrive un lunghissimo post.
L'imputato assolto, dopo le frasi di rito sulla mai perduta fiducia verso la giustizia e i ringraziamenti alla famiglia, parla esplicitamente di «gravi atteggiamenti e accanimenti dei coniugi Giordano, ed in particolare del Sindaco in prima persona, coinvolgendo in tutto questo status, amici, parenti e familiari che purtroppo giacciono in santa pace tra le braccia del Signore.»
Un accanimento che, secondo lo stesso Passannante sarebbe determinato dalla «grave colpa di essermi candidato nel 2017 in una lista che contendeva le elezioni amministrative alla lista capitanata da Giordano, senza piegarmi a certi meccanismi, che, malgrado, come dicevo sopra, hanno coinvolto le persone a me vicine.»
«Le persecuzioni di queste persone, di poco conto, - prosegue Passannante - non sono state rivolte solamente a me, ma pur di colpire me personalmente, hanno visto coinvolte in prima persona mia madre, mio padre fino a notificare a me e alle mie sorelle, lo sgombero del prefabbricato dove mio padre viveva».
Il Passannante elenca una serie lunghissima di atti giudiziari avviati dal Sin-
daco Giordano contro di lui: calunnia per quanto riguarda un bando per la gestione della biblioteca, minaccia in consiglio comunale ad alcuni consiglieri, procurato allarme verso le autorità, Truffa aggravata allo stato, incendio auto vice sindaco, minacce prematrimonio tutte conclusesi con una archiviazione.
LE STRANEZZE DI GIORDANO
Noi non abbiamo nessun elemento per dare una valutazione oggettiva dei fatti. Se i fatti raccontati da Passannante fossero veri saremmo davanti ad una vera e propria campagna di persecuzione compiuta dal Sindaco e Presidente a Cinque Stelle. Una campagna di persecuzione costruita solo per punire un avversario politico che si era candidato contro di lui. Noi non sappiamo se tutto ciò sia vero e riportiamo le parole dell'imputato assolto. L'unica certezza che abbiamo è che la Corte d'Appello di Potenza ha stabilito che le minacce alla moglie di Giordano e la macchina posizionata per bloccare l'uscita della sposa sono fatti mai accaduti. Almeno su quello possiamo essere certi che la querela della sig.ra Giordano non era fondata. Forse un sindaco dovrebbe avere maggiore prudenza e comportarsi senza fare distinzioni tra elettori e non elettori.

Lo studio del sindacato sui dati di Matera e Potenza: «Aumenti contenuti negli ultimi anni, ma costi ancora sopra la media nazionale»
POTENZA. La Tari negli ultimi cinque anni registra aumenti anche nei capoluoghi lucani, con livelli di spesa che restano superiori alla media nazionale. A Matera l’imposta sui rifiuti è cresciuta del 2,9 per cento, passando da 382 euro del 2020 a una media di 437 euro nel 2025. A Potenza l’incremento è del 2,5 per cento, con una spesa media salita da 133 a 295 euro. I dati emergono da uno studio del Servizio Stato sociale, Politiche fiscali e previdenziali, Immigrazione della Uil, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, che ha analizzato il carico Tari dal 2020 a oggi prendendo a riferimento una famiglia di quattro componenti in un’abitazione di 80 metri quadrati.Per il sindacato la gestione dei rifiuti continua a rappresentare una delle principali contraddizioni dei servizi pubblici locali. Aumenti costanti e differenze territoriali marcate convivono con carenze impiantistiche, ricorso allo smaltimento in discarica e risultati ancora insufficienti nella raccolta differenziata e nel recupero delle risorse. «Una tassa nata per coprire i costi di raccolta e smaltimento si è trasformata in un prelievo sempre più gravoso e scollegato dall’equità fi-

scale e dai livelli reali di servizio», osserva Biondo, che attribuisce le disparità a scelte politiche sbagliate e a un sistema frammentato. In molte aree del Mezzogiorno la mancanza di impianti costringe i Comuni a trasferire i rifiuti fuori territorio, generando extracosti per famiglie e imprese.
Nel mirino anche l’attuazione del Pnrr, indicato come occasione storica ancora segnata da ritardi e disomogeneità. In questo contesto, avverte la Uil, nessuna riforma tariffaria potrà incidere davvero sulla riduzione della Tari e anche strumenti come la Tarip rischiano di tradursi in ulteriori aggravi se non accompagnati da investimenti in impianti, mezzi,
personale e organizzazione. «La tariffazione puntuale non può diventare un alibi per scaricare sui cittadini inefficienze strutturali», sottolinea il sindacato.Sulla stessa linea il segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli: «Gli aumenti a Matera e Potenza dimostrano che va rivista la visione della gestione dei rifiuti in Basilicata: i cittadini pagano di più per servizi che non migliorano». Per Tortorelli la sfida è trasformare il ciclo dei rifiuti da costo a valore aggiunto per la comunità, attraverso investimenti, governance efficace e un uso concreto delle risorse disponibili, per garantire bollette più eque, servizi migliori e un sistema ambientale sostenibile.
POTENZA. Rafforzare la competitività delle piccole e medie imprese valorizzando i nuovi talenti è l’obiettivo del progetto europeo «On Board», che vede la Basilicata protagonista. Nei giorni scorsi, a Potenza, Exeo Lab, società di consulenza e partner capofila dell’iniziativa, ha ospitato il Transnational Project Meeting che ha segnato l’avvio ufficiale delle attività, con la partecipazione di delegazioni provenienti da Danimarca, Slovenia, Spagna e Bulgaria.Finanziato dal programma Erasmus Plus, «On Board» punta a sostenere le imprese nella crescita dei team, aumentando l’attrattività verso i giovani talenti e rafforzando la sostenibilità organizzativa attraverso percorsi formativi innovativi, strumenti digitali e risorse operative rivolte sia ai professionisti delle risorse umane sia agli imprenditori. Al centro del progetto vi è una rilettura dei modelli di onboarding, intesi non solo come processi di inserimento operativo, ma come leve strategiche di sviluppo in grado di generare valore, produttività e benessere nel medio e lungo periodo.Il ruolo assegnato alla Basilicata all’interno della rete di cooperazione internazionale rappresenta un elemento di rilievo per il tessuto imprenditoriale regionale. «Un riconoscimento che rafforza il posizionamento di Exeo Lab come attore di riferimento nell’innovazione organizzativa e nella progettazione europea», spiegano i consulenti.

Accolte le sollecitazioni del centrosinistra: via libera all’uso del fondo per la progettazione per sbloccare gli interventi su Potenza e Matera
POTENZA. «Grazie alle sollecitazioni e all’iniziativa dei consiglieri regionali di centrosinistra, nella seduta odierna della Terza Commissione consiliare si è finalmente registrato un passo in avanti concreto per superare i gravi ritardi nel trasferimento delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027 destinate alla manutenzione straordinaria delle strade provinciali di Potenza e Matera».Lo affermano i consiglieri regionali Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Marrese, Verri e Vizziello, sottolineando come la riunione fosse dedicata proprio allo stato di attuazione dei finanziamenti Fsc per la viabilità provinciale.«Nel corso della Commissione è stata accolta la proposta avanzata dal centrosinistra: in attesa
delle decisioni ministeriali sulla rimodulazione delle risorse, la Regione Basilicata attiverà il fondo per la progettazione, anticipando le somme alle Province e consentendo l’immediato avvio delle procedure di gara e la cantierizzazione degli interventi già programmati».Secondo i consiglieri si tratta di «una proposta di buon senso, che evita di bloccare ulteriormente opere indispensabili per la sicurezza dei cittadini e per la tenuta dei territori», riconoscendo al tempo stesso «il lavoro di programmazione già svolto con responsabilità dalle Province».Nel corso dell’audizione in Commissione, riferiscono ancora, «il Direttore generale del Dipartimento Infrastrutture, ingegner Altomonte, ha assunto l’impegno ad operare in questa direzione, aprendo

finalmente una prospettiva concreta per sbloccare una situazione che si trascinava da mesi tra annunci e rinvii».«Ora è fondamentale che agli impegni assunti seguano atti amministrativi rapidi e coerenti, perché la Basilicata non può più permettersi ritardi su
infrastrutture strategiche come la viabilità provinciale», concludono i consiglieri di centrosinistra, assicurando che «la vigilanza sull’operato della Giunta regionale resterà alta affinché alle parole seguano i fatti e le risorse promesse diventino cantieri aperti».
In Italia circa cinque milioni di persone over 65 sono oggi impegnate in attività di volontariato, oltre diecimila solo in Basilicata. Un dato che assume un valore ancora più significativo se si considera che, negli ultimi vent’anni, la partecipazione degli anziani è l’unica ad aver registrato un incremento costante, in netta controtendenza rispetto al calo generale della parteci- pazione civica. È in questo contesto che si inserisce la proposta del Servizio civile delle anziane e degli anziani attivi, sostenuta dalla Uil Pensionati e presentata ieri a Roma nel corso di un convegno al Cnel.Secondo la Uil Pensionati Basilicata, si tratta di una scelta politica capace di promuovere inclusione, partecipazione e riconoscimento dei diritti di cittadinanza attiva, in un quadro sociale segnato da crescenti disuguaglianze e fragilità. L’obiettivo è rafforzare il protagonismo delle persone anziane attraverso la coesione intergenerazionale, in continuità con le iniziative già avviate in regione sull’invecchiamento attivo e sul sostegno ai servizi di cura e assistenza.Il convegno, promosso dalla Uil Pensionati con il patrocinio del Cnel, ha ribadito il valore sociale e pubblico dell’impegno delle anziane e degli anziani, riconosciu-

ti come una risorsa fondamentale per il Paese. La proposta della UILP è chiara: il Servizio civile delle anziane e degli anziani attivi non è un obbligo, non è lavoro mascherato e non è assistenzialismo. È una scelta libera e volontaria di cittadinanza attiva che consente a pensionate e pensionati di svolgere attività sociali, educative, culturali o di supporto alla comunità, con modalità flessibili, in un quadro regolato e con un riconoscimento economico adeguato.In un Paese che invecchia rapidamente, con pensioni spesso insufficienti rispetto all’aumento del costo della vita e con un numero crescente di anziani che vivono soli, il Servizio civile degli anziani attivi si propone come una risposta strutturale ai bisogni sociali emergenti. Promuovere l’invecchiamento attivo si-
gnifica infatti rafforzare il benessere individuale, prevenire l’isolamento sociale e contrastare il declino cognitivo.Il progetto prevede anche una formazione preliminare per i volontari, una copertura assicurativa contro gli infortuni e l’affiancamento di tutor o coordinatori, prendendo esempio da esperienze già attive in alcune realtà locali italiane e da progetti sperimentali europei.I numeri confermano la centralità del tema: gli over 50 generano in Italia il 67,7 per cento dei consumi e, secondo i dati Istat aggiornati al 2024, il 23,8 per cento della popolazione ha più di 65 anni. La struttura del servizio si configura come un’attività aperta a tutti i cittadini residenti in Italia con più di 65 anni, in possesso di idoneità psicofisica allo svolgimento delle attività previste.«Gli an-
ziani non sono un problema da gestire o un costo, ma una risorsa da valorizzare», ha affermato Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil Pensionati. «Con questa proposta non creiamo lavoro povero o sostitutivo, ma parliamo di scelta libera, di partecipazione volontaria, di cittadinanza attiva. Istituire il Servizio civile degli anziani attivi significa permettere a pensionate e pensionati che lo desiderano di svolgere attività che piacciono, ricevendo in cambio un giusto compenso. Considerati i dati demografici del nostro Paese, è una scelta lungimirante: questo è il momento giusto per realizzarla».Sulla stessa linea il segretario generale della UIL, PierPaolo Bombardieri, che ha sottolineato come sia necessario riaccendere l’attenzione sulle condizioni di vita dei
Al via la Winter School di CRPO Basilicata e Festival delle Opportunità tra formazione e giovani
Prende il via la Winter School “Parità Generativa”, iniziativa nata dalla partnership strategica tra la Commissione Regionale Pari Opportunità (CRPO) Basilicata e il Festival delle Opportunità 2026. Il percorso formativo si svolgerà in tre intense giornate presso il Comincenter dell’Università degli Studi della Basilicata, con un ulteriore momento di confronto ospitato nella sede della Regione Basilicata.L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere tra i giovani una nuova consapevolezza della parità di genere, intesa come leva di crescita personale, professionale e territoriale. Le componenti della Commissione Regionale Pari Opportunità saranno protagoniste delle attività formative, mettendo a disposizione compe-
tenze specialistiche attraverso un approccio partecipativo e intersezionale.A sottolineare il valore della collaborazione è la presidente della CRPO Basilicata, Vittoria Rotunno. «La Winter School “Parità Generativa” è l’azione prioritaria del nostro accordo con il Festival delle Opportunità, un’alleanza strategica fondamentale per intercettare i temi cruciali dello sviluppo in chiave di genere e intersezionale», afferma. «La partecipazione attiva delle componenti della nostra Commissione, che mettono in campo competenze di alto livello, è la garanzia della serietà e della profondità del percorso».Secondo Rotunno, la Winter School va oltre la dimensione formativa tradizionale: «Questi tre giorni non servono solo a informare e formare, ma so-
prattutto ad ascoltare le giovani e i giovani del nostro territorio sulle visioni che hanno di un mondo più equo e inclusivo. Crediamo fermamente che la diversità non sia solo una risorsa sociale, ma anche economica per la Basilicata e per il Paese intero». Un confronto dal quale, aggiunge la presidente, «nasceranno le nostre prossime Linee guida regionali per politiche giovanili e di genere realmente efficaci».In programma, dal 3 al 5 marzo 2026, un vero e proprio laboratorio di co-progettazione che coinvolgerà 25 giovani tra i 18 e i 30 anni, provenienti da diversi contesti della Basilicata. I partecipanti saranno chiamati a elaborare proposte concrete di cambiamento sociale, i cui risultati confluiranno nel dossier “Mappe di Parità” e nelle
pensionati. «Parliamo spesso dei giovani che non trovano lavoro, ma dovremmo parlare anche di chi ha finito di lavorare e vive grandi difficoltà, non solo economiche ma anche di socialità». Inserire il Servizio civile «nel welfare territoriale pubblico, non come un volontariato che sostituisce ma che si aggiunge, è una scelta giusta: gli anziani non sono un costo sociale, ma possono diventare un valore e produrre valore sociale».Ad aprire il convegno è stato il presidente del Cnel, Renato Brunetta, secondo cui «rendere attiva la vita anche dopo il pensionamento è un elemento di intelligenza collettiva. Il capitale umano delle età avanzate non può essere messo da parte: serve un nuovo paradigma che garantisca la sostenibilità del welfare e dia risposte di libertà, efficienza e flessibilità».Il Servizio civile degli anziani, ha concluso Barbagallo, non è volontariato improvvisato ma uno strumento strutturato, costruito insieme agli enti locali e ai territori. «La società sta cambiando e dobbiamo cambiare anche noi. Investire nel Servizio civile degli anziani significa rafforzare la coesione sociale e costruire un Paese più giusto, in cui il valore dell’esperienza venga riconosciuto lungo tutto l’arco della vita».

future Linee guida che la CRPO Basilicata intende redigere per orientare le politiche pubbliche regionali in materia di genere.La Commissione Regionale Pari Opportunità ribadisce così il proprio impegno nel sostenere il protagonismo giovanile e nel tradurre i principi di parità e inclusione in azioni concrete, capaci di generare un impatto positivo e duraturo sul tessuto socio-economico lucano.











POTENZA. La frana che nei giorni scorsi ha colpito Niscemi, in Sicilia, riaccende il dibattito nazionale sul dissesto idrogeologico e sulla necessità di investire seriamente in prevenzione e conoscenza del territorio. Un tema che riguarda da vicino anche la Basilicata, regione caratterizzata da una diffusa fragilità geomorfologica.
L’Ordine dei Geologi della Basilicata segue con grande attenzione quanto accaduto e ha espresso la propria vicinanza alla comunità niscemese. «Eventi di questo tipo segnano profondamente i territori e le persone coinvolte», afferma la presidente Mary William. «Ed è proprio nei momenti successivi all’emergenza che occorre fermarsi a riflettere, evitando letture semplicistiche».
Nei giorni immediatamente successivi all’evento, l’Ordine ha scelto di non intervenire nel dibattito pubblico. «Dopo ogni calamità – spiega William –si assiste spesso a una corsa all’individuazione delle responsabilità, che finisce per relegare il geologo al ruolo di una Cassandra: colui che prevede, segnala e avverte, ma che non viene ascoltato». Una dinamica che, secondo l’Ordine, rischia di distogliere l’attenzione dal vero nodo: la prevenzione. Oggi, però, il confronto sembra orientarsi in una direzione più costruttiva. «Finalmente si parla di so-

luzioni – sottolinea la presidente – ed è qui che vogliamo dare il nostro contributo».
La comunità scientifica è concorde: il dissesto idrogeologico non è un fenomeno improvviso né imprevedibile. «Il territorio invia segnali chiari – prosegue – ma questi possono essere colti solo attraverso competenze specifiche e un monitoraggio continuo».
Le tecnologie oggi disponibili consentono di affinare i modelli geologici e geotecnici, individuare le possibili evoluzioni dei fenomeni franosi e progettare interventi efficaci ed economicamente sostenibili. «Il geologo – evidenzia William – è l’unico professionista in grado di leggere il territorio nella sua complessità e tradurre queste informazioni in scelte consapevoli per la sicurezza delle comunità».
Se il quadro nazionale è complesso, in Basilicata la situazione presenta ulteriori criticità. Alla fragilità naturale del territorio si affianca infatti un progressivo impoverimento delle competenze tecniche strategiche, legato anche alla riduzione del numero di laureati nelle discipline tecnico scientifiche, tra cui quelle geologiche. Un dato che incide direttamente sulla capacità di analisi, pianificazione e gestione del rischio idrogeologico. La figura del geologo, che rappresenta il primo presidio di sicurezza del territorio, è ancora oggi assente nei Comuni, con evidenti ricadute sulla pianificazione e sulla capacità di progettazione «Il caso di Niscemi – osserva la presidente dell’Ordine – conferma un principio ormai evidente: la natura non attende aggiornamenti normativi né
adeguamenti amministrativi. I processi geomorfologici sono rapidi e in continua evoluzione, spesso accelerati da una pressione antropica non sostenibile». Da qui l’importanza di strumenti di conoscenza adeguati. L’Ordine dei Geologi della Basilicata rinnova alla Regione la richiesta di continuare a implementare e aggiornare il portale RSDI, includendo tutti gli strumenti urbanistici e di pianificazione vigenti e l’intero quadro delle aree a rischio e a pericolosità idrogeologica, non limitandosi alle aree ricadenti nell’ex Autorità di Bacino della Basilicata, ma includendo anche quelle afferenti alle ex Autorità di Bacino della Puglia e della Campania, oggi confluite nell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale. «Non si tratta di semplificare il lavoro dei professionisti – chiarisce William – ma di rendere consapevole l’intera collettività. La mancata conoscenza delle aree a rischio può indurre a ritenere alcuni territori erroneamente sicuri, con conseguenze gravi in termini di pianificazione, sicurezza e tutela del territorio».
Accanto alla pianificazione, l’Ordine punta su una presenza attiva e costante sul territorio. In questo contesto nasce il progetto “118 Frane – Sentinelle geologiche del territorio”, avviato in collaborazione con undici Comuni lucani,
con Tito capofila. Il progetto, di carattere sperimentale, prevede l’impiego di dodici geologi impegnati sia nelle emergenze sia nel controllo ordinario delle aree più vulnerabili, attraverso sopralluoghi sistematici integrati con osservazioni satellitari.
I dati raccolti consentono una prima valutazione delle possibili evoluzioni dei fenomeni; successivamente, le conoscenze acquisite vengono affiancate da indagini specifiche e dall’installazione di strumentazioni di monitoraggio, finalizzate a quantificare l’entità e la velocità dell’evoluzione geomorfologica.
«Il valore del progetto –sottolinea la presidente –risiede nell’integrazione delle competenze e delle tecnologie: ogni strumento presenta dei limiti, ma il loro utilizzo combinato consente un controllo più efficace e continuo del territorio».
L’obiettivo è ora estendere il modello “118 Frane” a tutto il territorio lucano, valorizzando le esperienze già avviate e recuperando, ove possibile, le strumentazioni di monitoraggio geotecnico esistenti. «La prevenzione – conclude Mary William – non è un costo, ma un investimento per la sicurezza, lo sviluppo e il futuro della Basilicata. La conoscenza del territorio resta la prima e più efficace forma di tutela».


CRONA-CHI? Per la sindaca Castronuovo, il geologo Oriolo e il Commissario Blasi la «prevenzione e il monitoraggio sono centrali»

Alle quattro del mattino del 26 luglio 1986 Senise fu svegliata da un boato che non lasciò scampo. La collina del Timpone cedette all’improvviso e con sé trascinò un intero quartiere. La terra si aprì sotto le case, seppellendo vite, storie, famiglie. Una tragedia annunciata: già un anno prima uno smottamento aveva costretto allo sgombero sette nuclei familiari. Le pareti delle abitazioni mostravano crepe sempre più evidenti, i marciapiedi si sollevavano, il terreno dava segnali chiari e inquietanti. Ma si continuò a vivere lì. Fino all’alba fatale. Dalle macerie vennero estratti i corpi di Rocco e Rita Gallo, di Giuseppe ed Elena Formica e della loro figlia Francesca, di appena 32 giorni. Morirono anche Pinuccio, Maria e Maddalena Durante, tre fratelli tra gli otto e i quindici anni. I loro corpi giacevano sotto oltre dieci metri di detriti. Gli sfollati furono 240. Sul luogo del disastro arrivò il ministro della Protezione civile Giuseppe Zamberletti, mentre i soccorsi operavano in condizioni estreme: la frana continuava lentamente a muoversi verso valle. In mezzo al dolore, furono salvate anche alcune persone vive, tra cui dei bambini. I residenti avevano denunciato più volte la situazione, ma le loro voci non furono ascoltate. Eppure il pericolo era noto. Il genio civile aveva già proposto interventi urgenti di messa in sicurezza del versante. Non partirono mai. Lungaggini burocratiche, inerzie, responsabilità mai chiarite. Nulla fu veloce quanto quella frana.
A quarant’anni di distanza, quella ferita è al centro di un nuovo approfondimento di “Crona-Chi?”, il programma condotto dal giornalista Fabio Amendolara, che ha messo insieme memoria e presente, storia e attualità del dissesto idrogeologico lucano. In studio il commissario regionale per il dissesto idrogeologico Gianmarco Blasi e il geologo Nunzio Oriolo, in collegamento la sindaca di Senise Eleonora Castronuovo.
«Il nostro è un territorio malato», spiega Oriolo. «Quasi tutti i comuni lucani sono interessati da frane attive o potenziali. La piovosità incide, ma il vero problema è la conoscenza del territorio. Abbiamo una mappatura su grande scala, insufficiente. La legge urbani-

stica del 1999 tentò una classificazione delle aree urbanizzate, ma oggi va aggiornata e resa realmente esecutiva». La frana di Senise, chiarisce il geologo, fu uno scivolamento traslativo tipico di quei terreni: sabbie con intercalazioni argillose che fungono da piani di scorrimento. Blasi richiama la lezione più dura di quella tragedia: «L’urgenza di intervenire. Ogni giorno combattiamo contro la burocrazia. Anche con i poteri commissariali non riusciamo a essere veloci quanto questa materia richiede». Nel 2023 la struttura commissariale ha speso 20 milioni di euro, «un dato importante, ma non sufficiente». A Senise, annuncia, partirà a breve un nuovo intervento nel centro abitato. Ma i nodi restano. La sindaca Castronuovo ricorda che nel 2008 una delibera regionale assegnò al Comune 800 mila euro: metà usati per risarcire i privati, il resto ancora bloccato. «Nel 2017 chiedemmo di utilizzare quelle risorse per monitorare le opere di consolidamento realizzate dopo la frana. Monitoraggi che, per quanto ne sappiamo, non sono mai stati fatti». Senza controlli, è impossibile capire se le aree possano essere declassate da R4 a livelli di rischio inferiori. Oriolo allarga lo sguardo: «La pianificazione è fondamentale, ma serve anche ridurre il consumo di suolo. I nostri paesi si spopolano, eppure continuiamo a mantenere vaste aree edificabili, con costi enormi per infrastrutture e sicurez-

za. Le perdite degli acquedotti, diffuse ovunque, sono un altro fattore di rischio». Il geologo inoltre sottolinea l’importanza di ampliare l’ufficio geologico regionale, «non solo per la burocrazia ma anche per rafforzare il monitoraggio sul campo».«Scelte politiche scellerate negli ultimi decenni hanno prodotto un’urbanizzazione eccessiva» sottolinea il commissario che annuncia inoltre nuovi fondi: 35 milioni dalla graduatoria ReNdiS e altri 40 milioni dal Fondo di sviluppo e coesione, destinati alla messa in sicurezza del territorio lucano. Tra i momenti più toccanti della trasmissione, la testimonianza di Luciano Maselli, tecnico Enel tra i primi a intervenire nel 1986: «Saltai per cinque metri dentro il cratere perché sentivo piangere dei bambini. Restai fino a mezzanotte con i vigili del fuoco. Fu una tragedia. Quando si autorizza a costruire senza rispettare le leggi della fisica, vuol dire che qualcuno non sa o non vuole sapere». C’è anche una verità tecnica che pesa come un’accusa: la frana si innescò dopo uno scavo di dieci metri ai piedi del versante, che ne svuotò il sostegno. Un intervento antropico senza adeguato controllo geologico. «Ed è questo il dato più grave», sottolinea Oriolo, «perché la frana avvenne in condizioni meteo normali». Necessaria dunque la prevenzione. Ma anche il monitoraggio e presenza costante sul territorio.

Nella Giornata
POTENZA. «La battaglia contro il “male oscuro” si vince d’anticipo, giocando d’attacco prima che la malattia guadagni terreno». In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, ribadisce l’importanza della prevenzione. La Regione Basilicata ha scelto di tracciare un solco netto, investendo su una strategia che mette al centro il cittadino attraverso programmi di screening oncologici gratuiti e a convocazione attiva: «Vogliamo abbattere le barriere della paura e delle disuguaglianze – sottolinea Latronico – garantendo a tutti, indipendentemente dal ceto sociale, la possibilità di una diagnosi precoce». Il sistema sanitario regionale è oggi una macchina operativa che punta a individuare la patologia quando ancora non fa rumore. Cinque le linee d’intervento attive sul territorio: mammella e cervice uterina (per la tutela della salute femminile), colon-retto (una sentinella fondamentale contro uno dei tumori più diffusi), prostata e polmone (percorsi mirati per intercettare minacce specifiche e migliorare radicalmente gli esiti clinici). «Indivi-

duare un tumore nella sua fase iniziale – spiega l’assessore – significa aumentare drasticamente le probabilità di guarigione, ma anche ridurre l’impatto devastante delle cure sulle famiglie e alleggerire la pressione sul nostro sistema sanitario. Prevenire è un atto di amore verso se stessi e un dovere civico».
L’invito di Latronico è quello di non ignorare le convocazioni e di informarsi attivamente attraverso i canali istituzionali. La salute è a portata di
clic: screening oncologici generali salute.basilicata.it/screening-oncologici; screening tumore prostata ospedalesancarlo.it/screening-tumore-prostata; screening tumore polmone crob.it/screening-deltumore-al-polmone.
«La Basilicata c’è – conclude Latronico – e mette in campo professionisti e tecnologie. Ma l’alleato più importante resta il cittadino. La prevenzione è un treno che passa per salvarci la vita: non lasciamolo andare via senza salirci sopra».
POTENZA. In occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia, che ricorre il 9 febbraio, l’Azienda Sanitaria di Potenza promuove una serie di iniziative di informazione e sensibilizzazione sul territorio del Vulture, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza su una patologia ancora oggi poco compresa e spesso stigmatizzata.Le attività, in programma nei giorni precedenti e successivi alla ricorrenza, sono organizzate dall’Ambulatorio di Neurologia ed Elettroencefalografia dell’Unità operativa Ceimi del Presidio ospedaliero distrettuale di Venosa, con il supporto della Lega Italiana Contro l’Epilessia. Il percorso prevede momenti di incontro e confronto con la cittadinanza, iniziative dedicate ai pazienti e alle loro famiglie e occasioni di divulgazione rivolte anche al mondo della scuola.Particolare attenzione è riservata al ruolo dell’informazione corretta come strumento per abbattere pregiudizi e favorire l’inclusione sociale. «L’epilessia è una malattia neurologica caratterizzata dal ripetersi di crisi non prevedibili – spiega Maria Lucia Fratello, responsabile dell’ambulatorio – e riguarda una quota significativa della popolazione, con un’incidenza crescente nelle fasce di età più avanzate. Conoscere la patologia significa ridurre la paura e migliorare la qualità della vita di chi ne è af-

Incontro promosso da Alad Fand Basilicata con l’assessore Cosimo Latronico e Federfarma: «Più integrazione per la continuità delle cure»
«Farmacia di comunità e diabete, svolta assistenziale»
POTENZA. Rafforzare il percorso assistenziale del paziente diabetico valorizzando il ruolo della farmacia di comunità. È questo il senso dell’incontro promosso nei giorni scorsi da Alad Fand Basilicata, come sottolineato nella nota firmata dalla presidente Maria Luigia Giordano, che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico e dei rappresentanti regionali di Federfarma Basilicata.Al centro del confronto, il percorso assistenziale del paziente diabetico e le opportunità offerte dall’evoluzione normativa che assegna alle farmacie di comunità un ruolo sempre più attivo nel sistema sanitario. Il paziente diabetico, infatti, ha un rapporto continuo con la farmacia, dovendo recarsi con regolarità per il ritiro di
farmaci e presidi, un elemento che rende il farmacista una figura chiave nel garantire la continuità terapeutica.Le nuove disposizioni che consentono alle farmacie di effettuare screening e analisi cliniche, insieme all’introduzione delle prescrizioni mediche annuali per il trattamento continuativo delle patologie croniche, pongono il paziente al centro del percorso di cura. In questo quadro, il farmacista può monitorare i ritiri mensili e individuare eventuali interruzioni o anomalie nella terapia, contribuendo in modo concreto alla qualità dell’assistenza.Nel comunicato si richiama inoltre l’attenzione storicamente riservata dalla Regione Basilicata ai pazienti diabetici, testimoniata anche dall’istituzione di una Commissione regionale sul dia-

bete. L’evoluzione delle funzioni della farmacia di comunità e la diffusione di dispositivi tecnologici per il monitoraggio della patologia rendono però necessario un maggiore coinvolgimento delle farmacie nei processi decisionali.È in questo contesto che Antonio Papaleo ha chiesto l’inclusione dei farmacisti nella Commissione regionale, con l’obiettivo di costituire un team diabetologico multidisciplinare. Una proposta che ha registrato la disponibilità dell’assessorato e la consapevolezza del proprio ruolo da parte dei rappresentanti di Federfarma, individuando nell’accordo regionale integrativo lo strumento per rafforzare ulteriormente l’azione delle farmacie sul territorio e migliorare l’assistenza ai pazienti.
Le dimissioni non immediatamente esecutive, previsto oggi un incontro chiarificatore con il Sindaco Telesca

Roberto Falotico ha rassegnato le sue dimissioni dalla carica di Assessore al Bilancio della Città di Potenza. Alla base della scelta ci
sarebbero, stante allo scarno comunicato, delle divergenze con il Sindaco Telesca sulla gestione del bilancio. Sono dimissioni che chiaramente fanno rumore an-
che per l'enorme esperienza politica e amministrativa che ha Roberto Falotico e anche per il ruolo importante che lo stesso ha ricoperto fino ad ora.
PREVISTO UN INCONTRO
Come tutti sanno le dimissioni di un assessore non sono immediatamente esecutive, devono essere accettate dal Sindaco e,
in molti casi, sono lo strumento con il quale aprire una discussione programmatica all'interno della maggioranza e del governo.
Noi non sappiamo quale sia l'intento di Falotico né ovviamente conosciamo le motivazioni. Non inseguiamo le voci anche perché tendono, per loro natura, a susseguirsi in modo non controllato.
Quello di cui siamo certi è che nella giornata di oggi è previsto un incontro chiarificatore tra Falotico e Telesca. Nella differenza dei ruoli e con le rispettive esperienze i due sono caposaldi importanti della vita amministrativa cittadina e hanno dimostrato più volte maturità politica e capacità di andare oltre il particulare. Qualsiasi sia l'esito della riunione questo ci lascia ben sperare in una chiarificazioni che possa andare verso il meglio per la città.

POTENZA Recuperata la merce. Il Questore ha messo nei confronti dei 2, i fogli di via obbligatori e il divieto di tornare in città
POTENZA. Ieri, la Polizia di Stato ha intensificato i servizi di controllo del territorio finalizzati al contrasto dei reati predatori ai danni degli esercizi commerciali.
Nel corso di tali attività, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e del Reparto Prevenzione Crimine Basilicata hanno sottoposto a controllo un’autovettura in sosta nel parcheggio di un supermercato del capoluogo, con a bordo un uomo di nazionalità rumena. Durante le verifiche è sopraggiunta anche una donna che tra-

sportava una busta contenente generi alimentari; il comportamento della stes-
sa ha indotto gli operatori a procedere con ulteriori accertamenti.
Dai controlli svolti è emerso che parte della merce era stata occultata e che ulteriori prodotti, successivamente rinvenuti all’interno del veicolo, nel vano posteriore dove era collocata la ruota di scorta, sono risultati di provenienza furtiva, non essendo stato esibito alcun titolo di acquisto idoneo a giustificarne il possesso.
Gli articoli recuperati, di vario genere, comprendevano prodotti alimentari, articoli di profumeria e materiale di cancelleria, risultati rubati in alcuni supermercati della zona.
La merce è stata intera-
mente recuperata e restituita ai legittimi proprietari. I due soggetti sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria competente per i reati di furto e ricettazione.
Valutata la gravità dei fatti e ritenuta la loro presenza nel territorio comunale potenzialmente pregiudizievole per l’ordine e la sicurezza pubblica, il Questore della Provincia di Potenza ha emesso nei loro confronti due fogli di via obbligatori, con l’ordine di lasciare il Comune e il divieto di farvi ritorno per la durata di quattro anni.
POTENZA Critiche su viabilità, opere pubbliche e gestione delle scuole: «I cittadini meritano trasparenza e responsabilità»
POTENZA. Una levata di scudi, un secco no alla gestione amministrativa del Comune di Potenza e della maggioranza guidata dal Sindaco, Vincenzo Telesca. Carenza di programmazione e una visione priva di servizi queste le critiche lanciate dalla minoranza che ieri mattina nella Sala Conferenze del Palazzo della Cultura hanno tenuto una conferenza stampa. Presenti Antonio Vigilante, Alfonso Nardella, Antonella Tancredi, Vincenzo Aiello, Antonella Vaccaro, Bruno Saponara e Carmen Galgano. Una governance ritenuta inadatta alla gestione del capoluogo, tanti problemi irrisolti. Tutto questo perché stando a quello che dice il cdx, la Giunta Telesca si è limitata all'ordinario. Su tutte le istanze presentate quelle relative alla questione del Palazzetto Coni, della Scuola Torraca, della chiusura della Scuola per l'Infanzia Alcide De Gasperi, i campetti di calcetto di via Angilla Vecchia, l'inadeguatezza delle strutture sportive, la questione aperta del Ponte Musmeci, i sensi unici e le problematiche legate alla gestione della polizia locale concernente il regolamento su conto terzi, un ritardo ritenuto inaccettabile.
I consiglieri di opposizione hanno presentato due proposte legate ad un piano marketing territoriale del Centro Storico, grazie alla trasparenza e alla gestione affidata a personale competente e qualificato e la sanatoria delle strade rurali e l'acquisizione gratuita su istanza dei cittadini dei relitti stradali. Alfonso Nardella ha evidenziato le carenze nella gestione della viabilità cittadina, soffermandosi in particolare sulla questione dei sensi unici: «Ho concentrato il mio intervento sui sensi unici. Non contestiamo il senso unico in sé, ma vogliamo porre l’attenzione su alcuni aspetti, come la sicurezza. Ad esempio, immagino Corso Garibaldi con parcheggi su entrambi i lati: in caso di traffico, non sarebbe possibile garantire il passaggio di un’ambulanza o di un’autopompa dei vigili del fuoco. Il senso unico può andare bene, ma va pianificato coinvolgendo i cittadini, i commer-
cianti e anche le opposizioni. È necessario strutturare meglio la questione dei parcheggi, lasciando vie preferenziali per i mezzi di emergenza».
Antonella Vaccaro ha invece posto l’accento sul ritardo nell’approvazione del regolamento sui servizi conto terzi della Polizia Locale: «Tra i vari punti trattati, ho voluto evidenziare il grave ritardo nell’approvazione del regolamento sui servizi della Polizia Locale per conto terzi. Si tratta di un regolamento non solo vantaggioso per il Comune, ma anche obbligatorio, in quanto previsto da una legge del 2017. Questo regolamento consentirebbe al Comune di recuperare e incamerare risorse economiche importanti. Nonostante i nostri continui solleciti, il regolamento è rimasto bloccato in prima com- missione consiliare per mesi. È una situazione di stallo che si sarebbe potuta evitare. Solo giovedì scorso siamo riusciti finalmente a sbloccare questa situazione: il regolamento è stato votato e approvato in prima commissione e ora dovrà essere discusso e approvato dal Consiglio comunale. Ritardi del genere, però, sono inaccettabili. Regolamenti così importanti dovrebbero essere approvati senza perdite di tempo. I cittadini meritano trasparenza, chiarezza e soprattutto responsabilità da parte di questa amministrazione». Francesco Fanelli ha criticato la mancanza di una visione strategica per la città: «Non c’è un’idea di città. Il problema più grave, però, è l’incapacità di questa amministrazione di reperire risorse attraverso avvisi pubblici nazionali o regionali per la realizzazione di progetti. Questa amministrazione si limita a gestire l’ordinario, e lo fa in modo approssimativo. Basti pensare ai problemi legati al Palazzetto Coni o alla Scuola Torraca. Ciò che manca è una programmazione coraggiosa. Questa amministrazione avrebbe dovuto riorganizzare la macchina amministrativa, so-

prattutto considerando le difficoltà economiche. È fondamentale reperire risorse attraverso bandi e avvisi per realizzare progetti strategici».
Antonio Vigilante ha espresso preoccupazione per la gestione complessiva della città: «Non si tratta di un semplice j’accuse, ma di una profonda preoccupazione per come questa amministrazione governa la città. Ci sono gravi problemi legati alle opere pubbliche, che rischiano di generare un danno erariale, un dato ormai consolidato, che sarà coperto con le tasse dei cittadini. Per quanto riguarda la viabilità, rileviamo un approccio sperimentale che danneggia i cittadini: non si possono prendere decisioni basandosi su prove, ma occorre pianificare sulla base di studi accurati. Ci preoccupa anche la chiusura della scuola Alcide De Gasperi, un pezzo di storia della città che viene cancellato senza alcuna attenzione o visione. È inaccettabile che questa amministrazione non abbia avuto il coraggio di affrontare questa situazione con la dovuta sensibilità. Infine, siamo profondamente delusi dal totale disinteresse verso un’opera strategica come il Ponte Musmeci. Come si intende valorizzare un’opera così importante per la nostra città? È necessario che l’amministrazione mostri maggiore attenzione e impegno per il futuro di Potenza».
F RANCESCO M ENONNA
La comunicazione del Consorzio di Bonifica al Mit certifica la conclusione dell’intervento. Ora si attendono collaudo e autorizzazione all’invaso
MARSICO NUOVO. «I lavori della diga di Marsico Nuovo sono conclusi e a certificarlo non è una dichiarazione politica, ma una comunicazione ufficiale inviata dal Consorzio di Bonifica della Basilicata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un atto formale che riporta il dibattito alla realtà dei fatti, che evidentemente smentiscono le polemiche strumentali». Così il vicepresidente e assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe. «Abbiamo scelto la strada della serietà e dei fatti, non quella dei proclami. Comunichiamo esclusivamente in presenza di notizie concrete di finanziamenti, avvio, avanzamento e conclusione lavori. Oggi c’è un documento ufficiale – continua Pepe – che attesta la conclusione dei lavori, compresa la

posa di tutta la strumentazione prevista dal progetto. Questo è un inequivocabile sigillo su un’opera attesa da anni e che qualcuno, forse troppo in fretta, aveva già dato per incompiuta.». Nel documento, datato 3 febbraio 2026, il Consorzio di Bonifica ha comunicato che gli interventi presso l’invaso di Marsi-
co Nuovo sono stati ultimati il 30 gennaio scorso. Inoltre ha invitato la Commissione di collaudo tecnico-amministrativo a dare corso, con urgenza, al completamento delle attività di propria competenza, e alla Direzione Generale per le Dighe di verificare la possibilità di avviare l’iter per l’autorizzazione all’invaso. Questi
rappresentano, dunque, i prossimi passaggi successivi al completamento dell’opera.
«La Regione ha svolto il suo ruolo di interazione istituzionale – e continuerà a farlo – e indirizzo politico in maniera costante e incisiva. Non ricordo una stagione in cui la nostra terra abbia conosciuto una mole simile di interventi sulle dighe e sugli schemi idrici. Abbiamo lavorato in silenzio, superando difficoltà tecniche e procedurali, e oggi siamo in grado di dire che la Regione ha fatto fino in fondo la sua parte. L’occasione è anche giusta per ringraziare il Consorzio di bonifica che è il titolare dell’intervento».
L’invaso, che ha una capacità di 5,3 milioni di metri cubi d’acqua, può servire un comprensorio irriguo di 1.400 ettari. I lavori hanno riguardato il ri-
pristino del manto del paramento di monte (la superficie dello sbarramento rivolta verso l’invaso, quella che riceve direttamente la spinta dell’acqua) e l’impermeabilizzazione e la riparazione di alcuni tratti del cunicolo longitudinale in cui si erano verificate perdite d’acqua che sono state causa della drastica riduzione del livello di invaso imposta dalla Direzione Generale delle Dighe. «Dietro queste procedure c’è il lavoro silenzioso di uffici e tecnici che devono rispettare normative, necessità dei territori e, non dimentichiamolo, la sicurezza delle comunità. La diga di Marsico Nuovo non è pertanto un simbolo astratto, ma la rappresentazione di volontà politica, atti amministrativi e interventi tecnici per dare una risposta concreta alla crisi idrica in Val d’Agri».
Il Prefetto Campanaro annuncia un piano di prevenzione e controllo per tutelare cittadini e lavoratori
POTENZA. Si è riunito ieri mattina, presso la Sala Italia del Palazzo del Governo, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto di Potenza Michele Campanaro. Al centro della discussione, la Direttiva emanata dal Ministro dell’Interno dopo la tragedia di Crans Montana, che ha riportato l’attenzione sul tema della sicurezza nei pubblici esercizi e nei locali di spettacolo.
Alla riunione hanno partecipato i vertici territoriali delle Forze di Polizia, il Sindaco del capoluogo Vincenzo Telesca, il Procuratore della Repubblica Maurizio Cardea, il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Luca Ponticelli, rappresentanti dell’Ispettorato del Lavoro, dell’ANCI Basilicata e delle principali associazioni di categoria. Un nuovo approccio alla sicurezza Il Prefetto Campanaro ha illustrato i punti salienti della Direttiva ministeriale, che punta a rafforzare la sicurezza nei locali pubblici attraverso controlli più mirati e una strategia preventiva. «Quanto accaduto a Crans-Montana ci richiama alla responsabilità di innalzare il livello di attenzione sulla sicurezza nei locali pubblici e di spettacolo. Non possiamo permetterci distrazioni: è in gioco la
tutela dell’incolumità di cittadini e lavoratori», ha dichiarato il Prefetto.
Tra le azioni operative emerse, spiccano:
Una mappatura aggiornata dei locali pubblici nel Comune di Potenza; Controlli capillari da parte di una task force composta da Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, ASP e Ispettorato del Lavoro; Sensibilizzazione degli operatori del settore tramite campagne informative e incontri formativi.
Il Prefetto ha inoltre passato in rassegna le tipologie di verifiche previste, tra cui: conformità alle norme antincendio, piani di emergenza, verifica della capienza autorizzata e controllo sull’uso di fuochi d’artificio nei locali. «Non ci sarà alcuna tolleranza per le violazioni delle norme di sicurezza, in particolare quelle antincendio», ha ribadito Campanaro.

di categoria. «Dobbiamo affiancare all’azione repressiva una strategia preventiva forte, fondata su una responsabilità condivisa», ha concluso il Prefetto, ringraziando i partecipanti per il senso di responsabilità dimostrato.
Grande attenzione è stata posta sulla necessità di una collaborazione multi-agency, coinvolgendo istituzioni, enti locali e associazioni
L’incontro ha segnato l’avvio di un percorso strutturato per garantire maggiore sicurezza e prevenire tragedie, con un’attenzione particolare ai locali frequentati dai giovani.
Denuncia di Carleo di “Territorio Attivo”: «Le istituzioni devono tutelare i più fragili, non deriderli. Chiediamo scuse pubbliche»

VIETRI. Nelle scorse ore a Vietri di Potenza, alcune dichiarazioni del sindaco Giordano e del gruppo di maggioranza “Vietri Nova” hanno suscitato reazioni e critiche da parte dei cittadini.
A denunciare l’accaduto è l’Associazione “Territorio Attivo”: «Riteniamo gravissimo e inaccettabile che il sindaco 5stelle, nonché Presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano e la lista civica 'Vietri Nova', nelle cui fila è stato eletto, abbiano fatto ironia su un ragazzo potenzialmente a rischio di disturbo da gioco d’azzardo, dopo che questo aveva riportato una libera riflessione sulla sua bacheca facebook personale». «Deridere, minimizzare o trattare con leggerezza una situazione di fragilità personale non è solo una mancanza di sensibilità: è un atto che tradisce il ruolo stesso delle istituzioni.afferma il presidente Rocco Carleo - La ludopatia è una patologia riconosciuta, che colpisce sempre più giovani e che può avere conseguenze devastanti sulla vita delle persone e delle loro famiglie. Trasformare il possibile disagio di un ragazzo in oggetto di sarca-
smo significa legittimare lo stigma, scoraggiare la richiesta di aiuto e alimentare una cultura dell’indifferenza verso la sofferenza».
«I rappresentanti di 'Vietri Nova' e il sindaco 5stelle Giordano come amministrazione dovrebbero responsabilmente farsi carico di prevenire le dipendenze, sostenere chi è in difficoltà e promuovere conoscenza e consapevolezza, anche nel rispetto dell’art. 9 del Decreto Dignità, emanato nel 2018 dal Presidente del Consiglio 5stelle Conte, disciplinante le misure per il contrasto del disturbo da gioco d'azzardo» prosegue Carleo che aggiunge: «Scegliere invece la via del pubblico dileggio dimostra una preoccupante incapacità di comprendere la portata sociale e umana del problema delle dipendenze». «Chiediamo scuse pubbliche per quanto accaduto e un immediato cambio di atteggiamento. - conclude Rocco Carleo di “Territorio Attivo” - Le istituzioni devono essere un presidio di tutela e dignità, soprattutto nei confronti dei più giovani e vulnerabili, non un megafono di superficialità e disprezzo».
L’attività ha riguardato anche individuazione e verifica delle posizioni più idonee all’installazione di stazioni meteorologiche e rilevatori idrometrici

Siamo ormai consapevoli che molte zone del territorio italiano sono fortemente a rischio idrogeologico, la potenziale minaccia di eventi legati all'acqua e al territorio, come frane, smottamenti, colate di fango e alluvioni da corsi d'acqua, possono mettere in pericolo persone, infrastrutture e beni a causa di condizioni meteorologiche avverse e instabilità del suolo, spesso aggravati dall'azione umana. Si procede così a sopralluoghi ed attività specifiche, come nel caso del territorio di Tito, dove nei giorni scorsi sono state svolte «attività di rilievo tecnico e indagini conoscitive sulle aree del territorio comunale nei punti maggiormente esposti al rischio idrogeologico e idraulico, nell’ambito delle attività associative finalizzate alla prevenzione e alla tutela della sicurezza del territorio» spiega l’Associazione Regionale
per l'osservazione, il monitoraggio e la tutela del territorio- Basilicata.
In quest’ottica è stato effettuato un sopralluogo lungo la Fiumara di Tito «con particolare riferimento all’area di Contrada dei Martiri e Pisciolo, ricadente nel territorio comunale. La verifica ha interessato il tratto fluviale e le sue caratteristiche morfologiche e idrauliche, al fine di approfondire la conoscenza di un’area che attualmente risulta priva di un sistema strutturato di monitoraggio idrometrico lungo il suo percorso». Il sottobacino del Melandro non è interessato da grossi corsi d'acqua ma è costituito da una discreta quantità di piccoli torrenti e fossi, molti a regime torrentizio (Torrente Melandro, Fiumara di Tito, Fiumara di Picerno, Torrente Platano e Torrente Pergola), che drenano l'acqua a valle segnando l'orografia del terri-

torio. Le massime portate si registrano nel periodo invernale, mentre nella stagione estiva è caratteristico un regime di magra. L’attività di valutazione però ha riguardato anche «l’individuazione e la verifica delle posizioni più idonee per l’installazione delle stazioni meteorologiche e dei rilevatori idrometrici -prosegue l’Associazione Regionale- tenendo conto delle condizioni dell’alveo, della sicurezza delle strutture, dell’accessibilità per le operazioni di manutenzione e della rappresentatività dei dati rilevati. Tali installazioni avranno il compito di monitorare in modo continuo i livelli idrometrici della fiumara, fornendo informazioni fondamentali per la prevenzione e la gestione del rischio idrogeologico e idraulico». Nel complesso dunque, «le attività svolte costituiscono una fase conoscitiva propedeutica a un
programma più ampio che prevede l’estensione delle valutazioni ad altre aree del territorio comunale potenzialmente soggette a criticità idrogeologiche e idrauliche, con l’obiettivo di realizzare una rete di monitoraggio sempre più capillare ed efficace –si avvia a concludere l’Aromt Basilicata- Il sopralluogo ha visto anche il coinvolgimento dei ragazzi dei “Giovani per la Protezione Civile”, attualmente impegnati nel Servizio Civile presso il Comune di Tito, favorendo un percorso di sensibilizzazione e formazione sul tema della prevenzione e della tutela del territorio. Avvicinare i giovani alla conoscenza e alla salvaguardia della propria città rappresenta un elemento fondamentale per costruire una comunità più consapevole e attenta alla sicurezza ambientale».
E MANUELA C ALABRESE


MATERA. La Polizia di Stato di Matera ha tratto in arresto, in flagranza differita, un uomo di 33 anni, residente a Matera, gravemente indiziato del reato di atti persecutori commessi nei confronti dell’ex compagna, condotte per le quali era già stato raggiunto da un provvedimento di ammonimento del Questore di Matera.La vittima ha denunciato alla Squadra Mobile che, il giorno precedente, mentre si trovava in auto in compagnia della figlia minore e di un ami-
co, l’ex compagno l’aveva affiancata in prossimità di un semaforo, speronando il veicolo. Subito dopo, l’uomo era sceso dall’auto, tentando di aprire con la forza la portiera dal lato del conducente e minacciando tutti gli occupanti.Il personale delle Volanti ha quindi acquisito immediatamente le immagini del sistema di videosorveglianza di un esercizio commerciale situato nelle vicinanze del luogo dell’evento. I filmati, analizzati dalla Polizia Scientifica, han-
no effettivamente immortalato la scena, confermando quanto denunciato dalla vittima.Peraltro, un testimone rimasto anonimo aveva segnalato il medesimo episodio utilizzando l’app “YouPol”, canale di comunicazione alternativo alla chiamata al numero di emergenza, collegato con la Centrale Operativa della Questura e monitorato ventiquattro ore su ventiquattro, fornendo un ulteriore riscontro all’attività di indagine.Su disposizione dell’Autorità giudi-

ziaria, l’uomo è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Primo incontro istituzionale in Provincia con Davide Della Cioppa: confronto su coordinamento tra enti e presidio del territorio Matera e
MATERA. Il Presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, ha accolto oggi nel Palazzo della Provincia il nuovo Questore della città dei Sassi, Davide Della Cioppa, in un incontro cordiale e proficuo volto a rafforzare il dialogo istituzionale tra l’Ente e la Polizia di Stato. Al centro del colloquio, la condivisione di strategie per la tutela della sicurezza e la promozione della legalità sull’intero territorio provinciale. Il confronto ha evidenziato la comune volontà di rafforzare il coordinamento tra le istituzioni, pilastro fondamentale per rispondere con efficacia al-
le esigenze dei cittadini e garantire un presidio dello Stato sempre più capillare.
«Al nuovo Questore – ha dichiarato il Presidente Mancini – rivolgo i più sentiti auguri di buon lavoro a nome dell’Amministrazione, dei dipendenti dell’Ente e di tutta la comunità provinciale, con la certezza di intraprendere un percorso condiviso al servizio dell’intera collettività materana». L’incontro conferma una collaborazione ritenuta imprescindibile per affrontare con visione unitaria le sfide del territorio e assicurare una presenza istituzionale autorevole, costante e vicina ai cittadini.

Mancini: «Partnership strategica per rafforzare i Comuni». Illustrate le nuove soluzioni di Cassa Depositi e Prestiti
MATERA. La sala consiliare della Provincia di Matera ha ospitato l’incontro «Insieme per il territorio – Cdp come partner strategico delle pubbliche amministrazioni», promosso da Cassa Depositi e Prestiti in collaborazione con l’Ente Provincia.Un appuntamento dedicato al confronto con gli enti locali e alla presentazione delle nuove soluzioni messe in campo da Cdp per sostenere la programmazione e gli investimenti sul territorio.Nel suo saluto, il Presidente della Provincia, Francesco Mancini, ha evidenziato come la collaborazione con Cdp rappresenti «uno strumento fondamentale per rafforzare la capacità amministrativa dei Comuni, accelerare la realizzazione delle opere pubbliche e accompagnare i territori in un percorso di sviluppo sostenibile e inclusivo».L’iniziativa

– ha aggiunto Mancini – si inserisce nel più ampio impegno della Provincia di Matera volto a promuovere sinergie istituzionali e strumenti utili a sostenere la cre-
scita del territorio, rafforzare la capacità progettuale degli enti locali e favorire investimenti strategici per la comunità. Nel corso dell’incontro, Mariana
Liuzzi, responsabile Relazioni Business Pubblica Amministrazione Sud Est Italia, e Antonietta Malatesta, referente Business Pubblica Amministrazione Basilicata, hanno illustrato le opportunità offerte da Cdp alla pubblica amministrazione, con particolare attenzione alla rinegoziazione 2026 e agli strumenti finanziari dedicati agli investimenti locali. Numerosi i rappresentanti degli enti locali presenti, a partire dal presidente di Anci Basilicata, Gerardo Larocca, che hanno potuto approfondire aspetti tecnici e operativi anche grazie a incontri bilaterali dedicati ai singoli Comuni, per affrontare esigenze specifiche e valutare percorsi di collaborazione personalizzati. Un confronto che ha confermato l’interesse e la necessità di un dialogo costante tra istituzioni e Cdp.


La delibera di Giunta chiude l’iter amministrativo e sancisce anche il riconoscimento economico dell’organismo di coordinamento associativo
La Giunta regionale della Basilicata ha approvato una delibera che segna un passaggio decisivo per il sistema delle Pro Loco lucane. Il provvedimento conclude infatti l’iter burocratico di certificazione del sostanziale riconoscimento, anche sul piano economico, della Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps quale organismo di rappresentanza, coordinamento e assistenza delle Pro Loco affiliate alla Rete associativa di Terzo Settore Pro Loco Epli – Ente Pro Loco Italiane Aps.
Un risultato accolto con grande soddisfazione dal presidente nazionale della Rete Epli, Pasquale Ciurleo, e dal presidente regionale della Rete Ente Pro Loco Basilicata, Rocco Franciosa. Entrambi hanno voluto esprimere un sentito ringraziamento al presidente della Regione Basilicata,
Vito Bardi, all’intera Giunta regionale e alla direttrice dell’Apt Basilicata, Margherita Sarli, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nei confronti del mondo delle Pro Loco.«Ci impegniamo a continuare il nostro lavoro a favore della crescita del sistema Pro Loco lucano, per la custodia e la promozione del patrimonio culturale materiale e immateriale della Basilicata, con un’attenzione particolare alla sostenibilità sociale e ambientale dei territori», hanno concluso i presidenti Ciurleo e Franciosa.
Il riconoscimento regionale rappresenta un passaggio strategico per rafforzare il ruolo delle Pro Loco come presidio culturale e sociale, valorizzando il contributo dell’associazionismo nella promozione identitaria e nello sviluppo sostenibile delle comunità locali.

La rubrica di Cronache esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà
Ci sono giorni in cui sembra che il mondo ci chieda di essere forti, di resistere, di non piegarci di fronte alle difficoltà.

Eppure, spesso, la forza più grande non si manifesta nei gesti rumorosi o nelle parole altisonanti, ma in ciò che facciamo quando scegliamo di essere gentili, anche quando è più facile chiudersi in se stessi. Pensiamo a quella persona che incontriamo per strada, affaticata, con il peso di mille preoccupazioni.
Un sorriso, un piccolo gesto di attenzione, un “come stai?” sincero: sembrano insignificanti, eppure possono accendere una luce in chi si sente invisibile, sola o scoraggiata. La gentilezza, quando è au- tentica, non è mai debolezza. È un atto di coraggio.
È la decisione consapevole di seminare fiducia in un mondo che, troppo spesso, dimentica l’importanza dell’altro. E questo coraggio, sorprendentemente, torna indietro.
Ogni piccolo gesto positivo, ogni parola di sostegno, ogni attenzione sincera ha la capacità di tra-
sformare chi la riceve e chi la offre.
È un circolo che rinnova la speranza, che insegna a guardare oltre le difficoltà e a scorgere possibilità laddove tutto sembra impossibile. Non possiamo controllare ciò che accade intorno a noi: le ingiustizie, le sofferenze, le circostanze avverse. Ma possiamo scegliere come reagire. Possiamo decidere di coltivare la compassione, di proteggere la dignità di chi ci sta accanto, di non arrenderci alla superficialità o all’indifferenza.
Ogni azione gentile è una piccola rivoluzione personale, capace di restituire senso e armonia anche nei momenti più bui.
Se senti il peso del mondo sulle spalle, non temere di fermarti un attimo e offrire a te stesso e agli altri una carezza, un pensiero positivo, un atto di solidarietà. Non è un segno di debolezza, ma la conferma di quanto grande sia la tua forza. E chi riceve la tua gentilezza spesso troverà dentro di sé la forza per continuare a camminare, a sorridere, a sperare.
In fondo, cambiare il mondo non

richiede gesti eclatanti: basta iniziare da un cuore aperto, da una parola sincera, da un piccolo coraggio quotidiano. È lì che nasce la vera
trasformazione, e


A coordinare le attività il lucano vicepresidente Adise. L’evento i conferma un punto di riferimento nel settore
Il Calciomercato di Milano si è confermato anche in questa edizione come un appuntamento centrale per il calcio italiano e internazionale, non solo per le dinamiche legate al mercato, ma soprattutto per la capacità di offrire momenti di riflessione qualificata sui temi che attraversano il sistema calcistico contemporaneo. A coordinare e condurre le attività per conto di ADISE – Associazione Italiana Direttori Sportivi, ancora una volta, è stato il lucano Rocco Galasso, vicepresidente dell’associazione, che ha seguito con attenzione e continuità l’intera organizzazione dell’evento. Particolarmente apprezzata è stata la cura con cui sono stati strutturati i due convegni tematici, capaci di richiamare a Milano le diverse componenti del mondo del calcio: dirigenti, medici, istituzioni, comunicatori e operatori del settore. Il primo appuntamento, dal titolo “Gestione del calciatore come asset di mercato: performance, prevenzione e sostenibilità sportiva”, ha posto al centro il tema della tutela della salute dell’atleta come valore sportivo, umano ed economico. Un

confronto di alto profilo che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e tecnici del calcio italiano, del mondo medicolegale e sanitario, oltre a contributi fondamentali dell’AIC. Proprio l’AIC ha offerto una riflessione di grande impatto a partire da uno studio approfondito e scientificamente strutturato sull’entità, la frequenza e la tipologia degli infortuni nei campionati professionistici, supportato da dati statistici precisi e aggiornati. Un’analisi che ha arricchito il dibattito su prevenzione, sostenibilità e gestione consapevole del calciatore nel tempo. Il secondo convegno, “Calciomercato e media: il mer-
cato in tempo reale”, ha affrontato invece il tema dell’evoluzione della comunicazione calcistica e del suo impatto diretto sulle strategie di mercato. Anche in questo caso l’evento ha visto la partecipazione trasversale di figure istituzionali del calcio professionistico, con rappresentanti delle Leghe, del mondo federale e del sistema sportivo, accanto a protagonisti della comunicazione nazionale e internazionale. Tra gli interventi più seguiti, quelli di Gianluca Di Marzio, di direttori di testate specializzate, di progetti editoriali digitali e di responsabili marketing di club europei di primo livello, come l’Atlético Madrid,

capaci di offrire una lettura concreta e moderna del rapporto tra informazione, tempi reali e calciomercato.
A fare da cornice a questo impegno, portato avanti da Rocco Galasso ormai con continuità negli ultimi anni, il lavoro di uno staff di collaboratori qualificati, che lo ha supportato nelle fasi operative: dalla gestione degli accrediti all’organizzazione della location, dall’allestimento degli spazi all’accoglienza delle società e degli operatori. Un lavoro spesso poco visibile, ma decisivo, che con-
sente al Calciomercato di Milano di essere riconosciuto come punto di riferimento anche logistico e organizzativo per il mondo calcistico durante la permanenza in città.
Ancora una volta è emersa la capacità di Galasso di mettere insieme competenze, ruoli e sensibilità diverse, creando occasioni di confronto reale e costruttivo. Un approccio che rafforza il valore del Calciomercato non solo come luogo di trattative, ma come spazio di idee, analisi e crescita del sistema calcio nel suo insieme.
Undici storie, undici discipline, un viaggio emozionante nell’universo sportivo del territorio lucano
“Press Corner” racconta gli sport meno noti: al via il progetto di Orienta Sport

Non solo un viaggio metaforico, ma una vera e propria emozionante avventura, nell’universo poliedrico degli sport. Un format che intende comunicare la bellezza e le innumerevoli particolarità degli sport meno noti del territorio potentino, ma che ha l’ambizione di costruire un racconto nuovo e rinnovato di tante discipline non ancora esplorate. Questo il cuore pulsante del nuovo
progetto “Press Corner. Viaggio nel mondo dello Sport locale” del Comitato Orienta Sport di Potenza e della sua ideatrice, la giornalista Virginia Cortese. L’idea è stata presentata ufficialmente ieri mattina, in un incontro ospitato nella sede di Casa BCC Basilicata in via del Gallitello, nel capoluogo. L’iniziativa ha ricevuto una favorevole accoglienza da parte dell’o-
spite, il direttore generale della BCC, Giorgio Costantino e i dettagli sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa. Matteo Schiavo, coordinatore di Orienta Sport, ha sottolineato: «“Press Corner” si attesta nel solco di un cammino ben preciso che l’intero Comitato ha strutturato, in questi due anni di costituzione del gruppo. Lo sport per noi è comunità, aggregazione, è attenzione culturale, sociale. Lo sport è la possibilità di difendere il diritto di tutti alla pratica e all’attività, è tutela della passione, è occasione di incontro e di ascolto. Il viaggio che abbiamo intrapreso in questo primo momento dedicato all’interno di 11 realtà è un’occasione privilegiata per registrare la “vita autentica” di tante discipline che spesso non hanno voce e spazio per raccontarsi».
Gli ha fatto eco, Virginia Cortese: «Un percorso e un’indagine che ci hanno lasciato tanto, a livello professionale e soprattutto umano. Con “Press Corner”, abbiamo accolto le voci, la visione e la decli-
nazione dello sport e siamo riusciti a tradurre, con il linguaggio che oggi parla a un pubblico trasversale, i sacrifici e i risultati, le difficoltà e l’amore dedito per lo sport».
«A partire da oggi, sui canali social del Comitato Orienta Sport, riproporremo le interviste e, se vogliamo, questa esplorazione inedita e vibrante dello sport, degli sport, così come ci è stata restituita nel momento dell’ascolto. Undici, come detto, gli spaccati: l’avvio ufficiale con il prof. Giuseppe Spadafora, pedagogista di fama mondiale, cui hanno fatto seguito le testimonianze di atleti, tecnici, presidenti e maestri di associazioni sportive di ginnastica artistica, di pallavolo, di subbuteo, di kick boxing, di polisportive, di tiro a volo, del calcio, della boxe e della pallacanestro. Un primo quadro di forte interesse, inedito nel suo genere che intendiamo estendere nel tempo, dedicandoci ancora a quanti, non convenzionalmente, vogliano affidarci la proprio storia e i relativi significanti» conclude.
